La Barbie

 

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Barbie è una delle bambole più vendute al mondo, il primo esemplare in commercio risale al 9 marzo 1959. La Barbie più venduta è stata distribuita nel 1992, Totally Hair Barbie, con capelli acconciabili lunghi fino ai piedi della bambola.

 

Mentre Ruth Handler guardava sua figlia giocare con delle bambole di carta, si rese conto che spesso le piaceva dare alle bambole dei ruoli da adulti. All'epoca la maggior parte delle bambole rappresentava neonati. Realizzando che poteva trattarsi di una ottima scelta di mercato, Handler suggerì l'idea di una linea di bambole dall'aspetto adulto a suo marito Elliot, il co-fondatore della casa di giocattoli Mattel. Inizialmente l'idea non sembrò entusiasmarlo molto. Rielaborando l'idea di una bambola simile all'idea che aveva in mente, commercializzata in Germania, (la Bild Lilli ), la Handler, aiutata dall'ingegnere Jack Ryan, creò la prima Barbie, a cui fu dato il nome della figlia degli Handler, Barbara appunto. Barbie fece la sua apparizione nei negozi il 9 marzo 1959, vestita con un costume zebrato, e con i capelli legati con una lunga coda. Costruita in Giappone, nel primo anno di "vita", furono vendute 350.000 Barbie. Barbie è stato anche il primo giocattolo ad avere una strategia di mercato basato massicciamente sulla pubblicità televisiva, strategia successivamente ripresa da tutti i giocattoli a venire. È stato stimato che oltre un miliardo di Barbie sono state vendute in oltre 150 nazioni, e la Mattel ha dichiarato che vengono vendute tre Barbie al secondo. Il 9 marzo 2009, i telegiornali italiani comunicano i 50 anni della bambola insieme a Topo Gigio.

 

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Tesina di Castellana Simona

 

Barbie icona di plastica

 

Immersi nella società dell’immagine, da sempre continuiamo ad esser schiavi della bellezza e sottoposti a servirla, a volte, anche al caro prezzo di vere e proprie privazioni e sofferenze fisiche. É stata abbandonata definitivamente l’era dell’ essere e abbracciata invece, con entusiasmo, quella dell’ apparire che fa della fisicità un simbolo, una condizione.Viene quindi spontaneo domandarsi quanto effettivamente pesino i modelli di bellezza presentati dalla cultura (del mondo industrializzato) e dai mass-media che ci influenzano spingendoci a perseguire ideali di perfezione spesso irraggiungibili.Se nell’antica Grecia il modello di perfezione estetica femminile era scolpito nelle forme rotonde e nei fianchi pronunciati della”Venere di Milo”, oggi è rappresentato dal fisico esile e slanciato, dal seno piccolo e dal sorriso smagliante della bambola più famosa al mondo: la Barbie.La Barbie oltre ad essere la compagna di gioco della maggior parte delle bambine costituisce una vera e propria icona di bellezza di plastica che moltissime donne sognano di raggiungere. Per rimodellare parti del corpo poco estetiche, una soluzione è ricorrere alla chirurgia plastica, attualmente abusata a tal fine, distorcendo lo scopo medico iniziale di correzione per motivi di salute. Alla base della richiesta degli interventi in chirurgia plastica si trova un possibile disagio con sé stessi ma anche l’esigenza di sentirsi “all’altezza” dei canoni di bellezza a noi proposti. Oggi infatti le motivazioni che spingono a sfruttare questo rimedio sono spesso futili e superficiali.

 

Stiamo assistendo ad una crescita spasmodica della domanda di prodotti cosmetici per non parlare delle palestre e centri di benessere che hanno avuto un boom economico impressionante legato a numerosissimi nuovi iscritti. La richiesta di questi beni e servizi si è incrementata a tal punto che si è ipotizzato che fra dieci anni buona parte del PIL ne potrebbe essere seriamente influenzata.Il Pil rappresenta il valore di tutti i beni e servizi prodotti dal sistema economico in un dato periodo di tempo (trimestre o anno) ed è la misura fondamentale dell’attività economica.Peraltro il settore della chirurgia estetica è uno dei pochi a non aver risentito della crisi economica e sopratutto in questo periodo pre-estate sono sempre di più le persone che ricorrono a qualche ritocco.Proprio per via della grande richiesta di finanziamenti per la chirurgia estetica sono nati addirittura dei prestiti per salute e bellezza, per aiutare chi è disposto ad indebitarsi pur di migliorare il proprio corpo, perchè i costi per queste operazioni e trattamenti sono spesso molto elevati.Il finanziamento salute/bellezza è rivolto a tutti i lavoratori dipendenti e copre sia le spese mediche sia quelle per interventi estetici, è a tasso fisso e con rientri previsti sino a 120 mesi.Nel corso del 2008, negli Stati Uniti, sono stati realizzati all’incirca 11 milioni e 700 mila interventi di chirurgia estetica, come riporta il resoconto della Società Americana di Chirurgia Plastica.

 

Nel corso del 2008, negli Stati Uniti, sono stati realizzati all’incirca 11 milioni e 700 mila interventi di chirurgia estetica.

Il dato comprende sia gli interventi chirurgici in senso stretto, sia tutte le procedure che comunemente verrebbero definite di medicina estetica. Queste ultime rappresentano addirittura l’82% del totale degli interventi mentre il restante 18% è rappresentato dalla chirurgia.

 

Una buona contribuente per gli Stati Uniti è sicuramente Cindy Jackson, la donna che detiene il guinness dei primati per il numero di interventi estetici subiti ricorrendo alla chirurgia al fine di perseguire il suo sogno: somigliare il più possibile alla sua bambola preferita di quando era bambina.

 

Cindy Jackson, la donna - Barbie

 

Dopo 27 operazioni chirurgiche e un investimento di circa 150.000 dollari Cindy è riuscita a diventare identica alla bionda ed eternamente giovane Barbie. Seguendo il suo esempio, decine di donne in tutto il mondo si stanno trasformando in cloni della bambola.

 

Come noto, infatti, Barbie è oggi un vero e proprio fenomeno di culto e di costume, avendo seguito negli anni la moda dell’abbigliamento femminile, delle acconciature e perfino riprodotto, prima con lo sguardo basso e laterale poi frontale e spigliato, il modo in cui la società pensava l’ideale femminile.

 

Barbie è oggi un vero e proprio fenomeno di culto e di costume

 

Barbie è stato anche il primo giocattolo ad avere una strategia di marketing focalizzata sugli spot televisivi (tipo di pubblicità veicolato da un particolare mass media, la televisione) strategia successivamente ripresa da tutti i giocattoli a venire. È stato stimato che oltre un miliardo di Barbie sono state vendute in oltre 150 nazioni e che vengono acquistate in media tre barbie al secondo. Dal primo giorno in cui venne messa in commercio, 9 marzo 1959, i due fondatori della bambola iniziarono a venderla come ossessi riuscendo ad arrivare, nel primo anno di vita, a 350.000 barbie vendute.La casa produttrice della diva di plastica, la Mattel, è diventata in poco tempo il tempio del gioco per milioni di bambini, fornendo ai più appassionati anche le limited edition.Ad ora esistono circa 100,000 collezionisti di barbie ed il 40% di loro spendono oltre 1000 dollari all’anno per aggiornare la propria collezione.

 

La nuova Barbie da collezione costa circa 95mila dollari ed è la più costosa al mondo.La famosa bambola indossa 318 diamanti, tutti veri, orecchini, coroncina, bracciale e anello in oro bianco e diamanti.

 

A distanza di 50 anni la notorietà di Barbie è giunta ai massimi livelli.Per calcolarli c’è un sistema: si chiama “Indice di penetrazione sul mercato”.L’Indice di Penetrazione esprime il rapporto fra il livello competitivo raggiunto da un prodotto, in una certa zona nel mercato di riferimento e il livello competitivo raggiunto dallo stesso prodotto, nel mercato di riferimento nazionale.

L’Italia detiene il record di questo indice in Europa, pari al 99 per cento. Significa che 99 individui su 100 (in questo caso bambine dai 3 ai 10 anni di età) possiedono almeno un pezzo del prodotto di riferimento.Sulla base di questi dati gli esperti definiscono unanimemente Barbie “Il più importante fenomeno di marketing del secolo” .L’altro modo per calcolare al volo il successo della bambola è quello di contare il numero di imitazioni; accanto a lei occupano gli scaffali dei negozi di giocattoli svariate altre ragazze di plastica che incarnano, sia pur con meno successo, i sogni delle bambine.Si è stimato inoltre che per vestire Barbie siano state utilizzate circa 105 milioni di Yarde di tessuto e sulla base di questi dati la casa produttrice Mattel è considerata una delle più grandi aziende manifatturiere al mondo. In questi anni la sua escalation nel mondo della moda non si è mai fermata al punto che 50 interpretazioni di Barbie da designer internazionali sono state di scena alla Fashion week di New York, il 14 febbraio scorso. Barbie “Il più importante fenomeno di marketing del secolo” .

 

Barbie, con il colosso Mattel che la produce da sempre, è stata sponsor dell’appuntamento con la settimana della moda americana e l’accordo, prevede una partnership per tre anni. Stilisti e case di moda hanno creato nuovi capi di abbigliamento-icona, appositamente per il compleanno della bambola-modella, alta appena 29,5 centimetri. Fin dagli Anni 60 la casa produttrice Mattel si è dedicata a identificare i trend correlati ai gusti delle teenager: tutte le bambole, gli abiti e gli accessori del mondo di Barbie altro non sono che l’immagine riflessa delle aspirazioni delle bambine, che permettono loro di proiettarsi nel mondo degli adulti.Barbie rappresenta infatti un ideale femminile e specchio sociale del quotidiano vestendo i trend del momento.Per la mini top model, oltre cento stilisti fino ad oggi hanno creato i suoi abiti, tra questi Dior, Saint Laurent, Armani e Versace e per il suo cinquantesimo anniversario ha ricevuto un vero e proprio regalo di eccezione nato dalla collaborazione tra Mattel e FIAT: la Casa torinese le ha infatti dedicato un’originale Fiat 500 show car, una vera e propria “shock car” come dimostra la lucentezza del suo colore esterno di carrozzeria.

 

EconomiaLa vettura rigorosamente rosa ha un look alla moda, ma con un pizzico di ironia.La carrozzeria esterna è realizzata con l’impiego di vernici laccate e profonde, simili allo smalto.All’interno risalta la morbidezza dei tessuti e inoltre, i tappetini sono impreziositi da fili di seta e nei vani portaoggetti si possono trovare lucidalabbra dai colori brillanti.

 

Economiala Fiat 500 è stata selezionata quale macchina ufficiale della Barbie poiché famosa in tutto il mondo per via dei suoi straordinari accessori e riconosciuta quale massima espressione del Made in Italy, del glamour e come una delle auto più sofisticate e ricercate nel mondo intero.La sinergia tra Barbie e la Fiat 500 è chiara: entrambi i marchi vantano una popolarità e un profilo inimitabili ed esse vengono quindi riconosciute istantaneamente a livello mondiale e, poichéaffondano entrambe le proprie radici nell`eccellenza, quanto a design formano unbinomio perfetto. Le vere icone di stile trascendono generazioni, mode e tendenze. Le origini siadella Fiat che di Barbie risalgono alla fine degli anni `50 e continuano ariscuotere un amplissimo successo, rimanendo fedeli al loro retaggio comune didesign eccellente e stile.

 

SpagnoloBarbie è sicuramente la bambola più famosa della terra, la sua internazionalità è dimostrata dall’ampia collezione di bambole che incarnano le donne di ogni paese del mondo con le loro caratteristiche e abiti tipici locali. Il giocattolo ha rappresentato 50 nazionalità finora. Più di quanto la maggior parte dei canali televisivi possa dichiarare.La firma Mattel ha lanciato da poco sul mercato la Barbie spagnola, un modello ispirato alla cultura andaluza e alla moda del flamenco.

 

La firma Mattel acaba de lanzar al mercado la Barbie España, un modelo de esta conocida muñeca inspirado en la cultura andaluza y la moda flamenca. A las reminiscencias de la Pasión y la Feria, se añade el flamenco.La empresa juguetera explica que el flamenco es un arte reconocido a nivel internacional y forma parte de la cultura española, por lo que es normal que Barbie España lleve un vestido inspirado en este arte.El flamenco es un género español de música y danza que se originó en Andalucía en el siglo XVIII, que tiene como base la música y la danza andaluza y en cuya creación y desarrollo tuvieron un papel fundamental los andaluces de etnia gitana. El cante, el toque y el baile son las principales facetas del flamenco.

 

Vestida de rojo y negro, con volantes de encaje, mantilla y abanico, esta nueva edición de Barbie especial para coleccionistas y pertenece a la serie Muñecas del Mundo. La nueva Barbie España pretende aunar las distintas tradiciones andalusa llevando un traje basado en “el típico que visten las mujeres en las festividades importantes de Andalucía.El folclore andaluz es muy variado y vistoso. En él se reflejan muchas tradiciones que se han conservado a lo largo de la historia.

 

MattelLa muñeca inspirada en la cultura andaluza.

 

SpagnoloFerias y fiestas. Las ferias surgieron hace varios siglos para que los habitantes de cada pueblo pudieran comprar o vender productos agrícolas o artesanales. Hoy día sólo tienen un carácter festivo, es decir, la gente sólo va a ellas para divertirse. Casi todas ellas se celebran durante la primavera y el verano, destacando la Feria de Abril de Sevilla, la de Málaga y la del Caballo de Jerez. Las fiestas son en su mayoría de origen religioso. Destaca la celebración de la Semana Santa en muchas localidades. Durante esos días se representa, mediante procesiones que recorren las calles de las ciudades, escenas de la Pasión de Jesucristo. Son muy conocidas las procesiones de la Semana Santa de Sevilla y las de Málaga. Otras procesiones y fiestas importantes son la del Corpus de Granada y las Cruces de mayo de Granada y Córdoba.No es la primera vez que Mattel refleja la cultura espanolas en sus productos. En 1983 vistió por primer vez a la muñeca de sevillana. ¿Existirá el Ken torero? Serían la pareja perfecta. Ole, ole y Ole!!

 

Storia Barbie la Bambola Ariano-Ebrea

 

Barbie nasce come rielaborazione statunitense di un modello di bambola - di nome Lilli - commercializzato in Germania nel 1955 da un’industria di giocattoli che aveva fatto fortuna vendendo soldatini nel periodo nazista. Lilli si rivolgeva a un pubblico adulto e impersonava il modello di bellezza promosso dall’ormai defunto regime hitleriano.

Quel modello era ancora giudicato ideale dal tedesco medio di allora, per la teoria della superiorità della razza che rendeva quella ariana superiore alle altre. Osservando una Barbie effettivamente non si possono non notare le caratteristiche della “fisicità ariana” .Essa è appunto bionda e con gli occhi azzurri, alta, atletica e con la carnagione chiara. Scavando nell’ideologia di “razza perfetta” di Hitler si apprende che egli credeva che la perfezione dell’ariano non dovesse essere compromessa o contaminata da “razze inferiori” e che quest’ultime dovessero essere quindi eliminate.

 

L’assurda dottrina nazista si basava sul concetto della superiorità di una razza sulle altre, teoria che non ha nessun fondamento. Addirittura, scientificamente non ha senso l’idea stessa che esistano differenti razze umane; il colore della pelle, gli occhi più o meno allungati, i capelli ricci o lisci sono solo caratteristiche estetiche che nei secoli e nei millenni si sono sviluppate in modo diverso ma queste caratteristiche fisiche non hanno niente a che vedere con le capacità e le qualità di ciascun individuo.La Germania Hitleriana però fermamente convinta del contrario, aveva il compito di affermare tale superiorità e di combattere chi si opponeva.Le prove di superiorità ariana s’ incrociavano con giudizi estetici, dal momento che solo gli ariani, secondo l’ideologia nazista, riproducevano le “proporzioni assolute della bellezza architettonica” secondo il paradigma greco. Gli ebrei venivano invece paragonati a cimici e topi, animali nocivi e brutti che dovevano essere sterminati: la propaganda di massa provvedeva alla documentazione che mostrava le “tipiche” facce ebraiche accompagnate da didascalie indicanti la scarsa rassomiglianza dei volti così ritratti con quelli degli esseri umani. La schematizzazione inerente a tutto il pensiero razzista giungeva così alle sue estreme conseguenze: gli stereotipi prendevano il posto degli uomini e delle donne reali.Perché la bambola ariana Lilli diventasse Barbie era però necessario che nel 1956 Elliot Handler, proprietario della Mattel, un’azienda che produceva giocattoli e sua moglie Ruth (figlia di genitori ebrei) passassero davanti alla vetrina di un negozio di Lucerna.La donna rimase colpita dalla bambola e così scoccò la scintilla imprenditoriale che fece importare negli Usa un prodotto «ariano» grazie a una donna di origine ebraica del tutto inconsapevole della derivazione cripto-razziale di quella bambola. Nel corso degli anni il termine «Barbie» ha spesso assunto il significato dispregiativo di ragazza di bell’aspetto ma priva di spessore e sostanzialmente stupida.La rosea vita di Barbie negli anni ha subìto numerosi atti d’accusa: chi l’ha considerata un gioco troppo sessualmente allusivo, chi un modello troppo effimero e consumistico e chi come un ideale femminile da respingere e combattere, perché rappresentativo di un mondo di valori superato e sbagliato.Nel settembre 2003 l’ Arabia Saudita ha messo fuori legge la vendita delle bambole Barbie, trovandole non conformi con i principi dell’Islam.Il “Comitato per la Propagazione della Virtù e la Prevenzione dal vizio” ha affermato che “le bambole ebree “ Barbie, con i loro abiti succinti e le loro pose peccaminose, sono il simbolo della decadenza del perverso occidente.In Medio Oriente è stata creata una bambola alternativa chiamata Fulla simile a Barbie ma disegnata per essere più accettabile nel mercato islamico.

 

Barbie Fulla

Ideata da una azienda Siriana, Fulla ha i capelli e occhi scuri ed è venduta corredata di velo e diversi abiti e gadget, come il tappeto per la preghiera.Fulla non potrà mai rimanere senza indumenti, totalmente nuda, perchè sotto tutti quei vestiti si nasconde un casto costume intero, incollato al corpo.

 

La bambola planetaria ha anche raggiunto il primato di giocattolo più odiato.

 

La bambola planetaria ha anche raggiunto il primato di giocattolo più odiato. La fama ha contribuito a far crescere l’amore e il desiderio di possederla ma una volta ottenuta, nella testa delle bambine, scatta spesso una molla.Una ricerca ha dimostrato infatti che le bambine crescendo di anno in anno, proiettano la loro aggressività sulla bambola, che tende a detta dei dottori a ricordare il passato infantile proponendo un prototipo di bellezza molto lontano dal comune.La bambina che si sente adulta ripone nella bambola tutte le sue torture più atroci, non solo tirate di capelli e tagli, una barbie abbandonata senza vestiti è il primo sintomo.

 

Insomma Barbie non ha avuto solo ammiratori nella sua vita ma forse non tutti sanno che essa ha attraversato le trasformazioni della società, del costume e della moda: il suo personaggio, modello perfetto di glamour, nasce con un obiettivo preciso, quello di accompagnare le ragazzine verso l’età adulta. Inoltre gli ideatori si servirono dell’immagine di Barbie per promuovere l’uguaglianza tra i sessi.La bambolina ha, infatti, intrapreso molteplici lavori: è stata infermiera, astronauta, ambasciatrice di pace per l’Unicef, vigile del fuoco, pilota d’aereo, ufficiale militare e paleontologa e infine nel 2004, anticipando pure Hillary Clinton, si è candidata anche alla presidenza degli Stati Uniti con il “Partito delle Ragazze”.Con tutti questi lavori ha voluto dimostrare che le donne possono intraprendere con successo qualsiasi carriera, un’emancipazione solo di facciata però perché Barbie, nonostante la tuta da astronauta, non rinuncia alla sua prima e vera essenza di casalinga e per l’America degli anni ’50 e ’60 è l’incarnazione, in plastica,della donna perfetta, bellissima ed eternamente giovane.

 

Il suo personaggio, modello perfetto di glamournasce con un obiettivo preciso

Il maggior rappresentante inglese del movimento letterario e culturale dell’estetismo, Oscar Wilde, ci insegna però che la ricerca ossessiva della bellezza e la presunzione di poterla mantenere per sempre non porta a nulla di buono. “Il ritratto di Dorian Gray” è l’opera che maggiormente centra questo tema.La storia di un ragazzo bello e giovane che al fine di mantenere le sue caratteristiche estetiche per sempre fa “un patto con il diavolo”. I segni del tempo faranno invecchiare e imbruttire il suo ritratto al posto suo.

 

Wilde adopted “the aesthetic ideal”. He affirmed that his life is like a “ work of art “. He embodied the figure of the dandy: an aristocrat whose elegance is a symbol of the superiority of his spirit. The Wilde as dandy was interest only in beautiful clothes, good conversation and delicious food.The novel that most reflect the personality of Wilde is “the picture of Dorian Gray”.The novel begins with Lord Henry Wotton, observing the artist Basil Hallward painting the portrait of a very handsome young man named Dorian Gray. Dorian begins to think that beauty is the only important aspect of life. He wishes that the portrait of himself, which Basil is painting, would grow old in his place.

 

He wants to be beautiful and young for ever like his portrait on the picture. But while all his dreams are satisfied all the sins and the bad things of his life appear on the picture.Under the influence of Lord Henry, Dorian begins an exploration of his senses. He discovers an actress, Sibyl Vane, who performs Shakespeare in a dingy theatre. Dorian approaches her, and soon proposes marriage. Sibyl, who refers to him as “Prince Charming,” but her protective brother, James, tells her that if “Prince Charming” ever harms her, he will kill him.Dorian then invites Basil and Lord Henry to see Sibyl perform in Romeo and Juliet. Sibyl suddenly loses her acting abilities through the experience of true love with Dorian, and performs very badly. Dorian rejects her, saying that her beauty was in her art, and if she could no longer act, he was no longer interested in her.Actually Dorian lives only for pleasure using everyone and letting people die for his insensitivity. When he returns home, Dorian notices that Basil’s portrait of him has changed. After examining the painting, Dorian realizes that his wish has come true - the portrait’s expression now will age with each sin he commits, while his own appearance remains unchanged. He decides to reconcile with Sibyl, but Lord Henry arrives in the morning to say that Sibyl has killed herself. Over the next eighteen years, Dorian experiments with every vice, mostly under the influence of a french novel, a present from Lord Henry. Wilde never reveals the title but his inspiration was possibly drawn from Joris-Karl Huysmans’s À rebours . One night, before he leaves for Paris, Basil arrives to question Dorian about the rumours of his indulgences. He takes Basil to the portrait, which is revealed to have become as hideous as Dorian’s sins. Dorian blames the artist for his fate, and stabs Basil to death. Wishing to escape his crime, Dorian travels to an opium den.

 

Il mondo virtuale di Barbie

 

La concezione che vuole la Barbie condannata all’eterna giovinezza non le impedisce però di essere superata dalle nuove invenzioni tecnologiche in materia di giocattoli.E’ costretta a correre ai ripari ,la ragazza di plastica che se si trova a confrontarsi con le avanguardie tecnologiche, non ha altra via di scampo che il cyberspazio. Nasce così una Second life tutta rosa anche per lei, la creazione di un mondo virtuale di perfezione in cui la bionda bambola può muoversi circondata da altre Barbie e Ken uguali a lei.

 

Viene spontaneo chiedersi quanto la ricreazione di una società “perfetta” fatta da fisici scolpiti e abitanti sempre sorridenti e felici ,proposta dall’azienda produttrice Mattel, possa influenzare gli utenti, soprattutto bambini, che vi accedono. Questa domanda ha scatenato psicologi e sociologi di tutto il mondo per seguire e studiare un fenomeno che ha alienato moltissime persone portandole a vivere prevalentemente nella “seconda vita” piuttosto che nella “vita reale”. Alcune ricerche hanno dimostrato che molti utenti del mondo virtuale si sentano più al sicuro e a proprio agio nel mondo da loro costruito che nell’effettiva società reale, questa tendenza oggi spinge molte persone al desiderio di chiudersi in casa vivendo la loro second life virtuale piuttosto che affrontare la vita reale che sta al di fuori della loro stanza.

 

 

 

Fonte : http://skuola.tiscali.it/

 

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