Ebay tutto di tutto

 

Collegamenti utili gratuiti

 

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Tesina di :

Mariangela Caligiuri

 

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Che cos’è eBay

Pag. 3

Come è nato?

Pag. 4

Cosa si intende per commercio elettronico

Pag. 5

Business to business

 

Pag. 5

Business to consumer

Pag. 6

Commercio elettronico tra consumatori

Pag. 6

I fattori chiave per avere successo nell’e-commerce

Pag. 7

Tipologia di prodotti

Pag. 8

Guida ai pagamenti

Pag. 9

10 consigli per gli acquisti

 

Pag. 12

Diritti del consumatore nell’UE

Pag. 14

Aspetti fiscali dell’e-commerce

Pag. 15

Definizione del commercio elettronico agli effetti tributari

Pag. 16

Momento di effettuazione delle operazioni ai fini IVA

Pag. 16

L’individuazione del luogo di produzione del reddito

Pag. 17

L’IVA nell’e-commerce

 

Pag. 18

Operatore UE

 

Pag. 19

Operatore extra UE

 

 

Pag.20

Tabelle

Pag.21

Casistiche per il commercio indiretto

Pag. 21

Casistiche per il commercio diretto

Pag. 22

Curiosità

 

Pag. 23

eBay, perché si chiama così?

 

Pag. 24

Il primo oggetto venduto su eBay

Pag. 25

Lunar Lander, in vendita su eBay

Pag. 26

Nelson Dida, in vendita su eBay

 

Pag. 27

Tiffany vuol fare di eBay una colazione

Pag. 28

Ateo vende l’anima su eBay, ex predicatore la compra

Pag.29

 

EBAY

 

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eBay è una società che vende servizi per la pubblicazione online di offerte commerciali. La vera potenza di eBay è di dare la possibilità a tutti, giovani e no, esperti o meno, di vendere ed acquistare qualsiasi oggetto (purché consentito dai regolamenti) dando opportunità molto ampie di incontro tra domanda ed offerta, con i quasi 150 milioni di utenti iscritti che ogni giorno animano la "community" con le loro transazioni. La missione dell'azienda è infatti quella

 «di fornire una piattaforma per gli scambi commerciali in cui tutti possano acquistare o vendere Le compravendite, effettuabili solo tra venditori e compratori registratisi al sito, avvengono attraverso delle aste on line ma anche attraverso la vendita di oggetti a prezzo fisso (sistema "compralo subito") al termine o allo scadere delle quali venditori e compratori si incontrano virtualmente, fino a raggiungere un accordo finale sul metodo di pagamento. Come dichiarato da eBay queste transazioni si fondano sulla fiducia tra le parti ed è proprio in quest'ottica che è stato creato il sistema dei "feedback" che consente di creare una vera e propria reputazione dei diversi utenti. Al termine di ogni transazione, infatti, l'acquirente e il venditore si scambiano reciprocamente un giudizio sulla compravendita. I commenti di feedback, costituiti da valutazioni, positive, negative o neutre e da una breve nota di commento, definiscono il profilo individuale di ciascun utente che rimane visibile e consultabile.

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ebayQuasi una favola dal sapore di leggenda metropolitana quella che ha accompagnato i primi passi di 'eBay.com'. Come tutte le storie di net economy, tutto ha inizio in un garage, dove il ventottenne Pierre Omidyar, franco-americano d'origine iraniana, elaboro' l'idea che nell'arco di un'estate divenne eBay, "baia virtuale", ma anche con un gioco di parole, luogo dove "to buy", comprare. Cercava nuovi modi per ampliare la collezione di raccoglitori di caramelle della sua fidanzata Pam e penso' di sfruttare il potenziale di scambio della rete: quell'intuizione ha fatto di lui uno degli uomini piu' ricchi del mondo e di sua moglie, che possiede ormai migliaia di pezzi, la piu' fortunata dei collezionisti.

Se alla sua nascita eBay era un sito per il commercio di oggetti da collezione, in 10 anni e' diventato un immenso mercato globale dove si compra e si vende di tutto, dall'elettronica ai pizzi fatti a mano, dalla propria fronte per ospitare un marchio pubblicitario all'automobile che fu di Papa Ratzinger. Nel suo blog privato, il fondatore ha ribadito spesso di sentirsi come chi "ha contribuito a fare del mondo un posto migliore": sicuramente Omidyar ha rivoluzionato il sistema commerciale globale, creando una piattaforma dove ogni giorno 50 milioni di articoli sono offerti a 147 milioni di utenti.

 Il colosso eBay e' approdato in Italia il 15 Gennaio del 2001. Preso il dominio 'eBay.it', la versione italiana della multinazionale americana ha fatto registrare in pochi giorni 300mila utenti iscritti, per oggetti venduti pari al valore di circa 17 milioni di dollari. Una buona base di partenza, che non fa altro che presagire il successo tutto tricolore del 'mercatino on-line': con una crescita media annua del 160% (nel primo trimestre del 2005 la percentuale ha sfiorato il 200%), nel 2004 gli utenti di eBay.it erano 1 milione e 300mila, con compravendite che avevano toccato il giro d'affari di ben 234 milioni di dollari. Cifre impressionanti, contando che lo spirito di eBay e' rimasto praticamente inalterato negli anni: il sistema della community resta invariato anche a livello globale, e il contatto diretto tra acquirente e venditore e' quello dei tempi del primo portale.

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L'insieme di iniziative a supporto delle attività commerciali di un'azienda che venga svolta nella rete di Internet comprendendo tra esse l'e-commerce propriamente detto nonché l'e-business ed altro ancora.
Il denominatore comune di tali attività è la prerogativa di sfruttare la rete di internet come piattaforma di utilizzo.
L'offerta di una soluzione di commercio elettronico si può rivolgere al cliente finale, all'agente, alle filiale internazionale o al fornitore, comportando per questo una notevole differenza nell'impianto che si vuole strutturare.
Non è quindi necessario arrivare a vendere un bene via internet ma, per il miglioramento dell'attività commerciale attraverso la Rete, possiamo individuare 4 modi che fondamentalmente caratterizzano e attraverso i quali si può giungere a delineare una soluzione concreta di commercio elettronico:

  • Miglioramento dell'efficacia comunicativa dell'azienda verso l'esterno, sia per una maggiore reattività di risposta, che ai fini di uno sviluppo del marketing.
  • Incremento della qualità del servizio al cliente, ottimizzando la cura e
    l'assistenza pre e post vendita.
  • Radicale definizione dei problemi aziendali, usando la rete come supporto integrativo (o anche unico) ai flussi di lavoro aumentando i vantaggi (efficienza, riduzione dei costi, etc).
  • L'uso della rete come reale canale di vendita nel quale si possa sia individuare (conoscere e valutare) il prodotto di interesse sia finalmente effettuare la transazione economica.

Sebbene sia quest'ultimo punto a rappresentare la motivazione più forte a spingere verso il commercio elettronico, non è difficile comprendere quali vantaggi riescono ad apportare le precedenti 3 modalità.

Il Commercio Elettronico tra Aziende, cosiddetto Business to Business (BtoB).
Intendendo con questa accezione l'attività in rete a supporto delle transazioni commerciali tra Aziende .
Caratteristica fondamentale è quindi l'uso, da parte di alcune, del lavoro di
altre aziende per trasformare i loro prodotti, beni o servizi.
In tale caso non viene quindi coinvolto l'utente finale, ovvero il destinatariodel prodotto finale.
Tali attività sono riconducibili alle seguenti caratteristiche:

  • i rapporti commerciali interessano un numero limitato di soggetti
  • comune classificazione dei prodotti
  • gli importi sono molto elevati e quasi sempre gestiti off-line
  • stretta integrazione tra la gestione produttiva e quella amministrativa

 

 

 

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Il Commercio Elettronico per i consumatori finali Business to consumer (BtoC)

Sicuramente la più conosciuta, è rivolta direttamente all'utente finale e riguarda le forniture sia di beni che di servizi.Gli aspetti che caratterizzano questa forma, sono:

  • i prodotti sono offerti a tutti i clienti della Rete
  • la classificazione dei prodotti e operata dal sito ai clienti
  • gli importi delle transazioni sono generalmente contenuti (mediamente intorno ai 100 euro)
  • necessità di integrazione tra gestione ordini e spedizioni
  • i pagamenti effettuati sono sempre più on-line

Il Commercio Elettronico tra consumatori (CtoC)
E' senz'altro tra le formule più recenti, si è sviluppata grazie alla forte richiesta delle Aste On-Line.
Infatti gli utenti possono scambiare tra loro prodotti secondo il modellodell'asta.
Le caratteristiche principali di questa forma sono:

  • Il sito d'asta eroga e amministra l'ambiente in cui gli utenti interagiscono.
  • Gli utenti si registrano nell'ambiente fornendo informazioni necessarie a garantire l'identità dei soggetti coinvolti nella trattativa.
  • Gli importi sono generalmente contenuti.
  • L'esecuzione delle transazioni commerciali è lasciata alle parti che l'ambiente ha fatto incontrare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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I fattori chiave per   avere successo   nell'e-commerce 

 

 


Per realizzare un'attività di commercio elettronico di successo sono necessari alcuni fattori chiave. Tra i principali ricordiamo:

  1. Generazione di valore per il cliente. Il venditore può raggiungere questo obiettivo offrendo un prodotto o un assortimento in grado di attirare clienti potenziali a un prezzo competitivo come accade nel commercio tradizionale.
  2. Offerta di servizi e prestazioni. L'offerta di un'esperienza di acquisto con un alto livello informativo e con un tono amichevole verso il cliente come se fossimo nel negozietto sotto casa può permettere di raggiungere questi traguardi.
  3. Realizzare un sito Internet accattivante. Il corretto accostamento di colori, elementi grafici, animazione, fotografie, caratteri tipografici e un rapporto tra spazio della pagina e spazio occupato da testo e immagini può risultare determinante a tale riguardo.
  4. Rapporto personalizzato con la clientela. Siti internet che siano il più possibile personalizzabili dal cliente o tramite interfacce apposite, suggerimenti di acquisto e offerte speciali ad personam possono essere degli efficaci sostituti di un contatto diretto commesso-cliente come avviene nei negozi tradizionali.
  5. Organizzazione di un senso di comunità tra i visitatori. Chat, Gruppi di discussione su Internet, in modo da ricevere i suggerimenti dei visitatori, programmi di fidelizzazione e integrazioni commerciali con altri siti possono contribuire a rafforzare questo sentimento tra gli utenti.
  6. Gestione di tutto il vissuto commerciale del cliente. I negozianti on-line sviluppano questo aspetto gestendo ogni contatto con il cliente come se fosse parte di un'esperienza, che a sua volta si identifica con il marchio.
  7. Snellimento dei processi di business, se possibile attraverso una reengineering e il ricorso all'information technology.
  8. Realizzare un sito facile da utilizzare senza assistenza, di tipo self-service in modo che i clienti siano indipendenti. In questo modo i clienti si sentiranno più indipendenti e autonomi.
  9. Assistere i clienti nella loro attività di consumatori. I negozianti on-line possono aiutare la clientela offrendo assistenza con un'ampia informazione comparativa sui prodotti e servizi offerti e con delle buone funzioni di ricerca. La presenza di informazioni sui componenti e commenti sulla sicurezza e salute dei prodotti possono supportare i negozianti on-line nell'individuare le funzioni da assegnare ai clienti.
  10. Realizzare un modello imprenditoriale solido. Se questo fattore fosse stato presente nei manuali del 2000, probabilmente la maggioranza delle dot.com di allora non sarebbe fallita.
  11. Progettare una filiera informatica, in cui ciascuno dei partecipanti si focalizza su un numero "limitato" di competenze sui prodotti o servizi offerti -- ovvero l'opposto di un attività generalista. (I negozi on-line, a seconda di come sono stati programmati, possono sembrare generalisti o specializzati.)
  12. Mantenersi il più possibile aggiornati per quanto riguarda le soluzioni tecnologiche adottate sul sito, tenendo comunque presente che le basi del commercio rimarranno inalternate nel tempo.
  13. Realizzare un organizzazione in grado di rispondere agilmente e prontamente ai mutamenti che avverranno in ambito economico, sociale e fisico della società in cui si opera.

Tipologia di prodotti 

 

 


ebayebayAlcune tipologie di prodotti o servizi appaiono maggiormente adattabili alle vendite online, mentre altri sono più indicati per il commercio tradizionale. Le imprese di commercio elettronico che hanno realizzato le migliori permormance restando tuttavia un'entità totalmente virtuale (senza aprire fisicamente degli esercizi commerciali) vendono solitamente prodotti informatici come i supporti di archiviazione, il recupero dei dati e il loro trattamento, la vendita di brani musicali, i film, i corsi e i materiali didattici, i sistemi di comunicazione, il software, la fotografia e le attività di intermediazione finanziaria. . I negozianti on-line sono in grado di riscuotere un certo successo anche nel caso in cui vendano anche dei prodotti e servizi concreti, non digitali come software o immagini on-line. I prodotti non digitali che si prestano a essere venduti on-line possono essere quelli che creano imbarazzo nell'acquirente (es. biancheria intima), e/o quei prodotti che hanno caratteristiche “standard” e che non necessitano di essere provati o valutati “dal vivo” (es. i libri).

ebayAnche i pezzi di ricambio, sia per gli utenti finali (es. lavastoviglie, lavatrici) sia per le necessità di un'attività industriale (es. pompe centrifughe), possono essere considerati dei buoni esempi di prodotti vendibili via Internet. Dato che i negozianti non accumulano pezzi di ricambio presso i punti-vendita al dettaglio, spesso devono successivamente ordinarli; in quest'ultimo caso la competizione non è tra il Commercio Elettronico e il Commercio tradizionale ma con il sistema di ordine al fornitore e/o al grossista. Un fattore di successo in questa nicchia appare la possibilità di offrire al cliente un'informazione precisa e affidabile in merito al prodotto di cui si necessita, per esempio elencando i pezzi di ricambio disponibili insieme al loro codice identificativo.

ebayNon appare pertanto sorprendente rilevare che, per le caratteristiche di virtualità (o, se tangibili, ad alto valore aggiunto) e di possibile imbarazzo, gli acquisti di materiale pornografico e attività sessuali a esso correlate siano il settore con il più alto margine di guadagno del Commercio Elettronico.

Viceversa, i prodotti che non sono idonei all'attività del Commercio Elettronico sono quelli con un basso rapporto valore/peso, gli articoli che hanno una componente rilevante riguardo al loro odore, gusto o tattile, i beni che necessitano di essere provati (es. camicie) e anche qualora sia rilevante vederli per cogliere tutte le sfumature di colore.

 

 

 

Guida ai pagamenti 


Paypal ebayebayebayebayebayebay

PayPal consente di ricevere ed effettuare pagamenti online senza condividere i propri dati finanziari. La registrazione è gratis.

 

Vantaggi

 

Svantaggi

Con PayPalebay  puoi pagare i tuoi acquisti in modo gratuito usando la tua carta di credito (Visa, Visa Electron e MasterCard) o una carta prepagata (Postepay, Kalibra ed altre ancora) senza però condividerne i dati con il venditore. Puoi anche ricevere pagamenti a tariffe competitive, da ogni parte del mondo e in valute diverse, ampliando così la tua rete di acquirenti. Inoltre, la  Protezione acquirenti PayPalebay può offrire un rimborso fino a EUR 500,00 nei casi di oggetto non ricevuto o non conforme alla descrizione. Per pagare con PayPal non è indispensabile avere un conto PayPal.

 

Per motivi di sicurezza, l'invio di pagamenti tramite PayPal e il trasferimento di fondi dal proprio conto PayPal al proprio conto corrente sono inizialmente limitati a EUR 750,00. Tali limiti possono essere rimossi attraverso la procedura di verifica del conto PayPal. ebay

 

Bonifico bancario o postale online ebayebayebayebayebayebay

Via Internet, con una semplice connessione è possibile inviare e ricevere pagamenti in modo veloce, sicuro ed economico

 

Vantaggi

 

Svantaggi

Semplicità d'uso, sicurezza (resta la prova della transazione), velocità e costi contenuti (molte banche non applicano nessuna commissione sui bonifici online). È probabilmente il miglior strumento per inviare e ricevere pagamenti.

 

Apertura di un conto corrente bancario o postale che fornisca il servizio anche su Internet.

 

 

Su eBay puoi comprare e vendere una grande varietà di oggetti sia in Italia che all'estero. Per evitare difficoltà ai nuovi utenti, questa lista, disposta  in ordine di preferenza degli utenti, elenca i principali metodi di pagamento tra compratori e venditori, evidenziandone pro e contro.

 

 

 

 

Assegno bancario ebayebayebayebayebayebay

Assegno di conto corrente bancario compilato ed inviato per posta; può essere incassato presso la banca del venditore

 

Vantaggi

 

Svantaggi

Abbastanza sicuro, costi contenuti e rimane la prova dell'avvenuto pagamento.

 

Richiede tempi più lunghi, dovuti sia all'invio per posta sia ai tempi d'incasso da parte della banca. Per ragioni di sicurezza l'invio per posta dovrebbe essere effettuato sempre a mezzo raccomandata.

Bonifico bancario o c/c postale ebayebayebayebayebayebay

In banca o in posta

 

Vantaggi

 

Svantaggi

Sicurezza e costi contenuti.

 

Occorre recarsi in banca o in posta; lentezza per i conti correnti postali, costi variabili per i bonifici bancari.

Contrassegno ebayebayebayebayebayebay

Particolare tipo di invio che permette di pagare direttamente al postino/corriere alla consegna del pacco

 

Vantaggi

 

Svantaggi

Pagamento alla consegna (ma non è possibile ispezionare il plico prima di pagare).

 

Costi elevati, estrema lentezza del rimborso, rischio di non ritiro del pacco.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vaglia postale ebayebayebayebayebayebay

Acquistabile ed incassabile direttamente alle Poste che ne curano l'invio

 

Vantaggi

 

Svantaggi

 Pagamento garantito dalle Poste e consegna abbastanza veloce.

 

 Occorre recarsi in Posta per acquistarlo e incassarlo, ha costi più alti se rapportato con i metodi precedenti.

Servizio di Deposito a garanzia ebayebayebayebayebayebay

Il servizio di Deposito a garanzia permette all'acquirente di pagare con carta di credito, bonifico bancario, assegno. Il pagamento viene trattenuto dalla società che svolge il servizio ed inviato al venditore solo dopo l'avvenuta ricezione dell'oggetto da parte del compratore

Vantaggi

 

Svantaggi

Possibilità di visionare l'oggetto prima di autorizzare il pagamento che risulta quindi garantito.

 

Non si tratta di un servizio di incasso ma di un deposito a garanzia. Consigliato soprattutto per oggetti di grande valore.

Contanti ebayebayebayebayebayebay

Tramite la Ricerca per Regione; se è stato previsto il ritiro dell'oggetto "in zona" potresti incontrare la controparte per la consegna dell'oggetto e il saldo del pagamento

 

Vantaggi

 

Svantaggi

Contatto diretto tra le parti, nessuna spesa di incasso.

 

Occorre che la transazione avvenga tra utenti che riescono ad incontrarsi di persona.

 

 

 

 

 

 

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1. Conoscere il venditore 

 


Fate in modo di sapere chi è il venditore e in che modo si possa raggiungerlo per esempio tramite e-mail, o comunque prendete nota dell'indirizzo o del telefono, per poterlo contattare se c'è un problema con il prodotto o con il servizio che state comprando.

2. Assicuratevi di sapere cosa state comperando 


3. Controllate il prezzoControllate bene quello che state comprando, guardando le fotografie, l'elenco dei contenuti, le misure o qualunque altra informazione fornita dal venditore. Controllate se avete capito bene come funziona il prodotto o il servizio. Se non siete sicuri chiedete ulteriori informazioni. Prima di effettuare l'acquisto confermate di avere ben capito le caratteristiche del prodotto che comprate. Leggete le condizioni di vendita della ditta.

 

4. Attenzione al modo di pagamentoIl prezzo dovrebbe essere indicato chiaramente, ma controllate se esistono altri costi legati al cambio, alle tasse, all'assicurazione, all'imballaggio o alla spedizione. Controllate l'entità delle spese di spedizione in caso di restituzione e se saranno a vostro carico.

 

5. Controllate le date di consegna e i costi in caso di annullamentoControllate sempre le possibilità di pagamento che avete. Anche nell'ambito della zona euro effettuare un pagamento bancario transfrontaliero puo' rivelarsi costoso. Le carte di credito sono un mezzo di pagamento meno costoso, ma attenzione a chi date i dati relativi alla vostra carta di credito su internet. Controllate sempre di essere su un sito sicuro quando date i dettagli della vostra carta on-line (controllate se c'è il simbolo lucchetto nel vostro browser). Confermate sempre l'ordine prima di pagare.

 

Ricordate che le merci inviate da un altro Stato membro possono aver bisogno di un termine di consegna più lungo. Controllate con il venditore quanto tempo ci vorrà per la consegna e stabilite una data precisa. Ricordate che se comprate qualcosa "a distanza" ad esempio per telefono o tramite internet, o tramite posta, avete sette giorni lavorativi di tempo dopo la consegna per cambiare eventualmente idea. Si tratta di un diritto previsto dalle norme comunitarie. Quando il venditore è stato informato da voi per iscritto o tramite e-mail che desiderate annullare l'ordine, avete diritto ad un rimborso. Non dovete dare un motivo preciso. Tuttavia, normalmente, non avete il diritto di annullare gli ordini per quanto riguarda merci deperibili come cibo, oppure CD privi della confezione originale, video o software per il computer.

 

 

 

6. C'è una garanzia? 


Controllate se l'acquisto prevede una garanzia o un servizio ai clienti. Controllate in che cosa consiste e per quanto tempo sono valide. Secondo le norme comunitarie avete almeno due anni per eventualmente segnalare difetti di fabbricazione presenti al momento dell'acquisto del prodotto. Se il difetto si manifesta entro i primi sei mesi, il venditore deve provare che il prodotto era in buone condizioni al momento della vendita. Dovreste avere il diritto ad un rimborso parziale o totale se il prodotto non puo' essere rapidamente riparato o sostituito.

7. Tenete tutta la documentazione 


8. Proteggete i vostri dati personaliConservate tutte le ricevute o qualunque altro documento che vi viene dato al momento dell'acquisto. Stampate o fate una copia dell'ordine quando comprate on-line o tramite posta. Stampate o fate una copia delle condizioni di vendita che compaiono sul sito web. Conservate il catalogo in caso di vendita per posta o per telefono. Conservate le copie di qualunque tipo di corrispondenza che ha avuto luogo tra voi e il venditore e prendete nota dei numeri di riferimento che vi vengono dati. Questi documenti possono essere utili se sorge un problema.

 

9. Che cosa potete fare quando c'è un problema?I vostri dati personali possono essere utilizzati normalmente solo dietro vostro consenso. Gli ordini su cui voi fornite i vostri dati personali (ad es. indirizzo, numero di telefono) dovrebbero prevedere una domanda mediante la quale voi date il consenso al venditore di utilizzare i vostri dati personali per altri scopi che non siano quelli di completare l'ordine (ad es. aggiungendo i vostri dati all'elenco dei clienti a cui inviano materiale pubblicitario). Leggete attentamente la domanda: dovete dire di sì per permettere al venditore di usare i vostri dati personali? Se la domanda non è prevista nell'ordine chiedete al venditore qual è la sua politica per quanto riguarda la protezione dei dati personali.

 

10. Attenzione alle truffePrendete contatto con il venditore il più presto possibile non appena si manifesta un problema. Se non potete risolvere direttamente il problema con il venditore, informatevi e chiedete aiuto presso il Centro europeo dei consumatori. Esiste anche una nuova rete europea, la Rete europea extragiudiziale (EEJ-Net), destinata a comporre le vertenze dei consumatori per quanto riguarda merci o servizi acquisiti in un altro paese dell'UE.

 

Attenzione se qualcosa è troppo bello per essere vero si tratta probabilmente di una truffa!

 

 

 

 

Diritti del consumatore nell'UE:  - informazioni di base 

 

 

 


Esistono dei diritti di base che tutti i consumatori hanno all'interno dell'UE se effettuano degli acquisti transfrontalieri. Questi diritti derivano dalle direttive dell'UE che in alcuni casi permettono agli Stati membri di introdurre norme ancora più severe per quanto riguarda i diritti dei consumatori. Ad esempio:

ebay   Un venditore deve sempre dare le sue generalità oltre che i dettagli per quanto riguarda il      modo di prendere contatto (indirizzo postale, indirizzo e-mail, ecc.) e dichiarare in modo inequivocabile lo scopo commerciale dell'attività.

ebay   Il prezzo di vendita e, se necessario, il prezzo per unità, devono essere chiaramente forniti.

ebay   Il consumatore deve essere informato per iscritto o per e-mail in che modo puo' annullare l'ordine.

ebay   Il consumatore ha diritto ad un periodo di almeno sette giorni lavorativi per cambiare idea per qualunque ragione. Una volta informato il venditore per iscritto o per e-mail che l'ordine è annullato, il venditore deve rimborsare il consumatore.

ebay   Il consumatore può riferire e denunciare qualunque clausola abusiva prevista nel contratto o nella pubblicità.

ebay   I prodotti acquistati nell'UE devono essere sicuri.

ebay   Se un prodotto acquistato nell'UE si rivela difettoso e causa danni al consumatore, quest'ultimo deve poter essere risarcito.

ebay   Un consumatore ha almeno due anni dal momento in cui ha acquistato un prodotto per far rilevare un difetto. Se tale difetto si rivela nei primi sei mesi, il venditore deve provare che il prodotto era in buone condizioni al momento della vendita.

ebay   I dati personali possono essere utilizzati solo dietro consenso del consumatore.

ebay   Se un consumatore ha un problema per quanto riguarda un acquisto transfrontaliero, puo' chiedere consiglio e assistenza al Centro europeo dei consumatori.

ebay   Inoltre il consumatore puo' chiedere consiglio attraverso gli esistenti sistemi alternativi extragiudiziali (ADR) di risoluzione delle vertenze attraverso la rete europea extragiudiziale (EEJ-Net).

 

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Aspetti fiscali dell' e-commerce 

 

 


Sotto il profilo tributario, il commercio elettronico coinvolge in generale tutte le principali forme di prelievo: diritti e dazi doganali, IVA e imposte sul reddito.

Pertanto, l’operatore che decida di intraprendere un’attività di commercio elettronico o di affiancarla all’attività esercitata normalmente, deve pianificare le proprie scelte esaminando attentamente i vantaggi e gli svantaggi derivanti dall’applicazione

delle regole fiscali.

In quanto fenomeno economico di portata globale, la Commissione europea ha iniziato ad interessarsi delle problematiche fiscali relative al commercio elettronico non appena esso ha cominciato a svilupparsi in maniera significativa.

In un documento del 1997, intitolato “Un’iniziativa europea in materia di commercio elettronico”, l’organo europeo ha fornito un primo contributo alla soluzione dei complessi problemi legati allo sviluppo del nuovo settore, partendo dal presupposto che l’IVA e i dazi doganali sono tributi armonizzati e che l’imposta sul valore aggiunto, per le sue caratteristiche intrinseche di imposta sugli scambi e di imposta sui consumi, rappresenta il tributo di riferimento a livello comunitario.

È per questi motivi che nel predetto documento programmatico è stato deciso di favorire la crescita del settore senza però discriminare il commercio elettronico rispetto al commercio

tradizionale. In particolare la Commissione europea ha deciso:

  • di non introdurre imposte nuove o supplementari ma di adattare l’IVA;
  • di considerare la fornitura di un prodotto in forma digitale un servizio anche se riguarda beni virtuali;
  • di garantire la neutralità dell’imposta mediante la tassazione dei servizi forniti per il consumo all’interno dell’Unione europea e la detassazione di quelli in uscita all’Unione europea ma con diritto a deduzione dell’IVA assolta sugli acquisti;
  • di facilitare l’osservanza della normativa per ridurre gli oneri superflui possibilmente attraverso un consenso internazionale;
  • di facilitare la gestione delle formalità fiscali anche attraverso il riconoscimento della fatturazione elettronica;
  • di assicurare il controllo sull’esecuzione effettiva degli obblighi fiscali ed il versamento dell’imposta sulle forniture elettroniche ricevute nell’Unione europea.

 

Inoltre, l’intensificarsi della collaborazione in materia fiscale tra la Commissione europea e l’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico che vede raggruppati i 29 Paesi più industrializzati al mondo, compresi i quindici Stati membri dell’Unione europea), dopo un primo approccio a carattere più che altro teorico di cui sono testimonianza i documenti comuni approvati nel corso delle conferenze di Turku, di Ottawa e di Parigi, si è intensificata al punto da portare alla individuazione di alcuni principi fondamentali da far applicare ad un livello il più possibilmente allargato.

In un importante documento del 1998, il Comitato degli affari fiscali dell’OCSE si è impegnato a:

  • evitare la doppia imposizione e la non tassazione delle forniture elettroniche;
  • uniformare il criterio di tassazione nel luogo del consumo;
  • creare sistemi appropriati per la riscossione delle imposte all’importazione senza intralciare la consegna dei beni al consumatore;
  • prevedere adeguate misure per il controllo e la riscossione delle imposte, incluse le procedure di registrazione;
  • prevedere il ricorso al meccanismo del “reverse charge” (inversione del debitore d’imposta) nei casi in cui la fornitura di servizi o di beni intangibili sia esentata dall’IVA;

 

Anche l’OCSE intende pervenire ad un sistema fiscale neutrale, in modo da non influenzare, ostacolare od avvantaggiare oltremodo lo sviluppo del commercio elettronico. Tuttavia, la strada verso una soddisfacente regolamentazione del settore si presenta ancora lunga e difficile, soprattutto per quanto riguarda l’applicazione dell’IVA sulle forniture on-line, i rapporti con i vari intermediari che si inseriscono nella compravendita,

la determinazione del luogo di produzione del reddito, la ripartizione delle entrate fra i vari Paesi interessati ed infine i controlli sul corretto adempimento dell’obbligazione tributaria

da parte delle amministrazioni fiscali. Ciò premesso, per quanto concerne le fattispecie in qualche misura già coperte dalla vigente normativa, occorre individuare le relative norme applicabili; riguardo invece a quelle ancora non disciplinate, bisogna rifarsi ai principi elaborati in sede internazionale.

 

  • La definizione del commercio elettronico agli effetti tributari

 

Agli effetti tributari gli organismi internazionali non sembrano essere particolarmente interessati alle finalità del commercio elettronico: vendita all’ingrosso (business to business) oppure al dettaglio (business to consumer).

Grande importanza è stata invece attribuita al modo in cui, tecnicamente, l’attività viene espletata: fuori rete, con consegna materiale del bene oggetto dell’acquisto (commercio elettronico indiretto) ovvero in rete, con fornitura diretta del servizio o del bene virtuale direttamente alla postazione dell’acquirente.

Ciò in quanto, se sotto il primo aspetto il commercio elettronico è stato inteso come una forma tecnologica di vendita tradizionale (in pratica una forma innovativa di vendita a distanza), dal punto di vista delle modalità di attuazione l’invio di “beni” in rete è stato assimilato ad un servizio. Questa distinzione è estremamente importante perchè influente

sia sulla qualificazione dell’attività agli effetti fiscali, sia sui criteri di individuazione della territorialità in fatto di IVA.

In verità la proposta di direttiva n. 376 def. del 7 giugno 2000 del Consiglio sul trattamento IVA dei “servizi forniti per via elettronica” non dice nulla in merito alla eventuale autonoma

natura delle operazioni in rete rispetto a quelle tradizionali, limitandosi a prevedere un diverso criterio di territorialità ai fini dell’IVA delle forniture on-line (considerate servizi fiscalmente rilevanti nel luogo in cui vengono “utilizzate”).

Peraltro, la proposta comunitaria, che conferma l’applicazione alle vendite a distanza in ambito comunitario del particolare regime IVA previsto per le vendite per catalogo o per corrispondenza relativamente a quelle effettuate via Internet usa l’espressione di servizi resi “tramite mezzi elettronici”, con ciò indicando una trasmissione inviata inizialmente

e ricevuta a destinazione per mezzo di attrezzature per l’elaborazione.

 

  • Momento di effettuazione delle operazioni ai fini IVA e pagamenti           elettronici

 

La priorità data alla regolamentazione del commercio elettronico agli effetti dell’IVA trova la sua giustificazione nel fatto che tale imposta è applicabile in via armonizzata nei confronti di tutti gli operatori economici residenti nell’Unione europea, contraddistinti dal possesso di un codice identificativo IVA.

Contabilizzare correttamente un’operazione ai fini IVA è molto importante perché, tranne poche eccezioni, è solo con la registrazione delle fatture attive o passive e delle autofatture che si verificano conseguenze di ordine sostanziale. Inoltre, la contabilizzazione ai fini IVA consente di registrare correttamente in contabilità generale

le poste attive e passive rilevanti ai fini del reddito, soprattutto per le imprese che adottano la contabilità semplificata.

Quindi, per chi svolge un’attività di commercio elettronico, assume particolare rilevanza

l’emissione della fattura.

Particolarmente delicata appare infine, con riferimento ai servizi forniti col commercio elettronico on-line in cui non c’è la possibilità di controllare le operazioni “seguendo” il bene, la questione del collegamento tra fatturazione elettronica e pagamento elettronico, non solo per la presenza di modalità di pagamento diverse dalla “moneta elettronica”, ma anche per la difficoltà degli intermediari (banche, imprese del circuito interbancario, enti di certificazione, ecc.) a svolgere un ruolo di controllo della correttezza della transazione anche sotto l’aspetto tributario.

L’obiettivo rimane quello di restringere al massimo le aree di elusione degli obblighi di fatturazione e registrazione su libri e scritture contabili, verosimilmente frequenti visto che tutte le transazioni avvengono elettronicamente, facendo affidamento anche sullo spirito di collaborazione dei rappresentanti delle imprese e degli intermediari a livello europeo.

 

  • L’individuazione del luogo di produzione del reddito.

 

Analogamente a quanto avviene per le attività industriali, commerciali, artistiche e professionali condotte nei modi convenzionali, l’attività derivante dal commercio elettronico in tutte le sue forme, inizialmente attratta dall’IVA (che comunque rimane un’imposta neutra fino al momento del consumo), produce costi, più o meno deducibili, e ricavi, più o meno tassabili. In particolare, i proventi conseguiti, rispettivamente, dalle persone giuridiche e fisiche residenti in Italia o dalle stabili organizzazioni in Italia di soggetti esteri per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate via Internet, in quanto ricavi

tassabili nell’ambito del reddito d’impresa costituiscono reddito imponibile ai fini dell’Irpef e dell’Irpeg.

Dato però che Internet offre la straordinaria possibilità di effettuare vendite superando ogni limite spaziale e temporale e che, pertanto, soprattutto nel caso della vendita di “beni virtuali”, un’impresa italiana può vendere a chiunque nel mondo senza doversi allocare fisicamente in altri Paesi e spesso senza neppure bisogno di intermediari, sorge il problema di individuare dove il reddito prende forma.

Ragionando semplicisticamente, si sarebbe portati a ritenere che tutto ciò che è venduto da un’impresa nazionale sia reddito prodotto in Italia. Ed invece non è così, sia per la presenza di soggetti d’appoggio del venditore in altri territori e sia perché il Paese del compratore vuole la sua parte di “guadagno” in termini di introito fiscale.

Il primo problema sembra superato dal fatto che la direttiva sugli aspetti giuridici del commercio elettronico non considera stabile organizzazione all’estero il server su cui è allocato un sito web operativo. Quindi, un fornitore italiano che ad esempio si appoggia in tutto o in parte ad un provider tedesco, senza una propria significativa presenza umana e tecnologica in Germania, rimane un soggetto italiano a tutti gli effetti e l’attività continuerà ad essere tassata in Italia.

Trattasi di un principio la cui importanza potrebbe travalicare i confini europei potendo anche fungere da punto di riferimento per le presunzioni che le autorità fiscali decideranno di attuare nei confronti delle imprese europee allocate su siti di comodo in uno dei cosiddetti “paradisi fiscali”.

 

 

 

 

 

L' IVA nell' e-commerce 


L’acquisto di prodotti sul mercato globale di Internet può fondamentalmente dividersi in due grossi gruppi:

  • acquisto indiretto (off-line), quando il bene visionato sul sito viene acquistato attraverso il canale telematico e successivamente spedito per corrispondenza, attraverso i canali tradizionali, al domicilio del cliente;
  • acquisto diretto (on-line), quando l’oggetto della compravendita è un bene immateriale che viene acquistato e consegnato direttamente attraverso il canale telematico (es. acquisto di software, brani musicali, video musicali, film, ecc.) con le procedure, ad esempio, di downloading.

La differenza tra i due sistemi, ovvero consegna tramite corriere da un lato e consegna telematica diretta dall’altro, fa sorgere delle diversità di trattamento ai fini della tassazione Iva.
Per quanto riguarda le vendite indirette (off-line), esse vengono di fatto assimilate alle vendite per posta o per corriere e per tanto trovano applicazione le norme interne vigenti in materia di transiti doganali e vendite a distanza.
Per quanto riguarda invece le vendite dirette (on-line), le operazioni vengono considerate come prestazioni di servizi sia che si tratti di beni virtuali (es.: software, brani musicali, ecc.), sia che si tratti di servizi in senso stretto (es.: la realizzazione di un sito internet, una consulenza informatica, ecc.); in questo particolare caso il servizio viene sempre considerato reso nel luogo di residenza del committente.
Con questo cavillo, si è voluto evitare la possibilità per gli operatori extracomunitari di immettere nel territorio U.E. servizi detassati più attraenti dal punto di vista economico mentre dall’altro lato si è permesso agli operatori europei di poter effettuare prestazioni di servizi nei confronti di clienti extracomunitari in esenzione d’imposta.
Ricordiamo che il D.Lgs. n. 273/2003 (che ha attuato la direttiva 2002/38/CE) ha previsto che su questo tipo di transazioni venga sempre applicata l’aliquota Iva ordinaria che in Italia è del 20%; restano quindi inapplicabili nello scambio di servizi le aliquote Iva ridotta e minima (è il caso ad esempio in cui un consumatore acquisti un libro on-line mediante downloading con Internet; in questo caso si applicherà l'Iva al 20% mentre l'acquisto in libreria sconta l'Iva al 4%).

Tutte le prestazioni di servizi rese attraverso sistemi elettronici, hanno rilevanza territoriale in Italia se il committente è ivi domiciliato o residente, ovvero sia una stabile organizzazione nel nostro Paese di un soggetto domiciliato o residente all’estero, salvo il caso in cui le prestazioni vengano utilizzate fuori dall’U.E.
Le prestazioni di servizi, si considerano territorialmente rilevanti in Italia se rese da un operatore economico ivi residente nei confronti di un committente privato domiciliato o residente in altro Stato membro U.E.
Se il prestatore è domiciliato o residente fuori dall’U.E., le operazioni sono comunque sempre assoggettate ad imposta nel nostro Paese.

Non si considerano compiute in Italia invece le operazioni rese nei confronti di privati consumatori extracomunitari.

 

 

Operatore U.E. 


Quando il cedente è un operatore comunitario, vengono seguite strade diverse per il commercio indiretto (off-line) ovvero per quello diretto (on-line) che possiamo così sintetizzare:

Operatore comunitario vende beni a soggetto privato (B2C - business to consumer)

Operatore comunitario vende beni a soggetto passivo Iva (B2B - business to business)

 

Quando il cedente è un operatore comunitario e le cessioni di beni vengono effettuate nei confronti di soggetti privati (cosiddetto business to consumer), è necessario distinguere:

  • se il volume annuo delle vendite dell’operatore in altro Stato membro supera il tetto di 27.888,67 euro egli sarà obbligato a nominare un rappresentante fiscale nel paese del cliente U.E. che gli permetta di scontare l’Iva di quel paese;
  • se il volume annuo delle vendite è al di sotto della soglia di cui al punto sopra, il cedente applicherà l’Iva all’origine assoggettando l’operazione all’Iva del suo paese.

 

Quando si verifica il caso che entrambi cedente e cessionario, sono soggetti passivi Iva (cosiddetto business to business), la cessione comporta per il cedente l’obbligo di emissione di una fattura non imponibile ai fini Iva (art. 41, c. 1 lett. b) del D.L. n. 331/1993), mentre per il cessionario sussisterà l’obbligo di emettere un’autofattura (meccanismo del reverse charge - art. 21, par. 1, lett. b) della VI direttiva CEE), da registrare sia nel registro vendite che in quello degli acquisti, con l’aliquota Iva del suo paese (N.B.: L’imponibile di queste operazioni non concorre mai alla formazione del volume d’affari).

 

 

Operatore comunitario vende servizi (commercio on-line)

 

Qualora la fornitura del contratto di compravendita abbia per oggetto dei servizi (si entra quindi nel campo della vendita diretta on-line), la Direttiva 2002/38/CE ha previsto che in ambito comunitario la tassazione debba avvenire nei seguenti modi:

  • quando si tratta di un soggetto passivo Iva (cosiddetto business to business), si segue il regime di tassazione dello Stato del committente (colui che acquista il servizio) e l’applicazione dell’Iva avviene mediante autofattura (art. 17, c. 3, Dpr. 633/1972 - reverse charge);

quando si tratta di un soggetto privato (cosiddetto business to consumer), la tassazione avviene seguendo l’Iva dello Stato del prestatore del servizio.

 

 

Operatore Extra U.E. 


Quando il cedente è un operatore extracomunitario, vengono seguite strade diverse per il commercio indiretto (off-line) ovvero per quello diretto (on-line) che possiamo così sintetizzare:

Commercio indiretto di beni (off-line)

 

Commercio diretto di servizi (on-line)

 

  • se il bene è acquistato da un soggetto italiano e proveniente da un paese Extra U.E. viene applicata l’Iva ed i dazi in dogana solamente se il valore del bene eccede €. 22 (D.M. n. 489 artt. 5/6 del 5.12.1997) ed indipendentemente dallo status dell’acquirente (può essere sia un consumatore finale che un soggetto passivo Iva). Ricordiamo che la franchigia in oggetto non compete per la spedizione di prodotti alcolici, profumi e acqua di toletta, tabacchi e prodotti del tabacco e per l’autorizzazione alla franchigia, su richiesta dell’interessato, è competente l’Ufficio Doganale periferico competente sul luogo di arrivo delle merci;
  • se il bene viene ceduto da un’impresa italiana verso un acquirente extracomunitario ed a questi consegnato attraverso i canali tradizionali si pone in essere una vera e propria esportazione regolamentata dall’art. 8 del Dpr. 633/1972, per cui si dovrà emettere una bolletta doganale intestata al fornitore nazionale ed il trasporto, qualora venga reso da servizi terzi, sarà subordinato all’emissione di una fattura resa nei confronti del committente estero, non imponibile Iva art. 9 Dpr. 633/1972. Le esportazioni così realizzate permettono all’azienda cedente di conseguire un plafond Iva.
  • se il servizio (si parla in questo caso di software, musica, ecc.) viene venduto da un operatore extracomunitario ad un soggetto privato U.E. (cosiddetto business to consumer), la fornitura va assoggettata all’Iva del Paese dove l’operatore extracomunitario ha deciso di identificarsi nominando un rappresentante fiscale. Il prestatore extracomunitario è quindi obbligato a provvedere alla sua identificazione diretta in uno Stato U.E., potendo poi effettuare transazioni elettroniche in tutto il territorio comunitario al pari degli altri operatori U.E. Tale identificazione si rende obbligatoria quando il volume d’affari annuale supera i 100.000 euro;
  • se le transazioni avvengono con soggetti passivi U.E. (cosiddetto business to business), le operazioni saranno tassabili secondo le regole del paese comunitario e il committente dovrà procedere all’autofatturazione (a tale proposito già il Ministero delle Finanze con una nota del 20.08.1998, n. 1977/V/SD asseriva che le forniture di prodotti virtuali via internet non vanno assoggettate a nessuna formalità doganale ne al pagamento di dazi fermo restando però l’obbligo per il soggetto passivo di emettere un’autofattura ai sensi dell’art. 17 del Dpr. 633/72 per l’assolvimento degli obblighi Iva).

 

 

 
 
 

Cedente

Cessionario

Imponibilità ai fini imposte indirette (Iva)

Documentazione da emettere

Luogo di tassazione

U.E.

Soggetto privato
ITA

Si

Se le vendite annue in Italia superano
€. 27.888,67

Emissione della fattura da parte del rappresentante fiscale in Italia (nominato dal cedente U.E.)

ITA

No

Se le vendite annue in Italia non superano
€. 27.888,67

Emissione della fattura con Iva da parte del cedente U.E.

U.E.

U.E.

Soggetto Iva ITA

Si

Emissione di un’autofattura da parte del cessionario italiano

ITA

ITA

Soggetto privato U.E.

Si

Se le vendite annue nello Stato membro di destinazione non superano
€. 79.534,67

Emissione della fattura da parte del cedente italiano con relativa applicazione delle aliquote vigenti nel territorio italiano

ITA

No

Se le vendite annue nello Stato membro di destinazione superano
€. 79.534,67

Emissione della fattura con Iva dello Stato membro di destinazione tramite nomina di un rappresentante fiscale ovvero identificazione diretta dei beni da parte del cedente italiano

U.E.

ITA

Soggetto Iva U.E.

No

Emissione dell’autofattura da parte del cessionario U.E.

U.E.

Extra U.E.

Soggetto privato o Iva ITA

No

Se il bene proveniente dallo Stato estero non supera il valore complessivo di 22 euro

Emissione della fattura da parte del cessionario Extra U.E. con l’obbligo di identificarsi

ITA

Si

ITA

Soggetto Extra U.E.

No

Emissione della fattura non imponibile Iva, unitamente alla bolletta di esportazione da parte del cedente italiano

Extra

U.E.

Tabella riassuntiva   delle casistiche trattate per il commercio indiretto   (off-line)
 
 

 

 

 

 

 

 

Tabella riassuntiva   delle casistiche trattate per il commercio diretto   (on-line) 


Prestatore

Committente

Imponibilità ai fini imposte indirette (Iva)

Documentazione da emettere

Luogo di tassazione

U.E.

Soggetto privato
ITA

No

Emissione della fattura con Iva da parte del cedente U.E.

U.E.

U.E.

Soggetto Iva ITA

Si

Emissione di un’autofattura da parte del cessionario italiano

ITA

ITA

Soggetto privato U.E.

Si

Emissione della fattura con Iva da parte del cedente ITA

ITA

ITA

Soggetto Iva U.E.

No

Emissione dell’autofattura da parte del cessionario U.E.

U.E.

Extra U.E.

Soggetto privato
ITA

Si

L’aliquota Iva da applicare in fattura sarà quella dello Stato dove risiede il committente

Emissione della fattura da parte del cessionario Extra U.E. con l’obbligo di identificarsi

U.E.

Extra U.E.

Soggetto Iva
ITA

Si

Emissione di un’autofattura da parte del cessionario italiano

ITA

ITA

Soggetto Extra U.E.

No

Emissione della fattura non imponibile Iva, unitamente alla bolletta di esportazione da parte del cedente italiano

Extra

U.E.

 

 

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eBay, perchè si chiama così? 

 


ebayPerchè eBay si chiama così? E’ un acronimo? Qual è il significato della parola eBay? La risposta è semplicissima.

Bay in inglese significa Baia e la Baia in questione è quella di San Francisco, una delle baie più famose al mondo, con il Golden Gate e spesso la nebbia che avvolge il panorama. E la e che precede la Bay? Sta per e cioè elettronic prefisso che precede molte cose interattive e legate a internet.

 

 

 

 

 

Il primo oggetto venduto su eBay 


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eBay è stato fondato nel 1995 da Pierre Omidyar. Ed è stato proprio Mr ebay, nientemeno che Pierre il primo venditore sul sito, come era anche logico pensare visto che in qualche modo avrebbe dovuto testare la sua creatura! Ad ogni modo la prima cosa venduta fu un puntatore laser per di più rotto! Originariamente era stato comprato da Pierre come gioco per gatti (voleva fondere le retine al povero felino?!). Al termine dell’asta il laser rotto è stato venduto per 14 dollari, pazzesco… 14 dollari che in dieci anni sono diventati miliardi di dollari!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lunar Lander in vendita su eBay 


ebaySu eBay abbiamo recentemente visto vendere un caccia demilitarizzato russo. Ora le cronache riportano la vendita di uno strano mezzo lunare…

E’ interessante sapere la storia che c’è dietro quest’asta, sentite un po’: questo veicolo chiamato “Lauryad I” è in competizione con altri simili per aggiudicarsi il premio Ansari X-Prize che richiede di realizzare un mezzo lunare in grado di trasportare 55 libbre di materiale compiere un percorso non lunghissimo ma comunque impegnativo e ritornare da dove era stato spedito senza perdere contenuto o risultare danneggiato. Il vincitore dell’asta riceverà il 50% del premio totale e l’opportunità di mettere il proprio nome/logo sulla fiancata! Al momento Lunar Lander è intorno ai 20.000$ ma può essere comprato subito a $199,000, evvai!
Ricapitolando si compra il veicolo che se vince (ci sono due competizioni) che porterà al vincitore dell’asta anche metà dei premi, quindi potenzialmente 500mila più 175mila dollari. Una scommessa un po’ dispendiosa però…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nelson Dida in vendita su eBay 

 


dida ebay

Su eBay si trova un po’ tutto, da fantasmi a apparizioni sacre su cracker passando per appuntamenti con sorelle di cantanti famosi (inglesi). Ma questa le ha superate tutte è infatti stato messo in vendita Nelson Dida, portierone brasiliano del Milan!!

Ora l’asta è stata annullata credo perchè non c’è più traccia ma finchè il gioco non è stato spiattellato in prima pagina sul sito della Gazzetta si poteva ancora fare offerte. Prezzo di partenza un centesimo! Si era arrivati a oltre 10 milioni di euro per portarsi a casa quasi due metri di portiere che forse non sta vivendo proprio il suo momento di forma migliore. Citando la descrizione dell’oggetto:

“Vendesi portiere Dida, lo vendo perché dopo Manchester-Milan non mi occorre più. E’ in condizioni psico-fisiche abbastanza buone, unici problemi: a) uscite alte; b)uscite basse; c) rinvii; d) calci piazzati; e) presa sicura; f) copertura primo palo. Accetto offerte anche di club stranieri. Attenzione!!!! Colui il quale si aggiudicherà questa mia asta riceverà totalmente gratis un simpatico omaggio:super lotto composto da ben 5 grandi portieri: Kalac, Fiori, Coppola, Abbiati, Storari…. Che dirvi? Resto a disposizione per qualsiasi info!!

L’utente eBay che aveva messo in vendita il buon Nelson era un certo Maverickswat e ha decisamente fatto parlare di sè dopo questa idea davvero originale! Povero Dida però è proprio come sparare sulla Croce Rossa!

 

 

 

 

 

 

 

ebayTiffany vuol fare di eBay una colazione

 


New York (USA) – eBay potrebbe cambiare la sua policy commerciale se dovesse perdere la causa intentata ai suoi danni da : il noto marchio statunitense nel 2004 aveva denunciato, presso la Corte Distrettuale di New York, il più famoso "mercatino" on-line del mondo per non aver rimosso le aste di prodotti contraffatti. Il confronto in tribunale dovrebbe iniziare entro la fine dell'anno; al momento, le parti sono impegnate nella raccolta di prove e documentazioni al riguardo.

Secondo  per lasciare che i suoi prodotti vengano commercializzati sul sito, eBay dovrebbe dimostrare maggiore responsabilità nel controllo e all'autenticazione offerta dai venditori. L'accusa ha confermato che fra il 2003 e il 2004 a eBay è stato richiesto di rimuovere più di 19 mila aste con prodotti di imitazione. Il sito ha sempre sostenuto che il suo è un semplice mercatino che mette in contatto venditori e compratori, e quindi non può essere ritenuto responsabile dei 78 milioni di oggetti in vendita.

ebay"Siamo delusi del fatto che si sia rivolta al tribunale per risolvere la questione, ancor di più se teniamo conto del fatto che nel tempo abbiamo sempre collaborato per rimuovere le aste di prodotti fasulli", ha dichiarato Hani Durzy, portavoce di eBay. "Anche se siamo intenzionati a continuare a cooperare con loro in questo senso, ci batteremo in tribunale per dimostrare che la denuncia non ha senso. In qualità di mercato on-line forniamo solo uno spazio per le vendite e non vediamo o tocchiamo alcun prodotto".

Durzy sostiene che i proprietari di un marchio sono gli unici ad essere veramente in grado di decidere quale sia un prodotto contraffatto e quale no. La responsabilità, per eBay, è delle aziende: se riescono a dimostrare che vi sono prodotti contraffatti, la collaborazione è massima per l'annullamento delle vendite.

è certamente di un altro avviso e ha lasciato intendere che eBay nel tempo si sia dimostrata se non connivente, certamente non neutrale nei confronti di alcune aste. Durante l'ultima "Festa della mamma", e non solo, avrebbe pubblicizzato, sulla sua homepage, su Google e Yahoo, prodotti di argento marchiati commercializzati dai suoi utenti. Peccato che, secondo James Swire, avvocato della parte lesa, tutti i monili erano dei falsi. "Questo dimostra che cosa facciano realmente, e dimostra che non sono solo dei gestori di spazi", ha dichiarato Swire. "eBay ha la responsabilità della autenticità dei prodotti. Ancor di più se guadagna milioni di dollari su questi". Le stime di  sul mercato contraffatto sono piuttosto impressionanti: almeno tre prodotti su quattro, presenti sul sito, sarebbero falsi.

 

 

 

 

 

Ateo vende l'anima su eBay,   ex predicatore la compra 

 


Guerra online tra atei e evangelistiNEW YORK. Faust a Chicago: uno studente ateo ha messo l'anima in vendita su eBay. Nella parte di Mefistofele è apparso sul sito della casa d'aste on-line un ex predicatore evangelico che se l'è aggiudicata per 504 dollari. L'offerta di Hemant Mehta, dottorando alla DePaul University -una delle più grandi università cattoliche negli Stati Uniti, fondata dall'Ordine dei Vincenziani-, includeva una clausola: per ogni dieci dollari del prezzo finale si sarebbe assoggettato a un'ora di servizio religioso in chiesa. Metha, che ha 23 anni, è un miscredente e un matematico come il mitico Faust che ha appassionato Christopher Marlowe e Wolfgang Goethe, Thomas Mann e Mikhail Bulgakov. Nella sua offerta sul sito delle aste on-line ha rivelato di sentire che qualcosa gli mancava nella vita: «Forse essere assieme a persone che mi indichino la Via. È la migliore opportunità, forse, di cambiare me stesso».

Faust incontra Mefistofele 

L'asta si è conclusa dopo qualche giorno, dopo 41 puntate: si sono contesi l'anima di Metha a colpi di dollari sonanti un gruppo di evangelici, ma anche atei, determinati a tenere il giovane Faust di Chicago nella loro squadra. Quando il martello elettronico del battitore ha chiuso qualche giorno fa la vendita on-line, è risultato vincitore Jim Henderson, un ex predicatore di Seattle, nello stato di Washington, che oggi fa l'imbianchino e che ha scritto un libro, 'Lost', sulla crescente distanza tra cristiani e non-credenti pubblicato dalla casa editrice Random House.

ebayebayA differenza di molti colleghi predicatori, Henderson non era alla ricerca di un'anima da salvare. Qualche giorno dopo l'asta il Mefistofele di Seattle ha incontrato il suo Faust in un bar di Chicago e lì è stato consumato l'accordo. Anzichè imporre a Metha le 50 ore di messe che gli sarebbero spettate nel prezzo pattuito, ha chiesto allo studente di partecipare a una decina di servizi religiosi di sua scelta e poi di contribuire con la sua esperienza, anche critica, al suo sito web. Off-the-map.org, questo l'indirizzo della pagina on-line, si prefigge di «aiutare i cristiani a essere normali». Henderson è infatti parte di un piccolo ma agguerrito nucleo dell'universo evangelico che dissente con la maggioranza conservatrice del movimento e che vuole che la religione abbracci la società, non la metta alle porte.


Metha ha accettato di raccontare per filo e per segno le sue esperienze nelle varie chiese in un blog affisso sul suo sito web e di rispondere a domande del pubblico. «Non sto cercando di convertirti. Devi andare in chiesa con occhio critico e dire quel che non và. Se poi lungo la strada trovi la fede, tanto meglio», ha detto il predicatore all'anima acquistata di fresco. Il Wall Street Journal  fa la cronaca dell'inizio del viaggio: finora Metha ha visitato una mezza dozzina di chiese tra cui la parrocchia cattolica di St. Patrick vicino al suo appartamento di Chicago. Sul sito web ha poi bocciato il parroco John Kusick per l'omelia: «Più storie e meno liturgia nel sermone». Il reverendo Cusick ha alzato le spalle alle critiche: «Quello che scrive l'avrò sentito almeno un centinaio di volte»

ebay 

 

 


    • Che cos’e eBay

www.wikipedia.it

    • Come è nato?

www.rai.it

    • Cosa s’intende per commercio elettronico

www.wikipedia.it

    • I fattori chiavi per avere successo nell’ e-commerce

www.wikipedia.it

    • Tipologia di prodotti

www.wikipedia.it

    • Guida ai pagamenti

www.ebay.it

    • 10 consigli per gli acquisti

www.i-done.com

    • Diritti del consumatore nell’UE

www.i-done.com

    • Aspetti fiscali del commercio elettronico agli effetti tributari

 Camera di commercio

    • L’IVA nell’e-commerce

Camera di commercio

    • Tabelle riassuntive

Camera di commercio

    • Curiosità

www.ticino.it

 

www.punto-informatico.it

    • Immagini

www.google.it

 

 

  • Fine articolo Ebay tutto di tutto

 

New economy

Di  Giuseppe Turchiaro

 

INTRODUZIONE

 

Questa tesina introduce un argomento del tutto nuovo, desumibile certamente dall’immagine, ossia la New Economy. Con essa cercherò di definire il concetto di Nuova Economia, rapportandolo con la cosiddetta “Vecchia Economia”; introdurrò diverse parole legate alla New Economy, quali: e-commerce, trading on-line, home banking, e ne spiegherò il significato, inoltre, questa ricerca, si prefigge come obiettivo principale quello di analizzare i mutamenti avvenuti nelle banche e nella società, evidenziando, nelle singole materie scolastiche e quindi negli argomenti svolti nel corso dell'anno, la loro evoluzione futura non solo nella scuola, ma soprattutto nel mercato del lavoro.

 

Definizione di New Economy

La New Economy si può definire come l’insieme dei molteplici cambiamenti qualitativi e quantitativi che, durante gli ultimi 15 anni, hanno trasformato la struttura, le funzioni e le regole dell’economia. 

La New Economy, quindi, può essere semplicemente ma efficacemente intesa come una nuova tecnica commerciale alla cui base vengono interposte le tecnologie informatiche e più in particolare Internet, la rete informatica internazionale per eccellenza, che appunto rappresentano esplicitamente gli strumenti essenziali per svilupparla. Per capire bene però la nascita del fenomeno analizzato, dobbiamo andare indietro nel tempo, ed analizzare sia in Italia che nel mondo, la situazione storica-sociale dell’epoca.

 

Capitolo Primo:

Uno sguardo al passato… In Italia, Giuseppe Ungaretti

 

ITALIANO

Ungaretti, la cui fama fu dapprima ristretta negli ambiti della critica, è oggi considerato uno dei più grandi poeti contemporanei: egli è stato il dissolvitore del linguaggio poetico tradizionale e il creatore di un linguaggio poetico nuovo, meglio aderente al sentimento del poeta e alla disincantata vita moderna e per tale motivo conserva un posto particolare nella storia della poesia contemporanea. Giuseppe Ungaretti nacque ad Alessandria d’Egitto nel 1888 da genitori lucchesi emigrati al tempo dei lavori per lo scavo del canale di Suez e dove il padre, quando lui aveva solo 2 anni, muore per un incidente sul lavoro. Frequentò la scuola superiore ad Alessandria, ma nel 1912 venne in Italia dove conobbe gli intellettuali Piero Jahier e

Giuseppe Prezzolini. In seguito si trasferì a Parigi per studiare alla Sorbona dove venne a contatto con l’ambiente delle avanguardie europee, sia dell’arte (Ricasso, De Chirico) sia della letteratura (Apollinaire, Papini, Palazzeschi) che ebbero una grande influenza sulla sua formazione. Da questi ultimi ricevette l’invito a collaborare alle riviste “Lacerba” dove pubblicò le sue prime poesie. Allo scoppio della prima guerra mondiale, si trasferì a Milano e poco dopo si arruolò volontario come soldato semplice. Combattè nel Carso e poi nel ’18 sul fronte francese. Finita la guerra si stabilì a Parigi dove cominciò a lavorare come corrispondente del  “Popolo d’Italia”. Nel 1921 tornò in Italia con la moglie, Jeanne Dupoix, che aveva sposato l’anno precedente. Dal ’31 al ’35 viaggiò in varie regioni italiane e all’estero, come inviato speciale della “Gazzetta del Popolo”. Nel ’35 ricevette l’offerta della cattedra di lingua e letteratura italiana all’università di S. Paolo in Brasile. Si trasferì quindi in Sudamerica dove rimase fino al ’42. In quegli anni morirono il suo unico fratello e suo figlio di soli 9 anni. Rientrato in Italia ottenne la cattedra di letteratura italiana all’università di Roma e rimasto vedovo nel ’58, continuò la sua attività di poeta e traduttore fino alla morte che lo colse nel 1970. Lo stesso anno la Mondadori pubblicò in un unico volume “Vita di un uomo” tutta la produzione letteraria di Ungaretti. “Se la rileggo -dichiarò il poeta in un’intervista- ridisegno tutta la mia vita nel suo sviluppo. E’ un diario che ha carattere di diario anche dove l’animo trabocca e sembra oltrepassarmi.” La prima fase dell’attività letteraria di Ungaretti è caratterizzata da una forte sperimentazione che si pone sulla scia della poesia simbolista francese. A questo periodo appartiene la prima raccolta “Il Porto Sepolto” (1916) che contiene le prime poesie scritte sul fronte di guerra in trincea, su pezzi di carta occasionali, che il poeta conserva nello zaino. Il titolo della raccolta si riferisce a un porto reale nei pressi di Alessandria, ha soprattutto un significato simbolico: il porto sepolto è il mistero, l’assoluto, alla cui ricerca il poeta si pone con la speranza di approdarvi come in un porto di pace. Successivamente queste poesie confluiscono nella raccolta “Allegria di naufraghi” (’16 – ’19) che poi diventerà “L’Allegria” ( ’32), un titolo anche questo allusivo: la guerra è come un naufragio della vita, i superstiti  del naufragio sono presi da una sorta di ebbrezza per lo scampato pericolo e superano lo sgomento e il dolore con la fede e la speranza di un domani migliore. Le due raccolte  sono caratterizzate da una forte componente autobiografica e rievocano sia gli anni trascorsi in Egitto che la cruda esperienza del fronte ed emerge chiaramente la concezione che il poeta ha della guerra che è vista, in contrasto con la retorica dannunziana e nazionalista, non come occasione di eroismo o di esaltazione patriottica, ma come una fatalità ineluttabile che si abbatte sulla povera gente e restituisce quindi l’uomo alla condizione di creatura fragile e indifesa. Per esprimere questa condizione umana, Ungaretti usa poesie brevi, a volte brevissime, ridotte a semplici notazioni, ma estremamente concentrate e dense di significato, poesie da meditare, non da declamare. Introduce quindi una serie di novità  sul piano stilistico come:

-  adozione di un linguaggio scarno, essenziale, frammentario;

-  abolizione della rima e del verso tradizionale;

-  la scomparsa della punteggiatura;

-  la riduzione del verso alla misura di singola parola;

-  l’ uso frequente di spazi bianchi, pause, silenzi.

Fu l’esperienza  della guerra a influire notevolmente nella poesia di Ungaretti, anche al di fuori di quelle liriche che ne affrontano direttamente il tema ( Fratelli, Veglia). Gli orrori vissuti in prima persona influirono sulle scelte e creazione di un linguaggio poetico scarno ed essenziale. Al termine di tale tragica esperienza, egli continuò la meditazione sulla poesia e la condizione dell’uomo. Qui si può dire che inizi la seconda fase dell’attività poetica di Ungaretti che coincide essenzialmente con la raccolta “Sentimento del tempo”. Anche in questo caso il titolo è allusivo, significa sentimento del veloce scorrere del tempo, del rapido fluire delle cose, delle persone amate, che produce, per contrasto, la nostalgia del passato e un più tenace attaccamento alla vita. Accanto appare anche l’altro tema della raccolta, il sentimento di Dio, in cui si placa l’angoscia esistenziale del poeta. A livello formale si ha il recupero della sintassi, della punteggiatura e delle forme metriche tradizionali, in particolare dell’endecasillabo. Anche il linguaggio si fa più ricercato e ricco di aggettivi. Per giudizio unanime della critica le poesie contenute ne “L’Allegria” e “Il sentimento del tempo” sono tra le più suggestive di Ungaretti. La terza fase della produzione poetica  comprende la raccolta          “Il dolore” (scritta tra il ’40 e il ’47) , ispirata a due esperienze del poeta, una personale e individuale, la morte del figlio, l’altra universale, la tragedia della seconda guerra mondiale. “La terra promessa”, “Un grido e paesaggi” e “Il taccuino del vecchio” sono raccolte successive che fanno parte di questa nuova fase dove Ungaretti recupera la tradizione classica attraverso nuovi ritmi, fatti di pause e suggestioni musicali. Il tono delle liriche è meno intimo, ma si apre al colloquio con gli altri uomini, trattando contenuti  più umani e concreti, nel comunicare il proprio dolore, quello per la morte del figlio, e quello dell’umanità intera, per la seconda guerra mondiale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VEGLIA (1915)

Da “L’Allegria” sezione “Il porto sepolto”

Cima Quattro il 23 dicembre 1915

Un’intera nottata
Buttato vicino
A un compagno
Massacrato
Con la bocca
Digrignata
Volta al plenilunio
Con la congestione
Delle sue mani
Penetrata
Nel mio silenzio
Ho scritto
Lettere piene d’amore

Non sono mai stato
Tanto
Attaccato alla vita.

In questa lirica la guerra è vista nella sua tragica ed assurda disumanità, in modo del tutto opposto alle celebrazioni retoriche dei futuristi, che la chiamarono “sola igiene dei popoli (Martinetti)” di D’Annunzio e degli interventisti. “Veglia” è scritta con la tecnica consueta di Ungaretti, volta alla ricerca della parola scarnificata, essenziale, pura o assoluta, immune dalle incrostazioni del linguaggio ipocrita convenzionale: Ungaretti stesso spiegò la ragione di tale ricerca. “Stando tra i morti –egli scrisse- non c’era tempo: bisognava dire delle parole decise, assolute, e allora questa necessità di esprimersi con pochissime parole, di ripulirsi, di non dire che quello che era necessario”. La poesia indica la ragione della veglia notturna del poeta. Per una intera notte, egli dice, buttato come uno straccio accanto ad un compagno massacrato, con la bocca deformata rivolta verso il plenilunio, e con le mani gonfie e arrossate dal freddo, impresse nel silenzio assorto della mia anima col gesto disperato di aggrapparsi alla vita, ho scritto lettere d’amore, mosso da un immenso bisogno d’affetto. Mai come in quel momento, davanti all’orrore della morte violenta, ho sentito un più intenso attaccamento alla vita, un attaccamento non egoistico, ma sentito come protesta contro la guerra, come proclamazione del diritto di tutti gli uomini alla vita

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Capitolo Secondo:

Uno sguardo sul Mondo, La Crisi del ’29 e il New Deal

STORIA

Come in Ungaretti rimase un’impronta indelebile lasciata dalla Guerra, altre cose stavano succedendo negli Stati uniti in quel periodo. Nel corso della storia, la Borsa di New York è sempre stata un punto di riferimento per tutte le altre Borse, siano esse di qualsiasi città, tanto che ancora oggi, quando bisogna esprimere un giudizio sull’andamento di un determinato titolo, o studiare un particolare effetto economico, ci si rapporta ad essa. C’è da dire però, che intorno agli anni ’30 è stata travolta da un periodo di enorme crisi economica, che proprio in quegli anni divampava negli Stati Uniti, denominato “Grande Depressione”.

Voglio adesso far riaffiorare gli avvenimenti principali di questa crisi, tracciando un breve excursus storico in proposito.

Negli anni che intercorrono tra il 1920 e il 1929 gli Stati Uniti attraversano un periodo di grande prosperità. Nel novembre 1920, anno nel quale le donne ottengono il diritto di voto, le elezioni per la presidenza degli Stati Uniti inaugurano un’era di isolazionismo che durerà circa un ventennio. Il programma del nuovo presidente, Warren G. Harding, un repubblicano promosse lo sviluppo produttivo interno, lasciando ampio spazio di azione alle imprese senza interferenze statali, difendendo il mercato interno con le alte tariffe doganali e limitando l’emigrazione. Il successore di Harding è Calvin Coolidge, che si attiene fondamentalmente alle stesse linee di condotta. Il periodo di prosperità iniziata sembra non dover subire arresti; nel 1928 viene eletto alla presidenza un altro repubblicano Herbert C. Hoover. Al culmine di un periodo di prosperità, in un giorno del 1929, giovedì 24 ottobre (che sarà ricordato come il ”giovedì nero”) alla Borsa di Wall Street, a NeW York, si registra un calo vistoso del valore dei titoli delle più importanti imprese americane; sono svendute quasi 13 milioni di azioni. La frana sembra arrestarsi il giorno successivo, ma poi riprende, devastante più che mai, martedì 29 (il “martedì nero”), il più disastroso di tutta la storia finanziaria degli Stati Uniti: sono scambiati, a prezzi sempre più cedenti, 33 milioni di titoli. Gli sforzi dei banchieri e degli agenti di cambio sono del tutto inefficaci, di fronte alla dimensione della catastrofe. Gli Stati Uniti, in meno di una settimana, sono diventati, da nazione prospera, un paese alle soglie della povertà ed in preda al panico. La crisi, che continua con effetti devastanti, sino al 1932, provoca un crollo della produzione mondiale di circa il 50%. Le cause di un crollo così rapido ed inaspettato sono sicuramente da ricercarsi in un insieme di elementi divenuti ingovernabili, poiché sommati nelle errate proporzioni a determinati fattori dell’economia americana. Per comprenderle si deve esaminare la situazione dell’economia degli Stati Uniti negli anni tra 1925 e il1929. In quegli anni le industrie prosperano, producono un gran numero di oggetti e di beni da vendere, ma hanno sempre più bisogno di denaro per aumentare le quantità prodotte, e chiedono ed ottengono prestiti, soprattutto dall’Europa. I compratori, dal canto loro acquistano molti oggetti, ma soprattutto a rate, visto che la maggior parte degli operai e degli impiegati hanno ancora bassi salari, e non dispongono quindi di molto denaro liquido.

In questa situazione, improvvisamente, si susseguono due avvenimenti inaspettati:

- la Banca di Inghilterra limita il flusso di sterline verso gli Stati Uniti facendo mancare così di colpo forti finanziamenti alle industrie americane.

- I consumatori americani, nella grande maggioranza non ricchi, si trovano impossibilitati a comprare altri beni, perché già indebitati con le rate; le fabbriche continuano a produrre, ma gran parte delle merci restano invendute.

Il crollo di Borsa dell’ottobre 1929, che pare all’origine della catastrofe soltanto un evento destinato a concludersi, e il movimento rivelatore di uno stato di latente dissenso, di uno sbilancio acutissimo tra domanda e offerta; esso nasce da accentuati movimenti speculativi, trainati da un’euforia che porta ad un irreale gonfiamento di mercato. Gli anni tra 1930 e il 1940 sono dedicati ad una sorta di <<ricostruzione>>; l’uomo assunto a simbolo di questo decennio e che si preoccuperà di risollevare il paese dalla crisi, è F. D. Roosevelt, eletto presidente degli Stati Uniti nel 1932, che vara proprio in quegli anni, il grandioso programma politico ed economico noto come New Deal. La politica e sociale di Roosevelt, se per un verso si propone di rilanciare i consumi e gli investimenti, dall’altro cerca di mettere fine a quelle situazioni di privilegio e di disordine che, per lo meno in parte, sono state l’origine della crisi. L’obiettivo primo che il programma del New Deal si pone è quello di stimolare il rialzo dei prezzi, ridare fiducia agli investimenti, mettere in grado i consumatori di avere un certo potere di acquisto e a disposizione una crescente massa monetaria.

Questi i provvedimenti più significativi:

- Si proibiscono il tesoreggiamento e l’esportazione dell’oro;

- Svalutazione del dollaro, per incoraggiare le esportazioni e, quindi, far crescere la produzione interna;

- Si opera un rialzo generalizzato dei salari e si finanziano importanti lavori pubblici.

Il programma e l’azione di Roosevelt raggiungono successi non trascurabili, nel senso che, nel 1939 gli Stati Uniti sono quasi ritornati a buoni livelli produttivi; ma le conseguenze della grande crisi non sono definitivamente superate; la disoccupazione nel 1937 rimane ancora una vera piaga.

 

 

 

 

Capitolo Terzo:

Gli effetti della Crisi del ’29 e il Bilancio

SCIENZE DELLE FINANZE

Il bilancio dello Stato, le sue teorie e quelle dell‘attività finanziaria

In seguito alla grande crisi economica del 1929 si afferma la teoria della finanza funzionale sulla base delle teorie keynesiane ed in particolare di quella del moltiplicatore. Prima della crisi era prevalente un’altra concezione del ruolo dello Stato nell’economia basata sulla teoria della finanza neutrale. Queste teorie sono entrambe molto importanti in quanto hanno contribuito alla formulazione di due importanti concezioni del bilancio dello stato: quella del pareggio (finanza neutrale) e quella del bilancio funzionale (finanza funzionale). Secondo la teoria della finanza neutrale , l’attività finanziaria dello Stato deve incidere il meno possibile sull’economia del paese, lo Stato deve quindi prestare pochi ed essenziali servizi e richiedere ai cittadini meno tributi possibili. Si tratta di una concezione legata allo stato ottocentesco,  definito con molteplici accezioni:  “stato gendarme” in quanto prestava solo servizi di ordine pubblico, difesa e pochi altri; stato del lasseiz faire, secondo l’espressione di un economista fisiocratico, Jean-Claude-

Marie-Vincent de Gournay , il quale affermava “lasseiz faire, lasseiz passer que le monde va de lui mème” proprio per sottolineare che lo stato non doveva intralciare l’economia; stato liberista, nel senso che l’economia doveva essere libera di funzionare secondo i meccanismi naturali del mercato; stato non interventista. Secondo la teoria della finanza funzionale invece, quando il mercato non riesce a funzionare a causa dei cosiddetti fallimenti del mercato (monopoli, esternalità, beni pubblici, crisi economiche) è lo Stato che deve riuscire ad intervenire con la politica di bilancio e/o monetaria per raggiungere determinati obiettivi, che Kaldor sintetizza nel c.d. quadrato magico: la crescita del PIL, la piena occupazione dei fattori produttivi, il contenimento dell’inflazione con la relativa stabilità dei prezzi, e infine l’equilibrio nella bilancia dei pagamenti.

Esternalità: effetti positivi o negativi collegati allo svolgimento di un‘attività economica

La teoria della finanza funzionale entra in crisi negli anni ’70 a causa dell’eccessivo intervento dello Stato nell’economia. Tale crisi è  il risultato dalla distorsione della teoria keynesiana del deficit spending, secondo la quale il bilancio dello stato può essere in deficit se il disavanzo è utilizzato per finanziare spese per investimenti. In realtà, il deficit fu utilizzato per sostenere spese per consumi. La finanza funzionale prevede

l’intervento dello Stato come soggetto in grado di pilotare il sistema capitalista, provvedendo ad eliminare squilibri settoriali e territoriali, perseguendo una politica di piena occupazione, attuando “politiche redistributive”. Il meccanismo della finanza funzionale si basa sul moltiplicatore Keynesiano

Y =        1           G

(1 – c’)

Nella quale:

Y = reddito nazionale

G = government expediture (spesa pubblica)

C’ = propensione marginale al consumo 

Come detto precedentemente, le due teorie sull’attività finanziaria hanno contribuito alla formulazione di altre teorie in materia di bilancio. Prima di elencarle ed esporle, sarebbe meglio introdurre il concetto di bilancio dello Stato illustrando le sue caratteristiche, i suoi principi, le sue funzioni e classificazioni.

Il bilancio dello Stato è quel documento politico ed economico in cui vengono elencate le entrate e le spese pubbliche dell’amministrazione statale inerenti a un determinato arco di tempo, che può essere l’anno finanziario (coincidente con l’anno solare e chiamato bilancio annuale) o un periodo di più anni, venendo a parlare così di bilancio pluriennale. Il bilancio può essere preventivo (o di previsione), se contiene le entrate

che si prevede di riscuotere e le spese che si prevede di pagare nell’anno successivo a quello in cui esso viene redatto, o consuntivo, se in esso vengono contabilizzate le entrate e le spese effettivamente incassate e pagate lungo l’anno finanziario appena concluso; viene chiamato anche rendiconto, è approvato dalle Camere dopo che la Corte dei Conti ha effettuato la parificazione e consente ad esse di verificare che il Governo abbia svolto la sua attività finanziaria secondo le loro direttive. Prende il nome di esercizio finanziario l’insieme delle operazioni contabili, ovvero le riscossioni delle entrate e dei pagamenti delle spese che coincidono con l’anno civile (1° gennaio – 31 dicembre). Può verificarsi però che non tutte le operazioni inserite nel bilancio di previsione vengano effettuate entro la chiusura dell’anno finanziario, per cui le entrate accertate ma non ancora riscosse e le spese impegnate ma non ancora pagate entro tale termine costituiranno i residui attivi e passivi da iscrivere rispettivamente nelle entrate e nelle spese del bilancio preventivo dell’anno successivo.

In relazione al suo contenuto il bilancio può essere di competenza e di cassa, quello di competenza ha valore giuridico e prende in considerazione le entrate accertate e non ancora riscosse e le spese impegnate e non ancora pagate, mentre quello di cassa fa riferimento solo alle entrate materialmente riscosse e le spese materialmente pagate. Il bilancio di competenza svolge un controllo sulla gestione finanziaria da parte delle Camere che possono valutare la sua politica economico – finanziaria, mentre quello di cassa fornisce una descrizione dei movimenti finanziari (spese e entrate) di ogni gestione. Le regole che devono essere seguite per la redazione e l’approvazione del bilancio sono il principio di: 

Universalità, in base al quale devono essere iscritte in bilancio tutte le voci delle entrate e delle spese;

Integrità, il quale stabilisce che le entrate e le spese devono essere iscritte al lordo di quelle spese che possono comportare la loro riscossione e il loro pagamento. Le compensazioni non sono ammesse proprio per valutare la consistenza delle operazioni attive e passive;

Unità, che vieta di collegare specifiche entrate con specifiche voci di spesa. Non è ammesso vincolare la destinazione di determinati fondi al finanziamento di una data spesa anziché di un'altra e non devono esistere tributi di scopo, cioè tributi introdotti per far fronte a determinate spese;

Annualità, in base al quale ogni anno le Camere devono approvare il bilancio preventivo e consuntivo presentati dal Governo;

Specializzazione, che stabilisce che le entrate e le spese iscritte debbano essere distinte in capitoli e unità previsionali di base, ma è vietato spostarsi da un capitolo all’altro. Questo principio ha inoltre lo scopo di impedire che la pubblica amministrazione utilizzi dei fondi per finalità diverse da quelle per cui essi sono stati stanziati con l’approvazione del Parlamento (divieto di storno);

Pubblicità, che dispone che la legge di approvazione del bilancio sia portata a conoscenza di tutti attraverso la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Il bilancio assolve inoltre alcune funzioni fondamentali:

- una funzione politica, in quanto è l’atto formale della politica del Governo e gli consente di realizzare gli obiettivi di politica economica e sociale del suo programma attraverso la riscossione delle entrate e il pagamento delle spese;

-  una funzione economica, in quanto essendo uno strumento di programmazione economica (in particolare quello pluriennale), rende realizzabili gli obiettivi indicati nel programma di Governo, indicando le scelte economico-operative necessarie per il raggiungimento di tali obiettivi;

- una funzione di controllo finanziario, dal momento che il bilancio consente al Parlamento di verificare che il Governo svolga la sua attività finanziaria nei limiti della legalità, compiendo così un controllo qualitativo e quantitativo. L’importanza attribuita al bilancio dalle scuole finanziarie ha portato alla nascita di alcune teorie sul bilancio formulate dagli autori appartenenti a diverse scuole economiche che si sono susseguite in questi ultimi due secoli. Sono fondamentalmente quattro: la teoria del pareggio, del doppio bilancio, del bilancio ciclico e del bilancio funzionale.

Teoria del pareggio. Questa teoria richiama i concetti della finanza neutrale (precedentemente esposta) e in base ad essa si ritiene che il bilancio deve ogni anno tendere al pareggio, ovvero le entrate correnti devono eguagliare le spese correnti. Un avanzo o un disavanzo in bilancio, cioè un eccesso delle entrate sulle spese o delle spese sulle entrate sottrarrebbe ricchezza agli investimenti produttivi;

Teoria del doppio bilancio. Secondo questa teoria il pareggio del bilancio deve essere ottenuto solo per quanto riguarda le spese e le entrate correnti, i cui effetti si esauriscono entro la chiusura di ogni esercizio finanziario e il cui ammontare è prevedibile di anno in anno; non si ritiene necessario il raggiungimento del pareggio per quanto riguarda le spese in conto capitale, ovvero gli investimenti pubblici;

Teoria del bilancio ciclico. Secondo questa teoria, l’economia ha un andamento ciclico e irregolare, non sempre facile da prevedere, si prevede quindi nelle fasi depressive di finanziare la spesa pubblica con il ricorso al debito pubblico e nelle fasi di espansione è consigliabile una politica di austerità della spesa per evitare un eccesso della domanda sull’offerta. Il pareggio del bilancio si ottiene solo alla fine del ciclo, con la compensazione dei disavanzi delle fasi depressive con gli avanzi di quelle di espansione;

Teoria del bilancio funzionale. Sostiene che il bilancio è da considerarsi uno strumento di programmazione economica e di politica fiscale: di programmazione economica perché la spesa pubblica deve riuscire a sostenere la domanda globale per garantire la piena occupazione dei fattori produttivi e massimizzare il reddito nazionale, di politica economica in quanto attraverso l’imposizione progressiva e il ricorso alle spese di trasferimento è possibile attuare un’equa politica dei redditi.

In particolare, con la riforma del 1978 in Italia si è previsto: l’introduzione della legge finanziaria (o di stabilità), l’obbligo di redigere il bilancio di cassa accanto a quello di competenza e il bilancio pluriennale di previsione (strumento di programmazione che ha lo scopo di adeguare la spesa pubblica agli obiettivi di politica economica dello Stato) che è scorrevole, redatto solo in termini di competenza e fa riferimento a un periodo da tre a cinque anni, dove il primo anno è costituito dal bilancio annuale di previsione redatto in termini di competenza. Successivamente, con modifica a questa legge, è stato stabilito che il Governo deve presentare al Parlamento entro il 30 giugno di ogni anno il documento di programmazione economico-finanziaria, il quale deve indicare il tasso di sviluppo del PIL previsto, quello di inflazione programmato, il fabbisogno programmato, il deficit programmato e il rapporto deficit/PIL e, infine, il previsto rapporto debito pubblico/PIL. Entro il 31 luglio il Governo deve anche presentare il bilancio annuale e quello pluriennale a legislazione invariata. Secondo l’art. 81 c1 Cost. le Camere approvano ogni anno il bilancio e il conto consuntivo presentati dal Governo. In particolare,  il Parlamento è tenuto ad approvare:

  • la relazione generale sulla situazione economica del Paese per l’anno precedente, in cui vengono illustrati i dati inerenti l’attività finanziaria dello Stato e degli altri enti pubblici, e deve essere presentata dal Ministro dell’Economia e delle Finanze alle camere entro il 31 marzo di ogni anno;
  • il rendiconto generale dell’esercizio finanziario dell’anno precedente, che comprende il bilancio consuntivo e il conto generale del patrimonio dello Stato. Nel primo sono contabilizzate le entrate e le spese effettuate lungo l’anno finanziario precedente, mentre il secondo contiene le variazioni subite dal patrimonio dello Stato, con l’indicazione delle voci attive e passive. Entro la fine dell’anno finanziario precedente ogni Ministero deve trasmettere entro il 30 aprile i propri conti del bilancio e del patrimonio al Dipartimento per le politiche di bilancio, successivamente il rendiconto generale dell’esercizio scaduto redatto dal Dipartimento verrà trasmesso entro il 31 maggio dal Ministro alla Corte dei Conti, che procederà alla parificazione. Infine, il rendiconto parificato viene presentato alle Camere entro il 30 giugno dal Ministro dell’Economia e delle Finanze;
  • la legge finanziaria, che deve essere trasmessa alle Camere per l’approvazione dal Ministro dell’Economia e delle Finanze entro il 30 settembre;
  • il bilancio annuale di previsione, il quale fa riferimento al nuovo anno finanziario ed è costituito dallo stato di previsione delle entrate, dagli stati previsionali delle spese e dal quadro generale riassuntivo. E’ da presentarsi alle Camere entro il 31 luglio.
  • il bilancio annuale di previsione da presentare al Parlamento entro il 30 settembre.
  • la relazione previsionale e programmatica, da presentare alle Camere entro il 30 settembre.

L’impianto strutturale della manovra finanziaria si articola nei seguenti punti:

-  programmazione degli obiettivi di politica economico;

- finanziaria fissati per un triennio attraverso il d.p.e.f.;

-  adeguamento degli obiettivi di spesa dello stato e del settore pubblico allargato al d.p.e.f.;

-  accertamento contabile attraverso il bilancio annuale programmatico di previsione;

-  monitoraggio dei flussi di cassa, che si concretizza in una relazione trimestrale di cassa in grado di evidenziare il deficit di cassa e il rapporto deficit/PIL tendenziale.

Non bisogna dimenticare però che vi è la necessità di operare un controllo sulla gestione dei fondi pubblici da parte della pubblica amministrazione, e tale controllo può essere: interno, effettuato dalle ragionerie centrali, di legittimità, svolto dalla Corte dei conti, e politico-giuridico effettuato dal Parlamento.

Il controllo interno è effettuato dalle ragionerie centrali e dal dipartimento per le politiche di bilancio, il quale controlla la gestione delle entrate, delle spese e predispone il rendiconto e il bilancio consuntivo.

Il Controllo da parte della Corte dei conti può essere preventivo, di legittimità, o successivo.

Quello preventivo si esercita sulle spese disposte dai ministeri per valutare se sono conformi alla legge di bilancio, e in caso affermativo, la corte dei conti appone il visto e dispone la registrazione, mentre quello Successivo è di natura contabile, riguarda il rendiconto generale dello Stato ed è costituito dal conto del bilancio e dal conto generale del patrimonio. Il controllo politico e giuridico da parte delle Camere prevede che il Ministro dell’Economia e delle Finanze presenti alle Camere il rendiconto con la relazione della Corte dei conti entro il 30 giugno di ogni anno. Politica economica: parte dell‘economia che studia le forme di intervento dello  Stato nel sistema economico.

Capitolo Quarto:

Parlamento e Governo

DIRITTO

Come abbiamo visto, al fine della stipulazione del bilancio, si devono seguire alcune procedure inerenti con il Parlamento ed il Governo. In questo capitolo spiegherò la loro struttura e le loro funzioni.

Il Parlamento

Il Parlamento è un organo bicamerale, composto dalla Camera dei deputati, che ha sede a Montecitorio, e dal Senato della repubblica,  che ha sede a Palazzo Madama. Entrambi hanno gli stessi poteri e lavorano separatamente, ma in alcuni casi stabiliti dalla Costituzione, si riuniscono in seduta comune come per l’elezione del Presidente della Repubblica, la sua messa in stato d’accusa per alto tradimento e attentato alla costituzione, per la nomina di 5 giudici della Corte Costituzionale e di 8 membri del Consiglio Superiore della Magistratura e per ricevere il giuramento del Parlamento. Le differenze tra le due camere sono che la Camera dei deputati è composta da 630 deputati tutti elettivi, l’elettorato attivo è di 18 anni e quello passivo di 25, mentre il Senato è formato da 315 eletti, più i senatori a vita nominati dal Presidente della

Repubblica e dagli ex Presidenti della Repubblica; l’elettorato attivo è di 25 anni mentre quello passivo di 40. La legislatura è il periodo di durata in carica delle camere che di regola è di 5 anni, salvo elezioni anticipate. La procedura per lo scioglimento delle camere è ammissibile solo per legge ordinaria (atto tipico del parlamento) e in caso di guerra. Le nuove elezioni devono avvenire entro 70 giorni dalla fine della legislatura e la prima riunione delle camere  rinnovate non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni; inoltre, tra lo scioglimento delle camere e la prima riunione delle nuove, i poteri continuano a essere esercitati dalle camere precedenti, parlando così di prorogatio delle camere scadute. Quando non è possibile formare una maggioranza che sostiene il governo, il Presidente della Repubblica scioglie le camere e

indice le nuove elezioni. Lo scioglimento può essere determinato anche da un voto contrario al governo su un provvedimento sul quale esso aveva posto la fiducia o in seguito ad una nozione di sfiducia contro il governo. Il Presidente della Repubblica non può sciogliere le camere negli ultimi 6 mesi del suo mandato settennale salvo il caso del cosiddetto ingorgo istituzionale, che si verifica quando il Presidente e le camere scadono nello stesso periodo.

Secondo l’art. 67 Cost. ogni membro del parlamento rappresenta la nazione senza

vincolo di mandato (il cosiddetto divieto di mandato imperativo), cioè i deputati sono liberi di operare in nome degli interessi della nazione e non dei propri elettori. Per svolgere in libertà le proprie funzioni, i membri del Parlamento godono di particolari garanzie, denominate immunità parlamentari:

- Insindacabilità: i parlamentari non sono responsabili per le opinioni espresse ed i voti dati nell’esercizio delle loro funzioni;

- Inviolabilità: non possono essere sottoposti a limitazioni della libertà personale senza l’autorizzazione della camera di appartenenza e possono essere arrestati solo in caso di flagranza di reato.

Infine, il Patto delle immunità garantisce la massima libertà di espressione.

La giunta per le autorizzazioni a procedere è una commissione permanente con il

compito di valutare, concedere o negare le autorizzazioni a procedere richieste dalla magistratura nei confronti di un parlamentare. Le immunità parlamentari sono garanzia della libertà del Parlamento e l’autorizzazione a procedere dovrebbe essere negata in caso di “fumus persecutions” (sospetto di persecuzione politica attuata dai magistrati).

L’organizzazione delle camere è disciplinata dai regolamenti interni di Camera e

Senato. Tali regolamenti, nonostante il nome, sono leggi approvate dal parlamento con procedura rinforzata, cioè nello specie con maggioranza assoluta (metà più uno dei componenti).

Il Parlamento, essendo composto da molti deputati e senatori, non potrebbe funzionare ordinatamente se i suoi membri non venissero raggruppati in base ai partiti di appartenenza, ovvero nei gruppi parlamentari che corrispondono sostanzialmente ai partiti, ad eccezione di quello misto.

Le commissioni parlamentari sono organi permanenti in numero di 13 per ogni camera, costituite ad inizio legislatura, destinate a durare fino alla fine della legislatura stessa e nella loro composizione rispecchiano la composizione della camera di appartenenza. Le loro competenze corrispondono a quelle dei ministeri (ad esempio ministero dell’economia e delle finanze) e la loro funzione è quella di agevolare i lavori parlamentari. Le commissioni bicamerali si occupano di formulare proposte di riforma alla Costituzione e, infine, le commissioni parlamentari d’inchiesta, operano con gli stessi poteri della magistratura ma non possono emettere sentenze.

Le camere possono deliberare solo se è presente la maggioranza dei rispettivi componenti: questo è il quorum di validità della deliberazione. Le camere sono validamente costituite se è presente la metà più uno dei componenti (quorum costitutivo) e possono approvare con il voto favorevole della metà più uno dei presenti (quorum deliberativo).

Le maggioranze possono essere di quattro tipi:

-  maggioranza semplice = metà più uno dei presenti;

-  maggioranza assoluta = metà più uno dei componenti;

-  maggioranza qualificata: 2/3, 3/4 ;

-  maggioranza relativa: qualunque maggioranza che non raggiunge il 50% +1 dei

voti. Il voto segreto è l’arma dei cosiddetti “franchi tiratori”, cioè di coloro che protetti dal segreto, votano contro le indicazioni del gruppo parlamentare al quale appartengono. Il voto palese è richiesto quando la deliberazione deve avere un chiaro significato politico, come nella fiducia e nella sfiducia al Governo.

L’Iter legislativo prevede diverse fasi:

-  iniziativa; (Governo ddl, parlamentari, CNEL, 50.000elettori, le regioni);

-  esame e approvazione;

-  voto, promulgazione e pubblicazione.

Per quanto riguarda l’iniziativa legislativa, le leggi sono approvate da entrambe le camere nello stesso testo (bicameralismo perfetto) e si esercita presentando al Presidente di una delle due Camere una proposta di legge e un testo legislativo redatto in articoli. Possono presentare proposte di legge il governo, i singoli parlamentari, il CNEL, 50.000 elettori e le Regioni.

Per l’esame e l’approvazione delle proposte di legge sono previste una procedura ordinaria e due procedure abbreviate: la commissione in sede referente, deliberante e redigente. Con la procedura ordinaria, cioè con la commissione in sede referente, la commissione permanente competente esamina una proposta di legge e predispone una relazione illustrativa per la camera di riferimento alla quale spetterà l’approvazione del testo. La commissione in sede deliberante può approvare direttamente la legge ma sono escluse le leggi di revisione costituzionale, di delegazione legislativa (le deleghe al governo per i decreti legislativi), le leggi elettorali, di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali, le leggi tributarie e di bilancio. Anche al di fuori di questi, 1/5 dei membri della commissione o 1/10 dei membri del governo possono chiedere il passaggio alla procedura ordinaria. In ultimo, la commissione in sede redigente prepara il testo di legge in articoli che sarà poi votato alle camere. A questo punto la legge viene inviata al Presidente della Repubblica per la promulgazione, che è un atto con il quale il Presidente della Repubblica attesta il completamento della procedura e l’esistenza della legge che non è ancora efficace. La promulgazione può essere rifiutata quando la legge è palesemente incostituzionale, non è provvista di copertura finanziaria o si tratta di veto sospensivo, che è usato per richiamare il legislatore all’obbligo di provvedere alla copertura finanziaria delle leggi che comportano spese.

La legge promulgata viene pubblicata dal ministro della giustizia sulla Gazzetta Ufficiale e l’intervallo tra la pubblicazione della legge e la sua entrata in vigore viene chiamato “vacatio legis”. I decreti legge entrano in vigore il giorno successivo alla pubblicazione ma in alcuni casi, la vacatio legis può essere molto più lunga di 15 giorni. Nel potere legislativo del Parlamento rientrano anche le leggi di revisione costituzionale e le leggi costituzionali relative a determinati argomenti (integrazione). Il procedimento previsto per queste leggi è un procedimento aggravato e si dice così che la nostra Costituzione è rigida. La proposta di legge costituzionale deve essere approvata due volte da ciascuna camera con un intervallo non inferiore a 3 mesi dalla precedente deliberazione ed occorre la maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna camera. Se non si raggiungono i 2/3 può essere richiesto il referendum costituzionale da 1/5 dei membri della camera, 5 consigli regionali o 500.000 elettori.

 

 

 

 

 

 

Il Governo

Il Governo (art. 95 Cost.) comprende il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri, i quali formano il Consiglio dei Ministri; esistono poi altri organi secondari per esigenze speciali. Al governo spetta operare ed è composto da uomini della coalizione di maggioranza. I membri del governo non devono essere necessariamente parlamentari, ma sono comunque uomini di partito o “ministri tecnici”. Esso è al vertice dell’apparato della Pubblica amministrazione, amministra le finanze dello Stato, comanda la Forza Pubblica, può deliberare al posto del Parlamento con il decreto legislativo e prendere decisioni rapide scavalcando il Parlamento con il decreto-legge.

 

La formazione del Governo

E’ il procedimento di nomina del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che  avviene in tre fasi: le consultazioni, il conferimento dell’incarico di formare il nuovo Governo e la nomina del Presidente del Consiglio e dei Ministri.

 

Le consultazioni

Il presidente della Repubblica ha il compito di nominare un Governo che possa riscuotere la fiducia della maggioranza parlamentare e, per potersi fare Governo tecnico = i politici si troverebbero a prendere dei provvedimenti popolari. Il 1° governo tecnico venne istituito nel 1992 prendendo i professori universitari della Sapienza e Ciampi, i quali presero delle misure dure nei confronti del paese. Un’idea della situazione, procede alle consultazioni dei segretari dei partiti e dei Presidenti dei gruppi parlamentari, i quali esprimono gli orientamenti dei propri partiti.

 

L’incarico e la nomina

Quando il presidente della Repubblica si è fatto un’idea,

conferisce l’incarico di formare il nuovo Governo al “Presidente del Consiglio Incaricato”, il quale accetta l’incarico con riserva prendendo i contatti con i partiti che intende riunire. Se il suo tentativo di mettere insieme una maggioranza parlamentare riesce, il Presidente incaricato si reca dal Presidente della Repubblica per accettare la nomina a Presidente del Consiglio e proporre la lista dei Ministri del nuovo Governo, mentre se fallisce rimette il mandato rinunciando all’incarico.

 

Il rapporto di fiducia

Entro 10 giorni dalla nomina, il nuovo Governo deve presentarsi alle Camere per esporre il programma e ottenere la fiducia: nel frattempo può svolgere solo compiti di ordinaria amministrazione mentre con la fiducia può iniziare a operare per la realizzazione del suo programma. Nel caso in cui non ottenga la fiducia, il Governo dovrà presentare le dimissioni al Presidente della Repubblica. Il voto avviene approvando una mozione di fiducia votata in modo palese per appello nominale, in modo da combattere i “franchi tiratori”, ma non essendo prevista una particolare maggioranza, vale quella semplice (metà più 1 dei presenti).

 

La revoca della fiducia

Il Governo resta in carica finché gode della fiducia delle Camere, ma questa può essere revocata con una mozione di sfiducia o una questione di fiducia. La mozione di sfiducia è un documento firmato da almeno un decimo dei componenti di una Camera nel quale si espongono i motivi per i quali il Governo è venuto a perdere il consenso, non può essere discussa prima di 5 giorni e il voto è palese. La questione di fiducia è uno strumento del Governo con il quale si dimette se non ottiene l’approvazione del provvedimento che propone. Il voto contrario su un provvedimento proposto dal governo non comporta obbligo di dimissioni (se non è stata posta la fiducia).

 

Le crisi di governo

La respinta di una mozione di fiducia o l’approvazione di una di sfiducia determinano le crisi di governo. Il Governo è così tenuto a presentare le dimissioni al Presidente della Repubblica  ma rimane in carica fino all’entrata in funzione del successivo. Questo tipo di crisi si dicono parlamentari mentre più frequenti sono quelle extraparlamentari, determinate dai contrasti tra i partiti della coalizione.

 

La struttura e i poteri del governo

Il Governo è un organo complesso composto dal Consiglio dei Ministri, dal Presidente del Consiglio e dai Ministri. Esistono poi altri organi non previsti dalla costituzione: il Consiglio di Gabinetto, il Vicepresidente del consiglio, i Sottosegretari ecc..

 

Il consiglio dei Ministri

E’ un organo collegiale composto dai Ministri e presieduto dal Presidente del Consiglio, il quale presiede, convoca e fissa l’ordine del giorno del consiglio dei Ministri. Poteri: determina la politica generale di Governo; risolve i conflitti di competenza tra Ministri, promuove e attua l’attività legislativa del governo (decreti delegati - ddl, decreti legislativi e decreti legge), prende decisioni riguardo ai rapporti con

Regioni, Enti Locali e in politica estera, nomina i Presidenti degli Enti pubblici Nazionali e si occupa della Pubblica Amministrazione.

 

Il presidente del Consiglio

Garantisce l’unità di indirizzo politico sulla base del programma su cui ha ottenuto la fiducia e secondo l’art. 95 ha il compito di dirigere la politica generale del Governo, mantenere l’unità dell’indirizzo politico-amministrativo e promuovere e coordinare l’attività dei Ministeri. Il presidente del consiglio non è un superiore gerarchico dei ministri, ma un “primis inter pares” (cioè il primo, il più autorevole). L’unico potere coercitivo consiste nella minaccia di dimissioni da parte del Presidente del Consiglio. Se si dimette un Ministro questo viene sostituito (rimpasto ministeriale) e il Consiglio dei Ministri decide sempre all’unanimità.

 

I Ministri

Hanno una doppia natura: una politica, sono cioè membri del Consiglio dei Ministri, e una amministrativa, sono a capo di una struttura burocratica chiamata ministero o dicastero. Questa doppia posizione fa si che il Ministro sia l’elemento di collegamento tra la politica e l’amministrazione e, in assenza di questo, si determinerebbe una dissociazione nella quale ognuno agirebbe per contro proprio. Successivamente si è affermata poi la figura dei Ministri senza portafogli, i quali hanno solo una funzione politica (es. il ministero delle pari opportunità), non hanno un dicastero e non sono previsti stanziamenti in bilancio per la loro attività. Crisi di governo: nuovo governo con lo stesso presidente del consiglio o con un altro; nuove elezioni. L’organizzazione ministeriale è di tipo gerarchico, basata su rapporti tra funzionari superiori e inferiori, i primi dotati di comando sui secondi. I compiti della Pubblica Amministrazione sono molteplici, per cui i Ministeri vengono organizzati in direzioni generali o in dipartimenti, che sono strutture più elastiche e orizzontali che si servono di agenzie autonome.

 

I poteri legislativi

Si attuano attraverso due atti aventi forza di legge denominati decreti legislativi (76 Cost.) e decreti legge (77 Cost.). La differenza sta nel fatto che con i primi la potestà legislativa è data dal Parlamento al Governo, mentre con i decreti legge il Governo se la prende direttamente.

 

Il decreto legislativo delegato

La delega e la fase in Parlamento. Il decreto legislativo è un atto del Governo

approvato sulla base di una delega conferita dal Parlamento, nella quale sono stabiliti i principi e i criteri direttivi, l’oggetto e la durata della delega. La delega è il conferimento di poteri di un delegante ad un delegato/delegatario. Il Governo è tenuto ad adeguarsi a tali limiti e criteri pena l’incostituzionalità del decreto legislativo. Esempio: la riforma dei cicli scolastici, delle S.p.A, la riforma tributaria degli anni ’70 e le riforme dei codici. Ratio della legge delega: agevolare la disciplina di materie tecniche e molto complesse nelle quali il Parlamento, che è un organo politico, si troverebbe in difficoltà.

 

La fase governativa

Consiste nella deliberazione da  parte del Consiglio dei Ministri del

testo legislativo e il decreto legislativo assume la forma di DPR ed è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Il decreto legge

E’ emanato dal Governo direttamente e sotto la propria responsabilità, in casi straordinari di necessità e urgenza. Il decreto legge entra in vigore il giorno

successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale ma entro 60 giorni deve essere Senza deleghe parlamentari e deve essere Convertito in legge dal Parlamento, altrimenti decade con efficacia retroattiva. La mancata conversione cancella gli effetti prodotti dal decreto e le camere disciplinano con legge i rapporti giuridici sorti sulla base di decreti legge non convertiti (esempio:

condono edilizio anni ’80). Nel 1996 una sentenza della corte costituzionale vietò la prassi della reiterazione dei decreti legge non convertiti.

 

I poteri regolamentari

Al Governo spetta anche il potere regolamentare, cioè quello di adottare norme giuridiche secondarie subordinate alle leggi, le quali servono a completare o attuare le leggi. I regolamenti possono essere esecutivi, organizzativi e delegati. I regolamenti esecutivi vengono adottati per regolare le modalità di esecuzione di una legge, quelli organizzativi  per assicurare il buon andamento e l’imparzialità degli uffici pubblici, e quelli delegati per introdurre norme nei settori di interesse pubblico, determinando anche nuovi diritti e doveri. Esistono però dei limiti all’uso dei regolamenti derivanti dalle riserve  di legge. In caso di riserva assoluta, l’uso del regolamento è vietato poiché la materia coperta dalla riserva di legge deve essere regolata con legge o un atto

avente forza di legge, mentre in caso di riserva relativo l’autorizzazione al Governo è ammessa purché la legge stabilisca le linee generali della disciplina.

 

 

 

 

 

 

Capitolo Quinto:

Le Banche

ECONOMIA AZIENDALE

Le banche, essendo delle aziende, sono anch’esse soggette a sottostare alle leggi vigenti in Italia.

L’Economia Aziendale è strutturata in due parti:

1. L’organizzazione e le funzioni bancarie;

2. L’attività bancaria proiettata nella New Economy.

In questo capitolo inizierò col parlare delle organizzazioni bancarie, per poi spiegare l’importanza di esse per lo sviluppo della New Economy

Parte Prima

L’organizzazione e le funzioni bancarie

- Definizione di banca

La banca è un’impresa che opera nel settore del credito e dei regolamenti monetari, esercitando delle attività di intermediazione e delle attività finanziarie che affiancano e s’intrecciano alla

prestazione di numerosi servizi.

- Le funzioni della banca

In questi ultimi anni le banche, sempre per soddisfare le esigenze che nascono dalle profonde e continue trasformazioni dei mercati e delle condizioni operative delle imprese, nonché dei mutamenti nei comportamenti e nelle abitudini dei privati, hanno sviluppato una vasta gamma di operazioni da offrire alla clientela per quanto concerne la raccolta dei mezzi monetari, l’impiego degli stessi, ma soprattutto nell’erogazione dei servizi. Il motivo della continua evoluzione delle banche nel corso degli anni, è da ricercarsi nel ruolo di primaria importanza che esse rilevano nel sistema finanziario, sia per le aziende, sia per i singoli e le famiglie.

Le funzioni fondamentali che le banche assolvono possono essere sinteticamente individuate in sei punti:

1) La funzione monetaria, indicando con essa l’azione d’intervento delle banche all’interno del sistema economico; ciascuna banca, infatti, emettendo assegni bancari e circolari, che sono sostitutivi della moneta legale, ne limitano la quantità in circolazione, gestendo così con una pluralità di intervento il complesso sistema dei pagamenti.

2) La funzione creditizia, realizzando la corretta correlazione tra i flussi di risparmio e i flussi di investimento.

3) La funzione di trasmissione degli impulsi di politica monetaria, fungendo essenzialmente da meccanismo di trasmissione al sistema economico della politica monetaria imposta dal governo e dagli altri organi a ciò preposti, prima fra tutti la Banca d’Italia.

4) La funzione di investimento, destinando una parte delle disponibilità finanziarie, che provengono dalla raccolta del risparmio e quelle rappresentate dal capitale proprio, a forme durevoli di impiego, che in genere sono costituite dall’acquisizione di beni necessari per l’impianto e lo sviluppo della propria struttura operativa, o dall’acquisizione di titoli emessi da enti pubblici, a scadenza protratta nel medio-lungo termine.

5) La funzione di sviluppo economico-sociale, che garantisce grazie all’azione delle banche un’equilibrata evoluzione del sistema economico e sociale dell’intero paese, in quanto, fornisce un forte stimolo all’espansione delle attività industriali e commerciali.

6) La funzione di servizi, per offrire una gamma sempre più vasta e differenziata di servizi, in parte complementari all’attività di intermediazione, e all’attività creditizia (i servizi tradizionali di incasso, di pagamento, di custodia di valori e simili), ed in parte nuovi (nel settore delle assicurazioni, della previdenza, ecc.), che vadano sempre incontro alle diversificate esigenze della clientela.

Le norme che disciplinano le attività bancarie sono contenute nel Testo Unico Delle Leggi in maniera bancaria e creditizia ossia il TUB. Con il TUB le banche autorizzate dalla banca d’Italia a esercitare il credito sono tutte assimilate sul piano giuridico e possono svolgere tutte le operazioni e svolgere tutti i servizi.

Le banche possono raccogliere fondi anche attraverso l’emissione di obbligazioni ordinarie e convertibili.

Il trattato di Maastricht ha sancito la nascita del Sistema Europeo di Banche Centrali SEBC e della Banca Centrale Europea BCE, pienamente indipendenti da tutti gli altri organi comunitari e nazionali. Il SEBC è un’organizzazione formata dalla BCE e dalle Banche Centrali Nazionali BCN con il compito di emettere una moneta unica EURO e di mantenere l’equilibrio tra i prezzi. La BCE è il massimo organismo che gestisce la politica monetaria e deve controllare che le BCN svolgano i compiti assegnati dal SEBC.

La BCE e le BCN effettuano le operazioni di mercato aperto che consistono nell’acquisto e nella vendita di strumenti finanziari (titoli, divise estere ecc.). Il SEBC impone alle banche nell’area EURO di depositare una riserva obbligatoria alle BCN di appartenenza.

Grazie al TARGET le banche centrali effettuano regolamenti lordi tramite un sistema informatico, questo sistema di pagamento si sta evolvendo in TARGET 2  con il quale si spera di utilizzare più piattaforme assoggettate ad un’unica tariffa di importi euro elevati.

Per iniziativa delle BCE e dei 10 Paesi più industrializzati (G10) si è sostituito il comitato di Basilea per la vigilanza bancaria. Nel 1988 fu approvato un accordo noto come BASILEA 1 rivolto ad accrescere il grado di patrimonializzazione delle banche e a promuovere l’autonomia imprenditoriale e la parità concorrenziale. Nel 2004 il comitato ha fornito la versione definitiva di un secondo accordo con il nome di BASILEA 2 approvato solo nel 2008 e punta a rafforzare la stabilità delle banche.

- Struttura organizzativa della banca

La struttura organizzativa della banca, deve rispondere a precise esigenze operative, essa, infatti, differisce da una banca all’altra in base alle scelte strategiche operate dai dirigenti bancari, ed agli obiettivi finali prefissati. Tale struttura in linea comune si è evoluta nel tempo per consentire alla banca di seguire le mutazioni socio-economiche ed ambientali adattandosi ad esse. Ultimamente sotto la spinta dell’integrazione europea, si è già avviato un processo di ammodernamento e di razionalizzazione del sistema bancario, volto sempre più ad attribuire alle banche gli elementi per una maggiore concorrenza, ulteriore efficienza, e per la crescita delle loro dimensioni.

Sistema informativo bancario

Il sistema informativo bancario è l’insieme delle persone, delle procedure, e degli strumenti con cui si attuano la raccolta, l’elaborazione, lo scambio e l’archiviazione dei dati per ottenere un flusso organizzato di informazioni che la direzione può utilizzare per programmare, eseguire, e controllare l’attività bancaria.

Il sistema informativo bancario risulta sempre strettamente collegato alla struttura organizzativa della banca oggi le banche hanno ritenuto necessario rendere sempre più efficiente ed efficace (“efficacia” è riuscire a raggiungere gli obiettivi prestabiliti con i mezzi a disposizione, “efficienza” è raggiungere il massimo profitto con il minimo dispendio di risorse) il proprio sistema informativo, attivando un sistema automatizzato. Le spinte in tal senso sono da ricercare nelle necessità di elaborare dati per ottenere informazioni in tempo reale, di strutturare un sistema efficiente di circolazione dei dati e delle informazioni per l’intera rete degli sportelli mediante i quali la banca svolge la propria attività; infine, di fornire alla clientela prodotti-servizi sempre più efficaci offerti per via telematica. Attualmente, in Italia, sono operanti tre o quattro grandi sistemi informatici, utilizzati dalla maggior parte delle banche.

Le operazioni bancarie

La gestione bancaria si manifesta attraverso una serie di operazioni che si possono sinteticamente ricondurre alla raccolta del risparmio fra il pubblico e al suo impiego sotto forma di fondi, però c’è da ricordare che contrariamente a quanto si potrebbe intendere, la gestione bancaria non si svolge in modo uniforme presso tutti gli istituti di credito, in quanto, le molteplici operazioni di raccolta e quelle di impiego, fanno sì che la gestione bancaria assuma una miriade di sfaccettature in relazione alla tipologia delle operazioni compiute; poi bisogna inoltre considerare che le banche, possono anche esercitare ogni altra attività finanziaria, nonché le attività ad esse connesse e quelle strumentali.

Le operazioni bancarie, in base alle loro caratteristiche, possono essere suddivise nelle seguenti categorie:

1) Operazioni di intermediazione creditizia, attraverso le quali, la banca raccoglie ed impiega fondi, agendo da intermediaria tra i soggetti che offrono capitali e i soggetti che necessitano finanziamenti.

2) Operazioni di investimento diretto, attraverso le quali la banca destina una parte delle proprie disponibilità finanziarie a forme durevoli di impiego, costituite principalmente da investimenti di carattere finanziario e da investimenti strutturali-organizzativi.

3) Operazioni complementari, con le quali la banca fornisce una vasta gamma di servizi alla clientela.

4) Operazioni collaterali, con le quali la banca fornisce direttamente, oppure servendosi di società controllate o collegate, una particolare categoria di servizi e di attività di vario genere che costituiscono un’evoluzione e un completamento dei tradizionali rapporti tra banca e cliente.

Parte Seconda

L’attività bancaria proiettata nella New Economy (Home Banking)

I cambiamenti del mercato sono caratterizzati dalla diffusione delle reti informatiche e dallo sviluppo dei nuovi sistemi di comunicazione; queste mutazioni coinvolgono direttamente anche il settore bancario, e proprio in questi ultimi anni si nota in tutto il mondo ed anche nel nostro paese una progressiva trasformazione delle banche indirizzate verso l’erogazione di servizi telematici. Uno dei più rigogliosi canali tuttora in forte espansione, tanto per la gioia dell’utente, che per quella della banca, è sicuramente rappresentato da Home Banking (o Virtual Banking). Con il termine Home Banking o Virtual Banking, che dir si voglia, s’individua un istituto di credito che presenta on-line (in rete) i propri prodotti/servizi alla clientela senza la necessità di un rapporto personale diretto, e quindi senza bisogno di aprire filiali, di disporre di casse e di cassieri e di provvedere a contare banconote o trattare grossi volumi di materiale cartaceo. Insomma, siamo di fronte ad una destrutturazione della banca tradizionale e ad una sua ridefinizione in base alle nuove logiche di organizzazione e di finanziamento, con le quali prevalgono le relazioni a distanza tra banca e clientela. A favorire la realizzazione delle cosiddette banche virtuali, hanno influentemente contribuito determinati fattori, quali:

a) la crescente disponibilità all’uso degli strumenti informatici;

b) la liberazione delle reti telematiche;

c) l’abbassamento dei costi di trasmissione dei dati;

d) la diffusione delle tecnologie informatiche in modo efficiente e sicuro, così da consentirne nelle transazioni on-line l’utilizzo direttamente e comodamente da casa e dall’ufficio.

La banca propone quindi al cliente, servizi dei quali si può usufruire interagendo da casa attraverso il telefono o il PC (Personal Computer) collegato su di una rete informatica con gli appositi canali di comunicazione, che permettano l’accesso diretto alla banca.

Per una Home Banking gestire i rapporti con il cliente attraverso le reti telematiche, comporta un innumerevole serie di vantaggi, ma allo stesso tempo anche molteplici oneri. Per la banca elettronica, innanzi tutto, vi è l’indubbio vantaggio di avere un’operatività che risulta più estesa, e che può addirittura giungere a coprire per l’intero arco della giornata tutti i giorni dell’anno. Si ritiene inoltre, che il servizio erogato da una banca virtuale, tramite l’utilizzo delle reti telematiche sul PC del cliente, sia da considerarsi un servizio qualitativamente buono. Infine, per la banca virtuale che opera su una rete pubblica, qual è la rete internet, vie è un’ulteriore vantaggio; infatti, la banca assume visibilità sull’intero pianeta, in quanto, il sito che farà accedere ai servizi offerti dalla banca sarà facilmente reperibile ed accessibile da ogni parte del

globo e da qualsiasi utente della rete. Se molti sono i vantaggi dell’operare in rete, uno degli svantaggi derivanti dall’utilizzo dei servizi bancari per via telematica, consiste nella sicurezza del trasferimento delle informazioni, in quanto, nell’effettuare le normali operazioni bancarie sussiste il rischio di poter essere intercettati dai così detti Hacker, ossia i pirati informatici, incappando così in spiacevoli inconvenienti.

In Italia, la rivoluzione dei sistemi bancari ha causato uno scompenso piuttosto intenso sul personale, in quanto, la parziale eliminazione di una serie di attività bancarie retrogradi ha causato la necessità di dover far evolvere la figura del bancario in una figura di collaboratore dipendente più specializzata. In un futuro che sembra ormai prossimo, si prevede che la domanda di consulenza specializzata aumenterà, costituendo un business importante e già si può immaginare che l’offerta potrà provenire soltanto da persone preparate e motivate, alle quali saranno richieste competenza e conoscenze condivise, ma anche autonomie decisionali e capacità di adeguamento alle innovazioni costanti. La rivoluzione scaturita dall’utilizzo dei mezzi telematici, ha comportato l’abbattimento di tutte le barriere spazio-temporali, ed ha aumentato il grado di concorrenza riducendo di conseguenza i prezzi e dunque comportando una serie di problemi per i conti economici delle aziende bancarie. Vi sono inoltre degli effetti macroeconomici indiretti che agiscono in questa direzione, infatti, con la New Economy il ruolo della Borsa è destinato a crescere, il che significa che vi sarà all’interno delle banche una disintermediazione crescente sia dal lato della raccolta del risparmio, che da quello degli impieghi. E’ di vitale importanza quindi, per le singole aziende bancarie, individuare una strategia economica che consenta di competere nella società odierna, ormai sempre più globale. Il trading on-line (conosciuto anche con l'acronimo inglese TOL) è la compravendita di strumenti finanziari tramite internet.

Esso è nato in Italia solo nel 1999, quando il "Nuovo Regolamento Consob di attivazione del Testo Unico dei mercati finanziari" ne ha regolamentato gli aspetti.

Questo servizio consente appunto l'acquisto e la vendità on-line di strumenti finanziari come azioni, obbligazioni, future, titoli di stato, ecc... I vantaggi nell'uso di servizi di trading on-line sono i minori costi di commissione richiesti all'investitore e la possibilità di quest'ultimo di potersi informare bene sull'andamento di un particolare titolo o della borsa in generale (la visualizzazione di grafici e informazioni utili sui titoli) per effettuare le giuste scelte d’investimento.

 

 

Capitolo Sesto:

Il concetto di E-commerce, Internet e le Reti

INFORMATICA

In questo capitolo tratterò inizialmente le reti in modo sintetico, ed in un secondo momento un fenomeno caratteristico della New Economy, l’E-Commerce, e di alcune soluzioni alternative al problema della sicurezza online: la firma digitale e la posta elettronica certificata

Rete
Insieme di computer, periferiche e apparati tra loro collegati che si scambiano informazioni e condividono risorse.
Funzionalità di rete
Condivisione di risorse hardware e software tra i nodi collegati.
Architettura di rete
Insieme di protocolli di comunicazione che permettono lo scambio di informazioni; le architetture di rete standardizzate sono definite dai modelli OSI e TCP/IP.
Sistema aperto
Nel modello OSI è un insieme costituito da computer, periferiche, dispositivi, applicazioni software, processi fisici, ecc., conforme ai protocolli definiti nel modello
e in grado di scambiare informazioni con qualsiasi altro sistema aperto.
Pila OSI
Comprende sette livelli che, partendo dal basso verso l’alto, definiscono funzionalità sempre più complesse. I livelli sono: Applicazione. Presentazione. Sessione. Trasporto, Rete, Collègamento dati, Fisico.
Individua all’ interno della pila OSI una funzionalità ben definita. Offre un servizio al livello superiore e utilizza i servizi del livello inferiore; non esistono vincoli sulle tecniche di realizzazione del livello, ma devono essere rigidamente rispettate le interfacce e le regole definite dai protocolli peer to peer.

Protocollo Peer to Peer
Insieme di regole che definiscono la comunicazione fisica (per il livello 1) o virtuale (per tutti gli altri livelli) tra gli strati di pari livellò di due sistemi aperti.

Pila TCP/IP
Modello di architettura di rete comprendente quattro Strati: Applicazione, Trasporto, Internet e Rete. È il modello di comunicazione utilizzato, nella rete Internet.

Livello di Rete

Le funzionalità principali offerte da questo livello sono: trasmissione dél frame, controllo dell’errore con la tecnica del CRC, indirizzamento delle schede di rete

Indirizzo Mac
Indirizzo fisico univoco cablato all’interno della scheda di’rete; è composto da 6 byte. I tre byte più significativi sono riservati all’Organization Unique Identifier e i restanti tre al Vendor Code.
Protocollo IP
Protocollo del livello Internet, definisce gli indirizzi utilizzati per identificare le componenti della rete e la tecnica di frammentazione dei pacchetti per permettere l’attraversamento di reti con Maximum Transfer Unit inferiore.

Indirizzo IP
Indirizzo logico formata da quattro byte, rappresentato in notazione decimale puntata; permette di identificare la rete alla quale un nodo appartiene.

Gateway
Nodo di una rete che è in grado di inviare verso la rete geografica le informazioni
non destinate a un nodo della rete locale.

Operazioni di AND fra indirizzo IP e subnet mask
Consente di verificare se l’host destinatario di un messaggio appartiene alla stessa
rete del mittente a una rete diversa.
Creazione di sottoreti
Consente di segmentare una rete per risparmiare indirizzi, permettere la coesistenza
nella stessa rete d tecnologie diverse e bilanciare il volume di traffico.
Protocollo ICMP (Internet Control Message Protocol)
Le funzioni più importanti offerte da questo protocollo sono la possibilità di verificare se un host è raggiungibile e la segnalazione dell’eliminazione di un pacchetto in seguito alla scadenza del Time To Live. Il comando Ping genera pacchetti ICMP.
IPv6
Evoluzione dell’indirizzamento IP che risolve il problema della carenza di indirizzi
evidenziata daJl’IPv4. L’indirizzo IPv6 ha una dimensione di 16 byte.
TCP
Protocollo del livello, di Trasporto della pila TCP/IP; prevede la creazione di una connessione virtuale tra i due interlocutori, all’interno della quale è prevista la conferma dei segmenti ricevuti correttamente.
Protocollo di trasporto della pila TCP/IP non orientato alla connessione, che non prevede la conferma dei dati inviati. Più agile del TCP, viene utilizzato quando l’eventuale perdita di qualche dato non compromette il significato globale dell’informazione,

LAN
Sistema di comunicazione dati che consente a un certo numero di dispositivi indipendenti di comunicare direttamente l’uno con l’altro, entro un’area geografica di dimensioni moderate, lungo un canale fisico di comunicazioni a velocità moderate.
Topologia
Disposizione spaziale dei nodi di una rete in relazione al loro collegamento fisico;
può essere a stella, a bus, ad anello.

Mezzo fisico dl trasmissione
Mezzo attraverso il quale si propaga il segnale; nelle reti il segnale può essere trasmesso utilizzando conduttori in rame, fibre ottiche o onde radio.
Cavo UTP (doppino)
È il mezzo fisico attualmente più utilizzato nel cablaggio delle reti locali. Classificato a seconda delle caratteristiche in categorie distinte, è formato da quattro coppie di fili intrecciati (bianco-arancio/arancio, bianco-verde/verde, bianco-blu/blu, bianco-marrone/marrone) intestate da un connettore RJ-45.
Metodo dl controllo di accesso al mezzo
Modalità mediante la quale un nodo si “appropria” del mezzo fisico per trasmettere un segnale; esistono metodi probabilistici, deterministici e centralizzati. Il più diffuso è il CSMA/CD utilizzato nelle reti Ethernet.
Reti peer-to-peer
Reti in cui non esiste una distinzione tra nodi che offrono servizi e nodi che ne usufruiscono, ma tutti i nodi ricoprono sia il ruolo di server che quello di client.
Reti server-based
Reti basate sul modello client-server, comprendono nodi specializzati a condividere risorse (server) e nodi che utilizzano queste risorse (client).
Repeater
Apparato di rete che si colloca al lìvello i della pila OSI. Quando riceve un segnale, il repeater lo rigenera e lo ritrasmette, permettendo in questo modo l’estensione di una rete.
Hub
Apparato di rete che si colloca al livello i della pila OSI, viene anche definito multiport repeater. Ha la funzione di concentratore di nodi: propaga il segnale ricevuto da una porta su tutte le altre porte, senza analizzarne la destinazione.

Bridge
Apparato di rete che si colloca al livello 2 della pila OSI, permette di suddividere una rete in segmenti più facilmente gestibili. Grazie alla forwarding table e all’analisi degli indirizzi MAC del mittente e del destinatario dei dati, inoltra il traffico solo sui segmenti che possono comprendere la destinazione.
Switch
Apparato di rete che si colloca al livello 2 della pila OSI, definito anche come multiport bridge, grazie alla tecnica della microsegmentazione permette la comunicazione contemporanea tra più coppie di host.

VLAN
Modalità di comunicazione tra host appartenenti a reti diverse ma facenti parte virtualmente della stessa rete locale.
Router
Apparato di rete che si colloca al livello 3 della pila OSI, instrada i pacchetti sul percorso verso la destinazione esaminando l’indirizzo TP del ricevente.
CSMA/CD
Metodo di controllo di accesso al mezzo basato sulla rilevazione e la risoluzione
delle eventuali collisioni.
Ethernet
È la LAN più diffusa. Basata sul metodo di controllo di accesso al mezzo
CSMA/CD, consente attualmente velocità di trasmissione dell’ordine del Gbps.
LAN wireless (WLAN)
Utilizza per la comunicazione tra un Access Point e un Wireless Terminai le radiofrequenze con il metodo di controllo di accesso al mezzo CSMA/CA. Definita nello standard 802.11 e varianti.

URL (Uniform Resource Locator)
Riferimento univoco a una risorsa di rete che definisce il cammino, o path, associato alla risorsa.

DNS

Protocollo che permette la risoluzione dei nomi in indirizzi TP. La conversione da indirizzi testuali DNS a indirizzi numerici TP viene effettuata da host specifici denominati DNS server, in cui risiedono tabelle contenenti le corrispondenze indirizzo testuale-indirizzo IP.

Modello client-server
Modello secondo cui sono sviluppate molte applicazioni della rete. Il server costituisce la parte di applicazione che offre un servizio: rimane sempre in ascolto passivo attendendo le richieste dalla rete. Può servire contemporaneamente più richieste. Il client è un’applicazione che invia richieste a un server; è eseguita localmente sul computer dell’utente che l’ha invocata e può richiamare più servizi di rete, ma sempre uno per volta.

Numero di porta
Permette di individuare a livello di trasporto il servizio richiesto; un numero di porta identifica il lato server e un numero di porta, non necessariamente differente, il lato client. Per distinguere le sessioni che contemporaneamente possono essere instaurate tra un server e più client si utilizza la combinazione “indirizzo TP:porta”, definita come indirizzo socket.

FTP (File Transfer Protocol)
Protocollo applicativo che poggia sul TCP utilizzato per il trasferimento di file. Prevede due servizi: il DTP (Data Transfer Process), attraverso il quale vengono fisicamente trasferiti i file, e il PI (Protocol Interpreter), che permette di trasferire i comandi inviati tra client e server.

HTTP (Hyper Text Transfer Protocol)
Protocollo applicativo che consente il trasferimento di pagine HTML o di altri file da un server web a un client, il quale visualizza le informazioni ottenute con un browser. Utilizza come protocollo di trasporto il TCP. Il protocollo HTTP è di tipo request-response: la connessione viene stabilita dal client e normalmente chiusa dal server.

SMTP

Protocollo applicativo per l’invio di messaggi a un server di posta.

POP3

Protocollo applicativo che permette a un client di scaricare messaggi da un server

di posta.

L‘ E - Commerce

Il significato del termine "commercio elettronico" è mutato col passare del tempo: all'inizio indicava il supporto di transazioni commerciali come ordini d'acquisto o fatture in formato elettronico. In seguito vennero aggiunte delle funzioni che possono venire denominate in modo più accurato come

"e-commerce", ovvero l'acquisto di beni e servizi attraverso il World Wide Web ricorrendo a server sicuri (caratterizzati dall'indirizzo HTTPS, un apposito protocollo che crittografa i dati sensibili dei clienti contenuti nell'ordine di acquisto allo scopo di tutelare il consumatore), con servizi di pagamento on-line, come le autorizzazioni per il pagamento con carta di credito.

Il commercio elettronico può essere suddiviso in quattro categorie principali:

- Business to business: transazioni commerciali effettuate tra aziende per il passaggio del prodotto ai canali di distribuzione;

- Business to consumer: transazioni commerciali realizzate tra l’azienda e il consumatore finale. Questa categoria si è molto diffusa con lo sviluppo del web e delle nuove tecnologie, le quali hanno permesso di realizzare siti multimediali che consentono una bella presentazione dei prodotti agli acquirenti;

- Business to administration: transazioni riguardanti i rapporti tra l’azienda e la pubblica amministrazione;

- Consumer to administration: transazioni riguardanti i rapporti tra la pubblica amministrazione e i cittadini, come il pagamento di tasse e contributi.

Per realizzare un'attività di commercio elettronico di successo sono necessari:

1)  un‘ adeguata pubblicità: attrarre gli utenti interessandoli al sito Web di E-commerce. Poiché Internet è un mercato globale, i fornitori possono vendere e gli acquirenti possono comprare da ogni parte del mondo, ma catturare l’attenzione degli acquirenti sul Web è molto più difficile rispetto alla pubblicità convenzionale. La pubblicità sul Web deve essere accessibile, dinamica, interattiva e coinvolgente, per esempio utilizzando animazioni Java, DHTML, VRML;

2)  a presentazione del prodotto in forma elettronica. Nell’ambito del commercio convenzionale, un acquirente può prendere un oggetto e “toccarlo con mano”. Sul Web la presentazione del prodotto può contare solo sull’uso di diversi supporti multimediali, quali video, audio 3D e animazioni, per catturare l’attenzione del cliente. Dopo aver attirato l’acquirente, il sito Web deve essere in grado di acquistare credibilità e questo avviene con la possibilità di vedere il prodotto da ogni angolazione;

3)  a transazione e la realizzazione: le transazioni veloci e sicure sono fondamentali e il meccanismo di realizzazione dovrebbe essere pienamente comunicato, rapido ed efficiente;

4)  il supporto post-vendita: durante una transazione di e-business è disponibile una guida on-line, mentre un esteso supporto post-vendita tramite e-mail e bulletin board garantisce che il cliente sia soddisfatto del suo acquisto, fornendo un supporto tempestivo se risultasse necessario.

Nel commercio elettronico possono sorgere ugualmente delle difficoltà. Le principali sono i difetti di comprensione del comportamento della clientela, la mancanza di analisi dello scenario concorrenziale e la sottovalutazione dei tempi richiesti per il raggiungimento degli obiettivi aziendali. Una delle problematiche più sentite nel mondo dell' e-commerce è la sicurezza nelle modalità di pagamento. Oggi le modalità più diffuse sono il bonifico bancario, il contrassegno e il pagamento con la carta di credito. Inizialmente il trasferimento delle informazioni e dei dati personali tra venditore e cliente avveniva in chiaro e questo costituiva un enorme problema per la sicurezza dal momento che i dati trasferiti erano suscettibili di intercettazioni e quindi utilizzabili da terzi per operazioni al di fuori della pratica commerciale in atto. Oggi questa pratica di trasferimento dei dati è stata abbandonata, a favore di pratiche più sicure che garantiscano una maggiore riservatezza delle informazioni personali e che quindi assicurino la bontà delle

transazioni. In particolare, la maggior parte dei siti di e-commerce odierni utilizzano livelli di crittografia elevati quali:

- SSL (Secure Sockets Layer), la combinazione di questo protocollo con l’http permette di ottenere l’https, con il quale viene creato un canale criptato tra il client e il server attraverso lo scambio di certificati e garantisce che solamente le due parti in comunicazione siano in grado di conoscere il contenuto della trasmissione. E’ anche il più usato in quanto supportato dai principali browser;

- SET, che nasce dalla collaborazione di Visa e MasterCard per rendere più sicure le operazioni di pagamento online. Per utilizzare questo protocollo è però necessario che il venditore disponga sul suo server di alcuni software e che il pc del compratore sia munito di un wallet e di un PIN rilasciatogli dalla compagnia che ha emesso la sua carta di credito. La grande novità del protocollo SET consiste appunto nel sistema di autenticazione del venditore e del compratore. Affinché il commercio elettronico possa svilupparsi è necessario che gli utenti possano svolgere le loro transazioni serenamente, senza temere intromissioni esterne. In questo senso assume molta importanza la procedura di "autenticazione dell'utente" che generalmente avviene tramite la richiesta da parte del server di uno username al quale

è associata una password. Tuttavia è stato dimostrato che questo sistema non può essere considerato del tutto sicuro, in quanto i tempi di individuazione della password da parte di terzi vanno sempre più riducendosi. Per questo motivo, oggi, viene consigliato all'utente il cambio periodico della propria password, soprattutto per i sistemi di home banking che prevedono che i propri utenti cambino obbligatoriamente la password con una cadenza fissa o che facciano uso di una password "usa e getta" (one-time password) che viene sostituita ogni volta che si accede a un servizio. Sebbene la disciplina riguardante il commercio elettronico sia volta soprattutto alla tutela del consumatore, non bisogna dimenticare l'equivalente diritto del venditore a operare sul mercato online in maniera serena. Una delle principali problematiche che interessa colui che decide di offrire un bene o un servizio online è sicuramente il non ripudio da parte dell'acquirente. In questa direzione opera l'utilizzo della firma digitale che fa sì che un contratto firmato digitalmente non possa essere disconosciuto da coloro che l'hanno sottoscritto. I consumatori hanno accolto il modello economico dell'e-commerce meno prontamente di quello che i suoi proponenti si aspettavano. Anche in categorie di prodotti appropriati all'e-commerce, lo shopping elettronico si è sviluppato lentamente, a causa di diversi motivi che potrebbero giustificarne la lenta diffusione:

- dubbi riguardo la sicurezza, dal momento che molte persone non usano la carta di credito in Internet per timore di furti e frodi;

- la mancanza di gratificazione immediata con la maggior parte degli acquisti con Internet. Molta dell'attrattiva nell'acquistare un prodotto sta nella gratificazione immediata di usare e mostrare l'acquisto: tale attrattiva non c'è quando il prodotto ordinato non arriva per giorni o settimane;

- il problema dell'accesso al commercio in rete, specie per le famiglie povere e per le nazioni in via di sviluppo;

I principali fornitori di commercio elettronico sono PayPal, Yahoo, Amazon ed eBay.

La firma digitale

La rapida diffusione di tecnologie avanzate ed innovative, in particolare nel settore delle telecomunicazioni, è l’elemento caratterizzante dell’attuale società, detta “società dell’informazione”. Gli strumenti elettronici e telematici fanno ormai parte della vita quotidiana, agevolando le contrattazioni in qualsiasi parte del globo e garantendo la partecipazione al mercato anche a coloro che prima ne erano esclusi. Con lo sviluppo della informatica e degli strumenti telematici, è emersa l’esigenza di assicurare certezza ai rapporti giuridici posti in essere. Tra i problemi che si pongono al riguardo vanno presi in considerazione quelli dell’esatta identificazione dei soggetti che divengono parti di tali rapporti, del modo di autenticare i dati trasmessi e di

manifestare la volontà per via elettronica. La firma digitale costituisce una prima risposta a tali esigenze e può essere definita come l'equivalente elettronico di una tradizionale firma apposta su carta, che ne assume lo stesso valore legale ed è il risultato della procedura informatica, detta validazione, basata su un sistema di chiavi asimmetriche a coppia, una pubblica e una privata, che consente al sottoscrittore tramite la chiave privata e al destinatario, tramite la chiave pubblica, di rendere manifesta e di verificare la provenienza e l' integrità di un documento informatico e di un insieme di documenti informatici. Il firmatario, utilizzando la propria chiave privata, «firma» il file apponendovi la stringa di dati che deriva dalla operazione di cifratura. Il destinatario avrà così la certezza che la firma è stata generata con la chiave privata e, grazie ad ulteriori controlli, del fatto che nessuno abbia manipolato i dati originari. Nel nostro sistema giuridico, la firma digitale viene definita per la prima volta nel DPR del 10 novembre 1997 n 513, che disciplina "la formazione, l'archiviazione e la trasmissione di documenti con strumenti informatici e telematici". Lo stesso DPR fa esplicito riferimento a sistemi di chiavi asimmetriche a coppia per la generazione e la verifica della firma digitale. I sistemi di codifica asimmetrici si basano su metodi matematici che richiedono chiavi diverse per la codifica e per la decodifica di un messaggio

(simbolo m). Ad ogni persona viene assegnata una coppia di chiavi, delle quali una è pubblica (simbolo h), l'altra è segreta, nota solo all'interessato (simbolo j). La coppia di chiavi (h, j) è unica per ogni persona. Una delle due chiavi serve per codificare il messaggio, l'altra per decodificarlo.

La chiave pubblica h consiste in un numero estremamente grande, rappresentato in cifre binarie da 1024 bit: esso è il prodotto di due numeri primi. L'algoritmo che consentirebbe di risalire alla chiave privata j nota quella pubblica h richiede la conoscenza dei fattori di h, cioè dei suddetti due numeri primi. Non esistono metodi matematici diretti per scomporre h nei suoi fattori: si può procedere solo per tentativi, ma questo richiederebbe tempi misurabili in secoli. Risulta pertanto praticamente impossibile risalire a j nota h.

Su questo principio si basa l'invulnerabilità dei sistemi di codifica asimmetrici. La firma digitale consente anche, a chi ha firmato ed inviato i documenti in via telematica, di sapere con certezza quando i documenti sono stati ricevuti dal destinatario. L'elemento di rilievo del sistema firma è rappresentato dal certificato digitale di sottoscrizione che l’Ente Certificatore rilascia al titolare di un dispositivo di firma. L’elenco pubblico dei certificatori è disponibile via Internet per la consultazione dove sono anche disponibili i link ai siti web degli stessi sui quali sono indicate le modalità operative da seguire. I compiti più importanti dei certificatori sono:

- verificare ed attestare, emettendo un apposito certificato digitale, l’identità del titolare ed eventualmente la veridicità di una serie di informazioni;

- stabilire il termine per la scadenza dei certificati;

- pubblicare il certificato e la chiave pubblica, normalmente su rete, in modo tale che gli interessati possano avere la sicurezza dell’avvenuta certificazione;

- ricevere la segnalazione di eventuali smarrimenti, furti, cancellazioni, divulgazioni improprie di chiavi private e pubblicandola lista dei certificati revocati o sospesi in conseguenza di tali fatti.

I requisiti necessari per richiedere all'Ente di Certificazione  un dispositivo di firma digitale sono aver compiuto 18 anni, essere in possesso del codice fiscale e di un documento d'identità valido. I componenti del sistema sono il dispositivo di firma (smart card o token USB) che contiene i certificati e il lettore, il quale  permette la comunicazione della smart card con il computer. La smart card è il dispositivo di firma digitale che può memorizzare dati e ospitare un sistema operativo, non è clonabile ed è programmabile all’origine. Per l’accesso è necessario possedere un codice PIN che, al momento della creazione della carta, sarà uguale per tutte (12345), ma che sarà poi modificato in seguito al rilascio.

 

Capitolo Settimo:

Network

INGLESE

Come ho detto, dato che l’e-commerce si è estesa in tutto il mondo, dovremmo conoscere almeno la funzionalità delle reti e di internet, nella lingua più diffusa al mondo, l’inglese.

THE CONCEPT OF NETWORK

Network is the term that is used to descrive at least two but usually more communication devices connected to each other. There are two common categories of networks with wich everyone is familiar. The first category is a network that broadcasts information from a single source. Radio and television networks are an example: a group of stations are linked together so that the same programs can be carried to a wider audience. Another example is the central computer that electronically stores volumes of information. The second category is a network that transfer information among many sources. A telephone system is the prime example: the focus is input oriented, and messages are switched form one location to another. In a computer example, the manager of department is preparing a pay rise report using the personal computer on her desk. Using a decentralized network, she communicates to a mainframe computer in wich payroll records are kept and incorporates that data into the report. Then she sends electronic messages to each employee in the department.

WANs & LANs

A wide-area network (WAN) is a network of geographically distant computer and terminals. A personal computer can access a minicomputer or a mainframe only if it uses special software called ‘emulation software’ to imitate, or emulate, a terminal. Al alternative network is a local-area network, wich can communicate information much faster than most wide-area networks. A local-area network (LAN) is collection of computers, usually personal computers, that share hardware, software and data. Personal computers attached to a LAN are often referred to as workstations. All the devices – personal computers and other hardware – attached to the LAN are called ‘nodes’ on the LAN.

NETWOERK CONFIGURATIONS

An important aspect of any network (wide or local area) is the path or route that the data take when they are being transmitted from one location to another. This is referred to as network configuration or topology. Several different network topologies exist.

STAR NETWORKS:

Star networks derive their name from fact that one central controller (usually a computer) has communication channels radiating outward, each one connected to a separate device, such as terminal or another computer. Star networks are typically found in cases where a large-scale central computer is connected to many terminals.

RING NETWORKS:

A ring network is a completely closed loop. A single communication channel, with devices connected to it, runs through a building or office until the end of the channel connects back to the beginning. There is no central controller. Each device on the ring (usually a computer) is equal in rank. The most popular type of ring network is called a token ring network, in wich one token at a time passes from computer to computer an carries messages around the network.

BUS NETWORK:

A bus network is a single communication channel routed along a path in the vicinity of each device that must be connected to it. The beginning and end of the network do not connect, so a terminator must be placed at each end of the bus. As in the ring network, no central controller is necessary. Each device on the bus has equal rank and can communicate with any other device on the network. Bys networks are convenient where computers and devices are spread out through a building.

INTERNET SERVICES

The Internet is commonly defined as a global network of computer networks. Internet is a collaboration: a collaboration of computer administrators, owners and users, who all work together to support  Internet services.

To most people, the Internet is defined by the services it offers. Here is a quick list of the most important ones.

ELECTRONIC MAIL: To send an electronic mail message, you type in a message in your computer and tell your computer to send it to another user, anywhere on the Internet. Typically, your computer transfers the message to a nearby computer, which in turn transfers it to another computer closer to the ultimate destination, and so on through a chain of computers until the message reaches the computer used by the intended recipient.

FILE TRANSFER: Many Internet sites make files available for transfer to your system, usually free but sometimes for a small fee. Here is just a small sample of what you can pick un through the Internet:

Weather maps and travel information; Stock market reports; And so on.

USENET NEWS: The Usenet news service is comparable to an electronic bulletin boards, each dedicated to a different topic and each shared by thousands of computers. These bulletin boards are called news groups and they are organized into various classes: groups related to computers, to business, to science, to recreational subjects and so on. People often use news groups to get answers to questions.

OTHER SERVICES: Dozens of other services are available through the Internet, from databases on judicial precedents, to the lyrics and guitar chords for popular songs.

It is important to understand that many Internet services are offered out of sheer generosity. For example, someone in California faithfully types in the latest baseball scores every day so that people on the Internet can find out who won.

FORMS OF COMPUTER CRIME

Computer crime takes many forms, from unintentional disruption to vengeful acts, to theft. These computer criminals are known as ‘hackers’ – people who gain access to computer systems without authorization. Hackers have become a serious problem because of the wide-spread use of networks and personal computers. This opens up new possibilities for people to (1) easily obtain access to information that is stored in institutional systems or (2) destroy information, usually by erasing or changing data or programs stored on disks.

Embezzlers, people who unlawfully try to get their hands on money for their own use, have wasted no time in using computers to perpetrate their crimes. Using electronic transactions, embezzlers can transfer funds from one account to another. In another scheme, often called salami slicing, criminals use computer programs to slice off tiny fractions of dollar amounts in ordinary transactions and add them to a separate account (usually one of their own). Salami slicing is particularly hard to detect because each individual slice is a fraction of penny and while the slicing is going on, all account totals appear to be in balance. Another serious and destructive form of computer viruses. A virus program developed specifically to interfere with a computer’s normal operation. It is called a virus because, like its biological counterpart, it can clone copies of itself and then infect other programs with those copies. Virus programs can be transmitted by passing an infected floppy disk from one computer to another, or over telephone lines.

HOW TO ENSURE GREATER SECURITY

There a several solutions for dealing with various aspects of the problem. The simplest solution is to lock up disks and computers when they are not in use. In addition, a backup copy of any disk containing important data should always be made and stored in a different location to the original. Backing un disks should become a routine procedure for the user, not only to prevent theft and contamination by viruses, but also to prevent accidental loss of data because of human or computer error or even natural disasters such as floods or earthquakes.

In multiuser computer systems, where many users share a computer or group of computers, more security is needed. Password protection – a software form of security that relies on the use of a code the user must enter to gain access to a computers system – may help to solve the problem. To use the system, the user has to key in his or her password. More complicated password-protection schemes are designed to facilitate different levels of access to computer systems.

In situations where communication between two or more computers is involved , such as network of computers, a common security method involves encryption, the scrambling of data to make it unintelligible to an unauthorized recipient, and decryption, the reversal of a previous scrambling of data so as to make it intelligible once more.

 

 

 

Capitolo Ottavo:

Probabilità, Statistica e Calcolo Combinatorio

MATEMATICA

Una delle tattiche utilizzate dai venditori, è quella di utilizzare la statistica e le metodologie matematica ad essa annesse, per evitare sprechi di materiale, vendite infruttuose e per conoscere i gusti e le tendenze della clientela.

CALCOLO COMBINATORIO

Studia il modo di raggruppare gli elementi di uno o più insiemi.

  • Prodotto Cartesiano: si definisce prodotto cartesiano di 2 o più insiemi, l’insieme formato dalle n-ple ottenute associando gli elementi di ciascun insieme.

A x B : A [a,b] – B [1,2,3]

La cardinalità è data dal numero degli elementi dell’insieme.

 

Possibili accoppiamenti tra un gruppo di ragazzi e un gruppo di ragazze

 

  • Disposizioni semplici di n-elementi di classe k: si dicono disposizioni semplici di n-elementi di classe k tutti i possibili raggruppamenti che si possono formare con n-elementi dati presi a k a k in modo che 2 qualsiasi raggruppamenti differiscano:
  • o per l’ordine degli elementi;
  • o per la natura degli elementi;

Dn,k = n (n-1) (n-2)…(n-k+1)                   k<=n

Posti a sedere su un treno

  • Disposizioni con ripetizione di n elementi di classe k: si dicono disposizioni con ripetizione di classe k tutti i possibili raggruppamenti che si possono formare con n-elementi presi a k a k in modo che qualsiasi raggruppamento differisca:
  • o per l’ordine degli elementi;
  • o per la natura degli elementi;
  • o per il numero di volte che l’elemento si ripete;

DIn,k = nk                                                            per ogni k                          Combinazioni di targhe

  • Permutazioni semplici: si dicono permutazioni semplici di n elementi di classe n tutti i possibili raggruppamenti che si possono formare con gli n elementi presi ad n alla volta, in modo che due qualsiasi raggruppamenti differiscano per l’ordine degli elementi (in questo caso la natura degli elementi non conta)

Pn   n!  (n fattoriale) = n (n-1) (n-2)… . 3 . 2 . 1            0! = 1       1! = 1

Anagramma parola MANO

  • Permutazione con elementi identici:

 

Pn(a,b) = n! / a! b           parola MAMMA

  • Combinazioni semplici: si dicono combinazioni semplici di n elementi di classe K, tutti i possibili raggruppamenti che si possono formare prendendo gli n elementi a k alla volta, in modo che 2 qualsiasi raggruppamenti differiscano per la natura degli elementi (l’ordine non conta).

Cn,k = n (n-1) (n-2)…(n-k+1) / k!        con k<=n

(n su 0) = 1          (n su n) = 1        (n su 1) = n

Si chiama coefficiente binomiale perché interviene nello sviluppo della potenza ennesima del binomio di newton.

 

  • Combinazioni con ripetizione: quando un elemento si può ripetere più volte

CIn,k = (n su k) = n (n-1) (n-2)…(n-k+1) / k!

 

Proprietà del coefficiente binomiale

  • Proprietà simmetrica (n su k) = (n su n – k) conviene quando k è maggiore della metà di n
  • Tre fattoriale (n su k) = n! / k! . (n – k)! conviene quando n è maggiore della          metà di k

 

CALCOLO DELLE PROBABILITA’

Studio degli eventi incerti, aleatori o stocastici, cioè quegli eventi il cui verificarsi dipende dal caso.

  • Teoria classica: alla base c’è il concetto di evento, tutto ciò che accade, si definisce probabilità di un evento E il rapporto tra il numero dei casi favorevoli e il numero dei casi possibili, supposti tutti ugualmente possibili.

P = m/n     m(casi possibili)   n(casi favorevoli)        0 <= P <= 1

P=0  =>  m=0 (evento impossibile)   ;      P=1  =>  m=n (evento certo)

  • Teoria frequentista: alla base c’è la frequenza, si definisce frequenza di un evento E il rapporto tra il numero dei successi e il numero delle prove effettuate, eseguite tutte nelle medesime condizioni

F = s/n    s(successi)      n(numero prove)     0 <= F <= 1

F=0  =>  s=0 (sfortunato)   ;      F=1  =>  s=n (fortunato)

 

 

 

 

Relazione tra probabilità e frequenza

Analogia: espresse in funzioni proprie

Differenze: - P=0 evento impossibile    F=0 sfortuna

                     - P=1 evento certo        F=1 fortuna

                     - P calcolata a priori       F calcolata a posteriori dopo la prova

Legge empirica del caso o dei grandi numeri: Relazione tra F e P è espressa da tale legge (empirica vuol dire che non è dimostrabile ma è comprovata dall’esperienza). Essa afferma che al crescere del numero delle prove la frequenza coincide con la probabilità, cioè: n -> infinito (implica) F (coincide) P

  • Teoria soggettiva

Definisce come probabilità di un evento il grado di fiducia che un individuo coerente assegna al verificarsi di un ceto evento in base alle proprie conoscenze

 

  • Teoria assiomatica

Raggruppa tutte le altre teorie.

  • Il concetto di evento viene dato come primitivo
  • L’insieme di tutti gli eventi costituisce lo spazio degli eventi i cui elementi sono possibili risultati dell’esperimento.

 

Si dice evento contrario di un evento A l’evento A segnato, che si verifica se e solo se non si verifica l’evento A.

Si dice somma logica o unione di più eventi, l’evento AUB (A unione B) che si verifica se si verifica almeno uno dei 2 eventi, questi eventi si chiamano eventi parziali.

Si definisce prodotto logico o intersezione o evento composto di 2 eventi A e B, l’evento A intersecato B che si verifica se si verificano entrambi gli eventi A e B (detti eventi componenti)

Due eventi si dicono incompatibili quando il verificarsi dell’uno esclude il verificarsi dell’altro, cioè se A intersecato B è uguale al vuoto.

Due eventi si dicono indipendenti quando il verificarsi dell’uno non altera il verificarsi dell’altro

TEOREMA DELL’EVENTO TOTALE: la probabilità dell’evento E totale degli eventi parziali E1, E2 è uguale alla somma delle possibilità degli eventi parziali, se tali eventi parziali sono indipendenti.

TEOREMA DELL’EVENTO COMPOSTO o PRODOTTO LOGICO: la probabilità di un evento E composto da due eventi componenti E1, E2 è data dal prodotto della probabilità degli eventi componenti.

Se gli eventi E1, E2 non sono indipendenti si definisce cosa si intende per probabilità condizionata: si dice probabilità di 1 evento A condizionata (o subordinata) all’evento B e si indica con P(A/B) la probabilità del verificarsi di A nell’ipotesi che B si sia verificato. Se B non si verifica l’evento A condizionato B  (A/B) non è definito. Due eventi si dicono stocasticamente indipendenti se p di a condizionato b (P (A/B) ) sia uguale a P(A).

TEOREMA DELLA PROBABILITA’ COMPOSTA: la probabilità dell’evento composto  P(E) = (A intersecato B) è uguale alla probabilità di un evento per la probabilità dell’altro condizionata al verificarsi del primo.

TEOREMA DELLE PROVE RIPETUTE: Consiste nel calcolare la probabilità di K successi su n prove. Dato un evento E si definisce con E segnato, l’evento contrario, l’evento che si verifica se e solo se non si verifica E. Due eventi si dicono complementari, quando la somma delle loro probabilità è uguale a 1.

Una variabile casuale è una grandezza x che può assumere n valori diversi in corrispondenza di altrettanti eventi incompatibili e complementari di cui sono note le probabilità. 0=insuccessi      1=successi  quindi sono eventi contrari.

 

STATISTICA

La statistica studia i fenomeni collettivi o fenomeni di massa, divisa in statistica descrittiva e statistica induttiva (per estendere i dati del campione).

Si compone di 5 fasi:

- stabilire l’oggetto dell’indagine statistica e i confini;

- predisporre dei questionari, farli compilare e raccoglierli;

- spoglio di dati attraverso la compilazione di tabelle, tramite l’enumerazione a classi dei dati in base ai caratteri rilevati, dove alla prima colonna si indicano le diverse modalità del carattere esaminato e alla seconda colonna la frequenza, cioè i numeri di unità statistiche che godono del carattere segnato a fianco;

- l’elaborazione dei dati utilizzando il metodo matematico, calcolando i valori che caratterizzano le distribuzioni di frequenza, questi valori sono i valori medi a cui bisogna associare degli indici di variabilità (un valore medio è un valore che sintetizza gli n valori dati);

- analisi e verifica dei risultati ottenuti;

La popolazione statistica o universo statistico è l’insieme di tutte le unità statistiche su cui si raccolgono i dati. Il carattere su cui si investiga può essere quantitativo se espresso da un numero (es. il numero di stanze in un appartamento, il numero dei componenti di una famiglia, ecc) oppure qualitativo, quando si esamina una qualità delle unità statistiche (es. il colore degli occhi, il colore dei capelli).

I caratteri quantitativi possono essere discreti o continui. Discreti se sono espressi da un numero intero   (es. il numero degli operai in un’azienda), continui se possono assumere tutti i valori di un intervallo reale (es. altezza, peso). Se si parla di statistica qualitativa si ha una serie statistica, invece nel caso di una statistica quantitativa si ha una seriazione statistica.

Carattere quantitativo e frequenza costituiscono una variabile statistica, invece carattere qualitativo e rispettive frequenza costituiscono una

Le variabili casuali possono essere discrete o continue. Discrete quando assumono solo valori interi, continue quando assumono tutti i valori di un intervallo reale. La rappresentazione grafica di una variabile discreta si fa tramite diagramma a nastro o a segmento. Il valore medio di una variabile casuale è dato dalla somma di prodotti di ogni valore per la rispettiva probabilità. Il valore medio di una variabile scarto è uguale a 0 perché gi scarti positivi compensano quelli negativi.

W = varianza che indica di quanto si discostano mediamente i valori della variabile dal valore medio (però tale valore non è espresso nella stessa unità di misura dei valori Xi)

SIGMA = scarto quadratico medio, si calcola facendo la radice quadrata della media aritmetica dei quadrati degli scarti. È un indice di variabilità che dice di quanto si discostano i dati dal valore medio. Esso è espresso nella stessa unità di misura.

Un valore medio è un valore sintetico (o speranza matematica), cioè un valore che sintetizza n valori dati. Al valore medio si associa un indice di variabilità perché da solo il valore medio non basta per caratterizzare una distribuzione di frequenza. Ne l caso di variabili casuali il valore medio rappresenta la vincita teorica media su un gran numero di partite.

 

 

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