Tabella acciai

     

    Acciai


    Tratto da wikipedia :

    Gli acciai inox o acciai inossidabili sono leghe a base di ferro che uniscono alle proprietà meccaniche tipiche degli acciai caratteristiche peculiari di resistenza alla corrosione.

    La definizione di inox deriva dal francese inoxydable, e devono la loro capacità di resistere alla corrosione aerea e di liquidi alla presenza di elementi di lega, principalmente cromo, in grado di passivarsi, cioè di ricoprirsi di uno strato di ossidi invisibile, di spessore pari a pochi strati atomici (3-5×10−7 mm), che protegge il metallo sottostante dall'azione degli agenti chimici esterni. Il valore minimo di cromo affinché si possa parlare di acciaio inossidabile è pari all'11-12%.

    Se la percentuale dei leganti è elevata, non si parla più di acciai inox bensì di leghe inox austenitiche.

    La scoperta dell'acciaio inossidabile si deve all'inglese Harry Brearly di Sheffield: nel 1913, sperimentando acciai per canne di armi da fuoco, scoprì che un suo provino di acciaio con il 13-14% di cromo e con un tenore di carbonio relativamente alto (0,25%) non arrugginiva quando era esposto all'atmosfera. Successivamente questa proprietà venne spiegata con la passivazione del cromo, che forma sulla superficie una pellicola di ossido estremamente sottile, continua e stabile. I successivi progressi della metallurgia fra gli anni '40 e sessanta hanno ampliato il loro sviluppo e le loro applicazioni. Tuttora vengono perfezionati e adattati alle richieste dei vari settori industriali, come il petrolifero/petrolchimico, minerario, energetico, nucleare ed alimentare.
    Passivazione.

    Molto propria è la dizione anglosassone stainless derivata dalla capacità di questi materiali di ossidarsi ma non arrugginirsi (o come si suol dire passivarsi) negli ambienti atmosferici e naturali.

    Il fenomeno della passivazione avviene per reazione con l'ambiente ossidante (aria, acqua, soluzioni varie, ecc). La natura dello strato passivante, formato essenzialmente da ossidi/idrossidi di cromo, è autocicatrizzante e garantisce la protezione del metallo, anche se localmente si verificano abrasioni o asportazioni della pellicola, qualora la composizione chimica dell'acciaio e la severità del danno siano opportunamente inter-relazionate. In particolare, il film passivo può essere più o meno resistente in funzione della concentrazione di cromo nella lega e in relazione all'eventuale presenza di altri elementi quali il nichel, il molibdeno, il titanio, ecc.

     

 

Caratteristiche chimiche acciai inossidabili

 

Gli acciai inossidabili sono leghe ferrose in cui il principale elemento di lega è il cromo. Tale elemento, infatti, se presente in tenori maggiori o uguali al 10,5%, crea un sottilissimo strato di ossido (prevalentemente Cr2O3), ben aderente alla superficie dell’acciaio, che rende il materiale “virtualmente” inerte nei confronti dell’ambiente aggressivo circostante, ovvero resistente alla corrosione [11]. Da sottolineare che il film passivo, qualora venga scalfito per effetto di azioni meccaniche o improprie manipolazioni delle barre, si riforma spontaneamente ripristinando le originali condizioni di resistenza alla corrosione del materiale.

Nell’ambito della famiglia degli acciai inossidabili si possono distinguere almeno quattro grandi classi sulla base della loro struttura cristallina (microstruttura):

  • acciai inossidabili austenitici;
  • acciai inossidabili austeno-ferritici (o duplex);
  • acciai inossidabili martensitici;
  • acciai inossidabili ferritici.

 

Le prime due classi risultano di particolare interesse per la realizzazione di barre ad aderenza migliorata di rinforzo del calcestruzzo. A queste classi si fa spesso riferimento con designazioni mutuate dalla normativa americana AISI (American Iron and Steel Institute)  o con denominazioni commerciali ormai entrate nell’uso comune.

In modo specifico e con riferimento alle classi di interesse per le armature metalliche, si è soliti parlare di:

  • AISI 304 e AISI 316 per gli acciai inossidabili austenitici (corrispondenti rispettivamente alla designazione europea EN 1.4301 e EN 1.4436) che, di fatto, sono anche i più utilizzati;
  • 2205 e 2507 per gli acciai inossidabili austeno-ferritici (corrispondenti rispettivamente alla designazione europea EN 1.4462 e EN 1.4501).

Per queste due classi è necessario sottolineare, inoltre, la peculiarità del nichel come ulteriore elemento di lega oltre al cromo. Il nichel è presente in tenori variabili dal 5% al 10% e garantisce a questi acciai eccellenti caratteristiche di tenacità (resistenza alle fratture fragili) e di deformabilità a freddo. Si segnala, ad esempio, l’impiego dell’acciaio inossidabile austenitico per la realizzazione di serbatoi di stoccaggio per impieghi criogenici (gas liquefatti)

Il dettaglio della composizione chimica nominale per le designazioni sopra indicate è mostrato in tabella 1 e si riferisce a quanto stabilito nella normativa BS 6744 [8] e nella normativa UNI EN 10088-3 .

Desiganzione

C

Mn

P

S

Si

Ni

Cr

Mo

N

AISI 304a (EN 1.4301)

£ 0,07

£2,00

£0,045

£0,03

£1,00

8-10,5

17-19,5

tracce

£ 0,11

AISI 316a (EN 1.4436)

£ 0,05

£2,00

£0,045

£0,015

£1,00

10,5-13,0

16,5-18,5

2,5-3,0

£ 0,11

2205 (EN 1.4462)

£ 0,03

£2,00

£0,035

£0,015

£1,00

4,5-6,5

21-23

2,5-3,5

0,10-0,20

2507 (EN 1.4501)

£ 0,03

£1,00

£0,035

£0,015

£1,00

6,0-8,0

24-26

3,0-4,0

0,20-0,30

a per questi acciai il contenuto di azoto può essere elevato fino ad un massimo dello 0,22%

 

Caratteristiche metallurgiche e meccaniche

Acciai inossidabili austenitici
A differenza degli acciai al carbonio che presentano una microstruttura ferritico-perlitica costituita da fase a più carburi tipo Fe3C, gli acciai inossidabili austenitici hanno una tipica microstruttura austenitica (da cui deriva la loro denominazione), formata da cristalli omogenei di fase g con reticolo cubico a facce centrate.
Il comportamento meccanico di questi acciai, assai diverso rispetto agli acciai al carbonio tradizionali, è direttamente collegato con la microstruttura austenitica. Ad essa si associano infatti ottime caratteristiche di deformabilità plastica a caldo e, soprattutto, a freddo, nonché elevatissima tenacità. 
In figura 1 sono mostrate le microstrutture tipiche di un acciaio inossidabile austenitico allo stato solubilizzato (anche chiamato, impropriamente, stato “ricotto”) ed allo stato incrudito (deformato a freddo). Per confronto, in figura 2, sono mostrate le microstrutture di un tradizionale acciaio al carbonio per tondo da cemento armato nelle medesime condizioni di fornitura (ricotto e incrudito) .

 

acciaitabella acciai

 

 

 

 


Figura 1: Microstruttura di un acciaio inossidabile austenitico tipo AISI 304 allo stato solubilizzato (a sinistra, 100x) e incrudito (a destra, 200x).

 

acciaio inoxacciai

 

 

 

 

 

Figura 2: Microstruttura di un acciaio al carbonio tradizionale tipo FeB44K allo stato ricotto (a sinistra, 100x) e incrudito (a destra, 200x).


 

Lo stato solubilizzato si ottiene sottoponendo il materiale ad un trattamento termico finale di solubilizzazione. Esso consiste in un riscaldamento a 1050°C, con un successivo prolungato mantenimento in temperatura, seguito da un rapido raffreddamento in acqua.

 

Gli acciai inossidabili austenitici hanno un modulo di elasticità E pari a 200.000 N/mm2 ed un coefficiente di dilatazione termica a pari a 16·10-6 m/m°C; a causa del reticolo cubico a facce centrate, questi materiali sono amagnetici.

Per quanto riguarda il loro comportamento meccanico, gli acciai inossidabili austenitici mostrano una resistenza statica a trazione assai variabile in relazione alle condizione di lavorazione e trattamento termico a cui sono stati sottoposti prima di essere posti in esercizio.

In Tabella 2 sono mostrate le caratteristiche meccaniche indicative dei due acciai inossidabili austenitici tipo AISI 304 e AISI 316 allo stato solubilizzato e allo stato incrudito (deformato plasticamente a freddo).

Designazione

Modulo elastico
E [kN/mm2]

Snervamento
Rp 0.2 [N/mm2]

Rottura
Rm [N/mm2]

Allungamento a rottura A5 [%]

AISI 304 - solubilizzato

195 – 200

³ 195

490 – 690

³ 30%

AISI 304 – incrudito

195 – 200

³ 450

650 – 950

³ 20%

AISI 316 - solubilizzato

195 – 200

³ 200

500 – 700

³ 30%

AISI 316 – incrudito

195 – 200

³ 450

650 – 950

³ 20%

Tabella 2: Caratteristiche meccaniche indicative di acciai inossidabili austenitici tipo AISI 304 e AISI 316.

 

Acciai inossidabili austeno-ferritici (detti anche duplex o bifasici)
Questo seconda classe di acciai inossidabili ha, invece, una microstruttura mista di grani omogenei di austenite e di ferrite con un rapporto tra le due strutture prossimo ad 1.

 

Per effetto della loro microstruttura mista, anche le caratteristiche metallurgiche e il comportamento meccanico sono, in molti casi, una media delle caratteristiche dell’austenite (tipica degli acciai austenitici, poco sopra descritti) e della ferrite (tipica, invece, dei tradizionali acciai al carbonio).

Ad esempio, la deformabilità e la tenacità di questi materiali mostrano valori intermedi tra quelli degli acciai al carbonio (ferritici) e quelli degli acciai inossidabili (austenitici); un discorso analogo vale per le caratteristiche meccaniche, quali il carico unitario di snervamento e il carico unitario di rottura.
Gli acciai inossidabili bifasici sono ferromagnetici, hanno un coefficiente di dilatazione termica lineare pari a 13·10-6 m/m°C e mostrano un valore del modulo di elasticità leggermente inferiore a 200.000 N/mm2.
In tabella 4 sono mostrate le caratteristiche meccaniche indicative dei due acciai inossidabili bifasici 2205 (22% cromo, 5% nichel) e 2507 (25% cromo, 7% nichel) di possibile uso nel settore delle barre di rinforzo per il calcestruzzo .

Designazione

Modulo elastico
E [kN/mm2]

Snervamento
Rp 0.2 [N/mm2]

Rottura
Rm [N/mm2]

Allungamento a rottura [%]

2205 - solubilizzato

200 – 205

³ 450

600 – 800

³ 25%

2507 – solubilizzato

200 – 205

³ 500

650 – 850

³ 25%

Tabella 4: Caratteristiche meccaniche indicative di acciai inossidabili duplex tipo 2205 e 2507 allo stato solubilizzato.

Come tutti gli acciai inossidabili, anche i duplex evidenziano una significativa resistenza all’aggressione chimica e, in ambienti contenenti cloruri, hanno una resistenza alla corrosione superiore rispetto agli acciai inossidabili austenitici tipo AISI 304 e AISI 316.

 

 

Tabelle acciai

 

Caratteristiche acciai al carbonio non legati

 

  • DESIGN.

    Comp. chimica all'analisi su prodotto

    Carico unit. snerv. min. ReH (N/mm2)

    Resist. a traz. Rm (N/mm2)

    Resilienza (J)

    EN 10027-1 e ECISS IC 10 C * % max Mn % max Si % max P % max

    S % max

    N % max

    Spessori nominali ( mm)

    £16

    >16 £40

    >40 £100

    Spess. nom. (mm)
    < 3 ³3 £100
    Spess.
    >10 £150
    S185   - - - - - 185 175 - 310÷540 290÷510 -
    S235JR
    S235JRG1
    S235JRG2
    S235J0
    S235J2G3
    S235J2G4
    0.21
    0.21
    0.19
    0.19
    0.19
    0.19
    1.50
    1.50
    1.50
    1.50
    1.50
    1.50
    -
    -
    -
    -
    -
    -
    0.055
    0.055
    0.055
    0.050
    0.045
    0.045
    0.055
    0.055
    0.055
    0.050
    0.045
    0.045
    0.011
    0.009
    0.011
    0.011
    -
    -
    235
    235
    235
    235
    235
    235
    225
    225
    225
    225
    225
    225
    215
    215
    215
    215
    215
    215
    360÷510
    360÷510
    360÷510
    360÷510
    360÷510
    360÷510
    340÷470
    340÷470
    340÷470
    340÷470
    340÷470
    340÷470
    27
    27
    27
    27
    27
    27
    S275JR
    S275J0
    S275J2G3
    S275J2G4
    0.24
    0.21
    0.21
    0.21
    1.60
    1.60
    1.60
    1.60
    -
    -
    -
    -
    0.055
    0.050
    0.045
    0.045
    0.055
    0.050
    0.045
    0.045
    0.011
    0.011
    -
    -
    275
    275
    275
    275
    265
    265
    265
    265
    255÷235
    255÷235
    255÷235
    255÷235
    430÷580
    430÷580
    430÷580
    430÷580
    410÷560
    410÷560
    410÷560
    410÷560
    27
    27
    27
    27
    S355JR
    S355J0
    S355J2G3
    S355J2G4
    S355K2G3
    S355K2G4
    0.27
    0.23
    0.23
    0.23
    0.23
    0.23
    1.70
    1.70
    1.70
    1.70
    1.70
    1.70
    0.60
    0.60
    0.60
    0.60
    0.60
    0.60
    0.055
    0.050
    0.045
    0.045
    0.045
    0.045
    0.055
    0.050
    0.045
    0.045
    0.045
    0.045
    0.011
    0.011
    -
    -
    -
    -
    355
    355
    355
    355
    355
    355
    345
    345
    345
    345
    345
    345
    335÷315
    335÷315
    335÷315
    335÷315
    335÷315
    335÷315
    510÷680
    510÷680
    510÷680
    510÷680
    510÷680
    510÷680
    490÷630
    490÷630
    490÷630
    490÷630
    490÷630
    490÷630
    27
    27
    27
    27
    40
    40
    E295 - - - 0.055 0.055 0.011 295 285 275÷255 490÷660 470÷610 -
    E335 - - - 0.055 0.055 0.011 335 325 315÷295 590÷770 570÷710 -
    E360 - - - 0.055 0.055 0.011 360 355 345÷325 690÷900 670÷830 -

    * La percentuale di carbonio max indicata può leggermente variare a seconda dello spessore del prodotto. La percentuale riportata in tabella è riferita a spessori minori/uguali a 16 mm.

 

Corrispondenza designazioni - sigle unificazione acciai al carbonio non legati

 

DESIGNAZIONE ALCUNE PRECEDENTI DESIGNAZIONI EUROPEE EQUIVALENTI
Secondo EN 10027-1 e ECISS IC 10 Secondo EN 10027-2 Secondo EN 10025 del 1990 Germania Francia U.K. Spagna Italia Svezia Norvegia
S185 1.0035 Fe 310-0 St 33 A 33 - A J10-0 Fe 320 13 00-00 -
S235JR
S235JRG1
S235JRG2
S235J0
S235J2G3
S235J2G4
1.0037
1.0036
1.0038
1.0114
1.0116
1.0117
Fe 360 B
Fe 360 BFU
Fe 360 BFN
Fe 360 C
Fe 360 D1
Fe 360 D2
St 37-2
USt 37-2
RSt 37-2
St 37-3 U
St 37-3 N
-
E 24-2
-
-
E 24-3
E 24-4
-
-
-
40 B
40 C
40 D
-
-
AE 235 B-FU
AE 235 B-FN
AE 235 C
AE 235 D
-
Fe 360 B
-
-
Fe 360 C
Fe 360 D
-
13 11-00
-
13 12-00
-
-
-
NS 12 120
NS 12 122
NS 12 123
NS 12 124
NS 12 124
-
S275JR
S275J0
S275J2G3
S275J2G4
1.0044
1.0143
1.0144
1.0145
Fe 430 B
Fe 430 C
Fe 430 D1
Fe 430 D2
St 44-2
St 44-3 U
St 44-3 N
-
E 28-2
E 28-3
E 28-4
-
43 B
43 C
43 D
-
AE 275 B
AE 275 C
AE 275 D
-
Fe 430 B
Fe 430 C
Fe 430 D
-
14 12-00
-
14 14-00
14 14-01
NS 12 142
NS 12 143
NS 12 143
-
S355JR
S355J0
S355J2G3
S355J2G4
S355K2G3
S355K2G4
1.0045
1.0553
1.0570
1.0577
1.0595
1.0596
Fe 510 B
Fe 510 C
Fe 510 D1
Fe 510 D2
Fe 510 DD1
Fe 510 DD2
-
St 52-3 U
St 52-3 N
-
-
-
E 36-2
E 36-3
-
-
E 36-4
-
50 B
50 C
50 D
-
50 DD
-
AE 355 B
AE 355 C
AE 355 D
-
-
-
Fe 510 B
Fe 510 C
Fe 510 D
-
-
-
-
-
-
-
-
-
-
NS 12 153
NS 12 153
-
-
-
E295 1.0050 Fe 490-2 St 50-2 A 50-2 - A 490 Fe 490 15 50-00 15 50-01 -
E335 1.0060 Fe 590-2 St 60-2 A 50-3 - A 590 Fe 590 16 50-00 16 50-01 -
E360 1.0070 Fe 690-2 St 70-2 A 50-4 - A 690 Fe 690 16 55-00 16 55-01 -

 

Caratteristiche acciai inox

 

N°  EN (Europa)

ASTM (U.S.A) UNI (Italia)

ANALISI CHIMICA INDICATIVA

Car. unit. scost. Rp 0.2 (N/mm2) Resistenza a trazione Rm (N/mm2)
C N Cr Ni Mo Altri
1.4310 301 X 12 CrNi 17 07 0.05÷0.15 0.11 max 16 ÷ 19 6 ÷ 9.5 0.8 max Mn-P-S-Si 250 600÷950
  302 X 8 CrNi 19 10 X 10 CrNi 18 09 0.15 - 17 ÷ 19 8 ÷ 10 - Mn-P-S-Si 241 ÷ 276 621
1.4305 303 X 10 CrNiS 18 09 0.10 0.11 max 17 ÷ 19 8 ÷ 10 - Mn-P-S-Si-Cu 190 500 ÷ 700
1.4301 304 X 5 CrNi 18 10 0.07 0.11 max 17 ÷ 19.5 8 ÷ 10.5 - Mn-P-S-Si 210 ÷ 230 520 ÷ 750
1.4311 304 LN X 2 CrNiN 18 11 0.03 0.12 ÷ 0.22 17 ÷ 19.5 8.5 ÷ 11.5 - Mn-P-S-Si 270 ÷ 290 550 ÷ 750
1.4307 304 L - 0.03 0.11 max 17.5 ÷ 19.5 8 ÷ 10 - Mn-P-S-Si 200 ÷ 220 500 ÷ 670
1.4306 304 L X 2 CrNi 18 11 0.03 0.11 max 18 ÷ 20 10 ÷ 12 - Mn-P-S-Si 200 ÷ 220 500 ÷ 670
1.4303 305 X 8 CrNi 18 12 0.06 0.11 max 17 ÷ 19 11 ÷ 13 Mn-P-S-Si 220 530 ÷ 680
1.4828 309 X 16 CrNi 23 14 0.20 0.11 max 19 ÷ 21 11 ÷ 13 - Mn-P-S-Si 230 550 ÷ 750
1.4833 309 S X 6 CrNi 23 14 0.15 0.11 max 22 ÷ 24 12 ÷ 14 - Mn-P-S-Si 210 500 ÷ 700
1.4845 310 S X 6 CrNi 25 20 0.10 0.11 max 24 ÷ 26 19 ÷ 22 - Mn-P-S-Si 210 500 ÷ 700
1.4841 314 X 16 CrNiSi 25 20 0.20 0.11 max 24 ÷ 26 19 ÷ 22 - Mn-P-S-Si 345 689
1.4401 316 X 5 CrNiMo 17 12 0.07 0.11 max 16.5 ÷ 18.5 10 ÷ 13 2 ÷ 2.5 Mn-P-S-Si 220 ÷ 240 520 ÷ 680
1.4436 316 X 5 CrNiMo 17 13 0.05 0.11 max 16.5 ÷ 18.5 10.5 ÷ 13 2.5 ÷ 3 Mn-P-S-Si 220 ÷ 240 530 ÷ 730
1.4404 316 L X 2 CrNiMo 17 12 0.03 0.11 max 16.5 ÷ 18.5 10 ÷ 13 2 ÷ 2.5 Mn-P-S-Si 220 ÷ 240 520 ÷ 680
1.4435 316 L X 2 CrNiMo 17 13 0.03 0.11 max 17 ÷ 19 12.5 ÷ 15 2.5 ÷ 3 Mn-P-S-Si 220 ÷ 240 520 ÷ 700
1.4432 316 L X 2 CrNiMo 17 13 0.03 0.11 max 16.5 ÷ 18.5 10.5 ÷ 13 2.5 ÷ 3 Mn-P-S-Si 220 ÷ 240 520 ÷ 700
1.4406 316 LN X 2 CrNiMoN 17 12 0.03 0.12 ÷ 0.22 16.5 ÷ 18.5 10 ÷ 12 2 ÷ 2.5 Mn-P-S-Si 280 ÷ 300 580 ÷ 780
1.4429 316 LN X 2 CrNiMoN 17 13 0.03 0.12 ÷ 0.22 16.5 ÷ 18.5 11 ÷ 14 2.5 ÷ 3 Mn-P-S-Si 280 ÷ 300 580 ÷ 780
1.4571 316 Ti X 6 CrNiMoTi 17 12 0.08 - 16.5 ÷ 18.5 10.5 ÷ 13.5 2 ÷ 2.5 Mn-P-S-Si-Ti 220 ÷ 240 520 ÷ 690
1.4580 316 Cb X 6 CrNiMoNb 17 12 0.08 - 16.5 ÷ 18.5 10.5 ÷ 13.5 2 ÷ 2.5 Mn-P-S-Si-Nb 220 520 ÷ 720
1.4438 317 L X 2 CrNiMo 18015 X 2 CrNiMo 18016 0.03 0.11 max 17.5 ÷ 19.5 13 ÷ 16 3 ÷ 4 Mn-P-S-Si 220 ÷ 240 520 ÷ 720
1.4541 321 X 6 CrNiTi 18 11 0.08 - 17 ÷ 19 9 ÷ 12 - Mn-P-S-Si-Ti 200 ÷ 220 500 ÷ 720
1.4878 321 H X 8 CrNiTi 18 11 0.10 - 17 ÷ 19 9 ÷ 12 - Mn-P-S-Si-Ti 190 500 ÷ 720
1.4550 347 X 6 CrNiNb 18 11 0.08 - 17 ÷ 19 9 ÷ 12 - Mn-P-S-Si-Nb 200 ÷ 220 500 ÷ 720
1.4864 330 - 0.15 0.11 max 15 ÷ 17 33 ÷ 37 - Mn-P-S-Si 262 552 ÷ 621
1.4002 405 X 6 CrAl 13 0.08 - 12 ÷ 14 - - Mn-P-S-Si-Al 230 ÷ 250 400 ÷ 600
1.4512 409 X 2 CrTi 12 X 6 CrTi 12 0.03 - 10.5 ÷ 12.5 - - Mn-P-S-Si-Ti 220 380 ÷ 560
1.4000 410 S X 6 Cr 13 X 12 Cr 13 0.08 - 12 ÷ 14 - - Mn-P-S-Si 230 ÷ 250 400 ÷ 600
1.4016 430 X 8 Cr 17 0.08 - 16 ÷ 18 - - Mn-P-S-Si 260 ÷ 280 430 ÷ 630
1.4113 434 X 8 CrMo 17 0.08 - 16 ÷ 18 - 0.9 ÷ 1.4 Mn-P-S-Si 280 450 ÷ 630
1.4510 439 X 6 CrTi 17 0.05 - 16 ÷ 18 - - Mn-P-S-Si-Ti 240 420 ÷ 600
1.4521 444 - 0.025 0.03 max 17 ÷ 20 - - Mn-P-S-Si-Ti 300 ÷ 320 400 ÷ 640
1.4749 446 X 16 Cr 26 0.15 ÷ 0.2 0.15 ÷ 0.25 26 ÷ 29 - - Mn-P-S-Si 345 ÷ 379 552 ÷ 586
1.4006 410 403 X 12 Cr 13 0.08 ÷ 0.15 - 11.5 ÷ 13.5 - - Mn-P-S-Si max 600 550 ÷ 850 205 400 ÷ 450
1.4021 420 X 20 Cr 13 0.16 ÷ 0.25 - 12 ÷ 14 - - Mn-P-S-Si 345 ÷ 550 650 ÷ 950
1.4028 420 X 30 Cr 13 0.26 ÷ 0.35 - 12 ÷ 14 - - Mn-P-S-Si 345 ÷ 600 700 ÷ 1000
1.4031 420 - 0.36 ÷ 0.42 - 12.5 ÷ 14.5 - - Mn-P-S-Si 345 max 760
1.4034 420 X 40 Cr 14 0.43 ÷ 0.50 - 12.5 ÷ 14.5 - - Mn-P-S-Si 345 max 780

I valori di Rp e Rm sono da prendere come riferimento indicativo in quanto possono essere influenzati dalla forma del prodotto ovvero dalla tecnologia usata per ottenerla.

 

Corrispondenza indicativa designazioni - sigle unificazione acciai inox

 

Europa EN

U.S.A. ASTM ITALIA UNI FRANCIA AFNOR U.K. BSI GERM. DIN FED. RUSSA GOST GIAPP. JIS SVEZIA SS(SIS)
Nome
X 10 CrNi 18-08 1.4310 301 X 12 CrNi 17 07 Z 11 CN 18-08 Z 11 CN 18-08 301 S 21 1.4310 - SUS 301 23 31
- - 302 X 8 CrNi 19 10 X 10 CrNi 18 09 Z 12 CN 18-09 302 S 25 1.4319 - - -
X 8 CrNiS 18-09 1.4305 303 X 10 CrNiS 18 09 Z 8 CNF 18-09 303 S 21 303 S 31 1.4305 - SUS 303 23 46
X 5 CrNi 18-10 1.4301 304 X 5 CrNi 18 10 Z 7 CN 18-09 304 S 15 304 S 16 1.4301 08 Kh 18N10 08 Kh 18N11 SUS 304 23 32 23 33
X 2 CrNiN 18-10 1.4311 304 LN X 2 CrNiN 18 11 Z 3 CN 18-10 Az 304 S 61 1.4311 - SUS 304 LN 23 71
X 2 CrNi 18-09 1.4307 304 L - Z 3 CN 19-09 304 S 11 1.4307 - SUS 304 L 23 52
X 2 CrNi 19- 11 1.4306 304 L X 2 CrNi 18 11 Z 3 CN 18-10 304 S 11 1.4306 03 Kh 18N 11 SUS 304 L 23 52
X 4 CrNi 18-12 1.4303 305 X 8 CrNi 18 12 Z 8 CN 18-12 305 S 19 1.4303 - SUS 305 23 33
X 15 CrNiSi 20-12 1.4828 309 X 16 CrNi 23 14 Z 17 CNS 20-12 309 S 24 1.4828 20 Kh 23N 13 SUH 309 -
X 12 CrNi 23-13 1.4833 309 S X 6 CrNi 23 14 Z 15 CN 23-13 - 1.4833 - SUS 309 S -
X 8 CrNi 25-21 1.4845 310 S X 6 CrNi 25 20 Z 8 CN 25-20 310 S 16 1.4845 1.4842 10 Kh 23N 18 SUS 310 S 23 61
X 15 CrNiSi 25-21 1.4841 314 X 16 CrNiSi 25 20 Z 15 CNS 25-20 - 1.4841 20 Kh 25N 20 S 2 - -
X 5 CrNiMo 17-12-2 1.4401 316 X 5 CrNiMo 17 12 Z 7 CND 17-11-02 316 S 31 1.4401 - SUS 316 23 47
X 3 CrNiMo 17-13-3 1.4436 316 X 5 CrNiMo 17 13 Z 7 CND 17-12-02 316 S 33 1.4436 - SUS 316 23 43
X 2 CrNiMo 17-12-2 1.4404 316 L X 2 CrNiMo 17 12 Z 3 CND 17-11-02 Z 3 CND 17-12-02 316 S 11 1.4404 03 Kh 17N 14 M2 SUS 316 L 23 48
X 2 CrNiMo 18-14-3 1.4435 316 L X 2 CrNiMo 17 13 Z 3 CND 18-14-03 316 S 13 1.4435 03 Kh 16N 15 M3 - 23 53
X 2 CrNiMo 17-12-3 1.4432 316 L X 2 CrNiMo 17 13 Z 3 CND 17-13-03 316 S 13 1.4432 - SUS 316 L 23 53
X 2 CrNiMoN 17-11-2 1.4406 316 LN X 2 CrNiMoN 17 12 Z 3 CND 17-11 Az - 1.4406 - SUS 316 LN -
X 2 CrNiMoN 17-13-3 1.4429 316 LN X 2 CrNiMoN 17 13 Z 3 CND 17-12 Az - 1.4429 - SUS 316 LN 23 75
X 6 CrNiMoTi 17-12-2 1.4571 316 Ti X 6 CrNiMoTi 17 12 Z 6 CNDT 17-12 320 S 31 1.4571 08 Kh 17N 13 M2T 10 Kh 17N 13 M2T SUS 316 Ti 23 50
X 6 CrNiMoNb 17-12-2 1.4580 316 Cb X 6 CrNiMoNb 17 12 Z 6 CNDNb 17-12 - 1.4580 08 Kh 16N 13 M2B - -
X 2 CrNiMo 18-15-4 1.4438 317 L X 2 CrNiMo 18015 X 2 CrNiMo 18016 Z 3 CND 19-15-04 317 S 12 1.4438 - SUS 317 L 23 67
X 6 CrNiTi 18-10 1.4541 321 X 6 CrNiTi 18 11 Z 6 CNT 18-10 321 S 31 1.4541 08 Kh 18N 10T SUS 321 23 37
X 10 CrNiTi 18-10 1.4878 321 H X 8 CrNiTi 18 11 Z 6 CNT 18-10 321 S 20 321 S 51 1.4878 1.4941 12 Kh 18N 10T SUS 321 H 23 37
X 6 CrNiNb 18-10 1.4550 347 X 6 CrNiNb 18 11 Z 6 CNNb 18-10 347 S 31 1.4550 08 Kh 18N 12 B SUS 347 23 38
X 13 NiCrSi 35-16 1.4864 330 - Z 20 NCS 33-16 - 1.4864 - SUH 330 -
X 6 CrAl 13 1.4002 405 X 6 CrAl 13 Z 8 CA 12 405 S 17 1.4002 - SUS 405 -
X 2 CrTi 12 1.4512 409 X 2 CrTi 12 X 6 CrTi 12 Z 3 CT 12 409 S 19 1.4512 - SUH 409 L SUS 409 -
X 6 Cr 13 1.4000 410 S X 6 Cr 13 X 12 Cr 13 Z 8 C 12 403 S 17 1.4000 08 Kh 13 SUS 403 23 01
X 6 Cr 17 1.4016 430 X 8 Cr 17 Z 8 C 17 430 S 17 1.4016 12 Kh 17 SUS 430 23 20
X 6 CrMo 17-1 1.4113 434 X 8 CrMo 17 Z 8 CD 17-01 434 S 17 1.4113 - SUS 434 -
X 3 CrTi 17 1.4510 439 X 6 CrTi 17 Z 4 CT 17 - 1.4510 08 Kh 17 T SUS 430 LX -
X 2 CrMoTi 18-2 1.4521 444 - Z 3 CDT 18 02 - 1.4521 - SUS 444 23 26
X 18 CrN 28 1.4749 446 X 16 Cr 26 - - 1.4749 15 Kh 28 SUH 446 23 22
X 12 Cr 13 1.4006 410 403 X 12 Cr 13 Z 10 C 13 410 S 21 1.4006 12 Kh 13 SUS 410 SUS 403 23 02
X 20 Cr 13 1.4021 420 X 20 Cr 13 Z 20 C 13 420 S 29 420 S 37 1.4021 20 Kh 13 SUS 420 J1 23 03
X 30 Cr 13 1.4028 420 X 30 Cr 13 Z 33 C 13 420 S 45 1.4028 30 Kh 13 SUS 420 J2 23 04
X 39 Cr 13 1.4031 420 - Z 33 C 13 420 S 45 1.4031 - - 23 04
X 46 Cr 13 1.4034 420 X 40 Cr 14 Z 44 C 14 - 1.4034 40 Kh 13 - -

 

Saldabilità degli acciai inossidabili
Sia gli acciai inossidabili austenitici che gli acciai inossidabili bifasici mostrano una saldabilità del tutto confrontabile a quella dei tradizionali acciai al carbonio. Le giunzioni ottenibili hanno caratteristiche meccaniche analoghe a quelle del materiale di base; anche le tecnologie di saldatura impiegate sono simili, essendo possibile sia la saldatura manuale che la saldatura automatica. Contrariamente agli acciai al carbonio tradizionali, gli acciai inossidabili non manifestano mai il fenomeno della formazione di cricche a freddo dopo saldatura.
Nel caso si utilizzino tecniche che prevedono materiali d’apporto, l’unica sostanziale differenza rispetto agli acciai al carbonio è data dall’impiego di elettrodi di saldatura specifici per il particolare acciaio impiegato.

 

 

L’acciaio per carpenteria metallica

Composizione chimica e caratteristiche meccaniche

L’acciaio è una lega ferro-carbonio. La quantità di carbonio condiziona la resistenza e la duttilità (la prima cresce e la seconda diminuisce all’aumentare del contenuto in carbonio). I più comuni acciai per carpenteria metallica hanno un contenuto in carbonio molto basso (da 0.17% a 0.22%) e sono quindi estremamente duttili. Una caratteristica importante è anche la tenacità dell’acciaio, cioè la sua capacità di evitare rottura fragile alle basse temperature.
La normativa (D.M. 9/1/96, punto 2.1, valido anche per chi usa l’Eurocodice 3) impone limiti alle caratteristiche meccaniche (tensione di rottura e di snervamento) ed all’allungamento a rottura dei diversi tipi di acciaio, nonché limiti alla resilienza (legati alla temperatura ed al grado di saldabilità), necessari per garantire la tenacità (si veda anche il punto 2.3.2).

 

Prove sull’acciaio

Le prove di laboratorio che più frequentemente si effettuano sugli acciai da carpenteria metallica sono:

  • prova di trazione;
  • prova di resilienza;
  • prova di piegamento.

Vengono talvolta effettuate anche le seguenti prove:

    • prova a compressione globale;
    • prova di durezza;
    • prova di fatica.

     

     Gli acciai inossidabili
    La caratteristica fondamentale dell'acciaio inossidabile è dovuta al fatto che il cromo, sempre presente, si ossida a contatto dell'atmosfera. Esso forma così una pellicola sotti­lissima ma tenace che, se intaccata, si ricompone in ambiente ossidante e preserva la struttura del metallo da ulteriore ossidazione.
    Dato che gli acciai resistenti alla corrosione sono numerosi (in Italia se ne producono circa 60 tipi diversi), è più corretto parlare di acciai inossida­bili che possono essere raggruppati in:
    1)    Acciai inossidabili a struttura martensitica.
    2)    Acciai inossidabili a struttura ferritica.
    3)    Acciai inossidabili a struttura austenitica.
    I primi due gruppi sono compresi nella serie denominata AISI 400, mentre gli acciai inossidabili austenitici fanno parte della serie AISI 300, se­condo la classificazione dell'American Iron and Steel Institute.
    Gli acciai inossidabili martensitici. Contengono cromo in quantità non inferiore all 20/o, sono magnetici.
    Gli acciai inossidabili ferritici. Contengono cromo in misura non inferiore all 40/o, non sono induribili per trattamento termico, sono magnetici.
    Gli acciai inossidabili austenìtìci Contengono, quali elementi principali, cromo in quan­tità non inferiore all 70/o e nichel. Non sono induribili mediante trattamento termico ed al loro stato naturale non risultano magnetici.

    Di questi ultimi i tipi più in uso nell'industria farmaceutica, la cui com­posizione chimica è riportata nella Tabella sono:
    1) AISI 304 - che viene usato per contenitori, dissolutori, agitatori e quan­to altro può venire a contatto con soluzioni orali o prodotti per uso to­pico.
    2) AISI 316 - che viene usato oltre che per gli impianti sopraddetti anche per attrezzature per prodotti iniettabili o prodotti delicatissimi.

       - Composizione chimica di acciai austenitici del tipo AISI 304 e AISI 316.
                   Costituente                  AISI 304                   AISI 316
    acciai
    Cromo                          18-20                        16-18
    Nichel                          8-12                          1-l4
    Molibdeno                                                    2-3
    Carbonio                      0,08 max                  0,08 max
    acciai

     

    - Resistenza alla corrosione
    In relazione alla loro composizione chimica (vedi Tab) gli acciai re­sistono più o meno all'azione corrosiva delle sostanze con cui vengono a contatto. Naturalmente i fenomeni sono, nella pratica, più complessi, tuttavia i dati riportati forniscono un'idea orientativa della differenza di compor­tamento dei due tipi di acciaio in esame rispetto a differenti agenti corro­sivi.

    - Finiture
    Molta importanza per l'uso dell'acciaio nell'industria farmaceutica assu­me il grado di finitura delle superfici e delle eventuali saldature; è buona norma ad esempio che tutte le parti a contatto con i prodotti liquidi siano "lucidate a specchio" per consentire la realizzazione di impianti razionali e sicuri per quanto concerne cessioni, pulizia e sterilizzazione.
    E' indispensabile chiarire bene che la finitura di un manufatto di acciaio inossidabile non è dovuta, come per la gran parte degli altri materiali, ad una ricopertura superficiale per deposizione di vernici, pitture od altri me­talli, come nella cromatura e nella nichelatura, ma è il risultato di un parti­colare trattamento senza apporto di altri materiali, sia nel caso delle finiture ottenute per laminazione che per abrasione.
    Essendo la finitura una caratteristica tipica anche del semilavorato, è ne­cessario salvaguardarla il più possibile durante le fasi di lavorazione ed inol­tre sceglierla oculatamente, in funzione di quella che si vuole ottenere sul manufatto finale e dei cicli di lavorazione previsti. E' infatti poco saggio ed economico scegliere una finitura molto costosa se c'è il pericolo di danneg­giarla durante la lavorazione o di rovinarla con un cattivo immagazzinamento­
    Le finiture superficiali delle lamiere di acciaio inossidabile sono in gene­rale indicate secondo la classificazione della American Iron and Steel Insti­tute (AISI) che individua alcuni tipi fondamentali con sigle numeriche.
    Esse si dividono in finiture per laminazione e per abrasione: le prime so­no indicate con i numeri 1 e 2 a seconda che siano ottenute per laminazione a caldo o a freddo, le seconde sono ottenute per smerigliatura delle superfi­ci previamente laminate con abrasivo a grana differente, a cui può seguire la spazzolatura con polvere di pomice.
    Le finiture per abrasione sono classificate dall'AISI con i numeri da 3 a 8 a seconda del grado di finitura ottenuto e di conseguenza dell'intensità di riflessione delle superfici.

    Nelle operazioni di finitura per abrasione, occorre tener presente alcuni accorgimen­ti collegati a caratteristiche tipiche degli acciai inossidabili
    La conducibilità termica in essi, per esempio, è inferiore rispetto a quella degli ac­ciai al carbonio e pertanto la superficie di lavoro deve essere raffreddata allo scopo di evitare innalzamenti localizzati di temperatura con conseguenti alterazioni di colore. Da­to inoltre che il coefficiente di dilatazione di questi materiali, soprattutto gli austenitici, è maggiore rispetto ai normali acciai al carbonio, accade che si verifichino, specialmente nei manufatti di sottile spessore (inferiori a 0,8 mm), ondulazioni e distorsioni susse­guenti agli innalzamenti localizzati di temperatura sopraindicati.
    Sarà inoltre necessario, come norma generale, non contaminare la superficie dell'ac­ciaio inossidabile usando utensili che siano stati impiegati per lavorare acciaio comune o altri. Le tracce di essi, infatti, verrebbero riportate sulla superficie "incollandovisi" e la danneggerebbero irrimediabilmente, arrugginendosi anche al semplice contatto atmosferico.

     

    Acciai FERRITICI
    Gli acciai ferritici sono quelli aventi indicativamente un tenore di cromo compreso tra 16-30% e tenori di carbonio molto bassi, solitamente al di sotto dello 0,1%, che possono crescere allo 0,35% solo quando il cromo sia al limite superiore.
    Secondo la classificazione AISI gli acciai ferritici (compresi i martensitici al solo cromo) sono designati da un numero di tre cifre (esempio 4xx), la prima è il 4 seguita sa una coppia di cifre che non ha nessun riferimento alla analisi del materiale, ma semplicemente serve a distinguere un tipo da un altro.
    L' AISI 430 è senza dubbio il tipo di acciai ferritico più diffuso e di maggiore impiego. E' facilmente lavorabile a freddo e presenta un incrudimento inferiore a quello degli acciai austenitici. Possiede buone caratteristiche di resistenza alla corrosione (inferiore a quelle degli acciai austenitici) sia a temperatura ambiente, sia a temperature più elevate e resiste a caldo ai gas solforosi secchi.
    E' molto impiegato nell'industria automobilistica, in quella degli elettrodomestici, nell'industria chimica.

    Acciai AUSTENITICI
    Gli acciai austenitici al Cromo-Nichel contengono quantità di carbonio comprese tra valori inferiori a 0,03% e valori dell'ordine di 0,25%; cromo di quantità comprese tra 17% e il 26% e nichel tra il 7% e il 22%; gli altri elementi aggiuntivi permettono di ottenere determinate caratteristiche. Nella classificazione Aisi sono indicati come "serie 300".
    Negli acciai del tipo 304, maggiore è la quantità di nichel minore è l'incudimento che questi acciai subiscono durante la lavorazione plastica. Posseggono caratteristiche meccaniche non elevate a temperatura ambiente e ottime a temperature anche molto basse.
    Gli acciai del tipo 316, si distinguono dai precedenti per la presenza di molibdeno che permette loro di dimostrarsi particolarmente resistenti alla corrosione vaiolante (pitting corrosion) e più resistenti degli acciai del tipo 304 nei confronti della corrosione sotto tensione. Le caratteristiche meccaniche sono analoghe a quelle degli acciai già ricordati, ma risultano migliori nel caso di temperature mediamente elevate.
    Esistono anche acciai, detti stabilizzati, che derivano dai due gruppi citati i quali, con opportune aggiunte di elementi stabilizzanti come il titanio o il niobio, sono particolarmente resistenti alla corrosione intercristallina. Gli acciai stabilizzati (AISI 321) sono particolarmente indicati per la realizzazione di strutture saldate poste in esercizio in ambienti dove esiste il pericolo di tale tipo di corrosione.
    Per l'impiego che necessita elevate caratteristiche meccaniche e di resistenza alla carrosione alle alte temperature, vengono utilizzati acciai resistenti al calore detti refrattari, i quali hanno alti tenori di cromo e di nichel presenti in lega, unitamente ad una più alta percentuale di carbonio.

    Acciai Martensitici


    Gli acciai martensitici sono essenzialmente degli acciai al solo cromo (11-18%) contenenti piccole quantità di altri elementi in lega quali, il nichel ad esempio, in quantità non mai superiori al 2,5%. I tenori di carbonio possono variare da un minimo di 0,08% ad un massimo di 1,20%.

    Gli acciai del tipo 420 (con medi contenuti di carbonio), hanno la possibilità di pervenire, dopo adeguato trattamento termico, a valori di durezza abbastanza elevati, utitamente a buone caratteristiche di tenacità.
    Alcuni esempi d'impiego sono il settore delle lame dei coltelli, degli ingranaggi, degli strumenti chirurgici, delle chiavi fisse per dadi di bullini e attrezzi manuali come cacciavite, alberi per pompe e per valvole e in genere per quelle applicazioni che prevedono condizioni più severe d'esercizio per le quali i tipi precedentemente indicati non sarebbero in grado di resistere convenientemente.

     

     

    CONSIDERAZIONI METALLURGICHE
    La struttura degli acciai inossidabili austenitici è alla base del loro impiego. Anche minime variazioni microstrutturali hanno una considerevole influenza sul comportamento alla corrosione nei più diversi ambienti.
    Pertanto queste variazioni strutturali possono avere una enorme importanza non solo in relazione all'applicazione finale, ma anche in relazione ai trattamenti superficiali a cui il manufatto dovrà essere sottoposto (si potrebbero infatti verificare fenomeni di corrosione anche durante questi trattamenti superficiali).
    E' opportuno quindi tenerne conto e, come affermano le buone regole, si deve conoscere per evitare.
    I fenomeni strutturali da evitare sono:
    - ingrossamento del grano
    (permanenza eccessiva a temperatura elevata, dovuta non solamente a saldatura o trattamenti termici, ma anche a deformazioni o lavorazioni meccaniche).
    - precipitazione di carburi
    (temperatura, tempo di permanenza e contenuto di carbonio sono i tre fattori che influenzano il fenomeno; si può intervenire anche scegliendo materiali a bassissimo tenore di carbonio o stabilizzati oppure effettuando un trattamento termico di solubilizzazione).
    - formazione. di fase sigma
    (composizione, temperatura e tempo di permanenza sono i tre fattori che possono influenzare il fenomeno, che per altro è meno rilevante dei primi due negli acciai austenitici).
    Prestare un'adeguata attenzione a questi problemi, consentirà poi di evitarne altri, con i relativi costi, in sede di trattamento superficiale del manufatto, per non parlare di quelli che potrebbero intervenire nell'impiego finale.
    FENOMENI DI CORROSIONE
    Gli acciai inossidabili austenitici hanno la caratteristica di presentare superficialmente uno strato di ossido di cromo (formatosi all'aria o prodotto. artificialmente) molto sottile ed invisibile che protegge il materiale dagli attacchi dell'ambiente; questa resistenza dipende dalla percentuale di cromo e di nichel, nonché dalla presenza di alcuni altri alliganti come ad esempio il molibdeno. La resistenza alla corrosione è invece diminuita dal manganese, che talvolta sostituisce il nichel; effetto negativo ha pure il carbonio al di sopra di certi valori (0,05%. ) in caso di trattamenti termici, saldature o sollecitazioni elevate (in questi casi si trova talvolta impiegato il titanio o il niobio come stabilizzante).
    Quando è impedita la formazione di questo strato di ossido di cromo o quando questo viene continuamente distrutto, gli acciai inossidabili austenitici si corrodono.
    I tipi di corrosione riscontrabili sono:

    1. corrosione uniforme;
      - corrosione galvanica;
      - corrosione interstiziale;
      - corrosione puntiforme (vaiolatura o pitting);
      - corrosione sotto sforzo (stress corrosíon);
      - corrosione intercristallina;
      - ossidazione da eterogeneità;
      - corrosione per fatica, ecc.
    Per poter utilizzare bene la resistenza alla corrosione degli acciai inossidabili, è necessario:
    - conoscere i tipi di corrosione possibili e le loro cause;
    - scegliere le leghe adatte per ogni applicazione pratica;
    - far attenzione alla progettazione corretta dei manufatto per evitare situazioni che possono essere causa di corrosione;

     

     

     

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