Storia contemporanea mondo arabo
Collegamenti utili gratuiti
INTRODUZIONE ALLA STORIA CONTEMPORANEA DEL MONDO ARABO
Di Annamaria Ventur
I PAESI ARABI
di Pier Giovani Donini
INTRODUZIONE
cause delle tensioni nel mondo arabo
tensione politica
conflitto arabo israeliano
1948 fondazione stato d’israele, i profughi palestinesi vanno in Giordania Siria Libano Egitto e poi in altri paesi arabi, affidando la propria difesa a tali governi.
Stato di Israele è appoggiato (sin dalla nascita) da Usa.
i Paesi arabi perciò si rivolgono all’altra super potenza L’Urss (Unione delle repubblich socialiste sovietice, unione sovietica). Ci saranno accordi tra Urss e Egitto Siria Iraq.
tensione economica
crisi del petrolio
opec (organization of petroleum exporting countries) algeria, libia, kuweit, qatar, emirati arabi uniti, arabia saudita, iraq fondata nel 1960.
sette sorelle: compagnie petrolifere
-le sette sorelle paganvano la royalty (somma ad un sovrano per sfruttare una risorsa mineraria)
x es. 5E di tassa per una tonnellata di petrolio
-dopo la IIgm paesi produttori ottengono partecipazione agli utili delle compagnie petrolifere.
non più royalty ma spartizione (di solito la metà) degli utili (differenza tra il prezzo di vendita del petrolio e il suo costo di produzione)
x es. 12E prezzo di vendita, 5E prezzo di produzione, 7E sono gli utili. perciò 3.50E ai paesi produttori e 3.50E alle compagnie petrolifere.
-ricatto delle sette sorelle: o accettate il nostro prezzo di vendita o noi non compriamo piu il vostro petrolio. funzionava perché l’offerta di petrolio era maggiore della domanda, perciò le 7s potevano di comune accordo nn comprare piu il petrolio da un paese.
il prezzo di vendita dei paesi produttori era sempre lo stesso ma dato c’è l’inflazione le compagnie aumentavano gli utili.
(barile 10e. vendo a 15e. guadagno 5/ inflazione: barile 10e. vendo a 20e. guadagno 10e)
- nel 1973 durante la guerra arabo israeliana l’opec diminuisce le forniture alle nazioni (usa etc) che aiutavano israele. da allora l’arma del petrolio a favore dei palestinesi.
l’opec aumenta i prezzi. problemi per tutti i paesi importatori: i paesi in via di sviluppo che si indebitano per pagarlo e i paesi industrializzati che possono pagarlo con i prodotti dell’esportazione industriale.
comuque dopo il 1973 si sono sconvilti i rapporti economici internazionali.
tensione religiosa
il fondamentalismo islamico
1978-79 rivoluzione iraniana riunendo dietro l’islam dai nazionalisti di destra ai marxisti, presentata come la vittoria dell’integralismo islamico.
si registrano tentativi di rovesciare i regimi (xes quello di gamal abd an naser).
oggi sono in paesi reazionari (xes. arabia saudita e tunisia) ma anche progressisti (xws iraq e algeria)
altre tensioni
- conflitti di confine
- rivalità fra paesi arabi
- tentativi di un paese per l’egemonia nella guida del mondo arabo
questi motivi di tensione affondano le radici nel passato
EXCURSUS STORICO
protocolonialismo
primi incontri scontri con l’occidente: arabi in spagna, arabi in sicilia, crociate
colonialismo
l’europa il secolo scorso acquista superiorità economica politica e militare e comincia a sfruttare il mondo arabo
francia: algeria tunisia marocco
gran bretagna: aden (città dello yemen e porto), bordi penisola arabica egitto
italia: libia
colonialismo indiretto
nell’impero ottomano era una penetrazione economica e commerciale
in tutti i casi le potenze europee agivano in concorrenza
concorrenza che raggiunse l’auge nella prima guerra mondiale:
in italia: è la fine del risorgimento eil completamento dell’unità nazionale
francia e gran bretagna: non era per liberare trento e trieste ma per conquistare nuove colonie e nuovi mercati, puntavano soprattutto all’impero ottomano.
combattevano contro germania austria e impero ottomano
conseguenze che si ripercuotono ancora oggi:
comincia il declino dei paesi europei come potenze mondiali:
-austria e germania: sconfitte perdono l’impero e le colonie (vd cartina mondo colonie)
-francia e gran bretana: vittoria ma Usa nella spartizione dei mercati
-i paesi arabi erano allora colonie di francia italia e gb oppure parte dell’impero ottomano.
con lo smembramento dell’ impero ottomano nascono Stati arabi indipendenti
1917 dichiarazione di balfour precede la crezione dello stato d’israele nel 1948.
altre indipendenze:
-anni ‘20 ’30: indipendenza arabia saudita egitto iraq
-seconda guerra mondiale: indipendenza di libano siria, aspirazioni di indipendenza di algeria tunisia marocco
1948 stato israele: l’opinione pubblia capisce la differenza tra indipendenza reale e formale.
perciò colpi di stato: 1948 siria, 1952 egitto, 1958 iraq
dal 48 la storia dei paesi arabi diventa storia del conflitto arabo israeliano:
- guerra 1956: porta la popolarità di abd an naser nel mondo arabo e percò tensioni tra regimi progressisti e reazionari
- guerra 1967: forza della resistenza palestinese. sconfitta degli eserciti regolari arabi conseguente appoggio da Urss e da regimi arabi moderati guidati da arabia saudita
- guerra 1973: diminuisce forza resistenza palestinese. aumenta forza eserciti regolari arabi. accordi dell’egitto o con israele, intervento siriano nella guerra civile libanese.
geografia del mondo arabo
fattori oggettivi: nel mondo arabo non c’è solo un popolo una razza una nazione una religione e nemmeno una lingua
fattori soggettivi: è arabo chi vuole esserlo. principio dell’autocoscienza etnica
i confini del mondo arabo sono infatti incerti (peraltro di conseguenza sono inevtabili i conflitti di frontiera. xes: 1980 iran iraq)
le minoranze: vd libro
unico fattore oggettivo: lega degli stati arabi

Stati membri della Lega Araba (con la data del loro ingresso):
Egitto – 22 marzo 1945 (fondatore)
Iraq – 22 marzo 1945 - (fondatore)
Giordania – 22 marzo 1945 (fondatore)
Libano – 22 marzo 1945 (fondatore)
Arabia Saudita – 22 marzo 1945 (fondatore)
Siria – 22 marzo 1945 (fondatore)
Yemen – 5 maggio 1945 (fondatore)
Libia – 28 marzo 1953
Sudan – 19 gennaio 1956
Marocco – 10 gennaio 1958
Tunisia – 10 gennaio 1958
Kuwait – 20 luglio 1961
Algeria – 16 agosto 1962
Unione degli Emirati Arabi – 12 giugno 1971
Bahrain – 11 settembre 1971
Qatar – 11 settembre 1971
Oman – 29 settembre 1971
Mauritania – 26 novembre 1973
Somalia – 14 febbraio 1974
OLP – 9 settembre 1976
Gibuti – 9 aprile 1977
Comore – 20 novembre 1993
La sede delle lega è stata fissata al Il Cairo, in Egitto a meno del periodo che va dal 1979 al 1989 quando, a seguito della sospensione dell'Egitto per la pace con Israele, la sede venne spostata a Tunisi, in Tunisia.
BLOCCHI TEMATICI
aspirazione all’indipendenza
le potenze europee e la spartizione dell’impero ottomano
la situazione dei paesi arabi all’inizio della prima guerra mondiale
il nazionalismo arabo
gli interessi delle potenze europee
promesse e accordi di spartizione
le rivendicazioni arabe alla conferenza per la pace
la dominazione britannica
penetrazione economica di usa nel MO
la delusione araba e la penetrazione ecoomica degli stati uniti
gli usa ed il mediterraneo
la corsa ai giacimenti di petrolio nel vicino e medio oriente
gli stati uniti e l’arabia saudita
l’evoluzione dei paesi sotto mandato britannico: palestina iraq transgiordania egitto
l’evoluzione dei paesi sotto mandato francese: libano siria
decolonizzazione
l’esplosione dei nazionalismi e la fine della colonizzazione
movimenti di massa e partiti unici
l’egitto di gamal abd an naser
l’iraq da qasim al bath
il bath in siria
la guerra di liberazione in algeria
la lotta per l’indipendenza nello yemen meridionale
scelte di campo fra progressisti e moderati
progressisti e moderati nel mondo arabo
nazionalismi e tendenze unitarie
l’appello progressista e la reazione moderata
lo scontro aperto
la sconfitta dei progressisti e l’ora dei palestinesi
RIASSUNTO DEL TESTO (in verde i titoli di capitoli e paragrafi)
cartine: http://www.fisicamente.net/index-1225.htm
le potenze europee e la spartizione dell’impero ottomano
la prima guerra mondiale:
in italia: (ingresso nel ’15) è la fine del risorgimento e il completamento dell’unità nazionale
francia e gran bretagna e russia: non era per liberare trento e trieste ma per conquistare nuove colonie e nuovi mercati e avere l’egemonia in europa, puntavano soprattutto all’impero ottomano.
combattevano contro germania austria ungheria e impero ottomano (sperava di conservare i pochi possedimenti rimasti)
(Rivolte anti-ottomane) - secoli XVI e XVII
1) l’impero ottomano quando era nella sua massima estensione

colonie nel mondo nel 1898
la situazione dei paesi arabi all’inizio della prima guerra mondiale
|
nota: aggiungi : in persia intanto
nella persia del nord: marocco del nord oman |
colonie:
- francia: algeria dal 1830
tunisia, protettorato dal 1881
marocco, protettorato dal 1912
mauritania, protettorato dal 1904
-italia:
libia sottratta all’impero ottomano dal 1911
-gran bretagna:
egitto dal 1882
sudan
impero ottomano:
dei vecchi possedimenti restavano palestina libano siria iraq e parte della penisola araba
penetrazione capillare della gran bretagna nel mondo arabo
la gran bretagna possedeva oltre alle sue colonie aden (città dell’attuale yemen e porto) dal 1839. inoltre con accordi con sultani e signori locali aveva la sovranità sugli attuali
-yemen
-oman
-emirati arabi uniti, allora staterelli della costa dei pirati. controllati con il pretesto di mettere fine alla pirateria tramite trattati
-bahrein
-qatar
-kuweit, chiese esso stesso la protezione contro i pirati rinunciando ad una politica estera autonoma

2) In questa pianta c'è da notare subito la grande estensione dell'Impero Ottomano che comprendeva in sé molti Paesi che al 1914 non esistevano come entità politiche separate: Turchia (l'erede dell'Impero Ottomano), Siria, Iraq, Libano, Palestina, Giordania, Arabia Saudita.
Da notare ancora che varie regioni intorno alla penisola arabica erano già colonie (Aden, Cipro) o protettorati britannici (Hadramaut, Oman, Bahrein, Kuwait).
Alcune zone della Persia erano o d'influenza russa o britannica. Ad est della Persia e dell'Afghanistan, dove oggi vi è il Pakistan vi era l'India britannica. Varie linee che si intravedono nella carta sono per confini variati negli anni a seguito delle più svariate vicende.
smembramento dell’impero ottomano: (vd cartina 2)
nella penisola arabica, su cui l’impero ottomano come visto aveva autorità, emergono dinastie indipendenti (favorire dal poco controllo ottomano per l’impervietà della zona).
-dinastia dello yemen:
l’imam yahya si ribella ai turchi nel 1904. nel 1911 ottiene autonomia amministrativa
-dinastia saudita:
nel XVIII regno indipendente grazie al predicatore muhammad ibn ‘abd el-wahhab. dopo una repressione ottomana abd el ‘aziz ibn sa‘ud occupa riyad (aiutato da kuweit) nel 1902.
l’impero ottomano perde territorio, ma gli rimangono le zone piu importanti della penisola:
la mecca e medina. dal 1908 l’impero ottomano esercita la custodia dei luoghi santi tramite lo sceriffo al huseyn al-hashimi
in europa: grecia bulgaria romania e serbia indipendenti nel XIX grazie all’aiuto interessato di potenze europee.
anche gli altri possedimenti dell’impero ottomano (zona mediorientale) chiederanno aiuto alle potenze europee per ottenere l’indipendenza.
il nazionalismo arabo
fino a un centinaio di anni fa non era concetto sentito dalle popolazioni arabe, infatti la soggezione all’impero ottomano non era sentita come un peso (perciò non c’erano spinte nazionaliste).
le ragioni sono:
-i turchi erano musulmani, erano eredi dell’impero arabo e sede del califfato
-impero multinazionale (slavi armeni curdi greci berberi arabi etc), l’organizzazione amministrativa lasciava libertà a queste millet (comunità)
-la debolezza dell’impero lasciava spazio ai nobili semindipendenti. in particolare algeria tunisia e marocco
la soggezione all’europa è invece un peso inquanto estranea.
comincia petranto la resistenza.
(mentre nelle colonie la repressione della resistenza era molto piu forte che nell’impero ottomano)
resistenza religiosa: non come arabo ma come musulamano, guidati da capi religiosi
resistenza nazionalista: in egitto nasce un “protonazionalismo” guidati da intellettuali.
l’egitto nel XIX aveva avuto uno stato autonomo con muhammad ali (albanese ufficiale dei turchi, governò dal 1805 al 1848)
in siria nazionalisti moderati chiedevano solo una riforma amministrativa per maggiore autonomia.
i nazionalisti piu estremi fondano nel 1904 il partito nazionale arabo (per una grande nazione araba) che si diffonde poi in palestina e mesopotamia
il nazionalismo si diffonde.
due focolai del nazionalismo arabo:
- dinastico con inglesi
- popolare (intellettuli siriani) con francesi
necessitavano l’aiuto delle potenze europee, che sfruttano la situazione per puntare all’impero ottomano.
-emiri di mecca ‘asir hadramaut kuweit el-hasa si riuniscono per discutere i propri interessi
-i siriani hanno invece rivalità con i rozzi beduini, e tensioni tra estremi e moderati
gli interessi delle potenze europee
a tutti interessava l’impero ottomano fin dal XVIII (non tanto per conquiste territoriali):
- gran bretagna: collegamenti per il suo impero in india (1798 napoleone occupa l’egitto, gb si allea proprio con l’imp ottomano per difendere tali collegamenti) e petrolio (scoperto nel 1908 in iran e poi in iraq)
- francia: petrolio e influenza politica (ottenuta grazie alla protezione dei cristiani in siria e libano) nel mediterrano orientale per bilanciare il controllo britannico del canale di suez.
- russia: motivi religiosi, lo zar era protettore di tutti i cristiano-ortodossi del mondo (numerosi in paestina). aspirazione a occupare istanbul (costantinopoli) per controllare gli stretti mar nero-mediterraneo
- germania: prestiti ed inversimenti (costruzione ferrovia per esportare merci tedesche e importare materie prime) all’impero ottomano che i tedeschi volevano rendessero bene.
linea feroviaria di baghdad era alternativa al canale di suez percio la gb (con il kuweit) impedi che i binari arrivassero al mare
linea ferroviaria dell’anatolia alla penisola arabica per pellegrinaggo e truppe di controllo imp. ottomano.
con la prima guerra mondiale l’impero ottomano diviene terreno di scontri ma la sua inaspettata forza militare porta le potenze europee a servirsi delle forze arabe che si oppongono all’impero ottomano (cioè le forze nazionaliste che abbiamo visto svilupparsi)
nota:
schieramenti della prima guerra mondiale
Intesa:
Serbia,
Russia,
Francia,
Belgio,
Impero britannico,
Giappone,
Montenegro,
Italia,
Grecia,
Portogallo,
altre nazioni alleate dell'Intesa
Imperi Centrali:
Austria-Ungheria,
Impero Germanico,
Impero Ottomano,
Bulgaria
promesse e accordi di spartizione
la gran bretagna si muove politicamente per vincere questo conflitto. fa promesse sia agli arabi sia alle altre potenze europee. unico nemico l’impero ottomano (come sappiamo alleato di germania austria e ungheria)
promesse agli emiri
(vd. focolaio nazionale dinastico)
l’alto commissario beritannico in egitto henry mac mahon in una celebre corrispondenza offre l’indipendenza araba in cambio dell’aiuto militare contro l’impero ottomano
intesa husein mac mahon 1915 16
vantaggi per husein: -creazione e indipendenza di un grande stato arabo
-gb avrebbe aiutato husein a contrastare la dinastia saudita.
vantaggi per gb: -mantenere i possedimenti gb nella penisola arabica
-la siria occidentale (oggi libano e palestina. malinteso: husein pensava solo il libano, ma gb dirà che era anche palestina) non sarebbe stata solo araba per la presenza dei cristiani
Rivendicazioni ed assegnazioni delle aree smembrate nel 1915 (intesa Husain-McMahon).
promesse alle potenze europee
trattative segrete gb-francia (che aveva saputo della corrispondenza mac mahon) per spartirsi quello che in realtà era stato promesso a husein.
accordo di sykes picot 1916
-francia: parte della siria, iraq settentrionale, libano, parte della costa anatolica
-gran breagna: iraq centrale e meridionale transgiordania parte della palestina
resto della palestina: regime internazionale
per tenere buoni gli altri alleati:
-russia (zar) regioni armene e curde della turchia
-italia: smirne (in anatolia)
Mappa del Trattato Sykes-Picot (1916).
nel 1917 le operazioni militari dimostrano che la gb non tiene fede né alle une né alle altre.
esercito britannico in palestina
intanto faisal il figlio di husein (con thomas edward lawrance) sabotaggio e attacchi ai turchi
1917: pubblicazione degli accordi con le potenze europee. ma gb fa credere a husein che è manovra della propaganda nemica (comunista), e continua la guerra
la scoperta dell’inganno avrebbe portato l’ostilità araba, serviva un capro espaitorio: i sionisti.
1917 dichiarazione di balfour (ministro degli esteri). (nota fondatore sionismo herzl)
1918 francia italia e usa accettano la dichiarazione di balfour.
entrano gli usa (l’appoggio arabo non è piu utile).
intanto governo turco pace separata con i nazionalisti arabi accettando le condizioni arabe, ma la turchia avrebbe perso la guerra.
le rivendicazioni arabe alla conferenza per la pace
1918 armistizio a mudros (mar egeo)
-turchia rinuncia: sira (percio libano e palestina), iraq, penisola arabica (a parte quelle gb)
(cioè rimane solo l’attuale turchia)
-principi arabi: chiedono a gb di fare fede a husein mac mahon
-gb: occupazione britannica in tutto l’oriente arabo
vige legge marziale mentre l’amministrazione civile amministrata da:
- francia: siria occid, libano
- faisal: siria orient, transgiordania
- inglesi: iraq, palestina
1919 parigi, conferenza della pace (protocollo di san remo)
in cui si prepara il trattato di sèvres
faisal (due portavoce di tutto il mondo arabo in realtà solo di faisal)
- penisola arabica (tranne gb)
- indipendenza della siria da unire al regno di husein
- yemen e neged liberi di decidere
- iraq indipendente ma per il petrolio la gb gli era utile percio protettorato
- palestina protettorato
ma non ottengono, anche perché divisioni interne:
avversione dei siriani per i beduini
siriani chi appoggio francia, chi gb
intanto
stati uniti: sondaggio (missione king crane) in siria e palestina che accettetebbero il protettorato usa, principi di wilson ma soldi
grecia: dallo smembramento dell’impero ottomano pretendeva istanbul
1920 trattato di sèvres(nb: sarà annullato dal trattato di losanna del 1923)
- indipendenza possedimenti husein alla mecca: stato dello higiaz
- siria indipendente con mandato francese
- iraq indipendente con mandato britannico
- palestina fede a balfour
altri stati arabi: non menzionati nel trattato
-huesein deluso no grande stato arabo
-faisal, cacciato dalla siria, siede sul trono d’iraq
-abdallah, altro figlio husein, 1921 emiro transgiordania

1924 husein (re dello higiaz) si proclama califfo
‘abd el ‘aziz ibn sa‘ud invade lo higiaz, sconfigge husein (abdica al figlio ‘ali)
penisola arabica froma attuale! (ma indipendenza sostanziale solo yemen sa‘ud)
-egitto: dal 1914 protettorato britannico. sviluppo economico dovuto alla guerra. opposizione coloniale fenomeno di massa, sanguinose repressioni inglesi, ma 1920 egitto indipendente ma basi militari sul proprio territorio
-sudan: colonia gb (formalmente anglo egiziana)
situazione nel 1930 :

la dominazione britannica
il trattatto di sèvres serve alla gb perché ormai le indipendenze erano inevitabili ma serviva un modo per continuare a mantenere la sovranità. “semi” delle tensioni attuali.
gran bretagna
-minoranze (per la loro diversità) si alleano agli stranieri europei (stessa religione o cultura).
i diritti delle minoranze vengono usati alla conferenza per la pace per rifiutare le richieste arabe (alto iraq nn lo potete avere, è per gli assiro caldei o per i curdi..)
poi minoranze al servizio dell’amministrazione dei mandati
seme: combutta minoranza oppressore
-potere politico darlo a minoranza (si sarebbe sempre appoggiata all’ ex colonizzatore) o maggioranza (contro la minoranza in combutta, la minoranza perde privilegi).
seme: ostilità minoranza maggioranza
- transgiordania: fu separata dalle richieste ebraiche e affidata al re abdallah
egitto: gestione condominiale del sudan percò legata a gb
sudan: gb accentua diversità etniche e religiose (nord a maggioranza araba, sud minoranza nera). divieto ai commercianti arabi di andare nel sud, obbligo ai non arabi di vestirsi diversi
seme: creazione di ostilità sui confini
francia
-libano amicizia con cristiani maroniti e musulmani che volevano stato unitario con la siria (cmq prottettorato franc.)
-siria: liberata nel 1918 da arabi e inglesi, ora amministrazione francese. essa impedisce agli arabi qualunque potere. spingono cosi faisal all’opposizione armata, 1920 lo sconfiggono e lo cacciano.
già prima della guerra. nazionalisti siriani avevano chiesto costruire porto in libano con i francesi ma i francesi lo impediscono per evitare che stesse in concorrenza con il porto di beirut (maroniti).
separazione libano siria con barriera artificiale, parte territorio sirano va al libano.
siria indebolita (musulmani) mentre libano rafforzato (maroniti) legato ai francesi
la delusione araba e la penetrazione economica degli stati uniti
ostilità nel mondo arabo verso francia e gran bretagna (per conferenza di parigi, trattato di sèvres e mandati, disattendono mac mahon husein)
-iraq e transgiordania: i monarchi della famiglia hashimita di husein erano stati imposti alle popolazioni su cui regnavano perciò non potevano fare a meno dell’appoggio della gb (perciò stessa scarsa libertà dei protettorati ai margini della penisola arabica.).
opinione pubblica voleva opporsi ma scoraggiata dalle basi militari, e dalla borghesia locale in accordo con il capitale europeo.
-egitto: le basi britanniche lungo il canale di suez creavano subordinazione del governo alla gb. ma l’opposizione qui era più forte grazie alla lunga tradizione politica dell’egitto. perciò, nel 1922 gb riconosce l’indipendenza (che nel 1920 era stata promessa), riservandosi il diritto di intervento militare contro aggressioni e per le minoranze.
-libano e siria: la francia non era, come gb, in accordo con le monarchie. l’opposizione popolare sfocia in rivolta armata nel 1925-26 stroncata con le bombe francesi.
-arabia: dinastie idipendenti (imam dello yemen; abd el aziz ibn sa’ud; sultano dell’oman), vista la situazione negli altri paesi, si isolano evitando l’ingresso sia della gb (consiglieri che invece controllavano iraq transgiordania ed egitto) sia del nazionalismo (idee egiziane e siriane)
perciò opposizione ed isolamento contro francia e gb.
chi poteva approfittare della situazione era usa.
gli usa ed il mediterraneo
commercio navale nel mediterraneo
perché era importante per usa il mediterraneo: per ricerca di mercati di esportazione e poi per la ricerca di materie prime
dal 1830 chi naviga nel mediterraneo deve pagare un tributo ai paesi barbareschi (africa settentrionale, barberia, berberia), in cui è molto diffusa la pirateria.
navi usa nel mediterraneo sotto la protezione gb, ma dopo il 1776 (4 luglio 1776 dichiarazione di indipendenza) gb non aveva più interesse a proteggere usa (e nemmeno le altre potenze europee avevano interesse)
per arginare gli stati barbareschi usa fa sia trattati (si allea con russia olanda francia e gb) sia operazioni militari
(wikip: interventi armati europei e anche statunitensi: prima e seconda guerra barbaresca, 1801-1805 e 1815. Nel 1830, un'azione analoga da parte della Francia contro Algeri diede il via alla colonizzazione dell'Algeria.)
eliminata la minaccia della pirateria
gli usa cominciano ad esercitare:
-influenza culturale: scuole fondate dai protestanti. chi voleva che i figli partecipassero al fiorire dell’economia (espansione commerciale europea nell’impero ottomano) li mandava nelle scuole dei missionari americani. scuole che importano anche idee nazionaliste
-influenza politica: l’opinione pubblica vede le scuole e apprezza usa. regimi filoamericani
fanno comparsa i petrolieri (rappresentanti dell’industria del petrolio) (nata nel 1859 negli usa con rockefeller fondatore della standard oil company)
usa ha il primato della produzione mondiale di petrolio
Storia del petrolio
fin dall'antichità il greco "naphtha". per produrre medicinali e bitume o per alimentare le lampade.
anche gli usi bellici del petrolio: Troia dell'Iliade, Il "fuoco greco" dei bizantini lanciata verso le navi nemiche incendiandole.
La conoscenza del petrolio ha pertanto origini antiche soprattutto in Medio Oriente.
Venne introdotto in occidente soprattutto come medicinale tramite l'espansionismo arabo.
Il valore del petrolio come fonte di energia per i veicoli e come base di molti prodotti chimici industriali lo rende una delle materie prime più importanti del mondo.
L'accesso al petrolio è stato uno dei principali fattori in molti conflitti militari, compresi la Seconda guerra mondiale e la guerra del Golfo. La maggior parte delle riserve facilmente accessibili è collocata nel Medio Oriente, una regione politicamente instabile.
L'industria petrolifera nacque negli Stati Uniti per l'iniziativa di Edwin Drake negli anni 1850, nei pressi di Titusville, Pennsylvania. Il 27 agosto 1859 venne aperto il primo pozzo petrolifero redditizio del mondo. L'industria crebbe lentamente durante il 1800 e non diventò di interesse nazionale (USA) fino agli inizi del ventesimo secolo;
l'introduzione del motore a combustione interna fornì la domanda che ha largamente sostenuto questa industria fino ai giorni nostri. I primi piccoli giacimenti "locali" in Pennsylvania e in Ontario sono stati velocemente esauriti, portando ai " boom petroliferi" in Texas, Oklahoma, e California. Altre nazioni avevano considerevoli riserve petrolifere nei loro possedimenti coloniali, e incominciarono ad utilizzarli a livello industriale.
Sebbene negli anni 50 il carbone fosse ancora il combustibile più usato nel mondo, il petrolio cominciò a soppiantarlo. Oggigiorno circa il 90% del fabbisogno di combustibile è coperto dal petrolio. In conseguenza della crisi energetica del 1973 e della crisi energetica del 1979 si è sollevato l'interesse nella pubblica opinione sui livelli delle scorte di petrolio, portando alla luce la preoccupazione che essendo il petrolio una risorsa limitata essa sia destinata ad esaurirsi (almeno come risorsa economicamente sfruttabile).
Il prezzo del barile di petrolio è aumentato, dagli 11 dollari del 1998 agli attuali 70, del 636% circa e – considerando nell’aumento un deprezzamento del dollaro di circa il 35% – rimane pur sempre un aumento reale del 413% in otto anni, il che significa che il prezzo del greggio è aumentato ad un ritmo superiore al 50% l’anno.
Esistono e sono continuamente allo studio fonti alternative e rinnovabili di energia, sebbene la misura in cui queste possano rimpiazzare il petrolio e i loro eventuali effetti negativi sull'ambiente sono attualmente oggetto di dibattito.
Paesi con le maggiori riserve di petrolio
Qui di seguito sono elencati i primi 20 paesi per riserve certe di petrolio all'anno 2005.
Per vita media residua si intende la stima della durata delle riserve ai ritmi di produzione dell'anno 2005.
N° |
Paese |
Milioni di barili (bbl) |
% sul totale |
Vita media residua |
1 |
Arabia Saudita |
264.200 |
22,0% |
66 |
2 |
Iran |
137.500 |
11,5% |
93 |
3 |
Iraq |
115.000 |
9,6% |
173 |
4 |
Kuwait |
101.500 |
8,5% |
105 |
5 |
Emirati Arabi Uniti |
97.800 |
8,1% |
97 |
6 |
Venezuela |
79.700 |
6,6% |
73 |
7 |
Russia |
74.400 |
6,2% |
21 |
8 |
Kazakhstan |
39.600 |
3,3% |
80 |
9 |
Libia |
39.100 |
3,3% |
63 |
10 |
Nigeria |
35.900 |
3,0% |
38 |
11 |
USA |
29.300 |
2,4% |
12 |
12 |
Canada |
16.500 |
1,4% |
15 |
13 |
Cina |
16.000 |
1,3% |
12 |
14 |
Qatar |
15.200 |
1,3% |
38 |
15 |
Messico |
13.700 |
1,1% |
10 |
16 |
Algeria |
12.200 |
1,0% |
17 |
17 |
Brasile |
11.800 |
1,0% |
19 |
18 |
Norvegia |
9.700 |
0,8% |
9 |
19 |
Angola |
9.000 |
0,8% |
20 |
20 |
Azerbaijan |
7.000 |
0,6% |
42 |
|
Resto del mondo |
75.500 |
6,3% |
* |
|
|
|
|
|
|
Totale |
1.200.700 |
100% |
40,6 |
|
|
|
|
|
46 |
Italia |
700 |
0,1% |
17 |
Fonte : BP Statistical Review of World Energy - June 2006.

Principali paesi produttori
Qui di seguito vengono elencati i primi 20 paesi
produttori di petrolio nel mondo nell'anno 2005 :
N° |
Paese |
Milioni di barili (bbl) |
% sul totale |
1 |
Arabia Saudita |
4028 |
13,6% |
2 |
Russia |
3486 |
11,8% |
3 |
USA |
2493 |
8,4% |
4 |
Iran |
1478 |
5,0% |
5 |
Messico |
1372 |
4,6% |
6 |
Cina |
1324 |
4,5% |
7 |
Canada |
1112 |
3,8% |
8 |
Venezuela |
1098 |
3,7% |
9 |
Norvegia |
1084 |
3,7% |
10 |
Emirati Arabi Uniti |
1004 |
3,4% |
11 |
Kuwait |
965 |
3,3% |
12 |
Nigeria |
942 |
3,2% |
13 |
Algeria |
736 |
2,5% |
14 |
Iraq |
664 |
2,2% |
15 |
Regno Unito |
660 |
2,2% |
16 |
Brasile |
627 |
2,1% |
17 |
Libia |
621 |
2,1% |
18 |
Kazakistan |
498 |
1,7% |
19 |
Angola |
453 |
1,5% |
20 |
Indonesia |
415 |
3,4% |
|
Resto del mondo |
4538 |
15,3% |
|
|
|
|
|
Totale |
29597 |
100% |
|
|
|
|
48 |
Italia |
43 |
0,1% |
Fonte : BP Statistical Review of World Energy - June 2006
Principali paesi consumatori
Qui di seguito vengono elencati i primi 20 paesi
consumatori di petrolio nel mondo nell'anno 2005 :
N° |
Paese |
Milioni di barili (bbl) |
% sul totale |
1 |
USA |
7539 |
25,0% |
2 |
Cina |
2551 |
8,5% |
3 |
Giappone |
1956 |
6,5% |
4 |
Russia |
1005 |
3,3% |
5 |
Germania |
944 |
3,1% |
6 |
India |
907 |
3,0% |
7 |
Corea del Sud |
843 |
2,8% |
8 |
Canada |
818 |
2,7% |
9 |
Messico |
722 |
2,4% |
10 |
Francia |
716 |
2,4% |
11 |
Arabia Saudita |
690 |
2,3% |
12 |
Brasile |
664 |
2,2% |
13 |
Italia |
660 |
2,2% |
14 |
Regno Unito |
653 |
2,2% |
15 |
Iran |
605 |
2,0% |
16 |
Spagna |
591 |
2,0% |
17 |
Indonesia |
426 |
1,4% |
18 |
Olanda |
391 |
1,3% |
19 |
Thailandia |
345 |
1,1% |
20 |
Taiwan |
323 |
1,1% |
|
Resto del mondo |
6748 |
22,4% |
|
|
|
|
|
Totale |
30098 |
100% |
Fonte : BP Statistical Review of World Energy - June 2006
la corsa ai giacimenti di petrolio nel vicino e medio oriente
nel 1901 un inglese ottenne la concessione per la ricerca di petrolio in iran (indipendente sotto controllo gb).
nasce la anglo persian oil company che diventerà bp (british petroleum company, delle 7 sorelle)
1911 tedeschi inglesi e olandesi fondano la tpc (turkish petroleum company) per tenere fuori usa e non farsi concorrenza.
washignton chiede il principio della porta aperta (diritto di partecipare ai commerci nei territori di influenza europea).
prima guerra mondiale: la quota tedesca della tpc passa come bottino di guerra alla francia (ricompensa per la disattesa di sykes picot sul’iraq sett. mosul)
perché a usa interessa medio oriente se aveva il primato (texas e controlla messico e venezuela): perché in medio oriente i costi di estrazione del petrolio sono inferiori
1928 viene accettato il principio della porta aperta: usa entra a far parte della tpc che diviene ipc (iraq petroleum company).
si stipula l’accordo della linea rossa (gb usa francia): la tpc non si fa concorrenza nei territori dell’ex impero ottomano, cioè sfruttamento solo con il reciproco consenso.
(per le potenze europee che non cercavano nuove fonti serviva ad arginare le ricerche di usa)
anni 20: il maggiore holmes scopre giacimenti nell’arcipelago del bahrein. egli non aveva capitali sufficienti allo sfruttamento perciò vende i diritti di sfruttamento. li acquista la gulf azionista dell’ipc, ma accordo della linea rossa, li vende allora alla socal (standard oil company of california) non vincolata dall’accordo.
ma il bahrein è territorio del commonwealth. per aggirare quest’ostacolo la socal fonda una filiale in canada (bapco: bahrein petroleum company) facente parte del commonwealth e perciò autorizzato ad investire.
preludio della concessione del ‘33 alla socal: crisi del 29 fa diminuire il pellegrinaggio,
crane propone al re accordi per lo sfruttamento delle risorse minerarie del regno (il re sperava di trovare acqua) (ripreso da pag 60)
1933 socal ottiene per cifra irrisoria concessione su gran parte dell’arabia saudita
1938 vi fu trovato il petrolio
1944 la socal si associa ad altri petrolieri americani (vincolati alla ipc, ma la IIgm ha sciolto vincoli)
fonando l’aramco (arabian american oil company)
1946 fine ufficiale dell’accordo della linea rossa
in iran in seguito alla nazionalizzazione voluta da mossadeq e al boicottaggio del 1951 il controllo passa dagli inglesi agli usa
Commonwealth britannico
Commonwealth britannico (nome ufficiale The Commonwealth of Nations), associazione di stati sviluppatasi nell’ambito dell’impero britannico, costituita dai paesi che, raggiunta l’indipendenza, hanno conservato un rapporto economico e culturale con il Regno Unito.
Attualmente comprende le seguenti nazioni: Gran Bretagna, Antigua e Barbuda, Australia, Bahama, Bangladesh, Barbados, Belize, Botswana, Brunei, Camerun, Canada, Cipro, Dominica, Figi, Gambia, Ghana, Giamaica, Grenada, Guyana, India, Kenya, Kiribati, Lesotho, Malawi, Malaysia, Maldive, Malta, Maurizio, Mozambico, Namibia, Nauru, Nigeria, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Saint Kitts e Nevis, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, isole Salomone, Samoa, Seychelles, Sierra Leone, Singapore, Sri Lanka, Sudafrica, Swaziland, Tanzania, Tonga, Trinidad e Tobago, Tuvalu, Uganda, Vanuatu e Zambia.
L’Unione sudafricana, ora Sudafrica, si ritirò dal Commonwealth nel 1961, ma vi aderì di nuovo nel 1994 dopo la definitiva abrogazione delle norme sull’apartheid. Il Pakistan ne uscì nel 1972 per poi rientrarvi nel 1989 ed è, dal 1999, sospeso. L’Irlanda è associata al Commonwealth per motivi commerciali, ma non ne è membro a tutti gli effetti. Nel 1995 il Mozambico fu il primo paese non anglofono a essere accolto nel Commonwealth. Nel 2003, al contrario, lo Zimbabwe interruppe ufficialmente la sua appartenenza all’associazione, che durava dal 1980.
Le relazioni tra la Gran Bretagna e gli altri membri dell’associazione sono regolate dai rispettivi ministeri degli Affari Esteri anche attraverso l’invio di alti commissari con il rango di ambasciatori. Il Segretariato del Commonwealth, fondato nel 1965, fornisce informazioni e consulenze utili alla reciproca cooperazione tra i membri; nei territori non autonomi il sovrano britannico è rappresentato da un governatore generale.
L’espressione “The Commonwealth of Nations” fu impiegata ufficialmente per la prima volta alla conferenza imperiale del 1926, in riferimento al “gruppo di comunità autogovernantisi composto dalla Gran Bretagna e dai Dominions”. Lo statuto di Westminster sancì la piena eguaglianza tra Regno Unito e Dominions e la costituzione del Commonwealth. Al raggiungimento dell’indipendenza nel 1947, l’India confermò la propria appartenenza al Commonwealth, stabilendo un precedente seguito poi da molte ex colonie britanniche.
Il Commonwealth non dispone di un proprio organismo espressamente incaricato di compiti politici; questa funzione è riservata alle periodiche consultazioni tra i membri su temi di comune interesse.
gli stati uniti e l’arabia saudita
che interessi ha abd el aziz ibn sa’ud ad allearsi con usa (con gli accordi del ’33 infatti gli fa controllare tutta la sua economia petrolifera):
abd el aziz ibn sa’ud teme la “mezzaluna fertile” (dalla foce del tigri alla palestina), cioà che tali paesi si alleassero per l’agricoltura.
tutti ostili alla monarchia saudita:
-iraq e transgiordania: faisal e abdallah contro abd el aziz ibn sa’ud che aveva scansato loro padre husein
-iraq e kuweit: oggetto di incursioni di milizie wahabbite saudite. esse serviavno a controllare le regioni periferiche, trasformare i nomadi in sedentari per l’agricoltura, ricondurre all’islam puro. spesso si spingevano anche oltre i confini sauditi
-libano e siria: pericolo che questi mandati francesi si alleassero ai mandati britannici
contro il pericolo della mezzaluna fertile abd el aziz ibn sa’ud aveva bisogno di alleati contro la gb.
candidati a tale alleanza:
-yemen: no perché conflitti di confine nel 1934, vittoria saudita e conseguente dipendenza economica dello yemen.
-egitto: alleati ma non più dopo l’avvento di giamal abd el naser (presid. della rep. dal 1954)
-in europa italia e francia: no perché erano colonizzatori (opprimevano popolazioni musulmane) e in più l’italia aveva un accordo con lo yemen (1926)
-unione sovietica: no perché ateo
rimaevano solo -stati uniti
immagine di usa nel mondo arabo:
non aggressivo
scuole dei protestanti
missione king crane (contro l’imposizione dei mandati)
medici innovativi
principi di wilson
Quattordici punti di Wilson
Nel gennaio del 1918 Woodrow Wilson espose al Senato degli Stati Uniti d'America i suoi principi. Ci doveva essere una pace senza vincitori, poiché una pace imposta con la forza ai vinti avrebbe contenuto in sé gli elementi di un'altra guerra. Doveva essere una pace basata sull'eguaglianza delle nazioni, sull'autogoverno dei popoli, sulla libertà dei mari, su una riduzione generalizzata degli armamenti. I metodi della diplomazia dovevano essere cambiati, e bisognava costituire una lega perpetua di tutte le nazioni pacifiche. Tutti questi principi erano contenuti in 14 punti:
1. fine della diplomazia segreta
2. libertà di navigazione
3. soppressione delle barriere al libero commercio
4. limitazione degli armamenti
5. tema coloniale
6. evacuazione dei territori russi dalle truppe nemiche che li occupavano
7. piena indipendenza al Belgio
8. Alsazia e Lorena alla Francia
9. rettifica delle frontiere italiane
10. evacuazione della Romania, della Serbia e del Montenegro
11. costituzione della società delle nazioni
12. sviluppo autonomo di Austria e Ungheria
13. Polonia indipendente
14. apertura permanente dei Dardanelli
perciò l’alleato è usa, o meglio l’industria petrolifera americana:
non è facile distinguere nella politica araba di usa le decisioni dello stato da quelle degli interessi dei petrolieri, infatti caratteristica del’industria petrolifera americana è quella di avere come dirigenti sempre ex funzionari statali o ex diplomatici. essi perciò mantengono uno stretto rapporto con il governo usa.
la difesa dell’arabia saudita è vitale per la difesa di usa (1943), infatti usa consuma più petrolio di quanto ne produce (vena giugulare dell’occidente).
la propaganda giustifica così qualsiasi intervento nel mondo arabo (in realtà non è giusto che consumi pro capite siano 20-50 volte maggiori di altri paesi)
arabia ora non è più in posizione difensiva ma diventa egemonica nel mondo arabo: egemonia ostacolata dai regimi progressisti di siria iraq ed egitto ma senza successo.
1960 nasce l’opec
1967 guerra arabo israeliana: influenza decisiva dell’arabia
predominio regionale e all’interno dell’opec
influenza delle vicende palestinesi:
1938 abd el aziz ibn sa’ud protesta con roosvelt per l’immigrazione ebraica, ma poi silenzio.
1948 nasce israele e gli stati arabi opportunisti vogliono approfittare del cambiamento per ottenere l’egemonia. conseguenza dell’opportunismo: rovesciamento in siria egitto e iraq dei regimi (compromessi con l’occidente)
invece la dinastia saudita rimane stabile , nonostante la politica moderata verso israele.
cause:
- scarsità popolazione
- presenza militare saudita nel territorio
- rete di alleanze matrimoniali garantisce la fedeltà delle principali tribù
- partecipazione della borghesia locale alla prosperità (prima erano mercanti poi imprenditori)
1956 guerra arabo israeliana, arabia rompe rapporti diplomatici con francia e gb (tanto c’è usa)
1967 truppe saudite contro israele solo simboliche
pericolo per arabia non era imperialismo né il sionismo ma era il comunismo ateo
buoni rapporti di unione sovietica con egitto siria iraq.
Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio
meglio conosciuta come OPEC (Organization of the Petroleum Exporting
Countries), fondata nel 1960, comprende attualmente dodici paesi che si
sono associati, formando un cartello economico, per negoziare con le
compagnie petrolifere aspetti relativi alla produzione di petrolio, prezzi e
concessioni. La sede dell'OPEC, inizialmente stabilita a Ginevra, a partire bandiera dell’OPEC
dal 1° settembre 1965 è stata trasferita a Vienna.
Gli stati membri OPEC controllano circa il 78% delle riserve mondiali accertate di petriolio, il 50% di quelle di gas naturale e forniscono circa il 42% della produzione mondiale di petrolio ed il 17% di quella di gas naturale. Il petrolio viene esportato principalmente in Oceania (45% del totale delle esportazioni OPEC), Europa occidentale (21,8%) e Nord America (21,5%). Il paese importatore più importante è il Giappone che, da solo, fornisce mercato al 26,1% delle esportazioni di petrolio proveniente dall'OPEC; gli Stati Uniti incidono per il 19,2% e l'Italia per il 5,4% (dati relativi al 2005, pubblicati dall'OPEC).
L'organizzazione parallela dell' OAPEC (Organization of Arab Petroleum Exporting Countries), fondata nel 1968 nel Kuwait, si occupa del coordinamento delle politiche energetiche dei paesi Arabi parte dell'OPEC, teoricamente a fini di sviluppo e in pratica per l'impiego dell'esportazione di petrolio come arma politica.

Paesi non-membri :
Ci sono 6 grandi paesi produttori di petrolio che non aderiscono all'OPEC:
* Nord America
o Canada
o Messico
o Stati Uniti d'America
* Medio oriente
o Oman
* Asia
o Russia
* Scandinavia
o Norvegia
Paesi membri :
Ci sono 12 paesi attualmente membri dell'OPEC:
* Africa
o Algeria – 1969
o Angola - 2007
o Gabon – 1975 – 1994
o Libia – 1962
o Nigeria – 1971
* Medio oriente
o Iran – 1960
o Iraq – 1960
o Kuwait – 1960
o Qatar – 1961
o Arabia Saudita – 1960
o Emirati Arabi Uniti – 1967
* Asia
o Indonesia – 1962
* Sud America
o Ecuador – 1973 – 1992
o Venezuela – 1960
a fronte della stabilità saudita, nei mandati britannico e francese ci sono colpi di stato attentati e insurrezioni alla cui radice, come appena visto, c’è lo stato d’israele
I PAESI SOTTO MANDATO VERSO L’INDIPENDENZA
(queste indipendenze tutte dopo il 45, intanto guerra fredda)
l’evoluzione dei paesi sotto mandato britannico: palestina iraq transgiordania egitto
palestina
in grassetto indipendenza e/o fine mandato
dal 1917 mandato britannico (entra in vigore nel 1922)
promesse non mantenute dagli inglesi
1921 congresso palestinese richiede l’abolizione della dichiarazione di balfour
1921 primi scontri con ebrei (in occasione di un corteo ebreo comunista)
gb sospende temporaneamente immigrazione ebraica ma riprende
1929 vertenza sull’accesso del muro del pianto, scontri
all’inizio non compattezza del’opposizione araba:
latifondisti arabi pagati bene
braccianti arabi salari ebrei piu alti
ma poi principio sionista di non assumere piu braccianti arabi
1933 hitler, aumenta immigrazione
1936 grande insurrezione araba , diretta dall’ alto comitato arabo
fino al 1939 guerriglia contro gb e sionisti (carattere anti coloniale)
gruppi armati sionisti (haganà stern, irgun zwai leumì)
per lo stern nemico principale era gb e non arabi
movimento nazionalista arabo era prevalemtemente moderato: mediazione consigliata da gb con i sionisti tramite transgiordania iraq e arabia saudita.
per la base era un tradimento, continuò a combattere
1937 commissione peel per spartire la palestina: respinta da entrambe le parti
IIgm gli ebrei in palestina si arruolano con gli inglesi (tra loro moshe dayan) contro i nazisti
fine guerra: immigrazione massiccia. gb cercava di impedirla (per evitare altri problemi con gli arabi) ma continuò clandestinamente
gb lascia decisioni alle nazioni unite.
1947 onu (risoluzione 194): proposta spartizione palestina accolto dai sionisti rifiutato dagli arabi.
guerriglia
1948 gb rinuncia al mandato
1948-49 ci sarà guerra arabo israeliana e la nascita di israele
iraq
in grassetto indipendenza e/o fine mandato … e presidenti o re
dal 1914-15 occupazione britannica
dal 1920 faisal
la popolazione non accetta né faisal né le forze britanniche occupanti opposizione:
- tribù del sud: sotto gli ottomani semi autonome
- nazionalisti: popolazione urbana intellettuali professionisti e studenti
turchia: pretese su iraq del nord (mosul) per i curdi e petrolio
siria: idem per assiri
indipendenza formale
1930 gb riconosce indipendenza all’iraq con un trattato ma rimane controllo gb tramite nuri al sa‘id su politica estera e petrolio con basi militari. nuri al sa‘id ebbe il controllo diretto e indiretto dell’iraq fino alla caduta della monarchia nel 1958. aveva progetto della mezzaluna fertile (contro arabia e egitto)
1932 gb rinuncia al mandato
re:
1933 muore faisal. succede ghazi
1934 pc iraqeno: accanto ai nazionalisti nasce un movimento progressista
re:
1939 muore ghazi. succede faisal II
1941 (IIgm è occasione per i nazionalisti di liberarsi degli inglesi) rashid ali el keilani occupa baghdad, repressi da nuri al sa ‘id
1946 trattato con tuchia che rinuncia a mosul
1948 trattato con gb ne riduceva la presenza militare
1955 patto di baghdad (una nato del m.o.) con iraq (appunto filobritannico) gb, turchia, iran, pakistan contro l’unione sovietica
1956 manifestazione di massa contro l’attacco di israele francia e gb all’egitto
1958 nasce la rau (repubblica araba unita) unione tra siria ed egitto per controllare gli oleodotti iraqeni che sboccano sul mediterraneo
nuri al sa‘id vuole allearsi allora con la giordania ma
indipendenza effettiva
1958 colpo di stato militare, ‘abd el-kerim qasim e ‘abd es-salam aref, rovescia la monarchia e proclama la repubblica
presidente:
‘abd el-kerim qasim
seguito storico vd “l’iraq da qasim al ba‘th”
Repubblica Araba Unita (al-Jumhūriyya al-'Arabiyya al-Muttahida, RAU) è la denominazione dell'unione politica degli Stati di Siria ed Egitto, cui poco tempo dopo aderirà, con una formula confederale più elastica lo Yemen.
Nasce ufficialmente il 1 febbraio 1958, soprattutto grazie al grande impegno del Presidente egiziano Gamāl ‘Abd al-Nāser e ha come capitale Il Cairo e come presidente lo stesso Gamāl ‘Abd al-Nāser. Essa rappresenta uno dei tentativi di unificazione politica araba, che furono realizzati, sotto la spinta di un forte afflato panarabo, fino alla fine degli anni '70.
Il 10 aprile 1958 la RAU adottò una bandiera basata sullo stendardo della liberazione araba, con l'aggiunta di due stelle verdi per rappresentare i due Stati. Tale bandiera costituisce tuttora il vessillo nazionale siriano, anche se, naturalmente, il significato simbolico delle due stelle non ha più altro significato se non quello della memoria storica.
L'esperimento della Repubblica Araba Unita, che si proponeva di coinvolgere anche altri Stati arabi, naufragò, tuttavia, nel 1961, quando la Siria se ne distaccò a causa delle divergenze con l'Egitto sulla linea politica che l'unione doveva adottare.
L'Egitto, anche dopo il 1961, continuò a mantenere tale denominazione e ha utilizzato la bandiera della RAU fino al 31 dicembre 1971.
transgiordania
in grassetto indipendenza e/o fine mandato… e presidenti o re
dal 1918 occupazione britannica
dal 1921 abdallah
non c’era (come in siria e iraq) opposizione in quanto la popolazione era di pastori nomadi (sotto l’impero ottomano era parte della circoscrizione amministrativa di damasco)
indipendenza formale
1923 indipendenza formale di
re:
abdallah:
influenza di gb tramite la legione araba (beduini comandati da ufficiali inglesi) che controllava tutto il paese. (essa represse il colpo di stato filonazista del 1941 in iraq ed ebbe successo nella guerra del 48-49 contro israele).
1924 pericolo era abd el aziz ibn sa‘ud che dopo aver scacciato husein penetrò in transgiordania e solo la grazie a gb lasciò aqaba alla trangiordania
1945 fondazione della lega araba
indipendenza effettiva
1946 gb rinuncia al mandato ma continua l’influenza
1948 abdallah occupa la cisgiordania e gerusalemme est e nel
1949 si fa proclamare re di gordania (ma odio degli altri paesi arabi e soprattutto dei palestinesi)
1951 abdallah viene ucciso a gerusalemme (da un nazionalista palestinese)
re:
1951 gli succederà il figlio talal
re:
e nel 1952 il figlio di talal, husein (che da’ una rappresentanza politica ai palestinesi in giordania)
egitto
in grassetto indipendenza e/o fine mandato… e presidenti o re
1914 protettorato britannico (l’egitto era formalmente parte dell’impero ottomano)
1919 sa‘ad zaghluq fonda il wafd (chiede autonomia)
indipendenza formale
1922 indipendenza formale (grazie alle rivolte popolari) .
nazionalisti guidati da sa‘ad zaghluq fondatore del wafd sono per l’indipendenza effettiva
presidente:
1924 sa‘ad zaghluq primo ministro (egitto monarchia parlamentare)
re:
fuad
1928-1935 il re sospende il parlamento, governo dittatoriale del re
(intanto hasan el banna fonda i fratelli musulmani)
poi di nuovo wafd
1936 trattato gb promette ritiro truppe
(egitto entra nella società delle nazione, il proto-onu)
re:
1936 faruq
IIgm nazionalisti (come altrove) cercano aiuto dai nemici di gb.
il re faruq, scavalcando il wafd, si appoggia alla germania mentre il wafd (partito di stampo liberale, esprimente interessi della borghesia) si allea con gli inglesi (sono “gli alleati”) contro la volontà popolare anti britannica.
fine guerra: 1950 wafd per il ritiro delle truppe britanniche (trattato del 36) non accettato da gb
1952 guerriglia lungo il canale di suez fra esercito britannico e forze egiziane di polizia con massiccia partecipazione popolare (incendio del cairo)
i nazionalisti “ufficiali liberi” (tra cui gamal abd en naser) guidati da neghib e incoraggiati dalla situazione prendono il potere e cacciano il re (faruq) in due anni repubblica egiziana e ritiro definitivo truppe gb.
indipendenza effettiva
1953 proclamazione della repubblica
presidente:
neghib
seguito storico vd “l’egitto di gamal abd en-naser”
l’evoluzione dei paesi sotto mandato francese: libano siria
libano
1918 occupazione franco britannica (dopo la sconfitta dell’impero ottomano)
1920 mandato francese sul “grande libano”
il grande libano del mandato francese comprende: provincia maronita del monte libano e le regioni musulmane di tiro sidone tripoli e la meticcia beirut.
l’eterogeneità rendeva la francia mediatore
1926 costituzione, libano diviene una repubblica parlamentare
(buoni rapporti con la francia: si preferiva il mandato all’unione con la siria)
1936 trattato in cui francia promette indipendenza, ma IIgm
1943 patto nazionale non scritto: sulla base di statistiche anni ‘30 vengono stabiliti i rapporti tra le comunità su base numerica
partiti: piu che ideologie persone legate ad un notabile
parlamento libanese ha rapporto fisso 6 a 5 fra cristiani e musulmani:
cariche:
capo dello stato: cristiano
presid del coniglio dei ministri: musulmano sunnita
presid del parlamento: musulmano sciita
potere economico e militre: cristiani
indipendenza formale
1943 elezioni, vince una maggioranza indipendentista. pretese di indipendenza. rifiuto di parigi. manifestazioni. gb e usa pressioni su francia per indipendenza
1945 ritiro truppe francesi
indipendenza effettiva
1946 indipendenza
prima e dopo l’indipendenza permangono fazioni pro e contro l’unione con la siria
1932 partito popolare siriano di antuun saaden (libanese greco ortodosso) 1949 fucilato
siria
1914 repressione turca del già esistente nazionalismo siriano
1917 nazionalisti combattono contro i turchi
1918 faisal e lawrence liberano la siria dall’impero ottomano
1920 regno indipendende retto da faisal ma la francia ottiene il mandato e lo caccia. avviene la separazione tra libano e siria
come in libano il mandato francese usa un sistema basato sulle divisioni sfruttando le rivalità fra città (damasco- aleppo- territori alawiti – alessandretta e lattakia francesi)
proteste dei nazionalisti
1922 confederazione sotto un alto commissario francese, fallì per proteste
1925 aleppo e damasco in unico stato sotto l’alto commissario francese
1925-26 rivolta repressa fa guadagnare alla siria le elezioni
1928 libere elezioni in cui vincono i nazionalisti
costituzione: islamica, libano considerato parte della siria, rifiuto mandato francese
ma l’alto commissario francese vista la situazione sciolse il parlamento
1932 elezioni fantoccio (vincono notabili moderati)
1936 trattato in cui francia promette indipendenza
1939 ma la cessione di alessandretta alla turchia crea tensioni che rinviano l’indipendenza
indipendenza formale:
1941 alleati (gb usa urss…) occupano e cacciano i francesi filo tedeschi (nazi fascisti)
(anomali rispetto alla posizione della francia che è contro la germania) mentre
i francesi filo anglo americani dichiarano indipendenza nel 1944
indipendenza effettiva
1946 effettiva indipendenza con la partenza dei francesi
la siria continuò a sperare l’unione con il libano (o meglio l’annessione del libano).
non stabilisce perciò rapporti diplomatici con il libano (cosi non lo riconosce). il libano dipende comunque economicamente dalla siria (che è l’unico accesso di terra al primo sostentamento cioè il petrolio)
1949-1961 lunga serie di colpi di stato (vd. cronologia alla fine del libro)
1963 presa del potere da parte dei militari del ba‘th
seguito storico vd “il ba‘th in siria”
nota:
schieramenti della seconda guerra mondiale
Alleati:
Unione Sovietica
Stati Uniti
Regno Unito
Francia Libera
Australia
Canada
Romania
Bulgaria
Asse:
Germania
Giappone
Italia
Ungheria
Slovacchia
Repubblica Sociale Italiana
l’esplosione dei nazionalismi e la fine della colonizzazione
nota: in realtà abbiamo appena visto decolonizzazione e indip. in: - palestina, iraq, transgiordania, egitto - libano, siria
vediamo adesso decoloniz.: - libia, tunisia, marocco - il seguito (dopo indip.) di: egitto, iraq e siria - algeria e yemen
movimenti di massa e partiti unici
movimenti nazionalisti arabi sviluppatisi tra le due guerre mondiali durante la dominazione coloniale europea hanno forme diverse:
lotta armata o politica:
- egitto e mashreq: nazionalisti usano la democrazia parlamentare introdotta dalle potenze europee (partiti), lotta armata solo eccezionalmete
- libia e maghreb (africa settentrionale): forte sfruttamento coloniale porta alla lotta armata
libia
1911-12 occupazione italiana
forte resistenza armata (italia impegnata al fronte contro l’austria)
fine guerra: italia riconosce autonomia con l’emiro idris (dei senussi)
1922 fascismo leva questa autonomia
riprende la lotta guidata da omar el mukhtar fino al 1931 quando viene impiccato
fascismo attua colonizzazione di massa (trasferimento di 150.000 contadini)
(indipendenza formale dall’italia 1943. indipendenza effettiva 1953) (qaddafi presid nel 1968)
algeria
1830 colonizzazione francese
forte resistenza armata ma i francesi la soprimono sempre fino agli anni ‘50
il movimento nazionalista ha infatti basi in francia (vd. più avanti indipendenza 1962)
tunisia marocco
protettorato piu leggero della colonizzazione
nazionalisti perciò due partiti politici: dustur (costituzione) istiqlal (indipendenza).
animato da élites liberale (come il wafd in egitto e i nazionalisti in siria e iraq)
sosteneva: eliminare la dipendenza dall’europa grazie alla modernizzazione mantenendo quel patrimonio culturale arabo islamico che non impediva il raggiungimento degli europei
(tunisia indipendenza dalla francia 1956
marocco indipendenza dalla francia 1956)
altra ala del movimento nazionalista è quella integralista
non modernizzazione tecnico scientifica europea ma ritorno al passato alla fede pura.
ideologi: gialal ed-din el-afghani e muhammad abduh
duffusa in: ambienti religiosi, artigiani, proprietari terrieri, militari e seguito popolare
egitto: fratelli musulmani 1928 da hasan el-banna. rifiuto europei, socialisti, comunisti; ammirava fascismo e nazismo (contatti con giamal ‘abd en-naser)
né il movimemto integralista né quello politico ebbero grande seguito popolare se non in poche occasioni (resistenza in libia; sabato nero in egitto). inoltre non avevano collegamenti tra loro internazionali (panarabismo ci sarà dopo col socialismo)
dopo l’indipendenza (formale)
i partiti nazionalisti delle élites borghesi non avevano un programma politico (non più lotta coloniale come programma).
nascono perciò nuovi partiti (anche clandestini contro il partito al potere).
i partiti al potere cercavano di rinnovarsi con posticci elementi progressisti (neo dustur diviene partito socialista desturiano)
partiti panarabisti: socialisti (ba‘th, unione socialista araba)
panarabismo: sostenuto da molti ma gli interessi economici e politici in pratica lo frammentano (unire le economie di due paesi significa diminuire il numero dei potenti)
1948 israele: crisi dei partiti liberali di tipo occidentale
conseguenza: in siria colpi di stato militari portano al potere del militare adib shishakli (breve durata) (vd 1949- 1961 lunga serie di colpi di stato)
i nazionalisti borghesi avevano fallito e i militari (piccola borghesia contro le élites di formazione occidentale) si propongono come élite di ricambio (tendenza che ci sarà in tutto il terzo mondo).
PAESI DOPO L’INDIPENDENZA
l’egitto di gamal abd an naser
in grassetto: nomi partiti o movimenti e rappresentanti o presidenti
(indipendenza 1952)
prendono il potere i militari:
1952 gli ufficiali cacciano il re e prendono il potere (gb e urss pensano che ci sia dietro usa, plausibile quando i militari stroncano uno sciopero impiccando sindacalisti).
presidente:
erano sotto la guida di neghib divenuto I° presidente della repubblica
la sua politica: (riforma agraria e distruzione della casta feudale)
presidente:
ma emerse presto gamal ‘abd en-naser
la sua politica:
orientamento antimperialista. si oppene alla partecipazione dell’egitto al patto di baghdad
1955 animatore del movimento dei non allineati. incoraggio tutti i movimenti di liberazione (algeria).
divenuto riferimento per tutto il terzo mondo ciò porta allo scontro con le potenze occidentali
usa rifiuta aiuti per la diga di aswan
1956 allora nasser nazionalizza il canale di suez
(per reperire i fondi necessari per la diga e affermare la sua indipendenza)
gb (interessi) francia (appoggio nasseriano agli algerini) e isralele attaccano l’egitto (israele occupa il siani)
sconfitta inevitabile ma vittoria politica: urss usa e onu fanno restituire a isralele il sinai all’egitto
1955 buoni rapporti con urss che finanzia la diga di aswan. permane cmq polemiche con i russi sul panarabismo e persecuzione egiziana dei comunisti
nasser continua la statalizzazione
nasser forma un partito unico: l’unione socialista. programma politico: non era accettato il socialismo scientifico, perciò socialismo fatto di misure progressiste (nazionalizzazione e diritto all’istruzione)
emerge il panarabismo: la lotta contro israele in favore dei palestinesi richiamava in quanto “arabi”. nasser aveva ormai una popolarità leggendaria anche fuori dai confini e era il campione del panarabismo.
1958 egitto e siria (e in teoria yemen) creano la rau (repubblica araba unita)
1961 fallisce -per interessi (come visto pag precedente “panarabismo”)
- perché la rau serviva alla siria per eliminare il partito comunista siriano
- borghesia siriana temeva le nazionalizzazioni nasseriane
1961 intervento egitto a fianco dei rivoluzionari in yemen
1966 patto mutua difesa con siria
1967 guerra arbo israeliana. nasser sconfitto si dimette
nota:
Movimento dei Non-Allineati
Stati membri dell' MNA nel 2006. I paesi in azzurro chiaro sono membri osservatori.
Il Movimento dei Non-Allineati è un'organizzazione internazionale di più di 100 stati che si considerano non allineati con o contro le principali potenze mondiali.
Si formò nel 1961 su iniziativa di Josip Broz Tito, presidente della Repubblica Socialista Federale della Jugoslavia, per legare gli stati che non volevano schierarsi con le potenze delle Guerra Fredda. Membri principali furono l'India, l'Egitto, il Brasile e, per un certo periodo, la Cina. Sebbene l'organizzazione intendesse diventare un'alleanza del tipo della NATO o del Patto di Varsavia, non raggiunse mai un elevato livello di coesione e molti dei suoi membri furono dipendenti da qualcuna delle grandi potenze.
Il primo meeting si tenne a Belgrado nel 1961 con 25 membri, dichiarando la loro opposizione al colonialismo, l'imperialismo ed il neo-colonialismo.
Il meeting successivo si tenne al Cairo nel 1964 tra 46 nazioni, molte delle quali furono stati africani che avevano appena raggiunto l'indipendenza; argomenti principali furono il Conflitto Arabo-Israeliano e la Guerra Indo-Pakistana.
Il meeting del 1969 a Lusaka fu uno dei più importanti, con la realizzazione di una struttura permanente su temi economici e politici.
l’iraq da qasim al bath
in grassetto: nomi partiti o movimenti e rappresentanti o presidenti
(indipendenza 1932)
prendono il potere i militari:
1958 i militari prendono il potere con il generale ‘abd el-kerim qasim e ‘abd es-salam aref
aref e il ba th sono favorevoli alla rau
a differenza dell’egitto (partito unico) qui partiti:
- ba th (favorevole alla rau)
- istiqlal (religioso autoritario fascista)
- partito nazionale democratico (laico, sinistra moderata, parlamentare)
- partito comunista (cotrario alla rau perché persecuzione comunisti in egitto)
minoranze
- curdi (contari alla rau, erano il 20% e nella rau avrebbero perso possibilità autonomistiche)
- sciiti (contari alla rau, erano il 50% sarbbero divenuti il 10%)
presidente:
‘abd el-kerim qasim presidente della repubblica
la sua politica: ba ‘th. contrario alla rau, allontana i filo nasseriani dal potere.
aveva bisogno dell’appoggio dei comunisti iraqeni
(1959 rivolta di destra a mosul, repressa con l’aiuto dei comunisti iraqeni)
rapporti con l’urss ma cerca di eliminare il partito comunista per trasformare il regime militare in una dittatura. terrore contro curdi e sindacati
qasim non ha una linea politica ma solo il suo potere personale (non è cmq di destra)
mette fuori legge partiti quali il ba‘th e il pc lasciando solo i partiti minori
presidente:
1963 ucciso ‘abd el-kerim qasim da un colpo di stato militare di ba‘th (con ahmed hasan el-bakr) e filonasseriani con ‘abd es-salam aref nominato presidente della repubblica.
la sua politica: nuovo regime: presto emargina il ba‘th e repressione contro comunisti, “qasim isti” e progressisti
come emargina il ba‘th:
panarabismo: il ba‘th era anche in siria perciò omogeneità politica dei due paesi (diversamente dalla rau in siria ed egitto)
- siria: ba‘th moderato con aflaq e bitar e
ba‘th di sinistra
- iraq: ba‘th moderato e
ba‘th paramilitare con ahmed hasan el-bakr
i moderati iraqeni si appoggiano ai sriani
i nazionalisti (‘abd es-salam aref) approfittano di questa divisione
partito unico: unione socialista araba dell’iraq (simpatia per l’egitto di nasser)
regime personale, ma ricerca di una base tramite riforme sociali
1964 dialogo con l’egitto per unirsi
nazionalizzazioni caute
presidente:
1966 aref muore. succede il fratello abd el rahman
la sua politica: cerca l’appoggio da tutti i partiti tranne i comunisti
regime personale (che non risolve i problemi come quello dei curdi)
1967 guerra arabo israeliana
1968 l’iraq non interviene,
presidente:
pretesto per un colpo di stato ba‘th ahmed hasan el-bakr
la sua politica: nuovo regime: per la nazionalizzazione del petrolio
rapporti internazionali:
-il ba‘th siriano “di sinistra” li considera reazionari (“ba‘th moderato”) perciò rimarrano tesi i rapporti siria iraq.
- opposizione alla pace separata egitto israele portano all’isolamento dell’iraq anche rispetto agli altri paesi
il bath in siria
in grassetto: nomi partiti o movimenti e rappresentanti o presidenti
(indipendenza 1946)
serie di colpi di stato
prendono il potere i militari:
1963 i militari instaurano un consiglio nazionale della rivoluzione
ba‘th fondato da michel abdel (greco ortodosso) e salah ed din bitar (musulmano sunnita)
presidente:
amin el-hafiz (non importante)
- dirigenti: militari e piccola borghesia
- ideologia: (diversamente da egitto e iraq) definita e organizzazione efficiente e contatto con la popolazione (organizzazioni sindacali giovanili e femminili).
contrapposizione al nazionalismo arabo e al comunismo che sono messaggi nati nelle condizioni particolari dell’occidente. all’islam, considerato comunque fondamentale, si sostituisce il nazionalismo (una sorta di islam laico).
il nazionalismo arabo devo condurre, secondo aflaq, al socialismo. non socialismo di marx ed engels ma socialismo come mezzo per arrivare alla rivoluzione araba in cui sono centrali libertà e unità.
-minoranze: questa idea piace molto alle minoranze (cristiani drusi sciiti alawiti e altre scuole musulmane) in quanto il panarabismo (nazionalismo arabo) era spesso associato al sunnismo. tale il rapporto tra ba‘th e minoranze che il ba‘th finirà per essere solo alawita in siria.
-storia del ba‘th fino alla presa del potere
1947 nascita del ba‘th (primo congresso a damasco)
non grande seguito popolare inizialmente, causa la particolarità dell’ideologia
1953 fusione con il partito socialista arabo di hakam el harani
maggiore seguito popolare (con influenza in iraq giorndania libano e altri)
1956 campagna del ba‘th per la rau in nome del panarabismo ma anche per scacciare il pc siriano (nota: infatti i comunisti erano contro la rau per le persecuzione dei comunisti nell’egitto di nasser)
1958 nasce la rau
nazionalizzazioni sul modello egiziano: scontento della borghesia siriana
1963 divisione nel partito
tra - ba‘th moderato con aflaq e bitar e
- ba‘th di sinistra: il socialismo è obiettivo più importante dell’unità
1966 aflaq e bitar, e anche amin el-hafiz, vengono espulsi dal partito e cacciati con un colpo di stato militare guidato dal generale salah gadid.
presidente:
zuayyin (non importante)
la sua politica: nuovo governo: più socialista e marxista; rapporti con l’urss
divisione: all’interno di questo partito si comincia a formare una corrente nazionalista con hafiz el asad per l’unità araba
presidente:
1970 el asad (era ministro della difesa) sconfigge i “marxisti”.
la sua politica: nuovo governo: politica più moderata
tentativi di fusioni panarabe fallite: 1971 siria egitto libia 1980 libia
rapporti con l’iraq: rimangono difficili: aflaq e bitar sono stati accolti dal ba‘th iraqeno panarabista
(distacco tra popolazione e dirigenti a causa dei colpi di stato delle scissioni del ba‘th)
la popolazione percepisce il ba‘th come partito alawita
i fratelli musulmani perciò osteggiano il “ba‘th alawita” lontato dall’islam e alleato del comunismo ateo (urss)
(continua persecuzione dei comunisti)
PAESI VERSO L’INDIPENDENZA
la guerra di liberazione in algeria
in grassetto: nomi partiti o movimenti e rappresentanti o presidenti
(occupata dal 1830)
lotta armata (la più sanguinosa e partecipata dei paesi arabi).
infatti l’algeria è il paese in cui la potenza coloniale aveva fatto la maggiore repressione sugli indipendentisti:
- repressione militare
- espulsione contadini dalle loro terre
- sostituzione di lingua araba con francese
- i coloni (franc, anche ital e spagnoli) venivano convinti a considerare l’algeria come propria patria soprattutto le 2° e 3° generazioni
movimenti nazionalisti:
1) in francia
anni ’20 movimento nazionalista algerino comincia in francia
1926 messali al-haggi, uno studente, diffonde tra gli operai il primo giornale nazionalista
“l’etoile nord africaine” (inizialmente appoggiato da pc francese ma poi clandestinamente)
1933 congresso dell’ ena.
- rappresentante: messali al-haggi
- programma: algeria indipendente, governo rivoluzionario, riforma agraria, nazionalizzazioni
1937 l’ena diventa ppa partito popolare algerino
2) in algeria
1930 federazione dei consiglieri musulmani. moderati. latifondisti e notabili legati alla francia
- rappresentante: fahrat abbas
- programma: richiesta di parità di diritto con gli europei, non indip.
3) in algeria
1931 movimento degli ulama
rappresentante: ‘abd el-hamid ben badis
programma: indipendenza ma senza riforme
1936 elezioni in francia vince il fronte popolare di socialsiti e comunisti
speranze per il movimento moderato
IIgm clima di mobilitazione
speranze per il movimento moderato
ma speranze disilluse: sempre più algerini abbandonano i moderati per ulama e ppa
1945 manifestazioni per la fine della guerra degenerano.
repressione: a sétif uccisi 15.000 musulmani
viene data la responsabilità al governo francese comunista: anche per questo il partito comunista non si affermò in algeria dopo l’indipendenza
1946 attorno al ppa nasce il mtld, movimento per il trionfo delle libertà democratiche
1947 da una parte del mtld nasce l’os, organizzazione speciale (per la lotta armata) guidata da ahmed ben bella
1949 os fa attentati a orano (città algerina sulla costa).
molti arrestati mentre ben bella si rifugia al cairo
1953 messali el haggi (intanto confuse teorie panarabiche)esce dal mtld
e fonda mna, movimento nazionale algerino. (ridiventerà ppa)
1954 superstiti dell’os fondano fln, fronte di liberazione nazionale
1954 fln inizia lotta armata
1956 adesriscono al fln: fehrat abbas e gli ulama (isolamento del mna)
1956 concresso approva il programma del fln: orientamento socialista (nonostante i borghesi di abbas) (inoltre nonostante la separazione di al haggi, fln è discendente dell’etoile)
aprile 1956 ben bella e altri dirigenti del fln sono in Marocco per valutare un unità magrebina (alegria tunisia marocco) post indipendenza.
qui vengono fatti prigionieri dai francesi (dirottamento aereo)
continua la lotta
l’aln, armée de liberation national ha basi anche in marocco e tunisia da cui viene aiutato
1958 i coloni in sommossa in francia (contro eventuali accordi con fln). cade il governo di parigi.
presidente:
nuovo presidente charles de gaulle (1890-1970)
fln costituisce un gpra, governo provvisiorio della reppublica algerina
presidente:
fehrat abbas (con ben bella e gli altri ma detenuti)
de gaulle avvia trattative con fln
interessi francesi: conservare giacimenti del 54 e basi militari
1960 i coloni rivolta contro de gaulle
esercito e coloni fondano l’oas, organisasition de l’armée secrète: terrorismo e attentati in francia
1962 tregua. governo di transizione algerino
presidente:
‘abd el rahman faris (con fln, musulmani, europei, ben bella e co. liberati)
oas attentati
europei lasciano l’algeria
indipendenza effettiva
1962 1 luglio referendum 3 luglio indipendenza
fazioni all’indomani dell’indipendenza
fehrat abbas fuori dal gpra
centristi dominno il gpra
ben bella di sinistra
aln - comandanti in marocco e algeria guidati da hawari bu midian contro gpra
- comandanti in algeria contro i poteri esterni
queste divisioni non degenerano grazie a manifestazioni sindacali per l’unità
presidente:
1962 settembre presidente ben bella (con l’appoggio di bu midian)
la sua politica: fuori legge: ppa, pc e altre
fln partito unico
-situazione economica: agricoltura e industria distrutte, non più europei perciò mancano figure professionali, disoccupazione
l’algeria sopravvive solo grazie agli aiuti di paesi arabi ursse francia
1965 ben bella verrà rovesciato e imprigionato da bu midian
la lotta per l’indipendenza nello yemen meridionale
(occupata nel 1839)
lotta armata
dominazione britannica: - aden: porto, raffineria e basi militari. colonia
- resto del territorio: dominazione indiretta tramite sovrani locali (protettorato)
movimenti di liberazione:
- sindacati
- psp, partito socialista popolare con ‘abd allah el-asnagi e con ‘abd el-qawi makkawi (completa indipendenza)
gb per frenare il movimento propone una federazione degli staterelli dello yemen indipendente solo di nome
scoppia la rivolta armata:
- nel protettorato
1963 fln, fronte di liberazione nazionale: ash-sha‘bi (2 fratelli), ‘abd el fattah ismail, salem ‘ali rabi‘ etc
- nella colonia (aden)
1966 psp fonda il flosy, fronte per la liberazione dello yemen meridionale occupato
indipendenza
1967 trattative con il fln (non con il flosy che si ribellò ma sconfitto da fln. parte del flosy si rifugerà nello yemen del nord, repubblica araba dello yemen)
nasce repubblica popolare democratica dello yemen
presidente:
qahtan ash-sha‘bi
ma gb mantiene il controllo su aden
- situazione economica: basi militari portavano reddito
i monarchi spodestati aiutati dall’arabia saudita organizzano una guerriglia
il flosy con l’aiuto egiziano
fln si divide : - moderati, presidente della repubblica qahtan ash-sha‘bi
- sinistra, vuole riforma agraria
presidente:
1969 presidente qahtan ash-sha‘bi si dimette
salem ‘ali rabi‘
la sua politica: nazionalizzazioni e aiuti sovietici
(nel 1970 diviene regime comunista, l’unico del mondo arabo)
(nel 1990 le due repubbliche dello Yemen si riuniranno in un unico stato, l'attuale Yemen.)
progressisti e moderati nel mondo arabo
nazionalismi e tendenze unitarie
panarabismo: non si è attuato a causa del risultato della prima guerra mondiale.
c’è stata invece indipendenza dei singoli stati arabi (grazie a contrasti di interesse fra usa e altre potenze). indipendenza spesso fittizzia
due blocchi
paesi panarabisti: egitto siria e iraq (e anche libia) sono i paesi che abbiamo visto passare dall’indipendenza effettiva ma fittizzia ad un indipendenza reale.
il richiamo al panarabismo è sia genuino sia serve
- per guadagnarsi il consenso del popolo (i monarchi invece erano leggittimati dalla discendenza da muhammad)
- per accusare nemici estreni del panarabismo
- deviare l’attenzione dai problemi del paese
mantenendo così la stabilità interna
perché il panarabismo era difficile da attuare:
polemica tra gamal ‘abd en-naser e nikita chruscev. quest’ultimo sosteneva che il panarabismo era sbagliato perché basato su etnia e perciò razzismo ed era inattuabile per le eccessive differenze economiche e sociali dei paesi in questione.
inoltre le potenze coloniali avevano tracciato confini arbitrarii che hanno creato interessi particolari tanto da impedire qualsiasi unione tra i paesi arabi
paesi nazionalisti: marocco (alawiti) giordania (hashimiti) arabia saudita (e anche tunisia) abbiamo visto sono monarchie
il richiamo al nazionalismo serve
- per giustificare al popolo il forte potere della dinastia
- per accusare nemici estreni (colonialismo fr e gb, sionismo, eocolonialismo, imperialismo)
- deviare l’attenzione dai problemi del paese
mantenendo così la stabilità interna
per entrambi con mezzi diversi lo stesso obiettivo:
trasferire verso l’esterno le tensioni economico sociali interne
i paesi monarchici nazionalisti temono i paesi progressisti panarabisti infatti:
i paesi progressisti panarabisti influenzavano il popolo di marocco giordania arabia saudita tunisia accusando i loro dirigenti di essere avversari dell’unità araba e alleati di imperialisti e sionisti, accuse fondate:
- arabia saudita alleanza con usa
- giordania e iraq (monarcie hashimite) fino all’indip. nel 1958 appoggiati da gb
- marocco e tunisia economie capitalistiche
paretesi
il termine “progressita” e “moderatio” nel mondo arabo
non vanno usati nello stesso senso europeo o italiano anche se può essere comodo per un’approssimativa classificazione.
per noi: progressista= sinistra conservatore= destra
il metro usato nel mondo arabo è quello dell’atteggiamento nei confronti della questione palestinese
esempi di paesi progressisti:
-ufficiali egiziani che presero il potere nel 1952: progressisti, nazionalsiti contro il colonialismo ma non di sinistra (usa e urss non li considerarono tali)
- regimi che presero il potere in siria iraq algeria e libia: progressisti, nazionalisti ma contro il colonialismo ma non di sinistra riforme agrarie e nazionalizzazioni ma è comunque rimasta la borghesia.
ma spesso situazioni contraddittorie:
casi in cui sia progressisti sia conservatori sono stati contro i palestinesi:
-sadat pace separata con israele
-abdallah annessione della cisgiordania nel 1948
-iraq truppe in giordania durante il settembre nero (non contro husein)
1967 terza guerra arabo israeliana. husein di giordania perde la cisgiordania e ondata di profughi palestinesi in cisgiordania, dove questi fanno guerriglie con israele. i palestinesi vorrebbero rovesciare husein
1970 husein fa assalire dall’esercito i campi palestinesi (settembre nero), smette grazie a adb en-naser. la resistenza palestinese è stata stroncata.
- siria contro i palestinesi (che volevano creare un regime di sinistra in libano) durante la guerra civile libanese
politica dei paesi progressiti:
l’appello al panarabismo serviva ad ottenere risultati di politica interna:
gamal ‘abd en-naser, el-asad, gheddafi hanno consolidato il potere con la propria immagine all’estero di panarabisti ma una volta consolidato hanno difeso più gli interessi locali che il panarabismo (nazionalismo arabo)
- egitto: naser guardando agli interessi locali apre la strada alla pace separata con israele di sadat che porterà al recupero nel 1967 dei territori del sinai
- siria: el-asad ha occupato il libano invece di proteggere i palestinesi (76 massacro di tell el-za‘tar )
- libia: gheddafi (colui che con maggior tenacia era panarabista) era interessato all’influenza libica in africa
programmi di riforma sociale progressiti annunciati inizialmente si sono poi ridimensionati:
-egitto: riforma agraria e nazionalizzazioni contro la borghesia locale legata all’occidente, rapporti con urss che diede aiuto militare (dopo la sconfitta del 67) ed economico (diga di aswan) ma non politico. perciò rottura con urss e avvicinamento a usa con l’infitah verso occidente: liberalizzazione
-siria iraq algeria: si avvicinano all’economia di mercato occidentale
il progressismo arabo ha perciò seguito una linea “di sinistra” nei rapporti interarabi e di economia inerna (seppur risolvendo solo alcuni dei problemi interni che spesso sono rimasti inrisolti a causa dell’attenzione rivolta alla questione israelo palestinese e al panarabsimo)
ma poi hanno virato “a destra”.
i paesi progressisti arabi perciò oggi sono molto più vicini ai paesi moderati (monarchie conservatrici) di quanto non lo fossero diciamo prima del 75
torniamo ora alla reazione dei paesi moderati di fronte alla minaccia dei paesi progressisti
l’appello progressista e la reazione moderata
i paesi progressisti accusavano i paesi monarchici di ostacolare l’unità in combutta con i paesi imperialisti appoggiandoli: era difficile replicare a questo dato di fatto.
serviva perciò un capro espiatorio: ammettevano i rapporti con l’occidente ma asserendo che servivano per proteggere il medioriente dal comunismo.
giustificazioni teoriche all’anticomunismo:
inconciliabile con l’islam
- religione vs ateismo (urss cercava di convincere che socialimo e islam non ernao in contrasto)
- l’islam riconosce e regola nella shari‘a la proprietà privata e la libera iniziativa
- l’islma condanna l’eccessiva diseguaglianza tra ricchi e poveri prescrive infatti l’elemosina. la giustizia sociale è vista come un dovere collettivo di tutti i musulmani
abu dharr al-ghifari compagno di maometto che è considerato il primo socialsita musulmano (criticava i successori del profeta che non erano modesti come questi ma che accumulavano ricchezze)
inoltre
- 1947 urss aveva votato alle nazioni unite a favore della nascita di israele
- 1945 il pc francese aveva la responsabilità del massacro di setif in algeria
inoltre
retorica direi ossimorica cotro i progressisti:
i fratelli musulmani (che malgrado il loro dire appoggiano imperialismo) in egitto accusavano abd en-naser di non essere abbastanza antimperialista. dicevano che aveva riunioni segrete con gli israeliani e patti militari con l’occidente (non vero). accuse per le quali prima naser (per le trattative con gb) e poi sadat (per la pace separata) ricorsero al parere dei dotti per leggittimare le proprie azioni.
fino diciamo al 1960
non c’erano ancora i due schieramenti nettamente contrapposti.
infatti questa situazione di conflitto politico non impedisce che ci siano “incontri al vertice” tra i paesi arabi che riducono le tensioni
(tutti i paesi sono concordi su temi come la liberazione dell’algeria (‘62) ma già meno concordi sullo smantellamento delle basi di gb nel canale di suez su cui si pronunciavano a fianco dell’eggito ma in pratica non facevano nulla).
le tensioni non erano a blocchi ma solo tra paese e paese:
- siria – iraq sulla mezzaluna fertile
- arabia saudita – giordania sui palestinesi in cisgiordania
- iraq – egitto sull’intromissione egiziana nella politica iraqena
dopo il 1960
manifestazioni studentesche nelle capitali arabe contro i patti militari proposti dall’occidente portando come esempio positivo nasser
la scelta di campo nei due blocchi diventa inevitabile
già dagli anni ’50 si svolgevano congressi e vertici islamici che erano occasione per i moderati di fare pressioni sui progressisti sotto la spinta dei loro alleati occidentali e a proporre l’islam come terza via a ateismo e statalismo e a individualismo e capitalismo (anche se il monimento dei non allineati farà cadere questo progetto)
tali congressi vennero usati (tra il 58 e il 67) in funzione anti nasseriana (in quanto filosovietico)
ne risultò uno schieramento moderato più compatto di quello progressista
- moderati alleati saldamente con usa
- progressisti alleati con urss ma non salda. a casua di persecuzioni dei comunisti e rapporto di subordinazione e dipendenza verso urss (scarso peso contattuale arabo)
lo scontro aperto
Storia dello Yemen Nord
Dal IX secolo il nord è la roccaforte dello zaydismo, un ramo dell'Islam sciita che sostiene le rivendicazioni di una linea di discendenza dal profeta (la terza), che si costituì in dinastia di Imām nell'893 e che, dopo oltre un millennio di rivolgimenti, nel 1918 conquistò la definitiva indipendenza dal potere ottomano con l'Imām Yahyà.
In seguito aderì alla Lega araba (1946), e poi alla Repubblica Araba Unita (1958).
Nel 1962 con un colpo di stato militare, guidato da abdallah es-sallal, e l'appoggio dell'Egitto,
fu deposto il monarca Muhammad al-Badr.
Il 26 novembre fu proclamata la Repubblica.
Il nuovo stato, appoggiato direttamente dal presidente egiziano Nasser, non esiterà ad usare i gas asfissianti, lanciati da piloti egiziani su aerei di fabbricazione sovietica, per stroncare la rivolta delle tribù montanare, fedeli al deposto Imām.
l’egitto fu trascinato nel conflitto yemenita grazie all’influenza dei repubblicani (cioè nazionalisti) yemeniti rifugiati in egitto. essi convinsero nasser che l’opposizione al monarca era forte e che il monarca imam al-badr era già stato ucciso nel colpo di stato (1962).
naser cercerà in seguito di attribuire la responsabilità dell’intervento a sadat
il costo dell’intervento fu sproporzionato:
- economico: 5 anni 4 miliardi di lire egiziane
- militare: l’aviazione egiziana era forte di fronte alla monarchia yemenita, senso di superiorità smentito disastrosamente nel 67 contro israele
- sociale: ufficiali egiziani in yemen avevano indennità che portano alla contesa per essere ufficiale in yemen con corruzione
- politici: dato che gli egiziani (addestrati dai sovietici per la guera tradizionale) non riuscivano a fronteggiare la guerriglia monarchica sulle montagne ricorsero a bombardamenti indiscriminati, napalm e gas. questo era inaccettabile per un nazionalismo progressista. argomento per i moderati.
lo yemen essendo povero e molto popolato era costretto a lavorare massicciamente in arabia saudita, l’economia dello yemen si reggeva sugli emigrati: una colonizzazione indiretta dell’arabia saudita sullo yemen.
per l’arabia saudita era perciò vitale sostenere la guerriglia monarchica, mentre l’egitto era meno motivato
la sconfitta dell’egitto nella guerra arabo-israeliana del 1967 fu l’occasione per l’egitto di disimpegnarsi dallo yemen: le monarchie produttrici di petrolio si impeganvano nella ricostruzione degli eserciti arabi sconfitti da israele e in cambio l’egitto si disimpegnava dall’yemen.
la sconfitta dei progressisti e l’ora dei palestinesi
guerra arabo-israeliana del 1967 l’egitto fu trascinato: nel 66 aveva stipulato un patto di reciproca difesa con la siria. per mantenere il ruolo egiziano di guida dello schieramento progressista naser chiese all’onu il ritiro del contingente di vigilanza alla tregua nel sinai e poi chiuse lo stretto di tiran
pretesto per l’attacco a sorpresa israeliano che sconfisse egitto e siria.
La penisola del Sinai, con il golfo di Aqaba a est e il golfo di Suez a ovest.
gli sretti di tiran si trovano nel golfo di aqaba
inizia cosi il crollo dello schieramento progressista che porterà alla pace separata.
anche la giordania fu trascinata nel conflitto: naser stipulò all’ultimo un patto di reciproca difesa con la giordania facendogli credere che al conflitto partecipavano gb e usa accanto a israele (è emerso però che sono stati gli israelianai a far credere questo a husein. essi colpirono
“per errore” una nave usa che avrebbe potuto scoprire quest’inganno)
gli eserciti regolari contro israele erano stati sconfitti: rimaneva solo la guerriglia palestinese. si susseguirono attacchi frequenti per 3 anni che dimostrarono l’accessibilità ai palestinesi del territorio israeliano.
aumenta la vigilanza dei confini e le rappresaglie israeliane indiscriminate.
era sempre più difficile colpire obiettivi militari israeliani perciò i palestinesi passarono al terrorismo contro i civili: conseguenza peggioramento rapporti palestinesi - stati arabi.
i palestinesi persero inoltre l’appoggio dei paesi arabi moderati quando dichiararono che per vincere i sionisti era prima necessaria una rivoluzione i tutti i paesi arabi.
nel 1970 la giorania (in cui i profughi palestinesi volevano iniziare questa rivoluzione) fece il settembre nero, presentato all’opinione pubblica come giusta tutela della sicurezza internazionale (era infatti appena stato dirottato un’aereo dai palestinesi)
i profughi palestinesi si trasferiscono in massa in libano ma anche qui la guerriglia con israele portò alla tensione con la popolazione libanese. le milizie cristiane maronite “le falangi” e poi l’azione della siria nel 1976 soppressero la resistenza palestinese.
riconducendoli sotto la tutela dei paesi arabi, proprio quando era stata riconosciuta l’olp con il discorso di arafat all’onu.
errori dei palestinesi:
- arroganza con i paesi ospitanti
- paragone con la situazione vietnamita
- obiettivo non realistico di uno stato laico arabo ebraico
- divisioni interne all’olp (moderati al fatah; marxisti fronte popolare democratico; estremisti fronte popolare per la liberazione della palestina)
- stati arabi che hanno condizionato il movimento con finanziamenti o con organizzazioni proprie (saiqah -siriana, fronte arabo di liberazione -iraqena)
conclusioni
perciò 73 fine resistenza palestinese e ritorno agli eserciti regolari di siria ed egitto ma la pace separata (restituzione del sinai) rende poco credibile un nuovo conflitto con israele (pur definendo tradimento tale pace).
i paesi arabi avevano annunciato durante la guerra del 73 di usare l’arma del petrolio per far fare ad usa pressioni su israele ma finora nulla.
questi insuccessi del nazionalsimo liberale, del nazionalsimo socialista e del nazionalismo economico (e congiuntamente la rivoluzione iraniana ex alleato dell’imperialismo usa) hanno condotto le masse arabe a considerare come unica soluzione l’islam e l’integralismo islamico (fratelli musulmani).
ULTERIORI RICERCHE DI APPROFONDIMENTO
prospetto sulle indipendenze: tutte tra il ’22 (egitto) ed il ’62 (algeria)
nota: indipendenza effettiva non vuol dire che sono necessariamente terminate le influenze esterne, anzi spesso esse permangono. tuttavia il territorio è generalmente libero dalle truppe dell’occupante
|
dominazione |
|
indipendenza |
|
palestina |
1917 |
mandato |
1948 |
fine mandato gb |
iraq |
1914-15 |
occupazione gb |
1930 |
formale |
transgiordania |
1918 |
occupazione gb |
1923 |
formale |
egitto |
1882 di fatto |
protettorato gb |
1922 |
formale |
libano |
1918 |
occup. fr gb |
1943 |
formale |
siria |
1920 |
faisal ma cacciato |
1946 |
effettiva |
libia |
1911-12 |
occupazione ital. |
1943 |
formale |
tunisia |
1881 |
protettorato |
1956 |
|
marocco |
1912 |
protettorato fr |
1956 |
|
algeria |
1830 |
occupazione fr |
1962 |
|
yemen |
1839 |
occupazione gb |
1967 |
|
|
|
|
|
|
arabia saudita |
|
|
1932 |
riunificazione |
bahrain |
|
|
1783 |
dalla Persia |
emirati arabi uniti |
|
|
1971 |
|
kuwait |
|
|
1961 |
|
qatar |
|
|
1971 |
|
oman |
1861 circa |
protettorato gb |
1741 |
|
cipro |
1878 |
gb |
|
|
sudan |
|
|
1956 |
|
mauritania |
|
|
1960 |
dalla francia |
somalia |
|
|
1960 |
da italia e gb |
gibuti |
|
|
1977 |
|
comore |
|
|
1975 |
dalla francia |
|
|
|
|
|

prosepetto sulla situazione attuale
|
governo |
“presidente” attuale |
capitale |
palestina |
|
|
(gerusalemme) |
iraq |
|
Capo di stato: Jalāl Tālabānī |
baghdad |
transgiordania |
Monarchia |
Re: ‘Abd Allāh II di Giordania |
amman |
egitto |
Repubblica presidenziale |
Presidente: Hosni Mubarak |
il cairo |
libano |
repubblica semi-presidenziale |
Presidente: Émile Lahoud |
beyruth |
siria |
Repubblica |
Capo di stato: Bashār al-Asad |
damasco |
libia |
Jamāhīriyya |
Capo di stato: Muammar Gheddafi |
tripoli |
tunisia |
Repubblica presidenziale |
Capo di stato:Zine El Abidine Ben Ali |
tunisi |
marocco |
monarchia costituzionale |
Capo di stato: Mohammed VI |
rabat |
algeria |
Repubblica |
Capo di stato: Abdelaziz Bouteflika |
algeri |
yemen |
Repubblica |
Capo di stato: ‘Alī ‘Abd Allāh Ṣāleḥ |
sana |
|
|
|
|
arabia saudita |
Monarchia assoluta |
Re: ‘Abd Allāh bin ‘Abd al-‘Azīz Āl Sa ‘ūd |
riyad |
bahrain |
Monarchia costituzionale |
Capo di stato: Hamad bin Isa Al Khalifa |
manama |
emirati arabi uniti |
monarchia costituzionale |
Capo di stato: Khalifa bin Zayed Al Nahayan |
abu dhabi |
kuwait |
Emirato Costituzionale Erediatrio |
Capo di stato: Sabah al-Ahmad al-Jaber al-Sabah |
madinat al kuwait |
qatar |
Monarchia assoluta |
Capo di stato: Sceicco Hamad bin Khalifa Al-Thani |
doha |
oman |
Monarchia assoluta |
Capo di stato: Qābūs dell'Oman |
mascate |
|
|
|
|
sudan |
Giunta militare |
Capo di stato: Omar Hassan Ahmad al-Bashir |
khartum |
mauritania |
Repubblica islamica |
Capo di stato: Ely Ould Mohamed Vall |
nouakchott |
somalia |
Repubblica federale |
Capo di stato: Abdullahi Yusuf Ahmed |
mogadiscio |
gibuti |
Repubblica |
Capo di stato: Ismail Omar Guelleh |
gibuti |
comore |
Repubblica federale islamica |
Capo di stato: Ahmed Abdallah Mohamed Sambi |
moroni |
|
|
|
|
premier israeliani
2006 ehud olmert (presidente della repubblica Dalia Itzik (ad interim) da 07/2007 Shimon Peres)
* Morto assassinato
** Il Partito Mapai è diventato Partito Laburista
Presidenti della Repubblica di Israele
Presidente |
Mandato |
Note |
||
da |
a |
|||
David Ben-Gurion |
14 maggio 1948 |
17 maggio 1948 |
Capo del Consiglio Provvisorio di Stato |
|
Chaim Weizmann |
17 maggio 1948 |
9 novembre 1952 |
Capo del Consiglio Provvisorio di Stato dal 17 febbraio 1949 |
|
Yosef Spinzak |
9 novembre 1952 |
10 dicembre 1952 |
ad interim |
|
Yitzhak Ben-Zvi |
10 dicembre 1952 |
23 aprile 1963 |
|
|
Kadish Luz |
24 aprile 1963 |
21 maggio 1963 |
ad interim |
|
Zalman Shazar |
21 maggio 1963 |
24 maggio 1973 |
|
|
Ephraim Katzir |
24 maggio 1973 |
29 maggio 1978 |
|
|
Yitzhak Navon |
29 maggio 1978 |
5 maggio 1983 |
|
|
Chaim Herzog |
5 maggio 1983 |
13 maggio 1993 |
|
|
Ezer Weizman |
13 maggio 1993 |
12 luglio 2000 |
|
|
Avraham Burg |
12 luglio 2000 |
1 agosto 2000 |
ad interim |
|
Moshe Katsav |
1 agosto 2000 |
25 gennaio 2007 |
|
|
Dalia Itzik |
25 gennaio 2007 |
15 luglio 2007 |
ad interim |
|
Shimon Peres |
15 luglio 2007 |
|
|
|
cronologia del conflitto arabo israeliano
cronologia breve
nota: G = guerra / A = attacca
in scrittura 10: aggiunte
37 commissione peel
47 risoluzione 181
48 I G : egitto, iraq, libano, siria, transgiordania, yemen, arabia saudita A isr
49 ben gurion
fine g : egitto occupa gaza, giordania occupa cisgiordania
56 II G: gb francia isarele A egitto (occupazione sinai)
57 restituzione sinai all’egitto
67 III G: (6gg) isr A egitto siria . isr occupa golan gerusalemme gaza sinai
69 G logoramento egitto vs isr
73 IV G: (kippur) egitto (sadat) siria A isr . ripristinati confini 67 (probabilm. ripristinati con la pace)
75-89 guerra civile libanese; 76 intervento siria contro olp tell el za’tar
78 isr invade libano (x striscia sicurezza)
79 camp david 1: (pace separata) sadat-begin-carter
82 isr invade libano “pace in galilea” sabra e shatila (isr x mano di falange maronita) (nasce hizballah)
(forza multinaz.) (considerata V G arabo isr.)
87 prima intifada
91 prima guerra del golfo
92 rabin
93 accordi di oslo1 rabin-arafat-clinton (riconoscimento reciproco olp isr)
94 pace isr giordania
95 accordi di oslo2 (con clinton e mubarak) ma rabin assassinato. peres
96 netanyahu / prime elezioni palest. xanp vince fatah di arafat
99 barak
2000 camp david 2 barak-arafat fallito (offerta rifiutata: 90% cisgiordania e gerusalemme capitale x due)
seconda intifada
2001 sharon
2002 assedio a ramallah di arafat e muro
2004 aja condanna muro. muore arafat. sharon propone disengagement
2005 disengagement. nasce kadima centrista
2006 olmert e hamas
cronologia profusa
nota: rosso: guerre / sottolineato: importanti / viola: primi ministri israeliani / verde: principali accordi e risoluzioni
resistenza della prim’ora (power point guazzone):
I Palestinesi si oppongono al programma sionista appoggiato dagli Inglesi sin dal 1918 [Yapp 1987] perciò non collaborano con le politiche pro-sioniste del mandato e il loro rifiuto rifiuta impedisce la costituzione delle istituzioni di governo previste dal mandato. I Palestinesi riuniscono invece in istituzioni alternative quali il Congresso Arabo-Palestinese, elegge prima un Esecutivo Arabo (1920), poi l’Alto Comitato arabo (1936) . Anche il Supremo Consiglio islamico creato dagli inglesi (1923) e guidato da Amin Hajj al-Husayni assume un ruolo politico. Ma i notabili che compogono questi organismi sono divisi tra loro da interessi familistici; organizzazioni e leader palestinesi più rappresentativi emergono durante la rivolta del 1936-39, ma grazie anche all'intervento dei governi arabi i notabili tradizionali riprendono il controllo.
1920-1939 I primi scontri tra ebrei e palestinesi
politica gb:
Dal 1917 al 1939 i Britannici favoriscono i sionisti, nel 1939-41 (per ragioni di convenienza bellica) tornano a corteggiare gli arabi; nel 1943-46 cercano di disimpegnarsi dalla Palestina.
Il progetto di spartizione peel:
nel 1937 la Commissione Peel istituita dai Britannici propone come soluzione al conflitto un piano di divisione della Palestina (un terzo del territorio agli Ebrei, compresa la Galilea e la piana costiera), rifiutato da entrambe le parti.
• 1920: Alla fine della prima guerra le potenze vincitrici si ridistribuiscono sotto forma di mandati i territori dell'ex-impero turco in Medio Oriente: Siria e Libano vanno alla Francia, Iraq e Palestina alla Gran Bretagna. Intanto Mustafà Kemal si fa promotore di una Assemblea Costituente in Turchia.
• 1930: Con gli anni Trenta e il diffondersi della Grande Crisi nelle metropoli sviluppate, i territori oltremare acquisiscono un nuovo rilievo strategico per le potenze coloniali
• 1945: Come e più, che nella prima, la seconda guerra mondiale grava sui domini coloniali, nei quali è spesso combattuta: nuovo impulso al nazionalismo e alle tendenze indipendentistiche. Costituzione della Lega Araba
cronologia dei conflitti arabo israeliani presa da:
http://www.silab.it/storia/?pageurl=50-il-medio-oriente-alla-ricerca-della-pace-cronologia
• 1947 Con la risoluzione 181 del 29 novembre l’Assemblea delle Nazioni Unite stabilisce la creazione di uno Stato ebraico e di uno Stato arabo in Palestina. La città di Gerusalemme viene amministrata direttamente dall’ONU. Il provvedimento viene accolto con favore dagli ebrei, mentre gli Stati arabi propongono la creazione di uno Stato unico federato, con due governi.
(gb va via; continua guerriglia)
• 1948 Cruente azioni di sollevazioni popolari (sia da parte araba che da parte israeliana) sfociano in una vera e propria guerra civile. Il 14 maggio lo statista israeliano David Ben Gurion dichiara la fondazione dello Stato d’Israele. La nuova nazione viene immediatamente riconosciuta da Stati Uniti e Unione Sovietica, seguiti dall’Italia e da altri paesi. Migliaia di palestinesi vengono espulsi dalla loro terra, tra arabi e israeliani è guerra. Otto ore dopo la dichiarazione d’indipendenza gli eserciti di Egitto, Iraq, Libano, Siria, Transgiordania (accordo segreto con israele: guerra tenera per il giordano), Yemen e Arabia Saudita invadono Israele: inizia la prima guerra arabo-israeliana. Viene istituita la Forza di Difesa d’Israele (IDF), la quale incorpora tutte le organizzazioni di difesa: l’esercito israeliano si chiamerà “Zhaal”.
• 1949 Il 25 gennaio si svolgono le prime elezioni israeliane, al seguito delle quali Ben Gurion viene eletto primo ministro – alla testa di un governo di coalizione – e assume la carica di ministro della Difesa. La prima Knesset (il Parlamento israeliano) è riunita a Gerusalemme. Chaim Weizmann diventa il primo Presidente di Israele della Knesset. Umm Rashrash – l’odierna Eliat – città strategica tra la Giordania e la penisola del Sinai, è conquistata dall’IDF. Gerusalemme si ritrova divisa tra Israele e Giordania: la città vecchia a Gerusalemme est passa sotto il controllo giordano, le parti occidentali e meridionali della città vengono controllate da Israele. Questa è la Gerusalemme dichiarata capitale dello Stato ebraico.
Israele entra a far parte delle Nazioni Unite come 59° membro.
Il conflitto si conclude agli inizi del 1949 con una vittoria ebraica (usa interviene e pone fine), e soprattutto con un nuovo assetto territoriale per la Palestina, che rimarrà soltanto per il 21% in mano araba. La guerra crea quella che sarà la causa di tutti gli scontri successivi: qualcosa come 700 mila profughi arabi. Successivamente all’armistizio l’Egitto occupa la striscia di Gaza (la perderà nel 67), mentre la Transgiordania occupa (nel 50) la Cisgiordania e assume il nome di Giordania.
I profughi Palestinesi si rifugiano parte in Cisgiordania e Gaza, parte nei paesi arabi confinanti (Egitto, Transgiordania, Siria, Libano).

• 1950 Viene firmata la legge del ritorno: si assiste all’immigrazione di massa dall’Europa del dopoguerra, Israele raddoppia la sua popolazione ebraica. Inizialmente si tratta in gran parte di profughi ebrei provenienti dai paesi arabi, espulsi dai loro paesi dopo la proclamazione dello Stato d’Israele. Passa alla Knesset la legge che punisce ogni nazista o cooperatore dei nazisti. In Egitto un colpo di Stato rovescia la monarchia e porta al potere il colonnello Gamal Abdel Nasser, un acceso sostenitore della resistenza araba, che invita tutti i paesi arabi a liberarsi dal dominio occidentale.
• 1952 Nonostante le manifestazioni di protesta, viene firmato con la Germania l’accordo di risarcimento per l’Olocausto. Dopo la morte di Wiezmann, Yitzhak Ben-Zvi diventa il secondo Presidente, proclamazione dello Stato d’Israele.
• 1953 La situazione ai confini con la Giordania peggiora e si incrinano i rapporti diplomatici con l’Urss. Moshe Dayan è nominato capo delle forze armate dell’IDF.
1954 Moshe Sahrett
1955 Ben Guirion
• 1956 Il colonnello Gamal Abdel Nasser nazionalizza il canale di Suez, fino ad allora appartenuto ad una compagnia anglo-francese, e vi proibisce il transito alle navi israeliane.
L’alleanza Gran Bretagna-Francia-Israele decide di punire l’Egitto e di occupare il canale. Scoppia la seconda guerra arabo-israeliana (nota: israele occupa il sinai). La migliore organizzazione militare israeliana, coordinata dal generale Moshe Dayan, ebbe la meglio sui suoi avversari. I tre paesi aggressori ottennero così una rapida vittoria militare, a cui però seguì una pesante sconfitta politica e diplomatica. Quella che venne definita l'ultima impresa coloniale, infatti, non soltanto fu condannata dalle Nazioni Unite (con una risoluzione che intimava il ritiro delle forze israeliane e l'invio di un contingente di "caschi blu") e dall'Urss (che, pur impegnata nella repressione della rivolta in Ungheria, minacciò il ricorso ai missili nucleari), ma anche dal governo Usa.
• 1957 Israele restituisce all'Egitto il Sinai occupato (nota: sotto pressioni usa urss onu), in cambio di garanzie sulla libertà di navigazione attraverso gli stretti di Tîrân e il golfo di 'Aqabah, tra il mar Rosso e il porto israeliano di Eilat.
• 1963 David Ben Gurion lascia la guida del governo israeliano per “ragioni personali”, anche se continua a partecipare attivamente alla vita politica del paese fino al 1970. Levi Eshkol
• 1964 Visita ad Israele di papa Paolo VI, ricevuto dal presidente Shazar a Megiddo.
Yitzhak Rabin è scelto come capo delle forze armate.
Nasce l’OLP, l’Organizzazione di Liberazione della Palestina.
• 1967 Le minacce del leader egiziano Nasser – chiudere il canale di Suez alle navi che riforniscono Israele con carichi di importanza strategica – portano alla terza guerra arabo-israeliana. Israele reagisce così all’intensificazione delle manovre militari arabe nella regione con una guerra lampo sferrata all’alba del 4 giugno, passata alla storia anche come ‘guerra dei sei giorni’.
Le forze israeliane, sotto il comando del generale Moshe Dayan, conquistano l’altopiano del Golan al confine siriano, la parte di Gerusalemme sotto il controllo arabo, il porto di Gaza e la penisola del Sinai. Grazie a questa guerra Israele occupa circa sessantamila chilometri quadrati di territorio egiziano, quasi seimila di territorio giordano, e un migliaio di territorio siriano che continuò a mantenere nonostante numerosi risoluzioni delle Nazioni Unite ne prevedessero la restituzione.
• 1968 L’OLP emana un documento che nega l’esistenza di Israele.
• 1969 Golda Meir assume la carica di primo ministro israeliano. Si intensificano gli attacchi dei palestinesi e inizia la cosiddetta “guerra di logoramento” – o “di attrito” – con Egitto (per il sinai e suez) e Giordania sul canale di Suez, che durerà fino all’anno successivo (si conclude con la stessa situazione dell’inizio della guerra d’attrito).
• 1972 Il commando di Settembre Nero entra negli alloggi degli atleti di Monaco di Baviera dove sono in corso i Giochi Olimpici: il bilancio è di diciassette morti, di cui undici tra gli sportivi israeliani.
• 1973 Il 6 ottobre, il giorno di digiuno più solenne dell’anno ebraico – o, dal punto di vista arabo-musulmano, il “Ramadàn” – gli eserciti di Egitto e Siria lanciano un attacco coordinato a sorpresa per riconquistare i territori perduti nella guerra precedente. Scoppia quella che è passata alla storia come la guerra del Kippur, la quarta guerra arabo-israeliana. Israele, pur organizzando un’abile controffensiva – le unità corazzate guidate dal generale Sharon riescono a porre sotto assedio l’intero III Corpo d’Armata egiziano, il quale nelle prime fasi della guerra aveva decimato l’aviazione israeliana – (israele) perde il controllo del canale di Suez. Vengono così ripristinati i confini del 1967 (cioè israele perde golan gerusalemme gaza sinai). Interviene l’Onu che con la Decisione 338 chiede una sistemazione del conflitto arabo-israeliano sulla base delle decisioni 242 del 1967: l’intervento evita ulteriori radicalizzazioni del conflitto ed evita di compromettere ulteriormente i già delicati equilibri regionali. Si chiude così la fase del coinvolgimento diretto degli stati arabi nei conflitti dichiarati contro Israele, mentre nella lotta per la liberazione della Palestina l’OLP assume un ruolo sempre più rilevante.
In dicembre muore Ben Gurion, considerato il padre dello Stato d’Israele. Fu lui, durante la seconda guerra arabo-israeliana, ad ordinare l’invasione della striscia di Gaza e del Sinai.
1974 Yitzhak Rabin
1977 Menachem Begin
• 1978 L’invasione del sud del Libano da parte dell’esercito israeliano (israele vuole una fascia di sicurezza) induce l’ONU a creare una zona cuscinetto tra i due paesi, sorvegliata dai "caschi blu".
• 1979 Gli accordi di Camp David (“pace separata” egitto israele). Il 26 marzo sul prato della Casa Bianca il presidente egiziano Anwar Sadat e il premier israeliano Menachem Begin firmano il trattato di pace che pone fine allo stato di guerra tra i due paesi durato trent’anni (? la penisola del Sinai, occupata da Israele nel 1967, torna in mani egiziane). I due leader conquistano il premio Nobel per la pace. La svolta matura a seguito di un lungo periodo di trattative, nel corso delle quali interviene anche il presidente Usa Jimmy Carter.
• 1980 Israele dichiara Gerusalemme unificata come unica capitale dello Stato ebraico, e l’anno successivo si annette le alture del Golan siriano già occupate.
• 1982 Israele avvia l’operazione "Peace for Galilee", che prevede la creazione di una zona priva di insediamenti palestinesi attorno ai confini settentrionali israeliani: obiettivo è la distruzione definitiva dell’OLP. Nell'ambito di tale operazione Israele invade il Libano spingendosi fino a Beirut, e costringe l'OLP a trasferire la propria sede in Tunisia. È nel corso di questa iniziativa che si compiono i massacri dei campi profughi beirutini di Sabra e di Shatila (da 800 a 2.000 civili trucidati), perpetrati dal maronita Elias Hobeyka e dalle forze filo-israeliane del cosiddetto Esercito del Libano del Sud. L'inerzia delle forze israeliane responsabili della sicurezza di quelle aree porta ad una severa inchiesta da parte della Corte Suprema in Israele, che si conclude con le dimissioni forzate di Ariel Sharon dalla carica di ministro della guerra e col dimissionamento congiunto del capo di Stato maggiore israeliano e del responsabile militare delle operazioni in Libano.
L'ONU – che accusa Israele di violare i diritti umani dei Palestinesi – forma una commissione di indagine sul problema dei mezzi coercitivi messi in atto nei confronti degli arabi, sulle disposizioni israeliane in materia di gestione delle risorse idriche dell'intera area a nord dello Stato ebraico, e sulla distruzione di abitazioni arabe da parte dell'esercito israeliano.
1983 Yitzhak Shamir
1984 Shimon Peres
1986 Yitzhak Shamir
• 1987 Nasce l’Intifada (in arabo "brivido", "scossa"), la forma di lotta palestinese – organizzata dall’OLP e dal movimento di resistenza islamica Hamas – che tenta di combattere l’occupazione israeliana dei territori occupati. Da allora si è manifestata per mezzo di scioperi, disobbedienza civile, strumenti di lotta volutamente primitivi quali il lancio di pietre contro l’esercito invasore, attentati e azioni terroristiche “kamikaze”.
• 1992 Il laburista Yitzhak Rabin vince le elezioni in Israele.
• 1993 A settembre, dopo trattative segrete tra l'OLP e Israele mediate dalla Norvegia e conosciute come gli accordi di Oslo, si tiene un importante vertice tra Israele e l'OLP, Rabin e Arafat mediato dallo stesso presidente Usa Bill Clinton. L’OLP viene riconosciuta come unica rappresentante del popolo palestinese, Israele trova riconosciuta la propria esistenza. Storica stretta di mano tra Arafat e Rabin. Il documento sottoscritto è la Dichiarazione dei principi, in base alla quale Israele si sarebbe ritirata dalla striscia di Gaza entro l’anno successivo, lasciando quei territori sotto la guida palestinese. I termini dell’accordo però si rivelano molto ambigui, tanto che gli scontri riprendono presto.
• 1994 Sancita la pace tra Israele e Giordania. Il 5 maggio al Cairo viene firmato un accordo per l’autonomia di Gaza e Gerico. Il 13 maggio l’esercito israeliano lascia Gerico, il 17 abbandona la striscia di Gaza. Il 25 giugno i due paesi si accordano per un patto di non belligeranza. Il 3 agosto re Hussein di Giordania sorvola Gerusalemme e parla via radio con il premier Rabin. Il 26 ottobre viene posta la firma sul trattato di pace definitivo.
Peres e Arafat sono premiati a Stoccolma con il premio Nobel per la pace grazie agli sforzi per il dialogo tra Israele e l’OLP.
• 1995 Il 28 settembre sul prato della Casa Bianca vengono sottoscritti gli accordi di Oslo II sulle le relazioni tra le due parti nel cosiddetto “periodo interinale”, precedente cioè alle trattative finali sulle questioni più delicate (Gerusalemme, rifugiati, confini, risorse idriche, status della futura entità palestinese), che saranno affrontate cinque anni più tardi a Camp David.
Proprio mentre il cammino per la pace tra Israele e l’OLP sembra avviarsi, il 4 novembre il primo ministro israeliano Yitzhak Rabin(73 anni) viene assassinatodurante una manifestazione da un fanatico di destra ebreo, Yghal Amir. Il 5 novembre Shimon Peres è nominato capo del governo. Rabin, ex capo di stato maggiore delle forze armate e uomo abituato ad azioni decise per difendere il proprio paese, poco prima di morire aveva definito il processo di pace “una grande possibilità da cogliere”.
• 1996 Il 29 maggio Benjamin Netanyahu, leader del partito Likud, diventa primo ministro.
Il processo di pace finisce in un tunnel senza uscita.
• 1999 Dopo aver ottenuto la leadership del partito laburista tre anni prima, Ehud Barak lo guida al successo elettorale e diventa primo ministro di Israele.
• 2000 Il fallimento di Camp David II. In luglio, per quindici lunghi giorni, Barak e Arafat trattano a Camp David, la residenza di montagna del presidente degli Stati Uniti. Il tanto sospirato accordo non arriva perché le parti non sono disposte a cedere su alcuni punti fondamentali, in particolare sullo status di Gerusalemme e sul rientro dei rifugiati palestinesi. A settembre Clinton tenta invano di riavvicinare le parti al Millennium Summit di New York.
Il 28 settembre la passeggiata del ministro degli esteri israeliano Ariel Sharon sulla spianata delle moschee a Gerusalemme scatena la seconda Intifada.
• 2001 In marzo Ariel Sharon diventa l’undicesimo primo ministro d’Israele in seguito alla schiacciante vittoria elettorale sul laburista Barak. Arafat gli chiede in una lettera di riprendere i negoziati “sulla base degli accordi firmati”.
Il 13 giugno entra in vigore il cessate il fuoco, ottenuto dall’intermediario di George Trenet, direttore della CIA. Prima di iniziarne il periodo di prova di sei settimane, Israele esige una tregua totale di 10 giorni.
A seguito dell’intensificarsi degli attacchi palestinesi, in agosto si intensificano le pressioni Usa su Arafat: sia George W. Bush che Colin Powell gli chiedono di “fare tutto il possibile per arrestare le violenze”. Il mese successivo Sharon afferma a Mosca che il leader dell’OLP costituisce “il principale ostacolo alla pace, con cui non è possibile negoziare”. Dopo l’11 settembre dirà che Israele ha il suo bin Laden in Arafat.
Gli Usa assicurano che gli attentati di New York non impediranno per nessun motivo di cercare una soluzione per il Medio Oriente.
• 2002 Il 27 febbraio l'esercito israeliano entra nei campi profughi di Balata e Jenin. L'operazione provoca 15 morti e 200 feriti tra i guerriglieri palestinesi e un morto e tre feriti tra i soldati israeliani. Il 7 marzo l'esercito israeliano continua con i bombardamenti sulle città palestinesi prendendo come obiettivo il movimento direttamente legato ad Arafat, al Fatah. Alla popolazione israeliana viene concesso il permesso del porto d'armi. Il 13 marzo il fotoreporter italiano Raffaele Ciriello viene ucciso a Ramallah dai soldati israeliani. In un vertice a Beirut i paesi arabi approvano il progetto di pace saudita con le obiezioni di Libano e Siria e con l'assenza del presidente egiziano Mubarak. Arafat viene posto sotto assedio a Ramallah, relegato in due stanze senza luce ne telefono. I palestinesi accusano Israele di terrorismo di stato e dichiarano che questo attacco è la risposta israeliana al progetto di pace saudita.
Il 16 giugno inizia la costruzione del muro di separazione israeliano, costruito per fermare gli attacchi dei palestinesi.
In settembre vengono celebrati nei territori di Cisgiordania e Gaza i due anni di vita della seconda Intifada. A Ramallah Arafat è ancora sotto assedio con 25 suoi collaboratori. All'ONU viene votata una mozione – risoluzione 1425 del settembre 2002 – contro Israele che lo condanna per l'azione al quartier generale di Arafat e chiede ai palestinesi di lottare contro il terrorismo.
• 2003 Il 28 gennaio si tengono le elezioni parlamentari per la 15esima Knesset. Vince il Likud capeggiato da Ariel Sharon con 37 seggi, il partito laburista ne ottiene solo 19. Aumenta considerevolmente il partito Shinui (cambiamento) che arriva a 15 seggi. A Sharon viene dato il compito di formare il nuovo governo. In maggio si tiene l’incontro tra Sharon e il primo ministro palestinese Abu Mazen. Al tavolo delle discussioni la proposta Usa della road map nell’ambito del processo di pace. Incontro storico ad Aqaba (Giordania) tra Bush, Abu Mazen e Sharon. Nonostante il rifiuto ai compromessi da parte della destra israeliana da un lato e, dall’altro, del movimento integralista Hamas, si apre uno spiraglio di speranza.
Il 31 luglio viene completata la prima fase di costruzione del muro israeliano, in ottobre ne inizia la seconda. L’8 dicembre l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adotta una risoluzione che richiede alla Corte Internazionale di Giustizia (ICJ) di emettere un parere sulla conseguenze legali della costruzione della barriera da parte d’Israele.
Alla fine dell’anno l'inflazione in Israele raggiunge per la prima volta un valore negativo (-1,19% annuo). Benjamin Netanyahu propone un programma economico che grava sulle classi sociali medio-basse: prima viene accettato dal governo, in seguito dalla Knesset.
• 2004 Il 23 febbraio si apre all'Aja l'udienza alla Corte internazionale sulla legittimità del muro che Israele sta costruendo in Cisgiordania. Il 22 marzo l'esercito israeliano uccide in un imboscata a Gaza lo sceicco Yassin, padre spirituale del movimento islamista Hamas.
Il 2 maggio all'interno del Likud si svolge un referendum per approvare la proposta di Sharon sull'uscita dell'esercito e dei coloni dalla striscia di Gaza.
Il 9 luglio la Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja emette la sentenza che condanna la costruzione del muro in Cisgiordania dichiarandola illegale. Le prime dichiarazioni del governo israeliano sono di rifiuto ad accettare il dispositivo della sentenza.
Il 2 novembre Yasser Arafat viene sepolto a Ramallah dopo i funerali di stato al Cairo. Il premier palestinese Abu Ala chiede formalmente alla Francia di ricevere il referto dei medici francesi che hanno curato Arafat, volendo chiarire i sospetti sulla morte per avvelenamento del raìs.
• 2005 L’8 febbraio il presidente palestinese Abu Mazen e il premier israeliano Ariel Sharon concordano la fine di ogni atto di violenza nei Territori. Lo hanno fatto al termine del vertice di Sharm el Sheikh. Si aprono nuovi spiragli di pace nel Medioriente.
Il 20 febbraio il governo israeliano approva lo smantellamento di 25 insediamenti a Gaza e nel nord della Cisgiordania, nel quadro del piano di disimpegno voluto da Sharon.
L’8 luglio i sostenitori dei coloni israeliani marciano verso la striscia di Gaza senza il permesso delle forze armate e della polizia per protestare contro la decisione del governo di evacuare gli insediamenti israeliani a sud di Gaza. In agosto Israele sgombera tutti gli insediamenti ebraici nella striscia di Gaza e nel nord della Cisgiordania. Lo sgombero si conclude in settembre, e viene svolto con l'aiuto della polizia e dell’esercito israeliano: in diverse occasioni i coloni si rendono infatti protagonisti di incidenti e violenze contro le forze dell’ordine israeliane.
Sharon, dopo aver lasciato il Likud il 21 novembre, fonda Kadima, un nuovo partito politico schierato su posizioni centriste; vi prendono parte nove ministri appartenenti al Likud, e altri esponenti del partito laburista e delle altre minoranze, tra cui Shimon Peres. Kadima cerca di conquistare il supporto dell'elettorato con un'attiva campagna pubblicitaria in anticipazione delle elezioni per la nuova Knesset, previste nel marzo 2006. Il 18 dicembre Sharon viene ricoverato per un leggero ictus in ospedale, da cui esce due giorni dopo.
• 2006 Il 4 gennaio Sharon è colpito da una grave emorragia cerebrale e viene ricoverato d'urgenza all'ospedale di Hadassa a Gerusalemme, dove è indotto in un coma farmacologico. Nello stesso giorno, i suoi poteri vengono trasferiti al vice-premier Ehud Olmert, ex sindaco di Gerusalemme.
Alle elezioni politiche palestinesi del 25 gennaio, Hamas, presentandosi per la prima volta, ottiene l’inaspettata maggioranza del Consiglio Legislativo Palestinese; ciò causa le dimissioni del premier Abu A'la (Ahmad Quray‘) e di tutti i ministri del suo governo. Ehud Olmert dichiara che lo Stato di Israele non negozierà con “un’amministrazione palestinese che includa un’organizzazione che punti alla distruzione dello Stato d’Israele”. Shimon Peres assume un atteggiamento più possibilista. Netanyahu chiede che la comunità internazionale imponga sanzioni economiche contro i palestinesi, e aggiunge – con un occhio alle elezioni – che nessun Paese dovrebbe negoziare con un governo di Hamas nei Territori palestinesi.
cronologia dei conflitti arabo israeliani presa da:
http://www.nuovimondimedia.com/sitonew/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=1725
vedi anche:
http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Conflitti_arabo-israeliani
RELIGIONI
marocco islamic
algeria
tunisia
libia minoranza: other
egitto cristiani
sudan islamic
animist
cristian other
turchia islamic
cipro cristiani
islamic other
siria
INDICE PARZIALE ANALITICO:
paragrafi in cui ci si focalizza sulla storia dei singoli paesi arabi :
arabia saudita
paestina
iraq
transgiordania
egitto
libano
siria
lotta armata
libia
algeria
tunisia
marocco
focus
egitto
iraq
siria
algeria
yemen sud
- Fine articolo Storia contemporanea mondo arabo
Storia contemporanea mondo arabo
Collegamenti utili gratuiti
Disclaimer : gli obiettivi di questo sito sono il progresso delle scienze e delle arti utili in quanto pensiamo che siano molto importanti per il nostro paese i benefici sociali e culturali della libera diffusione di informazioni utili. Tutte le informazioni e le immagini contenute in questo sito vengono qui utilizzate esclusivamente a scopi didattici, conoscitivi e divulgativi. Le informazioni di medicina e salute contenute nel sito sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo e per questo motivo non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione). In questo sito abbiamo fatto ogni sforzo per garantire l'accuratezza dei tools, calcolatori e delle informazioni, non possiamo dare una garanzia o essere ritenuti responsabili per eventuali errori che sono stati fatti, i testi contenuti nel sito sono di proprietà dei rispettivi autori. Se trovate un errore su questo sito o se trovate un testo o tool che possa violare le leggi vigenti in materia di diritti di autore, comunicatecelo via e-mail e noi provvederemo tempestivamente a rimuoverlo.