Re imperatori romani
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TAVOLA CRONOLOGICA DEGLI IMPERATORI ROMANI
DINASTIA GIULIO CLAUDIA
CESARE OTTAVIANO AUGUSTO (44 A.c./14 d.C.)
Princeps con le sedute del senato del 13 e del 16 Gennaio del 27 a.C.. Adotta il nipote Tiberio, figlio di Livia Drusille e di Tiberio Claudio Nerone (uomo del senato).
TIBERIO (14/37 d.C.)
Nel 16 d.C. Imprese di Germanico, figlio adottivo (figlio di Druso) in Germania. Nel 19 d.C. imprese di Siria. Accordo con i Parti (18 d.C.). Morte di Germanico nel 19 d.C.. Consolato di Seiano nel 31 d.C.. Crisi del 33 d.C. Guerra contro i Parti nel 35 d.C.
CALIGOLA (37/41 d.C.)
Figlio di Germanico e di Agrippina. Assassinato.
CLAUDIO (41/54 d.C.)
Fratello di Germanico. Espulsione dei giudeo-cristiani da Roma nel 49 d.C.. Conquista della Tracia, della Britannia e della Mauritania. Viaggi di S. Paolo: 44, 47, 49, 58 d.C.
DOMIZIO NERONE (54/68 d.C.)
Figlio di Agrippina, seconda moglie di Claudio dopo Messalina (madre di Britannico, avvelenato nel 55 d.C.). Seneca console nel 56 d.C. Proposta di abolizione delle imposte nel 58. Matricidio nel 59. Congiura dei Pisoni (63). Riforma monetaria nel 64. Persecuzione contro i cristiani (64 d.C.) Fallimento dell’impresa partica. Suicidio, dopo la destituzione, nel 67 d.C.
SULPLICIO GALLO (68). OTONE E VITELLIO (68-69).
Guerre civili e contese tra le legioni per la nomina dell’imperatore.
DINASTIA FLAVIA
VESPASIANO (69/79)
Legato di Siria. Tito conquista Gerusalemme (70). Sconfitta dei rivali Muciano e Primo. Sconfitta di Giulio Civile e della rivolta in Batavia (70).
TITO (79/81)
Figlio di Vespasiano. Legame con Berenice (personalità orientale sul modello di Cleopatra). Eruzione del Vesuvio (79)
DOMIZIANO (81/96)
Fratello di Tito. Sviluppo del culto dell’Imperatore. Sviluppo della titolatura imperiale. Inasprirsi del fiscus imperiale. Successi militari in Britannia. Creazione degli Agri decumates Persecuzione anticristiana nel 95. Rivolta di Saturnino. Ucciso nella congiura del 96 d. C.
NERVA (96/98)
Soppressione del fiscus e della vicesima ereditatum. Distribuzione delle terre ed adoptio di Traiano.
TRAIANO (98-117)
Originario della provincia spagnola. Conquista della Dacia (102-109). Impresa contro i Parti (114-116). Ribellione generale dei Giudei. Adozione, su suggerimento della moglie Plotina, Adriano.
ADRIANO (117-138)
Pace con i Parti. Tolleranza religiosa e culturale. Temperie di umanesimo in tutto l’impero. Ribellione giudaiaca di Bar Kosebach (130-135). Distruzione di Gerusalemme (fondazione di Aelia Capitolina). Sviluppo del movimento Marcionita. Adozione di Elio vero e poi di Antonino Pio.
DINASTIA DEGLI ANTONINI
ANTONINO PIO (138-161)
Dopo la morte dei suoi figli, provvide all’adozione di Marco Aurelio (che sposò Faustina minore) e di Lucio Vero (figlio di Elio Vero).
MARCO AURELIO (161-180)
Governo con Lucio Vero fino al 166. Guerre contro i Sarmati ed i Marcomanni (173-175), comtro i Parti (164-165). Comquista della Mesopotamia e di Ctesifonte. Vittoria sui Germani (171-172). Nel 177 chiamò alla correggenza dell’impero il figlio COMMODO. Diffusione della peste. Morte a Vienna nel 180.
COMMODO (180-192)
Dal 180, anno della morte del padre, governa da solo. Muore assassinato nel 192.
PERTINACE (193)
Uomo del senato. Contese elotte per il potere tra Didio Giuliano (pretoriano), Pescennio Nigro e Clodio Albino. Acclamato imperatore dalle legioni a cui aveva promesso ampi donativi. Guerra contro Settimio Severo. Spodestato da Didio giuliano.
DINASTIA DEI SEVERI
SETTIMIO SEVERO (193-211)
Governatore della Pannonia Superiore. Lotta contro i Parti . estensione di benefici ai soldati. Riduzione del fiscus. Rafforzamento delle conquiste in Mesopotamia. Editto del 202.
GETA E CARACALLA (211-217)
Costitutio Antoniniana (212). Distribuzione di caro porcina a Roma. Impresa contro i Parti e sua morte (217).
OPELLIO MACRINO (218)
Prefetto del pretorio.
ELAGABALO (218-222)
Culto del sole. Influenza della madre Soenia e della zie di questa Giulia Domma, figlia di Giulia Mesa.
SEVERO ALESSANDRO (222-235)
Nuove lote con i popoli orientali. Tasse sull’affitto dei luoghi pubblici. Uccisione a Magonza-
ANARCHIA MILITARE
MASSIMINO IL TRACE (235-238)
Diffusione del latifondo. Persecuzione sistematica dei cristiani. Impresa in Germania. Lotte asfondo economico. Rivolta del senato. Morte durante l’assedio di Aquileia contro Papieno e Balbino.
GORDIANO I e GORDIANO II (238). Proconsole in Africa. Vinti da Massimino in Africa.
PUPIENO E BALBINO. Creazione di GORDIANO III, figlio di GORDIANO I che lotta contro Massimino con l’appoggio del popolo, “cesare”.
GORDIANO III (238-244)
Barbarizzazione dell’esercito. Emissione di aurei. Sicretismo religioso. Predicazione di mani. Timesimato e giulio Filippo prefetti del pretorio. Ucciso dai soldati a Doura Europos durante un’impresa contro i Persiani.
FILIPPO L’ARABO (244-249)
Tolleranza religiosa. Impresa contro i Goti. Noina di Iulius Prisus (suo fratello) a rector Orientis. Governo con il figlio poi ucciso a Verona.
MESSIO TRAIANO DECIO (249-251)
Senatore di origine pannonica. Governa insieme ai figli (Etrusco Messio Decio e Ostiliano Messio Quinto). Persecuzione anticriana fallita. Sviluppo dei problemi inetrni del cristianesimo. Paga ai Goti un salario che è poco meno di un tributo. Vittoria sui Goti e morte.
TRIBONIANO GALLO (252-253)
Legato della Mesia. Adotto Ostiliano, figlio di Decio. Cooptò il figlio Volusiano. Invasione dei Goti e dei Pesiani nell’impero. Ribellione dell’esercito e sua uccisione.
MARCO EMILIO EMILIANO (253)
Legato della Mesia.
VALERIANO (253-260)
Catturato dai Persiani. Senatore. Cooptò il figlio Gallieno. Morì in prigionia.
LICINIO EGNATIO GALLIENO (253-268)
Periodo di grave crisi dell’impero, diviso in “tre torsi”. Momentanea pace religiosa. Privazione delle cariche militari ai senatori. Divieto di battere moneta. Diffusione del neoplatonismo. Nuova fisionomia dello stato: contrasto tra un modello magistratuale e uno burocratico. Postumo, Odinato, Commodiano lottano per la conquista del potere.
I RESTITUTORES ILLIRICI
AURELIO VALERIO CLAUDIO (268-270)
Originario della Dalmazia. Comandante di cavalleria. Lotta contro i Goti. Vittoria di Naisso (269). Viene chiamato Goticus. Muore di peste.
VALERIO AURELIANO (270-275)
Di origine illirica. Vittoria sui Goti e sugli Eruli. Guerre contro i vandali. Lotte contro Vaballato. Sgombero degli Agri decumates. Vittoria sui Jutungi. Culto del dio sole. Pressione fiscale. Divisione dell’impero in rpovince. Morte per uccisione.
CLAUDIO TACITO (275-276)
Uomo del senato. Lotta sul Bosforo contro i Goti.
VALERIO PROBO (276-282)
Ufficiale di Aureliano. Lotta contro i Burgundi, i franchi e i Vandali. Lavori di boifica a Sirmio. Ucciso,
AURELIO CARO (282-283)
Prefetto del pretorio. Morto combattendo contro i persiani.
CARINO (283-285)
Imperatore dell’Occidente. In Oriente governano Ludi e Numeriano. Ucciso da Diocleziano.
VALERIO DIOCLEZIANO (284-304)
Tetrarchia. Divisione dell’Italia. Vittorie sui Persiani. Culto del dio sole. Introduzione della proscinesi. Obbligo dell’impirgo della lingua latina. Lotta contro i manichei. Persecuzione dei cristiani.(303). Edictum de pretiis. Istituzione dei vicennalia. Ritiro a Spalato. Cooptazione di Massimiano Erculio che governa in Occidente. Cesari sono Massimiano Galerio e Costanzo Cloro.
MASSIMIANO GALERIO nomina cesare Massimino Daia. COSTANZO CLORO nomina cesare Severo, estromesso nel 307.
Lotte tra i pretendenti: MASSENZIO, figlio di Massimiano Erculio, e COSTANTINO, figlio illegittimo di Cloro. LICINIO, ufficiale nella guerra contro i persiani. Convegno di Carnunto (308), presieduto da Diocleziano: sono nominati augusti MASSIMIANO e LICINIO; cesari Massimino Daia e Costantino. Morte di Galerio e di Erculio. MASSENZIO, figlio di Massimiano Erculio, contende il potere. Costantino e Licinio si coalizzano contro Massenzio, vincendolo a Torino, a Verona e al Ponte Milvio (312).
I COSTANTINIDI
COSTANTINO (312-337) e LICINIO (312-324) governano insieme. Costantino esonera o chierici dai munera. Riconosce la giurisdizione episcopale per chi si sottopone volontariamente ad essa. Libera gli schiavi. Sconfigge Licinio a Crisopoli e divide l’impero tra i figli. Editto di Milano (313).
COSTANTINO II (337-340), costante (337-350), COSTANZO II (337-359)
Lottano per il potere anche Magnenzio, Decenzio, Gallo e Giuliano.
GIULIANO L’APOSTATA (361-363)
Nominato cesare nelle gallie nel 335. Vittoria a Strasburgo (357). Imperatore nel 359. Impresa contro i Persiani (361-363). Sinodo contro Apollinario (362).
GIOVIANO (363-364)
Pace con i Persiani a Nisibi.
VALENTINIANO I (364-375) e VALENTE, suo fratello (364-378), GRAZIANO, figlio di Valentiniano I (364-383). Imposizione di un calmiere. Sconfitta di Procopio. Conflitto tra Damaso e Ursino. Unità dell’episcopato. Ruolo di S. Ambrogio. Scontri in Tracia (378) tra i Goti accolti nell’iòpero e i provinciali. Valente viene sconfitto ad Adrianopoli nel 378 e gli succedette Teodosio. Graziano è spodestato da Massimo, usurpatore della Bretagna.
VALENTINIANO II (375-392)
Battaglia di Siscia (388). Sconfitta dell’usurpatore Massimo. Valentiniano è sconfitto da Arbogaste (392).
TEODOSIO I (378-395)
Eccidio di Tessalonica (390). Vittoria di Stilicone (391). Appoggio romano ad Arbogaste. Vittoria su Arbogaste al Frigido. Divisione dell’impero tra i figli:
ARCADIO e ONORIO
Ruolo di Stilicone. Alarico saccheggia Roma (410) sposa Galla Placidia
TEODOSIO II VALENTINIANO III (425-455)
Codex Theodosianus (438) Uccisione di Aetius (454)
periodo di anarchia LEONE I
ZENONE....
ORESTE (patricius romanus)
ROMOLO AUGUSTOLO, figlio di Oreste
Deposto dal generale Sciro Odoacre il 23 Agosto 476
SOVRANI ROMANO-BARBARICI
ODOACRE, rex gentium in Italia e patricius dell’Impero d’Oriente. Vinto da Teodosio
TEODORICO, ostrogoto.
IMPERATORI D’ORIENTE
LEONE I (457-476)
ZENONE (476-491)
Politica di conciliazione. Enoticon. Sinodo Palmare.
NASTASIO I (491-518)
GIUSTINO (518-527)
GIUSTINIANO (527-565)
Periodo di anarchia: Giustino II e Tiberio II. MAURIZIO (582-602) e FOCA (602-610)
GLI ERACLII
ERACLIO (610-641)
Guerra con i Persiani. Ordinamento tematico dell’impero. Ektesis (638). Monotelaia.
COSTANTE II POGONATO (641-668). Typos. Papa martino. Repressioni. Sconfitto da Grimoaldo a Benevento.
COSTANTINO IV (688-685). Condanna del monotelismo.
GIUSTINIANO II (685-711).
Assolutismo. Concilio trullano (691). Lotte tra Azzurri e Verdi.
GLI ISAURICI
LEONE II ISAURICO (711-741). Iconoclastia. Repressione della nobiltà tematica.
COSTANTINO V (741-775)
LEONE IV (775- )
IRENE e COSTANTINO VI
Concilio di Nicea (787): culto delle icone.
LEONE V L’ARMENO
MICHELE II TEOFILO
NICEFORO, fratello di Costantino V
MICHELE II (857-867)
I MACEDONI
BASILIO IL MACEDONE (867- ).
Riconquista dell’italia meridionale. Espansione in Oriente. Creazione del basilikà. Possesso della terra da parte dei funzionari imperiali.
LEONE VI
ROMANO I LECAPENO (920-944)
COSTANTINO VII PORFIROGENITO
NICEFORO FOCA (963-969). Persecuzione dei monaci.
GIOVANNI ZIMISCE (969-976)
BASILIO II IL MACEDONE (976-1026). Politica forte e d’espansione. Matrimonio dell’imperatore d’Occidente Ottone II con teofano, figlia di Basilio II. Samuele è il primo zar di Russia.
COSTANTINO IX IL MONACO (1045- )
I COMNENI
ALESSIO I (1081-1118)
GIOVANNI II (1118-1143)
MANUELE I (1143-1180)
ALESSIO II ANDRONICO (1180) e ISACCO ANGELO
GIOVANNI DUCA VATATZES
GIOVANNI LASCARIS. ALESSIO II
........
I PALEOLOGHI
MICHELE VIII PALEOLOGO (1261- )
Fine articolo sui re - imperatori romani
RE E IMPERATORI ROMANI
Re di Roma (753 a.C. - 509 a.C.)
n° |
nome |
origine |
inizio regno |
fine regno |
note |
1° |
Romolo |
Latino |
753 |
717 |
leggendario |
2° |
Numa Pompilio |
- |
715 |
673 |
leggendario |
3° |
Tullo Ostilio |
- |
672 |
641 |
incerto |
4° |
Anco Marcio |
- |
640 |
617 |
incerto |
5° |
L. Tarquinio Prisco |
Etrusco |
616 |
579 |
incerto |
6° |
Servio Tullio |
Etrusco |
578 |
535 |
- |
7° |
Tarquinio il Superbo |
Etrusco |
534 |
510 |
- |
Consoli e Dittatori (509 aC - 29 aC)
509 |
Bruto/Collatino |
260 |
Caio Duilio |
260? |
Attilio Regolo |
250? |
Gaio Lutazio Catulo - Quinto Fabio Massimo (dittatore) |
216 |
L. Emilio Paolo e P. Terenzio Varrone |
107 |
Gaio Mario - Lucio Cornelio Silla .. |
82-79 |
Lucio Cornelio Silla (dittatore perpetuo) |
60- |
Gaio Giulio Cesare/Gneo Pompeo/Marco Licinio Crasso (Primo triumvirato) |
59 |
Gaio Giulio Cesare |
52 |
Gneo Pompeo (console senza collega) |
49-44 |
Gaio Giulio Cesare rieletto per 4 volte |
44-15/03 |
Gaio Giulio Cesare (dittatore a vita) |
43-38 |
Gaio Giulio Cesare Ottaviano/Marco Antonio/Lepido (Secondo triumvirato) |
29aC-14dC |
Gaio Giulio Cesare Ottaviano Imperator dal 29 , Principe del Senato dal 28, Augusto dal 27, Potestà tribunicia dal 23, Console a vita, Pontefice massimo dal 12, Padre della Patria dal 2)
|
Imperatori (29 aC - 476 dC)
Casa Giulio-Claudia (29 aC - 68 dC)
n° |
nome |
investitura |
inizio regno |
fine regno |
note |
1° |
Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto
|
forza |
29aC |
14dC |
- |
2° |
Tiberio |
designato |
14dC |
37 |
- |
3° |
Gaio Cesare detto Caligola |
- |
37 |
41 |
ucciso |
4° |
Claudio I |
nomina pretoriana |
41 |
54 |
- |
5° |
Nerone
|
nomina pretoriana |
54 |
68 |
ucciso |
Anarchia militare (68-69)
n° |
nome |
investitura |
inizio regno |
fine regno |
note |
6° |
Servio Sulpicio Galba |
eletto dai militari |
68 |
69 |
ucciso |
7° |
Salvio Ottone |
eletto dai militari |
69 |
69 |
- |
8° |
Aulo Vitellio |
eletto dai militari |
69 |
69 |
ucciso |
Dinastia Flavia (69-96)
n° |
nome |
investitura |
inizio regno |
fine regno |
note |
9° |
Tito Flavio Vespasiano
|
militare |
69 |
79 |
muore |
10° |
Tito |
figlio |
79 |
81 |
muore |
11° |
Domiziano |
fratello |
81 |
96 |
ucciso |
Imperatori Adottivi (96-192) [Antonini 138-192]
n° |
nome |
investitura |
inizio regno |
fine regno |
note |
12° |
Cocceio Nerva |
imposto |
96 |
98 |
- |
13° |
Marco Ulpio Traiano
|
adottato |
98 |
117 |
muore |
14° |
Adriano |
adottato |
117 |
138 |
muore |
15° |
Tito Aurelio Antonino detto il Pio |
adottato |
138 |
161 |
muore |
16° |
Marco Aurelio Antonino
|
adottato |
161 |
180 |
1) |
17° |
Lucio Aurelio Commodo |
figlio |
180 |
192 |
ucciso |
1) Associò al trono il fratello adottivo Lucio Vero dal 161 al 169 e Commodo dal 177 al 180
Anarchia militare (192-193)
n° |
nome |
investitura |
inizio regno |
fine regno |
note |
18° |
Elvio Pertinace |
eletto dai militari |
192 |
193 |
- |
19° |
Didio Giuliano |
eletto dai militari |
193 |
193 |
- |
20° |
Pescennio Nigro |
eletto dai militari |
193 |
193 |
- |
21° |
Clodio Albino |
eletto dai militari |
193 |
193 |
- |
Severi (193-235)
n° |
nome |
investitura |
inizio regno |
fine regno |
note |
22° |
Settimio Severo |
scelto dai legionari |
193 |
211 |
1) 2) muore |
23° |
Caracalla
|
figlio |
211 |
217 |
3) ucciso |
24° |
Macrino |
scelto dai militari |
217 |
218 |
ucciso |
25° |
Elagabalo (VArio Alvito) |
nipote di Caracalla |
218 |
222 |
ucciso |
26° |
Alessandro Severo |
- |
222 |
235 |
ucciso |
1)Associò al trono Caracalla (198-211); 2)associò al trono Geta (209-211); 3)associò al trono Geta (211-212)
Imperatori e usurpatori 235-286
27° |
Massimino il Trace |
scelto dai militari |
235 |
236 |
ucciso |
28-29 |
Gordiano I e Gordiano II |
Scelti dai militari |
238 |
238 |
uccisi |
30-31 |
Pupieno e Balbino |
Scelti dal senato |
238 |
238 |
uccisi |
32° |
Gordiano III |
|
238 |
244 |
ucciso |
33° |
Filippo l’Arabo |
|
244 |
249 |
ucciso |
Silbannaco-Pacaziano-Iotapiano |
usurpatori |
248 |
249 |
|
|
34° |
Decio |
|
249 |
251 |
|
35° |
Ennio Etrusco |
|
250 |
251 |
|
36° |
Ostiliano |
|
251 |
251 |
|
37° |
Treboniano Gallo |
|
251 |
253 |
ucciso |
38° |
Emiliano |
|
253 |
253 |
ucciso |
39° |
Valeriano |
|
253 |
253 |
|
|
259 |
260 |
|
||
40° |
Gallieno |
|
253 |
268 |
ucciso |
Postumo-Lolliano-Mario-Vittorino |
usurpatori nelle Gallie |
258 |
268 |
|
|
Ingenuo-Regaliano-Aureolo |
usurpatori nei Balcani |
258 |
258 |
|
|
|
260 |
260 |
|
||
|
268 |
268 |
|
||
Uranio – Antonino – Emiliano –Macriano - Ballista |
usurpatori Oriente e Africa |
253 |
261 |
|
|
41° |
Odenato |
|
267 |
267 |
ucciso |
42° |
Claudio il Gotico |
|
268 |
270 |
|
43° |
Quintillo |
|
270 |
270 |
|
Domiziano - Settimio |
usurpatori |
270 |
271 |
|
|
44° |
Aureliano |
scelto dalle legioni |
270 |
275 |
ucciso |
Tetrico - Faustino |
usurpatori nelle Gallie |
271 |
273 |
|
|
Vaballato |
usurpatore in Oriente |
267 |
274 |
|
|
45° |
Tacito |
scelto dalle legioni |
275 |
276 |
ucciso |
46° |
Floriano |
|
276 |
276 |
|
47° |
Probo |
|
276 |
282 |
ucciso |
Proculo – Bonoso - Saturnino |
usurpatori |
280 |
280 |
ucciso |
|
48° |
Caro |
eletto dai militari |
282 |
283 |
|
49° |
Numeriano |
|
283 |
284 |
ucciso |
50° |
Carino |
|
283 |
286 |
ucciso |
Imperatori (284-363)
51° |
nome |
investitura |
inizio regno |
fine regno |
note |
|
Diocleziano
|
- |
284 |
305 |
abdica 1) |
- |
Galerio (Est) /Costanzo Cloro (Ovest) |
- |
305 |
306 |
- |
- |
Galerio - Massimino II - Severo I |
- |
306 |
307 |
- |
- |
Galerio - Massimino II - Costantino I - Licinio - Massenzio |
- |
307 |
311 |
Massenzio (Est) Costantino I (Ovest) 306-313 |
- |
Massimino II - Costantino I - Licinio - Massenzio |
- |
311 |
314 |
- |
- |
Massimino II - Costantino I - Licinio |
- |
314 |
314 |
- |
- |
Licinio (Est) / Costantino I (Ovest) |
- |
314 |
324 |
- |
- |
Costantino I (il Grande)
|
- |
324 |
337 |
- |
- |
Costanzo II - Costante I - Costantino II |
fratelli |
337 |
340 |
lotta tra i 3 fratelli |
- |
Costanzo II - Costante I |
fratelli |
340 |
350 |
- |
- |
Costanzo II |
- |
350 |
361 |
regna da solo |
- |
Giuliano l'Apostata |
cugino |
361 |
363 |
muore |
- |
Gioviano |
- |
363 |
363 |
- |
1) Durante il suo regno l'impero fu diviso 286-293 in 2 parti Oriente (Diocleziano) e Occidente (Augusto) e poi in quattro parti (293-305):: Asia Minore e Africa nordorientale (Diocleziano) Balcani e Centro Europa (Galerio) Italia, Africa nordoccidentale (Massimiano) Europa Nordoccidentale, Penisola Iberica e Mauritania (Costanzo Cloro)
Imperatori (363-395)
nome |
investitura |
inizio regno |
fine regno |
note |
... |
- |
363 |
364 |
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Valente. |
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364 |
378 |
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... |
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378 |
379 |
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Teodosio
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379 |
395 |
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Imperatori d'Occidente (395-476)
nome |
investitura |
inizio regno |
fine regno |
note |
Onorio |
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395 |
423 |
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.... |
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423 |
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Giulio Nepote |
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... |
474 |
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Romolo Augustolo
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474 |
476 |
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Il Colosseo
Fine articolo sui re - imperatori romani
L'IMPERO ROMANO (29 a.C. - 476 d.C.)
Ottaviano, riprendendo la politica di Cesare, accentrò su di sé tutte le principali cariche dello Stato, lasciando formalmente intatte le vecchie istituzioni repubblicane (senato ecc.). Dopo la battaglia di Azio, in cui sconfisse il rivale Antonio, egli ottenne il titolo di imperatore a vita (comandante supremo di tutte le forze militari), principe del senato (diritto di parlare per primo), augusto (protetto dagli dei), potestà tribunicia a vita (persona sacra e inviolabile, con diritto di veto sulle delibere del senato), console a vita (tutto il potere esecutivo), pontefice massimo (massima autorità religiosa) e altri titoli ancora. In alcune province orientali era anche considerato una sorta di divinità. Il cuore della vita politica divenne la corte imperiale (senatori, giuristi, letterati... scelti dall'imperatore). I senatori vennero ridotti di numero e si elevò il censo minimo per poterlo diventare.
Ottaviano fece importanti riforme amministrative (ad es. divise le province in senatorie e imperiali), finanziarie (ad es. volle a fianco del tesoro statale un proprio tesoro o fisco), militari (esercito permanente per l'impero e coorti pretorie per l'imperatore), etico-religiose (restaurò antiche tradizioni).
Quando morì si cercò di affermare la successione per ereditarietà (casa Giulio-Claudia): Tiberio (concilia principato-senato, politica di pace all'estero, muore Cristo), Caligola (supremazia del principato, culto dell'imperatore, culti/usanze orientali, favorisce schiavi/plebe per il consenso, muore ucciso), Claudio (concilia principato-senato, crea burocrazia di liberti imperiali, inizia persecuzioni anticristiane, amplia confini dell'impero, concede per la prima volta il diritto di cittadinanza a molti abitanti della Gallia, ammettendone alcuni al senato, al fine d'indebolirlo); Nerone (primato concesso al principato, è anticristiano, favorisce i ceti medio-piccoli imponendo che il denarius sia ridotto di titolo e di peso, ma con la stessa capacità di acquisto, fa uccidere il filosofo Seneca e il poeta Luciano congiurati contro di lui, si fa uccidere da uno schiavo dopo essere stato dichiarato nemico della patria dal senato).
Poi andarono al potere gli imperatori della casa Flavia: Vespasiano (il primo di origini sociali modeste, concede il diritto di cittadinanza alla Spagna, esoso sul piano fiscale, mandò in rovina molti piccoli proprietari, pose fine alla guerra giudaica grazie all'opera del figlio Tito, che nel 70 distrusse Gerusalemme); Tito (attenuò le persecuzioni anticristiane, proseguì la politica paterna); Domiziano (supremazia concessa al principato, si fa chiamare “signore e dio”, protegge i piccoli proprietari contro la concorrenza delle province, promuove una grande persecuzione anticristiana, viene ucciso in una congiura). Alla sua morte s'impone il sistema dell'adozione (la scelta del migliore operata dall'imperatore).
Il primo però, Cocceio Nerva, venne eletto dal senato (diminuì le tasse, abolì le leggi di lesa maestà, richiamò gli esiliati politici, favorì classi meno abbienti, sfavorevole alle persecuzioni anticristiane, designò come successore il comandante Traiano); Ulpio Traiano (originario della Spagna, primo provinciale al trono, ammise in senato molti provinciali, anticristiano, l'impero con lui raggiunge la massima estensione); Elio Adriano (supremazia concessa al principato, favorì le province, distrusse nuovamente Gerusalemme nel 132, grande ammiratore della civiltà greca, inaugura la serie degli imperatori filosofi: Antonino Pio e Marco Aurelio); Antonino Pio (indifferente alla province, lasciò al senato ampia libertà di governo); Marco Aurelio (stoico, favorì emancipazione degli schiavi, tollera le persecuzioni, rispetta il senato, per la prima volta permette a talune tribù barbariche d'insediarsi nell'impero ottenendo in cambio uomini per l'esercito); Commodo (supremazia principato, tenta una monarchia teocratica servendosi della plebe, fissò un calmiere dei prezzi, favorì gli eserciti in tutti i modi, morì in una congiura). Siamo nel 193.
Tende a prevalere l'elemento militare nell'attribuzione del potere imperiale (anarchia militare). Durerà fino a Diocleziano, determinando il passaggio dal principato a un vero e proprio dominato. Gli eserciti erano costituiti soprattutto da provinciali, poco interessati all'unità imperiale e molto legati al comandante che li pagava meglio.
Settimio Severo (militare, ottiene il titolo dal senato, inaugura l'età dei Severi, crea una monarchia assoluta, si fa chiamare “dominus”, cioè “signore”, si servì di plebe-esercito-borghesia/cavalieri, equiparò per primo Italia e province, concedendo cittadinanza a intere città d'Africa e d'Oriente, morì contro i barbari); Caracalla (uccise il fratello che avrebbe dovuto governare con lui, concesse a tutti i sudditi liberi dell'impero la cittadinanza romana, ucciso dai suoi ufficiali); Macrino (a capo della congiura contro Caracalla, primo imperatore del rango equestre-borghesia e non senatorio, nonostante governo saggio e pacifico fu ucciso dai senatori e dai suoi soldati); Elagabalo (creò un senato femminile con a capo sua madre, concesse cariche statali rilevanti a liberti e schiavi, introdusse a Roma usi-costumi orientali, ucciso dai militari); Severo Alessandro (il primo a riconoscere un valore alla predicazione cristiana, ma siccome contro i germani dovette comprare la pace con l'oro, i suoi soldati lo uccisero).
Nuova anarchia militare (235-258). I soldati della Germania proclamano imperatore Massimino (primo barbaro sul trono romano, combatte contro i germani, aumenta la pressione fiscale, requisì molti latifondi, perseguitò i cristiani, ucciso dai suoi soldati). Dopo di lui gli imperatori si susseguono velocemente, quasi tutti proclamati dai militari e quasi tutti uccisi. I barbari militavano sempre più nelle file degli eserciti romani. Forti le persecuzioni anticristiane.
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STORIA DI ROMA DALLE ORIGINI ALLA FINE DELL’ IMPERO
1. L’ITALIA PRIMA DELLA NASCITA DI ROMA
Nell’VIII sec. a.C. l’Italia era abitata da molti popoli chiamati ITALICI nella parte centrale. In Toscana c’erano gli Etruschi che hanno poi conquistato terre più a nord nella Pianura Padana ed a sud nella Campania. Nel Sud dell’Italia c’ erano le COLONIE GRECHE (= dei Greci) in Campania, Calabria e Sicilia e le COLONIE FENICE (= dei Fenici) in Sicilia e Sardegna. ( cartina 1 )
Tra gli Italici si distinguono i LATINI, che vivevano nel Lazio e che fondano Roma. Roma all’inizio era un piccolo villaggi del Lazio : a poco a poco diventa una grande città grazie alla sua posizione che era molto favorevole per i seguenti motivi :
1. Era vicina al fiume Tevere nel punto dove c’era l’Isola Tiberina che permetteva di attraversare più facilmente il fiume ( cartina 2 )
2. Si trovava su dei colli e quindi non poteva essere allagata dal fiume come altri villaggi nella pianura
3. Era vicina al mare e si trovava al centro di importanti vie di comunicazione e di commerci tra nord e sud, cioè tra Etruschi e Greci.
Si trovava tra il mare e l’interno, dove passavano i carri pieni di sale, che hanno dato il nome alla Via Salaria. ( cartina 3 )
2.TAPPE DELLA STORIA DI ROMA 756 a.C - 509 a.C MONARCHIA | 509 a.C. - 31 a.C. REPUBBLICA | 31 a.C. - 476 d.C. IMPERO
3. LA MONARCHIA
Durante questo periodo secondo la leggenda a Roma ci sono stati 7 re. Il primo re fu Romolo, che fonda Roma. Gli ultimi tre sono stati re etruschi e questo dimostra che gli Etruschi hanno conquistato Roma. Nel 509 i Romani cacciano l’ultimo re e Roma diventa una repubblica.
4. LA REPUBBLICA
a) L’Ordinamento dello Stato
In questo periodo a Roma invece del solo re hanno il potere diversi magistrati ( cioè persone che governano lo Stato). Al posto del re ci sono DUE CONSOLI, poi c’è il SENATO, una assemblea di anziani, che prende le decisioni più importanti. Altri magistrati sono :
I PRETORI che amministravano la giustizia. Gli EDILI che controllavano l’ordine pubblico, la manutenzione di strade ed edifici. I QUESTORI che controllavano le finanze dello Stato. I CENSORI che registravano i nomi ed i beni dei cittadini ed ogni cinque anni facevano il censimento. Se lo Stato si trovava in pericolo eleggevano un DITTATORE che aveva tutti i poteri, ma restava in carica solo sei mesi.
b) La società romana
In questo periodo la società romana era divisa in 2 classi :
1. I PATRIZI : erano i proprietari delle terre, erano ricchi e solo loro partecipavano al governo dello Stato
2. I PLEBEI : erano contadini ed artigiani, erano poveri, non potevano partecipare al governo dello Stato, non avevano diritti. I plebei lottano a lungo contro i patrizi ed alla fine ottengono l’uguaglianza di fronte alla legge ed ottengono anche l’elezione dei TRIBUNI DELLA PLEBE, che erano due magistrati che difendevano gli interessi dei plebei e se una legge danneggiava i plebei, loro avevano il DIRITTO DI VETO, cioè potevano far cancellare la legge.
C’erano poi gli SCHIAVI : erano proprietà dei patrizi che li compravano e li vendevano e li facevano lavorare per loro. Non erano considerati uomini, ma oggetti ed i padroni potevano anche ucciderli.
c) Le conquiste di Roma
Dopo essere diventata una repubblica Roma inizia una serie di guerre vittoriose : sconfigge i Latini e gli altri popoli italici, poi gli Etruschi ed i Greci delle colonie e nel 270 a.C. è padrona dell’Italia dalla Toscana alla Calabria.( cartina 4 ) A questo punto si scontra con Cartagine, una colonia fenicia che è diventata la più grande potenza marittima del Mediterraneo ed ha fondato colonie lungo la costa settentrionale dell’Africa, sulla costa meridionale della Spagna, in Sicilia ed in Sardegna. Contro i Cartaginesi i Romani combattono tre guerre dette Guerre puniche dal 264 al 146 a.C. (Punici = Cartaginesi) e le vincono. Con le guerre Puniche i Romani conquistano : la Sicilia, la Sardegna, la Corsica, la Spagna; poi conquistano anche la Pianura Padana ( detta Gallia Cisalpina), la Grecia, la parte occidentale della Turchia : nel 133 Roma a.C. è padrona di molte terre intorno al Mar Mediterraneo. ( cartina 5 ) Prima della fine della Repubblica nel 31 a.C. a queste terre si aggiungono la Francia (detta Gallia Transalpina ) , le coste dell’Africa dalla Tunisia all’Egitto, la Siria e la Palestina ( cartina 6 )
d) Conseguenze delle conquiste
Le conquiste portano ai Romani molte ricchezze e terre, ma ricchezze e terre vanno tutte alle classi aristocratiche che sono già ricche ed hanno molte terre, mentre i piccoli proprietari per la concorrenza dei grandi proprietari sono costretti a vendere a loro le terre e vanno a Roma in cerca di fortuna. Qui insieme agli altri poveri che sono già a Roma formano la classe dei proletari ( che non hanno altra ricchezza che la prole cioè i figli ). Nelle campagne scompare la piccola proprietà e si formano i latifondi, grandi estensioni di terre che appartengono ad un unico proprietario. I fratelli Gracchi, prima Tiberio, poi dieci anni dopo Caio, tentano di fare una riforma agraria per distribuire le terre in modo più giusto, ma la riforma fallisce per l’opposizione degli aristocratici che fanno uccidere i Gracchi, uno nel 133 a.C. e l’altro nel 123 a. C.
e) Guerre civili e fine della Repubblica
Dopo la morte dei Gracchi a Roma restano forti disuguaglianze sociali che portano ad una serie di guerre civili. Si formano due partiti: gli ottimati (aristocratici) e i popolari che comprendono i proletari ed anche i cavalieri che si sono arricchiti con i commerci e vogliono la distribuzione delle terre per indebolire gli aristocratici. A capo di questi due partiti ci sono dei generali che con i loro eserciti dall’ 88 a.C. fanno una serie di guerre civili per conquistare il potere a Roma. Prima vince Silla, capo degli ottimati contro Mario, capo dei popolari, poi vince Cesare, capo dei popolari contro Pompeo, capo degli ottimati. Cesare diventa dittatore a vita, fa delle riforme e distribuisce le terre per migliorare le condizioni del popolo e limitare il potere del Senato, ma poi i Senatori nel 44 a.C. lo fanno uccidere, perchè temono che voglia diventare re e faccia finire la repubblica. Dopo di lui ci sono ancora lotte tra Ottaviano (figlio adottivo di Cesare) e Marco Antonio. Nel 31 a.C. Ottaviano sconfigge in battaglia Marco Antonio e diventa padrone di Roma, ma non accetta il titolo di re o di dittatore a vita e mantiene le cariche della Repubblica, ma in realtà ha lui tutte le cariche più importanti e quindi ha lui tutti i poteri ed è chiamato Augusto (= nobile, sacro ) Ottaviano Augusto dà inizio ad un lungo periodo di pace, fa costruire templi, teatri, monumenti, strade e fa di Roma la città più grande, più bella e più importante del mondo allora conosciuto. Con lui finisce la Repubblica.
5. L’ IMPERO
a) Primo e secondo secolo d. C. : espansione dell’Impero
Di fatto con Ottaviano Augusto finisce la Repubblica ed inizia l’Impero. Con l’ Impero tutti i poteri erano dell’imperatore e alla sua morte passavano al figlio. Nei primi due secoli dell’Impero ci sono state diverse dinastie di imperatori. I primi imperatori fanno altre conquiste e l’Impero raggiunge la sua massima grandezza intorno all’anno 100 d.C. con l’imperatore Traiano ; allora l’ Impero Romano occupava tutte le terre intorno al Mar Mediterraneo. ( cartina 7 )
b) Terzo secolo d. C. : crisi dell’impero ( anarchia ) e cri si economica
Nel terzo secolo inizia la crisi dell’Impero. L’esercito acquista sempre più potere e sono i soldati che eleggono imperatore il loro comandante ed a volte ci sono due imperatori che combattono tra di loro : in questo periodo in cinquant’anni ci sono stati venti imperatori che duravano in carica due o tre anni e spesso erano uccisi anche dagli stessi soldati che li avevano eletti. Questo periodo è detto periodo dell’anarchia militare. (anarchia = mancanza di potere, quindi disordine ) La crisi fu anche crisi economica : i latifondi venivano coltivati solo in parte ed inoltre molti contadini abbandonavano le terre per andare come soldati a difendere i confini, così le terre producevano meno ed i prezzi aumentavano ; gli imperatori avevano bisogno di molti soldi per pagare i soldati per difendere i confini, perciò mettevano nuove tasse. La conseguenza è che c’era molta povertà.
c) La diffusione del Cristianesimo e la divisione dell’Impero
Già dal I secolo dopo Cristo comincia a diffondersi nell’Impero la religione cristiana. Molti imperatori perseguitano e fanno uccidere i cristiani, perchè si rifiutavano di adorare l’imperatore come un dio e per questo pensavano che la loro autorità poteva diminuire. Solo nel 313 d.C. con l’Editto dell’imperatore Costantino i cristiani sono liberi di professare la loro religione. Nel 380 l’imperatore Teodosio dichiara il Cristianesimo religione dello Stato e proibisce le altre religioni. Nel 395 sempre l’imperatore Teodosio divide l’Impero tra i suoi due figli in due parti : Impero Romano d’Occidente con capitale Roma ed Impero Romano d’Oriente con capitale Costantinopoli ( cartina 8 )
d) Invasioni barbariche e fine dell’Impero
All’inizio del quinto secolo cominciano le invasioni barbariche : diverse tribù di barbari oltrepassano i confini dell’Impero Romano, fanno saccheggi, distruzioni e alcuni arrivano a saccheggiare anche Roma, altri si stabiliscono all’interno dell’Impero. Nel 476 d.C. il re di una tribù di barbari depone l’ultimo imperatore romano Romolo Augustolo. Finisce così l’Impero Romano d’Occidente ed in tutta l’Europa occidentale si formano dei Regni Romano - Barbarici. Resta invece ancora l’Impero Romano d’Oriente ( cartina 9 )
6. CAUSE DELLA CADUTA DELL’ IMPERO ROMANO a) L’anarchia militare b) La crisi economica c) Le invasioni barbariche
d) Il Cristianesimo che indebolisce l’Impero Romano perché ha dei valori contrari a quelli di Roma. Valori del Cristianesimo : uguaglianza e amore tra gli uomini, pace. Valori dell’Impero Romano : diversità tra gli uomini ( padroni e schiavi ), guerra, violenza e conquiste.
Fine articolo sui re - imperatori romani
Fine articolo sui re - imperatori romani
STORIA DEL DIRITTO ROMANO
Le fonti di produzione pongono in essere il diritto romano ( oggi sono il parlamento , la costituzione i regolamenti gli usi).
Per i romani erano i re, il popolo, i giuristi, c’era democrazia diretta senza filtro, il senato, gli imperatori i plebisciti.
Le fonti di cognizione : tecniche e atecniche.
TENCICHE : sono scritte da giuristi o chi è preposto a tramandare un dato giuridico (oggi è la Gazzetta UFFICIALE), raccolte nelle pubblicazioni ufficiali che per noi sarebbero fondamentali se le avessimo da 756 aC., invece le abbiamo dal VI sec. A.C., prima abbiamo qualche legge o un’opera del Giurista Gaio.
ATECNICHE : sono varie ma le più importanti sono le fonti letterarie, (opere scritte non da o per i giuristi) che tramandano fra altre storie e manuali anche dati utili per il diritto , anche Livio Sallustio, polibio, Catullo, Virgilio, Cicerone, Tacito, ma non è tecnica e quindi il problema è l’attendibilità.
Ci furono tre posizioni :
- dell’800 es : Monsen seguiva la teoria ipercritica per cui la tradizione riferita alle epoche più antiche a questi si contrappongono le teorie di una credibilità
- acritica nei confronti della tradizione
- in uso oggi è opportunamente senza metodo dove c’è di tutto e ognuno può attingere da quelle fonti per confermare le proprie idee.
In realtà non si può dire a priori se la tradizione è credibile o no ma si deve vagliare di fronte a una critica interna (autore più o meno credibile attendibile) ; autori storici o autori poetici es. Virgilio non può usare la parola foetiale s perchè non sta’ in metrica ; cicerone scrive per sé molte cose le inventò per darvi uno strumento per meravigliare l’auditorio ; Livio dice “ molte notizie possono essere traviste da eccesso di amor patrio” “ gli interessi delle famiglie hanno condizionato la storia” “io stesso ho varie versioni dei fatti”.
La critica esterna sono le altre fonti della storia, archeologia, numismatica, la scienza esatta.
L’archeologia dice che Roma fu davvero fondata nel 753 a.C.
Gli autori citati risalgono dal Iisec. A.C.
il primo è Polibio, che prende le notizie dagli annalisti (scrittori di cronache Valerio Anziate, Fabio Pittore e risalgono al II Sec., a noi non è giunto nulla) ; che sono poco attendibili come dice Livio. Prima di loro c’erano cantori, gli AEDI che a pagamento delle grandi famiglie recitavano le storie frutto di questi CARMINA EPICA, sono L ‘Iliade, L’Odissea Omero probabilmente non esistette ; infine ci sono quei pochi documenti pubblici del VI sec che danno una trama di date, nomi , guerre che scandiscono la storia di Roma i più importanti sono gli ANNALES MAXIMI, raccolta in 80 libri AB URBE condita al 130 a.C. Gli autori erano i sacerdoti politici (pontefici) che tenevano un archivio in cui confluivano le notizie più importanti relative alla vita della città e lo esponevano come bollettino fuori dalla loro reggia. C’erano i nomi dei magistrati e date di magistratura, e degli avvenimenti più importanti comprese eclissi e esondazioni del Tevere.
I fasti consulares, sono le liste dei magistrati e si può confrontarle con gli annales (508 a.C. fino al 13 d.C.) e i fasti triunfales che sono un canovaccio del diritto internazionale romano e ci fanno sapere delle guerre di Roma.
La nostra tradizione ha dei difetti, va vagliata, molti pensano che gli storici romani fossero ingenui ma Livio dice : nel proemio alle storie dice che le leggende intorno alla nascita di Roma sono più convenienti a un poeta che a uno storico.
Sulle origini di Roma Romolo e Remo allattati , Livio da un’altra versione :Larenzia moglie di Faustolo, fosse chiamata lupa perché era una prostituta.
Le epigrafi (incisioni su marmo bronzo, legno) sono per definizione fedeli perché destinate a essere lette dai contemporanei. Ma le fonti epigrafiche sono poche e non coprono tutta la storia e tutti gli argomenti del diritto romano. Sono fondamentali per conoscere le costituzioni delle colonie e dei municipi, Como ne ha 600 (3° città dopo Aquileia e Brescia). Se fortunati si trova anche lo statuto della città ( es Malaga , Cadice e altre in Spagna) conservano traccia delle leggi provinciali c’è la RUBRIA DE GALLIA CISALPINA ( in Velleia e conservata a Parma). La più antica riguarda la repressione dei culti bacchici ( a Triolo in Calabria c’è il testo del senatus consultus de baccanalibus 186 a.C.).
il monumento Anciranus o resgestae divi Augusti si è conservato ad Ankara che Augusto aveva fatto e distribuito per autoesaltarsi
su legno molti archivi di Pompei e Ercolano si sono conservati grazie all’eruzione. Il legno era tavolette cerate incise con uno stiletto. Con il calore dei lapilli la cera si è sciolta ma lo stiletto ha raggiunto lo strato di legno c’è l’archivio del banchiere iucundus e conosciamo i contratti dei banchieri.
I papiri sono quasi indistruttibili se conservati in zone fresche ma non dura più di 200 anni all’umido dall’Egitto i documenti dei processi anche ai martiri cristiani, frammenti di giurisprudenza romana al di fuori del corpus di Giustiniano. I più importanti sono di Gaio ci hanno dato la constitutio antoniniana ( si Antonino Caracalla 21 d.C.) che da la cittadinanza a tutti gli abitanti dell’impero. Documenti vari sono molto utili per ricostruire il diritto in tutti i suoi aspetti : l’archeologia già oggi ha acquisito le caratteristiche di una scienza esatta con sistemi di datazione , a Vulci ci sono storie degli ultimi cento anni dei re di Roma . la numismatica è importante per la storia politica e per l’economia, dal valore della moneta ( lo Stato fece moneta falsa, di rame, che sembra d’oro o d’argento). La linguistica ci fa scoprire le influenze di altri popoli a Como -asco> genovese, ano>romana , ago>celtica. La topografia per la struttura ortogonale e la centuriazione della campagna, maglie di 710mq. Di lato con intorno strade e torrenti ( da Fino m. a Saronno). L’etnologia consente di studiare come potessero essere applicati certi istituti. Le scienze esatte > botanica, studio dei metalli.
I glossatori più grandi sono Irnerio e Aicurzio lucerna iuris. Si limitano all’esegesi letterale del diritto.
Poi lo studio del diritto romano vigente nel sacro romano impero dopo il XIII sec. Passa dalla glossa al commentum e si stravolge il senso per adattarlo a nuove teorie.
Es per i romani il diritto di proprietà era illimitato per i commentatori addirittura il diritto di proprietà giunge fino agli inferi e alle stelle ovviamente i romani erano pragmatici e non erano interessati a un tale senso, qui il diritto romano vige solo quando le controversie non possono essere sedate dalle leggi particolari. Bartolo e Baldo sono i più noti commentatori.
Nel XII sec lo studio assume nove forme sono gli anni dell’umanesimo in cui si scoprono i testi antichi e l’archeologia e il diritto romano si cerca di capirlo di togliere le incrostazioni dei bizantini, ma influenza sempre le legislazioni particolari.
Poi sia i giusnaturalisti e i giusrazionalisti ritengono il d. romano il più vicino ai loro ideali di diritto per tutti era si perfetto da essere “ ratio Scripta”.
I Giusnaturalisti più importanti sono Hobbs e Grozio, fra i giusnaturalisti sono Liebniz e Spinosa . kant diceva che l’ordine giuridico non procede dall’uomo come verbo vivente ma dalla ragion pratica e da inizio alla filo formalistica, si creano i Dogmi e i concetti le basi per le codificazioni. Il primo codice importante è i russo poi il francese 1804 poi austriaco 1811. Il formalismo viene superato dallo storicismo fondata da Savignì e ha come precursore Vico. Savignì dice che diritto è prodotto no della ragione o l’arbitrio ma dallo spirito del popolo, scrisse intorno al 1830. Dopo Savignì ci fu una nuova ondata di formalismo il Pandettismo ( la pandette sono i digesta di giustiniano).
Rinnega la prospettiva storica ma come applicare il diritto romano purificato in quest’epoca cioè snaturato. Portò ad una nuova ondata di codici italiano 1865 e il tedesco 1900 e poi il nostro del 1942 che è il migliore cui collaborarono Cetti e De Francisci.
Alla fine dell’800 comincia la crisi del diritto romano fino ad oggi la crisi è innescata da 2 indirizzi contrastanti. Si studia diritto privato si deve rifarsi al corcus iuris è fatto dal digesto le istituzioni e le novelle. Il problema è stabilire quanto è giustinianeo e quanto è romano. Alla fine dell’800 nascono gli interpolazionisti ( modifica di un testo) che dicevano che il diritto romano puro non fosse ricostruibile e gli interrpolazionisti che dicono che le modifiche sono solo di forma e non di sostanza.
Per il diritto pubblico le fonti sono l’archeologia e le epigrafi.
L’altro problema è il confine fra gli storici che dicono che il d. romano è ormai passato e i dogmatici . la crisi più grave è di oggi in seguito a varie riforme scolastiche ci sono concezione subdole copiate ai romani es. dai fascisti, il nepotismo della Roma di oggi è opera della chiesa. Ci sono poi gli stereotipi letterali cinematografici in cui i romani sono creduloni o idioti, e vengono esaltati i fenici, i celti, i longobardi, gli sciiti che nulla hanno portato alla civiltà. La Roma antica era favorevole alle autonomie locali, al federalismo paritario.
Apologia del diritto romano :
Il diritto romano aiuta a formare i giurista moderno :
- nessuno può disconoscere che viviamo una tradizione romanistica a tal punto che si può vincere una causa citando Ulpiano, Papiniano, Celso, Paolo......es art 12 delle disposizioni sulla legge generale, se una controversia non può essere decisa con una disposizione specifica si regola secondo casi simili e se no con i principi generale che regolano l’ord giuridico dello Stato ( fra questo c’è anche la tradizione scientifica romanistica).
- questa tradizione non è estranea alla società ma deriva da Roma attraverso i secoli è struttura della nostra società. Altrove è una sovrastruttura in alcuni paesi come il Esuafrica, Sri Lanka, Zimbaude, Namibia hanno svelto il diritto romano. Vige anche in Scozia per contrapporsi agli inglesi del Common Low. San Marino ha i d.romano.
- la dogmatica che si è formata dai pandettisti e formalisti è ormai la nostra (definizione di obbligazione , contratt, testamento,). Anche i leasing non è anglosassone ma c’è già in Roma antica era il contratto per i gladiatori. Il padrone era i lanista chi voleva i giochi andava del lanista e chiedeva i gladiatori, alla fine pagava un canone per i vivi e i feriti lievi e acquistava i l valore dei morti. È un ibrido fra locazione e compravendita, laddove non c’è dogmatica romana ci sono insuccessi (in Italia con i diritto di sciopero, divieto di serrata) è un diritto casuale (amministrativo, penale sta diventando così il successorio della famiglia).
Woltre dice luraschi, è l’esempio più grande di giuridica logica mai formulato si studia per quello che è non perché è utile non si studia la divina commedia per imparare la grammatica.
La storia di Roma comincia con una fase regia 753/510 a.C. è la fase dei 7 re tradizionali che per molti erano molti di più perché la vita media era di 35 anni. 7 è un numero magico. I re sono Romolo Muma Pompilio, Anco Marzio, Tullio Ostillio, Tarquinio Prisco , Servio , Tarquinio il Superbo, (gli ultimi 3 sicuramente storici). 3 componenti etniche operavano su Roma etruschi , sabini, latini : questi creano elementi della costituzione del diritto ,
c’è un primo periodo gentilizio in cui non c’è lo Stato ma le Gentes situate sui colli romani,
la fase del rex inaugurato influenzata dai sabini.
La fase della Signoria ( monarchia più accentrata) dominio etrusco su Roma.
Nasce una embrionale costituzione e con gli etruschi nasce la parola Roma.
Repubblica 509/27 a.C. vengono cacciati i tiranni etruschi e lo stato è caratterizzato da magistrati eletti da assemblee popolare. La costituzione romana si completa e si trasforma grazie anche ai conflitti politici , fecondi e costruttivi tra patrizi e plebei, 2 gruppi sociali, che si contendono il potere. La spinta la prese che Roma diventa in breve padrona del mondo conosciuto grazie alla sua diplomazia, al diritto , alla duttilità (oltre che la forza militare).
Proprio per lo ius gentium molti popoli , compresi i celti, fanno a gara per diventare romani - Virgilio, Catullo, Nepote, Livio sono celti).
Nel 204 a.C. Roma diventa una potenza mondiale diventa da città di capanni a città di marmi, la conquista del mondo crea problemi economici, politici, d’interesse per chi deve trarre vantaggio dalle conquiste. I nuovi gruppi sociali sono i nobili (magistrati , cavalieri) grande borghesia mercantile e i populares nulla facenti che si vendono al miglior offerente
Inizia la crisi della repubblica romana.
- fase dei Gracchi 133/121 a.C.
- fase di Lucio Cornelio Silla 88/80 a.C.
- fase di Pompeo e Cesare 67/44 a.C.
La soluzione la trova Augusto nel 27 a.C. crea la forma compromissoria, il principato è un compromesso fra la repubblica e la monarchia potere monarchico unificato dal princeps, legittimato dalla costituzione romana.
Fu un periodo di pace assoluta, nessuna guerra per 200 anni. Fu un periodo di pace di grandezza, di prosperità e lascia tracce eterne in luoghi oggi deserti, l’area orientale, Palmira, Petra). Fu un periodo in cui gli imperatori furono illuminati , buoni , Traiano, Vespasiano, Adriano, Tito, Marco Aurelio, Tiberio, Claudio poi ci furono meno buoni o pessimi i Caligola , Neroni Domiziano e Commoso, comunque grandi legislatori con pessimi consiglieri come Seneca un moralista che era un essere spregevole.
Nel 197 nasce una dinastia di origine africana, siriana che segna un’accelerazione della accentramento del potere , con i Severi compare un Dominus et deus. Settimio Severo è il primo poi caracalla, Elio Gabalo che riteneva di essere il Dio sole, e Alessandro Severo che chiude nel 235 è una fase di transizione in cui l’accentramento è grave. L’imperatore divento fonte di diritto Quod principi plaquit legis habet vigore.
Dal 234 al 284 c’è un periodo di anarchia militare.
Nel 284 si precisa una nuova forma di governo anticipata dai Severi :la monarchia assoluta, l’autore è Diocleziano illirico poi Costamtino, teodosio I, e II, valentiniano III. In quest’ epoca il potere del principe è assoluto e la vecchia costituzione viene eliminata. Il dominato : la decadenza sono cause spirituali, economiche , militari. Ci sono le invasioni barbariche, le persecuzioni di opinioni, l’impero è diviso in due per colpa di Costantino la parte occidentale nel 476 cade con i Vandali di Teodoacre che depongono Romolo Augustolo. L’oriente sopravvive imboccando strade di compromessi di civiltà con gli arabi, i cristiani..............
Periodicizzazione delle fonti di produzione del diritto :
- periodo arcaico 754/250 circa fine I° repubblica, pontificato di Tiberio Concucanio.
- preclassica o repubblicana 250/27 a.C.
- classico 27/235 d.C.
- post classico 235-Giustiniano 528
- giustinianeo 528/565
- post giustinianeo o bizantino
I°) la prima fonte del diritto romano sono i MORES MAIORUM volgarmente la consuetudine. I mores diventano diritto quando “ diuturni mores consensu utentium comprobati” i mores sono una pratica che dura nel tempo con il consenso della generalità dei cittadini, e devono avere l’opinio iuris ac necessitatis per la convicenza civile.
Si differenzia il FAS che diventa ius sacrum che regola i rapporti uomo - Dio, e il IUS regola il diritto fra i cittadini. Il ius civile è il diritto più antico costituito dai mores ed è la fonte al vertice della gerarchia della fonti.
Hanno messo la solidità alla base del diritto , oggi alla base c’è la costituzione che è stata tirata da ogni parte, consente interpretazioni opposte.
Gli interpreti del diritto
La giurisprudenza nasce come “prudenti iure” la scienza della interpretazione del diritto non solo dello studio. Erano i pontefici che costituiscono un collegio di 5 membri, patrizi presieduti dal pontefice massimo. Erano scelti per cooptazione senza elezione formale. La carica era vitalizia. L’origine di questo sacerdozio è oscura, compare non subito, per alcuni è legata alle funzioni di un gruppo di tecnici che si occupano di costruzione dei palafitte e ponti ( pontemfacere) oppure deriva da 5 in sabino- 5 =pomptr-. Ogni anno uno dei 5 veniva designato come esperto di diritto e quindi con la facoltà di intervenire come consulente dei magistrati, dei cittadini nelle controversie, dando i criteri questa giurisprudenza era monopolio dei pontefici. Elaborano le prime norme giuridiche, sono depositari di una tecnica chiamata INTERPRETATIO IURIS improntata a una concezione formalistica rituale del diritto che si traduce in formule - ma Luraschi non ci crede -.
Re imperatori romani
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