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    Appunti storia contemporanea

 

STORIA CONTEMPORANEA

LA REALIZZAZIONE DELL’UNITA’ ITALIANA E LA VITTORIA POLITICA DI CAVOUR
(solo da leggere)

  • Dopo le repressioni del 1849 fino al 1857 (anno in cui si cerca di inaugurare un nuovo corso politico), l’Italia ritorna sotto regimi autoritari.
  • Nel lombardo-veneto l’Austria si attiene a una linea di chiuso conservatorismo e di controllo militare poliziesco. Il divorzio fra le classi sociali e il governo è più che mai profondo.
  • Nello stato pontificio la reazione ha via libera. Papa Pio IX rinnega le “debolezze” del 1848 e diventa l’erede dello spirito reazionario di Gregorio XVI  e non tiene in nessun conto i consigli di chi lo invitava a mantenere una parvenza di governo civile.
  • Nel 1850 nasce la Civiltà Cattolica, rivista dai gesuiti, con il compito di difendere il tradizionalismo cattolico.
  • Nel Regno delle Due Sicilie, Ferdinando II, liquidato il parlamentarismo, procede a una reazione durissima isolando la monarchia dalla pubblica opinione intellettuale.
  • Il Piemonte sabaudo diventa sempre più il punto di raccolta e di riferimento della parte più viva del movimento liberale nazionale.
  • PACE DI MILANO firmata con l’Austria 6 agosto 1849.
  • Il governo piemontese, presieduto da Massimo D’Azeglio, si trova a dover affrontare ben presto un momento molto delicato sul piano dei rapporti fra stato e Chiesa. La Chiesa, nel regno sabaudo, ha conservato privilegi ampissimi, per questo, ora, il governo tenta di modificare una legislazione troppo favorevole al Clero, troppo limitante, invece, per la corona e per la società civile laica.
  • Nel 1850 il ministro della giustizia è Giuseppe Siccardi. Il suo progetto di legge (più restrittivo per la Chiesa) viene approvato dal Parlamento suscitando una forte reazione negli ambienti clericali e alta tensione nei rapporti fra Piemonte e Santa Sede.
  • Nell’ottobre del 1850 D’Azeglio chiama al ministero dell’agricoltura, commercio e marina Camillo Benso detto Conte di Cavour.(1810-61).
  • Nasce a Torino da famiglia di antica nobiltà. Avviato alla carriera delle armi, nel 1831 si dimette dopo essere stato punito per i suoi entusiasmi verso l’insurrezione del luglio 1830 in Francia. Da qui inizia a compiere numerosi viaggi in Europa con acuto interesse per lo sviluppo capitalistico moderno.
  • Nel 1848 inizia la sua vera attività politica: è eletto deputato e dirige un giornale di orientamento liberale “il Risorgimento”.
  • Cavour viene notevolmente influenzato dal liberismo e liberalismo inglese e crede in un inscindibile legame tra libertà politica e economia.
  • L’Italia ha bisogno di un mercato nazionale e il sistema migliore per raggiungere questo obiettivo saranno le ferrovie. L’indipendenza nazionale, secondo Cavour, non verrà da sogni astratti ma dal comune sviluppo economico.
  • Contrario alla democrazia e al suffragio universale, Cavour, si forma in un orizzonte europeo: per la  parte economico-sociale prende spunto dall’Inghilterra, per la parte politica prende spunto dalla Francia. Il programma, dunque, con cui Cavour si presenta alla ribalta può essere così sintetizzato:
      • liberalismo moderato basato sullo sviluppo capitalistico
      • blocco tra aristocrazia e borghesia fondato sul liberalismo e parlamentarismo
      • lotta alla democrazia
      • indipendenza nazionale da raggiungere attraverso diverse fasi ( una prima doveva                   
      • portare all’unità dell’alta Italia, una seconda all’unità della penisola)
  • Nel 1850 riesce a concludere trattati commerciali tra Piemonte, Francia, Inghilterra; Belgio e Austria ispirati a criteri liberalistici ma la sua personalità politica va ancora più nettamente delineandosi  nel corso di una battaglia parlamentare condotta in difesa delle libertà di stampa. E’ in occasione di questa battaglia che emerge l’avvicinamento politico  tra le forze di centro destra (guidate da Cavour) e di centro sinistra (guidate da Rattizzi).
  • Si tratta di quello che è passato alla storia come il “connubio”: un’alleanza politica che isola la destra più conservatrice e l’estrema sinistra di orientamenti democratici.
  • Il Piemonte è pronto per una nuova direzione politica. Nel novembre del 1852, caduto il ministero D’Azeglio a causa di un progetto di legge relativo al matrimonio civile, Re Vittorio Emanuele II incarica Cavour di fondare un nuovo governo.
  • Mazzini riorganizza tra il 1850 e il 1852 una rete clandestina. Secondo il suo piano strategico è necessario organizzare una nuova ondata insurrezionale partendo dalla Lombardia per colpire l’Austria, riaccendere lo spirito nazionale italiano e quindi estendere la lotta all’Italia centrale e meridionale.
  • Questo piano, però, non riesce. Nel lombardo veneto la rete Mazziniana è via via decapitata dalla repressione austriaca.
  • Mazzini, però, ritiene di poter ritentare un’insurrezione a Milano il 06 febbraio 1853: è nuovamente un totale fallimento che porta a centinaia di arresti e 15 impiccagioni.
  • L’insuccesso determina una crisi profonda. Mazzini, accusato di avventurismo, reagisce intensificando l’attivismo politico (fonda il Partito d’Azione). Ma le sconfitte sono state troppe e troppo dure
  • Inizia cosi a delinearsi una scissione nel movimento democratico mazziniano: la democrazia non avrebbe avuto avvenire se fosse restata avvolta nel formalismo politico mazziniano senza dare al programma una base sociale la cui soluzione era legata sulla questione agraria.
  • Direttrici fondamentali della politica di Cavour:
    • Politica interna:
      • Contenimento influenza della destra più conservatrice
      • Limitazione dell’influenza del re nella vita politica
      • Laicizzazione dello stato
      • Sviluppo economico
      • Consolidamento del libero scambio
    • Politica estera:
      • Inserimento del Piemonte nella politica di Inghilterra e Francia
      • Alleanza militare con la Francia
      • Primato piemontese sabaudo in Italia
      • Opposizione all’Austria in vista della creazione di un Regno dell’alta Italia.
  • Elezioni del dicembre 1853 danno forte maggioranza al centro, il che significa il consolidamento di Cavour.
  • Cavour si trova a dover fronteggiare due problemi: 1) quale linea doveva tenere il Piemonte di fronte alla guerra di Crimea 2) i rapporti tra stato e chiesa.
  • Guerra di Crimea: Francia e Inghilterra cercano di attrarre l’Austria nella loro alleanza anti Russia. Dovevano anche rassicurare Vienna che il Piemonte non avrebbe approfittato dell’impegno delle truppe austriache sul fronte russo per effettuare un’azione contro il Lombardo- Veneto. Per ciò fanno pressioni affinchè anche il Piemonte si allei nella guerra. (Piemonte partecipa alla guerra mentre l’Austria si rifiuta. Per Francia e Inghilterra il vero alleato è il Piemonte)
  • Cavour accetta (gennaio 1855): Il 4 marzo viene dichiarata guerra alla Russia
  • Superato questo scoglio, Cavour si trova a dover fronteggiare una crisi politica interna: Rattazzi vuole sopprimere gli ordini religiosi contemplativi e il passaggio dei loro beni all’amministrazione dello stato.
  • Pace della guerra di Crimea: il congresso di pace, apertosi a Parigi nel febbraio 1856, vede Cavour ammesso alle trattative in condizione di parità rispetto alle altre potenze.
  • Nascita della Società nazionale nel 1857: questo è un grande successo per Cavour. Si tratta di un organismo politico volto a conseguire un’unità italiana, accettazione della monarchia Sabauda come trait d’union tra i patrioti vicini a Mazzini e il Piemonte.
  • La Società nazionale accresce enormemente il proprio prestigio con l’adesione di Garibaldi.
  • Dopo l’attentato di Orsini a Napoleone III (gennaio 1858) quest’ultimo comincia a considerare in modo diverso l’instabilità politica dell’Italia. Solo nel Piemonte vede un forza responsabile non sovversiva.
  • Napoleone III: cacciare l’Austria dall’Italia, porre la Francia come protettrice della nuova unità italiana e divenirne il nuovo punto di riferimento
  • Cavour capisce tutto ciò e ne approfitta della situazione: i due stati avrebbero provocato una guerra contro l’Austria.
  • Un incontro segreto, a Plombières, ne definisce i punti comuni. (Si sarebbe fatto apparire come un’aggressione austriaca al Piemonte)
  • Iniziano continue provocazioni contro l’Austria per indurla a reagire.( Napoleone III fa sapere all’ambasciatore austriaco il suo disappunto per il deterioramento dei rapporti Francia Austria)
  • 26 aprile 1859: inizia così la seconda guerra d’indipendenza.
  • 04 giugno 1859: battaglia di Magenta: i francesi vincono e gli austriaci sgombrano la Lombardia.
  • 08 giugno 1859: Napoleone III e Vitt. Emanuele II entrano a Milano
  • 24 giugno 1859: Battaglie decisive. Sia francesi che piemontesi sconfiggono gli austriaci sui rispettivi fronti.
  • Le ripercussioni della guerra e delle vittorie degli alleati determinano l’insurrezione delle regioni centrali (Toscana, Romagna, Marche e Umbria). Questa insurrezione, però, altera gli accordi di Plombières e irrita Napoleone III.
  • Napoleone III quindi decide per un armistizio con l’Austria 06 luglio 1859
  • Clausole di Villafranca (11 luglio): Lombardia ceduta alla Francia che la cede al Piemonte, Mantova e Peschiera restano all’Impero, in Italia centrale restaurate le autorità legittime, si sarebbe così favorita la creazione di una confederazione sotto la presidenza del Papa.
  • Vitt. Emanuele II accetta di buon grado clausole che avrebbero ingrandito il suo stato con l’acquisizione della Lombardia.
  • Cavour protesta energicamente in quanto teme che una mezza vittoria dia spazio nuovamente ai movimenti repubblicani di Mazzini e da le dimissioni il 13 luglio.
  • Si forma un nuovo ministero La Marmora-Rattazzi
  • I governi provvisori dell’Italia centrale chiedono l’annessione al Piemonte. L’Inghilterra è favorevole e quei governi, incoraggiati da Cavour, organizzano sotto la direzione di Garibaldi un esercito per la difesa comune.
  • Il 16 gennaio 1860 Cavour viene richiamato al potere
  • 11 e 12 marzo 1860 dei plebisciti espressero la volontà di annessione allo stato sabaudo di Toscana, Emilia e ducati
  • 15 aprile 1860 Nizza e la Savoia vengono cedute alla Francia sempre dopo plebisciti.
  • 3 e 4 aprile 1860: scoppia una rivolta a Palermo sanguinosamente repressa. (In Sicilia operava una rete clandestina che faceva capo ad elementi mazziniani come Crispi e Rosolino Pilo contrari alla dinastia borbonica.)   
  • Crispi chiede a Garibaldi di organizzare una spedizione contro i borboni. Garibaldi accetta e Vitt. Emanuele II si dimostra segretamente favorevole.
  • I preparativi per la Sicilia avvengono con netta opposizione di Cavour.
  • Notte tra il 5 e il 6 maggio 1860, con armi e vecchie e poco equipaggiamento, circa un migliaio di garibaldini partirono da Quarto per la Sicilia.
  • Cavour, di fronte ai successi di Garibaldi, effettua una significativa svolta nella sua politica: favorisce l’invio di uomini e armi in Sicilia ( l’idea di Cavour è sostenere Garibaldi per poi annettere la Sicilia al Piemonte. Questo piano, ovviamente, urta con le intenzioni di Garibaldi)
  • Garibaldi sbarca in Calabria: 20 agosto 1860
  • Il 7 settembre entra a Napoli accolto come liberatore
  • 1 e 2 ottobre: Garibaldi ottiene la sua più grande vittoria militare nella battaglia del Volturno.
  • Il 3 ottobre le truppe piemontesi, guidate da Vitt. Emanuele II, si mettono in marcia verso il Mezzogiorno mentre Cavour fa approvare dalla Camera una legge sull’annessione incondizionata del sud. Cavour era sostenuto dalle classi alte del Mezzogiorno mentre fu una delusione per le masse. A seguito di ciò scoppiò un fenomeno detto brigantaggio.
  • Il 21 ottobre hanno luogo nell’ex regno di Napoli i plebisciti che sanzionano l’annessione il 26 ottobre Garibaldi si incontra con Vitt. Emanuele II  a Teano per sciogliere l’esercito garibaldino. Finisce così l’impresa dei Mille.
  • 4 novembre si tengono nelle Marche e in Umbria i plebisciti per l’annessione delle due regioni al regno piemontese.
  • Il 17 marzo 1861 a Torino il primo parlamento nazionale proclama Vitt. Emanuele II re d’Italia
  • E’ il trionfo di Cavour e del liberalismo moderato. L’Italia non è, però, ancora completamente unita: mancano il Veneto, ancora sotto l’impero austriaco, e lo Stato della Chiesa.
  • Mazzini è il grande sconfitto

 

BISMARCK E L’UNIFICAZIONE DELLA GERMANIA

  • Re di Prussia nel 1849 è Federico IV, malato di mente nel 1858 cede il trono al fratello Guglielmo I che sarà re nel 1861.
  • In politica estera si accentuano i contrasti tra Prussia e Austria per il controllo del mondo tedesco.
  • Nel 1862 il re chiama al potere il barone Otto Von Bismarck, un tipico esponente della classe Junker (aristocrazia della Prussia), per guidare la lotta contro la Camera liberale
  • Dal confronto con Bismarck il liberalismo tedesco esce totalmente sconfitto e la borghesia deve definitivamente assoggettarsi alla guida politica della casta militare.
  • Il primo atto militare offensivo condotto dalla Prussia di Bismarck è contro tre ducati posseduti a titolo personale dalla corona di Danimarca. Uno dei tre è di popolazione mista, gli altri due sono di popolazione tedesca.
  • A causa di complessi problemi di successione dovuti alla morte del re di Danimarca, Prussia e Austria stringono una breve alleanza sotto lo scudo della confederazione germanica. Attaccano la Danimarca e la sconfiggono strappandole i ducati.(1864)
  • La breve alleanza, a questo punto, finisce. La Prussia vorrebbe annettere i ducati che, tra l’altro, hanno grande valore strategico, l’Austria, invece, dato che le sono così lontani come posizione geografica, vorrebbe la loro indipendenza.
  • Nel 1865 si raggiunge un compromesso senza avvenire (compromesso di Gastein). La guerra è inevitabile.
  • Bismarck contatta Napoleone III a Biarritz nell’ottobre 1865, il quale vede di buon occhio il conflitto tra Austria e Prussia per una maggiore espansione francese e si dimostra anche favorevole all’alleanza tra Prussia e Italia interessata, quest’ultima, a una guerra contro l’Austria per strappare i territori del Veneto.
  • Alleanza conclusa nell’aprile 1866 con lo scopo di dividere le forze austriache e di portare all’annessione dei territori tedeschi alla Prussia e il Veneto all’Italia
  • Nel maggio 1866 le truppe prussiane invadono l’Holstein. L’Austria chiede spiegazioni che non riceve e dichiara guerra alla Prussia
  • La guerra fulminea dura poco più di un mese.
  • Bismarck consegue tutti i suoi obiettivi. La confederazione germanica viene disciolta e tutti i ducati annessi alla Prussia. All’Austria non viene strappato alcun territorio eccetto il Veneto che sarà annesso dall’Italia.

 

L’ITALIA NELL’ETA’ DELLA DESTRA

 

  • Nel 1861 l’Italia, nonostante il Veneto sia ancora territorio austriaco e Roma territorio papale, ha raggiunto sostanzialmente la sua unità nazionale.
  • La legge elettorale concede il diritto soltanto ai cittadini che abbiano 25 anni, che sappiano leggere e scrivere (e il tasso di analfabetismo era tra l’80% e il 90%) e che paghino almeno 40 lire di imposte all’anno.
  • I problemi che si presentano sono di enorme portata:
  • creare un apparato burocratico e militare omogenei
  • elaborare una linea di sviluppo economico
  • dare una saldo direzione politica
  • soluzione dei rapporti con la Chiesa
  • strappare il Veneto all’Austria
  • Cavour, capo del partito liberale moderato, muore il 6 giugno del 1861
  • Gli eredi di Cavour sono coloro che formano la Destra, in seguito definita “storica”. Ne fanno parte persone più o meno omogenee: proprietari terrieri, aristocratici, conservatori che attraverso l’unità vogliono salvaguardare i propri interessi o comunque delle classi alte.
  • Alla Destra si contrappone la Sinistra. Erede della democrazia risorgimentale che però risentiva delle sconfitte del 59-60 era divisa tra repubblicani di fede mazziniana (Crispi), ex garibaldini, ex democratici.
  • La Sinistra vuole principalmente diffondere il diritto di voto, vuole il suffragio universale.
  • Anche socialmente le due correnti si differenziano: la Destra è legata all’aristocrazia e alla grande borghesia, la Sinistra alla base piccolo borghese.
  • Dopo la morte di Cavour il potere passa a Bettino Ricasoli ( giugno 1861- marzo 1862)
  • Ricasoli affronta il problema di Roma. Sa che lo Stato italiano deve conquistare Roma e mettere fine al potere temporale dei papi.
  • I suoi tentativi falliscono completamente e nel marzo 1862 si dimette.
  • Gli succede Urbano Rattazzi (candidato al potere da Vittorio Emanuele II)
  • Rattazzi riprende le linee di politica cavouriana ovvero sfruttare l’azione garibaldina  contro Roma e sfruttarne i seguito i frutti. Egli, però, non considera l’appoggio che Napoleone III dava la Papa e Vittorio Emanuele II sconfessa l’opera di Garibaldi.
  • Garibaldi, intanto, si era già organizzato in Sicilia con dei volontari per liberare il Veneto e Roma e quando sbarca in Calabria si trova a dover fronteggiare l’esercito ufficiale italiano in Aspromonte.
  • I due eserciti si scontrano. Garibaldi fu ferito, viene arrestato, rinchiuso a Varignano (SP), amistiato e torna a Caprera.
  • La reazione dell’opinione pubblica è vivissima. Grande l’impressione nel vedere due eserciti italiani che si scontrano.
  • Rattazzi messo in crisi dal parlamento per l’accaduto si dimette.
  • La capitale Torino nel 1865 passa a Firenze. La decisione provoca rivolte e tumulti a Tortino ma la scelta ha una spiegazione profonda: Napoleone III teme che l’Italia voglia Roma per farne la capitale, Vittorio Emanuele II lo rassicura e Napoleone come prova chiede che si scelga una città prestigiosa da nominare capitale definitiva. Si scelse Firenze.
  • Dopo Rattazzi ci fu un breve ministero presieduto da Farini, dal marzo 1863 al settembre 1864 il presidente fu Minghetti e da quella data fino al giugno 1866 il potere fu di La Marmora.
  • GIUGNO- OTTOBRE 1866: TERZA GUERRA D’INDIPENDENZA.
  • La vicenda è strettamente legata alla guerra tra Prussia e Austria (come abbiamo già visto)
  • Ciò che non si è ancora detto è che per l’Italia, nonostante la superiorità numerica e di armi, la guerra fu disastrosa. Causa la cattiva direzione e la cattiva organizzazione di La Marmora che aveva assunto il comando lasciando il governo a Ricasoli
  • Sconfitta di Custoza 24 giugno e Lissa 20 luglio
  • Tra l’aprile e l’ottobre del 1866 torna al potere Rattazzi. Quest’ultimo era favorevole a un’insurrezione a Roma considerata come via per risolvere la questione romana. Il governo, però, non poteva appoggiare ufficialmente i tentativi di Garibaldi per la presa di Roma così Rattazzi  lo fece arrestare e si comportò in modo permissivo con i volontari garibaldini.
  • Il tentativo di insurrezione a Roma il 22 ottobre fallisce.
  • La presa di Roma avviene  il 20 settembre 1870 e l’evento è strettamente collegato alla guerra tra Francia e Prussia. Le truppe francesi che da anni, per volere di Napoleone III, presiedono Roma e difendono il Papa, vengono richiamate per accorrere a combattere contro la Prussia. A questo punto lo Stato Italiano non ha più ostacoli e decide di prendere Roma.
  • Il 20 settembre 1870 le truppe italiane guidate da Cadorna, dopo alcune cannonate a Porta Pia entrano in città tra i festeggiamenti della folla. Pio IX si ritira in Vaticano gridando allo Stato “usurpatore”
  • Nel luglio 1871 corte e governo si trasferiscono a Roma che diventa capitale.
  • Lo Stato aveva posto fine al potere temporale dei papi contro, ovviamente, la volontà del Pontefice che non riconosceva la legittimità dello Stato.
  • Si apre una fase delicatissima: come si devono comportare i cittadini cattolici?
  • Nel 1874 Pio IX vieta (no expedit) di partecipare alle elezioni del parlamento di uno Stato “usurpatore” e il governo italiano si trova così nella condizione di dover risolvere unilateralmente i rapporti con la Chiesa
  • E lo fa con la LEGGE DELLE GUARENTIGE che non fu accettata dal suo destinatario, la Chiesa. La legge si ispirava al principio cavouriano di separazione tra Stato e Chiesa e fu un esempio di prudenza e di sapienza giuridica.
  • Viene riconosciuta l’extraterritorialità dei palazzi Vaticano e Laterano e della villa di Castelgandolfo, viene garantita l’inviolabilità della persona del Pontefice, il libero esercizio del potere spirituale, la possibilità di comunicazione del Pontefice in Italia e all’estero e la piena indipendenza dell’azione del clero da ogni controllo dello stato italiano.
  • La Chiesa mantiene dunque viva la sua protesta ma non può più atteggiarsi a perseguitata.
  • L’UNITA’ NAZIONALE E’ COSI’ RAGGIUNTA

 

L’ITALIA DALL’AVVENTO DELLA SINISTRA ALLA CRISI DI FINE SECOLO

 

  • Nel 1876, in Italia, la classe politica è ancora quella che ha conquistato l’unita: la destra storica. In questo anno il Regno ha raggiunto la parità di bilancio.
  • Il pareggio di bilancio, però, è stato ottenuto con un sistema fiscale rapace che colpisce con ferocia i consumi delle masse e della gente più povera.
  • Sul piano politico vanno così formandosi le condizioni per un mutamento.
  • La Destra è sempre più contestata dalla cosiddetta “Sinistra Giovane”, una forza eterogenea che unisce gruppi di sinistra storica con a capo Depretis, della sinistra repubblicana di Mazzini e della sinistra meridionale guidata dal barone Nicotera.
  • La Sinistra Giovane va precisando la propria strategia tra il 1874 e il 1876 e Depretis è l’esponente più autorevole dello schieramento.
  • Il ministero Minghetti, l’ultimo della Destra, cade nel 1876 e il re incarica Depretis di formare un nuovo governo. L’era della Destra è finita.
  • Depretis governò quasi ininterrottamente dal 1876 al 1887 e sale al potere con un programma riformatore che prevede:
      • Difesa stato laico e lotta la clericalismo
      • Istruzione elementare obbligatoria
      • Decentramento amministrativo
      • Diminuzione e redistribuzione del carico fiscale favorendo il Mezzogiorno
      • Fedeltà alla monarchia
  • Una volta al potere, però, Depretis ridimensiona questo programma. Iniziano gli anni del “trasformismo”.
  • Politica del trasformismo: nella sostanza si abbandona il modello inglese basato sul bipolarismo e si va verso una sorta di “grande centro” che tende a conglobare le opposizioni moderate e a emarginare le ali estreme. La maggioranza, quindi, non si basa più su un programma preciso ma si basa su patteggiamenti e compromessi.
  • Leggi importanti sono:
      • Legge Coppino 1877: scuola elementare obbligatoria per due anni per fronteggiare l’analfabetismo (70%).
      • Abolita la tassa sul macinato 1879
      • 1882 varata la riforma elettorale : potevano votare tutti coloro che avevano compiuto 21 anni, erano alfabeti oppure pagavano una certa quota di imposta.
  • Nello stesso anno della riforma elettorale, 1882, si apre anche un nuovo capitolo per l’Italia in politica estera: con Prussia e Austria si conclude il 20 maggio 1882 il trattato di TRIPLICE ALLANZA (patto essenzialmente anti francese)
  • E’ una vera svolta in quanto si lascia la tradizionale linea di amicizia verso la Francia per avvicinarsi a quello che per decenni è statoli nemico storico, l’Austria.
  • A corte re Umberto I succede al padre Vitt. Emanuele II e tutti sono molto fieri di essersi alleati con imperi centrali così forti.
  • L’Alleanza, però, tornava molto più utile alla Germania (che aveva un alleato in più contro la Francia) e all’Austria (che aveva le spalle coperte contro la Russia) che non all’Italia.
  • Depretis, viste le politiche espansionistiche degli altri grandi stati, inizia nel 1882 una politica coloniale. Le imprese africane cominciano proprio nel 1882 ma nel 1885 il primo tentativo coloniale italiano si conclude con una totale disfatta.
  • L’ultima iniziativa politica di Depretis è nel 1887 il tentativo di una conciliazione fra Stato e Chiesa ma le trattative si arenano ben presto sul punto cruciale del potere temporale del Papa: il Pontefice rivuole Roma e il Lazio mentre lo stato italiano non concedere nulla.
  • Il 29 luglio 1887 Depretis muore. Gli succede Crispi che per quasi un decennio dominerà la scena politica italiana.
  • Crispi, sostenuto nel suo nazionalismo da industriali e  armatori, intende, appena giunto al potere, dare al trattato della Triplice Alleanza un tono di ostilità attiva verso la Francia e in campo coloniale mira subito a risollevare il prestigio italiano (maggior successo trattato di Uccialli in cui l’Etiopia riconosce le conquiste italiane in Eritrea). In politica interna accentra su di sè le cariche di Pres. del Consiglio, ministro degli esteri e ministro degli interni.
  • Nel 1889 viene emanato un nuovo codice penale (detto Codice Zanardelli), abolisce la pena di morte e rende libero lo sciopero.
  • Nasce, però, da parte Radicale e Repubblicana, un programma decisamente anticrispino. E’ il PATTO DI ROMA (maggio 1890).
  • Patto di Roma: chiede sostanzialmente la riduzione dei poteri dell’esecutivo, il decentramento, l’uscita dell’Italia dalla Triplice Alleanza, una energica riforma fiscale e la riduzione dell’orario di lavoro a 8 ore.
  • Crispi cade nel gennaio del 1891 perché la Camera si rifiuta di approvare proposte di inasprimento fiscale.
  • Febbraio 1891 entra in carica al governo Antonio di Rudinì e nel maggio 1892 gli successe GIOLITTI, il più abile statista dopo Cavour.
  • Giolitti, divenuto Ministro del Tesoro di Crispi (e anche delle Finanze 1890), si dimette nel dicembre 1890 in quanto non condivide gli eccessi militaristici e coloniali  (e relative spese) del governo.
  • Il primo ministero Giolitti (1892) è molto breve. Dichiara di voler rivedere il sistema fiscale diminuendo il carico dei non abbienti e fa sentire alle opposizioni un clima più liberale ma la sua opera è interrotta da due fatti: lo scandalo della Banca romana (il cui direttore era stato fatto nominare senatore da Giolitti) e la crisi legata alle agitazioni in Sicilia dirette dai Fasci siciliani (organizzazioni di contadini, braccianti, piccoli possidenti) per crisi agraria. La rivolta era incentrata soprattutto contro un eccessivo fiscalismo.
  • A fine novembre 1893, per questi motivi, Giolitti diede le dimissioni. Il 15 dicembre dello stesso anno Crispi torna al potere: viene proclamato lo stato d’assedio in Sicilia e ci sono circa 100 morti. Crispi arriva a far credere che i fasci volessero staccare la Sicilia dall’Italia per poi consegnarla a potenze straniere e ciò porta alla repressione di movimenti oprai e socialisti in tutto lo stato italiano.
  • Crispi è salutato con soddisfazione dalla maggior parte della borghesia che vede in lui l’uomo forte della repressione. Riprende anche le mire espansionistiche verso l’estero anche se l’unico possedimento italiano d’oltre mare era lEritrea. Il controllo sulla colonia, però, è precario dato che i rapporti tra Italia ed Etiopia sono andat sempre più deteriorandosi.
  • Il 7 dicembre 1895 un contingente italiano subisce una sanguinosa sconfitta all’Amba Alagi. Crispi cerca ad ogni costo una rivincita ma nel marzo 1896 gli italiani vengono nuovamente sconfitti (7.000 morti)
  • In Italia aumentano ogni giorno le manifestazioni contro la guerra e Crispi rassegna le dimissioni.
  • A Crispi succede Rudinì (marzo 1896-giugno 1898) che si trova a fronteggiare un’eredità quanto mai pesante. Cerca di attenuare la tensione politica interna concedendo un’amnistia che libera i condannati dei fasci e in politica estera avvia un processo di distensione con la Francia.
  • La situazione, però, precipita nel corso del 1898. La tensione esplode a Milano: il prezzo del pane è notevolmente rincarato a causa di un cattivo raccolto e dalla diminuzione delle importazioni di grano dagli USA che sono in guerra con la Spagna per il possesso di Cuba e delle Filippine.
  • Il 6-9 maggio 1898 il Gen Bava Beccaris affronta la folla con artiglieria e causa molti morti ricevendo, per questa azione, da Umberto I la Gran Croce dell’ordine militare dei Savoia. Indignazione generale tra socialisti e borghesi.
  • Rudinì chiede al re di sciogliere le Camere e indire nuove elezioni. Il re rifiuta e Rudinì si dimette. Viene nominato (dal re) il generale Pelloux che rimane in carica per circa 2 anni (giugno 1898-giugno 1900). Gli succederà Saracco (giugno 1900-febbraio 1901).
  • Il 29 luglio 1900, un anarchico venuto dagli USA, uccide Umberto I per vendicare i morti di Milano del 98 e l’offesa della decorazione di Bava Beccaris. Gli succede il figlio Vitt. Emanuele III
  • Il nuovo re tira le somme della situazione politica creatasi nel paese e nomina presidente del Consiglio Zanardelli (opposizione liberale a Pelloux) e il ministro degli Interni è Giovanni Giolitti.

L’ITALIA DURANTE L’ETA’ GIOLITTIANA

 

  • Nel 1901 primo ministro è Giuseppe Zanardelli, uomo di saldi principi liberali, mentre ministro dell’interno è Giovanni Giolitti.
  • Il ministro degli interni ha un compito delicatissimo: la tutela dell’ordine pubblico.
  • Appena insediato, Giolitti capovolge l’operato dei suoi predecessori soprattutto nei confronti dell’atteggiamento verso le proteste dei lavoratori: dichiara che di fronte ai conflitti di lavoro lo stato si sarebbe comportato in modo neutrale nei confronti delle due parti lasciando sbigottite le classi possidenti che sino ad allora erano state abituate ad essere difese dallo stato.
  • Gli scioperi hanno così una brusca impennata.
  • L’idea di Giolitti è precisa: lasciar svolgere senza interventi gli scioperi di ordine economico per consentire il rialzo dei salari (che sarebbe stato utili ad accrescere poi la domanda interna) e combattere gli scioperi di natura politica perché perturbatori dell’ordine pubblico.
  • 1902: la resistenza padronale, specie nelle campagne, assume caratteri di estrema durezza. La magistratura si schiera dalla parte padronale e anche Giolitti deve far vedere un aspetto più conservatore della propria politica minacciando i ferrovieri che volevano scendere in sciopero (non si poteva non garantire un servizio pubblico essenziale)
  • Il dominio di Giolitti dura, salvo brevi interruzioni, dal 1901 al 1909 e dal 1911 alla primavera del 1914. Resta al timone dello stato sia nella fase di progresso dell’industria (durata fino al 1907) sia durante la crisi.
  • Giolitti interpreta bene la situazione così complessa dello stato negli anni del  nuovo secolo tanto da consacrarla come età giolittiana.
  • 1902-1907 si verifica la massima accelerazione dell’industrializzazione all’interno della fase di generale sviluppo iniziata nel 1896. Progressi nel campo della siderurgia, della meccanica, dell’industria elettrica e automobilistica ( la FIAT viene fondata nel 1899 da Giovanni Agnelli).
  • Iniziano le distinzioni di sviluppo tra nord, centro e sud. Il meridione rimane come retroguardia, così si spiega la disoccupazione come ondata di emigrazione verso il centro-nord.
  • Ancora nel 1902, il ministro delle finanze Wollemborg, propone una riduzione delle tasse indirette e un aumento di quelle dirette e Giolitti, dopo aver in un primo tempo sostenuto l’idea, deve abbandonarla a causa delle durissime resistenze delle classi alte. Sono invece approvate modifiche in materia di legislazione sociale: tutela del lavoro minorile e femminile.
  • Sempre nel 1902 ci sono interventi a favore del mezzogiorno: legge per l’industrializzazione di Napoli, acquedotto pugliese, provvedimenti per la Basilicata.
  • Zanrdelli, malato, si dimette nell’ottobre del 1903. Gli succede Giolitti che forma il suo secondo ministero (novembre 1903-marzo 1905)
  • Emerge un disegno che sarà poi l’anima della sua strategia: dividere il partito socialista così da legarne una parte a sé.
  • A grandi linee il partito socialista si presenta con una doppia ideologia: da un lato vi sono i cosiddetti riformisti, che hanno in Turati il loro uomo più determinato, aperti a un possibile dialogo col mondo borghese e liberale; dall’altro ci sono i cosiddetti rivoluzionari che hanno in Labriola e Ferri i loro esponenti di punta, intransigenti verso qualsiasi dialogo con la borghesia, convinti di cambiare il mondo non con i patteggiamenti ma con una rivoluzione che spazzi via la proprietà privata.
  • Giolitti propone a Turati di entrare a entrare nel ministero. Turati, convinto che il partito non lo avrebbe seguito, rifiuta.
  • Tra il 4  e il 14 settembre del 1904 l’Itala è sconvolta da una serie di scioperi molto duri, proclamati per protesta contro un eccidio proletario compiuto dalla forza pubblica.
  • Giolitti non cede ai conservatori che chiedono la repressione aperta. Scioglie la Camera e fa indire dal re le elezioni che sono un successo per lui.
  • A questo risultato favorevole ai liberali concorre un fatto nuovo: Papa Pio X ha consentito, facendo eccezione al no expedit, che i cattolici, in alcuni collegi, votassero per i liberali per impedire la vittoria dei socialisti.
  • Le organizzazioni cattoliche fanno capo all’Opera dei congressi del 1874 e hanno dato vita, secondo i principi dei bisogni dei più deboli, a una serie di organismi sociali, culturali e economici, fra cui spiccano le casse rurali e le società di mutuo soccorso. Tra la fine secolo e il 1904 diedero vita, guidati da Romolo Murri, a un sindacalismo cattolico che mette le sue radici soprattutto al nord nelle industrie tessili. In Sicilia, un altro giovane prete, Luigi Sturzo, si fa vigoroso organizzatore di leghe contadine. (Nel 1904 Pio X scioglie l’Opera)
  • Il secondo ministero Giolitti termina nel marzo 1905, in seguito alle agitazioni indette dai ferrovieri di fronte a un progetto che vieta ai dipendenti delle ferrovie lo sciopero.
  • Il successore è Alessandro Fortis (marzo 1905- febbraio 1906). Luogotenente di Giolitti attua il progetto ma l’opposizione liberale, cappegiata da Sonnino, causa la sua caduta. Sonnino gli succede per brevissimo tempo (febbraio-marzo1906) in quanto il suo programma si basa su riforme non gradite né ai proprietari  meridionali né agli industriali settentrionali.
  • Giolitti torna al governo e questa volta per un periodo lungo: maggio 1906- dicembre 1909. Questo è il suo terzo ministero e consente a Giolitti di operare con forza nella direzione di un riformismo attento, però, a non modificare gli equilibri tra le classi e gli interessi delle classi alte.
  • Leggi a favore della Calabria e della Sicilia e sgravi per i proprietari terrieri.
  • 1907-1908: una crisi industriale dovuta a eccessivi investimenti e a uno scarso assorbimento della produzione investe tutti i paesi più avanzati e si fa sentire anche in Italia.
  • La crisi è superata nel 1908 con una soluzione che divenne classica: maggiore concentrazione delle imprese più forti e l’accentuazione del loro carattere monopolistico.
  • Tra il 1908 e il 1913 il tasso di sviluppo è assai più moderato rispetto al decennio precedente.
  • Nel 1909 ricompare il disavanzo di bilancio dello stato destinato ad aumentare notevolmente e questa situazione si riflette nelle agitazioni sociali. Nel 1907 l’ondata di agitazioni è assai forte sia da parte proletaria sia da parte padronale.
  • Nel 1906 nasce la CGL (confederazione generale del lavoro) per correggere il carattere troppo locale delle camere del lavoro e doveva diventare roccaforte del riformismo.
  • Gli imprenditori fecero qualcosa di analogo: a Torino nel 1906 sorse la lega industriale che nel 1910 diventa confederazione italiana dell’industria (CONFINDUSTRIA)
  • In campo cattolico, dopo lo scioglimento dell’Opera dei congressi, il movimento si organizza, nel 1906, secondo le direttive del Vaticano, in varie unioni. Murri, che non vuole arrendersi alla fine della “democrazia cristiana”, da vita a una propria organizzazione. Viene scomunicato e allontanato dalla Chiesa. Sturzo, invece, obbedisce al Vaticano in attesa di tempi migliori.
  • Murri e Sturzo in effetti sono antigiolittiani. Considerano Giolitti come l’esponente di un liberalismo trasformista (di fatto aveva proposto alleanza con Turati) che privilegia ancora i rapporti con organizzazioni socialiste emarginando quelle cattoliche.
  • Fra gli intellettuali di rilievo dell’epoca, il grande filosofo Benedetto Croce, che nel 1903 fonda “La Critica”, è uno dei pochi che ha sostenuto Giolitti  e ne ha appoggiato l’operato. Vede in Giolitti un uomo capace di conciliare le esigenze del liberalismo e quelle del conservatorismo.
  • Nel 1908 viene fondata, per opera di Prezzolini e Papini, “La Voce”, una rivista destinata a suscitare larga eco di critica al giolittismo senza, però, esagerazioni.
  • Nel marzo del 1909 le elezioni segnano un forte rafforzamento dei socialisti. Anche radicali e repubblicani si rafforzano.
  • Per fronteggiare questo pericolo Pio X attenua ulteriormente il valore del no expedit e permette a sempre più cattolici di votare a sostegno dei liberali.
  • Nel dicembre del 1909 Giolitti si è visto bocciare dalla Camera alcune proposte di legge. Si dimette.
  • Gli succede Sonnino per il suo secondo ministero che cade dopo pochi mesi, marzo 1910.
  • Sonnino è sostituito da Luttazzi,  luogotenente di Giolitti che avvia un progetto di allargamento del suffragio a tutti gli alfabeti.
  • Nel marzo 1911 Giolitti torna al potere e forma il suo quarto ministero (marzo 1911- marzo 1914)
  • Giolitti propone il suffragio universale maschile (riprendendo il progetto Luttazzi) sperando, in questo modo, di attenuare le ostilità socialiste (come se fosse una resa di favori) nei confronti della guerra alla Libia, ormai chiaramente nelle sue intenzioni.
  • Il suffragio universale maschile viene approvato e quindi il diritto di voto si estende anche agli analfabeti. (Legge approvata 25 maggio 1912)
  • Con questa legge Giolitti ha posto le basi per un allargamento di consensi a sinistra e può, allora, rivolgersi alla Libia.
  • I motivi sono in parte di natura internazionale e in parte di natura interna: sul piano internazionale Giolitti intende parare il pericolo che la Libia cadesse sotto il controllo di altre potenze europee data la sua posizione strategica. Sul piano interno, invece, voleva dare soddisfazione agli ambienti della finanza vaticana che in Libia avevano  numerosi interessi attraverso il Banco di Roma.
  • La guerra, iniziata nel settembre 1911, contro la Turchia sotto la cui sovranità era la Libia, termina nell’ottobre 1912.
  • Uno sciopero generale verso la guerra viene più o meno contenuto ad eccezione della Romagna dove un rivoluzionario socialista Mussolini e un repubblicano Nenni promuovono violente agitazioni di piazza.
  • La guerra contro la Turchia è assai più dura e lunga del previsto: ha provocato oltre 3.000 morti, migliaia di feriti, consumato molto materiale bellico e aumentato fortemente il disavanzo dello stato.
  • Nel 1913 si svolsero le prime elezioni a suffragio universale maschile (le donne solo nel 1946). Questa ampia affluenza preoccupa i liberali in quanto privi di una organizzazione capace di mobilitare le masse (che avevano i socialisti).
  • “Patto Gentiloni”: Gentiloni, presidente dell’unione elettorale cattolica, invita i liberali a stringere un patto. Il voto dei cattolici in cambio dell’opposizione nella nuova Camera ad ogni legge volta a ledere i principi cattolici (es. divorzio). Giolitti non si impegna personalmente, ma lascia fare.
  • L’aiuto cattolico salva i liberali dalla sconfitta ma i socialisti ottengono comunque 79 deputati
  • La nuova Camera, però, non è la Camera che voleva Giolitti. Così si dimette.
  • Giolitti stesso indicò come successore Calanda, pugliese liberale, di destra, di tendenze autoritarie.
  • Il clima politico e sociale del paese è assai mutato. Finisce così quella che è passata alla storia come l’età giolittiana.

 

LA PRIMA GUERRA MONDIALE

 

TRIPLICE ALLEANZA : Germania, Austria, Italia
TRIPLICE INTESA      :  Francia , Inghilterra, Russia

 

  • La storia dei rapporti fra le potenze che corre fra la fine del 1800 e il 1914 sta a mostrare quanto carica di tensioni sia stata la situazione in Europa.
  • Il fatto che Austria e Germania abbiano avuto un atteggiamento particolarmente aggressivo, in questo periodo, e che abbia provocato lo scoppio della guerra mondiale è stato il risultato di continue disfatte diplomatiche accumulate negli anni.
  • La Germania, inoltre, era particolarmente ansiosa di confrontare la sua splendida macchina bellica di terra contro gli eserciti più deboli dell’Intesa
  • La scintilla, non in alcun modo la causa, che ha dato fuoco alle polveri scoppia a Sarajevo, in Bosnia il 28 giugno 1914 con l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono austro-ungarico e sua moglie. (Francesco Ferdinando era il più duro sostenitore delle mire aggressive dell’Austria nei confronti della Serbia)
  • In Austria l’accaduto provoca notevole sdegno e il fatto viene preso come spunto per liquidare la Serbia. La Germania dà a questo progetto tutto il suo appoggio.
  • Il casus belliviene trovato dall’Austria che lancia un ultimatum durissimo alla Serbia: se quest’ultima avesse accettato sarebbe diventata uno stato satellite dell’Austria.
  • Una proposta inglese di mediazione dell’Inghilterra viene seccamente respinta, l’Austria rifiuta ogni compromesso, mobilita il proprio esercito e il 28 luglio attacca.
  • Intanto la Russia, in appoggio alla Serbia, il 30 luglio proclama la mobilitazione generale.
  • La Germania, allora, interviene direttamente e il 31 luglio indirizza alla Russia un ultimatum: deve revocare immediatamente la mobilitazione. La Russia non risponde neppure.
  • Il 1° agosto la Germania dichiara guerra alla Russia
  • La Francia mobilita lo stesso giorno e il 3 agosto la Germania dichiara guerra alla Francia.
  • Sempre il 3 agosto l’Italia fa conoscere la sua posizione di neutralità giustificandola col fatto che la Triplice Alleanza ha scopo difensivo e non bellico.
  • La Gran Bretagna, resasi conto che una vittoria dell’Alleanza avrebbe portato un dominio incontrastato della Germania sull’Europa, decide di entrare in guerra e il 4 agosto dichiara guerra alla Germania.
  • LA PRIMA GUERRA MONDIALE DELLA STORIA ERA COMINCIATA
  • Scendono in campo eserciti immensi alimentati dalla potenza delle industrie belliche moderne e appoggiati da un apparato propagandistico forte come la stampa. Il conflitto dura dall’agosto 1914 al novembre 1918.
  • La Gran Bretagna, con la potenza della sua flotta, contro cui la Germania ha potuto ben poco, riesce a isolare sia Germania che Austria da tutti i rifornimenti di materie prime per l’industria bellica che di prodotti alimentari provenienti dai paesi extra europei. Inoltre ha messo a disposizione degli alleati ingenti capitali sotto forma di prestiti e tutte le risorse immense del suo impero.
  • Gli Stati Uniti, ormai divenuti la prima potenza industriale del mondo, sono stati portati a sostenere il campo antitedesco e anche il Giappone, che entra in guerra il 15 agosto 1914, è contro la Germania e si impadronisce dei possedimenti tedeschi in Cina.
  • Lo scopo della Germania è vincere la guerra, diventare una potenza mondiale e dominare un’Europa rimodellata sotto la sua egemonia. Non valuta, però, le forze che la Gran Bretagna è in grado di mobilitare nel mondo né la ricchezza di risorse del campo avversario.
  • L’imperialismo e il nazionalismo sono diventate ideologie di massa in grado di cementare fra loro categoria sociali fino ad allora in lotta di fronte a problemi di politica. Ogni paese scopre, così, nella guerra la sua missione storica.
  • In tal modo l’annientamento del nemico diventa un servigio al progresso e alla civiltà. Ogni governo fece credere alla propria opinione pubblica di essere vittima dell’aggressione da parte degli altri.
  • La guerra è così sentita come una liberazione.
  • I partiti socialisti di tutti i paesi europei, sino ad allora contrari ad ogni guerra, si mostrano ora a favore. Gli unici contrari sono i socialisti russi, i bolscevichi e il partito serbo ma sono casi isolati.
  • L’inizio della guerra pare confermare le previsioni tedesche: la Germania ha un esercito disciplinato comandato da un corpo ufficiali selezionato e dotato di artiglieria pesante senza eguali. L’Austria ha un esercito ben armato anche se soffriva della sua composizione multinazionale. La superiorità sembrava ovvia.
  • Sul campo opposto la Francia ha un esercito armato di artiglieria leggera superiore a quella tedesca, la Russia ha un esercito male armato e ufficiali con scarsa efficienza tecnica (ma la sua forza è il numero) e la Gran Bretagna ha un esercito di terra ridotto.
  • Tutti i maggiori stati contavano su un conflitto di breve durata. Il fatto è che la Germania contava di tenere l’Inghilterra fuori dal conflitto e di schiacciare la Francia e la Russia in 2 o 3 mesi basandosi sulla forza d’urto delle proprie armate.
  • Le previsioni tedesche, all’inizio della guerra, sembrano confermate.
  • Il 4 agosto l’esercito germanico penetra in Belgio e, dopo averlo travolto, punta su Parigi. Il 3 settembre il governo francese abbandona Parigi e si trasferisce a Bordeaux. L’esercito francese si distribuisce sulle sponde della Marna dove gli viene ordinata una resistenza ad oltranza.
  • Battaglia della Marna 6-12 settembre 1914 (vede impegnati 2 milioni di uomini) arresta lo slancio tedesco e permise una controffensiva francese. I risultati sono di enorme portata: non solo l’esercito francese evita la distruzione ma sfuma anche il piano tedesco di trasferirvi (in Francia) la gran parte delle forze germaniche.
  • Ha ora inizio la guerra di logoramento, segnata dalla costruzione di lunghe trincee.
  • A oriente i russi in agosto tentano una penetrazione in Prussia ma vengono duramente sconfitti nelle battaglie di Tannenberg 27-30 agosto e dei laghi Masuri 8-10 settembre. Ottengono, invece, successi contro gli austriaci che devono evacuare la Galizia. Le sconfitte russe, però, sono importanti in quanto costringono i tedeschi a muovere truppe dal fronte occidentale favorendo la resistenza francese.
  • Alla fine di ottobre, gli imperi centrali, riescono a far entrare in guerra la Turchia. Il fatto costringe l’esercito russo a dividere le forze su due fronti e permette agli imperi centrali di assumere il controllo degli Stretti.
  • Bloccati dalla battagli della Marna i tedeschi tentano di tagliare l’Inghilterra dalla Francia ma non riescono a spezzare la resistenza franco-britannica (battaglia delle Fiandre)
  • Alla fine del 1914 la battaglia sul fronte occidentale ha assunto carattere di battaglia di trincea lungo 800 km dalle Fiandre alla Svizzera. La situazione si stabilizza
  • Tedeschi e austriaci decidono, allora, si sferrare una massiccia offensiva alla Russia che risente in modo drammatico della mancanza di un’industria interna che rifornisca l’esercito di armi e munizioni. I russi vengono respinti fino alla Beresina.
  • Mentre veniva sferrata l’offensiva ai russi, l’Italia dichiara guerra all’Austria. Ma facciamo un passo indietro: dichiarando la sua neutralità, l’Italia, aveva messo in luce due fatti. Il primo era la labile alleanza con l’Austria (il Trentino era ancora sotto il dominio di Vienna) e il secondo che aveva una scarsa preparazione militare.
  • In generale le maggiori forze politiche italiane sono favorevoli alla neutralità: i liberali giolittiani proprio per l’inadeguatezza militare, molti settori dell’industria erano convinti che restando neutrali avrebbero fatto affari migliori, i socialisti esprimono il pensiero operaio e contadino contrario al conflitto, i cattolici sono in genere pacifisti. In più, dichiarando neutralità, l’Italia si era attenuta alla lettera al trattato della Triplice Alleanza (principio difensivo e non offensivo) e quando Germania e Austria dichiararono guerra non interpellarono minimamente l’Italia.
  • Gli unici favorevoli erano alcuni capi del sindacalismo rivoluzionario, i nazionalisti interventisti, ovvero Mussolini e i liberali anti giolittiani.
  • Dal connubio tra antigiolittiani e nazionalisti scaturisce una forza che, seppure limitata, riesce a trascinare l’Italia in guerra. Quindi il passaggio dalla neutralità all’intervento in guerra è stato deciso, al di fuori dell’opinione pubblica e del Parlamento, dal Governo con l’appoggio della Corona e dei nazionalisti.
  • Di fatto Salandra, capo del gabinetto, segue una politica di patteggiamenti tanto con gli stati centrali che con l’Intesa. Ma è la logica stessa degli interessi che spinge l’Italia nel campo dell’Intesa. L’Italia ha rivendicazioni verso l’Austria (Trento e Trieste).
  • Il 26 aprile 1915 viene firmato a Londra un trattato in base al quale l’Italia s’impegna a entrare in guerra entro un mese dalla firma. Il trattato, che rimarrà segreto all’opinione pubblica fino al 1917, sostanzialmente prevede:
      • l’annessione del Tirolo cisalpino fino al Brennero
      • l’annessione di Trento
      • Trieste e Gorizia
      • L’Istria fino al Quarnaro esclusa Fiume
      • La Dalmazia
      • Valona in Albania e il protettorato sull’Albania
      • Il Dodecaneso e parte del bottino da spartire dopo la distruzione dell’impero turco
      • Il bacino carbonifero di Adalia
  • In fine la Gran Bretagna concede crediti ingenti così, l’Italia, entra in guerra con un duplice obbiettivo: nazionale, per congiungere territori alla madre patria e uno imperialistico perché prevede la conquista di territori stranieri.
  • Il Governo manovra le manifestazioni di piazza che hanno il loro culmine in maggio, le cosiddette “radiose giornate di maggio”, per appoggiare un intervento già deciso. Funzione delle agitazioni era fare da contraltare alle opposizioni delle masse lavoratrici. Acclamati dai nazionalisti sono soprattutto i discorsi di D’Annunzio.
  • Il 23 maggio l’Italia indirizza un ultimatum all’Austria e il 24 entra i guerra contro questa.
  • Si è già detto che gli italiani entrano in guerra proprio mentre i russi subiscono gravi rovesci da parte degli austriaci. L’esercito italiano, sotto il comando supremo di Luigi Cadorna (figlio di Raffaele che aveva guidato le truppe a Porta Pia) gode di una notevole superiorità numerica e soprattutto non è stanco. Manca però di adeguata preparazione.
  • Cadorna ordina una serie di offensive nelle zone dell’Isonzo e del Carso tra la fine di giugno e l’inizio di dicembre del 1915 senza raggiungere alcun reale risultato nonostante il valore della fanteria.
  • Alla fine dell’anno il nostro esercito è in stato di semi collasso.
  • Sul fronte francese gli alleati non facevano passi avanti, i russi restano assediati nelle loro posizioni tra il Baltico e il Dniepr, mentre nei Balcani in ottobre 1915 la Bulgaria entra in guerra a fianco degli imperi centrali aggravando la posizione della Serbia che viene invasa.
  • Il 1915 si chiude nettamente a favore degli imperi centrali anche se gli effetti del blocco navale imposto dagli inglesi cominciava a farsi sentire in modo pesante. Le riserve dell’Intesa, in vista di una guerra lunga, erano decisamente superiori.
  • Il 1916 è contraddistinto da una serie di grandi offensive tedesche sul fronte occidentale, da un’inaspettata offensiva russa e dal tentativo dell’Austria di eliminare l’Italia. Nessuna di queste offensive, però, raggiunge l’obbiettivo di sfondare le linee nemiche arrivando a una vittoria sostanziale.
  • I tedeschi sono convinti di poter infliggere un colpo decisivo alla Francia e il 21 febbraio 1916 attaccano Verdun. I francesi riescono a tenere le linee fino a che, il 22 giugno, per alleggerire Verdun, francesi e inglesi sferrano un attacco durissimo sul fronte della Somme. Per la prima volta gli alleati impiegano carri armati. Il fronte della Somme salva così Verdun.
  • In seguito all’offensiva di Verdun, la Francia sollecita italiani e russi ad offensive per aiutarla. Inizia, così, sul fronte dell’Isonzo la quinta offensiva che, però, non consegue alcun obbiettivo. Anzi, il mancato successo italiano convince gli austriaci che è possibile sferrare un attacco decisivo all’Italia.
  • Il 15 maggio inizia la Strafexepidion (spedizione punitiva contro l’alleato traditore) tra il lago di Garda e il Brenta. Nel corso di questa offensiva gli austriaci catturano Cesare Battisti anche se quest’ultimo è suddito austriaco e quindi viene considerato più che un prigioniero: è considerato un traditore e viene impiccato.
  • Cadorna e Vitt. Emanuele III rivolgono un appello di soccorso allo Zar. I russi il 4 giugno passano all’attacco arrivando fino ai Carpazi meridionali. Un intervento delle truppe tedesche riesce parzialmente a contenere i russi ed evitare la capitolazione dell’Austria.
  • Il successo russo ha due conseguenze: la prima è che induce la Romania ad entrare in guerra a fianco dell’Intesa (agosto 1916) che non riesce, però, a resistere ai tedeschi e viene messa fuori combattimento a dicembre, la seconda, invece, consente all’esercito italiano di passare al contrattacco ad agosto e conquistare Gorizia.
  • La strafexspedition mette a nudo l’impreparazione dell’esercito italiano e ha come contraccolpo la caduta di Salandra. Viene sostituito da un ministero nazionale presieduto da Boselli (giugno 1916-ottobre 1917).
  • 28 agosto 1916 l’Italia dichiara guerra alla Germania.
  • In definitiva anche il 1916 si chiude senza risultati decisivi.
  • I governi di tutti i paesi sono entrati in guerra nella convinzione di una rapida conclusione. Invece, nell’impossibilità reciproca di distruggere gli avversari, gli eserciti si sono attestati su lunghissimi fronti che, a volte restano immobili per mesi e mesi.
  • Le armi, rispetto a quelle usate nelle ultime guerre dell’800, sono nuove e ancora più devastanti: fucili a ripetizione, cannoni, mitragliatrici e uso di gas. Nessuna di queste nuove armi, però, si rivela decisiva.
  • Il prolungarsi della guerra ha avuto decisive conseguenze sia sul piano economico sia su quello politico. Per rifornire gli eserciti l’industria viene mobilitata in modo imponente ma, data la scarsità di manodopera maschile, vengono largamente impiegate le donne. Così la produzione per l’esercito, in tutti i paesi, è fonte di ampissimi profitti per le grandi industrie la cui ricchezza contrasta con la miseria delle masse.
  • Le carneficine senza vittoria né per l’uno né per l’altro mutano profondamente l’orientamento degli spiriti verso la guerra e il suo significato: l’ondata di patriottismo si tramuta nella più amara delle delusioni. Tutti i soldati desiderano ardentemente la fine, al più presto, dello spaventoso massacro.
  • Significative manifestazioni di questo orientamento si hanno sia nel 1915 sia nel 1916 con due conferenze che aspirano a una “pace senza annessioni e senza indennità”. Una specie di ritorno allo status quo ante.
  • Nel dicembre del 1916, Guglielmo II, imperatore di Germania, prende un’iniziativa spettacolare: fa un’offerta di pace. Si tratta di una manovra a scopo propagandistico volta a contrastare l’immagine della Germania come responsabile della guerra. L’Intesa la respinge e afferma che non c’è soluzione se non una vittoria totale sugli imperi centrali. I tedeschi, allora, si propongono di spezzare il blocco navale inglese con una guerra sottomarina illimitata. Ovvero i tedeschi avrebbero colpito senza preavviso tutte le navi, anche quelle dei paesi neutrali.
  • Una simile decisione suona come una minaccia nei confronti degli USA, principale fornitore della Gran Bretagna e della Francia. Infatti la guerra sottomarina illimitata provoca l’ingresso in guerra degli stati Uniti (6 aprile 1917).
  • L’ingresso degli USA ha straordinariamente rafforzato l’Intesa sia finanziariamente che militarmente. Il presidente Wilson dichiara che bisogna mettere fine ai governi autoritari degli imperi centrali anche se, in effetti, gli interessi americani erano non proprio ideologici ma pratici. La guerra sottomarina minacciava i commerci statunitensi coi paesi dell’Intesa e una vittoria tedesca avrebbe rafforzato il capitalismo germanico.
  • L’ingresso degli USA ha un grande valore per l’Intesa anche perché avviene proprio mentre la Russia sta cedendo. La Russia zarista cade sotto il peso della sua arretratezza economica e dei contrasti sociali e politici interni.
  • Nel marzo 1917, a Pietrogrado, scoppia la rivoluzione che provoca la caduta dello varismo e la proclamazione della repubblica. L’esercito russo va rapidamente disgregandosi.
  • I tedeschi, con la guerra sottomarina, sono convinti di poter mettere in ginocchio gli inglesi in pochi mesi ma tale guerra non raggiunge i suoi obbiettivi.
  • In Germania, presa nella morsa del blocco navale, l’opposizione delle masse operaie alla guerra va rapidamente crescendo. Tuttavia, i generali tedeschi, inebriati dal cedimento russo, contano di mettere fuori campo  Francia e Gran Bretagna prima che gli effetti dell’intervento americano si facciano sentire in modo efficace.
  • L’Europa è ridotta ad un immenso mattatoio.
  • In questa situazione, così altamente drammatica, con la rivoluzione russa alle porte, papa Benedetto XV compie un gesto clamoroso: Il 1° agosto 1917 invia una nota ai capi degli stati in guerra in cui deplora “l’inutile strage” e avanza concerete proposte di pace.
  • All’interno dei vari paesi in guerra, in effetti, nel corso del 1917 si fa sentire imponente l’ondata pacifista: le truppe francesi sono stremate e vi sono ammutinamenti e ribellioni e a questo generale malcontento la Francia risponde nel modo più duro (spietate repressioni); in Italia il pacifismo fa passi da gigante anche perché la condotta della guerra del Gen Cadorna, palesemente ispirata al totale disinteresse per la vita degli uomini e dei soldati, suscita un serpeggiante spirito di rivolta.
  • Nonostante l’ingresso in guerra della Grecia nell’estate del 1917 a fianco dell’Intesa, in ottobre l’esercito italiano va incontro ad una bruciante sconfitta: quella sul fronte di Caporetto che sembra segnare la definitiva sconfitta. Le perdite italiane di quei giorni sono di circa 40.000 uomini e circa 280.000 sono fatti prigionieri dagli austro-tedeschi.
  • Cadorna parla di viltà dei nostri soldati ma la disfatta di Caporetto ha comunque ripercussioni violente sul comando supremo: Cadorna viene sostituito dal Gen. Diaz più attento alla psicologia e ai bisogni dei soldati.
  • Ritiratosi sul Monte Grappa, l’esercito italiano, anche aiutato da limitati sostegni franco-britannici oppone una resistenza che non è spezzata. Per sopperire alle numerose perdite di uomini, comunque, si arriva all’arruolamento dei ragazzi del 99. Gli austro-tedeschi sono fermati e devono iniziare il ripiegamento.
  • Il 1917 è in definitiva l’anno in cui le potenze decidono di lottare fino in fondo per la vittoria finale.
  • E’ anche l’anno in cui in Russia (febbraio) finisce lo zarismo. I bolscevichi conquistano il potere nell’ottobre di quell’anno e la loro posizione è chiarissima: la Russia deve uscire da un conflitto che il popolo non vuole. Trattano la pace con i tedeschi che viene firmata il 3 marzo 1918 a Brest-Litovsk.
  • La pace della Russia provoca, a sua volta, quella della Romania il 7 maggio 1918.
  • L’assenza di Russia e Romania permette ai tedeschi di volgere tutte le proprie forze contro il fronte occidentale sferrando attacchi che portano a una serie di brillanti vittorie parziali. Eppure il fronte occidentale non cede e, nel frattempo, gli americani, accelerano l’invio di truppe.
  • I tedeschi sferrano l’ultimo colpo sul fronte della Marna. E’ questa la “seconda battaglia della Marna” dopo quella del 1914. I tedeschi, però, sono esausti ciò permette una controffensiva generale. Francesi, inglesi e americani possono ora contare una superiorità schiacciante di mezzi che infliggerà ai tedeschi una durissima sconfitta che è stata definita “la giornata nera” dell’esercito tedesco. A seguito di ciò Guglielmo II prende in considerazione la possibilità di trattative di pace.
  • Gli alleati, ormai forti della loro superiorità, pretendono la capitolazione totale degli imperi centrali, condizioni che la Germania non intende accettare. La situazione tedesca, però, è ulteriormente aggravata dalle condizioni critiche dei suoi alleati: impero austro-ungarico, Turchia e Bulgaria che capitolerà il 26 settembre 1918. I tedeschi non sono più in condizione di resistere e retrocedendo disciplinatamente sgomberano il nord della Francia e il Belgio occidentale.
  • Mentre la Germania si dibatte in piena crisi interna (si cerca di far abdicare Guglielmo II in quanto Wilson ha una particolare avversione per l’imperatore e il suo sistema politico autoritario, per cercare di avere più opportunità in eventuali trattative di pace… Ma ovviamente Guglielmo II non abdica), la Turchia firma l’armistizio il 31 ottobre 1918 con le potenze alleate e l’Austria si dissolve: a Praga i nazionalisti proclamano la repubblica cecoslovacca, a Zagabria viene costituito la stato iugoslavo e gli ungheresi danno vita a una repubblica indipendente.
  • Il colpo decisivo all’impero ormai in sfacelo viene dato, però, dall’esercito italiano. Il 24 ottobre il gen. Diaz ordina l’offensiva generale e a Vittorio Veneto gli austriaci subiscono la disfatta definitiva.
  • Sotto la pressione della catastrofe militare anche la Germania si sgretola: l’8 novembre a Monaco viene proclamata la repubblica e il 9 anche a Berlino. I socialdemocratici danno vita ad un governo provvisorio presieduto da Ebert e nella notte fra il 9 e il 10 novembre Guglielmo II fugge in Olanda.
  • L’11 novembre 1918 una delegazione tedesca FIRMA L’ARMISTIZIO CON GLI ALLEATI. Pochi giorni prima, il 3 novembre, l’Austria aveva firmato l’armistizio con l’Italia. L’imperatore Carlo abdica dal trono d’Austria e Ungheria e in Austria viene proclamata la repubblica.
  • E’ COSI’ FINITA LA PRIMA GUERRA MONDIALE: il bilancio fra i combattenti era di circa 9 milioni di morti e 20 milioni di feriti gravi e mutilati.
  • L’8 gennaio 1919 il presidente Wilson indica i 14 punti su cui avrebbe dovuto fondarsi la ricostruzione del mondo dopo la fine del conflitto.
      1. Abolizione della diplomazia segreta così da permettere un pubblico controllo sugli accordi internazionali.
      2. Libertà dei mari 
      3. Libertà dei rapporti commerciali
      4. Riduzione degli armamenti all’estremo limite compatibile con la sicurezza interna dei paesi
      5. Politica coloniale più illuminata tenendo conto dei diritti delle popolazioni
      6. Rispetto delle decisioni della Russia in materia politica ed evacuazione dai suoi territori
      7. Restaurazione della piena sovranità del Belgio
      8. Restituzione dell’Alsazia e della Lorena da parte della Prussia ai francesi
      9. Rettifica delle frontiere italiane secondo i principi di nazionalità
      10. Sviluppo autonomo dei popoli dell’Austria-Ungheria
      11. Riconoscimento dei diritti della Romania, Serbia e Montenegro e garanzie per la loro indipendenza politica e economica
      12. Autonomia delle zone non turche dell’impero Ottomano e apertura dei Dardanelli alle navi di tutti i paesi
      13. Creazione di uno stato polacco indipendente
      14. Creazione di una società delle nazioni
  • Wilson era, comunque, portavoce consapevole degli interessi degli Stati Uniti: se queste regole fossero state introdotte avrebbero sancito, in modo spontaneo e naturale, la superiorità e il massimo sviluppo per gli USA.
  • Il 18 gennaio 1919 si apre a Parigi la conferenza di pace: appaiono subito evidenti i contrasti tra gli obiettivi delle potenze vincitrici.
  • I francesi vogliono che la Germania finanzi la ricostruzione del paese distrutto dai lunghi anni di guerra, i capitalisti francesi vogliono espandere la propria influenza in Africa, in Asia e nei territori dell’ex impero turco
  • Gli inglesi, che hanno già raggiunto i loro obiettivi di distruzione della flotta tedesca e loro conseguente eliminazione come concorrenti sui mercati internazionali, si sentono appagati
  • Anche gli USA sono ormai soddisfatti
  • Il trattato di pace, redatto tra Francia, Inghilterra, USA e Italia è firmato il 28 giugno 1919 a Versaille (dove nel 1871 i prussiani hanno proclamato l’impero germanico)
  • La Germania è accusata di essere la vera e unica responsabile della guerra e le clausole principali che le vengono imposte sono:
      1. Riduzione delle forze armate a soli 100.000 uomini
      2. Abolizione del servizio di leva
      3. Riduzione della flotta a un’entità trascurabile per esigenze di difesa costiera
      4. Smilitarizzazione della zona del Reno
      5. Perdita di tutte le colonie e divieto di nuovi acquisti
  • Le perdite territoriali tedesche sono:
      1. Restituzione dell’Alsazia e della Lorena
      2. Cessione di tutte le colonie
  • Le perdite economiche tedesche sono:
      1. Consegna ai vincitori della gran parte della flotta commerciale
      2. Forniture di enormi quantità di carbone per 10 anni
      3. Cessione alla Francia e al Belgio di grandi quantità di bestiame
      4. 132 miliardi di marchi oro a titolo risarcimento danni
      5. Occupazione per 15 anni della riva sinistra del Reno a garanzia del rispetto delle clausole succitate.
  • La pace tra l’Intesa e l’Austria viene invece firmata il 10 settembre 1919 a Saint-Germain, presso Parigi:
      1. L’impero austro-ungarico non esiste più, perde immensi territori (la nuova Austria si ritroverà con un ottavo del territorio originario)
      2. Si formano i nuovi stati di Cecoslovacchia e Iugoslavia
      3. Si ingrandiscono Polonia e Romania
      4. Il Trentino fino al Brennero e l’Istria vanno all’Italia
      5. Si scinde l’Ungheria
  • Il trattato di Trianon, il 4 giugno 1920, fissa le condizioni di pace con l’Ungheria:
      1. I suoi territori perduti vanno alla Cecoslovacchia, Iugoslavia e Romania
      2. E’ condannata a pesanti riparazioni di guerra e a limitare drasticamente le proprie forze armate
  • Il trattato di Neuilly, il 27 novembre 1919, fissa le condizioni con la Bulgaria:
      1. Cessione della Tracia alla Grecia
      2. Cessione della Dobrugia alla Romania
      3. Cessione della Macedonia alla Iugoslavia
  • Assai complessa la pace con la Turchia firmato a Sevres il 10 agosto 1920:
      1. Alla Gran Bretagna va il controllo dell’Iraq e della Palestina
      2. Alla Francia va la Siria
      3. La regione di Smirne va ai greci
      4. Gli stretti, aperti a tutte le navi, cadono sotto controllo britannico
  • Il 28 aprile 1919 nasce la SOCIETA’ DELLE NAZIONI:
      1. Cooperazione fra le nazioni
      2. Non ricorso alla guerra
      3. Relazioni internazionali fondate sui principi di giustizia
      4. Rispetto del diritto internazionale
  • La Società delle Nazioni è così composta:
    • Assemblea a cui partecipano tutti i paesi membri
    • Un consiglio di 9 stati di cui 5 permanenti
    • In caso di contrasti si sarebbe ricorso a una mediazione o a un arbitrato
    • Nessun paese membro avrebbe dovuto ricorrere alla guerra.

 

 

LA RIVOLUZIONE RUSSA

 

  • La Guerra Mondiale mette in evidenza l’arretratezza russa e fa esplodere contrasti sociali al punto di far scoppiare la prima rivoluzione socialista.
  • Paradosso della rivoluzione russa è che non esplode in un paese capitalistico avanzato, come pensava Marx, ma in uno poco sviluppato.
  • Il crollo dello zarismo avviene il 23 e 24 febbraio 1917 : scoppiano a Pietrogrado scioperi contro la penuria di approvvigionamenti. Ben presto si mutano in agitazioni politiche contro l’autocrazia zarista.
  • Il 25 febbraio si fermano tutte le fabbriche della capitale e il 27 si ha la svolta decisiva: la rivolta è in effetti una vera e propria rivoluzione.
  • A Pietrogrado le masse degli scioperanti, a cui si sono uniti anche i soldati, si organizzano e provvedono a eleggere un Consiglio di delegati (SOVIET).
  • La borghesia, sorpresa dalla rivoluzione popolare, rompe troppo tardi con lo zarismo, solo quando capisce che altrimenti l’intero spazio politico sarebbe stato occupato dalle forze socialiste.
  • Viene formato un primo governo provvisorio, su decisione della Duma, presieduto dal principe liberale L’vov ( viene detto provvisorio perché in attesa di un governo eletto a suffragio universale)
  • Dietro pressione del governo provvisorio lo zar abdica il 2 marzo del 1917 in favore del duca Michele il quale, però, rendendosi conto delle spaccature presenti nel governo, non accetta.  La conseguenza è che l’impero diventa di fatto una repubblica.
  • Le masse degli operai e dei contadini sono rappresentate da due formazioni: Socialrivoluzionari e Socialdemocratici (a loro volta divisi in bolscevichi e menscevichi).
  • I socialrivoluzionari sono una formazione politica che raggruppa diverse correnti poco coordinate tra loro. Essi si sentono i rappresentanti naturali delle masse contadine.
  • I Socialdemocratici menscevichi e bolscevichi, al contrario, hanno le proprie radici nelle città e nel proletariato urbano, considerato la forza fondamentale della rivoluzione russa.
  • Il principe L’vov capisce ben presto di dover allargare il proprio potere, peraltro molto fragile, e chiede al Soviet di entrare nel governo. Il Soviet accetta.
  • Nasce così il secondo governo provvisorio, sempre presieduto da L’vov.
  • Intanto nelle campagne i contadini, in conseguenza all’inerzia del governo a prendere provvedimenti sulla questione agraria, iniziano una vera e propria rivolta bruciando case padronali e uccidendo i possidenti. I bolscevichi, che dal canto loro assumono un atteggiamento sempre più radicale, esortano il Soviet ad abbattere il governo borghese e a prendere tutto il potere.
  • La Guerra Mondiale, tra l’altro, sorprende Lenin in Svizzera, dove si trova esiliato. Il 3 aprile 1917, tornando a Pietroburgo, fa conoscere le sue “tesi d’aprile” in cui, in sunto, dice che l’unico partito in grado di rovesciare il potere borghese è il partito bolscevico. Questo ha l’effetto di scatenare in luglio una repressione da parte del governo contro i bolscevichi.
  • Un terzo governo provvisorio viene formato da Kerenskij. Questo governo è di fatto minacciato da tre fattori: l’avanzata inarrestabile delle truppe tedesche, dall’aperta volontà di dittatura degli elementi reazionari intono a Kornilov e dal movimento bolscevico che, nonostante la repressione, si rafforza sempre di più.
  • Kornilov, infatti, appoggiato dagli inglesi, lancia a Kerenskij un ultimatum: si chiedono le dimissioni del governo e il passaggio dei poteri a lui stesso. Kerenskij reagisce prontamente ricorrendo all’ aiuto dai bolscevichi, i quali, estendono la loro influenza. Kornilov viene arrestato e Kerenskij assume il comando supremo dell’esercito.
  • La situazione precipita alla fine di settembre: due poteri in contrapposizione: il governo da una parte e i Soviet dall’altra.
  • I Soviet di Pietrogrado e di Mosca sono a schiacciante maggioranza bolscevica. Emerge la spiccata personalità di Trockij, presidente del Soviet di Pietrogrado, che, insieme a Stalin sostiene la teoria di Lenin che spinge per un’insurrezione diretta dai bolscevichi.
  • Di fatto, i bolscevichi, nella notte fra il 24 e 25 ottobre passano all’azione. Assumono nelle proprie mani il controllo della capitale e il 25 mattina Kerenskij fugge con la speranza di trovare al fronte truppe a lui fedeli.
  • Il 26 ottobre viene eletto dal congresso il primo governo rivoluzionario socialista: il “Consiglio dei commissari del popolo” presieduto da Lenin.
  • Si vota a suffragio universale per eleggere l’assemblea costituente ma i risultati sono ben lontani dalle aspettative bolsceviche. La maggioranza dei voti va ai socialrivoluzionari. Lenin denuncia l’assemblea come roccaforte della borghesia e la fa sciogliere. Egli rivendica il diritto del proletariato industriale come classe più avanzata e progressiva della Russia, fra cui i bolscevichi hanno la maggioranza, e cerca di stabilire la propria dittatura.

 

 

LA CRISI DEL DOPOGUERRA
L’EUROPA FRA CONSERVAZIONE E RIVOLUZIONE

 

  • Tra gi stati europei, la Gran Bretagna è quella che esce dal conflitto meno danneggiata, grazie anche alle risorse del suo immenso impero. Verso di lei sono fortemente indebitate Francia e Italia ma tutti lo sono, comunque, anche verso gli Stati Uniti. I paesi sconfitti hanno debiti interni pesantissimi e può, dunque, riassumere dicendo che tutti i paesi europei si trovano nella necessità d importare molto più di quanto non siano in grado di pagare con le loro riserve ed esportazioni.
  • La conseguenza inevitabile è un rialzo dei prezzi e un’inflazione galoppante. Solo la Gran Bretagna riesce a controllare un po’ la situazione.
  • Il paese in cui la crisi del 1919-20 si e fatta sentire maggiormente è la Germania. Tra il 30 dicembre 1918 e il 1 gennaio 1919 viene fondato il partito comunista tedesco: il programma è la rivoluzione proletaria. Tra il 10 e il 15 gennaio la repressione scatta durissima su ordine dei capi socialdemocratici Ebert e Noske.
  • Come s’è visto, dunque, le speranze bolsceviche di vedere affermarsi la rivoluzione internazionale nell’immediato dopoguerra nei paesi europei sono andate in fumo. Nel marzo 1919, però, i russi prendono l’iniziativa di dar vita alla III Internazionale. Il compito dell’Internazionale comunista doveva essere quello di guidare la rivoluzione europea e mondiale.
  • L’Italia esce dalla guerra come potenza vincitrice ma in preda a una profonda crisi: il suo sforzo è stato gigantesco ma, in effetti, modesto se paragonato a Francia e Inghilterra. Ciò ha portato a un trattamento di secondo piano, per l’Italia, al tavolo delle trattative e della pace. In più, a differenza di Francia e Gran Bretagna, le masse popolari italiane non avevano sentito la guerra come nazionale e patriottica ma solo come fonte di sofferenze.
  • E’ così che la polemica tra “neutralisti”  e “interventisti” riprende violenta nel 1919. Gli interventisti, divisi in due gruppi, sono, alcuni sostanzialmente soddisfatti dall’annessone del Trentino e dell’Istria (democratici), altri (imperialisti) un po’ meno dato che miravano all’annessione anche della Dalmazia e di Fiume.
  • La “questione adriatica” (ovvero l’annessione della Dalmazia e di Fiume) suscita in sede di trattative di pace le ostilità di Wilson che dichiara che le pretese italiane violano i diritti di altre nazioni (Iugoslavia). Ciò porta Orlando e Sonnino (imperialisti) ad abbandonare la Conferenza per poi farvi ritorno circa un mese dopo senza aver ottenuto nulla di sostanziale.
  • Nasce, in conseguenza, tra gli interventisti imperialisti  e gli strati borghesi la frustrazione che li porta a ritenere di aver subito una vittoria mutilata.
  • Il dopoguerra vede la società italiana profondamente mutata: Innanzi tutto il bilancio dello stato mostra un deficit pauroso, la moneta si deprezza sempre più, le tasse crescono notevolmente, i prezzi salgono, la piccola e media borghesia si trova all’improvviso impoverita e, per contro, la grande borghesia finanziaria e industriale è stata l’unica vera beneficiaria della guerra (le fabbriche, durante il conflitto, hanno lavorato a pieno regime). La classe operaia, organizzata nei sindacati, ha resistito all’ascesa dei prezzi con gli aumenti salariali ma le masse lavoratrici di contadini e piccoli proprietari hanno vita durissima.
  • Le condizioni precarie e il mutamento sociale diretto dai socialisti porta il Vaticano a una decisione storica: consente la formazione di un partito di cattolici il “Partito Popolare Italiano” nel gennaio 1919 sotto la direzione di Luigi Sturzo. Nel loro programma i popolari prevedono, oltre alla difesa dei valori cattolici, il pieno riconoscimento della libertà di movimento delle proprie organizzazioni, la riforma fiscale, la riforma elettorale secondo sistema proporzionale, il voto alle donne e lo sviluppo della piccola e media proprietà (in contrasto con i socialisti).
  • Nonostante la forza propagandistica dei popolari attraverso l’opera dei parroci e  dei circoli sociali cattolici il partito maggiore restava quello socialista.
  • Alla fine del 1918 nasce il “movimento dei combattenti”:rivendica il valore e gli ideali della guerra. I combattenti raccolgono consensi per lo più piccolo borghesi e conquistano posizioni notevoli in meridione. In questo panorama si inserisce la figura dell’ex dirigente socialista Benito Mussolini che, il 23 marzo del 1919 fonda a Milano i “Fasci di combattimento”.
  • Allo scoppio della Guerra Mussolini si dichiara prima neutralista poi si sposta a favore degli interventisti convinto che i socialisti, con il loro comportamento passivo, si avviavano verso un dottrinarismo inerte.
  • I presupposti dei “Fasci di combattimento” sono la difesa della guerra e dell’intervento, la messa in accusa della classe dirigente liberale, richieste di mutamenti sociali e politici. In effetti il programma è poco coerente ma mette ben in evidenza le contraddizioni dei ceti piccolo borghesi, la loro posizione intermedia fra le grandi classi  e la volontà di fare concorrenza al socialismo.
  • Di fatto i fascisti manifestano sfiducia nel passato e rivendicano:
    • La repubblica
    • Suffragio universale per ambo i sessi
    • Fine della coscrizione obbligatoria
    • Scioglimento della polizia politica
    • Lotta agli speculatori
    • Inasprimento fiscale per i ricchi
    • 8 ore di lavoro
    • Partecipazione degli operai agli utili aziendali
    • Disarmo universale
    • Convocazione di una Costituente
  • Di fronte alla crisi che la società sta attraversando la classe dirigente e liberale appare improvvisamente invecchiata e questa crisi, tra l’altro, coincide con l’organizzazione delle masse in due grandi partiti politici ben strutturati (socialisti e popolari). Il governo Orlando cade nel giugno del ‘19 e gli succede Nitti che rimarrà al governo un solo anno (da giugno a giugno).
  • Durante il governo Nitti si svolgono le elezioni generali (nel novembre ’19) e i risultati mettono del tutto a vista la crisi liberale. Il fatto è che nessun governo liberale può più contare su una maggioranza autonoma e quindi deve dipendere dai socialisti o da popolari. A giugno del ’20 il governo Nitti cade e viene sostituito dal vecchio Giolitti.
  • In politica estera Giolitti ha pieno successo: rinuncia al mandato dell’Italia sull’Albania che viene riconosciuta indipendente, firma con la Iugoslavia il trattato di Rapallo in cui l’Italia ottiene tutta l’Istria e la città di Zara, la Iugoslavia ottiene la Dalmazia e Fiume viene dichiarata città-stato indipendente.
  • In politica interna affronta il conflitto del lavoro. Il più grande scoppiato nel paese del dopoguerra: dopo che gli industriali rifiutano qualsiasi aumento salariale al sindacato dei metallurgici (FIOM) questo proclama l’ostruzionismo (rallentare la produzione), ma quando poi le officine Romeo di Milano risposero con una serrata (chiusura su iniziativa padronale) la FIOM decide la l’occupazione delle fabbriche.
  • Giolitti agisce con abilità: rifiuta di affrontare l’occupazione delle fabbriche con la forza militare, come invece chiedevano i conservatori, perché era convinto che si sarebbe trasformata in una insurrezione politica. Tuttavia la borghesia vede nell’atteggiamento di Giolitti una sorta di debolezza del liberalismo e la grande industria incomincia a vedere nei fascisti un utile strumento da contrapporre ai movimenti operai. Così prese a finanziare i fasci. Siamo nel corso del 1920.
  • Alcune misure finanziarie prese da Giolitti creano qualche problema sia alla borghesia ( aggravio delle tasse di successione) sia al popolo (abolizione del prezzo politico del pane), tuttavia il deficit dello Stato diminuisce.
  • Il 1921 è l’anno decisivo per la crisi dello stato liberale e si intende subito che la crisi avrebbe avuto sbocco a destra.
  • Nel gennaio del 1921, da un’ala estremista del partito socialista, nasce il partito comunista italiano. L’idea è che la rivoluzione italiana, ormai matura, non ha inizio perché la direzione del partito socialista è inadeguata. L’influenza dei comunisti sul proletariato rimane, però, inferiore a quella dei socialisti.
  • Mussolini, dal canto suo, si rende conto che il movimento operaio stava perdendo di slancio e, sempre nel gennaio del 1921, secondo il suo opportunismo, fa una professione di fede nei confronti dei valori insostituibili del capitalismo attirandosi le simpatie degli industriali.
  • Giolitti, in quell’anno, non più sostenuto dai socialisti che vedono in lui troppa tolleranza nei confronti dei fascisti, sentendo traballare la sua maggioranza fa sciogliere le camere e indice nuove elezioni per il maggio del 1921. I primi sei mesi del ’21, comunque, sono anche contrassegnati da una devastante violenza fascista nei confronti di socialisti, sindacalisti e gente comune.
  • Dopo i risultati elettorali Giolitti rinuncia a formare il governo e ciò indica che lo stato liberale si avvia verso la fine decisiva.

 

LE POTENZE DEMOCRATICO-LIBERALI NEGLI ANN 20 E 30

 

  • Il 1920 è un anno importante anche per gli Stati Uniti. Le donne ottengono il diritto di voto e le elezioni di quell’anno chiudono un’epoca e ne aprono un’altra: quella dell’isolazionismo di Harding (che viene eletto nuovo presidente) che durerà un ventennio. Il programma è far fruttare la forza economica statunitense promuovendo lo sviluppo produttivo interno. E’ anche l’anno del proibizionismo e dell’avversione profonda verso i neri e verso gli stranieri in generale. E’ l’anno della nascita del KU KLUX KLAN (setta che si erge a giustiziere dei cattolici, dei neri e degli ebrei).
  • La crisi scoppiata nel ’29 con il crollo della borsa di NY interrompe la lunga stagione del benessere economico. La crisi continuerà fino al ’32 e in quegli anni gli Stati Uniti appaiono, addirittura, come una potenza povera.
  • Gli anni 30 e 40 sono dedicati a una sorta di ricostruzione economica e l’uomo simbolo ne è Roosvelt. Eletto presidente proprio nel ’32, vara il New Deal ovvero una sorta di Stato sociale  favore delle persone più svantaggiate.
  • Nei 20 anni tra 1920  e il 1939, anno di inizio della II G.M., la Gran Bretagna, pur ancora molto potente è in declino. Nel ’26 s verifica un’ondata di agitazioni sociali e scioperi senza precedenti e i disoccupati sono diventati una massa considerevole: circa 1 milione. Un altro problema importante è il rapporto con le colonie dell’impero: mentre quelle più evolute come Canada, Australia e Sud Africa diventano sempre più autonome, più complesso è il rapporto con il Medio Oriente, l’Egitto e l’India.
  • La più antica di queste colonie è senz’altro l’India e proprio negli anni della I° G.M. in quelle terre emerse la figura di un leader importantissimo: il Mahatma Ghandi, promotore del nazionalismo indiano.
  • Ghandi, negli anni precedenti al 1915 ovvero il suo ritorno in India, lavorava in Sud Africa come avvocato proteggendo i lavoratori indiani nelle miniere. Una volta tornato in India, nel 1915 appunto, si mise a capo della lotta per l’indipendenza.
  • Il governo britannico affronta il nazionalismo indiano con una serie di leggi di riforma e la più importante è l’”India act” del 1935: viene costituita una federazione indiana e allargato il suffragio per l’elezione di un’assemblea legislativa pur restando il paese sotto il controllo inglese. L’India si trova, così, a metà strada tra il colonialismo  e l’indipendenza acquistata. Tale condizione non poteva essere accolta dai nazionalisti che voleva un’indipendenza senza limitazioni.

 

L’AVVENTO DEL FASCISMO IN ITALIA E LA REPUBBLICA DI WEIMAR

 

  • In Italia, le elezioni del 1921, come abbiamo visto, non hanno dato a Giolitti il risultato sperato e da qui le dimissioni da presidente del Consiglio. L’idea forte di Giolitti, ma perdente, era quella di costituzzionalizzare il fascismo ovvero di renderlo meno sovversivo, assorbendolo nella maggioranza parlamentare, e spegnerne gradatamente gli effetti destabilizzanti. Il progetto non va in porto.
  • A Giolitti succede Bonomi, il quale costituisce un governo di coalizione con i liberali, popolari e socialriformisti. Mussolini entra, così, per la prima volta al parlamento come uno dei 35 deputati fascisti eletti nei “blocchi nazionali”
  • Mussolini, a questo punto, cerca di stabilire migliori rapporti con il Vaticano e con la monarchia in quanto si rende conto che non avrebbe potuto diventare una forza di governo senza quegli appoggi. Al congresso del novembre 1921 il movimento fascista si trasforma nel Partito Nazionale Fascista.
  • Vi è un’unica soluzione per fermare i fascisti: un’intesa tra i due partiti di massa: il partito popolare e il partito socialista. Ogni intesa, però, è impossibile: troppi sono i reciproci sospetti e le divergenze.
  • Il 1922 è l’anno in cui il fascismo si organizza sul piano sindacale cogliendo i successi delle violenze contro il movimento operaio. Nel Partito Socialista, intanto, popola scissione dei comunisti nel gennaio del ’21, se crea un’altra: la maggioranza massimalista, guidata da Serrati, espelle i riformisti che fondano il Partito Socialista Unitario.
  • Mussolini capisce, allora, di avere via libera e si muove rapidamente su due fronti: quello della violenza armata e quello della politica. Il 27 ottobre 1922 l’esercito delle “camicie nere” entra in azione e si dispiega nell’Italia settentrionale e centrale pensando alla “marcia su Roma”.
  • Sostenuto dalla Confindustria, Mussolini, è deciso a chiedere l’incarico di formare un nuovo governo dato che Facta, succeduto a Bonomi, si era appena dimesso e nel pomeriggio del 29 viene informato che il re accetta le sue condizioni (il re teme di mettersi contro i fascisti che sono sostenuti dalla classe dirigente).
  • Il ministero di Mussolini assume la forma di un governo di coalizione ma, in effetti, è la vittoria del fascismo sulla vecchia classe dirigente liberale. Pur disponendo di solo 35 deputati al parlamento i fascisti hanno dietro di loro l’appoggio attivo degli industriali, degli agrari, dei comandi militari, dell’alta burocrazia, degli ambienti di corte e della magistratura.
  • La maggioranza liberale ritiene, però, un esperimento fascista ed è dominante la convinzione che avrebbe rappresentato un governo transitorio di breve vita.
  • In Germania le elezioni del ’20 hanno determinato una svolta nella situazione politica, portando alla formazione di un governo diretto da un esponente del centro Cattolico. La repubblica di Weimar ha un unico “cemento” che tiene unita tutta la nazione: il trattato di Versailles, che ha chiuso la I° G.M., è considerato un diktat che un giorno avrebbe dovuto essere respinto. Per il resto gli equilibri sociali e politici sono quanto mai precari.
  • Nell’agosto del ’20 il Partito operaio tedesco prende il nome di Partito nazionalsocialista tedesco. Un anno dopo vengono organizzate le SA, squadre di assalto per la difesa e l’attacco contro gli avversari.
  • Attorno a Hitler si riuniscono a Monaco uomini come  Rosenberg, Hess, Strasser, Rohm e Goring. Il nazismo resta in un primo tempo un movimento locale bavarese ed emerge sulla scena nazionale nel corso del 1923. In novembre, infatti, Hitler tenta di prendere il potere con un Putsch che fallisce miseramente, viene arrestato e condannato a 5 anni, il partito nazista viene messo fuori legge e in prigione Hitler scrive la prima parte del “Mein Kampf”.
  • Uscito di prigione dopo meno di un anno, Hitler si accinge a dare una nuova strategia al partito che nel 1925 torna legale e si ricostituisce. Influenzato dall’esempio di Mussolini capisce che è impossibile arrivare al potere con la violenza, bisogna seguire la strada della legalità e dell’alleanza con la classe dirigente.
  • Le elezioni tedesche del 1930 si svolgono in un clima di tensioni e violenze fra nazisti e comunisti. Queste elezioni sono di importanza cruciale nella repubblica di Weimer, nella storia, dunque, del trapasso da repubblica a dittatura.
  • Nel 1931 tutte le forze conservatrici, ormai decise a liquidare la repubblica, si uniscono e si costituiscono in un fronte unitario e dietro di loro si colloca a sostegno la grande industria.
  • Nel 1932 ci sono nuove elezioni che segnano il trionfo nazista e Hitler ormai aspira al cancellierato, ovvero al ruolo di primo ministro.
  • Agli inizi del ’33 il presidente della repubblica Hidenburg nomina Hitler cancelliere del Reich. La repubblica di Weimar è storicamente finita.

 

FASCISMO E NAZISMO AL POTERE

 

  • Mussolini diventa presidente del consiglio nell’ottobre del ’22. Gli ani tra il ’22 e il ’26 sono il periodo di trapasso in cui il fascismo ha distrutto le istituzioni ereditate dallo Stato liberale: viene trasformato in una dittatura.
  • Giunto al potere costituisce il Gran Consiglio del fascismo, una sorta di suprema direzione del partito, nasce la Milizia Volontaria per la sicurezza nazionale, una organizzazione non statale ma di partito e realizza la fusione tra partito fascista e partito nazionalista. Assume un atteggiamento sempre più ostile nei confronti del partito popolare ma stringe migliori rapporti con il Vaticano e nel ’23 viene approvata la riforma della scuola “Gentile” che segnerà la fine della scuola laica per dare peso alla dottrina cattolica.
  • Una nuova legge elettorale prevede che la lista di maggioranza avrebbe ottenuto i due terzi dei seggi alla camera. Il parlamento è ormai un docile strumento nelle mani del partito di governo e il disegno perverso è quello di cancellare il sistema parlamentare.
  • Nel ’24, dopo le elezioni, il segretario del partito socialista Matteotti, tenta in vano di mettere sotto accusa la validità delle elezioni stesse evidenziando le violenze fasciste durante la campagna elettorale. Con questo segna la sua sentenza di morte: il 10 giugno viene rapito e ucciso da sicari fascisti. 
  • I comunisti guidati da Gramsci sono convinti che la “crisi Matteotti” sia la crisi della borghesia e propongono alle opposizioni di costituirsi in un fronte unico: il “vero parlamento delle opposizioni” in contrasto con il parlamento fascista e di ricorrere allo sciopero generale.
  • I gruppi dell’Aventino (secessione dell’Aventino: i deputati non fascisti decidono di non partecipare più ai lavori della camera) respingono l’offerta comunista ancora fiduciosi nel re.
  • La trasformazione definitiva dello stato liberale in regime avviene attraverso una serie di leggi dette “fascistissime”:
        • Il presidente del consiglio muta in capo di governo
        • Il capo di governo viene nominato e revocato dal re
        • I ministri non sono più responsabili di fronte al potere legislativo
        • Il capo del governo decide di cosa deve discutere il parlamento
  • Alla fine del ’26 vengono annullati tutti i passaporti, soppressi i giornali antifascisti, sciolti i partiti di opposizione e viene istituito il confino per gli oppositori. Inizia l’inquadramento dei bambini sotto i 12 anni nell’organizzazione dei “figli della lupa”, tra i 12 e i 18 anni nell’Opera nazionale balilla e nel ’37 tutte le organizzazioni della gioventù vengono inquadrate nella “Gioventù italiana del littorio”
  • Nel ’29 il risultato plebiscitario delle elezioni viene raggiunto anche grazie all’invito della Chiesa che ha suggellato uno storico accordo fra lo stato fascista e la Chiesa stessa. Avviene la cosiddetta “conciliazione” ovvero la firma nel palazzo del Laterano di un accordo: i patti lateranensi.  Comprendono tre parti: un trattato, una convenzione finanziaria e un concordato.
  • I patti lateranensi (11 febbraio ’29) lasciano soddisfatti sia lo stato fascista sia la Chiesa ma non tutti i problemi vengono appianati. Le due parti, infatti, nel ’31 entrano in conflitto per la questione dell’Azione cattolica. L’oggetto della contesa sono la gioventù e la sua educazione. Il fascismo mira ad affermare in questo campo i suoi esclusivi diritti mentre la Chiesa intende mantenere in modo autonomo l’organizzazione cattolica dei giovani. Si arriva comunque a un compromesso.

 

POLITICA ESTERA DELL’ITALIA FASCISTA

  • Come abbiamo già visto l’Italia, come vincitrice della guerra, ha ottenuto dei vantaggi dagli accordi di pace ma non è del tutto soddisfatta: non vi sono stati adeguati compensi coloniali.
  • La crisi economica del ’29 seguito al crollo di Wall Street, la fortissima riduzione degli scambi internazionali e l’affermazione di politiche autarchiche in Italia e Germania hanno contribuito in maniera determinante a provocare lo sconvolgimento degli equilibri e la fine delle illusioni pacifiste.
  • Giappone, Italia e Germania, poveri di risorse, senza imperi coloniali e sentendosi i parenti poveri del mondo chiedono una redistribuzione delle risorse mondiali che metta un freno alla rapacità dei paesi più ricchi.
  • Mussolini considera l’ascesa del nazismo come la dimostrazione che il fascismo è una forza internazionale e che un uso moderato della forza tedesca avrebbe costituito un contrappeso alla Francia e che questa sarebbe stata, così, disposta a costituire u nuovo equilibrio. Per questo Mussolini propone un “patto a 4” tra Francia, Gran Bretagna, Italia e Germania per mantenere la pace sulla base duna revisione dei trattati di pace.
  • Questo progetto suscita l’allarme dell’Unione Sovietica e la Francia chiede di portare il problema in consiglio alla Società delle Nazioni il che ha significato riconfermare lo status quo.
  • Mussolini, però, non rinuncia all’idea di dare all’Italia un grande impero dilatando quello già esistente. Questi propositi pongono le basi per un accostamento dell’Italia ai nazisti. Nel ’34 matura l’idea della conquista dell’Etiopia, anche perché la crisi interna italiana si faceva sentire ancora in modo pesante, e nell’ottobre ’35 l’Italia sferra l’attacco provocando una situazione che determina la crisi totale della Società delle Nazioni (l’Etiopia è ne è membro come l’Italia)
  • L’apparato propagandistico interno sfrutta a fondo la situazione  esaltando lo spirito nazionale e facendo credere che l’Italia, con le sue truppe, è in grado di fronteggiare i 50 paesi della SDN. Sul piano militare l’Etiopia non è in grado di resistere, l’Italia ha mosso un esercito con un’enorme larghezza di mezzi e nel novembre ’35 il comando è assunto dal generale Badoglio. Il 3 maggio ’36 il Negus fugge in esilio, il 5 Badoglio entra in Addis Abeba. La guerra è finita.
  • Durante la guerra l’Italia è stata assoggettata dalla SDN a una condanna come aggressore. Vengono approvate sanzioni economiche e il divieto a tutti i paesi di esportare in Italia diversi materiali di interesse militare oltre che il divieto di concedere crediti.
  • Mentre l’Italia è impegnata nella guerra d’Africa e i suoi rapporti con Gran Bretagna e Francia sono sempre più tesi, la Germania prende un’iniziativa volta a dimostrare la debolezza proprio di Francia e GB: dichiara il 7 marzo ’36 che il patto franco-sovietico ha una chiara impronta antitedesca il che rendeva necessario un consolidamento dei confini ad occidente. Pensa di occupare la Reanania militarmente. La SDN condanna solo verbalmente la Germania e la rimilitarizzazione della Renania segna il crollo dell’assetto europeo dei trattati del 1919.

 

LA GUERRA CIVILE SPAGNOLA

 

  • Nell’estate del ’36 in Spagna scoppia una guerra civile di enormi conseguenze. Si fronteggiano da un lato i repubblicani antifascisti e dall’altro i reazionari fascisti sostenuti dall’Italia e dalla Germania.
  • La guerra dura dal ’36 al ’39 e termina con la vittoria dei fascisti spagnoli. La situazione della Spagna è quella di una nazione povera e in crisi che, tra l’altro, si trascina una pesantissima arretratezza economica e un’incredibile corruzione politica.
  • La guerra civile assume subito un carattere ideologico sociale generale: accanto ai franchisti (reazionari fascisti) ci sono i conservatori di tutto il mondo e la Chiesa cattolica che denuncia i repubblicani come comunisti atei. Accanto ai repubblicani ci sono gli antifascisti, dai democratici borghesi ai socialisti e ai comunisti. La repubblica si trova presto in un’irrimediabile debolezza militare: non ha armi e non ha mezzi. Al contrario, i falangisti, aiutati da Germania e Italia in modo massiccio sono assai ben equipaggiati.
  • Il fatto che l’Unione Sovietica sia l’unica che aiuti i repubblicani spagnoli da ai comunisti un’influenza sempre maggiore e li mette in condizione, col tempo, di assumere il controllo delle forze armate.
  • La guerra si profila, comunque, irrimediabilmente persa per i repubblicani che sono relativamente saldi solo nella Spagna orientale. Le brigate internazionali (comunisti) si ritirano, l’Unione Sovietica riduce drasticamente i suoi aiuti e l’esercito repubblicano è ormai in disfacimento. Il 27 febbraio ’39 Francia e Gran Bretagna riconoscono i regime franchista e in marzo i soldati di Franco fanno il loro egresso a Madrid.
  • C’è ancora da dire che quando scoppia la guerra civile si pone immediatamente, per le potenze europee, il problema dell’atteggiamento da prendere. La Francia prende l’iniziativa di proporre il “non intervento” delle potenze nella speranza che gli stati fascisti operino un sostegno massiccio ai ribelli spagnoli. GB, Germania e Italia aderiscono ma ciò, come abbiamo visto, si rivelerà una truffa ai danni della Spagna repubblicana. Germania e Italia violeranno del tutto l’accordo.

 

ASSE ROMA-BERLINO

 

  • L’intervento nella guerra spagnola di Germania e Italia a fianco dei nazionalisti ha come conseguenza un avvicinamento dei due stati. Il che significa l’allineamento della politica italiana a quella tedesca.
  • Mussolini rinuncia, così, a contenere la minaccia nazista in Europa. Il 24 ottobre ’36 Italia e Germania firmano un accordo chiamato “asse Roma-Berlino”.
  • I punti su cui si basa sono:
        • Permanenza solo strumentale dell’Italia nella SDN
        • Impegno comune a lottare contro il pericolo bolscevico
        • Sostegno a Franco
        • Collaborazione economica nei Balcani
        • Riconoscimento tedesco della conquista italiana in Etiopia
  • Un mese dopo, il 25 novembre del ’36, la Germania firma un altro trattato con il Giappone detto “patto anti-comintern” contro l’Internazionale comunista. A questo punto l’asse Roma-Berlino e Berlino-Tokyo possono triangolarsi nell’asse Roma-Berlino-Tokyo. L’Italia annuncia il suo ritiro della SDN e Hitler può ritenere conclusa la prima fase del suo progetto: la ricostruzione della potenza tedesca.
  • Si appresta a realizzare la seconda: l’unificazione nel Terzo Reich di tutti i tedeschi europei (Austria e Cecoslovacchia).
  • In Austria, sotto le minacce di Hitler, il cancelliere in carica si dimette e al suo posto viene nominato un fantoccio nazista. Quest’ultimo poco dopo richiede l’intervento delle truppe tedesche per salvare il paese dal “caos” e, in marzo ’38, l’Austria viene annessa come Ostmark (provincia orientale). Tutto ciò accade senza che nessuna potenza muova un solo dito. Anche Mussolini, ovviamente, lascia fare.
  • Assimilata l’Austria, Hitler può rivolgersi alla Cecoslovacchia con tranquillità. La Francia è legata alla Cecoslovacchia da un preciso patto di alleanza ma Chamberlain, primo ministro inglese, fa sapere che non combatterà per un lontano paese “del quale si sa poco”. Chamberlain, però, chiede a Mussolini di fare da mediatore presso Hitler: il Duce accetta. Si arriva a una conferenza a Monaco (settembre ’38). Gli accordi vengono considerati provvidenziali per aver salvato la pece ma in realtà sono solo una copertura diplomatica per lo strangolamento della Cecoslovacchia. Infatti il 1° ottobre le truppe tedesche penetrano nel paese. Hitler si accorda con la GB a risolvere ogni divergenza mediante negoziati e firma con la Francia un trattato di non aggressione. Ha vinto su tutta la linea.
  • Ma tutto ciò non basta. Ora Hitler si rivolge alla questione Polacca. Danzica è una città a popolazione tedesca, il cui territorio spezza la continuità tra la Prussia orientale e il resto del Reich. La Germania chiede Danzica alla Polonia. La Polonia rifiuta. Pochi giorni dopo le truppe tedesche invadono il distretto di Memel sottraendolo alla Lituania.
  • Intanto anche ‘imperialismo italiano si mette in movimento. Mussolini guarda con ammirazione le operazioni di Hitler e non vuole restare in disparte. L’Italia passa all’azione in Albania: Il 7 aprile ’39 le truppe italiane sbarcano nel paese, il re fugge in Grecia a Vittorio Emanuele III cinge la corona albanese.
  • Il 22 maggio ’39 le due potenze, Germania e Italia, stringono il “patto d’acciaio” firmato dai due ministri degli esteri (per l’Italia è Ciano). Questo patto mette l’Italia alla mercè dei piani più aggressivi della Germania. Il patto d’acciaio stabilisce che se una delle due potenze entra in guerra l’alleanza scatta automaticamente.
  • L’Unione Sovietica guarda con estremo timore l’espansionismo tedesco e per questo cerca di avviare trattative con Francia e GB. Le trattative si arenano in fretta. Compie, allora un gesto clamoroso: decide di accettare le proposte della Germania la quale offre ai sovietici la possibilità di una normalizzazione dei loro rapporti. Stalin ordina alla sua diplomazia di stringere le trattative che sfociano in un trattato di non aggressione chiamato “patto nazi-sovietico”. Al trattato fa seguito un protocollo segreto: i due stati si accordano per spartirsi la Polonia e, quindi, Stalin da mano libera a Hitler per un’invasione.

 

SECONDA GUERRA MONDIALE

 

  • La II° GM inizia il 1° settembre 1939, quando la Germania attacca la Polonia senza una dichiarazione di guerra.
  • Il 3 settembre Francia e GB dichiarano guerra alla Germania
  • Il 5 settembre Stati Uniti e Giappone dichiarano la loro neutralità.
  • Il 17 settembre, nel rispetto del patto nazi-sovietico, le truppe sovietiche iniziano l’occupazione della Polonia.
  • L’esercito polacco, però, è del tutto impreparato all’attacco delle forze tedesche e di fatto la guerra termina il 18 settembre. I tedeschi sono fautori di un’occupazione brutale mentre la Francia e la GB, sorprese da una così rapida conclusione del conflitto, si trovano a combattere una “strana guerra”: dichiarata ma non combattuta. Infatti per mesi e mesi, fino al maggio ’40, non si spara un colpo.
  • A smuovere le acque ci pensa l’unione Sovietica attaccando la Finlandia che, sempre in funzione del protocollo segreto del patto nazi-sovietico, rientra nella sfera di influenza Russa.
  • Hitler, il 9 aprile ’40, occupa la Danimarca e la Norvegia e il 10 maggio ordina alle armate tedesche di iniziare l’offensiva a occidente contro  la Francia e la GB corsa in suo aiuto. Per colpire la Francia sul suo lato più debole, i tedeschi invadono Paesi Bassi, Belgio e Lussenburgo senza dichiarazione di guerra e in spregio alla loro neutralità. Il 14 giugno del ’40 Parigi viene occupata. Il governo francese fugge e si trasferisce a Bordeaux. La linea Maginot è stata un fallimento totale. Orgoglio dell’ingegneria militare francese, la linea fortificata, è stata aggirata ed evitata dai tedeschi. Infatti era stata costruita ingenuamente sul confine tra Francia e Germania… I tedeschi passano dal Belgio.
  • Intanto, in GB, Chamberlain, la cui debolezza ha trascinato l’impero in situazione drammatica, viene sostituito da Winston Churchill proprio il giorno i cui la Germania attacca la Francia: il 10 maggio.
  • I travolgenti successi nazisti spingono, il 10 giugno del ’40, Mussolini a entrare in guerra contro la Francia e la GB per non correre il rischio di essere escluso dalla vittoria.
  • La Francia, sconfitta sul proprio territorio e in preda a una crisi politica totale, decide di firmare l’armistizio con la Germania e il 24 giugno ’40 è la volta dell’armistizio con l’Italia. Ma non tutta la Francia è disposta a subire questa umiliazione: il Gen. Charles De Gaulle, riuscito a fuggire in Inghilterra, esorta i francesi a non cedere e a continuare la guerra contro i tedeschi. 
  • Bisogna ricordare che il 1° settembre ’39, quando scoppia la II° GM, l’Italia, assolutamente impreparata a un conflitto, dichiara la sua non belligeranza che durerà, come abbiamo visto, fino al 10 giugno ’40 quando la Francia viene sconfitta.
  • Nel giugno ’40 sembra che, con la caduta della Francia, la posizione dell’Inghilterra sia compromessa e, quindi, sia prossima alla resa. Ma l’Inghilterra è in una posizione diversa da quella della Francia: la sua flotta, prima al mondo, mantiene una superiorità schiacciante su quella tedesca ed è pronta a contrastare un attraversamento della Manica.
  • Hitler, infatti, decide di preparare l’operazione “leone marino” cioè l’invasione della grande isola. L’aviazione inglese, grazie anche all’utilizzo dei primi radar, respinge con grande successo l’attacco tedesco e Hitler, non riuscendo a creare le condizioni per uno sbarco sospende l’operazione “leone marino” e rinvia senza una data precisa.
  • Severamente provata dalla resistenza dell’aviazione inglese, la Germania tenta un’altra strategia: far cedere la GB sul fronte dei rifornimenti marittimi. Atlantico e Mediterraneo diventano teatro di scontri durissimi dove i sottomarini tedeschi sono i protagonisti assoluti : l’obiettivo è affondare i mercantili nemici.
  • Mussolini vuole fare la sua parte: pensando che, come per la Francia, la caduta inglese sia imminente e volendo una parte nella divisione dei bottini, attacca gli inglesi in Africa (agosto ’40). D’apprima ci sono alcuni successi per l’Italia ma, poco dopo, la controffensiva inglese si fa sentire e il mito di una guerra facile in Africa tramonta ben presto (ottobre ’40).
  • Altro obiettivo di Mussolini è la Grecia. Il 28 ottobre ’40 l’Italia invade la Gracia ma il risultato è pessimo: la difesa greca è assai efficace. La situazione è salvata dall’intervento tedesco che iniziano sia la campagna di Grecia che quella di Iugoslavia. Anche la situazione africana è salvata dai tedeschi tranne che per l’Etiopia dove gli inglesi, occupandola, permettono al Negus di rientrare ad Addis Abeba. L’11 novembre gli inglesi decidono di attaccare la flotta italiana a Taranto, prendendo le mosse dalla loro base a Malta, infliggendo gravissime perdite.
  • Gli USA, intanto, di fronte alla crisi europea, attenuano la posizione di neutralità: una legge recente, 4 novembre, stabilisce che i paesi in guerra possano acquistare merci e materiale bellico americano purchè paghino e trasportino con mezzi propri. Questa è chiaramente una scelta a favore della Francia e della GB che hanno il controllo dell’Atlantico.
  • E’ una vera svolta: gli USA con queste misure abbandonano la neutralità. Per ora sono “non belligeranti” ma hanno già deciso da che parte stare. (il presidente in carica è Roosevelt che viene rieletto per la terza volta nelle elezioni del novembre ’40).
  • Il 14 agosto del 1941 Roosevelt e Churchill si incontrano. I due firmano una dichiarazione comune, a bordo di una nave inglese al largo di Terranova, passata alla storia come “carta atlantica” destinata a fissare i nuovi termini di una ricostruzione mondiale. La politica di Roosevelt è quella di portare chiaramente ad una guerra contro l’Asse.
  • E’ il Giappone a spingere definitivamente gli USA in guerra: il 7 dicembre 1941 aerei giapponesi, senza lacuna dichiarazione di guerra, attaccano Pearl Harbor provocando danni enormi. La guerra è ormai realmente mondiale anche perché alcuni mesi prima la Germania aveva attaccato la Russia.
  • Il problema è stato l’invasione tedesca della Iugoslavia che aveva, qualche tempo prima, stretto un trattato di amicizia con l’URSS. Il 22 giugno 1941 Hitler inizia l’invasione del territorio sovietico appoggiato anche da Finlandia, Romania e Ungheria.  Confida in una rapida vittoria che gli avrebbe portato enormi risorse economiche che gli avrebbero permesso di sconfiggere l’isolata Inghilterra e dettare il nuovo ordine.
  • Stalin non riesce a credere alla follia di Hitler che, attaccando il suo paese, si impegnava contemporaneamente sia sul fronte occidentale che su quello orientale. Stalin esorta il popolo sovietico a una dura resistenza contro i nazisti e quando questi vengono sorpresi dall’inverno russo i giochi si fanno difficili. I tedeschi si arenano sul fronte che va da Sebastopoli e Leningrado e l’esercito sovietico ha, così, il tempo di riorganizzarsi. Quando nel giugno del ’42 lancia un’offensiva generale, centro degli scontri è Stalingrado, i russi combattono con un accanimento senza pari, strada per strada. I combattimenti proseguono fino al marzo del ’43 quando i tedeschi vengono ricacciati al di là del Don. La battaglia per Stalingrado è stata la battaglia più grande di tutta la storia umana. Hitler ordina 4 giorni di lutto nazionale.
  • Le ambizioni imperiali del nazismo sono stroncate dall’Armata Rossa che godrà di enorme prestigio e Stalingrado diviene il simbolo della riscossa contro il crudele totalitarismo nazista.
  • Se l’inizio del ’43 segna un’importante sconfitta dell’Asse in Russia, la fine del ’42 segna l’importante sconfitta dell’Asse in Africa. Il generale inglese Montgomery, che ha ricevuto sostanziali rinforzi, lancia una controffensiva generale verso le forze dell’Asse. Si combatte furiosamente nei pressi di El Alamein e la battaglia si conclude in un disastro per gli italo-tedeschi.
  • Agli inizi del ’43  si è così determinata una svolta in tutti i grandi settori strategici della guerra: è finito lo slancio offensivo dell’Asse e l’iniziativa è in mano a USA, GB e URSS.
  • Di fronte alle sconfitte militari il fronte interno italiano mostra la sua debolezza mettendo in luce il divario tra il regime fascista con le sue promesse di grandezza imperiale e le masse popolari colpite sempre più nel loro tenore di vita.
  • La conquista della Tunisia da parte alleata costituisce il preludio per l’invasione della Sicilia. Nel giugno del ’43 cade l’isola fortificata di Pantelleria e in luglio la Sicilia viene investita dalle forze anglo-canadesi-statutinetensi. La crisi del fascismo è sempre più vicina.
  • Esso cade per una sorta di congiura: il re matura il proposito di sbarazzarsi di Mussolini e in una seduta il Gran Consiglio del fascismo prende l’iniziativa di mettere il Duce in minoranza. Il re, allora, nomina il maresciallo Badoglio capo del governo e fa arrestare Mussolini (25-26 luglio ’43).
  • La caduta del fascismo fa gravare sull’Italia la minaccia della reazione tedesca. Infatti maturano subito il proposito di assumere il controllo militare del paese in caso di necessità.
  • Badoglio avvia trattative segrete con gli alleati e chiede l’armistizio in quanto l’Italia non è in grado di fronteggiare la lotta impari contro gli avversari. La confusione è al massimo: l’esercito, lasciato senza istruzioni, va disgregandosi e il 9 settembre il re e Badoglio abbandonano Roma e fuggono a Brindisi occupata dagli alleati. La risposta tedesca è fulminea. Circondata Roma la occupano con duri combattimenti contro i reparti dell’esercito italiano a cui si uniscono elementi popolari. E’ il primo atto della Resistenza italiana.
  • Chiaramente la sorte delle truppe italiane all’estero è tragica. Parte di esse viene fatta prigioniera dai tedeschi e portata nei campi di concentramento, parte uccisi. Il “governo dei 45 giorni” di Badoglio porta l’Italia fuori dall’alleanza con i nazisti ma lo fa in modo così inefficiente da determinare una tragedia lasciando campo libero ai tedeschi.
  • Per gli alleati il fronte aperto in Italia è secondario e non può costituire una svolta strategica decisiva. Arrivano alla decisione di aprire un nuovo fronte, questa volta in Francia, durante la conferenza di Teheran (28 novembre-1 dicembre 1943) avvenuta tra Roosevelt, Churchill e Stalin.
  • La zona scelta dagli anglo-americani per lo sbarco è la Normandia. Scatta il più grande attacco aereo e navale della storia. Sotto la direzione del generale Eisenhower è organizzato un esercito di circa 3 milioni di uomini, 1200 navi da guerra, 6500 mezzi anfibi e 13000 aerei cui i tedeschi non sono in grado di contrapporre che poche centinaia di aerei e poche decine di navi.
  • Nella notte tra il 5 e il 6 giugno 1944 l’esercito alleato inizia la gigantesca “operazione Overlord”. Lo sbarco riesce. Parigi insorge il 18 agosto ed è liberata dalle truppe golliste e il 26 agosto De Gaulle fa il suo ingresso trionfale in città. A metà settembre ’44 quasi tutta la Francia e il Belgio sono liberati.
  • Anche nel settore orientale i tedeschi subiscono disfatte da cui non si riprenderanno: il 5 luglio Hitler sferra un’ultima offensiva contro i sovietici, i quali sferrano una controffensiva che si estende su tutto il fronte.
  • Tutto ciò determina una profonda crisi all’interno della Germania  che culmina nel tentativo, da parte di un gruppo di congiurati, di eliminare Hitler. Il periodo fra l’autunno ’44 e la primavera ’45 non è altro che la cronaca di una lotta senza speranza dei tedeschi. Il 7 maggio 1945 a Reims la Germania firma la capitolazione senza condizioni. La guerra in Europa è finita.
  • Anche oltre oceano la sconfitta giapponese si profila nettamente ciò nonostante è ancora lontana. Il nuovo presidente americano, Herry Truman, succeduto a Roosevelt morto nell’aprile ’45, decide, per evitare di perdere altre vite umane, di utilizzare la bomba atomica già sperimentata con successo nel nevada.
  • Il 9 agosto ’45, dopo aver preso accordi con gli USA, l’Unione Sovietica dichiara guerra al Giappone e si appresta alla conquista della Manciuria e della Corea. Lo stesso giorno gli USA sganciano una seconda atomica su Nagasaki. Il Giappone capitola.
  • La più grande guerra del mondo è finita. Germania e Giappone sono annientati e l’Italia si trova nella posizione di stato senza alcuna importanza. I due grandi vincitori sono USA e URSS.

 

 

 

IL FENOMENO DEL COLLABORAZIONISMO E I MOVIMENTI POLITICI E MILITARI DI RESISTENZA

 

  • Nei confronti del nazismo le posizioni potevano essere solo due: collaborare oppure opporsi. In mezzo vi sono coloro che hanno praticato l’attendismo, vale a dire i fautori di un atteggiamento passivo in attesa di eventi.
  • Collaborazionisti sono stati soprattutto i governi della Francia occupata, dell’Italia della repubblica di Salò (cioè il regime neofascista costituitosi dopo il crollo del fascismo) e i regimi satelliti della Germania.
  • Oppositore del nazifascismo  è stata la Resistenza: un fenomeno complesso e dagli aspetti molteplici. I più organizzati erano i comunisti. I tedeschi hanno risposto ovunque con ferocia ai resitenti e alla loro azione di lotta. La resistenza in Europa si è avuta nelle città, nelle campagne e nelle montagne. I combattenti della resistenza sono, infatti, operai e contadini con una partecipazione anche degli strati piccolo borghesi. In Francia la resistenza si organizza soprattutto nella zona occupata, in Iugoslavia è sfociata in una lotta di proporzioni veramente vaste e anche in Grecia si sono verificate delle profonde spaccature.
  • L’Italia centro settentrionale, dopo l’8 settembre ’43 (caduta del fascismo), è occupata dai nazisti. Mussolini, liberato dai tedeschi il 12 settembre ‘43, riprende la guida del neofascismo. Il partito prende il nome di repubblicano e il regime si chiamerà Repubblica Sociale italiana (repubblica di Salò perché la sede del governo è a Salò). Inizia la repressione antipartigiana.
  • Già il 9 settembre, subito dopo il crollo di Mussolini, nell’Italia centrale si costituisce un Comitato di liberazione nazionale e si hanno nel Lazio azioni di guerriglia e sabotaggio. Nel nord Italia la lotta ha avuto un vasto appoggio popolare tanto nelle città quanto nelle campagne: il proletariato urbano è in prima linea. La direzione politica della resistenza è dei comitati di liberazione nazionale.
  • L’insurrezione nazionale ha luogo il 25-26 aprile 1945. Mentre le truppe alleate iniziano l’invasione della valle del Po il Comitato di liberazione nazionale alta italia da ordine di liberare le città. La repubblica di Salò si disgrega e Mussolini è giustiziato in p.le Loreto il 28 aprile del ’45.

 

  • Nel corso della guerra, le grandi potenze alleate, USA, GB e URSS devono risolvere in primo luogo le questioni militari. Come abbiamo già visto il primo incontro tra i grandi Roosevelt, Churchill e Stalin avviene a Teheran tra il 28 novembre e il 1 dicembre del ’43. Circa la Germania ne viene decisa la divisione in diversi stati e viene definito il futuro assetto della Polonia che deve lasciare territori all’URSS in funzione del patto nazi sovietico e ingrandirsi a ovest a discapito della Germania.
  • L’ultima grande conferenza durante la guerra è quella di Jalta 4-11 febbraio ’45. Le principali decisioni prese da Roosevelt, Churchill e Stalin sono:
        • Divisione della Germania in quattro zone di occupazione da assegnare a USA, URSS, GB e Francia
        • Misure di smilitarizzazione integrale del paese vinto
        • Pagamento ai vincitori delle riparazioni da parte della Germania
        • Un accordo sul governo provvisorio polacco
        • I paesi liberati avrebbero dato origine a governi fondati su libere elezioni
        • L’ONU sarà retto da un consiglio di sicurezza composto da USA, URSS, GB, Francia e Cina
        • L’URSS si impegna a entrare in guerra contro il Giappone entro 2 o 3 mesi. (lo farà il 9 agosto)

 

 

IL SECONDO DOPOGUERRA
(La divisione del mondo e l’avvento della guerra fredda)

 

  • La fine della II° GM ha lasciato l’Europa, il Giappone e parte della Cina in una situazione di disastro per perdite umane e per distruzione di risorse materiali. Gli USA sono l’unica tra le potenze in gioco ad essere uscita dal conflitto indenne per quanto riguarda il territorio con un apparato produttivo in espansione e perdite umane “modeste”. (non tanto se si pensa a Pearl Harbor e allo sbarco in Normandia…. Comunque….). In totale persero la vita oltre 50 milioni di persone di cui 30 milioni in Europa.
  • Alla fine, nel 1945, ci sono solo due potenze: USA e URSS perché la GB che era la terza seguiva a distanza incolmabile.
  • Tra le due grandi potenze esistono fondamentali differenze: gli USA hanno una superiorità in termini di potenza industriale e potere economico per dare aiuti e dirigere le ricostruzioni nei paesi compresi nella propria orbita. L’URSS  dispone del più possente esercito di terra del mondo nonostante avesse subito gravi perdite. In effetti gli anni del secondo dopoguerra segnano la fine sempre più rapida delle speranze di cooperazione tra Sovietici e Occidentali. Europa e Asia diventano il campo di uno scontro ideologico, politico e sociale fra i due sistemi.
  • Così, il secondo dopoguerra, ha portato con se una nuova organizzazione: l’ONU. Il suo statuto è approvato a San Francisco il 26 giugno del ’45 e vi aderiscono subito ben 50 paesi.
  • All’indomani della fine della guerra si pone il problema dei trattati di pace. La Germania è stata smembrata e tra il luglio e l’ottobre del ’46 vengono definite le sorti dei paesi alleati dei tedeschi cioè Italia, Bulgaria, Romania, Ungheria e Finlandia. L’Italia perde la Venezia Giulia che viene ceduta alla Iugoslavia, perde le colonie e vede le proprie forze armate ridotte drasticamente. L’URSS mantiene il possesso di Estonia, Lettonia e Lituania e riceve dalla Polonia la Bielorussia e l’Ucraina, in Asia orientale il Giappone perde tutti i territori in Cina, la Corea e Formosa mentre GB, Francia e Olanda recuperano i propri possedimenti in Africa.
  • Vinta la guerra contro i nazisti, gli USA si trovano in condizioni di superiorità di fronte all’Europa devastata. Intanto l’influenza sovietica si sta definitivamente consolidando nell’Europa dell’Est con il sorgere dei primi governi politici direttamente controllati da Mosca. In Cina sta per delinearsi la vittoria di Mao e dei comunisti e anche in Francia e in Italia i partiti comunisti sono assai forti. E’ in queste condizioni che gli USA, per combattere l’influenza sovietica, elaborano una strategia complessiva di opposizione e di contenimento del comunismo.
  • Questa strategia ha la sua espressione nella “dottrina Truman” : è in atto una guerra ideologica tra il mondo della libertà e il totalitarismo comunista. Per difendere il sistema capitalistico e la libertà, gli USA devono intraprendere una azione immediata e risoluta: nasce il Piano Marshall (’47). Ovvero aiuti economici diretti a sostenere la ricostruzione dei paesi europei compresi quelli dell’Est per favorire la penetrazione USA in quel settore.
  • Gli effetti del Piano Marshall sono imponenti. Nei paesi dell’OECE (organizzazione europea di cooperazione economica) indice della produzione industriale sale al 134% così, i gruppi di dirigenti moderati, hanno una base sulla quale procedere alla ricostruzione.
  • Unione Sovietica: è uscita dalla guerra avvolta da un immenso prestigio ma il regime Staliniano si trova di fronte a due elementi fondamentali: un’immensa povertà generale del paese e un’immensa potenza militare. Ma mentrela produzione interna americana era raddoppiata, quella sovietica era diminuita del 42%. La ricostruzione avverrà secondo le regole del regime di Stalin  e porterà alla trasformazione delle strutture economiche da capitalistiche a collettivistiche. Tra oriente e occidente cala quella che sarà chiamata la CORTINA DI FERRO.
  • Iugoslavia: il partito comunista diretto da Tito ha forza e prestigio, conquistati durante la resistenza al nazismo. Dopo la liberazione del paese Tito assume tutto il potere e, pur professandosi amico di Stalin, non vuole sottostare come un docile satellite alle decisioni di Mosca. Stalin teme che l’atteggiamento iugoslavo possa essere imitato altrove e, non tollerando resistenze all’Unione Sovietica, dichiara nel ’48 Tito e i comunisti iugoslavi “deviazionisti” e contro di essi è rivolta aperta per tradimento e sabotaggio.
  • Germania: è il paese dove occidentali e sovietici si trovano di fronte. C’è innanzi tutto l’occupazione di 4 eserciti (GB, USA, URSS e Francia), le città sono in gran parte distrutte e mezzi di comunicazione sono inutilizzabili. Berlino, di occupazione sovietica, ha uno statuto speciale: è divisa in un settore ovest dove risiedono inglesi, francesi e americani e uno est dove risiedono i sovietici. Lo scopo degli alleati è ricostruire una Germania unita, almeno per i territori occupati da loro e, così, nel ’49 i territori dell’ovest diventano una federazione di regioni esistenti (Rep. Federale tedesca). Anche i sovietici vogliono consolidare il proprio potere nel loro territorio e, sempre nel ’49, costituiscono la Rep. Democratica tedesca, del tutto vassalla di Mosca.
  • Gran Bretagna: Qui, il dopoguerra, è stato in qualche modo sorprendente. Churchill, capo della nazione e uno dei dominatori della politica mondiale, viene messo in minoranza dagli inglesi nelle elezioni del luglio ’45 che danno la loro preferenza ai laburisti. Churchill si ritira e il nuovo governo laburista, presieduto da Attlee vara un programma di riforme sociali. Il programma è dare vita a uno stato “assistenziale” (Welfare state) che protegga il cittadino “dalla culla alla tomba”.
  • Francia: il Gen. De Gaulle, eroe della resistenza ai nazisti, diviene capo del governo. Le elezioni del ’45 esprimono la volontà dei francesi di darsi una nuova costituzione, De Gaulle viene riconfermato capo del governo. Si dimetterà nel ’46 e non verrà più chiamato a formare il nuovo governo. Sempre nel ’46 viene approvata la nuova costituzione.

 

 

 

LA GUERRA FREDDA

 

  • Tra il ’45 e il ’47 regge ancora, a livello mondiale, una sorta di alleanza tra le potenze che hanno sconfitto il nazismo. Poi tra il ’47 e il ’50 i rapporti internazionali tra USA e URSS vanno via via guastandosi. E’ l’inizio di quel lungo periodo chiamato “guerra fredda”. Sostanzialmente è il confronto-scontro tra due super potenze di ideologie opposte che agiscono in un contesto di nazioni globale e integrato. USA e URSS devono elaborare nuove regole per un mondo bipolare e lo fanno nel clima peggiore: quello della conflittualità
  • In quegli anni Francia e Italia si danno governi di impronta fortemente americana e i comunisti sono estromessi dal governo. Infatti, uno dei momenti culminanti della guerra fredda, è la costituzione di una “alleanza atlantica” che comprende un gran numero di paesi nell’orbita degli Stati Uniti.
  • Nell’aprile del ’49 si firma a Washington un Patto Atlantico che diviene struttura fondamentale militare nata dalla guerra fredda contro l’URSS. (partecipano Francia, Italia, GB, paesi del Benelux, Norvegia, Danimarca, Islanda, Portogallo, Canada e USA. Nel ’51 entreranno anche Grecia e Turchia).
  • Nel ’49 viene costituito, per iniziativa di GB  e Francia, il Consiglio d’Europa con spirito prevalentemente antisovietico. La sua portata è stata essenzialmente modesta.
  • Nel ’51, invece, è stata costituita la CECA (comunità europea del carbone e dell’acciaio), che ha avuto rilevanza importante, il cui scopo era quello di organismo per il controllo della produzione e del prezzo del carbone e dell’acciaio.
  • L’URSS, dal canto suo, affronta la guerra fredda rinsaldando il suo controllo sui paesi dell’Europa dell’Est. Nel ’49 viene fondato a Varsavia il COMECON (consiglio di mutua assistenza economica) e nel ’55 l’URSS e i paesi sotto il suo controllo firmano un trattato di amicizia e di cooperazione: il Patto di Varsavia.
  • La guerra fredda ha profondamente mutato il panorama internazionale:
        • È rimasto solo un conflitto: capitalismo contro comunismo
        • Si congela la situazione internazionale
        • Il mondo si riempie di armi

 

L’ITALIA TRA IL ’45 E IL ‘48

 

  • Dal punto di vista economico l’Italia del ’45 si trova in condizioni pesanti. Le distruzioni belliche hanno portato una perdita del 20% del patrimonio nazionale. In questa situazione si presenta anche il problema del tipo di direzione politica e sociale da dare al paese.
  • Nell’Italia del nord è vivace la convinzione che la liberazione della resistenza porti un vero rinnovamento profondo ma Roma afferma la continuità del vecchio Stato smorzando ogni entusiasmo.
  • Ma come si presentano i partiti politici:
        • I comunisti sono orientati verso una “democrazia progressiva”
        • I liberali si presentano come un partito conservatore
        • La democrazia cristiana richiama il partito popolare di Sturzo
        • I socialisti contano sulla forza della loro tradizione di prima forza politica rappresentante delle forze lavoratrici operaie
        • Il partito d’azione sorto nel ’42 è l’unico nuovo
  • Alla fine del ’45 si ha la formazione del primo ministero di De Gasperi che attua una svolta in senso moderato reintegrando a pieno titolo una burocrazia centrale
  • Le elezioni amministrative del ’46 mettono in luce che i partiti di massa sono 3: Democrazia Cristiana, patito Comunista e partito Socialista. Pochi mesi dopo si tengono le elezioni per l’Assemblea Costituente e il referendum per la scelta tra monarchia o Repubblica: i risultati sono che il referendum porta alla scelta per la repubblica mentre le elezioni danno la Democrazia Cristiana al 35%, i socialisti al 20%, i comunisti al 19%, i liberali a circa il 7% e il partito d’azione inesistente.
  • I tre partiti di massa hanno insieme il 75% dei voti ma, mentre i comunisti fanno di tutto per restare al governo, nel partito socialista si forma una grave frattura tra filocomunisti e autonomisti. Nel ’47 Saragat, rappresentante della parte socialista che si oppone all’intesa con i comunisti, da vita al partito socialista dei lavoratori italiani.
  • Nel frattempo, De Gasperi, è negli USA a concordare aiuti economici che daranno alla DC una notevole sicurezza.
  • Nel dicembre ’47 l’Assemblea Costituente approva il testo della nuova Costituzione che entra in vigore dal 1 gennaio ’48. Matrice fondamentale è l’antifascismo, il riconoscimento dei diritti sociali, la sovranità popolare e la divisione dei poteri. Vengono introdotti il diritto al lavoro, le tutele dei lavoratori, il diritto di sciopero. Per le istituzioni parlamentari si stabilisce sui principi del bicameralismo e del suffragio universale esteso ad entrambi i sessi la formazione di due assemblee: la Camera dei Deputati e il Senato.
  • Nella violenta contrapposizione tra comunisti e anticomunisti dettata dalla guerra fredda nel ’48 si arriva alla scissione della CGL. L’occasione è una grave crisi politica iniziata con il tentato omicidio di Togliatti da parte di uno studente anticomunista che gli spara ferendolo gravemente. Si verificano scontri in tutto il paese e l’Italia rischia la guerra civile. La CGL proclama uno sciopero generale di protesta e ciò da l’occasione ai sindacalisti cattolici di attuare una scissione e nel ’50 si costituisce la CISL di impronta cattolica.

 

LA NASCITA DELLA CINA COMUNISTA

 

  • Nella II GM la Cina ha combattuto a fianco degli USA, della GB, Francia e URSS contro il Giappone. All’interno ci sono due forze importanti: la prima guidata da Chiang Kai-shek, nazionalista, che ha forti aiuti dagli USA e la seconda guidata da Mao Tse-Tung, comunista, in posizione minoritaria.
  • Alla fine della guerra nel ’45 Mao afferma che i comunisti sono pronti per entrare in un governo di coalizione ma Chiang sabota ogni tentativo reale e ogni progetto.
  • L’Unione Sovietica ha, verso la Cina, un atteggiamento contraddittorio: il suo appoggio dovrebbe andare ai comunisti, invece appoggia Chiang. L’obiettivo non è quello di una vittoria dei comunisti, che porterebbe a una reazione militare degli USA, ma una strategia che ponga l’URSS in condizioni di sicurezza.
  • Nel ’46, però, Chiang scatena una campagna di annientamento dei comunisti e ha così inizio una guerra civile. Nel ’48 le forze si capovolgono e Mao passa in vantaggio. Il 1 ottobre ’49 Mao proclama a Pechino la Repubblica popolare cinese. E’ una svolta epocale nella storia del mondo. Il primo paese a riconoscere la Cina comunista è l’URSS e nel ’50 fra i due paesi si firma un trattato di amicizia di durata trentennale.

 

L’OCCIDENTE SOTTO LA LEADERSHIP DEGLI USA

 

  • Truman, succeduto a Roosevelt, con la sua dottrina in politica estera aveva indicato la volontà americana di fronteggiare l’Unione Sovietica e il piano Marshall aveva completato, sotto l’aspetto economico, la leadership degli Stati Uniti nel mondo non comunista. Intanto la guerra fredda era esplosa rendendo attuale il pericolo di una nuova guerra. Punto di crisi acuto diviene la Corea.
  • In base ad accordi fra le grandi potenze la Corea era stata divisa all’altezza del 38° parallelo: a nord occupazione delle truppe sovietiche, a sud governo con a capo nazionalista conservatore. La crisi coreana, comunque, cade in un momento di deterioramento de rapporti tra oriente e occidente: Si era appena formato il Patto Atlantico e i sovietici avevano fatto scoppiare la loro prima bomba atomica ponendo fine al monopolio americano. All’inizio del ’50 Truman decide che gli USA dovevano procedere alla fabbricazione della bomba all’idrogeno per riacquistare la supremazia, ecc.
  • La tensione fra le due coree è data dal fatto che nessuna delle due parti vuole la divisione del paese cosi, i coreani del nord che avevano conseguito la supremazia militare grazie agli aiuti sovietici, passano in forze la frontiera con lo scopo di occupare il sud. La tensione internazionale si aggrava. Truman decide di far intervenire le truppe americane con l’avallo dell’ONU. La Cina, dal conto suo, non può tollerare la caduta del regime nordcoreano e interviene con dei volontari. Il comandante americano Mac Arthur propone di utilizzare l’atomica sulla Cina ma Truman si oppone e lo destituisce. Dopo che le tensioni si sono allentate cominciano le trattative di pace (’51).
  • La crisi coreana e lo scoppio dell’atomica russa ha suscitato negli USA una sorta di caccia alle streghe. Un processo che ha suscitato reazioni in tutto il mondo è quello ai coniugi Roseberg accusati di aver venduto ai russi segreti sull’atomica e vengono condannati a morte. A capo di questa caccia alle streghe è il senatore McCarthy appoggiato dall’influente uomo politico Nixon.
  • Nelle elezioni del ’52 i repubblicani, decisi a varare una politica conservatrice, presentano la candidatura di Eisenhower che viene eletto presidente. La spinta fondamentale è stata determinata da un’ondata di moderatismo e di lotta determinata al comunismo. Verrà rieletto anche nelle elezioni del ’56.
  • Il ’57 è per gli Stati Uniti l’anno del trauma per la comparsa nei loro cieli del satellite sovietico Sputnik. Temono, in quel momento, di aver perso la supremazia aerospaziale e si da nuovo impulso alle ricerche e agli investimenti e nel ’58 sono anch’essi in grado di lanciare un satellite.

 

L’ITALIA NEGLI ANNI DEL CENTRISMO

 

  • Tra il ’48 e il ’53 si succedono, in Italia, 3 governi De Gasperi di coalizione con i 4 partiti di centro. Nel ’50 istituisce una cassa per il Mezzogiorno con lo scopo di creare le condizioni per un maggiore sviluppo. Ma i fattori che hanno portato alla grande vittoria della DC, ovvero anticomunismo e aiuti USA, vengono progressivamente meno. De Gasperi, pensa allora, a un sistema per rinsaldare l’egemonia del suo partito e introduce una legge in base alla quale i partiti apparentati che avessero ottenuto il 50% + 1 dei voti avrebbero avuto alla Camera il 65% dei seggi. La legge fu battezzata dai comunisti “legge truffa”.
  • Nonostante tutto le elezioni del ’53 segnano un pesante crollo della DC e un rafforzamento delle sinistre. Si determina così la fine della leadership di De Gasperi.
  • Gli anni tra il ’53 e il ’58 sono importanti soprattutto per i progressi economici del paese.

 

L’URSS E LE DEMOCRAZIE POPOLARI DA STALIN A KRUSCEV

 

  • Nel ’53 Stalin muore e per il gruppo dirigente sovietico si apre un grave problema: la successione.
  • Gli succede Malenkov come presidente del consiglio accanto a Beria capo della polizia, Molotov per la politica estera e Kruscev come economista. Si parla di direzione collettiva.
  • Kruscev viene eletto segretario del PCUS sempre nel ’53 e sempre più ne controllerà la macchina organizzativa. Nel giro di un paio d’anni diventa chiaramente il leader del gruppo dirigente sovietico e inizia una “destalinizzazione”, seppure limitata, affermando che la potenza dell’URSS è ormai tale da permettere una politica di coesistenza pacifica con i paesi capitalisti.
  • Nel suo rapporto segreto, Kruscev, demolisce la figura di Stalin, ne attacca il culto della personalità e lo descrive come despota.
  • La destalinizzazione ha ripercussioni sia in Polonia che in Ungheria: Nella prima si verifica una rivolta di massa antisovietica promossa dai cattolici, mentre nella seconda avviene un vero e proprio crollo del regime comunista.

 

ACCENNI SUL VIETNAM

 

  • Nel ’54 la scena internazionale è dominata dal Vietnam dove i francesi subiscono una disfatta decisiva ad opera del generale Giap. Oltre 10.000 francesi sono fatti prigionieri. Nel ’54 si tiene una conferenza a Ginevra dove viene firmato l’armistizio. Il Vietnam è diviso in due punti a livello del 17 parallelo e in attesa di elezioni i due Vietnam si impegnano alla neutralità. Ma estromessa la Francia, subentrano gli Stati Uniti nella parte meridionale. Essi rifiutano di riconoscere gli accordi di Ginevra il che segna il fallimento degli accordi e la ripresa della guerra. Gli Stati Uniti sono decisi a contenere il “pericolo rosso” in qualsiasi continente si presenti.

     

    LA GUERRA FREDDA (Mario Del Pero)

     

    PREMESSE:

    • Con questo termine si intende la situazione di antagonismo geopolitico e competizione ideologica tra l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti venutasi a creare dopo la Seconda guerra mondiale (1945) fino al dissolvimento dell’URSS (1991).
    • Tale competizione ideologica tra il modello democratico liberale statunitense, con sistema economico capitalistico, e quello comunista autarchico dittatoriale sovietico scaturisce da un assetto internazionale di natura bipolare, diverso da quello precedente alla guerra di natura eurocentrico e multipolare. Delle nazioni uscite vincitrici dal conflitto, solo USA e URSS assunsero un ruolo di grandi potenze, con netto predominio economico e superiorità militare (possesso dell’arma nucleare) statunitense: il bipolarismo è dunque asimmetrico.
    • Entrambe le superpotenze vogliono consolidare la propria sicurezza nazionale e nel farlo tendono a ingenerare insicurezza e paura nella controparte.
    • USA: vuole evitare che una singola potenza (come l’URSS che già alla fine del conflitto estende la sua influenza nell’Europa orientale) possa assumere il controllo dell’Eurasia per attingere alle risorse presenti; vuole estendere la rete delle democrazie di libero mercato per rafforzare la propria sfera economica.
    • URSS: voleva garantito il sostegno dell’Europa orientale, per estendere la propria fascia difensiva attraverso una zona cuscinetto; non era favorevole alla rinascita della potenza tedesca (in accordo con gli USA in quanto Germania nemica comune); il leader Iosif Stalin voleva rafforzare l’URSS con il potenziamento del partito comunista nazionale e inoltre necessitava della collaborazione USA per ricevere prestiti e finanziamenti utili alla ricostruzione del paese.

     

    EVENTI:

    • 1945 Il successore di Roosevelt, Truman non concede prestiti a Mosca, alimentando risentimento e diffidenza.
    • Agosto 1945 Conferenza di Potsdam sulla ricostruzione della Germania denazificata e neutrale, divisa in 4 zone d’occupazione (amministrate da Francia, Gran Bretagna, USA e URSS) con progetti punitivi abbandonati da parte dell’USA per evitare pericolosi rigurgiti tedeschi nazionalisti e antioccidentali, per un essenziale apporto tedesco alla ricostruzione economica europea e per evitare un vuoto di potere al centro d’Europa di facile influenza sovietica.
    • 1946 Stalin promuove la validità leninista della causa socialista, attraverso canali unilaterali rigidi e di chiusura verso cooperazioni con le potenze occidentali; di risposta alle affermazioni aggressive e minacciose sovietiche, Truman, su analisi di Kennan, funzionario dell’ambasciata americana a Mosca, decide di contrastare con fermezza e decisione l’URSS, mentre Churchill propone un’alleanza tra USA e Gran Bretagna contro l’espansionismo del regime totalitario, che è costretto a ritirare dall’Iran le proprie truppe (presenti congiuntamente a quelle USA nel corso del conflitto) abbandonando l’obiettivo di concessioni petrolifere e a rinunciare a territori della Turchia per il controllo sugli stretti dei Dardanelli.
    • 1947 la politica estera USA è finalizzata a contenere l’URSS entro la sua sfera d’influenza (politica del contenimento - “dottrina Truman”) intervenendo economicamente e militarmente in Europa con costi assai elevati: è il caso della guerra civile in Grecia e in Turchia, per contrastare ed evitare la vittoria del partito comunista.
    • 1948-1951 La politica del contenimento prevedeva un consolidamento economico e politico dei paesi europeo-occidentali (per gli USA, infatti, il comunismo in Europa scaturiva sia dall’azione sovversiva autoritaria e repressiva di Mosca che dalle difficoltà economiche dei paesi assoggettati): per facilitare la crescita economica e consolidare i regimi democratici, gli USA promuovono un piano di assistenza per l’Europa (Piano Marshall) presentato già nel 1947 e accettato da 16 nazioni europee.
    • 1947 Proposto calcolatamente anche all’URSS e ovviamente da questo rifiutato, il piano, denunciato in parte da Italia (comunque l’opinione pubblica generale concordava con la prospettiva di benessere del piano – infatti nelle elezioni del 1948 le forze comuniste subiscono una sconfitta rilevante) e Francia come strumento imperialistico per nuovi mercati per i beni USA, ha avuto la risposta sovietica della “dottrina dei due campi” di Zdanov, che postulava l’esistenza di due fronti contrapposti: quello imperialista capitalista USA e quello socialista e democratico URSS, di facile scontro anche in un eventuale conflitto.
    • 1947 Si istituisce l’organizzazione internazionale Cominform (differente dal Comintern sciolto nel 1943) che riuniva i partiti comunisti dell’URSS, dell’Europa orientale, dell’Italia della Francia contro i progetti americani in Europa occidentale e che permetteva un controllo maggiore di Mosca verso i partiti fratelli, con un’integrazione sovietica delle loro economie.
    • Eliminare gli avversari politici o rimuovere leader comunisti eccessivamente popolari e indipendenti da Mosca sono le mosse del potere centrale per la sovietizzazione: esempio è il colpo di stato a Praga (1948).
    • La defezione all’interno del blocco comunista è rappresentata già dal 1948 dalla Jugoslavia di Tito, che mantenendo un’equidistanza dalle due superpotenze, ottenne aiuti economici e militari USA.
    • Maggio 1949: successivamente al blocco delle zone occidentali di Berlino operato dall’URSS (i rifornimenti vengono forniti attraverso un ponte aereo dall’ovest) e alla conseguente intransigenza negoziale promossa dagli USA per porvi fine, nasce la Repubblica Federale Tedesca – zona più ricca per infrastrutture e materie prime (dopo la precedente unificazione delle zone d’occupazione di Francia G. Bretagna e USA). Pochi mesi dopo è la volta della Repubblica. Democratica Tedesca.
    • Aprile 1949 Si ratifica il patto dell’Alleanza Atlantica, tra 12 paesi (tra cui Francia G. Bretagna Italia e USA) in cui gli USA si impegnano nella difesa dell’Europa Occidentale da un’eventuale aggressione sovietica.
    • 1949 Primo test dell’esplosione della bomba atomica da parte dell’URSS.
    • 1949 Vittoria del partito comunista in Cina con Mao Tse-tung contro i nazionalisti guidati da Chiang Kai-shek (rifugiato poi sull’isola di Taiwan). Solo per l’occasione Stalin appoggia apertamente Mao, perché 1)sostenendo Mao fuori dalla sfera d’influenza sovietica temeva un intervento USA; 2)temeva che Mao diventasse un Tito asiatico indipendente; 3)per il potenziale attrito geopolitico tra Cina e URSS. Nasce la Repubblica popolare Cinese.
    • 1950 Patto tra Cina e URSS, che si impegnava a difendere la prima da un’eventuale aggressione giapponese.
    • La guerra fredda stava diventando più globale, spostandosi verso il continente asiatico.
    • 1950 Piano NSC-68 degli USA per un massiccio incremento militare del paese, motivato anche dalla Guerra di Corea.

     

    • 1950 GUERRA DI COREA. L’URSS appoggia la Corea del nord del comunista filosovietico Kim Il Sung per la conquista dello stato del sud autocratico e filoccidentale con a capo Singman Rhee oltre il 38° parallelo, che già in tempo di guerra divideva il controllo del territorio rispettivamente delle truppe URSS e USA (queste ultime poi ritirate gradualmente). L’appoggio di Stalin è motivato 1)per evitare che la Corea del Nord chieda aiuto alla Cina; 2)pensando che gli USA non sarebbero intervenuti.
    • Dopo la “perdita della Cina” gli USA, per salvaguardare l’opinione pubblica contro il comunismo, intervengono con truppe dell’ONU, per evitare anche un’espansione del comunismo in Asia.
    • Anche la Cina interviene a favore della Corea del Nord, anzi stanzia più dell’URSS (l’antagonismo tra i due aumenta).
    • 1951 Un accordo tra le parti riporta i confini degli stati sempre al 38° parallelo!!
    • 1951 Gli USA e il Giappone (ex-nemico) si accordano per far stanziare truppe americane sul territorio giapponese per difendere Taiwan da eventuali minacce cinesi.

     

    • 1951 I paesi membri dell’Alleanza Atlantica danno vita alla NATO. La globalizzazione del contenimento corrisponde a una crescente militarizzazione: gli aiuti USA all’industria europea sono orientati verso la produzione di materiale militare, anche per tranquillizzare psicologicamente gli alleati.
    • 1951 La Francia partecipa con Germania occidentale, Italia; Olanda, Belgio e Lussemburgo alla formazione della Comunità europea per il carbone e l’acciaio (CECA), consapevole che una collaborazione con la Germania avrebbe potuto facilitarle l’accesso alle sue risorse.
    • 1951 L’intensificazione della guerra fredda richiede una collaborazione militare anche della RFT contro l’azione dell’URSS e del blocco comunista.

    L’idea del riarmo tedesco, dopo la sconfitta del regime nazista, non è accolta però positivamente soprattutto dalla Francia, che propone una Comunità economica di difesa (CED) in cui le divisioni militari dei sei paesi sarebbero state subordinate a un’autorità sopranazionale (tenendo sottocontrollo il riarmo tedesco); inizialmente non vista di buon occhio dagli alleati perché non disposti a rinunciare alla propria sovranità in ambito delicato come quello militare

    • Il processo di integrazione della Germania e il generale consolidamento dell’Europa occidentale mirava alla crescita economica, per raggiungere prosperità e benessere, necessari per frenare la diffusione del comunismo. Inoltre la creazione di un’Europa autonoma e federata poteva, secondo gli USA, essere un efficace contrappeso all’URSS, permettendo agli USA stessi una graduale riduzione dell’impegno militare sul continente europeo (per la Francia però la presenza militare USA era necessaria sia per contrastare l’URSS che per tenere sotto controllo la Germania: progetto CED affossato proprio dalla stessa Francia).
    • 1955 Ingresso della Germania occidentale nella NATO; gli alleati terminano l’occupazione militare del paese.
    • Di risposta, Mosca crea l’alleanza difensiva con stati comunisti dell’Europa orientale (Patto di Varsavia)
    • 1957 Trattati di Roma: istituzione Comunità economica europea (CEE) e Comunità europea per energia atomica (EURATOM) dei sei paesi della CECA, promuovendo liberalizzazione degli scambi tra i paesi membri.

     

    • 1952 USA: presidente Dwight Eisenhower conservatore moderato del partito repubblicano: approccio idealmente più aggressivo rispetto la politica del contenimento del suo predecessore, volendo liberare i paesi dell’Europa dell’est dal giogo sovietico. In pratica sarà simile a Truman. Vuole inoltre ridurre i costi militari per alleviare il crescente deficit del bilancio. Strategia della “rappresaglia massiccia”: dichiarazione dell’uso dell’arma nucleare anche in risposta offensiva sovietica di tipo convenzionale.
    • 1953 Dopo la morte di Stalin, lotta per la sua successione: Malenkov, primo ministro, vuole orientare parte dei finanziamenti militari ad altri settori dell’economia e per questo l’appoggio militare favorisce al potere Krusciov (1955). La politica estera è più flessibile sia verso i propri alleati con i quali vuole migliorare i rapporti, riavvicinandosi con la Jugoslavia (paesi satelliti: policentrismo) sia verso l’occidente, prestando attenzione anche ai paesi del Terzo Mondo (appoggio cause rivoluzionarie per comunque estendere la sua influenza).
    • 1954 Incontri a Berlino tra USA, URSS G. Bretagna e Francia per discutere sulla Germania (se debole: di facile preda sovietica; se forte: minaccia per gli altri paesi europei); a Ginevra per Corea e Indovina.
    • 1955 altre conferenze che concretamente non portarono a nulla ma simboleggiavano un rilassamento dell’antagonismo bipolare con la coesistenza pacifica, motivata anche dalla consapevolezza che l’eventuale uso dell’arma nucleare da entrambe le parti avrebbe annientato l’intero pianeta.
    • 1956 XX congresso del partito comunista: “discorso segreto” di Krusciov, in cui denuncia i crimini di Stalin, scioglie il Cominform, appoggia la coesistenza sì pacifica ma competitiva: progressi tecnologici bellici sovietici. Il dinamismo di Mosca stimola la reazione statunitense. La distensione piano piano svanisce.
    • 1956 La destalinizzazione promossa da Krusciov facilita in Polonia e Ungheria riforme per quietare proteste operaie. In Ungheria però Mosca interviene militarmente, reprimendo ancora una volta la volontà dei paesi allineati con l’URSS.
    • La decolonizzazione dei paesi in Africa e Asia vede gli USA interessati, per evitare che possa essere l’URSS ad accedere alle risorse disponibili: tramite la CIA, in Iran e Guatemala ribaltano i governi antistatunitensi, operando una nazionalizzazione dell’industria petrolifera e una riforma agraria per loro vantaggiosa.
    • Il Medio Oriente diventa il nuovo teatro della guerra fredda.

    Il sostegno USA verso il nuovo stato d’Israele (14 maggio 1948) è motivato da interessi elettorali (all’interno del partito democratico) oltre che da spinte umanitarie: inimicizia verso il mondo arabo.

    • 1956 Mentre con Turchia, Iran e Iraq ci furono accordi statunitensi, con l’Egitto di Nasser sorgono problemi.

    Il paese mediorientale vuole trarre vantaggio dall’antagonismo delle superpotenze: riceve finanziamenti anglo-americani per la costruzione della diga di Assuan e armi dall’URSS (per il tramite della Cecoslovacchia).
    Per l’accordo con Mosca, gli USA cancellano i finanziamenti e per rappresaglia Nasser nazionalizza il controllo del canale di Suez, ancora amministrato dai britannici.
    G. Bretagna, Francia e Israele attaccano l’Egitto, creando perplessità sia agli USA che non si schierano per evitare inclinazioni ulteriori col mondo arabo, sia all’URSS che minaccia i paesi europei dell’uso nucleare, con conseguente ritiro delle truppe stesse.

    • Era chiaro che gli USA erano gli eredi dell’imperialismo europeo: in Libia e Giordania gli aiuti statunitensi avevano il doppio intento di allontanare il comunismo e il nazionalismo arabo.

     

    • 1960 Dopo la polemica del Missile gap usata contro Eisenhower dall’entrante presidente democratico John F. Kennedy e contro l’avversario Nixon, riguardante il possesso sovietico di missili intercontinentali e la conseguente sicurezza americana sacrificata in nome degli imperativi di bilancio, inizia la dottrina della “risposta flessibile”: il potenziamento delle capacità nucleari USA.
    • 1958 Dissidi tra Cina e URSS per avversione cinese della distensione URSS verso l’occidente e per perplessità russa a fornire alla Cina assistenza militare data la sua crescente influenza sui paesi del Terzo Mondo, presentandosi come potenza competitiva.
    • 1958 La Cina comunista attacca la Cina nazionalista di Taiwan, senza autorizzazioni da Mosca. Gli USA sono pronti ad intervenire, ma la crisi si attenua gradualmente.
    • 1961 URSS con l’India nella disputa territoriale con la Cina.
    • 1963 Primo test atomico cinese.
    • 1958-1966 Dissidi anche nell’alleanza occidentale, tra Francia (che nel ’66 esce dal Patto Atlantico) e USA soprattutto sulla eventuale dotazione atomica della RFT (più auspicabile per Eisenhower, sfavorevole Kennedy). De Grulle vuole sviluppare un proprio arsenale nucleare non coadiuvato dagli USA.
    • Agosto 1961 Si erge il muro di Berlino da parte del governo tedesco-orientale, per evitare esodi nella RFT e per evitare la prospettiva di una Germania unita e nucleare. E’ il simbolo della guerra fredda e della divisione del continente europeo.
    • Agosto 1963 Accordo USA e URSS per divieto esperimenti nucleari nell’atmosfera (di comune accordo impedivano dotazioni atomiche Cina e RFT; accettazione URSS della presenza USA in Europa – per contenere potere RFT – e accettazione USA della divisione Germania). L’equilibrio raggiunto in Europa si basa sulla duplice azione USA di contenimento: URSS e nazionalismo tedesco (globalizzazione del contenimento).

     

    • 1959-1963 CRISI di CUBA Nel ’59 La dittatura di Batista viene rovesciata da Fidel Castro, appoggiato dall’URSS. Nel ’61 la Cia addestra cubani anticastristi per assoggettare l’Isola: sconfitta americana nella Baia dei Porci. Sempre nel ’61 l’URSS dispiega missili nucleari a Cuba. L’America li scopre e opta per un blocco navale dell’isola (incomincia tra l’altro l’embargo). Krusciov, criticato poi da Cuba e Cina, ritira i missili in cambio di promessa USA a non intervenire militarmente a Cuba.

     

    • 1963 Inizia la GUERRA DEL VIETHNAM Gli USA subentrano al posto dei francesi nel controllo della parte sud (filoamericano) del paese, diviso nel ’54 con gli accordi di Ginevra che separavano il territorio all’altezza del 17° parallelo. Approfittando del disordine interno del sud avvenuto dopo il colpo di stato nel ‘63, il nord comunista, appoggiato da URSS e soprattutto da Cina, consolidava sempre più il regime di Ho Chi Minh.
    • Kennedy, per paura di accuse di debolezza nei confronti del comunismo (come nel ’49 per la Cina il suo predecessore) e il successore Johnson (dopo l’assassinio di K.) avanzano l’intervento militare. si temeva che la prossima costituzione di uno stato unitario (previsto dagli accordi di Ginevra) fosse comandato dal comunismo.
    • L’impegno militare (bombardamenti aerei e combattimenti via terra) diventerà sempre più massiccio: sarebbe stato comunque un dispendio inutile che durerà fino al 1973, quando con l’accordo di Parigi si pone fine all’intervento USA, ritiro truppe USA e nordvietnamite in Laos e Cambogia (che furono attraversate nel 1970), divisione entro il 17° parallelo. L’impegno militare americano è contro l’opinione pubblica che vede (nel ‘68) proteste per morti inutili, oltre a un processo inflazionistico nel sistema finanziario.
    • 1975 Il Viethnam del nord viola gli accordi di Parigi e riprende l’offensiva, riunificando, sotto la bandiera comunista l’intero Viethnam: Saigon sotto la città Hanoi.
    • Termina un conflitto costato 58.000 morti USA e 3.000.000 tra civili e combattenti vietnamiti.
    • 1978 Il Viethnam, appoggiato dall’URSS invade la Cambogia, sostenuta dalla Cina, contro il folle e sanguinario regime dei Khmer rossi di Pol Pot.

     

    • 1964 Cade Krusciov incolpato delle divisioni interne del partito, a causa della politica di destalinizzazione e di sostegno al policentrismo, nonché per il dissidio con la Cina. La guida URSS è di un triunvirato che vede la figura di spicco di Breznev: 1) politica interna repressiva: “Dottrina Breznev” che prevedeva l’intervento sovietico nei paesi del blocco comunista se minacciati da forze rivoluzionarie e filoccidentale; 2) politica internazionale ridimensionata nei paesi del Terzo Mondo; 3) vano tentativo di riavvicinamento con la Cina.
    • Crescita impressionante dell’arsenale nucleare sovietico.
    • 1968 Dopo il programma riformatore di Dubcek in Cecoslovacchia (primavera di Praga) vi è l’intervento repressivo militare sovietico.
    • Questo avvenimento recò antipatia verso il partito comunista da parte di Italia e Francia. Inoltre avvicinò la Romania all’occidente.

     

    • 1972 Le tensioni con la Cina e l’economia sovietica in rilento porta alla seconda distensione nei rapporti con l’Occidente.
    • Emergere nell’assetto mondiale nuove potenze: Cina, Giappone e CEE.
    • 1972 Nixon, nuovo presidente USA, è in Cina: l’avvicinamento delle due potenze avrebbe ridimensionato l’URSS e dato speranze di compromessi nella guerra del Viethnam.
    • Maggio 1972 Trattato SALT 1: accordo sulla diminuzione agli armamenti, disciplinando la competizione nucleare delle superpotenze (nel ’69 l’ABM – sistema difensivo contro missili nucleari sovietici – rendeva sempre più costosa la corsa agli armamenti) che aveva raggiunto costi spropositati. Inoltre sul tavolo delle trattative la faccenda Viethnam.
    • 1972 Accordo commerciale, che permette a Mosca di comprare grano dagli USA.
    • Giugno 1973 Breznev si reca a Washington.
    • 1974 Nixon si reca a Mosca; poi il nuovo presidente Ford incontra Breznev.
    • Agosto 1975 Accordi di Helsinki: accettazione formale da parte di 35 stati degli assetti territoriali della Seconda Guerra Mondiale, ossia inviolabilità dei confini tra gli stati.

     

    • Prima metà anni ’70 crisi economica americana, accompagnata dalle proteste contro la guerra del Viethnam e per ottenere diritti sociali e civili.
    • La distensione è in crisi, per nuove influenze in Medio Oriente e in Africa.
    • 1973 Gli USA sostengono il golpe in Cile di Pinochet che rovesciò il governo socialista di Allende.
    • Fine ’71 Tensioni tra India (appoggiata dall’URSS) e Pakistan (appoggiato da USA e Cina) per il controllo della regione orientale del Pakistan (futuro Bangladesh)
    • 1973 Offensiva militare di Siria ed Egitto contro Israele che nel ’67 aveva allargato i confini contro Egitto, Giordania e Siria.
    • 1974 Mozambico e Angola indipendenti dal Portogallo. In Angola guerra civile fino al ’76, che vede l’accordo URSS e le forze comuniste angolane vincitrici (appoggiate anche da Cuba) su quelle ostili appoggiate USA e Sud Africa.
    • 1977 Cuba e Angola entrano nello Zaire, con ricche risorse.
    • 1977 URSS sostiene l’Etiopia (inviando sempre truppe cubane) contro la Somalia.
    • 1978 Mosca si irrita vedendo l’alleato Egitto (al quale promuove un traffico d’armi per ottenere profitti e per consolidare l’influenza sovietica nel Medio Oriente) di Sadat, successore di Nasser, avvicinarsi agli USA, che promosse un accordo tra arabi e Israele a Camp David.
    • Il congresso americano limita il potere del presidente di entrare i guerra (come per il Viethnam) senza il suo consenso. L’intervento del congresso anche in altre questioni commerciali inclinano i rapporti USA e URSS.
    • 1976 Jimmy Carter alla presidenza: importanza dei diritti umani e accelerazione controllo degli armamenti, con ammodernamenti di arsenali nucleari.
    • 1979 Trattato SALT 2: accordo limitazioni armamenti vantaggioso per Washington, ma bloccato su spinte della destra conservatrice repubblicana.
    • 1979 Intervento militare sovietico in Afghanistan per rimuovere l’insurrezione islamica (che poteva mettere in repentaglio altri paesi della sfera comunista, perdendo però la possibilità di sfruttare l’antiamericanismo) e i componenti meno controllabili del movimento comunista afgano. Careter risponde sostenendo gruppi anticomunisti afgani, con l’embargo sulla vendita di grano all’URSS e interrompendo trasferimenti tecnologici.
    • 1979 In Iran vi è l’avvento di un regime islamico: perdita di un alleato statunitense in Medio Oriente
    • La destra repubblicana osteggia la scelta di Carter di voler aiutare il governo marxista (regime sandinista)in Nicaragua, per evitare un avvicinamento a Cuba e all’URSS del paese. Regan sosterrà infatti militarmente finanziariamente il movimento somoziosta dei contras.
    • 1980 vince il repubblicano Regan: ritorno a un antagonismo conflittuale. ”Dottrina Regan”: 1) sostegno alle forze anticomuniste nel Terzo Mondo (Angola, Afghanistan e Cambogia) attraverso canali clandestini, con missione di difesa del mondo libero! 2) Investimenti nel riarmo, con conseguente crisi nell’80-81 per deficit federale.
    • USA schierati con il governo autoritario del Salvador (preferibile comunque al totalitarismo sovietico).
    • 1983 Stanziamento su territorio europeo di missili USA nucleari (come già deciso in NATO nel 1979) con proteste della sinistra europea e comunque in risposta di un dispiegamento di missili URSS in Europa negli anni ’70.
    • 1983 Intenzione USA di dotarsi di un sistema di difesa strategica, violando l’accordo Salt sui sistemi difensivi ABM e creando dubbi agli alleati europei sulla credibilità dell’impegno di difesa verso l’Europa, una volta avuto un’impugnabile sistema di sicurezza.

     

    • 1980 In Polonia nasce in sindacato indipendente, appoggiato dalla Chiesa. Nonostante l’URSS fosse minacciata dalla perdita del regime rosso polacco o addirittura dall’uscita della Polonia dal blocco sovietico, non interviene con le armi, ma con la forza di un colpo di stato.
    • 1982 Regan propone il trattato START, ripartendo da zero il processo negoziale.
    • 1983 URSS abbatte per errore un aereo civile sud coreano, che aveva violato lo spazio aereo URSS. Reazioni indignate occidentali.

     

    • Gorbaciov entra sulla scena sovietica, volendo rafforzare la posizione internazionale URSS. Per far ciò capisce che è necessario fare concessioni senza precedenti: sospensione dispiegamenti nuovi missili in Europa, moratoria unilaterale di esperimenti nucleari. Inizialmente viste da Regan con diffidenza, l’opinione pubblica le considerò di buon occhio.
    • Dicembre 1987 Trattato INF, con rimozione di missili a media gettata presenti in Europa (“opzione zero”). Tale decisione fu criticata per l’impegno finanziario di alcuni paesi interessati allo stanziamento missilistico.
    • 1988 riduzione sovietica di armi nell’Europa orientale; ritiro truppe dall’Afghanistan.
    • 1989 dopo i primi due vani incontri (85 e ’86) tra Regan e Gorbaciov, Regan si recò a Mosca: da una logica competitiva si passò a una strategia di sicurezza collettiva, attraverso la collaborazione.
    • La politica repressiva finora usata dal controllo centrale di Mosca verso i paesi satelliti, portò un malcontento popolare di indubbie simpatie occidentali. Gorbaciov si impegnò in un programma di riforme interne, lasciando maggior autonomia agli stati stessi.
    • 1989 Polonia e Ungheria sono le prime a creare una spaccatura all’interno del blocco comunista. Dall’apertura delle frontiere ungheresi con l’Austria, si verificò il passaggio di migliaia di persone dalla RDC alla RFT col conseguente abbattimento del muro (9novembre). Le settimane successive è la volta di Bulgaria, Cecoslovacchia (multipartitismo e democrazia) e Romania (rovesciamento dittatura con colpo di stato).
    • 1990 Germania unificata: soluzione accettata da Mosca perché beneficiaria di aiuti economici tedeschi.
    • 1990 Iraqdi Saddam Husseininvade il Kuwait
    • 1991 liberazione del Kuwait per intervento nel Golfo Persico dell’Onu. URSS e USA schierati dalla stessa parte per la prima volta.
    • Gorbaciov, criticato per riforme interne (riduzione apparato militare, liberalizzazione politica ed economica che conseguirono all’indipendenza di Lituania, Etnia e Lettonia) e per il crollo del prestigio internazionale dello stato sovietico subì un colpo di stato, la cui azione si spense grazie al nuovo presidente.
    • 1991L’URSS si scioglie al posto della comunità di Stati indipendenti (CSI)

     

    CONCLUSIONI: 

    • La caduta di Gorbaciov fece mancare un interlocutore cruciale, portando l’ex Unione Sovietica in una fase transitoria e a volte deteriorata con l’Occidente.
    • Il modello democratico liberale, sconfitto il suo rivale, è destinato a universalizzarsi, con potenza incontrastata degli USA, paragonati alle subordinazioni militari ed economiche di Giappone, Cina, Europa e Russia.
    • La sfiducia nell’Onu negli interventi poco fermi in Somalia e ex-Jugoslavia, ha riportato la Nato al centro della scena internazionale (contro i massacri in Bosnia accordo di Dayton nel 1995 e intervento militare contro i Serbi di Milosevic e a protezione del gli albanesi in Kosovo nel 1999).
    • La debolezza dell’Onu è stata sopraffatta dall’egemonia statunitense, il cui modello finanziario rischia di creare nuove forme di esclusioni e di marginalizzazione, alimentando ostilità e risentimenti (vedi attentato torri gemelle nel 2001).

 

Scheda articolo

Area tematica : Storia | Argomento : Storia contemporanea tutto di tutto | Indice argomenti

Fonte articolo : www.scicom.altervista.org/storia.html | Autore : se non specificato nell'articolo non è stato specificato nel documento |

tipo origine articolo : documento word | Data pubblicazione : 15/1/11

 

    Appunti storia contemporanea

 

OTTOCENTO

La nascita degli Stati Uniti
Colonizzazione inglese nel Nord America, iniziata all’inizio del ‘600, con aspre lotte con indiani, fatta da compagnie commerciali e minoranze politiche e religiose (diverse dai puritani); lasciavano ampia autonomia politica alle colonie.
Verso la metà del ‘700 i possedimenti inglesi comprendevano 13 colonie (fascia costiera atlantica):

  • Economia delle colonie del nord: agricola e, nelle città, commerciale;
  • Economia delle colonie del sud: tabacco, con utilizzo schiavi;
  • Economia nel centro: varia, con diversi squilibri sociali.

Nel XVIII° secolo, con l’introduzione dei dazi\tasse, vi fu il contrasto che sfociò nelle guerre di indipendenza.
Nel 1774, dopo ritorsioni degli inglesi, vi fu la ribellione.
Nel 1776 venne approvata la dichiarazione di indipendenza.
Le colonie furono aiutate da Francia e Spagna.
Nel 1783 la Gran Bretagna riconobbe l’indipendenza delle 13 colonie.
Si formò uno stato federale, con un presidente della repubblica. Nel 1789 Washington fu eletto presidente.
Poi, con Jefferson ci fu espansione verso ovest (nuova colonizzazione). Vennero creati, con più di 60.000 abitanti, altri stati dell’unione.
La rivoluzione francese
La Francia, dopo la morte di Luigi XIV° nel 1715, era in crisi.
Nobiltà e clero videro l’avanzata del 3° stato.
All’inizio del 1789 vi furono le elezioni agli stati generali.
Iniziò la rivoluzione, nasceva l’assemblea nazionale costituente.
Il 14 luglio 1789 presa della Pastiglia. Il re dovette cedere.
Vi furono la requisizione dei beni ecclesiastici, abolizione regime feudale, le dichiarazioni dei diritti dell’uomo e del cittadino.
Vi furono diverse lotte tra gruppi e ceti, per chi dovesse governare, mentre vi fu una guerra con Austria e Prussica.
I rivoluzionari scatenarono anche momenti e periodi di terrore, con esecuzione pubblica del re.
Tra tensioni interne (rivolta dei contadini legati alla chiesa nella vandea e problemi di guerra alle frontiere) viene istituito un governo di salute pubblica.
Sconfitti i girondini, nel 1793, venne la dittatura dei giacobini (identificati con i monteguardi), con a capo Robespierre.
Periodo del terrore: laicizzazione dello stato, repressione vandeana…
Dopo periodi di lotte interne tra frange, vi fu la congiura termidoriana (luglio 1794), con prima dell’accentramento dell’esecutivo, abolizione repressione, separazione tra stato e chiesa e nuova costituzione (con diritto di proprietà). Venne creato un parlamento bicamerale e un direttorio esecutivo (equilibrio tra destra filo-monarchica e giacobini).
Nel settembre del 1797 il direttorio fece un colpo di stato con l’aiuto dell’esercito.
Guerra, uccisione del re e terrore rivoluzionario ridussero in Europa i sostenitori della rivoluzione. Il Belgio fu annesso alla Francia e in Olanda ci fu un’esperienza simile. In Italia vi furono movimenti simili, poi repressi.
Il direttorio comunque continuò la politica di espansionismo in Europa per “liberare” i popoli oppressi.
Nel 1796 Napoleone Bonaparte ottenne il comando dell’armata d’Italia.
Fece, con i suoi rapidi successi, fare la pace all’Austria. Con il trattato di Campoformio del 1797 gli austriaci venivano compensati delle perdite con il veneto, l’Istria e la Dalmazia (cessò di esistere la repubblica di Venezia). I francesi governavano in Lombardia, Emilia e Romagna.
Il progetto francese era quello di creare una serie di repubbliche “giacobine”, con governi deboli sotto il controllo francese; vennero così a crearsi:


  • si fusero insieme
     Rep. Cispadania (Emilia\Romagna, 1797)
  • Rep. Cisalpina (Lombardia)
  • Rep. Ligure (Liguria)
  • Rep. Romana (Lazio\Umbria\\Marche, 1798)
  • appunti storia contemporaneaRep. Partenopea, 1799

Molti episodi di rivolta popolare, in particolare dei contadini a favore della restaurazione borbonica nell’Italia del sud, repressa ferocemente dei francesi.
Nel 1798 Bonaparte colpì l’Egitto, per minare gli interessi inglesi.
L’ammiraglio Nelson vinse i francesi per mare.
L’Inghilterra organizzava un’altra coalizione contro la Francia.
Con le sconfitte militari i giacobini si opposero al direttorio, ne scaturì un colpo di stato (9\11\1799), con l’aiuto militare di Bonaparte.
Finì l’era dinamica rivoluzionaria, con un consolidamento degli anni di consolato di Napoleone.
Napoleone e l’Europa
(contraddizione tra rivoluzione e dispotismo nel ventennio di potere di Napoleone Bonaparte)
il poter di Bonaparte fu ottenuto dal popolo attraverso i plebisciti.
Centralismo burocratico e amministrativo con i prefetti.
Lo stato allargò le sue competenze (sociali, scuola,…).
Il consolidamento per Napoleone arrivò con la stipula della pace, prima con l’Austria (1801) e poi con l’Inghilterra (1802).
Fece il concordato con la chiesa (1801) e si fece nominare console a vita. Nel 1804 promulgò il codice civile, che rappresentò il coronamento della sua opera riformatrice.
Nel 1804 si fece nominare imperatore.
Allargò l’influenza in Europa e fece altre guerre, dal 1804 al 1809.
Nel 1805 la rep italiana si trasformò in Regno d’Italia.
Sconfisse gli austro-russi e fu sconfitta dell’Inghilterra.
Nel 1806 creò la confederazione del Reno e sconfisse la Prussica, nel 1807 la pace con la Russia. Sconfitta nel 1808 in Spagna. Nel 1810 sposò Maria Luisa d’Austria, per legittimare il suo dominio in Europa.
Ma ovunque vi furono ostilità antifrancesi, che permisero il risveglio delle coscienze nazionali.
Cercò di invadere la Russia nel 1812 (dopo la rottura dell’alleanza da parte dello zar) ma fu una secca sconfitta.
Inghilterra, Russia, Prussica e Austria sconfissero a Lipsia i francesi.
Venne occupata Parigi, nel 1814 e Napoleone dovette abdicare, e ricevette il possesso dell’isola d’Elba.
Al trono di Francia saliva Luigi XVIII mentre il congresso di Vienna iniziava la ridefinizione della carta d’Europa.
Nel marzo 1815 Napoleone, tornato in Francia, cercò di cavalcare il malcontento, ma, sconfitto a Waterloo, venne deportato sull’isola di Sant’Elena (morì il 5\5\1821).
Le origini dell’industrializzazione
La “Rivoluzione industriale” rappresenta il complesso di profondi mutamenti nelle forme di produzione che si verificò in Inghilterra tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800, mutamenti che avrebbero poi contagiato tutta l’Europa.
Nuove tecniche di coltivazione e industriali, disponibilità di capitali, popolazione in crescita ed esodo dalle campagne, vivacità imprenditoriali, favorirono la nascita del capitalismo industriale e di nuovi ceti e classi sociali.
Nuove tecnologie in campo tessile, invenzioni, utilizzo delle macchine a vapore, creazione delle fabbriche, stabilirono l’espansione della produzione e dei mercati in diverse direzioni.
Il sistema di fabbrica trasformò il lavoratore in operaio, con una dura disciplina di lavoro. Si crearono le prime forme di organizzazione del lavoratori (anche donne e bambini).
Venne fuori il concetto di utile. Ricardo, maggior teorico dell’economia “classica” pose in relazione la conflittualità sociale con la distribuzione del prodotto complessivo tra le diverse classi.
Iniziò un nuovo sistema produttivo, che dal 1830 si espanse poi in Europa e negli Stati Uniti. La ferrovia fu importante.
Nell’Europa continentale, caratterizzata dal lavoro agricolo, l’affermarsi dell’industria moderna fu lenta. Scarsi i capitali, arretrato il sistema bancario e la realtà sociale complessa.
Belgio, poi Francia, paesi tedeschi e poi impero asburgico, piano piano si sviluppò l’industria moderna.
Si sviluppò una nuova classe: il proletariato. La questione operaia fu al centro dell’attenzione delle classi dirigenti e dell’opinione pubblica.
Le origini della politica contemporanea
Il compimento del processo di costruzione dello stato moderno nel periodo napoleonico si tradusse nella diffusione dell’Europa continentale dello stato burocratico-amministrativo.
Lo stato si dota così di un proprio personale burocratico e tecnico, per utilizzare i dati prodotti dalla nuova scienza statistica (come per i censimenti), per operare in più settori di competenza.
Dopo la rivoluzione francese la sovranità apparteneva al popolo non al sovrano. Nascevano così sistemi politici rappresentativi.
Nell’800 si avranno in Europa due forme di governo:

  • costituzionale
  • parlamentare

Nasce il confronto tra le due grandi ideologie del liberalismo e della democrazia, che sulla questione elettorale si dividevano in sostenitori del suffragio ristretto e universale.
Il liberalismo si caratterizzava con idee fondamentali (libertà di opinione, tolleranza, principio rappresentativo) e si avvicinava al modello inglese.
I democratici volevano una repubblica a suffragio universale.
L’idea di nazione fu un’unione tra il principio di sovranità popolare e la cultura romantica, soprattutto quella tedesca.
All’inizio dell’800 chiesa e mondo cattolico osteggiarono radicalmente la tradizione illuminista e rivoluzionaria. Si sviluppò in Francia un pensiero cattolico-liberale, con impegno dei cattolici nel sociale.
Nei primi decenni dell’800 vi fu un grande sviluppo del pensiero socialista, con diverse posizioni e sfumature.
Prese forma il nuovo indirizzo “scientifico” di Marx ed Engels, con le teorie “comuniste” sul ruolo rivoluzionario del proletariato, per abbattere il mondo contraddittorio capitalistico della società borghese.
Restaurazione e rivoluzioni – 1815\1848
Dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo, finiva il periodo delle guerre tra la Francia rivoluzionaria e le monarchie europee.
Iniziava l’età della restaurazione, anche se per restaurare il vecchio ordine, dopo tutti i mutamenti sociali e istituzionali verificatisi nei 25 anni precedenti, non era in realtà possibile.
Rilevanti furono i cambiamenti nella carta d’Europa sanciti dal congresso di Vienna (1814\15) per opera delle più grandi potenze vincitrici (Gran Bretagna\Russia\Prussia\Austria) e della stessa Francia.
Il principio che segnò il congresso fu quello della “legittimità”, cioè della restaurazione dei sovrani spodestati.
La Francia anche se sconfitta, mantenne in larga parte l’integrità territoriale.
Russia e Prussica si ingrandirono verso occidente.
Gli stati tedeschi si riunirono in una confederazione.
L’impero asburgico perse Belgio e Lussemburgo e prese il Lombardo-Veneto e buona parte dell’Italia. Solo il Regno di Sardegna restò abbastanza autonomo.
Il nuovo assetto d’Europa fu sancito dalla Santa Alleanza:
Russia\Prussia\Austria\Francia, ispirata ad una impostazione fortemente religiosa (idea dello zar Alessandro I°).
Ad essa si affiancò la Quadruplice Alleanza, promossa dalla Gran Bretagna (cui aderirono Russia\Prussia\Austria).
La restaurazione ebbe caratteri diversi nei singoli paesi, ma fu approntata ad un indirizzo conservatore e tradizionalista.
La restaurazione non impedì la crescita della borghesia, mentre nell’Europa dell’est il processo di emancipazione dai vincoli feudali fu assai lento.
Durante l’età della restaurazione si diffuse la cultura romantica.
Il romanticismo esaltava la spontaneità del sentimento, i valori della tradizione, della nazione. Stimolò lo sviluppo del nazionalismo e segnò un mutamento profondo rispetto alla cultura e alla mentalità illuministica.
Lotta politica nell’età della restaurazione tra:

  • liberali\democratici (carboneriaè studenti, intellettuali e militari) 
  • partigiani dell’antico regime

Le rivoluzioni degli anni ’20 della carboneria (Spagna per 1ª, Italia…) furono soffocate, tranne che in Grecia, contro i turchi che furono scacciati (aiuti alla Grecia da Inghilterra, Francia e Russia).
In Francia si tornò ad un periodo di maggior “conservazione” in linea con il passato “ancièn regime” (anni ’20-’40).
In Inghilterra, tra il ’20 e il ’40 vi furono diverse riforme e più democrazia.
Le monarchie autoritarie dell’est si  isolarono restando uguali con la Russia al centro mentre l’Austria-Ungheria soffriva già di spinte autonomistiche all’interno dell’impero.
Il nazionalismo costituì invece un fattore di coesione nell’area tedesca.
Negli anni ’30 intesa inglese\francese, con alla fine del decennio, una rottura per le diverse posizioni nelle questioni d’oriente. La Francia da allora fu sempre più conservatrice.
Le Americhe
All’inizio dell’800 in America Latina l’economia era di tipo agricolo. Con l’invasione della Spagna da parte di Napoleone si mise in lotta, la guerra per l’indipendenza.
Dopo alti e bassi nel 1824, sconfitti gli spagnoli, l’Austria era libera e indipendente.
Non si riuscì a fare in America Latina come si fece per gli Strati Uniti, i diversi stati rimasero divisi con sfaccettature politiche.
L’economia latino-americana restò influenzata dall’andamento delle esportazioni verso l’Europa.
Instabilità politica, stile ancora coloniale e facili insurrezioni militari.
Invece negli Stati Uniti vi fu un eccezionale sviluppo, per effetto dello spostamento ad ovest della “frontiera”, dove in grandi spazi vivevano  forse centinaia di migliaia di indiani, dove si riversarono milioni di pionieri.
La democrazia verso cui protendevano gli Stati Uniti era favorita dall’assenza di retaggi aristocratici e feudali, tipici della storia d’Europa.
L’espansione degli Stati Uniti si attuò nella 1ª metà dell’800 a ovest ma anche a sud, con l’acquisto della Louisiana (dalla Francia) e  della Florida (dalla Spagna).
Nel ’40 dopo una guerra contro il Messico, gli Stati Uniti ottennero altri territori compresi tra il Golfo del Messico e il Pacifico.
Il Risorgimento italiano
L’idea di una nazione italiana era già presente fin dall’età comunale, anche se uno stato italiano non era mai esistito.
Durante la dominazione napoleonica si accentò il desiderio di nazione, per mezzo dei giacobini italiani, con i moti del ’31.
I moti ebbero come protagonisti i ceti borghesi appoggiati dall’aristocrazia liberale con presenza di mobilitazioni popolari.
Gli austriaci stroncarono i moti nel nord Italia.
La sconfitta al ’31 mandò in crisi la carboneria e emerse Mazzini, che fondò la Giovine Italia (principio cardine era che solo l’insurrezione popolare poteva far giungere libertà, indipendenza, unità e repubblica).
Nel 1830\40 in Italia non si attuarono grandi sviluppi politici ed economici come in altri paesi europei.
Vi fu ovunque un clima politico di “moderazione”èGioberti (imperniò il suo pensiero sul centralismo della chiesa cattolica) è Cattaneo (federalismo).
Con l’ascesa di Pio IX al papato nel 1846, vi fu grande entusiasmo per alcune riforme da lui varate.
Così diversi stati italiani, tranne che il Regno delle due Sicilie, dovettero, con pressioni dal popolo, concedere alcune riforme.
Rivoluzioni europee del 1848
Nel 1848 l’Europa fu sconvolta da una crisi rivoluzionaria di ampiezza ed intensità eccezionali (espressione “48” per indicare uno sconvolgimento improvviso e radicale).
Simili furono le diverse crisi rivoluzionari dei paesi europei, con simili richieste (libertà politica e democrazia) e in Italia, Germania e Impero Asburgico spinte verso l’emancipazione nazionale.
Novità rivoluzioni del ’48:

  • massiccia partecipazione del popolo
  • presenza di obiettivi sia sociali che politici

Il centro di irradiazione del moto europeo fu la Francia.
Nell’aprile ’48 la Francia divenne Repubblica, prima con il successo dei repubblicani moderati, poi, con la repressione di giugno dei lavoratori di Parigi, in senso conservatore, con l’elezione a presidente di Luigi Napoleone Bonaparte.
Dopo la Francia toccò all’impero asburgico, agli stati italiani e alla confederazione germanica.
In Austria, nel ’48, saliva al trono l’imperatore Francesco Giuseppe.
In Germania la rivoluzione fu tenuta sotto controllo.
Rivolte in Ungheria e a Praga.
In diversi stati italiani vi furono sollevazioni:

  • Palermo, Toscana, Venezia, Milano (cinque giornate)
  • I piemontesi vennero sconfitti dall’Austria e Custoza
  • A Venezia fu proclamata la Repubblica
  • A Roma, dopo la fuga del Papa, si proclama la Repubblica

I governi rivoluzionari furono tutti sconfitti.
L’Austria riprese il controllo.
Le  fratture nelle diverse forze che componevano i ranghi dei rivoluzionari costituirono principale aspetto della sconfitta, altre all’estraneità delle masse contadine, numerosissime.
In Francia, nel 1851 Bonaparte effettuò un colpo di stato e diventava, con successivo plebiscito (dopo la riforma costituzionale), imperatore, con il nome di Napoleone III°.
Società borghese e movimento operaio
Le rivoluzioni del ’48 e ’49 si erano concluse con un totale fallimento.
Nel ventennio successivo al ’48 la borghesia europea conobbe una stagione di crescita e di affermazione.
Nascita del “positivismo”, con diversi nuovi valori positivi, tra cui la fase nel progresso generale dell’umanità, che poggiava su uno sviluppo economico e scientifico della IIª metà dell’800.
“Corrente filosofica nuova” è il rappresentante più noto fu Darwin (teorie dell’evoluzione e della selezione naturale).
Boom industriale anni ’50 \’60 per diversi fattori:

  • Libero scambio (comunicazioni\telegrafo)
  • Invenzioni\nuovi mezzi di trasporto
  • Disponibilità di materie prime\scambi

Meno sviluppo seguì l’agricoltura europea rispetto all’industria.
Sviluppo del proletariato, della coscienza di classe operaia.
Sviluppo del socialismo\comunismo e dell’associazionismo cattolico.
L’unità d’Italia
Dopo il ’48, in Italia era tornata una IIª restaurazione, con egemonia dell’Austria sulla penisola.
Solo in Piemonte la politica e la realtà erano diverse, specialmente con l’avvento di Cavour nel 1852 (presidente del Consiglio).
Il Piemonte, con le idee riformiste di Cavour, diventò l’ispiratore per tutta la penisola.
Cavour si alleò con la Francia di Napoleone III° per sconfiggere gli austriaci, che tenne però il veneto.
Dopo la Lombardia il Piemonte annesse Emilia, Romagna e Toscana.
Con l’aiuto di Garibaldi, nel 1860, anche il sud veniva liberato dai borboni e, dopo un “freno” posto a Garibaldi per evitare problemi con lo Stato Pontificio e la Francia, Cavour vinse su tutta la penisola con la sua linea.
Il 1713\1861 Vittorio Emanuele III° fu proclamatore d’Italia.
L’Europa delle grandi potenze (1850-1890)
Dopo il ’48 l’Europa era dominata da 5 grandi potenze: Francia\Gran Bretagna\Austria\Prussia\Russia. L’Italia cercò di aggiungersi dopo il 1861.
Tra il 1850 e il 1870 vi furono 4 guerre, scaturite soprattutto dalla volontà di Napoleone III° di dominare lo scacchiere europeo continentale (nel mondo l’egemonia inglese regnava).
La Francia nel tentativo di indebolire l’Austria, finì per facilitare l’ascesa della Prussia.
Dalla guerra franco-prussiana (‘70\’71) uscì un nuovo equilibrio che faceva perno sulla Germania riunificata.
La Francia perse Alsazia e Lorena e cadde Napoleone III°.
Francia e Inghilterra si unirono contro la Russia nella guerra di Crimea (1854\55), in appoggio ai turchi.
Con Bismarck, la Prussica scese in guerra con l’Austria (nel ’66) e si creò la confederazione della Germania del nord.
Dopo la guerra franco-prussiana si diffuse in Europa un nuovo clima politico: ideologie della forza e tramonto del libero scambio.
L’equilibrio godette di un lungo periodo di pace, fino al 1914.
L’equilibrio europeo si basava sul sistema di alleanze costituito da Bismarck per isolare la Francia:

  • Patto dei tre imperatori (con Austria e Russia è rivali tra loro- guerra russo\turca del ’77)
  • Triplice alleanza con Austria e Italia

In Gran Bretagna, con il lungo regno della regina Vittoria, vi furono solidità e prosperità economica, con il problema però della questione autonomista irlandese.
In Russia rimasero arretratezza politica e sociale, con una vivace vita culturale e dibattito ideologico. Con Alessandro II° migliorò, di poco, la situazione (abolizione dei servi della gleba).
I nuovi mondi: Stati Uniti e Giappone
A metà dell’800 USA in crescente espansione, con differenze nelle diverse zone (nord-est industrializzato, sud agricolo e tradizionalista con milioni di schiavi neri e ovest con allevatori di bestiame e liberi agricoltori).
L’ovest si unì al nord\est, con contrapposizione con il sud.
Nacque il partito repubblicano. Con l’ascesa di Lincoln, repubblicano, vi fu la secessione degli stati del sud.
La guerra civile tra nordisti (unionisti) e sudisti (confederati), dal 1861 al 1865 segnò la vittoria dei nordisti, e determinò la fine della schiavitù.
Dopo i traumi della guerra civile vi fu una grande ripresa economica.
L’isolamento della Cina fu volto agli stati europei che imposero al paese (soprattutto l’Inghilterra) l’apertura al commercio estero.
In Giappone, in un primo momento vi fu una pressione europea. Poi, con la “restaurazione Meiji”” (1868) ci fu una modernizzazione accelerata dell’intera società giapponese, una rivoluzione non popolare, ma gestita dall’alto, che, in breve tempo, attraverso riforme radicali, fece compiere al Giappone una transizione tra il feudalesimo e lo stato moderno.
La seconda rivoluzione industriale
L’ultimo trentennio dell’800 vi fu una profonda trasformazione economica.
Crisi di sovrapproduzione, caduta dei prezzi, concentrazioni produttive e finanziarie, espansione coloniale, caratterizzarono la “seconda rivoluzione industriale”.
Effetti più gravi per la caduta dei prezzi li ebbe l’agricoltura, con sviluppo enorme degli Stati Uniti, con emigrazioni massicce di europei negli USA.
Sviluppi tecnici, industriali aprirono le porte a nuove produzioni e il motore a scoppio e la produzione di energia elettrica furono i principali fattori della rivoluzione.
Parimenti vi furono progressi della medicina, dell’igiene con riduzione della mortalità e aumento della popolazione.
Imperialismo e colonialismo
Ultimi decenni dell’800 corsa alla conquista coloniale, con sconvolgimento dei paesi colonizzati, sfruttamento, uso della forza e sviluppo di nazionalismi locali.
Di contro, preme negli interessi dei colonizzatori, sviluppo della modernizzazione, mantenimento usi e tradizioni locali e culturali.
Gran Bretagna possedeva l’India, dal ‘700, attraverso il controllo della Compagnia delle Indie.
L’apertura del canale di Suez nel 1869 diede nuovo impulso alla penetrazione europea in Asia.
La Francia conquistò l’Indocina e la Russia colonizzò la Siberia.
Il Giappone strappò vari territori alla Cina.
L’imperialismo americano si basava su forme di controllo indirette.
In Africa l’espansione coloniale fu rapida e quasi totale.
In sud Africa prevalse la potenza inglese.
Stato e società nell’Italia unita
Nel 1861 in Italia prevaleva l’attività agricola, con varietà di assetti produttivi:

  • Aziende agricole moderne (Pianura padana)
  • Mezzadria (Italia centrale)
  • Latifondo (Mezzogiorno)

Condizione di vita dei contadini ai limiti della sussistenza fisica (arretratezza e disagio sociale erano poco conosciuti dalla classe dirigente).
Morto Cavour (1861) vi fu l’ascesa della destra, con contrapposizione della sinistra (comunque in entrambi i casi la classe dirigente era molto ristretta, solo 400.000 gli aventi diritto al voto). Vi fu una rigida centralizzazione.
Al sud imperava il brigantaggio, che fu sconfitto con l’esercito.
Sul piano economico vi fu una intensificazione degli scambi commerciali che consentì all’Italia di avere un ruolo in ambito europeo. Migliorò l’agricoltura.
Con l’aiuto della Prussica l’Italia acquisì il Veneto (1866). Dopo il ’76 la sinistra andò al potere.
In pratica il pigiama riformista fu modesto, con il “trasformismo” di Depretis la sinistra assumeva caratteristica di un grande centro che immaginava le ali estreme.
Vi fu una crisi agraria che permise uno sviluppo industriale.
Si svilupparono i movimenti operai e nacque il P.S.I. (1892), con elezione di Papa Leone XIII (1878).
Dopo la morte di Depetris (1887) divenne presidente del consiglio Crispi (conservatore\liberale).
Crispi riorganizzò tutto l’apparato statale, con guerra doganale con la Francia e diverso impegno in Africa Orientale. Fece la riforma bancaria e fu sconfitto nella guerra con l’Etiopia.
Giolitti, che gli succedette nel ‘92\’93, risultò più tollerante nei riguardi dei conflitti sociali, ma lo scandalo della Banca Romana provocò le sue dimissioni.
Verso la società di massa
Alla fine dell’800 in Europa occidentale e negli Stati Uniti cominciano a delinearsi i caratteri della società di massa.
Tra il 1896 e il 1913, per i paesi industrializzati, fu un periodo di intensa espansione economica, con aumento del reddito pro-capite, che determinò un allargamento del mercato. Si sviluppò una produzione di massa (in serie) con diffusione dei processi di meccanizzazione e razionalizzazione produttiva (catena di montaggio, taylorismo).
Mutava quindi la stratificazione sociale.
Nella classe operaia si distinsero i lavoratori (generici o qualificati) ma soprattutto si ebbero i nuovi strati del ceto medio.
Vi fu un impegno massiccio dello stato, che intervenne in diversi settori della vita (istruzione, sevizi sociali, economia,…).
Vi fu la questione femminile, con i primi moti.
Alla fine dell’80 sorsero i primi partiti socialisti europei che si ispiravano alla social.democrazia tedesca (il marxismo fu assunto come dottrina ufficiale in tanti paesi).
Si diffuse il nazionalismo, in senso conservatore, si diffusero tendenze razziste ed antisemite.
In Germania ed in Europa orientale il nazionalismo prese il nome di pangermanesimo e panslavismo.
Contro l’antisemitismo nacque il sionismo.
Declino del positivismo e accento più sul soggetto (istituto\volontà).
L’Europa fra i due secoli
Tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 ci fu un mutamento delle alleanze che segnò la fine dell’equilibrio bismarckiano.
Con l’alleanza tra Francia  e Russia, l’intesa franco-inglese e l’accordo anglo-russo sulle questioni asiatiche, si venne a costituire uno schieramento: la triplice intesa, contrapposta alla triplice alleanza.
Situazione potenze europee:

  • FRANCIA è a fine ‘800, forti correnti contrarie alle istituzioni repubblicane attorno al caso del capitano Dreyfuss (un ufficiale ebreo ingiustamente condannato per spionaggio) nel paese ci fu una spaccatura tra innocentisti e colpevolisti, i progressisti vinsero le elezioni, con inizio di governi di stampo radicale.
  • INGHILTERRA è dopo un periodo di coalizione tra unionisti e conservatori, con una politica imperialistica con dosi di riformismo sociale, nel 1906 successo dei liberali con contemporanea crescita dei laburisti. Contrasti forti tra lords e camera dei comuni.
  • GERMANIA è dopo Bismarck, con Guglielmo II°, non cambiò la politica aggressiva estera tedesca, con rafforzamento tra industria, aristocrazia e militari, con appoggio di tutte le forze politiche, tranne i socialdemocratici (forti ma isolati).
  • AUSTRIA è  (Impero Asburgico) immobilismo e agitazioni autonomistiche che, con problemi nell’area balcanica (minaccia della Serbia).
  • RUSSIA è con l’ingresso di capitali stranieri e l’intervento diretto dello stato vi fu un primo decollo industriale, anche se la società russa restava molto arretrata. Dopo la rivoluzione del 1905, poi sedata (esperimento parlamentare della DUMA), si fece una riforma agraria, non sufficiente per risolvere gli enormi problemi.

Intanto, la Germania usciva sconfitta dalle crisi del Marocco, mentre la Francia otteneva un protettorato sul Marocco.
Nella penisola balcanica vi furono diversi problemi: l’annessione della Bosnia-Erzegovina (1908) da parte dell’Austria, la guerra  Italo\Turca (1911), due guerre balcaniche (1912\13) che videro l’impero turco uscire di scena dal panorama europeo (anche se appoggiato dagli imperi centrali).
Nasceva il principato di Albania, voluto da Austria e Italia per impedire alla Serbia lo sbocco al mare.
La Bulgaria perse gli scontri territoriali con Grecia e Serbia e Romania e Turchia e dovette cedere del territorio.
Si faceva sempre più acuto il contrasto tra Austria e Serbia (protetta dalla Russia).
Imperialismo e rivoluzione nei continenti extraeuropei
I primi 15 anni del ‘900 videro un primo segno di declino dell’Europa rispetto all’emergere di popoli extraeuropei (in particolare dei paesi asiatici – Cina e Giappone – “pericolo giallo”).
Dopo l’esito favorevole della guerra per la Manciuria con la Russia, il Giappone si affermava potenza egemone in estremo oriente.
In Cina, dopo la rivoluzione del 1911, andò al potere un movimento nazionalista e democratico, che rovesciò la dinastia Mancia. Dopo le forze conservatrici presero il controllo, dando inizio ad una serie di guerre civili.
Fino alla 1ª guerra mondiale l’imperialismo statunitense si rivolse verso l’America centrale in particolare con la Presidenza di Roosvelt (repubblicano) (contrasto con la Colombia per il canale di Panama). Per la politica interna Roosvelt fece grandi aperture ai problemi sociali. Dopo arrivò il democratico Wilson che cambiò politica, sempre però con grande attenzione ai problemi sociali.
In America Latina vi fu un certo sviluppo economico, che però non bastava per non essere più dipendenti, dagli stati occidentali. Nelle campagne regnava ancora il latifondo.
Unici mutamenti furono la vittoria dei radicali in Argentina e la rivoluzione messicana, iniziata nel 1910, con contrasti al suo interno, e finita nel 1921 con la vittoria dei democratici.
L’Italia giolittiana fine ‘800 inizi ‘900
Il periodo giolittiano fu caratterizzato da riforme sociali e neutralità nel campo dei conflitti di lavoro, con sviluppo delle organizzazioni sindacali e degli scioperi, con incrementi di salario ad operai e contadini.
Il decollo industriale italiano fu evidente, favorito dalla costituzione di una rete ferroviaria, da scelte protezionistiche e dalla riforma del sistema bancario. Vi fu sviluppo e aumento dei redditi con miglioramento del tenore di vita.
Cresceva l’emigrazione ed il divario tra un sud arretrato e agricolo e un nord industrializzato.
Principali azioni di giolitti (che rimase al governo, con alcune interruzioni, dal 1903 al 1914):

  • Leggi speciali per il sud
  • Statizzazione ferrovie
  • Conversione della rendita
  • Introduzione, nel 1912, del suffragio universale maschile
  • Monopolio statale delle assicurazioni sulla vita

In politica estera l’Italia si riavvicinò alla Francia, pur restando fedele alla Triplice Alleanza, si guardò con più entusiasmo alle conquiste coloniali. Vi fu l’intervento militare in Libia (1911) con successiva guerra con la Turchia, con una successiva sovranità italiana sulla Libia.
Il nuovo PSI (da riformista) appoggiò Giolitti, fino a quando si fermarono all’interno del partito le ali rivoluzionarie (con l’uscita dei sindacalisti nel 1907). Venne fondata nel 1906 la CGIL.
Nel PSI, dopo l’espulsione dei “revisionisti” nel 1912, il controllo del partito passò ai rivoluzionari, che comprendevano diversi leader, tra i maggiori Mussolini.
Nel periodo giolittiano si sviluppò, in campo cattolico, il movimento democratico-cristiano, condannato dal nuovo Papa Pio X.
Si svilupparono contemporaneamente le OO.SS. “bianche”. Le forze clerico-moderate stabilirono il più delle volte alleanze con i liberali e conservatori, con linea politica premiata, nel 1913, con il “patto gentiloni”.
I mutamenti in atto alla vigilia della guerra:

  • Sviluppo del nazionalismo
  • Più peso dei cattolici
  • Prevalenza dei rivoluzionari nel PSI

Segnarono una progressiva crisi della politica giolittiana, sempre in grado di controllare la radicalizzazione politica che si stava delineando.
Il sintomo più evidente del nuovo clima fu la “settimana rossa” del giugno ’14, con scontri di piazza, scioperi e agitazioni ovunque. Con lo scoppio della guerra l’attenzione fu altrove.
La prima guerra mondiale
L’evento scatenante della 1ª guerra mondiale fu l’uccisione da parte di uno studente bosniaco filoserbo a Sarajevo il 28\6\1914 dell’arciduca Francesco Ferdinando erede al trono degli asburgo. Dopo una parziale risposta all’ultimatum austriaco alla Serbia (parte della protezione russa):

  • L’Austria dichiara nel luglio ’14 guerra alla Serbia
  • La Russia mobilita l’esercito ai confini della Germania
  • Il 3 agosto, la Germania, alleata dell’Austria, dichiara guerra alla Russia e alla Francia sua alleata
  • Dopo l’invasione tedesca del neutrale Belgio, scende in campo l’Inghilterra contro imperi centrali

Lo scenario divenne quindi mondiale, anche su spinte patriottiche, tensioni preesistenti e decisioni dei capi politici e militari.
Nonostante numero e armamenti notevoli non vi erano concezioni diverse rispetto alle esperienze ottocentesche.
Il conflitto, già dopo un anno, dopo l’arresto dei tedeschi sulla Marna francese, assumeva i caratteri di una guerra di posizione e logoramento.
L’Italia, all’inizio, fu neutrale, poi si schierò contro l’Austria (nel 1915) con un accordo, in caso di vittoria, con l’intesa di annessioni territoriali.
Nel 1915\16 la guerra sui fronti francese e italiano restò in equilibrio tra i due blocchi, con però un enorme numero di vittime.
Sul fronte orientale (est e balcani) gli imperi centrali furono più vittoriosi.
Alla novità di nuove armi (gas, aerei, carri armati, sottomarini) si affiancò, sul piano tecnico la trincea.
Tutti i paesi subirono un processo di militarizzazione e di intervento statale. Vi furono diverse proteste contro la guerra, in particolare nel 1917, tra stanchezza, esortazioni del Papa e rassegnazione e ribellione tra i soldati (dell’Itesa).
Fu così che gli austro-tedeschi, nel clima italiano sopra descritto, riportarono a Vaporetto nel ’17 una vittoria.
Nel 1917 la Russia, dopo la caduta dello zar e dopo la rivoluzione di novembre, si ritirò dal conflitto.
In aprile gli USA entrarono in guerra, dando al conflitto, per opera di Wilson, un carattere di ideologia “democratica”.
Anche grazie all’intervento americano, nel novembre ’18 la guerra terminava con la vittoria dei paesi dell’Intesa, anche in virtù della dissoluzione interna dell’Austria –Ungheria, e della rivoluzione scoppiata in Germania.
La conferenza di pace a Versailles, segnò diversi problemi.
La Francia voleva una pace “punitiva” per la Germania.
La Russia non sedeva al tavolo di pace.
La carta europea fu mutata radicalmente, nuovi stati nacquero con la dissoluzione dell’impero asburgico.
L’ideale di Wilson di creare la società delle nazioni per evitare guerre future non si realizzò, anche perché (con la morte anche di Wilson) non vi aderirono gli stati Uniti.
La rivoluzione russa
Nel marzo ’17 la rivolta degli operai e dei soldati di Pietrogrado provocò la caduta dello zar e si formò un governo provvisorio a motrice liberal-moderata, cui seguì un governo a larga maggioranza con esclusione dei bolscevichi.
Si andava rafforzando, accanto al potere “legale” del governo, un potere parallelo dei soviet (i consigli eletti direttamente dagli operai e dai soldati).
Con il ritorno di Lenin in Russia i bolscevichi aumentarono il loro potere. Fecero un colpo di stato il 7\11\14 e seguì la dittatura comunista.
L’internazionale comunista nata nel ‘19\20 estese a tutto il movimento europeo la frattura tra comunismo e socialdemocrazia, così come era avvenuto in Russia.
Nel 1921 i bolscevichi adottarono, dopo lo scontento del proletariato, una nuova NEP (nuova politica economica) con scarsi risultati per il benessere del popolo.
Nel 1922 nasce l’URSS (unione repubbliche socialiste sovietiche) con il partito unico\comunista dei bolscevichi, con la lotta contro la chiesa ortodossa.
Con l’ascesa di Stalin alla guida del partito (’22) si instaurò una dittatura personale, con eliminazione dei gruppi e leader interni. Il comunismo con Stalin assunse una linea dura e repressiva, che causò milioni di morti, anche successivamente, nel mondo.
L’eredità della grande guerra
Oltre alla tremenda distruzione di vite umane e allo sconvolgimento dei confini tra gli stati, la guerra era stata la più grande esperienza di massa mai vissuta.
Il problema più importante fu quello dei reduci. C’era una grande aspirazione al cambiamento, alla pace, alla giustizia sociale. Ma tutti i paesi tranne gli USA, erano stati dissestati economicamente.
L’inflazione non permetteva aumenti di ricchezza pro-capite e le aspettative della gente e degli ex combattenti venivano meno.
La Germania fu obbligata a pagare un alto tributo economico e cercò di risollevarsi (a fatica) dalla crisi, riallacciando i rapporti con la Francia.
Sulla scia della rivoluzione russa del ’18, nel biennio ‘18\20 vi fu un “biennio rosso” con avanzata politica del movimento operaio che però non riuscì nell’intento rivoluzionario.
In Germania nacque la Repubblica di Weimar, che elaborò, con l’unione dei cattolici e social-democratici, una costituzione democratica fra le più avanzate dell’epoca.
Dopo il ’20 in Germania e in Austria vinseo i governi a guida cristiano-sociale.
In Ungheria, dopo una breve esperienza comunista, il potere passò ad un regime autoritario.
Il “biennio rosso” si concluse con una ripresa delle forze\coalizioni più moderate.
La crisi del marco e la fierezza tedesca contro la vessazione sulle riparazioni economiche fecero andare in crisi  il marco. Nel ’23 Francia e Belgio occuparono la Ruhr, una regione vitale per l’economia tedesca, che provocò una inflazione gravissima. Tentativi di sinistra e destra di insurrezioni fallirono.
Il governo stresemann tedesco avviò una nuova politica di stabilizzazione e di rigore, con riavvicinamento alla Francia e accordo con gli USA (piano Dawes nel ’24) che finanziarono la ripresa economica tedesca (anche con la ripresa del territorio della Ruhr).
Con il piano Dawes iniziava una fase di distensione internazionale, confermata dai rapporti di Locarno (’25) che normalizzavano i rapporti franco-tedeschi. Questa fase si interruppe alla fine degli anni ’30, in coincidenza con la crisi economica internazionale.
Il dopoguerra in Italia e l’avvento del fascismo
Il dopoguerra italiano portò diversi problemi, vista la debolezza delle strutture democratiche e la crisi della classe dirigente liberale. I cattolici fondarono il partito popolare (1919), a sinistra il partito socialista cresceva, con una maggioranza sempre della corrente rivoluzionaria èla nascita del “fascismo” introdusse nella vita politica un nuovo stile aggressivo.
Diffuso era tra l’opinione pubblica il sentimento di risentimento verso gli ex alleati e il governo che, nelle conferenza di Parigi, non avevano concesso tutto quello che l’Italia chiedeva a livello di territorio. Clamorosa la protesta di D’Annunzio con l’occupazione di Fiume nel ’19.
Il ‘19\20 videro molte agitazioni sociali, scioperi, agitazioni di operai e agrari, occupazione delle terre.
Nel giugno ’20 Giolitti tornò la potere, con l’appoggio di popolari e socialisti. Risolse la questione di Fiume e tentò un disegno riformista, cercando di ridimensionare le spinte rivoluzionarie socialiste.
Giolitti si servì del fascismo per bloccare il controllo popolare sulle masse operaie e contadine della sinistra. Così il fascismo crebbe di consensi.
Dopo debolezze di successivi governi liberali, Mussolini tentò il colpo di stato e vi riuscì nel ’22 con la marcia su Roma, con l’appoggio del Re, della chiesa e dei liberali e dei cattolici, contro le minacce rivoluzionarie socialiste\comuniste.
Il governo mussolini attuò una politica autoritaria e, dopo l’uccisione di Matteotti, prese saldamente il potere. Tra il ’25 e il ’26 il fascismo divenne partito unico.
La grande crisi – economia e società negli anni ‘30
Dopo il boom economico americano degli anni ’20, con il crollo della borsa di New York (ottobre 1929), la crisi degli USA provocò recessione, disoccupazione e si diffuse in tutto il mondo, causa la contrazione del commercio internazionale dovuta a misure protezionistiche adottate prima negli USA poi in altri paesi.
In Europa la grave crisi finanziaria culminò nella sospensione della convertibilità della sterlina.
Tutti i paesi europei fecero ricorso a misure di sviluppo economico e contenimento della spesa. Negli USA, nel ’32, con l’elezione di Roosvelt, ci fu un tentativo di ripresa, con interventi più diretti dello stato e più attenzione rispetto alle riforme sociali.
Si sviluppò il consumo di massa e imperò la teoria di Keynes, che sottolineava il ruolo della spesa pubblica ai fini dell’incremento della domanda e del raggiungimento della piena occupazione.
Forte sviluppo ebbero radio, cinema, così come vi furono nuove scoperte scientifiche, es. l’energia nucleare e aeronautica. Furono anni di disgregazione della cultura europea, di contrapposizioni ideologiche (liberalismo-comunismo\democrazia-fascismo).
L’età dei totalitarismi
Dopo la crisi del ’29 si diffuse in Europa il fenomeno della disaffezione verso la democrazia, con il consolidamento, negli anni ’30, dei regimi antidemocratici, tradizionali e nuovi (fascismo-nazismo), che presero il nome di “totalitarismi”, in base ad una nuova organizzazione del potere che ricercava un controllo totale sui cittadini (comune al regime staliniano).
Il successo del nazismo in Germania fu determinato dalla propaganda volta al grande ritorno della Germania sullo scacchiere europeo, contro sinistre ed ebrei.
Nel ’32 il partito di Hitler prese più voti di tutti e nel ’33 guidò il governo. Dopo l’incendio del Reichstag Hitler assunse pieni poteri e annientò le opposizioni, sbarazzandosi anche dell’ala estremista interna facente capo alle milizie armate delle S.A.
Da capo dello stato Hitler fece crescere l’economia, ebbe successo in politica estera, raggiunse la piena occupazione e migliorò i servizi sociali, anche con l’abile uso della propaganda e dei mezzi di comunicazione.
Altri regimi autoritari si erano intanto affermati in altri paesi (Ungheria, Polonia, Bulgaria, Yugoslavia, Spagna, Portogallo e soprattutto Russia con Stalin che attuò un vero e proprio sterminio di massa).
Nel 1938 il nazismo annetteva l’Austria alla Germania, mentre il governo sovietico si ispirò, in politica estera, alla lotta contro i fascismi, fomentando ribellioni in Francia e Spagna.
L’arrendevolezza di Francia e Inghilterra nei confronti della politica espansionistica tedesca, favorirono l’aumento di forza della Germania nazista.
L’Italia fascista
Nel regime fascista l’organizzazione dello stato e del partito spesso si sovrapponevano. Prevalse, per volere di Mussolini, l’organizzazione dello stato, mentre il partito nazionale fascista si occupava della società civile.
Un limite al totalitarismo fu rappresentato dalla presenza del re e soprattutto della chiesa, il cui peso fu riconosciuto con i patti lateranensi del 1929.
Negli anni del fascismo aumentò l’urbanizzazione, l’occupazione e i servizi. Consensi vi furono dalla piccola e media borghesia, meno dell’alta borghesia e delle classi popolari.
Con il patto d’acciaio del ’39 si consolidò l’alleanza con la Germania.
Il fascismo ebbe largo consenso nei giovani, nell’idea dell’”uomo nuovo”. Il sistema economico corporativo non si attuò mentre si puntò sull’autarchia, sul colonialismo dei lavori pubblici e sull’industria bellica.
Gli antifascisti ex popolari e liberali rimasero in disparte, mentre i comunisti si muovevano nella clandestinità. Con le leggi razziali contro gli ebrei, il rapporto con la Germania, l’adesione dell’Italia agli ideali fascisti fu meno importante.
Il tramonto del colonialismo. L’Asia e l’America Latina
Tra le due guerre si allontanò la potenza coloniale europea e l’egemonia europea sugli altri continenti. Movimenti indipendentisti crebbero ovunque e crearono rivoluzioni e accordi\concessioni da parte delle potenze europee.  In Cina aumentò il comunismo (Mao), in Giappone le spinte totalitaristiche.
In America Latina la crisi ebbe effetti negativi, con la nascita di diversi governi dittatoriali (Brasile\ Messico\Argentina).
La seconda guerra mondiale
Nel 1938 Hitler sottoscrisse a Monaco una “talse police”con le potenze democratiche, dopo aver smembrato la Cecoslovacchia. Con l’alleanza russo-tedesca (patto di non aggressione) Hitler invase nel ’39 la Polonia e Francia e Inghilterra dichiarano guerra alla Germania. L’Italia restò neutrale.
La guerra lampo con la Polonia (aviazione + mezzi corazzati) aprì il fronte del nord con l’occupazione di Danimarca E Norvegia. Nel maggio\giugno ’40 i tedeschi attaccarono sul fronte occidentale con l’occupazione centro\settentrionale della Francia, dove si creò nel centro-sud la Repubblica di Vichy, con il maresciallo Petain (subordinata alla Germania).
Mussolini, il 10\6\40, convinto della vicina vittoria tedesca si schierò in guerra ma fornì una pessima prova sia contro i francesi, sia in Africa e nei Balcani (Albania\Grecia).
L’Inghilterra, sola con il 1° ministro Churchill, respinse la Germania per vi aerea e non firmò alcun patto.
Nel 1941 la Germania invade l’URSS e si ferma vicino a Mosca, causa l’inverno e la resistenza sovietica.
Gli Stati Uniti, dopo l’attacco giapponese di Pearl Harbor (isole Haway), dichiarano guerra a fianco di Inghilterra e Francia.
Nell’estate del ’42 il tripartito “asse + Giappone” (il patto tripartito fu sottoscritto nel ’40 da Italia, Germania e Giappone) raggiunge la massima espansione. Germania e Giappone cercarono di costituire un “nuovo ordine” nelle zone occupate, basato sulla superiorità razziale. Iniziò e terminò la persecuzione ebraica con i campi di concentramento e sterminio. Tra il ’42 e il ’43 i giapponesi subirono alcune sconfitte nel Pacifico, mentre i russi respinsero i tedeschi a Stalingrado. Nel nord Africa gli alleati fermarono le forze dell’asse “italo\tedesco” a El Alamein. Nel luglio del ’43 gli americani sbarcarono in Sicilia.
L’8\9\43 veniva annunciato l’armistizio tra Italia e anglo-americani.
Mentre il re e Badoglio scappavano a Brindisi i tedeschi occupavano l’Italia centro-settentrionale.
Le forze armate italiane si sbandarono con episodi di guerra civile.
Al sud lo stato monarchico con gli alleati, al nord Mussolini costituiva la repubblica sociale italiana, sotto il controllo dei tedeschi.
Alla fine del ’43 emersero le bande partigiane e i partiti antifascisti costituirono il CLN (comitato di liberazione nazionale).
Le contrapposizioni tra CLN  e governo Badoglio, vennero risolte da Togliatti, con la creazione, nel ’44, del 1° governo di unità nazionale, con i partiti del CLN.
Dopo la liberazione di Roma il re abdicò i poteri al figlio Umberto e si costituì un nuovo governo più direttamente collegato con i movimenti partigiani del nord.
Nel giugno ’44 gli alleati sbarcavano in Normandia e subito dopo liberavano la Francia. L’URSS  riprendeva le posizioni e iniziava una controffensiva.
Nelle conferenze di Mosca del ’44 e di Yalta ’45, Russia, America e Inghilterra si accordavano sulla futura sistemazione d’Europa. Nel ’45 i tedeschi dovettero arrendersi su tutti i fronti, mentre il 25\4 l’Italia veniva liberata, con uccisione di Mussolini.
Nel ’45, con i russi che entravano a Berlino, la Germania capitolava. La guerra proseguiva solo nel pacifico contro il Giappone, con fine il 2\9\45, dopo l’esplosione di due bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki.
Il mondo diviso
La 2ª guerra mondiale costituì la fine della supremazia europea, con l’emergere di due superpotenze (USA\URSS).
Nasceva un equilibrio internazionale su base bipolare.
La creazione dell’ONU del ’45 segnò un importante risultato per dare vita ad un nuovo ordine internazionale capace di sconfiggere i conflitti. Con la creazione del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Mondiale e gli accordi commerciali (GATT\1947), il primato del dollaro come valuta internazionale, vi fu una ripresa dell’economia occidentale.
La grande alleanza tra potenze vincitrici si incrinava per le scelte sul futuro della Germania e del controllo dell’URSS sui paesi dell’Europa orientale.
Nel ‘46\47 i contrasti USA\URSS si accentuarono, dando origine alla “guerra fredda”.
Con la chiusura degli accessi a Berlino nel ’49 da parte dei sovietici vi fu una crisi che divise la Germania in due repubbliche: Repubblica Federale Tedesca (con zone sotto il controllo franco-inglese-americano) e Repubblica Democratica Tedesca (sotto il controllo dell’URSS).
Con il Patto Atlantico (’49) e il Patto di Varsavia (’55) l’Europa fu divisa in due “blocchi”
L’URSS accentuò la dittatura comunista e creò diversi stati satellite, fatta eccezione per la Jugoslavia di Tito, che conservò un’autonomia, con una vera e propria rottura nel 1948.
Negli USA si diffuse negli anni ’50 un sentimento anticomunista. In Europa occidentale vi fu un vento di riforma, specie in Inghilterra, con i laburisti, che attuarono il welfare state. La Francia ricostruì una repubblica (4ª repubblica), mentre la Germania Federale, con gli aiuti americani, si risollevò e fece un miracolo economico.
Altro miracolo economico fu quello del Giappone, dove gli USA imposero un modello democratico-parlamentare.
In Cina, con la vittoria dei comunisti, vi si creò uno stato indipendente.
Nel ’56 Kruscev fece una denunci sui crimini di Stalin, alimentando le aspirazioni e le rivolte negli stati sotto influenza sovietica (Polonia, Ungheria), stroncate dall’Armata Russa.
Negli anni ’50 e ’60 vi fu una crescita economica europea, tranne un ristagno in Inghilterra. Il ridimensionamento politico dell’Europa favorì l’integrazione dei vari stati con diversi accordi, in particolare con la nascita del 1957 della CEE.
La Francia attraversò negli anni ’50 una grave crisi istituzionale, legata al problema algerino. Nel ’58 De Grulle assume guida del governo con una nuova costituzionae e concessione d’indipendenza all’Algeria.
In politica estera De Gaulle cercò di creare un’Europa indipendente dai due blocchi ed egemonizzata dalla Francia.
La decolonizzazione e il terzo mondo
La 1ª guerra mondiale sancì la definitiva crisi del colonialismo e l’affermazione, a livello internazionale, del principio dell’autodeterminazione. Gli ex imperi coloniali raramente costituivano governi democratici, ma autoritari e militari. L’india acquistò l’indipendenza nel 1947.
Lungo il processo di decolonizzazione in Vietnam, dove la lotta con i francesi si concluse nel ’54 con la divisione del paese in due (comunista\occidentale).
In Medio Oriente nasceva un movimento nazionalista arabo. Nel ’48 con il ritiro degli inglesi in Palestina e la nascita dello stato d’Israele, nasceva il conflitto arabo-israeliano, con il problema palestinese.
Con Nasser l’Egitto vide uno sviluppo nell’area, dopo che con la crisi del canale di suez del ’56, francesi e inglesi dovettero ritirarsi dopo le pressioni di USA\URSS.
In Libia nel 1969 vinse il colonnello Gheddafi, artefice di un esperimento di “socialismo islamico”, con la creazione di diverse future tensioni nell’area.
A sud del Sahara, nell’Africa nera, il processo di decolonizzazione avvenne tra gli anni ’50 e ’60.
Sul piano economico il terzo mondo era accomunato da una realtà di sottosviluppo, con una demografia sempre in aumento.
I paesi dell’America Latina erano in condizione di dipendenza economica dagli Stati Uniti. Fra le esperienze più importanti l’ascesa di Pèron in Argentina e la rivoluzione comunista a Cuba del 1959 ad opera di Fidel Castro.
L’Italia dopo il fascismo
Dopo la guerra le condizioni in Italia erano gravi: colpita molto l’agricoltura, danni all’edilizia e trasporti; elevata inflazione. Disoccupazione, scarsità di cibo e problemi di ordine pubblico, banditismo e separatismo in Sicilia.
Il 1° governo fra i partiti del CLN fu presieduto da Parri, partigiano, esponente del partito d’azione, poi nel ’45 passò a De Gasperi (svolta moderata). Il 2\6\46 il referendum scelse la repubblica. Le elezioni dell’assemblea costituente videro il successo dei tre partiti di massa (DC\PCI\PSI). Nel ’48 la costituzione. Le elezioni del ’48 videro il successo dei centristi (DC), che si allearono con liberali, repubblicani e socialdemocratici (Saragat, che si era staccato dal PSI, troppo vicino al PCI).
Il monocolore DC, con gli altri appoggi, restò intatto fino agli inizi degli anni ’60 (dove prendeva corpo l’allargamento ai socialisti, dopo la segreteria Fanfani alla DC, nel 1954, rappresentativa di una nuova generazione, più attenta all’intervento dello stato e ai problemi sociali).
Le frontiere vennero ridefinite con perdita di zone a favore della Francia, mentre Trieste tornò all’Italia solo nel 1954. L’Italia aderì nel 1949 al Patto Atlantico.
La società del benessere (anni ‘50\’60)
Intenso sviluppo demografico, industriale, tecnologico e commerciale, con più scoperte scientifiche. In medicina nuovi traguardi e farmaci e progressi della chirurgia. Impulso anche nei trasporti e sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa (più TV). La società si fa più consumistica.
Fine anno ’60 protesta giovanile contro la “società del benessere” nata negli USA e poi trasferita in Europa occidentale e Giappone.
La più forte contestazione si ebbe nel maggio ’68 in Francia, a Parigi. Sviluppo in quegli anni anche del femminismo. La chiesa, tentò un rinnovamento interno e un’apertura verso i problemi del mondo contemporaneo, tale corso iniziò con il pontificato di Giovanni XXIII (‘58\’63) e continuò con il Concilio Vaticano II°.
Distensione e confronto
Per le democrazie europee gli anni ’60 e primi anni ’70 furono un periodo di stabilità economica e di mutamenti politici. In Italia, Gran Bretagna e Germania Federale entrarono i socialisti nel governo. Nel ’72 la CEE si allargò con Inghilterra, Irlanda e Danimarca. Negli USA la presidenza Kennedy (dal ’60 al ’63 quando fu ucciso) ebbe un impulso riformista, però con problemi a Cuba (missili nucleari URSS nel ’62), e con distensione tra i due blocchi, con il trattato con Kruscev nel ’63 sulla messa al bando degli esperimenti nucleari nell’atmosfera (fu poi destituito da Brežnev nel ’63 per i fallimenti sul piano economico).
In Cina ci fu un forte sviluppo agricolo nel ’58, con successiva rottura con l’URSS, governo più moderato. Ma fra il ’65 e il ’68 Mao fece la rivoluzione culturale, con eliminazione di potere di diversi dirigenti. All’inizio degli anni ’70 la Cina cercò un avvicinamento con gli USA. Dal ’65 al ’73 ci fu la guerra del Vietnam del sud, con l’intervento americano. I partigiani comunisti vinsero anche in Cambogia e Laos.
I russi stroncarono la rivolta di Praga del ’68 e accettarono più autonomia in Romania. Nel Medio Oriente vi furono due guerre: la guerra dei 6 giorni (’67) e la guerra del Kippur (’73). Israele occupò nuove terre arabe, riacutizzando il problema palestinese. Nel ’73 crisi mondiale per l’aumento dei prezzi del petrolio.
Apogeo e crisi del bipolarismo
Nei paesi occidentali si manifestò, alla fine degli anni ’70, una crisi delle ideologie di sinistra, sia riformiste che rivoluzionarie, con un abbandono dell’impegno politico, con un ritorno al privato (“riflusso”). Esplose però in quel periodo il terrorismo politico.
L’Europa, negli anni ’70 e ’80, perse terreno in economia, rispetto a USA e Giappone. Margareth Thatcher vinse in Gran Bretagna e tornarono al potere i cristiano-democratici  in Germania (Khol). Mitterand vinse in Francia (socialista). Tornò la democrazia in Portogallo, Spagna e Grecia, che entrarono nella CEE. Gli USA con Regan (1980-88) e poi con Busch, iniziarono un periodo con una scelta più liberista in economia e una politica estera più dura contro URSS e Medio Oriente (Iran\Libia). Anche l’URSS, con Brežnev, allargò la sua influenza nel mondo, con l’intervento militare in Afghanistan nel ’79. con l’avvento di Gorbaçėv (1985) fu avviata una radicale svolta riformista in politica estera e interna. I mutamenti sovietici ebbero un riflesso in Europa, con diversi processi di liberalizzazione dal giogo comunista (Polonia, Ungheria, Germania dell’est, Cecoslovacchia, Bulgaria). In Romania e Serbia ii comunisti riuscirono a tenere il potere. L’unificazione della Germania e la caduta del muro di Berlino (‘89), avvenne nell’ottobre del 1990.
In America Latina anni ‘70\’80 uguali dittature militari con lento successivo ritorno alla democrazia, con molti problemi economici. In Medio Oriente le due guerre (6 giorni e Kippur) tra arabi e israeliani lasciarono irrisolto il problema palestinese (anche dopo la pace del ’79 tra Egitto e Israele). Il Libano fu sconvolto da una crudele guerra civile.
In Iran, dal ’79, la rivoluzione integralista portò al potere Komeini e fece una lunga guerra con l’Iraq (’80-’88). In Cina, con Deng Xizoping, ci fu aumento economico ma non democrazia. Il Giappone divenne la 2ª potenza economica del mondo.
L’Italia dal miracolo economico alla crisi della prima repubblica
Dal ’58 al ’63 vi fu il “miracolo economico”, che portò di fatto l’Italia verso un paese industriale. Il boom dell’industria segnò l’esodo dal sud al nord e la crescita dell’urbanizzazione. La TV omologò i modelli di comportamento, mentre l’automobile ebbe una diffusione di massa. Nel ’68 vi fu la contestazione studentesca, mentre il governo (di centro-sinistra) varò importanti riforme.
Negli anni ’70 vi fu il terrorismo di destra e sinistra. Nel ’74 passò il referendum sul divorzio (contro le posizioni di chiesa e DC). Vi fu poi una politica di compromesso storico (‘73\’78) con Berlinguer e Moro (che fu rapito e ucciso dalle BR nel ’78). Il governo di “solidarietà nazionale” non riuscì a decollare e continuò fino agli anni ’80, quando prese la guida del governo Spadolini e poi Craxi. Gli anni ’80 videro l’espansione della spesa pubblica e la malavita organizzata al sud. I contrasti del “pentapartito” portarono nell’87 la crisi del governo Craxi, con elezioni anticipate, che segnarono aumenti nel PSI e calo nel PCI. Dopo le elezioni si ricostruì la vecchia coalizione, con governi a guida DC, sempre più deboli e brevi (Goria, De Mita, Andreotti). Si accentuava così, alla fine degli anni ’80, nell’opinione pubblica, la critica alle disfunzioni del sistema politico e l’attesa delle riforme istituzionali.
La società post-industriale
La crisi petrolifera del ’73 suscitò interrogativi nel mondo industrializzato sui limiti dello sviluppo economico e sulla distruzione delle risorse naturali, crebbero le tematiche ecologiche e la ricerca di fonti alternative. Il successivo calo del petrolio però fece ridimensionare la crisi in quei periodi.
Gli ultimi decenni del XX° secolo hanno segnato nuove trasformazioni dell’economia, con crescente applicazione dell’elettronica, che ha creato effetti sui consumi e sulla vita quotidiana. Tali sviluppi (elettronici e informatici) hanno accelerato la transizione verso una società post-industriale, globalizzata, con più informazione e sviluppo del terziario. Il divario tra paesi ricchi e poveri si è approfondito. In Africa tragedie della fame.
Alla fine del ‘900 la popolazione mondiale è sempre più aumentata con rallentamento di sviluppo nelle aree più povere e decremento demografico nei paesi dell’Europa occidentale, creando più anziani e più difficoltà ai sistemi pensionistici.
La facilità delle comunicazioni ha svolto un ruolo importante nell’aumento di flussi migratori dalle aree più povere a quelle più ricche, con una spinta alla società multietnica, con compresenza di diverse culture ma anche con tendenza alla difesa delle identità nazionali e tradizioni locali.
La chiesa cattolica ha avuto un rilancio mondiale con Giovanni Paolo II°, mentre l’islam ha avuto rilievo per la crescita delle correnti integraliste\fondamentaliste.
Ai progressi della medicina ha fatto riscontro l’arrivo di nuovi virus, tra cui l’aids.
Gli sviluppi della genetica hanno aperto un dibattito tra scienza ed etica. I limiti degli interventi sulla natura e sulla vita costituiscono il campo di riflessione della bioetica.
Il mondo contemporaneo
Tra il 1989 e il 1991 gli equilibri mondiali subiscono un radicale sconvolgimento con la crisi e la dissoluzione dell’URSS. Sulle riforme di Gorbaçėv e dopo un fallito colpo di stato del vecchio regime nel ’91, l’URSS passò il campo alla federazione russa, sotto il governo di Eltsin, che cercò di far diventare la Russia come l’USSL, anche se il dissesto economico era gravissimo e c’era il conflitto con i separatisti della Cecenia. Una parziale stabilizzazione arrivò nel 2000 con l’elezione di Putin alla presidenza. La Jugoslavia si divise in 14 diversi stati, tra il 1990 e il ’95 (Fed. Jugo. Con Serbia e Montenegro, Croazia, Slovenia, Bosnia e Macedonia). Tra il ’98 e il ’99 esplose la guerra nel Kosovo, dove il massacro ad opera dei serbi fu fermato dall’intervento militare della NATO. Nel ’97 l’Albania ebbe una drammatica crisi interna, risolta con l’intervento dell’ONU. L’Iraq di Saddam invase il Kuwait nel ’90 e provocò nel ’91 la risposta degli USA, sotto bandiera ONU. La sconfitta dell’Iraq sfavorì il rilancio del processo di pace tra Israele e i palestinesi dell’OLP (accordo del ’93 con Clinton, che aveva battuto Busch).
Con l’attentato a Rabin, nel ’95, e l’aumento della matrice integralista araba, la guerra ricominciò nei territori. In Europa si accelerò l’unificazione, con il trattato di Maastricht nel ’92 (U.E.) e la moneta unica –euro nel 2001. Dal 1998 in diverse nazioni vinsero coalizioni di centro sinistra (Italia, Inghilterra, Francia e Germania). In America Latina sempre crisi economiche a minacciare le stabilità democratiche (più grave in Argentina, 2001). Problemi di povertà e sottosviluppo in Africa con diverse guerre civili (Angola, Etiopia, Somalia, Liberia, Ruanda, Congo). In sud Africa, grazie al negoziato Deklerk-Mandela, fu abolito il regime di discriminazione razziale, con la vittoria politica dei neri.
Quasi tutti i paesi asiatici, alla fine del ‘900 (XX° sec), fecero registrare successi economici, in particolare i paesi del sud-est asiatico, sull’esempio del Giappone.
La Cina, pur con la presenza di un regime comunista ebbe notevole sviluppo. Le correnti islamiche integraliste si insediarono in Afganistan, con i talebani. Problemi ebbero anche la Turchia e soprattutto l’Algeria (l’annullamento delle elezioni del ’92, da parte del governo di motrice laica e liberale, che vedevano la vittoria del FIS - Fronte Islamico di Salvezza - portò a spaventosi massacri, tra il ’92 e il ’97 di oltre 100.000 civili).
Il governo nel ’97 riprese la vittoria elettorale (contestata) ma faticò a frenare le stragi, che scemarono nel ’99 con il nuovo presidente Bontelfika. Il problema dell’integralismo islamico si profilava come emergenza internazionale.
L’11\9\2001 ci fu l’attentato al Pentagono e alle Twin Towers, con migliaia di morti. L’occidente fu sconvolto. La reazione USA e degli alleati si concentrò contro l’Afganistan, che ospitava il presunto capo dei terroristi di “Al Qaeda” – Osama Bin Laden. Il regime dei talebani fu spazzato vi adagli USA e dalle forze locali di opposizione.
La IIª repubblica in Italia
I primi anni ’90 si aggrava la crisi economica.
Il PCI si trasforma in PDS, nascono nuovi movimenti ostili al sistema dei partiti tradizionali (Lega, Verdi, Rete).
“Nuova repubblica” è il nuovo assetto politico che si è determinato in Italia negli anni ’92-’94.
Dopo le elezioni del 5\4\92 vennero sconfitti i vecchi schieramenti e il governo Amato tenta il riassetto economico. Il referendum del 1993, imponeva il passaggio al sistema maggioritario uninominale a scapito di quello proporzionale. Nel ’93, dopo le dimissioni di Amato, il governo Ciampi affrontava la crisi economica, in attesa delle elezioni del ’94, vinte dal centro-destra capeggiato da Silvio Berlusconi. Dopo 7 mesi fu costretto a dimettersi, anche per pressioni della magistratura, e la Lega, passò al centro sinistra con un governo di “tecnici”, presieduto da Dini. Le elezioni del ’96 videro la vittoria dell’Ulivo di Prodi, che resse fino al ’98, sostituito da D’Alema. Nel ’99 l’Italia partecipò con la NATO all’intervento in Kosovo. Nel 2000, dopo la sconfitta elettorale a sinistra sulle regionali, D’Alema si dimise per Amato. Alla fine della legislatura fu emanata un’importante legge costituzionale che ampliava i poteri degli enti locali. Le elezioni politiche del maggio 2001 diedero la vittoria al centro-destra (Casa delle Libertà) con Berlusconi, con il nuovo governo, tutt’ora in carica, dal giugno 2001.
Problemi in Italia: senilità e invecchiamento popolazione. Il nuovo governo ha in cantiere e sta realizzando importanti riforme e azioni di politica interna ed estera.

  

 

 

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Area tematica : Storia | Argomento : Storia contemporanea tutto di tutto | Indice argomenti

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tipo origine articolo : documento word | Data pubblicazione : 15/1/11

 

    Appunti storia contemporanea

 

APPUNTI DI STORIA

                                                                                              3/03/2006

Nazismo, fascismo e Giappone agitarono il mito di un nuovo ordine mondiale per dare ai paesi giovani il diritto storico di porre fine a democrazie : più crociata antibolscevica Hitler : democrazia e antibolscevismo = ampio antisemitismo.

1 settembre '39: Hitler invade la Polonia
2 giorni dopo: Francia alleate con la Polonia dichiara guerra alla Germania.
La Polonia viene attaccata dall'unione sovietica e dalla Germania che all'inizio erano alleate.

30 settembre: l'Unione Sovietica invade la Birmania che capitola nel 1940.
10/05/1940: Hitler attacca la Francia invade l'Olanda, il Belgio e Lussemburgo.
I tedeschi occupano Parigi: ha in mano tutta l'Europa, Mussolini temeva che la guerra si risolvesse come guerra.
10/06/1940: L'Italia dichiara guerra alla Francia, disgusto generale la Francia era già in ginocchio si stava organizzando un armistizio.

GALEAZZO CIANO. DARIO.

06/06: Il re vuole il comando supremo delle armate, ma il re ha scritto una lettera dove scrive che assume un comando. Delega politica a Mussolini. Il duca parla di forma ambigua attraverso la quale ha ciò che aveva già.
10/06: Dichiarazione di guerra. L'ambasciatore francese sottolinea la dichiarazione come "una pugnalata alla schiena" perchè la Francia era già stata sconfitta. Hitler ha vinto senza aiuto dell'Italia. Mussolini vuole prendere i territori senza combattere, la guerra dura 3 giorni.
25/06: Armistizio. Disagio in Italia. Il duce pensava che avrebbe ottenuto delle terre. Attacco sulle alpi ha dimostrato insufficienza dell'esercito militare.
L'Italia non era pronta per la guerra. In tre giorni migliaia di vittime tra i militari, Mussolini voleva condurre una "guerra parallela" alla Germania.

1. Sfondamento dei Balcani
2. Sfondamento nord = Africa( Italia alleata già con la Libia) voleva Marocco, Tunisia, Balcani.

1^ FALLIMENTO

28/10/1940: Mussolini attacca la Grecia e in un mese la Grecia contrattacca ed entra in Albania. Guerra offensiva diventa guerra difensiva. I tedeschi ci aiutano.

2^ FALLIMENTO

Dopo avanzate italiane aiutate da Rommel  (la volpe del deserto) le truppe devono sgombrare il nord Africa.

3^ FALLIMENTO

Le truppe italiane subiscono anche l'Unione Sovietica.
Operazione "Leone marmo": Hitler attacca gran Bretagna ma fallisce

1942: attacca l'Unione Sovietica: primo anno di guerra Germania con Russia, Bielorussia, Bretagna, Crime.

1942: i giapponesi sfondano sud-est asiatico e minacciano l'India e l'Austria. Momento d’espansione massima. BATTAGLIA DI STALINGRADO. FEBBRAIO 1943. Armata nazista circondata ed annientata da russi.

1943: alleati sono ormai sicuri di vincere guerra. Il fronte retrocederà.

Divario tra promesse e Mussolini (grandezza imperiale d'Italia) e quando invece stava accadendo (esplosione contrabbandieri) non c'era più niente da mangiare, inizia la fine del fascismo.
Gli alleati avevano deciso di non chiudere guerra con un compromesso.

7/08/1941 Churcill e Rooswelt stipulando un patto:

DICHIARAZIONE CARTA ATLANTICA: messaggi di libertà e speranza i loro paesi non aspirano ad ingrandimenti territoriali ma cambiamenti geopolitici.
Ogni paese può avere il governo che vuole, dopo la distruzione del nazismo vogliono la pace.

24/06/1943 Mussolini nell'ultima riunione del direttorio nazionale :discorso:
1) andamento guerra: no alternative se non vittoria o pace con disonore, dopo tre anni;
2) sbarco alleati in Italia era possibile ma era impossibile che penetrassero.
Il popolo italiano era convinto che fosse stato questione di vita o di morte. Bisogna congelare alleati su linea di bagnasciuga e se qualcuno si salva vanno annientati sulla sabbia.
Il discorso pubblicato sui giornali italiani il 5/07/1943 storiografia ha riso su errore di Hitler. (bagnasciuga= battigia).
Discorso bagnasciuga viene definito una "spacconata". Cinque giorni dopo gli alleati sbarcano in Sicilia, 10 giorni dopo occupano Palermo. Gli americani e gli inglesi avevano la Sicilia senza resistenza: dopo 50 anni si può sostenere da ponti che mafia americana sostenne l'avanzata degli alleati.
Hanno aperto i loro archivi di Waschngton: 1943. Ci fu uno sbarco facilitato da grandi famiglie mafiose italo americane Lucky Luciano ( il più famoso) viene scarcerato e si diceva che fosse a Palermo.
Strategia: stessa logica di bombe atomiche: ragioniamo in modo da risparmiare le vite dei loro militari.
Operazione condotta come fine di rimettere in circolazione mafia che il fascismo aveva oggettivamente combattuto. La mafia favorisce operazioni di sbarco.
Reinsediamento della mafia per merito anche del re e dei generali italiani. Il re voleva sganciarsi dal fascismo.
Gli archivi di Waschington:
1^ comandante dell'amgot: il popolo vuole rimuovere i "podestà fascisti"(come sindaci dal 1926) ufficiali.
2^ OSS (ORIGINE CIA) 13/08 1943: rapporto americani.
La mafia ha un ruolo importante, esistono due tipi di mafia: gli intellettuali e i manovali. Solo la mafia può sopprimere il mercato
nero.
3^ 02/01/'44: la mafia si è riorganizzata. I poliziotti sono inseguiti dai banditi con bombe a mano.
Il Generale Castellano organizza la caduta di Mussolini, firma l’armistizio con angloamericani (dopo il re è il più importante).
Castellano incontra i boss mafiosi (i 2 fratelli Tasca) generale organizza una riunione. Vuole legge e ordine in Sicilia e lo chiede alla mafia.
Lo stato si affida alla mafia per governare porre ordine in Sicilia.
Generale Castellano => Tasca e il cavaliere Vizzini ( il più grande capo mafioso) e dott. Volpe ( vecchia mafia). Piano => sistema di vecchia e rispettata mafia chiede il conto.
11/06: l’isola fortificata si arrende senza sparare un colpo.
L’unico caso nella storia:
RESA DI PANTELLERIA: sbarco degli americani. Il fascismo è in crisi anche Hitler lo capisce.
19/07: incontro di Hitler e Mussolini. Fonti orali sostengono che Hitler parlava e rifiuta di mandare truppe tedesche in Italia verso gli americani. Il duce non riesce a dire a Hitler che l’Italia non riesce più a continuare la guerra.
Roma è stata bombardata dagli americani per la prima volta. Danni ingenti => fonti di Como dicono che ci furono 1550 morti.
1^ BOMBARDAMENTO A ROMA: 19/07/1943: il re capisce che il popolo va verso il fascismo (non verso il re che però era responsabile) e il re per la sua sopravvivenza deve allontanarsi dal fascismo per salvare la monarchia.

  • bombardamenti (2 appartamenti su 3 a Milano vennero bombardati);
  • marzo 1943=> cosa assurda in un regime => organizzazioni di scioperi in fabbriche nel nord.

Operazione del re per scaricare tutte le responsabilità su Mussolini. Convocazione del GRAN CONSIGLIO DEL FASCISMO unico organo che poteva destituire Mussolini. (massimo organismo del fascismo).
24/07/1943 non ci sono verbali su convocazione ma ci sono memorie dei gerarchi.

  • Mussolini=> 2 ore di relazione (superficiale sulla guerra) . Mussolini soffriva di ulcera ed era stato colpito da un attacco, stava male, conclusione di Mussolini=> sosteneva di continuare la guerra;
  • continua Dimo Grandi=> proposta=> sfiduciava: il capo del governo era molto teso. Lui stesso aveva in tasca due bombe a mano (h 21.00). Professa la sua fedeltà al duce. Potevano attaccare tutte le nazioni, anche la loro ma non la patria=> non era vero , loro erano d’accordo con il re, in realtà aveva altri progetti;
  • duro intervento contro i tedeschi. (doppiezza) traditori del patto. Si dice che Mussolini stesse malissimo. Mussolini interrompe Galeazzo e dice che ciò che dice sui tedeschi è verissimo => da lì a poco nasce la Repubblica sociale => pausa di 1 h e 30.
  • Il duce => pensava di riprendere in mano la situazione. 3 ordini del giorno (2 di fiducia, 1 di sfiducia). Parla con Ciano => chi chiede la fine della dittatura, la fine del fascismo => se votano contro cade il regime. Esaminata la situazione interna nazionale e condotta la politica e militare di guerra (Mussolini dichiara):

-immediato ripristino di tutte le funzioni statali.
-Mussolini prega il re di assumere il comando delle forze armate ( prima servi di Mussolini si sganciano da lui).
Voto di sfiducia implicito.
Questo è l’ordine del giorno a maggioranza. 19 contro 8 il numero dei voti discordi a seconda delle fonti.
Saranno tutti fucilati alla schiena.
Alla fine Mussolini disse: avete aperto la crisi del regime. Nonostante questo voto invece di arrestarli o sparare sembra essere tranquillo.
Chiede al re di anticipare il loro abituale incontro. Atteggiamento di Mussolini quasi incomprensibile => forse ha influito la sua malattia.
Per molti (soprattutto fonti fasciste) è un COLPO DI STATO in realtà (secondo il prof) il re aveva la possibilità e la facoltà giuridica di licenziare Mussolini.

  • Statuto Albertino
  • Autorità dato da una legge => leggi che instaurano il fascismo (votate 24/12/1925)

1^ LEGGE FONDAMENTALE :
revocato dal re ed è responsabile verso il re dell’indirizzo generale e politico del governo , i ministri sono nominati e revocati dal re su proposta del capo del governo.

  • PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI: responsabilità dell’operato di qualsiasi ministro ricade su tutto il governo(a presiedere) se viene sfiduciato un singolo ministro governo deve cadere;
  • CAPO DEL GOVERNO: non agisce in un organo colleggiale. Si può sfiduciare un ministro. Il capo non è responsabile.
  • 24/12/1925 => norma => all’interno del parlamento non si poteva discutere di ordini del governo che non fossero decisi dal capo del governo. Il  Parlamento diventa cassa di risonanza del capo del governo.

                                                                                                     9/03/2006

Benito Mussolini nella notte del 24 pare che non prende in considerazione il voto di sfiducia e la mattina seguente si reca dal re per parlare dell’andamento della guerra.

25 LUGLIO: Mussolini si reca a villa Savoia, il colloquio con il re dura 20 min. in questi 20 min. Vittorio Emanuele III si avvicina al duce che la situazione non va più. Il re chiede a Mussolini di dimettersi, Mussolini si accascia sulla poltrona e dice allora è tutto finito. Il re accompagna Mussolini all’uscita e il suo autista non c’era perché venne rinchiuso fino a mezzanotte , a prenderlo c’era un’ambulanza e gli dissero che per prudenza doveva salire  sudi essa perché c’era un complotto alle sue spalle , in realtà era una menzogna e venne così arrestato e venne trasportato così a Gran Sasso.
Termina così il fascismo.
In quei 20 anni il fascismo aveva condannato parecchie persone, molti ammoniti, molti emigrati, molti morti.

  • LUGLIO 1943: il re cerca di separare i propri soldi da quelli dei fascisti.e chiama a governare il paese un militare : BADOGLIO.

La cacciata di Mussolini è stata organizzata dai partiti fascisti, non reagiscono alla “cacciata” di Mussolini.
Poco dopo alla radio viene annunciato:
Firmato da Badoglio: per ordine del re assumo la responsabilità militare del paese con pieni poteri, la guerra continua, chiunque cerca di perturbare il paese viene colpito.
Le intenzioni del re sono quelle di sostituire la dittatura fascista con una dittatura militare monarchica. Defascistizzare lo Stato mantenendo intatto le strutture e il controllo sul paese degli stati dirigenti precedenti, idea di Vittorio Emanuele III:
-tornare al regime pre-fascsista (prima del 1922) evitando che si sostituisse un’assemblea costituente che decidesse delle sorti e istituzionali del paese;
-mantenere le strutture conservatrici, economico e sociale;
-impedire che la caduta del fascismo mettesse in discussione lo statuto monarchico;
-sganciare l’Italia dalle alleanze con i tedeschi.

La scelta di sostituire Mussolini con un militare, è perché da un lato non è fascista e gerarca, ma perché ha una grande carriera nel periodo fascista.
1925 Pietro Badoglio diventa vice capo di stato maggiore dopo la sconfitta di Caporetto, dopodichè diventa maresciallo d’Italia  incaricato di conquistare l’Etiopia, infine viene nominato vice re dell’Etiopia. Era molto stimato e noto e i simpatizzanti del fascismo lo odiavano.
Badoglio ha lasciato un libro: L’Italia nella seconda guerra mondiale.

25 LUGLIO: la radio comunica che il duce è stato sostituito da Badoglio.
La popolazione di tutta l’Italia devasta le sedi del partito fascista, abbattute le statue..
Atti del governo di Badoglio.

1^ riunione_ consiglio dei ministri: sciolto il partito fascista, il ministro degli interni Fornaciari: censura ai giornali e vengono messi in atto i piani: attuazione di uno stato d’assedio.

CIRCOLARE: stabilisce le dittature per l’ordine pubblico in Italia.
La popolazione da una parte festeggiava dall’altra si stava istaurando uno stato d’assedio.

Non più di 10 metri tra i fascisti solo tra i primi 5 giorni nel governo di Badoglio avvengono 83 morti..
In questo periodo è stato definito periodo dei 45 giorni.
25 Luglio-8 settembre 1943: verrà annunciato che l’Italia aveva raggiunto un’ armistizio con gli anglo-americani.
Compito di Badoglio: firmare l’armistizio.
Badoglio assicura i tedeschi e la popolazione che la guerra stava continuando, ma i tedeschi stavano già preparando un piano (Alarico) che doveva essere attuato per invadere un paese nemico o quando gli anglo-americani stavano per risalire la penisola.
Dal 25 in poi influiscono in Italia migliaia di soldati tedeschi.

Viene organizzato a Albisio il 7 agosto un incontro tra i ministri degli italiani e quelli tedeschi.
I contatti furono tenuti dal generale Castellano che si reca a Lisbona per mantenere i contatti con gli anglo-americani.

Secondo la Loggia le trattative per l’armistizio furono introdotte con improvvisazione; si concludano il 3 settembre ’43 a Cassibile (Siracusa).
Castellano va a Cassibile senza permessi del re, varie litigate, ma alla fine alle 17.00 P.M  l’armistizio viene firmato.(3settembre)
Il 3 settembre gli americani erano già sbarcati a R. Calabria.
L’armistizio viene annunciato alla radio l’8 settembre 1943.
Il resto dell’armistizio è ambiguo, già spaventato che la stessa notte il re, Badoglio e parti del governo scappano da Roma, lasciando l’Italia in balia dei tedeschi.
L’armistizio offre al re e a Badoglio alcuni spunti positivi, fine del tentativo del re di operare un cambiamento di alleanza riuscendo a rimanere impuniti, la monarchia viene riconosciuta dagli alleati come controparte legittima ciò serve per la continuità dello Stato.
L’Italia non sarà mai alleata con gli americani ma cobelligerante:combatte con loro, ma non è alleata.
Badoglio avverte il ministro della marina e aeronautica vengono avvertiti il 3 settembre di quello che sta accadendo.
La vera preoccupazione del re e di Badoglio era quella di salvare le proprie persone in primo luogo e di salare la monarchia in secondo luogo.
L’8 settembre viene definita “la morte della patria” i tedeschi iniziano l’invasione alcuna resistenza.
-Benedetto Croce nel suo diario(8 settembre). Il senso della dine, della rottura.
-Curzio Malaparte: “più sarcastico. Lo definisce come un bellissimo spettacolo”.
-Dante Lilio Bianco: “lo definisce uno spettacolo triste e umiliante”.
Da qui nasce la resistenza.
1^EPISODIO DI RESISTENZA: Cefalonia. 8 settembre dopo trattative i tedeschi intimano alla resa il gruppo di italiani. Gli ufficiali organizzano un referendum per decide il da farsi.
Inizia una battaglia tra i tedeschi e gli italiani: tra il 22 e vengono sterminati.
Questo atto è il primo episodio di resistenza italiana contro i tedeschi.
Dopo l’8 settembre 550.000 morti, 20.000 dispersi.
Nella notte dellì8 settembre il re, Badoglio…scappano da Roma, senza lasciar alcun ordine, vanno a Pescara, senza incontrare resistenza prendono una corvetta(nave) salgono quasi tutti e si dirigono verso sud, non sapendo dove andare e arrivano a Brindisi (10 settembre) la sera stessa la radio a Bari diffonde un proclama del re: per assicurare la salvezza della capitale…mi sono trasferito in un altro punto. L fuga del re è uno spostamento tattico in difesa alla capitale.
Non avevano il resto dell’armistizio, Badoglio l’aveva dimenticato a Roma.
11 settembre: comunicato secondo il quale Badoglio era assente a Roma in seguito a ispezioni militari che richiedevano la sua presenza.
Qualche giorno prima dell’8  settembre V. Emanuele III aveva mandato in Svizzera 40 carri merci con oggetti preziosi e si era preoccupato di salvare i gioielli della corona.
BADOGLIO: campo libero ai tedeschi arrivano a Roma che viene proclama città aperta.
12 SETTEMBRE: viene liberato Benito Mussolini.
Mussolini assieme a questo disastro viene portato in Germania e costituita la Repubblica di Salò. Nasce il movimento residenziale più la riorganizzazione dei partiti fascisti.

 

                                                                                              10/03/2006

Due terzi del territorio italiano è in mano ai tedeschi.
Dall’8 settembre in poi si sviluppa la resistenza.

 A metà della seconda guerra mondiale l’unico partito che aveva una struttura è il partito fascista.
I partiti che si stanno ricostruendo non vengono ancora riconosciuti e dopo il 25/07 entrano in patria soggetti esiliati e tornano in Italia i comunisti, i socialisti Pietro Nenni, Sandro Frattini ma anche altri personaggi Ugo Lamalea.
26/07/’43 appare il primo manifesto di quello che è la concentrazione antifascista di Milano.
Esso rivendica la direzione morale e politica che il paese sta seguendo.
Emerge la volontà di tutti i partiti antifascisti di combattere insieme, in piena solidarietà per (scopi) :

  • liquidazione totale del fascismo;
  • armistizio pace onorevole;
  • ripristino di tutto le libertà civili e politiche (libertà di stampa);
  •  ristabilimento di una giustizia esemplare;
  • abolizione delle leggi razziali;
  • costituzione del governo formato dai rappresentanti di volontà popolare.

Questo documento viene firmato dal partito d’azione, il partito socialista, il partito comunista, il partito liberale.

Il 9 settembre si riuniscono a Roma i rappresentanti antifascisti e crearono il Comitato di Liberazione Nazionale: Bonomi, De Gasperi, Casati, Nenni.
L’atto istitutivo del CLN enuncia gli obiettivi dei partiti.
Nascono nel nord le 1^ coalizioni partigiane.
Emerge subito che la resistenza sarà condotta da una minoranza della popolazione.
La resistenza sarà accompagnata dal favore di una gran parte di popolazione che non va a combattere.
La vera questione non è il numero dei partigiani ma il carattere nazionale che la resistenza riesce ad assumere che è dato da una varietà di brigate armate al cui interno possiedono riconoscere in scala tutti gli italiani (operai, studenti, avvocati…).
Movimento residenziali è un movimento nazionale.

Da metà settembre l’Italia stà diventando un campo di battaglia. 11 SETTEBRE : a sud funziona il Governo di Badoglio.
18 SETTEMBRE: Mussolini annuncia alla radio l’istituzione della Repubblica sociale italiana.
27 SETTEMBRE: battaglia di Napoli (tra fascisti e tedeschi). Si conclude con la cacciata dei tedeschi dal sud.
29 SETTEMBRE : Badoglio e Eisenawer firmano a Malta l’armistizio lungo. Molto duro per gli italiani.
13 OTTEBRE 1943: Badoglio annuncia la dichiarazione di guerra contro la Germania.

L’Italia è un paese sconfitto e resterà tale.
Dal 13 ottobre l’Italia combatterà contro i suoi ex alleati.
8 SETTEMBRE: i tedeschi cercano di prendere tutto ciò più di mezzo milione di soldati italiani vengono deportati, in ogni città italiana viene posto un proconsole di Hitler.
10 SETTEMBRE: Rahn Rudolf viene nominato plenipotenziario di questioni in Italia, il generale Carl Wole viene nominato capo della polizia.

WORALPENLAND: territorio Trento, Bellino, Bolzano.
Tolto all’Italia è inglobato nel Reich tedeschi. Viene costituito               Adriacusthenland; con le province Udine, Gorizia, Trieste, Pola, Lubiana, Fiume.

Goobes annota nel suo diario : perché non prendiamo anche staccarsi dall’Italia per trasferirsi nel Reich.
In Italia comandano : Casserlin, Rimmel, Rahn, Wolf.
PROBLEMA: dare una forma istituzionale al territorio conquistato.
Chi poteva istituire un nuovo stato nei territori tedeschi se non Mussolini.
Arrivano a campo Imperatore delle truppe tedesche che caricano Mussolini su un’aliante con 8 scorzeli (che pesa 100kg) e Mussolini si dirige verso Vienna.
Mussolini quindi il 12-09 viene liberato va a Vienna e poi a Monaco dove incontra i suoi familiari.

15 SETTEBMRE: Hitler e Mussolini s’incontrano e decidono la costituzione della Repubblica sociale italiana. La radio annuncia che Mussolini riprende il fascismo.
16 SETTMBRE: - la radio annuncia le 1^ istruzione. Alessandro Tavolini nominato segretario del partito, il partito fascista viene riconosciuto;
- tutte le autorità destituire dalle loro cariche del governo di Badoglio riprendendo il loro posto;
- tutte le organizzazioni del partito dovevano appoggiare l’esercito tedesco e combattere contro i traditori.
18 SETTEMBRE: Mussolini  parla alla radio ed annuncia la Costituzione di questo nuovo stato.
- vi era una generazione intera di italiani nati sotto il fascismo. Non avevano riconosciuto nessun altro tipo di regime.
La maggior parte della popolazione voleva che la guerra finisse.
Questa fu una guerra civile dove a combattere erano due minoranze.

  • il re aveva il potere di ammissionare Mussolini.

I  4 punti su cui si baserà questo stato sono:
- lo stato sarà nazionale e sociale nel senso più lato della parola, cioè fascista fin dalle origini; il vero fascismo non fu il 20ennio ma i 2 anni della guerra civile. Il movimento fascista:
* movimento antimonarchico;
* fascismo delle origini era un movimento anticlericale;
* fascismo delle origini era da un lato confuso, ma per la politica estera era aggressivo, nazionalista… in politica interna richiamavano aspetti di politica sociale.

 Quando Mussolini prende il potere (1922) Mussolni cambia le sue proposte politiche: diventa monarchico, nell’aspetto sociale “li fa” a favore del protettorato.

Nascita della Repubblica fascista sociale.
E’ una Repubblica non una monarchia, in politica estera annunciati una serie di rivendicazioni del primo fascismo.

  1. Secondo Mussolini bisognava riprendere le armi con la Germania;
  2. preparare la riorganizzazione delle forze armate;
  3. eliminare i traditori in modo particolare i gerarchi che gli hanno votato contro;
  4. annientare le lottocrazie parassitarie (tornare a fianco della Germania e annientare LE democrazie).

NOVEMBRE: congresso di Vienna

  • diritto alla proprietà privata basta che non è disintegratrice;
  • misure di socializzazione, aumenti salariali, diritti alla casa;
  • necessità di creare una comunità europea;
  • sistema elettorale misto;
  • viene preannunciata la decadenza della monarchia;
  • viene sancita in modo assoluto l’integrità territoriale dello stato: la parte occupata dai nemici viene considerata territorio nazionale, non viene però detto niente sui territoriinglobati dai tedeschi.

LA CAPITALE?

Roma, era una città  troppo aperta ed era troppo vicino al fronte. Viene scelta la zona di Lago del Garda.
Ministero degli esteri: Salò
Ministero degli interni:
ministero dell’economia: Verona
ministero dell’agricoltura: Treviso
ministero dei lavori pubblici: Venezia
ministero della giustizia: Brescia

Dietro questa disposizione c’era Hitler  in modo tale che più erano lontani meno lavoravano.
Questo stato viene riconosciuto dalla Germania, dall’Ungheria, dalla Bulgaria e dalla Croazia.
Chi non li riconosce ? Gli Stati Uniti..
Francisco Franco non lo riconoscerà mai.

Mussolini è controllato dalle SS e dai tedeschi e il vero capo Rudolf Rahn che Mussolini lo considera come un vice re.

Gobbels scrive nel suo diario:
la catastrofe italiana si è rivelata un buon affare per la Germania.

      
16/03/2006

A Hitler conveniva che in Italia fosse istituito un governo.
- Sarebbe stato più per i fascisti controllare il territorio delegandolo ai fascisti;
-bisognava proteggere il fianco meridionale dell’Europa a fronte di avanzamento degli americani;
-
I giovani che decisero di schierarsi con il duce:
- insieme al Duce rimangono i fascisti, persone che cercavano la rivincita;
-mantengoli e servi, persone che avevano un minimo di potere che speravano di “cavarsela” finita la guerra; qui si inseriscono i criminali che torturavano coloro che si opponevano al fascismo( erano bande);
- i benintenzionati, persone di buona fede che esprimevano la ribellione al voltafaccia del re e di Badoglio;
- diversi militari che non accettavano sconfitta e tradimento;
- burocrati, impiegati che per comodità accettarono passivamente la nascita della repubblica sociale.
La grande maggioranza della popolazione rimaneva passiva a ciò che stava succedendo.
Il caso della resistenza non fu un evento specificamente italiano.
I movimenti resistenziali si sviluppano in tutta Europa: Francia, Belgio, Danimarca, Jugoslavia.
La resistenza da un lato nasce come fenomeno spontaneo, ma dall’altro nasce come fenomeno politico voluto dai partiti antifascisti.

  • L’unico modo per combattere la violenza è la violenza.
  • Patriottismo elementare contro i nazisti.
  • senso di rivolta morale di fronte al disastro dell’Italia per colpa di Benito Mussolini.
  • Sorta di senso di umanità contro i partigiani che portò una gran parte della popolazione a solidarizzare i partigiani.

 

RESISTENZA

  • Comitato di liberazione nazionale di Roma.
  • Da esso dipendono i vari comitati regionali e locali.

 

PROBLEMI DELLA RESISTENZA:

  • Riuscire a porsi come un’autorità di governo da un lato all’illegalità fascista dall’altro alla legalità del re di Badoglio.

Con Badoglio i rapporti con la resistenza sono tesi.
Il CLN chiede di entrare a far parte del governo.
Badoglio afferma: l’istituto monarchico non poteva essere toccato. Dopo la guerra lascerà libero il popolo italiano di scegliere con le elezioni il governo più appropriato.
13 OTTOBRE 1943: Comitato di CLN loro si mettono contro Badoglio e il re.
L’unico modo per salvare il paese è costituire un governo che unisca tutti gli italiani.
GOVERNO: 1- condurre la guerra di liberazione contro le Nazioni Unite. 2- convocare il popolo per decidere la forma istituzionale di Stato 3- deve assumere i poteri istituzionali.
Alla fine bisogna costituire un’assemblea costituente cui interno bisogna scegliere le sorti del paese.
ITALIA: SUD anglo-americani NORD: repubblica sociale italiana, i nazisti e CLN.
In montagna nascono e operano le bande partigiane organizzando i GAP (GRUPPO AZIONE PATRIOTTICA) attraverso opere di terrorismo. Composti da max 4 persone, senza avere rapporti tra di loro e comunicano solo con il comando centrale(CLN), deposito degli esplosivi è sconosciuto al gruppo, quindi si decide di compiere un’azione indicano l’ora e luogo dove trovare biciclette e armi.
Sono azioni legittime?
Secondo alcuni si, perché a pagare non potevano essere solo i paesi di montagna; secondo altri no.
Viene ucciso a Milano Aldo Resega.
22 GENNAIO 1944: gli alleati sbarcano ad Anzio, il fronte arretra verso i confini della Germania.
Pensava comunque che dall’Italia si potesse sfondare verso nord, egli aveva capitocce prendere Roma avrebbe avuto un significato propagandistico.

  • Nel gennaio a Verona il processo contro i gerarchi fascisti che avevano votato contro il duce il 25 luglio.

11 GENNAIO questo processo finisce e Galeazzo Ciano e altri 4-5 uomini vennero fucilati e Mussolini fece fucilare il marito di sua figlia.
A comandare l’Italia erano i nazisti, ma anche i capi militari.
Le difficoltà della Repubblica sociale erano dati anche dalle difficoltà enormi nel reclutare i giovani per formare l’esercito, Graziani annuncia la pena di morte a coloro che rinunciano di arruolarsi all’esercito.
I partigiani con le armi venivano fucilati.
DECRETO DI KESSERLING:
Si doveva costituire una percentuale da fucilare, i nazisti istaurano una rappresaglia.
Bruciare le case, e impiccare in piazza i responsabili di omicidi.

L’idea: utilizzare le infrastrutture italiane per fini bellici tedeschi. I tedeschi depredano il paese.
11 FEBBRAIO ’44: il governo di Badoglio si trasferisce da Brindisi a Salerno.
FINE MARZO: Badoglio ottiene l’estensione dei territori da lui amministrato. Gli americani restituirono i territori del mezzogiorno.
Badoglio non era riuscito ad allargare la base del governo e ad ottenere una riduzione di risarcimenti di guerra agli alleati e a riorganizzare un esercito per la guerra contro i tedeschi.
A combattere contro i tedeschi sono gli americani.
Dopo lo sbarco di Anzio, si ripropone il problema della monarchia.
28-29 GENNAIO ’44 congresso di Bari.
Assemblea politica, con 90 delegati e fu trovata una soluzione che prevedeva l’abdicazione del re e il rinvio della questione costituzionale dopo la guerra.
PROBLEMA POLITICO: istituire un governo che sia espressione di volontà della popolazione italiana ( governo antifascista).

27 MARZO ’44: ritorno in Italia del Palmiro Togliatti e annuncia la nuova strategia del partito, una svolta, la SVOLTA  di SALERNO.
E annunci che il partito comunista avrebbe sospeso le ostilità nei confronti del re. La strategia sarebbe stata quella di convincere le altre forze ad entrare in un governo quale che fosse( Badoglio) per alcuni era un tradimento, scopo era la dichiarazione nazionale ovvero di vincere la guerra, sconfiggere fascisti e nazisti.
Togliatti teorizzò il concetto di democrazia progressiva:
creazione di uno stato che consentisse alle masse di partecipare alla vita politica ed economica dello stato in modo più attivo. Classe trainante del paese e in questo modo si avrebbe prodotto una serie di riforme in senso progressivo.
In questo modo Togliatti raggiungeva 2 obiettivi:

  • non perdeva l’appoggio delle masse popolari;
  • 1^ preoccupazione mantenere vivo il partito comunista. Legittimare il partito comunista agli occhi degli alleati.
  • MARZO = mese importante per la guerra .
  • 16 MARZO: Emanuele III annuncia la decisione di nominare luogotenente il figlio Umberto non appena verrà riconquistata Roma e lui si ritira.

Il motivo è salvare lo statuto monarchico.
22 APRILE : Si forma il 2^ governo di Badoglio a cui partecipano in qualità i ministri tutti gli esponenti dei partiti antifascisti.
Il giuramento fu risolta attraverso una formula che salvava i partiti antifascisti non pregiudica in futuro scelte di tipo repubblicane.
Eleggere un’assemblea costituente = per decidere la sorte del paese.  


17/03/2006

Roma è stata dichiarata come città aperta.
I tedeschi organizzano il comando della Gestapo.
Capler gestisce Roma a suo piacimento.

  • SETTEMBRE 1943: impone agli ebrei una deportazione di 50 Kg d’oro. A Roma si procede attraverso la polizia italiana a prelevare e torturare tutti i cittadini sospettati partigiani.
  • Guardia nazionale repubblicana (GNR)      GRUPPI CHE

-    Brigate nere                                                  AFFIANCANO

  • Raggruppamento partigiano                        I TEDESCHI IN ITALIA
  • Decima mass guidata da Borghese
  • Raggruppamento arditi ufficiali (RAU)
  •  

STRAGE DELLE FOSSE AQRDEATINE: Roma 23 MARZO 1944 anniversario della nascita del fascismo.
Franco Calandre, Carla Capponi, Via Rasella, ore 13.00 Rosario Bencibegna lascia il colosseo travestito da spazzino con un carretto pieno di tritolo e pezzi di ferro alle h. 14.00 e in Via Rasella alle h. 15.30 stanno per arrivare i nazisti , c’è l’esplosione, tra loto muore anche un bambino.
La notizia arriva in Germania, Hitler è furibondo e ordina una rappresaglia di 50 uomini per ogni soldato ucciso, ma poi ripiega sul numero di 10 uomini.
E scatta un’ elenco di coloro che dovranno essere uccisi, gli uomini dovevano essere 50 ma nella lista ci sono 15 uomini in più.
Il luogo dove si svolge la rappresaglia sarà le CAVE ARDEATINE.
Gli ostaggi vengono caricati in un camion e portati in questa cava una volta entrati gli uomini in fila di 5 venivano uccisi.
Un ufficiale delle SS si era rifiutato a sparare e gli altri ufficiali si ubriacarono per uccidere.
Alla sera si hanno 335 morti. (ebrei , antifascisti, gente comune).
I giornali fascisti lodano i fascisti che hanno punito i responsabili.
La grande polemica nasce dal fatto che la stampa fascista accusa i gappisti, i responsabili di non essersi consegnati alla giustizia causando così la rappresaglia. Ciò però  è un falso.
25 MARZO: sull’osservatore romano esce un’ articolo.
11 MAGGIO ’44: avanzata degli alleati verso Roma. L’unica città che non insorge prima dell’arrivo degli alleati è Roma.
5 GIUGNO ’44: Vittorio Emanuele III firma il decreto con cui affida a Umberto il ruolo di luogotenente.
Si forma un blocco che esige la sostituzione di Badoglio. E l’incontro tra Badoglio e coloro che della resistenza avviene nel gran Hotel a Roma l’8 giugno.
Umberto doveva sottostare a :

  • impegno del luogotenente dopo la guerra a rimettere al paese la scelta di forma istituzionale dello stato attraverso l’assemblea Costituente;
  • i ministri giurano fedeltà alla nazione;
  • il governo dovrà assumere poteri legislativi.

Umberto accetta queste tre condizioni e accetta la designazione di far diventare capo del
governo Bonomi.
10 GIUGNO ’44: nasce il 1^ governo Bonomi al quale partecipano tutti i ministri antifascisti ( Togliatti, de Gesperi, Saragat..).
- Gli alleati riconoscono ufficialmente la resistenza, esponenti del CLN.
-  Per la prima volta la designazione del capo del governo era stato designato dai partiti fascisti.
- La sconfitta di Roma ( fascisti e nazisti) fa arretrare il fronte su cui combattevano i tedeschi.
LINEA GOTICA: va dal sud di la Spezia, taglia orizzontalmente l’Italia e arriva un Romagna.
A nord ci sono ancora i nazisti.
Ritirata dei nazisti dalla linea gotica (linea della morte).
6 GIUGNO ’44 gli anglo-americani decidono di sbarcare in Francia.
- Lo sbarco in Normandia degli alleati = comporta in Italia un altro inverno in guerra.
- Il ritiro dei fascisti e nazisti definito marcia della morte perché bruciano quante più persone a trovare.
Mentre i nazisti tornano indietro decidono di fare terra bruciata e Kesserling enuncia:
ogni atto di violenza deve avere contromisure adeguate, ogni repressione deve essere dura ma giusta.
Il capo dell’armata tedesca è Reider Walter.
La tecnica dello sterminio dei nazisti è quella classica.
Le SS arrivano in paese fanno uscire le persone dalle case li portano in piazza e li fucilano.
Caprara uccise 250 persone, Gubbio (40 persone), Cerbiano (55 persone), tra Lucca e Pisa (43 ragazzi impiccati).
Strage di Marzabotto: (uccisi tutti gli abitanti del paese, 1860 persone).
La notizia di queste stragi gira tutt’ Italia e la stampa fascista si preoccupa di tranquillizzare la popolazione e l’11 ottobre esce nel Carlino un’ articolo che smentisce ufficialmente la strage di Marzabotto. Quindi la stampa fascista e nazista nega ciò che stava accadendo.
Kesserling ammette che c’è stato qualcosa che non ha funzionato in ritirata.
Le forze anglo-americane proseguono, ad agosto viene liberata la Francia, Olanda, Ungheria, Romania e Berlino verrà presa il 2 maggio del ’45.
In Italia si stà formando una nuova classe dirigente: emergono 2 giovani democristiani: Andreotti e Aldo Moro insieme ad Alcide de Gasperi.
DICEMBRE ’44: Il duce si reca a Milano e pronuncia il suo ultimo discorso nel teatro lirico.
Mussolini insieme insiste sulla necessità  della concordia nazionale, e promette che gli operai possono partecipare agli utili dell’azienda, una resa sostanzialmente e che il popolo poteva esprimere un’opinione anche opposta a quella del partito.
PRIMAVERA ’45: il 7 MARZO gli USA arrivano al Reno.
23 MARZO : invadono il bacino della Rur, i sovietici puntano su Vienna.
Inizio MARZO i partigiani raggiungono 130 mila unità.
9 APRILE: gli americani arrivano in Pianura Padana. In tutte le città del nord Italia insorgono prima dell’arrivo degli alleati.

 

                                                                                         23/03/2006

Nella seconda metà dell’aprile ’45 la linea gotica viene sfondato e gli alleati conquistano le città del nord.
18/04/1945 il CLN di Milano dirama un comitato: ( i fascisti sono considerati complici).
I partigiani diramano questo comitato dicendo se vi arrendete bene senò vi
faremo a pezzi.
22/04: il corriere della sera ammette che la catastrofe è vicina, con un articolo anonimo.
Dal 23 APRILE le truppe dell’armata sovietica cominciano l’attacco a Berlino.
30 APRILE Hitler si suicida con l’amante.
Goebbels si fa uccidere con la moglie e fa uccidere anche i sei figli.
24 APRILE in galleria avviene l’ultima orazione a favore di Mussolini da parte di un padre 
Francescano : detto Zappaterreni.
25 APRILE giorno dell’insurrezione nazionale.
Il CLN si riunisce in una sala di salesiani, il CLN enuncia 3 decreti:

  • il CLN deve assumere il potere
  • il CLN assume in nome del popolo tutti i poteri di amministrazione del governo.

In tutte le fabbriche il 25 aprile scatta lo sciopero di insurrezione.
25 APRILE : Mussolini dice al CLN di essere disposto a trattare la resa.
Si incontrano nell’arcivescovado di Milano, Mussolini e i suoi seguaci con i rappresentanti del CLN.
Mussolini chiede davanti all’arcivescovo e al CLN le condizioni della resa senza però ottenere quello che si aspettava.
Don Bicchierai comunica che la Germania stava trattando con gli alleati una resa.
Mussolini si infuria dicendo :“i tedeschi ci hanno sempre trattato come servi”, fa ritorno in prefettura dopodiché parte per Como con tutti i documenti personali e di stato. Il dilemma era se recarsi in Svizzera e barattare con gli alleati la propria immunità con il contenuto delle borse o andare in Valtellina e unirsi alle truppe repubblichine e combattere fino alla morte.
La mattina dopo, nel tragitto per Menaggio, il convoglio con Mussolini viene intercettato da un posto di blocco dei partigiani, riconosciuto, viene arrestato insieme alla sua amante Claretta Petacci. Il 28 aprile 1945, a Gulino Mezzegra, il partigiano Walter Audisio li farà fucilare.
Inizia un periodo di esecuzioni sommarie, si ritiene che dopo il 25 aprile circa 20000 fascisti, e presunti tali, vengono giustiziati.
Il giorno dopo l’uccisione del duce, il suo cadavere insieme a quello della Petacci e degli altri gerarchi, viene appeso a Milano in piazzale Loreto ad una pensilina di un distributore ma le borse di Mussolini spariscono.
30 aprile 1945 i russi entrano in berlino
il 7 maggio i tedeschi vengono definitivamente sconfitti.
La guerra in Europa termina dopo 5 anni e otto mesi.

La Jugoslavia è l’unico paese che si libera dai nazisti con le proprie forze. Tito vuole prendersi Trieste che è il porto più importante perché, alla fine della guerra, l’Italia, paese che aveva perso, diventava terra di conquista e per ridurre il numero di italiani in zona, gli jugoslavi commisero uno sterminio (5000 morti) detto delle foibe.

LìItalia, dopo la 2° guerra mondiale è rinata grazie alla resistenza?
Secondo alcuni si perché la resistenza è riuscita a ricostruire un tessuto comune democratico
.
Tre sono le guerre partigiane:
1° Guerra di liberazione contro i tedeschi
2° Guerra civile tra fazioni in lotta (fascisti e partigiani)
3° Guerra di classe combattuta dai partigiani comunisti nella speranza di fare la rivoluzione comunista
Grazie a queste guerre si costituisce il tessuto del paese unendo tutte le forze antifasciste
(tesi condivisa dal proff )
Secondo Galli Della Loggia e Renzo De Felice: tutto ciò che è stato detto o scritto è menzogna, la resistenza non è riuscita a ricostruire la patria perché la morte di essa avviene l’8 settembre, (data dell’armistizio) e la resistenza, formata da minoranze della popolazione, circa 5.000.000 su 42.000.000,  comincia a combattere nel settembre del 43, momento di sfascio ma anche di rinascita dell’Italia, l’8 settembre data dell’armistizio

 
In oriente la guerra continua sino ad agosto.
Il presidente americano Truman, fa sganciare so Hiroshima e Nagasaki la bomba atomica
Provocando più di centomila vittime in pochi istanti.
Gli americani vollero, in questo modo essere da monito per i sovietici a non iinterferire e allo stesso tempo dimostrare al mondo la propria potenza bellica.

                                                                       24/03/2006
Gli USA avevano un grande patrimonio economico quindi per loro, la pace significava ricostruire l’economia degli altri paesi piuttosto che punire  gli sconfitti. Diverso era l’approccio alla pace dell’Unione Sovietica, volevano infatti riscuotere le riparazioni di guerra dalla Germania e vedere legittimato il proprio status di grande potenza e la garanzia di non avere nemici ai propri confini.
Durante la guerra, il presidente era convinto che I rapporti tra Usa e Urss fossero amichevoli . Rooswelt affermò di essersi trovato bene con Stalin e riteneva potesserev essere lo stesso con il popolo sovietico.
La questione sul riordino geopolitica dell’Europa, venne risolta con la dichiarazione sull’Europa liberata , incontro tra USA URSS e INGHILTERRA per:
-ristabilire la pace interna di ogni paese
-aiutare le economie dei vari paesi coinvolti nel conflitto
-formare governi rappresentativi della popolazione
garantire libere elezioni e quindi garantire la democrazia (evviva!!!).
Il disegno di garantire e consolidare l’amicizia tra Usa e Urss  svanisce alla fine della guerra con il successore  di Truman .
Le grandi potenze dovettero decidere della sorte politica delle popolazioni sconfitte.
Il 26 giugno 1945 venne istituito l’ONU
Secondo gli Usa il suo scopo doveva essere quello di:
-mantenere la pace e garantire la sicurezza internazionale
-prevenire le guerre e sviluppare relazioni amichevoli tra le nazioni fondate sull’uguaglianza
-sovranità delle nazioni
L’ONU è comandato dal consiglio di sicurezza con 5 paesi membri permanenti (paesi che hanno vinto la guerra):
STATI UNITI – UNIONE  SOVIETICA – FRANCIA – INGHILTERRA - CINA
Il consiglio delibera  delle risoluzioni a cui tutti devono essere d’accordo.

La Germania era l’unico paese che fu attaccato sia da oriente che da occidente e cosi la nazione venne divisa in due zone, Germania ovest e Germania est dividendo in due anche la città di Berlino. L’Unione Sovietica instaurò un governo comunista in Polonia scatenando le proteste americane. Truman incontrò il ministro russo Molotov senza trovare  accordi, l’Europa era quindi devastata e divisa in due, una parte sotto l’influenza comunista e una parte “libera”.
La convinzione americana di limitare l’espansionismo sovietico trovò conferma nel febbraio ’46 con un telegramma di Kennedy da Mosca: I russi, marxisti leninisti, erano convinti di non poter convivere con un sistema diverso dal loro e prima o poi avrebbero cercato di distruggere il sistema capitalistico,per cui, era indispensabile attuare una politica di contenimento.

 

 

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Area tematica : Storia | Argomento : Storia contemporanea tutto di tutto | Indice argomenti

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tipo origine articolo : documento word | Data pubblicazione : 15/1/11

 

    Appunti storia contemporanea

 

CONGRESSO DI VIENNA
(assise che concluse quindicennio rivoluzionario: riv. Francese + guerre conquista Napoleone)

G.Bretagna, Russia, Prussia à Francia

Restaurazione antirivoluzionaria e antinapoleonica

Paradosso G.Bretagna e Russia

Due grandi principi:

  • Equilibrio
  • Legittimità

Senso conservatore:pace sociale legata a diritto dei monarchi di considerare propri stati come beni patrimoniali)

216 delegazioni ma decisioni prese da quattro potenze vincitrici

Da novembre 1814 a 9 giugno 1815 à Atto finale + due trattati di Parigi 30 maggio 1814 e 20 novembre 1815 nasce CARTA GEOPOLITICA DELL’EUROPA DELLA RESTAURAZIONE

Francia torna regno sotto dinastia dei Borbone: Luigi XVIII (Talleyrand)

  • Prussia rafforzata: due tronconi
  • Austria (Francesco I d’Asburgo) blocco compatto
  • Mondo germanico dominato da Austria e Prussia riorganizzato in confederazione germanica
  • Russia accrebbe suo dominio (Polonia, Finlandia, Bessarabia)
  • G. Bretagna rafforza dominio sui mari (Nord e Mediterraneo à Malta)

 

Austria: potenza egemone dell’Italia à ingloba nell’impero il Lombardo-Veneto, predominio mare Adriatico, Trentino, Trieste, parte Istria
Diritto di presidiare militarmente Piacenza
Ducato di Parma e Piacenza: Maria Luisa d’Asburgo
Ducato di Modena e Reggio: Francesco IV d’Asburgo-Este

Stato pontificio (Pio VII) sotto controllo Austria à presidi militari a Ferrara e Comacchio

Regno 2 Sicilie: ritorno di Ferdinando IV di Borbone à Ferdinando I re delle 2 Sicilie. 12 giugno ’15 trattato difensivo con Austria à controllo esercito napoletano

Stato di Sardegna (Vitt. Ema. I di Savoia) relativa autonomia (unico)
Solidarietà di fondo sul modo di intendere organizzazione europea:
26 settembre 1815 trattato di alleanza (zar Alessandro I, ortodosso) + re di Russia protestante + imperatore d’Austria cattolico à SANTA ALLEANZA
Adesione di Luigi XVIII

Non firmato da Pio VII (per protestante e ortodosso)
Né da Inghilterra: promotrice di nuovo trattato con Prussica, Austria e Prussica à QUADRUPLICE ALLEANZA

  • CONTROLLO Francia per impedire rivoluzione
  • Impedire qualsiasi rivoluzione
  • Regolari consultazioni per interessi comuni

 

Lombardo-Veneto (costituito 7 aprile 1815), l’Austria:

    • priva paese di autonomia per impedire aspirazioni nazionali
    • sfrutta economia progredita per suoi interessi
    • ne fa testa di ponte militare per pronto intervento

Viceré solo rappresentante formale, potere in mano a due governatori (Milano e Venezia)

Conciliatre: settembre 1818 – ottobre 1819 (Pellico)
In politica: Lambertenghi e Confalonieri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LE SOCIETA’ SEGRETE

 

Età della Restaurazione à opposizione politica si esprimeva attraverso organizzazioni clandestine (elaboravano programmi ideologici e preparavano insurrezioni): le società segrete

Base sociale con proletariato e contadini in posizione esterna

Sviluppo nelle file degli eserciti: buone condizioni per preparare colpi di stato e insurrezioni

Prototipo offerto dalla Massoneria (Medioevo)

Anni ’20 la maggiore fu la Carboneria

Filippo Buonarroti: agire attraverso più società segrete in organizzazione verticale culminante nella supersocietà segreta dei Sublimi Maestri Perfetti

Setta poliziesca: Calderari

Prima prova delle società nella lotta contro regimi usciti da Restaurazione: moti del ’20 – ’21 (Spagna e Italia)

30 settembre 1818 à congresso di Aquisgrana: si reintegra nuova Francia conservatrice nel consenso delle potenze

In questo quadro scoppiano moti in Spagna (Restaurazione volto spietato)
Ferdinando VII per fronteggiare problemi non intacca privilegi classi alte e punta a riconquista colonie americane
à abolisce costituzione di Cadice (1812)

Truppe che stavano proprio a Cadice rivolta 1 gennaio 1820

Italia: moti iniziano nel Regno delle due Sicilie per iniziativa di ufficiali carbonari 1 luglio 1820 à obiettivo: costituzione spagnola 1812

Impossibile reprimere moti: Ferdinando I accetta costituzione
Nomina vicario figlio Francesco à 7 luglio proclama costituzione

In Sicilia insurrezione 15 luglio

Ottobre: si riunisce a Napoli parlamento a maggioranza moderata

 

Austria entra in azione:

  • non riceve ambasciatore napoletano
  • ammassa truppe Lombardia e Veneto
  • convoca congresso a Troppau, per consenso di intervento militare e abrogazione costituzione a Napoli
    1. Inghilterra favorevole ma non si impegna
    2. Francia (costituzione) non poteva impegnarsi in dichiarazioni anticostituzionali
    3. Russia e Francia favorevoli a rottura tra Vienna e Napoli

 

Le tre firmano protocollo + congresso a Lubiana. Re autorizzato da parlamento di Napoli va e ribadisce propri diritti sovrani

Austria procede a intervento militare

Moti sentiti dai settari come inizio di confronto tra conservatori e rivoluzionari (massima intensità cospirative: Lombardia e Piemonte)

à riuscire a contrapporre forza per sostenere urto ma mancanza legami con masse

Programma più realistico: Piemonte, ala liberale-moderata (Confalonieri)

Si attende appoggio di Carlo Alberto (temeva rottura con re) à prima aderisce poi si tira indietro

Guarnigione si ammutinò ad Alessandria tra 9 e 10 marzo creando un fatto compiuto. Inizia rivoluzione in Piemonte ma fallisce

12 marzo insurrezione a Torino: re nomina reggente Carlo Alberto e va a Nizza

Debolezza Carlo Alberto sconfessato da Carlo Felice

Santarosa a capo di governo provvisorio affronta guerra con Austria
8 aprile 1821 esercito costituzionale battuto dopo che De La Tour aveva manovrato: 10 aprile generale entra a Torino

ottobre 1820 distrutta rete carbonara à arresti: Maroncelli, Pellico, Confalonieri, Pallavicino-Trivulzio

Fortezza dello Spielberg nella Moravia diventa celebre prigione politica

 

LE RIVOLUZIONI DEL 1830 – 31 E L’AFFERMARSI DEL LIBERALISMO IN EUROPA

1830 – 31 nuova ondata rivoluzionaria (Europa occidentale e orientale)

Lotta positiva: potere politico a borghesia (Francia e Inghilterra)
Lotta negativa: consolidamento forza di monarchie conservatrici sorrette da aristocrazia (mondo germanico e Russia)

Belgio ottiene indipendenza

Crisi società segrete

Causa rivoluzione: crisi economica europea 1825

 

Sorte Belgio decisa in una conferenza a Londra: sancisce fine regno dei Paesi Bassi
20 gennaio 1831 Belgio dichiarato perpetuamente neutrale

Varsavia 29 novembre 1830: insurrezione più tragica. Nicola I vanifica costituzione concessa da AlessandroI, opposizione assume carattere indipendentista e nazionalista. Contando illusoriamente su aiuto francese, gennaio 1831 insorti proclamano indipendenza.
Repressione; 8 settembre 1831 Russi presero Varsavia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ITALIA DAL 1831 AL 1846

Moti ’31 mostrano fallimento del movimento settario: crisi Carboneria

 

Mazzini intese superarla con programma di rivoluzione nazionale fondata su iniziativa popolare.

Nacque a Genova nel 1805. Influenze in Francia per stesura programma giugno 1831
à la Giovine Italia (orientamento democratico-giacobino)

Principi: Libertà, Eguaglianza, Umanità, Indipendenza, Unità

Propaganda educativa e insurrezione
Organizzazione a livello nazionale
Agitazione ideologica che deve penetrare nel popolo
Rivoluzione nazionale e unità italiana

Tipico programma democratico ma nessun programma concreto quindi perpetua soggezione delle masse contadine a autorità politiche e religiose tradizionali

D’Azeglio, Gioberti, Balbo mettevano in primo piano importanza della funzione del Piemonte nell’assumere l’iniziativa al fine del rinnovamento nazionale

Tra 1831 e 1846 (svolta politica dei governi) criteri dei sovrani furono ispirati a continuità con decennio precedente

Regno delle Due Sicilie: Ferdinando II al trono. Rafforza blocco tra monarchia, aristocrazia e grandi proprietari terrieri e cerca di affermare secondo un modello rigidamente centralistico il controllo di Napoli sulla Sicilia (à correnti separatiste)

Stato pontificio: malgoverno di papa Gregorio XVI

Toscana:governo di Leopoldo II: tolleranza come metodo di governo ma cede a richieste austriache

Lombardo – Veneto: autorità imperiali governano in corrispondenza con interessi delle finanze austriache
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Premarxisti e presocialisti: Owen, Fourier.
Saint-Simon: sansimonismo

Marx e Engels: fondatori di corrente comunista à suo primo ingresso della storia delle ideologie rivoluzionarie con il Manifesto del Partito comunista, pubblicato a Londra nel febbraio 1848

LE RIVOLUZIONI DEL 1848. LA “SECONDA RESTAURAZIONE”

Rivoluzioni 1848 – 49 nell’Europa centrale e occidentale

Crisi economica e politica 1846 - 47 à cattivi raccolti – rialzo prezzi dei generi alimentari – difficoltà di vendita di prodotti industriali, di attività bancaria e di commercio – miseria

Francia: immobilismo della monarchia di luglio sotto la guida di Guizot (dal 40 ministro degli esteri, 47 presidente del consiglio). Respinge richiesta di riforma elettorale e parlamentare

Oppositori entrano in agitazione dal luglio del 47 dando vita a banchetti (strumento per riunirsi liberamente). Si brinda ai principi dell’89

Si rivendicò diritto di operai a nuova esistenza

Governo ne vieta uno del 22 febbraio 1848. Scontro diviene inevitabile

Germania: crisi politica

Austria: inquieta per scontri a Milano 3 gennaio 1848 tra polizia e cittadini (non fumano per attenersi a sabotaggio dimostrativo delle finanze imperiali)

12 gennaio 1848 insurrezione di Palermo: espulsione truppe napoletane e proclamazione di costituzione che riprendeva quella del 1812 esprimendo volontà separatista dei siciliani

Manifestazioni liberali anche a Napoli: re chiede aiuto austriaco

29 gennaio concede costituzione
8 febbraio Carlo Alberto lo segue
17 febbraio Leopoldo II lo segue
14 marzo infine Pio IX 

Costituzioni ispirate alla francese del 1830 (salvaguardia potere monarca, senato di nomina regia, camera eletta sulla base di un censo elevato)

Francia ’48 confronto tra governo e oppositori, Italia invece ricongiungimento stati indipendenti, salvo Lombardo-Veneto

 

 

Francia: rivoluzione 22 febbraio 1848 a Parigi
Guizot vieta banchetto – barricate – guardia nazionale non risponde ad appello governo – re licenzia Guizot – formazione gabinetto con elementi moderati dell’opposizione parlamentare ma fallimento

Scontro tra soldati e dimostranti provoca insorgere delle masse, fuga re e formazione di governo provvisorio à e proclamazione repubblica 24 febbraio                

Governo provvisorio posto sotto ilsegno della repubblica e della democrazia

  • Introduzione suffragio universale
  • Abolizione pena di morte per reati politici
  • Soppressione schiavitù nelle colonie
  • Giornata di lavoro 10 ore a Parigi e 11 nelle province

Governo riconobbe diritto di operai al lavoro (opifici nazionali)

Contadini videro nella repubblica regime delle nuove tasse

23 aprile eletta Assemblea costituente con suff. Universale à contadini manovrati votarono per moderati

15 maggio operai degli opifici tentano sommossa, dichiarano decaduta costituzione e proclamano governo socialista con Blanc e Blanqui ma repressa

Si aboliscono opifici à allora quartieri operai promuovono insurrezione il 23 giugno 

Assemblea costituente dà poteri a ministro della guerra Cavaignac che soffoca rivolta. Pericolo rosso era sventato. Moderati rassicurati

 

Repubblicani per paura pericolo rosso novembre 48 fanno votare a assemblea nazionale una costituente:

  • Presidente repubblica eletto per 4 anni a suffragio universale à nomina diretta di membri governo e funzionari stato e comando forze armate
  • Non poteva sciogliere camera e non subito rieleggibile

Scelto Luigi Napoleone Bonaparte: rassicura il partito dell’ordine (conservatori cattolici)
13 maggio 1849 elezioni per assemblea legislativa, che doveva sostituire costituente, vince partito dell’ordine

Germania: agitazioni contadine, a marzo guadagnano Prussia
Operai chiedono ministero del lavoro come in Francia

14 – 18 marzo 1848 truppe costrette a lasciare Berlino, re Federico Guglielmo IV a promettere costituzione e formare governo liberale (suff. Uni. Maschile, libertà religiosa, controllo parlamentare su spese di bilancio à aspirazioni di borghesia liberale)

Ma 31 marzo re richiama truppe a Berlino e borghesia oscillava tra obiettivi liberali e timore che rivoluzione rafforzasse masse

Dopo sommossa Landtag inclina verso conservazione

Dopo sette mesi re sciolse senza resistenza assemblea. Incertezze in Prussia si hanno anche in Germania

18 maggio ’48 si riunisce a Francoforte un parlamento federale degli stati tedeschi e dell’Austria eletto a suffragio universale

Nominato governo provvisorio, Parlamento senza potere reale elabora carta dei diritti fondamentali per introdurre liberalismo

Impero asburgico: rivoluzioni

 

In Boemia chiesta rivoluzione. Ma rivoluzione vera a Vienna 13 marzo 1848 per rifiuto Metternich di discutere di riforme à barricate

Ferdinando I lo licenzia quindi rivolta di Milano 17 marzo
Sovrano formò governo liberale e in aprile promise costituzione con senato aristocratico e camera da eleggersi senza suffragio operai

Ma poi per sommosse concesse suffragio universale e convocazione assemblea dell’impero senza camera alta

22 luglio abolizione servaggio e diritti feudali nelle campagne ma azione unitaria assemblea impossibile per contrasto nazionalità, quindi ripresa reazionaria

Cechi: per desiderio indipendenza formano gabinetto e a Praga ci fu congresso slavo nel giugno ma fallimento. Imperatore apre controrivoluzione (11 –17 giugno)

Ungheria: come in Italia problema dell’unificazione non raggiunta. Elezione parlamento a suffragio universale, imperatore accetta nuovo corso ungherese ma Ungheria decide come stato nazionale indipendente à repressione

Italia: crisi rivela debolezza di tutte le correnti di rinnovamento

Lotta contro Austria nel Lombardo – Veneto

Venezia insorse il 17 marzo, libera Manin e Tommaseo

Prima insurrezione a Milano 18 marzo lotta contro truppe di Radetzky à va nel quadrilatero (Verona, Legnano, Peschiera, Mantova)

Duchi cacciati anche da ducati di Parma e Modena

Carlo Alberto interviene contro Austria 23 marzo. Poteva intervenire prima: impedì a suo esercito di sorprendere austriaci in fase di ripiegamento

Quando piemontesi giunsero in Lombardia si era quasi liberata con proprie forze

Entusiasmo patriottico

Risultati piemontesi a Pastrengo e Goito, ma si arrestano di fronte a quadrilatero

Per scarsi risultati sovrani Roma, Toscana, Napoli temendo riprese dell’Austria, ritirarono truppe

29 aprile 1848 Pio IX si ritirò dalla guerra, imitato da Leopoldo II à finisce guerra federalista

Crisi regno di Napoli (liberali vogliono costituzione – conservatrice, separatismo in Sicilia 13 aprile proclamano decadenza dinastia borbonica)
15 maggio conflitto a Napoli à liberali e popolari e truppe forniscono pretesto a re per colpo di stato: formazione governo moderato di destra, scioglimento parlamento, ritiro truppe da guerra

Esercito sardo impegnato in assedio fortezza di Peschiera: maggio rinforzi di Radetzky a austriaci

Successo piemontese di studenti toscani a Curtatone e Montanara 29 maggio
Poi vittoria Goito e presa di Peschiera 30 maggio
Carlo Alberto ottiene fusione con Piemonte di Milano, Parma e Modena 29 maggio, di Veneto salvo Venezia 4 giugno, di Venezia 13 luglio

11 giugno sconfitta per caduta di Vicenza

23 – 25 luglio sconfitta a Custoza vicino Verona

9 agosto generale Salasco firmava a nome di re armistizio con Austria

Democratici ora diventano forza principale del movimento nazionale

Toscana: governo democratico con Guerrazzi e Montanelli con obiettivo convocazione di una Costituente italiana

Roma: cade ministero di Pellegrino Rossi ucciso da democratico e democratici dichiarati a potere da Pio IX che 24 novembre fugge a Gaeta da Ferdinando II
21 febbraio granduca di Toscana lo segue

Si convoca una Costituente romana: 9 febbraio 1849 proclama decadenza del potere temporale pontificio e la repubblica

Piemonte: 16 dicembre 1848 Gioberti al potere appoggiato da democratici
Fine febbraio 1849 ministero del generale Chiodo e Rattizzi à 20 marzo rompe armistizio con Austria
Operazioni militari in mano a Chrzanowski à esito disastroso con sconfitta di esercito sardo a Novara 23 marzo
Stessa sera Carlo Alberto abdica in favore di figlio Vittorio Emanuele II e va in esilio in Portogallo dove muore 28 luglio
Vitt. Ema II ottiene condizioni più favorevoli da Radetzky di quelle che avrebbe ottenuto il padre responsabile della guerra
Armistizio di Vignale 24 marzo: scioglimento di corpi di volontari e occupazione di parte del Piemonte

Democrazia e nazionalismo ormai erano solo a Venezia e Roma
Roma punto più alto della resistenza democratica. Notevole abilità di Mazzini ma destino segnato: Pio IX restaurato su trono. Esercito di Oudinot per volontà di Luigi Napoleone (per ottenere appoggio conservatori del suo paese si fa campione di causa pontificia) abbatte repubblica

Garibaldi e volontari difendono Roma. Francesi sbarcati a Civitavecchia 24 aprile respinti. Napoletani anch’essi battuti da Garibaldi a Palestrina e Velletri (9 e 19 maggio)
3 giugno francesi investono città che dopo un mese cade
4 luglio il triunvirato ordina la resa
Garibaldi lascia Roma con fedeli per proseguire lotta a Venezia ma rinuncia e si imbarca in Toscana pre America perché moglie Anita morta di stenti e compagni fucilati
Venezia assediata proclama 2 aprile resistenza a oltranza diretta da Manin. Città per epidemie resiste fino a 23 agosto.
26 firmata capitolazione

 

 

 

Francia: elezioni maggio 1849 vittoria per partito dell’ordine e fallimento resistenza repubblicana, rivoluzione restauratrice procede nei suoi scopi
1850 revisione leggi Falloux su insegnamento favorendo controllo clericale e regime elettorale con limitazione suffragio

Legge insegnamento gradita a Luigi Napoleone, elettorale no à voleva farsi rieleggere nel ’52 e era indispensabile plebiscito popolare. Agisce abilmente: consolida influenza nell’esercito e si fa paladino dei diritto popolari à chiede modifica costituzione per consentirgli rielezione (luglio ’51)
Respinta da parlamento ma con breve margine
Per popolarità chiede che venga ristabilito suffragio universale (novembre ’51). Non accolta da maggioranza borghese: vedeva Napoleone garanzia contro democrazia e socialismo ma non voleva rinunciare a potere oligarchico di classe a vantaggio di esecutivo non controllabile se fondato su voto popolare

Napoleone ottiene con colpo di stato ciò che non era possibile legalmente

  • 2 dicembre parlamento occupato da soldati
  • assemblea fu sciolta
  • ristabilito suffragio universale

Repubblicani perseguitati per rassicurare moderati. Oppositori portati in Algeria e Guaina

21 dicembre 1851 plebiscito gli attribuì potere di redigere nuova costituzione

Sconfitta Russia in Crimea:
Nicola I non vedeva bene restaurazione del Secondo impero in Francia e non considera Napoleone sovrano legittimo
Napoleone vuole influenza francese in Europa impedendo formazione fronte che univa G. Bretagna e Russia (avevano soffocato Francia di suo zio)

Contro Russia anche Inghilterra: vuole impedire che per smembramento impero turco zar abbiano accesso a Mediterraneo e contrasto in Asia con russi à sfere di influenza si sovrapponevano

Di qui 1854 guerra di Crimea dopo che Russia prova a mettere in ginocchio turchia

Russia perseguendo piano di supremazia dei balcani propone a Inghilterra progetto di smembramento Turchia. Non accetta.
Russia volendo consenso per intervenire negli affari turchi pretende che Turchia riconosca protezione russa su cristiani ortodossi. Rifiutano appoggiati da inglesi.

Quindi guerra tra Russia e Turchia novembre 1853. Flotta turca distrutta
Marzo ’54 Francia e G. Bretagna entrano in guerra.

Russi: resistenza centrata nella fortezza di Sebastopoli, cinta d’assedio

Gennaio ’55 Italia a fianco di Francia e Inghilterra

Settembre ’55 russi abbandonano Sebastopoli

Congresso Parigi:

  • neutralizzazione mar Nero
  • garanzia dell’autonomia dei principati di Moldavia, Valacchia (nel ’59 stato unitario della Romania) e della Serbia
  • integrità e indipendenza Turchia
  • libertà di navigazione su Danubio

Sconfitta pretese espansionistiche russe e crescita prestigio Napoleone III

 

 

 

 

LA REALIZZAZIONE DELL’UNITA’ ITALIANA E LA VITTORIA POLITICA DI CAVOUR

Dopo Repressione 1849 fino a 1857 (anno in cui cerca di inaugurare nuovo corso politico) Austria si attiene a conservatorismo e controllo militare e poliziesco

Lombardo – Veneto profondo divorzio tra classi sociali e governo

Stato pontificio: Pio IX rinnega debolezze del 1848 e diventa erede dello spirito reazionario di Gregorio XVI. 1850 sorge Civiltà Cattolica, rivista dei gesuiti

1854 papa proclama dogma dell’immacolata concezione senza approvazione di un concilio, affermando così suo potere assoluto sulla chiesa

Regno di 2 Sicilie Ferdinando II liquidato il parlamentarismo procede a reazione dura isolando monarchia da pubblica opinione intellettuale
Grava colpo per prestigio furono le Lettere pubblicate 1851 da Gladstone che visitò Napoli: parole di fuoco per regime politico del paese

Stato sardo diventa punto di raccolta del movimento liberale nazionale

6 agosto 1849 pace di Milano con Austria: camera che da elezioni di luglio 1849 aveva maggioranza liberaldemocratica, creò difficoltà a approvazione del trattato di pace in base al quale Piemonte indennità di 75 milioni a Austria che concedeva amnistia a emigrati di lombardia e veneto

Re che voleva Camera di orientamenti più moderati la sciolse, 20 novembre proclama nuove elezioni rivolgendo da Moncalieri proclama redatto da d’Azeglio in cui deplorando tirannia dei partiti esortava a votare in senso moderato per non creare conflitto tra corona e parlamento

Maggioranza di due terzi a liberali moderati à evitata crisi che avrebbe inserito Piemonte nel clima di generale reazione

Governo presieduto da d’Azeglio: affronta momento delicato tra Stato e Chiesa.
Per aggiornare con criteri più avanzati legislazione ecclesiastica che in Piemonte era rimasta a orientamenti modificati in quasi tutti stati cattolici, febbraio 1850 ministro della giustizia e degli affari ecclesiastici Siccardi presenta progetto di legge:

  • fine privilegi di foro ecclesiastico e del diritto d’asilo
  • autorizzazione del governo per acquisto di beni
  • accettazione di donazioni da parte degli enti ecclesiastici o di altri a essi legati

 
Parlamento le approva à reazione di ambienti clericali e tensione tra Piemonte e Santa Sede

Ottobre 1850 d’Azeglio chiama a ministero agricoltura, commercio e marina Cavour (capo di maggioranza moderata). Incarna nuova figura aristocratico liberale, aperto a esigenze di progresso civile e sociale della borghesia moderna.

Nasce a Torino famiglia di antica nobiltà.
Per padre si collegava a settore di aristocrazia piemontese che per sue aperture a mondo economico si saldava a interessi borghesi
Per madre, ginevrina di origini calviniste, legato a ambiente che andava da liberalismo moderato a legittimismo borbonico francese

Carriera armi punito per entusiasmi per rivoluzione 1830 in Francia
Viaggi in Europa occidentale, interesse per sviluppo capitalistico moderno
Posti di responsabilità pubblica nel campo economico – sociale

1848 condizioni per azione politica consona a sue convinzioni liberali, si getta in lotta politica dirigendo “Il Risorgimento” e eletto deputato
Vuole azione politica per formazione forza aristocratico borghese con ideologia in liberalismo nutrito di mentalità europea moderna

Liberalismo e liberismo inglesi lo influenzano. Crede a legame stretto tra libertà politica e economica
Sistema produttivo stato sardo doveva inserirsi nell’economia dell’Europa occidentale
Italia necessitava di creazione mercato nazionale possibile per rete ferroviaria

Da ideologie francesi intravede nel giusto mezzo bussola di orientamento
Mutuata da Guizot lotta agli estremi

Contrario a democrazia e suffragio universale

Programma: liberalismo moderato basato su sviluppo capitalistico, blocco tra aristocrazia e borghesia fondato su liberismo e parlamentarismo, lotta a democrazia, indipendenza nazionale egemonizzata da stato sardo allargatosi in regno dell’Alta Italia

Trattati commerciali tra Piemonte e Francia, Inghilterra, Belgio e Austria per inserire economia del regno in Europa

2 dicembre 1851 colpo di stato in Francia: avvicinamento politico di forze di centro destra (Cavour) e centro sinistra (Rattazzi) à connubio (alleanza politica e parlamentare isolava destra più conservatrice e estrema sinistra di orientamenti democratici)

Entra in crisi ministero d’Azeglio su progetto di legge relativo a matrimonio civile: Cavour novembre 1852 dà vita a suo primo ministero.

Mazzini riorganizza 1850 – 52 rete clandestina ma inizio fallimentare in moto scoppiato a Milano febbraio 1853. Quando scoppiò rete mazziniana nel lombardo – veneto già deteriorata da repressione austriaca
Centinaio di arresti e 10 condanne a morte

Mazzini ritenne di poter tentare insurrezione a Milano 6 febbraio 1853 ma fallimento: centinaia di arresti e 15 impiccagioni
à crisi. Accusato di avventurismo, intensifica attivismo organizzativo e politico ma ala mazziniana a destra non favorevole
à scissione movimento democratico – mazziniani

Critica a Mazzini: Ferrari à democrazia non aveva avvenire se restava avvolta nel formalismo politico mazziniano e non dava a programma una base sociale, se non si ricollegava a questione sociale la cui soluzione era legata a questione agraria. Lotta per indipendenza doveve diventare anche rivoluzione del povero

Cavour: politica interna à

  • contenimento influenza destra più conservatrice e clericaleggiante
  • limitazione influenza personale del re su vita politica
  • laicizzazione stato
  • assorbimento tendenze più moderate di democrazia nella politica governativa e repressione delle democratico – repubblicane
  • sviluppo economico
  • consolidamento libero scambio

 

politica estera à

  • inserimento Piemonte nella politica di Inghilterra e Francia
  • alleanza militare con Francia
  • primato piemontese sabaudo in Italia
  • opposizione all’Austria in vista di alterazione quadro statale – istituzionale e della creazione di un regno dell’Alta Italia

Elezioni dicembre ’53 maggioranza di centro: consolidamento Cavour

 

Due problemi:
linea che Piemonte doveva tenere nella guerra di Crimea à Francia e Inghilterra cercano di attrarre Austria e per rassicurarla che Piemonte non avrebbe approfittato per azione contro lombardo- veneto, cercarono di coinvolgerlo. Cavour accetta (gennaio ’55). 4 marzo dichiarata guerra a Russia. Austria non interviene à Cavour frutti insperati
rapporti tra stato e chiesa àdi fronte a progetto di legge Rattazzi sostenuto da Cavour (soppressione ordini religiosi contemplativi e passaggio dei loro beni a amministrazione dello stato) la destra che aveva posizioni di forza al senato sostenuta da dura presa di posizione di Pio IX gennaio 1855 e da opposizione del re, offrì tramite senatore Nazzari di Calabiana contributo di quasi un milione annuo a stato per ritiro progetto
Sconfitta Cavour avrebbe portato a affermazione destra e politica personalistica re

Governo reagì presentando dimissioni (aprile) ma per impossibilità di formare nuovo governo re attribuì di nuovo incarico a Cavour. Legge fu approvata (23 maggio) con alcuni emendamenti

Cavour deve affrontare pace di guerra di crimea.
Piemontesi sbarcati in Crimea maggio 1855 sotto comando di La marmora, prendono parte a battaglia di Cernia 16 agosto 1855

Congresso di pace a Parigi febbraio ’56: Cavour ammesso a trattative à discussione 8 aprile ’56 su situazione italiana fu successo per Italia. Denuncia occupazione militare delle legazioni pontificie da parte dell’Austria. Dice che mutamento in Italia legato a appoggio delle 2 grandi potenze e in particolare di Napoleone

Grande successo per Cavour: nascita 1857 della società nazionale per azione di uomini come Manin, Pallavicino, La Farina à creare organismo politico volto a conseguire unità italiana con concorso di democratici – moderati sia delle forze liberali orientate dal Piemonte
Accettazione monarchia era il trait d’union tra le due componenti
Società accrebbe prestigio con adesione Garibaldi

A prestigio Piemonte contribuì essere diventato seconda patria di molti esuli italiani

1857: crisi partito d’azione e connubio, nuovo corso austriaco in Lombardia

novembre ’57 elezioni nello stato sardo à rafforzamento destra e indebolimento maggioranza cavouriana

Cavour quindi blocca certe riforme, induce Rattazzi a dimissioni (gennaio 1858) dal ministero dell’interno
Rottura relazioni diplomatiche con Austria marzo 1857

Intensificazione rapporti Piemonte e Francia fino a alleanza dopo attentato 14 gennaio 1858 contro Napoleone di Felice Orsini à induce Napoleone a considerare la pericolosità della situazione italiana
Convinzione che per evitare rivoluzione necessaria iniziativa della Francia per sostituire influenza austriaca con francese

Incontro segreto a Plombieres nei Vosgi fra Napoleone III e Cavour 20 luglio 1858
Si sarebbe provocata guerra contro Austria facendola apparire come aggressione austriaca a Piemonte

Assetto Italia dopo vittoria sarebbe stato: regno alta Italia sotto Savoia su base di annessione Lombardia, Veneto, Romagna e Emilia
Regno Italia centrale con Toscana e domini pontefice, cui sarebbe rimasta sovranità su Roma e dintorni
Regno meridionale con limiti territoriali delle due Sicilie

Papa: a titolo di risarcimento spettava presidenza di confederazione che avrebbe dovuto legare stati italiani

Ma divergenza su piano politico à Napoleone voleva far salire su trono Italia centrale principe Gerolamo Napoleone e meridionale Luciano Murat
Cavour invece voleva sottomettere Italia a egemonia Piemonte

Napoleone per dilatare influenza esprime a ambasciatore austriaco a Parigi disappunto per deterioramento rapporti franco – austriaci 1 gennaio 1859 e Vitt. Ema nel discorso alla corona dice di non essere insensibile a grido di dolore che da Italia si levava verso Piemonte, tra 24 e 26 gennaio firmata alleanza tra i 2 sovrani

Piano di conferenza europea su questione italiana patrocinato da Inghilterra parve fermare Napoleone ma decisione austriaca di rivolgere a Piemonte, che costituiva a ordini di Garibaldi corpo dei cacciatori delle alpi, ultimatum 23 aprile consentì a alleanza di scattare

26 aprile 1859 Cavour respinge ultimatum: inizia II guerra di indipendenza
Comando supremo: Napoleone III

4 giugno a Magenta francesi contro austriaci. Vincono i primi, austriaci sgombrano Lombardia

8 giugno Napoleone e Vitt. Ema entrano a Milano

24 giugno battaglie decisive: Solforino (francesi) e San Martino (piemontesi) sconfiggono austriaci

Insurrezione Italia centrale irrita Napoleone perché in contrasto con accordi Plombieres
Rivolta nello stato pontificio alimentò in Francia campagna dei clericali che accusarono imperatore di complicità con rivoluzione
Prussica contraria a piani egemonici di Francia minacciava di intervenire sul Reno

Napoleone quindi decide di porre fine a guerra e fa armistizio con Austria 6 luglio 1859 à clausole di Villafranca 11 luglio: Lombardia ceduta a Francia che la cede a Piemonte. Mantova e Peschiera restavano a impero. Italia centrale restaurate autorità legittime. Favorita confederazione italiana sotto presidenza del papa con partecipazione domini austriaci

Vitt. Ema accetta, Cavour dà dimissioni 13 luglio
Si forma quindi ministero La Marmora – Rattazzi
Governi provvisori Italia centrale esprimono volontà politica di unione a Piemonte spinti da Cavour e sotto guida di Fanti e Garibaldi organizzano un esercito per le difesa comune

16 gennaio 1860 Cavour richiamato al potere ma con resistenze re
Assetto centro Italia favorito da svolta della politica di Napoleone che di fronte a volontà del popolo giudicava dannoso reprimere con armi un movimento che aveva contribuito a suscitare

11 e 12 marzo dei plebisciti espressero volontà di annessione a stato sardo di Toscana, Emilia e ducati

15 aprile Nizza e Savoia ceduti a Francia

Regno meridionale si avviava a crisi definitiva
In questo quadro partito d’azione con avvicinamento Garibaldi assume iniziativa di spedizione rivoluzionaria in Sicilia dove forze di opposizione a dinastia borbonica forti. Importanti per spedizione gli esuli Crispi e Rosolino Pilo mazziniani

Rivolta a Palermo 3 – 4 aprile repressa: iniziano insurrezioni in campagna
Pilo si reca a dirigere movimento
Crispi convince Garibaldi a spedizione
Vitt. Ema rassicurato per nome programma “Italia e Vittorio Emanuele”
Opposizione Cavour

Armi vecchie e poco equipaggiamento da Quarto in mille partono notte tra 5 e 6 maggio 1860
Si riforniscono a Telamone in Toscana
11 maggio sono a Marsala

Successi Garibaldi à svolta della politica di Cavour (invia uomini e condiziona Garibaldi per campagna di annessione di Sicilia a Piemonte, inviando La Farina)
Garibaldi contrario: voleva sbarcare su continente, liberare Napoli e puntare su Roma e stato pontificio)
Conflitto tra i due. Cavour temeva che se regno borbonico fosse passato a democratici si contrapponessero a regno sabaudo

Incursioni contadine contro diritto di proprietà fronteggiate da uomini della guardia nazionale e da truppe garibaldine come a Bronte dove 4 agosto Nino Bixio ordinò fucilazioni e arresti di contadini

Sbarco in Calabria di Garibaldi 20 agosto

7 settembre entra a Napoli accolto come liberatore
Riavvampa suo conflitto con Cavour e chiede che venga licenziato a Vitt. Ema, che preoccupato per ripresa politica di partito democratico cui programma era assemblea costituente e guerra per liberazione Roma decise di imporre propria soluzione

1 – 2 ottobre vittoria Garibaldi: battaglia di Volturno
3 ottobre guidate da re truppe piemontesi in marcia verso mezzogiorno  
Cavour fa approvare da camera legge su annessione incondizionata del sud à democrazia italiana e partito d’azione non potevano più mettere in discussione metodo di unificazione italiana cavouriano fondato su semplice estensione di ordinamenti amministrativi e istituzionali di stato sardo
Cavour sostenuto da classi alte del mezzogiorno

Delusione masse: brigantaggio

21 ottobre territori dell’ex regno di Napoli ebbero luogo i plebisciti che sanzionarono annessione
26 ottobre Garibaldi si incontra a Teano con Vitt. Ema
Dopo aver manifestato volontà di continuare lotta per liberazione di Venezia e Roma Garibaldi partì per Caprera

17 marzo 1861 primo Parlamento nazionale proclamò a Torino Vittorio Emanuele II re d’Italia.

 

Germania: 1862 re chiama al potere barone Otto von Bismarck tipico esponente della classe degli Junker (aristocrazia zona est della Prussia) per guidare lotta contro Camera liberale

Suo primo atto militare ha come oggetto tre ducati di Schleswig, Holstein e Lauenburg che posseduti da corona di Danimarca erano il primo di popolazione mista e gli altri tedesca
Per crisi successione dovuta a morte re danese Prussia e Austria in alleanza sotto scudo della confederazione germanica attaccarono e sconfissero Danimarca 1864 strappandole ducati

Avendo a vantaggio neutralità Russia e impossibilità Inghilterra di intervenire militarmente per mancanza di esercito di terra ottobre 1865 Bismarck contatta Napoleone a Biarritz
Questi che vedeva bene conflitto tra Austria e Prussia per espansione francese si dimostra a favore di alleanza tra Prussia e Italia interessata a guerra contro Austria per strappare Veneto. Alleanza conclusa aprile 1866 con scopo di dividere forze austriache e di portare annessione a Prussia di territori tedeschi e a Italia del Veneto

Guerra provocata da invasione dell’Holstein di truppe prussiane
14 giugno 1866 inizio 26 luglio fine
Esercito prussiano superiorità:

  • per sua mobilitazione
  • capacità di compiere veloci spostamenti
  • efficienza di comando
  • qualità armamenti
  • concezione piani strategici

Prussia: colpo decisivo a Austria a Sadowa in Boemia 3 luglio 1866
Bismarck mostra spregiudicatezza politica cercando alleanza con nazionalisti ungheresi e cechi contro Austria
Vittorie austriache su Italia a Custoza 24 giugno e in mare a Lissa 20 luglio non valsero a correggere a favore dell’impero le sorti della guerra

 

 

 

 

 

L’ITALIA NELL’ETA’ DELLA SINISTRA

 

1861 nonostante Veneto sotto dominio austriaco e Roma dominio papale, Italia aveva raggiunto unità nazionale

Problemi:

  • tradurre unificazione politica in amministrativa. Unificare codici, bilanci, forze armate creando apparato burocratico e organizzazione militare omogenei
  • elaborare linea di sviluppo economico partendo dal dato di diverse esigenze e caratteristiche socioeconomiche delle singole parti dello stato e dalla sua arretratezza rispetto a stati più avanzati
  • dare salda direzione politica a paese soggetto alle più forti tensioni politiche e sociali
  • problema della soluzione dei rapporti con Chiesa
  • questione della collocazione di Italia nei rapporti internazionali in età che vide in Europa la guerra del 1866, formazione dell’Impero germanico e crollo dell’impero napoleonico

Cavour capo di partito liberale moderato anni del Risorgimento muore nel ‘61

Preoccupazione moderati era costruire sistema di controllo politico e amministrativo sicuro ed efficiente
Importante l’estensione di legge Casati sulla scuola approvata nel 1859 in Piemonte in tutta Italia

Eredi Cavour coloro che formavano la destra, definita storica in seguito, dello schieramento parlamentare.
Erano i conservatori che intendevano difesa di unità nazionale e formazione del nuovo stato come missione storica da realizzare con difesa degli interessi di classi alte
Classe dirigente moderata subalpina: Rattazzi, Sella, Lanza, La Marmora
Moderati del resto d’Italia: Ricasoli, Minghetti

A destra si contrapponeva sinistra, erede della democrazia risorgimentale ma condizionata da sconfitta del ’59 – 60, divisa tra repubblicani di fede mazziniana (Crispi, Bertani), ex garibaldini, ex democratici (Guerrazzi) e uomini più moderati di sinistra costituzionale (Brofferio, Depretis)

Anche socialmente le 2 si differenziavano: I legata a aristocrazia e grande borghesia; II base piccolo – borghese

Organizzazione interna: non erano partiti di tipo moderno ma più che altro schieramenti di opinione
Dopo morte Cavour potere a Bettino Ricasoli

Giugno 1861 - Marzo 1862

Per questione di Roma proseguì contatti che Cavour aveva iniziato con pontefice ma anche egli fallì

Di fronte a richieste di uomini come Garibaldi di iniziative ardite verso Veneto e Roma e a manovre re desideroso di politica meno timorosa di complicazioni internazionali e in grado di compiere unità Ricasoli dovette cedere potere al candidato di Vittorio Emanuele, Rattazzi.

Rattizzi: marzo – dicembre 1862 riprese linee di strategia cavouriana, pensò di sfruttare iniziativa garibaldina senza compromettere stato, cogliendone poi frutti
Ma non si considerò che gioco non ripetibile per ostilità di Napoleone che voleva farsi perdonare per 1859 da clericali e poi impossibilità Italia di sostenere sola una guerra contro Austria

Garibaldi recluta corpo di spedizione per guerra contro Veneto

Rattazzi per paura di guerra contro Austria fece sciogliere a Sarnico le truppe garibaldine 15 maggio 1862

Garibaldi punta a azione verso Roma: Vittorio Emanuele vedono minaccia di ripresa politica dei democratici
Re sconfessa spedizione
Proclamato stato d’assedio in Sicilia

Garibaldi e suoi sbarcati in Calabria intraprendono marcia a nord
Scontro tra soldati e Garibaldini in Aspromonte: Garibaldi ferito, arrestato e chiuso nel forte di Varignano, amnistiato e torna a Caprera

Reazione pubblica
Rattazzi messo in crisi al parlamento da accaduto dà dimissioni

Dopo breve ministero Farini presidente Minghetti

Marzo 1863 – settembre 1864

Negoziò con Francia compromesso relativo a Roma

15 settembre 1864 fu sottoscritta da Italia e Francia la convenzione di settembre
Italia si impegnava a difendere attacco pontificio da attacchi esterni, Napoleone si impegnava a ritirare truppe entro 2 anni
A segno di rinuncia a Roma imperatore chiese che governo trasportasse capitale a Firenze

Ma governo italiano non pensava a effettiva rinuncia a Roma

Disordini perché capitale spostata da Torino a Firenze 21 – 22 settembre
Minghetti dovette cedere potere che passò a
La Marmora settembre 1864 – giugno 1866
Sotto cui governo avvenne trasferimento capitale a Firenze giugno 1865

Abbandono Roma da francesi dicembre 1866

Non giovò a rapporti tra stato liberale e chiesa la condanna degli errori moderni emessa da Pio IX dicembre 1864 con il Sillabo secondo spirito di oscurantismo reazionario

Durante suo governo da Prussia offerta di alleanza militare già vista. Napoleone non si opponeva vedeva bene guerra tra potenze germaniche ma non si rendeva conto dei reali rapporti di forza

Firmata a Berlino 8 aprile 1866 alleanza scattò per iniziativa di Bismarck nel giugno dopo attacco prussiano a Austria
Guerra disastro per Italia

La Marmora che assunse comando lasciando a Ricasoli il governo à

Giugno ’66 – aprile ‘67

Con generale Cialdini non riuscì a coordinare truppe: sconfitta a Custoza 24 giugno e Lissa 20 luglio

Solo volontari di Garibaldi successo a Bezzecca nel Trentino 21 luglio

12 agosto firmato armistizio di Cormons tra Italia e Austria e quindi pace di Vienna  3 ottobre 1866

Austria cedette a Italia il Veneto ma come già nel 1859 tramite Francia per umiliare paese vincitore

Polemiche: Mazzini contro monarchia e governanti incapaci
Garibaldi e partito d’azione: incapacità generali monarchici à ci volevano nuove iniziative per liberare Roma

Settembre ’66 rivolta a Palermo repressa

Torna a potere Rattazzi

Aprile – ottobre 1867

Obiettivo partito d’azione à preparare forza di intervento in direzione Roma favorendo insurrezione per legittimare azione di fronte a repressione pontificia in contrasto con volontà del popolo

Rattazzi favorevole a insurrezione a Roma non contemplata nella convenzione di settembre quindi considerata come via per risolvere questione romana e aggirare patti con Francia
Ma governo non poteva permettere attacchi da esterno quindi di fronte a preparativi di Garibaldi Rattazzi lo fece arrestare a Sinalunga presso Siena 24 settembre 1867

Ma mantenne atteggiamento permissivo con volontari

Ma 22 ottobre a Roma fallisce tentativo di insurrezione

Garibaldi non rinunciò e penetrò nei domini pontifici ma incertezza
Re messo di fronte a realtà di intervento francese sconfessa Garibaldi e forma governo di estrema destra presieduto da generale Menabrea

Ottobre 1867 – dicembre 1869

A Mentana Garibaldi battuto da truppe francesi
Grave colpo per partito d’azione, re e governo

Opinione pubblica italiana: risentimento verso Napoleone il cui governo disse che Italia non avrebbe avuto Roma e per Pio IX: repressione interna

Liberazione francese possibile dopo che impero francese battuto da prussiani
Conflitto tra le due 1870, governo diretto da Lanza
Dicembre 1869 – luglio 1873 optò per neutralità e decise di porre fine a potere temporale della chiesa

Papa non accettò trattativa con stato italiano
20 settembre 1870 truppe italiane comandate da Cadorna dopo breve cannoneggiamento a Porta Pia, entrarono in Roma occupandola

Pio IX si ritirò nel vaticano protestando contro lo stato usurpatore

Luglio 1871 corte e governo si trasferirono a Roma capitale d’Italia

Stato aveva posto fine a potere temporale dei papi contro volontà del pontefice e chiesa il cui capo non riconosceva legittimità stato
Nuova fase della questione romana fino a 1929

Atteggiamento Pio IX grave perché coinvolgeva cattolici sudditi italiani à dal 1874 dal Vaticano fu vietato (non expedit) di partecipare a elezioni del parlamento

Per definire rapporti con chiesa leggi delle guarentigie votata 13 maggio 1871 e non riconosciuta da destinatario
Legge si ispirava a principio cavouriano di separazione tra stato e chiesa: idealità liberale aperta verso chiesa (sua libertà tutelata)

  • riconosciuta extraterritorialità palazzi vaticano e laterano e villa del Castelgandolfo
  • assegnata dotazione a santa sede pari a quella del tempo del suo potere temporale
  • inviolabilità persona del pontefice
  • libero esercizio del potere spirituale
  • possibilità di comunicazione
  • indipendenza azione clero da controllo regio (con limitazioni in materia economica)

 

non accettata ma applicata
chiesa potè mantenere sua protesta senza però atteggiarsi a perseguitata

Unità nazionale era ormai compiuta

Crisi dei primi anni di vita dello stato italiano fu rivolta che divenne guerra civile: il brigantaggio che finì nel 1865
Delusione contadini mezzogiorno per conclusione rinascimento

Classe dirigente settentrionale concepì lotta in termini di difesa dell’unità dello stato contro minaccia di restaurazione borbonica e su basi militari
Migliaia di morti. 1865 stroncato ma si trascinò ancora per alcuni anni

Malcontento masse non si spiegava solo con questione della terra ma anche circoscrizione obbligatoria e inasprimento fiscale
Occasione per avviare provvedimenti economici offerta da liquidazione terre dell’asse ecclesiastico
Stato favorì dopo ’66 vendita accelerata delle terre a grandi proprietari che rafforzarono propria influenza economica
Divorzio tra contadini meridionali e stato più acuto

1865 ultimata unificazione su piano doganale, monetario, finanziario, amministrativo e legislativo
prevalse criterio di estendere al paese legislazione e ordinamenti del regna sardo
(inconvenienti per diversità regionali à legislazione piemontese più arretrata della lombarda e toscana)

Piemontizzaizone ebbe significato accentuatamente politico. Ne derivò che burocrazia piemontese divenne fulcro di quella del nuovo stato

 

 

 

 

Verso fine secolo si profilava rivalità tra G.Bretagna e Germania che doveva essere una delle cause fondamentali della prima guerra mondiale

Francia: città insorse 1871. Proclamata comune di Parigi ispirata a comune 1793
Moto diretto da comitato centrale della guardia nazionale à organizza 26 marzo 1871 elezioni per dirigenti del consiglio della comune, al cui interno c’erano anche repubblicani moderati i quali poi si ritirarono

Contrasti delle correnti dei proudhoniani, neogiacobini, blanquisti e socialisti internazionalisti indebolì azione della comune che rimase isolata

Comunardi però riorganizzarono apparato statale e amministrativo
Comune unificò poteri esecutivo e legislativo e sottopose a controllo popolare la giustizia
Rese tutti funzionari eleggibili e destituibili
Soppresse esercito permanente e polizia politica, sostituendoli con il popolo armato

Comunardi risposero a fucilazioni in massa dei prigionieri a opera delle truppe regolari fucilando a loro volta 60 ostaggi, tra cui arcivescovo di Parigi

 

 

 

 

 

 

 

L’ITALIA DALL’AVVENTO DELLA SINISTRA ALLA CRISI DI FINE SECOLO

1876 regno aveva raggiunro pareggio di bilancio con presidente del consiglio Minghetti

per pareggiarlo introdotto sistema fiscale che colpiva consumi masse
Destra aveva portato unificazione nazionale e creato sistema istituzionale che nelle linee generali doveva durare fino a avvento fascismo

Essa era sempre più contestata da sinistra cosiddetta giovane à insieme di forze eterogeneo (sinistra storica piemontese di Depretis, sinistra prima repubblicana di Mazzini e Cattaneo ora convertitasi a monarchia con Cairoli, Zanardelli e Crispi, sinistra meridionale di Nicotera)

Interessi di strati borghesi settentrionali à voglione riforme su piano fiscale e politico
Di proprietari e intellettuali meridionali à meno fiscalismo, maggiori interventi stato, pesare politicamente di più, fine della dittatura settentrionale

Sinistra giovane precisò tra 1874 e 1876 strategia

Novembre ’74 rafforzamento: Depretis in discorso a Stradella 10 ottobre 1875 delineò programma:

  • difesa stato laico e lotta a clericalismo
  • istruzione elementare obbligatoria
  • decentramento amministrativo
  • diminuzione e redistribuzione carico fiscale favorendo mezzogiorno
  • fedeltà a monarchia

cadde ministero Minghetti, re incarica Depretis di formare ministero 25 marzo 1876
era della destra era finita ma passaggio da destra a sinistra avveniva su base di continuità

novembre ’76 elezioni vittoria sinistra

Depretis governò quasi ininterrottamente dal ’76 fino a ‘87

Scomparsa nel giro di un decennio di maggiori protagonisti del periodo nazionale (1872 Mazzini, 1878 Vittorio Emanuele II e Pio IX, 1882 Garibaldi)
Età risorgimentale finita

Depretis sale al potere con programma riformatore ma giunto a governo lo attenua
Lavora a vanificazione contrasti risorgimentali ormai svuotati perché opposizione non poteva avere base nei vacchi contrasti ma nei problemi della democrazia politica (suffragio universale), nella legislazione sociale, nelle questioni di lotte del lavoro

Si impegnò a far convergere intorno a sé uomini della destra, sia nell’isolare con loro contributo la nuova opposizione dell’estrema sinistra (repubblicani, radicali e primi socialisti)

Discorso ottobre 1882 invita oppositori a trasformarsi diventando progressisti. Accolto: di qui origine del trasformismo

Riforme: rispondono a esigenza di allargare basi del consenso sociale e venire incontro a istanze di evoluzione civile

Luglio 1877 varata legge Coppino per fronteggiare analfabetismo (70% in Italia)
Bambini: 2 anni obbligatori di scuola
Ma applicazione lacunosa a sud

1879 abolita tassa sul macinato

1882 varata riforma elettorale (limitato allargamento del consenso sociale)
elettori coloro che compiuti 21 anni fossero alfabeti o pagassero una certa quota di imposta. Corpo elettorale passò da 2,2% a 6,9%

Con Prussia e Austria Italia concluse 20 maggio 1882 trattato della triplice alleanza in funzione antifrancese firmata a Vienna

Italia si legava ai 2 imperi conservatori centrali
Bismarck molto ammirato da ampi strati

A corte Umberto I successo a Vitt. Ema II fiero di accomunare paese a imperi con forte tradizione militare
Alleanza con Austria richiese che irredentismo soffocato nei momenti più delicati

Dopo occupazione francese di Tunisi 1881 frustrazione italiana
Italia si imbarcò in imprese espansionistiche che non riuscì a affrontare

1882 inizio impresa africana dopo acquisto Italia di baia di Assab da società di navigazione Ribattino

primi mesi 1885 corpo di spedizione occupò fascia costiera tra Massaia e Assab à quindi tensione tra Italia e impero etiopico (negus Giovanni)

Reparto italiano di 500 uomini sorpreso e annientato da ras Alula al comando di 7000 uomini vicino a Dogali 26 gennaio 1887
Nazionalisti delusi

Primo tentativo coloniale italiano: disfatta

Metà 1887 Depretis tentativo di conciliazione tra stato e chiesa sostenuto da governo e da cattolici transigenti
Ma impossibilità di accordo su problema del dominio temporale fallimento quindi rinfocolarsi anticlericalismo da parte liberale e polemica cattolici intransigenti

27 luglio 1887 Depreti muore
gli succede Crispi

Crispi incarnava con evoluzione politica trasformazione di molti democratici risorgimentali in moderati monarchici
Ex cospiratore, mazziniano, rivoluzionario, democratico sostenitore del suffragio universale divenne esponente principale della sinistra moderata
Ammiratore della politica di forza incarnata da Bismarck

Sostenuto nel suo nazionalismo da industriali e armatori Crispi volle dare a trattato di alleanza con Germania a Austria carattere di ostilità verso Francia.

Campo coloniale Crispi i cui 2 primi ministeri durarono da agosto 1887 a febbraio 1891 volle rialzare prestigio italiano
Maggior successo: trattato di Uccialli, firmato con negus Menelik asceso dopo morte Giovanni, 2 maggio 1889
à Etiopia riconosceva conquiste italiane in Eritrea

5 gennaio 1890 proclamata colonia Eritrea
ma Menelik agiva come sovrano indipendente quindi inasprimento rapporti

Crispi ispirò politica interna a criteri che risentivano della sua vocazione bismarckiana

Accentra sua persona in presidente del consiglio, ministro degli interni e degli esteri
Rafforza potere esecutivo (governo) a discapito di legislativo (parlamento)
Aumentati poteri della presidenza del consiglio sui ministri

Dicembre 1888 legge che allargava base elettorale delle amministrazioni locali e rendeva eleggibili sindaci e presidenti delle deputazioni provinciali ma poneva operato sotto controllo dei prefetti

1889 emanato nuovo codice penale (Zanardelli, ministro della giustizia)

  • abolita pene di morte
  • sciopero libero
  • punizione offese a stato da parte dei ministri del culto (Chiesa)

emanata legge di pubblica sicurezza e sotto controllo manifestazioni e riunioni pubbliche
Attività irredentisti ostacolata in omaggio a triplice alleanza
Fallimento trattative di conciliazione con chiesa a fini politicamente e socialmente conservatori: rafforzato anticlericalismo

Difficile situazione economica e finanziaria
Crisi agricoltura, industria, banche impegnate in elevati finanziamenti per costruzioni edilizie e speculazione in fase di boom economico: coinvolte in crollo finanziario determinato da fine espansione
Salvate da governo con manovre poco chiare

Forze radicali e repubblicane cercarono di elaborare programma anticrispino steso da Cavallotti e firmato maggio 1890. Era il patto di Roma: chiedeva riduzione poteri dell’esecutivo
Decentramento
Uscita Italia da triplice allenaza
Riforma sociale
Leggi sociali
Orario lavoro di 8 ore

Combattuti da Crispi

 

Crispi cadde gennaio 1891 perché camera non accolse proposte di inasprimento fiscale e per reazione per sua espressione che destra aveva fatto una politica servile verso lo straniero

Febbraio 1891 entrò in carica ministero Di Rudinì

Maggio 1892 gli successe Giolitti, il più abile statista liberale dopo Cavour

Origini di movimento operaio indipendente tardive in Italia per arretratezza sviluppo capitalistico industriale

1860 esistevano società operaie con compiti di mutuo soccorso
anni ’70 leghe du resistenza

Mazzini fini a morte lotta contro socialismo
1864 aderisce a internazionale ma poi si allontana con posizione lontana a comune 1871

internazionale estese sua influenza in Italia grazie a Bakunin
Fu così anarchismo con suo vangelo di immediata ribellione sociale e non il socialismo la prima ideologia del movimento
1874 anarchici tentano di sollevare Italia centrale e meridionale. Fallimento e molti arresti (Andrea Costa)

aprile ’77 rinnovano tentativo in provincia di Benevento guidati da Cafiero e Malatesta ma fallimento

questi avvenimenti fanno rompere Costa con ideologia anarchica e fondare 1881 partito socialista rivoluzionario di Romagna rifiutando insurrezione come arma esclusiva

1882 Costa eletto deputato
sempre 1882 a Milano nasce un partito operaio italiano con forte caratterizzazione operista e con obiettivo di dare impulso a lotte rivendicative e sindacali (classe operaia voleva liberarsi da tutela politica dei radicali)

1886 Depretis lo fa sciogliere

 

1891 fondata a Milano da Osvaldo Gnocchi – Viani la prima Camera del lavoro (anche in Italia condizioni per partito socialista)
Parte decisiva di Turati con compagna Anna Kuliscioff esule russa

Divenuto socialista dopo rottura con radicalismo fonda 1889 a Milano lega socialista e rivista 1891 Critica sociale
Orienta forze socialiste e operaie verso unità organizzativa (separazione da anarchici)
Socialismo umanitario intinto di positivismo

Gruppi socialisti milanesi, emiliano – romagnoli, organizzazioni operaie già mazziniane orientatesi verso socialismo e da separazione con anarchici al Congresso di Genova agosto 1892 nacque partito dei lavoratori italiani, poi detto partito socialista italiano 1895 su base di programma ispirato a marxismo

Giolitti maggio 1892 succede a Rudinì
1882 abbandona carriera
burocratica e entra in vita politica
eletto deputato 1882, appoggia Depretis fino a 1886 (posizione contro trasformismo accusato di impedire programmi e schieramenti definitivi)

1889 ministro del tesoro di Crispi e 1890 delle finanze
di fronte a eccessi militaristici e coloniali di Crispi si dimette dicembre 1890

gennaio 1891
cade Crispi, durante crisi ministero Rudinì prepara sua nomina a presidente del consiglio dicendo a re che se capo del governo non avrebbe ridotto spese militari

Giolitti non favorevole a politica espansionistica e militaristica ottenne fiducia re quindi nomina a presidente del consiglio

Suo primo ministero troppo breve
Proposito di rivedere sistema fiscale diminuendo carico dei non abbienti
Fa sentire a opposizione clima meno repressivo ma per procurarsi maggioranza in parlamento a elezioni novembre 1892 si servì dell’apparato statale e dei prefetti per pressione e opera di corruzione su elettori

Sua opera interrotta da:

  • scandalo banca romana il cui direttore Tanlongo era stato fatto nominare senatore da Giolitti. Coinvolto anche Crispi che manovra per indebolire Giolitti
  • agitazioni in Sicilia dirette da fasci siciliani (organizzazioni di contadini, braccianti) per crisi agraria. Guidate da uomini di orientamento socialista (De Felice, Barbato). Fasci si diffusero 1892 e inizi 1893

rivolta contro eccessivo fiscalismo, contro tirannia dei galantuomini nelle amministrazioni e rivendicazione terre da coltivare

Giolitti a contrario di Crispi (repressione manu militari) non volle affrontare agitazione con misure di stato d’assedio

Fine novembre per scandalo banca e debolezza nella repressione dei fasci diede dimissioni

15 dicembre 1893 Crispi torna a potere
proclamato stato d’assedio in Sicilia. 100 morti

Crispi arriva a far credere che fasci volessero staccare Sicilia da Italia per consegnarla a potenza straniera quindi repressione di organizzazioni operaie e socialiste in tutta Italia

Cerca compenso in espansione coloniale
Dopo proclamazione colonia Eritrea e rottura trattative con Menelik 1881 su questione del testo del trattato di Uccialli rapporti deteriorati fino a che negus aveva denunciato febbraio 1893

7 dicembre 1895 sconfitta italiana a Amba Alagi
Crispi cerca rivincita

1 marzo 1896 16000 italiani contro 70000 etiopici ad Abba Garimà presso Adua si scontrarono e Italia sconfitta. 7000 morti

In Italia dimostrazioni contro guerra e contro Crispi che rassegna dimissioni

Marzo 1896 gli succede Rudinì che fece pace con Menelik e riconosce possesso della sola Eritrea

Governo Rudinì da marzo 1896 a giugno 1898
Cerca di attuare pressione in politica interna quindi amnistia che liberò condannati dei fasci

Politica estera processo di distensione con Francia
Ma difficoltà si aggravarono quindi crisi

Forze che avevano seguito Crispi volevano proseguimento politica autoritaria
Anche Sonnino, studioso tra i più autorevoli deputati chiese fine dei particolarismi espressi da parlamento rendendo responsabili ministri solo verso re

1898 situazione precipita. Tensione esplode maggio a Milano
aumento prezzo pane per cattivo raccolto e mancato flusso di importazioni da USA per guerra fredda con Spagna per questione Cuba

Milano 6 – 9 maggio generale Bava Beccarsi affronta folla con artiglierie provocando molti morti e ricevendo da Umberto I la Gran croce dell’ordine militare dei Savoia per compenso
à indignazione socialisti e borghesi

Contrasti nel ministero
Rudinì chiede a re di sciogliere camere e indire nuove elezioni ma rifiuto e sue dimissioni
Re nomina al suo posto generale Pelloux

Giugno 1898 – giugno 1900 

Per condizione militare più soggetto a dipendenza re e quindi da corte che spingeva per rafforzamento potere esecutivo a scapito di esecutivo, sotto influenza di Sonnino

1899 presentati a camera progetti di legge

  • stampa sotto controllo
  • diritto di riunione limitato
  • colpito diritto di associazione
  • vietato sciopero nei diritti pubblici

di fronte a questa svolta reazionaria si determina opposizione dai socialisti fino a borghesia liberale che a via di conservatorismo autoritario preferiva politca di apertura democratica e riformistica
nella discussione parlamentare che seguì circa approvazione dei progetti di Pelloux i socialisti ricorsero a ostruzionismo
allora Pelloux tenta di dare valore a suoi decreti senza approvazione del Parlamento; ma corte di cassazione dichiara illegittima questa prassi

pensando di avere fiducia di elettorato Pelloux indisse nuove elezioni giugno 1900 ma rafforzano socialisti, radicali e repubblicani, che passano da 67 a 95 seggi, e nuova opposizione liberale

dimissioni Pelloux. Re Umberto invece di dare incarico in base a prassi parlamentare a Zanardelli, scelse senatore Saracco

29 luglio Bresci, anarchico venuto da USA assassina re a Monza per vendicare morti di Milano del ‘98

Gli successe figlio Vittorio Emanuele III

Saracco tra incertezze revoca scioglimento a dà dimissioni
Re nomina presidente del consiglio capo dell’opposizione liberale a Pelloux, Zanardelli che sceglie come ministro degli interni Giolitti

Fiscalismo in Italia continuò forte soprattutto nel sud. Di qui reazione cioè emigrazione

Agricoltura arretrata non regge caduta dei prezzi determinata da concorrenza del grano nordamericano e russo
Sempre verso 1880 industria concentrata nel triangolo Lombardia – Piemonte – Liguria vedeva ancora prevalenza dell’industria tessile

 

 

 

 

 

 

L’ITALIA DURANTE L’ETA’ GIOLITTIANA

Italia tra 1896 e 1914 conosce in ritardo fase di decolloindustriale

Tra metà ultimo decennio e 1907 emergere su scena nazionale organizzazioni sia dei lavoratori che datori di lavoro e di gestione socio politica dell’industria moderna quindi rapporti tra ceto imprenditoriale e apparato dirigente

Giolitti interpreta situazione così complessa negli anni del nuovo secolo da lui consacrato come età giolittiana

1901 è ministro degli interni del gabinetto Zanardelli, si rese conto che movimento operaio e contadino non poteva essere affrontato con successo facendo ricorso a repressione e che anche borghesia più avanzata doveva inaugurare via del confronto politico con socialisti e sindacati

Dominio Giolitti durò salvo brevi interruzioni da 1901 a 1909 e poi da 1911 a primavera 1914
Quindi al timone stato sia nella fase di progresso industria durata fino a 1907 sia durante crisi del 1913
1902 – 1907 max accelerazione industrializzazione all’interno della fase di generale sviluppo iniziata 1896 e durata fino a 1913

tipo di crescita di industria fu quello proprio della fase monopolistica dominata dal capitale finanziario con appoggio dello stato
Connubio industria, finanza, stato  accentuato da debolezza della struttura produttiva nazionale non in grado di reggere confronto su mercato internazionale
Sicché protezionismo doganale
Commesse statali
Regime di alti prezzi
Controllo del mercato interno
da parte di gruppi monopolistici furono le caratteristiche prevalenti

progressi nel campo della siderurgia, della meccanica, dell’industria elettrica
industria automobilistica con FIAT sorta nel 1899 per iniziativa di Giovanni Agnelli acquisto netta preminenza
agricoltura: progressi nella cerealicoltura e zootecnica
ma come per industria progresso fu risultato di progressi avvenuti nel nord e centro
sud rimase alla retroguardia: si spiega così piaga della disoccupazione e come ondata dell’emigrazione meridionale con quella del Veneto (zona sottosviluppata del settentrione) raggiungesse nel periodo giolittiano cifre enormi
nel solo 1913 emigrati italiani furono 872.598

 

giolitti fa sensazione per atteggiamento di fronte ai conflitti di lavoro
Scioperi hanno impennata
Egli adotta atteggiamento con precisa strategia: ordina a prefetti di lasciar svolgere senza interventi scioperi di carattere economico per consentire rialzo di salari reso possibile dall’alta congiuntura e giudicato utile per accrescere livello della domanda interna e quindi della produzione
Ma  combatté quelli di natura politica perturbatori dell’ordine pubblico

1902 resistenza padronale, specie nelle campagne, caratteri di durezza. Ci sono anche scontri con forza pubblica che specie nel sud fanno molti morti e feriti
Magistratura assunse atteggiamento illiberale e di appoggio di interessi padronali
Giolitti stesso fa vedere aspetto più conservatore di sua politica minacciando militarizzazione di ferrovieri che volevano scendere in sciopero

1902 Parlamento respinge progetti di riforma tributaria di ministro delle finanze Wollemborg, tesi a spostare la tassazione maggiormente nel senso dei tributi diretti
Giolitti che fu sostenitore di riforma tributaria la abbandono di fronte a resistenza classi alte
Per agitazioni lavoratori approvate misure in materia di legislazione sociale specie per tutela di lavoro minorile e femminile
1902 interventi a favore del mezzogiorno (legge per industrializzazione di Napoli, per costruzione acquedotto pugliese, provvedimenti per Basilicata) ma non rimuovevano inferiorità meridionale

Zanardelli si dimette ottobre 1903. Gli succede Giolitti che forma dopo il primo del 1892 – 93
Il suo secondo ministero

Novembre 1903 – marzo 1905

Mentre appariva come uomo nuovo della borghesia a socialisti, punta a scindere partito socialista così da legare a sé parte riformista e isolare quella rivoluzionaria
Rivolge a Turati invito di entrare nel ministero ma rifiuta per paura di essere ripudiato da partito
Infatti nel partito si delineava netto spostamento a sinistra che a congresso di Bologna aprile 1904 portò Labriola e Ferri a ottenere maggioranza e assumere guida. Nuova deirezione intransigente
Dopo 4 e 14 settembre 1904 compiuti eccidi da parte di forza pubblica contro scioperanti: proclamato sciopero generale 

Giolitti non cede a conservatori spaventati che chiedevano repressione. Scioglie camera e fa indire da re elezioni
Successo per Giolitti: a questo risultato favorevole a liberali concorre fatto che papa Pio X succeduto a Leone XIII agosto 1903 aveva consentito facendo
eccezione a non expedit che in alcuni collegi votassero per liberali per impedire vittoria socialisti
Eletti anche alcuni cattolici di orientamento filoliberale (i clerico – moderati)

Organizzazioni cattoliche che facevano capo all’Opera dei congressi del 1874 avevano dato vita a organismi sociali e culturali: es. le casse rurali create a sostegno del credito a contadini, diffuse in veneto e lombardia, e le società di mutuo soccorso (contrari a lotta di classe e favorevoli a conciliazione tra lavoratori e padroni)

Tra fine secolo e 1904 guidati da Romolo Murri diedero vita a un sindacalismo cattolico, non di grande incidenza, con radici a nord specie nelle industrie tessili

In Sicilia prete Sturzo fa leghe contadine
Radicalismo dei democratici cristiani preoccupa i moderati all’interno del mondo cattolico
Pio X per porre fine a contrasti interni scioglie 1904 Opera dei congressi e questo suonava come appoggio a moderati
Movimento cattolico venne posto sotto dipendenze dei vescovi

Secondo ministero Giolitti fino a marzo 1905 per agitazioni ferrovieri di fronte a progetto di statalizzazione delle ferrovie che vietava sciopero a dipendenti

Successore è Alessandro Fortis

Marzo 1905 – febbraio 1906

Era luogotenente di Giolitti e attua statalizzazione
Sua caduta per opposizione liberale (Sonnino, il cui ministero febbraio – marzo 1906 poggiava su programma riformatore non gradito a proprietari meridionali né a industriali settentrionali)

Giolitti determinò caduta Sonnino e tornò a governo
Questo terzo ministero molto lungo

Maggio 1906 – dicembre 1909

Opera in direzione di riformismo modernizzatore attento a non modificare equilibri tra classi e interessi fondamentali di classi alte

Maggio approvata conversione della rendita dal tasso di interesse del 5% (pesante per casse statali) a 3,75%
Leggi fiscali a favore di Calabria e Sicilia e sgravi fiscali per proprietari

1907 – 1908 crisi industriale per eccesso investimenti e insufficiente assorbimento beni prodotti in tutti i paesi più avanzati e anche in Italia
superata 1908 con soluzione che divenne classica:
maggiore concentrazione di imprese più forti e accentuazione di loro carattere monopolistico

1908 – 1913 tasso di sviluppo moderato rispetto a decennio precedente

1909 di nuovo disavanzo del bilancio dello stato: si riflette nelle agitazioni
1907 molti scioperi

per correggere carattere troppolocale dell’azione delle camere del lavoro, ottobre 1906 nasce confederazione generale del lavoro (CGL)
doveva diventare roccaforte riformista, favorita da prevalenza che riformisti avevano nel PSI fino a 1911

imprenditori ebbero successo analogo:
luglio 1906 a Torino sorse una lega industriale, che nel maggio 1910 divenne confederazione italiana dell’industria (Confindustria)

Campo cattolico dopo scioglimento opera congressi, movimento si riorganizzò 1906 in varie unioni
Murri dà vita a propria organizzazione à quindi scomunicato e finì nelle file dei radicali mentre Sturzo obbedì
Pio X:
strategia à appoggio dato da cattolici a liberali nella lotta contro socialismo e assunzione di un più stretto controllo della gerarchia su movimento cattolico
Murri e Sturzo antigiolittiani (lo consideravano esponente di liberalismo che non aveva cessato di essere trasformista, rimaneva legato a centralismo di tipo francese e privilegiava rapporti con organizzazioni socialiste rispetto a quelle cattoliche)
Antigiolittismo di diverso tipo era quello di alcuni intellettuali italiani che si ispiravano a credo liberista (De Viti De Marco e Einaudi, Alberini, Salvemini à lo accusa di non far nulla per questione meridionale)
Economisti liberisti contrari a lui perché aveva rinnovato il protezionismo doganale che danneggiava consumatori con innalzamento artificiale dei prezzi e poneva patologicamente settori produttivi industriali e agricoli sempre più parassitari, gravanti su finanza pubblica (Pareto polemica antiprotezionista)

Croce 1903 fonda La Critica: appoggia operato di Giolitti
Prezzolini fonda nel 1903 con Papini rivista antidemocratica e antigiolittiana Il Leonardo e nel 1908 La Voce, critica verso giolittismo ma con limiti definiti
Di impronta nettamente antigiolittiana fu movimento nazionalista 1903, corrente con fermenti ideologico – culturali del Leonardo e della rivista del 1903 fondata da Corradini Il Regno
Corradini guardava alla nuova realtà dell’imperialismo e a necessità dell’espansionismo coloniale

Dicembre 1910 movimento nazionalista si costituì in Associazione nazionalista italiana (Federzoni, Coppola) faceva propri motivi letterari di D’Annunzio, motivi letterario – ideologico – storiografici (Oriani) con critica a mediocrità di Italia liberale e rivalutazione crispismo e espansionismo coloniale, motivi di corrente futuristica (Martinetti) guerra come igiene del mondo

Marzo 1909 elezioni segnano rafforzamento socialisti

Dopo che camera non approvò alcuni progetti di legge, dicembre 1909 Giolitti dà dimissioni
Sonnino forma suo secondo ministero

Dicembre 1909 – marzo 1910

Sostituito da luogotenente di Giolitti Luigi Luzzati
Marzo 1910 – marzo 1911 à estensione suffragio universale a tutti alfabeti
Fatto che Giolitti si espresse per suffragio universale maschile, scavalcando progetto di riforma di Luzzati, srgnò fine ministero e ritorno Giolitti con quarto ministero marzo 1911 – marzo 1914
Motiva suffragio con esigenza di dare a paese rappresentanza sincera e completa. Concedendolo pensava non a torto di attenuare opposizione socialisti a guerra per conquista Libia
Giolitti formando lista dei ministri riprese progetto del 1903 di scindere partito socialista e trasformare ala riformista in formazione ministeriale ma anziché a Turati si rivolse a Bissolati che rifiutò con motivazioni analoghe ma prese parte a consultazioni su invito del re , tra proteste di socialisti non riformisti

Allora Giolitti affermò a Camera che partito socialista era assai più moderato rispettoa passato e che Carlo Marx era stato mandato in soffitta

All’inizio del ministero approvate leggi tra cui quella del suffragio:
la legge Daneo – Credaro à ristruttura istruzione elementare ponendola sotto controllo dello stato e migliorò stipendi maestri
la legge che stabiliva monopolio statale delle assicurazioni sulla vita
la legge su suffragio universale maschile à corpo elettorale esteso anche a analfabeti con più di 30 anni. Approvata 25 maggio 1912

Giolitti si volge a impresa libica:
piano internazionale voleva parare pericolo che Libia cadesse sotto sovranità di altra potenza europea
piano interno voleva soddisfare ambienti della finanza vaticana che avevano interessi economici nel territorio libico attraverso il Banco di Roma; settori del capitalismo finanziario che miravano a penetrare nel medio oriente e nell’Africa settentrionale; settori dell’industria pesante interessata a aumento spese militari; settori nazionalistici

 

campagna imperialistica inizialmente ha successo
nazionalisti parlavano di ritorno di Roma imperiale, cattolici di crociata cristiana, socialisti rivoluzionari (Labriola) si accordarono
partito socialista diviso e indebolito
solo sinistra era contraria
sciopero generale contro guerra
Romagna eccezione: socialista rivoluzionario Mussolini e repubblicano Nenni promossero agitazioni di piazza

Guerra iniziata settembre 1911 contro Turchia sotto cui sovranità si trovava Libia, terminò ottobre 1912

Congresso di Reggio Emilia luglio 1912 Mussolini assurto a guida rivoluzionari mise in stato d’accusa Bissolati e seguaci determinandone espulsione

Ottobre 1913 prime elezioni a suffragio universale maschile (donne solo nel 1946) in difficile situazione economica: Italia investita da crisi di carattere internazionale che allargava area della disoccupazione

Intervento elettorale di quasi totalità degli adulti preoccupò liberali privi di organizzazione capace di mobilitare masse e di struttura partitica moderna che avevano solo socialisti

In soccorso a liberali vennero cattolici
Presidente dell’unione elettorale cattolica, Gentiloni, invitò i candidati liberali (cattolici non presentarono proprie liste) a sottoscrivere un Patto (patto Gentiloni) in cui si chiedeva in cambio del voto di opporsi nella nuova camera a ogni legge (divorzio, insegnamento..) che potesse ledere interessi dei cattolici
Aiuto cattolico salvò liberali da sconfitta

Giolitti mise in moto la macchina dei prefetti e della polizia e la stessa mafia per intimidire opposizioni con violenze

Risultati videro però affermazione dei socialisti che ottennero 79 deputati
Gentiloni poté rivendicare che su 304 deputati liberali 228 avevano firmato il suo patto

Disegno giolittiano fondato su maggioranza parlamentare docile cozzava contro svolta in senso radicale dei socialisti, contro agitazione antidemocratica e antiliberale dei nazionalisti, contro nuovo ruolo dei cattolici, contro divisioni interne al campo liberale

 

Giolitti stesso indicò come successore Calandra, pugliese liberale di destra di tendenze autoritarie legato a agrari meridionali ma gradito anche a grande industria

Suo ministero marzo 1914 – giugno 1916 diede prima prova importante nella repressione di agitazioni giugno 1914

Nelle marche e in Romagna movimento di protesta diretto da Mussolini, Nenni, Malatesta: si giunse a veri scoppi insurrezionali a carattere rivoluzionario e repubblicano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA PRIMA GUERRA MONDIALE

 

Contrasti tra Francia e Germania e tra Austria e Russia
Germania e Austria ruolo aggressivo e che siano state loro a provocare guerra fu risultato di continue disfatte diplomatiche subite da tedeschi dopo formazione dell’Intesa

Germania frustrata
Gran Bretagna e Francia possedevano i 2 più grandi imperi coloniali del mondo à soddisfatte quindi atteggiamento più conservatore e pacifista
Germania desiderosa di confrontare sua splendida macchina militare di terra con eserciti più deboli dell’Intesa quindi pronta a scatenare guerra prima che Intesa portasse a termine riarmo

Questo spiega atteggiamento tedesco luglio 1914 à crisi Sarajevo in Bosnia che fu scintilla che diede fuoco alle polveri

Quando guerra scoppiò imperialismo era in Europa male comune e non c’era potenza con vocazione pacifista
In Bosnia si trovavano di fronte austriaci e serbi

28 giugno 1914 arciduca Francesco Ferdinando erede a trono austro ungarico e sua moglie assassinati a Sarajevo in attentato da studente bosniaco che intese colpire il più energico esponente delle mire aggressive dell’Austria contro Serbia

in Austria indignazione enorme e si trasforma incidente in occasione per liquidare la Serbia. Germania appoggia Austria che per trovare casus belli 23 luglio diresse a Serbia ultimatum in cui si indicavano termini la cui accettazione avrebbe posto Serbia in posizione di stato satellite
Austria rifiuta ogni compromesso

28 luglio la attacca dopo aver respinto con Germania un tentativo di mediazione inglese

Russia prese misure militari in appoggio a Serbia 30 luglio proclama mobilitazione generale

Germania interviene indirizzando a Russia ultimatum 31 luglio in cui si chiedeva di revocare mobilitazione ma non accetta

1 agosto Germania mobilita e dichiara guerra a Russia
Francia mobilita stesso giorno prima di dichiarare neutralità in conflitto tedesco – russo (che se accettato avrebbe significato fine dell’Intesa)
3 agosto Germania dichiara guerra a Francia dopo aver inviato brutale ultimatum al neutrale Belgio in cui minacciava guerra se non avesse offerto passaggio a truppe germaniche

3 agosto Italia proclama neutralità dicendo che triplice aveva carattere difensivo e non offensivo
anche Romania neutrale

ultima a intervenire Gran Bretagna à rendendosi conto che vittoria tedesca in Europa avrebbe portato a dominio Germania 4 agosto con motivazione che tedeschi avevano violato neutralità del Belgio dichiarò guerra a Germania

PRIMA GUERRA MONDIALE ERA COMINCIATA

Eserciti immensi alimentati da potenza industria moderna, appoggiati da apparato propagandistico come stampa quotidiana e strati di intellettuali

Da agosto 1914 a novembre 1918

Potenza flotta inglese à quella tedesca poteva poco a confronto
Quindi Gran Bretagna fu in grado di isolare Austria e Germania da tutti paesi extraeuropei tagliando loro rifornimenti sia in materie prime per industria sia in prodotti alimentari quindi dovettero contare sulle loro forze

Gran Bretagna mise a disposizione di potenze alleate capitali e risorse del suo impero

USA prima potenza industriale sostengono campo antitedesco
Anche Giappone, che entra in guerra 15 agosto 1914 e si impadronisce di possedimenti tedeschi in Cina

Italia divisa da Austria da contrasto di interessi per terre irredente e la Dalmazia in più aveva ottimi rapporti con Gran Bretagna e ne temeva potenza navale nel Mediterraneo

Calcoli Germania erano dominati dalle lezioni della vittoria che aveva ottenuto 1870 – 71 nella guerra contro Francia sconfitta in poco tempo
Suo obiettivo era diventare con rapida vittoria potenza mondiale e dominatrice d’Europa
Non valutò ampiezza delle forze che Gran Bretagna era in grado di mobilitare nel mondo e come nell’eventualità di guerra lunga, superiorità delle risorse di campo avversario

Imperialismo e nazionalismo erano diventati grandi ideologie di massa
Ogni paese scoprì nella guerra la sua missione storica
Annientamento del nemico diventò servigio a progresso e a civiltà
Ogni governo fece credere a opinione pubblica del proprio paese di essere vittima dell’altrui aggressione

Partiti socialisti dei grandi paesi europei occidentali coinvolti nella guerra si rivelarono nel luglio – agosto 1914 strutture integrate nelle singole società nazionali
Appoggiati da sindacati sostennero in tutti i paesi dove costituivano partiti di massa i propri governi

Solo partito serbo e socialisti di tutte le correnti in Russia si oppongono a guerra ma anche in Russia maggioranza dei socialdemocratici, salvo bolscevichi, e dei socialrivoluzionari si mostrarono disposti a collaborare a difesa nazionale

Seconda internazionale comunista era in stato di fallimento

Inizio guerra superiorità degli eserciti degli imperi centrali era notevole
Germania aveva esercito disciplinato comandato da corpo di ufficiali selezionato e dotato di artiglieria pesante senza eguali

Austria esercito bene armato ma soffriva della sua composizione multinazionale e del retaggio dei contrasti che ne derivavano

 Campo opposto:
Francia esercito preparato con artiglieria leggera superiore alla tedesca

Russia esercito male armato e ufficiali univano a arroganza scarsa efficienza tecnica
Sua forza era il numero in guerra però in cui artiglieria e mitragliatrici uccidevano uomini in massa

Gran Bretagna esercito di terra ridotto

Tutti stati maggiori contavano su guerra breve
Stato maggiore germanico era entrato in guerra sulla base del piano Schlieffen che rispecchiava illusoria speranza di poter concludere guerra europea tenendo fuori impero britannico e di poter schiacciare Francia e Russia in 2 o 3 mesi grazie a potenza d’urto di armate tedesche che dovevano essere dirette prima, violando neutralità belga, contro Francia poi esercito vittorioso si sarebbe diretto contro Russia

Inizio guerra conferma previsioni tedesche
4 agosto esercito germanico penetra nel Belgio, travolto e punta verso Parigi
3 settembre governo francese abbandona Parigi e si trasferisce a Bordeaux

esercito francese si dispose su rive della Marna e generalissimo Joffre ordina a truppe resistenza a oltranza
battaglia della Marna 6 – 12 settembre arrestò slancio tedesco e permise prima controffensiva dei francesi che bloccarono tedeschi e li fecero arrestare
fronte occidentale si arrestò lungo l’Aisne, la Vesle e le Argonne
esercito francese evitò distruzione e tramontò piano tedesco di trasferire, sconfitta Francia  parte delle forze germaniche contro Russia

iniziava guerra di logoramento à costruzione trincee

Francia poteva aspettare aiuto di Gran Bretagna
Piano Schlieffen era fallito

Russi iniziano in agosto penetrazione nella Prussia orientale ma sconfitti nelle battagli di Tannenberg 27 – 30 agosto e dei Laghi Masuri 8 – 10 settembre

Russi successi contro Austria costretta a evacuare Galizia
Nonostante sconfitta sforzo russo importante perché costringe tedeschi a distrarre forze dal fronte occidentale, favorendo resistenza vittoriosa dei francesi

Fine ottobre imperi centrali ottengono intervento nel conflitto di Turchia à esercito russo costretto a dividere forze e imperi centrali assumono controllo della zona degli Stretti

Tedeschi vogliono tagliare Inghilterra da Francia
Tedeschi mirarono a assumere controllo dello stretto di Dover e puntarono su Dunkerque e Boulogne
Ma nelle battaglie delle Fiandre nei pressi di Ypres e dell’Yser 15 ottobre – 15 novembre non riuscirono a spezzare resistenza di alleati franco – britannici

Fine 1914 su fronte occidentale guerra era diventata di trincea lungo 800 km da Fiandre fino a frontiera svizzera
Flotta britannica metteva in atto il blocco alla Germania i cui rifornimenti dai paesi neutrali diventarono difficili

Tedeschi e austriaci decisero offensiva contro Russia che risentiva della mancanza di industria capace di assicurare necessari rifornimenti
Russi respinti con grandi perdite e tra maggio e settembre cacciati da Polonia, Galizia, Bucovina e respinti fino alla Beresina

Mentre Italia dichiarò guerra a Austria contribuì a alleggerire pressione subita dai russi  

Italia col fatto di dichiarare neutralità 3 agosto 1914 aveva dimostrato quanto poco solida fosse alleanza con Austria da cui la dividevano questione delle terre irredente e i contrasti sui Balcani su cui anch’essa nutriva aspirazioni egemoniche

E evidenzia propria inadeguata preparazione militare già emersa nella guerra libica

Con neutralità Italia si era attenuta alla lettera del trattato della triplice à prevedeva che in caso di guerra le potenze alleate si informassero dei propri obiettivi e discutessero dei compromessi
Austria aveva dichiarato guerra a Serbia lasciando Italia all’oscuro di tutto quindi scarsa considerazione

Maggiori forze politiche italiane favorevoli a neutralità

Liberali giolittiani temevano intervento per impreparazione militare
Settori dell’industria 1914 – 15 ritenevano che neutralità avrebbe consentito di fare affari rifornendo i campi opposti
PSI esprimeva opposizione contadini e operai alla guerra
Socialisti non avrebbero partecipato all’unione sacra di tutte le classi sociali per lo sforzo bellico
Cattolici rappresentavano vaticano e esigenze pacifiste delle masse e loro simpatie andavano a cattolica Austria e a monarchia germanica e avversione a Francia laica

A favore interventisti democratici, ala di non grande peso politico, animati da spirito mazziniano
Alcuni capi del sindacalismo rivoluzionario
Nazionalisti interventisti di destra (interventista Mussolini)
Liberali antigiolittiani

Da connubio tra liberali antigiolittiani e nazionalisti uscì forza che pur minoritaria trascinò Italia in guerra
Quindi passaggio da neutralità a intervento deciso al di fuori di opinione pubblica e del Parlamento, dal governo e dalla corte con appoggio esterno dei nazionalisti

Salandra capo del gabinetto seguì prima politica di patteggiamenti in tutte le direzioni ma logica stessa degli interessi spingeva Italia nel campo dell’Intesa
Italia aveva rivendicazioni (Trieste, Trento, dominio dell’Adriatico, influenza nei Balcani) che per essere soddisfatte richiedevano che Austria facesse sacrifici che non intendeva fare
In più pericolo che nell’eventualità di vittoria Austria non tenesse fede ai patti
A Intesa non costava nulla soddisfare richieste Italia  indirizzate contro un nemico

Ministro degli esteri italiano Sonnino dapprima filotedesco, inizia trattative con Intesa mentre erano in corso trattative con Austria

26 aprile 1915 firmato a Londra trattato:
Italia si impegnava a entrare in guerra entro un mese
Segreto fino a 1917 a parlamento e opinione pubblica
Sanciva unione a Italia di terre popolate da italiani  e soggette a Austria ma negava principio nazionale e assumeva aspetto imperialistico (prevedeva estensione dominio italiano su territori non italiani)

A Italia promessi:
Trentino
Tirolo cisalpino fino al Brennero (comprendente popolazioni tedesche)
Trieste
Gorizia
Istria fino al Quarnaro
Protettorato sull’Albania
Dodecaneso
Per distruzione impero turco bottino carbonifero di Adalia
Compensi coloniali
Gran Bretagna concedeva crediti
Quindi andava molto al di là delle rivendicazioni territoriali

Giolitti contrario a guerra di fronte al fatto che corona era coinvolta, finì per non opporsi

Governo denuncia 3 maggio triplice alleanza e manovra manifestazioni di piazza (radiose giornate di maggio) per appoggiare intervento già deciso

Funzione delle agitazioni era fare da contraltare a opposizione della maggioranza delle masse lavoratrici
Acclamati da nazionalisti furono i discorsi di d’Annunzio

Difficoltà per governo era che maggioranza parlamentare era neutralista
Ostacolo aggirato da re

Salandra dà dimissioni 13 maggio (mossa tattica), Vittorio Emanuele III le respinge

Parlamento votò 20 maggio pieni poteri al governo in caso di guerra à questo indicava capovolgimento determinato nei liberali giolittiani dal rifiuto di Giolitti di capeggiare attivamente un’opposizione alla guerra, dalle violenze dei nazionalisti e interventisti in genere

23 maggio Italia indirizza ultimatum a Austria
24 maggio entra in guerra contro questa (e non contro Germania)

Italia entra in guerra quando russi stavano subendo rovesci che rafforzarono difese Austria
In realtà italiani con generale Luigi Cadorna figlio di Raffaele che aveva guidato truppe a Porta Pia avevano superiorità numerica e non stanchi
Ma esercito non preparato
Cadorna ordina azioni offensive zona Isonzo e Carso

Fina giugno inizio dicembre 1915 italiani sferrano 4 offensive
à Nessun risultato
fine anno esercito in semicollasso

fronte francese alleati non fecero passi avanti

russi restarono assestati tra il Baltico e il Dniepr
nei Balcani situazione peggiorava per l’Intesa

5 ottobre 1915 Bulgaria a fianco degli imperi centrali aggravando posizione della Serbia

Austria e Germania da una parte bulgari dall’altra invasero il paese
Anche azione inglese negli stretti contro i Turchi iniziata Febbraio con bombardamento Dardanelli e il seguente sbarco nella penisola di Gallipoli fallì

Unico successo alleato fu creazione testa di ponte franco-britannica a Salonicco
1915 si chiude con bilancio favorevole a imperi centrali
ma anche bilancio negativo per fallimento speranze in guerra breve à cominciavano a risentire del blocco navale

risorse dell’Intesa in vista di guerra lunga erano superiori

1916: offensive tedesche sul fronte occidentale, offensiva russa, tentativo Austria di eliminare Italia ma nessuno raggiunse obiettivo di sfondare linee nemiche

21 febbraio 1916 tedeschi attaccano Verdun fino a giugno
Francia comandata da Petain e poi da Nivelle tengono le linee fino a che 22 giugno per alleggerire Verdun i Francesi sotto il comando di Foch e inglesi iniziano combattimenti sul fronte della Somme

Per prima volta nella storia alleati impiegarono i carri armati
Fronte della Somme salvò Verdun
In conseguenza dell’offensiva tedesca contro Verdun il generalissimo francese Joffre in  marzo sollecita Italia e Russia a fare azioni offensive per aiutare francesi

Quindi inizia sul fronte italiano quinta offensiva dell’Isonzo ma nessun obiettivo anzi mancato successo convinse generale austriaco Conrad che fosse possibile vibrare colpo definitivo a Italia
Quindi 15 maggio inizia Strafexpedition
(spedizione punitiva contro alleato traditore) tra lago di Garda e Brenta
Successi iniziali di austriaci

Cadorna e Vittorio Emanuele rivolgono appello di soccorso allo zar

4 giugno Russi passano all’attacco arrivando fino a Carpazi meridionali
intervento truppe tedesche in agosto contengono Russi e evitano capitolazione Austria

successo russi due conseguenze:

  • induce Romania a entrare in guerra a fianco intesa 28 agosto 1916 ma non riesce a resistere a tedeschi (messa fuori combattimento a dicembre)
  • consentono a esercito italiano di passare a contrattacco agosto e conquistare Gorizia

Italia crisi politica

Salandra aveva promesso guerra breve
Strafexpedition mette a nudo impreparazione esercito
Salandra cade

Si forma ministero nazionale con Boselli

Giugno 1916 – ottobre 1917

Sonnino resta agli esteri ma entrano socialisti riformisti Bissolati e Bonomi

28 agosto 1916 Italia dichiara guerra a Germania

fronte Palestina e Mesopotamia (un corpo di spedizione britannico costretto a resa da Turchi Aprile 1916) inglesi iniziano politica in quel settore per assumere controllo dopo sconfitta imperi centrali quindi promotori di rivolta anti turca da parte delle tribù arabe per mezzo di propri agenti (più noto Laurence d’Arabia)

anche 1916 si chiude senza risultati decisivi
questo a favore di Intesa
segno sfavorevole a Germania: battaglia navale 31 maggio 1916 fra flotta britannica e tedesca nello stretto di Skagerrak nei pressi della penisola dello Jutland
altro scacco Germania fallimento aprile 1916 di insurrezione nazionalista anti-inglese in Irlanda

governi e stati maggiori di tutti i paesi erano stati convinti di rapida conclusione guerra che era diventata carneficina

considerando trincea condizione provvisoria in attesa di offensive risolutive stati maggiori degli eserciti gettavano sempre nuovi uomini e mezzi
arma terribile: gas ma non fu decisiva
importanza ebbe aviazione

necessità di alimentare immensi eserciti rende indispensabile affiancare a  guerra delle armi quella delle industrie
nonostante qualità industrie tedesche inferiorità rispetto a Gran Bretagna e Francia
blocco navale rende difficile rifornimento: Germania risponde mobilitando risorse interne

donne impiegate molto
stato assoggetta al proprio controllo produzione
produzione per esercito fu fonte di profitti per grande industria e speculazione (i cosiddetti pescecani di guerra) la cui ricchezza contrastava con miseria masse

carneficine senza vittoria mutano orientamento spiriti verso guerra e suo significato
viene meno ondata patriottismo

governi e comandi militari alimentavano con stampa filogovernativa correnti del più acceso nazionalismo e bellicismo e riprendono vigore pacifismo umanitario a antimperialismo socialista
prime manifestazioni di questo orientamento furono conferenza di Zimmerwald settembre 1915 indetta dai partiti socialisti italiano e svizzero e conferenza di Kienthal aprile 1916 con maggioranza favorevole a pace senza annessioni e senza indennità e minoranza tra cui Lenin che chiedeva che guerra imperialistica fosse trasformata da proletariato in guerra civile per porre fine a capitalismo e edificare socialismo

per sostenere sforzo bellico accentramento in senso autoritario dello stato
pianificazione economica e autoritarismo politico danno inizio a processo di interventismo da parte dello stato e messa in crisi di istituzioni liberali e parlamentari 

dicembre 1916 Guglielmo II fa offerte di pace à manovra a scopo propagandistico per contrastare immagine Germania come responsabile di guerra

intesa la respinge e proclama che non c’è soluzione se non vittoria totale su imperi centrali

quindi tedeschi si propongono di spezzare blocco navale britannico con la guerra sottomarina illimitata: sottomarini tedeschi avrebbero colpito senza preavviso le navi

questa decisione suona come minaccia diretta nei confronti di principale fornitore di Gran Bretagna e Francia: Stati Uniti
già maggio 1915 tedeschi avevano affondato transatlantico inglese Positania provocando tensione con Stati Uniti
ma decisione tedesca di scatenare guerra sottomarina da 1 febbraio 1917 provoca entrata in guerra di Stati Uniti 6 aprile 1917

questo rafforza intesa
Wilson rieletto presidente novembre 1916 proclama che bisogna porre fine a governi autoritari di imperi centrali
Maggio Wilson introduce servizio militare obbligatorio in Stati Uniti

Ma al di là di buoni propositi Stati Uniti entrano in guerra spinti da interessi: guerra sottomarina minacciava commerci Stati Uniti con paesi dell’ Intesa in più capitale finanziario americano cosciente che sconfitta avrebbe cancellato crediti che paesi coalizione antitedesca avevano maturato verso di essa e che vittoria tedesca avrebbe rafforzato capitalismo tedesco

Ingresso Stati Uniti ha valore perché avviene mentre Russia stava cedendo
Esercito Russia soffriva di penuria rifornimenti
marzo 1917 a Pietrogrado scoppia rivoluzione: caduta zarismo e proclamazione repubblica
esercito russo andava disgregandosi per tendenze pacifiste

tedeschi con guerra sottomarina convinti di mettere in ginocchio Gran Bretagna e dopo intervento Stati Uniti ritengono di poter vincere prima che aiuto Stati Uniti acquistasse peso ma fallimento

aprile blocco a Berlino nelle fabbriche di armamenti: sciopero che provoca fermenti masse tanto che socialdemocrazia tedesca accentua sua azione per pace
Abbattimento zarismo in Russia toglie fondamento alla guerra come guerra contro la barbarie zarista
Intervento Stati Uniti preoccupante
Socialdemocratici di fronte a scissione interna in Aprile da tendenze pacifiste della sinistra del partito culminata nella fondazione di nuovo partito: USPD (partito social democratico indipendente di Germania)
Cancelliere diventa Georg Michaelis: Germania adotta ancora come strada per uscire da difficoltà quella della vittoria militare

Inebriati da cedimento Russia tedeschi contano di mettere fuori campo Francia e Gran Bretagna
Tentativo dell’esercito russo di riprendere offensiva in Galizia fallimento

Per timore che guerra sconvolgesse istituzioni esistenti e portasse rivoluzione sociale papa Benedetto XV si fa promotore di iniziative di pace

Vaticano impensierito da catastrofe che regnava nell’impero asburgico il più antico impero cattolico

Anche in Austria opposizione: nuovo imperatore Carlo I succeduto novembre 1916 a Francesco Giuseppe aveva fatto marzo 1917 tentativi di pace separata

Su piano militare grande avvenimento 1917 fu crollo fronte russo

Offensiva lanciata sull’ Aisne aprile da generale Nivelle fallisce e porta a sostituzione con Petain
Emerge volontà pacifista
Risposta in Francia di forze che sostenevano vittoria totale e denunciavano pacifismo fu ascesa al potere novembre 1917 di Clemenceau àguerra fino alla vittoria totale

Così emergere in Germania di Hindenburg e Ludendorff e Clemenceau dimostrava che campi opposti lottavano per annientamento nemico senza altre ipotesi

Estate 1917 entra in guerra a fianco dell’Intesa la Grecia

Anche in Italia come in Francia il pacifismo o disfattismo avanzava
Governo Boselli debole
Partito socialista attaccato alla formula del non aderire ne’ sabotare di compromesso
Condotta della guerra affidata a Cadorna era ispirata a disinteresse per vita di uomini e faceva affidamento sulla più dura disciplina quindi rivolta truppe
Masse lavoratrici stanche àsi giunge a Torino agosto 1917 a insurrezione per mancanza di generi alimentari. Partito socialista la difende ma viene repressa

Ottobre esercito italiano: disfatta che sembrò segnare sconfitta definitiva
24 ottobre rafforzati da sette divisioni tedesche sfondano linee italiane nei pressi di Caporetto e penetrano in profondità per 150 km
ritirata diventa rotta disordinato quindi austro tedeschi fanno prigionieri e bottino
Cadorna parla di viltà dei soldati
Anche socialisti riformisti Turati e Trevers esortano a resistenza

Governo Boselli cade e sostituito da uno presieduto da Vittorio Emanuele Orlando da ottobre 1917 a giugno 1919
Cadorna sostituito da generale Diaz
Sul piano militare dopo rotta che apriva al nemico porte all’irruzione nella pianura padana esercito contiene offensiva austro tedesca
Sul monte Grappa e sul Piave gli italiani con aiuti franco britannici opposero resistenza
Vuoti umani riempiti richiamando leva del 1899
Austriaci raggiunto massimo del loro slancio offensivo grazie a truppe e materiali possibile per crollo fronte russo furono fermati

1917 campi opposti decidono di lottare per vittoria finale
questa volontà ha riscontro nelle linee di governi:
Hindenburg e Ludendorf esercitano supremazia  incontrastata su potere politico (a Michaelis succede Hartling altrettanto debole)
Gran Bretagna dicembre 1916 Lloyd Gorge ha tutto potere fino a fine guerra
Francia novembre 1917 Clemenceau stabilisce propria dittatura

Stati Uniti Wilson aveva poteri

Italia governo Sonnino energico
Vogliono vittoria totale e annientamento nemico

Sviluppi interni di rivoluzione in Russia con passaggio da fase democratico borghese a bolscevica ha come effetto portare paese fuori dalla guerra

Bolscevichi 6-7 novembre 1917 dichiarano impossibilità di resistere e trattano con tedeschi pace firmata 3 marzo 1918 a Brest-litovsk
Uscita Russia da guerra provoca quella di romania 7 maggio 1918

Si stabilisce cessione da parte della Russia di Polonia Estonia Lettonia Lituania, riconoscimento indipendenza di Ucraina
A tedeschi pare garanzia di vittoria decisiva e volgono forze contro occidente
Tra 21 marzo e 17 luglio 1918 tedeschi rinnovano offensive in Piccardia e nella Champagne

Ma fronte occidentale non cede
Franco britannici riorganizzano i loro stati maggiori affidando comando supremo a generale francese Foch
Stati Uniti accelerano invio truppe

Tedeschi successi parziali senza raggiungere obiettivo dello sfondamento: conquista Parigi o Calais così da tagliare inglesi da francesi
15 luglio sferrano ultimo colpo e attaccano in direzione della Marna (II battaglia della Marna dopo quella del 1914)
Foch 17 luglio contrattacca costringendo tedeschi a indietreggiare

Inglesi francesi e americani:superiorità di mezzi

Tedeschi subiscono tra metà luglio e metà agosto prima grande disfatta: battaglia di Amiens 8-11 agosto breccia nelle linee tedesche àgiornata nera di esercito tedesco

 

 

14 agosto Guglielmo II considera possibilità di trattative di pace ma alleati pretendono capitolazione imperi centrali
situazione tedesca aggravata da vicino collasso impero austroungarico Turchia e Bulgaria loro alleati
in Siria e Palestina disfatte dei turchi, Bulgaria capitola 26 settembre 1918

francesi e inglesi poterono contare in agosto su appoggio di un milione di soldati americani e aiuto materiale di Stati Uniti
tedeschi non in condizione di resistere
costretti a sgomberare da Francia del nord e Belgio occidentale àriflessi nella politica interna: Guglielmo II nell’ombra, inizio ottobre si forma governo con principe Max Von Baden di orientamenti democratici che chiede avvio trattative conoscendo avversione di Wilson per imperatore

fa approvare 28 ottobre riforma costituzionale che introduceva pieno parlamentarismo poiché rendeva cancelliere responsabile di fronte a organo legislativo e non più di fronte a solo imperatore
con queste riforme nuovo governo sperava di poter salvare istituto monarchico e avviare trattative mentre esercito era ancora compatto e territorio nazionale non ancora invaso
ma piano fatto fallire da Guglielmo II che rifiuta di abdicare

31 ottobre armistizio di turchi con potenze alleate
ottobre dissoluzione impero Austria
a Praga nazionalisti proclamano repubblica cecoslovacca
a Zagabria costituito stato iugoslavo
ungheresi danno vita a repubblica indipendente

in giugno austriaci avevano tentato ultimi attacchi contro Italia ma respinti su linea del Piave sia nell’adriatico

24 ottobre generale Diaz ordinò offensiva generale e a Vittorio Veneto imperiali subirono disfatta definitiva

crollo Turchia e Austria accelera crisi Germania
tra 28 ottobre e 6 novembre movimento rivoluzionario nella flotta e nell’esercito
8 novembre a Monaco proclamata repubblica
9 novembre proclamata a Berlino da socialdemocratici che danno vita a governo provvisorio 

tra 9 e 10 novembre Guglielmo II fugge in Olanda
11 novembre 1918 delegazione tedesca firmava armistizio con alleati

 

3 novembre Austria aveva firmato armistizio con Italia a Villa Giusti vicino Padova
11 novembre imperatore Carlo abdica
in Austria proclamata repubblica

era finita la I guerra mondiale: bilancio vite umane fra combattenti poco meno di 10 milioni di morti

8 gennaio 1918 presidente Wilson in messaggio al congresso indica in 14 punti i pilastri su cui avrebbe dovuto essere avviata la ricostruzione del mondo:

  • abolizione diplomazia segreta così da consentire pubblico controllo sugli accordi internazionali dei governi
  • libertà dei mari
  • soppressione nei limiti del possibile delle barriere economiche e libertà commerciale generale
  • riduzione armamenti all’estremo limite compatibile con sicurezza interna del paese
  • composizione libera in uno spirito largo e imparziale di tutte le rivendicazioni coloniali, tenendo conto dei diritti delle popolazioni interessate
  • evacuazione territori russi e rispetto delle decisioni della Russia in materia politica e nazionale
  • restaurazione della piena sovranità del Belgio
  • riparazione del torto fatto alla Francia dalla Prussia 1871 e quindi restituzione Alsazia e Lorena ai francesi
  • rettifica delle frontiere italiane secondo i principi di nazionalità
  • sviluppo autonomo dei popoli dell’Austria-Uungheria
  • riconoscimento dei diritti della Romania, Serbia e Montenegro e garanzie per la loro indipendenza politica e economica e integrità territoriale
  • autonomia zone non turche dell’impero Ottomano; apertura dei Dardanelli alle navi di tutti i paesi
  • creazione di uno stato polacco indipendente
  • creazione di una società delle Nazioni

Wilson era portavoce consapevole di interessi Stati Uniti

Se introdotte la libertà commerciale e conciliazione attraverso pacifiche mediazione dei contrasti avrebbero sancito superiorità Stati Uniti ma respinto da circoli imperialistici europei che volevano allargare il loro dominio e da ali rivoluzionarie del socialismo che ritenevano utopiche la riforma democratica del capitalismo e l’apertura di un’era pacifica perdurante il capitalismo stesso

 

18 gennaio 1919 conferenza di pace a Parigi: Francia voleva annichilimento potenza tedesca per rendere impossibile invasione del proprio territorio e volevano che finanziasse ricostruzione loro paesi
inglesi avevano conseguito tutti obiettivi:
distruzione flotta tedesca
successione nella maggior parte delle colonie già tedesche
controllo ferrovia di Bagdad
eliminazione Germania come concorrente su mercati internazionali
quindi Gran Bretagna era soddisfatta
suoi interessi imperialistici erano nell’America centro-meridionale e nel Pacifico quindi Wilson poteva sostenere ruolo di pacificatore dell’Europa

conferenza generale per la pace a Parigi 18 gennaio 1919 à partecipazione 32 paesi e esclusione vinti che dovevano firmare quanto stabilito da vincitori

28 giugno 1919 firmato trattato di pace con Germania a Versailles nella reggia dove 1871 prussiani avevano proclamato impero germanico
Germania ritenuta responsabile della guerra:

  1. riduzione forze armate a 100.000 uomini fra soldati e ufficiali
  2. riduzione flotta militare a entità trascurabile per esigenze di difesa costiera
  3. smilitarizzazione zona del Reno
  4. perdita delle colonie e divieto di nuovi acquisti

quindi Germania in balia delle grandi potenze
perdite territoriali:

  • restituzione dell’Alsazia Lorena a Francia con occupazione francese per 15 anni del bacino minerario della Saar
  • cessione alla Polonia di parte dell’alta Slesia, della Posnania e di parte della Pomerania
  • lo Schleswig settentrionale torna a Danimarca
  • cessione colonie

smantellamento economia tedesca fu stabilito:

    • consegna gran parte flotta commerciale e parte navi di futura costruzione
    • fornitura carbone per 10 anni
    • cessione bestiame a Francia e Belgio
    • risarcimento di 132 miliardi di marchi d’oro
    • concessione ai vincitori in materia doganale della clausola della nazione più favorita
    • occupazione per 15 anni della riva sinistra del Reno e smilitarizzazione di fascia di 50 km sulla riva destra. Mantenimento truppe alleate di occupazione ricadeva su finanze tedesche

 

                           pace tra Intesa e Austria firmata 1° settembre 1919 a Saint Germani presso Parigi
in conseguenza delle amputazioni determinate da formazione dei nuovi stati di Cecoslovacchia Polonia e Iugoslavia, da attribuzione della Galizia a Polonia, della Bucovina a Romania, del Trentino fino al Brennero e dell’Istria all’Italia e infine da
scissione dell’Ungheria, Austria si trovò ridotta a un gracile corpo con Vienna quale enorme testa privata di ogni sbocco al mare con industria sproporzionata rispetto al suo mercato.Austria messa sotto protezione del consiglio della Società delle Nazioni: sua indipendenza doveva rimanere un cardine del nuovo ordine

4 giugno 1920 trattato di Trianon fissa condizioni di pace per Ungheria

27 novembre 1919 trattato di Neuilly con la Bulgaria

assai complessa pace con Turchia
trattato di pace firmato a Sevres 10 agosto 1920 assegna a Gran Bretagna controllo Iraq e Palestina e a Francia la Siria

28 aprile 1919 firmato patto che sanciva costituzione della Società delle Nazioni

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA RIVOLUZIONE RUSSA

 

Guerra mondiale mette a nudo arretratezza russa e fa esplodere contrasti sociali al punto di far scoppiare prima rivoluzione socialista
Paradosso della rivoluzione russa: esplode non in un paese capitalistico avanzato come pensava Marx ma in uno poco sviluppato dove però esiste proletariato radicalizzato

23 e 24 febbraio 1917: rivoluzione scoppia a Pietrogrado
si forma un Soviet degli operai e dei soldati
primo governo provvisorio (in attesa dei deliberati di una futura assemblea costituente) guidato dal principe liberale L’Vov
abdicazione zar 2 marzo
dualità dei poteri:il soviet di fronte al governo
masse popolari dominate da social rivoluzionari, bolscevichi e menscevichi
divisione interna di fronte a guerra e a obiettivi rivoluzione
maggio il soviet aderisce al governo
scoppia la jacquerie nelle campagne
Lenin tornato da Svizzera esorta il soviet a pendere tutto il potere (tesi d’aprile)
In luglio governo inizia repressione contro i bolscevichi
Esercito conosce processo di progressiva disgregazione mentre Lenin predica stato democratico proletario e rivoluzione internazionale
Kerenskij prende nelle mani potere
Tentativo controrivoluzionario di Kornilov fermato con l’aiuto dei bolscevichi

Bolscevichi in settembre conquistano la maggioranza nei soviet
Emerge la personalità di Trockij presidente dei soviet di Pietrogrado
In ottobre Lenin si orienta per insurrezione con opposizione di Zinov’ev e Kamenev
24-25 ottobre bolscevichi prendono il potere
fuga di Kerenskij
decreti sulla pace e sulla terra; formazione di un governo dei commissari del popolo presieduto da Lenin
elezione a suffragio universale dell’assemblea costituente che dovrebbe decidere sul futuro istituzionale del paese
grave scacco elettorale per bolscevichi che però hanno maggioranza nei distretti operai
Lenin denuncia assemblea come roccaforte della borghesia e la fa sciogliere dai soldati 18 gennaio 1918
Pace di Brest-litovsk con Germania a condizioni durissime pur di salvare nuovo regime 3 marzo 1918

 

 

LA CRISI DEL DOPOGUERRA.
L’EUROPA FRA CONSERVAZIONE E RIVOLUZIONE

Ungheria: assemblea nazionale proclama 17 novembre repubblica di cui diventa presidente conte Mihaly karolyi, capo del partito dell’indipendenza che aveva guidato lotta per scissione dall’Austria

Governo, una coalizione social democratico borghese era impotente
I socialdemocratici spinti da masse si fondono con comunisti guidati da Bela Kun con programma tendente a stabilire dittatura del proletariato e stabiliva un regime di terrore rosso anti-borghese e anti-aristocratico (all’interno)
Invece all’esterno Ungheria venne a confronto armato con cechi e romeni appoggiati da alleati (specie francesi e italiani)

Russia: marzo 1919 bolscevichi prendono iniziativa di dar vita alla terza internazionale
Necessità di rompere con l’esperienza della seconda internazionale era stato uno dei punti fermi di Lenin fin dal tradimento che aveva portato principali partiti socialisti nel 1914 a schierarsi dietro le bandiere delle proprie borghesie in guerra e a gettare in mare l’intenzionalismo
Compito dell’Internazionale comunista doveva essere guidare la rivoluzione europea e mondiale

Portati a vittoria da partito disciplinato secondo teorie di Lenin, bolscevichi eressero proprio partito a modello rivoluzionario storicamente necessario e di valore universale

Condizioni per adesione a Internazionale fissate in 21 punti il cui riconoscimento divenne obbligatorio: si chiedeva subordinazione dei partiti a decisioni organi direttivi dell’internazionale, preparazione a guerra civile considerata necessaria per rivoluzione, espulsione riformisti, epurazione gruppi parlamentari con esclusione non rivoluzionari

 

Italia: esce da guerra come una delle grandi potenze vittoriose ma in preda a crisi

Suo sforzo gigantesco ma modesto se paragonato a quello di Francia e Gran Bretagna quindi a tavolo pace e delle trattative per compensi i veri grandi europei e Stati Uniti trattano Italia come potenza di secondo rango

In più a differenza di Francia e Gran Bretagna masse popolari non avevano sentito guerra come nazionale e patriottica ma come fonte di sofferenze

Quindi nel 1919 riprende violente polemica tra neutralisti e interventisti
Di fronte a obiettivi di guerra non conseguiti e a crisi i primi misero sotto accusa i secondi che erano divisi tra democratici (Bissolati, Salvemini) soddisfatti per acquisto Trentino e Trieste quindi compimento unità nazionale e interventisti di destra imperialisti che miravano a possesso territori in Dalmazia, di Fiume, di zone Anatolia e ingrandimenti coloniali

A trattative di pace a Parigi Orlando e Sonnino hanno ostilità di Wilson che accusa italiani di pretese che violavano diritti di altre nazionalità (Iugoslavia) e hanno freddezza Clemenceau e Lloyd Gorge che consci di debolezza italiana lasciano inasprire contrasto con Wilson dimenticando promesse del patto di Londra 1915

 

Questione adriatica cioè Dalmazia e Fiume, la prima rivendicata per ragioni espansionistiche contro principi di nazionalità, seconda in quanto popolata da italiani suscita contrasti a Parigi e Orlando e Sonnino abbandonano aprile 1919 la conferenza per poi tornarvi senza aver ottenuta nulla di sostanziale

Quindi presso interventisti, espansionisti e strati borghesi e ex ufficiali si diffonde frustrazione nazionale che li porta a ritenere di aver subito una vittoria mutilata

Nazionalisti inaspriscono tensioni e D’Annunzio 12 settembre 1919 occupa Fiume con reparti militari ribelli proclamandone l’annessione all’Italia

Dopoguerra vide la società italiana mutata:
risparmiatori piccoli e medi vedevano loro capitali polverizzarsi
piccola borghesia si trovava esaltata da patriottismo e orgogliosa da guerra vinta ma impoverita era delusa per crescenti difficoltà economiche e per debolezza Italia nelle trattative con alleati
grande borghesia finanziaria e industriale beneficiaria: sue fabbriche dilatate
stato indebitandosi aveva pagato prontamente
grandi commercianti fornitori dell’esercito avevano speculato accumulando fortune
classe operaia organizzata nei sindacati aveva resistito a ascesa dei prezzi ottenendo aumenti salariali (operai dell’industria)
masse lavoratrici italiane di contadini piccoli proprietari e braccianti vita durissima

timore mutamento sociale diretto da socialisti porta Vaticano a decisione storica
consente formazione di partito di cattolici italiani: Partito Popolare Italiano gennaio 1919 sotto direzione di Luigi Sturzo

loro programma accanto a difesa valori cattolici e richiesta riconoscimento libertà di movimento alle proprie organizzazioni culturali religiose politiche e sindacali chiedevano colonizzazione del latifondo nel quadro della difesa e dello sviluppo della piccola e media proprieta’ considerata miglior baluardo contro socialismo
riforma sistema fiscale
riforma elettorale secondo sistema proporzionale
voto alle donne
abolizione coscrizione obbligatoria
fine stato accentratore burocratico dei liberali e sviluppo autonomie locali e regionali
collaborazione tra capitale e lavoro

partito popolare si presenta su scena nazionale con tutta la forza che proveniva da appoggio parroci e parrocchie, da circoli sociali cattolici da stampa forte da casse rurali e da banche cattoliche

maggiore partito masse restava comunque PSI

 

genesi fascismo:
nella crisi sociale e politica italiana si inserisce azione dell’ex dirigente socialista Mussolini che nel marzo 1919 fonda a Milano i fasci di combattimento

scoppiata guerra si schiera prima su posizioni neutraliste del partito quindi si sposta a favore interventismo convinto che i socialisti con loro neutralismo passivo si avviassero verso posizioni di dottrinarismo inerte

novembre 1914 con fondi forniti da francesi fonda quotidiano Il Popolo D’Italia

fascismo nasce ufficialmente a Milano il 23 marzo 1919 con fasci di combattimento
Mussolini voleva difesa di guerra e di intervento e messa in accusa di classe dirigente liberale in concomitanza di richieste di mutamenti sociali e politici

Programma movimento fascista era poco coerente ma esprimeva bene contraddizioni ceti piccolo borghesi, la loro posizione intermedia fra le grandi classi la volontà di fare concorrenza al socialismo

Fascisti individuano nei combattenti propria base naturale
Dichiarano guerra ai neutralisti
Manifestano sfiducia nel passato rivendicando repubblica, suffragio universale per ambo i sessi, fine costrizione obbligatoria, scioglimento polizia politica, sviluppo libertà politiche e civili, lotta a speculatori, inasprimento fiscale verso ricchi, 8 ore di lavoro, partecipazione lavoratori agli utili delle imprese, disarmo universale, convocazione di una Costituente

15 aprile 1919 durante sciopero generale una colonna di fascisti incendia la sede dell’Avanti! Mussolini assunse la responsabilità

di fronte a crisi che società attraversava classe dirigente e liberale si presentava invecchiata; questa crisi politica coincideva con organizzazione masse in due grandi partiti politici fortemente strutturati

governi liberali del 1919-20 esprimono questa incertezza
giugno 1919 cade governo Orlando
gli succede Francesco Saverio Nitti da Giugno 1919 a giugno 1920

di fronte a impresa Fiume Nitti che la deplorava finì per tollerarla attirandosi insoddisfazione avversari di D’Annunzio e sostenitori

durante il suo governo elezioni generali novembre 1919
dietro pressione socialista e popolare introduce sistema proporzionale che allargava collegi, favoriva partiti di massa e sottoponeva candidati a controllo delle segreterie dei partiti
si adopera perché autorità prefettizie non interferissero nelle elezioni

risultati mettono a nudo crisi liberale

socialisti ottengono 31,86% dei voti con 156 deputati (nel 1913 ne avevano 52)
popolari 20,35% con 100 deputati
su 509 seggi oltre la metà andò quindi ai due grandi partiti di massa
fascisti ottennero meno di 5.000 voti

governo Nitti cade giugno 1920 dopo che per riequilibrare il bilancio totale gravato da peso del prezzo politico del pane ne decise aumento
quindi scioperi
combattuto dai socialisti e non sostenuto dai popolari, avversato dai liberali fu sostituito da Giolitti giugno 1920 luglio 1921

dopo che industriali rifiutano ogni aumento salariale al sindacato dei metallurgici (FIOM) questo proclamò ostruzionismo cioè rallentamento produzione
quando poi officine Romeo di Milano risposero con la serrata (chiusura su iniziativa
padronale) la FIOM 30 agosto decide l’occupazione delle fabbriche

PSI non si sentì di assumere guida di un processo rivoluzionario cui i sindacati erano contrari
Giolitti agì con abilità: rifiuta di affrontare occupazione fabbriche con repressione militare come chiedevano conservatori perché convinto che si sarebbe trasformata in insurrezione politica

Estrema sinistra del PSI diretta da Bordiga e Gramsci vide nella condotta della maggioranza massimalista tutti gli equivoci del massimalismo stesso visto come rivoluzionarismo verbale incapace nei fatti
Borghesia vide nell’atteggiamento di Giolitti specchio della debolezza del liberalismo
Grande industria incominciò a vedere nei fascisti utile strumento da contrapporre a movimento operaio e prese a finanziarli

Misure fatte approvare settembre 1920 da Giolitti con cui fu fissata nominatività dei titoli azionari e aggravate tasse di successione vennero avversate da borghesia e da
Vaticano

Febbraio 1921 Giolitti abolì prezzo politico del pane quindi diminuì il deficit statale

Novembre 1920 elezioni amministrative: i due partiti di massa hanno affermazione
Giolitti il cui piano riformistico era ormai messo in crisi reagì a squadrismo fascista in modo analogo a liberali e borghesia
Riteneva di potersi servire di fascismo come strumento per reprimere estremismo socialista e creare condizioni adatte a rinvigorire stato liberale riassorbendo poi i fascisti nella prassi parlamentare tradizionale
Sperava di poter ancora coinvolgere socialisti e popolari in strategia guidata da liberali rafforzati da indebolimento classe operaia

In effetti 1921 svolta decisiva nella crisi dello stato liberale e emerse che crisi avrebbe avuto sbocco di destra
Gennaio a congresso di Livorno scissione ala estrema sinistra PSI nasce partita comunista d’Italia

Ipotesi era che solo una direzione inadeguata impedisse rivoluzione italiana e che fosse il momento di costituire direzione rivoluzionaria
Influenza comunisti su proletariato rimane inferiore però a quella del PSI e dei sindacati

Mussolini si era reso conto che il movimento operaio perdeva di slancio e gennaio 1921 secondo il suo opportunismo fa una professione di fede nei valori insostituibili del capitalismo

Crisi economica: produzione industriale ribasso per rialzo prezzi internazionali delle materie prime
Segue disoccupazione con volontà industriali di abbassare salari
Timore disoccupazione agisce su classe operaia stanca e numero scioperi diminuisce

Quindi Giolitti promotore di mediazione tra forze politiche e sociali e di leggi che colpivano su piano fiscale i grandi profitti era sempre più sgradito a industriali e agrari che guardavano con simpatia Mussolini convertitosi ai valori del capitalismo

Giolitti non sostenuto neanche da socialisti

 

Sentendo traballare la sua maggioranza in Parlamento Giolitti fa sciogliere camere e
indice nuove elezioni maggio 1921

Segnano accettazione fascismo negli schieramenti di classe dirigente
Come nelle elezioni amministrative novembre 1920 sono formati blocchi nazionali per far fronte ai due grandi partiti di massa e i fascisti inclusi da Giolitti convinto di poterli riassorbire e condizionare

Socialisti da 156 seggi scendono a 122
Comunisti 16
Partito Popolare 107
Partiti conservatori 275(tra cui 35 fascisti e 10 nazionalisti)

Giolitti rinuncia a formare il Governo

La caduta indica che lo stato liberale si avvia verso crisi decisiva

 

 

 

Gran Bretagna e impero: ventennio anni ’20 e 1939 (seconda guerra) Gran Bretagna e Francia periodo che ne frustrò aspirazioni a restare grandi potenze mondiali

Rapporto Gran Bretagna con medio oriente, Egitto, India

Nella Palestina ovest del Giordano inglesi devono affrontare difficile questione di rapporti tra arabi e ebrei, questi ultimi secondo scopi dell’agitazione sionista iniziata anni 90 ad opera di Herzel aspiravano a fondare in Palestina uno stato ebraico e avevano ricevuto un avallo ufficiale con la dichiarazione Balfour 1917 in base a cui Gran Bretagna si era espressa in modo favorevole a piani sionisti
Quindi l’emigrazione ebraica verso Palestina si intensifica
Nuovi insediamenti ebraici creano però tensioni con arabi residenti

Egitto 1914 diventa protettorato degli inglesi sanzionando così controllo da essi assunto nel 1882
Questa decisione stimola agitazione nazionalista e per smorzarla  1922 Gran Bretagna trasforma paese in un regno di cui 1936 venne riconosciuta indipendenza pur mantenendo essa controllo su canale di Suez e Sudan egiziano ma su stesso Egitto

Punto più critico dell’impero britannico rappresentato dall’India

 

Anni guerra emerge figura di leader di nazionalismo indiano Gandhi detto dai seguaci mahatma (grande anima) che svolgeva attività di avvocato in Sud Africa proteggendo lavoratori indiani in miniera
Tornato in India 1915 influenzato da religiosità si mise a capo di lotta per l’indipendenza:
rifiuto terrorismo come arma,non violenza intesa in modo attivo come disobbedienza civile a leggi inglesi, resistenza passiva e boicottaggio

governo britannico affronta nazionalismo indiano con leggi di riforma:
India act 1935
Costituita federazione indiana e allargato suffragio per elezione assemblea legislativa ma paese resta sotto controllo inglese

India si trova a metà tra colonialismo temperato e indipendenza acquistata dai dominions; condizione che non poteva essere accolta da movimento nazionalista che era unito nella volontà di lottare per indipendenza senza limitazioni

 

Francia 6 febbraio 1934 destre tentano marcia su Parlamento per arrivare a colpo di stato ma repressione
Minaccia pericolo reazionario dell’estrema destra portano a formazione di un fronte popolare basato su alleanza socialisti comunisti e radicali di sinistra

Partiti del fronte popolare ottengono nelle elezioni di aprile-maggio 1936 grande vittoria
Ne esce governo presieduto da Leon Blum leader socialista e formato da socialisti e radical socialisti
Comunisti con capo Thorez lo appoggiano senza entrarvi

Nuovo governo non voleva essere rivoluzionario
Suoi obiettivi erano migliorare con riforme condizione dei lavoratori e combattere pericolo di destra (grande in Europa per avvento nazisti in Germania )

Proletariato francese vide nella vittoria elettorale del fronte popolare inizio di un nuovo corso sociale e molti ritengono giunto momento rivoluzione
Fine maggio inizio giugno pacifico movimento di scioperi e occupazione di fabbriche dilaga intimorendo borghesia e disorientando socialisti e comunisti

Per prima volta nella storia francese padronato con arbitrato governo dovette fare concessioni:
contratti collettivi
retribuzione ferie

 

settimana lavorativa 40 ore
aumenti salariali

comunisti premono perché governo approfondisse opera riformatrice, radicali si oppongono e inclinano a destra quindi difficoltà Blum interne ed esterne:
dopo inizio guerra civile in Spagna tra forze repubblicane e fasciste si trova costretto da Gran Bretagna e da grande borghesia francese a non intervenire cioè non impegnare paese nel soccorso a repubblicani spagnoli, anche qui con opposizione comunisti

lo sciopero del capitale che determinava esodo ormai incontrollabile dei  capitali all’estero determina caduta Blum giugno 1937

gli succede governo presieduto da radicale Chautemps

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’AVVENTO DEL FASCISMO IN ITALIA E LA REPUBBLICA DI WEIMAR

1919-20 in Italia e Germania sorti movimento fascista e nazional socialista

italia elezioni maggio 1921 non danno a Giolitti maggioranza che cercava

ostilità popolari dissensi tra liberali inducono Giolitti a dare dimissioni
gli succede Ivanoe Bonomi luglio 1921-febbraio 1922
durante suo ministero viene meno speranza di costituzionalizzare fascismo

Mussolini entra prima volta al parlamento come uno dei 35 deputati fascisti eletti nei blocchi nazionali
Si diede a stabilire migliori rapporti con forze come Vaticano esercito e monarchia rendendosi conto che fascismo non sarebbe diventato forza  di governo senza accettazione chiesa e re dietro cui stava esercito

Per dimostrare che fascismo era forza politicamente matura e per far constatare indispensabilità di esso per pace civile si fa promotore di patto di pacificazione con PSI E CGL 3 agosto 1921 ma fallì

Violenze ripresero; gli Arditi del popolo organizzazione armata popolare per opporsi a squadre fasciste non trovano sostegno dei partiti dei lavoratori quindi repressi

Al congresso di Roma novembre 1921 si trasforma in Partito Nazionale Fascista
Possibilità astratta di arrivare al governo in grado di affrontare fascismo era dato da accostamento fra i due partiti di massa il socialista e il popolare ma accordo impossibile per sospetti reciproci

Febbraio 1922 cade governo Bonomi

Forma governo Luigi Facta giolittiano, febbraio-ottobre 1922

 

1922 fascismo si organizza su piano sindacale cogliendo successi di violenze condotte contro movimento operaio
impotenza governo evidente: 31 luglio alleanza del lavoro che riuniva organizzazioni politiche e sindacali delle sinistre fino a comunisti proclama sciopero generale per la libertà contro terrorismo fascista
Turati definisce sciopero legalitario ma insuccesso: fascisti scatenano violenta offensiva

Ottobre precipita la crisi definitiva dello stato liberale
intanto PSI che con comunisti era unica forza reale antifascista arriva a nuova scissione dopo quella gennaio 1921
maggioranza massimalista guidata da Serrati nel congresso 1-4 ottobre a Roma esclude riformisti che fondano partito socialista unitario (PSU)à Turati, Treves, Matteotti

mentre Giolitti e Salandra si illudevano di dare spazio ai fascisti nel quadro delle istituzioni liberali Mussolini stringe tempi
forti di organizzazione paramilitare sotto guida di quadrunvirato formato da Balbo, De Vecchi,De Bono,Bianchi, con complicità di alta burocrazia e alte sfere militari seguaci di Mussolini si concentrano 24 ottobre a Napoli

Facta si dimette 26 ottobre
27 ottobre esercito delle camice nere dispiega forze nell’Italia settentrionale e  centrale con obiettivo Roma

Vittorio  Emanuele III parve prima orientato a proclamazione stato di assedio sera 27 ma giorno dopo rifiuta firma a decreto relativo

Monarchia teme di mettersi in gioco in scontro con fascismo sostenuto da classe dirigente
Mussolini appoggiato da confindustria deciso a chiedere incarico di formare nuovo governo: pomeriggio 29 informato che re accettava sue condizioni

Ministero Mussolini assume forma di governo di coalizione ma in realtà era espressione di vittoria fascismo su vecchia classe dirigente liberale
Maggioranza liberale riteneva indispensabile un esperimento fascista temporaneo per dare autorità a stato e ricreare condizioni per ritorno a preminenza liberale ma illusione

Quindi nel ministero Mussolini entrano liberali, fascisti (che hanno dicasteri di giustizia, finanze interno e esteri) nazionalisti, popolari, esponenti di forze armate (maresciallo Diaz diventa ministro della guerra) filosofo come Gentile (dicastero dell’istruzione)
Simpatia per fascismo Croce, Einaudi e Giolitti.

Camera vota fiducia a governo Mussolini con 306 voti favorevoli e 116 contrari
A favore: Bonomi,Giolitti,Orlando, Salandra, De Gasperi e Gronchi. Dominante convinzione che fascismo avrebbe rappresentato governo transitorio

Periodo 1922-1926 di trapasso:fascismo Stati Uniti autoritariamente istituzioni ereditate da stato liberale per distruggere queste ultime e trasformare istituzioni dello stato
Liberali popolari socialisti e comunisti non riescono a opporsi al fascismo e a sua trasformazione da partito di governo a partito di regime

Mussolini fa intendere che vuole avviare normalizzazione del fascismo cioè fine delle violenze sistematiche ma squadre fasciste continuano a colpire
Per consolidare il potere fascismo crea strumenti politici e militari permanenti
Dicembre 1922 sorge il Gran Consiglio del Fascismo sorta di suprema direzione politica del partito
Gennaio 1923 forze paramilitari fasciste vengono definitivamente inquadrate.Sorge milizia volontaria per la sicurezza nazionale (MVSN) organizzazione non statale ma di partito con compito proteggere gli inevitabili sviluppi della cosiddetta rivoluzione di ottobre del fascismo
Marzo 1923 fusione del partito fascista e nazionalista: nazionalismo diede al fascismo fino ad allora molto eclettico un’ideologia ufficiale (statalismo, corporativismo, imperialismo)

Mussolini sempre più ostile a popolari cerca di stringere migliori rapporti con Vaticano e cattolici

27 aprile approvata da governo riforma scolastica Gentile che segnava fine scuola laica e dà peso a dottrina cattolica nell’insegnamento e favorisce con introduzione esame di stato (vecchia rivendicazione dei cattolici e popolari) la scuola privata
su pressioni Vaticano a luglio Sturzo lascia segreteria del partito popolare

13 novembre 1923 legge elettorale (Legge Acerbo) rivela che fascismo vuole sanzionare su piano parlamentare con aiuto di una truffa legale, sua posizione di forza a spese delle altre forze pubbliche
legge stabiliva che lista di maggioranza relativa che avesse raggiunto 25% dei voti avrebbe ottenuto i due terzi di seggi alla Camera
alle elezioni fissate aprile 1924 si presenta un listone sotto diretto controllo del Gran Consiglio e di Mussolini cui aderì maggioranza dei liberali (Salandra-Orlando)
minoranza dei liberali (tra cui Giolitti) presenta proprie liste; tra gli oppositori costituzionali (chiamati così per distinguerli da socialisti e comunisti) c’erano Amendola e Bonomi
campagna elettorale si svolge in clima di violenze contro oppositori

fascisti e alleati ottengono 64,9% dei voti e 374 seggi
parlamento era ormai strumento nelle mani del partito di governo

quando camera chiamata a ratificare convalida delle elezioni, segretario politico di PSU Matteotti in forte discorso fa cronistoria di violenze fasciste e mette sotto accusa validità dei risultati
10 giugno 1924 Matteotti rapito e assassinato da sicari fascisti convinti di interpretare volontà di Mussolini

reazione fu enorme
modo in cui opposizioni interpretano vasta protesta contro fascismo ne dimostra la crisi politica
18 giugno decidono di agire in modo coordinato
deputati che le rappresentarono decidono di non partecipare più a lavori camera ritirandosi secondo espressione Turati sull’Aventino delle loro coscienze
Nasce così secessione dell’Aventino
Oppositori affermano che sarebbero rientrati a camera solo quando fosse stata restaurata legalità e abolita la milizia
Era pressione a re perché ritirasse fiducia a Mussolini

Comunisti guidati da Gramsci e convinti che crisi Matteotti fosse inizio crisi borghesia e che esistessero prospettive di soluzione rivoluzionaria
Propongono a fine ottobre a opposizioni di costituirsi di vero parlamento delle opposizioni, in unico parlamento in contrasto con parlamento fascista

Ma gruppi dell’Aventini respingono proposta timorosi delle sue implicazioni e fiduciosi nel re

Debolezza di opposizioni crea condizioni per controffensiva fascista e annientamento opposizioni

Stampa colpita in modo generalizzato; antifascisti sottoposti a violenze
Alla camera nel suo discorso 3 gennaio 1925 Mussolini chiude questione aperta 10 giugno 1924

Egli assunse apertamente responsabilità per accaduto
Dopo questo discorso che segnava fine politica delle opposizioni, fine del sistema liberale parlamentare e conquista da parte del fascismo del monopolio politico, vita dei partiti di opposizione resa impossibile

Trasformazione stato liberale parlamentare dominato da fascisti in stato e regime fascisti realizzata per mezzo di serie di leggi dette fascistissime

Legge 24 dicembre 1925 stabilì modificando statuto 1848  che:

  1. figura del presidente del consiglio mutata in capo del governo
  2. che questo veniva nominato e revocato dal re e che i ministri venivano nominati e revocati su proposta del capo del governo
  3. ministri non erano più responsabili di fronte a potere legislativo
  4. era il capo del governo a decidere cosa dovesse venire discusso in parlamento

quindi rafforzamento potere esecutivo e esautoramento parlamento ridotto a cassa di risonanza della volontà del capo di governo ormai rivestito delle caratteristiche di dittatore

26 novembre legge sottopone tutte associazioni a controllo della polizia

2 ottobre 1925 si era provveduto con il patto di palazzo Vidoni a esautorare CGL, scomparsa gennaio 1927
corporazioni nazionali cioè i sindacati fascisti riconosciuti da confederazione dell’industria come i soli rappresentanti dei lavoratori
commissioni interne abolite

febbraio e settembre 1926 norme abolirono amministrazioni locali di nomina elettiva sostituendole con autorità di nomina governativa
podestà presero il posto dei sindaci
novembre 1926 annullati tutti i passaporti, soppressi i giornali antifascisti, sciolti tutti i partiti, istituito il confino di polizia in località particolari per gli oppositori
120 deputati dell’opposizione privati del mandato parlamentare
creato il tribunale speciale per la difesa dello stato con un collegio giudicante formato dai consoli della MVSN e presieduto da generale
al tribunale affiancata speciale polizia politica OVRA (organizzazione per la vigilanza e la repressione dell’antifascismo)
instaurata pena di morte
decisivo il contributo da Federzoni e dal giurista Rocco nell’elaborazione della legislazione repressiva

consolidamento fascismo tra 1922 e 1926 non sarebbe avvenuto in modo così compiuto se non avesse goduto dell’appoggio delle forze economiche

 

30 gennaio Hindemburg che nel 1932 era stato rieletto presidente con voti delle masse popolari in contrapposizione a Hitler, nomina nel 1933 Hitler cancelliere del Reich

liquidazione 1925-1926 dello stato liberale e sue istituzioni attraverso fascistissime trasformano parlamento in camera di registrazione della volontà del partito fascista e specialmente di Mussolini
questo coincise con costruzione delle fondamenta di ordine istituzionale e politico di stato che diventava regime

1927 Mussolini inaugura corso normalizzatore il cui obiettivo era fare dello stato fascistizzato elemento dominante
spettava ormai a autorità statale regolare vita pubblica
partito rappresentava colonna fondamentale dello stato ma doveva restare a questo subordinato
burocrazia statale rinfoltita di elementi fascisti
accanto a burocrazia anche scuola subì processo di radicale fascistizzazione

dal 1926 incomincia inquadramento sistematico dei bambini, dei ragazzi nelle organizzazioni dell’opera nazionale balilla (ONB)
studenti universitari facevano parte dei GUF (Gruppi universitari fascisti sorti dal 1920)
credo era: credere obbedire combattere
1937 tutte le organizzazioni della gioventù inquadrate nella gioventù italiana del Littorio (GIL)
stampa e radio soggette a controllo e censura

elezioni 1929 risultato plebiscitario raggiunto anche grazie a invito chiesa a votare si  quindi storico accordo poco prima raggiunto tra stato fascista e chiesa che aveva sancito la conciliazione tra le due istituzioni e chiuso la questione romana apertasi con conquista di porta Pia settembre 1870 da parte delle truppe regie

conciliazione e relativi atti giuridici firmati 11 febbraio 1929 nel palazzo del Laterano aRoma (patti del Laterano) che comprendevano tre parti:
un trattato,una convenzione finanziaria, un concordato

trattato:

  • riconoscimento da parte dello stato che religione cattolica apostolica romana è sola religione di stato
  • riconoscimento da parte dello stato italiano della città del Vaticano pienamente sovrano e indipendente
  • riconoscimento da parte vaticana del regno d’Italia e di Roma sua capitale

convenzione finanziaria prevedeva pagamento dello stato di 1.750.000.000 di lire a estinzione di ogni indennizzo per perdita del Vaticano dei proventi dell’ex stato pontificio

concordato con i suoi deliberati metteva in luce interessi politici di stato fascista e chiesa in spirito di reciproche concessioni e di reciproco appoggio
laicità dello stato uscito dal Risorgimento veniva compromesso

clausole più importanti prevedevano:

  • protezione dello stato italiano al clero nell’esercizio delle sue funzioni e riconoscimento del carattere sacro di Roma quindi impegno del governo di impedire tutto ciò che potesse contrastare con tale sacralità
  • abolizione exequatur e del placet regio sugli uffici e enti ecclesiastici
  • Vaticano avrebbe nominato vescovi dopo gradimento politico del governo impegnandoli a giurare fedeltà allo stato
  • Esonero dei chierici dal servizio militare
  • Impegno dello stato a non mantenere negli uffici pubblici sacerdoti irretiti da censura
  • Riconoscimento di tutti gli effetti civili al sacramento del matrimonio disciplinato dal diritto canonico cioè riconoscimento del matrimonio religioso
  • Introduzione come base dell’insegnamento nelle scuole dello stato della dottrina cattolica
  • Riconoscimento delle organizzazioni dipendenti dell’azione cattolica a patto che esse agiscano al di fuori  di ogni parttito politico e sotto l’immediata dipendenza della gerarchia della chiesa per diffusione e attuazione dei principi cattolici

Soddisfazione della chiesa per risultati di Patti Lateranensi espressa 13 febbraio da Pio XI in termini che indicavano ampiezza dell’appoggio dato da chiesa al regime
Definì Mussolini un uomo mandato dalla provvidenza (non uomo della provvidenza quindi non uomo divino ma uomo del potere divino)

Patti lasciano soddisfatti stato fascista e chiesa ma non tutti i problemi appianati
Chiesa e fascismo in contrasto 1931 per questione dell’azione cattolica
Oggetto della contesa erano gioventù e sua educazione di fronte a fascismo che mirava a affermare in questo campo suoi esclusivi diritti, chiesa intendeva mantenere in modo autonomo l’organizzazione cattolica
Apice conflitto in maggio con violenze fasciste a sedi cattoliche ma composto da accordo a settembre
In base a questo azione cattolica in vita ma con impegno di rimanere chiusa nell’ambito religioso e di epurarne file dagli antifascisti o non fasci eventuali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Guerra di Etiopia: il fronte di Stresa costituito primavera 1935 che aveva indicato proposito Gran Bretagna Francia e Italia di far fronte al riarmo tedesco mostra fragilità prima che anno finisse

Infatti ottobre 1935 Italia attacca Etiopia provocando situazione che determinò crisi totale SDN e pose basi per accostamento di fascismo italiano a nazismo tedesco anche su piano di politica estera

Mussolini deciso a dare a Italia grande impero dilatando quello già esistente ereditato da stato liberale (Libia, Eritrea, Somalia)

1934 Italia e in particolare Mussolini assume determinazione di procedere a conquista di Etiopia

crisi economica in Italia si faceva ancora sentire
emigrazione che prima di guerra era stata valvola di sfogo era caduta a cifre bassissime
d’altra parte regime fascista era a essa contrario per motivi di prestigio e intendeva attraverso impero risolvere problema

anche crescenti difficoltà di esportazione in mercati balcanici invasi da merci tedesche

gennaio 1935 Mussolini ha da Laval mano libera in Etiopia, paese agricolo e pastorale su cui governava negus Hailè Selassiè
Etiopia era membro di diritto della SDN e guerra tra due paesi avrebbe gettato quest’ultima in crisi

Inizio 1935 inizia invii truppe in Africa mentre propaganda fascista scatenava campagna contro orrori di regime interno etiopico e sua barbarie

28 settembre negus ordina mobilitazione generale
3 ottobre Italia senza dichiarare guerra iniziano invasione Etiopia senza dare peso a fatto che Gran Bretagna per motivi dimostrativi aveva ordinato in settembre concentrazione nel Mediterraneo di forze navali (senza però piani concreti)

10-11 ottobre SDN con 50 voti contro 4 condanna Italia come aggressore
novembre approvate sanzioni economiche cioè misure che sabotavano importazioni Italia e vietavano esportazione in Italia di materiali di interesse militare e concessione di crediti

sanzioni furono atto poco più che formale perché non solo non comprendevano carbone, acciaio e petrolio che proprio durante guerra fu fornito da URSS ma soprattutto perché furono disattese da stessi paesi che le avevano stabilite
in più tra paesi che non avevano firmato sanzioni c’erano Stati Uniti e Germania entrambi fuori da SDN

regime però controllando informazioni fa credere che sanzioni siano tentativo di strangolamento della nuova Italia che cercava il suo posto al sole
apparato propagandistico sfrutta situazione per esaltare spirito nazionale e far credere che Italia fascista fosse in grado di resistere a 50 nazioni

a masse contadine fascismo dice che vittoria in Etiopia avrebbe dato pane e terra a tutti
regime riesce a rendere popolare guerra e raggiungere 1935-36 massimo del consenso

piano militare Etiopia non era in grado di resistere
Italia aveva mobilitato con molti mezzi esercito perché regime voleva vittoria totale e strepitosa

Novembre 1935 comando truppe Italia a generale Badoglio che collaborando con generale Graziani condusse a vittoria

3 maggio 1936 negus fugge in esilio
5 maggio Badoglio entra in Addis Abebà e termina guerra
9 maggio Mussolini proclama fondazione di impero d’Etiopia con imperatore Vittorio Emanuele III e saluta la riapparizione dell’impero sui colli fatali di Roma
Italia e fuori prestigio Mussolini raggiunge suo culmine

Mentre Italia fascista impegnata in guerra d’Africa e suoi rapporti con Gran Bretagna e Francia erano tesi, Germania nazista prende iniziativa che mostra debolezza delle due potenze occidentali di fronte a aggressività dei regimi fascisti
7 marzo 1936 Hitler afferma che patto franco sovietico aveva significato antitedesco e annullava spirito di accordi di Locarno
il che rendeva necessario che Germania consolidasse sue posizioni a occidente occupando militarmente Renania, smilitarizzata dal 1918

Hitler dà ordine a truppe di marciare contando su debolezza politica di Francia
E suo prestigio in Germania sale al più alto livello presso generali prima dubbiosi e presso opinione pubblica

Consiglio della SDN protesta e condanna Germania solo verbalmente

Rimilitarizzazione Renania segna il crollo dell’assetto europeo uscito dai trattati del 1919

 

Guerra civile spagnola:
anni del biennio negro reazionario avevano avuto effetto di favorire unità delle sinistre su un programma comune
mentre a destra conservatori e fascisti stavano preparando piani di reazione organica e definitiva

questa era situazione quando elezioni 16 febbraio 1936 capovolsero rapporti di forza parlamentari sorti da elezioni 1933
un fronte popolare composto da repubblicani borghesi, comunisti, seguaci del POUM (partito operaio di unificazione marxista sorto 1935 per fusione correnti comuniste antistaliniste), anarchici (che accettano di votare) conquista maggioranza

grazie a meccanismo elettorale che premiava maggioranze fronte ottiene 267 seggi contro 132 della destra
interno del fronte partiti repubblicani hanno 121 seggi, socialisti 89 e comunisti 16

tra partiti fronte unità risulta subito scarsa
repubblicani borghesi con Azaňa hanno programma laico e riformatore nei limiti precisi di società capitalistica
masse popolari dei proletari e contadini consideravano vittoria politica di febbraio invece come premessa di futura rivoluzione sociale

primi mesi di governo del fronte segnati da collera masse contro loro dominatori sociali. Odio compresso contro proprietà e chiesa emerge con violenza

13 luglio Sotelo uomo più in vista della destra delle Cortes viene assassinato dai socialisti che intendevano vendicare un loro compagno ucciso dai falangisti

fra 17 e 19 luglio nel Marocco spagnolo truppe di colore e della Legione straniera e in varie zone del territorio metropolitano truppe regolari sotto comando di generali controrivoluzionari insorsero
governo del fronte non valuta subito gravità situazione e rifiuta di dare armi a masse popolari lasciando così il tempo a ribellione di progredire in Marocco e su territorio metropolitano grazie ai mezzi di trasporto messi a disposizione delle truppe golpiste d’Africa dall’Italia e da Germania

29 settembre 1936 generale Franco proclamato generalissimo e sede del governo ribello posta a Burgoss
scoppio ribellione militare in Spagna pone subito potenze di fronte a questione di fronte all’atteggiamento da prendere

governo spagnolo repubblicano si rivolge a quello Francia che da giugno era retto da socialista Blum a capo di un governo di fronte popolare formato da radicali e socialisti e sostenuto da comunisti
ma Blum per non rischiare spaccatura suo paese limita gli aiuti francesi a materiale non militare
poche armi giungono da Francia a Spagna
Blum nella vana speranza di impedire aiuto a ribelli spagnoli da stati fascisti prende iniziativa 1 agosto 1936 di proporre a potenze non intervento nella guerra civile spagnola

Aderiscono Gran Bretagna e Germania nazista e Italia fascista che pur erano implicate nella preparazione di insurrezione franchista

Non intervento si rivela truffa a danni della Spagna repubblicana perché Italia e Germania violano accordo e fanno pervenire aiuti a Franco
Mussolini fa intervenire in Spagna sotto etichetta di volontari (ma in realtà erano formazioni regolari) 50.000 uomini
Germania 10.000

Unica potenza che da aiuti a repubblica Spagnola è URSS che agisce sotto copertura dell’internazionale comunista
Sovietici non inviano proprie truppe ma consiglieri politico militari, tecnice e aviatori, materiali

Guerra civile spagnola assume subito carattere ideologico sociale generale
Accanto a franchismi c’erano conservatori di tutto il mondo e chiesa cattolica che denuncia repubblicani come comunisti atei
Accanto a repubblicani c’erano antifascisti, dai democratici borghesi ai socialisti e ai comunisti

A sostegno di repubblica e con aiuto finanziario di internazionale comunista si formano le brigate internazionali composte da uomini di diverso orientamento politico ma con nucleo centrale di comunisti
Erano uniti da significato internazionale di guerra spagnola per futuri sviluppi della lotta a fascismo nel mondo

Fra volontari stranieri in aiuto ai repubblicani spagnoli scrittori come Hemingway, Orwel, Rosselli il leader di giustizia e libertà, il socialista Nenni, il comunista tedesco Lister che si rivela grande capo militare, comunisti Longo e Togliatti, anarchico Berneri

 Sono gli anarchici che nei primi mesi seguenti la sollevazione fascista interpretano spinta che veniva da masse a trasformare vittoria politica del fronte popolare e lotta contro i ribelli in un rivolgimento sociale profondo
Loro punto di forza era la Catalogna centro industriale del paese

Repubblicani borghesi si opponevano a simili propositi e li denunciavano come tali da gettare strati crescenti di borghesi e piccoli borghesi nelle braccia del fascismo
Comunisti anch’essi inclini a politica moderata su piano sociale
Loro peso era cresciuto dopo formazione 4 settembre 1936 di governo presieduto da socialista Largo Caballero il quale però non mancava di coprire azione anarchici

 

Asse Roma-Berlino:
dopo serie di colloqui tedesco-italiani a Roma fine settembre 1936, Ciano, genero di Mussolini  e ministro degli esteri tra 21 e 24 ottobre stipula a Berlino accordo chiamato asse Roma-Berlino

punti su cui si basava:

  • permanenza soltanto più strumentale dell’Italia nella SDN
  • impegno comune a lottare contro il pericolo bolscevico
  • impegno a sostenere Franco
  • collaborazione economica nei Balcani
  • riconoscimento tedesco dell’impero di Etiopia

a completamento della sua strategia delle alleanze 25 novembre 1936 Germania firma con Giappone patto anti-comintern (internazionale comunista) con obiettivo anti-sovietico, patto cui si unì Italia 6 novembre 1937
così che a questo punto asse Roma-Berlino e asse Berlino-Tokio poterono costituirsi triangolarmente in asse Roma-Berlino-Tokio

11 dicembre infine Italia annuncia suo ritiro dalla SDN

 

 

 

 

 

 

 

LA SECONDA GUERRA MONDIALE

1939-1945 vedono coinvolti tutti i continenti nella partecipazione alla guerra, operazioni militari dispiegarsi con intensità senza precedenti in Europa, Africa, Asia sugli oceani e nei cieli, mobilitazione di risorse materiali e umane
guerra trascina nel conflitto popolazione civile
mentre I guerra mondiale combattuta da eserciti, durante la II la popolazione civile è stata colpita da distruzioni, coinvolta nelle operazioni belliche attraverso guerra partigiana, costretta dallo spostarsi dei fronti a trasferimenti collettivi, fatta  oggetto di persecuzioni di massa

estrema mobilità dei fronti fa si che un grande numero di stati vengano occupati e quindi abbandonati
tutto un volto dell’Europa cancellato con i suoi tesori di arte e cultura

mobilitazione totale delle risorse umane e tecnologiche porta industria a diventare protagonista principale, mette in luce superiorità della coalizione anti-fascista e anti-giapponese (Stati Uniti)

anche durante la seconda guerra potenze occidentali fanno della democrazia e della pace internazionale loro bandiera ideale, in contrapposizione a militarismo e autoritarismo del fascismo e del suo alleato giapponese

potenze fasciste e Giappone invece agitano mito di un nuovo ordine che doveva dare a paesi giovani e poveri diritto storico di creare rinnovato ordine internazionale ponendo fine a imperialismo delle vecchie e ricche potenze democratiche e rivolta contro bolscevismo

altro aspetto che prima guerra non aveva conosciuto è guerra civile e lotta partigiana
in Jugoslavia, Russia, Francia, Italia, Grecia, Cina e molti altri paesi opposizione a nazisti, fascisti e imperialisti nipponici da origine a fenomeno della resistenza armata da parte di civili e i militari dietro le retrovie del nemico

inizia il 1 settembre 1939 quando truppe tedesche attaccano Polonia senza dichiarazione di guerra
3 settembre Francia e Gran Bretagna dichiarano guerra a Germania
5 settembre Stati Uniti e Giappone proclamano le neutralità

l’esercito polacco impari con forze armate naziste
18 settembre guerra tedesco-polacca termina
17 settembre truppe sovietiche in esecuzione delle clausole segrete del patto nazi-sovietico iniziano occupazione Polonia orientale
Varsavia capitola 27 settembre
Tedeschi iniziano politica di occupazione

Francia e Gran Bretagna sorprese da rapidità di vittoria tedesca rimangono in passività militare
Prende iniziativa URSS che 30 novembre attacca Finlandia che in base a art. 1 del protocollo segreto rientrava nella sfera di influenza dell’URSS e aveva rifiutato di cedere a questa territori della Carelia necessari a difesa di Leningrado
12 marzo 1940 Finlandia costretta a firmare a Mosca pace

9 aprile 1940 Hitler fa occupare Danimarca e Norvegia
10 maggio 1940 Hitler ordina a armate tedesche di prendere offensiva a occidente contro Francia e truppe britanniche venute in suo aiuto
attacco pone fine a 8 mesi in cui Francia e Gran Bretagna non avevano preso iniziativa
questa “strana guerra” aveva sue radici nell’avversione franco britannica alla guerra e nella vana speranza di una composizione del conflitto
questo aveva lasciato mano libera ai tedeschi a oriente
per poter colpiere Francia su fianco più debole tedeschi invadono Olanda, Belgio e Lussemburgo senza dichiarazione di guerra e in spregio a loro neutralità

in Gran Bretagna Chamberlain la cui debolezza aveva trascinato impero in situazione drammatica 10 maggio veniva sostituito da Winston Churchill, capo conservatore

24 maggio truppe tedesche già arrivate di fronte a città francese di Dunkerque
14 giugno con costernazione Parigi venne occupata

i successi nazisti spingono 10 giugno 1940 Mussolini desideroso di non essere escluso dai frutti della vittoria a entrare in guerra contro Francia e Gran Bretagna fra disgusto generale

profilandosi sconfitta si presentano a governo francese due possibilità: o trasferirsi nel nord Africa e continuare lotta a fianco degli Inglesi o firmare armistizio con Germania
prevale in clima di crisi politica la seconda possibilità
proposta lanciata da Churchill 16 giugno di unire anche politicamente destini delle due nazioni non accolta
sale al potere maresciallo Petain

22 giugno a Rethondes dove tedeschi avevano fatto trasportare vagone ferroviario nel quale 11 novembre 1918 avevano dovuto accettare da Foch termini dell’armistizio, si giunge ora a armistizio che capovolgeva le parti

24 giugno armistizio con Italia
clausole prevedevano occupazione sotto amministrazione tedesca di circa tre quinti di Francia e formazione di zona non occupata nella Francia centro-meridionale sotto governo francese
caduta Francia segna punto più alto prestigio Hitler

crisi militare era stata in Francia espressione di crisi politica che aveva impedito a classi dirigenti di dare base adeguata a lotta contro pericolo nazista
destra estrema denuncia sconfitta come prodotto dei mali della democrazia liberale e del socialismo contrapponendo concetto di una rivoluzione nazionale da costruirsi su valori del corporativismo e di un nazionalismo filo-fascista
questo trova espressione nel nuovo governo di Petain che con sede a Vichy aveva come proprio ambito zona non occupata ed ebbe in Laval suo tipico esponente

vittoria tedesca su Francia porta quindi non solo a sconfitta militare di grande potenza ma a regime collaborazionista
però generale De Gaulle che si era trasferito in Gran Bretagna aveva contrapposto a accettazione sconfitta la volontà dei francesi liberi di continuare guerra anti-tedesca
18 giugno da Londra rivolgeva storico appello a francesi all’interno e nelle colonie esortandoli a resistere a fianco degli inglesi

Italia quando scoppia guerra era impreparata militarmente
Proclama 1 settembre 1939 non belligeranza cioè sorta di pace armata
Contraddizione tra consapevolezza di debolezza e desiderio di non essere relegato a posizione marginale venne sciolta in Mussolini da crollo Francia

Italia nei piani di Mussolini avrebbe dovuto condurre guerra parallela a quella tedesca avente per linee direttrici espansione nel Mediterraneo e nel settore danubiano-balcanico
10 giugno 1940 quando ormai esercito francese era sconfitto Italia fascista entra in guerra contro Francia e Gran Bretagna agitando ideologia di guerra proletaria contro potenze plutocratiche

truppe italiane passano a attacco su fronte alpino 21 giugno dopo che Petain aveva già chiesto armistizio a tedeschi
la cattiva preparazione fa si che attacco si risolva in perdite e scarsi progressi
24 giugno Francia firma armistizio con Italia

giugno 1940 posizione Gran Bretagna con crollo della Francia sembrava così compromessa da far credere prossima la sua caduta
ma flotta britannica manteneva superiorità ed era pronta a contrastare tentativo di attraversamento della Manica dai tedeschi
aviazione inglese era di qualità superiore a tedesca

volontà di lotta di inglesi incarnata da Churchill che se aveva considerato per motivi sociali con favore fascismo italiano, aveva avversato sorgere potenza nazista da kui considerata minaccia per futuro impero inglese

di fronte a resistenza Gran Bretagna Hitler prepara operazione Leone marino cioè l’invasione ma aviazione inglese grazie a utilizzo primi radar infligge perdite a tedeschi che non realizzano condizioni per lo sbarco
la battaglia d’Inghilterra fu così una storica vittoria per gli inglesi

non riuscendo a ottenere decisivo successo militare nazisti intensificano bombardamenti terroristici contro le città per determinare crollo morale
fallimento tedeschi ferma slancio di conquista del nazismo e da inizio a guerra d’usura
guerra lampo risulta illusione

Germania punta allora per far cadere Gran Bretagna sul blocco dei rifornimenti marini
Mediterraneo e Atlantico diventano teatri di scontri tra opposte flotte
Italia ritenendo imminente caduta Gran Bretagna voleva trovarsi in caso di pace con qualcosa in mano nel caso di rapido armistizio angli-germanico
Così Mussolini da ordine di attaccare inglesi in Africa
Prima successi: truppe del duca Amedeo d’Aosta partendo da Etiopia penetrano nel Sudan e Somalia inglese agosto 1940
Settembre offensiva in direzione di Alessandria d’Egitto
Ma a ottobre offensiva bloccata e dicembre controffensiva inglese in Egitto e difficoltà italiane sul fronte etiopico

Tramonta mito di facile guerra africana condotta da Italia
Guerra resa difficile da decisione di Mussolini di attaccare Grecia 28 ottobre 1940 dopo che 27 settembre Germania, Italia, e Giappone firmarono a Berlino il patto tripartito col quale vennero tracciate linee generali di mondo dominato da potenze fasciste e da nipponici

Offensiva contro Grecia condotta con truppe inadeguate già verso metà novembre si delinea come fallimento di fronte a efficace difesa greca ma situazione capovolta da intervento tedeschi che 6 aprile 1941 danno inizio a campagna anche contro Jugoslavia
21  Grecia capitola

anche in Africa settentrionale sorti dell’Italia risollevate da tedeschi che respingono inglesi da Cirenaica marzo-aprile
ma situazione settore etiopico non poté essere risollevata e aprile 1941 e Addis Abebà occupata da inglesi
sul mare Italia non ottenne decisivi successi

11 novembre 1940 inglesi attaccano flotta italiana a Taranto con gravi perdite
isola di Malta in possesso di inglesi risulta base ideale per azione di flotta britannica contro forze italiane

settore medio orientale Egitto e Canale di Suez erano così protetti da retroterra in mano britannica

di fronte a crisi europea negli anni precedenti a inizio guerra Stati Uniti avevano reagito con isolazionismo e leggi di neutralità
neutralità ribadita da Roosevelt quando Germania passa a attacco generale ma presto fu attenuata con legge del 4 novembre che stabilì che paesi belligeranti potevano comprare negli Stati Uniti materiale anche bellico purché pagassero e trasportassero con mezzi propri

era una prima scelta a favore di Gran Bretagna e Francia che avevano allora il controllo dell’Atlantico
dopo crollo Francia e disperata situazione Gran Bretagna Roosevelt accelera preparazione militare statunitense e cede a inglesi in cambio della concessione di basi aeronavali 50 cacciatorpediniere
con queste misure neutralità Stati Uniti si trasforma in non belligeranza

novembre 1940 elezioni presidenziali e Roosevelt si presenta per terza volta vincendo
questa vittoria gli consente di intensificare aiuti a Gran Bretagna da lui considerata avamposto della lotta comune contro potenze fasciste
compito Stati Uniti era trasformarsi in arsenale della democrazia
per aiutare ulteriormente Gran Bretagna 11 marzo 1941 principio del paga e trasporta modificato nella legge affitti e prestiti cioè era possibile ottenere aiuti senza pagare immediatamente

solidarietà anglo-statunitense si esprime anche su piano politico
14 agosto 1941 incontro Roosevelt con Churchill al lago di Terranova e resa nota la mondo dichiarazione comune detta Carta atlantica per nuova ricostruzione mondiale in 8 punti
lancia ideologia guerra anti-fascista come guerra democratica in contrapposizione a fascismo, al suo nuovo ordine e alla schiavizzazione dei popoli soggetti

politica Stati Uniti sempre più avviata a portare paese a probabile guerra contro Asse
ma in effetti fu Giappone che 7 dicembre 1941 con improvviso attacco aereo a flotta statunitense di stanza a Pearl Harbor (Hawaii) provoca ingresso degli Stati Uniti cui anche potenze dell’Asse dichiarano guerra 11 dicembre

decisione nipponica fu risultato del fallimento delle trattative intercorse fra le due potenze in seguito a continuo peggioramento nei rapporti 1940-1941 e a politica di penetrazione giapponese in Cina, Indocina e nel sud-est asiatico

sera del 7 dicembre secondo un piano elaborato da ammiraglio Yamamoto flotta statunitense a Pearl Harbor attaccata senza dichiarazione di guerra da aerei siluranti nipponici
guerra era ora realmente mondiale infatti fin da giugno Germania aveva attaccato anche URSS

nuova linea iniziata con patto con Germania nazista aveva segnato capovolgimento della linea di unità anti-fascista sancita da settimo congresso di internazionale comunista 1935
Molotov fu uomo che incarnò sempre sotto guida di Stalin la nuova svolta
Questa svolta in esecuzione di piano nazi-sovietico comporta settembre 1939 occupazione Polonia orientale quindi guerra invernale russo-finlandese e infine occupazione giugno 1940 di Lituania, Lettonia, Estonia, Bessarabia e Bucovina settentrionale
Fine 1940 crepe
Germania forte di vittoria su Francia considera con minore interesse intesa con URSS: contrasti evidenti in relazione a Jugoslavia dove nazisti procedono a invasione paese dopo che questo capovolgendo alleanze che lo avevano portato a adesione a patto tripartito aveva stretto patto di amicizia con URSS
Questo peggioramento di rapporti coincideva con determinazione di Hitler di attaccare URSS
Bulgaria occupata da truppe tedesche in marzo

Internazionale comunista e partiti a essa affiliati avevano seguito svolta dell’URSS determinata dal suo patto con Germania nazista
Era stato un adeguamento traumatizzante perché fino ad allora comunisti avevano denunciato nazismo come nemico da combattere e avevano lanciato strategia di unità anti-fascista
Ma dopo prime incertezze partiti comunisti si schierano dietro direttive sovietiche

A mutare situazione fu iniziativa Hitler: si era deciso a attaccare URSS per realizzare impero a oriente
22 giugno 1941 truppe tedesche appoggiate da finlandesi, romene e ungheresi per totale di circa 3 milioni di uomini con 10.000 carri armati e 3.000 aerei iniziano invasione di territorio sovietico

Stalin chiama popolo a resistenza
Truppe naziste con ordine di considerare lotta contro bolscevismo come lotta di sterminio si giovano del fattore sorpresa
Autunno 1941 paesi baltici, Bielorussia, Ucraina, Crimea settentrionale erano caduti nelle mani naziste
Fronte si stabilizza lungo linea che da Sebastopoli proseguendo per il bacino di Donez e Mosca arrivava a Leningrado

Successi nazisti ma mancano obiettivo fondamentale di mettere fuori combattimento URSS prima del duro inverno russo
Esercito sovietico si riorganizza
Mosca resiste a attacco 16 novembre-5 dicembre
Inizia guerra d’usura che si unisce a quella contro Gran Bretagna
Sovietici pongono basi per riscossa e dicembre lanciano controffensiva nel settore di Mosca

Nel Pacifico Giappone fine 1941 e primavera 1942 successi: inglesi annientati

Alla ricerca di successo in URSS giugno 1942 Germania lancia offensiva
Nazisti attaccano in direzione del Don e del Volga meridionali, del Caucaso e del mar Caspio
Centro dei combattimenti diviene Stalingrado luglio 1942-febbraio 1943
Fine novembre 1942 sovietici lanciano controffensiva: in marzo armate Germania rigettate al di la del Don
Battaglia per Stalingrado era stata la più grande di tutta la storia umana: Hitler ordina 4 giorni di lutto nazionale
Ambizioni imperiali del nazismo stroncate dall’Armata Rossa cui prestigio diventa immenso
Nella sconfitta era coinvolto Mussolini che dal 26 giugno 1941 aveva inviato in Russia corpo di spedizione italiano che 1942 si era trasformato in armata italiana in Russia

Fine 1942 aveva visto sconfitta anche in Africa settentrionale: 23 ottobre 1942 generale inglese Montgomery che aveva ricevuto rinforzi lancia controffensiva contro forze dell’Asse con centro a El Alamein e 3-4 novembre disastro per italo-tedeschi

Anglo-americani sotto comando del generale Stati Uniti Dwight D. Eisenhower sbarcano in Marocco e in Algeria 8 novembre 1942
Gennaio 1943 Rommel abbandona Libia e 12-13 maggio anglo-americani costringono truppe italo-tedesche a capitolare in Tunisia

Primavera estate 1942 segna contenimento anche dell’espansione del Giappone
Inizi 1943 quindi svolta

Di fronte a sconfitte militari fronte interno italiano mostra debolezza mettendo in luce divario tra regime fascista che aveva promesso grandezza imperiale e militare che si era rivelata un bluff e masse popolari colpite da restrizioni
Bombardamenti colpivano le città del triangolo industriale (Genova-Torino –Milano)
Conquista Tunisia di alleati costituì preludio per invasione Sicilia investita da forze anglo-canadesi-statunitensi 9 luglio
10 luglio forze alleate sbarcano e isola conquistata a metà agosto
segno grave per regime erano stati scioperi 1943 nelle fabbriche di Italia settentrionale per motivi di natura economica ma di significato politico perché protesta verso il fascismo

crisi regime vicina
19 luglio Mussolini si incontra a Feltre con Hitler e non aveva saputo mettere in atto politica che tirasse somme della situazione quindi re che voleva attuare manovra di sganciamento da sorti del vacillante regime su base politico-sociale conservatrice decide di sbarazzarsi di Mussolini
Dino Grandi in seduta del Gran Consiglio del fascismo 24-25 luglio assume iniziativa di mettere in minoranza Mussolini  su un programma (eliminazione strutture totalitarie, ripristino statuto e riassunzione del re di prerogative costituzionali) che convergeva con quello della monarchia

25 luglio un ordine del giorno Grandi approvato a maggioranza (19 si, 7 no 1 astensione: fra i si anche quello di Ciano genero di Mussolini ) re messo di fronte a crisi regime nomina maresciallo Badoglio capo del governo e fa arrestare Mussolini

notte tra 25 e 26 luglio entusiasmo popolare; re assume il comando delle forze armate
caduta fascismo faceva gravare su Italia minaccia di reazione tedesca che diffidava di monarchia e Badoglio nonostante questi avesse dichiarato che Italia rimaneva fedele a Alleanza

per timore di reazione fascista e di movimenti anti-monarchici e rivoluzionari Badoglio che costituisce 26 luglio governo di militari e alti burocrati, smantella apparati di dittatura fascista, organizza repressione di manifestazioni popolari
voleva costituzione di regime conservatore senza fascismo

partiti anti-fascisti riemersi erano rimasti estranei al colpo di stato del 25 luglio

mentre tedeschi mettono in atto operazione Valkiria per assumere controllo militare di Italia Badoglio conduce trattative segrete con alleati

questo venne firmato 3 settembre e sera dell’8 Badoglio annuncia che governo italiano per impossibilità di continuare impari lotta contro la potenza avversaria aveva chiesto armistizio
questo getta nel panico capi militari e truppe lasciate da Badoglio senza istruzioni operative
esercito si disgrega
9 settembre re e Badoglio abbandonano Roma e fuggono prima a Pescara poi a Brindisi in zona occupata da alleati dove si insediò il governo

risposta dei tedeschi fu fulminea
circondata Roma la occuparono con combattimenti contro reparti dell’esercito italiano cui si unirono elementi popolari
fu il primo atto armato della Resistenza italiana

sorte delle truppe italiane all’estero fu tragica
parte di esse prigioniera dai tedeschi e avviata in campi di concentramento in Germania
presidi di Corfù, Cefalonia, isole dell’Egeo resistono ma sterminati da tedeschi

governo Badoglio dei 45 giorni (25 luglio-8 settembre 1943) porta Italia fuori da alleanza tedesca ma in modo così inefficiente da determinare tragedia lasciando campo libero ai tedeschi e determinando catastrofe dell’esercito nazionale

Germania tocca il culmine della sua potenza nel 1942
Tedeschi sfruttano Europa per accrescere loro potenza produttiva e mantenere alto livello di vita del loro paese senza riguardo per tutti gli altri

Rapide vittorie fine 1941 e inizi 1942 danno al Giappone enorme impero da potenzialità economiche immense
Nuovo ordine che Giappone introduce nell’Asia orientale per quanto fondato su supremazia nipponica e su sfruttamento economico ebbe significato diverso
Rispetto a ordine hitleriano in Europa: questo doveva essere introdotto annientando stati indipendenti mentre Giappone opera sue conquiste su ceneri degli imperi coloniali di inglesi, olandesi e francesi
Per questo giapponesi appaiono inizialmente come dei liberatori

1943 anno di svolta per sorti conflitto in Europa
tedeschi hanno subito sconfitta di Stalingrado
Italia piegata da sconfitte era uscita da guerra e suo territorio invaso da alleati a sud e tedeschi a nord
Africa sotto controllo anglo-americano
Maturano allora condizioni per attaccare dominio nazista nel cuore dell’Europa cioè per aprire secondo fronte su continente
Fronte apertosi in Italia secondario e non costituiva svolta strategica
Decisione di aprire nuovo fronte in Francia settentrionale presa da Conferenza di Teheran 28 novembre- 1 dicembre 1943 che vede riuniti Churchil Rooswelt e Stalin

Rapporti di forza tra opposti schieramenti capovolti
Propaganda nazista, poiché Germania  non più in condizioni di resistere, anima popolazione e collaborazionisti stranieri nella speranza che armi straniere potessero capovolgere sorti conflitto

Lotta per la fortezza Europa condotta sulla base di grande superiorità degli alleati
Inoltre tedeschi impediti nella concentrazione delle forze a occidente da offensive sovietiche a oriente

Primi di settembre sbarco alleati in Italia in Calabria e a Salerno ma non porta successi sperati
Tedeschi si attestano nell’appennino meridionale lungo la linea Gustav che aveva in Cassino il suo centro nevralgico e resistettero sotto comando del maresciallo Kesselring per inverno 1943-1944

Uno sbarco a nord nella zona di Anzio contenuto dai tedeschi e non poté svilupparsi ritardando liberazione Roma che venne infine liberata 4 giugno 1944 ma tedeschi si riorganizzano lungo linea gotica nell’appennino tosco emiliano opponendo resistenza

Intanto fronte italiano aveva perso importanza rispetto a quello apertosi in Normandia divenuto vero secondo fronte

Zona scelta da anglo americani per sbarco fu Normandia sotto direzione di Eisenhower
Tra 5-6 giugno1944 esercito alleato inizia gigantesca operazione detta operazione Overlord

Metà settembre quasi tutta Francia e Belgio erano liberati
Mentre a occidente anglo americani estate 44 coglievano successi, anche nel settore orientale tedeschi subivano disfatte da cui non si riprendono

5 luglio 1943 Hitler sferra ultima offensiva contro sovietici
ma già a fine mese sovietici sferrano controffensiva che si estende a tutto il fronte

successo dello sbarco alleato in Normandia e fallimento di controffensiva tedesca degli inizi luglio 1944 determinano crisi in Germania che culmina nel tentativo a opera di un gruppo di congiurati di eliminare Hitler

fine 1944 primavera 1945 tedeschi consumano loro tragedia nazionale
martellata da bombardamenti per spargere terrore oltre che distruggere industrie e installazioni, Germania resiste

19 marzo 1945 Hitler dà ordine di fare nel territorio tedesco terra bruciata di fronte a invasori
su piano militare tra autunno 1944 e aprile 1945 storia di una lotta senza speranza dei tedeschi

metà gennaio 1945 sovietici fanno balzo finale in direzione di Germania
dopo liberazione della Polonia inizia invasione Germania
fine marzo inizia conquista Austria
13 aprile Vienna occupata
25 aprile truppe americane e sovietiche si incontrano sull’Elba
tra 19 aprile e 2 maggio ha luogo battaglia per Berlino. Nel corso della battaglia Hitler ordinata resistenza a oltranza si uccide 30 aprile

7 maggio 1945 a Reims la Germania firma la capitolazione senza condizioni
guerra in Eurpoa era finita

settore del Pacifico 1943 vede inizio di incontrastata superiorità statunitense sul mare, fatto grave per Giappone
sconfitta Giappone si profilavamo ancora lontana
sua conquista era difficile lunga e costosa in vite umane

nuovo presidente Stati Uniti Harry Truman succeduto a Rosevelt morto 12 aprile 1945 decide di usare bomba atomica su Hiroshima 6 agosto 1945
9 agosto URSS dichiara guerra a Giappone le stesso giorno sganciata seconda bomba su Nagasaki
Giappone capitola
Armistizio firmato su nave ammiraglia della flotta degli Stati Uniti 2 settembre 1945
Con capitolazione Giappone la più grande guerra del mondo era finita

Germania e Giappone erano annientati Italia era stato senza alcuna importanza mondiale ma anche Francia e Gran Bretagna uscite ridimensionate nel loro ruolo di grandi potenze

Europa centrale e occidentale presa tra i due grandi vincitori: Stati Uniti e Unione Sovietica

Resistenza: sede di resistenza in Europa furono città, campagne e montagne
Lotta di formazioni partigiane si sviluppa soprattutto in Jugoslavia, Grecia, Italia settentrionale, Polonia, Francia, Russia occupata

Combattenti furono operai e contadini con partecipazione di strati piccolo borghesi
Operai guidati da comunisti e da socialisti: loro aspirazione era futuro di profondo mutamento sociale
Se resistenti borghesi guardavano con favore a anglo-americani, essi guardavano a Unione Sovietica patria del socialismo e auspicavano confusamente a rivoluzione socialista
Paesi Europa orientale i contadini avevano come meta una radicale riforma agraria
Potenze del blocco anti-nazista fanno politica di appoggio a raggruppamenti maggiormente vicini a proprie posizioni a scapito degli altri

Sorte Italia centro settentrionale dopo 8 settembre 1943 e fuga di Badoglio e re da Roma fu decisa da occupazione tedesca
Sotto protezione dei nazisti fascismo risorge
Gerarchi rifugiatisi in Germania preparano nuovo governo fascista che riceve consacrazione dopo che Mussolini liberato da tedeschi 12 settembre a Campo imperatore (Gran sasso) dove era stato trasportato riprende guida neofascismo
Messa sotto accusa monarchia traditrice del regime e dell’alleato tedesco partito fascista prese nome di repubblicano e regime si chiamò Repubblica sociale italiana

Governo neofascista si forma 23 settembre
Fra i ministri maresciallo Graziani alla difesa
Costituzione delle forze armate repubblicane avviene sotto direzione germanica con compiti di repressione anti-partigiana

Sede governo stabilita a Salò (da cui denominazione Repubblica di Salò) su rive del Garda e qui Mussolini passa ultimo periodo di vita sotto controllo tedesco

Di contro a governo neo fascista stava il Regno del sud con re e Badoglio stabilitisi prima a Brindisi poi a Salerno
Governo monarchico 13 ottobre 1943 dichiara guerra a Germania ottenendo da alleati qualifica di cobelligerante

Regno del sud era urgente formazione di governo in grado di rappresentare partiti politici anti fascisti che avevano ripreso l’attività (mentre non era stato così durante i 45 giorni)
Ma si ha contraddizione:
mentre alleati (Churchill) esigevano rispetto re e Badoglio garanti dell’armistizio, partiti antifascisti che si erano riuniti a Congresso di Bari gennaio 1944 erano in maggioranza ostili a re corresponsabile del fascismo e chiedevano abdicazione re in attesa che futura assemblea costituente in Italia liberata decidesse di questione istituzionale

a sbloccare situazione vengono unione sovietica e PCI Togliatti
13 marzo 1944 URSS con sorpresa precedendo Gran Bretagna e Stati Uniti riconosce governo Badoglio il ché trascina riconoscimento anglo americani

Togliatti tornato 27 marzo dall’URSS si esprime a Salerno per formazione di un nuovo governo Badoglio con partecipazione dei partiti per realizzare l’unità nazionale e combattere nazi fascismo rinviando a guerra finita soluzione monarchia o repubblica
Era la cosiddetta svolta di Salerno

Di fronte a decisione comunista partito d’azione e socialista, repubblicani si trovano sbalestrati e accettano conclusioni comuniste accolti da liberali e democristiani

Così 21 aprile 1944 si forma nuovo governo Badoglio con uomini e appoggio partiti anti fascisti dopo che re si impegna 12 aprile a trasmettere poteri a figli Umberto all’atto della liberazione di Roma e a sottoporre a referendum questione istituzionale

Liberata Roma 5 giugno 1944 il re trasferì i poteri e Badoglio si dimise
Per designazione dei partiti Bonomi il 18 forma il governo cui partecipano come ministri senza portafoglio Croce come liberale, De Gasperi democristiano, Saragat socialista, Togliatti comunista, Sforza indipendente
Governo fino a dicembre
12 dicembre 1944 Bonomi forma suo secondo ministero

movimento resistenza massimo sviluppo Italia del Nord e in secondo luogo Centrale
no meridione tranne insurrezione Napoli dove popolo dopo lotta 27-30 settembre (le 4 giornate) liberò la città che venne occupata 1 ottobre da alleati

Italia centrale resistenza si era sviluppata dopo 8 settembre
Roma scontri tra tedeschi e soldati e popolo
9 settembre costituito comitato di liberazione nazionale (CLN) con rappresentante dei partiti anti fascisti
Lazio azioni di guerriglia: Roma 23 marzo 1944 azione che provoca morte di 32 militari tedeschi; vendetta voluta da Hitler spietata: 335 ostaggi trucidati in cava di arenaria presso la via ardeatina (fosse ardeatine)
Roma liberata 4 giugno 1944 senza che città fosse insorta

Nord massimo sviluppo resistenza
Qui operò fino a fine guerra Repubblica di Salò quindi lotta partigiana si presenta oltre che come lotta anti tedesca come guerra civile
Dura da settembre 1943 a aprile 1945

Punto di vista sociale ebbe 70.000 caduti tra militari e civili, abbraccia tutte classi sociali ma massa combattenti era composta da strati popolari dove c’era convinzione che resistenza armata a nazi fascismo dovesse costituire preludio per rottura con vecchio stato, con suo centralismo burocratico, con dominio del privilegio sociale

Interpreti di queste esigenze le formazioni partigiane di sinistra: le Garibaldi-comuniste, le giustizia e libertà del partito d’azione, le Matteotti socialiste
Speranza che fine guerra avrebbe consentito di attuare rivoluzione sociale

 

Anche organizzazioni di orientamento moderato: le autonome apartitiche, le democristiane, i partigiani liberali
Moderati volevano mantenerla in limiti militari con minore caratterizzazione politica possibile
Non condividevano impulso a profondo rinnovamento sociale e istituzionale, concepivano fine fascismo come restaurazione stato liberale o come instaurazione di ordine sociale avverso a sinistre e a loro progetti di rinnovamento sociale

Nord lotta a appoggio popolare: proletariato urbano in prima linea
Dopo scioperi nel triangolo industriale inverno 1943-1944, grande sciopero generale 1-9 marzo 1944 che paralizza produzione a Torino, Milano e Genova
Fu unico grande sciopero dell’industria nell’Europa occupata da nazisti  

Direzione politica della Resistenza fu opera dei comitati di liberazione nazionale che rappresentavano partiti anti-fascisti

Gennaio 1944 sorse comitato di liberazione nazionale alta Italia (CLNAI) come centro generale di direzione dei CLN locali
Accordo 7 dicembre 1944 tra delegati CLNAI e alleati che riconosce movimento partigiano e autorità del comitato e sottopone forze partigiane trasformate in corpo dei volontari della libertà (CVL) a comando militare supremo con a capo generale dell’esercito regolare italiano Cadorna affiancato da Longo comunista e Parri azionista
Sottopone questo comando a direttive di alleati e impegna forze partigiane all’atto della liberazione ad accettare decisioni del governo militare alleato
Evidente desiderio di alleati di sottoporre movimento al loro controllo

Governi Sud prima Badoglio poi Bonomi avevano ottenuto da alleati dopo dichiarazione di guerra a Germania di costituire un corpo italiano di liberazione
Popolazioni soffrono di rappresaglie la più grave ebbe luogo a Marzabotto provincia di Bologna dove tra 29 settembre 1 ottobre 1944 trucidate 2.000 persone
Insurrezione nazionale 25-26 aprile 1945

Mentre truppe alleate iniziavano invasione nella valle del Po CLNAI da ordine a partigiani di liberare le città e assume poteri provvisori di governo
Tedeschi si arresero o ritirarono, Repubblica di Salò si disgregò

Mussolini dopo ultima resistenza in Valtellina vagheggiata tenta di fuggire travestito da soldato tedesco verso la Svizzera
Riconosciuto dai partigiani fu giustiziato 28 aprile
Migliaia di fascisti giustiziati nei giorni della liberazione nazionale

Grandi potenze alleate Stati Uniti Gran Bretagna e URSS devono risolvere non solo questioni militari ma anche sistemazione politico-territoriale del mondo
Ne esce divisione del mondo in sfere di influenza senza tener conto di volontà popolare

Carta atlantica agosto 1941 aveva costituito manifesto ideologico dell’atlantismo secondo ispirazione rintracciabile nei punti di Wilson

1 gennaio 1942 una dichiarazione delle Nazioni unite (26 stati) aveva ampliato principi di carta atlantica

primo storico incontro dei tre grandi Roosvelt-Churchill e Stalin a Teheran tra 28 novembre e 1 dicembre 1943

circa Germania decisa divisione in vari stati e previsto che futuro assetto di Polonia basato su riconoscimento di acquisizioni territoriali che URSS aveva ottenuto con patto nazi-sovietico e su ingrandimenti a ovest a scapito di Germania grazie a spostamento frontiere polacche fino all’Oder

URSS sedeva non solo come grande potenza ma come una delle due massime potenze mondiali
Agli occhi di un politico realista come Stalin avevano perso di significato internazionale comunista e appoggio diretto dei partiti comunisti come strumenti per salvaguardare URSS da accerchiamento capitalistico quindi ritiene conveniente sciogliere internazionale perché non aveva più bisogno del suo appoggio sia perché riteneva che così potenze alleate occidentali non avrebbero più potuto sospettare che sovietici si servissero di partiti comunisti come di pedine

Ultima grande conferenza fra i grandi durante guerra fu quella di Jalta 4-11 febbraio 1945
Principali decisioni furono:

  • divisione Germania in 4 zone di occupazione una delle quali assegnata a Francia sarebbe stata ricavata da quelle di Gran Bretagna e di Stati Uniti
  • misure di smilitarizzazione integrale e denazificazione del paese vinto
  • pagamento di questo di riparazioni a vincitori
  • accordo vago riguardante governo provvisorio polacco e definizione frontiere polacche
  • dichiarazione comune che paesi liberati avrebbero dato vita a governi responsabili di fronte a volontà popolare e fondati su libere elezioni
  • decisione che ONU sarebbe stata retta da consiglio di sicurezza composto oltre che da Stati Uniti Gran Bretagna e URSS (i veri grandi) anche da Francia e Cina (grandi per concessione dei primi) e che solo accordo unanime delle 5 avrebbe consentito applicazione delle decisioni. Questo fu punto di forza per URSS sola di fronte alle 4 potenze a diverso ordinamento sociale e politico
  • impegno URSS a entrare in guerra con Giappone entro 2 o 3 mesi

conferenza di Potsdam vicino Berlino cui presero parte oltre a Stalin e Truman, Churchil prima e poi Clement Attlee nuovo capo laburista del governo britannico, dopo sconfitta dei conservatori, si svolse da 17 luglio a 2 agosto 1945 quando già Germania si era arresa e Giappone stava per crollare
centro degli accordi fu trattamento da imporre a Germania secondo linee già concordate a Jalta salvo però il fatto che non si previde più smembramento Germania in più stati e invece si stabilì che per il momento non si sarebbe costituito alcun governo centrale tedesco favorendo il decentramento della struttura politica
URSS ottenne assicurazioni per acquisizione di territori di Prussia orientale e a trasferimento dei territori tedeschi a est dei fiumi Oder e Neisse all’amministrazione polacca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL SECONDO DOPOGUERRA
(la divisione del mondo e l’avvento della guerra fredda)

fine seconda guerra aveva lasciato soprattutto Europa Giappone e parte Cina in situazioni di disastro per perdite umane e distruzione risorse materiali, aveva dilatato sofferenze
eppure massacri e distruzioni non avevano indebolito tutte le parti in conflitto
ripetendo situazione della prima guerra, Stati Uniti unica tra le potenze in gioco uscirono indenni per quanto riguarda territorio con apparato produttivo in espansione e perdite umane modeste
persero la vita in guerra oltre 50 milioni di persone di cui 30 milioni in Europa

1945 c’erano solo due grandi potenze Stati Uniti e URSS
Gran Bretagna in realtà terzo tra i grandi seguiva a distanza incolmabile

Tra le due potenze esisteva differenza: superiorità Stati Uniti in termini di potenza industriale era fortissima
URSS possedeva esercito di terra più possente del mondo ma a differenza di Stati Uniti aveva subito distruzioni tremende quindi doveva ricostruire se stessa

Invece Stati Uniti possedevano risorse per poter dirigere ricostruzione paesi compresi nella propria orbita tra cui Gran Bretagna e Francia
Anni secondo dopoguerra segnano fine di speranze di cooperazione tra sovietici e occidentali

Prima guerra aveva portato a fondazione SDN, seconda l’organizzazione delle Nazioni unite (ONU)
Strette insieme nella lotta antinazista Stati Uniti e URSS costituivano il solido nucleo dell’unione

Dopo preparazione 1944-1945 statuto dell’ONU venne approvato a San Francisco 26 giugno 1945: vi aderiscono 50 paesi

ONU doveva rappresentare assise dei popoli per la pace, libertà e democrazia
In effetti prevista assemblea generale di tutti gli stati membri a scarso potere di fronte a organismo che opera in modo permanente cioè il Consiglio di Sicurezza composto da Stati Uniti URSS Gran Bretagna Francia e Cina membri permanenti e da 6 membri scelti ogni 2 anni tra stati minori

Costruita per porre fine a prevaricazioni dei grandi sui piccoli ONU nasceva dominata dalle due maggiori potenze mondiali intorno alla cui strategia generale gli altri stati si disponevano
Quando statuto dell’ONU venne votato tensioni tra Stati Uniti e URSS crescevano

Primo limite dell’autorità dell’ONU fu il fatto che frontiere uscite da guerra rispecchiarono i confini determinati dal limite raggiunto dagli eserciti al momento della vittoria; e anche i regimi interni furono espressione delle potenze dominanti in ciascuna sfera

I negoziati ebbero così ambito limitato
Dopo serie di negoziati a Londra settembre 1945, Mosca dicembre 1945, Parigi aprile-Luglio 1946 dove emersero contrasti tra URSS e occidentali si giunse tra luglio e ottobre 1946 a Conferenza di Parigi che definì i trattati con i satelliti della Germania: Italia, Bulgaria,Romania,Ungheria e Finlandia

Vinta guerra contro nazisti Stati Uniti si trovano in condizioni di superiorità di fronte a Europa devastata
Per combattere influenza di tendenze anti-capitalistiche e filosovietiche programmano aiuti a paesi europei

Strumento importate da novembre 1943 a Washington per pianificare aiuto per ricostruzione di zone devastate da guerra fu United Nations Relief and Rehabilitation administration (UNRRA) sotto egida delle nazioni unite ma di fatto espressione dell’intervento economico degli Stati Uniti

A prima fase 1945-46 di aiuti e influenza economica Stati Uniti segue seconda fase
Influenza sovietica nell’Europa orientale si stava consolidando con sorgere di regimi politici controllati dall’URSS; in Grecia c’era guerra civile tra forze moderate e partigiani comunisti; in Cina si stava delineando vittoria di Mao Tse Tung e dei comunisti; tra URSS e Turchia tensione; in Francia e Italia partiti comunisti forti
Quindi Stati Uniti decise d’appoggiare forze nazionali e politiche moderate per combattere influenza sovietica elaborano strategia di opposizione e contenimento del comunismo nel mondo

Questa strategia trova la sua espressione nella dottrina Truman espressa da presidente Stati Uniti in termini di guerra ideologica fra mondo della libertà e mondo del totalitarismo comunista

Per difendere sistema capitalistico e libertà Stati Uniti dovevano intraprendere azione immediata e risoluta
5 giugno 1947 segretario di stato statunitense generale Gorge C. Marshall indica in discorso linee generali della seconda fase di aiuti diretti a sostenere anche paesi dell’Europa orientale per favorire penetrazione Stati Uniti in quel settore
Unione Sovietica rifiuta e dietro sua pressione lo fanno paesi dell’Europa orientale (Polonia e Cecoslovacchia erano inclini a accettare) e anche Finlandia
3 aprile 1948 Truman firma legge che stabiliva l’European Recovery Program (ERP)
per gestione aiuti Stati Uniti 16 paesi europei senza Gran Bretagna danno vita 16 aprile 1948 a organizzazione europea di cooperazione economica (OECE)

effetti piano Marshall imponenti
1951 nei paesi dell’OECE indice della produzione industriale aveva superato il 134
aiuto statunitense da così base materiale necessaria a gruppi di dirigenti moderati europei per procedere nella ricostruzione

Grecia esce da guerra con frattura interna
Paese era stato riconosciuto da Stalin come rientrante nella sfera di influenza di potenze occidentali e in particolare di Gran Bretagna

Movimento di guerriglia egemonizzato da comunisti e sostenuto debolmente da URSS ma poi da lei abbandonato in nome di spartizione in Europa di sfere di influenza riesce a resistere fino a 1948

1949 resistenza schiacciata con appoggio Gran Bretagna e Stati Uniti

Germania diventa paese dove potenze occidentali e sovietici si trovano di fronte 

Unica manifestazione di collaborazione tra occidentali e sovietici fu celebrazione del processo di Norimberga a carico dei criminali nazisti 14 novembre 1945-1 ottobre 1946

Appena tensioni con sovietici crescono per alleati diventa meno desiderabile tenere la Germania occidentale in condizione di soggezione non definita

Si mise quindi in atto processo di riavvicinamento delle tre zone di occupazione occidentali
Evidente che occidentali stavano per trasformare loro zone in stato tedesco occidentale
Questo preoccupa Stalin che vede risorgere spettro di stato tedesco antisovietico che si sarebbe riarmato

Risposta sovietica a politica alleati in Germania trova espressione nel tentativo di bloccare Berlino occidentale tra 24 giugno 1948 e 12 maggio 1949 chiudendo accessi per via terra
Blocco fallì poiché Stati Uniti rifornirono città con gigantesco ponte aereo

Blocco spinse alleati a unificare politicamente Germania occidentale attribuendo a governo tedesco poteri civili

Questa politica sanzionata negli accordi di Washington 8 aprile 1949
Maggio definita con accordi tra tedeschi e alleati nuova costituzione del paese (legge fondamentale di Bonn)
Settembre 1949 in seguito a elezioni cattolico conservatore Adenauer personalità non compromessa con nazismo eletto cancelliere

Come occidentali nelle loro zone di occupazione anche sovietici provvidero a assicurare propria influenza
Fanno riforme strutturali; industria pesante e quelle di una certa dimensione nazionalizzate e anche banche
Grandi proprietà terriere già base della potenza della casta degli Junker furono confiscate senza indennizzo

Ottobre 1949 dopo che occidentali avevano dato vita a repubblica federale tedesca nella parte occidentale della Germania i sovietici creano repubblica democratica tedesca (DDR)

Situazione politica francese vedeva presenza dei tre maggiori partiti (comunista socialista MRP) ma anche da inevitabili contrasti che opponevano comunisti (che hanno forte successo elettorale novembre 1946) e moderati del MRP, mentre socialisti avevano atteggiamento intermedio

Maggio 1947 presidente del consiglio, socialista Remadier coglie occasione di grande vertenza sindacale appoggiata dal PCF per estromettere da governo comunisti che non ritornano

La guerra fredda:
clima internazionale e politica estera di Europa occidentale del dopoguerra (1945-1950) hanno evoluzione che mostra legame con quella politica interna dei vari stati soggetti a influenza Stati Uniti

tra 1945 e 1947 Francia e Italia vedono presenza dei comunisti nei governi in un orizzonte ancora dominato da guerra antinazista
ma quando tensione tra Stati Uniti e URSS diventa acuta sia politica interna che estera dei paesi occidentali vengono caratterizzate da lotta contro il comunismo

condizionato da paura per rinascita tedesca era stato il trattato di mutua assistenza firmato a Dunkerque 4 marzo 1947 tra Francia e Gran Bretagna
viene ampliato marzo 1948 con adesione Belgio, Olanda e Lussemburgo
i 5 paesi firmano 17 marzo 1948 il trattato di Bruxelles dando vita all’Unione dell’Europa occidentale, un organismo sotto comando inglese

nuovo trattato però non era più volto unicamente contro Germania ma aveva segno antisovietico
quindi paesi europei occidentali firmatari del trattato di Bruxelles sentendosi troppo deboli avviano trattative con Stati Uniti ormai decisi a collegare militarmente e economicamente Europa occidentale al loro destino in funzione antisovietica

obiettivo era costruzione di un’alleanza atlantica estesa al maggior numero di paesi
4 aprile 1949 si firma così a Washington il Patto Atlantico cui partecipano Francia Gran Bretagna , i 3 paesi del Benelux, Stati Uniti e Canada, Norvegia, Danimarca, Islanda, Portogallo e Italia
nel 1951 aderiscono Turchia e Grecia, nel 1954 Germania federale

Patto Atlantico (ufficialmente organizzazione del trattato dell’atlantico del nord, NATO) diviene struttura militare fondamentale nata da guerra fredda contro URSS

Firmato in Aprile dopo la ratifica dei parlamenti il patto entra in vigore agosto 1949
Esso fu la conclusione dell’egemonia che Stati Uniti avevano stabilito nell’Europa occidentale con il piano Marshall per ricostruzione economica

Integrata militarmente negli Stati Uniti Europa occidentale cerca contemporaneamente di trovare forme di integrazione proprie di tipo economico e politico
Dopo creazione dell’OECE aprile 1948 per coordinare aiuti del piano Marshall, maggio 1949 costituito per iniziativa di Gran Bretagna e Francia il Consiglio d’Europa articolato in un comitato di ministri e in un’assemblea consultiva
Poteri erano modesti; consiglio era più che altro un mezzo per consultazioni coordinate

Sua costituzione era seguita alla nascita di serie di movimenti europeistici di varia inclinazione ideologica
Ispirazione era prevalentemente antisovietica

Invece decisiva importanza assume creazione aprile 1951 su proposta Francia e con sostegno Stati Uniti della comunità europea del carbone e dell’acciaio (CECA) organismo comunitario per controllo della produzione e prezzi di carbone e acciaio

URSS affronta guerra fredda rinsaldando suo controllo politico su partiti comunisti con fondazione del COMINFORM 1947 e sui paesi dell’Europa orientale e facendo affidamento su propria superiorità militare nell’armamento convenzionale rispetto a forze esistenti nell’Europa occidentale

25 gennaio 1949 formato a Varsavia il Consiglio di Mutua assistenza economica (COMECON) da URSS, Bulgaria, Ungheria e Polonia poco dopo aderisce Albania e Germania orientale

14 maggio 1955 URSS e paesi europei a regime di democrazia popolare firmano il trattato di amicizia, cooperazione e mutua assistenza poi chiamato Patto di Varsavia

 

Italia punti di vista economico nel 1945 si trova in condizioni pesanti
Distruzioni belliche portano via 20% di patrimonio nazionale

In questa situazione c’era il problema del tipo di direzione politica e sociale da dare al paese
Italia del nord speranza che liberazione della resistenza avrebbe significato rinnovamento profondo
Così dopo liberazione con appoggio dell’amministrazione militare alleata governo di Roma afferma la continuità dello stato contro ogni proposito, sostenuto nel nord dai combattenti della resistenza di attuare per iniziativa popolare rinnovamento del vecchio stato

Questa normalizzazione favorita anche da linea perseguita da partito comunista che in coerenza con quella stabilita da Togliatti Salerno 1944 era orientato verso strategia legalitaria con speranza di inaugurare un corso di democrazia progressiva tale da aprire la strada al socialismo

 Partito liberale si presentava conservatore, voleva restaurare vecchio stato liberale e opporsi a mutamenti sociali
Partito democristiano si richiamava a partito popolare di Sturzo, era deciso a affrontare questione agraria e controllo in senso sociale della produzione pur nel rispetto della proprietà privata
Partito socialista contava sul fatto di essere stato prima espressione politica organizzata da masse lavoratrici italiane e il più forte partito di sinistra durante crisi stato liberale. Diviso tra Riformisti e Rivoluzionari nel 1945 aveva forti legami dopo resistenza, con comunisti
Partito d’azione sorto nel 1942 era l’unico nuovo. Esponenti di tendenze socialiste, borghesi radical-liberali aperti a prospettiva di moderatismo sociale

Avvenuta liberazione governo Ponimi doveva cedere potere a governo che rispecchiasse realtà dell’unificazione nazionale e pressione dei comitati di liberazione del nord
Si giunge a designazione di Parri, azionista e uno dei maggiori esponenti di resistenza 19 giugno 1945
Era compromesso tra partito democristiano, comunista, socialista, azionista, liberale, repubblicano

Nenni assume gli esteri e Togliatti la giustizia
Linea di Parri in materia economica e politica giudicata da conservatori sbilanciata a sinistra quindi liberali e democristiani si ritirano da governo determinandone caduta 24 novembre 1945 con appoggio di alleati inclini a governo più moderato

Dicembre 1945 si ha formazione primo ministero di Alcide De Gasperi che pur con partecipazione dei precedenti partiti tranne quello d’azione attua svolta in senso moderato
Forte del fatto che 1 gennaio 1946 alleati avevano restituito alle autorità italiane l’amministrazione dell’Italia del nord, De Gasperi provvede a sostituire prefetti e questori nominati dai CLN all’atto della liberazione reintegrando burocrazia centrale
Epurazione dei fascisti fu chiusa con soddisfazione dei moderati

Avvento importantissimo sono elezioni amministrative marzo-aprile 1946 che rinnovano organismi municipali e provinciali
Elezioni dimostrano che partiti di massa erano DC PCI PSIUP
Partito d’azione e liberali insuccesso

Pochi mesi dopo elezioni per assemblea costituente che avrebbe dovuto redigere costituzione dello stato, e il referendum per scelta della forma istituzionale, monarchia o repubblica
Elezioni politiche del 2 giugno danno:
DC 35,2%
PSIUPàpartito socialista italiano unione proletaria 20,7%
PCI 19%
PARTITO LIBERALE 6,8%
PARTITO D’AZIONE 1,5%

Vittoria democristiana contribuisce influenza su larghi strati popolari della chiesa schieratasi per DC

Referendum istituzionale porta a vittoria repubblicani
Come per elezioni politiche anche per referendum sud vota in senso più moderato e cioè per monarchia
DC che ufficialmente si era espressa per repubblica aveva lasciato però suoi iscritti liberi di scegliere

De Gasperi luglio 1946 dà vita a suo secondo governo
Era ancora governo di coalizione in cui erano presenti DC e PRI, PCI e PSIUP

Intanto assemblea costituente aveva iniziato lavori per testo costituzionale
Particolare valore discussione su articolo 7 che doveva sanzionare inserimento nella Costituzione degli accordi del Laterano cioè concordato tra chiesa e stato fascista del 1929
Di fronte a richiesta di De Gasperi che articolo venisse votato, Togliatti determinato a evitare frattura con DC che avrebbe reso impossibile permanenza PCI al governo annuncia voto favorevole del suo partito con argomentazione che comunisti non volevano scatenare guerra di religione tra masse in un paese a maggioranza cattolica
Quindi marzo 1947 votato con opposizione socialisti repubblicani, azionisti

Mentre PCI cercava di garantire sua permanenza al governo si produceva una frattura destinata a opporre comunisti e democristiani nel quadro di una scelta di civiltà
Prima frattura si produsse nel PSIUP già diviso tra filocomunisti e autonomisti
Gennaio 1947 capo dell’ala che si opponeva a intesa con comunisti, Saragat da vita a partito socialista dei lavoratori italiani PSLI
1948-1949 partito socialista che riprese vecchio nome PSI ha due nuove scissioni
mentre avveniva scissione saragattiana De Gasperi è nei Stati Uniti per concordare aiuti economici che diedero a DC sicurezza

maggio 1947 De Gasperi decide di liquidare governi di coalizioni con sinistre
quindici forma fine maggio il quarto governo De Gasperi, governo democristiano con partecipazione del liberale Einaudi al bilancio e di Sforza repubblicano agli esteri
il democristiano Scelba resse gli interni con propositi anticomunisti e anti operai fino al 1953
si chiudeva definitivamente la collaborazione governativa tra grandi partiti di massa sorta tra i CLN

22 dicembre 1947 Assemblea Costituente presieduta prima da socialista Saragat poi da comunista Terracini approva con 453 voti contro 62 il testo della nuova costituzione repubblicana che entra in vigore 1 gennaio 1948
matrice fondamentale era l’antifascismo
suoi contenuti esprimono compromessi tra principi generali del liberalismo democratico e le istanze sociali avanzate dai partiti di sinistra e dalla DC

i grandi principi liberali (i diritti dell’uomo cioè libertà politiche e civili, sovranità popolare, separazione dei potero) furono messi a fondamento di una concezione che si allargava al riconoscimento di diritti sociali; questo indicava la coscienza storica di nuovo peso acquistato dalle masse lavoratrici
vennero introdotti il diritto al lavoro (e sul lavoro fu fondata la repubblica) le disposizioni a tutela dei lavoratori, il diritto di sciopero
di particolare importanza fatto che si affermasse la possibilità di procedere a nazionalizzazioni e di porre limiti alla tutela della proprietà privata
si arrivava a contemplare eventualità di espropri dietro indennizzo

per quanto riguardava istituzioni parlamentari costituzione stabiliva secondo i principi del bicameralismo e sulla base del suffragio universale esteso a entrambi i sessi la formazione di due assemblee: Camera dei deputati e Senato
a loro spettava approvazione leggi e concessione della fiducia al governo che era composto da presidente del consiglio dei ministri e dai ministri, veniva nominato dal capo dello stato, il presidente della repubblica
ministri erano proposti dal presidente del consiglio
presidente della repubblica eletto da assemblee legislative in seduta congiunta e durava 7 anni

innovazione era la formazione delle regioni accanto a province e comuni
si voleva così combattere centralismo burocratico di origine napoleonica fatto proprio da stato liberale e poi fascista
regioni chiamate a esercitare poteri amministrativi e legislativi nel proprio territorio limitatamente a certi settori

potere giudiziario riconosciuto autonomo e indipendente dagli altri poteri

per risolvere problema della conformità delle leggi con testo costituzionale creata la Corte costituzionale per dirimere controversie in materia
importante elemento creato a tutela della sovranità popolare era istituto del referendum popolare avente poteri di abrogare una legge in toto o in parte salvo in materia di tributi, di bilancio, di amnistie e di ratifica di trattati internazionali

rapporti tra stato e chiesa improntati a riconoscimento da parte dello stato della chiesa come ordinamento giuridico indipendente e sovrano e quindi dell’esistenza di una sfera di rapporti sottratta alla competenza dello stato

varata, la costituzione rimane per molti anni disattesa in molte delle parti più innovatrice per resistenza delle forze moderate

divisione Europa in due sfere di influenza fondamentali ebbe conseguenze quindi su politica interna italiana
opinione pubblica era spaccata
scelta per DC era anche scelta a favore dell’occidente
scelta PCI e socialisti era a favore dell’oriente

18 aprile 1948 elezioni politiche generali: vittoria DC clamorosa
detentore della maggioranza assoluta alla camera dei deputati De Gasperi avrebbe potuto formare governo monocolore democristiano
abilmente volle evitare di sostenere da solo responsabilità del potere in situazione sociale e politica ancora difficile quindi offre a partiti minori PLI-PRI-PSDI di prendere parte al governo

inizia così maggio 1948 un governo quadripartito sotto controllo DC
iniziava la fase storica cosiddetta del centrismo

nel 1948 si ha scissione della CGIL risorta come organismo sindacale unitario di tutti i lavoratori nel 1941
occasione prima della scissione sindacale fu crisi politica che investe il paese dopo che 14 luglio studente nazionalista anticomunista Pallante spara a Togliatti ferendolo
reazione lavoratori immediata
l’ Italia era alle soglie della guerra civile ma dirigenti PCI e in particolare Togliatti si oppongono a insurrezioni quindi agitazione si spegne
CGIL 14 luglio proclama sciopero generale di protesta questo da occasione a sindacalisti cattolici che accusano CGIL di filocomunismo di attuare settembre 1948 una prima scissione cui fa seguito giugno 1949 una seconda dei social-democratici e repubblicani

Ormai la guerra fredda all’interno dell’Italia non era solo una realtà di fatto ama anche si esprimeva sul piano politico e sindacale

 

Al settimo congresso del PCI cinese Mao afferma che comunisti erano pronti  a entrare in governo di coalizione sulla base di un programma di rinnovamento democratico politico e sociale della nazione ma Chiang sabotò ogni progetto di coalizione reale

1 ottobre 1949 Mao proclama a Pechino la repubblica popolare cinese

 

la decolonizzazione: si sviluppa nei primi anni del secondo dopo guerra nel medioriente e in Asia sud orientale
Inglesi che durante seconda guerra avevano cercato strategia di accordo tra paesi arabi per esercitare su di essi influenza si erano proclamati nel 1941 disposti a favorire unità di quei paesi e avevano promesso appoggio
Quindi settembre-ottobre 1944 la conferenza araba di Alessandria porta a formazione di una Lega degli stati arabi con fini di cooperazione promossa da Egitto- Trans-Giordania-Irak, Libano, Arabia saudita e Yemen
Marzo 1945 al Cairo si arriva a approvazione di una carta della lega araba

Mentre Gran Bretagna si atteggia a protettrice degli arabi Francia perseguiva politica più dura ma era troppo debole per avere successo in questa linea repressiva osteggiata da Gran Bretagna e Stati Uniti
Dopo scontri armati con nazionalisti locali truppe Francia dovettero lasciare Siria e Libano
Giugno e Agosto 1946 truppe Francia e Gran Bretagna evacuano la regione i due paesi ottengono l’indipendenza

Una questione di estrema gravità che riguardava il Mediooriente ma che per suoi riflessi toccava opinione pubblica mondiale era quella della Palestina e del ruolo che in essa avrebbero avuto arabi palestinesi e immigrati ebrei

In Palestina la lotta terroristica di estremisti ebrei contro Inglesi divenne costante
Rapporti tra arabi e ebrei erano pessimi
Infine Gran Bretagna decise di lasciare alle nazioni unite la decisione relativa al futuro della Palestina e annuncia che 15 maggio 1948 si sarebbe ritirata da regione
All’atto del ritiro delle truppe inglesi da parte ebraica viene proclamata 14 maggio 1948 la nascita dello stato di Israele
Questa soluzione considerata dagli arabi atto di forza intollerabile perché fondazione stato ebraico avrebbe significato emarginazione religiosa,politica, sociale ed economica della maggioranza araba che già costituiva elemento socialmente inferiore della regione
Tra 15 maggio 1948 e 25 gennaio 1949 si ha primo conflitto tra israeliani e arabi
Forze arabe che comprendevano oltre ad armate palestinesi anche truppe dei vari stati mediorientali mal guidate furono sconfitte

 

 

 

Quasi un milione di palestinesi espulsi dalla propria terra andarono incontro a vita miserabile nei campi profughi messi a disposizione dai governi arabi con l’aiuto dell’UNRRA
Iniziava così conflitto tra arabi e israeliani in medio Oriente destinato a diventare sempre più acuto

Venendo all’Asia, secondo dopoguerra vede indipendenza India
1942 inglesi avevano promesso all’India lo Statuto di Dominion alla fine della guerra offerta che però era stata respinta dai capi del nazionalismo che voleva l’indipendenza

accanto a problema  del rapporto tra India e Gran Bretagna c’era grave problema interno, quello dei rapporti tra indù e musulmani. Questi ultimi consideravano con preoccupazione un futuro che vedesse in un’India unita  musulmani ridotti a minoranza culturalmente, socialmente e religiosamente oppressa

inglesi dal canto loro utilizzano contrasto per perpetuare proprio dominio tra le proteste di Gandhi che chiedeva indipendenza subito e non dopo la fine della guerra
15 agosto dichiarazione di indipendenza dell’India

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’OCCIDENTE SOTTO LA LEADERSHIP DEGLI STATI UNITI

Aiuti Stati Uniti ruolo importante nella ricostruzione delle economie europee e usati per costruire agli occhi di europei un’immagine di un capitalismo che a differenza di quello che aveva trascinato vecchio continente nella rovina, esisteva possente al di là dell’Atlantico e pronto a inaugurare era di progresso, solo che se ne fosse accettata la leadership

Stati Uniti sentivano ruolo come missione cui li chiamava la storia
Erano più grande centro dell’industrialismo, superiorità militare rispecchiata nel monopolio dell’arma atomica

A indomani di sconfitta di Germania e Giappone Stati Uniti avevano intrapreso smobilitazione in massa e riconversione della produzione di guerra

Metà 1947 conclusa la riconversione, la piena occupazione con 60 milioni di posti di lavoro era indice di prosperità della nazione
Ma punto debole: le spese di governo erano fortissime con insufficienti introiti fiscali e quindi disavanzo del bilancio che alimentava inflazione

1948 elezioni presidenziali di Truman che nell’aprile 1945 morto Roosevelt gli era succeduto. Egli riuscì a farsi rieleggere grazie a appoggio di sindacati.
Egli potè far approvare da un congresso a maggioranza democratica ma con forti opposizioni alcuni punti del suo programma riformistico (aumento dei minimi salari e edilizia popolare)
Scoppio della guerra di Crimea dove comunisti del nord e alleati degli Stati Uniti al sud si affrontano militarmente, ha ripercussioni all’interno dell’unione e cambia i termini del confronto politico negli Stati Uniti

Truman aveva con la sua dottrina in politica estera indicato volontà americana di fronteggiare Unione sovietica (politica del containment)
Piano Marshall aveva completato sotto aspetto economico leadeship Stati Uniti nel mondo non comunista
Intanto guerra fredda era esplosa rendendo attuale pericolo di nuova guerra
Punto di crisi acuto divenne la Corea

Corea in base accordi fra grandi potenze era stata divisa lungo 38° parallelo
A nord territorio occupato da truppe sovietiche e si era formato governo presieduto da un comunista che aveva guidato guerriglia antigiapponese
A sud c’era governo con a capo un nazionalista conservatore Rhee

Crisi coreana cade in momento di deterioramento rapporti tra occidente e unione sovietica
Aprile 1949 si era formato Patto atlantico
Agosto URSS aveva fatto scoppiare sua prima bomba atomica ponendo fine a monopolio Stati Uniti
Gennaio 1950 Truman decide che Stati Uniti dovessero procedere a fabbricazione bomba all’idrogeno per riacquistare supremazia

Tensione coree aveva radici in due fattori collegati
Né Corea del nord che quella del sud erano disposte ad accettare divisione del paese
Gli scontri di frontiera erano continui
Mentre quindi entrambe le parti si preparavano a un conflitto i nord coreani che avevano conseguito superiorità militare grazie ad aiuti sovietici 25 giugno 1950 passano in forze la frontiera superando 38° parallelo con scopo di occupare la parte nord della Corea  del sud e determinare crollo del regime di Rhee

Con avanzata lampo nord coreani arrivano a sobborghi della capitale del sud Seul
Tensione internazionale si aggrava

Truman decide di far intervenire truppe Stati Uniti ma autorizza anche attacchi contro Corea del nord
Comandante supremo nominato Mac Arthur
Azione Stati Uniti avallata anche da nazioni unite a maggioranza

Dopo aspri combattimenti Mac Arthur inizi ottobre raggiunge 38° parallelo e lo supera
A questo punto svolta drammatica
Cina di Mao non potendo tollerare crollo del regime nordcoreano interviene con volontari

Inizi gennaio 1951 cinesi erano di fronte a Seul
Mac Arthur pensa di ricorrere a bomba atomica contro Cina e mostra insofferenza verso politica rinunciataria del governo di Washington

Truman reagisce fermamente: intendeva impedire che un generale dettasse le proprie condizioni al potere politico
Quindi 9 aprile 1951 lo destituisce sostituendolo con Ridgway

Dopo che combattimenti si erano allentati si iniziano negoziati

10 luglio 1951 a Kaesong prese avvio conferenza per pace che dura 2 anni e finì con armistizio che ricostituiva lo status quo ante

 

 

conseguenze guerra Corea sono importanti per rapporti tra occidente e oriente
in Europa rafforza la NATO
agitando pericolo che in Europa potesse aversi attacco da est analogo a quello che Corea del nord aveva lanciato contro sud, Stati Uniti premono per iniziare riarmo Germania occidentale
si giunge quindi 27 maggio 1952 a firma del trattato di Parigi che istituì comunità europea di difesa (CED) con partecipazione militare tedesca sotto comando Stati Uniti creato 1951
si avviano contatti con regime Franco e si danno aiuti militari a Spagna, si danno aiuti a regime di Tito in rotta con URSS

anche in Asia conseguenze guerra corea considerevoli
Stati Uniti che avevano criticato politica Francia in Vietnam appoggiano ora con aiuti lotta contro comunista Ho-Chi-minh nel quadro di confronti in tutti i settori contro i rossi
Muta anche atteggiamento verso Giappone in cui Stati Uniti se non riarmo del paese favoriscono svolta interna conservatrice e anticomunista (nel determinare nuova politica contro Giappone stavano preoccupazioni per vittoria di Mao in Cina 1949)

Nella conferenza di San Francisco 1951 firmato il trattato di pace con Giappone
Infine settembre 1951 Stati Uniti firmano patto di sicurezza del Pacifico con Australia e nuova Zelanda (ANZUS)

Altrettanto gravi le ripercussioni della guerra fredda culminata nella guerra calda di Corea su politica interna e su clima civile e ideologico di Stati Uniti
A tensione politica ideologica e strategica con URSS si aggiungeva perdita di sicurezza per fine del monopolio di bomba atomica
Scoppio bomba sovietica accolto in Stati Uniti da parte dell’opinione pubblica come minaccia
In questa situazione inizia caccia alle streghe. Vi furono epurazioni e messe al bando dalla vita comune
Un processo che suscita reazioni in tutto il mondo fu quello contro coniugi Rosenberg accusati di aver fornito a sovietici segreti atomici e condannati a morte

Capo della caccia alle streghe era senatore Mc Carthy appoggiato da Nixon
Repubblicani decisi a varare politica conservatrice per strappare presidenza a democratici alle elezioni 4 novembre 1952 presentano candidatura del popolarissimo generale Eisenhower che si impone

 

 

1 novembre Stati Uniti avevano fatto esplodere prima bomba all’idrogeno nell’atollo di Eniwetok nel Pacifico
trionfo di Eisenhower volle dire formazione di un governo espressione diretta dei grandi esponenti del capitalismo
segretario di stato era Dulles

spinta che porte Eisenhower al potere fu determinata da ondata di moderatismo e desiderio di lotta al comunismo
all’interno il maccartismo trionfava; mentre in politica estera si sostituì a dottrina del contenimento dell’espansionismo sovietico quella assai più pericolosa dell roll back cioè della riconquista di posizioni entro la stessa zona di influenza sovietica

primi anni presidenza Eisenhower vedono prima culmine e poi declino del maccartismo
senza più limiti senatore Mc Carthy diffonde sospetto anche su membri influenti del settore della difesa facendo credere che esercito avesse infiltrati filocomunisti
reazione forze armate vigorosa. Il senatore della caccia alle streghe dovette ritirarsi

Prosperità economica Stati Uniti porta 1956 a rielezione di Eisenhower
Ma anni seguenti svelano tensioni interne legate a diritti civili e a peggioramento situazione economica
Questione dei neri e della loro integrazione emerge
Maggio 1954 corte suprema aveva condannato discriminazione scolastica a danno dei neri
Negli stati del sud sentenza accolta dai bianchi come prevaricazione contraria alla propria autonomia
Disordini nel 1956 a Little Rock nell’Arkansas dove il governatore locale assume guida alla resistenza all’integrazione scolastica

Eisenhowar invia truppe federali costringendo le autorità a rispettare integrazione
1957 fu anno della recessione . Produzione industriale andava incontro a difficoltà
la ricostruzione degli apparati produttivi in Europa e Giappone, la comparsa di una concorrenza internazionale diminuivano possibilità di esportazione e riducevano possibilità nel mercato interno
altro fattore era comparsa dell’automazione cioè minore impiego manodopera

 

 
estate 1958 i disoccupati erano 5.300.000
il 1957 fu per Stati Uniti anno del trauma per comparsa nel cielo di satellite artificiale sovietico (sputnik)
Stati Uniti timore di aver perso primato scientifico-tecnologico nel settore aerospaziale

Si da nuovo impulso a ricerche scientifiche e a investimenti nel settore, sforzi per migliorare insegnamento
1958 Stati Uniti lanciano un satellite

In Italia dopo elezioni 18 aprile 1948 con trionfo Dc, timone tenuto da De Gasperi
L’accordo quadripartito caratterizza periodo successivo a 1948

Tra 1948 e 1953 si succedono 3 governi De gasperi, di coalizione con appoggio dei 4 partiti di centro
I partiti di sinistra si trovano di fronte a difficoltà: vittoria della DC lascia il PCI e il PSI in una sorta di ghetto

De Gasperi dopo che nel 1945-1948 era stato bloccato ogni rinnovamento politico e sociale che facesse perno sulle forze più avanzate della resistenza, sentiva che struttura sociale e economica doveva essere rinnovata per iniziativa delle forze moderate

Attuata nel 1948 una riforma agraria ma non risolve questione meridionale

Una legge destinata ad avere conseguenza sul sud d’Italia fu quella che istituì agosto 1950 una cassa per il Mezzogiorno con obiettivi creare rete di infrastrutture che avrebbero costituito presupposti per sviluppo economico stimolando formazione di settori di agricoltura moderna ma risultati modesti

Fattori che avevano determinato vittoria DC cioè anticomunismo e promessa di aiuti Stati Uniti, convergere verso DC dei conservatori erano venuti progressivamente meno
Strada per rinsaldamento DC De Gasperi la vide in una nuova legge maggioritaria per aumentare seggi dei partiti di centro
Legge introduceva una riforma in base alla quale i partiti apparentati che avessero ottenuto il 50,01% dei voti avrebbero avuto alla camera dei deputati il 65% dei seggi
Legge fu battezzata dalle sinistre legge truffa

 

 

Elezioni si svolgono 7 giugno 1953:
la DC perde rispetto a 1948 quasi 2 milioni di voti passando al 40,1%
sinistre hanno grande successo passando dal 31% al 35,3%

elezioni 1953 determinano fine leadership di De Gasperi
a luglio un governo, l’ultimo da lui formato non ottiene fiducia dal parlamento

i 5 anni della seconda legislatura 1953-1958 sono poco incisivi dal punto di vista politico e segnano arresto delle riforme di ampia portata
fallito tentativo di De Gasperi seguono 5 governi di cui ben 3 monocolore
elezioni maggio 1958 non segnano grandi variazioni rispetto al 1953
DC che non poteva presentarsi a elettori con incisive riforme ma poteva vantare a proprio merito sviluppo economico del paese si presenta come partito della stabilità quindi guadagna voti
Grande successo di PSI
Se sul piano politico e legislativo anni tra 1953 e 1958 furono incolori, importanti furono progressi economici del paese

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’URSS E LE DEMOCRAZIE POPOLARI
DA STALIN A KRUSCEV

5 marzo 1943 Stalin muore
per gruppo dirigente sovietico si apre fase difficile data illimitata autorità personale di cui Stalin aveva goduto
7 marzo 1953 Malenkov fu nominato presidente del consiglio ma in posizione di comprimario accanto a Beria, capo della polizia e del Ministero degli interni, Molotov vecchio dirigente della politica estera, marescialli Bulganin e Voroschilov, economista Kruscev
si parla di direzione collettiva

fine dominio staliniano porta con sé desiderio di allentamento del terrore e di innalzamento del tenore di vita
segno della lotta all’interno del gruppo dirigente fu eliminazione fisica di Beria accusato di essere stato al servizio del capitalismo straniero dicembre 1953
febbraio 1955 per accusa che abbandono della supremazia dell’industria pesante metteva in pericolo forza URSS, Malencov sostituito da Bulganin mentre Kruscev eletto settembre  1953 segretario del PCUS e che controllava macchina organizzativa del partito faceva da mediatore tra tendenza liberalizzatrice e quella più legata a passato staliniano diretta da Molotov

morte Stalin fa esplodere questione dei rapporti tra URSS e paesi Europa orientale
Germania orientale giugno 1953 insurrezione operaia e popolare per basso tenore di vita in contrapposizione a quello crescente di Germania occidentale ma stroncata
Ristabilita con forza e con miglioramenti salariali situazione in Germania nel 1953 negli altri paesi di democrazia popolare si fanno sentire effetti della relativa liberalizzazione nell’URSS

Dirigenti sovietici consapevoli che tensione con Jugoslavia in seguito a rottura 1948 voluta da Stalin, era cosa da eliminare per creare nuovo corso nell’Europa orientale
Maggio 1955 una delegazione sovietica ad alto livello composta da Bulganin, Kruscev e Mikoyan si reca a Belgrado e riconosce responsabilità sovietica per rottura 1948 e si arriva 3 giugno a dichiarazione comune in cui si affermava principio che le questioni delle forme diverse di sviluppo socialista riguardavano ciascun paese preso individualmente

Imboccata strada di una destalinizzazione di fatto, Kruscev ormai leader del gruppo dirigente sovietico, dà a essa volto teorico nel corso del XX congresso del PCUS 14-15 febbraio 1956 dove tenne 2 rapporti uno pubblico e uno segreto per soli dirigenti

Nel primo  dice che in conseguenza della potenza dell’Urss e altri paesi orientali si poteva lanciare politica di coesistenza pacifica con paesi capitalisti, migliorando relazioni
In più su piano della strategia politica sostiene che partiti comunisti dei paesi occidentali per giungere al potere potevano evitare la guerra civile e usare strumenti della democrazia parlamentare (ponendo fine a un capitolo della teoria leninista)

Nel rapporto segreto (reso poi pubblico da Stati Uniti ) demolì figura Stalin
Ne attacca culto della personalità, lo descrive come despota
Al tempo stesso sostiene che sue scelte fondamentali erano state giuste nella lotta contro opposizioni interne e che nonostante crimini da lui commessi società sovietica  era stata sana nei suoi fondamenti
Voleva eliminare gli eccessi, senza mettere in discussione struttura del potere sovietico

Destalinizzazione ha drammatiche conseguenze in Polonia
Si giunge a amnistie di vittime dello stalinismo. Tra liberati Gomulka
Ma crisi si aggrava quando nel centro industriale di Poznan fine giugno 1956 inizia sciopero di massa sviluppatosi in rivolta antisovietica appoggiata da chiesa cattolica
Ottobre dopo resistenza iniziale di Kruscev, Gomulka fu elevato a guida del partito e del paese

Dal canto suo governo polacco ribadì alleanza con URSS necessaria per conservare la stessa integrità territoriale del paese
Regime polacco cerca intesa con chiesa cattolica concedendole una libertà di azione precedentemente negata

Un vero e proprio crollo del regime comunista si ha fine 1956 in Ungheria dopo destalinizzazione
Qui denuncia fatta da Kruscev a eccessi vede intellettuali protagonisti nel radicalizzare lo scontro
Circolo Petofi diviene centro di opposizione al regime

 

 

 

Scheda articolo

Area tematica : Storia | Argomento : Storia contemporanea tutto di tutto | Indice argomenti

Fonte articolo : www.scicom.altervista.org/storia.html | Autore : se non specificato nell'articolo non è stato specificato nel documento |

tipo origine articolo : documento word | Data pubblicazione : 15/1/11

 

    Appunti storia contemporanea

 

L’Italia in Guerra. Cap. 1

Entrata in guerra nel 1940 sull’onda dei primi travolgenti successi hitleriani, fidando in un esito rapido e nell’acquisizione di sicuri vantaggi territoriali, l’Italia si trovò ad affrontare invece un conflitto lungo e rovinoso. Il peso dell’impegno bellico, aggravato dalla mancanza di adeguata preparazione sul piano militare, il ruolo subordinato rispetto agli alleati tedeschi, i bombardamenti, le privazioni, logorarono progressivamente il consenso al regime fascista anche in ambienti in origine favorevoli o comunque non ostili a Mussolini. Nel corso del 1943, mentre le sorti del conflitto si facevano via via più difficili per lo schieramento nazi-fascista,  autorevoli rappresentanti delle classi dirigenti italiane – soprattutto dopo lo sbarco anglo-americano in Sicilia – valutarono l’opportunità di uno sganciamento dell’Italia dall’alleanza con la Germania hitleriana. Il 25 luglio 1943 Vittorio Emanuele III destituì e fece arrestare Mussolini, messo in minoranza alla riunione del Gran Consiglio del Fascismo. Manifestazioni di gioia accolsero nel paese la caduta del regime, ma la diffusa richiesta di pace venne disattesa dalla dichiarazione del maresciallo Badoglio, nuovo capo del governo, secondo cui la guerra sarebbe continuata a fianco degli alleati tedeschi. Intanto si avviavano le trattative segrete con gli Alleati anglo-americani per la conclusione dell’armistizio firmato il 3 settembre e reso noto l’8. Nessun piano era stato tuttavia predisposto per arginare la prevedibile reazione tedesca di fronte al ritiro unilaterale da parte degli alleati italiani. Mentre il re e la corte abbandonavano precipitosamente Roma diretti a sud, l’esercito fu lasciato senza direttive, esposto su tutti i fronti alle vendette delle truppe hitleriane; i tedeschi che, ufficiosamente informati delle intenzioni italiane, avevano fatto affluire cospicue forze al Brennero, occuparono la parte centro.settentrionale dell’Italia, la quale venne in tal modo spezzata in due, con la formazione di due entità statali: il Regno del Sud e la Repubblica sociale italiana. Nell’Italia meridionale liberata era inoltre presente con funzioni di controllo, il governo militare alleato. Dall’inizio del’44 si aggiunse come quarto “centro di governo” il Comitato di liberazione nazionale Alta Italia (Clnai) che coordinava le attività della Resistenza, organizzata immediatamente dopo l’8 settembre nelle zone occupate dai nazi-fascisti. La realtà di un’Italia così lacerata si innestava sulla preesistente strutture frammentata e composita della società italiana, il cui vario articolarsi può essere colto per scorci significativi. Una prima componente era rappresentata dalla classe operaia del Nord, soprattutto del “triangolo industriale” (Milano, Torino, Genova), su cui il fascismo aveva agito con spinte contraddittorie, insieme oppressive e innovative, e su cui ora si scatenava la pressione terroristica degli occupanti nazisti. Vi erano poi le popolazioni agricole delle regioni centrali, dove il sistema prevalente della mezzadria – basato sull’esistenza di famiglie molto numerose, composte da più coppie di diverse generazioni – aveva tradizionalmente assicurato la stabilità sociale, messa ora in crisi dalle difficoltà della guerra che spingevano le famiglie mezzadrili a una serie di rivendicazioni e a un nuovo ruolo di protagonismo. Infine, vi erano le popolazioni dell’Italia meridionale, legate ad una economia agricola per lo più arretrata, perpetuatrice di antichi mali e do miseri livelli di vita, che contrassegnavano anche la “capitale” Napoli, città dai dirompenti contrasti sociali.

Resistenza e liberazione Cap. 2

Gli anni 1943-45 furono, seppure in diverso modo, drammatici per l’Italia divisa: in primo luogo per il Centro-nord, teatro dello scontro tra nazifascisti e Resistenza, ma anche per il Sud, dove al perdurante problema della miseria diffusa, ora aggravata dalla guerra, si rispose per lo più con l’usuale metodo della repressione. Ma furono anche anni decisivi per l’Italia, tra il crescere della lotta partigiana fino alla liberazione e serrato confronto politico che vide protagonisti soprattutto gli Alleati, il Partito comunista e la Democrazia cristiana, in vista non solo delle scelte del momento a anche del futuro assetto del paese. Per comprendere la dinamica degli eventi e l’interagire delle forze attive sulla scena politica italiana, occorre fare riferimento ad un quadro internazionale dominato dalla alleanza fra rivali che intercorse fra Anglo-americani e Sovietici, uniti nello sforzo di battere militarmente il nazismo, ma concorrenziali nel definire i reciproci rapporti di forza su cui si sarebbe basato l’ordine mondiale all’indomani della guerra. Gli Alleati guardavano con preoccupazione all’influenza che avrebbe potuto esercitare il movimento resistenziale, dove i comunisti rappresentavano la forza più solida e organizzata, sulla futura costituzione del paese. Di qui, il difficile rapporto tra Resistenza e Alleati, che in vari modi tentarono di controllare l’autonomo sviluppo della lotta partigiana e che di fronte alla maturità del movimento insurrezionale culminato nell’aprile 1945 cercarono di far pesare la loro autorità, direttamente o attraverso l’appoggio dato alle forze più moderate e conservatrici. Questo atteggiamento ebbe importanti conseguenze sulla strategia adottata dal Partito comunista, il cui leader, Palmiro Togliatti, puntava sì ad una netta rottura di continuità nei confronti del passato liberale prefascista, ma nello stesso tempo riconosceva realisticamente l’impraticabilità della prospettiva rivoluzionaria in un’Italia assegnata, sulla base dell’accordo spartitorio tra le grandi potenze, alla sfera di influenza anglo-americana. Questa valutazione si espresse nella linea politica dell’unità di tutte le forze anti-fasciste, una linea politica che poneva al primo posto la lotta per la liberazione dell’Italia e che rimandava a una seconda fase la realizzazione di una piena democrazia, dove le forze popolari avrebbero dovuto essere il soggetto politico-sociale egemone. La subordinazione di tutti gli altri obiettivi all’alleanza con le forze moderate è evidente nelle scelte del Partito comunista di fronte al vasto movimento di lotte contadine avviato al Sud nell’autunno 1944, che pure poteva avvalersi di una serie di provvedimenti legislativi favorevoli, emanati dal ministro dell’Agricoltura del Regno del Sud, il comunista Fausto Gullo. Ma la riforma Gullo, che aveva immediatamente provocato reazioni da parte delle tradizionali forze dominanti nel Mezzogiorno, non venne adeguatamente sostenuta dal Partito comunista, per timore di mettere in crisi i delicati equilibri raggiunti in sede nazionale con le altre forze politiche, in primo luogo la Democrazia cristiana. Quest’ultima, primo nucleo del futuro partito di massa dei cattolici, fu in un serto senso meno attiva degli altri due soggetti protagonisti nel biennio ’43-45, ma seppe tuttavia inserirsi abilmente negli spazi che le venivano aperti dalla strategia togliattiana. Sotto l’abile guida di Alcide De Gasperi, grazie all’appoggio del Vaticano, in quegli anni la Democrazia cristiana pose le premesse per diventare un grande partito interclassista e soprattutto si accreditò, sia al Nord che al Sud, come la formazione politica in grado di meglio garantire, al posto del vecchio Partito liberale, un modello di sviluppo rispettoso degli interessi del capitalismo italiano.

L’assetto postbellico, 1945-48

Se il periodo della Resistenza aveva visto la superiorità delle forze di sinistra, più attive nella lotta e politicamente più consapevoli, questa situazione si capovolse dopo la guerra. Gli anni dal ’45 al ’48 – che videro la nascita della nuova Costituzione repubblicana – sono contrassegnati dalla fine dell’unità fra i partiti antifascisti e dei governi di coalizione formati durante e immediatamente dopo la Resistenza. La rottura avvenne nel 1947, quando i partiti della sinistra, dopo una fase di progressivo logoramento dei rapporti fra le diverse forze politiche e di forti tensioni sociali nel paese, furono estromessi dal governo. Il radicalizzarsi dello scontro tra fronte capitalista e movimento operaio, tra forze moderate e forze di sinistra, ancora sotto la decisiva influenza della situazione internazionale, ebbe come esito il permanere dei tradizionali apparati dello Stato e dell’amministrazione centrale – presentava notevoli elementi di continuità col passato. Le elezioni del ’48, in cui si fronteggiarono Democrazia cristiana e schieramento di sinistra e che videro la netta vittoria della prima, chiusero definitivamente le aspettative di chi aveva percepito nella Resistenza un fattore capace di determinare una autentica cesura nella storia dell’Italia contemporanea. Nella svolta un peso notevole ebbero gli interessi della classe imprenditoriale. Fugati i timori di una possibile rivoluzione, che, al di là della strategia moderata del Partito comunista, non poteva fondarsi su una reale coscienza rivoluzionaria del proletariato italiano, gli industriali operarono attivamente per limitare il potere sindacale nelle fabbriche e disporre di piena libertà d’azione. In questo disegno essi trovarono il sostanziale appoggio della Democrazia cristiana, la quale, pur presentando al proprio interno posizioni articolate, soprattutto sul problema delle riforme sociali, si riconobbe unitariamente nel programma di De Gasperi, i cui punti essenziali erano l’adesione al sistema capitalistico occidentale e ai principi della democrazia rappresentativa, il netto rifiuto del comunismo, il richiamo ai valori della morale cattolica e della famiglia. Di fronte alla chiarezza e alla determinazione con cui si mosse lo schieramento moderato, le forze di sinistra non furono in grado di opporre  una strategia adeguata, anzi lasciarono spazio all’iniziativa di una intraprendente Democrazia cristiana, che si impose nella conquista del consenso dei ceti medi. I motivi erano molteplici: la difficoltà di conciliare le esigenze di una rapida ricostruzione con la tutela degli interessi dei lavoratori; il richiamo ideologico all’Urss in piena “guerra fredda”, mentre l’Italia era saldamente ancorata la mondo occidentale; la stessa strategia della maggiore forza sinistra, il Partito comunista di Togliatti, che privilegiò a ogni costo il rapporto con la Dc, considerata come una forza popolare sul piano parlamentare, lasciando al grande potenziale di lotta dei lavoratori la rivendicazione di obiettivi immediati e circoscritti, che non coinvolgevano il problema dei rapporti di forza tra le classi.

 

 

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Area tematica : Storia | Argomento : Storia contemporanea tutto di tutto | Indice argomenti

Fonte articolo : www.scicom.altervista.org/storia.html | Autore : se non specificato nell'articolo non è stato specificato nel documento |

tipo origine articolo : documento word | Data pubblicazione : 15/1/11

 

     

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