Sport invernali tutto di tutto

     

    Sport invernali tutto di tutto


    Tratto da wikipedia : gli sport invernali comprendono tutte le discipline sportive che si svolgono su ghiaccio o su neve, tradizionalmente praticate durante il periodo invernale nei paesi alpini, nell'Europa settentrionale e orientale, in Nord America e in Giappone.

    La massima competizione internazionale degli sport invernali sono i Giochi olimpici invernali, nel cui programma sono inseriti i principali sport (anche se non tutti) che si praticano su neve e ghiaccio. Negli ultimi decenni del XX secolo l'introduzione di materiali sintetici che consentono lo scivolamento come sulle superfici innevate o ghiacciate, la costruzione di impianti sportivi al coperto e la diffusione dei sistemi per l'innevamento artificiale hanno permesso di estendere la pratica degli sport invernali ad altri periodi dell'anno e a zone dove il clima o la mancanza di alture naturali non ne consentirebbero lo svolgimento.

     

 

Sport sul ghiaccio

 

Gli sport sul ghiaccio vengono praticati su superfici piane, spesso da atleti muniti di pattini, oppure su percorsi in discesa con mezzi adatti allo scivolamento.

I principali sport sul ghiaccio sono:

  • Bandy - antenato dell'hockey su ghiaccio
  • Bob - discesa su pista attrezzata con una slitta carenata dotata di pattini
  • Corsa su slittino - corsa praticabile da chi ha disabilità motorie
  • Curling - sport di squadra simile alle bocce giocato con grosse pietre
  • Hockey su ghiaccio - hockey giocato su pattini
  • Hockey su slittino (sledge hockey) - hockey giocato su slitte, praticabile da chi ha disabilità motorie
  • Ice cross downhill - discesa libera con pattini in linea
  • Pattinaggio a vela sul ghiaccio - i pattinatori sfruttano la propulsione del vento impugnando una vela
  • Pattinaggio di figura - pattinaggio artistico, danza e sincronizzato
  • Pattinaggio di velocità - corsa
  • Short track - corsa su pista corta
  • Skeleton - discesa su slitta dotata di pattini, in posizione prona con la testa avanti
  • Slittino - discesa su slitta dotata di pattini, in posizione supina con la testa dietro
  • Vela sul ghiaccio (ice flying) - praticato con scafi dotati di pattini e di una vela da windsurf

 

Sport sulla neve

 

Snowboard e sci alpino

Gli sport sulla neve richiedono generalmente l'uso di sci o altri attrezzi di scivolamento.

I principali sport sulla neve sono:

  • Biathlon - sci di fondo con sessioni di tiro a segno
  • Carving - discesa con sci sciancrati ad effetto autosterzante
  • Combinata nordica - abbinamento di sci di fondo e salto con gli sci
  • Chilometro lanciato - sci di velocità
  • Freestyle - sci acrobatico con salti ed evoluzioni
  • Salto con gli sci - discesa da un trampolino e salto
  • Sci alpino - sci da discesa
  • Sci alpinismo - fusione di sci alpino e alpinismo
  • Sci di fondo - marcia sugli sci
  • Sci orientamento - orientamento praticato con sci da fondo
  • Skibike - sci da discesa con una bicicletta munita di sci al posto delle ruote
  • Skiboard - sci corti e sciancrati per evoluzioni carving e freestyle
  • Ski archery - sci di fondo con sessioni di tiro con l'arco
  • Sleddog - cani da slitta
  • Snowboard - evoluzione della tavola da surf portata sulla neve
  • Snow bike - mountain bike sulla neve
  • Telemark - sci da discesa tradizionale della regione norvegese del Telemark

 

Sport olimpici

 

L'attuale programma olimpico invernale comprende i seguenti sport:

  • Biathlon, introdotto nel 1960
  • Bob, presente sin dai I Giochi olimpici invernali ma non disputato nel 1960
  • Combinata nordica, presente sin dai I Giochi olimpici invernali
  • Curling, presente ai I Giochi olimpici invernali, sport dimostrativo nel 1932 e nel 1992, reinserito ufficialmente nel programma olimpico nel 1998
  • Freestyle, sport dimostrativo nel 1988, inserito ufficialmente nel programma olimpico dal 1992
  • Hockey su ghiaccio, presente anche ai Giochi della VII Olimpiade e da sempre nel programma invernale
  • Pattinaggio di figura, presente anche ai Giochi della IV Olimpiade e ai Giochi della VII Olimpiade e da sempre nel programma invernale
  • Pattinaggio di velocità, presente sin dai I Giochi olimpici invernali
  • Salto con gli sci, presente sin dai I Giochi olimpici invernali
  • Sci alpino, introdotto nel 1936
  • Sci di fondo, presente sin dai I Giochi olimpici invernali
  • Short track, sport dimostrativo nel 1988, inserito ufficialmente nel programma olimpico dal 1992
  • Skeleton, disputato nel 1928 e nel 1948, reintrodotto nel 2002
  • Slittino, introdotto nel 1964
  • Snowboard, introdotto nel 1988

 

Sport paralimpici

 

L'attuale programma dei Giochi Paralimpici invernali comprende:

  • Biathlon: inserito nel programma paralimpico a partire da Lillehammer 1994.
  • Curling in carrozzina: inserito per la prima volta ai IX Giochi Paralimpici invernali di Torino 2006, con un torneo ad otto squadre miste.
  • Hockey su slittino: inserito nel programma paralimpico a partire da Lillehammer 1994.
  • Sci alpino: presente sin dai I Giochi Paralimpici invernali tenutisi a Örnsköldsvik, in Svezia, nel 1976. In quell'edizione si svolsero gare maschili e femminili di slalom gigante e slalom speciale per le categorie in piedi e disabili visivi. La discesa libera venne aggiunta a Innsbruck 1984; a Lillehammer 1994 fu la volta del supergigante. La categoria seduti, presente solo a livello dimostrativo nel 1984, fu inserita nelle gare da medaglia a Nagano 1998.
  • Sci di fondo: presente sin dai I Giochi Paralimpici invernali tenutisi a Örnsköldsvik, in Svezia, nel 1976.

 

 

 

Sport invernali tutto di tutto

 

  •  Sci alpino

    Le gare di Sci Alpino dei XX Giochi Olimpici Invernali si svolgeranno a Bardonecchia, San Sicario e Sestriere.


    Bardonecchia ospiterà lo slalom maschile e femminile valido per la combinata, a San Sicario si effettueranno le prove veloci femminili (discesa libera, discesa libera valida per la combinata e SuperG), a Sestriere le prove veloci maschili, lo slalom e lo slalom gigante maschile e femminile.

    Le specialità dello sci alpino sono:

    • DISCESA (DH)
    • SLALOM (SL)
    • GIGANTE (GS)
    • SUPER G (SG)
    • COMBINATA (K)

     

    Le regole

  • Per ogni specialità, vince il concorrente che in gara, senza saltare alcuna porta, e usando materiale regolamentare, fa segnare il tempo più basso sul percorso di gara.

    I tempi di ogni concorrente devono essere espressi in minuti primi, secondi e centesimi.

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    La Discesa Libera è la più spettacolare fra le specialità dello sci alpino, poiché gli atleti raggiungono velocità a volte superiori ai 120 km/h. I discesisti sono definiti uomini-jet: si lanciano dalla partenza all'arrivo "a uovo", ovvero in posizione raccolta, noncuranti di curve, salti, cambi di pendenza e rettilinei, e ricercano la massima aerodinamicità: individuano le traiettorie più brevi e lasciano scorrere gli sci per creare il minor attrito possibile. Il tracciato di gara è segnalato da porte rosse, disposte    perpendicolarmente alla linea di discesa, attraverso le quali il concorrente è tenuto a passare. Le zone in cui l'atleta raggiunge velocità più elevate devono essere protette adeguatamente, con ampi spazi per eventuali cadute: per questo motivo gli atleti devono indossare un casco di protezione.

    I Giochi Olimpici Invernali di Oslo fecero registrare un grande successo italiano: l'abetonese Zeno Colò che nel 1950, ad Aspen, aveva già conquistato il titolo mondiale in ben due specialità, discesa e slalom gigante, si aggiudicò qui la medaglia d'oro di discesa.

     


    Il Super-G appare per la prima volta come competizione olimpica ai XV Giochi di Calgary 1988. Si tratta di una via di mezzo tra una discesa libera ed uno slalom gigante.Il tracciato è segnalato con porte alternate blu e rosse che devono essere almeno 35 per gli uomini e 30 per le donne. E’ obbligatorio l'uso del casco.

    Lo Slalom Gigante è la specialità che riassume tutte le caratteristiche dello sci alpino: non solo velocità e coraggio, ma anche tecnica e precisione. Le porte sono più ravvicinate rispetto a quelle delle prove

    veloci, è quindi necessario un grande controllo degli sci e rapidità nell'eseguire i continui cambi di direzione senza compiere movimenti troppo bruschi che impedirebbero fluidità dei movimenti e rallenterebbero l'azione. La gara si disputa in due manche sulla stessa pista, ma con differenti tracciati: vince l'atleta che sommando i tempi ha ottenuto quello minore. Le porte, alternate blu e rosse, sono in numero compreso tra 56 e 70 per gli uomini e tra 46 e 58 per le donne. Gli atleti hanno a disposizione un'ora per ispezionare il tracciato prima dell'inizio della gara (ricognizione), ma non possono effettuare prove, pena l'immediata squalifica dalla competizione. L'ordine di partenza della seconda manche è fissato in base all'inversione dei primi 30 classificati nella prima.

     Il primo gigante Olimpico fu vinto dal norvegese Stein Eriksen

    Lo Slalom Speciale si svolge in due manche sulla stessa pista ma con differenti tracciati, con le stesse modalità dello Slalom Gigante. Le porte del tracciato, alternate blu e rosse, sono dei singoli paletti snodabili e devono essere tra 55 e 75 per gli uomini e tra 40 e 60 per le donne. Molto strette tra loro, impegnano l'atleta in agilità e destrezza per evitare l'inforcata (quando entrambi gli sci non passano dallo stesso lato del palo). Teatro delle gare di slalom sono piste piuttosto ripide, con neve molto dura, spesso ghiacciata artificialmente. Gli atleti indossano delle particolari protezioni sulle gambe e sulle braccia e a volte anche un apposito casco per proteggersi dall'impatto con i paletti. . Il  primo slalom speciale fu vinto dall'austriaco Othmar Schneider.

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    La Combinata è formata da una discesa libera e uno slalom speciale. La classifica viene stilata in base alla somma dei tempi finali delle due prove. Questa specialità esalta le doti di polivalenza dell'atleta, doti oggi sempre più rare per via dell'estrema specializzazione necessaria per eccellere in questo sport.

     

    Sci fondo

     

    Le gare di sci di fondo di Torino 2006 si svolgeranno a Pragelato, sulla pista "Alta Val Chisone", che deve essere ampliata e dotata di innevamento artificiale. Il percorso si svilupperà lungo il corso del fiume Chisone che influenza positivamente il microclima dell'ambiente e garantisce un'ottima resa della neve. L'area individuata si trova vicino al Parco Naturale della Val Troncea, uno dei 56 parchi naturali del Piemonte, la regione italiana con il maggior numero di aree protette.


    Caratteristiche del percorso saranno la presenza di quattro anelli da 5 e 10 km con diversi gradi di difficoltà. La quota di partenza e di arrivo è prevista a 1.580 metri slm, l'altitudine massima a 1.629 metri, la minima a 1.533. I tracciati verranno utilizzati anche per le prove di fondo della combinata nordica.

     

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    Regole

    Le tecniche di sciata sono due: la tecnica classica e la tecnica libera.

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    La tecnica classica è quella tradizionale: si gareggia con andatura a sci paralleli, senza mai abbandonare o deviare dagli appositi binari tracciati sulla pista. La tecnica libera è così definita perché consente allo sciatore di scegliere i movimenti da compiere e il tipo di andatura. Dal momento che la maggior parte degli sciatori opta per uno stile simile al pattinaggio, spingendo gli sci con entrambe le gambe, sinonimo di tecnica libera è diventata la tecnica skating. Le origini di questo tipo di sciata sono da ricercarsi nello sci alpinismo. Adottata esclusivamente nella maratona, fu introdotta per la prima volta in Coppa del Mondo da un americano, Bill Koch, che vinse il titolo nella stagione 1981-1982 e che disse: "Mi sento quasi colpevole per questo, perché non posso credere che nessuno prima di me abbia sperimentato questa tecnica nel circuito di Coppa del Mondo"


    Non solo una gara
    Lo sci di fondo è la disciplina con il maggior numero di eventi inseriti nel programma olimpico. Si tratta infatti di 12 gare:

    Maschili

    Femminili

    Tecnica

    10 km individuale

    5 km individuale

    Classica

    15 km inseguimento

    10 km inseguimento

    Libera

    1,5 km sprint

    1,5 km sprint

    Libera

    30 km

    15 km

    La FIS decide di volta in volta la tecnica in base alle precedenti edizioni dei Campionati Mondiali o dei Giochi (solitamente alternando le specialità)

    50 km

    30 km

    staffetta 4x10 km

    4x5 km

    Le prime due frazioni sono a tecnica classica, le altre due a tecnica libera


    La gara ad inseguimento fu introdotta nel programma olimpico ai Giochi di Albertville nel 1992. In base ai tempi ottenuti nella gara individuale a tecnica classica, gara valevole come qualifica, si decide l'ordine di partenza per la gara ad inseguimento che è invece a tecnica libera. Gli atleti partono ad intervalli di tempo corrispondenti al distacco dal vincitore della gara di qualifica e lo inseguono lungo il percorso. Il vincitore della competizione è colui che taglia per primo il traguardo della seconda prova.

    Biathlon

     

    Le gare dei XX Giochi Olimpici Invernali si disputeranno a San Sicario, località che fa parte del Comune di Cesana Torinese. Per l'occasione verranno costruiti il poligono e le tribune in un'area estremamente adatta ad ospitare gare di sci di fondo.

    Il Biathlon è uno degli sport invernali più ricco di tradizioni. Nasce dall'unione di sci di fondo e tiro e richiede un mix di resistenza e forza fisica - fondamentali per lo sci di fondo - ma anche concentrazione e notevole abilità tecnica per le prove di tiro, per le quali è necessaria rapidità e precisione.

    L'atleta deve mantenere la massima intensità agonistica durante il percorso di fondo (con una media di 150 / 180 battiti cardiaci al minuto), per ridurre la velocità in prossimità del poligono di tiro, in modo da avere respiro e battito cardiaco più stabili per poter sparare con lucidità. Il percorso di fondo, che si svolge su anelli di varia lunghezza situati attorno allo stadio dove si trova il poligono, si alterna con le serie di tiro. Gli atleti possono scegliere la tecnica sciistica (classica o libera), anche se in realtà tutti usano la libera, perché più veloce. L'unico vincolo è il divieto di usare la tecnica libera nei primi 50 metri delle gare di staffetta, sia maschili, sia femminili.

    Le serie di tiro si svolgono alternativamente da posizione prona (a terra) e in piedi, i bersagli sono posti ad una distanza di 50 m e hanno un diametro di 45 mm se si spara da posizione prona, di 115 mm se si spara da posizione eretta. Il caricamento può essere solo manuale, non sono ammessi quello automatico o semiautomatico per motivi di sicurezza. Se si tratta di una competizione individuale la penalità per ogni bersaglio mancato consiste in una aggiunta di un minuto al tempo finale della gara. Nel caso di competizioni sprint e staffetta, la penalità è un prolungamento del percorso da compiere con gli sci (detto appunto giro di penalità).

    Le gare inserite nel programma olimpico sono otto, 4 maschili e 4 femminili: la prova individuale, la prova sprint, la prova ad inseguimento e la staffetta.

    Regole

    tipo di gara

    uomini

    donne

    Individuale

    20 Km

    15 Km

    Sprint

    10 Km

    7,5 Km

    Inseguimento

    12,5 Km

    10 Km

    Staffetta

    4x7,5 Km

    4x7,5 Km

    A fare la differenza tra le singole prove sono la lunghezza del percorso di fondo, il tipo di penalità e le modalità di tiro. Lo sviluppo della tecnologia ha modificato tecnicamente questo sport con l'inserimento di bersagli elettronici e di fucili sempre più precisi. Inoltre, l'introduzione della tecnica skating ha aumentato la velocità e naturalmente la spettacolarità delle gare.

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    Salto

     

    Nel progetto Olimpico di Torino 2006, tutte le gare di salto si svolgeranno a Soucheres Hautes, località del Comune di Pragelato. L'impianto verrà costruito nelle immediate vicinanze della seggiovia di Clotes della Soma.
    Dall'alto del trampolino gli atleti sfidano la legge di gravità: il salto è una disciplina che richiede doti di potenza, sensibilità, precisione, equilibrio e concentrazione.

    Un volo di 90 metri
    In "volo" il corpo è teso e leggermente piegato all'altezza delle anche, gli sci devono essere orizzontali: una posizione ad angelo che lascia, da sempre, senza fiato. L'atterraggio deve avvenire a sci paralleli con un piede più avanzato dell'altro facendo attenzione a non toccare gli sci o la neve con le mani (atterraggio in Telemark).

     

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    Le gare
    L'ordine di partenza si decide in base ai risultati delle gare di Coppa del Mondo che precedono le Olimpiadi.

    Salto individuale

    trampolino k 90
    trampolino k 120

    Salto a squadre (4 atleti)

    trampolino k 120


    Per le gare individuali gli atleti sono divisi in quattro gruppi nei quali ciascuna nazione ha il diritto di inserire un proprio saltatore. Le squadre di solito preferiscono schierare i loro atleti migliori negli ultimi due gruppi: la pista, segnandosi al passaggio degli atleti precedenti, presenta infatti un attrito minore e risulta più veloce.
    A differenza di quanto avviene nelle gare di Coppa del Mondo, in quelle olimpiche tutti i saltatori che gareggiano nel primo turno sono ammessi a partecipare anche al secondo.

    Combinata nordica

     Un nome per due sport
    La combinata nordica è composta da due discipline diverse: il salto e lo sci di fondo, ed è stata tra le prime ad essere inserita nel programma dei Giochi Olimpici Invernali. Al momento è una gara esclusivamente maschile.

    Nel progetto olimpico di Torino 2006 la gara di combinata nordica si svolgerà a Pragelato.

    Salto: le gare di salto si svolgeranno a Soucheres Hautes, località del Comune di Pragelato. Lo stadio sarà situato nelle immediate vicinanze della seggiovia di Clotes della Soma.

    Sci di fondo: i quattro anelli da cinque e da dieci chilometri che formano il tracciato della prova di sci di fondo, si snodano lungo il corso del fiume Chisone e in parte all'interno del Parco della Val Troncea. Il percorso di gara a serpentina, ritmato da continui saliscendi, permette al pubblico di seguire la maggior parte delle competizioni.

    Regole

    Le prove della Combinata Nordica sono tre, due individuali e una a squadre:

    Individuale

    K 90 + 15 km
    K 120 + 7,5 km sprint (Giochi Olimpici di Salt Lake City nel 2002)

    Squadra

    K 90 + 4x5 km staffetta

    Si disputa prima la prova di salto, alla quale segue quella di fondo (nella prova sprint ci può essere inversione).
    Le gare si svolgono secondo le regole delle due discipline.

    sport invernali

     

     

    Competizioni Olimpiche
    La prova di salto si effettua da un trampolino standard, mentre la gara di sci di fondo prevede una gara di 15 km, nel caso delle gare individuali, e una 4x5 km per la staffetta.
    Solo dalle Olimpiadi di Nagano del 1998, la formazione a squadre è composta da quattro atleti, perché precedentemente la formazione era a tre e la staffetta una 3x10 km.

    Punteggi e Metodo Gundersen
    Al termine della prova di salto (ogni atleta compie 3 salti dei quali i migliori 2 sono validi), i giudici assegnano un punteggio che dipende da:

    • lunghezza (valutata dal punto di stacco dal trampolino, al punto in cui entrambi i piedi dell'atleta toccano il terreno)
    • esecuzione tecnica
    • stile di entrambi i salti.

    Il metodo Gundersen prende il nome dal suo ideatore, il norvegese Gunnar Gundersen e permette agli spettatori di seguire con più facilità i progressi della gara: vince chi taglia il traguardo per primo nella prova di sci di fondo.

    Poiché il metodo di valutazione delle due discipline che compongono la combinata nordica è completamente differente (a punti per il salto e a tempo per la prova di sci di fondo), è stato necessario individuarne uno del tutto originale.
    I salti sono valutati da cinque giudici, i cui voti variano da 0 a 20. Il voto più alto e quello più basso si annullano, permettendo allo sciatore di raggiungere un punteggio finale che può arrivare fino a 60 punti per salto.

    • L'ordine di partenza della prova di fondo è determinato dall'ordine di arrivo nel salto. Il vincitore partirà per primo, mentre agli altri atleti verrà dato il via secondo il Metodo Gundersen.
      Se l'atleta numero due ha un punto e mezzo in meno del primo, partirà 10 secondi dopo di lui nella gara di sci di fondo: ogni punto e mezzo nel salto equivale a 10 secondi per la gara di fondo.

     

    Freestyle

    Le gare di freestyle si svolgeranno sulla pista Clotes a Sauze d'Oulx.
    La spettacolarità è l'elemento che accomuna disciplina e tracciato: gobbe e salti che si sviluppano su due piste diverse con un'unica zona d'arrivo.
    La particolare conformazione del terreno permette infatti la realizzazione di due tracciati paralleli dove il pubblico potrà seguire le evoluzioni degli atleti.

    sport invernali

    Le specialità nel Freestyle sono:

    • BALLETTO (AC)
    • GOBBE (MO                                                    
    • DOPPIO GOBBE (DM)
    • SALTI (AE)                                                                       
    • COMBINATA (CO)

    Competizioni olimpiche

    • Gobbe maschile e femminile
    • Salti maschile e femminile

    Ad ogni gara vengono assegnati punti per classificare gli atleti. Spesso il punteggio varia per tipo di competizione (gare regionali, nazionali o coppe intercontinentali) e, per le gare nazionali di qualificazione, vige il Regolamento Tecnico Federale (RTF). Per i Giochi Olimpici e i Campionati Mondiali fa fede il regolamento internazionale (RIS).
    I punteggi vengono assegnati secondo una speciale tabella valida per la Coppa del Mondo.

    Caratteristiche tecniche

    Gara di gobbe
    La gara di gobbe si svolge in due manche: i primi 16 atleti classificati della prima prova di qualifica accedono alla fase finale della gara.

    La pista
    La pista si sviluppa lungo un pendio ripido e appositamente preparato con molte gobbe. Il tracciato lungo 250 m presenta anche due trampolini.

    I giudici
    Gli atleti vengono giudicati da sette giudici in base alla velocità, alla compostezza con cui compiono le figure aeree e al modo di condurre le curve fra le gobbe.
    I concorrenti possono scegliere tra un repertorio di circa 50 figure.

     Gara di salto
    La gara di salto si svolge in due manche. Una prima prova di qualifica con due salti che consente l'accesso alla fase finale dei primi 12 atleti classificati. Il trampolino ha un'inclinazione di 25° alla partenza e di 37° all'atterraggio. I sette giudici valutano il salto in base allo stacco dal trampolino, all'altezza, al tempo di permanenza in aria, alla precisione stilistica dell'esecuzione e all'atterraggio.

     

    Snowboard

    Le gare di snowboard si svolgeranno a Bardonecchia sulla pista 23 e 24 del Melezet.

    Alto livello tecnico e spettacolarità, sono gli ingredienti necessari per praticare lo snowboard. Le due piste di Bardonecchia presentano muri di neve lunghi trecento metri e pendenze vertiginose.

    La pista 24 del Melezet ospiterà lo stadio dell'Half Pipe (una delle specialità dello snowboard):la pista, che consiste in un "mezzo tubo" scavato direttamente nel terreno, è lunga 120 metri e ha un dislivello di 33 metri.

    10.000 posti per gli spettatori tra la zona d'arrivo e lungo il percorso, permetteranno di seguire le evoluzioni degli atleti.

    Le specialità dello Snowboard si dividono in:

    Alpine
    Slalom (SL)
    Slalom parallelo(PSL)
    Slalom gigante(GS)
    Slalom gigante parallelo (PGS)
    Super gigante (SG)

    Acrobatiche
    Cross
    Half Pipe

    Atipiche
    Snow Park

    Nel 1998 di tutte queste specialità, solo Slalom Gigante e Half Pipe sono sono diventate gare olimpiche.

    Competizioni olimpiche

    Slalom gigante
    Nello slalom gigante si utilizza un'attrezzatura "hard", scarponi in plastica dura e attacchi a piastra. Il numero delle porte varia in rapporto al dislivello della pista. Le porte triangolari, le stubbies, sono a circa 20 m l'una dall'altra. I concorrenti escono dal cancelletto di partenza spingendosi con entrambe le braccia. La gara si svolge su due manche e vince l'atleta che in base alla somma dei tempi, risulta il migliore.

    Halfpipe
    Nell'Halfpipe si usa un'attrezzatura "soft", cioè uno stivaletto morbido con attacco a guscio. Il tracciato è un mezzo tubo di neve, un toboga innevato a forma di mezzo cilindro, half pipe appunto, lungo circa 120 m. Due i muri laterali e rettilineo che li unisce. Il divertimento è dato dall'uscire dai muri laterali e rientrarvi facendo in aria 6-7 evoluzioni, chiamate uscite. I surfer sfruttano la pendenza per compiere acrobazie, salti e figure. Surfando da muro a muro, gli atleti acquistano velocità
    L'Halfpipe è l'unica specialità olimpica in cui uomini e donne gareggiano sulla stessa pista alternandosi in due manche.

    sport invernali

    Cinque giudici assegnano dei punteggi in base allo standard tecnico, alle varie evoluzioni, all'altezza e all'atterraggio dei salti, e le prime 8 donne e 16 uomini che ottengono il punteggio più alto, accedono alla finale.
    La finale è costituita da due manche e chi ottiene il punteggio più alto vince la competizione.

    Pattinaggio artistico

     Le gare di pattinaggio artistico in occasione delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006 si svolgeranno al Palavela, una struttura costruita in occasione del centenario dell'Unità d'Italia nel 1961 e che, opportunamente restaurata, ospiterà anche le gare di short-track.
    Le specialità del pattinaggio artistico, che si svolge su una pista di 60x30 metri, sono quattro: l'individuale maschile e femminile, quello a coppie e la danza.

    Le gare individuali e quelle a coppie sono divise in due fasi: un programma corto, in cui è necessario esibirsi nelle figure richieste dalla Federazione, e un programma libero.

    Nella gara di danza invece ci sono tre fasi:
    1.obbligatoria: un minuto e mezzo con sequenze fisse e brani di musica prestabiliti
    2.originale: tre minuti con sequenza di passi
    3.finale: danza libera di quattro minuti in cui i pattinatori possono scegliere ritmi a loro consoni.

    Pattinaggio singolo maschile e femminile
    Nel programma corto ogni pattinatore deve eseguire otto figure obbligatorie in un tempo che non può mai essere superiore ai 2 minuti e 40 secondi.
    Liberi di scegliere la propria base musicale, l'ordine delle figure e la connessione tra queste, i pattinatori vedranno scendere il loro punteggio nel caso aggiungano figure non concordate in precedenza.
    Nel programma libero il pattinatore ha piena facoltà di scegliere le figure che desidera proporre e la base musicale che più corrisponde ai suoi gusti. Ovviamente il programma dovrà essere bilanciato e contenere salti, avvitamenti, passi e altri movimenti che diano prova di abilità tecnica e di armonia e dovrà essere terminato entro 4 minuti per le donne e 4 minuti e 30 per gli uomini.

    Pattinaggio a coppie
    Il pattinaggio a coppie è definito dalle regole dell'ISU come "il pattinare di due persone all'unisono".
    Nel programma corto, a ciascuna coppia viene richiesto di esibirsi in otto figure durante lo svolgimento della gara. Gara che non può mai superare i 2 minuti e 30 secondi.
    Le coppie sono libere di scegliere la base musicale e il modo di connettere tra loro le figure richieste.
    Nel programma corto, in caso di elementi mancanti, errata esecuzione, ripetizioni o figure inserite ex novo nel programma, il punteggio subirà delle penalità.
    Il programma libero invece, non prevede figure fisse da eseguire e i pattinatori vengono giudicati in base alla qualità della propria performance e della difficoltà presentata.

    Pattinaggio di velocità

     Le gare di pattinaggio di velocità, (long-track speed skating) su pista da 400 metri indoor, si disputeranno a Torino in un impianto che dovrà essere costruito. Si tratta di una struttura imponente, il cui uso dopo i Giochi deve essere definito con certezza prima della progettazione, in base alle caratteristiche dell'area su cui verrà fabbricata.
    Sembra ormai certo, comunque, che il grande anello del ghiaccio non sorgerà accanto allo Stadio delle Alpi, come previsto in fase di candidatura, ma in un'altra zona della città.
    Come dei proiettili, tuta aderente ad aumentarne l'aerodinamicità, mani dietro la schiena: i messaggeri del ghiaccio sfrecciano, senza tangersi, lungo il doppio anello ghiacciato della pista gareggiando contro il tempo.

    La pista
    Il percorso standard indoor è su doppio anello di 400 metri ed è su ghiaccio prodotto artificialmente. L'anello deve avere due estremità incurvate ciascuna di 180°. Il raggio della curva interna non deve misurare meno di 25 metri e non più di 26. L'area di attraversamento deve essere pari all'intera lunghezza del tratto rettilineo, a partire dall'estremità delle curva, mentre la larghezza di ciascuna corsia deve essere di almeno 4 metri ed entrambe le corsie devono avere la medesima larghezza.

    sport invernali

    Le prove
    Le gare di pattinaggio di velocità consistono in 10 prove, 5 per le donne e 5 per gli uomini.
    Uomini

     

    Giri

    Partenza

    Arrivo

    500m

    1 1/4

    Tutti

    Al termine del rettilineo finale

    1000m

    2 1/2

    Scaglioni

    A metà del rettilineo finale

    1,500m

    3 3/4

    Scaglioni

    Al termine del rettilineo finale

    5,000m

    12 1/2

    Scaglioni

    Al termine del rettilineo finale

    10,000m

     

    Scaglioni

    Al termine del rettilineo finale


    Donne

     

    Giri

    Partenza

    Arrivo

    500m

    1 1/4

    Tutti

    Al termine del rettilineo finale

    1000m

    2 1/2

    Scaglioni

    A metà del rettilineo finale

    1,500m

    3 3/4

    Scaglioni

    Al termine del rettilineo finale

    3,000m

    12 1/2

    Scaglioni

    Al termine del rettilineo finale

    5,000m

     

    Scaglioni

    Al termine del rettilineo finale

    Gareggiano due concorrenti alla volta che, ad ogni giro, debbono cambiare corsia, poiché l'anello interno è più breve di quello esterno.
    Il cambio di corsia avviene quando i pattinatori raggiungono il rettilineo di scambio, che si trova nella zona opposta a quella d'arrivo, e il diritto di precedenza è dato al pattinatore che passa dall'anello più esterno a quello più interno.
    È il pattinatore che si trova all'interno a essere considerato responsabile di un'eventuale collisione, a meno che l'avversario non faccia ostruzione in modo evidente.
    Il pattinatore deve inoltre rimanere cinque metri dietro l'avversario quando entrambi si trovano nell'area di incrocio.

    Short –track

    Le gare di short track in occasione delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006 si svolgeranno al Palavela, una struttura costruita in occasione del centenario dell'Unità d'Italia nel 1961 che, opportunamente restaurata, ospiterà anche le gare di pattinaggio artistico.

    Mano a terra a toccare il ghiaccio, ottimo scatto in fase di partenza e avversari da scartare evitando collisioni rovinose. Le gare di short track si presentano così: rapide e spettacolari.


    Una gara tutti contro tutti
    Le gare di short track si disputano su pista breve e con almeno quattro pattinatori che gareggiano contemporaneamente, mentre quelle di pattinaggio di velocità su pista lunga vedono gli atleti affrontare la gara a coppie.

    Ma non è l'unica differenza: mentre la gara di pattinaggio di velocità è al cronometro, quella di short track viene disputata a eliminazione: il primo pattinatore che supera la linea d'arrivo risulta il vincitore della gara.

    Le gare, divise in competizioni individuali e staffetta, sono maschili e femminili.

    Regole

     

    La pista ovale
    La competizione di short track si svolge su una pista ovale coperta che misura 60 x 30 metri.
    Il percorso standard è di 11,12 metri e ha due estremità in curva ciascuna di 180°, nelle quali il raggio deve misurare 8 metri. I tratti rettilinei devono misurare 28,25 metri ciascuno.

    Le gare

    uomini

    500 m

    4 giri e mezzo

    1000 m

    9 giri

    1500 m

    13 giri e mezzo

    5000 m staffetta

    45 giri

     

    donne

    500 m

    4 giri e mezzo

    1000 m

    9 giri

    1500 m

    13 giri e mezzo

    3000 m staffetta

    27 giri


    Hockey su ghiaccio

     I tornei di hockey, maschile e femminile, si svolgeranno in tre impianti diversi: due a Torino e uno a Pinerolo.
    Le finali e le partite principali si disputeranno in un impianto che potrà accogliere almeno 12.000 spettatori: sarà costruito a Torino, in un'area che deve ancora essere definita.
    Le altre due arene avranno una capacità rispettivamente di 6.000 e 5.000 posti: la prima sarà una struttura provvisoria, allestita all'interno del Padiglione Giovanni Agnelli di Torino Esposizioni: un'opera dell'architetto Pier Luigi Nervi, che da decenni ospita importanti manifestazioni fieristiche e che dopo le Olimpiadi tornerà al suo uso abituale. L'arena più piccola è quella, esistente, di Pinerolo.
    Le squadre di hockey avranno a disposizione anche alcune strutture per gli allenamenti: a Torino e a Torre Pellice.

    L'Hockey è il più veloce tra gli sport di squadra (oltre che uno dei più spettacolari), infatti i giocatori migliori possono raggiungere la velocità di 50 km orari, indispensabili per inseguire un disco che può toccare i 120 km/h.

    Regole

     Una partita di hockey si disputa in tre tempi da 20 minuti ciascuno, con intervalli di circa 15 minuti,  due squadre si confrontano su una superficie ghiacciata: cinque giocatori e un portiere devono realizzare dei punti tirando il disco con il bastone ricurvo nella porta avversaria sotto la supervisione di tre arbitri Gli atleti indossano guanti, casco e una serie di imbottiture per i gomiti, le spalle, gli stinchi; il portiere ha una protezione supplementare per il torace e una maschera a coprire il viso.

    Competizioni Olimpiche

    Torneo maschile

    (14 squadre)

    Torneo femminile

    (8 squadre)

    La pista
    La pista è coperta e ha una superficie ghiacciata di 30 x 60 metri
    Vengono tracciate:

    • una linea di centrocampo (di colore rosso che serve a giudicare la "liberazione vietata": non si può inviare il disco dalla propria metà campo oltre la linea di porta avversaria, né in una zona dove nessun avversario può impossessarsene).
    • il cerchio di centrocampo
    • i cerchi di ingaggio (sono 4 e servono per gli ingaggi: rimesse in gioco dopo un'infrazione; tutti i giocatori, tranne i due contendenti, devono restarne fuori).
    • il semicerchio dell'area di porta (delimita la zona entro la quale il portiere non può essere toccato. Al suo interno i giocatori non possono fermarsi, ma solo transitare)
    • le linee blu del fuorigioco (dividono il campo in tre terzi, in attacco nessun giocatore può superarla prima del disco).

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    Curling

     Nato in Scozia nella prima metà del 1500 il curling è un gioco a squadre che si pratica su un campo ghiacciato ed è prevalentemente diffuso nel Regno Unito, in Svizzera e in Canada. Consiste nel lanciare dei blocchi di pietra dotati di manico in modo che scivolino con estrema precisione fino ad arrestarsi sul bersaglio disegnato sul ghiaccio.

    Nel 2006 il torneo di curling si svolgerà nel nuovo palazzo del ghiaccio di Torino che verrà costruito in Corso Tazzoli, nell'area attualmente occupata dalla pista di pattinaggio. Il nuovo impianto potrà ospitare 3.500 spettatori.

    La definizione che più spesso si usa per descrivere in poche parole il curling è "la versione su ghiaccio del gioco delle bocce". Una descrizione adeguata per quanto riguarda la finalità del gioco (lanciare un attrezzo in modo che raggiunga un bersaglio facendolo scorrere su una superficie piana in un campo di gara rettangolare e piuttosto allungato), per il gesto atletico (il lancio di precisione dell'attrezzo) e il modo di calcolare il punteggio. Per tutto il resto, il curling ha delle caratteristiche che ben lo differenziano dal gioco delle bocce: i giocatori sono 4 per squadra (anziché due) e hanno ruoli definiti, uno stabilisce la tattica, uno esegue il lancio e i rimanenti due possono facilitare il tragitto dell'attrezzo lisciando il terreno di gioco; inoltre per giocare servono una serie d’attrezzi decisamente particolari.

    In sintesi il curling è un gioco di destrezza: ogni giocatore deve far scivolare sul ghiaccio una grossa pietra tonda, dotata di manico, mentre due suoi compagni possono, con una sorta di spazzolone, lisciare il ghiaccio sulla traiettoria della pietra. In tal modo si dovrebbe facilitarne l'arrivo nella zona punti, rappresentata da 4 grossi cerchi concentrici di diverso colore. Ogni pietra piazzata sopra uno degli anelli colorati è un possibile punto. I quattro componenti di ciascuna squadra tirano due pietre a testa per manche; gli avversari si alternano al tiro e una partita è composta generalmente da 8-10 manche. Vince chi, nel complesso, ha piazzato più pietre sul bersaglio.

    La squadra
    Ogni squadra, che si chiama ancherink, è composta da 4 giocatori, ciascuno con un nome e un ruolo preciso. Il lead è colui che fa sempre il primo tiro, in genere è molto preciso, ma è anche il meno esperto della squadra. Anche il second, che tira per secondo, è un buon puntista, ma anche un buon bocciatore per eliminare subito le stone avversarie più scomode. Dopodiché lancia il third, cui toccano le giocate più spinose, mentre il quarto giocatore si chiama skip ed è il capitano. Egli è anche il giocatore con più esperienza, stabilisce la tattica, consiglia i compagni su ogni lancio e, ovviamente, tira per ultimo.
    Quando lo skip è al tiro, è il third che lo sostituisce per aiutarlo nello stabilire il tipo di lancio da effettuare. Poiché tutti i 4 giocatori sono sempre coinvolti a ogni lancio, la bravura individuale serve a poco se non c'è coesione all'interno della squadra, nonché fiducia e stima dei compagni. Ognuno deve assolvere il proprio ruolo con scrupolosità, seguendo le istruzioni del suo skip e senza tentare di salire da solo alla ribalta. In questo senso il curling è veramente uno sport che incarna lo spirito olimpico.

     

     

    Regole

    sport invernali

    Obiettivo di ogni lancio è raggiungere l’house ovvero una zona della sheet contrassegnata da quattro grossi cerchi concentrici di diverso colore (dall'esterno verso l'interno: rosso, bianco, blu e bianco) dipinti sul ghiaccio. Piazzare la propria stone all'interno della house significa guadagnare un possibile punto.
    Ovviamente la certezza del punto si ottiene solo con la stone piazzata esattamente nel centro della house, perché ogni stone superata da una stone avversaria diventa inutile ai fini del punteggio. Una stone fuori dalla house non serve a nulla, se non a "proteggere" le stone dei compagni ostacolando la traiettoria delle stone avversarie (questo tiro in gergo si chiama guard).
    Il programma olimpico prevede sia il torneo maschile che quello femminile, cui possono partecipare fino a 10 squadre; ogni incontro è suddiviso in 10 end.

    Skeleton

     

    Sarà il Comune di Oulx ad ospitare le gare di skeleton durante i Giochi Olimpici Invernali del 2006.
    La pista deve essere costruita su un terreno che verrà individuato nelle prossime settimane. Dopo aver messo da parte l'ipotesi presentata nel dossier di candidatura, il Comune di Oulx ha identificato tre aree adatte a questo scopo.
    Saranno le valutazioni degli esperti delle Federazioni Internazionali a scegliere su quale realizzare l'impianto.

    A faccia in giù
    È questa la posizione che assumono gli atleti dello skeleton, la disciplina che, dopo una lunga assenza, tornerà ai Giochi Olimpici a Salt Lake City nel 2002.
    Proni, faccia a valle, braccia lungo il corpo e una velocità media di 80 chilometri l'ora: gli skeletisti sono pronti a lanciarsi dalla pista, la stessa usata dagli atleti del bob e dello slittino.
    A detta degli atleti, lo skeleton è uno degli sport più appassionanti tra quelli del ghiaccio perché unisce alla spinta del bob, l'esposizione del corpo e la velocità propria dello slittino. L'ossatura della slitta è quella del bob ma senza la protezione a conchiglia tipica di quello sport e viene manovrata dai movimenti dell'atleta che la governa portandola a flettersi.

     

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    Regole

    La slitta
    La slitta, la cui lunghezza deve essere compresa tra gli 80 e i 120 cm e l'altezza tra gli 8 e i 20, alla partenza è spinta dal guidatore.
    Deve avere delle solide maniglie ricoperte di un materiale morbido e ci deve essere un'imbottitura di supporto per il viso dell'atleta, mentre l'intelaiatura è in acciaio.
     Casco, tuta e chiodi
    Gli atleti indossano un casco con una protezione per il viso, visto che questo si trova a poca distanza dalla pista. La tuta è in gomma sottilissima, per aumentare l'aerodinamicità degli atleti, mentre le calzature possono avere un massimo di otto chiodi.
    La partenza
    Prima della partenza è permesso stare ai blocchi ma al segnale di via, in un tempo massimo di 30 secondi, l'atleta deve accelerare la slitta spingendola senza utilizzare altri tipi di aiuti.

    Slittino

    Sarà il Comune di Oulx a ospitare le gare di slittino durante i Giochi Olimpici Invernali del 2006.
    La pista deve essere costruita su un terreno che verrà individuato nelle prossime settimane. Dopo aver accantonato l'ipotesi presentata nel dossier di candidatura, il Comune di Oulx ha identificato tre aree adatte a questo scopo.

    Saranno le valutazioni degli esperti delle Federazioni Internazionali a scegliere su quale di queste realizzare l'impianto.
    La gara consiste nella discesa lungo una pista ghiacciata (naturale o artificiale): l'atleta si trova sullo slittino in posizione supina e con i piedi rivolti a valle.

    Le prove, maschili e femminili, possono essere individuali e a coppie e la vittoria va a chi fa registrare il tempo più basso.

    Regole

    Singolo (Maschile e Femminile)
    Gli atleti partono da una posizione seduta in cima ad una rampa, dalla quale si spingono aiutandosi con due maniglie fisse e il tempo di gara è determinato da un cronometro che scatta non appena lo slittino supera il fondo della rampa di partenza.

    La gara termina non appena l'atleta, a contatto con lo slittino, supera il led luminoso che indica la fine della pista. Arrivare senza lo slittino comporta l'immediata squalifica, ma gli atleti non vengono squalificati qualora si fermino durante la discesa. In questo caso possono riprendere la gara riposizionando lo slittino sulla pista e dandosi una spinta per continuare la corsa.
    A differenza di quel che accade nelle gare di Coppa del Mondo, dove si svolgono solo due discese, durante i Giochi Olimpici le discese per le gare individuali sono quattro: due al giorno, per due giorni consecutivi.

     

    Teste di serie e ordine di partenza
    L'ordine di partenza si decide in base ai risultati delle gare di Coppa del Mondo che precedono le Olimpiadi.

    Gli atleti vengono divisi in tre gruppi: del primo fanno parte quelli classificati dal primo al dodicesimo posto, del secondo quelli compresi tra il tredicesimo e il ventiquattresimo, del terzo, i rimanenti.

    Nel caso gli atleti siano meno di 30 gareggeranno in un solo gruppo.

    1. Prima corsa: l'ordine di partenza viene stabilito estraendo a sorte i pettorali degli atleti che compongono i tre gruppi di merito.
    2. Seconda corsa: gli atleti dei tre gruppi partono in ordine inverso rispetto alla gara precedente
    3. Terza corsa: questa volta si premia il più veloce e l'ordine di partenza rispetta la classifica dopo le prime due gare.
    4. Quarta corsa: nella discesa decisiva, l'ordine di partenza è invertito, come nelle gare di sci alpino, e a partire per primo sarà il quindicesimo in classifica. Dal sedicesimo posto in avanti, invece, l'ordine di partenza rispetta l'ordine di classifica.

    Doppio (maschile)
    L'atleta che si trova in cima alla rampa di partenza si spinge da due maniglie fisse mentre il secondo atleta infila le mani in cinghie che lo collegano all'atleta alle sue spalle.

    Il cronometro parte non appena viene superato l'occhio elettronico posto alla fine della rampa e ciascun equipaggio ha 45 secondi per iniziare la sua corsa quando viene dato il segnale di partenza.
    La corsa termina quando la coppia ha oltrepassato il led luminoso posto alla fine della pista e l'equipaggio deve concludere la gara a contatto con lo slittino.

    Per le gare di doppio, ai Giochi Olimpici valgono le regole della Coppa del Mondo: due discese, una al giorno.
    L'ordine di partenza viene deciso secondo gli stessi parametri delle prime due discese delle gare individuali.

    Bob

     

    Sarà il Comune di Oulx ad ospitare le gare di bob durante i Giochi Olimpici Invernali del 2006.
    La pista deve essere costruita su un terreno che sarà individuato nelle prossime settimane. Dopo aver messo da parte l'ipotesi presentata nel dossier di candidatura, il Comune di Oulx ha identificato tre aree adatte a questo scopo. Saranno le valutazioni degli esperti delle Federazioni Internazionali a scegliere su quale realizzare l'impianto.


    Le specialità:

    • bob a due (pilota e frenatore)
    • bob a quattro (pilota, frenatore e due pusher)

    Dalla partenza, tutto l'equipaggio spinge il bob all'unisono per 50 metri: una distanza che solitamente viene coperta in meno di sei secondi e a una velocità di oltre 40 km/h, prima che l'equipaggio entri nell'abitacolo.

    È la velocità iniziale a fare la differenza e a determinare l'esito della gara.

    Oltre che dall'avvio, il risultato è condizionato anche dall'ordine di partenza. Conviene essere tra i primi a partire, perché il passaggio dei bob rende il ghiaccio ruvido, aumentando l'attrito e rendendo la discesa più impegnativa. L'ordine di partenza, però, dipende dai tempi ottenuti nelle gare di Coppa del Mondo.

    Durante i Giochi Olimpici la gara consiste in quattro prove, mentre in Coppa del Mondo in ogni gara le discese sono due.

    In entrambi i casi, vince l'equipaggio che ottiene il tempo più basso al termine delle discese. In caso di parità di tempo, si assegna la vittoria ex aequo come è successo alle Olimpiadi di Nagano, nel 1998, quando - al termine di quattro combattutissime prove - l'Italia ha conquistato l'oro nel bob a due con Guenther Huber e Antonio Tartaglia insieme ai canadesi Lueders e Maceachern.

     

    Regole
    Gli atleti testa di serie delle gare di bob a due e di bob a quattro, si decidono in base alle regole della Coppa del Mondo.
    Vengono creati quattro gruppi, in modo tale che le prime 15 teste di serie siano nel primo, che nel secondo si trovino quelli tra la 16ma e la 25ma posizione, nel terzo dalla 26ma alla 35ma e i rimanenti nel quarto gruppo. All'interno dei gruppi l'ordine è casuale, mentre l'ordine di partenza si determina in base a parametri predefiniti.
    Non appena viene dato il via, attraverso un segnale sonoro e visivo, ogni squadra ha 60 secondi per iniziare la corsa.

     

     

     

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    Caratteristiche tecniche
    L'equipaggio del Bob a due è composto dal pilota e dal frenatore, cui si aggiungono due pusher nel bob a quattro. L'equipaggio spinge la slitta per i primi 50 m di percorso e questa fase di spinta dura circa sei secondi.
    La velocità raggiunta (prima che gli atleti salgano sul bob) è intorno ai 40 km/h mentre la velocità massima in una discesa è di circa 135 chilometri l’ora.

     Dati tecnici

     

    Bob a due

    Bob a quattro

    lunghezza massima

    2,70 m

    3,80 m

    larghezza massima

    0,67 m

    0,67 m

    peso massimo
    comprensivo dell'equipaggio

    390 kg

    630 kg

     

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    LO SCI ALPINO

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  • La pratica dello sci alpino in Italia risale ai primi anni ’80 quando Maurizio Cagol, sciatore amputato iniziò, da autodidatta, le sue prime sciate con l’intento di partecipare ai Giochi Paralimpici. Quella di Geilo 1980 fu, infatti, la prima edizione dei Giochi invernali che vide un italiano in gara, l’unico iscritto nelle specialità dello sci alpino.

    Da quel momento questa disciplina ha cominciato timidamente a svilupparsi della zona montana della regione del Trentino Alto Adige e, pressoché contemporaneamente, in quella dell’intero arco alpino sia tra persone con disabilità fisica, sia tra quelle con disabilità sensoriale.

    In termini di risultati i primi riscontri si ebbero dagli sciatori con disabilità visiva: ai Giochi Paralimpici di Innsbruck 1984, i primi in cui l’Italia riuscì a presentarsi con una squadra, le prime medaglie paralimpiche (un argento in slalom e un bronzo in combinata) arrivarono grazie a quel Bruno Oberhammer, atleta ipovedente, a tutt’oggi detentore del primato di partecipazione e del numero di medaglie (3 oro, 6 argento e 4 bronzo) conseguite in 5 edizioni dei Giochi Paralimpici invernali da Innsbruck 84, appunto, e fino a Nagano 1998.

    Lo sviluppo dello sci alpino degli atleti paraplegici e amputati è stato più lento rispetto ad altri paesi europei soprattutto perché in Italia, nel Dopo Guerra, i centri di riabilitazione e recupero non prevedevano lo sci quale sport terapia. Inoltre, la mancanza di artigiani e case costruttrici del monosci (lo sci adattato che consente agli atleti paraplegici, tetraplegici e/o amputati bilaterali di coscia di sciare da seduti) ha reso ancor più complicato l’avvicinamento degli atleti a questo sport. Il primo atleta paraplegico vincitore di medaglia in questa classe fu Helmut Wolf, medaglia d’argento ai Giochi Paralimpici di Lillehammer 1994 in discesa e super G, discipline veloci che, tradizionalmente, sono quelle predilette dal team azzurro e quelle in cui sono arrivati più risultati. Proprio Helmut Wolf è stato il primo sciatore paraplegico che, a cavallo tra gli Anni ’80 e ‘90, ha dato corso in Italia allo sci sitting, mentre la prima medaglia di rilievo (Mondiali 1991) nella classe standing fu opera di Christian Lanthaler, arrivato all’apice della carriera agonistica con i due argenti di Salt Lake City 2002.

    Oggi lo sci alpino praticato da atleti disabili è esteso fino ai rilievi montani dell’Appennino centrale e si possono praticare corsi di sci per disabili in molti centri, in particolar modo in Piemonte a Sestriere e in Valle d’Aosta, in Trentino Alto Adige con in testa la Val Gardena, in Lombardia a Livigno, al Passo del Tonale e al Passo dello Stelvio, in Friuli Venezia Giulia, in Veneto, in Emilia Romagna, in Abruzzo e nel Lazio. In tutti questi centri è possibile reperire maestri di sci che hanno specifiche competenze per persone con disabilità.

    Il Comitato Italiano Paralimpico, anche attraverso i propri comitati regionali e le società sportive specializzate della disciplina, esegue ogni anno corsi qualificati di avviamento e di perfezionamento alla pratica di base ed agonistica per tutte le classi di disabilità.

     

    ASPETTI TECNICI DELLO SCI ALPINO

    Le competizioni comprendono le specialità di discesa libera, super G, slalom gigante, slalom, combinata ( super G e slalom).

    I vari tipi di competizioni di sci alpino sono sanzionati alle regolamentazioni IPC con riferimento alla partecipazione e/o qualificazione ai Giochi Invernali Paralimpici, ai Campionati Mondiali IPC di Sci Alpino, alla Coppa del Mondo, alle Coppe Continentali e altre gare internazionali disabili.

    Il Comitato Italiano Paralimpico è responsabile della preparazione alle gare degli atleti. Tutti gli atleti,maschi e donne, devono sottoporsi ad esami medici. Questa valutazione sarà condotta dai medici della propria nazione. Tutti gli atleti devono sottostare alle regole dell’antidoping previste dal codice antidoping IPC.

     

     

    LE CLASSI (O CATEGORIE)

     

    A seconda del tipo di disabilità e delle capacità funzionali residue dell’atleta, a questi viene assegnata da una Commissione classificatrice ( composta da un medico e da un tecnico esperto della disciplina) una classe che va da LW 1 a LW 12- 1 per gli atleti con disabilità fisica e da B1 a B3 per quelli con disabilità sensoriale. Nello sci alpino, come nello sci di fondo e nel biathlon, queste classi confluiscono in tre gruppi di competizione:

     “ Standing” ( in piedi , da LW1 a LW9), “Sitting” (seduti, da LW10 a LW12),  “Blind” ( B 1, 2 , 3) ciascuno dei quali  stila una classifica unica  nonostante  i gruppi eterogenei di disabilità. Attraverso il krek – system, infatti a seconda della tipologia di disabilità, viene assegnato un coefficiente che trasforma il tempo reale in tempo calcolato.

                Il sistema RHC - KREK ( competizione realistica di handicap e controllo creativo dei risultati di gara) è riconosciuto a livello mondiale e mira a giudicare equamente le varie classi di disabilità attraverso l’attribuzione di un fattore specifico per categoria che attesta il grado di capacità possibile legato al tipo di disabilità. I coefficienti sono aggiornati periodicamente in base ai dati statistici dei risultati delle stagioni agonistiche.

               

     

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  • NORME IN MATERIA DI SICUREZZA NELLA PRATICA DEGLI SPORT INVERNALI della regione Piemonte

     

    Legge 24 dicembre  2003 n. 363

    Art. 2 Aree sciabili attrezzate

    • Individuazione delle aree di specifica destinazione a seconda delle attività
    • Quali Sci, Sci da fondo, Snowboard,  Slitta Slittino (Bob), individuando anche aree  interdette alla pratica dello Snowboard.

     

    • Nelle aree sciabili attrezzate aventi più di tre piste, servite da almeno tre impianti di risalita i Comuni individuano i tratti di pista riservate agli allenamenti di sci e snowboard agonistico;

     

    • Nelle aree sciabili attrezzate aventi più di venti piste servite da almeno dieci impianti di risalita i Comuni interessati individuano aree da riservare alla pratica di evoluzioni acrobatiche con la Snowboard (Snowpark)

     

     

    • Gli Snow park devono essere separate dalle altre piste , e dotate di strutture per la pratica delle evoluzioni acrobatiche, devono essere regolarmente mantenute,
    • Con l’obbligo di chi le frequenta di indossare il casco protettivo omologato.

    Art. 3 OBBLIGHI DEI GESTORI DEGLI IMPIANTI

    • Devono assicurare agli utenti le condizioni di sicurezza, provvedendo alla messa in sicurezza delle piste e delle aree attrezzate, proteggendo gli utenti da ostacoli presenti lungo le piste mediante l’utilizzo di adeguate protezioni e segnalando le situazioni di pericolo

     

    • Assicurare il soccorso e il trasporto degli infortunati in luoghi accessibili dai più vicini centri di assistenza sanitaria o pronto soccorso

    Sanzioni Per i Gestori che non garantiscono il soccorso

    • Da € 20.00 a € 200.000

    Art. 4 RESPONSABILITA’ CIVILE DEI GESTORI

    • I Gestori degli impianti sono civilmente responsabili della regolarità e della sicurezza dell’esercizio delle piste;
    • Non possono consentire l’apertura al pubblico senza aver stipulato un contratto di assicurazione per responsabilità civile per danni derivabili agli utenti e a terzi.

    Art. 5 Informazione e diffusione delle cautele volte alla prevenzione degli infortuni

    • Obbligo da parte dei gestori delle aree sciabili attrezzate di esporre documenti relativi alla classificazione delle piste, alla segnaletica e alle regole di condotta previste dalla presente legge, garantendo una adeguata visibilità.

    Art. 7 Manutenzione delle Piste

    • Obbligo dei gestori della periodica manutenzione, ordinaria e straordinaria delle piste, curando che possiedano i necessari requisiti di sicurezza e che siano munite della prescritta segnaletica;

     

    • Segnalazione delle cattive condizioni di fondo della pista;

     

     

    • In caso di presenza di pericoli oggettivi o altri pericoli per gli utenti, obbligo di rimuovere la situazione di pericolo o nel caso non vi sia la possibilità la chiusura della pista

     

     

    • Le  segnalazioni riguardanti lo stato  della pista o della chiusura della stessa vanno poste, in modo ben visibile, all’inizio della pista e presso le stazioni a valle degli impianti di trasporto.

     

    • Il gestore ha l’obbligo di chiudere le piste in caso di pericolo o di inagibilità:
    • In caso di violazione sanzione prevista
    • Da € 5.000 a 50.000.

    NORME DI COMPORTAMENTO
    NELE AREE SCIABILI

    Art. 8 CASCO PROTETTIVO

    • Obbligo di indossare il casco protettivo ai soggetti di età inferiore ai 14 anni che praticano lo sci o lo snowboard:
    • Sanzione da € 30 a € 150.

     

    Art. 9 VELOCITA’

    • Gli sciatori devono tenere una condotta, che in relazione alle caratteristiche della pista e alla situazione ambientale, non costituisca pericolo per l’incolumità altrui.

     

     

    • La velocità deve essere particolarmente moderata nei tratti a visuale non libera, in prossimità di fabbricati, ostacoli, negli incroci, nelle biforcazioni, in caso di nebbia, di foschia, di scarsa visibilità o di affollamento, nelle strettoie e in presenza di principianti.

    Art. 10 PRECEDENZA

    • Lo sciatore a monte deve mantenere una direzione che gli consenta di evitare collisioni o interferenze con lo sciatore a valle.

    Art. 11 SORPASSO

    • Lo sciatore che intende sorpassare un altro sciatore deve assicurarsi di disporre di uno spazio sufficiente alla scopo e di avere una sufficiente visibilità
    • Il sorpasso può essere effettuato si a monte che a valle , sulla destra o sulla sinistra, ad una distanza tale da evitare intralci allo sciatore sorpassato.

    Art. 12
    INCROCIO

     

    • Negli incroci gli sciatori devono dare la precedenza a chi proviene da destra o secondo le indicazioni della segnaletica.

     

    Art 13
    STAZIONAMENTO

     

    • 1. Gli sciatori che sostano devono evitare pericoli per gli altri utenti e portarsi sui bordi della pista.
    • 2. Gli sciatori sono tenuti a non fermarsi nei passaggi obbligati, in prossimità dei dossi o in luoghi senza visibilità.
    • 3. In caso di cadute o di incidenti gli sciatori devono liberare tempestivamente la pista portandosi ai margini di essa.
    • 4. Chiunque deve segnalare la presenza di un infortunato con mezzi idonei.

     

    ART. 14.
    OMISSIONE DI SOCCORSO

     

    • 1. Fuori dai casi previsti dal secondo comma dell'articolo 593 del codice penale, chiunque nella pratica dello sci o di altro sport della neve, trovando una persona in difficoltà non presta l'assistenza occorrente, ovvero non comunica immediatamente al gestore, presso qualunque stazione di chiamata, l'avvenuto incidente, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 250 euro a 1.000 euro.

     

     

    ART. 15
    TRANSITO E RISALITA

     

    • 1. È vietato percorrere a piedi le piste da sci, salvo i casi di urgente necessità.
    • 2. Chi discende la pista senza sci deve tenersi ai bordi delle piste, rispettando quanto previsto all'articolo 16, comma 3.
    • 3. In occasione di gare è vietato agli estranei sorpassare i limiti segnalati, sostare sulla pista di gara o percorrerla.
    • 4. La risalita della pista con gli sci ai piedi è normalmente vietata. Essa è ammessa previa autorizzazione del gestore dell'area sciabile attrezzata o, in mancanza di tale autorizzazione, in casi di urgente necessità, e deve comunque avvenire ai bordi della pista, avendo cura di evitare rischi per la sicurezza degli sciatori e rispettando le prescrizioni di cui alla presente legge, nonché quelle adottate dal gestore dell'area sciabile attrezzata.

     

     

    ART. 16
    MEZZI MECCANICI

     

    • 1. È inibito ai mezzi meccanici l'utilizzo delle piste da sci, salvo quanto previsto dal presente articolo.
    • 2. I mezzi meccanici adibiti al servizio e alla manutenzione delle piste e degli impianti possono accedervi solo fuori dall'orario di apertura, salvo i casi di necessità e urgenza e, comunque, con l'utilizzo di appositi congegni di segnaletica luminosa e acustica.
    • 3. Gli sciatori, nel caso di cui al comma 2, devono dare la precedenza ai mezzi meccanici adibiti al servizio e alla manutenzione delle piste e degli impianti e devono consentire la loro agevole e rapida circolazione.

     

    ART. 17
    SCI FUORI PISTA
    E SCI ALPINISMO

    1. Il concessionario e il gestore degli impianti di risalita non sono responsabili degli incidenti che possono verificarsi nei percorsi fuori pista serviti dagli impianti medesimi.

    • 2. I soggetti che praticano lo sci-alpinismo devono munirsi, laddove, per le condizioni climatiche e della neve, sussistano evidenti rischi di valanghe, di appositi sistemi elettronici per garantire un idoneo intervento di soccorso.

     

     

    CARENZA DELLA NORMATIVA

    • La legge 363 del 2003 nella parte relativa alle norme di comportamento, prevede  in due sole ipotesi la sanzione

     

    • Art. 8 Obbligo di utilizzo del casco;

     protettivo per i minori di anni quattordici;

    Sanzione da € 30 a € 150.

     

     

    • Art. 14 Omissione di soccorso

    Sanzione da € 250 a € 1.000.

    ART. 18
    ulteriori prescrizioni per la sicurezza e sanzioni

    • Le Regione e i Comuni possono adottare ulteriori prescrizioni per garantire la sicurezza e il miglior utilizzo delle piste e degli impianti

     

    • Le Regioni determinano l’ammontare delle sanzioni di cui agli:
    • art. 5 (obbligo dei gestori di esporre documenti relativi alla classificazione delle piste e alle regola di condotta);

     

     

    • Art. 6 (Obbligo di Predisposizione della segnaletica nelle aree sciabili);
    • Art. 9 ( Velocità)
    • Art. 10 (Precedenza)
    • Art. 11 (Sorpasso)
    • Art. 12 (Incrocio)
    • Art. 13 (Stazionamento)
    • Art. 15 (Transito e Risalita)
    • Art. 16 (Mezzi meccanici)
    • Art. 17 (Sci Fuori Pista e Sci Alpinismo)

     

     

    • L’Art. 18 stabilisce anche l’ammontare degli importi delle Sanzioni che le Regioni possono applicare per le relative sanzioni

     

    • Che vanno da un minimo di  € 20
    • Ad un massimo di €  250.

    IN ASSENZA DELLA NORMATIVA REGIONALE
    COME FARE ?

    • I Comuni possono emanare dei Regolamenti o Ordinanze dove possono stabilire ulteriori prescrizioni ( Oltre a quelle inserite nella Legge 363 del 2003) per garantire la sicurezza delle piste e degli impianti
    • E stabilire gli importi per le violazioni,

     

    • Garantendo così alle Forze di Polizia la possibilità di poter sanzionare gli eventuali comportamenti scorretti e pericolosi degli utenti delle piste da Sci.

     

    MEZZI MOTORIZZATA SU PERCORSI FUORI STRADA

    Legge Regionale
    del 02 novembre 1982 n.32
    Art. 11

    • Su tutto il territorio regionale è vietato compiere, con mezzi motorizzati, percorsi fuori strada.
    • Tale divieto è esteso anche ai sentieri di montagna e alle mulattiere, nonché alle piste e strade forestali.

    Legge Regionale
    del 02 novembre 1982 n.32
    Art. 11

    • I Comuni, sentite le Comunità montane, individuano, entro 180 giorni dall'entrata in vigore della presente legge, in prima applicazione della legge, percorsi a fini turistici e sportivi, opportunamente segnalati, anche in deroga a quanto disposto dai commi primo e secondo del presente articolo.
    • Le Amministrazioni Provinciali ed i Comuni possono interdire il transito ai mezzi motorizzati, su strade di loro competenza, qualora sia ritenuto opportuno ai fini di tutela ambientale.

     

     

    Legge Regionale
    del 02 novembre 1982 n.32
    Art. 11

    • È vietato parcheggiare veicoli nei prati, nelle zone boschive, in terreni agricoli; è vietato calpestare i prati destinati a sfalcio, nonché i terreni sottoposti a coltura anche se non cintati e segnalati;
    • Sono esclusi dal divieto di cui ai commi precedenti i mezzi impiegati nei lavori agro-silvo-pastorali, nella sistemazione di piste sciistiche, nelle opere idraulico forestali, nelle operazioni di pronto soccorso, di vigilanza forestale, antincendio, di pubblica sicurezza, nonché i veicoli utilizzati per servizio pubblico.
    • L'esercizio dello sci d'erba è consentito soltanto nelle aree a ciò destinate. Su tutto il territorio nazionale è vietato

    Art. 38
    Sanzioni amministrative

    1. Per le violazioni dei divieti e per l'inosservanza degli obblighi di cui alla presente legge si applicano le seguenti sanzioni:

    • c) per le violazioni di cui all’art. 11 ai commi:
    • 1  ( divieto di compiere con mezzi motorizzati percorsi fuoristrada);
    • 2 (divieto di  percorrere con mezzi fuori strada sentieri di montagna, segnalate ai sensi della legge regionale n. 27);
    • 4 (divieto di percorrere strade di competenza Provinciale e Comunale se ritenuto  opportuno per fini di tutela ambientale)

     

    • per le quali è sempre possibile il sequestro amministrativo del mezzo
    • si applica la sanzione da euro 50 a euro 300;

     

     

    • la sanzione è maggiorata da euro 100,00 a euro 600,00 nei casi in cui il mezzo motorizzato:
    • 1. non risulti regolarmente immatricolato;
    • 2. sia privo di targa;
    • 3. sia privo di assicurazione;
    • 4. sia privo di libretto di circolazione;
    • 5. abrogato
    • 6. sia impiegato dal tramonto alla levata del sole;

     

    • d) per le attività e le manifestazioni motoristiche fuoristrada organizzate, anche parzialmente, al di fuori dei percorsi individuati ai sensi del comma 3 dell'articolo 11, si applica la sanzione di euro 10.000,00 a carico degli organizzatori;

     

     

    • e) per le violazioni di cui ai commi 5
    • (Divieto di parcheggio nei prati e zone boschive ecc.) e 7 ( l’esercizio dello sci d’erba) dell'articolo 11 si applica la sanzione di euro 150,00

 

Sport invernali tutto di tutto

 

Traumatologia da sport invernali in età pediatrica

 

a cura del Dr. Stefano Guidotti

 

La pratica di attività sportive sui campi da sci espone i più piccoli al rischio di lesioni traumatiche che hanno caratteristiche del tutto diverse da quelle riscontrabili nel giovane e nell’adulto che praticano la stessa attività.

La recente adozione obbligatoria in Italia del casco ha determinato una netta riduzione dei frequenti e gravissimi traumi cranici che rappresentavano l’evento più drammatico sulle piste da sci.

Attualmente perciò le lesioni di più frequente riscontro colpiscono gli arti, sia superiori che inferiori, e più raramente il torace e l’addome.

La struttura osteo-articolare del bambino è completamente diversa da quella dell’adulto e quindi la risposta ad un insulto traumatico da luogo a conseguenze biologiche particolari, molto diverse rispetto a quelle che si realizzerebbero in una strutturazione “definitiva” come quella dell’adulto. Questa diversità accompagna e condiziona anche il tipo e la durata del trattamento e l’esito finale che ci si può aspettare.

L’età specifica al momento dell’infortunio è molto importante perché le peculiarità delle lesioni sportive sono tanto più marcate quanto più giovane è l’età del bambino, mentre nei soggetti adolescenti le lesioni tendono ad assumere via via caratteristiche più assimilabili a quelle del soggetto adulto.

E’ bene distinguere in traumatologia sportiva due tipi sostanzialmente diversi di danno: la lesione acuta, dovuta ad un evento traumatico unico, concentrato nel tempo e che determina un danno immediato, e la lesione cronica, determinata da un eccesso di attività (sovraccarico funzionale) , cioè conseguente a sollecitazioni abnormi o ripetute eccessivamente.  Quest’ultime riguardano ovviamente soggetti particolarmente impegnati in quella disciplina sportiva o che risiedono in località montane e che quindi trascorrono molte ore al giorno per diversi mesi all’anno sulle piste da sci. Non tratteremo in questo scritto delle lesioni croniche e faremo riferimento quindi solo a quelle acute.

Per quanto riguarda i traumi acuti, la localizzazione del danno può essere a livello osseo, articolare o muscolare. 

 

Le lesioni ossee sono rappresentate dalle fratture, che costituiscono delle interruzioni della continuità di un segmento osseo. In realtà nel bambino è possibile anche una lesione traumatica senza una vera e propria interruzione: si tratta delle cosiddette “fratture a legno verde” delle deformazioni plastiche in cui l’osso si deforma senza una rima di frattura completa. Tali lesioni sono però tipiche del soggetto più giovane e a livello delle ossa più lunghe. Le fratture più frequenti in ambito sciistico si localizzano a livello del polso, del gomito, della clavicola per l’arto superiore e a livello della gamba per l’arto inferiore. Quelle del polso interessano usualmente la parte distale del radio e dell’ulna, mentre quelle del gomito avvengono solitamente a livello dei condili omerali o subito al di sopra di questi (sovracondiloidee). Le fratture di gamba possono interessare la tibia o il perone isolatamente o entrambe, di solito nella parte diafisaria.

In linea di massima le differenze fra le fratture in età pediatrica e quelle dell’adulto si possono riassumere in 4 punti:

  1. la presenza nei bambini dei nuclei di accrescimento e delle cartilagini metafisarie rende queste zone particolarmente vulnerabili ai traumi con possibili gravi ripercussioni sul futuro accrescimento del segmento osseo interessato; talvolta c’è il distacco completo dei nuclei apofisari su cui si inseriscono i ligamenti sollecitati dalle masse muscolari.
  2. L’osso del bambino ha sicuramente maggiore elasticità e vitalità rispetto a quello dell’adulto; questo determina la possibilità che si creino fratture “a legno verde” a livello diafisario con integrità di parte del periostio, scarsa scomposizione della frattura, facilità di riduzione della stessa e rapida guarigione.
  3. L’elevata plasticità della struttura ossea permette uno straordinario rimodellamento delle fratture nel tempo, soprattutto nei soggetti più piccoli, anche se lasciate con una certa deformità angolare, fino a ristabilire, con la crescita residua, la normale conformazione anatomica. Minore efficacia si riscontra invece nei difetti di rotazione assiale.
  4. Per i motivi sopra elencati il trattamento è in genere conservativo, non chirurgico, e prevede la riduzione della frattura (vale a dire il riallineamento dei monconi ossei) seguita da un adeguato periodo d’immobilizzazione in gesso che risulta, specie sotto i 10 anni, in genere molto più breve rispetto a quello che sarebbe richiesto in un adulto con una lesione analoga.

 

Le lesioni articolari  sono rappresentate dalle lussazioni e dalle distorsioni. Le lussazioni sono rare nel soggetto in accrescimento, in quanto un’azione traumatica trova meno resistenza nella cartilagine metafisaria che non nei robusti legamenti e nelle strutture capsulari, per cui in genere invece di una lussazione si verifica una frattura.

Con l’aumentare dell’età le lussazioni aumentano di incidenza, soprattutto a livello della spalla (lussazione scapolo-omerale ed acromionclaveare) ed in soggetti predisposti per lassità costituzionale e a livello del gomito.

Le distorsioni sono relativamente comuni, soprattutto a livello del ginocchio. Le distorsioni sono classificate di tre gradi: il primo comporta lo stiramento capsulo-legamentoso, il secondo la rottura parziale dei legamenti, il terzo la rottura completa. Fortunatamente le lesioni di terzo grado sono rare nei bambini. Negli adolescenti aumenta progressivamente l’incidenza delle lesioni legamentose del ginocchio, in particolare del legamento crociato anteriore. Talvolta queste richiederebbero un trattamento chirurgico che, nel soggetto in accrescimento, è doveroso rinviare in età successiva alla chiusura delle cartilagini. La maggior parte delle volte questa attesa si dimostra  giustificata dal buon risultato ottenuto con la terapia conservativa e l’accrescimento. Sempre a livello del ginocchio, le lesioni dei menischi sono molto rare al di sotto dei 10-12 anni, a meno che non insorgano in un menisco con anomalie morfologiche, come in un menisco discoide. Il trattamento anche in questo caso è solitamente conservativo perché la maggiore vascolarizzazione del menisco nel bambino al di sotto dei 10 anni, rispetto all’adulto, fa sì che un numero molto maggiore di lesioni possa guarire spontaneamente o, in caso di necessità assoluta di intervento chirurgico, che una sutura meniscale abbia buoni risultati senza ricorrere alla meniscectomia selettiva.  Una lesione tipica degli sport invernali è il cosiddetto “pollice dello sciatore” causato da una iperestensione forzata del dito mentre si trova nella posizione tipica dello sciatore, che determina negli adolescenti la rottura del suo legamento collaterale ulnare e nei bambini più piccoli una frattura della cartilagine di accrescimento della falange prossimale.

 

Le lesioni muscolari consistono in stiramenti e contusioni, molto frequenti e di rapida risoluzione o in strappi con conseguenti ematomi. Quest’ultimi sono senz’altro più rari che nell’adulto, per il fatto che solitamente il danno si realizza a livello inserzionale dando luogo al distacco dell’apofisi ossea; queste lesioni devono essere trattate adeguatamente perché possono esitare in miosite ossificante proprio per la spiccata capacità di ossificazione dei tessuti tipica dell’età infantile.

 

Concludendo l’attività ludica e sportiva invernale rappresenta per i bambini  un occasione di possibili infortuni di gravità molto variabile che interessano prevalentemente, dopo l’adozione obbligatoria del casco, gli arti superiori e inferiori.  Nella maggior parte dei casi traumi e fratture in età evolutiva  non richiedono intervento chirurgico e si risolvono più rapidamente che nell’adulto. Sono fortunatamente rari i postumi a distanza, sia per le capacità plastiche e di recupero funzionale delle strutture osteocartilaginee che di quelle muscolari e capsulo-ligamentose.  Lievi asimmetrie o deviazioni angolari trovano miracolosamente la loro correzione spontanea nel progredire dell’accrescimento, sotto la guida dello stimolo funzionale.

Talvolta è consigliabile una breve riabilitazione funzionale che risulta essere in ambiente acquatico, specie all’inizio del percorso riabilitativo, particolarmente gradita e congeniale al piccolo paziente.  Il primo obiettivo è infondere nel bambino un senso di fiducia inizialmente attraverso attività ludiche e di psicomotricità, allontanando il ricordo dei trattamenti subiti ( riduzione della frattura, immobilizzazione, intervento ecc) per passare solo successivamente a trattamenti più specifici di recupero della articolarità , del tonotrofismo muscolare e della propriocezione.   

 

Sport invernali tutto di tutto

 

LA MONTAGNA

  • La montagna è “un’altezza” del terreno che supera i 600 metri.
  • Le montagne sono fatte di roccia, ma dal piede fino a 3.000 metri la roccia è coperta di alberi e piante.

 

sport invernali

  


Parole-chiave :

CIMA: il punto più alto di una montagna.

PIEDE: la base della montagna.

VERSANTE: il lato di una montagna.

 

CATENA MONTUOSA: una linea di montagne vicine.

 

PASSO: il punto più basso dove si può passare dall’altra parte della catena.

VALLE: il territorio che si trova tra due catene di montagne.

GHIACCIAIO: si forma sulle montagne alte, dove la neve non si scioglie mai e si trasforma in ghiaccio.

 

Discipline di scivolamento Appunti di Luca Asberto


L’obiettivo del nostro corso non è quello di farci diventare maestri di sci, ma accompagnatori scolastici o di gite, far divertire i bambini, essere preparatori atletici di una squadra di sci... Dobbiamo integrare le nostre conoscenze con semplici giochi ed esercizi.

 

Sicurezza:

 

  • Fino a 14 anni il casco è obbligatorio per Legge;
  • Fermarsi sui bordi, non in mezzo alla pista!
  • Non fermarsi dietro i dossi. Far fermare i bambini da sotto di sé se no l’ultimo li inforca tutti con effetto domino.
  • Prima di ripartire guardare indietro e tenere conto dei tempi di reazione e di partenza di tutti i bambini, fino all’ultimo.
  • Per gli agonisti che fanno velocità usare il “guscio” (protezione per la schiena) ma solo quando si fa un lavoro di velocità. Non usarlo normalmente perché riduce la propriocezione e l’allenamento dei muscoli locali.

 

La FISI solo di recente ha stabilito che la metodologia d’insegnamento per i bambini deve essere diversa da quella per gli adulti, Hanno realizzato un metodo studiando quanto facevano i maestri all’interno delle scuole di sci.

 

  • I bambini, soprattutto i più piccoli o quelli alle prime armi, che si trovano in una ambiente nuovo, hanno bisogno di costante incoraggiamento e approvazione.
  • Scegliere tra i giochi ed esercizi proposti quelli più adeguati alle capacità del bambino (né troppo facile se no non stimola né troppo difficile se no scoraggia.)
  • Il bambino deve divertirsi.
  • Lo scopo di ciascun gioco è quello di correggere uno specifico errore senza dover dire ai bambini che e cosa sbagliano ma portandoli naturalmente a correggersi.
  • Prestare molta attenzione ai primi contatti con i bambini, ascoltarli, parlargli all’altezza dei loro occhi e senza occhiali da sole!
  • Se c’è il “baby park” utilizzarlo perché stimola i bambini e presenta tracciati facili.
  • I sacchi dei pugili sono molto utili perché i bambini, distratti dal compito di colpirli, non pensano allo scivolamento.
  • Il “tapis roulant” (impianto di risalita semplice, da usare al posto dello skilift) è utile per i bambini che hanno paura di prendere lo skilift. Attenzione però perché arrivano su tutti e non è detto che siano poi in grado di scendere.

 

Errori principali che commettono i principianti:

 

  • Arretramento: 55%
  • Eccessivo orientamento del corpo: 13%
  • Asimmetria: 12%
  • Mancanza di coordinazione: 10%
  • Errata posizione delle ginocchia: 4%
  • Rigidità articolare: 4%
  • Altri: 2%

 

Gli errori non corretti si portano dietro tali e quali man mano che si sale di livello. Occorre quindi intervenire subito.

 

Primi passi:

 

  • Scaletta (se no se perdono qualcosa non sono in grado di andarlo a recuperare.
  • Risalita a spina di pesce.
  • Gioco del dormire: per insegnare ai bambini ad alzarsi. Può essere anche fatto in forma di competizione (chi è  più veloce) e con il canto del gallo come segnale di sveglia.
  • Se non c’è il tapis roulant, prima di prendere lo skilift simularlo col bastoncino, insegnando ai bambini la distanza dei piedi (quella delle anche), posizione delle braccia (protese avanti) e dei bastoncini, lasciati penzolare dai polsi.

 

Errori

 

Arretramento: spostamento del baricentro verso la coda degli sci. È fondamentale correggerlo.

 

  • Far simulare una capovolta in avanti: sci disposti a spina di pesce, andare a toccare terra con la testa. Far sentire la pressione della tibia contro lo scarpone.
  • Provare a cadere buttandosi tutto avanti o tutto indietro. Tutto indietro si cade, tutto avanti no. Così capiscono che è più sicuro stare avanzati piuttosto che arretrati.
  • Gioco della moto: far simulare di andare in moto, con le braccia protese avanti per spostare in avanti il baricentro.
  • Il maestro procede all’indietro e traccia con il bastoncino una riga a terra che il bambino deve cancellare con in suoi sci.
    • Vantaggi:
    • Il bambino guarda in basso e sta in avanti per guardare la riga.
    • Il bambino non vede la pista e non si spaventa della pendenza.
    • Il bambino si abitua a seguire un tracciato.

 

Eccessivo orientamento del corpo: (rotazione intorno all’asse longitudinale nel senso della curva).

 

  • Gioco dell’aeroplano: braccio interno disteso e alto (a sfiorare l’orecchio), braccio esterno simmetrico all’altezza del ginocchio. Questo carica il peso sullo sci esterno.
  • Braccia bloccate dai bastoni tenuti paralleli al suolo contro il dorso dagli incavi edi gomiti.
  • Tenere le mani sul ginocchio esterno durante la curva.

 

Asimmetria: peso appoggiato sempre sull’arto che dà più sicurezza. In questo modo la curva in cui questa è esterna riesce, quella in cui è interna no.

 

  • Il maestro, procedendo all’indietro, accompagna il bambino tenendogli le punte e impedendo che uno sci sia più avanti dell’altro.
  • Allo stesso modo puntando i bastoni (dal manico!) sull’addome o sulle creste iliache del bambino per tenergli in posizione l’anca.
  • Molti bambini fanno lo spazzaneve con le ginocchia in  fuori e non in dentro. Questo impedisce loro di utilizzare le lamine. Il maestro procede dietro il bambino e gli tiene, con le mani, le ginocchia nella corretta posizione. Quando il bambino lo fa un po’ si e un po’ no, utilizzare i bastoncini solo quando occorre.

 

Equlibrio e coordinazione: sci, scarponi e neve danno problemi di propriocettività; lo sci richiede una coordinazione complessa.

 

  • Statico: alzare le braccia e tirare su una gamba.
  • Gioco dello “sponsor”: fare come gli atleti che tirano su lo sci a fine gara. Senza bastoni.
  • Gioco dello specchio: di fronte ad un altro bambino imitare i suoi movimenti. Prima decide uno poi l’altro.
  • Far scendere i bambini a coppie. Il maestro sta fermo a valle e fa dei movimenti con gli arti superiori che i bambini dovranno imitare nel corso della discesa.

 

Rigidità articolare: non è dovuta a vera e propria rigidità delle articolazioni ma all’incapacità del bambino a gestire piegamento e distensione.

 

  • Occorre far fare movimenti esagerati.
  • Da fermi, tutti affiancati, fare la ola, come allo stadio.
  • Scendendo da una pendenza molto facile, sedersi e rialzarsi sulle code. Occhio che non tutti ci riescono (io no!).
  • Nanetti e giganti: scendere, a comando, piegandosi esageratamente e distendendosi esageratamente.
  • Far passare i bambini sotto una porta composta da 3 bastoncini.

 

Conclusioni

 

  • Verificare sempre la sicurezza, anche la taratura degli atacchi.
  • Ascoltare le richieste dei bambini.
  • Scegliere i giochi più adatti. Far divertire. Non correggere con le parole, ma scegliendo i giochi ed esercizi adatti.

 

 

Agonismo

 

L’agonismo inizia con la categoria “baby”, bambini che hanno 7-8 anni. Attenzione che i bambini < 8 anni o < 120cm devono essere accompagnati in seggiovia da un adulto.

 

“Lo sport deve insegnare a vincere senza diventare vincenti e deve insegnare a perdere senza diventare perdenti”

 

  • Il bambino non è un adulto in miniatura.
  • Per i bambini lo sci agonistico è:
    • Campo libero
    • Tecnica
    • Preparazione atletica
  • Un laureato in Scienze Motorie può collaborare con uno sci club predisponendo un progetto di preparazione atletica dei bambini (gli allenatori di sci normalmente fanno dei danni!)
  • Occorre multilateralità (polivalenza) per dare ai bambini quella qualità coordinativa di adattamento all’ambiente che in acqua si chiama “acquaticità”: far giocare i bambini sulla neve con gli sci ai piedi: calcio, sacchi dei pugili...
  • Lo sci club è un’equipe: allenatore, preparatore atletico, autista...

 

Livelli:

 

  • Bronzo
  • Argento
  • Oro
  • Azzurro: quello competitivo a cui però i bambini possono accedere anche senza averli fatti tutti.

 

Sequenza didattica:

 

  • Tecnica di base;
  • Sci multifinalizzato;
  • Avviamento alle discipline;
  • Allenamento speciale (Super G, Gigante, Slalom...)

 

Sci multifinalizzato

 

Insieme di esercitazioni, giochi e nozioni finalizzati all’impostazione generale del futuro atleta:

 

  • Dalla diagonale girare attorno al palo.
  • Garette in piano su un percorso di 3 pali. Cronometrarle così i bambini percepiscono un giudizio oggettivo e non soggettivo del maestro.
  • Ostacoli da passare da sotto o saltare. Occhio che siano mobili!
  • Qualsiasi altra cosa adatta allo scopo di prendere confidenza con il concetto di pali.

 

Avviamento all’agonismo

 

Approccio allo slalom gigante:

 

  • Porte allineate lungo la linea di discesa è più facile che con le porte distanziate in senso trasversale.
  • Abituare alla “figura” due porte che si passano dallo stesso lato.
  • Utilizzare le porte doppie: normalmente non si fa e poi i bambini in gara non capiscono niente.
  • Presentare il tracciato sulla carta e far disegnare la traiettoria dai bambini.
  • Simulare le condizioni di gara.

 

Approccio allo slalom speciale:

 

  • Alternare tracciato con campo libero e di nuovo tracciato: abitua a sciare allo stesso modo, naturale, sia in presenza di pali che senza.
  • Usare porte doppie.

 

Discipline veloci: difficilmente si può far chiudere una pista dalla cima della montagna al fondo, quindi abituare semplicemente i bambini alla velocità senza che faccia loro paura.

 

Altre considerazioni:

 

  • Gli sci club devono allenarsi obbligatoriamente in pista chiusa.
  • Abituare i bambini ai salti.
  • Utilizzare riprese video.

 

La lezione è tenuta da Ernesto Querio, esperto di attrezzature e messa a punto delle stesse. Ha lavorato e lavora per diversi atleti di altissimo livello. Qualche anno fa ha inoltre costituito, assieme a dei colleghi, un’associazione per la certificazione degli “ski men” che ha però poi abbandonato perché questa segue altri fini...

 

Una buona preparazione degli sci è fondamentale, non solo per avere buone prestazioni, ma anche per avere gli sci ben governabili per questioni di sicurezza. La neve è, infatti, per sua natura, continuamente variabile e quindi, o si procede ad una messa a punto degli sci ogni volta che variano le condizioni della neve (altissimo livello), oppure si fa una messa a punto di compromesso. Gli atleti di alto livello sono, paradossalmente, più facili da gestire perché hanno le loro esigenze ben precise e sono in grado di esprimerle. Per il “turista” si esegue una messa a punto di compromesso tra facilità e prestazioni. Le differenze stanno principalmente nelle affilatura delle lamine (lungo tutto lo spigolo, al centro, in punta, in coda) e nell’angolo delle stesse (86-88° più tenuta, 89-90° più governabilità).

 

La messa a punto di uno sci è estremamente artigianale e richiede una notevole esperienza e competenza. Le macchine automatiche in grado di realizzarla correttamente costano oltre 200.000€ e sono quindi poco diffuse se non addirittura inesistenti. Una messa a punto di un paio di sci richiede almeno un’ora: diffidare quindi di chi la realizza a 10-15€ o è in grado di farla velocemente nonostante un’elevata mole di lavoro.

 

Fasi:

 

  • Stuccaggio delle iregolarità del fondo.
  • Levigatura (si può fare a macchina).
  • Portare fondo e lamine allo stesso livello.
  • Abbassare l’angolo della lamina da 90° in giù in maniera regolare, dall’inizio della lamina allo spigolo.
  • Utilizzare lime da motosega con 1 taglio (zigrinatura diagonale e non incrociata) e nuove o quasi.
  • Limare con poca pressione, L’angolo è dato dalla pressione che si dà alla lima e non agli estremi, ma in corrispondenza delle lamine. La lima va infilata in appositi attrezzi che ne determinano l’angolo di lavoro.
  • L’angolo va ottenuto con molte passate e poca pressione: se la lamina si affila subito si è sbagliato e l’angolo sarà presente solo allo spigolo e non lungo tutta la lamina.
  • Per realizzare angoli stretti occorre limare (poco, se no poi le lamine si staccano) i fianchi dello sci.
  • La rifinitura delle lamine deve essere fatta con lime al diamante per le lamine e con più passate della sciolina adatta (per nulla o molto fluorata secondo l’umidità) che vanno rimosse, tra una passata e l’altra, con una spatola. Il fondo deve essere poi pulito con un solvente adatto alla sciolina. La sciolina deve rimanere nei pori dello sci, non fare strato sopra il fondo.

La relazione (tesina) dovrà riguardare qualsiasi argomento che abbia un minimo di attinenza con le discipline invernali (snowboard, preparazione atletica innovativa per bambini...) ed essere lunga 5-10 pagine. Se quest’anno non si chiude il corso confermando i voti (parte pratica, almeno 2 discipline + presenza alle lezioni teoriche + tesina) si possono mantenere i voti già ottenuti e completare tutto negli anni successivi. Qualora da un certo punto non vi fosse più questa opportunità saremmo avvisati.

 

La preparazione atletica nello sci alpino

 

Lo scopo della preparazione atletica è quello di avere una maggiore disponibilità motoria ed efficienza organica-funzionale finalizzata a:

 

  • Ridurre il rischio di infortuni
  • Migliorare la possibilità di rendimento della prestazione.

 

Il percorso di formazione dell’atleta comprende:

 

  • Altissimo livello: pacioccare con la neve da quando si esce dalla culla e mettere gli sci ai piedi a 3 anni...
  • Allenamento di base: ~7-14 anni.
  • Approfondimento sportivo:
    • Donne: 15-18 anni;
    • Uomini: 15-20 anni

 

Lo sci richiede le seguenti abilità coordinative:

 

  • Equilibrio: rapporto tra la base d’appoggio (sci esterno) / baricentro e compenso del busto. Allenabile a secco con percorsi di destrezza:
    • cerchi, coni...;
    • saltelli laterali;
    • piegate a 1 gamba;
    • balzi;
    • piegate su tavolette propriocettive;
    • slalom tra gli ostacoli
    • balzi tra i coni;
    • ...
  • Orientamento spaziale: capacità di sapersi orientare con il corpo in toto nello spazio (scegliere le traiettorie tra le porte o tra i turisti!)
    • Sport con scelta di traiettoria: pattini, bici, sport motoristici.
    • Sport di squadra (adattamento a situazioni variabili)
  • Differenziazione cinestesica: capacità di saper modulare la forza. Serve anche per far deformare di più o di meno gli sci e far loro prendere traiettorie diverse.
    • Calciare un pallone più o meno lontano.
    • Salto in lungo da fermi a occhi chiusi; prima massimale, poi a x% che poi viene verificata.
  • Coordinazione crociata e bipodalica:
    • Giochi a piedi pari: salti, squat monopodalici e bipodalici; pressa mentre si lancia una palla con gli arti sup....
  • Attitudini di volo nell’acrobatica: strategie di controllo e gestione sul piano sagittale (specialmente in presenza di gobbe):
    • Ginnastica artistica: salti giro avanti e indietro anche con trampolini; spalliera; cavallo; panca. Rotazioni attorno all’asse longitudinale.
  • Ritmizzazione.

 

Capacità condizionali:

 

  1. Forza massimale, veloce e resistente degli arti inferiori: in alcuni istanti della curva il carico sugli arti inferiori supera i 200 kg!
    1. Slanci (powerlifting) anche er apprendere gesti nuovi e fare un allenamento di qualità e non solo di quantità.
    2. Balzi pliometrici anche su superfici. Occhio perché gli sci moderni sono molto elastici e tendono a rimbalzare dopo la curva staccando da terra l’atleta.
  2. Resistenza aerobica e anaerobica lattacida.
  3. Potenziamento degli altri distretti muscolari.
  4. Equilibrio posturale, mobilità articolare e flessibilità muscolare, recupero.

 

Allenamento della forza resistente:

 

  • Corsa veloce, in salita, balzi, andature di potenziamento.
  • Sport di squadra: pallavolo, pallacanestro, calcetto.
  • Ciclismo (endurance).

 

Le velocità raggiunte con gli attrezzi moderni sono:

 

  • Slalom speciale: 60 km/h
  • Slalom gigante: 90 km/h
  • Super-G e discesa libera: 130 km/h

 

Parametri delle gare

 

Specialità

N° curve

Tempo

 

 

 

Speciale

50-60

50-60”

Gigante

40-50

60-80”

Super-G

35-40

80-100”

Discesa libera

35-40

80-120”

 

Stagione agonistica di un atleta di alto livello:

 

Sci estivo e autunnale:

 

  • Squadre regionali: 50-70 giorni.
  • Squadre nazionali: 70-80 giorni.

 

Periodo agonistico nazionale juniores: 45 gare in 130 giorni

 

Curve ad intensità medio-elevata: 36.000 in allenamento, 1.600 in gara.

 

 

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