Qi Gong
Collegamenti utili gratuiti
-
Introduzione al QI GONG

In Cina con il termine qi gong vengono indicati tutti gli esercizi il cui scopo è il miglioramento della circolazione dell'energia nel corpo.
Qi Gong, infatti, significa letteralmente lavorare (gong) con l’energia (qi).
La pratica di quest’arte vecchia da secoli, è stata codificata in molteplici stili, alcuni dei quali hanno scopo esclusivamente terapeutico ed eventualmente meditativo, mentre altri, come il Tai Chi Chuan, sono suscettibili di utilizzazione come vera e propria arte marziale.
Una ulteriore e maggiormente precisa classificazione si basa sulla posizione assunta dal corpo durante la pratica, possiamo quindi parlare di:
1. wogong (posizione distesa)
2. zugong (posizione seduta)
3. zhanggong (in piedi)
4. xinggong (in movimento).
I movimenti o esercizi di cui si tratta vengono, salvo rare eccezioni, praticati in sequenze preordinate le quali, eseguite correttamente, influiscono sull'energia del praticante a livello globale. L'efficacia del metodo si basa sulla postura assunta dal corpo, sul controllo della respirazione, sulla qualità e quantità del movimento, sulla concentrazione su alcuni agopunti e sull'utilizzo della capacità immaginativa (“pensiero Creatore”).
Etimologia e significato di QI GONG
Il nome ormai comunemente usato per designare tutte le tecniche di pratica interiore del sistema corpo - respiro - mente è "Qi Gong", composto dai due ideogrammi: "Qi" e "Gong":

Qi Gong
Il primo ideogramma, Qi, ha un'etimologia complessa, poiché è utilizzato da migliaia di anni con un significato che si è evoluto e modificato nel corso della storia. Era già presente sulle ossa oracolari risalenti ad almeno settecento anni prima di Cristo. Anticamente il carattere era composto dalla sola parte superiore ed esterna, raffigurando solo del vapore che dalla terra sale verso il cielo. In un secondo momento, vi è stato aggiunto il radicale "mi", indicante il chicco di riso, quindi, quella parte materiale che cuocendo rilascia il vapore, tendendo a rimanere in basso. In sintesi, abbiamo la convergenza dei due elementi fondamentali: l'elemento celeste, yang e quello terrestre, yin. Vi era poi, un altro ideogramma, connesso con lo stesso concetto, formato dal radicale indicante il fuoco, unito ad un carattere con un significato di astrazione, un quid non quantificabile, non visibile, formato da un uomo che lotta contro un ostacolo (quest'ultimo carattere da solo ora significa "no", è una negazione). Entrambi i caratteri danno bene il senso di un certo stato di materia-energia non quantificabile, non visibile, che trasmette informazioni ed è in continuo movimento.
Il secondo ideogramma, Gong, è composto anch'esso da due elementi: quello di sinistra, che gli dà la pronuncia, indica "lavoro", quello di destra, invece, significa "forza / potenza". Per questo il reale significato dell'intero carattere è un "lavoro meritorio", fatto con impegno e costanza.
Il nome Qi Gong, è quindi un termine molto significativo, indicando delle tecniche di pratica, anche di molto più ampio significato. Indica infatti tutto quello che può essere fatto per operare sul Qi: dal lavoro fisico sul corpo, muscoli, giunture, organi interni, ... alla regolazione del respiro, della mente e del cuore; dal lavoro fatto su se stessi, interiormente, a quello fatto in relazione al mondo esterno e agli individui intorno a noi. Per questo in Cina si parla di Qi Gong, anche quando ci si rivolge a tecniche di cura che qui chiamiamo massaggi, shiastsu, riflessologia, pranoterapia, ...
Prima di tutto ricordiamo brevemente le cosiddette "Tre Regolazioni", presupposti fondamentali per la pratica di qualsiasi tipo di tecnica energetica cinese, marziale o terapeutica che sia:
1) TIAO SHEN: regolare, armonizzare il corpo
2) TIAO XI: regolare il respiro
3) TIAO XIN: regolare, "posare", il cuore
Regolare il corpo significa raggiungere una postura corretta, comoda, priva di tensione, in modo da permettere ed influenzare positivamente il flusso del Qi. Sappiamo infatti che le BARRIERE FISIOLOGICHE (in sintesi le grosse articolazioni) rappresentano zone cruciali, zone dove possono formarsi accumuli ("a monte") e vuoti ("a valle").
Regolare il respiro significa semplicemente raggiungere una respirazione profonda ma totalmente spontanea. Non esistono forzature, e' lo stato di tranquillità globale che consente la penetrazione del soffio nell'assoluta profondità del DAN TIAN ( t'an t'ien ).
Regolare il cuore significa regolare lo Shen; sappiamo, infatti, che quest' ultimo dimora nel cuore (centro dell' uomo) e nel sangue (Xue). Un cuore tranquillo significa un cuore "vuoto" che accoglie le influenze del Tao, il Qi scorrerà quindi nel modo migliore iniziando a raccogliersi nelle "cisterne" fisiologiche.
La Postura
Descriviamo ora la posizione eretta di base ( TIN PU, WU CHI ), suddivisa, a scopo esclusivamente didattico, nei seguenti punti:
1 ) Aderire con i piedi al suolo: i piedi devono essere perfettamente paralleli tra loro e posti ad una distanza pari a quella della larghezza delle spalle del soggetto (le prime volte è utile misurarla). Il peso deve venire ben distribuito su entrambi i piedi, si deve avvertire una sensazione di "radicamento" al terreno in modo che venga stimolato naturalmente il punto Yiong Chuan posto circa al centro del piede.
2 ) Piegare le ginocchia: le ginocchia devono essere piegate in modo da permettere l'allungamento della schiena ed il rilassamento dell'addome. Le ginocchia sono le articolazioni più grosse del corpo e, se queste sono sufficientemente rilassate, Qi e Xue (sangue) scorreranno liberamente.
3 ) Anche rilassate: il rilassamento delle anche permette il movimento libero degli arti inferiori.
4 ) Allungare la schiena: l'allungamento della schiena avviene attraverso il rilassamento dell'addome e la retroversione del bacino. Questa posizione rilassa la schiena e stimola la zona del punto Ming Men ( porta del destino ), situato all’altezza dei reni questo punto stimola l’energia ancestrale dell’individuo. Anche la psicologia occidentale riconosce un collegamento tra questa postura del bacino e l’accumulo dell’energia. Le vertebre si allungano verso terra come “perle di una collana”.
5 ) Chiudere lievemente il torace: il praticante deve rilassare totalmente i muscoli pettorali in modo da non creare tensione nel diaframma. In questo modo il respiro potrà scendere nel Dan Tian ( t'an t'ien ).
6 ) Erigere la schiena, sospendere la testa: la schiena deve essere eretta, allungata verso l’alto nella parte cervicale ( l’energia va posta nel sincipite ), e verso il basso della zona lombare, come immaginando di essere appesi ad un filo dal centro della testa ( punto Baihui ).
7 ) Lasciar cadere le spalle: in modo che il Qi possa scendere nel Dan Tian ( t'an t'ien ).
8 ) Abbandonare i gomiti, rilassare i polsi: la forza posta nelle braccia è limitata a quella necessaria per sorreggere il peso, la punta del gomito cade verso il basso.
9 ) Rientrare il mento: il mento rientrato contribuisce all'allineamento della colonna vertebrale ( il mento in avanti significa spesso che il praticante sta seguendo i propri pensieri ).
10 ) Chiudere le labbra e toccare con la lingua il palato: le labbra vanno chiuse per evitare dispersioni di energia. La lingua tocca il palato superiore per creare un ponte fra il Renmai e Dumai (vedi sopra). Il punto in cui poggia la lingua, si individua naturalmente pronunciando la lettera " L ".
Le posizioni statiche del Qigong
1. Zhan Zhuang Gong ( stare in piedi come un albero ):
Il praticante si pone in piedi, mantenendo i piedi paralleli con una apertura pari alla larghezza delle spalle, le ginocchia sono lievemente flesse in modo da facilitare la retroversione del bacino. La schiena è diritta con le spalle rilassate, la sommità del capo tende verso l'alto, la punta della lingua poggia contro il palato (vedi sopra posizione eretta di base Tin Pu / Wu Shi):

Questa maniera di stare in piedi è importantissima nel lavoro del Qi Gong, perché in questo modo tutti i percorsi del Qi sono aperti completamente ed esso scorre più libero e fluente, sia nei 12 Jingluo (i meridiani principali), sia in quelli straordinari: Remai, Dumai, Daimai, ecc. Se le spalle sono contratte, vi si accumula una gran quantità di Qi e Xue (sangue); appena queste si rilassano, il blocco di Qi e Xue si trasforma in una forte ondata verso le spalle stesse, fino alle mani, così si possono avere alcune sensazioni sulle punte delle dita come: gonfiore, addormentamento, calore …
2. Ti Bao Shi (forma del portare in braccio - abbracciare la palla all'altezza della cinta):
( lett. "forma del portare in braccio") Posizione che è stata soprannominata anche "Abbracciare la palla all’altezza della cinta", perché in questo modo si descrive più facilmente la forma da prendere con le braccia. Infatti, la posizione è quella in cui si sostiene una grossa palla all’altezza dell’addome, con le mani rivolte entrambe verso la zona del Dantian inferiore (c.a. tre dita sotto l’ombelico) e le dita di ogni mano rivolte verso le corrispondenti. Le due mani sono a circa un pugno di distanza una dall’altra. Per il resto la posizione è quella dello Zhanzhuang, che abbiamo già visto. Questa forma lavora molto approfonditamente, in particolare sull’addome e sul sistema digerente, sul fegato, oltre che sul sistema nervoso centrale e periferico. Va usata meno dalle donne durante il periodo mestruale, quando l’attenzione va spostata preferibilmente verso il Dantian medio (al centro del torace) o, se se ne ha esperienza, sui reni.
3. Cheng Bao Shi ( forma del sostenere in braccio - sostenere la palla all'altezza del torace - abbracciare l'albero ):
( lett. "forma del mantenere/sostenere in braccio/abbracciare l'albero") Anche questa posizione ha un soprannome che ne descrive più esplicitamente la forma: "Sostenere la palla all’altezza del torace, o delle spalle". Le braccia sono questa volta più in alto, con i gomiti rilasciati e le mani rivolte verso il torace, dove, proprio nel centro, sulla linea dei capezzoli, si trova il Dantian medio, punto in cui concentriamo anche l’attenzione della mente. La posizione del corpo, è ancora, per il resto, quella dello Zhanzhuang. Anche questa posizione ha un benefico effetto su molte malattie del corpo. Si usa soprattutto per problemi legati al sistema respiratorio o a quello circolatorio, in particolare per il cuore.



I palmi sono rivolti verso se stessi, come se si volesse reggere un pallone con le braccia. Il cerchio formato dalle braccia ha una forma oblunga ( molto più lunga che larga ) con i gomiti nella parte più larga ( muovendo i gomiti leggermente all'esterno su ambedue i lati si avverte la connessione delle braccia; muovendoli in avanti si avverte l'arrotondamento della schiena ). Restare rilassati in questa posizione per circa cinque o dieci minuti all'inizio della pratica, quindi dopo qualche settimana cercare di stare più a lungo.
4. MaBu Zhan Zhuang ( posizione del cavaliere ):
(lett. "posizione a cavallo" o "posizione del cavaliere") E’ una delle posizioni più usate nel Qigong statico, soprattutto quello più marziale, ma non solo. E’ infatti comune in alcune tecniche di Qigong buddista ed anche di quello terapeutico, in particolare il "Kongjin gong". La posizione, tenuta con le gambe divaricate e flesse, in modo da essere seduti su uno sgabello invisibile di altezza variabile, è diversa a seconda delle possibilità del praticante, e del tipo di pratica in cui è utilizzata; può essere mantenuta più o meno aperta e più o meno bassa.
Dal punto di vista della sua utilizzazione pratica, il "MaBu" è una posizione importante per quanto riguarda la circolazione del Qi all’interno del corpo: è ottima per permettere lo scorrimento fluido del Qi nel "piccolo circuito celeste"; buona di conseguenza anche per lavorare su due punti molto importanti nell’agopuntura, il baihui (che si trova sulla cima della testa)e lo huiyin (situato dalla parte opposta, in basso, nella zona perineale), punti che vengono messi in connessione diretta attraverso il mantenimento statico di questa posizione. Per questo motivo, una volta stabilizzati nel "MaBu", si può approfondire il lavoro con tecniche aggiuntive di braccia e mani, o con visualizzazioni e meditazioni.
I Nove livelli della pratica del Qi Gong
La pratica del Qi Gong si può distribuire in nove livelli, ognuno dei quali ha caratteristiche proprie:
1 YI
volontà6 SHEN
spirito
7 KONG
spazio limitato2 XING
forma5 SHI
postura8 XU
spazio illimitato3 QI
coordinazione4 JIN
centralità9 XING
spirito funzionaleQuesti sono nove passaggi che si ripercorrono regolarmente nella pratica del Qi Gong.
1. YI - Nel primo livello noi entriamo in rapporto con dati che riguardano la nostra struttura corporea. In questo livello il raggiungimento della pratica è il raggiungimento del nostro cuore. E' molto importante trovare un momento nell'arco della giornata durante il quale dedicarci alla pratica del Qi Gong.
Questo livello si può tradurre con "volontà", e si può connettere al Cielo Posteriore. Riguarda l'attività quotidiana, ma soprattutto la capacità di organizzare la pratica del Qi Gong in modo tale che diventi un momento quotidiano, un momento piacevole che noi "desideriamo". Deve diventare un interesse che nasce in noi, attraverso la percezione di ciò che noi siamo. Lo scopo è quello di regolare il cuore
( NB: per i cinesi il cuore è la vera sede della mente, non quella razionale ma la PURA MENTE, o anche l' ESSENZA DELLA MENTE ).
2. XING - Il secondo livello riguarda la forma, la posizione. Se durante gli esercizi di Qi Gong la nostra posizione corporea è errata, anche il nostro Shen non è corretto. Durante il rilassamento è necessario assumere una forma corporea (ma anche di pensiero) che sia profondamente corretta.
3. QI - Il terzo livello riguarda la Piccola Circolazione Energetica. E' a questo livello che si ha una conoscenza perfetta della nostra struttura corporea. Si ha coscienza e sensazione in tutto il corpo. A questo livello si percepisce un'energia fresca, che si muove per tutto il corpo. E' la percezione del Qi puro. In questa fase il Qi è in movimento costante e, in qualche modo, arriva persino a correggere l'impostazione corporea. Noi possiamo pensare a questi primi tre livelli come al raggiungimento della coordinazione, non vista solo su un piano fisico, ma anche e soprattutto su un piano mentale.
4. JIN - Il quarto livello può in qualche modo avere il senso di capacità completata, in quanto durante la pratica non ci sono preoccupazioni. Il controllo sul Qi è totale, completo: si raggiunge una dimensione di centralità.
5. SHI - Il quinto livello ripete in qualche modo quello che era il secondo. Infatti riguarda la postura, ovvero la sensazione che si raggiunge, come di "muoversi in un liquido". Il movimento è "sferico", il Dantien emerge. Il Qi può essere mandato fuori e poi riportato dentro, infatti a questo livello si può unire la volontà al Qi e controllare quest'ultimo.
6. SHEN - Nel sesto livello si "allena" lo Shen. A questo punto è necessario saper concentrare molto Qi nel Tibao. Si possono anche analizzare gli organi. Si può vedere il DAN (il terzo occhio) che sembra dare pulsazioni al punto che questa sensazione si diffonde in tutto il corpo. Per arrivare a questo livello sono necessari almeno nove anni di pratica. (Per quanto riguarda il Dan: all'inizio ci sono dei bagliori frammentati, poi questi si riuniscono in un unico punto. Tanto più questo punto si stabilizza, tanto più diventa luminoso. Solitamente in origine è una sfera nera, che emette luce, poi diventa grigia ed infine, attraverso altri colori, si stabilizza come "dorata".)
7. KONG - Il settimo livello è detto dello spazio limitato. A questo livello, quando ci si rilassa, si vede distintamente LA LUCE. Lavorando sullo Shen si arriva a vedere oltre la luce intesa come tale, si attraversano i vari "colori della luce".
8. XU - L'ottavo è il livello dello spazio illimitato. A questo livello, come in quello precedente, inizia la pratica dello YOGA. La pratica è entrare in rapporto con l'Energia Cosmica.
9. XING - Il nono è il livello dello spirito funzionale. Qui si raggiunge una libertà totale.
BA DUAN JIN - Otto pezze di broccato ( oppure otto broccati )
da La Via del Qi Gong di Lam Kam Chuen
Gli “Otto Broccati” sono una tecnica di Qigong statico – dinamico molto diffusa tra il popolo cinese. E’ molto antica, ha una storia lunga almeno mille anni, è stata molto studiata e perfezionata nel corso della storia, perché potesse rappresentare una terapia completa. E’ adatta per stirare i meridiani e sbloccare tutti i percorsi dell’energia (qi) all’interno dell’organismo umano. Equilibra l’energia in tutti gli organi interni ed elimina ogni tipo di tensione nervosa o emotiva.
Può essere praticata in modi differenti, a seconda dello scopo che ci si prefigge, marziale o terapeutico, o a seconda del tipo di praticante ( bambino, anziano, sano o malato ).
Gli Otto Broccati sviluppano i sistemi più importanti del corpo e possono essere praticati da tutti, a parte le donne in gravidanza. La pratica regolare è indispensabile per accompagnare nel suo percorso il Drago risvegliato dal Qi.
Origine della tecnica de " Gli Otto Broccati ":
Generalmente, si pensa che l’origine di questa serie di esercizi sia databile almeno nell’epoca della dinastia dei Song Meridionali (1127 – 1279), visto che se ne ritrova una registrazione in vari testi risalenti a quell’epoca, tra cui alcuni inclusi nel “Canone Taoista”. E’ noto dai vari documenti, che alla fine di quella dinastia fosse già diffuso, tanto che un’opera pubblicata nella metà del dodicesimo secolo, comprende un intero capitolo intitolato proprio “Ba duan jin”.
Nel corso della sua maggiore diffusione la tecnica del “Ba duan jin”, si differenziò nelle due scuole del Nord e del Sud.
La scuola del Nord, chiamata anche “ Yue fei ”, dal nome del capostipite, è caratterizzata da una maggiore complicatezza e difficoltà nella pratica, basata sulla “ forza dell’acciaio ”. Negli esercizi si usa molto la posizione del cavaliere (“ MaBu ”). Per questo motivo il “Ba duan jin” al Nord venne anche chiamato “ Wu ba duan ” ( lett.: “ Gli otto broccati del soldato ”).
La scuola del Sud, risalente secondo la tradizione a Liao Shichang, ha un grado di difficoltà non alto, la pratica è basata su “ morbidezza e flessibilità ”. Negli esercizi si usa molto la posizione stante rilassata, perciò al Sud il “ Ba duan jin ” è anche chiamato “ Wen ba duan ”, ossia “ Gli otto broccati del letterato ”. Nel successivo sviluppo dello stile meridionale di pratica, ci fu una nuova suddivisione con la comparsa del “ Zuo shi ba duan jin ” ( lett.: “Gli otto broccati nella posizione seduta” ), per cui l’originale antico stile “ Wen ba duan ” prese anche il nome di “ Li ba duan ” o “ Gli otto broccati in piedi ”. Gli otto broccati praticati da seduti, divennero infine, dodici, per cui anche il nome si adattò, e così vengono ancora descritti oggi: “ Shi er duan jin ” cioè “ I dodici broccati”.
Gli otto broccati che qui vengono trattati, sono gli originali, quelli precedenti una vera e propria differenziazione di pratica, tra nord e sud.
Un’altra caratteristica, non solo degli Otto broccati, ma di tantissime tecniche di Qi Gong, è nella descrizione dei vari esercizi: infatti, come si è sempre fatto nella storia cinese, i nomi degli esercizi originariamente vennero creati come formule in versi, per aiutare la memorizzazione delle tecniche e delle loro funzioni specifiche. Il contenuto di queste formule è cambiato molte volte durante le diverse epoche. I nomi che vengono utilizzati qui per descriverli sono quelli risalenti all’ultima dinastia imperiale, utilizzati in due volumi della fine dell’ottocento intitolati: “L’educazione scolastica per il corpo” (1890) e “La nuova introduzione alla difesa della salute – Mappa degli otto broccati” (1898). Gli stessi nomi vengono insegnati tutt’ora in Cina.
Perché la tecnica si chiama " Gli Otto Broccati " ?:
La definizione di “broccati” è stata creata per indicare una tecnica composta da otto diversi esercizi, paragonati a “ fili di seta ” che tessuti insieme danno, appunto, vita ad una forma composita, come ad un broccato.
Le sue caratteristiche sono la semplicità delle posizioni e dei movimenti, oltre alla naturalezza del respiro. E’ una pratica molto utile per rafforzare il fisico ( muscoli ed ossa ), con ottimi effetti terapeutici.
Quando, dove e come si pratica:
Il momento migliore per questa tecnica di Qi Gong è la mattina prima di cominciare la giornata, ma può essere comunque praticata in ogni momento, sempre però a distanza di almeno un’ora dai pasti. Come per tutti gli esercizi di Qigong, anche questi andrebbero uniti alla pratica respiratoria e ad un rilassamento completo e vigile in tutto il corpo. Riguardo al luogo, se non è possibile praticare all’aperto, nel verde, è sempre bene scegliere un posto tranquillo e sereno. E’ meglio non praticare quando si è in balia di forti emozioni improvvise, sia negative che positive; in questi casi, si può prima fare qualche esercizio di respirazione per lasciare andare ogni forte coinvolgimento esterno.
La respirazione è naturale, senza cercare di alterare il ritmo personale del respiro. Questo diventerà automaticamente più lungo, sottile e profondo, mano a mano che si procederà con la pratica. Il corpo va tenuto completamente rilassato, anche nel massimo dello stiramento, anzi, più si riesce ad essere rilassati e più lo stiramento sarà efficace.
Gli esercizi che compongono gli Otto Broccati, possono essere fatti uno per volta o tutti insieme, uno di seguito all’altro separatamente, o uniti in un’unica sequenza. Qui li analizziamo singolarmente per poterli meglio comprendere dal punto di vista terapeutico e funzionale.
1. Sostenere il Cielo con entrambe le mani:
Il nome originale, risalente alla din. Song, era molto simile: “ Solleva i palmi delle mani, per curare il triplice riscaldatore ”.
Regola tutti gli organi interni, allevia la fatica, aumenta l'inspirazione e prepara agli altri esercizi. Inoltre rinvigorisce i muscoli e le ossa della schiena e del bacino e può correggere la postura della schiena.
Esecuzione:
Si parte con la posizione Zhan Zhuang Gong ( stare in piedi come un albero ), curando inizialmente la corretta postura delle gambe, del bacino e della schiena ( le mani inizialmente morbide e poggiate sulle cosce ).
Si portano entrambe le braccia in alto sopra la cima della testa con i palmi delle mani verso il cielo, inizialmente a formare una sfera ( le dita di una mano in direzione opposta alle corrispondenti dell’altra ).
Si inspira profondamente. Al momento di espirare, si distendono le braccia verso l'alto in modo che i muscoli della schiena e del bacino si " stirino " il più possibile (volendo si può alzare leggermente la testa per guardare fisso il dorso delle mani ). Le ginocchia rimangono flesse nella posizione Zhan Zhuang. Si ritorna con le braccia verso il capo ( si rilassano anche i muscoli del bacino e della schiena ), inspirando nello stesso tempo. La schiena rimane sempre ben distesa e il movimento di " stiramento " braccia/schiena/bacino si articola su un piano perpendicolare al suolo. I due movimenti di " stiramento " verso l'alto e di " rilassamento " verso il basso, vanno eseguiti per ben 8 volte (in totale 16 movimenti). Al termine dell'esercizio si ritorna nella posizione Zhan Zhuang Gong.
Questo esercizio riequilibra la funzionalità del triplice riscaldatore, stimolando una circolazione fluida del Qi all’interno del meridiano e regolando tutti gli organi interni, connessi ai “tre fuochi”, da cuore e polmoni in alto, fino all’intestino e ai reni in basso. Inoltre tonifica i muscoli delle braccia e aiuta a migliorare gli effetti di una postura scorretta della schiena.

Particolari:
La posizione di partenza di questo esercizio può essere benissimo il Ti Bao ( abbracciare la palla all'altezza della cintura ). Da questa posizione, inspirando, si portano le braccia su fino all'altezza della testa con i palmi rivolti verso l'alto ( le dita delle due mani si guardano ). Si continua verso l'alto ruotando le mani all'esterno in modo da voler sostenere qualcosa. Durante questa fase di salita, si espira profondamente cercando di raggiungere la massima distensione sia degli arti superiori che inferiori ( la schiena si stira ). Alcuni arrivano alla massima estensione della schiena alzandosi addirittura sulle punte. A questo punto, si ruotano le mani come se si volesse avvolgere qualcosa e inspirando si inizia a scendere verso il basso ( i palmi delle mani sono rivolti verso il basso ). Si passa con le mani lateralmente alle orecchie e da questo preciso punto si continua a scendere espirando, fino a riprendere dalla posizione Ti Bao. Ripetere il tutto per ben 8 volte.
2. Tendere un arco su entrambi i lati come per colpire un'aquila:
Il nome precedente, mantenuto fino all’inizio della din. Qing, era : “ Verso sinistra il fegato, verso destra il polmone, posizionati come per lanciare un dardo ”. Con la rotazione del busto verso sinistra viene evidenziato il lavoro sul fegato ( organo e sistema energetico ), e gli occhi … sono il “ fiore del fegato ”. Con la rotazione verso destra, invece, secondo la tradizione, si lavora sul polmone. In effetti l’enfasi è comunque posta sul torace, quindi su cuore e polmoni, migliorando la circolazione del sangue e dell’ossigeno, ma forse questo è anche legato al fatto che in un diverso modo di praticarlo, con uno scopo preciso, anticamente e tuttora, si stira molto il pollice ( punto di arrivo del meridiano Polmone ) e l’indice ( punto di partenza dell’Intestino Crasso ).
Esecuzione:
Dalla posizione Zhan Zhuang Gong ( stare in piedi come un albero ), portarsi nella posizione Cheng Bao Shi (sostenere la palla all'altezza del torace) con le due braccia rilassate davanti al petto. La posizione Cheng Bao Shi sarà di transizione tra un " tendere " e l'altro dell'arco. Le braccia si aprono e chiudono seguendo un preciso ciclo respiratorio. Inizialmente, con le braccia davanti al petto, si inspira profondamente.
La mano sinistra si apre verso sinistra con il palmo in avanti, e la mano destra tira la “ corda dell’arco ” verso destra ( fase in cui si espira ). La testa è girata verso sinistra, lo sguardo è fisso sul bersaglio. Poi tornare con le braccia rilassate davanti al petto ( fase in cui si inspira ). Ripetere l’esercizio anche verso destra.
L'esercizio va ripetuto per 4 volte a sinistra e 4 volte a destra, per un totale di 8 movimenti " tensioni ".
Al termine dell'esercizio, dalla posizione Cheng Bao Shi, si ritorna nella posizione Zhan Zhuang Gong.
Oltre a rinforzare il fisico in generale, stirando i meridiani delle braccia e delle gambe ( quando si utilizza la posizione MaBu ), per il lavoro che fa tutto il corpo, questo esercizio ha un ottimo effetto sulla vista e sugli occhi, anche per l’importanza che è data alla concentrazione dello sguardo sul bersaglio.

3. Sollevare una sola mano, regola Milza e Stomaco:
Il primo nome di questo esercizio, cambiato molte volte prima di stabilizzarsi, era: “ Est e Ovest si sostengono indipendentemente, così agisci per milza e stomaco ”.
Esecuzione:
Dalla posizione Zhan Zhuang Gong ( stare in piedi come un albero ), portarsi nella posizione Ti Bao Shi ( portare in braccio, abbracciare la palla all'altezza della cintura ), seguendo naturalmente la respirazione.
La mano sinistra sale fino a superare la cima della testa, il palmo della mano si gira rivolgendosi verso l’alto, il braccio è teso affianco all’orecchio. Contemporaneamente la mano destra, con il palmo rivolto verso il basso, spinge verso terra ( in una diversa versione, gira dietro la schiena, poggiando il dorso sulla zona dell’ agopunto “mingmen” - lett. “ porta del destino ” - diametralmente opposto all’ombelico ). Nella fase di " estensione " delle braccia, si espira profondamente.
Mantenere questa posizione, poi ritornando nella posizione Ti Bao Shi scambiare le due mani ripetendo l’esercizio ( in questa fase di " rilassamento " e " scambio ", inspirare profondamente ).
L'esercizio va ripetuto per 4 volte la mano sinistra in su e destra in giù e 4 volte la mano destra in su e sinistra in giù, per un totale di 8 movimenti.
Al termine dell'esercizio, dalla posizione Ti Bao Shi, si ritorna nella posizione Zhan Zhuang Gong.
Qui l’effetto più evidente è al livello del sistema gastrico, e della milza. E’ un esercizio che aiuta nella digestione, infatti un movimento molto simile si usa anche nella pratica dei “ Sei Suoni ” per lavorare su stomaco e milza, lì unito ad un suono che entra in risonanza con lo stesso sistema.

4. Voltarsi come una mucca che fissa la luna:
Il primo nome che lo indicava era: “ Girati rispettivamente dalle due parti, così da riequilibrare i tuoi sforzi e le tue ferite ”. Anche qui il nome cambiò varie volte, indicando sempre più specificamente lo scopo riequilibrante sia dal punto di vista fisico che emotivo e mentale. Ha un notevole effetto sul SNC (Sistema Nervoso Centrale) e circolazione di sangue e Qi nella testa. Stimola la potenza vitale dei Reni, rafforza l'attività dei bulbi oculari, muscoli di collo e spalle, nervi e abbassa la PA ( Pressione Arteriosa ), previene l'indurimento di arterie.
Questo esercizio ha un’azione molto profonda su uno degli otto meridiani straordinari, il “ daimai ” o “ meridiano della cintura ”; serve per rilassare tutto l’addome, sbloccare la cistifellea ed aiutare chi ha problemi digestivi, nelle donne, inoltre, agisce su problemi legati al ciclo mestruale. Qualcuno lo sconsiglia nelle donne durante la gravidanza, anche se io credo che in questo modo di praticarlo non dovrebbe essere sconsigliato, mentre è bene evitarlo nel caso in cui la rotazione sia fatta accentuando il movimento e lo sforzo. In questo caso, invece, l’effetto più visibile è un rilassamento completo del corpo della mente, ed un approfondirsi e assottigliarsi della respirazione.
Esecuzione:
Dalla posizione Zhan Zhuang Gong ( stare in piedi come un albero ), portarsi nella posizione Cheng Bao Shi (sostenere la palla all'altezza del torace) con le due braccia rilassate davanti al petto. La posizione Cheng Bao Shi sarà di transizione tra un " voltarsi " e l'altro di testa e tronco ( le gambe rimangono stabili ). Le braccia si " voltano " seguendo un preciso ciclo respiratorio. Inizialmente, con le braccia davanti al petto, si inspira profondamente.
La mano sinistra si apre verso sinistra con il palmo in avanti, e la mano destra segue come se entrambe volessero toccare la Luna ( fase in cui si espira ). La testa è girata verso sinistra, lo sguardo è fisso sulla Luna, tra gli archi delle due mani. Le braccia non sono completamente distese, ma quasi a formare una sfera..
Poi tornare con le braccia rilassate davanti al petto ( fase in cui si inspira ). Ripetere l’esercizio anche verso destra. L'esercizio va ripetuto per 4 volte a sinistra e 4 volte a destra, per un totale di 8 movimenti " voltarsi ".
Al termine dell'esercizio, dalla posizione Cheng Bao Shi, si ritorna nella posizione Zhan Zhuang Gong.

5. Abbassare la testa e le anche rimuove l'eccesso di calore dal Cuore:
Qui il nome è sempre rimasto simile: “ Ondeggia da capo a coda, per rimuovere le malattie del cuore ”.
E’ un esercizio molto utile per l’intera colonna vertebrale, e per scaricare le tensioni accumulate al livello della testa e del torace. Rilassa la mente, il torace, rinforzando il sistema respiratorio e circolatorio, rafforzando anche lo stesso muscolo cardiaco. E’ ottimo anche per sciogliere le anche e per qualunque problema degli organi genitali, coadiuvante anche nei casi di tumore alla prostata o ad utero e ovaie.
Esecuzione:
L'esercizio si sviluppa sulla sola posizione Zhan Zhuang Gong ( stare in piedi come un albero ), con le mani leggermente appoggiate sulle cosce. Inspirando naturalmente, circondurre il braccio destro lateralmente fino a portare la mano sopra il capo ( a pochi cm - in modo da formare una semisfera ). Espirando naturalmente distendere la schiena verso sinistra facendo attenzione a piegare leggermente il ginocchio sinistro. Si ritorna nella posizione Zhan Zhuang Gong mentre il braccio destro ritorna sulla coscia è il braccio sinistro a portarsi sul capo ( in questa fase di scambio, avviene la fase di inspirazione ). Si espira distendendo la schiena verso destra facendo attenzione a piegare leggermente il ginocchio destro.
L'esercizio va ripetuto per 4 volte a destra e 4 volte a sinistra, per un totale di 8 movimenti " arcuare schiena ". Al termine dell'esercizio, si ritorna nella posizione Zhan Zhuang Gong.

6. Toccarsi i piedi con entrambe le mani rinforza i reni e i lombi:
Anche in questo caso il nome è sempre stato simile, fin dall’inizio: “ Afferra i piedi con due le mani, per curare il tuo bacino ”.
Questo è un esercizio utilissimo per stirare i meridiani di reni e vescica urinaria, e per risolvere i problemi collegati ad essi; ottimo per mal di reni e mal di schiena in generale. Bene per muscoli gambe e lombari e stira la spina dorsale. Rafforza arterie, vene e nervi associati. Fa un ottimo lavoro anche sulla regolazione dello yang, attraverso lo stiramento del meridiano Dumai ( Vaso governatore ).
Esecuzione:
Dalla posizione Zhan Zhuang Gong ( stare in piedi come un albero ), sollevare lateralmente le braccia fino all'altezza delle spalle con i palmi delle mani verso l'alto ( fase in cui si inspira ). Scendere poi lentamente flettendo il busto in avanti e piegando ulteriormente le gambe ( le mani scendono in avanti per poi toccare i piedi e risalire ). In quest'ultima fase, si espira profondamente. Tornare su molto lentamente, srotolando una vertebra per volta, nella posizione iniziale.
L'esercizio va ripetuto per 8 volte su e 8 volte giù, per un totale di 16 movimenti " arcuare schiena in avanti ".
Al termine dell'esercizio, si ritorna nella posizione Zhan Zhuang Gong.

7. Stringere i pugni incrementa la forza fisica ( potenza del Qi ):
Il nome di questa tecnica sembra che fosse completamente diverso, dava molta importanza comunque alla forza fisica con un’espressione più poetica non molto chiara: “ Grandi e piccoli fino al cielo, per attraversare i propri cinque organi ”. Questo esercizio è ottimo per tonificare tutti i muscoli ed unirli in un tutt’uno organico e compatto; utile per riscaldare tutto il corpo, disperdere l’energia bloccata in un organo o muscolo. Rafforza il carattere, rilassa e scarica il sistema Mente/Cuore, sciogliendo i blocchi emotivi, soprattutto la rabbia e l’ansia. Da una nuova carica energetica, fresca e vitale, il cui effetto si sente anche a distanza di tempo.
Esecuzione:
Dalla posizione Zhan Zhuang Gong ( stare in piedi come un albero ), braccia lungo i fianchi e respiro naturale. Inspirando le braccia salgono in avanti; chiudere i pugni e portarli ai fianchi del bacino, con le dita chiuse verso l’alto; poi un pugno esce in avanti, girandolo con le dita verso il basso ( fase in cui si espira profondamente ). Si ritorna con il pugno al fianco, inspirando, per poi scambiare la posizione dei due pugni. I piedi sono ben piantati a terra e tutta la muscolatura è tesa e vibrante. Gli occhi sono fissi avanti, a 45° verso il basso, scaricando lo “sguardo feroce lontano a terra”. L'esercizio va ripetuto per 4 volte pugno sinistro e 4 volte pugno destro, per un totale di 8 movimenti " portare i pugni ".
Al termine dell'esercizio, si ritorna nella posizione Zhan Zhuang Gong.

Ottimo fatto in coppia, dove una persona rimane in posizione facendo resistenza, mentre l’altra la spinge indietro. In questo modo si accentua la circolazione energetica da tutto il corpo, verso mani e occhi, che insieme fanno un lavoro di “scarica a terra”.
8. Scuotere il corpo allontana tutte le malattie:
Il nome originale era: “ Ingoia la saliva, rafforza il Qi, e fa che entrambe le mani saltellino libere ”.
Questo esercizio è ottimo come esercizio finale per sciogliere e rilassare tutto il corpo, dalla punta dei capelli fino alla pianta dei piedi. Si usa molto in Cina per eliminare tutti i fattori patogeni, tutti i “ rifiuti e le sporcizie ” ancora presenti nell’intero organismo corpo – respiro – mente, o riportati in superficie dagli esercizi precedenti, riattiva la circolazione di sangue ed energia e stimola l’allegria e la serenità.
Esecuzione:
Dalla posizione Zhan Zhuang Gong ( stare in piedi come un albero ), portare le mani dietro ai fianchi e iniziare a ciondolare con tutto il corpo. Inspirare ed espirare in modo naturale.
L'esercizio va ripetuto per 8 inspirazioni ed 8 espirazioni. Al termine dell'esercizio, si ritorna nella posizione Zhan Zhuang Gong.

Particolari:
Dopo aver ciondolato ( è importante scuotere tutto il corpo e massaggiare i reni con entrambi i polsi/dorsi delle mani energicamente dal basso verso l'alto e viceversa ) si ritorna nella posizione Ti Bao restandoci per almeno 5 min.
Si chiude ritornando a piedi uniti con le braccia lungo i fianchi.
Qi Gong
Collegamenti utili gratuiti
Disclaimer : gli obiettivi di questo sito sono il progresso delle scienze e delle arti utili in quanto pensiamo che siano molto importanti per il nostro paese i benefici sociali e culturali della libera diffusione di informazioni utili. Tutte le informazioni e le immagini contenute in questo sito vengono qui utilizzate esclusivamente a scopi didattici, conoscitivi e divulgativi. Le informazioni di medicina e salute contenute nel sito sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo e per questo motivo non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione). In questo sito abbiamo fatto ogni sforzo per garantire l'accuratezza dei tools, calcolatori e delle informazioni, non possiamo dare una garanzia o essere ritenuti responsabili per eventuali errori che sono stati fatti, i testi contenuti nel sito sono di proprietà dei rispettivi autori. Se trovate un errore su questo sito o se trovate un testo o tool che possa violare le leggi vigenti in materia di diritti di autore, comunicatecelo via e-mail e noi provvederemo tempestivamente a rimuoverlo.