Arti marziali
Arti marziali
Tratto da wikipedia : Con arte marziale si intende una disciplina legata al combattimento che raccoglie al suo interno determinate pratiche e tecniche codificate fondate a loro volta su particolari principi fisici, culturali e filosofici.
Il termine è entrato nell'uso agli inizi degli anni sessanta quando vennero introdotte in occidente le arti marziali orientali e talvolta viene associata solo a queste ed in particolare alle arti marziali giapponesi e cinesi. Oggi, le arti marziali vengono studiate per varie ragioni: ottenere abilità di combattimento, autodifesa, sport, salute fisica, autocontrollo, meditazione, acquisire confidenza col proprio corpo, sicurezza nelle proprie capacità e consapevolezza dei propri limiti.
Esiste una grande varietà di arti marziali sviluppatesi in luoghi e periodi molto diversi tra loro. In generale, esse condividono un obiettivo comune: sconfiggere fisicamente una persona, o difendersi da un'aggressione fisica. In molte arti marziali, l'apprendimento va al di là dell'abilità di combattimento, includendo l'accrescimento delle capacità fisiche, mentali e spirituali. Una caratteristica comune delle arti marziali è la codifica di tecniche di combattimento.
Un metodo tradizionale di insegnamento, soprattutto nelle arti marziali dell'Asia orientale, è la "forma" (in cinese: lu 路, in giapponese: kata 型). Questa è una sequenza di tecniche prestabilite da eseguire contro uno o più avversari immaginari; in alcune discipline sono presenti forme in cui due o più praticanti si affrontano. In generale, nei vari sistemi di combattimento si utilizzano una o più delle seguenti tecniche: tecniche di mano (pugni, mano aperta, gomiti), tecniche di gamba (calci, ginocchia), prese, proiezioni, leve articolari, pressione su punti vitali, armi. Alcune arti marziali uniscono conoscenze mediche a quelle di combattimento, in particolare le arti marziali tradizionali cinesi insegnano anche alcuni aspetti della medicina tradizionale cinese come il qigong, l'agopuntura,e l'agopressione.
Arti marziali
La storia del JUDO
Jigoro Kano, ideatore del judo, nacque il 28 ottobre 1860 nella piccola città costiera giapponese di Migale,in una famiglia di mercanti discendenti di un modesto clan di samurai; a 14 anni iniziò a studiare lingue presso la scuola Ikue, ove venne a contatto anche con la cultura e la filosofia anglosassone. Nel 1877 si trasferì all’università di Tokyo. Motivato in parte dalla sua fragile costituzione e consigliato da un suo professore, il medico tedesco Ernest von Baelz, il quale ebbe un importante ruolo nella considerazione dei possibili aspetti pedagogici delle arti marziali, Jigoro Kano iniziò a frequentare con passione e successo alcuni tra i migliori maestri di ju jitsu.
Dopo aver iniziato con il maestro Yagi Teinosuke fece pratica con i migliori maestri, apprendendo tecniche e stili diversi fra loro, nonché studiando antichi testi di arti marziali. Terminati nel 1881 gli studi universitari, iniziò ad insegnare lettere. Nel 1882 il governo giapponese stabilì alcuni principi secondo cui l’educazione pubblica doveva:
- Formare, attraverso l’esercizio fisico,una sana e robusta costituzione
- Colmare il cuore degli studenti di amore e lealtà verso la patria
- Istruire
- Imprimere la forza di carattere necessaria a uomini d’armi.
- Jigoro Kano decise quindi di iniziare i propri allievi a una nuova forma di lotta, ritenendo che questa li avrebbe temperati sia nel carattere che nel fisico.
Ovviamente egli aveva più a cuore la salute che il combattimento, per cui elaborò con grande cura un sistema che in poco tempo si differenziò sempre di più dal ju jitsu, che era il punto di partenza ed al quale aveva tolto le tecniche più pericolose, aggiungendo al tempo stesso numerose regole tese a evitare qualsiasi tecnica impropria. Ciò consentì inoltre di incoraggiare a una libera pratica( il randori), anche sportivamente competitiva, tra gli allievi. Per sottolineare i cambiamenti introdotti Jigoro Kano decise di sostituire nel nome della nuova pratica la parola “ jitsu”, che esprime una ricerca tecnica che portava alla mente l’ideologia feudale, con “do” che metteva alla luce un concetto di via, strada o percorso più spirituale e morale. Kano battezzò la sua scuola, ospitata inizialmente in una piccola stanza in un tempio buddista, “Kodokan Judo”. Traducendo ko-do-kan come “luogo dello studio della via” si può quindi leggere il nome della nuova disciplina come “la scuola per lo studio della via gentile”.
Nel promuovere instancabilmente il judo, Jigoro Kano ebbe inoltre modo di dimostrare il suo talento di organizzatore, politco e pedagogo. L’inizio non fu certo facile: da una parte l’opinione pubblica aveva una percezione tendenzialmente negativa delle arti marziali e dall’altra egli veniva accusato di voler diffondere un sistema per intellettuali e senza valore pratico.
Tuttavia, la scuola di Jigoro Kano si affermò progressivamente. I suoi allievi, abituali a duri allenamenti, affermarono l’inscindibilità di teoria e pratica, ed il judo venne rapidamente adottato nelle scuole. Se gli aspetti tecnici del judo erano già relativamente completi e stabili nel 1887, i principi filosofici continuarono a maturare per ulteriori 20-30 anni, durante i quali Jigoro Kano compì numerosi viaggi in Europa e negli Stati Uniti sia per studiare i diversi sistemi di educazione sia come ambasciatore della scuola, della sua cultura e della sua gente. Nel 1909 Jigoro Kano venne eletto membro del Comitato Olimpionico Internazionale (IOC) in rappresentanza del Giappone. Il 4 Maggio 1938, di ritorno da un viaggio al Cairo, ove aveva partecipato a una riunione del Comitato Olimpico, ove il Giappone era stato eletto a paese ospitante le Olimpiadi del1942, Kano spirò .Le Olimpiadi del1942 furono annullate,solo nel 1964 per la prima volta il judo venne ammesso come disciplina olimpica. Nel 1980 si tennero i primi campionati mondiali femminili, e nel 1992 anche il judo femminile diventò una disciplina olimpica.
fonte: www.yoshitaka2a.it
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