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Riassunto
Come scrivere un riassunto
Allenamento alla sintesi.- Tecniche del riassunto
Il riassunto è da considerare una delle tecniche più complesse della scrittura controllata. Dato un testo orale o scritto di partenza, l'allievo deve produrre un testo orale o scritto che ne riprenda i nuclei informativi essenziali e li disponga secondo una coerenza che può essere temporale, causale, ecc.
Il riassunto può essere di dimensione libera o prefissata. Per esercitare il processo di gerarchizzazione delle informazioni si possono fare "riassunti a catena": una prima versione senza indicazioni di dimensioni, poi un riassunto in 200 parole, poi in 150, in 100, in 50 e così via fino a scoprire i limiti della riassumibilità.
Questa tecnica richiede la comprensione dei nuclei informativi, la loro gerarchizzazione, la scelta di tipo di sequenza da usare per organizzare i nuclei informativi e, infine, la stesura di un testo. La serie di operazioni che abbiamo sommariamente descritto spiega per quale ragione il riassunto sia da considerare una delle tecniche più complesse e, allo stesso tempo, più efficaci nel coinvolgere la globalità dei processi cognitivo-linguistici.
Il computer può offrire un notevole contributo in quanto permette di evidenziare sezioni di testo (individuazione dei nuclei informativi), di spostarle (gerarchizzazione sequenziazione), di espandere sotto forma di periodo o paragrafo gli spunti selezionati e riordinati, di ridurre via via il testo - attività che possono essere svolte in piccoli gruppi e controllate dall'insegnante passando tra le postazioni. Questa tecnica non è utilizzabile a fini di verifica.
Definizione
Il metodo del riassunto si prefigge di raggiungere una comprensione generale del contenuto di un testo, leggendolo per intero alcune volte, ponendosi una serie di domande sul suo contenuto, e riassumendo i pensieri centrali del brano cogliere il filo del discorso, individuare i diversi temi e il tema fondamentale.
I primi passi
Riassumere un testo significa "togliere" qualcosa al testo originale.Questa operazione, se il testo originale non è particolarmente lungo, avviene in modo più semplice: basta togliere aggettivi, frasi ed espansioni non necessarie. Se il testo originale è più lungo occorrerà svolgere le seguenti operazioni:
1) dividere il testo in sequenze
2) sottolineare le informazioni necessarie per la comprensione
3) collegare le informazioni tramite i connettivi logici ("ma", "perché", "e", "o", "invece", "quindi", "inoltre", "all'inizio", "dopo","infatti", "tuttavia", "pertanto"…)
Esaminare il testo - Prendere appunti e rivederli
Quando leggi il testo in esame, comincia a cercare le seguenti cose e annota le tue risposte su un foglio di carta.
Titolo descrittivo
Contenuto
Personaggi principali
Parole cruciali
Sfide
Riferimenti incrociati
Lezione principale
Conclusione
Titolo - riassumere il testo in una frase ("il gioco del titolista")
Da' al capitolo un titolo che sembra adattarvisi, breve e descrittivo. Più breve sarà il titolo, più facilmente lo rammenterai. Cerca di trovare la parola chiave e falla entrare nel titolo. Se il tuo titolo è fantasioso, o produce un’immagine mentale, lo ricorderai più a lungo.
Contenuto
Descrivi, riassumi, parafrasa, fa uno schema, o fa una lista dei punti principali del testo. Il metodo che sceglierai dipenderà dallo stile letterario del testo o dai tuoi gusti. Ad alcuni piace riassumere; persone dalla mente analitica compileranno uno schema. Scegli il metodo con il quale ti senti più a tuo agio, quello che trovi più facile. Non cercare di interpretare il testo, fa’ solo osservazioni sul suo contenuto. Metti per iscritto ciò che pensi che lo scrittore abbia detto.
Personaggi principali
Elenca i nomi dei personaggi e dei luoghi principali che compaiono nel testo.
Sequenze
Per ottenere una sintesi, il testo va diviso in sequenze. Come si riconoscono le sequenze?
Un cambio di sequenza ha luogo quando cambia l'argomento o quando cambia la scena. A volte può essere d'aiuto cercare un titolo per ogni sequenza.
Il capoverso principale
Scegli un capoverso che potrebbe da sé riassumere l’intero testo, oppure una sequenza che particolarmente ti sembra significativa. In alcuni testi troverai una frase chiave che riassume l’argomentazione dell'autore.
Parola/e chiave/e
Vi sono alcune parole che richiamano nella nostra mente molte associazioni di idee (denaro, vacanza, ecc.) mentre ve ne sono altre che richiamano in noi una immagine ben definita (lavagna, matita, mosca, ecc.).
Le parole del primo tipo vengono definite "creative" perché con esse la nostra mente trova facile creare molteplici associazioni mentre quelle del secondo tipo vengono definite "parole chiave" perché aprono alla nostra mente la porta su un significato ben preciso.
In via generale possiamo dire che una parola chiave è solitamente rappresentata da un nome o da un verbo.
L'uso delle parole chiave è di grande utilità nella stesura di note ed appunti in quanto sono solo esse che hanno importanza nel lavoro di ricordare il materiale in un futuro prossimo o remoto che sia.
La nostra mente lavora sempre con parole chiave e con esse risale, per associazione, al messaggio completo.
Supponiamo di dover leggere una storia e di prendere delle note per cui in un futuro ci sia facile recuperarne la trama; fare un riassunto della storia costa tempo e lavoro mentre lo scrivere una parola chiave o una frase significativa per ogni paragrafo è certamente un compito più agevole.
Annota le parole o la parola chiave del testo in esame. A volte la parola cruciale può essere quella più importante, ma non quella più ricorrente. Un testo, inoltre, potrebbe avere più parole cruciali.
Operazioni per ordinare le idee: Il Metodo del Mindmapping (mappa mentale o concettuale)
La differenza tra mappe concettuali e mappe mentali consiste nel fatto che la mappa mentale ha un solo concetto-base, mentre la mappa concettuale può averne molti. Quella mentale può essere rappresentata con una ramificazione ad albero, quella concettuale ha bisogno di una struttura "a rete" aperta.
Come si fa a costruire una mappa mentale?
Possiamo porre la parola chiave che rappresenta il punto centrale dell'argomento trattato al centro del foglio e partire da essa con tutte le altre parole chiave che formano le idee ad essa inerenti.
Nasce da quanto esposto una tecnica avanzata per la presa di note od appunti i cui vantaggi essenziali sono:
- l'idea centrale è definita in modo più evidente,
- l'importanza relativa di tutte le altre idee è pure delineata in quanto più sono importanti e più sono vicine a quella centrale,
- i legami tra i vari elementi sono immediatamente visualizzati,
- la struttura stessa permette facili aggiunte di nuovi concetti,
- ogni diagramma si differenzia dagli altri e rende più agevole la funzione del ricordo.
- In questa tecnica le relazioni tra i vari concetti vengono principalmente espresse con linee di collegamento che legano le varie idee tra di loro.
È pure possibile tracciare una linea che circonda un certo gruppo di idee per creare un blocco di informazioni ben delimitato. I gruppi stessi possono poi essere collegati con un tratto che ne sottolinea l'intima relazione o delle frecce che ne indicano la mutua dipendenza.
Che cos'è una mappa concettuale? Pensa all'accezione di questo termine nel linguaggio corrente; il significato è simile: una mappa è una rappresentazione grafica che serve per comunicare o ricordare una serie di informazioni in modo chiaro e utile. La mappa o lo schema concettuale deve mostrare con evidenza l'oggetto del nostro ragionamento, i concetti fondamentali di esso, e il percorso del ragionamento o i legami che intercorrono tra i concetti.
Una prima utilità delle mappe concettuali è proprio quella di costringere chi la realizza a riflettere in modo logico e a rielaborare, cioè a fare proprie, le conoscenze acquisite su un determinato punto.
Infatti è impossibile realizzare uno schema di conoscenze chiaro e preciso se nella nostra mente non rendiamo chiari e precisi i concetti che lo compongono e i loro rapporti.
Come si fa a costruire una mappa concettuale?
Si possono usare comuni fogliettini di carta per scrivere i termini che si ritiene siano più importanti per l'argomento che si sta affrontando, poi si cerca di accostare quei termini che sembrano avere una relazione molto stretta fra loro. Infine si incollano su un foglio e si disegnano le linee che li uniscono. Su queste linee vanno scritte le relazioni che tra loro intercorrono.
Sfide
Elenca le difficoltà che potresti incontrare nel brano. Vi sono forse delle affermazioni che non comprendi? Vi sono problemi o domande che vorresti approfondire? Per esempio, una certa parola in potrebbe cogliere la tua attenzione: annotala. Più tardo potresti ritornarvi per fare, sulla base di essa, uno studio più approfondito
Riferimenti incrociati
Usa i riferimenti ad altri testi che potranno aiutarti a chiarire meglio il significato
Lezione/i centrale/i
Annota i principi più importanti, le idee, e le lezioni che impari da quel testo. Chiediti: Che cosa mi vuole dire l'autore? Qual è il pensiero centrale che lo scrittore vuole sviluppare?
Decimo passo – Conclusione
Questa è la parte del tuo studio dedicata all' applicazione. Ti sarà utile concludere questo riassunto ponendoti due domande: (1) In che modo le cose che ho scoperto si applicano a me personalmente? (2) Che cosa posso fare di specifico con ciò che ho imparato?
Ora segue la fase di scrittura:
Raccogliere le informazioni, progettare un testo, elaborare le parti, rivederlo e, se necessario, riscriverlo.
Bibliografia:
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G. Benvenuto, 1987, Imparare a riassumere, Torino, Loescher.
M. Bertuccelli Papa, 1988, "L’alunno che fa il riassunto", Italiano & oltre, n.3, pp.116-119.
G. Bottiroli/D. Corno, 1988, "Comunicare Come. Grammatica della lingua italiana per le scuole medie superiori, Paravia
F. Bruni et alii, 1997, Manuale di scrittura e di comunicazione, Bologna, Zanichelli.
F. Bruni et alii, 1997, Manuale di scrittura funzionale, Bologna, Zanichelli.
C. Caffi, 1982,"In parole povere: considerazioni sul riassunto", in P.M.Bertinetto – C.Ossola (a cura di), Insegnare stanca, Bologna, Il Mulino, pp.182-218.
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D. Corno, 1987, Lingua scritta. Scrivere e insegnare a scrivere, Torino, Paravia.
D. Corno, 1989, "Riassunti e commenti. Scrivere per capire, capire per scrivere", in LEND Veneto, Insegnare a scrivere insegnare a capire (Atti del Convegno, Mestre 16-18 febbraio 1989), pp. 135 -150.
D. Corno (a cura di), 1993, Vademecum di educazione linguistica, Firenze, La Nuova Italia, pp.235- 261 in particolare (contributi di D.Bertocchi, D.Corno, A.Fioroni, D.Cortellini e M.Sabatino).
M. Cortelazzo et alii, 1989, Italiano scritto e orale, Bologna Zanichelli, pp.240-262 in particolare.
C. Dartois, 1973, Saper prendere appunti, Torino, Gribaudi.
E. Del Col, 1989, "Dalla decodificazione alla produzione scritta. Costruzione del senso per la sintesi di articoli giornalistici", in LEND Veneto, Insegnare a scrivere insegnare a capire, cit. pp.99-109.
A. De Vescovi – M. Miceli, "Sul riassunto", in D.Parisi (a cura di), Per un’educazione linguistica razionale, Bologna, Il Mulino, 1979, pp.229-277.
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C. Fuchs, 1994, Paraphrase et énonciation, Paris, Ophris.
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E. Manzotti, 1994, "Forme della scrittura nella scuola: una tipologia ragionata", in E.Manzotti - A.Ferrari (a cura di), Insegnare italiano, Brescia, La Scuola, pp.147-189.
L. Mariani, 1989, "Prendere appunti: un’abilità di studio "ponte" tra lettura e scrittura", in LEND Veneto, Insegnare a scrivere insegnare a capire, cit., pp.83-93.
R. Simone, 1978, "Scrivere, leggere e capire", Quaderni storici, n.13, pp.666-682; anche in Alfabetismo e cultura scritta nella storia della società italiana. Atti del Seminario di Perugia del 29-30 marzo 1978, Perugia, pp.91-107.
Fine articolo sui riassunti
Riassumere un testo
Dispense prof. Giorgio Gentile
Riassumere un testo — orale o scritto — significa sintetizzarlo, vale a dire renderlo più corto, mantenendone intatto il significato.
Si tratta di un'operazione che compiamo spesso, per esempio quando raccontiamo un episodio che ci è accaduto, la trama di un film o di un libro, oppure quando spieghiamo in breve un argomento legato allo studio, al lavoro, alle necessità della vita quotidiana.
Qualsiasi evento o argomento può essere riassunto in molti modi, che variano a seconda della situazione comunicativa in cui ci troviamo: in base al destinatario e allo scopo che vogliamo ottenere selezioniamo che cosa raccontare, con quali modalità, in quanto tempo (o in quante righe).
Vediamo quindi come si riassume un testo narrativo.
Le operazioni per riassumere un testo narrativo
- Leggere attentamente tutto il testo per comprenderne il significato.
- Successivamente occorre dividere il testo in sequenze, individuando il fatto centrale in ciascuna di esse.
- Scegliere gli elementi principali ed eliminare le informazioni, le frasi e le parole meno importanti.
Proviamo a compiere queste operazioni su un racconto appartenente alla cultura popolare araba.
SEQUENZE FATTO CENTRALE
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Giuha prepara lo scherzo
Giuha decise di fare uno scherzo agli amici e istruì la moglie sul da farsi: “Oggi inviterò a pranzo quattro o cinque persone. Tu prepara del cuscus, del pesce, del pollo e della frutta. Quando arriveranno gli amici e ti chiederanno chi ti ha informata della loro venuta, tu risponderai: “È stato un topino”. Dopo di che prese un topo e lo legò alla gamba del tavolo; un altro, invece, lo mise in una gabbietta e con questa uscì di casa. Strada facendo, egli finse di conversare ama-bilmente con il topo e, tra gli sguardi stupiti della gente, si recò al caffè e si sedette ad un tavolino ben in vista.-
Giuha realizza l'inganno facendo credere di essere proprietario di un topino intelligente e parlante.
Subito corsero gli amici che non riuscirono a nascondere la loro meraviglia: “Che Allah ci perdoni, ma tu devi essere diventato pazzo per parlare con un topo!”. Giuha finse di adirarsi e dichiarò a gran voce che il suo topolino possedeva una rara intelligenza, ed era in grado di fare qualunque commissione. Per dare prova di ciò propose agli amici dubbiosi: “Vi invito a pranzo a casa mia per mezzogiorno e vi assicuro che avrete di che saziarvi pienamente”. Poi, davanti a loro, disse al topino: “Va’ da mia moglie e dille di preparare del buon cuscus, del pesce, del pollo e della frutta, perché avremo ospiti per mezzogiorno”. Dopo questa raccomandazione, aprì la porta della gabbia e lasciò andare il topo. A mezzogiorno, quando Giuha si presentò a casa con gli amici, questi ultimi furono sbalorditi nel trovare pronto un succulento pranzo. Essi domandarono alla moglie di Giuha chi l’avesse avvertita del loro arrivo. La donna rispose: “È stato il topino” e indicò l’animale legato alla tavola.-
Il topino viene venduto a una cifra favolosa.
Dopo aver mangiato abbondantemente, ciascuno degli invitati voleva acquistare il topo; Giuha, però, assicurava di non volersene disfare per tutto 1’oro del mondo. Le contrattazioni si susseguirono a ritmo serrato, finché alla somma favolosa di diecimila piastre, Giuha disse: “Sebbene a malincuore mi separerò dal mio prezioso animaletto”.-
Giuha dà una spiegazione all'accaduto e imbroglia nuovamente l'amico.
L'indomani il nuovo proprietario del topo pensò di ripetere l’esperimento di Giuha. Invitò degli amici a pranzo e, alla loro presenza, dopo avergli fatto mille raccomandazioni, lasciò libero il topo perché portasse il suo messaggio alla moglie. Quale non fu la sorpresa allorché, recatosi a casa con gli invitati all’ora di pranzo, trovò il fuoco della cucina spento e pochi avanzi in un piatto. Di fronte allo stupore della moglie, che non si raccapezzava in quella storia di topi e di messaggi, egli si mise a urlare e a imprecare: “Sono rovinato! Il mio topino, il mio topino, dov’e finito il mio topino?”.Il nuovo proprietario tenta, senza successo, di ripetere quanto compiuto da Giuha.
- Decise in seguito di recarsi da Giuha per farsi restituire il denaro sborsato. “Ti sei preso gioco di me” gli disse. “Il topo che mi hai venduto a così caro prezzo è sparito senza aver portato gli ordini a mia moglie. Rivoglio i miei soldi”. “Non è possibile!” replicò Giuha. “Tu gli hai insegnato la strada di casa?”. L'altro non seppe cosa rispondere. “Ecco spiegato il motivo” sentenziô Giuha. “Il povero topo si è perso per strada!” E cosi dicendo gli chiuse la porta in faccia, lasciandolo con un palmo di naso.
Per ogni sequenza distinguiamo ora i fatti principali nell'esatto ordine. Questi, per esempio, sono i fatti principali relativi alla prima sequenza:
- Giuha organizza lo scherzo agli amici: chiede alla moglie di preparare un pranzo e di rispondere loro che è stata avvertita da un topino del loro arrivo.
- Lega un topo al tavolo e ne mette un altro in una gabbietta che porta con sé.
- Per strada finge di conversare col topo.
Il linguaggio per riassumere
L'operazione di scrittura del riassunto, se le fasi di preparazione sono state accurate, non dovrebbe essere particolarmente difficile. Tuttavia, è bene mettere in evidenza alcune caratteristiche di questo tipo di scrittura, in particolare:
- autonomia del testo (il riassunto deve essere un testo autonomo, cioè comprensibile, indipendentemente dalla conoscenza del testo di partenza);
- uso del discorso indiretto il riassunto riporta le frasi dei personaggi e può sintetizzarle meglio utilizzando la forma indiretta. Dunque, i discorsi diretti vanno tramutati in indiretti.
Giuha avvertì la moglie che avrebbe invitato a pranzo degli amici e le raccomandò, in caso di una eventuale domanda, di rispondere loro che era stata informata del loro arrivo da un topino;
- narrazione impersonale in terza persona (chi riassume si pone al di fuori della storia e presenta quanto espone in un modo oggettivo, dunque è bene utilizzare e mantenere la terza persona.
"Oggi inviterò a pranzo quattro o cinque persone" →
Giuha disse che avrebbe invitato a pranzo...
- uniformità dei tempi verbali la mescolanza di tempi verbali diversi può creare confusione. La narrazione deve dunque avvenire con lo stesso tempo. Si può raccontare al presente o al passato remoto, ma i due tempi verbali non vanno mescolati.
Giuha parla col topino e finge di dargli istruzioni.
Giuha parlò col topino e finse di dargli istruzioni.
- accortezza nell'evitare le ripetizioni (poiché si tratta sempre degli stessi personaggi, in particolare del protagonista, occorre evitare di ripeterne sempre il nome.
Giuha → egli → l'autore dello scherzo → il marito
Ecco un possibile riassunto della storia di Giuha.
Giuha voleva fare uno scherzo agli amici. Così disse alla moglie che li avrebbe invitati a pranzo, le suggerì i cibi da preparare e la istruì a rispondere che era stato un topino ad avvertirla del loro arrivo. Poi legò un topino alla gamba del tavolo, ne mise un altro in una gabbietta e uscì, fingendo per strada di fare conversazione con lui. Per dimostrare che il topo era realmente intelligente, invitò gli amici a pranzo e finse di dar disposizioni alla bestiolina in modo che corresse a casa ad avvertire la moglie per far preparare i cibi precedentemente accordati. Arrivati a pranzo gli amici trovarono proprio quei cibi e quando chiesero alla donna chi la avesse avvertita del loro arrivo lei rispose che era stato il topino legato alla tavola. Persuaso delle prodigiose capacità dell'animale, dopo una lunga trattativa, uno degli amici convinse Giuha a venderglielo per una grossa cifra. II giorno dopo il nuovo proprietario tentò l'esperimento già riuscito all'amico: invitò alcuni amici a pranzo, parlò al topo e lo liberò perché andasse a casa. Ma a casa l'uomo trovò poi la cucina vuota e la moglie del tutto ignara. Pensando di essere rovinato, tornò da Giuha per farsi restituire i soldi, ma questi gli spiegò che non lo aveva imbrogliato e che il suo esperimento era fallito perché non aveva insegnato al topino la strada per tornare a casa, e quindi l'animale si era perso.
II riassunto del riassunto
Si può essere sempre più sintetici? Sicuramente, se le circostanze lo richiedono. Un esempio di massima sintesi è visibile nei giornali o nelle riviste quando, nella pagina degli spettacoli, la trama di un film viene riassunta in due o tre righe. Per realizzare un riassunto più breve possibile, occorre adottare particolari accorgimenti linguistici e lessicali:
- generalizzare, ovvero usare termini che esprimano concetti generali (per esempio sportivi al posto di calciatori, ciclisti, nuotatori e sciatori);
- nominalizzare, ovvero trasformare frasi o gruppi di parole in nomi che esprimano lo stesso concetto (per esempio durante la malattia invece che nel periodo in cui era ammalato);
- ricorda, infine, che il titolo, in un testo, rappresenta la sintesi estrema, la parola chiave o la brevissima frase che lascia intendere al lettore l'argomento presentato: Vita nel medioevo, Le crociate, Europa oggi, Galileo, Una corretta alimentazione, Uso di Internet. Anche i romanzi per lo più hanno titoli brevissimi: Furore, La noia, Lo scherzo, La ciociara, La montagna incantata, Una donna, Ragazzi di vita, Tenera è la notte, Sostiene Pereira, Alien.
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