Chi sono i testimoni di Geova tutto di tutto

 

 

    Chi sono i testimoni di Geova

     

 

Chi sono i Testimoni di Geova

 

LA VITA DI CHARLES RUSSEL, FONDATORE DEI TESTIMONI DI GEOVA

Charles Taze Russel nacque in Pennsylvania nel febbraio del 1852.

All'età di quindici anni era uno scettico in quanto alla fede, ma poco dopo cominciò a studiare la Bibbia costruendosi un metodo personale per la sua interpretazione; questo metodo rimane ancora oggi il fondamento teologico dei Testimoni di Geova. Nel 1870 organizzò un gruppo di studio a Pittsburgh e sei anni dopo ne venne nominato "pastore"; ma non fu mai riconosciuto né consacrato pastore dai fratelli anziani, nel senso biblico neotestamentario di questo termine.

Nel 1879 finanziò la Zion's Watch Tower (Torre di Guardia di Sion), un periodico che entro quello stesso anno salì alla tiratura di seimila copie e nel 1961 raggiunse la stupefacente quota di 3 milioni e 800 mila copie. Dieci anni dopo, Russell diede inizio alla Società dei Trattati della Torre di Guardia. Questa ed altre società simili stampano una quantità enorme di pubblicazioni, che vengono diffuse largamente in ogni città degli Stati Uniti, in Italia, e nel resto del mondo.

In seguito ad accuse di avere una relazione al di fuori del matrimonio e di avere commesso irregolarità nell'amministrazione delle attività della Zion, Russell fu lasciato dalla moglie, che nel 1987 si separò da lui e nel 1906 ottenne il divorzio. In seguito Russel dovette pagarle oltre 3 milioni di alimenti, un pagamento che aveva evitato mediante un falso trasferimento di azioni.

Gran parte della vita di quest'uomo è scritta su verbali di Tribunali; passando da un processo all'altro, fu sempre riconosciuto colpevole e alla fine smarscherato come spergiuro, impostore, falso ministro di culto. Nel primo decennio del nostro secolo Russell mise in vendita, al costo di un dollaro la libbra, del "grano miracoloso", promettendo dei raccolti cinque volte superiori a qualsiasi altro. Un giornale, il Brooklyn Daily Eagle, denunciò la truffa in un suo articolo e Russell chiese, per questo motivo, un risarcimento di 100 mila dollari per diffamazione; ma perdette la causa, quando i periti dichiararono di non aver trovato alcuna superiorità in quel grano. Davanti ad un altro tribunale, nel Canada, Russel fu costretto ad ammettere di non conoscere la lingua greca, che aveva dichiarato sotto giuramento di conoscere. Fu dichiarato colpevole di falso giuramento. Questi fu l'uomo che ha fondato il gruppo dei testimoni di Geova, agli insegnamenti del quale milioni di persone affidano la loro vita e il loro destino eterno.

Le dottrine di Russel si diffusero anche per la forte personalità e il talento letterario del loro autore. La sua opera maggiore uscì in sei volumi, col titolo di Studies in the Scriptures, un'opera che egli metteva sullo stesso piano e anzi al disopra della Bibbia. Non solo, infatti, riteneva i suoi scritti necessari alla comprensione della Bibbia, ma "giunse ad affermare che sarebbe stato meglio non leggere le Scritture e leggere i suoi libri, anziché leggere le Scritture e trascurare i suoi libri" (Martin-Klann, Il Geova della Torre di Guardia, p. 32). Nonostante questa gravissima affermazione, dei suoi scritti sono state diffuse più di 16 milioni di copie, pubblicate in 35 lingue diverse.

Il 16 ottobre 1916, sul treno, mentre ritornava in Texas da uno dei suoi giri di conferenze, Charles Taze Russel morì. A proposito dei suoi funerali, sulla Torre di Guardia del 1916 furono riportate le seguenti righe dove Russel viene addirittura innalzato in modo blasfemo allo stesso livello di Gesù:

"Charles Taze Russell, tu sei stato incoronato come re dal Signore; e per i secoli dei secoli il tuo nome sarà conosciuto fra le genti, e i tuoi nemici verranno e adoreranno ai tuoi piedi" (La Torre di Guardia di Sion, 1 dicembre 1916, pp. 366, 367).

Brevemente, citiamo anche le altre due figure fondamentali per i testimoni di Geova. Il primo è Joseph Franklin Rutherford, che fu il secondo presidente della Torre di Guardia, il quale tentò di demolire il mito del suo predecessore, eliminando dalla sede centrale della società ogni sua immagine, e innalzando se stesso al suo posto. Opporsi alla sua volontà era come opporsi a Dio. Rutherford reinterpretò tutte quelle Scritture che servivano a rafforzare la sua posizione all'interno dell'organizzazione e le adattò ai suoi schemi. In una cosa assomigliò a Russell: anche lui predisse la fine del mondo *, ma si sbagliò altrettanto miseramente del suo predecessore.

L'altra figura che vogliamo considerare è quella del terzo presidente dell'organizzazione, Nathan Homer Knorr. Ai suoi tempi fu insediato un comitato al quale da allora in poi spetta il compito di provvedere direttive all'intera organizzazione, e che tutt'oggi, conosciuto come Corpo Direttivo, rappresenta in effetti, "la Voce di Geova"; è soltanto ad esso che spetta il compito di far fluire le verità divine all'intera associazione mondiale dei Testimoni, e a nessun altro. È quest'organismo collegiale, composto esclusivamente da maschi di razza bianca, che detta le regole sull'abbigliamento, sulle abitudini sessuali nel matrimonio, sull'organizzazione delle adunanze, sul numero di ore da dedicare al proselitismo, sulla scelta dello svago e su ciò che si può o non si può leggere. Quando uno qualsiasi dei più di cinque milioni di aderenti al gruppo viene meno nell'osservanza di una delle migliaia di regole stabilite da questa pervasiva e onnipresente oligarchia, viene immantinente scomunicato o, per usare un termine a loro caro, "disassociato".

* Nota: Ricordiamo che Russel, per le sue predizioni (poi rivelatesi sbagliate), attinse anche a sistemi occulti come la piramidologia (lo studio della Grande Piramide egizia) e la numerologia; vedi in particolare C.T. Russell, Thy Kingdom Come, vol. 3 di Studies in the Scriptures, ed. 1916, pagg. 322 e 342.


LE DOTTRINE DEI TESTIMONI DI GEOVA

Il messaggio centrale dei testimoni di Geova, quello che spiega il loro successo, è l'annuncio di un nuovo mondo: un messaggio che risponde ai desideri degli uomini e soddisfa le loro attese nel modo più facile ed allettante. Uno degli opuscoletti diffusi dai testimoni di Geova è La buona notizia del regno e proprio ad esso attingeremo, citando brani anche estesi, per avere davanti a noi le loro dottrine nelle stesse loro parole (se non c'è altra indicazione, i numeri di pagina si riferiscono a questo opuscolo).

La Trinità. I testimoni di Geova negano con forza la Trinità. "C'è un solo vero Dio che è onnipotente e supremo... Chi vuole la vita, incluso il Suo Figlio principale, Cristo Gesù, deve riconoscere la Sua supremazia ed assoggettarsi a Lui" (p. 5). "Gesù e Geova-Dio non sono la stessa persona, né Gesù è uguale a Dio. Solo Geova è supremo" (p. 6). Lo Spirito Santo è soltanto la potenza di Dio, non è personale né divino.

Che cosa rispondere a queste affermazioni? L'insegnamento biblico intorno alla Trinità nasce dal fatto che nella Bibbia tre Persone vengono riconosciute come divine: il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo. Basta vedere le numerose, esplicite testimoniante di Genesi 1:26; Matteo 28:19; 1 Corinzi 12:4-6; 1 Pietro 1:2, 1 Giovanni 5:7,8. (Per uno studio dettagliato che dimostra come la Trinità sia una dottrina della Bibbia).

Il fatto che neghino la divinità di Gesù Cristo e la Sua essenziale uguaglianza con Dio il Padre, pone i testimoni di Geova al di fuori del Cristianesimo. La Parola di Dio dichiara riguardo a Cristo: "Poiché in Lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità" (Colossesi 2:9). "Nel principio era la Parola, e la Parola era con Dio, e la Parola era Dio" (Giovanni 1:1). "Poiché Egli, che era sempre stato Dio per la Sua natura, non si tenne stretto alle Sue prerogative di uguaglianza con Dio, ma si svestì di ogni privilegio acconsentendo d'essere uno schiavo e di nascere come un uomo mortale" (Filippesi 2:6,7).

Espiazione e riscatto. Poiché riconoscono che l'uomo è un peccatore, anche se il loro concetto di peccato non è profondo, i testimoni di Geova descrivono la redenzione come un riscatto: "Così Geova-Dio, mandato il Suo Figliuolo Gesù Cristo sulla terra, per mezzo di Lui e della Sua morte provvide un prezzo di riscatto... Per mezzo del riscatto Cristo Gesù ricuperò ciò che era perduto, ossia una perfetta vita umana con i suoi diritti e le sue prospettive terrene" (p. 13). Avendo dato questa vita umana, Egli non potè riprenderla e quindi risuscitò come "creatura di Spirito". "La Bibbia indica che per mezzo di questo riscatto ad alcuni sarà data la vita nei cieli, ed altri sulla terra" (p. 15).

Notate che ciò che fu perduto, e che doveva perciò essere redento non è la vita spirituale, ma "la perfetta vita umana con i suoi diritti e le sue prospettive terrene". Secondo questa setta, la morte di Gesù ha semplicemente ristabilito il diritto dell'uomo di vivere una tranquilla vita di perfezione sulla terra. C'è qui ben poca consapevolezza del peccato quale grave offesa contro un Dio santo, né si comprende la profonda necessità di un'espiazione vicaria, compiuta da Cristo per mezzo del suo sangue, perché la giustizia e la santità di Dio ricevessero soddisfazione. In Matteo 20:28 e in Marco 10:45 la morte di Gesù viene descritta come un riscatto, ma Giovanni 1:29 e 1 Pietro 2:24 mostrano che l'obiettivo di questa morte era la liberazione dal peccato, non la semplice acquisizione di una benedizione terrena. I testimoni di Geova hanno una visione inesatta del peccato, della salvezza, della redenzione e dell'espiazione vicaria mediante il sangue di Cristo.

"Milioni ora viventi non moriranno mai". Questo titolo viene spesso diffuso come un messaggio. La convinzione dei testimoni di Geova è che fra non molto, durante l'attuale generazione, Dio distruggerà le forze di Satana nella battaglia di Harmaghedon. Nel giorno in cui questa battaglia avverrà Satana sarà annientato per sempre e, da quel momento, tutti coloro che hanno accettato il messaggio dei testimoni di Geova vivranno una vita felice su una terra rinnovata.

Quando i testimoni di Geova annunziarono una conferenza che aveva il titolo sopra riportato, un Pastore evangelico ideò un eloquente messaggio in risposta a quel titolo. Fondandosi su Efesini 2:2, egli annunciò un sermone sul tema: "Milioni ora viventi sono già morti". La speranza su cui insistono i testimoni di Geova, legata alla terra, indica che la loro religione è priva della speranza del cielo e rivela che il loro anelito è rivolto a qualcosa di terreno: è rivolto ad una vita più facile sulla terra senza dover passare per il ravvedimento. È, come ben si vede, qualcosa di ben poco elevato e di molto grossolano. Questo spiega, in gran parte, la facilità con cui molti aderiscono alla setta; per il resto, tale adesione viene spiegata con la ossessiva opera di convincimento che viene compiuta dai propagandisti e dai responsabili della setta.

La seconda venuta di Gesù. Secondo i testimoni di Geova, Gesù è ritornato nel 1914. "Quando Gesù disse che sarebbe ritornato, non intese dire che sarebbe ritornato in carne visibile agli uomini viventi sulla terra. Egli ha dato la Sua vita terrena come un riscatto e non può perciò riprendersi tale vita... La Buona Notizia per oggi è che Cristo Gesù è ritornato, che il Regno di Dio per mezzo di Lui è stato stabilito ed estende attualmente la Sua legge al cielo..." (p.19). "Tutte le prove dimostrano che Gesù ha assunto il potere del Regno ed ha incominciato il Suo regno dal cielo nell'anno 1914" (p.21).

Quali prove i testimoni di Geova presentano per dimostrare che Cristo è "ritornato" nel 1914? Essi indicano Matteo 24:3,7,8, dove guerre, carestie, terremoti e dolori sono preannunziati come segni del ritorno del Signore (pp. 20,21).

In realtà, questi sono i segni preannunciati dal Signore per il Suo ritorno, ma i testimoni di Geova dimenticano che il ritorno del Signore fu promesso come un ritorno visibile: "Uomini Galilei, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù che è stato tolto da voi ed assunto in cielo, verrà nella medesima maniera che l'avete veduto andare in cielo" (Atti 1:11). Lo stesso capitolo del Vangelo di Matteo al quale i testimoni di Geova rimandano riguardo ai segni, contiene la promessa: "E allora apparirà nel cielo il segno del Figliuolo dell'Uomo, ed allora tutte le tribù della terra faranno cordoglio e vedranno il Figliuol dell'Uomo venire sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria" (Matteo 24:30). È sufficiente un altro versetto, per smentire questa dottrina. Dopo la Sua risurrezione, Gesù disse a coloro i quali pensavano che Egli fosse uno spirito: "Guardate le mie mani ed i miei piedi, perché sono ben io; palpatemi e guardate; perché uno spirito non ha carne e ossa come vedete che io ho" (Luca 24:39).

Esiste un inferno senza fine? Nell'opuscolo dei testimoni di Geova si legge: "Alcune organizzazioni religiose sostengono che ci sarà una vita nel cielo o un tormento eterno in un fuoco d'inferno. Come abbiamo visto, la Bibbia non sostiene l'idea di un tormento eterno e non limita la speranza di una vita futura di pace e di felicità soltanto in cielo" (p. 18). "Così, quando una persona muore, la sua anima non va direttamente in cielo, e non va neppure in un luogo di tormento chiamato inferno" (p. 11). "La pura e semplice verità a questo riguardo è che, quando una persona muore, entra nell'incoscienza e non sa più nulla" (p. 12).

I testimoni di Geova condividono con gli Avventisti del Settimo Giorno la teoria del sonno delle anime, ossia la convinzione che le persone, morendo, cessano d'esistere. Questi due gruppi condividono anche la credenza che il destino dei malvagi sia l'annientamento totale e che l'anima non si separa mai dal corpo: se muore il corpo, muore anche l'anima. Che questa sia una convinzione del tutto falsa appare chiaramente da Matteo 10:28: "E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l'anima; temete piuttosto colui che può far perire il corpo e l'anima nella geenna" (vedi anche Apocalisse 20:15).

Usanze civili. Ormai da lungo tempo i testimoni di Geova sono fermi nel loro rifiuto di salutare la bandiera nazionale. "I Testimoni di Geova non salutano la bandiera di alcuna nazione" (Let God be true, 1946 p. 234). Essi si oppongono fermamente al servizio militare di ogni tipo, anche in forze non combattenti.

Per poter restar fermi in queste loro prese di posizione, alquanto arbitrarie e per la verità poco civili, i testimoni di Geova ignorano completamente Romani 13:1-15. In questo passo, infatti, Paolo insiste che i cristiani devono essere soggetti ai conduttori della nazione e li devono onorare con l'ubbidienza; al v. 5 l'apostolo spiega anche il motivo per cui devono comportarsi così: "Perciò è necessario star soggetti non soltanto a motivo della punizione, ma anche per motivi di coscienza".

A partire dal 1945 giunsero alla conclusione, annunziata nella Torre di Guardia, che le trasfusioni di sangue sono contrarie alla legge divine. Questa convinzione deriva da un'interpretazione chiaramente arbitraria ed errata di Levitico 17:14.


CONCLUSIONE

Tirando un po' le somme su questo movimento, innanzitutto rileveremo che i testimoni di Geova presentano "un altro vangelo", grossolano e terreno: essi non hanno alcuna speranza nel ritorno visibile di Cristo o in un'eterna gioia in cielo, alla presenza di Dio. Il loro è un tentativo di raggiungere un "nuovo mondo" senza passare attraverso la rigenerazione personale (la nuova nascita in Cristo) che è proprio il requisito fondamentale posto dal Vangelo.

Inoltre le opere hanno, in questo movimento come in tutte le dottrine umane, un'importanza preminente: "Per ottenere l'approvazione finale da parte di Geova", spiega This Good News of the Kingdom, bisogna "restare fedeli a Geova fino ad Harmaghedon, e poi nel nuovo mondo. Se volete essere fra queste persone, dovete dimostrare di essere il tipo di persona che Geova vuole in questo mondo" (p. 30). Il concetto cristiano di grazia, il dono immeritato di un Dio d'amore sparisce.

I testimoni di Geova dicono che riconoscono la Bibbia come l'unica Parola di Dio, la sola ad essere ispirata, e anche questo loro richiamarsi alla Bibbia spiega in parte il loro successo. Oggi, se interrogati al riguardo, essi negano di porre gli scritti di Russell o di Rutherford sullo stesso piano della Bibbia e molti di loro credono nella Bibbia, anche se ne ignorano gli insegnamenti. Ma di fatto hanno travisato il messaggio biblico giungendo perfino, molto temerariamente, a manipolare il testo delle Scritture. La loro traduzione della Bibbia l'hanno chiamata Traduzione del Nuovo Mondo ed ha subito modifiche al testo, in appoggio alla loro negazione della divinità di Cristo (si veda questo studio comparato).

L'ignoranza delle persone riguardo alla Bibbia e ai suoi insegnamenti ha fatto il gioco di questa organizzazione. Di tale ignoranza, infatti, approfittano i "testimoni" che vengono addestrati a dare alcune spiegazioni-tipo, partendo dal greco o dall'ebraico e facendo grande impressione sull'uomo comune non istruito. Questo fatto è un urgente invito a studiare a fondo la Bibbia, per poter contrapporre la verità cristiana a tutte le sfrontate bugie di una dottrina che, inventata da un uomo che non aveva il minimo senso delle cose spirituali, irretisce troppa gente spesso semplice e in buona fede.

 

fonte: http://camcris.altervista.org/tdg.html

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CHI SONO I TESTIMONI DI GEOVA

L’origine dei testimoni di geova risale a due secoli fa. La setta fu fondata da Charles Taze Russel, un ricco commerciante americano nato nel 1852 in Pensylvania educato tra i congregazionalisti, frangia del calvinismo, e successivamente a causa di una forte crisi religiosa passato tra gli Avventisti (setta che professa l’imminente fine del mondo e  che il suo fondatore W. Muller aveva fissato per il 1844, senza alcuna preparazione teologica).
Russel si diede alla lettura della Bibbia e fondo’ un gruppo biblico, per coloro che avessero voluto diventare studiosi seri della Bibbia; essi pretesero di essere i primi ad aver capito la Sacra Scrittura; e nel 1877 Russel scrisse il suo primo volume intitolato “Scopo e modo del ritorno del Signore”, presto seguito da un altro libro dal titolo “I tre mondi e la mietitura di questo mondo”, nei quali affermava che Gesu’ Cristo era gia’ presente invisibilmente sulla terra dal 1874 e che la fine del mondo sarebbe avvenuta nel 1914.
Nel frattempo si trovo’ immerso in vari problemi gravi e guai giudiziari: il fallimento del matrimonio durato 18 anni con la moglie, la truffa per aver venduto grano “miracoloso” ad un prezzo maggiore del normale; intanto a motivo del mancato avveramento della profezia alcuni seguaci lasciarono la setta. Per non venire meno all’errore della profezia, dichiaro’ di essersi sbagliato di poco e che il mondo sarebbe finito nel 1918; buon per lui che la morte lo colse nel 1916.
Il suo incarico fu preso da Joseph Franklin Rutherford, il quale nel 1919 convoco’ il primo congresso nazionale e in quella occasione aggiorno’ la data della fine del mondo al 1925, la cosiddetta battaglia di Armaghedon, dove sarebbero dovuti apparire sulla terra i grandi patriarchi dell’Antico Testamento, che avrebbero dovuto dirigere la teocrazia.
Rutherford impose l’abolizione della croce, la soppressione di tutte le feste cristiane (Natale, Epifania, Pasqua ecc..) portando la setta fuori dal Cristianesimo.
Nel 1931 i seguaci di Russel e Rutherford presero il nome di “TESTIMONI DI GEOVA” rifacendosi al passo di Isaia 43,10, ma la rivelazione piu’ importante Rutherford la fece nel 1935 quando annunzio’ che Geova (Dio) avrebbe guidato i suoi testimoni attraverso un gruppo dirigente chiamato CORPO DIRETTIVO composto da 13 persone, a Brooklin in New York, per mezzo del quale sarebbero state impartite le direttive e gli insegnamenti attraverso l’opuscolo “Torre di Guardia”.
Alla morte di Rutherford succedette Nathan Knorr, il quale diede grande impulso al movimento attraverso la stampa, sotto la sua direzione infatti si effettuo’ la prima traduzione della Bibbia dal titolo “Traduzione del nuovo mondo delle sacre scritture”, e impose ai seguaci che non era permessa la trasfusione di sangue in nessun caso. Mori’ nel 1977 non senza aver predetto anche lui che il mondo sarebbe finito nel 1975.
Dopo di lui succedette Frederich Franz che professa con insistenza la fine del mondo come imminente.

Struttura organizzativa e loro professo

I T.D.G. sono governati dal CORPO DIRETTIVO che rappresenta la massima autorita’ dottrinale e organizzativa.
L’unita’ che raduna i T.D.G. si chiama Congragazione, la quale dispone di una” Sala del Regno”, dove si tengono incontri di studio e di formazione dei seguaci.
Gesu’ ci invita a non giudicare le persone, pero’ e’ lecito anzi doveroso pronunciarsi sulla dottrina dei T.D.G. e chiedersi se cio’ che insegnano e’ cristiano; cioe’ conforme all’insegnamento di Gesu’, degli Apostoli e della Chiesa.
La Sacra Scrittura ci ammonisce di stare attenti e lontani dall’insegnamento dei falsi profeti in Matteo 7,15: Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci  in 1-Giovanni 4,1: Carissimi, non prestate fede a ogni ispirazione, ma mettete alla prova le ispirazioni, per saggiare se provengono veramente da Dio, perché molti falsi profeti sono comparsi nel mondo, dalle dottrine diaboliche in              1 Timoteo 4,1 Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche e dalle favole 2 Timoteo 4,4: Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. Per cui l’insegnamento dei testimoni di Geova non e’ cristiano su diversi punti del credo; tant’e’ vero che i T.D.G. non sono ammessi a far parte del consiglio ecumenico delle chiese di Ginevra, che raccoglie oltre 200 chiese e denominazioni Cristiane.
La base dottrinale del consiglio Ecumenico infatti, richede ai suoi menbri l’accettazione di Gesu’ come figlio di Dio; della Trinita’, dogmi che i T.D.G. rifiutano. Essi negano la divinita’ di Gesu’ Cristo (per loro Gesu’ e’ l’arcangelo Michele), negano la persona divina dello Spirito Santo, riducendola ad una forza impersonale, non ammettono i sacramenti, negano l’immortalita’ dell’anima, percio’ non possono dirsi cristiani, anzi sono molto presuntuosi poiche’ si ritengono gli unici depositori della verita’ e dell’interpretazione della Bibbia, nonostante abbiano contro di se l’insegnamento dei cristiani (ortodossi, cattolici, protestanti), e dei grandi concili dei primi secoli, che hanno sancito la divinita’ di Cristo e la dottrina della Trinita’.
I T.D.G. utilizzano proprio la Bibbia per arroccarsi nella loro ignoranza e per sentirsi i soli padroni della verita’; la Bibbia non puo’ essere strumento di divisione per cui e’ necessario saperla tradurre, interpretare e usare bene.
I T.D.G. invece:
-           Non la traducono bene
Perche’ la loro Bibbia (Traduzione del Nuovo Mondo Delle Scritture) non si rifa’ alle lingue originali (ebraico, greco e aramaico), ma ad una tradizione inglese, inoltre esssi non accettano 7 libri dell’Antico testamento: Tobia, Giuditta, Siracide, Baruc, 1  e 2 Maccabei e Sapienza;
-           Non la interpretano bene
perche’ non potendo riferirsi ai testi originali, ne alle traduzioni della Chiesa, la loro Bibbia e’ un testo muto, che essi fanno parlare come loro sembra meglio, ossia manipolandola, come noi sentiamo dal loro parlare;
-           Non la usano bene
perche’ i T.D.G. sono dei fondamendalisti, cioe’ prendono la Bibbia alla lettera, ossia non si curano del contesto della frase, della storia, dell’archeologia, del simbolismo dei numeri etc.., hanno manomesso la Bibbia introducendo dei ritocchi che fanno cambiare significato al testo. Questo fatto  e’ ammesso da loro stessi (Torre di Guardia 15/06/1964 pagina 383), in quanto affermano che la Torre di Guardia e’ il vero canale del quale Geova si serve per le sue rivelazioni. Allora a che serve la rivelazione Biblica? Essi in realta’ non interpretano quindi la Bibbia ma propagandano quello che loro vogliono, per cui imparano dei versetti a memoria della loro Bibbia, li interpretano a modo loro e con questi testi “vanno all’assalto” della gente debole e digiuna della conoscenza della religione cristiana.
La loro interpretazione biblica e’ contraria alla Chiesa come istituzione (Papa, Vescovi, Sacerdoti) e alle verita’ rivelate: il dogma della Trinita’, la divinita’ di Gesu’ Cristo, i sacramenti, l’immortalita’ dell’anima etc..
Inoltre sono fautori di una propaganda che non cessa di proclamare la fine del mondo e di distinguere i fedeli di serie A (i 144.000 che vanno in cielo), da quelli di serie B (che godranno di una vita felice su questa terra).
I T.D.G. appartengono a una setta avventista, per cui continuamente annunciano la fine del mondo, sostengono per esempio, che ogni giorno della creazione corrisponde a 7.000 anni, di questi ne sarebbero passati 48.000, per cui l’ultimo millennio sarebbe il nostro, purtroppo non tengono conto che i giorni della creazione non vanno intesi materialmente, per cui cadono nell’errore.
Sostengono che coloro che andranno in cielo sono solo 144.000 rifacendosi ad un testo dell’Apocalisse (7,4), se cio’ fosse vero sarebbe contrario a tutto lo Spirito della Bibbia che proclama la salvezza per tutti gli uomini e non ad un numero ben definito e chiuso.   In 1-Timoteo 2,4 si legge “il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità.”
Essi pertanto, ignorano il simbolismo dei numeri della Bibbia, hanno un culto fanatico per il nome di Dio, ma gli studiosi affermano che le 4 consonanti del nome divino JHWH venivano vocalizzate Jahweh e non Geova.
I T.D.G. sono rimasti fermi all’eresia Ariana che faceva di Gesu’ soltanto la creatura piu’ eccelsa di Dio e basta, ma cio’ contrasta con la rivelazione, con gli scritti Apostolici specialmente quelli di San Paolo e di San Giovanni, nei quali e’ affermato chiaramente che Gesu’ Cristo e’ vero Dio e vero uomo.
Giovanni 1,1.14In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.” e “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.”
Giovanni 10,30Io e il Padre siamo una cosa sola
Romani 9,5i patriarchi; da essi proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen.”
Filippesi 2, 5-11 Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l'ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.
Tutto il Nuovo Testamento sarebbe una menzogna, se come dicono i T.D.G., Gesu’ fosse.’ Arcangelo Michele.
Essi accusano la chiesa per aver creato disuguaglianze e divisioni tra clero e laicato, ma se cio’ non fosse cosi’ non avremmo la vera immagine della Chiesa Cattolica, che emerge dai libri del Nuovo Testamento, dagli Atti degli Apostoli, e dalle lettere Apostoliche dove e’ mostrato e affermato chiaramente che la Chiesa fondata da Cristo come comunita’ di fratelli e’ strutturata organicamente come un corpo, con membra e funzioni diverse.
In Efesini 4-11 E' lui che ha stabilito alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti, altri come pastori e maestri”
I T.D.G. hanno abolito la gerarchia prevista dalla successione Apostolica (vescovi, Sacerdoti e Diaconi), e hanno istituito una loro stetta gerarchia con l capo gli Anziani che si dichiarano carismatici infallibili e che risiedono a New York, isolati in una vera e propria Torre di Guardia, poi i sorveglianti di ogni circoscrizione e infine i capi di ogni congregazione, con una disciplina molto rigida e un culto lontano dai sacramenti, basti pensare all’Eucarestia che e’ ridotta soltanto ad una commemorazione la sera del Venerdi Santo, con pane azzimo e vino rosso, per fare memoria di quanto fece Gesu’ alla vigilia della sua passione; ma si cibano di essa soltanto quelli che si ritengono appartenere ai 144.000, gli altri possono solo assistere; non e’ proprio un bell’esempio di comunione fraterna, ne tanto meno un comando di Gesu’ e dei testi di San Paolo. Infatti San Paolo attesta chiaramente in 1 Cor 10,16-17: il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? Poiché c'è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell'unico pane.
Lo stesso Battesimo che essi fanno mediante immersione, in piscina non e’ quello voluto da Cristo ossia nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo, vedere a proposito il passo di Mt 28,19: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”.
Il loro battesimo non fa rinascere dall’acqua e dallo Spirito come figli di Dio, ma e’ solo una pubblica dimostrazione in cui l’iniziato afferma di dedicarsi a Geova, si presta a fare la sua volonta’ e si impegna instancabilmente e ininterrotamente ad annunziare la fine del mondo, nonostante queste profezie ovviamente non si realizzano.
Gesu’ stesso ci mette in guardia e ammonisce riguardo a quel giorno e a quell’ora che nessuno sa, ma che solo il Padre che sta nei cieli conosce. Mt 24,36Quanto a quel giorno e a quell'ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre.” e At 1, 6-8Così venutisi a trovare insieme gli domandarono: «Signore, è questo il tempo in cui ricostituirai il regno di Israele?». Ma egli rispose: «Non spetta a voi conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta, ma avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra».”


Fonte: http://www.amicidisanrocco.it/catechesi/doc/CHI%20SONO%20I%20TESTIMONI%20DI%20GEOVA.doc

 

    Chi sono i testimoni di Geova

 

Chi sono realmente i Testimoni di Geova

(di Giuseppe De Rosa, tratto da La civiltà Cattolica, 7-21 agosto 1999)
Nello scorso autunno giunsero alla nostra redazione, inviatici da alcuni abbonati, alcuni volantini, in cui si diceva che perfino La Civiltà Cattolica era favorevole ai Testimoni di Geova (TdG), per aver lodato nell’editoriale del 18 febbraio 1984 sia il loro attaccamento alla Bibbia, sia la buona condotta morale dei loro aderenti. Si trattava evidentemente di un falso, perché in quell’editoriale si diceva che la Bibbia che i TdG “tengono sempre in mano” non è la Bibbia cristiana, ma una bibbia adulterata e corretta, in modo da farle enunziare le dottrine geoviste, quindi una bibbia falsificata volutamente in punti essenziali; e perché le poche cose buone che si trovano anche tra i TdG, e che era onesto da parte nostra riconoscere, erano accompagnate da pesanti critiche alle moltissime cose riprovevoli della dottrina e dell’organizzazione geovista. Ma di queste critiche nei volantini non c’era traccia. Perciò dopo quindici anni, conviene tornare sui TdG, non per ripetere cose già dette circa la storia e la dottrina di tale organizzazione, ma per dare una breve informazione sulla vita e sulle attese dei TdG.

La direzione dei TdG è “teocratica”

Anzitutto, quanti sono i TdG? Non è facile dirlo, perché le adesioni all’organizzazione geovista sono controbilanciate da un notevole numero di “dissociazioni”, vale a dire di abbandoni. Nel 1991 le statistiche davano, per tutto il mondo, 4.017.213 “proclamatori”, cioè membri attivi, con una crescita del 6% rispetto al 1990, e 9.950.058 presenti alla commemorazione della Cena del Signore, che si tiene una volta all’anno e a cui partecipano anche simpatizzanti e curiosi. In Italia, nello stesso anno, gli “evangelizzatori”, cioè quelli che fanno proselitismo di porta in porta, erano 160.000, mentre i partecipanti alle riunioni di culto (che in pratica è soltanto la celebrazione annuale della Cena) erano 355.000
Probabilmente l’Italia è il Paese che ha la maggiore percentuale di TdG sul totale della popolazione. Il cammino per ottenere in Italia il riconoscimento giuridico è stato per i TdG molto lungo: nel 1976 fu riconosciuta la personalità giuridica all’americana Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania, in forza del Trattato di amicizia italo-americano del 1948; ma solo nel 1986 l’organizzazione geovista fu riconosciuta dallo Stato italiano come Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova. Questo riconoscimento tardivo — che attende di tramutarsi in Intesa con lo Stato italiano — è dovuto al fatto che i TdG vedono nello Stato il “mondo di Satana” che si oppone al “pacifico governo di Geova” e, quindi, rifiutano il voto, il servizio militare (anche in forme sostitutive), il saluto alla bandiera, il canto dell’inno nazionale, la partecipazione alle feste nazionali: in pratica non riconoscono la legittimità dello Stato e tendono a porsi “al di fuori” di esso. Ma l’ostacolo più grave al riconoscimento giuridico dei TdG è stata la questione della trasfusione del sangue, in caso di malattie o di incidenti, che i TdG rifiutano assolutamente per sé e per i loro figli, anche minori, che in mancanza di essa, in molti casi, andrebbero incontro a sicura morte: ciò che è in evidente contrasto con la legge italiana.
La congregazione dei Testimoni di Geova ha una direzione teocratica. È detto nel volume Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca (1990), stampato in 93 lingue e in 47 milioni di copie [Da questo volume sono tratte tutte le citazioni riportate in seguito con l’indicazione delle pagine. Trattandosi di un testo “ufficiale”, ce ne siamo serviti ampiamente, allo scopo di esporre esattamente la dottrina e il modo di vivere dei TdG]: “La visibile organizzazione di Dio [cioè, i TdG] è guidata e diretta in modo teocratico. Alla sede centrale dei TdG a Brooklyn (New York) c’è un Corpo Direttivo che soprintende alle attività mondiali del popolo di Dio. Questo Corpo Direttivo è composto da membri dello “schiavo fedele e discreto”. Serve quale portavoce di questo “schiavo fedele”. I membri del Corpo Direttivo sono guidati teocraticamente” (p. 195), cioè da Dio stesso. Perciò quello che stabilisce il Corpo Direttivo, in materia sia dottrinale, sia organizzativa, ha un valore divino, perché è voluto da Geova. Quindi tutti i TdG devono sottomettersi alle sue decisioni, pena l’esclusione dalla “visibile organizzazione di Dio”.
Gli organi ufficiali dell’organizzazione geovista in Italia sono le due riviste La Torre di Guardia e Svegliatevi. Esse riportano le decisioni del Corpo Direttivo e quindi sono parola di Geova. Una delle cinque adunanze settimanali, che si tengono nella Sala del Regno di ogni Congregazione geovista (che è l’unità di base dei TdG: ce ne sono 60.000 in tutto il mondo), è dedicata all’esame di uno degli “articoli di studio” della Torre di Guardia. Lo dirige un “anziano” nominato appositamente dal Corpo Direttivo per mezzo dei “Sorveglianti viaggianti”, e nel corso di esso i partecipanti all’adunanza sono invitati a rispondere alle domande poste in calce all’articolo, ripetendo le risposte che si trovano nell’articolo stesso, senza poter fare domande diverse. In realtà, non si tratta di uno studio, ma di un indottrinamento, secondo un “programma unificato di istruzione biblica seguito in tutte le congregazioni dei TdG” (p. 200).

Gli “unti” e le “altre pecore”

La “visibile organizzazione di Dio” è divisa in due classi: quella degli “unti”, che fanno parte del “piccolo gregge”, e quella delle “altre pecore”. La classe degli “unti” è composta da 144.000 persone, destinate a salire in cielo per regnare eternamente con Cristo. La loro selezione è cominciata nel giorno di Pentecoste, ma sono saliti in cielo soltanto nel 1918. Infatti, nel 1914 — quando è terminato il “tempo dei gentili”, durato 2.520 anni —, Gesù è venuto sulla terra in modo invisibile e “ha cominciato a dominare come re del celeste governo di Dio” (p. 141). Dopo quattro anni, impiegati per purificare l’organizzazione dei TdG, nel 1918 Gesù sale nel suo tempio celeste e insieme con lui salgono gli “unti” che sono morti tra la risurrezione di Gesù e il 1918. Gli “unti” che muoiono dopo il 1918 non “dormono” più nelle tombe, ma vanno direttamente in cielo. Attualmente c’è da pensare che gli “unti” che ancora sono sulla terra siano pochi (circa 8.000), per cui la fine del mondo è vicinissima. Ad ogni modo c’è un “resto degli unti” — il cosiddetto “unto rimanente” — che forma “lo schiavo fedele e discreto”, chiamato a garantire l’interpretazione corretta della Bibbia e a provvedere il cibo spirituale di cui hanno bisogno i fedeli di Geova: da questo “resto degli unti” sono tratti i membri del Corpo Direttivo. Tutti gli altri fedeli di Geova, che non fanno parte degli “unti”, formano la classe delle “altre pecore”, destinate non a salire in cielo per regnare con Cristo, ma a vivere per sempre su una terra paradisiaca: “Nel paradiso che Dio ha in serbo per gli uomini ci sarà ogni motivo per essere felici. La terra produrrà buon cibo in abbondanza. Nessuno soffrirà più la fame. Guerre, criminalità, violenze, perfino odio ed egoismo saranno cose del passato. Sì, saranno sparite per sempre” (p. 14).
Ma, per “vivere per sempre su una terra paradisiaca”, bisogna essere Testimoni di Geova, perché soltanto ad essi è riservata la perfetta felicità sulla terra paradisiaca. Ma che cosa significa e che cosa comporta essere Testimoni di Geova? Significa, anzitutto, “separarsi dal mondo corrotto e dai suoi affari”, perché “il governatore del mondo è Satana, il Diavolo” (p. 188). Infatti per il geovismo tutte le realtà mondane — i Governi, gli Stati, le organizzazioni politiche, economiche, culturali e sociali — fanno parte del “mondo di Satana”, che è “l’organizzata società umana al di fuori dell’organizzazione visibile di Dio o distinta da essa. È questo il mondo da cui i veri cristiani [TdG] devono tenersi separati” (p. 209). Quindi gli elementi del mondo di Satana sono i Governi politici, e perciò i TdG si astengono da ogni azione di carattere politico, anche la più semplice, come il saluto alla bandiera; e tale è “l’avido e oppressivo sistema commerciale” (ma la Watch Tower Society di Brooklyn, con filiali in molte parti del mondo, non è una floridissima e ricchissima società commerciale?).
In ogni caso l’elemento più caratterizzante del mondo “malvagio e corrotto” di Satana è la “falsa religione”. Con questo termine si intende “un impero mondiale religioso” (p. 209), alleato con i regimi politici e le forze economiche e radicalmente corrotto. Di questo impero mondiale religioso la parte più importante è la Chiesa cattolica, dalla quale perciò bisogna “uscire”, secondo il comando di Dio nell’Apocalisse (per i geovisti l’Apocalisse è “la” Rivelazione): “Uscite da essa [da Babilonia la Grande], o popolo mio”. E, “per uscire da Babilonia la Grande, l’impero mondiale della falsa religione, non basta troncare con le false organizzazioni religiose. Bisogna non aver nulla a che fare con le feste religiose del mondo” (p. 212).
Per tale motivo i TdG non celebrano il Natale, perché è una festa di origine pagana; non celebrano la Pasqua, perché “ha avuto origine da usanze non cristiane” (p. 213); hanno in orrore la croce, perché Gesù non sarebbe stato crocifisso, ma legato a un palo; non rendono onori a molti oggetti di metallo, di legno o di stoffa, come la bandiera, perché sarebbe idolatria; condannano come realtà “sataniche”, contrarie alle leggi di Geova, i rapporti sessuali tra persone non sposate, l’ubriachezza, “l’uso voluttuario di droghe come la marijuana e l’eroina, come pure l’uso del tabacco. Queste cose fanno male al fisico e sono impure. Il fumo danneggia anche la salute altrui” (p. 216).
In particolare, per i TdG, “la Parola di Dio vieta di mangiare sangue. Che dire delle trasfusioni di sangue? Alcuni possono pensare che ricevere una trasfusione di sangue sia diverso dal “mangiarlo”. Ma non è forse vero che quando un paziente non è in grado di mangiare per bocca, spesso il medico prescrive di alimentarlo con lo stesso sistema con cui si somministrano le trasfusioni di sangue? La bibbia dice di astenersi dal sangue (Atti 15,20-29). Che cosa significa questo? Se un medico vi dicesse di astenervi dall’alcool, significherebbe semplicemente che non dovete prenderlo per bocca, ma che potete trasfonderlo nelle vostre vene? Naturalmente, no! Così, “astenersi dal sangue” significa non immetterlo affatto nel proprio corpo” (p. 216). Infine, il TdG si astiene dal celebrare il compleanno, ricordando che nella Bibbia si parla soltanto di due compleanni: quello del faraone d’Egitto e quello di Erode Antipa, che si concluse con l’uccisione di Giovanni Battista.
In tal modo il TdG si estrania da tutti coloro che non fanno parte dell’”organizzazione visibile di Dio”, anche se sono membri della sua famiglia: egli vive solamente con quelli che sono “sotto il governo di Dio” e hanno rotto con il “mondo di Satana”. Anche se è costretto a vivere nel mondo di Satana, non ne fa parte, e perciò, “essendo a favore del nuovo sistema di Dio, evita la cattiva compagnia dei sostenitori del mondo di Satana” (p. 212), “non ama le loro azioni malvagie, non ne adotta i modi di pensare e di agire e non ne condivide le aspirazioni. Non partecipa affatto alla loro religione e alla loro politica corrotta” (ivi). Infatti egli passa buona parte del suo tempo con i membri dell’”organizzazione visibile di Dio” nella Sala del Regno, dove si svolge il “culto” pubblico.
Questo consiste in cinque adunanze, della durata di un’ora, che si tengono ogni settimana. Due si tengono alla domenica: in una, detta “Discorso pubblico”, un anziano pronuncia una conferenza, però su uno “schema di discorso” non preparato da lui, ma dal Corpo Direttivo; nell’altra si fa lo “Studio Torre di Guardia”, nella maniera che si è detto. La terza adunanza — “Scuola di Ministero Teocratico” — è presieduta da un membro del Corpo degli Anziani appositamente incaricato dal Corpo Direttivo ed è consacrata a preparare quelli che dovranno andare di porta in porta (i “proclamatori”) a presentare nella maniera più efficace la stampa geovista, usando il giusto tono della voce e avendo l’aspetto più gradevole possibile. La quarta adunanza, detta “adunanza di servizio”, serve a preparare i TdG all’offerta della letteratura, suggerendo loro le presentazioni da usare per una distribuzione più efficace. La quinta adunanza, detta “Studio di libro di congregazione”, è tenuta da un membro del Corpo degli Anziani ed è dedicata allo studio di una delle tante pubblicazioni della Società Torre di Guardia, che è la struttura legale e finanziaria di cui si serve il Corpo Direttivo.
Come si vede, il Corpo Direttivo, per mezzo dei Sorveglianti di Circoscrizione e di Distretto e del Corpo degli Anziani, esercita un controllo ferreo sul modo di pensare e di comportarsi di ognuno dei TdG. Chi non accetta tale rigido “controllo” o non segue le direttive del Corpo Direttivo, comunicate dagli Anziani, viene “disassociato”, cioè espulso dalla congregazione dei TdG con un provvedimento stilato da un “comitato giudiziario”. Chi invece abbandona volontariamente l’organizzazione oppure viene espulso, perché ha prestato servizio militare, è andato a votare o è passato alla religione cattolica o a un’altra religione, viene considerato “dissociato”. Si tratta di fatti molto gravi, perché il “disassociato” e il “dissociato”, avendo precedentemente rotto tutti i legami umani con la propria famiglia e con i propri amici e conoscenti quando è divenuto Testimone di Geova, viene a trovarsi nell’abbandono più totale e trova estremamente difficile reinserirsi nella società, tanto più che i suoi ex fratelli lo trattano con estrema durezza, come un rinnegato, gli fanno attorno terra bruciata e lo diffamano gravemente, come afferma di se stesso R. Franz, di cui parleremo più avanti.

Il “servizio di campo”

Il compito più importante di un TdG è il “servizio di campo”. Esso consiste nel compiere opera di proselitismo casa per casa e per le strade. Tale opera è compiuta dai “pionieri”, i quali sono Testimoni che si impegnano a dedicare un certo numero di ore mensili al “servizio di campo”. Il pioniere “regolare” deve dedicarvi 1.000 ore l’anno; il pioniere “speciale”, al quale viene elargito un “dono”, cioè una somma di denaro che gli permette di vivere, perché non gli è consentito nessun lavoro, deve dedicarvi 140 ore al mese; il pioniere “ausiliario”, che svolge il servizio di campo per uno o più mesi, deve dedicarvi in tale periodo di tempo non meno di 60 ore. Mensilmente ogni “proclamatore” deve consegnare all’Anziano, che ha la responsabilità del piccolo gruppo di cui fa parte, un “Rapporto”, in cui devono essere registrate le ore dedicate al “servizio di campo” e il numero delle riviste distribuite, nonché il numero delle visite ulteriori.
In realtà, il “servizio di campo” si svolge in tre fasi. Nella prima il pioniere bussa alla porta e, se è fatto entrare, inizia una conversazione religiosa, apparentemente spontanea, ma accuratamente preparata in precedenza secondo il tipo e le reazioni della persona che ha di fronte, e poi lascia alcune copie delle riviste La Torre di Guardia e Svegliatevi! invitando a leggerle. Torna poi periodicamente col pretesto di portare i numeri successivi. Se la persona ha letto le riviste, il pioniere ne fa oggetto di ulteriori conversazioni con ampie citazioni di passi biblici ben selezionati.
La seconda fase consiste nel fare con la persona contattata un “gratuito studio biblico” a domicilio. Il pioniere si recherà a visitarla settimanalmente per circa un’ora e la inviterà ad aprire la sua Bibbia e a prendere in considerazione alcuni versetti particolari, che servono al pioniere per annunziare le dottrine geoviste, anzitutto la certezza che chi ha un’accurata conoscenza di Dio non morirà, ma vivrà eternamente su una terra paradisiaca e che questo accadrà subito, perché la fine del mondo è imminente.
La terza fase consiste nel mostrare alla persona diventata ormai “studente” le difficoltà che essa incontrerà nel cammino religioso iniziato, perché il Diavolo, che è il “nemico della vita eterna”, si servirà dei suoi parenti, amici e conoscenti per distoglierla dallo studio della Bibbia con i TdG; consiste in particolare nel demolire la fiducia della persona nella Chiesa e nei preti e nel farle acquistare la “vera” Bibbia, che non è quella della Chiesa cattolica, ma quella dei TdG e che si chiama Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture. Compiuti questi passi, la persona è invitata a partecipare alle adunanze nella Sala del Regno: se la persona accetta diviene TdG; se rifiuta ma spesso ormai è troppo tardi per rifiutare — lo “studio” viene interrotto e la persona viene abbandonata.

L’escatologia dei TdG

Il carattere distintivo dei TdG è la loro escatologia. Essi, ricorrendo ad astruse speculazioni numerologiche, credono che nel 1914 si sono compiuti i “fissati tempi delle nazioni”, cioè il periodo di 2.520 anni, in cui Satana ha regnato sul mondo in maniera incontrastata, servendosi della “falsa religione” (in particolare, della Chiesa cattolica) e dei poteri politici. Perciò nel 1914, con la venuta “invisibile” di Cristo sulla terra, è cominciato il periodo della fine del “presente malvagio sistema di cose”. La fine sarebbe dovuta avvenire, secondo i TdG, prima nel 1925, poi nel 1975, ma, con grande delusione dei TdG, siamo nel 1999 e non è ancora avvenuta. Ma — dicono i TdG — è assolutamente imminente, perché essa deve avvenire, secondo la parola di Gesù, quando ancora saranno in vita persone che nel 1914 erano già persone “vive e coscienti”. Poiché di tali persone ne sono restate poche e presto moriranno tutte, è segno che la fine del mondo è vicinissima.
Ma come avverrà la fine del presente sistema malvagio? Geova — dicono i TdG — nella grande battaglia di Armaghedon distruggerà “tutti quelli che volontariamente rifiutano di ubbidire alle sue giuste leggi” (p. 155), cioè tutti quelli che avranno rifiutato di divenire TdG. Per sterminare i malvagi, Geova si servirà di forze angeliche comandate da Michele-Gesù. Tra i malvagi distrutti ci saranno tutti i regni della terra con i loro governanti e tutti i seguaci della “falsa religione”. I TdG superstiti dovranno per sette mesi purificare la terra dai cadaveri dei “malvagi” sterminati.
Trascorsi i sette mesi, comincerà il “millennio”, cioè un periodo di mille anni, in cui Satana sarà “legato” e Gesù Cristo avrà il governo del mondo. Nel millennio non ci saranno guerre, corruzione, fame, malattie; non si morirà più e gli uomini sopravvissuti ad Armaghedon potranno continuare ad avere figli. Alla fine del millennio, Satana sarà slegato e cercherà di tentare di nuovo gli uomini. Quelli che seguiranno Satana saranno distrutti insieme con lui. Invece quelli che saranno stati fedeli a Geova nell’ultima prova vivranno per sempre su una terra paradisiaca.
Su questa terra paradisiaca, nessuno sarà malato, nessuno invecchierà — e chi è vecchio tornerà giovane — e nessuno morrà. Anche gli animali pericolosi diventeranno pacifici: “Come sarà bello fare una passeggiata nei boschi e camminare per un po’ con un leone, e poi forse con un grande orso! Anche persone che ora sono morte (naturalmente TdG) potranno vivere nella terra paradisiaca. Torneranno in vita! Perciò a quel tempo, anziché annunzi funebri, ci saranno annunzi gioiosi circa quelli che saranno risuscitati [...]. La bellezza della terra paradisiaca non sarà deturpata da agenzie di pompe funebri, cimiteri e tombe” (Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca, cit., 164 s).
Chi sono “realmente” i TdG?
Ecco come si presentano i TdG. Ma chi “realmente” sono? Fondandoci sia sulla letteratura geovista (che, pur essendo tremendamente ripetitiva, non manca di chiarezza), sia sulle opere migliori di specialisti sulla storia, sulla dottrina e sulla vita quotidiana dei TdG, vogliamo ora darne un giudizio, che sia il più possibile sereno e obiettivo.
La prima cosa da dire è che i TdG non sono cristiani, anche se si dichiarano gli unici veri cristiani. Essi negano infatti i due essenziali dogmi cristiani, senza i quali il cristianesimo non esiste: la Trinità e la divinità di Gesù, Figlio di Dio incarnato. Affermano, infatti, che “la Trinità non è un insegnamento biblico”, ma “babilonico”: in effetti, “molto prima che Gesù venisse sulla terra, triade o trinità di Dio erano anticamente adorate in Paesi come l’Egitto e Babilonia” (ivi, p. 40 s). Affermano che Gesù non è Dio, ma è la prima creatura di Dio e lo identificano con l’arcangelo Michele, per cui parlano di Michele-Gesù. Gesù fu anche l’unica creatura di Dio, perché tutto il resto della creazione venne alla luce per mezzo di lui quale “principale Agente di Geova”. Il 14 Nisan dell’anno 33, Gesù, che Geova aveva fatto incarnare per compensare col suo sacrificio il peccato di Adamo, fu messo a morte dai suoi nemici: non però crocifisso, ma appeso a un palo di tortura, a un “legno” (di qui l’odio dei TdG per la croce, simbolo, a loro avviso, precristiano e pagano, che non può essere associato alla missione redentrice di Gesù). Gesù risuscitò, non col suo corpo, che fu eliminato da Geova, bensì con un corpo spirituale. Gesù è ora in cielo non col suo corpo fisico. Egli è “unto” come re del regno di Dio, ma non è ancora venuto il tempo in cui eserciterà la sua dignità regale. Tale tempo però è imminente. Invece, lo Spirito Santo non è Dio, ma “è la forza attiva di Dio” (ivi, 40).
In secondo luogo, i TdG hanno una propria Bibbia (Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture), che non è quella ebraico-cristiana, perché in molti punti essenziali è stata tradotta dall’ebraico e dal greco in maniera da confermare la dottrina geovista. Cioè non sono i TdG che si conformano alla Sacra Scrittura, ma è questa che viene adattata alla dottrina stabilita dal Corpo Direttivo. Questo perciò ha la grave colpa di aver falsificato la Sacra Scrittura in cose essenziali, per farle dire cose che essa non dice o per farle dire il contrario di quello che essa dice. Inoltre i TdG interpretano la Sacra Scrittura in senso letterale e fondamentalista, senza tener conto delle regole minime dell’ermeneutica, che sono necessarie per la comprensione di qualsiasi testo. In tal modo si fanno dire alla Sacra Scrittura non solo cose false, ma cose infantili e assurde. I TdG, per esempio, affermano in base alla Sacra Scrittura che Dio creò l’uomo nell’autunno del 4026 avanti Cristo; che il Diavolo, per ingannare Eva e insegnarle la falsa dottrina dell’immortalità dell’anima — “sarete come dei, non morrete” —, si servì letteralmente di un serpente, facendolo parlare come fa un ventriloquo.
In terzo luogo, i TdG non hanno una vita propriamente religiosa. È raccomandata la preghiera personale a Geova, necessaria per ricevere da lui l’aiuto per vincere le tentazioni e comportarsi come Geova desidera; ma il vero culto che si rende a Geova è lo studio biblico fatto nelle adunanze settimanali e l’appartenenza all’”organizzazione visibile di Geova”. Nel geovismo non ci sono pratiche religiose né vita sacramentale. C’è soltanto il battesimo, che non è un sacramento, ma è il segno, dato agli altri, che si è presa la decisione di servire Geova. Esso perciò viene amministrato nei grandi raduni geovisti soltanto agli adulti che mostrino un’adeguata conoscenza delle dottrine geoviste. E solamente una volta all’anno si fa un’adunanza per commemorare la morte di Gesù: la cerimonia comprende una preghiera solenne, un canto, una rievocazione di quanto compì Gesù nell’Ultima Cena, e il “passaggio degli emblemi”, cioè del pane e del vino, che però assumono non tutti, ma soltanto coloro che sentono di far parte del “rimanente” dei 144.000 “unti”, per aver ricevuto il “battesimo con lo Spirito”. Se non c’è nessun “unto”, gli “emblemi” non vengono assunti da nessuno. Alla cerimonia però assistono anche “lietamente milioni in veste di osservatori”, che, invece di avere la speranza di una vita celeste con Cristo, “si rallegrano alla prospettiva di vivere per sempre sulla terra paradisiaca” (ivi, 201 s). “Questi milioni fanno parte delle “altre pecore” di cui parlò Gesù”.
È un fatto abbastanza strano che i continui spostamenti di date della fine del “sistema malvagio di cose” — dal 1874 al 1914, dal 1914 al 1925, dal 1925 al 1975, dal 1975 a una data imminente, non specificata — non abbia provocato nel movimento geovista crisi che avrebbero dovuto dargli un colpo mortale, perché il fatto che le profezie dei presidenti e del Corpo Direttivo non si avverano era segno evidente che il movimento geovista poggiava sul falso. In realtà, dopo che la data del 1925 si dimostrò falsa, ci fu nel movimento geovista una “grande delusione”, perché parecchi membri di esso avevano abbandonato il lavoro, rinviato operazioni necessarie per la salute, interrotto la coltivazione dei campi e distribuito i loro beni ai poveri. Ma la crisi fu ben presto assorbita e il movimento, opportunamente riorganizzato dal presidente J. E. Rutherford, crebbe. Una nuova “grande delusione” si ebbe quando anche nel 1975 — altra data della “fine” del presente “sistema di cose”, profetizzata da N. H. Knorr — non avvenne nulla; ma anche questa volta l’organizzazione subì danni contenuti. Invece una crisi grave scoppiò all’interno del Corpo Direttivo, quando nel 1979, partendo dal fallimento della profezia del 1975, si pose in questione la data del 1914, che è la data cardine su cui poggia tutto il geovismo. Il Corpo Direttivo ribadì con durezza che tale data non doveva essere mutata. Un membro del Corpo Direttivo — Raymond Franz — che mosse gravi obiezioni venne espulso e più tardi disassociato: la vicenda è narrata nel volume Crisi di coscienza che, se ha mostrato che gravi dubbi esistono anche all’interno del Corpo Direttivo, ha ricordato anche, che nonostante tutte le crisi e tutte le delusioni, il movimento geovista tiene bene ed è in crescita.
Come si spiega questo fatto? Probabilmente, la spiegazione va ricercata nell’estrema rigidità dell’organizzazione dei TdG e nella sua capacità di plagio degli aderenti .
Da una parte, essi sono sottoposti a un’estrema vigilanza, per cui ogni minimo dissenso da quanto ha stabilito il Corpo Direttivo viene immediatamente stroncato e punito con la disassociazione; dall’altra, al TdG non è permesso di pensare in maniera autonoma: egli deve “evitare lo spirito indipendente, mettendo in dubbio i consigli della visibile organizzazione di Dio”; non deve avere contatti e scambi di idee con persone estranee al movimento, che potrebbero insinuargli dubbi circa i dogmi ufficiali; è scoraggiato dal seguire i programmi televisivi o leggere libri e riviste che possono influenzare il suo modo di pensare, che deve essere soltanto quello del movimento geovista [”L’istruzione superiore — scrive R. Franz — viene generalmente disapprovata, perché può comportare la perdita della fede e può introdurre in ambienti che espongono al rischio di commettere immoralità” (Crisi di coscienza, cit., p. 66, s.n., 6)]. L’unica verità è quella che gli è insegnata con un continuo e implacabile martellamento psicologico nelle adunanze settimanali, in cui è sottoposto a un totale asservimento mentale. “Ecco perché non c’è un solo Testimone di Geova al mondo al quale sia consentito scrivere. Per quanto incredibile possa sembrare, in tutta la loro storia nessuno di loro ha mai prodotto nulla che fosse frutto delle sue riflessioni. È assolutamente vietato loro scrivere libri, saggi, articoli o altro, che contengano il frutto di una loro ricerca, di un loro pensiero. Quei pochissimi che hanno osato farlo sono stati puniti con la disassociazione
Questo ci fa concludere che l’”organizzazione visibile di Dio” esercita sui suoi adepti una sorta di plagio mentale, per cui perdono ogni senso critico e sono disposti a credere e ad accettare come parola di Dio qualunque cosa che sia loro proposta dal Corpo Direttivo, anche quando questo fa affermazioni che poi si dimostrano false, come le date (1878, 1914, 1925, 1975) della fine del presente “sistema malvagio”, e anche quando la traduzione della Bibbia dal greco è manifestamente erronea. Possibile — ci si chiede — che i TdG non si rendano conto di essere ingannati da false profezie e da traduzioni volutamente erronee della Sacra Scrittura? Siamo di fronte all’aspetto maggiormente deprecabile del geovismo: la distruzione che esso opera di ciò che nell’uomo è più propriamente “umano”: la sua capacità di pensare autonomamente, di ragionare e di esercitare la facoltà critica, la sua libertà.
C’è un secondo aspetto, anch’esso assai deprecabile, del geovismo che non possiamo non segnalare; ed è che esso induce a rompere ogni rapporto “umano” e a considerare estranei e da evitare tutti coloro che non appartengono ai TdG, siano essi non solo parenti stretti e amici un tempo carissimi, ma anche il marito, la moglie e i figli, per cui nelle famiglie che non sono tutte formate da TdG avvengono rotture e scissioni crudeli e inumane. Il TdG trova calore affettivo e amicizia soltanto all’interno del movimento geovista — le prime volte che frequenta la Sala del Regno ne è addirittura “soffocato”! — e i suoi veri “fratelli” sono solo gli altri TdG. Tutte le altre persone, in primo luogo i cattolici, sono estranee e nemiche e con esse non bisogna avere nulla a che fare. Questo spirito “settario” rende estremamente difficile ogni dialogo con i TdG.
Tuttavia ciò che rende più deprecabile il geovismo è la sua concezione di Dio. Geova non è il Padre e l’Amico di tutti gli uomini. Egli riconosce come “suoi” soltanto i TdG e solamente per essi ha preparato la “terra paradisiaca”, nella quale potranno vivere eternamente felici. Per tutti gli altri uomini c’è la distruzione e lo sterminio nella prossima battaglia di Armaghedon. Un Dio sterminatore di milioni di uomini! Che cosa c’è di più contrario a una retta concezione di Dio? C’è di più: come può Dio — che sia il vero Dio! — volere che non si debba praticare una trasfusione di sangue a un bambino che, senza di essa, è condannato a morire? Eppure è questo che, secondo i TdG, Geova vuole e comanda, pena l’espulsione dal movimento geovista. Un Dio che vuole una simile cosa può essere veramente Dio?

  [Prendiamo questi dati da M. Introvigne, I testimoni di Geova, Milano, Mondadori, 1991. Raccomandiamo questo testo ai lettori per la sua precisione e completezza, pur nella sua brevità. L'opera più ampia sui TdG è quella di G. Marinelli, I Testimoni di Geova. Storia, dottrina, problemi e prassi. Tip. Cartogr. Artigiana, Ferrara, 1988 (via Fabbri 410)].

[Cfr R. Franz, Crisi di coscienza, Atlanta, 1983 (tr. it., Napoli, Ed. Dehoniane, 1988). Raymond Franz era nipote di Frederick Franz, terzo presidente dell’organizzazione geovista (dopo J. F. Rutherford e N. H. Knorr), e per nove anni è stato membro del Corpo Direttivo. La sua opera è di estremo interesse, perché non solo mette in rilievo che all’interno stesso del Corpo Direttivo c’erano divergenze su due punti fondamentali della dottrina geovista — la data del 1914 e la distinzione tra gli “unti” e le “altre pecore” —, ma mostra il modo in cui agisce il Corpo Direttivo, che è ignorato dalla massima parte dei TdG. Scrive R. Franz: “La verità è che perfino tra i TdG pochissimi hanno un’idea precisa sul modo in cui funziona il centro dell’organizzazione. Essi non sanno come si prendono le decisioni su questioni dottrinali, né sanno come il Corpo Direttivo porti avanti le sue discussioni, se le decisioni siano conformemente unanimi o cosa accada quando sorgono dissensi. Tutto questo è coperto dalla riservatezza in cui si svolgono le sessioni a porte chiuse del Corpo Direttivo [...]. Eppure le decisioni prese da quel piccolo gruppo di uomini che formano il Corpo Direttivo possono riguardare, e accade spesso, la vita dei Testimoni negli aspetti più intimi” (p. 50 s)],

[Cfr M. Castiglione, I testimoni di Geova: ideologie e consenso sociale, Torino, Claudiana, 1981; l’Autore, parlando di ciò che avviene all’interno di questa organizzazione, afferma che essa è “il più rilevante esempio di coercizione psicologica e di manipolazione di massa mai partorito dal protestantesimo statunitense” (p. 65)].

” [S. Pollina, “Viaggio nel mondo dei Testimoni di Geova”, in G. Bellia (ed.), Discernere oggi. Le vie, i problemi, le esigenze, Reggio Emilia, San Lorenzo, 1998, 161. Nel 1982 fu “disassociato” C. Olof Jonsson, TdG da 25 anni, per aver scritto il volume I tempi dei Gentili. La profezia senza fine dei Testimoni di Geova, Roma, Ed. Dehoniane, 1989, nel quale mostrava l’infondatezza della data del 607 a.C. come anno della distruzione di Gerusalemme da parte del re Nabucodonosor II: in realtà, il fatto che il re babilonese non distrusse Gerusalemme nel 607 fa crollare la data del 1914, su cui poggia la dottrina geovista. È storicamente certo che Nabucodonosor II distrusse Gerusalemme 20 anni dopo, nel 587/586].


www.riforma.net/apologetica/sette/chisonorealmentetdg.doc

 

     

    Chi sono i testimoni di Geova ?

    Oratorio secolare di San Filippo Neri in Biella

    Verità e Carità

    Le ragioni del nostro “no” ai testimoni di Geova per essere fedeli a Gesù

     

     

    Chi sono i testimoni di Geova

    Iniziatore e primo presidente dei testimoni di Geova fu l’americano Charles Taze Russell, vissuto dal 1852 al 1916.Giovanissimo e senza alcuna preparazione biblica, verso il 1869-1870 fonda un gruppo di Studenti Biblici, fortemente influenzati dall’idea della prossima fine del mondo, profetizzata successivamente per il 1874, 1914, 1925, 1975…ma sempre smentita dai fatti. Nel 1879 viene fondata la rivista Torre di Guardia. Nel 1931 gli Studenti Biblici assumono il nome di Testimoni di Geova. Il secondo presidente fu Joseph Franklin Rutherford (1916-1942), grande organizzatore, che introdusse vari cambiamenti, tra cui l’abolizione della festa di Natale e del simbolo della croce.Il terzo fu Nathan Homer Knorr (1942-1977), che tra l’altro introdusse il divieto di fare o di accettare trasfusioni di sangue. Gli successe Frederick W. Franz (1977-1992).
    Milton Henschel è l’attuale presidente della Società Torre di Guardia o Congregazione dei Testimoni di Geova. I Testimoni di Geova nel mondo sono circa 5 milioni. Essi sono distribuiti in Congregazioni, costituite ciascuna da un centinaio di persone, che si radunano più volte la settimana, nelle cosiddette Sale del Regno.
    In Italia i testimoni di Geova sono più di duecentomila, oltre a quasi altrettanti simpatizzanti.
    I Testimoni di Geova si presentano come gli unici autentici cristiani, che insegnano tutto e solo quello che è contenuto nella Bibbia, mentre le altre Chiese, da loro definite “la falsa cristianità” o “Babilonia la Grande”, sono in realtà emanazioni di Satana. Ecco i punti cardine della dottrina predicata dai Testimoni di Geova:

    • Dio, che si chiama Geova, è un Dio severo (si dà scarso rilievo alla misericordia);
    • Gesù non è Dio, ma una semplice creatura;
    • Satana ha un ruolo molto importante: è (ancora per poco) il dominatore del mondo;
    • I TdG sono rigidamente inquadrati in una Organizzazione: “La Società Torre di Guardia”, o “Congregazione Cristiana dei TdG” unico canale tra Dio e l’umanità;
    • La fine del mondo è imminente; Dio distruggerà presto tutti coloro che sono dalla parte sbagliata, cioè i non Testimoni di Geova;
    • Il dovere principale di ogni TdG è la predicazione frenetica di casa in casa per avvertire, a voce e con distribuzione di stampe, che bisogna passare dalla loro parte per non subire il terribile castigo di Dio: domani potrebbe essere troppo tardi!
    • Dopo la (imminente) fine dell’attuale sistema di cose, ci sarà un paradiso terrestre (o terra paradisiaca) promesso ai TdG (con l’eccezione di 144.000 privilegiati che andranno in cielo per aiutare Geova a governare questo paradiso terrestre).

     

    Diciamo quindi che contrariamente a quanto molte persone immaginano, la loro dottrina e quella cattolica hanno pochissimi punti in comune. Dice Don Battista Cadei da anni a contatto con i TdG:
    “Una delle poche cose sulle quali ricevo consenso dai TdG, è quando affermo - se è vera la vostra dottrina, è completamene sbagliata la mia; e viceversa: se è vera la mia, siete completamente in errore voi- a questo punto molte volte ci diamo la mano, perché finalmente…abbiamo trovato un punto di accordo.”

    Testimonianze e lettere immaginarie…ma non troppo

     

    A un cristiano neutrale

    Egregio Signore, Gentile Signora

    Ho sott’occhio la sua lettera nella quale esprime disappunto per i miei scritti sui testimoni di Geova. La sua disapprovazione non entra nel merito del contenuto, ma contesta il fatto stesso che io mi permetta di scrivere su questo argomento. Lei si dichiara cristiano neutrale, e come tale mi domanda:

    Come mai ce l’ ha a morte con i testimoni di Geova? Non sono anch’essi dei cristiani?Anch’essi credono in Dio.In fondo siamo in una repubblica libera e democratica. Quindi anch’essi sono liberi di esistere e di fare la loro propaganda. Abbiamo tanto bisogno di pace religiosa!

    E poi evoca Khomeini, e l’Inquisizione e il bruciamento delle streghe. In fine mi dice che parlare dei testimoni di Geova è controproducente, perché significa dar loro importanza.
    Che cosa posso rispondere? Anzitutto che, siccome siamo in una repubblica libera e democratica, mi permetto di rivendicare la libertà di parola, oltre che per i TdG, anche per me!
    In secondo luogo, io amo e stimo i testimoni di Geova. Il fatto che io in coscienza giudico erronei e non biblici molti insegnamenti dei testimoni di Geova non significa che io odio le loro persone. Le amo e cerco di raccomandare anche agli altri di lasciar da parte l’ironia, la polemica e il disprezzo.
    Quanto poi a Khomeini, e Inquisizione e streghe: via! Non le pare di esagerare?Per Lei non c’è differenza tra il dibattito civile e rispettoso, e la repressione violenta?
    Trovo un po’ strano il suo ultimo argomento, quando mi scrive che non bisognerebbe parlare dei testimoni di Geova per non dar loro più importanza di quella che meritano. Lo trovo strano perché la prima parte della sua lettera mi sembrava dettata dal rispetto verso di loro. Ad ogni modo, se è vero che non c’è porta di casa a cui i testimoni di Geova non abbiano bussato, mi sembra che sia comportamento da struzzo fingere che non succeda niente. Inoltre, conosco diversi ex-testimoni di Geova che sono concordi nel dire che, se avessero ricevuto maggiori chiarimenti sulla dottrina cattolica a confronto con gli insegnamenti della Torre di Guardia, probabilmente non avrebbero aderito a questi ultimi.
    Concludo assicurandola che sono contrario alle guerre di religione, anche se non mi esimo dall’esprimere e motivare il mio punto di vista sui testimoni di Geova.
    Contro il malinteso amor di pace di chi vorrebbe che tacessimo sempre e comunque, mi attengo a quello che dissero gli apostoli quando ricevettero l’intimazione di non predicare più: Noi non possiamo tacere! (At 4,20)

    Con stima

    Curiosità, pregiudizi, luoghi comuni e approfondimenti

     

    Uno dei pregiudizi che circolano a carico dei Testimoni di Geova, è l’idea che vanno in giro predicare con tanta costanza perché sono pagati. È una falsità. Il testimone di Geova che gira di casa in casa non guadagna soldi, anzi, molte volte ci rimette di tasca propria. Egli infatti paga in anticipo, senza possibilità di resa i libri e riviste che distribuirà. Ovviamente, chi lavora a tempo pieno per la predicazione ha un rimborso spese, ma non si tratta di cifre particolarmente rilevanti. Dobbiamo dire quindi chiaramente che il testimone di Geova va in giro a predicare o perché è convinto, o perché è controllato, ma non per guadagnare soldi. 
    Fonte: www.oratoriosanfilippo.org/biella/1Tdg%20.doc

     

    Immaginarie... ma non troppo perché  nascono da situazioni reali vissute da don Battista Cadei nella sua esperienza quotidiana.

     

     

Chi sono i testimoni di Geova tutto di tutto

 

 

I TESTIMONI DI GEOVA E LA RISURREZIONE DI CRISTO

Su questo argomento i Testimoni di Geova hanno un insegnamento particolare, legato peraltro al ritorno di Cristo. Esaminiamolo, utilizzando alcune citazioni tratte da pubblicazioni della Torre di Guardia.
Già dagli anni ’30 il pensiero dei t.d.Geova in proposito era delineato e riportiamo di seguito alcune citazioni a riguardo:

“Gesù fu messo a morte in carne e risuscitato come essere divino 1° Pietro 3: 18
Nel giorno in cui Gesù risuscitò dai morti..egli apparve ai suoi discepoli ed ad altri che lo amavano. Egli non apparve loro nello stesso corpo che era stato crocifisso, né con le stesse vestimenta nelle quali era stato seppellito.Se fosse apparso nello stesso corpo che era stato crocifisso .. lo avrebbero subito riconosciuto..Egli apparve (a Maria) una volta come giardiniere e solo quando pronunciò il nome di lei nel tono così familiare a lei essa lo riconobbe.”

“La questione sorgerà nelle menti di molti: appariva Egli in corpo spirituale o in corpo umano, e donde prendeva il corpo se non era quello col quale era stato crocifisso? possiamo essere certi che non risuscitò dai morti con un corpo umano, perché in una quelle occasioni Egli apparve ai discepoli mentre essi erano in una stanza con le porte serrate (Giovanni 20: 19-26). La sola risposta è questa, che come essere divino egli aveva il potere di creare un corpo e dei vestimenti ed apparire ogni volta ed ad ogni occasione . Maria lo credette giardiniere.. due dei discepoli...pensavano fosse uno straniero alla comunità.. Nessuno dei discepoli lo riconobbe dal suo corpo sul mare di Galilea..In tutte queste occasioni Egli fu riconosciuto dagli atti suoi, dalle sue parole, dal suo tono familiare di voce…”

“Egli aveva il potere di creare un corpo carnale ed apparire in esso e poi dissolverlo ad ogni momento.appariva ai suoi discepoli attraverso la porte chiuse, Egli creava il corpo immediatamente in loro presenza e lo dissolveva quando scompariva..Palpatemi e vedete perché uno spirito non ha carne né ossa come mi potete vedere (Luca 24: 39). Questo non era un corpo spirituale ma un corpo di carne. Il corpo col quale Egli ascese al cielo e che Egli ha nel cielo è un corpo glorioso che nessun uomo può vedere e vivere salvo per un potere miracoloso di Geova... All’apostolo Paolo fu data una visione miracolosa del Signore nella gloria .. Egli non vide il corpo di Gesù ma solo la luce di quel glorioso corpo Atti 9: 1-19..”

“Questi fatti mostrano che i corpi in cui Gesù apparve dopo la sua risurrezione non erano il corpo in cui Egli fu crocifisso ..ma dei corpi creati espressamente per lo scopo di apparire. Il corpo umano del nostro Signore quello che fu crocifisso, fu rimosso dalla tomba per potere di Dio..se fosse rimasto lì sarebbe stato un ostacolo sulla via della fede, i quali non erano ancora istruiti sulle cose spirituali; E non lo furono finché lo S.S. non fu dato loro alla Pentecoste. La scrittura non rivela ciò che sia avvenuto di quel corpo, eccetto che esso non deperì né si corruppe Atti 2: 27-31
Possiamo solo congetturare che il Signore l’avrà conservato in qualche luogo per esibirlo al mondo nella età milleniale”.

Le citazioni sin qui fatte sono state prese dal cap. VII° (la risurrezione) del libro L’ARPA DI DIO il quale dedica diverse pagine all’argomento.

A parte qualche lieve variazione, è questo il pensiero attuale dei t.d. Geova, e questo è confermato dalle attuali riviste e dal capitolo 17° del libro di studio biblico “Potete vivere per sempre su una terra paradisiaca” .
In questo capitolo dal titolo “Il ritorno di Cristo è visibile?” si cerca di mostrare con la bibbia che Cristo non sarà visibile quando tornerà.
I testi utilizzati dalla t.d.guardia i quali mostrerebbero ciò sarebbero:

a) ..IL mondo non mi vedrà più ..Giovanni 14: 19
b) ..Carne e sangue non possono ereditare il regno di Dio ..1° Corinzi 15: 50
c) ..Morto nella carne ..vivente nello spirito.. 1° Pietro 3: 18
d) ..Conosciuto Cristo secondo la carne .. ora non più così.. 2° Corinzi 15: 16
e) ..Offerta del corpo di Cristo una volta per sempre .. Ebrei 10: 10

Ed i testi in cui non fu riconosciuto subito Giovanni 20: 14-16; 21: 6,7; Luca 24: 30,31; Marco 16: 12.

Esaminiamo biblicamente la risurrezione di Cristo:

  • Atti 2: 27,29-32, questo testo cita il Salmo 16: 10 della versione dei LXX, ed il vers. 31 afferma: ..parlò della risurrezione di Cristo dicendo che non sarebbe stato lasciato nell’ades e che la sua carne non avrebbe veduto la corruzione..
  • Atti 13: 32-37, il vers. 32 afferma: .. ma colui che Dio ha risuscitato non ha veduto la corruzione..
  • Giovanni 2: 19-22 … disfate questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere..ma Egli parlava del suo corpo..quando dunque fu risorto dai morti i suoi discepoli si ricordarono che Egli aveva detto questo e cedettero..
  • Luca 24: 36-43 ..guardate le mie mani ed i miei piedi perché son ben io..palpatemi ..uno spirito non ha carne ed ossa come vedete che io ho..
  • In Giovanni 20: 26-30 è riportato l’episodio in cui l’apostolo Tommaso tocca il corpo di Gesù.

 

A proposito di quest’ultimo testo in un libro dei t.d.Geova si afferma quanto segue: “Soltanto perché Tommaso non voleva credere Gesù apparve con un corpo simile a quello col quale era morto ..Giovanni 20: 24-29.”

Bisogna notare però che Tommaso doveva essere onestamente convinto dallo stesso corpo con il quale Gesù era stato crocifisso. Se Gesù avesse creato (o materializzato, per dirla come i t.d.Geova) un altro corpo per persuaderlo, sarebbe stato un inganno perché questo altro corpo sarebbe stato presentato unicamente per ingannare Tommaso, facendogli credere che si trattava dello stesso corpo crocifisso.
In Luca 24: 6 è scritto: Egli non è qui, è risorto, in Giovanni 2: 21 si afferma che Egli parlava del tempio del suo corpo.

A proposito dei testi in cui Gesù non fu riconosciuto subito, bisogna dire che bisogna tener conto sia del timore che delle circostanze. Ricordiamo che Gesù risuscita con un corpo glorioso (Filippesi 3: 20), straordinario, non soggetto alla corruzione, non più umiliato, ma comunque tangibile.
Maria ebbe difficoltà a riconoscere Gesù (Giovanni 20: 1,14) forse perché era buio come afferma il testo al vers. 1. Il vers. 14 afferma che ..si voltò indietro e vide Gesù in piedi, ma non sapeva che era Gesù; Quando Gesù la chiamò con voce familiare ella voltatasi
lo riconobbe. Certamente gli occhi di Maria, come quelli dei due discepoli sulla via di Emmaus furono aperti Luca 24: 16, 31.
Nel loro atteggiamento mentale vi era qualcosa che impediva loro di riconoscerlo, l’evento era talmente straordinario a tal punto da non credere (come ha fatto Tommaso) alla sua risurrezione, e quindi a riconoscere l’UOMO GESU’1° Timoteo 2: 5.
Nel Salmo 132: 11 Dio promette a Davide che “Io metterò sul tuo trono un frutto delle tue viscere”.
E questa profezia trova adempimento nella persona di Gesù come afferma Atti 2: 30.
E’ chiaro che il corpo del Cristo risuscitato non è certamente come il nostro, in quanto Egli ha delle particolarità che noi non abbiamo, come per esempio entrare nella stanza con la porta chiusa (Giovanni 20: 19).
Si tratta di capire la differenza tra corpo spirituale e corpo carnale.
Nella bibbia si parla di antitesi CARNE-SPIRITO, TERRENO-CELESTE-SPIRITUALE.
Necessita aprire una parentesi sull’argomento in questione.
La filosofia greca vedeva nella morte la liberazione dell’anima dalla prigionia del corpo, ciò ha influenzato il pensiero cristiano a tal punto che oggi si rifiuta la dottrina della risurrezione del corpo perché permetterebbe all’esistenza materiale che è considerata negativa (peccaminosa) di sussistere. Costoro sostengono che alla risurrezione i redenti riceveranno corpi non fisici, ma spirituali (impalpabili), non materiali. L’errore fondamentale di questa idea e che si basa sulla errata supposizione che la materia sia peccato e debba essere distrutta.
Evidentemente si dimentica che il corpo umano è il frutto della creazione di Dio Salmo 139: 13-16, e certamente era un corpo tangibile…ed è logico pensare che Dio ripristinerà ciò che nel paradiso terrestre abbiamo perduto…
Credere nella risurrezione del corpo significa credere che Dio abbia ancora il controllo di tutte le cose, compreso l’intero nostro essere. Poiché Gesù risuscitò corporalmente dalla tomba abbiamo ragione di credere che anche i credenti risusciteranno allo stesso modo con un corpo glorioso Filippesi 3: 21.
Cristo è il primogenito dai morti Colossesi 1: 18

NATURA DEL CORPO RISORTO

In 1° Corinzi 15: 35-38, si afferma che.. Dio da un corpo come lo ha stabilito
Servendosi dell’analogia del seme Paolo spiega la continuità e la discontinuità esistente tra il nostro corpo fisico attuale ed il corpo futuro risorto. La continuità è stabilita dal rapporto tra il seme e la nuova pianta che germoglia da esso; la discontinuità va vista nella differenza tra il seme che è stato piantato e la nuova pianta che ne deriva. Ciò che Paolo intende dire e che come Dio dona un corpo ad ogni tipo di seme che è piantato, così darà un corpo ad ogni persona sepolta. Il fatto che i corpi morti siano sepolti nella terra come i semi può aver suggerito a Paolo l’analogia del seme.
A proposito di Cristo Paolo dice che in “Lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità” Colossesi 2: 9, ed è interessante questo termine corporalmente.

CARATTERISTICHE DEL CORPO RISORTO

In 1° Corinzi 15: 42-54, Paolo analizza questa tematica sul corpo nelle varie fasi.

Si evince da questi testi che:

  • I corpi attuali sono corruttibili, soggetti a malattie, morte ecct.
  • I corpi risorti sono incorruttibili, non soggetti a malattie, morte ecct.
  • I corpi attuali sono nella tomba (ignominia)
  • I corpi risorti sperimenteranno la gloria di una trasformazione interna ed esterna (Filippesi 3: 21)
  • I corpi attuali sono deboli, stanchi ecct.
  • I corpi risorti saranno potenti, energici ecct.
  • I corpi attuali, fisici ( SOMA PSYCHIKON)
  • I corpi risorti, spirituali (SOMA PNEUMATIKON)

Quest’ultimo contrasto ha indotto molti a credere che i nostri corpi risorti, incorruttibili, immortali (1° Corinzi 15: 51-54) traslati (1° Tessalonicesi 4: 17), saranno “spirituali” nel senso che saranno privati della sostanza fisica. In altre parole “spirituale” è inteso come il contrario di “fisico”.
Insegna la bibbia che i credenti riceveranno dei corpi non materiali, totalmente privi di sostanza fisica?
I risorti avranno dei corpi “simili” a quello di Cristo Filippesi 3: 21.
Inoltre vi è nella scrittura un paragone tra la risurrezione di Cristo e quella dei credenti Colossesi 1: 18; 1° Corinzi 15: 20.
Resta inoltre il fatto che Cristo riprese alla risurrezione quella divinità che aveva temporaneamente messo da parte durante l’incarnazione Filippesi 2: 6-8.
Cristo dopo la sua risurrezione fu toccato, prese del cibo ecct. Giovanni 20: 17, 27; Luca 24: 38-43.
Bisogna comprendere l’uso della parola corpo naturale (PSYCHIKOS) in 1° Corinzi 15: 44, e l’uso della parola corpo spirituale (PNEUMATIKOS) nello stesso versetto.
In 1° Corinzi 2: 14-15, si parla dell’uomo naturale (PSYCHICOS) e dell’uomo spirituale (PNEUMATIKOS), è ovvio che l’uomo spirituale in questo testo non è inteso come una persona non fisica, bensì è spirituale perché è guidato dallo Spirito Santo, in contrasto con l’uomo naturale che invece è guidato da impulsi naturali (peccaminosi, carnali).
Similmente in 1° Corinzi 15: 44, il corpo naturale è quello che è sottoposto alla legge del peccato e della morte, mentre quello risorto è quello che è stato dato al credente che durante la sua vita si è lasciato guidare dallo Spirito di Dio.
Il corpo è detto spirituale perché non è più guidato da impulsi carnali peccaminosi, ma dallo Spirito di Dio.
L’apostolo Paolo parlando alla chiesa di Roma dice: “Quindi quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete nella carne ma nello Spirito se pur lo Spirito di Dio abita in voi” Romani 8: 8-9.
Ovviamente Paolo sta parlando di credenti che vivono fisicamente a Roma.
Inoltre alla risurrezione anche questi credenti riceveranno un corpo vivificato dallo Spirito Santo, Romani 8: 11.
I credenti passeranno da un misero corpo ad uno glorioso, Filippesi 3: 21.

OBIEZIONI DEI T.D.G.

  • Carne e sangue non possono ereditare il regno di Dio.. 1° Corinzi 15: 50.

Con questo testo i t.d.Geova vogliono far intendere che nel regno di Dio non vi sono esseri fisicamente carnali ecct. e che il riferimento (nel regno di Dio) allude ai 144.000 che regneranno con Cristo ed avranno un corpo non fisico.
L’apostolo Paolo in Romani 8: 8,9 afferma: Quindi quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete nella carne ma nello Spirito, se pur lo Spirito di Dio abita in voi.
Paolo dicendo che i cristiani di Roma non erano nella carne, non intendeva dire che questi avevano abbandonato il loro corpo fisico, ma che essendo guidati dallo Spirito, la loro mente era guidata da desideri spirituali e non carnali.
Se Paolo poteva riferirsi ai cristiani affermando che non erano nella carne già nella vita presente, il suo riferimento all’essenza di carne e sangue nel regno di Dio, non può significare l’assenza di corpi fisici (comunque glorificati), ma intendeva dire semplicemente che nel regno di Dio non ci saranno inclinazioni peccaminose, limitazioni naturali, carnali perché i redenti saranno totalmente guidati dallo Spirito; infatti nel regno di Dio non vi entreranno i peccatori impenitenti Apocalisse 21: 8.
Il corpo fisico non deve essere associato all’idea di peccato, essa è una filosofia platonica, sviluppatasi nel regno Ellenico e che ha avuto delle conseguenze disastrose sulla concezione di Dio, della vita e della morte.
Un testo che chiarisce la questione è quello di 1° Corinzi 3: 1-3 il quale non ha bisogno di spiegazioni: “ Fratelli, io non ho potuto parlarvi come a spirituali, ma ho dovuto parlarvi come a carnali, come a bambini in Cristo. Vi ho nutriti di latte, non di cibo solido, perché non eravate capaci di sopportarlo; anzi, non lo siete neppure adesso, perché siete ancora carnali. Infatti, dato che ci sono tra voi gelosie e contese, non siete forse carnali e non vi comportate secondo la natura umana? ”
Dio ha creato l’uomo con il fisico corporale.. tutto era molto buono alla creazione.. Genesi 1: 31; un cambiamento (a proposito della corporeità), significherebbe imperfezione, Dio ristabilirà ciò che è stato perduto.
Il modello originale di Dio non è unisex.
Nel linguaggio biblico corpo significa persona, essere (ovviamente corpo vivente).
Paolo ai Romani 12: 1, invita i credenti a presentare i corpi quale sacrificio vivente, santo, accettevole, come culto spirituale, ed ovviamente sta parlando delle persone credenti. Il nostro corpo è il tempio dello Spirito Santo..1° Corinzi 6: 19; 3: 16-17.
Dio preserverà l’individualità, personalità, carattere e ci darà un corpo glorioso, trasformato. Il corpo riferito alla persona è qualcosa che egli è, che egli ha saremo noi stessi restaurati a nuova vita.

  • Un altro testo citato dai t.d.Geova e quello in cui Gesù dice ..vado al padre Il mondo non mi vedrà più. Giovanni 14: 19.

Con questo testo i t.d.Geova insegnano che il mondo non avrebbe mai più visto Cristo, per cui il suo ritorno è segreto ed invisibile al mondo. Leggendo il contesto si comprende che Gesù parla della sua dipartita che ha da venire di li a poco ..ancora un po’ ed il mondo non mio vedrà più. Essa è un’affermazione temporale e lo si comprende leggendo Giovanni 16: 10, 16, dove Gesù afferma : io vado al padre mio e non mi vedrete più (riferito ai discepoli).. fra poco non mi vedrete più, affermazione che significa una temporaneità degli eventi, in quanto questo più non è assoluto, visto che nel regno di Dio i discepoli vedranno Cristo.
E’ un’affermazione temporale che riguarda il tempo che separa la sua ascensione dalla sua venuta futura, tutto il contesto dal vers. 16 sino al 33 fa comprendere ciò. Il termine più è riferito sia al mondo (Giovanni 14: 19), sia ai discepoli (Giovanni 16: 10,16).
Questo termine più (out-eti), non va preso in senso assoluto, altrimenti nemmeno i discepoli stando al testo non vedrebbero più Gesù, il che non è esatto. Riguarda il tutto una temporaneità degli avvenimenti. Si può parafrasare e dire .. il mondo non mi vedrà più ..sino a quando tornerò; stesso discorso riguardo i discepoli .. e non mi vedrete più..(Giovanni 16: 10).

TESTI IN CUI COMPARE IL TERMINE PIU’

  • Ora io non sono più nel mondo.. Giovanni 17: 11, non è un’affermazione letterale in quanto Gesù mentre parla è nel mondo, ma riguarda il suo prossimo futuro, la sua dipartita, la sua ascensione, ma sino a questi avvenimenti Gesù è ancora nel mondo.
  • Or vi dico che non mi vedrete più finché venga il tempo in cui direte: Benedetto colui…Luca 13: 35, stesso discorso riferito al tempo che separerà l’ascensione di Cristo dalla sua venuta futura, il più sempre temporaneo.
  • Non vedrete più la mia faccia.. Atti 20: 25, qui Paolo sta parlando agli anziani della comunità di Efeso, ed ovviamente questo più è temporaneo, non è assoluto in quanto nel regno di Dio Paolo presumibilmente vedrà gli anziani di questa comunità.
  • E’ per risparmiarvi che non sono più venuto a Corinto ..2° Corinzi 1: 23.. se leggiamo il seguito del brano si comprende che Paolo sarebbe tornato a Corinto (Corinzi 2: 1-3); In 2° Corinzi 12: 14, 20-21; 13: 1-2 Paolo ribadisce il suo ritorno a Corinto per la terza volta, ovviamente quel non sono più venuto a Corinto è temporale.

 

Carne e sangue non possono ereditare il regno di Dio 1° Corinzi 15: 50; tornando su questo testo bisogna aggiungere che i t.d. Geova lo applicano ai 144.000 che regneranno con Cristo in cielo, ma per essere più precisi quando nella bibbia si parla di regno di Dio il riferimento non è solo quello celeste, ma anche quello terrestre. Infatti le due espressioni regno dei cieli e regno di Dio sono interscambiabili, facciamo degli esempi:

REGNO DI DIO             (TESTI PARALLELI)                             REGNO DEI CIELI

Luca 13: 28-29                                                                          MATTEO 8: 11-12
Marco 1: 15                                                                               Matteo 4: 17
Luca 6: 20                                                                                 Matteo 5: 3
Luca 10: 9                                                                                 Matteo 10: 17
Luca 7: 28                                                                                 Matteo 11: 11                   
Marco 10: 14                                                                             Matteo 19: 14

Ritornando al testo di 1° Corinzi 15: 50 carne e sangue.. possiamo aggiungere che in altri testi della bibbia si parla di carne e sangue il cui significato ripetiamo riguarda la natura umana che sia lascia guidare dalle sue proprie inclinazioni e facciamo alcuni esempi:

  • Non la carne ed il sangue ti hanno rivelato questo.. Matteo 16: 17
  • Non mi consigliai con carne e sangue … Galati 1: 16
  • Il nostro combattimento non è contro carne e sangue … Efesi 6: 12

 

I contesti di questi versetti fanno capire che il riferimento è alla natura carnale, umana della persona, che si lascia guidare dagli istinti naturali.
Carne e sangue identificano la natura umana debole e mortale sia nell’A.T che nel N.T.
Alcuni testi nell’A.T. sono: Isaia 40: 6-7; Geremia 17: 5: Salmo 78: 39; 2° Cronache 32: 8
Nel N.T. altri testi sono: 2° Corinzi 10: 3-4; Romani 8: 6-9, 12-14; Galati 3: 3; 5: 13, 16, 17, 19-21, 24; 6: 8; Efesi 2: 3; 1° Giovanni 2: 16.
La carne è la forza del peccato Romani 7: 18, vi è antitesi tra carne e spirito, ovvero tra coloro che sono sotto il dominio del peccato e coloro che sono guidati dallo Spirito Santo..Galati 4: 28-29; Quelli guidati dallo Spirito Santo non sono nella carne Romani 8: 9.

Altro testo citato dai t.d.Geova è quello di 1° Pietro 3: 18 ..” Cristo …fu messo a morte quanto alla carne, ma reso vivente quanto allo spirito”..
Qui si parla dell’umanità di Cristo alla sua incarnazione, e dopo alla sua resurrezione..
Cristo è stato manifestato in carne 1° Timoteo 3: 16; nato secondo la carne Romani 1: 3; mandando il proprio figlio in carne simile a carne di peccato Romani 8: 3; secondo la carne , il Cristo Romani 9: 5; nel corpo della carne di Lui Efesi 1: 22.
Cristo è risorto con il corpo precedente ma glorificato Filippesi 3: 21.

L’uomo con la sua natura umana, peccaminosa, debole, non può reggere alla vista di Dio e vivere Esodo 33: 20; 1° Timoteo 6: 16. Questa è una cosa ovvia, ma Dio nella sua grandezza e magnanimità ha fatto delle eccezioni a ciò, ovvero in casi particolari ha mostrato di se stesso quello che poteva mostrare senza che l’uomo morisse. Diversi hanno goduto di questo privilegio, e Dio ha preservato la vita degli uomini in questi casi.
1) “ Con lui io parlo a tu per tu, con chiarezza, e non per via di enigmi; egli vede la sembianza del Signore  ” Numeri 12: 8 (si parla di Mosè)
2)  “ Anzi videro Dio, e mangiarono e bevvero” Esodo 24: 10-11 (riferito a Mosè, Aaronne, Nadab, Abiu e 70 anziani d’Israele).
3) “ Noi moriremo sicuramente perché abbiamo visto Dio ” Giudici 13: 22 ( i genitori di Sansone)… non morirono.
4) “ Isaia vide la gloria di Lui “ Giovanni 12: 41
5) “ Stefano vide la gloria di Dio ” Atti 7: 55

La Bibbia afferma che l’apostolo Paolo vide Gesù:

  • Non ho veduto Gesù, il nostro Signore ? “ 1° Corinzi 9: 1
  • Aveva visto il Signore” Atti 9: 27
  • A vedere il Giusto “ Atti 22: 14
  • E vidi Gesù che mi diceva “ Atti 22: 18

I t.d.Geova affermano che Paolo vide non il corpo ma la luce di quel corpo sic…
La parola di Dio afferma inequivocabilmente che:
Vedrete il figlio dell’uomo venire sulle nuvole del cielo ” rifererito a Caiafa ed al sinedrio Marco 14: 62..Matteo 26: 64.. anche quelli che lo trafissero  Apocalisse 1: 7.
“ Dio stesso sarà con loro ” Apocalisse 21: 3.

Il sermone sul monte andrebbe letto secondo i t.d.Geova in maniera complessa :

“ Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio “ Matteo 5: 8  (per i td.Geova in cielo i 144.000)
“ Beati i mansueti perché erediteranno la terra “ Matteo 5: 5 (per i t.d.Geova sulla terra,  la grande folla)
“ Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio” Matteo 5: 9 (per i t.d.Geova in cielo i 144.000 perché solo i 144.000 sono figli di Dio, gli altri, ovvero la grande folla sulla terra sono “nipoti” )
“ Beati voi quando vi insulteranno e vi perseguiteranno….il vostro premio è grande nei cieli” Matteo 5: 11 (riferito ai 144.000?)
“ Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli” Matteo 5: 3 (riferito ai 144.000 in cielo?)
Su questi ultimi aspetti rimandiamo il lettore allo studio “I 144.000  la grande folla due speranze diverse ”: “Le due classi”
La parola di Dio afferma che tutti i santificati vedranno il Signore.. Ebrei 12: 14, e certamente il riferimento è a tutti i cristiani che hanno fatto un percorso di vita guidati dallo Spirito Santo, che Dio dona a tutti quelli che glielo chiedono Luca 11: 13.
“ Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di dio! E tali siamo. Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato manifesto ciò che saremo. Sappiamo che quand’Egli sarà manifestato saremo simili a Lui, perché lo vedremo com’Egli è. e chiunque ha questa speranza in lui, si purifica com’Egli è puro” 1° Giovanni 3: 1-3.

Floro Domenico

 

 


L’ARPA DI DIO pag. 167, pubblicato in italiano nel 1921 autore J.F. RUTHERFORD

L’ARPA DI DIO o.c. pag. 169

L’ARPA DI DIO o.c. pag. 170

L’ARPA DI DIO o.c. pag. 171

L’ARPA DI DIO o.c. pag. 172

Si tratta di un libro utilizzato negli anni ’80 per lo studio biblico, pubblicato nel 1982 dai t.d. Geova

DAL PARADISO PERDUTO AL PARADISO RICONQUISTATO, 1959 pag.144.

Arpa di Dio o.c. pag. 171

Sia Dio riconosciuto verace  pag. 148-149 (libro pubblicato nel 1949 dai t.d.G)

 

Fonte: www.testimonigeova.com/LA%20RISURREZIONE%20DI%20CRISTOmimmo.doc

Chi sono i testimoni di Geova tutto di tutto

 

 

Oratorio secolare di San Filippo Neri in Biella

Verità e Carità

Le ragioni del nostro “no” ai testimoni di Geova per essere fedeli a Gesù

 

2. Perché e come si diventa testimoni di Geova

 

Quali sono i motivi capaci di trasformare una persona in un convinto testimone di Geova, nonostante l’opposizione della famiglia ed eventuali canzonature dei colleghi? Ovviamente ogni caso è diverso dall’altro. Ma, pur nella varietà dei casi, le motivazioni fondamentali sono riducibili a due:

  • Semplicità e (apparente) razionalità della dottrina, la cui autorità viene fatta derivare dalla Bibbia;
  • Conseguente chiara definizione di ciò che è bene e ciò che è male.

Vediamo brevemente in che modo..
Nella dottrina dei testimoni di Geova tutto è chiaro e semplice. La verità? È tutta nella Bibbia. Per capire la Bibbia? Basta leggere la Torre di Guardia dove ogni affermazione dottrinale ha (sembra avere!) una indiscutibile pezza di appoggio scritturistica. Tuttavia, nonostante l’uso abbondante di versetti scritturistici (usati, ripetiamo in maniera distorta e strumentale), tutto sommato questi hanno un valore secondario. Sono invece decisive le motivazioni di natura morale, secondo una schema manicheo, in base al quale i testimoni di Geova credono di essere dalla parte di Dio, mentre tutti gli altri sono inesorabilmente dalla parte del suo nemico, Satana.
Ma come si diventa testimone di Geova? Pur nella diversità dei singoli casi, è stata individuata la seguente trafila, articolata in varie tappe:

  • Primo contatto da parte di una coppia di testimoni di Geova, che lasciano uno stampato. L’aggancio può essere la volontà di non essere scortesi o la curiosità, o il desiderio di conoscere la Bibbia o la paura della fine del mondo, o l’ammirazione per i testimoni di Geova, gentili e convinti, nonostante gli sgarbi che ricevono;

 

  • Se l’individuo ha accettato la stampa, o almeno il discorso, vuol dire che è un “interessato”: lo schedano come e tale e certamente gli faranno “visite ulteriori”, con la proposta di continuare il discorso. È un momento molto delicato. Se la persona chiede un confronto con un cattolico competente, non bisogna essere latitanti. Sarebbe anzi opportuno proporre un tale confronto, con discrezione e rispetto, ma soprattutto con competenza!;

 

  • L’interessato accetta di fare uno “studio biblico” gratuito a domicilio. Ha l’impressione di fare scoperte meravigliose ed esaltanti. Finalmente conosce la Bibbia (il cui uso distorto non è in grado di giudicare o sospettare). Riceve spiegazioni chiare e semplici!Perché i preti non gliene hanno mai parlato?Per ignoranza della Bibbia o per cattiva fede? Viene a sapere che il dilagare del male ha una spiegazione molto chiara: Dio-Geova ha consegnato il mondo nella mani di Satana;
  • Nel frattempo la persona è sottoposta a una forte pressione psicologica ed emotiva: attorno al nuovo arrivato c’è un atmosfera familiare ed accogliente, in cui viene coccolato. Gli dicono “Ora che sei nella verità, Satana ti attaccherà, ma tu resisti!” Se i familiari lo ostacolano, se gli amici lo canzonano egli vede questo come un attacco di Satana, e si convince ancora di più della giustezza della sua scelta. Se ha dei dubbi è Satana che tenta. Se gli sembra che anche nella Chiesa ci siano delle cose buone, gli dicono: “…é Satana che si traveste da angelo”;

 

  • Il neo-convertito viene presto inviato in predicazione, in compagnia di uno più esperto. Si sente protagonista. Mette in imbarazzo i cattolici che si trovano nell’ignoranza in cui egli stesso si trovava poco prima. Se convince qualcuno è felicissimo; se invece riceve uno sgarbo, si sente perseguitato come i primi martiri… ;
  • La persona riceve il battesimo per immersione. È la dedicazione totale e incondizionata a Geova e alla Società Torre di Guardia. È ormai testimone di Geova a tutti gli effetti. Non appartiene più al “mondo”.

 

Testimonianze e lettere immaginarie…ma non troppo

 

Provocazione per il parroco

Risposta criticabile

Risposta alternativa

1

Un cattolico va dal parroco “Ho cominciato a studiare la Bibbia con i testimoni di Geova, ma vorrei sentire anche il punto di vista cattolico”

“E lei ascolta queste sciocchezze? Non sia ridicolo!non ho tempo per queste stupidaggini”

Se anche riteniamo ridicole alcune credenze dei testimoni di Geova, non è mai ridicola la persona che aderendovi, crede in coscienza di fare la volontà di Dio.

2

Riferiscono al parroco: “La famiglia XY è frequentata con insistenza dai testimoni di Geova”

“Non mi interessa, perché non sono praticanti”
(oppure: “Non sono nativi di qui…
C’è libertà di coscienza…
Cattolici o testimoni di Geova è la stessa cosa…
I testimoni di Geova sono ottimi conoscitori della Bibbia”)

Il fatto che una famiglia sia immigrata o non praticante, non è motivo sufficiente per considerarla estranea. Pur nel rispetto della coscienza che è inviolabile non è giusto disinteressarsene. Scrive il card. Martini: “Semmai si pone l’urgenza di “farsi prossimo tra di noi, soprattutto verso i più semplici e indifesi, ai quali in modo particolare si rivolge più aggressiva la minaccia dei testimoni di Geova”.
Del tutto fuori luogo sono gli apprezzamenti positivi sulla dottrina geovista (non sulle persone!). solo chi non li conosce, ne apprezza la conoscenza biblica…

3

“Vorrei saper se c’è una base biblica per credere nella Trinità di Dio”

“Forse i testimoni di Geova ti hanno messo dei grilli in testa?Per piacere! Sono gente che non ragiona, che va in giro perché pagata…figurati che hanno preannunciato tante volte la fine del mondo, e siamo ancora qui ad attenderla!”

La domanda sulla Trinità riguarda comunque l’essenza del cristianesimo ed ha profonde basi bibliche. Se vuole possiamo confrontarci Bibbia alla mano.

4

“ sono un testimone di Geova e vorrei sottoporle alcuni problemi biblici…”

“Con voi è sempre tempo sprecato!”

Molte volte è tempo sprecato. Non sempre!

5

“Sono uscito dai testimoni di Geova, ma non credo nella divinità di Gesù ( o nel battesimo dei bambini o nel culto delle immagini…)”

“Allora torni quando ci crederà”

È il malato che ha bisogno di cure, non il sano!Tutti i fuoriusciti hanno bisogno di un lungo paziente accompagnamento

6

Mia figlia è diventata ( sta diventando)testimone di Geova. Mi aiuti!”

“Mi spiace, ma non ci posso fare nulla”

I familiari cattolici dei testimoni di Geova hanno bisogno di aiuto e sostegno.

Curiosità, pregiudizi, luoghi comuni e approfondimenti

 

Stando alle indicazioni de La Torre di Guardia, sembrerebbe che il comandamento unico dei testimoni di Geova sia la quantità di predicazione. In genere le opere di solidarietà vengono svolte a favore dei soli fratelli di fede, cioè i testimoni di Geova.
Essi tengono nota di:

  • Quanti sono i proclamatori
  • Quante le ore di predicazione
  • Quanta la stampa distribuita

Uno vale in proporzione della quantità di tempo dedicato a questo compito. È biblico tutto questo? Leggendo gli scritti degli apostoli, non troviamo nulla del genere.
Inoltre ogni testimone di Geova è molto addestrato: fa cinque ore di riunione ogni settimana, e una di queste è dedicata ad esercitazioni su come presentarsi in predicazione, come farsi ascoltare, come rispondere alle obiezioni ecc…

Fonte: www.oratoriosanfilippo.org/biella/2Tdg.doc


Immaginarie... ma non troppo perché  nascono da situazioni reali vissute da don Battista Cadei nella sua esperienza quotidiana.

Chi sono i testimoni di Geova tutto di tutto

 

TESTIMONI DI GEOVA
Un po' di storia (spesso ignota a loro stessi)
È il 1931 quando Joseph F. Rutherford (1869-1942) a Columbus, rivela che il nome dato da Dio ai suoi fedeli seguaci si trova in Isaia 43,10: "I miei testimoni siete voi - oracolo del Signore".
La denominazione 'Testimoni di Geova' viene così a sostituire le primitive di 'Aurora Millenniale' e 'Seri studenti della Bibbia' che, accanto a 'Società Torre di Guardia' erano state escogitate dal fondatore Charles Taze Russel. Quella di 'Società Torre di Guardia', inizialmente (1884) 'Zion's Watch Tower Bible and Tract Society' 1 invece destinata a durare.
Oggi in Italia, dalla 'Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania' società per azioni con sede a Brooklyn e presente nel nostro Paese dal 1948 in forza del Trattato Italo-Americano sul principio di 'reciprocità' 2, è formalmente distinta con riconosciuta personalità giuridica (1986) la 'Congregazione cristiana dei Testimoni di Geova' divenuta così soggetto giuridico capace di gestire attività economiche e finanziarie.
Il movimento (il fondatore Russell lo denominò 'sètta') dei Testimoni di Geova affonda le sue radici nell'effervescente clima religioso-culturale nord-americano della società dell'Ottocento ed in particolare nel filone avventista-millenarista-apocalittico di William Miller che, in seguito al fallimento delle previsioni della fine del mondo (1843, primavera 1844, 22 ottobre 1844) si sfrangia in diverse correnti: Avventisti milleristi, Avventisti del Settimo Giorno (oggi: Chiesa Avventista del Settimo Giorno)3, Secondo Avventismo o Chiesa Cristiana Avventista che attendeva la fine del mondo per il 1854 e poi per il 1874.
Con quest'ultima corrente dell'Avventismo si incontrò il sedicenne Charles Taze Russell (1852-1916) che ivi attinse l'interesse per le teorie relative al nome di Dio e quello per i calcoli particolareggiati che negli insegnamenti e nella storia dei Testimoni di Geova, avranno un ruolo di primo piano. La cronologia, in particolare, sulla quale si fonda tutto il messaggio del movimento. Al centro, il fatidico 19144 in cui, secondo Russell, ci sarebbe stata la fine del mondo e la venuta visibile di Gesù Cristo o, stando ai successivi aggiustamenti, la sua venuta invisibile sulla terra, e nel 1918 l'intronizzazione (invisibile) in cielo con quelli dei 144.000 morti prima di allora.
La Società Torre di Guardia di sviluppa rapidamente grazie ai capitali familiari che Russell mette, agli inizi, a disposizione del movimento, ma soprattutto alla sua abilità organizzativa e pubblicistica. Non pesarono negativamente sul successo della Società alcune disavventure del fondatore con seguiti giudiziari: la vendita di un grano 'miracoloso' che doveva dare 142 steli e spighe5 e di una pur essa 'miracolosa' medicina contro il cancro, la separazione legale dalla moglie, il riconoscimento delle pressioni che egli esercitava su 'persone malate per ottenere i loro beni a favore della Società' 6. Fu piuttosto il fallimento della predizione del ritorno visibile di Cristo sulla Terra per il 1914 un momento di sconcerto con numerose defezioni.
Nel 1916, alla sua morte, gli succederà Joseph F. Rutherford (1869-1942) che con particolare energia portò modifiche di carattere dottrinale - il principio della 'rivelazione progressiva' ha sempre goduto piena cittadinanza nella congregazione - propose nuovi calcoli, modificò il sistema delle date7, riorganizzò strutturalmente in forme teocratiche il movimento, rilanciò le 'profezie' aggiornando le date della fine del mondo (1918, 1920, 1925, 1941). Gradualmente ruppe con le dottrine di Russell di cui tolse dalla circolazione gli scritti e sviluppò una forte avversione verso le Chiese cristiane, la Cattolica in specie. Abolì feste come il Natale e la Pasqua oltre ad altre familiari e patriottiche, eliminò il simbolo della Croce che figurava nella testata della rivista 'Torre di Guardia'. Fondò inoltre la rivista 'L'età dell'Oro', che divenne in seguito 'Svegliatevi!'.
Con Rutherford si affaccia nel movimento l'idea che la vita ha sede nel sangue8 - il successore Knorr vieterà le emotrasfusioni - e si afferma la distinzione tra i salvati: i 144.000 destinati al cielo e la 'moltitudine' che dopo Armagheddon e il Millenio vivrà per sempre su una terra paradisiaca.
Quando morì nella villa di California, edificata per accogliere nel 1925 i Patriarchi ed i Principi dell'Antico Testamento che dovevano risorgere, la presidenza passò a Natan Homer Knorr (1905-1977) che profuse un notevole impegno nella 'traduzione' della Bibbia, la 'Traduzione del Nuovo Mondo delle Scritture' e nell'attività editoriale. La sua direzione portò ad un notevole incremento numerico degli adepti, soprattutto in Europa e nel Terzo Mondo, dando impulso alla propaganda con le visite a domicilio di propagandisti o proclamatori preparati in scuole bibliche e di 'ministero teocratico', e applicando una tattica dialogica e garbata al posto di quella aggressiva e violenta di Rutherford.
Knorr pose il veto - come abbiamo già ricordato - alle emotrasfusioni, affermando che le norme dell'Antico Testamento circa il sangue dovevano rimanere valide, proibì il tabacco, fece anch'egli le sue 'profezie'. Celebre quella del 1975 (4-5 ottobre) in cui sarebbero scaduti anche i 6000 anni dalla creazione di Adamo e sarebbe iniziato il settimo giorno di Dio, quello del riposo. L'attesa fine del mondo non si verificò nemmeno quella volta. La Torre di Guardia (1 gennaio 1977) cercò di minimizzare: ?Supponiamo che voi abbiate fatto forte assegnamento su una data…Supponiamo che vi sentiate alquanto delusi; avete realmente perso qualcosa?'.
Dal 1975 al 1993 fu Frederick W. Franz a guidare il movimento. Già responsabile del Comitato per la Traduzione della Bibbia e vice-presidente, succedendo a Knorr alla sua morte, si trovò a fronteggiare nell'80 il forte dissenso di alcuni dirigenti dello stesso Corpo Direttivo capeggiati da suo nipote Raymond Franz, che confutavano i 'fondamenti biblici' della dottrina geoviana9. La vicenda suscitò disorientamento e ripensamenti in ampi strati di adepti. Frederick Franz riuscì tuttavia a contenere il dissenso e ad imprimere nuova forza espansionistica al movimento che giunse ai tre milioni e mezzo di membri.
Nel 1993 gli subentra Milton Henschel, attuale presidente sotto il quale (dati 1996 forniti dall'annuario 1997) i 'proclamatori del servizio del Regno' avrebbero superato i 5 milioni di cui 214.446 in Italia. I simpatizzanti che avrebbero presenziato alla Commemorazione del Venerdì santo sarebbero stati nel 1996, in tutto il mondo 12.921.933, i partecipanti (cioè quelli dei 144.000 ancora viventi) 8,757.

Dottrina e prassi
Fulcro delle dottrine geoviane è il tema della 'prossima fine di questo sistema malvagio di cose' la cui data - dagli anni Settanta del secolo scorso - è stata di volta in volta aggiornata. Oggi si preferisce parlare di fine imminente e di 'ultimi tempi', questi in cui viviamo dal 1914.
Prossima è la battaglia di Armagheddon (Apocalisse 16,16) in cui periranno tutti coloro che non hanno aderito a Geova diventandone i Testimoni. I sopravvissuti vivranno per mille anni su una Terra diventata paradisiaca insieme ai gruppi di risorti: i giusti dell'Antico Testamento, i Testimoni di Geova morti prima di Armagheddon, altri che non hanno avuto modo di conoscere Geova. Coloro che per tutto il millennio rimarranno fedeli a Geova e alla fine di esso supereranno gli ultimi attacchi sferrati da Satana e dai suoi angeli ribelli, dimoreranno eternamente in quel paradiso terrestre che sarà il nostro pianeta.
Diversa la morte degli 'unti', i 144.000. Essi, resuscitati solo spiritualmente come Gesù Cristo o, meglio, ri-creati, regneranno con lui dal cielo. Tutta la restante umanità sarà annientata.
Tipica è la dottrina del nome di Dio che, partendo dal tetragramma ebraico consonantico JHWH essi dichiarano doversi pronunciare Geova. Uno dei luoghi comuni più diffusi sui T.d.G. è quelòlo della loro conoscenza biblica. Sulla 'Bibbia' essi baserebbero tutte le loro affermazioni. Da essa ricaverebbero le date della creazione di Adamo e della sua morte (4026 av. Era Volgare - 3096)), quella del Diluvio (2370) o, come già ricordato, il mitico 1914. Da essa saprebbero che non esiste la Trinità, che Gesù non è Dio ma l'incarnazione dell'arcangelo Michele, che Gesù non è morto in croce, ma su un palo, che lo Spirito Santo non è persona divina ma la 'forza di Dio'.
Di derivazione biblica sarebbero la proibizione delle trasfusioni di sangue e il permesso (1963) poi il divieto (1968), infine nuovamente il permesso (1980) dei trapianti d'organi, il divieto dell'acquisto di biglietti della lotteria o del lavoro in un locale dove si gioca a carte, il divieto del servizio militare (sostituibile, per recentissime disposizioni, con quello civile). Ma la Bibbia è in realtà utilizzata solo per fornire basi alla dottrina geoviana: viene letta in modo fondamentalista, letteralista, concordista (usando frasi staccate del contesto e selezionandone le affermazioni).
E il testo, la 'Traduzione del Nuovo Mondo delle Scritture' che i T.d.G. presentano come fedele alle lingue originali e linguisticamente moderno e comprensibile, si distacca notevolmente in punti dottrinalmente significativi proprio da quelli originali, siano essi ebraici, aramaici, greci.
Qualche esempio. Nel Nuovo Testamento della 'Nuovo Mondo', ben 237 volte ricorre il termine Geova: nel testo greco non c'è il tetragramma ebraico da cui essi usano dedurre la lettura Geova, ma theos e kyrios.
Le parole che Gesù pronuncia nell'ultima cena: questo è (estì in greco) il mio corpo, sono rese con: ' questo significa il mio corpo'.
E Gv 14,10 nella 'Nuovo Mondo' suona: 'non credi che io sono unito al Padre e che il Padre è unito a me?' mentre il testo greco originale ha 'en'='in' e non 'uniti'.
Dalla lettera ai Colossesi il 'per mezzo di lui (il Figlio) tutte le cose sono state create' diventa 'tutte le (altre) cose sono state create' rendendo anche Cristo una creatura.
E, a salvaguardia della loro dottrina della salvezza per cui i salvati sono i 144.000 che regneranno in cielo con Gesù insediatovi nel 1918 e la moltitudine che vivrà sulla terra paradisiaca dopo il millenio, non potendo accettare che Gesù garantisse subito la salvezza al ladrone crocifisso, trasformano Lc 23,43: 'in verità in verità ti dico, oggi sarai con me in paradiso' in: 'verissimamente ti dico oggi: sarai con me in Paradiso' dove il 'quando' è rimandato ad un futuro indeterminato.
Qualche altro esempio ci darà un'idea del linguaggio 'moderno e comprensibile' della 'Nuovo Mondo': 'mi sono affaticato son i miei sospiri; per tutta la notte faccio nuotare il mio divano…' (Salmo 6,6); 'legate la processione festiva con rami' (Salmo 118,27); 'la mia rivolta è stata sigillata in una borsa. E tu applichi colla sul mio errore (Gb 14,17); 'Quando lavavo i miei passi nel burro, e la roccia riversa ruscelli d'olio' (Gb 29,6).
Lo 'studio' della Bibbia è diretto autorevolmente dal 'Servo discreto e fedele', il Corpo Direttivo di Brooklyn, che ne stabilisce l'interpretazione, tramite gli articoli su 'La Torre di Guardia' e prontuari di testi come 'Accertatevi di ogni cosa. Attenti a ciò che è eccellente' in cui, sotto 123 titoli-asserzioni sono collocati tutti quei versetti tratti dalla 'Nuovo Mondo' (spesso deformati rispetto ai testi biblici originali) che confermerebbero la tesi geoviana.
La Chiesa, la cattolica in particolare è per i T.d.G. insieme alla politica e all'economia, braccio di Satana. La sua deviazione dalla retta dottrina che sarebbe quella proclamata dalla congregazione dei Testimoni di Geova, sarebbe iniziata già subito dopo la morte degli apostoli.
L'impegno di proselitismo è obbligatorio per i T.d.G. e, con la regolare presenza alle riunioni, fino a 5 settimanali, è il principale dovere cui sono tenuti i membri della congregazione.
Secondo il grado di appartenenza (proclamatore, pioniere regolare, pioniere speciale) si va dalle 100 (in casi eccezionali 75) alle 150 ore al mese di 'predicazione' o 'servizio di campo' di casa in casa. Numerose inoltre sono le mansioni all'interno della congregazione: c'è il Servitore per gli studi biblici e quello per le pubblicazioni, il Servitore di Congregazione e quello di Ministero, il Servitore dei canti e il Sorvegliante viaggiante… c'è l'usciere, incaricato di accogliere nella Sala del Regno gli ospiti cui si farà incontro con estrema cortesia e sorridente disponibilità10.
Le riviste 'Torre di Guardia' e 'Svegliatevi', cui i vertici della Congregazione raccomandano l'abbonamento personale di ogni membro della famiglia, bambini compresi, hanno una tiratura che si aggira sui 16 milioni di copie, quattro volte circa il numero degli adepti. Quelle in sovrannumero, preventivamente acquistate dagli stessi T.d.G., verranno diffuse nel lavoro di proselitismo. L'attività editoriale della Società Torre di Guardia ha così assicurato lo smercio dei suoi prodotti che, oltre a due riviste, comprende numerosi fascicoli e libretti anch'essi acquistati direttamente dagli adepti per il servizio di campo.
Il culto esclude chiese e ministri. Il battesimo, per immersione è molto pubblicizzato, non è un sacramento ma raffigura 'la morte alla propria volontà' (L'arpa di Dio, WT. 1925 pp 200) e la 'Commemorazione della morte di Gesù' avviene una volta all'anno, il 14 di Nisan: il pane e il vino 'emblemi' del corpo e sangue di Gesù vengono assunti solo dai pochi 'unti' dei 144.000 che ancora vivono su questa terra.
Il matrimonio è considerato sacro ed è consentito anche con partner di fede diversa nella speranza di convertirlo. È ammesso il divorzio e, se il coniuge Testimone di Geova lascia la Congregazione, viene rifiutato e isolato.
L'organizzazione prevede al vertice il Corpo Direttivo di 17 membri con sede a Brooklyn; esso nomina gli anziani locali, i missionari, i membri delle filiali, i pionieri speciali ed è l'unico responsabile dell'insegnamento trasmesso nelle pubblicazioni. La Società Torre di Guardia si articola in zone, grandi aree che riuniscono più filiali che sono le strutturazioni per nazioni o gruppi di nazioni omogenee. Le filiali, a loro volta, sono divise in 'distretti', i distretti in 'circoscrizioni'. La congregazione infine è la struttura di base ed ha come luogo di incontro la 'Sala del Regno'.
ANNA MARIA MELLI 
1 Cfr. Lo Statuto della Società, iscritta come casa editrice e società per azioni, riportato in J. GADALETA, Testimoni di Geova, svegliatevi!, Cassano Murge, 1984.
2 Per notizie più particolareggiate cfr. GIOVANNI MARINELLI, I Testimoni di Geova. Studio, dottrina, prassi, III Edizione 1988, Ferrara, p. 400 ss.
3 Gli Avventisti del Settimo Giorno non vanno confusi con altri gruppi avventisti: essi non hanno influito sul nascere dei Testimoni di Geova, ed oggi sono anche aperti al dialogo ecumenico tra le chiese cristiane.
4 Il 1914 si ottiene partendo dalla data della distruzione di Gerusalemme ad opera dei Babilonesi, che i T.d.G., contro i dati storici, collocano tra il 607/606 a.C. Sottraendo da questa data i 'sette tempi' del libro di Daniele (4,7) che i T.d.G. precisano estendersi per 2520 anni (un tempo durerebbe 360 giorni, come si otterrebbe da Apocalisse 12,6-14, ma ricorrendo ad Ezechiele 4,6 - 'computando un giorno per ogni anno' - i 360 giorni andrebbero intesi come 360 anni che moltiplicato per 7 danno 2520 anni) ci troviamo nel 1914 d.C.
5 Cfr. Annuario dei Testimoni di Geova, 1976.
6 R. TUPIN, "Le 'dossier' du Pasteur Russell", in Sciences Ecclesiastiques, n.10, 1958, p. 497.
7 Per questi motivi si verificarono parecchie secessioni e la costituzione di nuovi gruppi: gli 'Amici dell'uomo', il 'Movimento Missionario Interiore Laico' e, in Italia, la 'Chiesa del Regno'.
8 Torre di Guardia, 15 dicembre 1927.
9 I dissidenti furono estromessi. Circa i metodi in uso all'interno dell'organizzazione e le vicende del dissenso cfr. RAYMOND FRANZ, Crisi di coscienza, (a cura di A. Aveta), ed Dehoniane, Napoli, 1988. Vedasi pure: R. FRANZ, 'Dai tre monarchi al Corpo Direttivo', in Sètte e Religioni, n. 14. ESD, Bologna, 1994.

  1. G.MARINELLI, I Testimoni di Geova, op. cit., pp. 431-479 e 498-508.

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(Tratto da: ANNA MARIA MELLI, Sètte e Nuovi Movimenti Religiosi in Italia e in Friuli, ed. Chiandetti, Roana di Rojale (Ud), 1998.
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Libri di recente pubblicazione che trattano dei Testimoni di Geova e di cui si consiglia la lettura:
MINUTI LORENZO, I Testimoni di Geova non hanno la Bibbia, Coletti a San Pietro, Roma, 1997.
TINELLI LORITA, Tecniche di persuasione tra i Testimoni di Geova, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano, 1998.
LORENZI ALDO, Luce vera per i Testimoni di Geova, Centro Grafico Stampa, Seriate, 1998.
Fonte: www.saluzzo.chiesacattolica.it/gris/aggrega/file_doc/tdg.doc

 

 

Chi sono i testimoni di Geova tutto di tutto

 

Conoscere e aiutare i Testimoni di Geova

in cosa credono i testimoni di geova - il condizionamento mentale - come aiutarli

testo basato sugli scritti di Giuseppe De Rosa e Randall Watters

Chi sono i Testimoni di Geova?
I Testimoni di Geova sono riconosciuti dallo Stato italiano come "Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova". Ma chi sono in effetti? Per rispondere ci baseremo sia sulla loro letteratura, sia sulle opere migliori di specialisti sulla storia e sulla dottrina dei Testimoni di Geova.
La prima cosa da precisare è che i Testimoni di Geova (TdG) non sono cristiani, anche se si dichiarano gli unici veri cristiani. Essi negano infatti i fondamenti stessi del Cristianesimo: la divinità di Gesù Cristo il Figlio di Dio, la salvezza attraverso la fede in Lui, e la Trinità.
In secondo luogo, i TdG hanno una propria Bibbia (Traduzione del Nuovo Mondo delle Sacre Scritture), che non è quella ebraico-cristiana, perché in molti punti essenziali è stata manipolata in maniera da confermare la loro dottrina (le modifiche sono elencate in questo studio). Cioè non sono i TdG che si conformano alla Sacra Scrittura, ma è questa che viene adattata alla dottrina stabilita dal Corpo Direttivo dei TdG. Quest'ultimo perciò ha la grave colpa di aver falsificato la Sacra Scrittura in cose essenziali, per farle dire cose che essa non dice o per farle dire il contrario di quello che essa dice.
L'Organizzazione del movimento, la Torre di Guardia (Watch Tower, con sede a Brooklyn), e il periodico "La Torre di Guardia", sono considerate dai TdG l'unico strumento valido per spiegare quello che dice la Bibbia. L'Organizzazione, su La Torre di Guardia del 15 aprile 1943, pag. 127, edizione inglese, arrivò a dichiarare: "La rivista La Torre di Guardia non ha eguali sulla terra, perché è dovuta al grande Autore della Bibbia".
Tra i cattolici è diffusa l'idea che i TdG siano protestanti; ciò è errato. I TdG non condividono affatto le dottrine del protestantesimo, ma si basano invece sulla corrente delle "sette cristiane", sorte pressappoco nello stesso periodo, e imperniate su dottrine eretiche come il condizionalismo (secondo cui l'anima non è immortale, e l'uomo risorge solo al momento del giudizio finale, a certe condizioni) e il sacro nome (l'obbligo di usare un nome specifico per Dio, "Geova").
In terzo luogo, i TdG non hanno una vita propriamente religiosa. È raccomandata la preghiera personale a Geova (Dio), ma il vero culto consiste nello studio biblico fatto nelle adunanze settimanali e l'appartenenza all'Organizzazione dei TdG (che si autodefinisce "l'organizzazione visibile di Dio"). Nel geovismo non ci sono pratiche religiose né vita sacramentale. C'è soltanto il battesimo, che non è inteso come sacramento, ma è il segno, dato agli altri, che si è deciso di aderire all'Organizzazione dei TdG. Una volta all'anno si fa anche un'adunanza per commemorare la morte di Gesù: il pane e il vino vengono assunti soltanto da coloro che sentono di far parte dei "144.000 unti". Gli altri si limitano ad assistere alla cerimonia "in veste di osservatori" che, invece di avere la speranza di una vita celeste con Cristo, "si rallegrano alla prospettiva di vivere per sempre sulla terra paradisiaca".
È un fatto abbastanza strano che i continui spostamenti di presunte "date della fine del mondo presente" da parte dell'Organizzazione - dal 1874 al 1914, dal 1914 al 1925, dal 1925 al 1975, dal 1975 a una data imminente, non specificata - non abbia provocato nel movimento geovista crisi che avrebbero dovuto dargli un colpo mortale, perché il fatto che le profezie dei presidenti e del Corpo Direttivo non si avverano era segno evidente che il movimento geovista poggiava sul falso (si consideri anche il pensiero della Bibbia in proposito, espresso in Deuteronomio 18,20-22 e Matteo 7,15).
In realtà, dopo che la data del 1925 si dimostrò falsa, ci fu nel movimento geovista una "grande delusione", perché parecchi membri di esso avevano abbandonato il lavoro, rinviato operazioni necessarie per la salute, interrotto la coltivazione dei campi e abbandonato i loro averi. Ma la crisi fu ben presto assorbita e il movimento, opportunamente riorganizzato da J. E. Rutherford, crebbe.
Una nuova "grande delusione" si ebbe quando anche nel 1975 - altra data della presunta fine del presente mondo, profetizzata da N. H. Knorr - non avvenne nulla; ma anche questa volta l'organizzazione subì danni contenuti.
Invece una crisi grave scoppiò all'interno del Corpo Direttivo, quando nel 1979, partendo dal fallimento della loro profezia del 1975, si pose in questione la data del 1914, che è la data cardine su cui poggia tutto il geovismo. Il Corpo Direttivo ribadì con durezza che tale data non doveva essere mutata. Un membro del Corpo Direttivo - Raymond Franz - che mosse gravi obiezioni, venne espulso e più tardi disassociato: la vicenda è narrata nel volume Crisi di coscienza che, se ha mostrato che gravi dubbi esistono anche all'interno del Corpo Direttivo, ha ricordato anche, che nonostante tutte le crisi e le delusioni, il movimento geovista è in crescita.
Probabilmente, la spiegazione va ricercata nell'estrema rigidità dell'organizzazione dei TdG e nella sua capacità di plagio degli aderenti (nel libro "I testimoni di Geova: ideologie e consenso sociale", M. Castiglione, parlando di ciò che avviene all'interno di questa organizzazione, afferma che essa è "il più rilevante esempio di coercizione psicologica e di manipolazione di massa").
Da una parte, i membri sono sottoposti a un'estrema vigilanza, per cui ogni minimo dissenso da quanto ha stabilito il Corpo Direttivo viene immediatamente stroncato e punito con la disassociazione; dall'altra, ai TdG non è permesso di pensare in maniera autonoma: ogni membro deve "evitare lo spirito indipendente, mettendo in dubbio i consigli dell'organizzazione"; non deve avere contatti e scambi di idee con persone estranee al movimento, che potrebbero insinuargli dubbi circa i dogmi ufficiali; è scoraggiato dal leggere libri e riviste che possono influenzare il suo modo di pensare, che deve essere soltanto quello del movimento geovista. L'unica verità è quella che gli è insegnata con un continuo e implacabile martellamento psicologico nelle adunanze, in cui il TdG è sottoposto a un totale asservimento mentale. "Ecco perché non c'è un solo Testimone di Geova al mondo al quale sia consentito scrivere. Per quanto incredibile possa sembrare, in tutta la loro storia nessuno di loro ha mai prodotto nulla che fosse frutto delle sue riflessioni. È assolutamente vietato loro scrivere libri, saggi, articoli o altro, che contengano il frutto di una loro ricerca, di un loro pensiero. Quei pochissimi che hanno osato farlo sono stati puniti con la disassociazione" (cfr. S. Pollina, "Viaggio nel mondo dei Testimoni di Geova". Nel 1982 fu "disassociato" C. Olof Jonsson, TdG da 25 anni, per aver scritto un volume nel quale mostrava l'infondatezza della data del 607 a.C. come anno della distruzione di Gerusalemme da parte del re Nabucodonosor II: in realtà, il fatto che il re babilonese non distrusse Gerusalemme nel 607 fa crollare la data del 1914, su cui poggia la dottrina geovista. È storicamente certo che Nabucodonosor II distrusse Gerusalemme 20 anni dopo, nel 587-586).
Questo ci fa concludere che l'Organizzazione esercita sui suoi adepti una sorta di plagio mentale, per cui perdono ogni senso critico e sono disposti a credere e ad accettare come volontà divina qualunque cosa che sia loro proposta dal Corpo Direttivo, anche quando questo fa affermazioni che poi si dimostrano false, come le date (1878, 1914, 1925, 1975) della fine del mondo presente, e anche quando la loro traduzione della Bibbia dal greco è manifestamente erronea. Possibile - ci si chiede - che i TdG non si rendano conto di essere ingannati da profezie palesemente false e da traduzioni volutamente erronee della Sacra Scrittura? Siamo di fronte all'aspetto maggiormente deprecabile del geovismo: la distruzione che esso opera di ciò che nell'uomo è più propriamente "umano": la sua capacità di pensare autonomamente, di ragionare e di esercitare la facoltà critica, la sua libertà.
C'è un secondo aspetto, anch'esso assai deprecabile, del geovismo che non possiamo non segnalare; ed è che esso induce a rompere ogni rapporto "umano" e a considerare estranei e da evitare tutti coloro che non appartengono ai TdG, siano essi non solo parenti stretti e amici un tempo carissimi, ma anche il marito, la moglie e i figli, per cui nelle famiglie che non sono tutte formate da TdG avvengono rotture e scissioni crudeli e inumane. Il TdG trova calore affettivo e amicizia soltanto all'interno del movimento geovista, frequentando la loro "Sala del Regno" (il luogo dove si radunano). Tutte le altre persone sono estranee e nemiche e con esse non bisogna avere nulla a che fare. Questo spirito "settario" rende estremamente difficile ogni sincero dialogo con i TdG.

Il condizionamento esercitato sugli adepti
Nella stragrande maggioranza dei casi in cui parenti e amici tentano di parlare a un TdG circa gli errori della Torre di Guardia, essi non riescono a comunicare col TdG. Costoro possono avere dimestichezza con l'ideologia della Torre di Guardia, ma poi procedono come se al TdG mancassero solo le prove, presumendo semplicisticamente che, una volta di fronte alla verità, egli capirà e lascerà l'Organizzazione. Questo modo di fare non funziona quasi mai, perché si basa sull'ipotesi che la persona è solo priva di un'accurata informazione, e che una volta messa di fronte alla verità, prenderà la decisione di lasciare la Torre di Guardia.
In questo modo si parte dal falso presupposto che la persona non abbia sentito critiche sulla Torre di Guardia, o che la persona sia abbastanza obiettiva per valutare da sola la veridicità della Torre di Guardia.
E' difficile trovare un TdG che non abbia letto o sentito notizie che svelano la disonestà intellettuale della Torre di Guardia. Allora perché problemi non ne vede? Evidentemente qualcosa gli impedisce di analizzare le notizie vere in modo obiettivo. La sua mente è abituata a non dubitare minimamente dell'Organizzazione; si eleva un muro che in effetti gli dice: "fin qui puoi arrivare, ma non oltre". L'amico o il familiare non si rende conto che la persona è vittima del condizionamento mentale, e che qualsiasi pregiudizio o presupposto l'Organizzazione gli abbia inculcato, gli impedirà di vedere le cose con obiettività.
Si potrebbe paragonare tutto ciò al caso di una bambina che ama molto sua madre e che scopre che lei è sotto processo per omicidio di primo grado. Non avendo ancora la maturità per capire la natura umana e la complessità della personalità, la bimba sarà sopraffatta dal proprio attaccamento verso la madre e rifiuterà (anche senza una valida ragione) ogni sforzo per convincerla che sua madre può essere un'assassina. L'illustrazione non si discosta molto da ciò che succede in realtà nella mente del TdG. Gli viene insegnato che l'Organizzazione è la "madre" e che Geova è il "padre" che però parla al TdG solo attraverso l'Organizzazione. Gli viene ripetutamente ricordato quanto quest'ultima sia degna di fiducia e che senza di essa il TdG non può farcela. Chiunque altro cerchi di aiutare il TdG è considerato pericoloso.
Poiché il TdG fa parte di una "fratellanza", legata da uno spirito di compattezza per effetto delle cinque adunanze settimanali, la sensazione di essere al sicuro e anche "amato" rafforza ciò che sostiene l'Organizzazione. Essa gli ha insegnato a non leggere niente di ciò che la mette in cattiva luce, impedendo così alla persona di pensare in modo obiettivo. Di fronte a tali pubblicazioni egli è indotto a reagire emotivamente. Egli non discute minimamente le motivazioni o la veridicità dell'Organizzazione, anche di fronte a una vera sfida.
Solo se comincia a perdere fiducia nelle pretese dell'Organizzazione, potrà uscire dal vincolo emotivo e comincerà a pensare in modo obiettivo.
Un ex-TdG ha commentato: "La maggioranza dei Testimoni è in buona fede, anche perché pochissimi di loro hanno fatto dei confronti seri con realtà religiose diverse o approfondito criticamente gli insegnamenti ricevuti; molti non hanno né i mezzi né la capacità di farlo. Una volta diventati TdG, dopo qualche tempo, capacità e volontà di discernere errori e contraddizioni vengono soffocati quasi del tutto dal continuo studio di riviste e pubblicazioni edite dal Corpo Direttivo (CD), studio che consiste nell'accettazione acritica e passiva di tutto ciò che dichiara la Società. Lo so che ai Testimoni dà fastidio sentir parlare di indottrinamento, ma non possono negare questa realtà: quante volte qualcuno di loro ha potuto esprimere liberamente delle critiche agli insegnamenti dello "schiavo"?".
Un altro ex-TdG, dopo aver lasciato l'Organizzazione, ha commentato: "Non è stato facile. Perché il mondo esclusivo che si è costruito attorno al testimone di Geova crolla quando si decide di uscirne; si perdono le amicizie, viene tolto anche il saluto. Si è nel più completo isolamento: la morte sociale. Tant'è che il 30% di quelli che abbandonano poi rientrano proprio per ritrovare l'ambiente lasciato: amicizie, affetti, calore umano. Quantunque l'Organizzazione tema più quello che lascia spontaneamente che non quello che viene allontanato. Chi lascia evidentemente ha maturato una scelta autonoma che potrebbe essere imitata da altre persone. La mia decisione di mettere fine a quest'esperienza è nata per motivi ideologici. Ma è stato stressante non poterne parlare con nessuno."

C'è speranza per parenti o amici che sono entrati a far parte dei Testimoni di Geova?
È una perdita di tempo cercare di aiutare un TdG ad uscire dall'Organizzazione? Potrebbe sembrare così per chi osserva dall'esterno. Il cieco zelo e l'impenetrabilità alla critica da parte del TdG potrebbero sembrare permanenti al familiare che cerca di liberarlo dalla Torre di Guardia.
L'Organizzazione sa che deve costantemente alimentare i propri adepti con lo stesso materiale, settimana dopo settimana, perché ha paura che un affiliato cominci a pensare e ad agire autonomamente. Qualche volta il TdG si estranea per un lungo periodo dalle attività della "Sala del Regno", e questo fa scattare nella sua mente le perplessità. Molti semplicemente si stancano di essere condizionati e la propria identificazione col movimento perde ogni attrattiva.
Che genere di forte motivazione evita al TdG di gettarsi a capofitto nelle "pericolose" acque dell'autocritica? Il motivo è la paura; il problema principale è la fiducia malriposta. Il concetto cristiano di confidare in un Dio reale ma invisibile viene sostituito da un simbolo più a portata di mano: l'Organizzazione. Il TdG impara che servire l'Organizzazione equivale a servire Dio. Crede che, se l'Organizzazione non fosse realmente voluta da Dio, non avrebbe nessun'altra sicurezza. Così rimane aggregato ad essa continuando ad ignorare la gran massa di informazioni che scardinano l'intera struttura della Torre di Guardia. Più ignora i fatti, più diventa mentalmente ristretto rischiando di non cambiare più.
Per cancellare il problema delle false profezie e delle incongruenze dell'Organizzazione, il TdG deve, in effetti, ingannare se stesso e pensare che l'Organizzazione è nel giusto.
Qualche studioso ha suggerito che per mettere a nudo i pregiudizi di un TdG è utile discutere con lui su argomenti che abbiano analogie con il condizionamento praticato dalla Torre di Guardia, ma che non riguardino direttamente né lui né l'Organizzazione.
Un cristiano può pensare di dover ricorrere subito alla Bibbia, ma si deve capire che prendere in mano la Bibbia scatena nel TdG una certa "linea di pensiero" prestabilita. Sebbene il TdG sia realmente ignaro della maggior parte del contesto biblico, tuttavia in conversazioni scritturali si sente a suo agio, perché è stato ampiamente indottrinato su cosa deve pensare e come rispondere.
Tirare fuori la Bibbia inopportunamente lo scuoterà da quella seria riflessione, e sarà di nuovo sicuro del fatto che lui sa già tutto sulla Bibbia, e che voi siete certamente nell'errore. Molte volte un cristiano ha visto naufragare i suoi sforzi di coinvolgere un TdG in conversazioni bibliche. La parte dolente della faccenda è che il cristiano crede di poter comunicare con il TdG proponendo alcuni brani biblici da chiarire; il risultato sarà che il TdG non gli parlerà più, e continuerà a credere di conoscere bene la Bibbia e di possedere tutta la verità.
Al di là dei ragionamenti logici o teologici che si possono tentare, ricordiamo che prima e sopra ogni altra cosa, la cosa migliore da fare resta comunque pregare per queste persone, perché ciò che è impossibile agli uomini, è possibile a Dio (vang. di Matteo 19,26).
Desidero concludere questo studio con le parole di un fratello, il quale consiglia di rendere semplicemente la vostra testimonianza cristiana a queste persone; dicendogli cioè "che siete dei discepoli di Cristo e che mediante la fede in Lui avete ricevuto la remissione dei peccati, avete la salvezza, avete la vita eterna, avete la pace di Dio, la gioia della salvezza, una consolazione eterna, avete lo Spirito Santo nei vostri cuori che grida: Abba! Padre!, e quindi che non vi manca nulla. Ma proseguite dicendogli che anche loro possono ricevere la salvezza se si ravvedono dai loro peccati e credono in Gesù. Ditegli che ciò si può sperimentare adesso, basta invocare Gesù Cristo.
Per quanto riguarda il vostro atteggiamento nei loro confronti, mostrategli amore quando gli parlate, non siate aspri e neppure volgari, perché questi atteggiamenti non si addicono ai santi. Ma l’amore sia sempre accompagnato da gravità e da franchezza. Ed infine pregate per loro affinché Dio li salvi."

Fonte: www.sermoni.net/Testimonianze_file/Ex_testimoni_di_Geova/2.doc

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Gèova - [Lat. Medioev. Jehovah (dall'ebr. Yahveh), traslitterazione del n. ineffabile di Dio, rappresentato dal tetragramma YHVH, con l'aggiunta delle vocali di Adonay, letteralmente 'mio Signore'] s.m. Ÿ Nome con il quale, nella Bibbia, si designa il Dio unico di Israele e di tutti i popoli della terra | Testimoni di - , membri, congregazione cristiana che nega la Trinità, respinge l'inferno e attende la restaurazione del regno di Geova.
Dizionario Zingarelli, Zanichelli editore, 1992, '94.

Geova: [lat. mediev. Iehovah (dall'ebr. Iahveh), traslitterazione del n. ineffabile di Dio, rappresentato dal tetragramma JHVH, con l'aggiunta delle vocali di Adonay,
letteralmente 'mio Signore'] Nome con il quale, nell'Antico Testamento, si degna il Dio unico di Israele.
Dizionario Zingarelli, Zanichelli editore, 10° edizione, 1970, p. 736.

Gèova, m. *ebr. JEHOVA. Nome con cui, nell'Antico Testamento, si designa il Dio unico d'Israele.
Dizionario Zingarelli, Zanichelli editore, 1957, 1965.

Gèova s.m. Adatt. it. della forma Jehova di Yahweh, nome ebraico di Dio.Testimone di G., membro di una congregazione religiosa che si considera depositaria della vera interpretazione biblica e attende la restaurazione del regno di Geova.
geovista agg.e s.m. e f. (pl. m. -i) Testimone di Geova; relativo ai Testimoni di Geova. [Der. di Geova]
Dizionario Devoto-Oli, Le Monnier editore, 1990, 2000, '01

Gèova - Nome ebraico di Dio. [dall'ebraico Yahweh]
Jahvè <iavè> (o Iahvè) v. YAHWEH
Yahweh <iahuèh> Nome ebraico di Dio, mai pronunciato dagli Ebrei in questa forma, il cui significato secondo la spiegazione biblica (Esodo, III, 14) è: 'io sono colui che sono'
Dizionario Devoto-Oli, Le Monnier editore, 1971, '80

Geova: [Gè-o-va] s.m.- Nome ebraico di Dio.
etimologia : adattamento di ebr. Yahweh
Dizionario Sabatini-Coletti, Giunti editore, 2a edizione, 1999.

Geova: [dall'ebr. Jehova] Dio.
Novissimo Dizionario della Lingua Italiana PALAZZI,
edizione riveduta a cura di G. Folena, p. 596, 1986.

Geova, forma italianizzata dal nome ebr. Yehowah, derivato da Yahweh.
Compact De Agostini 1989.

Yahweh o Iahvè, nome del dio di israele. Il suo significato originario è oscuro e controverso. Considerato nome ineffabile, impronunciabile, era sostituito dall'altro nome divino Adonai. Attribuendogli le vocali Adonai, nella letteratura del testo masoretico durante il Rinascimento, il nome Y. prese la forma Geova o Iehova.
Enciclopedia Generale, De Agostini Editore, 1996.

Jehovah - n. 1. Un nome di Dio nell' Antico Testamento, una traduzione erronea dell'ineffabile nome, JHVH, nelle Scritture ebraiche. 2. (nell'uso cristiano moderno) Dio. Jehovic, agg.
The new Webster's encyclopedic dictionary of the English language, Gramercy Books editore, 1997.

Geova -> Jahveh
Jahveh (ebr.: Yahwéh) Nome proprio di Dio nell'A.T., tradotto il Signore o l'Eterno.
E' generalmente preferita oggi la trascrizione Yahweh (pron. Jahuè), -> Dio.
Dizionario Biblico, Miegge, Caludiana editori, 1992.

Geova -> Dio
Dio - Il Dio d'Israele è chiamato con il suo nome personale piu' che con tutti gli altri nomi messi insieme; il nome non soltanto identificava la persona, ma ne rivelava il carattere.
Questo nome oggi è pronunciato dagli studiosi Yahweh; ma la vera pronuncia del nome ando' perduta durante il giudaismo, quando un superstizioso timore ne impediva
l'enunciazione. Al suo posto si lesse Adonai, "Signore": la combinazione delle consonanti di Yahweh (YHWH) e delle vocali di Adonai (AOA), creo' l'ibrido Jehovah (Geova)
delle Bibbie anglosassoni.
Dizionario Biblico - John McKenzie/Maggioni, Cittadella editrice, 1981.

 

fonte: http://www.testimonidigeova.net/Geova.htm

 

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