Graminacee tutto di tutto
Collegamenti utili gratuiti
- Da Wikipedia, l'enciclopedia libera:
- Le Poaceae o Graminacee sono una famiglia di piante angiosperme monocotiledoni dell'ordine Poales.
Nella regione mediterranea, allo stato spontaneo, pur localizzandosi soprattutto in ambienti aperti, occupano praticamente tutti i tipi di habitat, dai boschi ai luoghi umidi, dalle dune sabbiose agli ambienti ruderali. Si spingono a tutte le latitudini, con notevole escursione altimetrica. Sono piante perfettamente adattate ai climi aridi, anche se non mancano specie mesofile e altre persino acquatiche. Notevole l’importanza nel quadro del rivestimento vegetale della terra: costituiscono fitte formazioni vegetali molto estese alle quali conferiscono una particolare fisionomia come praterie, savane, steppe. Dominano i biomi delle savane, delle praterie e delle steppe e interi gruppi animali (es. ungulati) si sono evoluti contestualmente. Particolare importanza assumono anche nella storia e nell'economia umana. La coltura dei cereali è alla base dello sviluppo delle prime società civilizzate tanto nel Vecchio che nel Nuovo Mondo.
Si tratta di piante erbacee, perenni o annuali. L’habitus dominante è rizomatoso erbaceo. * Il fusto (denomimato culmo) è articolato in nodi ed internodi. Nella maggior parte delle specie è cavo negli internodi e pieno ai nodi. Poche specie (es. mais) presentano fusti pieni anche agli internodi. A livello dei nodi si originano le foglie e le ramificazioni laterali. Il culmo non si ramifica salvo che in basso; una porzione meristematica in corrispondenza del nodo conferisce al culmo la capacità di raddrizzarsi nel caso venga flesso. Molte Gramineae mostrano il fenomeno dell'accestimento: da un rizoma perenne si formano, anche nella stessa annata, più culmi vicini tra loro. * Le foglie constano di una guaina, che avvolge il culmo ed un lembo, che si stacca nettamente dalla guaina in corrispondenza di una piccola struttura membranosa detta ligula. La guaina presenta una incisione per tutta la sua lunghezza, i margini possono coprirsi per un breve tratto. Il lembo si distanzia dal fusto ad angolo ottuso e termina a punta, sovente presenta delle striature. La ligula è una membrana sottile posizionata tra il lembo e la guaina: può essere più o meno sviluppata o sostituita da un ciuffo di peli ed è importante come carattere diagnostico. In alcuni generi (es. Hordeum, Lolium) possono essere presenti delle auricole alla base della foglia. * I fiori sono sempre raccolti in particolari infiorescenze, distintive della famiglia, denominate spighette riunite a loro volta in spighe o pannocchie. L'impollinazione è anemofila (con conseguente perdita della funzione vessillare del fiore). Le Poaceae, sulla base della struttura della spighetta, vengono distinte in vari gruppi (tribù). * Il frutto è una cariosside in cui l'albume è a diretto contatto con il frutto per digestione dei tegumenti seminali. L'albume è amilaceo e presenta la porzione più esterna formata da uno strato di cellule ricche di proteine (strato aleuronico). Il seme ha endosperma ricco di amido.
- Fine articolo Graminacee tutto di tutto
Chiave computerizzata dei generi delle graminacee
del Friuli - Venezia Giulia.
Paola Ganis, Fabrizio Martini, Elisabetta Borgia, Gianluca Romanelli
Introduzione
L’identificazione delle graminacee assume spesso, in particolare per studenti e floristi dilettanti, ma anche per occasionali interessati, i connotati di un cammino difficile e non di rado frustrante, reso impegnativo dalla molteplicità delle specie, dall’esiguità dei caratteri, dalla difficoltà di interpretazione delle forme e dalla rigidità delle chiavi analitiche che, anche se politetiche, per loro stessa natura tracciano percorsi obbligati durante i quali un qualsiasi errore di valutazione o di interpretazione conduce a una determinazione sbagliata oppure, nel migliore dei casi, al dover ricominciare daccapo.
Sulla traccia di analoghe esperienze sviluppate all’estero, questo lavoro si propone di superare la maggiore delle limitazioni di una chiave analitica tradizionale, rappresentata dalla rigidità strutturale, attraverso la realizzazione di una chiave interattiva che, utilizzando in modo elastico una serie di caratteri, crea una molteplicità di percorsi di identificazione e, suggerendo al contempo i caratteri da analizzare, tende ad ottimizzare l’osservazione aumentando le possibilità di successo della determinazione con il minor dispendio possibile in fatto di caratteri necessari e di tempo. In ogni caso, il programma utilizzato costruisce anche una chiave tradizionale, qui riportata, le cui caratteristiche vengono illustrate in seguito.
Questa prima realizzazione, frutto della collaborazione fra informatica e floristica, è nata soprattutto per scopi didattici nei confronti degli studenti dei corsi di Botanica sistematica. Per questo motivo essa è limitata all’identificazione dei generi, tuttavia fra gli intenti degli autori vi è anche quello di divulgare metodiche più moderne e stimolare in tal senso l’inserimento di chiavi interattive anche in revisioni sistematiche o nella compilazione di flore analitiche locali. I costi in termini di tempo e di lavoro necessari alla costruzione della matrice dei caratteri, possono essere compensati dalla possibilità di costituire in prospettiva banche dati sistematiche in cui accumulare enormi quantità di dati sulla variabilità delle specie e non solamente, come finora accade con le banche dati floristiche, sulla loro distribuzione territoriale.
Identificazione e chiavi analitiche
Classificazione e identificazione
L'identificazione di un qualsiasi oggetto tratto dal regno animale, vegetale o inanimato avviene in seguito alla comparazione delle sue caratteristiche con quelle di altri oggetti gia' noti. Per esempio, per il biologo identificare il proprio esemplare di pianta o animale significa solitamente assegnargli il nome di una specie e cio' avviene comparando l'insieme dei caratteri osservati con quelli di specie gia' descritte. Se il termine classificazione indica quindi il procedimento che raggruppa in insiemi gli oggetti sulla base di determinate caratteristiche correlate in essi, il termine identificazione o determinazione indica la procedura di riconoscimento del proprio campione in riferimento ad una classificazione preesistente.
Chiavi analitiche
La determinazione di un esemplare e' supportata da vari strumenti - descrizioni, disegni, foto - tra cui rimangono privilegiate le chiavi diagnostiche o analitiche, oggi per lo piu' corredate anch'esse da descrizioni e immagini che aiutano a confermare il risultato ottenuto. Con le chiavi analitiche l'utente segue, tra i tanti predisposti, un percorso che egli stesso determina di volta in volta scegliendo, tra gli stati dei caratteri proposti, quello osservato nel proprio esemplare fino a giungere alla identificazione della specie.
Tra le molteplici chiavi analitiche che sono state costruite si distinguono, a seconda del metodo di identificazione utilizzato, quelle monotetiche e quelle politetiche (Pankhurst,1978).
Nelle chiavi monotetiche viene utilizzato sempre e solo un carattere alla volta in sequenza. Alla determinazione si arriva spesso utilizzando soltanto alcuni di tutti i caratteri disponibili nell'esemplare. Questi metodi di identificazione possono essere ad accesso singolo - quando per ciascun campione puo' essere utilizzato un unico percorso che parte da un'unica scelta di caratteri, come avviene nelle usatissime chiavi dicotomiche, dove la scelta che viene imposta e' sempre tra due stati di un carattere - o ad accesso multiplo, quando e' possibile in ogni momento selezionare un qualsiasi carattere e in qualsiasi ordine (polyclaves) (Pankhurst,1978).
Le chiavi politetiche utilizzano piu' caratteri contemporaneamente come avviene nelle chiavi tabulari. In questo caso, prima di iniziare la determinazione, l'esemplare e' descritto da piu' caratteri che vengono confrontati con quelli di taxa gia' descritti.
Chiavi di identificazione automatica
Negli ultimi trent'anni, con l'avanzata della tecnologia informatica, l'elaboratore elettronico e' stato sempre piu' utilizzato anche dai biologi sistematici, che col tempo hanno messo a punto sistemi di classificazione computerizzati comprendenti anche chiavi d'identificazione automatica. E' importante sottolineare che non esistono chiavi automatizzate se non sono strettamente legate ad una base di dati che contiene tutte le informazioni relative ad una classificazione preesistente, cioe' tutte le descrizioni dei modelli dei singoli taxa che serviranno come confronto per aiutare l'identificazione di nuovi esemplari. Il programma che gestisce i dati consente il recupero delle informazioni collegate ad un taxa o ad un carattere e quello che costruisce la chiave consente il riconoscimento di un campione sconosciuto e, nel caso non sia possibile, per lo meno fornisce una serie di possibili identificazioni per i dati inseriti (Romanelli, 1995).
I vantaggi dell'uso del computer nella costruzione della base dei dati e delle chiavi analitiche sono innegabili e includono la capacita' di memorizzare e di gestire anche grandi moli di informazioni, la grande rapidita' con cui vengono prese decisioni complesse ed eseguiti calcoli e la possibilita' di costruire sistemi flessibili che consentono, incrementando la base dei dati, di aggiornare quasi simultaneamente anche le chiavi di identificazione.
Tra i sistemi di classificazione computerizzata si distinguono quelli basati su una matrice caratteri - taxa e quelli basati su regole chiamati anche sistemi esperti. Se questi ultimi sono di piu' difficile implementazione per la difficolta' di trasformare in algoritmi le regole logiche individuate dall'esperto nel processo di classificazione, i sistemi basati sulle matrici hanno trovato grande sviluppo soprattutto per le modalita' di strutturazione dei dati che rendono piu' efficiente e pratico il recupero delle informazioni e l'utilizzo della procedura di riconoscimento (Romanelli, 1995).
Programmi DELTA e INTKEY
Il sistema da noi utilizzato per la costruzione della chiave analitica dei generi delle graminacee del Friuli-Venezia Giulia e' DELTA (Description Language for Taxonomy), che comprende anche il programma INTKEY per l'identificazione interattiva. Il software e' stato inizialmente sviluppato da Dallwitz (1974) ancora negli anni settanta con il linguaggio di programmazione Fortran per elaboratori medio-grandi e, ampliato successivamente dall'equipe di lavoro, e' attualmente disponibile anche nella versione per personal computer sia per il sistema operativo MS-DOS, sia per WINDOWS (Dallwitz et al., 1993, 1995, 1998; Partridge et al., 1993).
Il sistema legge, con un formato particolare che e' ormai adottato come standard per lo scambio di dati dall'International Taxonomic Databases Working Group, una matrice di dati tassonomici in cui ogni unita' tassonomica (taxon) e' descritto da una serie di caratteri ciascuno con uno specifico valore (stato). Il sistema e' in grado di codificare tutti i tipi di caratteri comunemente utilizzati per l'identificazione e la classificazione, ossia caratteri qualitativi e ordinali a due o piu' stati (rispettivamente caratteri dicotomici e caratteri multi-stato), caratteri continui (numeri reali) relativi a misurazioni, caratteri discreti (numeri interi) relativi a enumerazioni e caratteri testo (descrizioni). Un carattere puo' essere descritto da uno o piu' stati. Un carattere non descritto nel taxon equivale a un carattere non noto o a un carattere che puo' assumere tutti gli stati possibili oppure a un carattere non applicabile.
L'inapplicabilita' dei caratteri nei taxa viene evidenziata con una specifica particolare che, descrivendo tutte le dipendenze tra i caratteri, informa il sistema riguardo a quali caratteri non possono essere presi in considerazione in determinati taxa. Ad esempio il carattere che descrive i tipi di pelosita' di una foglia, essendo dipendente dal carattere presenza di peli sulla foglia, non puo' essere considerato su piante con foglie glabre.
Il programma e' in grado di tradurre la descrizione dei taxa e dei caratteri in linguaggio naturale e nei formati necessari per altri programmi tra i quali GENKEY (Payne, 1975) e PAUP (Swofford, 1991).
La chiave viene stampata sia in forma tabulare sia nello stile convenzionale delle chiavi parallele ('bracketed') (Pankhurst, 1978), in cui le vie proposte sulla base degli stati dei caratteri sono stampate insieme.
In rapporto alla descrizione fatta dei caratteri e dei taxa, la chiave viene generata automaticamente scegliendo quei caratteri che soddisfano alcune regole che ottimizzano la struttura della chiave stessa, minimizzando il costo medio dell'identificazione. La bonta' del carattere selezionato di volta in volta e' stimata in base alla equiripartizione che esso produce tra i taxa rimanenti. L'utente del programma ha comunque un alto controllo sulla strategia implementata, per cui e' sempre in grado di superare le scelte fatte automaticamente valutando lui stesso l'affidabilita' e la convenienza dei caratteri (Dallwitz, 1974, 1980). La costruzione automatica della chiave avviene nella seguente maniera: in un primo tempo viene selezionato il carattere migliore, cioe' quello che divide piu' equamente il gruppo originale di taxa in due (se il carattere e' dicotomico) o in piu' sottogruppi (se il carattere e' multistato), successivamente ciascun sottogruppo viene a sua volta suddiviso sulla base del migliore carattere tra quelli che rimangono e questa procedura continua fino a quando ciascun sottogruppo contiene un solo taxon o fino a quando non ci sono piu' caratteri disponibili a suddividere il gruppo di taxa rimanente (in questo caso la chiave e' incompleta e necessita in input di una integrazione di caratteri che discriminino i taxa).
L'utente puo' in qualsiasi momento specificare i caratteri da usare e definire anche la posizione della chiave in cui inserirli. Cio' e' molto utile quando si desidera che il raggruppamento dei taxa nella chiave rifletta le relazioni tassonomiche, scopo che non puo' essere raggiunto se la selezione dei caratteri e' affidata totalmente al programma.
INTKEY (Dallwitz et al., 1995, 1998) e' il programma che permette l'identificazione interattiva di un esemplare mediante la comparazione con le descrizioni memorizzate. Esso consente anche di interrogare la base dei dati e di gestire immagini che possono essere associate sia ai taxa che ai caratteri. La potenza di questo strumento consiste nella possibilita' di determinare un oggetto partendo da un carattere qualsiasi (chiave ad accesso multiplo), per esempio il piu' evidente. Nel caso delle specie vegetali cio' risulta molto utile perche' non sempre è possibile disporre nello stesso momento di tutti gli elementi utili per la determinazione (es. fiore e frutto) e l'interattivita' di questo programma consente di proseguire nell'identificazione scegliendo sempre i caratteri disponibili e tra questi quelli piu' visibili.
Chiave dei generi delle graminacee del Friuli - venezia giulia
Le graminacee del Friuli - Venezia Giulia
Le graminacee rappresentano una delle famiglie più evolute delle angiosperme, ricca di oltre 10.000 specie largamente diffuse in molte regioni del globo. Sono in massima parte erbe annue o perenni, solo eccezionalmente legnose (Bambusa, Phyllostachys) a foglie per lo più lineari, sparse o basali, prive di stipole, guainanti il fusto cavo (culmo), che risulta chiaramente articolato in nodi e internodi. All'ascella fogliare spesso è presente un'escrescenza membranosa incolore detta ligula. I fiori (Tavola 1; n.0) sono raccolti in numero di uno o piu' in vere e proprie unita' morfologiche dette spighette, ciascuna costituita da due brattee sterili (glume) inserite su di un asse (rachilla).
Ciascuno di essi è zigomorfo e presenta una struttura assai semplice, data da due altre brattee dette glumette (il lemma o glumetta inferiore ela palea o glumetta superiore) al cui interno sono inseriti tre stami e un ovario supero unicarpellare con due lunghi stimmi piumosi. Lo schema precedente è soggetto a numerose variazioni, poiché all'interno di un'unica spighetta i fiori possono essere o solo unisessuati oppure ermafroditi e unisessuati, gli stami ridotti a 2 o 1, non mancano esempi di specie monoiche (Zea). Le singole spighette sono poi raccolte in infiorescenze di vario tipo, per lo più spighe e pannocchie. Il frutto è una cariosside.
Le graminacee sono in massima parte responsabili della costituzione delle praterie sia naturali che di origine antropica. Il loro ruolo fitocenotico ed ecologico nelle formazioni prative e pascolive della regione F.V.G. e' stato oggetto di numerosi studi tra i quali ricordiamo in particolare quelli di Feoli Chiapella & Poldini (1993) e di Poldini & Oriolo (1994, 1997). Si devono invece a Feoli, Parente & Trinco (1979), Feoli, Nassimbeni & Cicigoi (1982), lavori specifici sull'importanza, la sperimentazione, il miglioramento e la stabilizzazione delle specie e delle vegetazioni foraggere nei sistemi agricoli marginali. Numerosi dati relativi a quest'ultime sono stati raccolti ed organizzati nella prima banca dati nazionale delle foraggere (Scimone M., Feoli E., Parente G. & Nassimbeni P., 1987, Napoleone & Scimone, 1988, Ganis & Parente, 1993) allo scopo di poter gestire correttamente queste risorse e di utilizzare in maniera ottimale i risultati sperimentali.
L’elenco dei generi e delle specie delle graminacee che compaiono nella chiave è stato desunto dalla check-list della flora del Friuli- Venezia Giulia (Poldini, 1980), da contributi miscellanei (Martini e Poldini, 1987, 1988, Jogan, 1996), dall’Atlante corologico delle piante vascolari del Friuli-Venezia Giulia (Poldini, 1991) e successivi aggiornamenti (Poldini & Vidali, 1993, 1994 1996, Martini et al., 1997). In base a ciò ogni genere è rappresentato unicamente dalle specie riportate nei suddetti lavori, ivi comprese quelle attestate solo attraverso dati bibliografici. In tal modo l’insieme da noi considerato conta 81 generi per complessive 255 specie. Di questi quasi la metà (35) sono monospecifici (Cynodon, Arrhenatherum, Eleusine, ecc.), mentre solo 3 possiedono più di 10 specie e sono Festuca (27 specie), Poa (21) e Bromus (23).
L’elenco completo delle specie è riportato in Allegato 1. La nomenclatura si rifà a Pignatti (1982).
La chiave analitica
Il lavoro di allestimento della chiave e' stato condotto in due fasi: la prima e' consistita nella scelta dei caratteri da considerare e nella successiva descrizione di ciascun genere con i caratteri prescelti, la seconda nella trascrizione di questi dati con il formato previsto dal programma, nella definizione delle specifiche di input e nell'esecuzione del programma DELTA. Per facilitare l'uso della chiave interattiva sono state aggiunte illustrazioni schematiche che hanno lo scopo di evidenziare meglio alcuni particolari.
La raccolta dei dati e' stata compiuta attraverso la comparazione delle descrizioni riportate in alcune delle principali flore analitiche italiane (Fiori, 1923, Zenari, 1957, Brilli Cattarini & Zangheri, 1976, Pignatti, 1982), europee (Hess et al., 1967, Tutin et al., 1980, Adler et al., 1994) ed extraeuropee (Hitchcock, 1951, Clayton W.D. & Renvoize S.A., 1986), nonchè dall'osservazione diretta dei caratteri nel fresco e in esemplari d'erbario depositati nell'erbario del Dipartimento di Biologia dell'Università di Trieste (TSB). A questo studio è stata dedicata anche una tesi di laurea (Borgia, 1987) realizzata presso il Dipartimento stesso durante il biennio 1986-'87.
Descrizione dei caratteri
Nella costruzione della chiave i caratteri sono stati suddivisi in fondamentali e accessori e ad essi è stato attribuito peso diverso. Sono stati considerati accessori e perciò utilizzati solo in via sussidiaria, affiancandoli a quelli fondamentali, caratteri suscettibili di sensibile variabilità quali ad esempio quantità di indumento, forma o dimensioni di organi, quando non identificabili attraverso campi discreti di variabilità.
Nella maggior parte dei casi la variabilità di un carattere è stata accertata attraverso l’osservazione diretta di campioni freschi e d'erbario.
Nell'Allegato 2 e' riportata la descrizione completa degli 81 caratteri considerati. Allo scopo di facilitare la discriminazione dei caratteri sono state aggiunte alcune spiegazioni utili ad interpretarli correttamente. Laddove la sola descrizione avrebbe potuto originare dubbi abbiamo preferito associarle illustrazioni schematiche che sono raggruppate in Tavola 1 e vengono richiamate nel testo. Il ricorso a valutazioni quantitative è utilizzato solo dove indispensabile e comunque garantito da intervalli ben differenziati.
Chiave analitica tradizionale: descrizione ed uso
La chiave dei generi riportata in Allegato 3 e' stata ottenuta col programma DELTA utilizzando alcune specifiche che danno priorita' d'uscita ai caratteri maggiormente visibili secondo il seguente ordine: tipo di infiorescenza (car. 2-4, 15-16), raggruppamento delle spighette (car. 6-7), numero di fiori per spighetta (car. 9-11), numero di glume (car. 27), rapporti di lunghezza delle glume tra loro (car. 28-29) e in relazione alla spighetta e al lemma (car. 30-33), caratteri legati alla ligula (car. 72-73) e alla resta del lemma (car. 60-61).
Alcuni caratteri presenti solo in singoli generi sono stati selezionati e posti all'inizio della chiave perche' fortemente visibili e caratterizzanti tali generi prima di altri caratteri fiorali o vegetativi. E' per questo motivo che all'inizio della chiave escono subito il genere Zea, unica graminacea monoica (car. 1), il genere Cenchrus per l'involucro spinescente avvolgente le spighette (car. 19), il genere Setaria per la presenza di setole lunghe e scabre alla base delle spighette (car. 20) e il genere Tragus per la presenza di aculei uncinati sulle glume (car. 21).
La chiave allegata e' monotetica, ad accesso singolo e si presenta nello stile convenzionale delle chiavi parallele cioe' con le alternative dei caratteri stampate insieme. Si distingue da quelle tradizionali perche' non e' strettamente dicotomica - in quanto sono stati utilizzati anche caratteri multi-stato - e perche' alcuni generi escono ripetutamente. Cio' e' dovuto al fatto che in essi alcuni caratteri si presentano non in uno stato univoco, ma in piu' stati e questi costituiscono vie differenti d'uscita.
L'identificazione finale dei generi avviene tramite un carattere principale che puo' essere accompagnato da altri 1-3 caratteri che confermano la determinazione.
Prima di utilizzare la chiave ed accingersi alla determinazione di un esemplare e' indispensabile venire a conoscenza della descrizione della struttura fiorale caratterizzante questa famiglia appropriandosi della nomenclatura specifica e delle convenzioni adottate. La descrizione fatta nel paragrafo precedente e le figure di Tavola 1 aiutano a raggiungere questo scopo. Sara' necessario poi un primo sguardo d'insieme sull'esemplare per individuare gli elementi caratteristici su cui si basera' gran parte del percorso di identificazione e cioe' le singole spighette nell'infiorescenza, e i singoli fiori all'interno delle spighette.
Inoltre poiche' nelle graminacee i caratteri da osservare - legati principalmente all'apparato fiorale - sono di solito molto piccoli, spesso e' necessario munirsi di una buona lente d'ingrandimento o preferibilmente di un binoculare: infatti un insufficiente ingrandimento e' causa frequente di errata identificazione. A parte rare eccezioni, con gli strumenti adeguati la chiave analitica di tipo tradizionale (su carta) puo' essere utilizzata anche in campo e, comunque, sia su materiale fresco che secco purche' ben conservato in tutte le sue parti.
Poiche' i caratteri descrittivi scelti non sono sempre dicotomici, la chiave derivata puo' presentare a ogni passo due o piu' alternative, e' buona regola leggerele prima di orientarsi su di una, evitando cosi' scelte affrettate. Se c'e' un reale dubbio sulla scelta, consigliamo di percorrere tutte le vie proposte e sara' molto probabile che quelle non corrette si riveleranno inadatte. Se il problema si dovesse verificare in chiave interattiva e' sufficiente tralasciare il carattere dubbio e selezionarne un altro di cui si e' piu' sicuri.
Chiave interattiva: descrizione e uso
La chiave interattiva gestita dal programma INTKEY (Intkey5 ver. 08) e' una chiave monotetica ad accesso multiplo e puo' essere utilizzata anche come chiave politetica selezionando piu' caratteri contemporaneamente. Il programma oltre a permettere l'identificazione interattiva di un esemplare, da' anche la possibilita' di ricercare informazioni specifiche nella base dei dati e include caratteristiche particolari tra le quali l'individuazione, basata su algoritmi informazionali, del migliore carattere da usare per procedere nell'identificazione, la visualizzazione opzionale di note sui caratteri, la versatilita' nelle operazioni per cui e' possibile vedere la descrizione di un genere o le differenze di caratteri tra due o piu' generi durante il processo di identificazione, la gestione automatica delle dipendenze dei caratteri per cui alcuni diventano inapplicabili quando altri assumono determinati valori, la possibilita' di vedere le differenze e le somiglianze tra due o piu' generi ed infine la visualizzazione di immagini relative a caratteri e specie.
Limite del software utilizzato
L'applicazione del sistema DELTA ha evidenziato una sua limitazione che riguarda la combinazione dei caratteri. Il sistema infatti, come la maggior parte dei sistemi che costruiscono chiavi analitiche e che partono da una base di dati non relazionale, da' la possibilita' di descrivere un taxon con caratteri che si possono presentare in uno o piu' stati alternativi. Se per un taxon sono descritti piu' caratteri con piu' stati, il programma genera per lo stesso taxon tante 'uscite' quante sono tutte le possibili combinazioni di caratteri-stati, comprese quelle che non hanno riscontro in natura. Cio' appesantisce la chiave di tipo tradizionale che presenta piu' uscite di quelle necessarie e che, nel percorso di determinazione, non verranno mai raggiunte dall'utente. Naturalmente questo problema scompare del tutto nella chiave interattiva dove le uscite non reali non sono mai visibili.
Questa limitazione risiede nell'input dei dati e nel fatto che non e' prevista nessuna maniera per specificare le reali combinazioni degli stati dei caratteri. Per esempio nella chiave che presentiamo, il genere Sporobolus viene descritto, tramite una particolare sintassi, con due stati del carattere infiorescenza (A): pannocchia spiciforme (1) (in S. poiretii) e pannocchia ampia o contratta (2) (in S. vaginiflorus e S. neglectus), ed anche con due stati del carattere ligula (B): assente (1) (in S. poiretii) e presente (2) (in S. vaginiflorus e S. neglectus); per esso il programma genera 4 uscite corrispondenti alle 4 combinazioni tra gli stati dei caratteri nel genere e cioe' A1B1, A1B2, A2B1, A2B2. Ma in questo caso le combinazioni reali sono soltanto due, A1B1 e A2B2, perche' lo Sporobolus con pannocchia spiciforme e' quello senza ligula e gli Sporobolus con pannocchie ampie o contratte sono gli stessi che hanno la ligula.
Questo inconveniente potrebbe essere superato da un sistema alternativo che preveda all'interno della base di dati di tipo relazionale la descrizione di ciascun taxon non piu' con un'unica definizione che sintetizza gli stati alternativi, ma con tante definizioni quante sono le possibili diverse combinazioni di caratteri in essi osservati. Nel nostro caso la vecchia descrizione Sporobolus: A,1 o 2; B,1 o 2 sarebbe sostituita da due descrizioni: Sporobolus:A,1; B,1 e Sporobolus: A,2; B,2 , le sole realmente riscontrabili in natura.
Acquisizione chiave interattiva
La chiave interattiva relativa ai generi delle graminacee del F.V.G. puo' essere richiesta al primo autore all'indirizzo riportato a pag. 15 o essere prelevata dalla rete collegandosi al sito del Dipartimento di Biologia dell'Universita' degli Studi di Trieste all'indirizzo:
http://www.univ.trieste.it/~biologia/gram/indxgram.html
Istruzioni per l'esecuzione del programma INTKEY
Per chi si procura la chiave dalla rete, il programma e' mandato in esecuzione attivando l'icona relativa al file chiavgra.ink o intkey5.exe (con le specifiche descritte nell'apposita pagina) e premendo 'OK'.
Si apre la finestra del programma in cui e' possibile vedere una breve descrizione della funzione dei pulsanti visualizzati semplicemente facendo scorrere il puntatore del mouse sugli stessi.
Il programma puo' essere utilizzato in modalita' normale (m.n.), consigliata per i principianti, e modalita' avanzata (m.a.) che permette una piu' libera gestione del software. Appena aperto, il programma lavora in modalita' normale e si passa a quella avanzata selezionando l'opzione apposita (Advanced mode) dal menu' File nella barra dei menu'.
Una prima introduzione ai dati e al programma con la bibliografia utilizzata e' ottenuta premendo il tasto
(Introduzione, Elenco specie, Bibliografia)
Oltre ad una introduzione e alla bibliografia, con questo pulsante e' possibile anche selezionare e stampare l'elenco completo delle 255 specie relative agli 81 generi di graminacee presenti nel Friuli-Venezia Giulia.
Identificazione
Per determinare il genere di un nuovo esemplare si eseguono i seguenti passi:
- Premere sul tasto
(Inizia una nuova identificazione)
per iniziare una nuova identificazione. Se si e' in m.a. premere anche
(Continua il processo di identificazione usando i caratteri migliori)
Questo comando e' richiamato direttamente dal primo pulsante lavorando in m.n.
- Il programma visualizza una lista di caratteri calcolati come i migliori ai fini del processo di determinazione e riportati in ordine descrescente di importanza. Selezionare un carattere e premere 'OK'.
- Il programma lista gli stati del carattere scelto o, se il carattere e' quantitativo, apre una finestra che richiede in input un valore. Se esiste una illustrazione associata, questa viene visualizzata automaticamente in m.n. e manualmente premendo il tasto Figure in m.a.. Selezionare lo stato del carattere o introdurre la misura richiesta e premere 'OK'. Se si e' incerti sullo stato o sul valore da introdurre, piuttosto di tirare a indovinare, e' preferibile selezionare piu' di uno stato, o introdurre un range di valori, o premere 'Annulla' e ripartire con un altro carattere. Il programma listera' i generi che soddisfano gli stati o i valori dei caratteri selezionati.
d. Ripetere dal punto b fino a quando rimane un solo genere.
Se in un qualsiasi momento si pensa di avere commesso un errore e lo si vuole correggere, chiudere la finestra di selezione del carattere premendo 'Annulla' e premere il tasto
(Cambia le scelte gia' effettuate)
per tornare su un carattere precedentemente scelto e ridare il valore o rifare la selezione di stato corretta.
Si puo' controllare la propria determinazione comparando l'esemplare sia con le illustrazioni (se ci sono), sia con la descrizione del genere a cui si e' arrivati. La prima immagine associata ad un genere e' automaticamente visualizzata in m.n. quando si completa il processo di identificazione e puo' essere mostrata in qualsiasi momento premendo
(Mostra le immagini dei taxa selezionati)
Le altre immagini possono essere visualizzate usando i menu' 'Soggetto' o 'Controllo' nella finestra dell' immagine.
Se ci si accorge di aver sbagliato nel processo di identificazione in m.a., premere
(Imposta la tolleranza d'errore)
e incrementare il valore di 1. Poi continuare l'identificazione premendo
(Continua l'identificazione usando i caratteri migliori)
In m.n. la tolleranza d'errore viene automaticamente incrementata quando l'esemplare da identificare non corrisponde a nessuno dei generi descritti ed e' automaticamente azzerata quando inizia una nuova determinazione.
Incrementare la tolleranza d'errore e continuare l'identificazione e' anche un modo per impratichirsi nell'identificazione anche quando non ci sono errori apparenti. L'incremento della tolleranza d'errore fa si' che rientrino in gioco nel processo di identificazione taxa che erano stati eliminati in precedenza perche' ritenuti non rispondenti ai caratteri gia' selezionati, questo permette una corretta identificazione non solo nel caso di errori di interpretazione da parte dell'utente, ma anche quando ci sono errori nella base dei dati.
Se si perviene ad una corretta identificazione dopo aver fatto errori, si possono trovare gli errori premendo
(Visualizza le differenze tra l'esemplare osservato e i rimanenti taxa)
Una descrizione del genere completa in tutti i suoi caratteri e' riportata a video premendo
(Mostra la descrizione completa di uno o piu' taxa)
Per visualizzare una breve descrizione del genere riguardante la longevita', l'habitat e la fioritura premere:
(Breve descrizione del taxon: longevita', habitat e fioritura)
Per ottenere le liste dei taxa che possiedono o che mancano di caratteri specifici presi singolarmente o in combinazione, premere dapprima il pulsante
(Inizia una nuova interrogazione)
e poi il pulsante
(Trova i taxa aventi specifici caratteri)
e introdurre i caratteri richiesti. Questa strada puo' essere percorsa anche per determinare un esemplare, con la differenza che i caratteri da selezionare sono presentati sempre nello stesso ordine che e' quello riportato nell'Allegato 2 e non secondo il criterio del migliore carattere.
Per conoscere le differenze tra due o piu' generi premere il tasto
(Mostra le differenze tra i taxa)
e selezionare i generi richiesti.
Per restringere l'identificazione ad un solo gruppo di generi premere sull'icona:
(Include sottogruppi di taxa)
Per operare su di uno o piu' gruppi ristretti di caratteri utilizzare il tasto:
(Include sottogruppi di caratteri)
In m.a. si puo' procedere nell'identificazione usando gruppi di caratteri diversi da quelli settati al passo precedente premendo anche sull'icona:
(Continua l'identificazione usando gruppi definiti di caratteri)
Per cambiare qui il gruppo di caratteri attivare prima 'Tutti i caratteri' da 'Seleziona da:' e poi scegliere uno o piu' tra i gruppi di caratteri disponibili.
Ringraziamenti
Desideriamo ringraziare tutte le persone che hanno collaborato per la realizzazione di questa chiave. In particolare ringraziamo il prof. E. Feoli per aver voluto, sostenuto e rivisto questo lavoro, il prof. L. Poldini per i commenti e i suggerimenti dati nella correzione della struttura della chiave, il sig. F. Bersan per averci dato l'assistenza tecnica nell'elaborazione delle immagini, la dott.ssa O. Mesiano per la competenza offertaci nella revisione dei caratteri di alcuni generi, il dott. G. Oriolo per aver testato la chiave con numerosi esemplari da lui stesso raccolti, il dott. M. Dallwitz e il dott. T. Paine, autori del software utilizzato, per la sollecita assistenza nella creazione dell'applicazione e il prof. G. Sabatinelli per il contributo dato nella traduzione in italiano del software.
Autori
P. Ganis
Dipartimento di Biologia - Universita' degli Studi di Trieste
v. L. Giorgieri 10, 34127 Trieste - Italy
tel.. +39 040 6763891, fax: +39 040 568855, e-mail: ganisp@univ.trieste.it
F. Martini
Dipartimento di Biologia - Universita' degli Studi di Trieste
v. L. Giorgieri 10, 34127 Trieste - Italy
tel.. +39 040 6763216, fax: +39 040 568855
E. Borgia
Dipartimento di Biologia - Universita' degli Studi di Trieste
v. L. Giorgieri 10, 34127 Trieste - Italy
tel.. +39 040 6763891, fax: +39 040 568855
G. Romanelli
Via Manin 54, 30174 Venezia Mestre - Italy
Tel.: +39 041 970939, e-mail: girom@tin.it
Bibliografia
Adler W., Oswald K. & Fischer R. 1994. Exkursionsflora von Österreich. Stuttgart u. Wien.
Borgia E. 1987. Identificazione delle graminacee del Friuli-Venezia Giulia mediante metodi semiautomatici. Tesi di laurea in Botanica per il Corso di Scienze Naturali. Universita' degli Studi di Trieste. Anno accademico 1986-87.
Brilli Cattarini A. & Zangheri P. 1976. Gramineae. In: Zangheri P., Flora Italica 1:895-892. Verona.
Conert H. J. (Hrsg.). 1979-97. Poaceae. In: Hegi G., Ill. Fl. Mitteleur., 1 (3). 3a Ed. Berlin.
Clayton W.D. & Renvoize S.A. 1986. Genera graminum grasses of the world. Her Majesty's stationery office. London.
Dallwitz M.J. 1974. A flexible computer program for generating identification keys. Systematic Zoology, 23(1):50-57.
Dallwitz, M. J. 1980. A general system for coding taxonomic descriptions. Taxon 29:41–6.
Dallwitz M. J., Paine T. A. & Zurcher, E. J. 1993 e successivi. ‘User’s Guide to the DELTA System: a General System for Processing Taxonomic Descriptions.’ 4th edition. http://biodiversity.uno.edu/delta/
Dallwitz M. J., Paine T. A. & Zurcher, E. J. 1995 e successivi. ‘User’s Guide to Intkey: a Program for Interactive Identification and Information Retrieval.’ 1st edition. http://biodiversity.uno.edu/delta/
Dallwitz M. J., Paine T. A. & Zurcher, E. J. 1998. Interactive keys. In: P. Bridge, P. Jeffries, D. R. Morse, and P. R. Scott. (eds.), ‘Information Technology, Plant Pathology and Biodiversity’, pp. 201–212. CAB International: Wallingford.
Feoli E., Parente G. & Trinco T. 1979. I prati falciabili delle Valli del Natisone. I - Classificazione e ordinamento della vegetazione. Centro Regionale per la Sperimentazione Agraria per il Friuli - Venezia Giulia. pp. 1-18. Udine.
Feoli E., Nassimbeni P. & Cicigoi G. 1982. I prati falciabili delle Valli del Natisone. II - Correlazione tra suolo e vegetazione. Centro Regionale per la Sperimentazione Agraria per il Friuli - Venezia Giulia. pp. 1-15. Udine.
Feoli Chiapella L. & Poldini L. 1993. Prati e pascoli del Friuli (NE Italia) su substrati basici. Studia geobot. 13:3-140. Trieste.
Fiori A. 1923: Nuova Flora Analitica d’Italia. 1. Firenze.
Ganis P. & Parente G. 1993. Potenziamento della banca dati nazionale delle foraggere per il trasferimento all'utenza. Informatore agrario 29/93, XXI-XXIII.
Hess H.E., Landolt E. & Hirzel R. 1967. Flora der Schweiz. 1. Basel u. Stuttgart.
Hitchcock A.S. 1951. Manual of the grasses of the United States. 2nd. Ed. Washington.
Jogan N. 1996. Melica picta C. Koch (Poaceae), a new species for the flora of Italy. Inf. Bot. Ital., 28:383-384.
Martini F. & Poldini L. 1987. Segnalazioni floristiche dalla regione Friuli-Venezia Giulia. II. Gortania, Atti Mus. Friul. St. Nat., 9:145-168.
Martini F. & Poldini L. 1988. Segnalazioni floristiche dalla regione Friuli-Venezia Giulia. III. Gortania, Atti Mus. Friul. St. Nat., 10: 145-162.
Martini F., Nardini S. & Rizzardini R. 1997. Appunti sulla flora del Friuli-Venezia Giulia. Gortania, Atti Mus. Friul. St. Nat., 19: 149-159.
Napoleone I. & Scimone M. 1988. La banca dati nazionale delle foraggere (BDF) del progetto finalizzato C.N.R. - I.P.R.A. Quaderni metodologici n.7. CNR- IPRA. Roma.
Payne R. W. 1975. Genkey: a program for constructing diagnostic keys. In R.J. Pankhurst (ed.): Biological Identification with Computerts. pp. 65-72. Academic Press, London.
Pankhurst R.J. 1978. Biological Identification. The principles and practice of identification methods in biology. Edward Arnold. pp.104.
Partridge T. R., Dallwitz M. J. & Watson, L. (1993 e successivi). ‘A Primer for the DELTA System.’ 3rd edition. http://biodiversity.uno.edu/delta/
Pignatti S. 1982. Flora d'Italia. Edagricole, Bologna. Vol. III, pp. 451-620
Poldini L. 1980. Catalogo floristico del Friuli-Venezia Giulia e dei territori adiacenti. Studia Geobot., 1: 13- 474.
Poldini L. 1991. Atlante corologico delle Piante vascolari nel Friuli-Venezia Giulia. Inventario floristico regionale. Udine.
Poldini L. & Oriolo G. 1994. La vegetazione dei prati da sfalcio e dei pascoli intensivi (Arrhenatheretalia e Poo-Triseteletalia) in Friuli (NE Italia). Studia Geobotanica 14(1): 3-48.
Poldini L. & Oriolo G. 1997. La vegetazione dei pascoli a Nardus stricta e delle praterie subalpine acidofile in Friuli (NE - Italia). Fitosociologia 34:127-158.
Poldini L. & Vidali M. 1993. Addenda ed errata/corrige all’ “Atlante corologico delle piante vascolari nel Friuli-Venezia Giulia”. 1991. 1. Gortania, Atti Mus. Friul. St. Nat., 15: 109-134.
Poldini L. & Vidali M. 1994. Addenda ed errata/corrige all’ “Atlante corologico delle piante vascolari nel Friuli-Venezia Giulia”. 1991. 2. Gortania, Atti Mus. Friul. St. Nat., 16: 125-149.
Poldini L. & Vidali M. 1996. Addenda ed errata/corrige all’ “Atlante corologico delle piante vascolari nel Friuli-Venezia Giulia”. 1991. 3. Gortania, Atti Mus. Friul. St. Nat., 18: 161-182.
Romanelli G. 1995. I sistemi di classificazione computerizzata in botanica. Tesi di laurea in Scienze Forestali. Padova, Anno accademico 1994-95.
Scimone M., Feoli E., Parente G. & Nassimbeni P. 1987. La banca dati delle foraggere in Italia nell'ambito della programmazione del recupero delle terre marginali. Rivista di Ingegneria Agraria 8: 88-92. 1987.
Swofford D.L. 1991. Phylogenetic analysis using parsimony (PAUP). Version 3.0s. Illinois Natural History Survey, Champaign.
Tutin T.G., Heywood V.H. et al. (eds.). 1980. Flora Europea. 5. Cambridge.
Zenari S. 1957. Flora escursionistica. Chiave Botanica analitica per la determinazione delle principali specie vegetali dell'Alta Italia. Zannoni, Padova.
Graminacee: descrizione della spighetta e di altri caratteri
0. Spighetta con tre fiori ermafroditi

2. Tipo di infiorescenza


2.1a 2.1b 2.2 2.3a 2.3b
4. Forma dell'infiorescenza composta paniculata o racemosa


4.1 4.2 4.3a 4.3b
12. - 13. Sessualita' dei fiori nelle spighette biflore e triflore

12.2 13.2
15. Disposizione delle spighette sulla rachide della spiga
![]()
15.1 15.2 15.3
17. Posizione dell'articolazione della rachilla nelle spighette

17.2
23. Compressione delle spighette (sezione trasversale)

23.1 23.2
25. Inserzione degli stili sull'ovario

25.1 25.2
36. - 46. Presenza della carena sulle glume e sul lemma

36.1 46.1 36.1a, 46.1a
43. - 58. Presenza della resta sulle glume e sul lemma

43.1 43.2 43.3
58.1 58.2 58.3
47. Apice del lemma

47.1 47.2 47.3
51. Presenza di peli rigidi, setosi sul lemma o alla sua base



51.1 51.2a 51.2b 51.3a 51.3b
52. Presenza di strutture cigliate a pennello alla base del lemma

52.1
60. Posizione della resta del lemma
![]()
60.1 60.2 60.3a 60.3b
72. Aspetto della ligula

72.1a 72.1b 72.2
Achnatherum
calamagrostis (L.) Beauv.
Aegilops
cylindrica Host
geniculata Roth
neglecta Req. ex Bertol.
triuncialis L.
Aeluropus
litoralis (Gouan) Parl.
Agropyron
caninum (L.) Beauv.
elongatum (Host) Beauv.
intermedium (Host) Beauv.
junceum (L.) Beauv.
pungens (Pers.) Roem. & Schul.
repens (L.) Beauv.
trichophorum (Lk.) K.Richter
Agrostis
alpina Scop.
canina L.
castellana Boiss. & Reut.
gigantea Roth
rupestris All.
schraderana Becherer
stolonifera L.
tenuis Sibth.
Aira
elegans Willd. ex Gaudin
Alopecurus
aequalis Sobol.
bulbosus Gouan
geniculatus L.
myosuroides Huds.
pratensis L.
utriculatus (L.)Sol.
Ammophila
littoralis (Beauv.) Rothm.
Anthoxanthum
alpinum Löve et Löve
odoratum L.
Apera
spica-venti (L.) Beauv.
Aristida
gracilis Elliot
Arrhenatherum
elatius (L.) J. & K. Presl
Arundo
donax L.
pliniana Turra
Avena
barbata Pott. ex Lk.
fatua L.
sativa L.
sterilis L.
Avenella
flexuosa (L.) Parl.
Avenula
praeusta (Rchb.) Holub
pratensis (L.) Dum.
pubescens (Huds.) Dum.
versicolor (Vill.) Lainz
Bothriochloa
ischaemum (L.) Keng
Brachypodium
cespitosum (Host) Roem. et Schult.
distachyon (L.) Beauv.
phoenicoides (L.) Roem. & Schult.
rupestre (Host) R. et S.
sylvaticum (Huds.) Beauv.
Briza
media L.
Bromus
arvensis L.
benekenii (Lange)Trimen
commutatus Schrad.
condensatus Hackel
erectus Hudson
gussonei Parl.
hordeaceus L.
inermis Leys.
japonicus Thunb. ex Murray
madritensis L.
molliformis Lloyd
racemosus L.
ramosus Huds.
rigidus Roth
secalinus L.
squarrosus L.
sterilis L.
tectorum L.
willdenowii Kunth
Calamagrostis
arundinacea (L.) Roth
canescens (Web.) Roth
epigejos (L.) Roth
pseudophragmites (Hall. F.) Koel.
varia (Schrad.) Host
villosa (Chaix) J.F.Gmel.
Catapodium
marinum (L.) Hubb.
rigidum (L.) Hubb.
Cenchrus
incertus Curtis
Chrysopogon
gryllus (L.) Trin.
Cleistogenes
serotina (L.) Keng
Crypsis
aculeata (L.) Ait.
alopecuroides (Pill. et M.) Schrad.
Cynodon
dactylon (L.) Pers.
Cynosurus
cristatus L.
echinatus L.
Dactylis
glomerata L.
polygama Horvatovsky
Danthonia
alpina Vest
decumbens (L.) DC.
Dasypyrum
villosum (L.) Borb.
Deschampsia
cespitosa (L.) Beauv.
Digitaria
ischaemum (Schreb.) Muehlenb.
sanguinalis (L.) Scop.
Echinochloa
crus-galli (L.) Beauv.
Eleusine
indica (L.) Gaertn.
Eragrostis
frankii C.A.Meyer ex Steudel
megastachya (Koel.) Lk.
minor Host
pectinacea (Michx.) Nees
pilosa (L.) Beauv.
Erianthus
ravennae (L.) Beauv.
Festuca
alpestris Roem. & Schult.
alpina Suter
altissima All.
arundinacea Schreb.
calva (Hackel) Richter
gigantea (L.) Vill.
heterophylla Lam.
laxa Host
nigrescens Lam.
nitida Kit. Ex Schur
norica (Hackel) Richter
paniculata (L.)Schinz & Thell.
picturata Pils
pratensis Huds.
pseudodura Steud.
quadriflora Honck.
rubra L.
rupicola Heuff.
spectabilis Jan ex Bertol.
stenantha (Hackel) Richter
tenuifolia Sibth.
trichophylla (Gaudin) K.Richter
valesiaca Schleich. ex Gaudin
vivipara (L.) Sm.
Gastridium
ventricosum (Gouan) Schinz & Thel
Gaudinia
fragilis (L.) Beauv.
Glyceria
fluitans (L.) R.Br.
maxima (Hartman) Holmberg
plicata (Fries) Fries
Hainardia
cylindrica (Willd.) Greut.
Hierochloë
australis (Schrad.) Roem. & Sch.
odorata (L.) Wahlenb.
Holcus
lanatus L.
mollis L.
Hordeum
bulbosum L.
leporinum Link
maritimum With.
murinum L.
secalinum Schreb.
vulgare L.
Koeleria
eriostachya Pancic
hirsuta (DC.) Gaudin
macrantha (Ledeb.) Sprengel
pyramidata (Lam.) Domin.
splendens Presl
Lagurus
ovatus L.
Leersia
oryzoides (L.) Swartz
Lolium
multiflorum Lam.
perenne L.
rigidum Gaudin
temulentum L.
Lophochloa
cristata (L.) Hyl.
Melica
ciliata L.
magnolii Godr. & Gren.
nutans L.
picta C. Koch
uniflora Retz.
Milium
effusum L.
Molinia
arundinacea Schrank
caerulea (L.) Moench
Nardus
stricta L.
Oplismenus
undulatifolius (Ard.)Beauv.
Oreochloa
disticha (Wulf.)Link
Oryzopsis
miliacea (L.) Asch. & Schweinf
virescens (Trin.) Beck
Panicum
capillare L.
dichotomiflorum Michx.
gattingeri Nash
miliaceum L.
Parapholis
incurva (L.) Hubb.
strigosa (Dum.) Hubb.
Paspalum
dilatatum Poiret
paspaloides (Michx.) Scribn.
Phalaris
aquatica L.
brachystachys Link
canariensis L.
coerulescens Desf.
minor Retz.
truncata Guss. ex Bert.
Phleum
alpinum L. emend. Gaudin
arenarium L.
hirsutum Honck.
paniculatum Huds.
phleoides (L.) Karsten
pratense L.
subulatum (Savi) Asch. & Gr.
Phragmites
australis (Cav.) Trin. ex Steud
Poa
alpina L.
angustifolia L.
annua L.
badensis Haenke ex Willd.
bulbosa L.
carniolica Hladnik et Graf
cenisia All.
compressa L.
glauca Vahl
hybrida Gaudin
laxa Haenke
minor Gaudin
molineri Balb.
nemoralis L.
palustris L.
pratensis L.
pumila Host
supina Schrader
sylvicola Guss.
trivialis L.
violacea Bell.
Polypogon
litoralis (With.) Sm.
monspeliensis (L.) Desf.
viridis (Gouan) Breistr.
Psilurus
incurvus (Gouan) Schinz & Thel
Puccinellia
distans (L.)Parl.
palustris (Seen.) Hayek
Sclerochloa
dura (L.) Beauv.
Secale
cereale L.
Sesleria
autumnalis (Scop.)F.W.Schultz
kalnikensis Jav.
ovata (Hoppe) Kern.
sphaerocephala Ard.
tenuifolia Schrader
uliginosa Opiz
varia (Jacq.) Wettst.
Setaria
ambigua Guss.
glauca (L.) Beauv.
italica (L.) Beauv.
verticillata (L.) Beauv.
viridis (L.) Beauv.
Sorghum
bicolor (L.) Moench
halepense (L.) Pers.
Spartina
juncea Willd.
maritima (Curt.) Fernald
Sporobolus
neglectus Nash
poiretii (R. & S.)Hitchc.
vaginiflorus (Torr.) Wood
Stipa
bromoides (L.) Dörfl.
johannis Celak.
pennata L. s.s. emend. Steven
ssp. austriaca (Beck) Martinos. et Skal.
veneta Moraldo
Tragus
racemosus (L.) All.
Trisetum
alpestre (Host) Beauv.
argenteum (Willd.) Roem. & Schu
flavescens (L.) Beauv.
spicatum (L.) K.Richter
ssp. ovatipaniculatum H.Hultén
Triticum
aestivum L.
Typhoides
arundinacea (L.) Moench
Vulpia
bromoides (L.) S.F.Gray
ciliata Dumort.
membranacea (L.) Link
myuros (L.) Gmelin
Zea
mays L.
Generi delle graminacee del F.V.G.
Lista dei Caratteri
Infiorescenza
#1. Pianta <sessualita' dell' infiorescenza>/
1. monoica con i fiori maschili e femminili riuniti in infiorescenze distinte/
2. con fiori ermafroditi o unisessuali maschili e femminili formanti un'unica infiorescenza/
#2. <Tipo di> infiorescenza/
1. a spiga (spiga vera <Fig.2.1a>, pannocchia spiciforme <Fig.2.1b>, racemo)/
2. digitata o corimbosa <Fig. 2.2>/
3. racemosa o paniculata (a spiga composta <Fig. 2.3a>, a racemo di spighe o a pannocchia <Fig.2.3b> )/
1 - 'Infiorescenza a spiga': con questo termine intendiamo riferirci a tutte quelle infiorescenze con aspetto macroscopico di spiga, in realta' vi sono comprese sia le spighe vere, cioe' quelle con tutte le spighette sessili (es. Agropyron), sia i racemi con le spighette brevemente peduncolate (es. Brachypodium), sia le pannocchie spiciformi caratterizzate da rami cosi' accorciati da generare un'infiorescenza contratta con aspetto di spiga. Le corte ramificazioni si rendono visibili piegando l'infiorescenza. (es. Sesleria, Koeleria, Phleum, Anthoxanthum).
2 - 'Infiorescenza digitata o corimbosa': infiorescenza costituita da un numero variabile di spighe (2–8) verticillate ovvero ravvicinate all'apice del culmo (es. Cynodon, Digitaria).
3 - 'Infiorescenza racemosa o paniculata': infiorescenza costituita da un numero solitamente elevato di spighette piu' o meno lungamente peduncolate riunite in racemo composto (pannocchia) (es. Poa, Festuca) o in un racemo di spighe (es. Echinochloa) o in una spiga composta.
#3. <Forma e lunghezza dell'> infiorescenza <a spiga>/
1. a pannocchia spiciforme allungata lineare, progressivamente interrotta alla base <Sporobolus>/
2. a pannocchia spiciforme da ovoidale a cilindrica, mai interrotta alla base <Phleum>/
3. a spiga molto breve (max 2 cm) con spighette distiche appressate <Oreochloa>/
4. a spiga o racemo lineare (5–15 cm) con spighette alternate e distanziate sulla rachide <Brachypodium>/
5. a pannocchia spiciforme unilaterale (2–5 cm) densa <Sclerochloa>/
La lunghezza dell'infiorescenza va misurata sull'asse partendo dal punto dov'è situata la prima ramificazione fino all'apice della spighetta sommitale escludendo le reste.
#4. <Forma dell'> infiorescenza <composta: paniculata o racemosa>/
1. a racemo di capolini emisferici avvolti in 2–4 guaine dilatate <Fig. 4.1> <Crypsis>/
2. a spiga composta o racemo di spighe <Fig. 4.2>/
3. a pannocchia ampia (con rami divaricati o patenti) <Fig. 4.3a> o contratta (con rami appressati) <Fig.4.3b>/
#5. Infiorescenza <paniculata o racemosa: disposizione dei rami laterali e delle spighette>/
1. unilaterale (spighette rivolte in maggioranza verso un lato della rachilla)/
2. non unilaterale/
Spighette: raggruppamento e sessualita'
#6. Spighette <raggruppamento>/
1. solitarie/
2. appaiate (eventualmente ternate solo le apicali)/
3. in gruppi di tre (generalmente la centrale ermafrodita e le due laterali maschili o sterili)/
4. in fascetti di 2–5/
Con questo carattere intendiamo selezionare quelle specie le cui spighette sono tutte visibilmente raggruppate in numero di due, tre fino a un massimo di cinque in tutta l'infiorescenza. Non sono stati presi in considerazione raggruppamenti piu' numerosi, ne consegue che anche le infiorescenze lobate, costituite da fascetti densi e compatti di un numero variabile di numerose spighette (es. Dactylis) rientrano nello stato 1.
#7. <Combinazioni della sessualita' tra> spighette <appaiate>/
1. appaiate sessualmente uguali/
2. appaiate: una (basale sessile) con uno (o piu') fiori ermafroditi e l'altra (superiore peduncolata) con fiori maschili o sterili/
#8. <Dimorfismo delle> spighette <seleziona Cynosurus>/
1. dimorfe generalmente accoppiate, le une sessili fertili, le altre peduncolate sterili coi fiori ridotti a lemmi distici/
2. tutte fertili e simili tra di loro/
#9. <Numero di fiori all'interno delle> spighette/
1. uniflore (con un unico fiore fertile ermafrodita o maschile, eventualmente accompagnato da strutture fiorali sterili ridotte al solo lemma o da un prolungamento dell'asse fiorale)/
2. non uniflore (con due o piu' fiori fertili ermafroditi o maschili)/
Per struttura sterile (fiore, lemma) va intesa la presenza all'interno della spighetta di una coppia di glumette prive di apparati sessuali (Melica) oppure di uno o due lemmi supplementari (privi di palea) associati a quelli fertili (Panicum, Anthoxanthum). Le strutture sterili cosi' descritte non vanno confuse con i prolungamenti dell'asse fiorale che alle volte possono essere presenti all'interno della spighetta e che sono di aspetto tubuliforme (alcune specie di Agrostis).
#10. Spighette <numero di fiori fertili>/
1. biflore (con due fiori fertili ed eventualmente altre strutture fiorali sterili)/
2. tri-pluriflore/
#11. <Presenza di strutture fiorali sterili all'interno delle> spighette <uniflore>/
1. con un solo fiore fertile (ermafrodita o maschile) <eventualmente accompagnato da un prolungamento dell'asse fiorale>/
2. con un fiore fertile e un fiore o lemma sterile/
3. con un fiore fertile e due lemmi sterili/
Per struttura sterile (fiore, lemma) va intesa la presenza all'interno della spighetta di una coppia di glumette prive di apparati sessuali (Echinichloa) oppure di uno o due lemmi supplementari (privi di palea) associati a quelli fertili (Panicum, Anthoxanthum). Le strutture sterili cosi' descritte non vanno confuse con i prolungamenti dell'asse fiorale che alle volte possono essere presenti all'interno della spighetta e che sono di aspetto tubuliforme (alcune specie di Agrostis) o claviforme (alcune specie di Melica).
#12. <Sessualita' dei fiori nelle> spighette <biflore>/
1. con tutti i fiori ermafroditi <e la presenza eventuale di strutture fiorali sterili>/
2. con un fiore ermafrodita e un fiore maschile <Fig. 12.2>/
#13. <Combinazione della sessualita' dei fiori nelle > spighette <tri-pluriflore>/
1. con tutti i fiori ermafroditi/
2. con un fiore ermafrodita e due laterali maschili <Fig. 13.2>/
3. con il fiore inferiore per lo piu' maschile e gli altri superiori ermafroditi/
Spighette: disposizione e caratteristiche particolari
#14. <Numero di stami nel fiore delle> spighette/
1. con 3 stami per fiore/
2. con 2 soli stami per fiore/
3. con 1 solo stame per fiore/
#15. <Disposizione delle> spighette <sulla rachide della spiga>/
1. inserite su un solo lato della rachide (spiga unilaterale) <Fig.15.1>/
2. inserite sui due lati della rachide (spiga distica) <Fig. 15.2>/
3. disposte tutt'attorno alla rachide <Fig. 15.3>/
#16. <Posizione delle> spighette <rispetto alla rachide della spiga distica>/
1. addossate alla rachide col dorso dei lemmi (e delle glume)/
2. addossate alla rachide con uno dei margini dei lemmi (e delle glume)/
#17. <Posizione dell'articolazione della rachilla nelle> spighette/
1. con rachilla che si disarticola sopra le glume (persistenti a maturita') <Fig. 17.2>/
2. con rachilla che si disarticola sotto le glume (caduche a maturita') <Fig. 17.2>/
La posizione dell'articolazione nelle spighette, ove esiste, risulta particolarmente evidente durante la fase di maturazione del seme e dopo la sua caduta. Se essa è portata al di sotto della spighetta, le glume si distaccano dalla rachilla insieme ad essa, qualora l'articolazione sia posta all'interno della spighetta, le glume persistono sull'infiorescenza anche molto dopo la caduta dei fiori (es. Agrostis).
#18. <Lunghezza delle> spighette <resta esclusa>/
1. lunghe al massimo 3 mm (resta esclusa) <Aira>/
2. lunghe da 3.5 a 8 mm (resta esclusa) <Trisetum>/
3. lunghe da 9 a 28 mm (resta esclusa) <Avenula>/
4. lunghe da 15 a 40 mm (resta esclusa) <Avena>/
5. piu lunghe di 4 mm (resta esclusa) <Calamagrostis>/
6. lunghe fino a 4 mm (resta esclusa) <Agrostis>/
7. lunghe da 4 a 15 mm (resta esclusa) <Festuca, Vulpia>/
8. lunghe da 10 a 40 mm (resta esclusa) <Bromus>/
La lunghezza delle spighette va misurata senza considerare le reste. Anche in chiave interattiva questo carattere deve essere utilizzato solo in fase finale di determinazione quando rimangono due generi da distinguere. In caso contrario, poiche' gli stati non sono mutuamente esclusivi, si potrebbero generare errori.
#19. <Presenza di squame spinescenti avvolgenti le> spighette <: seleziona Cenchrus>/
1. rinchiuse in un involucro di squame spinose pungenti con basi allargate e concresciute tra loro/
2. non rinchiuse in un involucro spinoso/
#20. <Presenza di setole esterne alle > spighette <: seleziona Setaria>/
1. circondate alla base da 1–6 robuste setole scabre di lunghezza maggiore delle glume/
2. non circondate da setole scabre/
#21. <Presenza di aculei uncinati sulle glume delle> spighette <: seleziona Tragus>/
1. portanti sul dorso delle glume 5–7 file di aculei uncinati/
2. con glume prive di aculei/
#22. <Forma e caratteristiche delle> spighette/
1. pendule e tremolanti su gracili peduncoli, ovato-cuneiformi, lunghe quanto larghe/
2. erette o, se pendenti per flessione dei lunghi peduncoli, mai oscillanti, lineari od ellittiche, molto piu' lunghe che larghe/
#23. <Compressione delle> spighette <, distingue Stipa da Oryzopsis>/
1. compresse lateralmente <Fig. 23.1 (sezione trasversale)>/
2. compresse dorsalmente <Fig. 23.2 (sezione trasversale)>/
#24. <Descrizione delle> spighette/
Stili e ovario
#25. <Inserzione degli> stili (molto brevi) <sull'ovario>/
1. inseriti all'apice dell'ovario <Fig. 25.1>/
2. inseriti sotto l'apice dell'ovario <Fig. 25.2>/
#26. <Pelosita' dell'> ovario e cariossidi <, distingue Avenula da Trisetum>/
1. pelosi superiormente/
2. glabri/
Glume
#27. <Presenza e numero delle> glume/
1. assenti/
2. una per spighetta <tranne nella spighetta terminale>/
3. due/
#28. <Differenza in lunghezza delle> glume <esclusa la resta>/
1. uguali o subeguali/
2. diseguali <una decisamente piu' piccola dell'altra >/
#29. <Disuguaglianza dettagliata delle> glume/
1. molto disuguali: l'inferiore lunga da un decimo a meta' della superiore/
2. diseguali in misura piu' ridotta: l'inferiore lunga piu' di meta' della superiore/
#30. <Differenze di lunghezza delle glume in rapporto alla spighetta>/
1. Glume entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa /
2. Una sola gluma lunga quanto la spighetta o piu' /
3. Glume decisamente piu' brevi della spighetta /
#31. <Differenze di lunghezza delle glume in rapporto al lemma>/
1. Glume entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso /
2. Una sola gluma lunga quanto il lemma o piu' /
3. Glume decisamente piu' brevi del lemma /
La lunghezza delle glume, nel caso di spighette pluriflore, va rapportata al lemma maggiore, solitamente quello della spighetta inferiore.
#32. <Singola> gluma <differenza in lunghezza rapportata alla spighetta>/
1. lunga quasi quanto la spighetta o piu' /
2. decisamente piu' breve della spighetta /
#33. <Singola> gluma <differenza in lunghezza rapportata al lemma>/
1. lunga quasi quanto il lemma o piu' /
2. decisamente piu' breve del lemma /
La lunghezza della gluma, nel caso di spighette pluriflore, va rapportata al lemma maggiore, solitamente quello della spighetta inferiore.
#34. <Unione tra le> glume/
1. libere/
2. concresciute tra loro almeno alla base o tra il terzo inferiore fino alla meta'/
#35. Glume <forma>/
1. lineari o lanceolate o oblanceolate/
2. ovali - ventricose/
#36. <Presenza della carena sulle> glume/
1. carenate <Fig.36.1 e Fig. 36.1a (sezione trasversale)>/
2. non carenate <arrotondate sul dorso, almeno alla base o raramente trigone>/
La carena si presenta come un'unica costolatura centrale evidentemente sporgente rispetto alla sagoma del dorso della gluma.
#37. Glume <forma apice>/
1. con apice acuto/
2. con apice ottuso o tronco <alle volte dentellato>/
#38. Glume <numero di denti, mucroni o reste, seleziona Aegilops>/
1. con apice mutico o con un solo dente, mucrone o resta/
2. con apice terminante in 2–5 reste o denti/
#39. Glume <presenza di espansioni membranacee sulla carena>/
1. alate/
2. non alate/
#40. <Pelosita' delle> glume/
1. provviste alla base o sul dorso di peli vistosi fitti piu' o meno rigidi/
2. glabre o pubescenti o con peli corti e sparsi/
La descrizione adottata di questo carattere ha lo scopo di distinguere subito le specie che hanno vistosi peli esterni alle spighette e sono localizzati quindi sul dorso delle glume o alla base di esse (stato 1).
2 -'Glabre o pubescenti o con peli corti e sparsi': una pelosita' poco visibile a distanza, seppure presente in una forma corta e sparsa, rientra in questo stato ed e' specificata meglio nel carattere (42) che pero' viene utilizzato soltanto nella chiave interattiva.
#41. Glume <pelosita'>/
1. glabre/
2. non glabre <da cigliate a piu' o meno pelose>/
#42. Glume <manifestazioni della pelosita'>/
1. cigliate/
2. pubescenti/
3. pelose o ispide/
Questo carattere non e' stato utilizzato per la costruzione della chiave tradizionale ed e' disponibile solo in chiave interattiva.
1 - 'Cigliate': dotate di peli radi e patenti (ortogonali).
2 - 'Pubescenti': dotate di pelosità corta e fitta, vellutata.
3 - 'Pelose o ispide': dotate di peli lunghi (setole) rigidi e spesso pungenti.
#43. <Presenza della resta sulle> glume/
1. mutiche/
2. mucronate (almeno una)/
3. aristate (almeno una)/
1 - 'Mutiche': prive di mucrone e di resta.
2 - 'Mucronate': con all'apice un mucrone, cioe' una punta breve e rigida bruscamente sporgente rispetto al margine.
3 - 'Aristate': provviste di una resta ossia di un prolungamento della venatura centrale in forma di appendice assottigliata e lungamente sporgente.
#44. <Numero di nervi nelle> glume/
1. uninervie/
2. trinervie/
3. con piu' di 3 nervi <plurinervie>/
Lemma
#45. Lemma <forma>/
1. lineare o lanceolato/
2. ovato-ventricoso-concavo/
#46. <Presenza della carena sul> lemma/
1. carenato <Fig. 46.1 e Fig. 46.1a (sezione trasversale)>/
2. non carenato <arrotondato sul dorso, almeno alla base o raramente trigono>/
La carena si presenta come un'unica costolatura centrale evidentemente sporgente rispetto alla sagoma del dorso del lemma.
#47. <Apice del> lemma/
1. intero <Fig. 47.1>/
2. bifido o bidentato o smarginato (o bicuspidato) <Fig. 47.2>/
3. dentellato <Fig. 47.3>/
#48. Lemma <forma apice>/
1. con apice acuto/
2. con apice ottuso o tronco/
#49. Lemma <pelosita'>/
1. glabro/
2. non glabro <da cigliato a piu' o meno peloso peloso>/
#50. Lemma <manifestazioni della pelosita'>/
1. cigliato/
2. pubescente/
3. peloso o ispido/
Questo carattere non e' stato utilizzato per la costruzione della chiave tradizionale ed e' disponibile solo in chiave interattiva.
1 - 'Cigliato': dotato di peli radi e patenti (ortogonali)
2 - 'Pubescente': dotato di pelosità corta e fitta, vellutata
3 - 'Peloso o ispido': dotato di peli lunghi (setole) rigidi e spesso pungenti
#51. <Presenza di peli rigidi, setosi sul> lemma <o alla sua base>/
1. con numerosi peli sul dorso o alla sua base subeguali o superanti il lemma stesso <Fig. 51.1>/
2. con peli rigidi piu' o meno fitti disposti sul dorso o circondanti ad anello la base non oltrepassanti la sua meta' inferiore <Fig. 51.2a e Fig. 51.2b>/
3. glabro o piu' o meno pubescente o lanoso (con peli lunghi e crespi) alla base <come in Poa> <Fig. 51.3a e Fig. 51.3b>/
La descrizione adottata ha lo scopo di distinguere alcune specie sulla base del tipo di pelosita' interna alle spighette, situata cioe' alla base o sul dorso del lemma.
1 - 'Con peli sul dorso o alla base del lemma subeguali o superanti il lemma stesso': questo carattere e' molto visibile e non necessita di ulteriori spiegazioni.
2 - 'Con peli rigidi disposti sul dorso o circondanti ad anello la base del lemma e non oltrepassanti la sua meta' inferiore': questo stato e' meno visibile del precedente, soprattutto quando il ciuffo di peli che circonda ad anello la base del lemma e' molto ridotto e tutto il resto del lemma e' glabro. E' pertanto consigliabile isolare il lemma dalle glume per individuare la presenza di questo carattere.
3 - 'Glabro o piu' o meno pubescente o o lanoso (con peli lunghi e crespi) alla base ': in questo stato rientra quella pelosita' corta e sparsa non descritta negli stati precedenti, che viene specificata meglio nel carattere 50 e la pelosita' lanosa e crespa (non rigida come nello stato 2) che si puo' trovare alla base dei lemmi del genere Poa.
#52. <Presenza di strutture cigliate a pennello alla base del> lemma/
1. munito alla base di due piccole espansioni cigliate a pennello < fiori rudimentali> <Fig. 52.1>/
2. glabro o con anello di peli alla base, ma privo di due espansioni cigliate/
#53. <Numero di nervi nel> lemma/
1. con una sola nervatura/
2. con tre nervature/
3. con piu' di tre nervature/
#54. Lemma <specifica il numero di nervi: distingue Puccinellia da Glyceria>/
1. con 5 nervature/
2. con 7 nervature sporgenti/
#55. <Nervature del> lemma/
1. con nervature confluenti all'apice/
2. con nervature non confluenti all'apice/
#56. <Lunghezza del> lemma <distingue Agropyron da Catapodium marinum>/
1. lungo 2–3 mm/
2. lungo 6–18 mm/
#57. <Consistenza del> lemma <e sua relazione con la palea, distingue Digitaria da Paspalum>/
1. membranaceo avvolgente quasi interamente la palea/
2. coriaceo sormontante la palea solamente ai bordi/
#58. <Presenza della resta sul> lemma/
1. mutico <Fig. 58.1>/
2. mucronato <Fig. 58.2>/
3. aristato <Fig. 58.3>/
1 - 'Mutico': privo di mucrone e di resta.
2 - 'Mucronato': con all'apice un mucrone, cioe' una punta breve e rigida bruscamente sporgente rispetto al margine.
3 - 'Aristato': provvisto di una resta, ossia di un prolungamento della venatura centrale in forma di appendice assottigliata e lungamente sporgente, essa può essere terminale e quindi prolungarsi oltre l'apice del lemma oppure staccarsi da esso in posizione diversa (vedi Car. 60). Talvolta può risultare difficoltosa la distinzione fra un apice aristato e uno mutico ma lungamente acuminato, originato dal progressivo assottigliarsi della lamina in una punta allungata (es. Phragmites).
#59. Lemma <numero di reste>/
1. con una sola resta/
2. con tre reste/
Resta del lemma
#60. <Posizione della> resta del lemma/
1. basale <Fig. 60.1>/
2. dorsale <Fig. 60.2>/
3. apicale o subapicale <Fig. 60.3>/
1 - 'Basale': che si stacca alla base del lemma
2 - 'Dorsale': che si stacca in posizione intermedia tra la base e l'apice
3 - 'Apicale o subapicale': che si stacca in posizione apicale o immediatamente al di sotto dell'apice <Fig. 60.3a>(es. Bromus japonicus) o tra due denti terminali del lemma <Fig. 60.3b>. (es. Danthonia)
#61. <Forma della> resta del lemma/
1. ginocchiata/
2. non ginocchiata <diritta o incurvata>/
1- 'Resta ginocchiata': resta provvista di un'articolazione in corrispondenza della quale l'asse della resta forma un angolo più o meno accentuato.
#62. Resta del lemma di <dimensioni in mm>/
mm/
#63. Resta <differenza in lunghezza, seleziona Stipa>/
1. apicale del lemma lunga da 1 a 30 cm/
2. apicale del lemma lunga meno di 1 cm/
#64. Resta <consistenza e ulteriore descrizione>/
Culmo
#65. Rachide principale della spiga <distingue Agropyron da Catapodium marinum>/
1. completamente visibile su di un lato dell'infiorescenza/
2. non completamente visibile perche' in parte nascosto dalle spighette/
#66. Culmo <raggruppamento>/
1. fascicolato <cespuglioso>/
2. solitario/
#67. <Altezza del> culmo di/
cm/
L'altezza del culmo è compresa fra il terreno e la base dell'infiorescenza.
#68. Nodi del culmo <distribuzione lungo il culmo>/
1. distribuiti lungo tutto il culmo/
2. uno solo alla base/
#69. Nodi del culmo <caratteristiche particolari>/
Foglie, ligula, ilo, radice
#70. Foglie <descrizione>/
#71. Ligula/
1. presente/
2. assente o subnulla <al massimo 0.5 mm>/
#72. <Aspetto della> ligula/
1. membranacea (glabra oppure con peli o ciglia alla sommita') <Fig.72.1a e Fig. 72.1b>/
2. sostituita da una linea di peli o ciglia <Fig. 72.2>/
#73. Ligula <forma dell'apice>/
1. intera (lanceolata o triangolare)/
2. bifida/
3. sfrangiata/
#74. Ligula <forma dell'apice>/
1. acuta/
2. ottusa/
3. tronca/
#75. Ligula di <lunghezza in mm>/
mm/
#76. <Forma dell'> ilo del seme/
1. da puntiforme o circolare ad ovale/
2. allungato o lineare/
#77. <Descrizione della> Radice:/
#78. <Longevita' della> pianta/
1. annuale (senza getti sterili)/
2. perenne (con getti sterili)/
Habitat e fioritura
#79. <HABITAT>/
Esso viene esplicitato solo per generi comprendenti una o poche specie (max 4) ed e' stato definito in base all'ecologia delle singole specie afferenti al genere considerato.
#80. <FIORITURA>/
Come per la voce "Habitat", il periodo di fioritura viene fornito per generi con una o poche specie ed e' stato definito raggruppando gli intervalli di fioritura delle singole specie appartenenti al genere considerato.
#81. <Numero di specie>/
specie/
Indica il numero di specie afferenti al genere considerato.
Chiave analitica
(Il numero tra parentesi indica il punto dal quale si proviene)
1. Pianta monoica con i fiori maschili e femminili riuniti in infiorescenze distinte....................................... Zea
Pianta con fiori ermafroditi o unisessuali maschili e femminili formanti un'unica infiorescenza.............. 2
2(1). Spighette rinchiuse in un involucro di squame spinose pungenti con basi allargate e concresciute tra loro
................................................................................................................................................................... Cenchrus
Spighette non rinchiuse in un involucro spinoso.................................................................................................. 3
3(2). Spighette portanti sul dorso delle glume 5-7 file di aculei uncinati........................................................ Tragus
Spighette con glume prive di aculei........................................................................................................................ 4
4(3). Infiorescenza a spiga (spiga vera, pannocchia spiciforme, racemo)............................................................... 5
Infiorescenza digitata o corimbosa..................................................................................................................... 54
Infiorescenza racemosa o paniculata (a spiga composta, a racemo di spighe o a pannocchia )............ 59
5(4). Spighette circondate alla base da 1-6 robuste setole scabre di lunghezza maggiore delle glume.... Setaria
Spighette non circondate da setole scabre............................................................................................................ 6
6(5). Spighette uniflore (con un unico fiore fertile ermafrodita o maschile, eventualmente accompagnato da strutture fiorali sterili ridotte al solo lemma o da un prolungamento dell'asse fiorale)........................................................ 7
Spighette non uniflore (con due o piu' fiori fertili ermafroditi o maschili).................................................... 25
7(6). Spighette solitarie....................................................................................................................................................... 8
Spighette in gruppi di tre (generalmente la centrale ermafrodita e le due laterali maschili o sterili)..............
................................................................................................................................................................... Hordeum
Spighette in fascetti di 2-5..................................................................................................................... Oplismenus
8(7). Glume assenti.................................................................................................................................................. Nardus
Glume una per spighetta.......................................................................................................................................... 9
Glume due................................................................................................................................................................ 10
9(8). Gluma lunga quasi quanto la spighetta o piu', gluma lunga quasi quanto il lemma o piu', lemma mutico, lemma non carenato................................................................................................................................................ Hainardia
Gluma decisamente piu' breve della spighetta, gluma decisamente piu' breve del lemma, lemma aristato, lemma carenato Psilurus
10(8). Lemma con numerosi peli sul dorso o alla sua base subeguali o superanti il lemma stesso............. Melica
Lemma con peli rigidi piu' o meno fitti disposti sul dorso o circondanti ad anello la base e non oltrepassanti la sua meta' inferiore............................................................................................................................................... Ammophila
Lemma glabro o piu' o meno pubescente o lanoso (con peli lunghi e crespi) alla base............................. 11
11(10). Spighette con un solo fiore fertile (ermafrodita o maschile)........................................................................... 12
Spighette con un fiore fertile e un fiore o lemma sterile........................................................................... Melica
Spighette con un fiore fertile e due lemmi sterili................................................................................................ 24
12(11). Glume uguali o subeguali....................................................................................................................................... 13
Glume diseguali....................................................................................................................................................... 23
13(12). Lemma mutico........................................................................................................................................................ 14
Lemma aristato....................................................................................................................................................... 21
14(13). Ligula presente......................................................................................................................................................... 15
Ligula assente o subnulla....................................................................................................................................... 19
15(14). Ligula membranacea (glabra oppure con peli o ciglia alla sommita')........................................................... 16
Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia....................................................................................................... 18
16(15). Glume alate, lemma con apice acuto....................................................................................................... Phalaris
Glume non alate, lemma con apice ottuso o tronco......................................................................................... 17
17(16). Spighette con rachilla che si disarticola sopra le glume (persistenti a maturita'), glume trinervie... Phleum
Spighette con rachilla che si disarticola sotto le glume (caduche a maturita'), glume uninervie Polypogon
18(15). Infiorescenza a pannocchia spiciforme allungata lineare, progressivamente interrotta alla base, spighette con rachilla che si disarticola sopra le glume (persistenti a maturita')....................................................................... Sporobolus
Infiorescenza a pannocchia spiciforme da ovoidale a cilindrica, mai interrotta alla base, spighette con rachilla che si disarticola sotto le glume (caduche a maturita').................................................................................. Crypsis
19(14). Spighette inserite sui due lati della rachide (spiga distica)................................................................ Parapholis
Spighette disposte tutt'attorno alla rachide........................................................................................................ 20
20(19). Infiorescenza a pannocchia spiciforme allungata lineare, progressivamente interrotta alla base................ Sporobolus
Infiorescenza a pannocchia spiciforme da ovoidale a cilindrica, mai interrotta alla base.............. Phleum
21(13). Lemma con una sola resta, glume glabre o pubescenti o con peli corti e sparsi.......................................... 22
Lemma con tre reste, glume provviste alla base o sul dorso di peli vistosi fitti piu' o meno rigidi..................
..................................................................................................................................................................... Lagurus
22(21). Resta del lemma dorsale, lemma intero, glume concresciute tra loro almeno alla base o tra il terzo inferiore e la meta' Alopecurus
Resta del lemma apicale o subapicale, lemma dentellato, glume libere....................................... Polypogon
23(12). Lemma intero.......................................................................................................................................... Sporobolus
Lemma dentellato................................................................................................................................... Gastridium
24(11). Glume uguali o subeguali, Glume entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, spighette con 3 stami per fiore, glume alate..................................................................................................................................... Phalaris
Glume diseguali, Una sola gluma lunga quanto la spighetta o piu', spighette con 2 soli stami per fiore, glume non alate Anthoxanthum
25(6). Glume una per spighetta............................................................................................................................... Lolium
Glume due................................................................................................................................................................ 26
26(25). Spighette dimorfe generalmente accoppiate, le une sessili fertili, le altre peduncolate sterili coi fiori ridotti a lemmi distici Cynosurus
Spighette tutte fertili e simili tra di loro................................................................................................................ 27
27(26). Lemma mutico........................................................................................................................................................ 28
Lemma mucronato................................................................................................................................................. 35
Lemma aristato....................................................................................................................................................... 44
28(27). Glume uguali o subeguali....................................................................................................................................... 29
Glume diseguali....................................................................................................................................................... 32
29(28). Spighette inserite sui due lati della rachide (spiga distica)................................................................................ 30
Spighette disposte tutt'attorno alla rachide........................................................................................................ 31
30(29). Lemma lungo 2-3 mm, rachide principale della spiga completamente visibile su di un lato dell'infiorescenza, pianta annuale (senza getti sterili)............................................................................................................................. Catapodium
Lemma lungo 6-18 mm, rachide principale della spiga non completamente visibile perche' in parte nascosto dalle spighette, pianta perenne (con getti sterili)....................................................................................................... Agropyron
31(29). Glume carenate, lemma carenato............................................................................................................ Koeleria
Glume non carenate, lemma non carenato............................................................................................... Melica
32(28). Glume entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso ................................................... Melica
Una sola gluma lunga quanto il lemma o piu' ................................................................................................. 33
Glume decisamente piu' brevi del lemma ......................................................................................................... 34
33(32). Glume carenate, lemma carenato............................................................................................................ Koeleria
Glume non carenate, lemma non carenato............................................................................................... Melica
34(32). Infiorescenza a spiga molto breve (max 2 cm) con spighette distiche appressate....................... Oreochloa
Infiorescenza a spiga o racemo lineare (5-15 cm) con spighette alternate e distanziate sulla rachide.........
......................................................................................................................................................... Brachypodium
Infiorescenza a pannocchia spiciforme unilaterale (2-5 cm) densa............................................ Sclerochloa
35(27). Glume uguali o subeguali....................................................................................................................................... 36
Glume diseguali....................................................................................................................................................... 40
36(35). Spighette inserite sui due lati della rachide (spiga distica)................................................................................ 37
Spighette disposte tutt'attorno alla rachide........................................................................................................ 39
37(36). Glume con apice mutico o con un solo dente, mucrone o resta..................................................................... 38
Glume con apice terminante in 2-5 reste o denti................................................................................... Aegilops
38(37). Lemma con nervature confluenti all'apice, pianta perenne (con getti sterili)............................... Agropyron
Lemma con nervature non confluenti all'apice, pianta annuale (senza getti sterili)....................... Triticum
39(36). Glume entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, Glume entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso ........................................................................................................................................... Sesleria
Glume decisamente piu' brevi della spighetta, Una sola gluma lunga quanto il lemma o piu' .... Koeleria
40(35). Una sola gluma lunga quanto il lemma o piu' ................................................................................................. 41
Glume decisamente piu' brevi del lemma ......................................................................................................... 43
41(40). Ligula presente......................................................................................................................................................... 42
Ligula assente o subnulla........................................................................................................................... Koeleria
42(41). Ligula membranacea (glabra oppure con peli o ciglia alla sommita')............................................... Koeleria
Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia........................................................................................ Aeluropus
43(40). Infiorescenza a spiga molto breve (max 2 cm) con spighette distiche appressate, lemma carenato, ligula ottusa Oreochloa
Infiorescenza a spiga o racemo lineare (5-15 cm) con spighette alternate e distanziate sulla rachide, lemma non carenato, ligula tronca.................................................................................................................................. Brachypodium
44(27). Resta del lemma dorsale........................................................................................................................................ 45
Resta del lemma apicale o subapicale................................................................................................................ 46
45(44). Ligula presente, spighette disposte tutt'attorno alla rachide, lemma bifido o bidentato o smarginato (o bicuspidato), pianta perenne (con getti sterili)........................................................................................................................ Trisetum
Ligula assente o subnulla, spighette inserite sui due lati della rachide (spiga distica), lemma intero, pianta annuale (senza getti sterili)............................................................................................................................................... Gaudinia
46(44). Glume uguali o subeguali....................................................................................................................................... 47
Glume diseguali....................................................................................................................................................... 52
47(46). Glume provviste alla base o sul dorso di peli vistosi fitti piu' o meno rigidi.................................. Dasypyrum
Glume glabre o pubescenti o con peli corti e sparsi........................................................................................... 48
48(47). Spighette inserite sui due lati della rachide (spiga distica)................................................................................ 49
Spighette disposte tutt'attorno alla rachide.............................................................................................. Sesleria
49(48). Spighette biflore (con due fiori fertili ed eventualmente altre strutture fiorali sterili).......................... Secale
Spighette tri-pluriflore............................................................................................................................................. 50
50(49). Glume con apice mutico o con un solo dente, mucrone o resta..................................................................... 51
Glume con apice terminante in 2-5 reste o denti................................................................................... Aegilops
51(50). Lemma con nervature confluenti all'apice, pianta perenne (con getti sterili)............................... Agropyron
Lemma con nervature non confluenti all'apice, pianta annuale (senza getti sterili)....................... Triticum
52(46). Lemma intero.......................................................................................................................................................... 53
Lemma bifido o bidentato o smarginato (o bicuspidato).............................................................. Lophochloa
53(52). Glume molto disuguali: l'inferiore lunga da un decimo a meta' della superiore.................................. Vulpia
Glume diseguali in misura piu' ridotta: l'inferiore lunga piu' di meta' della superiore........... Brachypodium
54(4). Spighette solitarie.................................................................................................................................................... 55
Spighette appaiate (eventualmente ternate solo le apicali)............................................................................. 57
55(54). Glume entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, Glume entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso ..................................................................................................................................................... 56
Una sola gluma lunga quanto la spighetta o piu', Una sola gluma lunga quanto il lemma o piu' Spartina
Glume decisamente piu' brevi della spighetta, Glume decisamente piu' brevi del lemma ............ Eleusine
56(55). Ligula membranacea (glabra oppure con peli o ciglia alla sommita'), glume non carenate, lemma non carenato Paspalum
Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia, glume carenate, lemma carenato............................. Cynodon
57(54). Spighette appaiate sessualmente uguali, ligula membranacea (glabra oppure con peli o ciglia alla sommita'), glume glabre o pubescenti o con peli corti e sparsi.................................................................................................................. 58
Spighette appaiate: una (basale sessile) con uno (o piu') fiori ermafroditi e l'altra (superiore peduncolata) con fiori maschili o sterili, ligula sostituita da una linea di peli o ciglia, glume provviste alla base o sul dorso di peli vistosi fitti piu' o meno rigidi.................................................................................................................................................. Bothriochloa
58(57). Lemma membranaceo avvolgente quasi interamente la palea, pianta annuale (senza getti sterili)............ Digitaria
Lemma coriaceo sormontante la palea solamente ai bordi, pianta perenne (con getti sterili).... Paspalum
59(4). Infiorescenza a racemo di capolini emisferici avvolti in 2-4 guaine dilatate...................................... Crypsis
Infiorescenza a spiga composta o racemo di spighe........................................................................................ 60
Infiorescenza a pannocchia ampia (con rami divaricati o patenti) o contratta (con rami appressati).. 64
60(59). Spighette uniflore (con un unico fiore fertile ermafrodita o maschile, eventualmente accompagnato da strutture fiorali sterili ridotte al solo lemma o da un prolungamento dell'asse fiorale), lemma intero............................ 61
Spighette non uniflore (con due o piu' fiori fertili ermafroditi o maschili), lemma bifido o bidentato o smarginato (o bicuspidato)...................................................................................................................................... Cleistogenes
61(60). Glume entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa ..................................................... 62
Una sola gluma lunga quanto la spighetta o piu' ............................................................................................ 63
Glume decisamente piu' brevi della spighetta ...................................................................................... Digitaria
62(61). Lemma membranaceo avvolgente quasi interamente la palea, pianta annuale (senza getti sterili) Digitaria
Lemma coriaceo sormontante la palea solamente ai bordi, pianta perenne (con getti sterili).... Paspalum
63(61). Spighette con un solo fiore fertile (ermafrodita o maschile), ligula presente, glume carenate, lemma carenato Spartina
Spighette con un fiore fertile e un fiore o lemma sterile, ligula assente o subnulla, glume non carenate, lemma non carenato............................................................................................................................................................ Echinochloa
64(59). Glume assenti.................................................................................................................................................. Leersia
Glume due................................................................................................................................................................ 65
65(64). Spighette solitarie.................................................................................................................................................... 66
Spighette appaiate (eventualmente ternate solo le apicali).......................................................................... 135
Spighette in gruppi di tre (generalmente la centrale ermafrodita e le due laterali maschili o sterili)..............
............................................................................................................................................................ Chrysopogon
66(65). Spighette uniflore (con un unico fiore fertile ermafrodita o maschile, eventualmente accompagnato da strutture fiorali sterili ridotte al solo lemma o da un prolungamento dell'asse fiorale)...................................................... 67
Spighette non uniflore (con due o piu' fiori fertili ermafroditi o maschili).................................................... 91
67(66). Spighette con un solo fiore fertile (ermafrodita o maschile)........................................................................... 68
Spighette con un fiore fertile e un fiore o lemma sterile................................................................................... 89
68(67). Lemma mutico........................................................................................................................................................ 69
Lemma mucronato.......................................................................................................................... Calamagrostis
Lemma aristato....................................................................................................................................................... 77
69(68). Lemma intero.......................................................................................................................................................... 70
Lemma bifido o bidentato o smarginato (o bicuspidato)......................................................... Calamagrostis
Lemma dentellato................................................................................................................................................... 74
70(69). Lemma munito alla base di due piccole espansioni cigliate a pennello......................................... Typhoides
Lemma glabro o con anello di peli alla base, ma privo di due espansioni cigliate...................................... 71
71(70). Ligula presente......................................................................................................................................................... 72
Ligula assente o subnulla...................................................................................................................... Sporobolus
72(71). Ligula membranacea (glabra oppure con peli o ciglia alla sommita')........................................................... 73
Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia...................................................................................... Sporobolus
73(72). Glume carenate, lemma con apice ottuso o tronco, glume uninervie................................................. Agrostis
Glume non carenate, lemma con apice acuto, glume trinervie............................................................. Milium
74(69). Lemma con numerosi peli sul dorso o alla sua base subeguali o superanti il lemma stesso Calamagrostis
Lemma con peli rigidi piu' o meno fitti disposti sul dorso o circondanti ad anello la base e non oltrepassanti la sua meta' inferiore................................................................................................................................................................ 75
Lemma glabro o piu' o meno pubescente o lanoso (con peli lunghi e crespi) alla base............................. 76
75(74). Spighette piu lunghe di 4 mm (resta esclusa)............................................................................... Calamagrostis
Spighette lunghe fino a 4 mm (resta esclusa).......................................................................................... Agrostis
76(74). Spighette con rachilla che si disarticola sopra le glume (persistenti a maturita')............................... Agrostis
Spighette con rachilla che si disarticola sotto le glume (caduche a maturita').............................. Polypogon
77(68). Lemma con una sola resta.................................................................................................................................... 78
Lemma con tre reste..................................................................................................................................... Aristida
78(77). Glume entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso ............................................................ 79
Una sola gluma lunga quanto il lemma o piu' ........................................................................................... Apera
79(78). Resta del lemma basale.............................................................................................................................. Agrostis
Resta del lemma dorsale........................................................................................................................................ 80
Resta del lemma apicale o subapicale................................................................................................................ 81
80(79). Spighette piu lunghe di 4 mm (resta esclusa)............................................................................... Calamagrostis
Spighette lunghe fino a 4 mm (resta esclusa).......................................................................................... Agrostis
81(79). Ligula presente......................................................................................................................................................... 82
Ligula assente o subnulla....................................................................................................................................... 86
82(81). Ligula membranacea (glabra oppure con peli o ciglia alla sommita')........................................................... 83
Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia............................................................................................. Arundo
83(82). Lemma intero.......................................................................................................................................................... 84
Lemma bifido o bidentato o smarginato (o bicuspidato)......................................................... Calamagrostis
Lemma dentellato................................................................................................................................................... 85
84(83). Spighette compresse lateralmente, resta apicale del lemma lunga da 1 a 30 cm, lemma con piu' di tre nervature Stipa
Spighette compresse dorsalmente, resta apicale del lemma lunga meno di 1 cm, lemma con tre nervature
................................................................................................................................................................... Oryzopsis
85(83). Lemma con numerosi peli sul dorso o alla sua base subeguali o superanti il lemma stesso Calamagrostis
Lemma con peli rigidi piu' o meno fitti disposti sul dorso o circondanti ad anello la base e non oltrepassanti la sua meta' inferiore.......................................................................................................................................... Calamagrostis
Lemma glabro o piu' o meno pubescente o lanoso (con peli lunghi e crespi) alla base.............. Polypogon
86(81). Lemma con numerosi peli sul dorso o alla sua base subeguali o superanti il lemma stesso..................... 87
Lemma con peli rigidi piu' o meno fitti disposti sul dorso o circondanti ad anello la base e non oltrepassanti la sua meta' inferiore........................................................................................................................................................... Stipa
Lemma glabro o piu' o meno pubescente o lanoso (con peli lunghi e crespi) alla base............................. 88
87(86). Resta del lemma ginocchiata........................................................................................................... Achnatherum
Resta del lemma non ginocchiata.............................................................................................................. Arundo
88(86). Spighette compresse lateralmente, resta apicale del lemma lunga da 1 a 30 cm, lemma con piu' di tre nervature Stipa
Spighette compresse dorsalmente, resta apicale del lemma lunga meno di 1 cm, lemma con tre nervature
................................................................................................................................................................... Oryzopsis
89(67). Ligula presente......................................................................................................................................................... 90
Ligula assente o subnulla.............................................................................................................................. Melica
90(89). Ligula membranacea (glabra oppure con peli o ciglia alla sommita').................................................. Melica
Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia........................................................................................... Panicum
91(66). Glume entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa ..................................................... 92
Una sola gluma lunga quanto la spighetta o piu' .......................................................................................... 104
Glume decisamente piu' brevi della spighetta ................................................................................................ 109
92(91). Glume mutiche........................................................................................................................................................ 93
Glume mucronate (almeno una).................................................................................................................. Holcus
93(92). Spighette biflore (con due fiori fertili ed eventualmente altre strutture fiorali sterili).................................. 94
Spighette tri-pluriflore............................................................................................................................................. 99
94(93). Lemma mutico........................................................................................................................................................ 95
Lemma aristato....................................................................................................................................................... 96
95(94). Lemma intero.................................................................................................................................................. Melica
Lemma bifido o bidentato o smarginato (o bicuspidato)............................................................................ Aira
96(94). Resta del lemma basale......................................................................................................................................... 97
Resta del lemma dorsale........................................................................................................................................ 98
Resta del lemma apicale o subapicale....................................................................................................... Arundo
97(96). Resta del lemma ginocchiata, lemma intero.......................................................................................... Avenella
Resta del lemma non ginocchiata, lemma dentellato.................................................................. Deschampsia
98(96). Spighette lunghe al massimo 3 mm (resta esclusa)....................................................................................... Aira
Spighette lunghe da 3.5 a 8 mm (resta esclusa)..................................................................................... Trisetum
Spighette lunghe da 15 a 40 mm (resta esclusa)........................................................................................ Avena
99(93). Spighette con tutti i fiori ermafroditi................................................................................................................. 100
Spighette con un fiore ermafrodita e due laterali maschili.............................................................. Hierochloë
100(99).Lemma con numerosi peli sul dorso o alla sua base subeguali o superanti il lemma stesso........... Arundo
Lemma con peli rigidi piu' o meno fitti disposti sul dorso o circondanti ad anello la base e non oltrepassanti la sua meta' inferiore.............................................................................................................................................................. 101
Lemma glabro o piu' o meno pubescente o lanoso (con peli lunghi e crespi) alla base........................... 103
101(100).Ligula membranacea (glabra oppure con peli o ciglia alla sommita')...................................................... 102
Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia..................................................................................... Danthonia
102(101).Lemma carenato, spighette lunghe da 3.5 a 8 mm (resta esclusa), pianta perenne (con getti sterili).........
.................................................................................................................................................................... Trisetum
Lemma non carenato, spighette lunghe da 15 a 40 mm (resta esclusa), pianta annuale (senza getti sterili) Avena
103(100).Lemma carenato, spighette lunghe da 3.5 a 8 mm (resta esclusa), pianta perenne (con getti sterili).........
.................................................................................................................................................................... Trisetum
Lemma non carenato, spighette lunghe da 15 a 40 mm (resta esclusa), pianta annuale (senza getti sterili) Avena
104(91). Spighette biflore (con due fiori fertili ed eventualmente altre strutture fiorali sterili)........................... 105
Spighette tri-pluriflore....................................................................................................................................... 108
105(104).Lemma mutico................................................................................................................................................... 106
Lemma mucronato...................................................................................................................... Arrhenatherum
Lemma aristato.................................................................................................................................................. 107
106(105).Lemma intero, spighette con tutti i fiori ermafroditi.............................................................................. Melica
Lemma bifido o bidentato o smarginato (o bicuspidato), spighette con un fiore ermafrodita e un fiore maschile Arrhenatherum
107(105).Spighette con tutti i fiori ermafroditi, lemma carenato...................................................................... Trisetum
Spighette con un fiore ermafrodita e un fiore maschile, lemma non carenato................. Arrhenatherum
108(104).Lemma carenato, ovario e cariossidi glabri, spighette lunghe da 3.5 a 8 mm (resta esclusa).... Trisetum
Lemma non carenato, ovario e cariossidi pelosi superiormente, spighette lunghe da 9 a 28 mm (resta esclusa) Avenula
109(91). Lemma mutico.................................................................................................................................................. 110
Lemma mucronato............................................................................................................................................ 126
Lemma aristato.................................................................................................................................................. 129
110(109).Lemma con numerosi peli sul dorso o alla sua base subeguali o superanti il lemma stesso................ 111
Lemma glabro o piu' o meno pubescente o lanoso (con peli lunghi e crespi) alla base........................ 112
111(110).Spighette biflore (con due fiori fertili ed eventualmente altre strutture fiorali sterili)....................... Melica
Spighette tri-pluriflore.......................................................................................................................... Phragmites
112(110).Nodi del culmo distribuiti lungo tutto il culmo.............................................................................................. 113
Nodi del culmo uno solo alla base.......................................................................................................... Molinia
113(112).Infiorescenza unilaterale (spighette rivolte in maggioranza verso un lato della rachilla)..................... 114
Infiorescenza non unilaterale.......................................................................................................................... 116
114(113).Lemma carenato............................................................................................................................................... Poa
Lemma non carenato........................................................................................................................................ 115
115(114).Spighette biflore (con due fiori fertili ed eventualmente altre strutture fiorali sterili)....................... Melica
Spighette tri-pluriflore........................................................................................................................ Catapodium
116(113).Lemma con tre nervature................................................................................................................................. 117
Lemma con piu' di tre nervature..................................................................................................................... 119
117(116).Ligula presente.................................................................................................................................................... 118
Ligula assente o subnulla.......................................................................................................................... Festuca
118(117).Ligula membranacea (glabra oppure con peli o ciglia alla sommita'), pianta perenne (con getti sterili)...
...................................................................................................................................................................... Festuca
Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia, pianta annuale (senza getti sterili)....................... Eragrostis
119(116).Glume carenate, lemma carenato.................................................................................................................. Poa
Glume non carenate, lemma non carenato................................................................................................... 120
120(119).Spighette biflore (con due fiori fertili ed eventualmente altre strutture fiorali sterili)....................... Melica
Spighette tri-pluriflore........................................................................................................................................ 121
121(120).Spighette pendule e tremolanti su gracili peduncoli, ovato-cuneiformi, lunghe quanto larghe........ Briza
Spighette erette o, se pendenti per flessione dei lunghi peduncoli, mai oscillanti, lineari od ellittiche, molto piu' lunghe che larghe.................................................................................................................................................................. 122
122(121).Lemma con apice acuto................................................................................................................................... 123
Lemma con apice ottuso o tronco.................................................................................................................. 125
123(122).Glume con apice acuto..................................................................................................................................... 124
Glume con apice ottuso o tronco............................................................................................................ Glyceria
124(123).Stili (molto brevi) inseriti all'apice dell'ovario, spighette lunghe da 4 a 15 mm (resta esclusa)..... Festuca
Stili (molto brevi) inseriti sotto l'apice dell'ovario, spighette lunghe da 10 a 40 mm (resta esclusa)
........................................................................................................................................................................ Bromus
125(122).Lemma con 5 nervature..................................................................................................................... Puccinellia
Lemma con 7 nervature sporgenti......................................................................................................... Glyceria
126(109).Glume uguali o subeguali.................................................................................................................................. 127
Glume diseguali.................................................................................................................................................. 128
127(126).Glume carenate, lemma carenato, infiorescenza unilaterale (spighette rivolte in maggioranza verso un lato della rachilla) Dactylis
Glume non carenate, lemma non carenato, infiorescenza non unilaterale..................................... Festuca
128(126).Nodi del culmo distribuiti lungo tutto il culmo...................................................................................... Festuca
Nodi del culmo uno solo alla base.......................................................................................................... Molinia
129(109).Resta del lemma dorsale, lemma con peli rigidi piu' o meno fitti disposti sul dorso o circondanti ad anello la base e non oltrepassanti la sua meta' inferiore....................................................................................................... Avenula
Resta del lemma apicale o subapicale, lemma glabro o piu' o meno pubescente o lanoso (con peli lunghi e crespi) alla base............................................................................................................................................................................. 130
130(129).Glume uguali o subeguali.................................................................................................................................. 131
Glume diseguali.................................................................................................................................................. 133
131(130).Glume carenate, lemma carenato, infiorescenza unilaterale (spighette rivolte in maggioranza verso un lato della rachilla) Dactylis
Glume non carenate, lemma non carenato, infiorescenza non unilaterale............................................. 132
132(131).Stili (molto brevi) inseriti all'apice dell'ovario, spighette lunghe da 4 a 15 mm (resta esclusa)..... Festuca
Stili (molto brevi) inseriti sotto l'apice dell'ovario, spighette lunghe da 10 a 40 mm (resta esclusa)
........................................................................................................................................................................ Bromus
133(130).Glume molto disuguali: l'inferiore lunga da un decimo a meta' della superiore, infiorescenza unilaterale (spighette rivolte in maggioranza verso un lato della rachilla).............................................................................................. Vulpia
Glume diseguali in misura piu' ridotta: l'inferiore lunga piu' di meta' della superiore, infiorescenza non unilaterale 134
134(133).Stili (molto brevi) inseriti all'apice dell'ovario, spighette lunghe da 4 a 15 mm (resta esclusa)..... Festuca
Stili (molto brevi) inseriti sotto l'apice dell'ovario, spighette lunghe da 10 a 40 mm (resta esclusa)
........................................................................................................................................................................ Bromus
135(65).Spighette appaiate sessualmente uguali, glume provviste alla base o sul dorso di peli vistosi fitti piu' o meno rigidi Erianthus
Spighette appaiate: una (basale sessile) con uno (o piu') fiori ermafroditi e l'altra (superiore peduncolata) con fiori maschili o sterili, glume glabre o pubescenti o con peli corti e sparsi............................................................ Sorghum
Descrizione dei generi delle graminacee del Friuli-Venezia Giulia
Avvertenze
Le descrizioni hanno il compito di riassumere i caratteri distintivi fondamentali di ciascun genere. Esse sono state redatte riportando in linguaggio naturale, cioe' decodificando, la matrice dei caratteri. In alcuni casi, per evitare inutili ridondanze, sono stati riportati solamente i caratteri dipendenti che specificano meglio il quadro diacritico da cui dipendono. Ad esempio la descrizione completa "spighette pluriflore (con due o piu' fiori fertili ermafroditi o maschili), tri-pluriflore, con tutti i fiori ermafroditi" che deriva dalla decodifica dei caratteri 9, 10, e 12 (cfr. Allegato 2), e' stata ridotta in "spighette tri-pluriflore con tutti i fiori ermafroditi". Informazioni supplementari relative all'habitat e al periodo di fioritura vengono fornite solo nel caso di generi con una o poche specie.
Le parole in corsivo aiutano ad individuare subito i caratteri all'interno dei paragrafi con sottotitoli, le parti in neretto-corsivo sono descrizioni diagnostiche.
Se non indicato diversamente, i seguenti caratteri sono impliciti per tutte le descrizioni, tranne i casi in cui gli stessi caratteri sono inapplicabili.
Pianta con fiori ermafroditi o unisessuali maschili e femminili formanti un'unica infiorescenza.
Infiorescenza: Non unilaterale.
Caratteri fiorali: Spighette tutte fertili e simili tra di loro, con 3 stami per fiore, non rinchiuse in un involucro spinoso, non circondate da setole scabre, con glume prive di aculei.
Glume due, libere, non alate, glabre o pubescenti o con peli corti e sparsi.
Lemma glabro o con anello di peli alla base, ma privo di due espansioni cigliate, con una sola resta.
Caratteri vegetativi: Nodi del culmo distribuiti lungo tutto il culmo. Ligula presente.
Se non indicato diversamente, le lunghezze delle glume e del lemma non comprendono la lunghezza delle reste.
1. Achnatherum P.B.
Infiorescenza: Pannocchia aperta a rami semiverticillati, patenti all'antesi.
Caratteri fiorali: Spighette con un solo fiore fertile.
Glume entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, lineari o lanceolate, acute, mutiche.
Lemma lineare o lanceolato, con numerosi peli sul dorso o alla sua base subeguali o superanti il lemma stesso, aristato. Resta apicale o subapicale, ginocchiata, di 10–15 mm.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Culmo fascicolato di 50–60 cm. Foglie piane, lineari con lamina pubescente. Ligula assente o subnulla.
Habitat: Pendii rocciosi, asciutti, calcarei.
Fioritura: Giugno-agosto.
Numero di specie: 1.
2. Aegilops L.
Infiorescenza: Spiga.
Caratteri fiorali: Spighette tri-pluriflore, con tutti i fiori ermafroditi, inserite sui due lati della rachide (spiga distica), addossate alla rachide con uno dei margini dei lemmi (e delle glume).
Glume uguali o subeguali, non carenate, con apice terminante in 2–5 reste o denti, mucronate (almeno una) o aristate (almeno una), con 7-13 nervature.
Lemma glabro o cigliato (in A. geniculata), mucronato o aristato, con una sola resta o con tre reste. Resta apicale o subapicale, non ginocchiata.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Culmo fascicolato. Ligula membranacea, tronca.
Habitat: Pascoli aridi, luoghi incolti.
Fioritura: Maggio-luglio.
Numero di specie: 4.
3. Aeluropus Trin.
Infiorescenza: Pannocchia spiciforme lobata, formata da fascetti di spighette simulanti grandi spighette sessili sull'asse principale.
Caratteri fiorali: Spighette tri-pluriflore, con tutti i fiori ermafroditi.
Glume diseguali decisamente piu' brevi della spighetta di cui una sola lunga quanto il lemma o piu', mutiche, con 1-7 nervature.
Lemma ovato-ventricoso-concavo, carenato, intero, acuto, con 9-11 nervature, mucronato.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Foglie con lamina convoluta-setacea, rigide, patenti e distiche. Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia.
Habitat: Luoghi erbosi e sabbiosi.
Fioritura: Giugno-agosto.
Numero di specie: 1.
4. Agropyron Gaertner
Infiorescenza: Spiga.
Caratteri fiorali: Spighette tri-pluriflore, con tutti i fiori ermafroditi, inserite sui due lati della rachide (spiga distica), addossate alla rachide con uno dei margini dei lemmi (e delle glume).
Glume uguali o subeguali, decisamente piu' brevi della spighetta, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, o decisamente piu' brevi del lemma, lineari o lanceolate, mutiche, mucronate (almeno una) o aristate (almeno una), con 3-9 nervature.
Lemma lineare o lanceolato, con nervature confluenti all'apice, lungo 6–18 mm, mutico o mucronato o aristato. Resta apicale o subapicale, non ginocchiata.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Rachide principale della spiga non completamente visibile perche' in parte nascosto dalle spighette. Foglie piane e convolute. Ligula presente o assente o subnulla, membranacea, tronca, di 0.5–1.5 mm. Radice: rizomatosa con getti sterili.
Numero di specie: 7.
5. Agrostis L.
Infiorescenza: Pannocchia ampia o contratta.
Caratteri fiorali: Spighette con un solo fiore fertile, con rachilla che si disarticola sopra le glume (persistenti a maturita'), lunghe fino a 4 mm (resta esclusa).
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, lineari o lanceolate, carenate, acute, mutiche, uninervie.
Lemma lineare o lanceolato, intero o dentellato, ottuso o tronco, glabro o con peli rigidi piu' o meno fitti disposti sul dorso o circondanti ad anello la base e non oltrepassanti la sua meta' inferiore, con 1-5 nervature, mutico o aristato. Resta basale o dorsale, ginocchiata.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Ligula membranacea, di 0.5–6 mm.
Numero di specie: 8.
6. Aira L.
Infiorescenza: Pannocchia ampia.
Caratteri fiorali: Spighette biflore (con due fiori fertili ed eventualmente altre strutture fiorali sterili), con tutti i fiori ermafroditi, lunghe al massimo 3 mm (resta esclusa).
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, lineari o lanceolate, acute, mutiche, uni-trinervie.
Lemma lineare o lanceolato, bifido, glabro o con peli rigidi piu' o meno fitti disposti sul dorso o circondanti ad anello la base e non oltrepassanti la sua meta' inferiore, con 5 nervature, mutico o aristato. Resta dorsale, ginocchiata.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Culmo fascicolato, gracile. Foglie filiformi e convolute. Ligula membranacea, acuta, di 3–5 mm.
Habitat: Luoghi erbosi.
Fioritura: Aprile-giugno.
Numero di specie: 1.
7. Alopecurus L.
Infiorescenza: Pannocchia spiciforme ovato-cilindrica.
Caratteri fiorali: Spighette con un solo fiore fertile.
Glume talvolta alate uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, concresciute tra loro almeno alla base o tra il terzo inferiore e la meta', alate o no, glabre o pelose o ispide, mutiche.
Lemma lineare o lanceolato, intero, acuto od ottuso o tronco, aristato. Resta dorsale, ginocchiata o non ginocchiata, di 7–15 mm.
Caratteri vegetativi: Foglie piane e lineari. Ligula membranacea o sostituita da una linea di peli o ciglia, ottusa, di 1–3 mm.
Numero di specie: 6.
8. Ammophila Host
Infiorescenza: Pannocchia spiciforme subcilindrica, lunga 10–30 cm, lobata, biancastra o giallastra.
Caratteri fiorali: Spighette con un solo fiore fertile.
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, lineari o lanceolate, carenate, mutiche, trinervie.
Lemma carenato, bifido, con peli rigidi piu' o meno fitti disposti sul dorso o circondanti o la base e non oltrepassanti la sua meta' inferiore, con 5 nervature, mutico o mucronato.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Foglie convolute, tenaci e robuste. Ligula membranacea, bifida, acuta, di 10–25 mm.
Habitat: Dune marittime, spiagge.
Fioritura: Aprile-Maggio.
Numero di specie: 1.
9. Anthoxanthum L.
Infiorescenza: Pannocchia spiciforme subcilindrica-ovata.
Caratteri fiorali: Spighette con un fiore fertile e due lemmi sterili (bilobi, aristati), con 2 soli stami per fiore.
Glume diseguali, una sola gluma lunga quanto la spighetta o piu', entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, o una sola gluma lunga quanto il lemma o piu', lineari o lanceolate, carenate, mutiche o mucronate (almeno una), uni-trinervie.
Lemma ovato-ventricoso-concavo, glabro, mutico.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Culmo fascicolato. Ligula membranacea, sfrangiata, di 2 mm.
Habitat: Prati e pascoli.
Fioritura: Aprile-luglio.
Numero di specie: 2.
10. Apera Adanson
Infiorescenza: Pannocchia aperta e lassa, lunga 15–30 cm.
Caratteri fiorali: Spighette uniflore (con un prolungamento dell'asse appressato al lemma).
Glume diseguali, una sola gluma lunga quanto la spighetta o piu', una sola gluma lunga quanto il lemma o piu', lineari o lanceolate, mutiche, trinervie.
Lemma lineare o lanceolato, intero, acuto, con 5 nervature, aristato. Resta apicale o subapicale, non ginocchiata, di 6–8 mm.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Ligula membranacea, ottusa o tronca, di 4–6 mm.
Habitat: Luoghi incolti ed erbosi.
Fioritura: Maggio-giugno.
Numero di specie: 1.
11. Aristida L.
Infiorescenza: Pannocchia contratta.
Caratteri fiorali: Spighette uniflore.
Glume uguali o subeguali, lineari o lanceolate, acute, mutiche o mucronate (almeno una).
Lemma lineare o lanceolato, aristato, con tre reste apicali saldate alla base, interpretate anche come una unica resta triforcata, di cui la centrale ginocchiata e piegata ad angolo retto e le laterali non ginocchiate.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Culmo fascicolato. Foglie convolute e filiformi. Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia.
Habitat: Prati umidi.
Fioritura: Agosto-settembre.
Numero di specie: 1.
12. Arrhenatherum P.B.
Infiorescenza: Pannocchia ampia lunga 10–30 cm.
Caratteri fiorali: Spighette biflore (con due fiori fertili ed eventualmente altre strutture fiorali sterili), con un fiore ermafrodita e un fiore maschile.
Glume diseguali, una sola gluma lunga quanto la spighetta o piu', una sola gluma lunga quanto il lemma o piu', lineari o lanceolate, acute, glabre, mutiche, uni-trinervie.
Lemma lineare o lanceolato, bifido, con peli rigidi piu' o meno fitti disposti sul dorso o circondanti ad anello la base e non oltrepassanti la sua meta' inferiore, mutico (quello ermafrodita), mucronato o aristato (quello maschile). Resta dorsale, ginocchiata.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Foglie piane e lineari. Ligula membranacea, tronca, di 1.5 mm.
Habitat: Prati, siepi e cespugli.
Fioritura: Maggio-luglio.
Numero di specie: 1.
13. Arundo L.
Infiorescenza: Pannocchia ampia, fusiforme, lunga 30–50 cm.
Caratteri fiorali: Spighette uniflore o pluriflore con tutti i fiori ermafroditi.
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, lineari o lanceolate, acute, mutiche, con 3-5 nervature.
Lemma lineare o lanceolato, intero (A. pliniana) o trifido (A. donax), acuto, con numerosi peli sul dorso o alla sua base subeguali o superanti il lemma stesso, con 3–7 nervature, aristato. Resta apicale o subapicale, non ginocchiata.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Foglie piane, lanceolate, tenaci e robuste. Ligula assente o subnulla ovvero sostituita da una linea di peli o ciglia.
Fioritura: Luglio-ottobre.
Numero di specie: 2.
14. Avena L.
Infiorescenza: Pannocchia ampia, con rami patenti.
Caratteri fiorali: Spighette biflore o tri-pluriflore, con tutti i fiori ermafroditi, lunghe da 15 a 40 mm (resta esclusa), pendule.
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, o una sola gluma lunga quanto il lemma o piu', ovali - ventricose (nella parte bassa), non carenate, acute, mutiche, con 5-11 nervature.
Lemma lineare o lanceolato, bifido, glabro o con peli rigidi piu' o meno fitti disposti sul dorso o circondanti ad anello la base e non oltrepassanti la sua meta' inferiore, aristato. Resta dorsale, ginocchiata.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Foglie piane, lineari o lanceolate. Ligula membranacea, di 3–6 mm.
Habitat: Prati, coltivi, incolti.
Fioritura: Aprile-giugno.
Numero di specie: 4.
15. Avenella Parl.
Infiorescenza: Pannocchia con rami capillari patenti alla fioritura e spighette spaziate.
Caratteri fiorali: Spighette tutte fertili e simili tra di loro, biflore, lucide, rosse e screziate di paglierino, con tutti i fiori ermafroditi.
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, lineari o lanceolate, carenate, acute, mutiche, uni-trinervie.
Lemma lineare o lanceolato, intero, ottuso o tronco, con peli rigidi piu' o meno fitti disposti sul dorso o circondanti ad anello la base e non oltrepassanti la sua meta' inferiore, aristato. Resta basale, ginocchiata, di 5–8 mm.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Culmo fascicolato. Foglie convolute e filiformi. Ligula presente o assente o subnulla, membranacea, di 1–3 mm.
Habitat: Boschi di conifere su terreno acido.
Fioritura: Giugno-agosto.
Numero di specie: 1.
16. Avenula Dum.
Infiorescenza: Pannocchia ampia.
Caratteri fiorali: Spighette tri-pluriflore, con tutti i fiori ermafroditi, lunghe da 9 a 28 mm (resta esclusa), patenti.
Glume diseguali, una sola gluma lunga quanto la spighetta o piu', o decisamente piu' brevi della spighetta (escluse la reste), una sola gluma lunga quanto il lemma o piu', lineari o lanceolate, carenate, acute, mutiche.
Lemma lineare o lanceolato, bifido, con peli rigidi piu' o meno fitti disposti sul dorso o circondanti ad anello la base e non oltrepassanti la sua meta' inferiore, aristato. Resta dorsale, ginocchiata, di 10–22 mm.
Ovario e cariossidi pelosi superiormente.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Ligula membranacea, di 1–6 mm.
Habitat: Prati e pascoli.
Fioritura: Giugno-agosto.
Numero di specie: 4.
17. Bothriochloa O.Kuntze
Infiorescenza digitata.
Caratteri fiorali: Spighette appaiate: una (basale sessile) con uno (o piu') fiori ermafroditi e l'altra (superiore peduncolata) con fiori maschili o sterili (le apicali ternate), uniflore.
Glume uguali o subeguali, lineari o lanceolate, non carenate, acute, provviste alla base o sul dorso di peli vistosi fitti piu' o meno rigidi, mutiche.
Lemma lineare o lanceolato (quello fertile ridotto a resta), mutico e aristato. Resta basale, ginocchiata, di 12–15 mm.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Foglie piane, pelose e scabre ai margini. Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia.
Habitat: Pendii aridi.
Fioritura: Giugno-settembre.
Numero di specie: 1.
18. Brachypodium Beauv.
Infiorescenza: Spiga o racemo lineare (5–15 cm) con spighette alternate e distanziate sulla rachide.
Caratteri fiorali: Spighette tri-pluriflore, con tutti i fiori ermafroditi.
Glume diseguali, decisamente piu' brevi della spighetta, decisamente piu' brevi del lemma, lineari o lanceolate, non carenate, acute, con 3-9 nervature.
Lemma lineare o lanceolato, intero, acuto, ottuso o tronco, con 7-9 nervature, mutico o mucronato o aristato. Resta apicale o subapicale, di 2–16 mm.
Caratteri vegetativi: Foglie piane o convolute, lineari o lanceolate e con peli piu'o meno sparsi. Ligula membranacea, tronca, di 0.5–2 mm.
Fioritura: Maggio-luglio.
Numero di specie: 5.
19. Briza L.
Infiorescenza: Pannocchia ampia con rami capillari e tremoli.
Caratteri fiorali: Spighette tri-pluriflore, con tutti i fiori ermafroditi, pendule e tremolanti su gracili peduncoli, ovato-cuneiformi, lunghe quanto larghe.
Glume uguali o subeguali, decisamente piu' brevi della spighetta, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, ovali - ventricose, non carenate, ottuse o tronche, mutiche.
Lemma ovato-ventricoso-concavo, intero, ottuso o tronco, con 5-11 nervature, mutico.
Caratteri vegetativi: Foglie piane, lineari o lanceolate. Ligula membranacea, ottusa o tronca, di 1–5 mm.
Habitat: Prati pingui.
Fioritura: Maggio-luglio.
Numero di specie: 1.
20. Bromus L.
Infiorescenza: Pannocchia ampia o contratta.
Caratteri fiorali: Spighette tri-pluriflore, con tutti i fiori ermafroditi, lunghe da 10 a 40 mm (reste escluse).
Glume uguali o subeguali o diseguali, decisamente piu' brevi della spighetta lineari o lanceolate, non carenate, acute, mutiche, con 1-9 nervature.
Stili (molto brevi) inseriti sotto l'apice dell'ovario. Ilo del seme allungato o lineare.
Lemma intero o bidentato, acuto, con 5-7 nervature, mutico o aristato. Resta apicale o subapicale (generalmente tra i due dentelli apicali).
Caratteri vegetativi: Nodi del culmo pelosi. Foglie glabre o con lamina piu' o meno pelosa. Ligula membranacea, di 0.5–3 mm.
Numero di specie: 19.
21. Calamagrostis Adanson
Infiorescenza: Pannocchia ampia lunga 8–25 cm.
Caratteri fiorali: Spighette uniflore, piu lunghe di 4 mm (reste escluse).
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, lineari o lanceolate, acute, mutiche, uni-trinervie.
Lemma lineare o lanceolato, bifido o dentellato (in C. canescens), con numerosi peli sul dorso o alla sua base subeguali o superanti il lemma stesso o con peli rigidi piu' o meno fitti disposti sul dorso o circondanti ad anello la base e non oltrepassanti la sua meta' inferiore, con 3-5 nervature, mutico o mucronato o aristato. Resta dorsale o apicale o subapicale, di 1–6 mm.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Culmo fascicolato. Foglie piane e lineari. Ligula membranacea, di 2–8 mm.
Numero di specie: 6.
22. Catapodium Link
Infiorescenza: Spiga distica (C. marinum) o pannocchia unilaterale con rachille laterali brevi e rigide.
Caratteri fiorali: Spighette tri-pluriflore, con tutti i fiori ermafroditi.
Glume uguali o subeguali, decisamente piu' brevi della spighetta, lineari o lanceolate, acute, mutiche, con 3-5 nervature.
Lemma lineare o lanceolato, non carenato o debolmente carenato all'apice, intero, acuto, ottuso o tronco, glabro, con 5 nervature, lungo 2–3 mm, mutico.
Ilo del seme da puntiforme o circolare ad ovale.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Ligula membranacea, di 2–6 mm.
Habitat: Incolti, sabbie.
Fioritura: Maggio-giugno.
Numero di specie: 2.
23. Cenchrus L.
Infiorescenza: spiciforme globosa, spinosa.
Caratteri fiorali: Spighette appaiate sessualmente uguali, con un fiore fertile e un fiore sterile, rinchiuse in un involucro di squame spinose pungenti con basi allargate e concresciute tra loro.
Glume uguali o subeguali, ovali - ventricose, mutiche.
Lemma ovato-ventricoso-concavo, intero, acuto, glabro, mutico.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Foglie lineari, cigliate alle fauci delle guaine che sono compresse. Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia.
Habitat: Zone litorali.
Fioritura: Luglio-settembre.
Numero di specie: 1.
24. Chrysopogon Trin.
Infiorescenza: Pannocchia ampia con rami verticillati patenti alla fioritura.
Caratteri fiorali: Spighette violacee in gruppi di tre, la centrale ermafrodita e le due laterali maschili, uniflore, con un solo fiore fertile.
Glume uguali o subeguali, lineari o lanceolate, acute, provviste alla base o sul dorso di peli vistosi fitti piu' o meno rigidi, mutiche o aristate (almeno una).
Lemma lineare o lanceolato, mutico o aristato. Resta pelosa apicale o subapicale, ginocchiata.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Culmo di 5–100 cm. Foglie piane, lineari, con peli patenti sul bordo. Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia.
Habitat: Luoghi erbosi ed aridi.
Fioritura: Giugno-luglio.
Numero di specie: 1.
25. Cleistogenes Keng
Infiorescenza: Racemo di spighe.
Glume diseguali, decisamente piu' brevi della spighetta, decisamente piu' brevi del lemma, lineari o lanceolate, acute, mutiche.
Lemma lineare o lanceolato, carenato, bidentato, acuto, mucronato.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Culmo fascicolato. Foglie rigide e patenti, distiche nei getti sterili. Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia.
Habitat: Pendii aridi, calcarei.
Fioritura: Agosto-ottobre.
Numero di specie: 1.
26. Crypsis Aiton
Infiorescenza: Pannocchia spiciforme da ovoidale a cilindrica, mai interrotta alla base (C. alopecuroides) o racemo di capolini emisferici avvolti in 2–4 guaine dilatate (C. aculeata).
Caratteri fiorali: Spighette uniflore, con 3 o 2 soli stami per fiore (in C. aculeata), con rachilla che si disarticola sotto le glume (caduche a maturita').
Glume uguali o subeguali, lineari o lanceolate, carenate, cigliate sulla carena, mutiche, uninervie.
Lemma carenato, intero, acuto, glabro, con una sola nervatura, mutico.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Culmo fascicolato. Foglie piane, lanceolate, patenti, scabre sul bordo e piu' o meno pelose, con guaina rogonfia. Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia.
Habitat: Terreni salmastri.
Fioritura: Luglio-ottobre.
Numero di specie: 2.
27. Cynodon Rich.
Infiorescenza: digitata con 3–7 spighe, unilaterale.
Caratteri fiorali: Spighette uniflore (con un prolungamento dell'asse fiorale interpretato da alcuni autori come un rudimento di fiore abortivo), disposte in due serie unilaterali.
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, lineari o lanceolate, carenate, acute, cigliate, mutiche, uninervie.
Lemma ovato-ventricoso-concavo, carenato, cigliato sulla carena, con 3 nervature, mutico.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Nodi del culmo radicanti. Foglie piane, particolarmente brevi, lanceolate, irte di peli patenti. Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia, di 1.5 mm.
Habitat: Incolti, calpestati, orti.
Fioritura: Giugno-settembre.
Numero di specie: 1.
28. Cynosurus L.
Infiorescenza: Spiga e pannocchia spiciforme.
Caratteri fiorali: Spighette dimorfe generalmente accoppiate, le une sessili fertili, le altre peduncolate sterili coi fiori ridotti a lemmi distici, tri-pluriflore, inserite sui due lati della rachide (spiga distica in C. cristatus) o disposte tutt'attorno alla rachide (in C. echinatus).
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa e decisamente piu' brevi della spighetta, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso e decisamente piu' brevi del lemma, lineari o lanceolate, carenate, acute, uninervie.
Lemma ovato-ventricoso-concavo, acuto, con 5 nervature, mucronato o aristato. Resta apicale o subapicale, non ginocchiata.
Caratteri vegetativi: Culmo di 20–100 cm. Foglie filiformi o lineari, glabre. Ligula membranacea, acuta (in C. echinatus) o tronca (in C. cristatus), di 1–7 mm.
Habitat: Luoghi erbosi coltivati ed incolti.
Fioritura: Aprile-Giugno.
Numero di specie: 2.
29. Dactylis L.
Infiorescenza: Pannocchia contratta, lobata, con i rami inferiori lungamente nudi, unilaterale.
Caratteri fiorali: Spighette tri-pluriflore, con tutti i fiori ermafroditi, compresse lateralmente.
Glume uguali o subeguali, decisamente piu' brevi della spighetta, decisamente piu' brevi del lemma, lineari o lanceolate, carenate, acute, cigliate sulla carena, mutiche o mucronate (almeno l'inferiore), uni-trinervie.
Lemma lineare o lanceolato, carenato, intero o bidentato, glabro o cigliato sulla carena, con 3-5 nervature, mucronato o brevemente aristato. Resta apicale o subapicale.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Culmo fascicolato di 30–130 cm. Foglie lineari, con lamina piana larga 4–8 mm. Ligula membranacea, sfrangiata, ottusa o tronca, di 2–4 mm.
Habitat: Prati, incolti, siepi, coltivi e boschi.
Fioritura: Maggio-settembre.
Numero di specie: 2.
30. Danthonia D.C.
Infiorescenza: Pannocchia contratta, talvolta racemiforme.
Caratteri fiorali: Spighette tri-pluriflore, con tutti i fiori ermafroditi.
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, lineari o lanceolate, acute, mutiche, con 3-5 nervature.
Lemma lineare o lanceolato, bi-tridentato, talora col dente mediano prolungato in una resta, con peli rigidi piu' o meno fitti disposti sul dorso o circondanti ad anello la base e non oltrepassanti la sua meta' inferiore, mutico o aristato. Resta apicale o subapicale, ginocchiata o non ginocchiata.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Culmo fascicolato. Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia, di 1.5–2 mm.
Habitat: Prati e pascoli aridi.
Fioritura: Maggio-luglio.
Numero di specie: 2.
31. Dasypyrum Coss e Durieu Durand
Infiorescenza: Spiga cilindrica, lunga 6–10 cm.
Caratteri fiorali: Spighette biflore, con tutti i fiori ermafroditi (ed altri fiori sterili), inserite sui due lati della rachide (spiga distica), addossate alla rachide con uno dei margini dei lemmi (e delle glume).
Glume uguali o subeguali, decisamente piu' brevi della spighetta, decisamente piu' brevi del lemma, oblanceolate, bilobe, carenate, provviste alla base o sul dorso di peli vistosi fitti piu' o meno rigidi (con ciuffi di ciglia patenti riuniti a pennello), aristate (almeno una).
Lemma lineare o lanceolato, carenato, intero, acuto, cigliato, aristato. Resta apicale o subapicale, non ginocchiata, di 35–41 mm.
Caratteri vegetativi: Culmo fascicolato. Foglie piane a lamina larga, mollemente vellutate. Ligula membranacea, sfrangiata, tronca, di 2 mm.
Habitat: Incolti, pascoli aridi.
Fioritura: Aprile-giugno.
Numero di specie: 1.
32. Deschampsia P.B.
Infiorescenza: Pannocchia ampia con rami in semiverticilli.
Caratteri fiorali: Spighette biflore, con tutti i fiori ermafroditi.
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, lineari o lanceolate, carenate, acute, glabre, mutiche, uni-trinervie.
Lemma lineare o lanceolato, dentellato, ottuso o tronco, con peli rigidi piu' o meno fitti disposti sul dorso o circondanti ad anello la base e non oltrepassanti la sua meta' inferiore, aristato. Resta basale, non ginocchiata.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Culmo fascicolato. Ligula membranacea, acuta o ottusa, di 2–8 mm.
Habitat: Prati umidi, prati pingui.
Fioritura: Giugno-agosto.
Numero di specie: 1.
33. Digitaria Haller
Infiorescenza: digitata o corimbosa di 4–6 spighe con spighette rivolte in maggioranza verso un lato della rachilla (unilaterali).
Caratteri fiorali: Spighette appaiate sessualmente uguali, uniflore, con un solo fiore fertile o con un fiore fertile e un fiore o lemma sterile, lanceolate acuminate.
Glume lineari o lanceolate, non carenate, pubescenti, mutiche.
Lemma lineare o lanceolato, intero, membranaceo avvolgente quasi interamente la palea, mutico.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Nodi del culmo pelosi e radicanti alla base. Foglie lineari o lanceolate, pelose per peli patenti di 1–1.5 mm. Ligula membranacea, tronca, di 0.5–2 mm.
Habitat: Colture, incolti, calpestati.
Fioritura: Luglio-settembre.
Numero di specie: 2.
34. Echinochloa P.Beauv.
Infiorescenza: Spiga composta, unilaterale.
Caratteri fiorali: Spighette con un fiore fertile e un fiore sterile con lemma aristato).
Glume diseguali, una sola gluma lunga quanto la spighetta o piu', una sola gluma lunga quanto il lemma o piu', ovali, ventricose, non carenate, cigliate lungo le nervature, mutiche, con 3-5 nervature.
Lemma intero, acuto, mutico o mucronato o aristato. Resta apicale o subapicale, non ginocchiata.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Culmo di 30–150 cm. Foglie larghe 5–15 mm, piane e ruvide, con guaina compressa. Ligula assente o subnulla.
Habitat: Incolti, coltivi.
Fioritura: Luglio-ottobre.
Numero di specie: 1.
35. Eleusine Gaertner
Infiorescenza: digitata con 2–7 spighe unilaterali.
Caratteri fiorali: Spighette tri-pluriflore, con tutti i fiori ermafroditi, compresse ed embricate.
Glume diseguali decisamente piu' brevi della spighetta e del lemma, carenate, mutiche, con 3 o piu' nervature.
Lemma carenato, intero, acuto, con 3 nervature, mutico.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Culmo fascicolato di 10–30 cm. Foglie piane a lamina larga 3–6 mm, pelose. Ligula membranacea, tronca (0.5 mm), ciliata alla sommita'.
Habitat: Incolti, calpestati.
Fioritura: Luglio-agosto.
Numero di specie: 1.
36. Eragrostis Host
Infiorescenza: Pannocchia ampia.
Caratteri fiorali: Spighette tri-pluriflore, con tutti i fiori ermafroditi.
Glume uguali o subeguali o diseguali, decisamente piu' brevi della spighetta, una sola gluma lunga quanto il lemma o piu', o decisamente piu' brevi del lemma, mutiche.
Lemma glabro, con 3 nervature, mutico.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Culmo fascicolato. Foglie con lamina piana. Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia.
Habitat: Incolti, calpestati, orti.
Fioritura: Giugno-ottobre.
Numero di specie: 5.
37. Erianthus Michx
Infiorescenza: Pannocchia ampia, bianco-lanosa, lunga 30–50 cm.
Caratteri fiorali: Spighette appaiate sessualmente uguali, uniflore.
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, lineari o lanceolate, acute, provviste alla base o sul dorso di peli vistosi fitti piu' o meno rigidi, mutiche.
Lemma lineare o lanceolato, aristato. Resta apicale o subapicale, non ginocchiata, di 3 mm.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Culmo fascicolato di 1-4 metri. Foglie convolute, scabre, con nervature biancastre. Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia, di 3–7 mm.
Habitat: Bassure umide e salmastre.
Fioritura: Luglio-ottobre.
Numero di specie: 1.
38. Festuca L.
Infiorescenza: Pannocchia ampia o contratta.
Caratteri fiorali: Spighette tri-pluriflore, con tutti i fiori ermafroditi, lunghe da 4 a 15 mm (reste escluse).
Glume decisamente piu' brevi della spighetta, lineari o lanceolate, non carenate, acute, mutiche, uni-trinervie.
Lemma lineare o lanceolato, non carenato (per lo meno nel tratto inferiore), intero o bidentato, acuto, con con 3-5 nervature, mutico o mucronato o aristato. Resta apicale o subapicale, non ginocchiata.
Stili (molto brevi) inseriti all'apice dell'ovario. Ilo del seme allungato o lineare.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Culmo fascicolato. Ligula presente o assente o subnulla, membranacea, di 0.6–7 mm.
Numero di specie: 24.
39. Gastridium Beauv.
Infiorescenza: Pannocchia spiciforme lobata all'antesi.
Caratteri fiorali: Spighette uniflore.
Glume diseguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, lineari o lanceolate, rigonfio-ventricose alla base, carenate, mutiche.
Lemma ovato-ventricoso, concavo, dentellato, ottuso o tronco, mutico o aristato. Resta dorsale, ginocchiata.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Foglie piane, glabre. Ligula membranacea, acuta, di 2–3 mm.
Habitat: Incolti aridi, macchie.
Fioritura: Maggio-luglio.
Numero di specie: 1.
40. Gaudinia P.B.
Infiorescenza: Spiga.
Caratteri fiorali: Spighette tri-pluriflore, con tutti i fiori ermafroditi, inserite sui due lati della rachide (spiga distica), addossate alla rachide con uno dei margini dei lemmi (e delle glume).
Glume diseguali, decisamente piu' brevi della spighetta, una sola gluma lunga quanto il lemma o piu', lineari o lanceolate, mutiche, con 3 o piu' nervature prominenti.
Lemma lineare o lanceolato, intero, aristato. Resta dorsale, ginocchiata.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Culmo fascicolato. Foglie villose per peli patenti sulla guaina e sul bordo della lamina. Ligula assente o subnulla.
Habitat: Prati umidi, incolti, pascoli.
Fioritura: Aprile-giugno.
Numero di specie: 1.
41. Glyceria R.Br.
Infiorescenza: Pannocchia ampia o contratta.
Caratteri fiorali: Spighette tri-pluriflore, con tutti i fiori ermafroditi.
Glume diseguali decisamente piu' brevi della spighetta e del lemma, non carenate, ottuse o tronche, mutiche, uninervie.
Lemma lineare o lanceolato, intero o dentellato, acuto, ottuso o tronco, non glabro, con 7–11 nervature sporgenti, mutico.
Caratteri vegetativi: Foglie piane. Ligula membranacea, acuta o tronca, di 2–6 mm. Radice: rizoma stolonifero.
Habitat: Ambiente umido.
Fioritura: Maggio-agosto.
Numero di specie: 3.
42. Hainardia Greut.
Infiorescenza: Spiga.
Caratteri fiorali: Spighette uniflore, inserite negli incavi sui due lati della rachide (spiga distica).
Una sola glumalunga quasi quanto la spighetta o piu', lunga quasi quanto il lemma o piu', lineare o lanceolata, non carenata, acuta, mutica.
Lemma lineare o lanceolato, intero, acuto, con 3 nervature, mutico.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Culmo di 5–30 cm. Foglie convolute a lamina di 2 mm e guaina rigonfia. Ligula assente o subnulla.
Habitat: Argille subsalse.
Fioritura: Maggio-giugno.
Numero di specie: 1.
43. Hierochloë R. Br.
Infiorescenza: Pannocchia ampia con rami capillari.
Caratteri fiorali: Spighette tri-pluriflore, con un fiore basale ermafrodita e due laterali maschili, con 3 stami nel fiore maschile, con 2 stami nel fiore ermafrodita.
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, lineari o lanceolate, mutiche, uni-trinervie.
Lemma lineare o lanceolato, intero, acuto, mutico (fiore ermafrodita) o aristato (fiori maschile). Resta dorsale o apicale.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Foglie glabre, quelle dei getti sterili distiche, con lamine ruvide sui bordi. Ligula membranacea, acuta.
Fioritura: Pascoli aridi, margini di boschi (H. australis), torbiere, paludi (H. odorata).
Fioritura: Aprile-giugno
Numero di specie: 2.
44. Holcus L.
Infiorescenza: Pannocchia ampia, densa, bianco-setosa.
Caratteri fiorali: Spighette biflore con un fiore ermafrodita e un fiore maschile.
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, carenate, cigliate e pubescenti, mucronate (almeno una).
Lemma pubescente, mutico (fiore ermafrodita) o aristato (fiore maschile). Resta dorsale, ginocchiata o uncinata.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Nodi del culmo pelosi. Foglie piane. Ligula membranacea, di 1–3 mm.
Fioritura: Prati, boschi, incolti.
Fioritura: Maggio-luglio.
Numero di specie: 2.
45. Hordeum L.
Infiorescenza: Spiga ovata o allungata.
Caratteri fiorali: Spighette in gruppi di tre, la centrale ermafrodita e le due laterali sterili), uniflore, inserite sui due lati della rachide (spiga distica).
Glume due (aristiformi e in H. marinum alate), uguali o subeguali, lineari o lanceolate, cigliate, aristate (almeno una).
Lemma lineare o lanceolato, intero, acuto, con 5 nervature, mutico o aristato. Resta apicale o subapicale, non ginocchiata, di 8–40 mm.
Caratteri vegetativi: Foglie con guaina piu' o meno rigonfia. Ligula presente o assente o subnulla, membranacea, tronca, di 1 mm.
Numero di specie: 6.
46. Koeleria Pers.
Infiorescenza: Pannocchia spiciforme cilindrica o lobata.
Caratteri fiorali: Spighette pluriflore.
Glume uguali o subeguali o diseguali, decisamente piu' brevi della spighetta, una sola gluma lunga quanto il lemma o piu', lineari o lanceolate, carenate, acute, glabre o cigliate o pubescenti, mutiche.
Lemma lineare o lanceolato, carenato, intero, acuto, glabro o pubescente, mutico o mucronato.
Ilo del seme allungato o lineare.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Culmo fascicolato. Ligula membranacea di 0.5–2 mm.
Numero di specie: 5.
47. Lagurus L.
Infiorescenza: Pannocchia spiciforme ovata, bianco-lanosa.
Caratteri fiorali: Spighette uniflore.
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, lineari o lanceolate, acute, provviste alla base o sul dorso di peli vistosi fitti piu' o meno rigidi, uninervie.
Lemma glabro, aristato, con tre reste (due reste apicali diritte ed una dorsale ginocchiata). Resta di 2–20 mm.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Foglie piane, mollemente pubescenti. Ligula membranacea, di 1–2 mm.
Habitat: Suoli aridi sabbiosi, dune marittime.
Fioritura: Marzo-maggio.
Numero di specie: 1.
48. Leersia Swartz
Infiorescenza: Pannocchia ampia, piramidale, lunga 10–20 cm.
Caratteri fiorali: Spighette uniflore.
Glume assenti.
Lemma carenato, cigliato sulla carena, mutico.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Culmo di 30–200 cm. Foglie scabre con nervo centrale biancastro. Ligula membranacea, tronca, di 1 mm.
Habitat: Luoghi paludosi.
Fioritura: Agosto-ottobre.
Numero di specie: 1.
49. Lolium L.
Infiorescenza: Spiga.
Caratteri fiorali: Spighette tri-pluriflore, con tutti i fiori ermafroditi, inserite sui due lati della rachide (spiga distica), addossate alla rachide col dorso dei lemmi.
Una sola gluma per spighetta (nella spighetta terminale due uguali o subeguali), gluma lunga quasi quanto il lemma o piu', lineare o lanceolata, acuta, mutica, con piu' di 5 nervature.
Lemma lineare o lanceolato, intero, acuto, con piu' di 5 nervature, mutico o aristato. Resta apicale o subapicale.
Caratteri vegetativi: Foglie lineari. Ligula membranacea, tronca, di 1–1.5 mm.
Numero di specie: 4.
50. Lophochloa Rchb.
Infiorescenza: Pannocchia spiciforme densa, lunga 2–8 cm.
Caratteri fiorali: Spighette con 3–5 fiori ermafroditi, verdi variegate di bianco.
Glume diseguali, decisamente piu' brevi della spighetta e del lemma, glabre o pelose, mutiche.
Lemma lineare o lanceolato, bidentato, pubescente, con 5 nervature, aristato. Resta apicale o subapicale, non ginocchiata, di 1.5–3 mm.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Culmo fascicolato. Foglie piane, con lamina di 1–3 mm, pubescenti. Ligula membranacea, tronca.
Habitat: Luoghi incolti.
Fioritura: Aprile-luglio.
Numero di specie: 1.
51. Melica L.
Infiorescenza: Pannocchia ampia o spiciforme o racemo unilaterale.
Caratteri fiorali: Spighette uniflore o biflore contenenti eventualmentealtre strutture sterili (corpo claviforme), compresse lateralmente.
Glume lineari o lanceolate, non carenate, acute, glabre o cigliate (con ciuffi di peli alla base), mutiche, con 3-7 nervature.
Lemma intero, glabro o con numerosi peli sul dorso o alla sua base subeguali o superanti il lemma stesso, con piu' di 5-7 nervature, mutico.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Ligula presente o assente o subnulla, membranacea, tronca.
Numero di specie: 5.
52. Milium L.
Infiorescenza: Pannocchia ampia, piramidale, a rami capillari semiverticillati.
Caratteri fiorali: Spighette uniflore, compresse dorsalmente.
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, lineari o lanceolate, non carenate, cigliate, mutiche, trinervie.
Lemma lineare o lanceolato, intero, acuto, glabro, mutico.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Culmo di 50–120 cm. Foglie piane, flaccide e pendenti. Ligula membranacea, sfrangiata, di 5–8 mm. Radice: rizoma brevemente stolonifero.
Habitat: Boschi di latifoglie.
Fioritura: Maggio-luglio.
Numero di specie: 1.
53. Molinia Schrank
Infiorescenza: Pannocchia contratta.
Caratteri fiorali: Spighette pluriflore.
Glume diseguali, decisamente piu' brevi della spighetta e del lemma, lineari o lanceolate, mutiche, uni-trinervie.
Lemma lineare o lanceolato, con piu' di 5 nervature, mutico o mucronato.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Culmo fascicolato con uno solo nodo alla base. Foglie piane e scabre ai bordi. Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia (in due ciuffi laterali).
Habitat: Prati umidi, torbiere.
Fioritura: Luglio-settembre.
Numero di specie: 2.
54. Nardus L.
Infiorescenza: Spiga.
Caratteri fiorali: Spighette uniflore (rivolte verso la rachide col lato dei lemmi), inserite su un solo lato della rachide (spiga unilaterale), addossate alla rachide con uno dei margini dei lemmi.
Glume assenti.
Lemma lineare o lanceolato, carenato, intero, acuto, con 3 nervature, aristato. Resta apicale o subapicale, non ginocchiata, di 3 mm.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Culmo fascicolato di 10–30 cm. Foglie glabre lucenti con apice acuto e subpungente. Ligula membranacea, acuta, di 1.5 mm.
Habitat: Pascoli montani e alpini.
Fioritura: Giugno-agosto.
Numero di specie: 1.
55. Oplismenus P.B.
Infiorescenza: Spiga breve ed interrotta con rachide pelosa.
Caratteri fiorali: Spighette in fascetti di 2–5, uniflore, con un fiore fertile e un lemma sterile.
Glume uguali o subeguali, decisamente piu' brevi della spighetta e del lemma, lineari o lanceolate, acute, aristate (almeno una).
Lemma lineare o lanceolato, intero, acuto, mutico (fiore fertile) o brevemente aristato (fiore sterile).
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Culmo prostratodi 20–50 cm, radicante ai nodi. Foglie a lamina lanceolata, pelosa e ondulata ai margini. Ligula membranacea, con peli alla sommita', tronca.
Habitat: Ambienti ombrosi e umidi.
Fioritura: Giugno-ottobre.
Numero di specie: 1.
56. Oreochloa Link
Infiorescenza: Spiga ovata, breve (max 2 cm).
Caratteri fiorali: Spighette tri-pluriflore, con tutti i fiori ermafroditi, inserite sui due lati della rachide (spiga distica), addossate alla rachide con uno dei margini dei lemmi e delle glume.
Glume diseguali, decisamente piu' brevi della spighetta e del lemma, lineari o lanceolate, mutiche, trinervie.
Lemma lineare o lanceolato, carenato, intero o dentellato, cigliato sulla carena, con 5 nervature, mutico o mucronato.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Culmo fascicolato di 10–20 cm. Foglie filiformi. Ligula membranacea, intera, ottusa, di 2–3 mm.
Habitat: Pascoli su terreno acido.
Fioritura: Giugno-luglio.
Numero di specie: 1.
57. Oryzopsis Michx.
Infiorescenza: Pannocchia ampia, piramidale a rami verticillati.
Caratteri fiorali: Spighette uniflore, compresse dorsalmente.
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, lineari o lanceolate, non carenate, acute, mutiche.
Lemma lineare o lanceolato, intero, acuto, con 3 nervature, aristato. Resta apicale o subapicale, non ginocchiata, di 3–10 mm, capillare.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Culmo fascicolato. Foglie piane. Ligula membranacea, ottusa o tronca, di 0.5–3 mm.
Habitat: Boschi di latifoglie, siepi, pendii umidi.
Fioritura: Aprile-agosto.
Numero di specie: 2.
58. Panicum L.
Infiorescenza: Pannocchia ampia.
Caratteri fiorali: Spighette con un fiore fertile e un fiore sterile.
Glume diseguali, una sola gluma lunga quanto la spighetta o piu', una sola gluma lunga quanto il lemma o piu', mutiche.
Lemma intero, acuto, mutico.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Nodi del culmo pelosi. Foglie piane. Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia, di 1–2 mm.
Habitat: Incolti, coltivi, ambienti ruderali.
Fioritura: Luglio-ottobre.
Numero di specie: 4.
59. Parapholis C.E. Hubb.
Infiorescenza: Spiga.
Caratteri fiorali: Spighette uniflore, inserite sui due lati della rachide (spiga distica).
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, lineari o lanceolate, non carenate, acute, mutiche.
Lemma lineare o lanceolato, intero, acuto, mutico.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Culmo solitario di 10–40 cm. Foglie convolute, filiformi. Ligula assente o subnulla.
Habitat: Sabbie e terreni subsalsi.
Fioritura: Aprile-giugno.
Numero di specie: 2.
60. Paspalum L.
Infiorescenza: di spighe digitate o in racemo, spighe unilaterali (con spighette rivolte in maggioranza verso un lato della rachilla).
Caratteri fiorali: Spighette solitarie o appaiate (eventualmente ternate solo le apicali), uniflore, compresse dorsalmente, da largamente lanceolate ad ovali o circolari.
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, ovali, non carenate, acute.
Lemma ovato, intero, ottuso o tronco, glabro, coriaceo, sormontante la palea solamente ai bordi, mutico.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Culmo fascicolato. Ligula membranacea pelosa alla sommita', tronca.
Habitat: Incolti umidi, fossi.
Fioritura: Luglio-settembre.
Numero di specie: 2.
61. Phalaris L.
Infiorescenza: Pannocchia spiciforme.
Caratteri fiorali: Spighette uniflore, con un solo fiore fertile o con un fiore fertile e due lemmi sterili brevi, squamiformi.
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, lineari o lanceolate, carenate, alate, mutiche o mucronate (almeno una).
Lemma intero, acuto, glabro o pubescente, mutico.
Caratteri vegetativi: Culmo fascicolato. Foglie piane. Ligula membranacea, tronca, di 3–10 mm.
Numero di specie: 6.
62. Phleum L.
Infiorescenza: Pannocchia spiciforme da ovoidale a cilindrica, mai interrotta alla base.
Caratteri fiorali: Spighette uniflore, con rachilla che si disarticola sopra le glume (persistenti a maturita').
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, lineari o lanceolate, carenate, cigliate sulla carena, mutiche, mucronate (almeno una) o aristate (almeno una), trinervie. Resta piu' breve delle glume.
Lemma lineare o lanceolato, ottuso o tronco, glabro o cigliato o pubescente, mutico.
Caratteri vegetativi: Foglie piane. Ligula membranacea di 0.5–5 mm.
Numero di specie: 7.
63. Phragmites Adanson
Infiorescenza: Pannocchia ampia a rami verticillati e scabri lunga 20–50 cm.
Caratteri fiorali: Spighette tri-pluriflore, con il fiore inferiore per lo piu' maschile e gli altri superiori ermafroditi.
Glume diseguali, decisamente piu' brevi della spighetta e del lemma, lineari o lanceolate, acute, mutiche, con 3–5 nervature.
Lemma lineare o lanceolato, intero, lungamente acuminato, con numerosi peli sul dorso o alla sua base subeguali o superanti il lemma stesso, con 1-3 nervature, mutico.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Culmo di 50–600 cm, radicante ai nodi. Foglie lanceolate, piane e convoluto-pungenti all'apice, con aculei sul bordo. Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia. Radice: rizoma generalmente con stolonifero.
Habitat: Paludi, sponde.
Fioritura: Giugno-ottobre.
Numero di specie: 1.
64. Poa L.
Infiorescenza: Pannocchia ampia o contratta.
Caratteri fiorali: Spighette pluriflore, compresse lateralmente.
Glume uguali o subeguali o diseguali, decisamente piu' brevi della spighetta, lineari o lanceolate, carenate, mutiche o mucronate (almeno una), uni-trinervie.
Lemma lineare o lanceolato, carenato, intero, glabro o piu' o meno pubescente, con alla base peli lanuginosi bianchi ed estensibili, con 5-7 nervature, mutico.
Ilo del seme da puntiforme o circolare ad ovale.
Caratteri vegetativi: Ligula presente o assente o subnulla, membranacea, di 0.5–7 mm.
Numero di specie: 21.
65. Polypogon Desf.
Infiorescenza: Pannocchia spiciforme o pannocchia contratta.
Caratteri fiorali: Spighette uniflore, con rachilla che si disarticola sotto le glume (caduche a maturita').
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, lineari o lanceolate, mutiche o aristate (almeno una), uninervie.
Lemma lineare o lanceolato, dentellato, ottuso o tronco, con 5 nervature, mutico o aristato. Resta apicale o subapicale, non ginocchiata, di 1–3 mm.
Caratteri vegetativi: Culmo ginocchiato-ascendente e radicante ai nodi in P. viridis. Foglie glabre, piane. Ligula membranacea, sfrangiata, di 2–10 mm.
Habitat: Sabbie umide.
Fioritura: Marzo-maggio.
Numero di specie: 3.
66. Psilurus Sch. e Trin.
Infiorescenza: Spiga lunga 8–20 cm.
Caratteri fiorali: Spighette uniflore, inserite sui due lati della rachide (spiga distica), addossate alla rachide col dorso dei lemmi (e delle glume), con 1 solo stame per fiore.
Una sola gluma squamiforme per spighetta (tranne due diseguali nella spighetta terminale), gluma decisamente piu' breve della spighetta e del lemma, mutica.
Lemma lineare o lanceolato, carenato, intero, acuto, con 3 nervature, aristato. Resta apicale o subapicale, uncinata.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Culmo di 10–30 cm, con nodi nerastri. Foglie particolarmente brevi, piane e convolute all'apice, glabre. Ligula assente o subnulla.
Habitat: Radure e pascoli aridi.
Fioritura: Aprile-maggio.
Numero di specie: 1.
67. Puccinellia Parl.
Infiorescenza: Pannocchia ampia o contratta.
Caratteri fiorali: Spighette tri-pluriflore, con tutti i fiori ermafroditi.
Glume decisamente piu' brevi della spighetta, lineari o lanceolate, non carenate, mutiche, uni-trinervie.
Lemma lineare o lanceolato, intero o dentellato, ottuso o tronco, con 5 nervature, mutico.
Stili (molto brevi) inseriti all'apice dell'ovario. Ovario e cariossidi glabri.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Culmo fascicolato di 20–100 cm. Ligula membranacea di 0.5–4 mm. Radice: rizoma ramificato.
Habitat: Ambienti umidi generalmente salmastri.
Fioritura: Giugno-agosto.
Numero di specie: 2.
68. Sclerochloa Beauv.
Infiorescenza: Pannocchia spiciforme unilaterale densa lunga 2-5 cm.
Caratteri fiorali: Spighette tri-pluriflore, con tutti i fiori ermafroditi, inserite su un solo lato della rachide (spiga unilaterale), compresse lateralmente.
Glume diseguali, decisamente piu' brevi della spighetta e del lemma, carenate, ottuse o tronche, mutiche, con 3-9 nervature.
Lemma carenato, intero, ottuso o tronco, con 5 nervature, mutico.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Culmo fascicolato di 2–15 cm. Foglie piane con guaina rigonfia. Ligula membranacea.
Habitat: Incolti aridi e ruderi.
Fioritura: Aprile-giugno.
Numero di specie: 1.
69. Secale L.
Infiorescenza: Spiga.
Caratteri fiorali: Spighette biflore, con tutti i fiori ermafroditi, inserite sui due lati della rachide (spiga distica), addossate alla rachide con uno dei margini dei lemmi (e delle glume).
Glume uguali o subeguali, decisamente piu' brevi della spighetta e del lemma, lineari o lanceolate, carenate, mutiche, mucronate (almeno una) o aristate (almeno una), uninervie.
Lemma lineare o lanceolato, carenato, intero, acuto, cigliato sulla carena, con 3-5 nervature, aristato. Resta apicale o subapicale, non ginocchiata, di 2–10 mm.
Ilo del seme allungato o lineare.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Nodi del culmo nerastri. Foglie piane, flaccide, con orecchiette glabre alla base della lamina fogliare. Ligula membranacea, tronca, di 1–1.5 mm.
Habitat: Campi incolti, ruderi.
Fioritura: Maggio-luglio.
Numero di specie: 1.
70. Sesleria Scop.
Infiorescenza: Pannocchia spiciforme ovata o cilindrica.
Caratteri fiorali: Spighette con 2–5 fiori.
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, acute, glabre.
Lemma bidentato o dentellato, con 3-7 nervature, mucronato o aristato, con 1-3 tre reste (5 in S. ovata). Reste apicali.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Culmo fascicolato con nodi pelosi. Ligula membranacea di 0.5–2 mm.
Numero di specie: 7.
71. Setaria P.B.
Infiorescenza: Pannocchia spiciforme.
Caratteri fiorali: Spighette con un fiore fertile e un fiore sterile, circondate alla base da 1–6 robuste setole scabre di lunghezza maggiore delle glume.
Glume diseguali, decisamente piu' brevi della spighetta, una sola gluma lunga quanto il lemma o piu', o entrambe decisamente piu' brevi del lemma, ovali, mutiche.
Lemma ovato, glabro, mutico.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Foglie piane, lineari o lanceolate. Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia.
Habitat: Coltivi, incolti, margini di strade.
Fioritura: Giugno-ottobre.
Numero di specie: 5.
72. Sorghum Moench
Infiorescenza: Pannocchia ampia.
Caratteri fiorali: Spighette appaiate (le apicali ternate): una basale sessile con un fiore ermafrodita e l'altra superiore peduncolat) con un fiore maschile, uniflore.
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, lineari o lanceolate, glabre o pubescenti, mutiche.
Lemma lineare o lanceolato, mutico o aristato. Resta apicale o subapicale, ginocchiata.
Caratteri vegetativi: Nodi del culmo pelosi. Foglie piane con bordi ruvidi. Ligula membranacea con peli alla sommita' o sostituita da una linea di peli o ciglia.
Habitat: Incolti, campi, coltivi.
Fioritura: Luglio-ottobre.
Numero di specie: 2.
73. Spartina Schreb.
Infiorescenza: Spiga composta.
Caratteri fiorali: Spighette uniflore.
Glume diseguali, una sola gluma lunga quanto la spighetta o piu', una sola gluma lunga quanto il lemma o piu', lineari o lanceolate, carenate, mutiche.
Lemma lineare o lanceolato, carenato, intero, acuto, mutico.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia, di 0.5–1 mm. Radice: rizoma strisciante.
Habitat: Paludi salmastre, sabbie.
Fioritura: Ottobre-marzo (S. juncea), giugno-agosto (S. marittima).
Numero di specie: 2.
74. Sporobolus R.Br.
Infiorescenza: Pannocchia spiciforme allungata lineare progressivamente interrotta alla base (S. poiretii) o pannocchia contratta.
Caratteri fiorali: Spighette uniflore, con rachilla che si disarticola sopra le glume (persistenti a maturita').
Glume lineari o lanceolate, mutiche.
Lemma intero, con una sola nervatura, mutico.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale o perenne (S. poiretii). Culmo fascicolato di 15–40 cm. Foglie brevi, pelose alla base, convolute all'apice, con guaina un po' rigonfia. Ligula presente o assente o subnulla, sostituita da una linea di peli o ciglia.
Habitat: Incolti e pendii aridi.
Fioritura: Giugno-settembre.
Numero di specie: 3.
75. Stipa L.
Infiorescenza: Pannocchia contratta.
Caratteri fiorali: Spighette uniflore, compresse lateralmente.
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, lineari o lanceolate, acute, mutiche o aristate (almeno una), con 3-7 nervature.
Lemma lineare o lanceolato, intero, acuto, glabro, pubescente o peloso alla base o lungo le nervature, con 5-7 nervature, aristato. Resta apicale o subapicale lunga 1-30 cm.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Foglie con lamina convoluto-filiforme o conduplicata. Ligula membranacea di 0.5–2 mm.
Habitat: Pascoli aridi.
Fioritura: Maggio-giugno.
Numero di specie: 4.
76. Tragus Haller
Infiorescenza: Racemo spiciforme cilindrico lungo 2–7 cm.
Caratteri fiorali: Spighette in fascetti di 2–5, uniflore, portanti sul dorso delle glume 5–7 file di aculei uncinati.
Glume apparentemente una per spighetta in quanto la gluma inferiore e' ridotta ad una piccolissima squama trasparente, gluma superiore lunga quasi quanto la spighetta o piu', lunga quasi quanto il lemma o piu', lineare o lanceolata, acuta, con 5–7 file di aculei uncinati, cigliate, mutiche, con piu' di 5-7 nervature.
Lemma lineare o lanceolato, intero, acuto, mutico.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Culmo di 10–30 cm, radicante ai nodi. Foglie rigide ed ispide e guaine rigonfie. Ligula sostituita da una linea di peli o ciglia.
Habitat: Incolti, sabbie.
Fioritura: Giugno-agosto.
Numero di specie: 1.
77. Trisetum Pers.
Infiorescenza: Pannocchia ampia o contratta o spiciforme.
Caratteri fiorali: Spighette con 2–3 fiori lunghe da 3.5 a 8 mm (reste escluse).
Glume lineari o lanceolate, acute, pubescenti, mutiche.
Lemma lineare o lanceolato, carenato, bifido, peloso alla base, aristato. Resta dorsale di 2–8 mm.
Ovario e cariossidi glabri.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Nodi del culmo pubescenti in T. flavescens. Foglie glabre, lineari, convolute all'apice. Ligula membranacea, tronca, di 0.5–2 mm.
Numero di specie: 4.
78. Triticum L.
Infiorescenza: Spiga.
Caratteri fiorali: Spighette tri-pluriflore, con tutti i fiori ermafroditi, inserite sui due lati della rachide (spiga distica), addossate alla rachide con uno dei margini dei lemmi (e delle glume).
Glume uguali o subeguali, decisamente piu' brevi della spighetta, ovali-ventricose, ottuse o tronche, mutiche o mucronate (almeno una), con 5-11 nervature.
Lemma lineare o lanceolato, mucronato o aristato, con nervature non confluenti all'apice. Resta apicale o subapicale.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Culmo fascicolato. Foglie pubescenti, con orecchiette alla base della lamina fogliare pelose. Ligula assente o membranacea, intera, ottusa o tronca.
Numero di specie: 1.
79. Typhoides Moench
Infiorescenza: Pannocchia ampia, piramidale, lunga 10–20 cm.
Caratteri fiorali: Spighette uniflore.
Glume uguali o subeguali, entrambe uguali o subeguali alla spighetta o piu' lunghe di essa, entrambe uguali o subeguali al lemma o piu' lunghe di esso, lineari o lanceolate, carenate, cigliate, mutiche.
Lemma intero, acuto, munito alla base di due piccole espansioni cigliate a pennello, mutico.
Caratteri vegetativi: Pianta perenne. Culmo di 70–150 cm. Foglie piane e lineari. Ligula membranacea, intera, tronca, di 4–6 mm. Radice: rizoma lungamente strisciante.
Habitat: Sponde, canali, fossi e stagni.
Fioritura: Maggio-luglio.
Numero di specie: 1.
80. Vulpia Gmelin
Infiorescenza: Pannocchia contratta o spiciforme piu' o meno unilaterale (con spighette rivolte in maggioranza verso un lato della rachilla).
Caratteri fiorali: Spighette con 3-7 fiori ermafroditi, con 1 solo stame per fiore (3 in V.membranacea), lunghe da 4 a 15 mm (reste escluse).
Glume molto disuguali: l'inferiore lunga da un decimo a meta' della superiore, decisamente piu' brevi della spighetta, lineari o lanceolate, non carenate, acute, mutiche, uni-trinervie.
Lemma lineare o lanceolato, intero, acuto, con 3-5 nervature, aristato. Resta apicale o subapicale, di 5-20 mm.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Culmo fascicolato. Foglie filiformi, generalmente convolute. Ligula membranacea, tronca, di 0.5–1 mm.
Habitat: Pascoli e incolti aridi, dune marittime (V. membranacea).
Fioritura: Aprile-giugno.
Numero di specie: 4.
81. Zea L.
Pianta monoica con i fiori maschili e femminili riuniti in infiorescenze distinte.
Infiorescenza: Spiga (fiori femminili) o pannocchia ampia (fiori maschili).
Caratteri fiorali: Spighette maschili biflore, spighette femminili con un fiore fertile ed uno sterile.
Glume lineari o lanceolate, acute, mutiche.
Lemma lineare o lanceolato, mutico.
Caratteri vegetativi: Pianta annuale. Culmo di 50–200 cm. Foglie lanceolate, larghe 3–10 cm, pubescenti nella pagina superiore.
Habitat: Coltivi e incolti.
Fioritura: Luglio-settembre.
Numero di specie: 1.
Lista dei Quaderni GEAD-EQ pubblicati
1 - M. Lagonegro, 1985 - SBAFT : software per banche dati di flore territoriali (con listings in Fortran 77 per OLIVETTI M20 e M24 operanti sotto MS-DOS). pp. 101.
2 - P. Ganis, 1985 - FUSAF : manuale per l'uso di programmi ad integrazione della banca dati SBAFT. pp. 93.
3 - M. Lagonegro, 1986 - Alcuni programmi in BASIC associati a semplici modelli per l'ecologia. pp. 65.
4 -. M. Lagonegro, 1986 - Performances of a proximity index defined on a dendrogram table or minimum spanning tree graph. pp. 63.
5 - M. Scimone, P. Ganis e E. Feoli, 1987 - Programmi BASIC per il calcolo di misure di diversita' in comunita' ecologiche. pp. 34.
6 - M. Lagonegro e V. Hull, 1987 - Models for simple aquatic system equations and programs. pp. 93.
7 - D.W. Goodall, P.Ganis e E.Feoli, 1987 - Probabilistic methods in classification: a manual for seven computer programs. pp. 52.
8 - M. Lagonegro e V. Hull, 1989 - Simulazione dei processi trofici degli ambienti acquatici. Manuale d'uso di un modello numerico con programmi in FORTRAN. pp. 86.
9 - P. Ganis. 1989 - Programs for niche bradth, overlap and hypervolumes. pp.43.
10 - P. Ganis. 1991. La diversita' specifica nelle comunita' ecologiche: concetti, metodi e programmi di calcolo. pp. 100.
11 - N. Burba, E. Feoli, M. Malaroda, V. Zuccarello. 1992. Un sistema informativo per la vegetazione. Manuale di utilizzo dei programmi. pp. 78
Fonte : www.units.it
- Fine articolo Graminacee tutto di tutto
Allergia ai Pollini
L'allergia ai pollini ha andamento tipicamente stagionale, al contrario di altre allergie come quella alla polvere, da Dermatophagoides pterissimus e farinae , praticamente sempre presente. I sintomi si manifestano solo in un determinato periodo dell'anno, quello cioè corrispondente alla fioritura della pianta cui il polline appartiene. Il caso più frequente è quello dell'allergia alle graminacee (erbe la cui fioritura avviene nel periodo da fine aprile a fine settembre) ma negli ultimi tempi si è assistito ad un progressivo aumento delle allergie ai pollini di altre specie vegetali. E' il caso di alberi cosiddetti "a fioritura precoce" (da gennaio a marzo), come betulla, nocciolo.
La concentrazione del polline nell’aria è maggiore in pianura e nelle vallate, piuttosto che in montagna o al mare e naturalmente è più elevata in campagna che in città. Il vento associato ad una giornata di sole è la condizione climatica più favorente. Il primo tipo di polline a comparire è quello delle Betulacee, prevalente nel Nord-Italia (febbraio-aprile), mentre il polline delle Graminacee è presente in tutta la penisola ed inizia a comparire ad aprile al Centro-sud ed a maggio al Settentrione. La Parietaria, assente al di sopra dei 1000 metri di altitudine, è prevalente nel Meridione ed in Liguria. Pollini tipicamente estivi sono quelli delle Composite.
Quasi la metà di tutte le allergie sono dovute a pollini di erbe (graminacee, paritaria, composite, etc.) o alberi (betulla, nocciolo, ontano, cipresso, faggio, olivo, etc.) e la parola pollinosi sta proprio ad indicare tali forme di allergia. In Italia si stima che almeno 7-10% della popolazione ne sia affetto. le allergie si posizionano ai primi posti come malattie croniche. La prevalenza, secondo i dati dell’Oms, si attesta tra il 10 e il 40% della popolazione, a seconda delle regioni e dei periodi dell’anno. Negli Stati Uniti, l’Istituto di salute nazionale (Nih) e l’Accademia americana delle allergie e dell’asma valutano che 35 milioni di persone soffrano di sintomi allergici dovuti ad allergeni trasportati dall’aria, con i pollini ai primi posti nella classifica dei fattori che scatenano reazioni allergiche. Oltre 11 milioni sono i malati di asma. Nel loro complesso, quindi, le allergie coinvolgono dai 40 ai 50 milioni di americani, e sono la sesta causa di malattia e disabilità. In Europa, diverse società scientifiche e associazioni dei malati stimano una prevalenze delle riniti allergiche, nel loro complesso, del 10-20%, a seconda delle zone e delle stagioni, con un trend che sembra essere in crescita negli ultimi anni. Secondo la società britannica per le allergie, una persona su quattro è soggetta, almeno in un periodo nel corso dell’anno, a soffrire di allergie. Dal 1985 in Italia è attiva una Rete di monitoraggio degli allergeni aerodiffusi che misura la concentrazione in atmosfera dei principali pollini di interesse allergologico. Il monitoraggio, svolto su scala nazionale e regionale, è realizzato dall’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del CNR di Bologna (Isac-CNR), in collaborazione con l’Associazione Italiana di Aerobiologia. La rete conta circa 90 stazioni di campionamento presenti sul territorio nazionale ed è collegata alla Rete Europea, European Aeroallergen Network (EAN).Proprio grazie a questa rete è stato possibile identificare una serie di allergie che non erano conosciute, come quella da cipresso che negli ultimi anni si sta dimostrando piuttosto significativa.
I sintomi che le caratterizzano sono il raffreddore, l'asma bronchiale e la congiuntivite, che possono essere presenti in maniera isolata o variamente associati.La rinite con abbondante secrezione di muco limpido (rinorrea acquosa), salve di starnuti, irritazione nasale con gradi variabili di ostruzione respiratoria. La congiuntivite, caratterizzata da intenso arrossamento congiuntivale e prurito oculare. Una lacrimazione più o meno abbondante può essere conseguenza sia della congiuntivite che della rinite. Una percentuale piuttosto elevata di adulti allergici ai pollini soffre anche di asma (in alcune statistiche il 70%), mentre nei bambini l’asma da allergia ai pollini è molto più rara.
In età pediatrica l’allergia al polline, come già detto, è molto meno frequente rispetto ad altre, quali ad esempio quella verso gli Acari. Ancora più rara è la poliallaergia pollinica (sensibilizzazione contemporanea verso più pollini). In alcuni bambini però, soprattutto se presentano una netta familiarità per allergia. Questa sindrome è caratterizzata da un’allergia a diversi pollini contemporaneamente e da una concomitante allergia ad alimenti vegetali.
L’ingestione di uno di questi alimenti durante la stagione primaverile determina l’insorgenza di sintomi immediati (alcune volpe pochi minuti) successivamente all’ingestione dell’alimento. I sintomi possono essere solo locali (bruciore linguale, tumefazione delle labbra) con risoluzione in 30-60 minuti o possono avere una progressione sistemica con evoluzione verso dolori addominali, diarrea, congiuntivite, rinite, asma, prurito cutaneo diffuso, orticaria e raramente shock anafilattico.
La cosa accade poiché gli alimenti vegetali presentano degli antigeni in comune con i pollini e ciò determina quella che si chiama cross-reazione o reazione crociata tra pollini ed alimenti.
La terapia , visto la non possibilità di allontanare i pollini dall’ambiente è farmacologica: i più usati sono gli antistaminici, da assumere per via orale, oppure sotto forma di spray nasali o di colliri congiuntivali. In alcuni casi possono essere utili i vaccini desensibilizzanti.
Evitare qualunque contatto con il polline è impossibile. Dunque alcune regole preventive diventano fondamentali:
Chiudere i vetri quando si va in automobile.
Non parcheggiare la macchina sotto gli alberi.
Come luogo di vacanze scegliere le località marine o l'alta montagna al di sopra dei 1500 metri. A quote elevate la produzione di pollini è ridotta e al mare gli stessi vengono catturati ed eliminati dall'enorme massa d'acqua che ne riduce la loro concentrazione nell'aria.
Evitare la campagna ed i luoghi in cui l'erba è stata tagliata di recente.
Dopo una giornata all'aperto è opportuno fare la doccia per rimuovere i pollini che si sono accumulati sui capelli. Sulla punta di uno spillo ci possono stare 1000 pollini: immaginiamo quanti ne possono stare tra i capelli.
Le condizioni del tempo influiscono sulla concentrazione dei pollini nell'aria: quest'ultima aumenta nelle giornate ventose, ma anche quando vi è un clima caldo (250_300 C) e con un'umidità relativa del 60-90%.
Evitare di svolgere attività all'aperto nelle ore di maggior concentrazione pollinica: notte, mattino e subito dopo in temporale. Durante la pioggia infatti i granuli pollinici si rompono in frammenti più piccoli che penetrano più facilmente nelle vie aeree.
Tenere porte e finestre chiuse specialmente durante le ore notturne e quelle del primo mattino, quando la concentrazione pollinica è maggiore.
Non tenere in camera da letto gli indumenti usati durante il giorno e non asciugare il bucato all'aperto per impedire l'accumulo di polline sullo stesso.
- Fine articolo Graminacee tutto di tutto
L’allergia
L’allergia è una reazione eccessiva del sistema immunitario verso una sostanza, detta allergene, che solitamente non dà alcun problema nella maggior parte della popolazione. L’allergia può essere di tipo immediato, cioè quando i sintomi compaiono immediatamente dopo il contatto con l’allergene, oppure di tipo ritardato, cioè quando i sintomi compaiono in un periodo tra le 48 ore ed i tre giorni successivi al contatto con l’allergene.
L’allergia ha due fasi: una fase di sensibilizzazione ed una fase di reazione. Nella fase di sensibilizzazione, l’organismo viene a contatto con l’allergene per la prima volta. Il sistema immunitario riconosce l’allergene come sostanza estranea e produce gli anticorpi. Al secondo contatto con l’allergene si scatena la fase di reazione: gli anticorpi precedentemente formatisi reagiscono alla presenza della sostanza, viene liberata l’istamina, si manifestano i primi sintomi allergici sulla pelle o sulle mucose.
Le allergie possono avere una componente ereditaria; se uno dei genitori è allergico, i figli avranno il 30% circa delle probabilità di essere allergici a loro volta, mentre se entrambi i genitori sono allergici le probabilità saliranno al 70%. Ma le allergie possono anche essere superate: parecchi bambini superano le allergie che hanno dalla nascita entro i 2-3 anni di età, ma altri se le porteranno indietro per tutta la vita.
Le allergie possono colpire diversi apparati ed organi, quali:
- l’apparato gastrointestinale: stipsi o diarrea, nausea, vomito, flatulenza;
- l’apparato respiratorio: starnuti, tosse, congestione nasale, rinorrea, dispnea, difficoltà di deglutizione;
- la pelle: dermatite atopica, eczema, orticaria;
- gli occhi: occhi arrossati, lacrimazione abbondante, congiuntivite allergica, fotosensibilità, gonfiore, prurito.
Gli allergeni più comuni sono:
- Pollini: i pollini delle erbe sono tra le cause più comuni di allergia Tra cui le famigerate graminacee e parietarie), seguite dai pollini degli alberi (essenzialmente la betulla, l’olivo, il pioppo, il salice e l’olmo tra quelli più comuni) ed altri pollini, tra cui l’ambrosia.
Allergeni di origine animale: pelo del gatto e del cane, acari della polvere; questi ultimi sono invisibili all’occhio umano e si annidano nei tappeti, nelle coperte, nei cuscini, nei materassi, ecc. Il loro habitat ideale presenta un’umidità superiore al 50%.- Muffe e lieviti: le loro spore hanno una azione allergenizzante e si trovano essenzialmente in ambienti umidi, quali cucina e bagno.
- Insetti: tipicamente api e vespe sono gli insetti da temere di più per le allergie, in quanto, in soggetti predisposti, possono provocare shock anafilattico.
- Alimenti: molti alimenti contengono allergeni: uova, arachidi, pesce, latte vaccino, soia, noci, crostacei.
Allergia o intolleranza?
I termini allergia e intolleranza rappresentano due modi diversi di reagire ad una sostanza estranea all’organismo. L’allergia è una reazione anomala del sistema immunitario ad una sostanza estranea che si manifesta nella produzione di anticorpi IgE specifici e liberazione conseguente di istamina. L’allergia può essere anche ad insorgenza ritardata (cellulo-mediata), una forma che tende a cronicizzate.
L’intolleranza, invece, è una reazione che non coinvolge il sistema immunitario, ma che dipende da un deficit dell’organismo stesso. Un classico esempio è l’intolleranza al lattosio, provocata dalla mancanza di un enzima, detto lattasi, che ha la funzione di digerire il lattosio. Poiché l’enzima non c’è, il lattosio non viene digerito e, arrivando all’intestino nella sua forma originaria, provoca un richiamo di acqua e causa quindi diarrea e dolore addominale.
I sintomi allergici
I sintomi dell’allergia sono legati all’apparato che viene colpito. Se ad essere colpito è l’apparato digerente, solitamente l’allergia si manifesta con dolore addominale, colite, stipsi o diarrea, nausea e vomito.
Quando viene colpito l’apparato respiratorio, normalmente si possono avere dispnea, congestione nasale, febbre da fieno, rinocongiuntivite allergica, fino ad arrivare agli attacchi di asma, più gravi e spesso cronici.
Si manifesta edema, invece, quando si verifica un accumulo di liquidi in una vescica (tipicamente successiva a puntura d’insetto) che può comparire sulle gambe o sulle braccia, sul viso o sulle palpebre. Particolarmente pericoloso l’edema che si manifesta, invece, sulla glottide, quella piccola fessura che chiude le vie aeree superiori. Si tratta di un’evenienza particolarmente letale, poiché alla chiusura della glottide corrisponde il mancato passaggio dell’aria e quindi il rischio di soffocamento. Questa evenienza richiede una terapia istantanea per evitare la morte.
Spesso ad essere colpita è la pelle con la comparsa di pomfi e vescicole, con orticaria o eczema.
L’orticaria mostra tipicamente dei pomfi pruriginosi che tendono a scomparire dopo qualche minuto per fare la comparsa in un’altra parte del corpo. L’orticaria può avere diverse cause, che vanno dall’allergia alimentare, all’allergia ai farmaci o al contatto con sostanze particolari. È facile individuare la patologia, ma è complicato capire l’agente scatenante.
Anche l’eczema è una manifestazione dell’allergia a livello cutaneo. È caratterizzata da secchezza associata a lesioni essudative e prurito. L’eczema insorge molto presto, entro i 3 mesi, ma tende a scomparire entro i 3 anni, anche se alcuni bambini cronicizzato la malattia. Le parti tipicamente più colpite sono il viso nei lattanti e le pieghe delle articolazioni nei bambini. Normalmente, si va incontro ad una fase di remissione quando si prende il sole.
Lo shock anafilattico
Lo shock anafilattico è un insieme di eventi originati dal contatto di IgE con un allergene. È un evento che può essere mortale per il paziente se non tempestivamente ed appropriatamente contrastato. Il tutto inizia con un formicolio ed un senso di calore a mani, piedi e testa. A questo segue rinite, dispnea, tachicardia, asma, nausea e vomito, ipotensione, edema della glottide fino a chiudere totalmente le vie respiratorie e a causare soffocamento e quindi morte del paziente. Lo shock anafilattico viene provocato da un rilascio massivo di istamina da parte dei mastociti e dei basofili. È l’istamina, in prima battuta, che provoca la reazione allergica.
Per riconoscere uno shock anafilattico, è sufficiente guardare i seguenti sintomi:
- Prima fase: arrossamento degli occhi, prurito, eritema, gonfiore alle palpebre
- Seconda fase: vertigini, affanno, nausea, palpitazioni
- Terza fase: affanno grave, vomito, gonfiore alla gola, collasso
- Quarta fase: soffocamento, arresto cardiocircolatorio
Nel caso di shock anafilattico, è estemamente importante intervenire immediatamente. L’adrenalina è il farmaco salvavita in questi casi e deve essere sempre a portata di mano nelle persone che vanno soggette ad anafilassi. Esistono delle fiale preconfezionate e dosate che si possono portare in tasca ed utilizzare al bisogno in caso di anafilassi. I genitori di bambini allergici gravi devono imparare ad utilizzare queste siringhe predosate in modo da poter intervenire in qualsiasi momento. La somministrazione è piuttosto semplice, ma è sempre meglio che sia un medico ad istruirli.
La diagnosi di allergia
La diagnosi di allergia è sempre un iter complesso, che deve tener conto di diversi aspetti. Il medico deve innanzitutto analizzare bene la storia clinica del paziente e la storia familiare. Il colloquio con l’allergologo è un punto di partenza fondamentale per porre la diagnosi giusta. Il medico chiederà al paziente il periodo di insorgenza dei sintomi, l’età di esordio della malattia, la frequenza e al tipologia dei sintomi; inoltre, chiederà se in famiglia vi sono altri casi di allergia, visto che le malattie allergiche hanno una predisposizione ereditaria. Dopo il colloquio, l’allergolo passerà ad esaminare il paziente per cercare i segni ed i sintomi tangibili dell’allergia: eczema, orticaria, rinite, occhi arrossati, ecc. Soltanto dopo questi preliminari, l’allergolo prescriverà dei test da effettuare per ultimare la diagnosi e pensare al trattamento. I test allergologici possono essere in vivoe in vitro. Test in vivo sono i test cutanei, i test di provocazione e di eliminazione, i test in vitro sono invece i RAST, il prick test o il PRIST.
Il Prick Test consiste nell’applicazione di un estratto dell’allergene sulla pelle dell’avambraccio dopo aver effettuato una scarnificazione con una lancetta sterile, in modo che l’estratto possa penetrare negli strati cutanei più profondi. Le reazioni solitamente compaiono dopo circa 15-20 minuti; il test è positivo se compare un pomfo sulla parte in cui è stato inoculato l’allergene. Questo test può essere effettuato a qualsiasi età ed in qualsiasi momento, in assenza di lesioni cutanee visibili e di terapia anitstaminica.
Il Patch Test, invece, viene normalmente utilizzato per diagnosticare la dermatite da contatto o allergica e a volte anche per la diagnosi di dermatite atopica e le allergie a farmaci e alimenti. Consiste in una serie preordinata di 30 sostanze che sono ritenute i più comuni allergeni per le dermatiti che vengono applicate con dei cerotti sulla schiena. Ovviamente è possibile anche scegliere altri allergeni da testare, che non si trovano nella serie preordinata. I risultati si manifestano dopo 24-48 ore. Se dopo 72 ore al massimo si presentano arrossamenti, gonfiore, prurito e pustole, l’esame è positivo. Il patch test va evitato durante l’estate poiché il sudore potrebbe non far aderire i cerotti alla pelle e quindi inficiare la validità dell’esame.
I test di eliminazione vengono effettuati soprattutto per porre diagnosi di allergia alimentare. Si tratta di diete che prevedono l’eliminazione di uno o più alimenti, a seconda degli allergeni a cui si reagisce, dalla dieta per verificarne la responsabilità dei sintomi. Queste diete vengono seguite per un periodo di circa 2-3 settimane sotto stretto controllo medico. Solitamente, ai test di eliminazione seguono o vengono abbinati i test di provocazione. Si tratta di un esame in cui l’allergene viene posto a diretto contatto con le mucose del paziente in modo che verificare la reazione sotto stretto controllo medico e/o la remissione dei sintomi dopo l’eliminazione dell’allergene.
Per porre diagnosi di allergia possono essere effettuati anche test di laboratorio sul siero del paziente. Il PRIST conta le IgE totali presenti nel sangue del paziente, ma è poco specifico e spesso anche valori normali possono nascondere un paziente allergico. Per questo motivo, oggi si preferisce utilizzare il RAST test, alla ricerca di IgE specifiche. Solitamente, il RAST viene utilizzato come test di approfondimento successivo al prick test per confermare un sospetto di diagnosi di allergia o in caso di prick test negativo ma con una storia clinica e familiare suggestiva di allergia.
Trattamento
Il trattamento dell’allergia può avere due fasi: il trattamento dei sintomi ed il trattamento delle cause. Essenzialmente i sintomi vengono trattati con diverse classi di farmaci, alcuni generali, altri specifici per l’apparato colpito. La classe di farmaci più utilizzata è quella degli antistaminici. Si tratta di sostanze in grado di bloccare l’effetto dell’istamina rilasciata dopo il contatto con l’allergene e di evitare l’insorgenza di prurito, gonfiori, rinorrea e rash cutanei. Agli antistaminici vengono abbinati talvolta anche dei cortisonici, potenti antinfiammatori, che però possono avere anche dei gravi effetti collaterali, soprattutto se somministrati nel lungo termine. Spesso, per quanto riguarda l’apparato respiratorio, vengono prescritti degli anticongestionanti, per liberare le vie aeree e permettere una respirazione normale. Allo stesso modo, possono essere prescritte delle creme cortisoniche o delle emulsioni per trattare l’eczema o l’orticaria, oppure dei farmaci per la gastroprotezione nei casi di interessamento dell’apparato gastrointestinale.
Per trattare a fondo un’allergia, però è necessario trattarne le cause. Il trattamento delle cause può avere un approccio duplice: o l’eliminazione della fonte dell’allergene responsabile (ad esempio, nel caso delle allergie alimentari, l’eliminazione dalla dieta dell’alimento incriminato, quale latte, uova, pesce, arachidi, ecc.) oppure la cosiddetta desensibilizzazione.
Si tratta di un processo lento grazie al quale l’organismo può di nuovo tollerare l’allergene. Il “vaccino” è essenzialmente formato da estratto di allergene ed acqua e può avere due modi di somministrazione: o per via sublinguale oppure per iniezione sottocutanea. Il primo metodo è preferito soprattutto nei bambini (in questo caso, saranno i genitori a provvedere alla somministrazione) e si applica mettendo poche gocce di questa soluzione sotto la lingua e trattenendola per un paio di minuti prima di ingoiare.
Il metodo sottocutaneo implica la presenza del medico per l’iniezione, almeno per le prime somministrazioni, che va fatta sul braccio nel tratto tra spalla e gomito. È in ogni caso d’obbligo, dopo ogni somministrazione, rimanere nell’ambulatorio di allergologia per almeno 30 minuti, poiché la somministrazione diretta dell’allergene potrebbe scatenare una reazione eccessiva. In quel caso, il medico potrebbe intervenire tempestivamente sui sintomi e prevenire un evento più letale.
La desensibilizzazione prevede due fasi. La prima fase dura all’incirca 15 giorni per via sublinguale e circa 3-5 mesi per via sottocutanea. La fase di mantenimento, invece, può durare tra i 3 ed i 5 anni. Questo perché l’organismo deve abituarsi lentamente a dose sempre più alte dell’allergene, fino a tollerarlo del tutto.
FAQ
- Cos’è l’allergia?
L’allergia è una reazione eccessiva del sistema immunitario verso una sostanza, detta allergene, che solitamente non dà alcun problema nella maggior parte della popolazione. L’allergia può essere di tipo immediato, cioè quando i sintomi compaiono immediatamente dopo il contatto con l’allergene, oppure di tipo ritardato, cioè quando i sintomi compaiono in un periodo tra le 48 ore ed i tre giorni successivi al contatto con l’allergene.
- Le allergie sono ereditarie?
Le allergie possono avere una componente ereditaria; se uno dei genitori è allergico, i figli avranno il 30% circa delle probabilità di essere allergici a loro volta, mentre se entrambi i genitori sono allergici le probabilità saliranno al 70%.
- Quali organi può colpire un’allergia?
Può colpire l’apparato gastrointestinale con nausea, vomito, diarrea o stipsi, l’apparato respiratorio con asma, dispnea, rinorrea, rinite allergica, tosse, congestione nasale, deglutizione difficile, gli occhi, con arrossamento, gonfiore delle palpebre, congiuntivite, lacrimazione, e la pelle, con eczema, orticaria.
- Quali sono gli allergeni più comuni?
innanzitutto i pollini, di erbe e di alberi, poi i peli degli animali domestici, le muffe ed i funghi, la polvere e gli acari, alcuni alimenti, quali latte, uova, arachidi, pesce e crostacei.
- Che differenza c’è tra allergia ed intolleranza?
L’allergia è una reazione che coinvolge il sistema immunitario, che produce IgE specifiche contro l’allergene responsabile. L’intolleranza, invece, non coinvolge il sistema immunitario, ma è normalmente dovuto a cause congenite dell’organismo, come nel caso dell’intolleranza al lattosio.
- Cos’è lo shock anafilattico?
Si tratta di una reazione oltremodo esagerata ad un allergene, di solito al veleno di insetti (ad esempio api o vespe) oppure ad un allergene alimentare, che si manifesta con tachicardia, pallore, dispnea, nausea, vomito ed edema della glottide. È proprio questo ad essere potenzialmente mortale per il paziente, poiché impedisce il passaggio dell’aria e provoca quindi soffocamento. Per i soggetti allergici gravi, è essenziale una immediata iniezione di adrenalina per evitare l’evento mortale.
- Come si diagnostica un’allergia?
Vi sono diversi metodi. Innanzitutto, il primo passo è il colloquio con l’allergologo e la conoscenza della storia clinica e familiare del paziente. Poi, per confermare una supposizione di allergia possono essere effettuati esami cutanei, come il Prick Test, oppure i test di eliminazione o provocazione. Vi sono poi anche test sul sangue, come il PRIST e soprattutto il RAST, per al conta delle IgE nel sangue.
- Qual è il trattamento dell’allergia?
Per trattare i sintomi dell’allergia si utilizzano farmaci quali antistaminici, cortisonici oppure antibiotici, se è associata qualche infezione. Per trattare le cause, innanzitutto va evitato il contatto con l’allergene oppure si può effettuare una desensibilizzazione del paziente, tramite somministrazione dell’allergene a dosi sempre più elevate per fare in modo che l’organismo si riabitui alla sostanza lentamente.
Fonte: www.studiobelsito.it
- Fine articolo Graminacee tutto di tutto
Graminacee tutto di tutto
Collegamenti utili gratuiti
Disclaimer : gli obiettivi di questo sito sono il progresso delle scienze e delle arti utili in quanto pensiamo che siano molto importanti per il nostro paese i benefici sociali e culturali della libera diffusione di informazioni utili. Tutte le informazioni e le immagini contenute in questo sito vengono qui utilizzate esclusivamente a scopi didattici, conoscitivi e divulgativi. Le informazioni di medicina e salute contenute nel sito sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo e per questo motivo non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione). In questo sito abbiamo fatto ogni sforzo per garantire l'accuratezza dei tools, calcolatori e delle informazioni, non possiamo dare una garanzia o essere ritenuti responsabili per eventuali errori che sono stati fatti, i testi contenuti nel sito sono di proprietà dei rispettivi autori. Se trovate un errore su questo sito o se trovate un testo o tool che possa violare le leggi vigenti in materia di diritti di autore, comunicatecelo via e-mail e noi provvederemo tempestivamente a rimuoverlo.