Parapsicologia

 

Collegamenti utili gratuiti

 

  • Da Wikipedia :
  • La parapsicologia (più raramente detta metapsichica) è la disciplina che si propone di studiare con metodi scientifici tre categorie di fenomeni anomali: poteri psichici, interazione tra mente e materia e sopravvivenza alla morte. La parapsicologia non è lo studio di ogni fenomeno paranormale , nonostante si occupi di dimensioni e di fenomeni inerenti a processi estranei alle comuni e note leggi fisiche e alle esperienze sensoriali, ma comunque attribuibili alla psiche dell'uomo.
  • Alcune organizzazioni, come l'Associazione Parapsicologica (Parapsychological Association, Inc.), sostengono l'esistenza di talune forme di abilità psichiche paranormali in base ai risultati dei loro test .
  • La comunità scientifica tuttavia non ritiene provata l'esistenza di fenomeni paranormali.
  • Oggetto di critica sono sia i metodi utilizzati negli studi, sia i risultati ottenuti.
  • La comunità scientifica ed accademica è unanimemente schierata nel considerare la parapsicologia una pseudoscienza vista la mancanza, in più di un secolo di ricerche, di alcun tipo di prova oggettivamente verificabile circa l'esistenza di abilità paranormali.
  • Fine articolo parapsicologia

 

PARAPSICOLOGIA E MISTERI DELLA MENTE UMANA

 

parapsicologia

 

Fin dall'antichità, l'uomo ha voluto capire se ci fosse, e cosa ci fosse, dopo la morte. Gli stessi Egizi davano molta importanza all'anima, come dimostrano le numerose pitture trovate nelle loro tombe. D'altronde, i corredi funebri ci dicono tanto, non solo dal punto di vista archeologico, ma anche antropologico e spirituale. Se l'uomo del passato non avesse creduto nella sopravvivenza di un'anima dopo la morte del corpo, non avrebbe disposto nelle tombe oggetti personali del defunto, utili allo stesso nell'Aldilà. Così, presto si cercò anche di immaginare un Aldilà ideale, che assunse nomi diversi e, se un tempo si chiamava Paradiso, poi si chiamò Wallhalla o Eliseo. Ma perché l'uomo, ad un certo punto della sua storia, iniziò a credere nella vita oltre la morte? Forse per arrivare a quel momento con meno paura. O forse perché già allora si capì che qualcosa di vero poteva esserci, che la morte non voleva dire "fine assoluta"

 

In epoca moderna, quando ormai la scienza stava facendo passi da gigante, ci furono perone che cercarono di razionalizzare scientificamente l'idea di una vita oltre la morte corporale, così nacque lo "Spiritismo". Ciò avvenne specialmente in seguito alla comparsa in America di strani fatti che, a quanto pare, sembravano opera di entità defunte. Lo Spiritismo si diffuse presto in tutto il mondo, si formarono gruppi di studiosi e nacquero società o centri di Spiritismo. A seconda poi del diverso modo di procedere nella ricerca, lo Spiritismo di distinse in due diversi orientamenti :

  • Spiritismo scientifico;
  • - Spiritismo (o spiritualismo) a sfondo esoterico e religioso;

Il massimo esponente di quest'ultimo orientamento fu il francese A. Kardec (1804/1869), i cui scritti fanno testo tutt'oggi (nel 1875 pubblica il suo "Les livres des esprits").

Nei primi del '900, si pensò che certi strani fenomeni fossero dipendenti da forze sconosciute ma proprie dell'uomo (fenomeni di tipo animico) mentre altri fossero dipendenti dall'azione esterna di una qualche entità (fenomeni di tipo spiritico). Richet, per differenziare tali fenomeni, coniò il termine Metapscichica. E dal 1953 (anno del Congresso Internazionale di Parapsicologia di Utrecht, in Olanda) si affiancò a tale termine quello di Parapsicologia, parola coniata dal filosofo tedesco M. Dessoir (1867/1947). Studiare la Parapsicologia non è facile, perché non c'è più grande mistero della mente umana, intesa sia come mente fisica che come coscienza, quindi anima, magari in grado di sopravvivere anche alla morte fisica. In fondo, se pensiamo che l'anima è una qualche forma di energia, dovrebbe essere normale per noi sapere che nessuna cosa si crea e nessuna si può distruggere, ma tutto si trasforma, liberando energia. Ogni giorno, in diverse parti del mondo, si compiono esperimenti con lo scopo di provare scientificamente la consistenza dello Spiritismo, l'esistenza di un qualcosa d'altro oltre la morte; l'esistenza dell'anima e la sua immortalità. Ma ciò non è facile, perché spesso i fenomeni Parapsicologici sono irripetibili, quindi non studiabili in laboratorio. Ma gli studiosi non si arrendono e ci provano lo stesso, magari derisi da altri loro colleghi più "aristotelici" perché, come Cristoforo Colombo, credono in un sogno e lottano per raggiungerlo, pur non immaginando dove arriveranno.

 

  • CLASSIFICAZIONE DEI FENOMENI PSI:

 

I fenomeni detti PSI (cioè parapsicologici) si distinguono in due grandi campi:

FENOMENI PSICOGNITIVI (Interessano fenomeni di carattere mentale, detti anche "puri", e prendono in considerazione quindi la TELEPATIA PURA e la CHIAROVEGGIENZA. Questo vuol dire che ciò che avviene riguarda solo la mente del medium, interiormente, senza alcun interferenza col mondo esterno);

  • FENOMENI PARAFISICI (Interessano fenomeni cui effetti si notano a livello fisico e non solo mentale, per cui rientrano in questo campo i fenomeni di TELECINESI, PSICOCINESI, LEVITAZIONE, SCRITTURA DIRETTA, POLTERGEIST, RAPS, VOCE DIRETTA, MUSICA MEDIANICA, GLOBI LUMINOSI, LAMPEGGIAMENTI, SCINTILLII, AURA e AUREOLE, PSICOFONIA, PSICOVISIONE, FOTOGRAFIA SPIRITICA, PSICOGRAFIA, GUARIGIONI PARANORMALI, STIGMATE, INCOMBUSTIBILITA', FACHIRISMO, MUMMIFICAZIONE, SMATERIALIZZAZIONE, COMPENETRAZIONE e FENOMENI DI TELEPLASTIA. Cioè, tutti quei fenomeni in cui un medium interagisce con l'ambiente circostante o in cui un fenomeno avvenga da solo e i cui effetti siano riscontrabili a un qualsiasi livello sensoriale).

FANTASMI

 

parapsicologia

 

Fantasmi...  Anime dannate di non vivi che vagano in cerca di riposo? Immagini di uomini del futuro che esplorano il passato della storia? Viaggiatori da altre dimensioni?  Frutto della nostra fantasia? Anime sospese in un limbo, in una dimensione a noi ancora sconosciuta? Immagini di un passato che è stato, troppo forte e colmo di intense emozioni perché possa essere cancellato dal tempo? Ciò che rimane di coloro che non vorrebbero più lasciare questo mondo? Magari perché non hanno ancora risolto certe faccende... Spiriti di persone morte di morte violenta? Cosa sono i fantasmi? Molte sono le ipotesi. Difficile è dare una risposta sicura...

 

Migliaia sono le storie tramandateci dalle tradizioni locali e migliaia le forme che questi esseri assumono a seconda del posto in cui si trovano, delle tradizioni e del tempo. Sicuramente i più famosi fantasmi sono quelli legati alla Gran Bretagna, che da sempre è stata la loro patria. Numerosi sono quelli della Torre di Londra, il luogo dove nel medioevo venivano rinchiusi i prigionieri politici e che dal settecento è meta delle loro visite.

 

parapsicologia


    Il primo fantasma avvistato fu quello di Tommas Becket, nel 1241, il quale venne assassinato nella cattedrale di Canterbury settantuno anni prima. Successivamente fu (ri)vista Anna Bolena, seconda delle sei mogli di Enrico VIII e spirito avvistato più di frequente. Ella regnò 1000 giorni, dopodiché venne decapitata dal re, che se ne voleva sbarazzare. Il suo corpo senza testa fu avvolto in un fagotto, messo in una vecchia cassa e seppellito nella cappella della Torre di San Pietro in Vincoli. Da allora numerose guardie giurarono di averla vista, anche sotto corte marziale. Ma ella non infesterebbe solo la torre. Ogni anno all'anniversario della sua morte il suo corpo decapitato viene visto arrivare su un cocchio a Blickling Hall, la sua casa natale nel Norfolk. Il suo spirito, ogni volta che viene rivisto nella torre, è inoltre portatore di sciagure, specialmente in occasione di altre esecuzioni. Questo sarebbe un chiaro esempio di una persona morta e che si rifiuta di lasciare questo mondo, continuando a vivere le proprie abitudini. Oppure, potrebbe trattarsi della visualizzazione di avvenimenti così traumatici da rimanere impressi nella "pellicola della storia", come l'assassinio della regina. Si dice che per poterla decapitare, il boia fu costretto ad inseguire la donna per tutto il palazzo regale. Con un pò di immedesimazione potremmo metterci nei panni della Bolena e capire quale dramma abbia dovuto subire in quei momenti di terrore. Potrebbe quasi sembrarci evidente che un tale scena abbia potuto imprimersi così profondamente tanto da potersi ripetere ancora in determinati momenti. Il velo spazio-temporale potrebbe essere stato scosso duramente dalle forti emozioni di quella donna, tanto da lacerarsi irrimediabilmente. La storia, inciamperebbe in quella lacerazione e continuerebbe a ripetersi come un disco che si incanta. Ma si tratterebbe solo di immagini, suoni, visioni... niente di tangibile. Tragedie immortali o comunque impossibili da cancellare dai ricordi della storia dell'umanità

 

  • TEORIA

 

Per facilitarci le cose, partiamo dal presupposto che i fantasmi esistano e che siano ovunque. Sì, non solo in vecchi castelli e ville, bensì ovunque, intorno a noi, sempre. Infatti, non c'è nessuna ragione di pensare che i fantasmi debbano per forza essere solo in determinati luoghi, escludendone altri, a meno che non volessimo prendere in considerazione motivi vincolanti tutt'ora sconosciuti, ma dubito. Quale differenze potrebbe esserci tra un castello e un'abitazione moderna? Alcuni potrebbero obiettare che i castelli debbono essere più soggetti ad infestazioni poiché in essi capitava che venissero giustiziate persone o morissero durante battaglie nel medioevo, ma non è abbastanza per poter dire niente di certo. 

 

Comunemente parlando, per fantasma, intendiamo quell'entità, quell'essenza "vitale" che sopravvive al corpo dopo la morte e, quindi, continua a "vivere" ma come relegato in una dimensione parallela alla nostra. Solo in certi rari casi, quando le soglie di queste due dimensioni si sfiorano ci è possibile vederli ed entrare in contatto con loro. Ci sono diverse teorie che cercano di spiegare "cosa è un fantasma". Come dicevo all'inizio, io credo che i fantasmi siano ovunque, ma non ci è possibile vederli in normali condizioni, in quanto la loro dimensione non è la nostra. Cosa si intende per dimensione? Capisco la difficoltà del credere nell'esistenza in qualcosa che non si vede, ma d'altronde, non si crede  forse nell'esistenza dell'aria, che pur non si vede? E non si crede anche nell'esistenza di Dio, pur non avendolo mai visto (almeno di recente)? Allora, perché non credere anche nell'esistenza dei fantasmi e di altre dimensioni oltre la nostra? Immaginiamo un libro. Se la nostra dimensione è la pagina numero uno del libro, un'altra dimensione sarà la numero due, o la tre e così via. E tutte, nel loro insieme, formano il libro, ovvero l'universo intero. Immaginiamo che ogni pagina sia simile ad un'altra, variando solo per pochi elementi, quindi se sulla pagina 1 ci sarà scritta solo la lettera "A" in stampatello per esempio, magari sulla seconda ci potrà essere  la stessa lettera, ma scritta in corsivo e sulla terza, ancora una "A" ma scritta con un altro carattere differente dagli altri. E sulla pagina numero 3320 forse troveremo una parola più complessa, in modo che ogni pagina del libro corrisponda ad una delle infinite varianti disponibili e, naturalmente, per forza di cose, questo sarà un libro con un numero infinito di pagine. L'universo, allo stesso modo, è composto da un numero infinito di dimensioni. Io penso che durante il sognare, ci sia permesso di viaggiare attraverso queste dimensioni, per poi, al risveglio, ritornare nella nostra, cioè nel nostro corpo. E, così come l'anima viaggia nello spazio, può viaggiare anche nel tempo, ma non necessariamente nel nostro: in quello di altre dimensioni. Per questo, a volte, si fanno sogni premonitori. Noi siamo abituati a chiamare "sogno" quel determinato stato di coscienza, senza cercare di andare oltre, di darci una spiegazione scientifica o comunque, più soddisgfacente. Cos'è il sogno? Il sogno è il sogno... Ma, di fatto, il sogno è un'esperienza di per sè meravigliosa e unica, infatti è difficile fare lo stesso sogno più di una volta, in maniera identica. Forse perchè viaggiando in modo casuale attraverso l'universo in un numero infinito di dimensioni, di spazi, luoghi e tempi, è decisamente improbabile arrivare due volte in uno stesso identico punto. 

 

                                         

 

Ora, in determinati casi, per ragioni che possiamo solo ipotizzare, queste dimensioni si sfiorano l'un l'altra, per brevi istanti e, come se ci trovassimo in un incrocio, può capitare di incrociare presenze abitanti altre dimensioni. In questi casi, noi possiamo vedere i cosiddetti fantasmi. In tal caso, è difficile che essi possano interagire con la nostra dimensione, in quanto solo immagini, ricordi di altri luoghi e tempi. Impotenti, inconsapevoli forse di essere visti, o comunque, consapevoli di essere anch'essi a entità sconosciute, appartenenti ad un altro mondo. Così, in quei determinati momenti, noi "X" vediamo un fantasma "Y" e contemporaneamente, un'altra persona "Y" vede un fantasma "X". O forse è solo possibile, per qualche strana ragione, poter vedere solo il passato e non il futuro. 


Ma c'è anche la possibilità che il fantasma appartenga invece a questa nostra dimensione, come essenza energetica, memoria di una persona morta, ma sospesa nel tempo e nello spazio, perché magari si crede ancora viva, o non ha adempiuto durante la vita a tutti i suoi compiti, non ha raggiunto una "soddisfazione" terrena, o non accetta l'idea di essere morta. Ci sono casi di fantasmi preoccupati del destino del loro "Io" materiale, del loro ex-corpo. Presso la rocca di Riva del Garda (TN) negli anni ’50 del ‘900 venne rinvenuta un’antica tomba romana. Particolare curioso? Il soldato riesumato era senza testa. I resti vennero trasportatati al Museo Civico di Riva, ma da allora, accaddero fatti strani. All’interno del museo si udivano rumori, si accendevano luci, si spostavano oggetti. La gente diceva che il soldato si era arrabbiato per essere stato trasportato al museo, oppure perché rivoleva la sua testa. Nel 1955 rinvennero un teschio a Malcesine, anch’essa di epoca romana. Anch’esso “non stava mai fermo” nelle ore notturne, si esibiva con salti, spostamenti e rumori. Si volle riunire i due pezzi, ma tale riunione non avvenne. Secondo un medium, il morto si sarebbe chiamato Lucius Paulus. Attualmente, le ossa del soldato sono esposte in una salette, la stanza delle torture, che si vede passando in un alto corridoio della Rocca di Riva che conduce alla torre. I fatti del 1954 rimangono tutt’ora senza spiegazione, ma sono un tipico esempio di attaccamento affettivo di un fantasma al proprio ex-corpo.

 

C'è un altro quesito su cui soffermarci. Perché, di solito, si vedono solo fantasmi di persone morte "recentemente" e, ad esempio, non si è mai visto il fantasma di un dinosauro o di un uomo primitivo? Questo fatto potrebbe essere spiegato se si suppone una sorta di "presente continuo inertico". Immaginiamo di lanciare un sasso in uno stagno. Questo farà una parabola per poi scomparire nello specchio acquoso. Lo stesso, probabilmente avviene nel caso dei fantasmi. L'anima di una persona, quando muore, inizia una parabola e per inerzia, continua ad "esistere" ma solo per un certo periodo di tempo, per poi concludere il suo "viaggio" ed abbandonare per sempre questo mondo, come se ogni fantasma avesse attaccato un timer. Allo scadere del tempo, l'anima smette di esistere come "coda" della sua esistenza passata, magari per diventare "testa" di un'altra vita. Potremmo immaginare che quest'anima, al termina del suo tempo, si reincarni in una nuova vita corporea. Ci sono molte testimonianze che proverebbero l'esistenza della possibilità di reincarnarsi. E perché "presente continuo"? Perché, probabilmente, per un fantasma, il tempo non esiste come l'intendiamo noi. Il fantasma è attivo in un presente perenne, che per lui vale un attimo di tempo, ma per noi può durare anche secoli. E il tempo che impiega questo "sassolino" a cadere nello stagno è per un fantasma equivalente ad un secondo. Ma queste sono tutte solamente ipotesi. Ci sto ancora lavorando sopra. Quando, e se, avrò delle risposte certe, le pubblicherò. Nel frattempo, possiamo solamente fantasticare.

 

 


  • QUANDO SI POSSONO VEDERE I FANTASMI?

 

   Questo è un quesito a cui apparentemente sembrerebbe impossibile rispondere. Tuttavia, anche in questo caso ho avanzato una ipotesi che, a mio avviso, non dovrebbe essere sottovalutata. Mi venne in mente un giorno, così, all'improvviso. Come si suol dire, mi si accese la fatidica lampadina! Erano giorni che ci pensavo su, perché una sera, ero con amici e parlando di misteri, si arrivò al quesito fondamentale: "quando e dove è possibile vedere i fantasmi (sempre se esistano naturalmente, perché finché non si avranno prove certe, è lecito avere dubbi a riguardo)?" Tutti ci guardammo in faccia, ma quella sera, nessuno di noi avanzò alcuna ipotesi soddisfacente. Come si suol dire, brancolavamo nel buio più oscuro. Poi, un giorno, arrivò l'illuminazione. Stavo leggendo tutt'altro, quando all'improvviso, mi sembrò di capire: ricordai Macrobio. Uno scrittore latino vissuto nel V secolo d.C. che scrisse i celebri "Saturnalia". Secondo lo studioso, il solstizio d'estate è un momento particolare, in cui le barriere tra il mondo dei vivi e quello dei morti si assottigliano, favorendo la comunicazione tra le due dimensioni. Da questo ragionamento, arrivai ad altri. Se il solstizio d'estate era così significativo, lo potevano essere anche l'altro solstizio, quello invernale e i due equinozi, quello di primavera e quello d'autunno. Cercai sui miei libri e trovai anche altre date rilevanti per gli uomini del passato, soprattutto per i pagani. Pensai, se queste date sono importanti, ci sarà un motivo. Non è che magari sono importanti proprio perché momenti più propizi per comunicare con i trapassati? In fondo, si sa che gli astri influiscono sulla nostra vita, sul nostro organismo. I solstizi e gli equinozi sono periodi astronomici rilevanti, è possibile che, oltre a segnare il passaggio da una stagione all'altra, possano anche significare quel qualcosa in più. Ma cos'è un solstizio e cos'è un equinozio?

- SOLSTIZIO: Punto dell'eclittica in cui il Sole raggiunge il punto più distante dall'equatore e sembra fermarsi nel suo moto annuo. Vi sono due solstizi: il SOLSTIZIO D'ESTATE (21 giugno) che segna l'inizio dell'estate appunto e il SOLSTIZIO D'INVERNO (21 dicembre), l'inizio dell'inverno.

- EQUINOZIO: Il momento in cui il Sole apparentemente interseca l'equatore celeste, in modo che la durata tra il giorno e la notte sia uguale ovunque sulla Terra. Vi sono due equinozi: l'EQUINOZIO DI PRIMAVERA (21 marzo), che segna l'inizio della primavera e l'EQUINOZIO D'AUTUNNO (23 settembre), l'inizio dell'autunno, periodo in cui si dice che "muore ciò che è destinato a morire e vive ciò che è destinato a sopravvivere".

Ma non è tutto. Secondo me, dovremmo prendere in considerazione altri giorni particolari dell'anno, come possibili momenti in cui il confine tra i due mondi può assottigliarsi momentaneamente ulteriormente. Si tratta di alcune "feste" pagane, delle antiche religioni celtiche o wiccane attuali. Si tratta di:

- SAMHAIN, che corrisponde al nostro celebre HALLOWEEN (31 ottobre / 1 novembre): Nel calendario cristiano è la festa di Ognissanti, da molti considerata un momento adatto per l'evocazione delle potenze più oscure. In questo momento, i confini tra i due mondi si assottigliano ed è possibile entrare in contatto con Spiriti Elementari; è anche il momento in cui è più possibile sognare ed avere visioni.

  • BELTANE (30 aprile / 1 maggio): Nel calendario antico è Calendimaggio o "Notte di Walpurga". I maghi neri considerano questo momento dell'anno favorevole a operazioni di malefici ed evocazioni demoniache e negromantiche ma, non so perché, questo periodo mi convince meno degli altri per quanto riguarda il nostro fine

 

- DOVE SI POSSONO VEDERE I FANTASMI?

 

Ci sono anche qui diverse teorie a riguardo. Ma, possiamo tentare alcune ipotesi:

1 - I fantasmi si possono vedere ovunque, perché essi sono ovunque, quindi non necessariamente in vecchi ruderi, castelli e ville dalla suggestiva scenografia, ma anche in semplici appartamenti. Probabilmente, essi sono solo visibili in certi momenti in funzione del movimento degli astri, o del campo magnetico terrestre, o altre cause a noi ignote attualmente.

2 - I fantasmi sono visibili solo nei luoghi in cui sono morti e probabilmente nella ricorrenza della loro morte, come se quell'attimo fosse stato di un così intenso spessore emotivo tale da fissarne l'immagine, come su una lastra fotografica, sulla pellicola del tempo.

3 - I fantasmi sono visibili solo in determinati luoghi più adatti di altri, luoghi in cui le barriere tra i due mondi si assottigliano, per ragioni che ancora non conosciamo.

 

 


1 - IL CROP CIRCLE DI CARIMATE (CO)

 

L’uomo coi capelli bianchi e il passo lento si fermò vicino a quel campo di grano e sgranò gli occhi: non aveva mai notato quella stranezza, eppure ci passava ogni giorno di lì. Questo voleva dire che quella “cosa” era “nata” la sera prima, ma chi si era divertito a fare ciò? Il commento dell’uomo fu solo: “Di questi tempi non si capisce più nulla!”

Questo è il resoconto che il neo-formatosi C.R.O.P. (Centro di Ricerche Operativo sul Paranormale) ha ottenuto da un abitante di Carimate, quando la mattina dell’11 maggio 2003, un’umida domenica, grazie ad una segnalazione di alcuni amici del G.P.M. (Gruppo Parapsicologi Marianese), si è recato nel luogo dove sembra sia sorto dal nulla un crop circle, uno di quei famosi cerchi nel grano che, come fenomeno paranormale, interessa molto l’Inghilterra ma, in modo minore, anche altre zone del mondo. In effetti, siamo a conoscenza di ben pochi crops italiani e questo in questione, sarebbe dovuto essere il settimo, ma è comparso ed ora sta già svanendo nel nulla, molto rapidamente, a causa di una pioggia torrenziale e ad un forte vento che hanno colpito la zona i giorni seguenti la comparsa. Gli stessi membri del C.R.O.P., Giorgio Pastore e Christian Civati, non hanno potuto fare molto, anche perché colti di sprovvista. “È la prima volta che ci capita di mano un crop circle e non immaginavamo le difficoltà che avremmo incontrato per studiarlo…” così ha commentato Giorgio Pastore. In effetti, il disegno nel grano era difficilmente capibile da terra e per osservarlo bene sarebbe occorso un volo sopra la zona, ma un po’ per il cattivo tempo, un po’ perché comunque non è facile procurarsi un mezzo aereo in così breve tempo e ad un costo accessibile, ciò non si è potuto fare. Il gruppo, a tale scopo, ha anche studiato altri metodi, in particolare uno che prevedeva una ripresa dall’alto di una piccola mongolfiera costruita artigianalmente, ma anche questo tentativo non è andato in porto. Così ora rimangono solo le foto da terra ed alcuni campioni di spighe e di terra analizzabili. “Abbiamo cercato di avvertire qualcun altro con più esperienza di noi, ma non abbiamo avuto risposte, forse perché si trattava di una cosa difficile da credersi…” ha sottolineato Christian Civati “…ma ci stiamo già organizzando per una eventuale prossima volta.” Il crop circle in questione si estendeva (ne sono ancora visibili le tracce) in lunghezza, come un serpente, per almeno 600 metri, passando per ben due campi (appartenenti al comune di Carimate), quindi era molto esteso. Giorgio Pastore, analizzando la zona, ha avuto un’intuizione: “Vicino al luogo del ritrovamento del crop circle ci sono dei campi da golf. Ammettendo che si sia trattata di un opera di natura extraterrestre, potrebbe essere che questi alieni abbiano solamente risposto ad un nostro messaggio, o meglio, a ciò che loro pensavano potesse essere un nostro messaggio, cioè alle particolari sagome che i campi da golf assumono se visti dall’alto (tra l’altro, serpentiformi come il crop circle in questione). Può essere, se calcoliamo che eventuali abitanti di un altro pianeta probabilmente non conoscono il golf e, vedendo dall’alto tali forme, potrebbero pensare che quelle 18 buche siano messaggi rivolti a loro.”

Naturalmente, questi sono misteri che almeno per ora, sono destinati a rimanere tali, ma il C.R.O.P. lavorerà assiduamente affinché un giorno tutti quei fenomeni ancora inspiegabili possano essere illuminati dal lume della scienza


 


2 - LE PIRAMIDI DI MONTEVECCHIA (LECCO)

A Montevecchia, in provincia di Lecco, ci sono tre piramidi, simili a quelle egizie della piana di Gizah. Solo che, mentre quest'ultime sono composte da pesanti blocchi di pietra, per il quale trasporto occorsero numerosissimi schiavi, quelle di Montevecchia sono direttamente scavate nelle colline. Ma ignoto è il periodo in cui queste vennero modellate e ignoto è l'artefice di tale opera. Noi del C.R.O.P. ci siamo recati sul posto nel febbraio del 2003, quando ancora facevamo parte del G.P.M. (Gruppo Parapsicologi Marianesi). Per questo ho deciso di inserire tale esperienza dopo quella del crop circle di Carimate, benchè cronologicamente anteriore a quest'ultima. 

 

 

 

La zona di Montevecchia era già abitata nella preistoria, infatti gli archeologi hanno qui rinvenuto reperti risalenti all'età dell'uomo di Neanderthal. Sempre nel passato, la zona fu sotto influenza celtica e poi romana, ma a nessuna di queste civiltà, secondo gli studiosi, sono da attribuire le piramidi. Sono molto più antiche dei Celti, ma più recenti dell'uomo di Neanderthal (perchè se così non fosse, ciò darebbe grossi grattacapi alla scienza!). Probabilmente risalgono allo stesso periodo in cui furono costruite le piramidi in Egitto, quindi si parla del III millannio a.C. Ma di certo non furono gli Egizi a costruirle. Tuttavia, il dato più sconcertante è che queste tre piramidi sono posizionate esattamente come le tre piramidi della piana di Gizah: Cheope, Chefren e Micerino, rispecchiando così il disegno delle tre stelle della costellazione di Orione in terra. Sarà un caso che gli antichi abitanti della zona adorassero il dio Orione? Non credo. C'è un altro particolare interessante. Quando ci siamo recati sul posto, non ho potuto fare a meno di notare, in vetta alla prima piramide (quella corrispondente a Micerino) 12 cipressi disposti a cerchio. Secondo me, una specie di Stonehenge in miniatura. Magari una sorta di primitivo osservatorio astronomico. Ma non solo, il numero 12 ha un alto valore simbolico e ne parlò ampliamente anche in questo sito, nella sezione Clipeologia. Chissà che non ci sia un collegamento tra le piramidi e la perduta mitica civiltà di Atlantide. Per saperne di più vai alla sezione "Clipeologia".


Analisi fino ad ora effettuate
(fonte: http://www.egittologia.it/content/scheda_art.aspx?id_art=24 )



        Per 2/3 anni vi sono state diverse discussioni sulla natura "artificiale" dei manufatti...ma recenti misurazioni "professionali" fatti da due astrofisici di Milano ( gentilmente prestatisi ) con strumentazioni "satellitari" sono riusciti a DIMOSTRARE che le tre piramidi sono chiaramente artificiali per i seguenti motivi.

1 - Sono orientate tutte e tre col lato "migliore" ad EST con una precisione inferiore al MEZZO GRADO.

2 - Tutte le facce delle TRE piramidi sono inclinate CON LA STESSA INCLINAZIONE.

3 - Sono orientate seguendo le proporzioni delle tre stelle della cintura di Orione

4 - L'inclinazione delle pareti è di 42/43 gradi LA STESSA DELLE DUE PIRAMIDI EGIZIE più grandi ( quella Rossa e quella Romboidale ) che secondo l'egittologia "classica" sono attribuite a Snefru ( padre di Keope).

Ma la cosa ancora più, diciamo, strana, è che si proporziona la costellazione di Orione ( con TUTTE le sue stelle ) e si orienta in modo da far COINCIDERE le tre stelle della cintura con le "nostre" tre piramidi... le altre stelle ( 11 su 15 ) vanno a coincidere con i CENTRI STORICI di alcuni paesi della nostra zona.

Premesso che tra un paese e l'altro vi sono chilometri di boschi e di campi arati..la coincidenza ci sembra quantomeno strana.

 

parapsicologia

visuale dal basso della I piramide

 

 


3 - IL FANTASMA DEL CASTELLO DI LANDRIANO (PAVIA)

Anche in questo caso, il C.R.O.P. non era ancora nato, ma voglio lo stesso farvi presente questo caso. A Landriano, in provincia di Pavia, sorge un castello. Si dice che di tanto in tanto compaia il fantasma di una giovane donna che venne bruciata come strega durante gli anni oscuri del medioevo. Ci sono testimonianze di persone che l'hanno vista sulla soglia del vecchio rudere, mentre indicava col dito le finestre dello stesso. In certi casi, il fantasma ha anche parlato, rivelando dettagli orribili sulla propria morte. Devo dire che, la nostra uscita al castello, non ha dato esito positivo. Del fantasma nessuna traccia! Magari si farà vivo la prossima volta...

 

 

A Landriano, in provincia di Pavia, sorge un castello. Si dice che di tanto in tanto compaia il fantasma di una giovane donna che venne bruciata come strega durante gli anni oscuri del medioevo. Ci sono testimonianze di persone che l'hanno vista sulla soglia del vecchio rudere mentre indicava col dito le finestre dello stesso. In certi casi, il fantasma ha anche parlato, rivelando dettagli orribili sulla propria morte. Devo dire che la nostra uscita al castello non ha dato esito positivo. Del fantasma nessuna traccia! Magari si farà vivo la prossima volta...

Sopra, una veduta del castello di Landriano (Pavia). Non è possibile entrarvi per via di un elevato pericolo di crolli. Si è parlato spesso che il proprietario, il comune di Pavia, volesse ristrutturarlo per adibirlo a discoteca, pub, ristorante, museo o altro ancora. Ma per ora non se ne parla. Peccato che un così bel rudere non possa essere aperto al pubblico. Si spendono tanti soldi per sciocchezze, mentre le cose più importanti vengono sempre messe in secondo piano! Comunque, la speranza è sempre l'ultima a morire.


4 - I FANTASMI DEL PARCO BORROMEO ARESE (MILANO)

Sono state due foto che ci hanno spinto ad andare al parco di Villa Borromeo a Cesano Maderno, in provincia di Milano. Due foto dateci da nostri conoscenti in cui si vedevano strane sfere luminose... fantasmi? (Per vedere le foto, vai alla fotogallery) Giunti sul posto, abbiamo constatato che le foto erano state scattate sotto il tempietto del fauno, all'interno di un pozzo sotterraneo, cui entrata sta appunto ai piedi di un inquietante satiro. Ma lì, non si poteva scendere, così ci siamo fermati a fare rilevamenti in superficie e, proprio in prossimità di quel pozzo, abbiamo rilevati forti anomalie col galvanometro. Lo strumento in questione rivela passaggi di "energie" da alcune zone ad altre, ma ciò non dovrebbe avvenire in normali condizioni. Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che in tale pozzo, nel '600, i conti Borromeo gettavano i corpi di fanciulle (alcune ancora vive, altre già morte) che venivano "usate" per ravvivare festini ed orge dai caratteri esoterici/alchemici che avvenivano nei sotterranei del parco, "luogo magico" dove natura e cultura, scienza e poesia interagivano armoniosamente garantendo simultaneamente la riscoperta del mondo classico e la percezione nuova, ambigua e misteriosa di quello moderno, progettato da Giulio Arese agli inizi del ‘600 per celebrare i fasti della propria stirpe. Non si sa di preciso cosa facessero Bartolomeo III Arese (1610-1674) ed i suoi discendenti in quei sotterranei, ma possiamo immaginarlo. Infatti, abbiamo altri casi simili a questo che possono essere presi come paragone. 

 

 

  In Ungheria, la contessa Erzsébeth Bathory, nel '700, usava fare bagni rigeneratrici nel sangue delle sue damigelle, che lei stessa si divertiva a torturare nei sotterranei dei suoi castelli. Ci furono numerosi processi, in seguito alla scomparsa di numerose ragazze, e la contessa venne condannata alla reclusione forzata a vita. Ma conosciamo altri casi simili al suo. Infatti, in quel periodo, era forte la credenza che il sangue fosse rigeneratore di vita, che  potesse donare i caratteri vitali e la forza del "donatore" o addirittura la vita eterna a chi l'avesse bevuto. Evidentemente, anche i conti Borromeo credevano lo stesso, così organizzavano orge rituali nei sotterranei del loro palazzo (annesso al parco) in onore di Pan. Non sappiamo cosa, l’ampiezza delle conoscenze linguistiche, l’enciclopedismo, l’amore per la cultura ebraica, l’inquietudine religiosa, le tensioni pampsichiste, abbiano potuto suggerire ai conti di quel periodo. Tuttavia, le sfere luminose di quelle foto rimangono un mistero. potrebbero essere le anime in pena di quelle giovani fanciulle sacrificate dai Borromeo ?

 

ELISABETH BATHORY

 

Tra la fine del XVI secolo e l'inizio del XVII, visse in Ungheria la bella Erzesbet Báthory (1560/1614), detta anche, più facilmente, Elisabeth, imparentata per via paterna coi regnanti di Polonia e con la famiglia del più celebre Stefano Bathory. Morto il padre in tenera età, si sposò giovanissima, a soli quindici anni col nobile conte Ferencz Nadasdy, che le diede quattro figli. Una delle passioni della contessa e del suo consorte era la magia nera. Il loro castello di Csejthe, in Ungheria settentrionale, divenne un punto di riferimento per maghi, streghe e alchimisti, che non potevano praticare liberamente, perseguitati dall'inquisizione. Presto, uno dei più grandi sogni di Erzesbet fu quello di scoprire il segreto dell'eterna giovinezza. Iniziò a far rapire giovani ragazze vergini dai paesi intorno al suo castello, che sottoponeva a rituali erotici e sanguinolenti. In preda a crisi nervose, era solita malmenare violentemente tali giovani, con lo scopo di "guarire" dal suo malessere, che probabilmente era anche psicologico. Infatti, l'unico modo per stare bene, era proprio quello di "violentare" le fanciulle rapite. In preda a un'estasi mistica derivata da tali atti, la contessa uccideva le sue vittime, per poi fare il bagno nel loro sangue. Inoltre, era dedita a vampirismo. Tra gli aristocratici di quel tempo, e non solo in Ungheria, era diffusa la credenza che fare il bagno nel sangue di giovani vergini potesse prolungare la vita e mantenere giovani. Anche in Italia, i conti Borromeo erano dediti, si sospetta, a tali pratiche, nelle loro ville della Lombardia. I suoi delitti durarono per anni. Quando una delle vittime riuscì a fuggire dalle segrete del suo castello, ebbe inizio il declino della Sanguinaria contessa. Dovette intervenire il re Mattia II d'Austria, che già sospettava qualcosa di terribile, ma fino ad allora aveva ritenuto opportuno non agire. Il 30 dicembre del 1610, Erzesbet Bathory venne arrestata. Gyorgy Turso, capitano delle guardie reali, prese possesso del castello di Csejte e inorridì quando scoprì i resti di centinaia di vittime nei suoi sotterranei. Molte ragazze furono ritrovate vive, prigioniere nelle carceri. Alcune di esse presentavano delle ferite, alcune gravi, altre più lievi. Al termine del processo che interessò la contessa e i suoi complici, vennero contate 610 vittime. Coloro i quali le erano rimasti fedeli vennero condannati al rogo con l'accusa di stregoneria. La pena della contessa venne commutata in segregazione a vita nella sua camera del castello di Csejthe. Nel marzo del 1614 venne murata, ma continuò a ricevere cibo ogni giorno da un piccolo passaggio nella parete, finché non venne ritrovata morta dopo cinque mesi. Non rivelò mai a nessuno con esattezza lo svolgersi dei sanguinosi riti che la videro protagonista all'interno del suo castello, portandosi tali segreti con sé nella tomba.


 

1 - IL FANTASMA DI AZZURRINA

Vicino Rimini sorge il castello di Montebello, scavato dentro la roccia. Si racconta che in esso visse e morì Azzurrina, ovvero Guendalina Malatesta, figlia di Ugolinuccio, signore di Montebello nel 1375. Era chiamata Azzurrina, perché albina, nata quindi chiara di pelle, di capelli e di occhi. Ciò contribuiva al suo isolamento. Un giorno, durante il solstizio d’estate, scoppia un temporale e Azzurrina gioca all’interno del maniero. Ma scende nelle segrete del castello inseguendo la palla appena gettatavi e di lei non si seppe più niente. La misteriosa scomparsa di Guendalina Malatesta è narrata in una cronaca del '600, custodita nella biblioteca del castello. Da allora il suo spirito continua ad abitare le stanze del Castello e viene visto sporadicamente dai turisti che lo visitano.  È una storia triste, ma Azzurrina, durante una seduta spiritica, ha detto comunque di essere felice e di voler continuare a vivere tra le mura del suo amato Castello di Montebello.

parapsicologia

3 - I FANTASMI DEL PARCO BORROMEO ARESE (MILANO)

Sono state due foto che ci hanno spinto ad andare al parco di Villa Borromeo a Cesano Maderno, in provincia di Milano. Due foto dateci da nostri conoscenti in cui si vedevano strane sfere luminose... fantasmi? (Per vedere le foto, vai alla fotogallery) Giunti sul posto, abbiamo constatato che le foto erano state scattate sotto il tempietto del fauno, all'interno di un pozzo sotterraneo, cui entrata sta appunto ai piedi di un inquietante satiro. Ma lì, non si poteva scendere, così ci siamo fermati a fare rilevamenti in superficie e, proprio in prossimità di quel pozzo, abbiamo rilevati forti anomalie col galvanometro. 


Lo strumento in questione rivela passaggi di "energie" da alcune zone ad altre, ma ciò non dovrebbe avvenire in normali condizioni. Ciò potrebbe essere dovuto al fatto che in tale pozzo, nel '600, i conti Borromeo gettavano i corpi di fanciulle (alcune ancora vive, altre già morte) che venivano "usate" per ravvivare festini ed orge dai caratteri esoterici/alchemici che avvenivano nei sotterranei del parco, "luogo magico" dove natura e cultura, scienza e poesia interagivano armoniosamente garantendo simultaneamente la riscoperta del mondo classico e la percezione nuova, ambigua e misteriosa di quello moderno, progettato da Giulio Arese agli inizi del ‘600 per celebrare i fasti della propria stirpe. Non si sa di preciso cosa facessero Bartolomeo III Arese (1610-1674) ed i suoi discendenti in quei sotterranei, ma possiamo immaginarlo. Infatti, abbiamo altri casi simili a questo che possono essere presi come paragone. In Ungheria, la contessa Erzsébeth Bathory, nel '700, usava fare bagni rigeneratrici nel sangue delle sue damigelle, che lei stessa si divertiva a torturare nei sotterranei dei suoi castelli.

 

 

 

Ci furono numerosi processi, in seguito alla scomparsa di numerose ragazze, e la contessa venne condannata alla reclusione forzata a vita. Ma conosciamo altri casi simili al suo. Infatti, in quel periodo, era forte la credenza che il sangue fosse rigeneratore di vita, che  potesse donare i caratteri vitali e la forza del "donatore" o addirittura la vita eterna a chi l'avesse bevuto. Evidentemente, anche i conti Borromeo credevano lo stesso, così organizzavano orge rituali nei sotterranei del loro palazzo (annesso al parco) in onore di Pan. Non sappiamo cosa, l’ampiezza delle conoscenze linguistiche, l’enciclopedismo, l’amore per la cultura ebraica, l’inquietudine religiosa, le tensioni pampsichiste, abbiano potuto suggerire ai conti di quel periodo. Tuttavia, le sfere luminose di quelle foto rimangono un mistero. potrebbero essere le anime in pena di quelle giovani fanciulle sacrificate dai Borromeo?


5 - IL MISTERO DI BALLECHIN HOUSE

 

Avete mai sentito parlare di Ballechin House? Bene, allora vi mostrerò tutti i lati più misteriosi di questa cittadina nel Pertshire in Scozia. Era il 1876 quando vi morì il Magg. Steward, credente nell’Aldilà e con la passione morbosa per i cani. Pensate che ne curava ben 14, tra cui spiccava un bellissimo Black Spaniel, a lui molto caro. I familiari e parenti presero in possesso la magione ed uccisero a bastonate i cani. Questo efferato gesto diede inizio ad eventi misteriosi… Un nipote del maggiore si era trasferito con la moglie nell’abitazione. I primi giorni tutto sembrava tranquillo, poi incominciarono ad avvertire rumori, passi, ed anche urla strazianti svanire nel vuoto. Si ipotizzò fossero animali notturni, persone al lavoro, o solo suggestione. Passata la notte, il giorno seguente i coniugi s’interrogarono su che cosa potesse essere stato a produrre quei rumori. La notte seguente si risentirono rumori di catene, urla ed anche un forte odore di pelo canino! forze misteriose facevano cadere scrivanie, sedie, sbattere porte e finestre. I coniugi, spaventati a morte, l’indomani lasciarono l’abitazione stregata, ed erano passati solamente dieci giorni dal loro arrivo. Il famoso Marchese Bute, importante membro della Società per la Ricerca Psichica, sentendo queste notizie dalla gente del posto, affittò la casa per scrutare tutti i suoi arcani misteri. Cosa fece? Organizzò una festa ed invitò persone ignare degli fatti accaduti in quella casa. I fenomeni non si fecero aspettare: dopo le 23:30 un’invitata incominciò a sentire un forte odore di pelo canino nel corridoio. Alcune luci iniziarono ad accendersi e spegnersi, si udirono ringhi e le solita urla gelide venire dal vuoto… tanto paurose che fecero scappare alcuni invitati. I più coraggiosi stettero tutta la notte nell’abitazione. Si racconta che si erano materializzate alcune apparizioni di mani che tenevano un crocifisso, cuccioli di cane e zampe che penzolavano nel vuoto, per non parlare dell’apparizione più suggestiva e, nello stesso tempo, più agghiacciante: proprio un grosso Black Spaniel! L’ultima apparizione di quella lunga notte risale alle 04:30 del mattino, quando si vide una suora piangere nel cortile della casa (una suora era stata la sorella del Maggiore, morta 16 anni prima). Questa storia seminò molto scalpore ed anche tanta paura tra la gente del paese e resta tuttora negli annali della parapsicologia come una delle storie più importanti e suggestive.

6 - LA TORRE DI BARADELLO (CO)

Il castello di Baradello sorge su un alto promontorio dal quale è possibile godere di una bella panoramica della sottostante città di Como. Venne fatto erigere nel 1158 da Federico Barbarossa su una precedente fortificazione altomedievale. Qui, morì prigioniero il 16 agosto del 1278 Napo Torriani, capo di parte Guelfa. Come è scritto sulla targa illustrativa all’entrata, venne rafforzato e sopraelevato fra il 1426 ed il 1436 per poter servire anche in quel periodo. Nel 1527 venne smantellato dagli Spagnoli. Nel 1903 vennero eseguiti i primi restauri della torre e interventi definitivi vennero eseguiti sulle strutture esterne dal 1971 al 1985. Interessante e ricco di fascino, il castello di Baradello è una di quelle molte testimonianze che l’Imperatore Federico I lasciò sul suolo italico durante le estenuanti lotte che lo videro impegnato numerosi anni contro i comuni, i quali cercavano una loro indipendenza dal Sacro Romano Impero. Interessante, e inquietante allo stesso tempo, è la cripta della torre, nel quale è stata allestita una stanza di torture, come doveva essere stata nel medioevo, quando l’inquisizione era l’incubo di quelli che venivano additati come maghi e streghe, o semplicemente personaggi politici “scomodi”.


 

 

  Nel 1233 si insedia a Como l’ordine dei Domenicani, che sarà l’anima dell’Inquisizione. Questo è il periodo della lotta tra Guelfi e Ghibellini, tra Torrioni e Visconti. A Como le lotte civili iniziano formalmente nel 1250, quando i Rusca scacciano i Vittani, che però nel corso dello stesso anno passano al contrattacco. Nel 1277 viene combattuta la famosa battaglia di Desio. I capi guelfi sono sconfitti. Il più celebre di loro, Napo Torriani, finisce appeso in gabbia al Baradello, dove muore dopo diciannove mesi di prigionia, nel 1278. Chissà che il suo fantasma non aleggi ancora agonizzante tra le mura della torre… Nel 1287 sotto tortura Rogerio Damiano confessa un complotto per eliminare l'arcivescovo. Così come accadde a lui, molti altri vennero torturati e uccisi nella torre, ma il loro ricordo si è perso nei meandri della storia.

8 - FANTASMA AUTOSTOPPISTA

Esistono molti casi di fantasmi autostoppisti. Questo in particolare riguarda il fantasma di una dama bianca della cittadina francese di Montpellier, che sarebbe stato visto ripetutamente da automobilisti nel maggio del 1981. La "dama" veniva vista fare l'autostop sul ciglio della strada, gli automobilisti, ignari, la facevano salire a bordo. Il fantasma dava consigli utili e metteva in guardia riguardo le insidie delle strade percorse, poi, all'improvviso, senza dire una parola, e senza che gli automobilisti se ne accorgessero, svaniva nel nulla. A quel punto, e solo allora, ci si rendeva conto che non si era trattato di un essere vivente, ma di uno spettro.


parapsicologia

 


FOTO DI FANTASMI

 

parapsicologia

spirito di Rayman

 

parapsicologia

Il signore nella foto aveva appena fatto visita alla madre nel cimitero, e questa l'ha seguito...


 

*La freccia indica il fantasma di una donna senza gambe.

 

 

parapsicologia

*E quella sagoma di luce alle spalle dei due nella foto?

 

       parapsicologia                                             parapsicologia

Questa immagine, unica nel suo genere, rappresenta il primo caso al mondo di spettro fotografato con termocamera (Mediante l'uso una sofisticata termocamera in grado di leggere e visualizzare le variazioni termiche dell'ambiente e di una macchina fotografica Pentax Mx scattano 31 fotografie.). E’ stata scattata nel castello di Bardi nel 1999, il fantasma immortalato è quello di Moroello (così almeno si dice...) e gli autori sono Gullà e Dinicastro.

 

Una sagoma di luce accanto al bambino... forse il fantasma del suo cagnolino?

                          parapsicologia


 

Due spettri nel televisore?

 


parapsicologia

Sopra: a sinistra la foto così come è stata scattata, a destra è evidenziata la figura di una donna che prega. Nella stessa casa, più testimoni hanno giurato di averci visto il fantasma bianco di una donna.


ORB, IL FENOMENO

 

In alcuni casi compaiono nelle fotografie, in fase di sviluppo, delle sfere luminose chiamate ORB. Il fenomeno è riscontrato sia in seguito all'uso di macchine fotografiche tradizionali, sia (e suprattutto) di fotocamere digitali. La natura di queste sfere ci è sconosciuta. Tuttavia, è possibile formulare molte ipotesi. 

  • Sembra che compaiano più facilmente in seguito all'uso del flash;
    - Possono essere di diversa grandezza;
    - Il 90 % delle volte sono di forma circolare (nel restante 10 % sono compresi orb di altre forme, soprattutto ovali);
    - In tutti i casi, presentano un bordo brillante;
    - Sono più o meno trasparenti;
    - Ne troviamo di due tipi: 1) a sfere concentriche (con nucleo) e 2) uniformi di forma non circolare;
    - Vengono fotografati soprattutto in luoghi particolari, quali case infestate, cerchi nel grano, cimiteri, etc.;
    - In rari casi sono stati anche filmati in movimento (guarda i links qui sotto);
    - Quelli concentrici somigliano a diafane diatomee circolari (ovvero alghe unicellulari silicee di dimensioni da 100 a 1000 micron);
    - In laboratorio sono stati rilevati nello stesso posto e con le stesse dimensioni pur usando contemporaneamente due differenti macchine fotografiche
    - Non si tratta di macchie di polvere sull'obiettivo fotografico, perché anche dopo aver pulito l'obiettivo, continuano a comparire nelle foto;
    - Non sono difetti delle fotocamere digitali, perché compaiono anche su pellicola tradizionale e non sembra neppure dipendere dal numero di pixel del sensore perché sono stati fotografati da sensori differenti, che variavano da 3,5 Mpixel a 8 Mpixel;
    - Non si tratta né di particelle di polvere in sospensione nell'aria, né di gocce di pioggia, né di insetti illuminati dal flash, poiché sia le gocce d'acqua che gli insetti risultano, nelle foto, in movmento. Gli Orb invece sono fissi nela foto, come se galleggiassero nell'aria; 
    - Potrebbero essere sfere di plasma energetico che si illumina alla luce del flash, così come accade per l'effetto di luminescenza dato dal neon;
    - Entità extra-dimensionali, disincarnate o provenienti da un altro pianeta;
    - Oppure, sonde di esplorazione di natura aliena;

 

 

 

 

 

 

 

LE NOSTRE INDAGINI

Noi del C.R.O.P. abbiamo scattato molte fotografie in cui abbiamo visto, in fase di sviluppo, comparire degli Orb. Qui sotto, alcuni esempi:

 

 

 

 

parapsicologia

parapsicologia

parapsicologia

parapsicologia

Foto scattata con macchina 
fotografica tradizionale in 
una vecchia casa infestata;

Esempio di sfere non concentriche;
foto scattata in un luogo infestato con
una fotocamera digitale;

Esempio di sfera circolare e
concentrica, in una casa infestata.
fotocamera digitale;

Una serie di Orb ripresi all'interno
del crop circle di Desio (luglio 2004). Fotocamera digitale;

Sono ancora in corso degli studi per cercare di venire a capo del fenomeno. Tutti questi posti tuttavia presentano una stessa caratteristica comune, ovvero un elettromagnetismo superiore alla media (che è 0,20 microtesla). Ad esempio, nel crop circle di Desio (Mi) arrivava fino a 0,68 microtesla. Nei luoghi infestati sono state rilevate ampie fluttuazioni di campi magnetici con picchi fino a 100 milligauss, contro gli 1/2 normalmente presenti. Per questo, molte volte, si è pensato che questa alterazione del campo magnetico sia la causa delle "visioni" di "fantasmi" nelle zone infestate, ma mai si è pensato invece che proprio questa anomalia possa essere l'effetto della presenza di una qualche entità sovrasensibile e incorporea. Quindi, non la causa, ma l'effetto. 

Abbiamo notato una somiglianza degli Orb con le diatomee circolari, ovvero alghe unicellulari silicee di dimensioni da 100 a 1000 micron che vivono nell'acqua degli oceani e dei mari. Forme di vita elementari, ce ne sono di vari generi; questo, di forma concentrica, è il genere della Cyclotella. Presenta una corona esterna e un nucleo.  Potrebbe esserci un nesso tra queste semplici forme di vita e gli Orb? 

parapsicologia

parapsicologia

A sinistra una Diatomea cyclotella. 
Sopra un Orb immortalato in una casa infestata.

 


LE INDAGINI DEL GRUPPO "LA CORONA"

"LA CORONA" è un’associazione socio culturale costituita nel 1992 a Mogliano Veneto (TV) dalla sig.ra Maria Morganti, maestra bioterapeuta con applicazione della psicotronica e biogeomagnetica attestata dall’Istituto Scientifico di Ricerca ed Applicazione Bio-radiante di Milano fondato dal Prof. A. Zanatta e dall’International Istitute Of Biophysics e V., IIB in Germania.

Esseri di Luce, Amici di mondi lontani, Esseri appartenenti al mondo dei non - più tra cui Padre Pio di Pietrelcina e Madre Teresa di Calcutta hanno dato numerosi messaggi telepatici alla sig.ra Morganti la quale ha provveduto alla loro pubblicazione su vari quotidiani.

Importantissime rivelazioni sono state fornite da Padre Pio di Pietrelcina sugli eventi dell’11 settembre 2001 tra cui l’indicazione degli obbiettivi nel mirino “dell’incoscienza”, la presenza in alcuni paesi medio-orientali di una sostanza che può diventare uno strumento micidiale nelle mani delle “cape calde” per la sua proprietà di rendere invisibili - non rilevabili da strumentazioni - per qualche ora oggetti, forme e mezzi di trasporto. Padre Pio di Pietrelcina ha anche annunciato catastrofi naturali che avrebbero colpito ogni parte del pianeta, citando luoghi e date, alluvioni che con cicli ripetitivi avrebbero interessato gli anni dal 2000 al 2003.

Tanti avvenimenti purtroppo sono accaduti, confermando la valenza di tali messaggi, dalle alluvioni ai terremoti fisici ed economici che hanno messo in ginocchio l’intero pianeta

Essi hanno anticipato, già dal 1997, la presenza d’acqua su Giove e la fuoriuscita, con la possibilità di estrazione, dal 2002 al 2018 della sostanza “placentoplatenoidina”, la sostanza della vita. Anche su MARTE hanno preannunciato la presenza d’acqua, dato messo in rilievo dalla scienza negli ultimi mesi dell’anno 2002, la cui conferma diretta però è avvenuta solo all’inizio del 2004 grazie alla sonda europea Mars Express in orbita sul pianeta rosso. Entro il 2010 essi hanno previsto il ritrovamento di antiche tracce della colonizzazione uomo-ufo e la presenza di una sostanza giallognola utilizzabile per la salvezza dell’ambiente e dell’uomo. Tali rivelazioni sensazionali sono state confermate, approfondite e pubblicate dalla sig.ra Morganti all’inizio dell’anno in corso e un po’ alla volta esse stanno per essere avvallate dalle rilevazioni delle due sonde americane presenti su Marte.

Numerosissimi altri eventi astronomici straordinari interesseranno la generazione del terzo millennio: entro il 2010 gli scienziati individueranno ad est di Cassiopea una dimensione simile alla Terra e l’avvicinamento di un enorme asteroide entro il 2030 che potrebbe compromettere il futuro del pianeta Terra. 

La storia dell’umanità e gli eventi annunciati sono stati in parte raccolti nel libro scritto dalla sig.ra Morganti M. “GLI STRUMENTI DELL’ENERGIA PRIMARIA”, edito nel giugno 2001. 

Con il libro GLI ARCHETIPI RACCONTANO – IL MISTERO DEI CERCHI NEL GRANO, pubblicato nel 2004 (Edizioni M.I.R. – prefazione dott. Alfredo Lissoni) la sig.ra Morganti ed il suo collaboratore nonché ricercatore della simbologia cerchiana sig. Luciano Gasparini hanno voluto dare un contributo di conoscenza su un fenomeno affascinante e controverso - la manifestazione dei cerchi nel grano - fornendo una nuova chiave di decodifica che aiuterà a capire i messaggi che da anni energie di altri mondi mandano all’uomo per l’apertura della sua coscienza universale volta all’esistenza del Divino.

 

Ma……le parole scorrono, i fatti accadono …… e finché l’uomo non comprende che “IL MONDO PARLA DA SOLO” – come dice Padre Pio di Pietrelcina - , “Le Stelle” con tanto amore e tenacia perseverano a dialogare.

"Sono MARIA MORGANTI, contattista telepatica da svariati anni nonché ricercatrice. Ciò che vi racconto può avere dell'incredibile: due anni fa ricevetti un messaggio per via telepatica da Neuronice, un extraterrestre proveniente dal pianeta Zeta. Mi disse che era giunto il momento di dare all'umanità una nuova conoscenza di alcuni fenomeni. Questo comportava uno spostamento in Messico su alcune montagne sacre e paesi limitrofi nei mesi di giugno, settembre e dicembre.In questi luoghi - e questo mi fu detto da Neuronice - avremmo visto e registrato una metamorfosi dalle forme più uniche che rare, portando alla scienza una nuova metodologia, una nuova considerazione di queste fenomenologie, una situazione dove l'uomo potrà incontrare nuove realtà potendole guardare e pensare con il cuore, sfiorandone il principio di verità. Il grande Cosmo ha un suo linguaggio e lo trasferisce su vari piani, compreso il pianeta Terra. Neuronice mi disse: "Sarete presi per visionari, e a questo siete abituati, ma avrete anche momenti di gioia". Risposi a Neuronice di non sapere quando tutto questo si sarebbe potuto avverare e lo ringraziai di tutto.

La magnificenza della manifestazione plurima dei CORPI DI LUCE, documentata da uno straordinario filmato ripreso l’11 settembre 2003 ad Amatlan in Messico dal sig. Gasparini insieme alla sig.ra Morganti durante il viaggio fatto su specifica richiesta di “amici di un mondo lontano”, molto può dire alla scienza sull’origine della vita e molto può parlare al cuore dell’uomo riempiendo gli spazi della sua solitudine

 

Fine articolo

 

 

 

 

 

 

Fenomeni e fatti paranormali

 

 

 

 

 

Proiezione astrale

Poltergeist

Reincarnazione

Spiritismo

Larve
Proiezione astrale

 

Proiezione astrale cd esperienza fuori del corpo

 

L’esperienza fuori del corpo (EFDC) è un termine specifico per indicare un’esperienza di proiezione astrale. La proiezione astrale si basa sul presupposto che una persona ha due corpi — uno astrale, o etereo, e uno fisico, è possibile vivere ed essere attivi consciamente al di fuori del corpo fisico.

Secondo una definizione, l’EFDC è un evento in cui una persona percepisce una parte di un ambiente che non potrebbe certo essere percepita dal posto in cui si trova il corpo fisico della persona in questione. In tale evento chi sperimenta l’EFDC sa di non stare sognando o fantasticando. Charles T. Tart, professore di psicologia all’università di California, dice che l’EFDC è un fenomeno universale, in quanto è stato sperimentato da persone di ogni genere. Di solito si tratta di un’esperienza unica nella vita, che ha un profondo effetto su chi la prova. E in genere si tratta anche di un’esperienza piacevole.

La credenza nell’EFDC e nella proiezione astrale è estremamente antica. Le esperienze del « secondo corpo » erano accettate nelle culture dell’Egitto, dell’India e della Cina ed erano note anche ai santi e ai mistici cristiani. La dottrina di un corpo astrale era fondamentale per la Cabala, che affermava che gli esseri umani possiedono un corpo spirituale più o meno della stessa forma e delle stesse dimensioni del corpo terreno. Questo corpo spirituale può staccarsi dal corpo terreno e muoversi verso l’alto. I teosofi sostengono che, oltre al corpo fisico, vi sono corpi astrali, mentali, casuali, spirituali e intellettuali.

 

Uno dei primi e più famosi casi di bilocazione — essere in spirito in un posto e col corpo fisico in un altro — è quello di Alfonso de’ Liguori. Un giorno del 1774, mentre si trovava nel suo monastero di Arienzo, a quattro giorni di viaggio da Roma, egli cadde in un sonno profondo che durò due ore. Quando si svegliò, dichiarò di essere appena ritornato dal capezzale del papa a Roma e che il papa era appena morto. Quando la notizia della morte del papa arrivò ad Arierìzo, tutta la faccenda fu attribuita a una coincidenza, fino a]l’arrivo della sorprendente notizia che le persone che assistevano il pontefice morente avevano visto e parlato con Liguori, il quale aveva guidato le preghiere per il papa.


Fra le storie più famose di EFDC dell’Ottocento c’è quella del commediografo August Strindberg, che, mentre era a letto malato a Parigi, si « proiettò » nella sua casa in Scandinavia. Nel nostro secolo rinomate esperienze di EFDC capitarono a Oliver Fox, un inglese che operava nel campo della ricerca paranormale, e a Sylvan Muldoon, autore di libri ormai classici sull’EFDC. Un Geller ha dato notizia di esperienze EFDC, così come il defunto yogi indiano Swami Pranabananda, detto « il santo con due corpi ».

 

Sylvan Muldoon ebbe la sua prima EFDC all’età di dodici anni, quando vide il proprio corpo steso su un letto mentre egli guardava dall’alto. Dopo questa prima esperienza, ne ebbe molte altre analoghe. In un libro scritto con Hereward Carrington (The Phenomenon o! Astral Pro jection), Muldoon elenca decine di EFDC riferite da altri e la classifica in base alle circostanze in cui ebbe luo. go l’avvenimento. Le sue classificazioni comprendono le proiezioni astrali indotte dalle droghe e dagli anestetici; quelle di persone sottoposte a un intervento chirurgico, che spesso erano in grado di riferire dei particolari dell’operazione mentre presumibilmente erano sotto anestesia, e quelle associate a una malattia, a qualche incidente a all’imminenza della morte. In quasi tutti i casi, il passaggio al mondo spirituale è sembrato facile e piacevole, e in quel mondo i vari soggetti hanno provato un senso di beatitudine. Secondo Muldoon e Carrington, nelle EFDC spic. cano alcune analogie: la sensazione di fluttuare o di librarsi in volo al di sopra del corpo fisico; la presenza di una « corda astrale » che unisce i due corpi; un intorpidimento fisico o l’incapacità di muoversi, e un senso di depressione un istante prima dell’EFDC.

Sulla scorta delle sue esperienze personali, Muldoon dichiarò che durante la proiezione astrale il soggetto rimane su questo pianeta. Non va in un « regno più alto »: le sue esperienze cioè sono collegate alla sua vita sulla terra. In genere egli è solo, non con altri spiriti, anche se di quando in quando conversa coi defunti. Muldoon in genere vide dei luoghi che gli erano ben noti, ma ogni tanto veniva « trasportato » in ambienti e in terre lontani.

Secondo Monroe, nell’EFDC pensiero e azione sembrano fondersi, e non c’è nessuna traduzione meccanica del pensiero in azione. Il soggetto sperimenta dei mutamenti nella percezione; non dipende più dai propri sensi per le informazioni. Per esempio, egli può « vedere » in tutte le direzioni nello stesso momento. Durante la propria EFDC Monroe era perfettamente consapevole della propria eccitazione sessuale, che però assumeva una forma molto più completa del normale sesso fisico. Da questa esperienza e-gli trasse la conclusione che fra gli esseri umani c’è una attrazione intrinsecamente ed estremamente forte che, nella nostra incarnazione fisica, prende la forma del sesso. Nell’EFDC il « sesso » diventa il desiderio di compenetrarsi totalmente con l’altro e di « equalizzare la carica » come se i due esseri fossero dei magneti o dei poli elettrici di carica opposta.

Nonostante le molte storie di EFDC, non esiste una sola prova scientifica preliminare che 1’EFDC esista effettivamente. Una delle obiezioni di fondo è che tali esperienze non si possono differenziare chiaramente dal sogno. Muldoon sostiene che, pur essendoci molte analogie fra le EFDC e i sogni, il soggetto di un’EFDC conserva « la piena coscienza dello stato di veglia ». Monroe elenca cinque caratteristiche dell’EFDC che a suo dire differenziano questo fenomeno dai sogni: continuità della consapevolezza conscia; capacità intellettuale ed emotiva di prendere delle decisioni; presenza di percezione plurivalente attraverso input sensoriali »; non ricorrenza dei modelli e sviluppo degli avvenimenti in successione cronologica, cosa che comporta il passare di un vero periodo di tempo. t da notare che i popoli primitivi considerano i sogni analoghi alle EFDC, in quanto credono che una persona che dorme vada svegliata con cautela per dare tempo allo spirito di ritornare nel corpo. Charles Tart, professore di psicologia dell’università della California, controllò le funzioni fisiologiche di Monroe mentre questi era presumibilmente in uno stato di EFDC e gli chiese di leggere una serie di numeri nascosti. Sebbene i risultati fossero inconcludenti, per Tart essi indicavano che dal punto di vista fisiologico lo stato di EFDC è analogo a quello del sogno.

Muldoon ammette che è difficile ottenere prove scientifiche rigorose perché in genere il fenomeno non può essere ripetuto a volontà. Egli riconosce che fino a questo momento gli studi sono confusi e inconcludenti, tua sostiene che l’esistenza della proiezione astrale è stata dimostrata in vari modi. E in proposito cita testimonianze provenienti dai tempi più antichi e da ogni parte del mondo, dai popoli civili a quelli primitivi, e parla di casi in cui il corpo astrale sembrava avere una « propria mente ed essere in grado di dare informazioni che il soggetto non avrebbe potuto avere in quel momento ». Come prova egli cita anche degli esempi in cui si produssero degli effetti materiali. In realtà, Muldoon è convinto che, se venisse confermata, la teoria dell’EFDC confermerebbe numerosi fenomeni finora ritenuti sconcertanti, come le apparizioni, le case infestate dai fantasmi, i poltergeist, certi esempi di chiaroveggenza e il déjà vu.


Esperienze fuori del corpo

 

A questo insolito fenomeno sono state date varie definizioni: sdoppiamento, esperienza extrasomatica, proiezione astrale. In questi ultimi anni ci si è concordemente orientati sul termine « esperienza fuori dal corpo, abbreviata nella sigla OBE dall’inglese «Out of Body Experience ».Il fenomeno dell’uscita dal corpo è riportato spesso anche nell’agiografia cattolica (si parla allora di « bilocazione »: ne abbiamo parlato nel capitolo precedente); presso i popoli primitivi e i mistici indiani e tibetani pare che sia stato e sia relativamente frequente. L’esperienza della separazione dal corpo capita però, oltre che ai mistici e ai santi, anche a persone normalissime, prive di particolari doti spirituali, ed è stata riferita più o meno negli stessi termini da individui diversissimi fra di loro, in tempi e ambienti molto dissimili: e questa uniformità di descrizione conferisce valore alle testimonianze e le rende maggiormente attendibili

 

Ecco dunque un caso tipico

Era estate, una giornata afosa, ero disteso su un divano e leggevo. A un tratto sentii che mi assopivo, ma in me c’era una strana lucidità mentale e rilassatezza. Mi invase pian piano un torpore e tutto il corpo mi si irrigidì, tanto che il capo era reclinato sulla spalla destra e non riuscivo a girano. D’un tratto mi sentii sollevare dolcemente sopra il mio corpo disteso e rigido. Mi trovai accanto alla finestra, fluttuavo nell’aria, ero in posizione verticale e mi sembrava di muovermi al rallentatore. Un senso di pace e di gioia riempiva il mio animo, vedevo tutto più chiaro e luminoso, ma la stanza intorno a me non era mutata affatto. D’improvviso sentii, o meglio percepii, un « qualcosa », una presenza vicino, come se qualcuno mi stesse chiamando, ma non udivo la voce: era qualcosa di penetrante che « vibrava » dentro di me, dentro quel « nuovo corpo leggero ». Fu un istante, e notai vicino a me una persona, anch’essa fluttuante nell’aria, che mi tendeva le braccia sorridendomi. Rimasi sbigottito riconoscendo in lei una donna, deceduta circa un anno prima e a me molto cara. Poi la visione svanì, e io rimasi ancora un attimo interminabile immerso in una grande quiete; provavo sensazioni bellissime, mai provate e difficilmente descrivibili ora; sentivo che la mia mente era libera di spaziare ovunque; quel nuovo stato mi eccitava, mi spronava ad andare avanti, anche se non sapevo dove... Mentre facevo queste considerazioni mi sentii risucchiato violentemente da una spirale che ruotava vertiginosamente, almeno così mi sembrò, e mi ritrovai di colpo nel mio corpo: mi sentivo rigido, pesante, ero intontito. Poi pian piano cominciai a muovere le braccia e la testa, che era ancora reclinata sulla spalla, facendo un grande sforzo...

In questa esperienza ritroviamo molti elementi caratteristici dell’uscita dal corpo improvvisa e inattesa; lo stato di irrigidimento che precede l’uscita; il fluttuare nell’aria, avendo la visione del proprio corpo disteso e come addormentato; il senso di gioia, di serenità, di libertà che l’esperienza extrasomatica conferisce; il comunicare senza bisogno di parole; l’incontro con l’entità. Infine il rientro improvviso, e in questo caso non voluto, nel corpo, dal quale il soggetto si sente addirittura risucchiato.

 

Questo soggetto visse la sua prima OBE in maniera serena, senza traumi; altre volte invece l’uscita dal corpo spaventa chi la vive. Ecco per esempio il caso di una ragazza ventenne:

Erano circa le 7:30 del mattino, ero a letto ancora intorpidita dal sonno e pensavo a quanto mi aspettava nella giornata: alle nove dovevo essere in ufficio, ma prima dovevo fare altre cose, dovevo quindi alzarmi al più presto. Ed ecco che mi accorsi di una cosa che fino a quel momento mi era sembrata normale e che invece non lo era:mi trovavo si nella mia camera, ma galleggiavo all’altezza del soffitto presso l’armadio, di fronte al letto. Notai che sopra l’armadio c’era molta polvere e pensai che dovevo pulirlo. Da quella posizione vedevo me stessa sul letto, coricata bocconi, con le lenzuola addosso, il braccio sinistro fuori dalle coperte, sotto la testa. Dalla camera attigua, ossia la cucina, sentivo i vari rumori prodotti da mia madre che preparava la colazione. La radio accesa trasmetteva le notizie del mattino. La finestra della mia camera era chiusa, ma nonostante l’oscurità io vedevo tutto come se ci fosse stata la luce del giorno. A questo punto, benché ancora perfettamente tranquilla, decisi di rientrare in me stessa, e mi ci ritrovai istantaneamente. Ma per quanti tentativi facessi, non riuscivo ad alzarmi: il corpo non rispondeva alle mie sollecitazioni. Cominciai a temere di esser morta e, in preda alla paura, decisi di provare a chiamare mia madre: questa decisione mi riportò fuori dal corpo, e il solo desiderio di vedere mia madre mi fece trovare in cucina, come se la parete divisoria non esistesse. Mia madre rimestava il caffè, mio fratello mangiava e ascoltava la radio. Chiamai mia madre più forte che potei, ma lei non si accorse di me, le tirai la manica per farla accorgere della mia presenza, ma invano. Lo stesso feci con mio fratello, ma col medesimo risultato. Allora tornai presso il mio corpo, ben decisa e con rabbia disperata: non volevo esser morta! Concentrandomi sulle singole parti del corpo, cominciando dalle dita, riuscii finalmente a muovermi...

In seguito questa ragazza raccontò ogni cosa, anche arrabbiandosi molto, alla madre e al fratello; non volevano crederle, ma dovettero ricredersi quando lei fu in grado di riferir loro nei dettagli quanto avevano fatto e le notizie che la radio aveva trasmesso.levano crederle, ma dovettero ricredersi quando lei fu in grado di riferir loro nei dettagli quanto avevano fatto e le notizie che la radio aveva trasmesso.

.

In altri casi l’esperienza può verificarsi durante la pratica dello yoga o la meditazione, come per esempio è avvenuto a una giovane signora di Milano:

Vidi una luce blu-viola, mi ci sono « tuffata », e questo velo colorato si è aperto. Simultaneamente ho sentito che una forza mi aspirava e mi sono ritrovata in un tunnel. Mi sembrava di muovermi con estrema velocità, le pareti giravano rapidamente, in fondo c’era una luce bianca, dolce, calda. Sentivo che mi univo a una forza terribile fatta d’amore, e avrei potuto andare oltre nella luce, ma il maestro ci ha richiamati, dicendo che dovevamo prepararci a muovere il nostro corpo, che la meditazione era terminata. Non avevo voglia di rientrare, ma sentivo che rientravo, mio malgrado.

Questa esperienza è stata definita dalla protagonista come « una straordinaria esperienza di felicità. La luce, che si ritrova anche in altri casi, è vissuta come « amore »: « Amore — dice la protagonista — con tutto quello che comporta di dono di se stessi, tenerezza, unione totale .

Altri ancora vivono l’OBE in seguito a eventi traumatici: incidente stradale, operazione o altro. Ecco il caso di un signore di una quarantina d’anni che visse la sua OBE a causa di un’apnea troppo prolungata:

Mi ero recato con la famiglia a San Fruttuoso, ove poco allargo della punta, a una decina di metri di profondità, c’è una statua, quella del cosiddetto Cristo del mare. Era la prima nuotata della stagione e mi riproponevo di andare a vedere la statua. Lì giunto, mi immersi e nuotai abbastanza a lungo. A un certo punto mi sentii pervadere da uno stato di immensa serenità e gioia, certo non insolito a chi fa prolungate immersioni in apnea. Persistetti incautamente in quello stato, così che avvenne che mi vidi nettamente accasciato in fondo al mare, presso il basamento della statua, con il petto e il viso contro la ghiaia. Mi sembrava di occupare ora uno spazio grandissimo, ora piccolissimo; vedevo la luce del sole riflessa sul mare e il mio stato era di un benessere tale da non essere descrivibile, o almeno è superiore a tutte le gioie che comunemente si provano, come diventare padre oppure liberarsi da un’oppressione. Solo il desiderio di rivedere la famiglia mi decise a far muovere il corpo dalla posizione immersa in cui si trovava. Risalii come un turacciolo, con grave rischio, tant’è che persi sangue dalle orecchie; poi chiesi aiuto a una barca che stava arrivando...

Riporto i commenti di questo signore, che visse anche un’altra OBE in seguito a un avvelenamento da medicinali scaduti. Con riferimento a entrambe le esperienze, egli dice:

Il mio corpo non mi sembrava molto attraente, come uno che si guarda per troppo tempo nello specchio. Mi rincresceva di dover tornare indietro e ho fatto entrambe le volte con evidente sforzo di volontà. Mi pareva che tutto fosse infinitamente « senza importanza », come se il destino di tutti in quella condizione fosse molto più felice della vita nel corpo. Vedere il corpo fisico è come vedere un abito al quale si è affezionati.

In questa esperienza il corpo viene considerato con distacco, e lo stesso avviene in quasi tutti i casi di cui sono a conoscenza. C’è chi ha definito il corpo un « contenitore », chi un «abito vecchio », chi addirittura ha faticato a riconoscerlo. Riporto per esempio i commenti particolarmente espressivi di una ragazza di ventisei anni, che ebbe una OBE in seguito a una gravissima emorragia:

Sono una giovane donna di ventisei anni, che ama la vita e ha cura del suo corpo, anzi lo cura, mantiene la linea snella, lo lava, lo trucca, lo profuma, lo veste bene e così via: non riesco ancora adesso a capire l’indifferenza che avevo in quel momento verso il mio corpo, che mi appariva insignificante, non mio, pur riconoscendolo...

L’OBE significa, per chi la vive in situazione di stress, la totale sospensione dei dolori e delle sofferenze; in altre parole, anche se il corpo è ammalato e sofferente, «fuori » ci si sente perfettamente bene. Ecco un esempio:

Due anni fa mi trovavo in vacanza alle Eolie, con mio figlio quattordicenne. Una sera, dopo cena, mi sedetti in terrazza. Più tardi a letto cominciai a sentirmi male e a vomitare per ore: con angoscia aspettavo che sorgesse il sole per chiamare qualcuno degli isolani vicini di casa e far venire un medico. Seppi poi che si trattava di congestione. In quelle notti avevo fatto dormire mio figlio nella mia stanza perché era leggermente indisposto. Non so come, mi ritrovai, senza più dolori né nausea, stesa al di sopra del mio corpo, a circa un metro di altezza, ma ero di una sostanza simile a una nuvola densa. Non ricordo cosa pensassi, tentai prima allegramente poi ansiosamente di scuotere mio figlio per svegliano, ma la mia mano gli trapassava il corpo come se fosse stato fumo. Lo chiamai ad alta voce, almeno così mi sembrò, ma lui non si mosse.Ebbi paura e con tutte le mie forze volli tornare giù. Mi «risvegliai » nel corpo e ricominciai a sentirmi male. Guardai mio figlio che dormiva, era nella stessa posizione in cui l’avevo visto dall’alto...

In questo caso, oltre alla sospensione dei dolori, troviamo un altro elemento importante: l’impossibilità di farsi notare.

 

Vediamo ora un altro aspetto. Anche se il fatto di ritrovarsi fuori dal corpo spaventa chi non è preparato all’esperienza, la situazione in sé viene definita di leggerezza, libertà, gioia. C’è la paura di non poter rientrare nel corpo, la paura di lasciare i propri cari, anche la paura di quello che potrebbe capitare al corpo addormentato nel letto: « Il mio corpo era rimasto incustodito », ha detto una protagonista. Nonostante tutto ciò, in complesso l’esperienza dona felicità: «Ero pervasa da una felicità dolcissima e vivissima, solo per amore l’avevo provata un’altra volta »: questo è il commento di una signora di trentanove anni, protagonista di un unico episodio.

E per mostrare fino a che punto l’esperienza possa essere felice, riporto il caso di un uomo di trentacinque anni, che ha frequenti OBE. Ecco come egli ha narrato la sua prima esperienza vissuta in modo consapevole:

Pochi minuti dopo che mi fui coricato, cominciò il preambolo: cioè mi sento scuotere violentemente da un flusso di energia che partendo dal basso va a cozzare contro il cervello, e mi ritrovo fuori dal corpo, in orizzontale, a mezza altezza tra il soffitto e il letto, rivolto verso il basso. Mi guardai attorno, rivolsi lo sguardo verso me stesso: avevo un corpo, ma bianco e trasparente. Pensai: « Sta’ a vedere che sono proprio in astrale...! ». Chissà perché, nonostante la posizione impossibile e tutto il resto, non ero convinto di essere nel doppio. A questo punto ritenni che avrei dovuto convincermi con una prova del nove. Pensai che se mi fossi diretto verso l’altro lato del letto, dove quella sera mia figlia dormiva accanto a mia moglie, e avessi « scosso » la bimba, avrei avuto la prova, in quanto, se davvero ero in astrale, la bimba non avrebbe dovuto percepire il mio scuotimento. Così feci. Fluttuando mi spostai; quando fui alla sua altezza, allungai le braccia per afferrarle il viso e scuoterglielo quel tanto che bastasse a provocare in lei un movimento di reazione, ma mi accorsi che le mie mani sprofondavano nelle sue carni fino a compenetrarsi l’una nell’altra. Ero in astrale! In quel momento provai una gioia incontenibile, una sensazione irripetibile di pace e benessere. Saggiai le mie possibilità di movimento: fluttuai nell’aria, accelerai, decelerai, mi misi in verticale, poi in orizzontale, un’autentica scorribanda nella stanza. Giocavo come un bimbo, felice della nuova situazione. Ero libero, lucido, leggero, avevo tutto e di più, fuorché la prigione del corpo!

Anche per questo soggetto, come per tanti altri, il rientro nel corpo non fu gradevole:

Decisi di rientrare, focalizzai il mio corpo fisico e provai letteralmente un senso di nausea vedendolo, e pensai:« Accidenti, ma devo proprio entrare...? ». A questo punto mi sentii come trascinato nettamente e mi ritrovai nel corpo: mi sentivo sereno, appagato, e quella notte mi riuscì difficile prender sonno

Che cosa lasciano queste esperienze? Da quasi tutti i protagonisti esse vengono definite esperienze determinanti, che cambiano totalmente, in senso positivo, le concezioni di chi le vive: rendono più disponibili verso; gli altri, più distaccati nei confronti di tante vicende quotidiane, più aperti verso i grandi problemi della vita.La positività dell’OBE è confermata dal fatto che quasi tutti, anche chi ha avuto paura, e vorrebbero ripeterne l’esperienza, se ne avessero la possibilità.

L’esperienza fuori dal corpo, che viene vissuta spontaneamente e più o meno negli stessi termini da persone di tutto il mondo, diversissime tra loro da ogni punto di vista, sembra quindi indicare che la nostra coscienza è in grado di esistere, percepire, ricordare, decidere anche al di fuori e indipendentemente dal corpo fisico, il che fa ipotizzare che potrà farlo anche quando il corpo sarà morto. Uso volutamente il termine ipotizzare, e non dimostrare, in quanto qui entriamo in campo metafisico, e ciò che è metafisico non può essere dimostrato a livello fisico. Ma è tuttavia un’ipotesi che vale la pena di prendere in seria considerazione


Poltergeist

 

Poltergeist è un termine usato per designare dei rumori in. spiegati, il movimento di oggetti, il rompersi di piatti e altri fenomeni analoghi. Nella terminologia parapskologica, l’attività poltergeist viene definita psicocinesi ricorrente spontanea.

« Poltergeist » è una parola tedesca, e significa « spirito chiassoso ». Era già in uso al tempo della Rifortna, quando Martin Lutero si riferì al poltergeist come a un demonio di tipo chiassoso. Ma solo nella seconda metà del Seicento lo studio dei fantasmi e dei poltergeist incominciò a essere affrontato con criteri scientifici e furono disponibili descrizioni particolareggiate. Secondo lo scrittore anglo-canadese A.R.G. Owen, i poltergeist furono riconosciuti per la prima volta come entità specifiche dalla signora Catherine Crowe, il cui libro The night-side al nature, uscito nel 1848, è considerato tuttora un classico della let

teratura sul poltergeist. Hereward Carrington, un famoso scrittore dell’occulto, pubblicò nel 1935 Historic poltergeists, in cui venivano elencati circa 400 casi.

In un libro completo e ben documentato, A.R.G. Owen descrive con dovizia di particolari molti casi fra i più importanti, fra cui quelli da lui considerati imbrogli e trentasei che a suo parere sono autentici. Fra questi ultimi, uno dei più recenti — e più straordinari — si verificò a Sauchie, in Scozia, nel 1960. Owen non assistette personalmente alla presunta attività poltergeist, ma arrivò a Sauchie poco dopo e intervistò numerosi testimoni, fra cui un ministro del culto, parecchi medici e un insegnante. Il caso si imperniava intorno a una bambina di undici anni, Virginia Campbell, che era andata in Scozia a vivere in casa di un fratello maggiore dopo una prima infanzia appartata in Irlanda. Un giorno, quando Virginia era tornata da scuola e stava prendendo il tè col fratello e con la cognata, una credenza si spostò di una decina di centimetri dalla parete e poi ritornò al suo posto. Virginia era seduta in una poltrona vicino alla credenza ma non la toccava. A scuola le porte si aprivano e si chiudevano da sole, e il coperchio del banco di Virginia si alzava senza essere toccato. Quando la bambina era a letto, nella stanza si sentiva un rumore che faceva pensare a una palla che rimbalzava. Come tutte le altre manifestazioni, anche questo rumore cessava quando Virginia si addormentava. Owen fa notare che, sia in questo caso sia in altre circostanze affini, i fatti sembrano escludere cause naturali, imbrogli o allucinazioni di massa.

A suo dire, il caso di Sauchie « deve essere considerato tale da stabilire al di là di ogni ragionevole dubbio la realtà oggettiva di alcuni fenomeni di poltergeist ».

Nel 1958 W.G. Roll e J.G. Pratt fecero delle indagini sull’attività poltergeist segnalata nella casa di Seaford (New York) dei coniugi Herrmann e dei loro due figli, Lucille, tredici anni, e James junior, dodici. In quella casa le bottiglie si aprivano, gli oggetti cadevano dagli scaffali e i recipienti rotolavano giù sul pavimento. Da principio Roll e Pratt cercarono di dare a questi fatti una spiegazione normale, come lo spostamento d’aria prodotto dagli aerei supersonici o qualche corso d’acqua sotterraneo, ma inutilmente. Dopo aver analizzato un totale di sessantasette incidenti riportati dagli Herrmann, risultò evidente che nella maggior parte dei casi essi si erano verificati quando

Jimmy era presente e sveglio. L’attività poltergeist era cessata quasi completamente al tempo in cui i due ricercatori arrivarono sulla scena. Una volta però essi sentirono un rumore forte, e una bottiglia di candeggina nello scantinato fece partire il suo tappo in circostanze che sembravano escludere qualsiasi inganno da parte di Jimmy. Ma nel loro articolo pubblicato sul "Journal of parapsychology »nel giugno del 1958 i due ricercatori facevano notare che la famiglia declinò la richiesta di sottoporsi alla macchina della verità.

Uno dei casi più convincenti di cui i parapsicologi ritengono di poter disporre come prova dell’esistenza dei fenomeni di poltergeist si verificò a Miami nel 1967. Gli avvenimenti ebbero luogo nella ditta di un commerciante all’ingrosso di souvenir, dove gli oggetti continuavano a cadere dagli scaffali e a rompersi. Quando Roll e Pratt svolsero delle ricerche, risultò evidente che il centro foca-le dell’attività era Julio, un profugo cubano di diciannove anni, perché quasi tutti gli incidenti avvenivano quando lui era presente e cessavano completamente quando invece se ne andava. Secondo Roll e Pratt, non c’era nessuna prova che indicasse che qualche oggetto era mai stato spinto, tirato o mosso con qualche trucco, o che era stato usato qualsiasi altro mezzo fraudolento, Il caso di Miami è degno di nota per essere stato il primo in cui un ricercatore abbia potuto imporre un controllo sperimentale dei movimenti poltergeist, mettendo degli oggetti bersaglio nei punti di maggiore attività, in modo da poterne seguire i movimenti.

In laboratorio fu messa alla prova la capacità psicocinetica di Julio, ma i risultati non furono significativi. Studi psicologici misero in luce la presenza nella personalità del giovane di alcuni tratti considerati tipici nei casi di poltergeist. Julio era arrabbiato, aveva dei problemi in casa con la matrigna ed era sospettato di rubare nel magazzlno.

Uno dei fatti più drammatici di cui RoIl fosse mai stato testimone ebbe luogo a Olive Hill (Kentucky), dove il centro focale sembrava essere il dodicenne Roger Callihan. Una volta Roger entrò in cucina, si girò verso Roll. e in quel momento il tavolo della cucina saltò in aria, ruotò

di circa quarantacinque gradì e andò a posarsi sulla spalliera di alcune sedie vicine. Già in precedenza Roger aveva prodotto un certo numero di fenomeni di poltergeist, e tutti si erano verificati sospettosamente vicino a lui. Tuttavia l’incidente del tavolo da cucina convinse Roll che il caso di Olive Hill aveva un importante significato psicologico.

Di una serie bizzarra di fenomeni di poltergeist fu data notizia da un ricercatore tedesco, il professor Hans Bender. Nel novembre del 1967 un ufficio legale di Rosenheim, in Baviera, fu infestato da una serie di fatti inesplicabili: lampadine che si svitavano da sole, bollette del telefono su cui figuravano telefonate « che non erano mai state fatte », rumori che si sentivano di quando in quando. Alla fine, quando le lampadine incominciarono a esplodere, fu chiamato Bender perché indagasse sulla faccenda. Risultò subito evidente che questi strani fatti avvenivano soltanto durante le ore in cui era presente un’impiegata di diciannove anni di nome Annemarie. A detta di Bender, quando Annemarie attraversava la stanza, le lampadine esplodevano, i lampadari oscillavano, uno schedario di metallo di centottanta chili si ‘allontanava dal muro e i quadri alle pareti giravano su se stessi. Quando Annemarie lasciò l’impiego, tutti questi fenomeni cessarono.

Nella maggior parte dei presunti fenomeni di poltergeist segnalati nel corso dei secoli, o le prove non sono tali da permettere di formulare un giudizio obiettivo, o c’è di mezzo qualche imbroglio, che è stato provato o che può essere ragionevolmente presunto. Tuttavia, una volta tolti questi fatti, rimane un gruppo consistente di casi « autentici », che sembrano sfidare ogni spiegazione convenzionale. In proposito sono state proposte varie teorie, alcune di natura parapsicologica e altre che non si scostavano dall’ambito delle leggi e dei principi noti delle scienze naturali. A quest’ultimo genere appartiene l’interessante ipotesi secondo la quale i tipici fenomeni di poltergeist si possono attribuire ai rumori e alle vibrazioni prodotte dalle correnti d’acqua nel sottosuolo. A.R.G. Owen fa notare però che, se possono spiegare alcuni casi noti, le cause « naturali », come le allucinazioni, le vibrazioni prodotte dallo scorrere di acque nel sottosuolo e l’instabilità degli edifici, non si applicano a tutti gli autentici fenomeni di poltergeist a cui si è assistito.

Gli psicologi sono d’accordo coi parapsicologi su un punto fondamentale: il poltergeist si impernia caratteristicamente intorno a un individuo, spesso un adolescente, affetto da turbe emotive. Nel quadro della psicologia convenzionale, il poltergeist ~ considerato una specie di monelleria fanciullesca intesa, consciamente o inconsciamente, ad attirare l’attenzione o a « vendicarsi » di genitori, datori di lavoro o altri adulti. I parapsicologi tendono a concordare sul fatto che gli incidenti sono spesso attivati da adolescenti pieni di risentimento, ma avanzano l’ipotesi che i veri e propri rumori e movimenti di oggetti siano dovuti a forze ancora sconosciute alla scienza convenzionale

Reincarnazione

 

La reincarnazione è la credenza che qualche aspetto di una persona deceduta rinasca in un altro essere umano. A differenza della possessione, in cui la mente, il corpo e l’anima di una persona sono prese da un altro personaggio, nella reincarnazione la personalità primaria non viene spodestata. Può darsi che la personalità attuale aderisca emotivamente alla sua vita precedente, ma non c’è mai un tentativo di partecipare ai « fatti in sospeso » della prima vita.

Il dottor lan Stevenson è il più famoso ricercatore del mondo in questo settore. Egli ha scritto molti libri e articoli sulla reincarnazione e ha esaminato attentamente oltre 1040 casi indicati di reincarnazione, avvenuti per lo più nell’Asia sud-orientale e nel Medio Oriente. Relativamente pochi casi sono stati segnalati in Europa, negli Stati Uniti o in Canada, se non fra gli indiani Tlingit dell’Alaska. Il dottor Stevenson attribuisce alle differenze culturali la ragione della scarsa frequenza di casi in queste zone.

I protagonisti sono quasi sempre dei bambini da uno a quattro anni di età, i quali affermano di essere delle persone morte precedentemente. Essi sono in grado di ricordare dei fatti e di identificare i membri della famiglia della loro vita precedente, e di quando in quando hanno il carattere, i lineamenti o degli sfregi simili a quelli del defunto. I loro ricordi della vita precedente sono più forti nell’infanzia e tendono ad attenuarsi nell’adolescenza.

I seguenti casi sono tratti dai libri del dottor Stevenson Twenty cases suggestive o! reincarnation e Cases o! the reincarnwion type, voi. I.

 

Il caso di Prakash. Quando aveva quattro anni e mezzo, Prakash incominciò a svegliarsi nel bel mezzo della notte e a uscire di corsa dalla sua casa di Chhatta, in India. Diceva di chiamarsi Nirmal e di abitare nella vicina città di Kosi Kalan, e insisteva perché lo portassero nella sua « vera » casa. Date le ripetute affermazioni del bambino, la sua famiglia fu indotta a fare delle ricerche. Risultò che sedici mesi prima della nascita di Prakash, avvenuta nel 1951, era morto a Kosi Kalan un bambino di dieci anni di nome Nirmal. Sul suo letto di morte, questi aveva fatto segno in direzione di Chhatta, la città natale di Prakash, e aveva detto che sarebbe andato da sua madre.

Sebbene le due Città fossero a solo una decina di chilometri di distanza, le due famiglie non si conoscevano. Eppure, quando fu portato a Kosi Kalan, Prakash fu in grado di riconoscere i parenti di Nirmal e i reciproci gradi di parentela e anche di identificare degli oggetti personali.

 

Il caso di jasbir. Questo è l’unico caso di « scambio di incarnazione » degli archivi di Stevenson, perché di solito passano in media cinque anni fra la morte della personalità precedente e la nascita di quella attuale.

All’età di tre anni e mezzo Jasbir fu colpito dal vaiolo. Sembrava mòrto, ma un istante prima del funerale ritornò in vita, pur rimanendo debole e incapace di parlare per parecchie settimane. Quando si riprese completamente, affermò di essere un bramino e rifiutò di mangiare il cibo della casta inferiore alla quale apparteneva suo padre. La sua famiglia chiese a una donna di casta bramina di cuocergli i pasti, e per un po’ di tempo assecondò Jasbir facendolo mangiare per primo, come è diritto di una persona di casta superiore. In occasione di una visita a un villaggio vicino, la donna di casta bramina collegò la storia di Jasbir a quella di un giovane bramino morto al tempo in cui Jasbir era gravemente ammalato. Secondo Stevenson, mentre Jasbir era vicino alla morte ebbe luogo uno « scambio » di personalità col bramino appena deceduto.

Pur non avendo mai visitato la città del defunto, Jasbir sapeva descrivere il quartiere in cui questi viveva con la sua famiglia, e fu in grado di riconoscere i vari componenti di quest’ultima.

 

11 caso di Gopal. Una sera, quando aveva due anni e mezzo, Gopal Gupta si offese perché gli era stato chiesto di togliere un bicchiere dalla tavola. Disse che per certe cose aveva dei servitori, e montò in furia. Disse di essere uno sharma (una sottocasta dei bramini) e di non appartenere come suo padre alla casta inferiore dei baniani. Affermò anche di possedere una ditta di prodotti farmaceutici, la Sukh Sharcharak, e disse di avere nella città di Mathura una moglie con cui continuava sempre a litigare, un padre e due fratelli, uno dei quali gli aveva sparato. Cinque anni dopo, mentre si trovava a Mathura per affari, il padre di Gopal cercò di appurare la storia del figlio, e venne a sapere che c’era un’analogia fra la storia di Gopal e la vita di Shaktipal Sharma. Sharma aveva a Mathura una moglie, con cui aveva continuato sempre a litigare, un padre e due fratelli, e una volta era stato dirigente nella ditta di prodotti farmaceutici Sukh Sharcharak. Sharma morì nel maggio del 1948, ucciso dal fratello. Gopal nacque il 26 agosto 1956.

Gopal seppe identificare la moglie di Sharma, ma solo dopo che si erano incontrati due volte e dopo che la donna aveva rivelato la propria identità al padre di lui. Come prova aggiuntiva a favore dell’ipotesi di reincarnazione ir’ questo caso, Stevenson cita la voglia di agrumi della madre di Gopal quando era incinta e il debole di Sharma per gli agrumi.

 

Nelle indagini relative a questi casi la difficoltà principale è costituita dall’inattendibilità dei ricordi dei testimoni. Le affermazioni dei reincarnati di solito non vengono messe per iscritto prima che siano stati fatti dei tentativi di verificare tutta la storia, e spesso passano molti anni fra le prime dichiarazioni e il vero e proprio confronto coi presunti « cx » genitori e parenti. Altri problemi sono cos stitujti dalla traduzione dalla lingua originale e dal fatto che le informazioni spes~o sono di seconda o di terza mano.

Alcuni ricercatori si sono serviti dell’ipnosi per far regredire i soggetti alla vita « precedente ». Uno dei casi più famosi di regressione ipnotica è quello di Bridey Murphy, ma molti ricercatori dubitano della validità di questa tecnica. Pare che la persoimlità « precedente » evocata durantc le regressioni indotte ipnoticamente comprenda la personalità attuale del soggetto, le sue previsioni di ciò che vuole l’ipnotizzatore, le sue fantasie relative a quella che poteva essere la sua vita precedente, e fatti presi dalla vita di vecchie conoscenze.

Nel suo libro Twenty cases suggestive o! reincarnation Stevenson afferma anche che nella regressione è impossibile stabilire se il soggetto stia descrivendo una sua vita precedente o se non sia in atto un fenomeno di telepatia o di chiaroveggenza con una personalità disincarnata. Ecco perché a suo parere le prove più promettenti di reincarnazione vengono dai casi spontanei, soprattutto da quelli in cui, oltre alle informazioni sul defunto, esistono anche somiglianze di comportamento e di lineamenti.

Stevenson ammette, sì. la debolezza di molti dei casi presentati nel suo libro e ritiene che la frode, la criptomnesia e l’ESP con una personalità disincarnata possano spiegare in parte le informazioni di ogni sua storia, ma non crede che tutte le informazioni vadano prese in questo senso. Egli non ha ancora trovato il caso perfetto, ma è convinto che in esso alcuni tratti del comportamento del defunto corrisponderanno a quelli della personalità vivente, così come corrisponderanno anche le capacità, le cicatrici e perfino le voglie. In complesso, a suo dire, i casi di cui si è a conoscenza forniscono effettivamente le prove della sopravvivenza alla morte corporea.

Nel suo libro Reincarnation and science, Ruth Reyna dice che i libri di Stevenson sono i documenti più rivela. tori di imbrogli e di ingenuità che siano mai stati pubblicati sul tema della reincarnazione — imbrogli da parte dei parenti del presunto reincarnato e ingenuità da parte del ricercatore. Fra i punti sospetti la Reyna cita: 1. tutti i casi si presentano in zone primitive o sottosviluppate; 2. le prime notizie della reincarnazione si hanno quando il bambino ha un’età compresa fra uno e quattro anni; 3. tutti i casi sono riferiti da genitori o parenti del soggetto; e 4. i particolari vengono aggiunti soprattutto da adulti o da qualcuno che non è il bambino.

Il fatto che tanti casi di reincarnazione si presentino nei paesi sottosviluppati è attribuito dalla Reyna all’impulso psicologico dei genitori di valorizzare al massimo i propri figli e alloro desiderio che essi siano migliori degli altri bambini. In quelle zone non ci sono molte possibilità di un miglioramento individuale a causa della mancanza di opportunità di istruzione e delle depresse condizioni economiche. Una delle poche strade aperte per distinguersi èquella di sostenere che il proprio figlio è un reincarnato. Si noti che i bambini di solito vantano per la loro vita precedente l’appartenenza a una casta più elevata.

Che dire delle prove e degli esempi in cui un bambino ha riconosciuto i genitori di un tempo? Secondo la Reyna questi riconoscimenti sono dovuti o ai suggerimenti di un adulto che sapeva tutto o ad alcuni indizi verbali come « Quale di queste due donne è la tua nonna? ».

In alcuni casi in cui si crede che il bambino sia la reizìcarnazione di un parente molto amato che aveva detto che sarebbe ritornato, la Reyna ritiene che sia stata l’influenza dei genitori a plasmare la personalità e i modelli di comportamento del bambino. é facile manipolare un bambino e manovrarlo in modo da fargli credere che un tempo era qualcun altro. A questo proposito la scrittrice fa notare che in tutti i casi che avevano come protagonista un bambino i ricordi della vita passata sbiadivano nell’adolescenza. Secondo lei, se le affermazioni del bambinc fossero autentiche, i ricordi aumenterebbero invece con l’età .


Spiritismo

 

Lo spiritismo è la convinzione che la personalità umana sopravvive alla morte, e che lo spirito può comunicare con i vivi attraverso un medium o un sensitivo.

Chi crede nello spiritismo sostiene che questa comunicazione può manifestarsi attraverso fenomeni mentali, come la chiaroveggenza o la telepatia o le parole di un medium, o attraverso fenomeni fisici, quali la levitazione, il girare del tavolo, i rumori e i colpi ripetuti, la scrittura automatica e gli apporti, ossia l’improvvisa comparsa o il trasporto di corpi anche attraverso la materia solida.

Lo spiritismo moderno ebbe inizio nel 1848 con le sorelle Kate e Maggie Fox. Queste due ragazze, che vivevano in una fattoria situata nella parte settentrionale dello stato di New York, attirarono da principio l’attenzione della gente del luogo per dei colpi misteriosi che si sentivano alla loro presenza e che presumibilmente costituivano un codice di comunicazione con gli spiriti. Sotto la tutela della sorella maggiore Leth, le Fox fecero il giro del paese, si fecero molta pubblicità e acquistarono una certa fama. Molte persone di primo piano, fra cui il pioniere della stampa quotidiana Horace Greeley, giunsero alla conclusione che quello che avveniva alle due ragazze era autentico. La cosa però fu contestata da altre autorità, e dopo una lite in famiglia Maggie rivelò che la loro pretesa di comunicare con gli spiriti era un imbroglio e che erano loro stesse a produrre i colpi secchi facendo crocchiare le articolazioni dei piedi. Questa confessione, in seguito ritrattata, non riuscì a smorzare l’entusiasmo di numerosi sostenitori.

Un’altra famosa medium dell’Ottocento la cui popolari. tà non fu intaccata da ripetute accuse di frode fu Florence Cook, che aveva convinto dell’autenticità delle proprie facoltà paranormali niente di meno che un uomo come sir William Crookes, insigne scienziato e inventore del tubo a vuoto.

La più grande medium di tutti i tempi fu Eusapia Palla-dino. Nata nell’italia meridionale nel 1854, già nei primi anni di vita mise in luce delle capacità che destarono l’interesse dei circoli spiritistici. Esaminata dal famoso criminologo e psicologo Cesare Lombroso, lo convinse delle proprie capacità soprannaturali. Fu famosa in tutta Europa, viaggiò in lungo e in largo ma fu accusata frequentemente di inganì~o. i risultati di parecchie ricerche scientifiche furono inconcludenti. Infine, dopo una sospetta esibizione a Cambridge, la Society for Psychical Research la classificò come medium disonesta.

Forse il medium più straordinario e più convincente apparso finora »: ecco come lo scrittore inglese Colin Wilson presenta Daniel Douglas Home. Home nacque in Scozia nel 1833. Un comitato dell’università di Harvard, di cui faceva parte anche il poeta William Cullen Bryant, attestò che durante una sua seduta spiritica il tavolo intorno al quale tutti avevano preso posto li aveva spinti indietro e si era sollevato di parecchi centimetri dal pavimento, il pavimento stesso aveva vibrato come se ci fossero stati dei colpi di cannone, e il tavolo si era alzato su due gambe come un cavallo che s’impenna. Secondo Wilson, a rendere tanto convincente Home è il puro peso delle prove: in tutta la sua carriera centinaia — forse migliaia — di persone hanno convalidato il fenomeno. I suoi poteri erano così forti che egli non chiese mai di abbassare le luci.

Verso la fine del secolo scorso lo spiritismo ebbe un certo declino, a causa soprattutto delle crescenti denunzie di frode, ma ritornò di nuovo in auge dopo la prima guerra mondiale, e oggi è estremamente popolare.

La storia dello spiritismo porta certo molta acqua al mulino degli scettici, poiché gli esempi di frode dimostrata o probabile si contano a migliaia. C.E.M. Hansel, severo critico dello spiritismo e dei fenomeni extrasensoriali, fa notare che famose medium, come Eusapia Palladino e Margery Crandon, traevano in inganno i ricercatori ma erano disorientate alla presenza di illusionisti di professione, presumibilmente perché questi avevano dimestichezza coi trucchi del mestiere. Infatti Margery Crandon fu smascherata dal leggendario « mago » Houdini. Questi, che un tempo credeva in certe cose e aveva tentato di comunicare con la madre defunta, bandì in seguito una crociata contro i medium, e nel suo libro A magician among spirits rivelò molti stratagemmi e trucchi del suo repertorio di cui si servivano i medium nelle loro sedute spiritiche.

I trucchi a cui ricorrono gli spiritisti contemporanei sono descritti da M. Lamar Keene nel libro The psychic mafia. Keene, che un tempo era stato un medium di successo, ricavava informazioni dai suoi clienti creduloni con osservazioni casuali, con l’uso di congegni elettronici di spionaggio e di specchi trasparenti, frugando nelle borsette durante le sedute spiritiche e con la collusione con altri spiritisti. Dei veli crespi in una stanza oscurata davano l’illusione di fluidi « ectoplasmi » (l’ectoplasma è un’emanazione fisica di un medium). A detta di Keene, questo inganno è comune, e « lo spiritismo moderno è pieno di inganni, di imbrogli e di falsità ».Nonostante però gli imbrogli a ripetizione, non si può escludere in maniera conclusiva la possibilità che a volte si possa stabilire un’autentica comunicazione col mondo degli spiriti. Può darsi che la fonte suprema dei poteri di un medium sia il bisogno di comunicare realtà fondamentali. Dopo aver letto molte pagine della letteratura spiritistiCa, il famoso psicologo C. G. Jung affermò che lo spiritismo può avere qualche parallelo con la psicoterapia. In Struttura e dinamica della psiche egli scrisse: « Nello spiritismo abbiamo un tentativo spontaneo dell’inconsc io di diventare conscio in una forma collettiva


 

 

Parapsicologia

 

Collegamenti utili gratuiti

assicurazione_468x60-123

 

Disclaimer : gli obiettivi di questo sito sono il progresso delle scienze e delle arti utili in quanto pensiamo che siano molto importanti per il nostro paese i benefici sociali e culturali della libera diffusione di informazioni utili. Tutte le informazioni e le immagini contenute in questo sito vengono qui utilizzate esclusivamente a scopi didattici, conoscitivi e divulgativi. Le informazioni di medicina e salute contenute nel sito sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo e per questo motivo non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione). In questo sito abbiamo fatto ogni sforzo per garantire l'accuratezza dei tools, calcolatori e delle informazioni, non possiamo dare una garanzia o essere ritenuti responsabili per eventuali errori che sono stati fatti, i testi contenuti nel sito sono di proprietà dei rispettivi autori. Se trovate un errore su questo sito o se trovate un testo o tool che possa violare le leggi vigenti in materia di diritti di autore, comunicatecelo via e-mail e noi provvederemo tempestivamente a rimuoverlo.

 

 


 

Parapsicologia