Natuzza Evolo
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Da Wikipedia :
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Fortunata (Natuzza) Evolo (Paravati, 23 agosto 1924 – Paravati, 1º novembre 2009) è stata una mistica italiana.
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Nacque a Paravati, una frazione del comune di Mileto, antica città della Calabria, dove Ruggero il normanno aveva stabilito la capitale della sua contea e la prima diocesi di rito latino dell'Italia meridionale. Il padre, Fortunato, qualche mese prima che lei nascesse, nella speranza di poter aiutare la famiglia, era emigrato in Argentina, da dove non tornò mai più. La madre, Maria Angela Valente, rimasta sola con una numerosa famiglia da accudire, si adattò ai lavori più umili per sfamare la famiglia. Natuzza (un diminutivo di Fortunata molto diffuso in Calabria) cercò di aiutarla accudendo gli altri fratelli, non potendo frequentare regolarmente la scuola e restando quindi con un livello di istruzione molto limitato, quasi analfabeta.
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A 14 anni, per aiutare la famiglia andò a lavorare come domestica in casa dell’avvocato Silvio Colloca, guadagnandosi subito la fiducia di quella famiglia. Ma dopo poco tempo Natuzza fu al centro di episodi strani e apparentemente inspiegabili, definibili oggi come paranormali, quali la vista per lei reale di persone che invece erano già defunte. Uno di questi episodi si svolse così: “Due persone che Natuzza non conosceva andarono a fare visita alla signora Alba Colloca che le ricevette in salotto e ordinò alla ragazza di preparare il caffè da offrire loro. Natuzza preparò quattro caffè e li portò su un vassoio, ma quando la signora li offrì agli ospiti, Natuzza le chiese perché non avesse servito il caffè anche al sacerdote che era seduto con loro. In realtà non c’era nessun sacerdote, ma Natuzza insistette che era lì e lo descrisse minutamente. I due ospiti confermarono subito che Natuzza aveva descritto con grande precisione un loro parente sacerdote che era morto qualche anno prima.” Altre volte la ragazza vide e descrisse altre persone che in realtà erano parenti o amici dei Colloca che erano defunte da tempo. Inoltre spesso veniva trovata completamente svenuta, per poi raccontare che aveva parlato con la Madonna, con Gesù o con degli angeli.
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Tutto ciò preoccupò la famiglia Colloca che decise di rivolgersi al parroco don Antonio Albanese, che la esorcizzò. Infine una sera i Colloca, preoccupati per quei fatti inspiegabili, pensarono di licenziarla. Ma quando la signora Colloca andò per comunicarle quella decisione, Natuzza, prima che lei potesse parlare, la accolse piangendo e le chiese perché volessero mandarla via, qualche momento prima era entrata nella sua camera una signora anziana, con la voce rauca, che lei non conosceva e che aveva detto di essere la madre della signora Colloca, che l’aveva già informata. Quella signora era la madre della signora Colloca, morta prima che Natuzza potesse conoscerla. Nel 1941 Natuzza si ritirò da quel lavoro, andò a vivere presso la nonna materna e pensò di farsi suora, ma venne sconsigliata, proprio perché protagonista di tutti quegli episodi inquietanti. La madre decise allora di farla sposare e le propose il matrimonio con un giovane, figlio di amici, di professione falegname, che in quel momento prestava servizio nell’esercito. Il futuro marito accettò di sottoscrivere un contratto in cui si impegnava ad accettare di avere una moglie un po' particolare e a lasciarle tutta la libertà possibile affinché lei potesse seguire la sua vocazione di disponibilità verso il prossimo. Trovandosi lo sposo in guerra, il matrimonio avvenne per procura il 14 agosto 1943. Fu un matrimonio felice e la coppia ebbe cinque figli. Per tutta la vita si moltiplicarono gli episodi paranormali , quali presunte apparizioni e presunti colloqui con Gesù Cristo, la Madonna, angeli, santi e defunti, la comparsa di presunte stimmate ed effusioni ematiche accompagnate da stati di sofferenza durante il periodo pasquale e momenti di estasi. Svariate testimonianze le attribuirono anche il cosidetto "dono dell'illuminazione diagnostica". Per decine di anni ricevette presso la sua abitazione migliaia di persone provenienti da tutto il mondo per incontrarla, principalmente nella speranza di avere notizie dall'aldilà dai propri defunti o indicazioni sulle proprie malattie. Moltissimi testimoniarono di aver ricevuto grazie e benefici dopo la visita alla sua persona. Su sua ispirazione si costituì nel 1987 un'associazione (poi diventata fondazione, presso cui Natuzza ha trascorso il resto della sua vita) con l'obiettivo di creare a Paravati un complesso che inglobasse un santuario mariano, strutture per l'assistenza medica e centri per giovani, anziani, disabili, tra cui, già realizzati, il centro anziani "Pasquale Colloca" e quello per i servizi alla persona "San Francesco di Paola".
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Ispirati da Natuzza e dalla sua testimonianza di fede sorsero inoltre, dal 1994, dei "Cenacoli di preghiera" riconosciuti dalle autorità ecclesiastiche[senza fonte] e diffusi sul territorio nazionale e all'estero.
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Il 9 aprile 2007 Rai International trasmise da Paravati di Mileto lo spettacolo "Notte degli angeli", a lei dedicato, organizzato dal promoter musicale Ruggero Pegna e condotto da Lorena Bianchetti, ispirato al libro "Miracolo d'amore" (Rubbettino Editore), storia della guarigione dello stesso Pegna dalla leucemia. Morì alle 5 di mattina del 1 novembre 2009, nel centro per anziani che lei stessa aveva fondato grazie alle offerte dei fedeli, a causa di un blocco renale.
Fine articolo su Natuzza Evolo
UN MIRACOLO VIVENTE
Prima di riportare la testimonianza di Maria Palazzo, (una delle tantissime che esistono su Natazza Evolo), vorrei esprimere le mie impressioni.
Ancora non ho avuto la possibilità di incontrare personalmente Natuzza Evolo, la Santa vivente conosciuta in tutto il mondo, ma spero di conoscerla prima o poi.
La prima volta che sentii parlare di Natuzza, è stato esattamente quindici anni fa. Mio cognato Salvatore, persona molto buona d’animo e devoto alla Madonna, me ne parlò con entusiasmo e mi prestò un libro, scritto da Valerio Marinelli: “Natuzza di Paravati”. Già da allora, dopo aver letto questo straordinario volume, che sconvolge dal credente all’ateo, non solo intuii la realtà di Natuzza (pur se piena di mistero) ma provai verso di lei un forte legame di affetto: questa figura mistica entrò nel mio cuore. Acquistai questo libro pieno di fascino e di speranza, che custodisco gelosamente. Esistono inoltre diversi libri che parlano di Natuzza.
La conobbi attraverso programmi televisivi che riguardavano fenomeni straordinari.
Un po’ di anni fa decisi di realizzare il ritratto di questa santa vivente e lo spedii in omaggio all’Associazione che lei stessa fondò. Periodicamente mi arriva questa rivista cattolica e ogni volta che vedo la sua foto provo pace nel mio cuore. E’ come se l’avessi sempre conosciuta, il suo viso mi sembra familiare e percepisco con tutta la mia anima che è proprio la sua umiltà che rende straordinaria questa mamma di famiglia. La definisco un miracolo vivente e la sua vita è davvero un miracolo continuo.
LA SEMPLICITA’ E LA NORMALITA’ DI UN INCONTRO DURANTE UN RITIRO A PARAVATI.
di Maria Palazzo
E’ difficile descrivere cosa si produce nel nostro cuore di fronte a fenomeni che conciliano la profonda umanità con la dimensione mistica.
Allo stesso modo è difficile definire concetti come Bellezza, Amore, Generosità, Sacrificio, Umiltà. Il più delle volte tutto questo viene stereotipato in sterili parole che perdono di vista il loro vero significato.
Esistono nel mondo, però, oasi di pace dove il cuore si rallegra, esistono acque tranquille presso le quali dissetarsi e animi che hanno scelto di regalare al mondo una fetta di paradiso già in terra.
Tutto ciò che di bello e di meraviglioso si può concepire “in questa valle di lacrime” è, secondo me, concentrato in Natuzza Evolo di Paravati.
Fiore purissimo e superlativamente profumato, ella è vanto orgoglio per la nostra Calabria. Ma la missione, la forza e la Grazia di Natuzza hanno travalicato ogni confine. Per chissà quali misteriosi disegni in Dio, persone da tutto il mondo hanno avuto a che fare con lei.
Ma chi è veramente Natuzza? Si definisce umile “verme di terra”, eppure ha della Fede, dell’Amore e della Vita una visione di così alta purezza che solo i santi, ispirati da Dio, possono avere. Al di là di quelli che sono i fenomeni mistici che a lei fanno capo: emografia, stigmate, dono carismatico delle lingue, profezia, ella è un esempio, una fonte di accoglienza, una sorgente di doni a cui attingere. E questi doni sono gli stessi che Dio mette a disposizione della nostra fede, sono Sue manifestazioni per non sentirci soli quaggiù e per non dimenticare la nostra origine divina e ancora per non sentire troppo, come diceva San Antonio di Padova, “la nostalgia della nostra vera Patria che è il Cielo”. Accanto a Natuzza, infatti, il mondo sembra più bello, più vivibile. Ci si sente, dopo averla vista, vivificati da una forza più grande che ci dà maggior vigore nella lotta.
Il mio primo incontro con Natuzza risale nel mese di marzo del 1991. Ma in precedenza una serie di episodi hanno marcato la mia vita col suo nome. Nel 91, per la prima volta, le strinsi la mano che mi porse dalla finestra della sua casetta di Paravati. Ma nel 76 avevo letto di lei su di un testo scolastico intitolato “Calabria nostra”.
Nell’ 84 ebbi modo di incontrare una persona che mi raccontò della sua esperienza diretta con Natuzza. Nell’85 la vidi per la prima volta in TV e, ascoltando la sua voce, capii che era proprio la sua quella che udivo quando, pregando per gli esami universitari, sentivo come se qualcuno già in anticipo mi dicesse i risultati. Nell’86 mi capitò un fenomeno strano. Mi sono laureata un francese, ma con l’Inglese ho avuto sempre qualche difficoltà ad esprimermi. Straordinariamente, gli esami, specie nell’ultimo superai la prova con un Inglese brillante, sentendomi parlare (dopo avere chiesto a Natuzza di intercedere per me presso Dio) senza neppure capire ciò che io stessa dicevo (una testimonianza che ho reso pubblica presso il Prof. Marinelli che di Natuzza si è sempre occupato con fede, ma anche con scrupolosità scientifica). Nell’88 l’evento straordinario: l’ ho vista in bilocazione in casa mia, in un periodo di grave difficoltà. Altre volte è successo in seguito, altre volte ho sentito il profumo, altre volte ancora mi sono ritrovata le catenine e le coroncine annodate.
Dopo il 91 ho avuto modo di vederla e parlare, per qualche secondo, molte altre volte. Ciò che mi succede in sua presenza è incredibile! Io che ho fama di grande parlatrice, non riesco a spiccicare una parola, è come se il mio cervello diventasse uno schermo bianco, una lavagna appena pulita, una “tabula rasa”! Non esistono pensieri in quei momenti, non c’è spazio neppure per le riflessioni. E per le domande? E per le richieste? Nulla. Io mi muovo come in una nebbia e all’interno vedo solo una unica luce: quella di Dio e non riesco più a parlare, non riesco più a chiedere. E’ come se non avessi proprio bisogno più di niente. Si allentano così le tensioni, ci si sente in un’altra dimensione. Io penso che sia l’anticipazione del Paradiso, dove solo l’Iddio sa dare. Quando mi allontano da Natuzza, le domande ritornano ad attanagliarmi l’anima, ma il loro morso fa meno male.
Un giorno indimenticabile ho, però, trascorso in compagnia del Cenacolo di Preghiera Cuore Immacolato di Maria, che fa capo alla Parrocchia di san Raffaele Arcangelo di Lamezia Terme, dove risiedo.
Il 20 giugno 1998, una data troppo importante che marca grandi condivisioni: la Messa, il pranzo, il colloquio con Natuzza.
Il breve ritiro spirituale di mezza giornata a Paravati presso il complesso del centro Anziani Mon. Pasquale Colloca, sede centrale dell’Associazione Cuore Immacolato di Maria, Rifugio delle anime, voluto da Natuzza e aperto fin dal 1992, ha segnato ancora una volta una tappa importante nel cammino di Fede di tutti i componenti del Cenacolo dio Lamezia. Questa esperienza è stata per tutti noi un nuovo immergersi nella Purezza per far spazio alle più profonde Verità, e, sempre come al solito, quella sensazione di stupore rispetto a ciò che, forse neppure capiamo fino in fondo, ma che, di sicuro, fino in fondo ci appartiene per le nostre radici divine.
Il momento più bello? Senz’altro la condivisione del pranzo, a tavola con gli anziani residenti al “Centro”, con i due sacerdoti. Don Pasquale Barone e Don Michele Cordiano, Natuzza e suo marito, uomo di gran Fede, mite dolce e tenero, appassionato difensore di una creatura che gli è stata affidata nelle sue mani. Un grazie particolare va ai due responsabili del Cenacolo, Gianluca e Lia, sempre premurosi verso chiunque segue un cammino di spiritualità.
Natuzza, vista nella sua “normalità”. Sembra quasi strano che anche lei si nutra, respiri e viva come noi.
Ma è stato questo incontro naturale che ora me la fa amare di più, mi fa capire il senso della sua autodefinizione di “verme di terra”. Quasi come a dire che ella è proprio come noi, solo che ha accettato di dire al Signore un “SI” più grande, ha accettato di sperimentare con la sua vita i Suoi doni e di mettersi davvero al servizio dell’umanità, per salvarla nel nome di Gesù.
Un pensiero va al Santo Rosario recitato, alle meditazioni che sono scese fino in fondo all’anima, alla S. messa, alla quale si è preso parte. Natuzza ha detto che siamo tutti figli suoi. Ci vorrebbero molti più incontri di questo genere, per far spazio alla nostra vera natura, offuscata presto dalla fretta e dalla superficialità del mondo. Ma basta già un sorriso della dolce e tenera Natuzza, dove Bellezza e Gioia si fondono, per capire quanto la grazia del Signore sia Grande, per capire che “pur essendo nel mondo, noi non siamo di questo mondo” come ci insegna S, Paolo.
Per sentire dentro di noi la Presenza del Signore, per scorgere il suo Volto benevolo e fiducioso, chino su di noi per sentirci parte di quella Scintilla Divina, che ci ha creati a Sua immagine e Somiglianza.
(tratto dalla rivista cattolica “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”)
Fine articolo su Natuzza Evolo
ACCOMPAGNATORI INVISIBILI
2007
Natuzza Evolo è un'anziana donna che vive tuttora a Paravati, in Calabria. Anche lei, dimostra poteri straordinari di guaritrice e, intervistata qualche anno fa dalla televisione di Stato, raccontò fra l'altro di poter vedere gli angeli custodi dei propri visitatori. Ecco un estratto dell'intervista:
Domanda: "E' vero che può vedere l'angelo vicino alle persone?"
Risposta: "Sì, sì, accanto alla persona. Non a tutte le persone, ma quasi a tutte".
Domanda: "Soltanto le persone vive hanno l'angelo?"
Risposta: "Solo le persone vive, non le persone morte" (Natuzza vedrebbe infatti anche i defunti).
Domanda: "E l'angelo dove sta rispetto alla persona?"
Risposta: "Alla destra. Ai sacerdoti invece sta a sinistra. Tante volte capita che viene un sacerdote in borghese e io capisco e gli bacio la mano, vedendo l'angelo alla sinistra".
Sila -15 agosto 2007
SOLENNITÀ DELLA BEATA VERGINE MARIA ASSUNTA IN CIELO
E’ cosa certa quel che vi dico: tutto ciò che chiedete nella preghiera abbiate certezza che è già vostro perché così dovrà avvenire per volere della Madonna
San Francesco di Paola
Natuzza: Ero seduta alla poltrona e mi è apparsa la Madonna ,si è avvicinata e mi ha accarezzata.
Madonna: Aspettavi la mia carezza?
Natuzza: O Mamma, ogni tanto aspetto la carezza, perché non ne ho mai avuto da nessuno: solo la vostra e quella di Gesù.
Madonna: Perché le altre ti sembrano false ?
Natuzza: Mi viene il dubbio che me le fanno per la loro necessità.
Madonna: Non li giudicare! Ti vogliono tutti bene. A modo loro vogliono più bene a te che a Gesù, e questo a Gesù dispiace.
Figlia mia, stai soffrendo? Lo sai che Gesù si è poggiato a te con la spalla per salvare il mondo! La gente non capisce tutto questo e giudicano Gesù chi in un modo, chi in un altro. Dicono: "Se Gesù voleva bene a questa donna non la faceva soffrire". Non capiscono che è nel progetto di Dio, che Gesù si appoggia a te per la salvezza delle anime. Io e Gesù siamo molto tristi per i giovani e anche tu lo sei.
"Figli, non conoscete Gesù. Se non capite bene vostro padre e vostra madre, come potete conoscere Dio? Loro non vi hanno insegnato se Dio c'è e dov'è. La malvagità dell'uomo vi ha corrotti. Come 1'uomo malvagio usa voi, così voi imbrogliate i vostri genitori per i soldi, per comprare la droga e poi, ubriachi di quella porcheria, disconoscete Gesù, la Madonna ed anche i vostri genitori.
Figli miei, finché siete in tempo, ravvedetevi altrimenti vi rovinate l'anima ed il corpo. Così trascinate non solo voi, ma anche la vostra famiglia nella sofferenza e oltraggiate Gesù. Non giudicate Gesù severo. Egli è misericordia e carità. Gesù vi vuole salvi altrimenti scatenerebbe la sua ira. È buono, è misericordioso, vi vuole bene perché è Padre e Madre. Quando date un dispiacere a vostra madre non si addolora? I vostri genitori che non capiscono l'importanza, pensano alla salute del corpo, invece il Signore pensa a tutto l'uomo: alla salute dell'anima ma anche alla salute del colpo, perché anche questo appartiene a Lui. Ravvedetevi! Costruite un mondo nuovo. Non lasciatevi corrompere altrimenti cadete nel precipizio.
Non ascoltate la voce di chi si sente potente, perché vi fa cadere. A voi non importa se date dolore a Gesù perché non lo conoscete, ma pensate ai vostri genitori, al dolore che potete causare loro: è come quando una mamma perde un figlio. Invece di portargli un dispiacere, al loro compleanno, al loro onomastico, dategli una gioia. Pensate al loro affetto ed ai loro sacrifici. Pregate! Il Signore e anche lo vi saremo vicini per migliorarvi e per salvarvi 1°anima. Non trascuratevi, perché anche il vostro corpo è un dono di Dio e voi, invece, lo calpestate. Siete creature senza malizia e i potenti ne approfittano. Si camuffano come persone che ci tengono a voi, facendovi sentire importanti di fronte agli amici, facendovi sentire superiori col danaro che vi danno. Cercate di conoscere Gesù e Me così vi regolate meglio per mettere ordine nella vostra vita, sia nell'anima che nel corpo".
Natuzza: Madonna mia, siete contenta dei Cenacoli?
Madonna: Si, perché c'è un gran numero di preghiere, anche se c'è molto fanatismo. Nelle cose che appartengono al Signore ci vuole UMILTÀ.
Natuzza: Benedite i miei figli.
Madonna: Benedico tutti, perché tutti sono figli tuoi, figli adottivi.
Natuzza: Madonna mia, benedite tutto quello che c'è in questa casa.
Madonna: Benedico tutto il mondo, anche i vermiciattoli della terra.
Ma vogliamo ricordare - ora - alcuni piccoli episodi che hanno la semplicità e il sapore dei fioretti ; a testimonianza di una. "amicizia." che dura da circa settant’anni; da quando - cioè - Natuzza era ancora una bambina già con i suoi problemi, per conoscere la verità divina e umana della maternità di Maria.
A nove anni - infatti - spinta dal bisogno, si rivolge alla Madonna con una preghiera accorata e struggente - di grande intensità mistica - con la ferma speranza di ricevere una particolare grazia; la sola capace di confortarle - in quel momento - il cuore angustiato. San Francesco - allora.- viene inviato dalla Provvidenza di . Dio, per portarle ....... la buona notizia che la sua supplica - pervenuta in Cielo - è stata subito accolta con favore, e che entro tre giorni riceverà la sospirata grazia, dal Cuore Immacolato di. Maria Rifugio delle Anime.
La piccola Natuzza lo scambia per il frate cappuccino che passa – due volte l'anno - per raccogliere viveri per il proprio convento; cerca di spiegare la situazione di indigenza della famiglia e lo invita a rendersi personalmente conto che la dispensa dei viveri è vuota.
Il frate - con il volto illuminato da un sorriso - si fa conoscere per San Francesco di Paola e assolve pienamente alla propria missione di inviato speciale del Cielo; per alleviare la sofferenza di Natuzza, che già ha imparato ad assorbire le prove della vita in silenzio.
San Francesco sarà una presenza costante nella vita di Natuzza Evolo . Ma ora conviene sorvolare un lungo arco di tempo e arrivare agli anni "90; per registrare - fra i tanti - un altro piccolo episodio degno di menzione, per la sua importanza nell'ambito dell’ educazione religiosa.
Natuzza - entrando in chiesa dalla porta laterale sulla, strada - passa davanti alla statua di San Francesco e in segno di particolare venerazione gli dice : “Ti saluto, Amico mio! “.
Il maestro di vita spirituale le poggia la mano pesante sulla spalla e la riprende all'istante: "Natuzza, lo vedi che anche tu sbagli! Prima si saluta il Padre e la Madre!
E poi gli amici!....Non devi sbagliare!,,,."
San Francesco - nella circostanza - si rivela con Natuzza un bravo catechista, impartendo un bella lezione da seguire nell’ ambito della Comunità, chiamata – ogni giorno - a mettere a1 centro della sua vita di fede 1’ Eucarestia e la Madre dei viventi contribuendo alla sua crescita spirituale.
Natuzza –da parte sua - sarà sempre fedele a San Francesco, con una devozione che non conoscerà dimenticanze. In proposito siamo in grado di dare una ulteriore testimonianza.
Una sera di maggio due donne, sostituendo i fiori davanti alla Madonna con altri più freschi, mettono quelli un po’ appassiti davanti a San Francesco; certo in segno di devozione - oltre che personale - della Comunità. Natuzza dal suo posto segue attentamente la scena e senza perder tempo nel suo intimo si inquieta, facendo intervenire il Santo che cerca di calmarla come una bambina: "Natuzza, stai buona.. , stai calma! Non fa niente, va bene lo stesso!...".
Natuzza - continuando a non darsi pace per 1' affronto fatto a San Francesco - risponde anche a lui con una certa stizza: San Francesco mio ! a voi non vi devono trattare così! ... a voi i fiori ve li devono mettere freschi!... o freschi o nîente!... Perché siete Amico mio!...".
Quindi niente da fare. Infatti alla, fine della Messa fa le sue giuste rimostranze alle due donne, che - a loro volta - cercano di giustificarsi. In ogni modo sono avvertite che verso San Francesco devono avere maggiore delicatezza di sentimenti... anche perchè è Amico di Natuzza.
Senza sapere le motivazioni che giustificano il "richiamo" di Natuzza alle due donne, c'è chi se ne accorge e riferisce al Parroco: "Non sappiamo.., Ma Natuzza le ha riprese... con un certo segno di nervosismo..."
Il fatto sarà poi da lei stessa raccontato al Parroco, che oggi 1o rende pubblico- per l'edificazione dei nostri affezionati lettori. La devozione di Natuzza a San Francesco si esprime anche con il pellegrinaggio - una o due volte l'anno - al Santuario di Paola; in maniera sempre discreta per non attirare l'attenzione degli altri pellegrini sulla sua persona. Ma ogni volta al suo arrivo - prima ancora che i Frati del Santuario sì accorgano della sua presenza - ad accoglierla c'è sempre San Francesco, che per la verità non le risparmia mai il suo paterno rimprovero: "Tu sei sempre la stessa! ... Pensi sempre agli altri e mai a te stessa!... Non ti risparmi. mai ! . .."
La risposta di Natuzza è anch'essa sempre forte: "San Francesco mio, ogni volta che vengo è sempre un rimprovero,!... Considerato che fate così, vuol dire che mi deciderò a non venire più!... In modo che finirà questa storia! ”.
Per questi comportamenti non ci dobbiamo certo stupire. Francesco di Paola e Natuzza Evolo sono anche loro umani: amici sempre fedeli, ma anche capaci di "litigarsi". In definitiva.... sono uomini veri; e – pertanto ci rivelano una loro spiccata personalità che ce li fa sentire più vicini, senza alcuna ombra di turbamento per il nostro spirito attento a discernere " le cose di Dio”.
Sac. Pasquale Barone
Paravati, 15 aprile 2005
- Parole della Madonna a Natuzza Evolo 1/2
"Fai pregare molto e fate cenacoli di preghiera invece di fare cenacoli di mormorazioni, perché la preghiera fa bene all'anima e al corpo; la mormorazione non solo vi danneggia lo spirito ma fate anche mancanze di carità" (15 agosto 1994).
"In ogni casa ci vorrebbe un piccolo cenacolo, pure di un'Ave Maria al giorno..." (15 agosto 1995).
"Dì loro che la Madonna vuole che i cenacoli si conoscano, sia quanti sono, sia quello che fanno, per testimonianza. Ancora sono pochi; ci vorrebbe un cenacolo per ogni famiglia" (14 marzo 1997).
"Solo per una cosa sono contenta: per i Cenacoli di preghiera. Vorrei che l'offrissero per tutto il male che c'è nel mondo, come riparazione... il mondo è sempre in guerra, per la malvagità dell'uomo e per la sete di potere. Moltiplicate i gruppi di preghiera, per la riparazione di questi peccati" (15 agosto 1997).
"Sono contenta dei Cenacoli. Ce ne potrebbero essere di più, insieme a sacrifici e preghiere, per dare gloria a Dio. Sono contenta dei Cenacoli perché molte famiglie che erano lontane da Dio e senza pace si sono avvicinate a Lui e sono tornate delle famiglie serene. Moltiplicateli!" (12 marzo 1998).
"Sono contenta dei Cenacoli perché sono fatti con amore. Solo qualcuno lo fa per fanatismo, ma la maggior parte lo fa per fede e per amore. Moltiplicatevi! Vi parlo ogni anno e vi chiedo una rosa ma voi non lo fate. La rosa è un'Ave Maria al giorno fatta col cuore. Qualcuno lo fa ma dovrebbe farlo tutto il mondo" (15 agosto 1998).
"Il mondo è sempre in guerra! Offri le tue sofferenze e le tue preghiere come tu le sai offrire. Sono contenta per i Cenacoli di preghiera; alcune persone vanno per curiosità ma poi crescono nella fede e si fanno promotori di altri Cenacoli" (Quaresima 1999).
"Sono contenta per i Cenacoli di preghiera, te li ho chiesti per ordine del Signore e tu mi hai obbedito, e molti giovani che non mi conoscevano e non sapevano né della mia esistenza né di quella di Gesù, ora non solo ci conoscono, ma sono diventati gli Apostoli più ferventi. Moltiplicateli. Figli miei, ravvedetevi! Gesù è triste perché il mondo con i suoi peccati rinnova la sua crocifissione. Pregate poco e pregate male! Pregate poco, ma pregate bene, perché non è importante la quantità ma la qualità, cioè l'amore con cui lo fate, perché l'amore è un'espansione d'Amore. Amatevi l'uno con l'altro come Gesù ama voi. O figli, seguite il mio consiglio, accontentatemi, perché io voglio il vostro bene per l'anima e per il corpo" (15 agosto 1999).
"Si, sono contenta dei Cenacoli, perché sono cresciuti dall'ultima volta che ne ho parlato con te. E ne voglio ancora. Tu devi parlarne sempre. Finché ti lascio qui, questa è la tua missione. Predica i Cenacoli, perché i Cenacoli salvano dai peccati del mondo. Nel mondo ci sono tanti peccati, ma anche tante preghiere" (13 novembre 1999).
Gesù: È una cosa molto difficile che si converta il mondo. La gente più tempo passa e più è corrotta. C'è chi ripara c'è chi pecca. Grazie ai Cenacoli che ha voluto la Madonna e grazie a te che ti sei impegnata per divulgarli, tante preghiere sono state fatte e tante se ne fanno ancora. Fate crescere e moltiplicare i Cenacoli, perché queste preghiere giovano per il mondo, e la Madonna di questo è contenta.
Madonna: Dillo a tutti gli amici che Io voglio i Cenacoli. Si fanno persone intelligenti e sapute, ma non lavorano per come vuole Gesù: potrebbero fare due o tre Cenacoli nei paesi vicini, per aumentare la preghiera, perché sono più i peccati nel mondo che le preghiere e Gesù soffre molto. Non a forza ci vuole un prete; quando è possibile! Altrimenti si possono unire nella famiglia pure quattro cinque persone, purchè pregano Io sono in mezzo a loro e Gesù è contento lo stesso. Più preghiere ci sono, più c'è la riparazione dei peccati. Se voi colmate, per esempio, un vaso metà di acqua e poi mettete un litro di olio, non l'avete riempito di olio; voi dovete riempirlo tutto di olio e farlo traboccare pure per terra. Ecco così le preghiere devono superare i peccati, come l'olio che trabocca fuori dal vaso. Invece fate poche preghiere e molti peccati.
Gesù: Continuate a fare Cenacoli per riparare i peccati del mondo, perché i Cenacoli devono essere una catena di amore, di affetto, di carità e di serietà. Non é mai sufficiente l'umiltà e la carità. Non rivestitevi del proprio io. Non dite "Io faccio questo e questo". Pensate che siete nel giusto? Se dite "io", "io", non siete nel giusto. E non fate preferenze: "Quella persona no, quella si...", perché Io accolgo tutte le anime, particolarmente quelle più difettose, che sono peccatrici e voglio che si convertano. Se vi sentite umili dovete accettare le debolezze delle persone che sono accanto a voi. Anche queste dovete accettare. Di queste cose Maria si dispiace" (Quaresima 2000).
"Pregate perché tutto il mondo è pieno di orrori e di peccati. Il mio cuore è afflitto, quello di Gesù è addolorato.Vogliamo tutto il mondo salvo, come dici sempre tu con le tue preghiere e con le tue promesse. Non ti stancare di chiederlo a Gesù, come non mi stanco io che sono la Mamma. Vogliamo tutto il mondo salvo, hai ragione!
Pregate! Moltiplicate i Cenacoli, che sono la riparazione del peccato. Vogliamo salvo tutto il mondo perché Gesù si è immolato sulla croce per i peccatori. Non vuole che si perda nessuno, ma che tutti si salvino. Il mondo è sempre in guerra, ecco perché chiedo preghiere per la pace nel mondo e per la pace nelle famiglie.
Pregate! Ci vogliono molte preghiere, non solo per la vostra consolazione. Ci vogliono preghiere e opere buone, fatte con amore, umiltà e carità" (15 agosto 2000).
"Sono contenta dei Cenacoli perché li fanno con fede. Se c'è qualcuno che partecipa per la prima volta e non crede, piano piano matura e crede. Parla sempre e con tutti di questa mia volontà di moltiplicare i Cenacoli, perché sono come i parafulmini" (13 novembre 2000).
Gesù: Tutte le sofferenze di questa Quaresima offrile per i giovani, affinché si creino un mondo nuovo, perché questo è pieno di sofferenze e di pericoli. I giovani sono smarriti, vivono in continuo pericolo, tendono al male e si coinvolgono con i grandi. Ci vogliono tante preghiere. È necessario che nei Cenacoli dicano anche un'Ave Maria per il recupero e la salvezza dei giovani.
Natuzza: Madonna mia, siete contenta dei Cenacoli?
Madonna: Sono contenta perché danno un po' di balsamo a Gesù. Ce ne sono pochi che non mi rendono contenta perché sono fanatici, superbi, orgogliosi. Dicono: "Io, io sono brava, faccio questo, io faccio quest'altro". A me piace l'umiltà, l'amore e la carità per tutti. Io sono la Patrona dei Cenacoli perché li ho voluti, e sono la Maestra perché vi ho messo nella bocca le parole giuste. Chi vuole capire le usa. Nei Cenacoli c'è tanta fede e questa fede porta frutto. Molta gente si converte, recitano il Rosario, fanno il Cenacolo in casa, hanno abituato i loro bambini. Io sono contenta e più contento è Gesù, perché imparano più i piccoli che i grandi. La preghiera dei piccoli Gesù la gradisce moltissimo, aiuta pure le tue sofferenze.
Io adesso ti ho affidato i Cenacoli per pregare e riparare, perché il mondo è nel peccato (Quaresima 2001).
"Sono stata io che ho voluto i Cenacoli per la riparazione delle bestemmie e dei peccati del mondo. Basta che si uniscono tre, quattro persone insieme per pregare, diventa un "Cenacolo". L'importante che sia un Cenacolo di amore. Moltiplicate i Cenacoli! Non solo sono contenta Io, ma consolate anche Gesù, perché per mezzo del Cenacolo tante creature che bestemmiavano si sono convertite e tante anime che erano mezze perdute, già si sono salvate. Questo vuole Gesù!" (15 agosto 2001).
- Parole della Madonna a Natuzza Evolo 2/2
Natuzza: Madonna mia, non mi avete mai parlato dei cenacoli, vorrei una parola per confortarmi e per confortare gli altri.
Madonna: " Io sono sempre con loro. Li ho voluti questi Cenacoli. È stato Gesù che me li ha chiesti. Sai che cosa sono i cenacoli? Una catena, e se la catena è forte e dura, è duratura per sempre. E che cosa fa questa catena? Raccoglie, stritola i peccati, diventa ristoro per il Signore e per i loro cuori. Fate una catena di anime quanto il mare. Se la catena si spezza, non vi avvilite, la dovete saldare con pazienza, con amore e con umiltà, senza orgoglio, senza superbia di dire " Io non c'entro". Non vi arrendete! Datevi da fare perché anche il Signore ha scelto le anime che a Lui piacciono e che sono capaci di unire questa catena! Questa è la salvezza, questa catena ci unisce a Dio. Non vi interessate di chi parla e sparla, fate finta di niente, badate a quello che avete nel cuore e che fa felice il cuore di Dio. Crescete e moltiplicate i Cenacoli. Anche se nel Cenacolo ci sono due, tre che disturbano, 30, 40 amano la Madonna realmente.
Quante anime si sono convertite, specialmente per mezzo dei Cenacoli. Cresceteli e moltiplicateli, questa è la riparazione dei peccati del mondo. Pregate per i sacerdoti. Pregate pure per gli uomini politici che sono al potere, perché facciano del bene e non rovinino i giovani.
Allungate la catena d'amore. Questa è una catena d'amore, non deve restare cosi. Vorrei che pigliasse il cielo, la terra e il mare per scongiurare tutti i pericoli della terra.
Gesù: (contento) Mi sono piaciuti i cenacoli che ti ha chiesto la Madonna. Continua così e fai continuare, perché la Madonna è contenta e io più di Lei" (Quaresima 2002).
Madonna: "Pregate per tutto il mondo, particolarmente per chi non prega, per chi bestemmia, per chi corrompe i giovani. I giovani ci stanno a cuore: a Me, a Gesù e pure a te, figlia mia.
Fai aumentare i cenacoli di preghiera, che sono la riparazione. Voglio che questa catena d'amore cresca sempre di più! E Gesù non vuole che si dica: "io faccio... io faccio..." perché anche questo è un peccato d'orgoglio; vuole l'umiltà, la carità, e l'amore. Amatevi tra di voi. Se una persona ha bisogno, gli date denaro: ha bisogno di conforto e di stargli vicino. Anche questa è carità." (15 agosto 2002)
Madonna: Io sono contenta sempre, soprattutto quando moltiplicate i Cenacoli e distribuite l'Amore. Distribuendo l'Amore aumentano le anime che raggiungono la pace dell'anima ed è contento il tuo vero Amico.
Natuzza: Chi è il vero amico?
Madonna: Dio! E tutti devono diventare amici di Dio. Io voglio il Rosario per la conversione del mondo. (10 novembre 2002)
Natuzza: Madonna mia, siete contenta dei Cenacoli?
Madonna: I Cenacoli sono la riparazione delle bestemmie, dei peccati che si fanno giorno per giorno. Moltiplicateli!
Natuzza: Come?
Madonna: Parlando. Se voi non parlate come si moltiplicano.
Gesù: Il mondo non è luce, è tenebre e ti rabbuia il cuore come rabbuia a me. Il mondo è tenebre, perché i peccati aumentano sempre di più. Grazie alla Madonna, grazie a te che lavorate molto e parli sempre della Madonna e di me, grazie a questi Cenacoli, la preghiera un po' è aumentata, ma a confronto dei peccati, la preghiera non è sufficiente, andrebbe moltiplicata almeno 40.000 volte per raggiungere la riparazione dei peccati e per rallegrare il mio cuore, per dare gioia a te e gioia a tutte le anime buone. (Quaresima 2003)
"Moltiplicateli sempre i Cenacoli. La preghiera e la fede ristorano i cuori. Il Signore da loro forza e conforto. La catena dei Cenacoli si allunga sempre di più.
Finché il Signore ti lascia, predica a tutti che questa catena si allunghi sempre di più. Questa è la riparazione dei peccati e per questo gioisce il Cuore di Gesù. Anch'io sono contenta. Benedico tutti, specialmente i collaboratori e le collaboratrici". (9 novembre 2003).
Natuzza: Gesù è triste per i molti peccati. Madonna mia, allora tutti questi Cenacoli non servono?
Madonna: Perché no? Se non fosse per i Cenacoli, i peccati aumenterebbero. C'è la riparazione con i Cenacoli. Se te li ho chiesti, c'è un fine. Nel mondo ci sono tanti peccati e c'è bisogno di molte preghiere.
Natuzza: Madonna mia, siete contenta per i Cenacoli?
Madonna: Cresceteli sempre, perchè i Cenacoli sono la riparazione dei peccati. Ci sono anime che peccano continuamente come la grandine quando cade dal cielo. Ogni parola, ogni gesto che fanno insultano il Signore. Ma Lui non si dispiace per gli insulti, si dispiace perché danneggiano l'anima loro.
Natuzza: Signore, siete contento dei Cenacoli?
Gesù: Tutto ciò che piace a mia Madre piace a me e tutto ciò che piace a me piace a mia Madre. Predica sempre che distribuiscano l'amore, che non è mai sufficiente quello che fanno. Io voglio amore, mia Madre pure. Sai che cos'è l'amore? La conversione dell'anima. Convertirli. Riparare. Non vedi quanti peccati, quanti innocenti muoiono. Le strade sono bagnate di sangue. Io soffro, ma la Madonna soffre più di me, perché ha sofferto la mia morte. La mia crocifissione l'ha sofferta più mia Madre che io. (Quaresima 2004)
Natuzza: Madonnina mia, verrà la pace?
Madonna: Figlia mia, il mondo è sempre in guerra, ecco perché ho chiesto i Cenacoli di Preghiera: per la conversione; perché i malvagi si convertano a Dio e non facciano più queste cose.
Notte e giorno rinnovano la crocifissione di Gesù. Gesù è addolorato. Fai pregare affinché gli uomini si convertano. Ecco, Gesù sceglie voi anime vittime per la riparazione dei peccati e per la sua consolazione. Figlia chiedi, finché sei in tempo, che si moltiplichino i Cenacoli, perché i Cenacoli sono una catena di amore che arriva a Gesù.
Fai pregare molto per i giovani che hanno bisogno di mettersi sulla retta via, perché sono nella confusione. Raccomanda ai genitori che trovino il tempo per i loro figli, perché diano loro attenzione e amore e perché gli insegnino dov è Dio e dov'è la Madonna: Noi siamo sempre accanto a loro. (15 Agosto 2004)
- STATUTO DEI CENACOLI
PREMESSA
I Cenacoli nascono spontaneamente come Gruppi di preghiera "Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime", ispirati alla spiritualità di Natuzza (Fortunata) Evolo. Si costituiscono organicamente a Paravati il 15 settembre 1994, alla presenza dei responsabili dei gruppi già costituiti. Vengono denominati "Cenacoli Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime". Dall'esempio di Natuzza e da quanto Ella più volte ha comunicato, si può così delineare quella che è l'identità del Cenacolo:
1. "In questi anni ho appreso che le cose più importanti e gradite al Signore, sono l'umiltà e la carità, l'amore per gli altri e la loro accoglienza, la pazienza, l'accettazione e l'offerta gioiosa al Signore di quello che quotidianamente ci chiede per amore suo e delle anime, l'ubbidienza alla Chiesa. I nostri siano i Cenacoli di Gesù e di Maria, dove insieme allo Spirito Santo regni la carìtà e l'umiltà di Gesù, l'amore materno e premuroso della Madonna, fino a divenire un rifugio per le anime nostre e dei nostri fratelli.
2. Ho imparato anche che è necessario pregare, con semplicità, umiltà e carità, presentando a Dio le necessità di tutti, vivi e morti. Siano, come vuole la Madonna, Cenacoli di vera preghiera, perché la preghiera fa bene all'anima e al corpo, ci purifica e piano piano ci convertiamo al Signore. Per questo è necessario invocare lo Spirito Santo, ascoltare e meditare la Parola di Dio, dove è possibile adorare e nutrirci della Santa Eucarestia, pregare la Madonna con il Santo Rosario, ubbidire alla Chiesa, edificarci a vicenda con la carità, l'umiltà e il buon esempio.
3. Diamoci con amore, con gioia, con carità e affetto per amore degli altri. Evitiamo l'ipocrisia e le divisioni; invece tendiamo all'unità, al disopra di tutto viviamo la comunione più sincera, altrimenti facciamo soffrire Gesù.
4. Operiamo con opere di misericordia. Quando una persona fa un bene ad un'altra persona non può rimproverarsi il bene che ha fatto, ma deve dire: Signore ti ringrazio che mi hai dato la possibilità di fare il bene e deve ringraziare anche la persona che le ha permesso di fare il bene. È un bene per l'una e per l'altra. Sempre si deve ringraziare Dio quando si incontra l'occasione di poter fare del bene.
5. In ogni casa ci vorrebbe un piccolo cenacolo, pure di un'Ave Maria al giorno. Ci vorrebbe un cenacolo per ogni famiglia.
I Cenacoli vogliono vivere e operare all'interno della Chiesa, come lievito, luce e sale, don lo spirito di quella prima comunità cristiana, che si trovava unita intorno all'insegnamento degli Apostoli, nella frazione del pane, nella preghiera e nella comunione fraterna".
- STATUTO
I Cenacoli nella loro vita saranno regolati dal presente Statuto.
Art. l
I Cenacoli sono costituiti da gruppi di fedeli, che intendono mettere in pratica l'invito di Gesù di pregare incessantemente (Lc 18,1), seguendo il modello della prima comunità cristiana: "erano assidui e concordi nella preghiera ... con Maria, la Madre di Gesù, ... nell'ascoltare l'insegnamento degli Apostoli, nell'unione fraterna, nella frazione del pane..." (At 1,14. 2,42).
Art. 2
I Cenacoli perciò promuovano nei propri aderenti e, come lievito e fermento, nelle Comunità di appartenenza, l'amore all'Eucarestia, la conoscenza della Parola di Dio per la formazione degli iscritti, la fedeltà alla Chiesa, la venerazione di Maria - Madre di Gesù e Madre della Chiesa -, la devozione alla Madonna con la recita del Santo Rosario, l'esercizio della carità e delle opere di misericordia.
Art. 3
I Cenacoli devono vivere e operare all'interno della Comunità di appartenenza partecipando alla sua vita.
Art. 4
I Cenacoli sono guidati e coordinati da un Sacerdote Direttore Spirituale, presentato al Vescovo dal Consiglio d'Amministrazione della Fondazione "Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime" e nominato dal Vescovo.
Art. 5
Il Direttore Spirituale sarà coadiuvato da un Consiglio Direttivo formato da quattro rappresentanti responsabili dei Cenacoli, presentati dal Direttore e nominati dal Vescovo.
Art. 6
Il Direttore Spirituale e il Consiglio Direttivo cureranno che siano realizzate le finalità che i Cenacoli intendono perseguire e che sia coordinata la vita dei Cenacoli stessi.
Art. 7
Il Direttore Spirituale e il Consiglio Direttivo durano in carica cinque anni.
IL PRESIDENTE sac. Pasquale Barone
Paravati, 2 febbraio 1999 Presentazione del Signore
- COME FARE IL CENACOLO
- Inizia con il segno della Croce.
- Invoca lo Spirito Santo
- La Parola di Dio del Giorno
- Benedizione della mensa
- Offri una rosa alla Madonna: un Ave Maria e l'invocazione: Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, prega per noi e per il mondo intero.
OFFERTA DELLA GIORNATA
AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA RIFUGIO DELLE ANIME
O Vergine Maria, Madre di Gesù e Madre mia dolcissima, sono qui ai tuoi piedi mentre sorge un nuovo giorno, un altro dono del Signore. A te che mi vieni incontro affido tutto ciò che ho e sono. Io sarò tuo nella volontà, nel pensiero e nel cuore. Purifica, o Mamma, il mio cuore. Benedici e santifica ogni intenzione, previeni e accompagna anche le mie piccole azioni con la tua ispirazione materna. Rendimi santo, o Mamma buona. Santo come Gesù mi vuole e come il tuo Cuore mi chiede e ardentemente desidera. Io ti appartengo, sono tutto tuo e da Te aspetto ogni consolazione. Nel tuo cuore metto tutto il mondo. Salvalo! Amen.
- SEQUENZA ALLO SPIRITO SANTO
Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce. Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori. Consolatore perfetto; ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo. Nella fatica, riposo, nella calura, riparo,
nel pianto, conforto. 0 luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza, nulla è nell'uomo, nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina. Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò ch'è sviato. Dona ai tuoi fedeli
che solo in te confidano i tuoi santi doni.
Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna. Amen.
- BENEDIZIONE DELLA MENSA
1. Sii benedetto, o Signore, per questo pane che dividiamo tra noi come segno del tuo amore! Per Cristo nostro Signore. Amen.
2. Benedetto sei tu, Padre, Dio dell'universo! Dalla tua bontà noi riceviamo questo cibo.
Donaci di prenderlo insieme con gioia e di servirti con cuore sincero. Amen.
3. Signore Gesù, nostro Dio, pieno di bontà e di misericordia, sii presente alla nostra mensa e rendici testimoni del tuo amore nel mondo. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.
4. Signore benedici il cibo che stiamo per prendere fa che ogni creatura abbia il suo pane e ogni cuore il suo amore.
- CENACOLI FAMILIARI
I Cenacoli offrono una straordinaria occasione per fare concreta esperienza di preghiera fatta insieme, di fraternità vissuta, e sono di grande aiuto a tutti nel superare dubbi e difficoltà, per procedere con coraggio sulla difficile via della consacrazione.
I Cenacoli familiari sono oggi particolarmente provvidenziali di fronte al grave disgregamento della vita familiare. Durante questi Cenacoli una o più famiglie si riuniscono in una medesima casa: si recita il Rosario, si medita sulla vita di consacrazione, si fa esperienza di fraternità, comunicandosi reciprocamente problemi e difficoltà, e si rinnova sempre insieme l'atto di consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. Dai Cenacoli familiari le famiglie cristiane sono aiutate a vivere oggi come vere comunità di fede, di preghiera e di amore.
La strutture dei Cenacoli è assai semplice: ad imitazione dei discepoli che erano riuniti con Maria nel Cenacolo di Gerusalemme, ci si ritrova insieme:
- Per pregare con Maria.
Caratteristica comune è la recita del Santo Rosario. Con esso si invita Maria ad unirsi alla nostra preghiera, si prega insieme con Lei. «Il Rosario che recitate nei Cenacoli è come una immensa catena di amore e di salvezza con cui potete avvolgere persone e situazioni, e persino influire su tutti gli avvenimenti del vostro tempo. Continuate a recitarlo, moltiplicate i vostri Cenacoli di preghiera. »(Movimento Sacerd. Mariano - 7 ottobre 1979)
- Per vivere la consacrazione.
Ecco la via da seguire: abituarsi al modo di vedere, di sentire, di amare, di pregare, di operare della Madonna. A questo possono servire delle pause di meditazione o delle letture appropriate.
- Per fare fraternità.
Nei Cenacoli si è tutti chiamati a fare esperienza di una autentica fraternità. Quanto più si prega e si lascia spazio all'azione della Madonna, tanto più si sente di crescere nell'amore scambievole fra di noi. Al pericolo della solitudine, oggi particolarmente sentita e pericolosa, ecco il rimedio offerto dalla Madonna: il Cenacolo, dove ci si riunisce con Lei per poterci conoscere, amare ed aiutare come fratelli.
La Madonna fa queste quattro promesse a chi forma i Cenacoli familiari:
1) Aiuta a vivere l'unità e la fedeltà nel matrimonio, in particolare a restare sempre uniti, vivendo l'aspetto sacramentale dell'unione familiare. Oggi, in cui aumenta il numero dei divorzi e delle divisioni, la Madonna ci unisce sotto il Suo manto sempre nell'amore e nella più grande comunione.
2) Prende cura dei figli. In questi tempi per molti giovani esiste il pericolo di perdere la fede e di avviarsi sulla strada del male, del peccato, dell'impurità e della droga. La Madonna promette che come Madre starà accanto a questi figli per aiutarli a crescere nel bene e a condurli sulla strada della santità e della salvezza.
3) Prende a cuore il bene spirituale ed anche materiale delle famiglie.
4) Ella proteggerà queste famiglie, prendendole sotto il Suo manto, diventando come un parafulmine che le difenderà dal fuoco del castigo.
Fine articolo su Natuzza Evolo
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I cenacoli di preghiera |
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I Cenacoli nascono spontaneamente come Gruppi di preghiera "Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime" ispirati alla spiritualità di Natuzza (Fortunata) Evolo.
2. Ho imparato anche che é necessario pregare, con semplicità, umiltà e carità, presentando a Dio le necessità di tutti, vivi e morti. Siano, come vuole la Madonna, Cenacoli di vera preghiera, perché la preghiera fa bene all'anima e al corpo, ci purifica e piano piano ci convertiamo al Signore. Per questo è necessario invocare lo Spirito Santo, ascoltare e meditare la Parola di Dio, dove è possibile adorare e e della Santa Eucaristia, pregare la Madonna Santo Rosario, ubbidire alla Chiesa, edificarci a da con la carità, l'umiltà e il buon esempio. 3. Diamoci con amore, con gioia, con carità e affetto per amore degli altri. Evitiamo l'ipocrisia e le divisioni; invece tendiamo all'unità, al disopra di viviamo la comunione più sincera, altrimenti facciamo soffrire Gesù. 4. Operiamo con opere di misericordia. Quando persona fa un bene ad un'altra persona non può rimproverarsi il bene che ha fatto, ma deve dire: Signore ti ringrazio che mi hai dato la possibilità di fare e deve ringraziare anche la persona che le ha messo di fare il bene. E' un bene per l'una e per l'altra. Sempre si deve ringraziare Dio quando si incontra l'occasione di poter fare del bene. 5. In ogni casa ci vorrebbe un piccolo cenacolo, di un'Ave Maria al giorno. Ci vorrebbe un cenacolo per ogni famiglia. I Cenacoli vogliono vivere e operare all'interno Chiesa, come lievito, luce e sale, con lo spirito di quella prima comunità cristiana, che si trovava unita intorno all'insegnamento degli Apostoli, nella frazione pane, nella preghiera e nella comunione fraterna ". |
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Statuto dei cenacoli |
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Cenacoli nella loro vita saranno regolati dal presente Statuto. I Cenacoli sono costituiti da gruppi di fedeli, che intendono mettere in pratica l'invito di Gesù di pregare incessantemente (Lc 18,1), seguendo il modello della prima comunità cristiana: "erano assidui e concordi nella preghiera ... con Maria, la Madre di Gesù, ... nell'ascoltare l'insegnamento degli Apostoli, nell'unione fraterna, nella frazione del pane..."(At 1,14. 2,42). Art. 2 I Cenacoli perciò promuovano nei propri aderenti e, come lievito e fermento, nelle Comunità di appartenenza, l'amore all'Eucaristia, la conoscenza della Parola di Dio per la formazione degli iscritti, la fedeltà alla Chiesa, la venerazione di Maria - Madre di Gesù e Madre della Chiesa -, la devozione alla Madonna con la recita del Santo Rosario, l'esercizio della carità e delle opere di misericordia. Art. 3 I Cenacoli devono vivere e operare all'interno della Comunità di appartenenza partecipando alla sua vita. Art. 4 I Cenacoli sono guidati e coordinati da un Sacerdote Direttore Spirituale, presentato al Vescovo dal Consiglio d'Amministrazione della Fondazione "Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime" e nominato dal Vescovo. Art. 5 Il Direttore Spirituale sarà coadiuvato da un Direttivo formato da quattro rappresentanti responsabili dei Cenacoli, presentati dal Direttore e nominati dal Vescovo. Art. 6 Il Direttore Spirituale e il Consiglio Direttivo cureranno che siano realizzate le finalità che i Cenacoli intendono perseguire e che sia coordinata la vita dei Cenacoli stessi. Art. 7 Il Direttore Spirituale e il Consiglio Direttivo durano in carica cinque anni. IL PRESIDENTE sac. Pasquale Barone
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La preghiera nei cenacoli |
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Inizia con il segno della Croce. Medita in silenzio. Offri una rosa alla Madonna: un Ave Maria e l'invocazione: Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, prega per noi e per il mondo, intero. Atto di affidamento 0 Vergine Maria, Madre di Gesù e Madre mia dolcissima, sono qui ai tuoi piedi mentre sorge un nuovo giorno, un altro dono dei Signore. - A te che mi vieni incontro affido tutto ciò che ho e sono. lo sarò tuo nella volontà, nel pensiero e nel cuore. Purifica, o Mamma, il mio cuore. Benedici e santifica ogni intenzione, previeni e accompagna anche le mie piccole azioni con la tua ispirazione materna. Rendimi santo, o Mamma buona. Santo come Gesù mi vuole e come il tuo Cuore mi chiede e ardentemente desidera. Io ti appartengo, sono tutto tuo e da Te aspetto ogni consolazione. Nel tuo cuore metto tutto il mondo. Salvalo! Amen. |
Il Responsabile dei Cenacoli italiani ed esteri è Padre Michele Cordiano della Fondazione “Cuore Immacolato di Maria –Rifugio delle Anime di Paravati di Mileto (VV9).
Fine articolo su Natuzza Evolo
Da : www.sosed.eu
Gazzetta del Sud r.v. - Gazzetta del Sud
Una Santa in più: Natuzza Evolo Natuzza Evolo nasce a Paravati di Mileto il 13 agosto 1924, in una realtà povera e priva di speranze, dove l’unica alternativa per sfuggire alla miseria era la via dell’emigrazione in Argentina e in Brasile. La giovanissima Natuzza cresce in questa realtà di profondo abbandono. Povera tra i poveri, ma comunque sempre pronta a dividere – così ricordano oggi i più anziani – quel poco che aveva con i suoi numerosi fratelli e con i suoi coetanei. Sono questi i primi segni di un cammino straordinario, ma nello stesso tempo umile, povero e nascosto, segnato da uno stile di vita sobrio, sempre proteso verso gli altri, soprattutto i più bisognosi. Centinaia di migliaia di persone, provenienti da ogni parte del mondo, ai quali questa dolce mamma di famiglia ha saputo dare con il suo sorriso, con il suo sguardo e con le sue parole semplici e forti, una ragione di vita e per continuare a lottare. Il primo fenomeno – di cui Fortunata Evolo sarà per tutta la vita ignara spettatrice e docile strumento – si verifica in casa di un professionista di Mileto, l’avvocato Silvio Colloca e alla presenza della moglie Alba, la quale un bel giorno si accorge che da un piede della ragazza – da qualche tempo assunta come domestica – fuoriesce del sangue schiumoso, senza però la presenza di nessuna ferita. È il primo segnale. Da allora è, infatti, tutto un susseguirsi di fenomeni come i “colloqui” con il Signore, la Madonna, i Santi, in particolare padre Pio, gli Angeli e i defunti, la bilocazione (numerose sono state negli anni le testimonianza di gente che l’ha incontrata all’estero, nonostante solo raramente la mistica si sia mossa da Paravati) e le emografie. Queste ultime comparvero sul corpo di Natuzza, per la prima volta il 29 giugno del 1940, il giorno in cui venne cresimata. Nel ricevere il Sacramento la ragazza si accorse che sulla sua camicetta era apparsa una croce di sangue, quale conseguenza del sangue che sgorgava dal suo petto. Circa un mese dopo Natuzza per la prima volta cade in trance. Attraverso la mistica parlano i defunti e molti fra i cittadini miletesi e non solo in quel momento presenti riconoscono le voci dei propri cari. La notizia fa il giro del mondo e a Paravati arrivano gli inviati dei giornali di mezzo mondo. Di lei si interessa anche la stampa giapponese. Ma il fenomeno più sconvolgente è legato alla quaresima. In questo periodo sul corpo di Natuzza – che di fatto rivive la passione del Signore, dalla crocifissione alla salita al calvario – compaiono le stimmate, il segno più evidente della sua sofferenza e della sua profonda fede in Cristo. Quando ancora non aveva compiuto 12 anni, la mistica è protagonista del suo primo caso di morte apparente, «nel corso del quale – ricorda spesso il parroco don Pasquale Barone – lo spirito di Natuzza Evolo ha abbandonato per sette ore il suo corpo in mano ai medici per le verifiche del caso e se ne è sceso a Paravati. Nello stesso arco di tempo lo spirito della mistica ha vagato in una vasta area, oggi di proprietà della fondazione, ed ha visto le opere che oggi, in quel luogo, stanno per essere realizzate». In questi anni Fortunata Evolo ha spesso parlato delle grandi opere in fase di realizzazione a Paravati, dalla “Villa della gioia” al centro “Recupero della speranza. E infine della grande chiesa, in fase di costruzione, che presto nascerà a Paravati. «Ci sarà un giorno – disse nel lontano 1944 la Madonna a Natuzza – una nuova e grande casa per alleviare le necessità di giovani, anziani e di quanti altri si troveranno nel bisogno e una grande chiesa che si chiamerà “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle anime”». Ieri la vita terrena della grande mistica si è conclusa, ma non il suo cammino che continuerà adesso attraverso il ricordo e il bene che ha trasmesso agli altri.
Mileto - La morte di Natuzza ha suscitato grande dolore in tutta la Calabria che, da sempre, guarda a Paravati come a una piccola “Lourdes” di speranza e di miracoli. Ha appreso con dispiacere il decesso della mistica con le stimmate il governatore della Calabria Agazio Loiero. «Per la nostra regione e non solo – ha detto – è un giorno di mestizia e di dolore. Santa della semplicità e della sofferenza Natuzza è stata un punto di riferimento per credenti e non. Credenti perchè per tutta la sua vita ha elargito a piene mani parole di amore e di speranza. La sua morte – ha aggiunto – è un colpo al cuore soprattutto per chi come me , per anni, ha avuto il conforto del suo affetto e la fortuna di interloquire frequentemente con lei, di riceverne consigli e stimoli». Dolore è stato espresso anche dal coordinatore e vice coordinatore regionale del Pdl Giuseppe Scopelliti e Antonio Gentile. «Natuzza Evolo ha camminato – hanno commentato – sul sentiero tracciato da Francesco di Paola e Umile da Bisignano, nella santità, che sarà presto riconosciuta dalla Chiesa. Natuzza è stata amata ed ammirata anche dai non credenti, per le sue opere di carità e per la straordinaria forza solidale che esprimeva. Siamo certi che la sua vera vita inizierà oggi e che la sua figura diventerà sempre più centrale nella storia della Calabria e della stessa Chiesa». Anche Pippo Callipo si è detto addolorato per la morte della mistica: «Natuzza mancherà alla Calabria per la sua umanità e la sua infinita capacità di ascolto». Cordoglio è stato espresso, infine, dal presidente dell’Ucsi Calbria Carlo Parisi e dall’assessore regionale Mario Maiolo.
l.f. - Gazzetta del Sud
Fine articolo su Natuzza Evolo
Chi è Natuzza Evolo "Ed è proprio la fede in Dio che mi fece conoscere Natuzza Evolo..." Natuzza Evolo è nata a Paravati, in Calabria (un paesino di 2.500 abitanti nella frazione di Mileto) il 23 agosto 1924. Prima ancora che venisse alla luce, il padre, per necessità economiche, emigrò in Argentina. Così la ragazza crebbe senza la presenza dell'affetto paterno, allevata dalla sola mamma, in condizioni di estrema indigenza, mancando spesso nella sua casa anche il minimo per sopravvivere (a causa della povertà della famiglia non conobbe i banchi di scuola). Da bambina aveva un carattere buono e paziente, un volto intelligente e dolce; e già in tenera età le capitarono alcuni fatti eccezionali. La prima manifestazione si presentò con delle trasudazioni ematiche (dapprima in un piede e poi ripresentandosi molte altre volte, sulle mani, il volto, il petto e le spalle). Poi con visioni della Madonna e di Gesù. Oltre Gesù e la Madonna, diceva di vedere gli angeli, in forma di bambini luminosi. A questi fenomeni si associa quello delle stimmate che appaiono formate da un insieme di lesioni nella zona dei polsi e dei piedi. Nel periodo della Quaresima, le lesioni si aprono con perdite di sangue e raggiungono la maggiore estensione durante la Settimana Santa. Dopo la Pasqua ha inizio un rapido processo di rimarginazione delle ferite. Altro fenomeno è quello della bilocazione. Ispirata da Natuzza Evolo, è stata costituita l'Associazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, finalizzata alla realizzazione a Paravati di un'opera assistenziale per giovani, diversamente abili e anziani. La biografia e varie notizie sono tratte dal volume di Velerio Marinelli, Natuzza di Paravati serva del Signore, vol. I, ed. Mapograf 1983 e da Incontrare Natuzza, ed. Mapograf 1992
Fine articolo su Natuzza Evolo
Tratto da : http://www.foglimariani.it/
NATUZZA EVOLO: UN CASO CONTROVERSO DI SANTITA’
Tra il 1972 e il 1973, fresco di laurea, mi recavo a San Vittorino Romano per
conoscere ed incontrare fratel Gino Burresi, un mistico devotissimo a Gesù e a Maria,
stimmatizzato come padre Pio di Pietrelcina di cui si diceva fosse un grande erede
spirituale. Vederlo mi fece davvero impressione: prima da lontano nella campagna su cui
da lí a poco sarebbe stato costruito un grande santuario mariano che chiunque vada a
San Vittorino oggi può vedere, poi sempre più da vicino nel suo incedere austero e
maestoso. Entrato nella baracca in cui riceveva i visitatori, aspettai il mio turno, quindi
entrai in una piccolissima stanza dove lo trovai seduto dietro una grata di ferro, al di qua
della quale mi inginocchiai e, piuttosto intimorito anche per l’iniziale severità del suo
sguardo, gli parlai senza chiedergli di mostrarmi, come pure altri visitatori erano soliti fare,
le stigmate delle mani e del costato, e chiedendogli piuttosto una grazia relativa alle
condizioni di salute di una persona a me cara che, non so se per l’intercessione di fratel
Gino o indipendentemente da essa, mi sarebbe stata effettivamente concessa negli anni.
Tornato nella mia città, in ben due occasioni avrei sentito un intenso profumo di rose in
ambienti in cui dovetti escludere categoricamente potesse esserci traccia di profumi di
qualsiasi genere e di rose. E capii allora che tutti i poteri straordinari che molti gli
attribuivano potevano non essere frutto di semplice immaginazione o suggestione. Devo
aggiungere, per rendere più chiara la mia posizione su quanto mi accingo a trattare, che
da qualche anno a questa parte, nel riconvertirmi a Gesù e a Maria, ho ricevuto anche la
grazia di acquisire una conoscenza certa come la mia stessa vita: che il Signore e la
Madre celeste parlano talvolta effettivamente a talune loro creature.
Recentemente, purtroppo, mi è giunta la dolorosa notizia non della morte di fratel
Gino, ma della sua sospensione a divinis per gli abusi sessuali che avrebbe esercitato nei
confronti di suoi seguaci e seminaristi tra gli anni settanta e ottanta e per presunti abusi
commessi nella confessione e nella direzione spirituale. Pare che questo provvedimento
della Chiesa sia definitivo. Non so che dire e spero con tutto il cuore che fratel Gino un
giorno possa essere riabilitato. Questa storia però pone un problema serio, perché o fratel
Gino è un mascalzone che è riuscito a farla franca per gran parte della sua vita in qualità
di religioso e di sacerdote oppure la Chiesa è in grave errore nel condannare un uomo di
Dio dotato peraltro di poteri eccezionali (premonizioni sorprendenti, guarigioni insperabili,
bilocazione, visioni e capacità di parlare a tu per tu con la madre di Dio), di quegli stessi
poteri insomma di cui era dotato anche padre Pio. Che, come ben si comprende, è un
tragico dissidio.
Ma, se la Chiesa ha ragione, si pone un altro problema: com’è possibile che un
uomo baciato dalla grazia di Dio in un modo cosí strepitoso possa poi dilapidarla a causa
di debolezze cosí infami e volgari; anzi, meglio, com’è possibile che Dio sia cosí
imprudente da concedere poteri miracolosi ad uomini cosí mediocri e abietti, la cui indole
egli non può non aver soppesato rigorosamente prima che cadano pesantemente in
peccato? Ma queste domande ne comportano altre non meno drammatiche e serie: se
una cosa del genere è capitata ad uno dei più noti (non solo in Italia ma anche all’estero)
profeti, taumaturghi e veggenti della Chiesa cattolica, perché si dovrebbe escludere che
essa non possa riguardare anche casi analoghi, casi cioè di persone che, presentando
caratteristiche affini a quelle del frate suddetto, una certa pubblica opinione e gli organi
televisivi e di stampa additano come santi al di sopra di ogni sospetto?
Io vivo in Calabria, dove esistono almeno quattro o cinque casi di persone
ipoteticamente segnate dalla particolare benevolenza di Dio e, a dire di molti, in sicuro
odore di santità, anche se la Chiesa sinora si è mostrata particolarmente attenta solo ad
uno di questi casi: quello della signora Natuzza Evolo di Paravati in provincia di Vibo
Valentia, la quale, si ricorderà, dopo essere stata intervistata dai collaboratori di Michele
Santoro ai tempi di “Samarcanda”, se la prese un po’ a male per le osservazioni non
propriamente benevole che le furono riservate in quella trasmissione, e da quel momento
negò interviste a tutti quei giornalisti che non le si rivolgessero con quel “rispetto” da lei
perentoriamente e preventivamente preteso.
Di Natuzza, soprattutto dalle sue parti, si parla come di una grande mistica
stimmatizzata e dotata di poteri veramente sovrannaturali, anche se non mancano critici il
cui scetticismo, per le osservazioni e le motivazioni che adducono, non può in questo caso
definirsi a buon mercato. Si pensi, per esempio, ad un recentissimo articolo ben articolato
e pubblicato in “Micromega”, la rivista del laicista (più che del laico) Paolo Flores d’Arcais.
I suoi autori osservano quanto segue: «Uno spettacolo con una showgirl da calendario, i
famosi (e divorziati) Albano e Gigi D’Alessio ed alcune stelle di Mediaset si è tenuto a
Paravati, un piccolo paese nel cuore della Calabria, alla fine di agosto. Tutti insieme per
celebrare il compleanno di una mistica nota per i suoi incontri con la Madonna, i contatti
con l’aldilà e le stigmate. Ma anche per raccogliere ulteriori fondi - secondo la “volontà”
della madre di Dio - per una grande struttura religiosa, parzialmente bruciata dalla mafia
durante un attentato di appena un anno fa e adesso del tutto dimenticato. La Chiesa
sembra tacere. La lotta alla ‘ndrangheta, ormai la prima mafia italiana, non fa parte di
questo contesto fatto di credulità popolare e spettacoli di massa» (D. Chirico e A.
Mangano, Stigmate, showgirls e mafia. L’Italia di Berlusconi in un villaggio del Sud, in
“Micromega”, 24 settembre 2009). E incalzano: « Una macchina gigantesca di spettacolo
e misticismo messa in moto per festeggiare il compleanno della donna di Paravati: uno
“Show for you” elefantiaco e pieno di suggestioni che ben racconta l’Italia di oggi (è per
questo, forse, che anche le telecamere della Rai hanno ripreso integralmente lo
spettacolo, ritrasmesso in differita). Comici e imitatori del “Bagaglino”, cantanti e ballerini
scoperti dai talent show di Mediaset, attori di fiction tv di bassa qualità e belle presentatrici,
una delle quali – Luisa Corna – nota per il solito sexy calendario» (Ivi).
Per i due articolisti non c’è il minimo dubbio: quello andato recentemente in scena e
in onda a Paravati è un’eclatante rappresentazione della «morale cattolica del peccato e
del pentimento: la colpa si cancella con facilità» (Ivi). Basta infatti una gioiosa e chiassosa
devozione mariana, basta la partecipazione alla gara di “generosità” finalizzata alla
costruzione di una grande chiesa in onore di Maria, e naturalmente l’affettuosa vicinanza
alla santa di Paravati, per sentirsi in perfetta comunione con Dio, con la sua Chiesa e con i
fratelli di tutto il mondo, e per avere anche la benedizione di vescovi e alti prelati.
Purtroppo, però, «Paravati si trova nel cuore del “regno” dei Mancuso, definiti da Beppe
Lumia, ex presidente della Commissione Antimafia, come la “cosca finanziariamente più
importante d’Europa”» (Ivi). E, visto che il paese è quello di una possibile santa, ci si
sarebbe aspettati e ci si aspetterebbe una qualche coraggiosa e profetica testimonianza
evangelica contro gli autori di una violenza assassina, infame e socialmente devastatrice.
E invece non solo non risulta che Natuzza abbia mai fatto cenno
ai figli degeneri della sua zona invitandoli magari maternamente a pentirsi e a chiedere
perdono dei loro misfatti a Dio e agli uomini, ma «intervistata dalla Rai, alla prevedibile
domanda sui mali della Calabria, risponde citando le parole della Madonna, secondo cui il
male sono le nuove generazioni “sull’orlo del baratro”. Un’idea piuttosto generica, in una
terra dove i problemi hanno nomi e cognomi» (Ivi).
Al di là di Natuzza, è la Chiesa di Paravati, è la comunità di Paravati che tace sulla
mafia e sulla violenza, sui soprusi e sulle continue prevaricazioni dei propri figli; sono i
vescovi calabresi che appaiono indignati verso i mafiosi e i disonesti solo davanti a
televisioni e a microfoni e con discorsi cosí retorici ed elusivi che sarebbe meglio non farli;
sono i giornalisti che denunciano il crimine e la corruzione con un linguaggio idoneo solo a
meglio propagandare ed amplificare (più o meno inavvertitamente) l’uno e l’altra; sono tutti
quelli che tra noi, semplici uomini e cittadini comuni, potrebbero essere testimoni giusti e
generosi in Cristo, che, non avendo un vero culto né della verità né della carità, si
preoccupano solo di tirare avanti nel modo più agevole o comodo possibile.
Ma, ritornando a Natuzza e a Paravati, quando alla fine di aprile dello scorso anno
fu compiuto un attentato ai mezzi del cantiere del centro multifunzionale del “Cuore
Immacolato di Maria”, voluto da Natuzza, l’unica reazione fu quella di don Michele
Gordiano, padre spirituale di quest’ultima, che disse: “il fatto è grave ma noi cerchiamo di
volgere il male al bene e andremo avanti”. Che significa qui volgere il male al bene? In che
senso, in che modo, insieme a chi, a favore di chi e di cosa? E “andremo avanti”: solo con
soldi puliti o anche con soldi sporchi, con l’aiuto di persone oneste o anche con la
protezione dei mafiosi di vostra conoscenza?
Ma forse queste cose non possono interessare alla mistica di Paravati, perché i
mistici sono piuttosto distaccati dal mondo anche se a volte non esitano a concedere
immediate udienze private a cantanti famosi o a protagonisti del mondo dello spettacolo,
del cinema e della televisione, non proprio sul punto di cambiare vita, e non si
preoccupano di partecipare disinvoltamente a feste assolutamente profane o addirittura
sacrileghe perché scientemente utilizzate per costruire qualcosa che ha a che fare con un
tipo non opinabile di santità cui non è possibile accostarsi attraverso iniziative prive di
pulizia morale e di purezza spirituale.
Invece, Natuzza avrebbe potuto rispondere a domande che non le sono mai state
rivolte da nessuno: 1. se, per esempio, i cinque figli che ha avuto dal marito non denotino
una qualche sua “dipendenza” carnale, anche in considerazione del fatto che i suoi
contatti con il sovrannaturale avrebbero dovuto forse rendere più sobri i suoi slanci
affettivi; 2. se non ritenga di aver peccato qualche volta di vanità e di superbia, pur
ammantandosi di umiltà, per essersi non infrequentemente esposta all’interesse di stampa
e televisione e per aver contribuito ad alimentare forme non lecite di curiosità ed eccessive
aspettative popolari; 3. se non ritenga un po’ esagerata la tendenza della stampa
calabrese ad incensarla nel conferire a lei, che non sa né leggere né scrivere e che non è
affatto detto sappia “raccontare ed esporre in modo corretto e con la giusta modulazione”,
il premio “Affabulatore d’oro”; 4. se ritenga di aver mai imbrogliato nessuno e se sia ben
consapevole del fatto che le stigmate presenti sul suo corpo, che sono peraltro capaci di
far comparire tracce di una scrittura su un panno che vi sia eventualmente posto sopra
(anche se non è dato sapere se i panni usati siano mai stati preventivamente controllati da
qualche esperto), nonché il suo potere di bilocazione o di predizione e via dicendo,
potrebbero anche non avere un’origine divina anche nel caso in cui siano reali e non
provocate né propagandate artatamente da alcuno; 5. se ritenga che il suo stretto legame
con la Chiesa cattolica sia dovuto a puro e semplice amore evangelico oppure a semplice
convenienza personale, visto il suo analfabetismo che non le potrebbe eventualmente
consentire di ingannare nessuno sul piano teologico e dottrinario; 6. se ritiene che le
sofferenze da lei patite durante il periodo di quaresima a causa del continuo e doloroso
sanguinamento delle sue ferite siano simili a quelle patite da Gesù sulla croce; 7. se prima
di morire non ritenga di dover ricevere tutti quei suoi presunti “nemici” che avrebbero
voluto incontrarla per cercare di capire qualcosa di più della sua persona.
L’esistenza di profeti e veggenti nella Chiesa cattolica non sempre costituisce un
sicuro vantaggio spirituale. A volte non dico che sia certamente un danno, ma è senza
dubbio un problema di cui la stessa comunità dovrebbe occuparsi con molta serietà, senza
né entusiasmi né sospetti preventivi e definitivi. Anche perché non può essere dimenticato
o sottovalutato l’avvertimento di Gesù: «Non chiunque mi dice: 'Signore, Signore' entrerà
nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. Molti mi diranno in
quel giorno: ‘Signore, Signore! Non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome, e nel tuo nome
scacciato demoni e fatte nel tuo nome molte opere potenti?'. E allora io dichiarerò loro: ‘Io
non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti, operatori di iniquità’» (Mt 7, 21-23).
Non basta fare il bene, bisogna farlo nei modi che sono graditi a Dio e allo scopo di
glorificare esclusivamente Lui.
D’altra parte Natuzza Evolo è ormai celebrata e venerata come una vera e propria
star religiosa non solo da folle entusiaste e ammirate per tanta donna ma anche da una
pletora di personaggi rispettabili, illustri, potenti e appartenenti a tutti gli ambiti civili,
politici, militari, istituzionali e religiosi della sua regione. E anche qui sarà il caso che ci si
ricordi cautelativamente del monito di nostro Signore: «Guai, quando tutti gli uomini
diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti facevano i loro padri con i falsi profeti» (Lc 6,
26).
Ora, alla signora Natuzza che io amo come sorella in Cristo e alla quale auguro di
essere e soprattutto di rimanere per l’eternità nel cuore di Gesù e di Maria, oltre che in
quello di uomini e donne su questa terra, chiedo scusa di tanta impertinenza; ma è
un’impertinenza che mi sono sentito chiedere insistentemente dalla mia fede in Gesù e
Maria e ad esclusivo vantaggio della comunità ecclesiale di cui entrambi facciamo parte. E
quindi spero che ella mi capisca e mi perdoni, specialmente se alle domande e alle
obiezioni che ho espresso verranno date risposte lineari e soddisfacenti. Se un giorno sarà
riconosciuta “santa”, forse anche modestissimi contributi critici come quello qui offerto
avranno concorso a rendere più sicuro il riconoscimento di santa madre Chiesa. Ma, in
ogni caso, non mi resta che recitare il salmo: dall’orgoglio salva il tuo servo, Signore (Sl,
18).
(29 settembre 2009)
Fine articolo su Natuzza Evolo
1 Storia delle religioni e parapsicologia: un incontro possibile?
Di Roberto De Angelis
Traggo lo spunto per questa riflessione da una recente rilettura della discussione svoltasi tra Ernesto de Martino e Mircea Eliade sul tema “storia delle religioni e parapsicologia” in occasione della conferenza di Royaumont del 1956.1 Quello dei rapporti tra le discipline storico-religiose ed etno-antropologiche e la parapsicologia è uno di quegli argomenti che, seppur affascinante, si ha sempre qualche remora ad affrontare, un po’ per l’alone di ambiguità scientifica che, agli occhi di molti, ancora circonda la parapsicologia,2 un po’ per il timore di sollevare problemi scottanti come quello della realtà dei fenomeni c.d. paranormali, e un po’, infine, per quella sorta di gelosia accademica che fa guardare con sospetto a qualsiasi proposta di confronto interdisciplinare con altri settori di ricerca scientifica. Eppure, non può sfuggire l’utilità, e forse addirittura la necessità, di un tale confronto se si pensa a quante volte questi due campi di studio si incontrano e si intersecano. Nel comune interesse per l’uomo, ad esempio: l’uomo in quanto homo religiosus, ovvero creatore ed interprete di culture del sacro (miti e riti) per la storia delle religioni, e l’uomo come origine (o epicentro) dei fenomeni psichici per la parapsicologia. Ogni volta che queste due figure sfumano l’una nell’altra, allorché l’homo religiosus coincide con lo sciamano, con lo yogin, con l’operatore sacrale, che in quanto tale è anche protagonista di fenomeni d’interesse parapsicologico, ecco che un tale confronto s’impone come certamente auspicabile. Per comprendere lo stretto rapporto che può in certi casi intercorrere tra i due campi di studio basti pensare a personaggi del tutto straordinari come la mistica calabrese Natuzza Evolo, nella quale gli elementi più propriamente religiosi, folklorici ed etnicoantropologici si mescolano ad un’imponente casistica paranormale che comprende fenomeni vari come stimmate, emografie, bilocazioni, xenoglossia, capacità diagnostiche chiaroveggenti e guarigioni prodigiose.3 Come disse de Martino: «Non esiste scienza che possa essere fondata su fatti verificati a metà».4 E se i “fatti” della storia delle religioni cadono nel campo della parapsicologia, è ad essa che dobbiamo rivolgerci se vogliamo sottoporli a verifica. E allora, nello stesso modo in cui ci serviamo della psicologia, dell’economia, dell’archeologia, della linguistica e di tutte le altre discipline ausiliare per conseguire una più articolata conoscenza di quel fatto che ha senz’altro carattere storico-religioso ma che, usualmente, ne ha anche molti altri, non vedo ragioni per cui non si debba ricorrere anche alla parapsicologia per avere un quadro d’insieme ancor più completo, tanto più che 1 In L’uomo sul tetto. Mircea Eliade e la «storia delle religioni», a cura di P. Angelini, Torino 2001, pp. 126-139. 2 Si veda, a titolo d’esempio, il parere espresso dall’antropologa C. Gatto Trocchi, secondo la quale la parapsicologia «è veramente un costrutto pseudo-rituale tra l’altro privo di una mitologia che lo sorregga» (L’occultismo in Occidente secondo Eliade: fascinazioni e inquinamenti, in Confronto con Mircea Eliade. Archetipi mitici e identità storica, a cura di L. Arcella, P. Pisi, R. Scagno, Milano 1998, p. 323). 3 Su Natuzza Evolo vd. L. M. LOMBARDI SATRIANI – M. BOGGIO, Natuzza Evolo. Il dolore e la parola, Roma 2006; ID., Natuzza Evolo, in La parapsicologia e i suoi fenomeni, a cura di P. Giovetti, Roma 1988, pp. 116-124; A. M. TURI, Natuzza Evolo, Roma 1995. 4 L’uomo sul tetto, cit., p. 127. 2 una grandissima parte di ciò che costituisce il materiale di studio dell’etnologo o dello storico delle religioni è rappresentato proprio da fatti di carattere paranormale (i poteri magici, le siddhi yogiche, le facoltà telepatiche e chiaroveggenti di stregoni e sciamani, certi fenomeni del fachirismo indiano, la pirobazia, la divinazione e le varie forme di mantica, le guarigioni prodigiose ecc. ecc.) o potenzialmente tali (si pensi a tutto il campo riguardante le religioni estatiche e di possessione e i connessi stati alterati di coscienza). Ciò non comporterebbe alcuna confusione di competenze, dal momento che le prospettive, le metodologie e le finalità sono e restano diverse. E se è vero, come rilevava Eliade,5 che in sede interpretativa la parapsicologia riveste un interesse solo secondario, ciò non accade nella fase di preliminare analisi storica del fatto religioso, quando si tratta di stabilire il perché di determinate scelte culturali piuttosto che di altre, e allorché ogni disciplina ausiliaria si rivela preziosa per una più profonda comprensione dell’oggetto di studio. Ovviamente non c’è nulla di nuovo in tutto questo: il dibattito è tanto vecchio quanto spinoso. Sappiamo del vivissimo, concreto interesse nutrito nei confronti della parapsicologia da studiosi come Andrew Lang6 (che, in The Making of Religion, ricorreva a un’analisi comparata il cui scopo doveva essere quello di confrontare «le prove etnologiche in ordine alle credenze e costumanze dei selvaggi, con le migliori prove di trasmissione del pensiero, di allucinazioni veridiche, di personalità alternanti e via dicendo, quali si realizzano tra i popoli civili, sia spontaneamente che sperimentalmente»)7 e, soprattutto, il nostro Ernesto de Martino, che, da antropologo, ricercò costantemente il contributo della parapsicologia (basti pensare all’importanza dell’approccio multidisciplinare in un libro come Il mondo magico), gettando anche le basi di quella che lui stesso definiva “etnometapsichica” o “parapsicologia etnologica”, con una serie di articoli e di interventi in varie riviste del settore (vd. Bibliografia). Basi teoriche ma anche pratiche: nel 1957, ad esempio, guidò una spedizione etnografica in Lucania finanziata dalla Parapsychological Foundation di New York. Alla ricerca, dedicata alla pratica dei guaritori, partecipò in qualità di parapsicologo anche Emilio Servadio. Il materiale raccolto sarebbe poi confluito nel libro Sud e magia del 1959. Ma la lista di studiosi che ritennero fondamentale l’apporto della parapsicologia (o della “ricerca psichica”, per utilizzare la dicitura tradizionale inglese) è lunga e ricca di nomi prestigiosi. Tra gli altri, si potrebbero citare due celebri classicisti: Frederic Myers8 ed Eric Dodds.9 Con i loro lavori sugli oracoli, le mantiche e la teurgia, nei quali l’analisi dei fenomeni paranormali aveva un 5 Che in Miti, sogni, misteri, dopo aver citato a conferma della realtà dei fenomeni paranormali le ricerche di de Martino e le osservazioni di Shirokogoroff, Bogoraz, Rasmussen, Gusinde ed altri, chiarisce: «La parapsicologia ricerca le condizioni nelle quali determinati fenomeni paranormali si manifestano e si sforza di comprenderli, cioè di spiegarli; la storia delle religioni si interessa dei significati di tali fenomeni e per meglio comprenderli si sforza di ricostruire l’ideologia in cui si inseriscono e che li valorizza. Per limitarci a un solo esempio, la parapsicologia si preoccupa di stabilire l’autenticità di un certo caso concreto di levitazione e studia le condizioni della sua manifestazione; la storia delle religioni si sforza di decifrare il simbolismo dell’ascensione e del volo magico per comprendere i rapporti tra i miti e i riti ascensionali, per giungere infine a definire l’ideologia che li ha valorizzati e giustificati. Il compito dello storico delle religioni non gli impone di pronunciarsi sull'autenticità dei vari casi specifici di levitazione né di limitare la ricerca allo studio delle condizioni nelle quali un simile caso può realizzarsi; ogni credenza nel «volo magico», ogni rito d'ascensione, ogni mito che comprende il motivo di una possibile comunicazione tra la terra e il cielo sono ugualmente preziosi per lo storico delle religioni; ognuno rappresenta un documento spirituale di grandissimo valore, poiché questi miti, questi riti, queste credenze esprimono a un tempo situazioni esistenziali dell'uomo nel cosmo ed esprimono i suoi desideri oscuri e le sue nostalgie. In un certo senso, tutti questi fatti sono reali per lo storico delle religioni, poiché ognuno rappresenta un'esperienza spirituale autentica in cui l'anima umana si è trovata profondamente impegnata» (Miti, sogni e misteri, Milano 1990, pp. 77-78). 6 Andrew Lang (1844-1912), antropologo e studioso di folklore, nonché presidente della Society for Psychical Research per il 1911. 7 A. LANG, The Making of Religion, London 1900, p. 7, cit. in E. BOZZANO, Popoli primitivi e manifestazioni supernormali, Verona 1953, p. 41. 8 Frederic W. H. Myers (1843-1901), poeta e studioso della cultura greco-romana. Si interessò in particolare di oracoli greci. Fu tra i fondatori della SPR. 9 Eric Dodds (1893-1979), autore del celebre The Greeks and the Irrational (1951) e presidente della SPR dal 1961 al 1963. 3 ruolo determinante, gettarono nuova luce sulla cultura greca indagandone a fondo gli aspetti meno “luminosi”. In Supernormal Phenomena in Classical Antiquity (1971), ad esempio, Eric Dodds pervenne ad una chiara teorizzazione sull’utilità della comparazione tra storia religiosa e fenomeni psichici.10 Da ricordare anche l’impegno profuso dall’antropologa statunitense Margaret Mead (1901- 1978) che, per un certo periodo, presiedette la Parapsychological Association. Fu su sua iniziativa che, nel 1969, la PA entrò a far parte della prestigiosissima American Association for the Advancement of Science (AAAS), alla quale è tuttora affiliata. Alla fenomenologia paranormale, infine, fecero riferimento, sebbene in modo più occasionale, molti altri studiosi ed esploratori non direttamente impegnati nella ricerca parapsicologica: J. W. Hauer, sancritista e studioso di religioni comparate (Die Religionen, ihr Werden, ihr Sinn, ihre Wahrheit: Erstes Buch: Das religiöse Erlebnis auf den unteren Stufen, 1923), K. Rasmussen, etnografo danese (Intellectual Culture of the Iglulik Eskimos, 1929; Intellectual Culture of the Caribou Eskimos, 1930), H. Trilles, missionario ed esploratore dell’Africa equatoriale (Les Pigmées de la forêt équatoriale, 1932), S. M. Shirokogoroff, antropologo russo (The Psychomental Complex of the Tungus, 1935), M. Gusinde, antropologo e missionario (Die Feuerland-Indianer, 1937), P. Schebesta, missionario e profondo conoscitore dei gruppi pigmei e pigmoidi di Asia ed Africa (Der Urwald ruft wieder, 1939), ed altri ancora. Lo stesso Eliade, che nei colloqui di Royaumont veste i panni dell’avvocato del diavolo, non è che non credesse nella realtà dei fenomeni paranormali e nella possibilità di studiarli in modo scientifico:11 piuttosto, riteneva che parapsicologia e storia delle religioni avessero come oggetto aspetti diversi di uno stesso fenomeno, e non fosse perciò possibile nessun tipo di convergenza. «Come trovare un accordo sulla realtà dei fenomeni paranormali? La realtà del fenomeno paranormale al livello della parapsicologia deve essere attestata da un sistema di verifica. Per un parapsicologo non c’è levitazione se non si può fotografare la levitazione. Per uno storico della religione l’esistenza della credenza in questa ascensione all’interno della religione che vuole studiare è già molto importante […]. Non trascuro la realtà parapsicologica, ma di fronte a un enorme dossier riguardante l’ascensione o la levitazione sono obbligato come storico a interpretarlo e a dire cosa significa per la società eschimese il fatto che lo sciamano pretenda di salire al cielo».12 E, d’altra parte, sappiamo come spesso gli studiosi di parapsicologia e di spiritismo si richiamino proprio alla storia delle religioni e, più in generale, alle discipline cosiddette demo-etno-antropologiche, per avvalorare determinate osservazioni 10 «Il metodo Myers-Lang può forse avere una sua modesta utilità, sia per lo studioso del mondo classico, sia per il parapsicologo. Mettendo a confronto certe credenze antiche con le analoghe credenze del tempo presente, lo studioso del mondo classico può sperare, io penso, di arrivare a una migliore comprensione dell’esperienza, sul fondamento della quale si svilupparono quelle credenze. […] Anche il parapsicologo può imparare qualcosa, a mio avviso, da questo genere d’indagine. Non voglio dire che essa possa rappresentare una conferma diretta dell’autenticità di fenomeni il cui verificarsi è oggi materia di discussione. […] E tuttavia qualcosa si riesce indirettamente a ricavare, adottando due princìpi critici che ora enuncerò. Il primo è un principio negativo: e ciò che, se un particolare fenomeno paranormale, che si pretende capiti ai nostri giorni spontaneamente, tra i popoli civili, non è attestato in nessun altro tempo e luogo di cui possediamo adeguata conoscenza, ne risulta rafforzata la supposizione che il fenomeno in realtà non si verifichi, a meno che non si possa indicare una ragione probante per la quale esso dovrebbe essere rimasto tanto a lungo inosservato. […] La mia seconda regola potrebbe definirsi principio di variazione. Supponiamo che si accetti il verificarsi di un fenomeno X nell’Europa e nell’America moderne nelle condizioni ABC e solo in queste; se se ne registrasse l’accadimento in un altro tempo e luogo nelle condizioni BCD, ci sarebbe da presumere che né la presenza di A, né l’assenza di D sono necessarie perché il fenomeno si verifichi. In un caso del genere, poiché le condizioni sono in parte identiche, possiamo considerare in qualche misura accertato che la registrazione più antica del fenomeno non è un’invenzione gratuita. E se è così, l’elemento di diversità fra le due situazioni può essere molto istruttivo: perché vale a mostrarci quali fra le condizioni sono causalmente connesse con il fenomeno e quali sono semplicemente il riflesso di un sistema di credenze contemporaneo» (Parapsicologia nel mondo antico, Bari 1991, pp. 4-7). 11 Basti come esempio quanto afferma in Miti, sogni e misteri: «Tocchiamo ora un problema di estrema importanza e che è impossibile evitare completamente […]: la realtà delle capacità extrasensoriali e dei poteri extramentali attestati presso gli sciamani e gli stregoni. Anche se le ricerche sono soltanto al loro inizio, un numero abbastanza grande di documenti etnografici ha già accertato l’autenticità di tali fenomeni» (Miti, sogni e misteri, cit., p. 77). 12 L’uomo sul tetto, cit., pp. 134, 137. 4 sperimentali e per fornire modelli interpretativi ai fenomeni presi in esame. Pioniere in questo campo è stato senz’altro Ernesto Bozzano: nella monografia Popoli primitivi e manifestazioni supernormali (1941) si proponeva infatti di fornire «un saggio di classificazione delle manifestazioni supernormali quali si estrinsecano tra i popoli primitivi e selvaggi», e osservava: «Se non è possibile convalidare gli episodi che mi dispongo a riferire ricorrendo alle testimonianze dirette dei protagonisti e dei testi, nondimeno si deve tenere il massimo conto del fatto che le narrazioni degli esploratori e dei missionari non solo concordano mirabilmente tra di loro, ma concordano altresì, nei loro minimi particolari, con le narrazioni degli episodi corrispondenti quali si realizzano odiernamente, e si realizzarono sempre, fra i popoli civili; dimodochè non v’è chi non vegga come tali eloquenti concordanze intorno a modalità di estrinsecazione strane e inusitate – concordanze troppo numerose per potersi spiegare con la comoda ipotesi delle “coincidenze fortuite” – traggano logicamente a riconoscere l’autenticità dei fatti».13 Ma, al di là di questi incontri non sistematici, o limitati all’iniziativa personale di qualche Autore, nel nostro Paese14 non si è mai riusciti ad instaurare un organico e davvero proficuo rapporto tra le due discipline, neanche a seguito della progressiva, seppur timida, affermazione accademica della parapsicologia, e finora è rimasto ancora inascoltato l’appello di de Martino: «Dobbiamo anzitutto proporci lo scopo di stabilire le condizioni favorevoli per una collaborazione fondata sull’esperimento, di allacciare dei contatti tra le istituzioni della parapsicologia e quelle dell’etnologia o della storia delle religioni, di instaurare scambi frequenti e relazioni personali tra parapsicologi, etnologi e storici delle religioni. Il vero progresso della parapsicologia etnologica è legato all’esecuzione di questo programma».15 Ebbene, a che punto siamo oggi? Non è forse giunto il momento di tentare questa strada, di creare quelle condizioni favorevoli, quei presupposti di ascolto e di dialogo che ci permetterebbero di trovare degli spazi comuni per queste due discipline, entrambe ancora giovani e quindi in grado di offrire possibilità assai ampie di sviluppo e di crescita reciproca? Personalmente credo che questo sia un tragitto da tentare, e che un incontro tra storia delle religioni e parapsicologia sia non solo possibile, ma doveroso. 13 Popoli primitivi e manifestazioni supernormali, cit., p. 42. 14 Leggermente diversa la situazione all’estero, dove l’occasionale convergenza tra le due discipline ha talvolta trovato riscontro anche in ambito accademico. Ad esempio l’Università di Losanna ha un Département Interfacultaire d’Histoire et de Sciences des Religions (http://www.unil.ch/dihsr) in cui largo spazio è dato a tematiche interdisciplinari e al contributo diretto di studiosi e ricercatori impegnati in campo parapsicologico. Il diploma specialistico (DEA) dell’a.a. 2003/2004, ad esempio, era incentrato sul tema «La storia comparata delle religioni e gli stati modificati di coscienza», e prevedeva, tra gli altri, corsi su “storia delle religioni e scienze psichiche”, “scienza e sciamanesimo”, “lo sciamano e il suo «doppio» in ambito ugro-finnico e siberiano”, “le ricerche di Théodore Flournoy su una medium”, “stati modificati di coscienza e fenomeni paranormali” e “l’esperienza di pre-morte”. Tra i docenti figuravano parapsicologi come Mario Varvoglis e antropologi come l’italiana Silvia Mancini (allieva, non a caso, di Ernesto de Martino). 15 L’uomo sul tetto, cit., p. 132. 5 Bibliografia BOZZANO E., Delle manifestazioni supernormali tra i popoli selvaggi, Roma 1926. ID., Il sentimento della “immedesimazione in Dio” nei grandi mistici, «Luce e Ombra» 1935, pp. 569-576, 616-623. ID., I miracoli degli Evangeli e i fenomeni metapsichici, «Luce e Ombra» 1936, pp. 533-541 (rist. 2000, pp. 23-34). ID., Nelle Indie con “fachiri”, “yogis” e “rishees”, «Luce e Ombra» 1937, pp. 177-184, 251-257, 314-319. ID., Nel Tibet misterioso, «Luce e Ombra» 1934, pp. 391-405. ID., Notevoli intuizioni filosofiche e scientifiche tra i selvaggi africani, «Luce e Ombra» 1935, pp. 389-404. ID., Popoli primitivi e manifestazioni supernormali, Verona 1941. COPPO P., Ma gli sciamani volano davvero? E. de Martino e l’etnometapsichica, «I Fogli di ORISS», 21/22, 2003, pp. 179-207. DE MARTINO E.., Esplorazione etnografica nell’Italia meridionale e fenomenologia paranormale, «Luce e Ombra», V (1957). ID., Il mondo magico. Prolegomeni a una storia del magismo, Torino 2000 (prima ed. 1948). ID., L’approccio etnologico della fenomenologia paranormale, «Giornale Italiano per la Ricerca Psichica», I, 2, maggio-agosto 1963, pp. 81-86. ID., Lineamenti di etnometapsichica, in «Problemi di metapsichica» (a cura della Società Italiana di Metapsichica), Roma 1942, pp. 113-139. ID., Magismo sciamanistico e fenomenologia paranormale, «Metapsichica», I, 3, maggio-giugno 1946, pp. 164-174. ID., Metapsichica o parapsicologia?, «Uomini e idee», I, dicembre 1959, pp. 225-227. ID., Percezione extrasensoriale e magismo etnologico, in «Studi e Materiali di Storia delle Religioni», 18, 1942, pp. 1-19 e 19-20, 1943-46, pp. 31-84. ID., Sud e magia, Milano 2002 (prima ed. 1959). DE MARTINO E. – ELIADE M., Storia delle religioni e parapsicologia, in L’uomo sul tetto. Mircea Eliade e la «storia delle religioni», a cura di P. Angelini, Torino 2001, pp.126-139, traduzione e cura di S. Barbera, già in «Belfagor», 53, 1998, pp. 455-65 (ed. or. in «La Tour Saint-Jacques», 6-7, settembre-dicembre 1956, pp. 96-106). DODDS E. R., I Greci e l’irrazionale, Firenze 2003. ID., Parapsicologia nel mondo antico, Roma-Bari 1991. ELIADE M., Science, idéalisme et phénomènes paranormaux, in «Critique», 1938, n. 23, pp. 315-323 (trad. it., Scienza, idealismo e fenomeni paranormali, in E. de Martino, Il mondo magico, cit., pp. 266-272). 6 LANG A., The Making of Religion, London 1898. TAYLOR R., Conducting parapsychological research in different ethnic cultures: Prospects, problems and solutions in Fiji, «International Journal of Parapsychology», XI, 1, 2000, pp. 43-67.
Roberto De Angelis
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