La temperatura è una misura del calore in atmosfera. L’unità di misura è il grado centigrado °C. L’aria si scalda per: Irraggiamento: consiste nel riscaldamento tramite l'emissione di onde elettromagnetiche (es. quelle emesse dal sole). Conduzione: intende il passaggio di calore per contatto tra un corpo ad un altro. Convezione: Si ha quando un fluido (come l'acqua o l'aria) entra in contatto con un corpo ( la terra) la cui temperatura è maggiore (a causa del sole) di quella del fluido stesso. La parte preponderante è svolta dalla convezione; questo è il motivo per cui il vento può svolgere una funzione determinante anche in presenza di sole.
La causa più comune dell’ “inversione termica” é un forte irraggiamento termico notturno. A causa del cielo sereno, durante la notte si produce un forte raffreddamento del suolo che a sua volta raffredda il sottile strato d’aria a contatto con esso. Se l’umidità é sufficientemente elevata e la temperatura dell’aria diminuisce oltre la temperatura di rugiada si ha la condensazione e quindi la formazione di nebbia. Più in alto, lontano dal suolo l’aria rimane calda.
Lo zero termico è il dato meteorologico che indica l'altitudine alla quale la temperatura nella libera atmosfera è (o sarà, nel caso di una previsione) di zero gradi Celsius alle ore dodici. Al di sopra di tale altitudine la temperatura è generalmente inferiore allo zero (tranne nei casi di inversione termica).
L’isoterma è una delle linee sulle carte del tempo (dette anche carte sinottiche) che uniscono i punti della terra e del mare che hanno la stessa temperatura.
Scambio di calore notturno con cielo sereno
Elevata escursione termico Forte raffreddamento del suolo. Formazione di rugiada o di brina. I corpi cedono il calore accumulato durante il giorno
L’umidità relativa rappresenta il contenuto in percentuale (%) di vapore d’acqua in atmosfera. L’unità di misura è il percento (%). L’ aria, a seconda della temperatura, può contenere in sospensione una diversa quantità di acqua (aria assolutamente secca non esiste in natura); a 10 °C l’aria può contenere fino a 9 g di acqua per metro cubo, a 20 °C fino a 17 g, a 30 °C fino a 30 g, e così via. Quando l’aria porta in sospensione la massima quantità di acqua che può contenere in relazione alla temperatura, si dice che è satura; in queste condizioni, il minimo abbassamento di temperatura provoca la condensazione di parte dell’ acqua contenuta, quindi si formano le nubi e le precipitazioni. Umidità assoluta: quantità di vapore acqueo contenuta in un m3 d’aria Saturazione: limite all’umidità assoluta. Oltre tale limite il vapore acqueo condensa. Tale limite è tanto maggiore quanto più è alta la temperatura Umidità relativa: rapporto tra umidità assoluta e saturazione.
La pressione è semplicemente il peso dell’aria sopra la nostra testa. L’unità di misura è l’ettopascal (hPa). Grado barico medio 1hPa ogni 8 metri. Sulla Terra esiste una colonna d'aria che arriva fino alla fine dell'atmosfera ed esercita sopra di noi un peso, che mediamente è uguale a circa un chilo per centimetro quadrato. Questo peso aumenta quando è vicino alla terra perché è attirato dalla forza di gravità.
Le isobare sono linee ideali che sulle carte meteorologiche uniscono i punti con uguale pressione atmosferica al livello del mare.
IL vento è aria che si muove. L’unità di misura è il metro al secondo (m/s). Il vento è un fenomeno naturale che consiste nel movimento ordinato di masse d'aria dovuto alla differenza di pressione tra due punti dell'atmosfera. Il vento, quindi, può essere sinteticamente visto come un fiume d'aria che partendo da zone di alta pressione tende a riempire i vuoti lasciati dalle depressioni. Questo fiume non corre in maniera diretta da un punto all'altro ma subisce una deviazione dovuta alla forza di Coriolis che tende a ruotarlo verso destra nell‘emisfero settentrionale e verso sinistra nell‘emisfero meridionale.
L'ALTA PRESSIONE : è una zona dove l'aria è più pesante e comprime quella che sta sotto facendo scomparire le nubi. Ecco perché con l'alta pressione il tempo è sereno. Sulle carte meteorologiche l'alta pressione è segnalata con A o con H (high in inglese).
LA BASSA PRESSIONE : è il fenomeno contrario all’alta pressione. L’aria viaggia dal basso verso l’alto, man mano che sale si raffredda, il vapore acqueo si condensa e si creano nubi e pioggia. Sulle carte del tempo è segnata con una B o con L (low in inglese)
CUNEO O PROMONTORIO : zona di alta pressione derivata da un anticiclone espanso, che si incunea tra due depressioni: le linee isobariche si dispongono a U.
SACCATURA : zona di bassa pressione, derivata da un ciclone espanso, che si frappone fra due aree anticicloniche e penetra in una regione di alta pressione : le isobare assumono la forma di una V o di una U.
Che cos'è una nube?
La nube e' una massa d'aria satura di vapore in cui sono sospese numerose goccioline d'acqua e, spesso, anche cristalli di ghiaccio.
La nube prende corpo quando l'umidità relativa in una massa d'aria raggiunge il 100%, così che l'eccesso di vapore acqueo condensa in minuscole gocce d'acqua di dimensioni comprese tra i 20 e i 50 millesimi di millimetro.
Affinché una goccia di pioggia possa precipitare al suolo e' necessario che i nuclei di condensazione (i minuscoli cristalli di sale, gli elementi inquinanti o il pulviscolo intorno ai quali le gocce di vapore acqueo condensano) raggiungano dimensioni di circa un milione di volte rispetto a quando si formano le prime gocce di condensazione..
Modalità di formazione delle nubi:
ascesa dell’aria per riscaldamento locale (termiche)
ascesa dell’aria causata da cicloni o fronti
ascesa dell’aria per motivi orografici (sbarramento)
raffreddamento dell’aria a contatto con una superficie fredda (nebbia)
Modalità di formazione delle nubi: ascesa dell’aria per riscaldamento locale (termiche) ascesa dell’aria causata da cicloni o fronti ascesa dell’aria per motivi orografici (sbarramento) raffreddamento dell’aria a contatto con una superficie fredda (nebbia)
CIRRI (Ci - Cirrus) Sono nubi isolate costituite di cristalli di ghiaccio, bianche, delicate, trasparenti e a struttura filamentosa. Il loro nome significa "ricciolo di piuma". Possono presentarsi con le estremità a uncino, a ciuffi isolati o in banchi che si stagliano nell'azzurro del cielo. Spesso sono disposti a bande e, per effetto di prospettiva, convergono verso uno o due punti dell'orizzonte. Attraverso queste nubi è possibile intravedere il sole. La caratteristica forma ad uncino indica che il cirro è nell'alta troposfera, dove i venti soffiano violentemente.Se queste nubi invadono progressivamente il cielo, preannunciano l'arrivo di una perturbazione, ma non prima di una quindicina di ore. In questo caso la provenienza è da ovest-sud-ovest.
CIRROSTRATI (Cs - Cirrostratus) Questa nube, costituita essenzialmente da cristalli di ghiaccio, ha una densità ed un'estensione nettamente superiore a quella dei cirri. I cirrostrati, lasciano intravvedere il Sole e la Luna e formano, attorno ad essi, un alone colorato. I cirrostrati hanno un aspetto lattiginoso, fibroso, e possono coprire interamente il cielo. Se il Sole è in prossimità dell'orizzonte, tali nubi possono essere scambiate con cirri per effetto di prospettiva. Anche un velo lattiginoso di nebbia può condurre in inganno, ma la distinzione apparirà chiara sapendo che il velo di nebbia è piuttosto opalescente. I cirrostrati, all'arrivo di una perturbazione, seguono sempre i cirri e indicano una diminuzione della pressione, un aumento dell'umidità e la rotazione dei venti dai quadranti meridionali. Queste nubi si possono formare per l'assottigliamento degli altostrati e per la fusione di alcuni cirri.
CIRROCUMULI (Cc - Cirrocumulus) I cirrocumuli sono formati da cristalli di ghiaccio disposti in piccoli ammassi globulari di colore bianco. Attraverso di essi è possibile scorgere nettamente la posizione del sole o della luna. Possono essere disposti in distese più o meno vaste, o in banchi formati da piccoli "cuscinetti" di grandezza variabile. I cirrocumuli possono provenire dalla trasformazione di cirri e cirrostrati, dalla diminuzione delle dimensioni di un banco di altostrati oppure dal sollevamento orografico di uno strato di aria umida.Queste nubi sono l'ultimo stadio che annuncia l'arrivo di un fronte caldo e, a differenza dei cirri e dei cirrostrati, indicano che il peggioramento è imminente.
ALTOCUMULI (Ac - Altocumulus) Queste nubi si presentano in banchi di colore bianco o grigio. Di solito sono composte di lamelle o di masse tondeggianti collegate o no tra loro. Si possono confondere con i cirrocumuli se sono formati da piccoli elementi, ma possono essere riconosciuti perché hanno una larghezza apparente maggiore. Quando il bordo o una parte sottile di un banco di altocumuli si trova a passare davanti al sole, si manifesta il fenomeno della corona che consiste in uno stretto anello colorato. Queste nubi sono costituite da goccioline d'acqua che, se la temperatura è molto bassa, si trasformano in cristalli di ghiaccio. In questo caso, i cristalli che cadono, possono dare luogo a colonne luminose. Se gli altocumuli si presentano con protuberanze a forma di torrette o di merli (altocumulo castellano), significa che nella regione media dell'atmosfera l'aria è instabile e che un temporale è in atto in una vasta zona. Se, invece, gli altocumuli sono semitrasparenti o a fiocchi, non hanno carattere di instabilità o tendenza ad ingrossarsi e il tempo continuerà a essere bello. Queste nubi possono anche essere presenti in un cielo caotico: in tal caso sono associate a perturbazioni temporalesche. Sono l'avanguardia di un fronte freddo, il quale si manifesterà dopo quattro o cinque ore, con temporali sparsi.Molto spesso queste nubi appaiono in zone anticicloniche e sulle creste delle montagne. L'aspetto più comune degli altocumuli è quello di una distesa di elementi staccati e disposti con una certa regolarità.
ALTOSTRATI (AS - Altostratus) L'altostrato copre totalmente o parzialmente il cielo, ma sempre in maniera uniforme, con un velo più o meno denso, fibroso, striato di colore grigio tendente all'azzurrognolo, con ombre proprie più o meno marcate, secondo lo spessore.L'altostrato è costituito da gocce d'acqua e fiocchi di neve. Se la temperatura, a quella quota, è molto bassa, la nube può essere formata da cristalli di ghiaccio. Può assumere spessori di molte centinaia di metri ed estensioni di centinaia di chilometri ed essere formata di più strati sovrapposti in bande parallele e con nette ondulazioni. Se lo spessore della nube non è considerevole, trae facilmente in inganno l'osservatore che può confonderla con un cirrostrato più denso. Un cielo ad altostrati indica sicuramente che le precipitazioni a carattere di pioggia o di neve sono prossime. Si tratterà di pioggia se il velo nuvoloso è denso e basso; si tratterà, invece, di neve se è poco denso e alto. La presenza di altostrati indica che la parte centrale della perturbazione ha investito la località. Infatti le precipitazioni cui da luogo questa nube sono spesso continue e persistenti. Sotto l'altostrato si possono formare nubi sfrangiate.
NEMBOSTRATI (Ns - Nimbostratus) Con la presenza di questa nube, il vero cattivo tempo si è già stabilito.E' di colore grigio scuro,molto spesso, senza forme definite e margini frastagliati.Di solito si presenta come uno strato basso di grande estensione la cui parte inferiore è spesso nascosta da nubi che corrono veloci con il vento. Sono sempre opachi, tanto da nascondere il Sole o la Luna, danno luogo a precipitazioni continue sotto forma di neve o di pioggia. Il nembostrato nasce per la lenta, continua ascesa di aria umida e si forma attorno ad un centro depressionario. E'quasi sempre preceduto da cirrostrati e da altostrati, del quale ultimo è uno stadio avanzato.
STRATI (St - Stratus) E' simile a nebbia sospesa in quota e, a volte, è tanto basso da occultare la sommità di collinette. Da al cielo un aspetto offuscato e uniforme.Può dare luogo a precipitazioni costituite di pioggia minuta e fitta o di prismi di ghiaccio o di nevischio; quando la nube, molto opaca, si forma sotto altre nubi quali altostrati e nembostrati. Se lo strato comincia ad evaporare e a frantumarsi in brandelli sfrangiati, e ciò ha luogo, di solito, dietro un'occlusione, il fenomeno è sintomo dell'approssimarsi del bel tempo. Generalmente lo strato si forma per l'abbassamento della temperatura degli strati più bassi dell'atmosfera o, al contrario, per il sollevamento di nebbia a causa del riscaldamento del suolo.
STRATOCUMULI (Sc - Stratocumulus) Gli stratocumuli si presentano in grossi ammassi scuri, tondeggianti, che ricoprono, specialmente d'inverno, quasi interamente il cielo e che mostrano sempre la presenza di elementi più o meno collegati fra loro. Gli elementi che li costituiscono sono analoghi a quelli degli altocumuli ma, dato che si trovano a livello più basso, appaiono di dimensioni maggiori.Non è possibile confondere gli stratocumuli con gli altocumuli poiché i primi hanno una larghezza apparente superiore a 5 gradi. Gli elementi di queste nubi sono talvolta raggruppati in bande parallele, con ondulazioni orientate nella stessa direzione. Possono essere più o meno trasparenti e lasciar vedere spazi di cielo o presentarsi in strati tanto sottili da lasciar apparire la posizione del sole o della luna. Talvolta le nubi sono così opache da nascondere il sole. Non sempre gli stratocumuli danno luogo a precipitazioni, ma, se queste ci sono, sono di debole intensità.
CUMULI (Cu - Cumulus) Chiamati signori del cielo, sono le nubi più appariscenti. Gli aspetti dei cumuli sono mutevoli; si tratta sempre di nubi isolate, generalmente dense, con contorni ben definiti, a piccolo o a grande sviluppo verticale, ma sempre a forma di cupole o di torri, con la parte superiore simile a un cavolfiore. La loro base è quasi sempre orizzontale e le parti superiori un bianco splendente. I cumuli si formano a causa di correnti convettive che si generano per effetto del riscaldamento del suolo in determinate località.Si tratta di nubi ad evoluzione diurna. Le correnti convettive hanno luogo quando la diminuzione della temperatura con l'altitudine è abbastanza forte e ciò può avvenire sia per il riscaldamento del suolo dovuto all'azione della radiazione solare, sia per il riscaldamento continuo, negli strati bassi, di una massa d'aria fredda che passa su una superficie calda. Lo sviluppo in altezza dei cumuli dipende, quindi, dalla maggiore o minore instabilità dell'aria. Possiamo classificare le nubi a sviluppo verticale in: CUMULI UMILI: sono a debole sviluppo verticale e il loro aspetto è generalmente appiattito. Si notano sul mare e su zone pianeggianti, anche spesso sulle cime dei colli. CUMULI MEDIOCRI: hanno moderata estensione verticale e protuberanze e prominenze poco sviluppate. CUMULI CONGESTI: sempre a grande sviluppo verticale, hanno la parte superiore con protuberanze pullulanti, simile ad un cavolfiore. Queste nubi molto spesso si trasformano in cumulonembi. I cumuli a contorni ben netti non possono dare che precipitazioni molto deboli, anche quando sono fortemente sviluppati; la loro formazione è preceduta da una apparizione di una zona di foschia. CUMULI FRATTI: sono quelli che si presentano con contorni sfrangiati. Se si formano sotto l'altostrato portano cattivo tempo e precipitazioni intense.
CUMULONEMBI: Sono le nubi che producono scariche elettriche. Si presentano in masse imponenti, di aspetto minaccioso, simili a montagne o torrioni a grande sviluppo verticale, talvolta fino a raggiungere il livello dei cirri. Dai cumulonembi cadono sempre piogge e grandinate accompagnate da fulmini persistenti, mentre, al suolo, il vento molto forte può dar luogo a groppi violenti. Essendo le loro dimensioni orizzontali e verticali sempre notevoli, queste nubi sono visibili soltanto a grande distanza. Generalmente traggono origine dai cumuli congesti formatisi a causa di forti correnti convettive. Queste nubi si distinguono dai cumuli perché la parte inferiore è, di solito, sfrangiata, mentre la parte superiore non ha forma di cavolfiore.Queste nubi inoltre possono presentarsi con la parte superiore liscia, striata, fibrosa, cirriforme, a forma di incudine, oppure con protuberanze tendenti a formare una massa biancastra con bande più o meno verticali.In genere, perché un cumulonembo si formi è necessario un forte surriscaldamento del suolo per alimentare le correnti ascendenti.
LA PREVISIONE DEL TEMPO
In linea di massima si può dire che per le nostre regioni possono essere applicate, con buona approssimazione, le tabelle successive.
Per quote superiori ai 2500 mt, in relazione alla velocità della mutazione atmosferica si riducono i tempi di interpretazione e diviene indispensabile consultare preventivamente la previsione a livello locale.
STABILE BELLO
STRUMENTALE |
OSSERVAZIONE DEL CIELO |
OSSERVAZIONE DELLE NUBI |
Situazione di alta pressione.
La temperatura è bassa nel periodo invernale e alta in estate. |
Colore azzurro o grigio chiaro all'alba.
Presenza di nebbie e foschie in pianura |
Esili, trasparenti che scompaiono la sera. |
VARIABILE TENDENTE AL PEGGIORAMENTO
STRUMENTALE |
OSSERVAZIONE DEL CIELO |
OSSERVAZIONE DELLE NUBI |
Diminuzione della pressione e umidità in aumento.
Temperatura in diminuzione in estate, in aumento d'inverno. |
In montagna azzurro tenue tendente al celeste - bianco.
In pianura bianco. Presenza di aloni intorno al sole o alla luna. |
Nubi alte provenienti da SE, S, SW.
Al tramonto visibili molte nubi all'orizzonte. |
BRUTTO TEMPO
STRUMENTALE |
OSSERVAZIONE DEL CIELO |
OSSERVAZIONE DELLE NUBI |
Pressione bassa
Alta umidità o in aumento.
Temperatura in calo d'estate, in aumento d'inverno. |
Il cielo, se visibile, azzurro chiaro o rosso al sorgere del sole.
Al tramonto generalmente dietro una cortina di nubi. |
Le nuvole non si dissolvono ma tendono a coprire uniformemente il cielo. |
VARIABILE TENDENTE AL MIGLIORAMENTO
STRUMENTALE |
OSSERVAZIONE DEL CIELO |
OSSERVAZIONE DELLE NUBI |
In inverno la temperatura diminuisce e aumenta d'estate.
L'umidità diminuisce sia in estate che inverno. |
Al mattino cielo coperto con alba grigia. sereno al tramonto. |
Orizzonte scoperto, rottura dell'uniformità con squarci di azzurro intenso. |
Precipitazioni.
Si formano quando le nubi cumuliformi e stratiformi raggiungono quote sufficientemente elevate da dar luogo alla formazione di piccoli cristalli di ghiaccio. I cristalli di ghiaccio si accrescono : urtando gli uni contro gli altri durante il moto di caduta per effetto del brinamento di goccioline d’acqua sospese nell’aria Quando le correnti interne alle nubi non sono più in grado di sostenere i cristalli più grossi, questi cominciano a precipitare verso il basso. Se durante il moto di caduta i cristalli attraversano strati più caldi, fondono e danno luogo a pioggia
TEMPORALI – TORMENTE - FULMINI
Le manifestazioni temporalesche, a seconda dei fenomeni fisici che la producono, possono essere divise in due grandi categorie :
Temporali frontali, prodotti dal sollevamento di masse d’aria lungo i fronti oppure associati all’attività di una superficie di discontinuità fra due masse d’aria di caratteristiche distinte.
Temporali di masse d’aria, che si producono in masse d’aria omogenee e sono dovuti principalmente alle condizioni di instabilità regnanti nelle masse d’aria stesse, sono temporali a carattere locale.
Le scariche tra nube e cime avvengono lungo percorsi tortuosi che sono scelti come canali preferenziali.
La corrente della scarica principale si disperde attraverso le pericolose correnti di terra.
Tabella per le previsioni del tempo secondo le regole tradizionali
SPECIE DEL TEMPO |
BAROMETRO |
TERMOMETRO |
NUBI |
VENTO |
CIELO |
NOTE VARIE |
BELLO |
Superiore alla |
Sale dal levar del |
Cumuli nani, cirri |
Provenienza EST o |
Grigio chiaro al mattino, |
Il fumo si dissipa |
norma. |
Sole fino alle |
provenienti da EST, |
NE;scende le valli la |
rosa o arancione al calar |
rapidamente; i jet non |
| |
ore 13-14, |
isolati; leggera |
sera e sale al |
Del sole. |
lasciano la scia. |
| |
poi discende |
Nebbia che si dirada |
mattino. |
|
|
| |
lentamente. |
ai raggi solari. |
|
|
|
VARIABILE |
Scende a |
Non scende alla |
Annuvolamenti |
Intensità a |
Strisce rosse al |
Il fumo è denso, non |
CON |
sbalzi. |
sera. |
provenienti da sud e |
provenienza |
tramonto, spesso alone |
Si dissipa |
TENDENZA |
|
|
da ovest, cirri |
variabile; scende le |
solare e lunare |
rapidamente, i jet |
AL BRUTTO |
|
|
accompagnati da |
valli |
provocato da cirri-strati. |
lasciano lunghe scie. |
| |
|
|
altostrati o |
al mattino, le sale alla |
|
|
| |
|
|
cirrostrati. |
sera. |
|
|
VENTO |
Scende e poi |
In ascesa. |
Cortina di nubi. |
Soffi brevi e violenti. |
Stelle scintillanti, cielo |
Sfondo dei panorami |
Risale |
Rosso al mattino e alla |
molto variabile. |
bruscamente. |
sera. |
|
PIOGGIA |
Scende e poi |
Non sale durante |
Nembostrati in |
Assenza di aria nelle |
Rosso prima del levar del |
Cattivi odori |
Risale |
il giorno. |
movimento con ciuffi |
valli , oppure venti da |
sole; arcobaleno; le nubi |
Emananti dagli |
lentamente. |
|
bassi. |
SUD o SO. |
calano dalle cime. |
scarichi. |
TORMENTA E |
Scende |
In sensibile |
Cumulonembi e |
Freddo e turbinoso. |
Aloni solari e lunari. |
Aria pesante. |
TEMPORALI |
rapidamente. |
ascesa al mattino. |
nembostrati. |
LA PRESSIONE
L'evoluzione del tempo si basa essenzialmente su variazioni di pressione tra aree territoriali confinanti.
Caratteristica dell'aria che ci circonda è tendenza propria a ristabilire certe posizioni di equilibrio e che si manifestano tramite il vento.
La causa di questi movimenti è da ricercarsi nel peso dell’aria cioè nella pressione atmosferica: dove l’aria è più densa, quindi più pesante, avremo alta pressione, dove è meno densa invece, bassa pressione.
Poiché l’aria tende a ristabilire il proprio equilibrio, quella dotata di alta pressione si sposterà verso le zone di bassa pressione causando così la circolazione atmosferica, con movimenti ascensionali, trasversali e discensionali.
Sull’evoluzione del tempo influisce anche la temperatura dell’aria che con le sue variazioni, dovute a vari fattori, modifica la densità e il grado di umidità determinando la possibile formazione di nuvole e precipitazioni, mediante la condensazione di una parte dell’acqua che vi è contenuta in forma di vapore acqueo.
La pressione atmosferica insieme alla temperatura e all’umidità determina dunque le condizioni meteorologiche causando i fenomeni del vento, della nuvolosità, delle precipitazioni.
A titolo esemplificativo riportiamo la corrispondenza media il valore dell'altitudine (m) e di pressione (mmHg) relative a quote medie.
Metri |
500 |
600 |
700 |
800 |
900 |
1.000 |
1.100 |
1.200 |
1.300 |
1.400 |
1.500 |
1.600 |
1.700 |
1.800 |
1.900 |
Millimetro Mercurio |
716 |
707 |
699 |
691 |
682 |
674 |
666 |
658 |
650 |
642 |
635 |
627 |
620 |
612 |
605 |
Indicativamente per quote comprese tra i 2000 m (598 mmHg), la pressione* scende di 1 mmHg per ogni 14 metri di aumento di altitudine.
Glossario Meteo
Il peso dell'aria che compone la nostra atmosfera esercita una pressione sulla superficie della Terra. Questa pressione è nota come pressione atmosferica. Generalmente, maggiore è la colonna d'aria sopra un'area, maggiore è la pressione atmosferica: ciò significa che la pressione atmosferica varia con l'altitudine. Ad esempio, la pressione atmosferica è maggiore al livello del mare rispetto alla cima di una montagna. Per compensare questa differenza e facilitare il confronto tra località poste a diverse altitudini, la pressione atmosferica viene "corretta" alla pressione equivalente al livello del mare. Questa pressione corretta è nota come pressione barometrica. La pressione barometrica varia, inoltre, con le condizioni meteorologiche locali, da qui l'importanza della pressione come strumento per la previsione meteorologica. Zone di alta pressione sono generalmente associate a tempo buono mentre quelle di bassa pressione a tempo perturbato. Nell'ambito previsionale, comunque, la pressione barometrica assoluta è solitamente meno importante della variazione della pressione in un arco di tempo. Spesso la pressione in aumento indica un miglioramento delle condizioni meteorologiche, mentre una diminuzione può essere associata ad un peggioramento. Non sempre però è così, specie in un territorio orograficamente complesso come quello aquilano. Come si è accennato in precedenza, in questi casi il contributo personale del meteorologo o dell'osservatore è fondamentale.
L'umidità è correlata al contenuto di vapor d'acqua nell'aria. La quantità di vapore acqueo che una massa d'aria è capace di contenere varia a seconda della sua temperatura e pressione. L'umidità relativa è la percentuale di vapor d'acqua nell'aria relativamente alla sua capacità. L'umidità relativa, quindi, non è effettivamente una misura del contenuto di vapore acqueo nell'aria, ma un rapporto tra il contenuto di vapore acqueo e la capacità della massa d'aria presa in considerazione. E' importante ricordare che l'umidità relativa cambia con la temperatura, la pressione e il contenuto di vapore acqueo. Nel caso di una massa d'aria con una capacità di 10 g di vapore acqueo che contiene 4 g dello stesso, l'umidità relativa è del 40%. Aggiungendo 2 g di vapore acqueo (per un totale di 6 g) l'umidità salirebbe al 60%. Se quella stessa massa d'aria fosse quindi riscaldata in modo da aumentare la sua capacità a 20 g di vapore acqueo, l'umidità relativa scenderebbe al 30%, benché il contenuto di vapore acqueo non sia cambiato. L'umidità relativa è un fattore importante per la determinazione della entità della evaporazione dalle superfici umide, poiché l'aria calda con bassa umidità ha un'ampia capacità per vapore acqueo supplementare.
Il punto o temperatura di rugiada (in inglese dew point) è una grandezza utilizzata in meteorologia per misurare il contenuto di vapor d'acqua dell'aria. Essa è definita come la temperatura alla quale bisogna raffreddare una massa d'aria, mantenendo la pressione costante, affinché il vapor d'acqua in essa contenuto condensi, cioè diventi rugiada. La temperatura di rugiada si esprime, infatti, nella stesse unità di misura della temperatura, ovvero in °C. Sotto lo zero la stessa grandezza assume il nome di punto di brina (in inglese frost point). Quando l'umidità relativa è bassa significa che siamo molto lontani dalla condensazione e quindi la temperatura di rugiada è minore della temperatura dell'aria. Più l'umidità relativa aumenta, più la dew point si avvicina alla temperatura dell'aria, fino a diventare uguale quando l'umidità è al 100%. Se il dew point e la temperatura hanno valori simili nel tardo pomeriggio, quando l'aria inizia a raffreddarsi, la nebbia risulterà probabile durante le ore notturne. A volte alti valori di dew point lasciano presagire precipitazioni e forti temporali. La temperatura di rugiada può anche dare un'idea della sensazione di oppressione da caldo umido. Si è infatti notato che molte persone provano fastidio quando la dew point si aggira intorno ai 15-20 °C, mentre molte considerano il caldo opprimente quando essa è maggiore di 21 °C. I più delicati provano fastidio già a temperature di rugiada intorno ai 10 °C.
Il wind chill è una temperatura apparente che indica come la velocità del vento modifica la nostra percezione della temperatura reale. Il nostro corpo riscalda le molecole d'aria che lo avvolgono trasferendo calore dalla pelle. Se non c’è un flusso d'aria, questo strato isolante di molecole d'aria calda rimane adiacente alla pelle ed offre una certa protezione contro le molecole di aria più fredda. Tuttavia, il vento è in grado di scalzare rapidamente questo confortevole strato che avvolge il nostro corpo. Più il vento soffia forte, più rapidamente il calore viene trasportato via e maggiore sarà la sensazione di freddo. Sopra i 32 °C, il vento non ha effetto sulla temperatura apparente, cosicché la temperatura di wind chill coincide con la temperatura esterna. Alla scala del windchill sono associate una serie di soglie di precauzione per evitare ipotermia e congelamento.
Un'ultima curiosità: la misura del windchill è stata inventata durante la Seconda Guerra Mondiale per calcolare il rischio da esposizione al vento delle truppe sui campi di battaglia.
L'indice di calore combina temperatura e umidità relativa per esprimere la temperatura apparente percepita dall'organismo. Quando l'umidità è bassa, la temperatura apparente sarà inferiore rispetto alla temperatura reale dell'aria, poiché il sudore evapora rapidamente per raffreddare il corpo. Invece, quando l'umidità è elevata (cioè l’aria è saturata con vapore acqueo) la temperatura apparente percepita sarà più alta rispetto a quella reale, poiché il sudore evapora più lentamente. Nota: La nostra centralina misura l'indice di calore solo quando la temperatura dell'aria è superiore ai 14 °C, poiché risulta privo di significato al di sotto di questo valore. Al di sotto dei 14 °C, l'indice di calore coincide con la temperatura aria. L'indice non è calcolato sopra i 52 °C.
Come l'indice di calore sopra descritto, l'indice THSW combina temperatura e umidità per calcolare una temperatura apparente. Inoltre, l'indice THSW abbina l'effetto di riscaldamento della radiazione solare diretta e l'effetto di raffreddamento del vento sulla nostra percezione della temperatura. E' quindi l'indicatore di temperatura apparente che abbiamo selezionato come più realistico per le informazioni di questo sito.
Altitudine: altezza di un luogo rispetto al livello del mare.
Altocumoli: nubi medie che si presentano generalmente in banchi o in distese, di colore bianco o grigio.
Altostrati: nubi medie che coprono totalmente o parzialmente il cielo, in maniera uniforme. Sono di colore grigio o azzurrognolo.
Anticiclone: area di alta pressione. E' generalmente caratterizzata da bel tempo in quanto fioriera di correnti d'aria discendenti che allontanano le nuvole esistenti e impediscono nuove formazioni.
Atmosfera: involucro gassoso che circonda la Terra. Il suo spessore è circa 1.000 chilometri, ma la fascia superiore, estremamente rarefatta, si estende fino a oltre 30.000 chilometri di altezza.
Atmosfera (unità di misura): vecchia ma ancora oggi molto usata unità di misura della pressione. Un'atmosfera è la pressione esercitata al suolo da una colonna di mercurio alta 760 millimetri quando è posta a livello del mare.
Aurora: fenomeno luminoso che si innesca negli strati alti dell'atmosfera. E' tipico delle zone polari.
Australe (emisfero): immaginando di tagliare in due la Terra lungo l'equatore, si chiama emisfero australe quello che comprende il polo sud e il continente australiano (da qui il nome).
Avvezione: propagazione del calore nell'aria tramite correnti orizzontali.
Barometro: strumento per la misurazione della pressione atmosferica.
Beaufort (scala di) : scala di classificazione dei venti basata sulla loro forza e sugli effetti indotti dal loro spirare. Prende il nome del suo ideatore, l'ammiraglio inglese sir Francis Beaufort, che la mise a punto nel 1805. Nel tempo è stata resa scientificamente più esatta abbinando a ogni suo grado precisi valori di velocità del vento.
Boreale (emisfero): immaginando di tagliare in due la Terra lungo l'equatore si chiama emisfero boreale quello che comprende il polo nord.
Calore: forma di energia creata dall'agitazione molecolare della materia.
Caloria (cal): unità di misura della quantità di calore. Una caloria è la quantità di calore che deve essere ceduta ad un grammo d'acqua distillata per portare la sua temperatura da 14,5 a 15,5 gradi centigradi.
Celsius: scala della temperatura ottenuta dividendo in 100 parti l'intervallo di temperature comprese fra il punto di fusione del ghiaccio (0 gradi) e quello di ebollizione dell'acqua (100 gradi). La scala fu ideata nel 1742 dal fisico svedese Anders Celsius.
Ciclone: area di bassa pressione. E' generalmente caratterizzata da brutto tempo in quanto fioriera di correnti d'aria ascendenti che creano una situazione di instabilità
Cirri: nubi alte e isolate. Sono costituite da cristalli di ghiaccio, di colore bianco e di struttura fibrosa.
Cirrocumuli: nubi alte costituite da cristalli di ghiaccio. Appaiono come piccoli globi bianchi.
Cirrostrati: nubi alte costituite essenzialmente da cristalli di ghiaccio. Creano un velo sottile che può coprire parzialmente o totalmente il cielo.
Clima: unione delle condizioni atmosferiche medie che nell'arco di 30 anni caratterizzano un'area della superficie terrestre.
Climatologia: scienza che studia il clima e il suo andamento nel tempo.
Conduzione: propagazione di calore causata dallo scontro di particelle più eccitate con latre meno eccitate.
Convezione: propagazione del calore per correnti verticali. E' tipica dei fluidi. Le parti calde del fluido poste nelle sue zone più basse tendono a salire portando così il calore verso le zone sommitali. Le parti più fredde del fluido invece tendono a scendere dirigendosi verso la fonte di calore che le riscalda. Di fatto si creano due movimenti contrapposti che prendono il nome di movimenti convettivi.
Cumuli: nubi di tipo isolato o a sviluppo verticale. Sono dense, con contorni ben definiti, una base quasi sempre orrizzontale e uno sviluppo verticale accentuato.
Cumulonembi: nubi di tipo isolato o a sviluppo verticale. Sono simili ai cumuli, ma molto più grossi e con una caratteristica forma a incudine. Sone le uniche nubi in grado di creare il fenomeno dei fulmini.
Densità: rapporto tra la massa di un corpo ed il suo volume.
Elettrometeora: fenomeno atmosferico visibile e udibile indotto dalla presenza di grosse cariche elettriche nell'aria. Tipiche elettrometeore sono i fulmini e i relativi tuoni..
Energia: grandezza che misura la capacità di un sistema fisico di produrre lavoro. Esistono svariate forme di energia che si riassumono generalmente in 5 grandi classi: meccanica, chimica, termica, elettrica e nucleare.
Esosfera: fascia gassosa che separa l'atmosfera dagli spazi esterni. Si colloca a circa 800 chilometri di distanza dalla Terra.
Fahrenheit: scala della temperatura ottenuta dividendo in 180 parti l'intervallo di temperature comprese fra il punto di fusione del ghiaccio ( 32 gradi Fahrenheit ) e quello di ebollizione dell'acqua ( 212 gradi Fahrenheit ). Fu ideata nel 1709 dal fisico tedesco Gabriel Daniel Fahrenheit.
Fronte: linea di scontro fra due masse d'aria che hAanno caratteristiche fisiche diverse.
Fulmine: scarica elettrica di alta intensità che si produce tra una nuvola e il suolo o tra una nuvola e un'altra nuvola.
Gradiente Adiabatico: variazione graduale della temperatura dell'aria ( un grado ogni cento metri di altezza ) realizzata in condizioni di scarsa umidità e senza miscelazione fra aria fredda e aria calda.
Gradiente Barico: rapporto fra la differenza di pressione che intercorre fra due aree della Terra e la distanza che li separa. Più elevata è la differenza di pressione fra le due aree in questione più forte sarà il vento. Più le due aree sono lontane fra loro e meno violento sarà lo spostamento d'aria.
Gradiente Termico Verticale: progressiva diminuzione della temperatura a mano a mano che ci si allontana dal suolo. La diminuzione standard è di circa 6,5 gradi ogni 1.000 metri di quota.
Igrometro: strumento utilizzato per misurare l'umidità relativa o assoluta dell'aria..
Instabilità: situazione che si realizza quando il gradiente termico dell'aria è superiore al gradiente adiabatico. Di fatto accade che in queste condizioni la differenza di temperatura esistente fra una massa d'aria in movimento e l'aria circostante crescerà continuamente innescando una spinta verso l'alto sempre più energica nella massa d'aria in questione.
Inversione Termica: situazione che si realizza quando, contrariamente alle norme, la temperatura dell'aria cresce con la quota invece di diminuire. Si verifica, per esempio, quando il suolo raffredda gli strati d'aria posti immediatamente sopra di lui per irraggiamento, ma a causa di un'assenza del vento non si raffreddano anche gli strati superiori. Si ha inversione termica anche quando una massa d'aria calda si sposta sopra una massa d'aria fredda.
Ionosfera: la fascia dell'atmosfera che si estende sopra i 60 chilometri di altezza. Qui sono presenti particelle ionizzate che permettono la riflessione delle onde radio elettriche.
Irraggiamento: modo di propagazione del calore tramite onde elettromegnetiche infrarosse. E' il sistema con cui il calore si propaga nello spazio.
Isobara: linea immaginaria chAe unisce tutti i punti che in una stessa regione terrestre hanno la medesima pressione atmosferica.
Kelvin: scala di temperatura assoluta. I gradi della scala Kelvin sono uguali ai gradi della scala Celsius, ma risultano traslati di un valore pari a 273,16. Quindi lo 0 della scala Kelvin è lo 0 assoluto, temperatura teorica impossibile da raggiungere, mentre lo 0 della scala Celsius equivarrà nella scala Kelvin a una temperatura di 273,16 °K. Fu definita dal fisico e matematico inglese William Thomson Kelvin.
Latitudine: distanza angolare fra un punto della superficie terrestre e l'equatore. Si misura in gradi. A seconda dell'emisfero si distingue la latitudine "nord" o "sud".
Longitudine: distanza angolare fra un punto della superficie terrestre e il meridiano fondamentale, quello che passa per Greenwich, vicino a Londra. A seconda che si trovi a est o a ovest del meridiano fondamentale la longitudine si divide in "est" o "ovest".
Mesosfera: parte dell'atmosfera che si estende tra i 40 e gli 80 chilometri di altezza rispetto alla superficie terrestre..
Millibar: unità di misura della pressione atmosferica. Corrisponde alla millesima parte del bar, unità di base che con buona approssimazione coincide con l'atmosfera.
Nembostrati: nubi di colore grigio e di notevole spessore. Si presentano in genere come uno strato basso di grande estensione. Non hanno forme definite e i margini sono frastagliati.
Ozono: molecola formata da 3 atomi di ossigeno (O3). A circa 25 chilometri di distanza dalla Terra costituisce uno strato che circonda completamente il nostro pianeta e che ci protegge dai raggi ultravioletti.
Pressione: rapporto fra una forza e la superficie a cui si esercita. La pressione atmosferica è la pressione che la stessa atmosfera esercita sulla Terra. Secondo il sistema internazionale si misura in Pascal, ma più frequentemente viene espressa in millibar o atmosfere.
Psicometro: strumento utilizzato per misurare l'umidità relativa.
Punto di Rugiada: temperatura alla quale il vapore acqueo presente nell'aria, dopo essersi raffreddato a pressione costante, condensa. In genere ciò avviene in prossimità del suolo. In altitudine lo stesso parametro prende il nome di "punto di condensazione".
Saturazione: situazione che si crea quando il valore del vapore acqueo contenuto nell'aria raggiunge il suo valore massimo in funzione della temperatura.
Stabilità: situazione che si crea quando il gradiente termico dell'aria è minore del gradiente adiabatico. In tal caso le masse d'aria che si sollevano dal suolo a causa del riscaldamento terrestre non sono spinte verso l'alto in maniera progressiva e costante ma arrivano a stallare e quindi a ripiegare verso il basso.
Strati: nuvole basse che hanno l'aspetto di una nebbia in quota e danno al cielo un aspetto grigiastro uniforme.
Stratocumuli: nuvole basse che si presentano come grossi ammassi scuri, di forma tondeggiante. Ricoprono interamente il cielo strettamente vicini gli uni agli altri.
Stratosfera: parte dell'atmosfera ubicata fra i 17-20 e i 50 chilometri di altezza. Si trova subito sopra la Troposfera.
Temperatura: livello termico di un corpo o di un fluido. A livello molecolare la temperatura è la grandezza direttamente proporzionale all'energia cinetica delle molecole del corpo in questione.
Tempesta: la tempesta è una perturbazione atmosferica, normalmente breve e violenta, dovuta ad una brusca caduta di pressione. Le tempeste possono essere caratterizzate solo da vento a raffiche (tempeste di vento o bufere) o da vento e piogge torrenziali (tempeste di pioggia) o da vento e neve a turbini (tempesta di neve).
Termica: sorta di "bolla d'aria" invisibile all'occhio, caratterizzata da una temperatura più alta rispetto all'aria circostante. Tende quindi a salire verso l'alto.
Tromba d'aria: è un fenomeno atmosferico consistente in un vortice d'aria animato da grande velocità di rotazione (circa 200 km/h). Le trombe d'aria hanno un diametro di qualche decina di metri e sono dovute a moti convettivi locali dell'aria per cui si formano due coni con i vertici in comune. Il cono superiore si allunga e si inclina a seconda delle condizioni atmosferiche locali. L'altezza della tromba d'aria è di qualche centinaio di metri e la colonna si sposta a velocità non superiore ai 60 km/h. Il turbine d'aria può manifestarsi lontano dal suolo oppure toccare la superficie terrestre. In tal caso provoca gravi danni su un tragitto medio di pochi chilometri poichè aspira qualsiasi oggetto amovibile.
Tromba marina: la tromba marina è una tromba d'aria che si sposta sul mare o, comunque, su uno specchio d'acqua. La parte superiore della tromba marina ha velocità diversa dalla parte inferiore per cui il vortice d'aria finisce con l'inclinarsi e con lo spezzarsi ponendo fine al fenomeno.
Troposfera: zona dell'atmosfera che si estende dal livello del mare fino a 12-15 chilometri di altezza e che si caratterizza per la diminuzione di temperatura a mano a mano che ci si allontana dal suolo. All'interno della troposfera avvengono tutti i fenomeni meteorologici a eccezzione delle aurore e di altri fenomeni luminosi che hanno a che fare con le zone più alte.
Tuono: forte boato provocato dal riscaldamento improvviso dell'aria quando innescato dal passaggio di un fulmine. Le onde d'urto sono udibili fino ad una distanza di 17-20 chilometri.
Turbolenza: movimento irregolare dell'aria causato da ostacoli o da differenze di temperatura tra i vari strati dell'aria stessa.
Umidità: quantità d'acqua presente nell'aria sotto forma di vapore. Si misura con l'igrometro o lo psicometro e può essere "assoluta", se indica i grammi di vapore presenti in un metro cubo d'aria, o "relativa", se si riferisce al rapporto tra il peso del vapore acqueo contenuto in una determinata porzione d'aria e quello che in teoria la stessa porzione potrebbe acquisire senza saturarsi nelle stesse condizioni di temperatura e pressione.
Vento: il vento è una corrente d'aria, d'intensità e velocità variabili, che si genera nell'atmosfera in qualsiasi direzione in seguito all'instaurarsi di differenze di pressione. Tanto più è alta la pressione, tanto più pesante è l'aria: in un'area di alta pressione (anticiclonica) le masse d'aria che si trovano al centro, più dense e pesanti, tendono a dirigesi verso la periferia, mentre in un'area di bassa pressione (ciclonica) l'aria al centro è più leggera e viene sollevata da quella più pesante delle aree vicine.
ANTICICLONE: Zona di alta pressione relativa. Noto anche come Alta Pressione, ovvero l'opposto di una zona di bassa pressione (Ciclone).
Generalmente caratterizzato da condizioni di tempo stabile e soleggiato (salvo sviluppo di nubi ad evoluzione diurna sui rilievi associati a brevi temporali) in estate e nebbioso in Autunno-inverno.
AREA ANTICICLONICA: analogo di anticiclone
AREA DEPRESSIONARIA: Zona di bassa pressione. Nota anche come Bassa Pressione, ovvero l'opposto di alta pressione (Anticiclone). Generalmente caratterizzato da condizioni di tempo instabile-perturbato.
AREA CICLONICA: analogo di area depressionaria.
AVVEZIONE CALDA: movimento di masse d'aria calda verso una determinata area.
AVVEZIONE FREDDA: movimento di masse d'aria fredda verso una determinata area.
CICLONE: analogo di area depressionaria
COPERTO: copertura nuvolosa del cielo pari a 8 ottavi. Ovvero cielo totalmente coperto senza alcuna zona di sereno.
FOSCHIA: riduzione della visibilità a causa di particelle (vapor d'acqua, pulviscolo,..) disperse nell'aria sufficientemente numerose da conferirgli aspetto opalescente. Visibilità comunque sopra i 1000 metri.
FRONTE CALDO: sistema frontale che comporta la sostituzione di masse di aria fredda preesistente con masse di aria più calda
FRONTE FREDDO: Sistema frontale che comporta la sostituzione di masse di aria calda preesistenti con masse d'aria fredda. Generalmente associato a precipitazioni a carattere temporalesco.
FRONTE STAZIONARIO: fronte che si muove molto lentamente.
MOLTO NUVOLOSO: copertura nuvolosa del cielo pari a 6 o 7 ottavi. Ovvero cielo quasi totalmente coperto da nubi. Tuttavia esistono limitati spazi di sereno.
NEBBIA: riduzione della visibilità a causa di particelle (vapor d'acqua, pulviscolo,..) disperse nell'aria sufficientemente numerose da ridurre la. visibilità al di sotto dei 1000 metri.
NEBBIA GELATA: si usa per esprimere il fenomeno che si verifica quando è presente nebbia e la temperatura è sotto gli 0°C.
NOWCASTING: previsione a brevissimo termine per le successive 3-4 ore
NUBI A SVILUPPO VERTICALE: termine per indicare nubi esteso spessore. Il limite inferiore può aggirarsi intorno ai 2000 metri mentre il superiore può raggiungere i 12000 metri. Tipiche nubi temporalesche (Cumulonembi).
NUBI ALTE: termine per indicare nubi con base al d sopra dei 6000 metri di quota.
NUBI BASSE: termine per indicare nubi con base al di sotto dei 2000 metri di quota.
NUBI MEDIE: termine per indicare nubi con base al di sotto dei 2000 metri di quota.
NUBI STRATIFICATE: nubi con limitato sviluppo verticale associate al più a precipitazioni di debole intensità.
NUVOLOSITA' TERMOCONVETTIVA: nubi cumuliformi che si sviluppano nelle ore più calde lungo i rilievi associate anche a precipitazioni a prevalente carattere temporalesco. Tale nuvolosità si dissolve nel corso del tardo pomeriggio-sera.
NUVOLOSO: copertura nuvolosa di 3, 4 o 5 ottavi. Ovvero cielo coperto da nuvolosità per circa metà superficie.
POCO NUVOLOSO: copertura nuvolosa del cielo di 1 o 2 ottavi. Ovvero cielo quasi interamente sgombro di nubi.
PRECIPITAZIONE CUMULATA: quantitativo di precipitazione, di ogni tipo (quella sotto forma di ghiaccio o neve viene espressa in forma di liquida), misurata da un pluviometro in un dato intervallo di tempo.
PRECIPITAZIONI ABBONDANTI: si ritengono precipitazioni abbondanti quelle precipitazioni, non necessariamente intense, che in un determinato arco di tempo determinano cumulati consistenti.
Di seguito vengono riportati i valori cumulati di precipitazioni ritenute abbondanti su vari intervalli temporali
Precipitazione cumulata sulle 3 ore Precipitazione cumulata sulle 6 ore Precipitazione cumulata sulle 12 ore Precipitazione cumulata sulle 24 ore
Precipitazioni abbondantii >40 mm >50-60 mm >70 mm >90-100 mm
PRECIPITAZIONI DIFFUSE: precipitazioni, di ogni tipo, che si verificano su gran parte del territorio oggetto della previsione pur non avendo continuità spaziale (precipitazioni comunque a "macchia di Leopardo"). Generalmente sono interrmittenti e di breve durata, ma frequenti.
PRECIPITAZIONI ESTESE: precipitazioni, di ogni tipo, che si verificano su gran parte del territorio con continuità spaziale. Generalmente sono continue e persistenti e di durata medio-lunga.
PRECIPITAZIONI INTENSE: precipitazioni, di ogni tipo, caratterizzate dall'elevata intensità oraria, ovvero da elevati valori cumulati nell'unità di tempo (ora) .
Per le varie unità di tempo di riferimento si possono indicare delle soglie per la classificazione delle precipitazioni in base all'intensità..
Tipo di Precipitazioni Precipitazioni cumulate sull'ora
deboli 0-3 mm
moderate 3-15 mm
intense 15-40
estreme >40-50
PRECIPITAZIONI PERSISTENTI: precipitazioni, di ogni tipo, caratterizzare dalla lunga durata.
PRECIPITAZIONI SPARSE: precipitazioni, di ogni tipo, che si verificano su una porzione limitata del territorio oggetto della previsione e che non sono uniformemente distribuite su di esso. Generalmente sono interrmittenti e di breve durata.
PRESSIONE AL LIVELLO DEL MARE: pressione atmosferica al livello del mare, generalmente determinata dalla pressione osservata presso le stazioni di rilevamento.
PRESSIONE ATMOSFERICA: pressione esercitata dall'atmosfera su un dato punto della superficie terrestre. La sua misura può essere espressa in svariati modi. In millibar, in millimetri di mercurio (mmHG), in ectopascal (hPa). Nota anche come pressione barometrica.
RAFFICA DI VENTO: improvviso aumento o rapida variazione della velocità del vento. La durata è generalmente inferiore di 20 secondi. Le raffiche di vento sono generalmente associate ad altri fenomeni come ad esempio i temporali.
ROVESCIO: precipitazione originata da sistema convettivo caratterizzata dal suo improvviso inizio e termine, improvvise variazioni di intensità, e da rapide variazioni nella copertura del cielo.
SERENO: copertura nuvolosa del cielo di 0 ottavi. Ovvero cielo totalmente o quasi sgombro da nubi.
SICCITA': tempo anormalmente arido per una determinata area.
SUPERCELLA: temporale violento e persistente caratterizzato da intense correnti ascensionali e da limitata estensione spaziale. E' causa di fenomeni meteorologici intensi come pioggia intensa, grossa grandine, forti venti e talvolta tornadi.
TEMPORALE: fenomeno generalmente di limitata estensione spaziale e di breve durata (generalmente inferiore a 30 minuti), caratterizzato da tuoni, fulmini, venti turbolenti, grandine, precipitazioni, correnti ascensionali e discendenti e in casi estremi tornado.
TEMPORALE VIOLENTO: temporale con venti prossimi a 90 km/h o superiori. Possono essere associate anche piogge torrenziali, fulmini e grossi chicchi di grandine.
TEMPERATURA SUPERFICIALE DEL MARE (SST): temperatura della superficie del mare. E' misurata mediante boe, navi, immagini all'infrarosso da satellite, e da osservazioni costiere.
VARIABILITA': stato del tempo caratterizzato da rapida alternanza di schiarite ed annuvolamenti associati anche a brevi precipitazioni a prevalente carattere di rovescio.
VISIBILITA': misura della opacità dell'atmosfera e quindi rappresenta la distanza massima alla quale è possibile vedere con una vista normale.
Ottima > 10 Km
Buona 4-10 Km
Discreta 1-4 Km (foschia)
Scarsa < 1 Km (nebbia)
VORTICE DEPRESSIONARIO: area depressionaria associata a generali condizioni di tempo perturbato
NUVOLOSITA'
COPERTO: copertura nuvolosa del cielo pari a 8 ottavi. Ovvero cielo totalmente coperto senza alcuna zona di sereno.
MOLTO NUVOLOSO: copertura nuvolosa del cielo pari a 6 o 7 ottavi. Ovvero cielo quasi totalmente coperto da nubi. Tuttavia esistono limitati spazi di sereno.
NUVOLOSO: copertura nuvolosa di 3, 4 o 5 ottavi. Ovvero cielo coperto da nuvolosità per circa metà superficie.
POCO NUVOLOSO: copertura nuvolosa del cielo di 1 o 2 ottavi. Ovvero cielo quasi interamente sgombro di nubi.
SERENO: copertura nuvolosa del cielo di 0 ottavi. Ovvero cielo totalmente o quasi sgombro da nubi.
NUBI A SVILUPPO VERTICALE: termine per indicare nubi esteso spessore. Il limite inferiore può aggirarsi intorno ai 2000 metri mentre il superiore può raggiungere i 12000 metri. Tipiche nubi temporalesche (Cumulonembi).
NUBI ALTE: termine per indicare nubi con base al d sopra dei 6000 metri di quota.
NUBI BASSE: termine per indicare nubi con base al di sotto dei 2000 metri di quota.
NUBI MEDIE: termine per indicare nubi con base al di sotto dei 2000 metri di quota.
NUBI STRATIFICATE: nubi con limitato sviluppo verticale associate al più a precipitazioni di debole intensità.
NUVOLOSITA' TERMOCONVETTIVA: nubi cumuliformi che si sviluppano nelle ore più calde lungo i rilievi associate anche a precipitazioni a prevalente carattere temporalesco. Tale nuvolosità si dissolve nel corso del tardo pomeriggio-sera.
PRECIPITAZIONI
PRECIPITAZIONE CUMULATA: quantitativo di precipitazione, di ogni tipo (quella sotto forma di ghiaccio o neve viene espressa in forma di liquida), misurata da un pluviometro in un dato intervallo di tempo.
PRECIPITAZIONI ABBONDANTI: si ritengono precipitazioni abbondanti quelle precipitazioni, non necessariamente intense, che in un determinato arco di tempo determinano cumulati consistenti.
Di seguito vengono riportati i valori cumulati di precipitazioni ritenute abbondanti su vari intervalli temporali
Precipitazione cumulata sulle 3 ore Precipitazione cumulata sulle 6 ore Precipitazione cumulata sulle 12 ore Precipitazione cumulata sulle 24 ore
Precipitazioni abbondantii >40 mm >50-60 mm >70 mm >90-100 mm
PRECIPITAZIONI DIFFUSE: precipitazioni, di ogni tipo, che si verificano su gran parte del territorio oggetto della previsione pur non avendo continuità spaziale (precipitazioni comunque a "macchia di leopardo"). Generalmente sono interrmittenti e di breve durata, ma frequenti.
PRECIPITAZIONI ESTESE: precipitazioni, di ogni tipo, che si verificano su gran parte del territorio con continuità spaziale. Generalmente sono continue e persistenti e di durata medio-lunga.
PRECIPITAZIONI INTENSE: precipitazioni, di ogni tipo, caratterizzate dall'elevata intensità oraria, ovvero da elevati valori cumulati nell'unità di tempo (ora) .
Per le varie unità di tempo di riferimento si possono indicare delle soglie per la classificazione delle precipitazioni in base all'intensità.
Tipo di Precipitazioni Precipitazioni cumulate sull'ora
deboli 0-3 mm
moderate 3-15 mm
intense 15-40
estreme >40-50
PRECIPITAZIONI PERSISTENTI: precipitazioni, di ogni tipo, caratterizzare dalla lunga durata.
PRECIPITAZIONI SPARSE: precipitazioni, di ogni tipo, che si verificano su una porzione limitata del territorio oggetto della previsione e che non sono uniformemente distribuite su di esso. Generalmente sono interrmittenti e di breve durata.
TERMINI RELATIVI ALLA PRESSIONE ATMOSFERICA E ALLA CIRCOLAZIONE ATMOSFERICA
ANTICICLONE: zona di alta pressione relativa. Noto anche come Alta Pressione, ovvero l'opposto di una zona di bassa pressione (Ciclone).
Generalmente caratterizzato da condizioni di tempo stabile e soleggiato (salvo sviluppo di nubi ad evoluzione diurna sui rilievi associati a brevi temporali) in estate e nebbioso in Autunno-inverno.
AREA ANTICICLONICA: analogo di anticiclone.
AREA DEPRESSIONARIA: zona di bassa pressione. Nota anche come Bassa Pressione, ovvero l'opposto di alta pressione (Anticiclone). Generalmente caratterizzato da condizioni di tempo instabile-perturbato.
AREA CICLONICA: analogo di area depressionaria.
CICLONE: analogo di area depressionaria.
FRONTE CALDO: sistema frontale che comporta la sostituzione di masse di aria fredda preesistente con masse di aria più calda.
FRONTE FREDDO: sistema frontale che comporta la sostituzione di masse di aria calda preesistenti con masse d'aria fredda. Generalmente associato a precipitazioni a carattere temporalesco.
FRONTE STAZIONARIO: fronte che si muove molto lentamente.
PRESSIONE AL LIVELLO DEL MARE: pressione atmosferica al livello del mare, generalmente determinata dalla pressione osservata presso le stazioni di rilevamento.
PRESSIONE ATMOSFERICA: pressione esercitata dall'atmosfera su un dato punto della superficie terrestre. La sua misura può essere espressa in svariati modi. In millibar, in millimetri di mercurio (mmHG), in ectopascal (hPa). Nota anche come pressione barometrica.
VORTICE DEPRESSIONARIO: area depressionaria associata a generali condizioni di tempo perturbato.
FENOMENI VARI
AVVEZIONE CALDA: movimento di masse d'aria calda verso una determinata area.
AVVEZIONE FREDDA: movimento di masse d'aria fredda verso una determinata area.
FOSCHIA: riduzione della visibilità a causa di particelle (vapor d'acqua, pulviscolo,..) disperse nell'aria sufficientemente numerose da conferirgli aspetto opalescente. Visibilità comunque sopra i 1000 metri.
NEBBIA GELATA: si usa per esprimere il fenomeno che si verifica quando è presente nebbia e la temperatura è sotto gli 0°C.
RAFFICA DI VENTO: improvviso aumento o rapida variazione della velocità del vento. La durata è generalmente inferiore di 20 secondi. Le raffiche di vento sono generalmente associate ad altri fenomeni come ad esempio i temporali.
ROVESCIO: precipitazione originata da sistema convettivo caratterizzata dal suo improvviso inizio e termine, improvvise variazioni di intensità, e da rapide variazioni nella copertura del cielo.
SICCITA': tempo anormalmente arido per una determinata area.
SUPERCELLA: temporale violento e persistente caratterizzato da intense correnti ascensionali e da limitata estensione spaziale. E' causa di fenomeni meteorologici intensi come pioggia intensa, grossa grandine, forti venti e talvolta tornadi.
TEMPORALE: fenomeno generalmente di limitata estensione spaziale e di breve durata (generalmente inferiore a 30 minuti), caratterizzato da tuoni, fulmini, venti turbolenti, grandine, precipitazioni, correnti ascensionali e discendenti e in casi estremi tornado.
TEMPORALE VIOLENTO: temporale con venti prossimi a 90 km/h o superiori. Possono essere associate anche piogge torrenziali, fulmini e grossi chicchi di grandine.