Sistema endocrino

 

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    Sistema endocrino

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    Il Pancreas

    Fisiologia del Pancreas Endocrino

    La tiroide

    Le Paratiroidi


    Vi sono nell’organismo alcune ghiandole la cui funzione è essenziale per la vita. Esse vengono chiamate col termine di “ghiandole endocrine” o a secrezione interna, in quanto i loro prodotti passano direttamente nel sangue. Queste ghiandole non hanno pertanto un condotto escretore, ma sono gli stessi vasi sanguigni che capillarizzandosi in esse, ne raccolgono le secrezioni. Le ghiandole a secrezione interna o endocrine si distinguono così nettamente dalle ghiandole a secrezione esterna, dette esocrine; queste ultime sono infatti dotate di un condotto escretore e comprendono le ghiandole dell’apparato digerente, quali le ghiandole salivari, il pancreas, le ghiandole dello stomaco e dell’intestino, ecc.

    Le ghiandole endocrine secernono delle sostanze particolari, che svolgono nell’organismo delle funzioni biologiche di importanza enorme: gli ormoni. Le principali ghiandole endocrine dell’organismo sono il pancreas, la tiroide  le paratiroidi, le capsule surrenali, l’ipofisi, le gonadi.

     

  • Il Pancreas

    Il pancreas è un organo ghiandolare costituito da una parte esocrina, che versa cioè il suo contenuto secreto all’esterno del sistema vascolare, e da una parte endocrina, che versa cioè direttamente il suo secreto nel sistema vascolare. È un organo impari e asimmetrico la cui conformazione esterna assomiglia vagamente a una struttura ovalare con asse maggiore trasversale; è disposto nella cavità addominale da destra a sinistra e dal basso verso l’alto, sotto il peritoneo e incastrato con la sua testa nella “C” duodenale. È situato a livello del margine inferiore della prima vertebra lombare iniziando subito a destra della colonna vertebrale e portandosi trasversalmente dal basso verso l’alto a sinistra, fin nell’ipocondrio di questo lato.

    Nella ghiandola endocrina sono presenti dei lobuli e frammisto ad essi è distribuito un insieme di strutture cellulari dette isole di Langerhans che costituiscono il cosiddetto pancreas endocrino. Esso è composto da ammassi cellulari riuniti in cordoni racchiusi in una sottile membrana connettivale e permeati da numerosi sinusoidi entro quali viene riversato il secreto da loro prodotto che è costituito da due ormoni: l’insulina e il glucagone. Le isole del Langerhans sono maggiormente distribuite nella coda pancreatica e meno nella testa e nel corpo. Le isole di Langerhans sono costituite da due tipi di cellule: alfa e beta, entrambe aventi la struttura delle cellule produttrici di materiale proteico ed entrambi contengono all’interno dei granuli, più grossi nelle cellule beta e più fini nelle cellule alfa. È da tempo riconosciuto che le cellule beta sono quelle produttrici di insulina mentre le cellule alfa producono il glucagone. Sono presenti anche cellule delta o D che si colorano differentemente dalle prime e che secondo alcuni autori produrrebbero materiale molto simile alle secretine gastriche. All’interno delle isole di Langerhans si distribuiscono alcune fibre nervose amieliniche il cui significato prevalente sembra essere quello vesomotore.

     

  • Fisiologia del Pancreas Endocrino

    Il pancreas endocrino produce due tipi di ormoni: l’insulina sintetizzata dalle cellule beta e il glucagone sintetizzato dalle cellule alfa. Si tratta di due ormoni polipeptidici che svolgono un’azione antagonista sul metabolismo glucidico in particolare, ma anche su quello lipidico e proteico. Dal punto di vista biochimico l’insulina è una proteina prodotta sotto forma di proormone a livello del reticolo endoplasmatico delle cellule beta ed è costituita da una catena da una catena di 34 amminoacidi piegata su se stessa e  unita da due ponti disolfurici. Viene trasferita in questa forma all’apparato di Golgi dove un enzima proteolitico stacca un frammento di 33 amminoacidi trasformando la proinsulina nell’insulina attiva pronta per essere immessa nel circolo. Lo stimolo principale per questa immissione è il livello della glicemia: se per qualsiasi ragione questo aumenta, l’insulina già in forma attiva, viene immediatamente liberata in circolo. Di conseguenza l’azione principale dell’insulina consiste nel far diminuire la concentrazione ematica del glucosio. Ciò avviene principalmente a tre livelli: il fegato , il tessuto muscolare e il tessuto adiposo. A livello epatico il glucosio penetra nell’epatocita per gradiente di concentrazione, senza bisogno attivo dell’insulina. Questa però nell’epatocita favorisce la trasformazione del glucosio in glucosio – 6 – fosfato permettendo ad altro glucosio di entrare nell’epatocita, dove viene inoltre stimolata la glicogeno – sintetasi inibendo al contempo la via gluconeogenetica con il risultato globale di favorire il deposito epatico del glucosio, bloccandone la fuoriuscita dal fegato e stimolando indirettamente la produzione proteica in quanto una minore quantità di amminoacidi viene sottratta dalla via gluconeogenetica inibita dalla stessa insulina. A livello muscolare e adiposo l’insulina invece entra in azione già nel favorire il passaggio entro questi tessuti, inoltre ne favorisce il deposito sotto forma di glicogeno nel muscolo stimolando l’enzima glicogenosintetasi, mentre nel tessuto adiposo, inibendo l’enzima lipasi, obbliga in un certo senso questo tessuto ad utilizzare il glucosio per i suoi bisogni energetici oltre che a depositarlo come trigliceride.

    L’azione dell’insulina è immediata e si protrae solo per circa 5 o 6 ore in quanto viene velocemente degradata. Dal punto di vista terapeutico, essendo una proteina non può essere assunta per bocca in quanto verrebbe digerita ancor prima di essere assorbita a livello della mucosa intestinale.

    Il glucagone è l’ormone prodotto dalle cellule alfa – pancreatiche ed è un polipeptide costituito da 29 amminoacidi il cui compito principale consiste nel far aumentare il livello di glucosio nel sangue. Questo risultato viene ottenuto tramite la stimolazione della glicogenesi a livello epatico e muscolare, con il contemporaneo blocco dell’azione insulinica e la stimolazione della lipolisi negli adipociti, con simultanea inibizione dell’ingresso del glucosio in questo tessuto. In altre parole il glucagone non solo favorisce l’immissione di circolo del glucosio, ma ne blocca l’immagazzinemento rendendolo pronto per l’utilizzo da parte dell’organismo. La stimolazione pancreatica endocrina è praticamente dovuta al tasso di glucosio nel sangue.

    Lo studio funzionale del pancreas si può effettuare tramite il posizionamento di un sondino duodenale più o meno al livello della papilla di Vater. Esso può rendersi utile nel corso di particolari malattie pancreatiche come la pancreatite cronica in cui un deficit produttivo pancreatico quantitativo e qualitativo può essere studiato al fine di attenuare o di eliminare i disturbi digestivi a carico dei grassi, degli zuccheri e delle proteine. Anche lo studio delle feci può dare indicazioni indirette sulla funzionalità pancreatica in quanto la presenza di amido, di grassi, e di proteine in quantità eccessiva può essere indice di mancata o deficitaria produzione enzimatica da parte del pancreas. La funzionalità del pancreas endocrino si effettua studiando il dosaggio e le variazioni dell’insulinemia e della glicemia in diverse condizioni metaboliche e in seguito a stimolazione con determinate sostanze.

    L’insulinemia in condizioni di base è di 15 –20µU/ml e la glicemia varia tra i 50 e i 100mg. Le sostanze più comunemente impiegate per lo studio della funzionalità endocrina sono il glucosio, la tolbutamide e la leucina. Con il glucosio si determina la cosiddetta curva glicemica somministrando a digiuno 1g di glucosio per kg di peso corporeo del soggetto. In condizioni normali la glicemia raggiunge i valori massimi entro la prima ora e ritorna ai valori normali entro la seconda ora, mentre può scendere al di sotto dei valori di base dopo la terza e la quarta ora. Se esiste una scarsa efficienza funzionale endocrina del pancreas, la glicemia non ritorna ai valori normali anche dopo la seconda, terza , quarta ora. Questa prova da carico di glucosio può essere potenziata somministrando contemporaneamente sostanze come i cortisonici che accentuano il tasso di glucosio nel sangue. La tolbutamide è una sulfonilurea che stimola la liberazione in circolo favorirà l’abbassamento della glicemia: se se non c’è insulina o se le cellule beta ne producono una quantità insufficiente la glicemia diminuirà in modo non significativo mentre la produzione di abbondante insulina causerà una caduta del livello glicemico. Questa prova consiste nel somministrare a digiuno e per endovenosa 1g di tolbutamide determinando al contempo la glicemia di base ogni trenta minuti per tre ore di seguito. Nei soggetti normali già entro la prima mezz’ora si osserva una notevole diminuzione della glicemia che tende a normalizzarsi entro la seconda e la terza ora. Da questa risposta si può anche dedurre un buon funzionamento delle cellule alfa che, producendo glucagone, favoriscono il ripristino di una normale glicemia. Anche il glucagone può essere dosato, con sistemi radioimmunologici complicati e non sempre disponibili in tutti i laboratori. In termini più generali il pancreas può essere studiato anche con la tecnica scintigrafica o radiologica. La scintigrafia si pratica iniettando per via endovenosa una sostanza radioattiva, la seleniometionina marcata, che viene fissata elettivamente a livello pancreatico. La mappa scintigrafica ottenuta darà un’immagine omogenea nel caso di un pancreas normalmente funzionante, non darà immagini in caso di atrofia pancreatica o darà immagini parziali con delimitate aree di ipocaptazione del tracciante radioattivo o aree fredde quando esistono formazioni cistiche, zone necrotiche o zone neoplastiche. Con la tecnica radiologica si può effettuare una radiografia dell’addome senza mezzo do contrasto che permette di visualizzare la presenza di eventuali calcificazioni nella regione pancreatica, secondarie e pencreatiti. Lo studio radiografico del tubo digerente può rivelare eventuali dislocazioni gastriche e/o duodenali dovute a tumefazioni del pancreas che alternano i normali profili degli organi limitrofi come lo stomaco e il duodeno. La “C” duodenale in cui si incastra la testa del pancreas può essere studiata meglio con la tecnica della duodenografia ipotonica, nella quale la somministrazione di atropina annulla i movimenti peristaltici favorendo il contatto duodenale con il pancreas: se la ghiandola presenta deformazioni, queste potranno essere facilmente rilevate dall’alterato profilo duodenale la cui parete ipotonica si lascia facilmente deformare. Anche lo studio colangiografico delle vie biliari extraepatiche consente inndirettamente di osservare eventuali alterazioni del coledoco con riflessi negativi sul pancreas. La tecnica dello studio stratigrafico pancreatico dopo retro – pneumoperitoneo consente di visualizzare in toto il profilo del pancreas: questo esame ultimamente è caduto in disuso, sostituito dalla tomografoia assiale compiuterizzata. Recentemente oltre alla TAC è entrata nell’uso diagnostico la Wirsunggrafia o pancreatografia intraoperatoria che consente di visualizzare eventuali patologie del dotto escretore pancreatico o malformazioni a suo carico. Anche l’arteriografia selettiva dell’arteria celiaca consente di evidenziare eventuali anomalie vascolari soprattutto qualora si consideri l’opportunità di praticare interventi sul pancreas.

     

  • La tiroide

    Ghiandola endocrina situata nella regione anteriore del collo davanti alla laringe e alla trachea, costituita da due lobi laterali grossolanamente ovalare riuniti da un ponte trasversalmente chiamato istmo. Contrae stretti rapporti con la laringe, la trachea, le ghiandole paratiroidi, con i nervi ricorrenti laringei e con il fascio vascolo – nervoso del collo. Nell’adulto ha un peso che oscilla tra i 20 e i 30 grammi in condizioni normali. La tiroide  ha una struttura lobulare realizzata da setti connettivali in cui decorrono nervi e vasi nutritivi. La struttura di base è rappresentata da un follicolo tiroideo, formazione chiusa e rotondeggiante rivestita da un solo strato di cellule, cubiche o appiattite, a seconda del loro stato funzionale, che contiene una sostanza omogenea e densa di colore ambrato detta colloide. Nella compagine del tessuto tiroideo si osservano inoltre raggruppamenti di cellule non disposte a formare un follicolo chiamate cellule C o parafollicoli, produttrici di un ormone che interviene nel metabolismo del calcio: la tirocalcitonina. Dal punto di vista funzionale la tiroide è una ghiandola indispensabile per la vita. Gli ormoni tiroidei provocano infatti molteplici effetti metabolici e morfogenetici in numerosi organi ed apparati e la loro importanza è particolarmente rilevante durante lo sviluppo: essi regolano l’accrescimento corporeo e favoriscono lo sviluppo cerebrale nel bambino; nell’individuo adulto mantengono la termoregolazione e, più generale, partecipano al controllo di tutto il metabolismo cellulare, delle proteine, dei grassi e degli zuccheri in ogni organo e apparato. Per questo, la sua regolazione funzionale è estremamente complessa. I cardini di questa regolazione prevedono lo stimolo della tiroide da parte dell’ormone ipofisiario tireotropo o THS, la cui produzione viene influenzata dalla quantità di ormone tiroideo circolante; in tal modo una scarsa concentrazione ematica di questo stimola l’ipofisi a produrre TSH, il quale, a sua volta, fa aumentare la produzione di ormone tiroideo da parte della tiroide. L’ipofisi viene per contro inibita da livelli ematici elevati di ormone tiroideo. A sua volta il TSH ipofisario viene stimolato e regolato da centri nervosi cerebrali, particolarmente dall’ipotalamo con la liberazione di un altro ormone, il TRH (ormone di rilascio del TSH ).

    La formazione degli ormoni tiroidei avviene attraverso varie fasi: lo iodio, introdotto con l’acqua e gli alimenti, viene accumulato all’interno della ghiandola, si unisce all’amminoacido tirosina formando monoiodotirosina diiodotirosina; successivamente due di queste molecole si uniscono a formare triiodotirosina o T3 e tetraiodotirosina o tiroxina o T4, che sono i classici ormoni tiroidei. L’amminoacido tirosina viene legato sin dall’inizio a una proteina, la tireoglobulina, con la quale rimane unito fino al momento dell’immissione in circolo dell’ormone tiroideo; a questo punto avviene una reazione enzimatica che stacca gli ormoni dalla proteina permettendo a questi di attraversare la barriera di cellule tiroidee che circonda il follicolo e di immettersi nel circolo sanguigno dove verranno legati ad un’altra proteina e trasportati in tutto l’organismo per esplicare la loro azione.

    La valutazione della funzione tiroidea avviene, abbastanza semplicemente, sulla scorta del dosaggio degli ormoni tiroidei T3 e T4 circolanti nel sangue, nella loro quantità totale o, in modo ancor più specifico, nella loro sola frazione libera della proteina di trasporto (FT3, FT4), che è poi la vera quota ormonale attiva. Altrettanto importante sarà il dosaggio nel sangue del TSH, misurato oggi con metodi ultrasensibili, in condizioni di base o, nei casi in cui sia più difficile la diagnosi di alterata funzionalità tiroidea, con la prova di stimolazione con TRH sintetico. Tra gli esami strumentali, il più comune è la scintigrafia, mediante iodio o tecnezio radioattivo, che frequentemente si accompagna alla curva di captazione tiroidea, che informa sulla maggiore o minore capacità della ghiandola di assumere e concentrare lo iodio per poi dismetterlo  all’interno degli ormoni tiroidei. Ultimamente è sempre più frequente il ricorso all’ecografia tiroidea , cioè all’esame con ultrasuoni, capace di definire in modo assai sensibile la struttura e la consistenza della ghiandola e, quando all’interno di questa  siano presenti dei noduli, all’esame microscopico di un piccolissimo frammento di tessuto prelevato con un ago sottile (agobiopsia).

    L’alterazione della funzione tiroidea provoca un’alterazione dei normali processi metabolici, trofici e funzionali dell’organismo, con il risultato di una tutta complessa sintomatologia, diametralmente opposta negli ipertiroidismi e negli ipotiroidismi. La patologia della tiroide comprende inoltre i processi infiammatori e i tumori. Tra i primi le cause più comuni sono di natura infettiva e autoimmunitaria. I tumori tiroidei, infine, possono essere benigni o maligni; i primi sono adenomi a invasività limitata, accrescimento lento, incapaci di dare metastasi, i quali possono essere tossici, ossia secernenti ormoni in eccesso, e non tossici. Maligno è invece il carcinoma, che assume aspetti istologici vari, avendo comportamento aggressivo con tendenza cioè a invadere i tessuti vicini e a metastatizzare a distanza. Talvolta si manifesta tardivamente con la sintomatologia da compressione degli organi vicini. La cura delle neoplasie tiroidee è affidata alla chirurgia.

     

  • Le Paratiroidi

    Le paratiroidi sono ghiandole endocrine che, in numero di quattro, sono situate, due per lato, lungo i margini posteriori dei lobi tiroidei. Si distinguono in superiori e inferiori, hanno forma ovalare, colorito grigio rossastro e sono costituite da cordoni cellulari circondati da una capsula di tessuto connettivo. Tali ghiandole producono l’ormone paratiroideo o paratormone (PTH) che regola il metabolismo del calcio e del fosforo: la diminuzione della concentrazione di tale ormone nel sangue provoca la caduta della calcemia e l’aumento della fosforemia. Numerosi eventi patologici possono colpire le paratiroidi (tumori, asportazioni accidentali nel corso di interventi sulla tiroide, ipofunzionalità congenita o acquisita, ecc.) e provocare stati di iper o di ipoparatirodismo: nei casi di iperparatirodismo primitivo sono dovuti, nella maggior parte dei casi, a un adenoma delle paratiroidi e si manifestano con una grave  distrofia generalizzata dello scheletro.

    Gli stati ipoparatiroidei si identificano nella tetania paratireopriva, dovuta a una diminuzione  della calcemia e caratterizzata da ipereccitabilità neuromuscolare cui si aggiungono, nelle forme croniche, alterazioni della cute, delle unghie e dei denti. Le forme acute possono essere temporaneamente risolte mediante iniezioni endovenose di preparati di calcio, mentre per quelle croniche si ricorre alla somministrazione di vitamina D o dei suoi derivati.

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  • Sistema endocrino

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 IL SISTEMA ENDOCRINO

Le Ghiandole e gli Ormoni
Le ghiandole vengono classificate in esocrine ed endocrine. Le ghiandole esocrine sono provviste di un canale escretore, attraverso il quale le sostanze prodotte sono veicolato o direttamente sulla superficie esterna dell’organismo o in una delle sue cavità interne comunicanti con l’esterno. Le ghiandole endocrine, prive di canale escretore, rilasciano le sostanze prodotte  nel microambiente, da dove passa per diffusione nei capillari sanguigni.
L’attività funzionale delle ghiandole endocrine consiste nel produrre e versare nel sangue il prodotto da esse elaborato, chiamato ORMONE, capace di regolare l’attività metabolica di vari organi chiamati ORGANI BERSAGLIO.
Una volta raggiunti gli organi bersaglio, gli ormoni, interagendo con recettori specifici, innescano una serie di reazioni diverse. Molti ormoni inducono la sintesi di altri ormoni e sono detti per questo TROPINE.
Le ghiandole sottoposte al controllo delle TROPINE possono influenzare la produzione di queste attraverso un meccanismo di regolazione chiamato FEEDBACK. Quando l’ormone prodotto dalle ghiandole raggiunge una certa concentrazione nel sangue, esso blocca la produzione della tropina corrispondente (feedback negativo), quando invece la concentrazione ematica dell’ormone scende al di sotto di un certo livello, la produzione della tropina viene nuovamente favorita (feedback positivo). Si realizza così un meccanismo di bilanciamento continuo tra la produzione di una determinata tropina e l’attività della sua ghiandola bersaglio.
E’ un sistema regolatore, formato dalle ghiandole endocrine che secernono sostanze chimiche chiamate ormoni.

Gli ormoni sono secreti direttamente nei capillari e quindi nella circolazione generale.
Ciascun ormone esercita poi effetti molto specifici su certi organi chiamati organi bersaglio.

In generale il sistema endocrino ed i suoi ormoni concorrono a regolare la crescita dell’organismo, l’utilizzo delle sostanze alimentari per produrre energia, la resistenza allo stress, il pH dei liquidi corporei ed il bilancio idroelettrico, nonché la riproduzione.

 Il centro a livello del quale i meccanismi di correlazione endocrina si realizzano è rappresentato dall’IPOTALAMO. Esso è una parte del diencefalo ed è connesso all’ipofisi attraverso il peduncolo ipofisario, lungo il quale passano fibre nervose.
Nell’ipotalamo sono situati raggruppamenti di cellule nervose nei cui nuclei vengono prodotte sostanze di tipo ormonale. Questi raggruppamenti di cellule sono definiti nuclei neurosecernenti e il materiale da essi elaborato viene chiamato neurosecreto.
Alcuni nuclei neurosecernenti presenti nello stesso ipotalamo  producono sostanze dette Fattori di rilascio  o Releasing Factor (RF) che stimolano le cellule dell’ipofisi a secernere tropine.  Oltre ai Fattori di Rilascio vengono prodotte anche sostanze capaci di inibire la secrezione di alcune tropine ipofisiare  e che vengono pertanto chiamate ormoni inibitori o Inhibiting Hormones (IH).  Gli ormoni IH e RF detti ipofisotropi, migrano lungo gli assoni delle cellule neurosecernenti e tramite questi raggiungono il peduncolo ipofisario. Qui i terminali assonici liberano gli ipofisotropi nei capillari  che raggiungono l’ipofisi.

 

L’ipofisi è una ghiandola di primaria importanza in quanto produce non soltanto ormoni che influenzano direttamente determinate funzioni organiche, ma anche ormoni che agiscono su altre ghiandole endocrine, regolandone l’attività. Inoltre essa, per i rapporti che contrae con l’ipotalamo, rappresenta un punto di incontro tra l’apparato endocrino e il sistema nervoso

 

 

IPOFISI O GHIANDOLA PITUITARIA
E’ connessa all’ipotalamo per mezzo di un piccolo peduncolo ed è riposta nella sella turcica dell’osso sfenoide. E’ suddivisa in ipofisi posteriore – NEUROIPOFISI ed ipofisi anteriore ADENOIPOFISI

L’ipofisi posteriore o neuroipofisi
immagazzina 2 ormoni prodotti dall’ipotalamo ( NUCLEO SOPRAOTTICO E NUCLEO PARAVENTRICOLARE)  ed il loro rilascio è stimolato da impulsi nervosi provenienti dall’ipotalamo stesso
Essi sono:

n   Ormone antidiuretico. – ADH
Aumenta il riassorbimento di acqua dai tubuli renali, con diminuzione di urina formata. Il volume ematico aumenta e questo aiuta a mantenere normale la pressione arteriosa. Lo stimolo di secrezione di ADH è la diminuzione della q di acqua corporea come nella diarrea o a causa di una sudorazione profusa.
In caso di grave emorragia, l’ADH viene rilasciato   in grande q provocando anche vasocostrizione, per
mantenere la pressione sanguigna normale.
L’ingestione di alcol ed il freddo inibiscono la secrezione di ADH.

n   Ossitocina.
Stimola la contrazione dell’utero alla fine della gravidanza e la secrezione del latte da parte delle gh.mammarie.
Lo stiramento del collo dell’utero ad inizio travaglio,
genera impulsi sensori verso l’ipotalamo che stimola
l’ipofisi posteriore al rilascio dell’ossitocina.
Quando il bimbo è allattato al seno, la suzione stimola
impulsi sensori dal capezzolo verso l’ipotalamo.

L’ipofisi anteriore o adenoipofisi
secerne ormoni che controllano molte funzione corporee. Essi sono a loro volta regolati dai fattori di rilascio ipotalamici, secreti all’interno dei capillari nell’ipotalamo e che passano attraverso le vene portali ipofisarie in un’altra rete capillare posta nell’ipofisi anteriore. Qui i “releasing factors” vengono assorbiti e stimolano la secrezione degli ormoni dell’ipofisi anteriore.

n   Ormone della crescita o GH o STH.
La somatotropina svolge un’azione di stimolo sullo sviluppo, aumentando il trasporto di aminoacidi  all’interno delle cellule e quindi la velocità di sintesi proteica.
Stimola pure la divisione cellulare nei tessuti capaci di mitosi. Nell’infanzia ciò è molto importante soprattutto per l’apparato scheletrico e muscolare.
Il GH stimola anche la liberazione di grassi da parte del tessuto adiposo ed il loro uso per la produzione di energia.
Nell’adulto viene secreto ancora soprattutto in caso di digiuno prolungato.

La secrezione di GH è regolata da 2 fattori ipotalamici:

1) Il GHRF che viene prodotto in situazioni di ipoglicemia, durante l’attività fisica, inconcomitanza con alti livello ematici di aa.

2) La somatostatina (GHIF) è l’ormone inibente l’ormone
della crescita e viene prodotta in condizione di    iperglicemia.

n    Ormone stimolante la tiroide, TSH
Stimola la normale crescita della tiroide e la secrezione della tiroxina (T4) e della triiodotironina (T3).
La secrezione di TSH viene stimolata dal TRF (fattore di rilascio) prodotto dall’ipotalamo. Quando il metabolismo diminuisce, viene prodotto TRF.

n    Ormone adrenocorticotropo, ACTH
Stimola la produzione di cortisolo ed altri ormoni da parte della corteccia surrenalica. La secrezione di ACTH è aumentata dal CRF (fattore di rilascio) prodotto dall’ipotalamo.
Esso viene secreto in ogni situazione di stress fisiologico, come una lesione, un trauma, ipoglicemia od attività muscolare.
n    Prolattina, LTH
E’ responsabile dell’allattamento, iniziando e mantenendo la produzione di latte da parte delle ghiandole mammarie.
n    Ormone follicolostimolante, FSH
Agisce sulle gonadi. Nella donna stimola la crescita dei follicoli ovarici in cicli di circa 28 giorni. Stimola inoltre la secrezione di estrogeni da parte delle cellule follicolari.
Nell’uomo inizia il processo di formazione delle cellule dello sperma nei testicoli. La secrezione di FSH viene regolata dall’ipotalamo che produce il fattore di rilascio della gonadotropina (GnRF).
n    Ormone luteinizzante, LH
E’ un altro ormone delle gonadi. Nella donna è responsabile dell’ovulazione, cioè della fuoriuscita di un uovo maturo dal follicolo ovarico.
Nell’uomo induce le cellule interstiziali dei testicoli a secernere testosterone. La secrezione di LH viene regolata dal GnRF dell’ipotalamo.
 
 La tiroide  

E’ situata nel collo anteriormente e ai 2 lati della trachea, proprio sotto la laringe.
I follicoli tiroidei producono T3 e T4, per la cui sintesi è necessario lo iodio; il terzo ormone qui prodotto è la calcitonina.
 T3 e T4:
 Svolgono le stesse funzioni, cioè regolano la produzione di energia e la crescita del corpo aumentando la respirazione cellulare, favorendo così l’utilizzo di tutte le sostanze nutritive. La tiroxina non è comunque vitale, sebbene una sua assenza riduce notevolmente lo sviluppo, le capacità fisiche e mentali.
La secrezione dei 2 ormoni viene stimolata dall’ormone stimolante la tiroide, TSH, prodotto dall’ipofisi anteriore.
Quando il metabolismo basale diminuisce, questo cambiamento viene avvertito dall’ipotalamo che secerne il TRF, che a sua volta stimola l’ ipofisi anteriore a secernere TSH, che induce la tiroide a rilasciare tiroxina e T3.
 Calcitonina:

Essa riduce il riassorbimento di calcio e fosfato dalle ossa al sangue nell’ottica di conservare stabile e forte la matrice ossea. Lo stimolo per la secrezione di calcitonina è costituito dall’ipercalcemia.

  b) Le paratiroidi

Esse sono 4 e sono situate posteriormente alla tiroide, due per ciascun lobo. Producono l’ormone paratiroideo, PTH, che è un antagonista della calcitonina per il mantenimento dei normali livelli di calcio e fosfato. Organi bersaglio del PTH sono le ossa, l’intestino tenue ed i reni.
Aumenta il riassorbimento di calcio e fosfato dalle ossa al sangue e aumenta l’assorbimento di calcio e fosfati dalle sostanze alimentari. Nei reni aumenta il riassorbimento di calcio e la secrezione di fosforo.
La secrezione di PTH viene stimolata dalla ipocalcemia.
Il calcio nel sangue è essenziale per il processo della coagulazione ematica e per la normale attività dei neuroni e delle cellule muscolari.

   c) Il pancreas

Situato nel quadrante superiore sinistro, si estende dalla curva del duodeno fino alla milza. E’ una ghiandola mista, ma in questo contesto si tratterà della sua funzione endocrina.
Le cellule che sintetizzano gli ormoni del pancreas sono le Cellule del Langerhans, che contengono cellule alfa (glucagone) e cellule beta che producono insulina.

  Il glucagone:

Stimola il fegato a convertire il glicogeno in glucosio e determina un aumento dell’utilizzo dei grassi e degli aa in eccesso per la produzione di energia.
La gluconeogenesi consiste appunto nella conversione degli aa in eccesso in carboidrati semplici.
Per cui l’effetto del glucagone è quello di aumentare il livello di glucosio nel sangue.
La secrezione di glucagone è stimolata dalla ipoglicemia.

  L’insulina:
Incrementa il passaggio di glucosio dal sangue alle cellule, aumentando la permeabilità delle membrane cellulare al glucosio. Il fegato e le cellule muscolari striate sono in grado di convertire il glucosio in glicogeno, per essere immagazzinato.
L’insulina rende le cellule capaci di assumere acidi grassi e aminoacidi  per usarli nella sintesi di lipidi e proteine.
L’insulina inoltre riduce il glucosio ematico ed è un ormone di importanza vitale.
La secrezione di insulina è stimolata dall’iperglicemia ed è in antagonismo con il glucagone.

  d) Le ghiandole surrenali

Sono situate sopra i reni e sono formate da una porzione midollare ed una corticale, che producono ormoni diversi.

  Midollare surrenale:
queste cellule secernono adrenalina e noradrenalina, che assumono il nome di catecolamine e svolgono attività simpaticomimetiche.
La secrezione di entrambi gli ormoni è stimolata da impulsi simpatici provenienti dall’ipotalamo.
Adrenalina e noradrenalina vengono secrete in situazioni di stress: la noradrenalina viene secreta in piccola quantità e causa vasocostrizione cutanea, dei visceri e dei muscoli scheletrici, determinando così un aumento della pressione sanguigna.
L’adrenalina, secreta in grande quantità, aumenta la frequenza cardiaca e la forza di contrazione, dilata i bronchioli, diminuisce la peristalsi, stimola il fegato a convertire il glicogeno in glucosio, aumenta l’utilizzo dei grassi a scopo energetico.
Questo meccanismo ormonale è sinergico agli effetti provocati dal meccanismo nervoso simpatico.

  Corticale surrenale:

Secerne 3 tipi di ormoni steroidei: mineralocorticoidi, glicocorticoidi ed ormoni sessuali (estrogeni ed androgeni).

L’aldosterone è tra i mineralocorticoidi quello prodotto in maggior quantità. Organo bersaglio sono i reni, aumentando il riassorbimento del sodio e la escrezione del potassio da parte dei tubuli renali.
Quando gli ioni sodio vengono riassorbiti, gli ioni idrogeno possono essere escreti in cambio, prevendendo o controbilanciando l’acidosi dei liquidi corporei.
Con il riassorbimento deglio ioni sodio, vengono pure riassorbiti ioni cloruro e ioni bicarbonato.
Come effetto indiretto dell’aldosterone assistiamo al riassorbimento dell’acqua da parte dei reni.
Dunque l’aldosterone mantiene nella norma i livelli ematici di sodio e di potassio e contribuisce al mantenimento del pH ematico e della pressione arteriosa.
Deficienza di sodio, perdita di sangue, disidratazione o elevato livello ematico di potassio, stimolano la secrezione di aldosterone.
La bassa pressione arteriosa ed il ridotto volume ematico attivano il meccanismo renina-angiotensina dei reni, con formazione di angiotensina II che causerà vasocostrizione e stimolazione di aldosterone per agevolare la normalizzazione del volume ematico e della pressione arteriosa.

Il cortisolo:

appartiene al gruppo dei glicocorticoidi ed aumenta l’utilizzo dei grassi e degli aa in eccesso a scopo energetico e diminuisce l’utilizzo del glucosio.
Il cortisolo è secreto dopo ogni stress fisiologico e preserva il glucosio per il cervello, che non può utilizzare altra fonte energetica.
Il cortisolo svolge anche un’azione anti-infiammatoria, bloccando l’azione permeabilizzante dell’istamina, rilasciata dai tessuti danneggiati.
Sebbene l’infiammazione sia un processo benefico, la normale secrezione di cortisolo ne mantiene il processo sotto controllo. Un eccesso di cortisolo può comunque indebolire la risposta immunitaria e rende l’organismo più suscettibile alle infezioni.
Lo stimolo diretto per la secrezione di cortisolo è l’ACTH, prodotto dall’ipofisi anteriore che a sua volta è stimolato dal fattore di rilascio della corticotropina prodotto dall’ipotalamo formato nelle situazioni di stress, malattia, lesione fisica, emorragia, paura, rabbia, esercizio, fame.

 

 

e) Ovaie

Gli estrogeni sono secreti dalle cellule follicolari dell’ovaio; la secrezione è stimolata dall’FSH. Gli estrogeni promuovono la maturazione della cellula uovo nel follicolo ovarico e stimolano la crescita dei vasi sanguigni nell’endometrio dell’utero.
I caratteri secondari della donna si sviluppano anche in risposta agli estrogeni.
Il progesterone viene prodotto dal corpo luteo, cioè dal follicolo ovarico maturo che ha liberato la cellula uovo.
Il progesterone promuove l’immaganizzamento di glicogeno e l’ulteriore crescita dei vasi ematici dell’endometrio, che così diventa una placenta potenziale.
Anche le cellule secernenti delle ghiandole mammarie si sviluppano sotto l’azione del progesterone.

g) Testicoli

Il testosterone è l’ormone steroideo secreto dalle cellule interstiziali dei testicoli.
Promuove la maturazione degli spermatozoi nei tubuli seminiferi e stimola lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari maschili.
Sia gli estrogeni sia il testosterone provocano la chiusura delle epifisi delle ossa lunghe.

h)..le prostaglandine

Vengono prodotte virtualmente da tutte le cellule ed esercitano i loro effetti localmente dove sono prodotte e non nei confronti di organi bersaglio.
Le prostaglandine sono ben conosciute come mediatori nell’infiammazione, interreagiscono nei meccanismi del dolore, nella vasodilatazione e nella vasocostrizione, nella secrezione delle ghiandole digestive.....

L’aspirina ad esempio, inibisce la sintesi della prostaglandine, togliendo così il dolore, ma l’aspirina inibendo la sintesi di prostaglandine altera pure l’aggregazione piastrinica.

 

 CHIMICA DEGLI ORMONI
AMINE: questi ormoni derivano dall’aminoacido tiroxina.
In questo gruppo includiamo la tiroxina prodotta dalla     ghiandola tiroide, l’adrenalina e la noradrenalina prodotte dalla midollare del surrene.

PROTEINE: questi ormoni sono formati da catene di aa.  L’insulina prodotta dal pancreas, l’ormone della crescita   prodotto dall’ipofisi anteriore, la calcitonina secreta dallaghiandola tiroidea sono tutte proteine. L’ormone antidiuretico e l’ossitocina, sintetizzati dall’ipotalamo, sono peptidi.

STEROIDI: il colesterolo è il precursore degli ormoni  steroidei, che includono il cortisolo e l’aldosterone, prodotti  dalla corteccia surrenalica, gli estrogeni ed il progesterone dalle ovaie e anche il testosterone dai testicoli.

REGOLAZIONE DELLA SECREZIONE ORMONALE
Gli ormoni vengono secreti dalle ghiandole endocrine quando c’è necessità dei loro effetti sugli organi bersaglio.
Ad esempio l’insulina è secreta dal pancreas quando il livello di glucosio ematico è alto, cioè l’iperglicemia è lo stimolo che induce la secrezione di insulina.
Come risultato, il livello di glucosio ematico diminuisce e limita così lo stimolo per la secrezione dell’insulina.
La secrezione dell’insulina allora cessa fino a quando il livello di glucosio non aumenta di nuovo.

Questo è un esempio di meccanismo di feed-back negativo, in quanto gli effetti dell’ormone determinano una diminuzione della secrezione dell’ormone.

Gli ormoni dell’ipofisi anteriore sono secreti in risposta a fattori di rilascio secreti dall’ipotalamo.
Per esempio l’ormone della crescita è secreto in risposta al fattore di rilascio dell’ormone della crescita prodotto dall’ipotalamo. Quando l’ormone della crescita espleta i suoi effetti, la secrezione di GHRF diminuisce e a sua volta riduce la secrezione di ormone della crescita.

 

Fonte: www.istitutopontano.com

 

 

Sistema endocrino

 

SISTEMA ENDOCRINO

 

Il sistema endocrino ha la funzione di controllare costantemente le condizioni esterne e interne del corpo e l’informazione che ne deriva deve giungere ai centri in cui essa viene integrata allo scopo di fornire le risposte appropriate

ORMONI: molecole organiche (steroidi, proteine o derivati dagli amminoacidi) che producono specifici effetti su organi o tessuti bersaglio

GHIANDOLE: ammassi di cellule epiteliali specializzate nella sintesi e secrezione di ormoni. Si dividono in ghiandole esocrine (secernono i loro prodotti all’interno di dotti che sfociano a livello di superfici) e in ghiandole endocrine (essendo prive di dotti secernono i loro prodotti nei liquidi extracellulari, da cui diffondono nella corrente sanguigna).

FEROMONI: ormoni rilasciati all’esterno del corpo per comunicare informazioni ad organismi della stessa specie.

CONTROLLO A FEEDBACK NEGATIVO: meccanismo di controllo della secrezione di ormoni mediante il quale all’aumentare della concentrazione del prodotto finale del processo metabolico stimolato dall’ormone si ha l’inibizione del rilascio dell’ormone stesso.

 

 

 

 

 

IPOFISI
E’ una piccola ghiandola localizzata alla base del cranio, sotto l’ipotalamo ed è costituita da tre parti: lobo anteriore, lobo intermedio e lobo posteriore.
Lobo anteriore:

  • Ormone della crescita: stimola la sintesi proteica e la crescita delle ossa
  • Prolattina: stimola dopo il parto la secrezione di latte nei mammiferi
  • Ormoni tropici: TSH (stimola le cellule della tiroide e aumenta la produzione dell’ormone tiroideo; ACTH ( stimola le cellule della corticale surrenale e aumenta la produzione  di cortisolo); gonadotropine (ormoni che agiscono su testicoli e ovaie: FSH follicolo stimolante e LH luteinizzante)

Lobo intermedio:

  • È la fonte dell’ormone che stimola i melanociti (nei rettili e negli anfibi provoca il cambiamento di colore associato al mimetismo)

Lobo posteriore: funge da deposito per gli ormoni che vengono prodotti dall’ipotalamo:

  • Ossitocina: favorisce il parto accelerando le contrazioni durante il travaglio; è il responsabile della fuoriuscita del latte dalle cellule in cui viene sintetizzato.
  • Ormone ADH: diminuisce l’escrezione di acqua da parte dei reni; in alcune circostanze (come una grave emorragia) fa aumentare la pressione del sangue.

IPOTALAMO
E’ un’area dell’encefalo che si trova appena sopra all’ipofisi. Sintetizza:

  • Ossitocina (ved. Ipofisi)
  • ADH (ved. Ipofisi)
  • Fattori di rilascio:agiscono stimolando o inibendo la secrezione di ormoni da parte del lobo anteriore dell’ipofisi. I fattori di rilascio sono 10 e sono piccoli peptici caratterizzati dal fatto che non entrano mai nella circolazione generale, ma compiono un breve tragitto tramite un sistema di capillari

Inoltre riceve informazioni da molte altre aree del cervello regolando la produzione ormonale anche in relazione ai cambiamenti dell’ambiente.

TIROIDE E PARATIROIDI
La TIROIDE è una ghiandola endocrina situata alla base del collo davanti alla trachea. Grazie all’influenza dell’ormone ipofisario TSH secerne:

  • Tiroxina e triiodotironina: accelerano la velocità della respirazione cellulare; in alcuni animali svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione della temperatura.
  • Calcitonina: regola con l’aiuto degli ormoni paratoroidei il metabolismo del calcio (abbassa la concentrazione del calcio nel sangue stimolando l’assorbimento di questo da parte delle ossa e inibendo la sua assimilazione a livello intestinale e il suo riassorbimento da parte dei reni.

 Le ghiandole PARATIROIDI sono 4 ghiandole endocrine situate dietro o all’interno della ghiandola tiroide. Queste secernono:

  • Ormone paratiroideo: aumenta la concentrazione degli ioni calcio nel sangue in vari modi: stimola la conversione della vitamina D nella sua forma attiva, che a sua volta favorisce il passaggio di ioni calcio dall’intestino al sangue; riduce l’escrezione di ioni calcio da parte del rene; stimola il tessuto osseo a liberare il calcio nella corrente sanguigna.

 

GHIANDOLE SURRENALI
Le ghiandole surrenali si trovano sopra ai due reni e sono formate da due regioni diverse: la corticale surrenale e la midollare surrenale.

Corticale surrenale:

  • Cortisolo: promuove la formazione di glucosio a partire dalle proteine e dai grassi; riduce l’utilizzo di glucosio da parte di molte cellule con l’eccezione delle cellule del cervello e del cuore; sopprimono le risposte infiammatorie immunitarie.
  • Aldosterone: determina un maggiore assorbimento degli ioni sodio dal tubulo distale e dal dotto collettore del nefrone, fa aumentare le secrezioni di ioni potassio in essi e determina l’aumento del riassorbimento di acqua; produce piccole quantità di ormoni sessuali maschili.

Midollare surrenale:

  • Dopamina: mediatore chimico implicato nella trasmissione dell’impulso nervoso nelle sinapsi del sistema nervoso centrale.
  • Adrenalina e noradrenalina: accelerano e potenziano il battito cardiaco; aumentano la pressione sanguigna; stimolano la respirazione; dilatano le vie respiratorie; stimolano l’attività dell’enzima che scinde il glicogeno in glucosio.

 

PANCREAS
Il pancreas è una ghiandola sia esocrina che endocrina e quest’ultima è costituita da due differenti tipi di cellule: cellule alfa e cellule beta, riunite in isole completamente circondate dalla parte esocrina del pancreas. Le isole di Langerhans secernono:

  • Insulina: secreta dalle cellule alfa, abbassa la concentrazione di zucchero ematico stimolando sia l’assorbimento e l’utilizzo del glucosio da parte delle cellule, sia la sua conversione il glicogeno nel fegato e in grassi da parte delle cellule adipose; favorisce l’assorbimento di amminoacidi da parte del fegato e stimola la sintesi proteica.
  • Glucagone: secreto dalle cellule beta aumento lo zucchero nel sangue stimolando la scissione del glicogeno in glucosio nel fegato e la scissione dei grassi e delle proteine.

La molteplicità dei meccanismi che regolano i livelli di glucosio ematico assicura la costante presenza di questo zucchero nelle cellule celebrali.

LA GHIANDOLA PINEALE
La ghiandola pineale è un piccolo lobo situato al centro del cervello che secerne:

  • Melatonina: ormone che inibisce l’attività delle gonadi in svariate specie; negli esseri umani sembra essere legata alla maturazione sessuale; regola i ritmi di sonno e veglia, migliorando la qualità del sonno e inducendo al rilassamento
  • Ritmi circadiani

LE PROSTAGLANDINE
Sono composti chimici sintetizzati nelle vescicole seminali a partire da un acido grasso. Differiscono dagli ormoni per:

  • Sono costituiti da acidi grassi
  • Sono prodotte dalle membrane cellulari di quasi tutti gli organi del corpo
  • I loro tessuti bersaglio sono generalmente gli stessi tessuti in cui sono prodotte
  • Producono un effetto marcato a concentrazione molto più basse di quelle della maggior parte degli ormoni.

Le prostaglandine inducono:

    • La contrazione di pareti uterine
    • Lo stimolo nell’ inizio delle mestruazioni e del parto
    • La modifica del processo di coagulazione del sangue
    • Leucotrieni: agiscono da mediatori chimici della reazione infiammatoria e allergica.

 

MECCANISMO DI AZIONE DEGLI ORMONI
Le prostaglandine e i neurotrasmettitori  percorrono solo brevi distanze per raggiungere le cellule bersaglio, mentre la maggior parte degli ormoni inviano i loro messaggi a grandi distanze; per fare questo :

  • Recettori intracellulari: gli ormoni incontrano nella cellula specifiche molecole recettrici con cui si combinano. Il complesso ormone-recettore entra nel nucleo dove si lega a una proteina cromosomica specifica la quale avvia la trascrizione di un determinato segmento di DNA in mRNA.
  • Recettori di membrana: gli ormoni peptidici e i derivati amminoacidici si combinano con recettori situati sulla membrana delle cellule bersaglio. A questo punto il complesso ormone-recettore viene portato nel citoplasma per endocitosi oppure l’ormone non entra nella cellula, ma legandosi al recettore mette in moto un secondo messaggero (AMP ciclico) responsabile della serie di eventi che si verificano all’interno della cellula.

PATOLOGIE LEGATE AL SISTEMA ENDOCRINO
Tiroide:

  • Ipertiroidismo: eccessiva produzione degli ormoni secreti dalla tiroide
  • Ipotiroidismo: malattia che se insorge nell’infanzia interferisce con il normale sviluppo mentale e fisico.

Pancreas:

  • Diabete: si riferisce alla grande quantità di urina prodotta ed escreta nell’arco delle 24 ore ed è caratterizzata dall’aumento della diuresi , da una sete insaziabile,secchezza della pelle e stanchezza. Si può dividere in diabete insipido o mellito.


fonte: www.freiheitfreedom.altervista.org/

 

 

 

 

 

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