Morbillo

 

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  • Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono da prescrizione né da consiglio medico.

Tratto da Wikipedia :

Il morbillo è una malattia infettiva e contagiosa, ma solitamente si ha guarigione in poco tempo. Il suo nome (morbillo, piccolo morbo) deriva dalla contrapposizione con infezioni un tempo frequenti e violente come il vaiolo e la peste.

Il morbillo è causato da un virus, il Paramyxovirus, poco resistente fuori dall'organismo e sensibile agli agenti chimici e a quelli fisici. Il Paramyxovirus è un virus ad RNA negativo e fa parte della famiglia dei Paramyxoviridae, Genere Morbillivirus.

Si contrae per via inalatoria Periodo di incubazione: 10-12 giorni Il morbillo è una malattia infettiva acuta con altissimo indice di contagiosità (97-98%), tanto che è molto difficile raggiungere l’età adulta senza essersene ammalati. Il bambino è contagioso da 1-3 giorni prima dell’inizio dei sintomi (e quindi 3-5 giorni prima della comparsa delle manifestazioni cutanee) fino a 7 giorni dopo la comparsa dell'esantema.

Dopo il periodo di incubazione di 10-12 giorni durante il quale possono esserci segni vaghi di malessere, inappetenza, cefalea, disturbi gastroenterici inizia il periodo prodromico (Fase pre-esantematica) che dura in genere 3 giorni. In questa fase il bambino presenta una caratteristica mucosite caratterizzata da: * congiuntivite (con fotofobia e lacrimazione intensa) * raffreddore con starnuti e abbondante secrezione nasale * tosse secca abbaiante * malessere generale e febbre elevata, in genere sui 39-40 °C. Due o tre giorni prima dell’esantema sono visibili sulla mucosa geniena a livello dei molari inferiori piccolissime macchie fugaci (scompaiono dopo 12-18 ore) bianche, simili a capocchie di spillo (a spruzzatura di calce), che prendono il nome di macchie di Köplik. Le macchie di Köplik sono patognomoniche (ovvero quando si diagnosticano rappresentano un segno inequivocabile della malattia).

Dopo 3-4 giorni dall’inizio del periodo pre esantematico appare il tipico esantema che interessa prima il viso, vicino all’attaccatura dei capelli e dietro alle orecchie, e poi, nell'arco di 2-3 giorni, il resto del corpo estendendosi alle braccia, al tronco e alle gambe con una progressione caratteristica a “nevicata” (ovvero dall’alto in basso).In questo periodo la febbre può anche superare i 40° esterni. Le manifestazioni cutanee hanno l’aspetto di maculo-papule ovvero di macchioline di colore rosso vivo, lievemente rilevate al tatto, a margini frastagliati, che tendono a confluire tra loro assumendo l’aspetto di grosse macchie. Quando, dopo circa 24 ore, l’esantema arriva ad interessare il dorso del piede, l’esantema precedentemente comparso sulla fronte ed il volto inizia ad impallidire così l’esantema procede ad attenuarsi con la stessa sequenza della sua apparizione. L’esantema si attenua in 3-4 giorni lasciando il posto ad una desquamazione cutanea. Il decorso completo del morbillo si esaurisce normalmente in 8-10 giorni anche se la tosse può persistere più a lungo.

Terapia : non ci sono farmaci specifici contro il morbillo. Gli antibiotici vengono utilizzati solo in caso di complicanze batteriche (ampicillina o cefalosporine). L'utilizzo di paracetamolo è consigliato per attenuare la febbre mentre agenti espettoranti possono essere utilizzati per liberare le vie respiratorie.

 

Fine articolo sulla Morbillo tratto da Wikipedia

 

Morbillo

 

SORVEGLIANZA CASO DI MORBILLO

 

  • VALUTAZIONE DELLA SEGNALAZIONE

 

    • Verifica completezza

I casi di morbillo devono essere segnalati tempestivamente, possibilmente telefonicamente, per permettere l’effettuazione dell’indagine epidemiologica e l’attuazione delle misure di controllo.

La verifica riguarda la presenza dei dati di base, che devono essere presenti dalla scheda di notifica (Cognome e nome, data nascita, sesso, domicilio, data inizio sintomi) e la presenza degli   elementi che permettono di contattare il paziente: n° telefonico del paziente, in sua mancanza domicilio completo.

 

  • INDAGINE EPIDEMIOLOGICA

L’indagine epidemiologica sui casi sospetti di morbillo deve essere effettuata tempestivamente per garantire la realizzazione delle attività di controllo  utilizzando la  scheda epidemiologica prevista dal Piano di Eliminazione del morbillo e della rosolia congenita  (Allegate:  Scheda epidemiologica e relative Istruzioni)

 

    • Caratteristiche epidemiologiche di riferimento
  • Serbatoio: l’uomo è l’unico serbatoio del virus e l’unica fonte d’ infezione. Il virus viene

eliminato principalmente attraverso le secrezioni faringee.

  • Periodo di incubazione: da 7 a 18 giorni tra l’esposizione e la comparsa di esantema in media 14 giorni raramente fino ad un massimo di  23 giorni.
  • Contagiosità: da un giorno prima del periodo prodromico (di solito 4 giorni prima dell’inizio dell’esantema) a 4 giorni dopo la comparsa dell’esantema. La contagiosità è massima durante il periodo catarrale prima della comparsa dell’esantema è minima dopo il secondo giorno dalla sua comparsa.
  • Modalità di trasmissione: attraverso un contatto diretto con goccioline respiratorie infette, meno comunemente, per via aerea o attraverso oggetti contaminati di recente con secrezioni orali o nasali
  • Resistenza nell’Ambiente: Il rischio di infezione in un luogo chiuso perdura per almeno due ore dopo che una persona infetta ne è uscita.

 


2.2 Verifica attendibilità della diagnosi

 

2.2.1 Verifica sintomatologia clinica

Ai fini della segnalazione al Servizio di Igiene e Sanità Pubblica si intende per sospetto morbillo una forma morbosa caratterizzata da:

  • esantema cutaneo morbilliforme (non vescicolare);
  • tosse, rinite o congiuntivite;
  • febbre presente al momento della comparsa dell’esantema.

 

2.2.2 Verifica di laboratorio

Il test per la ricerca degli anticorpi IgM deve essere effettuato per confermare ogni caso sospetto di morbillo. Quando un test IgM effettuato prima di 4 giorni (meno di 72 ore) dalla comparsa dell’esantema è negativo l’esame deve essere ripetuto. In alternativa alla ricerca delle IgM può essere valutato un incremento significativo delle IgG specifiche in due campioni raccolti in fase acuta e in convalescenza.

Nello stadio III “Verso l’eliminazione del morbillo” è importante prevedere anche la diagnosi sierologia differenziale con la ricerca delle IgM per Rosolia, Parvo virus B19,  HHV6 .

 

Per la interpretazione dei risultati si rimanda all’allegato 1: Criteri per classificare una persona con sospetto morbillo.

 

2.3. CLASSIFICAZIONE DEI CASI

 

I casi sono classificati in base a quattro criteri di valutazione:

- probabilità della malattia secondo dati clinico-laboratoristici (confermato -  probabile - possibile);

- origine dell’infezione (indigeno -  importato);

- prevenibilità della malattia (prevenibile - non prevenibile);

- fonte comune (sporadico – epidemico ).

 

2.3.A. Classificazione di probabilità clinica

 

2.3.A.1. Caso confermato

Un caso confermato di morbillo è definito come:

  • un caso di infezione confermato da indagini di laboratorio (un caso diagnosticato mediante test sierologico in un soggetto che ha ricevuto una somministrazione di vaccino da otto giorni a otto settimane prima del test, dovrebbe essere classificato come caso confermato di morbillo solo se esiste un legame epidemiologico con un altro caso di infezione confermato da indagini di laboratorio);
  • un caso in un soggetto con segni e sintomi coerenti con l’infezione del morbillo che è stato in contatto (link epidemiologico) con un caso di infezione confermato da indagini di laboratorio.

 

2.3.A.2. Caso probabile.

Un caso di morbillo è classificato come probabile se, per qualunque ragione non è stato completamente documentato, e corrisponde alla seguente definizione clinica di caso.

 

  • febbre superiore a 38°C;
  • esantema generalizzato di durata superiore a 3 giorni;
  • la presenza di almeno uno dei seguenti segni e sintomi:
  • rinite
  • tosse
  • congiuntivite
  • macchie di Koplik.

 

2.3.A.3. Caso possibile

Ogni caso segnalato da un medico come morbillo, anche se la definizione clinica di caso non è completa, deve essere notificato e classificato come possibile. Prima di segnalare un caso come possibile può essere opportuno verificare con il medico segnalatore l’attendibilità del quadro clinico rilevato e la possibilità di altre diagnosi alternative.

 

2.3.A.4. Criterio di esclusione

Un caso di morbillo sospetto deve essere escluso e quindi non notificato se:

  • è stato completamente indagato anche con la raccolta di un campione adeguato di sangue e gli accertamenti sierologici significativi per morbillo sono risultati negativi
  • l’accertamento sierologico eseguito entro 4 giorni è risultato negativo per IgM antimorbillo e positivo per una diagnosi alternativa (IgM per virus rosolia, parvovirus B19, HHV6, o altro) oppure è risultato positivo per IgG antimorbillo
  • si tratta di un soggetto in cui l’esantema è comparso da sei a dodici giorni dopo aver ricevuto il vaccino MMR (questa regola si applica con o senza l’evidenza di anticorpo positivo IgM per morbillo), salvo che non si tratti di un caso epidemiologicamente correlato ad un caso confermato con indagini di laboratorio.

 

L’allegato A: Criteri per classificare una persona con sospetto morbillo,  riporta il diagramma di flusso con lo schema decisionale  per classificare una persona con sospetto morbillo.

 

 

 

2.3.B. Classificazione in base all’origine dell’infezione

 

2.3.B.1. Casi importati

Un soggetto con un morbillo confermato il cui inizio dell’esantema si è verificato entro 7 -  23  giorni dall’arrivo in Italia è classificato come un caso di importazione.

L'ultimo paese che il soggetto ha visitato prima del suo arrivo in Italia deve essere registrato sulla notifica.

 

2.3.B.2. Casi indigeni

Si considerano come indigeni tutti gli altri casi anche se hanno soggiornato all’estero nei 7 – 23 giorni precedenti se  le informazioni acquisite con l’indagine epidemiologica fanno sospettare che l’infezione sia stata acquisita in Italia.

I casi indigeni sono inoltre classificati come:

  • correlati epidemiologicamente ad un caso importato
  • non correlati epidemiologicamente ad un caso importato.

 

2.2.C. Classificazione di pre enibilità della malattia

 

2.3.C.1. Caso prevenibile

Un caso prevenibile di morbillo si verifica quando un soggetto con diagnosi di morbillo:

  • è nato dopo il 1980  (raccomandazione del vaccino in Italia a seguito della circolare  del 1979);
  • non ha documentazione di una somministrazione del vaccino ad un’età appropriata;
  • non ha alcuna controindicazione sanitaria alla somministrazione del vaccino;
  • non ha avuto alcun episodio documentato di morbillo confermato precedentemente.

 

2.3.C.2. Caso non prevenibile

Un caso è classificato come non prevenibile se il soggetto non soddisfa i criteri di cui al precedente punto 2.3.C.1.

 

2.3.D. Valutazione della presenza di una fonte comune

La identificazione di una fonte comune di infezione prevede le seguenti azioni:

  • Verifica della presenza di altri casi segnalati nei 21 giorni precedenti
  • Verifica dell’esistenza di momenti di contatto comune tra i casi per l’individuazione di focolaio ricostruendo l’ambiente comunitario, lavorativo, ricreativo frequentato nei 21 giorni precedenti l’esordio del rash

 

In base agli esiti di questa valutazione i casi vanno classificati come sporadici o a fonte comune.

 

2.3.D.1. Caso a fonte comune:  

Casi verificatesi entro il periodo di incubazione atteso 7 -  18 giorni  che hanno in comune una occasione di infezione: presenza in uno stesso luogo confinato, partecipazione ad uno stesso evento sociale, ecc..

In questo situazione deve essere effettuata anche la notifica di focolaio.

 

2.3.D.2. Casi sporadici

Un caso è classificato come sporadico se non soddisfa i criteri di cui al precedente punto 2.3.D.1.

 

2.4 INDIVIDUAZIONE DEI CONTATTI E DELLE COMUNITA’ COINVOLTE

Qualsiasi contatto diretto con un soggetto affetto da morbillo durante il periodo infettivo (cioè, da 4 giorni prima a 4 giorni dopo l'inizio dell’esantema) è definito come esposizione.

La identificazione dei contatti esposti dovrebbe procedere secondo i seguenti passi:

 

  • registrare la data di inizio dei sintomi del caso indice e il periodo infettivo (cioè da 4 giorni prima a 4 giorni dopo l’inizio dell’esantema) in modo da determinare quando l’esposizione si sarebbe potuta verificare e quali altre persone sono state a contatto con il caso durante tale periodo di contagiosità.
  • elencare tutti i contatti identificati durante il periodo infettivo del caso indice, con particolare attenzione alle persone suscettibili di età superiore a 6 mesi;
  • continuare l’indagine epidemiologica sui contatti di pazienti identificati successivamente
  • utilizzare la scheda di sintesi della rilevazione dei contatti (Allegato 2) registrando la suscettibilità e le eventuali azioni di profilassi adottate

 

  • PROVVEDIMENTI SUL MALATO

 

3.1 Isolamento

I casi sospetti devono essere esclusi dagli asili, dalle scuole, dai luoghi di lavoro ecc. e rimanere in isolamento domiciliare per almeno 4 giorni dopo la comparsa dell’eruzione cutanea. L'isolamento è consigliabile anche quando il morbillo è sospettato solo clinicamente.

Nessuna persona suscettibile dovrebbe essere ammessa a casa di una persona malata di morbillo fino a quattro giorni dopo l’inizio dell’esantema e le persone che frequentano la casa devono essere informate perché possano verificare la loro suscettibilità alla malattia.

L’assistenza ad una persona malata di morbillo dovrebbe essere assicurata solo da persone immuni o che hanno eseguito la vaccinazione entro 72 ore dal primo contatto.

e persone conviventi con un caso di morbillo se hanno eseguito una sola dose di vaccino deve essere proposta la effettuazione di una seconda dose da eseguire entro 72 ore..

 

3.2 Educazione sanitaria

La natura della malattia, le modalità di isolamento e le altre misure di sanità pubblica, devono essere chiaramente spiegate al paziente e ai genitori nel caso di minori.

 

  • PROVVEDIMENTI SUI CONTATTI.

 

4.1.A.  Individuazione dei contatti suscettibili

La identificazione dei contatti  prevede le seguenti azioni:

  • registrare la data di inizio dei sintomi del caso indice e il periodo infettivo (cioè da 4 giorni prima a 4 giorni dopo l’inizio dell’esantema) in modo da determinare quando l’esposizione si sarebbe potuta verificare e quali altre persone sono state a contatto con il caso durante tale periodo di contagiosità ;
  • elencare tutti i contatti identificati durante il periodo infettivo del caso indice e rintracciarli ;
  • istituire una sorveglianza attiva nelle comunità nelle quali il soggetto infetto vive o che può avere frequentato durante i 14 giorni precedenti;
  • continuare l’indagine epidemiologica sui contatti di pazienti identificati successivamente.

 

4.1.B. Definizioni di contatto

 

4.1.B.1 Contatti stretti ad alto rischio.

  • familiari, conviventi e pa tner (componenti nucleo familiare o persone che condividono la stessa abitazione);
  • compagni e personale della scuola  (tutti i bambini o gli studenti  compreso il personale docente o non docente venuti a contatto con il caso o che hanno soggiornato in locali chiusi fino a due ore dopo che il caso ne è uscito; spesso  il rischio coinvolge tutte le persone presenti nello stesso plesso scolastico);
  • conviventi in una qualsiasi collettività (collegio, caserma, comunità alloggio,  campo profughi, … …);
  • persone che hanno condiviso occasioni sociali o ambienti in comune (es. partecipanti ad una stessa festa, componenti di un coro, frequentatori di una palestra, compagni di un stessa squadra, frequentatori di una discoteca, ecc.);
  • passeggeri cha hanno viaggiato con un caso  (es. scuola bus,  autobus, aereo, stesso vagone di un treno, ecc. );
  • soggetti esposti al contatto con secrezioni naso-faringee del caso (contatto indiretto con il caso, ad es. condivisione di posate/bicchieri, spazzolino da denti, giocattoli, ecc.);
  • personale sanitario che assiste un caso.

  •  

b) Contatti non-stretti, a basso rischio:

  • Contatti casuali, che non hanno condiviso ambienti confinati con il caso o senza alcuna diretta e prolungata esposizione a goccioline respiratorie infette  quale si può verificare quando si condividono occasioni sociali;
  • Personale sanitario che non assiste il caso

 

4.2. Proteggere le persone suscettibili

 

4.2.A. 1. Definizione operativa di persona immune

Un soggetto può essere operativamente considerato immune se soddisfa uno dei seguenti criteri:

 

  • neonati sotto i sei mesi di età salvo che il contatto infettato non sia la madre del neonato;
  • soggetti con più di un anno di età e nati durante o dopo il 1970 (salvo che i dati sierologici non dimostrino il contrario) che possono dimostrare di aver ricevuto una dose di vaccino;
  • soggetti nati prima del 1970 (salvo che i dati sierologici non dimostrino il contrario);
  • soggetti con documentazione sierologica di immunità;
  • soggetti che hanno contratto il morbillo.

 

4.2.A.2. Definizione operativa di persona suscettibile.

Una persona è considerata come suscettibile e deve essere tempestivamente protetta dal rischio di  caso se non soddisfa ai criteri di cui al precedente punto 4.2.A.1.

 

4.2.B. Misure di protezione delle persone suscettibili

Per controllare la diffusione nella comunità sono necessarie le seguenti azioni:

 

  • determinare se i contatti del caso e gli altri membri della comunità siano suscettibili al morbillo;
  • offrire il vaccino MPR il più presto possibile ai contatti suscettibili, preferibilmente entro 72 ore dal contatto con il caso;
  • I neonati con morbillo sono a più alto rischio di severe complicanze. Perciò i bambini con età tra 6 e 12 mesi esposti ad un caso di morbillo devono essere vaccinati con vaccino MPR (questa dose deve essere comunque seguita dal previsto calendario a due dosi)
  • Somministrare immunoglobuline il più presto possibile (se il contatto risale a meno di sette giorni) ai bambini di età inferiore a 12 mesi (non vaccinati entro 72 ore)  alle donne gravide recettive ed agli immunodepressi (allegato 3).
  • informare i contatti sulle probabilità di contagio, le potenziali complicanze della malattia e l’importanza della vaccinazione nelle persone suscettibili.
  • avvisare le persone suscettibili che rifiutano la vaccinazione di evitare i luoghi dove possono incontrare persone infette.
  • se organizzativamente possibile effettuare la sorveglianza passiva dei sintomi precoci di infezione delle persone suscettibili esposte non vaccinate. Se durante il periodo di incubazione compaiono segni o sintomi compatibili con il morbillo la persona deve essere isolata, e il caso sospetto deve essere seguito fino a quando la diagnosi di morbillo non è stata confermata o esclusa.

 

  • PROVVEDIMENTI NELLE COLLETTIVITA’: LE SCUOLE

 

Bisogna intervenire nei luoghi a rischio di epidemia ( asili,  scuole, luoghi di lavoro, sportivi o di svago) frequentati dal malato durante il periodo di contagiosità .

Il servizio di Sanità Pubblica della ASL deve predisporre un piano di intervento urgente nella scuola che definisca le azioni necessarie e i tempi di attuazione per garantire le attività di controllo previste (allegato 4: Schema sintetico delle misure di controllo del morbillo nelle scuole).

 

  • Informare i genitori e il personale  nella comunità chiusa  interessata. Dovranno essere chiaramente diffuse informazioni scritte riguardanti le caratteristiche della malattia e le indicazioni per la profilassi, inviando una lettera informativa ai genitori di tutti i bambini e agli operatori della scuola. Organizzare un incontro informativo con i genitori e il personale.
  • Allontanare e isolare i casi  anche sospetti di morbillo (vedi punto 3.1 Isolamento )
  • Offrire attivamente il vaccino MPR a tutt i i contatti che non hanno una documentazione di immunità ( vedi punto 4.2.A.1.)
  • Offrire una seconda dose di vaccino MPR a tutti i bambini e gli adolescenti che sono contatti del caso e hanno eseguito una sola dose.
  • Effettuare una vaccinazione di catch-up presso la scuola o il servizio di vaccinazione contemporaneamente o immediatamente dopo la vaccinazione dei contatti
  • Escludere dalla scuola i contatti suscettibili di morbillo non vaccinati a meno che non abbiano  eseguito una dose di MPR entro 72 ore dal loro primo contatto con il caso.
  • Escludere dalla scuola il contatto suscettibile per 14 giorni dall’inizio dell’eruzione dell’ultimo caso se la profilassi è rifiutata o è stata eseguita oltre le 72 ore.
  • Allontanare i soggetti immunocompromessi indipendentemente dal loro stato vaccinale;
  • Controllare se i bambini assenti durante le due settimane precedenti abbiano avuto una malattia compatibile con il morbillo
  • Aggiornare regolarmente sull’andamento dell’epidemia e sull’impatto  delle misure di controllo  genitori, il Dirigente scolastico, il personale della scuola e in alcuni casi l’intera comunità.
  • Non è indicata la cancellazione di manifestazioni scolastiche (gite, manifestazioni sportive, ecc.) perché questa misura non è risultata efficace nell’interrompere un’epidemia

Particolarità Asilo nido.

Oltre alle misure valide per tutte le comunità scolastiche, se si verifica  un caso di morbillo in un asilo nido o in una altra comunità della prima infanzia i bambini  suscettibili e in particolare quelli di età compresa tra i 6 e i 12 mesi di età vanno allontanati per interrompere la catena locale di trasmissione.

Non è necessario allontanare i neonati sotto i 6 mesi di età, tranne se il contatto infetto è la madre.

 

  • PROVVEDIMENTI IN CASO DI EPIDEMIA

Nel caso di una epidemia di morbillo in una popolazione il Servizio di Sanità Pubblica deve predisporre un programma di  intervento urgente che definisca le azioni necessarie e i tempi di attuazione per garantire le attività di controllo previste.

Nel caso che l’epidemia di morbillo interessi una comunità alle quattro azioni principali di una risposta rapida a un caso riconosciuto di morbillo che sono:

1. isolare il caso mentre è infettivo;

2. confermare la diagnosi;

3. identificare altri casi nella comunità;

4. identificare e proteggere tutti gli individui suscettibili nella comunità.

 

Devono aggiungersi le seguenti altre azioni:

 

  • valutare il programma di immunizzazione nella comunità per decidere se un programma di catch up debba essere indirizzato alle persone suscettibili della comunità o a sottogruppi a maggior rischio ( bambini delle scuole, giovani adulti, bambini di età inferiore a 12 mesi, ecc.)
  • condurre tempestivamente le attività di vaccinazione ritenute utili rimandando altre attività non prioritarie e ricorrendo a modalità di vaccinazione straordinarie (es. vaccinazione nelle scuole, ecc.)
  • incoraggiare tutti gli operatori sanitari a proporre la vaccinazione in tutte le occasioni opportune di contatto dei soggetti suscettibili con il Sistema Sanitario (visite ambulatoriali, ricoveri, bilanci di salute, sedute vaccinali, ecc.) .
  • informare la popolazione attraverso i media sulle probabili cause dell’epidemia, le potenziali complicanze della malattia e l’importanza della vaccinazione nelle persone suscettibili;
  • consigliare la popolazione adulta della comunità che non è stata coinvolta in programmi di vaccinazione di controllare il proprio stato immunitario. Per coloro che risultano ancora suscettibili all’infezione va raccomandata la somministrazione del  vaccino MMR secondo la schedula vaccinale.
  • considerare l’opportunità di abbassare l'età vaccinabile a sei mesi, se l’epidemia ha la possibilità di  diffondersi anche nei bambini al di sotto dei dodici mesi di età;
  • consigliare le persone suscettibili che rifiutano la vaccinazione di evitare i luoghi dove possono incontrare persone infette.
  • predisporre risposte efficaci alle richieste di informazioni rivolte dalla comunità e discutere in maniera partecipativa le attività di controllo messe in campo.
  • informare le autorità sanitarie di aree geografiche vicine dell’epidemia in corso;

 

Le misure di controllo dovrebbero essere sospese circa tre settimane dopo l’inizio dell’esantema nell’ultimo caso conosciuto.

 

Al termine dell’epidemia il Servizio di Sanità Pubblica predispone e diffonde un rapporto finale sull’epidemia.

 

 

7. DEBITI INFORMATIVI

 

  • Segnalazione da parte del medico curante al Servizio Igiene Pubblica entro 12 ore dal sospetto via telefono, fax, e-mail.

 

  • Attivazione dell’inchiesta epidemiologica da parte del SIP entro 12 ore dalla ricezione della segnalazione.

 

  • Modello 15 classe II (DM 15/12/90)

 

  • In caso di focolai epidemici (familiari o collettività) classe IV con modalità previste dal DM 15/12/90

 

Aggiornato maggio 2004

 

Fine articolo sulla Morbillo

 

VACCINAZIONE ANTIMORBILLOSA

 

Il morbillo è una malattia virale acuta contagiosa, causata da un virus a RNA appartenente alla famiglia Paramyxoviridae, genere Morbillovirus. Interessa elettivamente, ma non esclusivamente, il bambino ed è caratterizzata nella prima fase da febbre elevata, da congiuntivite, da raffreddore e dopo alcuni giorni da tipico esantema maculopapuloso generalizzato. Si trasmette solo per contatto diretto da malato ad individuo suscettibile attraverso le goccioline di saliva emesse con tosse e starnuti. Ha un periodo d’incubazione che varia  da 9 a 12 giorni.

Il decorso è in genere benigno, ma si stima che circa il 30 % dei casi di morbillo sia seguita da almeno una complicanza.

Le più frequenti sono in genere  otiti medie,  broncopolmoniti e diarrea, mentre complicanze più gravi sono:  l’encefalite post-morbillosa o la morte.

La mortalità da morbillo raggiunge il 10% degli ammalati nei paesi in via di sviluppo, ed è pari a 1/10000 nei paesi industrializzati.

 

 

Cenni epidemiologici

 

Il morbillo è endemico in tutti i paesi del mondo e presenta riaccensioni epidemiche ogni  2 – 4 anni, con stagionalità spiccata nei mesi invernali.

Prima dell’introduzione della vaccinazione antimorbillosa , la fascia d’età maggiormente suscettibile all’ infezione era rappresentata dai bambini da 2 a 8 anni. La vaccinazione antimorbillo è stata introdotta in Italia sul finire degli anni 70, ma a tutt’oggi nonostante tale immunizzazione sia vivamente raccomandata, la copertura vaccinale appare assai disomogenea nelle varie Regioni italiane.

 

Caratteristiche del vaccino

 

Allo stato attuale è disponibile un vaccino derivante dal ceppo Edmonston-Zagreb (origina dal ceppo Edmonston B) attenuato con passaggi su cellule diploidi umane.

 

 

   

Indicazioni

 

In Italia la vaccinazione è raccomandata, in associazione al vaccino antirosolia e antiparotite (MPR), nel secondo anno di vita, entro il quindicesimo mese. Può essere anticipata al dodicesimo mese e somministrata in concomitanza con le vaccinazioni DTP, antipoliomielitica, Hib ed antiepatite virale B. Una seconda dose è proposta all’età di cinque anni.

Un’anamnesi positiva sia per morbillo, parotite o rosolia non è una controindicazione all’esecuzione della vaccinazione e non comporta un aumento degli effetti collaterali. (41)    

 

 

Calendario vaccinale

 

Si rimanda al capitolo “Il calendario vaccinale”.

 

 

Risposta immunitaria

 

L’efficacia della vaccinazione è superiore al 95%, la protezione conferita da una singola dose perdura per diversi anni. Una piccola percentuale di vaccinati può perdere la protezione dopo alcuni anni.

 

Modalità di somministrazione

 

Il vaccino viene somministrato per via sottocutanea o intramuscolare nel deltoide.

E’ opportuno lasciare evaporare alcool e altri agenti disinfettanti dalla pelle prima della somministrazione del vaccino poiché possono inattivare i virus attenuati.

 

Modalità di conservazione

 

Il vaccino va conservato a temperatura  tra +2°C e +8°C , al riparo dalla luce.

A tale temperatura il  vaccino presenta una validità che varia dai 18 ai 24 mesi. (16).

In caso di shock termico, la stabilità è di seguito riportata, senza che questo influisca sulla normale data di scadenza:

 

  9°  -  21°C  max 1 mese

22°  -  25°C  max 1 mese

26°  -  37°C  max 1 sett.

       > 37°C  inutilizzabile per perdita di efficacia.

 

 

 

Controindicazione

 

Per le controindicazioni generali si rimanda al relativo capitolo.

Relativamente alle controindicazioni specifiche si segnalano:

 

  • per i vaccini coltivati su cellule embrionate di pollo e addizionati a neomicina è controindicato l’uso in soggetti che presentino all’anamnesi reazioni allergiche all’uovo e a tale antibiotico.

 

Effetti indesiderati

 

Reazioni locali: tumefazione, dolenzia, indurimento nella sede di inoculo. A livello cutaneo può comparire rash, usualmente di modesta entità, associato o meno a febbre. Generalmente la febbre, il rash, o entrambi appaiono tra il 5° e il 12° giorno dalla vaccinazione. Rare possono essere le reazioni di tipo anafilattico e  eventi avversi quali: trombocitopenia, artrite acuta, convulsioni febbrili (bambini predisposti).

 

 

Conclusioni

 

La vaccinazione ha comportato una diminuzione dei casi di morbillo, tuttavia si verificano ancora focolai epidemici sia a livello locale che Regionale determinando un innalzamento dell’età media della malattia a causa di una copertura vaccinale ancora insufficiente.

Pertanto la strategia da intraprendere è quella di offrire attivamente la vaccinazione antimorbillosa, nella forma del preparato combinato MPR, come previsto dal Piano di eradicazione del morbillo.

 

 

Fonte : www.asl.bergamo.it

 

Fine articolo sulla Morbillo

 

DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE

Sistema di Gestione per la Qualità ISO 9001:2000 - Certificato CSQ n. 9122 ASLB

Servizio Igiene e Sanità Pubblica

Responsabile Dr. Giancarlo Malchiodi

 

 

ASL DELLA PROVINCIA DI BERGAMO

PIANO AZIENDALE PER L’ERADICAZIONE DEL MORBILLO E DELLA ROSOLIA CONGENITA       ANNI 2004-2007 (DGR Lombardia VII/18224 del 19/07/04)

 

Premessa

 

Con l’ Accordo tra il Ministro della Salute, le Regioni e le Province Autonome  sul documento recante  “Piano nazionale per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita”, approvato il 13 novembre 2003, si è avviata, a livello nazionale, un’azione coordinata su più fronti – la formazione degli operatori, la collaborazione con i pediatri  di libera scelta, l’intervento delle ASL in materia di anagrafe vaccinale, sorveglianza delle malattie infettive, profilassi vaccinale – con la finalità di aderire pienamente all’obiettivo OMS di certificare l'eradicazione delle due malattie entro il 2010.

Si tratta di un progetto di sanità pubblica di enorme importanza, sia relativamente all’impatto che esso avrà sulla salute individuale e collettiva, che per la capacità di implementare un modello organizzativo a valenza più generale.

La Regione Lombardia, con DGR n.VII/18224 del 19/07/2004, ha approvato il documento "Interventi attuativi per la promozione delle vaccinazioni e l'eliminazione del morbillo e della rosolia congenita", definendo gli obiettivi che le ASL della Lombardia devono raggiungere.

La delibera regionale impegna le ASL al raggiungimento degli obiettivi previsti dal documento “Interventi

attuativi per la promozione delle vaccinazioni e l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita” quadriennio 2004 – 2007, in particolare a:

conseguire e mantenere in ogni ASL una copertura vaccinale media del 95%, per una dose di MPR entro i due anni di vita, con coperture medie non inferiori al 90% in ogni distretto;

• raggiungere una copertura vaccinale in ogni ASL del 95% per almeno una dose di MPR nei bambini tra 3 e 15 anni di età;

• raggiungere e mantenere una copertura vaccinale in ogni ASL del 90% almeno per la seconda dose di morbillo somministrata all’età di 5-6 anni;

 

Con il presente Piano si è voluto tradurre, nella realtà epidemiologica ed organizzativa locale dell'ASL di Bergamo, quanto previsto dal Piano Nazionale e dal Piano Regionale, potenziando il consolidamento delle iniziative già in atto e promovendo quelle necessarie a raggiungere gli obiettivi previsti.

 

Responsabilità del Piano aziendale

Il responsabile di riferimento del progetto a livello aziendale è il dr. Giancarlo Malchiodi, responsabile del Servizio Igiene e Sanità Pubblica del Dipartimento di Prevenzione.

A livello distrettuale, essendo l'attività vaccinale delegata, sono individuati i seguenti responsabili:

Distretto di Bergamo, dr.ssa G. Drago, coordinatore sanitario di Distretto

Distretto di Dalmine, dr.ssa S. Massazza, dirigente medico di Distretto                        

Distretto di Seriate dr. G. Volpon, dirigente medico di Distretto                                               

Distretto di Grumello dr. E. Berruti, dirigente medico di Distretto                                             

Distretto di Trescore dr. M. Materni, dirigente medico di Distretto                                            

Distretto di Sarnico dr.ssa R. Barcella, dirigente medico di Distretto                                                    

Distretto di Lovere dr.ssa M. Sorlini, dirigente medico di Distretto                                           

Distretto di Albino,  dr.ssa M. Ongaro, dirigente medico di Distretto                                                    

Distretto di Clusone, dr.ssa C. Civita, coordinatore sanitario di Distretto                      

Distretto di Zogno, dr. B. Carrara, responsabile di Distretto      

Distretto di Villa d’ Alme’, dr. P. Capolino, responsabile di Distretto                             

Distretto di Ponte S.P, dr.ssa L. Porrati, coordinatore sanitario di Distretto                                          

Distretto di Treviglio dr.ssa R. Angioletti, dirigente medico di Distretto

Distretto di Romano, Dr. G. Lo Faso, coordinatore sanitario di Distretto.

Le azioni di vigilanza sui casi di morbillo e rosolia congenita sono affidate al dr. Natale Lorenzi, responsabile del Servizio Prevenzione ed Epidemiologia Malattie Infettive.

 
 
La situazione epidemiologica ed organizzativa

 

In base ai dati raccolti presso i Distretti e alle elaborazioni eseguite con il software vaccinazioni, è stato possibile delineare il quadro delle coperture vaccinali nei confronti del morbillo, relativamente ai nati negli anni 1990-2002 attualmente residenti nell' ASL.

 

Anno

1990

1991

1992

1993

1994

1995

1996

N° residenti

9765

9764

9790

9587

9512

9775

9729

N° vaccinati 1 dose

7343

7186

7675

8197

8114

8553

8600

Percentuale copertura

75,2

73,6

78,4

85,5

85,3

87,5

88,4

N° vaccinati 2 dosi

5293

5429

5414

2493

476

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anno

1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

N° residenti

10123

10269

10277

10607

10592

10707

10812

N° vaccinati 1 dose

9212

9571

9784

10024

10062

10150

 

Percentuale copertura

91,0

93,2

95,2

94,5

95,0

94,8

 

N° vaccinati 2 dosi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I dati relativi alle notifiche di malattia infettiva per morbillo dell'ultimo decennio sono illustrati nella tabella seguente; nel 1993 nell'ASL di Bergamo si è verificata l'ultima importante epidemia di morbillo.

 

TABELLA 1 – CASI  DI MORBILLO NOTIFICATI  NEL PERIODO  1991-2003 - tasso x 100.000 ab.

Anno di nascita casi

1991

1992

1993

1994

1995

1996

1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

 

N° casi morbillo

68

361

1369

24

105

74

105

24

42

8

15

50

14

 

Tasso x 100000 ab*

7,16%

38,00%

144,11%

2,53%

11,05%

7,79%

11,05%

2,53%

4,42%

0,84%

1,58%

5,26%

1,47%

 

*Per il calcolo del tasso di incidenza è stata utilizzata la popolazione del 1999

 

Sulla base dei dati riportati, si può considerare che l'ASL di Bergamo si trova nel cosiddetto stadio III a, ossia    verso l'eliminazione del morbillo, grazie a  coperture vaccinali del 90–95% con una dose  entro due anni di età mantenute stabilmente, e offerta di una seconda dose in età successiva.

 

Per rilevare eventuali casi di rosolia congenita, sono state analizzate le Schede di Dimissione Ospedaliera relative al periodo 1997-2003: erano presenti 2 casi segnalati nel 1998 e 4 casi nel 2002. La revisione delle cartelle cliniche ha confermato la presenza di un solo caso nel 2002, riguardante una famiglia di origine bergamasca; negli altri casi si trattava solo di un riscontro di positività per IgM senza correlazioni cliniche.

Dal 1994 al 2002 non risultano decessi per rosolia congenita in provincia di Bergamo.

 

Presupposti per  il raggiungimento obiettivo OMS-Regione Europea e Piano nazionale

Per raggiungere l' obiettivo della Regione Europea dell’OMS  di interrompere la trasmissione indigena dell’infezione da virus morbilloso entro il 2007, e certificarne l’eliminazione entro il 2010, sono previste  specifiche azioni e tappe, in base ai seguenti criteri :

  • Concentrare gli interventi sull’obiettivo di una elevata copertura entro i 24 mesi di vita: è infatti questo l’intervento ritenuto maggiormente strategico da perseguire;
  • Attivare meccanismi in grado di mantenere nel tempo e stabilizzare gli interventi di sensibilizzazione dei genitori: la situazione attuale indica infatti che buoni risultati sono stati ottenuti nelle realtà ove sono state adottate procedure non estemporanee;
  • Mantenere e potenziare le occasioni di recupero fino ai 6 aa di età : si tratta di procedure abbastanza diffuse, ma non sempre consolidate;
  • proporre la seconda dose, anticipandola ai 5-6aa di età;
  • Effettuare gli interventi di recupero delle classi con bassi livelli di copertura, utilizzando momenti di contatto già disponibili e consolidati nel tempo. 

 

 

 

Risorse, formazione e informazione del piano di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita

 

La campagna di vaccinazione pluriennale comporta un aumento del numero di dosi da acquistare: è pertanto necessario acquisire ulteriori risorse economiche rispetto alla spesa storica. Il completamento del ciclo di vaccinazione antiepatite B ai dodicenni (nel 2002 e primi mesi del 2003), ha consentito un aumento di disponibilità economica, che però è stato utilizzato per incrementare in modo significativo la copertura vaccinale antinfluenzale negli assistiti di età superiore a 64 anni e nei bambini (raggiungimento degli obiettivi nazionali e regionali).

Per l'anno 2004 non sono state previste risorse economiche aggiuntive, e il reperimento delle stesse nel corso dell'anno implicherebbe il blocco di altre azioni già programmate e intraprese. Per gli anni 2005/06/07 la delibera regionale considera gli interventi, relativi al Piano di eradicazione del morbillo, rientranti nell’ambito della quota del FSR attribuita alle ASL in relazione al primo livello essenziale di assistenza determinato nell’allegato 2 alla DGR n. 15324/03.

 

La campagna di vaccinazione comporta anche un impegno orario aggiuntivo del personale dell'ASL rispetto alle risorse spettanti ai Distretti nel 2004, determinate in base ai carichi di lavoro regionali: in base ai tempi standard è previsto, per la somministrazione dei vaccini per tutta l'ASL, un impegno aggiuntivo equivalente a n. 7 operatori per gli anni 2005 e 2006, n. 5 operatori per l'anno 2007. La programmazione decrescente dell'attività è stata calcolata considerando il possibile incremento delle vaccinazioni a pagamento, correlato anche all'andamento epidemico delle relative malattie, che potrebbe coinvolgere risorse indispensabili all'attuazione del piano di eliminazione del morbillo. Per la verifica delle anagrafi vaccinali, al fine di consentire il costante monitoraggio delle azioni intraprese, può essere prevista una unità di personale aggiuntiva per ogni anno.Le risorse umane necessarie, prevalentemente personale infermieristico, possono essere recuperate dal personale che era dedicato ad attività abolite o in fase di dismissione (legge regionale 12/03, ADI, ecc.).

 

La formazione del personale è indubbiamente strategica, specie nella nostra ASL, dove il margine di recupero non è elevato e, dunque, si deve agire nei confronti di una quota di popolazione limitata e più resistente alla proposta di vaccinazioni raccomandate. La formazione si propone di approfondire la consapevolezza dell’operatore rispetto alla pratica vaccinale che va a proporre ed alle convinzioni sia rispetto alla propria attività che nei confronti di coloro che non accettano la proposta. Cogliendo l’opportunità offerta dal Programma sperimentale di formazione, promosso dal coordinamento interregionale per la prevenzione, si sono svolti due corsi di formazione, uno nel mese di giugno ed uno nei mesi di settembre-ottobre, con la partecipazione complessiva di 120 dipendenti e 13 PLS. Inoltre nel mese di novembre, in occasione del corso di formazione obbligatorio per i PLS su "Le vaccinazioni nella prevenzione delle malattie infettive" , verrà presentato il presente piano dal responsabile aziendale del progetto.

A livello regionale, nel piano di comunicazione 2004, è previsto uno specifico stanziamento per la campagna informativa, che consentirà di predisporre materiale divulgativo, omogeneo su tutto il territorio regionale, da consegnare presso tutte le scuole elementari e uffici pubblici. Inoltre sarà divulgato il materiale informativo (depliants per il pubblico e opuscoli per gli operatori) predisposto dal Ministero della Salute. In collaborazione con il Servizio di Medicina Preventiva delle Comunità, la campagna vaccinale sarà promossa in modo particolare presso le comunità scolastiche (elementari e medie inferiori),  per favorire il recupero dei soggetti suscettibili. La direzione del SISP provvederà a diffondere le informazioni ai giornali e alle televisioni locali: la cadenza degli articoli sarà correlata al raggiungimento degli obiettivi intermedi previsti dal piano locale. Inoltre sarà pubblicizzato, presso i medici del territorio, l'Atlante delle Malattie Infettive nell'ASL di Bergamo, riportante le curve epidemiche delle malattie infettive soggette a notifica negli ultimi quattordici anni.

 

E’ stato in più casi dimostrato che il mancato coinvolgimento dei pediatri di libera scelta ed ospedalieri, nei programmi di prevenzione vaccinale, ha comportato difficoltà di notevole grado.

Oltre a  ciò, vi è un ulteriore motivo per cui tali figure debbono essere coinvolte: essendo  il punto di riferimento per i genitori, è solo grazie ad un integrazione del momento vaccinale nel più complessivo percorso di assistenza al bambino, che si può ipotizzare una stabilizzazione dei programmi di prevenzione. E’ infatti il pediatra che segue l’accrescimento, effettua i più importanti screening, svolge i bilanci di salute, disponendo così di frequenti contatti con la famiglia, anche nel proprio ambito abitativo, e di una relazione capace di tradurre messaggi di educazione sanitaria nel contesto sociale e culturale che, di volta in volta, si profila.

E' quindi indispensabile che il piano locale di eliminazione del morbillo costituisca una ulteriore occasione di collaborazione e venga condiviso dai PLS operanti nel territorio dell'ASL. La direzione del SISP ha provveduto a coinvolgere i rappresentanti dei PLS nella stesura del piano locale; a livello distrettuale, nell'ambito del comitato distrettuale, deve essere presentato il Piano ed evidenziati i possibili problemi.

 

Obiettivi e modalità di attuazione locali del piano di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita - ASL di Bergamo anni 2004-2007

 

Il Piano Aziendale di eliminazione di morbillo e rosolia congenita è stato redatto in base alle indicazioni del Piano Regionale e delle risorse disponibili a livello locale, considerando la situazione epidemiologica esistente. Il piano è suddiviso in azioni prioritarie e secondarie: le azioni prioritarie sono quelle che devono essere attuate con il massimo impegno, sia per raggiungere l'eradicazione del morbillo e rosolia congenita, che per soddisfare gli obiettivi previsti dalla delibera regionale VII/18224 del 19/07/04; le azioni secondarie devono essere intraprese dopo aver concluso quelle prioritarie.

Le coorti di età interessate dal Piano sono quelle successive all'anno 1989; infatti per gli anni 1988 e 1989 sono già state attuate, negli anni 2001 e 2002, campagne vaccinali di offerta delle due dosi di vaccino.

Negli anni 2005 e 2006 sono state programmate un maggior numero di vaccinazioni rispetto al 2007 per recuperare le coorti previste per il 2004; inoltre un maggior sforzo iniziale consente, se necessario, l'introduzione di correttivi per assicurare che entro il 2007 il Piano sarà effettivamente completato. Infine, il possibile incremento nel futuro delle vaccinazioni a pagamento (già attuato in molte ASL lombarde), correlato anche all'andamento epidemico delle relative malattie, potrebbe coinvolgere le risorse dedicate al Piano di eradicazione del morbillo e rosolia congenita.

In alcuni Distretti permangono lievi differenze relativamente alla chiamata dei bambini per coorte di anno di nascita, in quanto precedentemente i bambini erano vaccinati in base all'anno scolastico. Nel corso del 2005 e del primo trimestre 2006 tali differenze devono essere annullate, e quindi l'invito deve riguardare i bambini suddivisi per anno di nascita.

Limitatamente agli anni 2005 e 2006, in caso di oggettive ed imprevedibili difficoltà, il 10% dell'attività può essere spostata all'anno successivo.

I bambini devono essere chiamati attivamente: per la prima dose al 15° mese devono essere invitati con lettera, oppure invitati al momento dell'esecuzione delle vaccinazioni obbligatorie dell'undicesimo mese; in tutti gli altri casi devono essere invitati con lettera. In caso di mancata presentazione, i bambini devono essere sollecitati con ulteriore lettera.

In allegato è riportata la tabella riassuntiva delle azioni da intraprendere. In fondo alla tabella sono riportati i totali delle vaccinazioni da eseguire e i relativi costi, indicati sia come valori massimi teorici (100% di vaccinati) che come valori riferiti agli obiettivi da raggiungere. Il monitoraggio continuo dell'attività consentirà una definizione più precisa di tali valori.

La vigilanza sui casi di malattia infettiva sarà svolta dallo SPEMI in base alle indicazioni contenute nel "Piano di riordino delle malattie infettive" della regione Lombardia.

Il Piano di eradicazione di morbillo-rosolia congenita sarà probabilmente inserito fra gli obiettivi regionali assegnati alle ASL per gli anni 2005 e seguenti.

 

Reports statistici per il controllo dell'attività

Per la programmazione dell'attività sono stati utilizzati i dati forniti dai Distretti al 30 giugno 2004. Ad una verifica di controllo sul software vaccinazioni è risultato che, negli anni precedenti, alcuni bambini sono inseriti in soprannumero, per errori nella digitazione del nome o per mancato avviso di trasferimento in altra provincia; tali errori riguardano meno dell'1% degli utenti inseriti. Al fine di aggiornare gli archivi, entro la fine del 2005 i Distretti devono provvedere a verificare la correttezza dei dati anagrafici e l'effettiva residenza degli utenti registrati.

Entro il 3 dicembre 2004 i Distretti devono inviare alla direzione del SISP i dati statistici relativi alla seguente tabella:

Anno nascita

1988

1989

1990

1991

1992

1993

1994

1995

1996

N° Bambini residenti totali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

N° Bambini residenti irreperibili

 

 

 

 

 

 

 

 

 

N° Vaccinati 1 dose

 

 

 

 

 

 

 

 

 

N° Vaccinati 1 dose entro 24 mesi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

N° Vaccinati 2 dosi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

N° Rifiuti per avvenuta malattia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Anno nascita

1997

1998

1999

2000

2001

2002

2003

2004

2005

N° Bambini residenti totali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

N° Bambini residenti irreperibili

 

 

 

 

 

 

 

 

 

N° Vaccinati 1 dose

 

 

 

 

 

 

 

 

 

N° Vaccinati 1 dose entro 24 mesi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

N° Vaccinati 2 dosi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

N° Rifiuti per avvenuta malattia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A) ESEGUIRE LA VERIFICA DEGLI ARCHIVI

 

 

 

 

 

 

 

B) RILEVARE I DATI STATISTICI TRIMESTRALMENTE

 

 

 

 

 

 

C) I VACCINATI CON UNA DOSE ENTRO 24 MESI DEVONO ESSERE SEGNALATI

    A PARTIRE DALL'ANNO 2001

D) SEGNALARE EVENTUALI RIFIUTI CAUSA MALATTIA GIA' CONTRATTA

 

 

 

 

Successivamente i dati della tabella dovranno essere inviati con cadenza trimestrale, entro il giorno 10 del mese successivo (10 aprile, 10 luglio, 10 ottobre, 10 gennaio), per consentire il controllo dell'attività ed apportare eventuali azioni correttive. Con periodicità almeno semestrale sarà discusso lo stato di avanzamento del programma durante una riunione con i referenti del progetto.

Nella tabella sono state inserite due voci particolari, per una migliore definizione del report statistico:

1) Residenti irreperibili, per rilevare i bambini che risultano registrati presso le anagrafi comunali ma che effettivamente non sono domiciliati nel nostro territorio (nomadi, extracomunitari, ecc.)

2) Rifiuti per avvenuta malattia, per rilevare i rifiuti alla vaccinazione conseguenti alla malattia contratta durante gli anni con epidemie (es.: epidemia del 1993).

 

Anno 2004

Per l'anno 2004 sono mantenute le azioni già programmate dall'ASL con i piani aziendali vaccini a partire dall'anno 2001, cioè l'offerta attiva della 1° dose di vaccinazione al 15° mese di età e ai bambini mai vaccinati di età superiore, nonché l'offerta attiva della seconda dose all'età di 11-12 anni. Non sono introdotte ulteriori azioni in quanto la reperibilità di risorse aggiuntive implicherebbe il blocco di altre azioni già intraprese.

Le azioni prioritarie da attuare sono pertanto le seguenti:

  • Chiamare attivamente e vaccinare con una dose tutti i bambini di età uguale o superiore a 15 mesi, nati nell'ultimo trimestre del 2002 e nei primi nove mesi del 2003; deve essere compiuto ogni sforzo per mantenere la copertura vaccinale superiore al 95%  entro i 24 mesi di età in tutto il territorio dell'ASL, in modo omogeneo fra tutti i Distretti;
  • Vaccinare con una dose i bambini, mai vaccinati e nati negli anni compresi fra il 1994 e il 2002, che sono inviati dai PLS presso i Distretti;
  • Chiamare attivamente e vaccinare con una dose tutti i bambini nati nel 1993, ad esclusione dei bambini che abbiano già ricevuto due dosi.

 

Anno 2005

Nell'anno 2005 viene introdotta l'offerta attiva della seconda dose all'età di 5 anni (nati nel 2000), e si procede al recupero della coorte del 1999, con offerta attiva della seconda dose, in quanto non attuata nel corso del 2004; la percentuale di copertura vaccinale deve essere almeno del 90%.

Si procede inoltre alla chiamata attiva dei bambini mai vaccinati delle coorti 1990-91-92, che non si erano presentati alle chiamate degli anni precedenti, con l'obiettivo di raggiungere il 95% di copertura vaccinale; con lo stesso obiettivo si procede anche alla chiamata attiva dei bambini mai vaccinati delle coorti 1993-94.

Alle precedenti azioni prioritarie è aggiunta, come azione secondaria, la chiamata attiva delle coorti 1990-91-92 per eseguire la seconda dose (almeno dopo un mese dalla prima).

Le azioni prioritarie da attuare sono pertanto le seguenti:   

  • Chiamare attivamente e vaccinare con una dose tutti i bambini di età uguale o superiore a 15 mesi, nati nell'ultimo trimestre del 2003 e nei primi nove mesi del 2004; deve essere raggiunta la copertura vaccinale superiore al 95%  entro i 24 mesi di età in tutto il territorio dell'ASL, in modo omogeneo fra tutti i Distretti;
  • Chiamare attivamente e vaccinare con una seconda dose tutti i bambini nati nel 1999 e nel 2000, ad esclusione dei bambini che abbiano già ricevuto due dosi: deve essere raggiunta una copertura vaccinale superiore al 90%  in tutto il territorio dell'ASL, in modo omogeneo fra tutti i Distretti. Per i bambini che non avessero mai ricevuto la prima dose, eseguire la seconda dose dopo almeno un mese;
  • Chiamare attivamente e vaccinare con una dose tutti i bambini nati nel 1990-91-92-93-94, che non siano mai stati vaccinati: deve essere raggiunta una copertura vaccinale superiore al 95%  in tutto il territorio dell'ASL, in modo omogeneo fra tutti i Distretti;

 

Le azioni secondarie da attuare sono le seguenti:

  • Chiamare attivamente e vaccinare con una seconda dose tutti i bambini nati nel 1990-91-92, ad esclusione dei bambini che abbiano già ricevuto due dosi.

 

 

 

 

Anno 2006

Nell'anno 2006 continuano, come azioni prioritarie, l'offerta attiva della prima dose all'età di 15 mesi e della seconda dose all'età di 5 anni, e si procede alla chiamata attiva dei bambini mai vaccinati delle coorti 1993-94-95, che non si erano presentati alle chiamate degli anni precedenti, con l'obiettivo di raggiungere il 95% di copertura vaccinale.

Alle precedenti azioni prioritarie è aggiunta, come azione secondaria, la chiamata attiva delle coorti 1993-94-95-96 per eseguire la seconda dose (almeno dopo un mese dalla prima).

Le azioni prioritarie da attuare sono pertanto le seguenti

  • Chiamare attivamente e vaccinare con una dose tutti i bambini di età uguale o superiore a 15 mesi, nati nell'ultimo trimestre del 2004 e nei primi nove mesi del 2005; deve essere raggiunta la copertura vaccinale superiore al 95%  entro i 24 mesi di età in tutto il territorio dell'ASL, in modo omogeneo fra tutti i Distretti;
  • Chiamare attivamente e vaccinare con una seconda dose tutti i bambini nati nel 2001, ad esclusione dei bambini che abbiano già ricevuto due dosi: deve essere raggiunta una copertura vaccinale superiore al 90%  in tutto il territorio dell'ASL, in modo omogeneo fra tutti i Distretti. Per i bambini che non avessero mai ricevuto la prima dose, eseguire la seconda dose dopo almeno un mese;
  • Chiamare attivamente e vaccinare con una dose tutti i bambini nati nel 1995-96, che non siano mai stati vaccinati: deve essere raggiunta una copertura vaccinale superiore al 95%  in tutto il territorio dell'ASL, in modo omogeneo fra tutti i Distretti;

Le azioni secondarie da attuare sono le seguenti:

  • Chiamare attivamente e vaccinare con una seconda dose tutti i bambini nati nel 1993-94-95-96, ad esclusione dei bambini che abbiano già ricevuto due dosi.

 

Anno 2007

Nell'anno 2007 continuano, come azioni prioritarie, l'offerta attiva della prima dose all'età di 15 mesi e della seconda dose all'età di 5 anni: queste sono le uniche azioni che proseguiranno negli anni successivi. Inoltre si procede alla chiamata attiva dei bambini mai vaccinati delle coorti 1997-98, che non si erano presentati alle chiamate degli anni precedenti, con l'obiettivo di raggiungere il 95% di copertura vaccinale e raggiungere il saldamento delle coorti dei cinque anni e dei dodicenni.

Alle precedenti azioni prioritarie è aggiunta, come ultima azione secondaria, la chiamata attiva delle coorti 1997-98 per eseguire la seconda dose (almeno dopo un mese dalla prima).

Le azioni prioritarie da attuare sono pertanto le seguenti:

  • Chiamare attivamente e vaccinare con una dose tutti i bambini di età uguale o superiore a 15 mesi, nati nell'ultimo trimestre del 2005 e nei primi nove mesi del 2006; deve essere raggiunta la copertura vaccinale superiore al 95%  entro i 24 mesi di età in tutto il territorio dell'ASL, in modo omogeneo fra tutti i Distretti;
  • Chiamare attivamente e vaccinare con una seconda dose tutti i bambini nati nel 2002, ad esclusione dei bambini che abbiano già ricevuto due dosi: deve essere raggiunta una copertura vaccinale superiore al 90%  in tutto il territorio dell'ASL, in modo omogeneo fra tutti i Distretti. Per i bambini che non avessero mai ricevuto la prima dose, eseguire la seconda dose dopo almeno un mese;
  • Chiamare attivamente e vaccinare con una dose tutti i bambini nati nel 1997-98, che non siano mai stati vaccinati: deve essere raggiunta una copertura vaccinale superiore al 95%  in tutto il territorio dell'ASL, in modo omogeneo fra tutti i Distretti;

Le azioni secondarie da attuare sono le seguenti:

  • Chiamare attivamente e vaccinare con una seconda dose tutti i bambini nati nel 1997-98, ad esclusione dei bambini che abbiano già ricevuto due dosi.

 

 

Bergamo, 18/11/04

 

Il Responsabile del Servizio 

                          Igiene e Sanità Pubblica

                                                           (dr. Giancarlo Malchiodi)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ASL DI BERGAMO

 

 

 

 

 

Costi per Piano Aziendale eliminazione Morbillo-Rosolia congenita

 

Tabella riassuntiva

(esecuzione di due dosi di vaccino)

 

 

 

 

 

 

 

OBIETTIVI PRIORITARI

 

 

 

 

N° DOSE

BAMBINI DA VACCINARE

ANNO 2004

ANNO 2005

ANNO 2006

ANNO 2007

 

N° bambini nati nel 2002/03

10.700

 

 

 

N° bambini nati nel 2003/04

 

10.800

 

 

 

N° bambini nati nel 2004/05

 

 

10.900

 

 

N° bambini nati nel 2005/06

 

 

 

11.000

 

 

 

 

 

 

 

N° bambini nati nel 1999

 

10.277

 

 

N° bambini nati nel 2000

 

10.607

 

 

 

N° bambini nati nel 2001

 

 

10.592

 

 

N° bambini nati nel 2002

 

 

 

10.707

 

 

 

 

 

 

N° bambini mai vaccinati nati nel 1990-91-92

 

7.115

 

 

 

 

 

 

 

 

 

N° bambini mai vaccinati nati nel 1993-94

 

2.788

 

 

N° bambini mai vaccinati nati nel 1995-96

 

 

2.351

 

 

N° bambini mai vaccinati nati nel 1997-98

 

 

 

1.609

 

 

 

 

 

 

N° bambini nati nel 1993 e bambini mai vaccinati anni 1994-2001

9.587

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

OBIETTIVI SECONDARI

 

 

 

 

 

N° bambini nati nel 1990-91-92

 

13.183

 

 

N° bambini nati nel 1993-94

 

 

13.536

 

 

N° bambini nati nel 1995-96

 

 

19.504

 

 

N° bambini nati nel 1997-98

 

 

 

20.392

 

 

 

 

 

 

 

TOTALE VACCINAZIONI

20.287

54.770

56.883

43.708

 

 

 

 

 

 

 

COSTO (vaccino eur 8,80)

178525,60

481976,00

500570,40

384630,40

 

 

 

 

 

 

 

TOTALE VACC REALE

20.287

50.989

53.510

40.988

 

TOTALE COSTO REALE

178525,60

448703,20

470888,00

360694,40

 

Fonte : www.asl.bergamo.it

 

Fine articolo sulla Morbillo

 

Come si manifesta il morbillo

 

morbilloIl morbillo è una malattia acuta che dura circa 10 giorni e che si caratterizza dai seguenti sintomi:

morbillo 

 


                                  Febbre                                                     Esantema

 

 

morbillomorbillo 

 


                                  Tosse                                                       Congiuntivite

 

 

 

Il morbillo è una malattia virale e non esiste una terapia specifica

 

Il morbillo può complicarsi

Quasi tutti quelli che si ammalano guariscono, a volte però la malattia può complicarsi e determinare la comparsa di:

otite                                        nell’8-10% degli ammalati

broncopolmonite                    nell’8-10% degli ammalati

encefalite                                un caso ogni 1.000 ammalati

morbillo 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Queste complicazioni, in qualche caso, possono determinare conseguenze permanenti, come danni cerebrali o ritardo mentale, o addirittura condurre alla morte.

 

 

Fine articolo sul morbillo

 

 

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