Asma
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Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono da prescrizione né da consiglio medico.
Tratto da Wikipedia :
L'asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree (bronchi) nella quale giocano un ruolo importante numerose cellule, in particolare i mastociti, gli eosinofili e i linfociti T. Nei soggetti predisposti questa infiammazione provoca episodi ricorrenti di respiro sibilante, difficoltà respiratoria, senso di costrizione toracica e tosse.
Questi sintomi sono di solito associati con diffusa ma variabile broncoostruzione reversibile dopo terapia con broncodilatatori o spontaneamente. L'infiammazione provoca anche un aumento della risposta delle vie aeree a numerosi stimoli più o meno specifici.
A differenza della definizione riportata nei testi degli anni settanta e ottanta, che facevano riferimento unicamente alle modificazioni funzionali e quindi al broncospasmo, l'attuale definizione sottolinea il ruolo determinante dell'infiammazione nella genesi dei sintomi e delle alterazioni funzionali. Questo dato ha un risvolto terapeutico importante ponendo i farmaci antiinfiammatori come cardine della terapia dell'Asma.
Capita spesso, peraltro, che nel linguaggio comune la parola "asma" venga utilizzata come sinonimo di "dispnea" o "mancanza di respiro", anche se di origine completamente diversa dal vero asma bronchiale. Ad esempio nella vecchia definizione dello scompenso cardiaco acuto si parlava appunto di "asma cardiaco" che nulla ha a che fare con l'infiammazione dei bronchi.
La parola "asma" è di genere grammaticale maschile.
Fine articolo sull' Asma tratto da Wikipedia
Asma
Il termine asma rappresenta un insieme di sintomi vale a dire che non si tratta propriamente di una malattia bensì di una sindrome.
L'elemento fondamentale è la difficoltà al passaggio dell'aria attraverso i bronchi in particolare nella fase di espirazione. Questo per il paziente significa soprattutto "mancanza di respiro" ma anche tosse, difficoltà a far fuoriuscire il catarro o il muco che si forma nei bronchi, respiro sibilante o fischiante. Per lo specialista la diagnosi d'asma comporta concordanza di molti elementi poiché esistono anche altre malattie che possono causare gli stessi sintomi come ad esempio lo scompenso cardiaco, l'enfisema e la bronchite.
Chiunque può ammalarsi d'asma e in qualsiasi momento della vita anche se avviene con maggior frequenza durante l'infanzia, la prima maturità e la terza età. Circa il 5% della popolazione nei paesi industrializzati è affetto da asma. In Italia si calcola che vi siano circa tre milioni di soggetti asmatici e fra di loro molti sono bambini e adolescenti.
L'allergia è causa del 50% delle forme d'asma . Tuttavia l'asma colpisce solo quelle persone che hanno una iper-reattività bronchiale, coloro cioè le cui cellule muscolari bronchiali presentano una certa sensibilità
Sia la condizione allergica sia la fragilità bronchiale possono essere parzialmente ereditate. genitori asmatici non generano sempre figli asmatici e l'asma può comparire anche in famiglie in cui non si era mai manifestata prima.
Allo stato attuale esistono numerosi ed efficaci trattamenti in grado di curare l'asma o di controllarne i sintomi. Se usati in modo corretto possono prevenire o diminuire gli eccessi o ridurne la frequenza. Tuttavia non esistono ancora cure mediche che possono sconfiggere in modo certo e definitivo la malattia Non bisogna dimenticare che una corretta terapia dell'asma può permettere nella stragrande maggioranza dei casi una vita perfettamente normale.
Attacco di asma
L'elemento che caratterizza l'attacco d'asma è la difficoltà al passaggio dell'aria attraverso i bronchi, cioè l'ostruzione bronchiale.
Tre sono i fattori che possono causare questo fenomeno:
- I muscoli che avvolgono i bronchi si contraggono e si accorciano sin quasi a strozzarli;
- La mucosa dei bronchi si gonfia per accumulo di liquido fuoriuscito dai vasi bronchiali;
- Nello spazio interno ai bronchi si accumula catarro abbondante prodotto dalle ghiandole bronchiali che ostruisce ulteriormente il passaggio d'aria.
In queste condizioni respirare è veramente difficile. L'aria fa molta fatica ad entrare ed uscire dagli alveoli, compare tosse continua nel tentativo di eliminare il catarro e il respiro diventa sempre più affannoso accompagnato da sibili e fischi. Questi sono i sintomi caratteristici di un attacco d'asma. Durante la crisi d'asma il polmone è paragonabile ad un palloncino che non riesce a svuotarsi; pertanto il paziente cercherà di introdurre più aria possibile. Ne risulta che il diaframma si abbassa e il torace si dilata al massimo. La paura e l'affanno aumentano le difficoltà e la fame d'aria. Non appena i muscoli bronchiali si rilasciano, il catarro viene rimosso e le pareti dei bronchi si svuotano del liquido accumulato, il respiro torna regolare e tutti i sintomi descritti scompaiono.
Principali forme e fattori scatenanti
Asma professionale - Viene definita così quando è causata da sostanze che vengono utilizzate o che, comunque sono presenti nel luogo di lavoro. Essa rappresenta il 5-10% di tutte le forme d'asma ed è forse la più frequente causa di malattia professionale polmonare nel mondo. Le crisi possono sorgere sul luogo di lavoro oppure sopraggiungere a distanza di tempo, per esempio la sera a casa. Per questo è difficile collegare subito l'asma con il lavoro. Tra le forme più conosciute ricordiamo:
- L'asma da PVC (polivinilcloruro), usato nella lavorazione delle materie plastiche
- L'asma da TDI (Toluen-Di-Isocianato) usato nella verniciatura dei mobili, nell'industria calzaturiera
- L'asma dei panettieri, dovuta ad una allergia alle farine o agli acari
- L'asma da lattice con rilevante frequenza ed importanza negli operatori sanitari
Asma da sforzo - Lo sforzo fisico può causare crisi asmatiche specialmente nei bambini (che eseguono facilmente sforzi fisici più intensi e duraturi degli adulti). Gli sport che provocano l'asma più facilmente sono quelli che determinano un aumento rapido ed intenso della respirazione. Anche se il nuoto è uno degli sport meno asmigeni è talvolta sconsigliato negli asmatici perché un eccesso di cloro contenuto nell'acqua delle piscine può scatenare una vera crisi d'asma. Il luogo in cui avviene lo sforzo può inoltre condizionare la comparsa dei sintomi. In particolare la corsa in un parto per un allergico alle graminacee può determinare la somma di due stimoli: aspecifico e allergico.
Asma da reflusso gastroesofageo - Non bisogna dimenticare che una concomitanza tra reflusso gastroesofageo e asma rientra nella normalità. Se però tale episodio avviene con eccessiva frequenza e si protrae troppo a lungo, diventa patologico . In questi casi è possibile che si scatenino riflessi nervosi o che addirittura parte del contenuto gastrico venga aspirato nei bronchi e causi delle crisi asmatiche.
Asma da farmaci o asma da aspirina - Alcuni soggetti (circa il 10%) dei soggetti asmatici reagiscono con gravi crisi asmatiche all'assunzione di farmaci usati come antinfiammatori, antidolorifici, antifebbrili. Tipicamente i sintomi appaiono uno o due ore dopo l'assunzione del farmaco Altri farmaci possono dare gravi crisi asmatiche: tra questi i beta bloccanti solitamente utilizzati per l'ipertensione arteriosa ed il glaucoma.
Asma da additivi alimentari - Nei cibi e nelle bevande, ma anche nei farmaci si trovano spesso delle sostanze chimiche (additivi) come residuo dei processi di lavorazione oppure aggiunte per prolungarne la conservazione e migliorarne l'aspetto (colore, densità, profumo ecc). Alcuni additivi in particolari pazienti possono determinare crisi asmatiche. In questi casi la diagnosi è
estremamente complicata e spesso è necessario che all'assunzione dell'additivo si aggiunga un secondo stimolo: ad esempio lo sforzo fisico.
Asma e gravidanza - In gravidanza il decorso dell'asma è imprevedibile. Può migliorare, peggiorare o rimanere invariato. Le possibili interferenze tra le due condizioni riguardano da un lato la possibilità che durante una crisi asmatica grave arrivi al feto sangue non sufficientemente ossigenato, dall'altro che i farmaci possano danneggiare il feto. Questi ultimi, però, se usati correttamente , hanno effetti collaterali molto ridotti. Per quanto riguarda l'influenza dell'asma sulla gravidanza e sulla crescita del feto, tutti gli studi fatti sono rassicuranti. Solo l'asma grave può creare problemi ad un normale decorso della gravidanza.
I fattori che possono provocare l'Asma - E' opinione molto diffusa che l'asma sia sempre provocata da un allergia. In verità questo è vero solo nel 50% dei casi. I soggetti che vanno incontro a questa malattia sono spesso predisposti geneticamente (hanno parenti con manifestazioni allergiche) e manifestano precocemente reazioni allergiche (eczema, intolleranze alimentari, rinite ecc). Tuttavia l'ambiente gioca un ruolo determinante: i fattori ambientali possono infatti scatenare l'asma o indurre una sensibilizzazione allergica anche in soggetti non predisposti ereditariamente. Le sostanze di origine naturale in grado di scatenare allergie e asma sono:
- gli acari
- le muffe
- i derivanti epidermici degli animali domestici (saliva in particolare)
- i pollini (graminacee, parietaria, betulla, nocciolo, olivo, ambrosia, ecc…)
- alimenti in particolar modo il latte, l'uovo i crostacei, il merluzzo e alcune verdure
- anche alcuni additivi che servono per la conservazione degli alimenti possono scatenare una reazione allergica di tipo asmatico
- recentemente inoltre sta diventando sempre più diffusa una forma di allergia al latice, componente naturale dal quale si estrae la gomma. Può dare arrossamenti ed orticaria ma anche gonfiore diffuso alle labbra, al volto e a tutto il corpo e creare non pochi problemi a livello respiratorio con rinite ed asma anche di notevole gravità, Spesso chi è allergico al lattice lo è anche ad una pianta ornamentale molto diffusa, il ficus benjamin nonché ad alcuni alimenti tra cui le banane, le castagne, gli avocado il kiwi e le nocciole.
I test cutanei o prove allergiche - Consistono nel mettere a contatto la parte sensibile della pelle del paziente con le sostanze verso cui si sospetta una sensibilizzazione (allergeni: test intradermico, PRICK test, PRICK BY PRICK.
Diagnosi di Asma Bronchiale
In presenza di uno o più sintomi fra quelli elencati nella è necessario rivolgersi immediatamente al proprio medico di base, il quale dopo una indagine accurata, valuterà se il paziente va sottoposto ad ulteriori accertamenti specialistici. In particolare lo pneumologo è lo specialista più indicato per una analisi globale della situazione il quale cercherà di arrivare ad una eventuale diagnosi d'asma seguendo il seguente percorso:
- Attraverso la storia clinica, dalla quale si possono ottenere informazioni determinanti sulla storia familiare del paziente, sulla storia lavorativa, sulle abitudini di vita, sulle caratteristiche dei sintomi, sui fattori che si associano alla crisi asmatica
- Attraverso un accurato esame fisico (uso del fonendoscopio)
- Attraverso le prove del respiro (Spirometria e valori PEF)
- Con il test di provocazione bronchiale (Attraverso stimoli di natura fisica o chimica (aria fredda, nebbia o test da sforzo))
Controllo dell’andamento dell’asma
Attualmente sono disponibili alcuni oggetti portatili, semplici da usare e a basso costo che consentono ai pazienti e al medico una misurazione dell'ostruzione bronchiale sufficientemente precisa e attendibile: il misuratore di picco di flusso e gli spirometri portatili.
Il monitoraggio del picco di flusso e la compilazione di un diario dei sintomi, rendono possibile una autovalutazione della malattia e forniscono al medico importanti informazioni. Il picco di flusso (PEF) è la misura della massima velocità con la quale si è in grado di espirare aria dai polmoni. Se i bronchi sono chiusi (asma) il passaggio di aria si fa più difficile e il PEF si abbassa. La misura del PEF va fatta almeno due volte al giorno e comunque tutte le volte che il paziente sente "mancanza di respiro", ripetendo la manovra 15/30 minuti dopo l'uso degli spray broncodilatatori.
Ogni paziente ha il suo valore personale di riferimento. Alcune tabelle indicano valori di riferimento in base al peso e all'età del soggetto. Si considera comunque come riferimento il valore personale cioè il miglior valore che il paziente ottiene in una fase di stabilità clinica, ovvero quando non presenta sintomi caratteristici per asma e il suo respiro è buono.
NB: la misurazione del mattino va effettuata al risveglio (prima delle abituali attività del mattino)
Il diario dell'asmatico è utilissimo perché consente di rilevare
- i sintomi presenti durante la giornata
- il valore del PEF a varie ore
- la terapia
- osservazioni generali
Cosa bisogna fare durante un attacco d'Asma
Gli attacchi d'asma variano molto come intensità e durata e proprio per la variabilità e l'imprevedibilità che li caratterizza è necessario intervenire al primo insorgere dei sintomi, (tosse insistente, difficoltà del respiro) . Solo in questo modo sarà possibile controllare la crisi.
Il trattamento al quale si ricorre genericamente in prima istanza è un beta-adrenergico spray. Il paziente dovrà comunque constatare un miglioramento dei valori del picco di flusso ed una regressione dei sintomi, dopo aver assunto i farmaci consigliati. Se ciò non avviene bisogna chiamare al più presto il medico o andare al pronto soccorso
Valutazione dei valori di PEF
Zona verde (asma lieve): 80-100% del valore personale migliore. Nessun sintomo d'asma è presente e l'eventuale terapia deve essere continuata tranquillamente.
Zona Gialla (Asma moderato): 60-80% del valore personale migliore. L'asma non e' Completamente sotto controllo e possibili episodi asmatici richiedono l'aumento della Terapia. Rivolgersi al medico.
Zona Rossa (Asma grave): al di sotto del 60% del valore personale migliore. Inalare subito un farmaco beta-2-adrenergico (Salbutamolo, Fenoterolo, ecc.) e chiamare immediatamente il medico se il PEF non ritorna ai valori della zona verde o gialla.
Cosa si può fare contro l'Asma
Il paziente asmatico ha un ruolo determinante nel controllo e nella gestione della sua malattia. Egli può infatti contribuire ad evitare le cause dell'asma attraverso :
- l'attuazione di essenziali norme igieniche di prevenzione
- il monitoraggio della malattia
- la prevenzione dei sintomi e la cura con i farmaci
Le misure igieniche ambientali di prevenzione
L'acaro della polvere di casa è un minuscolo organismo che vive nella polvere ed è una delle più importanti cause di rinite ed asma allergico. Evitare l'esposizione agli acari è difficile ma si può senz'altro limitarne la diffusione. In casa il primo bersaglio della profilassi ambientale deve essere la camera da letto.
- Arredare la camera con mobilio semplice, indispensabile, a superfici lisce
- Eliminare tutti gli oggetti che possono trattenere polvere (peluche, tappeti , tendaggi, moquette, imbottiture)
- Il materasso e il cuscino devono essere nuovi e di materiale sintetico e devono essere aspirati regolarmente una o due volte alla settimana
- É utile avvolgere i materassi e i cuscini con fodere di materiale non poroso (antiacari) che si trovano in commercio
- Le coperte devono essere facilmente lavabili e devono essere esposte all'aria e al sole a lungo
- Aerare la stanza almeno 20 minuti al giorno
- Lavare tutta la biancheria del letto con acqua molto calda almeno una volta alla settimana
- Se il paziente è un bambino preferire giocattoli facili da pulire (di legno, gomma o metallo. Eventuali giocattoli di pezza devono essere regolarmente lavati in acqua calda.
- Il paziente non deve sostare in locali mentre vengono fatte le pulizie e usare sempre un aspirapolvere dotato di filtri efficaci
- Mantenere il tasso di umidità al si sotto del 40-50%. Può essere controindicato l'umidificatore mentre può essere indicato l'uso del condizionatore d'aria.
I pazienti allergici alle muffe dovrebbero evitare di soggiornare in ambienti umidi o in aree dove le muffe si sviluppano abbondantemente (zone in ombra, mucchi di foglie ecc.) e ricordarsi di arieggiare bene le stanze chiuse da molto tempo Non dimenticate che anche la polvere di casa può contenere una grande quantità di spore di muffe.
Altrettanto importanti sono le misure di profilassi in soggetti allergici ai pollini. La conoscenza dei calendari pollinici permette, infatti, di evitare il soggiorno nelle zone più a rischio e nei momenti di massima pollinazione.
Esiste una terapia medica efficace per la cura dell'Asma?
Esistono tuttavia numerosi ed efficaci trattamenti in grado di curare l'asma o di controllare i sintomi. L'obiettivo della terapia dell'asma è quello di consentire al paziente il mantenimento di uno stato di benessere con condizioni di vita il più possibile normali, compresa una normale attività lavorativa e la pratica di un'attività sportiva. La terapia va proseguita per tutta la vita anche se non necessariamente questo comporta l'assunzione di farmaci ma solo l'attuazione di semplici accorgimenti nello stile di vita. I farmaci utilizzati per la cura dell'asma si dividono in tre categorie:
- farmaci attivi sulla malattia e cioè antinfiammatori, (cortisone)
- farmaci attivi sui sintomi a lunga durata d'azione (betastimolanti a lunga durata d'azione, e teofillinici a lento rilascio)
- farmaci attivi sui sintomi a rapido effetto (betastimolanti, anticolinergici e teofillina).
Non tutti i farmaci sono somministrabili per aerosol e in qualche caso è necessario ricorrere ad altre vie, ma la regola di privilegiare la via inalatoria è sempre valida. Il tipo e la dose dei farmaci sono scelti in base alla gravità dell'asma. La regola generale è che si devono utilizzare i farmaci necessari per ridurre al minimo i sintomi nel più breve tempo possibile, diminuendo poi gradualmente la terapia fino ai minimi dosaggi in grado di mantenere sotto controllo l'asma.
Fine articolo sull' Asma
LA DIAGNOSI DI ASMA BRONCHIALE NEL BAMBINO
Joseph A. Bellanti, MD
The International Center fo Interdisciplinary
Studies of Immunoligy
Georgetown University Medical Center
Washington, DC (USA)
Introduzione
L’ asma è la causa più frequente delle malattie croniche dell’infanzia ed è al primo posto tra le malattie croniche responsabili dell’ospedalizzazione dei bambini. In uno studio del 1999 condotto da Grant ed altri partecipanti l’87% dei bambini asmatici erano stati sottoposti ad un’visita medica imprevista nel precedente anno. L’asma è al primo posto tra le malattie croniche responsabili dell’assenteismo a scuola con una frequenza tre volte maggiore rispetto a quella dei bambini non affetti da asma. Il 40% dei bambini asmatici hanno disturbi del sonno (da uno a due notti alla settimana), che possono anche contribuire a ridurre il rendimento scolastico. In uno studio del 1999 condotto dall’ American Lung Association, il 78% dei genitori di bambini asmatici dichiaravano che l’asma ha un effetto negativo sulla famiglia e che durante l’anno precedente il 36% dei genitori si erano dovuti assentare dal lavoroa causa dell’asma.
Malgrado gli importanti progressi nelle nostre conoscenza sull’ importanza fisiopatologica dell’infiammazione e dei meccanismi immunologici delle lesioni tessutale, che hanno reso possibile lo sviluppo e la disponibilità di nuovi agenti farmacologici, l’incidenza dell’asma sta aumentando in modo sproporzionato nella popolazione pediatrica, e continuano ad esserci un numero di domande insolute riguardo ai bambini affetti da asma: 1) che tipo di relazione esiste tra l’infiammazione delle viee aeree e le diverse manifestazioni cliniche dell’asma?; 2) quando inizia l’infiammazione nell’asma? ; 3) in che modo l’atopia si associa all’asma?; 4) lo sviluppo della risposta immunitaria dei bambini ai cambiamneti ambientali ha un ruolo nell’aumento della malattia?; 5) quali sono le conseguenze a lunga termine dell’infiammazione cronica delle viee aeree nei bambini asmatici, e quali sono i suoi effetti sulla rigenerazione del polmone, sulla crescita e sullo sviluppo di malattia polmonare al’ ultimo stadio nell’adulto?
Storia naturale dell’asma nell’infazia
L’asma é un disturbo infiammatorio cronico nel quale l’infiammazione delle viee aeree porta ad iperrreattivita brochiale verso una miriade di fattori scatenanti caratteristici della malattia. Questa reazione genera a sua volta un’ostruzione delle viee aeree che normalmente è completamente reversibile, e che è responsabile dei sintomi tipici dell’asma: tosse, affanno e dispnea. Con l’asma, quello che notiamo è la punta dell’iceberg, i sintomi. Sebbene questi sintomi siano facilemente riconoscibili non rappresentano gli aspetti fondamentali dell’asma.
- Alla base dell’iceberg c’è l’infiammazione delle viee aeree.
- Questa infiammazione è alla base dell’iperreattività dell’asma.
- L’ostruzione al passaggio d’aria è causata da broncocostrizione, edema bronchiale, ipersecrezione di muco e richiamo di cellule infiammatorie inclusi gli eosinofili, cellula infiammatoria chiave.
- Il culmine del processo infiammatorio è la punta dell’iceberg, i sintomi.
I bambini sono più a rischio di contrare l’asma degli adulti? “Fattori comuni” vs “Fattori specifici”
Quello che distingue l’asma in età infantile da quella in età adulta può essere considerato da due punti diversi: 1)quali caratteristiche sono “generiche” comuni ad entrambi, bambini ed adulti? 2) quali caratteristiche sono tipiche ed hanno rilevanza particolare nel gruppo di età pediatrica? L’importanza dell’infiammazione è comune ad entrambi i gruppi di età; quelli specifici della popolazione pediatrica sono i cambiamenti nella maturazione dei diversi organi sistemici, che avvengono durante la crescita e lo sviluppo, in particolare nel polmone e nel sistema immunologico.
Il polmone nell’età infantile non è semplicemente il polmone di un piccolo adulto. Esistono distinzioni nel processo della malattia tra bambini ed adulti, che sono condizionati da differenze anatomiche e funzionali. Ci sono aspetti fisiologici che possono esporre i bambini a rischi maggiori, in particolare il più piccolo calibro del diametro delle viee aeree, che può essere più facilmente ostruito dall’essudato infiammatorio. Ci sono inoltre altri aspetti fisiologici da considerare, in cui una cassa toracica con una “compliance” elevata ed una riduzione nell’elasticità delle viee aeree. La crescita dei polmoni durante l’infanzia, come pure i cambiamenti della funzione polmonare negli adulti sono di capitale importanza nell’espressione della malattia asmatica nei bambini. Il volume espiratorio forzato in un secondo (FEV-1-) varia con l’età. La funzione polmonare aumenta nella prima infanzia, fino a raggiungere un livello massimo all’inizio dell’età adulta. Il FEV-1- raggiunge il punto massimo a vent’anni per i ragazzi e rimane stabile fino all’età di trenta quarant’anni, quando comincia gradualmente a diminuire. Nelle femmine il punto massimo si raggiunge approssimativamente cinque anni prima, all’età di quindici anni con un simile pattern di diminuzione. Il paragone tra un maschio “sano”, la cui funzione polmonare, durante l’arco della sua vita segue il modello appena descritto, ed un maschio con asma persistente durante l’età infantile e quella adulta, illustra l’impatto di questi cambiamenti. Prima dei venti anni di età c’è una ridotta crescita polmonare tale che questo paziente non raggiunge mai il suo punto massimo previsto della funzione polmonare all’età di vent’anni. Un’altra conseguenza dell’asma persistente è un’accelerata diminuzione del FEV-1-, dopo i trentacinque anni di età. Questa curva crescita-diminuzione e la correlazione dei sintomi respiratori con il livello della funzione polmonare indicano che i sintomi possono essere massimali in età infantile ed in età senile (prima dei cinque anni e dopo i settant’anni di età); e che i sintomi respiratori diminuiscono nella tarda infanzia come risultato della crescita polmonare. Dunque, la tendenza nei bambini asmatici a “superare” con la crescita la loro condizione asmatica, potrebbe essere il risultato dell’aumento della funzione polmonare e non necessariamente il risultato di un cambiamento dei fenotipi intermedi della risposta allergica e delle viee aeree. Tuttavia, il fatto che l’asma infantili riduca la crescita polmonare può avere importanti conseguenze più tardi nel corso della vita, quando il declino previsto in età avanzata “comincia” da un più basso livello di FEV-1-.
E’ noto che le condizioni sociali possono esporre i bambini a rischi più gravi causati dall’asma. Inoltre, avere diverse persone che si occupano della salute del bambino può ostacolare la capacità di creare una continuità nella cura, compresa la costante somministarzione dei farmaci. Questo è particolarmente importante per i piccoli che possono avere difficoltà nell’esprimere come si sentono (i loro sintomi), rafforzando in tal modo il peso della responsabilità dell’adulto.
Ci sono anche casi in cui bambini più piccoli sono completamente dipendenti da coloro che se ne prendono cura , e adolescenti che desiderano indipendenza nel prendere le medicine. Molte questioni sociali ed economiche condizionano la disponibilità delle cure appropriate per bambini asmatici, particolarmente per certe popolazioni (minoranze urbane svantaggiate, ambienti rurali etc.). Inoltre ci sono altri tipi di ostacoli da considerare . Tali ostacoli comprendono la tendenza dei pazienti e dei loro genitori a negare l’asma, accompagnata dalla riluttanza di tutte le parti coinvolte ad “etichettare” un bambino come “asmatico”.
Studi recenti sui cambiamenti dello sviluppo nelle funzioni immunologiche durante la prima e la seconda infanzia, hanno rilevato importanti conclusioni, che possono non solo aiutare nella diagnosi, ma anche fornire una spiegazione dell’aumentata incidenza dell’asma brionchiale nella prima e nella seconda infanzia. Alla nascita e durante la prima infanzia c’è una insufficiente maturazione del sito Th1 della funzione della cellula T helper (responsabile della risposta immune cellulo mediata) con uno spostamento verso il sito Th2 responsabile della produzione degli anticorpi. Con la maturazione e l’esposizione agli agenti patogeni microbici (in particolare quelli batterici) normalmente avviene una stimolazione del sito Th1 con un ristabilimento dell’equilibrio Th1 e Th2. La ricerca recente sull’asma e sulle cause delle allergie, ha esaminato l’esposizione ambientale nella prima infanzia. E’ interessante notare che alcune esposizioni ambientali, che tradizionalmente erano state considerate come causanti ed aggravanti la malattia, potrebbero in realtà essere “protettive” considerandole dalla prospettiva dell’atopia e dell’asma. Questo scenario prevede uno shift. Durante la maturazione del sistema immunitario nella prima infanzia- tra i due tipi di cellule T helper (shift Th1 al Th2).
- Nella maggior parte delle persone il sistema immunitario immaturo si sposta verso il profilo citochinico TH1, durante e dopo esposizioni a vari antigeni infettivi dell’infanzia. Il profilo delle citochine Th1 facilita le normali reazioni “non allergiche” alle comuni esposizioni ambientali.
- Negli ultimi decenni i successi ottenuti in campo di igiene e salute pubblica hanno portato ad una cura migliore, e perfino alla completa prevenzione di molte infezioni infantili. Si teorizza che la relativa assenza ad esposizioni antigeniche infettive, possa permettere uno spostamento verso il profilo citochinico Th2. Il profilo citochinico Th2 tende a facilitare le reazioni allergiche (es. gli anticorpi IgE) alle comuni esposizioni ambientali.
Sebbene chiaramente benefica, la riduzione alle esposizioni quotidiane ad agenti patogeni, batterici e parassitari dell’infanzia può ridurre il suddetto effetto “protettivo” di tali infezioni contro l’atopia e l’asma.
La Diagnosi
Potrebbe essere difficile fare una diagnosi “certa” di asma nei bambini molto piccoli. Gli specialisti non riescono a misurare con certezza la funzionalità polmonare, per l’incapacità dei bambini piccoli di eseguire il “picco di flusso” o altri tests polmonari. Ci può anche essere una mancanza di consapevolezza personale dei bambini molto piccoli di percepire i sintomi dell’asma, o ancor meno di comunicarli in modo chiaro agli adulti che si prendono cura di loro.
A causa di queste difficoltà, una diagnosi errata dell’asma é un problema frequente nei bambini, specialmente di quelli in cui il fischio si associa a infezioni respiratorie. In questi pazienti potrebbero essere fatte diagnosi diverse da quelle dell’asma. Quindi è importante sospettare asthma se il paziente ha ripetuti episodi di bronchiti con affanno, bronchiti asmatiche e bronchioliti ricorrenti, o malattie reattive delle vie aeree o anche tosse cronica. Nel fare la diagnosi una domanda tipica è la seguente “ Quando si tratta di asma?”.Nel diagnosticare l’asma gli specialisti dovrebbero tenere a mente i seguenti punti:
- Tosse ripetuta, respiro affannoso o rientramenti intercostali
- Diagnosi ripetute di malattie reattive delle vie respiratorie, bronchiti allergiche o bronchiti con respiro affannoso possono essere infatti indicative di asma
-Sintomi che peggiorano con le infezioni virali, il fumo, gli allergeni, l’esercizio fisico, condizioni climatiche o altri fattori scatenanti dell’asma
- Sintomi che si manifestano o peggiorano durante la notte
- La presenza di una limitata reversibilità del flusso aereo, come viene misurata dalla spirometria o dal picco di flusso
- Infine l’assenza di fischio non esclude la diagnosi di asma
Ciascuno diquesti fattori può condurre ad una diagnosi di asma!
La Storia
Il trattamento dell’asma infantile è simile alla costruzione di un puzzle con molti pezzi, il primo dei quali è la diagnosi che inizia con la storia clinica. Nella valutazione del paziente dovrebbero essere stabiliti alcuni punti tra cui i seguenti:
- Poiché il 70% dei bambini asmatici presenta una diatesi atopica, gli specialisti dovrebbero ottenere una storia familiare di allergie o di malattie atopiche (per esempio rinite allergica , asma, dermatite atopica) o di asma. Nel 40% dei bambini con gravi allergie atopiche, esista una storia familiare positiva per allergie in un genitore. Se entrambi i genitori hanno malattie atopica, l’incidenza aumenta a circa l’80% della prole;
- Va bisognarebbe fare una attenta valutazione per i principali sintomi dis asma: Tosse, fischio, dispnea, costruizione toracica, come per i risvegli notturni. Questo e’ fondamentale per valutare la severita’ dell’ asma.
- La frequenza e la gravità dei sintomi sono la chiave. Qual ‘è la lo schema nel corso del tempo? I sintomi sono “stagionali” o “continui”? Qual’è la frequenza dei ricoveri d’urgenza e delle ospedalizzazioni? Altrettanto importante è il ripetersi di specifici fattori “precipitanti” o “scatenanti”. Dei tanti fattori precipitanti che “scatenano” l’asma infantile, le infezioni virali delle vie aeree superiori sono principale. Altrettanto importante è l’esposizione agli allergeni. Anche lo sforzo fisico e l’iper ventilazione (dovuta all’ esercizio fisico o al pianto o al riso) possono scatenare l’asma. Generiche sostanze irritanti che si trovano nell’aria rappresentano ulteriori fattori scatenanti per alcuni pazienti, specialmente il fumo di sigaretta e altri gas. I cambiamenti atmosferici, ad esempio l’aria fredda o l’umidità, possono essere importanti fattori scatenanti. Le emozioni forti , che portano al riso o al pianto, ed altre condizioni, come il reflusso gastro esofageo sono altrettanto importanti, in momenti differenti per diversi pazienti. Tutti insieme questi fattori spesso interferiscono con le attività giornaliere. Questi non sono solo importanti ai fini di una valutazione da parte del clinico ma anche riguardo alla qualità e allo stile di vita del paziente.
-Infine valutare l’uso dei farmaci. Una domanda veloce facile e importante è quella di chiedere la frequenza dell’uso dei beta antagonisti a breve durata.
Esame fisico
Dopo aver valutato la storia clinica, il passo successivo per fare la diagnosi é l’esame fisico. Questo include un’attenta valutazione dei seguenti sintomi:
-tosse e fischio
-segni obietivi che possono essere presenti durante gli attacchi più gravi di asma includono l’espirazione forzata prolungata, l’uso dei muscoli accessori , le retrazioni intercostali, e l’iper espansione della gabbia toracica;
-segni fisici di altre malattie allergiche come ad esempio dermatiti atopiche o eczema o secrezione nasale (è indicativa di rinite allergica una secrezione nasale chiara);
Nei pazienti con un asma relativamente leggero o moderato è importante tenere a mente che tra gli attacchi l’esame fisico del torace può essere assolutamente normale
Studi della funzionalità polmonare
La valutazione della funzionalità delle vie aeree è il pezzo successivo più importante del puzzle. La spirometria è il sistema classico di misurazione della funzionalità delle viee aeree. Un incremento del FEV di almeno il 12%, dopo somministrazione di un broncodilatatore, è un indice significativo di asma. Tuttavia la spirometria è difficile da eseguire in bambini di età inferiore ai quattro anni, ed alcuni di essi hanno difficoltà nell’esecuzione spirometrica fino ai sette anni di età e oltre. Un altro sistema, tuttavia non così preciso o così diagnostico come la spirometria, è di valutare i picchi di flusso una o due volte al giorno, misurando la variazione nel corso di una o due settimane. Altri sistemi possono essere utilizzati dagli specialisti, o da altri consulenti di asma. Queste tecniche possono includere i test di provocazione come l’inalazione di metacolina, ed i test da sforzo fisico.
Test immunologici specifici per le malattie allergiche
Tests allergici si possono effettuare sulla pelle o in vitro, come il RAST test o come la presenza delle IgE totali sieriche. L’esame Rx del torace o dei seni nasali servesopratutto per escludere altre affezioni che possono accompagnare gli episodi di asma, es. le infezioni.
L’effetto delle malattie virali respiratorie nell’asma infantile
L’impatto delle malattie virali in questa fascia d’età è un fattore particolarmente importante e rappresenta una sfida per i clinici nella diagnosi e nel trattamento dell’asma infantile. L’infezione virale delle vie respiratorie è la causa più comune che scatena un episodio di asma, esacerbato nei bambini di cinque anni di età o più piccoli. Circa le presenrazione dell’asma, e’ importante rilevare che, benche la piu’ commune causa di fischio nei lattanti sia l’infezione repiratori virale, il fattore predttivo piu’ significarivo per lo sviluppo di asma e’ l’atopia. Come detto precedentemente, circa il 70-90% dei bambini asmatici è affetto da allergie, come è documentato da test allergici, quali una reazione positiva ad un test cutaneo per allergeni inhalanti.
Probabilmente gli studi migliori sulle relazioni tra l’asma e il fischio nei primi sei anni di vita emersero da una pubblicazione del New England Journal of Medicine , del Dr Fernando Martinez e dei colleghi dell’Università dell’ Arizona. In questo studio, eseguito su un campione dei di 826 bambini (residenti a Tucson) seguiti dalla nascita fino ai sei anni, vengono descritte le caratteristiche del fischio. Il risultato di questo studio rilevò che i bambini affetti almeno una volta al die da fischio prima dei sei anni di vita potevano essrer suddivisi in tre fenotipi.
Fischio transitorio venne definito da:
Almeno one (1) malattia polmonare con fischio prima dei tre anni
Nessun episodio di fischio nell’anno prima dei sei
Fischio persistente
Almeno one (1) episodio di malattia polmonare con fischio prima dei tre anni, e
Almeno uno (1) episodio di fischio nell’anno prima dei sei anni
Fischio tardivo
Nessuna malattia polmonare con fischio prima dei tre anni, e
Almeno one (1 episodio di fischio nell’anno prima dei sei anni.
Questo studio iniziò con 1246 persone nell’area di Tucson, registrate tra il Maggio 1980 e l’Ottobre 1984. Nell’articolo pubblicato nel New England Journal of Medicine, i dati ottenuti dal follow up dopo l’infanzia erano disponibili per 826 pazienti di età tra i tre e i sei anni. Molti studi sono stati condotti su queste fasce d’età, tra cui le funzioni polmonari, la misurazione dell ‘IgE e i questionari sondaggio tra i genitori sui sintomi dell’asma.
Le funzionalità polmonari nei bambini sono state rilevate usando un’ apparecchiatura altamente specializzata, disponibile a Tucson, che letteralmente schiacciava il torace al fine di ottenere un flusso respiratorio forzato. I risultati di questo studio hanno permesso ai medici di capire come suddividere i bambini affetti da fischio nei primi sei anni di vita in diverse categorie, a seconda dell’età in cui si manifesta il fischio.
All’incirca la metà dei pazienti di questo studio epidemologico hanno evidenziato episodi di fischio prima dei sei anni.
I pazienti che avevano avuto almeno un episodio di fischio prima dei sei anni furono identificati in tre categorie:
Fischio transitorio 20% di tutti i bambini , cioè all’incirca il 40% dei bambini con fischio
Fischio persistente 14% di tutti i bambini , cioè all’incirca il 28% dei bambini con fischio
Fischio tardivo 15% di tutti i bambini, cioè all’incirca il 30% dei bambini con fischio.
Le linee guida dell’asma pediatrico
Uno dei più importanti sviluppi degli ultimi anni è stata la pubblicazione di alcune linee guida per la diagnosi e il trattamento dell’asma pediatrico. Queste linee guida sono state preparate dall’Istituto Nazionale per il Cuore il Sangue e i Polmoni (NHLBI) e dagli Istituti Nazionali per la salute (NIH) negli Stati Unitie insieme ad altre organizzazioni internazionali tra cui l’Accademia Europea di Allergie e Immunologia Clinica (EAACI) in Europa e l’organizzazione mondiale della sanita’ (OMS).
Le linee guida dell’asma pediatrico fissano un sistema di classificazione a quattro livelli, a seconda della gravità dell’asma: lieve intermittente, lieve persistente, moderato persistente e grave persistente.
La gravità viene classificata prima che inizi la terapia. Nella Tabella allegata si può osservare questa classificazione basata sulla gravità degli episodi. I quattro livelli di gravità sono elencati sulla sinistra, accompagnati dalla quantificazione dei sintomi durante le ore diurne e notturne.
Per i bambini di età inferiore ai cinque anni e che sono in grado di usare lo spirometro o lo strumneto per misurare i picchi di flusso, le misurazioni stimate della FEV o dei picchi di flusso e delle sue variazioni di flusso massimo sono elencate sulla destra. La linea in grassetto, che si trova al fondo della tabella indica un’ importante separazione: divide la malattia intermittente da quella persistente. Divide anche quei pazienti che possono essere trattati semplicemente con un beta agonista all’ azione pronta- i pazienti ‘intermittenti’- da quelli che richiedono una terapia di controllo più a lungo termine- i pazienti persistenti-. Un asma lieve persistente è caratterizzata da sintomi che si verificano più di due volte alla settimana, OPPURE da sintomi che si manifestano dalle tre alle quattro notti al mese. Sebbene questi episodi non si manifestino giornalmente , questi pazienti vengono comunque definiti ‘persistenti’ e necessitano terapie di controllo (prevenzione) giornaliere.
Al termine del Puzzle
Da quanto è stato detto, la cura dell’asma nei bambini richiede il completamento di un puzzle, costituito da una serie di elementi il cui principale risulta essere la diagnosi esatta. Ciò rappresenta una delle maggiori sfide per i pediatri e per coloro che si occupano del benessere dei bambini, in particolare l’identificazione di ciò che sta all’ origine dell’ultimo stadio delle malattie polmonari, per eliminarle o modificarle con lo scopo finale della salvaguardia della salute di tutti i bambini del mondo.
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SINTESI DELL’INTERVENTO
DEL DR. GERMANO BETTONCELLI
L’ASMA IN MEDICINA GENERALE
Solo il 48,2% dei 2.425 medici di medicina generale su tutto il territorio nazionale pensa di poter diagnosticare autonomamente l’asma bronchiale. Pur aumentando i casi di asma, i medici ritengono che il 94,8% dei pazienti sia più controllata soprattutto per la disponibilità, l’efficacia e la tempestività delle terapie, sebbene prevalga ancora una gestione fondata sull’attesa del paziente sintomatico, piuttosto che sull’anticipazione diagnostica. Rimane controversa l’opportunità di eseguire la spirometria come screening di massa nello studio del medico di medicina generale.
L’applicazione delle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), pur tradotte in Italia con il “Progetto Mondiale Asma” e approvate da tutte le principali Società Scientifiche Italiane coinvolte nella gestione dei pazienti asmatici, sono ancora scarsamente applicate in pratica clinica.
Recenti studi hanno evidenziato che l’asma bronchiale è ancora sottodiagnosticata, persiste un uso insufficiente delle misure di funzionalità respiratoria per indirizzare la diagnosi e un trattamento farmacologico inadeguato, sia in medicina specialistica che in quella generale.
A questo proposito, lo studio osservazionale CORD-IS (Chronic Obstructive Respiratory Disease - Italian Study) è stato promosso dall’Area Pneumologica della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG) con l’obiettivo indagare le conoscenze del medico di medicina generale sull’asma, la diffusione di questa patologia nella popolazione generale e dell’impatto sulla sua abituale attività ambulatoriale.
Sono stati coinvolti 2.425 medici di medicina generale (età media 48 anni, maschi nell’88,5% dei casi) nell’intero territorio nazionale durante il periodo aprile-maggio 2002. A questi è stato richiesto di compilare un questionario cartaceo. I questionari, raccolti in forma anonima, comprendevano i dati anagrafici del medico, l’esercizio della professione e le modalità di gestione dei pazienti; la prevalenza e il livello di controllo dell’asma; le modalità di diagnosi, spirometria, visite specialistiche e obiettivi delle prescrizioni. I dati sono stati suddivisi per area geografica secondo la classificazione ISTAT:la distribuzione era 43,7% nel Nord, 18,1% nel Centro e 38,3% nel Sud/Isole. La maggior parte (90,7%) ha dichiarato un numero di assistiti di 1.000-1.500 e l’85,6% possiede un archivio informatizzato per anagrafica, trattamento farmacologico cronico e diagnosi. Pur aumentando i casi di asma, i medici ritengono che questi pazienti sono più controllati (94,8%), soprattutto per la disponibilità, l’efficacia e la tempestività delle terapie. Un’analoga percentuale di medici esegue stadiazione della gravità dell’asma bronchiale secondo le linee guida.
Il 48,2% dei medici di medicina generale pensa di poter diagnosticare autonomamente l’asma bronchiale. Perseguono una migliore qualità di vita, il controllo dei sintomi e la prevenzione di riacutizzazioni come obiettivi primari del trattamento farmacologico nell’asma.
I pazienti con asma bronchiale ritornano dal medico di medicina generale per rinnovare le prescrizioni mediche (78,6%) e per cambiare la terapia (53,2%). Questa osservazione testimonia come ancora prevalga una gestione fondata sull’attesa del paziente sintomatico, piuttosto che sull’anticipazione diagnostica.
Nel complesso il campione in esame sembra avere una buona consapevolezza della crescente importanza del problema dell’asma nella loro pratica medica quotidiana. L’approccio diagnostico principalmente basato sull’anamnesi e l’esame obiettivo del paziente è in linea con le raccomandazioni delle linee guida internazionali per la diagnosi ed il trattamento dell’asma, così come lo sono gli obiettivi della terapia farmacologica.
Persistono ancora opinioni molto controverse sull’opportunità che la spirometria possa essere eseguita anche nello studio del medico di medicina generale, almeno come indagine per uno screening di massa. Sono sicuramente necessari ulteriori studi per definire un modello corretto, largamente condivisibile e realisticamente praticabile, di gestione di questa patologia nella medicina generale.
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10 GIUGNO 2002. AGGIORNATO AL 20 LUGLIO 2007
Asma e sport:
In considerazione dell’alto numero di bambini asmatici è necessario parlare dello sport ed asma in quanto il bambino affetto da asma viene erroneamente limitato a svolgere sport mentre è in grado di svolgerlo come tutti i suoi coetanei. Non solo, lo sport, se eseguito correttamente e la situazione asmatica è stata correttamente inquadrata, ha anche effetti benefici in quanto aumenta e migliora la capacità respiratoria.
Molti atleti, che hanno anche vinto medaglie alle Olimpiadi, soffrono di asma.
Lo sforzo muscolare, in determinate situazioni, può causare un broncospasmo ed è quindi necessario un colloquio con il proprio pediatra curante per stabilire che sport far praticare al bambino e quali farmaci è bene avere con sé.
In linea di massima gli sport più adatti sono quelli che coinvolgono in maniera regolare e continua i muscoli respiratori coordinandoli con l’attività muscolare come il nuoto, canottaggio, ginnastica artistica ecc. Vanno bene anche gli sport ad attività aerobica-anaerobica alternata come la pallavolo, la pallamano, la pallanuoto. Basketr, baseball, tennis e le attività di destrezza come ginnastica, sport velici, equitazione e arti marziali.
Le condizioni ambientali possono avere una certa importanza: gli ambienti chiusi e polverosi di una palestra possono modificare la funzione respiratoria nei bambini allergici all’acaro della polvere mentre chi è allergico ai pollini potrebbe risentire negativamente di attività all’aperto nel perido dell’impollinazione.
Ripetiamo comunque che la scelta dello sport deve essere discussa dalla famiglia con il pediatra curante tenendo conto prioritariamente delle preferenze del bambino
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COS’E’ L’ASMA
L’asma bronchiale è una malattia caratterizzata dall’infiammazione cronica delle vie aeree che provoca mancanza o difficoltà di respiro, tosse, respiro fischiante o sibilante, senso di oppressione al torace. Tutti questi sintomi non si presentano contemporaneamente nella stessa persona, né si verificano sempre con la medesima intensità e possono svilupparsi in tempi diversi nel corso della vita con fasi intermittenti intercritiche di benessere. L’ostruzione del flusso aereo può essere misurata con lo spirometro o con il misuratore di picco di flusso espiratorio.
SINTOMI
I sintomi asmatici possono variare nel grado di intensità ed alcuni possono essere maggiormente presenti in determinati pazienti:
- dispnea espiratoria, intermittente e variabile sia spontaneamente che con il trattamento
- sibili espiratori, udibili anche dal paziente
- tosse: generalmente senza catarro. Può anche essere il primo sintomo di malattia (specialmente nel bambino)
- senso di costrizione toracica
- respiro corto
- produzione di espettorato mucoso (generalmente scarso)
CAUSE
I meccanismi dell’asma non sono ancora del tutto chiari, tranne che nelle forme allergiche per le quali lo stato atopico, alla base della malattia, ha un’origine familiare: si tratta di persone che nascono già con la tendenza a sviluppare la malattia. La probabilità che un figlio abbia l’asma, se entrambi i genitori ne soffrono, oscilla tra il 70 e il 90%, mentre si riduce al 40% nel caso in cui uno solo dei genitori sia colpito dalla malattia. Ma non è detto che chi nasce con l’asma debba poi soffrirne anche in età adulta e, al contrario, bambini sani possono sviluppare l’asma anche in seguito. La malattia spesso ricompare negli anni della maturità in persone che ne avevano sofferto da piccole.
Sono molti i fattori conosciuti che possono aggravare l’asma o scatenare una vera e propria crisi. I più comuni sono:
- allergeni: l’allergia (atopia) è una risposta anomala da parte di persone che hanno una ben precisa connotazione genetica (cioè quella di esaltare la produzione di anticorpi della classe IgE) nei confronti di sostanze dette allergeni che sono la causa più frequente dell’asma. Gli allergeni che più spesso inducono l’asma sono gli acari (polvere di casa), i pollini, i peli o le piume di animali.
- infezioni: le comuni infezioni virali dell’apparato respiratorio, come raffreddore e influenza, sono la causa più frequente di esacerbazioni e di scatenamento di crisi.
- attività fisica e freddo: a volte lo sforzo fisico ed il freddo possono aggravare l’asma o causare una crisi: in tal caso si parla di asma da sforzo o da freddo. L’attività fisica è sempre comunque incoraggiata, perché i farmaci attuali ne prevengono efficacemente le manifestazioni.
DIAGNOSI
Vari studi hanno dimostrato che l’asma è una malattia sotto-diagnosticata. Nonostante le numerose campagne di sensibilizzazione, nel corso delle quali si è divulgata la conoscenza dei principali sintomi della malattia, spesso il paziente giunge all’attenzione del medico quando la malattia è già in fase avanzata. Questo dipende fondamentalmente da due fattori:
- i primi sintomi sono spesso lievi, abbastanza sopportabili e transitori: ciò induce il soggetto asmatico a dare loro poca importanza e a rimandare il consulto con il medico
- molti sintomi sono aspecifici e facilmente imputabili ad altre patologie (tosse, diurna e/o notturna, sibili, senso di costrizione e di mancanza di respiro, anche se transitori, dovrebbero indurre a consultare il medico). La visita del medico di famiglia, seguita da opportuni accertamenti diagnostici come test allergologici e prove di funzionalità respiratoria, sono di solito sufficienti per una corretta diagnosi e una pronta terapia.
IL TRATTAMENTO
L’asma è una malattia che può manifestarsi in forme cliniche differenti. Esse dipendono da numerosi fattori tra cui la frequenza degli attacchi, la loro gravità, i tempi di regressione della dispnea, cioè della mancanza di respiro. Ogni forma corrisponde ad uno stadio della malattia, ogni stadio deve essere controllato con trattamenti specifici.
L’asma, nella sua forma persistente, è una malattia cronica e necessita pertanto di un trattamento di fondo. Tuttavia, gran parte dei pazienti asmatici non segue correttamente il trattamento; i motivi sono da ricercarsi, almeno in parte, nel carattere transitorio dei sintomi, che induce il paziente a disattendere le prescrizioni. D’altra parte il mancato controllo farmacologico delle forme definite persistenti può portare ad un aggravamento della patologia che si manifesta con attacchi più gravi e più difficili da gestire, con conseguenze sullo stato generale di salute e sulla qualità di vita del paziente.
L’asma è caratterizzata da infiammazione e broncocostrizione, pertanto i farmaci raccomandati per il trattamento della malattia sono fondamentalmente antinfiammatori (cortisonici) e broncodilatatori, utilizzati singolarmente o in associazione, in funzione della fase della malattia. Le molteplici variabili fanno facilmente comprendere come sia importante un’impostazione corretta e “ad personam” della terapia prescritta dallo specialista, così come l’oculato e costante controllo del medico di famiglia.
I COSTI DELLA MALATTIA
Nel 2002 gli italiani costretti a convivere con la malattia sono stati più di 3 milioni, i ricoveri ospedalieri sono stati circa 29.000, con una degenza media compresa tra 5 e 6 giorni. Ciò comporta un notevole impatto sull'attività lavorativa con un’ importante percentuale di giorni persi di lavoro e a scuola. Si è stimato che il costo annuale dell’asma in l’Italia, nell’anno 2000, ammontasse a 630 milioni di Euro (pari allo 0.05% del prodotti interno lordo) solo per gli individui di età compresa tra i 20 e i 44 anni. Proiettando questa stima sull’intera popolazione la spesa ammonterebbe allo 0.16% del prodotto interno lordo. Attualmente, il costo medio per paziente è pari a circa 800 euro all’anno. Circa il 50% di queste spese sono attribuibili ai pazienti con asma poco controllata che, mediamente, costano il doppio di chi invece gestisce in maniera appropriata la malattia. Si tratta in gran parte di costi indiretti (circa il 60%). Il 23% è riconducibile alle spese di ricovero, per le visite e gli esami; il restante 18% ai farmaci.
Il mancato controllo dell’asma è il maggiore determinante del costo della malattia: ad un aumento del benessere corrisponderebbe una riduzione dei costi dovuti all’asma, con un notevole beneficio non solo del paziente, ma anche del medico e del servizio sanitario nazionale.
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PREVENZIONE DELL’ASMA
L. Brunetti, L. Spadavecchia, L. Armenio
L’asma è una malattia molto comune e in Italia ne è affetto circa il 10% dei bambini. Si tratta di una malattia controllabile con adeguate misure preventive e comportamentali e terapeutiche.
Stimoli diversi possono scatenare la crisi asmatica:
- Allergia: acari della polvere domestica,pollini,muffe,peli di animali (gatto,cane).
- Infezioni (soprattutto virali)
- Inquinamento atmosferico:fumo di sigaretta,gas di scarico delle automobili,forti odori e spray
- Aria fredda e/o secca
- Attività fisica: corsa,sport,risata o comunque sforzo fisico.
Il primo intervento preventivo deve mirare a rimuovere i fattori scatenanti l’asma.
Alcuni suggerimenti devono essere seguiti da tutti i bambini con sintomi.
Per prevenire l’asma allergico bisogna conoscere le sostanze che provocano allergia (allergeni).
Lo sviluppo di allergia agli acari della polvere domestica è la causa principale della comparsa di asma nel bambino.(1,2)
Gli acari sono animaletti microscopici simili ai ragni di 1\5 di millimetro. Si trovano prevalentemente nei materassi, cuscini, coperte,trapunte divani e tappeti. Quando le particelle fecali dell’acaro vengono a contatto con il nostro organismo per inalazione nella persona allergica si scatena la reazione infiammatoria e compaiono i sintomi.
Gli allergeni del gatto e del cane vengono prodotti a livello delle ghiandole sebacee e si accumulano,pertanto,sulla cute e sul pelo,sono inoltre presenti nella saliva e nell’urina dell’animale.
Questi allergeni si disperdono facilmente nell’ambiente rimangono sospesi nell’aria per molto tempo. Gli allergeni dell’animale si depositano sui vestiti dei loro padroni e attraverso questi vengono trasportati ovunque.(3)
Le muffe sono funghi microscopici che si disperdono nell’aria principalmente in estate e in autunno. All’interno delle abitazioni si ritrovano su alimenti non adeguatamente conservati,su indumenti di lana, su materassi o divani, pareti e pavimenti umidi ,su carta da parati, sul terriccio e sulle foglie di piante ornamentali, nei sistemi di condizionamento di aria negli umidificatori, nei frigoriferi. All’esterno delle abitazioni si ritrovano principalmente sul suolo e su materiale organico in decomposizione (frutta,foglie).
I pollini di graminacee, paritaria, olivo ecc. trasportati dal vento anche a molta distanza sono responsabili di patologie allergiche.
Possibilità di prevenzione delle malattie allergiche
Si può cercare di impedire la comparsa di sensibilizzazione e cioè la produzione di anticorpi IgE dell’allergia attuando la profilassi ambientale fin dai primi giorni di vita e molto probabilmente già durante la gravidanza (prevenzione primaria)(4). Si può cercare di impedire la comparsa di asma nei bambini con dermatite atopica che hanno il 50% di probabilità di sviluppare entro pochi anni allergia ad acari e sintomi a carico dell’apparato respiratorio applicando precocemente le misure di profilassi ambientale antiacaro (prevenzione secondaria) utilizzando copri-cuscino e copri-materasso anti-allergico. Nelle persone già malate la profilassi ambientale (prevenzione terziaria) rappresenta un intervento terapeutico importante per impedire il danno progressivo provocato dal contato con l’allergene.
Suggerimenti utili per i pazienti allergici agli acari.
La pulizia dell’ambiente domestico va effettuata in assenza del paziente ed utilizzando prodotti inodori e un panno umido. L’aspirapolvere deve essere dotato di filtri EPHA(6).
Nella camera da letto del soggetto allergico agli acari evitare tendaggi, tappezzeria, tappeti, moquette, libri, divani e poltrone imbottite, mobili antichi, piante, fiori, pupazzi di peluche ed altri arredi che possono accumulare polvere.
Le tende, se necessario, devono essere leggere a vetro, di cotone o tessuto sintetico e lavate ogni 2 settimane ad alte temperature ( 60°C).
Poiché gli acari non vengono uccisi con lavaggi a temperature inferiori a 55°C tutti gli indumenti o oggetti che non possono essere lavati a tali temperature come i peluche, possono essere messi in freezer per 24 ore, lasciati a temperatura ambiente per circa 1 ora e poi lavati delicatamente. In alternativa è possibile effettuare un lavaggio con benzil-benzoato (reperibile in farmacia) alla soluzione finale di 0.03% (pari a tre millilitri in dieci millilitri di acqua) oppure con olio essenziale di eucalipto nella quantità di 20 ml in 10 litri di acqua, si lascia in ammollo per un ora e poi si lava con sapone neutro.
Il letto di un bambino allergico ad acari deve essere preferibilmente in metallo o laminato plastico, non deve essere a castello o con testata imbottita.
Nessun materasso o cuscino è da considerare privo di allergeni, anche quelli in lattice e devono essere avvolti in apposite fodere impermeabili agli acari ma permeabili al sudore(5).
L’esposizione all’aria e al sole degli effetti letterecci impedisce la sopravvivenza degli acari per cui è opportuno lasciare il letto disfatto fino al pomeriggio al fine di consentire una migliore ventilazione di lenzuola e materasso.Se nella camera del soggetto allergico ci sono più letti è necessario adottare per tutti analoghi accorgimenti.
Riporre piccoli oggetti che accumulano polvere come libri o giocattoli in cassetti, scatole o librerie a vetri. Si raccomanda di non mangiare in camera da letto in quanto i residui alimentari sono nutrimento per gli acari.
E’ importante mantenere la temperatura dell’ambiente domestico a 18-21°C e il tasso di umidità al di sotto del 50% e garantire una buona ventilazione di tutte le stanze. Non utilizzare camini a legna o stufe a gas(6,7).
Si raccomanda di non tenere in casa animali con pelo e piume.
Non si deve fumare in presenza di un bambino allergico. Chi è esposto al fumo passivo ha un rischio aumentato di 2-3 volte di sviluppare malattie allergiche in particolare respiratorie.
Le sostanze acaricide sono parzialmente utili su tappeti e moquette ma non sono efficaci su materassi e divani perché non riescono a penetrare negli strati più profondi.
I soggetti allergici agli acari dovrebbero preferire l’alta montagna al di sopra di 1500 mt come località di vacanza dove gli acari non sopravvivono.
Suggerimenti per i pazienti allergici al cane e al gatto
Allontanare l’animale!.
Se ciò è impossibile per disagio psicologico non si deve far entrare l’animale in camera da letto; si devono ricoprire materassi, cuscini, divani con tessuto che non permette la diffusione dell’allergene, si devono eliminare tappeti e tappezzeria pesante, si deve regolarmente pulire pavimenti e mobili con un panno umido, lavare gli indumenti dove si accumula l’allergene e lavare e spazzolare l’animale almeno ogni 2 settimane.
Suggerimenti per i pazienti allergici alle muffe.
In tutta la casa mantenere un’umidità relativa al di sotto del 50%. Usare un deumidificatore o un condizionatore d’aria in estate (6). Le case con un buon isolamento termico non permettono la fuoriuscita di vapore acqueo e ciò favorisce la crescita delle muffe. Fare quindi attenzione che vi sia una buona ventilazione e ricambio d’aria. In cucina usare una ventola aspirante per rimuovere il vapore acqueo quando si cucina e fare attenzione alla conservazione dei cibi. In bagno usate la ventola aspirante e aprire la finestra dopo la doccia. Nella camera da letto seguire le stesse regole suggerite per gli allergici agli acari.
Suggerimenti utili per i pazienti allergici ai pollini.
Conoscere gli alberi e le piante che liberano i pollini responsabili della propria allergia ed il periodo dell’anno in cui si verifica la loro impollinazione.
Tenere porte e finestre chiuse specialmente durante le ore notturne e nel primo mattino in particolare nelle giornate ventilate. Viaggiare in auto con i finestrini chiusi. Evitare di svolgere attività all’aperto nelle ore di maggiore concentrazione pollinica quali notte, mattino e subito dopo un temporale. Dopo una giornata passata all’aperto è opportuno fare la doccia e lavare i capelli per rimuovere i pollini. Non parcheggiare l’auto sotto gli alberi e ricordare che ad altitudini medie le stesse piante, liberano i pollini un mese più tardi rispetto alla pianura. Scegliere come luogo di vacanza l’alta montagna e le località marine (8, 9, 10).
Per la profilassi dell’asma evitare assolutamente il fumo attivo e passivo: i genitori non devono mai fumare in casa , in macchina, in ascensore, o in qualsiasi altro posto frequentato dal bambino.
Il fumo passivo è il fattore di rischio più importante per lo sviluppo di allergia e di malattia respiratoria . Il fumo di sigaretta aumenta di 2-3 volte il rischio di sviluppare asma ed il gas di scarico dei motori diesel aumenta il potere sensibilizzante di diversi allergeni.
Più difficile è evitare le infezioni respiratorie specie per i bambini che frequentano il nido o le comunità in tenera età.
L’asma indotto da sforzo, da esercizio fisico si verifica soprattutto in seguito all’inalazione di aria fredda e secca. Pertanto è frequente durante la corsa all’aperto in clima freddo mentre raramente si presenta con il nuoto.
I bambini con asma non devono tuttavia evitare l’esercizio fisico né essere esclusi dall’attività sportiva. Devono allenarsi e non fare sforzi bruschi ed eccessivi ed assumere farmaci adeguati prima dell’esercizio per prevenire l’asma.
Per prevenire l’asma importante è necessario inoltre effettuare controlli periodici dal pediatra e riconoscere i segnali di allarme dell’asma quali:tosse, pallore, sudorazione, ansia, respirazione rapida, risvegli notturni, affaticamento, respiro sibilante, rumoroso e difficoltoso.
Prevenzione farmacologica
Non si deve aver paura delle medicine!
L’asma deve essere curato con regolarità per condurre una vita normale, crescere bene e praticare sports.
Ci sono due fondamentali tipi di trattamento farmacologico: preventivo e sintomatico.
I farmaci preventivi devono essere usati con regolarità per controllare la malattia e far sì che la crisi non si manifesti. Se correttamente adoperati essi preservano la salute ed evitano di ricorrere a farmaci più impegnativi restituendo il bambino ad una vita normale.
BIBLIOGRAFIA
- KORSGAARD – Allergy 1998;53 (Suppl.48):77
- DUFFY – Am J Respir Crit Care Med 1998; 157:840
- EGMAR – Pediatr. Immunol.1998;9:31
- BERGMAN – Clin. Exp. Allergy 1998;28:965
- KEMP – Br. J. Med. 1996;313:916
- LUCZYNSCA – Clin. Exp. Allergy 1998;28:1201
- NIVEN – J. Allergy Clin. Immunol. 1999;103:756
- INTERNATIONAL RHINITIS – Allergy 1994; 49 (Suppl.19): 19
- KNOX - Clin. Exp. Allergy 1993; 23:354
- SALOMON – in Allergic diseases from Infancy to Adulthood. Bierman, Pearlmon dr. Saunders 1988 pag.141
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Asma
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