Oscar Wilde tutto di tutto

 

 

    Oscar Wilde

 

477 Aforismi di Oscar Wilde

OSCAR WILDE

* * *

1. Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, e nulla più.

2. La vita è priva di una configurazione ben definita. Le sue catastrofi colpiscono in modo sbagliato le persone sbagliate. C'è un che di grottesco nelle sue commedie, e le sue tragedie finiscono in farsa. Chi l'avvicina ne rimane sempre ferito.

3. La vita ci fa pagare un prezzo troppo alto per i suoi beni e ci vende il più vile dei suoi segreti da sordido strozzino.

4. In questo mondo esistono solo due tragedie. La prima consiste nel non ottenere quello che si desidera, l'altra sta nell'ottenerlo. La seconda è di gran lunga la peggiore: è una vera tragedia!

5. Vivere è una cosa troppo importante per poterne parlare seriamente.

6. Ci sono al mondo due categorie di individui: coloro che credono nell'incredibile, come gli altri, e coloro che fanno l'improbabile, come me.

7. È un vero peccato che impariamo le lezioni della vita solo quando non ci servono più.

8. La vita è semplicemente "un mauvais quart d'heure" composto di attimi squisiti.

9. L'egoismo non consiste nel vivere come ci pare ma nell'esigere che gli altri vivano come pare a noi.

10. Una rosa rossa non è egoista perché vuole essere una rosa rossa. Sarebbe orribilmente egoista se volesse che i fiori del giardino fossero tutti rossi e tutte rose.

11. Pensiamo bene degli altri perché ci intimoriscono. L'ottimismo è fondato sul terrore puro. Ci illudiamo di essere generosi solo perché attribuiamo al nostro prossimo proprio quelle virtù che più di tutte ci possono fare comodo.

12. L'Ottimismo inizia con un grande sorriso mentre il Pessimismo finisce con un occhio pesto. Entrambe le cose, inoltre, non sono altro che pose.

13. Non riesco a sentirmi solidale con la sofferenza. È troppo brutta, troppo orribile e troppo deprimente. C'è qualcosa di assolutamente morboso nell'attuale simpatia per il dolore. Ci si dovrebbe sentire solidali col colore, la bellezza, la gioia di vivere. Meno si parla dei dolori meglio è.

14. C'è sempre qualcosa di estremamente meschino nelle tragedie altrui.

15. Il grande vantaggio del giocare col fuoco è che non ci si scotta mai. Sono solo coloro che non sanno giocarci che si bruciano del tutto.

16. Bisogna sempre giocare lealmente... quando si hanno in mano le carte vincenti.

17. La moderazione è una cosa fatale. Nulla ha più successo dell'eccesso.

18. Lo scopo della vita è lo sviluppo di noi stessi, la perfetta realizzazione della nostra natura: è per questo che noi esistiamo.

19. Il cinico è una persona che conosce il prezzo di ogni cosa e il valore di nessuna.

20. Il dovere è ciò che compiono gli altri e non ciò che noi stessi dobbiamo compiere.

21. Un buon consiglio diamolo sempre a qualcun'altro. È l'unica cosa da farne giacché non è di nessuna utilità per noi stessi.

22. Il mondo ha sempre riso delle proprie tragedie ed è questo l'unico modo in cui è riuscito a sopportarle; di conseguenza tutto ciò che il mondo ha trattato in maniera seria appartiene al lato comico delle cose.

23. È molto più prudente pensare male di tutti finché, naturalmente, si scopre che una persona è buona, ma oggigiorno ciò richiede un'infinita serie di indagini.

24. Il bruto e lo sciocco se la passano meglio degli altri in questo mondo; possono rimanere seduti a loro agio e seguire la commedia a bocca aperta. Se nulla sapranno della vittoria, è loro risparmiata almeno l'esperienza della sconfitta.

25. Coscienza e viltà sono esattamente la stessa cosa... Coscienza è il nome depositato della ditta. Tutto qui.

26. L'esperienza non ha alcun valore etico: è semplicemente il nome che gli uomini danno ai propri errori.

27. È sempre stupido dare dei consigli, e dare dei buoni consigli è assolutamente fatale. Spero che nessuno compia mai questo errore. Se lo farà avrà certamente di che pentirsi.

28. Quando un uomo si comporta in modo veramente sciocco, lo fa sempre per i motivi più nobili.

29. Dietro ogni realtà piacevole c'è sempre qualcosa di tragico.

30. I sensi, come il fuoco, possono purificare ma anche distruggere.

31. Tutte le strade conducono a un unico punto... la disillusione.

32. Una persona sensibile è quella che, avendo i calli, pesta sempre i piedi altrui.

33. C'è sempre qualcosa di fatale nelle buone intenzioni: invariabilmente si contraggono quando ormai è troppo tardi

34. Si dovrebbero assorbire i colori della vita, ma mai ricordarne i dettagli. I dettagli sono sempre volgari.

35. Quando un uomo afferma di avere esaurito la vita; allora si può essere certi che è stata la vita ad esaurirlo.

36. Chiunque può essere buono in campagna: non vi si trova la minima tentazione. Ed è per questo motivo che la gente che abita fuori città è così barbara. La civiltà non è per niente facile da conquistare. Esistono solo due modi per raggiungerla: il primo consiste nell'essere colto, l'altro nell'essere corrotto. La gente di campagna non ha l'occasione per diventare né l'una né l'altra cosa, e perciò ristagna.

37. Il segreto per rimanere giovani sta nell'avere una sregolata passione per il piacere.

38. Essere immaturi significa essere perfetti.

39. L'ozio è il segreto della perfezione e il fine della perfezione è la giovinezza.

40. Per riacquistare la giovinezza sarei disposto a tutto, tranne che a fare del moto, alzarmi presto la mattina o essere considerato rispettabile.

41. Per riacquistare la giovinezza basta solo ripeterne la follie.

42. Tutti coloro che sono incapaci di imparare si sono messi ad insegnare.

43. L'individuo più importuno nella sfera intellettuale è quello che è così affaccendato nell'istruire gli altri che non ha mai tempo per istruire se stesso.

44. Agli esami gli sciocchi fanno le domande a cui i saggi non sanno rispondere.

45. Com'è paurosa quell'ignoranza che scaturisce inevitabilmente dall'impartire nozioni!

46. È sempre un vantaggio il non avere ricevuto una solida istruzione commerciale: quanto ho imparato sui campi da gioco di Eton mi è stato altrettanto utile di quanto mi è stato insegnato a Cambridge.

47. Tutti i concorsi sono una buffonata. Se uno è un gentiluomo, ne sa quanto gli basta; se uno non lo è, tutto ciò che sa non può che danneggiarlo.

48. L'ignoranza è simile a un delicato frutto esotico: basta sfiorarla ed appassisce subito.

49. L'essere stati ben educati è oggigiorno un grosso svantaggio: ci taglia fuori da così tante cose!

50. L'esperienza insegna che non appena si giunge all'età giusta per saperne di più, è proprio allora che in realtà non si sa mai niente di niente.

51. L'intera teoria sull'istruzione moderna è radicalmente insensata. Per fortuna in Inghilterra, almeno, non produce alcun effetto. Se non fosse così, si rivelerebbe pericolosa per le classi superiori e condurrebbe probabilmente ad atti di violenza a Grosvenor Square.

52. Ho conosciuto centinaia di donne dabbene. Sembra che non faccia altro che conoscere donne dabbene. Il mondo è pieno zeppo di donne dabbene. Conoscerle fa parte dell'educazione borghese.

53. L'istruzione è cosa ammirevole ma ogni tanto ci farebbe bene ricordare che non si può mai insegnare quel che veramente vale la pena di conoscere.

54. Per conoscere tutto di se stessi bisogna sapere tutto degli altri.

55. Non c'è paese al mondo che abbia tanto bisogno di gente poco pratica quanto l'Inghilterra.

56. L'intelletto non è una cosa seria e non lo è mai stato. È uno strumento musicale che ci piace suonare e nulla più. L'unico tipo d'intelletto serio che conosco è quello inglese. Questo strumento è suonato solo dagli analfabeti.

57. Non vorrei cambiare niente dell'Inghilterra, tranne il clima.

58. È mia forte convinzione che il futuro dell'Inghilterra risieda nell'emigrazione.

59. In Europa dicono che Tartuffe è emigrato in Inghilterra e vi ha aperto bottega.

60. L'Inghilterra non diventerà mai un paese civile fin quando non avrà aggiunto Utopia ai suoi domini.

61. Gli inglesi oggigiorno hanno veramente tutto in comune con gli americani, tranne, naturalmente, la lingua.

62. Chissà? Forse l'America, dopo tutto, non è mai stata scoperta. Secondo me è stata semplicemente avvistata.

63. Si dice che gli americani buoni, quando muoiono, vadano a Parigi, e che quelli cattivi, quando muoiono, rimangano in America.

64. Le fanciulle americane sono tanto abili nel celare i loro genitori quanto quelle inglesi lo sono nel celare il loro passato.

65. Un titolo nobiliare è la ricompensa per tutte le americane che si sono comportate bene.

66. L'America non ha ruderi né rarità ma, d'altra parte, ha la sua marina e le sue maniere.

67. Mi dicono che l'America è il paradiso delle donne. Sarà questo il motivo per cui, come Eva, sono così ansiose di uscirne.

68. Il rozzo mercantilismo dell'America, il suo spirito materialista, la sua indifferenza per il lato poetico delle cose, e la sua mancanza di immaginazione e di nobili valori irrealizzabili, sono dovuti al fatto che questa nazione ha avuto come eroe nazionale un uomo che, per sua ammissione, era incapace di dire una bugia. Non è affatto esagerato dire che la storia di George Washington e del ciliegio ha provocato più danni, in minor tempo, di qualsiasi racconto morale nella storia intera della letteratura. Il lato comico di tutta la faccenda è che la storia del ciliegio è interamente falsa.

69. Molte signore americane, nel lasciare il loro paese, adottano un'aria da ammalate croniche, illudendosi che questa sia una forma di raffinatezza europea.

70. La giovinezza dell'America è la sua tradizione più antica: va avanti ormai da trecento anni. A sentirli parlare, si direbbe che gli americani siano nella prima infanzia. La loro civiltà, invece, è nella seconda infanzia.

71. Per quanto assomigli a un paradosso - e i paradossi sono cose pericolose - è indubbiamente vero che la vita imita l'arte molto più di quanto l'arte non imiti la vita.

72. In un'epoca molto arida e pratica, le arti non si ispirano alla vita, bensì le une alle altre.

73. Unico scopo dell'Arte è la menzogna, il dire cose assolutamente false.

74. Più si studia l'Arte e meno ci interessa la Natura. Quello che l'Arte veramente ci rivela è la mancanza di disegno nella Natura, le sue strane asperità, la sua straordinaria monotonia, la sua assoluta incompiutezza. La Natura è piena di buone intenzioni, è vero, ma come disse una volta Aristotele, non le realizza mai.

75. Ogni ritratto dipinto con passione è il ritratto dell'artista, e non del modello. Il modello non è che il pretesto.

76. Non è lui ad essere rivelato dal pittore ma è piuttosto il pittore che rivela se stesso sulla tela dipinta.

77. La vita stessa è arte e ha uno stile come quelle arti che tentano di ritrarla.

78. Rivelare l'arte e celare l'artista, questo è lo scopo dell'Arte.

79. I segreti dell'Arte s'imparano meglio in segreto.

80. È solo il banditore di aste che si può permettere di ammirare imparzialmente e in egual misura tutte le scuole artistiche.

81. L'arte non dovrebbe mai cercare di rendersi popolare. È il pubblico che dovrebbe cercare di rendersi artistico. C'è un enorme differenza.

82. Esistono due modi per non apprezzare l'Arte. Il primo consiste nel non apprezzarla. Il secondo con razionalità.

83. L'Accademia è troppo grande e troppo volgare. Ogni volta che ci sono stato c'era così tanta gente che non sono riuscito a vedere i quadri, il che è assai spiacevole, oppure c'erano così tanti quadri che non sono riuscito a vedere la gente, il che è peggio.

84. La virtù domestiche non costituiscono la vera base dell'Arte benché costituiscano un'ottima pubblicità per gli artisti di secondo grado.

85. Il realismo, come metodo, è un totale fallimento e le due cose che ogni artista dovrebbe evitare sono la modernità nella forma e la modernità nel soggetto. Per noi che viviamo nel diciannovesimo secolo, qualsiasi altro secolo è idoneo all'arte tranne il nostro. Le uniche cose belle sono quelle che non ci coinvolgono.

86. Sono solo i moderni a diventare sorpassati.

87. L'Arte è molto più astratta di quanto si pensi. La forme e il colore ci parlano della forma e del colore e basta.

88. Gli Impressionisti, se non hanno aperto gli occhi ai ciechi, hanno almeno dato un grande stimolo ai miopi.

89. Gli artisti mediocri s'ammirano reciprocamente. Per costoro ciò significa essere larghi di vedute e liberi dai pregiudizi.

90. I quadri moderni sono, a guardarli, indubbiamente deliziosi. Alcuni, almeno, lo sono. Eppure non è possibile viverci insieme: sono troppo intelligente, troppo dogmatici, troppo cerebrali. Il loro significato è fin troppo ovvio e il loro metodo ci è stato chiarito in modo troppo definitivo. Il loro messaggio non dura nel tempo e se così fosse diventerebbero noiosi quanto un parente.

91. Il vero artista è colui che crede assolutamente in se stesso poiché egli è interamente se stesso.

92. La cose sono come sono perché riusciamo a vederle e la nostra percezione dipende da quell'arte che più di tutte ci ha influenzato. Al momento attuale la gente riesce a vedere la nebbia non perché esiste ma perché i poeti e i pittori le hanno insegnato la bellezza misteriosa di simili effetti.

93. A dire il vero, la nebbia è stata fin troppo sfruttata. È diventata il segno distintivo di una "clique" e l'esasperato realismo del loro metodo non fa che procurare bronchite alla gente ottusa. Quando le persone colte afferrano un effetto, quelle incolte si buscheranno un raffreddore.

94. I tramonti sono ormai sorpassati. Appartengono al periodo in cui Turner era sulla cresta dell'onda. Ammirarli oggi equivale a confessare il proprio provincialismo.

95. Nessun grande artista vede mai le cose come realmente sono. Se lo facesse, cesserebbe di essere un artista.

96. Tutta l'Arte è al tempo stesso superficie e simbolo. Coloro che vanno oltre la superficie ne accettino i rischi. Coloro che decodificano il simbolo ne accettino i pericoli.

97. Tutta l'Arte è totalmente inutile.

98. La bellezza ha tanti significati quanti sono gli umori dell'uomo. La bellezza è il simbolo dei simboli. La bellezza rivela tutto giacché non esprime niente.

99. È meglio essere belli che essere buoni. E io sono il primo ad affermare che è meglio essere buoni che brutti.

100. Sia la Bellezza che la Saggezza amano colui che le venera in solitudine.

101. Coloro che trovano significati brutti nelle cose belle sono corrotti e senza fascino. Ed è un difetto. Spiriti raffinati sono coloro che trovano significati belli nelle cose belle. Per loro c'è speranza. Gli eletti sono coloro per i quali le cose belle significano solo Bellezza.

102. La Bellezza è un aspetto del Genio - anzi, è qualcosa in più del Genio poiché non richiede alcuna spiegazione.

103. Tutte le cose belle appartengono alla stessa epoca.

104. L'avvenenza fisica è una trappola in cui ogni uomo assennato vorrebbe cascare.

105. La donne non sanno apprezzare la bellezza fisica, almeno non quelle oneste.

106. Persino uomini di carattere austero e di provata moralità sono estremamente sensibili al fascino della bellezza altrui.

107. Ci siamo sbarazzati di quel che era brutto. Ci resta da creare il bello.

108. Nessun uomo sposato è mai attraente tranne che per sua moglie e spesso, mi dicono, nemmeno per lei.

109. Il primo dovere nella vita è di essere il più artificiali possibile. Quale sia il secondo, nessuno l'ha ancora scoperto.

110. L'essere naturale è semplicemente una posa, la posa più irritante che conosca.

111. Nelle questioni di grande importanza è lo stile, e non la sincerità, ad essere vitale.

112. Il dandismo, a modo suo, è un tentativo di affermare l'assoluta modernità della bellezza.

113. Sono solo i superficiali a non giudicare dalle apparenze.

114. Adoro i piaceri semplici, sono l'ultimo rifugio del complicato.

115. Si dovrebbe essere sempre un po' improbabili.

116. Il sentimento va benissimo per l'occhiello ma è lo stile la cosa essenziale per la cravatta: una cravatta ben annodata è il primo passo importante nella vita.

117. L'arte del saper vivere: l'unica delle Belle Arti prodotta da questo secolo.

118. Un nuovo edonismo - ecco quel che manca al nostro secolo.

119. I dandy e le donne affascinanti dominano il mondo, o almeno così dovrebbe essere.

120. L'essere naturali è una posa ben difficile da sostenere!

121. La gente oggigiorno è così assolutamente superficiale da non capire la filosofia del superficiale da non capire la filosofia del superficiale.

122. Non c'è arte dove non c'è stile, e non c'è stile dove non c'è armonia, e l'armonia è dell'individuo.

123. Di moda è quello che indossiamo noi; fuori moda è quello che indossano gli altri.

124. L'imitazione è l'insulto più sincero.

125. Ogni volta che la gente è d'accordo con me provo la sensazione d'aver torto.

126. Un bel fiore all'occhiello è l'unica cosa che collega l'Arte alla Natura.

127. L'unica maniera per farsi perdonare la troppa eleganza sta nell'essere sempre troppo educati.

128. O si è un'opera d'arte o la si indossa.

129. Il vestiario dei greci era nella sua essenza poco artistico: niente dovrebbe rivelare il corpo tranne il corpo.

130. Se vuoi capire gli altri devi intensificare il tuo individualismo.

131. Il primo dovere di una donna è verso la sua sarta. Quale sia il secondo, nessuno lo ha ancora scoperto.

132. Dire l'incredibile e fare l'improbabile: è giusto il tipo di vita che vorrei per me.

133. Una piccola dose di sincerità è una cosa pericolosa e una grossa quantità è assolutamente fatale.

134. Nessun delitto è volgare, ma tutte la volgarità sono un delitto. La volgarità è la condotta degli altri.

135. Sì, la forma è tutto. È il segreto della vita.
136. I nostri proverbi dovrebbero tutti essere riscritti. Sono stati pensati in inverno, ma adesso è estate.

137. La conversazione dovrebbe sfiorare tutto senza mai concentrarsi su niente.

138. Non esiste né modo di agire né forma di emozione che l'uomo non condivida con gli animali inferiori. È solo tramite il linguaggio che ci si innalza su di loro e l'uno sopra l'altro - tramite il linguaggio che è il padre, e non il figlio, del pensiero.

139. Quando l'uomo agisce, è un pupazzo. Quando descrive, è un poeta. Il segreto è tutto qui.

140. La via dei paradossi è la via della verità. Per mettere la realtà alla prova bisogna farla camminare su una corda tesa e la si può giudicare solo quando è diventata acrobatica.

141. C'è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di sé.

142. Se non si parla di una cosa è come se non fosse mai accaduta. Si dà realtà alle cose solo quando se ne parla.

143. Pensiero e linguaggio sono, per l'artista, strumenti d'arte.

144. Ogni volta che si parla del tempo provo la sensazione netta che si intenda parlare di qualcos'altro.

145. Il fondamento di ogni pettegolezzo è una certezza immorale.

146. È davvero mostruoso che la gente vada in giro dicendo alle nostre spalle cose che sono assolutamente vere.

147. L'omicidio è sempre un errore. Non si deve mai fare niente di cui non si possa poi parlare dopo cena.

148. Odio le discussioni di ogni tipo. Sono sempre volgari e spesso convincenti.

149. Niente produce un effetto simile a quello di un buon luogo comune: ci rende tutti uguali.

150. Amo molto parlare di niente. È l'unico argomento di cui so tutto.

151. L'uomo che può tenere banco in un salotto di Londra può dominare il mondo intero.

152. Se si dice la verità si è sicuri, prima o poi, di essere scoperti.

153. Detesto le persone che parlano sempre di sé, come fate voi, particolarmente quando c'è qualcuno che desidera parlare di sé, come lo desidero io. È proprio questo quel che io chiamo egoismo.

154. Mi piace sentirmi parlare. È una delle cose che mi diverti di più. Spesso sostengo lunghe conversazioni con me stesso e sono così intelligente che a volte non capisco nemmeno una parola de quello che dico.

155. Generalmente coloro che parlano degli altri diventano noiosi. Chi parla di sè è quasi sempre interessante. Se solo si potesse, quando si è stanchi, chiudere loro la bocca con la stessa facilità con cui si chiude un libro di cui ci si è stancati, sarebbero assolutamente perfetti.

156. Molte sono le persone che agiscono bene ma pochissime quelle che parlano bene: questo ci dimostra che il saper parlare è, delle due, la cosa più difficile ma anche la più sottile.

157. Solo gli ottusi sono brillanti la mattina a colazione.

158. La conversazione erudita è o un'affettazione dell'ignorante o la professione del disoccupato mentale. Quel che sottende poi la cosiddetta conversazione edificante, altro non è che uno sciocco metodo col quale l'ancora più sciocco filantropo cerca invano di disarmare il giusto rancore dei criminali.

159. Un uomo molto chiacchierato ha sempre qualcosa di attraente. Deve esserci qualcosa in lui, dopo tutto.

160. In genere dico sempre quello che penso veramente. Ma oggigiorno è diventato un grave errore poiché si rischia di essere fraintesi.
161. Chi è ben educato smentisce gli altri. Il saggio smentisce se stesso.

162. Le domande non sono mai indiscrete. Le risposte, talvolta, lo sono.

163. Val sempre la pena di fare una domanda ma non sempre di darle una risposta.

164. È molto più difficile parlare di una cosa, che farla.

165. L'intelligente non sa ascoltare e lo sciocco non sa parlare.

166. Non mi piace affatto sapere quel che si dice di me in mia assenza: mi rende troppo presuntuoso.

167. La prima tragedia della vita sono le azioni, la seconda le parole. Le parole, forse, sono la peggiore. Le parole sono spietate.

168. Perché usare parole grosse? Significano così poco.

169. La rima può mutare un atto di parola umano in una orazione divina.

170. Questa storia mi riguarda? Allora l'ascolterò volentieri giacché m'interesso molto di novellistica.

171. Adoro gli scandali che riguardano gli altri, ma quelli che riguardano me non m'interessano. Non hanno il fascino della novità.

172. L'Uomo Ideale dovrebbe sempre dire di più di quanto intende, e intendere più di quanto dice.

173. Le donne non hanno mai niente da dire, ma lo sanno dire così bene.

174. Sono sempre stato dell'opinione che lo sgobbare sia semplicemente un paravento per chi in realtà non ha assolutamente niente da fare.

175. C'è qualcosa di tragico nel fatto che non appena l'uomo inventò una macchina capace di sostituirlo nel lavoro, cominciò a patire la fame.

176. L'uomo non è stato fatto per spazzare. Lavori di quel genere s'addicono meglio a una macchina.

177. Lo stato deve produrre l'utile. L'individuo deve produrre il bello.

178. Viviamo in un'epoca di iperproduzione e di scarsa istruzione, un'epoca in cui la gente, così occupata a produrre, si è dimenticata di diventare intelligente.

179. Coltivare l'ozio è il fine dell'uomo.

180. È sempre con le migliori intenzioni che si sono prodotte le opere peggiori.

181. L'ambizione è l'ultimo rifugio del fallito.

182. L'industriosità è la radice di ogni abiezione.

183. C'è qualcosa di tragico nel destino dei moltissimi giovani che attualmente in Inghilterra iniziano la vita dotati di un profilo perfetto e che la finiscono come utili professionisti.

184. Ogni civiltà ha bisogno di schiavi, e questi schiavi è giusto che siano le macchine.

185. Si può perdonare un uomo che abbia fatto qualcosa di utile purché non se ne compiaccia. L'unica scusa per fare una cosa inutile è di apprezzarla intensamente.

186. Sono contenta che lei fumi. L'uomo deve avere sempre una occupazione qualsiasi. Ci sono già troppi scansafatiche in giro per Londra.

187. Non viaggio mai senza il mio diario. Si dovrebbe avere sempre qualcosa di sensazionale da leggere in treno.

188. Sono atteso all'Athenaeum. Questa è l'ora in cui si va là a dormire, tutti e quaranta, in quaranta poltrone. Ci stiamo preparando a fondare una Accademia Letteraria Inglese.

189. Non mi piacciono i libri di memorie moderni. Sono scritti generalmente da persone che hanno perso del tutto la memoria oppure da coloro che non hanno fatto niente che valga la pena di ricordare.

190. Ogni grand'uomo oggigiorno ha i suoi discepoli ed è sempre Giuda a scriverne la biografia.

191. Le edizioni economiche dei grandi libri possono essere deliziose ma le edizioni tascabili dei grand'uomini sono veramente detestabili.

192. Le accuse di plagio provengono o dalle sottili e incolori labbra dell'impotenza o dalle bocche grottesche di coloro che, non possedendo niente di proprio, s'illudono di farsi passare per ricchi gridando "al ladro".

193. Chiunque può scrivere un romanzo in tre volumi; ciò richiede semplicemente una totale ignoranza della vita e della letteratura.

194. La verità raramente è pura e non è mai semplice. La vita moderna sarebbe molto noiosa se fosse l'una o l'altra cosa, e la letteratura moderna totalmente irrealizzabile.

195. L'almanacco nobiliare è l'unico libro che un giovane di mondo dovrebbe conoscere a memoria, ed è la migliore finzione che gli inglesi abbiano mai scritto.

196. Non mi piacciono i romanzi a lieto fine: sono troppo deprimenti. I buoni finiscono bene e i cattivi finiscono male. Per "finzione" s'intende questo.

197. Nessun artista è mai morboso. L'artista può esprimere tutto.

198. Definire un artista morboso perché fa suo l'argomento della morbosità è tanto sciocco quanto definire Shakespeare matto perché scrisse Re Lear.

199. Non esistono libri morali o immorali. I libri o sono scritti bene o sono scritti male. Questo è tutto.

200. La più nobile come la più vile forma di critica sono una specie di autobiografia.

201. Solo i grandi maestri di stile sanno essere oscuri.

202. Odio il prosaico realismo in letteratura. L'uomo che può chiamare vanga dovrebbe essere costretto ad usarla. È l'unica cosa per cui è adatto.

203. È assurdo attenersi ad un'unica, rigida regola su ciò che andrebbe letto e ciò che andrebbe scartato, poiché oltre la metà della cultura moderna dipende proprio dagli scarti.

204. Tutti i critici teatrali hanno il loro prezzo e, a giudicarli dall'aspetto, non devono poi costare molto.

205. Un grande poeta, un poeta veramente grande, è la creatura meno poetica che esista, ciò nonostante i poeti scadenti sono molto affascinanti e più sono brutte le loro poesie più pittoreschi appaiono loro. Il semplice fatto d'aver pubblicato un volume di sonetti di second'ordine rende un uomo irresistibile: vive la poesia che non è capace di scrivere. Gli altri scrivono la poesia che non osano mettere in atto.

206. La divergenza di opinioni su di un prodotto artistico dimostra che l'opera è nuova, complessa e vitale.

207. La vita scorre più veloce del Realismo.

208. Quando i critici non sono d'accordo tra di loro, l'artista allora è d'accordo con se stesso.

209. Molto è dato a pochi, e poco è dato a molti. L'ingiustizia si è divisa il mondo e niente è distribuito equamente tranne il dolore.

210. Si suole lodare il povero per la sua parsimonia, ma il raccomandare la parsimonia al povero è grottesco e insieme insultante. È come consigliare a un uomo che patisce la fame di mangiare di meno.

211. La proprietà non solo comporta dei doveri, ma ne implica così tanti che il possederla oltre un certo limite diventa una noia. Obbliga a continue attenzioni, intrallazzi senza fine, infinite seccature. Se la proprietà comportasse solamente dei piaceri, allora si potrebbe sopportarla, ma gli obblighi cui ci si sottopone la rendono insopportabile. È nell'interesse dei ricchi che deve essere abolita.

212. Non ho bisogno di denaro. Solo chi paga i conti ne ha bisogno e io, i miei, non li saldo mai.

213. Ognuno predica l'importanza di quelle virtù che nella vita non ha bisogno di mettere in pratica: il ricco elogia il valore del risparmio e il pigro fa sproloqui sulla dignità del lavoro.

214. L'East costituisce un problema molto grave: quello della schiavitù, e noi tentammo di risolverlo facendo divertire gli schiavi.

215. La vera tragedia dei poveri è che non possono permettersi altro lusso che il sacrificio.

216. Molte sono le cose che si getterebbero via se non fosse per il timore che qualcun'altro le possa raccogliere.

217. Nessun uomo è tanto ricco da potersi ricomprare il passato.

218. Oggigiorno i giovani s'immaginano che il denaro sia tutto, e quando invecchiano ne hanno la certezza.

219. Quello che un uomo veramente possiede è quanto ha dentro di sé; quanto fuori di sé non dovrebbe avere la benché minima importanza.

220. Esiste un'unica classe di persone che pensano al denaro più dei ricchi: i poveri. I poveri non riescono a pensare ad altro.

221. In tempo di guerra i forti rendono schiavi i deboli e in tempo di pace i ricchi rendono schiavi i poveri.

222. È solo non pagando i propri debiti che si può sperare di vivere nella memoria dei commercianti.

223. Se non avessi i miei debiti non avrei proprio nulla cui pensare.

224. Il ricco e il povero sono fratelli, e il fratello ricco si chiama Caino.

225. Oggigiorno siamo tutti così al verde che le uniche cose che possiamo permetterci sono i complimenti.

226. La filantropia serve da copertura a coloro che desiderano seccare il prossimo.

227. Il credito è il capitale del figlio cadetto.

228. La giovinezza è l'unica cosa che meriti di essere posseduta.

229. Qualsiasi forma di governo è un fallimento: il dispotismo è ingiusto per tutti, incluso il despota che probabilmente era fatto per cose migliori. Le oligarchie sono ingiuste per i molti, e le olocrazie sono ingiuste per i pochi. Una volta si pensava alla democrazia come alla speranza del futuro, ma la democrazia significa semplicemente far bastonare il popolo dal popolo in nome del popolo. L'abbiamo smascherata.

230. L'autorità è sempre degradante: degrada sia coloro che la esercitano, sia coloro che la subiscono.

231. Non vale neanche la pena di posare lo sguardo su un mappamondo che non includa Utopia. Si escluderebbe l'unica terra cui l'uomo non ha mai smesso di approdare. Quando l'Umanità vi sbarca, si guarda intorno e vedendo un paese migliore, riprende a navigare. Il progresso è la realizzazione delle utopie.

232. A pensarci bene, la vera tragedia della Rivoluzione Francese non è che Marie Antoniette sia stata uccisa perché era regina, ma che il contadino affamato si sia fatto ammazzare di sua volontà difendendo l'orrenda causa del feudalesimo.

233. Esistono tre tipi di despota. C'è il despota che tiranneggia il corpo. C'è il despota che tiranneggia l'anima. C'è il despota che tiranneggia sia l'anima che il corpo. Il primo viene chiamato Principe. Il secondo, Papa. Il terzo, Popolo.

234. La Camera dei Comuni non ha niente da dire e lo dice.

235. L'individualismo è quel che si deve realizzare tramite il socialismo.

236. Non si può riformare la gente con un atto parlamentare. È già qualcosa.

237. L'Inghilterra ha realizzato un'unica cosa: ha inventato e istituzionalizzato l'Opinione Pubblica, che è un tentativo di organizzazione dell'ignoranza della comunità e la sua elevazione alla dignità di forza fisica.

238. Solo chi ha un aspetto insignificante riesce ad entrare alla Camera dei Comuni e solo chi è insignificante vi fa carriera.

239. La Camera dei Comuni non è mai a contatto con l'opinione pubblica e ciò ne fa un gruppo civile.

240. Più vivo e più mi rendo conto che ciò che andava bene per i nostri padri non può andare bene per noi. In arte, come in politica, "les gran-pères ont toujours tort".

241. Non c'è una sola persona in tutta la Camera dei Comuni cui varrebbe la pena di fare un ritratto a olio, ma più di una migliorerebbe con un po' di acqua e sapone.

242. Se solo si potesse insegnare agli inglesi come parlare, e agli irlandesi come ascoltare, la Società diventerebbe davvero civile.

243. La buona società è una cosa necessaria. Farne parte è solo una gran noia, ma esserne fuori è assolutamente una tragedia.

244. Non farete mai parte della buona società se non imparerete a stare tutti a testa in giù.

245. Non bisogna mai dir male della buona società; solo chi non ne fa parte ne parla male.

246. Oggigiorno non s'incontrano che persone paradossali. Che noia! La buona società è diventata ovvia.

247. Gli altri sono tutti orrendi. L'unica compagnia gradevole è quella che ci facciamo da soli.

248. Trentacinque anni è un'età molto allettante. La buona società di Londra è piena di donne che sono, di loro spontanea volontà, rimaste all'età di trentacinque anni.

249. La società, o almeno la buona società, non è mai disposta a credere nulla che vada a scapito di chi è ricco e affascinante.

250. Le discussioni sono estremamente volgari dal momento che tutti nella buona società hanno esattamente le stesse opinioni.

251. A Londra non bisogna mai fare il proprio début con uno scandalo. Quest'ultimo va conservato per dare un certo tono alla propria vecchiaia.

252. C'è un'unica, vera tragedia nella vita di una donna: il fatto che il suo passato è sempre il suo amante, e il suo futuro è invariabilmente suo marito.

253. Il mondo è stato fatto per gli uomini, e non per le donne.

254. La donna che non riesce a rendere affascinanti i suoi errori, è solo una femmina.

255. Le donne malvagie ci seccano. Le donne buone ci annoiano. Questa è l'unica differenza tra loro.

256. La donne non sono mai disarmate da un complimento. Gli uomini lo sono sempre. Questa è l'unica differenza tra i due sessi.

257. Quel che ci consola oggigiorno non è pentirsi, ma piacere. Pentirsi è ormai fuori moda. E poi, una donna veramente pentita si sente costretta a servirsi da una pessima sarta, altrimenti nessuno la prenderebbe sul serio.

258. La forza di noi donne sta nel fatto che la psicologia non riesce a spiegarci. Gli uomini possono essere analizzati, le donne... solo venerate.

259. Con lo scenario adatto, le donne possono tutto.

260. Questo è il guaio delle donne: vogliono sempre che ci si comporti bene. Ma se lo facciamo, quando ci conoscono per la prima volta, non ci amano affatto. Preferiscono incontrarci irrimediabilmente malvagi per poi lasciarci stupidamente buoni.

261. Mai fidarsi di una donna che si vesta in mauve, quale che sia la sua età, né di una sopra i trentacinque che ami i nastri rosa. Ciò significa sempre che hanno una storia.

262. Le donne ci amammo per i nostri difetti. Se ne abbiamo abbastanza, ci perdonano tutto, persino il nostro intelletto.

263. La donna è capace di civettare col primo venuto, a condizione che gli altri la guardino.

264. Nessuna donna dovrebbe essere troppo precisa quando dice la sua età. Le dà un'aria così calcolatrice.

265. Non ci si dovrebbe mai fidare di una donna che dice apertamente la sua vera età. Se è disposta a questo, è pronta a dire qualsiasi altra cosa.

266. Non mi dispiace che le donne brutte siano puritane. È l'unica scusa che hanno per essere brutte.

267. La donna: una sfinge senza segreti.

268. Le donne rappresentano il trionfo della materia sull'intelletto, gli uomini rappresentano il trionfo dell'intelletto sulla morale.

269. La donne non vorrebbero mai vedere calare il sipario. Vorrebbero sempre un atto in più e non appena la commedia è finita pretenderebbero di prolungarla. Se si facesse a modo loro, ogni commedia avrebbe una conclusione tragica, o ogni tragedia finirebbe in farsa.

270. Le donne sono incantevolmente artefatte, ma non hanno alcun senso dell'arte.

271. Il pianto è il rifugio delle donne insignificanti ma è la rovina di quelle graziose.

272. L'Uomo Ideale non dovrebbe mai criticare la belle donne: mostrerebbe di non avere alcun gusto oppure susciterebbe il sospetto di averne troppo.

273. L'uomo è la sola proprietà della donna sposata. Questa è l'unica definizione autentica che si può dare alla reale proprietà della donna sposata.

274. Gli uomini si sposano perché sono stanchi, le donne perché sono curiose; entrambi ne restano delusi.

275. L'unica attrattiva del matrimonio è che rende assolutamente necessaria una vita di inganni per entrambe parti.

276. Con l'abolizione della proprietà privata, il matrimonio, così come s'intende oggi, è destinato a scomparire.

277. Vent'anni d'amore rendono una donna un rudere; vent'anni di matrimonio ne fanno un monumento.

278. La felicità dell'uomo sposato dipende da chi non ha sposato.

279. Santo Cielo! Quanto il matrimonio può rovinare un uomo! È frustante quanto una sigaretta, però costa di più.

280. Come può pretendere una donna di essere felice con un uomo che insiste nel trattarla come se fosse un essere perfettamente naturale?

281. I mariti delle donne molto belle appartengono a una genia di criminali.

282. Quando una donna scopre che il marito la tradisce o diventa tremendamente sciatta o porta dei cappelli elegantissimi pagati dal marito di qualcun'altra.

283. La donna che si sposa una seconda volta lo fa perché detestava il primo marito. L'uomo che si risposa lo fa perché adorava la prima moglie. Le donne cercano la fortuna, gli uomini la rischiano.

284. Gli uomini sposati sono tremendamente noiosi quando fanno i bravi mariti, e spaventosamente presuntuosi quando non lo sono.

285. La vita coniugale non è che un'abitudine, una pessima abitudine.

286. Oggigiorno tutti gli uomini sposati vivono come scapoli, e tutti gli scapoli vivono come uomini sposati.

287. La vera base del matrimonio è una reciproca incomprensione.

288. C'è qualcosa di curioso nel matrimonio, un gioco ormai quasi fuori moda: le mogli tengono tutti i belli in mano ma finiscono invariabilmente per farsene soffiare qualcuno.

289. Oggigiorno è un rischio per un marito essere premuroso, in pubblico, verso la propria moglie. Gli altri penseranno subito che la picchia quando sono soli.

290. Il mondo dubita ormai di qualsiasi cosa somigli a un matrimonio felice.

291. Niente è simile alla devozione di una donna sposata. È qualcosa di cui gli uomini sposati non sanno niente.

292. Le donne brutte sono sempre gelose dei loro mariti. Le donne belle non ne hanno il tempo. Sono sempre troppo impegnate ad essere dei mariti altrui.

293. Un marito ideale? Non può esistere. L'istituzione stessa è sbagliata.

294. I fidanzamenti lunghi danno l'opportunità di scoprire prima del matrimonio il carattere l'uno dell'altro: ciò non è mai consigliabile.

295. Una forte tensione intellettuale è la cosa meno conveniente chi ci sia: allarga smodatamente il naso delle fanciulle, e niente è più difficile da sposare di un naso grosso.

296. Pochi si rendono conto che nel matrimonio in due si è soli e in tre ci si fa compagnia.

297. I figli piccoli amano i genitori. Una volta cresciuti li giudicano. Raramente, per non dire mai, li perdonano.

298. Oggigiorno nessuno si prende cura dei parenti lontani, sono passati di moda tanti anni fa.

299. Che assurda seccatura sono i parenti! Eppure ci rendono così assurdamente rispettabili!

300. Metter su famiglia è sempre un grave onere, particolarmente quando non si è sposati.

301. I padri non dovrebbero essere né visti né sentiti. Questa è l'unica garanzia di una perfetta vita familiare. Per le madri la questione è diversa: le madri sono adorabili.

302. Oggigiorno le famiglie sono così miste che tutti sono sempre qualcun altro.

303. Ogni donna finisce con l'assomigliare a sua madre, e questa è la sua tragedia. La tragedia dell'uomo è di non riuscirci.

304. L'arte è un velo, più che uno specchio.

305. L'oggetto più comune diventa incantevole non appena lo si cela.

306. È lo spettatore, e non la vita, che l'arte rispecchia in realtà.

307. L'arte cela l'artista molto più di quanto lo riveli.

308. Una maschera racconta molto più di un volto.

309. L'uomo è poco se stesso quando parla in prima persona. Dategli una maschera e vi dirà la verità.

310. Non credo che l'insincerità sia poi una cosa così tremenda. È semplicemente un metodo con cui riusciamo a moltiplicare la nostra personalità.

311. Solo le donne molto brutte o quelle molto belle si nascondono il viso.

312. Non bisogna guardare né cose né persone. Solo negli specchi bisognerebbe guardare perché gli specchi non riflettono altro che maschere.

313. Se si suona della buona musica, la gente non ascolta; se si suona della pessima musica, la gente non parla.

314. Coloro che amano la musica sono assurdamente irragionevoli: ci vorrebbero perfettamente muti proprio quando si desidererebbe essere assolutamente sordi.

315. Mi piace la musica di Wagner più di ogni altra cosa. È così rumorosa che si può parlare per tutto il tempo senza farsi sentire dagli altri. È un grande vantaggio.

316. La musica non crea in noi un nuovo mondo, bensì un ulteriore caos.

317. La musica crea un passato della cui esistenza eravamo all'oscuro.

318. La musica rende romantici o nevrastenici il che, a mio parere, è la stessa cosa.

319. Ho appeso i miei Corot nella sala dei concerti. I Corot s'intonano bene alla musica, nevvero?

320. La musica è fin troppo indefinita.

321. La musica è arte perfetta: non rivela mai il suo segreto finale.

322. È un errore condannare la gastronomia. La cultura dipende dalla gastronomia. L'unico tipo di immortalità che desidero per me sta nell'inventare una nuova salsa.

323. La più nobile reputazione vale molto meno del possedere un buon chef.

324. La parole salute è la più sciocca di tutta la lingua. Si sa bene qual è l'idea più diffusa sulla salute: un gentiluomo di campagna inglese che rincorre al galoppo una volpe. Ciò che non merita nominare all'inseguimento di ciò che non merita mangiare.

325. Dopo un buon pranzo si può perdonare chiunque, persino i nostri parenti.

326. Per condire una buona insalata bisogna essere molto diplomatici. Il problema è lo stesso quanto olio aggiungere all'aceto.

327. Un cuoco e un diplomatico! È un ottimo parallelo. Se avessi un figlio stupido gli farei fare o l'una o l'altra cosa.

328. Detesto coloro che non prendono il cibo sul serio: sono troppo superficiali.

329. In casa della gente sposata lo champagne raramente è di marca.

330. Una buona metà delle belle donne di Londra fuma sigarette. Personalmente preferisco l'altra metà.

331. L'unica utilità dei nostri attachés sta nel fornire agli amici dell'ottimo tabacco.

332. La sigaretta ci procura una specie di piacere perfetto. È squisita e ci lascia insoddisfatti.

333. Per conoscere l'annata e la qualità di un vino non è necessario berne l'intero barilotto.

334. Neppure le virtù cardinali possono far perdonare delle entrées tiepide.

335. Amare se stessi è l'inizio di un idillio che dura una vita.

336. Chi è fedele conosce il lato superficiale dell'amore: è l'infedele a conoscerne le tragedia.

337. Una grande passione è privilegio di chi non ha niente da fare. È questa l'unica possibilità per gli oziosi di rendersi utili.

338. La fuga romantica è un gesto da codardi. Significa fuggire dal pericolo e il pericolo è diventato così raro nella vita moderna.

339. L'unico modo di comportarsi con una donna è di fare l'amore con lei, se è bella, e con un'altra, se è brutta.

340. L'essenza stessa di un amore è l'incertezza. Se mai mi sposerò, cercherò di dimenticare questa realtà.

341. Un uomo può essere felice con qualsiasi donna purché non ne sia innamorato.

342. Si dovrebbe essere sempre innamorati. Questo è il motivo per cui non ci si deve mai sposare.

343. L'unica differenza tra il capriccio e la passione di una vita è che il capriccio dura un po' di più.

344. Quando si è innamorati si comincia sempre con l'ingannare se stessi, e si finisce con l'ingannare gli altri. Questo è ciò che il mondo chiama amore.

345. La fedeltà è per la vita sentimentale ciò che la coerenza è per la vita intellettuale: semplicemente la confessione di un fallimento.

346. È veramente frivolo colui che ama una sola volta in vita sua.

347. C'è sempre qualcosa di ridicolo nelle emozioni di coloro che non amiamo più.

348. Ogni volta che si ama è come se fosse la prima volta. La differenza nell'oggetto non altera l'unicità della passione - anzi, la intensifica.

349. È l'amore, e non la filosofia tedesca, la vera spiegazione di questo mondo, e Dio solo sa qual'è la spiegazione dell'altro mondo.

350. Chi, essendo amato, è povero?

351. Un idillio non dovrebbe mai esordire con il sentimento: dovrebbe iniziare con la logica e finire con un accomodamento.

352. Niente sciupa l'amore quanto il senso dell'umorismo nella donna... o la sua assenza in un uomo.

353. L'amore non è più di moda: i poeti l'hanno ucciso. Ne hanno scritto così tanto che la gente non ci crede più.

354. Ciò non mi sorprende: l'amore vero soffre, e lo fa in silenzio.

355. Gli uomini vorrebbero essere sempre il primo amore di una donna. Questa è la loro sciocca vanità. Le donne hanno un istinto più sottile per le cose: a loro piace essere l'ultimo amore di un uomo.

356. Non sono romantico. No ne ho l'età. Lascio l'amore a quelli più vecchi di me.

357. Non è chi è perfetto, ma chi è imperfetto, ad avere bisogno d'amore.

358. Un bacio può rovinare una vita.

359. È difficile non essere ingiusti verso coloro che amiamo.

360. Non peccano affatto coloro che peccano per amore.

361. Qualsiasi luogo si ami diventa il nostro mondo.

362. Ogni uomo uccide la cosa che ama, e che tutti quanti mi ascoltino: alcuni lo fanno con uno sguardo cattivo, altri con una parola lusinghiera. Il codardo lo fa con un bacio, il coraggioso con la spada.

363. La nostra categoria di criminali non ha niente d'interessante dal punto di vista psicologico. Non offre né meravigliosi Macbeth né orrendi Vautrin. Sono semplicemente come sarebbe la gente normale, comune e rispettabile se non avesse abbastanza da mangiare.

364. Ogni delitto è volgare, così come ogni volgarità è un delitto.

365. L'omicidio richiede sia una vittima che un sacerdote, come accade nei riti pagani.

366. La società spesso perdona il criminale ma non perdona mai il sognatore.

367. I crimini in Inghilterra raramente sono frutto del peccato. Quasi sempre sono il risultato della fame.

368. Non esiste nessuna divergenza fondamentale tra crimine e cultura. Non si può pertanto riscrivere tutta la Storia e renderla tale da gratificare il nostro senso morale.

369. È molto meglio, per la nostra vanità, giustiziare i criminali: se permettessimo loro di vivere potrebbero mostrarci quanto abbiamo guadagnato dai loro crimini. È molto meglio per la pace dei martiri mandarli al martirio: se permettessimo loro di vivere potrebbero vedere il frutto orrendo della loro semina.

370. Oggigiorno si conosce il prezzo di tutto, e il valore di niente.

371. In arte, il pubblico accetta quel che è stato compiuto nel passato perché non può alterarlo, non perché lo apprezzi. Si divorano i classici in un solo boccone senza mai gustarli.

372. Il pubblico è stupendamente tollerante: perdona tutto, tranne il genio.

373. Con un abito da sera e una cravatta bianca chiunque, persino un agente di cambio, può far credere di essere una persona civile.

374. Chiunque non ha immaginazione può avere buon senso.

375. Sono solo i superficiali a non giudicare dalle apparenze.

376. L'uomo onnisciente: questo è l'ideale moderno. E la mente dell'uomo onnisciente è una cosa paurosa. È come il negozio di un rigattiere, tutto orrori e polvere, dove ogni oggetto ha un prezzo superiore al suo valore reale.

377. Posso tollerare la forza bruta, ma la ragione bruta è veramente insopportabile. C'è qualcosa di ingiusto nel suo uso: è come colpire l'intelletto all'inguine.

378. Tutto è così adulterato oggigiorno che neppure la dinamite si può compare allo stato puro.

379. Anche l'abito del diciannovesimo secolo è detestabile: è così tetro e deprimente. Il peccato è l'unica autentica nota di colore rimasta alla vita moderna.

380. La morale moderna consiste nell'accettare i parametri della propria epoca. Io penso che per un uomo colto l'accettare i parametri della propria epoca sia la forma più bassa d'immoralità.

381. Le comodità sono le uniche cose che la nostra civiltà sa darci.

382. Niente è così pericoloso quanto l'essere troppo moderni. Si corre il rischio di diventare improvvisamente fuori moda.

383. Sono fin troppo consapevole del fatto che si vive in un'epoca in cui solo gli ottusi sono presi sul serio, e io vivo nel terrore di non essere frainteso.

384. La banalità è sempre una irresistibile tentazione per l'arguzia così come la stupidità è la Bestia Triumphans che immancabilmente fa uscire la saggezza dalla sua tana.

385. Gli uomini oggigiorno hanno paura di se stessi e hanno dimenticato il più nobile di tutti I doveri: quello che abbiamo verso noi stessi. Naturalmente sono caritatevoli, danno da mangiare a chi ha fame e vestono chi è nudo. Ma il loro spirito muore di fame e di freddo.

386. Chi sono coloro che il mondo prende sul serio? Sono tutti gli ottusi che conosciamo, dagli arcivescovi ai più comuni seccatori.

387. C'è qualcosa di decisamente feroce nel carattere dolce della maggior parte degli uomini moderni.

388. La professione di spia ha perso ogni ragione d'essere: la sua funzione la svolge la stampa.

389. Persino la stampa è degenerata: adesso ci si può completamente fidare. Tale è la sensazione che si prova mentre si scorrono le colonne sui giornali. Ciò che accade è sempre illeggibile.

390. I giornalisti si scusano sempre con noi in privato per quello che hanno scritto contro di noi in pubblico.

391. Nel passato gli uomini subivano la tortura della ruota, adesso subiscono quella della stampa. Questo si chiama progresso.

392. Nei secoli passati il pubblico inchiodava le orecchie dei giornalisti alla gogna e ciò era indubbiamente terribile.

393. In questo secolo i giornalisti le tengono inchiodate al buco della serratura e questo è ancora peggio.

394. La differenza tra letteratura e giornalismo? Il giornalismo è illeggibile e la letteratura non è letta. Questo è tutto.

395. Non è compito mio difendere il giornalismo moderno. La sua esistenza si giustifica da sé alla luce del principio di Darwin della sopravvivenza dei più volgari.

396. C'è molto da dire a favore del giornalismo moderno. Dandoci le opinioni degli incolti, ci tiene in contatto con l'ignoranza della comunità.

397. Mentire per lo stipendio è una pratica molto naturale e consueta a Fleet Street, e la professione di chi scrive gli articoli di fondo di contenuto politico non è priva di vantaggi. Ma si dice che sia un'occupazione piuttosto torbida e che non conduca ad altro che una specie di ostentata oscurità.

398. È facile convertire gli altri. Difficile è convertire se stessi.

399. L'unico modo di liberarsi di una tentazione è cedervi.

400. Niente può curare l'anima se non i sensi, così come niente può curare i sensi se non lo spirito.

401. Quello che gli dei regalano, subito dopo se lo riprendono.

402. Solo il sacro è degno di essere profanato.

403. Lo scetticismo è l'inizio della fede.

404. Ognuno ha in sé inferno e paradiso.

405. Le religioni scompaiono non appena si dimostra che sono vere. La scienza tiene il conto delle religioni morte.

406. La malvagità è un mito inventato dai buoni per sottrarsi alla curiosa attrazione esercitata dagli altri.

407. Chi scorge una differenza tra spirito e corpo non possiede né l'uno né l'altro.

408. Crediamo nelle dottrine non perché siano razionali ma perché ci vengono ribadite.

409. Non esiste altro peccato che la stupidità.

410. L'unica differenza tra un santo e un peccatore è che ogni santo ha un passato, e ogni peccatore un futuro.

411. È proprio quando gli dei vogliono punirci, che esaudiscono le nostre preghiere.

412. Posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni.

413. L'atteggiamento morale è semplicemente quello che adottiamo verso chi ci sta antipatico.

414. Basta migliorare una persona, per rovinarla.

415. In un tempio, tutti dovrebbero rimanere seri tranne l'oggetto venerato.

416. Tutti i peccati, come i teologi non si stancano mai di ricordarci, sono peccati di disubbidienza.

417. Se si finge di essere buoni il mondo intero ci considera con rispetto. Se si finge di essere cattivi ci disprezza. Questa è l'incredibile stupidità dell'ottimismo.

418. È assurdo dividere le persone in buoni o cattivi. Le persone o sono affascinanti o sono noiose.

419. Imitare è sempre un errore sia nella vita che nella morale. Quello che oggi si aggira per le strade di Gerusalemme è un pazzo che porta una croce di legno sulle spalle. Ecco un simbolo di tutte le vite rovinate dall'imitazione.

420. Chiunque può simpatizzare col dolore di un amico ma solo chi ha un animo nobile riesce a simpatizzare col successo di un amico.

421. Mi piace sapere sempre tutto dei miei nuovi amici e proprio nulla di quelli vecchi.

422. È molto pericoloso conoscere i propri amici.

423. Ridere non è affatto un brutto modo per iniziare una amicizia, ed è senz'altro il migliore per troncarla.

424. Se una persona mi piace molto non dico mai il suo nome ad altri: sarebbe come cederne una parte.

425. Si è sempre cortesi con coloro di cui non ci importa niente.

426. Si ha diritto di giudicare un uomo dall'effetto che produce sugli amici.

427. Fra uomo e donna non può esserci amicizia. Vi può essere passione, ostilità, adorazione, amore, ma non amicizia.

428. Tutti dovrebbero farsi leggere la mano una volta al mese per sapere ciò che non dovranno fare. Lo faranno ugualmente, ma è così piacevole essere avvisati.

429. Mi chiedo chi fu mai a definire l'uomo un essere razionale. È la definizione più avventata che sia mai stata data. L'uomo è tutto tranne che ragionevole. E, tutto sommato, sono contento che non lo sia.

430. Il vero mistero del mondo è ciò che si vede, e non l'invisibile.

431. I presagi non esistono, non ci invia i suoi araldi. È troppo saggio o crudele per farlo.

432. I grandi avvenimenti del mondo hanno luogo nel cervello.

433. L'emozione ha il vantaggio di farci smarrire e la scienza quello di essere priva di emozioni.

434. Se un uomo considera la vita dal punto di vista artistico, usa il cervello al posto del cuore.

435. Non mi piacciono i princìpi, preferisco i pregiudizi.

436. Mi piacciono le persone più dei principi, e le persone senza princìpi mi piacciono più di ogni altra cosa al mondo.

437. Il valore di un'idea non ha niente a che vedere con la sincerità di chi la esprime.

438. Gli ideali sono pericolosi. I fatti sono migliori. Ci feriscono, ma sono migliori.

439. La persona che vede entrambi i lati di una questione non vede assolutamente niente.

440. Il pensiero è meraviglioso, ma l'avventura lo è ancora di più.

441. Niente che accada davvero ha la minima importanza.

442. Una verità cessa di essere vera quando è creduta da più di una persona.

443. La falsità è la verità degli altri.

444. L'azione! Cos'è l'azione? Muore nel momento in cui sprigiona la sua energia. È solo una vile concessione alla realtà - Il mondo è fatto dal cantore per il sognatore.

445. Tutto il pensiero è immorale. La sua essenza stessa è la distruzione. Se si pensa a qualcosa, la si uccide. Niente sopravvive al pensiero.

446. Per conoscere la Verità bisogna immaginarsi una miriade di falsità. Perché cos'è la Verità? Per la religione, è semplicemente una opinione sopravvissuta. Per la scienza, è l'ultima scoperta sensazionale. Per l'arte, è il nostro ultimo stato d'animo.

447. Dimostrare non è compito dell'artista. Persino le cose vere possono essere dimostrate.

448. Le cose durano troppo o troppo poco.

449. Chi crede che il presente sia l'unica cosa presente, non sa nulla dell'epoca in cui vive.

450. Sempre! Che parola tremenda! Mi dà i brividi ogni volta che la sento. Le donne hanno il brutto vizio di usarla: sciupano tutto quanto c'è di romanzesco tentando di farlo durare per l'eternità.

451. Il tempo è uno spreco di denaro.

452. La memoria è il diario che ciascuno di noi porta sempre con sé.

453. Il passato non ha importanza alcuna. Il presente non ha importanza alcuna. È del futuro che dobbiamo trattare.

454. Il passato è infatti ciò che l'uomo non avrebbe dovuto essere. Il presente è ciò che l'uomo non dovrebbe essere. Il futuro è ciò che sono gli artisti.

455. L'uomo che volge lo sguardo al passato non merita di avere un futuro dinanzi a sé.

456. Quando si fa visita a qualcuno lo si fa con lo scopo di sprecare il tempo altrui, e non il proprio.

457. La puntualità ruba il tempo.

458. Il passato ha un unico merito: quello di essere passato.

459. Mi piacciono gli uomini che hanno un futuro, e le donne che hanno un passato.

460. Il futuro appartiene al dandy. Saranno gli animi squisiti a governare.

461. L'anima nasce vecchia ma ringiovanisce: questo fa della vita una commedia. Il corpo nasce giovane ma invecchia: questo fa della vita una tragedia.

462. Il piacere è l'unica cosa degna di essere vissuta: niente fa invecchiare quanto la felicità.

463. Gli uomini sopra i settant'anni mi deliziano: hanno da offrire la devozione di tutta una vita.

464. I vecchi credono a tutto: le persone di mezza età sospettano di tutto: i giovani sanno tutto.

465. Le persone di mezza età hanno un'ipoteca sulla vita.

466. La tragedia della vecchiaia non è invecchiare, ma rimanere giovani.

467. I giovani vorrebbero essere fedeli, e non lo sono; i vecchi vorrebbero essere infedeli, e non possono esserlo.

468. La morte non è una dea. È solo la serva degli dei.

469. Una cosa non è necessariamente vera perché un uomo è morto per realizzarla.

470. Morire per la propria fede è il peggiore uso che un uomo possa fare della sua vita.

471. È strano, ma tutte le persone che spariscono dalla circolazione finiscono con l'esser viste a San Francisco. Deve essere una città deliziosa che offre tutte le attrattive dell'aldilà.

472. La morte è l'unica cosa che riesce a spaventarmi. La detesto perché oggi si può sopravvivere a tutto tranne che a lei. La morte e la volgarità sono le uniche due realtà che il diciannovesimo secolo non è riuscito a spiegare.

473. Colui che vive più di una vita dovrà morire più di una morte.

474. I parenti sono solo un mucchio di gente noiosa che non ha il minimo senso di come vivere né la più pallida idea di quando morire.

475. Sono solo gli dèi a sapere cos'è la morte. Apollo è morto ma Giacinto, che si dice ucciso da lui, è ancora vivo. Nerone e Narciso resteranno sempre con noi.

476. La giovinezza ha un regno ad attenderla. Si nasce tutti re ma quasi tutti si muore in esilio.

477. Solo gli emarginati lo piangeranno, perché solo degli emarginati è il lutto.

 

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Area tematica : Letteratura | Argomento : Oscar Wilde | Indice argomenti

Fonte articolo : http://worldlibrary.net/eBooks/Wordtheque/it/ | Autore : Oscar Wilde|

Tipo origine articolo : documento txt | Data pubblicazione : 28/1/11

 

    Oscar Wilde

    Born
    16 October 1854

    Dublin/Ireland

     

    Died
    30 November1900

    Paris/France

     

     

    BIOGRAPHY

    Oscar Wilde’s rich and dramatic portrayals of the human condition came during the height of the Victorian Era that swept through London in the late 19th century. At a time when all citizens of Britain were finally able to embrace literature the wealthy and educated could only once afford, Wilde wrote many short stories, plays and poems that continue to inspire millions around the world.

    By the time William Wilde, Oscar’s father, was 28, he had graduated as a doctor, completed a voyage to Madeira, Teneriffe, North Africa and the Middle East, studied at Moorfields Eye Hospital in London, written two books and been appointed medical advisor to the Irish Census of 1841. When the medical statistics were published two years later they contained data which had not been collected in any other country at the time, and as a result, William became the Assistant Commissioner to the 1851 Census. He held the same position for the two succeeding Censuses and, in 1864, he was knighted for his work on them. When William opened a Dublin practice specializing in ear and eye diseases, he felt he should make some provision for the free treatment of the city's poor population. In 1844, he founded St. Mark's Ophthalmic Hospital, built entirely at his own expense.

    Before he married, William fathered three children. Henry Wilson was born in 1838, Emily in 1847 and Mary in 1849. To William's credit, he provided financial support for all of them. He paid for Henry's education and medical studies, eventually hiring him into St. Mark's Hospital as an assistant. Sadly, Mary and Emily, who were raised by William's brother, both died in a fire at the ages of 22 and 24.

    Oscar's mother, Jane Francesca Elgee, first gained attention in 1846 when she began writing revolutionary poems under the pseudonym "Speranza" for a weekly Irish newspaper, The Nation. In 1848, as the country's famine worsened and the Year of Revolution took hold of Europe, the newspaper offices were raided and had to close. Jane, who was also a gifted linguist with working knowledge of the major European languages, went on to translate Wilhelm Meinhold's gothic horror novel “Sidonia the Sorceress.” Oscar would later read the translation with relish, and draw on it for the darker elements of his own work.

    Jane's first child, William "Willie" Charles Kingsbury, was born on September 26, 1852 and her second, Oscar Fingal O'Flahertie, on October 16, 1854. The daughter she had longed for, Isola Emily Francesca, was delivered on April 2, 1857. Ten years later, however, Emily died from a sudden fever. Oscar was profoundly affected by the loss of his sister, and for his lifetime he carried a lock of her hair sealed in a decorated envelope.

    Willie and Oscar attended the Portora Royal School at Enniskillen, where Oscar excelled at studying the classics, taking top prize his last two years, and also earning a second prize in drawing. In 1871, Oscar was awarded the Royal School Scholarship to attend Trinity College in Dublin. Again, he did particularly well in his classics courses, placing first in his examinations in 1872 and earning the highest honor the college could bestow on an undergraduate, a Foundation Scholarship. In 1874, Oscar crowned his successes at Trinity with two final achievements. He won the college's Berkeley Gold Medal for Greek and was awarded a Demyship scholarship to Magdalen College in Oxford.


    Oscar's father died on April 19, 1876, leaving the family financially strapped. Henry, William's eldest son, paid the mortgage on the family's house and supported them until his sudden death in 1877. Meanwhile, Oscar continued to do well at Oxford. He was awarded the Newdigate prize for his poem, “Ravenna,” and a First Class in both his "Mods" and "Greats" by his examiners. After graduation, Oscar moved to London to live with his friend Frank Miles, a popular high society portrait painter. In 1881, he published his first collection of poetry. “Poems” received mixed reviews by critics, but helped to move Oscar's writing career along.

    In December 1881, Oscar sailed for New York to travel across the United States and deliver a series of lectures on aesthetics. The 50-lecture tour was originally scheduled to last four months, but stretched to nearly a year, with over 140 lectures given in 260 days. In between lectures he made time to meet with Henry Longfellow, Oliver Wendell Holmes and Walt Whitman. He also arranged for his play, “Vera,” to be staged in New York the following year. When he returned from America, Oscar spent three months in Paris writing a blank-verse tragedy that had been commissioned by the actress Mary Anderson. When he sent it to her, however, she turned it down. He then set off on a lecture tour of Britain and Ireland.

    On May 29, 1884, Oscar married Constance Lloyd. Constance was four years younger than Oscar and the daughter of a prominent barrister who died when she was 16. She was well-read, spoke several European languages and had an outspoken, independent mind. Oscar and Constance had two sons in quick succession, Cyril in 1885 and Vyvyan in 1886. With a family to support, Oscar accepted a job revitalizing the Woman's World magazine, where he worked from 1887-1889. The next six years were to become the most creative period of his life. He published two collections of children's stories, “The Happy Prince and Other Tales” (1888), and “The House of Pomegranates” (1892). His first and only novel, The Picture of Dorian Gray, was published in an American magazine in 1890 to a storm of critical protest. He expanded the story and had it published in book form the following year. Its implied homoerotic theme was considered very immoral by the Victorians and played a considerable part in his later legal trials. Oscar's first play, “Lady Windermere's Fan,” opened in February 1892. Its financial and critical success prompted him to continue to write for the theater. His subsequent plays included “A Woman of No Importance” (1893), “An Ideal Husband” (1895), and “The Importance of Being Earnest” (1895). These plays were all highly acclaimed and firmly established Oscar as a playwright.

    In the summer of 1891, Oscar met Lord Alfred 'Bosie' Douglas, the third son of the Marquis of Queensberry. Bosie was well acquainted with Oscar's novel “Dorian Gray” and was an undergraduate at Oxford. They soon became lovers and were inseparable until Wilde's arrest four years later. In April 1895, Oscar sued Bosie's father for libel as the Marquis had accused him of homosexuality. Oscar withdrew his case but was himself arrested and convicted of gross indecency and sentenced to two years hard labor. Constance took the children to Switzerland and reverted to an old family name, “Holland.”

    Upon his release, Oscar wrote “The Ballad of Reading Gaol,” a response to the agony he experienced in prison. It was published shortly before Constance's death in 1898. He and Bosie reunited briefly, but Oscar mostly spent the last three years of his life wandering Europe, staying with friends and living in cheap hotels. Sadly, he was unable to rekindle his creative fires. When a recurrent ear infection became serious several years later, meningitis set in, and Oscar Wilde died on November 30, 1900.

    Numerous books and articles have been written on Oscar Wilde, reflecting on the life and contributions of this unconventional author since his death over a hundred years ago. A celebrity in his own time, Wilde’s indelible influence will remain as strong as ever and keep audiences captivated in perpetuity.

     

     

    Oscar Wilde

 

 

 

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Fonte articolo : www.c-f-g.de/materialien/englisch | Autore : se non indicato nell' articolo non era specificato nel documento di origine |

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