Guida html tutto di tutto
Guida - corso HTML
Guida - corso html tutto di tutto
L'HyperText Markup Language (HTML) (traduzione letterale: linguaggio di descrizione per ipertesti) è il linguaggio solitamente usato per i documenti ipertestuali disponibili nel World Wide Web. In tali documenti, un tratto di testo può essere contrassegnato inserendo delle etichette, tag, che ne descrivono la funzione, il colore, il link, o altre caratteristiche. Il contenuto servito dai siti web in seguito a una richiesta dell'utente solitamente consiste di un documento HTML: un web browser scarica da uno o più web server il contenuto HTML ed eventuali documenti collegati e li elabora, ossia ne interpreta il codice, al fine di generare la visualizzazione della pagina desiderata sullo schermo del computer.
L'HTML non è un linguaggio di programmazione, ma un linguaggio di markup, ossia descrive le modalità o istruzioni di impaginazione, formattazione o visualizzazione grafica (layout) del contenuto, testuale e non, di una pagina web. Tuttavia, l'HTML supporta l'inserimento di script e oggetti esterni quali immagini o filmati. Punto HTML (.html) o punto HTM (.htm) è anche l'estensione comune per riconoscere i documenti in questo formato.
L'HTML è un linguaggio di pubblico dominio la cui sintassi è stabilita dal World Wide Web Consortium (W3C), e che è basato su un altro linguaggio avente scopi più generici, l'SGML.
È stato sviluppato alla fine degli anni ottanta da Tim Berners-Lee al CERN di Ginevra assieme al noto protocollo HTTP che supporta invece il trasferimento di documenti in tale formato. Verso il 1994 ha avuto una forte diffusione in seguito ai primi utilizzi commerciali del web.
Nel corso degli anni, seguendo lo sviluppo di Internet, l'HTML ha subito molte revisioni, ampliamenti e miglioramenti, che sono stati indicati secondo la classica numerazione usata per descrivere le versioni dei software. Attualmente l'ultima versione disponibile è la versione 4.01, resa pubblica il 24 dicembre 1999. Dopo un periodo di sospensione, in cui il W3C si è focalizzato soprattutto sulle definizioni di XHTML (applicazione a HTML di regole e sintassi in stile XML) e dei fogli di stile (CSS), nel 2007 è ricominciata l'attività di specifica con la definizione, ancora in corso, di HTML5, attualmente allo stato di bozza (draft).
Un'ulteriore ed importante caratteristica di HTML è che esso è stato concepito per definire il contenuto logico e non l'aspetto finale del documento. I dispositivi che possono accedere ad un documento HTML sono molteplici e non sempre dotati di potenti capacità grafiche. Proprio per questo gli sviluppatori di HTML hanno optato per un linguaggio che descrivesse dal punto di vista logico, piuttosto che grafico il contenuto dei documenti. Questo significa che non esiste alcuna garanzia che uno stesso documento venga visualizzato in egual modo su due dispositivi. Se da una parte questo ha imposto in passato dei forti limiti agli sviluppatori di pagine Web, ha dall'altro garantito la massima diffusione di Internet ed evitato che essa diventasse un medium di élite.
Attualmente i documenti HTML sono in grado di incorporare molte tecnologie, che offrono la possibilità di aggiungere al documento ipertestuale controlli più sofisticati sulla resa grafica, interazioni dinamiche con l'utente, animazioni interattive e contenuti multimediali. Si tratta di linguaggi come CSS, JavaScript o Java, o di altre applicazioni multimediali di animazione vettoriale o di streaming audio o video.
Al giorno d'oggi molti web designer delegano la scrittura del codice HTML ad applicazioni specifiche, come per esempio i cosiddetti editor WYSIWYG che permettono al designer di occuparsi dell'aspetto grafico finale della pagina mentre il codice vero e proprio viene generato automaticamente. Gli sviluppatori puri preferiscono invece utilizzare direttamente il codice HTML, in modo da avere un maggior controllo sul risultato finale e sulla pulizia del codice scritto, cosa che gli editor WYSIWYG odierni nonostante siano sempre più avanzati non possono sempre garantire.
Fonte: Wikipedia
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Guida rapida di HTML
per il corso di Fondamenti di informatica
Marco Lazzari
Introduzione
In questo documento vogliamo raccogliere le informazioni relative ai comandi che abbiamo incontrato nel corso base di programmazione HTML.
L'idea è quella di creare un documento agile ed efficace, che possa aiutarci nella scrittura di documenti in HTML.
Non ci proponiamo di realizzare quindi un vero e proprio manuale utente, esaustivo e dettagliato, quanto piuttosto di avere a portata di mano quelle spiegazioni sintetiche dei singoli comandi che ci permetteranno di ricordarci rapidamente quanto abbiamo sperimentato durante il corso; si spera che, grazie a queste spiegazioni, capiamo come comportarci nella scrittura del nostro documento, restando inteso che, in difetto di funzionamento di questo sistema di illuminazione, informazioni più complete potranno essere recuperate sfruttando i testi o visitando i siti WEB indicati a lezione.
Non dimentichiamo, inoltre, che le lezioni si sono limitate alla presentazione dei principali comandi HTML standard con alcune delle loro opzioni. In questo documento, quindi, non troveranno molto spazio caratteristiche proprie di particolari implementazioni del linguaggio, né verranno documentate tutte le opzioni di tutti i comandi (anche se qualcosa in più di quanto visto a lezione ci sarà).
Impaginazione e simbologia
Nel documento, ciascun comando viene descritto da una linea di testo. Se il comando ammette attributi, essi sono spiegati nelle linee seguenti a quella della descrizione primaria del comando, generalmente dedicando una linea a ciascun attributo. Ciò non deve far dimenticare che in un singolo comando possono essere espressi più attributi allo stesso tempo.
I nomi dei comandi sono scritti in carattere maiuscole per agevolarne la lettura. Resta inteso che i visualizzatori sono in grado di interpretarne anche la versione minuscola.
Per descrivere i comandi vengono usate le seguenti convenzioni:
URL |
URL di un file esterno oppure nome di un file locale; in entrambi i casi URL rappresenta la destinazione del collegamento |
? |
una cifra (per esempio, <H?> sta per <H1>, <H2> e così via) |
?? |
due cifre, applicando due volte quanto appena detto |
?* |
numero di una o più cifre, iterando la convenzione detta sopra (per esempio: <HR WIDTH=“?*%”> significa che WIDTH può assumere valori (interi) percentuali di una o più cifre) |
.* |
testo arbitrario di uno o più caratteri alfanumerici (per esempio, ALT=".*" significa che il valore dell’attributo ALT sarà una stringa) |
.*[,.*] |
una o più porzioni di testo separate da virgole |
| |
separatore di valori alternativi per un attributo (per esempio, ALIGN=“LEFT|RIGHT|CENTER” significa che l’attributo ALIGN può assumere uno dei tre valori alternativi LEFT, RIGHT e CENTER) |
RGB |
tripletta di numeri esadecimali di due cifre (per esempio, BGCOLOR="#RGB" significa che BGCOLOR è composto da tre coppie di numeri esadecimali, ciascuna delle quali può assumere, indipendentemente dalle altre, i valori compresi fra 00 e FF) |
<tag></tag> |
comando parentetico: ha effetto sulla porzione di documento compresa fra la marca di inizio, cioè <tag>, e quella di fine comando, cioè </tag> (per esempio: <em>testo da evidenziare</em> istruisce il visualizzatore a evidenziare il testo compreso fra le due marche) |
Elementi di sintassi HTML
Comandi di formattazione del documento
Identificatore di tipo |
<HTML></HTML> |
all’inizio e alla fine del file |
Testa |
<HEAD></HEAD> |
informazioni descrittive, per esempio il titolo o i metacomandi |
Corpo |
<BODY></BODY> |
contenuto vero e proprio del documento |
La struttura di una pagina HTML dovrebbe sempre essere come segue:
<HTML>
<HEAD>
informazioni descrittive
</HEAD>
<BODY>
il contenuto vero e proprio della pagina
</BODY>
</HTML>
Nella sezione HEAD possono trovare spazio i seguenti comandi:
Titolo |
<TITLE></TITLE> |
nome del documento; il visualizzatore lo scrive generalmente nella barra del titolo della finestra |
Meta-informazioni |
<META> |
informazioni descrittive, usate spesso da programmi di catalogazione automatica di pagine web |
Contenuto della pagina |
<META NAME=“description” content=“.*”> |
riassunto del documento |
Parole chiave della pagina |
<META NAME=“keywords” content=“.*[,.*]”> |
parole chiave separate da virgole, sono usate principalmente dai classificatori dei motori di ricerca per classificare il documento |
Autore |
<META NAME="author" content=".*"> |
il nome dell'autore del codice |
Generatore |
<META NAME="generator" CONTENT=".*"> |
il programma di impaginazione che ha generato il codice HTML |
Auto-aggiornamento del documento |
<META HTTP-EQUIV=“refresh” CONTENT=“?*”> |
il documento viene aggiornato ogni ?* secondi |
Aggiornamento remoto del documento |
<META HTTP-EQUIV=“refresh” CONTENT=“?*; URL=URL”> |
dopo ?* secondi il documento originario viene sostituito con quello di URL; notare che nel comando la prima stringa URL è la parola chiave composta dai caratteri U, R e L, mentre la seconda è una variabile che rappresenta qualunque valore impiegabile come collegamento valido |
Il comando BODY permette di definire varie caratteristiche dell’intero foglio tramite l’assegnamento di valori ai suoi atttributi. Queste caratteristiche sono illustrate nel seguito. È importante notare due cose:
- a differenza delle informazioni che possono trovare posto nella sezione HEAD, fra il tag d’inizio e quello di fine testata, quelli che seguono sono attributi del tag BODY e quindi devono trovarsi nella linea di definizione del comando;
- il comando BODY va scritto una sola volta, con tutte le sue opzioni l’una di seguito all’altra: è solo per chiarezza espositiva che qui sono riportate su righe diverse.
Colore di sfondo |
<BODY BGCOLOR="#RGB"> |
|
Immagine di sfondo |
<BODY BACKGROUND="URL"> |
|
Colore del testo |
<BODY TEXT="#RGB"> |
|
Colore dei collegamenti non ancora visitati |
<BODY LINK="#RGB"> |
di solito è blu: #0000FF |
Colore dei collegamenti visitati |
<BODY VLINK="#RGB"> |
dove V sta per visited; di solito è porpora: #800080 |
Colore del collegamento selezionato |
<BODY ALINK="#RGB"> |
dove A sta per active; di solito è rosso: #FF0000 |
Comandi per la formattazione della pagina
Titoli di sezioni |
<H?></H?> |
sono previsti 6 livelli di titolazione; i visualizzatori evidenziano il testo dei titoli rispetto a quello del resto del documento, con enfasi decrescente al crescere del livello di titolazione |
Allineamento dei titoli |
<H? ALIGN=“LEFT|CENTER| RIGHT”></H?> |
|
Testo preformattato |
<PRE></PRE> |
visualizzato come testo ASCII formattato con carattere a passo fisso |
Blocco di citazioni |
<BLOCKQUOTE> |
di solito rientrato |
Blocco di codice |
<CODE></CODE> |
per listati di programmi |
Indirizzo dell'autore del documento |
<ADDRESS></ADDRESS> |
spesso in corsivo |
Comandi per la formattazione del testo
Enfatizzato |
<EM></EM> |
di solito in corsivo |
Molto enfatizzato |
<STRONG></STRONG> |
di solito in neretto |
Corsivo |
<I></I> |
dove I sta per italics |
Neretto |
<B></B> |
dove B sta per bold |
Citazione |
<CITE></CITE> |
di solito in corsivo |
Sottolineato |
<U></U> |
|
Lampeggiante |
<BLINK></BLINK> |
chi lo conosce, lo evita |
Apice |
<SUP></SUP> |
|
Pedice |
<SUB></SUB> |
|
Centrato |
<CENTER></CENTER> |
applicabile anche alle immagini |
Corpo (dimensione) del carattere |
<FONT SIZE=“?”></FONT> |
può variare fra 1 e 7 |
Impostazione della dimensione di base |
<BASEFONT SIZE=“?”> |
in difetto di opzioni è 3 |
Variazione del corpo |
<FONT SIZE="+|-?"></FONT> |
incrementa o diminuisce il valore attuale |
Incremento unitario del corpo |
<BIG></BIG> |
equivalente a SIZE=“+1” |
Riduzione unitaria del corpo |
<SMALL></SMALL> |
equivalente a SIZE=“-1” |
Colore del testo |
<FONT COLOR="#RGB"> </FONT> |
alcuni colori possono essere indicati con il loro nome inglese: red, green, blue, black, eccetera |
Testo su più colonne |
<MULTICOL COLS=“?”> </MULTICOL> |
|
Spaziatura |
<SPACER> |
|
Tipo di spaziatura |
<SPACER TYPE=“horizontal| vertical|block”> |
|
Ampiezza della spaziatura |
<SPACER SIZE=“?”> |
|
Interruzioni del testo
A capo |
<BR> |
dove BR sta per branch |
Paragrafo |
<P></P> |
il tag finale può essere omesso |
Paragrafo allineato |
<P ALIGN=“LEFT|CENTER| RIGHT”></P> |
|
A capo con ripristino dei margini |
<BR CLEAR=“LEFT|RIGHT| ALL”> |
clear=“all” è la bacchetta magica di HTML |
Riga orizzontale |
<HR> |
dove HR sta per horizontal ruler |
Riga orizzontale allineata |
<HR ALIGN=“LEFT|RIGHT| CENTER”> |
|
Larghezza della riga |
<HR WIDTH=“?*|?*%”> |
espressa in pixel o in percentuale rispetto alla larghezza della pagina |
Spessore della riga |
<HR SIZE=“?*”> |
espresso in pixel |
Riga colorata |
<HR COLOR=“#RGB”> |
|
Riga piatta |
<HR NOSHADE> |
senza l'effetto tridimensionale |
Caratteri speciali
I caratteri appartenenti all’insieme di caratteri noto come US-ASCII o ISO-8859-1, che codifica il font detto Latin Alphabet No 1 (abbreviato di solito in Latin-1), possono essere rappresentati in un documento sorgente HTML da sequenze di caratteri del tipo &#?*; dove ?* sta per il numero da 09 a 255 che il carattere occupa nell’ordine di definizione di Latin-1 (i caratteri da 00 a 08 non sono usati; non tutti i visualizzatori sono in grado di rappresentare tutti i caratteri). Per esempio, la frazione un quarto (¼) è rappresentabile con ¼ il simbolo tilde (~) con ~ e così via.
Per alcuni caratteri esiste anche la possibilità di usare un nome al posto del numero. Per esempio, la a minuscola con accento grave (à, non presente sulle tastiere americane) si rappresenta sia con à che con à.
In Appendice è riportata una tabella dei caratteri speciali Latin 1 con la relativa codifica.
Collegamenti ipertestuali
Marcatura di un punto di un documento |
<A NAME=".*"></A> |
|
Collegamento a un punto dello stesso documento |
<A HREF="#.*"></A> |
|
Collegamento generico |
<A HREF="URL"></A> |
può essere anche un’immagine, un filmato, eccetera |
Collegamento a un punto dell’URL |
<A HREF="URL#.*"></A> |
dove “.*” è un nome definito in URL con <NAME> |
Collegamento da visualizzare in una finestra specifica |
<A HREF="URL" TARGET=".*"></A> |
dove in TARGET si riferisce una finestra definita secondo la sintassi dei frames; la pagina definita da URL verrà visualizzata nella finestra scritta in TARGET |
Trattamento delle immagini
Immagine incorporata |
<IMG SRC="URL"> |
|
Didascalia |
<IMG SRC="URL" ALT=".*"> |
scritta su video quando non viene visualizzata l'immagine; alcuni visualizzatori mostrano la didascalia quando il cursore passa sull’immagine |
Dimensioni dell’imagine |
<IMG SRC="URL" HEIGHT=“?*” WIDTH=“?*”> |
in pixel; rendono più rapida la visualizzazione; se diversi dalle dimensioni reali dell’immagine, il visualizzatore allarga o stringe l’immagine per adattarla ai valori specificati |
Spessore del bordo |
<IMG SRC="URL" BORDER=“?*”> |
espresso in pixel |
Allineamento dell’immagine |
<IMG SRC="URL" ALIGN=“LEFT|RIGHT|TOP| MIDDLE|BOTTOM”> |
|
Mappe sensibili
Mappa sensibile remota |
<IMG SRC="URL" ISMAP> |
tipo server-side |
Mappa sensibile locale |
<IMG SRC="URL" USEMAP="URL"> |
tipo client-side; l’URL identifica la definizione di mappa |
Mappa locale |
<MAP NAME=".*"></MAP> |
|
Aree sensibili della mappa |
<AREA SHAPE="RECT|POLY| CIRCLE" COORDS=".*[,.*]" HREF="URL"> |
|
Liste
Esistono vari tipi di liste; ciascuno di essi rispetta la struttura che segue:
<Tag_che_identifica_il_tipo_di_lista>
<LI>il testo del primo elemento della lista
<LI>il testo del secondo elemento della lista
...
<LI>il testo dell’ultimo elemento della lista
</Tag_che_identifica_il_tipo_di_lista>
Le liste di definizioni usano, al posto del tag LI, una coppia di descrittori:
<DT>la voce da definire <DL>la definizione
Nel seguito sono elencati i vari tipi di lista, ognuno con il proprio Tag_che_identifica_il_tipo_di_lista e le eventuali opzioni:
Lista ordinata |
<OL></OL> |
|
Lista ordinata compatta |
<OL COMPACT></OL> |
|
Tipo di numerazione |
<OL TYPE=“1|I|i|A|a”> |
lista ordinata con numeri arabi, romani maiuscoli, minuscoli, lettere maiuscole, minuscole, l’ordine è ascendente |
Alterazione del tipo di numerazione |
<LI TYPE=“1|I|i|A|a”> |
vale per la voce corrente e le seguenti |
Numero di partenza |
<OL START=“?*”> |
il valore deve essere espresso in numeri arabi, qualunque sia il tipo di numerazione scelto |
Alterazione della numerazione |
<LI VALUE=“?*”> |
vale per la voce corrente e le seguenti |
Lista non ordinata |
<UL></UL> |
ogni voce è preceduta da un carattere grafico segnaposto |
Lista non ordinata compatta |
<UL COMPACT></UL> |
|
Tipo di segnaposto |
<UL TYPE=“DISC|CIRCLE| |
|
Cambio di segnaposto |
<LI TYPE=“DISC|CIRCLE| SQUARE”> |
vale per la voce corrente e le seguenti |
Lista di definizioni |
<DL></DL> |
|
Lista di definizioni compatta |
<DL COMPACT></DL> |
|
Menu |
<MENU></MENU> |
|
Menu compatto |
<MENU COMPACT></MENU> |
|
Direttorio |
<DIR></DIR> |
|
Direttorio compatto |
<DIR COMPACT></DIR> |
|
Tabelle
Delimitatore di tabella |
<TABLE></TABLE> |
|
Delimitatore di riga |
<TR></TR> |
|
Cella di dati all’interno di una riga |
<TD></TD> |
|
Cella di intestazione |
<TH></TH> |
di norma centrata e in grassetto |
Bordo |
<TABLE BORDER=“?*”> |
espresso in unità che sono implementate a discrezione del visualizzatore |
Colore di sfondo |
<TABLE BGCOLOR=“#RGB”> |
|
Immagine di sfondo |
<TABLE BACKGROUND=“URL”> |
l’immagine viene visualizzata dietro tutte le celle |
Spazio tra celle |
<TABLE CELLSPACING=“?*”> |
in difetto di opzioni è 2 |
Spazio interno |
<TABLE CELLPADDING=“?*”> |
lo spazio fra il bordo di una cella e il suo dato; in difetto di opzioni è 1 |
Larghezza della tabella |
<TABLE WIDTH=“?*|?*%”> |
espressa in pixel o in percentuale rispetto alla larghezza della pagina |
Allineamento del testo della tabella:
Allineamento orizzontale nella riga |
<TR ALIGN=“LEFT|CENTER|RIGHT”> |
Allineamento verticale nella riga |
<TR ALIGN=“TOP|MIDDLE|BOTTOM| BASELINE”> |
Allineamento orizzontale nella cella |
<TD ALIGN=“LEFT|CENTER|RIGHT”> |
Allineamento verticale nella cella |
<TD ALIGN=“TOP|MIDDLE|BOTTOM| BASELINE”> |
Allineamento orizzontale nella intestazione |
<TH ALIGN=“LEFT|CENTER|RIGHT”> |
Allineamento verticale nella intestazione |
<TH ALIGN=“TOP|MIDDLE|BOTTOM| BASELINE”> |
Estensione di una cella:
Estensione in colonne |
<TD COLSPAN=“?*”> |
|
Estensione in righe |
<TD ROWSPAN=“?*”> |
|
Larghezza della cella |
<TD WIDTH="?*|?*%"> |
espressa in pixel o in percentuale rispetto alla larghezza della tabella |
Colore di sfondo della cella |
<TD BGCOLOR="#RGB"> |
|
Estensione di una cella di intestazione:
Estensione in colonne |
<TH COLSPAN=“?*”> |
|
Estensione in righe |
<TH ROWSPAN=“?*”> |
|
Larghezza della intestazione |
<TH WIDTH="?*|?*%"> |
espressa in pixel o in percentuale rispetto alla larghezza della tabella |
Colore di sfondo della intestazione |
<TH BGCOLOR="#RGB"> |
|
Didascalia |
<CAPTION></CAPTION> |
|
Riquadri (frames)
Pagina composta a riquadri |
<FRAMESET></FRAMESET> |
sostituisce <BODY> |
Altezza delle righe |
<FRAMESET ROWS= “.*,.*[.*|.*]”></FRAMESET> |
espressa in pixel o in percentuale |
Larghezza delle colonne |
<FRAMESET COLS= “.*,.*[.*|.*]”></FRAMESET> |
espressa in pixel o in percentuale |
Dichiarazione di frame |
<FRAME> |
definizione di ogni riquadro |
Documento incorporato nel riquadro |
<FRAME SRC="URL"> |
|
Denominazione del riquadro |
<FRAME NAME=".*"> |
nomi predefiniti: _blank, _self, _parent, _top |
Rientro orizzontale |
<FRAME MARGINWIDTH=“?*”> |
distanza in pixel del contenuto dai margini destro e sinistro |
Rientro verticale |
<FRAME MARGINHEIGHT=?> |
distanza in pixel del contenuto dai margini alto e basso |
Barra di scorrimento |
<FRAME SCROLLING="YES| NO|AUTO"> |
|
Ridimensionamento impedito |
<FRAME NORESIZE> |
|
Cornice del riquadro |
<FRAME FRAMEBORDER="yes|no"> |
|
Spazio intorno al riquadro |
<FRAME FRAMESPACING="?*"> |
espresso in pixel; effetto riquadro flottante |
Contenuto in mancanza di riquadri |
<NOFRAMES></NOFRAMES> |
per i visualizzatori che non supportano i riquadri |
Moduli
Definizione |
<FORM ACTION="URL" METHOD=GET|POST> </FORM> |
|
Campo di immissione |
<INPUT TYPE="TEXT|PASSWORD| IMAGE|CHECKBOX|RADIO| HIDDEN|RESET|SUBMIT"> |
|
Nome del campo |
<INPUT NAME=".*"> |
|
Valore del campo |
<INPUT VALUE=".*"> |
|
Inizializzazione di una scelta |
<INPUT CHECKED> |
per checkbox e radio |
Dimensione del campo |
<INPUT SIZE=“?*”> |
espressa in caratteri |
Lunghezza massima |
<INPUT MAXLENGTH=“?*”> |
espressa in caratteri |
Lista di opzioni |
<SELECT></SELECT> |
ciascuna opzione è identificata da un tag OPTION |
Numero di opzioni |
<SELECT SIZE=“?*”> </SELECT> |
|
Nome del campo |
<SELECT NAME=".*"> </SELECT> |
|
Scelta multipla |
<SELECT MULTIPLE> |
permette di selezionare più opzioni |
Opzioni |
<OPTION> |
|
Opzione standard |
<OPTION SELECTED> |
|
Finestra di immissione |
<TEXTAREA></TEXTAREA> |
|
Dimensioni del campo di immissione |
<TEXTAREA ROWS=“?*” COLS=“?*”></TEXTAREA> |
|
Nome del campo |
<TEXTAREA NAME=".*"> </TEXTAREA> |
|
Miscellanea
Prologo |
<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 3.2 Final//EN"> |
|
URL di riferimento del documento |
<BASE HREF="URL"> |
nella testa della pagina |
Nome della finestra standard |
<BASE TARGET=".*"> |
nella testa della pagina |
Commento |
<!--.*--> |
|
Appendice: i caratteri speciali
Simbolo |
Entità HTML |
Codice ISO Latin-1 |
¡ |
¡ |
¡ |
¿ |
¿ |
¿ |
" |
" |
" |
« |
« |
« |
(C’è, ma non si vede) |
|
  |
& |
& |
& |
¢ |
¢ |
¢ |
© |
© |
© |
÷ |
÷ |
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µ |
|
µ |
· |
· |
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¶ |
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¶ |
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® |
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§ |
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ë |
ë |
í |
í |
í |
ì |
ì |
ì |
î |
î |
î |
ï |
ï |
ï |
ñ |
ñ |
ñ |
ó |
ó |
ó |
ò |
ò |
ò |
ô |
ô |
ô |
ø |
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õ |
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õ |
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ö |
ß |
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fonte: www.dinamico2.unibg.it/lazzari
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Guida - corso html tutto di tutto
CREARE PAGINE WEB CON IL LINGUAGGIO HTML
HTML è l'acronimo di HYPER TEXT MARKUP LANGUAGE. Noto anche come HTM, questo è un semplice file di testo (ovvero formato da soli caratteri ASCII) molto facile da gestire. Ciò che lo differisce da un normale file destinato alla lettura è la presenza di particolari istruzioni programmatiche (i tags) riconosciute ed interpretate dai browser Web.
Le istruzioni o tags sono sempre contenute fra i caratteri < e > accompagnati da un ulteriore comando iniziale con relativa chiusura. L'apertura di un comando può essere rappresentata, ad esempio, da un tag del genere <HTML> mentre per la chiusura si dovrà scrivere </HTML> I tags possono contenere nomi, attributi, elementi grafici, valori.
Per creare un file HTML il tag di partenza dovrà essere:
<HTML></HTML> che determina l'apertura e la successiva chiusura dell'intero file. All'interno di questi due tag verranno poi inserite le informazioni <HEAD> </HEAD>oltre al comando <BODY> </BODY>. All'interno di questo ultimo tag verrà inserito tutto il corpo del file HTML. Generalmente nella testa del file, ovvero nella "head", si inserisce il titolo della pagina con il comando <TITLE> chiuso successivamente dal relativo tag </TITLE>. Ricapitolando, la struttura di un file HTML sarà la seguente:
<HTML>
<HEAD>
<TITLE> NOME PAGINA</TITLE>
</HEAD>
<BODY> </BODY>
</HTML>
COMANDI SUI FONT (CARATTERE)
All'interno di un file HTML esistono diversi comandi per determinare dei cambiamenti sui caratteri utilizzati. I tag più diffusi sono di solito i seguenti:
<B> e relativo tag di chiusura </B> per determinare il grassetto,
<I> </I> per creare il corsivo,
<U> </U> per il sottolineato.
Per la modifica del colore del carattere, la stringa utilizzata è la seguente: <FONT COLOR=FFF000> con la chiusura </FONT>. Così scritta questa stringa determinerà la colorazione di giallo del carattere. Il colore è stabilito dalla sigla numerica o dal nome del colore.
Quella che segue è una breve lista dei codici relativi ai colori più usati:
00FF00 = Verde = green
0000FF = Blu =blue
00FFFF = Azzurro
FF0000 = Rosso= red
FF00FF = Violetto =violet
FFF000 = Giallo= yellow
FFFFFF = Bianco= white
000000 = nero= black
00000F =Grigio
La dimensione del carattere si determina col tag <FONT SIZE=4>
dove 4= 14 p; 5 = 18 p; 3 = 12 p;
Il tipo di carattere richiede il tag <FONT FACE=ARIAL> dove ARIAL è il tipo di carattere. Ecco altri tipi: VERDANA, “TIMES NEW ROMAN”, “COURIER NEW”, “COMIC SANS MS”.
COMANDI SULLA PAGINA
In un file HTML se volete scrivere qualsiasi cosa dovrete prima aprire un paragrafo. Per farlo vi sarà indispensabile il tag <P> chiuso, una volta terminato di scrivere, dal comando </P>. Nello scrivere una pagina spesso vi capiterà di voler andare a capo. Bene, il comando HTML preposto a questo tipo di operazione è <BR> seguito dal tag di chiusura </BR>.
Il comando </CENTER> è un'istruzione che centra la scritta nella pagina,
Il comando <P ALIGN=RIGHT></RIGHT> è un'istruzione che allinea a destra la scritta nella pagina.
Per colorare lo sfondo della pagina userò il comando <BODY BGCOLOR = YELLOW> per colorare di giallo.
Esercitazione:
1)Apri il programma “blocco note” e digita le istruzioni:
<HTML>
<HEAD>
<TITLE> LA MIA PAGINA</TITLE>
</HEAD>
<BODY>
<BODY BGCOLOR=YELLOW>
<P><B><CENTER><FONT COLOR=BLUE SIZE=4 FACE=VERDANA> QUESTA E’ LA MIA PRIMA PAGINA WEB </P></B></CENTER></FONT>
<BR>
<BR>
<P ALIGN=RIGHT><U> <FONT COLOR= RED SIZE= 3 FACE= “COMIC SANS MS”> Mi chiamo ………………e sono nella classe 3…..</P>
<BR>
</BODY>
</HTML>
2)Salva il file nella tua cartella con il nome PAGINA1.HTML
3)Apri il browser Internet Explorer e apri il tuo file PAGINA1.HTML seguendo questa procedura: fileàaprià sfogliaàcerca nella tua cartellaàPAGINA1àapriàok
Verifica che la pagina sia il risultato delle istruzioni date.
LE IMMAGINI
La cosa che generalmente colpisce di più in un sito sono le immagini. Fotografie, animazioni, disegni, tutto serve ad rendere più gradevole ed originale la vostra creazione.
Una stringa del tipo: <IMG SRC="immagine.gif"> indicherà al browser il percorso da seguire per trovare e visualizzare l'immagine.
Se, ad esempio, si vuole visualizzare l'immagine chiamata "alberi.jpg" collocata in una carettla "fotografie" la stringa da utilizzare sarà:
<IMG SRC="/fotografie/alberi.jpg">.
Se vogliamo che l'immagine sia posta al centro della pagina scriveremo allora <CENTER><SRC="immagine.gif"></CENTER>
LINK IPERSTESTUALI
Caratteristica delle pagine web è la presenza di link (o collegamenti) iperstestuali che consentano la navigazione da una sezione all'altra del sito. Il tag essenziale per determinare un link è l'ancora (o "anchor" altro termine con cui viene identificato il link)e si realizza con il tag <A> </A> accorpato alla sigla HREF o NAME, mentre il valore è dato dal punto di arrivo del link. Così completa, dunque, la stringa per determinare una link iperstestuale sarà la seguente
<A HREF="www.icpacinotti.net">Visita il sito della scuola</A>
In tal modo cliccando sulla scritta “Visita il sito della scuola” sarete proiettati a destinazione.
Quando il link è effettivamente attivo la scritta appare sottolineate e generalmente colorata di blu.
Esercitazione:
1) Apri il programma “blocco note” e digita le istruzioni:
<HTML>
<HEAD>
<TITLE> LA MIA PAGINA</TITLE>
</HEAD>
<BODY><BODY BGCOLOR=FFFFOO>
<P><B><CENTER><FONT COLOR=blue SIZE=5 FACE=VERDANA> QUESTA E’ LA MIA SECONDA PAGINA WEB </P></FONT>
<BR>
<BR>
<FONT COLOR=RED SIZE=4 FACE="COMIC SANS MS">L'IMMAGINE CHE INSERISCO DI SEGUITO E' IL LOGO DELLA NOSTRA SCUOLA, DISEGNATO DAL
PROFESSORE ENZO DEGLI ANGELI </P>
<BR>
<BR>
<CENTER><IMG SRC="logoscuola.jpg"></P>
<A HREF="pagina1.html">Home Page</A>
<BR>
</BODY>
</HTML>
2)Salva il file nella tua cartella con il nome PAGINA2.HTML
3)Apri il browser Internet Explorer e apri il tuo file PAGINA2.HTML seguendo questa procedura: fileàaprià sfogliaàcerca nella tua cartellaàPAGINA2àapriàok
Verifica che la pagina sia il risultato delle istruzioni date.
Modifica e completa anche la PAGINA1:
<HTML>
<HEAD>
<TITLE> LA MIA PAGINA</TITLE>
</HEAD>
<BODY><BODY BGCOLOR=FFFFOO>
<P><B><CENTER><FONT COLOR=blue SIZE=5 FACE=VERDANA> QUESTA E’ LA MIA PRIMA PAGINA WEB </P></B></CENTER></FONT>
<BR>
<BR>
<P align=RIGHT><U>
<FONT COLOR=RED SIZE=4 FACE="COMIC SANS MS">IL MIO NOME E’ …… E SONO NELLA CLASSE 3…</P>
<BR>
<BR>
<B><CENTER><IMG SRC="studente.gif"> </P> </U> un Paci...studente
<BR>
<BR>
<A HREF="pagina2.html">Page one</A></CENTER>
<BR>
<BR>
<A HREF="http://www.icpacinotti.net">Visita il sito della scuola</A>
</BODY>
</HTML>
fonte: www.icpacinotti.net
-
Fine articolo Guida html tutto di tutto
Guida html tutto di tutto
Le pagine web sono scritte in HTML. HTML significa HyperText Markup Language.
- L'ipertesto è semplicemente un testo che funziona come un link.
- Markup Language è una maniera di scrivere informazioni sul layout dei documenti.
In pratica un documento HTML è un file che contiene solo testo e nient'altro.
Quando un browser apre un file HTML, sarà lo stesso browser a cercare codici HTML nel testo e ad usarli per modificare il layout, inserire immagini, o creare link per altre pagine.
Essendo dei file di testo, i documenti HTML possono essere scritti anche col più semplice text editor (ad es. il blocco note di Windows!).
Molti preferiscono però usare speciali HTML editor che consentono di creare le pagine in modo “visivo”, demandando la generazione del corrispondente codice HTML allo strumento stesso.
Comunque, se si vogliono creare pagine con un buon livello di design, è consigliabile conoscere più da vicino i tag HTML (tag = etichetta; sono i “comandi” del linguaggio!).
Questi sono i principali vantaggi:
- Si può usare tag che un editor non adopera.
- Si può leggere il codice delle pagine di altre persone e "prendere in prestito" degli effetti che interessano.
- Si possono creare in autonomia degli effetti quando un editor non è in grado di produrli.
Per creare pagine HTML si deve soltanto digitare il codice, poi salvare il documento, ricordando di dare al file un'estensione .html oppure un'estensione .htm (per esempio "pagina.html")
TAGS
Un browser WEB (ovvero un software che permette la visualizzazione delle pagine WEB; es. Internet Explorer oppure Netscape Navigator) interpreta il testo scritto in un file .html “così com’è”, senza differenze tra grassetto, corsivo, maiuscolo o minuscolo.
Per dire al browser che una "A" deve essere in grassetto dobbiamo aggiungere una sigla davanti alla A. Questo tipo di sigla si chiama Tag. Tutti i tag HTML sono racchiusi in < e >.
Esempio: un testo come appare sullo schermo.
Questo è un esempio di testo in grassetto. |
HTML: lo stesso testo in HTML:
Questo è un esempio di testo in <b>grassetto</b>. |
Come si può vedere, il tag iniziale <b> indica che tutto quello che segue dovrà essere scritto in grassetto. Il corrispondente tag finale </b> indica che il browser non dovrà più scrivere in grassetto.
STRUTTURA DELLA PAGINA
Normalmente le pagine web consistono in una "testa", in inglese head e un "corpo", detto body.
- L'head viene usata per testo e tag che non vengono mostrati direttamente sulla pagina.
- Il body viene usato per testo e tag che sono visibili direttamente sulla pagina.
Praticamente, tutte le pagine web hanno un tag <html> all'inizio e alla fine, che indica al browser l'inizio e la fine del documento.
Il più semplice esempio di codice HTML è il seguente (NOTA: i tag <!-- e --!> servono per racchiudere dei commenti) :
<html> |
La sezione "head" della pagina web comprende tutto quello che non viene mostrato direttamente sulla stessa pagina.
I tag <title> e </title> racchiudono il titolo della pagina. Il titolo è quello che si vede in cima alla finestra del browser quando la pagina è scaricata.
Il corpo "body" del documento contiene tutto ciò che è visibile quando la pagina viene scaricata.
TESTO NELLE PAGINE HTML
Per inserire del testo nelle pagine, si deve semplicemente… digitare il testo.
Non specificando particolari attributi, il testo assumerà i “valori di default” (dimensione, font, eccetera) del browser del visitatore. I browsers possono soltanto mostrare i font disponibili sul PC del visitatore.
Per questo motivo, ci si deve limitare ad usare font che sono disponibili per la maggioranza dei computer.
Il tag <font> cambia il font.
Esempio: come appare il comando nel browser.
Ciao! Questa è la mia pagina. |
HTML: Il codice per produrre l'esempio qui sopra.
<html> |
L’attributo color seleziona il colore prescelto per il testo. L'attributo face seleziona il font desiderato.
(NOTA: il tag <br> serve per aggiungere un interruzione di riga – va a capo – ).
I seguenti tags servono a controllare il layout (ovvero la disposizione) del testo.
HTML |
SPIEGAZIONE |
<p>text</p> |
Aggiunge un'interruzione di paragrafo dopo il testo. |
<p align="left">text</p> |
Giustifica a sinistra il testo nel paragrafo. |
<p align="center">text</p> |
Testo centrale nel paragrafo. |
<p align="right">text</p> |
Giustifica a destra il testo nel paragrafo. |
text<br> |
Aggiunge una singola interruzione di riga dove c'è il tag. |
Si osserva che questi tag di allineamento non si limitano al solo testo ma funzionano su testo, immagine, o su tutto quello che si vuole inserire nella pagina.
I seguenti tags servono per controllare lo stile del testo.
HTML |
SPIEGAZIONE |
<b>text</b> |
Visualizza il testo in grassetto. |
<u>text</u> |
Visualizza il testo sottolineato. |
<i>text</i> |
Visualizza il testo in corsivo. |
LINKS DI TESTO
I tag che si adoperano per creare link sono <a> e </a>.
Il tag <a> definisce l'inizio del link, mentre </a> ne indica la fine. Tutto quello che sta tra questi due tag si comporterà come un link.
La destinazione del link si aggiunge al tag <a> usando il comando href.
L’esempio qui sotto mostra come far sì che la parola qui diventi un link per il motore di ricerca yahoo.
Clicca <a href="http://www.yahoo.com">qui</a> per andare su yahoo. |
Creare dei link per le ancore ("anchors") è molto simile a creare link nomali. Normalmente i link puntano sull'inizio di una pagina. Le ancore puntano invece su una zona all'interno di una pagina.
Il simbolo # davanti alla locazione di un link specifica che il link punta sull'ancora di una pagina. (Per ancora si intende un luogo specifico al centro della pagina).
Per fare un link ad un'ancora si deve:
- Creare l'ancora vera e propria.
- Creare un link che punti sull'ancora.
L’ancora viene creata usando il tag <a>. Se si vuole creare un'ancora chiamata capitolo4, si deve soltanto inserire questa riga nel punto in cui vuoi mettere l'ancora:
<a name="capitolo4"></a> |
Dopo aver fatto questo, si può creare un link sull'ancora usando normalmente il tag <a href> :
Clicca <a href="#capitolo4">qui</a> per leggere il capitolo 4. |
Nota:
Bisogna ricordarsi di inserire il simbolo # davanti all'ancora!
Le ancore sono usate in genere quando si hanno pagine con una mole considerevole di testo.
LISTE IN HTML
Per creare una lista contrassegnata da punti si deve inserire un tag <ul> e un tag </ul> all'inizio e alla fine della lista.
Le liste contrassegnate da numeri hanno i tag <ol> invece di <ul>.
Per separare le singole voci della lista, usa i tag <li> e </li>.
Ci sono particolari attributi che si possono adoperare per personalizzare le liste in una pagina.
Di seguito è mostrato come ottenere diversi tipi di liste a punti.
Si può scegliere tra questi tipi di punti:
- disc
- circle
- square
Esempi:
CODICE HTML |
SPIEGAZIONE / ESEMPIO |
<ul> |
Crea una lista a punti usando il tipo di punto del default:
|
<ul type="disc"> |
Inizia una lista a punti usando dischi come punti:
|
<ul type="circle"> |
Inizia una lista a punti usando cerchi come punti:
|
<ul type="square"> |
Inizia una lista a punti usando quadrati come punti:
|
IMMAGINI IN HTML:
Il tag usato per inserire un'immagine si chiama img. Qui sotto c’è un'immagine chiamata "rainbow.gif".
![]() |
Ecco il codice HTML usato per inserire l'immagine in una pagina web:
<img src="http://www.echoecho.com/rainbow.gif"> |
Se l'immagine viene immagazzinata nella stessa cartella della pagina HTML, si può tralasciare il riferimento al dominio (in questo caso, http://www.echoecho.com/) e passare direttamente a inserire l'immagine con questo codice:
<img src="rainbow.gif"> |
Si possono cambiare le dimensioni di un'immagine usando gli attributi width e height (larghezza e altezza).
Ecco due presentazioni della stessa identica immagine - con differenti opzioni per larghezza (width) e altezza (height).
![]() |
<img src="http://www.echoecho.com/rainbow.gif" width="60" height="60"> |
![]() |
<img src="http://www.echoecho.com/rainbow.gif" width="120" height="120"> |
Se non vengono specificate le opzioni di larghezza e altezza, il browser automaticamente userà le dimensioni reali dell'immagine.
Si può aggiungere un bordo all'immagine usando l'opzione border come mostrato nell'esempio qui sotto:
<img src="http://www.echoecho.com/rainbow.gif" border="5"> |
L’aggiunta di un bordo all'immagine serve anche per aiutare il visitatore a capire immediatamente che l'immagine in questione è un link. Comunque, la rete è piena di immagini - link che non hanno bordi, così normalmente i visitatori fanno scorrere il mouse sulle immagini per vedere se queste sono anche link.
Si può aggiungere un testo alternativo a un'immagine usando l'opzione alt, come mostrato qui sotto:
<img src="http://www.echoecho.com/rainbow.gif" alt="Questo è un testo che va con l'immagine"> |
Bisognerebbe sempre aggiungere testi alternativi alle immagini, in modo che gli utenti possano farsi un'idea dell'immagine prima che questa venga scaricata.
Si possono allineare le immagini in conformità con il testo che le circonda, usando i seguenti allineamenti:
- default allinea l'immagine usando gli attributi di default del Web browser. E' come baseline.
- left allinea l'immagine al margine sinistro e avvolge il testo che segue l'immagine.
- right allinea l'immagine al margine destro e avvolge il testo che precede l'immagine.
- top allinea la parte superiore dell'immagine con il testo intorno.
- texttop allinea la parte superiore dell'immagine con la parte superiore del testo situato più in alto sulla linea.
- middle allinea la parte mediana dell'immagine con il testo intorno.
- absmiddle alinea l'immagine con il centro della linea corrente.
- baseline allinea l'immagine con il baseline della linea corrente.
- bottom allinea la parte inferiore dell'immagine con il testo intorno.
- absbottom allinea l'immagine con la parte inferiore della linea corrente.
- center allinea il centro dell'immagine con il testo intorno.
Nella tabella qui sotto si possono vedere esempi dei diversi allineamenti che si possono ottenere per un'immagine.
La nota
negli esempi serve soltanto a mostrare come il segno circolare
viene toccato da altre immagini sulla stessa linea.
Ciò significa, che gli allineamenti mostrati nell'esempio riguardano il segno circolare e non la nota.
HTML |
ESEMPIO |
<img src="rainbow.gif" align="texttop"> |
|
<img src="rainbow.gif" align="top"> |
|
<img src="rainbow.gif" align="middle"> |
|
<img src="rainbow.gif" align="absmiddle"> |
|
<img src="rainbow.gif" align="bottom"> |
|
<img src="rainbow.gif" align="absbottom"> |
|
|
|
LINK DI IMMAGINE
Se si desidera che un'immagine funzioni come un link, il metodo è lo stesso che si usa per i testi.
Si deve soltanto sistemare i tag <a href> e </a> su ogni lato dell'immagine.
Qui sotto c’è il codice HTML usato per far sì che un'immagine si comporti come un link per una pagina chiamata myfile.htm:

<a href="myfile.htm"><img src="rainbow.gif"></a> |
Se non si è inserito un attributo border ("bordo") si vedrà un piccolo bordo intorno all'immagine dopo che è stata trasformata in link. Per eliminare questo bordo, si deve aggiungere semplicemente border="0" al tag <img>:
<a href="myfile.htm"><img src="rainbow.gif" border="0"></a> |
SFONDI HTML
Aggiungere uno sfondo colorato ad una pagina è facile. Si deve soltanto specificare la proprietà "bgcolor" nel tag "body".
<body bgcolor="#FF0000"> |
Come si nota, il colore dello sfondo (#FF0000) è inserito come valore esadecimale (hex color). Alla fine di queste pagine è contenuta un’appendice in cui sono specificati i codici colore.
Se invece di un colore singolo si desidera aggiungere un'immagine allo sfondo si dovrà specificare nel tag <body> quale immagine dovrà essere usata per lo sfondo.
<body background="drkrainbow.gif"> |
Nota:
Se l'immagine usata è più piccola dello schermo, questa verrà replicata fino a riempire l'intero schermo.
Quando si decide di usare un'immagine come sfondo, è sempre consigliabile specificare anche un colore di sfondo.
<body background="drkrainbow.gif" bgcolor="#333333"> |
Il motivo è che, intanto che l'immagine viene scaricata, sullo sfondo apparirà il colore scelto.
TABELLE HTML:
Le tabelle vengono adoperate nei siti per due ragioni principali:
- La prima, più ovvia, è quella di sistemare le informazioni in una tabella.
- La seconda - meno ovvia - è quella di creare il layout della pagina servendosi di tabelle nascoste.
Le tabelle sono definite con il tag <table>.
Per inserire una tabella nella pagina si deve semplicemente aggiungere questi tag nel punto in cui si vuole metterla.
<table> </table> |
La tabella qui sopra non può funzionare, perché non ha né righe né colonne. Per inserire le righe nella tabella, si devono adopera i tag <tr> e</tr>.
Esempio:
<table> <tr>Questa è la prima riga.</tr> <tr>Questa è la seconda riga.</tr> </table> |
Risultato:
Questa è la prima riga. |
Questa è la seconda riga. |
Si possono dividere le righe in colonne con i tag <td> e </td>:
Esempio:
<table> <tr> <td>Prima riga, sinistra.</td> <td>Prima riga, destra.</td> </tr> <tr> <td>Seconda riga, sinistra.</td> <td>Seconda riga, destra.</td> </tr> </table> |
Risultato:
Prima riga, sinistra. |
Prima riga, destra. |
Seconda riga, sinistra. |
Seconda riga, destra. |
Le seguenti proprietà possono essere aggiunte al tag <table>:
Proprietà |
Descrizione |
align= |
|
background=filename |
immagine inserita dietro alla tabella |
bgcolor=#rrggbb |
colore dello sfondo |
border=n |
spessore del bordo |
bordercolor=#rrggbb |
colore del bordo |
bordercolordark=#rrggbb |
ombra del bordo |
cellpadding=n |
spazio tra le celle |
cellspacing=n |
distanza tra cella e contenuto |
nowrap |
impedisce l'interruzione di riga, anche se il contenuto è più grande della finestra del browser. |
frame= |
|
valign= |
|
width= |
|
Questi attributi si possono aggiungere ai tag <tr> e <td>.
PROPRIETA' |
DESCRIZIONE |
align= |
|
background=filename |
definisce un'immagine di sfondo per le celle |
bgcolor=#rrggbb |
definisce un colore di sfondo per le celle |
bordercolor=#rrggbb |
definisce il colore del bordo delle celle |
bordercolordark=#rrggbb |
definisce il colore per l'ombra del bordo delle celle |
valign= |
|
width= |
|
height= |
|
Questi attributi sono validi soltanto per i tag <td>.
PROPRIETA' |
DESCRIZIONE |
colspan=n |
numero delle colonne nella cella |
nowrap |
impedisce l'interruzione di riga, anche se il contenuto della cella è più grande della finestra del browser. |
rowspan=n |
numero delle righe nella cella |
Nota:
Gli attributi per le colonne (tag <td>) hanno priorità rispetto a quelli per le righe (tag <tr>).
Gli attributi per le celle (tag <tr> o <td>) hanno priorità rispetto agli attributi per l'intera tabella (tag <table>).
APPENDICE (Nomi e Codici colori):
Ecco la lista dei colori con i loro nomi:
|
Ecco una lista dei valori esadecimale per impostare un colore specifico:
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fonte: www.dei.unipd.it/~deambros/didattica
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Fine articolo Guida html tutto di tutto
Guida html tutto di tutto
Principali tag HTML
STRUTTURA: |
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TAG FISICI: |
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STILE E PARAGRAFI: |
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DIMENSIONE E COLORE CARATTERI: |
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LISTE: |
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BARRE ORIZZONTALI: |
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IMMAGINI (GIF o JPEG): |
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TABELLE: Esempio: Visualizzazione:
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COLLEGAMENTI: |
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APPLET: |
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NOTA1: E’ buona norma racchiudere i valori di tutti gli attributi per qualsiasi tag tra virgolette, per evitare errori.
NOTA2: I nomi dei tag e degli attributi possono essere scritti indifferentemente sia in maiuscolo che in minuscolo
Per una specifica completa dell’HTML consultare il sito www.w3.org/TR/html4
Fonte: www.dis.uniroma1.it/~damore/
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Fine articolo Guida html tutto di tutto
Guida - corso html tutto di tutto
1. Come funziona un browser
Cosa sono i browser e come utilizzarli per visualizzare il codice HTML
2. Cos'è l'HTML
Cosa significa HTML e cosa si intende per TAG
3. Prima di cominciare davvero: lo standard HTML
Gli standard dell'HTML attuale e le sue prossime evoluzione per il W3C
Come è fatta una pagina HTML |
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4. L'estensioni dei file e le impostazioni del browser
Mettiamo a punto il nostro sistema utilizzando il primo file .html
5. I TAG dell'HTML: come scriverli
Cosa sono i TAG HTML e la scrittura ad indentazione
6. I commenti
Inserire commenti nel codice HTML per aiutare l'orientamento nel codice
7. Maiuscolo o minuscolo?
I Tag HTML possono essere scritti sia in maiuscolo sia in minuscolo
8. Struttura della pagina
L'intera struttura della nostra prima pagina HTML
L'HTML e i fogli di stile (CSS) |
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9. Separare il layout dal contenuto
Le nuove esigenze della progettazione di pagine HTML con i CSS
10. Gli elementi HTML e i fogli di stile
La classificazione dei TAG HTML in rapporto ai CSS
Lo sfondo di un documento HTML |
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11. Impostare il colore di sfondo
Come scegliere e come impostare il colore di sfondo di una pagina Web
12. Inserire un’immagine di sfondo
Come inserire un'immagine sullo sfondo della propria pagina Web
13. Eliminare i margini delle pagine
Come eliminare i margini per visualizzare una pagina Web in tutta la superficie del browser
14. Impostare la lingua del documento
Come impostare la lingua di un documento HTML
15. Approfondimenti: lo sfondo con i CSS
Lo sfondo di un documento HTML può essere impostato anche per mezzo dei fogli di stile
Il testo di un documento HTML |
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16. Impostare il colore del testo e dei link per tutta la pagina
Come scegliere il colore del testo e come cambiare i colori dei link nella pagina HTML
17. Titoli, paragrafi, blocchi di testo e contenitori
Formattare il testo in una pagina web secondo le sue funzioni
18. Scegliere lo stile (grassetto, corsivo & C.)
Come modificare lo stile del carattere di una pagina Web
19. Scegliere il font del testo.
Uno sguardo al passato: come definire il carattere con il tag FONT
20. Scegliere il colore del testo
Definire il colore del testo della pagina Web
21. Gli elenchi nell'HTML
Elenchi ordinati, non ordinati ed elenchi di definizioni
Il cuore del WWW: i Link |
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22. I link e l'ipertestualità
Introduzione all'ipertestualità e alla funzione dei link in una pagina Web
23. I percorsi assoluti e relativi
Le differenze di funzione fra link assoluti e link relativi
24. I link interni o ancore
I link che puntano all'interno dello stesso documento
25. Gli attributi dei link
Target, Title, hreflang, accesskey, base tag e il colore dei link
Le immagini e le mappe di immagine |
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26. Inserire le immagini
Quali tipi di immagini e come inserirle in una pagina HTML
27. Disporre le immagini in un contesto
Decidere dove posizionare le immagini rispetto al testo
28. Le mappe di immagine
Come definire le diverse zone cliccabili di un'immagine
29. Le mappe di immagine lato server
Utilizzare tecnologie di tipo server per definire le zone cliccabili di un'immagine
Le tabelle |
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30. Tabella: struttura di base
Celle, colonne, righe: come scrivere la prima tabella in HTML
31. Creare gruppi di righe: <caption>, <thead>, <tfoot>, <tbody>
I tag supplementari che permettono di mettere ordine nelle zone della tabella
32. Raggruppare gli stili delle colonne
I tag per ordinare le colonne: <colgroup> e <col>
33. Raggruppare celle con rowspan e colspan
Come dare alle tabelle una struttura più elastica raggruppandone gli elementi
34. Annidare tabelle
Come annidare una tabella dentro l'altra
35. Attributi del tag table
Perfezioniamo la visualizzazione di una tabella: border, cellspacing e cellpadding
36. Attributi di <table>, <tr>, <td>
Gli attributi per le dimensioni, lo sfondo l'allineamento, i bordi, l'a capo
37. Impaginare un layout con le tabelle
Usare le tabelle per disegnare il layout del sito: fisso o fluido
I Frame |
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38. Comporre una pagina in frame
Cosa sono i frame; la struttura di un frameset; i frameset annidati
39. Attributi dei frames per la visualizzazione
Gli attributi: scrolling, noresize, frameborder, marginheight e marginwidth
40. I link in un frameset e il tag noframes
Come gestire i collegamenti all'interno di un frameset; il tag NOFRAME
41. L'iframe
Un particolare tipo di frame: gli iframe o inline frame
42. Vantaggi e svantaggi dei frames
Quali motivi per usare o non usare una struttura a Frame
43. Impaginare a livelli con i CSS
Un altro metodo di impaginazione: i livelli e i CSS
I Moduli (forms) |
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44. Struttura del tag form
La struttura del tag Form e i suoi principali utilizzi
45. Un po' d'ordine: raggruppare i moduli
Come rendere più eleganti e razionali i nostri moduli con il tag fieldset
46. Il tag Input
I campi dei form: come utilizzare il tag input
47. I bottoni (sumbit, reset, button, image)
Inserire i bottoni o bottoni di immagine per inviare i moduli
48. Inserire testo (campo testo, textarea, password)
Inserire nella pagina i campi testuali per l'inserimento del testo
49. Consentire delle scelte (checkbox, radio, select)
Permettere all'utente di effettuare delle scelte singole o multiple
50. Altri campi (file e hidden)
Come inviare un file o delle variabili nascoste ad un server
51. Approfondimenti sui form
Controllare il passaggio da un campo all'altro e gestire il layout dei form
Includere elementi multimediali e script |
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52. Premessa: il tag object
Suggerimenti per l'inclusione di file esterni. La sintassi del tag Object
53. Includere un file Audio
Inserire un file audio di sottofondo o un elemento del lettore RealOne
54. Includere un file Video
Inserire un fimato video e accenni allo streaming sul Web
55. Includere un file Flash
Come includere nelle vostre pagine un filmato Flash
56. Includere un file Java
Come includere un file Java definendo un testo alternativo
57. Includere file di scripting o CSS
Inclusione di file JavaScript, VBScript e CSS
Linguaggi e strumenti |
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58. I meta tag
Come migliorare il posizionamento sui motori. Titolatura, Meta Tag
59. Il DocType
Dichiarare la tipologia del documento con il DocType
60. Configurare un programma FTP
Come pubblicare i file sul proprio sito con un programma FTP
61. Gli editor visuali
Come scrivere una pagina Web. I principali editor WYSIWYG
62. Una precisazione sul WWW e sui linguaggi
L'invenzione del WWW e le specifiche dei nuovi linguaggi
63. Conclusioni
Validare i propri documenti e continuare ad imparare a costruire siti Web
Non ho mai previsto che il codice sorgente di HTML (cioè la roba con le parentesi angolate) fosse visibile agli utenti. Un browser/editor avrebbe fatto vedere o editare all'utente soltanto il linguaggio di una pagina di ipertesto, come se stesse usando un word processor. Per me, e credevo anche per gli altri, l'idea di chiedere al pubblico di battere a mano le parentesi era inaccettabile quanto chiedere a qualcuno di scrivere un documento in Microsoft Word stendendo il formato in codice binario. Ma la leggibilità dell'HTML si rivelò una manna inaspettata. Con mia grande sorpresa molte persone si familiarizzarono alla svelta con i tag, e iniziarono a scrivere direttamente propri documenti in HTML L'HTML e i browserL'HTML è il linguaggio con cui potete indicare come i vari elementi vanno disposti in una pagina Web. Un documento html non è nient'altro infatti che un file di testo con delle indicazioni sul colore delle scritte, sulla posizione delle immagini all'interno della pagina, su come far scorrere il testo, e altre cose di questo genere.
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Cos’è l’HTML |
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HTML è l'acronimo di Hypertext Markup Language ("Linguaggio di contrassegno per gli Ipertesti") e non è un linguaggio di programmazione (sono linguaggi di programmazione il C, il C++, il Pascal, il Java, e sono linguaggi di scripting il PHP, l'ASP, il PERL, il JavaScript).
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Prima di cominciare davvero: lo standard HTML |
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L'organizzazione che si occupa di standardizzare la sintassi del linguaggio HTML (il W3C: Word Wide Web Consortium) ha rilasciato diverse versioni di questo linguaggio (HTML 2.0, HTML 3.2, HTML 4.0); e - da un certo punto in poi - l'HTML si è evoluto in XHTML (si tratta dell'HTML riformulato come linguaggio XML - ne sono già state rilasciate due versioni).
Per gli approfondimenti sulle differenze tra i vari linguaggi vi rimando tuttavia all'appendice di questa guida. |
L'estensioni dei file e le impostazioni del browser |
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Per iniziare a scrivere pagine web avete bisogno di:
L'estensione del fileAprite una pagina con il blocco note, e salvate il file in qualche cartella del vostro computer. Il file dovrà avere estensione "html", ad esempio miaPagina.html. |
I TAG dell'HTML: come scriverli |
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Struttura di un tagAbbiamo detto che all'interno di ogni pagina è presente una serie di marcatori (i TAG), a cui viene affidata la visualizzazione e che hanno differenti nomi a seconda della loro funzione. I tag vanno inseriti tra parentesi uncinate (<TAG>), la chiusura del tag viene indicata con una "/" (è il simbolo comunemente detto "slash". Quindi: </TAG>). Il contenuto va inserito tra l'apertura e la chiusura del tag medesimo, secondo questa forma: <IMG widht="20" height="20" SRC="miaImmagine.gif" ALT="alt"> come si vede il tag non viene chiuso. Questo tipo di tag viene detto "empty", cioè "vuoto". Annidamento e indentazioneUna caratteristica importante del codice HTML è che i tag possono essere annidati l'uno dentro l'altro. Anzi molto spesso è necessario farlo. <TAG1 attributi> contenuto 1 <TAG2> contenuto 2 </TAG2> </TAG1> Potremmo quindi avere ad esempio: <P align="right"> testo 1 <P align="left"> testo 2 </P> </P> L'annidamento ci permette quindi di attribuire formattazioni successive al testo che stiamo inserendo. <P align="right">testo 1<P align="left"> testo 2 </P></P> con: <P align="right"> testo 1 <P align="left"> testo 2 </P> </P> per il browser i due esempi sono equivalenti, ma per l'utente umano è evidente che la differenza è notevole: pensate ad una pagina complessa visualizzata in un unico blocco di testo: sarebbe del tutto illeggibile! |
I commenti |
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Un’altra strategia importante, per rendere il nostro codice più leggibile è quella di inserire dei "commenti" nei punti più significativi: si tratta di indicazioni significative per il webmaster, ma invisibili al browser. Inserendo i commenti in punti specifici del documento ci permette di mantenere l’orientamento anche in file molto complessi e lunghi. La sintassi è la seguente: |
Maiuscolo o minuscolo? |
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L’HTML è “case unsensitive”, cioè indipendente dal formato. Questo significa che è del tutto indifferente se scrivere i tag in maiuscolo o in minuscolo. |
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Struttura della pagina |
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Basandoci sulle indicazioni precedenti, incominciamo a scrivere la nostra prima pagina html.
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Separare il layout dal contenuto |
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L’HTML in origine è nato come linguaggio per formattare i documenti presenti sul Web. Proprio per questo motivo il contenuto (ad esempio <p>qui il mio testo</p>) e i tag che indicano uno stile o una colorazione del contenuto (ad esempio <font color=”red”>, che colora il testo di rosso) si trovavano mischiati allo stesso livello. <p> <font color="red"> <b>titolo 1</b> </font> </p> diventerebbe: <p> <font color="green"> <i>titolo 1</i> </font> </p> ma se questa operazione non comporta difficoltà su una singola pagina, questa operazione diventa insostenibile (o quantomeno difficoltosa, tanto che converrebbe scrivere un programma che effettuasse la conversione al posto nostro) su website molto grandi, a volte di centinaia di pagine. <p class="formattaTitoli"> titolo 1 </p> mentre la colorazione del testo verrebbe poi affidata alla classe ”formattaTitoli”, descritta in un’altra parte del documento, o anche in un file separato. Dunque basta editare la classe ”formattaTitoli” per cambiare l’aspetto anche di centinaia di pagine. |
Gli elementi HTML e i fogli di stile |
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Un altro concetto importante è che gli elementi vengono classificati nella trattazione a fogli di stile secondo tre tipologie:
La guida che state leggendo, senza entrare minuziosamente in questa classificazione, ne tiene conto, in modo da rendere più agevole il passaggio da una formattazione inserita nel codice HTML, a una formattazione che utilizzi i fogli di stile. Infatti, man mano che comincerete a costruire siti web, sentirete l’esigenza di passare a una formattazione avanzata. Le due cose tuttavia non vanno sentite in contrapposizione: i fogli di stile sono semmai un arricchimento e un’espansione del codice HTML, viceversa non è possibile apprendere i fogli di stile senza conoscere il codice HTML. ApprofondimentiNella lezione della guida CSS dedicata alla Classificazione degli elementi viene approfondito l'argomento da noi trattato. |
Impostare il colore di sfondo |
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Incominciamo a vedere come ottenere la nostra prima pagina HTML nel modo in cui desideriamo visualizzarla.
Il numero di colori che l’utente ha a disposizione dipende dalla scheda video. Oggi si va da una risoluzione minima di 256 colori a una risoluzione che prevede svariati milioni di colori. |
Per inserire un’immagine come sfondo è sufficiente utilizzare la seguente sintassi: |
Eliminare i margini delle pagine |
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Abbiamo detto all’inizio che il lavoro del webmaster consiste non soltanto nel conoscere alla perfezione il linguaggio HTML, ma soprattutto nell’essere un esperto del modo in cui i browser visualizzano le pagine. |
Tramite l’attributo "lang" è possibile specificare ai motori di ricerca e al browser dell’utente quale lingua stiamo utilizzando. La sintassi per la lingua italiana è: |
Approfondimenti: lo sfondo con i CSS |
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Tutti gli attributi del body che abbiamo visto finora (da eccezione dell’attributo "lang") sono caratteristiche che riguardano il layout della nostra pagina HTML. Come si può vedere, con una sintassi di questo genere: |
Impostare il colore del testo e dei link per tutta la pagina |
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Il testoSe non impostate nessun colore per il testo, di default il testo di una pagina è nero. I linkNon c’è bisogno di spiegare che cosa siano i link: l’esperienza della navigazione nel web ci ha infatti insegnato che il link è un collegamento, un ponte tra una pagina è l’altra.
Abbiamo dunque tre stati canonici dei link (link a riposo, link attivo e link visitato) e una condizione aggiuntiva introdotta dai fogli di stile (status del link al passaggio del mouse): |
Titoli, paragrafi, blocchi di testo e contenitori |
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Nulla ci vieta di scrivere direttamente all’interno del tag body, come già abbiamo visto negli esempi precedenti, senza utilizzare nessun tag.
Le differenze tra <P>, <DIV> e <SPAN> sono quindi che:
Un esempio dovrebbe chiarire il tutto. Allineare il testoTutti i "tag-contenitori" che abbiamo appena visto (e molti altri tag di quelli che vedremo) permettono di allineare il testo utilizzando semplicemente l’attributo align.
Andare a capo Questo tag ha anche alcuni attributi (deprecati, perché la formattazione andrebbe fatta con i CSS): |
Scegliere lo stile (grassetto, corsivo & C.) |
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Nella grafica cartacea con "stile di un testo" si intende la variante del "tondo", del "corsivo", o del "grassetto" di un carattere tipografico.
Gli stili fisiciI principali stili fisici sono:
Di fatto i tag <b> e <i> sono molto utilizzati, perché consentono di cambiare lo stile del testo al volo.
Approfondimenti |
Scegliere il font del testo |
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La presente lezione tratta la scelta del colore, delle dimensioni e del tipo di carattere del testo attraverso l’utilizzo del tag "font". Si tratta di un argomento obsoleto, perché la formattazione del testo in tutti i siti moderni viene attribuita attraverso i fogli di stile. L’utilizzo del tag <font> inoltre è disapprovato dal W3C, e dunque sta cadendo in disuso. In ogni caso si tratta di un argomento che un buon webmaster non può ignorare: come già detto per studiare i fogli di stile ci sarà tempo, e comunque è un passo che viene dopo la conoscenza dell’HTML.
Tuttavia è bene sottolineare da subito che non è possibile far sì che l’utente visualizzi un testo in un carattere fantasioso scelto da noi. Allo stato attuale dell’arte l’utente che naviga in internet può visualizzare solo i caratteri che sono installati nel suo sistema: in Windows si tratta dei caratteri presenti in: Pannello di controllo > Tipi di caratteri.
Per questo motivo è bene tener conto di due accorgimenti:
Vediamo alcuni esempi di famiglie "sicure" di caratteri:
È vero: l’impossibilità di scegliere i caratteri che preferiamo limita terribilmente le nostre possibilità espressive, ma il bello di sviluppare per il web è proprio accettare di creare con delle regole ben definite, e a volte anche molto vincolanti. |
Scegliere il colore del testo |
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Adesso che abbiamo scelto il carattere con cui scrivere il nostro testo possiamo scegliere il colore, con la sintassi:
La scelta del colore può essere effettuata nello stesso momento in cui si sceglie il tipo di carattere (dal momento che "face" e "color" sono entrambi attributi del tag "font"). La sintassi è:
Una volta scelto il colore possiamo sempre decidere di cambiarlo:
La seconda sintassi è preferibile alla precedente, perché la scelta del tipo di carattere viene effettuata una sola volta, evitando così di scrivere del codice inutile. Da notare che per evitare la ripetizione i due tag sono annidati l’uno dentro l’altro. Le dimensioni del testoLe dimensioni del testo si attribuisco mediante l’attributo "size" del tag font.
Nel caso dei valori interi, ecco la scala di grandezza:
Nel caso dei valori relativi alla dimensione di base è possibile "spostarsi" nella scala di grandezza del <font> utilizzando i segni "+" e "-".
Come si può vedere le due sintassi sono equivalenti.
Anche se non è corretto farlo, Internet Explorer consente di utilizzare il tag <basefont> per impostare in una sola volta il tipo di carattere del testo e il suo colore, come si può vedere nell’esempio. NOTA BENEQuando state utilizzando il tag <font> - sia che utilizziate il size i valori interi, sia che utilizziate le i valori relativi al tag di base -, in realtà la grandezza del carattere dipende dalle impostazioni del browser dell’utente (come già abbiamo visto per i tag "heading"). |
Gli elenchi nell'HTML |
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Se abbiamo la necessità di inserire un elenco di termini, possiamo utilizzare le "liste", che sono sostanzialmente di tre tipi:
Tutti e tre i tipi di elenchi funzionano nel medesimo modo: si apre il tag, si elencano i vari elementi della lista (ciascuno con il proprio tag), si chiude il tag dell’elenco. La sintassi ha quindi questa forma: <elenco> <elemento>nome del primo elemento <elemento>nome del secondo elemento </elenco> come si può vedere, il tag che individua l’elemento della lista non ha bisogno di chiusura (la sua chiusura, in questo caso, è opzionale). Gli elenchi ordinatiGli elenchi ordinati sono contraddistinti dall’enumerazione degli elementi che compongono la lista. Avremo quindi una serie progressiva ordinata e individuata da lettere o numeri (se utilizzate un programma di videoscrittura, siete abituati a chiamarli elenchi numerati).
<ol type="a"> <li>primo elemento <li>secondo elemento <li>terzo elemento </ol> Gli stili consentiti sono:
Gli elenchi non ordinatiGli elenchi non ordinati sono individuati dal tag <ul> ("unordered list"), e gli elementi dell’elenco sono contraddistinti anch’essi dal tag <li> (in buona sostanza si tratta di quello che i programmi di videoscrittura chiamano elenchi puntati): <ul> <li>primo elemento <li>secondo elemento <li>terzo elemento </ul> il tipo di segno grafico utilizzato per individuare gli elementi dell’elenco di default dipende dal browser, ma di solito è un "pallino pieno". È possibile comunque scegliere un altro tipo di segno:
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Vediamo un esempio:
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Approfondimenti
Ovviamente la scelta del tipo di elenco attraverso l’attributo type è deprecato dal W3C, perché si tratta di una caratteristica che riguarda la formattazione, e dunque andrebbe effettuata utilizzando i CSS. Con i fogli di stile c’è anche la possibilità di scegliere un’immagine (ad esempio una GIF) come segno distintivo per l’elenco puntato. Chi fosse interessato ad approfondire può consultare la relativa lezione della guida ai fogli di stile.
I link e l'ipertestualità |
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Una delle caratteristiche che ha fatto la fortuna del web è l’essere costituito non da testi ma da ipertesti (un’altra delle caratteristiche che hanno fatto grande il web è senz’altro la possibilità di interagire, ma questo è un altro discorso).
Link che puntano ad altri documentiEcco la sintassi per creare un link con riferimento a un sito web:
Potete anche specificare un indirizzo è mail. In questo caso si aprirà direttamente il client di posta dell’utente con l’indirizzo e-mail pre-impostato. La sintassi è la seguente: Che dà come risultato: Mandami un’e-mail |
I percorsi assoluti e relativi |
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Percorsi assoluti
Nel caso in cui il documento a cui vogliamo puntare si trovi in una particolare directory del sito di destinazione, con i percorsi assoluti non abbiamo che da indicare il percorso per esteso.
Insomma, per creare un collegamento assoluto è sufficiente fare riferimento all’url che normalmente vedete scritto nella barra degli indirizzi. I percorsi assoluti si usano per lo più, quando si ha la necessità di fare riferimento a risorse situate nei siti di terze persone. Percorsi relativiSpesso vi troverete tuttavia a fare riferimento a documenti situati nel vostro stesso sito, e – se state sviluppando il sito sul vostro computer di casa (cioè “in locale”) – magari non avete ancora un indirizzo web, e non sapete di conseguenza come impostare i percorsi. È utile allora capire come funzionano i percorsi relativi.
Grazie a questi accorgimenti potete agevolmente navigare all’interno delle directory del vostro sito: se ce ne fosse bisogno potrete per esempio tornare su di un livello rispetto alla posizione del file, scegliere un’altra cartella, e poi scegliere un altro file: ApprofondimentiA volte potrete incontrare la notazione: Consigli per i nomi dei fileQuando mettere nel web il vostro sito internet, vi accorgerete che esistono due famiglie di sistemi operativi: Windows e Unix. Questi due sistemi operativi utilizzano differenti modi per gestire i file, dunque alcuni accorgimenti sono necessari:
Inoltre quando create un collegamento state attenti a non avere una notazione simile a questa: |
È possibile anche creare un indice interno al documento, utilizzando le àncore.
È bene non confondere le due fasi. |
Gli attributi dei link |
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targetÈ anche possibile specificare in quale finestra la pagina linkata deve essere aperta: di default infatti la pagina viene aperta all’interno del documento stesso, ma è possibile specificare che la pagina sia aperta in una nuova finestra: titleL’attributo title è molto importante, e serve per specificare un testo esplicativo per l’elemento a cui l’attributo è riferito (il title si può infatti utilizzare anche per elementi differenti dalle ancore). Questa spiegazione addizionale favorisce l’accessibilità del sito anche ai disabili, alle persone per esempio che hanno disturbi alla vista. hreflangCon “hreflang” si indica la lingua del documento: si tratta di un attributo che migliora l’accessibilità del sito, oltre ad essere potenzialmente utile per i motori di ricerca (l’attributo può essere utilizzato ad esempio per specificare la presenza di una sezione del proprio sito in lingua inglese): accesskeyLe accesskey sono delle scorciatoie "da tastiera" che potete utilizzare nel vostro sito. Si tratta di scegliere delle lettere della tastiera che - quando vengano digitate dall'utente - permettono di andare direttamente a determinate pagine. Colorare i linkAbbiamo già visto come colorare i link in tutta la pagina. Il tag BASEI percorsi relativi fanno di norma riferimento alla directory in cui si trova il file HTML che stiamo scrivendo. |
Inserire le immagini |
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Finora abbiamo visto come inserire e formattare il testo all’interno delle nostre pagine Web. Naturalmente possiamo inserire anche delle immagini: diagrammi e grafici, fotografie, e in genere immagini create con un programma di elaborazione grafica (come The GIMP, Photoshop o Paint Shop Pro).
Il tag è un tag “vuoto”, che non ha la necessità di essere chiuso.
L’attributo alt è di estrema utilità per rendere il sito accessibile a tutti gli utenti: i disabili che non sono in grado di vedere nitidamente le immagini sullo schermo potrebbero avere delle difficoltà, nel caso in cui l’attributo alt non sia specificato. Gli ipo-vedenti e i non-vedenti sono infatti in grado di comprendere il contenuto delle immagini grazie a dei software appositi (gli screen reader) che “leggono” lo schermo tramite un programma di sintesi vocale. Non specificare il testo alternativo significa rendere impossibile la navigazione.
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Disporre le immagini in un contesto |
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Se inserita in un testo, normalmente un’immagine va a capo. Così:
ApprofondimentiOvviamente sarebbe meglio impostare lo spessore e il colore dei bordi, gli spazi e la disposizione del testo attorno alle immagini attraverso i fogli di stile. |
Le mappe di immagine |
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A volte è necessario far sì che solo una determinata parte di un'immagine sia collegata a un link. È il tipico caso delle Regioni d’Italia: abbiamo una cartina e abbiamo la necessità che alla sagoma di ciascuna regione corrisponda un differente link.
Le mappe lato-clientQuesto tipo di mappa è contraddistinto dall’attributo usemap del tag img:
ApprofondimentiCon Internet Explorer le mappe a volte lasciano un fastidioso tratteggio sull'area che è stata appena cliccata. Per eliminarlo è sufficiente utilizzare la seguente sintassi: |
Le mappe di immagine lato server |
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In questo caso la mappatura dell’immagine non è visibile all’interno della pagina HTML, ma è presente all’interno di un programma sul server, ad esempio un cgi. <a href="cgi-bin/images/map2"> (notare che l’attributo ismap non ha alcun valore). |
Tabella: struttura di base |
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Le tabelle sono una delle parti più importanti di tutto il codice HTML: nate sin dagli inizi del Web per impaginare dati aggregati, si sono poi trasformate in uno strumento indispensabile per gestire i layout grafici.
In questi nostri primi esempi presupponiamo che il numero delle celle all’interno di ciascuna riga sia costante: ogni riga avrà cioè lo stesso numero di celle. Ci sono dei metodi per variare il numero delle celle all’interno di una riga, ma li vedremo in seguito.
Possiamo specificare la larghezza e l'altezza delle tabelle tramite gli attributi width e height che possono essere riferiti a tutti e tre i tag (<table>, <tr>, <td>). Il valore di questi attributi può essere specificato con una larghezza fissa (in pixel: in questo caso basta indicare un numero intero), oppure in percentuale (il numero deve essere allora seguito dal simbolo “%”): in questo caso la tabella si adatta secondo lo spazio a disposizione.
Oppure:
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Creare gruppi di righe: <caption>, <thead>, <tfoot>, <tbody> |
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Come dicevamo, la struttura delle tabelle ha letteralmente invaso le pagine HTML, che si sono riempite di <tr> e di <td>. Per portare un po’ di ordine in questo caos nelle specifiche sono state introdotti dei tag (opzionali) che consentono di capire facilmente quali siano le diverse parti della tabella.
<thead>, <tfoot>, <tbody> sono tag che consentono di individuare gruppi di righe (“row group”). |
Raggruppare gli stili delle colonne |
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Come è possibile suddividere le righe di una tabella in gruppi ordinati, allo stesso modo è possibile raggruppare gli stili delle colonne. Il tag da usare è il <colgroup> e serve per fornire indicazioni su come le colonne debbano essere visualizzate.
Il tag <colgroup> - la cui chiusura è facoltativa - va posto subito dopo il tag <caption> e prima di <thead>, e consente di impostare un layout unico per le colonne senza avere la necessità di specificare allineamento del testo, o il colore di sfondo per ogni singola cella. ApprofondimentiI tag <colgroup> e <col> in teoria supportano anche la possibilità di creare delle celle larghe proporzionalmente. Ad esempio: |
Raggruppare celle con rowspan e colspan |
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Finora abbiamo immaginato le tabelle come griglie rigide, in cui il numero delle colonne era dato come costante e non modificabile. I raggruppamenti di righe e colonne che abbiamo esaminato finora non hanno modificato minimamente questa struttura.
Il cui codice corrispondente è:
il cui codice corrispondente è: |
|||||||||||
È anche possibile annidare le tabelle le une dentro le altre. Come in questo esempio:
<table width="430" border="1">
<tr>
<td width="50%"> </td>
<td width="50%"> </td>
</tr>
<tr>
<td height="24"> </td>
<td><table width="100%" border="1">
<tr>
<td> </td>
<td> </td>
<td> </td>
</tr>
<tr>
<td> </td>
<td> </td>
<td> </td>
</tr>
</table></td>
</tr>
</table>
che dà come risultato:
|
|
||||||
|
|
Per evitare che compaiano nel layout degli spazi indesiderati è consigliabile aprire e chiudere la tabella a ridosso del tag della cella che la contiene.
Attributi del tag table |
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Per quel che riguarda il tag <table>, i seguenti attributi che ci permettono di regolare le distanze tra i margini della tabella (o della cella) e il contenuto:
La dimensione indicata nel cellpadding e dal cellspacing - una volta specificata – ha effetto su tutti i lati della cella.
|
Attributi di <table>, <tr>, <td> |
|
I seguenti attributi invece hanno invece valore per tutti gli elementi della tabella (<table>, <tr>, <td>), li presenteremo quindi in un medesimo contesto. DimensioniAbbiamo già esaminato gli attributi width e height che determinano la larghezza e l’altezza (in pixel o in percentuale) di tabelle, righe o celle. Lo sfondoPossiamo assegnare un colore di sfondo tramite l’attributo bgcolor, oppure un’immagine tramite background, come abbiamo già visto a proposito del tag <body>.
Come già nel <body> l'immagine di sfondo viene ripetuta, ed è possibile specificare entrambi gli attributi (bgcolor e background) all’interno dello stesso tag: L’allineamentoL’attributo align, se riferito al tag <table>, sposta la tabella rispettivamente a sinistra (align=”left” – è così di default), a destra (align=”right”), o al centro (align=”center”) del documento. Es: Colori dei bordiPer i bordi esistono gli attributi bordercolor, bordercolorlight, bordercolordark. Ad esempio:
|
Se non lo vogliamo non va a capo. Qui va a capo. |
Approfondimenti
Da notare che quando una cella non viene riempita con un qualsiasi elemento non tutti i browser visualizzeranno i bordi allo stesso modo:
<table width="200" border="1">
<tr>
<td width="50%">
</td>
<td width="50%">contenuto
</td>
</tr>
</table>
cioè:
|
contenuto |
Dunque è opportuno riempire sempre le celle con qualcosa, sia pure un (è la notazione per indicare un “non-breaking space”, cioè uno "spazio che non va a capo"), o un <br>. Attenzione che questi caratteri speciali prendono le dimensioni del tag <font> all’interno di cui sono contenuti.
Con Netscape 4 per ottenere la visualizzazione desiderata è spesso necessario introdurre una gif trasparente di 1 pixel x 1 pixel (detta “shim”) come sfondo della cella.
Ovviamente per ottenere il layout desiderato di bordi e tabelle sarebbe più opportuno utilizzare i fogli di stile. Ecco alcuni link interessanti: i margini, il padding, i bordi, lo sfondo.
Impaginare un layout con le tabelle |
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Le tabelle, grazie alle loro molteplici e multiformi caratteristiche, si sono rivelate uno strumento indispensabile non solo per impaginare i dati ma soprattutto per visualizzare i layout grafici: grazie alle tabelle è infatti possibile costruire delle griglie in cui inserire i vari contenuti di un sito e per mezzo degli sfondi, dei margini è possibile riprodurre un’impostazione accattivante.
Oggi siamo in un periodo di transizione. Gli sviluppatori dai “vecchi” modi di costruire i siti web (a tabelle), dovrebbero migrare verso qualcosa di nuovo: verso un’impaginazione che utilizzi i fogli di stile e l’(x)html. |
Comporre una pagina in frame |
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I frame (“riquadri”) comparvero per la prima volta con Netscape Navigator 2: si tratta della possibilità di suddividere una medesima finestra del browser in vari riquadri indipendenti.
Tutte queste caratteristiche hanno causato un vero e proprio boom dei frames, tanto che subito dopo l’invenzione della Netscape, anche Microsoft si trovò a “copiare” la possibilità di strutturare le pagine in questo modo; in seguito (con l’HTML 4) i frames divennero una specifica ufficiale del W3C. Struttura di un framesetPer utilizzare i frame, è necessario creare una pagina che contenga la dichiarazione della struttura che vogliamo utilizzare. Vediamo subito il codice:
<frameset cols="33%, 33%,*">
<frameset rows="33%, 33%,*">
Una volta creata la nostra griglia con il tag <frameset>, incrociando le righe e le colonne, dobbiamo specificare dove si trova il file di origine di ciascun frame. Possiamo farlo con la sintassi:
È possibile anche individuare un frame in modo più preciso, assegnandogli un nome: Frameset annidatiÈ possibile annidare diversi frames l’uno dentro l’altro. In questo caso, al posto di uno dei tag <frame> è sufficiente includere le indicazioni del nuovo frameset. Così: |
Attributi del framesetIl tag frameset non ha (secondo le specifiche ufficiali) attributi per la visualizzazione. Alcuni attributi tuttavia sono entrati nell’uso e sono correttamente supportati dai browser attuali:
Attributi dei frameA differenza degli attributi del tag frameset, che sono dovuti alla convenzione, i seguenti attributi del tag frame sono invece descritti nelle specifiche del W3C e permettono di modificare l’aspetto dei riquadri e il modo in cui l’utente può interagire con essi:
ApprofondimentiOvviamente sarebbe meglio impostare i bordi e gli spazi tra i frame attraverso i CSS. Nella lezione dedicata ai bordi con i CSS è spiegato come fare. |
I link in un frameset e il tag noframes |
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Il Target dei link in un framesetIn una struttura a frames può apparire difficile caricare il contenuto di un link nella sezione appropriata.
ApprofondimentiTutti si chiedono quasi subito come cambiare il contenuto di due frame con un solo click del mouse dell'utente. Ecco una soluzione. Il tag noframesAll’interno della dichiarazione del <framset> abbiamo sempre visto comparire l’elemento <noframes>: questo tag serviva per browser particolarmente obsoleti (come Mosaic 2) che non erano in grado di leggere e visualizzare una struttura frameset. In previsione di situazioni di questo genere è possibile inserire all’interno del tag <noframes> un contenuto appositamente studiato per questa eventualità, ad esempio l’avvertimento che il sito è strutturato a frame, o un contenuto alternativo, oppure una descrizione per i motori di ricerca (come vedremo tra breve). |
L'iframe |
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L'iframe“Iframe” significa “inline frame”: in qualsiasi momento in un documento che non utilizzi una struttura a frame è possibile creare un frame al volo grazie a questo tag. |
Vantaggi e svantaggi dei frames |
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Abbiamo già visto all’inizio delle lezioni sui frames quali sono stati alcuni dei motivi di successo dei frames. E cioè:
Tuttavia gli svantaggi che comporta un uso scorretto di un layout a frame sono superiori ai vantaggi che possono derivare dal loro utilizzo.
C’è anche da dire che oggi molti dei motivi che rendevano vantaggioso l’utilizzo dei frames sono venuti meno: la banda a disposizione si è ampliata, i CSS alleggeriscono la struttura dei siti e rendono possibile alcune soluzioni che prima erano difficili (come quella di mantenere un menu di navigazione sempre a portata di mano), e la gestione dei contenuti può essere semplificata utilizzando le inclusioni lato server. |
Impaginare a livelli con i CSS |
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Abbiamo già visto due stili di impaginazione: le tabelle e i frame. Come accennato più volte all’interno del corso esiste una terza via: l’impaginazione tramite i fogli di stile (ovvero "CSS", cioè "Cascading Style Sheets", che significa "fogli di stile a cascata").
Per “livello” (o “layer”) in HTML si intende appunto un <div> posizionato tramite i CSS all’interno della pagina. |
Uno dei fattori che ha decretato il successo del Web è senz’altro la possibilità di interagire: la possibilità cioè di iscriversi a servizi di vario tipo (ad esempio mailing list), ma soprattutto di partecipare a vere e proprie comunità virtuali, come il forum di HTML.it.
Per organizzare questo genere di servizi è necessario raccogliere in qualche modo i dati dell’utente: per farlo si utilizzano, in maniera molto semplice, i moduli (cioè i form).
L’invio dei dati è solitamente organizzato in due parti:
- una pagina principale che contiene i vari campi dei form, che consentono all’utente di effettuare delle scelte, scrivere del testo, inserire un’immagine
- una pagina secondaria che viene richiamata dalla principale e che effettua "il lavoro" vero e proprio di processare e raccogliere i dati. Di norma si tratta di una pagina di programmazione che si trova sul server. Può essere un cgi, oppure una pagina asp, php, jsp o altro
Noi ci occuperemo della sola pagina principale, dal momento che il modo in cui struttura una pagina di programmazione esula dagli obiettivi della presente guida.
Name e action
Per creare una pagina con dei moduli, bisogna utilizzare l’apposito tag <form>: si tratta di un elemento di blocco, come il <p>, quindi il tag <form> lascia uno spazio prima dell’apertura e dopo la chiusura.
<form name="datiUtenti" action="paginaRisposta.php">
….
</form>
Nel caso in non si desideri avere dello spazio superfluo è possibile modificare i bordi del tag utilizzando i fogli di stile. Con questa semplice sintassi:
<form name="datiUtenti" style="border:0px" action="paginaRisposta.php">
Come si può vedere, "name" serve per indicare il nome del form, "action" indica l’URL del programma o della pagina di risposta che processerà i dati.
Grazie all’"action" è anche possibile far sì che i dati vengano inviati in e-mail al webmaster (si tratta infatti a tutti gli effetti di un riferimento a un URL). Il codice è questo:
<form action="mailto:tuamail@nomeDominio.it?subject=Oggetto predefinito"
enctype="text/plain" method="POST">
vedremo in una delle prossime lezioni come utilizzare concretamente questa sintassi.
Method
Quando creiamo un form possiamo scegliere due metodi di invio: GET e POST.
Con il metodo GET la pagina di risposta viene contattata e i dati vengono inviati in un unico step.
Nell’URL della pagina di risposta potremo allora vedere tutti i parametri nella barra degli indirizzi (più precisamente nella "query string", cioè nella "stringa di interrogazione") secondo questa forma:
http://www.html.it/esempioForm/paginaRisposta.php?nome=Wolfgang&cognome=Cecchin&datiInviati=prova+invio
i dati (nella forma nome del campo = valore del campo) sono appesi alla pagina dopo il punto interrogativo.
Alcuni server hanno tuttavia hanno delle limitazioni per quel che riguarda il metodo GET e non consentono di inviare form con valori superiori a 255 caratteri complessivi. Il metodo GET è dunque particolarmente indicato per form con pochi campi e pochi dati da inviare. La sintassi per l’invio in get è:
<form name="datiUtenti" action="paginaRisposta.php" method="GET">
Nel metodo POST invece l’invio dei dati avviene in due step distinti: prima viene contattata la pagina sul server che deve processare i dati, e poi vengono inviati i dati stessi. Per questo motivo i parametri non compaiono nella query string (dunque se non si desidera che i parametri siano mostrati all’utente questo metodo è preferibile).
In questo caso non ci sono limiti sulla lunghezza dei caratteri. La sintassi è:
<form name="datiUtenti" action="paginaRisposta.php" method="POST">
Enctype (tipo di codifica)
Prima di passare i dati alla pagina di risposta, che si trova sul server, questi vengono codificati dal browser in modo da non poter dare adito ad errori (ad esempio gli spazi vengono convertiti in "+"). Normalmente non è necessario specificare come si vuole effettuare la codifica dei dati, perché è sottinteso l’invio di semplice testo. A volte però, come quando è necessario inviare un’immagine, è tuttavia indispensabile dichiarare espressamente quali dati vogliamo inviare. Per farlo è necessario utilizzare l’attributo "enctype" ("encoding type", cioè "tipo di codifica").
Come dicevamo normalmente non è necessario farlo, perché viene sottinteso questo tipo di sintassi:
<form name="datiUtenti" action="paginaRisposta.php" enctype="text/plain">
Ma nel caso di invio di immagini dovremo dichiarare:
<form name="datiUtenti" action="paginaRisposta.php" method="post" enctype="multipart/form-data">
Target
Grazie all’attributo "target" è possibile far aprire i dati del form in una pagina differente rispetto a quella corrente (o in una determinata parte di un frameset):
<form name="datiUtenti" action="paginaRisposta.php" method="get" target="_blank">
Per la loro natura di "raccoglitori di informazioni", i moduli tendono a ingigantirsi e diventare lunghissimi. Per questo, con l’HTML 4 sono stati introdotti dei tag per fare un po’ d’ordine all’interno dei form.
Grazie al tag <fieldset> possiamo creare delle macro-aree all’interno dei form, e grazie al tag <legend>, possiamo indicare il nome di ciascuna macro-area.
Poniamo ad esempio di dover raccogliere i dati di un utente, raccogliendo dati anagrafici, residenza, domicilio e reperibilità sul lavoro.
Possiamo farlo con la seguente sintassi:
<fieldset>
<legend>Dati anagrafici</legend>
<br><br><br>
</fieldset>
<fieldset>
<legend>Residenza</legend>
<br><br><br>
</fieldset>
eccetera
che dà:
come si può vedere vengono creati dei riquadri con un indicazione del tipo di contenuto.
Un altro tag particolarmente utile - si può utilizzare con ogni tipo di campo che vedremo d’ora in poi - è il tag <label>, che permette di indicare un’etichetta per il nome del campo.
Ad esempio:
<fieldset>
<legend>Dati anagrafici</legend>
<label>Anno di nascita: <input type="text"></label>
</fieldset>
che dà:
oppure (cambiando la posizione del testo):
<fieldset>
<legend>Dati anagrafici</legend>
<label><input type="text">: anno di nascita</label>
</fieldset>
che dà:
Come si può vedere il campo su cui si vogliono dare delle indicazioni deve essere compreso all’interno del tag label stesso.
Per quel che riguarda i campi dei form il tag più utilizzato è l’<input>, che è senza chiusura. Per specificare un determinato tipo di campo è sufficiente indicare il tipo di input.
Ad esempio:
<input type="text">
crea un campo di testo.
<input type="button">
crea un bottone.
I vari <input> sono dotati di attributi che consentono di indicare il tipo di campo, il nome ( ad esempio per interagire con JavaScript ), e il valore (per lo più il testo visualizzato).
<input type="text" name="tuoTesto" value="qui il tuo testo">
che dà:
![]()
Non c’è form che si rispetti senza bottone di invio.
La sintassi tradizionale per creare un bottone di invio è:
<input type="submit" value="invia I dati">
Ad esempio:
<form action=http://www.html.it target="_blank">
<input type="submit" value="visita HTML.it">
</form>
cioè:
Un altro bottone utile è il "reset" che – una volta premuto - consente di riportare il form allo stato originario, cancellando ogni cosa scritta finora dall’utente. Ecco un esempio:
<form>
<input type="text"><br>
<input type="reset" value="cancella">
</form>
cioè
Esiste infine un tipo di bottone generico, che non esegue nessuna azione particolare, ma che può essere ad esempio utilizzato per associare degli eventi tramite JavaScript.
<form>
<input type="button" value="bottone generico">
</form>
che dà:
Il tag <button>
Con l’HTML 4 è stato introdotto il tag <button> che offre la possibilità di creare dei bottoni con un aspetto particolarmente ricco.
Il tag <button>, a differenza del tag <input>, dà la possibilità di inserire il testo del bottone tra l’apertura e la chiusura del tag medesimo. Questo ci consente di specificare anche del codice HTML all’interno del tag.
I bottoni che abbiamo appena visto dovrebbero dunque avere questa forma:
<form action=http://www.html.it target="_blank">
<input type="text"><br>
<button type="button">
bottone generico
</button>
<button type="reset">
cancella
</button>
<button type="submit">
invia
</button>
</form>
cioè:
Ed ecco un esempio complesso:
<button name="vai" type="submit">
invia
<img src="puntoEsclamativo.gif" width="23" height="67" title="invia adesso" border="1" vspace="5" alt="invia adesso" align="middle">
<b>adesso</b>
</button>
che dà:
Grazie all’attributo "disable" è infine possibile disabilitare i bottoni.
Es:
<input type="submit" value="invia" disabled>
o anche:
<button type="submit" disabled>
invia
</button>
cioè:
Il campo image
Il campo "image" ci consente di utilizzare come bottoni del form delle vere e proprie immagini e assegnare loro un valore grazie a JavaScript; in questo caso non si tratta propriamente di un bottone ma la funzionalità è la medesima. Ecco il codice:
<input name="invia" type="image" src="invia.gif" alt="invia il modulo" title="invia il modulo" width="78" height="38">
cioè:
come si può vedere, se non si specifica nulla, l’immagine ha valore di submit.
Gli attributi del campo immagine sono molto simili a quelli del tag <img>.
Per consentire all’utente di inserire del testo è possibile utilizzare un campo testo.
Se il campo è su una singola linea avremo:
<input name="mioTesto" type="text" value="qui il tuo testo" size="40" maxlength="200">
"maxlenght" indica il numero massimo di caratteri che l’utente può inserire, con "size" si esprimono invece le dimensioni del campo di testo (la larghezza è data dal numero di caratteri).
Se si ha la necessità di indicare un campo che consenta di inserire una grande quantità di testo conviene invece utilizzare una "textarea" ("area di testo"). Ecco la sintassi:
<textarea name="testo" cols="40" rows="10">qui puoi scrivere il tuo testo</textarea>
"rows" indica il numero di righe della textarea, "cols" il numero di caratteri (cioè di colonne) che ogni riga può contenere.
Come si può vedere, se si vuol indicare del testo predefinito in questo caso bisogna inserirlo fra l’apertura e la chiusura del tag.
Esiste infine il campo password che codifica i caratteri insieriti con degli asterischi:
<input name="mioTesto" type="password" size="18" maxlength="8">
che dà:
da notare che la codifica fornisce una protezione soltanto per chi eventualmente stia sbirciando sul monitor dell’utente. L’invio dei dati attraverso il web avviene,se non vengono adottate altre misure di sicurezza, 'in chiaro'.
I campi di testo possono essere anche di sola lettura. Ad esempio:
<input name="mioTesto" type="text" value="leggere l'informativa" size="25" maxlength="8" readonly>
che dà:
O disabilitati:
<input name="mioTesto" type="text" value="leggere l'informativa" size="25" maxlength="8" disabled>
cioè
Checkbox
Con i checkbox possiamo consentire all’utente di operare delle scelte multiple. Ad esempio:
<fieldset>
<legend>Linguaggi conosciuti</legend><br>
<input type="checkbox" name="html" value="html"> html
<br>
<input type="checkbox" name="css" value="css"> css
<br>
<input type="checkbox" name="javascript" value="javascript"> JavaScript
</fieldset>
che dà:
Si possono anche selezionare uno o più valori di default:
<input name="html" type="checkbox" value="html" checked>
cioè
ed è possibile disabilitare una casella:
<input name="html" type="checkbox" value="html" disabled>
cioè:
Radio button
I "radio button" ("bottoni circolari") invece consentono di effettuare una scelta esclusiva. In questo caso quindi una scelta esclude l’altra. Per ottenere questo effetto i campi devono avere lo stesso nome e differente valore:
<fieldset>
<legend>Linguaggi conosciuti</legend>
HTML<input type="radio" name="linguaggio" value="html">
CSS <input type="radio" name="linguaggio" value="css">
JavaScript <input type="radio" name="linguaggio" value="javascript">
</fieldset>
che viene così visualizzato:
Anche in questo caso è possibile assegnare un valore di default o disabilitare un pulsante.
<input type="radio" name="linguaggio" value="html" checked disabled>
cioè:
Menu di opzioni (select)
Grazie al tag <select> è possibile costruire dei menu di opzioni. In questo caso ciascuna voce deve essere compresa all’interno del tag <option> (la chiusura del tag è opzionale) e il valore deve essere specificato attravero l'attributo "value". Con l’attributo "selected" si può indicare una scelta predefinita:
<fieldset>
<legend>Siti per webmaseter</legend>
<select name="siti" >
<option value="http://www.html.it" selected>www.html.it
<option value="http://freephp.html.it">frephp.html.it
<option value="http://freasp.html.it">freasp.html.it
</select>
</fieldset>
che da luogo a:
Siccome i menu di scelta tendono a diventare particolarmente lunghi, nell’HTML 4 è stato introdotto il tag <optgroup> che consente di suddividere le varie possibilità di scelta in gruppi tramite l’utilizzo di apposite etichette. Ecco l’esempio:
<select name="siti" >
<optgroup label="siti per webmaster">
<option value="http://www.html.it">www.html.it
<option value="http://freephp.html.it">frephp.html.it
<option value="http://freasp.html.it">freasp.html.it
</optgroup>
<optgroup label="risorse per webmaster">
<option value="http://font.html.it">font.html.it
<option value="http://cgipoint.html.it">cgipoint.html.it
</optgroup>
</select>
che dà luogo al seguente menu:
Infine con il tag select è possibile impostare anche delle scelte multiple. Come si può vedere, utilizzando l’attributo "multiple" l’aspetto del tag select cambia notevolmente:
<label>Quale siti visiti?<br>
<select name="siti" multiple>
<option value="http://www.html.it">www.html.it
<option value="http://freephp.html.it">frephp.html.it
<option value="http://freasp.html.it">freasp.html.it
<option value="http://font.html.it">font.html.it
<option value="http://cgipoint.html.it" >cgipoint.html.it
</select>
</label>
cioè:
utilizzando il tasto "ctrl" l’utente può così effettuare delle scelte multiple.
Tramite l’attributo "size" si può specificare il numero delle voci che devono comparire nel menu, e conseguentemente regolare l’altezza del menu, aggiungendo o togliendo la barra di scorrimento verticale.
<label>Quale siti visiti?<br>
<select name="siti" size="5" multiple>
<option value="http://www.html.it">www.html.it
<option value="http://freephp.html.it">frephp.html.it
<option value="http://freasp.html.it">freasp.html.it
<option value="http://font.html.it">font.html.it
<option value="http://cgipoint.html.it" >cgipoint.html.it
</select>
</label>
che viene così visualizzato:
Potremmo avere la necessità di passare dei parametri "di servizio", senza far percepire la loro presenza all’utente. In questo caso possiamo utilizzare dei campi nascosti, presenti all’interno del form ma invisibili all’utente (ricordiamoci sempre di specificare la coppia "nome-valore"):
<input type="hidden" name="urlDiProvenienza" value="www.html.it">
Il campo "file", consente invece di inviare un file sul server, nel caso in cui la pagina di risposta sia stata programmata correttamente. La sintassi è:
<input name="fileUtente" type="file" size="20">
che dà:
"size" indica la larghezza del campo. Come si può vedere, a fianco del modulo compare il pulsante "sfoglia" o "browse" (a seconda della lingua del browser dell’utente).
Un esempio concreto
Riprendendo un esempio accennato in precedenza, possiamo vedere come sia possibile consentire all’utente di inviarci il contenuto di un questionario tramite e-mail.
Dal punto di vista dell’utente si aprirà un messaggio che domanda se si vuole inviare una mail, ma ciò è inevitabile se si utilizza questo metodo: per evitare questa eventualità bisognerebbe infatti usare dei programmi che inviino e-mail lato-server.
<form name="datiUtente" enctype="text/plain" method="POST" action="mailto:tuamail@nomeDominio.it?subject=Questionario proveniente dal web">
<fieldset>
<legend>Dati Utente</legend>
<label>Nome: <input name="nome" type="text" size="20" maxlength="30"></label>
<label>Cognome: <input name="cognome" type="text" size="20" maxlength="30"></label>
<label>Professione: <input name="cognome" type="text" size="20" maxlength="30"> </label>
</fieldset>
<br><br>
<fieldset>
<legend>Questionario</legend>
<label>Siti visitati:<br>
<select name="siti" size="5" multiple>
<option value="http://www.html.it">www.html.it
<option value="http://freephp.html.it">frephp.html.it
<option value="http://freasp.html.it">freasp.html.it
<option value="http://font.html.it">font.html.it
<option value="http://cgipoint.html.it" >cgipoint.html.it
</select>
</label>
</fieldset>
<br><br>
<fieldset>
<legend>Campo libero</legend>
<label>Lasciami un parere:<br><textarea name="parere" cols="20" rows="10"></textarea></label>
</fieldset>
<br><br>
<button type="reset">annulla</button>
<button type="submit">invia</button>
</form>
che dà luogo a questo form:
L’attributo tabindex
Utilizzando il tasto "tab" della tastiera l’utente può passare da un campo del form all’altro. Per varie ragioni di impaginazione l’ordine così ottenuto potrebbe però non essere quello desiderato. Grazie all’attributo "tabindex" che si applica ai campi dei moduli è possibili specificare in quale ordine deve avvenire il passaggio da un campo all’altro. Il valore di questo attributo può variare tra 0 e 32767. Vediamo un esempio:
<form name="datiUtente">
<fieldset >
<legend>Dati utente</legend>
<table width="300" border="1" cellspacing="0" cellpadding="5">
<tr>
<td>
<label>Nome: <input tabindex="1" name="nome" type="text" size="30" maxlength="30"></label>
</td>
<td>
<label>Professione: <input tabindex="3" name="professione" type="text" size="30" maxlength="100"></label>
</td>
</tr>
<tr>
<td>
<label>Cognome: <input tabindex="2" name="cognome" type="text" size="30" maxlength="30"></label>
</td>
<td> </td>
</tr>
</table>
</fieldset>
</form>
che viene così visualizzato:
come si può vedere, digitando il tasto "tab", l’ordine di passaggio da un campo all’altro non è quello indicato nell’HTML, ma è modificato secondo il valore di "tabindex".
Il layout dei form
Se siete alle vostre prima pagine HTML, può apparire difficile avere il controllo perfetto dei form. Qui potete trovare due articoli che fanno al vostro caso:
- I Form: segreti e trucchi di personalizzazione
- I Form: risposte a domande frequenti
Se volete inserire file multimediali (audio e video), oppure effetti grafici particolari scritti in qualche linguaggio di programmazione, ricordatevi sempre di fare attenzione al peso dei file che state inserendo. Siamo infatti sul web e dunque tutti i file, in un modo o nell’altro, dovranno essere scaricati dal visitatore del vostro sito per essere correttamente visualizzati.
Bisogna anche considerare che - sebbene la banda a disposizione del pubblico si stia allargando grazie all'adsl e alle fibre ottiche - non tutte le zone sono "coperte" da questa tecnologia, e la maggioranza dei visitatori naviga ancora con modem analogici da 56 Kb.
In ogni caso - banda larga o no - inserire ad esempio un file mp3 da 3 Mb come musica di sottofondo sarebbe esagerato anche per una connessione adsl. Quindi: attenzione al peso dei file che inserite!. Per approfondimenti vi consigliamo la lettura della lezione dedicata alla leggerezza dei siti Web della nostra guida all'Usabilità.
Nelle lezioni successive ci occuperemo di come includere in pagine Web elementi multimediali o file di scripting. Per chi fosse interessato alle inclusioni di file HTML in file HTML rimandiamo all'articolo Come includere codice esterno nelle pagine web. Per chi volesse invece includere del codice XML in pagine HTML vi consigliamo la lettura dell'articolo sulle XML Data Islands.
La maggior parte dei file multimediali che vedremo nel corso delle lezioni si inserisce all’interno delle pagine con il tag <object>, che è il tag corretto – secondo le indicazioni del W3C – per inserire elementi multimediali, tanto che nelle specifiche dell'XHTML 2 (l’evoluzione dell’HTML) persino le immagini devono essere inserite tramite questo tag.
Un altro tag che spesso viene utilizzato per la multimedialità è <embed>: si tratta di un elemento che non è nelle specifiche del W3C, ma che è stato a lungo utilizzato, perché supportato sia da Internet Explorer, sia da Netscape Navigator, a differenza di <object>, che ha dei problemi di compatibilità.
Vediamo i principali attributi di <object>:
|
All’interno del tag <object> è possibile specificare una sintassi alternativa per i browser che non leggono questo tag. Inoltre all’interno del tag è possibile specificare eventuali parametri necessari all’esecuzione dell’oggetto.
In molti casi il tag object si occupa di attivare un "plug-in", cioè un componente aggiuntivo che si integra nel browser, per lo più fornito dal produttore del software multimediale (es. Flash), in grado di leggere il file multimediale (qualsiasi esso sia).
Vedremo nelle lezioni seguenti quali sintassi specifiche utilizzare per includere questi oggetti nelle vostre pagine Web.
Audio
Per impostare un suono di sottofondo, solitamente si utilizza questo tag:
<bgsound src="multimedia/audio/jet_pubb.wav">
come in questo esempio.
È possibile anche far ripetere la musica all’infinito:
<bgsound src="multimedia/audio/buzz_pubb.wav" loop="infinite">
come in questo caso.
O anche far ripetere la musica un numero prestabilito di volte:
<bgsound src="multimedia/audio/buzz_pubb.wav" loop="2">
come in quest’altro esempio.
In realtà questa non è la sintassi corretta per inserire un file audio, perché compatibile soltanto con Internet Explorer.
Una sintassi obsoleta, ma crossbrowser è:
<embed src="multimedia/audio/jet_pubb.wav" autostart="true">
esemplificata in questa pagina.
Per inserire file audio - secondo le specifiche dell'HTML 4.01 - bisognerebbe invece utilizzare il tag <object>. La sintassi è:
<object data="multimedia/audio/jet_pubb.wav" type="audio/wav" autostart="true">
<embed src="multimedia/audio/jet_pubb.wav" autostart="true">
</object>
tuttavia, affinché tutto funzioni perfettamente (visto che il tag object è ancora non perfettamente implementato), spesso conviene indicare il tipo di plugin da utilizzare grazie all’attributo "classid".
Questa sintassi ad esempio serve per aprire la barra del lettore multimediale RealOne (se RealOne non è presente, l’utente verrà avvisato). Notare che all’interno del tag object vengono espressi i parametri che indicano come devono essere visualizzati i controlli di RealOne, e la sintassi alternativa per browser obsoleti (indicata tramite <embed>):
<object id="sound1" classid="clsid:22D6F312-B0F6-11D0-94AB-0080C74C7E95">
<param name="src" value="multimedia/audio/jet_pubb.wav">
<param name="controls" value="All">
<param name="console" value="sound1">
<param name="autostart" value="false">
<embed src="multimedia/audio/jet_pubb.wav".wav" type="audio/wav" console="sound1" controls="All" autostart="false" name="sound1">
</object>
cioè:

Quando inserite dei file audio, fate sempre caso ad essere i proprietari dei diritti d’autore, o ad avere l’autorizzazione a utilizzare la musica (o il suono) in questione.
Ricordiamo anche che l'uso di suoni o musica di sottofondo se utilizzata in modo eccessivo può compromettere l'usabilità del sito. Si veda la nostra lezione sulla Progettazione senza stile.
Video
Come per l’audio anche per i video si dovrebbe utilizzare il tag <object>. La sintassi è identica a quella dei file audio:
<object data="filmato.mov" type="video/quicktime" width="164" height="140">
<embed src="filmato.mov" type="video/quicktime" width="164" height="140">
</object>
come abbiamo visto per i filmati audio, è possibile utilizzare l’attributo "classid" con gli appropriati parametri per aprire barre di visualizzazione e controlli vari ed eventuali.
Data la grande dimensione che questi file possono raggiungere, per i filmati (ma anche per l’audio) è possibile utilizzare lo streaming attraverso il web. Si tratta di un procedimento che consente di scaricare il filmato gradualmente dal server, a mano a mano che lo si sta vedendo e in modo del tutto trasparente all’utente.
Per maggiori informazioni sullo streaming video, vi rimandiamo alla sezione streaming di PRO.HTML.it.
Finora abbiamo visto come inserire singoli filmati audio e video all’interno di una pagina web, se invece volete sincronizzare diversi filmati audio e video, dovete utilizzare un linguaggio apposito che prende il nome di SMIL.
Flash è un software molto potente sviluppato da Macromedia a partire dal 1996. Si tratta di un programma che utilizza grafica vettoriale: significa che le immagini non vengono descritte attraverso mappe di bit (bitmap), ma attraverso formule matematiche. Per questo motivo i filmati in Flash pesano molto meno della grafica tradizionale, e per lo stesso motivo i colori sono "piatti". Inoltre, proprio perché le immagini sono espresse da formule matematiche, non c’è il problema dell’effetto "sgranato" dovuto al ridimensionamento proprio della grafica tradizionale, perché i filmati in flash si adattano automaticamente alle dimensioni indicate nel codice HTML (o se le dimensioni sono espresse in percentuale, si adattano alla pagina).
Ovviamente il fatto che le immagini siano espresse grazie a delle formule è una caratteristica di questo software che non tocca minimamente il webmaster, il quale - quando sviluppa filmati in flash - si ritrova ad usare un "normale" software visuale.
I file sorgenti dei filmati (quelli su cui gli sviluppatori lavorano) hanno estensione .fla, i file compilati (quello che si possono vedere in giro per il web) hanno invece estensione .swf (cioè "Shockwave Flash"): è quest’ultimo tipo di file che dovremo inserire dunque nelle nostre pagine HTML.
Per inserire un filmato in flash in una pagina HTML è sufficiente utilizzare la seguente sintassi:
<object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/ cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,29,0" width="100" height="100">
<param name="movie" value="bottone_in-out.swf">
<param name="quality" value="high">
<embed src="bottone_in-out.swf" type="application/x-shockwave-flash" width="100" height="100">
</embed>
</object>
Maggiori informazioni su Flash si possono trovare sul sito dedicato a Flash Mx.
Java è un linguaggio di programmazione rilasciato dalla Sun nel 1995, ma in corso di sviluppo sin dal 1991. Il suo successo nel web è dovuto alle famose "applet" ("piccole applicazioni") che permettono di aggiungere interattività alle pagine web.
Oggi si tende a non usare Java per le applet, perché la sua esecuzione avviene tramite un software chiamato "virtual machine", e ogni volta che tale software deve essere richiamato da una pagina web, l’esecuzione della pagina stessa risulta rallentata. In più c'è da sottolinare come Internet Explorer 6, il browser maggiormente diffuso mentre scriviamo, non viene più distribuito con la Virtual Machine Java inclusa e dunque chi utilizzerà questo browser non visualizzerà le applet se non ha esplicitamente chiesto l'installazione della componente dal sito Windows Update.
Tutto quello che si può fare con le applet Java oggi lo si può fare anche con Flash o JavaScript, dunque in molti casi si preferisce utilizzare questi linguaggi.
Java rimane una valida alternativa per applicazioni web complesse (ad esempio i dati e i grafici delle quotazioni finanziarie, che devono essere aggiornati in tempo reale), o anche per applicazioni come la chat (i client in Java sono tuttora insuperati).
I file con il codice sorgente hanno estensione ".java", i file compilati (da inserire nelle nostre pagine web) hanno invece estensione ".class".
La sintassi per inserire un applet java è:
<applet code="lake" codebase="multimedia/java/" width="263" height="130">
<param name="image" value="multimedia/java/logo.gif">
<!--html alternativo -->
<img src="logo.gif" width="263" height="65" alt="html.it">
<!-- fine html alternativo -->
</applet>
che dà questo output:
Il W3C ha però deprecato l’utilizzo del tag <applet>, e al suo posto dovrebbe essere preferito il tag <object>:
<object id="appletLake" codetype="application/java" codebase="esempi/multimedia/java/" classid="java:lake.class" width="263" height="130" >
<param name="image" value="multimedia/java/logo.gif">
<!--html alternativo -->
<img src="logo.gif" width="263" height="65" alt="html.it">
<!-- fine html alternativo -->
</object>
quest’ultima sintassi tuttavia non è ancora perfettamente funzionante con tutti i browser.
Infine – dal momento che non è detto che tutti gli utenti possiedano il software e il plugin per vedere Java – è bene inserire del testo HTML alternativo nel caso in cui la virtual machine che esegue Java non sia presente (nel codice precedente era presente del codice HTML alternativo, al posto di un avviso). Ad esempio:
<applet code="lake.class" width="263" height="130">
<param name="image" value="logo.gif">
È necessario installare Java sul proprio sistema
</applet>
Una raccolta di gadget in Java è presente nella sezione Java di HTML.it.
JavaScript e VbScript
Cominciamo subito con il dire che JavaScript non è Java. JavaScript è un linguaggio di scripting, eseguito dal browser, che permette di creare interattività all’interno della pagina.
La sintassi JavaScript deve essere inserita all’interno del tag <script>. Così:
<script type="text/javascript">
function ciao()
{
alert ("ciao");
}
</script>
e poi nella pagina:
<input type="button" value="clicca" onClick="ciao()">
che dà il seguente output:
function ciao() { alert ("ciao"); } Se volete imparare a programmare in JavaScript potete consultare la relativa guida.
Su HTML.it sono presenti numerose raccolte di JavaScript, vi segnalo ad esempio la mailing list relativa a JavaScript.
VbScript ("Visual Basic Script") è anch’esso un linguaggio di scripting eseguito dal browser, ma è possibile utilizzarlo soltanto con Internet Explorer. Se volete consultare la guida relativa, potete andare a questo indirizzo.
I CSS (i fogli di stile)
Infine i fogli consentono di impostare il layout di un documento.
La sintassi per includerli all’interno della pagina è:
<style type="text/css">
…
</style>
Anche in questo caso vi rimando alla guida ai CSS.
I meta tag
Adesso che abbiamo terminato il nostro sito possiamo occuparci di farlo trovare dai motori di ricerca.
È utile allora impostare correttamente i meta tag all interno della <head> del documento: si tratta di una serie di parole chiave e descrizioni, che aiutano i motori di ricerca a classificare il sito.
Abbiamo già visto il <title>, che è il titolo della pagina; ma il testo ivi contenuto può comparire anche in seguito alla ricerca in un motore, come titolo del link. Sarà dunque importante impostarlo in modo pertinente:
<title>HTML.it – il sito italiano sul webpublishing</title>
C’è poi il meta-tag "description" che permette di impostare una descrizione sintetica del sito stesso. Anche in questo caso, la descrizione compare talvolta nei risultati della ricerca:
<meta name="description" content="HTML.it - il sito italiano sul Web publishing">
Infine il meta-tag "keywords" permette di indicare alcuni contenuti relativi al sito stesso.
Le keywords (a seconda del webmaster) compaiono separate da virgola, da punto e virgola, oppure senza alcun segno di interpunzione:
<meta name="keywords" content="html wml xml smil javascript js dhtml dynamic xhtml vbscript coldfusion photoshop paint shop pro risorse webmaster webdesigner flash grafica css applet java asp cgi perl guida free corso php mysql tutorial lezioni sql database realizzazione siti web leggi mailing list newsletter gif jpg publishing editor iis webserver apache linux raccolte script news chat forum fogli di stile hdml wap linux mac apple palmari computer c++ delphi visual basic vb vbasic">
È fortemente sconsigliabile l’inserimento di keyword "astute" non relative al contenuto effettivo del sito per migliorare il posizionamento (tipo le ricercatissime "sesso", "mp3", ecc.). Quando i motori di ricerca se ne accorgono, per lo più cancellano il sito dalle loro liste.
Su HTML.it sono presenti molte risorse sull'argomento. L'articolo I Meta-tag: come scriverli correttamente, ad esempio, è un approfondimento su come impostare i meta-tag.
Un buon posizionamento all’interno dei motori di ricerca è una meta difficile da raggiungere e l’argomento non si esaurisce certo in poche righe. Per cui, se siete interessati all'argomento, vi rimando alla sezione Motori di Ricerca di PRO.HTML.it e al forum di discussione dedicato a Motori di Ricerca e Web Marketing.
Il doctype
Finora ho volutamente tralasciato l’analisi della prima riga di una pagina HTML (quella che consente di specificare di che tipo di documento si tratta). Il <!DOCTYPE> assume un aspetto di questo genere:
<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.01 Transitional//IT"
http://www.w3.org/TR/html4/loose.dtd>
Questa riga fornisce alcune informazioni sul documento:
- HTML: il tipo di linguaggio utilizzato è l’HTML
- PUBLIC: il documento è pubblico
- W3C: il documento fa riferimento alle specifiche rilasciate dal W3C
- - (è il segno "meno"): le specifiche non sono registrate all’ISO (organizzazione di standardizzazione internazionale). Se lo fossero state, ci sarebbe stato un "+"
- DTD HTML 4.01 Transitional: il documento fa riferimento a una DTD ("Document Type Definition" cioè "Definizione del tipo di documento"); la versione di HTML supportata è la 4.01 "transitional"
- IT: la lingua del documento è l'Italiano
Inoltre, se necessario, è possibile specificare l’indirizzo di riferimento a cui è possibile trovare la DTD: per l’HTML non lo si fa quasi mai, perché gli URL a cui trovare la documentazione sono universalmente noti.
Per quel che riguarda l’HTML le indicazioni possibili sono tre:
- Strict: è una DTD particolarmente rigorosa: esclude ogni elemento che riguarda il layout (la cui formattazione è affidata all’utilzzo dei CSS) e non è consentito l’uso degli elementi deprecati:
<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.01 Strict//IT"
http://www.w3.org/TR/html4/strict.dtd>
- Transitional: è una versione temporanea, per consentire il passaggio da una specifica all'altra. Nella DTD transitionali tag deprecati sono ammeesi. Questa DTD andrà bene nella maggior parte dei casi:
<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.01 Transitional//IT"
http://www.w3.org/TR/html4/loose.dtd>
- Frameset. È la DTD che riguarda i frames:
<!DOCTYPE HTML PUBLIC "-//W3C//DTD HTML 4.01 Frameset//IT"
http://www.w3.org/TR/html4/frameset.dtd>
Nelle ultime versioni il tipo di <!DOCTYPE> utilizzato influisce sulla visualizzazione della pagina da parte del browser. Tale tecnica, chiamata <!DOCTYPE> switch, è una delle principali cause di visualizzazione delle pagine sul Web. A questo argomento HTML.it ha dedicato un lungo e dettagliato approfondimento nell'articolo Il <!DOCTYPE> ed il <!DOCTYPE> switch nei moderni browser
Abbiamo detto sin dall’inizio che un sito internet, per essere visibile da tutti, deve essere presente su un computer che faccia da server, che sia in grado cioè di distribuire i contenuti di un sito a chi ne faccia richiesta nel web.
È giunto il momento di spostare il nostro sito internet sul server e per farlo dobbiamo utilizzare un protocollo che si chiama FTP ("file transfer protocol").
Per prima cosa, cercate uno spazio web in cui trasferire il vostro sito (ce ne sono di gratuiti, ad esempio su Digiland). Dobbiamo quindi porocurarci un programma che ci consenta di trasferire i file in maniera visuale dal nostro computer al computer in remoto. Qui ce ne sono alcuni: i più famosi sono CuteFtp e WS-Ftp.
Durante la configurazione del programma dovrete inserire alcuni dati che vi fornirà il gestore dello spazio:
- indirizzo ftp del sito
- nome utente
- password
Come evidenziato in questa schermata:

Una volta che avrete effettuato correttamente la procedura di login, non avete che da spostare i file dal vostro computer (di solito alla vostra sinistra) al computer in remoto (a destra).
Se avete impostato i collegamenti in modo corretto - in modo che non facciano riferimento al vostro computer di casa, ma siano linkati fra loro - in questo caso: avete messo il vostro primo sito nel Web!
Gli editor visualiFinora abbiamo scritto tutto il codice a mano, ma vi accorgerete presto che esistono dei programmi che permetto di inserire immagini, tabelle, frame, form e quant’altro in maniera più intuitiva: si tratta degli editor visuali, quelli che gli anglosassoni chiamano editor WYSIWYG ("What you see is what you get", che significa "ciò che vedi è quello che ottieni").
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Il WWW (Word Wide Web) come lo conosciamo oggi fu inventato da Tim Berners Lee al Cern di Ginevra nel 1991. Egli inventò sostanzialmente tre procedimenti standard grazie ai quali far colloquiare gli elaboratori fra loro:
- HTTP ("Hyper Text Tranfer Protocol"): è il protocollo grazie a cui due computer differenti si scambiano le informazioni
- URI ("Uniform Resource Identifiers") e URL ("Unified Resource Locator"): sono due sistemi per individuare in modo univoco la collocazione di una determinata macchina, di un determinato documento o di una determinata risorsa all’interno del Web. Un esempio di URI è l'indirizzo web http://www.html.it.
- HTML: un linguaggio standard. Oramai dovrebbe essere chiaro di cosa si tratta
Linguaggi di markup
A scanso di equivoci, ecco qui una piccola panoramica dei linguaggi che sono strettamente parenti dell’HTML:
- SGML ("Standard Generalized Markup Language"). in pratica l’HTML è stato scritto seguendo le specifiche di questo linguaggio. L’SGML serve infatti per creare linguaggi di contrassegno. La maggior parte di noi non se ne occuperà mai, ma l’SGML ha fornito la struttura per creare l’HTML
- XML (Extensible Markup Language). L’XML (modellato anch’esso sull’SGML) è nato per superare i limiti dell’HTML: è infatti possibile creare dei tag personalizzati, che si adattino ad ogni esigenza. Questa caratteristica facilita l’interscambio dei dati tra piattaforme differenti grazie all’uso dell’XML.
In pratica si tratta di un meta-linguaggio, in grado di creare altri linguaggi, adattabili per le esigenze più disparate.
Es: il WML (Wirless markup Language) per i telefonini, MathML per descrivere espressioni matematiche, l’SVG (Scalable Vector Graphics) per la grafica vettoriale, lo stesso XHTML - XHTML ("Extensible HyperText Markup Language"): l’XHTML non è nient’altro che la riformulazione dell’HTML come linguaggio XML. Infatti - dopo l’HTML 4.01 - non ci saranno più nuove versione dell’HTML, perché l’HTML si è evoluto in XHTML
A questo punto dovreste essere in grado di costruire i vostri siti con le vostre stesse forze.
È una buona abitudine quella di validare il vostro codice HTML, per vedere se fate degli errori. Per farlo potete utilizzare lo stesso validatore del W3C (che è il più noto), ma ne esistono anche altri.
Se costruire un sito per voi è un’occasione sporadica, questo corso dovrebbe essere abbastanza esauriente per tutto quello che dovete fare. Ma se "da grandi" volete fare i Webmaster, il prossimo passo da affrontare è la guida ai fogli di stile. Se poi volete aggiungere effetti grafici particolari ai vostri siti web, potete anche dedicarvi alla guida a JavaScript.
In ogni caso nell’help di HTML.it potete trovare dei validi suggerimenti per i vostri prossimi passi.
Se avete dei dubbi sul codice, potete sempre cercare aiuto nel forum di discussione di HTML.it.
Fonte dal quale è stato recuperato il manuale in formato scaricabile gratuitamente : iip155.ittmazzotti.it/sites/spazio/informatica/.../html.doc
fonte originaria (presunta) HTML.it
Per ulteriori risorse sul linguaggio HTML vi consigliamo di visitare il sito HTML.it
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Fine articolo Guida html tutto di tutto
Guida html tutto di tutto
Guida html tutto di tutto
Guida - corso HTML
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