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Capitolo 1 – Il PC

1.1  L’hardware del PC
Per funzionare, un computer (PC) ha bisogno di una serie di componenti, divisibili in due grandi categorie: hardware e software.  L’hardware è tutto ciò che si può toccare: lo schermo, l'unità centrale (che racchiude in sé numerose altre componenti hardware, come il processare e il disco rigido), la tastiera e il mouse.  Per software si intende l'anima dei computer, cioè i programmi: per esempio gli elaboratori di testo, i fogli elettronici e i giochi.  A far funzionare sia l'hardware che il software provvede il sistema operativo, il più comune dei quali è Windows, nelle sue ormai innumerevoli versioni, la più recente delle quali è Windows XP.  Una terza componente di questo mondo è rappresentata dalle periferiche, cioè tutti gli apparecchi esterni al PC e collegabili ad esso: stampanti, scanner, macchine fotografiche digitali, etc.

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fig.1.1 – L’esterno del PC

 

    1. L’esterno del PC

1- Schermo (o monitor).  Mostra quello che sta combinando il computer.  Gli schermi più diffusi sono a tubi catodici e funzionano su principi analoghi a quelli delle televisioni.

2-  Tastiera La tastiera di un PC ha un numero di tasti variabile tra 102 e 117, disposti in maniera analoga a quella di una macchina da scrivere.  Permette di introdurre del testo nel PC e controllarne le funzioni principali.

3-  Mouse il modo più comodo per controllare il funzionamento del PC.  A ogni movimento dei mouse corrisponde, sullo schermo, un movimento di un puntatore (la tipica freccetta). 

4-   Unità centrale Racchiude altri elementi, alcuni interni altri parzialmente esterni.  Questi ultimi - detti drive o lettori- sono destinati a ospitare dischi e dischetti di vario genere.

5-  Floppy Ovvero il dischetto quadrato da 3 pollici e mezzo.  Per via della sua capienza limitata sta diventando obsoleto: chi ancora lo usa, lo fa per trasferire informazioni da un PC a un altro.

6-  CD-ROM Un contenitore di dati molto più capiente (650 MB: più di 450 volte rispetto a un floppy); i lettori possono solo leggere i CD; con i masterizzatori ci si può anche scrivere su.

7-  DVD-ROM Ancora più capiente del CD: si va da 4,7 GB in su.  Quelli scrivibili sono ancora rari.  Il lettore di DVD può leggere sia i DVD che i CD.

8-  Pulsante di accensione Da schiacciare per accendere il computer ma non per spegnerlo.  Alcuni computer possiedono anche il tasto Reset, che rappresenta l’ultima risorsa quando il computer non risponde più.  Schiacciarlo equivale a staccare e riattaccare la presa dalla corrente.

9-  Altoparlanti Sono simili a quelli degli impianti hifi, ma sono molto meno potenti, di peggior qualità e, in genere, hanno una manopola per regolare il volume posto direttamente su di essi.
All'interno sono ospitate componenti quali l' hard disk, la memoria RAM, la scheda madre, il processore etc.

1.3  Periferiche comuni  

1 - Stampante Ce ne sono di varie forme e dimensioni.  La distinzione principale si fa tra stampanti laser e stampanti a getto di inchiostro. 

2 - Scanner  un apparecchio che permette di fare copie digitali di testi, immagini o qualsiasi altra cosa sia paragonabile per dimensioni - a un foglio di carta.  Queste copie vengono trasferite sul PC.

3 - Dispositivi di controllo Quello più utilizzato è il mouse.  Per alcuni tipi di giochi, però, è preferibile un joystick o un volante, mentre in altri casi c'è chi si trova bene con le tavolette grafiche, che funzionano come dei block-notes elettronici, con tanto di penna.

 

 

1 Stampante

 

2  Scanner

 

3  Dispositivi di controllo

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fig.1.2 – Periferiche comuni

 

 

 

 

 

1.4  L’interno del PC
La prima volta che si apre un computer si è sottoposti a un piccolo shock.  A parte un pannetto verde con dei disegnini sopra, un alimentatore e qualche scatoletta, non c'è praticamente niente.  Come farà a funzionare?  Dove sono le foto, i documenti e le musiche che vi godete quando il PC è chiuso e funzionante?
Come è facile intuire, sono proprio quel pannello e quelle scatolette a far funzionare il computer.  Capire a cosa servono e come funzionano le varie parti del PC è importante, soprattutto se volete apportarvi delle migliorie.

 

 

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fig. 1.3 – Interno del PC

 

1-  Processore (o CPU Central Processing Unit)
E’ il cuore del computer, al quale fornisce la potenza di calcolo.  Il numero che generalmente segue il nome del processare è il valore che esprime tale potenza, o "velocità", ormai espressa in GigaHertz (cioè miliardi di operazioni al secondo!).  In realtà questo numero da solo non è più sufficiente a indicare la velocità di un computer, dipendente anche da molti altri fattori.  Non è detto, insomma, che un PC con processare X a 1,5 Ghz sia più potente di un PC con processare Y a 1,3 Ghz.

2-  Schede e slot di espansione
Con slot si intendono gli alloggiamenti sulla scheda madre in cui è possibile inserire vari tipi di schede: una scheda grafica, la scheda di un modem interno, etc.
Dal numero e dal tipo di slot liberi dipende gran parte della possibilità di apportare migliorie a un computer.  Lo standard più comune è il PCI.  Di solito è presente anche uno slot AGP in cui è inserita la scheda video.

3-  Scheda madre
Su di essa poggiano il processare e tutti gli altri mìcrochip, i moduli di memoria, gli alloggiamenti di espansione e una piccola batteria. Processori moderni e veloci necessitano di schede madre moderne e veloci per poter funzionare al meglio.

 

 

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fig. 1.4  – Scheda madre

 

4-  Alimentatore o PSU
un trasformatore che converte la corrente a 220V in arrivo dalla rete nei 5V e 12V usati dalla scheda madre e dagli altri componenti interni.

5-  Memoria RAM
Nella RAM si memorizzano temporaneamente i programmi e i dati utilizzati di volta in volta.  Ogni volta che il computer si spegne, il contenuto della RAM si svuota (è per questo che bisogna salvare i documenti). E’ sempre possibile aggiungere moduli di memoria supplementari, di solito in blocchi di 128 o 256 MB.

6-  Lettore di dischetti
Sebbene gli 1,44 MB che un floppy può contenere siano pochissima roba per gli standard odierni, i dischetti continuano ad essere presenti nei PC, utilizzati per trasferire piccoli documenti tra computer non collegati in rete.

7-  Lettore di DVD
Ha ormai rimpiazzato il lettore di CD che resta comunque in grado di leggere.  Il vantaggio sta nella quantità di dati ancora più grande inseribile in un disco:     almeno 4,7 GB.

8-  Masterizzatore CD
Nato per consentire la scrittura di dati su CD e, quindi, come mezzo per effettuare copie di sicurezza del contenuto del PC, ha conosciuto il boom come mezzo per creare compilation musicali, in seguito alla diffusione del formato audio MP3.

9-  Il Disco fisso (o hard disk)
E’ la memoria permanente del PC, in cui sono conservati il sistema operativo, tutti i programmi e i documenti.  I dati che lo caratterizzano sono la sua capacità, misurata in GB (miliardi di byte) e la sua velocità di rotazione (e quindi la velocità alla quale il computer recupera dal disco i dati che gli servono), misurata in rpm (giri al minuto): in un buon disco fisso non dovrebbe mai essere minore di 7200,inoltre dovrebbe essere resistente agli scossoni e alla polvere, ma dopo qualche anno di utilizzo intenso può iniziare a rovinarsi.

 

10-  Connessioni
Sono le porte attraverso le quali il computer comunica con i componenti esterni come la tastiera, il mouse e le altre periferiche.

11-  La Memoria R.O.M.
Il Basic lnput-Output System (BIOS) è uno speciale software che viene eseguito automaticamente all'avvio del PC e contiene le impostazioni di base per la maggior parte dei componenti principali del PC stesso. E’ posto su un chip di memoria ROM (Read Only Memory - memoria di sola lettura), in modo da essere sempre disponibile e non danneggiabile da problemi al disco.  Nelle schede più recenti è collocato su una speciale Flash Rom, che ne permette la riscrittura.
Poiché il BIOS controlla direttamente l'hardware, molte delle impostazioni fondamentali di un computer possono essere modificate solo modificando il BIOS.  Numerosi produttori producono i chip BIOS, ognuno dei quali lavora con diverse impostazioni e caratteristiche.  Per descrivere tutte le varietà di BIOS ci vorrebbero migliaia di pagine, ma alcune caratteristiche sono comuni a ogni BIOS. 

 

      1. BIOS: Basic Input Output System.

E' costituito da uno o due chip programmabili a sola lettura (ROM) che contengono un sottoinsieme del kernel. Il sistema operativo si può pensare diviso in due parti: una permanente memorizzata in ROM, il BIOS appunto, e una su HD; in assenza di questo tipo di memoria di massa si utilizzerà un disco di avvio qualsiasi generalmente il floppy disk.
In fase di avvio del PC il BIOS effettua test diagnostici di base e controlla lo stato delle periferiche collegate, per permettere il caricamento del sistema operativo.
Il BIOS permette la portabilità di software anche tra macchine con architetture diverse poiché tutti gli accessi ai dispositivi I/O sono effettuati attraverso le subroutine BIOS che hanno il compito di adattare le richieste alle varie componenti hardware. Quindi il programmatore non deve conoscere le strutture di I/O, ma solo gli indirizzi delle subroutine che le gestiscono, in questo modo si astrae dall'hardware. Le subroutine vengono chiamate tramite “interrupt”. I BIOS più recenti sono costituiti da memorie Flash EPROM per poter effettuare aggiornamenti via software per impostare p.e. le frequenze di funzionamento della CPU. Il clock della CPU può essere modificato anche tramite ponticelli (jumper) posti sulla scheda madre.

 

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fig. 1.5 - BIOS

 

1.4.2  Avvio del PC
Quando si accende il computer, viene fornita energia a ogni componente hardware (la tastiera, i dispositivo di memorizzazione, la RAM, il processare ... ) e ciascuna di esse, a turno, è testata dal BIOS e dal chipset posti sulla scheda madre.
Man mano che ogni parte dell' hardware risponde, nella RAM vengono caricate le corrispondenti impostazioni e un piccolo programma che permette l’avvio di Windows.
Quando Windows parte, preleva le impostazioni hardware dalla RAM e le carica nei driver, che eseguono ulteriori controlli prima di avviare le applicazioni di sistema che si basano sui driver stessi.  Una volta che tali applicazioni di sistema sono state avviate, Windows è pronto per eseguire le applicazioni software.

1.5  Usare il software
Quando usate un software, il computer segue un determinato flusso di attività per eseguire il compito che gli viene indicato.  Supponiamo, per esempio, che stiate utilizzando un programma di videoscrittura.  Se premete il tasto A sulla tastiera, attraverso il chipset viene mandato un segnale al resource manager il "gestore delle risorse, che a sua volta passa la richiesta al driver che si occupa del funzionamento della tastiera.
Questo segnale di "tasto premuto" viene inviato al software di videoscrittura, che invia il comando al processore, utilizzato per calcolare cosa fare in seguito alla pressione del tasto.

1.6  La memoria Ram
La memoria RAM è essenziale per un funzionamento corretto e rapido del vostro PC.  Aumentare la quantità di RAM presente è un'operazione relativamente semplice e poco costosa, e migliora ogni aspetto del funzionamento della vostra macchina.  Per questo motivo è, in genere, uno dei primi ritocchi che si apporta alla configurazione di un computer.

 

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fig. 1.6 – R.A.M.

 

1.6.1  Quanta memoria vi serve
Nei computer venduti oggi sono presenti almeno 128 MB di RAM.  Affinché Windows XP fili liscio, è meglio prevedere 256 MB e farveli installare sin dall'inizio: spenderete meno e non avrete problemi di installazione.  Ricordate che una prima aggiunta di RAM è molto utile; l’utilità diminuisce con l'aumentare della memoria aggiunta: in linea di massima ha poco senso andare oltre il raddoppio della memoria attualmente posseduta.
Tipici motivi per avere bisogno di più RAM sono l'uso di programmi affamati di memoria, l'uso contemporaneo di molti programmi e, in Windows XP, la condivisione del PC tra più utenti.
Se decidete di aggiungere RAM al vostro sistema, prima dell'acquisto dovete accertarvi di due cose importanti: il tipo di memoria e lo spazio libero degli alloggiamenti.

1.6.2  Il tipo di memoria
I moduli di memoria possono essere di vari tipi e non possono essere mischiati tra loro; nei computer usciti negli ultimi anni la RAM sarà di tipo SDRAM o la più recente DDR.  Per sapere che tipo di memoria usa il vostro PC, fate riferimento al manuale o chiedete a chi ve l' ha venduto.  Anche nella schermata iniziate di accensione del PC  dovrebbe essere indicato il tipo di memoria.  Il metodo più sicuro in assoluto, comunque, è quello di estrarre un modulo di memoria e mostrarlo al vostro rivenditore.

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fig. 1.7 - Tipi di RAM

1.6.3  Lo spazio Libero
I moduli di memoria risiedono all’interno di appositi alloggiamenti nella scheda madre.  Ogni alloggiamento può ospitare un solo modulo.  Contate quanti alloggiamenti avete per sapere quanta RAM potete aggiungere.  Se tutti gli alloggiamenti fossero occupati, potete sempre sostituire un modulo di memoria con uno più capiente. La memoria RAM è formata da migliaia di piccole celle di memoria, ciascuna con capacità di 1 byte, ossia, come si è detto, una sequenza di 8 bit. 8 bit che, opportunamente combinati tra loro, possono rappresentare uno qualsiasi dei 256 caratteri ASCII. Ogni cella di memoria si identifica tramite un indirizzo, allo stesso modo in cui ogni casa in cui abitiamo è identificata in maniera univoca da un indirizzo e da un numero. Per definire gli indirizzi delle celle il computer utilizza il bus di indirizzi. Quest’ultimo è costituito da un certo numero di linee di 1 bit ognuna attraverso le quali viaggiano in parallelo gli indirizzi di memoria. Per specificare un indirizzo di memoria si invia 1 bit alla volta su tutte le linee contemporaneamente, e il numero che ne risulta è l'indirizzo di memoria.

1.7  ASCII
Mentre la cultura occidentale utilizza un sistema di numerazione decimale, il computer basa il proprio funzionamento su un sistema di numerazione binario, basato cioè su due soli numeri: l'uno e lo zero. Ciò per un motivo fondamentale: gli elaboratori sono costituiti da un insieme di circuiti elettronici che conoscono solo due possibili stati: acceso (c'è corrente) o spento (non c'è corrente), proprio come le comuni lampadine. Sono quindi accettabili solo due valori, convenzionalmente fissati in 0 e 1, valori abbinabili al cosiddetto bit.  Il passaggio di corrente è contraddistinto dal numero uno, mentre l'assenza di corrente è rappresentata con lo zero.  Mediante combinazioni di vari bit è possibile rappresentare, in una maniera comprensibile anche per il computer, l'insieme di lettere, numeri e simboli normalmente utilizzati.  Per soddisfare tutte le esigenze di rappresentazione si è scelto di utilizzare 8 bit per l'identificazione di un carattere in modo da disporre di 2^8 = 256 configurazioni.  Per esempio la lettera A può essere rappresentata come 00000001, la lettera B come 00000010, la lettera C come 00000100, e così via, fino a codificare tutti i possibili caratteri.  Un gruppo di 8 bit, cioè la rappresentazione binaria di un carattere, prende il nome di byte.  Per fare in modo che computer diversi tra loro attribuiscano ad ogni combinazione lo stesso significato, è stato generalmente adottato il codice ASCII (American Standard Information Interchange). Di seguito viene riportata la tabella ASCII ristretta, versione in cui vengono usati solo 7 degli 8 bit disponibili. Per tale motivo sono esclusi alcuni caratteri come per esempio le vocali accentate.  I codici da 0 a 30 sono generalmente utilizzati come codici di controllo e non sono quindi di uso comune. Di seguito la tabella ASCII.


 

Carattere

Combinazione di bit

Equivalente decimale

Carattere

Combinazione di bit

Equivalente decimale

spazio

0100000

32

P

1010000

80

!

0100001

33

Q

1010001

81

"

0100010

34

R

1010010

82

*

0100011

35

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1010011

83

$

0100100

36

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1010100

84

%

0100101

37

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1010101

85

&

0100110

38

V

1010110

86

'

0100111

39

W

1010111

87

(

0101000

40

X

1011000

88

)

0101001

41

Y

1011001

89

*

0101010

42

Z

1011010

90

+

0101011

43

[

1011011

91

,

0101100

44

\

1011100

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-

0101101

45

]

1011101

93

.

0101110

46

^

1011110

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0101111

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_

1011111

95

0

0110000

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1100000

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1

0110001

49

a

1100001

97

2

0110010

50

b

1100010

98

3

0110011

51

c

1100011

99

4

0110100

52

d

1100100

100

5

0110101

53

e

1100101

101

6

0110110

54

f

1100110

102

7

0110111

55

g

1100111

103

8

0111000

56

h

1101000

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0111001

57

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1101001

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0111010

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1101010

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0111011

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1101011

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0111110

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1110010

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1000011

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1001001

73

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1001010

74

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122

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1001011

75

{

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123

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1001100

76

|

1111100

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1001101

77

}

1111101

125

N

1001110

78

~

1111110

126

O

1001111

79

 

 

 

 

Come si è visto ogni carattere occupa uno spazio di memoria pari ad un byte, cioè 8 bit. L'unità di misura è quindi il byte (B), mentre i suoi multipli sono

il Kilobyte (KB = 210 = 1024 byte)
il Megabyte (MB = 220 = 1024x1024 byte)
il Gigabyte (GB = 230 = 1024x1024x1024 byte)
il Terabyte (TB = 240 = 1024x1024x1024x1024 byte)

La memoria RAM in genere è espressa in Megabyte, mentre i dischi fissi misurano alcuni Gigabyte. Vengono spesso citati, nell’informatica, i numeri esadecimali.
In realtà i computer lavorano esclusivamente in numeri binari.  Per comodità i programmatori usano rappresentare sia i numeri decimali (con 10 cifre) che i numeri binari (con due cifre) con numeri esadecimali.
Questi hanno sedici cifre: le dieci cifre da 0 a 9 e quindi le sei lettere da A alla F.  Lo 0 esadecimale equivale al valore decimale 0, mentre la F esadecimale equivale al valore decimale 15.  L’avere inventato una rappresentazione dei numeri usando 16 cifre, rende i numeri più compatti. Così il numero decimale 100, rappresentato dal binario 1100100, in esadecimale è 64. Dal punto di vista dell’utente ciò non ha alcuna rilevanza.

 

1.8  Il Disco Fisso
L’ hard disk, o disco fisso, è il dispositivo su cui è memorizzato tutto il software che utilizzate con il PC.  Netta maggior parte dei computer è possibile inserire un secondo hard disk, il ché permette di immagazzinare molti più file.  Questo può essere utile a chi ha un PC relativamente datato, il cui hard disk sta per terminare lo spazio libero, oppure può essere una efficace soluzione di backup per chi vuote proteggere il proprio sistema.

 

 

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fig. 1.8 - Hard Disk

Come prima cosa, controllare che il PC sia adatto ad alloggiare un secondo disco fisso.

  • Aprite il computer e localizzate il vostro hard disk, che sarà sistemato in un alloggiamento e tenuto saldo da quattro viti.  Guardate se esiste un alloggiamento vuoto simile, in cui poter inserire un altro hard disk.
  • Controllate che il cavo a nastro che collega il disco fisso esistente alla scheda madre abbia una presa addizionale, così che ci si possa collegare un altro disco.  Se non ce l' ha, dovrete comprare un cavo nuovo, dotato di una presa anche al centro.
  • Guardate se avete abbastanza prese di alimentazione libere all'interno del PC per potervi aggiungere un disco.  Individuate il cavo che collega l'hard disk all'alimentatore e guardate se c'è un altro cavo del genere inutilizzato.  Controllate anche che tale cavo libero arrivi fino al punto in cui collocherete il disco nuovo.  Se non ci sono cavi liberi, comprate un nuovo cavo dell'alimentazione sdoppiato.

1.9  Storia e tecnologia del disco fisso
Detto anche disco rigido, l’hard disk (HD), è il dispositivo di memoria di massa in cui vengono registrate in modo duraturo e non volatile i dati in attesa di elaborazione, le istruzioni necessarie, nonché tutte le informazioni elaborate dal processore. Il primo disco fisso lo troviamo nel 1957 in una macchina della IBM chiamata RAMAC, che per l'epoca rappresentava il massimo della tecnologia.  Era composto da 50 piatti da 60 cm l'uno e riusciva a registrare un totale di 5.000.000 di caratteri.  Il costo era di 35.000 $ di allora.  Nel 1979, Seagate, attualmente una delle più grandi produttrici di dischi fissi, introduce il primo disco fisso per microcomputer. Aveva una capacità di 50 MB, dieci volte maggiore di quella del RAMAC, ma con dimensioni decisamente ridotte.  I primi modelli di personal computer generalmente non erano dotati di disco fisso, bensì di lettori floppy, più pratici ma soprattutto più convenienti.  Solo intorno al 1983-84 il disco fisso divenne l'unità di memoria di massa preferita.  Attualmente lo standard è rappresentato da dischi fissi con una capacità di circa 100 GB, anche se non mancano dischi fissi di dimensioni molto maggiori.  Per comprendere la quantità di dati che un tale supporto è in grado di contenere, basti pensare che in 6,2 GB di spazio sono memorizzabili quasi 2.000.000 di pagine dattiloscritte.  In commercio esistono due tipi di dischi fissi: gli hard disk EIDE (enhanced integrated drive electronics) e quelli SCSI (small computer systems interface).  Fino a qualche tempo fa i dischi fissi del secondo tipo erano i preferiti per applicazioni di uso professionale, ad esempio per i server di rete, grazie alla maggiore affidabilità e velocità di accesso ai dati. Attualmente però i dischi fissi del tipo EIDE hanno raggiunto prestazioni almeno pari a quelle degli SCSI, pur avendo costi decisamente minori.  Fisicamente essi sono delle scatolette chiuse ermeticamente che contengono al loro interno dei dischi di alluminio, detti piatti, che vengono fatti ruotare da un motore. Tali dischi hanno generalmente una velocità di rotazione di 4.500-7.200 o più giri per minuto, e sono sormontati da testine sorrette da particolari braccetti che ne permettono lo spostamento sul disco.  Sulla sommità delle testine sono montati dei magneti che leggono i dati memorizzati sui dischi.  I dati vengono organizzati fisicamente sulla superficie di ogni disco in porzioni chiamate tracce.  A loro volta ogni traccia contiene degli ulteriori sottolivelli organizzativi chiamati settori.  Per diminuire i tempi di accesso (transfer rate) dei dati conservati sull'hard disk, è stato introdotto il buffer, una piccola memoria interna all'hard disk che memorizza alcuni dati letti dalla testina ma non ancora inviati alla CPU per essere elaborati.  Prima di poter essere usato un disco fisso deve essere formattato, cioè preparato per accogliere i dati da memorizzare mediante apposite operazioni gestite da una porzione del  sistema operativo chiamato file system. Ogni sistema operativo si caratterizza per un particolare file system, file system che appunto è un insieme di norme che regolano il funzionamento dei nomi dei file, la loro memorizzazione, il loro recupero, oltre che gestire i criteri usati per meglio utilizzare lo spazio su disco. Il file system è diverso in base al tipo di sistema operativo che viene utilizzato. FAT 16 è stato usato per il Dos fino alla versione 7.0 e per le prime versioni di Windows 95. FAT 32 è stato ed è tuttora usato per Windows 95 e successive versioni.NTFS è stato ed è tuttora usato per Windows NT ed XP.  Per memorizzare un file su disco, il sistema operativo utilizza un gruppo di settori chiamati cluster.  E siccome i segmenti sequenziali di un file non vengono memorizzati necessariamente in cluster fisicamente adiacenti, è bene effettuare spesso la cosiddetta deframmentazione del disco.  Se un disco è frammentato, infatti, la testina di lettura e scrittura del disco dovrà effettuare diversi spostamenti per leggere i diversi segmenti di file, e questo comporterà un rallentamento del PC.  Inoltre la dimensione dei cluster è fondamentale per una buona gestione dello spazio su disco, infatti ogni file occupa almeno un cluster, anche se le sue dimensioni sono minori.  Da questo si può capire che quanto più grande è la dimensione dei cluster tanto maggiore sarà lo spazio sprecato sul disco.  Infatti se noi lavoriamo con i cluster da 32 KB l'uno di FAT16, salvando un file da 5 KB, sprechiamo ben 27 KB di spazio dato che il nostro file occupa 32 KB (l'intero cluster) anche se in realtà le sue dimensioni sono di gran lunga minori.  Per ovviare a tale problema è stata introdotta a partire da Windows 95 B (OSR2) la FAT32. Con tale file system la dimensione dei singoli cluster è stata ridotta a 4 KB anziché i precedenti 32 KB.  In tal modo il nostro file da 5 KB occuperebbe due cluster da 4 KB l'uno sprecando adesso solo 3 KB (anziché 27 KB).  In aggiunta a tutto ciò occorre dire che con la FAT32 è possibile gestire dischi fissi grandi fino a 2.047 GB, mentre con la FAT16 si arrivava al massimo a 2 GB.

1.10  Floppy Disk e dischetti

Come è già stato accennato, i primi personal computer non erano dotati di hard disk, bensì di lettori floppy, cioè dispositivi di memorizzazione dei dati aventi una limitata capacità. Fino a qualche anno fa essi erano ancora i supporti più usati per la distribuzione di applicazioni e per il trasferimento dei dati. Per un programma spesso bastava un semplice floppy, magari da 720 KB.
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fig. 1.9 – Drive Floppy Disk

Con il passare del tempo e con l'aumentare delle dimensioni dei programmi essi hanno perso di importanza, anche se rimangono gli strumenti più usati per l'archiviazione e il trasferimento di file di limitate dimensioni.  L'unità di misura dei dischetti è il pollice, è espressa mediante le virgolette, ovvero ", e corrisponde a 2,5 centimetri. I primi floppy disk misuravano 5,25" e avevano una capacità di 360/720 KB, mentre i dischetti che usiamo ancora oggi misurano 3,5" e hanno una capacità pari a 1,44 MB. Nella parte inferiore dei dischetti è possibile osservare due fori. Quello richiudibile da una finestrella scorrevole presente in tutti i tipi di disco ha una funzione di protezione del contenuto del floppy disk. Quando la finestrella è aperta la protezione è attivata e sul disco non vi si può scrivere, ma soltanto leggere i dati. Se la finestrella è chiusa possiamo sia leggere i dati che modificarli, oltre che inserire nuovi dati.  In generale si consiglia di attivare la protezione per quei dischi che contengono informazioni importanti che non si può rischiare di perdere accidentalmente, come per esempio le copie di sicurezza di file che si desidera conservare.

1.11  Dischi rigidi rimovibili  
Si tratta di dischi in acciaio, esattamente uguali a quelli che si trovano all'interno dei dischi rigidi interni od esterni. La loro importante caratteristiche è quella di trovarsi all'interno di una cartuccia in plastica, che ne permette l'estrazione e l'interscambio.
I dischi rimovibili, come tutti i dischi rigidi, hanno capacità di archiviazione nettamente superiori a quella dei dischetti flessibili.
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fig. 1.10  - Biggerdisk

LaCie, azienda francese specializzata principalmente nella commercializzazione di soluzioni storage, ha presentato il modello BiggerDisk, unità esterna in grado di ospitare un terabyte (1000 Gigabyte) di dati. Lo chassis, della larghezza di 5,25" (come un comune masterizzatore interno), ospita un numero non precisato di hard disk da 7200 giri con 8MB di cache ed è messo in comunicazione con il PC od il server attraverso diverse interfacce: FireWire 400, FireWire800, iLink/DV e USB 2.0/1.1.Una capienza così elevata può fare molto comodo a chi lavora giornalmente con applicativi per la creazione professionale di materiale audio e video, costretto fino ad oggi ad optare per soluzioni ben più costose. Il BiggerDisk dispone inoltre di interessanti caratteristiche. E' previsto ovviamente un tasto ON/OFF, ma è possibile automatizzare l'accensione o lo spegnimento dell'unità, in modo da grarantire un maggiore risparmio energetico. Per chi necessita di lavorare in ambienti silenziosi è prevista una modalità di utilizzo che riduce al minimo il rumore generato dai dischi. Il prezzo atteso per l'unità è di 1199 dollari; considerata la capienza è da ritenersi un ottimo prezzo, essendo le unità esterne di solito orientate verso i 2 dollari/euro a Giga (1,2/Giga per il BiggerDisk).

1.12  Cartucce a nastro  
Le unità di memoria di massa a nastro sono costituite da cartucce in plastica che contengono molte diecine di metri di nastro magnetico. Le cartucce vengono inserite in un drive apposito, chiamato tape streamer, in quale è in grado di registrare velocemente sul nastro alcune centinaia di Megabyte.
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Fig.1.11 – Cartuccia a nastro

E' necessario l'uso di un programma apposito, poiché i sistemi operativi dei computer non sono in grado di utilizzare direttamente l'unità a nastro.  I tape streamer sono di frequente utilizzo con minicomputer a mainframe, mentre in ambiente personal il loro impiego è più raro. Il programma che gestisce l'unità di memoria di massa a nastro registra i dati in un formato standard, leggibile da altri streamer sia in ambiente personal che mainframe.  Il lettore di cartucce, e le cartucce stesse, non hanno una propria capacità, derivando questa solamente dalla lunghezza del nastro presente nella cartuccia. Con questo tipo di unità di memoria di massa non c'è alcuna relazione fra capacità della cartuccia e formato nel quale i dati vengono scritti.

    • CD-Rom

Vedi Capitolo 4
 
1.14  Dischi ottici scrivibili  
Queste unità di memoria di massa utilizzano, in fase di lettura, la stessa procedura dei compact disk: un raggio laser colpisce il disco e la sua rifrazione nelle scanalature viene trasformata in impulsi elettrici e, quindi, in dati. La differenza con il compact disk consiste nel fatto che il disco non è costituito solo da plastica stampata, ma anche da una sostanza fotomagnetizzabile che rende possibile la registrazione di dati. In fase di registrazione il raggio laser diventa molto più forte e, colpendo una zona del disco, magnetizza la sostanza. Questa, cambiando la polarizzazione, cambia il suo fattore di rifrazione. Ecco quindi che il raggio laser, più debole, potrà poi leggere questa stessa zona ed interpretarne la risposta luminosa come un dato da inviare al computer.
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fig. 1.12 – Disco Ottico

Esistono due tipi di dischi ottici scrivibili, ciascuno caratterizzato da una diversa sostanza fotomagnetizzabile: quelli che possono essere magnetizzati una volta sola e quelli che possono essere magnetizzati e smagnetizzati più volte. Con i primi, chiamati WORM, da Write Once Read Many, quando il raggio laser è passato in scrittura sopra una zona del disco, non è più possibile modificarne la polarizzazione per cancellare i dati e scriverne di diversi. Una volta che il disco è stato riempito può essere utilizzato solo in lettura come un CD-ROM. Con i secondi, il raggio laser può cambiare più volte la polarizzazione di ciascuna zona del disco ed una volta riempito è possibile cancellare i dati vecchi per scriverne dei nuovi. La capacità di archiviazione dei dischi ottici e considerevole, dell'ordine delle centinaia di megabyte, ed hanno una ottima velocità di accesso alle informazioni.

Approfondimento: Lo sapevi…come avviene lo spoglio alla Sisal?
E' predisposto un apposito locale nel quale c'è un armadio di sicurezza provvisto di serratura a tre chiavi differenti e congegno di controllo. Prima dell'ora di inizio delle estrazioni del lotto, vengono depositati nell'armadio i dischi ottici scrivibili una sola volta e non modificabili. Le operazioni sono controllate e sorvegliate da una Commissione composta dal Direttore Regionale delle Entrate o da un suo rappresentante, da un funzionario amministrativo di prefettura, in rappresentanza del Prefetto e da un rappresentante SISAL (e ne conserva le chiavi). La Commissione verbalizza il numero dei dischi ottici da custodire, i dati relativi al numero delle schede giocate, il numero delle giocate annullate e il totale delle giocate da conteggiare a montepremi.
Avvenuta l'estrazione dei numeri del lotto, SISAL, conosciuti i risultati ufficiale dell'estrazione dei numeri del lotto, provvede presso i propri uffici, a rilevare, mediante elaborazione elettronica dei dati registrati nella memoria dei dischi ottici, le schede in cui vi siano combinazione di numeri che possono essere dichiarate vincenti, comunicandone i dati alla Commissione di Zona. La Commissione di Zona, estrae dall'archivio stesso i dischi ottici, inserisce la combinazione dei numeri vincenti in apposito elaboratore e provvede alla stampa delle schede che hanno totalizzato punteggio vincente e del relativo elenco, oppure estrae il tabulato dal quale rileverà le giocate recanti combinazioni vincenti. Dopo il controllo, la Commissione di zona, stabilito il numero delle giocate che dovranno concorrere alla ripartizione del montepremi, provvede alla collocazione dei dischi ottici e alla chiusura dell archivio stesso, che potrà essere riaperto per la necessità di successive giornate di concorso solamente dopo la scadenza del termine dei reclami di cui all art. 15. Le operazioni della Commissione vengono svolte senza l'intervento di estranei ad eccezione di eventuali collaboratori nominati all'Amministrazione delle Finanze e sono descritte in un apposito verbale al quale sono allegati gli elenchi delle schede vincenti.

1.15  Memorie Flash

Supporto di memoria utilizzato dalle fotocamere digitali, dai computer palmari e dagli MP3 Player. Questo tipo di memoria è riscrivibile e ne esistono diversi formati: CompactFlash (abbreviato CF), CompactFlash II (sono CF più spesse), CompactFlash Ultra ed Ultra II (formati più veloci in lettura e scrittura delle normali CF), SmartMedia (abbreviato SM), MemoryStick, MultiMedia ed SD (Secure Digital). Queste ultime sono una variante delle schede MultiMedia, dalla velocità maggiore nella registrazione dei dati. L'uso di queste schede va dall'archiviazione ed il trasferimento dati nei palmari e nei notebook all'ampliamento della memoria dei prodotti digitali; le schede si usano come normali floppy disk, inserendole ed estraendole anche a fotocamera accesa (salvo diversamente indicato sull'apparecchiatura), formattandole, scrivendo, leggendo, cancellando i file attraverso la fotocamera stessa, oppure con un lettore esterno, dal proprio computer o, ancora, attraverso un adattatore PCMCIA, da un PC portatile.

MultiMedia 

Memoria Flash rimovibile, di formato 32x24x1,4 mm, con capacità fino a 512MB. Tutte le apparecchiature che mostrano la didascalia MultiMedia sono certificate compatibili secondo questo standard. Prive di controller incorporato, sono state soppiantate dalle nuove schede SD (Secure Digital), con controller, di cui ne mantengono il formato. Le MultiMedia sono spesso utilizzate negli MP3 Player per memorizzare musica, e dalle videocamere digitali per memorizzare foto.

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fig. 1.13 - MM

 

 

 

 

 

 


SD (Secure Digital) 
Standard Digital Memory Card: espansione di memoria per dispositivi portatili. Consiste in una evoluzione delle schede MultiMedia, caratterizzata dalla presenza di controller. 
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fig. 1.14 - SD

Compact Flash
Tra le Memorie Flash, standard molto diffuso. Hanno un formato di 43x36 mm ed uno spessore di 3mm, con controller incorporato. La capacità di memorizzazione puà variare da 2MB fino a 200MB, mentre il numero di immagini memorizzabili varia in funzione della capacità di memoria, della risoluzione delle immagini e del formato di registrazione. Le CompactFlash II sono una variante di questo formato, poco più spessa, ma di capacità superiore. Tutte le apparecchiature che mostrano il simbolo CF dentro un rombo rosso sono compatibili con questo supporto di memorizzazione.
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fig. 1.15 - CF

1.16  Il DVD

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Dvd è l'acronimo di Digital Video Disc o Digital Versatile Disc. Si tratta di una nuova tecnologia di memorizzazione ottica che utilizza supporti fisicamente simili ai tradizionali Cd ma che è in grado di contenere molti più dati (fino a 17 Gigabyte).
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fig. 1.16 – DVD

Grazie alle sue caratteristiche e grazie al vasto supporto da parte dell’industria, il Dvd sostituirà progressivamente i vari strumenti utilizzati per la memorizzazione di dati, video ed audio (Cd, videocassette, laserdisc, Cd-Rom, cartucce per videogiochi, etc.).
Come un Cd, se osserviamo un disco Dvd al microscopio, vedremo che esso è costituito da una miriade di cellule dette pit. La prima differenza tra le due tecnologie è che il Dvd contiene molti più pit e di dimensioni minori rispetto ad un Cd.

 

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Con questa semplice compressione delle dimensioni delle tracce dei dati si è ottenuta una capacità della singola facciata di circa 7 volte maggiore (da 680Mb a 4,7Gb).


Ci sono più strati per varie configurazioni.

Il DVD è disponibile in varie configurazioni che offrono varie capacità di immagazzinamento, i formati disponibili sono:

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Singolo lato, singolo strato


Ha una capacità 7 volte quella di un CD: 4,7Gb e viene anche chiamato DVD-5 o Single Side Single Layer o brevemente SSSL.


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Singolo lato, doppio strato

Ha una capacità di 8,5Gb e la sua realizzazione avviene riducendo lo strato plastico di protezione a 0,6mm; lo spazio recuperato è stato utilizzato per un secondo strato trasparente raddoppiando la capacità del supporto. Lo strato superiore è parzialmente permeabile al raggio laser il secondo strato è riflettente, la lettura avviene focalizzando il raggio laser attraverso una apposita lente prima sullo strato superiore e poi su quello inferiore. Noto anche come DVD-9 o Single Side Dual Layer o brevemente SSDL.


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Doppio lato, singolo strato

Ha una capacità esattamente doppia rispetto al DVD-5 poiché viene inciso su entrambi i lati. Richiede un lettore capace di leggere entrambi i lati come i LD players o è necessario girare manualmente il disco. Noto anche come DVD-10 o Double Side Sigle Layer o brevemente DSSL.


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Doppio lato, doppio strato

Ha una capacità di 17Gb e come per il tipo precedente richiede un lettore capace di leggere due i due lati come i LD players o girare il disco manualmente.  Noto anche come DVD-17 o Double Side Dual Layer o brevemente DSDL.


DVD e Durata
Ecco i minutaggi massimi possibili a seconda delle principali combinazioni lato/strato:


DVD registrato su un lato a singolo strato

133 minuti 

 

 

 

 

DVD registrato su un lato a doppio strato

242 minuti 

 

 

 

 

DVD registrato su doppio lato a singolo strato 

266 minuti 

 

 

 

 

DVD registrato su doppio lato a doppio strato

484 minuti 

 

 

 

 

Naturalmente non si usa lo spazio del DVD esclusivamente per il film ma si approfitta per inserire anche i cosiddetti extra (doppiaggi in varie lingue, documentari, reportage su come è nato il film ecc.) sia per accontentare un pubblico che dal DVD pretende "di tutto, di più" sia per poter distribuire uno stesso prodotto in più di una nazione. Ed è ovvio che ogni extra inserito va ad intaccare la quota di tempo riservata ai film.

 

 

 

 

 

 

 


Capitolo 2 – L’ambiente Windows

 

Windows è il sistema operativo più diffuso nei PC per uso domestico.  Un sistema operativo è la "base" che si utilizza per far funzionare il software (cioè i programmi o applicazioni) e l'hardware (cioè i componenti interni, come un Lettore CD, e Le periferiche esterne, come la stampante). Al suo interno, Windows racchiude molti programmi utili come lnternet Explorer (per navigare in internet) e può essere facilmente personalizzato per adattarsi al meglio alle esigenze di chi lo utilizza. La maggior parte delle funzioni di Windows è controllabile con mouse e tastiera.  In questa sezione vi presentiamo le sue principali caratteristiche.

2.1  Il desktop
Quando accendete il computer, la prima schermata che appare (e che, fintanto che non toccate niente, sarà anche la sola schermata ad apparire) è il cosiddetto desktop (dall'inglese: scrivania).  Sul desktop si trovano le icone, la barra delle applicazioni e le finestre. La piccola freccia che vedete è il puntatore del mouse.

 

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fig. 2.1 – Desktop

 

2.2  Le icone
Ogni programma, documento, cartella o collegamento in Windows è rappresentato da un piccolo disegno chiamato icona. Le icone sono disegnate in modo tale da dare una prima idea del genere di oggetto a cui sono collegate.  In questo esempio la prima icona e relativa a un documento di testo chiamato "Curriculum".  Se fate doppio clic su di esso, si avvierà il programma di elaborazione di testo con cui lo avete creato e potrete visualizzare il documento sullo schermo.La seconda icona, chiamata "Libro", ha l'aspetto di una cartella di quelle che si usano per catalogare documenti.  In effetti la sua funzione è proprio quella.  All'interno di una cartella sono conservati documenti, programmi e altre cartelle.

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fig. 2.2 - Icone

 

Facendo doppio clic su di essa si aprirà una finestra che ne mostra il contenuto.
La terza icona rappresenta un collegamento (tutti i collegamenti sono individuabili dal fatto che hanno una piccola freccia in basso a sinistra). 
Facendo doppio clic su di essa, si avvierà il programma a cui è collegata. I collegamenti aiutano ad organizzare in maniera efficiente le vostre attività. 
Se ci sono dei programmi che utilizzate spesso, potete creare un collegamento sul desktop, in modo da potervi accedere più rapidamente. 

Nota: i collegamenti NON rappresentano il programma. 

Cancellarli ha quindi l'effetto di "ripulire" il desktop, ma il programma a cui si riferivano resterà dov'era, intatto. Cliccando su un'icona e tenendo il tasto premuto, potete spostarla in un qualunque punto dello schermo.  Controllate che l’opzione "disposizione automatica" sia disabilitata, altrimenti sarà Windows a decidere per voi dove collocare l'icona. Oltre che spostandole una a una, facendo clic col destro su un'area vuota del desktop e scegliendo Disponi icone per, si può scegliere se disporle per nome, dimensione, tipologia, data o lasciar fare al PC con "disposizione automatica".Come regola generale è bene tenere il desktop il più sgombro possibile.

 

2.3  La barra delle applicazioni
E’ la sottile striscia posta nella parte bassa dello schermo; rappresenta un altro modo per velocizzare l'uso di Windows. E’ divisa in tre sezioni: a sinistra il pulsante start, a destra l'area di notifica (in cui, ad esempio, appare l'orologio).  Al centro, la barra delle applicazioni vera e propria.  Ogni volta che aprite una finestra, sulla barra delle applicazioni appare un pulsante che la rappresenta e che scompare quando la finestra viene chiusa.  I pulsanti presenti sulla barra possono essere più di uno; cliccando su uno di essi, viene portata in primo piano la finestra a cui è collegato (Vedi fig. 2.3).  Se cliccate sul pulsante relativo alla finestra che è già in primo piano, essa "si ridurrà a icona" (cioè sparirà dallo schermo, pur rimanendo aperta). Il pulsante start è quello da cui cominciano la maggior parte delle attività di Windows. 

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fig.2.3 – Barra applicazioni

 

Cliccando con il destro in una zona Libera della barra delle applicazioni, appare un menu che, tra le altre cose, vi consente di:

  • scegliere se e come disporre le finestre aperte in quel momento (per esempio affiancandole verticalmente);
  • far riapparire il desktop, che magari era sepolto sotto troppe finestre.

Scegliendo Barre degli strumenti potete decidere quali altre barre far apparire in quella delle applicazioni.

  • Indirizzo - Fa apparire uno spazio analogo a quello che si usa nei browser per introdurre l’indirizzo interno al PC (per esempio: c:\). gli indirizzi dei siti internet.
  • Collegamenti - Anche questo serve soprattutto quando si naviga; qui appaiono i collegamenti ai vostri siti preferiti.

 

  • Barra della Lingua - Permette di gestire più facilmente le operazioni per utenti che usano più di una lingua o per i servizi di testo avanza ti, come il riconoscimento vocale o quello della grafia.
  • Desktop - Ogni elemento presente sul desktop sarà riprodotto anche sulla barra degli strumenti.

 

2.4  Avvio Veloce

E’ una zona in cui inserire delle mini-icone con cui far partire i programmi preferiti (Vedi fig. 2.3).  Per crearle, cliccate sull’icona del programma che vi interessa, trascinatela in questa zona e poi rilasciate il pulsante del mouse. Scegliendo Proprietà, potete variare alcune impostazioni del menu di avvio, dell’area di notifica e della barra delle applicazioni.

2.5  Area di notifica

Qui appaiono piccole icone che rappresentano alcune attività del computer: per esempio il controllo del volume o l'antivirus(Vedi fig. 2.3).  In base alte attività in corso, possono apparire temporaneamente anche altre icone.  Ad esempio, l'icona della stampante appare quando un file viene inviato alla stampante e scompare quando termina la stampa.  Facendo doppio clic con il sinistro o clic con il destro si aprono delle finestre che permettono di variare la configurazione dei programmi in questione. In Windows XP le icone temporaneamente inattive vengono nascoste all'interno dell'icona.

2.6  Menu di avvio
Cliccate col destro su una zona vuota della barra delle applicazioni, poi scegliete Proprietà - Menu di avvio: avrete la possibilità di scegliere tra lo stile del menu di avvio di Windows XP e quello classico delle versioni precedenti.Cliccando su Personalizza, avrete accesso ad altre possibili modifiche, per esempio Selezionare le dimensioni delle icone o impostare il numero di programmi elencati nella prima schermata del menu avvio.

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fig. 2.4 – Menu Avvio

Nella scheda Avanzate, potrete scegliere quali voci far apparire nel menu avvio, e se farle apparire come collegamento o come menu a scomparsa.

 

Qui, infine, si trova l’opzione per far apparire nel menu la cartella Documenti recenti, che consente un rapido accesso ai documenti aperti più di recente.

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fig. 2.5 - Personalizzazione

2.7  Menu di scelta rapida

I menu di scelta rapida vengono visualizzati quando si fa clic con il pulsante destro del mouse su un file o una cartella sul desktop, nel riquadro di destra della finestra di una cartella o su un punto vuoto della barra delle applicazioni o del desktop.
Per visualizzare l'intero menu di scelta rapida, tenere premuto MAIUSC mentre si fa clic con il pulsante destro.

Per utilizzare i menu di scelta rapida in Esplora risorse:

  • Aprire Esplora risorse.

Note:
Per aprire Esplora risorse, fare clic su Start, scegliere Tutti i programmi, Accessori e quindi fare clic su Esplora risorse.

  • Fare clic con il pulsante destro del mouse su un file o una cartella.
  • Verrà visualizzato un menu di scelta rapida che mostra i comandi più comuni relativi all'oggetto selezionato.

Cliccando sul Desktop con il tasto destro del mouse si aprirà il menu di scelta rapida relativo allo stesso desktop. Scorrendo il menu è possibile notare tutte le opzioni legate alle icone e alle proprietà del desktop.

2.8  Cenni preliminari sui file e sulle cartelle
La maggior parte delle operazioni di Windows riguarda l'utilizzo di file e cartelle. Le cartelle costituiscono il sistema di archiviazione dei file del computer, analogamente ai raccoglitori utilizzati per organizzare le informazioni in un archivio.  Le cartelle possono contenere numerosi tipi di file, ad esempio documenti, musica, immagini, video e programmi. Nelle cartelle è possibile copiare e spostare file da altre posizioni, ad esempio da un'altra cartella, da un altro computer oppure da Internet. È inoltre possibile creare delle cartelle all'interno di cartelle già esistenti.  Se si creano e archiviano file nella cartella Documenti, è ad esempio possibile creare una nuova cartella all'interno di Documenti che contenga i nuovi file. Se si decide di spostare la nuova cartella in un'altra posizione, è possibile spostarla facilmente insieme al suo contenuto selezionandola e trascinandola nella nuova posizione.

2.9  Utilizzo di Risorse del computer
In Risorse del computer è visualizzato il contenuto del disco floppy, del disco rigido, dell'unità CD-ROM e delle unità di rete. In Risorse del computer è possibile cercare e aprire file e cartelle nonché accedere alle opzioni del Pannello di controllo per modificare le impostazioni del computer

  • Per aprire Risorse del computer, fare clic su Start e quindi fare clic su Risorse del computer.

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fig. 2.6 – Risorse del computer

Un computer contiene decine di migliaia di documenti, chiamati file.  Molti di questi file regolano il funzionamento di Windows; molti altri fanno la loro comparsa nel vostro PC quando installate un programma.  Altri ancora siete direttamente voi a crearli: lettere, disegni, foto etc. I file sono raggruppati in sezioni chiamate cartelle. Per sfruttare al meglio le potenzialità del computer senza perdersi in questa marea di dati è importante organizzarti in maniera da facilitarne il ritrovamento.
Il metodo migliore per comprendere la struttura dei dati all'interno di un computer è visualizzarla.

  • Per far questo cliccate con il destro su start e scegliete Esplora. Si aprirà una finestra simile a quella che vedete qui sotto.

 

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fig. 2.7 – Esplora

Nello spazio di sinistra  è visualizzata la struttura del vostro computer, in forma compressa o in forma espansa. Per espandere un ramo del PC basta cliccare sul + alla sua sinistra (per comprimerlo basta cliccare sul -). Qui vengono visualizzate solo le cartelle e non i documenti.

Nella spazio a destra sono visualizzati gli elementi contenuti nella cartella in cui vi trovate in quel momento (che è evidenziata nella colonna di  sinistra).

La base del computer è il desktop.  In Windows XP esso comprende - sempre alcune grandi sezioni: la cartella Documenti, Risorse del Computer, Risorse di Rete e Cestino. 

Documenti è una cartella creata da Windows XP affinché voi vi salviate i documenti che create di volta in volta.  Al suo interno ci sono altre cartelle prestabilite, chiamate immagini e Musica, nelle quali conservare quel genere di file specifici.

In Risorse del computer (a cui si può accedere anche cliccando su start Risorse del computer) è visualizzato il contenuto del disco fisso (indicato dalla lettera C:), di tutti gli altri dischi rimovibili (come il floppy e il CD), la cartella Documenti Condivisi e una cartella Documenti per ogni utente che ha un suo account (profilo personale) in quel computer. Quando l'utente Giuseppe è collegato, la cartella Documenti Giuseppe coincide esattamente con la cartella Documenti che abbiamo visto prima: ogni cambiamento apportato in una, si ripercuoterà sull’altra.

 

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fig. 2.8 – Risorse del computer

“Disco locale C:” contiene tutti i file presenti nel disco fisso, ed è diviso in tre grandi sezioni (vedi fig. 2.9):

  • Documents and Settings  contiene i documenti e le impostazioni personali di ognuno degli utenti di quel computer;
  • Programmi è la cartella in cui vanno a posizionarsi tutti i programmi utilizzati da Windows: quelli già presenti e quelli che installerete voi (potete accedere a questi programmi cliccando su start -> Tutti i programmi).

Windows contiene tutto quanto è essenziale al funzionamento di Windows stesso. A meno che non abbiate un buon motivo, è buona regola evitare di toccare qualcosa in questa sezione.

 

Quando il numero di documenti creati (o copiati, come nel caso dei file musicati) diventa molto alto, le poche cartelle prestabilite di Windows non bastano più e conviene creare delle altre sotto-cartelle, in cui ordinare i vari file per tipologia: Lavoro, Giochi, Mamma, Papà etc. Potete creare queste nuove cartelle in un qualsiasi punto della struttura succitata, ma la cosa migliore, per come è impostato Windows XP, è tenere come punto di partenza la propria cartella Documenti personale. Per creare una nuova sotto-cartella, basta portarsi nella cartella desiderata, cliccare col destro in un qualunque punto dello spazio a destra, scegliere Nuovo e poi Cartella. Si creerà una nuova cartella, a cui potrete immediatamente dare il nome che volete. Ora la vostra "biblioteca" ha una sezione in più. Potete usarla per conservar-vi alcuni dei nuovi documenti che creerete, o sistemarvi alcuni file già esistenti, spostandoli da altre cartelle.

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fig. 2.9 – Disco locale C:

Le periferiche, come una stampante o una macchina fotografica. per funzionare correttamente richiedono che il PC possieda determinate caratteristiche.

  • Cliccate su start, quindi cliccate con il destro su Risorse del computer e scegliete Proprietà.  Si apre la finestra di Proprietà del sistema, nella quale trovate tutte le informazioni di cui avete bisogno riguardo al vostro PC.

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fig. 2.10 – Proprietà sistema

Nella scheda Generale si trovano informazioni riguardo al sistema operativo, i dati di chi lo ha registrato (oscurati nella nostra illustrazione per motivi di privacy), il tipo di processore e la memoria RAM. Netta scheda Hardware, cliccando su Gestione Periferiche otterrete un elenco di tutti i componenti presenti nel vostro computer, dal processare alla ventola. 

Cliccando sul + alla sinistra di ogni gruppo vengono visualizzati tutti i dispositivo facenti parte del gruppo.  Facendo clic con il destro su un qualsiasi componente, compare un piccolo menu, con voci che vi permettono di disattivarlo, disinstallarlo, aggiornarne i driver o modificarne le proprietà. Nella figura in alto per esempio il Controller SCSI “Microtek SimpleSCSI Miniport Drivers” non funziona correttamente; ciò è individuato da un punto esclamativo raffigurato sul dispositivo, oppure la Scheda di rete “Via Rhine II Fast Ethernet Adapter” è stata disattivata, visibile dalla X rossa raffigurata sul dispositivo di rete.

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fig. 2.11 – Gestione periferiche


2.10  Esplora risorse di rete

La cartella Risorse di Rete contiene qualcosa solo se il computer in questione è collegato in rete ad altri computer: per esempio a un secondo computer in casa o ad altri sul lavoro.  In tal caso, qui vengono visualizzati tutti i file relativi alle risorse di rete condivise.

 

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fig. 2.12 – Risorse di rete

 

2.11  Cestino

Il cestino contiene i file e le cartelle che sono state cancellate. Cliccando sopra l’icona si apre una finestra dove sono mostrati tutti i file cancellati. Sulla destra della finestra ci sono diverse funzioni per cancellare definitivamente questi file oppure ripristinarli dove erano prima.

 

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fig. 2.13 - Cestino

 

2.12  Finestre

Per poter svolgere un qualsiasi lavoro con il PC, come scrivere una lettera, navigare in internet o giocare. il computer ha bisogno del programma (o software apposito.  Ogni programma di Windows lavora all’interno di riquadri chiamati finestre.  Ecco come gestirle nelle loro funzioni principali. Facendo clic sul pulsante Riduci a icona la finestra sparirà dallo schermo senza chiudere il programma e diventerà un pulsante della barra delle applicazioni (vedi fig. 2.14). Il tasto di mezzo a può avere due aspetti: quando è un quadratino, cliccando su di esso la finestra occuperà l'intero schermo.  Quando ha l'aspetto di due quadratini sovrapposti, cliccando su di esso la finestra tornerà alle sue dimensioni originali. Il  tasto X chiudere la finestra. Quando la finestra non occupa tutto lo schermo, può essere spostata trascinandola. Fate clic sulla barra del titolo e, tenendo premuto il pulsante del mouse, spostate la finestra in un qualunque punto dello schermo.


 

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Area di
Lavoro

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fig. 2.14 – Finestra

Se ne possono anche variare le dimensioni: portate il mouse sul bordo della finestra fino a che il puntatore del mouse (la freccetta) non diventa una doppia freccia nera, cliccate e trascinate il bordo nella direzione desiderata.
Il funzionamento della gran parte dei programmi è controllabile attraverso due strumenti posti nella parte alta delle finestre.

2.13  I menu dei comandi
Ogni voce del menu contiene molte altre voci per controllare ogni singola opzione del programma(vedi fig.2.14).Per eseguire un comando, fate clic sul suo nome.Il menu file di solito contiene voci per creare un nuovo file, aprirne uno già esistente o salvare quello che state utilizzando. In questo menu, di solito,compaiono anche i comandi relativi alla stampa. In particolare, utilizzando anteprima di stampa potrete vedere un'anteprima dell’aspetto che il documento avrà una volta stampato su carta.
In questo esempio, il menu file contiene anche il nome degli ultimi documenti aperti con il programma in questione, in modo da poterli recuperare più velocemente.  A fianco di certe voci di menu sono elencate delle combinazioni di tasti.  Premere questi tasti produce esattamente lo stesso effetto che scegliere quella tal voce del menu.  Si tratta delle cosiddette scorciatoie.  In questo esempio premere Ctrl+N consente di aprire un nuovo documento.

2.14  Le barre degli strumenti
Contengono delle icone che servono ad accedere velocemente ad alcune funzioni del programma.  In questo esempio, cliccando sulla quinta icona da sinistra si manderà in stampa il documento visualizzato(vedi fig.2.14).  Dal punto di vista pratico è esattamente lo stesso usare queste icone o usare i comandi dei menu, è solo una questione di gusti.  Che usiate i menu, le scorciatoie o le icone, in certi casi per completare un comando sono necessarie ulteriori informazioni; in tal caso dovrete inserirle nella finestra di dialogo che apparirà. 
Per inserire queste informazioni, potrebbe essere necessario:

  1. Fare clic su una casella di testo e digitare il testo.
  2. Selezionare una voce in una casella di riepilogo facendo clic sul pulsante con la freccia per aprire l'elenco e facendo quindi clic sulla voce desiderata.
  3. Selezionare una sola opzione facendo clic su un pulsante di opzione.
  4. Contrassegnare con un segno di spunta la casella di controllo accanto a una o più opzioni che volete selezionare.

 

 

4

 

3

 

2

 

1

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fig. 2.15 – Opzioni Stampa

 

2.15  Area di Lavoro
Questa è la parte dello schermo in cui potete inserire dati e visualizzare o modificare quelli già esistenti(vedi fig.2.14). Se non vedete l'intero contenuto di un file nella finestra, trascinate la barra di scorrimento oppure fate clic sui pulsanti di scorrimento che vedete sul lato e/o sulla parte inferiore della finestra per spostare il contenuto verso l'alto, verso il basso o lateralmente. Il desktop è il punto di partenza principale da cui accedere alle varie funzioni del computer Molti aspetti del desktop possono essere variati: si va da un semplice cambio dei colori a un differente posizionamento delle icone.

 

 

 


Capitolo 3 – Gestione delle cartelle
I programmi che possono operare nei computer dotati di Windows sono decine di migliaia.  In un computer nuovo ne sono già presenti alcuni, ma potete aggiungerne altri in base alte vostre esigenze, prelevandoli da appositi CD-Rom (o DVD) o scaricandoli da internet.
Ogni programma di solito è fornito insieme alle istruzioni per installarlo.  In genere, comunque, la procedura è sempre la stessa, sia per installare un programma, sia per rimuoverlo dal PC quando non lo volete più.

3.1  Installare un programma
Se il software è fornito su CD-Rom (o DVD), basta inserirlo nell'apposito lettore e nella maggior parte dei casi - il programma di installazione si awierà automaticamente.  Se questo non dovesse accadere, scegliete start - Risorse del computer - fate doppio clic sull'icona che rappresenta la periferica in cui avete inserito il disco (di solito il lettore di CD o DVD è caratterizzato dalla lettera D:) e cercate un file dal nome setup, install o simili.

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fig. 3.1 - Setup

Facendo doppio clic su di esso avrebbero avviarsi le operazioni di installazione: seguite le eventuali istruzioni che appaiono sul video. Se non trovate nemmeno un file con questo nome, cercate un file di tipo "applicazione", che abbia il nome del programma che state cercando di installare e azionarlo con un doppio clic, o ancora cercate un file di testo che si chiami Readme, che dovrebbe contenere le istruzioni per una corretta installazione.
Per come installare un programma scaricato da internet.

3.2  Rimuovere un programma
I migliori software al momento dell’installazione installano anche un programmino (usualmente chiamato disinstallazione, uninstall o simili) per rimuovere il software stesso.  Questi programmi di solito si trovano nella stessa sottocartella del menu start in cui viene installato il software a cui sono riferiti.  Purtroppo non tutti i programmi sono forniti di questo elemento "di cortesia" (un po' come quei negozi in cui ci sono le scale mobili per entrare, ma non per uscire.  Se la funzione di disintallazione è assente, dovete far ricorso alla funzione Installazione applicazioni di Windows, che potete trovare scegliendo start -> Pannello di controllo.

 

 

 

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fig. 3.2 – Installazione applicazioni

 

Selezionando Cambia/Rimuovi programmi (vedi fig. 3.3), vengono elencati i programmi attualmente installati nel vostro computer (esclusi quelli integrati in Windows, come per esempio Explorer). Per ognuno di questi programmi sono evidenziate le dimensioni, la frequenza di utilizzo e la data di ultimo utilizzo. Cliccando su Cambia/Rimuovi partirà la procedura di rimozione del programma.
Nella stessa finestra sono disponibili altre due opzioni:

  • Aggiungi nuovi programmi, che risulta piuttosto inutile, visto che è più semplice effettuare l'installazione per altre vie.

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fig. 3.3 - Installazione

  • installazione Componenti di Windows invece è più utile e vi consente di aggiungere o rimuovere componenti di Windows.  Se, per esempio, volete attivare la funzionalità di invio/ricezione fax dovrete fare un segno di spunta netta casetta apposita e cliccare su Avanti.  Può darsi che, per completare l'operazione, vi sia richiesto di inserire il CD di Windows, quindi tenetelo a portata di mano.

 

3.3  Cenni preliminari sulle cartelle compresse
Windows XP permette di utilizzare un suo programma per la compressione dei file e delle cartelle. La compressione delle cartelle, con la funzionalità “Cartella compressa”, permette di sfruttare meno spazio su disco e il trasferimento più rapido dei file e dei programmi in altri computer. È possibile utilizzare una cartella compressa e i file o programmi in essa inclusi come una cartella non compressa. Dopo aver creato una cartella compressa, identificata dall'icona con il simbolo della cerniera lampo, è possibile comprimere file, programmi o altre cartelle trascinandoli sulla cartella compressa. È possibile visualizzare direttamente i file inclusi in una cartella compressa oppure estrarli prima di aprirli. Alcuni programmi possono essere eseguiti direttamente dalle cartelle compresse senza estrarli. Tuttavia, per eseguire programmi che dipendono da altri file, è necessario estrarre prima questi ultimi.
Le cartelle compresse possono essere spostate in qualsiasi unità o cartella del computer. È inoltre possibile condividere cartelle compresse con altri utenti, anche se utilizzano programmi di compressione file diversi.  È possibile proteggere con una password le cartelle compresse. In tal modo è possibile proteggere i dati salvati in una cartella di rete condivisa, allegati a un messaggio di posta elettronica o trasferiti tra casa e ufficio utilizzando dischi floppy.  Se l'unità è formattata come NTFS esiste un metodo alternativo per comprimere i file, ovvero la compressione di file NTFS. Tuttavia, tra la compressione di file NTFS e la funzionalità Cartella compressa esistono differenze significative. Per ulteriori informazioni sulle similitudini e le differenze tra la compressione di file NTFS e la funzionalità Cartella compressa.

Nota:
L'installazione di un programma di compressione diverso da quello di Windows XP (per esempio WinZip) determina l'eliminazione della voce Cartella compressa dal menu di scelta rapida e la sua sostituzione con l'icona del nuovo programma di compressione
Per aggiungere file a una cartella compressa:

  • Aprire Risorse Computer quindi passare alla cartella compressa.
  • Trascinare i file sulla cartella compressa per comprimerli.

Note:

  • Per aprire Risorse del computer, fare clic su Start e quindi fare clic su Risorse del computer.
  • Fare doppio clic sui programmi e i file nelle cartelle compresse per aprirli.

Le cartelle compresse sono identificate dalle icone con il simbolo della cerniera lampo.
Per creare una cartella compressa:

  • Aprire Risorse Computer.
  • Fare doppio clic su un'unità o una cartella.
  • Scegliere Nuovo dal menu File e quindi Cartella compressa.
  • Digitare il nome della nuova cartella e quindi premere INVIO.

Note:

  • Per aprire Risorse del computer, fare clic su Start e quindi fare clic su Risorse del computer.
  • Per creare una cartella compressa è inoltre possibile fare clic con il pulsante destro del mouse sul desktop, scegliere Nuovo e quindi Cartella compressa.

Le cartelle compresse sono identificate dalle icone con il simbolo della cerniera lampo.
Se si prevede di condividere le cartelle compresse con utenti di altri sistemi è consigliabile limitarne il nome a otto caratteri, con estensione zip.


Per estrarre file da una cartella compressa:

  • Aprire  Risorse Computer e quindi passare alla cartella compressa.

Eseguire una delle operazioni seguenti:

  • Per estrarre un file o una cartella, fare doppio clic sulla cartella compressa per aprirla. Trascinare quindi il file o la cartella dalla cartella compressa in una nuova posizione.
  • Per estrarre tutti i file o tutte le cartelle fare clic con il pulsante destro del mouse sulla cartella compressa e quindi scegliere Estrai tutto. In Estrazione guidata cartelle compresse specificare la posizione in cui si desidera archiviare i file estratti.

Note:

  • Per aprire Risorse del computer, fare clic su Start e quindi fare clic su Risorse del computer.

Le cartelle compresse sono identificate dalle icone con il simbolo della cerniera lampo.
Se il file è protetto con una password è necessario immetterla per poterlo estrarre nella cartella specificata.  Quando un file viene estratto una copia compressa resta nella cartella compressa. Per eliminare la versione compressa, fare clic con il pulsante destro del mouse sul file e quindi scegliere Elimina.  Quando si estrae un file protetto da una password da una cartella compressa, il file estratto non è più protetto.

 

3.4  Usare WinZip

WinZip è un software commerciale conosciuto in tutto il mondo che permette la compressione dei file. L' utilizzo di Winzip è estremamente intuitivo, in 10 minuti di smanettamento è possibile impararne il 90% delle funzioni per soddisfare il 100% delle esigenze di un normale utilizzatore. Un' occhiata alla maschera principale del programma è comunque bene darla. Per accedervi basta un doppio click sulla relativa icona o su un qualsiasi file zippato. La maschera che compare è composta da una parte "superiore" e da una "inferiore", nella prima trovano posto i menù e una serie di pulsanti (personalizzabili) per un rapido accesso alle funzioni principali, nella seconda troveranno posto i file, per i quali troverete un ampia e personalizzabile gamma di informazioni. Ogni file compresso può essere "visto" in anteprima senza che venga scompattato (doppio click sul file).

 

 

 

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fig. 3.4 - WinZip

 

 

Selezionando i file o l’intera cartella che si vuole scompattare, si apre una finestra dove è possibile individuare la destinazione dove i file saranno estratti. Cliccando su Extract il processo di estrazione verrà eseguito.

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fig. 3.5 – Extract

 
 

 

 
Decomprimere

Per la decompressione o estrazione l'utilizzo più pratico di Winzip si ha attraverso il menù di scelta rapida del mouse (Dx mouse). Una volta installato WinZip, vengono inserite quattro opzioni a questo menù. E’ sufficiente selezionare i file da decomprimere e scegliere da qui l'opzione desiderata. Se non avete esigenze particolari (allegare il file ad una mail o creare un autoscompattante) vi basterà utilizzare le prime due opzioni, la seconda è per chi non ha voglia di fare nulla, la prima è per chi vuole avere un po' più potere decisionale. In tutti i casi il prezzo da pagare per la versione non registrata del programma, è la schermata di conferma. Scegliendo di decomprimere il file dalla finestra principale occorre aprire l'archivio tramite il tasto open o con un doppio click sul file in questione e cliccare su Extract  (vedi fig. 3.5) per avviare la relativo finestra di dialogo del tutto identica a quella della modalità dx mouse.

 

Comprimere

L'utilizzo più pratico di Winzip si ha attraverso il menù di scelta rapida del mouse (Dx mouse). Una volta installato WinZip, vengono inserite tre opzioni al menù di scelta rapida (vedi cap.2 par. 2.7), è sufficiente selezionare i file da comprimere e scegliere da qui l' opzione desiderata. Se la vostra scelta sarà "add to nomefile. zip" o "Add and Mail", dopo aver passato la schermata di conferma avrete ciò che volevate, ma se sceglierete "Add to Zip" dovrete e potrete impostare alcune simpatiche opzioni nella finestra di dialogo intitolata "Add" con un aspetto identico all'immagine a lato. Fate le vostre scelte dispensa informaticaed avrete il vostro file zippato.

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3.5  Cenni preliminari sulla stampa
Le operazioni di stampa in Windows iniziano con l'attivazione di una connessione a una stampante. Dopo la connessione è possibile procedere alla stampa di file, tenere traccia dello stato di avanzamento dei processi di stampa, nonché annullare o riavviare i processi di stampa.  

 

3.6  Connettersi alla stampante
Le procedure per la connessione di una stampante variano a seconda che la stampante sia collegata direttamente al computer in uso o a un diverso computer disponibile in rete.

 

3.7  Per collegare una stampante al computer
La maggior parte delle stampanti di nuova fabbricazione supporta la tecnologia Plug and Play, ma molte stampanti meno recenti non dispongono di questo supporto. Le procedure per l'installazione di una stampante collegata direttamente al computer variano a seconda che la stampante supporti o meno la funzionalità Plug and Play.

  • Consultare la documentazione della stampante o controllare le informazioni disponibili nella confezione. La maggior parte dei produttori di stampanti segnala in modo evidente il supporto della funzionalità Plug and Play. Controllare l'elenco delle caratteristiche della stampante per verificare se supporta la funzionalità Plug and Play.
  • Controllare il connettore sull'estremità del cavo della stampante che verrà collegata al computer.
  • Se il connettore per il collegamento del cavo della stampante al computer è un connettore di tipo USB, allora la stampante supporta la funzionalità Plug and Play.


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Connettore USB (tipo A)

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Connettore USB (tipo B)

 

Se il connettore per il collegamento del cavo della stampante al computer è un connettore parallelo, la stampante potrebbe supportare la funzionalità Plug and Play, in quanto le stampanti Plug and Play meno recenti utilizzano questo tipo di connettore. Se la funzionalità è effettivamente supportata, il computer segnala il riconoscimento della stampante dopo averla accesa e aver collegato il cavo della stampante al computer.
Se il connettore per il collegamento del cavo della stampante al computer è un connettore seriale, allora la stampante non supporta la funzionalità Plug and Play.

 

Connettore parallelodispensa informatica

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Connettore seriale a 9 pin

 

3.8  Trovare il file che si desidera stampare
Indipendentemente dal fatto che si desideri stampare una fotografia o un messaggio di posta elettronica, una relazione aziendale o una lettera personale, in questo argomento sono disponibili informazioni dettagliate per la ricerca dei documenti da stampare.

3.9  Stampare un file
Dopo aver individuato il file che si desidera stampare, procedere come segue. Per stampare un documento:

  • Aprire il documento che si desidera stampare.
  • Scegliere Stampa dal menu File nel programma in esecuzione.

Durante la stampa di un documento verrà visualizzata un'icona a forma di stampante nell'area di notifica. Al termine della stampa, l'icona scomparirà.

Note:
È possibile stampare un documento senza aprirlo trascinandone l'icona su una stampante in Stampanti e fax o su un collegamento alla stampante nel desktop
Dopo aver inviato il file alla stampante, è possibile controllare lo stato di avanzamento dell'operazione in Windows.

3.10  Interrompere la stampa di un file
Se si è inviato un file errato alla stampante o la stampa richiede troppo tempo, è possibile annullare il processo di stampa e rimuoverlo dalla stampante cliccando sull’icona della stampante nell’ Area di notifica. All’interno della finestra sono mostrati i documenti in coda per la stampa. Cliccando con il tasto destro del mouse sul documento, si potrà annullarne la stampa ed eliminarlo dalla lista.
Capitolo 4 – Accessori del PC

4.1  Compact Disk  
Con la stessa tecnologia ottica utilizzata per i compact disk musicali, è possibile incidere un dischetto contenente un archivio di dati. Il formato dei compact disk è unico, ed unico è il formato del lettore di CD, che a sua volta è del tutto diverso da quelli utilizzati per i CD musicali. La struttura dei dati segue, però, alcuni standard diversi, ma la gran parte dei software per la gestione del lettore di compact disk è in grado di interpretarli tutti. I disk drive per compact disk possono quindi leggere tutti i dischetti in commercio.
Un CD permette solo la lettura e mai la registrazione. La sua fabbricazione prevede, infatti, non una registrazione diretta sul dischetto, ma la pressofusione in plastica di ciascun esemplare a partire da un originale. Per questa limitazione, i compact disk vengono anche chiamati CD-ROM, assimilandoli alla memoria ROM, di sola lettura. La superficie del dischetto è composta da minuscole scanalature che rappresentano i singoli bit. Un raggio laser, all'interno del disk drive, colpisce la singola scanalature e il disk drive è in grado di tramutare la rifrazione del raggio in segnali elettrici da inviare al computer.
Esistono disk drive per CD-ROM singoli o multipli. In questo caso si possono inserire nel lettore più compact disk, che possono essere alternati in lettura senza la necessità di effettuare lo scambio materialmente.

4.2  Masterizzatori CD-R
La diffusione e la praticità dei CD-ROM ha avuto un notevole incremento con la nascita e la diffusione dei masterizzatori da scrivania per registrare dati su CD-ROM scrivibili.
Produrre CD-ROM era un procedimento macchinoso, lungo e costoso. Bisognava mettere a punto, registrandolo su un normale disco rigido, un prototipo del contenuto del CD-ROM, verificando e correggendo al massimo il software ed i dati, in quanto poi sarebbe stato impossibile correggere i CD-ROM prodotti. Questo originale doveva essere affidato ad una società specializzata, la quale provvedeva, con costosi dispositivi, a produrre una singola copia del CD-ROM, chiamata master. Una volta riesaminato il master, ed eventualmente producendone un altro definitivo, questo veniva utilizzato per lo stampaggio dei CD-ROM da commercializzare. La verifica del master doveva essere accuratissima, in quanto un errore presente sul master portava alla tragica situazione nella quale tutti i CD-ROM prodotti dovevano essere buttati via per stamparne altrettanti con il software corretto.
Gli impianti per lo stampaggio dei CD-ROM sono identici a quelli per i CD musicali, quindi erano le stesse aziende che ne effettuavano la produzione. Un numero basso di copie portava ad un altissimo costo per la singola copia di CD-ROM, tanto più che si doveva ammortizzare anche il costo di masterizzazione. Tirature inferiori alle 1.000 copie avevano costi proibitivi. La diffusione dei lettori di CD-ROM ed il loro abbassamento di prezzo hanno ampliato la base degli acquirenti, e questo ha reso più economico stamparli. Effettuare poche decine di copie, tuttavia, era ancora anti-economico.
I masterizzatori da scrivania hanno risolto il problema, rendendo possibile ed economico produrre non solo poche copie di un CD-ROM, ma addirittura uno solo. Sono nati i CD-R, cioè CD-ROM scrivibili, che possono immagazzinare fino a 650-700 Mb di dati o software.
I CD-R sono diversi dai CD-ROM. Mentre questi ultimi sono stampati meccanicamente ed immodificabili, i CD-R possono essere sia letti (anche dai normali lettori per CD-ROM) che scritti.
La sua superficie è ricoperta da un materiale policristallino che, scaldato ad alta temperatura dal raggio laser, passa dallo stato riflettente a quello amorfo, non riflettente.
Il problema è che l’operazione di scrittura su un CD-R può avvenire una sola volta. Il problema era più complesso con i primi masterizzatori, che utilizzavano la tecnologia Disk at Once. Cioè una volta registrato qualcosa su un disco, non si poteva più aggiungere nulla. Poiché la quantità di dati che si possono immagazzinare su un CD-R è notevole, occorreva parecchio tempo prima che si riuscisse a mettere insieme 650 Mb di dati da archiviare. D’altra parte era poco economico utilizzare un CD-R per registrarvi solamente 20 o 40 Mb. La seconda generazione di masterizzatori utilizza la tecnologia multisessione Track at Once. Cioè si può registrare sul CD-R anche in più sessioni, in tempi diversi. L’unità minima di registrazione è la traccia, e per ogni sessione di registrazione si possono registrare una o più tracce, fino a raggiungere il numero massimo di 99. Ovviamente basta impegnare una traccia anche solo per pochi dati, perché quella traccia non sia più disponibile nella sessione successiva. Mentre il contenuto del disco non è ancora definitivo, il CD-R può essere letto solamente dal masterizzatore e non viene riconosciuto dai lettori di CD-ROM. Il CD-R diventa CD-ROM, cioè può essere letto dai normali drive, solamente quando vi si registrano le informazioni necessarie perché sia riconosciuto. Da questo momento non si possono aggiungere più tracce. Entrambe queste tecnologie hanno un grosso inconveniente: il flusso dei byte dal computer al laser deve essere continuo ed ininterrotto. Se si verifica il minimo inconveniente (magari dovuto ad un’attività in multitasking, all’intervento di un salvaschermo, al controllo periodico di un antivirus...) il processo di scrittura si interrompe ed il CD-R diventa inutilizzabile. Questo errore, terrore di chiunque lavori con i masterizzatori, si chiama “buffer underrun”. Una volta finita la registrazione sul CD-R, questo diventa un normale CD-ROM, conforme allo standard ISO 9660, con l’unica differenza che i normali CD-ROM sono di colore argentato ed i CD-R sono dorati. Questa colorazione dipende dal materiale policristallino presente sulla sua superficie. Esistevano CD-R con altri materiali, di colori verde e celeste, ma avevano prestazioni inferiori. I masterizzatori hanno, di solito, due velocità: una di scrittura ed una di lettura. La velocità di scrittura è ovviamente inferiore a quella di lettura, in quanto l’operazione è molto più complessa. In lettura abbiamo velocità fino a 52x, mentre in scrittura possiamo avere 24x o 48x.

4. 3  Masterizzatori CD-RW
I normali masterizzatori per CD-ROM consentono di registrare sul CD-R una sola volta. I masterizzatori di tipo CD-RW, invece, posso essere utilizzati come un vero e proprio hard disk, poiché consentono di registrare, cancellare e di nuovo registrare dati sul CD-ROM anche parzialmente ed in tempi diversi. La tecnica di registrazione viene chiamata Packet Writing, e consiste nella capacità di inviare dati al masterizzatore suddivisi in pacchetti, ognuno di dimensioni inferiori alla capacità del buffer, evitando così il famigerato errore “buffer underrun” tipico dei masterizzatori Disk At Once o Track At Once. Ciascun CD-RW può essere cancellato e riscritto totalmente per 1.000 volte circa. E’ indubbiamente un passo avanti rispetto ai CD-R immodificabili, anche se ancora lontano dai dischi ottici cancellabili e riscrivibili fino a un milione di volte.
La tecnologia è simile a quella CD-R: un laser che scalda ad alta temperatura lo strato policristallino e lo rende amorfo. La cancellazione, cioè la possibilità del materiale cristallino a tornare riflettente, si ottiene scaldandolo a temperatura meno alta ma per più tempo. Vi sono, però, due grossi problemi che ne ostacolano la diffusione. Il primo è che i CD-RW adottano un nuovo standard, ISO 13490, incompatibile con ISO 9660 e quindi con hardware e software che riconosca solamente il ISO 9660. In particolare, con i lettori di CD-ROM prodotti prima dell’invenzione dei CD-RW. D’altra parte ISO 9660 è un formato statico ed i file di sistema non possono essere modificati, è adatto cioè ad un disco immodificabile e non è possibile utilizzarlo per dischi modificabili. Il secondo problema è di natura hardware: i CD-RW, in lettura, riflettono molto meno la luce del laser, solamente un quarto di quella riflessa dai CD-ROM. E questo rende impossibile a molti dispositivi di utilizzarli. In pratica, i CD-RW possono essere letti con sicurezza solamente dai masterizzatori CD-RW e da pochi altri lettori: quelli Multi Read e i lettori di DVD (ma non tutti). Data la scarsa diffusione, i masterizzatori CD-RW hanno ancora un alto costo, così come i singoli CD-RW. Questi ultimi, ad esempio, costano 5 volte più di un CD-R.

 

4.4  Scheda video
Perché sia possibile la visualizzazione dei segnali del computer sullo schermo del monitor, questi devono essere elaborati e trasformati in segnali video. Tutto ciò che appare sul monitor viene inviato dal computer ad una scheda di interfaccia inserita in un connettore oppure, nel caso dei computer portatili o dei computer desktop più semplici, integrata sulla scheda madre.
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fig.4.1 – Scheda video

Caratteristiche tecniche  
La prima parte della scheda è costituita da una serie di chip di memoria RAM, nei quali vengono caricati i dati che devono essere visualizzati sullo schermo. Questa memoria, chiamata video RAM, ha una capacità che varia da 64Mb ad 128Mb. La video RAM costituisce una specie di mappa geografica dello schermo. La visualizzazione sul monitor avviene tramite l'accensione di punti luminosi sulla superficie interna dello schermo: ogni parte della memoria rappresenta un punto sul video.
Quanta memoria sia necessaria come video RAM è determinabile solo in funzione di due fattori: il numero dei colori usati e la risoluzione dello schermo. I primi video avevano la capacità di visualizzare immagini solamente in un colore. Con l'avvento dei monitor a colori si sono resi disponibili prima 8, poi 16, poi 256, quindi 65'536 ed infine oltre 16 milioni di tonalità. Per risoluzione si intende l'accuratezza e la nitidezza delle immagini visualizzate. Se queste sono formate da punti luminosi, più questi sono piccoli e vicini l'uno all'altro, più l'immagine appare nitida. Maggiore è la quantità di punti, migliore è la risoluzione. L'unità di misura della risoluzione è il punto, chiamato anche, dai professionisti della grafica, pixel. Una risoluzione di 748 per 350 punti vuol dire che lo schermo è formato da un reticolo di 748 punti di base e 350 punti in altezza: l'immagine che appare è composta da 261'800 punti. Con speciali schede è possibile avere una risoluzione di 2'048 per 2'048 punti, nel qual caso l'immagine sullo schermo è composta da 4'194'304 punti. I dati presenti nella video RAM vengono trasferiti al monitor, a seconda delle necessità di visualizzazione, in modo che le immagini che essi rappresentano appaiano sullo schermo. Il modo nel quale questi dati vengono interpretati per potere essere impressi sullo schermo, viene determinato dall'adattatore grafico presente sulla scheda, che funziona da interfaccia fra la video RAM ed il monitor. I dati contenuti nella memoria video vengono tradotti dall'adattatore in una serie di istruzioni comprensibili dal monitor.

Adattatore e monitor devono "parlare" nello stesso linguaggio di istruzioni. Questo linguaggio viene chiamato standard grafico. Lo standard grafico non è unico, ma varia a seconda delle caratteristiche di visualizzazione che richiediamo al nostro computer.

VGA
Lo standard attualmente affermato e più diffuso è il Virtual Graphics Array, che ha una risoluzione ancora migliorata e l'uso di 256 colori scelti fra una dotazione di 65'536, ad una risoluzione che supera tutti i precedenti: 720 per 480 punti. Il VGA è presente nella gran parte dei computer in commercio. Richiede 512Kb di video RAM.

SVGA
Il UltraVGA consente la visualizzazione con 16 colori con risoluzione di 1'024 per 768 punti. Richiede 512Kb di video RAM.

 

4.5  La tastiera 
Lo scopo della tastiera è duplice. Da una parte serve per introdurre dati nel computer, dall'altro per impartire i comandi per l'esecuzione delle elaborazioni.  La corrispondenza fra tastiera e schermo viene evidenziata dal cursore. Si tratta di un segno di sottolineatura, di un blocchetto colorato o di una barretta verticale, che ci indica la posizione nella quale appariranno i dati corrispondenti ai tasti che premiamo. Ogni volta che premiamo il tasto di una lettera, questa appare sullo schermo al posto del cursore, e questo si sposta sulla destra di una posizione.  Se stiamo lavorando con un programma di videoscrittura, il cursore sarà libro di muoversi per tutto lo schermo, mentre se stiamo immettendo informazioni in una base di dati il cursore potrà solo muoversi all'interno dei campi prestabiliti ed andare da un campo all'altro.  Il cursore, oltre che in seguito alla scrittura di un carattere, si muove anche per la pressione di uno dei tasti cursore. Questi si trovano sulla tastiera, come vedremo.


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Tastierino
numerico

 dispensa informatica                                                             fig. 4.2 – La Tastiera

Caratteristiche tecniche  - Tasti alfanumerici
La parte principale della tastiera è dedicata ai tasti alfanumerici come quelli della macchina da scrivere, anche se ordinati in maniera diversa. Ciò consente di introdurre qualsiasi tipo di dati: lettere, cifre, segni di punteggiatura, segni matematici, caratteri come lettere accentate o parentesi.  Insieme ai tasti ordinari, sono presenti due tasti modificatori che, premuti insieme ad altri tasti, assumono funzioni particolari. Questi tasti sono contrassegnati come:

    • Ctrl o Control
    • Alt

Le diverse combinazioni di tasti, ed il loro eventuale significato, sono determinate dal software che è in esecuzione in quel momento. Alcune funzioni sono abbastanza frequenti, come quella Alt e lettera "F4" che provoca l'uscita dal programma, e Ctrl e lettera "C" per copiare un testo selezionato.  Alcuni tasti di lettere, se premuti insieme al tasto Alt, producono segni grafici particolari. In ogni caso, il tasto modificatore e la lettera abbinata vanno premuti contemporaneamente.  La particolare combinazione di tasti  Ctrl Alt Del  premuti contemporaneamente, provoca il riavvio del computer, con la stessa conseguenza di spengerlo e riaccenderlo. Qualunque programma o lavoro sia in quel momento in esecuzione o presente in memoria, viene cancellato.
Nella parte alfanumerica della tastiera troviamo anche:

  • Backspace, per cancellare il carattere che si trova alla sinistra del cursore; 
  • Return, per terminare il paragrafo in scrittura e mandare il cursore all'inizio della riga nuova. Nei programmi di gestione delle basi di dati questo tasto conclude l'elaborazione della schermata;
  • Tab, che sposta il cursore di un tabulatore. Nei programmi di gestione delle basi di dati questo tasto fa passare il cursore al campo successivo;
  • Shift, se premuto insieme ad un tasto alfanumerico, provoca la scrittura della lettera maiuscola, del numero e del carattere speciale rappresentato nella parte superiore del tasto;

 

4.5.1  Tastierino numerico

La parte destra della tastiera è invece dedicata ai tasti numerici, in similitudine delle calcolatrici da tavolo. I tasti numerici sono raggruppati per consentire l'introduzione rapida delle cifre. Accanto si trovano i tasti degli operatori di divisione, moltiplicazione, sommatoria, sottrazione ed uguale. Sia i tasti numerici che quelli degli operatori sono ripetuti, in quanto si trovano sia nel tastierino che nell'insieme dei tasti ordinari. Spesso il tastierino numerico ha un doppio uso. Il tasto in alto a sinistra, contrassegnato "Num Lock" fa alternare le due funzioni.
Se "Num Lock" è attivo, e ciò è segnalato da una spia luminosa che si accende, il tastierino ha la sua funzione numerica. Se "Num Lock" è sbloccato, e la spia spenta, i tasti assumono funzioni speciali come:
-PgUp, che torna indietro nella visualizzazione di una schermata; 
-PgDown, che avanza nella visualizzazione di una schermata;
-Home, che pone il cursore all'angolo in alto a sinistra dello schermo;
-End, che pone il cursore all'angolo in basso a destra dello schermo;
-Ins, per inserire uno spazio vuoto fra due caratteri nei programmi di videoscrittura;
-Del, per cancellare il carattere su cui si trova il cursore nei programmi di videoscrittura;
-quattro tasti cursore, contrassegnati da una freccia. Premendoli, il cursore si sposta sullo schermo di una posizione con la direzione corrispondente alla freccia.
Fra la tastiera alfanumerica ed il tastierino numerico, si trovano altri tasti speciali:
- PgUp;
- PgDown;
- Home;
- End;
- quattro tasti cursore;
duplicati rispetto a quelli presenti in seconda funzione sul tastierino numerico.
 

4.5.2  Tasti funzione

Nella parte superiore della tastiera troviamo:

    • Esc, che permette di rinunciare ad un comando impartito;
    • 12 tasti funzione, contrassegnati da "F1" a "F12". Questi tasti assumono diversi significati a seconda del programma che è in esecuzione;
    • PrtSc, che invia alla stampante una copia dell'immagine attuale dello schermo;
    • Scroll Lock, per bloccare lo scorrimento di informazioni sullo schermo;
    • Pause, interrompere l'esecuzione di un comando.

I tasti funzione sono molto importanti, perché spesso riassumono intere sequenze di tasti, permettendoci di lavorare con maggiore velocità e speditezza. Spesso il programma in esecuzione visualizza nella parte bassa dello schermo i significati dei vari tasti abilitati.
In alcune tastiere di vecchio tipo, chiamate tastiere "standard", ma che in realtà non sono più prodotte, i tasti funzione sono situati in due colonne sulla sinistra della tastiera. Questo tipo di tastiere avevano solamente 83 tasti, mentre le tastiere attualmente in commercio, chiamate tastiere "estese" hanno 101 tasti.

 
4.5.3  La nazionalizzazione
La maggior parte delle tastiere vengono prodotte per il mercato americano, ma non esistendo in inglese le lettere accentate, non vi sono tasti per produrle sullo schermo. A parte la lingua inglese, tutti i linguaggi esistenti utilizzano lettere accentate e caratteri speciali, ed ogni alfabeto ne possiede di diverse.  Le lingue nordiche, ad esempio, hanno una lettera "O" sbarrata ed una lettera formata da "A" ed "E" unite. Gli spagnoli hanno il punto interrogativo e quello esclamativo capovolti, oltre alla "n" con la cediglia. Le lingue slave usano una "I" ed una "L" sbarrate. Esistono poi lettere maiuscole sovrastate da accenti, due punti od un pallino, e così anche molte vocali minuscole.  L'elenco può essere molto lungo, e per ogni lingua deve esistere una tastiera particolare che ne rappresenti, sui tasti, i segni speciali. Solo così i computer possono essere utilizzati in tutto il mondo.
Considerando i paesi occidentali ed europei, sono state prodotte venti tipi di tastiere con impostazioni diverse. Per non parlare delle tastiere per i paesi arabi od orientali, nei quali l'alfabeto è totalmente diverso.  La nazionalizzazione è un aspetto molto importante, perché avere un computer con una tastiera non italiana vuol dire non poter scrivere correttamente molte parole. Tutte le lettere accentate dovranno essere digitate senza, facendole seguire da un accento. Se talune volte ciò è tollerabile, nella gran parte dei casi non lo è. Tanto più se un computer con la tastiera italiana ha un costo uguale ad un altro con la tastiera americana.  La nazionalizzazione della tastiera deve essere comunque indicata con un apposito comando al sistema operativo, altrimenti nessun programma la potrebbe utilizzare ed i caratteri che appaiono sullo schermo sarebbero differenti da quelli che contrassegnano i tasti.

4.5.4  Qualità della tastiera

Lavorando molte ore di seguito ad un computer, digitando in continuazione, è facile sentire le dita indolenzite o l'articolazione del polso. Sono due situazioni patologiche derivate dall'uso di una tastiera inadatta nella pressione sui tasti, la seconda nell'inclinazione della tastiera.  Non è possibile definire uno standard oggettivo per giudicare una "buona" tastiera e il criterio di scelta è una prova almeno di qualche minuto di digitazione. I tasti non devo essere né troppo duri da premere, né troppo cedevoli. Nel primo caso si ha un affaticamento eccessivo a causa dello sforzo dei muscoli delle dita, nel secondo l'arrivo troppo violento a fine corsa dei tasti provoca una serie di microtraumi che si ripercuotono sui legamenti.
La posizione ideale per scrivere vede i polsi appoggiati sul davanti della tastiera e le dita che si protendono sui tasti. Se la tastiera è troppo o troppo poco inclinata, il polso dovrà muoversi troppo e le dita troveranno difficoltà a raggiungere i tasti. Poiché la giusta inclinazione è determinata dalla lunghezza delle dita, la tastiera da acquistare deve avere assolutamente l'inclinazione regolabile di modo che si possa adattare alle nostre mani. Una tastiera troppo bassa costringe i polsi ad alzarsi dal ripiano. La battitura con le mani che si muovono sulla tastiera, senza appoggiarsi al tavolo, provoca un indolenzimento sia della mano che dei muscoli del braccio.

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fig. 4.3 – buona tastiera

Il problema è rappresentato dal fatto che ogni computer viene venduto con la sua tastiera, senza possibilità di sostituzione gratuita. Dovendo lavorare molto al computer, la tastiera ha una grossa importanza. Fra due personal simili, a parità di costo e di prestazioni, la "piacevolezza" del tocco della tastiera è senz'altro un motivo valido di selezione, molto più dell'aspetto estetico.

4.6  Il mouse  
Il mouse è uno strumento essenziale di lavoro con il personal computer. Il suo uso è stato introdotto solamente negli ultimi anni, con l’avvento dei sistemi operativi di tipo grafico nei quali i comandi, che prima venivano impartiti al computer tramite la digitazione sulla tastiera, possono essere inviati tramite il movimento del mouse e la pressione di un suo tasto.  Nei personal venduti fino a qualche anno fa, infatti, il mouse non era compreso nella configurazione base e doveva essere acquistato separatamente. Inoltre solamente una piccola parte del software allora disponibile ne prevedeva l’uso. La gran parte dei programmi che funzionavano sotto il sistema operativo DOS riconoscevano solamente i comandi pervenuti dalla tastiera ed ignoravano i comandi del mouse. Ancor oggi, se mandiamo in esecuzione un programma DOS, anche se all’interno di un sistema operativo grafico, il mouse potrebbe non essere riconosciuto o comunque ha un uso molto limitato.
Il mouse rientra nella configurazione base dei personal venduti attualmente. Qualora si tratti di personal portatili, viene sostituito da una track ball o da una touch pad. Il mouse ha nella parte superiore due pulsanti: il pulsante sinistro e quello destro. Alcuni modelli hanno tre pulsanti, nel qual caso il mouse viene fornito con un programma (installato nel “pannello di controllo” del sistema operativo) che consente di attribuire al pulsante centrale particolari operazioni o insiemi di comandi.  Il mouse utilizzato dai computer Apple Macintosh ha, invece, un solo pulsante. Nella parte inferiore del mouse è presente un foro dal quale sporge lievemente una sfera di plastica che trasmette al computer gli spostamenti effettuati trascinando il mouse sulla nostra scrivania (preferibilmente utilizzando un apposito “tappetino per mouse” che ne migliora l’attrito e ne conserva la pulizia).  Spostando il mouse, si sposta sullo schermo una freccia, chiamata “puntatore”. Tramite la combinazione dei movimenti del puntatore (e quindi del mouse) e delle pressioni sui pulsanti sinistro e destro, è possibile trasmettere al sistema operativo qualsiasi comando, come l’eliminazione, la copia o lo spostamento di un file. Il mouse è essenziale per lavorare con le ultime versioni di tutti i programmi. Anche se in molti di questi è stata conservata la possibilità di impartire i comandi dalla tastiera, l’uso del mouse consente comunque una maggiore facilità e velocità di lavoro.  Chi era abituato ad usare le combinazioni di tasti può continuare ad usarli, tuttavia in certe parti delle nuove versioni, soprattutto quelle che riguardano l’aspetto grafico (spostamenti, dimensionamenti, colori...) il mouse è indispensabile.

Le operazioni svolte con il mouse sono di quattro tipi:

  • spostamento: si sposta il puntatore da una zona all’altra dello schermo (il mouse deve “strisciare” sul tavolo, senza sollevarsi; qualora si incontri un ostacolo, si può sollevare il mouse, portarlo in una zona del tavolo non ingombra e riprendere lo spostamento del puntatore) senza premere alcun pulsante. Se ci si sposta in una zona “attiva” dello schermo, il puntatore cambia forma (da freccia a croce, a doppia freccia, a mano, a dito...) per indicare la possibilità di effettuare un’operazione tramite il trascinamento o il click;
  • trascinamento: si sposta il puntatore da una zona all’altra dello schermo tenendo premuto uno dei pulsanti. Il trascinamento termina quando rilasciamo il pulsante premuto, anche se continua lo spostamento del puntatore. Se iniziamo questa operazione su un “oggetto”, come l’icona di un file, trasciniamo con il puntatore anche quell’oggetto, andandolo a depositare lì dove terminiamo il trascinamento;
  • click: tenendo fermo il mouse, premiamo e subito rilasciamo uno dei pulsanti del mouse. Cliccare con il tasto sinistro o con quello destro su un oggetto (ad esempio l’icona di un file) ha un diverso significato: con il tasto sinistro si effettua la selezione di quell’oggetto (cioè, su di esso si applicherà il prossimo comando), cliccando con il destro (con i programmi che ne accettano l’uso) oltre a selezionare l’oggetto si provoca la comparsa sullo schermo di un menu con i comandi applicabili in quel momento a quell’oggetto.
    Quando è necessario selezionare un comando da un menu, attivare un’opzione o azionare un “pulsante” sullo schermo, è necessario cliccare con il pulsante sinistro. Più avanti in questo libro, parlando dei sistemi operativi o del software, indicheremo “click” (per l’uso del tasto sinistro) e “click/destro” a seconda dell’operazione da svolgere.
    L’effetto del click singolo può essere modificato se si preme, contemporaneamente, uno dei “tasti modificatori” della tastiera, come “ctrl” o “alt”: in questo caso indicheremo “clicc+ctrl”;
  • doppio click: tenendo fermo il mouse, premiamo due volte, in rapida successione, il pulsante sinistro del mouse. E’ necessario che il mouse non si sposti fra il primo e il secondo click e che i due click siano molto rapidi, altrimenti il computer li interpreterà come due click singoli.

L’utente inesperto, di solito, si trova a disagio lavorando con il mouse nei primi giorni di “contatto” con il personal.
Gli errori più comuni sono quelli di spostare invece di trascinare, o viceversa, di fare doppio click troppo lentamente, oppure di fare doppio click con un impeto tale da spostare il mouse fra il primo ed il secondo click.
La difficoltà principale, comunque, è quella di “prendere la mira”. Spesso è necessario cliccare su oggetti molto piccoli, come linee o bordi, o caratteri di testo minuscoli. Non appena “fatta la mano” all’uso del mouse, si lavora comunque con maggiore facilità e con fasi d’apprendimento ridotte.


4.6.1  Mouse senza filo 
Grazie ai raggi infrarossi, simili a quelli utilizzati dai telecomandi televisivi, può trasmettere al computer gli impulsi di movimento senza essere collegato con un cavo. Sembrerebbe una soluzione molto pratica, ma ha gli stessi inconvenienti dei telecomandi: è soggetto all’esaurimento delle batterie che usa per alimentarsi, ed ha un raggio di azione delimitato. Mentre i mouse normali vengono alimentati attraverso lo stesso cavo in cui passano gli impulsi di movimento, quelli ad infrarossi usano batterie interne.

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fig. 4.4 – Mouse senza fili

La parte antistante del mouse ha le cellule infrarosse e queste devono sempre essere puntate verso i sensori collocati sul frontale del computer (se il mouse ad infrarossi è di serie) o sull’apposito ricevitore. Basta spostare il mouse fuori dell’arco d’azione dei sensori o frapporre un oggetto, un libro, una penna, fra questo ed i sensori che la sua azione si interrompe. Se stiamo effettuando un trascinamento e, durante lo spostamento del mouse, un ostacolo si frappone ai raggi infrarossi è come se avessimo rilasciato il pulsante del mouse.

4.6.2  La track ball 
Una alternativa al mouse è costituita dalla track ball. Si tratta di un dispositivo che utilizza lo stesso meccanismo del mouse, ma alla rovescia. Una sfera di plastica fuoriesce da un contenitore: movendo questa sfera, si impartisce il movimento al puntatore sullo schermo. Il vantaggio è che la track ball resta ferma sul tavolo, mentre il mouse richiede sempre un certo spazio sulla scrivania per poterlo muovere.  Le track ball sono state adottate nell’uso con i computer portatili. Un lato negativo del mouse, proprio per questa sua richiesta di spazio su cui spostarsi, è l’impossibilità di utilizzo in situazioni precarie, come nell’ufficio di un cliente, in auto, in treno, in una sala d’aspetto aeroportuale.
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fig. 4.5 - La track ball 
Dalle dimensioni molto più contenute rispetto alla versione da tavolo, è incorporata direttamente nel computer portatile, al di sopra o al di sotto della tastiera, perfettamente utilizzabile anche negli ambienti e nelle situazioni più disagevoli. Presenta due tasti che hanno le stesse funzioni dei pulsanti del mouse.

 

4.6.3  La touch pad 
I nuovi modelli di computer portatili, invece della track ball, hanno una touch pad per svolgere le funzioni del mouse. Si tratta di una piccola superficie rettangolare sensibile alla pressione. Spostando il dito su questa superficie, dei sensori raccolgono i cambiamenti di pressione e li trasmettono al computer, facendo spostare il puntatore sullo schermo. Anche in questo caso sono presenti due tasti che hanno le stesse funzioni dei pulsanti del mouse.  E’ leggermente più difficile da usare rispetto alla track ball, almeno fino a quando non se ne prende l’abitudine. Ha però un aspetto positivo: non raccoglie tutto quello sporco che, entrando con la rotazione della pallina, va a finire sui sensori o nel meccanismo di track ball e mouse provocando disturbi di funzionamento.

4.6.4 La tavoletta grafica 
Il mouse non è lo strumento ideale per disegnare. Molto più precisa ed efficace è la tavoletta grafica. Sulla sua superficie, sensibile alla pressione, si può disegnare con un apposito stilo. Il disegno può essere a mano libera oppure, utilizzando il tracciamento automatico di linee rette o curve, tecnico.

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fig. 4.6 – Tavoletta grafica

Sulla tavoletta, intorno allo spazio destinato al disegno, sono spesso disponibili una vasta gamma di comandi di elaborazione del disegno stesso, come opzioni per il colore, l’ingrandimento ed altri effetti grafici che vengano resi disponibili dal programma. Le tavolette grafiche possono essere usate esclusivamente con i programmi che le prevedono, in genere software di disegno industriale o di architettura.

4.6.5  Il joystick 
E’ utilizzato esclusivamente per i giochi, assumendo ad esempio la funzione di guida di un aereo o di un carro armato. Non ha alcuna applicazione di lavoro e nei giochi stessi ormai è spesso sostituito dal mouse. Esistono anche delle pad speciali, dedicate ai giochi, a somiglianza di quelle proprie delle console specializzate di videogiochi. Nei computer Apple Macintosh non è possibile collegare un joystick.

4.7  Le stampanti 
Nonostante si dica che, con l’uso del computer, l’ufficio del futuro sarà un ufficio senza carta, la stampante è il complemento ideale ed essenziale di ogni computer. Nel tempo ha avuto numerosi e notevoli cambiamenti tecnologici, che ne hanno agevolato la diffusione e l’uso. Dopotutto è ancora più facile stampare su carta una lettera che registrarla su un CD-ROM, ed è più rapido trovarla in una cartellina di un raccoglitore che in un archivio digitalizzato. Ed è ancora più economico.  Le stampanti di alcuni anni fa erano ingombranti, rumorosissime e lente. Ne esistevano solo due tipi: a caratteri (con una testina identica a quelle delle macchine da scrivere elettroniche) o a matrice di punti. Con le prime, molto più costose, si potevano produrre lettere e documenti di buona qualità (identiche a quelle prodotte da una macchina da scrivere, appunto), mentre le seconde servivano a produrre tabulati su moduli a carta continua, spesso dalla lettura abbastanza difficile.

Evoluzione delle stampanti 
La prima evoluzione si ebbe con l’introduzione di stampanti a matrice di punti capaci di stampare con la stessa qualità delle stampanti a testina rotante.  Le stampanti a matrice di punti utilizzano una testina ad aghi. Ogni carattere che deve essere scritto sul foglio, viene riprodotto da un insieme di punti. Dalla testina fuoriescono, ad alta velocità, alcuni aghi che, battendo sulla carta attraverso il nastro inchiostrato, vi lasciano impressa la matrice di punti che forma il carattere.  Le prime stampanti di questo tipo avevano una testina con nove aghi messi in colonna e la matrice veniva composta da quattro colonne. Ciascun carattere poteva essere disegnato, quindi un massimo di 36 punti, con una scarsa leggibilità soprattutto di lettere più complesse, come la “g” minuscola. Con l’introduzione di testine a 24 aghi, la qualità di stampa crebbe fino ad arrivare alla stessa qualità delle macchine da scrivere.  La seconda evoluzione, ancora più importante, avvenne quando vennero introdotte le stampanti laser. Questo tipo di stampante, che ereditava il meccanismo di stampa da quello delle fotocopiatici, ha reso possibile produrre alla qualità della stampa tipografica ed ha risolto il problema di stampare piccole quantità di circolari, depliant e notiziari.  Dopo alcuni tentativi con tecnologie diverse, come le stampanti a sublimazione e quelle a cera, si è arrivati alla terza evoluzione con le stampanti a getto d’inchiostro. Queste hanno unito l’economicità alla qualità. Utilizzando un inchiostro liquido che viene “sparato” in piccolissime gocce sul foglio di carta, riescono a raggiungere la qualità delle stampanti laser con dimensioni e costi molto inferiore. Hanno anche consentito di produrre stampe a colori, negli ultimi modelli, di qualità paragonabile alle tradizionali stampe fotografiche. Caratteristiche tecniche  Sono molte le caratteristiche tecniche che differenziano le stampanti, anche all’interno dello stesso metodo di stampa, e che vanno analizzate per identificare la stampante più adatta ai nostri bisogni:
 

  • alimentazione della carta: a foglio singolo od a modulo continuo. La stampa a foglio singolo permette di cambiare rapidamente tipo di carta, di stampare a volte anche su cartoncino e buste, carta intestata e prestampata, lucidi per proiezioni. La stampa a modulo continuo (presente quasi solamente sulle stampanti a matrice di punti) è più indicata, invece, per la produzione di copie supplementari, stampate contemporaneamente grazie a moduli sovrapposti di carta chimica;
  • formato della carta: può essere indicata nel numero di colonne stampabili (80 o 132), in centimetri (da un minimo di 21 cm di larghezza in su), o in formati standard (formato A3, A4, A5, B5...). Alcune stampanti possono produrre striscioni, manifesti o grossi fogli per il disegno tecnico;
  • velocità di stampa: viene calcolata in caratteri per secondo (sigla: cps) oppure in pagine per minuto (sigla: ppm). Può variare, nella stessa stampante, a seconda del formato della carta o della risoluzione scelta;
  • risoluzione: tranne le stampanti a margherita, tutte le altre formano i caratteri e le immagini sulla carta imprimendovi dei punti. Maggiore è il numero dei punti e maggiore la loro vicinanza, più leggibile è lo stampato. La risoluzione viene espressa nella quantità di punti per pollice, espressa anche dalla sigla dpi, dot per inch. Nella stessa stampante è possibile spesso scegliere di stampare a risoluzioni diverse;
  • affidabilità: è il tempo medio prevedibile fra due guasti, secondo le dichiarazioni del produttore (sigla: MTBF);
  • durata della testina: espressa dalla quantità di pagine (o di caratteri) stampabili prima di dover sostituire la testina. Nei modelli più recenti il produttore dichiara la testina come permanente, poiché la sua vita equivale o supera quella della stessa stampante. Nelle stampanti laser non esiste testina, nel qual caso di tratta della quantità di copie dopo le quali è necessario sostituire il tamburo di stampa (in molte stampa laser, comunque, il tamburo è compreso nella stessa cartuccia che contiene il toner e quindi, cambiando il toner si cambia anche il tamburo);
  • durata del nastro o della cartuccia: esprime la quantità di caratteri o di pagine che è possibile stampare prima di dover cambiare il nastro, la cartuccia di inchiostro o il toner;
  • interfaccia: determina la possibilità di collegamento (in rete o ad un singolo personal, PC o Macintosh);
  • emulazione e driver: riguarda la compatibilità con i diversi sistemi operativi e le diverse versione degli stessi. Il driver, ad esempio, può permettere anche prestazioni avanzate, come la stampa in negativo, la stampa rovesciata, la stampa ridotta o ingrandita, la riproduzione dei grigi fotografici, la stampa in grigio di un documento a colori, la stampa di un solo colore per volta (separazione dei colori);
  • memoria di buffer: maggiore è la RAM presente nella stampante (a volte espandibile tramite SIMM) e maggiore è la quantità di dati che la stampante può ricevere ed immagazzinare nel buffer in attesa di stamparli. Non influenza la velocità di stampa (che è un fattore puramente meccanico) quanto la velocità con la quale la stampante “libera” il computer dalle istruzioni di stampa. Il personal può inviare una, due o più pagine alla stampante e quindi tornare ad essere disponibile per l’utente, mentre la stampante provvede indipendentemente alla stampa;
  • condizioni di funzionamento: oltre ai limiti di temperatura ed umidità nei quali funziona la stampante, è importante il livello sonoro di funzionamento. In pratica è la rumorosità (espressa in decibel) della stampante, elemento molto importante quando la stampante deve funzionare in un ambiente chiuso e ristretto, come nella maggior parte dei casi. La rumorosità è molto importante nelle stampanti a matrice di punti, contenuta nelle laser e quasi irrilevante in quelle a getto d’inchiostro;
  • certificazioni: riguarda la conformità dell’apparecchiatura alle norme sulla sicurezza elettrica, all’ergonomicità, al risparmio energetico e al rispetto dell’ambiente;
  • colori: la maggior parte delle stampanti ha un solo colore, il nero. Alcuni tipi di stampanti (getto d’inchiostro, cera, sublimazione) hanno la possibilità di stampare copie a colori con un’ottima qualità. In genere si distinguono stampanti RGB a tre colori (qualità inferiore, con una resa approssimativa dei colori), CMYK a quattro colori (con resa buona o ottima, paragonabile alla stampa tipografica) od a sei colori (con una resa di tipo fotografico). Qualora sia importante la fedeltà ai colori (ad esempio per bozzetti di fotografie o di grafici da pubblicare tipograficamente) è necessario che la stampante abbia un sistema di calibrazione del colore;
  • font: riguarda la capacità di stampare con caratteri diversi. E’ importante che la stampante possa riprodurre (eventualmente con un dispositivo opzionale), oltre ai caratteri eventualmente installati in ROM, qualsiasi altro carattere installato dal computer, ad esempio i codici a barre.

Stampanti a matrice di punti 
Sono il primo tipo di stampanti, prodotte da molti anni ma tutt’ora le preferibili quando si tratta di stampare un grande numero di dati nel più breve tempo possibile, con un costo che sia il più basso possibile. Sono anche chiamate “stampanti ad impatto”. La stampa è simile a quella della macchina da scrivere elettroniche, ma invece di avere una testina con una serie di caratteri metallici od in plastica, utilizza una serie di aghi in acciaio. Questi colpiscono la carta attraverso un nastro inchiostrato e lasciano l’impronta del carattere, una “matrice di punti”.  La testina è formata da una linea verticale di aghi. Via via che la testina si muove lungo la riga, un impulso elettrico proietta fuori le punte degli aghi, che subito rientrano. Ogni punta imprime un segno sulla carta e l’insieme di questi punti forma una lettera.  Il carattere formato sulla carta non è regolare e ben delineato, ed anche ad occhio nudo rivela la composizione in punti. La risoluzione del carattere migliora con l’aumentare del numero dei punti. Le stampanti normali hanno una testina con una fila di 9 aghi, mentre in quelle con prestazioni migliori gli aghi della testina sono 24.

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fig. 4.7 – Stampante ad aghi
La qualità di stampa più modesta viene chiamata “draft”, mentre le testine con 24 aghi consentono anche qualità “NLQ” (Near Letter Quality) e “LQ” (Letter Quality). Una caratteristica negativa è il rumore. Il continuo battito delle punte d’acciaio può produrre un rumore fastidiosissimo. E’ importante accertarsi che il produttore abbia utilizzato materiali e tecnologie recenti nella costruzione della stampante e controllare il livello di rumorosità dichiarato, espresso in decibel (dB). Queste stampanti accettano sempre la carta a modulo continuo, mentre per i fogli singoli occorre un apposito cassetto o inseritore. Il meccanismo di alimentazione della carta può essere a trascinamento, a spinta o entrambi. L’alimentazione a spinta è preferibile, perché consente di stampare anche nelle prime righe del foglio. Di solito, con i moduli continui, il meccanismo usa i “trattori”, cioè una cinghia con dei rilievi che si inseriscono nella bande perforate ai lati dei fogli. Per i fogli singoli, invece, si usa il trascinamento “a frizione”, cioè prendendo il foglio fra due rulli che ruotano. Il percorso che la carta compie all’interno della stampante è, a volte, molto complesso. E’ necessario che questo percorso possa essere semplificato se la stampante deve essere utilizzata anche per la stampa di etichette adesive a modulo continuo che, se costrette a compiere angoli troppo stretti, si sollevano dal supporto e si incollano ai rulli della stampante. Esistono stampanti sia a 80 che a 132 colonne. Consente la produzione di copie carbone od in carta chimica autocopiante. La velocità di stampa di queste apparecchiature è la più maggiore fra tutti i tipi di stampanti, da meno di 100 (in qualità LQ) a più di 1000 caratteri al secondo (in qualità draft). Una caratteristica delle stampanti a matrice di punti è di avere un pannello di comando frontale con alcuni pulsanti che consentono di scegliere la font, la qualità e la densità di stampa, l’avanzamento o l’arretramento del foglio nella stampante riga per riga (per consentire l’esatta centratura nei moduli prestampati), l’emissione di un foglio in bianco (“form feed”), per posizionare l’inizio del foglio sulla prima riga di stampa (“top of form”) ed un pulsante (“on line”) per scollegare momentaneamente la stampante dal computer per effettuare interventi di manutenzione (cambio del nastro, inceppamento della carta...). Esistono stampanti a colori, ma il risultato è esteticamente scarso.

Stampanti termiche
Sono state le prime concorrenti economiche delle stampanti a matrice di punti. La testina è formata da alcune punte che non battono sulla carta, ma che la bruciano, utilizzando carta speciale, che cambia colore anche a temperature moderate. Queste stampanti non fanno alcun rumore.
L’uso di carta speciale è una seria controindicazione, essendo non solo costosa, ma di facile deterioramento, lasciando lentamente sbiadire l’immagine. La risoluzione è ancora bassa.
Sono molto lente: fra 17 e 24 caratteri al secondo. Accettano solo il formato A4, in carta speciale a rullo. Non è possibile la stampa a colori. Anche questo tipo di stampante non viene più prodotta ed è raro trovarne in uso.

Stampanti a getto di inchiostro (ink-jet) 
Si tratta di un tipo che ha recentemente avuto notevoli miglioramenti, con una riduzione sensibile delle dimensioni, del prezzo e con una maggiore qualità nella stampa. Ha reso inoltre economica e molto fedele la stampa a colori. La testina passa sul foglio di carta schizzando un sottile getto di inchiostro da una fila di ugelli. Dove il getto colpisce si forma un punto, e l’insieme dei punti forma il carattere. Anche qui si tratta di una “matrice di punti” come nelle stampanti ad impatto, ma trattandosi di gocce d’inchiostro invece che di aghi di acciaio, è possibile farne molto vicini ed anche parzialmente sovrapposti.

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fig. 4.8 – Stampante a getto d’inchiostro

Migliorando la tecnologia, le gocce d’inchiostro sono diventate sempre più piccole e precise. Ne risultano caratteri formati da piccolissimi punti, quasi invisibili ad occhio nudo, e quindi una stampa particolarmente nitida. La risoluzione ottenuta anche dai modelli più economici è di 360 punti per pollice (dpi), per arrivare a 1440 per 720 dpi. La risoluzione e la qualità di stampa aumentano in proporzione agli ugelli presenti sulla testina. Vi sono testine a 21, 32, 48 o 64 ugelli per ogni colore o per il nero, e vi sono stampanti a due testine (sino a 128 ugelli). Il loro costo è basso, ormai sono le più economiche, al di sotto delle stampanti a matrice di punti, e ciò le rende anche le più diffuse. L’unico aspetto negativo di queste stampanti è la moderata velocità con la quale lavorano. Nei modelli economici da 3 pagine per minuto (ppm) in un colore a 1,5 ppm a colori, nei modelli più evoluti sino a 7 ppm a colori. I primi modelli, e quelli più economici, accettano solo fogli singoli, di formato A4. I modelli più evoluti accettano anche carta a modulo continuo, con trascinamento a “trattori” (cercando di rimpiazzare le stampanti a matrice di punti), e con fogli di carta di grosse dimensioni, sino a 5 metri di lunghezza per oltre mezzo metro di larghezza (cercando di rimpiazzare i plotter). Non essendoci un impatto meccanico sulla carta, ovviamente, non è possibile utilizzare moduli continui di carta chimica autocopiante per effettuare la stampa su più copie.
Sono stati realizzati alcuni modelli molto compatti di stampanti a getto di inchiostro per essere abbinate ai computer portatili ed ai notebook. Le dimensioni sono eccezionalmente piccole, tali da occupare solo un terzo di una valigetta 24 ore, e senza alcun compromesso con la qualità. La riduzione della parte meccanica ha però provocato un sensibile rallentamento nella velocità: da 1 a 2 pagine al minuto. Quasi tutte le stampanti a getto d’inchiostro sono a colori. E’ importante controllare di che tipo sono le cartucce d’inchiostro. Prima di tutto, è meglio che ciascun colore sia indipendente, in modo tale che se finisce il giallo, ad esempio, si possa sostituire solamente la sua cartuccia e non l’intero caricatore. E’ comunque indispensabile che il nero abbia una cartuccia separata, in quanto è il colore che si consuma più rapidamente.Una evoluzione molto recente delle stampanti a getto d’inchiostro, è la stampante per riproduzioni fotografiche. La qualità è veramente alta e la fedeltà dei colori assoluta, tanto che è quasi impossibile distinguere ad occhio nudo una di queste stampe da una fotografia sviluppata in un laboratorio. Vengono utilizzati sei colori invece dei tradizionali quattro e due testine. La risoluzione molto alta e l’accuratezza di stampa hanno come conseguenza una lentezza notevole: una fotografia di 10 cm per 154 cm (formato standard delle fotografie commerciali) richiede 2 minuti. E’ indubbio, però, che con il procedere della tecnologia queste stampanti saranno sempre più veloci, fedeli nel colore, meno costose. Con la diffusione delle macchine fotografiche digitali (vedi cap. 2.7) e se anche queste diminuiranno di costo, queste stampanti andranno a sostituire l’uso dei laboratori fotografici per la stampa delle fotografie amatoriali e turistiche.

Stampanti laser 
La tecnologia delle stampanti laser è derivata da quella delle fotocopiatrici. Un raggio laser molto sottile colpisce un tamburo in metallo elettrofotosensibile come il selenio, modificandone la carica elettrica. Il tamburo passa quindi attraverso una sostanza in polvere, che si attacca solamente alle zone caricate elettricamente. Un rullo preme un foglio sul tamburo e la polvere si trasferisce sulla carta. Questa passa poi attraverso due rulli ad alta temperatura che fondono la polvere, facendola solidificare sulla carta.  Anche in questo caso i caratteri sulla carta sono composti da piccoli punti, nelle posizioni colpite dal raggio laser. Essendo questo molto sottile, i punti sono quasi invisibili ed il risultato ottimo. Inoltre la tecnica della polvere fusa produce una stampa con un nero profondo e permanente.  Queste stampanti sono molto diffuse, nonostante il loro costo sia rimasto abbastanza alto, perché producono una stampa confrontabile con quella ottenibile tipograficamente. Le aziende possono così produrre circolari, relazioni, progetti, in un numero limitato di copie, con costi accettabili e con la qualità che otterrebbero con la più costosa stampa tradizionale. Quasi tutte le stampanti laser possono essere installata in rete, ed in effetti gran parte lo sono.

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fig. 4.9 – Stampante laser

Con la sua buona velocità di stampa e con più cassetti di alimentazione per la carta (uno per la carta intestata, uno per la carta bianca...), una stampante laser può soddisfare le esigenze di molti personal, di un intero ufficio o di un piano. Sono le eredi naturali delle vecchie “stampanti dipartimentali” a matrice di punti usate con i mainframe.  Le stampanti laser sono in genere dotate di diverse interfacce per il collegamento con reti a diversa tipologia ed architettura, hanno una quantità di memoria RAM abbastanza consistente per il buffer (da 2 a 4 Mb, espandibile in genere fino a 64 Mb), possono stampare qualsiasi font e tipo di grafico. Alcune hanno un driver che permette la stampa di buona qualità della gamma dei grigi presenti nelle fotografie (che in genere sono riprodotte malamente dalle laser).  La risoluzione delle stampanti laser più diffuse è di 300 punti per pollice, mentre i modelli più costosi arrivano a 400 ed a 600 punti per pollice. La velocità di stampa varia da 6 a 45 pagine al minuto.  La maggior parte di queste stampanti accetta solamente fogli A4 e stampa in bianco e nero e colori.

 

4.8  Plotter 
Un caso particolare di periferica di stampa è il plotter. Si tratta di una apparecchiatura particolare, che sostituisce il disegnatore tecnico.  La ricerca di un plotter va abbinata alla ricerca del software da utilizzare per effettuare il disegno, sia per i noti problemi di compatibilità, sia perché le caratteristiche del plotter e quelle del programma di disegno devono coincidere (dimensioni del foglio di lavoro, colori...).  Il meccanismo di stampa del plotter è costituito da un certo numero, variabile, di pennini colorati che disegnano su un foglio molto largo. Spesso il meccanismo è così complesso che si muovono sia i pennini (in orizzontale) che il foglio (avanti e indietro).  Il plotter viene utilizzato nel disegno d’architettura ed in quello industriale, con risultati superiori al disegno manuale. E’ essenziale nelle modifiche dei disegni, potendo produrre un disegno del tutto nuovo e non uno corretto. 

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fig. 4.10 – Plotter

Del resto il costo di un plotter è molto alto, a volte superiore a quello del computer. Gli stessi programmi di disegno sono fra i software più costosi. Il tutto ne fa uno strumento altamente professionale.

 

4.9  Scanner
Molto spesso è utile introdurre informazioni grafiche nel computer, come digitalizzare una fotografia, un grafico od un testo.  Questo compito è svolto da una apparecchiatura chiamata scanner. Le foto ed i disegni ripresi dallo scanner, convertiti in dati digitali e registrati su disco, possono essere stampati, rielaborati e modificati a piacere.  Esistono programmi per il ritocco fotografico e per il disegno, attraverso i quali è possibile importare l’immagine digitalizzata con lo scanner ed effettuarne tutte le modifiche necessarie. La potenza di questi programmi consente di alterare le fotografie e di produrne di completamente false, così come di inserire frammenti di queste nei disegni e viceversa. Si può tagliare un’immagine, ingrandirla o ridurla, ribaltarla, ruotarla, correggere l’esposizione, correggere la messa a fuoco, correggere il contrasto o la luminosità, sostituire i colori o produrre particolari effetti di rilievo, sfaccettatura, vento, mosaico... Lo scanner ha largo impiego nel campo della grafica computerizzata, alla quale serve anche come modello di “ricalco” o come base per realizzare illustrazioni, marchi o logotipi. Nel campo dell’editoria, sia aziendale che commerciale, e della pubblicità, lo scanner serve per inserire direttamente le foto nei bozzetti, evitando costose e lente lavorazioni presso laboratori specializzati.  Lo scanner è anche utili con un particolare tipo di applicazione, chiamato riconoscimento ottico di caratteri (OCR), che prevede l’interpretazione di normali fogli dattiloscritti ricavandone il testo scritto, così come se fosse stato digitato direttamente sul computer, con percentuali di errori minime in caso di originali di buona qualità. Questa applicazione è particolarmente utile per evitare la ribattitura di testi già esistenti stampati o dattiloscritti, che basta “passare” nello scanner. I programmi di riconoscimento ottico dei caratteri sono però molto sensibili alla qualità degli originali. Testi in fotocopia sbiadita oppure con stampa difettosa, vengono interpretati con moltissimi errori, tanti da renderne inutile l’interpretazione.  Una delle ultime novità tecnologiche sono le fotocamere digitali. Queste macchine fotografiche, esternamente identiche a quelle tradizionali, effettuano direttamente la digitalizzazione dell’immagine senza bisogno del passaggio su carta fotografica, perché poi l’immagine, trasferita via cavo al computer, possa avere tutte le elaborazioni possibili nei programmi di ritocco fotografico di cui si è parlato più sopra.Gli scanner Dal punto di vista meccanico, gli scanner si possono dividere in:
• scanner a ripresa in piano;
• scanner a rullo;
• scanner a tamburo;
• scanner per pellicola;
• scanner su stativo;
• scanner manuali.

 

Scanner a ripresa in piano
Uno scanner a ripresa in piano è costituito, in pratica, dalla parte superiore di una fotocopiatrice. I fogli vengono poggiati su un ripiano in vetro, al di sotto del quale scorre una forte luce, uno specchio ed un obiettivo.
All’inizio della ripresa il gruppo ottico, formato da luce, specchio ed obiettivo, si sposta effettuando una ripresa di tutto il foglio. Il ripiano, con il foglio, rimane fermo.
A differenza della fotocopiatrice, le immagini non vengono inviate ad un rullo di stampa, ma al computer attraverso la porta USB o seriale. Un programma trasforma i segnali in immagini digitalizzate, che vengono registrate sul disco.
Questo software è il programma “pilota” dello scanner e quasi mai consente di modificare le immagini se non per la luminosità, il contrasto, il taglio della ripresa ed il bilanciamento dei colori.

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fig. 4.11 – Scanner piano

Molti scanner a ripresa in piano hanno la possibilità di montare uno speciale coperchio per la ripresa dei film fotografici, diapositive o negativi, che contiene una forte fonte di luce. La qualità della ripresa è inferiore a quella ottenuta con gli scanner per pellicola Alcuni hanno anche la possibilità di montare al posto del coperchio, un meccanismo di trascinamento con il quale è possibile scannerizzare una serie di fotografie o fogli singoli. Questo è il tipo di scanner più diffuso. Inizialmente aveva una qualità inferiore di quelli a tamburo, adesso non ha nulla da invidiare agli scanner professionali, né in risoluzione, né in fedeltà, né in velocità. E’ possibile acquisire immagini anche da pagine di libri, oggetti piccoli come biglietti da visita, ritagli irregolari, fogli sottili (se ci sono problemi di trasparenza, cioè si intravede anche l’immagine presente sul retro del foglio scannerizzato, è meglio frapporre un foglio nero fra coperchio e foglio) e persino piccoli oggetti come orologi, penne, una mano... l’unica precauzione è quella di tenere sempre il vetro accuratamente pulito.

Caratteristiche tecniche degli scanner
Fino a pochi anni fa, gli scanner erano lentissimi, molto costosi, capaci di riprendere solamente in bianco e nero (al massimo 256 tonalità di grigio). L’uso era complesso e, per immagini da pubblicare su giornali o riviste, era sempre meglio ricorrere ai laboratori di fotocromia. In pratica si potevano utilizzare solamente per riprendere testo o immagini grafiche semplici e monocromatiche. Gli scanner a colori erano ancora più costosi e lenti. Davano buoni risultati solamente con immagini in bianco e nero e pessimi con quelle a colori. Un uso professionale era impensabile. In pochi anni gli scanner sono diventati un’apparecchiatura dalle prestazioni prima inimmaginabili. A prezzi del tutto abbordabili.
Le caratteristiche tecniche principali sono:

  • risoluzione ottica: è la risoluzione fisica dello scanner. In genere è di 300 punti per pollice (dpi) per uno scanner a ripresa in piano e 1200 dpi per uno scanner per pellicole;
  • risoluzione in output: l’immagine ripresa otticamente viene elaborata (interpolazione) dal software di ripresa e la risoluzione viene incrementata fino a 1200, 2400, 4800 dpi ed oltre;
  • colore: capacità di riconoscere le diverse sfumature di colore, o meglio, i diversi colori. Un buon scanner dovrebbe riconoscere 16,7 milioni di colori (sensibilità maggiore di quella dell’occhio umano) con 24 bit per pixel. Gli scanner professionali per fotolito arrivano a riconoscere oltre un miliardo di colori a 36 bit per pixel. Con immagini in bianco e nero sono sufficienti 256 livelli di grigio con 8 bit per pixel;
  • velocità: è espressa in millisecondi (msec) per linea;
  • elaborazione dell’immagine: deve essere possibile modificare il valore gamma (è la misura del contrasto che determina i mezzi toni di un’immagine), la correzione del colore a seconda del tipo di monitor su cui si visualizza l’immagine o della stampante di destinazione, la nitidezza, il contrasto e la luminosità;
  • interfaccia: dovrebbe essere presente sia l’interfaccia RS-232 che quella SCSI;
  • formato: è il formato standard dei fogli o delle pellicole che è possibile acquisire. Per i fogli, la maggioranza degli scanner è di formato A4 (21x29,7 cm), mentre alcuni scanner professionali sono più grandi ed arrivano al formato A3 (29,7x42). Per le pellicole il formato più comune è il 35 mm (24x36 mm) in striscia mentre i formati professionali devono prevedere un apposito telaio;
  • area di lettura: rappresenta le dimensioni massime dell’area che è possibile acquisire, che spesso non coincide con il formato;
  • driver: deve essere presente un dischetto con i driver per tutti i sistemi operativi (DOS, Windows, Windows ‘95/97/98, Windows NT, Maintosh). Gli scanner migliori hanno un driver di tipo TWAIN, il che consente di effettuare l’acquisizione dell’immagine direttamente dal programma di grafica, di OCR, di DTP, di trasmissione fax, di elaborazione fotografica o di archiviazione dei documenti, senza la necessità di usare il software specializzato;
  • software: deve essere fornito almeno un programma specializzato di acquisizione, oltre ad eventuali programmi (in versione di prova) per l’elaborazione fotografica o l’OCR;
  • affidabilità: è la durata teorica dello scanner, almeno 100 mila scannerizzazioni negli scanner a ripresa in piano e almeno qualche diecina di migliaia in quelli per pellicola.

Consigli per l’uso degli scanner
Il processo di acquisizione avviene in due tempi. Prima si effettua un’anteprima dell’immagine, a bassa risoluzione e quindi veloce. Il software specializzato o il driver TWAIN mostrano una riduzione dell’immagine, sulla quale si può intervenire per effettuare tagli dell’immagine (cioè riprese parziali, se parti dell’immagine non interessano) rettangolari o sagomati. Inoltre si può modificare il gamma, correggere il colore, modificare contrasto e luminosità. Dopo aver scelto la risoluzione desiderata e la quantità di colori (non sempre è necessario utilizzare i valori massimi) e la proporzione dell’acquisizione (riducendo o ingrandendo l’immagine), si da il via all’acquisizione vera e propria.  In questo secondo passaggio, più lento, il gruppo ottico effettua la scannerizzazione dell’immagine con i parametri scelti. L’immagine digitalizzata è quindi registrata sul disco rigido oppure inserita nel programma TWAIN.  Riguardo alla risoluzione, è meglio che sia la più alta possibile. Sempre parlando di risoluzione massima, perché quella reale da utilizzare durante la ripresa deve essere decisa in dipendenza dell’immagine da digitalizzare o del suo uso. Acquisendo immagini da inserire in pagine Internet, ad esempio, la risoluzione deve essere di 72 dpi.  Nel caso di una fotografia, nella quale il soggetto è rappresentato da un notevole numero di colori, la risoluzione è meno importante del numero di colori o di grigi a disposizione. Anche se lo scanner ha una risoluzione massima di 1200 punti per pollice, la fotografia può essere ripresa con una risoluzione di 300 punti per pollice purché venga utilizzata l’intera gamma dei colori o dei grigi a disposizione. Nell’immagine fotografica è difficilmente distinguibile una digitalizzazione a 300 punti da una a 600 punti. L’immagine è formata da sfumature di colore, non da punti. Al contrario, in un disegno al tratto nel quale siano usate poche sfumature di colore e prevalgano i segni precisi dei contorni e delle linee, il numero di colori può essere abbassato, mentre deve essere utilizzata la risoluzione massima per ottenere la massima precisione nelle linee. Questa tendenza si esaspera nella ripresa di un disegno tecnico in solo bianco e nero, nel quale il colore può essere ridotto ad uno solo. La risoluzione da usare nella ripresa deve anche essere collegata al tipo di stampa che se ne vuole trarre alla fine della elaborazione. Se l’immagine dovrà essere semplicemente visualizzata sullo schermo del monitor, la risoluzione deve essere di 72 dpi, cioè quella dei monitor. Se invece la figura deve essere stampata, è meglio che la risoluzione sia uguale a quella della stampante. E’ inutile digitalizzare a 600 punti per pollice una fotografia che sarà stampata con una risoluzione di 300 punti per pollice. Per riprendere una foto a 600 punti invece che a 300, lo scanner impiega il doppio del tempo e richiede una quantità enormemente maggiore di spazio sul disco.  I programmi di ripresa ed i driver consentono di effettuare la ripresa dell’immagine effettuando contemporaneamente una riduzione od un ingrandimento della stessa. Le dimensioni dell’immagine si possono modificare in qualunque momento con i programmi di ritocco fotografico, ma registrare sul disco una foto già ridotta sin dall’inizio è un notevole risparmio di spazio. Inoltre, riducendo o, ancora peggio, ingrandendo dopo la ripresa, si rischia che l’immagine venga distorta o sfocata. All’atto dell’acquisizione, il programma di ripresa da la possibilità di registrare l’immagine secondo diversi formati grafici. A questo punto è necessario conoscere quali di questi formati sono compatibili con il programma di grafica, DTP o di ritocco che intendiamo utilizzare.  I formati più utilizzati sono: TIFF per le immagini fotografiche (a meno che non debbano essere scontornate) ed EPS per le immagini grafiche, illustrazioni o fotografie da scontornare. Questi formati sono riconosciuti da tutti i software grafici, DTP o di ritocco. Le immagini da inserire su pagine Internet vanno invece registrate nei formati GIF o JPEG.

4.10  La fotocamere digitali  
Per chi lavora con le immagini, le macchine fotografiche digitali sono l’ideale complemento, o forse alternativa, agli scanner. Del tutto esternamente identiche (anche nelle dimensioni) alle normali macchine fotografiche di tipo “compatto”, all’interno non hanno un rullino di pellicola, ma una scheda di memoria RAM, una flash RAM, nella quale vengono registrate le immagini. Le fotocamere digitali sono, in genere, completamente automatiche, cioè in grado di determinare il tempo di esposizione e la messa a fuoco senza nessun intervento o taratura. L’inquadratura avviene con un mirino di tipo ottico, come quello delle macchine fotografiche compatte, non reflex.
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fig. 4.12 – LCD Fotocamera
La ripresa è effettuata da un obiettivo ottico/digitale: la luce che entra attraverso la lente viene convertita in pixel da un dispositivo di tipo CCD (Charge Coupled Device).
L’obiettivo è di solito ad ottica fissa, cioè non è possibile sostituirlo con un teleobiettivo o con un grandangolo, e solo raramente ha una limitata capacità di zoom. Dal mirino ottico non è possibile rivedere le fotografie scattate. Per questo scopo alcuni modelli hanno come accessorio un piccolo monitor LCD, un visore da 2 pollici o meno, agganciabile alla macchina. Con questo è possibile vedere le fotografie scattate (singolarmente o in miniatura), e cancellare quelle che eventualmente non vanno bene così da poter liberare spazio sulla flash RAM per altre immagini. Con il visore LCD montato, è anche possibile effettuare l’inquadratura ottenendo l’immagine digitale direttamente dal sensore CCD, evitando così errori di parallasse e consentendo anche riprese macro, trasformando la macchina in una reflex. La flash RAM contenuta nella fotocamera ha spazio per un numero limitato di immagini. A seconda della dotazione di serie (vi sono macchine con flash RAM di 2 o di 4 Mb), si possono acquisire da 11 a 64 fotografie ad alta risoluzione (640 x 480 pixel) e da 23 a 192 a media risoluzione (320 x 240 pixel), con 16,7 milioni di colori. Una volta esaurito lo spazio sulla scheda, è necessario cancellare le immagini per poterne scattare altre. La fotocamera deve essere collegata ad un personal computer tramite un cavo seriale RS-232 (oppure RS-422 per Macintosh) per trasferire le immagini sul disco rigido, tramite un apposito programma o tramite un driver TWAIN ed un programma di elaborazione fotografica. La flash RAM, cancellata, è pronta per acquisire altre immagini. Appositi software in dotazione alla fotocamera consentono di gestire un vero archivio fotografico per catalogare le immagini cronologicamente o per soggetto. Le immagini possono essere inserite in programmi di DTP o essere modificate come le immagini acquisite dallo scanner, con tagli, modifiche di contrasto e luminosità, messa a fuoco, trucchi e montaggi fotografici. Nella gran parte delle fotocamere digitali, la memoria di serie della fotocamera può essere espansa con moduli da 2, da 4, da 6 Mb ed oltre per consentire di acquisire una maggiore quantità di immagini. I moduli di espansione sono “dedicati” e non sono intercambiabili fa i diversi modelli di fotocamera. Il visore LCD opzionale consente, oltre a rivedere ed eventualmente cancellare le fotografie “sul campo”, anche di effettuare riprese macro fino a 20 centimetri di distanza. Non è possibile scattare foto in rapida successione, in quanto la fotocamera impiega in media 6 secondi per elaborare una foto in alta risoluzione e 2 secondi per quelle in media risoluzione. Per avere dei riferimenti paragonabili alla fotografia tradizionale, l’obbiettivo è equivalente ad un 40/43 mm ottico con un diaframma da F8 a F2,8, con esposizione da 1/30 a 1/10.000 di secondo, sensibilità da 100 a 130 ASA, e con un fuoco da 60 cm all’infinito (20 cm con il visore LCD). Alcune macchine hanno uno zoom 3x.

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fig. 4.13 – Fotocamera mini

 

4.11  Acquisire le immagini - PhotoShop

Adobe Photoshop lavora con qualsiasi scanner che disponga di un plug-in Adobe Photoshop compatibile o che supporti l’interfaccia TWAIN. I plug-in dello scanner installati sono visualizzati nel sottomenu File > Importa. Se avete dei problemi con uno scanner o durante la digitalizzazione, accertatevi che il produttore dello scanner vi abbia fornito l’ultima versione del driver.
Se lo scanner che utilizzate non dispone di un driver Adobe Photoshop compatibile, potete usare il software del produttore per digitalizzare le immagini e salvarle come file TIFF, PICT o BMP. Aprite quindi i file in Adobe Photoshop.
Il software Adobe Photoshop supporta il modello di scanner proposto da Microsoft in Windows XP. Verificate con il produttore dello scanner per verificare se il vostro scanner supporta tale modello di digitalizzazione. Potete usare il pannello di controllo Scanner e videocamere di Windows  per indicare a un’applicazione che uno scanner sta per dare inizio a un trasferimento di dati.

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fig. 4.14 – Adobe PhotoShop

Per fare in modo che uno scanner scelga Adobe Photoshop come applicazione per l’inizio di un trasferimento di dati:

1  In Windows, selezionate il menu Start >  Pannello di controllo > Scanner e videocamere.
2  Selezionate lo scanner che desiderate configurare e selezionate Proprietà.
3  Fate clic sulla scheda Evento.
4  Dall’elenco di menu a comparsa che appare, scegliete Evento scanner. Selezionate Photoshop.
5  Sullo scanner, premete il pulsante Digitalizza per attivare il trasferimento dei dati dallo scanner. Windows XP lancia Adobe Photoshop e visualizza la finestra di dialogo Importa dello scanner.

 

4.12  La scheda audio                                         
La scheda audio  svolge le stesse funzioni di quella video ma su dati di tipo sonoro. Anch'essa è composta da un processore sonoro (con funzioni 2D e 3D), e memoria sonora. Le funzioni di un chip sonoro sono:
1) Riproduzione di suoni digitalizzati (effetti sonori realistici di tipo wave)
2) Riproduzione di brani musicali di tipo midi
I prezzi sono ormai talmente abbordabili che conviene acquistare una scheda full optional, ovvero con funzioni 2D e 3D più la wavetable (tavola dei suoni) per una riproduzione realistica degli strumenti musicali nei brani midi. Come al solito conviene accertarsi del supporto a Directx e dell'esistenza di un sito internet del produttore dal quale scaricare eventuali drivers aggiornati. In realtà oggi, le schede audio sono totalmente integrate con la scheda madre.

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fig. 4.15 – Scheda Audio

 

 

 

 

 


Capitolo 5 – Utilizzo e gestione di Internet

 

5.1  Internet: cos'e’

Prendete un computer e collegatelo a un altro computer: avrete creato la forma più elementare di rete di computer. Ipotizzate che altre persone, in altri punti dei mondo, facciano la stessa cosa: privati, enti statali, aziende (le cui reti sono molto più grandi della vostra).  A questo punto, la ricetta prevede di unire tra loro tutte queste reti, per ottenere un'unica, enorme, rete di reti: internet è pronta! In questa rete di milioni di PC interconnessi tra loro, possiamo individuare due tipologie: da un lato i computer che (tranne che per brevi periodi di manutenzione) sono permanentemente collegati alla rete e ne costituiscono i nodi fissi.  Dall’altro, il vostro computer, che normalmente rappresenta un'entità a sé stante, ma che, ogni volta che vi collegate in rete, ne diventa parte a tutti gli effetti. Ecco una breve carrellata delle attività che si possono svolgere quando si entra in rete.

5.1.1  Consultare un sito

E’ l'attività più classica.  Pensate a internet come a un enorme biblioteca, in continuo divenire, in cui ogni "volume" è rappresentato da un sito internet.  Per poterlo consultare - cioè leggerne o visualizzarne il contenuto - dovete conoscerne l’indirizzo (per esempio www.libero.it) e collegarvi ad esso. Un sito può essere strutturato in vari modi: si va dai più semplici, composti da un'unica pagina, ai più complessi, composti da un'intricata struttura fatta sia di sottopagine interne al sito che di collegamenti ad altri siti esterni (i cosiddetti link). Nei siti si trovano informazioni di ogni genere.  Si va dalle informazioni finanziarie Icon i dati di borsa in tempo reale alte previsioni del tempo per ogni nazione della terra, passando per i siti ufficiali delle principali istituzioni mondiali e i siti dei fans dedicati a questo cantante o quell’altra attrice.  Insomma: fatevi venire in mente un argomento e molto probabilmente troverete su internet un sito (anzi, decine, centinaia o persino migliaia che verte su di esso.

5.1.2  Scaricare file

Molti siti internet consentono ai propri visitatori di prelevare musiche, filmati o programmi di ogni genere (dai giochi ai programmi più seri). E’ un'attività motto semplice; i problemi principali sono due: se avete un collegamento a internet tradizionale, per scaricare i file più grandi ci possono volere anche delle ore, il che lo rende noiosissimo (oltre che costoso).  Inoltre questo è uno dei mezzi preferiti per i virus per entrare nel vostro computer.

5.1.3  Ascoltare musiche e guardare filmati

Sebbene la principale attività che si svolge durante la navigazione sia quella della lettura, internet si presta anche alla diffusione dei cosiddetti contenuti multimediali cioè composti, oltre che da testi, anche da suoni e immagini.
Chi possiede un collegamento veloce, in particolare, potrà usare il computer per ascoltare stazioni radio sparse su tutto il globo o guardare dei filmati, come in una specie di TV interattiva.

5.1.4  Giocare

Scaricare dei giochi per poi utilizzarti nel proprio PC (senza più essere collegati) è solo il modo più semplice per usare la rete a fini ludici.  Un altro modo è quello di divertirsi con i giochi per i quali è necessario restare collegati a un determinato sito.  Ma il cambiamento davvero rivoluzionario è quello che consente di utilizzare una quantità sempre crescente di giochi avendo come avversario non più il computer, ma altre persone, a loro volta collegate a internet.

5.1.5  Fare shopping

E’ la versione moderna dell'acquisto per catalogo.  Detto così, non suona molto affascinante, ma se pensate che in questo caso il catalogo a vostra disposizione è il mondo intero, la prospettiva cambia.  La maggior parte delle transazioni, attualmente, avviene attraverso carta di credito. 

5.1.6  Comunicare

Utilizzare la grande rete di computer mondiale non significa soltanto collegarsi a un sito piuttosto che a un altro.  Tra i principali usi della rete, infatti, c'è anche lo scambio di messaggi e informazioni, attraverso un grande numero di strumenti: la posta elettronica, i newsgroup, i messaggi istantanei e altri ancora. 

5.2  Quanto si paga?

Le variabili in gioco sono due.
Il computer.  Se dovete ancora acquistarne uno, anche il più economico sarà sufficiente per navigare: con un po' di fortuna, potreste cavarvela con 700 – 800 euro.
Il tipo di collegamento.  Il metodo più diffuso (e più tento) è attraverso la normale linea telefonica: l'accesso alla rete è gratuito, ma si paga la durata del collegamento, pari al costo di una telefonata urbana di lunghezza equivalente (occhio alla bolletta, dunque, se rimanete collegati a lungo). Navigare in internet non è un compito gravoso per il PC: non c'è bisogno di avere un computer super potente.  L’occorrente per navigare, anzi, è decisamente poco: in pratica potete farlo con un qualsiasi computer su cui gira Windows 95, cioè con qualsiasi computer comprato negli ultimi sette anni.  In realtà, per quanto sia la linea telefonica il punto più lento di tutto il sistema internet, anche il PC fa la sua parte e avere un computer migliore può rendere più gradevole la vostra esperienza in rete.  Ecco qualche linea guida se dovete acquistarne uno apposta.

Monitor
E’ l'elemento principale su cui investire; internet è un'esperienza soprattutto visiva e uno schermo a 17 pollici ve la farà apprezzare motto più di uno schermo a 15".  Gli schermi TFT (quelli "sottili", per intenderci) stanno conquistando una fetta di mercato sempre più larga: a un'ottima qualità dell'immagine (per giunta molto più stabile e dunque meno stancante per gli occhi) uniscono il vantaggio di un ingombro decisamente ridotto rispetto ai monitor tradizionali.  Se vi potete permettere il loro costo più alto (comunque in calo), è la scelta d'obbligo.

Modem
E’ l’apparecchio che collega il computer alla rete.  In assenza di modem (o anche soltanto a modem spento non potete accedere a internet né qualcuno può avere accesso al vostro PC  dall'esterno. La maggior parte dei PC in vendita oggi è dotata di un modem interno a 56K. Se volete navigare più veloci, vi servirà un modem ADSL, oppure un collegamento in fibra ottica o via parabola (vedi dopo).

Processore
Potete tranquillamente risparmiare; il più economico in circolazione soddisfa ampiamente ogni vostra esigenza.

Memoria RAM
La navigazione di per sé non ne richiede molta; a richiederne molta, però, è Windows XP.  E poiché i computer di oggi sono tutti venduti con questo sistema operativo installato, 256 MB sono necessari per farti funzionare più fluidamente.  Può interessarvi il fatto che esistono diversi tipi di memoria RAM: a parità di quantità, attualmente la memoria più veloce è di tipo DDR.

Hard disk
Per navigare in rete non c'è bisogno di dischi motto capienti, a meno che non siate incalliti scaricatori di filmati o incalliti scaricatori di musica in formato MP3.  Anche in questi casi. comunque, farete fatica a riempire gli odierni dischi fissi, che raggiungono capacità di 100 GB o più.

Masterizzatore di CD-DVD
Non è indispensabile per navigare: potete tranquillamente farne a meno.  Ma se volete salvare da qualche parte grosse quantità di dati, allora vi tornerà comodo.

Mouse e Tastiera
Un mouse con la rotella centrate si rivelerà comodissimo durante la navigazione: chi vi si abitua, poi non riesce quasi più a capire come si fa a navigare senza. I vari tasti multimediali presenti su certe tastiere, invece, per il momento non trovano applicazioni interessanti e non meritano nemmeno un euro in più di spesa.

Altoparlanti
Non è che senza non si possa navigare.  Ma un paio di casse vi consentirà di godere come si deve anche del contenuto multimediale (suoni e filmati) proposto da un numero di siti sempre in aumento.

Scheda ethernet
Vi serve che sia presente nel PC se intendete collegarvi a internet via cavo (per esempio con Fastweb) o volete creare una mini-rete di computer casalinga.

Stampante e scanner
Per chi vuole stampare a colori, le stampanti a getto d'inchiostro sono la scelta obbligata.  Il prezzo di acquisto è molto contenuto, è il prezzo delle cartucce di inchiostro a farne lievitare il costo.  Per chi vuole stampare molto e non ha interesse al colore, le stampanti laser sono una scelta più conveniente. Gli scanner servono per creare delle copie digitali di documenti e immagini (per esempio fotografie).  Ormai anche i modelli più economici, sotto ai 100 Euro, sono in grado di offrire buoni risultati.  Chi volesse digitalizzare anche negativi e diapositive, dovrà spendere qualcosa in più. Sebbene esistano svariati modi per collegarsi alla rete, la stragrande maggioranza degli utenti privati italiani accede a internet per mezzo delle linee telefoniche.  Tra di loro è possibile operare un'ulteriore distinzione: la gran parte di tale maggioranza utilizza collegamenti tenti (modem tradizionale a 56K o linea ISDNI; una felice minoranza, in continua crescita, ha fatto il balzo verso il mondo della banda larga, principalmente grazie alla tecnologia ADSL.

 

    • Il Modem

Modem a 56k
E’ il mezzo più lento in assoluto per muoversi in rete, ma è anche il più semplice ed economico: per questo motivo è ancora nettamente il mezzo più utilizzato dagli italiani.  Si tratta comunque di una velocità che permette di leggere in maniera soddisfacente i siti con testi e foto, utilizzare i vari sistemi di comunicazione elettronica (posta, newsgroup, chat, etc), e scaricare anche qualche file, apatto che non sia troppo grande.

 

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fig.5.1 – Modem Esterno 56k

Attrezzatura necessaria

Un modem a 56K (costo: 40 - 50 E).
Dove è disponibile In qualsiasi luogo dotato di linea telefonica normale.
Interventi da effettuare per predisporre la linea Nessuno
Osservazioni L’accesso alla rete è gratuito, e per la navigazione si paga il costo di una telefonata urbana di durata equivalente.  Oltre alla scarsa velocità, il limite della navigazione via modem è quello di tenere la linea occupata mentre si naviga (cioè non è possibile fare o ricevere telefonate).

 

Modem ISDN
E’  una tecnologia che continua a utilizzare il normale cavo telefonico, però sfruttandolo meglio: la velocità di connessione massima è di 64 Kbit al secondo. Ma poiché ISDN consiste di due linee, le si può combinare e navigare a 128Kbit al secondo o, in alternativa, navigare a 64 e tenere la linea del telefono libera.

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fig.5.2 – Modem Interno ISDN

Attrezzatura necessaria
Un modem ISDN (costo: circa 50 E).
Dove è disponibile In qualsiasi luogo dotato di Linea telefonica normale.
Interventi da effettuare per predisporre la Linea Viene installata una piccola scatoletta (in comodato a circa 12E al bimestre), di fianco alla presa del telefono.
Osservazioni Si tratta di una tecnologia con un basso rapporto costi/benefici: il sovrapprezzo che si paga rispetto a un collegamento normale è notevole (un canone fisso più il costo pari a due telefonate), e non si può dire che la velocità di navigazione, seppur più alta, sia di un altro livello.

ADSL
Con questa tecnologia si entra nel mondo della banda larga, cioè di un collegamento sensibilmente p rispetto a quello "normale".Durante la semplice navigazione, la differenza di velocità rispetto al modem normale è poca; diventa notevole quando si scaricano file: per esempio le canzoni in formato MP3 sono scaricabili in un tempo minore di quello
necessario per riprodurre.  Queste velocità non sono ancora sufficienti per vedere la televisione via internet.

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fig. 5.3 – Modem Esterno ADSL

Attrezzatura necessaria
Un modem ADSL (costo: a partire da 1 00 E) e dei filtri (costo: circa 10 - 15 E) da inserire in ogni presa in cui c'è un telefono, per evitare fastidiose interferenze quando si fanno normali telefonate.
Dove è disponibile Attualmente in oltre 1000 località italiane, a seconda del fornitore di accesso.
Interventi da effettuare per predisporre la linea In casa, a parte i filtri, nessuno (se avete una linea telefonica normale. La vostra compagnia telefonica (che per quasi tutti è ancora la Telecom) deve rendere attiva la vostra linea di casa: in genere questo avviene su richiesta della società presso la quale avete stipulato il contratto ADSL.
Osservazioni E’ un servizio che si paga, a prezzo fisso o in base al tempo utilizzato.  Altro vantaggio: mentre si naviga, la linea telefonica rimane libera.

Fibra ottica
Attualmente è la tecnologia che consente le velocità di trasmissione maggiori: fino a 10 Mbit/s.  E la tecnologia più promettente in termini di sviluppi futuri: una velocità del genere consente non solo di scaricare file quasi istantaneamente, ma anche - integrando internet al televisore di realizzare il famoso TV - on demand, ovvero di vedere i programmi televisivi non quando vengono trasmessi, bensì quando se ne ha più voglia.

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fig. 5.4 – Fibra ottica e modem

 

Attrezzatura necessaria
Una scheda di rete ethernet 1 0/1 00.
Dove è disponibile
Solo in alcune zone (quelle "cablate") di poche città: Bologna, Genova, Milano, Napoli, Roma, Palermo e Torino.
Interventi da effettuare per predisporre la Linea
In casa vengono installate una speciale presa e una centralina.  Il condominio deve essere cablato in fibra e si deve installare una centralina di condominio.
Osservazioni  Questa tecnologia permette di disdire l'abbonamento telefonico a Telecom.

 

5.4  Collegare il modem

Se il modem c'è già.
La dotazione della maggior parte dei computer oggi in vendita comprende un modem a 56K interno.  Se questo è il vostro caso, per collegare il computer alla rete non dovete far altro che prendere un semplice cavo telefonico (il cosiddetto doppino, inserirlo da un lato nell'apposita presa del computer (di solito si trova sul retro, contrassegnata dalla scritta Line o simili) e dall'altro nella presa telefonica nel muro.  Tutto qui.
Cosa vi serve:

  • un computer qualsiasi;
  • un modem a 56K;
  • una normale linea telefonica;
  • un abbonamento gratuito presso un internet provider.

Se il modem non c'è ancora.
Meglio acquistarne uno esterno: ingombra un po' di più la scrivania, ma è più facile da installare.  A computer spento, collegate il modem:

  • al computer per mezzo di un cavo seriale (che sarà in dotazione insieme al modem);
  • alla linea telefonica, per mezzo di un doppino, da inserire da un lato nella presa sul modem (contrassegnata dalla scritta Line o simili) e dall'altro nella presa telefonica nel muro;
  • alla corrente, per mezzo dell’apposito cavo + trasformatore (anch'essi in dotazione).

A questo punto accendete il computer.  Windows dovrebbe riconoscere automaticamente la presenza di un nuovo componente e provvederà alla sua installazione.  Seguite le istruzioni che compaiono sullo schermo: in generale dovrete accettare tutte le proposte che vengono fatte da Windows e, quando vi sarà richiesto, inserire il CD (o il dischetto) con i driver, fornitovi insieme al modem.  A installazione terminata, dovrete riawiare il computer.

 

5.5  Abbonarsi a un provider

Per chi naviga con il modem tradizionale, l'accesso a internet avviene attraverso i cosiddetti lnternet Service Provider (ISP).  Si tratta di società che costituiscono la porta di ingresso al mondo di internet.  L’abbonamento presso uno di questi provider è gratuito: per navigare si paga il costo di una telefonata urbana o anche meno (informatevi presso la vostra compagnia telefonica per sapere se offre delle condizioni particolari per il collegamento a internet).

La prima volta

Se avete già accesso a internet, per esempio sul lavoro o con un web-café, potete collegarvi al sito di un provider, creare il vostro abbonamento e, una volta a casa, impostare il computer con i pochi dati necessari (oppure - e forse è la soluzione migliore - potete chiedere a un amico già "in rete" di farlo per voi).
Nel nostro esempio, vediamo come attivare un abbonamento gratuito presso il provider Infinito.

  • Collegatevi al sito www.infinito.it .

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fig. 5.5 – www.infinito.it

  • Nella barra laterale destra della pagina, cliccate su Registrati.
  • Nella pagina che si apre, cliccate sul riquadro Registrati a lnfinito.it (il puntatore del mouse non assumerà la forma della mano, ma voi non badateci e cliccate lo stesso).
  • Si aprirà una pagina in cui vanno inserite le vostre informazioni personali.

 

La password (parola d'ordine) andrà inserita due volte, per conferma.  Ricordate che c'è differenza tra maiuscole e minuscole: se la vostra password è Ciccio, scrivere ciccio risulterà sbagliato.  Annotatevi username e password da qualche parte.  Leggete le note informative sulla privacy e poi selezionate - cliccando su di esse - le caselle che ritenete opportune (noi suggeriamo di non selezionare l'ultima casella, relativa alla possibilità di inviare pubblicità).  Quando avete finito, cliccate su Registrami.

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fig. 5.6 Registrazione

Se lo username che avete scelto è già utilizzato da qualcuno, un messaggio ve ne informerà.  Riprovate con uno username più originale.  Quando avrete azzeccato uno username ancora libero, vi apparirà una schermata che contiene tutti i dati che vi saranno utili per la configurazione dei vari programmi di connessione a internet, di posta elettronica etc.  Annotatevi i dati o, meglio, stampate la pagina.

5.6  Impostare un collegamento

Ora che avete il modem ben installato e vi siete procurati un abbonamento, non vi resta che l'ultimo passo: configurare il vostro computer.
Per chi ha Windows XP:

  • cliccate su Start, Pannello di controllo. 
  • Rete e connessioni internet - Connessioni di rete- Nel riquadro di sinistra cliccate su "Crea una nuova connessione" (oppure scegliete File - nuova connessione).

A questo punto seguite le istruzioni che compariranno sul video. Man mano che vi si presentano, scegliete le opzioni Connessione a internet, imposta connessione manualmente, Connessione tramite modem remoto. Quando vi viene chiesto, immette il nome dell’ISP (cioè il provider “Infinito”) e inserite i parametri che vi eravate annotati in precedenza. Arrivati alla finestra "informazioni sull’account internet” potrete anche scegliere alcune opzioni:

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fig. 5.7 – Connessione a Internet

  • permettere anche agli altri utenti del PC di utilizzare questa connessione oppure no;
  •  impostare come predefinita la connessione che state creando se avete due o più collegamenti, quello predefinito è quello che partirà automaticamente avviando la connessione a internet; potete cambiare questa impostazione anche in un secondo tempo);
  • abilitare il firewall, un sistema per proteggere il PC dall’intrusione di ignoti.

 

Cliccate su Avanti  e Fine per terminare l'operazione.  Si aprirà la finestra per il collegamento a internet.
Cliccate su Componi se volete collegarvi subito o su Annulla se non lo volete fare.  D'ora in poi, nel menu che si apre cliccando su start comparirà anche la voce Connetti a, all'interno della quale compaiono tutti i collegamenti a internet che avete creato.

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fig. 5.8 – Connessione al provider

5.7  Entrare in rete

Una volta installato il modem e impostato il collegamento, siete pronti per la rete.  Cliccate su start - Connetti a e cliccate sul nome del provider con cui volete collegarvi (vedi fig.5.8).
Si apre la finestra di connessione.  Se ce ne fosse bisogno, potete cambiare il nome utente, la password e il numero di telefono da comporre.  Se da quel computer collegate solo voi o persone di fiducia, è comodo selezionare l'opzione Salva nome utente e password per Qualsiasi utente, così non ci sarà bisogno di digitarli (e ricordarseli) ogni volta. Quando siete pronti, cliccate su Componi. Sullo schermo apparirà una finestra in cui è scritto "Composizione in corso". Quando la finestrella sparisce e nell'angolo in basso a destra appare l'icona significa che siete collegati. A questo punto, a seconda di quello che volete fare, aprite il programma che vi serve, per esempio lnternet Explorer per navigare in rete o Outlook Express per usare la posta elettronica.  Benvenuti in rete!
Attualmente, il metodo più veloce per collegarsi a internet è attraverso la fibra ottica. La diffusione di questa rete, però, è ancora motto limitata, ragion per cui per la maggioranza degli italiani internet veloce è sinonimo di ADSL;
Per ottenere un collegamento ADSL ,su una normale linea telefonica   abilitata    al servizio ADSL, dovete scegliere il provider per un abbonamento a pagamento presso un internet provider.
Per scegliere il servizio ADSL tra le tante società che ti offrono, considerate i seguenti parametri.

  • Disponibilità del servizio nella vostra area di residenza.  Nei sito internet di ciascun provider c'è sempre una casella in cui va inserito il vostro numero di telefono di casa, per sapere se la vostra abitazione è coperta da questo servizio.
  • Velocità di collegamento.  Ricordate che le velocità citate dai provider sono sempre velocità massime, e che in realtà la velocità media di navigazione sarà inferiore (se siete fortunati, intorno al 75% della velocità massima, altrimenti anche meno).
  • Costo. E’ un parametro strettamente collegato alla velocità di collegamento.  In generale le offerte si dividono in due categorie: quelle di fascia relativamente economica, per collegamenti intorno ai 300 Kbit/S, e quelle di fascia più alta, per collegamenti dai 600 Kbit/s in su.

 

5.8  Stipulare l’abbonamento

Una volta scelto il provider, si tratta di attivare il collegamento. E’ un'operazione per la quale non c'è bisogno di alcun intervento di tecnici in casa vostra. E’ sufficiente collegarsi al sito internet del provider e compilare on line il modulo di abbonamento.  Sarà il provider ad attivarsi per trasformare la vostra linea telefonica normale in una linea telefonica abilitata all'ADSL. Durante l’attivazione dell'abbonamento vi saranno poste una serie di domande, alcune delle quali possono sollevare qualche dubbio.  Ecco cosa rispondere:

Quale Linea?

Le procedure di installazione variano a seconda del tipo di linea telefonica che avete in casa.
I casi sono tre:

  • linea semplice (nota anche come linea PSTN); è il tradizionale impianto telefonico che la maggior parte di noi ha in casa;
  • linea complessa (cioè una linea tradizionale PSTN su cui siano attivi anche teleallarmi, interfono, centralini ... );
  • linea digitale ISDN.  In quest’ultimo caso dovrete richiedere l'attivazione di una linea aggiuntiva tradizionale, su cui poi effettuare una procedura come quella del primo caso.  Questo perché la tecnologia ADSL funziona solo sulle linee analogiche e non su quelle digitali, quali la ISDN.

L’attivazione della seconda linea sarà effettuata dalla vostra compagnia telefonica, su richiesta del vostro provider ADSL, e non dovrebbe costarvi niente.

Quale Protocollo?

In genere viene chiesto di scegliere tra due protocolli di installazione:

  • PPP over Ethernet (detto anche PPPOE);
  • PPP over ATM (detto anche PPPOA).

Il primo è riservato a chi ha un computer con scheda ethernet e vuole collegarsi alla rete tramite essa.  La scelta cadrà invece sul protocollo PPP over ATM per chi vuote collegarsi tramite la presa USB (è la scelta più comune).

Quale modem?

Potete scegliere fra l'acquisto e l'uso in comodato.  Se scegliete l'acquisto (che in linea di massima è l'opzione più economica), il vostro provider vi fornirà un elenco di modem "compatibili".  In realtà potete ignorare questo elenco e acquistare il modem ADSL che più vi piace. Accertatevi soltanto che sia in grado di sopportare il protocollo da voi scelto e che possieda i necessari driver di accesso remoto (di solito forniti su CD-ROM).

Indirizzo statico o dinamico?

E’ una scelta che alcuni operatori vi chiedono al momento della sottoscrizione del contratto.  Sceglierà un indirizzo statico chi vuole trasformare il proprio computer in un server di rete: in pratica diventerete un nodo fisso di internet (vedi anche sezione 9.11 e potrete anche ospitare uno o più siti nel vostro PC.  Se non avete questo interesse è sufficiente un indirizzo dinamico che è molto meno caro.

5.9  Installare il modem

Vi serve un apposito modem ADSL.  Nella maggior parte dei casi dovrete acquistare un modem USB, cioè che si collega al PC attraverso la presa USB (tutti i computer venduti negli ultimi tre, quattro anni ne hanno una.
Se avete una scheda ethernet potete scegliere tra un modem USB e un modem ethernet (le prestazioni sono all'incirca le stesse).  Se avete Windows 95 o NT dovete per forza optare per un modem ethernet, perché questi sistemi operativi non supportano il sistema USB. Se avete acquistato un modem USB, accendete il computer e collegate il modem a una delle sue porte USB.  Windows riconoscerà la presenza di un nuovo elemento e farà partire la finestra di installazione guidata.

 

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fig. 5.9 -  Istallazione modem Alice

Istallazione guidata.
Quando vi sarà richiesto, inserite il CD con i driver che vi è stato fornito insieme al modem.  Se per caso vi comparisse una finestra come quella in alto nella pagina a fronte, non preoccupatevi e cliccate su Continua (eventualmente, una volta che avrete attivato il collegamento, collegatevi al sito del produttore del modem e guardate se esiste un driver più aggiornato per il vostro sistema operativo).
Una volta terminata l'installazione del modem, dovrete Ravviare il computer e poi configurarlo per l'accesso a internet.  In questa fase, dovete fare riferimento al manuale del vostro modem e alte istruzioni ricevute dal vostro provider, poiché la procedura può variare da caso a caso.

Un'ultima raccomandazione: se, aprendo la finestra delle proprietà del vostro nuovo collegamento ADSL, doveste notare che, al posto di un numero di telefono, è indicata la cifra 8,35, non spaventatevi: è proprio quello che deve apparire. Sono i parametri relativi alla frequenza di collegamento. Ora siete pronti per entrare in rete, attraverso il comando start - Connetti a

Collocare i filtri          
Uno o più filtri ADSL. Servono per evitare interferenze tra il segnale "voce" e il segnale "dati", permettendo di continuare a utilizzare il telefono anche quando si è collegati a internet. A seconda della vostra linea telefonica,varia l'installazione:

  • se avete una linea semplice, dovete inserire un filtro per ogni presa del telefono che avete in casa.  Da una parte i filtri vanno inseriti nella presa telefonica a muro; dall'altra hanno una o due prese in cui inserire il cavo del telefono e/o quello del modem ADSL;
  • se avete una linea complessa (cioè una linea telefonica normale, ma con installato un sistema di teleallarme o qualsiasi altro servizio del genere che usi la linea telefonica), dovrete installare un apposito filtro unico, detto splitter, nella presa principale del telefono.  Il modem ADSL andrà collegato direttamente allo splitter.  In questo caso l'installazione sarà curata da un tecnico della vostra compagnia telefonica, indipendentemente dalla compagnia con cui sottoscriverete il contratto di ADSL.

 

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fig. 5.10 – Filtro Adsl

Una volta che avete acquistato il computer, collegato il modem, stipulato il contratto con un provider e configurato il PC, siete pronti per entrare in rete. L’ultimo tassello di questo lavoro è costituito dal software: qui di seguito elenchiamo i programmi indispensabili per svolgere al meglio le varie attività permesse da internet.  Alcuni di questi programmi (in particolare quello per navigare e quello per gestire la posta elettronica) sono già inclusi in Windows; altri andranno scaricati da appositi siti internet.

5.10  Navigare
Il browser è il programma che permette di "muoversi" all'interno della parte di maggior impatto visivo di internet, ovvero il world wide web, la grande "ragnatela" mondiale costituita da centinaia di milioni di siti internet.
Ogni computer con sistema operativo da Windows 98 in poi ha già incorporato in sé un ottimo browser: lnternet Explorer che, nei computer con Windows XP, è giunto alla versione 6.0. Chi ha un computer con Windows 95, controlli quale versione di Explorer vi è inclusa: se è la 3.0 navigare è possibile, ma scomodo: cercate di dotarvi almeno della versione 4.
Uno dei vantaggi di internet è quello di essere, di fatto, un'enorme biblioteca piena di documenti di ogni genere.  Molti di questi documenti, in particolare quelli che per volontà di chi li ha creati - possono essere letti ma non devono essere modificati, sono presentati in formato pdf . Per leggere questi documenti è necessario aver installato nel computer il programma Acrobat Reader, scaricabile gratuitamente dall'indirizzo www.adobe.it.
I filmati che si trovano in rete, purtroppo, possono essere realizzati con tre tecnologie diverse, tutte piuttosto diffuse, per cui per poterti vedere tutti servono tutti e tre questi programmi: Windows Media Ptayer è già incluso in Windows (attualmente siamo alla versione 9.0), Real One Video e Quick Time possono essere scaricati gratuitamente dai rispettivi siti internet.
In linea di massima, il mondo dei filmati on line è riservato a chi utilizza un collegamento ad alta velocità. Flash è il programma necessario per visualizzare le animazioni grafiche su web (in pratica, i cartoni animati di internet), di cui fa uso un discreto numero di siti.  Explorer 6 include la versione 5 di Flash, ma la più aggiornata è la 6, scaricabile gratuitamente dal sito www.macromedia.com.

5.11  Comunicare
OutLook Express, giunto alla versione 6, è il programma incluso in tutte le ultime versioni di Windows che permette di gestire sia la posta elettronica che la frequentazione dei newsgroup (i gruppi di discussione tematici che si trovano in rete).  Per entrambe le applicazioni esistono numerosi altri programmi, ma la maggior parte degli utenti si troverà benissimo con questo.
Altra forma di comunicazione molto popolare sono i programmi per i messaggi istantanei, che consentono di creare delle comunità virtuali di amici, vedere chi tra loro è in linea in un dato momento e comunicare con questi scambiandosi messaggi in tempo reale.  All'interno di Windows è già incluso Messenger, ma il programma più popolare è ICQ, prelevabile da www.icq.com.

Le funzionalità per chattare (cioè scambiarsi messaggi di testo in tempo reale, come se si parlasse) sono incluse in molti programmi, tra cui anche ICO e WinMx.  Per le chat più "pure" e frequentate, però, il programma più utilizzato è miRC, scaricabile gratuitamente all'indirizzo www.mirc-co.uk.

5.12  Peer to peer - Scaricare file
Lo scambio peer to peer permette di scambiare file tra i computer di singoli utenti.  Dopo la chiusura per fallimento di Napster, molti programmi sono nati sulle sue ceneri, ma ancora non si è affermato un chiaro leader.  Uno dei programmi migliori per scambiare musica, filmati e ogni altro tipo di file attualmente è WinMx, scaricabile gratuitamente dall'indirizzo www.winmx.com.

 

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fig. 5.11 -  Software Peer to peer

 

Alcuni file che si trovano in rete sono in formato compresso (zippati).  Chi non ha Windows XP, per utilizzarti dovrà decomprimerli con un programma apposito, come Winzip (vedi Cap  3). Chi scarica molto (escluso lo scambio di file, che è una cosa a parte - vedi sopra) e possiede una connessione lenta, troverà utile dotarsi di un download manager, ovvero un programma che ottimizza le procedure di scaricamento e mette al riparo dal rischio che cada la linea a metà di un'operazione.  Tra quelli gratuiti, uno dei più popolari è Download Accelerator Plus, prelevabile da www.speedbit.com.

 

5.13  Il browser
E’ il programma che si utilizza per navigare in internet.  In tutti i computer in cui è presente un sistema operativo Windows - a partire dalla versione Windows 95 - è già incluso anche un browser: è questo il motivo per cui lnternet Explorer (attualmente è giunto alla versione 6.0 SP1) è di gran lunga il browser più utilizzato al mondo. Per iniziare una sessione di navigazione, in genere, basta cliccare su start - lnternet Explorer .

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fig. 5.12 – Internet Explorer 6

 

Esistono sulla rete altri Browser altrettanto conosciuti e di buona qualità. Questi sono per esempio Opera arrivata alla versione 7 e Mozilla discendente di Netscape, uno dei primi browser di internet.

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fig.5.13 – Opera e Mozilla

 

5.14  La pagina web
Il world wide web (o, più brevemente, web) è costituito da un insieme di siti, ciascuno dei quali composto da una o più pagine (dette anche pagine web).  Le pagine possono avere gli aspetti più svariati: si va da pagine contenenti solo testi scritti, a pagine simili a quelle di un giornale, composte da testi e foto, ad altre pagine ancora contenenti filmati o musiche.
Questo sta a significare che, facendo clic in quel punto, succederà qualcosa (per esempio si verrà portati su un'altra pagina web, oppure si attiveranno le procedure per lo scaricamento di un file).
Quale che sia la struttura di una pagina, è il browser che permette di visualizzarne il contenuto nel vostro PC.

Indirizzi
Ogni pagina web è definita in maniera univoca da un suo indirizzo.  La forma classica di un indirizzo è www.nomedelsito.it (in cui www sta per world wide web ovvero rete mondiale), mentre la desinenza finale indica la nazionalità del sito: it indica l'Italia, fr la Francia e così via.  Oltre alle desinenza "nazionali" esistono anche una serie di desinenze per tipologia, tra cui la più diffusa è com (che dovrebbe designare siti commerciali, ma che in realtà indica un po' di tutto): un sito com può essere sia italiano, che francese, che americano; in particolare gli Stati Uniti sono l'unica nazione che non ha una desinenza propria, e tutti i siti "made in USA" finiscono con com, gov, org eccetera.
Un indirizzo del tipo www.nome.it di solito porta alla pagina principale (home page) di un sito; le sotto-sezioni sono indicate da indirizzi come www.nome.it/sezione.htm. Per collegarvi a un sito, dovete scriverne l’indirizzo all’interno della cosiddetta Barra degli indirizzi e cliccare su Vai (o, in alternativa, premere Invio, sulla tastiera).

Link
Il link (dall'inglese: collegamento) è forse l'elemento più caratteristico di una pagina web: in genere si presenta sotto forma di una parola (o di una frase) sottolineata, cliccando sulla quale si viene trasportati in un'altra sezione del sito o all’interno di un sito diverso.
Cliccando su un link, può succedere una di queste cose:

  • si viene trasportati a un'altra sezione dello stesso documento visualizzata la pagina a cui vi ha rimandato il link;
  • la pagina che stavate guardando rimane lì dov'è, e si ;
  • apre una seconda finestra del vostro browser in cui viene mostrata la nuova pagina a cui vi ha rimanda al posto della pagina che stavate guardando viene visto il link;
  • si fa partire un'attività come lo scaricamento di un file o l'attivazione di un filmato.

 

5.15  Internet Explorer

E’ di gran lunga il browser più diffuso al mondo.  Come sempre accade per i software più popolari, esistono numerose versioni di questo programma; a ogni nuova versione corrisponde, in genere, qualche funzionalità aggiuntiva rispetto a quella precedente.  In questa sezione illustriamo il funzionamento della versione più recente (la 6.0), presente nei computer dotati di sistema operativo Windows XP. Per chi ha un computer un po' più vecchio, niente paura: non ci sono grandi differenze tra questa versione e le versioni a partire dalla 5.0, presenti nei PC con Windows 98 o Windows ME.

1 -  Menu dei comandi - Da qui si possono controllare tutte le funzioni di Explorer.

2 -  Barra dei pulsanti - Qui compaiono alcuni pulsanti, cliccando sui quali si comandano le funzioni principali.  Questa barra è personalizzabile: si possono aggiungere altri pulsanti ritenuti utili o eliminarne altri che non si usano mai.

3 -  Barra degli indirizzi - Qui va inserito l'indirizzo del sito internet che si desidera visitare.  Noterete che spesso gli indirizzi sono preceduti dalla sigla http://.  Nello scrivere un indirizzo, potete tralasciarla e iniziare direttamente dal "www".

4 - Collegamenti  In questa zona si possono inserire dei pulsanti per accedere direttamente (con un solo click ai propri siti preferiti. Se avete creato molti collegamenti, solo i primi sono direttamente visibili in quest’area.  Per visualizzare gli altri, dovete cliccare sulle doppie virgolette. Quando un collegamento non vi interessa più, potete eliminarlo cliccando con il destro su di esso e scegliendo Elimina.  Vi consigliamo di farlo, per esempio, con i collegamenti che già trovate presenti la prima volta che aprite Explorer, che rimandano a funzioni poco utili di Microsoft.

5 - All'interno della finestra compare la pagina internet che state visitando in quel momento.  In generale ogni pagina è più lunga di quanto non si veda nello schermo.  Utilizzando la barra di scorrimento laterale potete scorrere il documento in su e in giù (chi ha un mouse con la rotella, può utilizzare la rotella per lo stesso scopo).

 

 

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fig. 5.14 -  Finestra Internet Explorer

 

La quantità di testo visualizzato e le dimensioni dei caratteri dipendono dalle impostazioni del vostro schermo. In qualche caso, la finestra più grande non sarà occupata soltanto dalla pagina visitata, ma anche da una sezione laterale, utile per lo svolgimento di più funzioni, attivabili con i relativi comandi: la Cronologia, i Preferiti, la navigazione multimediale, etc.  Per chiuderla, cliccate sulla crocetta in alto a destra della sezione stessa.

6 - Barra di stato. E’ posta in fondo allo schermo.  Su di essa sono visualizzate una serie di informazioni utili relative alla pagina visualizzata.  Se portate il mouse sopra a un link (senza cliccare) viene visualizzato l'indirizzo verso cui conduce quel link (  7 - Link )

Quando ci si collega a un sito, una sbarretta colorata vi indica quanto manca prima che tutto il sito sia visualizzato correttamente (8 – Barretta colorata).  Se invece siete in modalità "non in linea" ,nello stesso spazio comparirà un'icona dispensa informatica.

Per accedere ai comandi più importanti per controllare al meglio la propria navigazione, basta cliccare sulle relative icone presenti nella barra dei pulsanti:

Indietro - Torna alla pagina visualizzata in precedenza.  Cliccando sul triangolino a destra si apre un menu da cui si può scegliere esattamente a che pagina tornare.

Avanti - Va alla pagina successiva (è attivo solo se siete già tornati indietro una volta).  Anche qui, cliccando sul triangolino si può scegliere a che pagina andare tra quelle già visitate.

Termina - Smette di caricare la pagina.

Aggiorna - Ricarica la pagina corrente. Da utilizzare se la pagina non si è caricata correttamente o per quelle pagine il cui contenuto cambia con frequenza (per esempio le pagine con i dati di borsa). Questo tasto vi riporta alla Pagina iniziate

Cerca - Apre sulla sinistra dello schermo un riquadro che consente di effettuare ricerche su internet o all'interno del proprio computer.  Meglio usare i motori di ricerca tradizionali .

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fig. 5.15 -  Barra dei pulsanti

 

Preferiti - Fa apparire sulla sinistra detto schermo un riquadro in cui sono memorizzati i vostri indirizzi internet preferiti. Per richiamarli, basta cliccare su uno di essi.

 Multimedia - Fa apparire sulla sinistra dello schermo un riquadro con dei comandi che facilitano l'utilizzo dei file multimediali, sia quelli presenti nel proprio PC (attraverso i pulsanti Musica e Video), sia quelli che si trovano su internet (attraverso i pulsanti Altri elementi multimediali e Guida radio)Per informazioni più dettagliate.

Cronologia - Fa apparire sulla sinistra dello schermo un riquadro in cui sono elencati tutti i siti visitati negli ultimi giorni.

Posta - Per passare ad utilizzare il programma di posta elettronica.  Se volete inviare a qualcuno la pagina che state visualizzando, cliccate su questa icona e scegliete il comando Invia pagina, oppure il comando Invia collegamento, per inviare solo il link, che comunque permetterà al destinatario di collegarsi proprio a quella pagina.

Stampa - Permette di stampare la pagina internet che state visitando.  Attenzione: una pagina web può avere una lunghezza corrispondente anche a molti fogli A4.  Per evitare di stampare pagine e pagine di roba inutile è meglio utilizzare prima il comando File - Anteprima di stampa, che vi permette di capire da quante pagine è composto il documento in questione.  Dall'anteprima, selezionando il comando Stampa si apre una finestra che vi permette di regolare alcune impostazioni, ad esempio quali pagine stampare o quante copie stamparne.

Modifica -  Se avete un programma in grado di modificare una pagina web (per esempio Front Page, ma anche il semplice Blocco note), questo tasto vi permette di aprirlo per modificare la pagina che state visualizzando.

 

Modificare la barra dei pulsanti
I tasti elencati qui sopra sono quelli che vi ritrovate come standard, la prima volta che aprite lnternet Explorer. La barra è personalizzabile: potete aggiungere altri pulsanti o togliere quelli che non vi servono. Per farlo,cliccate con il destro in un qualsiasi punto della barra dei pulsanti e scegliete Personalizza. Si aprirà la finestra che vedete qui di fianco.

Nel riquadro di destra sono elencati tutti i pulsanti attualmente presenti sulla barra; nel riquadro di sinistra ci sono tutti gli altri pulsanti che potete aggiungere.  Evidenziate il pulsante che volete far apparire nella barra (cliccando su di esso) e poi cliccate su Aggiungi ~>.  Se invece volete togliere dalla barra i pulsanti che non usate mai, fate un clic sul pulsante in questione nel riquadro di destra e poi cliccate su <- Rimuovi.  Ripetete queste due procedure con tutti i pulsanti che volete.
Potete anche modificare la posizione relativa di ogni tasto rispetto agli altri, evidenziandolo e cliccando su Sposta su o Sposta giù. Inoltre potete scegliere le dimensioni dette icone a e se far apparire a fianco (o sotto) di esse un testo descrittivo oppure no a (in quest’ultimo caso risparmierete un po' di spazio).  Quando avrete finito, cliccate su Chiudi.

Home page
la pagina che si apre per prima ogni volta che aprite il browser.  In genere lnternet Explorer è impostato automaticamente in modo che l'home page sia una qualche pagina correlata a Microsoft oppure al vostro internet provider.  In realtà siete liberi di scegliere la pagina che volete.  Farlo è semplicissimo: collegatevi alla pagina che volete impostare come home page; dopo che è apparsa scegliete dal menu Strumenti - Opzioni internet.  Aprite la scheda Generale e cliccate su Pagina corrente.

 

5.16  Motore di ricerca - Google

Un motore di ricerca è un sito internet di tipo molto particolare: il suo scopo è quello di facilitare la ricerca di altri siti.  Considerato che il worldwide web, ormai, è composto da qualche miliardo di pagine (e il numero continua a crescere) è facile intuire l'importanza di uno strumento che renda più semplice orientarsi nella rete.

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fig. 5.16 -  www.google.it

Come funziona
Ogni motore di ricerca utilizza uno speciale programma (detto web crawler o spider) per trovare la maggior quantità possibile di pagine internet e registrarle nella propria memoria, secondo determinati criteri di archiviazione.  Quando l'utente utilizzerà un motore di ricerca introducendo una o più parole chiave, il motore si limiterà a cercare nei propri archivi le corrispondenze migliori, risparmiando così un sacco di tempo, e restituendo attutente i risultati che sta cercando nel giro di pochi istanti.
Nella maggior parte dei casi, la ricerca può avvenire in due modi diversi:

Ricerca per parole chiave
Inserite nello spazio apposito (di solito una casetta posta a fianco o sopra alla scritta "Cerca" o "Trova") il termine - o i termini - che state cercando e cliccate con il mouse sulla scritta Cerca o Trova.  Il motore esaminerà la propria banca dati e darà come risultato una lista di siti che contengono le parole che avete inserito, cercando di dare per primi i risultati ritenuti più sensati.
Questo metodo è molto funzionate per cercare siti contenenti termini o frasi ben precise; per esempio, digitando una strofa di una canzone, con ogni probabilità sarete portati a un sito che ne contiene il testo.

 

Ricerca per argomenti
Alcuni motori suddividono i siti in tante categorie, funzionando come una sorta di elenco delle pagine gialle di internet.  Questo approccio è preferibile quando si ha solo una vaga idea di quello che si sta cercando o quando (a ricerca per parole chiave non dà i frutti sperati.  Ad esempio, con Yahoo www.yahoo.it), cliccando in sequenza su A tavola ' Cucina, Ricette, otterrete un elenco di siti nei quali trovare l'ispirazione per la vostra prossima cena.

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fig. 5.17 -  www.yahoo.it

 

Qualche trucco

  • Evitate i termini troppo generici, cercando di combinare due o più parole.Cercando "pasta" con Google si otterranno quasi tre milioni di risultati (il che è poco più utile che non trovarne nessuno).  Cercando "ricetta pasta alla carbonara" se ne trovano 429 ed è molto più probabile che i primi risultati corrispondano a quanto si sta cercando.
  • Se cercate una frase intera (per esempio il titolo di una canzone) scrivetela tra virgolette: in tal modo saranno cercati solo i documenti che contengono le parole in quell'esatto ordine.
  • Certi motori vi consentono di specificare criteri di ricerca particolari.  Per esempio potete chiedere di effettuare la ricerca tra tutti i documenti della rete, oppure solo tra quelli in italiano.  Oppure potete fare in modo di escludere dalla ricerca i documenti che comprendono certe parole: per esempio, per informazioni geografiche sul Lazio, potreste cercare Lazio ma escludendo i documenti con la parola Calcio (in genere la parola da escludere va preceduta dal segno -).

 

  • In certi casi è anche possibile tradurre in italiano il testo del sito che si è trovato (anche se il servizio non funziona benissimo e serve, al massimo, per capire a grandi linee di cosa parla il sito, oltre che per farsi due risate).

Google è uno dei motori di ricerca più popolari di tutta internet e, a nostro avviso, merita questa popolarità. E’ uno dei pochissimi motori a essere rimasto puramente tale, senza trasformarsi in un portale sovraccarico di informazioni; la sua pagina web è una delle più sobrie ed essenziali che si trovino in rete, utilizzarlo è molto semplice e - ciò che conta di più - i risultati delle ricerche sono motto precisi e consentono, attraverso l'uso di poche ma ben mirate funzioni accessorie, di rendere ancora più semplice orientarsi nella rete.

Collegatevi all'indirizzo www.google.it. Inserite una o più parole relative all'oggetto della vostra ricerca nell'apposito spazio.
Nel nostro esempio, cerchiamo la parola "polpettone".  Quindi bisogna cliccare su Cerca con Google.

 

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fig. 5.18 – Motore di ricerca Google

 

 

Esaminare i risultati
Google fornisce i risultati in ordine di rilevanza rispetto ai parametri di ricerca che avete impostato. Questo vuol dire che il primo sito elencato è quello che, secondo il suo software, si avvicina di più all’oggetto delle vostre ricerche. La breve descrizione del sito posta sotto al nome, aiuta a decidere se quella pagina è proprio quella che interessa o se è meglio passare a esaminare il prossimo risultato.

 

 

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fig. 5.19 – Risultati

 

1 - Qui è scritto cosa avete cercato e quanti risultati sono stati trovati.
2 - nome del sito.
3 - Qui c'è una breve descrizione del sito che contiene i termini ricercati evidenziati in grassetto e permette di vedere in quale contesto essi vengono utilizzati.
4 -  L’indirizzo del sito in questione.

In fondo alla pagina trovate una sezione dove cliccando su ogni numero vengono visualizzati i risultati successivi, a gruppi di dieci.
Quando avete individuato il risultato, per aprire la pagina in questione basta cliccare sul nome del sito.  Se, una volta aperto il nuovo sito, scoprite che non è quello che vi interessa o comunque volete visualizzare gli altri siti trovati, per ritornare all'elenco dei risultati senza dover effettuare da capo la ricerca, vi basterà cliccare sul pulsante Indietro, nella barra dei pulsanti

 

Affinare la ricerca
Se tra i primi risultati non appare il sito che cercate, piuttosto che esaminare centinaia di risultati, provate ad affinare la ricerca.

  • Aggiungete un'altra parola ai criteri di ricerca.  Nel nostro caso, per esempio, potremmo provare a cercare polpettone alla genovese.
  • Cambiate la lingua di ricerca.  Nel nostro esempio, il primo risultato era in inglese.  Selezionando Cerca Le pagine nella categoria italiana. e poi ripetendo la ricerca con gli stesi criteri, troverete solo siti in italiano.
  • Escludete alcune parole.  Cercando polpettone - carne, troverete ricette di polpettoni di pesce.

 

            Per affinare ulteriormente i criteri di ricerca,potete cliccare su Ricerca avanzata, che permette, tra le altre cose, di decidere la lingua in cui cercare, o di cercare solo tra i documenti aggiornati entro un certo intervallo di tempo.

 

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fig. 5.20 – Affinare la ricerca

 

5.17  Configurare l’accesso a Internet

Programmi come Explorer o Outlook Express (il programma per la gestione della posta elettronica) possono essere configurati in modo tale che aprendoli si attivi automaticamente anche il collegamento a internet.

 

Cliccate su start - internet Explorer  Si aprirà una finestra come questa (vedi fig. 5.21)

 

 

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fig. 5.21 – Accesso internet

Cliccando su Connetti farete partire la connessione a internet, utilizzando il vostro provider predefinito, evidenziato nello spazio – 1 – (Vedi fig.5.21) . Se avete installato due o più connessioni, potete anche sceglierne un'altra, cliccando su –2- selezionando la connessione che preferite.
Cliccando su Non in linea, aprirete Explorer in modalità "non in Linea" .
Se volete evitare anche questo passaggio, e volete collegarvi a internet con il minor numero di clic possibili, selezionate la casella Connetti automaticamente.  Dalla volta successiva, per iniziare a navigare vi basterà aprire Explorer, senza alcun altro passaggio (se cambiate idea e non volete che Explorer si connetta automaticamente, (a prossima volta che lo farete partire, cliccate su Annulla nella finestra di Connessione remota che si aprirà).
Selezionare la casella Salva password serve per non doverla riscrivere ogni volta.  Attenzione, però: in questo modo, tutti gli utenti che hanno accesso al vostro computer (o al vostro account, se usate Windows XP) avranno automaticamente accesso anche a internet: se avete dei figli piccoli, può darsi che questa non sia la vostra soluzione ideale.
Se la finestra di Connessione remota non dovesse aprirsi, ma si aprisse direttamente Explorer, ci sono due possibilità: l'ultima volta che avete chiuso Explorer eravate in modalità non in linea. Selezionate File, togliete il segno di spunta da Non in Linea, chiudete Explorer e riprovate; oppure avete impostato l'opzione Non utilizzare mai connessione remota. Per cambiare l’opzione andate su strat – Connetti a e sulla finestra che si apre cliccando su Impostazioni…, farete apparire la finestra delle Proprietà di Internet (vedi fig.5.22).
Cliccando su Imposta –1- potete aggiungere un nuovo collegamento alla lista di quelli già esistenti (se volete cambiare provider, per esempio,o se volete aggiungerne uno di riserva).
Per cambiare il provider preferito, selezionate il nome di una connessione già esistente nel riquadro –2- e cliccate su Predefinita.  Cliccando su Rimuovi, invece, potete eliminarla.  Cliccando su impostazioni potete modificarne le impostazioni, ad esempio per aggiornare la password o il numero di telefono a cui deve far riferimento quel collegamento.
Le altre opzioni presenti nella sezione –3- stabiliscono cosa succede quando cliccate sull'icona di Explorer (o di Outlook Express, visto che queste impostazioni sono condivise dai due programmi).  Nel primo caso, si apre il programma senza che ci si connetta a la rete.  La seconda e la terza opzione sono praticamente equivalenti: quando sono selezionate, cliccando su Explorer si farà partire la finestra di Connessione remota.

 

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fig. 5.22 – Opzioni Internet

 

Aprire un collegamento          
Con altri programmi, invece, bisogna    prima collegarsi in rete e poi aprirli. In   questo caso, bisogna cliccare su start  -Connetti a - e poi sul nome della connessione che volete utilizzare. Netta finestra che appare, ciccate su Componi . Soltanto quando appare l'icona di connessione avvenuta si può far partire il programma.
Cambiare password o numero di telefono Può succedere che abbiate impostato una nuova password o che il vostro provider abbia cambiato il numero da digitare per collegarsi a internet. Nella finestra di connessione digitate nello spazio la nuova password oppure cliccate su Proprietà per far apparire un riquadro in cui inserire il nuovo numero di telefono.                                        

5.18  Posta

La posta elettronica, altrimenti nota come email (o e-mail o, sempre più spesso: mail) permette alle persone di comunicare tra loro, per mezzo di due computer che possono essere posti netto stesso ufficio, a pochi metri l'uno dall’altro, oppure separati da migliaia di chilometri: la distanza non ha importanza.  L’importante è che i computer siano collegati a internet, permanentemente o anche solo di tanto in tanto.


Nota:    per ogni software, abbiamo indicato un sito da cui è possibile prelevarlo, ma in realtà gli stessi programmi si trovano in molti altri siti.  In particolare, troverete comodo utilizzare quei siti che fungono da contenitori di programmi e che offrono servizi aggiuntivi, come la descrizione e la valutazione dei programmi stessi. Con il termine navigare si intende consultare uno o più siti internet.  In realtà, durante la navigazione, si possono fare molte altre cose, come scaricare file, ascoltare le radio on line, etc.  In questa sezione vi forniamo le nozioni fondamentali per poter utilizzare le molteplici risorse messe a disposizione dalla rete.

 

 

Procurarsi un indirizzo
Quando si stipula il contratto con un provider per ottenere l'accesso a internet, il provider stesso vi offrirà almeno una casella di posta elettronica.  Il vostro indirizzo sarà qualcosa di simile a nomeutente@nomesocietà.it, dove la parte a destra di @ è, di solito, il nome del vostro provider, mentre la parte a sinistra di @ la sceglierete voi: può essere il vostro nome e cognome, una sigla o un qualsiasi altro soprannome che non sia già stato adottato da qualcuno che usa il vostro stesso provider

Nel momento in cui create il vostro indirizzo di posta elettronica, il provider vi fornirà alcuni dati che, nonostante vi possano sembrare astrusi, vi serviranno per configurare il vostro programma di posta elettronica: prendetene nota .
Anche chi non ha direttamente accesso a internet (o addirittura non ha nemmeno un computer) può avere un suo indirizzo di posta elettronica. Esistono moltissime società che offrono una casella di posta elettronica gratuita a chiunque si registri presso di loro.  Potrete poi consultare la vostra posta elettronica da un qualunque computer collegato a internet (a casa di amici, in ufficio, in un cyber café...)

Cosa si può inviare
Il caso più semplice è quello di un messaggio contenente solo testo, l'equivalente elettronico di una lettera. Insieme al messaggio si possono inviare uno o più allegati.  Si può allegare al messaggio un qualsiasi file presente nel proprio computer (documenti di testo, foto, programmi, etc.), a patto che le sue dimensioni non superino il limite massimo consentito dal vostro gestore di posta e dal gestore del destinatario.Per scambiarsi file di piccole dimensioni (sotto ai 2 MB) l’email è un metodo talmente efficace da avere, di fatto, reso quasi inutili i vecchi floppy disk che ormai si usano solo per scambiare piccoli file tra computer non collegati in rete. Se si sta navigando nel worldwide web, tramite la funzione Invia pagina, si può inviare la pagina che si sta consultando in quel momento.

Ricevere e inviare messaggi
I metodi per consultare la posta sono due.

  • Si può usare un apposito programma, per esempio Outlook Express o Eudora.  Questo metodo è di gran lunga il più funzionale per chi usa con costanza la posta elettronica, perché offre molte più possibilità e, soprattutto, può essere utilizzato in gran parte senza essere collegati in rete: potete collegarvi solo quei pochi secondi che servono per mandare e ricevere messaggi, e fare tutto il resto (comporre nuovi messaggi, leggere quelli ricevuti, riordinare la rubrica, etc..) senza essere collegati e, dunque, senza pagare.
  • Oppure si usa un cosiddetto servizio di webmail (il più famoso dei quali è Hotmail: in questo caso ogni volta che si vuote usare la posta elettronica bisogna collegarsi a un apposito sito internet e si deve restare collegati per tutta la durata delle operazioni di lettura, ricezione, scrittura etc.  E chiaro, dunque, che questo metodo è adatto solo a chi usa poco la posta elettronica o comunque, la usa prevalentemente da computer non suoi (per esempio al lavoro).

Un'altra differenza tra le due metodologie è che nel primo caso i messaggi vengono scaricati nel proprio PC, mentre nel secondo caso essi rimangono in rete e per portarti nel PC dovrete salvarti di volta in volta.  Anche questo ha delle conseguenze importanti sull’uso che volete fare dei messaggi (archiviazione, ricerca di vecchi messaggi, etc..).
5.19  Outlook express
E’ programma per la gestione della posta elettronica che si trova già incluso all'interno di Windows.  Le informazioni qui presentate si riferiscono alla versione 6, presente in tutti i PC dotati di sistema operativo Windows XP.  Per le versioni immediatamente precedenti, come la 5, non ci sono grandi differenze.

 

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fig. 5.23 –Outlook Express

 

 

Quando aprirete Outlook Express, (per esempio cliccando su start – Outlook Express , se è presente sul desktop, facendo doppio clic sull'icona avrà un aspetto del genere (vedi fig. 5.23).

 

1- Menu dei comandi Da qui si possono controltare tutte le funzioni di Outlook Express.

2- Barra degli strumenti Qui compaiono alcuni pulsanti, cliccando sui quali si comandano le principati funzioni di Outlook.  Questa barra è personalizzabile:si possono aggiungere altri pulsanti ritenuti utili, o eliminarne altri che non si usano mai. 

3- Barra cartelle Indica quale cartella si sta consultando in quel momento e, se avete creato due o più identità. indica anche quale identità si sta utilizzando.

4- Elenco cartelle In quell’area compaiono tutte le cartelle in cui sono presenti i vostri messaggi; il numero di eventuali messaggi che ancora non avete tetto è indicato tra parentesi e le cartelle che li contengono sono evidenziate in grassetto.  Cliccando su una cartella, questa apparirà evidenziata in blu e nell'area delle intestazioni (vedi punto 6) compariranno tutti i messaggi contenuti nella cartella stessa. Facendo click con il destro su una cartella, e scegliendo Nuova cartella, potete creare dette sottocartelle per mettere in ordine i vostri messaggi.

5- Contatti Qui appaiono tutti gli indirizzi presenti nella vostra rubrica.  Facendo click con il destro su un nome e scegliendo Proprietà, si apre la voce della rubrica corrispondente a quella persona, che vi permette di visualizzare o modificare le informazioni ad essa correlate, quali l'indirizzo e-mail o il numero di telefono.  Facendo doppio click su un nome si apre un messaggio con il campo del destinatario (A:) già compilato.

6- Area delle intestazioni Qui sono elencate le intestazioni (mittente, oggetto, data di ricezione, presenza di eventuali allegati, priorità etc.) di tutti i messaggi conservati nella cartella che state consultando, in questo caso la cartella Posta in arrivo.

7- Una graffetta presente netta colonna delle graffette, indica che quel messaggio contiene uno o più allegati.

8- Riquadro di anteprima Qui compare il testo del messaggio selezionato netta sezione soprastante.
La graffetta –9-. se presente, indica che il messaggio contiene dei file allegati.  Se di lato appare un barra di scorrimento –10-,vuol dire che il messaggio è più lungo di quanto viene visualizzato. Per leggere il resto, cliccate lungo tale barra (oppure usate la rotella centrate del mouse). Se nel testo compare un link, facendo click su di esso il vostro browser si avvierà, posizionandosi sulla pagina in questione (se siete collegati a internet).La schermata di Outlook è ampiamente personalizzabile.
Potete decidere quali aree far apparire e quali no tramite il comando Visualizza - Layout e cliccando nette relative caselle (vedi fig.5.24). Potete anche regolare le dimensioni delle varie aree, posizionando il mouse sulle righe di separazione tra un'area e l’altra e trascinandolo nella direzione voluta.

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fig. 5.24 – Layout Outlook Express

5.20  Impostare la casella di Posta Elettronica
Prima di poter iniziare a scambiare corrispondenza elettronica con i vostri amici, dovete configurare il vostro programma di posta elettronica. E’ un'operazione che va fatta soltanto la prima volta e che andrà ripetuta solo se decideste di cambiare indirizzo o aggiungerne uno a quello che utilizzate più spesso.

I nostri consigli si riferiscono alle procedure da seguire per chi usa Outlook Express, ma anche per gli altri programmi di posta le procedure saranno motto simili.
Prima di tutto, recuperate i dati necessari per la configurazione. Collegatevi a internet.  Quando il collegamento è attivo aprite outlook Express.

Dal menu comandi scegliete Strumenti - Account.  Si aprirà la finestra qui sotto.

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fig. 5.25 - Account

Cliccate su Aggiungi e scegliete Posta elettronica.  Si aprirà la finestra di connessione guidata. Inserite man mano le informazioni che vi vengono richieste.  Nell’ordine:

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fig. 5.26 - Nome

il nome che apparirà come mittente dei messaggi che manderete.  Se volete, potete utilizzare il vostro "nome utente", ma non siete obbligati: potete inserire un qualsiasi nome o soprannome a piacere;

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fig. 5.27 – Indirizzo , POP, SMTP

il vostro indirizzo di posta elettronica (di solito nomeutente@nomeprovider.it; e i dati relativi ai server POP3 e SMTP che avete annotato in precedenza;

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fig. 5.28 - Password

 

I vostri Nome utente e Password.
Cliccate su Avanti > - Fine e poi Chiudi.  A questo punto siete pronti per, mandare e ricevere messaggi di posta elettronica.

 

5.21  Creare ed inviare un messaggio

Dopo aver impostato l’Account (Casella postale), siete pronti ad inviare un messaggio email all’indirizzo di un vostro amico.  Sulla barra degli strumenti, cliccate sul primo pulsante  “Crea messaggio”. Si aprirà una finestra nella quale potrete inserire:

  • l’indirizzo di un amico (o di diversi indirizzi separati dal punto e virgola ; )  nella riga A: ;
  • nella riga Cc: inserite gli indirizzi di altri amici ai quali volete indirizzare lo stesso messaggio;
  • nella riga Oggetto:  inserite il titolo del messaggio; una frase riassuntiva del messaggio o un saluto;
  • Nell’area sottostante potrete inserire il testo del messaggio che volete inviare.

Il pulsante  Allega, sulla  barra degli strumenti, permette di inviare un file (foto,immagine, documento,programma).
Appena terminato tutto il procedimento cliccate sul pulsante Invia e questo sarà recapitato al destinatario.

 

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fig. 5.29 – Crea messaggio

 

5.22  Ricevere un messaggio

Per ricevere un messaggio di posta elettronica (email), appena aperto Outlook Express dovrete cliccare sul pulsante “invia/Ricevi Tutti” sulla barra degli strumenti. Sull’ Area delle Intestazioni noterete l’arrivo dei nuovi messaggi, mentre sul Riquadro di anteprima, potrete leggere il testo delle email.

 

 


Capitolo 6 - Bibliografia

6.1      Bibliografia consultata

 

1

Autore

Jackson Libri

Anno    1997

Titolo

Grande Enciclopedia di Elettronica

Editore

Jackson Libri

2

Autore

C.Battini, A. Marchetti Spaccamela

Anno    1998

Titolo

Fondamenti di programmazione dei Calcolatori

Editore

Franco Angeli

3

Autore

Gookin Dan

Anno     2002

Titolo

PC for Dummies

Editore

Apogeo

4

Autore

Doug Lowe

Anno    2003

Titolo

Reti for Dummies

Editore

Apogeo

5

Autore

Leonardo Poggi

Anno     2004

Titolo

Conosci il mondo di  Internet

Editore

Altroconsumo

6

Autore

Leonardo Poggi

Anno     2004

Titolo

Conosci il tuo Computer

Editore

Altroconsumo

7

Autore

Josha Munnik

Anno     2000

Titolo

Sound Blaster

Editore

Jackson Libri

 

6.2  Letture consigliate

testi, guide, manuali, casi studio, copia di pubblicazioni, normative, ecc.

 

1

Autore

Windows XP

Anno

Titolo

Guida in linea

Editore

 

2

Autore

Adobe PhotoShop

Anno

Titolo

Guida rapida di riferimento

Editore

 

3

Autore

Winzip

Anno

Titolo

Help

Editore

 

4

Autore

Rivista Technet

Anno

Titolo

Internet News

Editore

Technet

 


6.3  Link utili

1

http://www.amicopc.com/manuali/hw/hardware7.asp

 

2

http://www.scuola.alto-adige.it/ipia-galilei/PC/ram.htm

 

3

http://www.st.com/stonline/press/news/year2003/ita/p1285mita.htm

 

4

http://www.ordineingegneri.bergamo.it/Commissioni/2001/14/Documenti/moduli/Lezione01/lez001.htm

 

5

http://net.supereva.it/glossario/guida/parte2/p206.htm?p

 

6

http://digilander.libero.it/giovannifraterno/3sesto2.htm

 

7

http://www.deit.univpm.it/~dragoni/SistInfo/info1/index.html

 

8

http://www.optacon.calabria.it/definitivo/corso_informatica/stampanti.htm

 

9

http://net.supereva.it/glossario/guida/index.htm?p

 

10

http://www.guidapc.com/glossario/index.asp?lettera=l&glossario=LCD

 


 

Glossario

Termine

Significato

Altoparlanti

Altoparlanti necessari alle funzioni audio del Pc

ASCII

Codice per la combinazione dei bit

BIOS

Dispositivo che contiene il programma di avvio Pc

CD-ROM

Dispositivo per la lettura dei CD

C.p.u.

Processore del PC

Desktop

Figura iniziale di Windows

DVD-ROM

Dispositivo per la lettura dei DVD

Floppy

Dispositivo per la lettura dei Floppy disk

Hard disk

Memoria di massa interna o esterna al PC

Hardware

Tutta la parte meccanica ed elettrica del PC

Icone

Immagini di riferimento ai programmi o risorse PC

Memoria RAM

Circuito elet. Dove si memorizzano i programmi

Memorie Flash

Circuito dove si memorizzano immagini-dati

Mouse

Dispositivo Input per la gestione del software

PCI

Standard per le Schede interne del PC

R.O.M.

Bios

Risorse del computer

Insieme dei dispositivi installati nel PC

Scanner 

Dispositivo per acquisire immagini

Scheda madre

Circuito elettrico che gestisce la funzione del PC

Software

Programmi usati nel PC

Stampante

Dispositivo per stampare documenti

Tastiera

Dispositivo Input per interagire con Windows

Unità centrale

Hard Disk principale dove risiedono tutti i progr.

Windows XP

Sistema operativo che gestisce il PC

winzip

Programma per comp/decomp.  dati del PC

 

 

  

 

fonte: www.alessandronarcisi.it/

 

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