Gravidanza

 

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Gravidanza o gestazione è lo stato della la donna che porta dentro di sé il frutto del concepimento. Il termine gravidanza deriva dal latino gravidus che significa: "qualità durevole". Carica, pregna, viene detto della donna incinta in quanto porta dentro di sé un carico, una "qualità".

 

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Gravidanza

 

Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono da prescrizione né da consiglio medico.

 

La gravidanza di settimana in settimana

Più o meno a metà fra una mestruazione e l’altra (ma non sempre) avviene l’ovulazione.

L’uovo maturo rilasciato dall’ovaia discende verso la tuba, dove avviene il concepimento se questi incontra uno spermatozoo. L’uovo può vivere 24 ore dopo essere stato rilasciato, mentre gli spermatozoi (che sono centinaia di milioni) possono vivere per diversi giorni nelle vie genitali femminili. La probabilità di rimanere incinta è maggiore se il rapporto sessuale avviene il giorno prima dell’ovulazione. Il prodotto del concepimento scende dalla tuba verso la cavità uterina, dove avviene l’impianto.

4-5 settimane

È possibile eseguire un test di gravidanza già il primo giorno dopo la mancata mestruazione, utilizzando preferibilmente le prime urine del mattino. Se positivo, raramente si tratta di un errore. Se negativo è meno affidabile (e deve essere ripetuto dopo qualche giorno).

L’embrione si fissa alla parete dell’utero (annidamento) con piccole "radici" che lo collegano alla circolazione sanguigna materna. Alla fine del primo mese non è più lungo di 5 mm, ma il cuore batte già, il cervello inizia a formarsi e il sesso è determinato (anche se ovviamente non si può ancora vedere con l’ecografia).

6-7 settimane

Il battito del cuore può essere visto con l’ecografia. Se non si vede, non è detto che non vi sia gravidanza, ma questa potrebbe essere iniziata dopo ("ridatazione ecografica").

Il cervello del bimbo inizia a svilupparsi. Alla fine di questo periodo l’embrione è lungo circa 10 mm

8-9 settimane

Se non ancora effettuato, conviene prendere l’appuntamento per il primo controllo in gravidanza non oltre questo periodo.

Procede la formazione di occhi, bocca, orecchie, mani e piedi, cuore, polmoni, reni, fegato e intestino. L’embrione cresce fino a 22 mm.

10-14 settimane

Alla 12a settimana il feto è completamente formato e d’ora in avanti dovrà crescere e maturare.

Il bambino si muove, ma i suoi movimenti non possono ancora essere avvertiti dalla mamma.

Con gli ultrasuoni si può auscultare il battito cardiaco: la sua frequenza è circa il doppio di quella di un adulto. Il bimbo cresce fino a circa 85 mm. e pesa 25 gr.

I sintomi fastidiosi della gravidanza (nausea, stanchezza, etc.) possono iniziare a migliorare.

È più raro abortire dopo queste settimane.

15-22 settimane

Il bimbo cresce rapidamente. I primi movimenti fetali vengono avvertiti dalla mamma all’inizio di questo periodo se si tratta di un secondo bimbo, o alla fine se si tratta della prima gravidanza. I primi movimenti vengono percepiti come un guizzo di pesce o un frullio d’ali. È bene iniziare un corso di preparazione al parto o almeno fare esercizi fisici idonei con regolarità.

A 22 settimane il bimbo pesa circa tre etti e mezzo.

23-30 settimane

Il bambino risponde agli stimoli sonori e tattili. Deglutisce piccole quantità di liquido amniotico ed urina nel sacco amniotico. Può avere il singhiozzo e si succhia spesso il pollice (per prepararsi all’allattamento). Il suo cuoricino può essere percepito dal papà se questi appoggia l’orecchio nel punto giusto dell’addome materno. La pelle del bambino è ricoperta da una sostanza grassa impermeabile che si chiama "vernice caseosa" e serve per proteggerla dal lungo periodo "in immersione". Il bimbo sente i rumori attorno a sé anche se attutiti dall’acqua. Ascolta anche le voci e le può riconoscere. Gradisce la musica. Può distinguere la luce dal buio.

Attenzione all’aumento di appetito: è importante non esagerare con l’alimentazione soprattutto a partire da questa epoca. È consigliabile anche un po’ di riposo, con le gambe sollevate.

Dopo la 24a settimana il bambino è "vitale", cioè ha probabilità di sopravvivenza in caso di parto prematuro. Alla 30a settimana la lunghezza dalla testa al podice è di circa 24 cm. Il peso è circa 1.400 gr.

Per chi lavora occorre redigere il certificato di astensione obbligatoria dal lavoro e farlo firmare al proprio ginecologo. I controlli ostetrici vanno effettuati due volte al mese.

31-36 settimane

Il bambino può già mettersi in posizione (a testa in giù). Tuttavia, se fosse podalico, potrebbe sempre girarsi spontaneamente anche nelle ultime settimane.

In questo periodo hanno inizio la maggior parte dei corsi di preparazione al parto.

È importante controllare che il feto si muova (minimo 10 movimenti dalla mattina alla sera, ma solitamente sono molti di più) e che le contrazioni non diventino frequenti o dolorose, né che vi siano perdite di liquido amniotico dalla vagina. Per questo è meglio tenere già preparata la borsa per l’Ospedale.

37-40 settimane

All’inizio del nono mese il feto compie i primi movimenti respiratori anche se non c’è aria nei suoi polmoni. Se la testina del bambino scende nella pelvi (di solito dopo la 38a settimana), anche la pancia della mamma si abbassa.

 I controlli ostetrici si fanno quindicinali o settimanali.

Alla 40a settimana il bambino è lungo circa 50 cm.

 

 

Placenta, cordone ombelicale e sacco amniotico

La placenta è abbarbicata alla parete dell’utero e separa la circolazione materna da quella fetale. Inizia a formarsi a partire dalla 12a settimana. Attraverso la placenta, ossigeno e sostanze nutritive passano dalla mamma al bambino per mezzo del cordone ombelicale. Anche gli anticorpi passano dalla madre al feto, come pure alcool, nicotina e quasi tutti i farmaci.

 

Il cordone ombelicale è la linea di collegamento fra il bimbo e la mamma: al suo interno una strada porta le sostanze buone al feto, mentre un’altra strada riporta indietro gli scarti.

Il sacco amniotico è riempito di liquido, in cui il bimbo è immerso. Durante il travaglio e a volte anche prima, il sacco (o "membrane") si rompe e il liquido amniotico fuoriesce dalla vagina. Quando ciò si verifica occorre sempre ricoverarsi in ospedale.

 

 

Che cos'è l'ecografia

L’utilizzo dell’ecografia in ostetricia è ormai da tempo diffuso, tanto che in Italia si effettuano due o più esami ecografici alla quasi totalità delle donne gravide.

La Società Italiana di Ecografia in Ostetricia e Ginecologia (S.I.E.O.G.) ha divulgato le linee guida dell’ecografia in gravidanza ed ha proposto un esempio di foglio informativo per la paziente, da cui sono tratte alcune delle seguenti osservazioni.

Come funziona l’ecografia?

L’ecografia è una tecnica che consente di vedere gli organi del nostro corpo con l’utilizzo di onde sonore ad alta frequenza (ultrasuoni non udibili dall’orecchio umano) che attraversano i tessuti.

Il principio su cui si basa l’ecografia è lo stesso usato dai sonar delle navi per localizzare i sottomarini o i banchi di pesce.

In pratica l’ecografo funziona così: la sonda posta sull’addome materno invia impulsi di onde sonore nel corpo. Queste onde sonore in parte vengono riflesse dalla parete addominale e dalla parete dell’utero, creando echi. Quando le onde sonore arrivano al feto mandano altri echi o onde di contorno che sono trasformati in immagini sul monitor dell’ecografo. Con l’ecografia è quindi possibile osservare in modo dettagliato il feto dentro l’utero.

Che cosa si vede con l’ecografia?

Nei primi 2-3 mesi di gravidanza, con la misurazione della lunghezza del feto è possibile valutare se lo sviluppo del feto corrisponde all’epoca di gravidanza valutata in base alla data dell’ultima mestruazione. Talvolta questa data non è ricordata esattamente oppure le mestruazioni non sono regolari: un’ecografia eseguita nei primi tre mesi consente di datare con precisione l’epoca della gravidanza. Dalla fine del secondo mese si visualizzano l’attività pulsatile del cuore, i movimenti fetali ed il numero dei feti.

Più tardi, dal quarto mese in poi, si effettuano le misurazioni della testa, dell’addome e del femore fetale ed i valori di tali misure vengono confrontati con quelli delle curve di riferimento. Si può così valutare se le dimensioni del feto corrispondono a quelle attese per l’epoca della gravidanza. In questo stesso periodo si visualizzano la sede di inserzione placentare, la quantità del liquido amniotico e di alcuni organi interni (reni, vescica, stomaco, etc.).

 

Il sesso del feto è evidenziabile dal quarto mese: da questo momento la possibilità di definirlo dipende dalla posizione del feto. È perciò possibile anche a termine di gravidanza, non riuscire a determinare il sesso se la posizione del feto non è adatta.

È possibile valutare gli organi interni del feto. Oltre alle strutture che vengono misurate normalmente (testa, addome, femore) si visualizzano la vescica, i reni, lo stomaco e le strutture intracraniche. L’ecografia consente di visualizzare anche altre parti del corpo fetale (ad esempio il cuore), però esami dettagliati di certi organi vengono eseguiti solo quando vi sia l’indicazione specifica.

La possibilità di rilevare un’anomalia dipende dalla sua dimensione, dalla posizione del feto e dell’utero, dalla quantità di liquido amniotico e dallo spessore della parete addominale materna; perciò è possibile che anomalie fetali sfuggano all’esame ecografico. Inoltre alcune malformazioni si manifestano solo tardivamente (7°-8° mese) e non sono perciò visualizzabili in esami precoci.

Si sottolinea che, per i limiti intrinseci della metodica, è possibile che alcune lesioni, anche importanti, non siano rilevate.

 

 

Il Parto

Le maternità variano molto a seconda dell’Ospedale, per cui non sempre è possibile soddisfare i propri desideri anche quando questi siano più che legittimi (possibilità di travagliare in acqua calda, posizioni libere durante il parto, luci soffuse, musica dolce in sala parto, etc.).

Di norma la partoriente che si reca in ospedale deve passare per l'Accettazione.

In accettazione viene effettuata la visita interna, auscultato il battito cardiaco fetale, rilevata la pressione arteriosa, compilata la cartella clinica.

Se la paziente viene ricoverata, si trasferisce in reparto.

In sala travaglio viene eseguito il monitoraggio: si posizionano tramite due cinture elastiche, due trasduttori sull’addome materno. Uno registra le contrazioni uterine, l’altro l’attività cardiaca fetale. Il tracciato che ne deriva (tracciato cardiotocografico) consente di valutare lo stato di benessere del nascituro con buona approssimazione: permette cioè di diagnosticare una sofferenza del feto.

Quando è il momento la paziente viene trasferita in sala parto. Se lo desidera, in sala parto può entrare il proprio partner o un altro congiunto (madre, zia, sorella, amica).

In tutti gli ospedali dovrebbe essere offerta alla donna la possibilità di scegliere se usufruire o meno di una metodica di analgesia in travaglio e parto.

 

I TRE STADI DEL PARTO

Primo Stadio (periodo dilatante)

Graduale dilatazione del collo dell’utero. Nella primigravida il tempo dall’inizio del travaglio attivo (dilatazione almeno 3 cm) alla dilatazione completa (circa 10 cm) è compreso fra 6 e 12 ore. Questa prima parte del travaglio può essere dolorosa o spossante: è qui che si metteranno in pratica le tecniche apprese nel corso di preparazione o che in alternativa si potrà richiedere l’analgesia.

Se le contrazioni si diradano o non sono valide (cioè sono poco efficaci) è possibile somministrare l'ossitocina in fleboclisi, farmaco di natura ormonale che stimola l'utero a contrarsi e - a bassi dosaggi - serve a regolarizzare un'attività contrattile uterina non coordinata.

Secondo Stadio (periodo espulsivo)

Espulsione del bimbo attraverso il canale del parto. Può durare un’ora o due.

Spesso è possibile scegliere la posizione preferita, in cui una donna si sente meglio di riuscire a "spingere" (seduta, in piedi, sdraiata, in ginocchio, carponi, accovacciata). Queste posizioni si possono anche alternare l’una all’altra.

All’inizio di ogni contrazione, dopo due respiri profondi, si inizia a spingere verso il basso (con lo stesso meccanismo con cui ci si scarica) trattenendo l’aria nei polmoni. Fra una spinta e l’altra si riprende fiato, cercando di sfruttare al massimo ogni contrazione (circa 3-4 spinte per contrazione).

Il periodo di tempo compreso fra una contrazione e la successiva serve per riposarsi e riacquistare le forze. La presenza del partner può essere di grande aiuto, ma è l’ostetrica che guiderà con armonia il processo. Quando la testina del bimbo si affaccia ai genitali esterni, la partoriente può vederla con uno specchio o toccarla con la propria mano (per rendersi conto, se lo desidera, di quello che sta accadendo). Ad un certo punto l’ostetrica dirà di non spingere più o di farlo con molta delicatezza, per evitare lacerazioni o trazioni eccessive. Molto spesso si rende necessario praticare un piccolo taglio (episiotomia) in anestesia locale, per allargare lo spazio o accorciare i tempi del parto qualora il bimbo fosse in debito di ossigeno.

Dopo la testa, escono le spalle (occorre un’altra spinta) e poi il resto del corpo.

Prima di recidere il cordone ombelicale è spesso possibile abbracciare il bambino, tenendolo stretto a sé (primo contatto). Poi il cordone viene clampato con due mollette e tagliato (il partner può farlo se lo desidera, sotto la guida dell’ostetrica).

Il neonato viene asciugato affinché non si raffreddi troppo e se il pediatra verifica che tutto è nella norma sarà possibile tenerlo ancora per un po’ di tempo e coccolarlo o attaccarlo al capezzolo.

Poi viene portato a fare il bagnetto (per pulirlo dalla vernice caseosa, che è quella sostanza bianca e grassa che lo ha protetto quando era immerso nel liquido amniotico), cui può assistere anche il papà.

Il bambino viene visitato, misurato e pesato. Il "punteggio di Apgar" è un indice grossolano dello stato di benessere del neonato che valuta 5 parametri: battito cardiaco, respiro, colorito, tono muscolare e riflessi. Questo punteggio si esprime con un voto fino a 10, che viene assegnato dopo un minuto dalla nascita e nuovamente dopo 5 e 10 minuti. Più preciso è il pH neonatale, che si dosa sul sangue del cordone ombelicale ed esprime meglio le condizioni di ossigenazione del feto.

 

 

 

Terzo Stadio (secondamento)

Espulsione della placenta. Avviene dopo 10-20 minuti, ma in assenza di emorragia si può aspettare anche un’ora. Un’iniezione intramuscolare può essere praticata per agevolare questo tempo ed evitare un’eccessiva perdita di sangue se l’utero fatica a contrarsi adeguatamente. Espulsa la placenta, l’ostetrica la esamina accuratamente controllando entrambe le facce (materna e fetale), separando le membrane e notando la modalità di inserzione del cordone ombelicale. La paziente può chiedere di vedere la propria placenta, se lo desidera. Il secondamento si dice completo se non rimangono in cavità uterina frammenti di placenta o lembi di membrane.

Se si evidenziasse una perdita di sangue abbondante o se dopo un’ora la placenta non si fosse ancora staccata, si procederà al "secondamento manuale" in anestesia generale (l’ostetrico rimuove la placenta con la mano ed effettua una revisione della cavità uterina.

 

 

Il taglio cesareo

A parte condizioni specifiche (presentazione podalica, placenta previa, distacco di placenta, prolasso di funicolo, necessità di estrarre prematuramente un feto perché non cresce più, varie malattie materne di diversa gravità), oggi una donna va incontro più frequentemente al parto cesareo in tre situazioni:

la dilatazione del collo uterino non procede come dovrebbe (distocia cervicale)

la progressione della testa fetale non avviene correttamente (sproporzione feto-pelvica)

il battito del bambino registrato con il monitoraggio non è soddisfacente (sofferenza fetale)

L’intervento di taglio cesareo è ormai una tecnica standardizzata, i cui rischi sono limitati anche se non assenti. L’anestesia può essere generale, ma più spesso "spinale" (ed anche in questo caso le complicazioni sono molto minori di un tempo).

Dovrebbe essere considerato ammissibile che una donna possa scegliere di partorire tramite taglio cesareo, anche senza una reale indicazione. Qualora lei temesse per il parto vaginale un aumentato rischio di danni perineali (con futuri problemi di incontinenza urinaria e prolasso genitale), di danni alla sfera sessuale, di danni feto-neonatali, o anche per semplice comodità, dovrebbe poter essere lasciata libera di scegliere. Deve però sapere che non si è mai potuto dimostrare che un parto per via vaginale condizioni una maggiore incidenza o gravità delle predette situazioni cliniche rispetto ad un parto cesareo. E deve anche essere informata sui rischi dell’intervento chirurgico e possibili successive complicazioni in campo sia ginecologico che ostetrico.

Allo stesso modo - debitamente informata in modo chiaro ed esaustivo - la paziente dovrebbe essere lasciata libera di decidere se, dopo un precedente taglio cesareo, voglia sottoporsi al travaglio di prova per il parto per via vaginale oppure se desideri effettuare nuovamente un taglio cesareo (programmato).

 

Dopo il parto - sia vaginale che cesareo - la puerpera viene tenuta sotto osservazione per due ore prima di essere trasferita in stanza. Ciò serve a diagnosticare tempestivamente complicazioni che raramente potrebbero presentarsi (soprattutto emorragiche).

In reparto verrà poi controllata quotidianamente dall’ostetrica, mentre il giro mattutino del ginecologo e del pediatra hanno lo scopo di verificare che tutto proceda normalmente e di dare informazioni alla donna sulla propria salute e su quella del neonato.

Dal lato emozionale sarebbe molto utile che il neonato venisse lasciato vicino alla madre almeno per le prime ore di vita e che anche in seguito fossero limitati i periodi di allontanamento.

Nelle maternità ospedaliere si adotta frequentemente l’abitudine di separare madre e bambino. Poco dopo la nascita il bambino viene trasferito in un altro reparto. NIDO o NURSERY è il locale dove vengono di solito portati i neonati. Il bambino che deve essere allattato viene portato alla madre solo dopo diverse ore.

Tuttavia in alcune di queste maternità esiste la possibilità del ROOMING-IN, situazione in cui durante il puerperio la madre può tenere accanto a sé nella stessa camera il neonato per la maggior parte della giornata (con la possibilità dell’allattamento a richiesta). Durante le ore notturne il neonato viene trasferito al nido, per essere poi riportato alla mamma per la prima poppata del giorno successivo.

 

La placenta

 La placenta è l'organo di scambio fra la mamma e il bambino durante la gravidanza: trasporta al bambino il nutrimento e l'ossigeno, allontana i suoi prodotti di rifiuto e assicura, a partire dalla 12° settimana di gestazione, la produzione degli ormoni necessari per il corretto proseguimento della gravidanza.

Si posiziona in genere nella parte superiore o centrale dell'utero, nel punto in cui lo zigote (la cellula che si crea dall'unione dello spermatozoo con la cellula uovo materna) si annida nella parete. Può anche accadere, raramente, che la placenta sia bassa (in termini medici di dice "previa"): ciò può costituire un problema, in quanto una placenta bassa ostacola il passaggio del bambino attraverso il canale cervicale (la parte inferiore dell'utero che sbocca poi in vagina), rendendo praticamente impossibile il parto per via vaginale.

Come è fatta la placenta? La placenta ha una consistenza spugnosa e presenta una forma tondeggiante, simile a quella di una focaccia: il lato che guarda verso il feto è levigato, piatto, di colore bianco-bluastro ed ha, innestato nel centro, il cordone ombelicale, mentre il lato opposto, dall'aspetto di un irregolare acciottolato rosso scuro, è costituito da una parte della mucosa (il tessuto di rivestimento interno) dell'utero. Al termine della gravidanza la placenta può arrivare a pesare 500-600 grammi, ad avere uno spessore 2-4 centimetri e a raggiungere un diametro di 20 cm o poco più.

 

Come funziona? La placenta è costituita, al suo interno, da tante ramificazioni, dette "villi coriali". Questi villi si addentrano e si ramificano nella mucosa uterina, formando come degli alberelli con una chioma folta, che si immergono in laghetti sanguigni formati da sangue materno proveniente dalle arterie uterine. All'interno di ogni villo circola il sangue del bambino e la parete del villo si comporta come un filtro che consente il passaggio solo di alcune sostanze: l'ossigeno e l'anidride carbonica, le sostanze nutritive, alcuni ormoni, le scorie prodotte dal metabolismo del feto, numerosi farmaci, alcuni batteri e virus (anche potenzialmente pericolosi per il prodotto del concepimento), anticorpi materni. In questo processo di scambio, però, il sangue della mamma e quello del bambino non si mischiano mai. Ecco spiegato il motivo per cui un bambino con un gruppo sanguigno diverso da quello materno può crescere nel grembo materno senza alcun problema.

Dopo la nascita, in quello stadio del parto che, in termini medici, viene chiamato "secondamento", la placenta si stacca dalla parete dell'utero e viene espulsa con una spinta o estratta manualmente dal ginecologo.

 

Il parto: gli eventi principali

Il primo sintomo dell'inizio del travaglio è un aumento dell'intensità dolorosa delle contrazioni, che si susseguono ad intervalli regolari di tempo, all'inizio una ogni mezz'ora e poi con una frequenza sempre più ravvicinata. In questa fase il collo dell'utero inizia ad accorciarsi, poi si appiana ed infine inizia a dilatarsi. A questo punto la futura mamma è ancora a casa e ha tutto il tempo per prepararsi e raggiungere con calma l'ospedale.

È possibile inoltre che venga espulso il cosiddetto "tappo di muco" che, fino allora, chiudeva l'imboccatura del collo dell'utero, isolandolo dall'ambiente esterno. Qualche volta si può invece verificare la rottura delle acque: in tal caso la fuoriuscita del liquido amniotico, assolutamente indolore, bagna la futura mamma di un liquido caldo, limpido e trasparente come acqua, talvolta contenente delle particelle bianche, simili al latte cagliato, che altro non sono che fiocchi di vernice caseosa. Nel caso di rottura delle acque è però opportuno affrettarsi a raggiungere la sede del parto.

Una volta ricoverate in ospedale la donna viene visitata dal ginecologo o dall'ostetrica, che verificano di quanti centimetri si è dilatato il collo dell'utero. Successivamente si viene condotte in sala travaglio, dove si effettua il "monitoraggio", cioè la registrazione della frequenza cardiaca del bambino al fine di controllarne la regolarità. Nel frattempo il collo dell'utero continua ad allargarsi e le contrazioni si fanno più intense, lunghe e ravvicinate: possono durare 50-60 secondi o più e susseguirsi a distanza di 2-3 minuti l'una dall'altra.

Quando il collo dell'utero è così dilatato da permettere il passaggio della testa del bambino, inizia la fase di espulsione: la futura mamma prova un irresistibile bisogno di spingere. Viene allora condotta in sala parto, fatta sdraiare su un lettino e invitata a contrarre i muscoli addominali con uno sforzo simile a quello richiesto durante la defecazione. Ogni singola spinta deve essere protratta il più a lungo possibile e in modo continuativo, non a scatti. Nel frattempo il piccolo scende compiendo alcuni movimenti e rotazioni che gli permettono di far comparire la testa all'imboccatura della vagina. Il ginecologo o l'ostetrica aiutano le spalle a scivolare fuori e poi, con un movimento a spirale, fanno uscire il resto del corpo.

Il cordone ombelicale viene stretto tra due pinze, in modo da arrestare il passaggio del sangue, e tagliato con una forbice nel punto intermedio. Dopo circa 5-10 minuti (ma qualche volta anche dopo mezz'ora) l'utero si contrae nuovamente per espellere la placenta e le membrane che formavano il sacco amniotico: è il "secondamento", la fase conclusiva del parto.

 

 

La gravidanza gemellare

La gravidanza multipla

Sui trattati di ginecologia e ostetricia la gravidanza gemellare o meglio la gravidanza multipla, è inserita nelle sezione dedicata alla patologia ostetrica. Tanto accade poiché questo tipo di gravidanza manifesta, con maggior frequenza rispetto alla gravidanza singola, i due problemi più gravi della moderna ostetricia: il parto prematuro e il basso peso alla nascita.

Sono frequenti anche complicanze come l’interruzione abortiva, la morte endouterina di uno o più feti, disturbi più frequenti e accentuati per la madre, una maggiore produzione ormonale causata dall’aumento della massa placentare, un maggior sviluppo del volume uterino, un frequente eccesso di peso corporeo della gestante, una mortalità sia per il nascituro sia per la donna incinta superiore in termini percentuali rispetto alla gravidanza singola. La gestosi compare in circa il 30% delle gravidanze gemellari o multiple.

Non dimentichiamo che la riproduzione umana, al contrario della maggior parte dei Mammiferi, è normalmente unipara essendo partorito di norma un solo feto, quindi, una gravidanza gemellare è definibile come un'eccezione.

Il tutto non deve spaventare troppo i genitori. In seguito al notevole incremento di gravidanze multiple – riconducibile all’avvento dei metodi d’induzione dell’ovulazione - nel corso degli ultimi anni la scienza ginecologica cerca, diligentemente, di annullare le differenze rispetto alla gravidanze singola. La frequenza, con la quale si possano eventualmente e malauguratamente verificare problemi, è comunque direttamente proporzionale al numero dei feti.

La gravidanza multipla si distingue in gravidanza gemellare o bigemina quando sono presenti due feti, trigemina quando i feti sono tre e, cosi via, in quadrigemina, pentagemina etc. In termini percentuali la frequenza della gravidanza gemellare o bigemina e di circa 1/80, tale frequenza si riduce in maniera esponenziale con l’aumentare del numero dei feti secondo la regola di Hellin (1865). I parti trigemini avranno una frequenza pari al quadrato dei parti bigemini (802 quindi 1/6.400), quelli quadrigemini una frequenza pari al cubo dei bigemini (803 quindi 1/512.000) e cosi via.

In genere le gravidanze multiple spontanee producono la nascita di gemelli sia monozigoti sia dizigoti laddove, quelle derivanti da cure per incrementare la fertilità, sono esclusivamente dizigotiche. Sarebbe in ogni caso possibile l’impianto d’embrioni derivanti da un singolo uovo fecondato in vitro. Un rarissimo esempio di gravidanza multipla spontanea tricoriale con totale monozigotismo è rappresentato dalla nascita delle famosissime cinque gemelle Dionne.

Gemellarità monozigota

La gemellarità monozigota o uniovulare si verifica quando la cellula uovo, fecondata dallo spermatozoo, subisce uno sdoppiamento. Le parti che ne derivano hanno singolarmente la potenzialità di dar vita ad un intero organismo.

In questo caso i nascituri avranno identico patrimonio genetico (identico DNA), saranno d’identico sesso, presenteranno i medesimi antigeni e lo stesso gruppo sanguigno. Dei veri e propri “cloni” naturali.

I gemelli monozigoti sono il risultato, quindi, di una forma di riproduzione asessuata, un evento che almeno da un punto di vista evolutivo rappresenta un ritorno alle origini.

Al contrario dei gemelli dizigoti in cui la situazione embriologica è generalmente bicoriale (due placente) e biamniotica (due amnios o sacchi ovulari), i gemelli monozigoti presentano una situazione embriologica che si può riassumere, di norma, in tre tipologie:

Gravidanza bicoriale e biamniotica.

Due placente e due sacchi amniotici lo stesso che nel caso della gemellarità dizigotica. Accade quando la separazione dell’embrione avviene nei successivi tre o quattro giorni dalla fecondazione. Frequenza intorno al 29% dei casi.

Gravidanza monocoriale e biamniotica. Una placenta e due sacchi amniotici. Indica una separazione embrionale avvenuta dal quinto all’ottavo giorno dopo la fecondazione. E’ la situazione più frequente, si verifica in circa il 70% dei casi.

Gravidanza monocoriale monoamniotica. Una placenta e un solo sacco amniotico. Dal nono al quattordicesimo giorno. Frequenza 1%.

Questo tipo di gemellarità è più rara rispetto a quella dizigotica verificandosi con un rapporto di tre a sette.

 

Gemellarità dizigota

La gemellarità dizigota o biovulare deriva invece dallo sviluppo di due cellule uovo fecondate da due spermatozoi. I nascituri potranno essere sia di sesso diverso sia dello stesso sesso ma non saranno geneticamente simili. E’ possibile assimilarli a comuni fratelli.

Esistono poi differenti tipologie di gemellarità come i gemelli siamesi, i monozigoti con differente cariotipo, i casi di feto nel feto, la sindrome del gemello scomparso, il feto papiraceo, i casi di chimere. Esse, però, esulano dal fine divulgativo di questa pagina.

 

 

Gravidanza

 

La gravidanza che giunge dopo il successo di una tecnica di riproduzione assistita, spesso dopo estenuanti percorsi diagnostici e terapeutici, e’ sicuramente gravata, per la gestante, da un carico emotivo enorme. La gioia che deriva dalla maternita’ e’ spesso offuscata dalle preoccupazioni legate all’incertezza dell’esito favorevole dei nove mesi soprattutto in quei casi in cui sia stata gia’ vissuta la frustrazione di fallimenti riproduttivi precedenti.

 

Le scelte inerenti i percorsi di diagnosi prenatale rappresentano sicuramente un primo dilemma per la donna che dopo avere ottenuto con grandi fatiche una gravidanza ritiene comunque legittima l’aspirazione ad avere un figlio sano indipendentemente dalle leggi contorte e contraddittorie che attualmente regolano questa materia. Una volta mi e’ stato chiesto, alla luce della mia esperienza nel campo della diagnosi prenatale, se vi fosse differenza nell’approccio a questo aspetto tra le donne che hanno raggiunto la gravidanza spontaneamente e quelle che hanno affrontato un’esperienza legata all’infertlita’; la mia risposta e’ sicuramente affermativa e si riassume in un concetto: la consapevolezza. Il livello di informazione, piu’ o meno corretta, e la determinazione nella scelta della tecnica da parte della donna, provata dalla precedente frustrazione della voglia di maternita’ e, spesso, dalla fatica dei tentativi falliti, impongono al medico un confronto impegnativo in cui la competenza e la profesionalita’ devono fornire risposte esaurienti e dettagliate senza trascurare o minimizzare alcun aspetto.

 

Le decisioni inerenti i percorsi di diagnosi prenatale si fondano sui presupposti etici e morali  individuali, della coppia, ma in particolare della donna che dovra’ pagare in prima persona le conseguenze di tali scelte. E’ quindi chiaro che indipendentemente dalla corretta informazione sugli aspetti tecnici alla quale e’ deontologicamente  tenuto il medico, sara’ la gestante a dover decidere in merito alla soluzione che meglio risponde al proprio modo di sentire, ai propri valori ed alle proprie convinzioni. Qualsiasi scelta vissuta come imposta o “consigliata” dal medico o dal partner, in questo campo risulterebbe devastante se non condivisa e razionalizzata completamente.   

 

Il bivio principale e’ rappresentato dalla opzione tra una procedura cosiddetta invasiva (villocentesi o amniocentesi) e un test di “screening”. La prima consente di arrivare ad una diagnosi cromosomica certa (esclusione della sindrome di Down e di tutte le anomalie di numero e di forma dei cromosomi ma NON delle malattie genetiche o delle malformazioni in generale) al prezzo di un rischio di aborto che attualmente viene stimato nella letteratura scientifica corrente tra il 2  e il 3 per mille, vale a dire che ogni 1000 procedure si verificano 2/3 aborti legati alla metodica stessa. Purtroppo non e’ un rischio prevedibile a priori e nessuna profilassi farmacologia (antibiotico o altro farmaco per ridurre le contrazioni) permette di prevenire o ridurre l’incidenza di aborto correlato al prelievo di liquido amniotico o di villi coriali

 

L’impatto sulla gestante di tale incidenza di aborto legato all’”invasivita’” della villocentesi e dell’amniocentesi e’ estremamente soggettivo ma particolarmente sentito dalle pazienti in cui la gravidanza e’ stata ottenuta, a fatica, con l’aiuto delle tecniche di riproduzione assistita. E’ importante sfatare una volta per tutte il mito riguardo alla maggiore pericolosita’ della villocentesi rispetto all’amniocentesi. Il prelievo dei villi coriali (villocentesi appunto), che consiste in una biopsia della placenta, infatti, viene effettuato tra le 10 e le 13 settimane di gestazione, epoca questa in cui SPONTANEAMENTE  si verifica un maggior numero di aborti mentre all’epoca gestazionale in cui viene eseguita l’amniocentesi (aspirazione di una piccola parte del liquido amniotico), dopo le 15 settimane, la possibilita’ di una interruzione spontanea della gravidanza, indipendente dall’esecuzione della tecnica invasiva, e’ piu’ remota.  


Gli esami di screening permettono di formulare una ipotesi statistica sul rischio individuale della gestante per la Sindrome di Down ed altre alterazioni cromosomiche piu’ rare (trisomia 18 e trisomia 13) partendo dal rischio legato all’eta’ materna. Il piu’ attuale e’ composto dall’integrazione di una misurazione ecografica, la translucenza nucale e di un esame del sangue, il bi-test. La translucenza nucale e’ lo spessore, rilevabile con l’ecografia, della nuca del feto che risulta aumentato nei feti con sindrome di Down: maggiore lo spessore nucale, maggiore il rischio. Il bi-test consiste nel dosaggio di due sostanze prodotte dalla placenta (porzione libera della beta HCG e PAPP-A, questi i nomi dei due ormoni placentari) la cui concentrazione nel sangue della mamma e’ diversa nelle gravidanze in cui il feto abbia un’anomalia dei cromosomi rispetto a quelle normali. Un programma informatico permette poi di integrare sia i dati dell’ecografia che quelli del prelievo di sangue elaborando un valore statistico del rischio individuale della paziente. In base al risultato del calcolo la paziente, supportata dal medico per l’interpretazione del dato emerso, potra’ decidere se ricorrere o meno ad una diagnosi invasiva e quale metodica sia piu’ indicata.

 

Infatti e’ fondamentale capire che questi esami non forniscono una diagnosi assoluta, sano o malato, ma un parametro di rischio; inoltre possono sbagliare. Si parla di falso positivo quando il test indica un rischio elevato per la sindrome di Down o per le altre anomalie indagate che, per fortuna, non viene confermato dalla villocentesi o dall’amniocentesi eseguite successivamente; su 100 donne che fanno il test, 5 riceveranno un esito che indichera’ l’esecuzione di un test invasivo . I falsi negativi sono rappresentati da quei casi in cui l’esame combinato non rileva campanelli d’allarme pur essendo in presenza di un feto malato. Quest’ultima e’ un’evenienza rara, ma non impossibile, che si verifica in un caso su 5000 test effettuati. La sensibilita’ del bi test associato alla misurazione della translucenza nucale e’ del 90 %; e’ in grado cioe’ di identificare 9 casi su 10 di anomalia dei cromosomi del feto (che, lo ricordiamo, va sempre verificata con un test invasivo). Tale sensibilita’ puo’ arrivare al 95 % se, oltre alla translucenza nucale ed al bi test vengono effettuate misurazioni ecografiche aggiuntive (osso nasale per esempio) o un ulteriore prelievo di sangue dopo le 16 settimane per il cosiddetto test sequenziale.

 

Lo scenario attuale quindi comprende da una parte dei test invasivi, villocentesi ed amniocentesi, che possono fornire una certezza diagnostica al prezzo del rischio che la gravidanza si possa interrompere proprio a causa dell’esecuzione dell’esame stesso. Dall’altra dei test non invasivi, di screening appunto, che non comportano rischi per l’evoluzione della gravidanza ma lasciano un margine di incertezza sul risultato finale. In attesa di nuovi test, meno invasivi e piu’ accurati, ad esempio la ricerca delle cellule fetali nella circolazione materna, la donna dovra’ scegliere il percorso che le e’ piu’ congeniale, che lascia in lei una maggiore tranquillita’.

 

Per concludere un breve accenno alle gravidanze gemellari. In questi casi sono comunque possibili entrambe le soluzioni: esami di screening o esami invasivi. Se la gravidanza e’ bigemina (due gemelli) il bi test associato alla translucenza nucale conserva una buona sensibilita’ (circa il 5 % in meno rispetto alla gravidanza singola). Ricordiamoci comunque che nella gravidanza gemellare di zigotica (gemelli non identici per intenderci), che e’ quella che piu’ frequentemente incontreremo dopo una tecnica di riproduzione assistita, il rischio che uno dei due gemelli sia affetto da anomalia cromosomica e’ doppio rispetto alla gravidanza singola. Questo significa che una donna di 32 anni con una gravidanza gemellare di zigotica ha la stessa probabilita’ che uno dei due feti possa essere affetto da sindrome di Down di una donna di 35 anni con gravidanza singola.


Per quanto concerne la scelta tra esami invasivi villocentesi o amniocentesi mi permetto di segnalare la tecnica che ho messo a punto e pubblicato con il mio maestro, Mauro Buscaglia, una quindicina di anni or sono, che permette il prelievo di liquido amniotico dai due sacchi con un’unica inserzione dell’ago (sono riuscito anche in gravidanze trigemine ad applicare la stessa metodica), riducendo cosi’ gli inevitabili rischi aggiuntivi legati alla doppia inserzione dell’ago che si rende invece necessaria nella villocentesi.

 

In caso di gravidanza gemellare (ma lo stesso percorso che adesso proporremo puo’ anche valere in una gravidanza  singola per decidere a quale tecnica diagnostica ricorrere), se la donna e’ determinata a sottoporsi ad un prelievo invasivo, potra’ dapprima effettuare uno screening per una prima valutazione di rischio dopo di che, in base al risultato del test di screening, potra’ decidere se sottoporsi immediatamente ad una villocentesi in caso di rischio elevato, con doppia inserzione dell’ago oppure, con la maggiore tranquillita’ raggiunta grazie ad un esito rassicurante della translucenza nucale e del bi test, attendere di sottoporsi all’amniocentesi mediante inserzione unica.

 

 

Gravidanza

 

Articolo realizzato da Dott Giuseppe Regaldo - Specialista Ginecologia ed Ostetricia

 

ALCUNE INFORMAZIONI UTILI PER LA GRAVIDANZA

Come si calcola il periodo di gravidanza: La gravidanza non dura 9 mesi di calendario ma 10 mesi lunari ossia 40 settimane dall’inizio dell’ultima mestruazione alla data più probabile del parto, ma e’ normale se si conclude tre settimane prima e due dopo (da 37 a 42 settimane). Esiste quindi una grande variabilità nel momento del parto; comunque è bene sapere che non è possibile stabilire con le visite o con le ecografie negli ultimi due mesi se il parto avverrà in un certo periodo; si può solo riconoscere un parto imminente nel momento in cui il travaglio è avviato. Le verrà consegnato un calendario personalizzato delle sue settimane di gravidanza in modo che possa applicare nel modo corretto i consigli che seguono.

SI PROPONE QUI UN PERCORSO TIPO DI GRAVIDANZA

A.            APPENA VI ACCORGETE DI ESSERE IN GRAVIDANZA

-A.1 prenotate una visita a 6-7 settimane.

-A.2 Se assumevate folina (Serengrav 1 co al giorno) in fase preconcezionale, proseguitela (sino a 12 settimane)

-A.3 Osservare subito alcune indicazioni alimentari. Se non si e’ immuni verso la toxoplasmosi evitare le carni crude (bistecca al sangue, albese, bresaola, +prosciutto e salame crudo, ecc) e lavare con particolare cura ortaggi o verdure che possano nascondere tracce di terra, in alternativa consumarle cotte; chi ha un gatto eviti scrupolosamente contatto con le sue feci (pulizia della cassettina) ed eviti di portarsi alla bocca le mani dopo averlo accarezzato; usare i guanti per i lavori di giardinaggio, non occorrono altre precauzioni; se al primo esame del sangue lei risulterà immune verso la toxoplasmosi potrà sospendere tali precauzioni. E’ opportuno seguire dieta ricca di folati (frutta, verdura,spinaci  e se e’ gradito fegato una volta la settimana). E’ prudente non eccedere nel consumo di tonno e pescespada per l’elevato contenuto di mercurio nelle loro carni.

-A.4 Sospendere subito fumo ed alcoolici e non assumere nessun farmaco senza prima aver sentito il ginecologo. Evitare tutte le forme di tinture, colpi di sole o permanenti anche se apparentemente solo naturali. Cominciare subito a controllare il peso una volta la settimana: l’aumento complessivo andrebbe contenuto nei 12 kg; e’ normale nei primi tre mesi non aumentare o addirittura diminuire. Nausea e vomito sono normali e non richiedono terapie particolari. In caso di nausea e vomito importanti provare R52 gocce omeopatiche 10-15 gtt ogni 10-15 minuti poi proseguire con 10-15 gtt ogni 1-2 ore. Nei casi gravi di vomito continuo occorre contattare il medico.

-A.5 All’inizio della gravidanza e’ normale avere più secrezioni vaginali e fitte ai lati dell’utero, cioè all’altezza dei peli pubici. In poco meno del 10% delle donne si hanno anche modeste perdite di sangue a 8 e 12 settimane, normalmente non sono pericolose se scarse ma e’ comunque consigliabile mettersi subito a riposo e contattare il ginecologo; se invece sembrano un flusso presentarsi al pronto soccorso.

-A.6 Smagliature: non vi è dimostrazione scientifica che le varie creme che si trovano in commercio e l’olio di mandorle possano prevenirle, unica misura preventiva certa è non distendere troppo la cute e quindi non aumentare troppo di peso. Sicuro invece è che se si tratta la pelle con creme queste rendono più difficoltosa l’ecografia per alcuni giorni dopo l’applicazione.

B.            6-7 settimane

B.1 viene eseguita nel mio studio la prima visita con rilevazione delle notizie utili, la visita ginecologica e la prima ecografia transvaginale. Il feto misura circa 6-10 mm Si può osservare agevolmente il battito cardiaco ma è prudente non ascoltarlo con il sonoro o visualizzarlo a colori  per non esporre le valvole cardiache in formazione all’effetto termico del doppler. Vengono rilasciate fotografie dell’ecografia

Prescriverò i primi esami: EMOGRUPPO (il gruppo del sangue e il fattore RH, solo se non già eseguito in precedenza),  TEST DI COOMBS INDIRETTO E RICERCA ANTICORPI IRREGOLARI, (per valutare se esistono anticorpi contro il gruppo del sangue del feto), EMOCROMO (serve a valutare se è presente anemia), GLICEMIA (per escludere il diabete pregravidico), CREATININEMIA (per valutare la funzione renale), TRANSAMINASI (valutano la situazione del fegato), TSH (per trovare un eventuale ipotiroidismo e correggerlo tempestivamente), ES URINE ED UROCOLTURA (una infezione delle vie urinarie non riconosciuta può causare problemi seri alla gravidanza, per l’urocoltura occorre comprare in farmacia un barattolo sterile, lavarsi, urinare gettando il primo getto e poi divaricando le piccole labbra emettere il campione nel barattolo sterile che va subito richiuso), TOXOTEST E RUBEOTEST (per toxoplasmosi e rosolia, solo se non si è già risultate munite di anticorpi protettivi in precedenza ; far segnare su impegnativa data ultima mestruazione), TPHA (test per la sifilide, obbligatorio per legge), TEST HIV (L'esame per AIDS puo' essere eseguito facoltativamente) .

Prescriverò un supplemento di folina se non già in uso (FOLINA compresse 1 mg, una tutti i giorni sino a 12 settimane). Non occorrono altre vitamine o supplementi o sali minerali, tranne casi particolari valutati di volta in volta.

Consegnerò alcune pagine di informazioni su come scegliere ed effettuare la diagnosi prenatale per escludere una sindrome di down e simili (vedi piu’ avanti in questa guida).

Occorre farsi prescrivere dal medico alcuni farmaci che non vanno usati ma e’ bene tenere in casa per situazioni di emergenza come ad esempio un influenza o la febbre; in tal caso previa telefonata al medico si avrà già tutto in casa. Tachipirina compresse  : per la febbre una compressa ogni 4-6 ore se supera i 38 gradi esterni . Velamox compresse 1 grammo: antibiotico una compressa ogni 12 ore (salvo allergie che emergono dal colloquio con il medico)

 

C.            8-10 settimane

-C.1 Eseguire i primi esami; l’ospedale di Ciriè non richiede prenotazione, basta presentarsi dalle 7.45 alle 930 muniti di impegnativa e del campione di urina in barattolo sterile in laboratorio e prendere un numero (molte persone però iniziano a prendere il numero dalle 7). Quando gli esami sono ritirati se ci sono valori fuori della media o non comprensibili è bene contattarmi telefonando in studio oppure li potete mandare direttamente via fax o per posta elettronica.

-C.2 Se non ci sono indicazioni specifiche si possono avere rapporti e condurre una vita normale evitando con il buon senso attività fisiche molto impegnative e sport agonistici .

 

-D.     11-12 settimane

-Viene eseguita nel mio studio la seconda visita, la rilevazione del peso e della pressione. L’ecografia eseguita per via transvaginale ed esterna consente di osservare il feto di 5-6 centimetri in movimento. Sono visibili: testa, occhi, naso, bocca, gambe, braccia, mani, piedi, colonna vertebrale, stomaco, vescica, cuore. Si misurano la lunghezza da testa a sederino (50-60 mm), il diametro della testa (18-20 mm) e la translucenza nucale (vedi paragrafo sulla diagnosi prenatale) L’osservazione in 4-D permette di osservare meglio l’aspetto del feto ed i suoi movimenti in tridimensionale in movimento. Vengono rilasciate foto e un DVD con la registrazione di tutto l’esame. Se volete le foto digitali per poterle poi elaborare sul vostro pc portatevi una chiavetta USB

Il costo dell’ecografie è sempre compreso nel prezzo della visite per tutta la gravidanza. Si concorda insieme quale test di diagnosi prenatale eseguire, solitamente il test integrato. Provvederò a prenotare ed eseguire direttamente il test in ospedale a 12 settimane.

 

-E.      12 settimane

Viene eseguito in ospedale il test integrato che consiste in una ecografia e un prelievo di sangue, in base alle misure del feto viene prenotato il secondo prelievo di sangue. Non occorre essere digiune.

 

-F       15 settimane

Viene eseguito in ospedale il secondo prelievo per il test integrato : non occorrono impegnative, non occorre essere digiune.

 

-G      16-17 settimane

-G.1 Viene eseguita nel mio studio la terza visita, la rilevazione del peso e della pressione.  L’ecografia eseguita per via transvaginale consente di osservare la lunghezza e le condizioni del collo dell’utero e alcune parti del feto ma la metodica principale è l’ecografia esterna con sonda 4D. Sono visibili: testa, occhi, naso, bocca, gambe, braccia, mani, piedi, colonna vertebrale, stomaco, vescica. Si misurano la lunghezza del femore (circa 20mm) , il diametro della testa (circa 35mm) Il cuore viene visto ed ascoltato. L’osservazione in 4-D permette di osservare meglio l’aspetto del feto ed i suoi movimenti in tridimensionale in movimento. Vengono rilasciate foto e un DVD con la registrazione di tutto l’esame. Il costo dell’ecografie è sempre compreso nel prezzo della visite per tutta la gravidanza.

-G.2 Se non si è eseguita la diagnosi prenatale occorre fare un prelievo supplementare per escludere le patologie di chiusura della colonna vertebrale. Farsi prescrivere ed eseguire in laboratorio “AFP”. Il valore va corretto in base al peso e alle settimane, quindi quando è disponibile il risultato conviene telefonarmi.

 

-H. 20-21 settimane

-H.1 Viene eseguita nel mio studio la quarta visita : rilevazione del peso e della pressione.  L’ecografia eseguita per via transvaginale consente di osservare la lunghezza e le condizioni del collo dell’utero, ma la metodica principale è l’ecografia esterna con sonda 4D. questa ecografia è chiamata MORFOLOGICA perché si osserva la morfologia di tutto il feto: testa, occhi, naso, bocca, cervelletto, ventricoli cerebrali, morfologia del cuore, delle sue valvole e dei vasi che escono dal cuore, addome, gambe, braccia, mani, piedi, colonna vertebrale, stomaco, vescica, placenta, liquido e cordone . Si misurano il cranio, cervelletto, ventricoli cerebrali, addome, femore, tibia, omero, radio. L’osservazione in 4-D è molto soddisfacente. Vengono rilasciate foto e un DVD con la registrazione di tutto l’esame. Il costo dell’ecografie è sempre compreso nel prezzo della visite per tutta la gravidanza.

-H.2 si inizia la assunzione di Fluoro (Zymafluor 1 mg un confetto tutti i giorni). Il fluoro e’ l’unico supplemento indispensabile in gravidanza e serve a  rendere i denti del feto che si stanno formando resistenti alle carie. Si assume un confetto tutti i giorni sino al parto (o al termine dell’allattamento). Si acquista senza ricetta. Supplementi di calcio vengono somministrati solo se mancanza assoluta nella alimentazione di latticini. Una assunzione non necessaria può addirittura essere dannosa perchè riduce l’assorbimento intestinale del ferro. In caso di bisogno Calcium Sandoz forte 1 compressa effervescente al giorno.

-H.3 vengono richiesti gli esami da eseguire a 24-26 settimane.

-H.4 se si desidera si può testare la propria predisposizione all’ipnosi medica (vedi sotto) per la preparazione al parto

-H.5 si prenota la visita successiva per 27-28 settimane.

-H.6 occorre andare dal medico e farsi prescrivere gli esami appena descritti, La presenza dell’OGCT rende necessaria la prenotazione di questi esami presso il laboratorio analisi dell’ospedale.

-H.7 Potete prenotare il corso di preparazione al parto: si fa telefonando alla ostetrica Alba Usai al numero
0119228227  dal lun al ven 1330-1500. Per notizie sui corsi vedi sotto . Un libro utile per chi non seguirà corsi e’ “Manuale del parto attivo” di Janet Balaskas, Edizioni RED.

 

--I. 24-26 settimane

-I.1 Eseguire gli esami del sangue e delle urine. Al ritiro dei risultati se ci sono dubbi inviarli via fax o telefonare, se tutto ok potremo vederli nel corso della visita successiva.

Uno di questi esami serve ad escludere il diabete gestazionale, situazione frequente e temporanea della gravidanza legata agli ormoni placentari. L’esame si chiama OGTT (si esegue un prelievo a digiuno per la glicemia, si assumono 75 grammi di glucosio e si ripetono prelievi a 1 ora, 2 ore dopo) L’esame è da considerarsi normale se i 3 valori sono rispettivamente inferiori a 92, 180 e 153 ; in caso almeno uno di questi valori risultasse alterato occorre contattarmi per concordare come proseguire gli accertamenti.

 


-L 27-28 settimane

-L.1 Viene eseguita nel mio studio la quinta : rilevazione del peso e della pressione.  L’ecografia eseguita per via transvaginale consente di osservare la lunghezza e le condizioni del collo dell’utero, ma la metodica principale è l’ecografia esterna con sonda 4D. Si ricontrollanno le principali misure del feto per valutarne la crescita corretta e si ricontrolla l’anatomia di tutti gli organi interni. L’osservazione in 4-D è molto soddisfacente. Vengono rilasciate foto e un DVD con la registrazione di tutto l’esame. Il costo dell’ecografie è sempre compreso nel prezzo della visite per tutta la gravidanza.

-L.2 se si desidera si può eseguire la preparazione al parto in ipnosi (vedi sotto)

-L.3 Se si lavora occorre preoccuparsi del certificato INPS (vedi sotto)

-L.4 inizia il corso di preparazione al parto

 

-M 32-34 settimane

-M.1 Viene eseguita nel mio studio la sesta visita : rilevazione del peso e della pressione.  L’ecografia eseguita per via transvaginale consente di osservare la lunghezza e le condizioni del collo dell’utero, ma la metodica principale è l’ecografia esterna con sonda 4D. Si ricontrollanno le principali misure del feto per valutarne la crescita corretta e si ricontrolla l’anatomia di tutti gli organi interni. L’osservazione in 4-D è può essere ancora molto soddisfacente. Vengono rilasciate foto e un DVD con la registrazione di tutto l’esame. Il costo dell’ecografie è sempre compreso nel prezzo della visite per tutta la gravidanza.Se il feto risultasse ancora podalico (7-10% dei casi) è importante eseguire il controllo successivo a 36 settimane invece che a 37 settimane.

-M.2 Vengono prescritti gli esami per il parto: ematologici (attenzione che per l’emocromo i valori di riferimento non sono validi in gravidanza, pertanto troverete quasi sicuramente degli asterischi; il tasso di HBg è normale se superiore a 10,3), esame urine, uro coltura, Tampone vaginale e rettale per la ricerca dello streptococco da eseguire a 37 settimane (vedi sotto notizie piu’ specifiche),  ECG Elettrocardiogramma  da eseguire a 35 settimane

-M.3 se si desidera si può eseguira la preparazione al parto in ipnosi (vedi sotto)

-M.4 Subito dopo aver ottenuto le ricette dal medico di famiglia prenotate :

-A ECG per 35 settimane

-B VISITA ANESTESIOLOGICA per 36 settimane :non occorre impegnativa, si prenota telefonicamente al CENTRO PRERICOVERI tel 011/9217484 3357322715 lun-ven ore 14-15. In caso di esami mancanti il centro prericoveri provvede a integrare gli esami mancanti (ad es quando il medico di famiglia si sia rifiutato di prescrivere che, dn, pt, ptt)

-C TAMPONE per 37 settimane : Ospedale di  Ciriè su prenotazione ; Ospedale di Venaria senza prenotazione martedì e venerdì dalle 815 alle 900 ; Ospedale di Lanzo senza prenotazione mercoledì ore 1030

M.5 solitamente si inizia il corso di preparazione al parto

N. 35 settimane

N.1 Eseguire ECG

N.2 Eseguire gli esami ematologici presso laboratorio analisi. L’ospedale di Ciriè esegue gli esami senza prenotazione, si arriva e si prende un numero  

-Se gli esami sono stati prescritti integralmente dal medico di famiglia o dal consultorio la paziente si presenta senza prenotazione in laboratorio

-se il medico di famiglia non ha prescritto tutti gli esami la paziente e’  prenotata da parte del centro prericoveri : al momento in cui arriva in laboratorio non deve prendere il numero e deve presentarsi dalle ore 7.45 agli sportelli delle impiegate del laboratorio specificando che ha gia’ una prenotazione del centro prericoveri e che deve aggiungere anche tutti gli altri esami in modo da non dover fare due prelievi.

 

O. 36 settimane

-0.1 Eseguire visita anestesiologica: per prepararsi ad una eventuale anestesia d’urgenza (taglio cesareo o altre anestesie in sala parto) senza perdere minuti preziosi per il bimbo. L’ anestesista  vi farà un colloquio, ascolterà cuore, polmoni  e pressione; occorrono gli esiti di tutti gli esami eseguiti in gravidanza, compresi gli ultimi e l’esito dell’elettrocardiogramma. Il tampone vaginale invece non serve.

-0.2 Prenotare il BOOKING per 38 settimane, telefonando allo 011/9217289 LUN-VEN ore 14-16

-0.3 in caso il feto fosse stato podalico a 32-34 settimane  viene eseguita la sesta visita in gravidanza (vedi dopo) in modo da poter illustrare la metodica del rivolgimento (vedi dopo)

-0.4 Eseguire tampone vaginale e rettale

 

P. 37 settimane

P.1 Viene eseguita nel mio studio la settima visita : rilevazione del peso e della pressione.  L’ecografia eseguita per via transvaginale consente di osservare la lunghezza e le condizioni del collo dell’utero, ma la metodica principale è l’ecografia esterna con sonda 4D. Si ricontrollanno le principali misure del feto per valutarne la crescita corretta e si ricontrolla l’anatomia di tutti gli organi interni. Vengono rilasciate foto e un DVD con la registrazione di tutto l’esame. Il costo dell’ecografie è sempre compreso nel prezzo della visite per tutta la gravidanza.

P.2 in caso il feto fosse stato podalico a 32-34 settimane questo controllo viene anticipato a 36 settimane in modo da poter illustrare la metodica del rivolgimento (vedi dopo)

 

P. 38 settimane

Eseguire il booking in un  orario che verrà concordato con le ostetriche. Durante tale incontro lei potrà prendere confidenza con la struttura del reparto e con parte del personale; un ostetrica controllerà le sue ecografie per confermare la correttezza della datazione,  controllerà la completezza degli esami consigliati per il parto (ematologici, ecg, vis anestesiologica, tampone per streptococco),  controllerà la pressione arteriosa, lo sviluppo dell’addome materno e si sentirà il battito cardiaco fetale. Verranno inoltre preimpostati la cartella clinica e il modulo CEDAP (certificato assistenza al parto). In caso di dubbi o patologie un medico affiancherà l’ostetrica nel colloquio.

Al termine del controllo viene fissato cautelativamente un appuntamento a 41+0 sett. per eseguire il primo controllo nel caso la gravidanza procedesse sino a quel momento.

 

Q. 39 settimane

Viene eseguito, quando necessario, il taglio cesareo programmato

 

R.41 settimane

Se la gravidanza procede sino a questa epoca gestazionale vengono eseguiti in ospedale controlli della pressione, della albuminuria, del liquido amniotico (AFI) e un tracciato cardiotocografico (CTG) a 41+0, 41+2, 41+4 settimane.

A 41+6 si ricovera e si induce il parto se necessario.

 

S. Controllo dopo il parto

Si consiglia di effettuare il primo controllo dopo il parto nel mio studio dopo circa 40 giorni. Per questo primo periodo è opportuno astenersi dai rapporti, preferire la doccia al bagno in vasca, lavarsi frequentemente e ogni volta che si va in bagno.

Quando sarà il momento di sospendere l’allattamento si può anche evitare l’uso di farmaci: Svuotare completamente le mammelle un’ultima volta, fasciarle strette un paio di giorni, e non attaccare più il bambino. Solo in casi eccezionali si può usare Dostinex ½ compressa mattina e sera per due giorni (il farmaco è mutuabile).

Il mio pediatra di fiducia è il dr Maganuco : tel 011.92.35.986 .

Se avete riscontrato qualche errore o incongruenza o variazione in queste informazioni, vi sono grato se volete farmelo presente.

ALCUNE NOTIZIE UTILI

Il Ferro : va assunto solo se il ginecologo lo consiglia in base agli esami (non farsi impressionare dai valori di sideremia o ferritinemia che possono essere normalmente ridotti in gravidanza e neanche preoccuparsi se i valori dell’emocromo evidenziati come se fossero alterati perché i valori di riferimento non sono per la gravidanza) : quello che si valuta per decidere sono i valori di HBg (normali se sopra 12, 11,10 grammi rispettivamente nel 1°,2° e 3° trimestre. Se il ginecologo lo consiglia assumere Ferrograd 1 compressa al giorno possibilmente a stomaco vuoto per tutto il resto della gravidanza. In alternativa per altre forme di lieve anemia il medico potrebbe prescrivere folina. Non si tratta di un farmaco ma di un elemento naturale presente negli alimenti che potrebbe pero’ diventare carente in gravidanza. La formulazione più consigliabile è Folina 1 compressa al giorno, meglio al mattino.  NB) Per la prevenzione dei rischi di malformazioni della colonna vertebrale e di palatoschisi invece l'assunzione di folina deve essere avvenuta per almeno tre mesi prima del concepimento e proseguita sino alle 8 settimane.

 

Controlli  pressione : è bene controllare la pressione una volta al mese sino a 20 settimane, ogni 15 giorni sino a 32 settimane e poi ogni settimana sino al parto. La pressione va presa dopo essere state a riposo per qualche minuto mai seduti in avanti ma in posizione semisdraiata. I valori soglia da non superare sono 150 per la massima e 90 per la minima.

 

E’ bene controllare  il peso ogni settimana sulla stessa bilancia.

Solo in caso di particolari situazioni sarò io a consigliare di acquistare in farmacia senza ricetta Albustix strisce reattive per controllare la presenza di albumina nell’urina. Al mattino si immerge la striscia nella prima urina e si confronta il valore ottenuto con quelli sul flacone. I primi due colori sono normali ed equivalenti (negativo e tracce). In caso di colori più scuri ripetere l’esame per sicurezza, controllare la pressione e poi telefonare al ginecologo. Il controllo va eseguito con frequenze sempre maggiori: ogni settimana al 6° mese, ogni 4 giorni al 7° e 8°, a giorni alterni prima del parto.

 

Toxoplasmosi: in caso di recettività (assenza di anticorpi) occorre evitare la carne cruda o poco cotta (inclusi prosciutto e salumi crudi) e verdura ed ortaggi non cotti che non siano ben lavati. L’esame verrà controllato periodicamente in gravidanza.

 

Per le donne che lavorano. Il congedo obbligatorio inizia 2 mesi prima del parto (32 settimane) e prosegue tre mesi dopo il parto. E’ necessario compilare un modulo (SR01) da consegnare prima che inizi il congedo sia al datore di lavoro che all’ufficio INPS di zona. Se avete difficoltà ne ho una copia digitale da consegnarvi o spedirvi via mail. A tale modulo va allegato un certificato di gravidanza con l’epoca prevista del parto che viene rilasciato dall’ambulatorio dell’ospedale (secondo piano) lunedì dalle 800-830 e mercoledì 1430-1500, non occorre prenotare. In caso di dipendenti di enti pubblici tale certificato può essere rilasciato direttamente dal ginecologo privato. Il certificato in ospedale viene rilasciato solo a partire dalle 26 settimane. Se si desidera è possibile lavorare un mese in più in gravidanza, sino a 36 settimane, e protrarre di un mese il congedo dopo la nascita, occorre certificato specifico del ginecologo curante che poi va convalidato in ospedale negli stessi orari qui sopra riportati. Per la “Maternità anticipata” , congedo che inizia prima degli ultimi due mesi in caso di patologie il ginecologo di fiducia deve rilasciare un certificato che andrà poi convalidato dall’Ambulatorio dell’ospedale (sempre gli stessi orari sopra riportati) In tale sede il medico dell’ambulatorio vi consegnerà anche un modulo da spedire con raccomandata e ricevuta di ritorno alla Direzione Provinciale del lavoro di Torino in via Arcivescovado 9

Come procurarsi i moduli: potete scaricarli da internet al sito www.inps.it à moduli à prestazioni a sostegno del reddito Qui trovate il modulo per il congedo normale, il modulo per le lavoratrici autonome. Gli stessi moduli posso stamparveli io in studio, e sono in ospedale al momento della certificazione.

Corsi di preparazione al parto: 9-10 incontri, alcuni con il proprio partner, nelle fasce orarie 10-12 e 14-16, più un incontro serale dalle 20 alle 22. Il corso inizia mediamente tra 27 e 30 settimane.

I movimenti del feto normalmente si avvertono la prima volta a 22 settimane nella prima gravidanza e a 20 per le gravidanze successive

 

Per la preparazione del capezzolo si può massaggiarlo e stimolarlo delicatamente con olio di mandorle o con impacchi caldi e freddi alternati.

 

Tampone o batteriologico vaginale e rettale. Serve a ricercare la presenza dello Streptococco nella vagina. Questo microbo può dare durante il parto una grave infezione al neonato. L’esame va eseguito a 35-37 settimane di gravidanza, meglio a 36 se possibile In caso di allergie conosciute alle penicilline e simili (Amplital, Velamox, Zimox, ecc) occorre ricordarsi di aggiungere alla richiesta : “eseguire antibiogramma per clindamicina e eritromicina”.In caso di positività del tampone (1 volta ogni 10 gravide) non ci sono pericoli né per lei né per il bambino. Non serve fare terapie in gravidanza, ma è invece importante praticare una terapia antibiotica endovenosa alla mamma durante il parto per proteggere il feto ed evitare così di fare al neonato nei primi giorni molti antibiotici intramuscolari, ma ripeto non ci sono pericoli. Quindi nella pratica l’unica cosa importante se tampone positivo è di non aspettare a ricoverarsi, andare in ospedale alle prime contrazioni o in caso di rottura delle membrane per poter iniziare tempestivamente la terapia antibiotica.  Importante: questo esame non serve all’anestesista quindi si può fare o ritirarne l’esito anche dopo la visita anestesiologica.

 

Nelle ultime settimane in caso di gonfiori limitati alle gambe non preoccuparsi eccessivamente : di solito è solo un effetto della compressione del pancione sui vasi venosi. Una patologia importante darebbe invece gonfiori a tutto il corpo, molto evidenti alle mani e al volto o un aumento improvviso e non giustificato di alcuni kg in pochi giorni. Comunque in caso di gonfiori alle gambe è opportuno ricontrollare la pressione e poi contattare il medico.

Importante poi controllare sempre che i movimenti del bambino non diminuiscano all’improvviso, in tale evenienza presentarsi in pronto soccorso per un controllo. E’ normale avvertire una specie di “singhiozzo” in alcuni momenti della giornata: si tratta di movimenti che il bambino esegue per allenare i muscoli della respirazione.

 

La gravidanza protratta .  Ricordo innanzitutto che la gravidanza dura in perfetta normalità da 37+0 a 42+0 settimane, quindi non allarmarsi se si passa il termine stabilito, Comunque giunta in prossimità della scadenza della sua gravidanza, direi a 39 settimane,  dovrà telefonare al numero 011.9217289 (ostetriche sala parto) dalle ore 14 alle ore 16 per prenotare un incontro che definiamo di Controlli previsti del benessere del suo bambino: a 41+0 settimane primo controllo con misurazione pressione arteriosa, registrazione per circa 20 minuti del battito cardiaco fetale e valutazione della quantità di liquido amniotico con un ecografia.

In caso di normalità l’esame sarà ripetuto a 41+2 e 41+4 settimane e il ricovero per l’induzione del parto avverrà a 41+6 settimane.

In caso di anormalità del tracciato o del liquido si procederà invece al ricovero il giorno stesso dell’esame. L’induzione avviene normalmente inserendo un gel di prostaglandine in vagina che stimola dilatazione e contrazioni.

 

Consigli per alcuni disturbi.

La stitichezza e’ normale. Si può aumentare la quantità di liquidi assunti, seguire una alimentazione ricca di fibre, eventualmente assumere della crusca. Se non fosse sufficiente e’ possibile assumere Fibrolax 2/3 bustine al di’ (sono mucillagini che aumentano la massa fecale) o Laevolac 1/3 cucchiai al mattino (sciroppo a base di zuccheri).

In caso di acidita’ si puo’ provare con un bicchiere di latte, se non basta si  può usare senza timore il Gaviscon compresse masticabili o sospensione  (non viene assorbito e quindi non e’ pericoloso).

Infuenza: : è importante che la febbre non superi i 38 esterni, in tal caso usare la Tachipirina. Utile se tosse Fluimucil 2 bustine al giorno e/o aerosol. Da evitarsi sciroppi e gocce per la tosse. Se proprio indispensabile sedare la tosse di notte usare Sinecod sciroppo.

Emorroidi: combattere la stitichezza ed usare senza timore una qualsiasi crema antiemorroidaria come ad es Preparazione H.

Dentista: utile un controllo in gravidanza; nessun limite alle eventuali cure e anestesia locale se il dentista è informato della gravidanza.

I crampi sono frequenti e non esiste terapia valida: solo massaggi. Raramente può servire un supplemento di calcio: si può provare per alcuni giorni una compressa effervescente al giorno di Calcium Sandoz Forte, ma se non si ha beneficio dopo 3-4 gg sospendere.

Normali anche formicolii alle mani con difficoltà a chiuderle soprattutto al mattino e il dolore al nervo sciatico. Per la sciatalgia si possono usare compresse di Arnica e Arnigel, nei casi gravissimi si può ricorrere all’agopuntura. L’arnica va bene anche per mal di testa.

Dal 4°-5° mese e’ frequente un senso di peso e fitte a livello della vescica, solitamente non e’ importante ed è provocato dalla compressione dell’utero gravido sulla vescica. Le contrazioni interessano invece tutto l’utero sino all ombelico o anche al di sopra negli ultimi mesi. E’ difficile dire se tali disturbi sono normali senza una visita ma è utile sapere che le contrazioni pericolose interessano tutto l’utero, hanno una durata variabile tra il 30 secondi ed il minuto, sono francamente dolorose e si succedono con regolarità. Contrazioni più irregolari, molto brevi sono frequenti al termine della gravidanza e sono provocate dai movimenti del bambino o della mamma.

Ansia ed insonnia: prodotti naturali possono essere usati senza problemi. Ad esempio Biocalm 20 gocce tre volte al giorno prima dei pasti

In caso di pressione troppo bassa: R 44 gocce omeopatiche : in fase acuta 10 gtt ogni 1 - 2 ore poi ogni 8 ore 10 gtt; per favore segnare al ginecologo nel corso della visita successiva se si sono usate queste gocce.

 

Apprendimento dell’autoipnosi per il parto. Sono docente della scuola italiana di ipnosi clinica sperimentale dove svolgo la funzione di formatore dal 1991. Insegno la metodica dell’ipnosi medica a medici, psicologi, infermiere ed ostetriche. E’ risaputo che una persona spaventata e fuori controllo tollera peggio il travaglio e avverte in maniera amplificata il dolore. L’ipnosi medica consente di ’imparare con una sola seduta di circa 30 minuti una forma di autocontrollo molto marcata. Si ottiene una condizione di estremo benessere fisico e mentale nella quale si possono controllare l’ansia, la paura e si può tollerare il dolore molto meglio. Lo scopo della seduta di ipnosi è quello di insegnare alla futura mamma ad entrare in una forma di autoipnosi grazie ad un semplice ed efficace condizionamento. In pratica si esegue un segnale simbolico che funziona solo se la persona lo desidera e che consente al soggetto di entrare in ipnosi in pochi secondi in qualunque circostanza, anche quelle meno favorevoli. Ovviamente non si perde coscienza e lucidità e non si dorme. E’ una condizione di estremo benessere fisico mentale nel quale le nostre capacità sono amplificate e nella quale scopriamo di avere abilità che non conoscevamo. Dalla condizione di autoipnosi si esce come e quando si vuole, proprio come quando decidiamo di rilassarci sulla nostra poltrona preferita, solo che è tutto molto piu’ rapido ed efficace. La risposta alla seduta di ipnosi da buoni risultati nell’ 60% dei casi e nel 20% i risultati sono addirittura ottimi con controllo del dolore pressoché assoluto. Purtroppo un altro 20% di soggetti mostra particolari resistenze alla metodica e non è il caso di insistere durante la gravidanza per capirne il motivo. Quello che propongo è testare la propria predisposizione con una microseduta di un paio di minuti da eseguire alla fine di una delle visite di 27 o 32 settimane. In caso di particolari resistenze abbandoneremo il discorso mentre nell’80% dei casi sarà utile programmare una seduta di circa 30-40 minuti per imparare l’autoipnosi ed essere addestrati ad usarla durante il travaglio. Ovviamente la metodica risulta di grande utilità in quasi tutte le circostanze della vita (per acquisire calma e autocontrollo, per moderare l’ansia, per coadiuvare il controllo del peso, dal dentista, per riprendere sonno rapidamente quando occorre, per migliorare le prerformances di studio, di lavoro e sportive. Dopo la seduta di addestramento la futura mamma potrà esercitarsi nelle settimane che precedono il parto in modo da arrivare all’inizio delle contrazioni molto sicure e tranquille della propria metodica. La tecnica dà risultati molto buoni soprattutto nella prima fase preparatoria del travaglio e nella fase dilatante, mentre nel periodo espulsivo quando occorre spingere attivamente tutto è piu’ semplice e non occorre piu’ l’autoipnosi, L’ esperienza di 19 anni di parti in ipnosi ci dimostra che il neonato gradisce l’aumentato apporto di sangue derivante dal rilassamento e si muove piu’ attivamente e che il travaglio e il parto durano circa metà del tempo solito. Ovviamente durante il parto si mantiene piena coscienza di quanto avviene e questo è necessario per creare l’indispensabile legame emozionale con il partner e con il bambino. E’ difficile spiegare in poche righe tutto quanto necessario quindi le consiglio di richiedermi ulteriori informazioni ed eventuali documentazioni (lettere di persone che hanno provato questa esperienza, mie pubblicazioni scientifiche sull’argomento o filmati realizzati nel nostro ospedale) La seduta di ipnosi costa 100 euro, può essere registrata o filmata per poter poi rivedere a casa quanto si è appreso.

 

REGIONE PIEMONTE  USSL 6 DIVISIONE DI OSTETRICIA

 

       COSA PORTARE IN OSPEDALE

 

PER LA MAMMA:

-DOCUMENTO IDENTITA'

-CODICE FISCALE

-ESAMI ESEGUITI IN GRAVIDANZA

-LIBRETTO SANITARIO

-OCCORRENTE IGIENE PERSONALE

-PANNOLONI LUNGHI (TIPO INCONTINENTE)

-MUTANDINE RETE MONOUSO FACOLTATIVE

-UN PAIO CALZE COTONE FACOLTATIVE

-NON SONO NECESSARIE FASCE O GUAINE

-BACINELLA PICCOLA PER BIDET

-ROTOLO CARTA IGIENICA

-COPRIWATER DI CARTA MONOUSO

-POSATE,BICCHIERE,ZUCCHERO,MIELE,SUCCHI DI FRUTTA, COCA COLA

-MAGLIETTA DI COTONE O T-SHIRT ABBONDANTE PER IL PARTO

 

PER IL BIMBO

-NON PANNOLINI, NON CALZINE, NON SCARPINE

-3 MAGLIETTE INTIME COTONE O LANA (MANICA CORTA O CANNOTTIERA SECONDO LA STAGIONE) OPPURE BODY NEONATO

-6 TUTINE OPPURE GHETTINE CON COPRIFASCE

-SEI BAVAGLINI DI COTONE

 

 

Fine articolo

 

OMEOPATIA IN GRAVIDANZA

Prefazione

Ho il piacere di presentare  un testo interessante scritto in modo scorrevole e di facile lettura, rigorosamente scientifico nei contenuti. L'autrice è da molti anni una collaboratrice della Fondazione Omeopatica Italiana, docente ed esperta di iridologia; ha contribuito in modo sostanziale a sviluppare il progetto di costruzione di una omeopatia scientifica, fondata su solide basi biofisiche.

La nascita è senza dubbio il più naturale ed il più affascinante degli eventi, eppure non ha ricevuto da una cultura scientifica, impregnata di tecnologismo, la sua giusta valorizzazione.Il problema della fisiologia della gravidanza è stato affrontato, sul piano scientifico, esclusivamente dal punto di vista descrittivo:sono stati ampiamente studiati il processo di fecondazione dell'ovulo, la fase di morula, la gastrulazione, la formazione degli organi...... Nessuna attenzione è stata posta sulla dialettica emotivo-affettiva tra madre e bambino, sul ruolo svolto dal campo di vita, sul rapporto esistente tra genitori, ecc... Nessuna attenzione è stata sviluppata verso l'esperienza emotiva che il nuovo essere in evoluzione prova durante il processo di sviluppo: l'ascolto dei rumori addominali, il battito cardiaco della madre, la voce della madre che lo raggiunge filtrata attraverso il sottile film di acqua del liquido amniotico, le voci ed i suoni provenienti, anche se attenuati, dal campo di vita che lo colpiscono non per il loro significato ma per il loro carattere musicale......

Nessuna attenzione è prestata allo stato emotivo della madre, al suo vissuto relazionale, alle condizioni del suo stato interno...., eppure tali eventi entrano a far parte del destino del nuovo nato, accanto alla informazione trascritta nel D.N.A.

Per l'embrione in via di sviluppo la madre costituisce il suo ambiente esterno; ogni modificazione di tale ambiente si ripercuote sull'embrione. Ecco perchè l'omeopatia presta tanta attenzione alle condizioni psico-fisico-emozionali della madre.

Il libro della collaboratrice ed amica Patrizia Pecollo si colloca appunto in tale prospettiva. Valorizzare questi aspetti fondamentali del periodo della gravidanza, divulgandoli ad una utenza sempre più affascinata dagli eventi straordinari che caratterizzano la nostra epoca e che si autoorganizzano progressivamente in un nuovo paradigma, definito sistemico-autoorganizzativo.

Lo stile del libro è piacevole, brillante, organizzato nella forma del dialogo epistolare con la futura madre.

Auguro a questo libro, che vuole essere di divulgazione, di incontrare il consenso e la curiosità del lettore attento

                                  

                                                                       Nicola Del Giudice

INTRODUZIONE

 

In questi anni risulta in aumento il numero di persone che scelgono di curarsi con l'omeopatia e il numero di medici che integrano la loro preparazione tradizionale con l'utilizzo di questa metodica terapeutica.

COS'E' L'omeopatia è un metodo terapeutico, scoperto dal medico austriaco F. S. Hahnemann nella seconda metà del '700, basato sull'applicazione della legge di similitudine.

"Ogni sostanza capace a dosi ponderali di provocare dei sintomi in un soggetto sano, può, a dosi deboli, guarire quegli stessi sintomi in un soggetto malato".

Alcuni esempi  possono essere di aiuto per la comprensione delle basi dell'omeopatia. La puntura d'ape provoca in un soggetto sano la brusca comparsa di bruciore e dolore trafittivo con edema rosato, migliorato dalle applicazioni fredde.

Lo stesso veleno, Apis mellifica, a dosi omeopatiche, può curare ogni tipo di eruzione cutanea caratterizzata da edema rosato, migliorata da applicazioni fredde, come l'orticaria, l'eczema o l'eritema solare.

Allo stesso modo, se si taglia una cipolla, gli occhi cominciano a lacrimare e compaiono abbondanti secrezioni acquose nasali.

La stessa cipolla, Allium cepa, in dosi deboli, sarà il rimedio delle manifestazioni del raffreddore e della rinite allergica.

In definitiva, in omeopatia si tratta di confrontare due realtà simili: da una parte i sintomi rilevati dal paziente, dall'altra i sintomi riferiti da soggetti sani nel corso della assunzione volontaria, accidentale o professionale di sostanze attive.

UN PO' DI STORIA La legge di similitudine è stata intuita già da Ippocrate nel III sec. a. C. ("i simili sono curati dai simili"). Nel corso di un'epidemia di colera ad Atene, egli utilizzòper i pazienti affetti dalla malattia piccole dosi di Elleboro bianco, Veratrum album, che, in dosi ponderali (cioè milligrammi), è capace di provocare una diarrea coleriforme in soggetti sani che l'abbiano assunta per errore.

Già Ippocrate riteneva possibile curare una malattia in due differenti modi: quello allopatico (allos = contrario, pathos = malattia) secondo cui la malattia si cura col suo contrario, e cioè la febbre con l'antipiretico, la tosse con l'antitussigeno, la diarrea con l'antidiarroico e così via; e quello omeopatico ( omeos = simile, pathos = malattia) secondo cui il simile cura il simile.

Hahnemann scelse di applicare la legge di similitudine e si ripromise di preparare dei farmaci che dessero il massimo beneficio senza scatenare effetti dannosi. Per far ciò si rifece ai principi alchemici di Paracelso (1493- 1542) e diluì il preparato farmacologico ( di origine minerale, vegetale o animale) in passaggi successivi, scuotendolo ogni volta in modo da imprimere alla soluzione un'energia sempre maggiore.

Ottenne così diluizioni decimali, centesimali e così via, indicate dalle sigle D o X per le decimali, CH per le centesimali hahnnemaniane, M per le millesimali, XM per le decimillesimali, LM per le cinquantamillesimali.

Si rese conto che più la sostanza è diluita più il suo potere terapeutico è forte. Questa è la grande sfida dell'omeopatia che, pur fra tante controversie, dal '700 ad oggi, utilizza gli stessi preparati risultando efficace anche in situazioni gravi, come epidemie di peste, difterite e altro.

Al tempo di Hahnemann l'omeopatia giunse in Italia attraverso il Regno di Napoli, grazie a G. Necker che, in qualità di medico, accompagnava nel 1822 le truppe austriache.

 Necker era stato allievo di Hahnemann, e le nuove cure che utilizzava suscitarono dapprima l'interesse e poi l'adesione di alcuni medici napoletani, che formarono il primo nucleo di medici omeopati in Italia. La tradizione omeopatica napoletana si è mantenuta fino ad oggi, per questo a Napoli e Roma si trovano le più prestigiose scuole di omeopatia.

Attualmente in Europa e nel mondo diverse nazioni riconoscono la validità dell'omeopatia: in Francia e Germania i farmaci omeopatici sono mutuabili, a Londra esistono ospedali omeopatici molto prestigiosi.

COME FUNZIONA Il problema dell'omeopatia oggi, come di altre medicine non convenzionali ( ad esempio l'agopuntura) non è più quello di dimostrarne l'efficacia, a ciò bastando le testimonianze di tutti coloro che, pazienti e medici, ne sono venuti a conoscenza attraverso due secoli di esperienza (per l'agopuntura più di 4000 anni).

Il problema attuale è quello di scoprire le basi scientifiche del meccanismo di funzionamento del farmaco omeopatico, in modo da definire chiaramente potenzialità e limiti.

In questa direzione si muove la Fondazione Omeopatica Italiana di Napoli voluta dal Dott: Nicola Del Giudice, che da circa 20 anni dirige una scuola di formazione che concede ai suoi allievi, medici e psicologi, il titolo di Terapeuta Unico (cioè una figura di terapeuta che cura la persona nella sua totalità psico-fisico-emozionale).

I corsi sono costituiti da seminari interdisciplinari, e ogni trimestre vengono organizzati seminari internazionali in cui vengono presentate le più recenti scoperte nel campo della fisica applicata ai sistemi viventi.

Infatti il funzionamento del farmaco omeopatico non può essere spiegato con il modello chimico, poiché in seguito alle successive diluizioni, non rimane al suo interno alcuna molecola chimica. Esso trova, invece, spiegazione nelle leggi della fisica ed in particolare in quelle che descrivono i processi collettivi e le proprietà dell'acqua, che, nell'organismo umano, rappresenta il 70 % del peso corporeo totale.

Secondo queste scoperte l'essere umano viene descritto come un sistema dissipativo che si autoorganizza per livelli di complessità crescente.

Il sistema è un insieme di componenti in relazione dinamica tra loro, per cui modificando un componente qualsiasi si modifica tutto.

 Se mi faccio un taglio in un dito, ad esempio, il dolore potrà disturbare la mia capacità di concentrazione. Se vengo colto da un attacco di cefalea ne risentirà anche la digestione, oppure il cattivo funzionamento del fegato può rendermi irascibile oltre che sovraccaricare altri organi come il rene o la pelle.

 L'individuo fa parte di un sovrasistema, la famiglia, che funziona con le stesse leggi. Se si modifica lo stato di un componente tutti ne risentono anche in forma positiva: se un familiare vince un premio, ad esempio, tutti ne giovano.

A sua volta la famiglia fa parte di un altro sovrasistema, la società, e così via, fino alla specie umana, al mondo, all'universo. Gli stimoli sono tanto più perturbanti quanto più sono vicini, tuttavia, agli attuali livelli di informazione, noi veniamo influenzati da fatti accaduti anche molto lontano da noi.

Il sistema si dice dissipativo poiché è attraversato da correnti di energia che entrano ed escono in continuazione: cibo, aria, acqua, relazioni, affetti, influenze climatiche, ambientali, cosmiche. Il sistema è in salute, cioè organizzato, se tutta l'energia in ingresso viene spesa nell'ambiente come attività, creatività, amore, relazioni, lavoro ecc. Se una quantità troppo grande di energia viene trattenuta per un tempo eccessivo, si creano degli scompensi tali da disorganizzare il sistema e creare malattia. Per analogia è come se l'acqua di un fiume, trovando un ostacolo troppo rigido e compatto, straripasse travolgendo gli argini e trascinando con sè tutto ciò che trova lungo il percorso.

Il sistema, una volta avviato quel mirabile processo collettivo che si chiama vita, si autoorganizza per livelli di complessità crescente.

Il corpo rappresenta il livello chimico e segue pertanto le leggi della chimica. Questo livello è l'oggetto di studio della medicina ufficiale (medicina chimica), e di quelle medicine non convenzionali come fitoterapia, aromaterapia, spagirica, oligoelementi, nutrizionismo, floriterapia, che utilizzano sostanze in quantità ponderali (milligrammi o meno ma sempre misurabili). La differenza tra queste medicine e quella ufficiale consiste nel fatto che esse utilizzano sostanze naturali estratte con svariate metodiche ma non sintetizzate in laboratorio, inoltre non separano il principio attivo dalla totalità della pianta, pertanto questi preparati presentano attività frequenziali più complete e complesse (più "vitali") rispetto alla molecola isolata.

Il mondo emozionale rappresenta il livello elettromagnetico o vibrazionale o frequenziale, che segue le leggi della fisica e della meccanica quantistica. L'informazione elettromagnetica dirige il traffico delle molecole come il telecomando di un'automobilina guida a distanza i movimenti del veicolo. Se, infatti, i milioni di molecole presenti nel corpo umano dovessero trovare per tentativi il rispettivo recettore ci vorrebbero anni per digerire una patata. E' come se una persona avesse un mazzo con un milione di chiavi per aprire un milione di porte con la serratura corrispondente, e dovesse trovare per tentativi la chiave giusta per ogni serratura. Ma poiché ogni molecola vibra sulla stessa lunghezza d'onda del recettore specifico, molecola e recettore si attirano via "radio", per incontrarsi in un tempo brevissimo, aiutati in questo da strutture rotanti, presenti nell'acqua biologica denominate "domini di coerenza", che come piattaforme guidano le molecole all'incontro.

 

 

 E' a questo livello frequenziale che agisce il farmaco omeopatico, restituendo all'organismo la vibrazione bloccata (aumentando l'energia del fiume lo aiuta a rimuovere l'ostacolo senza straripare). La percezione di una frequenza bloccata all'inizio viene avvertita soggettivamente come malessere emotivo: inquietudine, tristezza, irritabilità, nervosismo, ecc. Dopo un certo tempo il blocco scatena delle modificazioni chimiche su un organo con relativi sintomi corporei dapprima funzionali, che col permanere del disturbo possono ledere i tessuti e diventare strutturali. A questo punto dipende dalla gravità della lesione e dalle capacità riparative dell'organismo di guarire totalmente o soltanto migliorare.

Infine, il terzo livello, quello sonoro o verbale, tipico dell'essere umano, rappresenta il direttore d'orchestra di tutto il sistema.

Tutti sanno, infatti come una parola significativa, una musica, un suono, possa scatenare emozioni anche violente che poi si ripercuotono sul corpo. La voce dell'amato fa battere il cuore all'innamorata, il rumore di un tuono può far venire la tremarella ad un bambino e così via.

Il sonoro è l'oggetto di studio di varie discipline: la psicologia, l'audiopsicofonologia di Tomatis, la musicoterapia. Il Dott. Alfred Tomatis ha scoperto che ad ogni frequenza sonora corrisponde il funzionamento di un organo: quando una frequenza viene percepita poco o male, l'organo corrispondente funziona male, se invece la percezione è eccessiva, l'organo è irritato. Allenando l'orecchio ad una percezione corretta, attraverso l'ascolto di suoni filtrati, è possibile ristabilire la salute dell'organo e quindi dell'organismo nella sua totalità. Ciò. avviene attraverso la mediazione del livello elettromagnetico.

In questa ottica sistemica risulta spiegabile l'influenza che lo psichismo materno esercita sulla formazione organica del feto. Ricordiamo che i pensieri e le immagini mentali attivano il livello emozionale le cui frequenze agiscono modulando l'attività chimica corporea.

CHE COSA CURA L'omeopatia, dunque, è una efficace medicina preventiva poiché è in grado di correggere le minime variazioni che in un organismo vivente preparano il terreno alla patologia: sono le variazioni psico-emotive come malinconia, ansia, insonnia, cambiamenti del carattere e disturbi emotivi in genere.

E' molto utile per i bambini nei quali aumenta la resistenza alle malattie migliorando la capacità di interagire più efficacemente con l'ambiente, superando con maggior energia gli ostacoli che la vita comporta.

E' altresì preziosa in gravidanza e durante l'allattamento per l'assenza di effetti collaterali e perché, agendo sul terreno emotivo materno, migliora la sintonia tra la madre e il suo bambino, rasserenando e rendendo la donna più fiduciosa nelle proprie capacità.

Nella terapia delle malattie acute, come raffreddori, bronchiti, cistiti ecc. l'omeopatia possiede la stessa efficacia e velocità di azione della medicina ufficiale, sommata al vantaggio di una più veloce ripresa dell'organismo che non deve poi smaltire attraverso gli organi emuntori (fegato, intestino, rene, pelle, mucose) i residui dei farmaci chimici.

Nelle malattie croniche funzionali (cioè che non hanno ancora lesionato l'organo), come allergie, asma, psoriasi, ecc. essa è in grado di restituire lo stato di salute; in altre, dove si è già instaurata una lesione organica, come arteriosclerosi, diverticolosi, enfisema, epatiti ecc. essa è in grado di alleviare i sintomi più fastidiosi riportando al meglio la reattività dell'organismo.

Nel colloquio clinico il medico omeopatico si pone in relazione col paziente in modo tale da comprenderlo nella sua totalità psico-fisico-emozionale, da conoscere la storia e la direzione della sua vita, alfine di individuare il farmaco omeopatico che gli è più simile (come se il medico dovesse fare un film sul paziente).

In questo testo si è voluto proporre, in forma discorsiva e il più possibile divertente, il punto di vista omeopatico nell'affrontare le problematiche connesse con la gravidanza, il parto e l'allattamento, nel tentativo di rendere un utile servizio ai bambini e bambine di domani, uomini e donne di dopodomani.

 

Fine articolo

 

Nuoto e gravidanza

 

Durante la gravidanza (stato che dura 40 settimane), si producono una serie di cambiamenti fisiologici, mentre il corpo della donna si adatta per coprire funzioni diverse. Questi cambiamenti devono essere considerati, quando si vuole preparare un programma di attività acquatiche per le donne incinte.

 

Sistema circolatorio e nutrizione fetale

    Il sistema circolatorio della madre è fonte di ossigeno e nutrizione per il feto. Lo stato del sistema cardiovascolare durante la gravidanza, è di estrema importanza. La quantità di sangue ricco d'ossigeno che riceverà il bambino, dipenderà da questo.

    Grazie agli scambi con la madre attraverso la placenta, il feto può mantenere costanti le condizioni interne (omeostasi) e la normalità delle funzioni relative, così come crescere e  svilupparsi.

    Il sangue del feto circola intorno ai coriónicas vellosidades, che sono avuti da un doppio epitelio: fetale e materno.

    Il flusso del sangue materno che attraversa il intervelloso di placentario lo spazio è di circa 500 millilitri al minuto. Il feto riceve ossigeno, glucosio, amminoacidi ed altri anaboliti, acqua, sali, vitamine ed ormoni; d'altra parte, elimina verso la madre il CO2, urea, creatinina, ecc, ed ormoni.

    In alcuni casi (come con l’ipertensione cronica) può avvenire la riduzione del flusso sanguigno materno dallo spazio di intervelloso di placentario  per la riduzione dei vasi uterini. La diminuzione cronica nell’interscambio feto-madre interferisce molto nell'aumento normale di peso del feto e poco nello sviluppo estatural. Costituisce il quadro clinico denominato di “sofferenza fetale cronica”.

  Un'attività di alta intensità, può causare danni al feto, poiché l'organismo dovrà rapidamente consumare il glucosio ( alimento fondamentale per il feto). D'altra parte, prima dell'attività energica si ha una ridistribuzione importante del flusso sanguigno, diminuendo il flusso sanguigno nell'utero e l’apporto d’ossigeno al bambino.

    Il lavoro aerobico, migliora lo stato del sistema cardiovascolare, e conseguentemente il lavoro dell'apparato respiratorio e previene il rischio di aumento di peso.

    Si raccomanda di lavorare fra 50% e 70% della frequenza cardiaca massima.

    La percentuale di intensità dipenderà fondamentalmente dalle condizioni fisiche di ogni donna, come anche il volume totale del lavoro, la quantità ed il tempo di pause per il recupero.

    Alcune donne raggiungono le 140 pulsazioni per minuto nuotando per 12 metri a intensità bassa, altre tuttavia, possono nuotare 1000 metri con pulsazioni costanti a 120 per minuto.

   La frequenza cardiaca dovrà essere controllata per superare le 140 pulsazioni al minuto. In questo modo si lavorerà in modo aerobico: l’apporto energetico proverrà principalmente dai lipidi e si continuerà a rifornire il feto di sangue ricco d’ossigeno.

   Generalmente, a partire dal quarto mese, compaiono várices in alcune zone delle gambe: dalla caviglia al quadricipiti.

    L'ipertensione venosa negli arti inferiori contribuisce al formazione di edemi, che sono osservati nel 30% delle donne incinte considerate normali. Ciò deve soprattutto per l'aumento di peso e una più grande richiesta sanguigna al crescere del feto. Il sangue circolante nelle vene non scorre in modo adeguato a causa di tre fattori principali:

• il grande aumento ormonale che accompagna la gestazione.

• la compressione dell'utero sulle grandi vene che causa un accumulo sanguigno.

• l'aumento eccessivo di peso.

  Nuotare è particolarmente indicato sotto questo aspetto:

• la pressione idrostatica favorisce il ritorno venoso.

• i piedi non sostengono tutto il peso del corpo.

    È consigliabile, per non usare troppa misura copre, per non ostruire la circolazione sanguigna.

         Alcune gravidanze richiedono delle precauzioni particolari. Per esempio nei casi di ipertensione arteriosa, cardiopatia, asma, bronchite, obesità, diabete, ecc.

         Un altro fattore da considerare è: se fino adesso la donna incinta ha avuto uno stile di vita sedentario. In questo caso è necessario tenere particolarmente controllati sia la frequenza cardiaca e l'affaticamento muscolare.

         In tutti i casi: la donna in salute o no, sedentaria o sportiva, dovrà consultarsi col medico prima dell'inizio di un programma di esercitazioni natatorie.

 

         La circolazione e la respirazione durante la gestazione

         Circolazione

• il volume totale del sangue circolante aumenta molto durante le prime 34 settimane (un aumento di 38%) e diminuisce di poco fino al parto. Il volume dei globuli rossi aumenta progressivamente fino al termine di la gravidanza, raggiungendo un 18% in più.

• il formato cardiaco aumenta di 671 ml. Entro la 14º settimana, fino a 746 ml. nella  36º settimana.

• i battiti del cuore da 70 al minuto aumentano a 85 (una media di 10 - 15 battiti in più al minuto).

• il gettito cardiaco si alza di 4,5 litri al minuto fino a a raggiungere valori massimi fra  la 20º e la 30º settimana di 6 litri al minuto, per diminuire leggermente fino al termine (5.25 litri al minuto).

• l'aumento del gettito cardiaco non è accompagnato dall'aumento della pressione arteriosa, poiché avviene una diminuzione della resistenza periferica. Durante il ciclo cardiaco normale, la forza della contrazione cardiaca, il volume di sangue nel sistema circolatorio e la resistenza periferica che oppongono le arterie e le vene determinano la pressione arteriosa

• la pressione venosa  non varia nella metà superiore del corpo, ma si alza progressivamente negli arti inferiori dovuta alla compressione esercitata dall'utero sulla vena scava inferiore  ala vena iliaca.

         Respirazione

Esistono vari fattori che influenzano l'apparato respiratorio durante la gravidanza.

• l'utero è alto e spinge in alto il diaframma, causa che potrebbe ridurre la capienza polmonare.

• gli ormoni liberati durante la gravidanza possono causare che il corpo sia più sensibile all’anidride carbonica, causando con probabilità un affaticamento più rapido da causa di un’ attività vigorosa. Il progesterone stimola i centri respiratori, provocando iperventilazione polmonare con conseguente  hipocapnia caratteristica della gravidanza.

• la ventilazione polmonare (8 litri al minuto nella 10º settimana) aumenta considerevolmente fino a raggiungere gli 11 litro al minuto nella  40º settimana.

• il consumo totale d'ossigeno aumenta progressivamente. Alla conclusione della gravidanza  è di 27 ml. più grande che non in una donna non gravida, cioè un aumento del 14%. L'aumento nel consumo d'ossigeno si deve principalmente al metabolismo del feto, ma anche a quello della placenta, miometrio e ghiandola mammaria, tre organi che si sviluppano molto durante la gravidanza.

• l'aumento nel lavoro die muscoli adibiti alla ventilazione polmonare e del lavoro cardiaco, inoltre contribuiscono ad elevare il consumo dell'ossigeno. Il quoziente respiratorio non varia durante la gravidanza, perchè la produzione del CO2 aumenta di un 14% verso 40º settimana.

• l'aumento nella ventilazione polmonare (40%) è relativamente più grande dell'aumento nel consumo dell'O2 e della produzione di CO2 (14%).

Acqua e temperatura

Mentre la temperatura media corporale è di 36.8 - 37º C, essa aumenta durante il periodo di gestazione a 37.5 - 38º C, così la temperatura dell'acqua dovrà essere un po’ più alta del normale, sia per la sensazione termica corporale ed anche perché il freddo può causare contrazioni.

    Il progesterone eleva la temperatura basale, che si mantiene alta durante la prima metà della gravidanza. Gli estrogeni si oppongono a quest’effetto e il suo predominio al termine della gravidanza determina la riduzione della temperatura basale ai livelli di originale. L'acqua aiuta a  che la temperatura corporale sia controllata e che non aumenti eccessivamente.

         Si deve evitare di accalorarsi troppo, soprattutto i primi 3 mesi della gravidanza, poiché il bambino in sviluppo non ha la capacità di dissipare il calore e ciò può provocarli lesioni. Non  si deve nuotare in acque termiche.

         Una temperatura dell'acqua di 29.5º C - 30.5º C, è nei margini di sicurezza e di benessere.

         Si dovrà tenere in considerazione l'igiene dell'acqua della piscina: un'acqua con bassissimi livelli batterici e, se è possibile, senza cloro.

         L'utero comprime i uréteres contro gli strati superiori di bacino, causando un aumento della pressione ddell’urina nel terzo superiore dell’uretra, effetto che aumento col progredire della gravidanza.

         Il flusso renale si eleva a 500 ml. (rispetto alla donna non incinta) nella 10º settimana  di gravidanza, e presto diminuisce progressivamente fino al termine della gravidanza, momento nel quale il flusso renale è praticamente uguale a quello delle donne non incinte.

         È importante fare una pausa per urinare se è necessario. Per necessità e per eliminare le tossine del corpo, contribuendo ad evitare le infezioni urinarie.

         È probabile che si produca un gonfiamento di caviglie e polsi, conseguenza della ritenzione idrica. È consigliabile bere molta acqua per facilitare il drenaggio di tesse.

         Il 60-65% della composizione corporea è acqua. È necessario mantenere una buona idratazione, evitando così  alterazioni nella capacità di termoregolazione, una possibile diminuzione nel rendimento e probabili spasmi (un adatto entrata di calore ed impedire l’apparizione di affaticamento muscolare contribuirà ad evitarlo).

         È consigliabile da bere 200 millilitri di acqua ogni 20 minuti di attività fisica, come anche, prima dell'inizio e quando finiscono l'attività.

         L'acqua, compie funzioni molto importanti: costituisce il mezzo nel quale sono diluiti i liquidi corporei (sangue secrezioni digestive, urina, ecc.); rende possibile il trasporto delle sostanze nutrienti alle cellule ed i prodotti residui da queste; aiuta la digestione e a diluire i nutrienti degli

alimenti.

          Durante il quinto mese, le articolazioni ed i legamenti si distendono un po', quindi è necessario prevenire possibili traumi. Questi cambiamenti dovuti alle funzioni degli ormoni del  progesterone e della relaxina. Non è raccomandabile fare gli sport in cui si può cadere o ricevere colpi.

         L'assenza di gravità causata dall’acqua, impedirà gli eventuali incidenti. Nell'acqua si evita un alto impatto alle articolazioni, così è pochissimo probabile che si producano le lesioni ossee.

         L'acqua rallenta naturalmente i movimenti e, per questo motivo, saranno evitate le possibili  lesioni muscolari, difficilmente avvengono movimenti rapidi, potenzialmente nocivi.

         È consigliabile disporsi in un posto dove ci sia spazio evitando, così, di ricevere colpi da altri.

         La qualità dei movimenti da compiere sarà molto più ampia di quanto non avvenga a terra. Il sostegno dell'acqua aiuterà sempre più man mano che aumenta il peso della gravidanza col trascorrere dei mesi. L'esercizio è svolto comodamente nell'acqua, quando non è più possibile farlo a terra, specialmente quelli che coinvolgono articolazioni che sostengono il peso, come anca, ginocchia e caviglie.

         La pressione esercitata dall'utero, sulla vena cava inferiore è aumentata quando la donna è in posizione supina. Diminuiscono il ritorno venoso al cuore, il gettito cardiaco e la pressione arteriosa, costituendo un quadro denomimato "sindrome di supino di ipotensivo" che  si osserva nel 10% delle donne incinte.

Altri aspetti

         Durante i tre primi mesi, l’ovulo è impiantato e presto sarà passato per essere embrione e

feto. Questa è una fase critica della gravidanza.

Fertilizzazione e sviluppo embrionale

         Lo sviluppo comincia con l'embrione durante i primi due mesi, è il periodo fondamentale perché vive su morfogénesi ed esso sviluppa l'organogenesi.

         Verso il quinto giorno, il mórula si trasforma in blastula ed il sesto giornosi produce l’anidación.

         Il 18° giorno avviene la formazione del profilo cardiaco, il profilo uditivo e la placa neurale.

         Il 24° giorno si forma il tubo neurale, compaiono i primi vasi embrionali e si può osservare la membrana faringea aperta.

         Dal 28° giorno la chiusura del tubo neurale è completata e s’apprezza il profilo ottico, i polmoni, il pancreas ed gli arti inferiori.

         Al 30° giorno misura già circa 4.5 millimetri, appare il profilo olfattivo e si chiudono i orejuelas.

         Il cervello, con cinque vescicole, e osservato al 35° giorno.

         Al 49 giorno il cuore ha le quattro cavità. Le barrette compaiono separatate al 56°.

         60° giorno, l'altezza è di 30 millimetri e l’aspetto è già perfettamente definito.

         Durante il periodo fetale, del secondo al nono mese, gli organi subiscono soltanto i fenomeni di histogénesi e stanno acquistando la leoro posizioni definitive. Il feto aumenta a molto in altezza e volume.

Posizione e forza

         Durante la gravidanza, molte donne soffrono il dolore nella zona lombare o sciatica. Inoltre è frequente che il dolore compare dopo il parto.

         Le cause sono varie:

• l'aumento del peso e del volume dell'utero.

• la muscolatura della schiena è sovraccarica e contratta.

• poca forza nei glutei.

• rilassamento dei muscoli addominali

• la sedentarietà.

         L'aumento del peso e del volume dell'utero sposta il centro di gravità. Di conseguenza, la donna incinta controlla il suo equilibrio a spese di una iperestensione lombare  con la conseguente posizione di lordosi.

         L’iperlordosi aumenta il carico che sostiene la colonna ed obbliga la muscolatura della zona lombare ad uno sforzo più grande che ne facilita la contrattura e può innescare disturbi o dolori in quella zona.

         L'aumento del peso provoca che la muscolatura della zona lombare deve lavorare di più ed aggrava la tendenza alle contratture provocate dal rilassamento addominale, la lordosi ed il resto, specialmente se già prima della gravidanza la muscolatura addominale e del dorso non erano forte.

         La flessione dorsale è abituale inoltre, durante gli ultimi mesi della gravidanza, specialmente per l'aumento del volume e del peso dei seni, con conseguente posizione cifotica.

         Queste cause aumentano le curvature vertebrali e di conseguenza producono dolori alle anche alla schiena e alle spalle.

         Galleggiando o ponendosi nell'acqua orizzontale di custodia, sarà evitato di  sovraccaricare la zona lombare.

         Un altro motivo delle posizioni inadeguate è la mancanza di forza dei muscoli addominali, glutei e quadricipiti. Questi muscoli mantengono la posizione della parte superiore. Nelle circostanze normali, l'equilibrio della tensione della muscolatura addominale <  http://WWW.webdelaespalda.org/asp_kovacs/muscolare.asp > e della schiena  < http://WWW.webdelaespalda.org/asp_kovacs/comoes.l'asp > contribuisce a che la muscolatura si mantenga retta.

         Nelle circostanze normali, i glutei stabilizzano il bacino e contribuiscono un supporto stabile

al colonna lombare.

         Durante la gravidanza, aumentando il peso e variando la posizione della colonna vertebrale, se la muscolatura dei glutei è poco potente può essere incapace di stabilizzare l’articolazione sacro-iliaca, che fissa la colonna al bacino, il che provoca dolore nella zona lombare bassa.

         Se i glutei stanno contratti, i quadricipiti si distenderanno contemporaneamente ed allo stesso tempo si eviterà l'iperestensione delle ginocchia. Allora i piedi potranno sostenere più meglio il peso supplementare.

         D'altra parte, con i quadricipiti più forti, la pressione sulle ginocchia è minore.

         Specialmente nel secondo trimestre di gestazione, i muscoli addominali, sono sottoposti ad  una pressione interna esercitata dall'utero, ad una combinazione di cambiamenti ormonali, ad un eccessivo tensione ed a improvvisi movimenti spasmodici, avviene la separazione dei muscoli addominali. Questo rilassamento è necessario per permettere lo sviluppo dell'utero nelle fasi più avanzate della gravidanza, ma se già prima quei addominali erano poco potenti può comparire più precocemente.

         Il rilassamento della muscolatura addominale causa che  la donna incinta si piega all’indietro - nella posizione di iperlordosi usando eccessivamente la muscolatura del dorso per mantenersi in equilibrio.

         Questi meccanismi facilitano che la muscolatura della zona lombare si contragga presentando  dolore. È importante mantenere la resistenza ed il tono di questi, per non aumentare questo processo e recuperare l'integrità di questi muscoli nel periodo post-parto.

          Nel galleggiamento verticale dinamico, si fanno lavorare i muscoli addominali.

         La sedentarietà ed il riposo riguardato sono già di per sé fattori di rischio perché il dolore alla schiena dura più. Per motivi ginecologici, alcune donne devono mantenersi in riposo durante la gravidanza. Altri lo fanno da abitudine, senza motivi medici che lo giustifichino.

          Il riposo facilita l'adozione incosciente di posizioni errate ed il sovraccarico della muscolatura, inoltre causa con rapidità una perdita di forza e massa muscolare, e con esso aumenta la probabilità che la muscolatura si sovraccarichi e si danneggi.

 

una donna deve rinunciare allo sport in gravidanza?

In gravidanza si può fare tutto o quasi. La cosa importante è evitare quegli sport troppo faticosi e violenti, tra cui metterei anche lo spinning (soprattutto se fatto in maniera professionale) e specialmente nelle prime e nelle ultime fasi della gravidanza. Una bella e tranquilla pedalata non crea alcun problema.

L’attività fisica in gravidanza pone le seguenti problematiche:

Che tipo di attività ?   Quale carico di lavoro ?

Si suggerisce attività aerobica di livello medio-leggero.
Risulta che la risposta cardiovascolare allo sforzo nella donna gravida è del tutto normale, pertanto, il problema principale è rappresentato dall’aumento della massa corporea il che rappresenta un impedimento notevole in tutte le attività di tipo antigravitazionale (corsa, marcia, salire le scale), infatti il costo energetico aumenta in proporzione all’aumento della massa.
Sono sconsigliate attività fisiche che presentano rischi di infortuni, cadute o traumi.

Fino a quale mese è consigliata ?

Tenuto conto dell’aumento della massa corporea, piuttosto variabile, si può indicativamente suggerire di diminuire l’entità dell’impegno fisico oltre i 4 mesi. Se l’attività fisica non è di tipo antigravitazionale (nuoto) il problema dell’aumento della massa ovviamente non si pone. Una gestante può tranquillamente nuotare ben oltre i 4 mesi. Gli studi disponibili indicano che esercizi di intensità media (marcia) non comportano una riduzione del flusso di sangue all’utero. Sicuramente un esercizio strenuo comporta una riduzione del flusso di sangue all’utero.
Un altro fattore da considerare è il problema della dispersione termica; infatti si può supporre che una relativa ipertermia (riscaldamento) si possa sviluppare nelle zone profonde dell’addome.

Come si ripercuote l’attività fisica sul feto ?

Non esistono dati che indicano se l’attività fisica rappresenta un vantaggio o una controindicazione relativamente allo sviluppo del feto, al travaglio e al parto.

Quale effetto ha l’attività fisica sul decorso della gravidanza ?

Una regolare attività fisica sicuramente aiuta nel controllare l’aumento della massa corporea, inoltre mantiene una buona funzionalità cardiovascolare cui si accompagna sensazione di benessere.

Il nuoto è sicuramente lo sport più indicato, sia perché si tratta di un’attività aerobica, sia perché comporta una diminuzione del carico sulla colonna vertebrale (ricordiamo che nella donna incinta, a causa della modifica della postura (posizione abituale della colonna vertebrale), è molto alto il rischio di ernia al disco).

Sono assolutamente proibiti: tutti gli sport anaerobici, gli sport violenti, l’attività agonistica in generale, i tuffi e le immersioni, tutti gli sport che possono arrecare traumi

Gli sport consentiti quindi sono solo alcuni (nuoto, ciclismo, golf, marcia, corsa), contraddistinti da uno sforzo prettamente aerobico, e devono, in ogni caso, essere praticati rispettando alcuni accorgimenti:

-non superare mai il 60-65% della frequenza cardiaca massima;

-lo sforzo deve essere tale da non indurre mai uno stato di sfinimento o di “fiatone”;

-evitare esercizi prolungati in ambiente caldo e umido;

-svolgere l’attività lentamente, intervallandola con momenti di riposo;

-non raggiungere mai un’intensità che possa provocare un aumento della temperatura corporea o che non permetta un recupero completo entro quindici minuti dal termine dell’attività;

le donne in gravidanza possono ottenere buoni benefici a livello fisico e respiratorio con la pratica dello YOGA

Il fatto che una sana e misurata pratica motoria, aiuti le persone a stare meglio, non è più una novità per nessuno, ma che tale attività, sia molto importante anche in gravidanza, è ancora un concetto difficile da assimilare.
 
E' bene ricordare che la gravidanza non è uno stato patologico ma una condizione fisiologica transitoria.
 
Lo sport aiuta a prevenire i disturbi legati alla maternità, limitando i problemi circolatori, la sensazione di pesantezza agli arti inferiori e le vene varicose.
Con il proseguo della gestazione, possono sopraggiungere dolori alla schiena e al basso ventre, anche in questo caso, un programma di ginnastica mirata, può risolvere il problema.

Il nuoto, resta la disciplina più indicata prima e dopo la gravidanza.
 
In acqua, il peso del corpo è ridotto, le esercitazioni proposte, in scarico completo, non vanno a sollecitare l’apparato muscolo scheletrico in modo traumatico.
L’acqua massaggia naturalmente il corpo immerso, evidenziando cospicui benefici anche sul piano psicologico.
 
La ginnastica pre-parto, deve privilegiare quelle esercitazioni che mirano a:
conoscere il proprio corpo che cambia attraverso la presa di coscienza di tutte le parti che lo compongono,
potenziare i muscoli deputati a reggere il peso crescente dell'addome,
aumentare il tono dei muscoli che interesseranno il parto,
migliorare l'elasticità muscolare,
incrementare l’efficienza del sistema cardiocircolatorio e dei muscoli che presiedono la funzione respiratoria.

Attenzione: Prima di intraprendere qualsiasi programma di esercizio fisico è indispensabile consultare il medico specialista che vi segue in gravidanza

  1. 140 pulsazioni al minuto, per una durata massima di 15 minuti è il target limite di sforzo per la donna in gravidanza in ottima forma fisica. Ricordate che il battito del feto ha esattamente il doppio delle pulsazioni
  2. L’assenza d’impatto con il terreno è indispensabile per un buon allenamento
  3. Evitare contrazioni e compressioni della zona addominale.
  4. Possibilità di recuperare in qualsiasi momento se ne avverta la necessità.

Ricordate che le vostre pulsazioni tenderanno a salire ed i tempi di recupero ad allungarsi rispetto alla condizione prima della gravidanza.

 

Fine articolo

 

 

Gravidanza

 

La gravidanza

 

Segni e sintomi della gravidanza

 

Segni di presunzione:  mancanza della mestruazione

                                           Nausea, vomito,e “nausea mattutina”

                                           Pollachiuria

                                          Aumentata sensibilità e tensione mammaria,

                                          pigmentazione e secrezione mammaria

                                          Pigmentazione cutanea e stria addominale

 

 

Segni di probabilità:   Aumento delle dimensioni dell’addome

                                          Modificazione delle dimensioni, della forma

                                          e della consistenza dell’utero (segno di Hegar)

                                          Definizione e delimitazione del feto mediante

                                          Ballottamento

                                          Modificazioni cervicali

                                          Test di gravidanza positivo

 

 

Segni di certezza:   Attività cardiaca fetale

                                     Movimenti fetali

                                     Ecografia fetale

   

 

La gravidanza

 

 

Definizioni

 

Gravida      Una donna che è o è  stata incinta

 

Primigravida   Una donna gravida per la prima volta

 

Primipara   Una donna che ha partorito un feto che ha raggiunto

                     la vitalità

 

Multipara   Una donna che ha avuto  due o più gravidanze che

                   hanno raggiunto lo stadio della vitalità

 

 

Para I                Una primipara

Para II               Una donna che ha avuto due o più figli di età vita

                          Vitale

 

Il termine gravida è sempre riferito all’attuale gravidanza

 

Il termine para si riferisce a gravidanze passate che sono terminate in un periodo considerato vitale per il feto, senza alcun rapporto con il fatto che il neonato sia nato vivo o morto.  

 

 

L’anamnesi ostetrica può essere scritta nel seguente modo:

 

  1. neonati partoriti a termine
  2. numero di nati prematuri
  3. numero di aborti            
  4. numero di bambini vivi

 

a/b/c/d

La gravidanza

 

 

    La gravidanza è un normale processo fisiologico che solo in alcuni casi è complicato da condizioni patologiche pericolose per la salute della donna e del feto.

 

La gravidanza normale comunque altera in modo significativo la fisiologia della donna, e sono sempre presenti i rischi potenziali di una modificazione dello stato di salute e l’insorgenza di malattie della madre e del feto.

 

Gli obiettivi dell’assistenza prenatale sono ottenuti attraverso gli sforzi combinati dei genitori e del personale sanitario.

 

L’assistenza prenatale deve essere considerata il fondamento per un normale sviluppo, un’adeguata crescita e per la buona salute del bambino. Un’adeguata assistenza prima della nascita provvede ad una stabilizzazione dello stato di salute della donna, poiché mano a mano che la gravidanza procede le richieste del feto aumentano. Ogni individuo inoltre reagisce in maniera diversa alla gravidanza ed un attento monitoraggio dell’assistenza è di estrema importanza per il rilievo di queste reazioni.

 

Il personale di assistenza (medici,ostetriche,infermieri) fornisce un’assistenza essenziale alle donne e alle loro famiglie.

 

E’ possibile stabilire una relazione in continuo sviluppo, con contatti regolari e molte opportunità di valutare e comprendere i bisogni delle gestanti e delle loro famiglie.

 

 

 

 

La gravidanza

 

Programma di intervento assistenziale

 

 

Nel corso delle visite prenatali la paziente può chiedere

informazioni rispetto a:

 

dieta

riposo

sonno

stipsi

attività fisica

attività sessuale

viaggi

abbigliamento

igiene dentale

preparativi rispetto alla nascita

 

E’ sempre importante rassicurare la donna, ma è importante informare la gestante riguardo certi segnali di pericolo che esse devono comunque conoscere

 

Segnali di pericolo da riferire immediatamente al personale sanitario

 

Perdite di sangue, anche se lievi

Gonfiore del viso e delle dita

Mal di testa acuto e persistente

Oscuramento e offuscamento della vista

Lampi di luce o piccole macchie alla vista

 

Dolori addominali

Vomito persistente

Brividi e febbre

Improvvisa perdita vaginale di liquidi

 

la gravidanza

 

oBIETTIVI ASSISTENZIALI

 

 

1 – Assicurare una diagnosi tempestiva di gravidanza e un’assi

      stenza prenatale regolare

 

2 -  Valutare e controllare accuratamente il progresso della gravi

      danza.

 

3 – Fornire pertinenti e tempestive informazioni alla madre e alla

      famiglia per promuovere al massimo la salute e il benessere

      durante la gravidanza.

 

4 -  Assistere e alleviare i disturbi minori della gravidanza.

 

5 -  Identificare complicazioni potenziali o presenti.

 

 

La gravidanza

 

Aspetti che devono essere presi in considerazioni per poter influire sullo stato di benessere della gestante:

 

Stato fisiologico di gravidanza   segni vitali, peso, altezza del fondo uterino, ritmo e attività cardiaca del feto, sintomi, risultati dei test.

 

Stato psico sociale  risposte alla gravidanza, adattamento della famiglia,conoscenza degli effetti psico sociali

 

Mantenimento dello stato di salute   cura di sé, dieta, riposo ed esercizio fisico, uso di sostanze, medicinali, sessualità.

 

Problemi minori (sintomi degli apparati genito-urinario, gastrointestinale, urinario, scheletrico-muscolare, neurologico).

Alterazioni del benessere: nausea, vomito, pirosi, stitichezza, cefalee, emorroidi, flatulenza, mal di schiena, dispnea,crampi alle gambe, perdite vaginali. Intolleranza alle attività dovuta ad affaticamento e dispnea.

 

Informazioni prenatali   conoscenza di effetti sulla gravidanza,

sviluppo fetale, abitudini prenatali, preparazione al parto e cura del figlio.

 

Elementi che indicano complicazioni della gravidanza   aumento della pressione, edema facciale, perdite di sangue, eccessivo aumento di peso, ridotto accrescimento fetale per l’epoca gestazionale

 

Elementi che indicano stress o problemi psicosociali   appuntamenti mancati, inadempienze, segnali di preoccupazione, comportamento inadatto nei confronti del bambino, lamentele.

 

 

 

Gravidanza

 

NATUROPATIA IN GRAVIDANZA

 

Autore articolo Jessica Tomasi

Anno accademico 2005

 

Sommario

 

La gravidanza è una delle esperienze più complesse ed importanti nella vita di una donna  e comporta profondi cambiamenti e riequilibri interni. La gravidanza è anche un momento particolarmente delicato, in quanto la funzionalità degli organismi in interazione (madre – bambino), sottoposta a continui cambiamenti e trasformazioni viene messa a dura prova. Le basi della salute di un individuo acquisiscono le loro qualità durante il periodo di stretta dipendenza dalla madre, cioè nei nove mesi della gravidanza, nelle ore intense della nascita, durante l’allattamento.

Molte volte le donne vivono, nell’arco dei nove mesi, manifestazioni di disturbo che possono alterare la serenità della “dolce attesa”. Le donne vogliono diventare protagoniste delle cure prenatali e non essere soggetti passivi o semplici “pazienti”, esse cercano informazioni, consigli e sostegno, non diagnosi o cure. Durante la gravidanza, più che in qualsiasi altro periodo della vita, le donne cercano prodotti naturali, cure non invasive e metodi non chimici per alleviare il dolore, che siano innocui per il bambino. Per questo la gestazione è il momento in cui si indaga per la prima volta sui rimedi naturali. Le terapie seguono i ritmi naturali, riconoscendo al corpo la sua innata capacità di curarsi e ponendo al centro la persona piuttosto che il disturbo. Molte sono le future madri che preferiscono evitare di assumere i farmaci di sintesi perché potrebbero causare effetti indesiderati. La gravidanza è un evento fisiologico naturale, non una malattia; non è necessario che una donna patisca  dolore o disagio in questo bellissimo “momento” della sua vita: molti disturbi secondari possono essere attenuati con la combinazione di terapie complementari. Pertanto si può ricorrere a svariati rimedi naturali, per specifiche situazioni e per migliorare le condizioni di salute generale, permettendo alle donne di vivere serenamente e in splendido benessere la gravidanza.

Con questa trattazione si è voluto identificare il campo di attività del naturopata per seguire e sostenere la gestante con un approccio naturale, ipotizzando che quasi esclusivamente con interventi di tipo generale è possibile agire indirettamente anche sul disturbo sintomatico localizzato. La tesi è organizzata in due parti: nella prima sono descritti i principali cambiamenti fisici e psicologici della gravidanza, nonché i disturbi più comuni; la seconda parte tratta le tecniche fondamentali che può utilizzare il naturopata nel sostegno alla donna in gravidanza. La naturopatia in gravidanza è un vero e proprio metodo complementare che sviluppa competenze su alcune tecniche fondamentali: sana e corretta alimentazione naturale, utilizzo di rimedi floriterapici, aromaterapici e trattamenti di riflessologia plantare per mantenere un buon equilibrio funzionale, per alleviare le ansie emozionali e per sostenere nei disagi tutto il percorso della gestazione; utilizzo dell’idrotermofangoterapia, per equilibrare gli scambi e il metabolismo dei diversi tessuti. L’approccio del naturopata si conclude con la pratica di tecniche di respirazione e di rilassamento per permettere alla donna di porsi il più possibile in uno stato di tranquillità e serenità, necessari alla gioiosa esperienza della gravidanza. Soltanto dopo queste premesse è possibile supportare la gestazione con l’utilizzo di rimedi fitoterapici per la risoluzione di problemi specifici. Grazie a questo metodo il naturopata è in grado di agire globalmente, normalizzando le funzioni dell’organismo della donna gravida. L’obiettivo principale del naturopata è l’insegnamento dell’autogestione della salute, rappresentato da uno stile di vita più corretto, a partire da una sana alimentazione e l’utilizzo delle terapie naturali, ricordando che oggi più che nel passato l’uomo sente la necessità di ristabilire un equilibrio armonico con se stesso e con la natura. La naturopatia può offrire alla donna l’opportunità di assumere il controllo della propria salute in gravidanza e di aumentare la fiducia nella sua capacità di prendersi cura efficacemente di se stessa e del suo bambino.         

 

Bibliografia

 

(5) ANGELA Piero e Alberto, La straordinaria avventura di una vita che nasce, Milano, Oscar Mondadori Editore, 1998, pp. 95, 96, 131.  

(12) Atti del convegno, Naturopatia in gravidanza, Trento, 23 ottobre 1999, pp.5, 7-9, 11, 15-17, 55.

(19) BACH Edward, Guarire con i fiori, a cura di Claudio Mazza, Palermo, Nuova Ipsa Editore, 2001, p. 31.

(26) BARNES Jo et al., Complementary therapies in pregnancy, The Pharmaceutical Journal, 2003(3), pp. 402, 403.

(2) BENNET Ruth V. e BROWN Linda K., Manuale dell’ostetrica di Myles, Milano, Ediermes Editore, 1995, pp. 80-100.

(28) CAMPANINI Enrica, Dizionario di fitoterapia e piante medicinali, Milano, Edizioni Tecniche Nuove, 2004, pp. 18, 44, 121, 188, 296, 308, 318, 328, 334, 374, 421, 537, 571, 609.

(4) DI PIETRO Paola, Gravidanza e parto in piena salute, Milano, Red Edizioni, 2005, pp.50, 51, 53, 86

(18) HOWARD Judy e RAMSELL John, Guarire con i fiori di Bach, Milano, Edizioni Tecniche Nuove, 2004, pp. 4, 7, 8, 11-13, 17, 18, 20, 89.

(7) KITZINGER Sheila, Il bambino l’attesa e la nascita, Milano, Mondadori Editore, 2004, pp. 168, 189, 190, 201, 202, 204, 207, 312.

(23) LUCHERONI Maria Teresa, Curarsi con gli oli essenziali, Milano, Edizioni Riza, 2003, pp. 74, 79, 85, 89, 105, 113.

(10) MURRAY Michael e PIZZORNO Joseph, Enciclopedia della medicina naturale, Milano,Edizioni Sperling Paperback, 2000, pp. 4-6.

(13) NAVA Leonella, Alimentazione in gravidanza, Novara, Red Edizioni, 2003, pp. 29, 30, 32-39, 46-60, 65-70, 79, 81, 85, 86.

(14) PENNISI Luca, Nutrizione in naturopatia, Milano, Edizioni Tecniche Nuove, 2001, pp. 32, 58, 167, 168.

(24) PIAZZA Dalia, Corso base di riflessologia del piede e della mano, Milano, De Vecchi Editore, 2004, p. 5.

(11) RANKIN-BOX Denise, Terapie complementari : il manuale dell’infermiere, Milano, Edizioni McGraw-Hill, 2002, pp. 255, 256, 279, 280.

(20) SCHEFFER Mechthild, Terapia con i fiori di Bach, Quaderni del viveremeglio, Palermo, Nuova Ipsa Editore, 1997, pp. 205, 206.

(15) SIMEONI Milena e PIROVANO Davide Maria, Le carte dei fiori di Bach, Novara,Edizioni Red, 2003, pp. 19- 24.

(25) SPECIANI Attilio, Guarire con la natura, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1996, p.32.

(16) TENCA Cristiano, Avere un naturopata in casa, Vicenza, Edizioni Il Punto d’Incontro, 2004, p. 68.

(1) THOMAS Pat, Come madre natura, Vicenza, Edizioni il Punto d’incontro, 2004, pp. 22-29, 31, 33, 36, 46, 47, 139-143, 155, 167, 171, 178, 243, 246, 247.

(29) TIRAN Denise, The use of herbs by pregnant and childbearing women: a risk-benefit assessment, Complementary Therapies in Nursing and Midwifery, 2003(9), p. 177.

 (21) TIRAN Denise, Implementing complementary therapies into midwifery practice, Complementary Therapies in Nursing and Midwifery, 2003(9), p. 12.

(22) TIRAN Denise, The use of complementary therapies in midwifery practice: a focus on reflexology, Complementary Therapies in Nursing and Midwifery, 1996(2), pp.32, 34, 36.

(31) VINAS Frederic, Idroterapia, Novara, Red Edizioni, 2004, pp. 9, 51.

(6) WEST Zita, Gravidanza e parto secondo natura, Milano, Fabbri Editori, 2004, pp. 30, 40, 56, 58, 60, 76, 78, 80, 107, 143, 152, 154.

 

SITI INTERNET:

(30) www.airesis.net/Therapeutike

(32) www.corsi.psicopedagogica.it

(17) www.floriterapia.com/bachitalian/gravidanza_e_fiori_di_bach.htmù

(8) www.ilmiobaby.com/imbol/pages

(9) www.nascita.com/psicologiagestante.html

(27) www. naturmed.it/visualizza.php?id=73

(3) www.vitadidonna.it/gravidanza_00000d.html

 

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