Ungheria
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Ungheria
La posizione al centro dell'Europa e l'esperienza nell'accogliere i turisti fanno dell'Ungheria un luogo ideale per accedere alla zona orientale del continente. La maggior parte dei viaggiatori sceglie la pittoresca Budapest, con i suoi caffè, il vivace panorama artistico e musicale, le sue numerose manifestazioni culturali e ricreative, anche se avventurarsi fuori dalla capitale significa attraversare pianure, passare accanto a laghi con molte località turistiche, visitare città barocche e rustici paesi. Le altre attrazioni dell'Ungheria sono i suoi ottimi vini, le rilassanti stazioni termali e il birdwatching in alcuni dei migliori luoghi d'Europa.
A colpo d'occhio
Nome completo del paese
Repubblica di UngheriaSuperfice
93.030 kmqPopolazione
10.045.407 abitanti (tasso di crescita demografica -0,29%)Capitale
Budapest (1.769.500 abitanti, 2.597.000 abitanti nell'area metropolitana)Composizione etnica
89,9% ungheresi, 4% rom e gitani, 2,6% tedeschi, 2% serbi, 0,8% slovacchi, 0,7% rumeniLingua parlata
98,2% unghereseReligione
67,5% cattolica, 20% calvinista, 5% evangelica luterana, 7,5% altre religioni o nessunaOrdinamento dello stato
repubblica parlamentareEconomia
PIL
134,7 miliardi di dollariPIL pro capite
13.300 dollariCrescita economia annua
3,2%Inflazione %
5,3%Settori/prodotti principale
carbon fossile, uranio, gas naturale, metallurgia, edilizia e materiali da costruzione, materiale elettrico, elettronica, informatica, industria alimentare, tessuti, prodotti chimici (in particolare farmaceutici), autoveicoli, combustibili, elettricità, cereali, semi di girasole, patate, barbabietole da zucchero, bovini, ovini, suini, pollamePrincipale partner commerciali
Germania, Austria, Italia, Paesi Bassi, RussiaMembro dell'Unione Europea
noDocumenti ed info utili
Visto
ai cittadini italiani adulti non occorre alcun visto ed è consentita una permanenza fino a 90 giorni. I minori di 15 anni, invece, necessitano del passaporto.Turismo
20 milioni di visitatori all'annoRischi sanitari
in genere ciò di cui più si lamentano i turisti sono le punture di insetti. Le zanzare possono essere molto fastidiose, in particolare nella zona intorno al Tibisco e al lago Tisza e in alcune aree del Balaton e del lago Velence. L'acaro della foresta (kullancs), particolarmente diffuso nei boschi da maggio a ottobre, può causare irritazione e malessereElettricita
220 V, 50 HzFuso orario
1 ora avanti rispetto al meridiano di GreenwichPesi e misure
sistema metrico decimaleQuando andare
Anche se il clima può essere piuttosto umido in maggio e giugno, la primavera è splendida in Ungheria. L'estate è calda e insolitamente lunga, ma le località turistiche sono molto affollate dalla fine di luglio ad agosto. Come Parigi e Roma, Budapest si ferma in agosto (chiamata 'la stagione in cui crescono i cetrioli' perché questa è praticamente l'unica cosa che succede qui).
L'autunno è meraviglioso, soprattutto nelle colline che circondano la capitale e negli altipiani settentrionali. Novembre è uno dei mesi più piovosi dell'anno. L'inverno è freddo, spesso tetro, e musei e altre località di interesse turistico restano spesso chiusi. Chi ama gli animali è bene che eviti questa stagione: la metà delle donne indossa una pelliccia!
Eventi e Manifestazioni
L'evento principale è il Festival di primavera di Budapest (marzo), una manifestazione che dura 15 giorni, con spettacoli locali e internazionali, conferenze e mostre. Altre manifestazioni importanti sono il Festival del cinema di Budapest (febbraio), dove vengono presentati i nuovi film ungheresi; il Busójárás (Mohács; febbraio), il più scatenato Martedì Grasso del paese; le Settimane di Sopron (Sopron; giugno-luglio), un festival incentrato su musica antica e spettacoli di danza; il Festival delle arti popolari (Nagykálló; agosto), una dei principali ricorrenze dell'anno; e le Giornate del jazz (Debrecen, settembre), il più importante festival jazz ungherese.
Prezzi e costi
Valuta
Fiorino ungherese (forint, Ft)Economicita del paese
L'Ungheria resta una meta economica per i turisti stranieri. Se si alloggia in una casa privata, si mangia in ristoranti a prezzi medi e si viaggia in II classe nei treni si dovrebbe riuscire a spendere circa US$25 al giorno senza troppi assilli sui soldi. Chi si accontenta di ostelli, dormitori o campeggi per dormire e di self-service o bancarelle per mangiare può ridurre notevolmente i costi.Si possono cambiare soldi in contanti e travellers' cheque fino a 30.000 Ft nelle banche e nelle agenzie di viaggio, pagando una commissione compresa in genere tra l'1 e il 2%. Gli uffici postali cambiano quasi sempre i contanti ma raramente gli assegni. Gli sportelli per il prelievo automatico che accettano carte di credito e di debito sono diffusi in tutto il paese, ma conviene sempre portare una certa somma in valuta straniera (preferibilmente dollari americani) nel caso in cui le carte non funzionino. Le carte di credito sono accettate nei ristoranti di lusso e in negozi, alberghi, autonoleggi, agenzie di viaggio e stazioni di servizio.
In Ungheria lasciare la mancia è una prassi e praticamente tutti lasciano qualcosa a camerieri, pettinatrici, tassisti e perfino a dottori, dentisti e addirittura gestori delle stazioni di servizio (circa il 10%). Se non si dà la mancia, o se ne dà una molto piccola, vuol dire che si è rimasti molto insoddisfatti del servizio. Nei ristoranti non bisogna mai lasciare soldi sul tavolo: bisogna comunicare al cameriere quanto si vuole elargire di mancia mentre si paga il conto. Non è comune contrattare in Ungheria, ma si può provare a tirare sul prezzo nei mercatini delle pulci o con i venditori di oggetti di artigianato popolare.
Costi vitto ed allogio
Pasto economico (chioschi, ecc.): US$2-4
Pasto in un ristorante di categoria media: US$4-8
Pasto in un ristorante di categoria elevata: US$8 e oltreAlbergo economico: US$8-14
Albergo di categoria media: US$14-50
Albergo di categoria elevata: US$50 e oltreSport e tempo libero
Tra le attività praticabili in Ungheria ci sono il birdwatching e le escursioni a cavallo nella regione di Hortobágy; escursioni a piedi nelle colline di Mátra e di Zemplén nei pressi di Tokaj; canoa lungo il fiume Tisza; escursioni speleologiche ad Aggtelek. Si può sorvolare il lago Balaton a bordo di aerei ultraleggeri oltre che andare in bicicletta lungo le sue sponde e solcarne le acque con il windsurf.
Storia
Per migliaia di anni il bacino dei Carpazi, dove si trova l'Ungheria, è stato abitato da diverse popolazioni. Una di queste è stata la tribù dei magiari che raggiunse questa zona già nella metà del VIII secolo. Celebri per le loro abilità equestri, i magiari razziarono la zona finché non furono fermati dai popoli germanici nel 955. La sconfitta lasciò le tribù magiare in uno stato di confusione, tanto che in seguito furono costrette ad allearsi con il Sacro Romano Impero. Nell'anno 1000 il principe magiaro Stefano fu proclamato 're cristiano' con il nome di Stefano I (la corona fu inviata dal papa) e nacque ufficialmente lo stato e il regno di Ungheria.
Stefano consolidò in modo spietato la propria autorità espropriando terre, istituendo un sistema di contee ed evangelizzando il paese. Quando morì, nel 1038, l'Ungheria aveva una nascente cultura cristiana, sempre più multietnica e aperta alle influenze occidentali.
I successivi 250 anni - durante il regno della Casa di Árpád - misero alla prova il nuovo stato. Vi furono ripetuti scontri tra vari pretendenti al trono e annessioni territoriali da parte dei potenti stati confinanti. La minaccia dell'anarchia fu scongiurata solo dopo che Andrea III, l'ultimo erede della dinastia Árpád, morì nel 1301.
Dopo la morte di Andrea III l'Ungheria fiorì, grazie all'abile politica di una serie di monarchi, iniziata con Carlo Roberto e culminata con il regno d'oro di Mattia Corvino, che resero il paese una delle principali potenze europee. Tuttavia, la morte di Mattia nel 1490 provocò un altro crollo. Il suo successore, Vladislav, fu incapace di mantenere l'autorità della corona, le ricchezze dello stato furono dilapidate e vennero introdotte delle leggi retrograde che ridussero i contadini a una condizione servile.
Nel 1526 l'esercito magiaro fu sconfitto dai turchi ottomani nella battaglia di Mohács, che segnò la fine di un'Ungheria relativamente prospera e indipendente e diede inizio a una serie di divisioni, dominazioni straniere e disperazione. L'occupazione turca non migliorò le condizioni del paese e la resistenza degli ungheresi obbligò i turchi a ritirarsi nel 1699.
Questa espulsione non portò alla libertà e all'indipendenza, ma all'annessione da parte dell'impero asburgico. Cominciò così un periodo di assolutismo illuminato: l'Ungheria fiorì economicamente e culturalmente, ma parallelamente si rafforzarono i sentimenti nazionalistici.
Nel 1849, sotto la guida del ribelle Lajos Kossuth, l'Ungheria dichiarò la propria indipendenza e la deposizione degli Asburgo, i quali reagirono soffocando la rivoluzione e avviando una serie di brutali rappresaglie. L'Ungheria fu nuovamente annessa all'impero e l'assolutismo fu ripristinato. Tuttavia, la resistenza passiva degli ungheresi e una serie di disastrose sconfitte militari degli Asburgo portarono a un accordo tra le due parti. La conseguenza di ciò fu il compromesso del 1867, che sancì la nascita di una doppia monarchia formata dall'impero austriaco e dal regno ungherese. Questa 'Età del Dualismo' coincise con una rinascita economica, culturale e intellettuale in Ungheria, ma preoccupanti segnali dimostravano che non tutto andava bene.
L'impero austro-ungarico entrò nella I guerra mondiale come alleato della Germania - con risultati catastrofici - e subito dopo la guerra fu sostituito con una repubblica. Salirono allora al potere i comunisti ungheresi, ma furono rovesciati 5 mesi dopo da truppe inviate dalla Romania. Nel 1920, gli Alleati modificarono i confini del paese con il trattato del Trianon riducendone drasticamente le dimensioni. L'Ungheria cercò l'aiuto dei governi fascisti tedesco e italiano per riottenere i propri territori ma ancora una volta si trovò dalla parte degli sconfitti nella II guerra mondiale.
Nel 1947 delle elezioni manipolate portarono al potere i comunisti. All'interno del partito cominciò una serie di aspri scontri e purghe e processi pubblici di tipo stalinista divennero la norma. La nazione fu ulteriormente dilaniata dalla rivolta del 1956, una rivoluzione antisovietica che provocò migliaia di morti. Dopo le rappresaglie - le peggiori nella storia del paese - e il consolidamento del regime, János Kádár cominciò un programma di comunismo 'goulash' (orientato ai consumatori). Le sue riforme funzionarono e intorno alla metà degli anni '70 l'Ungheria era la nazione più sviluppata, più liberale e ricca della regione. Tuttavia, il continuo spettro della disoccupazione, l'inflazione galoppante e l'aumento del debito pubblico portarono alla deposizione di Kádár nel 1988.
Dopo aver accelerato la caduta del comunismo smantellando le recinzioni lungo il confine con l'Austria, il paese è divenuto nel 1989 Repubblica d'Ungheria, indicendo elezioni libere - le prime dopo oltre 40 anni. Malgrado l'iniziale successo nel frenare l'inflazione e nell'abbassare i tassi di interesse, una serie di problemi economici ha rallentato lo sviluppo. Nel 1998 l'Ungheria è stata colpita da una ondata di omicidi e di attentati che la polizia ha collegato alla criminalità organizzata. Una delle vittime è stato un informatore della polizia, fatto saltare in aria in pieno giorno con un'auto imbottita di esplosivo in un quartiere turistico (l'esplosione ha ucciso anche tre passanti). Nel 1999 ci sono stati altri attentati, anch'essi collegati con il crimine organizzato. Nell'aprile dello stesso anno, l'Ungheria è entrata a far parte della NATO.
Il primo ministro ungherese Peter Medgyessy, in carica da appena un mese in seguito alle elezioni di aprile, nel giugno 2002 ha sfiorato la crisi di governo. Chiedendo la fiducia in parlamento, ha ammesso le proprie responsabilità (limitatamente all'attività nell'ambito del ministero delle finanze tra il 1977 e il 1982) circa le accuse rivoltegli dalla stampa e dall'opposizione di essere stato vent'anni orsono un agente del controspionaggio per i servizi segreti dell'Ungheria comunista.
Quasi l'84% degli ungheresi ha votato, nell'aprile 2003, per l'ingresso nell'Unione Europea, mediante un referendum deliberativo. L'Ungheria, pertanto, insieme ad altri nove paesi (Polonia, Repubblica Ceca, Slovenia, Repubblica Slovacca, Lettonia, Estonia, Lituania, Malta e Cipro) diventerà membro effettivo dell'Unione Europea il 1° maggio 2004.
Il premio Nobel 2002 per la letteratura è stato attribuito all'ungherese Imre Kertesz. Nella motivazione l'Accademia reale svedese evidenzia la capacità dello scrittore settantatreenne di descrivere la «fragile esperienza dell'individuo contro la barbara arbitarietà della storia».
Cultura
L'arte e l'architettura magiara risentono di influenze romaniche, gotiche, barocche e art nouveau. Le tradizioni popolari ungheresi sono tra le più significative d'Europa e sono soprattutto legate alla produzione di ricami, ceramiche, pitture murali e oggetti scolpiti di legno o osso. Anche il contributo dell'Ungheria al mondo musicale è stato notevole, dalle rapsodie di Franz Liszt alle opere di Ferenc Erkel fino alla musica gitana e popolare. La produzione letteraria è stata ispirata dai grandi eventi della storia nazionale, che hanno dato origine ad arroganti odi, ardenti poemi, coraggiosi racconti realistici e vivaci polemiche. Il calcio è lo sport più amato e anche gli scacchi hanno un largo seguito.
Gli ungheresi sono piuttosto scettici per quanto riguarda la fede (tanto che alcuni sostengono che proprio per questo motivo riscontrano un grande successo nelle scienze e nella matematica) ma, tra coloro che dichiarano un'affiliazione religiosa, la maggior parte sostengono di essere cattolici, calvinisti o luterani. Vi sono anche minoranze di cattolici e ortodossi di culto greco e una vivace comunità ebraica a Budapest.
Bisogna faticare un po' per scoprire le meraviglie della cucina ungherese. La naturale abbondanza di frutta e verdura dovrebbe rendere deliziosi i pasti, ma purtroppo le cose non stanno sempre così. In generale, i piatti più comuni sono a base di carne grassa (soprattutto di maiale) o di pesce stracotto, con qualche alimento a base di amido e minuscole porzioni di sottaceti; tra i più diffusi: 'pörkölt '(uno stufato, e tutto ciò che all'estero è chiamato 'goulash'); 'gulyás' (una spessa minestra di manzo); 'halászlé' (piccante zuppa di pesce cotta con la paprika). Tra i piatti più gustosi vi sono 'jokai bableves' (minestra di fagioli), 'hideg gyumolcsleves' (zuppa di frutta fredda a base di amarene) e 'palacsinta' (crêpes ripiene). Il vino di qualità accettabile si trova facilmente (a differenza di quello davvero buono, molto difficile da reperire); la birra è buona e il brandy ('pálinka') molto forte.
Ambiente
L'Ungheria, situata al centro dell'Europa, confina con Austria, Slovacchia, Ucraina, Romania, Yugoslavia, Croazia e Slovenia. Morfologicamente è divisa in tre parti: le basse regioni della Grande Pianura (est, centro e sud-est) e della Piccola Pianura (nord-ovest); le catene montuose (nord) che comprendono le vette più alte del paese (Kékesteto 1015 m); e le regioni collinari transdanubiane (ovest e sud-ovest). I fiumi principali sono Danubio e Tisza, che dividono il paese in tre parti, e la Dráva, che forma il confine sudoccidentale con la Croazia. Il paese ha oltre 1000 laghi - il più grande, il Balaton, è disseminato di sorgenti termali.
Quasi il 70% del territorio ungherese è coltivato e solo il 14% è coperto da foreste, formate in prevalenza da faggi e querce e da una piccola percentuale di abeti. Gli animali più comuni sono cervi, lepri, cinghiali e lontre, ma ci sono anche specie rare come il gatto selvatico, il pipistrello lacustre e la lucertola della Pannonia. Tuttavia, la maggior parte dei vertebrati del paese sono uccelli, soprattutto acquatici, attratti da fiumi, laghi e zone paludose. Ci sono 5 parchi nazionali e quasi 1000 aree protette.
L'Ungheria ha un clima temperato e può essere suddivisa in tre zone: clima mediterraneo a sud, continentale a est, atlantico a ovest. Nelle regioni transdanubiane orientali, le estati sono lunghe e gli inverni miti e umidi. La Grande Pianura ha le escursioni termiche più estreme, con inverni freddi e ventosi ed estati calde e generalmente secche. L'estate può essere molto calda a Budapest e nelle regioni transdanubiane occidentali, con inverni relativamente brevi e nuvolosi ma talvolta splendidamente soleggiati. La temperatura media annuale è di 11 gradi. Gennaio è il mese più freddo (-2°C) e luglio il più caldo (+28°C).
Arrivare e trasporti
Come arrivare: La Malév Hungarian Airlines, compagnia di bandiera, effettua collegamenti diretti tra Budapest, gli USA e oltre 30 paesi europei. Ci sono anche servizi per/da città mediterranee, come Il Cairo, Larnaca e Tel Aviv. L'Ungheria è collegata da strade e ferrovia a tutti i 7 paesi confinanti. La Volánbusz (che significa 'autobus con lo sterzo' - forse per distinguerli da quelli che non lo hanno) effettua regolari servizi per 18 paesi europei, mentre i treni espressi della Magyar Államvasutak (MÁV) arrivano a Londra, Stoccolma, San Pietroburgo, Istanbul e Roma. Chi ha un veicolo a motore può scegliere tra circa 60 punti di confine, anche se 15 sono riservati ai cittadini ungheresi e dei paesi confinanti. Si può anche attraversare la frontiera a piedi o in bicicletta (anche molte guardie di confine ne sono abbastanza infastidite, soprattutto in Romania, Serbia e Croazia) oppure si può prendere l'aliscafo che collega l'Ungheria a Vienna da aprile ai primi di novembre.
Trasporti interni: Il sistema dei trasporti interni ungherese è efficiente, esteso ed economico. Gli autobus gialli della Volán collegano le città vicine, mentre quelli gialli e rossi effettuano collegamenti a lunga distanza. I servizi ferroviari, gestiti dalla MÁV sono meno estesi ma permettono alcune splendide escursioni, come il nostalgico viaggio su treno a vapore lungo il Balaton in estate. Ci sono anche diversi treni a scartamento ridotto gestiti dalle Ferrovie Forestali Unite, che viaggiano nelle zone boscose e collinari. I traghetti funzionano sul lago Balaton, sul Danubio tra Budapest ed Esztergom e sul fiume Tisza, ma sono più servizi panoramici per i turisti e che non veri e propri mezzi di trasporto.
Non esistono voli interni di linea in Ungheria, anche se sono in fase di elaborazione diversi itinerari. Le principali società di autonoleggio hanno uffici a Budapest e ci sono decine di agenzie locali in tutto il paese, ma non bisogna aspettarsi tariffe particolarmente vantaggiose. Chi viaggia in auto può contare su strade in buono stato, carburante facilmente disponibile e stazioni di servizio che restano aperte anche la notte.
I trasporti locali nelle città sono efficienti, effettuati da autobus e filobus oltre che da tram a Budapest, Debrecen, Szeged e Miskolc. Budapest ha anche la metropolitana e una rete ferroviaria suburbana per pendolari chiamata HÉV. I taxi sono molto numerosi e convenienti, se viene applicata la tariffa giusta (cosa che non sempre avviene a Budapest).
Letture consigliate
Il prezzo della libertà:
di Piotr S. Wandycz (Il Mulino, Bologna 2001) Questo libro traccia una storia unitaria dell'Europa centro-orientale, dal medioevo a oggi.Democrazie da inventare. Culture politiche e stato in Ungheria e Cecoslovacchia:
(Fondazione Agnelli, Torino 1991) Una raccolta di saggi, in parte opera di autori ungheresi, che analizzano il significato della democrazia parlamentare, dello stato di diritto e dell'economia liberista in paesi con il retaggio del sistema comunista.I ragazzi della via Pal:
di Ferenc Molnár (Giunti, Firenze 2003) L'immortale capolavoro dello scrittore e giornalista magiaro, ebreo di Budapest.Scuola sulla frontiera:
di Géza Ottlik (edizioni e/o, Roma 1992) La vicenda si svolge in una scuola per cadetti nei primi anni '20 del Novecento e narra gli anni di formazione di un gruppo di allievi di un collegio militare ungherese, negli anni tra le due guerre.I ribelli:
di Sándor Márai (Adelphi, Milano 2001) Uno dei romanzi più appassionanti dello scrittore magiaro, ambientato nel 1918 in una cittadina dell'Alta Ungheria.Fiabe ungheresi:
(Oscar Mondadori, Milano 1996) Le fiabe ungheresi rappresentano un esempio perfetto di osmosi culturale fra est e ovest: contenuti tipici delle fiabe dell'occidente si fondono con elementi slavi e con motivi del folclore gitano.Le più belle ricette d'Ungheria:
a cura di Laura Conti (Giunti, Firenze 1992) Per avvicinarsi alla cultura del paese attraverso le sue ricette tipiche.Mete principali
Budapest
La capitale magiara è attraversata da una ampia curva del Danubio. E' il centro amministrativo e culturale del paese e praticamente tutto ciò che succede in Ungheria parte, finisce o si svolge qui. Ciò che, tuttavia, rende Budapest così particolare è la sua bellezza. Gli ampi viali, i parchi verdi e l'armonica commistione di stili architettonici le ha fatto guadagnare il soprannome di 'Parigi dell'Europa orientale'. Budapest ha anche una spiccata atmosfera fin-de-siècle, dato che fu in quel periodo - durante il boom industriale e la sua massima fioritura - che la maggior parte della città è stata edificata. Budapest ha un piano urbano ordinato e razionale che la rende ideale per passeggiare.Il quartiere del castello, fortificato, è la principale meta per i turisti e abbraccia alcuni dei più importanti monumenti e musei della città. E' formato da due parti distinte: la città vecchia, dove in epoca medievale vivevano i cittadini, e il palazzo reale, sito originale di un castello costruito nel XIII secolo. La città vecchia è piena di strade piacevolmente dipinte, chiese decorative e il famoso bastione dei pescatori. Quest'ultimo fu costruito come piattaforma di avvistamento nel 1905 e chiamato così in riferimento alla corporazione dei pescatori che erano responsabili di difendere questo tratto di mura durante il Medioevo. E' un luogo dal quale si gode un suggestivo panorama sulla città ed è dominato da 7 torrette luccicanti (che rappresentano le sette tribù magiare che invasero il bacino dei Carpazi nel IX secolo) e da una statua di S. Stefano a cavallo. Immediatamente a sud della città vecchia si trova il palazzo reale. Raso al suolo, ricostruito e restaurato più volte nel corso degli ultimi 7 secoli, ospita una serie di musei, tra cui la Galleria nazionale che ha una enorme collezione di opere dedicate esclusivamente all'arte ungherese.
La parte più antica e forse più interessante della città è Óbuda, notevole per le sue rovine romane e i suoi piccoli e tranquilli quartieri che sembrano rimasti intatti dall'inizio del XX secolo. Vi si trovano anche diversi musei, tra cui il Museo Kiscelli, che ospita una superba collezione d'arte e sale arredate con mobili in stile impero, biedermeier e art nouveau. A nord di Óbuda si trova la città romana di Aquincum, la meglio conservata dell'Ungheria: fondata alla fin del I secolo, era tra le città più sviluppate del continente, con sontuose dimore, fontane e cortili. Oggi non resta granché, ma si possono comunque vedere i resti degli edifici e delle grandi terme, del mercato e del tempio dedicato al culto del dio sole Mitra. Il Museo di Aquincum cerca di offrire un quadro globale di tutto ciò - purtroppo solo in ungherese. Tuttavia, si possono ammirare l'organo ad acqua del III secolo, gli stampi per le ceramiche e i pavimenti a mosaico, oltre a sculture e sarcofagi in pietra all'esterno.
Tra le altre attrattive di Budapest ci sono la crociera lungo il Danubio, i percorsi lungo il fiume e sui romantici ponti, le passeggiate fra i negozi di antichità e di gioielli, oppure 'prendere le acque' in una delle numerose sorgenti termali della città.
Gli alloggi economici si trovano a Pest e nelle colline di Buda, rispettivamente a ovest e a est del centro, mentre nel quartiere del castello vi sono numerosi locali economici per mangiare. Il mercato delle pulci Esceri (nel quartiere XIX a sud della città) è uno dei migliori e dei più grandi dell'Europa orientale: vi si trova di tutto, dagli orologi dell'esercito sovietico a cappelli alla Fred Astaire. Budapest ha molto da offrire anche di sera - opera, teatro, danza e balletti, musica rock, pop, jazz e discoteche frequentate da donne disponibili.
Lago Balaton
Questo lago di forma oblunga a circa 100 km da Budapest è uno dei più grandi d'Europa, con una superficie di circa 600 kmq. È spesso chiamato il 'parco giochi della città' e le sue due rive sono molto differenti: quella sud è essenzialmente un'unica località turistica con alberghi a più piani e minuscole spiagge; quella nord ha città storiche, monumenti, sentieri di montagna, buon vino e molto meno lusso.La parte meridionale è dominata da Siófok, la più grande delle località turistiche del Balaton. Le attività più diffuse qui sono mangiare, bere, nuotare e crogiolarsi al sole. Se ci si stufa della vita da spiaggia e della folla, si può visitare il vicino centro di Szántódpuszta, con case coloniche, granai e laboratori del XVIII e XIX secolo perfettamente conservati e una chiesa barocca. Più a ovest si trova Keszthely, una piacevole città con grandi palazzi, strade alberate ed eccellenti caffè, con un magnifico panorama su entrambe le sponde del lago.
La località turistica più antica e frequentata sul lato settentrionale è Balatonfüred che nel XIX secolo era il luogo di ritrovo dei leader politici e della cultura ed è poi diventato dapprima una colonia di scrittori e, verso l'inizio del XX secolo, una località estiva per l'emergente classe media. E' ancora un luogo sofisticato ma tranquillo e tra le sue attrattive vi sono una splendida promenade, una serie di musei dedicati a vari artisti e sorgenti di acqua calda. A sud si trova lo storico paese di Tihany, mentre a est si trova Badacsony, una regione celebre per il suo paesaggio, per gli incantevoli sentieri e per i centri di produzione vinicola.
Pécs
Situata a metà strada tra il Danubio e la Dráva, nella regione transdanubiana meridionale, Pécs è una delle città più interessanti dell'Ungheria, con un clima mite, un illustre passato, superbi musei e alcuni dei monumenti turchi più pregevoli del paese. È anche celebre per la musica, l'opera e il balletto e qui si trovano anche alcuni dei migliori articoli in pelle della nazione.Il simbolo della città è la Moschea del Pascià Gazi Kassim che è oggi la chiesa del centro storico, il più grande edificio rimasto del periodo di occupazione turca. La moschea quadrata, con una cupola ottagonale verde in rame, fu costruita intorno alla metà del XVI secolo. Dopo l'espulsione dei turchi, la chiesa cattolica se ne è riappropriata. Gli elementi islamici sono ancora visibili oggi: nicchie per la preghiera ricavate nelle pareti, caratteristici archi a forma di 'S' e affreschi geometrici nella cupola. Nelle vicinanze si trova la sinagoga, un altro degli straordinari monumenti di Pécs. Costruita in stile romanico nel 1869, ha gallerie e panche in legno di quercia intagliato, affreschi al soffitto e un'Arca dell'Alleanza decorata nel tabernacolo.
Tra i migliori musei del paese vi sono il Museo Victor Vasarely e l'Esposizione di porcellana Zsolany. Vasarely è stato il padre della Op Art - uno stile diffuso negli anni '60 del XX secolo - e sebbene alcune delle opere esposte realizzate da lui o dai suoi discepoli appaiano datate, molte sono evocative, tangibili e vivaci. La fabbrica di porcellana Zsolany, fondata nel 1851, è stata all'avanguardia dell'arte e del design in Europa per oltre 50 anni. Molte delle sue piastrelle sono state utilizzate per decorare edifici in tutto il paese e hanno favorito la nascita di un nuovo stile pan-ungherese in architettura (i comunisti hanno poi trasformato la fabbrica in un impianto per la produzione di isolanti in ceramica). Il museo era la casa della famiglia Zsolany e contiene molti oggetti personali; al pianterreno sono esposte alcune opere del famoso scultore Amerigo Tot.
Eger
Tutti amano Eger, e si capisce subito perché: è impreziosita da edifici barocchi splendidamente conservati, che conferiscono alla città un'atmosfera rilassata e quasi mediterranea; è la patria del celebre vino Sangue di Toro; è fiancheggiata da due delle più belle catene montuose degli altipiani settentrionali. Gli ungheresi amano visitare la città perché qui i loro antenati scacciarono i turchi per la prima volta nei 170 anni di dominio ottomano. E' una città perfetta da visitare a piedi perché dietro ogni angolo si nasconde qualcosa di interessante e il centro - con i suoi 175 edifici e monumenti protetti - è chiuso al traffico. Il miglior panorama sulla città si gode dal Castello di Eger, del XIII secolo. Altre attrattive sono diversi luoghi di culto, soprattutto la cattedrale, e un minareto alto 40 metri con 100 stretti scalini a spirale che salgono fino alla sommità.Mete alternative
Pannonhalma
Questo tranquillo paese, che ospita l'omonima abbazia, fu fondato dai monaci benedettini quasi 1000 anni fa, i quali costruirono un monastero che è stato distrutto e ricostruito molte volte ed è oggi una folle accozzaglia di architettura turca, romanica e gotica. Lo splendido interno comprende una biblioteca neoclassica con 300.000 volumi (che ne fanno la più grande biblioteca privata del paese); archivi storici con alcuni dei più antichi esempi di ungherese scritto; una galleria con opere di maestri olandesi, italiani e austriaci dal XVI al XVIII secolo e, sopra il portale in marmo rosso, un affresco raffigurante il patrono locale, S. Martino di Tours. Sulla destra, vicino a S. Martino, si vede forse uno dei più antichi graffiti dell'Ungheria, scritto in latino: 'Benedetto Padary fu qui nel 1578'. Pannonhalma è un monastero ancora funzionante e deve essere visitato con una guida. Si trova 18 km a sud-est di Gyor, nella regione transdanubiana occidentale.Máriapócs
Questa minuscola città è una importante meta di pellegrinaggi. I fedeli sono attratti da una bella chiesa cattolica greca che ospita la Madonna nera piangente, una enorme icona incredibilmente ornata ostasi che ora ha il privilegio di stare sopra l'altare. Persino il papa Giovanni Paolo II è venuto qui nel 1991 per rendere omaggio a questa miracolosa immagine, che ha permesso alla chiesa di restare in buone condizioni. Quello che sicuramente lui sapeva - e altri no - è che questa icona non è l'originale, ma una copia ottocentesca (quella vera è custodita nella cattedrale di S. Stefano a Vienna).Parco nazionale di Hortobágy
Questo parco nazionale di 520 kmq offre imperdibili opportunità agli amanti del birdwatching, perché nei delicati ecosistemi delle paludi e delle praterie saline vivono molte specie di aironi, egrette, trampolieri dal becco a spatola, cicogne, uccelli canori e aquile. Il parco ospita anche la grande otarda, uno degli uccelli più grandi del mondo, alta 1 metro e pesante 20 kg. Per visitare le parti migliori del parco è necessario seguire una guida muovendosi a cavallo, in carrozza o a piedi. La riserva faunistica si trova circa 40 km a ovest di Debrecen, nella Grande Pianura.
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La Puszta
La Grande Pianura è l’area geografica più estesa dell’Ungheria, che si sviluppa su una superficie di circa 50.000 km2. È un'area fertile situata ad est del paese, limitata dal Danubio ad ovest. Il territorio, che comprende la parte settentrionale della pianura pannonica ed è attraversato dal Danubio (con gli affluenti Drava e Köros) e dal Tibisco, presenta all'estremità nordorientale una zona collinosa, il Felföld. Verso sud si stende la pianura detta Alföld, con zone steppose (puszta) adatte all'allevamento e altre coltivate a cereali. La pianura a ovest del Danubio comprende il Piccolo Alföld a nord e il Dunántul a sud, con le dorsali collinose della Selva Baconia (a sud della quale si trova il grande lago Balaton) e dei monti Vértes. Il clima è temperato continentale. La puszta è ampia, piatta e in parte stepposa, cioè costituita da erbe basse tipiche delle aree pianeggianti a clima continentale o sub-tropicale. È anche un ambiente favorevole all'allevamento degli equini e dei bovini. La puszta ospita numerosi parchi nazionali: il parco nazionale del Kiskunság, e quello dell'Hortobágy. Sulla pianura pascolano branchi di pecore e mandrie di bovini, ma ci sono anche animali protetti come l'otarda, un uccello gruiforme.
Il Parco Nazionale di Hortobágy, istituito nel 1973, racchiude una superficie di 70.000 ettari. Nei pressi della Grande Ciarda, a 36 km da Debrecen, lungo la strada 33, il fiume è attraversato dal ponte di pietra a "nove archi", il più lungo ponte in pietra costruito in Ungheria, sul finire dell’Ottocento. Nella sua adiacenza si trovano il Museo dei Pastori (Petõfi tér), che illustra le abitudini e lo stile di vita dei pastori dell'Hortobágy di un tempo.
Il Padiglione circolare di Hortobágy (Petõfi tér) accoglie le rarità della flora e della fauna, il folclore e gli utensili dei mestieri popolari caratteristici della puszta magiara. Nella Galleria di Hortobágy (Régi Tanácsháza) sono esposti i più significativi dipinti dei pittori ungheresi, aventi per tema dominante la puszta.
Le Giornate Equestri Internazionali di Hortobágy, che si svolgono nel primo fine settimana di luglio e la Fiera del ponte, che si tiene il 19 e il 20 agosto sono le manifestazioni molto rinomate nella regione.
Il Parco Nazionale del Kiskunság, come quello dell’Hortobágy, è prevalentemente puszta. I due parchi nazionali, nonostante abbiano in comune molte caratteristiche, in tanti elementi si differenziano, a cominciare dalla composizione del suolo: quello di Felsõ-Kiskunság è calcinoso e acido. Sulla pianura si vedono pascolare branchi di pecore e mandrie di bovini, ma ci sono anche animali protetti come l'otarda, un uccello gruiforme lungo fino ad un metro, dal piumaggio marroncino-rossastro, striato di scuro.
I laghi di Felsõ-Kiskunság, sulle cui rive nidificano uccelli protetti come l'avosetta, il trampoliere ed il piviere, si estendono nei dintorni di Szabadszállás e Fülöpszállás. La vita dell'avifauna può essere osservata e studiata, previo permesso, dalla posta alta di Kelemenszék.
Il lago Kolon, il maggiore del parco nazionale, è situato tra i comuni di lzsák e Soltszentimre. Nell'acqua del lago vivono due specie protette di pesci: il pesce cane (Umbra krameri) ed il cobite fossile. Sui prati acquitrinosi adiacenti in primavera fioriscono nove specie di orchidee. Nei canneti, nelle paludi e nei terreni paludosi trovano riparo numerosi storni di uccelli. Il territorio è visitabile previo permesso, ma dai mucchi di sabbia di Bikatorok, che si elevano sulla sponda orientale, si dà una bella vista sul lago e dintorni.
Una parte della sabbia di Fülöpháza è in continuo movimento: il vento la sposta qua e là. Una parte, invece si è stratificata ed è coperta di piante, con piccoli laghetti salmastri formatisi con l’acqua piovana. Nel territorio del parco funziona il Centro di formazione per la tutela dell'Ambiente e della Natura.
Il nome di Bócsa-Rugac è conosciuto anche fuori confine grazie alla ciarda e alle mandrie dei bovini grigi e dei cavalli. I veri e propri pregi naturali si rivelano soltanto davanti agli occhi di chi percorre l'itinerario a partire dall'entrata fino ai binari ferroviari, visitando anche il museo dei pastori.
Il Tõerdõ, per estensione è il territorio minore del parco nazionale ma, grazie alla forza attrattiva del braccio morto del Tibisco, chiamato Szikra, è anche il più frequentato, percorrendo solamente i sentieri assegnati tra i boschi acquitrinosi.
Il territorio di Peszéradacs ha un’estensione di circa 6.000 ettari, tra il Danubio e il Tibisco. Nel "turjános" di Kunadacs, sotto tutela dal 1990, si trovano in simbiosi paludi con canneti, prati acquitrinosi, mucchi di sabbia, macchie di boschi verdi. Dall'inizio della primavera fino al tardo autunno un'infinità di fiori si diffonde in questa zona. La collina del cimitero di Kunadacs è il biotopo di numerose specie di orchidee. Sull'erba vivono anche parecchi insetti, ad esempio una specie di acridio (Acrida hungarica) e Mantis religiosa. Nella parete di löss fanno nido i meropi. Sul prato di Dámányadacs in primavera fioriscono le iridi, le orchidee, nel periodo luglio-agosto i garofani superbi ed una rara specie di genziana (Gentiana pneumonanche).
Miklapuszta è la continuazione meridionale della puszta salmastra di Kiskunság, articolata da macchie di canneti, erbe, paludi e boschi di quercia. Nell'autunno fino alla tarda primavera, si forma un lago provvisorio, che serve al riposo degli uccelli che migrano verso sud. Il territorio non è pubblico.
Vale proprio la pena visitare questa parte più lontana dell’Ungheria, per cogliere in pieno i forti contrasti di colori, ad esempio, tra il Parco Nazionale di Kiskunság e la puszta di Hortobágy, che creano entrambi forti e non descrivibili tensioni emotive. Basti solo pensare che la Puszta è stata dichiarata dall’ONU "riserva della biosfera". Vi sono poi acque termali ad alto effetto curativo, attività sportive acquatiche sul Tibisco, sul Bodrog o sul Körös, e quelle di pesca. Anche l’attività culturale e folclorica è molto densa, soprattutto nei mesi estivi. In particolare si segnalano gli spettacoli teatrali che si tengono nel Teatro del Castello di Gyula e quelli lirici che si organizzano all’aperto, davanti al Duomo di Szeged. Anche nelle altre città come Debrecen, Kecskemét, Szolnok si organizzano manifestazioni ed eventi di rilievo, con spettacoli equestri (ottime occasioni per risalire alle tradizioni di vita delle popolazioni indigene) musicali, artistici e culturali, e si possono gustare le squisite pietanze della cucina magiara.
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Ungheria
Indirizzi utili
Ambasciata d’Italia a Budapest
Email: ambasciata.budapest@esteri.it
www.ambbudapest.esteri.it/
ICE – Istituto italiano per il Commercio Estero
Email: budapest.budapest@ice.it
www.ice.gov.it/estero2/budapest/default.htm
Camera di Commercio Italiana per l’Ungheria
Email: info@cciu.com
www.cameradicommerciobudapest.com/cciucom/
Camera di Commercio e dell’Industria Ungherese
Email: mkik@mkik.hu
www.mkik.hu
Consolato Italiano a Budapest
Email : consolare@ambbudapest@esteri.it
Links utili:
www.cvonline.hu
www.jobmonitor.hu
www.pozi.hu
Altre informazioni:
Nell’ambito dei Paesi dell’Unione, qualsiasi cittadino ha diritto allo stesso tipo di trattamento per quanto riguarda l’assistenza sanitaria. Sono garantite le prestazioni di prima necessità, cioè le cure mediche che si rendono immediatamente necessarie a causa di una malattia improvvisa o di un incidente nel Paese visitato.
Per poter utilizzare il Servizio Sanitario, è necessario che i cittadini europei che si recano in Ungheria per motivi personali o professionali siano in possesso della TEAM – Tessera Europea di Assicurazione Malattia (European Health Insurance Card – EHIC).
Per ulteriori informazioni al riguardo, consultare sia il sito del Ministero della Salute (www.ministerosalute.it ) che http://sistemats.sanita.finanze.it , oppure il sito europeo http://ec.europa.eu/social/main.jsp?langId=it&catId=509
Per poter utilizzare il Servizio Sanitario Ungherese, appena arrivati in ungheria, ci si deve presentare presso la Casa di Previdenza Sanitaria ( www.oep.hu ) del luogo in cui si è preso domicilio, mostrare la Tessera Europea, farsi assegnare un medico curante ed usufruire delle strutture pubbliche (ambulatori, ospedali, ecc..).
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Religione e scuola in Europa - UNGHERIA
1) Situazione del paese
Persone che appartengono ad una Chiesa 7 610 613 74,63% |
Persone che non appartengono a nessuna Chiesa 1 483 369 14,55% |
Nessuna risposta 1 034 767 10,15% |
Sconosciuto, nessun dato 69 566 0,67% |
Tutti i cattolici: 5 558 961 54,51%
di rito romano 5 289 521 51,87%
di rito greco-romano 268 935 2,64%
Ortodossi: 15 298 0,15%
(rumeni, russi, serbi, greci, bulgari, ecc.)
Tutti i protestanti: 1 985 576 19,47%
Riformati 1 622 796 15,91%
Luterani 304 705 2,99%
Battisti 17 705 0,17%
Avventisti 5 840 0,06%
Altri protestanti 34 530 0,34%
Altri cristiani 24 340 0,24%
Israeliti 12 871 0,13%
Altre religioni basate sulla credenza in Dio 4 287 0,04%
Religioni che predicano la legge
del mondo eterno 7 736 0,07%
Religioni che non appartengono a
nessuna delle categorie summenzionate 1 544 0,02%
- dati statistici

cattolici romani altre religioni (non cattolici,
luterani, riformati e israeliti)

persone che non appartengono ad alcuna Chiesa nessuna risposta
Le ‘piramidi delle età’ raffigurano con esattezza il fatto che la proporzione dei cattolici non raggiunge sempre il 54% in ogni fascia d’età. Tale percentuale, infatti, è molto meno consistente fino ai 45 anni, ma dopo supera la media. Ciò è dovuto non solo al fatto che nella seconda meta della loro vita le persone tornano a Dio, ma anche al fenomeno che tra i cattolici emerge una tendenza all’invecchiamento, così come nel resto della popolazione. A parte questo, è interessante esaminare la piramide delle età delle persone che appartengono alle Chiese non-storiche (ovvero coloro che non sono cattolici, luterani, riformati o israeliti), altra situazione in cui il numero delle persone della fascia d’età 25-40 supera la media. Sembra tuttavia che neppure queste Chiese arrivino ad influenzare efficacemente i bambini e i giovani, perché è proprio la fascia d’età 0-25 quella in cui la proporzione di coloro che «non appartengono a nessuna Chiesa» è più elevata. Vale la pena osservare che i membri di questa categoria rifiutano decisamente l'appartenenza a qualsiasi Chiesa, mentre quelli che «scelgono di non rispondere» preferiscono semplicemente non esprimere la loro opinione.
2) Descrizione del sistema scolastico del paese di appartenenza
- scuole pubbliche/non pubbliche e scuole cattoliche
durante l'anno accademico 2005/2006
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In totale in Ungheria* |
Nell’ambito della Chiesa cattolica** |
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Tipo di scuola |
Istituti |
Allievi |
Istituzioni |
Allievi |
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Numero |
Percentuale |
Numero |
percentuale |
Scuola materna |
4 526 |
326 605 |
62 |
1,37% |
? |
? |
Scuola elementare |
3 614 |
859 315 |
102 |
2,82% |
27 700 |
3,22% |
Liceo |
1 692 |
441 218 |
56 |
3,31% |
16 500 |
3,74% |
Ist. professionale |
673 |
130 959 |
33 |
4,90% |
1 800 |
1,37% |
totale |
10 505 |
1 758 097 |
253 |
2,41% |
- |
- |
* dati dell'Ufficio Centrale di Statistica.
** dati dell'Istituto Cattolico di Organizzazione e di Formazione Pedagogica.
Il numero preciso delle scuole non pubbliche non è disponibile.
Età |
Diploma di maturità |
Diploma di maturità |
Diploma professionale |
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17 - 18 |
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Sistemi dualistici (impresa+scuola) |
16 - 17 |
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15 - 16 |
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14 - 15 |
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13 - 14 |
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12 - 13 |
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11 - 12 |
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10 - 11 |
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9 - 10 |
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8 - 9 |
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7 - 8 |
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6 - 7 |
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5 - 6 |
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4 - 5 |
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3 - 4 |
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Per ciò che riguarda i bambini che frequentano le scuole pubbliche non cattoliche, si tratta solamente di una percentuale approssimativa che non può essere resa pubblica per ragioni di diritto alla privacy. La piramide delle età mostra che la proporzione è molto meno elevata del 54% e che questo valore diminuisce parallelamente con il numero dei bambini che studiano nelle scuole cattoliche o nelle scuole che appartengono ad altre Chiese.
- Il numero degli alunni non cattolici battezzati, la maggior parte dei quali sono riformati (il resto è composto da luterani ) raggiunge l’8% nelle scuole cattoliche.
- I bambini sono sottomessi all'obbligo scolastico dai 6 ai 18 anni (cf. § 6 LEP).
3) L'insegnamento religioso (IR) nella scuola
- L'IR può essere scelto come materia facoltativa fuori orario in tutte le fasce d’età nelle scuole pubbliche (prima e dopo l'orario scolastico). La percentuale della partecipazione all'IR degli alunni del primo ciclo è in generale più elevata. Nelle scuole di ispirazione religiosa, l'IR fa parte dei corsi all’interno dell'orario (talvolta è possibile scegliere l'IR nelle scuole dell’infanzia, ma questa opportunità non si presenta spesso).
- Principalmente è la legge sulla libera pratica del culto, sulla liberta di coscienza e sulle Chiese che lo regolamentano, e ai sensi di tale legge una persona giuridica della Chiesa può effettuare tutte le attività pedagogiche, educative, culturali, sociali, sportive, sanitarie, per la gioventù e per i bambini, a condizione che non siano riservate da altre leggi esclusivamente a un organo statale. Una persona giuridica della Chiesa ha il diritto di fondare e di mantenere delle istituzioni a questi fini (cf § 17, capoverso (1) della legge n. 4/1990 sulla libera pratica del culto, sulla libertà di coscienza e sulle Chiese).
Poi è anche la legge n. 79/1993 sull'insegnamento pubblico che lo regolamenta come segue:
§ 10, capoverso (3) punto d): nelle scuole elementari, nei licei e nelle scuole professionali gli allievi hanno il diritto di scegliere facoltativamente l'insegnamento della morale, della fede e della religione.
I genitori hanno il diritto di scegliere per i propri figli la scuola che più convenga alla loro religione (§ 13 capoverso 1) e di usufruire dell'IR nelle scuole pubbliche (§ 10 capoverso 3 punto d).
Infine, in queste scuole si deve rendere possibile in ogni caso che i bambini possano partecipare all'IR organizzato dalla persona giuridica della Chiesa (§ 4 capoverso 4).
- Le ragioni che giustificano la presenza dell'IR: le sorgenti della nostra cultura cristiana non sono quasi rappresentate nell'istruzione, eccetto che nell'IR. Ci sono sempre più bambini in difficoltà. Affinché li si possa accettare e si possa sostenere la loro integrazione sociale, l'insegnamento della fede cristiana, che mostra la strada da seguire per imparare ad amare gli esseri umani, può svolgere un ruolo molto importante. Molti si considerano vicini alla Chiesa, ma per aiutarli a vivere questo aspetto, è solamente tramite l'IR dei bambini a scuola che possiamo fare il primo passo. A parte ciò, non esiste nessun insegnamento morale sotto forma di disciplina.
- La differenza fondamentale tra l’IR a scuola e la catechesi nella parrocchia: dal momento che la scuola è un luogo di missione, nel quadro dell'IR scolastico si può parlare di una pre-evangelizzazione o di un'evangelizzazione (capita spesso che l'IR a scuola finisca per rendere possibile solamente l'insegnamento della religione). La parrocchia è il luogo della catechesi per eccellenza, perché di essa ha necessità principalmente l'insieme dei fedeli.
Le scuole e le parrocchie sono collegate fondamentalmente dalle persone. Il rafforzamento della comunità parrocchiale è un dovere molto importante, adempiendo il quale la comunità diventa capace di accogliere coloro il cui interesse è stato risvegliato dall'IR scolastico. Ma evidentemente la comunità dei catechisti svolge anch’essa un ruolo primordiale.
- La finalità della catechesi è che "lo Spirito Santo conduca l'uomo per la sua grazia a Gesù Cristo ... che l'uomo riesca a stabilire una relazione del tutto personale, confidenziale con Dio ... che viva la sua vita, rifletta, giudichi, prenda decisioni ed agisca come farebbe Gesù" (Direttorio Catechetico dell'Ungheria / DCH / 1.2.). Dal momento che è impossibile raggiungere tale obiettivo senza la comunità parrocchiale, la finalità dell'IR scolastico è che gli alunni arrivino al livello dell'evangelizzazione, siano introdotti alla vita cristiana e alla comunità della parrocchia.
La tematica dell'IR scolastico segue il principio didattico della continuità e della regolarità, si adatta alle caratteristiche delle differenti fasce d’età ed ai criteri dei cicli di sviluppo dei bambini. Evidentemente, però, a parte ciò, bisogna tenere conto dell'ambiente della scuola in questione, dell'interesse, dello sfondo familiare e religioso degli alunni, della possibilità di un'eventuale cooperazione con i genitori e della loro appartenenza alla parrocchia (cf. DCH 4.3.1.).
La tematica nelle 12 classi è la seguente:
1. Nozioni fondamentali cristiane (ambiente cristiano)
2. Gesù, il Figlio di Dio, il nostro Salvatore (preparazione alla prima comunione)
3. Incontro con Gesù nell'assoluzione e nell'Eucarestia (conoscenze sulla Comunione e sul sacramento del perdono)
4. “Voi siete il mio popolo” - dice il Signore (conoscere il messaggio di Dio e la Sacra Scrittura)
5. La vita in seno al popolo del Dio (nozioni fondamentali liturgiche)
6. La nostra Chiesa nella storia (la nozione della Chiesa – le immagini nella storia della Chiesa)
7. La storia della Salvezza nell’Antico Testamento (introduzione – il piano della Salvezza di Dio nell’Antico Testamento)
8. La storia della Salvezza nel Nuovo Testamento (introduzione - compimento del piano di Salvezza di Dio attraverso Gesù Cristo)
9. La storia della Chiesa (la realizzazione del piano di Salvezza di Dio nella storia)
10. I misteri della storia della Salvezza nella liturgia (dogmatica, liturgia)
11. La Morale alla base della storia della Salvezza (morale, interrogativi della vita quotidiana)
12. “Credo, comprendo, confesso” (insegnamento religioso fondamentale)
Questi sono i «programmi didattici dell'IR cattolico in Ungheria» approvati nel 1996 dalla Conferenza Episcopale dalla Chiesa cattolica ungherese (CÉÉCH), che contengono gli obiettivi e le tematiche dell'IR scolastico. Questi programmi sono stati elaborati da uno dei gruppo di lavoro della Commissione Catechetica della CÉÉCH sulla base delle direttive del CT e del DGC. Questi programmi rendono possibile per coloro che lo desiderano di conseguire il diploma di maturità nella materia dell'IR. I vescovi diocesani e certe parrocchie, tenendo conto della loro situazione particolare, non sono obbligati a seguire il suddetto programma didattico.
- L'IR scolastico non è una materia facoltativa come le altre.
- Nelle scuole pubbliche non ci sono né voti, né esami, né valutazioni. In compenso, nelle scuole religiose tutto funziona come una per materia ordinaria; gli alunni devono sostenere gli esami, ricevono voti e valutazioni.
- Secondo la legge, sono previste 2 ore la settimana per l'IR, ma spesso è possibile realizzarne soltanto una. Per ciò che riguarda il numero effettivo di ore insegnate in questa materia, nella stessa scuola ci sono frequentemente differenze tra le classi e i vari gruppi.
- Nelle scuole religiose l'IR è obbligatorio per gli alunni. Nelle scuole pubbliche, se la Chiesa si impegna ad organizzarlo, è facoltativo, si può sceglierlo o meno liberamente.
- È il parroco locale che prende le decisioni concernenti l'IR, in accordo con il direttore della scuola pubblica.
- Non sono previsti insegnamenti analoghi/alternativi.
- Ecco le esigenze delle famiglie e degli alunni a proposito dell'IR:
- Nella maggior parte dei casi vogliono ricevere i sacramenti senza veramente conoscerli; si tratta piuttosto di una prestazione richiesta senza alcun obbligo o sacrificio.
- Nozioni religiose generali ed educazione morale (40%)
- Preparazione alla vita cristiana (2-3%)
- Sorveglianza degli allievi
- La responsabilità dello Stato nei confronti l'IR si riduce ad assicurare il luogo e il tempo per questo fine e lo stipendio degli insegnanti (cf. anche le leggi che regolamentano l'IR).
- La responsabilità specifica della Chiesa / delle Chiese è di preparare i catechisti ed assicurare la loro presenza nella scuola, nel numero auspicato e per le ore auspicate.
- Nelle scuole religiose, l'IR è parte integrante delle materie ordinarie, contrariamente a quanto avviene nelle scuole pubbliche (le altre materie si basano sulle conoscenze religiose acquisite nel contesto dell'IR). Il numero delle ore dedicate all'IR è definito obbligatoriamente: 74 ore l’anno, con una ripartizione di due ore la settimana (cf. § 81 capoverso (1) punto (a) del LEP). Gli alunni ricevono dei voti che saranno registrati anche nella loro pagella.
È possibile organizzare delle Messe per gruppi. Preparano i bambini al sacramento d’iniziazione, anche se in questo modo le parrocchie “li perdono".
4) Gli insegnanti di religione nelle scuole
- La maggior parte degli insegnanti di religione (95%) a Budapest ha una formazione di catechista e possiede un diploma universitario o di scuola superiore. In altre diocesi gli insegnanti, per la maggior parte, hanno ottenuto il certificato della Scuola Diocesana dei Catechisti o dispongono di una formazione di scuola superiore, ma capita anche, ancora oggi, che insegnino senza nessuna formazione (5%). Gli insegnanti spesso hanno anche un altro titolo di professori di una materia supplementare.
- Il vescovo diocesano è responsabile della loro formazione.
- Il vescovo diocesano li nomina al loro incarico (con la «missio canonica») secondo la raccomandazione del parroco per l'anno scolastico in corso.
- Nelle scuole cattoliche, godono dello stesso inquadramento giuridico dei professori delle altre materie, ma con le scuole pubbliche non hanno nessuna relazione regolata giuridicamente.
- Nelle scuole religiose sono pagati dall'imprenditore, nelle scuole pubbliche dallo Stato. In quest’ultimo caso, il loro stipendio viene pagato dallo Stato alla diocesi tramite l'episcopato, conformemente al loro contratto.
- La «missio canonica» è la loro missione specifica che hanno ricevuto dalla Chiesa.
5) Le altre Chiese e comunità cristiane
- La situazione delle altre Chiese storiche nel campo dell'IR è identica a quella dei cattolici. Le piccole Chiese non esercitano nessuna attività di tale genere nelle scuole.
- La Chiesa cattolica, la Chiesa riformata e la Chiesa luterana hanno firmato un accordo nel 2006 ai termini del quale le parti assicurano reciprocamente nelle loro scuole, nel quadro dell'orario scolastico, l'IR dell'altra religione per gli alunni che lo desiderano. In questi casi capita che i gruppi siano costituiti di pochi partecipanti (1-2 persone).
In fin dei conti, la cooperazione tra le Chiese storiche a livello dell'IR è una questione personale, determinata da relazioni personali. Ci sono persone che approfittano di questo accordo e di altre che vi rinunciano.
6) Secondo l'esperienza consolidata, quali risultati ottiene l'IR nelle scuole?
- Siccome l'IR è una materia scelta facoltativamente, il suo contributo al percorso educativo scolastico non è significativo.
- Per le stesse ragioni, non contribuisce veramente alla formazione integrale degli alunni.
- Visto che in tema d’istruzione generale si parla raramente delle sorgenti cristiane della nostra cultura, l'IR, tramite quelli che vi partecipano, influenza la cultura del paese.
7) Esiste nel paese un dibattito (culturale, scolastico/pedagogico, politico/economico, ecclesiale…) sull'IR scolastico?
- A proposito dell'IR si portano avanti dei dibattiti su 3 livelli:
1. Alcuni rimettono in causa tutta la sua ragione d’esistere, pensano che la fede sia una questione privata e che le scuole dovrebbero dichiararsi neutre e offrire un'istruzione neutra.
2. Molta gente trova ragionevole l'introduzione di corsi di etica. Per realizzarli, ci sono due soluzioni. Una renderebbe obbligatoria per tutti l'insegnamento dell'etica, ma a parte ciò, l'IR potrebbe essere scelto facoltativamente. L'altro offre la scelta tra l’insegnamento dell'etica e quello dell'IR, obbligando gli alunni a parteciparvi.
3. Il finanziamento dell'IR suscita anche dei dibattiti. Si pone la domanda: questo è un dovere dello Stato o no?
- L'IR scolastico influenza fortemente coloro che vi partecipano rendendoli più aperti all'inclusione sociale. Gli altri forum danno valore solamente all'accettazione delle differenza degli altri, in compenso la Chiesa predica l'amore del prossimo, che è la base dell'inclusione sociale reale.
- I possibili progetti/sviluppi potrebbero avere come scopo il rafforzamento e la diffusione dell'aspetto catechetico dell'evangelizzazione missionaria nel prossimo decennio.
8) Problematiche speciali (temi e risorse)
- La diffusione del pensiero liberale (in senso negativo) e quella del pensiero della secolarizzazione, così come la perdita dei valori dovuti a questi fenomeni, creano problemi specifici. La diffusione e il rafforzamento dell'aspetto dell'evangelizzazione missionaria potrebbero porre rimedio a questa situazione.
9) Come valutate nell'insieme l'esperienza e la qualità dell'IR scolastico nel vostro paese?
- Nella maggior parte dei casi si verificano delle difficoltà. (Condizioni indegne, il numero modesto degli allievi partecipati che si trovano ad affrontare pregiudizi sia da parte della scuola che da parte degli altri alunni). Gli alunni dell'IR avrebbero piuttosto bisogno della missione e dell'evangelizzazione, ma l'IR scolastico non è in grado di provvedere a questa necessità. Considerando queste caratteristiche, bisognerebbe rivedere la formazione degli insegnanti religiosi e così mettere l'accento della formazione dei professori su quella dei catechisti.
Sarebbe molto importante aumentare il rispetto nei confronti della catechesi.

cattolici di rito romano

altre religioni (al di fuori di cattolici, luterani, riformati e israeliti)

persone che non appartengono ad alcuna Chiesa

nessuna risposta
* Risultati del censimento del 2001.
Ungheria
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