Fiumi

     

    Fiumi


    Tratto da wikipedia : Il fiume è un corso d’acqua perenne (non va mai in secca) che scorre principalmente in superficie ma che può essere parzialmente sotterraneo; può essere alimentato dalle precipitazioni piovose, dallo scioglimento di nevi o ghiacciai o dalle falde idriche sotterranee.

    Dalla sorgente il fiume comincia la discesa verso valle con una pendenza variabile all'interno di uno spazio fisicamente delimitato da spartiacque (anch'esso variabile nel tempo) a percorso preferenziale, detto letto, che costituisce il fondo di una valle, che altro non è che il risultato del lavoro d’erosione compiuto dal fiume stesso nel corso di millenni.

 

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  • La Morfologia Fluviale

    Come tutti i corpi presenti su questo pianeta anche l'acqua risente della forza di gravità. Pertanto l'acqua dei fiumi scorrerà sempre dall'alto (la sorgente) verso il basso (la foce) lungo una percorso chiamato alveo. Più questo alveo sarà inclinato più l'acqua scorrerà velocemente, aumentando nel contempo sia la sua capacità erosiva che la sua capacità di trasporto di sedimenti. Grosso modo la velocità dell'acqua può variare fra 1 km/h e i 40 km orari. Sotto le zone ad alta velocità, in relazione all'andamento dell'alveo.

     

    fiumi

     

    Nei punti dove l'alveo è rettilineo la velocità più elevata dell'acqua si registra al centro del fiume, poco al disotto della superficie; quando l'alveo si incurva, il flusso più veloce si sposta verso il lato più esterno. Quindi vediamo che una caratteristica fondamentale di un corso d'acqua è il suo gradiente, cioè il dislivello di altezza che l'acqua compie per unità di lunghezza percorsa. La portata di un corso d'acqua è la quantità di acqua che passa attraverso la sua sezione trasversale nell'unità di tempo, normalmente questa si esprime in metri cubi al secondo e solitamente si misura all'altezza della foce; la portata registrata del Po ad esempio è mediamente di 1400 metri cubi al secondo, mentre per il Rio delle Amazzoni si registrano portate dell'ordine dei 100.000 metri cubi al secondo. Questa misurazione rappresenta tutta l'acqua che, attraverso il fiume, abbandona l'area percorsa dal fiume e dai suoi affluenti. Quest'area si chiama bacino idrografico e costituisce una unità naturale individuabile anche morfologicamente sul territorio; infatti un bacino rappresenta tutta la superficie entro la quale tutte le acque presenti (pioggia o sorgenti) vanno ad alimentare un corso d'acqua, quello del Rio delle Amazzoni, ad esempio, è ampio 5.800.000 chilometri quadrati, 19 volte l'Italia.

    Ma adesso occorre fare una precisazione: è vero infatti che un bacino idrografico è rappresentato dalle creste dei monti che fanno da spartiacque tra due diverse valli, ma è anche vero che spesso entrano in gioco altri fattori geologici che devo venire considerati nelle valutazioni dei bacini e quindi delle relative portate dei fiumi. Infatti si può intuire che se in superficie si trova una litologia che è molto permeabile, come i calcari e al di sotto di questa si trova una litologia impermeabile come le argille, l'acqua che si infiltra nei calcari poi scorrerà lungo le argille a seconda della loro pendenza, indipendentemente dalla morfologia superficiale. Sotto lo spartiacque "morfologico", e quello "geologico" che individua il reale bacino del corso d'acqua.

    fiumi

     

    La portata del fiume varierà nel corso dell'anno da dei valori massimi (periodi di piena) a dei valori minimi (periodi di magra) che dipendono dalle stagioni. Queste variazioni delle portate vanno poi a definire il regime del fiume; così si può riconoscere un regime torrentizio dove le alternanze tra le piene sono notevoli, mentre il regime fluviale è molto più regolare. Esistono notevoli tipi di regime dei fiumi come si vede anche in Italia dove si passa dai regimi torrentizi Alpini, con piene in estate e magre in inverno, a regimi calabro-insulari con piene in inverno e magre in estate.

     

    Un modo per studiare un corso d'acqua è quello di prendere in considerazione il suo profilo, ossia una sezione verticale di tutto il fiume dalla sorgente alla foce; questa mostra che il gradiente diminuisce dalla sorgente verso la foce, e da misurazioni in posto si vede che la portata invece aumenta verso la foce; ed è anche logico visto che lungo il percorso il fiume raccoglie sempre più acqua dal bacino idrografico, quindi anche l'alveo e la velocità dovranno cambiare in relazione alle variazioni di quantità di acqua. Un altro fattore molto importante è il cosiddetto livello di base, ossia il livello più basso al quale un fiume più arrivare ad erodere il suo alveo; in questo caso il livello di base assoluto, detto terminale, è il livello del mare poiché al disotto di tale livello il fiume non c'è più.

    fiumi

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    Esistono anche dei livelli detti temporanei o locali, come laghi, bacini artificiali, rocce più resistenti che danno vita a delle cascate, corsi d'acqua principali che fanno da livello di base per l'affluente. Quindi qualsiasi modifica della quota del livello di base implica un aggiustamento dell'attività del corso d'acqua che tenderà ad erodere il suo alveo se il livello di base scende, mentre tenderà ad sedimentare se il livello sale. In questi casi si nota anche il processo di erosione regressiva che succede quando il livello di base scende, allora il fiume tende ad erodere nelle immediate vicinanze della foce per poi retrocedere verso la sorgente. Negli schemi sopra e sotto si nota i diversi profili: nel caso 1 si ha un lago che se scompare (per motivi tettonici ad esempio, schema 2) eliminerà il livello di base locale e il fiume tenderà a modificare il suo profilo per ristabilire il suo equilibrio; se successivamente si crea nuovamente un livello di base locale (con una diga ad esempio, schema 3),il fiume tenderà a cercare il nuovo equilibrio con un nuovo profilo.

    fiumi

    Quindi come vediamo l'azione dell'acqua nei fiumi si può riassumere in erosione, trasporto e sedimentazione di materiale; normalmente l'azione erosiva si manifesta a monte dove la velocità delle acque e soprattutto le piene stagionali possono trasportare anche notevoli quantità di materiale, anche grezzo. Il trasporto avviene nella parte mediana del fiume e avviene essenzialmente come carico disciolto, carico sospeso, e carico di fondo, mentre la deposizione avviene verso la foce del fiume e poi successivamente in mare dove, se le correnti lo permettono si formano degli enormi delta, come quello del Nilo o del Mississipi, e del Po. Ma se le correnti marine trasportano via il materiale prima che si depositi allora avremo degli estuari. Possiamo anche avere delle conoidi alluvionali, cioè strutture simili al delta ma che si formano sulla terra emersa quando i corsi d'acqua arrivano in pianura dai monti e la loro velocità diminuisce bruscamente, depositando tutto il materiale che trasportavano. Nella carta accanto la costruzione schematica del delta del Po: linea rosa intorno al 100 a.C.; linea nera intorno al 500; linea rossa intorno al 1200; linea grigia nel 1600; linea verde nel 1750; da Scienze della Terra, Tarbuk, Ed. Principato. Sotto una conoide alluvionale, Valle della Morte, California.

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    Le valli fluviali possono assumere il classico aspetto ad V (quelle a U sono glaciali) se il fiume è relativamente piccolo e se questo riesce a scavarsi il suo alveo; mentre se la valle è ampia, soprattutto vicino alla foce, il fondo della valle sarà piatto e cosparso di sedimenti. Queste valli ci danno una indicazione sul tipo di gradiente e quindi dell'erosione del corso d'acqua: nel primo caso è molto alto e principalmente il fiume scava il suo alveo, nel secondo è minore e l'erosione è principalmente laterale e tende alla creazione di ampie valli piatte. Quindi quando il gradiente inizia a diminuire allora l'azione erosiva si trasferisce dal fondo dell'alveo ai fianchi della valle e tende ad allargarla trasformandola in una piana alluvionale del fiume, detta di erosione; si può formare anche per deposizione di materiale come nella bassa valle del Tevere. Spesso queste sedimentazioni locali sono innescate da grossi cambiamenti nel livello di base (durante le variazioni eustatiche dei mari ad esempio). Nella foto accanto le gole dell'Alcàntara (Sicilia) scavate in colate laviche dell'Etna; sotto una tipica valle fluviale a V.

    fiumi

    fiumi

     

    Nelle zone di montagna si trovano quindi valli a V anche molto strette, dette forre e gole, con pareti ripidissime e molto alte, ma molto dipende anche dalle varie tipologie di rocce su cui scorre il fiume: rocce poco competenti saranno facilmente erodibili e daranno vita a valli più ampie e percorsi più regolari, mentre litologie più competenti saranno difficilmente erodibili quindi formeranno valli molto più aspre. Una alternanza di litologie tenere e resistenti darà vita a dei punti poco erodibili e a delle locali variazioni del livello di base e quindi a delle variazioni locali di erosione o di deposito dei sedimenti creando le cosiddette rapide, o cascate, come quella famosa del Niagara, causata da uno strato di dolomie che protegge una litologia sottostante più tenera, o quelle dell'Angel, in Venezuela, che raggiungono i 950 metri di altezza. Accanto le cascate del Niagara, sotto la morfologia fluviale in relazione al substrato.

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    Andando verso il mare la morfologia si addolcisce e il fiume percorre delle valli più ampie, e nelle pianure, dove l'azione erosiva in senso stretto è praticamente assente, prevale quella di trasporto del sedimento verso il mare. I corsi d'acqua in queste condizioni si muovono in ampie anse chiamate meandri che cambiano spesso posizione, sia lateralmente, che verso valle (a meno che non siano "incassati " nei sedimenti competenti) perché il fiume tende ad erodere nel lato esterno del meandro e a depositare i sedimenti nel lato interno, a causa delle diverse velocità dell'acqua; a volte si possono osservare dei salti di meandro cioè quando il fiume taglia il collo del meandro e lo salta creando dei laghetti a "corno di bue". Nella foto accanto i meandri dell' Hay River (Canada); sotto la formazione di un meandro abbandonato.

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    Quindi quando un fiume arriva a questo punto si può dire che esso è nella sua fase matura poiché ha eroso il suo alveo, poi le sue sponde per allargare la valle, una volta che il gradiente ha trovato un equilibrio inizia la fase di meandrificazione nella pianura. Quindi un fiume modella il paesaggio radicalmente passando, in teoria, dalla fase iniziale dove la morfologia è piatta, attraverso la fase giovane dove il fiume inizia ad erodere e a modellare la morfologia con cascate e rapide, alla fase matura dove si è formata una valle, e infine a quella di vecchiaia dove l'effetto dell'erosione ha creato nuovamente una sorta di valle molto ampia o pianura detto penepiano. Nella foto accanto i meandri incassati del San Juan River (Utah, USA); sotto uno schema di una classica evoluzione di un corso d'acqua.

    fiumi

     

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fiumi italiafiumi italia

I FIUMI

Con la sola eccezione del Po, che scorre nella sezione settentrionale del paese, tutti gli altri fiumi sono piuttosto brevi, hanno bacini modesti e sono in genere poveri di acque. Vi è comunque una generale e profonda differenza tra i fiumi dell'Italia settentrionale e quelli dell'Italia centrale e meridionale.

  • I principali fiumi dell'Italia settentrionale discendono dalle Alpi;

hanno un regime abbastanza stabile nel corso dell'anno e portate piuttosto abbondanti. Infatti in autunno e in primavera sono alimentati dalle piogge, che sono copiose sull'intera regione, mentre d'estate l'apporto di acque deriva in buona parte dallo scioglimento dei ghiacciai.

  • I fiumi del resto d'Italia nascono dagli Appennini, privi di ghiacciai, e hanno corso breve e bacini limitati, data la conformazione della penisola.

 Il loro regime è di tipo torrentizio; la loro portata è molto irregolare, perché dipende solo dalle precipitazioni. Alternano quindi periodi di piena, non di rado con rovinose inondazioni all'epoca delle piogge, che in linea di massima cadono in primavera e in autunno, a periodi di magra estiva molto accentuata.

  • I corsi d'acqua di Sicilia e Sardegna hanno caratteristiche analoghe ai fiumi appenninici, di cui in genere accentuano i caratteri: corsi brevi, portate esigue, regimi irregolari. Proprie poi della Calabria sono le cosiddette "fiumare", dalla forte pendenza, dal letto largo e ciottoloso, soggetto a improvvise piene in occasione delle piogge e alla totale mancanza d'acqua per il resto dell'anno.
    1. Tra i fiumi alpini  il principale è il Po (652 km di lunghezza), con i suoi molti affluenti;

 quelli di sinistra, che scendono dalle Alpi (i più lunghi, di 250-300 km, sono l'Adda, l'Oglio e il Ticino), hanno portate maggiori e più regolari;
quelli di destra, appenninici (principale è il Tanaro), hanno invece un regime irregolare, tipico di tutti i fiumi che hanno origine sugli Appennini, e in genere minori portate.

fiumi italia

    1. Il secondo grande fiume alpino, che è anche il secondo fiume italiano per lunghezza (410 km) è l'Adige, che sfocia a breve distanza dal Po, di cui un tempo era un affluente.

 Piave, Tagliamento, Brenta e Isonzo sono gli altri principali fiumi alpini, alimentati dalla sezione orientale della catena. I fiumi appenninici terminano in parte nel mar Adriatico e in parte nel mar Tirreno.
I tributari dell'Adriatico sono abbastanza numerosi ma, data la vicinanza al mare della linea di spartiacque, hanno un corso particolarmente breve; i principali sono il Reno (211 km di lunghezza;), che scorre nell'Emilia-Romagna, l'Aterno-Pescara (145 km) e l'Ofanto (134 km), che rispettivamente interessano l'Abruzzo e la Puglia.

    1. I fiumi del versante tirrenico hanno uno sviluppo più complesso a causa della maggiore distanza della catena appenninica dalla costa.

 Primeggia nettamente il Tevere, terzo fiume italiano per lunghezza (405 km) , che scorre in Umbria e nel Lazio; seguono, ma ampiamente distaccati, l'Arno, fiume toscano per eccellenza, il Volturno e il Garigliano.
I fiumi più meridionali della penisola sono tributari del mar Ionio. I principali sono il Bradano e il Basento, che sfociano a breve distanza l'uno dall'altro nel golfo di Taranto, entrambi con un corso inferiore ai 150 km. Tra i fiumi delle isole, il più importante è il Tirso, che solca buona parte della Sardegna.

I LAGHI

L'Italia ha numerosi laghi (se ne contano più di mille, in maggioranza piccoli laghi alpini), che hanno diversa origine e quindi differenti caratteristiche. Dei molti laghi alpini, che in genere occupano piccole conche tra le rocce, scavate dai ghiacciai (i cosiddetti laghi di circo), si ricordano quelli di Braies e di Carezza, entrambi nel Trentino-Alto Adige.
I tre più estesi laghi italiani, cioè il lago di Garda (370 km2), il lago Maggiore e il lago di Como, sono invece situati nella fascia delle Prealpi. Questi e gli altri minori laghi prealpini (tra i quali il
lago di Lugano, il lago d'Orta e il lago d'Iseo) occupano la parte terminale dei bacini vallivi che si aprono verso la Pianura Padana.
fiumi italiaGli altri principali laghi d'Italia sono situati nella sezione peninsulare. Numerosi sono quelli di origine vulcanica, che occupano antichi crateri di vulcani spenti; quasi tutti i laghi vulcanici sono situati nel Lazio: i principali sono il lago di Bolsena, di ben 114,5 km2, quinto d'Italia per superficie, quindi il lago di Vico e il lago d'Albano.

 

Lago Trasimeno, Umbria
Con una superficie di 128 km2, il lago Trasimeno è uno dei più estesi laghi d'Italia. Ricordato per la vittoria di Annibale sui romani nel 217 a.C., il lago è rinomato per la pesca e per i suoi centri turistici.

 

In Umbria è situato invece il quarto lago d'Italia, che ha un'origine ancora diversa, il lago Trasimeno (128 km2). Esso occupa una vasta conca in origine percorsa da acque fluviali libere, che vi sono poi rimaste arginate per un naturale processo di sbarramento dovuto alla sedimentazione dei depositi alluvionali degli stessi fiumi.
Infine tra i più estesi laghi d'Italia va ricordato il lago di Varano, in Puglia, che misura ben 60,5 km2: è un tipico "lago costiero", formatosi cioè presso la costa a causa del progressivo accumulo di cordoni sabbiosi che tengono separati gli specchi d'acqua dal mare aperto.
fiumi italia 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lago di Barrea
Una veduta del lago artificiale di Barrea, formato dal fiume Sangro e situato al limite del parco nazionale d'Abruzzo. Istituito nel 1923, il parco ospita specie faunistiche rare, come l’orso marsicano, il camoscio d’Abruzzo e l’aquila reale.

 

 

kidslink.bo.cnr.it/ic6-bo/scuolainospedale/unita_did/fiumiitalia.doc

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Scheda di geografia – Il fiume e il lago

 

il FIUMe E il LAGo

 

fiumi e laghi

fiumi e laghi

1. Osserva il disegno.

     Nella figura c’è un percorso che parte dalla montagna ma non è

           una strada! Descrivi cosa vedi e dove finisce il percorso secondo te.

 

 

TORRENTI

 fiumi e laghi

 


fiumi e laghi La sorgente è il punto dove nasce il FIUME. Un fiume può nascere da una montagna, ma anche da una pianura.
Il fiume può raccogliere l’acqua delle piogge e dei torrenti. I torrenti  sono piccoli fiumi di montagna. Durante il percorso del fiume si possono unire altri corsi d'acqua più piccoli: gli affluenti.
fiumi e laghiLa foce è il punto dove il fiume finisce nel mare. La foce può essere: a delta quando il fiume si divide in bracci prima di arrivare al mare, a estuario quando arriva direttamente al mare.
Il fiume può formare un lago. Il lago è una distesa di acqua raccolta in una conca (buca) del terreno. Dal lago può nascere un altro fiume che scorre lungo la valle, una distesa di terreno tra due montagne. Il fiume che entra nel lago si chiama immissario. Quando il fiume esce dal lago si dice emissario.
Un lago è APERTO quando il fiume entra e poi esce, invece è CHIUSO quando il fiume entra e finisce nel lago.
I laghi possono avere origini diverse:
fiumi e laghi
Il lago di origine vulcanica si trova
nel cratere di un vulcano spento e ha una forma circolare (rotondo).

fiumi e laghiIl lago di origine glaciale ha una forma stretta e allungata e si trova nelle valli dove tanto tempo fa c’era un ghiacciaio.

 

diga

 fiumi e laghi 



fiumi e laghi
 Un lago si chiama artificiale quando l’uomo ferma il corso del fiume con una diga per produrre energia elettrica.
 
 I laghi più grandi d’Italia sono i laghi di Garda, il lago Maggiore e lago di Como.
fiumi e laghi

2. Indica se nella figura vedi un lago chiuso o un lago aperto e spiega
perché.
fiumi e laghi

                   …………………………………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………………………………

fiumi e laghi3. Inserisci le lettere mancanti nella parola e collega l’immagine alla          frase giusta

 

 

L _ _ O

 

Acqua racchiusa in una conca nel terreno

 fiumi e laghi

 

F_ _ _  E

 

Punto in cui il fiume entra nel mare

 

 fiumi e laghi

 

Parte della montagna dove scorre il fiume

 fiumi e laghi

S_ _ _ _ _ _ E

  



Corso d’acqua che nasce da una sorgente

 

 

V _ _ _ E

 fiumi e laghi

 

 

Punto dove nasce il fiume

 

F_ C _

 fiumi e laghi

     
fiumi e laghi Il fiume scorre in una striscia di terreno chiamata letto. La quantità d’acqua che scorre nel letto del fiume è detta portata. La quantità d’acqua che scorre in un fiume non è sempre uguale e può cambiare durante l’anno. Il fiume è in magra quando c’è poca acqua nel suo letto, si dice in piena quando scorre così tanta acqua da uscire dal suo letto. In questo caso si parla di inondazione.

Fiume in piena

 

Fiume in magra

 

fiumi e laghifiumi e laghi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

fiumi e laghiNella figura accanto vedi un esempio di paesaggio fluviale: il letto di un fiume dalla montagna fino alla foce. Il corso di un fiume può essere breve o molto lungo. In Italia i fiumi alpini sono quelli più importanti e più lunghi perché raccolgono più acqua, invece i fiumi appenninici sono meno lunghi e quasi asciutti in estate.
In Italia i fiumi più lunghi sono il Po (652 km), l’ Adige (410 km) e il Tevere (405 km).  I fiumi più lunghi d’Europa sono il Volga (3531 km), il Danubio (2860 km) e l’Ural (2428 km).

V

F

V

F

V

F

V

F

V

F

V

F

V

F

V

F

fiumi e laghi4. Vero o falso ?
Il fiume è un corso d’acqua                                                                                 
La sorgente si trova nella valle                                                                           
Il fiume può formare un lago                                                                             
Il fiume che entra nel lago si chiama emissario                                               
La foce è il punto dove nasce il fiume                                                               
Il fiume ha una foce a delta quando entra direttamente nel mare               
Il fiume più lungo d’Europa è il Po                                                                     
Il Volga è lungo 410 km

 

                                                                                        

 

नदी (hindi)

 

fleuve (francese)

  


fiumi e laghi

 

река (russo)

 

río (spagnolo)

 
FIUME
 

lumë (albanese)

 

river (inglese)

 

râu (romeno)

 

(cinese)

  

 

 

 

 

 

نَهْر (arabo)

 

झील(hindi)

 

lac (francese)

 

lago (spagnolo)

 

озеро (russo)

 
LAGO
  

 

 

 

 

 


fiumi e laghi

liqen (albanese)

 

lake (inglese)

 

湖 (cinese)

 

lac (rumeno)

 

بُحَيْرَة (arabo)

 

 

 

 


fiumi e laghi

5. Completa con le parole seguenti i testi.

immissario     d’acqua        lago       foce    affluente.

Il fiume è un corso ___________ perenne ,  […] Un fiume che confluisce in un altro si chiama ___________ del fiume più grande. Un fiume che finisce in un lago si chiama___________ del lago; se esce da un ______________ si chiama emissario. […] Il punto in cui il fiume finisce in mare ( o in un altro fiume, oppure in un lago) si chiama______________
(Paci G.,2004, Guardare il mondo, Zanichelli, Bologna, p. 46)

 
a delta            fiume       foce             

Quando si prende in esame un __________si pone sempre attenzione alla forma della sua _________. Essa può essere _________, o a estuario.
(Vallega A., 2004, Gli spazi dell’uomo, Le Monnier,Firenze p.126).

 

          ghiacciai    conche       peninsulare    Garda

I laghi italiani più estesi si trovano nelle Prealpi lombarde e hanno avuto origine dal riempimento di ampie e profonde ____________ scavate dagli antichi ___________ che scendevano dalla catena alpina: sono il lago di _________, il lago Maggiore e il lago di Como.
Il principale lago dell’Italia ____________ è il Trasimeno, posto tra Umbria e Toscana, ma numerosi sono anche i laghi presenti nel Lazio (di Bolsena, di Bracciano, di Vico), tutti di origine vulcanica.
(Tarsia S., Sala F., 2007, Livingstone – Missione geografia 1, Garzanti Scuola, Novara, p. 73).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IMMAGINI DA:
p. 1: www.midisegni.it
p. 2: www.itis.volta.alessandria.it
pp. 3-4: www.lannaronca.it, www.fotosearch.it
p. 5: www.kidslink.bo.cnr.it; http://www.fiumemelfa.it/piena2.jpg; www.farfalleincammino.org


Fiumi che nascono dalle Alpi.

Fiumi che nascono dagli Appennini.

Che dura nel tempo, continuo

Unisce le acque con quelle di un altro

di penisola

che aprono una buca (cavità) nel terreno

 

fonte: www.icmanzoni.org/system/files/il%20fiume%20e%20il%20lago.doc

 

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