Cina
Cina
Tratto da wikipedia : La Repubblica Popolare Cinese (cinese tradizionale: 中華人民共和國, cinese semplificato: 中华人民共和国, pinyin: Zhōnghuá Rénmín Gònghéguó), anche nota più semplicemente come Cina (cinese tradizionale: 中國, cinese semplificato: 中国, pinyin: Zhōngguó, letteralmente «Paese Centrale»), è un Paese dell'Asia orientale, il più popoloso del mondo.
La sua capitale è Pechino. Componente dell'Organizzazione delle Nazioni Unite e del Consiglio di sicurezza, del quale è membro permanente con diritto di veto dal 1971. La superficie della Cina è di 9.671.018 km², il che ne fa lo Stato più esteso dell'Asia orientale; la popolazione è di oltre 1.336.920.000 persone, pari a circa il 20% della popolazione mondiale: la Cina è il Paese più popoloso del mondo. La forma di Stato della Cina è la Repubblica socialista governata da un partito unico, il Partito comunista cinese, e la sua amministrazione è articolata in 22 province, 5 regioni autonome, 4 comuni, e 2 regioni amministrative speciali. La Cina confina con 14 Paesi: a nord con Russia e Mongolia; a est con la Corea del Nord; a sud con Vietnam, Birmania, Laos, Bhutan e Nepal; a ovest con India, Pakistan, Kazakistan, Tagikistan, Afghanistan e Kirghizistan. Si affaccia inoltre a est sul Mar Giallo e sul Mar Cinese Orientale e sud-est sul Mar Cinese Meridionale. Dal 1º ottobre del 1949 la Cina ha un sistema di governo socialista e non va confusa con la Repubblica di Cina, più nota come Taiwan: entrambe le entità statuali rivendicano sovranità territoriale sull'intero territorio della Cina e delle sue isole, benché a livello internazionale l'entità che riceve il maggior riconoscimento sia la Repubblica Popolare Cinese. Appartengono alla Repubblica Popolare Cinese anche le città di Hong Kong e di Macao, che fino alla fine del XX secolo erano le ultime colonie in terra d'Asia rispettivamente di Regno Unito e Portogallo
Cina
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La Cina

Dati generali:
Superficie:9.536.499 kmq
Popolazione:1.284.303.700 ab.
Densità:34 ab/kmq
Forma di Governo:Repubblica popolare Presidente: Hu Jintao
Capitale:Pechino=Beijing
Unità monetaria:yuan renminbi
Religione:buddisti, cattolici, lamaisti (tibetani), mussulmani, protestanti, taoisti,
confuciani.
Gruppi etnici: Han 91,9%, Zhuang 1,4%,
Manciù 0,9% Hui 0,8%, Miao0,6%,
Yi 0,6%, Tujia 0,5%, Mongoli 0,4%,Tibetani 0,4%, Bouyei 0,2%, Coreani 0,2%,
Yao 0,2%, Dong 0,2%, Bai 0,1%.
Lingua:cinese (ufficiale),coreano,
dialetti tibetani, kazaco, mongolo,
uigur.

Bandiera: la stella più grande rappresenta il partito comunista, le quattro stelle più piccole simboleggiano contadini, operai, borghesi, capitalisti.
La Cina è un gran paese dell’Asia orientale che gli europei chiamarono C., probabilmente dal nome dell’antica dinastia Tsing, mentre il termine cinese Chung kuo (Regno di Mezzo) è derivato forse dalla posizione delle province centrali, dove si sono formati il primo Stato e la prima civiltà cinese.
Cina Fisica.
La C. si trova in Asia (lat.53°-18° N; long. 73°-135° E) , confina a N. con la Mongolia e la Russia, a NE con la Corea del Nord , a S con il Viet Nam, il Laos,il Myanmar (Birmania) e India, a SO con il Bhutan, il Nepal e l’India, a O con il Pakistan, l’Afghanistan e il Tagikistan, a NO con il Kirghizistan e il Kazakistan .A E si affaccia al Mar Giallo e al Mar Cinese Or. e a SE al Mar cinese Mer.; fanno parte della Cina le isole Pratas=Dongsha Qundao (1,5 kmq) a SE di Hong Kong, abitate da cinesi.
TERRITORIO
Il territorio è prevalentemente montuoso; solo il 30% della superficie si trova ad un’altitudine inferiore ai 1000 m. Le principali catene (Himalaia, Kunlun Shan, Tian Shan, Altaj) si alternano a vasti altipiani (Tibet, il maggiore della terra con un’altitudine media di 4000 m), ai bacini del Tarim e della Zungaria , alle colline sud.or, alle pianure Or.(Manciuria).Il punto più elevato è il mt. Everest(8872 m), al confine con il Nepal; la maggior depressione è quella del Turpan.
Dall’altopiano del Tibet si originano i maggiori fiumi cinesi che scorrono verso E e SE ( Huang He=Hwang Ho o Fiume Giallo , Chang Jiang=Yangtze Kiang o Fiume Azzurro, Xi Jiang=Si Kiang). A N l’Heilong segna il confine con la Russia, lo Yalu con la Corea del Nord. Esistono molti laghi , sia dolci che salati:il maggior lago salato è il Qinghai Hu.
SUDDIVISIONE GEOGRAFICA
Il territorio della Cina si divide in due parti principali:Cina Orientale, o Cina Propria, e la Cina Occidentale, o Cina Esterna. La Cina Orientale è attraversate da grandi fiumi che sfociano nell’Oceano Pacifico e conta le più ampie e fertili pianure. La Cina Occidentale è dai bacini chiusi, impervie catene montuose e altipiani, deserti e steppe.
Il regime monsonico caratterizza il clima di tutta la C. con bassissime pressioni, venti caldi meridionali e concentrazione delle piogge in estate; altissime pressioni, venti freddi settentrionali, e tempo secco in inverno. I monsoni influiscono anche sul regime dei fiumi e condizionano il calendario dei raccolti agricoli. L’intensità delle precipitazioni, con le punte massime più elevate nel Sud-Est e le minime nell’Ovest, determina differenze fondamentali nell’idrografia e nella vegetazione tra Cina Orientale e Occidentale. Altri due fattori di estrema importanza sono la latitudine e l’altitudine.
Cina Orientale
Si divide in quattro regioni, delimitate dai maggiori fiumi.
La C. orientale o C. propia, è costituita dai bacini dei fiumi che sfociano nel pacifico.Il territorio è attraversato da alcuni dei fiumi più lunghi del mondo.
Cina Occidentale
A sua volta la C. occidentale si divide in tre zone; quella della tundra, delle praterie e dei deserti d’alta montagna del Tibet-Tsinghai; quella dei deserti, delle oasi e delle steppe del Sinkiang; e quella dei deserti , delle steppe e delle oasi della Mongolia Interna, del Nigsia e del Kansu.
Il Nord-Est :
E’ la regione più settentrionale della C., un tempo chiamato Manciuria. Essa è delimitata a occidente dai monti del Grande Hingan, a nord dal corso dell’Heilungkian (Amur), a est da quello dell’Ussuri dai monti Changpai, a sud dal Mar. Giallo, nel quale si prolunga formando la seconda grande penisola della C.:quella del Liaotung. Il centro della regione è occupato da una grande pianura ondulata, in cui predominano le fertili terre nere, ed in cui scorrono a N il Nun-Sugari ed a S il Liao Ho, qui abbondano coltivazioni di grano, mais, sorgo, cotone, tabacco e si trovano ricche miniere di ferro e carbone.La parte meridionale di questo terririo è percorsa da un tratto dello Huang He, che rende molto fertile la pianura e si presenta alla navigazione, sono stati compiuti interventi per evitare le inondazioni, tanto che oggi le produzioni agricole (cereali, patate, piante tessili e piante oleaginose) coprono le esigenze della popolazione.
Lo sviluppo industriale molto intenso è dovuto ai giacimenti di carbone, ferro , idrocarburi, di cui la regione è ricca.
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Le coste:
La C. si affaccia sull’Oceano Pacifico che forma lungo le coste cinesi tre mari territoriali, chiusi verso oriente dalla penisola della Corea e dai festoni insulari, che si stendono dall’isola giapponese di Kyushu fino alle Filippine. Essi sono: il Mar. Giallo, che nella parte più interna forma il golfo del Pecilì, limitato dalle due penisole del Liaotung a N e dello Shantung a S; quindi il mar cinese orientale fino allo stretto di Formosa e più a S il mar cinese meridionale, il più vasto dei mari mediterranei dell’Asia.
Tra il golfo di Pecilì e la penisola di Liaotung a N e la penisola di Luichow che con l’isola di Hainan chiude a E il golfo del Tonchino, le coste cinesi hanno uno sviluppo di circa 3500 km , e formano un immenso arco che è la baia di Hangchow .
La sezione settentrionale è formata da coste basse, limitate da mare poco profondo, lungo la parte settentrionale sorge la città di Dalian, oggi uno dei maggiori porti cinesi, e nell’estuario dello Jang-tze-kiang sorge il massimo porto cinese, ovvero Shanghai. La sezione meridionale, o della C. del S, è formata da coste alte, profondamente incise e accompagnate da moltissime isolette costiere, spesso raggruppate in numerosi arcipelaghi. Gli allineamenti montuosi e collinari dell’interno vengono a finire sul mare formando un gran numero di insenature profonde del tipo di rias , protetteda isole, i porti principali sono il più grande quello di Canton, preceduto dal porto inglese Victoria.
Clima: Il clima risente dell’effetto migratore del mare e delle correnti monsoniche, che apportano abbondanti piogge. Di conseguenza, a parità di latitudine, il clima della C. orientale è più e più temperato di quello della C. occidentale. Si tratta di una varietà del clima subtropicale, detto appunto “clima cinese”.
Si distinguono in C. due zone climatiche principali: quello del N.E. e S. verso la costa e quella a O. e a N.O. all’interno. La zona Ovest N.O. è una regione arida o semi arida, con variazioni di temperatura altissime, dove un agricoltura permanente e possibile solo isolate, irrigate e ben riparate. La zona N.E. e S. è interessata da precipitazioni più abbondanti, specie nelle regioni più umide del S. e del S.O., dove il clima è molto meno variabile.
Il modello climatico cinese è dominato dai monsoni autunnali ed estivi. La caratteristica monsonica del clima è soggetta ad ampie variazioni locali ed i sistemi continentali di alta e bassa pressione sono in alcuni anni molto più forti e persistenti che in altri. Le variazioni annuali hanno reso il clima molto imprevedibile e la C. ha sofferto molto a causa dia alluvioni e siccità.
Forti venti provenienti dal N. e dal N.O. ( i monsoni invernali ) circolano dalla Siberia e dall’Asia centrale verso il Pacifico. Quando giungono in C. nel deserto dei Gobi, tali venti generano forti tempeste di sabbia nella C. del N. ma portano scarse precipitazioni.
Cominciando da maggio le masse aere si invertono. La Siberia e l’Asia sono caldissime e diventano centro da un sistema di basse pressioni ed il clima della C. è dominato da venti provenienti da S. e da S.E. ( monsoni estivi ) derivanti dal Pacifico.
LA STORIA
La C. nelle età remote restava assai lontana dai popoli gravitanti verso il bacino del mediterraneo, estesa su territori dai limiti politici ed etnici ben definiti, rivolta verso i mari dell’estremo Oriente.
La storia cinese inizia in un periodo leggendario, nel quale la critica vuole vedere solo simboli di avvenimenti, nei quali è impossibile discernere nuclei di verità.
La storia della C. è stata interessata da numerose dinastie. La prima dinastia fu quella dei Hsia nel 2205 o 1989 a.C, alla quale si devono grandi bonifiche e la prima fioritura agricola della C.
Nell’età feudale fiorì la filosofia di Confucio (551-478 a.C).
All’imperatore Shih Huang-ti si deve il compimento della “Grande muraglia”: Il suo governo fu duro, ricco di violenze e assassini; fu continuato dal secondogenito che gli successe e che fini assassinato.
Altra importante dinastia e quella dei Tsin che benché regnasse da poco porto la C. all’unità politica. Ad essa ne seguirono altre, la dinastia Chin, quella dei Tang, dei Sung, il cui regno fu occupato dalla stabilizzazione dell’economia e degli ordinamenti interni dello stato. Segue il grande fatto dell’invasione mongola sotto Kublai Kan, durante il quale però ebbero luogo alcuni dei più importanti contatti fra la C. e l’Europa: Nel 1294 venivano onorevolmente accolti i fratelli Polo con il nipote Marco, autore del celebre scritto il “Milione”. Successivamente anche la dinastia dei Ming (1368-1644) contributi a rafforzare i rapporti con la civiltà occidentale.
Nel maggio 1911 una rivolta nazionalistica a capo della quale si era collocato l’agitatore Sun-Yat-sen rovescio la dinastia Manciù e la sostituì con una repubblica; il primo presidente Yuan-shih-Kai cercò di ristabilire la monarchia ma senza successo, come del resto gli altri tentativi monarchici. A lui succedette attraverso vari contrasti il vice-presidente Lin Yuan-kung. Durante la prima guerra mondiale la C. si alleo con l’Intesa, ma non esercitò influenza apprezzabile nel conflitto. Nel 1921 fu fondato il Partito Comunista Cinese ed ebbe inizio; negli anni seguenti; una lunga guerra civile tra il governo ufficiale nazionalista di Chang Kai Shek e Mao Zodong.
Nel 1933 Ch’ang , impiego contro i comunisti cinesi una lotta a fondo, la quale sembrava chiudersi nel1936 in suo favore, ma in realtà il capo comunista Mao Tse-tung sfuggi alla stretta con la “ lunga marcia” fino allo Shesi settentrionale, ove si stabilì solidamente. La guerra civile fu sospesa dalla guerra cino-giapponese.
A guerra finita Ch’ang tentò una riorganizzazione della C. al posto di quella elaborata prima della guerra, complicatissima ed equivalente alla precedente dittatura. Adesso tutte le forze politiche del paese avrebbero dovuto collaborare, anche i comunisti. A ciò era favorevole Stalin, che col governo nazionalista, come unico governo della C., aveva concluso l’accordo del 14/8/1945. Raggiunta per un momento l’intesa di massima con i comunisti , essa venne meno ben presto: e già nel febbraio 1946 riprese la guerra civile. L’organizzazione politica e militare di Mao Tze-tung si dimostrò molto migliore di quella di Ch’ang Kai-shek appoggiatesi sull’oligarchia corrotta del Kuo-min-Tang. Nel settembre 1949 il governo comunista di Mao divenne padrone di tutta la C. Mentre Ch’ang con i resti dei nazionalisti ritornò a Formosa, sotto la protezione della flotta americana. . In Cina viene proclamata la Repubblica Popolare Cinese e Mao divenne il Presidente del Consiglio del Governo centrale del popolo ovvero "Il grande timoniere".
La prima azione di Mao fu la "Riforma Agraria" che, con la creazione delle fattorie collettive, tendeva a ridistribuire la terra ai contadini. Contemporaneamente Mao era impegnato ad imporre il proprio dominio in Tibet ed in Manciuria.
Col "Piccolo balzo in avanti" ed il "Grande Balzo in avanti" la politica di Mao impose molti sacrifici ai cittadini cinesi per il raggiungimento di scopi sociali ed economici a largo raggio. Fu incrementata la coltivazione del grano, furono requisiti gli animali da soma per creare una rete di comunicazione più efficiente, furono raccolti nei villaggi tutti gli utensili di materiale metallico utili alla fusione ed alla creazione di acciaio e quindi alla industria pesante.
Vi fu un sostanziale aumento dell'alfabetizzazione, la situazione igienico-sanitaria fu migliorata così come la condizione delle donne, venne vietato l'infanticidio, la pratica di fasciare i piedi e il consumo d'oppio venne combattuto energicamente.
Le religioni ed i vari culti furono vietati, i monasteri distrutti, le comunità religiose disperse; gli usi ed i costumi locali (canti, danze, fiere contadine) furono cancellati in nome di un’unità politica che doveva portare ad un’uguaglianza totale fra i cittadini.
A fine 1960 Mao scatenò la Rivoluzione Culturale contro la classe burocratica ed intellettuale del Paese a cui parteciparono moltissimi studenti (le Guardie Rosse). Nel 1989 si verificò la manifestazione di piazza Tienanmen, Pechino.
Atto finale della protesta antigovernativa degli studenti cinesi per chiedere l'introduzione di riforme democratiche nel paese e le dimissioni dei leader politici. Al rifiuto di sciogliere i raduni per la visita del premier sovietico Michail Gorbaciov, il governo guidato da Li Peng dichiarò la legge marziale (20 maggio) e inviò l'esercito a Pechino, nella centralissima piazza Tienanmen, per sgombrare i manifestanti.
Dopo giorni di tensione e incertezza, con parte delle forze armate schieratasi a difesa degli studenti accorsi nella piazza, il 3 giugno 1989 i militari aprirono il fuoco, uccidendo centinaia di dimostranti e ferendone 10.000. Seguirono migliaia di arresti e di processi, conclusi con esecuzioni sommarie, mentre per impedire la diffusione di notizie fu attuato un severissimo controllo sugli organi di stampa cinesi e proibito l'ingresso nel paese ai giornalisti stranieri. La brutalità della repressione provocò l'isolamento internazionale del regime cinese, con misure di embargo economico.
Nel 1997 Hong-Kong è tornata alla C.; nel 1999 è stata la volta di Macao.
Attualmente il presidente della C. è Hu Jintao e il primo ministro è Wen Jiabao.
ECONOMIA
SETTORE PRIMARIO:
I problemi dell’agricoltura si avvertono soprattutto nella C. orientale, dove vive circa il 95% della pop. Del paese. Gli strumenti a cui si è fatto ricorso per sviluppare le produzioni alimentari, necessarie per sfamare una pop. Tanto numerosa, sono state le comuni, le opere irrigue e le coltivazioni intensive.
Agricoltura e foreste: Quella del riso è la coltura più importante, diffusa soprattutto nelle regioni meridionali ( in particolare nella valle del Chang Jiang. Nel nord prevalgono le colture di frumento, coltivato soprattutto nella grande piana dello Huang He e in quella mancese del Liao. Il mais, l’orzo, l’avena, la segale, il sorgo, il miglio e il caoliang ( una specie di sorgo ) sono diffusi in Manciuria, nel Sichuan, nel Quinghai e nel Tibet.
Grande rilievo per l’alimentazione locale hanno le patate, le patate dolci, la manioca, la soia; tra le coltivazioni oleaginose sono presenti il sesamo, l’arachide, la colza, il girasole, il tunge il ricino. Diffusissimo è il tè, coltivato nella vallata del medio Chang Jiang .
Altre colture sono la canna da zucchero e la barbabietola ; fiorente ovunque è la coltivazione di tabacco. Tra le piante tessili prosperano il cotone e il ramiè, la iuta, il kenaf, il sisal e il lino.Dalle foreste si ricavano grandi quantità di legname, caucciù e materie prime per la fabbricazione della carta.
Allevamento:Grande importanza hanno l’allevamento suino ( che fornisce la maggior parte della carne e dei grassi animali ) e quello dei volatili e degli animali da cortile; è invece limitato l’allevamento bovino. Sugli alti piani si allevano capre; caratteristico del Tibet e l’allevamento dello yak. In molte province è diffusa la bachicoltura. Nella Manciuria meridionale, è diffuso il baco selvatico, dal quale si ottiene la seta tussah.
Un ruolo di primo piano per l’alimentazione locale è la pesca, largamente diffusa in tutta la Cina orientale. Tientsin, Canton, Luda e Shanghai sono i maggiori centri di lavorazione del pesce.
SETTORE SECONDARIO:
Risorse minerarie:
La Cina possiede una grande varietà di risorse minerarie. Minerali di ferro, ematite, minerali di alluminio, antimonio e tungsteno, mercurio, piombo, zinco e rame oltre all'uranio.
I giacimenti sono distribuiti in tutto il paese, ma le aree più ricche sono la Manciuria e le zone montuose del Sud. Sono presenti anche ingenti risorse energetiche.Le riserve di carbone si trovano in Manciuria e nelle zone settentrionali; quelle di petrolio, soprattutto in mare aperto.
Produzione industriale:
Lo sviluppo dell'industria del ferro e dell'acciaio nel paese è stato prioritario fin dal 1949.
Un'industria pesante di rilievo è rappresentata dalla cantieristica e dalla fabbricazione di locomotive, trattori, macchinari per l'industria estrattiva e per la raffinazione del petrolio.
La produzione comprende fibre sintetiche, prodotti farmaceutici e materiale plastico oltre ai fertilizzanti.
Particolarmente fiorente nel paese è l'industria tessile. Altre industrie importanti producono cemento, carta, biciclette, macchine da cucire, veicoli a motore e apparecchi televisivi.
La Cina è uno dei principali paesi produttori di elettricità del mondo; nonostante questo, il fabbisogno del paese non viene soddisfatto, principalmente nelle città, e per questo lo stato ha dato priorità allo sviluppo del settore. L'energia viene fornita soprattutto da centrali termoelettriche alimentate a carbone mentre le centrali idroelettriche sono insufficienti. Nel 1993 è iniziata la costruzione della Diga delle tre Gole, un'opera ciclopica che verrà ultimata nel 2009, sarà l'impianto idroelettrico più grande del mondo, sbarrerà il fiume Chang Yang (Fiume Azzurro). La costruzione creerà un lago artificiale lungo 663 Km e circa due milioni di persone abitanti nelle160 città che verranno sommerse dovranno lasciare le loro case. La diga sarà lunga 2 Km e alta 200 metri.
Il Giappone è il paese con cui la Cina realizza il maggior numero di scambi commerciali, seguito da Hong Kong e dagli Stati Uniti.
SETTORE TERZIARIO:
Commercio estero: Dal 1980 al 1996 il valore in dollari dell’export è aumentato di oltre otto volte nei quattro anni successivi, e le esportazioni si sono ulteriormente raddoppiate: così oggi la C. diventa uno dei dieci maggiori esportatori mondiali. Le principali esportazioni sono: macchinari, prodotti tessili, prodotti alimentari, prodotti chimici, calzature, minerali, ghisa e acciaio, veicoli, pesce.
Finanza e banche: La Banca Popolare di Cinese svolge la funzione di banca centrale.Le radicali riforme del settore finanziario, introdotte nel 1994, che hanno unificato i tassi di cambio, hanno favorito l’istituzione di banche commerciali. Sono presenti circa 120 filiali di banche estere.
Le borse principali sono quelle di Hong-Kong, di Shanghai e di Shenzhen. La capitalizzazione complessiva equivale allo 0,3% del totale mondiale.
Turismo: Il turismo è in rapida crescita, favorito da grandi investimenti ( anche stranieri ). I visitatori provengono gran parte da Hong-Kong, Taiwan, Macao, Giappone.
Tra le attrattive principali si ricordano: la Città proibita di Pechino, la Grande Muraglia, le tombe degli imperatori Ming e i guerrieri di terra cotta di Xi’an.
TRASPORTI E COMUNICAZIONI
Due terzi del trasporto di passeggeri e metà del trasporto merci viene effettuato su rotaia. Dal 1949 la rete ferroviaria è stata ampliata fino ad arrivare nel 1992 a 68.000 km, di cui solo una piccola parte è elettrificata; quando il tratto Lanzhou-Lhasa (Tibet) sarà completato, la ferrovia collegherà tutte le province e le regioni autonome della Cina.
La rete stradale (1.056.700 km) collega oggi Pechino a tutte le province, le regioni autonome, i porti e i centri ferroviari ed è ampiamente presente anche nelle zone rurali. Nelle aree urbane il trasporto pubblico è ben sviluppato. Nel 1994 sulle strade cinesi circolavano più di otto milioni di autoveicoli; molto diffuso è l'utilizzo della bicicletta.
Molti trasporti nel paese avvengono attraverso gli oltre 110.000 km di canali navigabili. I principali sono il Chang Jiang e il Gran Canale, che si estende da Pechino a Hangzhou. In alcune zone i canali di irrigazione e di drenaggio vengono usati dai contadini come idrovie interne. Anche i collegamenti marittimi sono importanti e la flotta mercantile cinese ammonta a circa 2700 navi (1994). Il trasporto aereo fu incrementato a partire dal 1980, con l'apertura dell'aeroporto internazionale di Pechino.
Il sistema delle telecomunicazioni è ancora in stato di estrema arretratezza, la maggior parte delle stazioni radiofoniche e televisive ed il servizio telefonico e postale sono ancora gestiti dallo stato.
POPOLAZIONE
Il 93% della popolazione cinese è di etnia han; gli altri sono gli zhuang, i miao, i tibetani, i mongoli ed i manciù.
In base al censimento del 1993 la Cina ha una popolazione di 1.165.700.000 abitanti, con una densità di 123 unità per km2.
Nonostante la recente industrializzazione, la Cina continua a essere un paese principalmente rurale e agricolo dove l'urbanizzazione si è verificata attraverso un processo lento e graduale.
Durante la rivoluzione culturale si cercò di incentivare il trasferimento (temporaneo o permanente) dalla città alle zone rurali di giovani istruiti al fine di diffondervi capacità professionali che avrebbero dovuto ridurre la tendenza all'inurbamento. Il programma fu ridotto dopo la morte di Mao. Una politica a lungo termine prevede il trasferimento di 440 milioni di contadini, il 37% della popolazione, verso città già esistenti o nuove città entro il 2040.Il calo delle nascite verificatosi nel paese tra il trasferimento di 440 milioni di contadini, il 37% della popolazione, verso città già esistenti o nuove città entro il 2040.Il calo delle nascite verificatosi nel paese tra gli anni Cinquanta e Novanta è dovuto principalmente a iniziative del governo che hanno cercato di limitare l'eccessivo incremento demografico. In tempi recenti è stato imposto un limite al numero dei figli di un nucleo familiare ed è stato legalizzato l'aborto.
LINGUA E RELIGIONE
La lingua cinese comprende più di una dozzina di dialetti fra loro differenti. Le minoranze del paese possiedono una propria lingua come il mongolo, il tibetano, il miao. Il mandarino viene insegnato nelle scuole, di solito come seconda lingua, e la sua conoscenza è obbligatoria in tutto il paese. Il cantonese è il dialetto maggiormente usato dai cinesi all'estero, a causa delle grandi migrazioni verificatesi soprattutto dalla zona di Canton verso i paesi esteri.
Una delle prime azioni compiute dal Partito comunista cinese dopo il 1949, fu l'eliminazione ufficiale della religione di stato. In precedenza i credo dominanti erano il confucianesimo, il taoismo e il buddhismo, seguiti dal cristianesimo e dall'Islam; la maggior parte dei templi e delle scuole appartenenti a tali religioni furono trasformati in edifici civili. Con la costituzione del 1978, tuttavia, fu dato nuovamente assenso ufficiale alla divulgazione e alla pratica religiose, nonostante si siano precisati gli stessi diritti anche per quanto riguarda l'ateismo.
La professione del buddhismo tibetano, o lamaismo, rimane ancora vietata a causa della sua
relazione con il movimento tibetano indipendentista; si stima che, dopo l'occupazione cinese del1950, più di 2700 monasteri tibetani siano stati distrutti.
LA CUCINA
Le abitudini alimentari di un popolo sono sempre connesse a fattori storici, economici e religiosi.
Per i Cinesi esiste una Legge di vita chiamata TAO (la Via), che si manifesta attraverso l'azione di due forze contrapposte e complementari, lo Yin e lo Yang che sono i principi negativo e positivo della vita universale (il femminile ed il maschile, l'oscurità e la luce, il freddo ed il caldo, il salato ed il dolce).
Una scorretta alimentazione, secondo questa teoria, provoca l'indebolimento dello yin e dello yang presenti nei vari organo del corpo umano portandoli alla malattia ed alla morte.
La cucina cinese è la fusione di scienza culinaria (le tecniche di cottura), di filosofia culinaria (la scelta degli ingredienti) e di arte culinaria (la preparazione e la presentazione).
Condizioni ambientali, come la scarsità di combustibile da cucina, ha reso necessario tecniche di cottura che ne assicurano il massimo risparmio. Tagliare il cibo a pezzettini rende possibile friggerli a fuoco vivo in pochi minuti, oltre a conservare la ricchezza vitaminica. Anche la cottura al vapore richiede poco combustibile e mantiene i pregi degli alimenti.
Al di fuori dei giorni festivi i Cinesi avevano ed hanno tuttora una cucina semplice costituita da riso condito con qualche verdura e pezzetti di carne. In un paese prevalentemente agricolo sono l'orto ed il cortile a fornire il condimento al riso: cavolo, radici, galline, oche, anatre o sono i pesci d'acqua dolce come la carpa.
I ristoranti cinesi presenti in tutto il mondo offrono principalmente la cucina della Cina Meridionale, ossia la cucina di Canton o cantonese, la zona da cui sono emigrati il maggior numero di Cinesi.
Le preparazioni culinarie maggiormente conosciute sono: il riso alla cantonese, gli involtini primavera, i ravioli al vapore, la zuppa di pinne di pescecane e l'anitra alle foglie di canfora.
Festa delle lanterne
FOLKLORE
Numerose sono le ricorrenze e le festività cinesi, ma le più importanti sono cinque, cioè:
La festa delle lanterne:
Le sue origini risalgono al tempo dell’imperatore Wendi della dinastia Han occidentale il quale dichiarò il 15° giorno del primo mese lunare Festa delle Lanterne. A partire dal periodo di regno dell’imperatore Wudi della dinastia Han, si cominciò ad esporre le lanterne. Negli anni di Yongping (58 d.c.- 75 d.c.) della dinastia Han orientale, per diffondere il buddismo, l’imperatore Ming ordinò di accendere le lanterne nella corte imperiale e nei monasteri buddisti e di esporre le lanterne in tutte le famiglie. Così nacque la Festa delle Lanterne. Secondo la tradizione popolare, durante la festa si mangiano gli Yuanxiao, un tipico di dolce fatto con farina di riso glutinoso e ripieno di ingredienti dolci, che in Cina simboleggia la riunione, l’affetto e la felicità familiare. Sono anche noti come Tangyuan.
Cosa si fa:
Si osservano le lanterne e si mangiano gli Yuanxiao. In campagna si svolgono anche spettacoli e giochi come risolvere indovinelli scritti sulle lanterne, gare di danza Yangge, ecc.
La festa di primavera:
Affonda le sue radici nella società primitiva. Nella società agricola, l’arrivo del capodanno coincide con la stagione del riposo dal lavoro nei campi. I contadini che hanno lavorato sodo per un anno offrono sacrifici agli antenati ringraziando la grande natura per la sua offerta. Oggi, è la festa tradizionale più importante della Cina.
Cosa si fa:
l’ultimo mese dell’anno lunare, la gente comincia a impegnarsi nei preparativi per la festa della Primavera: fare spese, cucire abiti nuovi, offrire sacrifici alla divinità del forno e agli antenati. I familiari si riuniscono per rendere omaggio agli antenati, consumare la cena di capodanno, mangiare tortini di riso glutinoso e di miglio biondo, ravioli, minestra di ravioli di riso glutinoso. La danza del leone, le gare di gong e tamburi e le esposizioni delle lanterne sono eventi molto festosi e rumorosi del capodanno, soprattutto nelle campagne del sud della Cina.
La festa della Torcia:
Tanto tempo fa, secondo una leggenda delle etnie Lunan e Yi (soprannome delle etnie Sani e Yi), un diavolo sfruttava crudelmente la popolazione. Dopo la ribellione, per distruggere il castello del diavolo, la gente tagliò canne di bambù per farne delle torce. Legatele sulle corna e sulle zampe posteriori delle loro pecore, diressero il gregge con le torce accese verso il castello e lo distrussero. Per commemorare questa battaglia, è nata la festa della torcia.
Cosa si fa:
Si suonano lo Yueqin e il Lusheng, e si danza Dasanxuan, corse dei cavalli, gare di tiro con l’arco, giocare all’altalena, combattimento di buoi, lotta e falò.
Il fiume Miluo e il lago Dongting nel Hunan sono il luogo d’origine delle barche-drago. Qui è vissuto il grande poeta patriottico Qu Yuan. Il 5° giorno del quinto mese lunare cade la festa tradizionale Duanwu, in cui si svolgono le regate delle barche-drago di grande significato per la diffusione di questo tipo di manifestazione.
Cosa si fa:
Più di venti equipaggi provenienti da diversi paesi e regioni parteciperanno alle gare.
Festa di mezzo autunno
Era costume nazionale offrire sacrifici alla luna durante la festa di Mezzo autunno. In tempi molto antichi, le tribù primitive accendevano fuochi e danzavano in questa notte di luna piena per celebrare il buon raccolto. Secondo i primi ricordi storici, fin dalla dinastia Jin esisteva il culto della luna, che consisteva in celebrazioni e festeggiamenti musicali al chiar di luna. A partire dalla dinastia dei Song settentrionali, gli imperatori regolarono i sacrifici alla luna in autunno e nella notte di metà autunno li offrivano con accompagnamento di musica, con lo scopo di pregare per il buon raccolto.
Cosa si fa:
Offrire sacrifici alla luna e mangiare i dolci della luna. Gli anziani raccontano le leggende del Palazzo della Luna insieme alle figure di Chang E e della pianta di cassia. I letterati si radunano interno al banchetto componendo poesie.
CINA IL TERRITORIO
Per la diversità delle caratteristiche fisiche e climatiche il territorio della Cina viene solitamente diviso in due parti principali: la Cina Orientale o Cina Propria, e la Cina Occidentale o Cina Esterna. La Cina Orientale, attraversata da grandi fiumi, costituisce la parte fertile del Paese ed è anche quella più densamente popolata. Questo territorio comprende due grandi regioni: la Cina del nord-est, dove si trova la distesa fertile intorno al Fiume Giallo (Huang ho) e la pianura della Manciuria; la Cina meridionale formata da zone fertili e ricche d'acqua per la presenza dei due fiumi maggiori, il Fiume Azzurro (Yangtze kiang) e il Si kiang.
Se il litorale della Cina del nord-est si presenta basso ed uniforme, ad eccezione della penisola dello Shantung e del Liaotung, quello della Cina meridionale è molto inciso ed alto, tranne che in corrispondenza dello sbocco dei fiumi.
Anche i climi sono molto diversi: nella Cina del nord-est prevale un clima continentale, con inverni freddi e asciutti ed estati torride, poco piovose; il clima della Cina meridionale è decisamente caldo e umido, con abbondanti piogge monsoniche in estate e tifoni in autunno, che colpiscono le zone costiere.
La Cina Occidentale è composta da tre grandi regioni: Tibet, Sinkiang e Mongolia Interna. Il Tibet è un vastissimo altopiano situato a oltre 4.000 m di altezza, ed è delimitato a sud dalla catena dell'Himalaya che esclude ogni influenza monsonica, determinando nella zona un clima freddo e arido. Gli altipiani del Sinkiang e della Mongolia Interna sono meno elevati del Tibet, ma ugualmente aridi ed inospitali. Il Sinkiang è formato da due ampie depressioni: quella del Tarim, attraversata dal fiume omonimo, e più a nord quella della Zungaria che fu nei secoli passati la porta d'accesso alla Cina dall'Occidente, da cui passava anche la «via della seta».
L'altopiano della Mongolia Interna si estende ad est del Sinkiang e presenta a nord un vasto deserto sabbioso (Deserto dei Gobi) e steppe, e a sud praterie e colture.
Ad est questa regione termina con i Monti del Grande Khingan. Il clima della Cina Occidentale, che è lontana dalla costa, è inospitale.
La rete idrografica della Cina è sviluppata soprattutto nei territori orientali e la disposizione del suolo, che si abbassa da ovest ad est, fa sì che tutti i fiumi di questa zona sfocino nel Pacifico. I più importanti da nord a sud sono: l'Amur, che segna per un lungo tratto il confine tra la Cina (Manciuria) e l'Unione Sovietica; l'Huang ho (Fiume Giallo), che attraversa un altopiano ricoperto dal «loss», polvere gialla che il vento strappa ai deserti. Ha regime irregolare ed è soggetto a piene devastatrici; lo Yangtze kiang (Fiume Azzurro), navigabile per lungo tratto, che è considerato la grande via fluviale della Cina. Ha regime costante ed è anch'esso soggetto a piene, ma non rovinose come quelle dello Huang ho. Il Si kiang, che è il quarto fiume della Cina, anch'esso navigabile.
Nelle regioni occidentali della Cina i rari corsi d'acqua formati dallo scioglimento delle nevi, sono inghiottiti dalla sabbia o consumati dall'evaporazione. L'unico fiume di una certa consistenza è il Tarim, che attraversa il Sinkiang da ovest ad est per oltre 1.000 km e si perde poi nel deserto del Lob Nor.
I laghi sono numerosi nella parte orientale e nell'altopiano del Tibet.
Due culture diverse, due mondi distanti eppure sempre più a contatto. I rapporti tra Cina ed Europa si stanno intensificando, per ragioni di ordine sociale, culturale e soprattutto economico. Ma questo avvicinamento, questo progressivo incrociarsi delle due realtà è ostacolato da una serie di fattori strutturali che trovano la propria origine lontano nel tempo e che riescono a persistere, ancora oggi, nonostante l’incessante processo di globalizzazione. Le condizioni lavorative estreme, lo sviluppo non sostenibile, l’industrializzazione selvaggia: ecco solo alcune delle critiche mosse dagli occidentali al dragone giallo, tutte però animate dalla comune paura di cedere il passo ad uno sviluppo costante e capace di fagocitare gli altri mercati. Tuttavia la Cina può diventare una grande opportunità per l’Europa, piuttosto che una minaccia. Perché questo accada, è necessario che siano sviluppate, nell’Unione, politiche estere coesive che agevolino i rapporti con la Repubblica Popolare Cinese; e che il terrore nutrito nei confronti delle merci a basso costo che questa produce sia superato dalla fiducia nella progressiva liberalizzazione finanziaria che sta prendendo piede in Cina.
Cina
La Cina è lo stato più popoloso del mondo e il terzo per estensione;con un miliardo e duecentomila persone i cinesi costituiscono un quinto della popolazione mondiale.
La superficie del paese è di circa 9.536.499 kmq, la capitale è Pechino. Il nome del paese (Zhonghua, terra centale) deriva dall’antichissima credenza che esso fosse geograficamente il centro della terra e sede dell’unica ed autentica civiltà.
Territorio
Il territorio cinese è in prevalenza montuoso; la conformazione del territorio è complessa e solo il 12% della superficie complessiva del paese può essere considerata pianeggiante.
E’ delimitato a nord dalla Mongolia e dalla Russia; a nord-est dalla Russia e dalla Corea del Nord; a est dal Mar Giallo e dal Mar Cinese orientale; a sud dal Mar Cinese meridionale, dal Vietnam, dal Laos, dal Myanmar, dall’India, dal Bhutan e dal Nepal; a ovest dal Pakistan, dall’Afghanistan e dal Tagikistan; a nord-ovest dal Kirghizistan e dal Kazakistan.
La Cina può essere suddivisa i sei grandi regioni fisiche, differenti tra loro per confprmazione territoriale e per minoranze etniche:
- Il Nord-Ovest
- La Mongolia Interna
- Il Nord-Est
- Cina settentrionale
- Il Sud-Ovest
- Cina Meridionale
Popolazione
Il 93% della popolazione cinese appartiene al gruppo HAN, ossia i cinesi, relativamente omogeneo; tuttavia più di 70 milioni di persone appartengono a oltre cinquanta etnie, che si distinguono dagli han più per ragioni linguistiche e religiose che per caratteristiche razziali, e vengono collocate nel gruppo di cittadini NON-HAN. Le minoranze etniche più importanti sono i Zhuang,i Mancasi,gli Hui,i Miao, gli Uiguri, gli Yi,i Tujia,i Mongoli,i Tajiki,gli Jino,gli Hezen; un simile caleidoscopio di etnie che ha in comune ben poco. Le minoranze possono a ragione essere considerate uno dei fattori cruciali dell’esistenza della stessa Cina: vivendo nei loro territori, insediati alle porte del paese, hanno da sempre controllato le periferie che, nella visione della stessa civiltà cinese, non sono mai state considerate un elemento secondario, essendo la storia di questo paese sempre stata segnata profondamente dal rapporto con i propri “limiti”.
Il 22 febbraio 1952, il Consiglio Amministrativo ha adottato la Carta dei Principi di Autonomia delle Aree delle Nazionalità, con la quale sono stati stabiliti gli aspetti fondamentali della politica relativa alle autonomie regionali. Con questo documento, le zone autonome venivano articolate in tre tipologie principali, relativamente alla presenza etnica:
- Area abitata da una minoranza;
- Area caratterizzata dalla ragguardevole presenza di una minoranza e da diverse etnie minori;
- Area abitata da due o più minoranze relativamente numerose.
L’Autonomia promossa ha un carattere solamente territoriale bensì ad un’area che presenti sia una concentrazione abitativa sia una consistenza numerica di gruppo. L’Attenzione prestata alle minoranze ha soprattutto matrici politiche-economiche, infatti i territori che esse occupano costituiscono regioni di frontiera di notevole importanza strategica e inoltre il sottosuolo, di queste regioni, contiene la maggior parte delle risorse minerarie del paese.
Lingua e religione
La lingua cinese comprende più di una dozzina di dialetti fra loro differenti. Le minoranze del paese possiedono una loro lingua riconosciuta dal governo come mezzi ufficiali di comunicazione che lo Stato non solo adotta per rapportarsi con la popolazione, ma che vengono apprese anche dagli appartenenti al gruppo maggioritario impiegati in quella zona.
Il mandarino viene insegnato nelle scuole, di solito come seconda lingua, e la sua conoscenza è obbligatoria nell’intero paese; il cantonese è il dialetto maggiormente usato dai cinesi all’estero.
Una delle prime azioni compiute dal Partito comunista cinese dopo il 1949, fu l’eliminazione ufficiale della religione di Stato. I credo maggiormente diffusi sono il confucianesimo, il buddismo e il taoismo; i Tibetani sono lambisti e sono anche presenti alcune minoranze di islamici e cristiani.
Con la Costituzione del 1978, tuttavia, fu dato nuovamente assenso ufficiale alla divulgazione e alle pratiche religiose, nonostante si siano precisati gli stessi diritti anche per quanto riguarda l’ateismo. La professione del buddismo tibetano (lamaismo) rimane ancora vietata a causa della sua relazione con il movimento tibetano indipendentista; si stima che, dopo l’occupazione cinese del 1950, più di 2700 monasteri tibetani siano stati distrutti.
Istruzione e cultura
Nel 1949 l’80% della popolazione era analfabeta, mentre nel 1990 il tasso di analfabetismo si aggirava ancora intorno al 27%.Uno dei più ambiziosi programmi promossi dal Partito comunista fu di garantire un buon livello d’istruzione a tutta la popolazione;tra il 1949 e il 1951, più di 60 milioni di contadini frequentarono le “scuole d’inverno” (nei mesi in cui non erano dediti al lavoro nei campi).L’entrata delle minoranze nel sistema d’istruzione cinese ha necessariamente comportato una diffusione su più ampia scala dei valori e delle norme Han; gli insegnanti non solo trasmettono i valori Han, ma anche un pericoloso senso d’inferiorità delle culture locali: fin da piccoli, i bambini imparano che in quanto Va, Yi o Lahu vivono in uno stato di arretratezza. Questa sottile opera di cambiamento della mentalità viene rafforzata attraverso la visione “scientifica” propagandata dallo schema di sviluppo evolutivo della storia cinese che pone le minoranze ad uno stadio inferiore.
Nell’attuale sistema, gli studenti più capaci che frequentano le scuole superiori vengono vengono ammessi a corsi specializzati mirati a formare una èlite accademica. Dopo la scola secondaria gli studenti possono accedere a istituti di istruzione superiore, soprattutto a indirizzo tecnico-scientifico, o universitari.
I principali centri culturali del paese sono Pechino, Shanghai e Canton, che ospitano musei e monumenti di grande interesse; tra questi si citano la città proibita a Pechino, antica residenza imperiale oggi aperta al pubblico; il Museo di scienze naturali e il Museo d’arte e di storia, che custodisce una delle più interessanti collezioni d’arte della Cina, a Shanghai.
Ordinamento dello stato
La Cina è una dittatura socialista del proletariato sotto la guida del Partito comunista; la Repubblica popolare cinese si regge su una Costituzione promulgata nel 1982, la quarta dopo l’avvento del regime comunista. L’Assemblea nazionale del popolo è l’organo con i maggiori poteri; i suoi membri sono eletti per cinque anni attraverso una serie di elezioni indirette.
L’Ordine civile in Cina è da sempre affidato alle famiglie o ai governi locali e non è mai stato creato un sistema giudiziario ufficiale.
A partire dal 1978 il paese si è impegnato ad adeguare il proprio ai sistemi dei paesi occidentali e, dal 1982, i cinesi hanno acquisito il diritto ad avere una difesa legale. Attualmente l’ organo più alto è la Corte Popolare Suprema.
Storia cinese
Reperti archeologici scoperti nelle vicinanze di Pechino attestano L’esistenza dell’Homo Erectus in quella regione 460.000 anni fa. Verso il 5000 a.C. una civiltà agricola sorse in Cina orientale nella valle dello Huang He: essa sviluppò le due cosiddette culture della terracotta, la cultura Yang Shao e la cultura di Longshan.
La tradizione vuole che la prima dinastia cinese fosse la dinastia Xia, ma è la dinastia Shang quella di cui si hanno i più antichi reperti storici.
Durante il IV secolo a.C. lo stato di Ch’in avviò un ambizioso programma di riforme amministrative, economiche e militari e riuscì a soggiogare tutti gli altri Regni combattenti.
Shi Huangdi avviò una politica di conquista; la più nota impresa Ch’in fu comunque il completamento della Grande Muraglia.
Alla fine, nel 220, uno dei più valorosi generali dell’impero Han si impossessò del trono e diede inizio alla dinastia Wei. La sua autorità fu però presto messa in discussione da altri capi militari: la dinastia Shu Han fu stabilita nella Cina sud-occidenale, mentre una dinastia Wu comparve nel sud-est. Durante il periodo detto dei “tre regni” la Cina fu attraversata da una guerra incessante. Nel 265 Sima Yan usurpò il trono e stabilì la dinastia Chin occidentale;entro il 280 egli aveva già riunito il Nord e il Sud della Cina sotto il suo regno, ma alla sua morte l’impero tornò a sgretolarsi, nuovamente preda delle lotte per il potere.
Le tribù turco-mongole approfittarono della debolezza del governo per acquisire nuovi pascoli nel fertile bassopiano cinese. Le invasioni iniziarono nel 304 e si succedettero ininterrottamente per tre secoli. Nel Sud del paese si susseguirono quattro dinastie cinesi. Nel Nord, nel 386 si affermò la dinastia turca dei Wei del Nord e il cinese divenne la lingua ufficiale. Nel 534 la ribellione dei capi tribù all’autorità centrale dell’imperatore determinò la fine della dinastia.
La dinastia Sung riuscì a porre fine al cinquantennio di lotte intestine seguito al crollo della dinastia Tang. Quest’epoca viene comunemente suddivisa nel periodo dei Sung del Nord e in quello dei Sung del Sud. I sovrani Sung favorirono lo sviluppo agricolo e, inoltre, fiorirono l’artigianato, il commercio e vennero aperte nuove vie di comunicazione. I commercianti cinesi tornarono a spingersi oltre i confini del loro paese.
Una minaccia costante fu però rappresentata dagli imperi confinanti: a Nord la dinastia Mongolo-khitana di Liao costrinse i sovrani Sung a riconoscerle le precedenti acquisizioni della Manciuria e della Mongolia Interna. Nel 1125 l’impero Liao venne a sua volta vinto dalla dinastia tungusa dei Jin, che allontanarono i Sung dai loro domini settentrionali spingendoli a Sud.
Nel 1206 tutte le tribù mongole si riunirono sotto la guida di Gengis Khan e iniziarono una campagna di conquiste che diede origine al più grande impero del tempo.
Il XIX secolo si aprì all’insegna della crisi irreversibile del sistema di governo imperiale e del costante intensificarsi delle pressioni occidentali e giapponesi per una maggiore apertura dei mercati cinesi. Fu la questione delle origini commerciali tra Cina e Gran Bretagna a dare origine al primo grande conflitto. Gli inglesi volevano estendere i loro scambi commerciali; la Cina non aveva alcun interesse ad incrementare le proprie attività commerciali con l’occidente. Nel 1839 funzionari cinesi confiscarono e distrussero grandi quantitativi di oppio stivati nelle navi inglesi all’ancora nel porto di Canton, e imposero controlli severissimi alla comunità inglese della città. Il rifiuto inglese di adeguarsi a queste disposizioni portò all’aprirsi delle ostilità.
Nel corso della prima guerra mondiale, il Giappone cercò di stabilire il suo dominio sulla Cina. La tardiva entrata in guerra della Cina a fianco degli Alleati nel 1917 ebbe l’unico scopo da assicurarsi un posto al tavolo della pace e un'oppurtunità di contrastare le ambizioni giapponesi. A Versailles il presidente americano Woodrow Wilson si mostrò troppo interessato a dar vita alla Società delle Nazioni per permettersi di affrontare in modo adeguato il problema cinese e correre così il rischio di perdere il sostegno del Giappone.
Delusi dal cinismo mostrato dalle potenze occidentali, i cinesi rivolsero le loro attenzioni all’Unione Sovietica, rappresentata in patria dal partito comunista cinese, fondato a Shanghai nel 1921 e che contava tra i suoi primi membri Mao Zedong; dalla base militare del partito iniziò la campagna di liberazione nazionale dei Signori della guerra. Il nuovo governo dovette così affrontare l’opposizione dei Signori della guerra e agli inizi degli anni trenta la rivolta comunista guidata da Mao Zedong; egli costituì una Repubblica sovietica sostenuta da un forte esercito e appoggiata dai contadini.Nel 1937 la penetrazione giapponese in Cina sfociò in una vera e propria guerra. Entro il 1938 il Giappone aveva invaso maggior parte della Cina nordorientale. Nel 1945, subito dopo la resa del Giappone, la guerra civile riprese, nonostante tentativi di mediazione operati dagli americani.
Il nuovo regime diede vita a una struttura di governo fortemente centralizzata. Obbiettivo prioritario del nuovo regime fu la trasformazione della Cina in una società socialista. Per ristrutturare radicalmente l’economia, distrutta da decenni di guerre interne, i comunisti adottarono misure rigorose nel controllo dell’inflazione, organizzarono gli agricoltori in cooperative e si impegnarono a fondo in un programma teso ad aumentare la produzione nelle campagne, mentre l’industria venne gradualmente nazionalizzata.
La Cina ed il Giappone
Nel 1645 crollò, dopo un lungo periodo di disordini economici e sociali, la dinastia cinese dei Ming ed il paese fu travolto dai Manchu. Dopo una generazione di pesante dominio, la dinastia dei Manchu finì per essere assimilata alla civiltà cinese che condusse il paese ad una lunga fase di sviluppo.
In Giappone le guerre feudali si chiusero all'inizio del XVII secolo. L'affermazione delle armi (che furono introdotte dai Portoghesi) aveva fatto compiere, in pochi decenni, un balzo di secoli alla tecnologia giapponese. Dopo un periodo di apertura ai mercanti europei, la dinastia al potere espulse gli stranieri ed impose al Giappone una totale chiusura economica e culturale, che sarebbe durata fino alla metà del 1800.
La Cina (REPUBBLICA POPOLARE CINESE), in cinese Zhonghua Renmin Gongheguo, si estende all'incirca tra il 18° e il 54° di lat. N e il 74° e il 135° di long. E.
CONFINI:
SUD: Hong-Kong, Vietnam, Laos, Birmania, India;
SUD/OVEST: Bhutan, Nepal, Pakistan e Afghanistan; NORD/OVEST: Tagikistan, Kirghizistan e Kazakistan;
NORD: Mongolia ;
NORD/EST: Russia e Corea del Nord.
TERRITORIO
L’immenso territorio si divide in due regioni diverse tra loro per caratteristiche geografiche e insediamenti umani: la Cina orientale, con pianure fertili e popolatissime, e la Cina occidentale, resa inospitale dalla presenza di alte montagne, altipiani, deserti, e quasi del tutto disabitata.
I rilievi sono concentrati per lo più nella zona nordoccidentale del territorio: a nord la catena del Grande Kinghan; a ovest i monti Grandi Altaj e il gigantesco arco di montagne formato dai monti del Tian Shan,del Pamir, e dalle catene del Karakorum e dell’Himalaya, tra le quali si dipartono perpendicolarmente i monti Kunlun Shan che costituiscono il limite settentrionale del Tibet, il più vasto ed elevato altipiano cinese.
Gli altri due grandi altipiani sono il Sinkiang a nord-ovest e l’Altopiano del Loess a nord-est.
A nord, circondate dalle catene del Kunlun e del Tian Shan, ci sono le distese sabbiose del deserto di Taklimakan. Altre regioni desertiche sono la Zungaria e la Mongolia cinese dove troviamo il deserto del Gobi.
La Cina orientale, la cosiddetta Cina Propria, comprende le vaste pianure percorse dal fiume Giallo (Huang He) e dal fiume Azzurro (Chang Jiang) e un’ampia zona collinare nella sua parte meridionale.
I principali fiumi sono lo Huang He (Fiume Giallo) e il Chang Jiang (Fiume Azzurro).
L’Huang He nasce dalle pendici del Kunlun, nel Tibet e durante il suo corso erode il terreno trascinando con sé enormi quantità di loess che gli danno la caratteristica colorazione gialla.
Il Chang Jiang nasce anche lui in Tibet. E’ il maggiore corso d’acqua della Cina ed è collegato all’Huang He dal Canale Imperiale costruito nel 1200.
I laghi sono veri e propri piccoli mari interni isolati: il Dongting e il Poyang svolgono la funzione di immensi bacini-serbatoi per il Chang Jiang.
CLIMA
Sono molti i climi che troviamo in Cina, in relazione alla latitudine, al rilievo, alla lontananza dal mare.
Nella parte meridionale, attraversata dal Tropico del Cancro, sono sensibili le influenze dei monsoni: le piogge sono abbondanti in estate, le temperature medie sono sempre elevate e l’escursione termica annua è contenuta.
Più a nord le differenze stagionali di temperatura sono più marcate e le precipitazioni estive più abbondanti.
In Manciuria le temperature medie diventano nettamente più basse: qui si fanno sentire gli influssi del nord; l’escursione termica annua è consistente e in inverno il termometro scende anche a 20°C sotto lo zero.
Verso l’interno l’elemento dominante del clima è l’aridità: nella Cina occidentale troviamo infatti i deserti freddi, caratterizzati, oltre che dall’assenza di precipitazioni regolari, da forti escursioni termiche annue. Le medie raggiungono i -15°C d’inverno e i +33°C d’estate.
POPOLAZIONE
Il miliardo e oltre di abitanti della C. (numero per il quale il paese è al primo posto nel mondo) si divide in cinesi propriamente detti (Han), che rappresentano oltre il 93% del totale, e altri cinquanta e oltre gruppi etnici (Tibetani, Mongoli, Manciù, Coreani, Miao, Yi, ecc.), che si differenziano gli uni dagli altri per religione, lingua, genere di vita, grado di evoluzione sociale ed economica, oltre che naturalmente per numero.
Genericamente parlando, la C. non è sovrappopolata: la sua densità media è infatti di soli 127 ab. per km². Ma circa il 90% degli abitanti vive su un sesto soltanto del territorio nazionale (Cina orientale). Basti considerare a tal proposito l'enorme sproporzione che esiste tra una regione, come il Tibet, con meno di 2 ab. per km² e i 2.174 ab. per km² di una municipalità come Shanghai.
A differenza di altri Stati asiatici (India), qui il rapporto città-campagna ha conservato un certo equilibrio: anche se la popolazione delle città ha raggiunto ormai il 33% del totale, ed esistono metropoli sovraffollate (Pechino, Shangai), molti cinesi vivono ancora nei tradizionali villaggi agricoli trasformati dalla rivoluzione in “comuni popolari”.
Esiste un’unica scrittura, di tipo ideografico, ma non un’unica lingua: gli Han ne parlano almeno tre nelle diverse zone del loro insediamento. Attualmente viene considerata lingua ufficiale il dialetto della capitale Pechino.
Le religioni tradizionali hanno oggi una diffusione limitata: il buddismo è praticato nel Tibet, il confucianesimo, nato in Cina 2500 anni fa, è per lo più un fenomeno del passato.
ECONOMIA
Dopo l'instaurazione della Repubblica Popolare Cinese nel 1949, l'economia del paese ha attraversato una movimentata evoluzione che l'ha trasformata completamente. Il primo piano quinquennale (1953-1957) diede la priorità all'industria pesante: si sviluppò così una rete di nuovi impianti industriali, mentre l'artigianato forniva i beni di consumo necessari e l'agricoltura veniva progressivamente collettivizzata.
Le fonti energetiche, base dell'industria, sono grosso modo distribuite in tre settori, in ciascuno dei quali predomina una di esse. Il Sud, il Sud-Est e il Centro posseggono, grazie soprattutto al Chang Jiang, il 70% del potenziale idroelettrico del paese (che è il maggiore del mondo) e quasi tutte le maggiori dighe.
Il Nord e il Nord-Est sono ricchi soprattutto di carbone di cui la Cina è il primo produttore mondiale.
Tutta l'area settentrionale del territorio cinese è ricca soprattutto di petrolio.
Le altre risorse minerarie, notevolissime, unite agli enormi giacimenti di carbone garantiscono alla C. la possibilità di avere un'industria metallurgica e un'industria chimica poderose e ben diversificate. Tra i principali metalli estratti: ferro, tungsteno (di cui possiede i più ricchi giacimenti del mondo), antimonio, manganese, stagno, rame, zinco, piombo e cinabro.
Le tendenze dell'industrializzazione dopo il 1949 sono caratterizzate da: utilizzazione delle installazioni preesistenti, installazione di impianti nelle regioni poco industrializzate dell'Ovest, del Nord e del Sud-Est mediante la trasformazione dei grandi centri dell'interno in basi manifatturiere complete.
La produzione agricola si basa soprattutto sulla coltivazione di cereali: anzitutto riso (Centro e Sud), che fornisce il 50% della produzione cerealicola totale e di cui la C. è primo produttore mondiale, seguito da frumento (Nord e Nord-Est), mais (tutte le regioni collinari), orzo, miglio, ecc. Di grande importanza anche patate, patate dolci e manioca, soia, sesamo, zucchero.
Importante anche la produzione di tè che pone la C. al secondo posto, dopo l'India, nella produzione mondiale. Il cotone rappresenta la più importante coltura industriale. L’allevamento comprende principalmente suini, ovini, caprini, bovini e bufali.
La pesca, per la quale la C. si colloca al terzo posto nel mondo, fornisce 11,3 milioni di tonnellate di pescato ogni anno.
Un settore di notevole importanza per il futuro sviluppo dell’industria cinese è quello siderurgico, favorito dall’enorme disponibilità di carbone e di minerali di ferro.
I maggiori impianti sorgono nella zona del fiume Chang Jiang, a Taiyuan, a Shangai e a Pechino.
L’industria cinese è da poco tempo divisa in due categorie. La prima comprende l’industria dell’interno del paese, di proprietà statale. I manufatti di queste industrie sono di bassa qualità e non trovano acquirenti al di fuori delle zone di produzione. Lo stato le mantiene aperte anche quando sono in perdita, per evitare di effettuare massicci licenziamenti.
La seconda categoria di industrie comprende i centri della costa, le “zone economiche speciali”.
Qui sorgono industrie moderne di proprietà mista (stato, privati) che sfruttano la manodopera locale. La loro produzione di biciclette, tessuti e giocattoli è totalmente esportata all’estero e crea serie preoccupazioni agli altri paesi del Sud Est Asiatico, che non riescono ad essere concorrenziali con la Cina.
CITTÀ’ PRINCIPALI
PECHINO
E’ la capitale, sorge all’estremo limite settentrionale della Grande Pianura, dove un tempo correva la frontiera con i popoli del nord. Già secolare capitale dell’Impero prima che venisse proclamata la repubblica, la città si presenta ai giorni nostri divisa in due parti concentriche, racchiuse in cinte di mura: al centro si trova il più importante complesso monumentale cinese, la “Città Proibita”, antica sede della corte imperiale, e così chiamata perché nessuno che non appartenesse a essa vi poteva accedere.
Al di la inizia la città moderna, percorsa dai grandi viali alberati.
Pechino, come molte capitali, svolge numerosi ruoli: ospita le maggiori attività politiche, amministrative e culturali dello Stato, ha fabbriche artigianali che producono oggetti tipici, e impianti industriali di grandi dimensioni.
SHANGAI
Con oltre 12 milioni di abitanti, è la più affollata metropoli cinese, e una delle maggiori del mondo; situata non lontano dalla foce del Chang Jiang, è il primo porto commerciale.
TIANJIN
A breve distanza da Pechino, ha circa 6 milioni di abitanti. Costruita, nella parte moderna, secondo i canoni dell’architettura occidentale: grandi palazzi nei quali trovano posto gli uffici e le sedi commerciali delle imprese, e ampi viali.
STORIA
Le condizioni geografiche hanno esercitato un'indubbia influenza sullo sviluppo della civiltà cinese, il cui nucleo più antico ebbe, quale luogo di origine, il bacino del Fiume Giallo: l'Huang he. Il mito locale pone alle origini della storia cinese una serie di sovrani che avrebbero regnato in un'epoca molto antica.
Era comunque uno Stato feudale nel quale le varie signorie erano più o meno autonome e in lotta col potere centrale.
Tra il 551 e il 479 a.C. vennero elaborati i fondamenti di quella struttura politica che la C. conservò fino all'inizio del XX sec.
250 anni prima di Cristoi diversi stati in cui era diviso il paese vennero unificati dal re di Ch’in, che prese il titolo di Primo Imperatore e per bloccare le incursioni dei popoli delle steppe iniziò la costruzione della Grande Muraglia, lunga più di 2.000 km.
L’amministrazione dello stato venne affidata a un ceto di funzionari (mandarini) che da allora, sotto tutte le numerose dinastie che si susseguirono nei secoli, perfezionarono gli strumenti del loro governo, costituendo la più potente “burocrazia” della storia.
Invasioni ed espansioni territoriali furono vicende ricorrenti nella storia cinese; la più importante fù l’invasione dei Mongoli, gli allevatori nomadi delle steppe da sempre nemici dei cinesi: arrivarono da nord circa 700 anni fa e non vennero cacciati che un secolo e mezzo più tardi.
Circa 400 anni fa arrivarono in Cina i Portoghesi e, insieme a loro, i primi missionari.
La storia contemporanea della C. si può far risalire alla cosiddetta «guerra dell'oppio» (1840-1842), scoppiata tra Inghilterra e C., che fu in realtà una guerra per l'apertura del paese all'Occidente.
Il governo britannico ottenne l'apertura di cinque porti e la cessione dell'isola di Hong-Kong.
Altri trattati concedettero subito dopo privilegi analoghi agli Stati Uniti e alla Francia.
Nel 1899 scoppiò un grande moto popolare, quello dei boxers, che dilagò sino a Pechino, dove le legazioni vennero assediate (21 giugno 1900) e i rinforzi inviati in aiuto respinti. La corte lasciò fare e sottomano incoraggiò i ribelli; per liberare le legazioni fu necessaria addirittura una spedizione internazionale che conquistò e saccheggiò Pechino (14 agosto).
Nel 1912 la proclamazione della repubblica mise fine all’Impero millenario. Seguirono decenni di lotte interne tra due oposti partiti, quello nazionalista del Kuomintang guidato da Ciang-kai-shek, e quello comunista con a capo Mao Zedong.
Dopo una lunga tregua negli anni della seconda guerra mondiale, per combattere il Giappone aggressore, si riaccese la guerra civile: alla fine prevalsero i comunisti, che nel 1949 proclamarono la Repubblica Popolare Cinese, riconosciuta subito dal governo di Mosca.
La politica interna di Mao fu quella del passaggio graduale al socialismo attraverso una serie di vaste riforme: la prima fu la riforma agraria, che si concentrò nell'espropriazione dei latifondi e nella distribuzione della terra ai contadini.
Con gli anni peggiorarono i rapporti con l'URSS che si spezzarono definitivamente dopo il 1960 dividendo il blocco comunista in due tronconi, uno in prevalenza europeo, stretto attorno a Mosca, e uno in prevalenza asiatico che guardava verso Pechino.
Nel 1971 la Cina venne ammessa all'ONU.
Nella prima metà degli anni Ottanta il nuovo gruppo dirigente ottenne notevoli successi nella politica delle modernizzazioni, specie in quella dell'agricoltura, che, collettivizzata, raddoppiò già nel 1982 la produzione. Sulla scia delle innovazioni interne, sempre più intensi si fecero anche i rapporti con l'estero, che hanno visto in particolare il riavvicinamento con l'URSS.
I disordini di piazza Tiennamen a Pechino nel 1989, sedati nel sangue dalle truppe governative, rivelano comunque una ferma opposizione alla democrazia politica e al riconoscimento dei diritti umani.
Capo dello Stato dal 1993 è Jiang Zemin che ricopre anche la funzione di segretario generale del PCC dal 1987.
IL MASSAGGIO CINESE
Di dottor Vito Marino
Secondo una leggenda molto diffusa in Cina, il massaggio fu inventato da un Maestro di Qi Bo, il medico di Huang Ti, l'Imperatore Giallo, Jiu Da-Ji, che sarebbe vissuto nel XXXV° secolo a. C., anche se ovviamente nessun documento lo può provare.
I primi documenti scritti risalgono alla dinastia Shang (1520-1066 a. C. circa), consistono in iscrizioni fatte su gusci di tartaruga e su scapole di bovini, e parlano di una forma di massaggio praticato da sciamani (Bi).
Anche se una certa forma di "specializzazione " esisteva nel campo medico già durante la dinasta Zhou (1066-771 a. C. circa), e distingueva Medici che si occupavano della nutrizione (Shi Yi), Medici Internisti (Ji Yi), Medici della pelle, che corrispondevano agli attuali chirurghi e ai dermatologi (Yang Yi), e Veterinari (Shou Yi), il massaggio diventa però una disciplina indipendente a partire dalla dinastia Sui (581-618 d. C.). In questo periodo fu fondata un'Amministrazione Imperiale della Medicina, che distinse quattro specializzazioni mediche:
1. Medicina Interna
2. Agopuntura
3. Massaggio
4. Psicologia (cura cioè delle malattie attraverso la preghiera e altri rituali).
Con la dinastia Song (960-1279 d. C.) la corrente filosofica del Neo-confucianesimo domina la Cina. Per i seguaci di questo pensiero il corpo dell'uomo è visto come qualcosa che non ci appartiene, perché proviene dai nostri genitori, per cui non abbiamo il diritto di mostrarlo agli altri. Questa concezione così fortemente pudica rese ovviamente impossibile la pratica del massaggio, che subì un rallentamento rilevante del suo sviluppo e, infine, fu soppresso dall'Accademia Imperiale di Medicina. Malgrado ciò, la figura del Maestro di Massaggio continuò per tutto questo periodo ad esistere nella organizzazione statale.
Sotto la dinastia dei Ming (1368-1644 d. C.) è reintrodotto nell'Accademia Imperiale di Medicina l'insegnamento del Massaggio come disciplina medica, ed in particolare in questo periodo si sviluppa notevolmente il massaggio pediatrico, poiché il fatto che i bambini si spogliassero era tollerato, e inoltre il massaggio non era doloroso come per esempio l'agopuntura, e quindi più accettato dai piccoli pazienti.
Con la dinasta Qing (1644-1911 d. C.), l'ultima dell'Impero Cinese, viene di nuovo soppressa la sezione didattica di Massaggio da parte dell'Accademia Imperiale di Medicina.
Nel 1928, con l'avvento della Repubblica Popolare Cinese, il governo vietò l'insegnamento della Medicina Tradizionale Cinese (MTC) con una legge approvata dal Parlamento; il popolo si ribellò, ma nel 1936 fu approvata un'altra legge che proibiva anche la pratica della MTC.
Nel 1949 la Cina si separa in Cina Nazionalista e Repubblica Popolare Cinese; la MTC non è ancora completamente riabilitata ma la sua pratica non è più vietata.
Nel 1953 Mao Zedong fece nascere 27 Facoltà di MTC, una in ognuna delle 27 Provincie della Cina.
La prima Scuola di Massaggio Cinese viene fondata a Shangai.
Nel 1960 il Massaggio Cinese è utilizzato ufficialmente in tutte le branche della MTC.
Durante il periodo della Rivoluzione Culturale l'utilizzo del massaggio viene ufficialmente limitato alla cura di tre patologie: l'ernia del disco, le distorsioni, la lombalgia, anche se di fatto continua ad essere praticato in altre patologie, e soprattutto in Medicina Estetica.
Nel 1979 le Facoltà di MTC ripristinano le Sezioni di Massaggio Cinese.
Nel 1987 nasce la prima Associazione Medica Nazionale di Massaggio Cinese.
Il Massaggio Cinese ha molte caratteristiche che ne auspicherebbero la massima diffusione:
1. E' economico. E' un trattamento che non richiede alcuno strumento o attrezzatura particolare. Può essere praticato in tutte le situazioni e dovunque.
2. Il suo apprendimento è relativamente semplice. Può essere praticato a vari livelli di approfondimento, anche solo, per esempio, da interessati a livello amatorie e personale. E' chiaro che il suo utilizzo in campo terapeutico e in presenza di vere e proprie patologie richiede una buona conoscenza delle teorie della MTC.
3. Dà risultati stabili e sicuri. Il Massaggio Cinese non ha in sostanza effetti collaterali: se la diagnosi è corretta, la scelta dei punti, dei meridiani (vedi dopo) e delle zone da trattare è appropriata, se infine si scelgono e si eseguono correttamente le tecniche adatte, i risultati sono sicuri e stabili, vista la sperimentazione clinica che dura da millenni e su un numero enorme di pazienti.
4. E' efficace in quasi tutte le branche della medicina. Il Massaggio Cinese si può praticare in quasi tutte le patologie, anche se le indicazioni più correnti sono le malattie pediatriche e le malattie croniche magari in associazione con altri metodo terapeutici, e disturbi dell'apparato locomotore, come le sciatalgie e i disturbi dovuti ad ernie del disco intervertebrale, infiammazioni dell'articolazione della spalla, malattie muscolari, artriti ed artrosi, etc., in cui può essere a volte il metodo di cura di scelta.
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Il Massaggio Cinese agisce attraverso un'ampia varietà di manipolazioni che permettono di regolare il flusso del sangue e della energia del corpo, che scorrono in maniera privilegiata lungo dei percorsi chiamati Jing-Luo, o "Canali e Collaterali", percorsi che hanno un tragitto sulla superficie del corpo e un tragitto all'interno del corpo. La normale circolazione del sangue e dell'energia si manifesta con la salute, l'equilibrio cioè tra yin e yang, termini che indicano in generale gli aspetti opposti e complementari di tutte le funzioni organiche e di tutti i fenomeni naturali. Quando il sangue e l'energia non circolano armoniosamente, si ha la malattia.
Le azioni generali del Massaggio Cinese possono essere descritte anche come:
1. Regolazione dell'attività del sistema nervoso;
2. Rafforzamento delle capacità di difesa del corpo rispetto alla possibilità di ammalarsi;
3. Migliorare il nutrimento dei tessuti, la circolazione del sangue, l'elasticità delle articolazioni.
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Le controindicazioni al Massaggio Cinese sono poche, e riguardano essenzialmente lo stato di gravidanza, le patologie dermatologiche, le malattie mentali perché il paziente non è in grado di collaborare, e la presenza di mestruazioni, in questo caso non vanno massaggiate le zone lombosacrali e addominali, perché in caso contrario il flusso mestruale si può prolungare.
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Prima dell'inizio di un trattamento di Massaggio Cinese il paziente dovrà svuotare il colon e la vescica. Il paziente sarà a digiuno da un'ora e non mangerà per un'ora dopo il massaggio. Iniziare il trattamento con delle manovre leggere. Le manovre dovranno essere alternativamente ora leggere ora forti. Il paziente non dovrà alzarsi bruscamente dopo la seduta. Uno o due giorni dopo il primo trattamento il paziente può avere un'accentuazione dei suoi disturbi, comunque transitoria. Fenomeni come un aumento della sudorazione, stanchezza, sonnolenza, aumento dell'urinazione, sono considerati segni positivi di reazione dell'organismo.
CINA

Bandiera: la stella più grande rappresenta il partito comunista, le quattro stelle più piccole simboleggiano contadini, operai, borghesi, capitalisti.
Paese dell'Asia orientale, il più popoloso del mondo e il terzo per estensione.
Capitale: Pechino.
Superficie: 5.536.000 Kmq..
Inno: "la marcia dei volontari".
Moneta: yuan.
Massima altitudine: Monte Everest.
Massima depressione: depressione di Turfan.
Gruppi etnici: han (cinesi), tibetani, mongoli.
Lingua: cinese mandarino, tibetano, mongolo e almeno altre 40 lingue minori.
Religione: ateismo, buddhismo, confucianesimo, taoismo.
Nome ufficiale: Repubblica Popolare Cinese.
Confini:
- Nord: Mongolia e Russia;
- Nord - est: Russia e Corea del Nord;
- Est: mar Giallo e mar Cinese orientale;
- Sud: mar Cinese meridionale, Vietnam, Laos, Myanmar, India, Bhutan e Nepal;
- Ovest: Pakistan, Afghanistan e Tagikistan;
- Nord - ovest: Kirghizistan e Kazakistan.
Territorio
Il continente comprende più di 3400 isole, la più importante delle quali, Hainan Dao situata nel mar Cinese meridionale. Il territorio cinese è così esteso da comprendere regioni fisiche tra loro molto diverse. I rilievi più imponenti si trovano nelle aree occidentali del continente e comprendono catene quali il Tian Shan, il Kunlun Shan e l'Himalaya. Le zone montuose - ricche di risorse idriche e minerarie - occupano circa il 43% del territorio e cingono una serie di altipiani e bacini; questi ultimi, prevalentemente collinari, si situano soprattutto nelle regioni aride. Solo il 12% della superficie complessiva del paese può essere considerato pianeggiante.
Regioni fisiche
La Cina può essere suddivisa in sei grandi regioni fisiche, ognuna delle quali con proprie peculiari caratteristiche:
Il Nord-ovest
Area sabbiosa e rocciosa, è una regione piuttosto fertile dove l'agricoltura viene praticata grazie a estesi sistemi di irrigazione.
La Mongolia interna
Altopiano caratterizzato da deserti di sabbia, roccia e ghiaia che a est digrada in fertili steppe.
Il Nord-est
Comprende tutta la Manciuria a est della catena del Grande Khinghan: si tratta di una vasta e fertile pianura circondata da monti e colline.
Cina settentrionale
La più vasta area pianeggiante del paese, il cui fertile terreno ricco di limo è intensamente coltivato.
Cina meridionale
Valle del Chang Jiang e le numerose regioni del Sud. La valle del grande fiume consiste in una serie di bacini i cui fertili terreni alluvionali sono solcati da canali navigabili e costellati da laghi.
L'altopiano del Tibet
L'estrema regione sudoccidentale del continente è occupata dall'altopiano del Tibet che, con una media di 4510 m sul livello del mare, è la regione più elevata della Terra. E' attraversato da numerose catene montuose quali l'Himalaya, il Pamir e il Karakoram.
Qui si trovano le sorgenti di molti fiumi importanti del Sud-Est asiatico come l'Indo, il Gange, il Brahmaputra, il Mekong, il Chang Jiang e lo Huang He (Fiume Giallo).
Idrografia
I tre più lunghi fiumi del Paese (Chang Jiang, Huang He e Xi Jiang) scorrono da ovest a est e sfociano nell'oceano Pacifico. Il fiume più settentrionale della Cina, l'Amur, segna la maggior parte del confine con la Russia. Il fiume più importante della Cina settentrionale è lo Huang He, le cui piene hanno avuto conseguenze spesso disastrose: nasce nell'altopiano del Tibet per poi confluire nel mar Giallo. Il Chang Jiang, è il più lungo del continente asiatico. Il fiume Xi Jiang, che sfocia presso Canton, forma il principale sistema idrico della Cina meridionale.
La maggior parte dei laghi più importanti del paese si trova lungo il medio e basso corso del Chang Jiang, come il Dongting e il Poyang Hu che costituiscono importanti bacini di riserva idrica.
Nell'altopiano tibetano sono presenti numerosi laghi di acqua salata, il maggiore dei quali è il paludoso lago Qinghai, situato nella bassa zona nordorientale.
In tutto il paese sono stati creati più di duemila bacini artificiali al fine di agevolare l'irrigazione dei terreni ed evitare gravi inondazioni; di questi il più esteso è il Long Men, sullo Huang He.
Popolazione
Il 93% della popolazione cinese è di etnia han; gli altri sono gli zhuang, i miao, i tibetani, i mongoli ed i manciù.
In base al censimento del 1993 la Cina ha una popolazione di 1.165.700.000 abitanti, con una densità di 123 unità per km2.
Nonostante la recente industrializzazione, la Cina continua a essere un paese principalmente rurale e agricolo dove l'urbanizzazione si è verificata attraverso un processo lento e graduale.
Durante la rivoluzione culturale si cercò di incentivare il trasferimento (temporaneo o permanente) dalla città alle zone rurali di giovani istruiti al fine di diffondervi capacità professionali che avrebbero dovuto ridurre la tendenza all'inurbamento. Il programma fu ridotto dopo la morte di Mao. Una politica a lungo termine prevede il trasferimento di 440 milioni di contadini, il 37% della popolazione, verso città già esistenti o nuove città entro il 2040.Il calo delle nascite verificatosi nel paese tra gli anni Cinquanta e Novanta è dovuto principalmente a iniziative del governo che hanno cercato di limitare l'eccessivo incremento demografico. In tempi recenti è stato imposto un limite al numero dei figli di un nucleo familiare ed è stato legalizzato l'aborto.
Lingua e religione
La lingua cinese comprende più di una dozzina di dialetti fra loro differenti. Le minoranze del paese possiedono una propria lingua come il mongolo, il tibetano, il miao. Il mandarino viene insegnato nelle scuole, di solito come seconda lingua, e la sua conoscenza è obbligatoria in tutto il paese. Il cantonese è il dialetto maggiormente usato dai cinesi all'estero, a causa delle grandi migrazioni verificatesi soprattutto dalla zona di Canton verso i paesi esteri.
Una delle prime azioni compiute dal Partito comunista cinese dopo il 1949, fu l'eliminazione ufficiale della religione di stato. In precedenza i credo dominanti erano il confucianesimo, il taoismo e il buddhismo, seguiti dal cristianesimo e dall'Islam; la maggior parte dei templi e delle scuole appartenenti a tali religioni furono trasformati in edifici civili. Con la costituzione del 1978, tuttavia, fu dato nuovamente assenso ufficiale alla divulgazione e alla pratica religiose, nonostante si siano precisati gli stessi diritti anche per quanto riguarda l'ateismo. La professione del buddhismo tibetano, o lamaismo, rimane ancora vietata a causa della sua relazione con il movimento tibetano indipendentista; si stima che, dopo l'occupazione cinese del 1950, più di 2700 monasteri tibetani siano stati distrutti.
Economia
Per più di 2000 anni l'economia cinese si è basata su un sistema feudale: le terre appartenevano a un esiguo numero di proprietari terrieri i cui mezzi di sussistenza provenivano dalle rendite dei loro già poveri affittuari. Le prime industrie e le prime forme di commercio erano controllate da monopoli statali.
Con la conclusione delle guerre dell'Oppio (1860) ebbe inizio un periodo di penetrazione occidentale che aveva come punto di partenza i porti lungo la costa; il fenomeno portò alla costruzione di ferrovie e allo sviluppo di industrie di tipo moderno, ma ebbe come conseguenza la suddivisione del territorio cinese in diverse sfere d'influenza in competizione fra loro.
Il Partito comunista cinese emerse negli anni Venti, un periodo di pesante crisi economica causata sia dall'intervento straniero sia dalla crescente influenza dei proprietari terrieri nelle aree rurali. Per più di due decenni il Partito promosse un'azione di controllo sulle campagne introducendo un programma agrario basato sul controllo dell'affitto delle terre e della pratica dell'usura, nonché sull'aumento di potere delle associazioni contadine. Il 1° ottobre 1949 stabilì con successo un governo e un'economia nazionali unificati per la prima volta dalla fine del periodo imperiale. Dal 1949 al 1952 il nuovo governo diede avvio a una riforma agraria che portò alla ridistribuzione della terra a 300 milioni di contadini che furono organizzati in cooperative agricole. Nel 1958 furono create le comuni rurali che, basate sul principio della collettivizzazione della terra e dei mezzi di produzione, rimasero il fondamento dell'agricoltura fino all'inizio degli anni Ottanta. Nelle aree urbane, la nazionalizzazione di tutte le imprese (industriali e commerciali) fu realizzata in modo graduale. Grazie al massiccio intervento statale, durante il primo piano quinquennale il settore industriale subì un notevole sviluppo. L'attuazione del programma che, indirizzando grandi investimenti all'industria pesante, causò gravi squilibri nella gestione e nella crescita nazionale dell'economia, portò alla morte per fame circa venti milioni di persone. Dopo il 1960 l'economia cinese entrò in un periodo di riassestamento; nel 1965 la produzione, in molti settori, raggiunse livelli paragonabili a quelli del precedente decennio nonostante gli effetti frenanti della rivoluzione culturale. Dal 1971 vi fu una lenta ripresa economica.
Nel 1976, i leader cinesi avviarono programmi di rinnovamento della gestione economica, fu conferito un ruolo più importante alle imprese private e alle cooperative, si cominciò ad avvalersi di tecnologie e investimenti occidentali e a incentivare il più possibile la produzione agricola. Nei primi anni Novanta è iniziata una fase di espansione e di crescita economica alla quale hanno contribuito considerevoli investimenti stranieri, soprattutto americani. Questo rapido sviluppo ha causato alcuni problemi quali l'alto tasso d'inflazione nelle zone urbane e l'acuirsi delle disparità tra i ceti sociali.
Agricoltura
L'agricoltura, tradizionale risorsa economica del paese, continua a rappresentare un settore importante. I terreni coltivabili non coprono più del 10% della superficie complessiva del paese e si trovano soprattutto nelle regioni orientali del continente. Il consistente aumento della produzione agricola avvenuto a partire dal 1949 fu probabilmente dovuto ai cambiamenti apportati all'organizzazione dell'attività rurale.
Le comuni create nel 1958 divennero le nuove unità socioeconomiche e garantivano il raggiungimento degli obiettivi posti dallo stato. Il sistema permise di condurre esperimenti su grande scala quali lo sviluppo di nuovi metodi di irrigazione e drenaggio.
All'inizio degli anni Novanta lo stato, per combattere la carenza di derrate alimentari conseguente all'aumento della media dei consumi pro capite, riorganizzò il metodo collocando la famiglia al centro del sistema di produzione, concedendole di concordare singolarmente con le autorità locali i quantitativi da produrre e di vendere liberamente le eccedenze. La rigida pianificazione precedente, dettata dalla forte pressione esercitata sui terreni arabili, divenne più elastica e fu promossa un'economia di tipo misto, più rispettosa dell'ambiente e maggiormente remunerativa.
Attualmente, per integrare la produzione, sono state create più di 2000 aziende agricole statali, alcune delle quali a scopo sperimentale o per la produzione di raccolti destinati ai mercati urbani o esteri. Queste aziende si trovano spesso in zone vergini dove la densità di popolazione rurale è bassa e dove attrezzature moderne, normalmente poco diffuse a causa delle dimensioni relativamente modeste delle aree coltivate, possono essere utilizzate con efficacia.
Circa l'80% dei terreni agricoli è destinato alla produzione alimentare; il prodotto principale è il riso, per cui la Cina detiene il primato mondiale.
Diffuse sono inoltre le coltivazioni di frumento, di miglio, mais ed avena.
Altre colture di rilievo sono patate, ortaggi e frutta, come quella tropicale, nell'isola di Hainan.
Tra i semi oleosi si coltivano la soia, arachidi, sesamo, girasole.
Uno dei principali prodotti da esportazione è il tè. Lo zucchero viene ricavato soprattutto dalla canna.
Fiorente è inoltre la coltivazione di piante tessili tra cui quella del cotone, di cui la Cina è il maggiore produttore mondiale. Altre importanti piante tessili sono: iuta, canapa e lino; la sericoltura, attività tradizionale del paese, è praticata nelle regioni centrali.
Allevamento
In Cina l'allevamento rappresenta una risorsa molto importante. Il più diffuso è quello dei suini, fondamentale per l'alimentazione, mentre nelle zone rurali occidentali i pastori sono dediti prevalentemente all'allevamento di ovini, caprini e cammelli. Nelle zone più elevate del Tibet la carne di yak costituisce uno dei principali alimenti.
Pesca
Nonostante la pesca sia praticata tuttora con metodi piuttosto tradizionali, la Cina è uno dei maggiori produttori di pesce del mondo. Nel paese sono presenti numerosi allevamenti ittici, in particolare di carpe, uno degli elementi base dell'alimentazione cinese. Il mare più pescoso è il mar Cinese meridionale.
Risorse minerarie
La Cina possiede una grande varietà di risorse minerarie. Minerali di ferro, ematite, minerali di alluminio, antimonio e tungsteno, mercurio, piombo, zinco e rame oltre all'uranio. I giacimenti sono distribuiti in tutto il paese, ma le aree più ricche sono la Manciuria e le zone montuose del Sud. Sono presenti anche ingenti risorse energetiche. Le riserve di carbone si trovano in Manciuria e nelle zone settentrionali; quelle di petrolio, soprattutto in mare aperto.
Produzione industriale
Lo sviluppo dell'industria del ferro e dell'acciaio nel paese è stato prioritario fin dal 1949.
Un'industria pesante di rilievo è rappresentata dalla cantieristica e dalla fabbricazione di locomotive, trattori, macchinari per l'industria estrattiva e per la raffinazione del petrolio.
La produzione comprende fibre sintetiche, prodotti farmaceutici e materiale plastico oltre ai fertilizzanti.
Particolarmente fiorente nel paese è l'industria tessile. Altre industrie importanti producono cemento, carta, biciclette, macchine da cucire, veicoli a motore e apparecchi televisivi.
La Cina è uno dei principali paesi produttori di elettricità del mondo; nonostante questo, il fabbisogno del paese non viene soddisfatto, principalmente nelle città, e per questo lo stato ha dato priorità allo sviluppo del settore. L'energia viene fornita soprattutto da centrali termoelettriche alimentate a carbone mentre le centrali idroelettriche sono insufficienti. Nel 1993 è iniziata la costruzione della Diga delle tre Gole, un'opera ciclopica che verrà ultimata nel 2009, sarà l'impianto idroelettrico più grande del mondo, sbarrerà il fiume Chang Yang (Fiume Azzurro). La costruzione creerà un lago artificiale lungo 663 Km e circa due milioni di persone abitanti nelle 160 città che verranno sommerse dovranno lasciare le loro case. La diga sarà lunga 2 Km e alta 200 metri.
Il Giappone è il paese con cui la Cina realizza il maggior numero di scambi commerciali, seguito da Hong Kong e dagli Stati Uniti.
Commercio
Un tempo il commercio interno cinese obbediva a leggi di pianificazione statale. Fino alla fine degli anni Settanta il governo forniva alle imprese di stato macchinari e materie prime e la distribuzione della merce era affidata ad agenzie statali. I prodotti di consumo richiesti dalla popolazione rurale venivano forniti da una cooperativa incaricata della commercializzazione dei prodotti. Questi, come olio, carne, zucchero, cereali e tessuti di cotone, erano razionati e venduti a prezzi politici; i cereali venivano distribuiti nelle zone rurali come remunerazione per il lavoro effettuato.
Dal 1979 le imprese dello stato sono libere di scegliere alcuni dei propri acquisti e di commercializzare parte dei loro prodotti. Nei centri urbani tale riorganizzazione ha portato alla rapida crescita di attività private (soprattutto servizi); nelle campagne sono stati riaperti i mercati, dove le famiglie possono vendere le eccedenze della propria produzione e acquistare altri prodotti.
Per quanto riguarda il commercio estero, nel 1979 la Cina abolì alcune restrizioni aprendo la strada all'investimento e a un aumento degli scambi commerciali. I prodotti maggiormente esportati sono petrolio grezzo e raffinato, tessuti di cotone, seta, abbigliamento, riso, suini, prodotti ittici e tè. I prodotti di importazione comprendono macchinari, automobili, fertilizzanti, caucciù e frumento. Il Giappone è il paese con cui la Cina realizza il maggior numero di scambi commerciali, seguito da Hong Kong e dagli Stati Uniti; tra gli altri si citano la Germania, Taiwan e Singapore.
Trasporti e comunicazioni
Due terzi del trasporto di passeggeri e metà del trasporto merci viene effettuato su rotaia. Dal 1949 la rete ferroviaria è stata ampliata fino ad arrivare nel 1992 a 68.000 km, di cui solo una piccola parte è elettrificata; quando il tratto Lanzhou-Lhasa (Tibet) sarà completato, la ferrovia collegherà tutte le province e le regioni autonome della Cina.
La rete stradale (1.056.700 km) collega oggi Pechino a tutte le province, le regioni autonome, i porti e i centri ferroviari ed è ampiamente presente anche nelle zone rurali. Nelle aree urbane il trasporto pubblico è ben sviluppato. Nel 1994 sulle strade cinesi circolavano più di 8 milioni di autoveicoli; molto diffuso è l'utilizzo della bicicletta.
Molti trasporti nel paese avvengono attraverso gli oltre 110.000 km di canali navigabili. I principali sono il Chang Jiang e il Gran Canale, che si estende da Pechino a Hangzhou. In alcune zone i canali di irrigazione e di drenaggio vengono usati dai contadini come idrovie interne. Anche i collegamenti marittimi sono importanti e la flotta mercantile cinese ammonta a circa 2700 navi (1994). Il trasporto aereo fu incrementato a partire dal 1980, con l'apertura dell'aeroporto internazionale di Pechino.
Il sistema delle telecomunicazioni è ancora in stato di estrema arretratezza, la maggior parte delle stazioni radiofoniche e televisive ed il servizio telefonico e postale sono ancora gestiti dallo stato.
Ordinamento dello Stato
La Repubblica Popolare Cinese si regge su una costituzione promulgata nel 1982, la quarta dopo l'avvento del regime comunista. In base alla costituzione del 1982, la Cina è una dittatura socialista del proletariato sotto la guida del Partito comunista responsabile dell'attività politica nazionale.
CENNI STORICI DAL 1905 AL 1989
- 1905 Sun Yat-Sen fonda il movimento rivoluzionario delle Guardie del Kuomintang che diverrà in seguito il Partito Nazionalista del Popolo. Il movimento, costituito da letterati e uomini d'affari che apprezzavano le forme di governo dei popoli occidentali e le scoperte scientifiche, intendeva migliorare le condizioni di vita del popolo cinese. Chiesero ripetutamente all'Imperatrice Vedova la Costituzione; nonostante le promesse questa non venne concessa ed iniziarono così le rivolte armate.
- 1909 Alla morte dell'Imperatrice sale al trono un bimbo di tre anni, Pu-Yi, della dinastia manciù Quing. Egli risiedeva nella "Città Proibita" a Pechino, una lussuosa reggia in cui era impossibile rendersi conto dello stato di miseria in cui viveva la maggioranza del popolo cinese.
- 1911 Le forze armate del Kuomintang, deluse dall'attesa vana della Costituzione e aiutate da forze popolari costrette a subire una ennesima carestia, si ribellano. Sconfiggono le forze imperiali e proclamano la Repubblica fissando a Nanchino la sede del nuovo governo. Il presidente Yuan Sci-Kai, ex ministro imperiale, governò dispoticamente e piuttosto che rinunciare alla carica, non più gradita dai suoi sostenitori, si uccise.
- 1916 Con la morte del Presidente la Cina si disintegrò in una miriade di piccoli regni governati dai Signori della Guerra.
- 1920 La violenta guerra interna tra generali e capi di partito fu vinta da un giovane generale nazionalista: Ciang-Kai-scek che sconfisse anche i Signori della guerra e nel 1928 divenne Presidente.
- 1921 A Shangai viene fondato il partito comunista cinese che trova in pochissimo tempo migliaia di sostenitori tra gli abitanti della città. Tra i suoi fondatori c'era Mao Zedong (1893-1976) che presto ne divenne il maggiore dirigente. Le divergenze politiche con il nazionalismo si fecero subito forti; nel 1927 Chang-kai-schek ordinò l'arresto e l'eliminazione di centinaia di operai comunisti risiedenti nelle città. Mao pensò di riorganizzare il partito comunista, ridotto quasi alla clandestinità, agendo nelle zone di campagna della Cina Sudorientale, l'Hunan, zona di origine di Mao. Qui delineò la sua nuova teoria: la principale forza rivoluzionaria della Cina risiedeva nel malcontento dei contadini. Organizzò le masse dei contadini e dei lavoratori e scatenò la "sollevazione dei raccolti d'autunno".
- 1931 Il Giappone, desideroso di nuovo conquiste, invade la Manciuria (Cina nordorientale) e crea uno stato fantoccio preparandosi ad ulteriori invasioni in massa. Durante l'invasione giapponese Mao e Chang-Kai-schek si allearono per breve tempo contro il nemico comune. Nelle zone liberate dai comunisti Mao applicò la nuova riforma agraria diminuendo tasse e affitti terrieri. Grazie a questi provvedimenti i contadini del nord della Cina si arruolarono nell'Armata Rossa.
- 1934 Le truppe nazionaliste di Chang-Kai-schek circondarono L'Armata Rossa (circa 100.000 uomini) guidata da Mao costringendola ad effettuare la storica ritirata denominata LA LUNGA MARCIA (9600 km) verso lo Shaanxi dove fu fondata una repubblica comunista.
- 1945 Alla fine della II Guerra Mondiale il Giappone, sconfitto, si ritira dalla Manciuria. Nazionalisti e Comunisti riprendono a combattere tra di loro. I Nazionalisti chiedono aiuti militari agli U.S.A. ed i Comunisti all'U.R.S.S..
- 1949 Le truppe comuniste vincono. Chang-kai-scheck si rifugia a Taiwan (isola di Formosa), ultimo baluardo della Cina nazionalista. In Cina viene proclamata la Repubblica Popolare Cinese e Mao divenne il Presidente del Consiglio del Governo centrale del popolo ovvero "Il grande timoniere".
La prima azione di Mao fu la "Riforma Agraria" che, con la creazione delle fattorie collettive, tendeva a ridistribuire la terra ai contadini. Contemporaneamente Mao era impegnato ad imporre il proprio dominio in Tibet ed in Manciuria.
Col "Piccolo balzo in avanti" ed il "Grande Balzo in avanti" la politica di Mao impose molti sacrifici ai cittadini cinesi per il raggiungimento di scopi sociali ed economici a largo raggio. Fu incrementata la coltivazione del grano, furono requisiti gli animali da soma per creare una rete di comunicazione più efficiente, furono raccolti nei villaggi tutti gli utensili di materiale metallico utili alla fusione ed alla creazione di acciaio e quindi alla industria pesante.
Vi fu un sostanziale aumento dell'alfabetizzazione, la situazione igienico-sanitaria fu migliorata così come la condizione delle donne, venne vietato l'infanticidio, la pratica di fasciare i piedi e il consumo d'oppio venne combattuto energicamente.
Le religioni ed i vari culti furono vietati, i monasteri distrutti, le comunità religiose disperse; gli usi ed i costumi locali (canti, danze, fiere contadine) furono cancellati in nome di una unità politica che doveva portare ad una uguaglianza totale fra i cittadini.
- 1960 (fine) Mao scatenò la Rivoluzione Culturale contro la classe burocratica ed intellettuale del Paese a cui parteciparono moltissimi studenti (le Guardie Rosse).
- 1989 Manifestazione di piazza Tienanmen, Pechino.
Atto finale della protesta antigovernativa degli studenti cinesi per chiedere l'introduzione di riforme democratiche nel paese e le dimissioni dei leader politici. Al rifiuto di sciogliere i raduni per la visita del premier sovietico Michail Gorbaciov, il governo guidato da Li Peng dichiarò la legge marziale (20 maggio) e inviò l'esercito a Pechino, nella centralissima piazza Tienanmen, per sgombrare i manifestanti.
Dopo giorni di tensione e incertezza, con parte delle forze armate schieratasi a difesa degli studenti accorsi nella piazza, il 3 giugno 1989 i militari aprirono il fuoco, uccidendo centinaia di dimostranti e ferendone 10.000. Seguirono migliaia di arresti e di processi, conclusi con esecuzioni sommarie, mentre per impedire la diffusione di notizie fu attuato un severissimo controllo sugli organi di stampa cinesi e proibito l'ingresso nel paese ai giornalisti stranieri. La brutalità della repressione provocò l'isolamento internazionale del regime cinese, con misure di embargo economico.
IL TAO E LA CUCINA CINESE
Le abitudini alimentari di un popolo sono sempre connesse a fattori storici, economici e religiosi.
Per i Cinesi esiste una Legge di vita chiamata TAO (la Via), che si manifesta attraverso l'azione di due forze contrapposte e complementari, lo Yin e lo Yang che sono i principi negativo e positivo della vita universale (il femminile ed il maschile, l'oscurità e la luce, il freddo ed il caldo, il salato ed il dolce).
Una scorretta alimentazione, secondo questa teoria, provoca l'indebolimento dello yin e dello yang presenti nei vari organo del corpo umano portandoli alla malattia ed alla morte.
La cucina cinese è la fusione di scienza culinaria (le tecniche di cottura), di filosofia culinaria (la scelta degli ingredienti) e di arte culinaria (la preparazione e la presentazione).
Condizioni ambientali, come la scarsità di combustibile da cucina, ha reso necessario tecniche di cottura che ne assicurano il massimo risparmio. Tagliare il cibo a pezzettini rende possibile friggerli a fuoco vivo in pochi minuti, oltre a conservare la ricchezza vitaminica. Anche la cottura al vapore richiede poco combustibile e mantiene i pregi degli alimenti.
Al di fuori dei giorni festivi i Cinesi avevano ed hanno tuttora una cucina semplice costituita da riso condito con qualche verdura e pezzetti di carne. In un paese prevalentemente agricolo sono l'orto ed il cortile a fornire il condimento al riso: cavolo, radici, galline, oche, anatre o sono i pesci d'acqua dolce come la carpa.
I ristoranti cinesi presenti in tutto il mondo offrono principalmente la cucina della Cina Meridionale, ossia la cucina di Canton o cantonese, la zona da cui sono emigrati il maggior numero di Cinesi.
Le preparazioni culinarie maggiormente conosciute sono: il riso alla cantonese, gli involtini primavera, i ravioli al vapore, la zuppa di pinne di pescecane e l'anitra alle foglie di canfora.
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