Umidita'
Umidità
Tratto da wikipedia : L'umidità è la misura della quantità di vapore acqueo presente nell'atmosfera (o in generale in una massa d'aria).
Vari sono i parametri significativi: * Umidità assoluta è la quantità di vapore acqueo espressa in grammi contenuta in un metro cubo d'aria. L'umidità assoluta aumenta all'aumentare della temperatura, l'umidità di saturazione aumenta più che proporzionalmente quindi l'umidità relativa tende a scendere. Quando un abbassamento di temperatura porta a far coincidere l'umidità assoluta con quella di saturazione si ha una condensazione del vapore acqueo e il valore termico prende il nome di temperatura di rugiada. In corrispondenza di questo valore se si ha una superficie fredda si ha la rugiada (brina a valori sotto lo zero), se la condensazione riguarda uno strato sopra il suolo si ha la nebbia. È un valore poco apprezzabile e per questo si preferisce l'utilizzo dell'umidità specifica. L'umidità assoluta può essere espressa in termini di peso di acqua per volume di atmosfera o in pressione parziale relativa del vapore rispetto gli altri componenti atmosferici (kg/m3 o Pa). * Umidità specifica, è il rapporto della massa del vapore acqueo e la massa d'aria umida, valore che varia seconda della pressione e della temperatura. * Umidità relativa invece è un valore molto importante e facilmente misurabile, che indica il rapporto percentuale tra la quantità di vapore contenuto da una massa d'aria e la quantità massima (cioè a saturazione) che il volume d'aria può contenere nelle stesse condizioni di temperatura e pressione. Alla temperatura di rugiada l'umidità relativa è per definizione del 100%. L'umidità relativa è un parametro dato dal rapporto tra umidità assoluta e l'umidità di saturazione. È svincolato dalla temperatura e dà l'idea del tasso di saturazione del vapore atmosferico, e delle ripercussioni sui fenomeni evapotraspirativi delle colture. Il deficit di saturazione è dato dalla differenza tra umidità assoluta e umidità di saturazione. Esempio: se una massa d'aria ha una temperatura propria, ad esempio, di 15 °C con una quantità di umidità relativa pari al 50%, affinché tale umidità possa raggiungere il 100% (saturazione) a pressione costante, e, magari depositarsi (condensazione) sarà necessario abbassare la temperatura della massa d'aria, ad esempio, di 5 °C, portarla cioè da 15 °C a 10 °C.
UMIDITA': CONCETTI DI BASE
L'aría ambiente è una miscela di varí gas tra cui Azoto, Ossígeno, Anidride carboníca e vapore acqueo.
Alla temperatura ambiente, ovvero tra 0° e 30° C, la quantita' d'acqua (sotto forma di vapore) che l'aria
può contenere è di pochi grammi per ogni metro cubo. L'aria può contenere solo una certa quantità di
vapore acqueo. Oltre tale quantità si ha la formazione di nebbía, ovvero di acqua in minuscole gocce che
galleggiano nell'aria.
In questa situazione, in cui la quantità di vapore presente nell'aria è la massima che l'aria può contenere,
si dice che l'aria è satura, ha cioè il 100% di Umidità Relativa; Questa quantità massima di vapore che
l'aria può contenere varia molto alle diverse temperature : è dí circa 4 grammi per ogni metro cubo a 0°
C, ed è invece di circa 24 grammi a 25° C. L'UMIDITA' RELATIVA ( U. R.) di un ambiente è il rapporto tra
la quantità di vapore acqueo che l'aria effettivamente contiene e la quantità di vapore che la stessa aria
conterrebbe (alla stessa temperatura) se fosse satura, cioè al 100% di U.R. Tale rapporto viene espresso
in percentuale. Diremo che se a 25° C un Mc. d'aria satura contiene 24 grammi di vapore, alla stessa
temperatura un Mc. d'aria con il 50% diU.R. ne conterrà 24x50/100 = 12 Grammi. E' importante sapere
che la sensazione di umidità comunemente intesa non dipende dalla quantità di vapore contenuto
nell'aria, ma solo dall'Umidità Relativa. Con alta U. R. si ha sensazione dí afa, formazione di muffe e di
cattivi odorí, danneggiamento di materiali, lenta asciugatura dei tessuti, danni di varia natura alla
struttura umana etc.
OSSERVAZIONE: L'aria relativamente secca in estate (50% U. R.) contiene molta più acqua dell'aria
umida in inverno. Per questo motivo se sì scalda l'aria senza aggiungere né togliere acqua si ha un
abbassamento dell'U. R. (è il caso del riscaldamento con i termosifoni). Viceversa se si raffredda l'aria
senza variarne il contenuto d'acqua, l'U. R. cresce notevolmente (è il caso dell'aria estiva che entra negli
scantinati, mantenuti freschi dal terreno circostanze, attraverso le fessure delle finestre).
EFFETTI DELL'ECCESSO DI U.R.
L' U.R. dell'aria ambiente dovrebbe essere compresa tra il 40% ed il 70%. Valori inferiori possono creare
problemi che durante l'inverno sono facilmente risolvibili (vaschetta dell'acqua sul radiatore, umidificatori
etc.). Il problema che ci riguarda, di ben più difficile soluzione , è quello opposto e cioè di un eccesso di
U.R. (oltre il 75%-80% ). I problemi che questo eccesso provoca sono:1) Proliferazione di microorganismi
quali MUFFE, BATTERI etc. con formazione di cattivi odori; 2) Formazione di CONDENSE sulle superfici
fredde quali vetrate, pavimenti e pareti; 3) MALESSERE fisico, soprattutto in concomitanza con
temperature elevate ( oltre i 26° ), che si manifesta con forte sudorazione, afa, sbalzi della pressione
arteriosa etc. 4) Aumento delle INFEZIONI delle vie respiratorie, delle DISCOPATIE e dei disturbi di natura
artrosica e reumatica; 5) DEFORMAZIONE del legno; 6) DEPERIMENTO delle sostanze organiche quali
carta, alimenti etc. 7) MALFUNZIONAMENTO e danneggiamento delle apparecchiature elettroniche e
meccaniche; 8) DIFFICOLTA' di ottenere processi di asciugatura di panni, muri, etc.
CAUSE DELL'UMIDITA' E RIMEDI
Le cause che possono provocare un'eccesso d'umidità sono molteplici :
1) UMIDITA' DEGLI SCANTINATI E DEI LOCALI INTERRATI
Molte abitazioni di nuova costruzione sfruttano anche lo spazio ricavato sotto il livello del suolo. In questi
locali, durante il periodo di non accensione dell'impianto di riscaldamento, si verifica un fenomeno tanto
più evidente quanto più è profondo l' interramento e quanto più umida è la zona dov'è situata la casa. In
estate si hanno molte ore con temperature dell'ordine di 28°-30° con U.R. del 50%. Il locale interrato,
grazie al terreno fresco circostante, si mantiene invece a temperature inferiori (20°-23°). L'aria esterna,
entrando dalle inevitabili aperture ( fessure delle finestre etc.), si raffredda incrementando così l' U.R.
Questa può raggiungere l' 80%-90% in ambiente ed arrivare al 100% sui muri più freddi o sui pavimenti
baganando tali superfici e dando luogo al noto fenomeno delle condense. Il fenomeno diventa ancora più
evidente se all'interno di questi locali si ha produzione di vapore. Una persona produce circa 100 grammi
di vapore ogni ora, i panni ad asciugare producono umidità così come i ferri da stiro, le cucine etc. Un
rimedio potrebbe essere quello di riscaldare gli ambienti anche d'estate ; in questo modo si ridurrebbe
l'U.R. in ambiente ma non la quantità di vapore presente nell'aria. Non si ridurrebbe pertanto l'umidità
delle pareti fredde e perciò le condense, le muffe etc. etc., rimarrebbero ed il leggero miglioramento
ottenuto riscaldando l'aria avrebbe un costo molto elevato. Inoltre, riscaldando gli ambienti in estate, si
perderebbe il beneficio tanto apprezzato della frescura dei locali interrati.
L' UNICA SOLUZIONE VALIDA E' IL DEUMIDIFICATORE che abbassando l'U.R. riduce il vapore acqueo
senza variare praticamente la temperatura ambiente. Il risultato è l'eliminazione radicale e rapida dei
cattivi odori, delle muffe, della condensazione sulle pareti e sui pavimenti ed un miglioramento del
benessere delle persone.
2) UMIDITA' IN ABITAZIONI RECENTI CON PARETI CHE NON TRASPIRANO
In queste abitazioni l'umidità prodotta dalle persone, dalle cucine, dalle lavanderie, stirerie, bagni etc.,
resta negli ambienti andando a condensare nei punti più freddi quali pilastri, finestre, muri a nord etc.. In
questo caso, poiché spalancare le finestre non è proponibile, l'unica soluzione valida è il
DEUMIDIFICATORE
FUNZIONAMENTO DEL DEUMIDIFICATORE
Si tratta di una particolare macchina frigorifera. L'aria che entra nel Deumidificatore attraversa prima una
superficie fredda quindi una calda (corrispondenti rispettivamente alla serpentina interna (evaporatore) e
quella esterna (condensatore) del frigorifero domestico.Nel primo tratto l'aria si raffredda (l'U.R. così
cresce) e quando ha raggiunto il 100% di U.R., ovvero quando è satura, comincia a cedere acqua che
viene raccolta in una vaschetta e fatta cadere in una tanica. Riusciamo così a ridurre drasticamente il
contenuto di vapore acqueo dell'aria. Nel secondo tratto l'aria raggiunge una temperatura di poco
superiore a quella iniziale; il risultato è quindi aria con U.R. notevolmente inferiore a quello iniziale e con
minor contenuto d'acqua. Un Umidostato automatico regolabile consente di mantenere in ambiente l'U.R.
al livello desiderato. Un dispositivo di sicurezza arresta la macchina quando la tanica è piena d'acqua.
PERCHE' NON UN CONDIZIONATORE
Viene spesso proposto un Condizionatore normale in alternativa al Deumidificatore. Anche il
Condizionatore toglie l'Umidità ma, essendo nato per altri scopi, non è indicato, salvo casi particolari, per
risolvere un problema d'eccesso d'Umidità. Il Condizionatore classico da finestra non è assolutamente
indicato in quanto riduce il contenuto d'acqua ma, poiché abbassa la temperatura, non riduce l'U.R. L'aria
compie solo la prima parte del ciclo che compie nel Deumidificatore. Il discorso può avere significato per i
condizionatori portatili di nuova concezione, nei quali è possibile, quando li si vuole utilizzare come
Deumidificatori, mandare in ambiente l'aria calda che, normalmente, viene espulsa.In realtà anche queste
macchine non sono indicate per risolvere il problema dell' Umidità in quanto:
1) Non hanno alcun dispositivo di controllo della Umidità, a differenza del Deumidificatore, perciò Non
possono funzionare in modo automatico.
2) Il Condizionatore non è progettato per deumidificare, ma per raffrescare e per questo motivo a parità
d'acqua condensata consuma molta più energia elettrica.
3) Se la temperatura ambiente è inferiore a circa 20° C. la batteria fredda si copre di brina che impedisce
il regolare funzionamento della macchina e, a lungo andare, la danneggia.
Umidità
UMIDITA' E RISANAMENTO
Umidità, sistemi per combatterla
GLI INTERVENTI RISOLUTIVI
DALLE TRADIZIONALI ALLE TECNICHE PIÙ' NUOVE PER ELIMINARE I PROBLEMI
DELL'INFILTRAZIONE DELL'ACQUA
L'umidità è un fenomeno assolutamente imparziale, aggredisce tutti gli edifici e li danneggia non solo in
modo visibile ma anche invisibile. La sua lenta opera erosiva non si ferma alle macchie e allo sfaldamento
degli intonaci ma arriva a colpire la struttura stessa del materiali. Negli ultimi decenni si é fatto molto per
affrontare tutti i fenomeni di degrado dovuti all'umidità: molti tecnici e aziende hanno ideato e prodotto
nuovi materiali e nuove tecnologie mentre in passato queste nuove metodologie sono state utilizzate troppo
spesso in modo improprio, oggi si tende ad analizzare più accuratamente i problemi, valutando per ogni caso
la tecnica di intervento più adatta e più sicura. L'umidità ascendente é la responsabile principale dei danni e
dei degrado di un edificio soprattutto se antico si deve attribuire a due fattori principali la presenza d’acqua
nel sottosuolo e la porosità del materiale di costruzione. Gli effetti visibili del degrado delle murature sono
note caratteristici aloni umidi Superficiali e il conseguente inestetismo delle pareti, il malsano aumento del
tasso d’umidità dei locali e efflorescenze e le cristallizzazioni saline che hanno effetti corrosivi notevoli sui
materiali edilizi (sfaldamento sfogliamento o sfarinamento dei mattoni, intonaci, malte e pitture)
Umidità provocata da infiltrazioni localizzate
E' causata dall'ingresso di acqua o da trasudamenti più o meno all'interno delle murature controterra non
adeguatamente protette
Umidità provocata dalle piogge battenti
Interessa generalmente lo strato superficiale delle murature esposte a seguito di piogge particolarmente
intense
Umidità di condensa
Confusa molto spesso con l’umidità d’infiltrazione, di solito è prevalentemente riscontrabile in particolari
punti freddi della costruzione.
NORMATIVE
SEMPLICI REGOLE
L’isolamento termico deve soddisfare prestabiliti valori minimi in base alle zone climatiche in cui sorgono
gli edifici stessi. I provvedimenti che regolamentano la materia sono la legge 373 del 30-4-1976 (oggi
superata in gran parte dalla Legge 10), il DPR n. 1052 del 28-6-1977, il Decreto Ministeriale Industria
Commercio Artigianato del 10-3-1977 e il successivo Decreto Ministeriale Industria Commercio Artigianato
del 23-11-1982.
Secondo detti provvedimenti, i componenti da impiegare nella costruzione degli elementi che contengono
materiali isolanti, ovvero i materiali isolanti in vista, devono presentare un comportamento al fuoco idoneo in
relazione al loro inserimento nelle strutture ed al tipo e destinazione dell’edificio (art. 5 del DPR 1052). Lo
stesso dicasi per i materiali delle condotte degli impianti di riscaldamento negli edifici di tipo civile (art. 12
del DPR 1052).
SOLUZIONI
SCEGLIERE IL GIUSTO INTERVENTO
Taglio muri, altrimenti detto taglio meccanico
Questa tecnica è impiegata in caso di manutenzioni o restauri. E’ un intervento risolutivo come sbarramento
alla risalita capillare ma in alcuni casi può compromettere la staticità dell’edificio. Il procedimento si
sviluppa in sei fasi successive:
1. Scalcinatura Si rimuove l’intonaco vecchio.
2. Taglio I tagli del muro vengono fatti a pochi centimetri dal suolo e hanno uno spessore di 8 millimetri
circa. L’avanzamento del taglio, in senso longitudinale, è subordinato al tipo di muratura e può variare
da un minimo di 30 a un massimo di 130 cm. Qualora si dovessero salvaguardare rivestimenti già in
opera su un lato della parete (mattonelle, rivestimenti, intercapedini, perlinati), sarà possibile fare dei
tagli "non passanti". Il taglio viene effettuato sui muri portanti (perimetrali e interni) che sorgono
direttamente dalle fondamenta.
3. Isolamento Consiste nell’inserire nel taglio nel muro un foglio di isolante. Generalmente si inseriscono
fogli di polietilene, polipropilene, rame, PVC o vetroresina, altrimenti si immettono a pressione, con
una pompa ad iniezione, resine poliestere accelerate o epossidiche liquide (che solidificheranno entro
48 ore) oppure malte pronte impermeabilizzanti. Il foglio isolante sporgerà di circa 2 cm che si
provvederà a eliminare con un flessibile dopo aver intonacato il muro.
4. Incuneatura Per evitare il cedimento del muro si procederà all’inserimento a pressione di zeppe di
ancoraggio di materiale plastico. Dotati di fori con canali di inserimento per la malta, questi speciali
cunei hanno diverse funzioni: comprimere la malta, incastrare il foglio isolante più profondamente nel
taglio e contribuire alla stabilità momentanea della muratura, in attesa della completa essiccazione.
5. Stuccatura Si introducono tra le zeppe degli appositi tubicini e si sigillano il taglio da entrambi i lati
con malta a presa rapida.
6. Iniezione o saturazione Per saturare il taglio, si inietta attraverso i tubicini una malta premiscelata
cementizia antitiro. I tempi di esecuzione vanno da una settimana a dieci giorni a seconda dei casi.
Sifonaggio e drenaggio
Consiste nell’inserimento all’interno della muratura umida di particolari tubi sifonanti che aumentano
l’aerazione favorendo lo smaltimento dell’umidità. La frequenza dei fori è di circa 50 cm l’uno
dall’altro. E’ un sistema veloce ed economico ma non risolutivo.
Barriera chimica continua
E’ un trattamento che mira a impedire la risalita dell’umidità creando una barriera di resine
impermeabilizzanti. Il principio è quello di interrompere drasticamente il fenomeno di risalita capillare
ma, a differenza del taglio meccanico, non compromette l’integrità statica della costruzione.
L’intervento consiste nel praticare dei fori nei quali vengono iniettati sostanze chimiche
impermeabilizzanti. I tempi di esecuzione vanno da una settimana a dieci giorni ma si devono
aggiungere i tempi di formazione della "Barriera chimica" (tre-quattro settimane) e i tempi di
asciugatura dopo l’intervento (tre mesi circa). Se si usano intonaci con premiscelati porogeni, i tempi si
riducono sensibilmente.
Barriera chimica a diffusione
E’ caratterizzato dalla completa assenza di pressione idrostatica. La trasfusione del fluido
impermeabilizzante (a base silanica), è affidata alla struttura capillare che provoca la presenza di
umidità ascendente. L’impermeabilizzazione risale lentamente attraverso uno stoppino inserito nella
muratura. I tempi di esecuzione sono di circa due settimane ma, come nel caso precedente, si deve
tener conto della formazione della "Barriera chimica" (tre-quattro settimane) e dei tempi di asciugatura
(tre mesi circa). Utilizzando prodotti adeguati, i tempi possono essere notevolmente ridotti.
Barriera ad iniezione
Il fluido impermeabilizzante deve penetrare uniformemente all’interno della muratura da risanare. Il
trattamento risulta particolarmente idoneo nei casi in cui la muratura sia stata costruita con materiali
troppo porosi e il suo spessore non sia troppo elevato (fino a 25 cm). I tempi di esecuzione variano da
una settimana, a dieci giorni, a seconda dei casi e, come per le tecniche descritte precedentemente, si
devono aggiungere i tempi di consolidamento della "Barriera chimica" e quelli necessari per
l’asciugatura.
Elettrosmosi
Questo sistema deumidificante sfrutta il principio secondo il quale le particelle d’acqua, all’interno di
un condotto capillare sotto l’influsso di corrente continua, affluiscono verso il polo negativo (catodo).
Questi elettrodi, attirando verso il basso le particelle d’acqua e i sali in esse contenuti, ne impediscono
la risalita. L’esecuzione varia a seconda delle caratteristiche dei muri da deumidificare e allo spessore
dei muri.
Intonaci deumidificanti
Si tratta di intonaci macroporosi deassorbenti dell’umidità di risalita capillare. Il meccanismo di
evaporazione verte sulla notevole superficie specifica creata all’interno dell’intonaco attraverso
l’impiego di additivi porogeni. Questa condizione permette all’intonaco di far evaporare tutta l’acqua
proveniente dalla risalita capillare con una velocità maggiore rispetto a quella di umidificazione.
Soluzione desalinizzante per muratura
Si applica su tutte le murature soggette all’umidità ascendente, che veicola quei sali idrosolubili
(nitriti, cloruri, solfati). Grazie al veicolo solvente, penetra in profondità e inibisce la formazione dei
sali, annullandone l’effetto igroscopico. Viene prodotto pronto all’uso e si applica a spruzzo o a
pennello su murature disintonacate e pulite fino a circa un metro sopra le tracce di umidità.
Intonaco deumidificante risanante
Si applica su murature (compatte, a secco, di mattone, di tufo o pietra, mistopietra ecc.) che hanno
gravi problemi di umidità ascendente. Questo particolare tipo di intonaco è ricco di vuoti d’aria
intercomunicanti. Ciò consente un notevole aumento della superficie evaporante delle murature. Dopo
aver pulito e desalinizzato le superfici da trattare, si applica un particolare intonaco dello spessore di 2
cm.
Il problema umidità
- Da circa un ventennio il problema dell'umidità nel settore edilizio si è fatto più pressante, acuito dall'obbligo dell'isolamento termico, probabilmente perchè, nella maggioranza dei casi sono stati utilizzati materiali non sempre adeguati allo scopo. Per fronteggiare tale problema, si ricorre spesso a rendere gli intonaci più forti, più duri, più impermeabili, per resistere alla pressione di spinta dell'umidità. Si sono sperimentate nuove tecniche, ma sempre con gli stessi risultati: ritardare o deviare la fuoriuscita dell'umidità dai propi siti, peggiorando spesso la situazione,tanto che si guarda con diffidenza ogni nuovo prodotto atto all'eliminazione dell'umidità. Il motivo per cui l'umidità si accumula nella muratura è dovuto al fatto che la pressione parziale (fattore Pv), in qualunque punto all'interno del muro è inferiore alla pressione parziale ambiente, ciò comporta la diffusione per via capillare dell'umidità nella muratura: più piccoli sono i capillari e più essa sale. Per combattere l'umidità bisogna quindi indirizzare la ricerca verso due obbiettivi: 1) equilibrio della termoigrometricità del muro; 2) inverzione di tendenza del fattore Pv, nel materiale con cui rivestire la muratura. Fino ad oggi, per combattere il fenomeno si è cercato di opporre resistenza alla spinta della pressione del vapore acqueo, realizzando barriere con intonaci fortemente ancoranti, non tenendo conto del fatto che il vapore non può essere imprigionato, ma deve essere favorito nella fuori uscita. Infatti, se prendiamo ad esempio un muro umido, togliendo l'intonaco ammalorato e lasciato scoperto da intonaci, questo si asciuga, perchè il vapore non trovando resistenza e agevolato da una situazione climatica favorevole si disperde nell'aria. Ciò per quanto riguarda la superficie del muro, ma il prosciugamento non avviene nell'interno del muro, cioè nello spessore. L'umidità infatti continuerebbe ad evaporare se la superficie umida, stonacata, rimanesse costantemente esposta all'aria, con temperature non troppo basse. Si può dedurre quindi che la dispersione o l'accumulo dell'umidità dipende anche in qran parte dal fattore climatico. Del resto, la condensazione è conseguenza climatica: il passaggio dallo stato gassoso a quello liquido avviene per differenze di temperature, infatti l'intervento del taglio chimico o fisico nei muri costringe l'operatore, prima di applicare l'intonaco sulle parti trattate, ad attendiere circa sei mesi,per far sì che l'umidità residua venga asciugata dall'aria. Malgrado ciò, rimane sempre una certa percentuale di umidità imprigionata sotto gli intonaci di rifinitura.
I tentativi di risolvere il problema dell'umidità ascendente, sono stati finora tutti vanificati, perchè nessuno ha trovato il modo di interrompere alla radice, in maniera opportuna, l'ascesa per capillarità dell'umidità. Oggi, un nuovo sistema mette fine all'azione distruttiva dei sali e al degrado continuo della muratura causato dall'umidità ascendente da acque disperse. Prendiamo ora in esame il nuovo processo di deumidificazione per mezzo dell'intonaco depressurizzante; è necessario però, per maggior approfondimento dell'argomento, paragonare la massa di umidità incorporata nella muratura all'effetto condensazione ambientale: in un ambiente con escursione
di temperatura, fra questa e le superfici interne degli elementi costruttivi, in condizioni climatiche caratterizzate da una temperatura esterna più bassa di quella interna, il vapore acqueo presenta una pressione parziale maggiore di quella esterna; questo fatto determina una tendenza del vapore stesso a spostarsi dall'interno verso l'esterno. Il flusso di vapore nel suo movimento tende ad attraversare l'elemento costruttivo di separazione, se le superfici con cui viene a contatto presentano una temperatura più fredda, a tal punto che il vapore contenuto nell'aria risulta superiore al valore limite di saturazione; il vapore in eccedenza si condensa sulle superfici di materiali o finiture con caratteristiche di ridotta permeabilità al passaggio del vapore: (vetri, superfici a finitura metallica, ecc.) questa è umidità derivante da condensazione. In muri bagnati da umidità ascendente da acque disperse, la situazione cambia: in questo caso paragoniamo la massa di umidità incorporata nella muratura al vapore acqueo in eccedenza nell'aria, quindi la massa del muro umido diventa come l'interno di un ambiente, e la faccia della parete diviene come l'esterno dell'ambiente.
Rivestendo la faccia del muro con un corpo termico depressurizzante, avviene che le condizioni si invertono:l'interno del muro è freddo perché umido, il suo esterno è caldo perché rivestito da materiale termico depressurizzante: come conseguenza della depressurizzazione esercitata dal particolare rivestimento termico, le pressioni si invertono: quella esterna del muro rivestito termicamente diventa inferiore, quella interna della massa umida diventa superiore, cosicché il flusso del vapore acqueo si sposta verso la faccia esterna attraversandola senza condensarsi, perché la superficie con cui viene a contatto ha una temperatura più alta inoltre il vapore si trova ad essere inspirato dalla massa termica depressurizzante applicata sulla faccia del muro. Senza il verificarsi delle condizioni di cui sopra, l'umidità non si potrebbe spostare dall'interno del muro verso la superficie, poiché la pressione parziale del vapore acqueo in effetti sarebbe inferiore a quella dell'intonaco termico che riveste la faccia del muro; avverrebbe che la temperatura più alta del materiale termico tenderebbe a spostarsi verso la superficie più fredda ( il muro umido) e quindi ne risulterebbe una faccia di separazione, divenendo zona favorevole alla condensazione. Ciò non avviene applicando l' intonaco termodepressurizzante NOVOMUR, perché con esso le suddette pressioni si invertono per i seguenti motivi: 1) le facce dei due materiali (quella dell'intonaco e quella del muro) fanno corpo unico, ed avendo l'intonaco termico la caratteristica di essere altamente permeabile al passa del vapore, la condensazione non avviene; 2) la struttura dell'intonaco, essendo alveolare, si comporta come un sifone ad effetto depressurizzante che fa diminuire la pressione parziale nell' intonaco stesso.
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