Impianti elettrici

     

    Impianti elettrici


    Tratto da wikipedia : Generalmente con il termine di impianti elettrici ci si riferisce a quell'insieme di apparecchiature elettriche, meccaniche e fisiche atte alla trasmissione e all'utilizzo di energia elettrica.

    Normalmente per impianti elettrici si considerano gli impianti di bassa tensione (BT), mentre per gli impianti di media (MT) e alta tensione (AT) si preferisce parlare di reti elettriche o sistemi elettrici vista la maggiore complessità sia degli apparati tecnologici, sia degli studi e dei calcoli necessari. Normalmente gli impianti elettrici di bassa tensione per l'alimentazione delle abitazioni comuni sono dimensionati su una potenza massima di circa 3 kW.

    Per la progettazione degli impianti elettrici sin dal 1990 era in vigore in Italia la Legge 46/90 ora sostituita dal D.M. 37 del 22 gennaio 2008 (G. U. n. 61 del 12/03/2008)e dal DL 25 giugno 2008 n 112, "Regolamento concernente l'attuazione dell'articolo 11 quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all'interno degli edifici"; questo stabilisce quali siano i soggetti abilitati a progettare e realizzare le principali tipologie di impianti relativi a tutti gli edifici e a quali obblighi e prescrizioni debbano attenersi tali soggetti. Fondamentale nella progettazione, realizzazione e collaudo di un impianto elettrico sono le norme del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI), gli impianti elettrici in bassa tensione alimentati da un ente elettrocommerciale devono comprendere un impianto di messa a terra (sistema TT) in quanto necessario per la protezione dai contatti indiretti.


     

    Impianti elettrici

     

CORRENTE ELETTRICA

La corrente alternata è caratterizzata da cariche elettriche in moto variabile nel tempo sia in intensità che in direzione. Normalmente la corrente elettrica viene distribuita sotto forma di corrente alternata a frequenza costante di 50 Hz (il + e il - si alternano nei conduttori ogni cinquantesimo di secondo). Si utilizza corrente alternata perché i generatori, per convenienza economica e semplicità costruttiva, producono con maggiore facilità corrente alternata.

 

Di particolare interesse è il fatto che la distribuzione in corrente alternata è più efficiente (minore perdita di potenza lungo la linea) della corrente continua per le trasmissioni di potenza elevata. La trasmissione di corrente alternata di tipo trifase è particolarmente efficiente ed è quindi la più utilizzata date le minori dispersioni per effetto Joule (occorrono quindi sezioni di conduttore inferiori, cioè fili più piccoli).

 

SISTEMA TRIFASE

Per sistema trifase si intende un particolare sistema di produzione, distribuzione e utilizzo dell’energia elettrica basato su tre tensioni elettriche alternate, aventi la stessa frequenza e la stessa differenza di fase. Un generatore trifase è quindi assimilabile a tre generatori singoli di corrente alternata di uguale frequenza ma con fasi traslate o sfasate di 120°. Se i tre generatori del sistema trifase fossero fisicamente separati tra loro, ognuno di essi dovrebbe essere dotato di una propria linea composta da 2 conduttori: in totale sarebbero necessari 6 cavi elettrici (1 fase+1 neutro).

 

Nel sistema trifase i 3 generatori sono sincronizzati e sfasati come già detto di 120°. Di conseguenza la somma algebrica delle correnti circolanti istante per istante in uno dei due fili di ciascuna linea è nulla. Se questi tre fili vengono collegati assieme in un unico conduttore, su di esso non si ha circolazione di corrente e può essere eliminato. E’ così possibile trasportare la stessa quantità di energia elettrica utilizzando tre fili al posto di sei. Il sistema di distribuzione trifase si compone quindi di tre fili di linea a cui si aggiunge spesso un ulteriore filo di neutro che ovviamente potrebbe anche mancare.

 

La tensione presente tra ciascun filo di linea ed il neutro è chiamata tensione di fase E (o stellata). Nel sistema elettrico europeo la tensione di fase è fissata pari a 230 V e la frequenza pari a 50 Hz. La tensione presente tra due diversi fili di linea è chiamata tensione di linea V (o concatenata). Si dimostra che V = (3)0.5 E Nel sistema elettrico europeo la tensione di linea è quindi pari a 400 V. La tensione nominale di un impianto trifase è sempre quella di linea. In un impianto monofase la tensione nominale è ovviamente quella di fase.

 

Utenze monofase Nelle abitazioni domestiche arrivano solamente due fili: una fase ed il neutro (la tensione nominale lineaneutro è pari a 230 V). Una singola fase è sufficiente in quanto, non essendo presenti carichi elevati, la potenza impegnata è limitata a pochi kW (in genere 3). Le forniture agli utenti monofase sono distribuite tra le tre fasi di un sistema trifase (uscente da una cabina elettrica di trasformazione) in modo da equilibrare statisticamente gli assorbimenti ed ottimizzarne il trasporto.

 

INTERRUTTORE MAGNETOTERMICO

L'interruttore magnetotermico, detto anche interruttore automatico, è un dispositivo elettrotecnico in grado di interrompere un circuito in caso di cortocircuito o in caso di sovracorrente. Deriva il suo nome dal fatto che esibisce un funzionamento diverso nell'interruzione da cortocircuito (meccanismo di tipo magnetico) rispetto all'interruzione da sovracorrente (meccanismo di tipo termico).

 

Interruttore unipolare Interruttore bipolare Interruttori magnetotermici

Protezione dal cortocircuito Questo tipo di guasto si verifica quando due cavi conduttori a differente potenziale entrano in diretto contatto tra loro, provocando un elevatissimo ed istantaneo flusso di corrente. La rilevazione di questo evento avviene per mezzo di un solenoide avvolto su una barra magnetica. L'elevato impulso di corrente induce un campo magnetico che attira un’ancorina la quale provoca l'apertura dell'interruttore. L’intervento è pertanto quasi istantaneo ed evita sollecitazioni termiche e meccaniche, dovute all'elevata corrente di corto circuito, dannose per le condutture e le apparecchiature elettriche.

 

Protezione del sovraccarico Questo tipo di guasto si verifica quando l'intensità di corrente supera un valore prefissato a causa per esempio di troppi “carichi elettrici” contemporanei. Il limite di corrente è determinato dalle modalità costruttive dell'impianto e in particolare dalla capacità dei conduttori di smaltire il calore prodotto per effetto Joule. La rilevazione avviene per mezzo di una "resistenza elettrica" costituita ad una lamina bimetallica che a causa della differente dilatazione termica di due metalli accoppiati provoca lo scatto dell'interruttore. L’intervento non è istantaneo ma dipende dalla entità del superamento del valore di soglia.

 

Magnetotermico (limitatore) fornito da ENEL per usi domestici

 

INTERRUTTORE DIFFERENZIALE L'interruttore differenziale è un dispositivo elettrotecnico in grado di interrompere un circuito in caso di guasto verso terra (dispersione elettrica) o folgorazione faseterra. “Calcola” costantemente la somma vettoriale delle correnti di linea sia nel sistema monofase o trifase; finché la somma è pari a zero, permette l’alimentazione elettrica delle utenze, interrompendola rapidamente se la somma si discosta da un valore prestabilito in funzione della sensibilità del dispositivo. L'interruttore differenziale non offre tuttavia alcuna protezione contro sovraccorente o cortocircuito tra fase e fase o tra fase e neutro, per i quali è invece richiesto un interruttore magnetotermico. Per legge in Italia, negli impianti civili, deve essere installato sempre almeno un interruttore differenziale per far fronte a problemi di dispersione elettrica e quindi a rischi di folgorazione.

Tipo monofase modulo per magnetotermico trifase Interruttori differenziali

Schema di principio di un differenziale. In rosso è indicata una dispersione 16 la leva del differenziale è bianca e al centro le leve magnetotermiche sono nere a sinistra il tasto per il test di funzionamento è il pulsante bianco a destra Interruttore monofase differenziale-magnetotermico

COLORE CAVI CONDUTTORI La norma CEI 16-4 / EN 60446 (Individuazione dei conduttori tramite colori o codici numerici) stabilisce per i fili elettrici degli impianti trifase, normalmente applicata anche agli impianti monofase, un preciso codice colore: - conduttore di fase: nero o grigio o marrone - neutro: blu (o azzurro) - terra: giallo/verde Il conduttore giallo/verde non deve mai essere utilizzato come conduttore di fase o come neutro.

MESSA A TERRA Messa a terra è l'insieme di azioni e sistemi volti a portare un elemento metallico allo stesso potenziale elettrico del terreno. Si possono creare situazioni di pericolo quando parti dell'impianto elettrico che normalmente non sono in tensione, come le carcasse degli elettrodomestici, a seguito di guasti o imprevisti acquisiscono una differenza di potenziale rispetto al terreno. La messa a terra mira a proteggere le persone dal rischio di folgorazione.

Consiste essenzialmente di un sistema di conduttori (PE) collegati ad uno o più dispersori inseriti nel terreno (ad es. picchetti metallici). Lo scopo della messa a terra è quindi assicurare che le masse degli elettrodomestici siano allo stesso potenziale del terreno. La messa a terra, inoltre, facilita l’intervento automatico dell’interruttore differenziale. La messa a terra di protezione non interessa solo l’impianto elettrico, ma tutti gli altri impianti e parti metalliche dell’edificio, dalle tubazioni, all’impianto idraulico, dalle travi all’impianto di riscaldamento e così via, in modo che tutto lo stabile risulti messo in sicurezza.

 

DISPOSITIVI DI COMANDO

Interruttore Dispositivo in grado di interrompere la continuità elettrica di un solo conduttore (interruttore monofase) o di entrambi i conduttori (interruttore bipolare). Deviatore Dispositivo in grado di “deviare” la corrente elettrica su due conduttori diversi al fine di consentire l’accensione e lo spegnimento da due punti diversi. Invertitore Dispositivo in grado di “deviare” e “invertire” la corrente elettrica su due conduttori diversi al fine di consentire l’accensione e lo spegnimento da tre o più punti diversi. E’ sempre necessario impiegare due deviatori ed un o più invertitori; i deviatori vanno posti nel circuito in posizione definibile di “testa” mentre gli invertitori vanno inseriti nel mezzo.

Presa singola 10-16A Presa singola 10-16A tipo Schuko

Esempio dotazioni elettriche appartamento Impianto elettrico nei locali bagno e doccia Zone di pericolosità

Zona 0 Corrisponde al volume interno alla vasca da bagno o al piatto doccia. Zona 1 E’ il volume delimitato dalla superficie che si estende in verticale dalla vasca da bagno o dal piatto doccia fino ad un piano orizzontale situato a 2,25 m dal pavimento. Se manca il piatto doccia manca pure la zona 0. In questo caso il solido che delimita la zona 1 è un cilindro di 0,6 m di raggio con il centro nel soffione della doccia che si sviluppa in verticale verso il basso sotto il soffione. Se il fondo della vasca o del piatto doccia si trova oltre 0,15 m al di sopra del pavimento, l’altezza di 2,25 m è computata a partire da questo fondo. In tal caso laa zona 1 si estende anche al di sotto della vasca o del piatto doccia.

Zona 2 E’ il volume circostante alla zona 1 che si sviluppa in verticale, parallelamente e ad una distanza in orizzontale dalla zona 1 di 0,6 m, fino ad un'altezza di 2,25 m dal piano del pavimento. Zona 3 E’ il volume delimitato dalla superficie verticale che si sviluppa in orizzontale di fianco alla zona 2 per 2,4 m ed in verticale fino ad un'altezza dal piano del pavimento di 2,25 m. La presenza di pareti e ripari fissi permette in alcuni casi di ridurre i limiti indicati. Nei locali bagno e doccia le condutture metalliche dell'acqua calda e fredda, del gas, degli scarichi, dei caloriferi, ecc. devono essere collegate a terra.

Zona 0 E’ vietata l'installazione di qualsiasi componente elettrico, anche se a bassissima tensione di sicurezza. Zone 1 e 2 Sono vietati i normali dispositivi di comando (interruttori, pulsanti, ecc,) e prese a spina. Son ammessi scaldacqua e vasche idromassaggi purché “stagni” (grado di protezione IPX4 o superiore). Nella zona “ sono ammesse alcune tipologie di prese a spina e apparecchi illuminanti con idonei sistemi di protezione. Zona 3 Sono ammessi i normali dispositivi di comando (interruttori, pulsanti, ecc,), le usuali prese a spina e tutte le tipologie di apparecchi elettrici. Il grado di protezione richiesto è IPX1 o superiore.

 

Impianto di terra.

L'interruttore differenziale (salvavita) da solo non evita eventuali responsabilità penali per infortuni dovuti alla mancanza dell'impianto di terra. L'impianto di terra dell'edificio va considerato un servizio condominiale utile per tutti i condomini, i quali hanno a loro volta l'obbligo di adeguare gli impianti all'interno della propria abitazione.

 

Identificazione delle aree omogenee per il rischio elettrico

 

Dal punto di vista metodologico il valutatore dovrà innanzitutto suddividere la realtà aziendale classificando aree omogenee per il rischio elettrico, quali ad esempio:

 

  • Luoghi ordinari;
  • Luoghi a maggior rischio in caso d’incendio;
  • Luoghi conduttori ristretti: ossia luoghi che si presentano delimitati da superfici metalliche o comunque conduttrici in buon collegamento elettrico con il terreno e che al loro interno è elevata la probabilità che una persona possa venire in contatto con tali superfici attraverso un'ampia parte del corpo diversa da mani e piedi (es. i serbatoi metallici, scavi, ecc... );
  • Luoghi con pericolo di esplosione: ossia luoghi in cui possono formarsi atmosfere esplosive, cioè una miscela con l’aria, a condizioni atmosferiche, di sostanze infiammabili allo stato di gas, vapori, nebbie o polveri combustibili in cui, dopo l’accensione, la combustione si propaga nell’insieme della miscela incombusta;
  • Cabine di trasformazione MT/BT;
  • Locali ad uso medico;
  • Ambienti in cui si svolgono attività di zootecnia;
  • Cantieri.

 

Tale suddivisione per aree omogenee di rischio elettrico prende spunto dai campi di applicazione delle varie norme CEI per la progettazione, installazione e manutenzione degli impianti (quali ad esempio CEI 64-8, CEI EN 60079-10,14,17, CEI EN 61241-10,14, CEI 11-1, CEI 0-15). Le aree omogenee per rischio elettrico così classificate sono caratterizzate non solo dalle proprie caratteristiche costruttive e architettoniche, ma anche dalle attività lavorative svolte, o che verranno svolte al loro interno. Ai sensi dell’art. 29 del Dlgs 81/2008, ad ogni modifica organizzativa o del ciclo produttivo si renderà necessaria una ri-valutazione del rischio finalizzata a identificare la corretta classificazione del luogo dal punto di vista elettrico e l’effettiva conformità degli impianti in relazione all’ambiente di installazione.

 

La conformità degli impianti elettrici

 

La rispondenza degli impianti elettrici ai requisiti di legge, ossia la realizzazione degli impianti secondo la “regola dell’arte” è da considerarsi un pre-requisito per la valutazione del rischio elettrico. In altri termini, la verifica di conformità degli impianti è un’attività che deve essere svolta a monte della valutazione del rischio e che, se non dà luogo ad un riscontro positivo, determina già una condizione di rischio inaccettabile.

Il datore di lavoro che intende garantire la conformità degli impianti dovrà:

  • accertarsi che gli impianti elettrici presenti nei locali siano installati nel rispetto delle specifiche disposizioni legislative e regolamentari applicabili, in particolare, che gli impianti elettrici siano progettati ed installati a regola d’arte, verificando, se non già fatto, la documentazione di progetto e le dichiarazioni di conformità rilasciate dagli installatori o facendo periziare l’impianto richiedendo il rilascio della dichiarazione di rispondenza (DIRI) ai sensi del D.M. 37/08;
  • accertarsi che i fabbricati risultino protetti dalle scariche atmosferiche (art. 84 del D.Lgs. 81/08), come da verifica tecnica effettuata, ovvero dotati di idonei sistemi di protezione contro le scariche atmosferiche in conformità alle norme tecniche, in particolare norma CEI EN 62305-2;
  • assoggettare gli impianti a regolare manutenzione e verifica in base ad un programma di controlli predisposto tenendo conto delle disposizioni legislative vigenti, delle indicazioni contenute nei manuali d'uso e manutenzione delle apparecchiature ricadenti nelle direttive specifiche di prodotto e di quelle indicate nelle pertinenti norme tecniche (ad es. guida CEI 0-10), comprovando con idonee registrazioni l’effettuazione di tale attività di manutenzione; 
  • assoggettare gli impianti alle previste verifiche periodiche di cui al D.P.R. 462/01 (attività documentata per mezzo dei verbali rilasciati dal soggetto verificatore).

 

Sulla base delle precedenti considerazioni, la valutazione del rischio elettrico dovrà concentrarsi sui rischi residui, ovvero sui rischi non già prevenuti o protetti da una progettazione e realizzazione a regola d’arte, ed in particolare dai rischi connessi:

  • ad una non idonea manutenzione e verifica degli apparecchi ed impianti elettrici;
  • ad una carente informazione dei lavoratori sui rischi di natura elettrica;
  • ad una insufficiente formazione sul corretto utilizzo degli apparecchi ed impianti elettrici. 

 

La valutazione del rischio elettrico per gli “utilizzatori”

 

I lavoratori che “impiegano” semplicemente l’impianto e le apparecchiature elettriche sono soggetti a rischi sostanzialmente diversi rispetto a quei lavoratori che effettuano ad esempio operazioni di manutenzione degli impianti, ossia “lavori elettrici” (come definito dalla norma CEI 11-27): se nel primo caso la sostanziale “intrinseca” sicurezza di impianti ed apparecchi a norma garantisce un lavoratore, correttamente informato sui concetti basilari del rischio elettrico, nel secondo caso solo una puntuale definizione dell’ambito di intervento del lavoratore (ossia la definizione di una precisa procedura d’intervento), associata ad una specifica formazione e addestramento in merito al rischio elettrico, nonché alla fornitura ed utilizzo di D.P.I. idonei, consente di garantire il raggiungimento di livelli di sicurezza “accettabili”.

 

La valutazione del rischio elettrico per gli “addetti ai lavori elettrici”

 

Il datore di lavoro, per effettuare la valutazione dei rischi a cui sono soggetti gli addetti ai lavori elettrici e per la scelta delle misure di sicurezza, dovrà considerare come riferimento le indicazioni rintracciabili nella norma CEI 11-27.

Per quanto riguarda i lavori elettrici sotto tensione è necessario evidenziare che l’art. 82 stabilisce innanzitutto che tali lavori sono innanzitutto vietati, tuttavia, quando inevitabilmente necessari per ragioni tecnico-organizzative, consentiti su impianti con tensione di sicurezza, o su impianti di categoria 0 e I, purché il lavoratore sia formato e addestrato ad operare rispettando i requisiti indicati nella norma CEI 11-27 e il datore di lavoro abbia attribuito formalmente l’idoneità allo svolgimento delle specifiche attività effettivamente svolte dal lavoratore (intendendo con ciò che l’idoneità non può essere generica, ossia per qualunque lavoro elettrico), e nel rispetto di procedure di lavoro previste dalle vigenti norme tecniche. L’esecuzione di lavori elettrici sotto tensione in modo non conforme alle disposizioni previste nella norma tecnica (CEI 11-27) è punita con la pena dell’arresto da tre a sei mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro.

 

La norma CEI 11-27 prevede che il datore di lavoro attribuisca per iscritto la qualifica ad operare sugli impianti elettrici: tale qualifica può essere di “persona esperta” (PES), “persona avvertita” (PAV) e di persona “idonea ai lavori elettrici sotto tensione” (nel gergo PEI). La norma CEI 11-27 fornisce quindi sia prescrizioni che linee guida al fine di individuare i requisiti minimi di formazione, in termini di conoscenze tecniche, nonché di capacità organizzativa e d’esecuzione pratica di attività nei lavori elettrici.

 

Pertanto, per i lavoratori addetti ai lavori elettrici, la valutazione del rischio elettrico potrà determinare un giudizio “accettabile” se si verifica che: a) i lavoratori sono formati e addestrati all’effettuazione di lavori elettrici secondo la norma CEI 11-27; b) i lavoratori sono formalmente qualificati ai sensi della norma CEI 11-27 dal datore di lavoro per le specifiche attività effettivamente svolte dagli stessi; c) i lavoratori dispongono e adottano precise procedure di lavoro, conformi con quelle previste dalla norma CEI 11-27; d) i lavoratori sono dotati ed addestrati ad utilizzare attrezzature di lavoro e dispositivi di protezione individuali idonei e regolarmente verificati, in particolare conformi alle indicazioni della norma CEI 11-27, oltre che a quanto stabilito dal datore di lavoro a seguito della valutazione del rischio.

 

Dal punto di vista organizzativo i punti precedenti non sono ancora sufficienti per la corretta esecuzione in sicurezza dei lavori elettrici: infatti, il punto 6 della norma CEI 11-27 ed il punto 4.3 della norma CEI EN 50110-1 prescrivono di identificare le due figure seguenti: a) la persona preposta alla conduzione dell'impianto elettrico (Responsabile dell'Impianto - RI), definito nelle norme CEI 11-27 e CEI EN 50110-1 come: “Persona designata alla più alta responsabilità della conduzione dell’impianto elettrico. All’occorrenza, parte di tali compiti può essere delegata ad altri”; b) la persona preposta alla conduzione dell'attività lavorativa (Preposto ai lavori - PL), definito nella norma CEI 11-27 come: “Persona designata alla più alta responsabilità della conduzione del lavoro. All’occorrenza, parte di tali compiti può essere delegata ad altri”; alle quali saranno assegnati precisi ruoli e responsabilità in merito all’esecuzione dei lavori, chiaramente individuate dal datore di lavoro.

 

Prove sugli impianti elettrici

Misure e prove per il collaudo degli impianti elettrici

  • Esami a vista: Analisi degli schemi e dei piani di installazione; verfica qualitativa e quantitativa dei componenti dell’impianto; verifica delle protezioni contro i contatti diretti; verifica dei gradi di protezione degli involucri; verifiche sui sistemi di protezione dai contatti indiretti senza o mediante interruzione automatica dell'alimentazione; verifiche sui conduttori di protezione e di terra; verifica della corretta scelta e installazione dei dispositivi per la protezione contro le sovracorrenti.
  • Misure e prove sperimentali: Prova della sfilabilità dei cavi e controllo del coefficiente di stipamento; prova della continuità dei conduttori di protezione; misura della resistenza di isolamento e verifica della protezione per separazione elettrica; prove di funzionamento; misura della caduta di tensione; misura della resistenza di terra; misura dell’impedenza totale dell’anello di guasto; prova di intervento degli interruttori differenziali; prova di intervento dei dispositivi di emergenza; misura dell’illuminamento medio.

 

Misure sugli impianti di terra

 

  • Misura della resistività di un terreno omogeneo
  • Misura della resistenza di un impianto di terra
  • Misura delle tensioni di passo e di contatto
  • Misura impedenza dell'anello di guasto
  • Influenza dei disturbi in tali misure.

 

 

Prove sugli isolatori

  • Rilievo della tensione di scarica 50%

 

Prove sui cavi di energia

  • Prove di caratterizzazione dei cavi
  • Tipi di guasto
  • Prelocalizzazione  e Localizzazione del punto di guasto di un cavo

 

Raccolta di Norme fondamentali per impianti elettrici

 

CEI 0-2 0 120 Guida per la definizione della documentazione di progetto degli impianti elettrici 6366 CEI 0-10 0 110 Guida alla manutenzione degli impianti elettrici 6613 CEI 0-11 0 75 Guida alla gestione in qualità delle misure per la verifica degli impianti elettrici ai fini della sicurezza 7528 CEI 0-14 DPR 22 ottobre 2001, n.462 Guida all'applicazione del DPR 462/01 relativo alla semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra degli impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi 0 60 8231 CEI 0-15 0 30 Manutenzione delle cabine elettriche MT/BT dei clienti/utenti finali 5862 CEI EN 60439-1 Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri BT) Parte 1: Apparecchiature soggette a prove di tipo (AS) e apparecchiature parzialmente soggette a prove di tipo (ANS) 17 129.11 7543 CEI EN 60439-1/A1 Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri BT) Parte 1: Apparecchiature soggette a prove di tipo (AS) e apparecchiature parzialmente soggette a prove di tipo (ANS) 17 67 5863 CEI EN 60439-2 Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri elettrici per bassa tensione) Parte 2: Prescrizioni particolari per i condotti sbarre 17 66.11 5922 CEI EN 60439-2/Ec Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri elettrici per bassa tensione) Parte 2: Prescrizioni particolari per i condotti sbarre 17 0 8452 CEI EN 60439-2/A1 Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri elettrici per bassa tensione) Parte 2: Prescrizioni particolari per i condotti sbarre 17 24 6230 CEI EN 60439-3/A2 Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri BT) Parte 3: Prescrizioni particolari per apparecchiature assiemate di protezione e di manovra destinate ad essere installate in luoghi dove personale non addestrato ha accesso al loro uso Quadri di distribuzione (ASD) 17 13.43 3445 C CEI EN 60439-3 Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri BT) Parte 3: Prescrizioni particolari per apparecchiature assiemate di protezione e di manovra destinate ad essere installate in luoghi dove personale non addestrato ha accesso al loro uso Quadri di distribuzione (ASD) 17 21.69 7891 CEI EN 60439-4 Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri BT) Parte 4: Prescrizioni particolari per apparecchiature assiemate per cantiere (ASC) 17 55 5756 CEI 17-43 Metodo per la determinazione delle sovratemperature, mediante estrapolazione, per le apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri BT) non di serie (ANS) 17 47.51 5120 CEI 17-70 17 58.88 Guida all'applicazione delle norme dei quadri di bassa tensione 10144 CEI EN 61439-1 Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri BT) Parte 1: Regole generali 17 167 10145 CEI EN 61439-2 Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione (quadri BT) Parte 2: Quadri di potenza 17 66 3516 CEI-UNEL 35024/1 Cavi elettrici isolati con materiale elastomerico o termoplastico per tensioni nominali non superiori a 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua Portate di corrente in regime permanente per posa in aria 20 30.99 3517 CEI-UNEL 35024/2 Cavi elettrici ad isolamento minerale per tensioni nominali non superiori a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua Portate di corrente in regime permanente per posa in aria 20 23.24 4610 CEI-UNEL 35024/1;Ec Cavi elettrici isolati con materiale elastomerico o termoplastico per tensioni nominali non superiori a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua Portate di corrente in regime permanente per posa in aria 20 0 5757 CEI-UNEL 35011 20 15.49 Cavi per energia e segnalamento. Sigle di designazione 5777 CEI-UNEL 35026 Cavi elettrici isolati con materiale elastomerico o termoplastico per tensioni nominali di 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua. Portate di corrente in regime permanente per posa interrata 20 19.63 6755 CEI-UNEL 00722 20 10 Identificazione delle anime dei cavi 6729 CEI-UNEL 35012 20 5 Contrassegni e classificazione dei cavi in relazione al fuoco 6756 CEI-UNEL 35011;V1 Cavi per energia e segnalamento Sigle di designazione 20 4 7424 CEI-UNEL 35753 Cavi per energia isolati con polivinilcloruro non propaganti l'incendio e a ridotta emissione di alogeni - Cavi unipolari senza guaina con conduttori rigidi Tensione nominale U0/U: 450/750 V 20 13 7423 CEI-UNEL 35752 Cavi per energia isolati con polivinilcloruro non propaganti l'incendio e a ridotta emissione di alogeni Cavi unipolari senza guaina con conduttori flessibili Tensione nominale U0/U: 450/750 V 20 13 7405 CEI-UNEL 00721 20 9 Colori di guaina dei cavi elettrici Pag. 1 Fasc.N° Norma Italiana CT Titolo Raccolta di Norme fondamentali per impianti elettrici S016 euro 9737 CEI-UNEL 35023 Cavi per energia isolati in gomma o con materiale termplastico aventi grado di isolamento non superiore a 4 Cadute di tensione 20 8 9738 CEI-UNEL 35027 Cavi di energia per tensione nominale U da 1 kV a 30 kV Portate di corrente in regime permanente - Posa in aria ed interrata 20 32 9054 CEI 20-20/15 Cavi con isolamento termoplastico con tensione nominale non superiore a 450/750 V Parte 15: Cavi unipolari isolati con mescola termoplastica senza alogeni, per installazioni fisse 20 36 5640 CEI 20-27 Cavi per energia e per segnalamento Sistema di designazione 20 20.66 6337 CEI 20-27;V1 Cavi per energia e segnalamento Sistema di designazione 20 5.16 8693 CEI 20-27;V2 Cavi per energia e per segnalamento Sistema di designazione 20 9 4831 CEI 20-40 20 72.3 Guida per l'uso di cavi armonizzati a bassa tensione 7403 CEI 20-40;V2 20 20 Guida per l'uso di cavi armonizzati a bassa tensione 7402 CEI 20-40;V1 20 8.5 Guida per l'uso di cavi armonizzati a bassa tensione 9629 CEI 20-40;V3 20 10 Guida per l'uso di cavi armonizzati a bassa tensione 5836 CEI 20-65 Cavi elettrici isolati con materiale elastomerico, termoplastico e isolante minerale per tensioni nominali non superiori a 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua. Metodi di verifica termica (portata) per cavi raggruppati in fascio contenente conduttori di sezione differente 20 33.05 5915 CEI 20-67 20 24.79 Guida per l'uso dei cavi 0,6/1 kV 9741 CEI 20-67;V1 20 0 Guida per l’uso dei cavi 0,6/1 kV 9880 CEI 20-89 20 70 Guida all’uso e all’installazione dei cavi elettrici e degli accessori di MT 10217 CEI 20-91 Cavi elettrici con isolamento e guaina elastomerici senza alogeni non propaganti la fiamma con tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua per applicazioni in impianti fotovoltaici 20 37 7204 CEI 23-51 Prescrizioni per la realizzazione, le verifiche e le prove dei quadri di distribuzione per installazioni fisse per uso domestico e similare 23 35 6329 CEI 23-73 23 46.48 Colonne e torrette a pavimento per installazioni elettriche 9123 CEI 23-98 23 82 Guida all’uso corretto di interruttori differenziali per installazioni domestiche e similari 9331 E CEI EN 50425 Apparecchi di comando non automatici per installazione elettrica fissa per uso domestico e similare - Norma collaterale - Apparecchi di comando non automatici per vigili del fuoco per insegne luminose e apparecchi d'illuminazione interni ed esterni 23 37 9418 CEI 23-101 Dispositivi di richiusura automatica per interruttori automatici, interruttori differenziali con o senza sganciatore di sovracorrente per usi domestici e similari 23 57 7177 CEI EN 60079-10 Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas Parte 10: Classificazione dei luoghi pericolosi 31 106 7297 CEI EN 60079-14 Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas Parte 14: Impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas (diversi dalle miniere) 31 108 10204 CEI EN 60079-14 Atmosfere esplosive Parte 14: Progettazione, scelta e installazione degli impianti elettrici 31 161 7296 CEI EN 60079-17 Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas Parte 17: Verifica e manutenzione degli impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas (diversi dalle miniere) 31 61 9533 CEI EN 60079-17 Atmosfere esplosive Parte 17: Verifica e manutenzione degli impianti elettrici 31 108 8705 CEI 31-35 Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas Guida all’applicazione della Norma CEI EN 60079-10 (CEI 31-30) Classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas, vapori o nebbie infiammabili 31 90 8851 CEI 31-35/A Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas Guida all’applicazione della Norma CEI EN 60079-10 (CEI 31-30) Classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas, vapori o nebbie infiammabili: esempi di applicazione 31 90 9960 CEI 31-35;V1 Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas - Guida all’applicazione della Norma CEI EN 60079-10 (CEI 31-30) - Classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas, vapori o nebbie infiammabili 31 34 Pag. 2 Fasc.N° Norma Italiana CT Titolo Raccolta di Norme fondamentali per impianti elettrici S016 euro 10326 CEI 31-35/A;V1 Costruzioni elettriche per atmosfere esplosive per la presenza di gas Guida all’applicazione della Norma CEI EN 60079-10 (CEI 31-30) Classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione per la presenza di gas, vapori o nebbie infiammabili: esempi di applicazione 31 44 9049 C CEI 31-56 Costruzioni per atmosfere esplosive per la presenza di polveri combustibili Guida all'applicazione della Norma CEI EN 61241-10 (CEI 31-66) "Classificazione delle aree dove sono o possono essere presenti polveri esplosive" 31 105 8290 CEI EN 61241-10 Costruzioni elettriche destinate ad essere utilizzate in presenza di polveri combustibili Parte 10: Classificazione delle aree dove sono o possono essere presenti polveri combustibili 31 75 8293 CEI EN 61241-14 Costruzioni elettriche destinate ad essere utilizzate in presenza di polveri combustibili Parte 14: Scelta ed installazione 31 103 8291 CEI EN 61241-17 Costruzioni elettriche destinate ad essere utilizzate in presenza di polveri combustibili Parte 17: Verifica e manutenzione degli impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione (diversi dalle miniere) 31 75 10155 CEI EN 60079-10-1 Atmosfere esplosive Parte 10-1: Classificazione dei luoghi. Atmosfere esplosive per la presenza di gas 31 151 10149 CEI EN 60079-10-2 Atmosfere esplosive Parte 10-2: Classificazione dei luoghi - Atmosfere esplosive per la presenza di polveri combustibili 31 94 5964 C CEI 64-2 Impianti elettrici nei luoghi con pericolo di esplosione Prescrizioni specifiche per la presenza di polveri infiammabili e sostanze esplosive 31 56.81 6991 CEI EN 50107-1 Installazioni di insegne e di tubi luminosi a scarica funzionanti con tensione a vuoto superiore a 1kV ma non superiore a 10 kV Parte 1: Prescrizioni generali 34 47.5 7686 CEI EN 50107-1/A1 Installazioni di insegne e di tubi luminosi a scarica funzionanti con tensione a vuoto superiore a 1kV ma non superiore a 10 kV Parte 1: Prescrizioni generali 34 10 7427 CEI 46-136 46 34 Guida alle Norme per la scelta e la posa dei cavi per impianti di comunicazione 4618 CEI 64-7 64 24.79 Impianti elettrici di illuminazione pubblica 9490 CEI 64-8;V1 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1 000 V in corrente alternata e a 1 500 V in corrente continua 64 10 9826 CEI 64-8;V2 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua 64 45 8608 CEI 64-8/1 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua Parte 1: Oggetto, scopo e principi fondamentali 64 14 8609 CEI 64-8/2 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua Parte 2: Definizioni 64 18 8610 CEI 64-8/3 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua Parte 3: Caratteristiche generali 64 14 8611 CEI 64-8/4 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua Parte 4: Prescrizioni per la sicurezza 64 70 8612 CEI 64-8/5 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua Parte 5: Scelta ed installazione dei componenti elettrici 64 60 8613 CEI 64-8/6 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua Parte 6: Verifiche 64 28 8614 CEI 64-8/7 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua Parte 7: Ambienti ed applicazioni particolari 64 100 6950 CEI 64-12;V1 64 14 Guida per l'esecuzione dell'impianto di terra negli edifici per uso residenziale e terziario 9959 CEI 64-12 64 65 Guida per l'esecuzione dell'impianto di terra negli edifici per uso residenziale e terziario 3666 R CEI 64-12 64 58.88 Guida per l'esecuzione dell'impianto di terra negli edifici per uso residenziale e terziario 8706 CEI 64-14 64 80 Guida alle verifiche degli impianti elettrici utilizzatori 4830 CEI 64-15 64 74.89 Impianti elettrici negli edifici pregevoli per rilevanza storica e/o artistica 5236 CEI R064-004 Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata e a 1500 V in corrente continua Protezione contro le interferenze elettromagnetiche (EMI) negli impianti elettrici 64 25.82 5492 CEI 64-17 64 92.96 Guida all'esecuzione degli impianti elettrici nei cantieri 5620 CEI 64-17;Ec 64 0 Guida all'esecuzione degli impianti elettrici nei cantieri 10203 CEI 64-17 64 65 Guida all’esecuzione degli impianti elettrici nei cantieri Pag. 3 Fasc.N° Norma Italiana CT Titolo Raccolta di Norme fondamentali per impianti elettrici S016 euro 8874 CEI 64-50 Edilizia ad uso residenziale e terziario Guida per l'integrazione degli impianti elettrici utilizzatori e per la predisposizione di impianti ausiliari, telefonici e di trasmissione dati negli edifici Criteri generali 64 103 8875 CEI 64-51 Edilizia ad uso residenziale e terziario Guida per l'integrazione degli impianti elettrici utilizzatori e per la predisposizione di impianti ausiliari, telefonici e di trasmissione dati negli edifici Criteri particolari per centri commerciali 64 47 8876 CEI 64-52 Edilizia ad uso residenziale e terziario Guida per l'integrazione degli impianti elettrici utilizzatori e per la predisposizione di impianti ausiliari, telefonici e di trasmissione dati negli edifici Criteri particolari per edifici scolastici 64 68 8877 CEI 64-53 Edilizia ad uso residenziale e terziario Guida per l'integrazione degli impianti elettrici utilizzatori e per la predisposizione di impianti ausiliari, telefonici e di trasmissione dati negli edifici Criteri particolari per edifici ad uso prevalentemente residenziale 64 83 8878 CEI 64-54 Edilizia ad uso residenziale e terziario Guida per l'integrazione degli impianti elettrici utilizzatori e per la predisposizione di impianti ausiliari, telefonici e di trasmissione dati negli edifici Criteri particolari per locali di pubblico spettacolo 64 80 8879 CEI 64-55 Edilizia ad uso residenziale e terziario Guida per l'integrazione degli impianti elettrici utilizzatori e per la predisposizione di impianti ausiliari, telefonici e di trasmissione dati negli edifici Criteri particolari per strutture alberghiere 64 110 9386 CEI 64-56 Edilizia ad uso residenziale Guida per l’integrazione degli impianti elettrici utilizzatori e per la predisposizione di impianti ausiliari, telefonici e di trasmissione dati negli edifici Criteri particolari per locali ad uso medico 64 120 8880 CEI 64-57 Edilizia ad uso residenziale e terziario Guida per l'integrazione degli impianti elettrici utilizzatori e per la predisposizione di impianti ausiliari, telefonici e di trasmissione dati negli edifici Impianti di piccola produzione distribuita 64 74 8288 CEI 64-100/1 Edilizia residenziale Guida per la predisposizione delle infrastrutture per gli impianti elettrici, elettronici e per le comunicazioni Parte 1: Montanti degli edifici 64 20 9633 CEI 64-100/1;V1 Edilizia residenziale Guida per la predisposizione delle infrastrutture per gli impianti elettrici, elettronici e per le comunicazioni Parte 1: Montanti degli edifici 64 0 9838 CEI 64-100/2 Edilizia residenziale Guida per la predisposizione delle infrastrutture per gli impianti elettrici, elettronici e per le comunicazioni Parte 2: Unità immobiliari (appartamenti) 64 75 7522 CEI 11-27 78 60 Lavori su impianti elettrici 7523 CEI EN 50110-1 78 75 Esercizio degli impianti elettrici 5180 CEI 81-3 Valori medi del numero dei fulmini a terra per anno e per chilometro quadrato dei Comuni d’Italia, in ordine alfabetico 81 49.06 5457 CEI EN 50164-1 Componenti per la protezione contro i fulmini (LPC) Parte 1: Prescrizioni per i componenti di connessione 81 27.89 9079 CEI EN 50164-1/A1 Componenti per la protezione contro i fulmini (LPC) Parte 1: Prescrizioni per i componenti di connessione 81 24 10406 CEI EN 50164-1 Componenti per la protezione contro i fulmini (LPC) Parte 1: Prescrizioni per i componenti di connessione 81 56 9491 CEI 81-10;V1 81 10 Protezione contro i fulmini 8226 CEI EN 62305-1 Protezione contro i fulmini Parte 1: Principi generali 81 137 8227 CEI EN 62305-2 Protezione contro i fulmini Parte 2: Valutazione del rischio 81 162 8228 CEI EN 62305-3 Protezione contro i fulmini Parte 3: Danno materiale alle strutture e pericolo per le persone 81 170 9882 CEI EN 62305-3/A11 Protezione contro i fulmini Parte 3: Danno materiale alle strutture e pericolo per le persone 81 16 8229 CEI EN 62305-4 Protezione contro i fulmini Parte 4: Impianti elettrici ed elettronici nelle strutture 81 156 Pag. 4 Fasc.N° Norma Italiana CT Titolo Raccolta di Norme fondamentali per impianti elettrici S016 euro 8181 E CEI CLC/TR 50469 Impianti di protezione contro i fulmini Segni grafici 81 13 5025 CEI 11-1 99 98.13 Impianti elettrici con tensione superiore a 1 kV in corrente alternata 5887 CEI 11-1;V1 99 9.3 Impianti elettrici con tensione superiore a 1 kV in corrente alternata 6240 CEI 11-1;Ec 99 0 Impianti elettrici con tensione superiore a 1 kV in corrente alternata 6241 CEI 11-1;V1/Ec 99 0 Impianti elettrici con tensione superiore a 1 kV in corrente alternata 8402 CEI 11-17 Impianti di produzione, trasmissione e distribuzione pubblica di energia elettrica Linee in cavo 99 80 7491 CEI 11-35 Guida per l'esecuzione di cabine elettriche MT/BT del cliente/utente finale 99 85 6957 CEI 11-37 Guida per l'esecuzione degli impianti di terra nei sistemi utilizzatori di energia alimentati a tensione maggiore di 1 kV 99 90 6123 CEI EN 50191 99 34.09 Installazione ed esercizio degli impianti elettrici di prova 7529 CEI 100-7 100 95 Guida per l'applicazione delle Norme sugli impianti di ricezione televisiva 8295 CEI 100-7/A Guida per l'applicazione delle Norme sugli impianti di ricezione televisiva Appendice A: Determinazione dei segnali terrestri primari; note esplicative relative al D.M. 11/11/2005 100 17 7479 CEI 100-119 Apparati multimediali senza fili Guida all'installazione e all'utilizzo in ambito domestico 100 45 8607 CEI 100-140 100 38 Guida per la scelta e l'installazione dei sostegni d'antenna per la ricezione televisiva 6779 CEI 306-2 306 60 Guida per il cablaggio per telecomunicazioni e distribuzione multimediale negli edifici residenziali 9342 CEI EN 50173-1 Tecnologia dell'informazione - Sistemi di cablaggio strutturato Parte 1: Prescrizioni generali 306 131 10421 CEI EN 50173-1/A1 Tecnologia dell'informazione - Sistemi di cablaggio strutturato Parte 1: Requisiti generali 306 122 7172 CEI EN 50346 306 53 Tecnologia dell'informazione - Installazione del cablaggio - Prove del cablaggio installato 10184 CEI EN 50346/A1 306 50 Tecnologia dell'informazione - Installazione del cablaggio - Prove del cablaggio installato 9343 CEI EN 50173-2 Tecnologia dell'informazione - Sistemi di cablaggio strutturato Parte 2: Locali per ufficio 306 39 9350 CEI EN 50173-3 Tecnologia dell'informazione - Sistemi di cablaggio strutturato Parte 3: Ambienti Industriali 306 39 9344 CEI EN 50173-4 Tecnologia dell'informazione - Sistemi di cablaggio strutturato Parte 4: Abitazioni 306 58 9345 CEI EN 50173-5 Tecnologia dell'informazione - Sistemi di cablaggio strutturato Parte 5: Centri dati 306 46 5732 CEI 11-20 311 66.11 Impianti di produzione di energia elettrica e gruppi di continuità collegati a reti di I e II categoria 7394 CEI 11-20;V1 311 9 Impianti di produzione di energia elettrica e gruppi di continuità collegati a reti di I e II categoria 8982 CEI 11-20;V2 Allegato C Prove per la verifica delle funzioni di interfaccia con la rete elettrica per i micro generatori .

 

Potenza degli elettrodomestici

forno elettrico + piastre elettriche: potenza nominale 2000 W;
lavastoviglie: potenza nominale 2000 W;
gruppo congelatore + frigorifero: potenza nominale   500 W;
cappa di aspirazione, comprese luci: potenza nominale   200 W;
piccoli elettrodomestici da cucina: potenza nominale   200 W;
Totale Potenza Pmax. 4.900 W
Consideranto fattore di contemporaneità pari a 0,5 si ha P=0,5*Pmax = 2450 W.

 

 

 

Collegamenti utili gratuiti

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