disegno tecnico
Disegno tecnico
Tratto da wikipedia : Il disegno è il processo di tracciare dei segni su una superficie tramite l’applicazione di una pressione o il trascinamento di un apposito strumento sulla superficie. Gli strumenti usuati sono le matite in grafite o colorate, la penna ad inchiostro, pennelli fini con inchiostro, pastelli a cera o carboncini, mentre i supporti sono, tipicamente carta e cartoncino, ma anche molti altri.
Disegno tecnico
Nel disegno tecnico occorre rappresentare in modo completo su un supporto bidimensionale oggetti tipicamente tridimensionali (geometria descrittiva), realizzando delle proiezioni.
Vengono convenzionalmente chiamate pianta, prospetto e fianco le proiezioni che sono percepite come viste dall’alto, frontalmente e lateralmente. La disposizione delle viste sul disegno varia a seconda che la rappresentazione segua lo standard europeo (preferibile) o quello americano (sconsigliato, se usato deve essere indicato).
I disegni possono essere classificati nei seguenti gruppi:
- di particolare, ossia di un pezzo unico, corredato di tutti gli elementi costruttivi
- di gruppo, ossia di due o più particolari montati – di assieme, se rappresenta l’insieme nelle condizioni di montaggio
- di complessivo (o di ingombro), se rappresenta una macchina completa
Scala del disegno
Il rapporto tra le dimensioni del disegno e quelle dell’oggetto si dice scala di rappresentazione.
- scale di ingrandimento (consigliate): 50:1, 20:1, 10:1, 5:1, 2:1, ecc.
- scala al naturale: 1:1
- scale di riduzione (consigliate): 1:2.5, 1:5, 1:10, 1:20, 1:50, 1:100, ecc.
Viste
La disposizione delle viste si effettua facendo riferimento alla vista anteriore (prospetto), considerata come vista principale: è di solito quella più caratteristica dell’oggetto.
Le altre viste, in numero strettamente necessario, vengono disposte secondo uno dei metodi seguenti:
- metodo del primo diedro (europeo)
- metodo del terzo diedro (americano):
Sezioni
Le sezioni o viste in sezione mettono in evidenza la forma interna di un pezzo rappresentando, con le stesse modalità delle proiezioni ortogonali, l’intersezione del pezzo con una superficie di solito piana che è detta piano di sezione. La parte piena del pezzo sul piano di sezione viene tratteggiata.
Quando la disposizione del piano di sezione è ovvia, non occorre indicarla; altrimenti i piani di sezione vanno individuati mediante la loro traccia sul disegno eseguita con linea mista fine e grossa, specificando con frecce il senso di proiezione.
Le zone sezionate devono essere tratteggiate mediante linee continue fini, di differente trama a seconda del tipo di materiale.
Le filettature si indicano il fondo del filetto con linea continua fine e la cresta con linea continua grossa; inoltre, nella vista o sezione trasversale il cerchio indicante il fondo del filetto non è completo. Ovviamente, se la filettatura non è in vista, sia la cresta che il fondo del filetto sono rappresentati con linea a tratti medi. Infine, il limite estremo del tratto utile di filettatura è indicato con linea continua o a tratti di spessore grosso a seconda che sia in vista oppure no.
Viste in sezione
Nei componenti cavi le proiezioni possono essere insufficienti a descrivere in modo chiaro la forma, in questi casi si ricorre alla rappresentazione mediante sezione. La sezione è la rappresentazione secondo proiezione ortogonale di una delle due parti che si ottengono dividendo idealmente l’oggetto secondo uno o più piani chiamati piani di taglio. La proiezione sarà ortogonale al piano di taglio per mettere in evidenza la forma e le dimensioni su tale piano.
Le linee di tratteggio nelle aree sezionate vanno disegnate equidistanti, inclinate a 45° con tratto fine. Se è presente uno spigolo anch’esso a 45° l’inclinazione si può cambiare con un angolo incluso tra i 30° e i 60°.
La semisezione rappresenta la vista in sezione di metà componente, l’altra metà si rappresenta in proiezione ortogonale. Questo tipo di rappresentazione è particolarmente indicato per corpi assialsimmetrici.
Alcuni componenti meccanici o parti di essi non vengono mai rappresentati in sezione ma sempre in proiezione ortogonale anche se inseriti in una sezione di assieme. Questi componenti sono gli alberi e gli assi, le spine, le chiavette e le linguette, quando rappresentati in vista longitudinale.
Quotatura
Un oggetto viene completamente definito dalla descrizione della forma, delle dimensioni, dello stato superficiale e del materiale.
Per quanto concerne il disegno, le quote devono essere complete e prontamente utilizzabili dall’esecutore o da chi legge il disegno, senza che questi sia costretto a dedurle mediante calcoli o rilievi.
Nel disegno meccanico attraverso la quotatura si precisano le dimensioni del componente, rendendo possibile la sua realizzazione ed il suo corretto montaggio. La norma di riferimento per la sua corretta definizione è la UNI 3973. Dal punto di vista grafico le quote si riportano avvalendosi di linee di riferimento (in tratto continuo fine) che localizzano gli spigoli a cui si riferisce la quota. Tra le due linee di riferimento si traccia una linea di misura (a tratto continuo fine con due frecce terminali) su cui si riporta la quota nominale. La quota da riportare è quella effettiva del componente: se il disegno è in scala non si riporta il valore della lunghezza della linea di misura ma del componente reale. La disposizione delle linee di riferimento deve essere ordinata in modo tale da semplificare la comprensione del disegno: le linee non si devono intersecare tra loro e con le linee di disegno della parte. Inoltre devono succedersi in modo equispaziato, in genere sul basso e verso destra.
Tolleranze
Gli assiemi per svolgere le loro funzioni correttamente possono richiedere condizioni di montaggio con gioco o con interferenza. Nel primo caso tra le due parti esiste un collegamento mobile, nel secondo si ha un collegamento stabile. Alberi e mozzi montati per forzamento richiedono un montaggio con interferenza altrimenti non si eserciterebbero le forze di calettamento, un pistone che scorre nel cilindro deve avere un gioco, altrimenti non potrebbe scorrere con efficienza.
Le tolleranze prescrivono la variabilità ammissibile per le naturali imprecisioni di fabbricazione affinché gli assiemi funzionino correttamente, garantendo le opportune condizioni di gioco o interferenza. La scelta del tipo di accoppiamento e la precisione di fabbricazione dei pezzi definisce il valore di tolleranza prescrivibile.
La tolleranza dimensionale la differenza tra le dimensioni massime e minime ammissibili: t = Dmax – Dmin ovvero t = dmax – dmin
Usualmente per dimensioni nominali tra 5 e 1000 mm si prescrivono 18 classi di precisione a cui competono 18 gruppi di t al variare della dimensione nominale.
IT1, IT1, IT3, IT4 : sono le classi di massima precisione (precisione descrescente al crescere del numero) ovvero hanno intervalli tutti dell’ordine del μm, si ottengono attraverso lavorazioni con macchine di speciali e si adottano per accoppiamenti in strumenti di precisione (ovvero strumenti di misura o macchine utensili).
IT5, IT6 e IT7: sono le classi di lavorazione precisa, corrispondente a rettifica (IT5 e IT6) e tornitura (IT7), siamo sull’ordine della decina di μm. Si usano per accoppiamenti precisi (IT7 è considerato lo standard per molti accoppiamenti).
IT8, IT9, IT10: sono le classi per accoppiamenti medi (IT8 e IT9) e grossolani (IT10). Le operazioni che reallizzano queste precisioni sono le alesature, le forature con trapani, le trafilature.
IT11, IT12, IT13, IT14: sono classi dell’ordine dei decimi o centesimi di mm, si ottengono per stampaggio e fusione e si applicano a corpi che non si accoppiano.
Nella quotatura le tolleranze dimensionali si trovano riportate in diversi modi:
1. facendo seguire alla quota nominale come pedice gli scostamenti superiori ed inferiori seguiti dal valore ±;
2. facendo seguire alla quota nominale le classi di tolleranza e precisione prescritti.
3. Mettendo la classe di tollerenza, di precisione più gli scostamenti tra parentesi
Tolleranze geometriche e la rugosità superficiale
Le tolleranze geometriche indicano i particolari che devono essere controllati e misurati, assicurando il rispetto delle specifiche progettuali e consentendo al costruttore di scegliere le procedure di fabbricazione più adatte.
Le tolleranze geometriche devono contenere: · il simbolo della tolleranza geometrica ; il valore totale della tolleranza nell’unità di misura delle dimensioni lineari; la lettera o le lettere che individuano gli elementi di riferimento
Riquadro delle tolleranze Le indicazioni necessarie devono essere inserite in un riquadro rettangolare diviso in due o più caselle.
Elementi di riferimento
Quando l’elemento oggetto di tolleranza è in relazione ad un elemento di riferimento, quest’ultimo è identificato con una lettera maiuscola. La stessa lettera che definisce l’elemento di riferimento è ripetuta nel riquadro.
La condizione di massimo (minimo) materiale può essere applicata solo a determinate caratteristiche geometriche Caratteristica geometrica Applicabilità MMC/LMC Caratteristica geometrica Applicabilità MMC/LMC Rettilineità solo assi Perpendicolarità solo assi Planarità NO Inclinazione solo assi Circolarità NO Localizzazione SI Cilindricità NO Concentricità NO Forma di un profilo NO Simmetria SI Forma di una superficie NO Oscillazione circolare NO Parallelismo solo assi Oscillazione totale NO Nel disegno, l’applicabilità della condizione di massimo (minimo) materiale è confermata dall’apposizione nel riquadro, accanto al valore della tolleranza, dei rispettivi simboli modificatori.
Tolleranze di orientamento : Parallelismo, Perpendicolarità , Inclinazione,
Tolleranze di posizione : Localizzazione, Simmetria, Concentricità ,
Tolleranze di oscillazione
Il concetto di coassialità La coassialità controlla l'errore di posizione di elementi geometrici che hanno lo stesso asse di simmetria. Per l'indicazione dell'errore di coassialità è possibile utilizzare tre vincoli di tolleranza diversi:
1) tolleranze di concentricità per il controllo di posizione dell'asse (assicura il controllo del bilanciamento di un organo rotante);
2) tolleranze di oscillazione per il controllo di ogni possibile variazione di forma (forma di controllo più ristretta e costosa);
3) tolleranze di posizione per il controllo dell'accoppiamento (assicura l'intercambiabilità di organi non rotanti).
La rugosità superficiale
• Le tolleranze dimensionali e geometriche possono essere viste come gli intervalli di imprecisione accettabili per gli errori di forma macrogeometrici. La rugosità superficiale invece rappresenta l’errore medio del profilo effettivo della superficie di un pezzo.
Anche la rugosità è funzione del tipo di lavorazione con cui si realizza la superficie e più è precisa la lavorazione e piccola la rugosità richiesta più è costoso realizzare la lavorazione.
Per ridurre i costi di fabbricazione e di collaudo (ovvero di misura per controllare la rugosità ) questa indicazione va riportata solo dove strettamente necessario alla funzionalità del pezzo.
LE FILETTATURE
GENERALITA’
Il disegno meccanico ha il compito di rappresentare le forme e le dimensioni di un oggetto perché possa essere costruito. In molti casi il disegno dovrà rappresentare una struttura meccanica formata da più parti, assemblate fisicamente insieme mediante diversi sistemi di collegamento, nella posizione assunta dopo il montaggio.
I sistemi di collegamento utilizzati per assemblare insieme diversi particolari necessari a formare una struttura complessa, possono essere:
Mobili: Â Â Â Â Â filettature, chiavette, linguette, alberi scanalati, perni e spine.
Fissi:Â Â Â Â Â Â Â Â chiodature e saldature.
Gli organi di collegamento mobili (smontabili) consentono una successiva separazione delle parti, mentre per quelli fissi (non smontabili) la separazione dei singoli componenti può avvenire soltanto attraverso la rottura del collegamento.
Un collegamento filettato è costituito da due parti caratteristiche:
- la vite:Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â elemento maschio filettato esternamente
- la madrevite:Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â Â elemento femmina filettato internamente
L’insieme vite-madrevite costituisce un meccanismo usato come:
- Dispositivo di fissaggio di pezzi, facilmente componibile e scomponibile;
- Organo di trasmissione di movimento reciproco (vie di chiusura della morsa, vite-madre del tornio);
- Meccanismo di registrazione e di sollevamento (cricco di sollevamento auto, viti di livellamento)
Vengono riportate ora le definizioni dei principali elementi che caratterizzano gli organi di collegamento filettati.
Elica cilindrica
E’ la curva generata da un punto P, dotato di moto circolare e assiale, sulla superficie laterale di un cilindro. Si otterrà un'elica destra quando l'avanza- mento assiale è abbinato alla rotazione destrorsa e un'elica sinistra con l'avanzamento assiale abbinato alla rotazione sinistrorsa.
Passo dell'elica p
E’ la distanza assiale fra due punti appartenenti alla stessa elica e alla stessa generatrice della superficie cilindrica. Rappresenta l'avanzamento assiale corrispondente alla rotazione di un giro completo.
Inclinazione dell'elica a
E’ l'angolo formato dalla tangente all'elica con un piano perpendicolare all'asse del cilindro (fig. 5.3). Vale la relazione:
tga = p / p * d
Filettatura
Si definisce filettatura un risalto a sezione costante e a forma di elica, praticato su una superficie cilindrica, chiamato filetto.
Si può avere una filettatura:
destra quando l’avanzamento assiale si ottiene con una rotazione destrorsa;
sinistra quando l’avanzamento assiale si ottiene con una rotazione sinistrorsa;
esterna (vite) quando il filetto è praticato all’esterno di un cilindro pieno;
interna (madrevite) quando il filetto è praticato all’interno di un cilindro cavo.
Principi
Se invece di uno solo, si avvolgono sulla superficie cilindrica due o più filetti affiancati, la filettatura si dirà a due o più principi.
Si ricorre alla filettatura a più principi quando si vogliono realizzare passi rilevanti, senza indebolire troppo la sezione utile resistente con filetti grandi e perciò anche profondi.
Profilo
E’ la sezione del filetto ottenuta con un piano passante per l'asse dell'elica.
I profili più usati sono:
- triangolare;
- trapezoidale;
- a dente di sega;
- rotondo.
Ogni profilo ha le sue caratteristiche geometriche.
Nella figura sono riportate quelle relative al profilo di una filettatura triangolare.
RAPPRESENTAZIONE CONVENZIONALE DELLE FILETTATURE
Un metodo convenzionale di rappresentazione delle filettature, nelle proiezioni ortogonali dei disegni tecnici, è stabilito dalla tabella UNI 3978 ed è indipendente dal tipo di filettatura e dal metodo di proiezione.
Filettatura in vista
 Si rappresenta la cresta del filetto con linea continua grossa (tipo A UNI 3968) ed il fondo con linea continua fine (tipo B UNI 3968).
La distanza tra le due linee è all'incirca uguale all'altezza del filetto e comunque tale da garantire una chiara distinzione.
Filettature non in vista
Si rappresentano solo quando è necessario, indicando sia la cresta che il fondo del filetto con linea a tratti grossa (tipo E UNI 3968) o fine (tipo F UNI 3968).
Filettature in sezione
Si rappresentano come le filettature in vista.
Il tratteggio della superficie sezionata termina sulla linea che rappresenta la cresta del filetto .
Viste e sezioni trasversali
 Si rappresenta la cresta del filetto con linea condnua grossa (tipo A UNI 3968) e il fondo con linea continua fine (tipo B UNI 3968) tracciata per 3/4 di circonferenza.
La distanza tra le due linee è all'incirca uguale all'altezza del filetto e comunque tale da garantire una chiara distinzione.
Lo smusso di fine filettatura non si rappresenta sul- la vista frontale quando coincide con il fondo del filetto (la filettatura ha la precedenza sullo smusso)
Limite del fondo utile di filettatura
Viene indicato con linea continua grossa (tipo A UNI 3968), se in vista e con linea a tratti (tipo E o f UNI 3968), se non in vista .
Tratti a filetto incompleto
Sono la parte finale della filettatura i cui filetti risultano con profondità decrescente. Non devono essere rappresentati.
I suddetti tratti vengono rappresentati rastremando con una inclinazione di 30° rispetto all'asse, le linee di fondo del filetto, qualora ciò contribuisca a chiarire la funzionalità degli elementi.
Questo tratto di filettatura incompleto non è comunque utilizzabile e vale da due a tre volte il passo.
Accoppiamenti filettati
Le filettature esterne (viti) prevalgono sempre sulle corrispondenti filettature interne (madreviti).
LA TECNICA DELLE PROIEZIONI
GENERALITA’
La tecnica delle proiezioni consente di mettere in relazione gli elementi di un oggetto posto nello spazio (spigoli, superfici) ed i corrispondenti elementi geometrici che li rappresentano su un foglio da disegno
Le principali tecniche di proiezioni sono:
- PROIEZIONE CENTRALE (O CONICA)
- PROIEZIONE PARALLELA
PROIEZIONE CENTRALE
Vengono considerati i seguenti elementi:
- centro di proiezione
- piano di proiezione
- oggetto disposto tra il centro ed il piano di proiezione

PROIEZIONE PARALLELA
A differenza della proiezione centrale il centro di proiezione si trova a distanza molto elevata dall’oggetto in osservazione.
I raggi proiettanti possono essere considerati paralleli poiché si ipotizza che il centro di protezione sia posizionato a distanza infinita.
I sistemi di rappresentazione che si avvalgono di questo metodo sono le proiezioni ortogonali ed assonometriche.
I metodi di proiezione sono classificati ai sensi della UNI 3969:
- PROIEZIONI PROSPETTICHE
- PROIEZIONI ASSONOMETRICHE
- PROIEZIONI ORTOGONALI
Raggi proiettanti nella proiezione parallela
METODO DELLE PROIEZIONI PROSPETTICHE (UNI 7349)
Consiste nel proiettare sul piano del disegno, da un punto posto a distanza finita, l’oggetto da rappresentare.
La rappresentazione è fedele, l’interpretazione è facile, l’esecuzione è difficile.
Non viene usata nel disegno tecnico
METODO DELLE PROIEZIONI ASSONOMETRICHE (UNI 4819)
Consiste nel proiettare sul piano del disegno, da un punto posto a distanza infinita, la vista più significativa.
La rappresentazione riproduce l’oggetto in modo approssimativo, perché falsa le dimensioni della forma,, l’interpretazione è facile, l’esecuzione è abbastanza facile.
I tipi di assonometria più diffusi sono:
- ASSONOMETRIA ORTOGONALE ISOMETRICA
- ASSONOMETRIA ORTOGONALE DIMETRICA
- ASSONOMETRIA CAVALIERA
ASSONOMETRIA ORTOGONALE ISOMETRICA
Gli angoli che gli assi del sistema di riferimento formano con l’asse orizzontale risultano rispettivamente: α = β = 30°
I rapporti tra le unità di misura sono: Lx : Ly : Lz = 1 : 1 : 1
Fattore di ingrandimento: 1.22
Fattore di correzione delle dimensioni reali: 0,816
ASSONOMETRIA ORTOGONALE DIMETRICA
Gli angoli che gli assi del sistema di riferimento formano con l’asse orizzontale risultano rispettivamente: α = 7°  β = 42°
I rapporti tra le unità di misura sono: Lx : Ly : Lz = 1/2 : 1 : 1
Fattore di ingrandimento: 1.06
La deformazione risulta accettabile
ASSONOMETRIA CAVALIERA
L’angolo che l’asse indicante la profondità forma con l’asse orizzontale è: β = 45°
I rapporti tra le unità di misura sono: Lx : Ly : Lz = 1/2 : 1 : 1
Una faccia dell’oggetto è parallela al piano del disegno (dimensioni lungo x e y inalterate)
METODO DELLE PROIEZIONI ORTOGONALI (UNI 3970)
Hanno lo scopo di rappresentare un oggetto reale mediante una o più immagini, con la tecnica della proiezione parallela.
Le immagini si ottengono proiettando, una per volta, sul piano di rappresentazione, le facce dell’oggetto viste da un punto posto a distanza infinita.
Ciascuna faccia viene riprodotta in grandezza reale senza alterazioni di forma
Le 6 facce di un oggetto vengono proiettate sulle 6 facce, piani di proiezione, di un cubo che lo contiene, detto cubo delle proiezioni.
Le proiezioni ortogonali ottenute sui piani vengono chiamate viste.
La rappresentazione delle viste può essere effettuata con tre metodi:
- METODO E (Europeo)
- METODO A (Americano)
- METODO DELLE FACCE
Le viste necessarie alla descrizione completa di un oggetto dipendono dalla complessità dello stesso (normalmente ne bastano duo o tre).
METODO E (Europeo)
METODO A (Americano)
METODO DELLE FACCE
VISTE PARTICOLARI, PARZIALI E LOCALI
Quando per la comprensione del disegno non è indispensabile la rappresentazione completa della vista, questa può essere sostituita da una vista parzialelimitata alla sola parte utile da una linea fine irregolare (tipo C UNI 3968) ............
...... oppure da una linea continua fine regolare con zig-zag (tipo D UNI 3968).
VISTE RIBALTATE
LE parti degli oggetti che risulterebbero essere rappresentate di scorcio nellacorrispondente vista ortogonale, per maggior chiarezza possono essere ribaltate e e disegnate in grandezza reale.
VISTE SIMMETRICHE
Gli oggetti simmetrici possono essere disegnati solo a metà .
Gli assi di simmetria, delimitanti la parte rappresentata, devono avere le estremità contrassegnate da due brevi tratti paralleli.
• Tipi, spessori e applicazione delle linee
• Norme di rappresentazione dei disegni meccanici
• Il disegno del complessivo di montaggio della macchina
• Il disegno dei particolari
• parte descrittiva, questa parte è costituita da una tabella (riquadro delle iscrizioni o cartiglio), posta in basso a destra del disegno nella quale sono riportate varie indicazioni tra cui la ragione sociale della ditta costruttrice, la denominazione ed il codice del particolare, il numero del gruppo cui il particolare appartiene, la scala, la data, la firma del disegnatore, ecc.
Disegno tecnico meccanico
Lo scopo del disegno tecnico consiste nel rappresentare il componente meccanico secondo principi geometrici e regole imposte dalla normativa in modo tale che sia univocamente ed universalmente comprensibili le sue forme, dimensioni e le caratteristiche di fabbricazione. La rappresentazione geometrica realizzata nelle cosiddette tavole di disegno è una rappresentazione bidimensionale in grado di far ricostruire, mentalmente, al tecnico l’aspetto tridimensionale del componente o dell’assieme. Questa ricostruzione può avvenire grazie all’uso delle proiezioni ortogonali e delle viste in sezione.
Nell’ambito del disegno meccanico, il linguaggio universale della grafica deve pertanto consentire la definizione di:
• dimensioni e tolleranze,
• forme e accoppiamenti,
• lavorazioni e livelli di finitura,
• trattamenti,
fin nei minimi dettagli.
Si associa a tutto per l’esecutore una buona conoscenza delle tecniche esecutive del disegno geometrico e
della costruzione sul foglio di particolari curve o intersezioni.
- Un disegno tecnico non solo deve portare a conoscere le caratteristiche geometriche di un particolare, ma anche la sua destinazione d’uso
- La norma UNI EN ISO 5457: 1999 definisce i formati dei fogli, la UNI 938 (norma solo nazionale) spiega come ripiegarli
- – La norma UNI EN ISO 128-20:2002 detta le convenzioni di base sulle linee di tracciatura del disegno
- – La norma UNI EN ISO 5456: 2001 codifica i metodi di proiezione da adottare
Disegno tecnico tipi, spessori e applicazione delle linee
- Tipi, spessori e applicazione delle linee
- La stesura di un disegno tecnico – quindi anche meccanico - avviene mediante l’utilizzo di linee di diverso spessore e di diverso formato. I tipi, gli spessori e il campo di applicabilità delle linee da utilizzare nei disegni tecnici e regolamentato da normative nazionali e internazionali. Queste linee unificate vengono distinte in linee grosse e linee fini (le linee grosse hanno spessore doppio delle fini). Lo spessore in millimetri deve essere scelto, in relazione alla grandezza e natura del disegno, tra i seguenti valori: 0.18 - 0.25 - 0.35 - 0.50 - 0.70 - 1.0 - 1.4 - 2.0.
Norme di rappresentazione dei disegni meccanici
- Uno dei limiti principali di un disegno bidimensionale è quello di dover rappresentare un oggetto a tre dimensioni avendone a disposizione solo due. Ne deriva che, per fornirne una piena descrizione, possa essere necessario fornirne più viste.
• vista da B = vista dall’alto;
• vista da C = vista da sinistra;
• vista da D = vista da destra;
• vista da E = vista dal basso;
• vista da F = vista posteriore.
La vista anteriore è anche la vista principale dell’oggetto, la vista cioè secondo la quale l’oggetto è rappresentato nel modo più chiaro o che almeno permette una disposizione migliore per le altre viste.
In generale, per rappresentare un oggetto sono necessarie almeno tre viste.
Le proiezioni ortogonali descrivono bidimensionalmente un oggetto reale. Consistono nel proiettare ortogonalmente, sul piano del disegno, da una distanza infinita, le varie viste dell’oggetto da rappresentare
Sezione
In generale, un complessivo meccanico anche se si tratta di un pezzo singolo ha delle particolarità che non sono rappresentabili in vista. In questi casi, è necessario sezionare il pezzo con uno o più piani e disegnare ciò che resta pensando di aver asportato la parte tra il piano di sezione e l’osservatore.
Per la disposizione delle sezioni valgono, in generale, le regole delle proiezioni ortogonali come per le viste. Sul disegno, la traccia del piano di sezione viene eseguita con una linea mista fine e continua grossa. I tratti grossi rappresentano gli estremi della traccia, i passaggi da un piano all’altro (nel caso di sezioni con piani paralleli) e le intersezioni delle tracce (sezioni con piani concorrenti). Gli estremi della traccia devono essere contrassegnate da lettere maiuscole uguali e da frecce che indicano il verso di proiezione. Indicazione delle lettere di contrassegno corrispondenti sono riportate in corrispondenza della sezione stessa.
L’indicazione delle sezioni può essere fatta su viste o su altre sezioni; anche in questo caso è il pezzo intero che si intende sezionato, poiché non si fanno sezioni delle sezioni. Le parti in sezione si distinguono da quelle in vista tratteggiandole con linee continue fini inclinate di 45° rispetto all’asse del pezzo o ad una linea del contorno.
Il disegno del particolare è costituito da una parte grafica, questa parte comprende tutte le viste e le sezioni necessarie e sufficienti per poter costruire il pezzo, il disegno deve quindi essere quotato e portare tutte le indicazioni necessarie per la costruzione dello stesso e, quando necessitino, le tolleranze, i trattamenti superficiali (cementazione, nitrurazione, ecc.), la rugosità superficiale e così via, nel caso di particolari composti, le indicazioni relative alle lavorazioni da eseguire sui subparticolari prima dell’assemblaggio si riportano sul disegno di questi, mentre il disegno del particolare composto riporta solo quelle relative all’assemblaggio ed alle lavorazioni da eseguirsi successivamente.
La quotatura costituisce il complesso delle informazioni in un disegno che precisano le dimensioni di un oggetto o di un componente meccanico.
Un disegno tecnico svolge una duplice funzione : permettere la ricostruzione mentale del modello dell’oggetto e diffondere informazioni
Classificazione dei disegni in base al livello di strutturazione – disegni di complessivi – disegni di gruppo – disegni di sottogruppo – disegni di particolare
Un disegno di gruppo rappresenta un insieme di particolari aventi una funzione propria autonoma
Un disegno di sottogruppo rappresenta un insieme di particolari che non hanno una funzione specifica
Un disegno di un componente o di un particolare rappresenta un pezzo non ulteriormente scomponibile
Enti normatori – ISO International Standards Organization (mondiale) – CEN European Committee for Standardization (europeo) – UNI Ente Nazionale di Unificazione (italiano)
Software PROGRAMMI disegno tecnico e CAD
I sistemi CAD sono un insieme di programmi informatici in grado di aiutare il progettista nella stesura e produzione dei disegni tecnici.
Elenco software - programmi :
AutoCAD 2010, DoubleCAD XT Free 2.1(gratuito) , Google SketchUp 7.1.6860 (gratuito), Envisioneer Express 5.0 (gratuito), Artweaver Free 1.0 (gratuito), Adobe FreeHand MX 11.0.2 , Portable Artweaver 0.5.7 (gratuito) , Allplan , ArchiCAD , AutoCAD , CATIA , Google SkecthUp , IntelliCAD , IronCAD , MicroStation , NX (precedentemente noto come Unigraphics) , OmniCAD , Pro/ENGINEER , Revit , Rhinoceros , Solid Edge , solidThinking , SolidWorks , SpaceClaim , ThinkDesign , TopSolid , VariCAD , Vectorworks , VISI CAD , VX , Archimedes, BRL-CAD, FreeCAD, ZWCAD, DoubleCAD XT Pro, 3D Home Design by LiveCAD, Tinycad,
In informatica, l'acronimo inglese CAD viene usato per indicare due concetti correlati ma differenti:
- Computer-Aided Drafting, cioè disegno tecnico assistito dall'elaboratore in tale accezione indica il settore dell'informatica volto all'utilizzo di tecnologie software e specificamente della computer grafica per supportare l'attività di disegno tecnico (drafting). I sistemi di Computer Aided Drafting hanno come obiettivo la creazione di un modello, tipicamente 2D, del disegno tecnico che descrive il manufatto, non del manufatto stesso. Ad esempio, un sistema Computer Aided Drafting può essere impiegato da un progettista nella creazione di una serie di disegni tecnici (in proiezione ortogonale, in sezione, in assonometria, in esploso) finalizzati alla costruzione di un motore;
- Computer-Aided Design, cioè progettazione assistita dall'elaboratore
- in questa accezione, la più comune, CAD indica il settore dell'informatica volto all'utilizzo di tecnologie software e in particolare della computer grafica per supportare l'attività di progettazione (design) di manufatti sia virtuale che reali. I sistemi di Computer Aided Design hanno come obiettivo la creazione di modelli, soprattutto 3D, del manufatto. Ad esempio, un sistema Computer Aided Design può essere impiegato da un progettista meccanico nella creazione di un modello 3D di un motore. Se viene realizzato un modello 3D, esso può essere utilizzato per calcoli quali analisi statiche, dinamiche e strutturali ed in tal caso si parla di Computer Aided Engineering (CAE), disciplina più vasta di cui il CAD costituisce il sottoinsieme di azioni e strumenti volti alla realizzazione puramente geometrica del modello.
- Disegno tecnico industriale, passaggio dei disegni 2D in tridimensionale con possibilità di render realistici, adatti per progettazione e prototipazione.
Nozioni e argomenti fondamentali
Il progetto di un singolo componente o di un assieme si riassume sempre in una serie di disegni tecnici in grado di comunicare: – la forma, – le dimensioni, – le modalità di funzionamento, – Il materiale e le caratteristiche di fabbricazione.
Basi del disegno tecnico. Norme ed unificazioni. Norme di rappresentazione. Linee e scritture. Proiezioni ortogonali. Proiezioni assonometriche. Scale di rappresentazione del disegno. Formato unificato dei fogli e tabella di riferimento. Sezioni.
Quotature e tolleranze
Norme di vuotatura. Disposizione delle quote. Metodi e sistemi di quotatura. Stato delle superfici e finitura superficiale. Tolleranze: generalità . Tolleranze lineari. Sistema ISO delle tolleranze. Tolleranze di forma e posizione.
Collegamenti
Collegamenti permanenti. Saldatura: generalità sulle metodologie. Chiodatura e rivettatura: rappresenta-zione grafica a norma. Collegamenti smontabili. Filettature: tipologie. Elementi caratteristici dei collega-menti filettati: rappresentazione grafica a norma. Collegamenti albero–mozzo. Linguette e chiavette. Profili scanalati. Spinature.
In architettura esistono tre tipi principali di rappresentazione, che sono quelle bidimensionali, la pianta, la sezione verticale e il prospetto. A queste si aggiungono forme ulteriori di rappresentazione geometrica, come l’assonometria e la prospettiva.
La pianta è una proiezione ortogonale ottenuta tagliando l’edificio con un immaginario piano orizzontale.
Disegno esploso Disegno tecnico o tecnico-artistico dove le singole componenti meccaniche dell'oggetto rappresentato vengono mostrate separate come se fossero state allontanate una dall'altra da uno scoppio.
Tolleranze dimensionali
GeneralitÃ
Si definisce tolleranza (t) il massimo scarto dimensionale ammissibile di un pezzo e il suo valore è stabilito dalla differenza tra la dimensione massima e la dimensione minima ammissibili.
Nella costruzione in serie di organi meccanici è indispensabile che sia garantita l’intercambiabilità dei vari particolari, occorre cioè, nella serie di una certa macchina, che ogni esemplare di un dato perno possa accoppiarsi con le stesse modalità (libero, scorrevole, bloccato ecc.) entro ciascun esemplare del foro corrispondente.
Per ottenere questo è necessario che per entrambi gli organi da accoppiare siano fissate le tolleranze dimensionali ovvero siano determinati gli scarti rispetto alle dimensioni nominali
Definire una certa zona di tolleranza significa stabilire i valori degli scostamenti delle dimensioni estreme dalla dimensione nominale (teorica):
_ scostamento superiore (differenza tra la dimensione massima ammissibile e la
dimensione nominale assunta come linea dello zero).
_ scostamento inferiore (differenza tra la dimensione minima ammissibile e quella
nominale).
tolleranza dimensionale: Differenza tra la dimensione massima e la dimensione minima (cioè la differenza tra lo scostamento superiore e quello inferiore). La tolleranza è un valore assoluto non vincolato dal segno
grado di tolleranza normalizzato: E’ l’insieme di tolleranze considerate corrispondenti allo stesso livello di precisione
classe di tolleranza: Termine che identifica l’insieme di uno scostamento fondamentale e il grado di tolleranza, per esempio: h10, D12, ecc.
SISTEMI CAD
I sistemi CAD sono in genere suddivisi in moduli, o ambienti, nell’ambito della meccanica sono moduli imprescindibili quelli di: – Modellazione della parte – Creazione degli assiemi – Messa in tavola.
La modellazione solida ricrea virtualmente il componente nelle sue tre dimensioni attraverso un processo di lavorazione che partendo da un blocco di materiale scava o aggiunge geometrie caratteristiche fino ad ottenere la forma voluta.
Solido di rivoluzione Un profilo ruota attorno ad un asse passante nel piano del profilo La feature di rivoluzione richiede: un profilo ed un asse, un angolo di rotazione
Il Loft Il loft è una feature a sezione variabile con asse rettilineo La feature di loft richiede: una serie di profili paralleli ed una o più guide (curve che congiungono i punti corrispondenti sui vari profili).
Le primitive grafiche in software cad 2D
Le principali primitive grafiche che costituiscono un disegno AutoCAD bidimensionale.
Gli elementi principali che costituiscono un disegno bidimensionale realizzato con un software cad sono riconducibili ad un limitato numero di primitive grafiche, che sono, nel caso di AutoCAD:
|
primitive semplici |
|
entità complesse |
|
punto |
|
poligonali di linee ed archi |
|
linea |
|
testi e paragrafi |
|
cerchio ed arco di cerchio |
|
blocchi e riferimenti esterni (xref) |
|
ellisse e curve di Bezier |
|
quote |
|
immagini raster |
|
campiture (hatch pattern) |
|
oggetti OLE |
|
|
Le entità complesse sono aggregazioni di primitive grafiche che sono gestite come entità uniche.
Per ciascuna di queste primitive il programma provvede a registrare nel disegno tutte le caratteristiche geometriche necessarie alla loro rappresentazione.
Ad esempio:
|
una linea è individuata da due punti nello spazio cartesiano; |
|
un cerchio è definito tramite la misura del raggio e le coordinate del centro; |
|
un arco è definito come un cerchio con l'aggiunta di un angolo iniziale e finale; |
|
una poligonale è definita dalla successione delle coordinate dei vertici e dalla curvatura di ciascun segmento (la curvatura è il rapporto fra l'altezza della curva nel suo punto di massimo scostamento rispetto alla congiungente i due estremi, e la distanza fra questi due estremi diviso due). |
|
un blocco è definito dall'elenco delle primitive che lo compongono. |
|
una campitura è definita dall'elenco delle linee che la compongono. |
Per ciascuna di queste primitive è previsto un comando di creazione specifico, ad esempio:
|
primitiva |
comando |
|
punto |
point |
|
linea |
line |
|
cerchio |
circle |
|
arco di cerchio |
arc |
|
ellisse |
ellipse |
|
curve di Bezier |
spline |
|
riferimenti ad oggetti OLE |
insertole |
|
riferimenti ad immagini raster |
image |
Le entità complesse sono ugualmente gestite da comandi specifici; in alcuni casi esiste più di un comando per creare la stessa entità :
|
entità complesse |
comandi |
|
poligonale |
pline, pedit |
|
blocchi |
block, wblock, insert, xref |
|
quotature |
dim e sottocomandi dim |
|
campiture (hatch pattern) |
hatch, bhatch |
|
testi e paragrafi |
text, mtext |
|
curve di Bezier |
spline, pedit |
Una volta conosciuti questi comandi si è in grado di creare qualsiasi entità grafica realizzabile con AutoCAD.
A ciascuna entità vengono inoltre associate caratteristiche aggiuntive che specificano ulteriormente la visualizzazione finale di quell'entità all'interno del disegno. Le principali sono:
il layer di appartenenza
il colore dell'entità (bianco, rosso, nero, bylayer, byblock ...)
il tipo di linea (continua, tratteggiata, puntinata ...)
Una volta definita la linea nello spazio cartesiano, l'AutoCAD richiede se la vogliamo colorata di rosso o di nero, se deve essere tratteggiata piuttosto che continua. Queste caratteristiche, se pur aggiuntive, hanno comunque un'mportanza cruciale nell'ambito dell'aspetto finale del disegno.
Se le possibilità di modifica degli oggetti in un disegno cad si limitassero alla sola cancellazione, non ci sarebbe alcuna differenza fra un disegno fatto a mano ed un disegno cad; anzi, potremmo dire che per realizzare un disegno cad in molti casi ci vuole il doppio del tempo di un disegno tradizionale.
In realtà la caratteristica principale di un disegno cad, quella che lo contraddistingue e lo rende vantaggioso rispetto ad un disegno tradizionale, è proprio la possibilità di modificare facilmente qualcosa che si è realizzato in precedenza, senza doverlo cancellare e disegnare nuovamente.
Vediamo allora quali sono le possibilità di modifica di un disegno realizzato con AutoCAD. Partiamo dai comandi più semplici da comprendere.
|
comando |
spiegazione |
|
erase |
cancella le entità selezionate |
|
move |
modifica la posizione delle entità selezionate |
|
copy |
copia le entità selezionate |
|
mirror |
ribalta le entità selezionate rispetto ad un asse |
|
scale |
ingrandisce o riduce rispetto ad un punto di riferimento |
|
rotate |
ruota le entità selezionate rispetto ad un punto di riferimento |
Per operare con ciascuno di questi comandi è necessario compiere preventivamente una selezione oggetti, per poter indicare al programma su quali entità effettuare la modifica. Una volta effettuata la selezione il comando continua con le proprie opzioni specifiche.
Formati unificati dei fogli da disegno
fondamentali |
complementari |
complementari |
dimensione foglio (mm) |
- |
B0 |
- |
1000*1414 |
- |
- |
C0 |
917*1297 |
A0 |
- |
- |
841*1189 |
- |
B1 |
- |
707*1000 |
- |
- |
C1 |
648*917 |
A1 |
- |
- |
594*841 |
- |
B2 |
- |
500*707 |
- |
- |
C2 |
458*648 |
A2 |
- |
- |
420*594 |
- |
B3 |
- |
353*500 |
- |
- |
C3 |
324*458 |
A3 |
- |
- |
297*420 |
- |
B4 |
- |
250*353 |
- |
- |
C4 |
229*324 |
A4 |
- |
- |
210*297 |
- |
B5 |
- |
176*250 |
- |
- |
C5 |
162*229 |
A5 |
- |
- |
148*210 |
- |
B6 |
- |
125*176 |
- |
- |
C6 |
114*162 |
A6 |
- |
- |
105*148 |
- |
B7 |
- |
88*125 |
- |
- |
C7 |
81*114 |
A7 |
- |
- |
74*105 |
A8 |
- |
- |
52*74 |
A9 |
- |
- |
37*52 |
A10 |
- |
- |
26*37 |
FORMATO DEI FOGLI A4 (297 X 210 mm) è il formato privilegiato per consentire una scansione e riproduzione al PC per poter poi discutere insieme il lavoro.
A3 (297 X 420 mm) - multiplo A4 (297 X (210 + n185) mm), da ripiegare ad organetto in pezzi da 185 mm I fogli vanno squadrati con margine di circa 5mm.
Il contorno del foglio viene squadrato ad indicare la zona entro cui si disegna. I margini possono presentare delle maglie rettangolari per localizzare delle aree attraverso coordinate alfanumeriche (questo è utile per localizzare i dettagli in disegni molto complessi). In basso a destra si predispone il cartiglio, una zona in cui riepilogare i dati identificativi del documento.
| Elenco comandi autocad Italiano |
| ? |
| 3D |
| 3DARRAY |
| 3DRITAGLIO |
| 3DORBITACON |
| 3DDISTANZA |
| 3DFACCIA |
| 3DMESH |
| 3DORBITA |
| 3DPAN |
| 3DPOLI |
| 3DSIN |
| 3DSOUT |
| 3DRUOTA |
| 3DZOOM |
| INFO |
| ACADBLOCKDIALOG |
| ACADWBLOCKDIALOG |
| ACISIN |
| ACISOUT |
| CHIUDIADC |
| ADCENTER |
| NAVIGAADC |
| AI_3DSFILES |
| AI_BOX |
| AI_CIRCTAN |
| AI_CONE |
| AI_DISH |
| AI_DOME |
| AI_MESH |
| AI_PROPCHK |
| AI_PSPACE |
| AI_PYRAMID |
| AI_SPHERE |
| AI_TORUS |
| AI_WEDGE |
| AIDIMSTYLE |
| EDITALIAS |
| ALLINEA |
| ALLINEATA |
| CONVERSAME |
| ANGOLO |
| APERTURA |
| APPLOAD |
| ARCO |
| TESTOARCO |
| AREA |
| SERIE |
| ARX |
| ASEADMIN |
| ASEEXPORT |
| ASELINKS |
| ASEROWS |
| ASESELECT |
| ASESQLED |
| FORMATTIVA |
| TESTOA |
| ATTACCAURL |
| DEFATT |
| VISATT |
| EDITATT |
| ESTRATT |
| ATTREDEF |
| VERIFICA |
| AUTOSPOOL |
| SFONDO |
| BASE |
| LBASE |
| CONTB |
| DESCRB |
| ESTENDIB |
| PTRATT |
| SVUOTA |
| PUNTINI |
| BLOCCO |
| BLOCCO? |
| BLOCCOICONA |
| BMAKE |
| MODBL |
| BMPOUT |
| CONTORNI |
| PARALLELEPIPEDO |
| PPOLI |
| SPEZZA |
| BROWSER |
| TAGLIAB |
| BURST |
| CAL |
| APPFOT |
| CENTRO |
| CIMA |
| CAMBIA |
| CAPROP |
| CERCHIO |
| CLIP |
| CLIPIT |
| CHIUDI |
| CHIUDITUTTI |
| COLORE |
| COLORE |
| COMPILA |
| CONO |
| CONFIGURA |
| GESTCONT |
| CONTINUA |
| CONVERTI |
| CONVERTCTB |
| CONVERTSTILIST |
| COPIA |
| COPIAPUNTOB |
| COPIACLIP |
| INCORPORA |
| COPIACRONO |
| COLLEGA |
| TAGLIACLIP |
| CILINDRO |
| DATA |
| DBCATTACH |
| DBCBLWIZARD |
| CHIUDIDB |
| DBCCONFIGURE |
| DBCCONNECT |
| DBCDEFINELLT |
| DBCDEFINELT |
| DBCDEFINEQRY |
| DBCDELETELINKS |
| DBCDELETELLT |
| DBCDELETELT |
| DBCDELETEQRY |
| DBCDETACH |
| DBCDISCONNECT |
| DBCEDITLINKEDTABLE |
| DBCEDITLLT |
| DBCEDITLT |
| DBCEDITQRY |
| DBCEDITTABLE |
| DBCEXECUTEQRY |
| DBCEXPLODELTGRP |
| DBCEXPORTLINKS |
| DBCEXPORTQS |
| DBCEXPORTTS |
| DBCHIDELABELS |
| DBCHIDELEADERS |
| DBCIMPORTQRY |
| DBCIMPORTQS |
| DBCIMPORTTS |
| DBCLINKCONVERSION |
| DBCLINKMANAGER |
| COLLEGADB |
| DBCRELOADLABELS |
| DBCSELECTLINKS |
| DBCSHOWLABELS |
| DBCSHOWLEADERS |
| DBCSYNCH |
| DBCVIEWLINKEDTABLE |
| DBCVIEWTABLE |
| LISTDB |
| DDATTDEF |
| DDATTE |
| DDATTEXT |
| DDBLOCK |
| DDCHPROP |
| DDCOLOR |
| DDEDIT |
| DDGRIPS |
| DDIM |
| DDINSERT |
| DDMODIFY |
| DDOSNAP |
| DDPTYPE |
| DDRENAME |
| DDIMODI |
| DDSELECT |
| DDTYPE |
| DDUCS |
| DDUCSP |
| DDUNITS |
| DDVIEW |
| DDVPOINT |
| DDWBLOCK |
| PAUSA |
| STACCAURL |
| DIAMETRO |
| DIM |
| DIM1 |
| DIMALLINEATA |
| DIMANGOLO |
| DIMLBASE |
| DIMCENTRO |
| DIMCONTINUA |
| DIMDIAMETRO |
| DIMEDITA |
| DIMEDRAW |
| ESPDIM |
| DIMESCI |
| DIMINIZIOT |
| DIMORIZZONTALE |
| IMPDIM |
| DIMDIRETTRICE |
| DIMLINEARE |
| DIMNUOVOT |
| DIMOBLIQUO |
| DIMCOORDINATA |
| DIMMODILOCALE |
| DIMRAGGIO |
| DIMRUOTATO |
| DIMSALVA |
| DIMSTATO |
| DIMSTILE |
| DIMSTILE |
| DIMTEDIT |
| DIMTRUOTA |
| DIMA |
| DIMANNULLA |
| DIMAGGIORNA |
| DIMVARIABILI |
| DIMVERTICALE |
| DIST |
| DIVIDI |
| ANELLO |
| ANELLO |
| TRASCINA |
| ORDINEDIS |
| RILGEOM |
| IMPOSTADIS |
| IMPOSTADIS |
| VISTAEREA |
| TESTODIN |
| DVBIN |
| VISTAD |
| DWFOUT |
| DWFOUTD |
| PROPDIS |
| DXBIN |
| DXFIN |
| DXFOUT |
| EDGE |
| SUPCOON |
| ELEV |
| ELLISSE |
| ELLISSEISO |
| FINE |
| FINSTILE |
| EPLOTEST |
| CANCELLA |
| ESCFI |
| ESCIP |
| ESCIN |
| ESCI |
| ESCP |
| ESPLODI |
| ESPORTA |
| MENUEXPRESS |
| EXPRESS |
| ESTENDI |
| TAGLIAEST |
| ESTRUDI |
| ESCF |
| ESCFP |
| APRIFILE |
| PIENO |
| RACCORDO |
| FILTER |
| TROVA |
| FINITURA |
| INVERTI |
| NEBBIA |
| SCHERMOINT |
| SCHERMOINTON |
| SCHERMOINTOFF |
| OPZIONISCHERMOINT |
| MODGATT |
| OTTIENISEL |
| GIFIN |
| SCHGRAF |
| GRIGLIA |
| GRUPPO |
| GESENT |
| RETINO |
| EDITARETINO |
| GUIDA |
| NASCONDI |
| TESTORIG |
| ORIZZONTALE |
| COLLIPERT |
| INDIETROCOLLIPERT |
| AVANTICOLLIPERT |
| OPZIONICOLLIPERT |
| TERMINACOLLIPERT |
| ID |
| IMMAGINE |
| REGOLAIMM |
| ATTACCAIMM |
| RITAGLIAIMM |
| CORNICEIMM |
| SOVRIMM |
| QUALITIMM |
| IMPORTA |
| CONFIGINET |
| INSER |
| INSEROGG |
| INSERURL |
| INTERFERENZA |
| INTERSEZIONE |
| PIANOASS |
| UNISCISTIL |
| ELIMINAPSV |
| LAYCORR |
| ELIMINALAY |
| LAYER |
| CONGLAY |
| ISOLAY |
| BLOCLAY |
| UNIFLAY |
| UNISCILAY |
| LAYOFF |
| LAYON |
| LAYOUT |
| AUTOCOMLAYOUT |
| SCONGLAY |
| SBLOCLAY |
| DIRETTRICE |
| ALLUNGA |
| LUCE |
| LIMITI |
| LINEA |
| TLINEA |
| LISTA |
| GESTLAY |
| MODGESTLAY |
| CARICA |
| LOGFILEOFF |
| LOGFILEON |
| MODPAES |
| LIBPAES |
| NPAES |
| LSP |
| SCALATL |
| SPESSLIN |
| PROPMASS |
| CORRISPROP |
| LIBMAT |
| MISURA |
| MENU |
| CARMENU |
| SCARMENU |
| INSERM |
| SPECCHIO |
| SPECCHIO3D |
| CREATLINEA |
| CREAFORMA |
| EDITAML |
| LINEAM |
| STILEML |
| SPCORU |
| MODELLO |
| MODIFICA |
| SPOSTA |
| EDITPLM |
| GENDIA |
| SPAZIOM |
| STIRAM |
| EDITTM |
| TESTOM |
| PROPTM |
| MULTIPLO |
| FINMUL |
| MVSETUP |
| COPIAN |
| NUOVO |
| NUOVADDIM |
| NEOTESTO |
| OBLIQUA |
| OFFSET |
| OLELINKS |
| OLESCALA |
| OOPS |
| APRI |
| APRIURL |
| OPZIONI |
| COORDINATA |
| ORTO |
| OSNAP |
| PACK |
| IMPOSTAP |
| IMPOSTAPAG |
| COPIAPROP |
| PAN |
| PAN |
| PAN2 |
| CARTA |
| CARICAPARZIALE |
| CARICAPARZIALE |
| APRIPARZIALE |
| APRIPARZIALE |
| INCOLLACOMECOLLIPERT |
| INCOLLABLOC |
| INCOLLACLIP |
| INCOLLAORIG |
| INCOLLASPEC |
| AUTOCOMPCIN |
| EDITPL |
| POLIMESH |
| PIANA |
| PLINEA |
| UNISCIPL |
| MODUNISCIPL |
| STAMPA |
| STAMPA |
| IMPOSTASTAMPA |
| STILESTAMPA |
| GESTIONEPLOTTER |
| PUNTO |
| POLARE |
| POLIGONO |
| PREFERENZE |
| ANTEPRIMA |
| PROPRIETÀ |
| CHIUDIPROP |
| PSTRASCINA |
| IMPOSTAPAGIN |
| PSMOTIVO |
| PSIN |
| PSOUT |
| SPAZIOC |
| ELIMINA |
| DIMRAPID |
| ASSOCIADR |
| ASSOCIADRSEL |
| DISSOCIADRSEL |
| DIRRAPID |
| SALVAVEL |
| SELERAPID |
| TESTOVEL |
| ESCI |
| AUTOCOMPENNER14 |
| RAGGIO |
| RAGGIO |
| CONFIGR |
| RECUPERA |
| RETTANGOLO |
| RETTANGOLO |
| RIDEF |
| REIND |
| MODREIND |
| RIFARE |
| RIDIS |
| RIDIST |
| CHIUDIRIF |
| MODRIF |
| MODRIF |
| SALVARIF |
| GRUPPORIF |
| RIGEN |
| RIGENT |
| RIGENAUTO |
| REGIONE |
| INIZIALIZZA |
| RINOMINA |
| RINOMINA |
| RENDER |
| AGGIORNARENDER |
| SCHREND |
| REPLAY |
| RIPRENDI |
| FUMETTOREV |
| RIVOLUZIONE |
| SUPRIV |
| OPZRFILE |
| MATERIALE |
| RUOTA |
| RUOTA3D |
| RUOTATA |
| RPREF |
| RSCRIPT |
| EDITTR |
| TESTOR |
| APPTESTOR |
| PANTR |
| ZOOMTR |
| SUPRIG |
| SALVA |
| SALVACOME |
| SALVAIMM |
| SALVAURL |
| SCALA |
| SCENA |
| SCRIPT |
| SEZIONE |
| SELEZ |
| SELEZIONAURL |
| MAPPAGGIO |
| MODIVAR |
| SH |
| OMBRA |
| SHADEDGE |
| FORMA |
| SCALAFORMA |
| SHELL |
| SHOWMAT |
| MOSTRAURL |
| SCHIZZO |
| TRANCIA |
| SNAP |
| SOLDRAW |
| POLIG |
| MODIFSOLIDI |
| SOLPROF |
| SOLVIEW |
| ORTOGRAF |
| SFERA |
| SPLINE |
| EDITSPLINE |
| CGS |
| STATS |
| STATO |
| STLOUT |
| STIRA |
| STILE |
| STILE |
| GESTIONESTILI |
| SOTTRAI |
| TRATTAVANZ |
| SISFIN |
| TAVOLET |
| SUPOR |
| CONFB_STRU |
| TEDIT |
| TESTO |
| ADATTATESTO |
| MASCHTESTO |
| SCHTESTO |
| RIMMASCHTESTO |
| GUIDAAT |
| ALTCORNICI |
| TEMPO |
| TOLLERANZA |
| BAR_STRU |
| BAR_STRU |
| TORO |
| TRACCIA |
| PUNTAMENTO |
| TRASPARENZA |
| TREESTAT |
| TAGLIA |
| RUOTATES |
| CANCESERC |
| DEMOESERC |
| DATESTOATESTOM |
| ESPLTESTO |
| A |
| UCS |
| ICONAUCS |
| GESTUCS |
| GESTUCS |
| NUOVDEF |
| ANNULLA |
| UNIONE |
| UNITÀ |
| UNITÀ |
| AGGIORNA |
| VARIABILI |
| VBACANCPROG |
| VBAIDE |
| VBACARICA |
| VBAMACRO |
| VBAGEST |
| VBANUOVO |
| VBAPREF |
| VBAESEGUI |
| VBAESEGUI |
| VBAINSTR |
| VBASCARICA |
| VERTICALE |
| VISTA |
| VISTA |
| FINESTRE |
| VISTARIS |
| VLCONV |
| VLIDE |
| RITAGLIAFIN |
| CONFIGFIN |
| LAYERFIN |
| MODFIN |
| PVISTA |
| FINESTRE |
| FINESTRE |
| VISDIA |
| MBLOCCO |
| MBLOCCO |
| CUNEO |
| ENTCOPR |
| WMFIN |
| WMFOPTS |
| WMFOUT |
| XATTACCA |
| XUNISCE |
| XUNISCE |
| XRITAGLIA |
| XDATI |
| LISTAXD |
| XLINEA |
| XLISTA |
| XP |
| XPLODE |
| XRIF |
| XRIF |
| ZOOM |
Elenco comandi autocad 2004 inglese: 3D 3DARRAY 3DCLIP 3DCONFIG 3DCORBIT 3DDISTANCE 3DFACE 3DMESH 3DORBIT 3DORBITCTR 3DPAN 3DPOLY 3DSIN 3DSOUT 3DSWIVEL 3DZOOM ABOUT ACISIN ACISOUT ADCCLOSE ADCENTER ADCCUSTOMNAVIGATE ADCNAVIGATE ALIGN APERTURE AMECONVERT APPLOAD ARC AREA ARRAY MTEXT ARX DBCONNECT DBCONNECT DBCONNECT DBCONNECT DBCONNECT DBCONNECT ARX/UNLOAD ASSIST ATTACHURL ATTDEF ATTDISP ATTEDIT ATTEXT ATTREDEF ATTSYNC AUDIT BACKGROUND BASE BATTMAN BHATCH BLIPMODE BLOCK BLOCKICON BLOCK BOUNDARY BMPOUT BOUNDARY BOX BREAK BROWSER CAL CAMERA CHAMFER CHANGE FIND CHECKSTANDARDS CHPROP CIRCLE CLEANSCREENOFF CLEANSCREENON CLOSE CLOSEALL COLOR COMPILE CONE OPTIONS CONVERT CONVERTPOLY CONVERTCTB CONVERTPSTYLES COPY COPYBASE COPYCLIP COPYHIST COPYLINK CUSTOMIZE CUTCLIP CYLINDER DBCCLOSE DBCONNECT DBLCLKEDIT DBLIST ATTDEF ATTEDIT ATTEXT PROPERTIES COLOR DDEDIT OPTIONS DIMSTYLE INSERT LAYER LTYPE PROPERTIES DSETTINGS DDPTYPE RENAME DSETTINGS SELECT STYLE UCS UCSMAN UNITS VIEW DDVPOINT DETACHURL DELAY DIM DIM1 DIMALIGNED DIMANGULAR DIMBASELINE DIMCENTER DIMCONTINUE DIMDIAMETER DIMDISASSOCIATE DIMEDIT DIMLINEAR DIMORDINATE DIMOVERRIDE DIMRADIUS DIMREASSOCIATE DIMREGEN DIMSTYLE DIMTEDIT DIST DIVIDE MLINE DONUT DONUT DRAGMODE DRAWORDER DSETTINGS DSVIEWER TEXT DVIEW DWFOUT DWGPROPS DXBIN OPEN SAVEAS EATTEDIT EATTEXT EDGE EDGESURF ELEV ELLIPSE QUIT ERASE ETRANSMIT EXPLODE EXPORT EXTEND EXTRUDE OPEN EXPLORER FILL FILLET FILTER FIND FOG IMAGEATTACH GOTOURL GRAPHSCR GRID GROUP HATCH HATCHEDIT HELP HLSETTINGS HIDE HYPERLINK HYPERLINKOPTIONS ID IMAGE IMAGEADJUST IMAGEATTACH IMAGECLIP IMAGEFRAME IMAGEQUALITY IMPORT HELP INSERT INSERTOBJ INTERFERE INTERSECT ISOPLANE JPGOUT JUSTIFYTEXT LAYER LAYERP LAYERPMODE LAYOUT LAYOUTWIZARD LAYTRANS LEADER LENGTHEN LIGHT LIMITS LINE LINETYPE LIST LOAD LOGFILEOFF LOGFILEON LSEDIT LSLIB LSNEW LTSCALE LWEIGHT MASSPROP MATCHPROP MATLIB MEASURE MENU MENULOAD MENUUNLOAD MINSERT MIRROR MIRROR3D MLEDIT MLINE MLSTYLE MODEL MOVE MSLIDE MREDO MSPACE MTEXT MTROP MULTIPLE MVIEW MVSETUP NEW OFFSET OLELINKS OLESCALE OOPS OPEN OPEN OPTIONS ORTHO OSNAP PAGESETUP PAN PARTIALOAD PARTIALOPEN PASTEBLOCK PASTECLIP PASTEORIG PASTESPEC PCINWIZARD IMAGEATTACH PEDIT PFACE PLAN PLINE PLOT PLOTSTAMP PLOTSTYLE PLOTTERMANAGER PNGOUT POINT POLYGON OPTIONS PREVIEW PROJMODE PROPERTIES PROPERTIESCLOSE PSETUPIN PSLTSCALE PSPACE PUBLISH PUBLISHTOWEB PURGE QDIM QLEADER QNEW QSAVE QSELECT QTEXT QUIT RAY RECOVER RECTANG REDEFINE REDO REDRAW REDRAWALL REFCLOSE REFEDIT REFSET REGEN REGENALL REGENAUTO REGION REINIT RENAME RENDER RENDSCR REPLAY RESUME REVCLOUD REVOLVE REVSURF RMAT RMLIN ROTATE ROTATE3D RPREF RSCRIPT RTPAN RTZOOM RULESURF SAVE SAVEAS BMPOUT SAVEIMG SCALE SCALETEXT SCENE SCRIPT SECTION SECURITYOPTIONS SELECT SETIDROPHANDLER SETUV SETVAR SHELL SHADEMODE SHADEMODE SHAPE SHELL SHOWMAT SIGVALIDATE SKETCH SLICE SNAP SOLDRAW SOLID SOLIDEDIT SOLPROF SOLVIEW SPACETRANS SPELL SPHERE SPLFRAME SPLINE SPLINEDIT STANDARDS STATS STATUS STLOUT STRETCH STYLE STYLESMANAGER SUBTRACT SYSWINDOWS TABLET TABSURF TEXT TEXTSCR IMAGEATTACH TIFOUT TIME TOLERANCE TOOLBAR TOOLPALETTES TOOLPALETTESCLOSE TORUS TRACE TRANSPARENCY TRAYSETTINGS TREESTAT TRIM U UCS UCSICON UCSMAN UNDEFINE UNDO UNION UNITS VBAIDE VBALOAD VBAMAN VBARUN VBASTMT VBAUNLOAD VIEW VPORTS VIEWRES VIEWSIZE VIEWTWIST VISRETAIN VLISP VPCLIP VPLAYER VPOINT VPORTS VSLIDE WBLOCK WEDGE WHOHAS WIPEPOUT WMFIN WMFOPTS WMFOUT XATTACH XBIND XCLIP XLINE XOPEN XPLODE XREF XCLIP ZOOM
Glossario tecnico CAD
A
ASSIEME A PUNTATORI
Tipo di file di assemblaggio che non include al suo interno i database geometrici dei vari componenti,
ma solo le informazioni di posizionamento e i puntatori ai file dei componenti.
ACIS
Il kernel della Spatial Technology, introdotto sul mercato nel 1990.
ANTIALIASING
Tecnica di raffinamento del rendering per ridurre le scalinature sui bordi inclinati.
ACCURACY SETTING
Tolleranza numerica assegnata a una singola entità o all’intero disegno. Ogni oggetto 3D viene
definito all’interno di valori di tolleranza accettabili
ACS, ARS (ACTIVE COORDINATE/REFERENCE SYSTEM )
Sistema di riferimento corrente per l’input e l’output. Ogni CAD è dotato di utilità per il posizionamento
dell’ARS.
ANSI (AMERICAN NATIONAL STANDARDS INSTITUTE)
Istituto Nazionale Americano per la Standardizzazione. Nei sistemi CAD è uno standard di quotatura
e rappresentazione in tavola.
API (APPLICATION PROGRAMMING INTERFACE)
Insieme di istruzioni (solitamente in linguaggio C) fornite e documentate dal produttore del sistema
che consentono di accedere alle funzioni del kernel scavalcando l’interfaccia. Vedi anche
macro.
ASSEMBLY MODELING
Processo che consente di montare solidi separati (ed eventualmente residenti su diversi file)
tramite operazioni parametriche di montaggio con riferimenti (mating).
ASSOCIATIVA, geometria
Sono associative tutte le entità che, una volta apportate modifiche al modello, non perdano
eventuali riferimenti ad altri elementi grafici (ad es. parallelismo, coincidenza, riutilizzo di bordi
di un solido, ecc.)
ASSOCIATIVITA’
All’interno di un database integrato, l’associatività è quella proprietà che consente la propagazione
delle modifiche a tutti i documenti derivati (figli) da un documento master (o padre). Il
A-5
processo può essere mono o bidirezionale a seconda dei limiti del sistema e delle limitazioni
imposte un particolare utente all’interno di un particolare processo.
B
BENCHMARK
Programmi di lavoro scelti per provare, comparare e valutare le performance di sistemi CAD
prima dell’acquisto.
BEZIER CURVES
Forma poliniomale per descrivere curve e superfici.
BOM (BILL OF MATERIALS )
Lista dei componenti presenti all’interno di un assemblaggio o di un intero progetto.
BITMAP
Metodo più elementare per immagazzinare su file immagini raster. Questo formato non offre
compressione.
B-REP (BOUNDARY REPRESENTATION)
Metodo di descrizione della matematica di un solido tramite un insieme di vertici, spigoli e facce
(punti, linee, curbe e superfici) che definiscono completamente il suo volume.
C
MACCHINE PER LA MISURAZIONE DI COORDINATE (CMM).
Apparecchiatura per la misurazione delle superfici esterne di un oggetto sotto forma di nuvole di
punti.
COONS PATCH
Superficie definita da tre o quattro curve di bordo. Fra le patch può essere mantenuta continuitÃ
di tangenza e di curvatura.
CSG (CONSTRUCTIVE SOLIDS GEOMETRY)
Schema di rappresentazione di oggetti solidi. Consiste di un albero contenente gli eventi di costruzione:
unione, intersezione e differenza fra solidi.
CURVE FITTING
Processo di creazione di una curva interpolante punti e/o vettori di tangenza.
ESTRUSIONE LINEARE
Creazione di solidi di base o appendici partendo da un profilo bidimensionale e muovendolo lungo una direzione rettilinea.
ESTRUSIONE DI RIVOLUZIONE
A differenza della lineare, il profilo viene ruotato intorno a un’asse
ESTRUSIONE GENERALIZZATA (SWEEP E LOFT)
Definizione generalizzata di un solido di base o di un’appendice: a partire da n profili interpolati (loft) oppure con un profilo guidato su una traiettoria generica (sweep). Solitamente si può disporre di curve guida per la realizzazione delle superfici esterne.
FORO
Feature per la realizzazione di fori tecnologici (lamatura, svasatura, ecc.)
CHAMFER
Realizzazione di smussi
FILLET
Realizzazione di raccordi
GUSCIO
Realizzazione di un solido definito dalle superf. esterne e da uno più spessori assegnati a partire dal solido pieno. L’utente sceglie quali facce rimuovere.
ANGOLO DI SFORMO
Realizzazione di angoli di sformo su solidi già esistenti
SIMMETRIA (DI SOLIDI O DI FEATURE)
Creazione di solidi e/o appendici come simmetrici di altri già esistenti.
PATTERN
Creazione di solidi e/o di appendici come copie di altri già esistenti. La copia viene effettuata lungo direzioni e valori di offset scelti dall’utente.
OPERAZ. BOOLEANE
Unione, differenza, intersezione di solidi.
ENTITA’ DATUM
Punti, assi, curve, piani, superfici di riferimento.
MATING
Insieme delle operazioni di posizionamento fra componenti di un assemblaggio.
SVILUPPO IN PIANO
Sviluppo in piano di superfici o di gusci.
FILETTATURA
Trattamento cosmetico di filettatura.
TAGLIO CON SUPERFICI
Taglio di solidi con superfici. Utile per realizzare forme solo localmente complesse.
IMPLOSIONE DI SUPERFICI
Composizione di superfici per realizzare un solido che può essere aperto o chiuso a seconda di come sono le superfici. Nel primo caso si ha un guscio a spessore nullo.
SPESSORAMENTO (THICKENING)
Operazione che permette di realizzare gusci a partire da superfici.
SWEEP
Vedi estrusione generalizzata
LOFT
2D - Relativo a programmi grafici bidimensionali.
2D 1/2 - Relativo a programmi grafici bidimensionali con qualche possibilità tridimensionale, ad esempio assonometrie di planivolumetrici.
3D - Relativo a programmi grafici tridimensionali.
Attributo - Stringa alfanumerica o caratteristica associata ad un componente grafico. Tale informazione potrà essere utilizzata direttamente o per mezzo di un data-base. Esempi di attributi sono il colore, il tipo di linea, l'opacità , il prezzo, l'area, il volume, etc.
Bit (profondità di) - Numero che permette di stabilire la quantità di colori utilizzabili contemporaneamente sullo schermo (cfr. Look up table, Palette). Ad esempio, una profondità di 8 bit comporta l'utilizzo di 256 colori.
Booleane (operazioni) - Modalità di creazione di un solido, a partire da Primitive grafiche (cfr.), per mezzo di operazioni elementari quali: unione, intersezione, esclusione, sottrazione.
CAAD - Computer Aided Architectural Design (progettazione architettonica assistita da calcolatore).
CAD - Computer Aided Design (progettazione assistita da calcolatore).
CAE - Computer Aided Engineering (Ingegnerizzazione e sviluppo assistito da calcolatore).
CAM - Computer Aided Manufactoring (Produzione assistita da calcolatore).
Clipping - Il ritaglio, generalmente rettangolare, di una parte del disegno.
Coordinate - Due o tre numeri che definiscono la posizione di un punto nel piano o spazio cartesiano. Vengono spesso utilizzate coordinate omogenee che per l'identificazione di un punto nello spazio richiedono quattro numeri, rendendo però più semplici le trasformazioni geometriche (cfr.) associate al punto stesso. I primi tre valori (le coordinate X, Y e Z) vengono divisi per il quarto che se nullo rende la relativa coordinata infinita e dunque appartenente allo spazio ampliato.
CN - Controllo Numerico (anche NC). Controllo di macchine utensili, assistito da programma.
CORE - Standard grafico per la produzione di programmi Device Independent (cfr.).
Cross hair - Strumento di input veloce di posizioni sullo schermo grafico. Generalmente integrato in alcuni video-grafici, è costituito da due ruote zigrinate, disposte perpendicolarmente, che permettono lo spostamento orizzontale e verticale di due linee sullo schermo: la loro intersezione individua il punto interessato.
CSG - Constructive Solid Geometry. Metodo di costruzione di oggetti tridimensionali mediante operazioni booleane (cfr.).
Device independent (Indipendente dallo strumento) - Si utilizza per programmi grafici che non sono strettamente legati ad un particolare videografico, plotter o digitalizzatore ma che operano indipendentemente dalle caratteristiche tecniche degli strumenti di input e output.
Digitizer - Strumento di input per l'acquisizione di coordinate bi-tridimensionali. E’ costituito da una tavoletta, variabile dal formato A4 al doppio A0 o più, e da una penna o cursore graduato dotato di 4 o più tasti. La risoluzione è compresa tra 0.01 e 0.1 mm. Recentemente sono stati introdotti nel mercato digitizer tridimensionali, anche se da decenni esistono stereorestitutori fotogrammetrici in grado di fornire coordinate tridimensionali di oggetti a partire da due o più fotografie.
DPI - Dot per Inch (punti per pollice, 1 pollice = 25.4 mm)
Elementi finiti - Metodo di indagine delle caratteristiche fisiche di una struttura (travi o altre strutture edilizie). La struttura viene suddivisa in un gran numero di parti (elementi) aventi la caratteristica di reagire in modo omogeneo alle sollecitazioni fisiche indotte. La somma degli effetti determina l’andamento complessivo della struttura.
Frame buffer - Memoria per l'immagazzinamento dell'immagine che compare sullo schermo.
GKS - Graphic Kernel System. Standard grafico ISO (cfr.) per la produzione di programmi Device Independent (cfr.).
Hard copy - Copia su carta del contenuto dello schermo.
Hidden surface (superficie nascosta) - Superficie che, nella visualizzazione scelta risulta, in parte o completamente, nascosta da altre superfici.
Icona - Simbolo grafico predefinito utilizzato all'interno di un programma per identificare un'azione o un comando.
IGES - Initial Graphic Exchange Specification. Standard grafico per lo scambio di disegni, in forma di file, tra programmi diversi.
Image processing (elaborazione di immagini) - Trattamento mediante programmi di immagini acquisite via scanner.
Ink jet - Strumento di output per la stampa di disegni. L'inchiostro, o gli inchiostri nel caso di stampanti a colori, viengono spruzzati sulla carta in minuscole gocce, il che permette di ottenere risoluzioni di oltre 300 DPI.
ISO - International Standard Organisation.
Joystick - Strumento di input per l'indicazione veloce di posizioni sullo schermo, costituito da una leva dotata di due gradi di libertà .
Look up table - Tavolozza di colori, scelti tra quelli disponibili nella Palette (cfr.), visibili contemporaneamente sullo schermo grafico.
Macro - Insieme di comandi che costituiscono, a loro volta, un comando a più alto livello.
Menu - Le possibilità offerte da un programma vengono descritte brevemente o per immagini sullo schermo grafico o su carta: l'individuazione di una zona particolare del menu indica al programma l'azione che si intende svolgere.
Modellazione solida - Capacità di rappresentare e memorizzare oggetti tridimensionali per aggregazioni di primitive grafiche (cfr.) mediante operazioni di tipo booleano (cfr.) o per estrusione o rotazione di sezioni piane.
Mouse - Strumento di input per l'indicazione veloce di posizioni sullo schermo grafico. Non adatto per l'acquisizione di coordinate, è dotato di due o più tasti che permettono di associare informazioni diverse alle posizioni indicate che generalmente corrispondono a funzioni specifiche, diverse da programma a programma.
Palette - Tavolozza di colori utilizzabili tra i quali scegliere quelli da assegnare alla look up table (cfr.).
Pan - Spostamento della window (cfr.) rispetto al sistema di coordinate. Corrisponde ad una visione di un'altra parte del piano di disegno rispetto alla precedente. Non modifica la grandezza della window.
Parametrizzazione - Possibilità , presente in molti programmi CAD, di variare una figura geometrica predefinita cambiando solo pochi valori (parametri) associati a questa. Ad ogni parametro sono a loro volta associati vari segmenti o primitive (cfr.) in rapporti reciproci prestabiliti.
Piping - Progetto di impianti tecnici in edilizia e meccanica.
Plotter - Strumento di output per il disegno su carta. Esistono varie categorie di plotter: a rullo, a tamburo, piani, elettrostatici a colori o in bianco e nero. La precisione del segno varia da un minimo di 0.01 mm per i plotter piani fino a 0.1 mm o più per gli altri tipi.
Primitiva grafica - Solidi regolari parametrizzati (cfr.) quali cubi, sfere, cilindri, coni, tori; oppure entità geometriche quali punti, linee, cerchi.
Prompt - Sequenza di caratteri che identifica una serie di comandi (cfr. menu).
Punto di base o di riferimento - Punto nel piano o nello spazio visto come centro di una primitiva grafica (cfr.) o di un componente. Viene utilizzato nelle trasformazioni geometriche (cfr.).
Raster - Matrice rettangolare di pixel (cfr.), ciascuno dotato di proprie caratteristiche di colore e intensità luminosa.
Scanner - Strumento di input per l'acquisizione, in forma rasterizzata (cfr. raster), di disegni o fotografie. La risoluzione varia da 300 a 2000 e più DPI (cfr.) ed è possibile, in certi casi, la lettura dei colori o dei semitoni di grigio.
Standard grafico - Insieme di norme per la definizione di primitive grafiche (cfr.) e degli attributi ad esse associati.
Stretching (stiramento) - Capacità offerta da molti programmi CAD di modificare rapporti interni di un elemento grafico, deformandolo in modo lineare o non lineare.
Sweeping - Metodo di costruzione di oggetti solidi a partire da contorni lineari. Esistono varie modalità : sweeping rotazionale, nel quale una linea, retta o curva, viene fatta ruotare attorno ad un asse; sweeping traslazionale, nel quale una figura piana viene fatta traslare nello spazio (ad esempio un cerchio genera un cilindro); sweeping generalizzato nel quale la figura può modificarsi durante il movimento e questo può essere di qualsiasi tipo.
Tavoletta grafica - vedi digitizer.
Track ball - Strumento di input per l'indicazione veloce di movimenti, anche nelle tre dimensioni.
Trasformazione geometrica - Traslazione, rotazione, scalatura, riflessione di uno o più punti nel piano o nello spazio. Le trasformazioni geometriche più importanti sono: traslazione in X, Y, Z; rotazione attorno agli assi X, Y, Z o attorno ad un asse qualsiasi; scalatura omogenea nei tre assi o disomogenea in X, Y, Z; riflessione rispetto ai piani XY, XZ, YZ o rispetto ad un piano qualsiasi.
Viewport - La scala di rappresentazione della window (cfr.) sullo schermo grafico o su carta.
Window (finestra) - Rappresenta la parte del disegno attualmente visibile sullo schermo (cfr. viewport, zoom).
Wireframe (filo di ferro) - Metodo di rappresentazione di oggetti tridimensionali collegando, mediante segmenti, i vertici che definiscono gli oggetti stessi.
Workstation grafica (stazione di lavoro) - Sistema integrato per l'utilizzo di programmi CAD, comprendente calcolatore, generalmente a 32 bit, videografico, tastiera e strumenti di input.
Z-clipping - Taglio in profondità o sezione di oggetti tridimensionali per una migliore leggibilità .
Zoom - Ingrandimento o riduzione della window (cfr.) mantenendo costante la viewport (cfr.).
LIBRI PER IMPARARE IL DISEGNO TECNICO - MECCANICO
Libro :
Esercitazioni di disegno di macchine. Drafting e modellazione tridimensionale Autore: Persiani Franco - Saggiani G. Marco - Liverani Alfredo Editore: Pitagora Argomento: Disegno meccanico Genere: libro. elaborazione dati Data pubbl.: 1999
Disegno meccanico 2D con Autocad 13 Autore: Muzzupappa Maurizio Editore: Centro Editoriale e Librario Argomento: Autocad Genere: tecnologia. scienze applicate Data pubbl.: 1998
Il manuale del disegnatore Autore: Rossi R. Editore: Hoepli Argomento: Disegno meccanico Genere: tecnologia. scienze applicate Data pubbl.: 1996
Lezioni di disegno di macchine Autore: Barsali Sergio - Barsotti G. Carlo - Rosa Umberto Editore: San Marco Litotipo Argomento: Disegno meccanico Genere: tecnologia. scienze applicate Data pubbl.: 1993
Disegno meccanico Autore: Verde Editore: Liguori Argomento: Disegno meccanico Genere: tecnologia. scienze applicate Data pubbl.: 1983
Disegno tecnologico per le macchine Autore: Fulci Cesare Editore: Gangemi Argomento: Disegno meccanico Genere: tecnologia. scienze applicate Data pubbl.: 1979
Esercitazioni di disegno di elementi di macchine e nozioni di meccanica applicata Autore: Pistilli Giuseppe Editore: Liguori Argomento: Disegno meccanico Genere: ingegneria e attivita affini Data pubbl.: 1960
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