Cromatologia tutto sulla cromatologia
Cromatologia
E' lo studio dei colori con particolare attenzione per il loro significato psicologico e l'effetto che hanno nella nostra mente.
Si studia la storia dei colori, che cosa simboleggiano, quali effetti hanno sulla nostra mente. Il cromatologo conosce molto bene tutte le sfumature di colore e ne può anche creare di nuove a seconda delle esigenze del cliente: consiglia ad esempio con quali colori (rilassanti, stimolanti, ecc) arredare un determinato ambiente, di quale colore è meglio tingere un oggetto o delle pareti, di quale colore debbano essere i loghi e il packaging di un prodotto, di un profumo, le tinte di una pubblicità.
Cromatologia
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A cura del prof. Renato Carpi
A differenza di quasi tutti i mammiferi l’uomo vede a colori,come i pesci,i rettili,gli uccelli e alcuni altri insetti laboriosi o effimeri:l’ape e la libellula.Il colore è uno degli aspetti più attraenti di ciò che vediamo,e anche uno dei più importanti.Il colore di una luce o di un corpo non è una proprietà intrinseca di quella luce o di quel corpo,ma è un aspetto che il nostro sistema visivo attribuisce loro:un fuoco non è rosso,l’erba non è verde,ma noi vediamo rosso il fuoco,verde l’erba.Il colore è il risultato di processi che avvengono nel nostro occhio e nel nostro cervello,è una qualità della nostra sensazione,anche se esso dipende da proprietà fisiche della sorgente che illumina o dei corpi che vengono illuminati.Di teorie che cercano di spiegare la visione dei colori se ne sono fatte molte e ancor oggi se ne propongono di nuove e sempre più sofisticate.In realtà esistono problemi a cui non si sanno dare risposte sicure e definitive.Ogni teoria,pur avendo i suoi lati positivi,presenta sempre,in misura maggiore o minore,dei punti deboli.Tanto complesso è infatti il meccanismo che si cerca di spiegare.
Colore è vita,poiché un mondo senza colori sarebbe un mondo senza vita.Nulla potrebbe commuovere gli uomini più profondamente dell’apparizione in cielo di una gigantesca e splendida aureola di colori.Il lampo e il tuono atterriscono,ma i colori dell’arcobaleno e dell’aurora boreale placano ed elevano il nostro spirito.L’arcobaleno ha il valore di un simbolo di pace.
I colori della Natura, lo si accetti o no,hanno esercitato un’influenza profonda su di noi,a livello conscio ed inconscio,psicologico e fisiologico.L’essenza primordiale del colore è un’armonia onirica,è musica divenuta luce.
“Quando non c’è energia”era solito dire Caravaggio “non c’è colore,non c’è forma non c’è vita”,sottolineando quanto fosse forte la consapevolezza della portata emozionale profonda del colore e il suo intimo rapporto con la forma.
Il linguaggio dei colori è una rappresentazione immensamente ricca ed esatta delle sensazioni e dei sentimenti.
Che cosa è il colore?Potremmo definirlo come una modalità di interazione tra il nostro corpo e la nostra mente con l’ambiente che ci circonda,ancor più precisamente una modalità di interazione tra noi e la luce ambiente.
Per vedere i colori occorre un livello di illuminazione abbastanza alto.In una stanza in penombra,anche se riusciamo ancora a vedere intorno a noi,i colori però risultano attenuati o del tutto assenti;come dice il proverbio “Di notte tutti i gatti sono grigi”.Basta però aprire la finestra o accendere la luce,aumentando così il livello di illuminazione,perché i colori ci riappaiono nella loro evidenza.La nostra capacità di vedere i colori è affidata a una delle due popolazioni di fotorecettori presenti nella retina del nostro occhio:i coni.Questi recettori,per essere stimolati,richiedono un livello di illuminazione abbastanza alto.Se il livello di illuminazione si abbassa e diviene insufficiente ad eccitare i coni,entrano in azione i bastoncelli;questi hanno complessivamente una maggiore sensibilità e permettono di vedere anche in ambienti scarsamente illuminati,ma non hanno le proprietà necessarie per la visione dei colori.
La radiazione del Sole ci appare bianca.Se però facciamo passare un sottile fascio di radiazione solare attraverso un prisma questo all’uscita si disperde nelle sue componenti,dando luogo ad uno spettro in cui si succedono luci di colore diverso.Oggi sappiamo che le radiazioni contenute nella radiazione del Sole sono onde elettromagnetiche che differiscono tra loro per la lunghezza d’onda,e che i vari colori delle radiazioni che compongono lo spettro corrispondono alle diverse lunghezze d’onda delle radiazioni semplici nelle quali viene dispersa dal prisma la radiazione del Sole.
Tra le radiazioni elettromagnetiche contenute nella radiazione del Sole,quelle che danno luogo a questo spettro hanno una lunghezza d’onda compresa tra 400 e 700 nanometri (un nanometro,nm,equivale a un miliardesimo di metro) e sono le sole visibili.
Ci possiamo domandare quanti colori diversi si possono distinguere nelle luci dello spettro al variare della lunghezza d’onda.Newton identificò sette colori principali (rosso,arancione,giallo,verde,blu,indaco e violetto) e dedusse che il bianco è il colore risultante dalla combinazione di questi sette colori.Il rosso corrisponde alle lunghezze d’onda più lunghe (650-700nm),il violetto a quelle più corte (450-400 nm).I colori dello spettro,cioè i colori delle radiazioni semplici (monocromatiche) di una specifica lunghezza d’onda,si dicono saturi,per indicare che essi hanno il massimo contenuto cromatico,cioè la massima purezza.La qualità che li distingue fra loro,in dipendenza alla lunghezza d’onda è la tinta (o tonalità).
Nella radiazione solare così come ci giunge sulla Terra,le radiazioni dello spettro visibile hanno tutte all’incirca la stessa intensità dal punto di vista fisico.Al nostro occhio tuttavia esse non appaiono ugualmente luminose:le radiazioni centrali dello spettro visibile (550 nm) sono quelle per le quali il nostro occhio ha la massima sensibilità e quindi ci appaiono più luminose.
Le radiazioni di lunghezza d’onda decrescente da 550 a 400 nm (a cui corrispondono luci di colore variabile dal verde al blu,al violetto) e crescente da 550 a 700 nm (a cui corrispondono luci di colore variabile dal verde al giallo,all’arancione,al rosso) sono gradualmente meno efficaci per il nostro occhio e,quindi,ci appaiono progressivamente meno luminose anche quando la loro intensità è uguale dal punto di vista fisico.
I colori delle luci spettrali non esauriscono tuta la gamma dei colori saturi.Newton aveva già osservato che,se si isolano due radiazioni estreme dello spettro (colore rosso e violetto) e poi si ricombinano in modo da sovrapporle,si ottiene un colore “nuovo”,rosso violaceo (detto porpora o magenta),che non appartiene ad alcuna delle radiazioni dello spettro.Variando l’intensità relativa della componente rossa e di quella viola nella combinazione delle due radiazioni,si ottiene tutta una gamma di porpora che va dal rosso al violetto attraverso una serie di tonalità di rossi più o meno violacei.
Si può pensare di rappresentare l’insieme dei colori saturi su un cerchio,dove si succedono i colori spettrali dal rosso al violetto e da questo si ritorna al rosso attraverso la serie dei porpora.
Abbiamo visto che la luce del Sole,che risulta dalla sovrapposizione di tutte le radiazioni monocromatiche dello spettro visibile,è bianca.Tra un colore saturo e il bianco esiste tutta una gradazione di colori via via meno saturi,che si possono ottenere miscelando una radiazione spettrale (di colore saturo)con una certa quantità di radiazione solare (bianco).
La tinta è quella della radiazione spettrale (per esempio azzurro);la maggiore o minore saturazione dipende dalla maggiore o minore percentuale di colore saturo contenuto nella miscela rispetto alla percentuale di bianco.
Ad esempio il colore celeste del cielo diurno è un azzurro non saturo.Anche sovrapponendo due radiazioni variamente scelte nello spettro si ottiene in generale un colore non saturo,cioè un colore uguale a quello che si otterrebbe dalla miscela di un colore spettrale con una certa quantità di bianco.
Se le due radiazioni sono vicine tra loro nello spettro (per esempio,entrambe nella regione del verde) il colore risultante è ancora abbastanza saturo.
Se invece si aumenta la loro separazione nello spettro,il colore risultante diviene via via meno saturo,ed è addirittura possibile ottenere con due sole radiazioni opportunamente scelte come lunghezze d’onda e come intensità relative,la sensazione di bianco.I colori di queste radiazioni si dicono complementari.Esistono in teoria infinite coppie di colori complementari:per ogni radiazione monocromatica o porpora,ne esiste un’altra il cui colore è complementare.
Nel disco dei colori coppie di colori diametralmente opposti sono complementari:ad esempio un giallo e un viola,un verde e un porpora,un arancione e un blu.E’ possibile rappresentare l’intera gamma di colori delle luci con i punti di un cerchio o di un’altra figura piana (per esmpio un triangolo):sul perimetro sono rappresentati i colori dello spettro e i porpora;al centro è rappresentato il bianco;i punti a varia distanza dal centro rappresentano colori non saturi.
Concludendo,la nostra sensazione di luce,cioè quella che si ha quando si guarda direttamente una sorgente luminosa,oltre alla qualità di maggiore o minore intensità,ha due qualità cromatiche:la tinta e la saturazione.Complessivamente essa è dunque caratterizzata da tre variabili.
LA VISIONE TRICROMATICA
La possibilità di descrivere qualunque sensazione luminosa mediante tre sole variabili -intensità,tinta e saturazione- ha fatto intuire già nel XIII secolo che nel nostro occhio devono essere presenti tre tipi di recettori diversi:la nostra è una visione tricromatica.
Questa ipotesi fu formulata agli inizi dell’Ottocento da Young: egli affermò che per spiegare la capacità dell’occhio di percepire e discriminare i colori delle varie regioni dello spettro era sufficiente supporre tre sole sensazioni distinte,risultanti dalla stimolazione prodotta in ciascun punto della retina dai raggi corrispondenti a tre colori puri (rosso,verde e violetto) e che i raggi che occupano nello spettro le regioni intermedie tra questi tre sarebbero capaci di produrre sensazioni intermedie (il giallo,tra il rosso e il verde,il blu,tra il verde e il violetto).
L’ipotesi di Young che riduceva a tre i meccanismi richiesti per spiegare tutta la varia gamma di colori delle radiazioni spettrali fu ripreso qualche decennio più tardi da Helmholtz.
Secondo Helmholtz,ognuno dei tre meccanismi doveva essere sensibile a tutte le radiazioni dello spettro,ma in modo differenziato:uno doveva avere massima sensibilità nella regione delle lunghezze d’onda più lunghe,il secondo alle lunghezze d’onda intermedie,e il terzo a quelle più corte.I tre meccanismi,che si potrebbero indicare come fotorecettori sensibili al rosso,al verde e al blu,sarebbero così responsabili di queste tre sensazioni primarie,ma essendo ciascuno di essi eccitabile da tutte le radiazioni dello spettro,in proporzioni diverse,proprio la loro eccitazione differenziata darebbe luogo alle sensazioni di colore intermedie tra le tre primarie.
Secondo la teoria di Helmholtz,poi,tutte le sensazioni di colore prodotte sia da una qualunque radiazione spettrale sia da radiazioni complesse,risulterebbero dalla somma delle eccitazioni prodotte dalla radiazione,in proporzioni diverse,nei tre tipi di fotorecettori.
In particolare il giallo sarebbe associato alla somma delle eccitazioni,circa della stessa intensità,dei fotorecettori “rossi” e “verdi” e il bianco alla stimolazione equilibrata dei tre tipi di fotorecettori.
L’ipotesi di Young-Helmholtz dell’esistenza di tre tipi di recettori ha trovato la sua conferma sperimentale il secolo scorso all’inizio degli anni sessanta,quando si è dimostrato che nella retina esistono tre tipi di coni che contengono sostanze fotosensibili (pigmenti) diverse.
I tre pigmenti dei coni assorbono in percentuali diverse le diverse radiazioni dello spettro,dando luogo nei rispettivi coni a una sensibilità che si estende in una regione abbastanza ampia dello spettro ed è massima in una particolare regione spettrale.
Il primo tipo di coni,i coni L (dall’inglese long),ha una gamma di sensibilità nelle lunghezze d’onda più lunghe,con un massimo di sensibilità a 564 nm.
Il secondo tipo di coni,i coni M (medium),ha una gamma di sensibilità più spostata nella regione intermedia dello spettro,con il massimo a 530 nm.
Infine,il terzo tipo di coni,i coni S (short),è sensibile alla regione di lunghezza d’onda tra 400 e 500 nm,con sensibilità massima a 437 nm.I coni L,M e S vengono anche chiamati impropriamente coni rossi (L),coni verdi (M),e coni blu (S).
Quando una radiazione monocromatica incide sulla retina,essa viene assorbita in percentuali diverse dai tre tipi di coni,e quindi li stimola in modo diverso.
I colori delle luci che noi vediamo sono associati alle diverse percentuali di stimolazione dei tre tipi di coni.Ciò spiega come con soli tre tipi di recettori si possa ottenere un grandissimo numero di differenti sfumature di colore.I tre tipi di coni non contribuiscono ugualmente alla sensazione di intensità luminosa.A questa contribuiscono esclusivamente i coni L e i coni M.La stimolazione dei coni S,ha invece un ruolo importante nel determinare la tinta e la saturazione,cioè due qualità propriamente cromatiche.Basta un pizzico di azzurro per togliere ogni contenuto di giallo da un bianco sporco e trasforma la tinta in un bianco veramente neutro,senza peraltro alterare sensibilmente la luminosità.La ragione per cui la visione notturna non consente la percezione dei colori risiede nel fatto che i bastoncelli,a differenza dei coni,contengono tutti uno stesso pigmento.
ILLUSTRAZIONE SCHEMATICA DELL’OCCHIO
Ci soffermiamo un poco solo sulla parte dell’occhio nella quale la radiazione luminosa, focalizzata da quello stupendo sistema ottico costituito dall’iride,la cornea,l’umore acqueo e il cristallino,viene convertita in segnali luminosi diretti al cervello.Si tratta della retina.Il nome di retina deriva dal fatto che la membrana che la costituisce è percorsa da un fittissimo intrico di vasi sanguigni,che fanno appunto pensare a una rete.Sulla faccia posteriore,invece questa membrana è popolata da diversi milioni di minuscole cellule nervose,talora collegate fra loro.
Queste cellule sono capaci di trasformare la luce visibile che le investe in impulsi elettrici:un ricco intreccio di terminazioni nervose li raccoglie e li invia ai centri cerebrali che presiedono al meccanismo della visione.Le cellule nervose della retina,o fotorecettori,sono di due tipi differenti:a causa della loro forma,i due tipi prendono rispettivamente il nome di coni e bastoncelli.I coni operano in condizioni di piena luce.La visione in luce diurna prende il nome di visione fotopica (phos=luce opia=visione).I coni sono addensati nella regione centrale della retina che si chiama fovea.I bastoncelli giocano invece un ruolo determinante nella visione crepuscolare e notturna,vale a dire quando le condizioni di illuminazione sono particolarmente scarse.Rispetto ai coni essi non danno tuttavia delle immagini dai contorni altrettanto definiti.La spiegazione di questo fatto è molto semplice.L’estremità dei coni sensibili alla luce,soprattutto di quelli che si trovano nella fovea,è più piccola di quella dei bastoncelli.Inoltre ciascun cono nella fovea è collegato individualmente a un nervo ottico.Ciò garantisce una migliore risoluzione,ossia una maggior nitidezza d’immagine.I coni della fovea dell’occhio umano hanno un diametro di circa 1000 nm,vale a dire poco più della lunghezza d’onda del rosso.E’ difficile pensare a qualcosa di più miniaturizzato in un organismo vivente.Eppure ci sono animali che ci battono e di molto:l’acume visivo del falco è quattro volte superiore al nostro.La visione dovuta ai bastoncelli è detta visione scotopica (skotos=oscurità).I bastoncelli sono localizzati prevalentemente nelle zone periferiche della retina.A conferma di ciò,provate a guardare un oggetto al calare delle tenebre con la coda dell’occhio,anziché frontalmente.Vi apparirà più facilmente visibile,anche se meno nitido.Guardando con la coda dell’occhio,infatti,tendiamo a produrre l’immagine lontano dalla fovea,dando così maggior peso all’azione dei bastoncelli.La comprensione dettagliata di come i fotorecettori convertono la radiazione luminosa in segnali nervosi è un problema che non è stato ancora completamente risolto.Si deve pensare ad un vero e proprio fenomeno di assorbimento quantico della luce,abbastanza forte da produrre alterazioni nelle proprietà dei fotorecettori (ossia una reazione foto chimica).In tale processo,particolari pigmenti – la rodopsina o porpora retinica nei bastoncelli e pigmenti diversi in ciascuno dei tre tipi di coni – vengono scoloriti o sbiancati come si suole dire.Durante questo processo di sbiancamento,i pigmenti producono delle sostanze chimiche capaci di stimolare le terminazioni nervose.Lo sbiancamento è solo parziale e comunque i pigmenti vengono gradualmente rigenerati,in modo che la capacità di visione permanga.E’ stato verificato sperimentalmente che gli impulsi nervosi generati dai pigmenti sono tanto più frequenti quanto maggiore è il loro effetto di sbiancamento.
IL COLORE COME FIGURA E DESTINO
Le tavole e la scrittura dei colori egizi sono informate a un principio di imitazione delle pietre dure,nel quale simbolo si filtrano i composti pittorici prevalenti.
Egizi ed Ebrei vestono di bianco i loro sacerdoti.
Gli Ebrei fanno corrispondere alle gemme l’ordine morale che deve appartenere ai loro pontefici insieme ai colori evocati appartenenti singolarmente alle 12 tribù di Israele:
la sardonica il rosso il coraggio
lo smeraldo il verde il contravveleno(antidoto,rimedio)
il topazio il giallo la mitezza
il carbonchio l’arancio il calore della vita
il diaspro il verde profondo la vitalità
lo zaffiro il blu la purezza
il giacinto il porpora la forza
l’ametista il violaceo il rimedio contro la tristezza
l’agata il grigio perla la gaiezza
il crisolito il giallo oro contro le invidie
il berillo l’azzurro la pacificità
l’onice il rosato la castità.
Le materie coloranti che appartengono agli Egizi:
il khesebedh (azzurro lapislazzuli)
il khenemet (rosso rubino)
il nesemet (azzurro)
il mefekat (verde smeraldo)
il kem (bruno scuro)
rappresentano un gruppo colorico corporeo,Rimmel (1870) ne formulava in analogia i non lontani principi dell’arte cosmetica:
“il bianco che corregge i toni della pelle,il rosso che ripristina la freschezza delle guance,l’azzurro che sottolinea i confini della fronte,il carminio che ravviva l’incarnato delle labbra,lo henna (rosso tenue) che impartisce alle dita la tonalità dell’aurora”.
Alle tinte della seduzione e apparenza si aggiungono le paste cosmetiche più diffuse che servono infine per potersi presentare alle divinità infernali e si sostituiscono al colore della vita:
il nero (semeti) e il verde (uadh).
Anche in natura,esistono segnali della tonalità protesa del rosso (la cresta,la lingua,il sesso).Con questi colori salienti l’apparizione o la mostra produce richiamo,attenzione,meraviglia,desiderio di contatto o di scontro,sospensione provocatoria,esibizione libidinale,tentazione/tentativo:circostanza che si accresce ad arte con effetti di frequentazione e di camuffamento nelle tonalità e tinte espansive della pratica cosmetica di colorazione e ornamento della bocca,delle dita dei capezzoli,dei lobi,delle narici,delle guance,dei glutei,delle labbra vaginali e dell’asta del pene.
Altri colori si possono chiamare latenti o emotivi nelle tonalità blu scuro e verde,con virtù occultatrici che rivelano il nascondimento,ma anche lo stato di unione e di comunione insieme alla delimitazione di una sede o di un territorio.
Sono colori pregnanti:emblema del possesso esercitato e di appartenenza consolidata nell’atto del portare e del conferire.
Le colorazioni blu inchiostro del tatuaggio hanno il doppio scopo di evidenziarsi dal vivente ma soprattutto di distinguersi come una parte di esso in quanto specie o gruppo.Bisogna dipingersi per essere veri uomini,colui che resta con la sua propria pelle non si distingue dagli animali,dal resto del vivente e del visibile,non appartiene al gruppo e al domicilio eletto del villaggio:non si appartiene.
Un’opera di chirurgia pittorica innesta come una legittima e artificiale tortura una pelle diversa sul corpo umano e finisce per appartenergli come cultura e destino.
Perciò le arti tatuate di colori azzurri ricoprono come l’acqua le rosse energie del sangue e del fuoco,della vita e della natura,finché queste raccolte e protette non divampino d’improvviso e si spargano su altri corpi dominati e soggetti seguendo storie e destini:tanto opposti e identici legami tengono strette le arti alla vita,i colori al colore.
Secondo la tradizione ebraica il primo nome dell’uomo Adamo vale per rosso e vivente,e ancora nelle lingue del ceppo slavo rosso corrisponde a vivo e bello.Rispetto all’origine e all’astrazione immateriale del bianco e del nero (luce e tenebre),colori del caos e profetismo sacerdotale,il rosso del sangue e della vita è l’esorcismo più potente per la livida morte e omaggio di alcunché di vivo per il defunto.
I vasi cinesi rosso sangue di bue di origine sacrificale,sono un segno per i viventi,e stanno al posto dell’individuo vissuto come la sua ombra colorata di rosso;come gli umori del suo corpo non sono altro di quanto è comune alla vita che è intorno ed è stata in qualche modo portata e raccolta dal vaso che ora giace vuoto e rosso.
Colori come il giallo,l’arancio,il bianco,nella loro possibile ostensività intervengono come il lancio di un esorcismo o di un anatema e possono delineare aree di interdetto e di privilegio nonché la stessa prerogativa di intangibilità come per sacerdoti, profeti,ermafroditi (talora albini).
Altri colori che si inseriscono nella categoria delle tinte latenti come il nero e il violaceo (in generale il colore scuro e cinereo) possono indicare la privazione temporanea quanto duratura dell’appartenenza a una comunità;non il gruppo nel gruppo che privilegia i colori distintivi ma la determinazione di una chiara area di marginalità o di minorità,come la malattia,la vedovanza,la schiavitù,il tradimento che hanno tuttavia quasi sempre un rituale più o meno possibile di riscatto e di riassunzione allo stato primitivo,ma che può restare eternamente differito se non si attua la purgazione o il risarcimento.
La colorazione della pelle è stato l’abito costante di questa esclusione,senza dire che strutture sociali distintive hanno nella definizione di casta indiana (varna) proprio il significato di colore.
Nel mondo greco si manifesta più apertamente il tema della stima e del sospetto sulle apparenze dei colori,che è stato successivamente un filtro permanente nell’occhio della cultura occidentale:i pitagorici hanno un’attenta disistima per il colore,considerandone l’aspetto profondamente estrinseco,epifanico sì ma di sovrapposizione e di pura suggestione.
Questo sembra imprimere il carattere dominante dell’attenzione scientifica sui colori,tendente a un principio di annullamento e di soluzione di questa apparenza,in cambio delle analogie numeriche.
Contro i pitagorici Empedocle considera i colori come l’anima e le radici del mondo esistente (terra,aria,fuoco e acqua:giallo,nero,rosso,bianco),ma Democrito ne osserva soltanto i principi oppositivi del bianco e del nero che si mutano l’uno nell’altro e che discordemente si confondono.
Una prima sintesi sull’essenza del colore si elabora intorno all’insegnamento di Aristotele se è il suo breve “Dei colori” (apparso soltanto nel 1497),forse più facilmente ascrivibile al catalogo fisico-pratico di Teofrasto.La cospicua sintesi naturalistica di Teofrasto riguarda senza distinzione ogni superficie o scorza dipinta,colorata e naturale (chromata),le polveri e i pigmenti (pharmaka) nonché i belletti e gli unguenti;le radici o essenze tintorie,ma risulta comunque muta rispetto alla soglia cromatica dell’azzurro che ha fatto pensare a un presunto daltonismo o cecità dei Greci verso questo colore.”Su questo difetto-ha osservato Nietzsche-è cresciuta rigogliosa la giocosa leggerezza tipica nei Greci,con cui essi vedevano i processi naturali come divinità e semidei,cioè come figure in forme umane”.
Il colore come figura appare in primo luogo nell’arcobaleno personificato (Iris) come messaggio degli dei e soffio originario di Eros.(Eros sarebbe figlio di Iris e del vento dell’Ovest).
Tutto il mare Mediterraneo è conquistato dal colore rosso-porpora dei Fenici che posseggono insieme all’abilità di produrla,i mezzi sempre più larghi di diffonderla in una gamma colorica molto vasta.L’estrazione della prodigiosa tintura si ottiene per piccolissimi quantitativi da migliaia di murici (mollusco marino dei gasteropodi con conchiglia robusta,rugosa,fornita di spine: murex) e chiocciole marine di particolare specie (Murex trunculus,Murex brandaris,Purpura haemastoma),con effetti tintori non immediati e non visibili se non dopo particolari e prolungati lavaggi e bolliture delle pezze di lana e l’esposizione all’aria mattutina del mare sulle spiagge di Tiro.Ambiente che agisce insieme come ossidante e fissativo del chiarissimo color porpora antico:tono questo non più riproducibile nell’età moderna,come il lontano colore dell’anima classica che è porpora-dice Virgilio.Il ricco e ineguagliabile colore della porpora conferisce prestigio etico-sociale alle civiltà mediterranee.Il porpora diventa colore imperiale e prerogativa dei Cesari anche come cartello di attività e privativa imprenditoriale della famiglia augustea,con produzioni di leggi e norme a salvaguardia del prodotto finito,controllo sulla materia tintoria e sulla lane pregiate nonché sulla distribuzione,il commercio e la fissazione del prezzo in tutto il mondo romanizzato.
Questa produzione di porpora imperiale resisterà fino alle ultime porpore bizantine color blatta (sanguigno e violaceo scuro) di cui si conservano gli unici frammenti per un confronto colorico moderno,e di quest’ultimo colore cesareo si conosce un materiale lapideo durissimo impiegato esclusivamente per la raffigurazione statuaria dei soli Cesari:il porfido.Al color officialis consolidato nelle istituzioni dell’impero romano si contrappone il colore barbarico (caeruleus color),blu scuro ricavato dalle piante del guado,latinamente tradotto come vitrum e glastum (da radice celtica glas) con il quale i Britannici (Picti) usavano dipingersi il corpo per apparire terribili in battaglia “come eserciti spettrali” (Tacito).Anche nella vita quotidiana la pratica di colorazione iniettata sotto la pelle nelle varie parti del corpo è diffusissima presso le donne britanne che “se ne vanno nude col colore delle Etiopi” Plinio.Nel periodo tardo-imperiale si sviluppa una forma non soltanto apparente di contrapposizione nei contrassegni cromatici posti a distinzione di una fazione o di un partito:i colori circensi.L’introduzione di bandiere rosse e bianche prende vita nel circo per distinguere i pedoni dai cavalieri:a queste si associano e si oppongono nelle corse ippiche,divertimento preferito nei giochi,i colori azzurri e verdi che si percepiscono a distanza e devono rivelare la diversità degli schieramenti.La prevalenza del giallo attico sul rosso del mondo greco,sembra invertirsi nel mondo romano che predilige invece il rosso sul giallo.Un risultato di rilievo colorico è stato ottenuto con le tecniche a encausto (tecnica di pittura murale usata dai Greci e dai Romani che si servivano di colori diluiti in cera fusa e spalmati a caldo nell’intonaco) negli intonaci rosso pompeiano che si vede impiegato per la prima volta in così grandi campiture,nella decorazione degli intonaci delle case romane.Il fango argilloso cotto nelle fornaci prende nel laterizio etrusco e nel mattone romano il sopravvento colorico sulle terre e pietre calcinate giallo-chiare del panorama greco-mediterraneo,e soltanto il programma urbanistico di ogni singolo imperatore sarà quello di trasformare in marmo la città fatta di mattoni.Roma repubblicana è una città dove il rosso del cotto è prevalente;nonostante la monoliticità dei marmi bianchi e variegati delle facciate dei monumenti o di parti di essi proprie della Roma imperiale;il tessuto urbano ha il colore del cotto,che si consolida nelle costruzioni compatte,nelle insulse e soprattutto nelle cerchie di mura:questo è ancora il colore delle città italiane dei Comuni.
Nel Cristianesimo il viola castiga il rosso purpureo pagano e segna la temporanea morte in stato di peccato in attesa del battesimo e della penitenza liberatrice,ha come contrapposto e contiguo il verde della nuova vita e anche di quella vita informata a una pratica naturaliter christiana dettata dalla saggezza e pastoralità nei costumi e nelle leggi.Il verde è colore eminentemente cristiano associato all’agape (banchetto collettivo e fraterno di antiche comunità cristiane) eucaristica,al bianco sacramento della comunione,alla trasmissione della veste bianca del neofita.Il verde accompagna la vicenda pastorale della chiesa che esalta i sacramenti dei vivis e dei candidi rispetto a quelli dei mortis.Dove allora il viola interviene in una triangolare simmetria con il verde e il bianco (i nuovi colori cristiani) per segnalare ogni rito in cui si configuri,nel riemergere della coscienza,l’atto del pentimento,il perdono e la remissione dei peccati.La creazione stessa del male spirituale nella colpa originaria e la pratica cristiana della contrizione e dell’assoluzione rimandano a un altro polo costante della religiosità cattolica che si spinge molto in là nel tempo,per fondare una propria immagine vincente in epoca controriformista,dove la confessione,la direzione e il dominio delle coscienze sembrano prevalere sull’originario rituale biancoverde del battesimo e dell’eucarestia.In ogni caso l’affermarsi dei poteri politico secolari della chiesa e la stessa struttura del sistema gerarchico si esprimerà con la stessa autorità classico-antica nel rosso purpureo e nel bianco bisso delle vesti dei principi;pur evocando il rituale sacrificale della messa,molto piamente paragonato alla veste di lana rossa (sagum) del Cristo e a quelle sacrificali dei martiri.E’ ancora il colore della sfera del fuoco della fede pentecostale (solennità cristiana che cade 50 giorni dopo Pasqua a commemorazione dello Spirito Santo in forma di lingue di fuoco,sugli apostoli riuniti nel cenacolo) che anima la bianca figura della terza persona della Trinità,frutto dell’amore tra il Padre e il Figlio,colore in forma di calore avocato alla dignità dei vescovi e alla pienezza del sacerdozio cattolico.In esso,al centro della sfera infuocata,si isola lo splendor della fede del battezzato e della sua veste,il regno dell’Agnus Dei nell’abito bianco del vicario in terra.In tutto ciò il nero molto prima di distinguere la fedeltà dei ministri (colore per se distintivo e clericizzante),è il segno ancora pagano,non soltanto del regno infernale ma della perdizione eterna:un colore negativamente terreno e della dannazione del peccato rispetto alla verde fertilità delle messi e dei frutti della chiesa militante,in opposizione inconciliabile con la sfera celeste,la vera patria della chiesa trionfante.
Il caeruleus color esalta il nuovo testamento della tradizione cristiana nel segno della confessionalità del celeste e nel crollo della rossastra deità pagana.Nelle catacombe i colori cristiani filtrano i propri valori liturgici (verde,celeste,bianco,violaceo) ed esprimono l’identità della comunità ecclesiale,silenziosa e nascosta rispetto alla civiltà pagana e ai suoi ideali pubblici.Il Nuovo Testamento ha un programma reso più evidente sul piano cromatico anche rispetto alla mono-bitonalità del bianco e del rosso del Vecchio Testamento,soprattutto nel colore celeste,caricato di virtù soprannaturali,smaterializzato nella sostanza,contemplato per illuminazione o trasparenza.I colori celesti e verdi si ricompongono nel mosaico bizantino e in quello romanico e si riattribuisce la porpora regale al Cristo pantocratore (onnipotente) (immagine di Cristo benedicente tipica della chiesa Bizantina).
Alla Madonna si assoceranno, anche nella tradizione pittorica successiva,con puntuale alternanza,l’azzurro in quanto regina e il rosso in quanto madre di Dio,con scambio e unità di effetto.
Colori politeistici Giallo/rosso
Colori monoteistici Azzurro/verde Nietzsche
Dalla considerazione e dalla stima cristiana del celeste per il regno (dei cieli) promesso e del verde per la nuova comunità credente,si avrà sempre nell’ordine monoteistico,una riflessa ma radicale sostituzione-contrapposizione delle due tinte,per la fede musulmana:con il verde (il colore della religione e del profeta) per primo,con l’azzurro o il turchino (in quanto colore della nuova comunità islamica) per secondo.Appare qui una appropriazione della sfera del celeste per rivestire la vita terrena delle moschee,delle case,delle città;tenendo ferma l’opinione che in quanto non compatibile a una forma o a un’immagine il colore diviene ancor più una dominante cromatica universale,pur nella frammentazione degli arabeschi,dei disegni geometrici nelle tessere di ceramica e di mosaico quando si compensi la sacrale mancanza di immagini orientale (aniconismo).Il colore verde quale segno d’islamizzazione non è proposto negli usi pratici per rispetto e venerazione.La religione islamica si appropria della colorazione celeste del Dio ebraico-cristiano rovesciandone i valori e rappresentando altrimenti la propria unità teologico-profetica,in cui religione,civiltà e politica tendono a coincidere.L’universo sacro del verde nel mondo islamico e più in particolre della coppia verde-turchino,trova un’autentica occasione di scontro nella coppia azzurro- verde con le guerre delle Crociate.L’origine dei colori araldici è stata frequentemente associata alla storia delle Crociate.In campo cavalleresco europeo,come effetti di colori cristiani,si conferma l’accostamento frequente di due smalti:l’azzurro e l’oro.Questi colori divini e preziosi servono sempre più a distinguere il comando,la dignità e il rango di chi li espone,come a rappresentare ogni più alta investitura derivata solennemente dalla sovranità conservata e fatta osservare come privilegio.
In seguito alle imprese militari per la liberazione del Santo Sepolcro si rivela un uso di diritto dell’oro e dell’azzurro da parte degli imperatori cristiani che viene via via distribuito,con le elargizioni di titoli feudali,alle insegne dei paladini fedeli,alla nobiltà di spada nonché ai costumi e alle livree dei loro servitori,agli stendardi dei loro palazzi.Il valore estrinseco e la preziosità di tali colori si congiunge alle qualità intrinseche della raffigurazione pittorica nel Trecento.Una maggiore attenzione ai gradi e ai valori delle tinte si instaura con evidenza nella pratica pittorica,nell’impiego dell’oro zecchino in foglia e negli azzurri di vario prezzo e di varia qualità.Nei contratti per l’esecuzione di tavole pittoriche appare spesso una differenziazione delle tinte in rapporto ai vari gradi di devozione evocati dalle immagini del dipinto,in quest’ordine:la latria è il massimo di devozione che spetta alla Santissima Trinità,la dulia spetta ai santi,agli angeli ai padri della Chiesa,l’hyperdulia,che è una forma di venerazione maggiore della precedente,si deve alla Madre di Dio.La ricchezza e il pregio delle tinte e la loro autenticità di impiego sono alla base del valore e della stima del quadro.La macinazione,l’impasto e il fissaggio dei colori è sempre stato alla base dei segreti delle varie botteghe fino a quando Cennino Cennini potrà infrangere (1437) il limite imposto dalle tradizioni corporative,per rendere libera la professione pittorica,intonando la virtù dell’azzurro e dell’oro che sono anche le sue:”Azzurro oltremarino si è un colore nobile,bello,perfettissimo,oltre a tutti i colori,del quale non se ne potrebbe né dir né fare quello che non ne sia di più.E per sua eccellenza ne voglio parlare largo e dimostrarti a pieno come si fa.E di quel colore,con l’oro insieme (il quale fiorisce tutti i lavori di nostra arte),vuoi in muro,vuoi in tavole ogni cosa risplende.”L’apparizione delle tonalità azzurre nel cuore della latinità occidentale insieme con i suggerimenti e le regole pratiche per la fabbricazione o falsificazione di sostanze nobili o ambite,si rivela in un importante ricettario,compilato probabilmente al tempo di Carlomagno (verso la fine dell’ottavo secolo).Si fissa in tale periodo la riorganizzazione del sapere artigianale attorno alla fortuna politica del nuovo Impero,favorevolmente aperto verso la periferia.Il trattato raccoglie con novità un mescolato sapere sulle arti utili,di origine ellenistica,bizantina,barbarica,tardoromana ma tale da fabbricare una cognizione pratica,senza dubbio localizzata nel territorio centro-italiano,non lontana archeologia dell’arte toscana tre-quattrocentesca.E’ il testo che meglio riassume inoltre i risultati della fioritura del mosaico e degli effetti colorici sulla pasta vitrea attraverso ossidi e sali metallici con le architetture musive del periodo esarcale.
(verderame:patina verdastra che con l’umidità e il tempo si forma sugli oggetti di rame in seguito all’esposizione all’aria-acetato basico di rame,un tempo usato per colori a olio,ora impiegato per bagni galvanici e in veterinaria,acetato neutro di rame usato in tintoria e come anticrittogamico)
(cinabro:solfuro di mercurio per lo più in masse granulari di color rosso vermiglio;colore rosso brillante;colore delle labbra)
(litargirio:ossido di piombo,giallo o rossastro,usato nell’arte ceramica e in farmacia)
(orpimento:solfuro di arsenico in cristalli di color giallo oro)
(esarca:nell’Impero romano d’oriente comandante supremo delle forze militari imperiali;governatore dei domini bizantini in Italia dal VI all’VIII secolo).Oltre alle tradizionali tecniche coloriche greche e romane appare per la prima volta il lazure,di origine e diffusione indo-araba (lazure:alluminio silicato di sodio contenente zolfo e ione solfato,costituente fondamentale del lapislazzuli).Durante il X e XI secolo si raccolgono e si compilano le prime informazioni tecniche,sottoforma di manuali e ricettari che compariranno in manoscritti più tardi pervenutici (XV secolo).
Il « Liber de coloribus et artibus Romanorum » e la « Mappae clavicula ».Il secondo è più propriamente un catalogo di ricette,con una specifica elencazione degli elementi e dei materiali per la pittura,in questo è il testo originario delle cognizioni pittoriche italiane,desunte in parte dalla tradizione classica di Teofrasto,Plinio,Vitruvio.
“Schedala diversarum artium” è la bibbia di provenienza orientale per la tradizione sriptorio miniaturistica confluita nell’arte medievale tedesca.Lo sviluppo di testi simili,all’origine della grande storia pittorica europea,non riguarda soltanto l’estrazione e la macinazione di terre ed essenze dalla storia botanica teofrastea,quanto i segreti dei fissativi e delle sostanze che occorrono per ottenere particolari essiccazioni durevolezza sopra i diversi supporti lignei.Si fa confluire in un unico sistema la scienza del colore,rispetto ai propri effetti sfuggenti,in funzione di quelli duraturi come l’arte pittorica le lavorazioni del vetro,del mosaico,della ceramica,dello smalto.(tempera:tecnica pittorica che impiega colori a colla diluiti in acqua).I pigmenti mescolati al rosso o al bianco d’uovo,alla caseina,alla calca aprono la stagione della pittura e dell’affresco e stanno al centro di ogni invenzione e teoria sul colore.Fissativi quali la saliva,l’urina,il cerume,il sangue (che degradavano la professione di chi li maneggiava) attraverso questi nuovi studi vengono sostituiti con fissativi più puri,eterni,incorrompibili come l’olio di noce,di papavero o di lino,mescolati alle polveri e alle essenze,stesi sopra tavolette preparate di cipresso,di noce,di abete.”De arte illuminandi”:quest’ultima opera trecentesca,completa e definitiva,sulle arti della “alluminatura”,trae la suggestiva definizione che dal medioevo ha accompagnato l’ordine della micropittura e del minimum(rosso cinabro),minerale mercurico facilmente reperibile in pittura (ora invece il minio che si conosce è l’ossido salino di piombo mescolato all’olio di lino e usato come vernice antiruggine).Accanto a questi manuali di miniatura che illustrano l’esercizio della produzione bibliografica propria delle abbazie e dei conventi,si aggiungono a partire dal 1200 nelle maggiori città italiane di tradizione artigiana e mercantile (Venezia,Lucca,Firenze,Pisa,..) i Capitolari,le Matricole e gli Albi dell’Arte che trascrivevano i nomi degli aventi diritto all’esercizio e ai benefici della corporazione,in tal caso,operanti nel ramo di corporazioni affini o fuse insieme come la tessitura e la tintoria.Gli elenchi degli aderenti a una stessa arte erano preceduti da una descrizione della natura della merce prodotta,dei segreti e delle regole attinenti a produrla,fino ai tipi di lavorazione esclusiva.Il Libro de l’Arte di Cennino Cennini segna il trapasso sociale dall’artigiano all’artista.Il salto è possibile grazie all’astuta sapienza dedalea che aggiunge inventivamente ai segreti immobili e preziosi delle vecchie arti,nuove abilità,per apprezzare la natura e l’invenzione di una tavola dipinta non più con colori naturales ma con il mescolamento di quelli artificiales.
L’arte e l’abilità pittorica si somma al colore, sfuggendo al calcolo del praetium con il quale si stima ogni altra merce.Il commercio tintorio medievale copre una grande quantità di conoscenze botaniche e di pratiche tintoriali che mettono in luce e contraddistinguono i luoghi di origine e di fabbricazione del manufatto,in comunità artigianali stanziali concentrate,in forte competizione qualitativa fra esse stesse e con risultati nemmeno lontanamente comparabili a quelli delle successive economie di mercato che non siano sostenute da forti azioni di protezione del prestigio e del valore imprevedibile della tinta,diventato un ramo dell’economia nazionale(come durante il regno di Luigi XIV).Nelle aree italiane del pre-Rinascimento presso i centri tintori della lana e della seta a Firenze,Venezia e Genova,sembra riemergere l’antica virtù classica della porpora,se si osserva che il campionario di pezze tinte in una lista di 19 colori,ne annovera 7 compresi fra il cremisi (rosso di grana),l’oricello (tornasole) e il “pavonazzo”,con una piuttosto limitata introduzione dell’indaco orientale (abbastanza diffuso pur nelle varie deformazioni e appellativi:baldacca,maccabeo,bacadeo,di Baghdad)distinto dall’azzurro oltremarino o lapislazzuli e da quello citramarino di Alle magna o tedesco.Si nota la produttiva confusione tra provenienza e tonalità:il luogo (oltremare) diventa colore (oltremare).Nelle regioni francesi,più limitatamente in Germania,emerge la tintura azzurra del guado,attraverso singolari operazioni e perfezionati accorgimenti,di essi si ricordano i “panni persi” (pers) di due cittadine medievali prossime a Parigi:Provins e Chalons-sur-Marne famose in quest’arte.Di questi azzurri bordati di pelliccia si pensano vestite le donne de Calendario delle Ore del Duca di Berry fino alla Madonna di Jean Foucquet.Le tonalità verdi fiamminghe e nere delle Fiandre son altrettanto famose e frequenti nei richiami figurativi come i mantelli di Frisia.Le due tonalità del nero si differenziano secondo il modo di produrle:l’una di qualità calda ottenuta con vari bagni di succo di ontano e di quercia (jotta concina) dai riflessi bruni,l’altra ottenuta con prolungate immersioni nel guado,dai riflessi azzurrini,come il piumaggio corvino.Il trionfo del nero è ancor più considerato come abito come abito pubblico della borghesia osservante nata dalla Riforma,da cui spunta il candido colletto pieghettato:così in Frans Hals e Van Dick nei cui ritratti si distinguono queste differenti tonalità dell’abito nero che mostra due modi di essere e di pensare di uno stesso ceto:il vestito recente,anche più ricco (Hals),delle nuove categorie che accedono al prestigio,si stacca soprattutto nella diversità dei tratti del volto (Van Dick) incorniciato da vesti nere e da virtù più antiche.La riverberazione sul sociale e la suggestione del nero (“convien al secolo nostro abito negro”) sono annunciate in Italia da Tommaso Campanella,all’aprirsi del XVII secolo e confermate nella “veste negra” di Ciro di Pers:”I colori,dei quali si diletta ogni secolo e nazione,mostrano i costumi di quella .E oggi tutti amano il nero,proprio della terra,della materia e dell’inferno,di lutto e di ignoranza segno.Che il primo colore fu il candido celeste…poi il rosso nella bellica crudeltà; poi vario nelle sedizioni,poi venne il bianco al tempo di Gesù dio e tutti i battezzati prendevano la veste bianca,e da quella per vari colori siamo arrivati al nero.Dunque tornerà al bianco secondo la ruota fatale”.
PSICOLOGIA DEI COLORI
Sebbene il colore abbia sempre circondato la specie umana e l’abbia influenzata fin da tempo immemorabile,è solo di recente che si è divenuti abili a produrre e ad usare il colore liberamente,come si fa oggi.Prima del XIX secolo,erano conosciuti solo pochi tipi di coloranti e di pigmenti,ed erano per lo più di origine organica.Erano anche molto costosi,cosicché i tessuti colorati,come i tendaggi,erano il privilegio delle classi ricche.Centinaia di migliaia di molluschi diedero la vita perché un imperatore romano potesse indossare la sua tunica di porpora di Tiro,mentre i suoi sudditi dovevano contentarsi di cotone o lino maltessuto,pelli o lane.Solamente negli ultimi centocinquant’anni,o poco più,tale quadro è cambiato radicalmente,in primo luogo per la sintesi dei coloranti di anilina,poi per i derivati del catrame di carbon fossile,inoltre per gli ossidi metallici;cosicché oggi soltanto poche delle cose che si fabbricano sono lasciate nel loro colore originale,senza essere tinte in toto o in parte.Oggi vi sono letteralmente migliaia di colori di ogni tonalità ed intensità prontamente disponibili per tutti gli scopi.Oggi non si ha soltanto il blu del cielo,il rosso del tramonto,il verde degli alberi e tutti gli altri colori della natura,ma si hanno tutti i colori sintetizzati dall’uomo,le luci al neon,i quadri,le carte da muro,i colori della televisione,che continuamente ci incontrano e ci assalgono.Questo aumentato uso dei colori associato alla sempre maggiore competizione degli industriali per l’imposizione dei loro prodotti sul mercato,ha portato a un incremento dello studio della psicologia dei colori,anche se,nel campo del marketing,tali ricerche si sono sviluppate lungo linee di tentativi ed errori.L’industriale dello zucchero sa,per esempio,che egli non deve vendere il suo prodotto racchiuso in un involucro verde;come è risaputo,d’altronde,che un buon prodotto di bellezza rischia di rimanere invenduto a lungo se confezionato in recipienti di colore marrone.I colori della natura,lo si accetti o no ,hanno esercitato un’influenza profonda su di noi a livello conscio e inconscio,psicologico,fisiologico.In caso di acquisti,tuttavia,si è liberi di scegliere,di far valere le proprie preferenze o la propria avversione,il gusto o la convenienza.E’ quello che gli industriali devono assicurarsi che la nostra preferenza vada ai loro prodotti,piuttosto che a quelli della concorrenza.Se il suo prodotto è zucchero,per esempio,egli sa che deve impacchettare in un contenitore blu,o per lo meno che deve esserci,in qualche parte del pacco,un richiamo di blu,che deve evitare il verde a tutti i costi;ma molto probabilmente non sa perché è così.La sensazione fisiologica associata con il colore blu è dolcezza;quella del verde al contrario è astringente.Chi vorrebbe zucchero astringente?La compagnia aerea,che un passeggero preferisce,ha sì il record di sicurezza,o il miglior aereo, o le hostess più cortesi,ma la vera innovazione è che si è servita della consulenza di un buon esperto del colore.Quando sono stati correttamente scelti i colori per le decorazioni interne della cabina,le tensioni connesse con il volo presenti anche nel più disinvolto dei passeggeri si allentano,cosicché questi ultimi vengono portati a destinazione in un maggiore stato di relax.
Quando guardiamo un quadro o una foto a colori il significato psicologico del colore è ciò che di solito colpisce meno perché contemporaneamente molti altri fattori vi sono coinvolti:contenuto,equilibrio di foggia o forma,equilibrio dei colori,l’educazione e la competenza e l’apprezzamento estetico di colui che guarda.E’ possibile qualche volta dedurre le caratteristiche della personalità di un pittore quando pone grande enfasi in uno o due colori,per esempio l’ossessione di Gaugin per il giallo nei suoi ultimi quadri;ma,in generale,quando si usano molti colori per creare un tutto,è il giudizio estetico che valuta il tutto e che determina se un’opera ci piace o no piuttosto che la nostra reazione psicologica a particolari colori.In caso di singoli colori,è possibile essere molto precisi,specialmente quando i colori sono stati accuratamente selezionati in base alla loro diretta associazione con bisogni psico-fisiologici,come appunto nel caso del test cromatico di Luscher.In questo caso,la preferenza per un colore o il rifiuto di un altro significa qualcosa di definito,e riflette la situazione in atto nello stato psichico o dell’equilibrio ormonale,o di tutte e due.Per comprendere come ciò possa essere così,come mai questo rapporto è universale ed esiste indipendentemente dalla razza,sesso o ambiente sociale,è necessario guardare indietro alla lunga esposizione dell’uomo ai colori della natura.
L’ORIGINE DEL SIGNIFICATO DEI COLORI
In principio la vita dell’uomo era regolata da due fattori,al di fuori del suo controllo:la notte e il giorno,l’oscurità e la luce.La notte determinava un ambiente nel quale le azioni dovevano cessare,sicché l’uomo si rifugiava nella sua caverna,si avvolgeva nella sua pelliccia per dormire,oppure saliva su un albero e si metteva a proprio agio,come poteva,aspettando l’alba.
Il giorno portava un ambiente nel quale era possibile agire,sicché egli si metteva di nuovo in viaggio per rifornire le sue scorte di foraggio o per cacciare.La notte portava passività immobilità e,in generale,un rallentamento del metabolismo ed una più ridotta secrezione ormonale;il giorno portava con sé la possibilità dell’azione,un aumento del metabolismo e delle secrezioni endocrine,fornendogli così,energia e stimolo.I colori associati con questi due ambienti sono:il blu scuro del cielo notturno ed il giallo lucente della luce del giorno.Il blu scuro è,dunque,il colore della quiete e della passività;il giallo lucente il colore della speranza e dell’attività,ma,poiché tali colori rappresentano l’ambiente della notte e del giorno, essi sono fattori che pongono un controllo sull’uomo e non sono controllabili dall’uomo;per questo vengono descritti come colori “eteronomi”,cioè colori che pongono un controllo dall’esterno.La notte (blu scuro) impone all’attività di cessare e forza il riposo;il giorno (giallo lucente) permette l’attività ma non la impone.Per l’uomo primitivo,l’attività,di regola,prendeva due forme (a seconda che egli stesse cacciando o attaccando,oppure che fosse cacciato e si dovesse difendere dagli attacchi):attività diretta verso la conquista e il possesso,o attività diretta verso la conservazione di se stesso.L’azione dell’attacco e della conquista è universalmente rappresentata dal colore rosso;la difesa dal suo complementare,il verde.Poiché queste azioni sia di attacco (rosso) che di difesa (verde),sono sotto il suo controllo,questi fattori e colori sono descritti come “autonomi”,cioè che si regolano da sé.D’altra parte,essendo l’attacco considerato come un’azione di conquista,volta all’esterno,viene definito attivo;di contro la difesa,essendo interessata soltanto all’istinto di autoconservazione,è considerata passiva.
LA FISIOLOGIA DEI COLORI
Sono stati compiuti esperimenti nei quali si richiedeva ad alcune persone di fissare il colore rosso vivo per intervalli di tempo variabili;essi hanno messo in evidenza che questo colore ha un effetto decisamente stimolante sul sistema nervoso;aumenta la tensione arteriosa,la frequenza respiratoria e cardiaca.Il rosso è,dunque,un eccitante del sistema nervoso,specialmente della frazione simpatica del sistema nervoso autonomo (SNA).Esperimenti analoghi condotti con il colore blu scuro,hanno evidenziato, per questo colore, un effetto contrario:la pressione arteriosa diminuisce,come pure la frequenza cardiaca e respiratoria.Il blu scuro è dunque calmante nei suoi effetti ed agisce principalmente attraverso la frazione parasimpatica del SNA.
La complicata rete di nervi e fibre che controlla il corpo in ogni sua parte può essere raggruppata in due sistemi principali:il sistema nervoso centrale (SNC) e il sistema nervoso autonomo (SNA) autoregolantesi.Il SNC controlla quelle funzioni fisiche e sensoriali che si sviluppano al di sopra della soglia della consapevolezza.Il SNA,invece,controlla principalmente quelle funzioni che sono al di sotto della soglia della consapevolezza:per questa ragione,deve operare su una base automatica,autoregolantesi.I battiti cardiaci e tutti i complessi processi dell’organismo che devono avvenire senza un sforzo conscio,sono funzioni del SNA.Il SNA è composto di due frazioni complementari che agiscono principalmente in opposizione l’una all’altra:il sistema simpatico e il parasimpatico da cui partono fibre dirette verso ogni organo in cui è necessaria la regolamentazione automatica.Il numero dei battiti cardiaci,per esempio,è dato dalla risultante delle reazioni che queste due branche del SNA hanno sulla frequenza cardiaca;una sotto l’influenza di fattori fisici(ad esempio:esercizio,sforzo) o emotivi (paura,collera,eccitazione) il simpatico affaticherà il parasimpatico ed i battiti del cuore aumenteranno di frequenza.In generale il simpatico affaticherà il parasimpatico sotto l’influsso di eccitamento,esercizio o aumento di necessità dell’organismo.
Il parasimpatico lavora per riportare le cose alla normalità,quando condizioni di stress sono state rimosse è la branca dominante del SNA in condizioni di calma,contentezza,rilassamento.
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Sviluppo della visione del colore
Un bambino appena nato,che sta sviluppando la sua capacità di vedere,inizia con il distinguere la luminosità dalla oscurità;successivamente impara a distinguere il movimento;poi,ancora,la figura e la forma.Il riconoscimento del colore costituisce l’ultima fase dello sviluppo.La distinzione del contrasto è dunque la prima e la più primitiva forma visiva.
Nell’uomo,le interpretazioni più elaborate di ciò che i suoi sensi gli dicono sembrano essere funzioni della parte più evoluta del suo cervello:la corteccia.La capacità di riconoscere un profumo da un altro sarebbe funzione della corteccia e il risultato dell’educazione dell’odorato;ma la reazione istintiva ad un cattivo odore è per l’appunto istintiva e reattiva e porta,quantomeno, all’arricciamento del naso e,nei casi peggiori alla nausea e al vomito.Queste non sono reazioni corticali,ma nascono in centri filogeneticamente primitivi,situati in zone più centrali e più strettamente connessi al cervello dei nostri antenati.
La visione del colore è contemporaneamente connessa con il paleocervello e con il neocervello,come dimostrò Beckr nel 1953,quando provò che una rete di fibre nervose collegava direttamente un nucleo della retina,sia con il mesencefalo,sia con il sistema ipofisario.
[ L’ipofisi è una ghiandola endocrina (a secrezione interna) situata al centro del cervello,che secerne molti ormoni.Questa ghiandola è così importante,fra tutte le altre ghiandole endocrine,da essere conosciuta come il “maestro dell’orchestra endocrina”;controlla infatti la funzione di altre ghiandole,oltre ad avere altre funzioni,fra le quali il controllo della crescita].
La distinzione,l’identificazione,il nome dei colori,come ogni reazione estetica ad esso;sono tutte funzioni della corteccia cerebrale;esse sono perciò il risultato dello sviluppo e dell’educazione più che risposte istintive,riflesse reattive.I riflessi e le funzioni istintive, connessi con la visione del resto,sembrano seguire la rete nervosa di Becker fino al mesencefalo più primitivo,che opera in termini di contrasto e coinvolgendo il sistema endocrino attraverso l’ipofisi,con un meccanismo che non è stato completamente chiarito.
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Il test di Luscher
I colori devono essere scelti per se stessi,senza riferimenti mentali,come le preferenze per abiti,mobili e una nuova automobile.Nel test completo di Luscher,ci sono 7 differenti tavole di colori,contenenti in tutto 73 tipici colori consistenti in 25 sfumature o gradazioni,e che richiedono di operare 43 differenti selezioni.Il protocollo che ne risulta offre una ricchezza di informazioni concernenti la struttura psicologica dell’individuo,conscia ed inconscia,la presenza di stress psichici,l’equilibrio o lo squilibrio ormonale e molte informazioni di gran valore di ordine fisiologico,fisico e psicoterapeutico.L’interpretazione dell’intero test richiede una notevole preparazione psicologica.Questa introduzione comprende solo una delle sette tavole,la cosiddetta tavola degli “otto colori”.Il “test rapido” o il test di Luscher ridotto è comunque di notevole valore per gli aspetti più significativi della personalità e nell’accentrare l’attenzione sulla presenza di stress psicologici o fisiologici (laddove esistano).I medici in Europa,usano questa versione ridotta del test per un valido aiuto alla diagnosi.”Il test aumenta le capacità del medico di comprendere la struttura psicologica del paziente e lo mette in condizione di essere meno influenzato nei giudizi.Esso dà importanti indicazioni circa la diagnosi,la prognosi e la terapia di certe malattie.Per la sua semplicità e la sua attendibilità,esso può essere raccomandato per un uso generale”.Una delle più grosse scuole per corrispondenza in Europa ha trovato un nuovo uso per il test rapido.Tutti gli aspiranti di corsi sono esaminati (col test cromatico) e i risultati vengono usati per consigliare loro a quali corsi e a quale occupazione dedicarsi,secondo la risposta del test.
I quattro colori:blu,giallo,rosso,verde sono psicologicamente i primari e costituiscono i 4 colori base del test.Nella tavola degli otto colori vi sono 4 colori in più.Questi colori “ausiliari” sono:viola,che è una mescolanza di rosso e blu;marrone che è una mescolanza di giallo,rosso e nero;un grigio neutro contenente nessun colore,e perciò libero da ogni influenza affettiva,mentre la sua luminosità lo pone a metà strada fra luminosità e oscurità,cosicché esso non porta ne effetti anabolici,né catabolici,è psicologicamente e fisiologicamente neutrale;e finalmente il nero,che è l’assenza completa di colore.
Grigio (0)
Il grigio del test non è né colorato,né scuro,né chiaro;è completamente libero da ogni stimolo o tendenza psicologica.E’ neutro,né soggetto né oggetto,né interiore né esteriore,né tensione, né rilassamento.Il grigio non è un territorio occupato,ma è un confine,un confine come terra di nessuno,come una zona smilitarizzata,una regione di separazione tra zone contrastanti.Chiunque scelga il grigio in prima posizione vuole recintarsi da ogni cosa,vuole restare non coinvolto e non avere responsabilità sì da proteggersi da influenze esterne e stimoli ambientali.Egli non vuole prendere parte e si isola dalla partecipazione diretta,trattando ciò che egli deve compiere in modo meccanico e artificiale.D’altro canto la persona che sceglie il grigio in ultima posizione vuole prendere parte a tutto,egli rifiuta il non coinvolgimento e sente che ha un diritto assoluto a prendere parte a ogni cosa che si sta svolgendo intorno a lui,col risultato che gli altri possono trovarlo noioso e invadente.Chiunque rifiuta il grigio si affida alle cose con la sua prontezza a ricevere gli stimoli e con la sua ansia di non perdere niente.Egli vuole esaurire ogni possibilità per il raggiungimento del suo scopo e non può permettere a se stesso il riposo o la tranquillità finché non l’ha raggiunto.
Blu (1)
Il blu scuro del test rappresenta la completa calma.La contemplazione di questo colore ha un effetto pacificante sul sistema nervoso centrale.La pressione arteriosa,la frequenza del polso e del respiro sono tutte ridotte,mentre il meccanismo di autoprotezione lavora per caricare l’organismo.Il corpo si prepara a rilassarsi e a riprendersi,cosicché nella malattia e nell’esaurimento la necessità di questo colore aumenta.Psicologicamente aumenta la tendenza a essere sensibile,facilmente ferito,urtato e suscettibile.Fisiologicamente rappresenta la tranquillità,psicologicamente la soddisfazione di essere in pace,accompagnata da gratificazione.Il blu rappresenta i legami che uno sviluppa intorno a sé.l’unificazione e il senso di appartenenza.Il blu è la realtà,la profondità dei sentimenti.Il blu corrisponde simbolicamente all’acqua calma,al temperamento quieto,alla femminilità.La sua percezione sensoriale è la dolcezza,il suo contenuto emotivo la tenerezza;il suoi organo è la pelle.
Derivata dal sanscrito la parola Pali Nila è stata data a quel particolare colore scuro che viene consigliato come l’ambiente più adatto per la meditazione.Il blu ha una considerevole profondità e pienezza,è preferito specialmente dagli obesi e rappresenta gioia e soddisfazione.Quando il blu è scelto in prima posizione c’è una necessità di tranquillità emotiva,di pace,di armonia e di gioia,o c’è un bisogno fisiologico di riposo,di rilassarsi e il bisogno dell’occasione per ristabilirsi.Chiunque preferisce il blu desidera un ambiente calmo e ordinato libero da fastidi e disturbi.Ma quando il blu è scelto in sesta,settima,ottava posizione,questa necessità di equanimità e di mutua fiducia nei suoi rapporti,rimane insoddisfatto dando origine ad un’ansia che è tanto più grande quanto più il colore è posto in fondo alla serie.Così il blu scuro rifiutato significa il taglio dei legami (o almeno il desiderio di tagliarli) e dà luogo a un comportamento irrequieto.
Verde (2)
Il verde del test contiene una certa quantità di blu ed è il colore che rappresenta la condizione fisiologica di tensione elastica.Esprime psicologicamente la volontà di operare,la perseveranza e la tenacia.Il verde,pertanto,è un’espressione di fermezza,di costanza e,soprattutto,di resistenza ai mutamenti.La persona che sceglie il verde nella prima posizione vuole aumentare la fede nel proprio valore,sia con l’autoaffermazione,sia aggrappandosi fortemente ad una qualsiasi immagine idealizzata che ha di sé con il riconoscimento che si aspetta dagli altri,in deferenza alle doti possedute.Chiunque scelga il verde nella prima posizione vuole fare impressione.La persona che sceglie il verde in sesta,settima,ottava posizione,vuole la stessa cosa,ma è indebolito dalla resistenza che ha incontrato e sente di essere inferiore nella statura morale per mancanza di considerazione.
Rosso (3)
Il rosso del test,con la sua aggiunta di giallo,che gli dà una sfumatura arancione,rappresenta una condizione fisiologica di consumo di energia.Accelera il polso,altera la pressione arteriosa e aumenta la frequenza respiratoria.Il rosso è l’espressione della forza vitale,dell’attività nervosa e ghiandolare,e così significa desiderio.Il rosso è impulso,volontà di vincere e tutte le forme di vitalità e di potere.Chiunque scelga il rosso nella prima posizione,vuole che la sua attività gli porti intensità di esperienze e pienezza di vita.Il rosso rifiutato,in sesta,settima,ottava posizione implica che la sua intensità di stimolo è considerata come nemica,con avversione.Il rosso rifiutato significa cercare protezione da qualunque cosa che possa eccitarlo,aggravarlo o indebolirlo ulteriormente,e questo desiderio di protezione è naturalmente più intenso quanto più il rosso è vicino all’ottava posizione.
Giallo (4)
Il giallo è il più vivo dei colori del test e il suo effetto è di luce e di allegria.Le caratteristiche principali del giallo sono la sua brillantezza,la sua riflessività.Il giallo rappresenta il rilassamento e la dilatazione.Il giallo corrisponde simbolicamente al caldo piacevole del sole,allo spirito felice e alla felicità.Se il giallo è scelto in prima posizione c’è il desiderio di rilassarsi e la speranza e l’attesa di una maggiore felicità.Il giallo spinge in avanti verso il nuovo.il moderno,verso ciò che si deve ancora sviluppare,ciò che non è ancora formato.Se il giallo è rifiutato e posto in sesta,settima,ottava posizione le speranza sono andate deluse,l’individuo si sta confrontando con un senso di vuoto,si sente isolato o tagliato fuori dagli altri.
Viola (5)
Il viola è una mescolanza di rosso e di blu e,sebbene sia un colore separato e distinto,tiene in sé alcune della proprietà di entrambi i colori,come una specie di amalgama rosso-blu.Il viola tende a unificare la conquista impulsiva del rosso ed il gentile cedere del blu,divenendo rappresentativo dell’identificazione.Questa identificazione è una specie di unione mistica,ogni cosa pensata e desiderata deve diventare realtà.Questo è un incantesimo,un sogno reso realtà,la persona che preferisce il viola vuole raggiungere una stato magico.Il viola posto in prima posizione la persona tende a essere poco realistica e ad avere difficoltà nel distinguere la realtà dall’immaginazioine.
Marrone (6)
Il marrone del test è quello rosso scuro.La vitalità estroversa del rosso è ridotta,attenuata e resa più tranquilla da tale scurarsi.Se il marrone è posto nei primi due posti esiste un crescente bisogno di benessere fisico e di soddisfazioni sensoriali.Quando il marrone è posto in ottava posizione questa necessità di tranquillo conforto è rifiutata completamente.
Nero (7)
Il nero è il più scuro dei colori ed è,infatti,la negazione del colore stesso.Il nero rappresenta l’assoluto confine oltre cui la vita cessa e così esprime l’idea del nulla,dell’estinzione.Il nero è il no opposto al sì del bianco.Chiunque scelga il nero nella prima posizione vuole rinunziare a ogni cosa per una protesta testarda contro la situazione esistente,in cui egli sente che non c’è nulla che va come dovrebbe andare.Il nero nell’ottava posizione rappresenta il desiderio di non dover rinunziare a niente.
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La teoria dei quanti
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1899 il fisico tedesco Lenard scopre che un metallo colpito da un fascio di luce monocromatico emette degli elettroni nello spazio circostante,come si poteva rilevare con un opportuno circuito elettrico (effetto fotoelettrico).Egli trovò che,aumentando l’intensità del fascio luminoso,il numero degli elettroni cresceva,ma la velocità con cui gli elettroni venivano fuori dal metallo risultava sempre la stessa,tanto se usava una luce molto debole,che una luce molto forte.Per far crescere la velocità degli elettroni era necessario far variare la frequenza della luce verso le regione violetta o ultravioletta.Per la luce al di sotto di una ben determinata frequenza minima l’effetto fotoelettrico non si manifestava nemmeno,quale che fosse l’intensità della luce utilizzata.Era necessario credere che la luce arrivasse sotto forma di “malloppi” o “pacchetti” di energia,tanto più numerosi quanto più intenso era il fascio.E che tali “malloppi”,tutti uguali fra loro per un dato colore della luce,fossero tanto più grossi quanto più alta era la frequenza della luce (quindi più grossi per il violetto che per il rosso).Tutto diventa chiaro:gli elettroni,per uscire dal metallo devono superare una certa barriera;se questa non esistesse ,essi si sparpaglierebbero fuori anche al buio,il che non avviene. L’energia arriva sottoforma di pacchetti che l’elettrone riceve uno alla volta, a mò di spintarella: se la spinta è troppo debole per far saltare l’elettrone sopra la barriera, non succede nulla, anche se le spinte sono moltissime. Se invece le spinte sono abbastanza forti, gli elettroni escono dai metalli in numero tanto maggiore quanti più sono i pacchetti di energia che arrivano (cioè l’intensità della radiazione). E in più si trattengono tutta l’energia che non è servita per il salto. Quindi la loro velocità di uscita diventa sempre maggiore al crescere della frequenza della luce eccitante.(Ipotesi corpuscolare di Newton).Più agglomerati di energia che veri e propri proiettili materiali.
Albert Einstein (1905) concetto di fotone o quanto di energia luminosa.
Il fotone incontrando l’elettrone gli cede la sua energia per intero e ne esce completamente distrutto,annichilito. E’ possibile anche il processo inverso in cui un elettrone può perdere energia, dando luogo a un fotone. E la frequenza del fotone è tanto più grande quanto più alta è l’energia ceduta dall’elettrone.
Planck-Einstein E=hf h=costante di Planck o quanto di azione
h=6,62x10 alla –34Jsec
La formula dice che l’energia del fotone è proporzionale alla frequenza dell’onda elettromagnetica che la rappresenta. L’energia luminosa non è qualcosa che fluisce con continuità, ma si addensa piuttosto in quanti o pacchetti.
Nella fisica classica, l’energia è considerata qualcosa di continuo, che può prender qualsiasi valore.Nella fisica dei quanti non è più così:l’energia può solo variare per passi (salti);passi piccoli piccoli,ma che non appena si entra all’interno della struttura intima della materia,diventano inconfondibili.La luce presenta tanto l’aspetto ondulatorio che corpuscolare.
La fisica atomica
Il valore della costante di Plank è così incredibilmente piccolo,che nel nostro mondo quotidiano possiamo far finta che sia in pratica uguale a zero.Perché l’energia in gioco in una qualsiasi delle nostre azioni è come minimo miliardi e miliardi di volte più grande del quanto di Planck Quando solleviamo un peso da terra,la nostra azione avviene sì per passi,ma questi passi sono così minuscoli e così fitti da darci l’impressione che il nostro movimento sia perfettamente continuo.I fenomeni che vediamo e produciamo tutti i giorni avvengono come se l’energia potesse prendere tutti i valori possibili,come prevede la fisica classica.I processi atomici non possono essere trattati con la fisica classica,ma devono essere affrontati in termini della teoria dei quanti.Niels Bohr (danese).
Si sapeva che un gas è capace di assorbire solo luce di ben precise frequenze.E questo è un risultato della spettroscopia di assorbimento.Quello che si fa è di far passare luce bianca attraverso un’ampolla con un certo gas e di analizzarla poi con uno spettroscopio.Si scopre allora che la luce corrispondente a determinate frequenze,e solo a quelle,risulta attenuata.Si hanno cioè delle linee o righe di assorbimento.Queste righe,queste particolari frequenze per le quali il gas non è perfettamente trasparente,sono diverse per ciascuna sostanza osservata.Le righe dell’ossigeno non sono le stesse di quelle che si trovano per l’idrogeno o per il neon.Questo è un fatto assai importante:le righe di assorbimento sono evidentemente,una specie di carta di identità,una vera e propria chiave di lettura dei particolari atomi che formano il gas.E qualcosa di abbastanza simile si ha per i liquidi e per i solidi.
Oppure “spettroscopia di emissione”.
Se attraverso il gas si fa avvenire una scarica elettrica,in maniera da immettere energia all’interno degli atomi,si trova che questi ultimi la restituiscono quasi interamente sottoforma di luce.(tubi al neon o simili)(il fulmine,fiamme,fuochi di artificio).Analizzando con uno spettroscopio la luce emessa dal gas sottoposto a scarica,è possibile verificare una proprietà fondamentale:le frequenze emesse sono le stesse sono esattamente le stesse che nel precedente esperimento venivano assorbite.
Si parla di linee o righe di emissione.Righe di assorbimento o righe di emissione,per una data sostanza,sono dunque coincidenti.E una volta individuate ci dicono di che sostanza si tratta.Già a occhio,dal colore complessivo della scarica luminosa possiamo avere un’idea approssimativa di cosa abbiamo per le mani.Una lampada a vapori di sodio è di un bel giallo;a vapori di mercurio (germicida) è azzurrastra,quella al neon è rossa.Gli atomi non assorbono né emettono l’energia luminosa in modo continuo,vale a dire a tutte le frequenze,ma solo a “salti”.E questi salti sono diversi e caratteristici per ciascun atomo.Perché un dato atomo assorbe solo certi fotoni,con precise frequenze,mentre i fotoni di altre frequenze passano via indisturbati?
Bohr lo spiegò così:descrisse l’insieme del nucleo e degli elettroni costituenti l’atomo come un minuscolo sistema planetario,nel quale gli elettroni sono vincolati a muoversi su orbita fisse.
Soltanto certe orbite sono possibili,orbite ben individuate e staccate l’una dall’altra.
Ad ogni orbita corrisponde una diversa energia dell’elettrone energia che risulta tanto più grande quanto più ampio è il diametro dell’orbita.In parole diverse,un elettrone in un atomo non può avere tutti i valori dell’energia,ma solo quelli corrispondenti alle orbite possibili.Inoltre ogni tipo di atomo ha le sue orbite caratteristiche differenti da quelle di ogni altro tipo di atomo.
Il gioco allora è fatto.I soli fotoni che possono essere assorbiti sono quelli che forniscono all’elettrone l’energia giusta per farlo saltare dalla sua orbita normale a una di quelle più esterne,che non sia già presa.Ogni altro quanto di energia luminosa non può essere assorbito,perché all’elettrone non è permesso restare a metà strada tra due orbite.
Poiché ogni tipo di atomo ha le sua orbite caratteristiche,i salti possibili per gli elettroni (le transizioni,come si chiamano più correttamente) sono anch’essi una caratteristica dell’atomo studiato.Lo stesso discorso vale per i processi inversi quelli che comportano emissione di luce.
Se alcuni elettroni vengono sbalzati verso orbite esterne a causa di un qualsiasi processo che fornisce energia all’atomo,per esempio una scarica elettrica,forte illuminazione o riscaldamento,prima o poi essi ritornano nella loro orbita stabile,creando e irradiando fotoni di energia pari a quella utilizzata nel salto compiuto dall’elettrone.Ecco dunque spiegato perché gli esperimenti di spettroscopia di assorbimento e di spettroscopia di radiazione danno esattamente le stesse informazioni.Ed ecco anche trovata la risposta alla domanda che si era posto Maxwell riguardo a quali cariche potessero oscillare così rapidamente da creare onde elettromagnetiche di frequenza elevata come quella della luce;è chiaro:gli elettroni interni agli atomi.
Noto il salto di energia E tra le due orbite,come lo aveva calcolato Bohr,basta usare la relazione di Planck-Einstein E=hf per ricavare la frequenza f del fotone emesso o assorbito.Essa risulta cadere nella regione caratteristica della luce o della radiazione ultravioletta X e gamma.
Prendiamo ad esempio l’atomo di idrogeno,il più semplice di tutti.Se l’unico elettrone presente passa dalla prima alla seconda orbita,il salto di energia calcolato da Bohr è di 16,3x10 alla meno 12 erg.Esso corrisponde a una frequenza f=E/h = 2,5x10 alla meno 15 hertz radiazione ultravioletta.
La spettroscopia diventa una vera e propria scienza.Con essa l’uomo fu in grado di studiare l’intima costituzione della materia,di analizzare la composizione di un corpo.Di rilevare tracce di impurità presenti in un gas,in un liquido,in un cristallo.Diverso comportamento spettroscopico significa diversa capacità di assorbire la luce di determinate frequenze.Quindi al nostro occhio diverso colore,diversa lucentezza,diversa trasparenza.Il colore di un corpo in particolare è determinato da quelle componenti della luce che vengono trasmesse o riflesse,ossia che sono complementari alle componenti luminose assorbite.Naturalmente l’occhio funziona facendo una media delle intensità delle varie frequenze che gli pervengono.Nulla di strano perciò che due sostanze possano apparirci entrambe gialle anche se le loro righe di assorbimento,sono alquanto differenti.
La colorazione di un materiale è determinata dai meccanismi di interazione della radiazione elettromagnetica visibile con gli elettroni degli atomi costituenti il materiale stesso.Il colore,se vogliamo,è la manifestazione esteriore,la testimonianza delle leggi che regolano i fenomeni più intimi della materia.Il colore dello oggetto è,se vogliamo darne una definizione operativa,il risultato a livello della nostra percezione fisiologica di un insieme di fattori:proprietà del materiale,condizioni di illuminazione (entro certi limiti) risposta dell’occhio,elaborazione da parte del cervello.In una certa misura intervengono anche le condizioni al contorno,come lo sfondo che sta dietro l’oggetto osservato.Due dischi uguali dipinti di verde con la stessa vernice posti uno su uno sfondo rosso e l’altro su uno sfondo grigio,appariranno alquanto diversi fra loro,è un fenomeno molto importante nel campo delle arti figurative che si chiama contrasto simultaneo di colore.
Il termine colore,in qualche caso,lo abbiamo usato in alternativa a frequenza (o lunghezza d’onda) della luce,il che,naturalmente,ha un senso solo quando si abbia a che fare con la luce monocromatica:in questo caso,le due definizioni,quella fisica e quella psicologica,vengono a coincidere,non contano più le proprietà del materiale osservato,tutto assume il solo colore possibile quello della sorgente.Prendiamo un laser:il colore è oggettivamente quantificabile facendo riferimento alla lunghezza d’onda della luce prodotta.Il laser a elio-neon emette luce a 632,8 nm,che corrisponde a un rosso ben individuato e caratteristico,vivace e chiaro da sfumare nell’arancione.Questa corrispondenza tra una precisa grandezza fisica e la sensazione visiva non è più possibile quando la luce ha un contenuto cromatico più ricco,nel senso di comprendere diverse frequenze,vuoi sotto forma di righe,come nel caso della luce emessa dalle lampade a scarica,vuoi sottoforma di bande spettrali più estese,come la luce emessa da un oggetto solido o liquido.E’ possibile infatti creare diverse mescolanze di frequenza luminosa,capaci di dare all’occhio sempre la medesima sensazione di colore (colori metamerici).Lunghezza d’onda dominante di una miscela di luci diverse.Luce e suono:differenze.
Il termine colore,giova ripeterlo,si limita in questo caso a definire la nostra percezione complessiva della composizione spettrale della luce,come viene ricevuta dall’occhio e interpretata dal cervello.
A rigore non sarebbe corretto dire quella luce è rossa si dovrebbe piuttosto precisare la sensazione di colore prodotta da quella luce è rossa.
Colorimetria,spettroscopia ottica,industrializzazione.
Il colore dei materiali
Un solido perfettamente nero è capace di assorbire ed emettere tutte le frequenze luminose.
Un gas rarefatto è in grado di interagire solo con determinate frequenze luminose,restando indifferente a tutte le altre.
I METALLI
La peculiarità dei metalli,o almeno della maggioranza di essi,è che ogni nucleo atomico che ne fa parte,a causa della vicinanza degli altri atomi,non riesce a mantenere il controllo del più esterno dei suoi elettroni.Questo si sgancia dal legame e si mette a vagare liberamente nel solido.Ci sono quindi tanti elettroni liberi di muoversi,quanti sono gli atomi del metallo.E’ per questo motivo che i metalli conducono la corrente elettrica.Per lo stesso motivo sono capaci di assorbire una vasta gamma di radiazioni elettromagnetiche e in particolare quelle della regione visibile.(assorbimento e remissione della luce).
Gli specchi medievali venivano invece fatti prendendo un vero e proprio foglio di metallo e stirandolo contro la faccia posteriore del vetro.(I metalli possiedono una grande quantità di stati energetici per gli elettroni,vuoti e contigui a quelli occupati,così da consentire l’assorbimento di tutte le frequenze della luce.)
ISOLANTI
Se la soglia dell’assorbimento cade nell’infrarosso la luce visibile viene tutta assorbita.Negli isolanti tutti gli elettroni sono legati ai rispettivi nuclei atomici.
Se la soglia dell’assorbimento cade nell’ultravioletto.In questo caso la luce visibile attraversa il materiale indisturbata,ne esce con tutte le sue componenti cromatiche inalterate e il materiale appare incolore e trasparente.
Vetro,quarzo,diamante,plexiglass,cellophan.
Poi ci sono le situazioni intermedie.
Le gemme
Quarzo (SiO2 biossido di silicio) forma amorfa e forma cristallina
Soglia di assorbimento 190nm (ultravioletto).Il quarzo è dunque trasparente alla luce visibile e anche agli ultravioletti (il vetro no).Ogni possibile colorazione del quarzo è legata alla presenza di diverse impurezze oppure di centri di colore.
Ametista (colorazione viola) è quarzo con impurezza ferro.Il quarzo ametista in seguito al riscaldamento diventa giallo (quarzo topazio) o addirittura verde.
Il corindone (Al2O3) allo stato puro è del tutto incolore presenta un aspetto azzurro di varie tonalità se contiene tracce di ferro o di titanio.Nelle sue varie altre colorazioni (giallo,arancione,rosa,verde,violetto,blu) dovute a differenti impurezze è noto col nome di zaffiro.La colorazione rossa è dovuta alla presenza di alcuni atomi di cromo al posto di quelli di alluminio.Il cristallo è quello che chiamiamo rubino.(Primo esemplare di laser allo stato solido è quello al rubino).
In un altro caso la sostituzione di atomi di alluminio con atomi di cromo porta a una colorazione verde bluastra (smeraldo).Lo smeraldo allo stato puro non è corindone (Al2O3) ma berillo (Be3Al2Si6O18).Anche la gemma celeste-azzurra conosciuta come acquamarina è una varietà di berillo contenente impurezze di ferro anziché di cromo.Il diamante allo stato puro è trasparente come il quarzo anche all’ultravioletto (220nm).
I pigmenti colorati
Un normale colorante è solubile in un opportuno solvente.I pigmenti invece sono minute particelle insolubili disperse all’interno di un liquido o di un solido.I pigmenti agiscono come diffusori della luce rendendo opaco un materiale originariamente trasparente.Vernici,inchiostri,lacche,plastiche,gomme,vengono colorati in questo modo.
I colori del vetro
Il vetro è una miscela più o meno amorfa,cioè con gli atomi disposti in modo disordinato,di diversi minerali,per lo più silice,soda (carbonato di sodio),calcare (carbonato di calcio) e magnesia (carbonato di magnesio).La silice è in grande preponderanza,circa il 70%,il che spiega perché il vetro puro ha una trasparenza non molto dissimile da quella del quarzo.Aggiungendo altri minerali si ottengono tutte le possibili colorazioni:
composti del rame e del cobalto………………………………..vetro azzurro
composti del cromo……………………………………………..vetro verde
composti del ferro (bottiglia di birra)…………………………...vetro ambra
composti del nichel………………………………………………vetro fumé
Lo stesso si può fare con le plastiche trasparenti come il plexiglass.
Le stesse gemme della natura:rubino,smeraldo,zaffiro vengono prodotti sinteticamente in laboratorio.
La maggior parte degli oggetti pur non assorbendo la luce alla maniera dei metalli,non appaiono trasparenti,bensì opachi.Non possiamo vedere attraverso di essi.Noi vediamo del materiale il colore di superficie.La luce che incide su un oggetto opaco viene influenzata in tre modi differenti:riflessione alla superficie,diffusione all’interno del materiale e assorbimento.Esaminiamo il comportamento della parte che viene semplicemente riflessa.
La luce riflessa ha una composizione spettrale grosso modo uguale a quella incidente.Se la superficie è levigata si ha una riflessione di tipo speculare,e l’oggetto ha un aspetto lucido (vernice brillante).Se la superficie è granulosa si ha una riflessione di tipo diffuso la luce torna indietro sparpagliata in tutte le direzioni.L’oggetto non permette più di specchiarvisi.Il resto della luce penetra nel materiale.Se esso è omogeneo,come un cristallo,le componenti della luce non assorbite emergono dall’altra parte mantenendo la direzione di arrivo.In un materiale opaco ciò non avviene esso ha una struttura non omogenea,granulosa.E’ possibile che i grani del materiale,a parte diffonderle,non assorbano alcune delle componenti della luce incidente,la quale viene così restituita intatta.Il materiale allora è bianco.(certe ceramiche,il gesso,carta da lettere,lana,cotone,latte,neve)
Se i grani del materiale assorbono selettivamente certe componenti della luce,allora l’oggetto appare colorato.Le particelle che svolgono questa funzione possono anche essere estranee al materiale,introdotte artificialmente dall’uomo.Pigmenti colorati.(vetro colorato,finemente macinato).Una vernice lucida ha in genere un colore più saturo di una vernice opaca contenente gli stessi pigmenti.Una vernice è costituita da una resina oleosa a cui sono mescolati i pigmenti.La caratteristica di una vernice lucida è che,quando essa si asciuga,alla superficie affiora un sottile strato di resina oleosa.Ciò ha l’effetto di ricoprire la granulosità di superficie,consentendo di ridurre la riflessione diffusa.La componente cromatica che perviene al nostro occhio risulta accentuata.Ciò spiega perché i colori di certi oggetti si ravvivono quando vengono bagnati.
IL LASER
La parola laser deriva dalle iniziali della denominazione inglese Light amplification by stimulated emission of radiation,letteralmente:amplificazione di luce tramite emissione stimolata di radiazione.Diciamo intanto che il laser,a differenza di una normale lampada a scarica di tipo fluorescente (che dal punto di vista costruttivo non è molto differente da esso),non irradia la luce in tutte le direzioni,bensì la emette in forma di sottile pennello luminoso che si propaga a grandissima distanza,senza allargarsi apprezzabilmente.Ciò è possibile perché il laser è dotato di coerenza spaziale.Le onde luminose emesse non solo viaggiano in un'unica direzione,ma hanno tutte la stessa frequenza (monocromaticità) e la stessa fase,ossia le cresta e le valli negli stessi punti;sono,insomma,in perfetta sincronia,nel senso che si sommano sempre l’una all’altra,dando luogo a una potenza luminosa risultante assai elevata.Questa seconda proprietà si chiama coerenza temporale.Le sorgenti normali sono invece del tutto incoerenti,sia dal punto di vista spaziale che temporale.Per queste sue caratteristiche di coerenza,il laser si presenta per essere usato ad esempio nei sistemi di telecomunicazione.L’informazione da trasmettere,che potrebbe essere una conversazione telefonica o un programma televisivo,anziché essere affidata allo spazio mediante un’antenna trasmittente,viene usata per modulare l’intensità luminosa del fascio laser;in parole più semplici per farla pulsare nel tempo in perfetta sincronia col segnale elettrico da trasmettere.La luce laser viene quindi inviata alla stazione ricevente,attraverso l’aria o una guida di luce.All’arrivo,le pulsazioni del laser vengono riconvertite in segnali elettrici.Questa operazione è svolta da particolari dispositivi a semiconduttore che si chiamano fotodiodi.La capacità di un solo fascio laser di accogliere e trasmettere informazioni è straordinaria:in linea di principio esso potrebbe trasportare un miliardo di conversazioni telefoniche simultanee,oppure cento milioni di canali televisivi.Altre applicazioni dei laser,per lo più legate alla grande potenza luminosa che si ha nel punto in cui il fascio incide,sono oggi ben note a tutti.Chirurgia,meccanica di precisione,saldatura dei metalli,allineamenti e,purtroppo,micidiali ordigni militari che vanno dai sistemi di puntamento e di guida dei missili al fantascientifico raggio della morte.
Il laser fu concettualmente inventato nel 1958 da Schawlow e Townes,due scienziati americani insigniti entrambi dal premio Nobel.Esso si basa sul processo noto come “emissione stimolata”,discusso teoricamente da Einstein.Prendiamo degli atomi siano essi quelli che appartengono a un gas o quelli delle impurezze all’interno di un liquido o di un solido (per esempio atomi di cromo in un cristallo di rubino).Se gli atomi vengono illuminati con fotoni di energia uguale a quella che occorre per portare un elettrone da un’orbita piena ad una vuota,tali fotoni vengono assorbiti.Gli elettroni eccitati tornano prima o poi allo stato di energia più bassa,processo che avvieni con remissione di luce (emissione spontanea).Immaginiamo ora una situazione del tutto insolita,quella in cui la maggioranza degli atomi,e non solo alcuni,abbiano uno degli elettroni eccitati in uno stato più alto,normalmente vuoto.Non è una situazione di equilibrio,naturalmente,ma può essere ottenuta in diversi modi:con la luce estremamente intensa (pompaggio ottico),con una scarica elettrica.La condizione si chiama inversione di popolazione.A questo punto supponiamo che sugli atomi arrivino dei fotoni di energia pari al salto che separa i due stati,quello più basso,normalmente pieno (stato fondamentale),e quello più alto,che invece dovrebbe essere vuoto (stato eccitato). Ebbene Einstein aveva previsto che in condizioni di inversione di popolazione,tali fotoni dovevano interagire con gli atomi in modo diverso dal caso usuale,nel quale verrebbero assorbiti innalzando elettroni dallo stato fondamentale a quello eccitato.Si riscontra che i fotoni vengono utilizzati per rendere più rapido il processo di ricaduta degli elettroni dallo stato eccitato a quello fondamentale,ossia per stimolare il ritorno all’equilibrio.Poiché nel processo si libera energia,non solo non si ha assorbimento dei fotoni in arrivo,ma se ne generano di nuovi.Per come si svolgono le cose,questi ultimi vengono emessi da ciascun atomo a perfetta immagine e somiglianza dei fotoni stimolanti:stessa fase,stessa direzione di moto e,naturalmente,stessa energia.La lunghezza d’onda corrispondente prende il nome di riga di emissione del laser.
Processo di moltiplicazione a cascata
Cavità risonante (due specchi fra loro paralleli uno riflettente perfettamente,l’altro lascia passare una certa percentuale di luce).
Il primo laser effettivamente funzionante (1960) fu quello a cristalli di rubino con atomi di cromo in qualità di centri di emissione stimolante.Il laser a rubino coinvolge tre livelli di energia.Si “pompa” con luce verde una sbarretta cilindrica di rubino.La luce verde porta gli elettroni del cromo dallo stato di energia fondamentale E1 a un livello eccitato E3 (processo A).Qui gli elettroni rimangono poco,trovano un livello sottostante più comodo E2 (processo B).Se il pompaggio è abbastanza intenso ci saranno più elettroni i E2 che in E1 (inversione di popolazione).La transizione C tra livello E2 e livello E1 è allora di tipo stimolato,e produce l’effetto di amplificazione laser.La luce emessa è di un rosso cupo corrispondente a una lunghezza d’onda 694nm.
Esistono altri tipi di laser che si basano sul comportamento degli atomi di impurezze.Il laser realizzato col vetro al neodimio,che emette nel vicino infrarosso,e precisamente a 1060 nm.Più diffusi sono i laser a gas:lunghi tubi cilindrici riempiti con gli atomi di un gas e inseriti tra i soliti specchi paralleli.I più noti sono quelli in cui si fa uso di argon ionizzato,di azoto, di una miscela di elio e di neon,di anidride carbonica.I laser più moderni sono quelli a base di coloranti organici disciolti in un liquido (laser a dye).
L’armonia dei colori
Armonia significa equilibrio,simmetria di forze.Se dopo aver osservato un quadrato verde,chiudiamo gli occhi,ci appare come immagine successiva un quadrato rosso.Dopo aver osservato un quadrato rosso,avremo come immagine successiva un quadrato verde.Possiamo ripetere l’esperienza con tutti i colori,avendo la conferma che i rispettivi complementari appaiono nell’immagine successiva.L’occhio richiede oppure produce il colore complementare:tenta automaticamente di ristabilire l’equilibrio.Questo fenomeno è il contrasto di successione.
Un secondo esperimento è d’inserire dentro un colore puro un quadrato grigio di uguale luminosità.Tale grigio sul verde diventerà grigio-rossiccio,sul rosso grigio-verdastro,sul viola grigio-gialliccio e sul giallo grigio-viola.In tutti i casi,il grigio assume una sfumatura che è complementare al colore a cui è accostato.Anche i colori puri hanno la tendenza a sospingersi reciprocamente verso i loro complementari.Questo fenomeno è detto contrasto di simultaneità.
I contrasti di simultaneità e di successione dimostrano che l’occhio dell’uomo è appagato o trova il proprio equilibrio solo se viene rispettata la legge dei complementari.Se isoliamo il rosso della striscia dello spettro e concentriamo con una lente convergente tutti gli altri raggi luminosi,si ottiene il verde cioè il complementare del colore isolato.La combinazione di un colore col suo complementare,dal punto di vista fisico,dà la totalità dei colori ossia il bianco,dal punto di vista pittorico dà il grigio scuro.Il fisiologo Ewald Hering scrisse in proposito:”Al grigio medio e neutro corrisponde una condizione particolare della porpora retinica per cui la disassimilazione,il consumo nel percepire l’immagine e l’assimilazione,il suo ricostituirsi,sono di egual valore,cosicché la sua quantità rimane invariata.Pertanto il grigio neutro produce nell’occhio uno stato di equilibrio perfetto”.Hering ha dimostrato che l’occhio e il cervello esigono il grigio neutro e subiscono turbamenti in sua assenza.Se dopo aver osservato un quadrato bianco su fondo nero volgiamo altrove lo sguardo,vedremo formarsi sulla retina l’immagine successiva di un quadrato nero.Dopo aver osservato un quadrato nero su fondo bianco,avremo come immagine successiva un quadrato bianco.Il nostro occhio cerca di ristabilire la sua condizione di equilibrio.Osservando invece un quadrato grigio su sfondo grigio,non si avrà un’immagine successiva di diverso colore.Ciò dimostra che il grigio corrisponde allo stato di equilibrio del nostro sistema ottico.
I processi che avvengono nel sistema visivo producono corrispondenti sensazioni psicologiche.Nel nostro sistema visivo l’armonia nasce da un regime di equilibrio psico-fisico per cui la disassimilazione e l’assimilazione risultano equivalenti.Il grigio neutro risponde a questa condizione,e possiamo ottenerlo mescolando il bianco col nero,o due colori complementari col bianco o più colori includenti in giusta proporzione i tre fondamentali (giallo,rosso,blu).In qualsiasi coppia di complementari sono compresi i tre colori fondamentali.
Rosso:verde=rosso:(giallo+blu)
Blu:arancio=blu:(giallo+rosso)
Giallo:viola=giallo:(rosso+blu)
Si può perciò dire che se in una combinazione di due o più colori,il giallo il rosso il blu sono presenti in giusta misura,la loro risultante sarà il grigio.La somma di giallo,rosso,blu corrisponde alla totalità dei colori.L’occhio richiede questa totalità e solo in essa trova il suo equilibrio armonico.
Due o più colori sono armonici se la loro combinazione dà un grigio neutro.Tutti gli accostamenti di colore che mescolati non danno il grigio sono espressivi o disarmonici.Naturalmente esistono in pittura molti capolavori di carattere altamente personale,non composti secondo il principio di armonia cromatico qui definito,e che risultano eccitanti e sconvolgenti a causa dell’accentuazione di un particolare colore e del suo carattere espressivo.
Fondamentale e decisiva importanza per ogni teoria estetica del colore ha il disco cromatico,che rappresenta visualmente la successione delle varie tinte.Poiché l’artista lavora con pigmenti colorati,la sua scala cromatica deve essere costruita secondo le leggi di miscela dei pigmenti,e i colori opposti devono essere complementari cosicché assommati diano il grigio.In linea di massima,si può dire che sono armoniche tutte le coppie di colori complementari, e tutti quegli accordi a tre i cui componenti nel disco cromatico diviso in dodici parti,possano essere reciprocamente congiunti da un triangolo equilatero o isoscele,da un quadrato o da un rettangolo.
I SETTE CONTRASTI DI COLORE
- contrasto di colori puri
- contrasto di chiaro e scuro
- contrasto di freddo e caldo
- contrasto di complementari
- contrasto di simultaneità
- contrasto di qualità
- contrasto di quantità
- Il contrasto di colori puri è il più semplice dei sette contrasti.Non presenta una particolare complessità visuale,in quanto basta a crearlo l’accostamento di qualsiasi colore al più alto punto di saturazione.L’accostamento di giallo,rosso e blu rappresenta il massimo grado di tensione.Per creare questo tipo di contrasto sono necessari almeno tre colori nettamente distinti.Ne risulta sempre un effetto chiassoso,energico e deciso,destinato a perdere proporzionalmente di forza man mano che le tinte usate si allontanano dai tre colori primari.(arte popolare,ricami variopinti,costumi e ceramiche,miniatura altomedievale). Vitale ricchezza di una luminosità primordiale.
- Luce e buio chiaro e scuro,in quanto contrasti polari,sono di fondamentale importanza per la vita dell’uomo e della natura.In pittura,il bianco e il nero rappresentano l’estremo punto di contrasto chiaroscurale.Il nero e il bianco sono polari da ogni punto di vista,ma fra di essi si sviluppa la gamma dei grigi e dei colori;vanno quindi studiati con la massima attenzione possibile i problemi chiaroscurali sia del bianco,del nero e del grigio,sia dei colori puri singoli e composti,ricavandone norme essenziali per ogni lavoro creativo.Il velluto nero segna il tono più scuro,il solfato di bario dà il bianco più puro.C’è un solo nero e un solo bianco assoluto,ma in compenso esiste una straordinaria quantità di gradi chiaroscurali del grigio,i quali danno luogo ad una scala continua dal bianco al nero.Il numero di gradazioni di grigio percepibili dipende dall’acutezza visiva dell’occhio e dalla soglia sensoriale individuale.Con l’esercizio si può migliorare questa soglia,aumentando il numero delle gradazioni tonali percepite.Una superficie grigia,unitaria e inerte,può accendersi di una vitalità misteriosa per opera di minime variazioni dei suoi valori tonali.Riuscire a far ciò è assai importante per un pittore e un progettista,ma richiede un’acutissima sensibilità alle differenze tonali.Il grigio neutro è un colore negativo,privo di carattere,indifferente,ma assai influenzabile da contrasti di toni e di colori.E’ spento ma è facile portarlo a splendida tonalità.Il grigio dello stato neutro di colore negativo può venire trasformato simultaneamente da qualsiasi colore nel suo esatto complementare.Questa trasformazione si attua soggettivamente nel nostro occhio e non oggettivamente nella pasta cromatica.Il grigio è qualcosa di sterile e inespressivo.Assume carattere e vita a contatto di altri colori,ma in cambio li attenua e indebolisce.Come intermediario neutrale può conciliare tinte aspramente contrastanti,succhiandone forza e ravvivandosene come un vampiro.Per questo motivo Delacroix evitava il grigio come particolarmente dannoso all’effetto cromatico.
- L’idea di voler riconoscere nel campo della percezione ottica dei colori una componente termica può destare sorpresa.Eppure è stato possibile dimostrare che in due diversi laboratori,uno tinteggiato in verde blu,l’altro in rosso arancio,la sensibilità personale al freddo o al caldo differiva di ben tre quattro gradi.Nel locale verde blu le persone sentivano freddo a una temperatura di 15 gradi centigradi,in quello rosso arancio a 11-12 gradi centigradi.Ciò dipende dal fatto scientificamente accertato che il verde blu rallenta la circolazione sanguigna,mentre il rosso arancio l’attiva.Una scuderia di cavalli da corsa fu divisa in due parti di cui una venne dipinta in blu,l’altra rosso arancio.Nella zona blu i cavalli,dopo una corsa,si rilassavano assai rapidamente,nella zona rossa rimanevano a lungo eccitati e irrequieti.Inoltre la zona blu non era più infestata da mosche,numerose invece nella zona rossa.I due esperimenti dimostrano l’importanza del contrasto di freddo e caldo nella tinteggiatura degli ambienti chiusi.Negli ospedali che applicano la terapia cromatica,le caratteristiche psicofisiche delle tinte fredde e calde hanno un ruolo essenziale.Dal disco cromatico risulta che il giallo è il colore più chiaro,mentre il viola è il più scuro,cioè tra questi due colori esiste il più forte contrasto di chiaroscuro.A destra e a sinistra dell’asse giallo-viola stanno il rosso arancio e il verde blu,cioè le due polarità del contrasto di freddo caldo.Il rosso arancio o rosso di Saturno è il colore più caldo,il verde blu o ossido di manganese il più freddo.Il giallo,giallo arancio,arancio,rosso arancio,rosso e rosso viola si definiscono comunemente caldi,mentre il giallo verde,verde,verde blu,blu,blu viola e viola si dicono freddi.Una distinzione siffatta è però insidiosa in quanto può condurre a soluzioni errate.Mentre il verde blu e il rosso arancio,in quanto poli del freddo e del caldo,mantengono un valore fisso,i colori scalati fra di essi assumono un valore di freddo o di caldo solo in rapporto con i toni più freddi o più caldi.Freddo-caldo,ombreggiato-soleggiato,trasparente opaco,riposante-eccitante,sottile-denso,celeste-terrestre,vicino-lontano,leggero-pesante,umido-asciutto.Queste coppie di opposti danno un’idea delle grandi possibilità espressive consentite dal contrasto di freddo e caldo,che infatti permette di realizzare effetti altamente pittorici,e di creare un’atmosfera irreale,ricca di musicalità.In un paesaggio gli oggetti lontani appaiono di colore più freddo a causa degli strati atmosferici interposti,il contrasto freddo caldo ha così la possibilità di suggerire la vicinanza o la lontananza.E’ dunque l’essenziale strumento per rendere la prospettiva o l’illusionismo plastico.
- Definiamo complementari due colori i cui pigmenti mischiati fra loro diano un grigio-nero neutro.Dal punto di vista fisico si dicono complementari due luci colorate,allorché la loro miscela,dà una luce bianca.I complementari costituiscono una coppia singolarissima.Per quanto contrari,si richiamano reciprocamente:giustapposti raggiungono il loro massimo grado di luminosità,mescolati si annullano – come il fuoco e l’acqua_nel grigio.Di ogni colore non esiste che un complementare.Nel disco cromatico i complementari risultano diametralmente opposti.Giallo-viola,blu-arancio,rosso-verde.I colori complementari,usati in giusti rapporti quantitativi,danno effetti di solida staticità.Essi infatti conservano inalterata non solo la loro luminosità,ma anche la loro essenza cromatica.Per il loro valore costante i complementari riescono soprattutto utili nella pittura murale.Ogni coppia possiede i suoi caratteri specifici.Giallo-viola dà luogo anche a un forte carattere chiaroscurale;rosso arancio- blu verde è anche il punto estremo della polarità freddo-caldo;i complementari rosso-verde posseggono un ugual grado di luminosità e lucentezza.
- Contrasto di simultaneità è il fenomeno per cui il nostro occhio,sottoposto a un dato colore,ne esige contemporaneamente,cioè simultaneamente,il complementare e non ricevendolo se lo rappresenta da sé.Il fenomeno prova che per l’armonia cromatica è essenziale il rispetto della legge dei complementari.Il colore prodotto simultaneamente esiste solo nella percezione cromatica del riguardante,e non nella realtà esterna,come dimostra il fatto che esso non può venire fotografato.(Il contrasto successivo ha la stessa origine).Poiché il colore creato simultaneamente non esiste nella realtà,ma solo nell’occhio,esso riesce particolarmente eccitante e comporta un’intensa vibrazione che varia continuamente di grado.A un esame più prolungato il colore di fondo sembra perdere di intensità l’occhio si affatica e si acuisce la ricezione del colore simultaneo.L’effetto di simultaneità è straordinariamente importante per chiunque si occupa del colore.Goethe diceva:”Solo il contrasto simultaneo rende il colore idoneo a un impiego estetico”.L’effetto di simultaneità non nasce solo fra il grigio e un colore puro,ma anche fra due colori puri che non siano esattamente complementari;in tal caso ciascuno di essi cerca di spingere l’altro verso il suo complementare,perdendo entrambi il loro carattere reale e dando luogo a nuovi effetti di luminosità.I colori sembrano aver acquistato un’estrema irrequietezza dinamica,perdono la loro stabilità ed entrano in un gioco incostante di vibrazioni.Abbandonano il loro carattere oggettivo per oscillare su un piano irreale come se fossero proiettati in un’altra dimensione.Il colore si smaterializza.E vale in tutta la sua forza la legge secondo cui:la realtà di un colore non coincide sempre con il suo effetto.E’ possibile con opportuni accorgimenti accentuare o ridurre l’effetto eccitante del contrasto di simultaneità.
- Il contrasto di quantità nasce dal reciproco rapporto quantitativo di due o più colori.E’ l’opposizione di “molto e poco”,di “grande e piccolo”.Due fattori determinano l’effetto di un colore:la sua intensità e,in secondo luogo,le dimensioni del campo colorato.Per poter valutare il grado di luminosità o intensità cioè il valore luminoso dei colori puri,dobbiamo confrontarli fra di loro,ponendoli davanti a uno sfondo grigio neutro di luminosità media.I valori reciprocaci di luminosità dei colori sarebbero, secondo Goethe,i seguenti: giallo:arancio:rosso:viola:blu:verde=9:8:6:3:4:6.E questi sarebbero i valori delle coppie di complementari: giallo:viola=9:3=3:1=3/4:1/4; arancio:blu=8:4=2:1=2/3:1/3;rosso:verde=6:6=1:1=1/2:1/2.Per tradurre i valori di luminosità in valori armonici di quantità,i rapporti numerici vanno invertiti:cioè,il giallo ad esempio,essendo tre volte più luminoso dovrebbe occupare una superficie tre volte più piccola del suo complementare viola.I rapporti di quantità validi per i complementari sono i seguenti: giallo:viola=1/4:3/4;arancio:blu=1/3:2/3;rosso:verde=1/2:1/2.E pertanto le proporzioni armoniche dei colori primari e secondari sono:giallo:arancio:rosso:viola:blu:verde=3:4:6:9:8:6;ovvero giallo:arancio=3:4;giallo:rosso=3:6;giallo:viola=3:9;giallo:blu=3:8;giallo:rosso:blu=3:6:8;arancio:viola:verde=3:6:8.Analogamente si stabiliscono i rapporti armonici di tutti gli altri colori.Questi rapporti quantitativi hanno valore soltanto quando i colori vengono usati al massimo grado di luminosità.Il colore in minoranza,trovandosi in difficoltà,si difende con l’apparire più luminoso di quando è presente in quantità proporzionata.Il contrasto quantitativo in sé non è altro che un contrasto di proporzioni.Se in una composizione chiaroscurale una piccola macchia chiara entra in contrasto con una grande superficie scura immediatamente tutto il dipinto assume un effetto di maggior ampiezza e profondità.Una composizione cromatica dovrebbe sempre svolgersi in base a ben calcolati rapporti delle aree colorate.
Forma e colore
Come i colori,anche le singole forme hanno specifici valori espressivi che sono di natura sensibile e concettuale al contempo.In un’opera d’arte,i caratteri espressivi della forma e del colore dovrebbero essere come sincronizzati cioè gli effetti formali e quelli cromatici dovrebbero potenziarsi reciprocamente.Come per i tre colori fondamentali giallo,rosso e blu,anche per le tre forme fondamentali,cioè il quadrato,il triangolo e il cerchio,si possono riconoscere tipici valori espressivi.Il quadrato,caratteristicamente determinato dall’intersecazione di due orizzontali e di due verticali della stessa misura,è simbolo di materialità,di pesantezza,di rigorosa chiusura.Al quadrato corrisponde il rosso,il colore simbolico della materia.La forza e l’opacità del rosso partecipano della staticità e pesantezza del quadrato.Ogni forma costituita da uno schema orizzontale e verticale come la croce,rientra nell’ambito espressivo del quadrato,così il rettangolo,il meandro,ecc.
Il triangolo deriva i suoi caratteri dell’intersezione di tre diagonali.I suoi angoli acuti risultano pungenti e aggressivi.Rientrano nell’ambito espressivo del triangolo tutte forme basate su diagonali,come il rombo,il trapezio,lo zigzag e loro derivati.Il triangolo è il simbolo del pensiero;nel campo dei colori,al suo carattere imponderabile,corrisponde il giallo chiaro.
Il cerchio è generato dalla rotazione di un punto a distanza costante dal centro.Al contrario dell’aspro e teso dinamismo del quadrato,il cerchio dà una sensazione di distensione e di costante dinamicità.E’ il simbolo dell’uniforme e autonomo moto dello spirito.Nell’ambito del cerchio rientrano tutte le forme curvilinee e circolari:come l’ellisse,l’ovale,l’onda,la parabola e i loro derivati:Nel campo dei colori,al movimento ininterrotto del cerchio corrisponde la trasparenza dell’azzurro.Per concludere il quadrato simboleggia la statica materia,il triangolo,che si irradia in tutte le direzioni,simboleggia il pensiero;il cerchio il moto eterno dello spirito.Se cerchiamo anche per i colori secondari le loro forme corrispondenti,troveremo per l’arancio il trapezio,per il verde il trangolo sferico,per il viola l’ellisse.
L’associazione fissa di colori e forme significa che tra questi e quelle esiste un parallelismo cosicché quando il loro valore espressivo è coincidente il loro effetto si assomma.In un dipinto basato essenzialmente sul colore,la forma dovrebbe nascere dal colore,mentre in un dipinto basato essenzialmente sulla forma,il colore dovrebbe essere costruito partendo dalla forma.I cubisti che hanno rivolto la massima attenzione soprattutto ai problemi della forma hanno rigorosamente limitato i colori della loro tavolozza.Gli espressionisti e i futuristi hanno valorizzato in egual misura forma e colori come mezzi espressivi di rappresentazione.Gli impressionisti e i “tachiestes” hanno dissolto la forma a vantaggio del colore.Ogni individuo possiede per sua natura specifiche attitudini formali.
La spazialità dei colori
L’effetto spaziale di un colore dipende da più fattori.Giustapponendo senza intervallo i sei colori giallo,arancio,rosso,viola,blu e verde su un fondo nero,risulta chiaramente che mentre il giallo chiaro emerge in avanti,il viola retrocede verso il fondo nero.I colori compresi fra il giallo e il viola si allineano secondo una specie di scala progressiva di profondità.Sostituendo un fondo bianco l’effetto è capovolto:il viola è respinto violentemente dal fondo e proiettato in avanti,il giallo è invece trattenuto,come da una vincolante affinità di chiarezza.Per l’effetto di profondità la tinta del fondo e quelle contigue sono quindi altrettanto importanti del colore che è aggiunto.Ancora una volta si dimostra la relatività del valore cromatico.Le gradazioni spaziali caratteristiche dei tre colori fondamentali,sul fondo nero,corrispondono alle proporzioni della sezione aurea.Dicesi sezione aurea di un dato segmento la parte minore che sta alla parte maggiore come questa sta all’intero segmento.Fissare la sezione aurea del segmento AB al punto C,significa che AC:CB=CB:AB.Per i colori è valido il principio seguente:ponendo l’arancio fra il giallo e il rosso,dal punto di vista dell’effetto di profondità il giallo e l’arancio e l’arancio e il rosso stanno nel rapporto di “minor” a “major”;il giallo rosso-arancio e il rosso-arancio blu stanno nel rapporto di “minor” a “major”.Giallo-rosso e rosso-viola sono equivalenti.Giallo-verde e verde-blu stanno nel rapporto di “major” a “minor”. I toni chiari emergono dal fondo nero secondo il loro grado di luminosità.Su un fondo bianco l’effetto si inverte,i toni chiari si allineano sul piano di fondo,i toni scuri sono gradualmente sospinti in primo piano.
La teoria impressionistica dei colori
Primo fine della teoria impressionistica dei colori è l’analisi degli effetti cromatici naturali:studia cioè le impressioni prodotte dagli oggetti colorati sul senso ottico.Quando la luce bianca colpisce la superficie esterna di un oggetto,questa a seconda della sua costituzione molecolare assorbe determinate onde luminose e colorate,e riflette le rimanenti.La somma dei raggi luminosi riflessi da una superficie dà luogo a un colore che è complementare a quello risultante dalla somma dei raggi assorbiti.Il colore riflesso costituisce il colore proprio,cosiddetto locale,di un oggetto.Un corpo che riflette tutti i raggi della luce bianca senza assorbirne alcuno risulta perfettamente bianco.Un corpo che assorbe tutti i raggi bianchi senza rifletterne alcuno risulta nero.Se si illumina un corpo blu con una luce arancio esso appare nero,perché nell’arancio non vi sono raggi blu che possono venir riflessi.Estrema importanza della fonte luminosa:variando il suo colore,variano i colori locali degli oggetti illuminati.Quanto più è colorata la luce illuminante,tanto maggiore è la variazione dei corpi colorati;tanto più essa è bianca tanto più puri sono i raggi riflessi,cioè i colori locali.Nello studio dei colori è essenziale considerare attentamente il colore della fonte luminosa.E in proposito va elogiato il sistema degli impressionisti di studiare le successive modificazioni dei colori locali prodotte dal variare della luce.Naturalmente va considerato sia il colore della luce sia la sua intensità.La luce non determina soltanto il colore,ma anche la qualità della materia dell’oggetto.Per rappresentarla sono necessari almeno tre toni differenti:uno luminoso,uno medio e uno d’ombra.Nel tono medio il colore locale del corpo raggiunge la sua maggior purezza e i suoi caratteri di superficie hanno la massima evidenza.Nel tono luminoso la tinta dell’oggetto risulta schiarita,nel tono d’ombra offuscata e scurita.Anche i raggi colorati riflessi modificano in più modi i colori locali degli oggetti.Il colore di un corpo lo percepiamo,dunque,come riflesso dei raggi colorati nello spazio che lo circonda.Se un corpo è rosso e i suoi raggi rossi colpiscono un oggetto vicino bianco,questo avrà dei riflessi rossi.Se i raggi rossi colpiscono un oggetto verde,questo acquista dei riflessi grigio-neri,in quanto verde e rosso si annullano reciprocamente.Se i raggi colpiscono una superficie nera,avremo dei riflessi bruno-neri.Quanto più è lucida la superficie degli oggetti tanto più evidenti sono questi riflessi.Dallo studio delle alterazioni dei colori locali provocate dalle continue mutazioni della luce solare e dei riflessi,i pittori impressionisti trassero la convinzione che i colori locali si stemperano in un’atmosfera cromatica unitaria.Lo studio del colore da un punto di vista impressionistico deve considerare perciò quattro fondamentali elementi:il colore dell’oggetto,il colore della luce e quello dell’ombra,e il colore dei riflessi.
La teoria espressionistica dei colori
Ai processi ottici, elettromagnetici e chimici che si producono nell’occhio e nel cervello umano alla vista dei colori,corrispondono in genere processi psicologici.Le emozioni suscitate dagli effetti cromatici possono toccare il nucleo più profondo dell’uomo,interessando i centri essenziali della psiche e della spiritualità.Goethe parlò di un’attività sensibile-morale del colore.L’azzurro profondo del mare e dei monti lontani ci rapisce,ma in un ambiente chiuso appare privo di vita,angoscioso,toglie perfino la forza di respirare.Riflessi azzurri fanno impallidire qualsiasi colore puro,rendendolo pallido,moribondo.Nell’oscurità della notte una luce al neon azzurra attira,come il blu sul nero,e insieme a luci gialle e rosse dà luogo a un accordo festoso vivace.Il cielo azzurro pieno di sole imprime vitalità,illuminato dalla luna infonde passività e desta indescrivibili turbamenti.Un viso arrossato è indizio di febbre o collera,un viso azzurrognolo,verdastro gialliccio è sintomo di malattia,sebbene questi colori puri non abbiano in sé niente di morboso.Il cielo rosso è presagio di bufera,il cielo azzurro,verde o giallo è auspicio di bel tempo.Da queste esperienze naturali è però impossibile giungere a un’esauriente e precisa valutazione dell’effettivo valore espressivo dei colori.Le ombre gialle,la luce viola,il fuoco verde-blu,il ghiaccio rosso vivo appartengono a un mondo di esperienze visuali apparentemente opposto a quello naturale e agiscono su di noi come se provenissero dall’aldilà.Solo chi sa affacciarsi alle regioni più profonde dell’inconscio può sperimentare l’armonia dei colori singoli e associati non aventi più un legame di necessità con gli oggetti.Tuttavia mediante l’esempio dei colori delle quattro stagioni,si può dimostrare che la percezione e la ricettività cromatica hanno un fondamento oggettivo,anche se ogni individuo vede,sente e giudica i colori in modo del tutto personale.La chiara,splendida e feconda giovinezza della natura primaverile è espressa da colori luminosi.Il giallo è il colore più vicino alla luce bianca e il giallo-verde è una specie di sublimazione del giallo.Rosa chiaro e toni azzurri ne rafforzano e ampliano la sonorità.Il giallo,il rosa e il lillà ricorrono spesso nei colori delle piante.I colori dell’autunno formano un drastico contrasto con quelli della primavera.In autunno la vegetazione muore,il verde si decompone,si dissolve nel bruno smorto e viola. Le promesse della primavera si realizzano nella maturità dell’estate,in cui la natura si estrinseca materialmente nel massimo rigoglio delle forme e dei colori,in tutta la sua pienezza e la sua vitalità creativa.I colori caldi,profondi,attivi,che si trovano nel loro massimo grado di intensità solo in un punto ben circoscritto della sfera cromatica,valgono quindi come spontanea espressione dell’estate.I numerosi toni verdi differenziati sono indispensabili per esaltare i rossi.Il blu mette in risonanza il suo complementare arancio.Per la rappresentazione dell’inverno,che col magnetico ritirarsi in sé delle forze della terra rappresenta il lato passivo della natura,sono necessari colori chiusi in sé stessi,freddi,irradianti in profondità,trasparenti e spiritualizzati.Per poter valutare i singoli colori nella loro specifica espressione psicologica e spirituale,bisogna esaminarli comparativamente.
Giallo
Il giallo è il colore più luminoso,ma perde immediatamente la sua lucentezza quando sia scurito col grigio,il nero e il viola.Il giallo è come un bianco più denso e più sostanzioso.Quanto più profondamente questa luce divenuta gialla penetra nello spessore dell’impasto,tanto più si trasforma,passando dal giallo-arancio,all’arancio e al rosso-arancio.Il rosso segna il punto limite del giallo,e non ne resta contaminato in modo sensibile.L’arancio sta al centro della progressione giallo-rosso,e rappresenta la più potente e vigorosa sintesi di luce e materia.Il giallo oro rappresenta la più alta sublimazione della materia ad opera della luce,irradia una luminosità diffusa,priva di trasparenza,lieve come una pura vibrazione.L’oro fu larghissimamente usato dai primitivi.Significa materia luminosa iridescente.I mosaici dorati delle cupole bizantine e gli sfondi dorati degli antichi maestri sono un simbolo dell’aldilà,del miracolo,del regno del sole e della luce.L’aureola d’oro dei Santi è il segno della loro luce spirituale.I Santi che raggiunsero lo stato dell’illuminazione lo sentirono come un rapimento estetico in una luce,che toglieva loro il respiro.Quella luce celeste poteva venir indicata visualmente solo dall’oro.E’ comune esclamare :”mi si è fatta luce” quando improvvisamente si comprende qualcosa che prima restava oscuro.E si afferma che un uomo ha la mente lucida per dire che è intelligente.Al giallo come il colore più luminoso,si associa così simbolicamente l’intelligenza,il sapere.Grunewald rappresentò il Cristo,risorto nell’atto di entrare nel campo giallo dell’aureola,simbolo dell’onniscenza divina.Witz ha dipinto la Sinagoga in veste gialla,per darle un’espressione di concettoso razionalismo.Come esiste una sola verità,esiste un solo giallo.La verità offuscata è malata ,è il contrario della verità.Il giallo offuscato suscita l’idea dell’invidia. Un grave senso di inquietudine è suscitato dal giallo-grigio del mantello di una figura femminile ne La spoliazione di Cristo di El Greco.Il giallo,messo in contrasto con toni scuri,ha invece in sé uno splendore rasserenante,di sereno.
Rosso
Il rosso del disco cromatico a dodici parti appare perfettamente distinto dal giallo e dal blu.La sua vigorosa erompente lucentezza non si lascia facilmente attenuare;risulta però straordinariamente duttile e suscettibile di inflessioni. Il rosso diviene particolarmente ricettivo quando assume un’inflessione sul giallo o sul blu,disponendo di grandi possibilità di modulazione.Il rosso-arancio è denso e opaco,risplende come se fosse illuminato da un colore interno.Il colore del rosso-arancio sfiora l’intensità del fuoco.La luce rosso-arancio favorisce la crescita delle piante e eccita le funzioni organiche.Mediante un adeguato contrasto,al rosso-arancio si può dare il carattere della passione febbrile.In quanto collegato al pianeta Marte,il rosso-arancio è riferibile al mondo focoso della guerra e dei demoni.I guerrieri portavano in battaglia una veste color rosso-arancio come emblema marziale.Le rivoluzioni si servono del colore rosso-arancio nei loro stendardi.Il rosso-arancio arde di passionalità sensuale,mentre il rosso puro simboleggia,al contrario,l’amore spirituale.Perciò Cheranton diede mantelli rossi a Dio Padre e al Figlio ne L’incoronazione della vergine”.Anche la Madonna dell’altare di Isenheim e quella di Stuppach sono rappresentate da Grunewald in veste rossa.Nel porpora colore dei cardinali,il potere mondano si assomma a quello spirituale.Il rosso può toccare,dal minio fosco e demoniaco contrastato,al nero,al rosa di Maria dolce e angelico,tutti i gradi intermedi fra l’inferno e il cielo:gli è precluso solo il reame aereo ed etereo dove domina il blu.
Blu
Per blu puro si intende una tonalità che non abbia alcuna inflessione giallo o rossa.Mentre il rosso è sempre attivo,li blu è sempre passivo,se lo si esamina dal punto di vista della realtà materiale.Dal punto di vista della incorporea spiritualità è il blu ad agire attivamente,mentre il rosso ha una carattere passivo.Dipende dal punto di vista.Se il rosso è sempre caldo il blu è sempre freddo.Esso si chiude in sé è introverso.Il rosso è associato al sangue,il blu ai nervi.
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