Film e cinema tutto di tutto
Film e cinema
STORIA DEL CINEMA E DEI FILM (Bordwell - Thompson)
Capitolo 7
L’ultima stagione del muto a Hollywood 1920-28
Gli Stati Uniti erano diventati leader indiscussi della produzione e della distribuzione cinematografica a livello mondiale. Gli anni venti, definiti “ruggenti”, attraverso il cinema si raccontavano con la prosperità, l’eccesso, la libertà femminile, il consumo di alcol (nonostante il proibizionismo), il fumo in pubblico, il charleston ed il jazz, in un mondo portato all’eccesso ed alla frenesia che vedeva però anche l’imperversare del razzismo e la povertà di minatori e contadini.
La crescita dell’industria cinematografica si vedeva arricchirsi di registi stranieri forti di nuovi stili, star e spese di produzione esose. Il tentativo di un oligopolio da parte delle più grandi case di produzione fu raggiunto attraverso una concertazione di tipo verticale con il controllo dei tre livelli: produzione, distribuzione e proiezione del film, questa ultima raggiunta con la realizzazione di sale cinematografiche di proprietà sempre più grandi e sfarzose. Per poter controllare anche le sale di proiezione di non proprietà, le grandi case costrinsero le piccole sale ad un sistema detto di block booking, ovvero obbligare gli esercenti interessati alla proiezione dei film di maggiore richiamo a noleggiare anche altri film con minore possibilità di successo. Prima e dopo la proiezione dei film le grandi case offrivano un ricco programma di cinegiornali, brevi film comici, interludi orchestrali e dal 1917 fu sperimentata l’aria condizionata.
Le case di produzione maggiori furono definite le “Tre Grandi”: la Paramount-Publix, la Metro-Goldwin-Mayer (MGM) e la First National. Le case di produzioni minori furono, invece, definite le Piccole Cinque:
- Universal: che produceva film a basso costo e destinati alle sale più piccole e nella quale lavorò anche John Ford prima di essere attratto da maggiori guadagni con le case maggiori;
- Fox: anch’essa produttrice di film a basso costo, popolari e specie del filone western;
- Warner-Bros: ancora più piccola delle precedenti perché non disponeva di sale di proiezione, ma che ebbe un indiscusso successo con la serie Rin-Tin-Tin e che grazie alla propensione degli investitori di Wall Strett, nel 1924, riuscì ad espandersi e ad investire in tecnologia e attrezzature (negli anni più avanti sarà regina d’avanguardia);
- Producers Distributing Corp.: modesta e di breve durata;
- Film Booking Office: piccola, specializzata nei film d’azione e che nel 1929 divenne la base per la creazione della grande RKO.
Separata dalle “Tre Grandi” e dalle “Piccole Cinque” v’era la United Artists (UA), creata da quattro proprietari fra i quali Chaplin e Griffith, distribuì film prodotti indipendentemente e da altri registi. Non riuscì mai a raggiungere una vera stabilità economica ma negli anni venti, grazie alla scritturazione di Rodolfo Valentino, riuscì ad incrementare i profitti.
All’inizio degli anni venti si registrò una crescente pressione per una legge nazionale sulla censura, in quanto molti film del dopoguerra avevano come soggetto temi offensivi per l’opinione pubblica, attraenti violazioni delle norme sociali, feste sfrenate, adulteri (Mariti ciechi di Von Stroheim – 1919: flirt di una donna sposata) e nello stesso tempo l’attenzione della gente fu catturata dalle rivelazione sulla vita privata di registi e attori hollywoodiani ricca di scandali a sfondo sessuale e violazione della legge sul proibizionismo, fino agli omicidi. I principali studios si accordarono per dar vita, allora, alla Motion Picture Producers and Distributors of America (MPPDA), un organo di autocensura per evitare la pesante censura federale. In realtà la MPPDA fu inefficace e solo con il Codice di Produzione del 1934 furono realizzate misure regolamentari.
Il Cinema degli Studios
Sicuramente quattro furono gli elementi fondamentali del cinema hollywoodiano: le tecniche d’illuminazione, il montaggio, lo stile e i grandi budget.
- L’illuminazione naturale fu del tutto eliminata e le pareti venivano illuminate con luci di riempimento (fill light), le figure principali erano illuminate con controluce, ovvero il soggetto veniva raggiunto da una luce dall’alto e dal retro in modo da sottolineare i controluce (back-lighting), mentre la luce principale, proveniente da un lato dell’inquadratura, illuminava direttamente i soggetti (key light) e une seconda luce più debole serviva ad ammorbidire le ombre, attenuando i contrasti.
Le innovazioni tecniche più significative, inoltre, furono: un nuovo approccio alla fotografia attraverso i filtri per creare immagini flou e indistinte,importanti per lo sviluppo dello stile narrativo classico, il cui risultato è il soft style; oppure la sostituzione delle pellicole ortocromatiche (sensibili solo al viola, al blu ed al verde così che le labbra degli attori truccate con normali rossetti, risultavano decisamente scure) a quelle pancromatiche che sensibili a tutti colori e quindi un’intensità dei colori pressoché costante, permettendo delle immagini rappresentanti il cielo con nuvole ben distinte e labbra rosse con sfumature di grigio. Fu la Kodak a produrre pellicole pancromatiche sempre più sensibili per Hollywood, ed a prezzi accessibili già dal 1925.
- L’uso del montaggio contiguo divenne sempre più sofisticato, raccordi sulla linea dello sguardo e sull’asse e piccole variazioni dell’inquadratura servivano a rivelare le parti più importanti della scena (es.Amici per la pelle di J. Ford – 1920, fig. 7.3-7.11 pag. 324 , un’articolata sequenza mostra l’angosciosa attesa di una madre mentre aspetta il figlio che è andato ad annegare una cucciolata di gattini!... non visto dalla donna egli decide di salvarli. Questa azione, piuttosto complessa, è rivelata allo spettatore tramite molte inquadrature sui dettagli attraverso lo sguardo del protagonista). La generazione di registi, affermatasi negli anni venti, domineranno anche i tredicenni successivi del cinema americano.
- I film ad alto budget furono una delle particolarità del periodo come I quattro cavalieri dell’apocalisse di Ingram – 1921-Metro (la storia delle alterne fortune di una famiglia del sud durante la prima guerra mondiale) il cui successo fu dovuto ad interpreti come Rodolfo Valentino e Alice Terry (moglie di Ingram). Ingram fuggì in Francia per le enormi restrizioni censuranti operanti dal nuovo cinema Hollywoodiano. Altro film ad alto budget fu Lo Sceicco di Melford – 1921 – Paramount, in cui ancora una volta Valentino diede richiamo al cinema. Valentino scomparse prematuramente nel 1926 lanciando nella disperazione le sue innumerevoli fans. I film ad alto budget continuarono con la ragia di DeMille che passò da una produzione di tipo erotico Perché cambiate moglie? – 1920, a film a carattere religioso (a causa della forza censurante) come I dieci comandamenti – 1923, Il re dei re – 1927. De Mille continuò con i Kolossal epici anche nell’età del sonoro. Anche Griffith realizzò film costosi passando dagli epici degli anni dieci a Le due orfanelle – 1922 (ambientato durante la Rivoluzione Francese), ad America – 1926 (film epico sulla Rivoluzione americana).
Non tutti i registi che avevano a disposizione grandi budget riuscirono ad adattarsi al sistema produttivo
hollywoodiano, come Von Stroheim che dal successo di Mariti ciechi – 1919 (trama di seduzione)giunse a quello di Femmine folli – 1922 un’ opera non accetta dal produttore per la pellicola lunga sei ore: la stessa fu però lanciata con il primato d’essere il film più costoso mai realizzato: un milione di dollari. Seppure importante anche come attore, spesso era uno dei personaggi cattivi dei propri film, Von Stroheim interruppe la propria attività di regista per le difficoltà incontrate nella produzione, lui proponeva pellicole molto lunghe ed a costi non accettati dai produttori. Le ultime pellicole girate furono: La vedova allegra – 1925 – MGM (raggiunse una certa popolarità per il tema a sfondo sessuale), Marcia Nuziale – 1928 – Paramount (nel quale impersonava la parte di un seduttore) e La regina Kelly – 1928-29 (film girato da indipendente che ebbe l’opportunità di essere proiettato solo molti anni dopo). Mentre la sua attività di regista si concluse con l’ultimo film citato, continuò a girare film come attore come nel capolavoro La grande illusione di Renoir – 1937.
Il colossal Ben-Hur di Niblo, un adattamento del romanzo di Wallace (il secondo libro più venduto in America dopo la Bibbia), a causa della sua straordinaria realizzazione iniziata nel 1922 (fu girato in Italia) ed alle difficoltà incontrate, passò dalla Goldwin alla MGM per poi essere presentato agli spettatori solo nel 1926. Fu uno dei primi film a usufruire di macchine da presa sistemate direttamente sulle bighe per riprendere la scena da diversi angoli possibili. Altri film ad alto budget furono: La grande parata di Vidor – 1925, dalla trama ambientata nella prima guerra mondiale ma legata ad una storia romantica fra un soldato americano ed una contadina francese immersa nella brusca atmosfera di scene epiche di guerra, mostrando la ferocia e l’inutilità della guerra; Ali di Wellman – 1927 – Paramount, anch’esso l’intreccio di una storia romantica e le spettacolari sequenze di combattimenti con le cineprese montate direttamente sugli aeroplani. Il verismo ed l’immediatezza delle immagini consentirono all’opera di essere il primo film a ricevere il premio di miglior film dalla Accademy of Motion Picture Arts and Sciences , l’attuale premio “Oscar”.
Altri generi che raggiunsero popolarità furono:
- i film in costume, come Il segno di Zorro di Niblo – 1920, I tre moschettieri di Niblo – 1921, Il ladro di Bagdad di Walsh – 1924 e Il Pirata Nero di Parker – 1926, tutti prodotti da Fairbanks, primo fondatore della United Artists, che raggiunse il suo successo iniziale con una popolarissima commedia intelligente: Sua maestà l’americano di Henabery – 1919;
- i film western, destinati inizialmente a proiezioni nei cinema di provincia, conobbero il successo grazie a Il cavallo d’acciaio di J.Ford – 1924, film ad alto costo in cui si narra la storia della costruzione della prima ferrovia che attraversava il continente. Lo stesso regista cambiò genere, ma fu il western a identificarlo come un grande, tanto che nel 1939 vi tornò realizzando Ombre Rosse.
- I film d’orrore fu considerato negli Stati Uniti dopo la proiezione de Il gabinetto del dottor Caligari di Wiene - 1920 (film tedesco). La Universal fu la prima a scegliere il genere, affidandosi ad un interprete detto “l’uomo dalle mille facce”: Lon Chaney. Interpretò Il gobbo di Notre Dame di Worley – 1923, Il fantasma dell’opera di Julian – 1925 e Lo sconosciuto di Browning – 1927 (trama di un lanciatore di coltelli circense che per amore della propria donna si fa tagliare le braccia). Altri film importanti furono Dracula – 1931 e Freaks – 1932 entrambi di Browning, nei quali non potette recitare Lon Chaney per la sua prematura scomparsa nel 1930.
- I film gangster non ebbero un grande richiamo. Il titolo di maggiore successo fu Le notti di Chicago di Von Sternberg – 1927 – Paramount (storia di stile complesso e stupefacente con una trama che vede il protagonista – un rapinatore – come un insolito eroe, scoperta l’amante amoreggiare con il suo braccio destro, invece che ucciderli entrambi come meditato, preferisce aiutarli a fuggire prima che giunga la polizia), lo stile del film anticipa i film noir degli anni quaranta.
- I film comici , inizialmente brevi proiezioni che accompagnavano l’inizio dei grandi film di successo, (detti di genere slapstick), divennero lungometraggi di successo come Il monello di Chaplin – 1921 da lui stesso interpretato e La febbre dell’oro – 1925 e Il circo – 1927 anch’essi da lui diretti e interpretati. Furono poi tanti altri i film di successo come lungometraggi, ma i film brevi del genere continuarono ad accompagnare le proiezioni maggiori. I più grandi produttori furono Hal Roach e Mack Sennett, sotto le cui guide nacquero attori famosissimi come Stan Laurel e Oliver Hardy che si incontrarono per la prima volta in Mettendo i pantaloni a Philip di Bruckman – 1927. Gli stessi attori furono proposti in un primo lungometraggio sonoro nel 1931 da Roach diventando espressione mondiale della comicità americana.
- I film non convenzionali che non rispecchiavano l’abituale produzione hollywoodiana, come La folla di Vidor – 1928, che attraverso la trama (una coppia appartenente alla classe lavoratrice, il cui matrimonio entra in crisi dopo la morte in un incidente stradale di uno dei figli) rimane una particolarità di quegli anni per la descrizione realistica della vita quotidiana; oppure come Amore nudo e crudo di Brown – 1927, girato con attori non professionisti, che racconta il dramma di donne che vivevano nell’ambiente rurale della North Carolina, in pieni anni venti, in una società arcaica e opprimente, per niente in linea con l’immagine stereotipata della libertà e dell’emancipazione femminile degli USA.
- I film d’animazione, già prodotti negli anni Dieci, crebbero innovativamente da questo periodo, grazie all’uso del rotoscopio, un apparecchio che consentiva di usare i contorni delle figure umane come tracce per i disegni animati, proiettando ogni fotogramma su carta famosi per le loro serie di Betty Boop (1930-1935) e Popeye (Braccio di Ferro,1930-1947). Leader della produzione fu Walt Disney che dal 1919 in poi, vide crescere i suoi affari, grazie alla Disney Brothers Studios, fondata con il fratello Roy. La serie più popolare degli anni Venti fu quella dei Felix il gatto di Pat Sullivan che iniziò già dal 1915.
- I film per il pubblico afro-americano. La volontà di creare case di produzione controllate da persone di colore e descrivere una diversa prospettiva nei rapporti razziali si concretizzò solo in sporadiche produzioni per giunta minori. Nel Sud le leggi stabilivano la separazione fisica fra il pubblico di colore e quello bianco e al Nord, a dispetto dei riconosciuti diritti civili; i posti continuavano a mantenersi separati. Comunque, le case di produzione controllate da persone di colore come la Colored Players, aveva attori solo bianchi. I film di interesse dell’epoca furono certamente: La cicatrice della vergogna di Peregini – 1926 trattando dell’influenza dell’educazione e delle condizioni ambientali sulle aspirazioni della gente di colore, Corpo e anima di Book (regista di colore) – 1924 che raccontava degli abusi commessi in nome della religione ai danni della gente di colore più povera e l’interessante analisi della cultura afro-americana operata da Vidor nel 1929 con Alleluia!
I registi stranieri ad Hollywood
Già prima degli anni venti, registi stranieri approdarono in USA come Chaplin per esempio. Ma fu lo sviluppo delle nuove correnti culturali nei paesi europei che spinsero gli studios ad inviare osservatori e procacciatori d’affari nel vecchio continente, sia per aumentare i successi che per combattere evidentemente la concorrenza europea. Dopo aver visto a Berlino La leggenda di Gosta Berling di Stiller (regista svedese) – 1925 interpretato da Greta Garbo e Lars Hansen, la MGM li chiamò a girare e recitare tutti e tre ad Hollywood. Così anche il regista ungherese Kertész, poi chiamato Curtiz, fu chiamato in USA con un ricco contratto. Purtroppo, non tutti i registi stranieri riuscirono ad adattarsi alle inflessibili richieste del cinema americano, sia per le problematiche linguistiche, sia per le limitazioni poste sullo stile e sulla durata che, per la continua esigenza di successo.
Uno dei più grandi fu il tedesco Lubitsch che riusciva, attraverso quello che fu definito “il tocco di Lubitsch”, a indicare lo stato d’animo dei personaggi semplicemente dal modo in cui cambiavano posizione ed a suggerire gli appetiti sessuali e le rivalità sotterranee che si nascondevano tra le pieghe delle buone maniere dei personaggi stessi. Da Madame Bovary – 1919, prodotto in Germania e distribuito in USA, passò alla collaborazione con Chapilin per La donna di Parigi, per poi realizzare: Matrimonio in quattro – 1924, II ventaglio di Lady Windermere – 1925, La vita è un charleston – 1926, Il principe studente - 1927 e Lo zar folle – 1928.
Diversi furono i registi scandinavi come Christensen con i suoi film di suspence: Il circo del diavolo – 1926 e Sette passi verso Satana – 1929, Stiller già citato e Sjòstròm (che modificò il suo nome in Seastrom) con La spada della legge – 1923, Quello che prende gli schiaffi – 1924 e Il vento – 1928. Quest’ultimo film, interpretato magistralmente da Lilion Gish e Lars Hansen, dalla trama interessante (nel selvaggio West, isolato e ventoso, una donna affronta difficoltà per ritrovare il suo sposo, costretta inoltre a seppellire un uomo che voleva violentarla), non ebbe successo perché fu proiettato proprio nel periodo della nascita del film sonoro. Il regista abbandonò Hollywood e continuò la sua carriera in Svezia come attore.
Paul Leni, regista tedesco di film horror, già autore del film espressionista Il gabinetto delle figure di cera, fu ingaggiato dalla Universal per: Il castello degli spettri – 1927 e L’uomo che ride – 1928 (il protagonista è condannato a vivere con da un taglio sulla bocca ed ad un continuo e grottesco ghigno), permettendo alla casa di produzione a divenire negli anni leader indiscusso del genere.
Senza dubbio, il regista europeo più prestigioso ad essere stato chiamato a lavorare negli USA fu W.Murnau. Il successo de L’ultima risata – 1925, diresse Aurora – 1927 (un fallito uxoricidio porta il protagonista in una difficile riconquista della fiducia della moglie) dalla trama sofisticata e di grande impatto sugli altri registi (per es. Borzage con Settimo Cielo – 1927 – commovente storia d’amore fra una prostituta francese ed uno spazzino parigino che l’accoglie nella sua casa pur odiando le donne), ma difficile da poter diventare un successo popolare. Grazie al film Aurora, Gaynor fu la prima a ricevere il premio come migliore attrice dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences.
Sicuramente il cinema europeo ha influenzato la produzione hollywoodiana negli anni Venti e Trenta, ma gli stili e le innovazioni tecniche sono da attribuire all’autonomo sviluppo del cinema americano.
STORIA DEL CINEMA E DEI FILM (Bordwell - Thompson)
Capitolo 9
L’introduzione del sonoro
Il periodo tra il 1930 ed il 1945 si svolsero sotto il segno di due profondi sconvolgimenti sociali: la Grande Depressione e la Seconda Guerra Mondiale. Il diffondersi del cinema sonoro coincise proprio con glia anni del primo sconvolgimento e fu la Warner Bros. In america a corredare i suoi film di musica ed effetti sonori già dal 1927. Nel 1929 tutti gli studios avevano adottato la tecnica e le sale erano corse ad attrezzarsi. Il cinema sonoro si diffuse poi in tutte le maggiori capitali europee..
Il suono sincronizzato (le musiche seguono il ritmo della scena) si conviene introdotto nel 1927, grazie a Il cantante di jazz di Crosland della Warner Bros. I tre paesi che dominarono la conversione al cinema sonoro furono gli USA, la Germania e l’Unione Sovietica.
- In USA: la Warner Bros collaudò il sistema Vitaphone (una pellicola che oltre che riprodurre i fotogrammi aveva anche una traccia per l’audio), proiettando al pubblico per la prima volta otto cortometraggi nel 1926. I filmati trattavano di un discorso, un’aria di Pagliacci cantata da Giovanni Martinelli, il film Don Giovanni e Lucrezia Borgia di Crosland, ecc. tutti accompagnati da musica ma non da dialoghi. Al successo riscosso la casa produttrice rispose con Il cantante di jazz di Crosland nel 1927, dove oltre la musica il protagonista pronunciava qualche parola. Il sonoro trionfale fu raggiunto con Le luci di New York di Foy nel 1928.. Altri sistemi furono sperimentati da altre case come il Movietone realizzato da De Forest e adottato dalla Fox Film Corporation e il Photophone dalla RCA. Le cinque maggiori produttrici americane: MGM, Universal, First National, Paramount e Producers Distributing Corporation si erano mosse con cautela, perché la mancanza di uno standard comune avrebbe danneggiato gli affari. Ma la disponibilità della Western Elettric ad offrire un sistema sonoro a prezzi accessibilissimi, portò le Cinque ad adottare il suono. Il photophone non scomparve, anzi la fusione di Film Booking Office con RCA , portò alla nascita della RKO, che non solo trovò compatibilità funzionale con il sistema della Western Elettric, ma fece in modo di dotare le proprie sale stimolando l’acquisizione da parte delle altre di apparecchiature photophone. Nel 1932 la conversione al sonoro era avvenuta in tutti gli USA. Nacque un nuovo genere: il Musical, resa possibile solo grazie al sonoro, con La canzone di Broadway di Beaumont – 1929 e Applauso di Mamoulian – 1929.
All’inizio del sonoro si ritrovò ad affrontare una serie di problemi di stile: i microfoni non erano direzionali e quindi le macchine da presa dovevano essere sistemate in cabine insonorizzate per evitare che fosse registrato anche il loro ronzio. Tutti i suoni andavano registrati nello stesso momento in cui si girava e spesso l’orchestra veniva allestita sul set. Fu iniziata la procedura della cinepresa multipla, ovvero un metodo fatto di diverse cineprese al fine di non rinunciare ai campi e controcampi ravvicinati senza perdere la sincronizzazione tra suono e movimento. Purtroppo la presenza di cineprese multiple e per altro voluminose, a causa delle cabine ingombranti, non permetteva di realizzare inquadrature desiderate. Solo nel 1931 si ebbe la possibilità di registrare su diverse piste sonore e poi ricorrer alla tecnica del mixaggio.
Diversi furono i registi che rinunciarono alla cinepresa multipla per non subire la restrizione delle limitate
inquadrature. Tra essi vi fu Lubitsch ed i suoi tocchi. Ne Il Principe consorte – 1929, un musical in costume Lubitsch lasciava il protagonista finire la battuta prima di operare il taglio e poi gli faceva riprendere il discorso con l’inquadratura successiva. Alleeluya! di Vidor – 1929, rinunciò in parte alla cinepresa multipla, preferendo la libertà delle inquadrature, senza le cabine insonorizzate, per poi doppiare le battute successivamente grazie alla velocità alla quale parlavano i personaggi, fu facile favorire il doppiaggio senza accorgersi della differenza di pronuncia. Questo film fu il primo musical ad essere stato interpretato esclusivamente da attori afro-americani.
- In Germania, grazie alla pellicola sonora “Tri-Ergon” si ebbe la possibilità di sperimentare il film sonoro già dal 1918. In realtà giunse nella sale solo agli inizi degli anni ‘30, la prima opera Terra senza donne di Carmine Gallone – 1928, dopo che il Sindacato del Cinema sonoro tedesco riuscì ad attenere il blocco delle repliche de IL cantante pazzo di Bacon -1928 della Warner Bros. già proiettato nello stesso anno e che raccolse un indiscusso successo. In realtà l’embargo del film americano in Germania deciso dalla MPPDA non funzionava perchè la RKO e la Warner bros, pagavano i diritti di licenza alla Tobis tedesca potendo così esportare i propri prodotti. La Germania propose comunque film sonori di successo al panorama internazionale rinunciando spesso alla cinepresa multipla, si ricordi: Il congresso si diverte di Charell – 1931, La sirenetta dell’autostrada di Thiele - 1930 e L’angelo azzurro di von Sternberg – 1930, quest’ultimo, un straordinario successo per il regista, capace di aver sfruttato le scene di dialogo con eccellente sincronia labiale , evitando così la cinepresa multipla e la protagonista, Marlene Dietrich, che divenne attrice di fama internazionale (nel film impersonava la cantante sexy Lola che, ammaliava i ragazzi ed il loro insegnante di Liceo che, pur di sposarla, perde la testa, il lavoro e la vita dopo aver subito un tradimento).
- In Unione Sovietica il cinema sonoro ebbe gravi difficoltà tecniche prima di poter essere portato nelle sale. I primi film sonori furono documentari distribuiti nel 1930. I sovietici utilizzarono il suono come un mezzo per creare contrapposizione che colpisse lo spettatore. Ne è un esempio Il disertore di Pudovkin – 1933, l’ultimo film dell’avanguardia sovietica , che fece del suono un elemento di primo piano, utilizzato come espressione ironica (un poveraccio cerca di rubare del cibo dal tavolo di un ricco, nell’inquadratura il personaggio è quasi fermo ma la musica è forte e allegra) ed elemento non diegetico (la protagonista vende giornali lungo la strada accompagnata da un valzer: non diegetico).
I film sonori furono diffusi e realizzati in tutto il mondo e la barriera della lingua fu presto superata, grazie al doppiaggio, i sottotitoli e la straordinaria capacità dei registi.
- Francia: fu René Clair a rappresentare un cinema nazionale che si distinguesse dal dominio cinematografico tedesco. Sotto i tetti di Parigi – 1930, Il milione – 1930 e A me la libertà - 1931 condizionarono il cinema internazionale con influenze che arrivarono ad Hollywood ed in Cina. Famoso per i movimenti di macchina, Clair rinunciò alla cinepresa multipla come Grémillon, che con La piccola Lisa – 1930, riuscì a girare scene mute sonorizzandole in seguito e portando nel cinema i primi esempi di ponte sonoro, una tecnica in cui il suono di una scena si estende al di là dello stacco delle scena che la segue.
- Gran Bretagna: debole per la riduzione del flusso degli investimenti (Grande depressione) vide le sue case produttrici in gravi difficoltà in una condizione cinematografica internazionale in corsa per la sonorizzazione. Si distinse però la British International Pictures – BIP che preferì investire nel mercato del Commonwealth, registrando il successo di Blackmail di Alfred Hitchcock – 1929, un regista anch’esso rinunciatario della cinepresa multipla, che riuscì a servirsi del sonoro per potenziare lo stile dei propri film.
- Giappone: particolare era la situazione nipponica. Il cinema sonoro era presente da tempo, in quanto, i film muti avevano un elemento, il benshi, che spiegava localmente l’azione dei personaggi. L’avvio del cinema sonoro, vero e proprio, fu particolarmente tormentato a causa delle problematiche economiche per la sonorizzazione delle sale e dalla lotta fatta dal sindacato dei benshi che rivendicava la propria posizione in film che li avrebbe visti disoccupati. Solo nel 1935, dopo una violenta manifestazione i benshi si dichiararono vinti ed il cinema sonoro decollò anche in Giappone.
L’ostacolo della comprensione
L’ostacolo della lingua rischiava di creare limiti alle esportazioni. Si iniziò a parlare di film in multilingue (di grande successo) nel 1929 con La tragedia dell’Atlantic di Dupont – 1929 e Terra senza donne di Carmine Gallone – 1928, che furono girati in più versioni, obbligando gli attori a recitare sia in inglese che in tedesco. Solo nel 1931 era possibile finalmente mixare piste audio separate in cui potevano essere combinate musiche e suoni.
Dal 1932, il doppiaggio e i sottotitoli permisero di superare l’ostacolo della comprensione.
Cap.15 IL CINEMA AMERICANO NEL DOPO GUERRA 1946 – 1967
I paesi europei – vincitori e vinti – uscendo dalla guerra dovettero affrontare la ricostruzione.
Gli Stati Uniti invece, uscirono dalla guerra in condizioni di prosperità. L’industria bellica aveva consentito a chi lavorava stipendi discreti. L’America tenta di combattere il Comunismo, intanto i giovani posseggono più soldi per acquistare dischi, vestiti, biglietti per il cinema. Aumenta la criminalità minorile e nasce l’immagine del giovane delinquente.
L’IMPATTO POLITICO DELLA GUERRA FREDDA SU HOLLYWOOD.
Durante gli anni 30’ molti intellettuali di Hollywood avevano espresso simpatia per il comunismo sovietico ma dopo la guerra la politica anticomunista americana mise molti progressisti in difficoltà. Infatti, per anni l’FBI aveva raccolto informazioni sui comunisti iscritti al partito o anche solo simpatizzanti nella comunità di Hollywood, ma dal 1947 il Congresso cominciò ad indagare sulle attività comuniste negli Stati Uniti per conto del Comitato per le Attività Antiamericane allo scopo di individuare i presunti sovversivi.
Nel 47’ alcuni personaggi dichiararono, in colloqui segreti ai rappresentanti del Congresso, di poter denunciare le persone legate ai comunisti.
I testimoni non ostili, capeggiati della Warner Bros, denunciarono come comunisti diversi sceneggiatori (Gary Cooper, Ronald Regan, Robert Taylor…). Ai testimoni ostili di rado fu permesso loro di esporre il proprio punto di vista. Dieci testimoni furono accusati di “disprezzo del Congresso” e temporaneamente incarcerati.
Il clamore della protesta costrinse il Congresso a sospendere le udienze per quattro anni, ma per la maggior parte dei testimoni divenne impossibile lavorare ufficialmente nel mondo del cinema.
Le udienze dell’HUAC volevano dimostrare che i soggetti dei film prodotti a Hollywood erano inquinati da idee comuniste. Quando le udienze furono riprese molti ex comunisti si salvarono facendo nomi di altri mentre coloro che si rifiutarono di collaborare furono ostracizzati. I cineasti finiti sulla lista nera furono costretti ad emigrare per lavorare, altri invece lavoravano sotto pseudonimo (Dal ton Trombo scrisse sotto falso nome La più grande corrida).
IL DECLINO DELLO STUDIO SYSTEM HOLLYWOODIANO.
Nell’immediato dopo guerra le prospettive dell’industrie cinematografiche americane sembravano eccellenti: i lavoratori erano ben pagati e amavano recarsi nelle sale cinematografiche. Gli incassi del 1946 furono i più alti nella storia del cinema americano. Si allarga il mercato internazionale di Hollywood.
Nasce una nuova organizzazione commerciale, la Motion Picture Export Association of America (MPEAA). Questa era responsabile de coordinamento delle esportazione americane: esportava i prezzi.
Molti paesi approvarono leggi protezionistiche che fissavano sussidi alla produzione. Nel 1947 la GB impose una tassa addizionale sui film importati e la MPEAA rispose che le major non avrebbero più offerto al Paese nuovi film costringendo la GB a revocare il provvedimento e permettere l’esportazioni.
Molti paesi cercarono di ricostruire l’industria interna ma Hollywood potenziava l’esportazioni (il 50% degli incassi proveniva dall’estero).
Dopo il 1946, però, il mercato interno di Hollywood subì una battuta d’arresto costringendo alla chiusura di circa 4000 sale.
Motivi della crisi. Dopo la guerra, le industrie cinematografiche dovettero affrontare due sfide:
- Processo giudiziario
- Profondo cambiamento delle abitudini degli spettatori americani.
1° CAUSA: LA DECISIONE PARAMOUNT.
A partire dagli anni 10 la forza delle case di produzione americane fu dovuta alla creazione di un oligopolio per controllare l’intera industria cinematografica (I.C), ma nel 1938 il Ministero di giustizia avviò una causa ricordata come il caso Paramount; il governo accusava le 5 Major e le 3 Minor di violare le leggi antitrust appoggiandosi l’una con l’altra la fine di monopolizzare il mercato cinematografico.
Le 5 grandi possedevano catene di sale, vendevano i film in pacchetti e usavano mezzi illeciti per escludere i film indipendenti dalle prime visioni mentre le 3 piccole erano accusate di contribuire all’esclusione di altre società del mercato.
Nel 1948 la Corte suprema dichiara le 8 società colpevoli di condotta monopolistica: le 5 grandi dovettero rinunciare alle sale. Per evitare ulteriori processi le 8 società giunsero ad un compromesso con la Corte: le 5 grandi rimasero attive nella produzione e distribuzione ma rinunciarono alle sale. La nuova politica dell’I.C ebbe degli effetti positivi. Conseguenza: le sale indipendenti ebbero finalmente accesso a una gamma molto più vasta di materiali; le minor possono accedere a sale più grandi e quindi produrre film a budget più alto.
La nuova politica incoraggiò la produzione indipendente: divi e registi abbandonarono gli studios per fondare proprie società.
2° CAUSA: MUTAMENTI DELLO STILE DI VITA E I NUOVI INTRATTENIMENTI.
La seconda causa del declino dello studio System furono i mutamenti sociali e culturali. Durante gli anni 10-20’, le sale erano costruite in zone facilmente raggiungibili (linee di trasporto vicine). Dopo la guerra molti americani erano riusciti ad acquistare case fuori città e automobili che gli permettevano di recarsi in città per lavoro ma le famiglie non erano disposte a spostarsi fino al centro con i bambini solo per vedere un film.
All’inizio la gente tendeva a starsene in casa ad ascoltare la radio ma l’avvento della televisione segnò una nuova era. Coloro che decidevano di recarsi al cinema, tendevano a fare scelte più selettive rispetto un tempo. Di solito sceglievano un film importante, basato su qualche opera letterario e interpretato da divi celebri.
SCHERMI PIÙ LARGHI E COLORATI.
Negli anni 50 l’immagine televisiva era piccola, opaca e in bianco e nero. I produttori puntavano sul suono e l’aspetto del film, ma i colori potevano differenziare il film dalla televisione. Molto utilizzavano il Technicolor ma il monopolio della Società favoriva gli studios piuttosto che i produttori indipendenti.
Negli stessi anni la Eastman introdusse una pellicola a colori monostriscia (monopach): la Eastmancolor
La Eastmancolor poteva essere utilizzata con qualsiasi cinepresa e facile da sviluppare, inoltre contribuì ad aumentare il numero dei film a colori. Il problema: alla pellicola rispetto alla Technicolor mancava la ricchezza satura dei colori e i suoi colori tendevano a sbiadire ma aveva una resa ottima sul formato panoramico di quel periodo.
Il Cinerama, un sistema a tre proiettori che creava un’immagine su più pannelli, apparse nel 1952.
Il Cinemascope è sicuramente un sistema meno complesso; fu introdotto per la prima volta dalla 20th Fox in “La tunica”. Divenne uno dei formati panoramici più popolari perché utilizzava una pellicola normale di 35 mm e ottiche piuttosto semplici. Fu adottato da tutti tranne dalla Paramount.
Per competere con l’America, le case cinematografiche straniere svilupparono i loro sistemi panoramici con le lenti anamorfiche, tra cui Dyaliscope (Francia), Techniscope (Italia), la Tohoscope (giappone). Queste immagini necessitavano però di uno schermo più grande e proiezioni più luminose.
Anni 5: gli studios di Hollywood si convertirono dalla registrazione ottica del suono a quella su pista magnetica. Il Cinerama utilizzò 6 piste mentre il Cinemascope 4. negli anni avvenire vi furono molte innovazioni ma destinate ad essere passeggere (film 3 D o il sistema olfattivo).
LA CRESCITA DEGLI INDIPENDENTI.
Con la riduzione di film prodotti dai grandi studios, le case indipendente acquistarono uno spazio maggiore. Gli indipendenti assumevano il personale necessario per realizzare un film per volta; una volta realizzato, il film era distribuito da una delle 5 grandi o dalle 3 piccole. Anche le grandi società avevano scoperto che riducendo il numero degli attori/registi era possibile ridurre le spese: iniziarono ad acquistare anche film indipendenti (tranne la MGM).
Società indipendenti:
La Unit’ed Artist fu la società più grande; non possedeva teatri di posa ma offriva ai produttori assistenza finanziaria.
Scheda articolo
Area tematica : Cinema | Argomento : Film e cinema | Indice argomenti
Fonte articolo estratto da : http://www.scicom.altervista.org/semiologia_cinema.html | Autore : non indicato nel documento | tipo origine articolo : file word |
Film e cinema
Film di maggiore incasso della storia del cinema
Questa lista elenca i film che hanno incassato di più nella storia del cinema in tutto il mondo. I primi due posti sono occupati dai film di James Cameron Avatar e Titanic..
I dati, non corretti secondo il tasso d'inflazione, sono aggiornati al 13 gennaio 2011.
Pos. |
Nome del film |
Anno |
Incasso |
Regista |
1 |
Avatar |
2009 |
2.781.132.032 $ |
James Cameron |
2 |
Titanic |
1997 |
1.843.201.268 $ |
James Cameron |
3 |
Il Signore degli Anelli: Il Ritorno del Re |
2003 |
1.119.110.941 $ |
Peter Jackson |
4 |
Pirati dei Caraibi - La maledizione del forziere fantasma |
2006 |
1.066.179.725 $ |
Gore Verbinski |
5 |
Toy Story 3 |
2010 |
1.063.143.492 $ |
Lee Unkrich |
6 |
Alice in Wonderland |
2010 |
1.024.299.722 $ |
Tim Burton |
7 |
Il cavaliere oscuro |
2008 |
1.001.921.825 $ |
Christopher Nolan |
8 |
Harry Potter e la Pietra Filosofale |
2001 |
974.733.550 $ |
Chris Columbus |
9 |
Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo |
2007 |
960.996.492 $ |
Gore Verbinski |
10 |
Harry Potter e l'Ordine della Fenice |
2007 |
938.212.738 $ |
David Yates |
11 |
Harry Potter e il Principe Mezzosangue |
2009 |
933.959.197 $ |
David Yates |
12 |
Harry Potter e i Doni della Morte: Parte I |
2010 |
927.504.268 $ |
David Yates |
13 |
Il Signore degli Anelli: Le Due Torri |
2002 |
925.282.504 $ |
Peter Jackson |
14 |
Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma |
1999 |
924.317.558 $ |
George Lucas |
15 |
Shrek 2 |
2004 |
919.838.758 $ |
Andrew Adamson |
16 |
Jurassic Park |
1993 |
914.691.118 $ |
Steven Spielberg |
17 |
Harry Potter e il Calice di Fuoco |
2005 |
895.921.036 $ |
Mike Newell |
18 |
Spider-Man 3 |
2007 |
890.871.626 $ |
Sam Raimi |
19 |
L'era glaciale 3: L'alba dei dinosauri |
2009 |
886.686.280 $ |
Carlos Saldanha |
20 |
Harry Potter e la Camera dei Segreti |
2002 |
878.643.482 $ |
Chris Columbus |
21 |
Il Signore degli Anelli: La Compagnia dell'Anello |
2001 |
870.761.744 $ |
Peter Jackson |
22 |
Alla ricerca di Nemo |
2003 |
867.893.978 $ |
Andrew Stanton |
23 |
Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith |
2005 |
848.754.768 $ |
George Lucas |
24 |
Transformers - La vendetta del caduto |
2009 |
836.297.228 $ |
Michael Bay |
25 |
Inception |
2010 |
823.576.195 $ |
Christopher Nolan |
26 |
Spider-Man |
2002 |
821.708.551 $ |
Sam Raimi |
27 |
Independence Day |
1996 |
817.400.891 $ |
Roland Emmerich |
28 |
Shrek Terzo |
2007 |
798.958.162 $ |
Chris Miller |
29 |
Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban |
2004 |
795.634.069 $ |
Alfonso Cuarón |
30 |
E.T. l'extra-terrestre |
1982 |
792.910.554 $ |
Steven Spielberg |
31 |
Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo |
2008 |
786.636.033 $ |
Steven Spielberg |
32 |
Il Re Leone |
1994 |
783.841.766 $ |
Roger Alles, Rob Minkoff |
33 |
Spider-Man 2 |
2004 |
783.766.341 $ |
Sam Raimi |
34 |
Star Wars: Episodio IV - Una Nuova Speranza |
1977 |
775.398.007 $ |
George Lucas |
35 |
2012 |
2009 |
769.679.200 $ |
Roland Emmerich |
36 |
Il Codice da Vinci |
2006 |
758.239.851 $ |
Ron Howard |
37 |
Shrek e vissero felici e contenti |
2010 |
748.809.009 $ |
Mike Mitchell |
38 |
Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l'armadio |
2005 |
745.011.272 $ |
Andrew Adamson |
39 |
Matrix Reloaded |
2003 |
742.128.461 $ |
Fratelli Wachowski |
40 |
Up |
2009 |
731.342.744 $ |
Pete Docter |
41 |
The Twilight Saga: New Moon |
2009 |
709.826.790 $ |
Chris Weitz |
42 |
Transformers |
2007 |
709.709.780 $ |
Michael Bay |
43 |
The Twilight Saga: Eclipse |
2010 |
693.480.124 $ |
David Slade |
44 |
Forrest Gump |
1994 |
677.387.716 $ |
Robert Zemeckis |
45 |
Il sesto senso |
1999 |
672.806.292 $ |
M. Night Shyamalan |
46 |
L'era glaciale 2: il disgelo |
2006 |
655.388.158 $ |
Carlos Saldanha |
47 |
La maledizione della prima luna |
2003 |
654.264.015 $ |
Gore Verbinski |
48 |
Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni |
2002 |
649.398.328 $ |
George Lucas |
49 |
Kung Fu Panda |
2008 |
631.744.560 $ |
Mark Osborne, John Stevenson |
50 |
Gli Incredibili |
2004 |
631.442.092 $ |
Brad Bird |
Fonte:
Lista dei film con il maggior numero di biglietti venduti
Questa lista elenca i film che hanno venduto più biglietti nei soli Stati Uniti d'America. Tale classifica coincide con la classifica degli incassi di tutti i tempi "aggiustata" all'inflazione, essendo stata calcolata proprio adeguando l'incasso del film al prezzo del biglietto attuale.
I dati sono aggiornati al 5 dicembre 2010.
Fonte principale: Box Office Mojo
Film in testa alla classifica di incassi
Questi sono i film che sono stati per un certo periodo i film col maggiore incasso in assoluto, senza tenere conto dell'inflazione .
Lista dei film che sono stati in testa alla classifica dei maggiori incassi della storia |
|||
1915 |
La nascita di una nazione |
6 |
$9.283.673 |
1921 |
I quattro cavalieri dell'Apocalisse |
16 |
$10.000.000 |
1937 |
Biancaneve e i sette nani |
2 |
$ 66.500.000 |
1939 |
Via col vento |
34 |
$400.176.459 |
1975 |
Lo squalo |
2 |
$470.653.000 |
1977/2005 |
Star Wars |
6 (non consecutivi) |
$775.398.007 |
1982 |
E.T. l'extra-terrestre |
11 |
$792.910.554 |
1993 |
Jurassic Park |
4 |
$914.691.118 |
1997 |
Titanic |
12 |
$1.843.201.268 |
2009 |
Avatar |
2 |
$2.772.598.443 |
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Fonte articolo : it.wikipedia.org/wiki/Film_di_maggiore_incasso_della_storia_del_cinema | Autore : non indicato nel documento |
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Data pubblicazione : 15/1/11
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