Calendario 2011

 

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calendario 2011

 

     


    gennaio 2011 febbraio 2011 marzo 2011
    Domenica Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato Domenica Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato Domenica Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato
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    aprile 2011 maggio 2011 giugno 2011
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    luglio 2011 agosto 2011 settembre 2011
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    ottobre 2011 novembre 2011 dicembre 2011
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Calendario 2011 con numeri settimane


Calendario gennaio , febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, novembre, dicembre 2011

 

Calendario 2011 con i numeri delle settimane

 

Gennaio 2011

Sett.

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Febbraio 2011

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Marzo 2011

N.º

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Aprile 2011

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Maggio 2011

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Giugno 2011

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Luglio 2011

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Agosto 2011

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Settembre 2011

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Ottobre 2011

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Novembre 2011

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Dicembre 2011

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IL CALENDARIO E LA SUA STORIA

 

Il calendario è un sistema fondato sui cicli della natura che permette di contare ed organizzare il tempo. Per questo l'uomo ha utilizzato l'osservazione dei moti del Sole e degli astri, e poiché il fenomeno più frequente e rilevante è l'alternanza della luce del giorno e della notte, la base di tutti i calendari è il giorno. Il problema di ogni calendario è la concordanza del giorno con il ciclo mensile della Luna (in media 29 giorni, 12 ore, 44 minuti) e quello annuo del Sole (365 giorni, 5 ore, 48 minuti). Un calendario ideale deve mantenere la concordanza tra il cosiddetto anno civile (formato da un numero intero di giorni) e le stagioni (che dipendono dal passaggio del Sole agli equinozi e ai solstizi). I calendari solari sono fondati sull'anno tropico, i calendari lunari sono fondati sulla lunazione, mentre i calendari lunisolari sono una combinazione dei due cicli precedenti.

I PRINCIPALI CALENDARI IN USO

I più diffusi sono il calendario Gregoriano e il Musulmano, mentre è ancora in uso il calendario Ebraico, Cinese e Giuliano (nelle chiese ortodosse). A seconda del calendario può variare sia l'anno da cui si cominciano a contare gli anni (per il Gregoriano è la nascita di Gesù, per i Musulmani il nostro 622 d.C., per gli Ebrei il nostro 3760 a.C.) che il giorno di inizio dell'anno (per noi il 1 Gennaio, per i cinesi nel segno dell'Acquario).

calendario

tipo

ciclo

durata dell'anno civile

Cinese

luni-solare

60 anni di 12/13 mesi

-

Ebraico

lunare

30 anni di 354/355 giorni

354,37 giorni

Giuliano

solare

4 anni di 365/366 giorni

365,25 giorni

Gregoriano

solare

400 anni di 365/366 giorni

365,2425 giorni

Musulmano

luni-solare

19 anni di 12/13 mesi

365,2468 giorni

 

IL CALENDARIO DAGLI EGIZIANI AI BABILONESI

La prima civiltà ad approntare un calendario fu quella degli Egiziani. Il sorgere ad oriente prima del Sole, dopo mesi di invisibilità, di Sothis-Sirio annunciava la piena del Nilo ed apriva l'anno, formato dalle tre stagioni Akhet (inondazione), Peret (emergenza) e Shomu (raccolto). Il calendario era originariamente lunare e si fondava su 12 mesi di 29 e 30 giorni che iniziavano con la luna nuova. L'anno durava 354 giorni e si doveva aggiungere un mese ogni tre anni. All'inizio del III millennio a.C. fu redatto un calendario solare dal quale deriva il nostro calendario: l'anno civile durava 365 giorni raggruppati in 12 mesi da 30 giorni ciascuno, con altri 5 giorni supplementari. I nomi dei mesi erano: Thoth, Phaopi, Athir, Choiak, Tybi, Mechir, Phamenoth, Pharmuthi, Pachons, Payni, Epiphi, Mesore. Il giorno era suddiviso in 24 ore,  con una diversa durata nel corso dell'anno.

Anche i Sumeri all'inizio del III millennio a.C. dividevano l'anno in 12 mesi, i mesi in 30 giorni e il giorno in 12 parti. I Babilonesi, grandi studiosi della volta celeste, adottarono il calendario lunare fondato su 12 mesi di 30 giorni e il ritardo venne  recuperato inserendo 7 mesi ogni 19 anni. I mesi iniziavano alla prima falce dopo il novilunio ed avevano i seguenti nomi: Nisanu, Airu, Simannu, Duzu, Abu, Ululu, Tishruitu, Arachsamma, Kislimu, ebitu, Sabatu, Adaru. Ogni giorno iniziava al sorgere del sole ed era diviso in 12 ore. I babilonesi divisero anche lo zodiaco in 12 parti di 30° ciascuno e con loro nacque l'astrologia.

 

IL CALENDARIO CINESE

L'antico Calendario cinese, che secondo la tradizione fu inventato nel 2637 a.C., è un calendario lunisolare ed è composto da anni comuni di 353, 354 o 355 giorni suddivisi in 12 mesi e da anni embolismici, di 383, 384 o 385 giorni suddivisi in 13 mesi. Ad ogni anno, che fa parte di un ciclo di 60 anni e che veniva contato dall'ascesa al trono dell'imperatore, è assegnato un nome con uno dei seguenti 12 termini: zi (topo), chou (bue), yin (tigre), mao (coniglio), chen (drago), si (serpente), wu (cavallo), wei (pecora), shen (scimmia), you (gallo), xu (cane), hai (maiale).

L'inizio di ogni mese avviene con la luna nuova sulle coste orientali della Cina. Se tra un solstizio d'inverno e il successivo ci sono 13 lune piene, l'anno seguente diventa di 13 mesi.Il capodanno cinese (Hsin Nien) dura quattro giorni e cade tra il 21 gennaio e il 19 febbraio del calendario gregoriano.

 

IL CALENDARIO GRECO E L'ANTICO CALENDARIO ROMANO

Il calendario greco era lunisolare ed era composto di anni di 354 giorni, suddiviso in mesi lunari di 29 o 30 giorni, aggiungendo senza regole precise 90 giorni supplementari ogni 8 anni.

L'antico calendario romano era lunare ed era costituito da 10 mesi per un totale di 304 giorni. Al termine venivano aggiunti giorni supplementari che in seguito vennero raggruppati in due mesi. L'anno civile durava quindi 355 giorni e i mesi, che avevano 28, 29 o 31 giorni, erano i seguenti:
Martius mensis  (sacro a Marte), Aprilis mensis (sacro ad una divinità di origine etrusca), Maius mensis (sacro a Maia), Iunius mensis (sacro a Giunone), Quintilis mensis (5° mese), Sexstilis mensis (6° mese), September mensis (7° mese), October mensis (8° mese), November mensis (9° mese), December mensis (10° mese), Ianuarius mensis (sacro a Giano) e Februarius mensis (sacro a Februa, festa della purificazione di origine etrusca), che durava 28 giorni ed era l'unico mese con un numero pari di giorni. Per colmare la differenza di 10 giorni rispetto alle stagioni si aggiungeva ogni due anni un tredicesimo mese di 22 o 23 giorni (detto mercedonio). Il primo giorno del mese era detto Kalendae, il quinto Nonae e il tredicesimo Idi, mentre i giorni erano suddivisi in gruppi di 8. Ogni giorno si divideva nelle ore tertia, sexta, nona e duodecima, mentre la notte si divideva in vigiliae.

IL CALENDARIO GIULIANO

Fu introdotto da Giulio Cesare nel 46 a.C. su consiglio dell'astronomo egiziano Sosigene. Dopo aver recuperato i giorni di differenza sul calendario precedente assegnando 445 giorni all'ultimus annus confusionis con l'inserimento di due mesi straordinari di 33 e 34 giorni, la durata dell'anno comune venne stabilita in 365 giorni. Ogni 4 anni si doveva aggiungere un giorno che rendeva l'anno di 366 giorni e questo anno particolare era detto bisestile dall'espressione latina: bis sextus dies ante kalendas Martias, in quanto il giorno supplementare era inserito tra il 6° e il 5° giorno prima delle calende di Marzo, che era il primo giorno dell'anno. L'anno era diviso in 12 mesi dalla durata alterna di 31 e 30 giorni, mentre febbraio aveva 29 o 30 giorni. Il mese Quintilis venne ribattezzato Julius in onore di Cesare e successivamente il mese Sextilis fu cambiato in Augustus in onore di Augusto, portandone a 31 il numero dei giorni, invertendo il numero dei giorni dei mesi seguenti e togliendo un giorno a febbraio. I mesi che risultarono furono i seguenti:  Ianuarius (31), Februarius (28 o 29), Martius (31), Aprilis (30), Maius (31), Iunius (30), Julius (31), Augustus (31), September (30), October (31), November (30), December (31).Il Calendario Giuliano restò in vigore per molti secoli, ma il suo anno civile, che in media durava 365,25 giorni, non corrispondeva esattamente all'anno tropico. La differenza annua di 11 minuti e 14 secondi comportava lo slittamento delle stagioni con uno scostamento che nel 1500 era giunto a ben dieci giorni di differenza.

IL CALENDARIO EBRAICO

Tuttora in vigore è un calendario lunisolare adottato nel IV secolo d.C. e composto da anni comuni di 353, 354 o 355 giorni suddivisi in 12 mesi lunari e da anni embolismici, di 383, 384 o 385 giorni suddivisi in 13 mesi lunari. Gli Ebrei contano gli anni dalla prima luna nuova dell'anno della creazione del mondo secondo la Bibbia (verso mezzanotte del 6 ottobre 3761 a.C.), dal quale iniziano i cicli di 19 anni (12 anni comuni e 7 embolistici). I mesi durano 29 o 30 giorni e i loro nomi sono: Tishri, Heshvan, Kislev, Tevet, Shevat, Adar, Nisan, Iyar, Sivan, Tammuz, Av, Elul; gli anni embolismici aggiungono unmese chiamato Ve-adar prima del Nisan. I giorni sono raggruppati in settimane e il giorno di riposo è il Sabbat. Il giorno ebraico inizia con il tramonto del sole (convenzionalmente le ore 18 di Gerusalemme).

IL CALENDARIO MUSULMANO

E’ lunare ed è composto da 12 mesi lunari di 29 e 30 giorni, formando anni di 354 o 355 giorni. Gli anni lunari sono contati dall'Egira (la fuga di Maometto avvenuta il 16 luglio 622 d.C.) e nell'arco di 30 anni vi sono 11 anni in cui si aggiunge un giorno all'ultimo mese. I nomi dei mesi sono: Muharram, Safar, Rabi'a I, Rabi'a II, Jumada I, Jumada II, Rajab, Sha'ban, Ramadan, Shawwal Dhu, Dhu al-Q'adah, Dhu al-Hijjah. Il giorno per i musulmani inizia al tramonto.

 

I CALENDARI MESOAMERICANI

I Maya misuravano il tempo con un calendario religioso (Tzolkin) e uno civile (Haab). Il Tzolkin era fondato sul kin (giorno), per un ciclo di 260 giorni. Nel Haab l'anno era formato da 365 giorni suddivisi in 18 mesi di 20 giorni ciascuno più 5 giorni sfortunati detti Uayeb. I nomi dei 18 mesi erano: Pop, Uo, Zip, Zotz, Tzec, Xul, Yaxkin, Mol, Chen, Yax, Zac, Ceh, Mac, Kankin, Muan, Pax, Kayab, Cumku. Presso gli Inca era adottato un calendario lunare di 12 mesi divisi in decadi, con 11 o 12 giorni intercalati alla fine. L'anno inizialmente cominciava all'equinozio di primavera, poi al solstizio d'inverno. Gli Aztechi usavano un calendario solare di 365 giorni suddivisi in 18 mesi di 20 giorni con 5 giorni aggiuntivi.

IL CALENDARIO GREGORIANO

Fu introdotto nel 1582 al posto del calendario Giuliano, che non era più sincronizzato con le stagioni: a causa della differenza di 11 minuti e 14 secondi tra anno tropico e anno giuliano l’equinozio di primavera cadeva l’undici marzo. Il Papa Gregorio XIII, consigliato dagli astronomi Lilio e Clavio, soppresse tre giorni bisestili ogni 400 anni. Nel sistema gregoriano restano bisestili tutti gli anni divisibili per 4, eccetto gli anni di fine secolo (detti anni secolari), i quali restano bisestili soltanto se sono divisibili per 400. L'anno civile dura quindi 365,2425 giorni, più vicina alla durata di 365,2422 giorni dell'anno tropico. I 26 secondi di differenza comportano un giorno di spostamento ogni 3000 anni.

Per attuare la riforma e riportare la concordanza con le stagioni vennero soppressi dieci giorni e in Italia si passò da giovedì 4 ottobre 1582 a venerdì 15 ottobre e l'anno seguente iniziò il 1 gennaio invece del 25 marzo. In Francia si passò dal 9 dicembre 1582 al 20 dicembre, in Germania entrò in vigore nel 1775, in Gran Bretagna nel 1752, in Svezia nel 1753, in Giappone nel 1873, in Russia nel 1918, in Grecia nel 1923 e in Cina nel 1949. L'inconveniente maggiore del calendario Gregoriano, oltre alla mobilità della Pasqua e delle altre feste religiose, è la diversa durata dei mesi e la non corrispondenza del nome del giorno delle stesse date in anni diversi.

 

IL CALENDARIO DELLA RIVOLUZIONE FRANCESE

Per celebrare la rivoluzione francese del 1789 fu introdotto un calendario che entrò in vigore dal novembre 1793 al gennaio 1806. Gli anni erano conteggiati a partire dal 1792, data di fondazione della Repubblica, il capodanno cadeva nell'equinozio di autunno (22, 23 o 24 settembre) e l'anno durava 365 o 366 giorni in modo da mantenere il capodanno nel giorno dell'equinozio. Gli anni erano suddivisi in 12 mesi di 30 giorni chiamati con nomi legati al ciclo delle stagioni (Vendémiaire, Brumaire, Frimaire, Nivôse, Pluviôse, Ventôse, Germinal, Floréal, Prairial, Messidor, Thermidor, Fructidor) e dopo l'ultimo mese c'erano 5 o 6 giorni aggiuntivi (sans-culottides). Abolite le settimane, i mesi erano divisi in tre decadi di 10 giorni, numerati da 1 a 10, che iniziavano a mezzanotte. Ogni giorno era diviso in 10 ore, le ore in 100 minuti e i minuti in 100 secondi.

 

fonte: www.circolonumismaticomonzese.org

 

Calendario compatto 2011

 

CALENDARIO COMPATTO 2011
                 
MESE Sett N. L M M G V S D
                 
GENNAIO Sett 52 27 28 29 30 31 01 02
Capodanno (1) Sett 01 03 04 05 06 07 08 09
Epifania (6) Sett 02 10 11 12 13 14 15 16
  Sett 03 17 18 19 20 21 22 23
  Sett 04 24 25 26 27 28 29 30
FEBBRAIO Sett 05 31 01 02 03 04 05 06
  Sett 06 07 08 09 10 11 12 13
  Sett 07 14 15 16 17 18 19 20
  Sett 08 21 22 23 24 25 26 27
MARZO Sett 09 28 01 02 03 04 05 06
  Sett 10 07 08 09 10 11 12 13
  Sett 11 14 15 16 17 18 19 20
  Sett 12 21 22 23 24 25 26 27
APRILE Sett 13 28 29 30 31 01 02 03
Pasqua (24) Sett 14 04 05 06 07 08 09 10
Lunedì dell'Angelo (25) Sett 15 11 12 13 14 15 16 17
Ann. Liberazione (25) Sett 16 18 19 20 21 22 23 24
MAGGIO Sett 17 25 26 27 28 29 30 01
Festa del Lavoro (1) Sett 18 02 03 04 05 06 07 08
  Sett 19 09 10 11 12 13 14 15
  Sett 20 16 17 18 19 20 21 22
  Sett 21 23 24 25 26 27 28 29
GIUGNO Sett 22 30 31 01 02 03 04 05
Festa Repubblica (2) Sett 23 06 07 08 09 10 11 12
  Sett 24 13 14 15 16 17 18 19
  Sett 25 20 21 22 23 24 25 26
LUGLIO Sett 26 27 28 29 30 01 02 03
  Sett 27 04 05 06 07 08 09 10
  Sett 28 11 12 13 14 15 16 17
  Sett 29 18 19 20 21 22 23 24
  Sett 30 25 26 27 28 29 30 31
AGOSTO Sett 31 01 02 03 04 05 06 07
  Sett 32 08 09 10 11 12 13 14
Ferragosto (15) Sett 33 15 16 17 18 19 20 21
  Sett 34 22 23 24 25 26 27 28
SETTEMBRE Sett 35 29 30 31 01 02 03 04
  Sett 36 05 06 07 08 09 10 11
  Sett 37 12 13 14 15 16 17 18
  Sett 38 19 20 21 22 23 24 25
OTTOBRE Sett 39 26 27 28 29 30 01 02
  Sett 40 03 04 05 06 07 08 09
  Sett 41 10 11 12 13 14 15 16
  Sett 42 17 18 19 20 21 22 23
  Sett 43 24 25 26 27 28 29 30
NOVEMBRE Sett 44 31 01 02 03 04 05 06
Tutti Santi (1) Sett 45 07 08 09 10 11 12 13
  Sett 46 14 15 16 17 18 19 20
  Sett 47 21 22 23 24 25 26 27
DICEMBRE Sett 48 28 29 30 01 02 03 04
Immacolata Conc. (8) Sett 49 05 06 07 08 09 10 11
Santo Natale (25) Sett 50 12 13 14 15 16 17 18
Santo Stefano (26) Sett 51 19 20 21 22 23 24 25
GENNAIO 2011 Sett 52 26 27 28 29 30 31 01

 

I calendari

 

I calendari di vario genere usati dai popoli antichi e moderni sono in stretta connessione con il particolare fenomeno astronomico che viene assunto come base di riferimento.

I calendari solari si fondano sulla durata della rivoluzione apparente del Sole intorno alla Terra, cioè sulla durata dell' anno tropicoche è di circa 365,2422 giorni o 365d 5h48min 46s, 0 (valore lievemente variabile col tempo): le difficoltà principali per stabilire correttamente un calendario solare nascono dal valore dato alle cifre decimali.

I calendari lunisolari assumono la medesima durata dei precedenti per l'anno, ma nei limiti del possibile si fa in modo che i mesi coincidano con le Iunazioni. È necessario aggiungere ogni tanto un tredicesimo mese affinché l'anno inizi sempre nella medesima stagione: non appena viene completato un ciclo particolare, l'anno incomincia in circostanze fisiche esattamente identiche a quelle esistenti all'inizio del ciclo stesso. Calendari di questo tipo, usati dagli Ebrei, dai Greci antichi, dai Cinesi, Indiani, ecc., servono ancor oggi alla Chiesa per stabilire le grandi solennità e in particolare la data della Pasqua.

I calendari lunari si riferiscono unicamente al moto della Luna. L'anno comprende dodici mesi o lunazioni, alternativamente di 30 o 29 giorni, e cioè in totale 354 giorni; lo scarto di oltre 11 giorni rispetto all'anno solare fa slittare rapidamente i mesi dall'una all'altra stagione. Il calendario musulmano appartiene a questo tipo.

Nei calendari vaghi si ha un numero fisso di giorni (anno vago e ci si ritrova al punto di partenza rispetto alla posizione degli astri) soltanto dopo un lunghissimo periodo. L'antico calendario egizio, per esempio, comportava 12 mesi di 30 giorni, più 5 giorni supplementari detti epagomeni; occorrono 1.507 di questi anni vaghi, corrispondenti a 1.506 anni tropici, per ristabilire l'accordo fra le stagioni e le date del calendario. L'anno vago era impiegato anche dai Persiani e dagli antichi Armeni.

 

  • Calendario giuliano

Calendario di Augusto in dodici tavole

Il calendario giuliano (così detto da Giulio Cesare) comportava già i bisestili (uno ogni quattro anni, senza eccezioni), ma la giornata intercalare “raddoppiava” il 24 febbraio, non il 28, come attualmente, e portava il nome di bis sextus dies ante calendas Martias: per questo l'anno che la comprendeva era detto bissextilis. La riforma era stata introdotta da Giulio Cesare nel 46 a.C. (anno 708 dalla fondazione di Roma), in base ai consigli dell'astronomo greco Sosigene, vivente ad Alessandria, e successivamente ritoccata da Augusto. Cesare aveva considerato indispensabile la riforma per ovviare allo sfasamento prodottosi tra l'anno tropico solare (di circa 365 giorni e 1/4) e quello civile (di 355 giorni e di origine lunare) e causato dal fatto che a Roma l'aggiunta del mese intercalare (di 22 o 23 giorni, che veniva introdotto subito dopo il 23 febbraio) era decisa dai pontefici in base a calcoli approssimativi.

 

  • Calendario gregoriano

Il calendario gregoriano, attualmente adottato dalla maggior parte delle nazioni, è fondato su un valore approssimato dell'anno tropico: 365,2425 giorni, con una differenza di 3/10.000 rispetto al valore citato in precedenza (e che presenta comunque lievi variazioni); occorreranno quindi 10.000 anni perché si determini una differenza di 3 giorni rispetto all'attuale inizio delle stagioni. Nel calendario gregoriano gli anni sono di 365 giorni, ma ogni quattro anni normalmente si aggiunge un giorno supplementare (il 29 febbraio) al computo delle date, e si ha il cosiddetto anno bisestile. In un periodo di quattro anni si contano in tal modo 1.461 giorni e ciò equivale a considerare come media la durata dell'anno tropico pari a 365,25 giorni: la differenza rispetto al valore reale comporta un errore di circa 8 giorni in 1.000 anni; per raggiungere una più stretta coincidenza vengono soppressi tre anni secolari bisestili su quattro: restano bisestili soltanto gli anni secolari 1600, 2000, 2400 e in generale quelli multipli di 400. Quest'ultima rettifica al computo per gli usi civili rappresenta la parte essenziale della riforma gregoriana del calendario, ordinata nel 1582 dal papa Gregorio XIII, rispetto al preesistente calendario giuliano; con la medesima riforma le stagioni vennero riportate, nei confronti del ciclo solare, alle stesse condizioni dei tempi del concilio di Nicea (325), nel corso del quale erano state fissate le regole principali del computo ecclesiastico. Poiché in 1.257 anni (dal 325 al 1582) lo slittamento del calendario rispetto al moto solare era stato di circa 10 giorni, venne deciso che al giovedì 4 ottobre 1582 seguisse immediatamente il venerdì 15 ottobre, senza alterare la successione dei giorni della settimana. Il calendario gregoriano venne adottato anche in Francia nello stesso anno: al 9 dicembre 1582 seguì immediatamente il 20 dicembre. Accettato dapprima soltanto dalle nazioni o dalle regioni cattoliche, il calendario gregoriano (scientificamente più esatto degli altri in uso) si affermò col passare del tempo su tutti gli altri: in Gran Bretagna un atto del parlamento stabilì che al 2 settembre 1752 seguisse il 14 settembre: il calendario giuliano aveva perso un altro giorno dal tempo della riforma gregoriana, perché il 1700 era stato considerato bisestile dagli Inglesi, e pertanto la variazione fu di 11 anziché di 10 giorni. Per gli Inglesi, inoltre, l'anno cominciava il 25 marzo, anziché il 1º gennaio; al 31 dicembre 1690, per esempio, seguiva il 1º gennaio 1690 e al 24 marzo 1690 il 25 marzo 1691; con lo stesso atto parlamentare del 1752 la data d'inizio dell'anno venne riportata al 1º gennaio, eliminando gli inconvenienti della doppia datazione, che il commercio con altri popoli aveva ormai reso consueta (dopo il 31 dicembre 1690, veniva il 1º gennaio 1690/1 e dopo il 24 marzo 1690/1 veniva il 25 marzo 1691). I cristiani ortodossi furono fra gli ultimi ad accogliere la riforma: la Russia l'accettò solo dal 1º febbraio 1918 e la Grecia dal 1923. (Pertanto nelle date che riguardano avvenimenti storici della Russia si scrive talvolta v.s. [vecchio stile] se le date stesse sono computate col calendario in uso anteriormente al 1918, e n.s. [nuovo stile] se le date sono state riportate al calendario gregoriano, con una differenza di 12 o 13 giorni. Così, per il 1917, si parla di Rivoluzione d'ottobre, anche se questa avvenne ai primi di novembre, secondo il calendario gregoriano.) L'anno gregoriano si suddivide in 12 mesi.

 

La suddivisione in 52 settimane corrisponde approssimativamente al numero di quarti di lunazione compresi nell'anno. Il 1º gennaio come data d'inizio dell'anno venne fissato dai Romani, per i quali tuttavia anticamente l'anno iniziava il 1º marzo, come dimostra il nome degli ultimi quattro mesi del nostro anno.

 

  • Calendario ecclesiastico o liturgico

Il calendario ecclesiastico o liturgico, usato nel medioevo contemporaneamente al calendario giuliano, richiede l'elaborazione di calcoli complessi, ai quali si dà generalmente il nome di computo ecclesiastico. Lo scopo principale dei calcoli consiste nel fissare, con grande anticipo, il giorno della Pasqua, che la Chiesa ha ritenuto di dover continuare a considerare, finora, come una festa mobile e la cui data viene fissata con riferimento al primo plenilunio di primavera; si procede in modo identico a quello che si seguiva per fissare la Pasqua ebraica, la cui celebrazione (che durava diversi giorni) coincise con gli ultimi momenti della Passione. Dopo aver lungamente discusso ed esitato, nel 325 il concilio di Nicea stabilì la regola ancora seguita: Pasqua è la domenica seguente il quattordicesimo giorno della Luna che abbia raggiunto tale età il 21 marzo o successivamente. Dietro questa regola, in apparenza semplice, si nascondono notevoli complicazioni di varia natura:

— la Chiesa ha sempre voluto stabilire con grande anticipo gli elementi necessari per fissare la data della Pasqua, cioè, in pratica, la data del primo plenilunio di primavera. Già nei primi secoli dell'era cristiana vennero formulate alcune regole, migliorate poi da Gregorio XIII in occasione della riforma del calendario; ma anche queste ultime regole, tuttora in vigore, contengono sensibili imperfezioni;

— una di tali imperfezioni, e non la minore, dipende dalla natura del moto lunare, che presenta numerose irregolarità; una singola lunazione può durare da 29 giorni e 6 ore a 29 giorni e 20 ore; pertanto una previsione delle fasi basata (come avviene in pratica) sul valore medio della lunazione non può che essere approssimata;

— lo scarto di un giorno, o anche di qualche ora soltanto, nel caso in cui il plenilunio si verifichi intorno al 21 marzo, potrebbe spostare la data della Pasqua, anticipandola o ritardandola di una settimana e talvolta perfino di un mese. In conclusione, per fissare con anticipo la Pasqua si finisce col determinarla rispetto al moto di una Luna fittizia, che può scostarsi dalla Luna vera di uno o anche di due giorni.

Le regole di calcolo del computo ecclesiastico, stabilite nel concilio di Nicea, si fondano sul ciclo di Metone e sul numero d'oro. A Metone si attribuisce la scoperta (432 a.C.) di un'identità quasi perfetta fra 19 anni e 235 lunazioni medie: la discordanza non supera un'ora e mezzo, ma lo scarto va accumulandosi nel corso dei secoli. Il numero d'ordine di un dato anno nel ciclo di Metone è detto numero d'oro, e al primo anno della nostra era venne attribuito il numero d'oro “2”. All'interno di un ciclo di 19 anni, tutti di 365 giorni, i mesi vengono ripartiti in maniera convenzionale (115 mesi di 29 giorni e 120 mesi di 30 giorni), e le lunazioni sono ridotte al loro valore medio; queste ipotesi semplificatrici provocano discordanze più sensibili all'interno del ciclo, ma alla fine del diciannovesimo anno la differenza non supera, come è stato detto, un'ora e mezzo. Con la riforma gregoriana del computo ecclesiastico il numero d'oro venne sostituito dall'epatta, che non risulta rigidamente legata al numero d'oro, come avveniva nel calendario giuliano, ma è suscettibile di correzioni secolari d'aggiustamento; l'epatta è l'età della Luna al 1º gennaio di ciascun anno, e per convenzione si indica con zero tale età il giorno del novilunio.

Per determinare la Pasqua si introduce ancora la lettera dominicale: si indicano con A, B, C, D, E, F, G, iniziando dal 1º gennaio, i giorni successivi della settimana e si ripete la medesima serie di sette lettere per tutti i giorni dell'anno; in tal modo ai giorni con lo stesso nome viene attribuita la stessa lettera e quella che designa le domeniche sarà la lettera dominicale. È facile stabilire con grande anticipo tutte le lettere dominicali; a causa degli anni bisestili esse si ripetono ciclicamente ogni 28 anni, e non ogni 7, ma il ciclo si interrompe nel calendario gregoriano negli anni secolari non bisestili. Questo ciclo di 28 anni è detto solare o, meglio, dominicale.

Noti il valore dell'epatta gregoriana (dalla quale si deduce la data del plenilunio che si verifica il 21 marzo o dopo) e la lettera dominicale (che fornisce la data della domenica successiva), diventa semplice stabilire il giorno della Pasqua. Un tempo veniva impiegato anche un ciclo di 15 anni giuliani per fissare le date, noto col nome di “indizione romana”, che non ha un rapporto diretto con il calendario e serviva forse a scopi fiscali (revisione delle imposte ogni tre lustri); solo per questo motivo il ciclo dell'indizione rientra fra quelli considerati da Scaligero per stabilire il numero 7.980.

 

  • Calendario fiorentino

Il calendario fiorentino secondo lo stile dell'Incarnazione o dell'Annunciazione, in uso nel medioevo a Firenze e altrove, iniziava l'anno dal 25 marzo, festa dell'Annunciazione.

 

  • Calendari antichi

Esistono anche dei calendari storici, sempre molto complessi e talvolta bizzarri. Fra gli antichi si ricordano il caldeo, l'ebraico, l'egizio, il greco, il romano, il copto, il cinese; fra quelli relativamente più recenti, oltre all'azteco e al maya, sono il musulmano, l'indù, il malgascio, il cambogiano e altri dell'Estremo Oriente, che tuttavia perdono continuamente d'importanza nell'impiego corrente, ovunque sostituiti dal calendario gregoriano; servono praticamente per fissare la data di alcune feste tradizionali

 

  • Calendario ebraico

Il calendario ebraico è di tipo lunisolare, con i mesi di 29 o 30 giorni e l'anno di 12 o 13 mesi; serve per stabilire alcune feste e cerimonie religiose come la Pasqua ebraica(che si celebra, come ai tempi di Cristo, il 15 del mese di nisan), il kippur (espiazione, il 10 del mese di tishri), ecc. Alcuni annuari precisano, anno per anno, la corrispondenza fra le singole date e il calendario gregoriano. Se l'anno ebraico comprende 12 mesi è detto comune e avrà 353, 354 o 355 giorni; se comprende 13 mesi vien detto embolismico e conterà 383, 384 o 385 giorni. Gli anni possono essere definiti ancora, rispetto al numero di giorni, difettivi, regolari o abbondanti e si succedono secondo regole determinate, in modo tale che dopo un periodo di 19 anni (ciclo di Metone) l'inizio dell'anno ebraico si verifica a una medesima epoca dell'anno solare.

 

  • Calendario romano

Il calendario romano era a base lunare: il primo giorno del mese si chiamava le calende e corrispondeva alla nuova Luna; il 5º o il 7º seguenti alla nuova Luna, le none; il 13º o il 15º, in cui si riteneva che cadesse la Luna piena, le idi (e precisamente il 7 e il 15 in marzo, maggio, luglio e ottobre, il 5 e il 13 negli altri mesi). I giorni si denominavano dal numero d'ordine antecedente al giorno cardine immediatamente successivo, cioè dopo le calende riferendosi alle none, dopo le none alle idi, dopo le idi alle calende del mese seguente, con un computo che comprendeva sempre oltre al giorno di partenza quello di riferimento. Così il 16 di marzo, mese di 31 giorni in cui le idi cadevano il 15, era il diciassettesimo prima delle calende d'aprile (a.d. XVII cal. Apriles). I mesi, che nel cosiddetto “calendario di Romolo” erano dieci, furono portati a dodici da Numa o da Tarquinio Prisco: essi erano, nell'ordine, marzo, aprile, maggio, giugno, quintile poi luglio (iulius, in onore di Giulio Cesare), sestile poi agosto (augustus, in onore di Augusto), settembre, ottobre, novembre, dicembre, gennaio e febbraio. A partire dal 153 a.C. l'anno iniziò da gennaio anziché da marzo.

 

  • Calendario musulmano

Il calendario musulmano è puramente lunare, con i mesi di 29 o 30 giorni e gli anni sempre di 12 mesi, per un totale di 354 o 355 giorni. Da un anno all'altro si manifesta perciò un anticipo di almeno 10 o al massimo 12 giorni, rispetto al nostro, per il capodanno musulmano, che corrisponde al 1º giorno del 1º mese; la fuga del Profeta a Medina, l'egira, viene celebrata il 1º giorno del 3º mese. Il 9º mese, detto del ramadan, è caratterizzato per tutta la sua durata dall'assoluto digiuno tra il sorgere e il calar del Sole; questo periodo, che riveste una grande importanza nella vita dei popoli musulmani, si colloca a date diverse del calendario gregoriano, da un anno all'altro, e cade ora in estate, ora in inverno.

 

  • Calendario azteco

Nel calendario azteco (Tonalpohualli) l'anno era diviso in 18 mesi di 20 giorni l'uno, contati da un'alba all'altra, con l'aggiunta di 5 giorni. I giorni (divisi in quattro parti) erano distinti con simboli di vegetali, animali, divinità, nomi di costellazioni. Il mese era raffigurato come una ruota sulla quale erano riportate le immagini dei giorni. I nomi dei mesi erano tratti da feste civili e religiose, simboli agricoli, ecc. L'anno era anch'esso raffigurato circolare, con le figure dei mesi. Il secolo era di 52 anni. Il più celebre dei calendari aztechi, un disco di porfido di oltre 3 m di diametro e del peso di 24 t (“pietra del Sole”), venne trovato nel 1790 negli scavi a Città del Messico.

 

  • Calendario repubblicano

Il calendario repubblicano francese venne istituito dalla Convenzione nazionale il 24 novembre 1793. L'anno incominciava all'equinozio di autunno (22 settembre) e il primo dell'era repubblicana iniziò il 22 settembre 1792, giorno dell'istituzione della Repubblica (1º vendemmiaio). L'anno era diviso in 12 mesi tutti di 30 giorni, più 5 giorni complementari che dovevano essere consacrati alla celebrazione di feste repubblicane. Fabre d'Eglantine attribuì ai mesi i nomi seguenti: per l'autunno vendemmiaio, brumaio, frimaio (del gelo); per l'inverno nevoso, piovoso, ventoso; per la primavera germile (o germinale), fiorile (o floreale), pratile; per l'estate messidoro, termidoro(del caldo e dei bagni), fruttidoro. Ogni mese era suddiviso in tre decadi e i nomi dei giorni venivano tratti dall'ordine naturale della numerazione (primidi, duodi, tridi, quartidi, quintidi, sextidi, septidi, octidi, nonidi, decadi) con la semplice aggiunta del suffisso di, che si pronuncia accentato. Il calendario repubblicano, impiegato per tredici anni, venne nuovamente sostituito dal calendario gregoriano dal 1º gennaio 1806.

 

  • Calendario fascista

In Italia, il regime fascista introdusse un calendario concorrente con quello gregoriano: l'anno iniziava il 28 ottobre e la numerazione degli anni, scritta normalmente in cifre romane, partiva dal 28 ottobre 1922, anno I dell'era fascista (E.F.). L'uso di questa datazione, che restò sempre complementare della gregoriana, cadde insieme al regime.

 

  • Calendario perpetuo

Si definisce calendario perpetuo una tabella che consenta di stabilire, per un qualsiasi anno passato o futuro, le date e i giorni della settimana corrispondenti. Esistono calendari perpetui di vario genere e in grado di risolvere il suddetto problema per periodi più o meno lunghi.

 

 

Riforma del calendario gregoriano

 

La riforma del calendario gregoriano è in discussione da oltre un secolo. La durata variabile dei mesi e l'irregolare distribuzione dei giorni della settimana da un anno all'altro determinano indiscutibili inconvenienti nell'organizzazione della vita contemporanea; la data della Pasqua, che può oscillare fra il 22 marzo e il 25 aprile, introduce un'ulteriore causa di turbamento nella ripetizione ciclica annuale di atti amministrativi. In linea di massima la Chiesa non si opporrebbe a stabilire una data fissa per la Pasqua (per es. fra il 5 e il 9 aprile, in corrispondenza con il probabile anniversario della resurrezione di Cristo, secondo i migliori cronologisti), ma vorrebbe che la sua decisione incontrasse un consenso pressoché universale e coincidesse preferibilmente con una riforma d'insieme del calendario gregoriano. Nel 1927 la Società delle Nazioni condusse un'inchiesta sull'argomento, accogliendo due progetti di riforma:

1. un calendario fisso, costituito da 13 mesi di quattro settimane (28 giorni); ogni mese inizierebbe con la domenica; il capodanno verrebbe festeggiato il 29 dicembre e non farebbe parte del ciclo settimanale; analogamente, il giorno bisestile verrebbe introdotto ogni 4 anni come 29 giugno senza farlo appartenere ad alcuna settimana. A questo progetto si rimprovera di essere troppo radicale nella riforma, di turbare profondamente abitudini secolari (per esempio quella dei compleanni o quella del ciclo mensile) e di comportare un numero di mesi che sopprimerebbe le nozioni di semestre e di trimestre, oggi largamente impiegate;

2. un calendario detto universale, costituito da 4 trimestri identici, di 91 giorni; il primo mese comincerebbe di domenica e comprenderebbe 31 giorni, mentre gli altri due sarebbero di 30 giorni e inizierebbero rispettivamente con un mercoledi e un venerdì. Il capodanno e il giorno bisestile (entrambi festivi ed esclusi dal computo settimanale) verrebbero intercalati, come nel calendario fisso, alla fine di dicembre e alla fine di giugno. La riforma potrebbe essere introdotta in un anno che inizi con la domenica nel calendario gregoriano, cosicché la transizione passerebbe quasi inavvertita.

Il concilio Vaticano II ha dichiarato di non opporsi alle iniziative che tendono a introdurre nella società civile un calendario perpetuo, a condizione che in esso si conservi e tuteli la settimana di sette giorni con la domenica; parimenti ha dichiarato di non aver nulla in contrario a che la festa di Pasqua venga assegnata a una determinata domenica, la stessa in ogni anno.

 

 

Calendario 2011

 

 

 

 

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Calendario 2011 con numeri settimane