Alberi da frutto
Collegamenti utili gratuiti
-
Marciume del colletto
Ticchiolatura del Melo
Oidio o Mal Bianco del Melo
Cancro delle Pomacee
Cocciniglia di San Josè
Afide Grigio del Melo
Afide Verde del Melo
Afide Lanigero del Melo
Nepticula de Melo
Cemiostoma del Melo
Litocollete del Melo
Carpocapsa
Ricamatrice delle Pomacee
Ricamatrice (Cacecia)
Eulia
Capua
Sesia
Rodilegno Rosso
Rodilegno Giallo
Antonomo del Melo
- Phytophthora cactorum
- Divisione: Eumycota
- Sottodivisione: Mastigomycotina
- Classe: Oomycetes
Identificazione e sintomi
Sul colletto crea un imbrunimento.
Con una leggera rotazione la corteccia si stacca. Il punto di distacco si presenta viscido.
Il danno sulla parte aerea si evidenzia quando, in estate, la pianta appassisce ed inizia a spogliarsi, c’è uno scarso sviluppo dei germogli, le foglie diventano epinastiche e clorotiche.
Colpisce anche il frutto (si parla di Marciume Bruno) che in un clima umido diventa di consistenza molle e si ricopre di muffa grigia, in un clima secco il frutto mummifica.Ciclo biologico
E’ una peronosporacea che colpisce anche Fragola, Drupacee, Pero e Actinidia.
Essendo un Mastigomycotina necessita di molta acqua per lo spostamento delle zoospore.
E’ feritadipendente, favorito dalle zone umide, dai terreni asfittici e ben azotati.
Si conserva come micelio o oospora. Può rimanere nel terreno in fase latente o saprofita.
Le spore di origine sessuata sono le zoospore, quelle di origine asessuata sono i conidi.Lotta
- E’ di tipo preventivo;
- Uso di portainnesti resistenti;
- Buone sistemazioni idrauliche per permettere un veloce sgrondo delle acque;
- Se ci sono piante colpite per evitare che le altre si ammalino si tratta con Metalaxil, antibotritici endoterapici, Iprodione, Procimidone, Benalaxil, Propanocarb e Fosetil d’Alluminio per via radicale o fogliare (ha andamento acropeto e basipeto).
- Venturia inaequalis (f. sessuata)
- Fusicladium dendriticum (f. asessuata)
- Divisione: Eumycota
- Sottodivisione: Ascomycotina
Identificazione e sintomi
Colpisce tutte le parti erbacee ed il frutto.
Sulla foglia si presenta con macchie vellutate grigie sulla pagina superiore e marroncine su quella inferiore. Causa la filloptosi.
Sul germoglio i danni sono simili a quelli delle foglie ma si forma una tacca depressa che rimane anche quando il rametto è lignificato.
Sul frutto basta che un’ascospora colpisca l’esocarpo per farlo crescere asimmetrico (non si distende in quel punto) rendendolo inadatto al commercio (si usa per marmellate). Il frutto è a rischio dalla fioritura fino a quando raggiunge le dimensioni di una noce e viene colpito sulla parte più esposta al dilavamento dei farmaci.
La Ticchiolatura può colpire anche durante la crioconservazione dando un colore nero con sfumature brunastre alla mela che comunque rimane turgida.Ciclo biologico
Sverna come pseudotecio sulle foglie cadute a terra.
Colpisce le foglie dallo stadio di “orecchiette di topo” e i frutti fino a quando sono grandi come una noce.
Ha bisogno di molte ore di bagnatura (più della Peronospora) e la gravità dell’attacco dipende da esse:- A 5° C:
- Infezione leggera: 37 ore di bagnatura fogliare;
- Infezione media: 48 ore di bagnatura fogliare;
- Infezione grave: 73 ore di bagnatura fogliare;
- A 15-18° C:
- Infezione leggera: 9 ore di bagnatura fogliare;
- Infezione media: 12 ore di bagnatura fogliare;
- Infezione grave: 18 ore di bagnatura fogliare;
Ogni anno le infezioni partono da zone del frutteto diverso, quindi il microclima non influisce più di tanto.
Le ascospore si formano in pseudoteci, possono venire trasportate anche molto distante tramite il vento, causano le infezioni primarie.
I conidi si formano sui rami conidiofori presenti sulla pagina inferiore della foglia, possono venire trasportati solo entro un breve raggio (pochi metri), causano le infezioni secondarie.
Le ascospore si presentano contemporaneamente alla fioritura della Forsizia (prima pianta a fiorire, fa fiori gialli su rametti senza foglie, molto vistosa in fioritura).
L’incubazione a parità di bagnatura e temperatura è di:- A 5° C:
- Infezioni primarie (ascospore): 22 giorni;
- Infezioni secondarie (conidi): 11 giorni.
- A 25° C:
- Infezioni secondarie: 6 giorni;
- Infezioni primarie: non più presenti.
Dopo la prima infezione dell’anno (detta primaria o ascofora) la causa delle infezioni primarie rimane la pioggia ma si deve tenere conto che i conidi che si formano riescono a germinare anche con la sola bagnatura fogliare, quindi non necessitano delle piovosità.
Lotta
Generalità
- Si effettua dal 20 marzo (stadio di “orecchiette di topo”) al 10 giugno circa (frutto grande come una noce);
- Inizialmente si deve porre il massimo dell’attenzione;
- Per vedere se sono presenti le spore si può usare uno captaspore e osservarne il filtro;
- Il problema dei farmaci contro la Ticchiolatura è che sono poco persistenti. Nella Vite si arriva a fare 12-14 interventi all’anno, in un frutteto fino a 35, a volte se ne fanno 3 alla settimana con farmaci che sono costosi, quindi i costi salgono molto;
- La lotta guidata si effettua in base alle ore trascorse dall’inizio dell’infezione;
- Trattamenti invernali:
- Polisolfuri di Calcio: funzionano contro funghi, insetti ed acari;
- Prima dell’ingrossamento delle gemme si interviene con Olio Bianco Attivato (se non si è trattato con Polisolfuri di Calcio) assieme ad un insetticida totale che va bene anche non selettivo perché in inverno non sono ancora presenti i predatori.
- Per i primi trattamenti, si usa l’Idrossido di Rame perché ha un’azione blanda che non ostacola la pianta alla ripresa, poi si passa a Ditiocarbammati e poi ad endoterapici.
- Evitare di trattare in fioritura, se proprio si deve si può farlo solo una volta usando farmaci persistenti che mi coprano tutto il periodo per evitare di danneggiare il fiore, il polline o gli insetti pronubi.
- Nella scelta dei farmaci bisogna porre molta attenzione alla fitotossicità sulle varietà che vengono dichiarate sulla confezione, altrimenti si rischia di avere arrugginimenti delle mele;
- La priorità dei trattamenti è data ai frutti in quanto sono più delicati delle foglie. Non si deve quindi pensare di essere apposto se le foglie non presentano segni di Ticchiolatura;
- I farmaci monosito devono essere abbinati a multisito per evitare l’instaurarsi di ceppi resistenti;
- Contro la Ticchiolatura che colpisce durante la crioconservazione si può fare un trattamento prima della raccolta ma questo comporta che durante la raccolta vengano usati i guanti, quindi si preferisce immergere i cassoni di raccolta delle mele in una soluzione con il farmaco adatto stando molto attenti ai tempi di carenza;
Prodotti di copertura
- Ditiocarbammati: non sono eradicanti, hanno profilassi di circa 4 giorni se non ci sono piovosità, hanno retroattività di 24-48 ore. Tra i più importanti ci sono:
- Mancozeb;
- Metiram;
- Zineb e Ziram sono troppo deboli per venire impiegati.
- Captano:
- Retroattività: 24-36 ore;
- Profilassi: 3 giorni;
- Ha azione cosmetica in quanto lucida il frutto.
- Dithianon:
- Retroattività: 48 ore;
- Profilassi: 5-6 giorni;
- Non è eradicante.
Prodotti endoterapici
- Dodina:
- Retroattività: 60-72 ore;
- Profilassi: 5-6 giorni al massimo;
- Scarsa azione eradicante;
- E’ solo leggermente endoterapico translaminare;
- E’ fitotossico sulla varietà Golden e fa arrugginire la mela rendendola brutta ma in realtà è più saporita e croccante.
- Triforine:
- Retroattività: 80-90 ore;
- Profilassi: 3 giorni;
- Ottimo eradicante.
- Fenarimol:
- Profilassi: 3 giorni;
- Bassa azione eradicante;
- Funge anche da antioidico.
- Pyrimetanil:
- Profilassi: 5 giorni;
- E’ anche un antibotritico per la Vite.
- Triazoli:
- Sono tutti molto simili;
- Profilassi: 5 giorni;
- Retroattività: 80-90 ore;
- Elevata azione eradicante;
- Endoterapici sulla foglia, il frutto tende a sfuggire al trattamento;
- Il più importante è il Bitertanolo (nome commerciale Bycor);
- Sono anche antioidici per il Melo. Vengono impiegati perché alcuni zolfi usati contro l’Oidio potrebbero ustionare i frutti dando rugginosità, quindi bisognerebbe usare quelli più raffinati e costosi.
- Podosphaera leucotricha (f. sessuata)
- Oidium farinosum (f. asessuata)
- Divisione: Eumycota
- Sottodivisione: Ascomycotina
Identificazione e sintomi
Può essere presente già in fase primaverile e colpisce germogli, foglie, fiori e frutti.
I germogli colpiti si presentano stentati, contorti e deformi con una leggera polvere biancastra.
Le foglie vengono colpite all’apice e deformate, su di esse si manifesta una polverina biancastra. Se l’infezione è grave ci può essere filloptosi.
I fiori vengono raramente colpiti e nel caso di infezione si verifica una colatura.
Sui frutti provoca rugginosità più o meno grave.Ciclo biologico
Le infezioni iniziano a 8-10°C e si bloccano a 33°C. Le infezioni primarie sono causate da miceli svernanti, quelle secondarie da conidi, la forma sessuata è rara.
Lotta
- Agronomica: asportazione degli apici colpiti;
- Farmaci usati anche per la Ticchiolatura;
- Polisolfuri di Calcio in inverno che eliminano sia funghi che insetti.
- Nectria galligena (f. sessuata)
- Cylindrocarpon mali (f. asessuata)
- Divisione: Eumycota
- Sottodivisione: Ascomycotina
Identificazione e sintomi
Colpisce le Rosacee, soprattutto le piante lasciate a se stesse. Può colpire tutta la pianta causando la desquamazione della corteccia o la fessurazione con la messa a nudo dei tessuti sottostanti.
- Cancro aperto: il legno sottostante viene messo a nudo, significa che la pianta non reagisce;
- Cancro chiuso: la corteccia presenta delle nodosità e delle collosità senza la messa a nudo dei tessuti sottostati. Significa che la pianta sta reagendo.
Ciclo biologico
E’ un fungo feritadipendente che infetta a fine estate e fuoriesce in primavera.
Lotta
- Agronomica: risanare le parti colpite asportando i tessuti malati altrimenti la pianta muore;
- Rame e Poltiglia Bordolese.
- Quadraspidiotus perniciosus
- Classe: Insetti
- Ordine: Rincoti
- Famiglia: Diaspinidi
Identificazione e sintomi
E’ stato importato in Europa dagli scambi commerciali con l’America a fine 1800.
Si presenta in colonie ed è protetta da uno scudetto che nelle femmine si presenta come un follicolo tondeggiante mentre nei maschi è allungato. Spesso si stratificano (colonia crostosa) rendendo difficile la lotta. Colpisce gli organi legnosi, frutti e foglie.
Il danno è dato dagli enzimi presenti nella saliva emessa con le punture trofiche che causano reazioni allergiche che si evidenziano con una chiazza rossa con al centro un puntino bianco che è lo scudetto.
Causa un deprezzamento del frutto.Ciclo biologico
Sverna come giovane neanide di prima o seconda età sotto i follicoli. Ad aprile compaiono gli adulti che si accoppieranno e ovideporranno, le femmine sono attere mentre i maschi sono alati. I maschi sono presenti in colonie diverse da quelle delle femmine. Compie 3 generazioni all’anno.
Lotta
- Fine inverno: Olio Bianco attivato (con Clorpirifos-Metil, Quinalfos, Metidiaton);
- Febbraio: Polisolfuri di Calcio;
- Contro le prime due generazioni si usano Quinalfos, Clorpirifos-Metil e Dimetoato, contro la terza il Metidiaton;
- Lotta biologica: Encarsia prospatella (=perniciosi) in primavera.
- Dysaphis plantaginea
- Classe: Insetti
- Ordine: Rincoti
- Famiglia: Afididi
Identificazione e sintomi
Insetto presente in climi umidi, è uno dei più pericolosi per il Melo, ha un aspetto polverulento ed è di color grigiastro. Vive in colonie sui germogli e sotto le foglie.
Il danno è dato dalle punture trofiche che creano sulle foglie accartocciamenti, sui fiori colatura e sui frutti deformazione che li deprezzano. Inoltre produce melata che provoca asfissia e l’attacco secondario di fumaggini con conseguente filloptosi.Ciclo biologico
E’ a ciclo dioico, l’ospite primario è il Melo, quello secondario è il Plantago. Sverna come uovo nerastro sui rami. A marzo-aprile nascono le fondatrici che per partenogenesi danno origine a 4-5 generazioni di fondatrigenie le quali partoriscono e a fine giugno compaiono le migranti alate che si portano sull’ospite secondario e danno origine ad alcune generazioni. A fine estate-inizio autunno compaiono le sessupare alate che si riportano sul Melo dove producono soggetti anfigonici che si accoppieranno e deporranno le uova destinate a svernare.
Lotta
- Prevalentemente chimica;
- Da effettuare in pre e post fioritura ma non in fioritura perché per avere frutti di buona pezzatura è necessaria una buona impollinazione incrociata;
- Soglia d’intervento: un insetto su tutto il frutteto, quindi basta vederlo per giustificare il trattamento in quanto è molto pericoloso e le colonie saranno sicuramente presenti;
- Lotta chimica: Vamidotion, Azadiractina (nome commerciale Oikos, sostanza naturale estratta dall’albero del Neem), Imidacloprid, Oxidemeton-Metile, Thiametoxam e Acetamiprid.
- Alternare sempre i principi attivi in quanto come tutti gli afidi installa molto facilmente ceppi resistenti.
- Lotta biologica:
- Coccinelle (Coleotteri Coccinellidi);
- Chrysopa carnea (Neurotteri Crisopidi);
- Ditteri Cecidomidi;
- Ditteri Sirfidi;
- Imenotteri parassitoidi;
- Acari predatori (Allothrombium).
- Aphis pomi
- Classe: Insetti
- Ordine: Rincoti
- Famiglia: Afididi
Identificazione e sintomi
E’ di colore verdastro, vive in colonie sui germogli e sulla pagine inferiore delle foglie.
Il danno è dato dalle punture trofiche che causano accartocciamento delle foglie e deformazione dei germogli. Inoltre viene prodotta melata. Può essere vettore di virosi. Non colpisce il frutto.Ciclo biologico
E’ a ciclo monoico. Sverna sui rami come uovo di colore nero. Ad aprile-maggio nascono le fondatrici che originano per partenogenesi 15-20 generazioni, in autunno compaiono le sessupare che originano soggetti anfigonici che producono le uova svernanti.
Lotta
- Viene controllato dai trattamenti fatti per l’Afide Grigio;
- Soglia d’intervento: 15-20% dei germogli infettati;
- Lotta biologica: simile a quella all’Afide Grigio.
- Eriosoma lanigerum
- Classe: Insetti
- Ordine: Rincoti
- Famiglia: Pemfigidi
Identificazione e sintomi
E’ di colore rossastro ed è ricoperto da una secrezione cerosa che sembra cotone bianco. Vive in colonie su rami, radici e tronco. E’ il tipico afide che si trova su piante abbandonate.
Il danno è dato dalle sue punture trofiche che creano tumori, nodosità e deformazioni predispongono la pianta ad infezioni secondarie quali quelle dovute alla Nectria (Cancro delle Pomacee).Ciclo biologico
E’ a ciclo monoico. Sverna come femmina giovane sui rametti, in primavera riprende l’attività compiendo 15-20 generazioni fino alla fase autunnale. La diffusione tra le piante è garantita da alcuni individui alati che compaiono in autunno.
Lotta
- Identica a quella contro l’Afide Grigio;
- Soglia d’intervento: 10% di organi colpiti;
- Lotta biologica: Aphelinus mali (Imenottero Afelinide).
- Stigmella malella
- Classe: Insetti
- Ordine: Lepidotteri
- Famiglia: Stigmellidi
Identificazione e sintomi
E’ un insetto fillominatore.
Il danno è dato dalle gallerie serpentiformi (ofionomi) che crea nel mesofillo. Il raro attacco massiccio comporta la filloptosi.Ciclo biologico
Sverna come crisalide nel terreno. Compie 4 generazioni all’anno. Gli adulti della prima generazione compaiono ad aprile-maggio. La seconda generazione si ha a giugno, la terza a luglio e la quarta ad agosto-settembre. L’ultima generazione produce le crisalidi svernanti.
Lotta
- Solitamente non è necessaria;
- Simile a quella contro il Cemiostoma.
- Leucoptera scitella (=malifoliella)
- Classe: Insetti
- Ordine: Lepidotteri
- Famiglia: Lionetidi
Identificazione e sintomi
E’ un insetto fillominatore.
Il danno è dato dalle gallerie circolari irregolari di 5-7 mm (stigmatonomi) che crea nel mesofillo. L’insetto parte da un punto espandendosi in maniera spiralata mentre si nutre del mesofillo fogliare (tessuto a palizzata) provocando filloptosi in seguito.
Le crisalidi rimangono nella parte calicina del frutto pregiudicandone l’esportazione all’estero con conseguente danno economico.Ciclo biologico
Compie 4-5 generazioni, depone sulla pagina inferiore della foglia.
Sverna come crisalide sul tronco o raramente sui frutti in magazzino.
Ad aprile compaiono gli adulti che danno origine alla prima generazione, a giugno si ha la seconda generazione, a luglio-agosto la terza, a fine estate la quarta che si incrisalida e sverna.Lotta
- Soglia d’intervento:
- Prima generazione: 20-30% di foglie con uova o di mine con larva;
- Seconda generazione: 15-20% di foglie con uova o di mine con larva;
- Terza generazione: 10% di foglie con uova o di mine con larva;
- In fase di ovideposizione:
- Flufenoxuron;
- Teflubenzuron;
- Diflubenzuron;
- In presenza di mine già formate:
- Metomil;
- Imidacloprid;
- Metidation;
- Si usava il Fenoxycarb ma è stato sospeso perché inibiva la filatura del baco da seta;
- Trappole sessuali: a fine marzo in quantità di 1-2 ad ettaro come indicatrici del picco di sfarfallamento e conseguente picco di massima ovideposizione.
- Lithocolletis (=Phyllonorycter) blancardella
- Classe: Insetti
- Ordine: Lepidotteri
- Famiglia: Gracillaridi
Identificazione e sintomi
E’ un insetto fillominatore.
Il danno è dato dalle gallerie allungate (pticonomi) che crea nel mesofillo in cui tesse dei fili di seta a zig-zag da un’estremità all’altra parallelamente alle nervature secondarie.
La foglia si accresce ma non si distende in corrispondenza delle mine a causa della seta, conseguentemente c’è un distacco dell’epidermide che causa un rigonfiamento ovoidale con puntinature bianco-giallastre della pagina superiore e un sollevamento dei tessuti su quella inferiore. In seguito ci può essere filloptosi.Ciclo biologico
Sverna come crisalide sulle foglie cadute sul terreno. Compie 4 generazioni all’anno, la prima ad aprile-maggio, la seconda a fine luglio, la terza ad agosto e la quarta a fine estate con la formazione delle crisalidi svernanti.
E’ un ipermetabolo e quindi ha due tipi di larve, quella di primo tipo è apode, quella di secondo tipo ha zampe e pseudozampe.Lotta
- Viene controllato con la lotta al Cemiostoma;
- Soglia d’intervento:
- 50% delle foglie infestate;
- 2 mine per foglia per la seconda e terza generazione;
- Trappole sessuali: alla terza decade di marzo in quantità di 1-2 ettaro con una soglia di 100 adulti per trappola per settimana.
- Cydia (=Carpocapsa) pomonella
- Classe: Insetti
- Ordine: Lepidotteri
- Famiglia: Tortricidi
Identificazione e sintomi
E’ l’insetto più dannoso per le Pomacee. Le larve sono carpofaghe e danneggiano direttamente il frutto scavando gallerie nella polpa (il famoso “bruco”).
Ciclo biologico
Compie 2-3 generazioni all’anno. Sverna come larva racchiusa in un bozzolo sulla corteccia. Ad aprile-maggio si sposta nel terreno e si impupa e poi sfarfalla (primo volo). Depone le uova sulla foglia producendo le larve di prima generazione a fine maggio. La seconda generazione si ha alla prima decade di luglio e la terza ad agosto che produrrà le larve svernanti.
Lotta
- Soglia:
- 1-2 individui a settimana a trappola sulle trappole sessuali in quantità di 2-3 per il primo ettaro e 1 per i successivi;
- 1% dei frutti che presentano il foro d’entrata;
- Per la prima generazione si usano chitinoinibitori: Diflubenzuron, Flufenoxuron, Lufenoxuron, Teflubenzuron o con M.A.C. (Tebufenozide, induttore di muta) subito dopo il raggiungimento della soglia o 4-5 giorni dopo l’inizio del volo;
- Per la seconda e terza generazione: Etofenprox, Clorpirifos-Metil e Fenitrotion;
- Lotta biologica:
- Nematodi naturali che comunque non riescono a far molto;
- Confusione sessuale;
- Granulovirus;
- Fungo: Beauveria bassiana.
- Pandemis cerasana
- Classe: Insetti
- Ordine: Lepidotteri
- Famiglia: Tortricidi
Identificazione e sintomi
E’ un insetto ricamatore.
Le larve svernanti creano erosioni sui germogli e sui mazzetti fiorali fino alla loro distruzione. Le erosioni sui frutticini causano la loro cascola.
Le larve successive rodono il parenchima fogliare e sui frutti incidono l’esocarpo facendolo sembrare ricamato creando ferite recettive per infezioni secondarie.Ciclo biologico
Compie 2 generazioni all’anno. Sverna come giovane nella corteccia.
In primavera si incrisalida con conseguente sfarfallamento.
Gli adulti si accoppiano e depongono le uova da cui a giugno-luglio nascono le larve di prima generazione.
La seconda generazione compare ad agosto e i giovani sono destinati a svernare.Lotta
- Soglia d’intervento:
- In fioritura: 15-20% dei germogli colpiti;
- Dopo la fioritura: 5% dei germogli colpiti o con presenze;
- Con trappole: 15 individui per trappola a settimana se si considera solo la Pandemis, se si considerano cumulativamente anche gli altri ricamatori la soglia è di 30 individui a settimana in 2 trappole;
- Si tratta con Bacillus thuringiensis, Etofenprox o Quinalfos:
- Per la prima generazione a 2 settimane dalle catture;
- Per la seconda generazione a 1 settimana dalle catture;
- Contro la generazione svernante si usano Quinalfos, Clorpirifos-Metil (prefioritura);
- Contro le altre generazioni si usano Flufenoxuron, Tebufenozide (caduta petali).
- Archips podanus
- Classe: Insetti
- Ordine: Lepidotteri
- Famiglia: Tortricidi
Identificazione e sintomi
E’ un insetto ricamatore.
Il danno è identico a quello della Ricamatrice delle Pomacee.
La prima generazione attacca il germoglio e i mazzetti fiorali, la seconda le foglie ed i frutti.Ciclo biologico
Compie 3 generazioni all’anno. Sverna come giovane sulla parte aerea della pianta.
Gli adulti sfarfallano a maggio-giugno. La prima generazione si ha a giugno-luglio, la seconda ad agosto e la terza a settembre.Lotta
- Identica a quella contro la Ricamatrice delle Pomacee;
- Bacillus thuringiensis al picco delle catture, da ripetere dopo 7 giorni;
- Fosforganici, Clorpirifos-Metil ed Etofenprox.
- Argyrotaenia pulchellana
- Classe: Insetti
- Ordine: Lepidotteri
- Famiglia: Tortricidi
Identificazione e sintomi
E’ un insetto ricamatore.
Crea erosioni sull’esocarpo producendo ricami. Colpisce germogli e mazzetti fiorali.Ciclo biologico
Compie 3 generazioni all’anno. Sverna nel terreno come crisalide. Ad aprile compaiono gli adulti.
La prima generazione compare a maggio, la seconda a giugno-luglio e la terza a settembre che darà le larve destinate a svernare.Lotta
- Soglia d’intervento:
- Con trappole sessuali: 5 catture settimanali;
- Con campionamento: si osserva la quantità di germogli con presenze e la quantità di frutti colpiti;
- I prodotti sono gli stessi usati contro la Ricamatrice delle Pomacee.
- Adoxophyes reticulana
- Classe: Insetti
- Ordine: Lepidotteri
- Famiglia: Tortricidi
Identificazione e sintomi
E’ un insetto ricamatore.
Il danno è identico a quello degli altri ricamatori.Ciclo biologico
Compie 2 generazioni all’anno. Sverna come larva giovane sulla pianta. In primavera inizia a nutrirsi dei germogli e delle infiorescenze. A maggio compaiono gli adulti.
La prima generazione si ha a giugno-luglio, la seconda ad agosto-settembre.Lotta
- Soglia d’intervento: 5 catture settimanali per trappola sessuale;
- I prodotti sono gli stessi usati contro la Ricamatrice delle Pomacee.
- Synanthedon myopaeformis
- Classe: Insetti
- Ordine: Lepidotteri
- Famiglia: Sesidi
Identificazione e sintomi
Ha una fascia arancione sul dorso e le ali quasi trasparenti, assomiglia più ad un Imenottero che ad un Lepidottero in quanto le squame sono presenti solo in piccole zone.
Il danno è dato dalle larve che scavano gallerie subcorticali provocando ferite recettive per infezioni secondarie. Il danno è maggiore sui giovani impianti o sulle piante abbandonate in quanto diventano meccanicamente deboli e con il vento possono rompersi.Ciclo biologico
Compie 1 generazione ogni 2 anni. Se il ciclo si compie in 2 anni sverna come larva di ultima età o come crisalide all’interno delle gallerie. Se il ciclo si compie in 1 anno sverna come uovo sulla corteccia.
Il ciclo sarà di 1 anno in un ambiente favorevole, di 2 in un ambiente sfavorevole.Lotta
- Soglia d’intervento:
- Nei giovani impianti: 20-30 catture settimanali per trappola sessuale;
- Nei vecchi impianti: 5-10 larve per tronco a luglio-agosto;
- Endosulfan in autunno;
- Clorpirifos-Metil in primavera;
- Lotta biologica: Nematodi entomoparassiti che si spostano nelle gallerie grazie ai succhi e raggiungono le larve.
- Cossus cossus
- Classe: Insetti
- Ordine: Lepidotteri
- Famiglia: Cossidi
Identificazione e sintomi
Colpisce tutte le piante arboree, anche quelle ornamentali.
E’ molto facile osservarlo sul noce o su piante giovani o abbandonate.
La larva raggiunge i 10 centimetri di lunghezza ed è di colore rosso. Colpisce i rami principali.
Il danno è dato dalle larve che scavano gallerie indebolendo e danneggiando il legno. Lo si nota in quanto dal foro d’entrata fuoriescono linfa, deiezioni e rosure che macchiano la pianta su un lato.Ciclo biologico
Compie 1 generazione ogni 3 anni. Gli adulti compaiono nella primavera del terzo anno, si accoppiano e la femmina ovidepone alla base della pianta o all’impalcatura delle grosse branche. Dopo 3 settimane compaiono le larve che per i primi 20 giorni sono gregarie e poi diventano solitarie.
Lotta
- La migliore è quella agronomica e si attua in due metodi:
- Il metodo migliore prevede di infilare un sondino da elettricista nel foro d’entrata infilzando la larva;
- Il secondo metodo prevede di immettere nel foro d’entrata una scheggia di Carburo di Calcio chiudendo la galleria con un po’ di terra. L’Acetilene che si sprigiona a contatto con la linfa intossica la larva;
- Si può effettuare una cattura massale dei maschi con 5-20 trappole sessuali ad ettaro;
- La cattura massale deve essere fatta abbinandola alla confusione sessuale e al monitoraggio delle piante;
- Lotta biologica: si possono impiegare funghi parassiti che però non garantiscono il successo.
- Zeuzera pyrina
- Classe: Insetti
- Ordine: Lepidotteri
- Famiglia: Cossidi
Identificazione e sintomi
Le larve sono gialle sono di 5-6 centimetri con puntini neri. Gli adulti sono bianchi con puntini neri.
Il danno è dato dalle larve che scavano gallerie nei rametti rendendo la pianta meccanicamente debole.
Le larve entrano dai germogli e prima di fermarsi su uno definitivo ne provano vari.Ciclo biologico
Compie 1 generazione ogni 2 anni. Le larve si impupano verso la primavera del secondo anno. Gli adulti si accoppiano e depongono le uova nelle vecchie gallerie o negli anfratti della scorza e dopo 3 settimane si hanno le larve.
Lotta
- Agronomica: potatura dei rametti con il foro;
- Cattura massale con 10 trappole sessuali ad ettaro;
- Lotta biologica: Nematodi entomoparassiti.
- Anthonomus pomorum
- Classe: Insetti
- Ordine: Coleotteri
- Famiglia: Curculionidi
Identificazione e sintomi
E’ lungo 5 millimetri ed ha il rostro allungato come tutti i Curculionidi.
Il danno è dato dalle larve che si nutrono del fiore che viene rosicchiato dando una forte colatura e compromettendo la fecondità. Gli adulti si nutrono delle foglie.Ciclo biologico
Compie 1 generazione all’anno. Sverna come adulto nella corteccia o sulle foglie cadute a terra. A marzo riprende la sua attività, si accoppia e la femmina scava un piccolo foro sulle gemme a fiore con il rostro e ovidepone. A maggio-giugno c’è lo sfarfallamento.
Lotta
- Si basa sull’eliminazione della forma svernante;
- Olio Bianco Attivato a fine inverno;
- Polisolfuri a febbraio.
Bolla del Pesco
Oidio del Pesco
Monilie
Mal del Piombo Parassitario delle Drupacee
Cancro del Pesco o Fusicocco
Corineo o Vaiolatura del Pesco
Tripide del Pesco
Afide Farinoso del Pesco
Cocciniglia Bianca del Pesco
Tignola del Pesco o Anarsia
Tignola Orientale del Pesco o Cidia
Mosca della Frutta
|
|
|
Identificazione e sintomi
La Bolla è la principale malattia funginea del Pesco. E’ presente in maniera ordinaria solo nel periodo primaverile.
Le foglie escono dalla gemma già infette e assumono una colorazione rosso-verdognola e si deformano con conseguente filloptosi. La frattura è vitrea. La pianta ricaccia continuamente sprecando energie.
Il frutto viene deprezzato perché presenta la superficie corrugata (erinosi).
I fiori sono ispessito e deformi con conseguente colatura.
Ciclo biologico
Non ha corpo fruttifero, ci sono solo aschi con ascospore che danno origine non ad un micelio ma ad una conidiogemma. La conidiogemma è un’ascospora che produce un conidio e può svernare negli anfratti della pianta.
Lotta
- E’ solo preventiva;
- Si attua in 3 momenti:
- Autunno: a novembre con Ziram a doppia dose e adesivante;
- Fine gennaio: con Ziram a doppia dose e adesivante;
- Prima della ripresa: con Ziram a dose normale;
- Si possono impiegare anche:
- Olio Bianco a fine inverno;
- Polisolfuri di Bario a fine febbraio.
|
|
|
Identificazione e sintomi
E’ un fungo ectofita, colpisce tutte le parti erbacee.
Le foglie presentano una deformazione della lamina fogliare con formazione di tacche clorotiche e successiva formazione di una muffetta bianca.
I germogli subiscono un blocco nello sviluppo, hanno internodi corti e si distendono poco.
I frutti hanno tacche clorotiche con successiva formazione del micelio bianco e suberificazione di tale zona.
Ciclo biologico
Inizia a svilupparsi attorno agli 8-10°C e si blocca a 30°C. Colpisce anche la Rosa e si presenta in autunni poco piovosi ma con alta umidità. Nel Lauroceraso provoca deformazioni della foglia con successiva formazione di una polverina bianca e di fori.
Lotta
- Zolfo (da non impiegare sulle Nettarine a causa della fitotossicità);
- Triazoli;
- Triforine;
- I trattamenti iniziano dopo la fioritura e hanno cadenza settimanale.
|
|
|
Identificazione e sintomi
Colpisce frutti e rametti.
I frutti presentano muffe circolari. Il fungo si espande in maniera circolare e durante il giorno produce muffetta, di notte no, risultano quindi evidenti una serie di cerchi concentrici con e senza muffetta. I frutti in seguito mummificano.
I rametti presentano delle tacche che degenerano in cancri con emissione di gomma sulla parte apicale.
I frutti possono essere colpiti anche dopo la raccolta e in questo caso diventano neri.
Ciclo biologico
La forma sessuata produce apoteci, quella asessuata si manifesta con le mummie. Penetra dai fiori.
Lotta
- Preventiva: eliminazione dei rametti e frutti mummificati;
- Chimica:
- Triazoli, Fludioxonil+Ciprodinil: in prefioritura e a fine fioritura, in piena fioritura solo se il periodo è piovoso e umido;
- Procimidone: a 5 settimane dalla raccolta.
|
|
|
Identificazione e sintomi
E’ una malattia del legno causata da un fungo. La pianta è destinata a morire anche se si può manifestare un decorso cronico con la formazione di basidiocarpo a forma di mensola.
Il fungo ha andamento sistemico, colpisce quindi tutte le parti della pianta.
Il danno è dato dalla reazione della pianta al fungo.
La foglia diventa di colore plumbeo a causa del distacco della cuticola dall’epidermide.
Il legno presenta un anello necrotico.
Lotta
- E’ solo di tipo preventivo, quella chimica non esiste;
- Disinfettare i tagli di potatura e gli attrezzi;
- Asportare le piante malate e disinfettare con fumiganti;
- Lotta biologica: inoculare un fungo antagonista mediante tasselli di legno inoculati con Trichoderma viridae.
|
|
|
Identificazione e sintomi
Colpisce i rami creando una necrosi in corrispondenza delle gemme che si presentano imbrunite e poi evolvono in cancri con emissione di gomma. Se l’imbrunimento interessa tutta la circonferenza del rametto questo dissecca.
Sulle lesione cancerosi si possono osservare dei puntini neri che sono i picnidi.
Lotta
- Agronomica:
- Asportazione frutti apicali;
- Drenaggio per evitare ristagni d’acqua;
- Disinfettare i tagli di potatura;
- Chimica:
- I prodotti sono:
- Ziram;
- Ziram + Benzimidazolo (Tiofanate-metil);
- Ziram + Triazolo (Bitertanolo);
- I momenti in cui si effettua la lotta sono:
- Autunno: quando il 50-70% delle foglie sono cadute;
- Fine gennaio;
- Prefioritura (bottoni rosa);
- Postfioritura;
- Alla scamiciatura (il frutto spinge le caliptre fiorali)
|
|
|
Identificazione e sintomi
Foglie
Alterazioni cromatiche inizialmente puntiformi rosso-brunastre con alone giallastro che poi diventano aree tondeggianti. In seguito queste parti necrotizzano, si disseccano e cadono lasciando un foro sul lembo fogliare.
Rametti
Si formano tacche tondeggianti brunastre con il centro chiaro che in seguito possono necrotizzare provocando un disseccamento e indebolimento generale con la formazioni di cancri.
Frutti
Presentano tacche tondeggianti brune-rossastre con la parte centrale più chiara. Dal centro delle tacche può fuoriuscire della gomma.
Ciclo biologico
Può svernare come micelio o conidio formatosi nei corpi fruttiferi (acervuli).
Inizia l’attività a 5-6°C e si blocca a 25-26°C. L’infezione parte in seguito ad una bagnatura.
L’Azoto può favorire l’infezione. Fosforo e Potassio la prevengono.
Lotta
- E’ legata a quella contro la Bolla del Pesco;
- I prodotti da usare sono:
- Ziram e Tiram;
- Dithianon e Dodina (entrambi con azione curativa) in primavera;
- I trattamenti si effettuano:
- Alla caduta delle foglie (novembre);
- Fine inverno;
- Ripresa vegetativa;
- Fine fioritura.
|
|
|
|
|
Identificazione e sintomi
Danneggia fiori e frutti con le punture di suzione. Gli enzimi presenti nella saliva brachizzano i germogli e creano rugginosità sul frutto.
Ciclo biologico
Sverna come femmina adulta fecondata.
In primavera ovidepone all’interno dei fiori mediante la terebra.
Compie 2-3 generazioni all’anno che si possono compiere sul Pesco o su piante erbacee o arbustive.
Lotta
- E’ guidata, si impiegano trappole cromotropiche blu in quantità di una ogni 50 metri quadri;
- La soglia è raggiunta con pochi individui per trappola;
- A fine fioritura si interviene con:
- Imidacloprid;
- Metamidofos;
- Diazinone;
- Nella lotta biologica si impiegano nemici naturali quali l’Orius (Rincote Antocoride).
|
|
|
|
|
Identificazione e sintomi
Vive sulla pagina inferiore della foglia. Gli adulti sono ricoperti da una secrezione cerosa che assieme all’elevata produzione di melata provoca filloptosi.
Ciclo biologico
Ha un ciclo dioico, l’ospite primario è il Pesco, quello secondario le piante spontanee palustri come le Cannucce e l’Arundo donax.
Sverna come uovo di colore nerastro ricoperto da secrezioni cerose. Compie 4-5 generazioni.
In estate compaiono le migranti che si portano sull’ospite secondario e in autunno ritornano sul pesco per ovideporre.
-Il ciclo è riassumibile in:
Fondatrici (4-5 generazioni) à Migranti alate à Cannuccia à Virgidogenie à Sessupare alate à Pesco (individui anfigonici) à Uova fecondate durevoli.
Lotta
- Soglia d’intervento: una colonia nel frutteto;
- Prodotti:
- Imidacloprid;
- Etofenprox;
- Oxidemeton-metil;
- Nemici naturali:
- Ditteri Sirfidi;
- Trombididi;
- Rincoti Antocoridi.
|
|
|
|
|
Identificazione e sintomi
E’ di origine Orientale. La femmina è protetta da uno scudetto tondeggiante ed è apode. Depone le uova sotto lo scudetto. Il maschio è alato per poter raggiungere la femmina e accoppiarsi.
Il maschio ha il follicolo di forma allungata fino a maturità.
Il danno è dato dalle punture trofiche e dall’asfissia provocata dai follicoli si rami.
Sui frutti attorno al follicolo si forma un’area rossastra.
Ciclo biologico
Sverna come femmina adulta fecondata. Compie 2-3 generazioni all’anno.
Lotta
- Preventiva: invernale, con Polisolfuri di Bario o Olio Bianco Attivato (con Clorpirifos-metil);
- Guidata:
- Impiego di trappole sessuali;
- Metà maggio: Clorpirifos-metil;
- Su neanidi estive: chitinoinibitori;
- Nemici naturali: Coccinellidi.
|
|
|
|
|
Identificazione e sintomi
Il danno è dato dalle larve.
Le larve danneggiano i fiori entrando nei boccioli e distruggendoli nella fase primaverile, poi si portano sui germogli dove arrecano danni particolarmente gravi scavando gallerie al loro interno nella zona del midollo. I germogli appassiscono improvvisamente con successiva perdita dei cimali.
Sui frutti le larve provocano danni simili a quelli causati dalla Cydia molesta, scavano gallerie nella polpa, spesso fuoriesce della gomma.
I frutti cadono e marciscono.
Ciclo biologico
Sverna come larva giovane sotto la scorza dei rametti. Compie 3 generazioni all’anno.
Lotta
- Soglia d’intervento:
- 10% degli organi colpiti;
- 7-8 adulti per trappola per settimana;
- Interventi:
- A 14-15 giorni dal superamento della soglia per la prima generazione;
- A 4-6 giorni dal superamento della doglia per le generazioni successive;
- Prodotti:
- Azinfos-metile;
- Carbaril;
- Clorpirifos-etil;
- Etofenprox;
- Bacillus thuringiensis: 2 interventi, uno a soglia raggiunta e uno dopo 7 giorni.
|
|
|
|
|
Identificazione e sintomi
Il danno è dato dalle larve che nei germogli scavano gallerie nella zona midollare causando avvizzimenti e conseguente perdita (prima generazione) e nei frutti scavano gallerie nella polpa fino al nocciolo. I frutti emettono gomma e spesso cascolano.
Ciclo biologico
Sverna come larva matura in bozzoletti (negli anfratti della corteccia o nel terreno) o in magazzino.
Compie 4-5 generazioni all’anno al ritmo di una ogni 20 giorni.
Le femmine ovidepongono sui giovani germogli.
Lotta
- Soglia d’intervento:
- 10% dei germogli colpiti;
- 10 adulti per trappola per settimana;
- Interventi:
- Invernali: con Solfato di Bario;
- A 7-8 giorni dal superamento della soglia per la prima generazione;
- A 4-6 giorni dal superamento della soglia per le altre generazioni;
- Prodotti:
- Etofenprox;
- Fenitrotion;
- Clorpirifos-etil.
|
|
|
|
|
Identificazione e sintomi
Il danno è dato dalle punture di ovideposizione che determinano la marcescenza del frutto e dalle larve che si sviluppano in modo gregario nel frutto cibandosi della polpa e provocandone il disfacimento e l’attacco di infezioni secondarie. I frutti cascolano.
Ciclo biologico
Sverna come pupa nel terreno. Compie 4-5 generazioni (6-7 al sud). Ovidepone nei frutti.
Lotta
- Trappole cromotropiche gialle;
- Alla presenza dei primi adulti o di punture da ovideposizione si interviene con Etofenprox, Azinfos-metil o Fenitrotion;
- Lotta biotecnologica: tecnica dell’autocidio. Si immettono nell’appezzamento dei maschi sterili che si accoppiano con le femmine che poi non accettano altri accoppiamenti. In questo modo non si ha la fecondazione.
Ticchiolatura del Pero
Maculatura Bruna del Pero
Colpo di Fuoco Batterico del Pero
Moria del Pero
Tingide del Pero
Psilla del Pero
Cecidomia dei frutti
Tentredine o Oplocampa del Pero
Limacina
Ragnetto Rosso Comune
|
|
|
Identificazione e sintomi
E’ molto simile a quella del Melo ma non è un problema in quanto le foglie sono coriacee e colpisce il frutto raramente.
Colpisce tutte le parti verdi e si sviluppa anche dopo la raccolta sul frutto che diventa nero (forma larvata della Ticchiolatura).
Lotta
- E’ meno incisiva rispetto a quella fatta sul Melo;
- I farmaci sono gli stessi del Melo ma si tende ad usare quelli poco endoterapici.
|
|
|
Identificazione e sintomi
E’ stata importata e inizialmente veniva chiamata Alternaria del Pero. L’eziologia è incerta.
Compare quando il frutto è già in fase di maturazione e colpisce rami, foglie e frutti.
Viene favorita dall’umidità, dalla piovosità e dall’irrigazione, specialmente quella soprachioma.
Sulle foglie si evidenziano delle macchie circolari che tendono ad allargarsi causando una diminuzione del tessuto fotosintetizzante.
I frutti presentano inizialmente macchie con alone rossastro che poi attaccano anche la polpa facendola diventare marrone pregiudicando la vendita del frutto.
Ciclo biologico
Non è stato ancora bene identificato ma si pensa che ci sia una metagenesi cioè un’alternanza tra fase sessuata e fase asessuata, pertanto diventerebbe classificato come Ascomycotina.
Lotta
- Agronomica:
- Raccolta ed eliminazione delle parti colpite;
- Scelta accurata dell’irrigazione;
- Chimica:
- I farmaci sono gli stessi impiegati contro la Ticchiolatura;
- Privilegiare i Ditiocarbammati o Iprodione o Procimidone;
- Miscela di contatticida e endoterapico;
- Urea in autunno.
|
|
|
Identificazione e sintomi
E’ favorito da temperature elevate e dalle estati calde. Colpisce fiori, foglie, germogli e frutti.
I fiori colpiti hanno imbrunimenti ma difficilmente colano.
Le foglie possono essere colpite direttamente (infezione della foglia) o indirettamente (infezione del germoglio). Se vengono colpite indirettamente si evidenzia un arrossamento marginale, se invece vengono colpite direttamente si forma un triangolo rossastro con il vertice rivolto verso il picciolo.
Gli apici dei germogli tendono a piegarsi appassendo con conseguente imbrunimento.
Sul frutto si evidenzia un imbrunimento grigio-nero già dal frutticino o sul frutto già sviluppato.
Il legno in degenerazione forma un essudato che serve ai batteri per propagarsi.
Ciclo biologico
Penetra da ferite o aperture naturali. Viene veicolato da insetti. Si conserva sottoforma di essudato che poi verrà disperso grazie alla pioggia o al vento.
Lotta
- Agronomica: asportazione e bruciatura delle parti colpite;
- Chimica: si basa sull’uso del Rame come batteriostatico ed in particolare si effettua in:
- Autunno e inverno: Rame o Poltiglia Bordolese;
- Primavera: Rame;
- Estate: Idrossido di Rame o Solfato di Rame Tribasico perché il Rame puro macchia il frutto.
|
|
|
Identificazione e sintomi
In Italia è comparsa negli anni ’50. Può manifestarsi in maniera lenta o acuta. Colpisce tutta la pianta e si diffonde anche tramite innesto.
Le foglie diventano rosse in estate-autunno con consistenza papiracea. La vegetazione è meno vigorosa.
Ciclo biologico
Viene veicolata dalla Psylla.
Lotta
- E’ solo preventiva contro l’insetto vettore;
- Le piante colpite vanno espiantate.
|
|
|
|
|
Identificazione e sintomi
Assomiglia a quello del Platano. Le ali a riposo sono disposte orizzontalmente e presentano nervature molto articolate e ricoperte da una membrana trasparente.
Sulla pagina inferiore della foglia si evidenziano punteggiature nere dovute alle punture di ovideposizione delle femmine, sulla pagina superiore della foglia invece si vedono puntinature giallo-argentee.
Da distante si nota quindi una decolorazione della foglia dovuta alla sottrazione di linfa che, in caso di gravi attacchi, può portare alla filloptosi.
Ciclo biologico
Compie 3-4 generazioni all’anno. Sverna come adulto negli anfratti della corteccia. In primavera riprende l’attività, si accoppia e a maggio ovidepone nel mesofillo fogliare ricoprendo la parte scoperta delle uova con escrementi. La prima generazione compare a giugno, la seconda a luglio e la terza ad agosto.
Lotta
- Solitamente non serve perché viene controllato con gli interventi contro gli altri insetti;
- I farmaci da impiegare sono: Fenitrotion, Dimetoato, Piretroidi, Fosalone, Amitraz.
|
|
|
|
|
Identificazione e sintomi
Morfologicamente assomiglia ad una colomba. I giovani si trovano sulle foglie giovani, sui rametti giovani e in tutte le parti nuove della pianta (solitamente quelle apicali).
Il danno è dato in modo diretto dalle punture di suzione con l’alterazione dei tessuti che necrotizzano ed in modo indiretto con l’elevata produzione di melata che ricopre anche le neanidi.
E’ vettore del Fitoplasma Moria del Pero.
Ciclo biologico
Compie 4-5 generazioni all’anno. Sverna come adulto, riprende l’attività a fine inverno quando la temperatura media raggiunge i 10° C, si accoppia, ovidepone sulla corteccia o in prossimità delle gemme. La prima generazione si ha ad aprile, la seconda a maggio-giugno, la terza a luglio,la quarta ad agosto e la quinta solo se le condizioni lo consentono.
Lotta
- Soglia d’intervento: si tratta se il rapporto tra i getti con Psille e quelli con Rincoti Antocoridi (predatori naturali della Psilla) è maggiore di 5:1;
- La sera o il mattino prima del trattamento si passa con acqua con bagnanti o detergenti per solubilizzare la melata;
- Si tratta con Amitraz, Piretro, chitinoinibitori (Diflubenzuron, Esaflumuron);
- Non usare i neurotossici in quanto la Psilla instaura ceppi resistenti a questi.
|
|
|
|
|
Identificazione e sintomi
Colpisce i frutti, per ognuno sono presenti più larve che si concentrano nella zona centrale.
Il frutto si deforma e non cresce, infine cade. La Cecidomia Fogliare invece fa arrotolare le foglie causando solo un danno estetico.
Ciclo biologico
Compie 1 generazione all’anno. Sverna come larva matura nel terreno sottostante alla pianta. Ad aprile compaiono gli adulti che si accoppiano e ovidepongono nei fiori ancora chiusi. Le larve mature escono dal frutto, si lasciano cadere sul terreno e svernano.
Lotta
- Preventiva: di tipo agronomico, con lavorazioni sulla fila;
- Se si sono verificate infestazioni negli ultimi anni si interviene in prefioritura (con petali evidenti ma fiori ancora chiusi) o postfioritura con Acefate o Dimetoato.
|
|
|
|
|
Identificazione e sintomi
Colpisce i frutti, per ognuno c’è la presenza di una singola larva che causa la caduta del frutto.
Ciclo biologico
Compie 1 generazione all’anno, in concomitanza della Cecidomia dei frutti. Sverna come larva matura nel terreno sottostante alla pianta. Ad aprile ovidepone sui fiori. A maturità si lascia cadere nel terreno dove svernerà.
Lotta
- Soglia d’intervento: 10-20 catture per trappola;
- Per il monitoraggio si usano trappole cromotropiche bianche;
- Si interviene a fine o inizio fioritura con Imidacloprid, Oxidemeton-Metile o Vamidotion.
|
|
|
|
|
Identificazione e sintomi
E’ presente in maniera sporadica. Viene detto Limacina in quanto le larve assomigliano alle limacce.
Il danno è dato dalle larve che si nutrono del mesofillo fogliare tralasciando tutte le nervature causando la diminuzione del tessuto fotosintetizzante.
Ciclo biologico
Compie 2-3 generazioni all’anno. Sverna come prepupa sulla pianta, in primavera riprende l’attività e a maggio si ha l’ovideposizione all’interno delle foglie.
Lotta
- Dimetoato;
- Acefate;
- Clorpirifos-Metil.
|
|
|
|
|
Identificazione e sintomi
Non ha le setole, è di un colore più brillante ed è più piccolo rispetto a quello della Vite. Il dimorfismo sessuale si nota come differenza di dimensione.
Viene favorito dal clima caldo e si trova sulla pagina superiore e inferiore della foglia.
Lo si trova per tutto il periodo estivo fino in autunno.
Il danno è dato dalle ragnatele che crea sulla superficie fogliare che danno bronzature di colore spento che provocano necrosi e filloptosi.
Ciclo biologico
Compie 8-10 generazioni all’anno. Sverna come femmina adulta. A fine inverno riprende l’attività compiendo le generazioni sulle piante da frutto.
Lotta
- Soglia d’intervento: metà foglie colpite o con presenza di Ragnetti Rossi;
- I prodotti da usare sono gli stessi impiegati contro il Ragnetto Rosso della Vite;
- Usare sempre l’adesivante e il volume normale;
- Lotta biologica:
- Acari Fitoseidi;
- Neurotteri Crisopidi;
- Ditteri Cecidomidi.
- Plasmopara viticola
- Divisione: Eumycota
- Sottodivisione: Mastigomycotina
- Classe: Oomycetes
- 10° C di temperatura media;
- 10 mm di pioggia battente nelle 24-48 ore;
- 10 mm di allungamento del germoglio, a questa lunghezza gli stomi si aprono, diventando funzionali e recettivi.
- 6 settimane se la temperatura è bassa e c’è umidità;
- 3 settimane a 8-10°C;
- 5 giorni a 17-25°C;
- Poche ore con aria calda e asciutta o su foglie esposte al sole.
- Concimazioni equilibrate (qualità e resistenza);
- Sfalcio frequente (evita ristagni di umidità);
- Potature verdi, defogliature cimature (evitano l’infittimento della chioma);
- Forme di allevamento più arieggiate;
- Uso di fitofarmaci con funzione collaterale agronomica (es. il Rame irrobustisce i tessuti);
- Rame: in 120 anni d’uso non ha instaurato ceppi resistenti. E’ un esofarmaco (contatticida) multisito che agisce in 3 modi:
- Altera la permeabilità della Membrana Citoplasmatica sostituendo alcuni cationi utili (H, Ca, Mg, K);
- Inibisce la sintesi degli amminoacidi e degli enzimi, quindi ha una capacità eradicante in quanto la zoospore che si formano hanno la parete cellulare debole in quanto non sintetizzano più le proteine, quindi quando esse si idratano si gonfiano fino a scoppiare;
- Rallenta la biosintesi dell’Acetilcoenzima-A che collega la Citolisi al ciclo di Krebs il quale si blocca e quindi non avviene più la produzione di ATP e le reazioni endoergoniche della cellula non possono più avvenire;
- Solfato di Rame liquido: agevole, minor deposito ma si hanno maggiori difficoltà quando bisogna smaltirlo come rifiuto.
- Solfato di Rame in polvere: più laborioso ma più facile da smaltire.
- Poltiglia Bordolese: data da Solfato di Rame e Calce (effetto caustico, neutralizza il Solfato di Rame). Se al viraggio ci ferma si ha un’azione che blocca la pianta e ha forte impatto come antiperonosporico ma è meno duratura. Se aumento la basicità ho minore impatto ma maggiore durata.
- Ditiocarbammati: antiperonosporici di sintesi ormai superati ma ancora validi, derivano dall’Acido Ditiocarbammico (gruppo Ammonico e Solfidrilico) al quale vengono aggiunti altri gruppi funzionali che fanno perdere l’acidità e danno forma a fungicidi con caratteristiche diverse. Sono farmaci inferiori al Rame ma che funzionano subito, persistono poco (4-5 giorni) e resistono poco al dilavamento. Fungono anche da concimi. Il Metiram ed il Mancozeb vengono ancora usati nel primo trattamento per dare vigoria alla pianta (non usare alla fine). Funzionano chelando le proteine e dei metalli importanti per le foglie, interferiscono nella respirazione cellulare aerobica, non hanno instaurato ceppi resistenti.
- Zineb: dilavamento già a 20 mm, primo ditiocarbammato (anni ‘50);
- Maneb: come lo Zineb ma al posto dello Zn ha il Mn;
- Mancozeb: dato da Zineb e Maneb;
- Ziram: non è un antiperonosporico ma è il principale fungicida nelle Drupacee (autunno, inverno, fine inverno);
- Propineb: fungicida polivalente che agisce per contatto fogliare, ha debole azione antioidica e antiticchiolatura;
- Metiram: minima azione antibotritica, buona azione antiperonosporica, prontezza d’azione e persistenza eccezionale, aumenta la concentrazione zuccherina.
- Famoxate:
- Contatticida monosito;
- Lipofilo, sfugge al dilavamento sciogliendosi nella cuticola fogliare;
- Agisce a livello della catena di trasporto degli elettroni dal Citocromo B al Citocromo C (non arrivano più elettroni all’Ossigeno e la respirazione cessa);
- Associazioni con Mancozeb o Cimoxanil.
- Folpet:
- Multisito;
- Costo di 5-6 €/Kg;
- Dose di 125 g/ha o 200 ml/ha;
- Azione antifermentativa;
- Tempo di carenza di 40 giorni;
- Inibisce l’attività di alcuni enzimi solfidrici andando a bloccare l’attività del coenzima A;
- Azione antiperonosporica, antibotritica e antioidica diretta (elimina per contatto le spore in germinazione) e indiretta (irrobustimento pianta e resistenza all’Oidio);
- Stimola l’allegagione.
- Cimoxanil (n.c. Curzate):
- Citotropico (azione localizzata);
- Retroattività 2 giorni, profilassi 1-2 giorni;
- Ha capacità di entrare rapidamente nei tessuti e alterare il processo respiratorio;
- Interferisce nella sintesi degli Acidi Nucleici e degli amminoacidi;
- Ha una certa azione eradicante;
- Azione sinergica con il Mancozeb.
- Dimetomorf (n.c. Forum):
- Commercializzato con Rame o Mancozeb;
- Usato massimo 3 volte all’anno;
- Endoterapico monosito locosistemico;
- Tende a distruggere la parete cellulare del micelio;
- Azione antisporulante curativa e preventiva;
- Retroattività 2 giorni, profilassi 10 giorni.
- Fenamidone:
- Tempo di carenza 30 giorni;
- 3-4 interventi all’anno;
- Locosistemico translaminare, protegge la foglia ma non entra in circolo;
- Azione collaterale antioidica;
- Blocca la sintesi di ATP (respirazione);
- Inibisce il trasporto di elettroni dal Citocromo B a quello C;
- Commercializzato con Fosetil di Alluminio e Iprovalicarb.
- Iprovalicarb:
- Endoterapico sistemico innovativo;
- Influenza la sintesi della parete cellulare;
- Altera il metabolismo degli amminoacidi diminuendo la presenza di quelli liberi per la sintesi proteica del fungo;
- Non agisce sulla respirazione e sul metabolismo degli acidi nucleici.
- Retroattivo di 2-3 giorni, preventivo per 8-9 giorni;
- Antisporulante e in qualche modo eradicante;
- Commercializzato con contatticidi: Mancozeb, Folpet, Fosetil di Alluminio e Ossicloruri di Rame.
- In base al partner a cui è associato cambia la retroattività e la profilassi.
- Zooxamide:
- Liposolubile, si scioglie nelle cere (cuticola);
- Monosito;
- Per propaganda dicono che ha azione curativa contro la larvata (impossibile).
- Fosetil d’Alluminio:
- Tempo di carenza 40 giorni;
- Induce la produzione di fitoalessine e quindi la pianta si autodifende;
- Andamento acropeto e basipeto;
- Assorbito bene per via radicale;
- Non induce ceppi resistenti;
- Venduto puro all’80% o coformulato;
- Dose di 2,5 kg/ha;
- Riscoperto per la protezione della pianta in primavera e per arrivare in una fase tardiva con la pianta ancora bella;
- Non si deve miscelare con il Rame perché causerebbe reazioni caustiche;
- Da associare con un partner contatticida;
- Non riesce a proteggere il frutto;
- Azoxistrobin:
- Antiperonosporico e antioidico;
- Debolmente endoterapico;
- Ha instaurato ceppi resistenti;
- Ora è usato solo come antioidico;
- Blocca il trasporto degli elettroni;
- Andamento acropeto;
- Profilassi e retroattività per un totale di 10-12 giorni;
- Dopo un giorno entra in attività per il 10%.
- Metalaxil:
- Impedisce la sporulazione;
- Non agisce sulle zoospore;
- Andamento acropeto;
- Retroattivo al 30% dell’infezione (4-5 giorni), profilassi di 8-9 giorni;
- Usare a cavallo della fioritura fino al 10 giugno;
- Massimo 3 trattamenti;
- Trasloca anche nei germogli;
- Viene mescolato con Rame, Folpet e Mancozeb;
- Trattamento ogni 10-12 giorni;
- Non spegne le infezioni in atto.
- Benalaxil:
- Retroattivo di 3 giorni;
- Profilassi di 5-6 giorni;
- Non ferma molto bene le infezioni;
- Veloce nel penetrare i tessuti ma meno del Metalaxil;
- Arriva scarsamente all’apice.
- Calendario piogge: eseguito con prodotti di copertura o con Cimoxanil. Si iniziano i trattamenti dopo che si sono verificati i tre 10. Intervento almeno 2 giorni prima dell’evasione. Se le stagioni sono piovose si copre la vegetazione con prodotti rameici, se c’è l’infezione si usano endoterapici;
- Interventi a turno fisso:
- Con prodotti di copertura: turno fisso ogni 6-7 giorni nelle fasi più a rischio, turno più lungo nelle fasi non a rischio. Questo metodo è stato ormai abbandonato;
- 3 trattamenti a base di Fenilammidi:
- 1° - Al verificarsi dei tre 10 con prodotti di copertura (ripetuto con andamenti stagionali piovosi);
- 2° - In prefioritura, è il 1° con prodotto sistemico
- 3° - Dopo 10-14 giorni, è il 2° con prodotto sistemico (a fine fioritura);
- 4° - Dopo 10-14 giorni, è il 3° con prodotto sistemico (all’allegagione);
- 5° - Dopo 8-9 giorni, con prodotti rameici.
- 2 trattamenti a base di Fenilammidi: i due interventi si fanno nelle fasi più pericolose (fioritura ed allegagione). Questa lotta integra quella a calendario piogge, inizia e termina con prodotti di copertura.
- 4 trattamenti a base di Fenilammidi: è sconsigliata, si inizia con un trattamento sistemico alla regola dei tre 10 più altri 3 interventi con intervalli di 10-14 giorni fino a fine allegagione e poi chiusura Rame.
- Uncinula necator (f. sessuata)
- Oidium tuckeri (f. asessuata)
- Divisione: Eumycota
- Sottodivisione: Ascomycotina
- Corpo fruttifero: si conserva sulla vegetazione infetta caduta a terra;
- Come micelio ectofita: in questo caso l’attacco ai germogli può essere molto precoce.
- Spiroxamina (n.c. Prosper):
- Preventivo ma soprattutto curativo (eradicante);
- Si spera che non instauri ceppi resistenti;
- Trattamento ogni 10-12 giorni;
- Preventivo a 0,7 l/ha, curativo a 1 l/ha
- Si usa anche con infezioni in atto da 7 giorni.
- Zolfi:
- Si effettua sempre una lotta preventiva con gli zolfi;
- Sono ottenuti per sublimazione del minerale, poi i vapori vengono raffreddati ottenendo così zolfi grossolani di 50-60 micron (Fiori di Zolfo) ma siccome sono troppo grossolani si macinano fino a 40 micron (Zolfi Ventilati);
- Si distribuiscono alla mattina presto o alla sera tardi in quanto la foglia è bagnata;
- Resistono al dilavamento fino a 50mm di pioggia;
- Agiscono per sublimazione, quindi se non si ha calore a sufficienza non si formano i vapori e quindi non si ha l’azione fungicida;
- Purezza: si fa evaporare lo Zolfo ottenuto, se evapora tutto significa che era puro al 100%, di solito è cos’ per tutto lo zolfo ottenuto da sublimazione;
- Finezza: la si misura tramite i gradi Cancel. In un cilindro graduato da 1 litro si mettono 5 grammi di Zolfo e si aggiunge Etere Etilico, dopo 5 minuti si va a vedere la sedimentazione. Gli Zolfi validi hanno circa 90° Cancel mentre non dovrebbero mai scendere sotto gli 80° Cancel;
- Più fino è lo Zolfo più evapora velocemente creando ustioni, quindi gli zolfi più fini si usano in primavera (quindi con temperature più basse);
- Elevata persistenza;
- Non ha instaurano ceppi resistenti;
- Riesce a penetrare anche nelle fessure più piccole, quindi entra nel grappolo già serrato;
- Ci sono 4 tipi di zolfi:
- Ventilati:
- 40 micron;
- Azione curativa;
- Azione di disturbo contro i ragnetti della vite;
- Azione leggermente antibotritica (si hanno meno problemi).
- Bagnabili:
- 7-10 micron;
- Usato a luglio ed in estate;
- 7-8 kg/ha;
- Non viene usato in primavera quando la sublimazione non è garantita.
- Micronizzati:
- 5-6 micron;
- Va bene per tutte le stagioni;
- 300-400 g/hl.
- Colloidali:
- 2-6 micron;
- 80-200 g/hl;
- Usati all’inizio fino in postfioritura ma non in fioritura;
- Non usato a luglio o in collina perché persiste poco (3-4 giorni).
- Se fa caldo sublimando più in fretta crea ustioni alle piante.
- Zolfo + antioidico di sintesi da fine giugno in poi;
- Non trattare con Zolfo + Olio Bianco, l’Olio è possibile farlo solo dopo 20 giorni dallo Zolfo;
- Zolfo + Polisolfuri di Bario e di Calcio come insetticida e fungicida:
- Polisolfuro di Calcio: più fitotossico, viene usato sulle pomacee e sulla vite, potrebbe danneggiare la parte apicale perché non completamente lignificata;
- Polisolfuro di Bario: meno fitotossico, viene usato sulle drupacee da fine inverno fino all’ingrossamento gemme in quanto poi diventa fitotossico.
- Fenarimol:
- Anche antiticchiolatura;
- Citotropico translaminare;
- Preventivo e curativo;
- Ha la migliore azione contro il micelio, quindi è scarsamente eradicante.
- Triazoli:
- Inibiscono la biosintesi dell’Ergosterolo che serve durante la formazione della membrana cellulare;
- 10 giorni di persistenza;
- Preventivi e poco curativi;
- Sono rappresentati da:
- Tebuconazolo;
- Flusilazolo;
- Miclobutanil: importante preventivo, curativo ed eradicante, ha effetto contro il Black-Rot;
- Quinoxifen (n.c. Arius):
- Trattamenti a 8-10 giorni di distanza;
- Miglior preventivo antioidico;
- Usare da fine giugno fino a tutto luglio;
- Si ha la certezza quasi matematica di non avere Oidio;
- Costo elevato;
- 300 ml/ha;
- Azione fungicida:
- Impedisce la germinazione delle spore e dei conidi (azione eradicante);
- Si ridistribuisce sottoforma di vapore su foglia e grappolo;
- Usato solo come preventivo;
- Se c’è un inizio di infezione lo si abbina con un antioidico curativo.
- Ampelomyces quisqualis (n.c. AQ 10):
- Polifungicida, si nutre anche dell’Oidio;
- Bisogna fare diversi trattamenti;
- Si può miscelare con Zolfo;
- Si usa dalla ripresa fino a tutto il periodo estivo;
- Dall’invaiatura diventa facoltativo.
- Sclerotinia fuckeliana (f. sessuata)
- Botrytis cinerea (f. asessuata)
- Divisione: Eumycota
- Sottodivisione: Ascomycotina
- 15 ore di bagnatura fogliare;
- 15°C di temperatura media.
- Attiva: con forzatura meccanica ed enzimatica della parete cellulare tramite appressorio, stiletto e sostanze enzimatiche;
- Passiva: tramite stomi, ferite o fori nel tessuto vicino alle cellule di guardia (areole di rottura).
- Si manifesta in fioritura come parassita;
- Si conserva come saprofita nelle caliptre rimaste all’interno del grappolo;
- Riprende sottoforma di parassita.
- A fine fioritura;
- In prechiusura grappolo: da non saltare per nessun motivo, è l’ultima occasione per entrare nel grappolo;
- Ad inizio invaiatura;
- 20 giorni prima della raccolta: data dettata dai tempi di carenza di quasi tutti i curativi.
- Solfobenton:
- Farmaco formato da Solforosa e Bentonite;
- Agisce in due modi:
- La Bentonite è un’argilla, quindi asciuga il grappolo sfavorendo il fungo con un’azione fisica;
- La Solforosa sublimando intossica il fungo.
- 40 kg/ha ma costa come un antibotritico medio;
- 10 giorni di tempo di carenza;
- Si può preparare anche in casa con 20 kg di Zolfo Ventilato e 20 kg di Bentonite. Si mescola lo Zolfo in acqua, lo si filtra, poi si mescola in acqua anche la Bentonite un po’ alla volta.
- Il costo è limitato e funziona bene;
- L’uso dello Zolfo Ventilato implica che si riesce a penetrare nel grappolo già serrato.
- Fenamidone (n.c. Tendor):
- 7 giorni di tempo di carenza;
- Blocca ed impedisce nuove infezioni;
- Si può trattare a 10 giorni dalla vendemmia se associato al Solfobenton.
- Mepanipirim (n.c. Frupica):
- Ottimo in prechiusura;
- Costo elevato;
- Non usare spesso nella stessa stagione.
- Ciprodinil + Fludioxonil:
- Sono i migliori se combinati;
- Costo elevato.
- Iprodione:
- 28 giorni di tempo di carenza;
- Usare come 2° e 3° trattamento per variare principio attivo.
- Rosellinia necatrix
- Divisione: Eumycota
- Sottodivisione: Ascomycotina
- l’unico modo per combattere questo fungo è togliere la pianta e tutte le radici facendo una bella buca. La buca va poi cosparsa di calce con funzione disinfettante che però costituisce un problema per la vite che verrà reimpiantata (rimane stentata per almeno 2 anni) in quanto altera il pH.
- Conviene quindi applicare Solfato di Ferro o Rame nella zona dell’infezione con dosi di 500 g/pianta se dimostra di essere malata oppure 300 g/pianta se limitrofa ad un focolaio.Si può seguire questo metodo di lotta anche durante all’anno, gli effetti si notano dopo almeno 2-3 anni di trattamenti.
- Inoltre si può ostacolare l’infezione concimando la pianta in modo adeguato con Fosforo e Potassio.
- Le fumigazioni si possono fare ma non con la coltura in atto e comunque non garantiscono il risultato.
- Armillariella (=Armillaria) mellea
- Divisione: Eumycota
- Sottodivisione: Basidiomycotina
- Guignardia bidwelli (f. sessuata)
- Phoma uvicola (f. asessuata)
- Divisione: Eumycota
- Sottodivisione: Ascomycotina
- Dimetomorf;
- Cimoxanil;
- I Triazoli riescono a contenere la malattia:
- Il Miclobutanil è il migliore se usato a dosi massime con turno settimanale.
- Lieviti (e batteri acetigeni)
- Divisione: Eumycota
- Sottodivisione: Ascomycotina
- Non concimare troppo con Azoto per non favorire la vigoria;
- Ottimizzare le concimazioni di Fosforo e Potassio (Fosfito di Potassio fogliare);
- Lasciare l’erba sfalciata;
- Difesa da Tignole e Tignolette (dosi massime);
- Cimature, defogliazione;
- Zolfo Ventilato;
- Solfobenton distribuito con impolveratrice per 2 volte (3 con pioggia) magari assieme ad un antibotritico;
- Rame per irrobustire la parete cellulare.
- Stereum hirsutum
- Phellinus ignarius
- Funghi vari
- Divisione: Eumycota
- Sottodivisione: Basidiomycotina
- Acuta: la pianta muore in 3-4 giorni;
- Cronica: è la forma più comune, la pianta deperisce lentamente negli anni, dopo 2-3 anni il suo legno inizia a fessurarsi se non curato.
- Siccome questi funghi sono feritadipendenti bisogna assolutamente evitare di potare prima le piante malate e poi quelle sane, gli arnesi da lavoro vanno quindi disinfettati con alcol puro o con Ipoclorito di Sodio.
- Le piante colpite da decorso cronico possono essere tagliate in inverno poco sopra all’innesto in modo che all’anno successivo la pianta ricacci. Il taglio deve essere obliquo, disinfettato e ricoperto di mastice.
- Per evitare di passare la malattia in fase di potatura bisogna individuare le piante malate in estate e segnarle con dello spago in modo che siano chiaramente riconoscibili.
- Il Fosetil d’Alluminio riesce a far guarire la pianta se la malattia era ad uno stadio iniziale, evita che le piante si ammalino però non riesce ad entrare nel grappolo.
- Phomopsis viticola
- Divisione: Eumycota
- Sottodivisione: Deuteromycotina
- Vanno bene i farmaci antiperonosporici contatticidi/endoterapici:
- Rame;
- Fosetil d’Alluminio: non efficace in quanto non riesce ad essere assorbito allo stato di gemma mossa, quindi le fitoalessine non vengono prodotte;
- Mancozeb: è il più usato (90% dei casi), ma non è il più efficace, va usato a dose massima per la peronospora aumentata di 1/3 (quindi a 200 g/hl);
- Folpet: molto efficace, forse il migliore;
- Metiram: fa meno del Mancozeb.
- La lotta all’Escoriosi ostacola anche la prima infezione primaria della Peronospora;
- Bisogna fare un primo intervento alla fase di gemma mossa e ripeterlo dopo 8 giorni;
- Gli interventi tardivi non sono efficaci.
- Agrobacterium tumefaciens
- Ordine: Eubacteriales
- Famiglia: Rhizobiaceae
- Rame: come preventivo in quanto batteriostatico;
- Espianto della pianta malata;
- Fumigazioni: i principi attivi sono stati eliminati.
- Eutypa lata (=armenicae) (f. sessuata)
- Libertella blefaris (f. asessuata)
- Divisione: Mastigomycotina
- Sottodivisione: Ascomycotina
- Estirpare la pianta colpita per evitare di costituire eventuali inoculi per piante vicine;
- Fare attenzione durante la potatura;
- Eventualmente capitozzare la pianta da sopra l’innesto, ma questo non garantisce la guarigione.
- Flavescenza dorata
- Phytoplasma
- Classe: Mollicutes
- 1 settimana per infettarsi;
- 10-15 giorni per diventare vettore: passa dal suo intestino all’emolinfa e alle ghiandole salivari;
- 1 settimana per infettare.
- Siccome entra in tutta la pianta (anche nelle radici) l’unica cosa da fare è espiantare la pianta;
- Non si trasmette con tagli di potatura;
- Sfalci frequenti per non creare un ambiente favorevole alla Cicalina;
- Potature verdi per sottrarre superficie potenzialmente infettabile;
- Tetracicline: antibiotici (funzionano perché la Flavescenza è batteriosimile) usati in America ma vietati in Italia;
- Chitinoinibitori, Fosforganici e Neurotossici contro lo Scaphoideus;
- Eseguire una spollonatura puntuale (anche 2-3 volte all’anno), senza lasciare crescere i polloni.
- Legno nero (BN da Bois Noir)
- Phytoplasma
- Classe: Mollicutes
- Sfalcio delle zone marginali con controllo particolare dello Ortiche (ospiti del vettore).
- Malattia di Pierce
- Rickettsiales
- Accartocciamento
- Virus
- Legno riccio
- Virus
- Arricciamento (FV)
- Mosaico giallo (YMV)
- Scolorazione perinervale (VBV)
- Virus
- Espianto della pianta colpita.
- Drepanothrips reuteri
- Classe: Insetti
- Ordine: Tisanotteri
- Famiglia: Tripidi
- Endosulfan: un trattamento elimina Tripidi ed Acari Eriofidi (che causano l’Acariosi).
- Il monitoraggio viene fatto con trappole cromotropiche azzurre;
- La soglia d’intervento si verifica con campionamenti fogliari ed è di 2 individui a foglia.
- Stictocephala bisonia
- Classe: Insetti
- Ordine: Rincoti
- Famiglia: Membracidi
- La cicadella viene colpita dagli altri trattamenti fatti per le varie Cicaline;
- Come antagonista ha il Polynema striaticorne.
- Empoasca vitis (=flavescens)
- Classe: Insetti
- Ordine: Rincoti
- Famiglia: Cicadellidi
- Chitinoinibitore a giugno per le forme giovanili;
- Neurotossici prime ed endoterapici poi;
- Fenitrotion: è valido per le Tignole ma non è il migliore contro la Cicalina Verde;
- Imidacloprid;
- Sfalcio dell’erba;
- Trattare prima i bordi del campo per evitare che esca dal vigneto per poi tornare dopo, bisogna creare quindi una fascia ai bordi che sia tossica per le Cicaline Verdi;
- Potatura verde;
- Clorpirifos-etile: è il migliore, va distribuito 1-2 volte;
- Etofenprox;
- Endosulfan se c’è l’agente dell’Acariosi.
- Zygina rhamni
- Classe: Insetti
- Ordine: Rincoti
- Famiglia: Cicadellidi
- Scaphoideus titanus
- Classe: Insetti
- Ordine: Rincoti
- Famiglia: Cicadellidi
- Nutrirsi per 1 settimana di una pianta infetta;
- Trascorrere 10-15 giorni perché il fitoplasma passi dallo stomaco all’emolinfa e poi alle ghiandole salivari;
- Nutrirsi per 5-7 giorni di una pianta sana per infettarla.
- Chitinoinibitore: se è persistente (20 giorni) controlla la schiusa scalare delle uova:
- Buprofezin: nome commerciale Applaud;
- Flufenoxuron: nome commerciale Cascade.
- Clorpirifos-etile: è un Fosforganico;
- Lotta con 2 trattamenti:
- 15-20 giugno: chitinoinibitori (Buprofezin, Flufenoxuron);
- 15 luglio: fosforganico (Clorpirifos-etile).
- Eventualmente si può aggiungere un altro trattamento ai primi di agosto.
- Metcalfa pruinosa
- Classe: Insetti
- Ordine: Rincoti
- Famiglia: Flatidi
- Viene controllata dagli interventi fatti per le Cicaline;
- Come nemici naturali si possono usare:
- Neodryinus tiphlocybae: nemico delle forme giovanili;
- Chrysopa carnea;
- Alcuni Coccinellidi e Rincoti Antocoridi.
- Per solubilizzare la melata si usa Nitrato di Potassio a 4 Kg/ha;
- Viteus vitifoliae
- Classe: Insetti
- Ordine: Rincoti
- Famiglia: Fillosseridi
- Sverna come uovo nel tralcio;
- Fuoriescono le giovani fondatrici a rostro breve che per partenogenesi danno luogo a 6-8 generazioni fogliari a rostro corto che creano sulle foglie neogallecole e gallecole;
- Man mano si sviluppano femmine a rostro lungo destinate a migrare nel terreno;
- Nel terreno si compiono 8-10 generazioni che producono neogallecole radicali;
- Compaiono poi le migranti alate che si portano nella parte aerea di altre piante e depongono uova per partenogenesi;
- Nascono poi individui anfigonici (maschi e femmine) che si accoppiano producendo uova fecondate destinate a svernare.
- Impiego di viti innestate;
- DNOC in inverno (ora è vietato);
- Fosfamidone;
- Neurotossici endoterapici.
- Pulvinaria vitis
- Classe: Insetti
- Ordine: Rincoti
- Famiglia: Coccidi
- Polisolfuri di Calcio;
- Clorpirifos-metil: come lotta estiva.
- Lobesia botrana
- Classe: Insetti
- Ordine: Lepidotteri
- Famiglia: Tortricidi
- Il primo stadio larvale è detto anche generazione antofaga e si ciba dei bottoni fiorali coprendo i racimoli di seta. Il danno è sopportabile;
- Il secondo stadio larvale è detto anche generazione carpofaga ed è più dannoso perché si nutre degli acini svuotandoli dando danno:
- Diretto: fori;
- Indiretto: infezioni secondarie di Botrite.
- Si usano i prodotti funzionanti contro lo Scaphoideus titanus;
- Va eseguita contro la seconda e contro la terza generazione, quindi a metà luglio e ad agosto;
- Soglia d’intervento:
- Prima generazione: il grappolo deve essere colpito da un terzo a metà;
- Seconda e terza generazione: il 5% dei grappoli deve essere colpito.
- Per il monitoraggio del picco di adulti si usano trappole a sessuali (catturano i maschi).
- La lotta viene eseguita insieme a quella contro lo Scaphoideus titanus ma per essere efficace deve essere tarata secondo il periodo del picco:
- Fenitrotion a 13-14 giorni dal picco;
- Clorpirifos-etile a 10 giorni dal picco;
- Confusione sessuale con 250-500 diffusori ad ettaro in un comprensorio.
- Contro le forme giovanili:
- Tebufenozide: a chiusura uova (fine giugno), ha 20 giorni di efficacia;
- M.A.C.: simula l’Ecdisone, induce le mute, l’insetto muore in 3-4 giorni perché non era pronto alla muta;
- Bacillus thuringiensis: dose di 1 Kg/ha, miscelato a 0,5-1 Kg/hl di zucchero, si fanno 2 interventi, il primo a 7-8 giorni dalle catture ed il secondo dopo 8 giorni.
- Eupoecilia (=Clysia) ambiguella
- Classe: Insetti
- Ordine: Lepidotteri
- Famiglia: Cochilidi
- La soglia è uguale a quella della Tignoletta;
- La cattura giornaliera con trappole sessuali mediamente è di 6-8 maschi;
- I principi attivi da usare sono gli stessi che si impiegano contro la Tignoletta.
- Dichelomyia oenophila
- Classe: Insetti
- Ordine: Ditteri
- Famiglia: Cecidomidi
- Per controllarla è sufficiente la lotta contro la Tignola e gli interventi solitamente non servono;
- Fosfamidone;
- Dimetoato.
- Sinoxylon perforans
- Sinoxylon sexdentatum
- Classe: Insetti
- Ordine: Coleotteri
- Famiglia: Bostrichidi
- Si combattono solo con l’asportazione delle piante morte.
- Byctiscus betulae
- Classe: Insetti
- Ordine: Coleotteri
- Famiglia: Attelabidi
- Non viene combattuto in quanto il danno non giustifica un intervento.
- Panonychus ulmi
- Classe: Aracnidi
- Ordine: Acari
- Famiglia: Tetranichidi
- La soglia è di:
- Primavera: 4-5 individui per foglia;
- Estate: 6-7 individui per foglia.
- Se i germogli sono piccoli, verde scuro e poco brillante si tratta assieme al secondo intervento per l’Escoriosi.
- Si sceglie l’acaricida in base alla popolazione presente perché può essere adulticida, neanicida o ovicida.
- Una volta si usava il Dinocap.
- Gli acaricidi agiscono per contatto, quindi bisogna bagnare bene la foglia trattando con un volume normale.
- Il campionamento veloce si effettua schiacciando la foglia tra due pezzi di carta e si contano le macchie rosse.
- Acaricidi selettivi:
- Eutetranychus carpini
- Classe: Aracnidi
- Ordine: Acari
- Famiglia: Tetranichidi
- E’ più difficile da controllare del Ragnetto Rosso;
- Si usano gli stessi principi attivi del Ragnetto Rosso in modo che colpiscano tutte le forme (adulti, neanidi ed uova) perché sono presenti contemporaneamente.
- Fenpyroximate e Hexytiazox abbinati;
- La soglia è di:
- 4-5 forme mobili per foglia;
- Metà dei germogli colpiti al germogliamento.
- Colomerus (=Eriophyes) vitis
- Classe: Aracnidi
- Ordine: Acari
- Famiglia: Eriofidi
- Di solito non si effettua;
- Bromopropilate;
- Zolfo Ventilato o Bagnabile come elemento di disturbo per l’acaro.
- Phyllocoptes (=Calepitrimerus) vitis
- Classe: Aracnidi
- Ordine: Acari
- Famiglia: Eriofidi
- Va effettuata immediatamente altrimenti le piante possono venire compromesse;
- Endosulfan: non microincapsulato (l’altro è più blando), 300 ml/hl;
- Usare sempre un adesivante e il volume normale.
- Meloidogyne incognita
- Meloidogyne javanica
- Classe: Nematodi
- Ordine: Tylenchida
- Famiglia: Heteroderidae
- Fumigazioni: vanno fatte prima dell’impianto, risolvono solo in parte il problema e solo per qualche anno. Dopo la fumigazione bisogna pacciamare il terreno per evitare che i principi attivi vengano liberati nell’atmosfera perdendo l’efficacia. I principi attivi da usare sono:
- Fenamifos: tempo di carenza non stabilito;
- Etoprofos: tempo di carenza molto lungo, classe tossicologica Xn o T in base alla concentrazione.
- Xiphinema index
- Classe: Nematodi
- Ordine: Dorylaimidi
- Famiglia: Longidoridae
- Si possono effettuare solo rotazioni in quanto non verrebbe colpito dalle fumigazioni che disinfestano solo i primi 30 centimetri circa del terreno.
Peronospora
Oidio o Mal Bianco della Vite. 6
Botrite o Muffa Grigia
Marciume Radicale Lanoso
Marciume Radicale Fibroso
Black-Rot o Marciume Nero
Marciume Acido
Mal dell’Esca o Apoplessia
Escoriosi
Tumore Batterico del colletto e delle radici
Eutipiosi
Flavescenza Dorata
Legno Nero
Malattia di Pierce
Accartocciamento
Legno Riccio
Malformazioni Infettive
Tripide della Vite
Cicadella Bufalo o Buffalo
Cicalina Verde
Cicalina Gialla
Cicalina della Flavescenza Dorata
Metcalfa
Fillossera
Pulvinaria della Vite
Tignoletta
Tignola
Cecidomia della Vite
Bostrichi della Vite
Sigaraio della Vite
Ragnetto Rosso dei fruttiferi e della Vite
Ragnetto Giallo della Vite
Erinosi della Vite
Acariosi della Vite
Nematodi Galligeni
Xifinema della Vite
Identificazione e sintomi
Colpisce quasi tutti gli organi erbacei: foglie, germogli, infiorescenze ed infruttescenze con sintomi tipici. Gravi sono gli attacchi ai grappoli. I danni sono dati dalla perdita qualitativa della produzione, la qualità scadente dei vini e la maggior suscettibilità della pianta a contrarre altre malattie.
Sintomi su foglia
Le foglie diventano suscettibili all’attacco appena gli stomi divengono funzionanti. Sulla pagina superiore si manifestano tipiche macchie d’olio di colore verde-giallastro e in corrispondenza ad esse dopo 1-2 giorni sulla pagina inferiore compaiono dei feltri miceliari biancastri. A fine ciclo le macchie necrotizzano provocando disseccamenti. Si può manifestare anche con la sintomatologia a mosaico.
Sintomi su grappolo
Se colpisce l’infiorescenza essa si incurva ad S o ad uncino (contrariamente alla Botrite che non la fa piegare). Sugli acini di massimo 3 millimetri può formarsi una muffetta bianca (Peronospora palese) mentre su acini più grandi non può formarsi in quanto gli stomi sono degenerati in lenticelle ma entra dagli stomi dei racimoli e non potendo evadere rimane nell’acino dandogli un colore marroncino (Peronospora larvata – “uva col negron”). L’acino dopo l’invaiatura non viene più colpito. La larvata non può essere combattuta.
Sintomi su tralci e germogli
Causa allessature e imbrunimento dei germogli. Deforma i tralci che diventano contorti.
Ciclo biologico

In fase autunnale all’interno del mesofillo fogliare abbiamo i 2 gametangi, quello femminile detto oogonio e quello maschile detto anteridio. L’anteridio si piega verso l’oogonio, lisa la parete e riversa i suoi gameti all’interno. L’oogonio quando riceve i gameti diventa oospora (spora duratura) ed in essa abbiamo l’appaiamento dei gameti, non la fusione, quindi abbiamo una situazione dicariofitica che durerà tutto l’inverno.
Verso aprile avviene la cariogamia e la meiosi e si formando le meiospore, esse dopo la maturazione formano le zoospore e si forma un macroconidio all’estremità del filamento.
Le zoospore (40) per uscire dal conidiosporangio necessitano della regola dei tre 10:
Una volta uscita la zoospora cerca uno stoma nuotando nel film di acqua secondo gradiente di concentrazione della C02, arrivata allo stoma si incista (perde i flagelli) ed entra nella camera sottostomatica in circa un’ora alla temperatura di 24°C. Da questo momento inizia l’incubazione che dura generalmente 14-15 giorni. Passato questo periodo compare la macchia d’olio che si presenta giallognola nella pagina superiore della foglia (80% dell’infezione), il completamento dell’infezione avviene in 1-2 giorni e sulla pagina inferiore della foglia appare una muffetta bianca data da ife che portano rami zoosporangiofori o conidiofori che producono 5-6 zoospore o conidi.
Le infezioni secondarie necessitano solo di 2 ore di bagnatura fogliare per iniziare e si comportano nello stesso modo di quelle sessuate ma con la differenza che la regola dei tre 10 non è più valida.
Le infezioni secondarie durano per tutta l’estate.
I conidi vivono:
Lotta
Contatticidi
Viene distribuito come Rame metallico (Cu0) ma per essere efficace deve diventare ione tramite l’azione della CO2, dell’ammoniaca dell’acqua (in rugiada), linfa grezza dalla guttazione e prodotti catabolici degli insetti. Per diventare fungicida (ione) occorrono 1-2 giorni quindi va distribuito prima del bisogno, specie se Poltiglia Bordolese. Siccome è un prodotto di copertura, oltre i 20 mm di pioggia bisogna ripetere il trattamento. Non può essere usato come primo trattamento in quanto rallenta lo sviluppo della pianta, danneggia il fiore e provoca una minor distensione cellulare dell’acino (l’acino resta piccolo). Diventa fitotossico a basse temperature (vicino allo 0°C) in quanto l’Anidride Carbonica disciolta nell’acqua si concentrata per la bassa temperatura producendo Acido Carbonico e il Rame in ambiente acido porta danneggiamenti fiorali e necrosi.
Endoterapici citotropici e translaminari
Endoterapici sistemici
Metodologie di lotta
Identificazione e sintomi
Colpisce gli organi erbacei, è un fungo ectofita.
In autunno è facile trovarlo su foglia sottoforma di vellutino bianco.
Sintomi su foglia
Presenza sul lembo fogliare di chiazze più o meno chiare su cui compare una patina bianca.
Sintomi su grappolo
Gli acini possono essere colpiti da subito dopo l’allegagione fino all’invaiatura Si nota sulla superficie una patina bianco acceso che lo ricopre, questo micelio impedisce la distensione dell’acino che quando cresce si rompe causando l’entrata di infezioni secondarie come la Botrite. Se si ha un attacco precoce si può avere una forte colatura dei fiori e necrosi del grappolo. Se non lo si prevede o non lo si combatte può far perdere completamente il raccolto. Se il trattamento viene fatto quando il micelio è già presente si noterà un suo progressivo imbrunimento se siamo riusciti a combatterlo.
Sintomi su tralci e germogli
Lesioni necrotiche a ragnatela, i tralci si presentano disformi e lenti a significare. Può colpire i germogli all’apertura gemme facendoli diventare atrofici e disformi.
Ciclo biologico
L’Oidio sverna come:
Gli attacchi di Oidio possono iniziare con temperature di 5-6°C (può quindi essere presente prima della Peronospora) con una attività massima a 20-25°C con il 40-50% di umidità, quindi è ostacolato dalle piovosità. Per questi motivi l’ambiente collinare con estati caldo-umide è più esposto al pericolo rispetto all’ambiente pianeggiante.
Le ascospore germinando (a 7-8°C) emettono un micelio con austori ne penetrano nella pianta procurando il nutrimento al micelio che resta comunque all’esterno. Il micelio ogni 7 giorni (alla fine di ogni ciclo) produce rami conidiofori portanti conidi (polvere bianca) responsabili delle successive infezioni.
Lotta
Contatticidi
Endoterapici
Identificazione e sintomi
Fungo cosmopolita, presente contemporaneamente dappertutto ed in tutte le piante.
Si sviluppa quando c’è una piovosità abbondante. Colpisce tutti gli organi erbacei. Esiste una regola per le infezioni (ma non è così rigorosa come quella per la Peronospora) detta dei due 15:
Il fungo penetra in maniera:
Il fungo è facilitato nella penetrazione in caso di concimazioni azotate, si diffonde per contiguità ed aggredisce del tutto soprattutto i grappoli compatti. Inoltre colpisce molto le varietà precoci, la più sensibile è il Pinot Grigio.
Sintomi su foglia
Vengono colpite a settori delimitati dalle nervature secondarie verso la periferia a cavallo della fioritura.
Sintomi su grappolo
Il rachide non si ripiega ed S o ad uncino ma rimane allessato, nel periodo successivo la Botrite scompare visivamente. Sul grappolo si manifesta dopo l’invaiatura, l’inoculo si conserva come saprofita nelle caliptre all’interno del grappolo e dopo l’invaiatura fuoriesce sottoforma di parassita.
Ciclo biologico
Lotta
Si effettua a calendario climatico, misto ma soprattutto a calendario fenologico, che prevede trattamenti:
Posso fare un primo intervento con il Folpet a dosi sostenute (200 g/ha), poi un antibotritico specifico in prechiusura grappolo, invaiatura e prima della raccolta.
Se il meteo non aiuta si può fare:
Identificazione e sintomi
La sintomatologia è praticamente uguale a quella del Marciume Radicale Fibroso.
La pianta si presenta di un colore verde tenue con sviluppo stentato, la diagnosi va fatta osservando la vite nell’insieme. Se ci sono alcune fallanze nel giro di pochi metri si può essere di fronte ad un’area di Marciume Radicale la quale si espande a macchia d’olio una volta presente.
Per confermare la diagnosi si scava, si toglie la pianta e si osservano le radici che se presentano dei manicotti biancastri attorno (formati da rizomorfe) con odore di fungo fresco significa che erano compromesse in quanto non svolgevano più bene l’assorbimento delle sostanze nutritive.
E’ un fungo che colpisce in presenza di terreni umidi, concimati con letamazioni quindi ben azotati e con un medio impasto o argillosi. Inoltre può colpire nelle zone in cui prima dell’impianto c’erano vecchi alberi espiantati senza l’asportazione totale delle radici che diventano focolai d’infezione.
Ciclo biologico
Si conserva nei residui vegetali come rizomorfa la quale entra tramite delle ferite.
Lotta
Non esiste una cura specifica.
Identificazione e sintomi
Vedi Marciume Radicale Lanoso.
Il carpoforo (fruttificazione) formato dal fungo è commestibile e piuttosto ricercato per cucinarlo, comunemente viene chiamato Chiodino.
Ciclo biologico
Vedi Marciume Radicale Lanoso.
Lotta
Vedi Marciume Radicale Lanoso.
Identificazione e sintomi
Questo fungo proviene dall’ex Jugoslavia, nel 1985 circa colpì il Friuli, poi la bassa trevigiana e nel 2000 circa arrivò nella zona di Conegliano. Colpisce il vigneto ad aree.
Sintomi su foglia
Si formano macchie di 6-7 millimetri di diametro con bordo vinoso-violaceo. Al centro delle macchie a giugno-luglio si notano dei puntini neri costituiti dai picnidi (agamici).
Sintomi su grappolo
Inizialmente colpisce un acino e si manifesta come una zona brunastra ben delimitata che presto si espande a tutto l’acino. Dopo un po’ di tempo l’acino colpito mummifica diventando nero lucido, disidratato, raggrinzito e con dei piccoli rilievi.
Ciclo biologico
Si conserva come peritecio (sessuato) o picnidio (asessuato). L’infezione primaria è quella ascofora, quella secondaria è dovuta ai picnidi. Viene favorito da andamenti climatici instabili che presentano 5-7 giorni freddi seguiti da un caldo forte a sua volta seguito da altri sbalzi di temperatura. Colpisce fino in vendemmia causando danni fino al 30-50% della produzione.
Lotta
Non esistono farmaci specifici.
Identificazione e sintomi
E’ una malattia imprevedibile, favorita dalla vigoria della pianta e dall’andamento climatico.
I microrganismi responsabili della malattia entrano attraverso le ferite dell’acino.
I batteri acetigeni vengono veicolati sul grappolo dalle zampe della Drosophila melanogaster.
Questa malattia rappresenta un problema anche per la fase di vinificazione in quanto in caso di forte attacco si avrà uno sviluppo maggiore di acidità volatile.
Lotta
E’ prettamente agronomica in quanto non si conosce ancora bene la biologia della malattia.
Identificazione e sintomi
La diagnosi va fatta da metà giugno a luglio e non dopo in quanto si rischia la confusione con normali senescenze.
Colpisce regolarmente i vigneti che hanno più di 8 anni. I funghi che causano questa malattia sono feritadipendenti quindi si trasmettono con tagli di potatura.
Il nome deriva dal basidiocarpo (in questo caso un fungo a mensola di piccole dimensioni) che un tempo veniva usato come esca per accendere il fuoco e come emostatico.
L’esito è infausto ma la malattia può manifestarsi come:
Sintomi su foglia
I sintomi sono tipici, le foglie presentano inizialmente aree giallastre che presto necrotizzano e tendono a lacerarsi.
A volte le foglie imbruniscono direttamente senza ingiallire.
Sintomi su tralci e legno
I tralci lignificano male, il legno in sezione è settorializzato.
Lotta
Identificazione e sintomi
Causa delle ferite tipiche lungo i tralci ed il rachide, colpisce con più intensità nella parte vicina al cordone permanente a causa del microclima particolare. Può causare la cecità delle gemme basali con conseguente perdita di produzione per all’anno successivo.
Sintomi su tralcio
Per i primi 15-20 centimetri del tralcio erbaceo si formano delle ferite longitudinali molto caratteristiche. Quando si è lignificato si forma un manicotto bianco con dei punti neri visibili ed in sporgenza (picnidi). In caso di forte attacco le ferite si possono formare fino all’apice del tralcio.
Sintomi su grappolo
Sul rachide si formano ferite longitudinali che compromettono il passaggio della linfa causando un disseccamento degli acini.
Ciclo biologico
Colpisce alla ripresa vegetativa (gemma mossa, cotonosa). Si conserva come picnidio. Le infezioni sono favorite dall’andamento climatico dell’anno e dalla presenza di inoculo dagli anni precedenti.
Lotta
Identificazione e sintomi
Sul colletto o sulle radici più grosse si formano delle escrescenze suberificate date da iperplasie ed ipertrofie dei tessuti.
Le barbatelle anche se trattate con paraffina sul punto d’innesto possono venire colpite manifestando uno sviluppo stentato in quanto il punto d’innesto si salda solo in parte (non circola bene la linfa).
Il punto d’innesto risulta ingrossato e se forzato si rompe quasi di netto, dimostrando di non essersi rimarginato.
Ciclo biologico
E’ un batterio feritadipendente. Una volta entrato induce le cellule a produrre Auxine ed Oppine.
La ferita causa una reazione nella pianta che fa produrre succhi cellulari, in risposta i batteri si moltiplicano producendo una sostanza (principio induttore del tumore) simile al DNA che entra nel genotipo delle cellule vegetali modificandole ed inducendole a produrre Oppine per il batterio ed Auxine come prodotto in eccesso. Le Auxine inoltre causano iperplasie (mitosi in eccesso) ed ipertrofie dei tessuti.
Lotta
Identificazione e sintomi
I tralci, le foglie, i grappoli e le altre parti rimangono piccole, le foglie si presentano giallastre. Mediamente colpisce 1-3 piante ad ettaro. Colpiva l’Albicocco in Australia ed è stata importata.
Ciclo biologico
L’infezione data dalla forma sessuata è dovuta ai periteci, quella data dalla forma asessuata ai picnidi.
Lotta
Identificazione e sintomi
I sintomi consistono nell’epinastia delle foglie (la pagina superiore della foglia si rivolta verso il basso), accartocciamento delle foglie, frattura vitrea, tralci che non lignificano e imbruniscono, grappoli che non maturano o disseccano. La malattia è veicolata dallo Scaphoideus titanus (Cicalina) al quale occorre:
La Flavescenza blocca il trasporto tramite i floemi degli zuccheri i quali si accumulano nella foglia, quindi pian piano essa si intossica. Il 20% delle piante colpite può risanarsi ma non guarire.
Non ha parete cellulare ma ha 1/5 del patrimonio genetico di un batterio, è ameboide e si sposta tramite i floemi. E’ distinguibile dal Legno Nero solo tramite test di laboratorio. La maggior parte dei sintomi sono dati dalla malattia del Legno Nero, poche piante hanno la Flavescenza Dorata.
Lotta
Identificazione e sintomi
I sintomi sono identici a quelli della Flavescenza Dorata. Il vettore è il Hyalesthes obsoletus. La malattia si riscontra maggiormente in zone marginali in cui c’è la presenza di Ortica.
E’ distinguibile dalla Flavescenza solo tramite test di laboratorio. La maggior parte dei sintomi sono dati dalla malattia del Legno Nero, poche piante hanno la Flavescenza Dorata.
Lotta
Identificazione e sintomi
Viene veicolata da insetti con apparato pungente e succhiante (Cicaline). Causa alterazioni cromatiche di colore giallo nelle uve bianche e di colore rossastro nelle uve rosse.
I Rickettsiales sono più evoluti dei virus ma meno dei batteri, sono Gram- e sono parassiti obbligati, l’identificazione avviene tramite reazioni sierologiche, sono a forma di bacilli (bastoncellari) o di cocchi (sferici), non è possibile coltivarli in vitro.
Identificazione e sintomi
I sintomi si manifestano in fase estiva, viene veicolato tramite il floema, compromette la produzione anche fino al 70%. La pianta non muore e non può guarire, al massimo in virus diventa latente.
Le foglie si accartocciano e si presentano arrossate ma con nervature verdi.
Identificazione e sintomi
Viene veicolato dal Nematode Xiphinema index (arriva anche a 2 metri di profondità). Si manifesta con un’alterazione istologica dei tessuti a livello dell’innesto e delle ondulatore sotto la scorza.
Identificazione e sintomi
Nell’Arricciamento gli internodi sono zigzaganti, le foglie sono prezzemolate, i danni assomigliano all’intossicazione da 2,4-D (diserbante contro il Convolvolo).
Il Mosaico giallo si manifesta con mosaicature gialle sparse sulla foglie.
La Scolorazione perinervalesi manifesta come striature clorotiche nella zona delle nervature.
Queste malattie vengono veicolate dal nematode Xiphinema index.
Lotta
Identificazione e sintomi
Solitamente è presente assieme all’Acariosi. Se colpisce le barbatelle giovani assieme all’Acariosi causa danni ai germogli e la pianta tende a ricacciare fino a luglio, poi muore. Il germoglio risulta brachizzato, ritardato nello sviluppo, le foglie attorno alle punture di suzione presentano aloni gialli ed al centro un punto necrotico causando la deformazione della foglia.
La prima generazione è quella dannosa perché non permette lo sviluppo del germoglio e quindi non permette lo sviluppo del capo a frutto.
La seconda generazione se attacca in modo massiccio invece può essere utile per fermare lo sviluppo dei germogli ed evitare la cimatura.
Gli adulti hanno le ali frangiate.
Ciclo biologico
Sverna come adulto, compie 2 generazioni all’anno. Le uova vengono deposte nella lamina fogliare.
La prima generazione si ha a maggio-giugno, la seconda a luglio-agosto.
Lotta
Identificazione e sintomi
Ha due protuberanze appuntite sporgenti dal pronoto, è di 5-6 mm di lunghezza, raramente è dannosa, si trova in zone marginali.
Le punture ostacolano il deflusso della linfa, crea morsicature e ipertrofia a causa degli enzimi. Le foglie cambiano colore diventando rosse o gialle, se il rachide viene punto l’uva non matura e non appassisce.
Può deformare i germogli del Nocciolo. Sui rami si vedono delle specie di tagli che sembrano fatti con un coltellino.
Ciclo biologico
Sverna come uovo infisso nei tessuti in tagli. Compie 1 generazione all’anno, le neanidi compaiono in primavere e gli accoppiamenti avvengono a luglio-agosto.
Lotta
Identificazione e sintomi
Il nome non c’entra con la Flavescenza Dorata. Il danno è dato dagli enzimi e consiste in ingiallimenti o arrossamenti ai bordi della foglia, poi necrosi e filloptosi. Colpisce la zone dei frutti e compromette l’accumulo di zuccheri nel grappolo e di sostanze nutritive per l’inverno.
La Cicalina Verde si sposta molto velocemente se disturbata, anche lateralmente. Le generazioni che danno problemi sono la seconda e la terza.
Ciclo biologico
Compie 3 generazioni all’anno: a giugno, a metà luglio e a settembre-ottobre. Sverna su sempreverdi come adulto. Le uova vengono deposte nelle nervature e quindi sfuggono ad insetticidi non endoterapici.
Lotta
Identificazione e sintomi
Raramente è dannosa, crea puntinature giallastre su tutta la foglia, compie 3 generazioni all’anno, viene controllata dai trattamenti effettuati per la Cicalina Verde. Il ciclo è simile a quello della Cicalina Verde.
Identificazione e sintomi
E’ stata importata dall’America. E’ vettore della Flavescenza Dorata. Gli adulti misurano circa 6 millimetri di lunghezza. Una infezione si compie in 20-25 giorni perché per infettare la pianta deve:
Ciclo biologico
Sverna come uovo infisso nel tralcio, a maggio compaiono le neanidi. La schiusa è scalare, da fine maggio e fine luglio, poi a inizio luglio compaiono i primi adulti. Dalla terza età può essere vettore della Flavescenza Dorata (10-15 giugno). Compie 1 generazione all’anno.
Lotta
Identificazione e sintomi
Colpisce in particolar modo le siepi e le piante ornamentali. I giovani hanno le teste immerse in un fiocco ceroso, secreto dai loro Sifoni, che sembra cotone e quando vengono toccati compiono dei salti. Gli adulti volano. Il danno è dato dalla sottrazione di linfa ma soprattutto dalla forte produzione di melata che provoca asfissia della foglia e se viene attaccata da fumaggini causa anche filloptosi.
Ciclo biologico
Compie una generazione all’anno, sverna come uovo sotto la corteccia. La schiusa è scalare e va da maggio fino a luglio-agosto.
Lotta
Identificazione e sintomi
E’ stata introdotta nell’800 ma ormai non rappresenta più un problema.
Colpisce la parte radicale della vite europea e la parte aerea della vite americana, quindi è stata introdotta la pratica dell’innesto.
Il danno più comune ai giorni nostri è dato dalla formazione di galle sulle foglie.
Inoltre il danno è dato dalla formazione di neogallecole e gallecole sulle foglie e di neogallecole radicali sull’apparato ipogeo.
Ciclo biologico
Lotta
Identificazione e sintomi
Non dà molti problemi in quanto viene controllato con gli altri trattamenti.
Il danno è dato dalla sottrazione di linfa e dalla produzione di melata.
Ciclo biologico
Compie 1 generazione all’anno, sverna come giovane nella parte aerea della pianta. Gli adulti sono immobili e le femmine ovidepongono nella parte sottostante all’interno di ovisacchi, cioè strutture cerose biancastre che sembrano cotone.
Lotta
Identificazione e sintomi
L’adulto misura 10-12 millimetri, è di colore grigio variegato.
Il danno è dato dagli adulti e dagli stadi larvali:
Ciclo biologico
Compie 2-3 generazioni all’anno, sverna come crisalide. Gli adulti compaiono ad aprile, si accoppiano e depongono le uova sulle foglie. Le uova schiudono dopo 3 settimane.
Lotta
Identificazione e sintomi
Differisce dalla Tignoletta per la colorazione delle ali che presentano una fascia marrone a metà.
Ciclo biologico
Sverna come crisalide. Compie 2 generazioni all’anno, la prima antofaga e la seconda carpofaga.
Gli adulti del 1° volo si hanno dalla crisalide svernante a maggio-giugno.
Gli adulti della 1A generazione si hanno dagli adulti del primo volo.
Lotta
Identificazione e sintomi
L’adulto misura 1-2 millimetri di lunghezza. Le larve sono Apode.
Le larve producono delle galle sia sulla pagina fogliare superiore (lisce) che su quella inferiore (con della peluria). Le galle sulla pagina inferiore presentano il foro d’uscita dell’adulto.
Il danno è dato dalla riduzione della superficie fogliare fotosintetizzante.
Ciclo biologico
Sverna come larva nel terreno, compie 1 generazione all’anno e ovidepone nella pagina inferiore della foglia.
Lotta
Identificazione e sintomi
Misura 5-6 millimetri di lunghezza. Le larve danneggiano l’internodo mentre nelle viti allevate a Sylvoz l’anello scavato dalle femmine crea la rottura del tralcio durante la piegatura. Colpiscono le piante morte o, in mancanza di esse, tralci sani.
Ciclo biologico
Sverna come adulto nei tralci, compie 1 generazione all’anno. Gli adulti escono in aprile, le femmine ovidepongono nel legno all’altezza del nodo scavando in circolare una galleria a forma di anello.
Le larve compaiono a giugno e si spostano nell’internodo. Si nutrono di legno.
Lotta
Identificazione e sintomi
Misura 7 millimetri di lunghezza, ha riflessi metallici e il rostro è allungato ed appiattito.
Morde il picciolo causando l’arrotolamento della foglia che diventa un riparo per le sue uova.
Il danno è solamente estetico data la scarsa presenza dell’insetto.
Lotta
Identificazione e sintomi
La femmina misura 0,5 millimetri ed è di colore rosso, è visibile ad occhio nudo ed ha sul corpo delle setole. Il maschio misura 0,4 millimetri ed è di colore verde-arancione poco appariscente.
Il Ragnetto Rosso è molto veloce negli spostamenti e ne sono presenti molti per ogni foglia.
Viene favorito da un clima caldo e siccitoso soprattutto se non c’è equilibrio biologico, cioè se il vigneto viene trattato con insetticidi poco selettivi vengono a mancare gli Acari Fitoseidi, suo predatori naturali.
Il danno è rappresentato dalla filloptosi totale e colpisce fino in vendemmia.
Ciclo biologico
Sverna come uovo durevole sui tralci vicino alle perule delle gemme. Le uova invernali sono di colore rossastro e vengono deposte in gruppetti mentre le uova estive sono meno appariscenti.
Compie 8 generazioni all’anno in condizioni favorevoli.
Lotta
Nome |
Adulti |
Neanidi |
Uova |
Tempo di |
Classe |
Note |
Bromopropilate |
X |
X |
X |
21 gg |
|
|
Flufenoxuron |
|
X |
X |
|
|
Sterilizza le femmine |
Fenazaquin |
X |
X |
|
28 gg |
Xn |
Potere abbattente |
Fenpyroximate |
X |
X |
|
28 gg |
Xn |
|
Tebufenpirad |
X |
X |
|
28 gg |
n.c. |
|
Clorfentezine |
|
X |
X |
30 gg |
n.c. |
Costa 400 €/l |
Hexytiazox |
|
X |
uova estive |
14 gg |
n.c. |
|
Identificazione e sintomi
La femmina misura 0,4 millimetri, il maschio 0,3.
Rimane vicino alle nervature principali della pagina inferiore della foglia, non si muove ed è poco appariscente. Attacca in modo non omogeneo nel vigneto formando piccoli focolai di 2-4 viti.
Si trova nella parte più fitta e vigorosa della pianta, specialmente nelle foglie basali.
Si nutre della linfa causando ingiallimenti. In primavera colpisce i germogli, il danno finale è la filloptosi totale.
Ciclo biologico
Sverna come femmina adulta fecondata.
Compie 5-6 generazioni con la presenza contemporanea di varie età.
Lotta
Identificazione e sintomi
L’agente dell’Erinosi ha respirazione cutanea, gli adulti sono di colore giallo chiaro e molto piccoli.
Il danno è dato dalla formazione di bolle sulla pagina superiore delle foglie a cui, nella parte inferiore, corrispondono delle feltrosità biancastre dovute ad una ipertrofia dei peli (dovuta alla reazione agli enzimi contenuti nella saliva) che creano un microclima umido adatto per questo acaro.
Ciclo biologico
Sverna come adulto nelle perule delle gemme. Compie 7 generazioni all’anno.
Lotta
Identificazione e sintomi
L’acaro agente dell’Acariosi è di colore giallo e di forma allungata. Si trova sicuramente nei nuovi impianti.
Alla ripresa colpisce i germogli che si presentano stentati e con internodi corti.
Le foglie rimangono piccole, asimmetriche e necrotizzate. Le ultime generazioni creano bronzature sulle foglie più giovani e sui tralci
Ciclo biologico
Sverna come femmina adulta all’interno delle gemme. Le generazioni si spingono anche fino a luglio.
Le generazioni più pericolose sono le ultime.
Lotta
Identificazione e sintomi
Sono endofiti, possono rimanere quiescenti nel terreno sottoforma di cisti o uova.
La femmina è a forma di fiasco mentre il maschio è snello.
Diventano vettori di virosi. Le loro dimensioni vanno da 1-2 a 10 millimetri.
Ciclo biologico
Compie al massimo 6 generazioni all’anno. La riproduzione è sessuata e raramente partenogenetica.
Le uova vengono deposte in una sostanza gelatinosa.
La larva compie la prima muta nell’uovo, quindi da esso esce una larva di seconda età che entra nella radice.
Lotta
Identificazione e sintomi
E’ ectofita, le dimensioni sono più grandi di quelle dei Nematodi Galligeni, arriva a 5 millimetri di lunghezza ed è molto mobile. Raggiunge i 2 metri di profondità. La sua presenza è sintomo della stanchezza del terreno. Crea necrosi alle radichette ma soprattutto diventa vettore di virus.
Ciclo biologico
Da uovo ad adulto impiega circa 1 mese e vive un anno.
Lotta
Verticillosi
Tignola o Cidia del Susino
Tentredini delle Susine
|
|
|
Identificazione e sintomi
Il danno è un disseccamento atipico di una parte della chioma che porta alla filloptosi con andamento basipeto. Sul legno si manifestano aree brunastre in corrispondenza degli xilemi. La Verticillosi è una tracheomicosi in quanto colpisce i vasi linfatici.
Si può manifestare anche in giovani impianti di Vite se le piante presentano ferite sulle radici o se sono state messe a dimora su torba o materiale organico. Penetra da ferite e ha decorso cronico o acuto.
Lotta
- Si può tentare solo su piante con sintomi iniziali con Tiofanate-metil direttamente sugli organi colpiti e sul terreno.
|
|
|
|
|
Identificazione e sintomi
Le larve scavano gallerie nei frutti nutrendosi della polpa fino al nocciolo.
I frutti reagiscono in base alla fase in cui vengono colpiti. Se vengono colpiti:
- Precocemente: cadono;
- A medio sviluppo: polpa meno consistente, colorazione più scura;
- Tardivamente: possono non risentirne.
Inoltre c’è la formazione di gomma e il frutto può essere soggetto a infezioni secondarie.
Ciclo biologico
Sverna come larva matura sotto la scorza. Compie 2 generazioni all’anno, raramente 3.
La femmina ovidepone sui frutticini la dove poi le larve entreranno.
Lotta
- Soglia d’intervento: 5-20 catture per trappola per settimana;
- Intervento a pochi giorni dal superamento della soglia con: Etofenprox, Azinfos-metile o Carbaril.
|
|
|
|
|
Identificazione e sintomi
Le larve penetrano nelle piccole drupe e vi scavano una galleria fino a raggiungerne il centro dove si nutrono dell’endocarpo ancora morbido. I frutti colpiti cadono.
Ciclo biologico
Svernano come larve mature nel terreno. A fine inverno si trasformano in pupe e poi sfarfallano gli adulti.
La femmina ovidepone alla base dei fiori e le larve penetrano nel frutticino in fase di allegagione.
Compie 1 generazione all’anno.
Lotta
- Soglia d’intervento: 50 catture per trappola cromotropica bianca in fioritura;
- In alternativa si interviene fino a fine fioritura (caduta petali);
- Prodotti: Azinfos-metile, Fenitrotion, Fosalone.
Occhio di Pavone o Cicloconio. 52
Rogna dell’Olivo
Cocciniglia Mezzo Grano di Pepe
Mosca dell’Olivo
(=Cycloconium oleaginum) |
|
|
Identificazione e sintomi
E’ la principale avversità dell’Olivo. L’infezione parte con temperature basse e con piovosità.
Sui frutti si formano delle affossature, delle depressioni.
Il danno più evidente si ha sulle foglie dove si evidenziano delle macchie tondeggianti inizialmente grigie vellutate di circa 10 millimetri che poi si pigmentano. La foglia è destinata a cadere e in attacchi gravi ci può essere una defogliazione completa della pianta.
Ciclo biologico
Per completare l’incubazione ci vogliono da 2 settimane ad alcuni mesi.
Lotta
- A marzo-aprile e settembre-ottobre con Idrossido di Rame + Ditiocarbammati (Ziram, Zineb);
- Il Rame è fondamentale per il controllo della patologia.
|
|
|
Identificazione e sintomi
E’ una batteriosi che si manifesta sui rametti giovani.
Provoca escrescenze tumorali con superficie corrugata.
Ciclo biologico
E’ un feritadipendente che penetra spesso da ferite da grandine. La sua diffusione è favorita dalle piogge.
Lotta
- Se la pianta è ancora recuperabile si possono effettuare delle capitozzature;
- Si tolgono le escrescenze raschiando fino s trovare il legno sano e poi cospargendo la ferita con Idrossido di Rame (batteriostatico);
- Si possono effettuare 2 trattamenti preventivi con Rame in primavera e autunno.
|
|
|
|
|
Identificazione e sintomi
Oltre all’Olivo colpisce anche gli Agrumi, le piante ornamentali e raramente la Vite. Ama il clima caldo.
Si fissa in corrispondenza delle nervature, sottrae linfa e produce molta melata.
Ciclo biologico
Sverna come neanide di seconda o terza età. Compie 2 generazioni all’anno. La femmina depone sotto lo scudetto.
Lotta
- Usare l’Azoto in maniera prudente;
- Olio Bianco Attivato, Polisolfuri di Bario, Fosforganici, Clorpirifos-metil, Fenitrotion.
|
|
|
|
|
Identificazione e sintomi
Depone un uovo per oliva, può rovinarne fino a 200. Il danno è dato dalle larve che si nutrono della polpa scavando gallerie al suo interno. Le olive colpite daranno olio acido.
Ciclo biologico
Sverna come pupa nel terreno. Compie 3-4 generazioni all’anno al nord. Impiega 3 settimane a diventare adulta dall’uovo.
Lotta
- Soglia d’intervento:
- 6-8% di olive da olio colpite;
- 2-3% di olive da mensa colpite;
- Dimetoato: endoterapico poco liposolubile;
- Fenitrotion;
- Triclorfon;
- Deltametrina;
- Azadiractina.
Articoli realizzati da Alberto Righetto
Alberi da frutto
Collegamenti utili gratuiti
Disclaimer : gli obiettivi di questo sito sono il progresso delle scienze e delle arti utili in quanto pensiamo che siano molto importanti per il nostro paese i benefici sociali e culturali della libera diffusione di informazioni utili. Tutte le informazioni e le immagini contenute in questo sito vengono qui utilizzate esclusivamente a scopi didattici, conoscitivi e divulgativi. Le informazioni di medicina e salute contenute nel sito sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo e per questo motivo non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione). In questo sito abbiamo fatto ogni sforzo per garantire l'accuratezza dei tools, calcolatori e delle informazioni, non possiamo dare una garanzia o essere ritenuti responsabili per eventuali errori che sono stati fatti, i testi contenuti nel sito sono di proprietà dei rispettivi autori. Se trovate un errore su questo sito o se trovate un testo o tool che possa violare le leggi vigenti in materia di diritti di autore, comunicatecelo via e-mail e noi provvederemo tempestivamente a rimuoverlo.