Menopausa tutto di tutto

 

 

    Menopausa

 

Psicologia e Benessere

La menopausa:

gli aspetti psicologici

 

 

La menopausa, o climaterio, è per ogni donna una fase caratterizzata da molteplici cambiamenti che coinvolgono diversi aspetti della sua vita.
È dunque evidente come si tratti di un’età critica sotto molti punti di vista: l’accettazione ed il superamento delle reazioni psicologiche che accompagnano questa fase di transizione sono fra i compiti più difficili dell’intera esistenza di una donna.
Gli studi scientifici dimostrano che la modificazione della funzionalità endocrina è spesso accompagnata da sintomi di natura e manifestazione prettamente psicologica: sono frequenti i periodi di insonnia, gli stati ansiosi e depressivi, ma anche l’eccessivo eccitamento e l’utilizzo del cibo come mezzo di compensazione negli stati d’animo negativi.
È ormai altrettanto noto che le manifestazioni della menopausa dipendono in gran parte dalla personalità della singola donna e dalla straordinaria unicità rappresentata dalla sua storia individuale. La profonda influenza delle caratteristiche individuali sulla qualità della vita in menopausa permette di spiegare la variabilità delle reazioni e delle problematiche riscontrabili in donne che stanno vivendo o hanno vissuto le stesse modificazioni organiche.
La difficoltà atavica di questo delicato passaggio è spiegata da una semplice e netta affermazione di carattere antropologico: il climaterio è il momento nel quale una donna, perdendo la capacità generatrice, cessa il proprio “servizio” alla specie. Questo accadimento, in concomitanza con l’avanzare dell’età e con il mutare del ruolo sociale ricoperto, rappresenta dunque una sorta di ferita più o meno consapevole per ogni donna. Il culto della Dea Madre è sopravvissuto, se non nella storia - che ha fatto posto a un Dio di sesso maschile -, nel profondo dell’animo femminile: la maternità rappresenta infatti il pilastro più arcaico dell’essere donna, ieri come oggi. Dal punto di vista psicologico, quindi, con la menopausa la donna perde uno dei grandi pilastri sul quale, fin dalla pubertà, ha costruito la propria identità femminile. Questa affermazione non sottintende assolutamente un’intrinseca ed inevitabile infelicità alla quale la donna sarebbe destinata, ma evidenzia come ogni donna in questa fase si trovi ad affrontare sentimenti di infelicità o perdita che allo stesso tempo accomunano e differenziano per la particolare modalità con la quale sono individualmente vissuti. Questi stati d’animo sono spesso fonte di ansie che spingono a ricercare un intervento farmacologico, che metta a tacere il disagio senza lasciar spazio all’elaborazione necessaria per il suo superamento e per la costruzione di un’identità rinnovata.
Le risorse psicologiche utili a raggiungere un nuovo adattamento per vivere serenamente questa fase, trovando nuovi pilastri sui quali consolidare la propria identità, sono presenti nella personalità della singola donna. Esse dipendono molto dalla sua storia, dalle sue relazioni, da ciò che negli anni ha saputo costruire intorno a sé e dagli ambiti nei quali ha investito maggiormente le proprie energie psichiche (il lavoro, la famiglia, la cultura, gli hobby, la bellezza, ecc.).

Abbiamo fin qui analizzato brevemente il quadro generale degli aspetti psicologici che si accompagnano al climaterio, sottolineando la grande influenza che le differenze individuali esercitano sulle problematiche emergenti e sulle risorse psicologiche disponibili per accogliere e superare serenamente questo delicato passaggio.

Accenniamo ora ad alcuni dei principali cambiamenti propri della menopausa nella sfera individuale e familiare.
Secondo una particolare - ma appropriata - visione circolare della vita, il climaterio è paragonabile per entità e tipologia dei cambiamenti alla pubertà, poiché implica un’evoluzione psicofisica che conduce alla ridefinizione dell’immagine di sé.
Alle modificazioni fisiche ed endocrine è strettamente connessa anche l’inevitabile ristrutturazione del rapporto di coppia su nuove basi, entro un contesto notevolmente mutato dal punto di vista familiare, sessuale e sociale. La coppia è ora connotata in misura minore dalle caratteristiche della genitorialità, si ritrova da sola dopo tanti anni e deve ricostruire la propria identità. Questa “sfida” può essere vinta condividendo nuovi interessi o recuperando insieme alcune attività piacevoli da tempo accantonate a causa dei ritmi inevitabilmente imposti dalla gestione della famiglia, dei figli e del lavoro.
La donna, in questo contesto, deve necessariamente ridisegnare il proprio ruolo in famiglia: i figli sono ormai cresciuti e, anche quando vivono ancora in casa, sono autonomi e costruiscono relazioni significative all’esterno dell’ambiente famigliare.
Questo processo naturale deve essere accettato in maniera costruttiva, mantenendo cioè un ruolo importante, ma meno attivo, nei confronti dei figli. È quindi importante ricordare che il loro distacco è non solo fisiologico, ma indicativo della raggiunta autonomia, segno che il lavoro dei genitori ha dato i suoi frutti. Non meno importante è l’accettazione serena dei compagni dei propri figli — e in seguito dei nipotini — che può consentire di ritrovare una sorta di “nuova” famiglia, meno o diversamente impegnativa e più numerosa.
Ad un livello più intimo e personale la menopausa richiede alla donna di accettare il processo di invecchiamento e la perdita della bellezza giovanile, evitando al tempo stesso che ciò ne leda l’autostima: questo si rivela tanto più difficile quanto più la donna ha investito il proprio corpo come mezzo di potere e di seduzione, e può motivare il ricorso ad interventi estetici per “fermare il tempo”. È importante osservare che la scissione artificiale fra mente e corpo-oggetto porta effetti negativi e distoglie dalla più completa percezione del corpo vivo ed “abitato”, con  la sua storia e i suoi significati.  Accettare serenamente la propria storia ed il proprio corpo, inscindibile dalla mente e portatore di tale storia, consente maggior equilibrio nelle decisioni che riguardano interventi sul proprio aspetto. Infine, la vergogna per alcune manifestazioni fisiche della menopausa come le vampate di calore deve esplicitarsi per essere vinta e non diventare sintomo, elaborata e non soffocata.
Un buon adattamento nei due contesti, familiare e di coppia, rappresenta sicuramente una solida base per la serena accettazione di questo delicato processo. Vale la pena di ricordare come esista una sorta di cosmetico psichico che fornisce grande aiuto in quest’ambito:

Forse il segreto della bellezza è l’amore per la propria persona
[Sigmund Freud].

La cessazione della funzione riproduttiva e il minor impegno familiare mettono a disposizione della donna una notevole quantità di energia psichica che può essere reindirizzata verso antiche e nuove passioni: rientrano in questi casi il rifiorire di passioni adolescenziali mai coltivate ed anche i nuovi interessi, spesso nell’ambito artistico, che si vedono non di rado emergere in signore sopra gli “anta”.
È facile comprendere come tutto ciò contribuisca a ristrutturare positivamente la propria identità di donna, cioè a perseguire il reale obiettivo psicologico che la menopausa pone.

Abbiamo descritto alcuni degli aspetti che caratterizzano il percorso della menopausa ed i cambiamenti che essa determina. È innegabile che tutto ciò possa causare la comparsa di alcuni stati d’animo tipici, portatori di difficoltà nella vita di tutti i giorni: una donna si può sentire più fragile, vulnerabile e influenzabile dagli eventi esterni; può avvertire un senso di smarrimento ed anche vivere periodi di stress prolungato e non legato alle attività che svolge quotidianamente.
Nelle situazioni più difficili, caratterizzate da perdite dolorose (come il divorzio o la morte di una persona cara) i cambiamenti tipici di questo periodo sono vissuti con disperazione, perdita di controllo, rabbia, senso di impotenza. Il rischio, in questi casi, è che nel tentativo di cercare  sollievo alcune donne affrontino i loro problemi facendo uso eccessivo di farmaci o anche di alcolici per “anestetizzare” le emozioni, alimentando una scissione mente-corpo artificiosa e dannosa.
I sentimenti depressivi sono molto comuni, ma una vera e propria depressione clinica non è più frequente né diversa rispetto alle altre fasi della vita e insorge in chi già presentava una tendenza depressiva, ha bassa autostima e idee negative circa la menopausa.
In questo periodo molte donne imparano a riconoscere i fattori causa di stress, ma difficilmente sanno come affrontare queste difficoltà o come trovare delle strategie di adattamento per meglio gestirle.
È importante impegnarsi per individuare delle soluzioni utili ad alleviare lo stress e gli stati d’animo negativi, in particolare imparando a mantenere il controllo in quelle situazioni nelle quali ci si sente schiacciati dagli eventi. È inoltre centrale la valorizzazione del passato, dell’esperienza e delle capacità riflessive raggiunte.

La componente psicoemotiva che caratterizza la menopausa si manifesta molto chiaramente soprattutto negli anni del suo esordio, ed alcuni consigli possono rivelarsi utili in diverse situazioni:

Accettare i cambiamenti come occasione per promuovere la crescita personale positiva concentrandosi sugli aspetti di sé e della propria vita che si vorrebbe migliorare

Non isolarsi: il rischio è maggiore soprattutto per le casalinghe e per le donne che sono da poco pensionate. E’ invece importante non “chiudersi” e confidare le proprie emozioni ad un’amica, avendo sempre presente che non bisogna provare vergogna per certi disturbi, normali e frequenti in menopausa

Partecipare ad attività piacevoli: parlare con gli amici, trovare il tempo per “giocare”, dedicarsi ad un’attività fisica giornaliera, non saltare i pasti, fare meditazione o massaggi ed in generale non abbandonarsi alla routine

Riscoprire qualche sogno nel cassetto: è utile e gratificante riscoprire un hobby, un progetto di lavoro o di studio un tempo accantonato e provare ora a realizzarlo

Curare l’igiene del sonno: riposare ed avere una qualità del sonno soddisfacente è fondamentale per il benessere quotidiano. Se il sonno è disturbato si può ricorrere a metodi che permettono di ridurre la necessità di assumere farmaci regolando il sonno in maniera più naturale e soddisfacente (ad es. tecniche di rilassamento e Training Autogeno)

Affidarsi ad un ginecologo: un professionista preparato accompagna la donna in questo suo passaggio, monitorandola e rassicurandola dal punto di vista organico e curando la prevenzione di eventuali patologie mediche connesse alla menopausa (come l’osteoporosi). La può inoltre consigliare anche sulla necessità di rivolgersi ad altri specialisti con i quali integrare l’intervento, collaborando al fine di promuovere il benessere globale della persona

Rivolgersi ad uno specialista per incrementare il benessere psicologico: è importante non sottovalutare questo aspetto, che influenza in modo particolare la qualità della vita quotidiana.
Non è necessario sentirsi “malati” per chiedere supporto: a volte è sufficiente una breve consulenza o un supporto psicologico per trarre rassicurazione e serenità. Esistono inoltre molte tecniche di rilassamento, distensione e rinforzo dell’Io utili al perseguimento del benessere in menopausa.
È importante che ogni donna, soprattutto in questa fase, si senta legittimata a chiedere aiuto senza provare vergogna o paura, ma sentendosi supportata sempre più da una società che ha ormai imparato a considerare l’intervento psicologico come strumento di promozione del benessere, e non più - riduttivamente - per la sua applicazione nel campo del disagio.

 

 

 

- Documento a cura del Servizio di psicologia, via Monterotondo 3 Milano –

fonte: www.serviziodipsicologia.it/testi/menopausa.doc

 

    Menopausa

     

     

    Menopausa

 

LA MENOPAUSA

 

La menopausa rappresenta uno del moment! piu importanti della vita della donna a causa di modificazioni organiche ed emozionali che coinvolgono I'intero organismo femminile. L'evento organico principale che caratterizza I'avvento della menopausa è I'esaurimento della funzione endocrino-riproduttiva dell'ovaio. II termine Menopausa in senso stretto significa "cessazione del flussi mestruali". La menopausa rappresenta infatti il momento di cessazione definitiva del flussi mestruali a causa del definitive esaurirsi della capacita ovulatoria e di produzione ciclica degli estrogeni e del progesterone da parte delle ovaie.
L'età in cui la menopausa sopravviene e fisiologicamente compresa in genere tra 45 e 55 anni, in media intorno ai 50 anni. Se la menopausa interviene prima del 45 anni si parla di “menopausa precoce", dopo i 55 anni si parla di "menopausa tardiva".
L'avvento della menopausa di norma non e un evento improvviso: è preceduto da avvisaglie consistenti in comparsa di irregolarità del ciclo mestruale che usualmente non rappresentano segni di patologia se caratterizzate solo da ritardi (e sempre necessario escludere uno stato di gravidanza !) o da anticipi, o da aumento modesto della durata del flussi (al massimo 8 gg) o del quantitativo del flusso (non a carattere di emorragia o di stillicidio ematico ripetuto). Le irregolarità del ciclo mestruale che precedono la menopausa sono semplicemente la testimonianza della sopravvenuta inefficienza dell'ovaio dal punto di vista riproduttivo riproduttivo e della sua instabilità endocrina tipica della fase di transizione che precede I'avvento della menopausa e nota con il termine di "perimenopausa".
La perimenopausa, oltre che dalle irregolarità del ciclo mestruale, e caratterizzata da altri sintomi correlati alla instabilità ormonale dell'ovaio: disturbi da ritenzione idrica per eccessiva o squilibrata produzione estrogenica (senso di gonfiore e dolenzia al seno e al basso ventre, irritabilità, stimolo frequente alla minzione, palpitazioni) o disturbi da carenza estrogenica (vampate, secchezza vaginale, depressione, astenia, perdita del calcio scheletrico, aumento dei livelli del colesterolo). Fino a quando I'ovaio è instabile le fasi (e i disturbi) di iperestrogenismo e ipoestrogenismo si alternano: solo allorquando la funzione ovarica è completamente esaurita la sintomatologia tende a stabilizzarsi e da questo momento in poi prevalgono segni e disturbi legati alla carenza estrogenica. La fase perimenopausale può durare solo alcuni mesi o anche più anni.
La sintomatologia soggettiva menopausale può essere tale da alterare la qualità di vita già a partire dalla fase perimenopausale. I disturbi neurovegetativi• tendono comunque man mano con gli anni ad estinguersi. Altri disturbi (come la perdita scheletrica del calcio, I'aumento del colesterolo, le modificazioni trofiche delle mucose genito-urinarie), al contrario. silenziosi in origine, possono continuare in modo ingravescente e causare poi danni irreversibili con I'insorgenza di vere e proprie patologie (osteoporosi con fratture, aterosclerosi coronarica con infarto). Per questo motivo, al fine di prevenire I'instaurarsi di queste patologie, è della massima importanza indagare fin dalla perimenopausa, con I'uso di indagini ed analisi appropriate le modificazioni precoci che precedono I'insorgenza dell'osteoporosi e della malattia cardiovascolare, ed eseguire una accurata valutazione ginecologica per monitorare e modificazioni del trofismo urogenitale. Anche se con la menopausa I'ovaio tende ad atrofizzarsi e perde la capacità di produrre i principali ormoni femminili (estradiolo e progesterone,) la produzione in modeste quantità di ormoni maschili (androgeni) tipica dell'ovaio in età pre-menopausale, pur diminuita, permane anche dopo la menopausa essendo a volte responsabile di modificazioni organiche in senso mascolino. La sintomatologia e le problematiche della menopausa non colpiscono indistintamente tutte le donne. Esiste una buona percentuale di donne che non accusa disturbi e problemi. Ciò dipende probabilmente dall'esistenza di meccanismi di compenso biologico, attivi in modo diverse da donna a donna ed in grado di attutire le conseguenze spiacevoli dello squilibrio ormonale menopausale. Per porre diagnosi di menopausa in una donna in età climaterica (45-55 anni) è sufficiente che I'assenza dei flussi mestruali da almeno 12 mesi sia accompagnata da un aumento significative dei livelli ematici dell'ormone FSH. Può accadere, sebbene raramente, che I'ovaio possa mostrare segni “erratici" di ripresa dell'attività ormonale anche dopo 5 anni dalla cessazione definitiva dei flussi mestruali. La comparsa di una qualsiasi perdita ematica genitale in postmenopausa necessita di un adeguato approfondimento diagnostico. La terapia ormonale effettuata nella donna in postmenopausa con estrogeni e progesterone, con modalità e dosaggio tali da imitare la produzione endocrina dell'ovaio premenopausale, e indicata solo allorquando sono documentati disturbi di entità tale da compromettere in modo significative la qualità di vita (es.: vampate, sudorazioni, secchezza vaginale, disturbi distrofici urogenitali da carenza estrogenica). L'efficacia osteoprotettiva nei confronti dell'osteoporosi rappresenta un beneficio aggiuntivo della terapia ormonale. La durata del trattamento ormonale è variabile da donna a donna e correlata alla entità e persistenza dei disturbi soggettivi. La dose di ormone da utilizzare e sempre la minima dose che si dimostra efficace di alleviare i disturbi. In caso di sospensione della terapia ormonale per estinzione della sintomatologia soggettiva, e nel caso sussista un rischio osteoporotico documentato può essere consigliata una terapia osteoprotettiva alternativa a quella ormonale estro-progestinica. Esistono infine terapie ormonali che utilizzano molecole di sintesi ad attivita ormonale "selettiva" in grado di venire incontro solo ad alcuni problemi specifici senza avere effetti sulla sintomatologia soggettiva. La scelta terapeutica deve sempre essere preceduta da una accurata valutazione del quadra clinico individuate.. Ricordo infine che esistono anche forme terapeutiche “non ormonali” indicate per chi, per motivi personali o per controindicazione medica, non volesse o non potesse usufruire della classica terapia ormonale sostitutiva.  Infine, un adeguato stile di vita risulta essenziale per attutire disturbi e problematiche legate alla menopausa. In tal senso, di fondamentale importanza risultano una adeguata alimentazione (senza eccessi calorici, bilanciata in macro- e micro-nutrienti), una attività fisica idonea, la correzione di abitudini come fumo e alcool, una vita psico-affettiva e sessuale. Riguardo all’alimentazione, dati recenti suggeriscono una grande importanza alla supplementazione dietetica di Calcio e Vitamina D.

 

Fonte: www.stefanolandi.it/public/userfiles/File/Menopausa(1).doc

 

 

    Menopausa

 

La Menopausa:
Non è più un problema
A Cura del Coordinamento Donne

 

         Presentazione
di Rino Brignola
Segretario Generale CISL FPS Caserta

 

Credo che compito del sindacato sia anche quello di  venire incontro alle esigenze più diverse dei nostri iscritti. Abbandonare, per un attimo, l’aspetto prevalentemente vertenziale della nostra attività quotidiana per tuffarci nello spirito solidale e sociale che rappresenta il motivo pregnante della nostra azione sindacale. Del resto sono questi i valori che, da sempre, la Cisl ha posto alla base del suo impegno.

La Segreteria della Federazione pubblici servizi ha accolto, pertanto, con particolare favore la proposta del Coordinamento donne di dare vita ad una serie di iniziative tese a creare un percorso formativo rivolto, in special modo, al “Pianeta donna”. Una proposta concretizzatasi lo scorso anno grazie al contributo prezioso della Cisl-Medici che ha reso particolarmente positivo il bilancio dell’Incontro promosso al Chiostro di Sant’Agostino a Caserta e dedicato al delicato settore delle prevenzione sul fronte della menopausa e delle patologie ad essa correlate.

Un’iniziativa coronata da successo tant’è che ci è parso altrettanto naturale  condensare il tutto in un piccolo vademecum. Un modo come un altro, senza particolari pretese, per fermare nella memoria la piccola ma significativa tappa rappresentata da questo primo incontro al quale, certamente, le donne Cisl sapranno far seguire altri non meno importanti. Un modo simpatico per divulgare, innanzitutto fra le nostre iscritte, la necessità di una prevenzione che, soprattutto su tematiche dedicate alla salute, non è mai abbastanza.

 

                                                                                                                                                                                                                                            Il segretario generale Cisl-Fps

Rino Brignola

 

 

 

 

 

 

 

PREFAZIONE

 

 

La diminuzione della malattie provocate dalla malnutrizione,
oltre alla riduzione della mortalità infantile ed un valido controllo delle
infezioni, hanno fatto sì che negli ultimi 100 anni un numero sempre
maggiore di donne potesse raggiungere un’età avanzata rispetto a quanto
avveniva in passato.
Ciò unitamente al prolungamento della vita media ha indotto nella
donna ad una modificazione del rapporto tra età riproduttiva e periodo
successivo ad essa. La Menopausa , pertanto, che in passato riguardava
un numero esiguo di donne, oggi, che l’aspettativa di vita media nel nostro paese è di circa 80 anni, è diventata un evento importante con il quale tantissime donne devono fare i conti.
Da tali considerazioni è nata l’idea di questo opuscolo con l’intento di offrire:

  • uno strumento di informazione alle donne;
  •  una risposta alle domande che tutte le donne prima o poi inevitabilmente si pongono:
  • un sistema che permetta, attraverso l’integrazione dei vari specialisti del settore (medici, psicologi ..), di ridurre le problematiche che potrebbero condizionare le donne proprio in questa fase della vita in cui il momento sessuale, solo perché scisso da quello procreativo, potrebbe essere trascurato anziché serenamente vissuto;
  • un suggerimento utile per condividere questa “condizione” femminile

non   considerando la menopausa come patologia o l’equivalente della fine della vita di una donna.

                                                                                    

Teresa Marzano

 

 

LA MENOPAUSA

 

 

Che cos’è la Menopausa?

Per “MENOPAUSA” s’intende la cessazione spontanea delle mestruazioni per esaurimento del patrimonio follicolare ovarico in un’età che nella maggior parte dei casi è compresa tra i 40 e 60 anni.
Al di sotto dei 40 anni si parla di MENOPAUSA PRECOCE.

Insorge improvvisamente?

No, è preceduta da un periodo di transizione, della durata di almeno 1 anno, detto CLIMATERIO, ed è caratterizzato da irregolarità mestruali che sfoceranno in tempi più o meno brevi nella perdita completa dei flussi mestruali.

Allora, quando si può parlare di Menopausa?

Si può parlare di menopausa conclamata quando per almeno 12 mesi non si hanno flussi mestruali e dal punto di vista clinico quando c’è un aumento dei livelli di FSH (ormone follicolo stimolante) ed LH
(ormone luteinizzante) una diminuzione del 17 β Estradiolo (ormone estrogeno) e la quasi assenza di Progesterone.

  • Non è vero che:

 l’età della menopausa dipende dalla data della prima mestruazione o menarca, dal numero dei figli, dall’uso di contraccettivi orali come la pillola.

  • E’ vero che:

 il fumo può far anticipare anche di tre anni il climaterio, che la menopausa si può presentare approssimativamente nell’età alla quale si è presentata per la madre.

Esiste solo una menopausa naturale?

No, esiste anche una menopausa chirurgica, che è data dalla rimozione delle ovaie, associata o meno a quella dell’utero, e che ha gli stessi effetti. Nel caso di una donna cui sia stato asportato l’utero (ma non le ovaie) per stabilire la fine della funzione ovarica è necessario ricorrere al dosaggio ematico dell’ormone follicolo stimolante o FSH.

 

 

E’ importante ricordare che la MENOPAUSA non e’ una malattia  ma solo un mutamento dell’equilibrio femminile.

  

 


PRINCIPALI DISTURBI

 

Disturbi Neurovegetativi:

 

  • Vampate di Calore

accompagnate da sudorazione e sensazione di freddo causate dall’irregolarità del centro termoregolatore dell’ipotalamo.

 

         Disturbi Psicoaffettivi:

  • Ansia
  • Irritabilita’
  • Cefalea
  • Emotivita’
  • Variabilita’ Del Tono Dell’umore
  • Insonnia
  • Apatia
  • Affaticabilita’

 

Disturbi A Carico Dell’apparato Genito - Urinario:

  • Infezioni Urinarie
  • Incontinenza urinaria
  • Vaginiti, Cerviciti, Infezioni Urinarie
  • Diminuzione della Libido e della Secrezione Vaginale che si traduce in dolori durante il rapporto sessuale.

 

Disturbi Osteoaricolari:

  • Osteoporosi  caratterizzata da un’alterazione del metabolismo osseo.

L’osso diventa poroso e quindi più fragile: si verifica cioè una consistente perdita di massa ossea accompagnata da fragilità scheletrica e, di conseguenza, da un maggior rischio di fratture anche per traumi minimi.
Il tutto è da addebitare alla carenza degli estrogeni che determina una riduzione degli osteoblasti e vitamina D3, ed un aumento degli  osteoclasti e calcitonina)

 

 

 

 

 

 

         Disturbi Cardiovascolari:

  • Rappresentano una delle conseguenze più importanti della menopausa con un maggior rischio di arteriosclerosi coronaria e infarto.

Con la cessazione delle mestruazioni e quindi la caduta di estrogeni nelle donne si hanno alterazioni del metabolismo dei grassi del sangue con un’inversione del rapporto tra HDL (il cosiddetto colesterolo buono) che diminuisce e LDL (colesterolo cattivo) che aumenta nonché una diminuzione di Prostaciclina, il tutto si traduce in un aumento del rischio di infarto e di fenomeni trombotici.

 

 

 

 

 

 

Causa principale di tutte queste manifestazioni è rappresentata dalla “ CARENZA DI ESTROGENI”

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


LA PREVENZIONE

 

          Esiste una prevenzione della sintomatologia  menopausale?

Attività fisica

Uno degli elementi più importanti ai fini della prevenzione sia dell’osteoporosi che delle malattie cardiovascolari è rappresentato dall’attività fisica. Praticare uno sport o un’attività ginnica contribuisce a raggiungere una più elevata massa ossea e a conservarla nel tempo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’esercizio svolto con una certa continuità consente di consumare calorie e quindi di mantenere  il peso entro livelli accettabili e agisce positivamente anche su altri fattori di rischio cardiovascolari: innalza il livello del colesterolo HDL, regolarizza la pressione e ha effetti più diretti sul cuore e sui vasi.

Corretta alimentazione

 

Un corretto comportamento alimentare in particolare una dieta         controllata dal punto di vista calorico e tutto ciò che contribuisce a mantenere il peso ideale e un profilo lipidico normale è senz’altro positivo ai fini della prevenzione delle malattie cardiovascolari.

  • Fondamentale è un adeguato introito di calcio per il mantenimento della massa ossea, tenendo presente che gli alimenti più ricchi di calcio sono i latticini da tenere a bada per il loro elevato contenuto di grassi saturi e

colesterolo.

  • Preferire prodotti magri, cereali, verdure, frutta, grassi vegetali; un’alternativa consigliabile potrebbe essere rappresentata dall’assunzione di compresse di sali di calcio.
  • Ridurre il consumo di dolci e bevande alcooliche.
  • Osservare una dieta povera di sodio (sale), molto sale infatti può peggiorare l’eventuale ipertensione e può anche contribuire alla demineralizzazione dell’osso.
  • Abolire il fumo, tenendo presente che esso non solo accelera la menopausa, ma ha un effetto negativo sulla massa ossea.

 

LA TERAPIA

 

La terapia ormonale sostitutiva

Che cos’è?

La terapia ormonale sostitutiva consiste nella somministrazione di quegli ormoni che vengono a mancare al momento della menopausa (naturale o chirurgica).

A cosa serve?

Riequilibrando la situazione ormonale, essa serve a dare rimedio ai disturbi legati alla menopausa.

Quali sono i benefici di questa terapia?

  • curare i sintomi acuti della menopausa (vampate, sudorazioni, insonnia, astenia, depressione etc…);
  • ridurre il rischio di osteoporosi e fratture;
  • ridurre il rischio di tumori al colon o di malattia di Alzheimer;
  • aumentare i livelli nel sangue di HDL (colesterolo buono) e diminuire quelli di LDL (colesterolo cattivo) contribuendo ad attenuare il rischio cardiovascolare;
  • mantenere normali le funzioni delle mucose genito-urinarie impedendo complicanze come cistiti, incontinenza urinaria, ridurre atrofia del tessuto vaginale dolori durante i rapporti sessuali.

 

 

Migliorare concretamente la qualità della vita

  

 

 

 

 


Quali sono gli effetti collaterali?

Dipendono in gran parte dal tipo di preparato impiegato, dal dosaggio e, non ultimo dall’atteggiamento psicologico della paziente nei confronti della terapia stessa. Gli effetti più comunemente riscontrati sono:

  • sanguinamenti irregolari;
  • senso di gonfiore addominale;
  • ritenzione idrica;
  • tensione e/o dolorabilità mammaria;
  • allergia al cerotto

 

Tutte manifestazioni che, spesso, si risolvono spontaneamente dopo alcuni  cicli di terapia o con un adeguato aggiustamento dello schema terapeutico attuato. Il compito del medico è quello di individuare la dose minima utile ad ottenere gli effetti positivi senza reazioni indesiderate.
La terapia va, quindi, rigorosamente personalizzata.

Quali sono le controindicazioni?

La terapia ormonale sostitutiva è assolutamente controindicata nelle seguenti condizioni:

  • presenza di severe epatopatie in atto;
  • presenza di fenomeni trombotici ed embolici in atto;
  • presenza di carcinoma dell’endometrio, dell’utero, della mammella.

Controindicazioni relative sono:

  • pregressi episodi di tromboflebite;
  • presenza di calcoli della colecisti;
  • patologie benigne della mammella;
  • ipertrigliceridemia severa;
  • presenza di endometrosi, di fibromiomi uterini.

 

 

 

 

Come si prescrive? Quanto può e deve durare?

Esistono numerosi preparati di soli estrogeni o associazioni di estrogeni e progestinici la cui scelta dipende dal fatto che la donna abbia o meno l’utero, nelle donne con l’utero è quasi d’obbligo l’associazione.
Sono varie le vie di somministrazione. Accanto alle classiche compresse, esistono anche somministrazioni tramite cerotti da applicare periodicamente, gel, dispositivi intrauterini.
Anche la durata va valutata dal ginecologo e dipende dagli scopi che si perseguono, per risultati efficaci nella prevenzione dell’osteoporosi e delle malattie cardiovascolari sono necessari anche alcuni anni.

Quali controlli effettuare prima e durante una terapia ormonale?

Prima di iniziare una terapia ormonale sostitutiva è importante eseguire una serie di:

  • esami di laboratorio su sangue ed urine,
  • una visita ginecologica,
  • MOC (mineralometria ossea computerizzata),
  • ecografia pelvica e/o transvaginale,
  • mammografia.

Durante la terapia è necessario eseguire un monitoraggio periodico basato su:

  • indagini strumentali e di laboratorio,
  • visita ginecologica,
  • visita senologica.

 

Le altre terapie

Esistono altre terapie?

Sì, quelle non ormonali che si pongono in alternativa e talvolta in associazione alla classica terapia ormonale sostitutiva.
Tra esse ricordiamo:

  • il Calcio (importante assumerne quotidianamente anche sottoforma do preparati farmaceutici),
  • la Vitamina D (agisce migliorando l’assorbimento intestinale di calcio),
  • il Tibolone (particolarmente efficace nella prevenzione della perdita di massa ossea),
  • i Bifosfonati (agiscono inibendo i processi di riassorbimento osseo e bloccando la disgregazione del tessuto osseo alla base dell’osteoporosi postmenopausale),
  • i Fitoestrogeni (sostanza si derivazione vegetale)
  • i SERMs.

 

Prevenzione dei tumori genitali femminili e del tumore della mammella in menopausa.

 

Alcuni tumori degli organi genitali femminili e della mammella si manifestano in donne che si avvicinano o sono già in menopausa. Fa eccezione il tumore al collo dell’utero che si presenta in maniera significativa anche in età riproduttiva.. Per una prevenzione completa accanto agli accorgimenti fin qui descritti (attività fisica, dieta, terapia ormonale sostitutiva …) si può ricorrere ad indagini strumentali, non invasive e indolori, che si possono riassumere in approcci di I e II livello da iniziare già in età fertile:

 

APPROCCIO DI I° LIVELLO

 

ESAMI

QUANDO

CONTROLLI

PERIODICI

ECOGRAFIA PELVICA

 

In assenza di patologie 1 volta all’anno

In presenza di (mioma,fibroma, polipo, cisti ovarica, etc..)  a discrezione del ginecologo

PAP TEST

Dall’inizio dell’attività sessuale

I e II classe di Papanicolau  1 volta all’anno

Oltre la II classe ogni 6 mesi

ECOGRAFIA MAMMARIA

 

In assenza di patologie 1 volta all’anno

 

A parere del senologo

MAMMOGRAFIA

Oltre 35 anni

In assenza di  patologie 1 volta all’anno

 

A parere del senologo e dopo i 50 anni una volta all’anno.

 

 

APPROCCIO DI II° LIVELLO

 

ESAMI

QUANDO

COLPOSCOPIA

Nei casi in cui le risposte del Paptest  presentano alterazioni cellulari (displasie) con eventuale biopsia mirata per esame istologico

ISTEROSCOPIA

Per studio dell’endometrio
(iperplasia endometriale, polipo endometriale, fino a carcinoma endometriale)

BIOPSIA MAMMARIA

Biopsia di eventuali formazioni cistiche o solide a carico della mammella

 

Le principali domande sulla sfera genitale e sul seno:

 

 

         Cos’è l’ecografia pelvica e quella transvaginale?

L’ecografia pelvica è un’indagine innocua ed indolore che per mezzo di ultrasuoni consente di captare eventuali alterazioni dell’apparato genitale femminile. Può essere effettuata sin dall’età adolescenziale. E’ utile per individuare eventuale presenze di miomi, fibromi, polipi o cisti.
L’ecografia transvaginale, solo in donne non virgo, usa la stessa tecnica ma è impiegata per la prevenzione del cancro di tutta la sfera genitale femminile ad eccezione del collo dell’utero. Attraverso l’uso di questa sonda si valuta lo spessore dell’endometrio e, qualora necessario, è una pratica che può essere integrata da un’isteroscopia con eventuale biopsia.

In che cosa consiste il PAP TEST?

Con il Pap Test si realizza la vera prevenzione per il carcinoma del collo dell’utero, ovvero la diagnosi di lesioni che ancora non sono degenerate in cancro e sulle quali è necessario intervenire subito con la tecnica adatta. Esso consente di prelevare, durante la visita ginecologica, mediante una spatola, e con un cyto-brush all’interno del canale cervicale cellule della porzione del collo dell’utero che vengono analizzate dall’anatomo-patologo.

E la colposcopia?

E’ anch’essa una tecnica indolore che permette attraverso uno speciale apparecchio (colposcopio) di esaminare il collo dell’utero a forte ingrandimento e con luci speciali e di evidenziare eventuali alterazioni cellulari. In caso di positività permette di ricorrere alla biopsia mirata per esami istologici.

Le cisti mammarie, i fibroadenomi e la mastopatia fibrocistica predispongono ai tumori della mammella?

Le cisti mammarie, i fibroadenomi e la mastopatia fibrocistica rappresentano comuni malattie benigne della mammella, normalmente prive di tendenza  a degenerare in senso maligno. La presenza in una paziente di tali alterazioni non deve perciò ingenerare ingiustificati allarmismi ma solo stimolare ad un più frequente controllo medico senologico.

 

Il dolore mammario è un sintomo allarmante?

Il dolore mammario è il sintomo mammario di più frequente riscontro nelle donne dalla pubertà alla menopausa. Di regola il dolore alla mammella non è un sintomo preoccupante ed ha per lo più un significato benigno. In età giovanile il riscontro di un dolore ciclico, che si accentua in prossimità del ciclo mestruale, non deve assolutamente allarmare. Con più cautela deve invece essere considerato un dolore mammario localizzato, fisso e persistente in una donna in postmenopausa. In una pur piccola percentuale dei casi, infatti, tale dolore può essere il primo sintomo di un piccolo carcinoma in fase iniziale. Si impone, perciò, in questi casi l’esecuzione di una mammografia.

Quando devono allarmare le secrezioni dal capezzolo?

Le secrezioni mammarie bilaterali, di colore lattescente o giallo – bruno – verdastro sono legate a patologie benigne e non devono preoccupare. Meritevoli di ulteriori accertamenti sono invece le secrezioni ematiche o sieroematiche (le secrezioni cioè “sporche di sangue”), specialmente se monolaterali e monoorifiziali).

Il tumore della mammella è una malattia familiare?

Senza dubbio esiste una predisposizione familiare a sviluppare un carcinoma mammario. Si calcola che i familiari di primo grado delle pazienti affette da neoplasia della mammella abbiano un rischio doppio di sviluppare un tumore mammario rispetto a chi non ha familiari colpiti dalla malattia. Esistono addirittura forme di carcinoma mammario (fortunatamente rare: 5% dei casi) a carattere praticamente ereditario. Ciò non deve comunque allarmare le donne che presentino casi familiari di neoplasia del seno, ma semplicemente stimolarle a più precoci e frequenti controlli clinici e strumentali.

La pillola anticoncezionale o i trattamenti ormonali per la menopausa possono causare il tumore alla mammella?

Per quanto riguarda la pillola anticoncezionale, si ritiene che questa possa determinare un aumento globale di circa il 20% del rischio di sviluppare una neoplasia mammaria. Tale incremento di rischio tende ad estinguersi nell’arco di dieci anni dalla sospensione del trattamento contraccettivo: cioè dieci anni dopo il termine dell’assunzione della pillola il rischio di sviluppare un carcinoma mammario torna ad essere lo stesso delle donne che non hanno assunto contraccettivi. Circa il rischio cancerogeno mammario connesso con il trattamento ormonale sostitutivo in menopausa, c’è accordo in letteratura che un trattamento di durata pari o inferiore ai 5 anni non determina alcun aumento significativo di rischio di sviluppare una neoplasia della mammella. Trattamenti di durata superiore ai 5 anni sono invece associati ad un incremento di rischio dell’ordine del 20-40%. E’ perciò utile, nella donna in menopausa in trattamento ormonale sostitutivo, eseguire una mammografia annualmente, in associazione ad una ecografia mammaria.

A quale età va iniziato lo screening mammografico per la diagnosi del cancro mammario?

La raccomandazione è di sottoporre a controllo mammografico almeno ogni 2 anni tutte le donne asintomatiche al di sopra dei 40 anni di età, fino ai 70 anni di età, qualora esista una familiarità per carcinoma mammario i controlli mammografici vanno iniziati a 35 anni o anche prima qualora i casi coinvolgano persone in età giovanile e devono avere cadenza annuale.

Qualora in famiglia esistano casi di tumore mammario, a quali controlli occorre sottoporsi?

La mammografia e l’ecografia mammaria vanno considerate due indagini diagnostiche non alternative ma complementari. Di fronte ad un nodulo sospetto, qualunque sia l’età della paziente, solo la combinazione delle informazioni derivanti dai due esami consente al medico di formulare una diagnosi corretta.

Le radiazioni della mammografia espongono le pazienti al rischio di tumori della mammella?

Con le attuali attrezzature tecniche mammografiche, la dose di radiazioni assorbita da ciascuna mammella durante un esame mammografico è molto modesta. La dose cumulativa di radiazioni connessa con lo screening mammografico periodico non aumenta in modo significativo l’incidenza di tumore mammario nelle pazienti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cambiamento della vita?
Età critica, crisi di identità?

 

La menopausa è un processo multifattoriale che coinvolge la donna nel suo insieme psicofisico.
Qualunque sia l’influenza che i mutamenti dell’attività ormonale possono esercitare su tutto il quadro psicosomatico è indiscutibile che il controllo sulle reazioni psicologiche che seguono le trasformazioni organiche è uno dei compiti più difficili nella vita della donna. Aumenta il desiderio di protrarre l’immagine della propria  completezza femminile. Ciò soprattutto in donne in cui il valore del sé è stato costruito prevalentemente sulla propria immagine di femminilità e sulle valenze sociali correlate. Ma è anche una condizione vissuta dalla donna in modo differente a seconda dell’appartenenza a questa e/o quella società. Le culture orientali hanno sempre riconosciuto alla donna in età matura saggezza e creatività e questo determina in esse accettazione e pacatezza nell’avvicinarsi alla menopausa. Nella cultura occidentale il vecchio schema è in via di abbandono e si coglie sempre più un atteggiamento positivo. Le negatività vissute nel passato stanno lasciando il posto ad una  visione più ottimistica e alla ricerca di una migliore qualità della vita. Le condizioni di vita sono cambiate infatti nell’800 la vita media di una donna era di circa 50 anni e la menopausa avveniva intorno ai 45-49 anni, era facile perciò considerare uno stretto legame tra menopausa e fine della vita.
Nonostante però nessuna donna sia riducibile né ai suoi ormoni, né ai suoi flussi, il segnale della fine della fecondità mette in moto risonanze emotive molto forti e un sentimento di perdita e di impotenza. La complessità dell’evento, i vissuti personali favoriscono molto spesso il ricorso a terapia ormonali di mantenimento del ciclo.
Questo significa consentire una fase di transizione graduale, più lenta che permette alla donna di prevenire scompensi emotivi e di identità troppo violenti.
Sia la reazione difensiva: trattamenti ormonali, negazione della realtà, ricerca ossessiva di conferme sentimentali e di autorealizzazione, sia quella depressiva: malinconia, tristezza, abbandono della cura di sé, isolamento e rinuncia della vita erotica, possono provocare risposte comportamentali piuttosto sofferte.
La menopausa per la problematicità che presenta può essere paragonata all’adolescenza: il cambiamento fisico esteriore e quello interno determinano difficoltà di gestione da parte della donna  e di reazioni psicologiche generate dalle trasformazioni organiche. E’ anche vero che tutte le forze dell’io sono mobilitate per un migliore adattamento alla realtà: si provano spinte impulsive a vivere esperienze nuove. L’identità corporea di ogni donna, la sua memoria propriocettiva, non è solo ciò che è rappresentato dallo schema corporeo, ma è anche generata dalla sedimentazione di ricordi relazionali significativi (rispetto a se stessa, agli altri, all’ambiente) e somaticamente intensi che costituiscono la sua identità femminile.
Nel considerare la personalità di una donna in ambito psico/ginecologico non possono essere trascurati:

  • la percezione e i sentimenti associati allo spazio genitale femminile (che cosa rappresentano i rapporti sessuali?)
  • le credenze, le conoscenze e le rappresentazioni in base alle quali la donna attribuisce un significato emotivo alle proprie esperienze corporee (rapporti sessuali e gravidanze)
  • il sistema di relazioni affettive da cui scaturiscono l’immagine e il valore del proprio corpo.

La sintomatologia che si riscontra in menopausa di solito si rileva attraverso tre fattori: somatico, vasomotorio, e psicologico. La valutazione di questi tre aspetti presenta un’ampia variabilità individuale, in cui giocano un ruolo importante le variabili di personalità.
La gestione dei sintomi psicologici che più frequentemente si possono manifestare in menopausa (insonnia, stato ansioso, eccitamento, depressione, vulnerabilità del tono dell’umore) potrebbe risultare difficoltosa e determinare:

  • interferenze nella vita di coppia, per la presenza di problematiche nella relazione sessuale, spesso conseguente  a calo della libido, cioè il desiderio sessuale. Assume, perciò sempre più importanza il confronto col pater per comunicare le problematicità  e i bisogni.
  • Interferenze nelle relazioni familiari e sociali, per le implicazioni determinate dalle variazioni del tono dell’umore e per al difficoltà di gestione della sintomatologia fisica: vampate, sudorazione, sensazioni di vertigini etc... .

La gamma di disturbi o sintomi caratteristici di questo periodo non si presentano contemporaneamente, né accompagnano la donna per il resto della vita.
La possibilità di condividere il problema, l’opportunità di scegliere migliori condizioni di vita, rappresentano una maggiore opportunità per la donna di non considerare questo evento come l’equivalente della fine della propria esistenza.
In un epoca in cui l’uso di strumenti telematici di informazione e comunicazione fanno parte della vita quotidiana, anche le criticità e non di questo argomento possono essere affrontate con l’ausilio di questo strumento.
Certo le nostre nonne non avrebbero mai immaginato di poter usare internet ed entrare in una chat per comunicare con specialisti del settore ed arricchirsi di informazioni utili che favoriscono una migliore qualità della vita.

 

Fonte: www.cislfpscaserta.it/news/donne/opuscolo.doc

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LA DIETA IN MENOPAUSA
INFORMAZIONI UTILI

Informazioni generali
Dal 2000 il Servizio Dietetico del Policlinico di Modena offre alle pazienti del Centro BenEssere Donna la possibilità di afferire all’ambulatorio dietologico in caso di presenza di sovrappeso o obesità concomitante allo stato menopausale.
L’accesso alla consulenza  dietologica viene deciso, ove ne esistano i presupposti, in occasione della prima visita presso il Centro BenEssere Donna.
Le visite dietologiche vengono eseguite presso il Poliambulatorio (stanza 309 1° piano), con tempi di attesa di circa due settimane.
Cosa occorre sapere
Nel corso della visita, effettuata dalla Dott.ssa Galetti, Responsabile del Servizio, viene compilata una cartella clinica corredata di anamnesi, esami ematochimici, terapia, stile di vita, eventuali fattori di rischio presenti. Compito della dietista, che è sempre in affiancamento alla dottoressa, è quello di raccogliere analiticamente le abitudini alimentari della paziente, onde individuare eventuali errori da correggere e potere compilare una dieta personalizzata che sarà inviata al domicilio della paziente entro una settimana. La durata della visita e di circa 40 minuti.
Il percorso di follow-up proposto dura un anno (un controllo ogni due mesi), ritenendo che tale periodo di tempo dovrebbe essere congruo per produrre un calo ponderale soddisfacente e normalizzare valori ematochimici eventualmente alterati. Le visite di controllo vengono prenotate direttamente dalla paziente presso il CIP.
La dieta
Il trattamento dietetico della donna in menopausa deve essere sostanzialmente equilibrato, cioè:

  • non eccedere in grassi
  • non eccedere in proteine
  • non eccedere in calorie
  • Lo scopo della dieta è quello di:
  • Correggere un eventuale quadro di sovrappeso o di obesità, di frequente riscontro nel periodo  menopausale a causa di una riduzione del metabolismo.
  • Correggere gli eventuali squilibri metabolici (aumento dei valori del colesterolo, dei trigliceridi e degli zuccheri nel sangue).
  • Svolgere un’azione preventiva volta a ridurre il rischio di infarto, che aumenta dopo la menopausa per la mancanza dell’effetto protettivo degli ESTROGENI sul cuore.
  • Controllo sull’assunzione del sale per contrastare l’innalzamento dei valori pressori (anche la pressione alta è un fattore di rischio per la comparsa di infarto ed è un’evenienza frequente durante la menopausa!
  • Assicurare un apporto di calcio sufficiente a  controllare l’osteoporosi.

 

DOTTORESSA SILVIA GALETTI

 

  • Fonte: http://www.cardiologiamodena.it/htm/allegati/Nutrizione%20in%20menopausa.doc

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