Bellezza tutto di tutto
Bellezza
Un trucco acqua, sapone e natura
I cosmetici di sintesi, a lungo andare, rovinano la pelle attorno agli occhi. Vediamo quali sono i migliori prodotti naturali per la bellezza dello sguardo, e come usarli
Fin dall'antichità le donne hanno attribuito una particolare importanza al maquillage degli occhi: le affascinanti egiziane usavano il famoso Kohol per allungare la linea dell'occhio e ottenere uno sguardo magnetico; le antiche romane componevano miscele vegetali per donare svariati colori alle palpebre.
Gli occhi sono elementi del volto che dimostrano apertamente lo stato generale di salute dell'intero organismo. Avere il "bellosguardo" è indice di profondo fascino e, per mantenerlo, non bisogna trascurare la pelle che si trova attorno agli occhi: le palpebre, ma anche le zone sotto e a fianco del bulbo oculare.
Nella zona appena circostante l'occhio, la pelle è molto delicata e facilmente vi si formano inestetismi difficili da sconfiggere: rughe (le tremende "zampe di gallina"!), borse sotto agli occhi, gonfiore diffuso. Bisogna seguire un programma di cura generale, perché non è sufficiente un bel maquillage per nascondere i danni del tempo, di un uso errato di prodotti detergenti e idratanti e di qualunque cosmetico che occulti le magagne (magari aggredendo troppo la pelle delicata della zona perioculare).
Rossetti e ombretti sani
Per mantenere il più possibile sana e bella l'epidermide della zona attorno agli occhi è consigliabile seguire una dieta equilibrata, fare esercizio fisico, non strizzare continuamente gli occhi, portare occhiali da sole e da vista quando occorrono e, dulcis in fundo, usare per il proprio maquillage esclusivamente cosmetici decorativi i cui componenti siano a base naturale. Non che questo sia così semplice! Infatti, mentre esiste una produzione discreta di cosmetici naturali per la cura estetica di viso e corpo (tante creme per svariati usi, detergenti, profumi), è piuttosto limitata quella dei cosmetici più "decorativi" come rossetti, ombretti, fard e così via. Proprio degli ombretti naturali mi sono interessata, constatando che sono veramente poche le aziende di cosmesi naturale che si dedicano a questo settore. Sono in commercio ombretti che contengono retinolo (vitamina A, antiossidante), vitamina E e cera essenziale di fiori di rosa; e cosmetici decorativi realizzati con pigmenti coloranti di origine biologica.
E' di fondamentale importanza che il cosmetico scelto contenga, come derivati della natura, sia l'eccipiente (cioè la base del prodotto) che l'attivante (ad esempio crema alla calendula): in questo caso possiamo definire veramente il prodotto "naturale".
Come conservarli
Il problema dei cosmetici naturali è legato alla loro conservazione. Infatti gli elementi naturali, se da un lato sono biodegradabili e non tossici, dall'altro sono altamente deperibili e si alterano facilmente (col trascorrere del tempo, per il calore, la luce e così via).
Quindi è indispensabile l'intervento di additivi. Di solito si usano più conservanti attivi in piccole dosi; alcuni vengono utilizzati anche nell'alimentazione, e sono assolutamente atossici.
Gli ombretti naturali contengono minerali come talco, silice, stearato metallico e seta in polvere, nonché pigmenti inorganici. Le norme legislative prescrivono che i colori per gli occhi debbano essere esclusivamente di natura inorganica, cioè minerale. In genere dagli ossidi di ferro si ottengono i pigmenti nero, bruno, rosso e giallo; gli ossidi di cromo danno le tonalità verdi; gli acquamarina tingono di viola, azzurro e rosa; dal fosfato di manganese si ottiene esclusivamente il colore viola.
Gli ombretti sono di diverso tipo: ci sono quelli in crema, non molto amati per la sensazione di "impastato" che perdura, i quali però si fissano per parecchio tempo; abbiamo, poi, quelli in polvere libera, molto belli e luminosi, ma piuttosto difficili da usare; passiamo, quindi, agli ombretti più diffusi in polvere compatta, facili da stendere e sfumare con l'aiuto di pennelli da trucco. Usate un pennello per stendere i colori chiari e uno per i colori scuri, e ricordatevi di lavarli periodicamente con acqua e bicarbonato. Saranno più efficaci e dureranno di più.
(Giovanna Smiriglia, Il Giornale della Natura Illustato n.12 febbraio 1993)
Il fai-da-te dei cosmetici
Quali sono i cosmetici naturali? E quali accorgimenti vanno seguiti per prepararli in casa? Vediamolo insieme
Cosmetico è tutto ciò che serve per pulire, proteggere, truccare, deodorare, profumare la pelle e migliorarne l'aspetto estetico; chi afferma di non usare cosmetici confonde dunque i cosmetici in generale, che comprendono in prima linea i prodotti per l'igiene personale, con i cosmetici decorativi, quelli "da trucco".
Molta confusione si fa anche a proposito della cosmesi naturale; con questo termine si intendono quei prodotti a base di materie prime naturali, cioè di sostanze estratte da vegetali, animali o minerali, senza alcuna modifica chimica. Nella scelta di un prodotto vale la pena di soffermarsi sulla composizione di ciò che si intende acquistare, per capire quanto di "naturale" è presente nel composto. Se la modifica delle materie prime è di lieve entità si parla di "derivati naturali", mentre sono "ottenuti da sostanze naturali" quei composti che abbiano subito interventi chimici più radicali; con un po' di attenzione è possibile distinguere i prodotti completamente naturali dai prodotti di derivazione naturale: ad esempio l'olio di cocco è una materia prima naturale, l'olio di cocco idrogenato è un derivato naturale. Esistono sul mercato prodotti naturali che di naturale, oltre alla "sostanza funzionale" (per esempio l'estratto di camomilla), hanno anche l'eccipiente, cioè la base, che costituisce più del 90 per cento di ogni crema o lozione.
Le ditte più serie in questo campo offrono prodotti in cui l'eccipiente, la parte "secondaria" del cosmetico, diventa sostanza funzionale. Dunque una regola base dell'acquisto è leggere attentamente le etichette, preferendo quei prodotti che dichiarino tutti gli ingredienti, compresi gli eccipienti, nella loro quantità e nella forma in cui sono stati impiegati, al fine di essere sicuri della "vera natura" del cosmetico scelto.
Tuttavia il bisogno di natura si spinge oltre: all'inguaribile voglia di "produrre" in casa i propri cosmetici. In questo caso l'essere produttore e consumatore allo stesso tempo può rappresentare la garanzia di freschezza e genuinità, oltre al piacere del fai-da-te, ma spesso manca una precisa conoscenza delle virtù e degli usi dei prodotti della natura. Per venire incontro a questa esigenza oggi sono divulgate ricette per la preparazione di cosmetici "casalinghi" e sono in commercio da tempo anche alcuni buoni libri che inseriscono tali ricette in un più ampio bagaglio di utili informazioni. Anche per i cosmetici fatti in casa occorrono però alcune regole.
Per le ricette che si basano su prodotti naturali è indispensabile che la qualità delle materie prime sia ineccepibile, che la frutta e la verdura impiegate siano provenienti da coltivazioni biologiche o biodinamiche al fine di aver garantita la totale assenza non solo di pesticidi, ma anche di quei trattamenti in superficie, gli anticrittogamici, che hanno effetti tossici. Inoltre, per non compromettere la durata e i benefici delle preparazioni a base di oli, accertarsi che questi siano di buona qualità e preferibilmente, come per l'uso alimentare, ottenuti con la spremitura a freddo, che non ne altera le proprietà.
Per quanto riguarda invece i preparati a base di erbe, ad esempio per bagni, impacchi e lozioni, le materie prime si possono trovare nelle erboristerie; utilizzare comunque alcuni criteri elementari per valutarne la qualità: il colore e l'odore devono essere molto vicini a quelli del vegetale fresco, non si devono rilevare muffe né tracce di insetti parassiti. Queste erbe vanno conservate in luogo asciutto e preferibilmente in vasi di vetro ben chiusi.
Uno dei problemi che può creare un prodotto fatto in casa è la sua conservazione. Quando si usano dei prodotti commestibili freschi nella preparazione dei cosmetici, bisogna tener presente che le sostanze impiegate sono deperibili esattamente quanto le pietanze che si preparano per un pasto; bisognerà quindi trattarli come cibi, preparandone preferibilmente solo la quantità da usare subito, e non aspettarsi che si mantengano più a lungo di una sostanza alimentare non refrigerata. Una volta preparate le creme e le lozioni casalinghe è comunque bene mantenerle in luogo fresco e asciutto e consumarle entro breve tempo. I preparati a base di olio e acqua distillata si mantengono inalterati per più tempo.
Se si vuole preparare un cosmetico in casa è necessario munirsi anche di alcuni utensili come ad esempio mortaio e pestello per ridurre in poltiglia o polverizzare ogni sorta di alimenti; bottigliette di vetro che si possano tappare ermeticamente, utili per imbottigliare lozioni, additivi per il bagno, creme. Si potranno a questo fine riciclare le bottigliette di vetro dei medicinali, i vasetti di alimenti per bambini, e così via. Oltre a eventuali cucchiai per il dosaggio potrebbe occorrere un tessuto a trama rada (ad esempio la tela per prodotti caseari), ottimo per filtrare le particelle solide delle lozioni o per fare sacchetti da bagno di erbe aromatiche.
Per non incorrere in grosse sorprese e mantenere però il gusto del fai-da-te, alcune ditte facilitano il compito fornendo lo shampo o il bagnoschiuma di base a cui ognuno può aggiungere essenze e altri ingredienti a piacere.
In genere per l'uso continuativo di un prodotto è preferibile utilizzare i cosmetici naturali acquistati, poiché una produzione su larga scala obbliga a fare tutti i possibili controlli chimico-tossicologici per raggiungere un sufficiente livello di sicurezza: i cosmetici sono pur sempre dei preparati che vengono applicati su un organo vitale del corpo umano, quale è la pelle.
Ma per non frustrare il sano bisogno del fai-da-te, è possibile ricorrere a ricette semplici di cosmetici casalinghi quando si senta l'esigenza di un tonico fresco e leggero, di una maschera allo yogurt e cetriolo, di un olio da bagno profumato e tonificante. In questi casi l'immediatezza e la freschezza di un preparato fatto in casa, uniti alla soddisfazione di saper riconoscere e utilizzare cosmeticamente la frutta e la verdura di tutti i giorni, sono già degli ottimi "ingredienti".
(Evelina Ferraris,Il Giornale della Natura Illustato n.12 febbraio 1993)
Facciamoci una crema per la pelle
Freddo e vento: la pelle si disidrata, è il momento di rimediare.
Che cosa c'è di meglio di una bella crema emolliente antirughe, per di più biologica e fatta da voi stessi?
Se troverete la cera d'api vergine presso qualche contadino potrete prepararla in 15 minuti. Ecco come.
► Ingredienti: 30 g di cera vergine, 30 g di olio d'oliva purissimo, 30 g di miele integro millefiori liquido, tre gocce di essenza profumata.
► Dopo aver fatto liquefare la cera a bagnomaria e averla schiumata ripetutamente (e magari anche filtrata con una garza rada), aggiungete a mano alla cera l'olio e il miele.
► Rimettete a bagnomaria e lasciate amalgamare rigirando di tanto in tanto.
► Togliete dal fuoco, lasciate raffreddare un poco (perché‚ non evapori il profumo) e aggiungete le gocce di essenza profumata: meglio quella di camomilla, decongestionante, che trovate in erboristeria.
Versate nei vasettini che avrete recuperato da altre creme finite.
► Variando l'essenza potrete farvi una piccola raccolta di creme per il viso, le mani e il corpo (limone per le mani o il viso come schiarente, rosa come decongestionante o per il corpo, arancio o lavanda come rilassante per distendere la pelle, rosmarino come tonificante del corpo o per il viso, per la pelle impura).
Carla Cerati e Alberta Villa
Cellulite
Cellulite, espressione di intossicazione
La cellulite, definita con termine tecnico "panniculopatia edemato-fibro-sclerotica" (PEF), non rappresenta solo un problema estetico, ma una vera e propria malattia degenerativa dei tessuti, dolorosa, che può avere diversi gradi di gravità.
Le sue cause sono ancora oggetto di ricerca, ma l'approccio terapeutico non può prescindere da una considerazione di rilievo primario: cioè che tale affezione è determinata da fattori tossici. Questi, agendo per vie diverse, portano all'alterazione del ricambio a livello dei tessuti, dando inizio a quel processo degenerativo che altera progressivamente la struttura e la funzione del tessuto adiposo. La cellulite è quindi un sintomo, che deve far pensare a uno stato di intossicazione generale.
Tale opinione è condivisa tanto da medicine naturali quali l'omeopatia e la medicina tradizionale cinese, quanto dalla medicina ufficiale. Quest'ultima ha recentemente rivalutato il ruolo del tessuto adiposo: il suo compito va ben oltre la semplice funzione di "deposito" o riserva energetica; esso ha una complessità anatomo-funzionale che lo equipara in nobiltà a organi quali rene, cuore, cervello, fegato, tutti punti strategici nell'economia generale del nostro organismo per il mantenimento del suo equilibrio.
Risulta quindi evidente come un corretto trattamento terapeutico debba proporsi non solo di intervenire a livello sintomatico (come ad esempio con il sostegno e il drenaggio del microcircolo, ovvero della circolazione periferica), ma anche di valutare ed eventualmente correggere un ventaglio di fattori, solo apparentemente non connessi tra loro. Per esempio, è importante conoscere quale sia la funzionalità dell'apparato digerente (nel caso di dispepsia o stipsi causate da lieve insufficienza epatica, può essere utile Chrysantellum TM), se vi sia copresenza di situazioni di ansia-depressione (Avena TM, Ficus MG), oltre ai possibili squilibri endocrino-metabolici a livello surrenale, tiroideo, pancreatico, mestruale e così via. Né va trascurata la considerazione di sintomi specifici, come la sensazione di gonfiore generale, di pesantezza agli arti inferiori, di freddo o formicolii alle estremità, tutte informazioni utili a definire il profilo patologico del paziente.
Una patologia complessa
Quattro donne su cinque sono colpite da cellulite, mentre gli uomini, pur non essendone del tutto immuni, ne soffrono molto meno.
Nelle donne, la sindrome premestruale (un insieme di disturbi quali stanchezza, irritabilità, sensazione di gonfiore, che anticipa le mestruazioni) pare essere frequentemente il segnale di una particolare predisposizione costituzionale a quello stato di intossicazione generale che ha come sintomo principe la cellulite.
Insomma, l'approccio fitoterapico alla cellulite non può prescindere da una considerazione globale dell'individuo, cioè dalla correzione del suo "terreno", valutandone tutti i fattori costituzionali (ereditari e familiari) e diatesici (ovvero predisposizione allo sviluppo di malattie dalla patogenesi simile). Ciò non toglie che si possano individuare obiettivi specifici e tracciare schemi generali di base.
Il trattamento usuale appare a nostro avviso decisamente poco mirato e non esente da possibili effetti indesiderabili. Comunemente è incentrato su piante attive, particolarmente sulla tiroide (per esempio Fucus) in associazione a diuretici (Pilosella), antiedemigeni (cioè che combattono l'edema, il ristagno di liquidi con relativo gonfiore) e vasoprotettori, prevalentemente scelti tra Edera e Ippocastano, antinfiammatori salicilici (Spirea), fibrinolitici (stimolanti il metabolismo proteico, come Rusco e Ananas), inibitori dell'assorbimento intestinale (Glucomannano, Acidulato di mele) e così via.
Il Fucus, indicato solo ai soggetti tendenzialmente ipotiroidei, se usato in modo indiscriminato può, per esempio, indurre eccitabilità nervosa, stimolare in modo eccessivo il metabolismo cellulare ("bruciare" grassi) producendo un sovraccarico degli organi emuntori (come intestino e vescica), incentivando quindi lo stato di intossicazione al quale il soggetto cellulitico è già ben disposto. Trattamenti fitoterapici di questo genere tendono a riproporre una confusione di fondo tra due quadri clinici spesso copresenti ma non necessariamente sovrapponibili: da un lato obesità, dall'altro cellulite, patologie del tessuto adiposo profondamente differenti.
E' anche importante osservare una certa prudenza rispetto all'abuso di diuretici, sebbene vegetali: sono utili solo in caso di scarsa diuresi, ma nella maggior parte dei casi questa è nella norma e il gonfiore dei tessuti è dovuto a un problema di drenaggio linfatico, per il quale sono più indicati rimedi come Castagno MG.
Ancora, piante come Ippocastano, Edera, Rusco sarebbero da preferire solo per uso esterno, in applicazioni locali che valorizzano la buona capacità di penetrazione transcutanea dei loro principi attivi, molto meno maneggevoli se assunti per via orale.
Altri estratti antinfiammatori, tipo quelli di Echinacea o Spirea, sono indicati prevalentemente nelle prime fasi del processo cellulitico, ma inutili negli stadi successivi, quando alla flogosi (infiammazione) iniziale è ormai subentrato un processo di degenerazione sclerotica, cui risponde meglio, ad esempio, Centella.
L'alterazione trofica (nutritiva) del tessuto adiposo procede attraverso diversi stadi progressivi, che richiedono un intervento ad hoc: la correzione sarà sempre più difficile, man mano che la degenerazione procede. All'inizio della patologia l'obiettivo principale del trattamento è la correzione del ristagno venoso e linfatico locale, quindi il contenimento della permeabilità capillare e della conseguente formazione di edema interstiziale, che determina un'infiammazione locale, con attivazione del sistema reticolo endoteliae. Su quest'ultimo sono efficaci alcuni macerati glicerinati, soprattutto Betula pubescens gemme MG 1DH.
Tuttavia, in genere il fitoterapeuta si trova di fronte a stadi cellulitici ben più avanzati, ai quali corrispondono una profonda degenerazione degenerativo-sclerotica dei tessuti, iperplasia (eccessiva formazione di cellule) e ipertrofia delle fibre. Ciò porta alla formazione di noduli, dapprima molto piccoli, poi sempre più grandi, fino ad arrivare alla dimensione all'incirca di un fagiolo: è lo stadio terminale del processo cellulitico, visibile e verificabile nel caratteristico e inestetico aspetto a "buccia d'arancia", che denuncia la completa e irreversibile alterazione del metabolismo e degli scambi cellulari.
Protezione del microcircolo
Tra le piante che intervengono in modo diretto sugli edemi, le più efficaci sono quelle che agiscono come protettrici dei capillari, grazie alla loro attività vitamino-P-simile: Centella in estratto alcolico o in infuso; Ginkgo, interessante anche come pianta efficace contro i radicali liberi, in TM e in infuso. In senso più generale: Sorbo MG e Betula pubescens gemme MG, trofico delle pareti vasali; Ontano nero MG, nei primi stadi della degenerazione fibrinoide, agisce come antitrombotico intravascolare.
Per quanto concerne gli antiedemigeni indiretti, cioè i diuretici, è stato già precisato il limite del loro intervento; particolarmente indicati appaiono comunque Pilosella, Verga d'oro, Betulla, sia in TM, sia in tisana.
Non vanno dimenticate le piante che agiscono sulle resistenze periferiche delle piccole arterie, regolarizzandone la contrattilità: Ginkgo e Amamelide.
Sostegno del sistema reticolo-endoteliale
Queste piante migliorano l'efficienza immunitaria e contengono l'attivazione sclerotica delle fibrille: oltre a Centella, le più specifiche sono Betula pubescens gemme MG, cui si aggiunge Castagno MG, che favorisce il flusso linfatico agli arti inferiori, correggendo la stasi generale della circolazione di ritorno.
Protezione connettivale
Tra gli estratti vegetali che contrastano il processo sclerotico appaiono interessanti, oltre a Centella, alcuni macerati glicerinati che l'erborista è solito utilizzare per la loro attività specifica su un organo, ma che possono invece essere rivalutati come riequilibratori delle tendenze sclerotiche del tessuto connettivale. Piante indicatrici della progressiva degenerazione del suolo e, per analogia, terapeutiche nella tendenza dei tessuti umani all'indurimento fibroso e alla sclerosi, sono, per esempio, Nocciolo MG, Mirtillo rosso MG, Vite americana MG.
Drenaggio
Nel trattamento della cellulite il drenaggio assume una particolare rilevanza, giustificata dalla necessità di espellere i catabolismi (prodotti di rifiuto del metabolismo) mobilitati a più livelli.
Oltre all'azione a livello locale, già in parte espletata da Ontano nero, Castagno e Betulla in MG, sarà opportuno un ulteriore supporto allo smaltimento delle tossine, prevalentemente incentrato sugli emuntori primari, quindi sull'asse epato-renale.
A volte il quadro di intossicazione del paziente può presentarsi complesso e grave al punto da suggerire, prima ancora del trattamento specifico, un periodo di depurazione di circa quindici giorni, per preparare l'organismo a una migliore risposta terapeutica.
La forma galenica più idonea al drenaggio è in genere considerata la tisana; la percentuale di piante, variabile dal 2 al 5 per cento (cioè 2-5 g in 100 ml d'acqua), può essere modulata all'occorrenza.
Vanno preferite, nella composizione della miscela, le foglie di Betulla, pianta equiparabile al rimedio omeopatico Sulphur. Betulla può ad esempio essere associata a Elicriso, Rosmarino, Ortosiphon, Equiseto e così via. E' anche importante la scelta di piante efficaci contro i radicali liberi (responsabili dell'ossidazione e dell'invecchiamento delle cellule), come Ginkgo, Elicriso, Rosmarino.
Inoltre non è irrilevante, nella formulazione dello schema terapeutico, valutare il ruolo che lo stress e i disturbi della sfera emotivo-affettiva possono svolgere nel favorire la patologia. Sul lungo periodo, le distonie neurovegetative, le sindromi ansioso-depressive, l'insonnia, stimolano una conseguente risposta del sistema reticolo-endoteliale, influenzando direttamente il tono vascolare e il metabolismo generale. La correzione di questo livello esigerà il ricorso a piante come Avena TM o MG, Ficus MG, Tilia MG.
Infine, non è assolutamente trascurabile la correzione di alcune abitudini di vita: la tendenza a errori alimentari (in particolare l'iperalimentazione e il conseguente incremento ponderale che, comprimendo i piccoli vasi, ostacola direttamente la circolazione), oltre l'insufficiente apporto di liquidi e la sedentarietà.
Trattamento topico
Il trattamento interno può essere utilmente sostenuto, seppur non sostituito, da costanti e frequenti applicazioni locali (impacchi, cataplasmi, semicupi) che utilizzino le proprietà di alcune piante officinali.
Tra queste, sono particolarmente apprezzabili Edera, specificamente indicata come antalgica nella cellulite dolorosa, Ippocastano e Rusco.
I massaggi facilitano la penetrazione negli strati sottocutanei dei principi attivi di tali piante, oltre a migliorare il circolo venoso e il tono muscolare: è possibile fare ricorso a diverse tecniche, a eccezione di quelle "violente", che potrebbero favorire la compromissione capillare.
(Lina Suglia, Il Giornale della Natura Illustrato n.6 giugno 1992)
Vade retro, cellulite
Come eliminare l'antipatico "nemico" in modo naturale: controllo dell'alimentazione, accorgimenti cosmetici, movimento
Liposuzione, mesoterapia, ionoforesi, ma anche creme, oli, massaggi, ginnastica: la primavera diventa un incubo per chi vuole a tutti i costi "levigare" il proprio corpo, e una gioia per centri estetici e palestre.
La società moderna, che vuole tutto e tutti perfetti, ha decretato la condanna della donna un po' tornita e la Venere di Botticelli è ormai solo un gran bel quadro da ammirare ma a cui sperare di non rassomigliare mai.
La cellulite è sostanzialmente un problema di ristagno, causato da un cattivo ricambio dei liquidi cellulari. I punti maggiormente colpiti sono: la parte superiore delle braccia, il ventre, i fianchi, i glutei, le cosce e la parte interna delle ginocchia; la pelle è a buccia d'arancia, ruvida, e talvolta sono presenti anche capillari dilatati.
Esistono tre qualità di cellulite, anche se in genere essa si presenta in modo differente per ogni donna: la cellulite compatta colpisce le natiche e le cosce, ed è la più semplice da trattare; la cellulite molle, localizzata sulla parte anteriore interna delle cosce; la cellulite edematosa, accompagnata da capillari fragili, varici, gonfiori agli arti.
Generalmente la causa della comparsa della cellulite è una cattiva circolazione, ma certamente concorrono alla sua formazione (e al peggioramento) anche l'alimentazione disordinata, la sedentarietà, lo stress. Purtroppo, una volta che la cellulite ha fatto la sua comparsa è difficile sconfiggerla definitivamente, ma si può fare molto per migliorarla.
Per cominciare, mangiare meglio
Talvolta occorre modificare alcune abitudini alimentari, il che non significa dare inizio a un periodo di ferreo regime dimagrante.
Ecco qui di seguito le otto regole d'oro.
Bevete abbondantemente, lontano dai pasti. Un bicchiere d'acqua minerale non gassata la mattina al risveglio; tisane drenanti a base di peduncoli di ciliegia, spirea ulmaria, foglie di tarassaco, menta, nel corso della giornata; centrifugati di frutta o di verdura di stagione a colazione o a merenda.
Iniziate i pasti con un antipasto di verdure di stagione crude: carote, radicchio, sedano, zucchine (se piccole), tarassaco, cipolle.
Introducete nella vostra alimentazione i cereali integrali (o semintegrali se non vi garba il gusto "ruvido"), dando la preferenza al riso, all'orzo decorticato, al miglio e al grano tenero, conditi con olio extravergine di oliva o con verdure cotte.
Non consumate le proteine, vegetali e animali, nello stesso pasto in cui avete anche i cereali. Talvolta per pigrizia si mangia sempre il formaggio o la "fettina": imparate a variare l'alimentazione: lunedì uova, martedì lenticchie, mercoledì pesce e così via, in base ai vostri gusti.
Riducete (o magari eliminate) il consumo di caffè, alcolici, sigarette.
Consumate pochi fritti.
Mangiate frutta fresca di stagione, lontano dai pasti.
Sostituite il sale con le erbe aromatiche (rosmarino, salvia, zenzero, cumino, peperoncino, per esempio), e lo zucchero bianco con quello integrale di canna o con il miele.
Evitate il più possibile di mangiare dolci: se è una grande sofferenza, mangiateli lontano dai pasti, solo una volta la settimana, tralasciando però i dolci elaborati, con panna, cioccolato, alcol.
Attenzione alla cosmetica
In commercio esistono tanti prodotti, creme, oli, gel; ma sono veramente efficaci? In genere sì, se non si pretendono risultati miracolosi dopo una settimana.
Al mattino applicate su tutto il corpo con un leggero massaggio, cominciando dalle caviglie, una crema a base di fucus, o di edera o di ippocastano, o di una miscela di queste tre piante. Continuate quindi il massaggio sotto la doccia, acqua a 37 gradi, con un guanto di crine o di looffah. Il massaggio va sempre effettuato dolcemente per evitare la rottura di capillari.
Dopo la doccia applicate su tutto il corpo un gel vegetale: l'azione è più efficace se alternate un gel con azione riducente a uno con azione rassodante.
Due sere alla settimana immergetevi, per 15 minuti circa, nella vasca da bagno aggiungendo all'acqua un decotto così preparato: la sera precedente fate bollire in un litro d'acqua, trenta grammi di foglie d'edera e quaranta grammi di foglie di betulla; lasciate macerare tutta la notte, quindi filtrate. Non gettate le piante officinali, ormai ridotte in poltiglia, ma utilizzatele per farvi un massaggio quando sarete immerse nella vasca.
Se avete una vasca con idromassaggio, potete potenziare l'azione dei getti d'acqua aggiungendo poche gocce di olio essenziale quali ginepro, rosmarino, salvia.
Due sere alla settimana eseguite dei trattamenti con un impacco così preparato: stemperate due bicchieri di argilla fine con un cucchiaino di olio d'oliva e un quarto di litro d'acqua. Scaldate a bagnomaria quindi spalmate l'impasto tiepido sulle zone con cellulite, e coprite con un panno di cotone e uno di lana. Trascorsi trenta minuti, sciacquate con acqua.
Muoversi, muoversi!
Storcere il naso non serve: la cellulite va combattuta anche con il movimento. E' però importante non strafare: sforzi esagerati, se non si è abituati, danneggiano l'organismo.
Se abitate in città, dedicate la domenica alle passeggiate "fuori porta": scegliete la collina, il bosco, la riva del fiume. Passeggiare aiuterà i vostri polmoni a respirare aria un po' più pulita e il vostro corpo a tonificarsi.
Durante la giornata non state troppo sedute, ma neanche in piedi ferme a lungo.
Imparate a respirare: è fondamentale per un regolare rifornimento di ossigeno e per evitare di sprecare inutilmente il tempo che impegnate nello svolgimento degli esercizi fisici.
Sì al nuoto, alla bicicletta, al pattinaggio se rimangono comunque un momento di svago e non una prova di competizione con se stesse.
(Cinzia Testa, Il Giornale della Natura Illustrato n.6 giugno 1992)
Consigli per la cellulite
► Muoversi, muoversi! Approfittate di ogni occasione per fare un po' di movimento, qualche corsetta in mezzo al parco (o per i fortunati, in campagna): oltre a rassodare le gambe aiuta nel difficile processo di depurazione del nostro organismo
► Dopo la corsa, niente abbuffate, anche se spesso cellulite e "grasso" non coincidono. Migliorare l'alimentazione è necessario: tanta verdura e frutta fresca, cereali integrali e legumi, meglio se da coltivazioni biologiche
► Acqua fresca a volontà, meglio se leggera, succhi di frutta e verdura fresca, tisane leggermente diuretiche e disintossicanti (fatevi consigliare dall'erborista): queste le bevande da preferire, lontano dai pasti, al posto delle merende
► Rilassatevi massaggiandovi leggermente con delle creme o dei gel rassodanti e riducenti; fatelo con costanza e sfruttate questi momenti per scaricare le ansie e le preoccupazioni accumulate nella giornata
(Cinzia Testa, Il Giornale della Natura Illustrato n.6 giugno 1992)
Grasso e non solo: i misteri della cellulite
Hai messo su qualche chilo? Affidati alle piante e ai prodotti di cosmetica naturale, ma anche a dieta e movimento
La cellulite viene ormai considerata a tutti gli effetti come una vera e propria malattia: ammassi adiposi, circolazione sanguigna e linfatica alterata, in tanti casi anche sensazioni di dolore alle parti colpite ne sono i sintomi.
Dal punto di vista estetico si può migliorare una situazione critica di cellulite utilizzando dei cosmetici specifici. Gli anticellulitici sono di recente produzione, infatti hanno iniziato a diffondersi dagli anni Settanta e, attualmente, si basano molto su principi farmaceutici, senza per questo essere dei veri e propri farmaci. La loro funzione primaria è quella di rimuovere i liquidi che ristagnano sotto la cute.
Vi sono diversi cosmetici per il trattamento estetico della cellulite (crema, gel, o siero), da cospargere sulla pelle e massaggiare bene con movimenti circolari in modo da consentirne il completo e profondo assorbimento. In questo modo i liposomi contenuti nel prodotto possono raggiungere e intaccare le cellule adipose a sature di acqua. Le sostanze che consentono questo processo sono per lo più estratti naturali: alghe e quercia marina contengono sodio in percentuale elevata, che "asciuga"; il rusco, la centella asiatica, l'edera, la betulla, attenuano gradualmente l'aspetto a buccia d'arancia e migliorano la circolazione del sangue.
Per ottenere dei risultati visibili e duraturi è però indispensabile affiancare, a un trattamento cosmetico, una dieta alimentare, una ginnastica mirata e dei massaggi specifici. In caso contrario si rischia di ottenere un miglioramento solo estetico: scompare, o si attenua se il problema è grave, ma sempre per un breve periodo, il tipico effetto a "buccia d'arancia", e la pelle appare morbida e liscia.
Le persone che hanno la tendenza ad accumulare cellulite dovrebbero curarsi fin da giovani, in quanto col passare degli anni diminuiscono le possibilità di intervento per l'ispessimento dei vasi sanguigni e l'aumento dei liquidi stagnanti. Ricordatevi sempre che i cosmetici non fanno tutto da soli e non cedete a campagne pubblicitarie che promettono risultati strepitosi, perché è assai difficile, se non impossibile, eliminare la cellulite. E' invece fondamentale migliorare il rapporto con il proprio corpo, attuando una serie di cure mirate, che comprendano anche una corretta dieta alimentare.
Questo, però, non solo nel periodo estivo: la cellulite, si sa, non compare solo in agosto al mare...
(Giovanna Smiriglia, Il Giornale della Natura Illustrato n.6 giugno 1992)
Quanto pesa la tua mente?
Emozioni, ansia, insoddisfazione: l'aspetto psicologico dei "chili in più" accompagna quello fisico. Vediamo come affrontarlo
L'obesità può essere considerata un vero e proprio problema delle società a sviluppo avanzato: infatti, nonostante gli attuali canoni estetici della nostra cultura esaltino come modello ideale un corpo snello, sinonimo di salute e giovinezza, la maggior parte della popolazione è in sovrappeso.
L'intervento fitoterapico su tale disequilibrio si colloca prevalentemente nell'ambito dell'obesità essenziale, alla quale ci riferiamo qui, mentre diventa estremamente più complesso e articolato per le forme di obesità di natura endocrina (in relazione a ipotiroidismo, diabete, e così via), che costituiscono un campo di stretta competenza medica.
Va sottolineato che, in entrambi i casi, l'approccio non può prescindere dalla correzione delle abitudini alimentari e dalla restrizione dell'apporto calorico giornaliero, quindi da una dieta quantitativamente e qualitativamente equilibrata.
Come pure è importante un'accurata programmazione della perdita di peso, che deve essere lenta ma costante: è noto che diete drastiche e digiuni esasperati non solo inducono stanchezza e irritabilità, ma danno un risultato soltanto temporaneo, cui segue un'immediata ripresa dei chili persi, come se le cellule adipose si difendessero strenuamente da ogni "stress" loro imposto.
Ciò offre l'occasione per un'importante riflessione: intervenire sul sovrappeso significa modificare l'omeostasi raggiunta dall'organismo, il suo "fat-point", cioè quel livello anomalo sul quale comunque si è stabilizzato un equilibrio. Il grasso, infatti, non è "ciccia" amorfa, come si è soliti pensare: come tutti i tessuti, anche quello adiposo coinvolge sistemi ormonali, enzimatici, vasi sanguigni e terminazioni nervose periferiche, fattori sui quali nessun intervento drastico può garantire buon esito.
Dieta sì, ma con prudenza
Tra le diverse forme galeniche, i macerati glicerinati (MG) sono quelli che meglio si prestano a intervenire sulla modulazione di questa rete di sottili equilibri, per diverse ragioni.
Innanzitutto sono ottimi drenanti e l'obesità è appunto (come, in altro senso, la cellulite) espressione di un profondo processo cronico di intossicazione: lo conferma la medicina ufficiale, come pure in modo più ampio lo denunciano la medicina tradizionale cinese e l'omeopatia.
E' noto, infatti, che il sovrappeso induce nell'organismo una complessa serie di problemi. Potremmo dire in termini semplicistici che il grasso accumulato nei tessuti "irrancidisce"; tale degenerazione è alla base di gravi scompensi che interessano la totalità del corpo umano: dal sistema immunitario (depressione delle difese organiche), al circolo arterioso (malattie cardiovascolari), costituendo un fattore di rischio per patologie più gravi.
Con gemmoderivati opportunamente scelti (per esempio Rosmarino Mg, Ginepro MG) è possibile esercitare un drenaggio rivolto non solo agli organi emuntori principali, quali fegato e rene, ma anche alle arterie (Olivo MG, Sorbo MG), oltre a intervenire sulle capacità reattive dell'organismo (Betulla gemme MG).
In secondo luogo, come appunto le medicine citate sottolineano, lo stato intossicatorio dell'obeso non riguarda solo il corpo, ma anche la sfera emozionale: concorrono infatti al sovrappeso di molti soggetti l'ansia, la depressione, la sensazione di frustrazione, contesto in cui il cibo assume una funzione compensatoria.
In questi casi possono essere utili alcuni macerati glicerinati per la loro azione a livello ipotalamico: ad esempio, nel moderare gli attacchi di bulimia (cioè appetito incontrollabile) che caratterizzano alcuni stati d'ansia (Ficus MG), oppure per modulare le interferenze del sistema nervoso su quello endocrino (Avena MG).
Da quanto detto appare evidente che non esiste "lo" schema fitoterapico per l'obesità, ma piuttosto che ogni individuo in sovrappeso rappresenta un caso specifico, al quale corrisponde un trattamento mirato.
(Lina Suglia, Il Giornale della Natura Illustrato n.6 giugno 1992)
Pelle
Una dieta per la tintarella
Le creme possono anche andare bene. Ma l'abbronzatura va preparata con un'alimentazione adeguata, e curata con attenzione.
Tutto quello che è eccesso fa male. Questo vale anche per il sole, soprattutto perché non tutti i raggi sono benefici per la nostra pelle. Ad esempio i raggi UVA ne favoriscono l'invecchiamento, mentre i raggi UVB pare siano collegati ad alcune sue patologie.
Osservando alcuni piccoli accorgimenti si può ottenere un'abbronzatura soddisfacente ed evitare i danni dovuti a un'esposizione selvaggia ai raggi dell'amata stella che ci consente di vivere.
Sin dall'inizio della primavera, l'imperativo categorico è: abbronzatissimi, sia donne che uomini. L'abbronzatura non è più esclusivamente prerogativa femminile, e ormai anche l'uomo è fortemente interessato ad avere un colorito tendente al bronzeo.
Ammettiamo che un bel colore dorato fa piacere a tutti, specialmente dopo un inverno sbiancante che ci mostra con la pelle stanca e stinta. Salvo essersi rivolti alla nuova dea: la lampada a raggi UVA!
E' sicuramente più gratificante abbronzarsi al mare, sguazzando nell'acqua (possibilmente pulita), oppure in montagna mentre si sgambetta nei prati e tra i fiori, piuttosto che nel centro estetico dietro all'ufficio: magari fuori piove, siamo immobili e insonni, con gli occhi chiusi, inferociti col capo... ne usciamo neri!
Insomma, il tempo della tintarella è in vacanza e in pieno relax, quindi cerchiamo di non rovinare un periodo di riposo e divertimento con una scottatura oppure con un colpo di sole.
Prodotti o lampade?
Il sole fa bene (buchi nell'ozono permettendo), se preso gradatamente, esponendosi nei primi giorni solo durante le ore meno calde, cioè al mattino presto e nel tardo pomeriggio, per brevi periodi di tempo: 10-15 minuti al massimo. Cercate di seguire rigorosamente queste indicazioni, specialmente se la vostra pelle è chiara. E' noto che le pelli olivastre sono meno delicate e più ricche di melanina (il pigmento che, attivato dal sole, provoca l'abbronzatura), mentre le pelli chiare sono assai più sensibili e tendono ad arrossarsi e scottarsi con maggiore facilità.
E' indispensabile per tutti usare una protezione per la pelle in vista del "rosolamento" al sole. Le precauzioni vanno prese prima, durante e dopo l'esposizione solare.
D'estate veniamo letteralmente sommersi dalla pubblicità riguardante i cosmetici solari che, essendo prodotti di largo consumo, rappresentano un vero e proprio business. Spesso è difficile districarsi in questo bombardamento di immagini di abbronzature mozzafiato, presentate quasi fossero dovute all'uso di un particolare prodotto.
Non è certo grazie a un cosmetico che otterrete una bella abbronzatura. Occorre invece sole, pazienza e costanza nell'adoperare prodotti sempre sicuri e possibilmente naturali. Dovrete scegliere il "solare" più adatto al vostro tipo di pelle e informarvi bene sul suo contenuto.
Facce di bronzo
I solari possono avere diversi poteri di filtro: una pelle particolarmente delicata necessita di una protezione con un livello elevato e viceversa. Bisogna rispettare i tempi di esposizione consentiti dal prodotto scelto. Se una pelle è sensibile, al punto tale da permettere solo un'esposizione di 10 minuti senza problemi, usando un solare a protezione tre, si potrà stare al sole al massimo per 30 minuti.
Le creme e i latti sono i cosmetici solari più diffusi: pratici da usare, vengono ben assorbiti dall'epidermide massaggiando a lungo; si trovano con diversi gradi di protezione e devono essere usati più volte nell'arco della giornata, avendo l'accortezza di ripetere l'operazione dopo aver fatto il bagno in mare.
Gli oli, insieme ai gel, offrono una maggiore resistenza all'acqua, indispensabile a chi pratica sport acquatici e ama molto bagnarsi. Il filtro protettivo degli oli è basso, perciò è preferibile usarli quando si è già raggiunto un buon grado di abbronzatura; hanno il pregio di mantenere la pelle morbida e liscia. I gel sono maggiormente diffusi nella versione "dopo-sole" per la capacità di trattenere le sostanze idratanti e renderle assorbibili dalla pelle.
L'esposizione al sole può provocare l'invecchiamento precoce della pelle e l'insorgere di inestetiche macchie, quindi l'uso di cosmetici solari è importante proprio per evitare danni che, alla lunga, potrebbero rivelarsi irreparabili.
Dieta e movimento
Chi vuole "preparare" la pelle con l'esposizione ai raggi della lampada UVA deve seguire le stesse avvertenze date per il sole; inoltre, la tintarella acquisita in questo modo è molto superficiale, per cui è preferibile, una volta in vacanza, applicare ugualmente sulla pelle un solare con filtri protettivi perché il rischio di scottature rimane.
Vi sono in commercio dei prodotti detti auto-abbronzanti, cioè dei cosmetici che colorano solo in superficie l'epidermide e che vengono in genere utilizzati in città.
Ovviamente, non forniscono né protezione né una "base" per l'abbronzatura e, in alcuni casi, possono provocare delle reazioni poco piacevoli sulla pelle, come ad esempio macchie o colorito giallognolo.
Anziché adottare questi trucchi, cercate di predisporre la vostra pelle al sole adottando, almeno un mese prima delle vacanze, una dieta ricca di frutta e verdure fresche (carote, spinaci, lattuga, zucche, meloni, albicocche, pesche e così via) che favoriscono la produzione di melanina, da integrare con perle al betacarotene e perle all'olio di germe di grano. E, per finire, un ultimo prezioso consiglio: non prendete il sole stando immobili, fate del movimento, delle passeggiate, entrate e uscite più volte dall'acqua. Così facendo vi abbronzerete in modo più uniforme, perché esporrete indistintamente le diverse zone del corpo.
(Giovanna Smiriglia, Il Giornale della Natura Illustrato n.5 maggio 1992)
Le piante solari
Le erbe ci aiutano a prevenire e curare i problemi dovuti all'esposizione al sole.
Ecco i consigli per far sì che abbronzarsi resti un piacere
E' ormai constatato che la fascia di ozono che circonda il pianeta Terra è in progressiva diminuzione. Come conseguenza c'è un aumento delle radiazioni che raggiungono il suolo e anche gli esseri viventi.
Questa situazione va tenuta particolarmente presente quando desideriamo esporci ai caldi raggi solari: vanno adottate delle precauzioni per riceverne principalmente gli effetti benefici.
Bisogna iniziare alcune settimane prima, meglio un mese, con un'alimentazione ricca di cibi contenenti vitamina A.
La pro-vitamina A si trova nelle carote, nei pomodori, nelle pesche, nelle albicocche, nelle verdure a foglia verde; la vitamina A preformata è presente invece nei cibi animali come tuorlo d'uovo, latte, burro, olio di pesce, fegato. Si possono bere dei centrifugati preparati con le verdure e la frutta fresche, oppure acquistare in erboristeria o farmacia dei concentrati in "perle" o similari, di carote o di olio di fegato di merluzzo.
Questa dieta preventiva aiuta a irrobustire la pelle, a mantenerla elastica, a ritardare l'invecchiamento cutaneo. La presenza della vitamina A stimola la rigenerazione dei tessuti ed è giustamente denominata epitelioprotettrice.
Dopo aver seguito questa alimentazione, al momento di esporsi al sole è importante usare dei prodotti adeguati, capaci di assorbire i raggi ultravioletti ma anche di lasciar filtrare quelli atti a stimolare la produzione di melanina senza danneggiare la cute.
Le piante officinali indicate nella formulazione di tali prodotti solari sono: oleolito di carote, iperico, aloe, oleolito al mallo di noce quando la pelle si è già abbronzata.
Le carnagioni chiare, o con la presenza di nei o macchie cutanee, devono essere protette maggiormente e ripetutamente nell'arco della giornata.
Specialmente la prima settimana, occorre evitare l'esposizione al sole dalle ore 11 alle ore 14 (ora solare), e non superare comunque i trenta minuti di esposizione continua.
Gli effetti collaterali del sole sono la disidratazione e la perdita di elasticità della pelle. E' utile quindi usare, dopo la doccia quotidiana, un doposole, che aiuti l'idratazione, con i principi attivi di aloe, camomilla, iperico, ruseo, echinacea.
E' facile notare, a fine estate, pelli opache, rugose, ipotoniche, sottili e inelastiche; questo perché non si sono usate precauzioni adeguate, e quindi prodotti non adatti all'epidermide individuale.
I raggi ultravioletti (UV) stimolano la produzione del pigmento bruno contenuto in speciali cellule, delle "melanociti", causando una caratteristica pigmentazione dell'epidermide, l'abbronzatura; hanno inoltre potere battericida nei confronti di molti germi.
Con i raggi solari viene sintetizzata la vitamina D, antirachitica; ma essi possono anche essere causa di patologie cutanee (fotodermatosi), determinando lesioni di vario genere a seconda del grado di intensità delle radiazioni (eritema, bolle, vescicole).
L'eritema solare compare nelle zone non protette, con un forte arrossamento e con successiva desquamazione.
Spesso si può osservare la contemporanea presenza di vescicole, bolle e anche edema (presenza di liquido superiore alla norma degli spazi interstiziali dei tessuti e che comporta un rigonfiamento degli organi). Chi è in questa situazione avverte bruciore, dolore e a volte parestesie (alterazioni patologiche della sensibilità: formicolii, torpore, senso di caldo o freddo; sono dovute a disturbi delle vie nervose sensoriali). Inoltre possono esserci effetti dannosi sugli occhi, che quindi devono essere protetti.
In caso di eritema, non grave, bisogna usare oleolito di iperico. Evidentemente, in presenza di situazioni più gravi, occorre rivolgersi al medico.
(Mirella Bordignon, Il Giornale della Natura Illustrato n.5 maggio 1992)
Trucchi alla luce del sole
Cure naturali per le scottature
Se non siete riusciti a evitare una scottatura, potete curare la zona lesa con fettine sottili di cetriolo, oppure di patata. Giovano anche gli impacchi di lattuga lessata quando la parte è molto rossa e gonfia, o anche quelli di chiara d'uovo sbattuta.
Per essere più bionde
Si può accentuare l'azione schiarente dei raggi solari, sui capelli biondi o castani chiari, facendo impacchi con succo di limone e decotto di camomilla.
Lozione solare a base di semi di sesamo
Frullate una manciata di semi di sesamo, unite un po' d'acqua e continuate a frullare fino a ottenere un composto lattiginoso da filtrare con l'aiuto di una garza. La lozione ottenuta si massaggia bene sulla pelle prima di esporsi al sole. Applicatela più volte e in particolare se fate il bagno in mare, perché questa lozione, come potrete ben immaginare, si disperde totalmente in acqua.
Lozione solare a base di olio vegetale
Mescolate bene una parte di aceto di sidro con un equivalente quantitativo di olio d'oliva (oppure olio di sesamo, olio di soia, olio di arachidi, olio di noci, olio di mandorle) e applicate sulla pelle più volte al giorno. Usate questo composto se avete una pelle tendente all'olivastro. Dopo aver acquistato un po' di colore si può applicare sulla pelle solo olio d'oliva e acqua miscelati (due parti di olio e una di acqua), così si accelera l'abbronzatura mantenendo la pelle morbida.
Per mantenere il più a lungo possibile un'abbronzatura ormai acquisita, usate un buon prodotto idratante per evitare una precoce desquamazione della pelle.
Durante le vacanze anche i capelli rischiano di sciuparsi a causa dei raggi solari, della sabbia e del sale contenuto nell'acqua marina.
L'ideale sarebbe munirsi di una serie di prodotti per curare anche la chioma: uno shampoo leggero per lavaggi frequenti, un balsamo, olio e gel per proteggerla. In particolare l'olio, da applicare sui capelli durante l'esposizione al sole, evita che si secchino eccessivamente.
Per un'abbronzatura che non riduca la nostra pelle uno "straccio" occorre impegnarsi anche un mese prima, seguendo una alimentazione ricca di cibi contenenti vitamina A, quindi carote, pomodori, pesche, verdure a foglia verde, uova e latte.
► Esistono anche degli efficaci integratori alimentari, sotto forma di perle gelatinose contenenti sostanze a base di olio di merluzzo, olio di germe di grano e carotene.
► Le piante con cui si producono per macerazione gli oleoliti per proteggersi dal sole sono: carota, iperico, aloe. Per la pelle già parzialmente abbronzata, oleolito di mallo di noce.
► Chi ha la pelle chiara faccia attenzione! E' molto più sensibile di quella olivastra, e richiede protezioni maggiori e tempi di esposizione al sole brevi.
► Anche chi presenta sulla pelle macchie e nei dovrebbe proteggersi maggiormente, perché se il sole viene "usato" senza criterio potrebbe danneggiare invece che curare.
► La parole d'ordine sono gradualità e pazienza.
► Non dovrebbe interessarci quanto siamo abbronzati ma piuttosto come il sole può darci i benefici di cui è portatore.
► Le piante utili come dopo-sole sono: aloe, camomilla, calendula, echinacea.
► L'oleolito di iperico può esserci d'aiuto nei casi di eritemi solari.
► Creme e latte sono le sostanze più pratiche, vengono assorbite presto dalla pelle e non lasciano tracce di unto.
► Chi entra spesso in acqua può usare gli oli, ma attenzione, perché sono molto meno protettivi delle creme.
► Il gel risulta essere molto adatto nelle composizioni dopo-sole; la sua consistenza lo fa essere fresco e asciutto, estremamente idratante senza ungere.
► Diffidare degli autoabbronzanti, sono in realtà delle creme coloranti che hanno poco di naturale e molto di "finto" come effetto finale, oltre a essere potenziali causa di dermatiti.
► No agli interminabili sonnellini al sole, ci si brucia e non ci si abbronza in modo uniforme; prendete piuttosto la tintarelle correndo, camminando, facendo il bagno, sarà sicuramente più salutare.
G.S.
Sei rossa spellata
La tintarella può riservare brutte sorprese, se non si sta attenti.
Ecco gli accorgimenti per salvare la pelle con dei doposole al naturale
Il primo dopo-sole è... l'ombra. Da usare generosamente e abbastanza presto, magari alternandola con il sole.
Il secondo è l'acqua, della quale la pelle comincia ad avere una gran sete, dopo un periodo di rosolatura. Purché sia appena tiepida o anche fredda; abbiamo infatti bisogno di smaltire un poco del calore accumulato e di rinfrescare la pelle, la quale potrebbe mostrare anche delle reazioni poco gradite, dopo una doccia o un bagno caldo: rossore prolungato, secchezza, prurito, vescicole, tutti inconvenienti, questi, che allontanano anche la tanto agognata tintarella.
Meglio evitare anche l'uso di detergenti alcalini (i normali saponi) o aggressivi, sgrassanti. Dato che si torna dalla spiaggia sudati ma non realmente sporchi, ci si può in genere limitare all'uso di detergenti per le zone intime, di tipo acido e molto delicato.
Se la pelle "tira" o è arrossata, si può fare un bagno tiepido con delle sostanze vegetali lenitive.
Come?
versate un bicchiere di aceto di mele o di succo di limone nell'acqua, per ridare alla pelle il manto protettivo acido e lenire il prurito;
versate un pugnetto di crusca in un telo o fazzoletto, legatelo stretto e fatevi scorrere sopra l'acqua, mentre scende dal rubinetto. Passate questo cuscinetto delicatamente sulla pelle, durante il bagno (allo scopo, possono andare bene anche amido di riso o di mais, oppure i fiocchi di avena, eventualmente ridotti in farina con il frullatore o un macinino per il caffè);
preparate un decotto di camomilla o di malva e versatelo nell'acqua del bagno;
evitate, ovviamente, i bagnoschiuma.
Asciugatevi senza strofinare; basta anche avvolgersi nel telo da bagno o nell'accappatoio per qualche istante.
Applicate subito un buon prodotto dopo-sole, contenente sostanze lenitive e restitutive, rinfrescanti e antiarrossanti. Per "buon prodotto" intendiamo: eccipienti naturali (escludendo vaselina e altri derivati della petrolchimica) e, come sostanze funzionali, estratti vegetali come camomilla o un suo derivato, l'azulene; amamelide, iperico, rusco, aloe, liquirizia o acido glicirretico, pantenolo.
Qualche ricetta fai-da-te, dopo il sole
Macerato oleoso di iperico
Cogliete qualche manciata di sommità fiorite di iperico, lavate con delicatezza e asciugate con un telo, tamponando leggermente. Mettete in un vaso di vetro trasparente e versatevi dell'olio extra vergine di oliva. Chiudete con un coperchio ermetico e lasciate il tutto al sole per qualche giorno (per migliorare l'estrazione, ottenendo un olio di colore più rubino, potete versare un bicchierino di grappa sull'iperico, prima dell'olio).
Idratante al miele
Ingredienti: due cucchiai di miele d'acacia, due cucchiai di burro di Karité, un cucchiaino di olio di germe di grano. Ammorbidite il burro di Karité in una tazza, a bagnomaria, poi mescolatevi gli altri ingredienti. Travasate in un vasetto dalla chiusura ermetica e conservate in luogo fresco. Se volete usare un miele di tipo più consistente, già cristallizzato, mescolatelo con olio di avocado o di soia.
(Gudrun Dalla Via, Il Giornale della Natura Illustrato n.7 luglio 1992)
Difendere la pelle dall'inverno
Come aiutare la pelle e il viso a superare i rigori invernali?
Ecco una serie di consigli, per ritrovarci la primavera prossima in perfetta forma
Il viso
E' la parte del corpo maggiormente esposta alle intemperie. Generalmente la pelle di chi vive soprattutto nelle grandi città è assai delicata, facile alle screpolature. E' quindi necessaria una buona crema nutriente o meglio ancora un olio. L'olio ha la proprietà di venire perfettamente assorbito dalla pelle e di non ungere, come talvolta erroneamente si crede. E' importante però non usarne una grossa quantità e applicarlo accuratamente su tutta la pelle con un leggero massaggio circolare, dal naso verso l'esterno del viso. Se la pelle del viso è particolarmente secca e screpolata, potete alternare a un olio di germe di grano o alla rosa mosqueta, ad elevata azione equilibrante, una crema alla pappa reale o al burro di karitè, ingredienti noti per le loro proprietà nutritive. Se il problema è la couperose, sono in commercio delle creme che aiutano ad alleviare il problema, a base di camomilla, calendula, amamelide. Specialmente in questa stagione il viso andrebbe pulito con il latte detergente e il tonico sia la mattina che la sera, perché l'acqua e il sapone tendono a irritare e a screpolare la pelle. Una volta alla settimana massaggiate sul viso una crema ad azione detergente per pulirlo in profondità.
Mani
E' una zona del corpo spesso trascurata e che invece avrebbe bisogno della maggior parte delle nostre attenzioni. Indispensabile è innanzitutto una crema specifica, che nutra la pelle senza ungerla.
Preferite una crema con ingredienti "sostanziosi", come pappa reale o miele, oppure con olio di germe di grano e vitamine per una cura antinvecchiamento. Se avete le mani particolarmente secche e rovinate, stendeteci una maschera da tenere per venti minuti. Questa maschera, con azione nutriente, va così preparata: lasciate a macerare in un bicchiere di acqua di rose due spicchi di mela senza la buccia, quindi schiacciateli e amalgamateli con della farina bianca, quanto basta per ottenere una polentona.
Corpo
L'inverno è la stagione in cui si tende a nascondere il proprio corpo. Per evitare, con l'arrivo della bella stagione, le cattive sorprese e le solite corse affannose alla ricerca della linea perduta, non tralasciamo quindi neppure in questo periodo dell'anno di mantenere tonificata ed elastica la pelle con un olio di germe di grano oppure una crema rassodante a base di ippocastano, betulla o equiseto. Se la pelle è molto secca e tende a squamarsi, immergetevi almeno una volta alla settimana nell'acqua della vasca da bagno in cui avrete sciolto un cucchiaio di panna o di miele liquido con 5 gocce di olio essenziale di rosa o di arancio. Il guanto di loofah, sostanza vegetale, servirà a stimolare la circolazione in tutto il corpo.
Capelli
Spazzolate sempre a lungo i capelli, soprattutto la sera, per togliere la polvere che si deposita durante il giorno. Se vi lavate i capelli più volte alla settimana, utilizzate uno shampoo delicato alle proteine della seta, che aiuta anche a riequilibrare il capello rovinato. Se però preferite uno shampoo specifico per capelli grassi o con forfora, da impiegare una volta o due alla settimana, diluitelo sempre con dell'acqua tiepida. Una volta ogni 2/3 settimane, a seconda del capello, applicate una maschera nutriente da tenere in posa per circa dieci minuti, oppure un olio ristrutturante. Se usate l'henné, sia colorato che neutro, aggiungete all'impasto un cucchiaio di olio di oliva oppure di olio di germe di grano.
(Maddalena Olivero, Il Giornale della Natura n.10 novembre 1992)
Pulizia
Lavarsi è una cura
I metodi salutari per una pulizia al naturale
Da millenni l'uomo ha avvertito il bisogno di purificare il proprio corpo e l'ambiente circostante attraverso la pulizia con i sistemi più svariati: dalla miscela di olio e cenere usata dai sumeri, alla crusca di riso delle nostre bisnonne, al sapone, fino ai moderni detergenti. Storicamente la funzione della pulizia appare quella di migliorare le condizioni di vita, sia sotto il profilo igienico e preventivo ("igiene" viene dal greco hygiene, che significa "arte della salute") che estetico. Migliorando l'aspetto e l'odore della persona, la pulizia ha inoltre una funzione sociale molto importante, e contribuisce notevolmente al benessere psicofisico. Inoltre, la pulizia del corpo può essere, oltre che una necessità igienica, un piacere e una forma di autoterapia. Dedicare un po' più di tempo al lavaggio quotidiano significa dedicare più tempo a se stessi, curarsi oltre che pulirsi. Spesso dimentichiamo quanto sia importante, ad esempio, l'azione del massaggio: riattiva la circolazione, "scioglie" i muscoli troppo contratti, permette alle sostanze eudermiche di penetrare in profondità e in generale favorisce il riequilibrio energetico dell'organismo. La natura ci offre una vastissima gamma di prodotti vegetali e minerali che oltretutto, al contrario dei tensioattivi sintetici, non rappresentano un sovraccarico per l'ambiente, essendo privi di tossicità e perfettamente biodegradabili.
Perché l'acqua non basta
Dal punto di vista igienico, la pulizia del corpo (se effettuata con equilibrio sia dal punto di vista della frequenza che da quello dei prodotti usati) rappresenta un'efficace difesa contro le malattie: è indispensabile per eliminare quell'insieme di sostanze composto da secrezioni ghiandolari (sebo e sudore), cellule desquamate, polvere e fuliggine che rappresenta il cosiddetto "sporco", terreno fertile per lo sviluppo di germi e funghi patogeni. Lo sporco è di natura principalmente lipidica: questo significa che l'acqua da sola non basta a scioglierlo e quindi a rimuoverlo. Occorre quindi un "intermediario chimico" che renda l'acqua capace di "agganciare" anche lo sporco grasso. Nei comuni detergenti questo intermediario è rappresentato dai tensioattivi, molecole che fungono da "ponte" fra le molecole d'acqua e quelle di sporco. Esistono però anche in natura molte sostanze dotate di un forte potere emulsionante, in grado cioè di amalgamare acqua e grassi, e prodotti che formano con l'acqua impasti colloidali detergenti (farine, argille). Un noto emulsionante naturale è la lecitina di soia, capace, tra l'altro, di sciogliere i depositi di grasso che si formano nelle arterie e che sono responsabili dell'arteriosclerosi. Lo sporco, infine, può essere rimosso con un'energica azione meccanica più o meno abrasiva (strofinamento), usando un supporto (ad esempio un asciugamano umido) che "imprigioni" e raccolga le particelle di sporco; oppure attraverso un meccanismo "di affinità", utilizzando, per rimuovere il grasso, una sostanza parimenti grassa (generalmente olio vegetale).
Il lavaggio "meccanico"
E' possibile lavarsi usando esclusivamente l'acqua, senza aggiungere alcun prodotto detergente: lo sporco può essere rimosso con la sola azione meccanica esercitata strofinandosi con un asciugamano di cotone (il migliore è quello a "nido d'ape"), bagnato e strizzato. Questo tipo di lavaggio ha anche l'effetto di rimuovere efficacemente lo strato corneo di cellule morte, e di levigare la pelle senza irritarla. E' meglio usare il sistema dell'asciugamano durante il bagno, cosicché la pelle abbia il tempo di ammorbidirsi con "l'ammollo"; funziona ancora meglio se si aggiunge all'acqua del bagno un cucchiaio di olio extra vergine di oliva. Altri sistemi coadiuvanti per il lavaggio "meccanico" sono il guanto di crine, che stimola la circolazione superficiale, e la loofah che ha un effetto anticellulite; da soli, però, non bastano a rimuovere lo sporco grasso, ed è quindi necessario usare anche l'asciugamano. Utili anche le spazzole da bagno con il manico lungo, che permettono di praticarsi un piacevole massaggio alla schiena: attenzione però che siano di setole naturali, montate possibilmente su un supporto di legno.
La pulizia ideale: una questione di profondità
La pelle è naturalmente protetta da un cosiddetto mantello acido idro-lipidico: è proprio l'acidità della pelle, nonché il leggero strato di sostanze lipidiche, che la protegge da infezioni e microrganismi patogeni. Lo strato grasso si riforma tanto più rapidamente e abbondantemente, quanto più il lavaggio è stato aggressivo: un'eccessiva produzione di sebo favorisce il depositarsi sulla pelle di tutte le altre sostanze che formano lo sporco. Paradossalmente, si potrebbe dire che tanto più energicamente ci si lava, tanto più rapidamente si ritorna sporchi. Un lavaggio equilibrato (anche nella frequenza) dovrebbe quindi rimuovere lo sporco senza danneggiare troppo il mantello idro-lipidico, mantenendo così la pelle morbida e in grado di autoregolare la produzione sebacea.
Bagno o doccia?
Non ci sono dubbi: dal punto di vista del consumo di acqua ed energia, fare la doccia è molto più "ecologico" che fare il bagno; c'è chi addirittura consiglia, per economizzare ancora più acqua ed elettricità, di raccogliere l'acqua del risciacquo per lavare la biancheria o di fare sempre la doccia insieme a un amico o un'amica... Il bagno ha però i suoi vantaggi: l'immersione in acqua calda ha un effetto rilassante e riequilibrante per tutto l'organismo, ammorbidisce la pelle e permette a eventuali sostanze aggiunte all'acqua del bagno di penetrare più facilmente nell'epidermide. Ma allora come scegliere? Per l'igiene è meglio fare la doccia, ma possiamo concederci ogni tanto un bagno terapeutico, nei momenti di maggiore stress e tensione. L'effetto terapeutico del bagno può essere ulteriormente migliorato usando oli essenziali naturali, aggiunti direttamente all'acqua o mescolati precedentemente con olio di mandorle o di oliva.
I detergenti a base di tensioattivi
Saponi, Sydney ("saponi non saponi") e bagnoschiuma sono tutti prodotti che adottano i tensioattivi come principio lavante. I detergenti sintetici nascono soprattutto come sistema di pulizia "choc", ultrarapido e adatto ai ritmi veloci (e stressanti) di ogni giorno. L'azione dei tensioattivi è spesso aggressiva; la pelle, sgrassata troppo energicamente e privata del mantello protettivo, si irrita facilmente ed è più soggetta all'azione di microrganismi e agenti atmosferici. Inoltre, le pelli tendenzialmente grasse, dopo una iniziale sensazione di secchezza, reagiscono con una iperproduzione di sebo, mentre le pelli tendenzialmente secche si squamano e si screpolano rendendo indispensabile l'uso in dosi massicce di creme idratanti. Il sapone, poi, altera la naturale acidità della pelle, sensibilizzandola ulteriormente. Tutti questi prodotti, e in particolare quelli fluidi, sono oltretutto addizionati con rilevanti quantità di profumi sintetici, coloranti e conservanti, sostanze irritanti e spesso allergogene. Nei casi in cui il detergente contenga sostanze eudermiche (emollienti, protettive, fito-cosmetiche e così via) queste sono presenti in quantità talmente piccole che la loro azione è del tutto insignificante, e non riesce a correggere l'azione dei tensioattivi, presenti invece in grande quantità. Premesso che la soluzione più eudermica sarebbe quella di fare a meno dei detergenti a base di tensioattivi, si può dire che nella scelta di questi prodotti il criterio dovrebbe essere di preferire quelli a pH acido (da 3,5 a 5,5) e contenenti la minor quantità possibile di profumi sintetici, conservanti, coloranti. E' inoltre importante scegliere prodotti con tensioattivi delicati, come gli anfoteri (per esempio betaine) e che contengano quantità rilevanti di sostanze "tamponanti" eudermiche, che migliorano cioè la tollerabilità dei tensioattivi sulla pelle (argilla, estratti vegetali, siero di latte e così via). Preferite inoltre i prodotti profumati con oli essenziali naturali.
(Clotilde Masi, Il Giornale della Natura Illustrato n.13 novembre 1993)
Le maschere nutrienti
Ci si cura la pelle e insieme ci si rilassa piacevolmente.
Ecco i segreti delle maschere per il viso (e le mani)
La pelle è l'unico organo che da una parte è a contatto con gli altri organi e, dall'altra, è a diretto contatto con l'esterno, quasi mai suo amico. Il sebo, il sudore e il fattore idratante creano una specie di crema naturale necessaria alla pelle per una migliore resistenza ai danni ambientali, ma anche altri fattori come quelli emotivi, la stanchezza, lo stress incidono profondamente sul nostro aspetto esteriore. Nonostante i "trucchi" per nasconderli, la pelle rivela inesorabilmente sia gli attacchi dell'ambiente sia ciò che sta accadendo all'interno dell'organismo.
Benché sia meglio non limitarsi esclusivamente a un intervento in superficie, è possibile aiutare la pelle con delle maschere ogni volta che se ne senta l'esigenza. La maschera è infatti il trattamento cosmetico per eccellenza, poiché l'effetto è immediato. Ciò è vero in particolar modo per quelle fatte in casa, in cui l'utilizzo di prodotti freschi permette di ottenere i massimi vantaggi, avendo a disposizione un composto in cui tutta la sostanza è funzionale.
L'applicazione di una maschera dura in genere dai dieci ai venti minuti. Per aumentarne l'efficacia è preferibile stare sdraiati durante la posa, con i muscoli rilassati e i lineamenti distesi; ciò permetterà inoltre di trasformare questi venti minuti in un momento di rilassamento generale a vantaggio di tutto l'organismo.
Le maschere vanno stese sul viso privo di trucco e ben pulito. Per favorire al massimo l'assorbimento delle sostanze è consigliabile preparare la pelle con qualche spugnatura tiepida, che faciliterà l'apertura dei pori. Ricordatevi di applicare le maschere anche su collo, decolleté e mani e di risciacquare, dopo il trattamento, con abbondante acqua prima tiepida, poi fresca. Infine asciugate il viso senza strofinare, ma tamponando delicatamente.
Preparare una maschera in casa è semplice, piacevole e rappresenta un'ottima soluzione per aiutare la pelle e per... "coccolarsi" un po'.
Maschera antirughe per tutte le età
Sbattete un tuorlo d'uovo con un cucchiaino di miele vergine liquido e stendetelo sul viso con un leggero massaggio che ne favorisca la penetrazione. Ripassate nei punti critici della zona perioculare, della fronte e del collo. Se avete la pelle molto secca aggiungete al composto un cucchiaino di olio di mandorle o di oliva. L'efficacia è straordinaria poiché il tuorlo d'uovo e il miele sono sostanze che contengono molti elementi nutritivi in grado di favorire la rigenerazione dei tessuti; da utilizzare dunque per ringiovanire la pelle, il collo "invecchiato" e alla sera dopo una giornata particolarmente faticosa.
Maschera detergente
Frullate una manciata di mandorle e mescolatela con acqua tiepida quanto basta per ottenere una pappetta morbida.
Maschera purificante per pelli giovani e impure
Sciogliete un cucchiaio di argilla verde ventilata con un po' di acqua tiepida fino a ottenere un impasto di media consistenza. Applicate sulla pelle del viso ben pulita (escludendo la zona intorno agli occhi) tenendo i segni di espressione ben spianati. Lasciate in posa finché l'argilla non si sarà seccata e sciacquate accuratamente con acqua tiepida.
Maschera emolliente, idratante e tonificante
Montate 100 grammi di panna fresca con un cucchiaio di miele vergine liquido. Stendete accuratamente su viso, decolleté e mani. Lasciate agire la maschera per 15 minuti circa, quindi toglietela con abbondante risciacquo.
Maschera schiarente e rinfrescante
Lavate un piccolo cetriolo e frullatelo con la buccia insieme a due cucchiai di ricotta. Applicate uno strato spesso un centimetro sul viso e lasciate agire per dieci-quindici minuti. Sciacquate con acqua fresca.
(Evelina Ferraris, Il Giornale della Natura Illustrato n.10 novembre 1992)
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