Architettura antica e medievale

     

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    Tratto da wikipedia : L'architettura è la disciplina che ha come scopo l'organizzazione dello spazio in cui vive l'essere umano. Semplificando si può dire che essa attiene principalmente alla progettazione e costruzione di un immobile o dell'ambiente costruito. L'architettura è nata anzitutto per soddisfare le necessità biologiche dell'uomo quali la protezione dagli agenti atmosferici, e proprio per questo è tra le discipline maggiormente presenti in tutte le civiltà. Solo in un secondo momento, con lo sviluppo della divisione del lavoro nella società, alla funzione primaria vennero aggiunte funzioni secondarie in numero sempre crescente. Con la comparsa di caratteri estetici si ebbe la nascita dell'architettura anche come arte visiva, dotata però di proprie caratteristiche peculiari. Nell'architettura concorrono aspetti tecnici e artistici.

    Architettura medievale è un termine usato per rappresentare varie forme di architettura popolare nel medioevo.

     

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  • Sintesi di storia egiziana.            

  • La storia egiziana si divide in Antico Regno, Medio Regno e Nuovo Regno. E’ molto difficile stabilire delle date precise per la storia egiziana, perché la memoria storica degli egiziani aveva a che fare con le dinastie, non consideravano il tempo rispetto ad un evento, coma la nascita di semidei, fondazioni di città sacre, etc.. Gli egiziani non hanno un evento fondativo, quindi si riferivano alla reggenza presente al momento.

    Già in epoca tolemaica, intorno all’anno 0, quando la civiltà egizia entra a far parte dell’Impero Romano e cessa di avere dinastie autonome, si abbandona l’uso di contare il tempo in base a queste ultime. Sempre in questa epoca per la prima volta un sacerdote ha tentato di ricostruire la sequenza cronologica di faraoni, dividendola in tre regni. Fra un regno e l’altro ci sono dei periodi intermedi, circa un centinaio di anni, di anarchia totale: si arresta il conto della successione delle dinastie perché in questi intermezzi ci sono state delle divisioni statuali e regni locali. In questi periodi intermedi ci sono anche momenti in cui l’Egitto viene vinto dai popoli vicini, come fra il medio ed il nuovo regno. Per questo le date che vengono fornite sono assolutamente contestabili a seconda dei diversi studi, perché vi sono dei problemi insormontabili sul stabilire la sequenza dei faraoni: questo perché ogni faraone poteva avere cinque nomi diversi, che potevano essere ad esempio (banalizzando) Protetto dal Dio Rà, Signore del Nord e del Sud, epiteti che possono essere utilizzati al posto del nome stesso. Quindi chi ha stabilito la sequenza non è sempre in grado di capire esattamente i documenti. Siamo intorno al 1600 a.c. per gli inizi dell’Antico Regno.

                Qualche cenno sull’organizzazione sociale, economica e politica dell’Egitto. Una caratteristica particolare della società egiziana è l’organizzazione con una sorta di monarchia, dove il regnante è divinizzato. Lo stato egiziano è organizzato con un potete centrale che controlla tutta l’area geografica. A differenza della Mesopotamia, l’Egitto è una terra abbastanza isolata, nata per la presenza del Nilo, ed il terreno abitabile e coltivabile è solo quello bagnato dallo stesso fiume, mentre il resto è desertico. E’ un territorio facilmente difendibile perché sostanzialmente isolato. Questo produce una civiltà autoctona, senza molti contatti, prima ragione della lunga vita di questo regno. E’ un’organizzazione centralizzata al massimo, con un altro potere molto forte che è quello sacerdotale. Questi due grandi enti sono proprietari, possiedono ed organizzano tutto il terreno che è inondato annualmente dal Nilo. Oggi l’odierno Egitto non ha più niente dell’organizzazione naturale dell’antico Egitto, perché con le grandi dighe come quella di Assuan la portata del Nilo è controllata. Questo territorio è collegato essenzialmente ad una via acqua, e quindi è un popolo che fa scarso uso del trasporto su ruota, invenzione che giunge solo molto più tardi. Solo dopo l’invasione degli Hiksos si arriva all’adozione della ruota per i carri della cavalleria.

                Un’altra caratteristica del territorio sono le cave, che prima forniscono arenarie, e con l’evoluzione tecnica degli egizi si passa al granito rosso d’Egitto, al basalto ed al porfido, tutti materiali difficili da lavorare, tanto più nell’età del bronzo (non ci sono ancora strumenti in ferro da utilizzare, ma solo in bronzo, più teneri ed usurabili). Per la lavorazione di queste pietre durissime, si usa un’altra pietra ancora più dura, la diorite. Così questa civiltà ha lavorato la pietra con degli strumenti arcaici, utilizzando un trasporto combinato con guide su piani inclinati e fluviale. Il faraone rappresenta un’alleanza fra basso ed alto Egitto, unito ai due simboli quali il Papiro ed il Giglio, dei due regni che vanno di pari passo.

                A capo della piramide sociale egiziana vi è la persona del faraone, ed esiste una casta di sacerdoti ed un olimpo di divinità collegate. Nella visione religiosa degli egiziani esiste una vita dopo la morte, simile a quella terrena. Esiste quindi una tradizione di tombe, testimonianze del culto per il faraone, così come esistono una serie di spazi architettonici che garantiscono al defunto la vita nell’aldilà con un palazzo, dei corredi funerari, etc… il tutto trasposto all’interno di questi grandi complessi tombali. L’architettura effettiva, come il palazzo del faraone o le città, non la conosciamo, a differenza di altre civiltà, ma del mondo egiziano non possiamo figurarci altro che i complessi funerari. Questo perché l’architettura di tutti i giorni era costruita con mattoni di terra cruda, mente la pietra era utilizzata solo per uso sacro, in quanto garantisce l’immortalità, un tratto comune sia nell’architettura egiziana che in quella greca. Dobbiamo anche pensare che 3500 anni fa l’architettura che visitiamo oggi era un’offerta votiva per l’eternità, tutta la fatica di costruire la pietra era per uso sacro, tutto era consacrato al significato religioso.

               

    Piramide di Zoser a Saqquara                    Nell’Antico Regno, nel 2600 a.C. , sì da la prima opera monumentale in pietra che l’architettura occidentale ricordi. Il primo faraone, Zoser (o Djoser a seconda delle trascrizioni), aveva alle dipendenze l’architetto Imothep, il primo architetto conosciuto nella storia. Sono tutti nomi tradotti dal geroglifico, e ci sono delle traduzioni sempre abbastanza diverse. Mille anni dopo, in epoca tolemaica, Imothep era diventato una divinità, si era connesso, sommato alle caratteristiche di Mercurio, ed era insieme il Dio della Medicina ed il Protettore dell’Ingegno e dell’Opera degli Uomini. Solo con gli scavi del recinto funerario della Piramide di Zoser lo si è collegato ad un’architettura vera e propria. E’ una figura storica straordinaria divenuta immortale, è il primo architetto che sia riuscito a fabbricare un edificio di pietra per un faraone, organizzando un monumento funerario che fino a quel momento aveva una forma diversa (come le fabbriche in mattoni crudi, prima utilizzate) realizzando qualcosa tendente all’eternità.

                Il faraone sceglie di essere seppellito in una tomba di tipo monumentale. La tomba precedente alla piramide è la Mastaba. Le mastabe consistevano in grandi tumuli di mattoni di terra cruda, grandi 30 volte il sarcofago, con all’interno un pozzo, che comunicava con una cella funeraria non accessibile dove era effettivamente il deposito funebre del faraone. C’è poi una seconda stanza, con una finta porta, una statua con il faraone sedente, che dagli occhi comunicava con l’esterno, per far sì che il faraone si rendesse conto dei riti che venivano organizzati in suo onore davanti alla tomba. All’interno troviamo il cadavere mummificato con una serie di procedure, con un sarcofago ed un altro sarcofago con le viscere separate.

                La tomba monumentale di Zoser è invece una piramide, come vediamo in questa incisione che rappresenta quello che sembrava essere il mistero dell’Egitto. In passato con difficoltà si è capito a cosa servissero le piramidi, e difficilmente si è capito che la piramide non fosse un edificio isolato, ma parte di un’organizzazione complessa con architetture e spazi collegati, poi degradatisi a causa della mancanza di manutenzione, presentandosi spesso degradati già in epoca romana. La collocazione di queste tombe monumentali non è mai avvenuta nelle terre fertili, quanto piuttosto in zone desertiche, non abitabili.

                Nell’incisione sono anche raffigurati i “buchi” per i quali si entra nella grotta delle mummie. Vediamo immagini afferenti alla campagna di Napoleone, impresa scientifica e di predazione. Solo dal ‘900 esiste anche una documentazione fotografica delle scoperte, come quella della tomba di Tutankhamon, e la finta apertura della tomba da parte di Carter (in quanto era già avvenuta il giorno prima).  All’interno dei corredi funerari ci sono ricchissime opere artigianali, insieme ad oggetti di uso casalingo, alimentare, etc… La tomba a piramide è anche un modo per rendere più sicura questa attrezzatura funebre, in quanto, in particolare durante i periodi intermedi, ci furono innumerevoli casi di furto: è anche un’architettura di protezione, che vuole allontanare i predoni durante l’anarchia.

                La prima piramide, quella di Zoser, è una piramide a gradoni, un po’ somigliante a quelle del Messico (volendo fare paragoni rozzi).

 

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