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STORIA
Appunti di storia
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Accordo di Melfi: 1059: Il Papa riceveva protezione dai normanni e Roberto il Guiscardo e Riccardo d'Aversa furono nominati vassalli del Papa.(vedi Politica d' Italia nell'XI-XIV sec.).
Adriano I, Papa: 772-95. Papa che chiese aiuto a Carlo Magno (vedi Carlo Magno) quando Desiderio attaccò il ducato di Roma. I Longobardi potevano conquistare Roma in quanto Adriano aveva avuto l'incarico di governatore da Bisanzio e deteneva il potere temporale
Adriano II, Papa: 1061-73. (vedi Anselmo da Baggio).
Adriano IV, Papa: 1154-1159. Incoronò Federico I Barbarossa (vedi Federico I... e Politica d'Italia...).
Agilufo: 590-615. Fondatore, assieme ad Autari, dello Stato longobardo. Gli successe re Rotari.
Albigesi:Eretici (vedi Innocenzo III e Politica di Francia...).
Alboino: Fu il capo dei Longobardi che nel 568-569, portò il suo popolo all'interno dell'Italia. La conquista dei Longobardi è caratterizzazta da 3 aspetti:
1)La conquista longobarda distrusse completamente il vecchio ceto senatoriale, la popolazione romana fu ridotta ai margini del potere
2) L'insediamento dei Longobardi non fu omogeneo nelle varie zone e provocò, anche a livello territoriale delle fratture.
3)Lo stanziamento del nuovo popolo fu attuato da gruppi di guerrieri (farae). Le fare si distribuirono nel territorio e le regioni vennero rette da comandanti di singoli gruppi i dduchi. Le fare irrobustirono le tendenze particolaristiche dei guerrieri longobardi e Alboino e il suo successore Clefi furono assassinati nel 572 e nel 574 dai duchi. Fra il VI e il VII sec. i re lottarono per affermare la propria supremazia su quella dei duchie e per costruire uno Stato di carattere tendenzialmente romano. In seguito, come nel regno franco, anche in questo esercito si vennero a formare dei vassalli armati, i cosiddetti gasindi (gasind) che potenziavano le clientele regie.Amalasunta: Nel 526 prese il potere alla morte del padre Teodorico che poi passò a suo cugione Teodato che la fece imprigionare.
Anselmo da Baggio:Chiamato poi Papa Alessandro II dal 1061 al 1073 favorisce la riforma della chiesa, appartiene al movimento patarino (vedi Riforma ecclesiastica... e movimento dela pataria).
Aragonesi:(vedi Politica d'Italia...)
Arduino d'Ivrea: Si fece incoronare a Pavia nel 1002 re. Cercò di distruggere il legame tra regno italico e regno tedesco. Fu sconfitto da Enrico II (1002-1024).
Arenga: Asemblea del Popolo intorno al X-XI secolo.
Arialdo: Favorisce la riforma della chiesa (vedi Riforma ecclesiastica nell'XI sec.). Faceva parte del movimento della pataria (vedi Movimento della pataria).
Ariperto I:653-61. Primo re cattolico a salire sul trono (vedi anche Teodolinda). Gli successe re Liutiprando.
Arnaldo da Brescia: Giudicato scismatico da papa Eugenio III nel 1148. Egli predicava proposte di impronta patarina. (vedi Politica d'Italia... e Movimento della pataria)
Astolfo, re:749-56 Successo a Liutiprando, conquistò l'Esacrato e minacciò la stessa Roma (752). Lo combattè Papa Stefano II che chiese aiuto a Pipino il Breve. Astolfo perdette e la chiesa confiscò delle terre al regno longobardo. [vedi Sutri]
Attila: Re degli Unni, morto nel 453.
Autari: 584-90. Fu il vero fondatore, assieme a Agilufo, dello Stato longobardo. Creò una capitale a Pavia (626).
Beda il Venerabile:(672 - 735) Monaco formatosi dall'esperienza di evangelizzazione attuata da Papa Gregorio Magno. Fu un autore di opere didascaliche e storiche di larga diffusione.
Belisario: Fidatissimo collaboratore di Giustiniano I. Avviò nel 535 la riconquista dell'Italia.
Benedetto da Norcia, San -: Grande importanza nella vita religiosa del tempo di Giustinano ebbe il monachesimo che con Benedetto da Norcia , fondatore del monastero di Montecassino) si diffuse ampliamente, grazie alla sua regola. Il monachesimo fu daprima eremitico, ovvero praticato in solitudine e poi cenobitico overo comunità monastiche che facevano una vita comunitaria. La regola di San Benedetto da Norcia era caratterizzata da tre aspetti fondamentali:
a) Il senso della misura: bisognava obbedire all'abate, restare perennamente legati al monastero, condurre una vita equilibrata, senza austerità corporali eccessive.
b) L'importanza attribuita alla lettura e allo studio; L'abbazia erno dunque provviste di biblioteche e scriptorium per la produzione, copiatura e lettura deilibri.
c) L'importanza attribuita al lavoro manuale; Oltra alla preghiera la vita quotidiana doveva essere consacrata al lavoro concepito come forma di ascesi. L'abbazia doveva essere provvista di una proprietà terriera sufficiente per mantenerla indipendente dall'esterno.Benevento, battaglia di-:1266 Carlo d'Angiò uccise Manfredi (vedi Politica d'Italia...).
Bonifacio, San: San Bonifacio fece una celebre missione durante l'evangelizazione ad opera di Gregorio Magno, in raccordo con la Chiesa romna. Consacro re Pipino il Breve. Questi organizzò il territorio in episcopati che vincolò strettamente al papato. Gli fu affidato l'incarico da Pipino il Breve di convocare un sinodo per la riforman della Chiesa franca che si attuò in numerosi concili a partire dal 742; la disciplina fu restaurata, le diocesi furono risottoposte all'autorità di un metropolita e furono ripristinate le funzioni dei vescovi. Rilevante du l'attenzione dedicata all'istruzione dei monaci e dei chierici che fu posta alla base di tutta la riorganizzazione amministrativa.
Buovines: Avvenne la sconfitta nel 1214 di Ottone e Giovanni da Federico II e Filippo Augusto (vedi Innocenzo III).
Callisto II, Papa: Papa che si accordò con Enrico V (vedi Enrico V) nel concordato di Worms.
Canuto: Re per quasi 20 anni (dal 1030) di Norvegia Danimarca e Inghilterra (vedi Ottone I)
Capitolare di Quierzy-sur-Oise: Carlo il Calvo lascia norme sul governo del regno e relative alla trasmissione di cariche e benefici. Risultato: l'impero si sfalda a vantaggio di poteri locali che nascono dal possesso di castelli o di grandi complessi fondiari.
Carlo: Figlio di Ludovico il Pio (vedi Ludovico).
Carlo d'Angiò e gli Angioini: Si fece incoronare nel 1263 come re di Sicilia (vedi Politica d'Italia...).
Carlo il Grosso: 881-87. Figlio di Ludovico, riuscì a riunire l'impero. nonstante tutto, però, si erano gia venute a formare due aree politiche quella francese e quella tedesca. Importante fu quella tedesca che si estese fino ad Aquisgrana: l'estensione geografica e la forza militare del regno germanico divennero preponderanti.
Carlo Magno: Alla morte di Pipino il Breve (768) ciascuno dei due figli, Carlo e Carlomanno, ebbe un regno e il titolo di rex Francorum. Nel 771 Carlomanno morì e Carlomango potè ricostruire l'unità del regno. Era di aspetto vigoroso, amante dell'equitazione delle armi , della caccia e come un antico romano gli piacevano anche le acque termali e spesso so abbandonava al piacere del nuoto. Carlo era un esempio vivente della sintesi culturale sviluppatasi dall'incontro latino-germanico dopo le invasioni. Energia e tencia caratterizzarono tutta la sua vita e ben presto iniziò la politica espansionistica in tutte le direzioni che si può piassumere in quattro direttrici:
a) Frontiera della Gallia Meridionale: qui combattè contro i Mori o Saraceni e , anche se nel 778 la sua retroguardia fu massacrata a Roncisvalle, riuscì a vincere nell' 801-803.
b) Penisola italica: qui le spedizioni di Pipino e la nascita della dominazione papale avevano reso delicata la posizione del regno longobardo. Quando il re longobardo Desiderio attaccò il ducato di Roma, Papa Adriano I fece appello ai Franchi e Carlo Magno assediò Pavia e la espugnò, tanto che gli fu dato l'appellativo rex lLongobardorum. Con la caduta di Pavia (774) ci fu la scomparsa della dinastia longobarda; il nuovo regno longobardo anche nella nuova costituzione, costituì un regno distinto affidato a Pipino figlio di Carlo. Ci fu uno sviluppo dei rapporti vassallatici che sollecitò una trasformzione dell'esercito simile a quella che si era verificata in Gallia (vedi Pipinidi, dinastia dei).
c) Frontiere settentrionali: la più grave minaccia era costituita dai Sassoni, la lotta occupò Carlo dal 772 all'804, ma alla fine il territorio franco si espanse fino al corso inferiore dell'Elba. In queste regioni si riuscirono a convertire i Sassoni e a a legarli profondamente con l'Europa romano-cattolica, grazie a matrimoni cristiani.
d) Frontiere orientali: I problemi più gravi furono quelli legati alla riconquista della baviera e della guerra con gli Avari. Nel 795-96, Carlo riuscì ad occupare il loro ring (il campo della cinta circolare, sede del loro re) e conquistò un enorme bottino. Accettarono allora la conversione e la pacificazione.
L'impero era dunque un organismo artificioso che teneva insieme popoli diversi legati tra loro solo nel riconoscimento di un unico re e nella fede religiosa. Dunque l'impero carolingio era un'unità divisibile, tanto che nel 814, alla sua morte, Carlo lo spartì tra i suoi tre figli. Fu un caso se pervenne intatto nelle mani di Ludovico il Pio. I Franchi si trovarono a competere con l'ipero bizantino per il controllo dell'Italia e queststo favotì un collegamento tra impero e papato che voleva sostituire la protezione bizantina, ormai inefficiente, con quella carolingia. Così Carlo Magno nel natale dell'800 fu incoronato dal Papa come imperatore e assunse il dovere di tutelare la chiesa di Roma proteggendola con le armi. Ovviamente la restaurazone imperiale non fu ben vista in Oriente, ma si raggiunse un accordo nell'812. La restaurazione imperiale significò un rafforzamento del connubio (unione, alleanza) franco-papale. Il perfezionamento della chiesa franca fu l'intervento centrale dell'imperatore: il clero du sottoposto al controllo imperiale, fu imposta a tutti i monasteri la Regola benedettina, fu reso obbligatorio il pagamento annuo della decima, tassa estesa a tutto l'impero, a favore dei pievi (chiese parrochiali). La riforma non mise in discussione il sistema delle chiese private. La seconda linea d'azione fu il sostegno alle missioni cattoliche non solo limitate ai Sassoni, ma in Oriente si creò una barriera religiosa che creò uno scisma con l'Occidente. Carlo faceva eseguire i suoi ordini per mezzo di capitulari, così chiamati perchè costituiti da brevi articoli (capitula). Il governo centrale era costituito dal palatium (palazzo) cioè dall'imperatore e dal suo seguito, poichè non c'era una capitale fissa (anche se Carlo risiedeva spesso ad Aquisgrana). Ci fu una divisione amministrativa per comitati e, ai confini, per marche (circoscrizioni pubbliche più importanti) che furono affidati a funzionari regi la cui funzione principale era quella di tenere i placiti cioè di amministrare la giustizia. Non si deve però pensare a un ordinamento continuo, distribuito uniformemente su tutto il territorio. Le strutture amministrative erano fragili e allora Carlo pensò di utilizzare come ufficiale regi quei latifondisti che lo avevano seguito nelle imprese vittoriose. Anche l'immunità fu utilizzata come strumento di governo: l'immunitas era un privilegio per cui il conte non poteva esrecitare i placiti su un territorio.Il problema principale della politica carolingia fu quello di instaurare una vita statale e di trasformare i vassalli in una classe dirigente responsabile. Inoltre Carlo fece una riforma monetaria e si occupò dei prezzi delle derrate agricole che i signori compravano a basso prezzo per vendere a altissimo presso (con guadagni anche del 200, 300 %). Vietò lo strozzinaggio e l'usura. Ma tutta la politica carolingia a lungo andare si risolse in un fallimento. Ci fu però la cosiddetta rinascita carolingia, a corte fu istituita un'accademia dove l'istruzione mirava a crreare buoni funzionari e ottimi preti. Furono riorganizzate anche le scuole monastiche, episcopali e presbiterali. Nell'814 Carlo Magno morì e gli successe il figlio Ludovico il Pio.Carlomanno: Figlio di Pipino il Breve che prese , alla morte del padre, una porzione di territorio da governare. In seguito alla sua morte, avvenuta nel 771, Calo Magno potè riunire tutti i terreni del regno franco.
Carlo Martello: Succeduto a Pipino di Heristal il re merovingio si trovò a capo dei regni di Austrasia, Neustria e Burgundia. Nel 732 consolidò la sua autorità battendo i musulmani tanto che tutto il popolo franco si abituò a considerare il maggiordomo d'Austrasia come capo effettivo di tutto il regno. Gli successe suo figli Pipino il Breve.
Cesaropapismo: SI affermò a Bisanzio per cui l'imperatore tendeva ad assumere responsabilità e competenze anche in campo spirtuale.
Clefi: Capo dei Longobardi succeduto ad Alboino nel 572 e morto assassinato nel 574 gli successe Autari.
Clemente III: Proclamato Papa da Enrico IV contro Gragorio VII (vedi Gregorio VII).
Clodoveo:Al momento della caduta dell'impero d'Occidente i Franchi erano organizzati in tanti piccoli regni. Assunsero una fisionomia abbastanza unitaria soltanto a partire dal 482, quando il giovane Clodoveo divenne re del principale di questi regni quello di Tournai. Fondò la dinastia merovingia. Colodoveo ampliò i propri domini occupando gran parte della Gallia. Furono i buoni rapporti con l'aristocrazia gallo-romana e soprattutto con l'episcopato cattolico a favorire l'espansione territoriale. Clodoveo si era infatti convertito al cattolicesimo e con lui anche tutto il suo popolo, assicurandosi, sosì, l'appoggio dei vertici sociali del mondo gallo-romano. Nel VI sec i re franchi erano ormai molto diversi dai capi militari dei regni germanici primitivi, anche se concepivano la loro autorità sotto forma del banno (ordine emanato dal re), che però si estendeva tutti gli abitanti dei territori conquistati. Inoltre imponevano con l'eribanno il servizio militare a tutti gli abitanti di condizione libera.Per governare i re franchi imitarono anche le istituzioni romane: si circondarono per esempio di una corte e di una guardia di antitrustoni. Mantennero pure uno schema approssimativo di ordinamento pubblico per ciscoscrizioni (comitati), governati da rappresentanti che il re nominava.
Comune, nascita del: (vedi Sviluppo commercile e urbano ...).
Concilio lateranense, IV:(1215) (vedi Innovenzo III,papa).
Concordato di Worms:(1122) Tra Enrico V e Papa Callisto II secondo cui nella funzione episcopale si distenguevano l'ufficio spirituale che solo la chiesa poteva conferire, dai suoi attributi temporali che solo il re poteva dare.
Congiuntura nel basso medioevo: Per congiuntura si intende non solo la spiegazione economica, ma il cercare di comprendere l'evoluzione. Nei primi anni del Trecento la congiuntura diventa sfavorevole: ciò significa un lungo periodo di difficoltà. Il fattore principlale di questa difficoltà è indubbiamente il sovrappopolamento che crea squilibrio fra popolazione e risorse. Questa crisi è accompagnara da sconvolgimenti nei prezzi che provocano ristrutturazioni agrarie, industriali e commerciali importanti. I fattori principali dello squilibrio fra popolazione e risorse sono tre a cui se ne agiunge una meno importante:
1) La domada di derrate alimentari superava ampiamente la disponibilità complessiva.
2) Vi fu un rapido esaurimento dei suoli recentementi conquistati alla coltivazione con susseguirsi di carestie
3) Il numero dei morti tendeva ad aggravare
LA PESTE è una malattia infettiva acuta, a diffusione tipicamente epidemica, provaocata dal Pasturella pestis, batterio parassita della pulce dei ratti, scopeto nel 1894, nel corso di un'epidemia in estremo Oriente, dal francese J.E. Yersin e, quasi nello stesso periodo, dal giapponese S.T. Kitasato. Dopo una brevissima incubazione (2-3 giorni, molto raramente più di 6), la malattia esordisce bruscamente con febbre altissima, forte cefalea, delirio. Secondo la virulenza del germe ela modalità del contagio puo' assumere tre forme cliniche distinte, conosciute come peste bubbonica, peste polmonare e peste setticemica. I principali sintomi sono: febbre, tremito violento, vomito, forte sete, diarree mattutine, comparsa di macchie cutanee e, il più conosciuto di tutti, il "bubbone",ovvero la tumefazione delle ghiandole linfatiche. La peste bubbonica, in cui il contagio è avvenuto per via cutanea, tramite la pulce, è caratterizzato essenzialmente dall'ingrossamento della stazione linfo-ghiandolare tributaria della zona in cui è avvenuto l'inoculazione: inguinale , se la via di ingresso sono gli arti, ascellare in tutti gli altri casi; l'aumento di volume è notevole e puo' raggiungere le dimensioni di un uovo, giustificando così il termine "bubbone", usato per definire la tumefazione la quale subisce poi un processo disuppurazione, con formazione di ascesso e di apertura dello stesso all'esterno. La forma bubbonica ha un decorso di circa 15 giorni; lasciata a sè si accompagna a una mortalità che nelle epidemie raggiunge e supera il 50%. Quando il germe è particolarmente virulento e nei casi in cui la trasmissione, anzichè attraverso puntrura della pulce, avviene da uomo a uomo, si hanno le forme più gravi: la peste polmonare o la peste setticemica, detta anche peste nera per le manifestazioni emorragiche che determina la cute. Queste ultime forme hanno in genere un decorso brevissimo (3-5 giorni) e una letalità che sfiora il 100%. Anche nella forma bubbonica l'infezione puo' diffondersi secondariamente al sangue e ai polmoni. Malattia di origine antichissima, la peste persiste endemica, con riaccensioni temporanee e piccole epidemie ben localizzate e isolabili, in India e nell'America meridionale (soprattutto in Perù). Propagano l'infezione pestosa i ratti, in particolare il Rattus rattus o ratto comune o ratto nero, e il Rattus norvegicus o ratto delle chiaviche; importanza nettamente minore ha il topolino demenstico (Mus musculus). Il ratto epidemologicamente più pericoloso è oggi il ratto delle chiaviche che, vivendo nelle fogne e nei porti eavendo capacità notatorie ( è dotato di zampe palmate), infesta facilmente le navi e viene quindi trasportato dalle zone dove la peste è endemica. Il passaggio del germe dai ratti infetti all'uomo avviene tramite le pulci della specie Xenopsylla cheopis. Il ruolo epidemologico della pulce è fondamentale; senza di essa la malattia si diffonderebbe con difficoltà anche fra i ratti, che si infettano assai più attraverso la puntura degli insetti che per contagio diretto: lo dimostrano le epizoozie, in cui è sempre più importante ai fini della diffusione l'entità dell'infestazione ambientale delle pulci che non il numero iniziale dei ratti infetti; infatti le condizioni igieniche generali di un agglomerato urbano hanno pertanto importanza decisiva per l'affermarsi o meno delle epidemie umane di peste. Una volta colpito l'uomo, il contagio puo' avvenire per contatto diretto, oppure col trmite di goccioline di saliva (nella forma polmonare) e di indumenti infetti.
CENNI STORICI:
Nelle culture di origine greco-latine con il termine "peste" si designarono, a lungo e genericamente, tutte le malattie epidemiche a carattere letale. I greci, per l'esattezza, usavano la parola loimós, che significa peste, ma anche carestia, poichè non era loro sfuggito che il contagio colpiva più duramente quanti, per il lungo digiuno o l'endemica sottoalimentazione, si trovavano più sprovvisti di difese fisiologiche. I latini, invece, con abitudini meno speculative, scelsero il termine pestis in quanto dipende dalla medesiama radice di peius, quasi a voler indicare con ciò la "peggiore malattia". Così, la "grande peste" ateniese del 429 a.C., descritta da Tucidide ne "La guerra del peloponneso" (cui si sarebbe riferito poi Lucrezio nel celebre passo che chiude il "De rerum natura"), fu probabilmente in realtà un'epidemia di febbre tifoidea o di tifo esantenatico, come risulta sia dalla localizzazione prevalentemente gastroenterica dei suoi sintomi, sia dal collegamento con l'insalubrità dell'acqua potabile, condizioni tipiche, queste, dell'epidemia tifoidea. Nel nome di peste gli antichi accumulavano anche le varie epidemie del mondo animale, specie quelle equine, suine e bovine ( Virgiglio ci ha lasciato un'importante desrizione della peste bovina nel III libro delle "Georgiche"). Dobbiamo a Ippocrate, oltre che a Rufo da Efeso, la prima individuazione e illustrazione del caratteristico "bubbone". Tacito descrisse la peste di Roma nel 66 d.C., Galeno quella "antonina" del II sec. Una vera e propria pandemia di peste in senso specifico fu la " pestis grandularis o inguinaria" comparsa in tutto il mediterraneo nel 542 e desrittta da Procopio da Cesarea, nota come la peste di Giustiniano. Partita dal mercato egizio di Pelusio, si diffuse lungo le vie commerciali raggiungendo Costantinopoli, l'Italia, la Gallia e la Germania. È praticamente impossibile stabilire l'esatta natura clinica delle epidemie che travagliarono il medioevo e quindi determinare l'incidenza della peste rispetto ad altre malattie a diffusione epidemica. Di peste vera e propria si può parlare a proposito dell'epidemia che si abbattè sull'occidente tra il 1347 e il 1350, toccando l'apice nell'estate del 1348: la famosa "morte nera" che trovò in Boccaccio un testimone oculare ("Decameron") e assunse il carattetre di un autentico flagello sociale. Il meccanismo di diffusione del contagio del 1347 costituisce una sorta di modello classico della natura e degli itenerari della peste. L'infezione, endemica in certe zone dell'Asia, si propagò viaggiando lungo le rotte commerciali delle navi che, oltre a trasportare pellicce e cereali, trasporatavano una grande quantità di topi, portatori del contagio. Fu in particolare, dopo la presa da parte dei tartari di Calla, in Criena ( dove si sviluppò un focolaio di peste murina) che il flagello, trasportato dalle navi genovesi, approdò in occidente, dapprima a Messina, da dove si diffuse nell'ottobre del 1347 per la via di Tunisi nel NordAfrica, raggiunge nel frattempo le grandi isole del Mediterraneo Occidentale e la Penisola Iberica per poi risalire, dalla zona costiera, all'inteno e valicare, infine, in più punti, tra il 1348 e il 1349, le Alpi diffondendosi a macchia d' olio nel resto d' Europa, salvo che in alcune zone privilegiate. La crisi economica-sociale dell'Europa trecentesca costituiva un contesto gravemente predisposto al diffondersi dell'epidemia che dilagò mietendo vittime un po' ovunque. Particolarmente colpiti furono i centri urbani dove le pessime condizioni igieniche e la forte concentrazione demografica moltiplicarono l'incidenza del contagio, che falcidiò soprattutto le classi più povere degli artigiani e dei lavoratori industriali. Dai calcoli più recenti risulta, sia pur con incertezza e approssimazione, che la popolazione europea, ascendente alla vigiglia della peste a poco più di 100 milioni, perse in seguito circa 28 milioni di individui, in Italia la popolazione venne dimezzata. Ne conseguirono profondi mutamenti in campo economico e sociale: l'equilibrio tra domande e offerte venne sconvolto, i prezzi e i salari subirono modificazioni rivoluzionarie. Non meno profonde furono le conseguenze della morte nera nel sentimento religioso e nella sensibilità collettiva. La morte divenne la protagonista della meditazione e dell'arte religiosa. Parallelamente al tema della morte si diffuse il tema della penitenza individuale e collettiva, che si rispecchiano nei predicatori del tempo, e che giunse a sfiorare manifestazioni psicopatologiche con i grandi movimenti penitenziali di massa a cominciare dalla rinascita del movimento dei "flagellanti".Insieme coi culti devozionali si diffusero parecchie forme di superstizione, soprattutto legate alla credenza che le stelle e il demonio influenzassero l'insorgere delle epidemie. Tipica forma di isteria collettiva fu quella che portò all'eccidio in massa di ebrei, accusati di aver contribuito alla diffusione della peste. Pur diminuendo la sua virulenza dopo il 1350, la peste non si esaurì, ma si stabilizzò in europa allo stato endemico, ricomparendo quasi ogni anno sotto forma di febbre"stagionale" con più gravi punte verso il 1374 e il 1399. All'offensiva del morbo la scienza medica non seppe opporre rimedi efficaci; tuttavia fin dall'inizio del Quattrocento a Venezia - e poi negli altri grandi porti commerciali - furono imposte misure igieniche e profilattiche quali le quarantene, le disinfezioni, le ispezioni sanitare, la bandiera gialla di riconoscimento per le navi infette e infine il "cordone sanitario" che isolava mediante posti di blocco e di controllo intere zone colpite dal contagio. Ciononostante, nel corso della storia altre importanti epidemie di peste fecero la loro disastrosa comparsa, sia pure in ambiti geografici più circoscritti, puntualmente accompagnata dal rinfocolarsi di pregiudizi e suggestioni magiche con fenomeni di isteria collettiva: nè è un classico esmpio la "caccia agli untori", ritenuti responsabili della diffusione del male, a cui si riferisce Manzoni. Tra le più violente e famose quelle che colpirono Milano nel 1576-77 (la così chiamata " peste di S. Carlo") poi di nuovo Milano tra il 1629 e il 1630 quando la peste ridusse a 1/4 la popolazione della città (Manzoni le dedicò la "Storia della colonna infame" e la celebri pagine dei "Promessi sposi"). L'ultima pandemia europea si verificò negli anni 1663 - 84: Londra ne fu duramente colpita nel 1665 ( descritta di Defoe nel "diario dell'anno della peste"). A partire dalla fine del sec. XVIII la peste cominciò a perdere il carattere pandemico e in Europa si manifestò con focolai d'importanza presto domata e ritirandosi in alcune zone circoscritte della Germania, della Danimarca e della Russia. Nel mediterraneo si mantenne presente nei Balcani, in Siria e in Egitto, dove Bonaparte l'avrebbe ancora trovata alla fine del '700. Ma inaspettatamente alla fine dell'Ottocento si verificò un'ultima pandemia pestilenziale: il morbo colpì la Cina meridionale raggiungendo Hong Kong nel 1894 e l'India nel 1896; via mare il contagio raggiunse l'Egitto (1897), il Giappone, l'Africa orinetale e il Portogallo (1899), l'Australia, gli Stati Uniti e l'Inghilterra nel 1900. Gli esiti di questa pandemia furono lenti a scomaprire: casi di peste si verificarono ancora a Messina e a Taranto nel 1945.
TRATTAMENTO:
Oltre alle misure di disinfestazione, di derattizzazione e d'isolamento, la lotta contro la peste comprende le misure generali di lotta contro i ratti, i roditori e le pulci. Denuncia internazionale anche del singolo caso, protezione con maschere del personale che cura le forme polmonari, vaccinazione che è però di breve durata (5- 6 mesi). La terapia si basa sulla streptomicina e sulla tetraciclina.
LA PESTE NEL ROMANZO MANZONIANO I PROMESSI SPOSI:
Nei due capitoli introduttivi (XXXI e XXXII) Manzoni si accosta alla peste con spirito voltairiano. Con grande insistenza Manzoni rivela l'assurda negazione della peste, poi la credenza degli untori. Troppo razionalista per accettare chiaramente questa interpretazione della peste come "flagello di Dio", ma troppo religioso per non sentirne l'angosciosa inesplicabilità, Manzoni si contenta di contestare illuministicamente i pregiudizi sul morbo, fermandosi al momento di trarne una diversa conclusione: a questo punto lascia parlare i fatti, non c'è che da interrogare il volto stravolto delle cose e degli uomini. Che la peste metta a posto molte cose è mostrato in Fermo e Lucia: nel sogno di Don Rodrigo Fra Cristoforo è loquace: " Per li nostri peccati, la peste ! la peste", fortunatamente nei Promessi Sposi è ridotto al silenzio e si limita a ripetere il gesto misterioso, di strana minaccia. Ancora in Fermo e Lucia il Presidente della Sanità si sottomette, pubblicamente e volontariamente, a Padre Felice, e Manzoni non si contiene: "Mirabile spettacolo!" commenta, "ma ci voleva la peste.". Il sogno è momentaneamente realizzato, il potere civile si inchina di buona grazia a quello ecclesiastico, come a rimettere le cose in giusta prospettiva. Nei Promessi Sposi il commento sparisce e Manzoni si limita a chiosare con aria prudente:" Certo, una tale dittatura era uno strano ripiego; strano come le calamità, come i tempi...". Che la peste sia come una scopa, meglio lasciarlo dire a Don Abbondio, perfino Cristoforo è incerto se sia castigo o misericordia, comunque l'intervento divino è innegabile. La peste è quindi segno visibile del male, della corruttibilità universale. Fra i primi colpiti c'è Don Rodrigo. A questo punto Renzo riappare in scena, guarito dalla peste, purificato a suo modo, a riprendere il viaggio; e tutto ciò che avviene lo riporta alla condizione di cometa. Sembra quasi un cavaliere errante, poi Manzoni butta a mare il paragone, prendendosela con i paladini di ogni tempo. Entra in paese, ed ecco l'incontro con Tonio che ormai rassomiglia a Gervaso: la peste è giunta anche lì, sul volto umano, il germe di somiglianza fra i due è stato sviluppato e la metamorfosi compiuta. Ed è alla fine Cristoforo, carne rotta e cadente, voce fioca, cupa , mutata, come tutto il resto, l'antico eroe, destinato alla morte, riapparso per dire qualche cosa prima di sparire nella peste, come è la sorte del vero Cristiano. Coloro che si salvano, Renzo, Lucia o Abbondio, hanno visto a metà, in rapide e convulse illuminazioni; per loro c'è posto a questo mondo. Non per Cristoforo, le cui parole in Fermo e Lucia, eliminate in seguito, mostravano un'autentica disperazione: " Gran Dio! questo flagello non corregge il mondo: è una grandine che percuote la vigna già maledetta: tanti grappoli abbatte; e quei che rimangono, son più tristi, più agresti, più guasti di prima.". Il crollo demografico ebbe conseguenze importanti, aumentarono immendiatamente i salari, favoriti dalla diminuzione di manodopera, i prezzie dei cereali subirono un forte calo, spesso risultò più conveniente dedicarsi all'allevamento, molti villaggi sparirono. L'incremento dei salari dei lavoratori agricoli e la caduta dei prezzi dei cereali misero in serie difficoltà le grandi aziende che si reggevano sulla manodopera salariata. Molto spesso vi era un rifiuto di pagare ai signori fondiari canoni. Tutto ciò favorì un rapido arretramento che favorì il proprietario che poteva aumentare i suoi introiti. Dunque gli stati puntavano sulla rendita fondiaria. Vi fu l'indebitamento dei piccoli propietari e l'accentramento delle terre nelle mani di un solo propietario, solo le regioni montane resistettero all'accaparramento da parte dei cittadini. Lo sfruttamento della terra e degli uomini provocava malcontenti che si potevano tramutare in momenti di tensione. In tutta l'Europa scoppiarono rivolte contadine, queste sfociavano sempre in una serie di repressioni nel sangue, ma le rivolte riuscivano a fermare l'avanzata della reazione signorile. Nel Quattrocento sucesse l'opposto, vi fu un capovolgimento con conseguente ripresa demografica ed economica. Si diede importanza anche alle culture foraggere e commerciali, alcuni campi diventarono aree da pascolo ma le condizioni contadine rimanevano sempre pessime.Constituzio de feudis: (1037) Emanata da Corrado II (vedi Corrado II il Sadico) il sadico, stabilisce che tutti i benefici, anche quelli mionori possono essere ereditati in linea maschile (vedi anche Famiglia nel XI-XIV sec.). Chiamata anche Constituzio de beneficiis.
Corpus iuris civilis: raccolta del diritto civile. Fu compiuta da Triboniano su incarico di Giustiniano I (vedi Giustiniano I e ance Rinascita della cultura giuridica...).
Corrado II il Salico di Franconia:(1024-1039): Emana un editto nel 1037, la constituzio de feudis (vedi Constituzio de feudis).
Costanza, pace: 1183 per cui i comuni avevano autonomia dall'impero. (vedi Politica d'Italia nell'XI-XIV sec.).
Costanza d'Altavilla: Aveva sposato Enrico VI (vedi Enrico VI).
Costituzioni di Clarendon: 1164, secondo le quali Enrico II Plantageneto mette un controllo permanente della monarchia sul clero d'Inghilterra. (vedi Politica d'Inghilterra-Normandia nell'XI sec.).
Crociate:La chiesa pose il controllo sulla cavalleria e dall'XI secolo iniziò la reconquista cristiana. Le crociate furono un pellegrinaggio armato verso i luoghi santi.
Pre crociata: Nel 1096 si misero in cammino dall Francia, pezzenti avventurieri, fanatici, disperati, contadini, nobili disperati, guidati da Pietro l'Erememita e Gualtiero di Poissy. Questa crociata che fece stagi di ebrei in Renaria, non arrivò alla meta.
1° crociata: Guidata da Ademaro de Monteil partì nel 1097, raggiunsero la palestina. Gerusalemme fu espugnata nel 1099 dapo un difficile assedio. La popolazione ebraica e mussulmana fu interamente masacrata. Dai succesi militari nacquero alcuni principati
2° crociata: Partita dal 1147 al 1149 fu guidata da Luigi VII re di Francia e dall'imperatore Corrado III di Svevia fallì a Damasco. Propaganda di Bernardo di Chiaravalle
3° crociata: Partì dal 1189 al 1192 proclamata da Federico I Barbarossa, Filippo Augusto di Francia e Riccardo I Plantageneto d'Inghilterra detto Cuor di Leone, portò alla ripresa temporanea di Gerusalemme.
4° crociata: Era stata preparata da Enrico VI, ma poi morì e venne portata avanti dal papato. Prima espugnarono zara (1202) per pagare l'imbarco a Venezia. Nel 1204 i crociati elessero come imperatore d'oriente Baldovino di Fiandra e instaurarono un impero larno, mentre i Greci glio opponevano un impero greco. L'occupazione crociata dell'Oriente bizantino non fece altro che approfondire lo scisma provocato da Michele Cerulario nel 1054. Le crociate avevano ormai perso di vista i fini religiosi e si erano secolarizzate.
5°crociata: Guidata da Leopoldo d'Austria, Giovanni di Brienne e Federico II che dal 1217 al 1221 non riuscì a portare risultati pratici.Desiderio, re: 756-74. Re longobardo che attaccò Papa Adriano I e fu sconfitto da Carlo Magno (vedi CArlo Magno).
Dictatus papae: Proclamato da Gragorio VII, nel quale si esaltò il primato del vescovo di Roma.
Domesday Book: 1086 era un documendo dove si faceva il censimento della popolazione, ed era un documento con la quale il re Guglielmo di Normandia (vedi Guglielmo di Normandia) poteva conoscere diritti, doveri e introiti delle signorie.
Domenico di Gueman:(vedi Innocenzo III, papa).
Donna, condizioni della - nell'XI-XIV sec.: (vedi Famiglia nel XI-XIV sec.)
Enrico I: Re d'inghilterra succeduto a Guglielmo di normandia. Muore nel 1135 e passa il regno ad Enrico II Plantageneto (vedi Enrico II Plantageneto)
Enrico II: (1002-1024).Imperatore tedesco. Sconfisse Arduino d'Ivrea e si fece incoronare re. È importante sottolineare le areee geografiche formatesi in questo periodo:
-L'antica Pannonia è stata occupata dagli Ungari.
-A fianco dell'Ungeria si trovano i Serbi, i Croati e i Bulgari
-A nord del regno ungaro e ad oriente del regno tedesco, fino ai carpazi vi è il regno di Polonia unificato da Mieszko I
-Più ad est del regno di Polonia vi sono alcune tribù slave che occupano la pianura russa e l'Ucraina (vedi Novgorod).
-La Gallia è divisa in Francia e Borgogna.Ugo Capeto formerà la dinastia capetinga.
-Il regno d'Italia comprende il Po ed il nord D'Italia.
-Il sud Italia è bizantino.
-Venzia, Napoli, Amalfi, Sorrento, Gaeta sono indipendenti.
-Il califfanto di Cordova occupa tutta la parte meridionale della penisola Iberica.
-Il nord iberico è diviso tra i regni di Leon, di Castiglia e di Navarra.
-Nel 1035 la Norvegia diventa indipendente, dopo la caduta di Canuto il Grande (vedi Politica d'Inghilterra-Normandia nell'XI sec.).
-Nel 1042 L'inghilterra diventa indipendente grazie ad Edoardo III dopo la caduta di Canuto il Grande. (vedi Politica d'Inghilterra-Normandia nell'XI sec.)
-La Danimarca resta isolata e non fa più paura all'occidente.Enrico II Plantageneto:(1154-89) Successo ad Enrico I. (vedi Politica d'Inghilterra-Normandia nell'XI sec.).
Enrico III: (1039-1056) Iniziatore della rifoma ecclesiastica, gli succederà Enrico IV ( vedi riforma ecclesiatica nell'XI sec ed Enrico IV).
Enrico IV:(1056) imperatore che si scontrò contro Gregorio VII (vedi Grgorio VII). Gli successe Enrico V (vedi Enrico V).
Enrico V:(1125) Importante per risolvere i problemi dopo la morte di Gregorio VII fu una proposta di Pasquale II a Enrico V nell'1111 nel compromesso di Sutri (vedi Sutri): il Papa avrebbe restituito tutti i beni e le funzioni pubbliche e l'imperatore avrebbe rinunciato alla investiture. Ma nel 1116 davanti al Concilio lateranense rivendicò alla chiesa il diritto di essere ricca e potente e di usare gli strumenti del mondo per affermare la propria dottrina. Il trionfo di questa linea avvenne nel concordato di Worms (1122) tra Enrico V e Papa Callisto II che concluse la lotta delle investiture. Nella funzione episcopale si distinsero l'ufficio spirituale che solo la chiesa poteva conferire, dai suoi attributi spirituali, l'investitura dei quali spettava al re.
Enrico VI:Era il figlio di Federico Barbarossa ed aveva sposato Costanza d'Altavilla ereditiera del regno di Sicilia. Quando nel 1189 morì Guglielmo II il regno dovette essere conquistato con la forza. Tuttavia il suo impero divenne più vasto e temibile, ma più debole di quello del padre poichè troppo eterogeneo. Per ingraziarsi il papato Enrico VI aveva organizzato una crociata ma la morte lo fermò nel 1197. L'erede al trono federico II non aveva che tre anni. (vedi Federico II).
Eraclio: Imperatore di Bisanzio dal 610 al 641. Fu importante perchè, per difendere l'impero, suddivise il territorio in circoscrizioni (temi). Il tema era un'unità amministrativa a carattere decisamente militare al cui vertice c'era un generale (statega), che esercitava il massimo potere civile e militare. L'impero fu liberato dal gravoso impegno dell'aruolamento di mercenari ed ebbe a disposizione truppe assai più economiche e anche motivate poichè i soldati erano interessati a difendere le terre che gli venivano attribuite. Inoltre la Chiesa fece un poderoso sforzo ponendo i suoi tesori a disposizione dello Stato. Quindi nella lotta tra Bisanzio e i Persiano si verificò un capovolgimento radicale ed Eraclio riuscì a sconfiggere i Persaini. La riforma militare ed amministrativa pose i fondamenti dello Stato bizantino medievale.
Eresie:(vedi Innocenzo III,papa).
Ermengarda: Moglie di Carlo Magno. Lei era longobarda e il marito dovendo fare la guerra contro i longobardi la rimanda a casa (era figlia di Desiderio infatti è chiamata anche Desiderata) ci mostra l'aspetto disumano ed ignobile di Carlo Magno.
Euroasia nel XIII sec.:Il continente euroasatico fu sconvaolto nel XIII secolo dalle conquiste dei mongoli comandati da Gengis-Khan(morto nel 1227). L'impero mongolo, visto la sua grandezza, si divisero in quattro canati (territori governati dal khan). Il merito dei mongoli fu di aver creato uno stato pacifico che favorì i contatti economici e culturali fra l'Europa e l'Asia (si veda per esempio il viaggio di Marco Polo). Nonostante i mongoli avessero una grande esperienza in fatto di governo, un processo si frazioninamento interessò tutti i canati. Al contrario l'occidente seguiva la strada opposta, dell'unificazionione.
Ezio: Generale che nella metà del V sec. tentò, di fronte agli Unni e ai popoli grmanici una politica di alleanza. Questa politica diede buoni risultati e nel 451, con un esercito composto quasi esclusivamente da federati Ezio riuscì a battere Attila ai campi Catalauni.
Famiglia nel XI-XIV sec.: La monogamia e il matrimonio cristiano si affermarono definitivamente in questo periodo. In secondo luogo l'idea di coppia si impone a tutti i livelli della scala sociale. L'organizzazione della parentela è intorno alla linea di discendenza paterna (patrilignaggio). La constituzio de feudis emanata da Corrado II il sadico, secondo cui anche i benefici minori del feudo possono essere ereditati. Questa Constituzio evidenzia molto bene il nesso che lega la conservazione ereditaria dei benefici all'organizzazione in senso patrilineare della famiglia aristocratica. La parentela diventa uno strumento di lotta politica e nascono dunque parentele artificiali che nascono dalla fusione di famiglie aristocratiche. Il principio di prevalenza maschile si scontra con la tradizione germanica deii regali nuziali maschili che scompaiono per dare spazio alla dote. I principali oneri matrimonali ricadono ora sulla sposa. La dote rappresenta la successione anticipata del patrimonio paterno che verrà infatti diviso tra i soli figli. Le condizioni della donna peggiorano, il marito ha diritto di punire la propria moglie anche con la morte. Nella produzione artiglianale il ruolo della donna tende a diminuire.
Federico I di Hohenstaufen detto Barbarossa:(1152-1190)Venne incoronato da papa Adriano IV (vedi Crociate e Politica d'Italia... e Politica di Germania...). Gli successe Enrico VI (vedi Enrico VI).
Federico II:(vedi Innocenzo III, papa e Innocenzo IV,papa). Federico II nacque da Costanza d'Altavilla e Enrico IV il quale morì presto lasciandogli la corona nella tenera età. Dopo la morte di Innocenzo III (1216) Federico provvide a farsi incoronare imperatore in Germania (1220), re dei Romani, re di Sicilia. Promise al papa che l'impero non avrebbe mai attaccato il papato, che sarebbe partito per la V crociata e che avrebbe appoggiato la lotta antiereticale. Egli però non partì subito per la crociata e questo incrinò i rapporti col papato e papa Gregorio IX lo scomunicò nel 1227. Federico II instaurò una autorità regia inflessibile, le Costituzioni di Melfi, nelle quali si rivendicanvano le responsabilità e l'alutorità della vita pubblica, si dimostraroni intolleranti nei confronti delle usurpazioni. tutto il governo dello Stato fu affidato alla Magna Curia e al re. Vi fu una riforma del sistema tributario che mantenne molto elevata la pressione del fisco. In campo culturale vi fu la formazione di una burocrazia capace e fedele creando la scuola siciliana. In campo militare FEderico II dovette affrontare i comuni dell'Italia settentrionale. La lotta era sfociata all'interno delle città tra guelfi, a favore della chiesa, e ghibellini a favore del papato. In questa lotta Federico ebbe la peggio e papa Innocenzo IV lo scomunicò nel 1245. La morte di federico II sfasciò l'unità imperiale (vedi Politica d'Italia...).
Filippo Augusto di Francia: Si allea con Federico II e sconfigge Ottone e Giovanni (vedi Innocenzo III e Federico II).
Francesco d'Assisi, San:(vedi Innocenzo III,papa).
Fondazione di nuovi villaggi nel XI-XIV sec.: (vedi Lo sviluppo delle campagne ...).
Gerberto d'Aurillac: Chiamato anche Papa Silvestro II dal 999. Educò in giovinezza Ottone III.
Giovanni Gualberto: Favorisc la riforma della chiesa (vedi Riforma ecclesiastica nell'XI sec.)
Giovanni Senza Terra: Aveva preso il regno a scapito di RIccardo Cuor di Leone (vedi Innocenzo III e Riccardo I plantageneto... e Politica d'Inghilterra)
Giustiniano I: Imperatore di Bisanzio (527-565) succeduto a Giustino I. La Chiesa di Roma trovò in Giustiniano non soltanto un protettore, ma un capo estremamente fermo che ne fece una fedele collaboratrice; tuttavia non era facile perchè se si accontentavano Egitto e Siria scoppiavano disordini a Costantinopoli, avversi al monofisismo, e viceversa: la politica religiosa di Giustiniano, infatti, fallì e le tensioni aumentarono.Giustinano si alleò con il papato poichè questa era una condizione necessaria all'attuazione di un grandioso progetto per la riconquista dell'Occidente. L'imperatore intendeva infatti restaurare l'impero universale di Roma. In parallelo c'era la volontà dell'episcopato di fare del cattolicesimo una religione universale e, di conseguenza, combattere contro i germani, di religione ariana, significava lottare per l'affermazione del cristianesimo. Inoltre le guerre di riconquista furono effettuate appoggiandosi a gruppi di latifondisti e ai gruppi di mercanti interessati al commercio internazionale.. A fare le spese dell'espansionismo di Bisanzio fu dapprima il regno vandalo rioccupato fra il 533 e il 534. Il recupero dell'Italia fu avviato nel 535 (guerra graco-gotica) da Belisario, fidatissimo collaboratore di Giustiniano. Il regno goto non era fragile come quello vandalo e abbatterlo non fu facile tanto che la guerra greco-gotica durò circa 20 anni e l'Italia fu rioccupata da un altro generale Narsete. Le grandi conquiste di Giustiniano furono concluse da una spedizione in Spagna che strappò ai Visigoti la parte sudrientale della penisola iberica (554). Il Mediterraneo tornò ad essere un mare interna all'impero. La restaurazione imperiale significò anche restaurazione degli antichi rapporti sociali. Le riconquiste dal punto di vista economico furono realizzabili grazie a:
a) Riscossione regolare delle imposte; la forte pressione fiscale indebolì i contadini e i piccoli possessori e facilitò l'estendersi dei latifondisti.
b) Centralizzazione e potenziamento della burocrazia; Giustiniano non riuscì a realizzare un rinnovamento radicale; continuò a persistere la separazione tra potere militare e potere civile.
c) Rioganizzazione totale della legislazione; L'opera più importante di Giustiniano fu il Corpus iuris civilis ( vedi Rinascita della cultura giuridica...) che comprendeva:
1) Le istituzioni, concepite come un trattato di diritto che furono destinate all'insegnamento del diritto nelle scuole
2) Il codice vero e proprio, ovvero la raccolta di tutti gli editti imperiali in vigore a partire dall'età di Adriano
3) Le pandette, raccolta dei pareri delle sentenze die più autorevoli giuristi romani
4) Le novelle, cioè le leggi promulgate dallo stesso Giustiniano
Il Corpus iuris civilis fu alla base della legislazione bizantina per quasi un millenno e soprettutto influenzò moltissimo tutta la legislazione europea.Giustino I: 518-527Imperatore a Bisanzio che tornò ad una politica intansigente contro i cristani d'Egitto e di Siria. Emanò severe misure contro la dissidenza religiosa che prococarono in Italia (vedi Teodorico) tensioni tra i Goti ariani e i cattolici.
Gregorio Magno, Papa -: Papa Gregorio Magno (590-604) assicurò la difesa militare di Roma e riorganizzò l'amministrazione della città i cui funzionari tradizionali (prefectus urbi e il prefetto dell'annona) sparirono: la loro funzione passò nelle mai del Papa. Iniziò nel 595 il tentativo di evangelizzare tutta la Britannia. Inviò appunto un gruppo di monaci benedettini, guidati dall'abate Agostino che inziarono l'opera di evangelizzazione, portata a termine da monaci celti poco dopo la metà del VII sec. Ecco glia aspetti fondamentali del processo di evangelizzazione britannico:
a) Grazie a Gregorio Magno il monachesimo benedettino diventò uno strumento di evangelizzazione.
b) Viene mostrata la grande abilità dei monaci nel diffondere la religione cattolica nelle campagne . La predicazione avveniva dietro precise istruzioni del pontefice.
c) Ci fu la fusione della dedizione benedettina al papato con la zelo missionario dei monaci irlandesi.
d) Il territorio anglosassone fu suddiviso in diocesi e a capo di ogni diocesi fu posto un vescovo che era pure abate di un monastero. In questa esperienza nacquero la cultura dei monaci celebri ( vedi Beda il Venerabile) e i drappelli di monaci che lasciarono la Britannia per evangelizzare nel continente. (Vedi anche Bonifacio, San). L'importanza storica del monachesimo anglosassone era nella sua capacità di influire fortemente sugli orientamenti religiosi e sulle strutture ecclesiastiche del continente.
Da segnalare anche il miglioramento dei patrimonium sancti Petri estesissime proprietà fondiarie della chiesa. Tali complessi fondiari erano chiamati massae ed erano diretti da conductores ed erano raggruppati in patrimonia che era affidato alla direzione di un rectores a cui i conductores rispondevano dei canoni doviìuti dai coloni della loro massa. Nell'Italia bizantina del Centro e del Nord, il potere sfuggì al controllo imperiale e si concentrò nelle mani dei grandi proprietari e sopreattutto dei pontefici.Gregorio VII, Papa:(1073-85) (vedi Ildebrando di Soana). Nel documento Dictatus papae, esalttò ulteriolmente il primato vescovile di Roma, e si scontrò contro Enrico IV. Gragorio VII giunse nel 1075 a proibire a ogni potestà secolare di dare un vescovado agli arcivescovi. Per Enrico accettate il decreto equivaleva a rinunciare al controllo delle signorie ecclesiastiche e continuò nelle sue prerogative. Ma Gregorio VII, nel Dictatus papae, dichiarò di aver la facoltà di deporre l'imperatore. Enrico replicò decretando la deposizione del Papa, ma Grgorio la scomunicò. In germania l'aristocrazia si staccò dall'imperatore che ritenne prudente arrendersi e si umiliò davanti al Papa che si era rifugiato nel castello di Canossa. Nel 1077 Gregorio gli tolse la scomunica. Enrico riprese la lotta contro il papato e Gregorio lo scomunicò di nuovo con tale asprezza che parte dell'episcopato tedesco si riavvicinò all'imperatore. Enrico spodestò Gragorio e proclamò Papa Clemente III. Gregorio VII venne imprigionato e liberato dai Normanni di Roberto il Guiscardo. Morì nel 1085 a Salerno. (vedi Enrico V).
Gregorio IX, papa: Nel 1227 scomunicò Federico II (vedi Federico II)
Guelfi e Ghibellini:(vedi Politica di Germania...) In Germania stavano a significare i sostenitori dei duchi di baviera (Guelfi da Welf, Svevi, nome del capostipite di una casa) e della casa degli Hohenstaufen (Ghibellini, da Waibling, Sassoni, nome di un castello svevo). In Italia i Guelfi non sostenevano l'imperatore, e i Ghibellini lo sostenevano. I guelfi si divisero in bianchi che non volevano la supremazia del papa, e i neri che accettavano la supremazia del papa.
Guglielmo II: Ultimo re normanno di Sicilia. Il regno, alla sua morte nel 1189, passò ad Enrico VI (vedi Enrico VI).
Guglielmo di Normandia:(1066-87). Re d'Inghilterra che fondo il regno su basi feudali. Fu lui a redarre il Domesday Book (vedi Domesday Book e Ricostruzione politica nell'XI-XIV sec.).
Hospitalitas, sistema dell': Insediamento definitivo dei soldati germani su una parte delle terre dei proprietari romani che perdevano un terzo o due terzi dei loro possedimenti.
Innocenzo III, papa: (1198-1216). Innocenzo III voleva sottomettere l'autorità imperiale al papato. Bisogna ricordare che la curia papale disponeva di un efficente apparato amministrativo, che aveva un funzionamento esemplare. contemporaneamente il papa aveva preso in mano l'amministrazione civile della città e dei dintorni di Roma. Funzionari e amministratori germanici furono sostituiti con funzionari pontifici. Per espandere la sua politica ierocratica, utilizzò largamente il legame feudale. Il papa aveva avuto alcuni omaggi feudali dal re d'Aragona, Portogallo e Bulgaria, nonchè da Giovanni Senza Terra (1199-1216). grazie alla morte di Enrico VI (vedi Enrico VI) potè rivendicare la tutela di Federico II. L'influenza di Innocenzo III era randissima cosicchè aveva prima fatto eleggere come imperatore Ottone IV di Brunschwick, poi nel 1210 Federico II. Questi si alleò con Filippo Augusto di Francia e sconfissero assieme Ottone e il suo alleato Giovanni Senza Terra a Bouvines il 27 luglio 1214. Il progetto ierocratico di Innocenzo III non potè essere realizzato e dopo la sua morte Federico II fece risorgere l'impero. Nel IV concilio lateranense Innocenzo nel 1215 si stabilì che bisognava recuperare la Terra Santa e riformare la chiesa in funzione antiereticale. Il problema delle eresie era un grave problema e Innocenzo cercava di introdurre nell'istituzione ecclesiastica nuopve forze. Era riuscito a recuperare gli Umiliati (conducevano vita povera e praticavano il lavoro manuale), i Valdesi che furono utilizzati nella lotta ereticale. Il progetto antiereticale di Innocenzo III si basava su due punti fondamentali, la repressione e la creazione di un nuovo corpo di predicatori che imitavano la povertà di Cristo e combattere così gli eretici con le stesse armi. Questi ordini furono detti mendicanti e i più importanti furono due quello francescano e quello domenicano. Francesco d'Assis era figlio di un ricco mercante di Assisi e diffondeva un messaggio di povertà e di carità. Questo ordine diventò ben presto numeroso. L'altro ordine, quello dei domenicani, venne fondato da Domenico di Guzman, canonico della cattedrale di Osma in castiglia. La sua regola si basava sull'adozione della semplicità e della povertà come l'ideale cataro. Riscosse molto successo e i suoi adepti si moltiplicarono. Dopo il papato di Innocenzo III le eresie erano diminuite , ma quella catara di Linguadoca resisteva alle persecuzioni. Gli Albigesi furono massacrati nel 1209, ma l'eresia non si spense e ci volle l'intervento di Luigi VIII re di Francia perchè si ottenessero dei risultati. Da questo momento la crociata divenne strumento di lotta antiereticale. L'inquisizione veniva utilizzata per scovare gli eretici e per perseguirli. La lotta contro gli eretici continuò anche con papa Innocenzo IV.
Innocenzo IV, papa: (1243-54) Continuò la lotta antiereticale chiedendo la collaborazione di Federico II (vedi Federico II). La lotta venne affidata ai domenicani e si autorizzò l'uso della tortura. Le eresie continuarono per tutto il Trecento, ma in forma clandestina e di poca importanza.
Irnerio: (morto nel 1125) Fondò una scula di glossatori (vedi Rinascita della cultura giuridica...).
Ildebrando di Soana: chiamato poi Papa Gragorio VII che fu uno dei più grandi capi nella lotta contro l'impero.
L'incremento demografico nel XI-XIV sec.: (vedi Lo sviluppo delle campagne ...).
La nascita delle signorie locali: (vedi Lo sviluppo delle campagne...).
La crescita delle comunità rurali: (vedi Lo sviluppo delle campagne ...).
Lega lombarda: (vedi Politica d'Italia nell'XI-XIV sec.) Vinse a Legnano nel 1176 contro Federico Barbarossa.
Leone III l'Isaurico: Fece un contrasto con Liutiprando sul culto delle immagini (iconoclastia) (vedi Sutri).
Liber iudiciorum: Unificazione delle leggi romane e germaniche, attuate da re Recesvindo, nel regno visigoto.
Liutprando, re:712-44. Successo ad Ariperto I si sforzò di attuare una politica difensiva nel conflitto tra papato e Longobardi. Gli andò contro Leone III l'Isaurico sull'iconoclastia (culto delle immagini). Gli successe Astolfo. (vedi Sutri)
Lotario: Figlio di Ludovico il Pio (vedi Ludovico).
Lo sviluppo delle campagne tra l'XI e il XIV sec.: In questi secoli vi è una grande espansione economica resa possibile da una larga disponibilità di terre. Questo è un dato importante in quanto l'agricoltura continua ad essere il settore di basa di tutta l'economia ed è fonte di ricchezza e potere. Il punto-chiave per capire a fondo questo periodo è costituito dal legame tra sviluppo demografico e uno sfruttamento più intenso della terra grazie all'utilizzo di nuovi strumenti come l'aratro a versoio, la rotazione triennale dei campi, l'erpicatura (si frantumano le zolle di terra dopo l'aratura) e il collare di spalla rigido per i cavalli. L'attrezzatura agricola si trasforma grazie anche all'utilizzo del ferro. Ben più importante è però l'opera di dissodamento di terre incolte, tento che sono proprio i signori a esortare i contadini affinchè estendano le coltivazioni. Associato al dissodamento delle terre è un processo di creazione di nuovi villaggi che spesso sono il frutto di un lavoro collettivo. Grande importanza ebbe per la colonnizzazione della Germania Orientale, voluta dai nobili che vedevano un incremento di rendita. Nonostante la larga diffusione dei villaggi vi è anche l'incremento delle abitazioni rurali isolate. Questo è l'inizio di un processo di dispersione che, nonostante fino al XIV sec. rimarrà limitato, si accentuerà fino a diventare un fenomeno di larga diffusione. Alla base del dissodamento e della creazione di nuovi villaggi vi stà un incremento demografico (vedi Domesday Book per incremento demografico in Inghilterra) che stimola la produzione e la commercializzazione dei prodotti agricoli. L'incremento non era omogeneo in tutte le aree, nonstante ciò, fino al XIV sec. le campagne dell'Occidente risultarono sovrappopolate fenomeno che era accompagnato dall'aggravamento della povertà contadina. Contemporaneamente all'allegeimento dei servizi dovuti dai contadini al signore in quanto proprietario fondiario si ha la nascita delle signorie locali o di "banno". I domini loci erano quei signori che avevano usurpato diritti pubbilici , avevano cioè imposto la loro protezione ai villaggi rurali. Possedendo il diritto di banno (vedi Clodoveo) i signori potevano vantare il diritto giudiziario ed economico. Icontadini non restarono passivi, si organizzarono difatti in comunità rurali parzialmente autonome rispetto ai signori. Questa resistenza diede origine ad un movimento di affrancamento. I signiri dovettero limitare il proprio dominio. Questa lotta non distrusse nessuno dei due ceti, ma li mutò profondamente cosicchè riuscirono a far concivere i propri interessi. Importante fu la proclamazione del diritto di vendere le terre che erano soltanto in godimento. Le terre soggette al pagamento si avvicinavano sempre più all'allodio cioè alla proprità piena. Naturalmente il predomino economico delle città sulle aree agricole circostanti favorì l'accrescimento dell'usura da parte dei mercanti che prestavano i soldi ai contadini, che in caso di mancata restituzione perdevano i propri campi. Questo però portò anche, in seguto a ribellioni, un miglioramento giuridico per le comunità rurali.
Ludovico: Figlio di Ludovico il Pio che nell'840 gli successe. Stipulò un giuramento a Strsburgo (842) con uno dei suoi fratelli Carlo e combattrerono con Lotario che nell'843 (trattato di Verdun) dovette arrendersi. Alla sua more gli successe il figlio Carlo il Grosso che riuscì a ricostruire l'unità imperiale.
Ludovico il Pio: Successe a Carlo Magno nell'814. Ludovico decise di lassciare l'impero al primogenito Lotario, ma si scatenarono guerre fratricide. Morì nell'840 e gli anni che seguirono la sua morte definirono invece nell'impero carolingio grandi areee politico geografiche che avrebbero avuto in seguito notevole importanza. Gli successero i suoi 3 figli: Ludovico, Lotario, Carlo.
Manfredi: Nel 1258 si fece incoronare re di Sicilia (vedi Politica dItalia...).
Maometto: La predicazione di Maometto ebbe inizio nel 610 alla Mecca; Maometto parlava in nome di Allah, una divinità meccana che egli presentava come il Dio unico. Il messaggio da trasmettere era semplice: Allah, creatore di tutto, è infinitamente buono e potente; l'uomo deve essegli riconoscente e si deve sottomettere. Il castigo eterno spetta a chiunque non si sottometta e non si purifichi donando parte delle loro ricchezze ai poveri. Il nuovo messaggio religioso non intendeva scardinare i pilastri della società araba, ciò nonostante l'Islam andava incontro alla diffuse aspettative di una società migliore, e penetrava soprattutto tra gli artigiani, gli schiavi e gli operai che erano disprezzati e sfruttati dall'aristocrazia. Maometto incontrò così l'opposizione dei Quraysh, una famiglia aristocratica molto ricca. La comunità maomettana fu fatta oggetto di persecuzione tento che nel 622 Maometto abbandonò la mecca e si trasferì a Yatrib: fu questa la famosa ègira che segnò l'inizio dell'era musulmana. Qui Maometto da predicatore disprezzato divenne capo onorato della città di adozione. Nel 630 Maometto rientra nella città con il suo esercito senza colpo ferire e si impossessa della Kaaba distuggendovi i numerosi idoli. Il profeta aveva sovrapposto la propria autorità, temporale oltre che religiosa, alle diverse tribù. Maometto morì nel 632.
Maurizio: Imperatore di Bisanzio tra il 582 e il 602. Raggruppò nelle due luogotenenze militari di Ravenna e di Cartagine , qunato rimaneva delle province d'Italia e d'Africa e ne affidò l'amministazione agli esarcati che dovevano provvedere alla difesa con milizie locali. La concentrazione di tutti i poteri nelle mani dei capi militari divenne la base del sistema dei temi adottato da Eraclio.
Melfi:Città in cui ci fu l'Accordo di Melfi (vedi Accordo di Melfi) e le Costituzioni di Melfi (vedi Federico II).
Mieszko I: Estende il regno di Polonia fino ai Carpazi.
Monofisiti: Cristiani eretici che dunque non seguono l'insegnamento della Chiesa. Ritenevano che Gesù Cristo avesse una sola natura quella divina. Non fu accettata dalla Chiesa poichè significava dire che la passione era stata una scenenggiata.
Movimento della Pataria: Fondato da Arialdo, ne faceva parte anche Anselmo da Baggio, che era un'iniziativa per lo più popolare per la fiforma della chiesa nell'XI sec. (vedi Riforma ecclesiastica nell'XI sec.)
Narsete: Generale si Giustiniano I che intorno al 550 riconquistò l'Italia.
Nicolò II: Nel 1059 nel concilio lateranense decretò che il Papa fosse eletto dai cardianali ( vedi Riforma ecclsiatica nell'XI sec.)
Normanni: Popolo che nel x sec. fa incursioni in Europa (vedi Ottone I). Sarà decisivo nella lotta tra papato e impero dal 1059 (vedi Riforma ecclesiatica nell'XI sec.).
Novgorod: Nucleo urbano di Rjurik, uno scandinavo. Suo figlio Oleg (879-912) si impadronisce di Kiev a danno dei Variaghi e Kiev diventa sede della nuova dinastia. Vladimiro il Grande gli succederà. (vedi anche Sviluppo commerciale e urbano...).
Odoacre:Imperatore eletto nel 476, eletto dalle genti germaniche in Italia. Era di origine scira e la sua salita al potere significava il tramonto dell'autorità imperiale in Occidente. Sostenuto dall'esercito Odoacre stabilì buoni rapporti con l'aristocraza senatori. Odoacre riconobbe come unico imperatore qullo d'Oriente e collaborò con la burocrazia di Ravenna esrcitando nella calma la dittatura militare. Quello di Odoacre non fu quindi un regime sovvvertitore né a livello sociale né a livello politico -amministrativo. Esso anzi seguì sostanzialmente il modello di convivenza tra il potere militare germanico e il predominio economico del ceto senatorio.
Ottone I di Sassonia:(936-73) Dal dissolversi dell'impero carolingio nasce un mondo nuovo poichè l'aristocrazia non è più interessata all'unità. Inoltre vi sono numerose invasioni da parte dei Mori, delgli Ungari e dei saraceni che favorirono la moltiplicazione dei castelli. Dunque si ha uno sviluppo signorile e il dissolversi dell'autorità statale. La caratterista fondamentale del x secolo sono dunque le invasioni saracene che intorno la 902 avevano conquistato la Sicilia, arrivando fino a Frassineto nel' 890. Questo popolo essendo navigatore faceva rapide incursioni e si ritirava poichè l'impero non aveva una flotta. Solo quando nel 973 venne espugnata la fortezza di Frassineto e le città marinare di Pisa e Venezia misero in fuga la flotta saracena la pace venne ritrovata. Ma tra il 898 e il 955 gli Ungari minacciano l'Europa centrale ( arrivando fino ai Pirenei). Vennero sconfitti da Ottone I nel 955 a Lechfeld. Si insediarono definitivamente in Pannonia, l'attuale Ungheria. Dal nord arrivarono le invasioni normanne. I vichinghi conquistarono un'area geografica vastissima: arrivarono difatti fino al mar Nero e al mar Caspio entrando in contatto con Bisanzio e con il mondo musulmano. Conquistarono tutta la Scozia e l'Irlanda, asud le incursioni arrivarono fino alle coste della Spagna e dell'Italia. I normanni superarono presto la fase del saccheggio e della ricerca del bottino , pretendendo il pagamento di tributi. Nel 911 Il capo vichingo Rollone ottiene lo stanziamento presso le foci della Senna con l'obbligo di difenderla. 50 anni dopo i duchi governeranno un ampio territorio con un sistema di relazioni vassalatico. In Inghilterra i Vichinghi governano quasi i due terzi dell'isola. Un re danse Sven si impadronisce del potere e lo passerà al proprio figlio Canuto re per quasi 20 anni della Norvagia, Danimarca, Inghilterra (dal 1030). I conflitti interni e le incursioni facilitano il disgregarsi dell'impero; inoltre si ha una moltiplicazione dei castelli utilizzati per imporre il potere signorile. In aggiunta nell'875-877 Carlo il Calvo con il Capitolare di Quierzy-sur-Oise, impone alcune regole relative al governo del regno e alla tresmissione di carichi e benefici. In un primo momento il titolo imperiale passa nelle mani di alcuni sovrani italici. Con Berengrario II d'Ivrea il regno entrò in crisi e il potere passò nelle mani dei re di Germania. Il primo ad entrarne in possesso fu Ottone I di Sassonia che scese nel 451 a Pavia dove si fece incoronare re e nel 962 imperatore. Il regno germanico si basava sull'appoggio della chiesa tedesca e su rapporti di parentela tanto che alcuni vescovi divennero veri e propri signori territoriali grazie ala protezioe dell'impero. Ottone I sottrasse nel 692 con il privilegium Othonis l'elezione del Papa all'aristocrazia e la pose sotto il proprio controllo. Gli successe il figlio Ottone II nel 973.
Ottone II:(973-83) Figlio di Ottone I non riuscì ad arrestare il processo di disgregazione dello Stato.Gli successe Ottone III.
Ottone III: (983-1002). Essendo in tenera età prese il potere la madre, Teofano. Ottone II cercava di restaurare l'impero cristiano, che egli voleva guidato dal Papa e dall'imperatore. Fu educato da Gerberto d'Aurillac che venne eletto Papa (Silvestro II). Ottone morì dopo 22 anni senza lasciare eredi e il marchese Arduino d'Ivrea cercò di succedergli.
Ottone IV di Brunschwick:Imperatore fino al 1210 che venne sconfitto da Federico II (vedi Innocenzo III e Federico II).
Pasquale II, Papa:(1099-1117) (vedi Enrico V) propose il compromesso di Sutri (vedi compromesso di Sutri).
Piacenza, assemblea o dieta:(vedi Politica d'Italia nell'XI-XIV sec.) (1154). Proclamata da Federico I per ribadire gli obblighi vassallatici dei signori d'Italia nei confronti dell'imperatore.
Pier D'Amiani: Favorisc la riforma della cheisa (vedi Riforma ecclesiatica nell'XI sec.)
Pipini, dinastia dei: (vedi Pipino e figli) I pipini riuscirino a legare a sé, mediante distribuzione di terre, un'importante clientela vassallatica. Ai tempi di Carlo Martello il vecchio esercito popolare era in crisi; per garantire il reclutamento dei cavalieri si cercò di legarli al potere politivo mediante un rapporto di fedeltà militare, il vassallaggio. Era vassallo di un re o di qualche potente cavaliere chi si obbligava, sotto giuramento, a prestare un servizio in armi, ricompensato con un beneficio, ovvero con una concessione di terre in godimento per tutta la durata del servizio stesso. L'esercito fu così integrato dalla forza dei guerrieri legati da un patto di vassalaggio. Da sottolineare che le terre date in concessione da Carlo erano della Chiesa e dunque furono i grandi patrimoni della Chiesa a fare la fortuna dei Pipinidi. Il vassallaggio consentì ai Pipinidi di costruire una potente clientela militare, che fu alla base di un grandioso processo di espansione militare in Europa
Pipino di Heristal: Maggiordomo d' Austrasia che si assicurò la Neustria nel 687 e divenne l'unico maestro di palazzo dei regni di Austrasia, Neustria, Burgundia. Alla sua morte(714) il regno passò al figlio Carlo Martello.
Pipino il Breve: Succeduto a Carlo Martello nel 741. Per impadronirsi della corona si fece aiutare da Papa Zaccaria, che era in rotta con Bisanzio e cercava un nuovo protettore in Occidente. Pipino si fece eleggere re da un'assemblea di grandi e si fece consacrare da un vescovo, San Bonifacio (vedi Bonifacio, San). La consacrazione di Pipino fondò la monarchia franca su nuove basi. Il potere regio riceveva un carattere sacro che si aggiungva all'antica nozione germanica del regno concepito come patrimonio di una dinastia. La nuova dinastia fu quella dei pipinidi. Pipino il breve condusse una campagna antilongobarda allenadosi con Papa Stefano II (vedi Stefano II, Papa).
Politica di Francia nell'XI-XIV sec.:(vedi Ricostruzione della politica...) In Francia regnava la frantumazione politica, ma i Capetingi (vedi Ugo Capeto) riuscirono a restare sul trono, dedicando grande attenzione al loro patrimonio familiare e soprattutto impegnandosi a creare una rete di relazioni feudali molto solida. Per evitare conflitti di successione i re incoronavano prima della loro morte il successore. La monarchia inoltre appoggiiò anche la borghesia che si esprimeva nel movimento comunale. Il progetto di formare un solido regno nell'Italia meridionale (vedi Politica d'Italia...) fu realizzato in rancia dalla dinastia capetinga fondata da Ugo Capeto. Importante fu la battaglia di Bouvines (vedi Innocenzo III) che legò definitivamente tutta la parte settentrionale orientale e occidentale della Francia. La parte meridionale venne conquistata quando ci fu la crociata contro gli albigesi (vedi Innocenzo III). Federico Il bello potenziò il sistema fiscale facedo pagare le imposte anche alla chiesa. L'amministrazione pubblica e l'esercito vennero potenziati. Nacque un conflitto tra regno e sacerdozio. Filippo per combattere il papato fece sostenere dai suoi giuristi l'indipendenza del potere temporale. Con l'aiuto dei Colonna, una faniglia romana, l'imperatore fece arrestare Bonifacio VIII nel 1303.
Politica di Germania nell'XI-XIV sec.:(vedi Ricostruzione della politica...). L'autorità imperiale si era indebolita e alla morte di Enrico V iniziarono lotte dinatiche tra i ghibellini, sostenitori della casa di Hohenstaufen (da Waibling un castello svevo) e tra guelfi, sostenitori dei duchi di baviera (da Welf, il nome del capostipite della casa). Per ottenere il sostegno dei gregoriani gli Hohenstaufen persero il controllo delle signorie ecclesiatiche. La situazione muto profondamente quando salì sul trono Federico I d'Hohenstaufen detto Barbarossa che volle restaurare l'autorità regia. Egli discese in Italia per essere proclamato imperatore e per riconquistare il potere regio. (vedi Politica d'Italia nell'XI-XIV sec.).
Politica d' Inghilterra-Normandia nell'XI-XIV sec.:(vedi Ricostruzione della politica...) In Inghilterra da immediatamente dopo lo sgretolamento imperiale di Canuto il Grande e la presa di potere nel 1042 da parte di Edoardo III il confessore (vedi Enrico II) che passò il potere alla sua morte nel 1066 a Guglielmo di Normandia, vi fu la ricostruzione politica riorganizzando il regno su basi feudali. Questa politica di rafforzamento dell'autorità monarchica, proseguita da Enrico I (morto nel 1135) fece della monarchia anglo-normanna la più solida di tutte. Dopo la morte di Enrico I e dopo una guerra civile per la mancanza di eredi maschi il trono pervenne nelle mani di Enrico II Plantageneto. Il re si trovò a dover ristabilire l'ordine e la pace e a riordinare il settore amministrativo. Il governo divise la sua corte in sezioni specializzate, ma così l'episcopato si oppose, poichè aveva usurpato i diritti che il nuovo re ora reclamava. Nel 1164 con le costituzioni di Clarendon Enrico II pose freno alle usurpazioni e stabilì un controllo permanente della monarchia sul clero d'Inghilterra, suscitando l'opposizione di Thomas Becket, arcivescovo di Canterbury, che venne assassinato nel 1170 e da cui il prestigio di Enrico ne uscì gravemente compromesso. Alla morte di Enrico II Plantageneto(1189) successe Riccardo Cuor di Leone che preso com'era dalle crociate non mise quasi mai piede in Inghilterra. (vedi Politica d'Italia... per espansioni normanne). L'autorità di Giovanni Senza Terra (1199-1216) fu fortemente scossa dalla sconfitta di Bouvines. I baroni e i borghesi ne approfittarono per far firmare a Enrico III Plantageneto (1216-1272) la Magna charta libertatum con cui si riconosceva l'autonomia dei comuni inglesi e il pagamento dei sussidi e delle imposte solo se queste fossero state decise dal comune consenso del regno. La corte del re possedeva un'amministrazione centrale e uffici specializzati era "aiutata" dal Consiglio, supremo organo giudizioario. Di questo consiglio protevano far parte tutti i nobili anche piccoli e i borghesi.
Politica d' Italia nell'XI-XIV sec.:(vedi Ricostruzione della politica...) Gruppi di guerrieri normanni nell'Italia meridionale avevano incominciato l'espansione nell'Xi secolo. Un mecenario normanno ottenne una porzione del ducato di Napoli, qualche anno più tardi cadde nelle mani dei Normanni, Melfi da cui partì l'espansione veso la Calabria da parte di Roberto il Guiscardo e Riccardo d'Aversa. Questi si scontroò contro Papa Leone IX che fu sconfitto. Si giunse poi nel 1059 all'accordo di Melfi: in cambio dell'appoggio normanno al Papa, Riccardo d'Aversa e Roberto il Guiscardo furono riconosciuti vassalli del Papa. Roma potè così strappare l'Italia meridionale dalle mani di Bisanzio. Fu però Ruggero II (1113-1154) a impadronirsi di tutte le terre che i Normanni possedettero (Calabria, Puglia, Sicilia). fu incoronato nel Natale del 1130. La zona comprendeva diverse situazioni politiche ed i Normanni dovettero dimostrarsi tolleranti ed energici. Il potere normanno si basò su una concezione monarchica di ispirazone orientale con creazioni di leggi per il regno. Il governo era basato su una aristocrazia laica e la città du messa ai margini della vita politica. Inoltre l'esistenza del regno normanno che riduceva l'attività piratesca sbloccò definitivamente il becino occidentale del Mediterraneo. In Italia Settentrionale l'imperatore Enrico V aveva perso ogni possibilità di esercitare il potere regio in Italia, poichè non poteva più intervenire nell'elezione episcopale e poichè vi era una forte autonomia delle città comunali. Questa situazione si verificò anche nell'Italia centrale dove a Roma si emanò nel 1143 la renovatio Senatus per allontanare la città dal Papa; Si istituiva una magistratura di stampo comunale per cui il senato era controllato da optimates. Nelle tensioni del papato si era insinuata anche quella della predicazione di Arnaldo da Brescia, giudicato scismatico da papa Eugenio III nel 1148. Egli predicava proposte di impronta patarina. Federico I (vedi anche Crociate) potè trovare facilmente appoggi, nelle città lombarde minori, nella giovane scuola dei giuristi e nello stesso papa. Federico scese in Italia Preso pacenza ribadì nel 1154 gli obblighi che i signori avevano nei confronti dell'imperatore, ristabilì l'autonomia papale, fu incoronato da Papa Adriano IV, Arnaldo da Brescia fu imiccato, bruciato e le sue ceneri sparse nel Tevere. Nacque un'alleanza tra potere ecclesiastico e potere civile in funzione antiereticale e antisovversiva. Federicò incontrò opposizioni come quella di Milano che venne assediata e si arrese. In una assemblea a Roncaglia nel 1158 convocò tutti i giuristi e si fece elencare i suoi diritti come imperatore. A questa Definitio regalium seguì una Constitutio pacis che proibì le gerre private. Nel 1162 Milano di nuovo si oppose e Federico la incendiò e la distrusse. I comuni lombardi allora si riunirono in una Lega lombarda: lo scontro definitivo avvenne nel maggio del 1176 e l'imperatore venne sconfitto dalla Lega lombarda a Legnano. L'accordo con i comuni venne stabilito con la pace di Costanza nel 1183, che segnò un notevole passo indietro dell'autorità monarchica rispetto alle diete (assemblea) di Roncaglia. Tra papato e chiesa si instaurò un nuovo rapporto con cui l'imperatore poteva influenzare le scelte dei vescovi, ma in cambio offriva aiuto contro le eresie. Il tentativo di crare un Stato nuovo era fallito. Nell'italia meridionale alla morte di Federico II successe Manfredi nel 1258 che segui la tradizione politica sveva. Il papato però si avvalse dei suoi diritti di alta sovranità sul regno di Sicilia e così investì nel 1263 Carlo D'Angiò. Carlo d'Angiò aiutato dai papi attaccò e sconfisse nel 1266 Manfredi e lo uccise nella battaglia di Benevento. Carlo cercò di creare un vasto impero marittimo, sostenne quindi Baldovino (vedi Crociate), godendo così dell'appoggio di Venezia. Tuttavia in Italia nacquero forze antiangioine che miancciarono l'autorità imperiale. Il regno di Sicilia era concepito come una macchina fiscale e a palermo scoppiò la rivolta del vespro nel 1282. Carlo d'Angiò chiese aiuto a Pietro III d'Aragona. Gli Angioini cercarono in tutti i modi di riprendersi la Sicilia e nacque la guerra del Vespro che si protrasse dal 1282 al 1302. La Sicilia fu affidata a Federico fratello di Giacomo II d'Aragona. Gli aragonesi estesero così il loro dominio.
Politica nell'XI-XIV sec.: (vedi Ricostruzione della politica... o Politica di Francia/Italia...)
Politica iberica nell'XIII sec.: La penisola iberica era divisa nei due regni Di castiglia e D'Aragona (vedi Politica d'Italia...) a cui si aggiungevano a occidente il Portogallo e a settentrione il piccolo regno di Navarra. Ben presto in Spagna si diffuse il diritto romano, la base per riaffermare le prerogative della corona. Non mancarono neanche i prograessi delle cortes, ovvero delle assemblee di rappresentanti della nobiltà, del clero, e della borghesia, che votavano e regolavano la riscossione di certe imposte e facevano da contrappeso alla crescita del potere monarchico. I regni iberici non erano vicini al raggiungimento di uno stato come quello francese
Privilegium Othonis: 962 Ottone I sottraeva l'elezione papale all'aristocrazia ponendola sotto il proprio controllo.
Recaredo, re: 586-601 Re dei visigoti che portò il suo popolo alla conversione al cristrianesimo. L'aspetto più caratteristico della monarchia cattolica dei Visigoti fu però il posto raggiunto nell'organizzazione del regno dai Concili di Toledo: i vescovi e i re emanavano norme aventi finalità religios e politica. (vedi Recesvindo, re).
Recesvindo, re: 637-72. (vedi Recaredo, re) Altra importante riforma visigota fu la fusione dell'aristocrazia romano-iberica con quella visigota. L'espressione più chiara fu l'unità giuridica del regno attuata da re Recesvindo con il suo Liber iudiciorum. Il liber iudiciorum si ispirava sia al diritto romano, valido per i Romano-iberici, sia al diritto germanico, valido per i Visigoti. Tuttavia il regno visigoto cadde nel 711 quando i mussulmani inbvadono definitivamente la penisola.
Riccardo I Plantageneto detto Cuor di Leone: (successo a Enrico II Plantageneto nel 1189 regnò fino al 1199, ma non mise mai piede in Inghilterra perchè era preso dalle Crociate (vedi Crociate) (vedi Giovanni Senza Terra).
Riccardo d'Aversa:( vedi Politica d' Italia nell'XI-XIV sec.).
Ricostruzione della politica nell'XI-XIV sec.: In questo periodo nascono le signorie locali ed i comuni. Allora i re e i maggiori principi territoriali ceracarono di rafforzare la propria autorità o facendo nascere una solida rete feudali grazie a legami anche di parentela, o utilizzando funzionari amovibili (che si possono muovere), o curando l'amministrazione del potere regio. Le difficoltà maggiori nascono con la nascita, appunto, dei comuni poichè si viene ad instairare una lotta tra comune e impero poichè i primi hanno esautorato ogni potere pubblico e stanno imponendo alle signorie locali e alle cittadine circostanti un'autorità di tipo statale. La società del tempo era tripartita infatti vi erano gli oratores (chi prega), bellatores (chi difende) laboratores (chi lavora). La classe che era in massima parte era quella dei laboratores, costituita dai contadini, le cui condizioni giuridiche si stavano unificando ma le cui condizioni economiche si stavano aggravando. Negli oratores era possibilie distinguere i chiesrici e i monaci. L'ordine ecclesiastico era un vero e proprio ceto a parte con le proprie leggi, tradizioni e gerarchia. I milites erano invece i guerrieri che furono definiti cavalieri. Questo ordine chiamato cavalleresco ebbe origine dall'avvicinamento ideologico fra i possessori di castelli e i cavalieri ad essi subordinanti, poichè l'imortanza della investitura e consegna delle armi era diventata sempre più importante e poichè vi fu l'abolizione anche per i cavalieri più umili del titolo di dominus per cui tutti potevano essere cavalieri. (vedi Politica di Francia/ Italia/ Germania/ Inghilterra-Normandia nell'XI-XIV sec.).
Riforma ecclesiastica nell'XI sec.: La riforma della chiesa avviata nell'XI secolo mirava a moralizzare la vita del clero, implicando un violento urto contro l'impero per escludere i laici dal governo delle chiese. Questa riforma si svolge parallelamente alla trasformazione papale in una monarchaia. I laici svolgono un ruolo sempre meno importante, l'unico grande settore aperto è quello della guerra contro gli infedeli. Il disordine della chiesa nasceva dal commercio delle chiese private e dei patrimoni ecclesiatici. Difatti c'era la clericalizzazione delle ricchezze, per cui i singoli membri del clero tendevano a disporre in proprio dei beni della chiesa. Inoltre gli ecclesiastici dovevano pagare per ottenere le loro nomine, e in ultimo vi fu la diffusione del matrimonio e del concubinato dei preti. Questa linea di comportamento sucitava proteste e fermenti di rinnovamento. I sostenitori della riforma erano i monaci del monastero di Cluny, in Italia vi furono eremi e cenobi che favorirono la riforma, ricordiamo le predicazioni di Romualdo di Ravenna, Pier Damiani, Giovanni Gualberto, Arialdo e Anselmo da Baggio (gli ultimi due sono del movimento della pataria (vedi)). Poi vi furono numerose iniziative popolari tra le quali il movimento della pataria. Nel 1039 sale al potere imperiale Enrico III che intendeva restaurare la vita ecclesiastica. Egli sottrasse perciò il papato all'influenza aristocratica e insediò sul trono prima Clemente II e poi Leone IX. Così facendo Enrico III pose Roma al centro del movimento riformatore. Da quel momento i papi fecero grandi concili di riforma, tra i quali quello di Reimise nel 1049 dove venivano condannati i matrimoni e i concubinaggi. L'indipendenza ecclesiastica dal regno era collegata con la supremazia sull'impero che poi sfocierà in lotte tra papato e impero iniziata nel 1059 alla morte di Enrico III. Nicolò II decretò che la disegnazione del Papa doveva aver luogo a roma e doveva essere riservata ai cardianli. Il papato non poteva portare avanti un contasto contro l'impreo da solo e allora nel 1059 a Melfi Nicolò II si accordò con i Normanni. Nella lotta tra papato e impero la grande personalità è Gragorio VII (vedi Gragorio VII).
Rinascita della cultura giuridica e il recupero del diritto romano nell'XI-XIV sec.: I prograssi della cultura giuridica furono numerosi. Lo studio si orientava in due direzioni, lo studio del diritto romano e del diritto canonico. Per lo studio del diritto romano grande importanza ebbe il ritrovamento dei testi autentici del Corpus iuris civilis (vedi Corpus iuris civilis). A Bologna Inerio fondò una scuola di glossatori che spiegavano la raccolta giuridica di Giustiniano (vedi Giustiniano) con note (glosse) al testo. Per le norme ecclesiastiche è rimasto invece il decretum l'opera in cui Graziano raccolse i canoni emanati da chiese e concili.
Risveglio della cultura nell'XI-XIV sec.:(vedi anche Rinascita della cultura giuridica...) Se la città diventa il centro commerciale più importante allora anche la cultura si trasferisce. L'intellettuale non è dunque un uomo di chiesa, ma è un laico. Nell'Xi secolo le scuole erano ancora episcopali dove si insegnavano le sette arti liberali, il trivi e il quadrivio, secondo il programma carolingio (vedi Carlo Magno). Nel corso dell'XI secolo le scuole monastiche declinarono e le città si sostituirono ai monasteri. Molto importante fu l'avanzata dell'insegnamento della dialettica. Avvenne dunque una rivoluzione scolastica. Nel 1179 il III concilio lateranense stabilì che si dessero benefici ai maestri e agli scolari poveri; inoltretutti gli studiosi idonei potevano ottenere la licentia docendi. Un'istituzione del tutto nuova fu l'università che nacquero come associazioni di maestri che poi diventarono punto di riferimento per i laici, anche se l'istruzione universitaria era posta sotto il controllo papale. La cultura scritta si diffuse essenzialmente in due ceti sociali, quello cavalleresco e quello borghese. Dove invece l'istruzione penetrava a fatica era nel mondo contadino. La cultura prodotta nelle città finì per orientare anche il sistema di vita delle popolazioni rurali attraverso mediazioni di persone colte come notai funzionari e preti.
Roberto il Guiscardo:( vedi Politica d' Italia nell'XI-XIV sec.).
Rollone: Re normanno che nel 911 si stanzia alle foci della Senna (vedi Ottone I)
Romualdo di Ravenna, san: Favorisce la riforma ecclesiastica (vedi Riforma ecclesiastica nell'XI sec.).
Roncaglia, dieta o assemblea:(vedi Politica d'Italia nell'XI-XIV sec.). Proclamata da Federico II nel 1158 in cui si elencavano i diritti dell'imperatore.
Rotari, re:636-52 Re dei longobardi successo ad Agilufo. Proclamò nel 643 l'editto di Rotari che intendeva assoggettare anche i duchi all'autorità del re. Inoltre pose per iscritto le tradizioni longobarde e anche elementi di diritto romano. Eliminò la faida (vendetta privata) e inserì il guidrigildo, ovvero un risarcimento in denaro. Egli intendeva sostituire alla giustizia privata una giustizia amministrata dallo Stato e garantita dal re.
Ruggero II:(1113-1154) Fu incoronato nel 1130 come re di Sicila, Calabria e Puglie ( vedi Politica d' Italia nell'XI-XIV sec.).
Silvesto II, Papa: dal 999 (Vedi Geberto d'Aurillac)
Stefano II, Papa: 752-47. Prese il papato ai danni di Papa Leone III. Fece una lotta contro Astolfo e per vincere chiese aiuto a Pipino il Breve, debitore dell'aiuto prestatogli dal papato nel colpo di Stato che aveva abbattuto la dinastia merovingia. Pipino si obbligò solennemente a un intervento antilongobardo e condusse due spedizioni successive in Italia, in seguito alle quali Astolfo dovette cedere un certo numero di territori al papato. Nacque così , in funzione antilongobarda la dominazione politoco territoriale pontificia.
Sutri: Primo possedimento terriero legittimo della chiesa. Nel compromesso di Sutri nel 1111 tra Pasquale II e Enrico V si stabiliva che il Papa avrebbe reso i beni e le funzioni pubbluche e l'imperatore avrebbe rinunciato alle investiture.
Sven: Re danese che si impossessa della Danimarca (vedi Ottone I).
Sviluppo commerciale ed urbano (nascita dei comuni e comuni nel XIII sec.) nell'XI-XIV sec.: La città di questo periodo fu innanzitutto un centro di produzione artigianale e di scambi e potè svilupparsi grazie all'aumento della produzione agricola. Lo sviluppo urbano portò tre grandi conseguenze:
a) Incremento e specializzazione crescente dell'artigianato, soprattutto per quanto riguarda l'industria (capacità di fare e risolvere problemi) tessile
b) Si utilizzò sempre più l'energia idraulica.
c) Vi fu l'aumento della popolazione urbana.
Sviluppatesi demograficamente le città divennero centro di consumo, ma anche centro di commercio internazionale. Grande importanza ebbero le città che si trovavano sulla costa come Genova, Pisa, Amalfi e Venezia che poterono vantare un fiorente comeercio con l'Oriente. Un altro grande bacino commerciale era costituito dal mar del Nord. In questa area si affermò la lega anseatica, un'associazione economica-politica di alcune città. L'asse Londra-Bruges-Lubecca-Novgorod divenne rotta fondamentale dell'Europa settentrionale. Via terra i commerci internazionali erano assicurati dai mercati itineranti che declinaro nel Duecento sostituiti da quelli sedentari. Conseguentemente all'intenso sviluppo commerciale crebbe la richiesta di deanro che avesse un valore reale. SI arrivò così alla coniazione di monete d'oro. Si ricorse sempre più a operazioni di credito che diedero origine alle banche, poichè i trasporti di grossi quantitativi di monete era pericoloso e l'utilizzo delle banche offriva garanzie. Vi fu la diffusione dei prestiti a interesse che la chiesa vietò. Conseguentemente nacquero associazioni commerciali e finanziarie. I due principali tipi di associazione erano la commenda, i finanziatori mettevano a disposizione il capitale che veniva fatto fruttare con il commercio internazionale grazie ad un mercante che riceveva ¼ del ricavo, e la compagnia, i soci lavoravano e fornivano capitale che veniva poi diviso allo scoglimento della compagnia. In tutto questo periodo però venne marcato sempre più il differenziamento sociale, favorito dalla formazione della borghesia, una classe sociale che era specializzata nel commercio e nell'artigianato. Questa nuova classe si mise subito a controllo della produzione. Già dall'inizio i grandi commercianti si erano riuniti in leghe, e in seguito anche gli artigiani si riunirono tra loro formando delle corporazioni che controllavano la produzione. Guidata dai mercanti la borghesia tentava di impadronirsi del protere cittadino entrando in conflitto con il ceto dell'aristocrazia militare. Tutti questi ceti vivenano nel comune un insieme di nuclei urbani. I comuni ebbero carattere prevalentemente borghese che ereditò così una parte dei poteri di banno (vedi Coldoveo) e diventò una signoria collettiva. L'evoluzione dei comuni non fu tuttavia omogenea. In Italia il comune urbano non nacque tuttavia per iniziativa tuttavia della sola borghesia ma anche per iniziativa dei milites. La classe aristocratica ebbe ancora un posto rilevante. La struttura sociale aristocratica era divisa in consorterie, gruppi di famiglie che si alleavano per combatterne altre. Inoltre il comune italiano ampliò la propria dominazione territoriale sottomenttendo le signorie locali e conquistando il contado. Tuttavia le istituzoni interne erano instabili difatti si possono distinguere tre fasi, quella consolare (societas militum) in cui i comuni erano retti da un gruppo di consoli; la seconda fase prende il nome di podestarile dove un magistrato unico governava la città. All'inizio era un forestiero perchè si credeva fosse estraneo alle lotte interne. In uktimo si trova la fase popolare (societas populi) dove il regime era caratterizzato dall'egemonia della borghesia cittadina che veniva allora chiamata popolo.Nel XIII secolo gli aspetti tipici del comune erano questi:
a) Una affermazione di una stirpe signorile potente soprattutto nel contado. L'esercizio del potere è stabile e si bloccano i conflitti interni (come a Verona).
b) L'affermazione signorile può nascere, come a Milano, dalla trasformazione delle cariche più rappresentative degli organismi di popolo
c) In altre città come Firenze l'evoluzione fu lenta e faticosa le "arti" furono la condizione di potere a partire dalla metà del XIII sec. Le arti erano sette quelle maggiori (setaioli, lanaioli, cambiatori, pellicciai, giudici e notai), cinque quelle medie, e nove quelle minori.
Nel 1282 si instaurera come supremo organo politico l'arte maggiore a cui si aggiungerà l'arte media.Teodato: Cugino di Amalasunta che prese il potere dopo averla fatta imprigionare.
Teodolinda: Moglie di Autari prima e di Agilufo poi. fu ariana e fu l'esempio più chiaro di contatto tra corte, di tradizione ariana, con il mondo romano e cattolico. Questo favorì una struttura più unitaria del potere politico longobardo. Tuttavia i Longobardi trovavano nell'arianesimo un mezzo per riaffermare la propria identità culturale. Fu soltanto verso la metà dell'VIII sec. che salì al trono un re cattolico, Ariperto I.
Teodora:Moglie e consiliera di Giustiniano I. Accordò ai monofisiti nuova protezione e evangelizzò i popoli cristiani del Danubio e del Mar Nero.
Teodorico:La politica di Odoacre anticipò sostanzialmente quella di Teodorico il ra goto che nel 489 condusse dal medio Danubio all'Italia gli Ostrogoti. Odoacre fu battuto e abbandonato dall'aristocrazia senatoria che riteneva il nuovo re più disponibile all'incontro tra potere latifondista e potere militare (493). Lo stanziamento avvenne secondo il sistema dell'hospitalitas. I goti costituivano una mioranza, ma armata, i Romani, al contrario, una comunità distinta e si venne dunque a formare un parallelismo tra le due società. Il legame tra queste due società era garantito dall'imperatore. Gli iteressi dell'aristocrazia senatoria furono rispettati e illustri e colti rappresentanti di questa classe ricoprirono posti importantissimi nell'amministrazione civili. Ma fu sul terreno religioso che la politica di Teodorico entrò in crisi, tanto che si formarono tensioni tra i Goti ariani e i cattolici.Teodorico morì nel 526. Il potere passò nelle mani della figlia Amalasunta.
Teofano: Pricipessa bizantina che sposò Ottone II e alla sua morte prese il potere finchè Ottone III non fu educato.
Thomas Becket: Arcivescovo di Canterbury, che venne assassinato nel 1170 e a causa del quale il prestigio di Enrico ne uscì gravemente compromesso. Si era opposto alle Costituzioni di Clarendon (vedi Costituzioni di Clarendon e Politica d'Inghilterra...).
Trattato di Verdun:(843). (vedi Ludovico).
Triboniano: Redasse il Corpus iuris civilis (vedi Corpu Iuris Civilis).
Ugo Capeto: Nel 987 divenne re di Francia e fondò la dinastia capetinga (vedi Enrico II e Ricostruzione politica nel XI-XIV sec. e Politica di Francia...).
Umiliati:(vedi Innocenzo III,papa) Erano eretici che avevano una vita povera e praticavano il lavoro manuale.
Ungari: Popolo che Nel x sec. fa incursioni in Europa (vedi Otttone I)
Unni: Popolo che nella metà del V sec.minacciarono la Francia. Questo popolo non era più un popolo di pastori, ma, al contrario, era un popolo di predatori, guidati da un despota, Attila. Il loro impero non aveva una solida struttura amministrativa e pollitica ed era indebolito dalla grande dispersione della loro potenza militare. Non avendo capacità produttive proprie, doveva continuare a procurasi sempre nuovi beni con la guerra e con l'imposizione dei tributi. Questo colosso dai piedi d'argilla nel 451 fu vinto da Ezio ai campi Catalauni. L'anno successivo fu la stessa Italia ad essere minciata, ma gli Unni , dopo aver devastato Aquileia, i cui abitanti si erano rifugiati nelle isole della laguna formando il primo nucleo di Venezia, trovarono sul mincio Papa Leone I. Temendo un attacco di Bisanzio ai domini orientali Attila si ritirò e, quando nel 453 morì, l'impero Unno si sfasciò.
Valdesi:(vedi Innocenzo III) Erano eretici.
Vespro, rivolta e guerra del -:(vedi Politica d'Italia...).
Vladimiro il Grande:(980-1015) Re di Kiev che sposerà una principessa bizantina per espandere i suoi domini. Naturalmente si convertirà al cristainesimo. Il contatto con la pianura russa avverrà dunque grazie a Bisanzio e ciò segna per secoli il distacco dall'Occidente.
Fine articolo su appunti storia tutto di tutto
1. STORIA DELLA DOMINAZIONE INGLESE IN IRLANDA FINO AI TROUBLES
1.1 ESULI E COLONI
L’inizio della dominazione inglese in Irlanda si può collocare nella seconda metà del 1100 quando il sistema politico molto fragile non riuscì a contenere le spinte autonomistiche dei vari signori feudali che, oltre a combattere fra di loro, occasionalmente riuscirono a cementare alleanze in grado di mettere in difficoltà il sovrano.
Ciò accadde nel 1169, quando un re in difficoltà, Dermot Macmurrough, chiese aiuto al conte di Pembroke. Le sue truppe nel giro di poco tempo occuparono la regione di Dublino. In realtà dietro il conte vi era Enrico II re d’Inghilterra che inviò nell’isola feudatari anglo-normanni e si fece riconoscere sovrano d’Irlanda.
Negli anni della Riforma i rapporti fra Inghilterra e Irlanda si fecero ancora più difficili, mentre la Corona inglese si apriva all’influenza dei riformatori, i grandi signori irlandesi rimanevano fedeli a Roma.
Una prima affermazione della Riforma si ebbe nel 1536, quando il Parlamento approvò un atto che riconosceva Enrico VIII “il solo, supremo capo nel cuore dell’intera Chiesa d’Irlanda”.
Ed il sovrano, che ormai aveva assunto il titolo di re d’Irlanda, tenne fede al suo titolo muovendo una vera e propria guerra contro i cattolici d’Irlanda. Fu una campagna molto violenta: i monasteri vennero distrutti, molti abitati dati alle fiamme, i tradizionale mo-delli di produzione economica sconvolti.
Alla fine del 1500 giunsero sull’isola i primi gruppi scozzesi, quasi come pionieri in vista di un vero piano di colonizzazione che passerà alla storia con il nome di plantation.
Nell’interpretazione protestante della plantation, i coloni giunsero in un Ulster poco popolato, vi costruirono città e opifici dando così impulso all’economia e sfruttando nel modo adeguato le risorse che le popolazioni native non erano riuscite a valorizzare.
Nella storiografia e nella percezione cattolica fu esattamente l’opposto, l’inizio di una colonizzazione sistematica e violenta delle terre irlandesi: due letture opposte che ancora oggi alimentano miti e rivendicazioni.
La situazione si aggravò nel 1641 con una sommossa popolare sotto le bandiere dei Cattolici confederati d’Irlanda appoggiati dal Papa che ne lodava “il fervore e la costanza contro gli eretici”.
Il governo inglese riuscì a riprendere il controllo della situazione solo con una impegnativa operazione militare che fece registrare molti massacri di massa.
Nel 1649, l’Irlanda vide una nuova campagna militare, questa volta sotto le insegne repubblicane di Oliver Cromwell: a Drogheda e Wexford si consumarono veri e propri eccidi contro popolazioni civili cattoliche che segnarono la fine di ogni resistenza irlandese. Ne seguì la confisca delle terre dei ribelli e dei grandi proprietari che li avevano sostenuti.
Il bilancio di quegli anni è tra i più pesanti della storia irlandese: tra il 1641 ed il 1652 il conflitto, la miseria e la carestia avevano ucciso circa 112.000 protestanti e 504.000 cattolici.
1.2 “PRO LIBERO PARLAMENTO”
Nel 1685 saliva al trono Giacomo II Stuart, sovrano di fede dichiaratamente cattolica e non sufficientemente accorto da accettare e rispettare i delicati rapporti politici e religiosi che si erano consolidati dopo la Rivoluzione di Cromwell. Giacomo II tentò una “ricattolicizzazione” del suo regno. In questo tentativo, si colloca la nomina a viceré d’Irlanda del conte di Tyrconnel, di provata fede cattolica.
Dopo diversi errori commessi, il re fu detronizzato e venne incoronato re d’Inghilterra Guglielmo d’Orange. Il deposto Giacomo si rifugiò in Francia dove cercò di tessere le fila della resistenza irlandese e cattolica a Guglielmo d’Orange.
La battaglia decisiva tra il condottiero protestante e l’ormai ex sovrano cattolico avvenne nel 1690 nell’Irlanda meridionale. La vittoria dell’Orange legittimava e garantiva di nuovo la presenza protestante in Irlanda; per la comunità cattolica ciò implicò l’inizio di un nuovo ciclo di persecuzioni.
Vennero infatti varate le “Leggi penali” che vietavano ai membri della Chiesa di Roma di sedere in Parlamento, di occupare cariche di governo, di aprire una scuola o di celebrare liberamente il proprio culto.
1.3 RISORGIMENTO IRLANDESE
Un decisivo passaggio per la storia irlandese si realizzò nella seconda metà del 1700, nel clima culturale e politico idealmente segnato dalla Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti del 1776 e dalla Rivoluzione francese.
Sin dal XV secolo esisteva un Parlamento irlandese, in cui sedevano cattolici e presbiteriani, con poteri assai limitati.
Nel 1768, a prova della coscienza nazionale che andava affermandosi e che metteva in discussione i tradizionali assetti politici ed istituzionali e poneva con forza la questione giuridica dei diritti dei cattolici e dei presbiteriani, l’assemblea parlamentare respinse un decreto finanziario imposto dall’Inghilterra con la motivazione che “non aveva avuto origine in questa Camera”.
Infatti fino a questo momento i presbiteriani erano stati esclusi per legge dalla vita politica e dai privilegi dell’oligarchia dirigente; d’altra parte le industrie irlandesi, per altro in mano ai protestanti anglicani, soffrivano delle limitazioni commerciali imposte dall’Inghilterra.
In questa situazione ebbe origine una rivolta fra i protestanti, che fecero appello agli irlandesi, senza distinzione di credo, per formare un’unione contro la politica commerciale inglese. Capo di questa prima fase dell’opposizione irlandese al governo di Londra fu un protestante, Henry Grattan.
L’espressione più rilevante dell’opposizione irlandese - cattolica e protestante – al dominio inglese fu costituita, a partire dal 1791, dalla società degli United Irishmen sorta per unire l’intero popolo d’Irlanda.
Gli United Irishmen, capeggiati da Wolfe Tone, un anglicano passato tra le file presbiteriane, e William Drennan, raccolsero ampi consensi fino al 1798 quando nell’Associazione prevalse una strategia radicale di scontro frontale con il potere inglese che produsse una sommossa popolare.
Il Sinodo della chiesa presbiteriana irlandese decise di “attestare l’inviolabile attaccamento dei presbiteriani d’Irlanda alla Monarchia, consigliata dalla nobiltà ereditaria e sostenuta e controllata da una Camera elettiva rappresentante dei Comuni”. La sollevazione fu sedata e alcuni dei suoi capi, fra i quali Tone, furono uccisi o incarcerati.
Nel 1800 il primo ministro William Pitt, rendendosi contò della gravità della “questione irlandese”, emanò l’Act of Union, con il quale si unificavano il Parlamento inglese e quello irlandese e nello stesso tempo si mitigavano le restrizioni sul commercio e le imposizioni fiscali; ma queste misure furono troppo tardive e parziali per poter risolvere la questione, infatti l’opposizione irlandese trovò in Daniel O’Connell un nuovo leader, questa volta cattolico. Credeva nei metodi istituzionali, ma si rendeva conto dell’importanza dell’agitazione di piazza e dei movimenti di massa: da qui la nascita dell’Associazione Cattolica. Nel 1823 O’Connell si candidò nella contea di Clare: il forte sostegno popolare dell’Associazione cattolica determinò il suo successo sul rivale, uno dei più grandi proprietari terrieri irlandesi, protestante, ma a favore dell’emancipazione politica dei cattolici.
Essendo cattolico, l’elezione di O’Connell, doveva ritenersi nulla, ma il caso politico che ne nacque spinse il governo inglese a votare un provvedimento di emancipazione politica dei cattolici.
1.4 LA GRANDE CARESTIA
Il dato più rilevante di quegli anni fu tuttavia economico. La rivoluzione industriale nelle contee nord-orientali dell’Ulster, favorita dalla facilità di approvvigionamento di carbone grazie alla vicinanza dei giacimenti scozzesi, allontanò ulteriormente gli interessi delle varie regioni dell’isola: da una parte il Sud che viveva di una modesta agricoltura e di una discreta pastorizia; dall’altra ampie regioni del Nord ormai industrializzate e quindi interessate ad un pieno inserimento in un sistema economico ampio e vitale.
In questo nuovo quadro, i protestanti dell’Ulster erano molto più freddi nei confronti della causa dell’indipendenza irlandese ed anzi, anche alcuni dirigenti della Chiesa presbiteriana la avversavano con forza.
La controversia politica verteva sull’Act of Union del 1801, infatti al Parlamento di Westminster si era costruita una fazione di abrogazionisti capeggiati da O’Connell. Il movimento finì per assumere le caratteristiche di una sommossa popolare, immediatamente repressa. I protestanti dissidenti, guidati da Henry Cook, avevano scelto un’altra strada, favorevole all’unionismo.
Lo scontro appena iniziato fu aggravato dalla grave carestia del 1845 che provocò un decremento demografico di oltre un milione di persone.
Come ovvio, la miseria colpì soprattutto le regioni agricole che si concentravano nel centro-sud ed erano quindi cattoliche.
A niente valse l’iniziativa del primo ministro Robert Peel che ordinò l’importazione di mais; il provvedimento fu bloccato dal Ministro del tesoro Trevelyan che impedì una distribuzione di alimenti base.
“Se gli irlandesi scoprono che vi sono casi in cui possono sperare di avere elargizioni gratuite da parte del governo, finiremo per avere un numero di mendicanti quale il mondo non ha mai conosciuto”.
Se Peel aveva almeno tentato la carta dell’importazione del mais, il suo successore, Lord Russel, dichiarò di non credere che “nella presente sfortunata situazione dell’Irlanda, questo Parlamento possa fare alcunché per prevenire le terribili scene di sofferenza e di morte che si verificano nell’isola”
Nella visione nazionalistica di quella tragedia, la catastrofe naturale della crisi della
produzione delle patate fu aggravata da un intento “genocida” mirante ad eliminare la sovrappopolazione di alcune aree agricole.
Ancora una volta una questione economica richiamava implicazioni politiche, le quali rimandavano al conflitto tra cattolici e protestanti. Negli anni più duri della carestia una nuova polemica infiammò gli animi delle due comunità: i cattoliciaccusarono le associazioni umanitarie e filantropiche protestanti di strumentalizzare il bisogno della gente per i loro intenti proselitistici: una zuppa per una conversione religiosa.
La crisi economica costituì uno stimolo per la nascita di movimenti nazionalisti che si organizzavano in associazioni segrete: una delle più importanti fu la Fratellanza repubblicana, più nota come Fenians. Si trattava di una vera organizzazione rivoluzionaria che aveva come obiettivo l’istituzione di una repubblica irlandese unita: nel 1867 promosse una rivolta che, come le precedenti fu repressa nel sangue.
1.5 “HOME RULE, ROME RULE”
Nell’ambito della comunità cattolica, si rafforzavano i movimenti autonomistici che rivendicavano l’Home Rule, l’autogoverno dell’Irlanda. La grande maggioranza del protestantesimo irlandese aveva ormai scelto un’altra strada, quella dell’unionismo e della fedeltà alla Corona britannica e replicava che l’Home Rule avrebbe implicato un Rome Rule, cioè il governo della chiesa cattolica romana. I protestanti erano concentrati nella zona nord-orientale, quella delle industrie, e l’Home Rule avrebbe implicato un ridimensionamento dei loro privilegi.
Quindi, mentre i ceti agricoli meridionali, di tradizione cattolica, optavano per la piena autonomia da Londra ricorrendo a forme di lotta sempre più radicali, la borghesia industriale delle sei contee orientali dell’Ulster, di tradizione protestante, trovava nell’unionismo la forma politico-istituzionale più coerente con i propri interessi e le proprie aspirazioni.
Nonostante il forte contrasto tra le due fazioni, molti protestanti si spesero a favore della causa dell’autogoverno irlandese. La personalità politica più rilevante fu C.S. Parnell: protestante e proprietario terriero, divenne in poco tempo capo del partito dell’Home Rule a Westminster dove entrò nel 1875.
1.6 LO SCONTRO ED UN COMPROMESSO
Nel 1892 il Primo Ministro Gladstone sostenne il partito dell’Home Rule, ma un pacchetto a favore di una relativa autonomia dell’Irlanda fu bocciato alla Camera dei Lord.
Solo nel 1912 il Parlamento Inglese avrebbe approvato un decreto che riconosceva l’autonomia irlandese, ma le reazioni dei movimenti unionisti e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale bloccarono il progetto prima che potesse diventare operativo.
Nel 1884, per promuovere la diffusione degli antichi giochi gaelici e per il reclutamento di volontari dediti alla causa dell’indipendenza, venne fondata la Gaelic Athletic Association.
Nel 1907, nacque il Sinn Féin, negli stessi anni nascevano anche le organizzazioni paramilitari come l’Irish Citizen Army, l’Irish Republican Brotherhood e gli Irish Volunteers a promuovere l’insurrezione di Pasqua del 1916. Tra i promotori dell’insurrezione James Connolly, Eamon de Valera e Michael Collins.
Il movimento nazionalista irlandese insorse a Dublino e proclamò una repubblica irlandese indipendente. Gli inglesi reagirono imponendo la legge marziale; 3000 persone furono arrestate e novanta condannate a morte tra cui Connolly stesso.
La sconfitta militare dell’insurrezione non segnò la fine del movimento politico che l’aveva animata. Al contrario nel 1918 il Sinn Féin ottenne 73 dei 105 seggi spettanti all’Irlanda. Una importante affermazione che il partito unionista utilizzo rifiutandosi di ricoprire i seggi a Westminster e costituendo a Dublino un Parlamento irlandese.
Il conflitto che ne nacque fu risolto con la spartizione dell’isola: sei contee nordorientali, abitate da una popolazione per due terzi protestante, sotto il governo di Londra; le restanti 26 contee, di tradizione cattolica, l’Irish Free State, si sarebbero date un parlamento autonomo che comunque avrebbe aderito al Commonwealth britannico. Infine un “Consiglio irlandese”, composto da rappresentanti di tutte le contee dell’isola, avrebbe dovuto affrontare le questioni di comune interesse.
La partizione dell’isola accorpava sei contee che comprendevano solo una parte dell’antica provincia dell’Ulster: al conto difatti, mancavano il Donegal, il Cavan e il Monaghan, che però risultavano abitate in assoluta prevalenza da cattolici favorevoli alla causa nazionalista. La loro inclusione nell’area che rimaneva sotto il controllo di Londra avrebbe messo a rischio la causa protestante e unionista.
Il Trattato angloirlandese del 1921, che ratificò questo accordo, fu accolto positivamente solo da una parte del movimento nazionalista; per alcuni, infatti, la partizione dell’isola costituiva una rinuncia alle sei contee del Nord-est e quindi una ferita all’ideale di un’Irlanda unita e indipendente. Da questo scontro scaturì una vera e propria guerra civile che si risolse con l’affermazione del partito favorevole al Trattato.
Sin dall’inizio fu evidente che nascevano due nazioni separate e profondamente divise. Le sei contee dell’Ulster si sentirono subito minacciate dalla violenza terroristica dell’IRA, che promosse una campagna militare tesa a delegittimare l’autorità del governo che si era insediato. Ma al di là dell’aspetto militare del conflitto, che contribuì a diffondere all’interno della comunità protestante la percezione dell’assedio quasi come ai tempi della resistenza di Derry, l’assetto che si era determinato conteneva una sorta di paradossale contraddizione: per i nazionalisti che risiedevano nel Libero Stato d’Irlanda (Eire), la comunità protestante costituiva una minoranza in un’Irlanda non ancora unificata; all’opposto i “protestanti” delle contee dell’Ulster si consideravano uno maggioranza in uno stato che aveva legittimamente scelto la strada dell’unionismo con la Corona inglese.
Questa contraddizione ha alimentato e, in un certo senso, legittimato due vere e proprie tragedie: il terrorismo dei gruppi paramilitari e la tendenza a considerare l’Eire lo “Stato dei cattolici” e l’Ulster il dominio dei “protestanti”.
Nel 1937 la Repubblica d’Irlanda approvò una Costituzione che, all’articolo 44, riconosceva espressamente il ruolo particolare della chiesa cattolica romana all’interno dello Stato, i cui insegnamenti dottrinali finivano per costituire la falsariga legislativa riguardo a questioni come il diritto di famiglia, il sistema scolastico, e ovviamente il divorzio e l’aborto. Sino al referendum del 1995, ad esempio, l’articolo 42 della Costituzione prevedeva che “nessuna legge sarà promulgata a favore dello scioglimento del matrimonio”.
L’articolo 2 affermava che “il territorio nazionale consiste nell’intera isola, l’Irlanda”; la comunità unionista del Nord lo ha sempre interpretato come un esplicito sostegno all’IRA e ad altre fazioni repubblicane che perseguivano l’obiettivo della riunificazione con metodi violenti e terroristici.
2. PARTITI E GRUPPI PROTAGONISTI NELLA LOTTA ANGLO-IRLANDESE
2.1 SINN FÉIN
Il moderno repubblicanesimo ha le sue origini nel movimento degli ‘United Irishmen’ nel 1790. Prendevano ispirazione dalla Rivoluzione Francese e combattevano per la rottura del legame politico tra Irlanda e Gran Bretagna, credendo che solo un Irlanda indipendente potesse garantire uguaglianza e prosperità al popolo irlandese.
Il nome Sinn Féin (noi stessi) emerse per la prima volta nei primi del ‘900: era una federazione di gruppi nazionalisti e in particolare tutti i nazionalisti a sinistra del partito parlamentare irlandese a Westminster divennero popolari come ‘Sinn-Féiners’. La stampa del tempo chiamò l’insurrezione del ’16 “la ribellione dello Sinn Féin”.
Il partito dello Sinn Féin riorganizzato nel 1917 si basava sulla richiesta di una repubblica irlandese. Vinse le elezioni generali del 1919 e creò l’Assemblea d’Irlanda. In seguito ai tre anni di guerriglia condotti dal governo repubblicano clandestino il partito si spaccò nel 1922 a causa del Trattato che aveva frazionato l’Irlanda.
Attraverso gli anni ’20, dopo una devastante guerra civile, lo Sinn Féin continuò come partito repubblicano. L’abbandono del leader Eamon de Valera per formare il Fianna Fàil nel 1926 significò che sarebbe rimasto un piccolo partito assenteista per i prossimi 20 anni. Le sue fortune decaddero e si spensero nei tardi anni ’50, inizio anni ’60 con una lotta di confine dell’IRA, durante la quale raggiunge qualche successo elettorale.
Negli anni ’60 lo Sinn Féin adottò una posizione più radicale riguardo agli affari socioeconomici e lottò politicamente per guadagnare consensi su altri temi oltre a quello della partizione. Ma non essendoci un accordo all’interno del partito sulle trattative con il Movimento dei Diritti Civili e in seguito allo scoppio del conflitto nelle sei contee, si verificò una nuova rottura. Una sezione dello Sinn Féin stava abbandonando la volontà repubblicana di un completo ritiro inglese e diventò quello che sono ora i Democratici di Sinistra (Democratic Left) e il Partito dei Lavoratori (Workers Party).
Lo Sinn Féin che emerse nel 1970, popolarmente conosciuto come ‘Provisional’ Sinn Féin si sviluppò attraverso gli anni ’70 e ’80 nel partito che è tutt’oggi. Si trovava in prima linea nella resistenza del popolo nazionalista delle Sei Contee, quando vide la sua pacifica richiesta di diritti civili scontrarsi con la violenza dello stato. Lo Sinn Féin assunse ancora una volta il ruolo del principale portavoce del ritiro inglese e di un Irlanda composta da 32 contee e lottò per le strade irlandesi negli anni ’70.
Fu solo nei primi anni ’80 che la sfida dello Sinn Féin come una reale forza politica e un elemento centrale nella lotta repubblicana fu veramente avvertita. La rivalutazione della strategia e della riorganizzazione che risultarono dalla massiccia campagna in sostegno ai prigionieri repubblicani nei Blocchi H e ad Armagh, prima e durante lo sciopero della fame del 1981 (in cui morirono dieci prigionieri), ne favorirono lo sviluppo negli anni ’80.
Nonostante gli sforzi degli avversari politici, specialmente del governo inglese, che ha adottato molte misure per frenare il suo successo elettorale, lo Sinn Féin durante gli ultimi tredici anni è stato una formidabile forza elettorale. Fin dal 1982 il partito ha contestato ventuno elezioni in tutta l’Irlanda.
Nelle Sei Contee lo Sinn Féin ha conquistato il 60% dei voti dell’elettorato totale e il 40% di quello nazionalista. Nelle 26 contee, l’alternativa repubblicana è stata consistentemente sostenuta anche quando il partito era censurato, demonizzato e in mancanza delle risorse finanziarie dei partiti di Stato.
Le elezioni nelle Sei Contee sono state condotte sotto condizioni tali che i candidati non potevano accedere ai media e i vari componenti degli entourages erano tormentati, arrestati e uccisi.
Lo Sinn Féin è un partito politico legale in tutte le 32 contee con un ampio raggio di politiche, non solo legate alla questione irlandese ma a tutto ciò che riflette i temi politici, economici e sociali del paese.
La partizione ha causato devastazioni politiche, economiche e sociali in tutta l’isola. La separazione delle due economie ha contribuito alla dipendenza dei due stati dagli scambi con l’estero, e sono risultate sottosviluppate dal punto di vista industriale, con un alto tasso di disoccupazione, di emigrazione e di povertà in tutte le 32 contee.
Gli obiettivi dello Sinn Féin sono di portare a termine l’autodeterminazione nazionale e la creazione di una repubblica socialista con un economia democratica basata su principi della Proclamazione del 1916, il Programma Democratico del 1919 e ciò in cui credevano Tone, Pearse e Connolly.
Lo Sinn Féin ha una politica radicale per quanto riguarda l’autodeterminazione, la neutralità, l’Unione Europea, l’occupazione, i diritti dei lavoratori e la disoccupazione, le relazioni con l’industria, la privatizzazione, l’emigrazione, l’agricoltura, la povertà, le donne, l’ambiente, la pesca, la cultura, i governi locali, la salute ed i servizi sociali, l’educazione, la lingua irlandese e i temi di politica internazionale.
Il partito combatte anche sui alcuni temi della giustizia venuti alla luce dopo la ripartizione, inclusa la discriminazione sul posto di lavoro, la censura, i problemi dei carcerati, e le legislazioni repressive.
Il coinvolgimento dello Sinn Féin nel tentativo di ricostruire lo sfinito processo di pace ha le sue origini negli anni ’80. Fu allora che lo Sinn Féin cercò di intavolare un dialogo con il maggior numero possibile delle parti in gioco allo scopo di affermare una giusta e duratura pace in Irlanda. Questo impegno iniziò con l’SDLP con il suo leader John Hume. Arrivarono a includere il governo britannico nei negoziati segreti con Martin McGuinness dello Sinn Féin dal 1991 al 1993 con il governo irlandese. E’ attraverso l’impegno dell’SDLP, il governo di Dublino che l’Iniziativa di Pace per l’Irlanda (Irish Peace Initiative) è emersa.
Il 31 agosto del 1994 l’IRA ha compiuto il coraggioso, e senza precedenti, passo di dichiarare la cessazione di ogni operazione militare. Ciò ha fornito una nuova visione nella quale poter tentare di ricostruire un nuovo futuro basato su giustizia e pace.
Sfortunatamente il governo inglese ha fallito il suo impegno nel processo di pace e così facendo ha incoraggiato il partito unionista ad adottare la stessa negativa attitudine. E’ stata questa attitudine e il fatto che prevaricavano e si mettevano in
mostra in ogni tappa del processo, riluttanti a rispondere con generosità ed elasticità come promesso, che ha causato l’inevitabile collasso delle trattative.
L’IRA nella sua dichiarazione durante la quale annunciò la ripresa delle attività militari ha proclamato che “Invece di abbracciare il processo di pace, il governo inglese ha operato in cattiva fede con il Primo Ministro Major ed i leaders del partito Unionista sprecando l’opportunità senza precedenti di poter risolvere il conflitto”.
Lo Sinn Féin è rimasto sconvolto dalla fine del cessate il fuoco dell’IRA. Rimane fermamente attaccato alle proprie strategie di pace ed al bisogno di ridare vita al processo di pace. La meta del partito è quella di creare la pace tra le popolazioni dell’isola. Ciò che viene richiesto è un processo che abbia un senso dal punto di vista del dialogo e delle trattative senza precondizioni. Il governo inglese non avrebbe dovuto continuare a perseguire politiche che hanno abusato del processo e che continuano a ritardare gli obiettivi di assicurare un reale consenso irlandese.
2.2: IRA
E’ sempre esistita una tradizione di resistenza armata contro l’occupazione militare e politica britannica. Questa tradizione generalmente trova un’effettiva espressione solo quando, dopo un periodo di agitazione non armata, larghe sezioni delle popolazioni irlandesi, di fronte al rifiuto del governo inglese alla richiesta dell’indipendenza irlandese, esercitarono il diritto di seguire la lotta armata.
Questo fu il caso dell’organizzazione dal quale traggono origine i moderni Indipendentisti Irlandesi, l’United Irishmen del 1790. Ispiratosi dall’esempio della guerra d’Indipendenza americana e dagli ideali democratici della Rivoluzione Francese, l’United Irishmen cercò di unire il popolo irlandese in un comune sforzo per raggiungere l’eguaglianza e la libertà. Scegliendo inizialmente mezzi non violenti per conseguire i loro obiettivi, l’United Irishmen si trovò subito di fronte reazioni repressive da parte del governo inglese. Fu solo allora che esercitarono il loro diritto di popolo irlandese di difendere la propria libertà con l’uso delle armi. Fu un esempio che fu ripreso molte volte nel secolo e mezzo che seguì.
Le rivolte armate contro il governo inglese ebbero luogo nel 1798, 1803, 1848 e nel 1867. Gli anni che vanno dal 1803 al 1848 hanno visto il popolo irlandese mobilitarsi in uno dei primi movimenti di massa per le riforme politiche nella storia europea. Le richieste d’indipendenza, nonostante fossero state democraticamente espresse dalla maggioranza della popolazione, furono respinte dal governo di Londra.
L’eredità di questo periodo è stata raccolta dalle successive generazioni dei patrioti Irlandesi ed il Movimento Feniano della seconda metà del 19° secolo ottenne molti consensi in Irlanda ed in America per il suo programma che prevedeva la lotta armata per ottenere una Repubblica d’Irlanda.
La rivolta del 1867 fu sbaragliata e altri 49 anni dovettero passare perché i nazionalisti tentassero una nuova resistenza armata.
Quei 49 anni misero in luce il più intenso periodo di agitazioni per l’indipendenza.
Scossa dalle politiche elettorali e dai tentativi di riforma, e dal Partito Irlandese nel dibattito di camera alla Camera dei Comuni inglese, la lotta vide la schiacciante maggioranza della popolazione irlandese di nuovo esprimere il proprio desiderio di indipendenza dal Regno Unito. Ma la legislazione per l’Home Rule fallì nel 1886 e nel 1893.
Nei primi del novecento c’era un piccolo gruppo organizzato per l’insurrezione armata dei nazionalisti e gli Unionisti ed i Conservatori organizzarono un’importazione illegale di armi e garantirono la resistenza armata contro l’Home Rule.
L’Ulster Volunteer Force (UVF) fu creata nel 1913.
Con sgomento dei nazionalisti i leader dei partiti unionisti guidavano apertamente le ribellioni contro il governo che loro stessi avevano eletto.
Questo fu lo sfondo dell’affermazione dell’organizzazione che prese il nome di Irish Republican army. I Volontari Irlandesi (Irish Volunteers) furono stabiliti nel novembre del 1913 per “proteggere e mantenere i diritti e le libertà comuni a tutto il popolo d’Irlanda”.
Nel 1914 all’UVF fu permesso di importare armi senza essere ostacolata dalle forze della Corona inglese. Quando il governo Liberale pianificò di usare le milizie inglesi per contrastare, se necessario, l’UVF, i più alti ufficiali si dimisero e il governo cadde. Dall’altra parte quando gli Irish Volunteers importavano armi in piccole quantità, venivano attaccati dalle forze della Corona, che uccidevano molti civili per le strade di Dublino.
Quando scoppiò la guerra in Europa una parte dell’Irish Volunteers fu mandata a combattere a fianco dell’esercito inglese, mentre una parte rimase a pianificare quello che sarebbe stato l’evento decisivo nella storia dell’indipendenza irlandese, l’Insurrezione di Pasqua.
L’IRA proclamò una Repubblica indipendente e garantì ai repubblicani “pari diritti e pari opportunità” per tutto il popolo irlandese. L’insurrezione di Pasqua fu repressa una settimana dopo e 16 dei suoi leaders furono giustiziati.
In questo momento la fiducia dei nazionalisti nel partito dell’Home Rule si indebolì fortemente. Videro anni di agitazioni parlamentari opporsi alla minaccia della forza; videro i leaders dell’Home Rule aderire ai piani del governo inglese per la ripartizione dell’Irlanda.
Nel 1918 videro la minaccia della coscrizione imposta. La grande maggioranza della popolazione votò, nelle Elezioni Generali di quell’anno, per lo Sinn Féin che cercò di stabilire una Repubblica d’Irlanda.
Riorganizzati nel 1917, gli Irish Volunteers trovarono un gran numero di consensi. Ma non fu prima del 1919 che una nuova ondata di guerriglia prese inizio. Ancora una volta questo avvenne dopo che il governo inglese ebbe rifiutato l’opportunità di riconoscere la volontà democraticamente espressa dal popolo irlandese.
Nel gennaio del 1919 lo Sinn Féin organizzò un parlamento irlandese indipendente- il Dáil Eireann- e dichiarò la sovranità dell’Irlanda come Repubblica. Creò istituzioni autonome incluso un governo centrale, dipartimenti ministeriali e tribunali repubblicani. Gli Irish Volunteers divennero l’Esercito della Repubblica, sotto il comando del ministero della difesa e giurarono fedeltà al Dáil Eireann.
La risposta inglese fu di proibire tutte queste nuove istituzioni e di dichiarare guerra alla nuova democrazia irlandese.
Questo periodo vide molte reazioni nei confronti della campagna intrapresa dalla Corona inglese contro l’Irlanda. Tre sindaci di città irlandesi, tutti membri dell’IRA, vennero assassinati dagli Inglesi. La legge marziale fu dichiarata quasi dappertutto nel paese; strade, negozi, fabbriche di molte città furono rase al suolo o bruciate; ci furono esecuzioni tra i carcerati e torture all’interno dei campi d’internamento. Di risposta l’IRA intraprese una campagna di guerriglia contro le truppe scelte inglesi- Gli Auxiliares e i Black and Tans.
La tattica usata in questo periodo è diventata poi un modello esemplare di questo genere di guerre. La lotta popolare irlandese, sia dal punto di vista civile che militare, ha ispirato le lotte anti-colonialiste in tutto il mondo.
Sulle basi dell’accordo del governo inglese a trattare con i leaders irlandesi, l’IRA chiamò una tregua nel luglio del 1921.
L’IRA si divise nel 1922, come fece il Dáil Eireann. Nella guerra civile che seguì l’Esercito Repubblicano Irlandese resistette per la completa indipendenza dell’Irlanda dal Regno Unito e per un Irlanda Unita.
I loro compagni che avevano formato l’esercito del Libero Stato (26 Contee) si opposero a loro in un’aspra campagna che testimoniò la tragedia comune a tutte le guerre civili.
Nel maggio del 1923 la guerra civile terminò con l’ordine dell’IRA di deporre le armi. Durante gli anni ’20 l’IRA si riorganizzò e ancora una volta raccolse un largo seguito. L’organizzazione ebbe un ruolo chiave nell’elezione del primo governo del Fianna Fáil, vicino all’IRA, con Eamon de Valera nel 1932.
Il breve Congresso Repubblicano del 1934 cercò di dare un’espressione politica di sinistra agli ideali repubblicani. Tra i capi dell’IRA vi era, negli anni ’30, Sean MacBride, più tardi un illustre difensore dei diritti umani, premio Nobel per la pace.
Nel 1939 l’IRA iniziò una campagna mettendo bombe in diverse città inglesi.
Questa terminò effettivamente nel 1941 con relativamente pochi attacchi realmente portati a termine.
Con l’introduzione della carcerazione preventiva senza processo, in entrambi gli stati, l’IRA ebbe un forte declino in questo periodo.Nel 1949 in risposta all’Ireland Act del governo inglese che rinforzava la partizione, tutti i partiti irlandesi dichiararono il proprio disaccordo sulla ripartizione. Lo stesso anno l’IRA emise un ordine che proibiva azioni militari contro le forze delle 26 contee. I primi anni ?50 videro una campagna contro la partizione condotta dai governi irlandesi e supportata da tutti i partiti in parlamento. La sua inefficacia di fronte all’indifferenza inglese contribuì al rinnovamento dell’IRA.
Verso la metà degli anni ’50 irruzione dell’ IRA nelle basi inglesi per procurarsi armi. Ciò fu in preparazione ad una campagna armata che fu condotta tra il 1956 ed il 1962. Maggiormente relegata nelle zone di confine, l’operazione vide attacchi alle postazioni e alle installazioni militari inglesi. Quando la campagna terminò, l’IRA decise di dare appoggio ad una campagna che mettesse in luce lo stato dei cittadini nazionalisti, considerati di seconda classe, nelle 6 Contee. L’emergenza del movimento dei diritti civili nella metà degli anni ’60 trasformò la situazione politica. La richiesta dei diritti di base, diritto al lavoro, ad avere una casa, ed a votare, gettò l’Ulster in una profonda crisi. La pacifica richiesta di diritti civili si scontrò con la violenza delle forze dello stato settario.
A Belfast e a Derry nel 1969 i distretti nazionalisti furono attaccati dalla polizia di stato, la RUC e da una folla di unionisti. La richiesta di aiuto all’ IRA da parte delle comunità nazionaliste non poté essere inizialmente accolta perché gli alti comandi non avevano in preparazione una nuova campagna e non erano quindi in grado di difendere i civili. Come organizzazione militare l’IRA si era fortemente indebolita.
Ancora una volta l’impegno pacifico di cambiare la situazione incontrò la reazione violenta del governo inglese e fu così che la lotta armata tornò ad essere la strategia predominante dei repubblicani.
Tra il 1970 ed il 1971 l’IRA ottenne un grande supporto nelle Sei Contee e tra i nazionalisti di tutta l’Irlanda.
Ciò accelerò l’introduzione della carcerazione preventiva senza processo nel 1971.
L’IRA intraprese un’azione di guerriglia urbana contro l’esercito britannico.
Nel luglio del 1972 i leaders repubblicani volarono a Londra per parlare con i ministri del governo inglese durante una tregua tra l’IRA e l’esercito inglese.
Risultò subito chiaro che il governo inglese stava semplicemente usando la tregua come stratagemma di tattica nella sua campagna militare e la tregua fu interrotta.
Il conflitto nelle Sei Contee si intensificò e l’IRA mise una nuova serie di bombe in Inghilterra. Un’altra tregua fu stabilita tra il ’74 ed il ’75 ma, ancora una volta non ci fu la volontà degli inglesi di raggiungere un giusto assetto politico.
Infatti la politica adottata dal governo inglese fu quella della contro-insurrezione. Tecniche perfezionate nelle altre guerre coloniali furono adottate in Irlanda compreso lo spiegamento di “controbande”, squadroni della morte sostenute dallo stato. L’intero apparato statale del Nord Irlanda, l’esercito inglese, la RUC, il sistema legale, le prigioni, divennero “armi nell’arsenale del governo”.
Nonostante la costante presenza delle truppe inglesi nelle aree urbane e la diffusa presenza nelle campagne, l’IRA, con un largo supporto tra le comunità nazionaliste, continuò a intraprendere un’efficace campagna, rendendo alcune parti del paese inaccessibili alle truppe inglesi. Nell’agosto del 1979 l’IRA inflisse il maggior numero di vittime nell’esercito inglese in un solo episodio dal periodo che va dal 1912 al 1921 quando tese un’imboscata e uccise 18 soldati inglesi.
Negli anni ’80 la contro-insurrezione inglese si manifestò nel tentativo di distruggere l’IRA attraverso i prigionieri politici. Avendo effettivamente riconosciuto i membri dell’IRA come prigionieri di guerra a partire dal 1976, gli Inglesi introdussero da quell’anno una politica di criminalizzazione. Torture durante gli interrogatori furono il primo passo di un processo che passò attraverso processi senza giuria o con un solo giudice, sentenze che tardavano ad essere emesse e brutalità all’interno delle prigioni.
Ma il rifiuto dei volontari dell’IRA di soccombere a questa strategia, culminante con la morte di dieci detenuti repubblicani durante lo sciopero della fame (Hunger-Strike) del 1981, condusse al suo fallimento ed alla rinascita del sostegno al repubblicanesimo.
Nel corso degli anni ’70 e ’80 furono mantenuti contatti confidenziali tra le rappre-sentanze del governo inglese e l’IRA. Questi canali risultarono improduttivi per la parte inglese al fine di risolvere il conflitto.
Sia l’IRA che l’esercito inglese ammisero pubblicamente che era impossibile una vittoria militare da ambo le parti.
La fine delle operazioni militari annunciata nell’agosto del 1994 era il risultato non di un accordo con il nemico, ma dell’ ‘Irish Peace Initiative’ che fu intrapresa dal leader dello Sinn Féin, Gerry Adams e da quello del SDLP John Hume e appoggiato dal governo irlandese.
Ancora una volta si creò un’opportunità per il governo inglese di riconoscere le aspirazioni democratiche del popolo irlandese.
2.2.1 LE RECENTI DICHIARAZIONI DELL’IRA
31 agosto 1994: Storica dichiarazione dell’esercito repubblicano della interruzione delle operazioni militari.
29 settembre 1995: l’ IRA dichiara di non essere disposta ad accettare una resa unilaterale delle armi.
9 febbraio 1996: Questa dichiarazione annuncia la ripresa delle operazioni militari da parte dell’IRA e accusa il governo inglese di sprecare un’opportunità di pace.
29 febbraio 1996: L’IRA accusa la mancanza di un effettivo approccio democratico e l’abuso da parte degli inglesi del processo di pace come motivo del suo fallimento.
4 aprile 1996: Nel suo discorso di Pasqua annuncia che non ci sarebbe stato un ritorno ad un’assemblea di Stormont ma afferma che rimane pronta a sostenere lo sviluppo di un valido processo di pace.
2.3 SDLP
Nel 1970 fu fondato un nuovo partito politico nell’Irlanda del Nord. Il partito Laburista e il partito Socialdemocratico scelsero come leader Gerry Fitt e come leader dei deputati John Hume. Lo scopo dell’SDLP era di contribuire alla costruzione di una nuova Irlanda basata sul consenso generale. L’SDLP è ora il più grande partito nazionalista in Nord Irlanda e rappresenta oltre il 60% della comunità nazionalista.
Il partito rappresenta i diritti di tutti, nel Nord Irlanda, all’identità e un libero modo di vivere e persegue i suoi obiettivi politici e costituzionali esclusivamente con mezzi pacifici.
Nel maggio del 1973 il partito ottenne 83 seggi nelle elezioni per il governo locale. Nel corso dello stesso anno una delegazione dell’SDLP partecipò ai negoziati di Sunningdale per creare una nuova Assemblea del Nord Irlanda e un Esecutivo power-sharing. Il nuovo Esecutivo fu formato nel gennaio 1974 e aveva al suo interno sei ministri dell’SDLP, fra cui Gerry Fitt e John Hume. L’ esecutivo fu alla fine stroncato dallo sciopero dei lavoratori a maggio. Gerry Fitt fu rieletto a Westminster e nelle elezioni di giugno il partito ottenne 19 seggi. Dopo l’incontro dell’esecutivo dell’SDLP a Dugannon il partito si rifiutò di partecipare a una conferenza proposta dal segretario britannico di Stato per il Nord Irlanda, Humphrey Atkins, nel 1979, e due giorni dopo Gerry Fitt si licenziò come leader del partito. Fu eletto allora come leader John Hume con Seamus Mallon come leader dei deputati.
Negli anni ’80 l’SDLP, in mezzo al caos degli scioperi della fame e delle ripetute violenze dell’IRA, incrementò ulteriormente il proprio consenso nell’elettorato del Nord Irlanda. Nel 1986 Seamus Mallon fu eletto come MP per Newry e Armagh, dopo che gli Unionisti dell’Ulster avevano rifiutato l’Accordo Anglo-Irlandese. Le elezioni generali britanniche del 1987 portarono il partito al 21% dei voti con John Hume e Seamus Mallon rieletti a Westminster.
Gli anni ’90 videro l’SDLP impegnato nella iniziativa di Brooke in cui si svolsero delle discussioni tra il segretario di Stato per il Nord Irlanda e i partiti del Nord e i governi britannico e irlandese, per scoprire se c’era una base per un Accordo riguardo al problema del Nord. Nel 1992 Joe Hendron fu eletto MP per West Belfast, sconfiggendo Gerry Adams del Sinn Féin. Dopo la vittoria del partito laburista nelle elezioni generali britanniche del 1997, il leader laburista Tony Blair, insieme con il nuovo responsabile segretario di Stato per il Nord Irlanda, Dr. Marjorie Mowlem, ricercò attivamente una risoluzione della questione nordirlandese. Dopo un cessate il fuoco dell’IRA si svolsero in Nord Irlanda delle discussioni, condotte dal senatore degli Stati Uniti George Mitchell, tra tutti i partiti, incluso il Sinn Féin. Finalmente, nel 1998, un accordo risolutivo fu raggiunto tra tutti i partiti. Nel maggio del 1998 la popolazione irlandese votò in modo schiacciante per accettare queste nuove proposte.
L’SDLP fu fondato nel 1970 al posto del vecchio Partito Nazionalista. Partecipò all’Esecutivo power-sharing del 1974, credo nello scopo a lungo termine di un’Irlanda unita, e trovandosi incapace di offrire un appoggio incondizionato alle forze di sicurezza. Dopo l’insuccesso della Convenzione del 1976 e il perdurante rifiuto lealista al power-sharing, l’SDLP enfatizzò sempre più la dimensione irlandese e sollecitò il governo inglese a rimuovere le garanzie per il Nord Irlanda e a dichiarare le sue intenzioni a lungo termine, dal momento che credeva che ogni soluzione doveva essere affrontata nel contesto di un’Irlanda unita. L’obiettivo a lungo termine del partito era un’unità irlandese nei termini di un’Irlanda che avesse il consenso e che avrebbe tenuto conto anche dell’aspirazione pro-britannica della popolazione unionista. L’SDLP ha intrapreso una seria disputa con i Provisionals, perseguendo una politica alternativa alla violenza.
Il partito contestò le elezioni dell’Assemblea del 1982, ma rifiutò di occupare i propri seggi, per la mancanza di un power-sharing istituzionalizzato e di un’adeguata dimensione irlandese. Richiese un Consiglio per una Nuova Irlanda che rappresentasse i partiti politici nel Dail nella Repubblica, con rappresentative elette in Nord Irlanda che avrebbero dovuto produrre un dettagliato blue-print per la ‘Nuova Irlanda’. Queste proposte furono sostenute dai maggiori partiti della Repubblica e un Incontro sulla Nuova Irlanda, boicottato dai Partiti Unionisti e dal Partito dell’Alleanza, si svolse nel maggio del 1983, con lo scopo di vedere come pace e stabilità potevano essere raggiunte in una Nuova Irlanda attraverso un processo democratico.
L’SDLP sostenne con entusiasmo l’Accordo Anglo-Irlandese del 1985 e il suo appoggio aumentò dopo la firma dell’Accordo. Oggi ha quattro MP nel Parlamento di Westminster; ha ottenuto il 23.5% dei voti nelle Elezioni Generali del 1992 e il 21.9% nelle Elezioni per il Governo Locale nel 1993.
Nelle trattative politiche del 1992 l’SDLP propose la creazione di una potente commissione esecutiva per l’Irlanda del Nord, con tre membri eletti dalla popolazione nordirlandese e uno ciascuno dal governo irlandese, britannico e della Comunità Europea.
Nel 1988 si tennero delle discussioni tra l’SDLP e il Sinn Féin, che terminarono in settembre, e senza degli accordi sostanziali. Il dialogo riprese nell’aprile del 1993 tra John Hume, leader dell’SDLP, e Gerry Adams, Presidente del Sinn Féin. Un comunicato sanciva un accordo, secondo il quale tutto il popolo irlandese aveva il diritto all’autodeterminazione. Alla fine di settembre Hume e Adams sospesero il loro dialogo per permettere al governo irlandese e a quello inglese di considerare un resoconto da inviare al governo irlandese. I contenuti di questo resoconto non sono stati resi pubblici. All’inizio di ottobre ci fu una risposta positiva del governo irlandese alle proposte di Hume e Adams; Major invece non sostenne l’iniziativa. Comunque, all’inizio di novembre i due governi cominciarono a preparare una dichiarazione formale di principi sul Nord che terminò con la Dichiarazione di Downing Street nel dicembre del 1993. L’SDLP accolse positivamente la Dichiarazione, così come il Framework Document.
Il partito si oppose al corpo elettorale del Nord Irlanda, ma decise di contestare eventualmente le elezioni e di prendere parte all’incontro.
3. I TERMINI DEL CONFLITTO DAI TROUBLES AL 1996
I Troubles fanno parte della vita di ogni irlandese del Nord come facessero parte della normalità. Sono decine di migliaia di attacchi violenti contro persone che avevano qualsiasi relazione con il governo britannico o con il partito unionista. Piccole e grandi violenze che si consumano nelle strade dell’Ulster e formano una serie di orrori che direttamente, ma anche indirettamente, hanno risparmiato ben pochi.
All’inizio degli anni ’60 gli indici di benessere sociale mettevano in mostra la distanza tra la comunità cattolica e quella protestante. Oltre a questo vi era anche un forte divario economico ed una questione di meccanismi elettorali connessa con la capacità di rappresentanza delle istituzioni.
Con la partizione del 1921 era stato istituito il Parlamento di Stormont costituito da Senato e Camera dei Comuni che comprendeva 52 seggi. Avendo diritto al voto oltre ai singoli elettori anche le società che raggiungevano un minimo imponibile, questa forma d’elettorato, che riguardava circa 13.000 voti, penalizzava fortemente l’elettorato cattolico e nazionalista; infatti la maggior parte delle industrie del nord erano in mano agli unionisti. Le prime elezioni per Stormont si svolsero con il sistema proporzionale e furono assegnati 40 seggi agli unionisti, 6 ai nazionalisti “moderati” e 6 allo Sinn Féin, ma nessuno di questi 12 deputati occupò i seggi come forma di protesta contro le disparità istituzionali attuate nei confronti della minoranza cattolica.
Nel 1929 il Parlamento modificò la legge elettorale adeguandola al sistema uninomi-nale inglese, e la comunità cattolica fu ulteriormente discriminata in quanto gli elettori erano concentrati in alcuni, limitati collegi. Inoltre il Parlamento aveva il potere di modificare i confini dei collegi sulla base delle convenienze elettorali. Ad esempio nel 1968 a Derry i cattolici che costituivano il 69% della popolazione, espressero solo 8 consiglieri, mentre la minoranza protestante riuscì ad eleggerne 12.
3.1 LE PRIME MEDIAZIONI, I PRIMI FALLIMENTI
Nel 1963 Terence O’Neil fu nominato Primo Ministro del governo nordirlandese: i suoi primi discorsi e alcuni suoi provvedimenti fecero pensare all’avvio di un programma di riforme tese a ridurre il divario economico e politico tra nazionalisti e unionisti. In particolare fondamentale fu l’invito fatto al Primo Ministro della Repubblica d’Irlanda a visitare Belfast. Ma la visita provocò una forte protesta da parte degli ambienti unionisti, in particolare da parte del reverendo Ian Paisley capo della Chiesa presbiteriana libera. Nel 1966 Paisley giunse a picchettare l’Assemblea generale della chiesa presbiteriana irlandese, che si accingeva a ricevere il capo del governo. Seguirono scontri molto violenti ed il governò, per evitarli, vietò manifestazioni pubbliche per i successivi tre mesi. Nello stesso periodo fece la sua comparsa la prima formazione paramilitare lealista, l’Ulster Volunteer Force che nel 1966 fu responsabile dell’omicidio di tre cattolici. Le istituzioni reagirono metten-dola al bando in base allo Special Powers Act, una legge di polizia che poi sarebbe stata ripetutamente utilizzata contro le formazioni repubblicane.
3.2 FREE DERRY
Nell’estate del 1969 gli Apprentice Boys lealisti si preparavano a celebrare la resistenza all’assedio di Derry compiuto da Giacomo II Stuart, e come ogni anno i cattolici del quartiere di Bogside si preparavano a rispondere alle consuete provocazioni degli Apprentice. Ma quell’anno il rituale delle provocazioni andò ben oltre le misure abituali.
In poco tempo la situazione precipitò e la polizia reagì caricando violentemente contro i dimostranti cattolici. I repubblicani riuscirono a respingere i membri della Royal Ulster Constabulary (RUC), la polizia nordirlandese e per qualche ora Derry fu nominata “Città Libera”. Ma in breve la situazione si capovolse e le fazioni più estreme degli Apprentice e dei vari gruppi orangisti entrarono nel quartiere di Bogside e diedero fuoco a 400 abitazioni di cattolici. Questo avvenimento segna l’inizio dei Troubles, un po’ meno di una guerra civile e più di un semplice scontro fra fazioni politico religiose. Dopo la battaglia di Bogside il governo inglese mandò reparti del proprio esercito nelle Sei Contee. Nel tentativo di riprendere l’iniziativa politica, fece sciogliere alcuni corpi speciali di polizia, disarmò parzialmente la RUC e soprattutto cambiò il sistema della definizione elettorale dei collegi.
Nell’agosto del 1971 le forze di sicurezza si avvalsero dello Special Powers Acts per arrestare “preventivamente” 324 persone di orientamento repubblicano in vista delle marce orangiste. Era l’internment, un provvedimento che immediatamente sollevò interrogativi di ordine costituzionale e dubbi di natura morale. Nell’arco di sei mesi le forze di sicurezza ricorsero all’internment in oltre 2000 casi.
A Belfast e Derry, i nazionalisti reagirono dando fuoco a centinaia di abitazioni; la peace line non riusciva più a contenere la violenza delle due fazioni e soprattutto metteva in pericolo le famiglie che per necessità o scelta vivevano dalla parte sbagliata della linea.
3.3 REPRESSIONE
Il ricorso sempre più frequente al provvedimento dell’internment innescò una nuova serie di manifestazioni promosse da associazioni per i diritti umani. Tra queste la Northern Ireland Civil Rights Association che il 30 maggio del 1972 promosse una grande manifestazione Belfast durante la quale scoppiarono dei disordini ed alla fine si contarono 13 morti e dieci ferite che costituirono il tragico bilancio del Bloody Sunday, la domenica di sangue, che avrebbe dato una svolta radicale al movimento nazionalista e repubblicano nordirlandese.
L’IRA subì una forte lacerazione interna, alla fine della quale prevalse la fazione radicale e militarizzata dei Provisionals Ira ed una simile scissione la compì lo Sinn Féin.
Le componenti moderate del movimento nazionalista si ritrovarono allora nel Social Democratic and Labour Party (SDLP) e nell’Alliance Party, costituito su una base biconfessionale.
La conseguenza più grave del Bloody Sunday fu la fine del Parlamento di Stormont e di conseguenza dell’unico tentativo di dare espressione istituzionale alla comunità dell’Ulster.
Due mesi dopo il Bloody Sunday l’IRA rispose con un attentato a Belfast che uccise 11 persone. Era il Bloody Friday, il venerdì di sangue ed era la prova dell’ingresso in campo di un’organizzazione rinnovata negli scopi e nei metodi.
3.4 IL DIALOGO FRA LONDRA E DUBLINO:L’ACCORDO DI SUNNINGDALE
Il conflitto aveva assunto i caratteri dello scontro militare: i gruppi nazionalisti, quelli lealisti e i reparti speciali delle forze di sicurezza furono protagonisti di un intensificazione del terrore che nel 1972 vide 468 vittime, la più alta cifra nella storia del conflitto.
Nel 1973 il Primo Ministro inglese Heath fece il tentativo di avviare un incontro con il governo della Repubblica d’Irlanda il quale mirava alla realizzazione di un organismo che favorisse il dialogo e il confronto tra le parti.
Nello stesso anno fu elaborato l’accordo di Sunningdale, un documento che istituiva il Consiglio d’Irlanda. Si trattava di un’assemblea elettiva governata da sette rappresentanti della repubblica e sette dell’Ulster. Avrebbe avuto il compito di deliberare sulle politiche europee ed i rapporti con la CEE, su questioni agricole, industriali, sulle infrastrutture di comune interesse, il commercio, lo sport, il turismo e la cultura.
L’aspetto più interessante di questo accordo è la prospettiva della soluzione politica del conflitto: per la prima volta, infatti, il governo inglese accettava una formulazione che riconosceva l’aspirazione del governo irlandese ad un’Irlanda libera.
L’accordo fu immediatamente criticato dagli unionisti, dell’IRA stessa che proseguì nella sua campagna militare e dell’Ulster Worker’s Council i quali attuarono un lungo sciopero che paralizzò le attività economiche e produttive delle sei contee.Sul piano generale , lo sciopero mostrava il volto settario ed estremista di ampi settori della classe operaia lealista, sempre più influenzati dai gruppi paramilitari e sempre più critici e sempre più distanti dai partiti unionisti.
Nel momento più alto dello scontro politico, i gruppi moderati non garantivano il necessario consenso popolare e nel maggio del 1974 il documento siglato a Sunning-dale non aveva già più valore. Così era fallito un altro tentativo di definire una strategia di risoluzione del conflitto, anche se parziale.
3.5 NELLE STRADE E NELLE CARCERI
Mentre nel 1968 la media dei reclusi nelle carceri britanniche in Ulster non superava le cento unità, nel 1974 arrivava a 2650. Questo incremento delle detenzio-ni era dovuto ai Troubles e coinvolgeva persone accusate di reati di natura politica.
I repubblicani e alcuni associazioni per i diritti umani reclamarono per questi detenuti lo status di prigionieri politici, ma il governo inglese non accolse la richiesta e stabilì che alle persone condannate dopo il 1° marzo del 1976 per attività terroristi-che non potesse in ogni caso essere riconosciuto un particolare status. Intanto varie organizzazioni umanitarie denunciavano alla Corte Europea per i diritti umani le procedure repressive attuate nei confronti dei detenuti. In diverse occasioni la Corte ha riconosciuto la fondatezza delle denunce e nel 1978 negò il ricorso all’uso della tortura durante gli interrogatori, ma affermò che le pratiche adottate erano comunque “inumane e degradanti”.
Nel settembre del 1976 alcuni detenuti attuarono la Blanket protest, rifiutando l’uniforme carceraria e due anni dopo fu la volta della “protesta sporca”, cioè il rifiuto di pulire le celle; a queste proteste si aggiunse una campagna terroristica nei confronti delle guardie carcerarie. Intanto erano state definite le richieste del movimento all’interno delle carceri: oltre alla libertà di indossare i propri vestiti, il diritto a essere esonerati dai lavori, quello di libera associazione, il diritto a ricevere visite e lettere e alla diminuzione di pena per i detenuti comuni. Nell’ottobre del 1980 alcuni prigionieri iniziarono uno sciopero della fame (Hunger-strike) che terminò il 18 dicembre. Le autorità carcerarie garantirono che le richieste sarebbero state accolte, ma in realtà nulla cambiò e il 1° marzo del 1981 iniziò un nuovo sciopero della fame che durò fino al 3 ottobre. Dopo otto mesi di sciopero morirono 10 detenuti tra i quali Bobby Sands, un giovane militante dell’IRA che nell’aprile era stato anche eletto al Parlamento di Westminster.
In seguito a queste proteste solo pochi obiettivi furono raggiunti e neanche dei più rilevanti. Le condizioni di detenzione sono ancora oggi messe sotto accusa da vari organismi umanitari.
3.6 UN ALTRO TENTATIVO:GLI ACCORDI ANGLOIRLANDESI DEL 1985
Sul piano politico la prima metà degli anni ’80 fu caratterizzata dalla prevalenza delle ali politiche estreme dello shieramento dei partiti delle sei Contee, visibile nel progresso elettorale dello Sinn Féin da una parte e del Democratic Unonist Party del reverendo Paisley. Nel novembre del 1985 avvenne un incontro tra il premier inglese M. Thatcher e il presidente della Repubblica d’Irlanda Garrett FitzGerald. L’accordo riprendeva lo schema di quello di Sunningdale: in sostanza prevedeva che “ogni cambiamento nello status dell’Ulster sarebbe avvenuto solo con il consenso della maggioranza delle sei Contee, ma che per il momento la maggioranza non vuole tale cambiamento.” L’accordo prevedeva anche una maggior cooperazione nella lotta al terrorismo, nelle questioni economiche, sociali e culturali. Sul piano istituzionale prevedeva l’istituzione di una Conferenza composta da ministri inglesi e irlandesi in grado di intervenire su materie di ordine pubblico, diritti umani, interventi contro la discriminazione e l’estradizione dei prigionieri. La Conferenza avrebbe avuto solo un potere di orientamento politico, tuttavia si sarebbe dotata di un esecutivo composto da funzionari inglesi e irlandesi.
L’opposizione unionista e alcune tensioni interne al governo della Repubblica minarono l’accordo fin dall’inizio. Il passaggio da principio a progetto politico avrebbe richiesto impegno che mancò sia a Londra che a Dublino: in questa situazione di incertezza avevano la meglio ancora le forze radicali. Nelle elezioni europee del 1986 il reverendo Paisley raccolse un clamoroso successo personale, evidenziando la radicalizzazione dell’elettorato unionista.
3.7 IL TERZO TENTATIVO:LA DICHIARAZIONE DI DOWNING STREET
Vari fattori contribuirono al terzo tentativo di avviare una soluzione politica del conflitto nordirlandese: la crisi delle strategie dei gruppi paramilitari, la cui iniziativa non aveva più una consistenza politica, la presa di coscienza da parte della gente dell’inutilità di tali strategie del terrore e anche la salita al potere nella Repubblica d’Irlanda di una nuova classe dirigente, più pragmatica che ideologica. A partire dagli anni ’90 la Repubblica si è avviata nella direzione di “un modello di democrazia sociale più giovane e più europeo”, grazie all’avvento di una nuova classe politica. Alcuni evidenti segnali di questo cambiamento generazionale e culturale sono stati, nel 1990, l’elezione a presidente della Repubblica di Mary Robinson, sposata con un protestante e sostenitrice di una linea di dialogo con Londra e più recentemente, nel 1995, il referendum a favore dell’istituzione di una legge sul divorzio.
Alla ripresa dell’iniziativa politica per la risoluzione del conflitto contribuì anche il dinamismo del Sinn Féin, che avviò una serie di contatti per sbloccare la situazione. In particolare, il documento “Verso una pace durevole in Irlanda” favorì il dialogo fra Gerry Adams e John Hume, leader dell’SDLP, contrario alle campagne violente dell’Ira: l’incontro ebbe luogo dell’aprile del 1993, e entrambi i leaders sottoscrissero il documento. Il giorno prima che il documento fosse reso noto, il 24 aprile, l’Ira fece esplodere una bomba nel centro di Londra, come messaggio dei paramilitari repubblicani a Gerry Adams, che iniziava a muoversi con eccessiva autonomia. Ma nei mesi successivi l’Ira si mostrò disponibile “a un negoziato che coinvolga tutte le parti e che porti a una conclusione democratica che riconosca il diritto fondamentale ed immutabile del popolo irlandese all’autodeterminazione nazionale.” Così, con il riconoscimento di questo diritto da parte inglese, si poteva finalmente aprire un processo di pace.
La Dichiarazione di Downing Street, sottoscritta dal Primo Ministro John Major e da Albert Reynolds per la Repubblica d’Irlanda, il 15 dicembre 1993, presenta evidenti analogie con l’accordo di Sunningdale del 1973 e gli accordi angloirlandesi del 1985.
Secondo quanto era stabilito in questo documento:
- · i due governi si impegnano a tenere in conto il desiderio democratico della maggioranza della popolazione nordirlandese;
- · l’Inghilterra non ha interessi strategici o economici in Irlanda del Nord e avrà il ruolo di incoraggiare il raggiungimento dell’accordo, che può assumere la forma di strutture concordate per l’isola come unica entità;
- · spetta solo al popolo irlandese esercitare il diritto all’autodeterminazione, sulla base di un consenso espresso liberamente, nel Nord come nel Sud, purché ottenuto e ed esercitato con il consenso della maggioranza della popolazione.
Il documento di Downing Street non presentava novità clamorose, ma, con i suoi insistenti richiami ai meccanismi democratici, rivolgeva una sfida ai gruppi paramilitari: l’obiettivo implicito dell’accordo era quindi ‘democratizzare’ la strategia delle formazioni paramilitari, cercando di riconvertirle in un processo politico nonviolento. Quest’impostazione si mostrò subito efficace: l’Ira e i gruppi paramilitari lealisti sospesero la loro campagna militare e affidarono la loro iniziativa politica a due nuovi partiti: il Progressive Unionist Party (PUP) e l’Ulster Democratic Party (UDP). L’Ira il 31 agosto 1994 rilasciò un comunicato in cui si riconosceva “che stiamo entrando in una nuova situazione, una nuova opportunità”, anche se ancora la Dichiarazione di Downing Street non è una soluzione efficace, che sarà da ricercarsi attraverso “negoziati che coinvolgano tutte le parti”. Poche settimane dopo anche i paramilitari lealisti sottolineavano la presenza di questa nuova situazione, di democrazia e cooperazione. In questo contesto assumeva ancora una maggiore importanza il ruolo dello Sinn Féin , che costituiva la forza politica meritevole di maggiore sostegno sia interno che internazionale. Non ci sono due culture in Irlanda – dichiarò Gerry Adams dopo il cessate il fuoco dell’Ira – ma “tutte queste culture sono valide. Sono tutte parte di ciò che siamo: donne e uomini, mondo urbano e rurale, piccole città e villaggi, porti di pescatori e grandi isole… arancio e verde paganesimo e cristianesimo, protestantesimo e cattolicesimo, Nord e Sud. Est e Ovest. La sommatoria di tutto questo e di tutto quello che rappresenta è parte della diversità dell’irlandesità”. Così Adams apriva al processo di pace.
Positiva, benché misurata la valutazione degli unionisti sulla fase che si apriva dopo la Dichiarazione di Downing Street ed il cessate il fuoco.
Fino all’autunno del 1994 mai, nella storia del conflitto, si erano viste dare tante condizioni politiche e culturali favorevoli ad avviare un processo di pace. Per la prima volta in trent’ anni di conflitto gli abitanti delle sei contee sperimentavano modi e tempi di vita normali, liberi dai controlli e dalle piccole e grandi violenze.
Occorreva, in questo periodo di tranquillità, dare immediato corso agli impegni della Dichiarazione e, primo fra tutti, l’avvio di un negoziato di tutte le parti, comprese le formazioni paramilitari lealiste e repubblicane.
A questo punto, benché la tregua reggesse da alcuni mesi, il Primo Ministro inglese Major, avendo bisogno del sostegno degli unionisti presso la Camera dei Comuni, impose con rigidità alcune questioni come il disarmo dell’IRA.
Le stesse precondizioni non furono imposte ai gruppi paramilitari unionisti e l’IRA nel febbraio rompeva unilateralmente il cessate al fuoco con un attentato a Londra.
3.8 IL PESSIMO ESORDIO DEL FORUM PER LA PACE
Nel clima venutosi a creare, Major propose l’istituzione di un Forum negoziale composto dai rappresentanti di tutti i partiti delle sei contee eletti con sistema proporzionale.
La proposta fu respinta sia dallo Sinn Féin che dai partiti unionisti; ciò nonostante, appoggiato anche dall’amministrazione Clinton, Major riuscì a imporre il suo progetto ed il Forum per la pace si aprì il 10 giugno del’96 che avrebbe dovuto garantire un confronto diretto tra le diverse parti. L’assemblea avrebbe dovuto stabilire le tappe e i contenuti di un accordo di pace,
A gettare ombra sul Forum, la ferma intenzione degli unionisti di tenere fuori dai negoziati i rappresentanti dello Sinn Féin finché l’IRA non avesse dichiarato un nuovo cessate il fuoco.
Questa richiesta, immediatamente rifiutata, posta dopo le elezioni che avevano visto un’affermazione del partito di Adams, vide lo Sinn Féin rivendicare l’autonomia dell’IRA sottolineando la legittimazione ricevuta dagli elettori e respingendo ogni precondizione al negoziato. I membri dei partiti unionisti minacciarono di ritirarsi dal negoziato se il partito di Gerry Adams non fosse stato escluso dalle trattative.
Il Forum per la pace non poteva avviarsi sotto peggiori auspici: una delle parti esclusa dal confronto, la prevalenza di forze radicali indisponibili ad un compromesso, la rottura della tregua e la ripresa della violenza e degli scontri di piazza tra le diverse fazioni.
4. I PROTAGONISTI
4.1 MICHAEL COLLINS
Michael Collins nacque il 16 ottobre del 1890 a West Cork. Alla scuola nazionale di Lisavaird, dove studiava, ebbe come insegnante Denis Lyons, una persona che era destinata ad avere una grande influenza nella vita di Michael. Lyons era un membro della Fratellanza Repubblicana Irlandese, un’organizzazione segreta che mirava a cacciare gli inglesi dall’Irlanda, se necessario con l’uso della forza. Lyons e il fabbro del luogo, James Santry, un altro feniano, furono i primi tutori di Michael a trasmettergli un senso di orgoglio dell’Irlanda come razza. Per tutta la breve vita di Michael Collins, l’‘irlandesità’ fu la cosa che possedeva per lui il significato più grande.
Grazie alla sorella Mary Ann, che ravvivò il suo interesse nella lotta per il nazionalismo, lesse opere di autori come il poeta nazionalista Thomas Davis. La madre, preoccupata per la sua sorte, lo mandò a studiare a Clonakilty, ma all’età di quindici anni Michael andò a Londra, dove restò per i successivi nove anni e fu attivo nella Lega Atletica Gaelica e nell’IRB, la Fratellanza Repubblicana Irlandese. In seguito diventò prima il segretario e poi il presidente dell’IRB.
Nel 1916 Michael ritornò a Dublino, prendendo parte alle insurrezioni pianificate. Ricevette l’uniforme di Volunteer e, come Capitano Michael Collins, fu il secondo nel comando della Joseph Mary Plunkett nel General Post Office, durante la Settimana di Pasqua.
Dopo l’insurrezione, Michael, come prigioniero di guerra, fu inviato alle Caserme di Richmond e in seguito al campo di internamento di Frongoch in Galles. Ritornò in Irlanda nel dicembre del 1916. Ma fu a Frongoch che l’abilità di Michael Collins come organizzatore divennero riconosciute. E immediatamente dopo il suo rilascio, ricostruì l’IRB.
Nel 1917 fu eletto nell’esecutivo del Sinn Féin. Nel corso del 1917 e del 1918 creò una rete di spionaggio, organizzò prestiti nazionali per sostenere la ribellione, creò uno squadrone della morte (“I dodici apostoli”), e un’operazione di armi da contrabbando. Dal 1920, Michael Collins fu ricercato dagli inglesi e ebbe una taglia di diecimila sterline sulla sua testa.
Nel 1919 Michael Collins personalmente, con l’aiuto del suo amici Harry Boland, un altro uomo dell’IRB, si recò nella prigione di Lincoln in Inghilterra per favorire la fuga di Eamon de Valera. E nel periodo in cui de Valera era in America a cercare di ottenere dei fondi per il Sinn Féin, Michael rischiò la propria vita facendo regolarmente visita alla moglie e ai figli di de Valera.
Nel gennaio del 1919 la guerra Anglo-Irlandese cominciò a Soloheadbeg. Per tutto l’anno il corpo di polizia reale irlandese divenne il bersaglio di una strategia del terrore del Sinn Féin, guidata da Michael Collins, che intuiva che ci sarebbe stato molto da guadagnare a indurre gli inglesi alla guerra.
Dalla metà del 1919 l’IRB si era infiltrata nella leadership dei Volontari e stava dettando il suo passo sulla violenza. Michael Collins fu eletto Presidente del Consiglio Supremo dell’IRB. Nello stesso tempo, fu Ministro per la Finanza nel governo Dail e capo dell’IRA. Nel giugno di quell’anno de Valera partì per l’America e Michael Collins diventò Presidente dopo l’arresto di Arthur Griffith nel dicembre 1920.
Anche se Collins e de Valera cooperarono, c’erano differenze fra di loro. Dopo l’insurrezione di Pasqua, de Valera non era ritornato nell’IRB. Cathal Brugha, il Ministro della Difesa di de Valera nel Dail, si offese per la popolarità di Collins e la sua influenza sui Volontari.
Gli inglesi risposero con la violenza. Forze speciali furono inviate a imporre il coprifuoco e la legge marziale sugli irlandesi. Queste forze diventarono conosciute con il nome di ‘Black and Tans’, in virtù delle loro uniformi verde scuro e kaki. Un’altra forza di veterani della Grande Guerra, gli Ausiliari, li raggiunse. L’IRA applicò una strategia di guerriglia, utilizzando ‘colonne volanti’ per attaccare le truppe inglesi. La loro conoscenza del territorio supplì alla mancanza di armi. Le rappresaglie ebbero l’effetto di identificare gli inglesi come gli oppressori del popolo irlandese.
Il 21 novembre 1920 il gruppo di assassini di Michael Collins assassinò quattordici ufficiali britannici distruggendo completamente il Servizio Segreto Britannico in Irlanda. Come reazione, i ‘Black and Tans’ fecero fuoco sulla folla che stava assistendo a una partita di calcio a Croke Park. Furono uccise dodici persone, fra cui uno dei giocatori. Il giorno divenne conosciuto come ‘Bloody Sunday’. Notizie di questo e altri orrori divennero conosciute in tutto il mondo.
Durante questo periodo Michael, che nelle elezioni generali del 1918 fu eletto in Parlamento in rappresentanza di South Cork, e Harry Boland, l’MP per Roscommon, furono rivali in amore per Kitty Kiernan, una ragazza di Longford. Michael e Kitty si scambiarono oltre trecento lettere.
Nel maggio del 1921 l’IRA mandò in fiamme la casa doganale di Dublino, ma le forze della Corona arrivarono in tempo per catturare quasi l’intero corpo dell’IRA di Dublino. Dopo quest’azione, l’IRA si trovava in una disperata situazione di scarsità di uomini e armi, ma nello stesso tempo gli inglesi erano completamente demoralizzati perché l’opinione pubblica era sempre più contraria a queste continue repressioni e anche per questo iniziarono le trattative per un negoziato.
Il 12 luglio 1921, il giorno dopo che fu firmata una tregua, de Valera guidò una delegazione a Londra per iniziare delle trattative con il Primo Ministro inglese. Queste trattative si interruppero dopo che nacquero delle divergenze inconciliabili sulla questione della formazione di una Repubblica Irlandese, concessione che Lloyd George non era disposto a fare.
Nel settembre dello stesso anno, de Valera fu eletto Presidente della Repubblica Irlandese e si offrì di negoziare come rappresentante di uno stato sovrano. Ma Lloyd George rifiutò. Avrebbe permesso delle trattative di pace solo se l’Irlanda avesse saputo conciliare le proprie aspirazioni nazionali con un ordinamento di una comunità di nazioni conosciuta come Impero Britannico.
Essendo consapevole del fatto che né una Repubblica né un’Irlanda unita avrebbero potuto vincere in una trattativa di questo tipo, de Valera si rifiutò di partecipare. Al suo posto decise di mandare Arthur Griffith e Michael Collins a capeggiare la delegazione irlandese. Né Griffith né Collins vollero andare. Michael Collins dichiarò di essere un soldato, non un politico, ma la questione andò al Gabinetto e fu decisa dal voto di de Valera.
De Valera era il negoziatore di maggiore esperienza, ma scelse di mandare altre persone a parlamentare con i più esperti inglesi. Uno storico definì questa la peggiore decisione della vita di de Valera, per la mancanza nella delegazione di una persona che potesse rivaleggiare con l’abilità politica di Lloyd George.
Pur sotto una tremenda pressione, la delegazione irlandese, con a capo Collins e Griffith, spinse ancora per un’Irlanda unita. Divergenze con la delegazione irlandese aggiunsero altre difficoltà, ma il rifiuto britannico di considerare qualcosa di meno di uno stato di dominio, escluso l’Ulster, crearono un ulteriore conflitto. Michael Collins sapeva che una Repubblica che comprendesse l’Ulster non era possibile in quel momento, ma sperava in una commissione che avrebbe ridisegnato il confine includendo molti dei cattolicidi Fermanagh e Tyrone nel nuovo Libero Stato. Collins, nonostante l’opposizione di de Valera, credeva che con questo trattato si sarebbe aperta la via per concessioni future, una volta effettuata la ritirata delle truppe britanniche.
Pur riluttante, la delegazione firmò. Michael Collins sapeva che sarebbe stato ricevuto male a Dublino, ma concluse che questo era un passo verso l’indipendenza irlandese e era preferibile a una guerra che sarebbe stata sanguinaria. Michael Collins parlò profeticamente quando, dopo aver firmato il Trattato, disse, “ho firmato la garanzia della mia morte”.
I voti a favore dell’accettazione del Trattato erano 64 contro 57. Due giorni dopo, de Valera dette le sue dimissioni dalla presidenza e al suo posto fu eletto Arthur Griffith. Nel gennaio del 1922 fu formato un governo provvisorio. Michael Collins fu eletto Chairman.
Per tutto il paese, l’IRA si spaccò in forze favorevoli e forze contrarie al Trattato. Molti seguirono Collins, concordando con il fatto che il Trattato dava al paese la possibilità di conquistare la libertà. Richard Mulcahy, il Ministro della Difesa, trasformò le truppe nel Libero Esercito dello Stato, mentre le forze contrarie al Trattato divennero conosciute come Irregulars.
Collins fece ogni sforzo per evitare una guerra civile. Formulò una nuova costituzione che sperava potesse essere accettata dai Repubblicani. I ribelli erano stati compagni d’armi di Collins ed egli voleva disperatamente evitare una tale tragedia, ma i suoi sforzi furono senza successo.
Con una mossa controversa, armò sia i membri dell’IRA nel Nord favorevoli al Trattato sia quelli contrari, per difendere la popolazione cattolica, ma ricorrendo alla violenza contro i termini del Trattato nel Nord, legittimò la resistenza armata nel Sud. Il 6 luglio 1922 il Governo Provvisorio stabilì un Consiglio di Guerra e Collins divenne comandante in capo dell’Esercito nazionale.
Oppositori del Trattato si unirono alla causa. Scoppiarono dei copmbattimenti a Dublino e Cathal Brugha fu ucciso. Era iniziata una guerra civile, che sarebbe durata dieci mesi. La prima fase fu breve e sanguinaria. Da agosto, le meglio equipaggiate forze del governo avevano spinto gli Irregulars fuori dalle principali città, ma i Repubblicani controllavano la maggior parte del sud e dell’ovest del paese.
il 12 agosto 1922 Arthur Griffith morì in seguito a una massiccia emorragia. Non si era mai ripreso dallo sforzo delle negoziazioni del Trattato.
Otto giorni dopo, pur in condizioni fisiche precarie, Michael Collins andò a far visita alle truppe della sua contea di Cork. Essendo stato consigliato a non andare, Collins disse, “Non mi spareranno nella mia contea”. Come prima, le parole risultarono profetiche. Depresso e malato, provò a terminare il combattimento. Frequentò diversi uomini contrari al Trattato e ispezionò numerose caserme. L’ultimo giorno della sua vita, il 22 agosto 1922, uscì dal Cork in un convoglio che pasasva attraverso Bandon, Clonakilty e Rosscarbery nella via per Skibbereen. Si fermò a Woodfield e lì, nel Four Alls, il pub situato da una parte della strada da dove era nata sua madre.
Nel viaggio di ritorno passò nuovamente da Bandon. Michael Collins aveva solo venti minuti di vita Verso le otto, il suo convoglio fu vittima di un agguato in un posto noto come Beal na mBlath, la bocca dei fiori. Solo un uomo fu ucciso, Michael Collins. Si pensa che furono gli Irregulars a tendere l’imboscata, ma alcuni sostengono che potrebbe essere stato anche qualcuno dei suoi. Ci sono ancora delle controversie su quello che è realmente successo.
Sbalorditi che qualcosa potesse essere successo al ‘Big Fellow’, la cui fama era, al momento, leggendaria, gli uomini di Collins riportarono il so corpo a Cork, da dove fu trasportato a Dublino.
Ci sono stati molti famosi patrioti irlandesi prima di lui, e alcuni dopo, ma nessuno evoca tanta emozione e mistero come quest’uomo che, in appena sei anni, portò il paese dalla schiavitù ad una posizione in cui poteva conquistare la libertà.
4.2 EAMON DE VALERA
Nacque a New York nel 1882. Ancora giovane raggiunse il movimento che sosteneva l’utilizzo della forza per raggiungere l’indipendenza irlandese e partecipò alla Ribellione di Pasqua del 1916. Fu condannato al carcere a vita (scampò all’esecuzione in quanto cittadino statunitense) ma fu rilasciato per un’amnistia generale nel 1917. Eletto lo stesso anno membro del Parlamento e presidente del Sinn Féin, de Valera fu di nuovo arrestato nel maggio del 1918. Nel febbraio del 1919 evase dalla prigione e andò negli Stati Uniti, dove raccolse fondi per l’indipendenza irlandese. Nello stesso tempo fu eletto presidente di Irlanda dal Dáil Éireann, il Parlamento rivoluzionario che aveva dichiarato indipendente il paese. Nel 1920, quando ritornò in Irlanda, il paese era in pratica in stato di guerra contro la legge britannica. Nel 1921 il governo inglese aprì i negoziati che portarono alla formazione di un Libero Stato Irlandese. De Valera, ripudiò il trattato definitivo, perché escludeva l’Irlanda del Nord e richiedeva ai deputati irlandesi di giurare alleanza alla Corona inglese. Dette le dimissioni dal Dáil nel gennaio del 1922. Leader simbolico degli intransigenti repubblicani, De Valera deplorò il periodo di guerra civile che seguì. Mantenne la sua opposizione al governo, e non entrò nel Dáil con il suo partito, Fianna Fáil, fino al 1927. Nelle elezioni generali del 1932 il suo partito ottenne il controllo del Dáil e de Valera diventò il capo del governo. Abolì immediatamente il giuramento di alleanza e rifiutò di pagare all’Inghilterra i tributi terrieri annuali . Seguì una guerra sulle imposte che non terminò fino al 1938. Nel 1937 de Valera promulgò una nuova costituzione che dichiarava l’Irlanda uno stato completamente sovrano. Lasciò l’Irlanda neutrale nel corso della Seconda Guerra Mondiale, rifiutandosi di lasciare a disposizione degli Inglesi i porti dell’Irlanda del Sud e protestando vigorosamente contro le attività militari degli Alleati nell’Irlanda del Nord. Il Fianna Fáil fu sconfitto nelle elezioni del 1948, ma de Valera ritornò come primo ministro con il sostegno indipendente (1951-54) e nel 1959 raggiunse la poco richiesta carica di presidente della repubblica, rieletto anche nel 1966, fino al 1973.
4.3 GERRY ADAMS
Ultimo di dieci fratelli, Gerry Adams nacque il 6 ottobre 1948 nella West Belfast, dove continuò a risiedere con la moglie e il figlio.
Dopo aver terminato gli studi negli anni ’60, Gerry diventò sempre più coinvolto nel movimento per i diritti civili, che, ispirato al movimento presente negli Stati Uniti, combatteva la discriminazione dei cattolici del Nord da parte del governo inglese sulle questioni riguardanti gli alloggi, la lingua, il lavoro e l’educazione.
In risposta al nascente movimento per i diritti civili iniziò una serie di arresti senza processo e in seguito al perpetrarsi degli abusi sui diritti umani furono organizzate resistenze popolari di strada e campagne di disobbedienza civile. La brutale reazione del governo Unionista nelle sei contee sfociò nell’assassinio da parte del governo di contestatori pacifici, noto col nome di Bloody Sunday.
Per il suo impegno nel tentativo di assicurare l’uguaglianza di trattamento per tutti gli uomini e le donne irlandesi, Gerry fu rinchiuso nel 1972 a Maidstone, una prigione inglese nota per le condizioni disumane in cui erano costretti i suoi detenuti. Dopo questo primo arresto Gerry partecipò alle trattative di pace con gli inglesi, che portarono a una tregua, peraltro infranta dopo poco tempo dai britannici.
Fu nuovamente arrestato e imprigionato senza processo dal 1973 al 1977.
In questi anni anche la famiglia di Gerry era stata un bersaglio delle forze unioniste. Il cognato ed il fratello furono uccisi dall’esercito inglese, altri membri della famiglia furono imprigionati, e la moglie e il figlio scamparono a stento da una bomba lealista. La salute di Gerry continuava a essere cagionevole per il trattamento subito in anni di prigione e rischiò anche la propria vita quando fu ferito in seguito a un attacco lealista a Belfast.
Eletto Presidente del Sinn Féin nel 1983, Gerry fu eletto anche Ministro del Parlamento per West Belfast nel corso dello stesso anno. Rifiutò di occupare il seggio a Westminster per il giuramento obbligatorio dei fedeltà alla Regina, e continuò la campagna per i diritti dei nazionalisti irlandesi.
Nel settembre 1993 Gerry Adams, insieme con John Hume, leader dell’SDLP, ebbe un ruolo fondamentale nel ravvivare l’Iniziativa di Pace Irlandese. Quest’opera di cooperazione condusse a grandi sviluppi politici nel processo di pace, tra cui la Dichiarazione di Downing Street e il Joint Framework Document.
La strategia adottata dalla leadership del Sinn Féin, capeggiata da Gerry Adams, ebbe una parte considerevole nel coraggioso annuncio dell’Esercito Repubblicano Irlandese, il 31 agosto 1994, di “una completa cessazione delle operazioni militari”. L’iniziativa dell’IRA portò avanti il processo di pace intrapreso da Adams e Hume e fu seguita sei settimane più tardi da una simile dichiarazione da parte delle organizzazioni paramilitari lealiste.
Coinvolto in prima persona nel dialogo intrapreso dal Sinn Féin col governo di Dublino e la maggior parte dei partiti politici irlandesi, Gerry fu membro della delegazione del Sinn Féin all’Incontro per la Pace e la Riconciliazione, voluto dal governo di Dublino come parte dell’Iniziativa di Pace Irlandese , con il sostegno di oltre l’80% dei rappresentanti eletti in Irlanda.
Il Sinn Féin è stato attivo su entrambe le coste dell’Atlantico per ottenere una pace definitiva in Irlanda. La decisione dell’Amministrazione Clinton di consentire a Gerry l’ingresso negli Stati Uniti tre volte nel 1994 e la collaborazione tra il Sinn Féin e il governo statunitense sono stati altri fattori importanti per il raggiungimento della pace. Gerry ha parlato telefonicamente con il vicepresidente Al Gore, ha incontrato alcune delle più ragguardevoli figure politiche democratiche e repubblicane di Washington , i leaders dell’Irish American , delle comunità ispaniche e afroamericane ed è stato intervistato dai più influenti quotidiani statunitensi; è stato ricevuto alle università di Berkeley e Harvard e ha incontrato Mrs. Rosa Parks, da lui a lungo ammirata per la sua lotta nel movimento per i diritti civili negli anni ’60.
Membro del PEN, la corporazione internazionale degli scrittori, ha pubblicato diversi libri e ha collaborato per il giornale The Irish Voice.
4.4 JOHN HUME
John Hume iniziò la sua attività politica lavorando nel movimento per i diritti civili nei tardi anni ’60. Fu eletto nel Parlamento Nordirlandese come indipendente nel 1969 e fondò l’SDLP nel 1970. Nel 1973 fu eletto nell’Assemblea del Nord Irlanda, dove fu Ministro del Commercio nell’esecutivo power-sharing del 1974. Diventò leader dell’SDLP nel 1979 e lo stesso anno fu eletto al Parlamento Europeo, seggio che ancora detiene. Nel 1983 divenne un membro del Parlamento Inglese per Foyle. Le sue trattative con Gerry Adams spianarono la strada al processo di pace. Dopo il cessate il fuoco dell’IRA del 1994 partecipò all’Incontro per la Pace e la Riconciliazione. Per il suo impegno in favore della pace in Irlanda, Hume ha ricevuto il premio Nobel per la pace nel 1994. Partecipò con successo ai negoziati che condussero al Good Friday Agreement. Nel 1998, oberato da troppi impegni, ha abdicato dal posto di deputato della nuova assemblea in favore del suo secondo Seamus Mallon.
Nel corso di trenta traumatici anni, John Hume lavorò duramente per cercare di ottenere uguali diritti per i nazionalisti e riunire insieme le due comunità.
1. THE CELTIC REVIVAL: the image of a fairy Ireland
The late Romanticism, gave life to the Celtic Renaissance which is connected to decadentism and symbolism. The Celtic Revival, with its image of a fairy and gloo-my Ireland, manifests itself in the work of Oscar Wilde, G.B. Shaw who, even if historically belonging to the English Literature, are the vivid expression of the characteristic Dublin’s spirit and in the first period, of the most important Irish modern poet, William Butler Yeats.
These were the promoters of a real literary movement which proposed to itself to valorise the original aspect of Ireland, emphasising the environment, the folklore, the traditions and the language.
Yeats presents the phenomenon, not at all infrequent in the early XXth century, of an artist who experiments different techniques and follows the changes of the poetic movement; in his work as in Joyce’s it’s possible to recover the original relish of the society, provincial and small-minded in which they were born, but the relish doesn’t do anything else but to add a genuine quality as a slight dialectal inflexion can add charm to a language.
Even in the most universally european expressions of their art, it’s possible to appreciate this local accent.
Folklore, mysticism and magic are also the prevailing signs of Yeats’ volumes which collect Irish traditional tales and legends.
In a second time Yeats left the dreaming and affected symbolism of the first works for a harsher and dryer one, and the images drew by nature became symbols , they were never object of contemplation for themselves; attracted in the whirl of mythology, the images have a calligraphic peculiarity, the ecstatic elegance of the old Irish codes miniatures.
During the twenties Yeats tended towards his first periods way of composing, graceful and evocative.
Another Irish dramatist, J.M. Synge drawing his inspiration from the rude life and from the archaic language of the fishermen of Aran Islands, dealing, as well as with the magic and supernatural element, with the popular humour , and by the tragic and spectral, gives almost a picture of naïve amorality.
Afterwards, Sean O’Casey’s dramas, represented the Irish life and soul, during the tragic after-war of the fight for the independence, with harsh realism.
2. WILLIAM BUTLER YEATS
2.1 BIOGRAPHY AND MAIN WORKS
Sandymount, Dublin 1865- Roquebrune, Mentone, 1939
Son of John Butler, a painter, he spent a part of his childhood and adolescence in Ireland to whom he remained bounded by affection and cultural interests: the myths and the legends of Ireland with their magic and supernatural development made up, in fact, as well as the intellectual and emotive background, the symbols prevailing in his poetry; and to the cultural renaissance of his land he contributed actively, participating to the activity of the Irish Literary Society, of which he was also president in Dublin and in London, and making himself promoter through the Irish Dramatic Movement of an Irish theatre, which in 1904 was organised as Abbey Theatre.
The interest for the Gaelic culture is also attested by the essays of the volume The Celtic Twilight (1893), which also reveals Yeats’ politic attitude, engaged in the Irish independence, until he left the nationalists, when they made ricourse to violence.
In the Irish environment his first theatrical works were born, The Land of Heart’s Desire (1894), a comedy of fairs, full of the imaginative symbolism which was the most evocative quality of his art.
Followed Deirdre (1907) and The Unicorn of the Stars (1908). In 1895 one of his poems collection came out (which received part of his composition, The wanderings of Oisin and other poems, under the influence of the English aestheticism and French symbolism); in 1899 The wind through the reed was published. New verses volumes came out, The wild Swans at Coole (1917), The Tower (1928), The Winding stair (1933), supporting a fame already recognised and for whom he was awarded with the Nobel prize in 1923. In 1939 at last the complete Poems appeared, which contained the texts of the last important period. Rich and coherent in its inner development, Yeats’ poetry appears based on a series of conceptual justification which he illustrated in the essays Per Amica Silentia Luna of 1918: a sort of philosophical and cosmogonic system which started from the Blake’s vision of good and evil.
The high mystic and intellectual tension fed the verses of the already mentioned poem the, The wild Swans at Coole of Leda and the Swan and of Byzantium, until the supreme lyrical concentration of his “Last Poems”.
2.1.2. POETRY
Yeats’ literary production falls into 3 or 4 periods, according to the different critics, but it’s quite difficult to define.
In the first (from the beginning of his literary career to about 1900) he wrote rather mannered verse, under the influence of the pre-Raphaelites, the Aesthetes, and their dreamy idealism. This sentimental, decadent vision of the world, however, was tempered by mysticism and simplicity in imitation of Blake, and besides it suited the fairy atmosphere of Irish folklore. Blake and the French Symbolists influenced Yeats in his use of symbols, with their evocative power. Among the poems of this period, one of the best-known is The Lake Isle of Innisfree (1893).
In the second phase (more or less from 1900 to 1914) his language became realistic, his technique developed, his romantic view of life seemed to dry up and give way to a bitter consideration of reality. Play-writing added precision to his language and taught him now to avoid useless repetitions. The wounds of his long frustrated love turned him from sentimental verse to more dramatic and realistic themes. Among the best poems of his phase is The Magi (1914).
His themes became Irish politics and contemporary experience, an inspiration which soon died up and led to the third phase (1914-1929) when Yeats was absorbed by philosophy and speculation on the occult. He worked out his world system and, according to the vision of life and history, he composed many “metaphysical” poems. The precision of his language and his mastery of style in this phase make him one of the greatest poetic voices of his time. Two of the best poems of this period are certainly The Wild Swans at Coole (1919) and The Second Coming (1920).
In the last ten years of his life, which many consider his fourth phase (1929-1939), Yeats returned to a greater simplicity, where symbols still dominate. He had reached the world with the cold detached serenity of the man who has seen the final truth and looks at life with sad but deep acceptance. Among the poems of this period one of the best is certainly The Circus Animals’ Desertion (1939).
2.2. NATURE AND FOLKLORE
2.2.1.RED HANRAHAN SONG ABOUT IRELAND from: In the Seven Wood (1903)
The poem is inspired to the legendary figure of Hanrahan, an abstract identity “The fire fed by the wind”, symbolising energy and desire. It can also stand for an 18th century Irish poet.
The poem is divided into three parts describing different aspects of the Irish landscape, using symbols and folklore.
In the first stanza the old brown thorn-trees lay on the strand under a black wind that blows from the left hand, symbol of bad luck, which makes the courage of the poet break like an old tree which is blown down by the strong wind.
In the second part the landscape is harsh, the wind bundled up the clouds high over the mountains and thrown the thunder on the stones. The clouds are compared to anger which makes the hearth beat.
The third stanza is dominated by water: the yellow pool overflowed on Clooth-na-Bare, the wet winds are blowing out of the clinging air like heavy flooded waters.
The three stanzas are linked by the refrain in which Yeats mentions an Irish goddess demanding sacrifice with the promise of immortality.
There is a mysterious presence, the “we” in lines 4 and 9, which is set against the natural background: “we” might be referred to the poet’s other self, who wears Hanrahan’s personality like a mask.
All the words referring to the natural scene have a connotation of desolation which contrasts with noble feelings of courage and faith: all the elements appear linked by the word “wind” which is recurrent throughout the poem: it may connote Hanrahan himself as an uncontrollable natural element.
2.2.2. THE LAKE ISLE OF INNISFREE from: The Rose (1893)
In this poem the poet reveals his feelings of homesickness for the peacefulness and tranquillity of his country place and his determination to go and live there again.
In the first stanza he expresses his intention to return to Lough Gill where he will build a cabin made of mattles and clay and where he will scatter bean-rows and have a hive for the bees. Here he remarks the simplicity of his desire, a will to live far from the noisiness and monotony of city life .
He describes the place as characterised by auditive devices as the draming of the bees (l.4), the sing of the cricket (l.6), the sound of the linnet’s fluttering wings (l.8) and the noise of the water lapping the share (l.10). The peace of the lake is highlighted by the image of its coming dropping slow.
In the third stanza Yeats underlines again his hate for cities in particular London and Dublin, which give no chance to the writer to live in contact with nature and describes himself standing in the middle of the city with the colours and sound of the island in “the deep heart core”
The imagine of dream and nostalgy is also increased by the use of alliteration as we can see in lines 3, 4, 7, 10.
The poem expresses the poet’s hope to an Irish cultural renaissance by stressing his close relation with a rural, simple life, probably a memory of his childhood in Ireland.
2.3. THE CIVIL WAR
2.3.1. EASTER 1916 from: Michael Robartes and the Dancer (1921)
Here Yeats refers to some Irish leaders who he did not know, as the lines 5 and 6 suggest (“polite and meaningless words”), Constance Markievicz who was an officer in the Volunteers of the Irish Republican brotherhood (lines 17-23); Patrick Pearse (ll. 24-25) and Thomas McDonagh (ll. 26-30), two intellectuals, John McBride (ll. 31-39) and James Connolly (l. 76), the leaders of the Irish Labour Movement.
He underlines the importance of their having ordinary jobs except for C. Markievicz who was an aristocratic.
All these people were linked by an idea of obsession, their hearts “enchanted to a stone” (l. 43), the obsessive commitment to a single idea, the Irish independence.
The revolt transformed the whole political and moral landscape where the Irish people lived. The world and life in Dublin before the Rising was characterised by “grey eighteenth-century houses”, “the fire at the clubs”, “a mocking tale or a gibe”: all these images mainly belong to theatre semantic area and want to give the connotation of the banality of everyday intercourses in a meaningless world where the insurrection created meanings, changing these people
This connotative meaning is contrasted by the unusual energy and determination of these people as we can see in line 2 “Coming with vivid faces”. In line 37 Yeats says that the martyrs of Easter 1916 have turned a “casual comedy” into a heroic tragedy: they were once ordinary, mundane, even ludicrous but they did not accept a meaningless life. Their deeds and deaths have now entered a mythical realm.
In lines 41-56 there is an extended metaphor: the images of the stream and the stone are reiterated in these lines, creating an opposition between the flowing of life and the rigidity of political fanaticism. The stone represents the constant presence of the conflict between Ireland and England.
The poem includes an example of oxymoron, “terrible beauty” where “terrible” implies sorrow, fear and even death; it is a sort of refrain and also conveys the poet’s feelings about the sacrifice implied in the change. The demonstratives are used to introduce the martyrs, to create a sense of intimacy and shared experience despite the fact the poet does not mention proper names.
The last part from line 57 to 80 presents the use of rhetorical questions to achieve a dramatic effect: the poet asks questions without giving or expecting absolute answers. He appeals to contrasting feelings such as admiration and disappointment and eventually wonders where the change took place and whether the sacrifice of the leaders of the revolt meant real change.
With this poem Yeats wants to celebrate the sacrifice of these heroes and at the same time to reflect on the contradiction of political commitment and nationalism. His poems wants to immortalise these figures and make them part of the Irish heritage which all the Irish people could share.
Yeats’ attitude towards the idea of revolution was ambivalent, characterised by approval and disapproval at the same time. Little by little Yeats grew disenchanted with the nationalist movement and placed his sympathies with the moderate members of the government and was appointed Senator in the first Irish Senate in 1922.
3. SEAMUS HEANEY
3.1.1. BIOGRAPHY AND MAIN WORKS
Countderry 1939
In his poetry he has transposed, since the beginning, the memory of the fatigue of the rural environment (Death of a Naturalist, 1966; Door into the Dark, 1969) and it is a dominating motive the attraction for the earth as deposit of memories and traditions. North in 1976 witnesses the new political engagement of the poet who, because of the resting of the conflict in Ulster, leaves Queen’s University in Belfast to teach in a Dublin school.
Translator of the Dantesque passage about Count Ugolino, he was so much influenced by the Italian poet, to remember him in the collection Station Island (1984), sort of purgatorial pilgrimage of contemporary man who meets, among the others, the James Joyce, “best forger”.
Attentive to the present and its violence Heaney has also written: Work in the Field (1979), Seeing Things (1991) and the essays “Worries” (1980) and The Place of Writing (1991). In 1995 he received the Nobel Prize for Literature.
3.1.2. POETRY
The main themes in Heaney’s poetry are history, rituals and traditions and language.
History in his poems is fused with the poet’s knowledge of the natural environment and the cycles of the farming year. Like the seasons it is seen to move through a cyclical course.
In the opening poem of Death of a Naturalist Heaney describes the tradition he was expected to follow. As a compromise between this expectation and his own inclination he imagines his pen to be a spade.
In almost all poems he observes the manual skill that sustained the farming community. The skill of the fishermen, the diggers, etc… has been passed on by a previous generation to the next and in this way, tradition represents an active bond with the past.
As these tasks harmonise with the seasons, religious rituals parallel organic processes.
Language is a constant subject of Heaney’s poetry. Door into the Dark, the title of his second collection, is described by the poet as referring to an entry into language.
Through his poems he demonstrates the idiosyncrasy of this deviant language in its preservation of seventeenth-century English forms and of Old Norse words introduced by the Scottish settlers. Despite the diversity he finds in the language a unity sufficient to give coherence to the idea of nation.
By rediscovering the ‘roots’ of his language Heaney effects that ‘clarification of sense and meaning anticipated in the nature of words.
In his first poems Seamus Heaney returns to the life of the farm where he grew up. As he is perceiving that life from a child’s point of view his recollection are filtered through his senses. Consequently, the early poems abound in tactile vocabulary recruiting those impressions. The child fear and wonder remain with the poet as he grows.
Danger is concealed in the natural order and this is expressed in weapon imagery.
The menacing forces of the natural world are represented by the vague mystery of darkness. The images of violence prompted by the murdered bodies are the more frightening for being linked to contemporary events. Momentarily the poet identifies himself with the victims in The Tollund man and again in Punishment. Animals’ characteristic and maladies are ascribed to the earth and the language.
The theme of ritual is reflected in the recurrent imagery of altars, particularly in ‘At a Potato Digging’. Worship at these altars seeks to appease the unseen forces that impinge on the child’s consciousness and, later, on that of the poet.
The titles of Seamus Heaney’s first works are consistent in their negative implications. It would be natural to suppose that their dominant symbols would proceed from the suggestion of death, darkness and the barren cold of organic process mitigates this effect. Earth, water, woman and the bog are the chief symbols that provide this balance.
From the initial association of the pen and the spade Heaney equates the earth with this poetic imagination and the roots embedded in that earth represent his own origins. The farming tradition among his people is simultaneously involved with decay and growth. Autumn is the season during which these two process coincide as the full growth of summer begins to die.
The darkness which the poet approaches is the creative source. He invokes it as a divine power and penetrates it by a way of ritual and poetry.
The vocabulary of Seamus Heaney’s early poems is predominantly tactile. The awakening of the poet’s perceptive faculties is expressed by details of sensory impressions. Potatoes are remembered for their ‘cool hardness’ in ‘Digging’ and for their ‘solid feel’ in At a Potato Digging. Throughout these poems verbs of natural processes, of decay and growth, interact with concrete nouns. The natural world is an extension of the poet’s self. Memories remain with him as ‘living roots’.
The poet’s appreciation of the cadence and forms of his dialect is further reflected by his use of proverbs as in Digging, and by the direct speech. His syntax too is governed by a conversational directness and the poems build from a muted opening line.
3.2. CULTURE AND TRADITION
3.2.1. DIGGING from: Death of a Naturalist (1966)
Through dealing with the rural tradition, the poem also explores the poet’s feelings towards Ireland and his art.
There are three characters in this poem: the poet himself who sees his father digging and thinks to his grand-father who was a farmer too. Heaney sees that his father and his grandfather had worked within the Irish culture and tradition, leaving “living roots” in his head and now it’s the poet’s task to follow their example, to “dig” not with a spade but with his pen, with his poems. So digging establishes a link between different generations and different personalities. Digging is as important as writing and consequently, as mental work.
In the first stanza the author is near the window, writing, with his pen which is later comparized to a gun because mental work can be as dangerous and powerful as a gun. He hears the sound of the spade of his father who is digging potatoes drills and his memory runs back to his youth when his father was younger and stronger and rooted the tall tops to scatter the potatoes which were the main means of support for the Irish.
So in the third stanza the poet’s view is that of a child who looks up and sees his father with his course boots and his knees levered firmly against the shaft. These actions are precise and specified, he roots and scatters the potatoes. The poet’s memory is cheerful in spite of his father’s hard work.
In the fifth stanza the poet introduces his grandfather who seemed more powerful than his father when he cut the turf in the Toner’s bog. To support this he remembers when he was a little child and once had brought a bottle of milk to his grand father who stopped one moment just to drink ant then immediately went back to work in a sequence of actions which the poet still remembers clearly.
In the seventh stanza Heaney comes back to the present and now spade is used to dig metaphorically the roots of Irish culture. Digging is a close-part of his family life and gives a sense of continuity and pride. Symbols and alliterations make “digging” assume the meaning of digging into Irish traditions and cultures roots, who see people strongly linked to the earth.
3.2.2. THE TOLLUND MAN from: Wintering out (1972)
The poet undertakes a trip to Aarhus, a town in Denmark, where he will see the preserved body of an Iron Age man. He describes the body from a photograph: seeds from the man’s last meal remain in his stomach, the only garment he wears is a cap, and ropes are tied around his waist and neck. Already mesmerised, the poet longs to see the actual body.
It is thought that the man was sacrificed in a ritual marriage to the goddess of fertility. The bog, goddess’ body, engulfed and protected his body, he is like a saint miraculously preserved.
Although it is blasphemous, the poet looks on the bog as a holy place and prays to the Tollund man. He wants some good to come out of the sectarian killings of his homeland, where ugly bodies with torn flesh lie in farmyards. He also pictures the bodies of four brothers murdered on a railway line. By contrast the Tollund man is quiet.
On his journey the poet imagines that he will feel the same mixture of regret and honour that filled the Iron Age man on the way of his death.
He names the places through which he will pass. People will point at him as they once did at the Tollund man but the poet will be separated from them by his ignorance of their language.
His mood there will be one of mixed sadness and familiarity. In a foreign country he will find traces of the same blood-letting practices that violate his society.
Heaney’s imagination was first simulated by the photographs of these bodies. They provided an extension of his ‘bogland symbol and the writing/digging metaphor’
In the opening section of ‘The Tollund man’ the man’s head is given a vegetable texture by its resemblance to ‘peat’ and seed ‘pods’, imagery that is echoed by the presence of undigest winter seeds in his stomach. The smallness of his head is defined by the short ‘i’s and alliterated ‘p’s of the monosyllabic words in the first verse. The balance of the initial ‘p’s in the fourth line seals the verse around the repose of the dead man.
Heaney describes writing this poem as having had a disturbing experience, for it provoked in him a ‘sense of fear’. This fear arose out of his identification with the Tollund man, a process which begins in the third verse.
The punctuational break at the eleventh line of the poem is elided by the rhythm of the verse so that it reads as a comma and the ‘I’ becomes synonymous with the subsequent ‘Bridegroom’. The rituals of Neolithic society find an echo in the murders enacted in the poet’s own society. In the third section he imagines himself as the victim about to be sacrificed.
The poet invokes the Tollund man is reflected in his restful posture and contrasts with the contemporary victims. Reciting the names of the Danish towns through which he will travel the poet introduces the meditative rhythm of a prayer. His poetry is the pilgrimage that seeks an order to accommodate the persistent violent instincts of his people.
3.3 HISTORICAL-POLITICAL CONTRAST
3.3.1 REQUIEM FOR THE CROPPIES from: Door into the dark (1969)
Written for the fiftieth anniversary of the 1916 Rising, this poem recounts an incident from the rebellion of 1798.
The poet speaks with the voice of a band of men, led by a priest, who fought the government troops in Wexford. Their tactics were improvised to suit the terrain as they moved through fields and ditches, never making camp. The only weapons they had were pikes. By driving cattle into a stampede they could give the effect of a battle charge. For sustenance they filled their pockets with barley.
For their ingenuity these farmhands turned soldiers were eventually beaten. Scythes were no match for the cannon of the enemy. The poet envisages their death as a wave of blood pouring down the hill on which they made their last stand on 21 June 1798. Here they were buried and in August of the same year a crop of barley grew up from the seeds in their pockets.
The political content of this poem is summarised in the final image of a crop springing from a grave. This seasonal renewal anticipates another rising. The poet here combines the recurrence of a seasons with a historical event. The agricultural basis of his society gives him a cyclical view of history.
The hasty progress of the croppies is emulated by the frequent use of punctuation dashes and irregular line lengths. The pace is speeded up too by the absence of an internal pattern (there is very little use of alliteration or assonance); Repeated statements such as ‘No kitchens…no striking camp’, ‘We moved…’ ‘We’d cut…’ provide a rhythm that impels the reader to the end of the line where a regular rhyme scheme sustains the momentum.
3.3.2 PUNISHEMENT from: North (1975)
In this poem Heaney compares the body of a girl, executed because she was an adulteress, to the Irish soldiers accused to be betrayers of Britain power during the “Troubles”, a period of civil “guerrilla” which started at the end of the 60’s and which was characterised by terroristic revenge against the English empire.
As well as the soldiers murdered to help the whole Irish people to get independence, she can be seen as a scapegoat; but he confesses that he would have let her die, afraid to make his own sins known. Having understood this, the poet remembers that he said nothing when Irish girls were punished for befriending English soldiers. Like anybody he was afraid of deploring the act, aware that within himself, he sympathised with the motive of revenge.
The girls is identified with a native plants with her nipples who are comparized to “amber beads” and her head, shaved, is “a field of stubble”.
The “Stones of silence” refers to the New Testament of the woman taken in adultery as, with the Pharisees, the poet’s silence is an acknowledgement of his own sins.
He goes on describing himself as a voyeur, deriving sexual thrill at the sight of the girl’s body.
Again there is his silence (l.37) guilty of saying nothing to help the girls in his society and the soldiers, ready to die for the Irish people.
BIBLIOGRAFIA
- - Naso, Il verde e l’arancio, Claudiana Torino, 1996
- - Enciclopedia multimediale Rizzoli-Larousse, RCS libri, 1998
- - Enciclopedia Treccani, Istituto dell’Enciclopedia Treccani
Siti Internet:
http://www.sinnfein.ie
http://www.geocities.com
http://www.utexas.edu
http://www.uup.org
http://www.uup.org
http://www.homepages.lol.ie
http://www.2cruzio.com
http://www.ham.u-net
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DESTRA E SINISTRA STORICHE
Destra e Sinistra storiche non sono partiti politici, ma raggruppamenti d'ispirazione liberale (destra e sinistra solamente dalla posizione dei seggi nel parlamento)
Destra storica - dalla morte di Cavour nel giugno1861 al marzo 1876
Sella, Lanza, La Marmora, Rattazzi, Minghetti, Ricasoli, Spaventa
Espressione dell'aristocrazia e della grande borghesia
Liberali moderati, monarchici, conservatori
base censitaria ristretta nelle votazioni
liberisti e anti-protezionisti
sviluppo economico trainato dall'agricoltura
si propongono come continuatori della politica di Cavour
Sinistra storica - dal 1876 con Depretis fino al 1882(politica trasformistica), 1896(caduta di Crispi),
1914(fine dell'età giolittiana), 1922(avvento del fascismo)
Elementi della piccola e media borghesia
Riforme scolastiche, istruzione elementare obbligatoria
Decentramento amministrativo
Politica fiscale meno oppressiva
Allargamento del censo per il voto
Protezionismo (dazi su prodotti stranieri) - 1876/1880 blocco agrario-industriale
1861 prime elezioni politiche del Regno d'Italia, alle urne l'1,9% della popolazione (maschi, 25 anni di età, istruzione, censo), dare pochi parlamentari al Mezzogiorno - popolo escluso dalla politica -
DESTRA STORICA al governo(gennaio 1861 - marzo 1876)
- 1859 problema dell'istruzione per l'analfabetismo largamente diffuso, destra storica propone 2 anni di istruzione obbligatoria e autonomia dei comuni, finanziamenti statali soprattutto alle superiori di indirizzo classico
- obbiettivo fondamentale è il pareggio del bilancio - 1876 -
stato unitario si accolla i debiti degli stati preunitari
necessità di offrire infrastrutture , soprattutto ferrovie
grande pressione fiscale, imposta sul macinato
riduzione al minimo delle spese
vendita dei terreni ecclesiastici
prestiti nazionali
- 1866 corso forzoso della lira, non convertibilità delle banconote in oro, più moneta circolante che le riserve auree statali - porta all'inflazione -
- carattere fortemente centralizzato, leggi, costumi e struttura amministrativa dei Savoia in tutta Italia: servizio di leva, sistema giudiziario e amministrativo, tariffe doganali - ruolo dei prefetti sempre più legato al governo centrale
- legge delle Guarentigie, compromesso dello Stato con la Chiesa
- stato come forza unificatrice, con un ruolo pedagogico: piemontesizzazione forzata, burocrazia miope, soffocamento delle autonomie, esclusione delle masse popolari, peso negativo sulle attività produttive e imprenditoriali
Questione meridionale, struttura dualistica dell'economia italiana, arretratezza economica e considerazione dei piemontesi come conquistatori, brigantaggio(1860-1865, ex soldati, disertori, contadini, fenomeno popolare di vaste dimensioni
Questione romana, ruolo della chiesa all'interno dello stato, Chiesa condanna l'autorità statale, separazione netta fra Stato e Chiesa
Chiesa solo spirituale
amministrazione non influenzata dal clero
1865 matrimonio civile
1867 scioglimento di ordini e congregazioni religiose, beni incamerati dallo stato
1870 presa di Roma, papa Pio IX si dichiara prigioniero e scomunica
1871 Guarentigie(garanzie), compromesso dello Stato con la Chiesa: papa considerato inviolabile, extraterritorialità del Vaticano, seminari indipendenti dalla scuola statale
1874 "non expedit" del papa, non conviene per i cattolici andare a votare
Caduta della Destra - 18 marzo 1876 - cade Minghetti e l'egemonia della Destra, una fazione si aggrega alla Sinistra per evitare la proposta di nazionalizzazione delle ferrovie
cresce il numero di deputati di "centro"
malcontento per la pressione fiscale
desiderio di più autonomie locali
SINISTRA STORICA
Sinistra governa nel periodo della Grande Depressione
1881/1888 periodo di sviluppo moderato
1888/1896 ristagno
dal 1896 decollo della Rivoluzione Industriale
1875 cade Minghetti, Depretis al governo grazie a deputati di destra staccatisi dal loro schieramento
1876 nuove elezioni per rafforzare il governo precario, sinistra ottiene il 70 % dei voti
1878 diventa re Umberto I, spinta al colonialismo, provvedimenti reazionari
Agostino Depretis (1813-1887) presidente del consiglio dal 25 marzo 1876 al 29 luglio 1887 Programma presentato da Agostino Depretis nel 1875
- rafforzamento della laicità dello Stato, opposizione al clericalismo
- obbligatorietà dell'istruzione elementare
- allargamento del suffragio elettorale
- politica fiscale meno oppressiva
- aiuti al Mezzogiorno
- decentramento amministrazione
politica interna:
- Colmare la disparità fra borghesia del nord e quella del sud
- 1877 inchiesta Jacini sulle condizioni dei contadini
- 1882 legge elettorale che estende il diritto di voto al 6,9% della popolazione
- 1884 abolita la tassa sul macinato
- 1887 legge Coppino, allargamento dell'istruzione
- politica meno liberista, Stato interviene nella costruzione delle fonderie di Terni
- costruzione di ferrovie con materiale italiano
- protezione della marina commerciale nazionale
- 1884 abolito il corso forzoso della lira, favorisce circolazione della moneta
- 1887 nuove tariffe doganali per proteggere la produzione industriale e il grano nazionale (protezionismo), protezione dalla concorrenza straniera, egemonia del blocco agrario-industriale dei latifondisti del Sud e degli industriali del Nord, danneggia i contadini delle colture specializzate
Sinistra è più attiva nell'intervento statale e meno esosa nelle tassazioni, ma non riesce ad aiutare i poveri contadini, aumentano i costi dei prodotti alimentari
elezioni del 1882 danno incoraggiamento alla destra
per la prima volta un socialista, Andrea Costa, siede in parlamento
politica del trasformismo, garantirsi l'appoggio dell'opposizione, convergenza dei diversi interessi per avere stabilità politica - conduzione della politica basata sulla convenienza delle alleanze
politica estera:
a. 1888, guerra doganale con la Francia, colpisce le esportazioni di vino, seta, riso, bestiame e prodotti caseari, esportazioni italiane si riducono del 40% - spinta all'emigrazione
- 20 maggio 1882 stipula della Triplice Alleanza con Germania e Austria-Ungheria
trattato di carattere difensivo, di soccorso reciproco in caso di attacco a uno dei tre stati
Austria concede territori all'Italia se si espande in Oriente
Per contrastare la Francia che aveva conquistato la Tunisia
Accostamento a potenze conservatrici
c. Colonialismo che trova consensi tra nazionalisti e conservatori e tra i socialisti che lo vedono come sbocco migratorio per i contadini poveri, solo Andrea Costa e estrema sinistra sono contrari
Industriali, armatori, esercito, partito di corte danno grande appoggio
Colonialismo si afferma per: sconfitte militari della terza guerra d'indipendenza
prestigio nazionale
politica delle "mani nette" del congresso di Berlino(1878)
occupazione francese della Tunisia
rifiuto italiano di partecipare al soffocamento di una rivolta araba (Egitto)
successi coloniali delle altre potenze europee
- 1882 Italia acquista la baia di Assab in Eritrea, ceduta da una compagnia genovese(…)
- 1885 occupazione di Massaua, favorita dall'Inghilterra
- tensione con l'impero etiopico, accrescere la presenza di militari italiani nel posto dopo l'episodio di Digali(500 uomini italiani uccisi da 3000 nemici)
Penetrazione italiana in Eritrea difficile per l'ostilità di Giovanni IV, alla morte di Giovanni IV, guerra civile per la successione, Italia appoggia Menelik
Alla morte di Depretis, nominato Francesco Crispi(1818-1901) al governo dal 1887 al marzo1896
E' il primo presidente del Consiglio meridionale, sinistra garibalidina, patriottismo, nazionalismo, fede nel progresso, laicismo, anticlericalismo
Conduzione autoritaria dello Stato
Impegno sempre maggiore nel colonialismo, rafforzamento dell'Italia in ambito internazionale
Politica interna:
- rafforzare potere del primo ministro in confronto agli altri, rafforzare governo rispetto al Parlamento
- riforma elettorale, voto esteso ai cittadini maschi di almeno 21 anni, che sanno leggere e scrivere e che pagano £5 all'anno
- aumenta il controllo dei prefetti e il potere della polizia
- 1889 nuovo codice penale "Codice Zanardelli", abolita la pena di morte per la prima volta in Europa, si riconosce una minima possibilità di sciopero, nuove forme di pena come il domicilio coatto e ammonizione
- accentramento del potere e lotta alle opposizioni - destra reazionaria e clericale
- Estrema(sinistra) repubblicani, anarchici eversivi
- anticlericalismo, rottura delle trattative con il Vaticano, riforma degli enti di beneficenza
- Frenare l'Estrema repubblicana e radicale indebolimento del potere legislativo
limitazioni al diritto di associazione
divieto di propaganda anarchica e socialista
leggi antianarchiche
politica estera:
- rafforzare legami con la Triplice Alleanza contro i Francesi
- accrescere la penetrazione coloniale in Africa, rafforzamento dell'esercito
1889 Trattato degli Uccialli con Menelik, riconoscimento dei possedimenti italiani in Eritrea
1891 Crispi abbandona la carica di primo ministro, Di Rudinì esponente della Destra - tentativo di ricomporre i rapporti con la Francia
- rinnovo della triplice Alleanza per sei anni
- richiesta di limitazione delle spese militari
1892 cade Di Rudinì e diventa primo ministro Giovanni Giolitti, sinistra moderata
- meno pesantezza fiscale e poliziesca per le classi più povere
- atteggiamento moderato davanti al diffondersi dei Fasci(lega, unione) siciliani, movimento di artigiani e operai delle città, idee anarchiche e socialiste contro i latifondi, il fiscalismo statale
1893 cade il governo per la mancata repressione ai Fasci e per lo scandalo della Banca Romana
torna al governo Crispi, riprende e accentua le linee di governo già cominciate
- controllo dell'ordine pubblico: stato d'assedio e repressione dei Fasci
repressione militare della rivolta in Lunigiana
revisione delle liste elettorali
scioglimento del partito socialista(crisi con l'Estrema)
- ripresa dell'iniziativa coloniale: esercito italiano penetra in Etiopia
1895 sconfitta di Amba Alagi
1896 fallimento disastroso a Adua
Dopo la sconfitta di Adua, Crispi deve dimettersi
DIBATTITO IDEOLOGICO DAL 1848 AL 1914
POSITIVISMO, 1850/1900
Saint-Simon, atmosfera che nasce dall'ammirare i progressi della scienza e della tecnica
- Primato della scienza e della tecnica, lontano dal romanticismo dei sentimenti dell'io, ma è romanticismo della scienza come idea dell'infinito
- Ammirazione per il progresso industriale
- Fiducia e fede nelle infinite possibilità della scienza
- Trionfo della borghesia come classe dirigente
Auguste Comte, (1790-1857), Corso di filosofia positiva, coniugare scienza e progresso
Charles Darwin, rivoluzione scientifica, no fissità delle specie, lotta per la vita e selezione naturale, ottimismo nel futuro per le specie migliori
Hebert Spencer, stato non deve intervenire per bloccare l'evoluzione del progresso perché premia i deboli
- accentuazione del nazionalismo, guerra come strumento di selezione fra nazioni(darwinismo sociale), progresso come il più forte al dominio
MOVIMENTO SOCIALISTA
Socialismo
- critica all'individualismo liberale
- ricerca di equa distribuzione della produzione e della ricchezza prodotta
- tema della giustizia sociale
- mettere in discussione l'iniziativa, la concorrenza, la proprietà privata che crea miseria massiccia
- mutare radicalmente la struttura della società, priorità del sociale sul politico
Comunismo
- più radicale
- carattere collettivo della proposta del socialismo
- distinzione rivoluzionaria rispetto al socialismo riformista
Utopia socialista nasce da:
- principio di uguaglianza naturale degli uomini elaborato dagli illuministi
- rivoluzione industriale che fa mutare il quadro sociale, problema dell'equità e della giustizia nei rapporti sociali
- atmosfera romantica, utopia della giustizia sociale, per la solidarietà fra uomini contro l'egoismo
Varie tipologie di socialismo, cristiano, umanitario, materialista, democratico-riformista, rivoluzionario
Distinzione fra socialismo utopistico e scientifico, Manifesto del Partito Comunista da Marx e Engels
Socialismo utopistico, Saint-Simon, Fourier, Owen
- riconosce e distingue le contraddizioni del sistema capitalista, antagonismo tra le classi
- manca la coscienza del ruolo storico del proletariato
- volontà di porsi al di sopra delle parti
- non tentano di trovare la scienza sociale per l'emancipazione del proletariato
- attività inventiva personale per risolvere i contrasti, condizioni fantastiche senza organizzazzione
Socialismo scientifico, Marx e Engels
- proposizioni fondate sull'espressione generale dei rapporti di una reale lotta di classi
- marxismo, maggiore forza soppianta il socialismo utopistico
- rapporto economico fra gli uomini genera la disuguaglianza sociale
- in seguito all'abbattimento dello Stato è necessario un periodo di dittatura del proletariato
- proletariato organizzato politicamente è il soggetto rivoluzionario
- proletariato può agire solo se si costituisce partito politico, opposto a tutti gli altri partiti delle classi possidenti
MOVIMENTO ANARCHICO
Anarchia, di derivazione greca significa "mancanza di governo"
Dall'Ottocento il suo significato si amplia, non è solo privazione di qualcosa e caos, diventa anarchismo
- distruzione politica dell'esistente e propositiva aspirazione a un modello sociale alternativo
- antiautoritarismo, insofferenza e ribellione rispetto a tutta l'autorità perché contraria alla natura libera dell'uomo
- antistatalismo, nessuna forma di stato è accettabile perché limita gli uomini con leggi che limitano
- liberazione da ogni vincolo e costrizione, libertà come indipendenza, autogestione, abolizione dello stato, assenza di centri decisionali
- obiettivo è la società anarchica, fondata sulla natura e sulla ragione, libera aggregazione, cooperazione e diretto controllo nella produzione
- rifiuto dei comuni mezzi di aggregazione politica, no partiti organizzati in verticale, ma anarchismo è in orizzontale, autogestione dal basso
- rivoluzione come fatto inevitabile, frutto della ribellione dei singoli che si uniscono spontaneamente
- coinvolgimento globale, di massa per gli strati più oppressi
1862 a Londra, incontro tra una delegazione di operai francesi e una di inglesi, ricercare un legame internazionale fra i lavoratori, collaborazione e sostegno
Prima Internazionale, 1864-1876, fondazione dell'Associazione Internazionale dei Lavoratori
Caratterizzata da diverse posizioni ideologiche, riformisti inglesi delle Trade unions, marxisti rivoluzionari, anarchici, lassalliani (solo intervento dello Stato può portare al riscatto sociale), mazziniani(radicalismo democratico con spunti etici)
Marx presenta il successo dell'orario ridotto a 10 ore in Inghilterra, invito a internazionalizzare la lotta di classe, unione della classe operaia, organizzazione sindacale, fondazione dei partiti operai
Marx contro:
- Mazzini che si ritira perché movimento è troppo materialista e ateo e non accetta la lotta ci classe
- Proudhoniani (1866-1869) visione arretrata limitata al mondo agricolo e artigianale
avversi alla lotta di classe
contro l'uso dello sciopero
allontanati dall'Associazione nel 1869 a Basilea
- Bakunin (1868-1872) visione dei marxisti come amici del potere statale per attuare al loro dittatura
marxisti come dittatori che vogliono il controllo assoluto su tutte le attività
abolizione del diritto di eredità
ateismo come dogma imposto ai membri
astensione dal movimento politico
diseguaglianza deriva dalla tirannia dello Stato
dopo l'abbattimento dello stato segue la libera società anarchica
organizzazione politica è una pratica autoritaria, serve una diretta azione sociale
1872 espulso dal Congresso dell'Aja, frase inserita nello Statuto "movimento economico e l'azione politica della classe operaia in lotta sono indissolubilmente legati fra loro"
Fallimento della prima fase dell'internazionalismo operaio
1871 fallimento della Comune di Parigi, sconfitta dei proletari sul piano pratico e ideologico
1872 espulsione di Bakunin
1873 grande depressione economica con forti ripercussioni sulla classe operaia, colpita nel settore tessile, metallurgico e minerario
1876 Congresso di Filadelfia, decretato lo scioglimento della Prima Internazionale
Seconda Internazionale, fondata il 14 luglio 1889 a Parigi con delegati degli operai di tutto il mondo
Seconda Internazionale non cerca lo Statuto e non vuole affermarsi come partito internazionale
- apertura del Bureau Socialiste International(BSI)
- Federazione di partiti socialisti e di sindacati per rendere noti i problemi del movimento operaio
- Rinsaldare i legami dei proletari
- Marxismo di afferma in tutta Europa(Inghilterra e Francia uniche eccezioni, pensiero di lotta più vario)
- Proclamare 1 maggio festa di tutti i lavoratori(1886 sciopero negli Stati Uniti)
- Migliorare la legislazione sociale
- Lasciare autonomia ai singoli partiti nazionali ai quali gli operai dovevano aderire
- Rifiuto della guerra
- Lotta all'imperialismo e al militarismo
Esaminare due questioni:
- rapporto fra partiti socialisti e sindacati(nel 1871 aveva prevalso la tesi di Marx: sindacato con duplice funzione: lotta per risultati economici e legislativi per la classe operaia e ricerca dell'abbattimento del sistema capitalista), sindacati si proclamano indipendenti dai partiti e apolitici, neutralità politica, rivendicazioni sindacali solamente economiche
- rapporto fra partiti socialisti e partiti borghesi, spaccatura all'interno dell'Internazionale sulla possibilità di alleanze con governi borghesi. Marxisti ortodossi rifiutano collaborazione, revisionisti credono nella necessità di rivedere la dottrina marxista
1891, programma di Erfurt, redattore è Kautsky, segretario di Engels
ribaditi i concetti cardine del marxismo
programma massimo dei socialisti (massimalismo) - necessità di pervenire alla società senza classi
motivi immediati della lotta (riformismo) - suffragio universale
parità fra uomo e donna
equa tassazione progressiva
scuola statale
miglioramento della legislazione sociale
Bernstein, revisionista per superare lo squilibrio fra la forza del movimento e le sue conquiste politiche
Opposizione all'idea di un imminente crollo della società borghese
1914 fallimento della Seconda Internazionale con l'approvazione del gruppo parlamentare tedesco agli impegni legislativi sul finanziamento della guerra
SOCIALISMO IN ITALIA
Penetrazione del socialismo marxista in Italia è ritardato da:
- democratici italiani si rifacevano a Mazzini, espulso dalla Prima Internazionale
- proselitismo anarchico di Bakunin, presente dal 1856 e diffuso da Cafiero e Malatesta, idee anarchiche si diffondono per l'arretratezza e la povertà delle masse, ma insurrezioni falliscono
Pensiero socialista si diffonde in associazioni fra lavoratori e proclamazione di scioperi locali
1881 Andrea Costa fonda il Partito Socialista Rivoluzionario di Romagna
Antonio Labriola, approfondimento teorico del materialismo scientifico
1889 Filippo Turati e Anna Kuliscioff fondano la Lega Socialista
graduale emancipazione del proletariato(rifiuto dell'insurrezione anarchica)
riformismo, intellettuali devono unirsi agli operai
1892 Turati, Kuliscioff, Prampolini, Lazzari fondano a Genova(…) il Partito dei Lavoratori Italiani
1895 diventa il Partito Socialista Italiano
1896 elezioni portano in Parlamento una decina di deputati socialisti
pubblicazione dell'organo di stampa Avanti!
CHIESA E SOCIETA' MODERNA
PIO IX (1846-1878)
Cogliere gli errori diffusi nella società
1846 adesione al movimento risorgimentale contro gli austriaci
1848 ritiro delle truppe
1854 dogma dell'Immacolata Concezione, differenza fra peccato e perfezione originaria
1864 pubblicazione di encicliche di denuncia degli errori del tempo, condanna del panteismo, naturalismo, razionalismo, laicismo, liberalismo, socialismo, comunismo, libertà di culto di pensiero e di stampa
1868 "non expedit" non conviene per i cattolici partecipare alla vita politica
8 dicembre 1869 Concilio per i vescovi
per coinvolgere tutte la Chiesa nel risolvere i peccati
precisare il carattere della fede
dogma dell'infallibilità del pontefice, autorità papale
1870 condanna della breccia di Porta Pia, illegittima usurpazione
Progressivo diffondersi del movimento cattolico, laici credenti - riconciliazione fra stato e chiesa
1875 Opera dei Congressi e dei comitati cattolici, cattolici intransigenti contrari allo Stato
LEONE XIII (1878-1903)
Inserire la chiesa nel dibattito della società moderna
1891 Rerum novarum - denuncia degli eccessi del capitalismo, contro la mancanza di preoccupazioni
morali
- rifiuto del socialismo e del collettivismo perché no considerano la proprietà privata è diritto naturale
- invito allo Stato a intervenire, con la funzione di pubblica utilità, rimuovere le cause del conflitto fra padroni e operai
- legge della domanda e dell'offerta deve soggiacere ai limiti morali
- condanna della lotta di classe, esortazione alla collaborazione fra padroni e operai
- legittimità del diritto di organizzazioni sindacali
natura antisocialista del documento(Gramsci, Togliatti), legame con le gerarchie
PIO X (1903-1914)
Democrazia Cristiana, Romolo Murri(1870-1944) - stretta connessione fra azione sociale e politica
- costituire un partito politico di ispirazione cristiana
Pio X si oppone all'apertura politica e sociale
1904 scioglimento dell'Opera dei Congressi
Nascita dell'Azione Cattolica, coordinamento delle azioni diocesane da parte del vescovo locale
Superamento del "non expedit"
Condanna del modernismo(intento di rinnovare la Chiesa, confrontare il cattolicesimo con l'esterno)
- filosofico dogmatico, Blondel e Tyrrel, libertà di coscienza, no autorità, nuova religione più libera
- politico sociale, Romolo Murri
- letterario, Fogazzaro
1907 Pio X condanna il modernismo perché troppo soggettivista e poco legato alla gerarchia
ETA' DELL'IMPERIALISMO 1870-1914
Potenze europee in competizione per estendere la loro influenza in Asia e in Africa
Nuova unità nazionale del Reich tedesco ridimensiona la supremazia austriaca e quella francese, Bismark porta la Germania al centro dell'equilibrio europeo
- 1779 Triplice Alleanza tra Germania, Austria-Ungheria e Italia(1882)
- Alleanza dei Tre Imperatori tra Germania, Russia e Austria-Ungheria
- trattato segreto di controassicurazione tra Germania e Russia, neutralità russa se la Germania attacca la Francia e il consenso tedesco alle conquiste russe nei Balcani
1878 Congresso di Berlino, mediatore è Bismark, sull'assetto dei Balcani
a- ridimensionate le speranze del nazionalismo slavo
b- Turchia, alle dipendenze di Francia e Inghilterra, è baluardo contro l'espansionismo russo
1884 Conferenza di Berlino
- sovranità personale di Leopoldo II del Belgio sul Congo
- spartizioni del continente africano
1887 Italia (con il ministro Robilant) conclude due trattati separati con Germania e Austria-Ungheria
Italia ottiene Trento e Trieste se Austria si espande nei Balcani
Germania garantisce appoggio militare se Italia entra in guerra con la Francia
1890 Guglielmo II licenzia Bismark e cerca una politica più incisiva
Germania non è più centro dell'equilibrio e Francia esce dall'isolamento diplomatico
1891 Francia firma un trattato con la Russia
1904 Francia firma una Entente cordiale con l'Inghilterra
1905 e 1911 momenti di crisi, lotta per le colonie africane
Francia occupa il Marocco
Germania acquista una piccola parte del Congo francese
1907 Inghilterra e Russia si accordano sul predominio dell'Asia con zone d'influenza
Triplice Intesa(Inghilterra, Francia, Russia) contro Triplice Alleanza(Germania, Austria, Italia)
Tutte le nazioni europee, eccetto l'Austria, possiedono colonie:
Inghilterra per mantenere il primato navale e commerciale
Francia per affermazione nazionalista
Germania che vuole essere all'altezza delle altre potenze europee
Italia per rivalità internazionale per superare le contraddizioni interne ribaltandole verso l'esterno
Imperialismo nasce da
- amore per la propria nazione fino al nazionalismo più acceso
- forza di un paese sta nell'espansione territoriale
- emulazione e rivalità fra nazioni
- convinzione di appartenere a una razza dominatrice
- convinzione di dovere redimere le "popolazioni selvagge"
- esaltazione dell'esotismo, letteratura dei missionari sulle conquiste geografiche
convinzioni dogmatiche che fanno leva sull'opinione pubblica
Depressione economica spinge lo stato a entrare nell'economia
Protezionismo
Espansione coloniale
accaparramento di materie prime
nuovi sbocchi commerciali e finanziari
controllo delle attività produttive ed estrattive dei paesi semi-indipendenti
possibilità di emigrazione verso le colonie
1873/1896 grande depressione, fase di crisi del sistema di produzione
sovrapproduzione industriale e agricola per l'allargamento del mercato
accresciuta concorrenza internazionale(diffusione dei trasporti)
minore boom degli investimenti sulla ferrovia
naturale incremento della produzione, migliorano le aziende ma i salari restano bassi
modello del protezionismo che rallenta lo sviluppo
fallimento di alcuni istituti di credito(Stati Uniti, Austria e Germania)
stagnazione di offerta di oro
1896/1914 notevole sviluppo della produzione industriale
1850/1914 notevole incremento demografico, popolazione cresce nei paesi meno sviluppati
Emigrazione verso le città e le colonie (U.S.A.) dopo la crisi agraria e la ristrutturazione delle aziende
GRAN BRETAGNA
Liberali e conservatori si alternano, ma alla base di tutti i governi ci sono riforme sociali e imperialismo
1867 liberali al potere, Gladstone
protesta dell'Irlanda cattolica, rivendicazioni politiche, economiche e confessionali
società segreta dei Feniani(1865) e del movimento per l'autogoverno (Home Rule, 1873 )
Gladstone cerca il compromesso: abolisce i privilegi anglicani e garantisce i fittavoli cattolici dal licenziamento - soluzione troppo debole per gli irlandesi e troppo radicale per gli inglesi
1874 Gladstone perde le elezioni, vittoria dei conservatori con Disraeli, fino al 1880
Riformismo sociale
ampie concessioni alle classi lavoratrici
riconoscimento e regolamentazione del diritto di sciopero
Imperialismo
proclamazione dell'Impero Indiano(1876)
acquisto delle azioni del canale di Suez (1875)
1880/1885 liberali tornano al potere
1884 riforma elettorale - diritto di voto allargato a tutti i cittadini maschi con famiglia a carico
(contadini e operai hanno grande importanza)
FRANCIA
4 settembre 1870, sconfitta di Sedan (Luigi Napoleone contro la Prussia)
Insurrezione popolare a Parigi, proclamata la repubblica, istituzione di un governo di difesa nazionale
gennaio 1871 esercito prussiano sconfigge i rivoluzionari
Governo francese al conservatore Adolphe Thiers, Assemblea Nazionale di prevalenza monarchica
10 maggio 1871 Trattato di Francoforte - dure condizioni di pace originano un sentimento di ribellione nelle masse popolari
18 marzo 1871 Comitato Centrale della Guardia Nazionale reagisce
indice le elezioni a suffragio universale
26 marzo, nascita di un Consiglio generale - la Comune
schieramento eterogeneo: manca unione ideologica, di classe e politica
propongono 1) allontanare il pericolo prussiano
- proclamare un governo democratico basato sulle autonomie locali
- democrazia diretta, resi elettivi e revocabili tutti i funzionari
- stipendi dei funzionari pubblici vengono paragonati a quelli degli operai medi
- potere legislativo e esecutivo unificati
- istruzione obbligatoria e gratuita
- confisca dei beni delle congregazioni religiose
- separazione fra Stato e Chiesa
- miglioramento delle condizioni dei lavoratori
Comune resta solo a Parigi e non si diffonde nelle campagne francesi
maggio 1871 esercito prussiano sconfigge i rivoluzionari(settimana di sangue, 21-28 maggio 1871)
1871, Assemblea Nazionale maggioranza monarchica:
bonapartisti che auspicano il ritorno della grandezza imperiale
leggitimisti, intransigenti, aristocrazia fondiaria, riprendere la linea di Carlo X, contro la repubblica
orleanisti, moderati, alta borghesia, ritornare al 1848, contro la repubblica
1873/1879 scontro politico fra sostenitori della restaurazione monarchica e i repubblicani
1873 Mac Mahon, realista, repressore della Comune, prende il potere
1875 orleanisti alleati con i repubblicani moderati
Proclamazione della III Repubblica(dopo il 1792 e 1848)
- impianto centralizzato
- Camera dei deputati, eletta ogni quattro anni a suffragio universale, potere legislativo
- Senato, rinnovato di un terzo ogni tre anni da grandi elettori, potere legislativo
- Presidente della Repubblica, eletto ogni sette anni dalle Camere, ampi poteri
GERMANIA
14 aprile 1871, costituzione che si amplia anche verso gli stati tedeschi meridionali
Struttura federalista, 25 stati con il proprio governo e la propria amministrazione
Centro unico del potere è la Cancelleria imperiale
Bismark centralizza lo stato secondo lo schema prussiano, contro parlamentarismo e libertà politiche
Conflitto con il cattolicesimo "Kulturkampf"(lotta per la civiltà), Bismark colpisce le volontà di indipendenza e le intenzioni filo-austriache
- sottrarre il clero cattolico alla giurisdizione papale, Chiesa nazionale sotto il controllo dello Stato
- gesuiti espulsi dal Reich
- ecclesiastici sottoposti alla giurisdizione civile
- cariche ecclesiastiche dopo esame di Stato
- introduzione del matrimonio civile
- soppresso il monopolio della Chiesa sull'istruzione e sull'insegnamento
Vescovi tedeschi rifiutano i provvedimenti
1878 elezioni, potere di Bismark viene ridimensionato
ITALIA
Crisi di fine secolo, Di Rudinì al governo
stipula la pace con Menelik, Italia mantiene Eritrea ma non conquista l'Etiopia
amnistia per i capi dei Fasci siciliani
riforma i senso autoritario dello stato
1898 anno teso: manifestazioni di piazza in molte città contro l'aumento del prezzo del pamne
uccisione in duello del "baluardo della democrazia" Felice Cavallotti
6 e 9 maggio a Milano, esercito spara sulla folla
Generale Pellouxal governo
controlli sulla stampa
divieto di sciopero nei servizi pubblici
limitazione al diritto di associazione
Sinistra all'opposizione fa ostruzionismo, discussione prolungata che blocca la maggioranza
1900 elezioni che portano alla vittoria l'Estrema con 95 seggi, Pelloux si dimette
Giuseppe Saracco diventa primo ministro
29 luglio 1900, a Monza viene assassinato Umberto I da un anarchico, Gaetano Bresci
Vittorio Emanuele II diventa re, governo di Zanardelli con Giolitti al ministero degli interni
IL NOVECENTO
LA SOCIETA' INDUSTRIALE
I rivoluzione industriale - Inghilterra e Francia -1770/1830
II rivoluzione industriale - mondo occidentale(USA e Europa) - 1870-1914
1.funzione trainante della scienza
formazione di scuole scientifiche
apertura di laboratori e centri di ricerca
2.nuove fonti di energia(elettricità e petrolio)
3.monopoli, oligopoli, capitalismo finanziario
fenomeno della concentrazione industriale
crescita delle dimensioni delle aziende
- crisi del 1873 e 1896 fallimento delle industrie meno competitive
- progetti di rinnovamento richiedono grandi investimenti
- cartello, accordo fra industrie dello stesso settore
- trust, fusione di industrie dello stesso ramo
- holding, controllo da parte di un'unica società, di un gruppo di aziende
- dumping, mantenere i prezzi alti nel paese d'origine e bassi in un altro, sbaragliare la concorrenza e poi rialzare i prezzi
- capitalismo finanziario, centro del sistema economico è la borsa
- sistema della banca mista, fusione delle banche commerciali (investimenti a breve termine) con quelle d'affari (investimenti a lungo termine), banche diventano fondamentali nello sviluppo economico
4.efficienza della scientificità nel sistema produttivo, resa della catena di montaggio
taylorismo(collaborazione, scienza nel processo produttivo)
Henry Ford(ricerca della standardizzazione, prima automobile utilitaria"T", consumi di massa, disumane condizioni di lavoro, ripetitività)
5.società di massa, nascita di un popolo di città, sviluppo dei media
6.coinvolgimento dello Stato nell'economia
protezionismo per difendere l'economia nazionale
politica imperialista per espandere il capitale
economia mista, iniziativa privata e pubblica: stato interviene nell'ambito legislativo
stato prende potere nelle imprese pubbliche
tendenza all'evoluzione in senso democratico, massa sempre più istruita e partecipe
DALL'IMPERIALISMO ALLA PRIMA GUERRA MONDIALE
1879 alleanza Germania e Austria 1891 alleanza Francia e Russia
1882 anche Italia 1904 intesa Francia e Inghilterra
Triplice Alleanza 1907 accordo commerciale Russia e Inghilterra
Triplice Intesa
Crisi balcanica
Volontà di riscatto delle minoranze slave per l'annessione all'Austria della Bosnia
Germania cerca di estendere dominio diplomatico sulla Russia, costringerla a riconoscere la Bosnia
dominio commerciale con la ferrovia Berlino - Teheran
Russia sostiene i movimenti nazionalistici slavi
Controlla espansione bulgara sugli stretti
Tensione con l'Austria
1912 Lega Balcanica - Grecia, Bulgaria, Montenegro, Serbia -
Guerra italo-turca 1912
Italia vuole Libia, Tripolitania e Cirenaica
1902 accordo con Inghilterra e Francia(accettazione dell'Italia in Libia, Francia in Marocco)
1909 accordo con Russia(Russia negli stretti, contrastare i progetti dell'Austria)
1911 Italia dichiara guerra alla Turchia, occupa le isole del Dodecaneso e di Rodi
Pace di Losanna, Italia ottiene la Libia(scatolone di sabbia)
Prima guerra balcanica 1912
Lega balcanica e Russia contro Turchia
1913, Pace di Londra, divisione della Macedonia fra Bulgaria, Serbia e Grecia
Bulgaria ottiene Tracia (accesso al Mar Nero)
Grecia ottiene Creta
Serbia non si espande per opposizione dell'Austria
Impero turco perde i territori europei
Seconda guerra balcanica, 1913
All'interno della Lega Balcanica
Serbia, Turchia, Grecia, Romania contro Bulgaria
1913, Trattato di Bucarest, Serbia ottiene una parte della Macedonia
Grecia ottiene isole dell'Egeo
Romania ottiene la Dobrugia
Costituzione dell'Albania(no sbocco sul mare per la Serbia)
GRAN BRETAGNA
1880-1885 quinquennio liberale
1885 rifiuto del Parlamento di ratificare un Home Rule Bill per l'indipendenza dell'Irlanda
Joseph Chamberlain nascono i liberali unionisti 1. contro indipendenza irlandese
2. no anti-statalismo
3. raccogliere consensi di massa
alleati dei governo del partito conservatore
Economia:
- potenza commerciale mondiale(anche se protezionismo delle altre potenze)
- agricoltura inadeguata ai bisogni della massa
- struttura industriale invecchiata
1886-1906 conservatori al governo
consolidare le basi economiche 1. imperialismo
2. riforme sociali
3. protezionismo che fallisce
1896 Keir Hardy fonda l'Indipendent Labour Party
1906 Labour Party, nascita di rappresentanza politica della classe operaia
1906 ritorno dei liberali al potere
Periodo di riforme
Questioni rimaste - colonie che chiedono indipendenza
- questione dell'Irlanda
- crisi economica e commerciale
FRANCIA
III Repubblica dal 1875
Tentativo di colpo di stato del generale Boulanger
Chiede rafforzamento del potere del presidente, elezione plebiscitaria del capo dello stato
1887 cade il suo ministero della difesa
1889 accoglie consensi nel collegio di Parigi, ma non ha il coraggio di entrare nella vita politica
1889 elezioni con successo repubblicano
1891 Boulanger fugge e si toglie la vita
1889/1897 equilibrio politico
1894 Vicenda giudiziaria di Alfred Dreyfus
Accusa di spionaggio filotedesco e di alto tradimento
Stato maggiore si oppone alla revisione del processo per l'innocenza di Dreyfus
1897-1899 caso diventa politico, non solo giudiziario
militari, clericali, nazionalisti contro Dreyfus
repubblicani, socialisti, intellettuali(émile Zola) a favore di Dreyfus
- confronto fra schieramenti politici generali
- forze conservatrici si oppongono allo sviluppo sociale e democratico
- antisemitismo
- nazionalismo esasperato
- tensione fra repubblica e esercito
1899 vittoria dei repubblicani, Dreyfus dichiarato innocente
governo repubblicano Waldeck-Rousseau
GERMANIA
1890 Bismarck si dimette per
- Contrasti personali con l'imperatore Guglielmo II(1888) - sostiene idea imperiale e vocazione mondiale del Reich, vuole guidare in prima persona la Germania, regime personale "età guglielmina"
- Crisi economica - Germani a molto industrializzata, sviluppo rapidissimo in contrasto con la politica dell'equilibrio di Bismarck, nasce volontà di egemonia sugli stati europei e no diplomazia, manca appoggio del blocco sociale che l'aveva sostenuto
- Insuccesso della lotta contro la socialdemocrazia - kulturkampf
Dopo Bismarck cancelleria non ha potere, governano i circoli militari e gli uomini di corte
Tra 1890-1914 a) prevalere del blocco agrario industriale
b) fallimento di ipotesi parlamentari
- crescita del potere dei militari, legati al kaiser
- ideologie imperialistiche, pangermanesimo
- paralisi dello schieramento liberale
- scissione dell'unica forza democratica, socialdemocrazia(14% dell'elettorato)
Caduta di Bismarck provoca cambiamento nei modi di gestione dell'equilibrio interno
IMPERO ASBURGICO
1867 compromesso Austro-Ungarico
- duplice monarchia
- Francesco Giuseppe è imperatore e re d'Ungheria
- imperatore ha controllo forze militari, diritto di approvare leggi e sciogliere le camere
Impero diviso in due parti separate dal fiume Leitha
Governi e parlamenti distinti, solo ministero degli esteri, della guerra, delle finanze in comune
- Austria o Cisleitania - governo costituzionale non parlamentare, parlamento ha potere effettivo solo per bilanci e politica commerciale, sistema elettorale esclude i ceti non possidenti
- Ungheria o Transleitania - governo parlamentare, suffragio solo per le aristocrazie nazionali
Fondazione del partito socialdemocratico(1889) e Partito cristiano sociale (1887)
1907 suffragio universale in Austria
Lacerazioni esistenti persistono
Questione nazionale diventa motivo dominante:
- gruppo ceco dell'Austria sottomesso ai tedeschi - Boemia e Moravia, zone ricche dell'impero, forte sviluppo industriale e commerciale, ribellione ha carattere borghese
- gruppo slavo in Ungheria sottomesso ai magiari - serbi e croati con annessione della Bosnia Erzegovina(1908), atteggiamento radicale dei nazionalisti slavi per la figura dei della Serbia indipendente, ipotesi di un grande stato degli Slavi del Sud intorno alla Serbia e alla Russia
Francesco Ferdinando arciduca vuole la costituzioni di un "terzo polo", slavo
- gruppo ungherese insoddisfatto dell'Ausgleich, vuole autonomia da Vienna - gruppo di Ferenc Kossut contro l'Austria, precarietà della doppia monarchia
1914 attentato di Sarajevo nazionalisti slavi assassinano Francesco Ferdinando
GIAPPONE
Politica imperialista si scontra con le mire espansionistiche russe in Manciuria e sul Pacifico
1887 Russia costruisce la ferrovia transiberiana, unire Russia europea a Vladivostock
consolida la posizione in Manciuria, base militare a Port Arthur
Guerra russo-giapponese 1904
Giappone e Russia hanno contrasti per il controllo dell'area nordoccidentale della Cina che interessava anche la Corea
1904 Giappone attacca Port Arthur
1905 sconfitta dei russi a Mukden e della flotta russa nello stretto di Tsushima(dopo la circumnavigazione dell'Africa)
1905 pace di Portsmouth, mediazione di Roosvelt
Giappone ottiene il protettorato della Corea e della Manciuria
Port Arthur
Penisola di Liaodong
Metà dell'isola di Sakhalin
Un paese non occidentale acquista potere militare sul piano mondiale
Nessun paese può attuare politica espansionistica autonomamente
STATI UNITI
Politica di stampo imperialista
1888 annessione delle Hawaii
1889 annessione di una parte delle isole Samoa
Guerra ispano-americana 1898
Stati Uniti intervengono a Cuba, aiuto agli anti-spagnoli contro il dominio della madrepatria
1898 Trattato di Parigi
Stati Uniti ottengono possedimenti spagnoli delle Filippine
Nuove Ebridi e Guam
Protettorato su Cuba con la possibilità di intervento americano nel governo
1903 Stati Uniti fomentano i gruppi rivoluzionari colombiani a staccarsi da Panama(petrolio)
Protettorato statunitense su Panama, controllo sul canale di Panama nel 1916
Stati Uniti hanno egemonia sull'intera zona centromeridionale americana "impero in casa"
- controllo diretto dei territori, progetto panamericano
- imposizione di un'egemonia informale, pressione sui governi, sostegno a guerriglie, mantenere controllo soprattutto economico
Stati Uniti vogliono egemonia economica in Cina, ottenere sbocchi per esportazioni utilizzando i porti cinesi - scontri con Russia e Giappone -
"diplomazia del dollaro" formalmente difendere diritti e autonomia del Celeste Impero
in realtà favorire la presenza americana
Stati Uniti cercano egemonia informale in Messico
Neutralità che sfocia nel sostegno a alcune fazioni messicane in lotta fra loro: bande di Francisco "Pancho" Villa(e armate di Francisco Madero, bande contadine dei Emiliano Zapata) che si armano e si organizzano in territorio statunitense per sconfiggere il dittatore Porfirio Diaz
1911 Dittatura di Huerta e di Francisco Madero, ma non cambia la situazione
Zapata e Villa riprendono attività rivoluzionaria appoggiati dai contadini che chiedono terre
1915 Stati Uniti appoggiano i costituzionalisti con Venustiano Carranza e Alvaro Obregòn, per un paese capitalista
Governo di Carranza, Obregòn e poi Calles
- principi di democrazia politica e giustizia sociale: laicità della scuola, progetto di riforma agraria, controllo sulle compagnie straniere
- aspetti populistici: presidente con ampi poteri, sindacato non autonomo dal governo, un solo partito ufficiale
- militari e chiesa cattolica in posizione marginale, chiesa deve rinunciare ai privilegi
Repubblica messicana subordinata al capitale statunitense che può operare liberamente per l'estrazione del petrolio
1929 crisi e crollo del sistema messicano
1934-1940 al potere Làzaro Càrdena
riconquista il consenso popolare: riforma agraria
moderno capitalismo nazionale con intervento dello stato
azione petrolifera di stato
ma ancora regime autoritario: monopolio politico dell'unico partito al potere
manipolazione della partecipazione popolare alla politica
MOVIMENTI DI LIBERAZIONE NAZIONALE
Aggressività imperialista produce profondi contraccolpi nelle aree dominate
Congo viene sfruttato brutalmente dal dominio belga
In India viene introdotta la monocoltura
- sfruttamento intensivo delle piantagioni di riso, cotone e cereali che provoca l'inaridimento dei terreni e la carestia
- abbandono delle attività artigianali tradizionali - (dipendenza totale dalla madrepatria) -
- costruzione linee ferroviarie modificano l'ambiente naturale
- sconvolgimento dell'organizzazione economica dei paesi
- distruzione della tradizionale struttura politica delle etnie indigene
Stati imperialisti si servono di governi reazionari oppure fomentano le rivalità fra gruppi
Africa: movimenti indipendentisti ed autonomisti nascono in tutti i paesi colonizzati, componenti sociali e di matrice religiosa, capi spirituali - rivolte sono sempre localizzate, mai significato sovranazionale -
1839-1847 Algeria: Abd-el-Kader lotta contro la Francia in nome della guerra santa
1881 Egitto: rivolta guidata da Arabi Pascià contro Inglesi e Ottomani
1881-1885 Sudan e Sierra Leone: contro Inglesi, gruppi dervisci guidati da un capo religioso
1896 Africa Meridionale: contro Inglesi che espropriavano territori ricchi di oro e pietre preziose
1904-1906 Africa Orientale: rivolta Maji-Maji contro Germania che impone la coltura del cotone
1906-1909 Persia: rivolta contro lo scià appoggiato da Inglesi e Russia
Primi anni '900: Marocco, lotta armata contro Francia e Spagna, repressione di Pétain
1925-1931 Libia: gruppo dei Senussi in rivolta contro Italia, repressione del generale Graziani
In Asia i movimenti anti-imperialisti hanno significato politico di autonomia e indipendenza
L'età giolittiana 1901/1914
Giovanni Giolitti(1842-1928) nasce a Mondovì -Cuneo- famiglia di funzionari dell'ambiente rurale
Carriera burocratica, impieghi statali nelle finanze
Collaboratore di Quintino Sella(Destra Storica)
Nei governi Depretis, valutare copertura finanziaria delle leggi
1882 elezione della Camera, Giolitti milita fra le fila della Sinistra Moderata
apertura nei confronti delle libertà sindacali
sciopero come espressione della libera contrattazione economica
critico del trasformismo, ma poi lo utilizza
1892 diventa presidente del consiglio
- scandalo della Banca Romana, torna Crispi
- sanguinosa repressione dei Fasci siciliani
Finisce il suo primo governo
- diventa ministro degli interni(presidente è Zanardelli)
1903 diventa presidente del consiglio
1903-1905 e poi lascia il potere a Fortis, di sua fiducia
1906-1909 e poi lascia la il potere a Luzzatti, suo collaboratore e a Sonnino, suo avversario
1911-1914
Tecnica di Giolitti era lasciare il potere nelle mani di sostenitori o avversari nei momenti di crisi
Continuare in modo coperto la propria opera
Dimostrare l'incapacità dell'opposizione
1914 lascia il potere a Salandra, ma situazioni si modificano e non può tornare al potere subito
1920-1928 quinto governo
Giolitti rappresenta l'alternativa democratica ai provvedimenti reazionari di fine Ottocento
positivismo pragmatico, attenzione alle trasformazione economica e politica, realista moderato, oscillazione pendolare fra spinte progressiste e conservatrici
Politica interna:
- accetta le richieste democratiche di sindacati, partito socialista e organizzazioni cattoliche
- 1912 suffragio universale maschile
- rivitalizzare funzione del Parlamento
- politica del "doppio volto": apertura al confronto democratico al nord
intimidazioni al sud(tradizione prefettizia)
aumenta il distacco del sud dal nord
Politica estera:
- collocazione dell'Italia meno schierata con Triplice Alleanza, più apertura al dialogo con l'Intesa
- equilibrio è minacciato dalla Francia in Marocco
Guerra alla Turchia(1911-1912)
Occupazione della Libia
DECOLLO DELLA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE
Sviluppo accelerato: superamento crisi del 1896
tasso di crescita annuo più elevato di tutta l'Europa, cala nel 1908
- paese agricolo diventa agricolo-industriale
- politica protezionistica
- influenza delle banche miste sulla scelta di politica industriale, consentono fondi per attività nuove in settori più dinamici
- crescita squilibrata della siderurgia
- sviluppo dell'industria meccanica, ma alto costo dell'acciaio nazionale
- produzione di energia idroelettrica
- aumento del valore dei titoli quotati in Borsa
- convergenze di interessi fra capitale del Nord e latifondi del Sud
- eccessiva localizzazione al Nord dello sviluppo moderno
Progresso nel: Nord-Ovest, triangolo industriale: Milano - Torino - Genova(…)
Pianura Padana , migliori tecniche produttive, tariffe protezionistiche sui cereali
- grande divergenza fra settore Nord trainante europeo e il meridione dipendente e semi-coloniale
- 1913 massimo storico di emigrazione verso gli Stati Uniti
capitali degli emigrati inviati in investimenti nel settore industriale
1907 Italia crescita era troppo intensa e sbilanciata
crisi internazionale per lo sviluppo troppo rapido - Stati Uniti fallimento di istituti di credito
1907 polemica fra liberisti: rinuncia a incentivare grande industria e cerealicoltura
attenzione a piccole imprese, piccola e media industria
agricoltura moderna, specializzata, finalizzata all'esportazione
e governo: grande industria e latifondi - sostenere il ritmo europeo di esportazioni
Giolitti non riesce a risolvere il problema
Solo alcune iniziative - centro siderurgico Bagnoli
- acquedotto pugliese
Giolitti - non intervento dello stato nei conflitti di lavoro, borghesia illuminata deve organizzare
- libertà di sciopero agli operai
- lasciare alla libera contrattazione tra le parti per determinare il prezzo della forza lavoro
- aumento dei salari è crescita della capacità d'acquisto, allargamento del mercato interno
primavera 1901ondata di scioperi nelle campagne(Pianura Padana)
crescita della conflittualità sociale
successo dei lavoratori che ottengono
prefetti devono essere mediatori fra le parti - al nord prefetti non intervengono
- al sud scioperi repressi nel sangue
1900-1904 prevale la linea riformista più moderata di Turati nel Partito Socialista
DOPPIO VOLTO 1) Sud - intervento prefettizio
intimidazioni, impedimento dei comizi, arresto, brogli elettorali
clientelismo degli "ascari" da manovrare in Parlamento
cronica arretratezza
voti ottenuti in modo corrotto e autoritario
2) Nord - libertà di sciopero
apertura democratica e sociale
proletariato organizzato politicamente e sindacalmente
Gaetano Salvemini denuncia Giolitti come "ministro della malavita"
1904 elezioni con presenza di alcuni cattolici(superamento del non expedit)
esito sfavorevole per i socialisti
1905 scadenza delle concessioni ventennali alle società private che avevano gestito le ferrovie
no nuovi investimenti
no nuove iniziative
marzo 1905 Giolitti statalizza le ferrovie (governo Fortis)
- gestire un'attività fondamentale per il paese
- frenare la conflittualità sindacale(dipendenti pubblici no sciopero)
1906 Giolitti torna per il suo terzo governo
- Emanazione di leggi economiche ed economico-sociali per la riduzione del deficit statale e rafforzamento della lira
- Legislazione per avvicinare le condizioni dei lavoratori italiani a quelle europee
Regolazione lavoro infantile e femminile
Limite d'età a 12 anni
Costruzione di un sistema pensionistico
Politica estera
- compenetrazione delle alleanze e delle amicizie
- collocare Italia in posizione equilibrata e meno schierata con imperi centrali
- intensificazione delle relazioni con Francia, Inghilterra e Russia
- accordi segreti che rasentano il doppio gioco
- influenza nazionalista italiana - dimostrazioni in Trentino e in Friuli contro occupazione
austriaca
- trust siderurgico spinge per espansionismo coloniale
Elezioni marzo1909 - incremento dei radicali, repubblicani e socialisti
- rafforzamento dei cattolici nelle liste liberali
Dicembre 1909 per la questione tributaria Giolitti deve dimettersi
OPPOSIZIONE DEL PARTITO SOCIALISTA
1900 Congresso a Roma del Partito Socialista - vincono i riformisti evitando la frattura -
Riformisti - Filippo Turati(1857-1932)
Marxismo nell'ottica del positivismo evoluzionista
Trasformazioni sociali lente, ma progressive
Appoggio condizionato alle proposte democratiche di Giolitti, ma senza rinuncia alla lotta
Programma minimo è la preparazione per quello massimo
Bissolati, Bonomi, Cabrini per abbandonare propositi rivoluzionari
Nuclei operai sindacali nel contesto dello Stato liberale
Revisionismo di Bernstein
Pragmatismo del laburismo inglese
Massimalisti - Enrico Ferri(1856-1929)
Direttore della rivista Avanti!
Interpretazione estremista della Seconda Internazionale
No cedimenti di fronte allo Stato Borghese
Arturo Labriola(1873-1959)
Fondazione del settimanale Avanguardia Socialista a Milano
Fusione eclettica di elementi anarchici e operaisti
Analisi critica del meridionalismo liberista e della borghesia parassita
Influenza del pensiero di Sorel - proletariato deve impadronirsi del potere
Azione autonoma, volontaristica e violenta
Arma dello sciopero generale
- Giolitti invita Turati a far parte del governo
Giolitti vuole indebolire gli avversari sfruttando le divisioni interne del Partito Socialista
allargare il consenso alla sua maggioranza
Turati rifiuta per non spaccare il partito
- Congresso di Bologna del Partito Socialista
Vittoria dei massimalisti - alleanza fra Ferri e Labriola
18/20 settembre 1904 primo sciopero generale della storia italiana
Giolitti lascia che la protesta si estingua da sola
Scioglie le camere
Nuove elezioni che penalizzano Partito Socialista
Aumento della presenza cattolica
1908 Congresso di Firenze del Partito Socialista
Sindacalisti rivoluzionari vengono espulsi
CGL(1906 Confederazione Generale del Lavoro) - no localismo - si schiera su posizioni riformiste
1912 Congresso di Reggio Emilia del Partito Socialista
Espulsione della parte riformista di Bissolati, Bonomi e Cabrini che fondano il PSRI (Riformista)
Massimalisti, guidati da Mussolini, Lerda, Serrati, Lazzari
Linea dura anti-parlamentare e anti-giolittiana
Turati resta emarginato
Giolitti vuole un Partito Socialista che assorbe le spinte rivoluzionarie nel compromesso riformista
Ma politica giolittiana agisce al contrario e equilibrio fra riformisti e massimalisti è molto fragile
Fino al 1907 c'è equilibrio - fase accelerata della Rivoluzione Industriale
1912 massimalisti prendono il sopravvento - tramonto della collaborazione, conflittualità -
OPPOSIZIONE DEI CATTOLICI
1904elezioni danno peso ai cattolici
Pio X attenua il non expedit - cattolici votano per i candidati moderati in liste liberali
- cattolici non possono formare un gruppo parlamentare
- no partito della Democrazia Cristiana
- no Opera dei Congressi
Necessità di un modello di intervento politico che consentisse di frenare il fronte socialista
- cauta apertura alla partecipazione parlamentare
1909 alleanza con i liberali
1913 Patto Gentiloni
Luigi Sturzo(1871-1959) sacerdote siciliano
Autonomia politica dalla DC
Opposizione al governo di Giolitti
1919 fonda il PPI partito popolare italiano, partito dei cattolici
Giolitti vuole intervento dei cattolici
formazione del "blocco clerico-moderato"
contrappeso nei confronti dei socialisti
completare lo schieramento conservatore di destra
OPPOSIZIONE DI DESTRA
Esponenti conservatori più tradizionalisti e nazionalisti
Sidney Sonnino, grande proprietario terriero toscano
Azione riformista-conservatrice di impronta meridionalista
Diretto intervento dei liberali
Concorrenza con socialisti e cattolici
Consenso delle masse contadine
Politica tributaria favorevole ai proprietari terrieri - alleggerimento dell'imposta fondiaria -
Politica priva di basi sociali
Giolitti ha appoggio dei cattolici, è in grado di moderare le forti tensioni ideologiche e sociali
Nazionalisti, D'Annunzio e Marinetti, riviste Il Regno, Il Leonardo
Critica dei liberali dei democratici e dei socialisti
Incitare la borghesia a liberarsi dal positivismo e dalle illusioni sociali
Sostituire la lotta di classe con la lotta fra nazioni
Italia fra potenze coloniali
Idee degli irredentisti (liberazione del Trentino e di Trieste, espansione nell'Adriatico)
Giolitti si serve dell'appoggio di questa fazione elitaria
manifestazione di un grande capitale
riassunto del malcontento dei ceti medi
1909 cade il terzo governo di Giolitti
Governano Sonnino e Luttazzi
1911 torna Giolitti con un governo più a sinistra, con tre ministri radicali
- suffragio universale
- monopolio statale delle assicurazioni sulla vita e sulle pensioni
- conquista della Libia
Guerra di Libia
1881 Italia perde la Tunisia della Francia
1887 assenso delle potenze europee per avere influenza sulla Turchia
1910 campagna politica che proponeva la Libia come terra promessa (invece "scatolone di sabbia")
1911 governo Giolitti, senza il parere del Parlamento, decide di attaccare la Libia
favorevoli: nazionalisti
destra conservatrice
moderati e cattolici
socialisti riformisti
contrari: Salvemini
maggioranza del partito socialista
riformisti di Turati
massimalisti
democratici
Rapida conquista dei centri costieri
In seguito guerra ha esiti difficili per la guerriglia turca a carattere tribale e religioso - guerra santa -
Italia conquista isole dell'Egeo - Dodecaneso (italiano fino al 1947, mai più restituite alla Turchia)
1912 Trattato di Losanna
Italia ottiene Tripolitania e Cirenaica, solo nella fascia costiera
Suffragio universale maschile
Diritto di voto a tutti i cittadini maschi, anche analfabeti dopo i 30 anni, alfabeti dopo i 21
Diritto di voto alle masse contadine
- allargamento e consolidamento delle istituzioni democratico rappresentative
- togliere alla sinistra un cavallo di battaglia
- voto contadino in funzione conservatrice
ottobre 1913 prime elezioni a suffragio universale maschile
1913 crisi del partito socialista - vittoria massimalisti e fondazione del PSRI(socialista, riformista)
crisi economica - arresto della crescita produttiva e problemi occupazionali
- aumento delle migrazioni in America
Giolitti ha paura delle masse e del partito socialista
amplia alleanza con i cattolici (strutture religiose) contro il diffondersi del socialismo
1913 Patto Gentiloni con Ottorino Gentiloni
Giolitti deve impegnarsi a proibire leggi anti-clericali in materia di insegnamento e di legislazione civile
Provoca una rottura nello schieramento liberale, manca una stabile maggioranza
1914 Giolitti si dimette
Al governo Antonio Salandra - rappresentante degli agrari pugliesi, ma anche industriali del nord
I Interpretazione energica e autoritaria dello stato
Rafforzamento dei poteri dell'esecutivo
Scontri sociali e tensioni risolte con il pugno di ferro
Giugno 1914 "settimana rossa" - stato d'assedio in Romagna e nelle Marche
PARTITI
Dal latino "partire" - dividere -
Nascono con 1) la rivoluzione inglese del Seicento - sistema di rappresentanza parlamentare
2) la rivoluzione francese - scontro politico dei club
3) formazione Stati Uniti d'America - contrapposizione fra federalisti e antifederalisti
4) Rivoluzione industriale - formazione della società di massa, allargamento del suffragio elettorale
- organizzazione territorialmente diffusa, comunicazione fra centro e periferia che dura più della vita dei fondatori
- volontà di esercitare il potere locale e centrale
- ricerca del sostegno popolare
Partiti di quadri - partiti dei notabili, partiti di comitato, di rappresentanza individuale
Partiti di massa - organizzativi strutture stabili con un unico indirizzo ideologico e programmatico
° esprimere le forze politiche dei lavoratori, preparare le masse ad avere coscienza di sé
° elaborati dai partiti socialisti
° divisione in sezioni, federazioni, direzione centrale
° cariche elettive, assunzione di funzionari stipendiati dal partito e quote regolari minime per tutti gli iscritti
° partiti di militanti, presenza attiva nella società
- elettorali destra borghese che non ha bisogno di inquadrare le masse
° no finalità alternative al regime conservatore
° organizzazione in sezioni, federazioni come partiti di massa
° rispondere alle esigenze del maggior numero di elettori, anche eterogenei
SINDACATI
Volontà di migliorare la condizione dei lavoratori
Organismi rappresentativi, in grado di contrapporsi e di frenare l'aggressività degli imprenditori
Strumento di lotta è lo sciopero(risposta padronale è la serrata generale)
- marxisti > corrispondono all'ideologia politica, trasmissione fra partito e le masse
- riformisti > autonomia dai partiti(trade unions inglesi), migliorare con gradualità
- cristiano-sociali > corporazioni, armonia fra datori di lavoro e proletari, verticalità
- anarco-rivoluzionari > azione rivoluzionaria e violenta, sciopero generale
- fascisti > non ammette sciopero, corporativo, autoritarismo nelle fabbriche, interessi industriali
LA PRIMA GUERRA MONDIALE 1914/1918
Cause storico-politiche - Immagine della "lunga miccia" accesa da tempo
Instabilità degli stati europei: Impero austro-ungarico 10 nazionalità in lotta
Germania in espansione, nazionalismo
Francia in attrito per Alsazia e Lorena
Turchia in tensione per i Balcani
Inghilterra in crisi economica e minacciata dagli altri stati
Cause economiche - ricerca di nuovi territori dove esportare prodotti, politica imperialistica
Cause militari - aggressività militare, ampliamento eserciti
Cause socio-culturali - nazionalismo appoggiato dal popolo, superiorità della propria nazione
Incomprensione delle teorie di Darwin, dell'evoluzione delle nazioni
Liberazione delle energie dei giovani
SCOPPIO DELLA GUERRA
1) 28 giugno 1914 - assassinio dell'Arciduca d'Austria Francesco Ferdinando
Reazione austriaca è un ultimatum alla Serbia(volontà di aggressione dell'Austria, rilancio della politica estera, no mediazione proposta dall'Inghilterra)
Serbia non accetta
28 luglio Austria dichiara guerra alla Serbia
2) Russia proclama mobilitazione generale
Germania e Francia entrano in guerra
Schieramenti: Germania Gran Bretagna
Austria Francia
Turchia Russia
Bulgaria Italia, Romania, USA
(Giappone, Portogallo, Grecia, Cina)
Guerra è totale - fronte interno, organizzazione economica, scientifica, tecnica, burocratica
fronte esterno, novità tecniche e militari
Guerra di trincea di logoramento
Italia - opinione pubblica profondamente divisa
1914 Governo Salandra proclama neutralità
schieramenti contrapposti
interventisti di destra - nazionalisti: violenza è vitalità nazionale
irredentisti: liberazione si Trento e Trieste
destra conservatrice anti-giolittiana: Italia deve affermarsi in Europa
cattolici conservatori: rispettare patto con imperi centrali
piccola borghesia - industria pesante
interventisti di sinistra - democratici: intervento con Intesa, potenze democratiche
repubblicani irredentisti: finalità geopolitiche, quarta guerra d'indipendenza
frange socialiste riformiste e rivoluzionarie
neutralisti - maggioranza della popolazione
maggioranza dei parlamentari: ottenere Trento e Trieste in cambio del non-intevento
socialisti: guerra è solo scontro di capitalismi, danni per i proletari
cattolici: Benedetto XV, ma poi implicito consenso
1915 Patto di Londra - con l'Intesa, se vittoria Italia avrebbe ottenuto Trento, Trieste, Sud Tirolo, Istria(no Fiume), Dalmazia, Albania, Dodecaneso, Adalia
1915 manifestazioni a favore dell'intervento, Mussolini e D'Annunzio
24 maggio 1915 guerra all'Austria - Ungheria
agosto 1916 guerra alla Germania
PRIMA FASE 1914-1915
1) Germania occupa Lussemburgo, Belgio e arriva a 35km da Parigi
Piano Schlieffen - Germania attacca Francia per impedire accerchiamento - fallisce sul fiume Marna
Guerra di trincea, formazione del fronte occidentale, per 800 km dalle Fiandre alla Svizzera
2) Russia attacca la Prussia
3) Turchia entra in guerra in appoggio agli stati centrali
Apertura dei fronti russo-turco e anglo-turco
- Germania e Austria tentano forte offensiva contro la Russia
- Maggio 1915 Italia entra in guerra con l'Intesa
SECONDA FASE 1915-1916
1) Preminenza degli Imperi Centrali, Germania occupa zone industrializzate francesi e belghe
Entrata in guerra della Bulgaria con l'Alleanza
- gennaio 1916 caduta della Serbia
- Inghilterra ha predominio sui mari, Germania rafforza la sua flotta
- Italia ha esercito fresco, ma disorganizzato
Generale è Luigi Cadorna(brutalità della sua disciplina)
Attacco agli austriaci sull'Isonzo
- battaglia di Verdun(21 febbraio/21 luglio 1916) fra francesi e tedeschi
- battaglia della Somme(22 giugno) fra inglesi e tedeschi per disimpegnarli da Verdun
- Austria attua "Strafexpedition" - spedizione punitiva - contro gli italiani traditori dell'Alleanza
Ma non sfondano il fronte, guerra di trincea
- successo russo contro l'esercito asburgico
- blocco economico attuato dalla Gran Bretagna
- guerra sottomarina tedesca, battaglia dello Jutland contro flotta inglese
1916 situazione di stallo generale, alleati mantengono aree strategiche
Romania invasa dalle truppe austro-tedesche e bulgare
Turchia allo stremo per le rivolte interne dell'Arabia
Italia, cade il governo Salandra
Austria, succede l'imperatore Carlo I, chiede pace separata che viene rifiutata
Movimento socialista in opposizione alla guerra "guerra alla guerra", solo per capitalisti
1915 conferenza internazionale a Zimmerwald, Svizzera
"proletari di tutti i paesi, unitevi!" - tesi bolscevica: rovesciamento guerra in rivoluzione socialista
TERZA FASE 1917-1918
- guerra sottomarina totale
- reazione degli Stati Uniti che entrano in guerra con l'Intesa
presidente Wilson, interessi degli industriali, difesa dei capitali ceduti a Francia e Inghilterra, difesa della democrazia, rompere isolazionismo di Monroe
- pace di Brest-Litovsk fra Russia e Germania, cessione ai tedeschi della Polonia
- 24 ottobre 1917 sfondamento fronte italiano a Caporetto, per condizioni militari e strategiche, e per cause generali e sociali di deterioramento dei rapporti fra la truppa italiana
nuovo fronte sul Piave, nuovo generale Armando Diaz più comprensivo
- annuncio del papa Benedetto XV per la pace
- Germania sconfitta dai franco-britannici: seconda battaglia della Marna e battaglia di Amiens
- Bulgaria si arrende all'esercito franco-serbo
- Austria sconfitta a Vittorio Veneto dagli italiani, Carlo I abdica e si proclama la repubblica
- indipendenza di Ungheria, Cecoslovacchia, Jugoslavia
- Turchia si arrende
- 9 novembre 1918 Berlino proclama la repubblica
18 gennaio 1919 a Parigi - riunione delle 32 nazioni vincitrici
USA - Wilson - 14 punti: libertà di commercio, no protezionismo
riduzione degli armamenti
società delle nazioni
spartire territori secondo le nazionalità
America controllo sull'Europa
Francia - Clamenceau - Francia in posizione dominante in Europa
annientare la Germania: forti indennità di guerra, controllo politico-militare, perdita delle colonie
Gran Bretagna - Lloyd George - no eccessivo rafforzamento della Francia
Supremazia impero inglese, eliminazione flotta tedesca
mantenimento delle colonie nonostante Wilson
Italia - Vittorio Emanuele Orlando - ingrandimenti territoriali, rispetto del patto di Londra
No compensi promessi, solo Trento e Trieste, vittoria mutilata
(1920 Trattato di Rapallo, Giolitti accetta indipendenza di Fiume)
28 giugno 1919 - Patto di Versailles con Germania
Alsazia e Lorena alla Francia
Territori alla Danimarca e alla Polonia(corridoio di Danzica)
Perdita di territori balcanici
Perdita delle colonie
Flotta e esercito ridotti
Indennità di guerra
Fornire materie prime ai paesi vincitori a basso prezzo
10 settembre 1919 - Trattato di St. Germain con Austria
Perde 7/8 del suo territorio
Scompare impero asburgico
1 agosto 1920 - Trattato di Sèvres con Turchia
Territori alla Grecia e all'Arabia
1920 Società delle Nazioni a Ginevra
Stati Uniti non partecipano, Congresso boccia la proposta di Wilson
Conseguenze della guerra:
- crisi demografica(epidemia di influenza spagnola)
- grossi debiti con USA, inflazione e disoccupazione
- potenziamento delle industrie pesanti
- massiccio ingresso dello Stato nella vita economica
- importanza dei sindacati
- presenza massiccia delle donne nel mondo del lavoro
CRISI DELLO ZARISMO, RIVOLUZIONE E STALINISMO
Vecchio calendario giuliano, 13 giorni in più
XIX secolo in Russia
- autodifesa dell'assolutismo e dello zarismo
sostegno dell'aristocrazia, esercito e Chiesa ortodossa
repressione delle opposizioni
- problema agrario e superamento del feudalesimo nelle campagne
mir, villaggio dell'organizzazione agricola medievale, distribuisce terre, organizza contadini
malcontento nelle campagne
- espansionismo militare e politica imperialistica in Asia
dagli Urali al Pacifico, fino al Caucaso, carattere multinazionale
1861 Alessandro II - legge che abolisce il servaggio
contadino ha i uso il terreno che deve pagare affitto al proprietario
peggioramento delle condizioni dei contadini, guadagno dei latifondisti
nuovi proprietari medi, kulaki che acquistano le terre a riscatto
Dipendenza economica dall'Occidente - Investimenti del capitale straniero
Sviluppo industriale molto forte, siderurgico e ferrovie
Fronte di antizarista: intellettuali, studenti, borghesia istruita - intellighentzia
Occidentalisti - via europea
Sviluppo capitalistico
Imitazione delle potenze straniere
Slavofili - destra conservatrice
Via nazionale
Mondo rurale, tradizioni contadine, stabilità del popolo
Populismo - organizzazioni feroci, radicale riforma agraria, abolizione dello Stato Sistema di libere comunità federate
Specificità della storia e dello sviluppo russo
Partito elitario di specialisti dell'eversione
Fede nel contadino e nelle sue potenzialità
Alfabetizzare, rendere coscienti i contadini della loro funzione
Aiutare progresso e emancipazione popolare
Socialrivoluzionari
Dostojevskji
Marxismo - distaccati dall'esperienza populista
Valutazione positiva del modo capitalistico, fede nello sviluppo tecnico e produttivo
Necessità della rivoluzione borghese, missione storica di distruzione del feudalesimo
Soggetto rivoluzionario è proletariato(no popolo contadino), agitazioni di massa
Plechanov - decisa crescita del proletariato
1898 a Minsk fondazione del POSDR, partito operaio socialdemocratico russo
Rivista "Iskrà"(scintilla) animata da Lenin(Vladimir Uljanov) e Martov(Jilij Cederbaum)
Contrasti fra loro - bolscevichi, maggioritari, con Lenin
- menscevichi, minoritari, con Martov
Lenin(1870-1924), posizioni politiche vicine a Plechanov
- assoluta priorità della lotta politica sulle rivendicazioni sindacali
- partito di un partito di professionisti della politica
- no spontaneismo politico delle masse
- elaborazione di una chiara e univoca teoria rivoluzionaria, marxismo
partito monolitico, ideologicamente omogeneo e puro
- marxismo russo unito al populismo
In Russia è impossibile condurre lotta politica con mass-media e mezzi europei
No menscevichi, no partito unico di massa, pubblico, larga democrazia interna, no fusione partito e sindacato, sviluppo democratico del paese, no corrente occidentalista del marxismo
- Congresso di Londra - separazione fra menscevichi e bolscevichi
- Rivoluzione
Condizioni pietose del proletariato, malcontento cresce inesorabilmente
Repressione controlla i sindacati
9 gennaio 1905 Gapon comanda il movimento popolare giallo
pacifica processione religiosa a San Pietroburgo
presentare petizione allo zar
davanti al Palazzo d'Inverno esercito apre il fuoco - domenica di sangue -
assurda repressione causa vastissimo movimento di scioperi nelle industrie e rivolte nelle campagne
ondata di disordine e ribellismo sociale
Ampi strati borghesi osteggiano zarismo - partito Costituzionale Democratico - cadetti
Creazione in Russia di un sistema costituzionale moderato
Sviluppo dell'economia e liberalizzazione della vita
Nicola II concede la Duma, organo consultivo su base censitaria di opposizione liberale
Ammutinamento della corazzata Potemkin e esercito rifiuta di sparare
Sciopero generale a San Pietroburgo
Creazione del primo SOVIET(consiglio) dei lavoratori, capo è Trockij
Soviet come organo di governo politico delle masse
Strumento di rivendicazioni economico-sociali
17 ottobre 1905 Nicola II emette un manifesto
- libertà politiche e civili
- estensione elettorale della Duma
Borghesia controllata, Duma sottoposta al potere assoluto, funzione solo ornamentale
Dal 1906 al 1911 - Petr Stolypin al governo
Dure repressioni del movimento operaio e tentativi di riforme economiche
Tentativo di modernizzare la sfera economica e produttiva mantenendo assoluto controllo politico
Elezioni della Duma del 1906 - cadetti ottengono maggioranza
Duma anti-zarista, Stolypin la sopprime
Stolypin emana decreti per i contadini che devono appropriarsi delle terre - rafforza kulaki
Riprendono gli scioperi degli industriali, partito marxista ha molta influenza sulle masse
Credibilità del governo cala molto
1914Russia entra nella Prima guerra mondiale
Fragile economia russa e sistema di trasporti non sopporta il peso di una guerra totale
Sistema ferroviario collassa(1917)
Produzione di grano declina, scorte si esauriscono, prezzi crescono, richiesta di prestiti esteri
Impopolarità della guerra
1915 crollo militare, perdita di Galizia, Bucovina e Polonia - scioperi si moltiplicano
Cadetto Miljukov e principe l'Vov - Blocco moderato nella Duma
Opposizione nobiliare allo zarismo
Creazione di un governo borghese moderato
1916 congiura nobiliare contro il monaco Rasputin che governava al posto dello zar
23 febbraio 1917 a San Pietroburgo cominciano i disordini
Creazione di gruppi spontanei che chiedono pane, la fine della guerra e della repressione poliziesca
Reparti della guarnigione di Pietrogrado si uniscono ai manifestanti
Zar ordina repressione violenta, ma cosacchi non possono intervenire e restano neutrali
Sciopero dei ferrovieri blocca l'arrivo di truppe
26 febbraio zar scioglie la Duma
28 febbraio Duma crea un Comitato Provvisorio per ristabilire l'ordine
Soviet popolare elegge Comitato Esecutivo Provvisorio controllato dai menscevichi
Nasce "Izvestia" - giornale del soviet che informa la massa e dà disposizioni
Governo di fatto affiancato a quello legale
Zarismo non ha più sostenitori, nemmeno fra i nobili
Liberali, democratici e moderati considerano estinto lo zarismo
2 marzo1917 Nicola II abdica
Formazione del governo provvisorio, presieduto da L'Vov, ministri del blocco borghese progressista
Russia diventa repubblica, attesa di un'Assemblea Costituente da eleggersi a suffragio universale
Repubblica sopravvive 8 mesi, stato si dissolve, crollo della Russia
Favorevoli alla guerra: - partiti rivoluzionari, marxisti, socialrivoluzionari perché rivoluzione
deve sopravvivere e bisogna combattere imperialismo tedesco
- menscevichi perché democrazia va difesa, richiamo patriottico
Sacrificare aspettative delle masse in favore alle necessità belliche
Sviluppo dell'anarchia e di poteri locali autonomi
4 aprile 1917 Lenin torna dall'esilio in Svizzera grazie all'aiuto tedesco
(Germania vuole il ritiro della Russia)
Necessità di superare il dualismo dei poteri
Prendere il potere eliminando il Governo Provvisorio, consegnando tutto il potere ai soviet
Ritiro russo dalla guerra per difendere i proletari, rivoluzione deve essere internazionale
Terre confiscate a servizio dei soviet locali, grandi proprietà vanno socializzate
Pravda, organo di stampa del partito pubblica le "tesi di aprile"(Stalin accusa di anarchismo)
Distruzione dello stato - "tutto il potere ai soviet"
Potere indiscusso del capo al vertice del partito, morale borghese ripudiata per il fine rivoluzionario
3 giugno 1917 Primo Congresso Panrusso dei soviet a Pietrogrado, bolscevichi in minoranza
18 giugno truppe all'assalto degli austro-tedeschi senza organizzazione
4 luglio accusa ai bolscevichi di essere filo-tedeschi, Lenin costretto all'esilio in Finlandia
Partito bolscevico cresce, arriva alla maggioranza in alcune fabbriche, aumenta la presa sulle masse
3 agosto il congresso clandestino, su invito di Lenin, vota l'insurrezione armata
Distruzione dello Stato e della macchina oppressiva
Dittatura democratica del proletariato e dei contadini
Modello della Comune di Parigi
Riga cade in mano ai tedeschi, disfatta russa
26 agosto generale Kornilov marcia su Pietrogrado, tentativo di colpo di stato
bolscevichi armati difendono in governo provvisorio
2 settembre soviet hanno maggioranza bolscevica
Creazione di un Comitato Militare Rivoluzionario, organizza forza militare "la guardia rossa"
Rivoluzione organizzata per il 24 ottobre, potere dato al Secondo congresso Panrusso
24 ottobre guardie russe occupano i punti nevralgici della capitale senza alcuna vittima
Guarnigione di Pietrogrado si dichiara neutrale, favore ai bolscevichi
25 insorti prendono il Palazzo senza combattere, ministri arrestati, Kerensky fugge
Potere è nelle mani di Lenin
La nascita dell'URSS
Soviet approva due decreti
Decreto sulla pace: invito alle potenze a una pace immediata senza annessioni né contribuzioni
Decreto sulla questione agraria: abolizione della proprietà privata, confisca delle grandi proprietà
Creazione del Consiglio dei Commissari del Popolo, composto da bolscevichi e guidato da Lenin
30 settembre 1917 - 1° costituzione: repubblica federale
soppressione dello sfruttamento
diritti del popolo sfruttato e oppresso
no divisione dei poteri
soppressione della proprietà privata
CCE - congresso generale- rappresentanza legislativa
nomina 19 ministri(potere esec., ammin., giudiz.)
12 novembre elezioni per l'Assemblea Costituente
Risultati sfavorevoli ai bolscevichi che sciolgono d'autorità l'assemblea
Lenin trova contrasti con le masse popolari e i governi europei spaventati
- contro la guerra per salvare la rivoluzione
tedeschi avanzano al nord e occupano l'Ucraina
esercito russo ormai in dissoluzione
capitale a Mosca
Lenin ha il sopravvento e inizia trattative con i tedeschi
3 marzo 1918 - pace di Brest-Litowsk - Russia perde la Bielorussia, Ucraina e Baltico
bolscevichi sono contrastati da tutti i partiti
Primavera 1918, problemi della Repubblica:
- intervento armato delle potenze straniere ai confini
Intesa vuole eliminare potere bolscevico, repubblica democratica che continui la guerra
Europa ha paura di un esempio che fomenti rivolte socialiste
Vaste prospettiva coloniali se URSS si dissolve
Inglesi sbarcano a Nord, governo anti-bolscevico
Giapponesi nel Pacifico
Europei espulsi nel 1919 dalla durissima resistenza bolscevica e dai movimenti socialisti
- guerra civile
nuovo esercito bolscevico, controrivoluzionario delle
armate bianche, guidate da ex generali zaristi, truppe cosacche, menscevichi, piccoli borghesi
guerriglia continua, insuccesso dei bianchi - non considerano le rivendicazioni dei contadini
no consenso delle masse
terrorismo dei socialrivoluzionari
1919 bolscevichi cacciano dalla Crimea l'esercito di Wrangel, ultimo generale bianco
1920 CEKA - polizia politica bolscevica - reprime la ribellione con metodi violenti e arbitrari
1920 maresciallo Pilsudski dalla Polonia tenta l'invasione della Russia
Armata Rossa sconfigge i polacchi e Lenin ordina l'invasione della Polonia che fallisce
- ribellioni contadine
ECONOMIA
Condizioni generali dell'economia russa sono disastrose
Crollo della disciplina di fabbrica arresta la macchina produttiva
Inflazione altissima, prezzi alle stelle
Scioperi generali
Stato controlla tutte le branche dell'economia: 1918 statalizzazione della terra e delle industrie
Soppressione del libero mercato
Fiorire del mercato nero
Comunismo di guerra: fino al 1921 guerra spietata condotta da squadre operaie bolsceviche nelle campagne per strappare ai contadini tutto ciò che non sia necessario
Comunismo di guerra produce
- opposizione contadina al regime
- si incrina l'alleanza con il popolo
- si accentua il centralismo politico
- soviet e organismi locali perdono tutto il potere, dittatura è di un ristretto numero di dirigenti
Bucharin, giovane e importante dirigente del partito portavoce delle opposizioni interne
Politica filo-contadina
Stimolare produzione agricola, ordine sociale e convivenza pacifica
Trockij politica industrialista
Favorire proletariato, migliorare condizioni dei proletari
marzo 1921 - DECIMO CONGRESSO DEL PARTITO
"Nuova Politica Economica" - NEP -
- superamento del comunismo di guerra
- liberalizzazione del commercio e dei beni di consumo(contadini coltivano per sé stessi e vendono il surplus)
- legalizzazione del commercio spicciolo e il mercato nero(cresce potere di piccoli commercianti)
- sovvenzioni all'industria leggera
- sistema misto, statale e privato, di produzione
- "Nazionalismo socialista": edificazione dell'URSS come stato stabile e solido
Fallimento dell'internazionalismo russo - nessun paese europeo sarebbe diventato rivoluzionario
- proibizione del "frazionismo" - no creazione di correnti stabili in opposizione al partito
- carattere autoritario del partito, potere è solo nelle mani di Lenin
- URSS diventa stato totalitario a partito unico
NEP migliora condizioni dei contadini, no proletari
Ricompaiono i beni di consumo
Salari restano bassi e prezzi dei prodotti agricoli crescono: kulaki rafforzano la loro posizione
NEP aiuta la vita delle campagne a scapito delle città - industria pesante in stato di collasso -
Gennaio 1924 Lenin muore di una malattia cerebrale
Spaccatura per la successione: Stalin è capo organizzativo del partito, controllo della burocrazia sovietica mentre Trockij ha potere morale e popolarità
Stalin # Trokij
1) valutazione della situazione politica internazionale e delle prospettive nazionali della rivoluzione
Stalin: socialismo di un paese solo
URSS potenza stabile, industriale e competitiva
Trockij: rivoluzione permanente che rafforzasse proletariato
URSS deve lottare contro capitalismo occidentale
- giudizio sulla NEP e sulle sue implicazioni di carattere sociale e politico
Stalin e Bucharin: mantenere libero mercato
Legare i contadini allo stato
Proseguire con la NEP e il suo lento, progressivo sviluppo
Alleanza con i contadini
Trockij: critica della NEP che non aiuta i proletari
Industrializzazione accelerata
Collettivizzazione della terra, controllo statale della produzione e della vendita
- gestione del partito e dello Stato
Stalin: approva Lenin
Trockij: denuncia la gestione autoritaria
Dal 1925 Stalin si afferma ed esclude Trockij dal potere
NEP prosegue
1926 "leva Lenin" - iscrizione massiccia di "gente tranquilla", cerca nel partito stabilità e sicurezza
1927 sconfitta definitiva dell'opposizione di sinistra
1929 espulsione dall'URSS di Trockij, lungo esilio, muore in Messico assassinato da sicari di Stalin
1924-1925 stati europei riconoscono l'URSS
1927 crisi della NEP, crisi totale della Russia
crollo delle riserve di grano
instabilità dei prezzi
città minacciate dalla fame
si spezza l'alleanza fra bolscevichi e contadini
risentimento operaio
NEP rafforza ceti borghesi, kulaki diventano nemici della rivoluzione
XV CONGRESSO DEL PARTITO - dicembre del 1927
- Espulsione degli oppositori dal partito
- Industrializzare il paese senza badare ai costi
- Superare i paesi occidentali sul piano economico
Politica generale di Stalin:
- Industrializzazione forzata
Piani quinquennali stabiliscono gli aumenti produttivi
Aumentare fabbricazione di mezzi di produzione e di materie prime
Industria pesante
Razionamento dei beni di consumo
Ricorrere a personale straniero specializzato
Sviluppare istruzione tecnica
Disoccupazione scompare
Maggiore produttività (1935 Stachanov, movimento stacanovista, ideologia del lavoro)
Aumento della popolazione delle città
Industrializzazione trasforma economia sovietica, URSS è potenza industriale
- Collettivizzazione forzata
Piegare agricoltura alle necessità dell'industria
Estendere il controllo statale sulle campagne
Eliminare i kulaki come classe dominante confiscando le terre e i beni
Costringere i contadini ad entrare in unità produttive collettive
Creazione delle SMT (Stazioni di macchine e trattori)
Stato si impadronisce di una parte di raccolto e il resto rimane al contadino
Contadini reagiscono e si ribellano - Stato reprime con il sistema delle confische
1931 Guerra civile contro i kulaki porta al collasso
Eliminazione e deportazione dei ricchi e di kulki che si oppongono al governo
- eliminazione di ogni opposizione
eliminazione integrale di ogni opposizione a Stalin
espulsioni, soppressioni, falsi processi all'interno del partito
circa 3 milioni di vittime
abolizione della democrazia
- totalitarismo e culto del capo
censura totale
tutto doveva difendere e esaltare la "patria socialista"
statalizzazione dell'economia, monopolio di sindacati, cultura, mezzi di comunicazione
culto illimitato di Stalin, capo incarna la continuità del progresso, successore di Lenin
Stalin gode dell'appoggio popolare
1936 nuova Costituzione
- no distinzione di classi sociali, tutti hanno diritto di voto(elezioni pilotate)
- bandire capitalismo
- libertà è confermata se concorda con il regime
URSS diventa potenza industriale, si combatte analfabetismo, servizi sanitari, assistenziali e sociali di massa - ma è caratterizzata da terrore, conformismo di massa, dominio della burocrazia, monopolio del potere
LA CRISI DEL 1929
Ripresa economica del dopoguerra
Durante la prima guerra mondiale - rapida accelerazione del processo di concentrazione produttiva
Affermazione di gruppi di enormi dimensioni
Crescere del controllo statale sull'economia
Inflazione(soprattutto in Germania, riparazioni di guerra e debiti con USA)
1922 ripresa produttiva trascinata dagli Stati Uniti
Supremazia economica degli USA, no supremazia finanziaria che resta all'Inghilterra che però non regge il ruolo di stabilizzatore internazionale
USA sono creditori sul piano internazionale
Triangolazione finanziaria artificiale e fragile(USA, Gran bretagna, stati europei)
Intervento di grandi banche d'affari private
Circolazione di capitali assume un andamento rischioso
USA
Tra 1922-1929 - boom economico
Speranza di arricchimento veloce e sicuro
Produzione su grande scala dei metodi di razionalizzazione tayloristica
Impressionante crescita produttiva
Filosofia del non-intervento governativo
Problema di squilibrio interno e sovrapproduzione relativa
Settore agricolo, edile e tessile non coinvolto nel boom economico
Grande concentrazione della ricchezza(1% della popolazione controlla il 30% della ricchezza)
Crescita della Borsa senza controllo, assenza di un'autorità di vigilanza sulle attività speculative
Crollo del 1929
Ottobre 1929 inversione di tendenza
Big Crash, scambio al ribasso di milioni di azioni, corsa alle vendite
La più grande catastrofe economica in tempo di pace
Crisi si estende al sistema bancario, fallimento di 5000 banche
Crisi dilaga nel campo produttivo e della distribuzione
Disoccupazione di massa
Peggioramento delle condizioni dei farmers
Prezzi agricoli crollano
Piccoli agricoltori vengono licenziati
Spopolamento delle campagne, fuga verso l'ovest e le città
CRISI INTERNAZIONALE
Crisi coinvolge economie e società delle nazioni europee e delle aree coloniali
Deflazione generalizzata
Produzione mondiale crolla del 38%, investimenti del 55%, commercio del 70%
Risposte:
- Protezionismo, politiche autarchiche
- contrazione degli scambi commerciali, disgregazione dell'economia mondiale
- chiusura verso l'esterno
- spirale di sfiducia reciproca, mancanza di coordinamento tra varie nazioni
1933 Conferenza Economica a Londra non dà soluzioni
Roosvelt sgancia il dollaro dal sistema aureo
USA resta indipendente dall'Europa
GERMANIA
Economia tedesca non riesce a pagare le riparazioni di guerra
Crollo di grandi banche(Credistalt austriaca)
Cancelliere Bruning:
misure deflazionistiche creano solo appesantimento della crisi economica
contenimento delle spese statali
riduzione dei salari
disoccupazione cresce a dismisura
ritiro massiccio dei capitali stranieri
ITALIA
Intervento fascista nell'economia:
politica autarchica
controllo statale degli scambi monetari
grandi lavori pubblici
concentrazione industriale(IMI, IRI)
protezionismo fino alla politica autarchica
riarmo e aggressività internazionale
FRANCIA
- Ministro Laval(centro-destra):
costi sociali della disoccupazione pagati da un milione di immigrati che ritornano in patria
agricoltura come valvola di sfogo, assorbe lavoratori
rapporto fisso della valuta francese in oro sopravvaluta il franco
- Léon Blum al governo per mobilitazione sindacale e alleanza fra socialisti e comunisti
soluzioni per le classi proletarie
inflazione e svalutazione
- Reynaud riesce a fare riforme per la ripresa
GRAN BRETAGNA
Paese esce dalla crisi presto
1931 sganciamento della sterlina dalla parità aurea
sistema di "preferenze imperiali" che favorisce le merci inglesi sui mercati del Commonwealth
progetti di edilizia privata e pubblica
dualismo 1) Galles, Scozia e Nord Inghilterra
prima industrializzazione basata sul carbone e sulla siderurgia
2) Sud dell'Inghilterra
industrie automobilistiche, elettriche e aereonautiche
problema occupazionale risolto con l'impegno bellico
USA
1932 dura la crisi, milioni di disoccupati
Franklin Delano Roosvelt, grande consenso popolare, fiducia tra la classe media, farmers
"New Deal"(nuovo corso)
- interessamento e intervento dello stato nella vita del cittadino
- stimolare ripresa produttiva
- controllo legislativo del sistema creditizio per far crescere i prezzi
- difendere reddito degli agricoltori
- tamponare disoccupazione cercando contratti a termine per lavori di pubblica utilità
- piano di programmazione territoriale per la valle del fiume Tennessee
- dare nuova fiducia al popolo americano
- moderno sistema pensionistico
- legge sui diritti dei lavoratori
- politica tributaria progressiva sul reddito
Roosvelt coinvolge tutti gli strati della popolazione
Nascita del welfare-state(stato di benessere) - sicurezza sociale a tutti i cittadini -
Dal 1938 USA escono dall'isolamento nazionale e intervengono in Europa
1939 preoccupazione per l'imminente conflitto, ingenti spese per il riarmo
IL FASCISMO
Vittoria mutilata, no Dalmazia per i 14 punti di Wilson
1919 Orlando e Sonnino abbandonano la Conferenza di Parigi - polemica
Cause del fascismo:
- trasformazioni socio-economiche nel primo dopoguerra
evoluzione dell'apparato industriale rafforza ceto imprenditoriale e quello operaio
guerra crea squilibrio sociale e tensione fra ceti sociali
progressivo indebolimento del legame fra classi medie e istituzioni
rafforzamento dell'industria
- crisi dello stato liberale
stato liberale reazionario non dà risposte concrete, non reagisce alle trasformazioni
piccola e media borghesia oppressa dal pesante carico fiscale
- nuovo clima ideologico
scontro fra estrema destra e sinistra massimalista
12 settembre 1919 D'Annunzio occupa la città di Fiume(Nitti, al governo, non reagisce)
crisi delle istituzioni
appoggio di truppe ribelli
crisi dei ceti medi
necessità di riconversione a fini pacifici dell'industria
aumento numerico del proletariato industriale
IL BIENNIO ROSSO E L'ASCESA DEL FASCISMO
Società civile non trova risposte politiche alle proprie richieste
movimento cattolico o socialista
1919 trasformazione della realtà politica-economico italiana
continue agitazioni, sviluppo associativo delle masse operaie e contadine
- sindacati rossi, ispirazione socialista(CGL e FIOM)
- sindacati bianchi, matrice cattolica(CIL)
Abrogazione definitiva del non expedit, Luigi Sturzo esprime l'opinione dei cattolici
16 novembre 1919 prime elezioni politiche del dopoguerra
Netto declino dei liberali
Grande crescita del partito popolare(cattolici)
Enorme forza del partito socialista
Partito socialista diviso in tre correnti:
- massimalisti che sono alla dirigenza
- riformisti, Turati e Treves
- rivista "Ordine Nuovo", Togliatti, Gramsci, Terracini, legati alla rivoluzione russa
occupazione delle fabbriche e formazione del Partito Comunista Italiano(1921)
Protesta agraria con occupazione delle terra da parte dei braccianti per la mancata riforma
Proprietari terrieri si organizzano autonomamente(spirale di violenza politica, squadre punitrici)
Mussolini si propone alle elezioni con il Movimento dei fasci di combattimento, chiede
- efficienza dell'Italia contro ogni imperialismo straniero
- giornata legale di 8 ore di lavoro
- minimi di paga
- obbligo di coltivare la terra, altrimenti distribuzione ai reduci di guerra
- imposta sul capitale a carattere progressivo
- sequestro dei beni delle congregazioni religiose
- revisione dei contratti di forniture di guerra
- rivendicazione della Dalmazia
BIENNIO ROSSO(1919-1920) E SCONFITTA OPERAIA
Nitti dimostra debolezza nella situazione di Fiume
Popolari e socialisti hanno molto peso nella conduzione della vita politica italiana
1921 Congresso del Partito Socialista a Livorno
Ordinovisti, guidati da Gramsci e Bordiga, fondano il Partito Comunista Italiano
1922 Partito Socialista Unitario formato da Turati
1919 serie di scioperi per aumenti salariali
Crisi di governo che passa a Giolitti
Ondata rivoluzionaria, partecipazione attiva dell'Ordine Nuovo(Gramsci e Gobetti)
Agitazioni sindacali, sul fronte padronale cresce l'intransigenza: rifiuto a concedere aumenti salariali al FIOM(metallurgici) - ostruzionismo e occupazione - fenomeno isolato a Torino
Industriali trovano nei fascisti l'unica forza politica che può tenere a bada il movimento operaio
Opposizione al governo si organizza anche nei sindacati fascisti
Violenza squadrista aiutata dalla magistratura per la repressione del movimento operaio e contadino
Giolitti scioglie le camere, al governo Ivanoe Bonomi
1921 nuove elezioni, crescono i popolari
Mussolini inquadra il partito e conferma la sua leadership
1922 caduta del governo di Bonomi per il fallimento della Banca di sconto
Gravissima crisi istituzionale
Luigi Facta compone l'unico governo democratico primo dell'avvento del fascismo, insieme di gruppi politici contro la controffensiva fascista
Debolezza del governo di fronte agli episodi di violenza fascista
31 luglio socialisti e comunisti chiedono il governo
28 ottobre 1922 si svolge la "marcia su Roma"
Vittorio Emanuele III rifiuta di firmare il decreto per lo stato d'assedio
30 ottobre Mussolini ottiene l'incarico di formare il nuovo governo
FASE LEGALITARIA DELLA DITTATURA
1922-1925 fascismo deve consolidarsi al potere attraverso le istituzioni liberali
31 ottobre 1922 Mussolini presenta i ministri al re Vittorio Emanuele III
Creazione del Gran Consiglio del Fascismo, organo direttivo del partito
Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale(1923) organismo paramilitare per
inquadrare le ex-squadre fasciste
1923 Fusione del Partito Fascista con Partito Nazionalista, intellettuali danno ideologia coerente
Partito Popolare critica il governo al Congresso di Torino(aprile 1923), Mussolini costringe alle dimissioni i ministri popolari e agisce per un avvicinamento al Vaticano
1923 Legge Acerbo - partito di maggioranza relativa avrebbe ottenuto i 2/3 dei seggi, l'altro terzo diviso proporzionalmente
1924 indette nuove elezioni
Lista elettorale filo-governativa ha appoggio diretto di Mussolini, Liberali di Salandra e Orlando
Liste di opposizione sono i popolari, socialisti di Turati e Matteotti, massimalisti, liberali di Giolitti)
Atmosfera di violenza e intimidazione, elezioni vinte dal fascismo
30 maggio 1924 Giacomo Matteotti pronuncia alla Camera una denuncia per i metodi illegali
Matteotti viene rapito e assassinato da squadristi, 16 agosto si trova il suo cadavere
Opposizioni si rifiutano di partecipare alla Camera
Mussolini prende direttamente il comando come unico governatore
1922/1926 Economia ancora legata agli schemi tradizionali liberistici
Ministro Alberto De Stefano - compagnia dei telefoni e settore assicurativo tornano privati
sgravio fiscale che tocca l'imposta sul reddito
soppressione delle libertà sindacali, no diritto di sciopero
diminuzione del valore del salario
1925 anno della trasformazione delle istituzioni liberali verso lo stato totalitario
Controllo monolitico del potere
Dibattito culturale fra Giovanni Gentile, intellettuale fascista, e Benedetto Croce
1925 "leggi fascistissime" dopo una serie di attentati a Mussolini
- Ministri responsabili verso il sovrano e il capo del governo, non più verso il Parlamento
- 1928 Gran Consiglio del Fascismo sostituisce il Parlamento
- Mussolini diventa duce che assomma le cariche massime del partito e del governo
- Dura limitazione del diritto di associazione
- Capo del governo può sciogliere i partiti dell'opposizione
- Organizzazione del consenso - scuola, università e organismi paramilitari(Opera Nazionale Balilla che doveva educare i "figli della lupa", "balilla", "avanguardisti" - GUF per gli universitari - GIL gioventù italiana del littorio)
- Controllo del dissenso - "Tribunale speciale per la difesa dello Stato" e polizia
1928 nuovo sistema elettorale: numero di deputati è di 400, Gran Consiglio del Fascismo sceglie i nominativi, si impedisce opposizione plebiscitaria
24 marzo 1929 lista unica viene approvata
1926/1929 Patti Lateranensi fra Mussolini e cardinale Gasparri
Trattato riconosce una sovranità territoriale della Chiesa
Concordato regola i rapporti fra Stato e Chiesa
religione cattolica è religione di stato
insegnamento della religione nelle scuole italiane
effetti civili del matrimonio religioso
libertà della Chiesa di amministrare i beni ecclesiastici e la nomina dei vescovi
1926 accentuato interventismo statale nell'economia
Ministro Giuseppe Volpi - effetti della crisi del 1929
fissazione del valore della lira rispetto alla sterlina
forte inflazione, diminuzione delle esportazioni
1925 battaglia del grano - innalzamento del dazio sulle importazioni
concentrazione industriale in mano di pochi esponenti
stato partecipa direttamente alla proprietà di industrie e banche
risanamento delle zone paludose
completamento dell'acquedotto pugliese
passaggio verso un'economia industriale
concezione corporativa, ma corporazioni solo rappresentati dello stato
Politica estera - sempre più accentuatamente aggressiva
Necessità di un'espansione territoriale nel Mediterraneo
Problema della disoccupazione(dopo il calo dell'emigrazione verso gli Stati Uniti)
Peggioramento dei rapporti con la Francia
Amicizia con Stati Uniti e Inghilterra
Accordi con Albania, Romania, Bulgaria per discutere l'assetto dei Balcani
1927 appoggio all'Austria contro espansione tedesca
Affermazione dell'imperialismo italiano - politica del riarmo, ricerca di nuovi sbocchi coloniali
1933 appoggio a Hitler nonostante rivalità fra fascismo e nazismo
Italia garante per Austria e Ungheria - Mussolini è "guardia del Brennero"
Accordo con la Francia - stabilità delle frontiere al Nord, Italia contro espansionismo tedesco
1935 Italia si rivolge verso l'Etiopia
Serie di piccoli scontri alla frontiera per giustificare l'intervento
Società delle Nazioni dà piccole sanzioni all'Italia
Propaganda fascista denuncia il carattere barbarico del governo etiope
2 ottobre 1935 dalla Somalia e dall'Eritrea si muovono le truppe italiane
Operazioni militari guidate da Pietro Badoglio e Rodolfo Graziani
Uso di gas asfissianti, bombardamenti selvaggi, guerra totale di carattere terroristico
9 maggio 1936 Etiopia si arrende e italiani vanno al governo etiope, no unione con autoctoni
Dura e sistematica repressione itnerna
Grande consenso in Italia ("oro alla patria"- madri danno le loro fedi)
Disillusione delle speranze create con la conquista dell'Etiopia dà inizio alla crisi del consenso
Intervento italiano e tedesco in Spagna a fianco dei nazionalisti di Franco
Riaffermare interesse sul Mediterraneo
Migliorare i rapporti con la nazione tedesca
21 e 24 ottobre 1936 asse Roma - Berlino
Riconoscimento tedesco della conquista dell'Etiopia
Collaborazione contro il bolscevismo
Difesa di Franco in Spagna
Uscita dell'Italia dalla Società delle Nazioni
6 novembre 1937 Asse Roma - Berlino - Tokyo
Fascismo si avvia in ambito internazionale
Sudditanza nei confronti del nazismo
1939 invasione dell'Albania
Uscire dall'isolazionismo in confronto all'aggressività tedesca
Patto D'Acciaio con Germania
Fascismo perde indipendenza dal nazismo
Collaborazione in caso di guerra
OPPOSIZIONE AL FASCISMO
- concezione liberale dello stato - Albertini, Giolitti, Nitti
Croce(idealista, concezione giustificatrice della storia, intransigenza morale contro la barbarie fascista e Giovanni Gentile)
- ispirazione democratica - Amendola, Salvemini, Gobetti
esigenza borghese di aprirsi verso la classe operaia contro fascismo
Rosselli e Lussu fondano il movimento "giustizia e libertà"(1929)
- partito popolare - Don Sturzo, De Gasperi
- partito socialista - Turati e Nenni
- partito comunista - Gramsci e Togliatti
1934 a Parigi popolari, socialisti e comunisti si uniscono contro il fascismo
GERMANIA FRA LE DUE GUERRE
CRISI DEL PRIMO DOPOGUERRA 1918-1923
Collasso dell'esercito e disgregazione del fronte interno, totale incertezza politica
Socialdemocratici USPD partito più forte
Immediata cessazione delle ostilità
Pace senza annessioni e riparazioni
Democratizzare istituzioni(fine dell'assolutismo) - monarchia parlamentare -
Lega di Spartaco SPD matrice rivoluzionaria e bolscevica(Karl Liebknecht e Rosa Luxembourg)
Rivoluzione anticapitalista
Grande forza di attrazione ideale e politica per proletariato
5 ottobre 1918 cancelliere chiede armistizio all'Intesa
Piccola borghesia, intellettuali si rivolgono verso i programmi più radicali
31 ottobre 1918 marina si ammutina - eletto un soviet di soldati e marinai a Kiel
Rivolta si estende per chiedere pace e democrazia
9 novembre 1918 proclamazione della Repubblica Tedesca
Socialisti moderati tolgono potere agli spartachisti
11 novembre firma dell'armistizio
Formazione di un governo provvisorio dei "commissari del popolo"(moderato)
31 dicembre fondazione del partito comunista KPD
Decisione di insorgere, insurrezione bloccata nel sangue
19 gennaio 1919 elezioni
SPD diventa maggiore partito della Germania
Nuova costituzione: Germania diventa REPUBBLICA FEDERALE
17 lander dotati di ampia autonomia
Carattere borghese dello stato, socialisti perdono voti, nasce NSDAP(partito di destra)
1920 nazionalisti tentano colpo di stato
Repubblica guidata dal centro cattolico
1919 trattato di Versailles umilia la Germania, nazionalisti lo usano contro il socialismo
Germania entra in crisi economica per pagare i tributi di guerra
Esplosione dell'inflazione(1 dollaro vale 4200 miliardi di marchi)
Resistenza passiva all'occupazione francese
KPD prende nuovamente importanza, Hitler tenta insurrezione
Comunisti e nazisti fuori legge
"Piano Dawes" aiuti finanziari dagli Stati Uniti
STABILIZZAZIONE 1924-1929
Piano Dawes
- Germania deve ristrutturare macchina produttiva per reagire alla crisi
- Bisogna fornire alla Germania dei capitali, investimenti e prestiti agevolati
Economia si riprende velocemente
Ritiro francese dalla ruhr
Disoccupazione diminuisce
Leggi che migliorano le condizioni dei meno abbienti
1925 Congresso a Locarno - alleanza con la Francia
1926 Germania entra nella Società delle Nazioni
1926 Germania ha rapporti militari e politici con la Russia bolscevica
GRANDE DEPRESSIONE 1929-1932
Crollo dell'economia, crisi catastrofica
"Grande coalizione" al governo(SPD, cattolici, Partito Popolare, democratici)
Morte di Stresemann, crollo della democrazia
Disoccupazione cresce enormemente
Produzione industriale fallisce
Radicalizzazione delle opposizioni
1930 governo Muller si dimette - rottura fra comunisti e borghesi -
Bruning al governo, sistema dei decreti toglie potere al Parlamento
Si dimette dopo il rifiuto di un suo decreto
Elezioni danno successo alla NSDAP e KTD, i più radicali e nemici della repubblica-
MOVIMENTO NAZISTA
Molti elementi di continuità fra movimento(anni venti e tenta) e stato nazista(1933-1945)
NSDAP(Partito nazionalsocialista) nasce nell'agosto 1920
- movimento di rifiuto degli esiti della prima guerra mondiale - tradimento di marxisti e pacifisti che avevano sabotato la guerra all'interno del paese
- destra tedesca nazionalista e militarista
- antisocialismo
- frustrazione degli ex-combattenti
- rabbia dei borghesi rovinati dalla guerra
- contro capitalismo e egoismo imprenditoriale
- carattere rivoluzionario
- necessità del corporativismo(no sfruttamento e no lotta di classe)
- viscerale antisemitismo(ebraismo è la causa di tutti i mali)
- crisi di un modello di società democratica e moderna
- Hegel, Nietzsche, Gobineau, Chamberlain, Rosemberg, darwinismo sociale
- concetto centrale di razza, unità spirituale di popolo, mito dell'arianesimo
- elemento centrale dell'ideologia è il capo, il Fuhrer
Adolf Hitler nasce nel 1889, famiglia modesta, tentativo di carriera artistica
Si arruola nel 1915, sviluppo delle idee del nazionalismo e pangermanesimo
Carriera militare
1920 inizia l'attività politica
1924-1927 "Mein Kampf"
- lotta al liberalismo, disprezzo per la democrazia e per il parlamentarismo
- lotta al marxismo, no lotta di classe e rivoluzione sociale
- lotta contro gli ebrei
- razzismo, compito della razza ariana di purificarsi
- grande apparato informativo, propagandistico educativo, uso dei mass media
Fino al 1930 NSDAP solo marginale in Baviera e a Monaco
Abbandonare politica dell'avversione violenta
Abbracciare tattica legalitaria
Riorganizzazione delle squadre d'assalto, SA per colpire socialcomunisti
Efficace propaganda per consenso della popolazione: nazione, razza, grandezza tedesca
Joseph Gobbels diventa massimo artefice della propaganda
Assoluta supremazia di Hitler
NSDAP attrae i delusi di tutte le classi sociali, disoccupati e piccolo-borghesi rovinati
1932 elezioni presidenziali
Hindenburg eletto, vecchio maresciallo , voti cattolici e socialdemocratici
Candidatura di Hitler alla cancelleria
37,4% di voti alle elezioni
TERZO REICH
1932 crisi politica delle istituzioni repubblicane
Spaventosa crisi economica
Tensione politica e ideologica, clima da guerra civile fra nazisti e socialcomunisti
Von Papen diventa cancelliere, in appoggio dei grandi agrari e dei circoli reazionari
Mano libera alle SA, usare nazisti come organo di controllo
1932 appoggio totale della grande industria, dell'esercito, degli agrari ai nazisti che devono dare
potere ai borghesi conservatori
Von Papen viene sostituito dal generale Schleicher, rappresentante dell'esercito
Tentativo di collaborazione con i sindacati
Industriali premono per la candidatura di Hitler
Nazismo unisce due fazioni distinte
- filo-conservatrice, vicina ad Hitler
agganci con industriali e esercito
- sinistra, rivoluzionaria(Rohm e fratelli Strasser)
sostiene il progetto anti-capitalistico,
molto potere nelle SA formate da sottoproletari, disoccupati e operai
1933 Hitler cerca in tutti i modi la conquista del potere
Propaganda di inaudita violenza per le elezioni(SA, polizia e SS)
Monopolio dell'informazione
Incolpare i comunisti dell'incendio del 27 febbraio, decreto contro le libertà
Hitler ottiene il 44,9% dei voti - maggioranza assoluta -
Opposizione 1)grandi contrasti fra socialisti, comunisti, democratici e marxisti
2)Partito Comunista mantiene organizzazione clandestina
3)circoli di sacerdoti cattolici, soprattutto dopo il 1936
4)lenta opposizione dei generali dell'esercito, gelosi della loro indipendenza
30 gennaio 1933 Hitler al governo
Comincia la "nazificazione" >equiparazione delle istituzioni al governo centrale e alla sua ideologia
Eliminare ogni opposizione
Assoluto monopolio politico, culturale e sociale del partito
Nazismo = Stato > in maniera "legale", con l'assoluta maggioranza di voti
1) Contro ogni opposizione al regime
- creazione di una polizia ausiliaria
- epurazione dell'amministrazione pubblica
- censura
- eliminazione dei sei articoli della Costituzione di Weimar sulle libertà civili e personali
- ondata di terrore diretta contro i nemici dello stato
- scioglimento dei sindacati, soppressione dei partiti
- esilio di professori universitari(Thomas Mann, Freud, Einstein, Fromm,)
- Lager
- 14 luglio NSDAP unico partito legale
2) Emigrazione, soprattutto del ceto intellettuale(Von Braun - missilistica americana)
3) 1933 Chiesa di Roma stringe concordato con Hitler
4) 1933 creazione della Gestapo, speciale polizia segreta controllata da Himmer(capo delle SS)
- magistratura sotto il controllo del governo
- il diritto e la legalità sono la volontà del Furher(arbitrio è legge dello Stato)
1934 inizia l'aperto contrasto fra fazione destra di Hitler e sinistra di Rhomm
Generali appoggiano Hitler e chiedono meno potere per le SA
Industriali e conservatori che appoggiano Hitler non sopportano idee rivoluzionarie
21 giugno 1934 Von Blomberg impone a Hitler di scegliere: o il regime si libera dai rivoluzionari
oppure l'esercito assume il potere
30 giugno1934 Hitler decide l'epurazione: "notte dei lunghi coltelli" contro l'ala sinistra del partito
fabbricazione delle prove di un falso complotto contro Hitler da parte dei rivoluzionari
SS assassinano senza processo Rhomm e i capi delle SA(oltre 1000 morti)
2 agosto 1934 Hindenburg muore - Hitler diventa presidente del Reich
Potere del dittatore è illimitato legalmente
Educazione politica e ideologica delle masse, inquadrare popolazione nell'ideologia, controllo totale
Antisemitismo
a) dal gennaio 1933 al settembre 1935
boicottaggio dei negozi ebraici
solo discriminazione economica lavorativa per non impressionare i grandi industriali e Europa in attesa di consolidare il potere
progressiva emarginazione
ebrei esclusi per legge dalle università, dalle cariche pubbliche, dalle radio e dai giornali
violenza su ebrei non punita dalla magistratura
stelle gialle di riconoscimento
- dal settembre 1935 al novembre 1938
molti ebrei emigrarono(Palestina e USA)
Leggi di Norimberga(sett.1935)- Ebrei dichiarati fuori dalla comunità nazionale
No cittadinanza tedesca
No diritti di fronte allo stato
Razza ebraica considerata Untermenschen ("sotto uomini")
Proibizione di matrimoni misti
Proibizione di frequentazione con ebrei
- dal novembre 1938
un ebreo uccise a Parigi un diplomatico nazista per protesta contro leggi razziali
Hitler sfrutta l'episodio per organizzare una rappresaglia interna
notte fra 8 e 9 novembre "notte dei cristalli" - centinaia di vetrine di negozi ebraici infrante
locali saccheggiati
ebrei arrestati senza imputazioni
sinagoghe devastate e distrutte
36 vittime e migliaia di feriti
progetto di Hitler della "soluzione finale" - completo annientamento fisico e sterminio
campi di concentramento per oppositori politici si riempiono di ebrei
soprattutto durante la 2° guerra mondiale - campi di sterminio (Auschwitz Treblinka Mathausen)
oltre 7 milioni di morti nei Lager - 6 milioni erano ebrei
Politica economica e sociale
Unico obiettivo è riarmo totale in vista della guerra
Subordinare politica all'economia
Stato comanda alle grandi industrie i tempi e le modalità di produzione
1933 produzione, mercato e consumo sotto il controllo della "corporazione alimentare del Reich" Politica agraria
- ricerca dell'autosufficienza alimentare, comprimere importazioni e favorire produzione interna
ma autarchia mai raggiunta perché popolazione in costante aumento, limitate risorse del suolo e il governo concentra aiuti nell'industria
- no grandi riforme agrarie promesse ai contadini, ma campagne danno consenso
Industria
- eliminazione di ogni sindacato e organizzazioni indipendenti
- assoluta autorità della direzione padronale dell'industria
- 1933 massima concentrazione produttiva possibile
- 1933 obbligo dei trust in diversi settori produttivi
- cartelli per la limitazione della concorrenza, risparmio di risorse, prezzi alti, consolidamento dell'industria pesante
- 1934 creazione dell'Arbeitsfront(Fronte del Lavoro) - ottica corporativistica, comunità superiore al singolo
- efficace controllo dello Stato sui diversi settori dell'industria
- 1934-1935 leggi che impediscono la scelta del lavoro, lavoratore assegnato dalle autorità
- tutta la vita economica viene militarizzata
- appoggio reciproco fra nazismo e industriali
- preparare il paese alla guerra, risorse interne per lo sforzo bellico
- no disoccupazione, enorme deficit, stato paga facendo enormi debiti in vista della guerra e della vittoria
Politica estera
Politica militare
- dal 1933 al 1936 liberare Germania dal trattato di Versailles
piena sovranità nazionale
ritiro della Germania dalla Società delle Nazioni
1935 con un plebiscito SAAR si annette alla Germania(vittoria di Hitler)
- 1937-1939 costruzione di un grande Reich, annessioni territoriali con popoli tedeschi, Anschluss(annessione con l'Austria)
- 1939 carattere imperialistico e dell'espansionismo militare(annessione di Boemia, Moravia, aggressione alla Polonia)
Politica diplomatica
dal 1933 al 1935
- Germania nazista isolata, ma non osteggiata perché ostacolo al diffondersi del comunismo e del bolscevismo
- Ristabilire coscrizione obbligatoria(Francia e Inghilterra si limitano a protestare)
- Cresce il prestigio di Hitler
- Germania boicotta i trattati europei che avrebbero garantito pace e stabilità politica
- 1935 accordo con Gran Bretagna: marina tedesca non può superare il 35% di quella inglese - riconoscere implicitamente il riarmo tedesco
dal 1936
- Hitler tenta il primo "atto di forza" militare: truppe naziste penetrano nella zona smilitarizzata della Renania contro il Trattato di Locarno(1925con la Francia)
Francia sopravvaluta le truppe tedesche e non interviene
chiede aiuto alla Società delle Nazioni
contrasti interni fra destra e sinistra
simpatia degli industriali francesi per il nazismo
Inghilterra non reagisce - ministro Eden agli esteri favorisce Hitler
Hitler sicuro dell'impotenza europea e della non resistenza al nazismo
- Germania si avvicina a Italia e Giappone - Asse Roma-Tokyo-Berlino -
internazionale autoritaria e fascista che voleva un nuovo ordine antidemocratico
GUERRA CIVILE SPAGNOLA 1936/1939
1898 Spagna perde guerra contro USA(perde Cuba, Puerto Rico e Filippine)
Processo di industrializzazione lento e incompleto
Monarchia tradizionalista e classe politica conservatrice
Suffragio maschile universale, ma con brogli elettorali e corruzione
Spagna è paese contadino (base industriale solo nella Catalogna, province basche e Asturie)
- Oligarchia fondiaria controlla tutte le proprietà
- Esercito per la repressione interna
- Chiesa esercita influenza spirituale, semi-monopolio sull'istruzione, forza economica
Spagna cattolica controriformista, intransigente e chiusa
Debole borghesia non trova spazio
Sviluppo delle organizzazioni sindacali e dei partiti di sinistra
Anarchici - braccianti dell'Andalusia, operai e minatori della catalogna e delle Asturie
Partito Socialista - sindacato collegato, parte riformista
1923 Alfonso XIII di Borbone chiude ogni spazio di democrazia
Colpo di stato del generale Primo de Rivera, al potere fino al 1930
Conquista coloniale del Marocco
Corruzione dilagante
Aumento della disoccupazione, crisi del 1929, diminuzione del reddito dei contadini
1931 elezioni amministrative
Vittoria repubblicana - fine della monarchia -
Ministero di Azana, elementi repubblicani, radicali e socialisti
- laicizzare lo stato
- capitalismo in senso democratico-borghese
- democratizzazione delle istituzioni
- modernizzazione delle norme costituzionali e giuridiche
- consistente autonomia politico-amministrativa della Catalogna e dei Paesi Baschi
Problemi per la riforma agraria - proteste dei latifondisti e dei contadini senza terra
Forze di destra organizzano in strutture paramilitari
1933 1)CEDA partito di posizioni corporative, stampo clerico-autoritario
2)Falange ispirata al fascismo di Mussolini(antiparlamentarismo, nazionalismo)
BIENIO NEGRO 1933/1935
1933 partiti di destra vincono le elezioni
completo smantellamento delle riforme del precedente governo
- no autonomie regionali
- indennità ai nobili
- no minimi salariali
1934 proteste anarchiche ma repressione durissima
Forze di sinistra convergono in un unico fronte, alleanza antifascista
1936 Fronte Popolare delle sinistre vince le elezioni
Scioperi incontrollati e violenza da parte dei popolari contro i nobili, vendetta dal Bienio Negro
Falange reagisce tentativo di colpo di stato che fallisce
Intervento dei nazi-fascisti trasferisce truppe dell'esercito dal Marocco all'Andalusia
Emerge la figura del generale Francisco Franco, nazionalista
1936 Franco ottiene i pieni poteri a Burgos
Governo repubblicano spagnolo chiede aiuto alla Francia di Léon Blum, alla Germania e all'Italia
Nazioni europee si attengono al patto del "non intervento"
Aiuti alla repubblica solo dall'URSS, volontari delle Brigate Internazionali, anarchici e intellettuali
1936 Truppe nazionaliste attaccano Madrid, resistenza eroica e inaspettata(Brigate Internazionali)
Forze che appoggiano la Spagna repubblicana sono eterogenee:
- democratici liberali
- varie correnti comuniste
Seguono le linee di Stalin
Moderati per non allarmare Francia e Inghilterra
- anarchici
Numerosi comitati popolari anarchici che gestiscono fabbriche occupate e "socializzate"
Collettivizzazione della terra
Stato sostituito nella gestione servizi pubblici
Anarchici sono in un'onda di euforia che porta a molti errori
- collettivizzare piccole imprese porta alla sfiducia dei piccoli borghesi
- sistema collettivo rallenta la produzione
Fra anarchici rivoluzionari e comunisti c'è scontro aperto
Comunisti accusano gli anarchici di tradimento
Comincia la repressione - attacco in tutta la Spagna alle sedi del POUM(partito anarchico)
1937 la guerra civile comincia a volgere al peggio per la repubblica
Nazionalisti con forze aeree tedesche conquistano i Paesi Baschi(aprile 1937 - Guernica)
1937 Franco - opera di accentramento del potere
Politica di massacri e persecuzioni, repressione delle opposizioni
19 aprile decreto per l'esistenza di un unico partito di destra(Falange Spagnola Tradizionalista)
Fedeltà assoluta al caudillo(duce)
Nazionalismo
Autoritarismo
Cattolicesimo più tradizionale e intransigente
Resistenza continua - 1938 Negrìn propone un piane di pace molto moderato
Luglio 1938, Spagna repubblicana tenta una controffensiva sull'Ebro
Settembre 1938, Conferenza di Monaco - ma cedimento di Francia e Gran Bretagna davanti a Hitler
Stalin interrompe le forniture militari russe e ottiene il ritiro delle Brigate Internazionali
1939 forze repubblicane abbandonano Barcellona
Deposizione di Negrìn
28 marzo 1939 Franco entra vittorioso a Madrid
Dittatura dura 40 anni
LA SECONDA GUERRA MONDIALE
Cause:
- aggressività e decisione di Hitler
- Junker(industriali) e nazione tedesca
- Mussolini che ha consentito l'annessione dell'Austria e dato appoggio a Hitler
- Stalin che non comprende la vera natura del nazismo e che lascia l'occupazione della Polonia
- Appeasement delle democrazie occidentali che sottovalutano Hitler(soprattutto Gran Bretagna)
1939-1940 sogno di una guerra lampo che però svanisce con la sconfitta tedesca contro l'Inghilterra
1941 si passa a una guerra di usura
1939-1940 GUERRA LAMPO
- 1 settembre 1939 - Germania attacca la Polonia in tre settimane
- 3 settembre 1939 - Francia e Inghilterra dichiarano guerra alla Germania
Francesi e Tedeschi restano in posizione di stallo(drole de guerre)
- 17 settembre - URSS comincia l'invasione della Polonia orientale
- inverno 1939-1940 - URSS occupa Lituania, Lettonia, Estonia e attacca la Finlandia
- aprile 1940 - Germania occupa Danimarca e Norvegia(per accerchiare GB, per le basi navali e
ferro delle miniere)
- 10 settembre 1940 - Hitler occupa Belgio, Olanda per attaccare la Francia
Francesi e Inglesi si trovano accerchiati
- 10 giugno 1940 - Mussolini entra in guerra a fianco di Hitler per guerra lampo
attacco immediato alla Francia
- 14 giugno 1940 - occupazione della Francia divisa in due parti
>Nord sotto la Germania
>Sud sotto il governo collaborazionista di Petain
- agosto, settembre 1940 - Hitler tenta l'occupazione della Gran Bretagna "guerra d'Inghilterra"
sconfitta della Germania
- Italia attacca Inglesi a Malta e in Africa
- Italia attacca Grecia, ma fallisce
- 27 settembre 1940 Patto Tripartito fra Germania, Italia e Giappone
1941 "GUERRA MONDIALE"
- aprile - Germania in soccorso delle truppe italiane in Africa e nei Balcani(conquista di Bulgaria,
Grecia e Creta)
- 22 giugno - Germania invade l'URSS, pensa a un rapido annientamento della potenza nemica,
con l'inverno la guerra lampo diventa guerra d'usura
- 7 dicembre - Giappone attacca la flotta statunitense di Pearl Harbour
- 8 dicembre - Stati Uniti e Gran Bretagna dichiarano guerra al Giappone
1942 IL CONFRONTO
- successi giapponesi, espansione in Cina, Birmania, Thailandia, Malesia, Singapore, Filippine
- USA reagiscono - vittoria nella "battaglia dell'Atlantico" e in Africa dove i tedeschi perdono il controllo
- luglio - comincia la battaglia di Stalingrado
1943 LA SVOLTA
- gennaio - italo-tedeschi abbandonano la Libia
- maggio - anglo-americani occupa tutto il Nord Africa
- 2 febbraio - URSS sconfigge Germania nella battaglia di Stalingrado
- fallimento dell'ARMIR italiana in Russia, totale disfatta e strage, 200.000 uomini, inverno russo
- giugno - anglo-americani conquistano Pantelleria
- luglio americani sbarcano in Sicilia e cominciano a risalire l'Italia
- 25 luglio - Gran Consiglio del Fascismo vota la sfiducia a Mussolini
- 3 settembre - nuovo governo di Badoglio firma l'armistizio con gli Alleati, esercito allo sbando
tedeschi difendono Italia dalla risalita degli americani, "linea Gustav", resistenza di Cassino, "linea gotica" sugli Appennini tosco-emiliani
8. 23 settembre - Mussolini, liberato dai tedeschi, fonda la Repubblica Sociale Italiana di Salò
1944-1945 la vittoria alleata
- 4 giugno 1944 - liberazione degli alleati di Roma, sfondamento della linea Gustav
- 5-6 giugno - apertura in Europa di un secondo fronte: esercito alleato sbarca in Normandia
- 26 agosto - De Gaulle libera Parigi
- settembre - Francia e Belgio totalmente liberati
- 7 marzo 1945 - alleati superano il Reno
- aprile - Italia è liberata, Romania e Bulgaria si ribellano - Vienna è libera
- 30 aprile - Armata Rossa entra in Germania e Hitler si suicida
- 7 maggio 1945 - ammiraglio Donitz firma la resa senza condizioni
- 6 agosto 1945 - presidente americano Truman decide di usare la bomba atomica contro il
Giappone a Hiroshima
- 9 agosto 1945 - a Nagasaki
- agosto 1945 - URSS dichiara guerra al Giappone in Manciuria e Corea
- 2 settembre 1945 - Giappone firma la resa senza condizioni
Resistenza
Movimenti di opposizione e di liberazione
1) Resistenza è lotta patriottica per la liberazione del territorio nazionale
Francia con De Gaulle
Italia con i partigiani
Jugoslavia con Tito che caccia i tedeschi senza interventi stranieri
2) Resistenza collabora con eserciti alleati, azione di gruppi armati, raccolta di informazioni
3) Resistenza è laboratorio politico
Collaborazionismo
Gruppi che appoggiano i regimi degli invasori
Vidkun Quisling - norvegese filonazista, simbolo del collaborazionismo servile
Opportunismo e interessi nella guerra
PROGETTI E ACCORDI PER LA PACE
Potenze alleate si accordano durante le ostilità sulle soluzioni postbelliche
- 1941 firma di Roosvelt e Churchill della Carta Atlantica
solidarietà ideale fra USA e Gran Bretagna
conflitto è lotta antifascista
no isolazionismo americano
diritto dei popoli all'autodeterminazione
collaborazione commerciale
auspicio di disarmo
USA come guida internazionale
- 1 gennaio 1942 nascita delle Nazioni Unite
26 paesi richiamano i principi della Carta Atlantica
novembre 1943 incontro di Churchill e Roosvelt allargato a Stalin
collaborazione bellica
auspicio di un'organizzazione internazionale di pace
paesi dell'est alleati con l'URSS, no isolamento
divisione della Germania in "zone d'influenza", tutelate dagli alleati
- febbraio 1945 - conferenza di Yalta(Crimea)
URSS entra in guerra contro il Giappone
4 zone di occupazione della Germania (USA, URSS, Gran Bretagna, Francia)
scioglimento dell'esercito tedesco
"denazificazione" del paese
perseguimento dei criminali nazisti
pagamento dei danni di guerra
diritto dei paesi liberati di governarsi autonomamente
costituzione di due diverse aree - occidentale sotto gli USA, orientale sotto il controllo sovietico
- luglio 1945 - Conferenza di Postdam (Berlino)
no smembramento della Germania
Polonia riceve i territori
URSS prende una parte della Prussia
No accordi fra USA e URSS - solidarietà si incrina(anticipo della guerra fredda)
GUERRA TOTALE
Fronte interno e fronte esterno
Conflitto vissuto da tutta la società
- guerra come evento mondiale
- guerra tecnologica - esercito, marina e aviazione - nuove armi e nuove tecniche
- partecipazione di tutta l'economia nell'evento bellico - industrie convertite all'uso bellico
- coinvolgimento delle popolazioni civili - 50 milioni di morti per le battaglie, bombardamenti indiscriminati, fame, sterminio degli ebrei
- guerra ideologica - giustificazioni erano ideali ed etiche, utilizzo dei mass media
ITALIA
Impreparazione militare ed economica
Opinione pubblica quasi passiva di fronte all'evento
1939 Italia si dichiara neutrale
Successi tedeschi convincono il Duce a un intervento a fianco della Germania
Attacco contro la Francia, Grecia e inglesi in Africa
Marzo 1943 - clamorosi scioperi scuotono centri industriali del Nord a partire da Torino
Luglio 1943 - alleati sbarcano in Sicilia e occupano Palermo
- monarchia si dissocia da Mussolini e lo fa arrestare, prigione nel Gran Sasso
incarico di un nuovo governo a Badoglio
3 settembre 1943 - Badoglio firma l'Armistizio di Cassibile con gli alleati
- Germania occupa l'Italia del Nord e centrale
12 settembre 1943 - Mussolini viene liberato dai tedeschi e fonda la Repubblica Sociale Italiana
a Salò sul Lago di Garda - ma non ha consenso popolare, né appoggio degli industriali, solo appoggio nazista
- Napoli insorge contro i tedeschi(le "quattro giornate")
13 ottobre 1943 - Italia dichiara guerra alla Germania
situazione ambigua dell'esercito italiano
- Forze antifasciste si organizzano nel CNL(Comitato di Liberazione Nazionale) - pressione su Badoglio per una svolta democratica
Maggio 1944 - Palmiro Togliatti dichiara a Salerno che la questione istituzionale va risolta
solo dopo la vittoria contro il nazifascismo
- governo a Ivanoe Bonomi(antifascista liberale) che lo forma con rappresentanti del CNL. Obbiettivi del governo: 1) defascistizzazione
2) aiuto ai resistenti del Nord
3) autonomia dagli alleati
Giugno 1944 - sede della monarchia segue l'avanzata degli alleati e arriva a Roma
Agosto 1944 - liberazione di Firenze
- ma la marcia delle truppe si ferma alla "linea Gotica" sugli Appennini emiliani
25 aprile 1945 - Milano, Genova e altre città insorgono
- Mussolini fugge in Svizzera, ma viene fermato da un gruppo di partigiani sul Lago di Como
TAPPE PRINCIPALI DELLA RESISTENZA ITALIANA
- Luglio - settembre 1943: - aumento dell'attività dei gruppi antifascisti
- A Roma e Milano si costituisce il CNL(Comitato di Liberazione Nazionale)
- Settembre - dicembre 1943: - azione di bande partigiane al Centro e Nord, scontri con tedeschi
e reparti della Repubblica di Salò
- 19 settembre: a Boves(Cuneo) tedeschi distruggono il paese
- 27-30 settembre: Napoli insorge
- Gennaio - giugno 1944: - scontri fra partigiani e nazisti continuano
- Controllo dei resistenti delle vallate alpine
- Nasce la Prima Repubblica Partigiana a Montefiorino(Modena) che resiste per 45 giorni ai tedeschi
- 23 marzo: a Roma attentato contro 32 soldati tedeschi, per rappresaglia vengono fucilati 355 ostaggi nelle Fosse Ardeatine
- 4 giugno: alleati liberano Roma, formazione del governo Bonomi
- giugno: unificazione militare della resistenza CVL(Corpo volontari libertà)
- Agosto 1944 - marzo 1945: primi e notevoli successi partigiani
- 10 agosto: liberazione di Firenze senza l'aiuto degli Alleati
- CNL locali diventano governi di paese in Val d'Ossola e in Carnia
- 30 settembre: a Marzabotto 1800 persone vengono uccise dai tedeschi
- inverno 1944-1945: momento negativo per la resistenza
- Marzo - aprile 1945: forza degli attacchi partigiani, aumentano aiuti alleati
- 21 aprile: insurrezione di Bologna
- metà aprile: sfondamento della Linea Gotica
- 25 aprile: liberazione di Milano e Genova governa il CLANAI (Alta Italia)
- 26 e 29 aprile: liberazione di Torino
Caduti della resistenza circa 70.000
PARTITI ANTIFASCISTI
Nel CNL erano rappresentate varie fazioni politiche
- Partito Comunista: partito più preparato con solida organizzazione
Brigate Garibaldi
Lotta al fascismo è in vista di una rivoluzione sociale e politica
1944 Togliatti, tornato dall'URSS, unifica il fronte antifascista(no spaccatura per la questione monarchica)
Desiderio di epurazione da tutti coloro che erano stati coinvolti nel fascismo
- Partito Socialista: soffre per la presenza di molte tendenze al suo interno
Brigate Matteotti
Alcuni chiedono riforme, altri auspicano lotta di classe
Posizione moderata di Togliatti sulla questione monarchica
- Partito d'Azione: tradizioni rosselliana, gobettiana, mazziniana(soprattutto in Piemonte)
Giustizia e Libertà
Chiedono radicale rinnovamento dell'Italia, fine della monarchia
No aspetti totalitari del marxismo
Nuova struttura statale fondata sui CNL
- Democrazia Cristiana: continuazione del Partito Popolare di Don Sturzo
Brigate del Popolo
Mondo cattolico italiano lontano dal duce
Riportare l'Italia al regime democratico monarchico precedente
No rivoluzione
- Partito Liberale: tradizione giolittiana(Benedetto Croce)
Continuità con l'Italia pre-fascista(fascismo come nera parentesi della storia)
Attività culturale, poca lotta militare
Appoggio della borghesia
- Democrazia del Lavoro: Bonomi, vicino al Partito d'Azione
Formazioni Autonome(militari, no comando o assimilazione a partiti)
LA GUERRA FREDDA 1945/1955…
Differenze tra i paesi dell'Occidente e Unione Sovietica
Stalin teme l'aggressione da parte dei paesi europei
1945 elezione di Harry Truman - esplode la rivalità
Discorso del 1947 - Truman vuole Usa al comando delle nazioni occidentali
Usa deve aiutare i paesi a scegliere la propria politica
attraverso aiuti economici e finanziari
Usa preoccupata per l'avvento del comunismo
1948/1952 Programma Marshall - maresciallo Marshall, segretario di Stato,
aiuti per i paesi europei per la ripresa e la ricostruzione postbellica
aiuto economico e finanziario di grande respiro
rifiuto dell'URSS e dei paesi dell'est - rifiuto dell'imperialismo americano
14 miliardi di dollari
1947 Cominform - (Ufficio d'informazione dei partiti comunisti)
Patto di collaborazione politica fra URSS e stati dell'Est(Bulgaria, Cecoslovacchia, Jugoslavia,
Polonia, Romania, Ungheria, Italia)
Coordinare partiti comunisti, come forze antimperialiste e antifasciste
Politica estera espansionistica, guidata dalla reazione americana
Organizzare - misure strategiche militari
- espansione economica
- lotta ideologica
1949 Comecon - (Consiglio di mutua assistenza economica)
Patto di collaborazione economica fra URSS, Bulgaria, Cecoslovacchia, Polonia, Romania,
Ungheria, Albania
Per rendere omogenee le economie dei paesi membri
1949 - Mao Zedong - 1° ottobre - Repubblica Popolare Cinese Imperniata sul mondo contadino organizzato nelle comuni popolari
Conflitto con URSS per i confini e per il controllo del blocco comunista
4 aprile 1949 Patto Atlantico - NATO
Alleanza militare a "difesa del mondo libero"
Aderiscono: USA, Francia, Belgio, Olanda, Lussemburgo, Canada, Norvegia, Danimarca, Islanda, Portogallo, Italia(Francia si toglie nel '60 - ha già la sua bomba atomica, come Gran Bretagna)
NATO è posta sotto la protezione "dell'ombrello nucleare" americano
Usa impone basi militari in Europa
1955 Patto di Varsavia
Alleanza militare dei paesi dell'Est
Mondo diviso in due blocchi contrapposti:
- mondo occidentale - USA, economia capitalista, organizzazione politica liberale
- mondo comunista - URSS, economia statalizzata, organizzazione politica totalitaria
Divisione in zone d'influenza, due blocchi
Scontro sistematico fra potenze - GUERRA FREDDA -
Equilibrio del terrore, paura di una guerra nucleare distruttiva
1949 URSS possiede bomba nucleare
1953 USA e URSS possiedono bomba H all'idrogeno
Conseguenze della Guerra Fredda:
- corsa agli armamenti
- incremento spionaggio e controspionaggio
- provvedimenti politici ed economici per tenersi stretti i paesi alleati
- corsa allo spazio >1957 URSS - Yuri Gagaryn - primo uomo nello spazio
>1969 USA - Armstrong sulla luna
Divisione in due blocchi non interessa tutta l'Europa:
Svezia e Svizzera restano neutrali
Austria si avvicina al blocco occidentale, ma non entra a farne parte
Albania si mantiene in isolamento nonostante la partecipazione al blocco sovietico
NEUTRALISTI
Stati Uniti e Unione Sovietica tentano di influire anche sulle zone di recente decolonizzazione
- 1946 Nehru - presidente indiano(successore di Gandhi) - sceglie una politica di equidistanza,
- indipendenza dai due blocchi
- esigenza di non essere influenzati nella politica interna o estera
- 1955 - Conferenza di Bandung - nascita di un movimento neutralista internazionale
Partecipano 29 paesi africani e asiatici
- anticolonialismo
- sviluppo economico
- disarmo
- difesa della pace
- Battaglia di TITO - guida della Jugoslavia
Jugoslavia stato comunista e federale, organizzato originalmente
Tito difende il suo paese dall'ingerenza di Stalin ed entra in conflitto con Mosca
Jugoslavia si avvicina ai paesi neutralisti
- 1961 - movimento dei non allineati - a Belgrado
Jugoslavia, Egitto e India e 25 paesi (all'ultima conferenza - 1979 a L'Avana - ce ne saranno 95)
Denuncia dei blocchi che creano solo tensione e minacciano la pace internazionale
Relazioni competitive, ma non aggressive
GRANDE COMPETIZIONE
5 marzo 1946 Churchill pronuncia un discorso
- contro il clima della "cortina di ferro"
- Berlino - metà della città controllata da potenze occidentali, ma Berlino è tutta in territorio comunista - giugno 1948 russi bloccano l'accesso alla città, americani riforniscono la città-
- Guerra di Corea - dopo l'affermazione del governo comunista di Mao Zedong(1949) - Corea divisa in due parti lungo il 38° parallelo >Corea del Nord comunista >Corea del Sud americana - 1950 Corea del Nord aggredisce Corea del Sud - 1953 guerra finisce con la riaffermazione della divisione in due parti
1953 - Morte di Stalin crea una fase di disgelo
Nuovo dirigente russo - Nikita Kruscev che vuole risoluzione pacifica dei problemi tra Stati
- Dwight Eisenhower diventa presidente degli Stati Uniti
irrigidire posizione nei confronti della Russia, ma dare attenzione ai segnali di apertura
L'ITALIA DALLA FASE COSTITUENTE AL CENTRO-SINISTRA
LA FASE COSTITUENTE 1945-1948
Governi danno priorità assoluta alla ricostruzione del paese
Rifare quello che era stato distrutto dalle vicende belliche
- città con case, scuole, strade distrutte
- industrie avevano perso l'8% degli impianti
- nel 1945 produzione era 1/3 del 1935
- costo della vita era cresciuto di 23 volte
- generi di sussistenza ridotti a 1/3 del fabbisogno
- disoccupati erano oltre 2 milioni
Rimettere in moto la vita economica
Restituire alla popolazione un'esistenza dignitosa
- 1946 UNRRA(Amministrazione delle Nazioni Unite per il Soccorso e la Ricostruzione)aiuta Italia
- Piano Marshall per contenere spesa pubblica e raggiungere pareggio del bilancio, nel 1948 aiuta la DC nella propaganda per le elezioni
- Aiuto viene dalle rimesse degli emigranti, valute che gli emigranti all'estero spedivano ai parenti rimasti in Italia
Fino al maggio 1947 governi raggruppano tutto il fronte antifascista(DC, comunisti, socialisti, centro-sinistra): - abbandono del modello autarchico fascista
- liberalizzazione dei commerci con l'estero
Linea politica economica di Luigi Einaudi(governatore della Banca d'Italia) che vuole stabilità monetaria, contenimento dell'inflazione, restrizione del credito, favorire esportazioni
Giugno 1945 - primo governo del dopoguerra con Ferruccio Parri, uno dei capi della Resistenza
Governo di DC, Partito Comunista, Socialisti, Liberali, Partito d'Azione, Democratici del Lavoro: sembra che la resistenza sia andata al potere
Governo Parri cade dopo 5 mesi per contrasti interni: unità antifascista dei CNL non regge
Si delineano due schieramenti opposti:
- DC, ceti medi, borghesia, mondo imprenditoriale, Usa
- Partito Comunista, classe operaia, proletariato contadino, CGIL, Unione Sovietica
Alta tensione nel paese, rischio di rivoluzione e guerra civile
- Palmiro Togliatti, segretario del PCI (aveva mostrato moderazione alla svolta di Salerno(1944) e collaborazione con il governo Badoglio) - cerca intesa con altri partiti antifascisti
- Pietro Nenni, partito socialista, chiede elezioni a breve termine per l'Assemblea Costituente
- Alcide De Gasperi, Democrazia Cristiana, rimanda elezioni alla primavera del 1946
con De Gasperi la DC sembra l'unico partito che può portare Italia dal fascismo alla democrazia, DC diventa partito interclassista che conquista i cattolici di ogni ceto
cattura consensi nel mondo imprenditoriale
cerca di costruire una base di massa fra i contadini proprietari e i lavoratori(con le ACLI)
soprattutto ceti medi provati dalla guerra e impoveriti dall'inflazione
ostilità al socialismo e al comunismo
riaffermare morale cattolica, salvaguardare la proprietà
assicurare rispetto e protezione, limitare i monopoli
valori del cattolicesimo, democrazia, anticomunismo, libero mercato, difesa della famiglia
10 dicembre 1945 - De Gasperi diventa presidente del Consiglio, governa fino al 1953
Primo cattolico a guidare l'esecutivo dell'Italia
Governo militare alleato passa l'amministrazione delle regioni settentrionali al governo italiano
Portare il paese dalla guerra al voto
Questione della Costituente: scelta istituzionale è data al referendum popolare
Costituente formula e approva la nuova Costituzione
Maggio 1946 - Vittorio Emanuele abdica in favore di Umberto II(re di maggio) per mantenere continuità monarchica
2 giugno 1946 italiani si recano in massa alle urne:
1) scegliere tra monarchia e repubblica, e per eleggere deputati della Costituente
Fronte repubblicano: socialisti, comunisti, Partito d'Azione, Partito Repubblicano, liberali
Per la prima volta suffragio universale, voto anche alle donne
Vince la Repubblica 54% degli elettori
13 giugno Umberto II in esilio in Portogallo
Referendum rivela l'esistenza di due Italie, Nord repubblicano e Sud monarchico
2) eleggere i deputati dell'Assemblea Costituente
affermazione dei tre partiti di massa che raccolgono il 75% dei consensi
DC ottiene 207 seggi
Socialisti di Nenni ottiene 115 seggi
Comunisti ottengono 104 seggi
Presidente della Costituente è socialista Giuseppe Saragat, Enrico de Nicola come capo dello Stato
De Gasperi diventa capo del governo, rafforza presenza democristiana e diminuisce le sinistre
Resta la presenza comunista perché doveva essere firmato il trattato di pace fra URSS e USA e per avere la nuova Costituzione - ma De Gasperi prepara la rottura con il PCI
COSTITUZIONE ITALIANA
Costituente unisce l'intesa di DC, PCI, PSI
Costituzione viene approvata il 22 dicembre 1947
Entra in vigore il 1° gennaio 1948
Costituzione è l'insieme delle leggi dello stato - 139 articoli + 18 disposizioni transitorie -
Costituzione democratica e repubblicana - sovranità del popolo e libere elezioni -
Diritti di libertà - di parola, pensiero, riunione, associazione -
Dimensione sociale di solidarietà e responsabilità
Uguaglianza sostanziale senza discriminazioni - Libertà del bisogno
Stato deve colmare le differenze e rimuovere gli ostacoli per dare a tutti le stesse possibilità
3 beni: istruzione - lavoro - protezione sociale
Cittadino ha diritti, ma anche doveri nei confronti degli altri cittadini e della società
Organi dello stato:
- Parlamento, potere legislativo - Camera dei Deputati e Senato della Repubblica -
- Governo, potere esecutivo - Ministri
- Magistratura, potere giudiziario
- Presidente della Repubblica, rappresentanza e controllo, garanzia costituzionale
- Corte Costituzionale - dal 1955 organo che controlla il rispetto della Costituzione
Italia ha governo rappresentativo(italiani delegano rappresentanti eletti a suffragio universale) e parlamentare(stretta collaborazione fra Parlamento e Governo)
CENTRISMO
1946 De Gasperi affronta il problema del trattato di pace a Londra
Italia considerata responsabile per i misfatti del fascismo
1947 firma del trattato - perdita della Venezia Giulia, delle colonie africane, riparazioni da pagare, internazionalizzazione di Trieste -
De Gasperi tende a un rapporto privilegiato con gli USA
Togliatti cerca un rapporto equidistante dalle potenze, ma privilegia chiaramente l'URSS
1947 De Gasperi in visita negli USA - DC unico partito moderato che può arginare i comunisti -
Clima internazionale si scalda - impossibilità per la DC e le sinistre di collaborare - clima estero interferisce con la politica italiana
Maggio 1947 De Gasperi vara un nuovo governo - solo DC fino al 1962 - Centrismo
18 aprile 1948 elezioni politiche
DC ottiene 48,5% dei voti - maggioranza assoluta alla Camera(305 seggi su 574)
"guerra di religione" fra comunismo e anticomunismo
14 luglio 1948 - attentato a Togliatti da parte di un fanatico anticomunista
Rivoluzione sembra imminente, ma dirigenti della sinistra scoraggiano l'insurrezione
Fronte antifascista ormai è spaccato
Governo diventa bipolare, anche se uno dei poli è totalmente escluso
1949 Italia entra nella NATO
Insurrezioni contadine nel Sud(occupazione di terre, episodio di Portella Ginestra)
De Gasperi vara 3 leggi di riforma agraria:
- espropriazione dei latifondi
- redistribuzione ai contadini
1950 Cassa del Mezzogiorno
Ente destinato allo sviluppo del meridione per grandi opere pubbliche e industrializzazione del Sud
In realtà diventa solo un sostegno alle clientele politiche
Incremento del fenomeno dell'emigrazione
1953 De Gasperi fa approvare la legge maggioritaria(chiamata legge truffa dalle sinistre)
Elezioni però non danno il 50% dei voti alla DC - de Gasperi abbandona il Governo
DC deve ampliare la maggioranza parlamentare
1960 Fernando Tambroni - Governo monocolore, ma con la presenza del Movimento Sociale
Protesta popolare per la presenza dell'MS che ha eredità fasciste e governo cade
BOOM ECONOMICO E CENTRO-SINISTRA
Miracolo italiano(1958-1963)
A metà degli anni Cinquanta Italia è ancora arretrata
1958 esplode l’economia – Italia diventa uno dei paesi più industrializzati
1958 – Italia entra nella CEE
1963 – primo governo di centro sinistra che regolamenta le trasformazioni avvenute
“miracolo” è prodotto dall’inventiva di tanti piccoli e grandi imprenditori
-- Enrico Mattei: democristiano, imprenditore, capo partigiano, responsabile dell’AGIP
rilancia l’AGIP con i giacimenti di metano in Val Padana
trasforma l’AGIP in ENI
parastato >> fa entrare lo Stato nell’economia
simbiosi politica-economia
no multinazionali americane, cercare accordo diretto con i paesi arabi
dichiarazioni anticolonialiste
misterioso incidente aereo nel 1962
Miracolo italiano aiuta solo la grande industria >> no modello del nord est (emigrazione verso
Torino e Milano)
Basso costo della manodopera – settori automobilistico, petrolchimico, siderurgico
Governi centristi favoriscono le infrastrutture necessarie allo sviluppo
Fine articolo su appunti storia tutto di tutto
Appunti storia tutto di tutto
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