Appunti di spazi cromatici risoluzione immagine tutto di tutto
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La risoluzione dell'immagine e la profondità di colore
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Per determinare il rapporto tra qualità delle immagini e dimensione del file in funzione dell'uso che ne vogliamo fare è importante capire i concetti di risoluzione dell'immagine e della profondità del colore.
La risoluzione dell'immagine
Le immagini digitali sono formate da piccoli rettangoli colorati che si chiamano pixel: questo termine è l'abbreviazione di picture element, che, tradotto in italiano, vuol dire elemento di immagine. Per vedere distintamente i pixel che compongono un'immagine digitale a colori basta ingrandirla, usando la funzione di zoom di un qualsiasi programma di fotoritocco, oppure abbassando la risoluzione dello schermo. Vedremo così come ad ogni pixel corrisponde un colore diverso; rimipicciolendo l'immagine invece sembra che questi si fondano in aree simili, creando sfumature, ombre, aloni.
Un concetto legato ai pixel è quello di risoluzione. Per risoluzione dell'immagine si intende il numero di pixel contenuti in ciascun pollice (unità di misura di spazio usata nel mondo anglosassone), indicata dall'abbreviazione "ppi" che in inglese significa appunto pixel per inch. La risoluzione determina il dettaglio di un'immagine. Più il numero di pixel per pollice è alto, più l'immagine è nitida. Un altro fattore da tenere presente è che la risoluzione si misura in pixel per pollice lineare e non pollice quadrato. Ad esempio: un immagine ad una risoluzione di 72 ppi avrà 72 pixel in orizzontale e 72 pixel in verticale, che corrispondono a 5184 pixel per ogni pollice quadrato dell'immagine.
Per capire di quanti pixel deve essere composta un'immagine digitale dobbiamo sapere innanzitutto a chi e dove vogliamo mostrarla. Se ad esempio vogliamo utilizzare un'immagine all'interno di una pagina Web, la risoluzione applicata non può essere diversa di 72 o 96 ppi, perché la maggior parte dei monitor non è predisposta per visualizzare un numero maggiore di pixel per pollice. Ma se l'immagine deve essere stampata, per ottenere la migliore qualità possibile, è utile aumentare la risoluzione in funzione di quella supportata dalla stampante che dovrà riprodurla. Per una stampante a getto d'inchiostro possiamo stare tra i 150 e i 300 pixel per pollice, mentre per una stampante laser possiamo raggiungere i 600/1200 pixel per pollice. In ogni caso bisogna leggere attentamente le informazioni solitamente riportate sul manuale della stampante che usiamo.
La profondità di colore
La profondità di colore di un'immagine, detta anche profondità di bit, determina tanto la dimensione del file che l'intervallo dinamico (sfumature) dalle zone scure a quelle chiare, nonché il numero massimo di colori presenti.
Le immagini al tratto o bitmap sono costituite solo da pixel bianchi e neri. Ogni pixel contiene solo 1 bit di informazione e proprio per questo la dimensione del file è la più contenuta. Possiamo pensare che solo con questi due colori a disposizione le immagini non saranno di buona qualità. Invece aumentando la risoluzione (fino a 1.200 ppi) indipendentemente dalla risoluzione della stampante, potremo ottenere un'immagine molto dettagliata. Questo tipo di soluzione è molto adatta per la composizione di quei giornalini scolastici che in genere vengono fotocopiati.
Le immagini in mezza tinta o a toni di grigio (8 bit) riproducono le tonalità e le sfumature utilizzando 256 toni di grigio. Ogni pixel contiene 8 bit di informazione, per questo motivo i file sono otto volte più grandi delle immagini al tratto.
Le immagini in scala di colore (8bit) utilizzano una riproduzione limitata a 256 colori. La dimensione del file è la stessa delle immagini a toni di grigio. Le immagini in scala di colore solitamente vengono utilizzate all'interno di ipertesti o pagine web e in generale se devono essere visualizzate sul monitor del computer. Se invece dovessimo stamparle o modificarle con un programma di fotoritocco, le immagini devono essere convertite in modalità RGB o CMYK.
Le immagini RGB (24 bit) riproducono fino a 16,7 milioni di colori disposti in tre canali a 8 bit (256 colori per canale). Le dimensioni del file di un immagine in questa modalità sono 24 volte più grandi dei file al tratto e 3 volte più grandi di quelle in scala di colore e a toni di grigio.
Le immagini CMYK (32 bit) sono memorizzate in modo tale da risultare divise in quattro colori e quindi predisposte per le stampanti che utilizzano questa modalità. I bit di profondità sono uguali a quelli dell'RGB (8 bit - 256 colori per canale), ma la dimensione del file è maggiore di 1/3 perché contengono in più il canale del nero.
Nel prossimo articolo parleremo dei diversi formati dei file di immagine e le relazioni di ognuno di essi con la profondità del colore.
Tavolozze
Come prima cosa, apriamo una parentesi: anche se gli appassionati di design (ai quali questo sito è principalmente rivolto) probabilmente avranno il monitor in ottime condizioni di funzionamento e settato alla massima risoluzione cromatica possibile, per il semplice curioso questo potrebbe non essere vero. In questo caso è allora necessario fare subito un bel test del sistema video (che ho trovato in Web Page Design for Designers, come il resto di questa pagina) rispondendo ad una domanda: tra il quadratino nero (0%) e quello blu (100%), vediamo quattro sfumature intermedie ben definite?
Se la risposta è no, prova a regolare la luminosità o il contrasto del monitor (e la gamma, se usi MacOs). Non funziona, o addirittura non sembrano neanche dei blu? Allora sono guai. Se usi Mac, il tuo monitor ha certamente dei problemi, visto che dovresti avere gli strumenti per regolarlo correttamente; se invece usi un PC, il tuo monitor è guasto o comunque decisamente da sostituire con uno più moderno.
Se il tuo monitor è OK, andiamo avanti e parliamo di palettes, iniziando dalla fondamentale differenza nel modo in cui i colori vengono trattati dal MacOS e da Windows. Ad ogni colore dei 256 supportati da un GIF può essere assegnato uno dei 16.777.216 possibili valori nello 'spazio cromatico' RGB; per questioni legate all'interfaccia utente, i due sistemi non si comportano allo stesso modo.
La palette standard Mac di sistema (il GIF qui a sinistra) ha due colori - il bianco e il nero - che non possono essere cambiati in quanto usati dall'interfaccia, e per questo sono detti 'riservati'; tutti gli altri colori sono rimappabili in assoluta libertà.
Questa è invece una tipica palette di Windows 95; inizia con il nero e termina col bianco, e i primi e gli ultimi dieci colori sono riservati: i 16 VGA più 4 SVGA (giallo chiaro, verde chiaro, blu chiaro e un grigio medio). Gli altri 236 sono rimappabili. Questa palette non è rigida come quella MacOs, ma solo quella di default, e cambia ogni volta che l'utente visualizza un'immagine che usa una palette differente.
In entrambe le piattaforme è quindi possibile creare GIF con tavolozze adattive ottimizzate; per un mare, ad esempio, la tavolozza si adatterà per contenere principalmente dei blu, mentre un tramonto avrà una tavolozza composta da toni di giallo e rosso.
Quando uno schermo a 8 bit mostrerà il mare, la tavolozza usata per l'intero schermo cambierà (fatta eccezione per i colori 'riservati'). In questo modo uno sfondo che in origine era, mettiamo, un verde 'non riservato', diventerà probabilmente un blu, dal momento che nel posto occupato da quel verde all'interno della tavolozza ora ci sarà, appunto, un tono di blu.
Allo stesso modo, se nella stessa pagina web si trovano le due foto di cui sopra e subito dopo l'immagine del mare si trova quella del tramonto, anche quest'ultimo verrà mostrato in toni di blu, perché lo schermo può usare solo una tavolozza 'ottimale' per volta.
L'immagine qui a sinistra rappresenta il sistema per superare queste difficoltà: la benedetta tavolozza 'sicura' ('safe palette') per creare immagini a 8 bit che vengono mostrate esattamente come sono.
Il tuo browser risolve infatti il problema rimappando il GIF sulla sua propria tavolozza, infischiandosene della tua palette adattiva che faceva così bello il tuo tramonto o il tuo mare. Aver usato da subito questa tavolozza, a questo punto, avrebbe certo portato a migliori risultati, se non altro perchè ci avrebbe risparmiato la brutta sorpresa della rimappatura.
Questa tavolozza si basa su incrementi di RGB del 20% (ricordate il test ad inizio pagina...) che portano a costruire una palette di dimensioni 6x6x6. I 216 colori usati sono quindi i colori 'sicuri', e daranno buoni risultati su tutti gli schermi a 8 bit, mentre gli altri colori verranno ottenuti attraverso il dithering (e saranno quindi peggiori).
Naturalmente i 216 colori sicuri potrebbero non essere abbastanza per le nostre necessità; ecco quindi che viene utile un suggerimento datoci da Ben Summers nell'editoriale del dicembre 98 di Web Page Design for Designers.
I due quadrati di sinistra e di destra sono due rossi sicuri adiacenti (rispettivamente 255,0,0 e 204,0,0), mentre il quadrato nel centro è ottenuto con un 'pattern' (visibile nell'ingandimento di sotto) che, a risoluzioni adeguatamente elevate, crea l'illusione di un colore 'intermedio', anch'esso sicuro.
Prima di concludere, ribadisco il concetto base: tutte queste preoccupazioni sono assolutamente inutili se siete certi che i visitatori del vostro sito abbiano settaggi video maggiori di 8 bit.
Spazio cromatico
Metodo matematico usato per definire la modalità con cui il colore viene rappresentato in un’immagine. Gli spazi cromatici più comuni sono l’RGB (Red, Green, Blue=rosso, verde, blu), che ha una profondità di 24 bit ed è usato correntemente nella televisione, e il CMYK (Cyan, Magenta, Yellow, Black= ciano, magenta, giallo, nero) che ha una profondità di 32 bit ed è usato per le illustrazioni a stampa.
Fonte: www.marforio.org
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