Insetti tutto di tutto

     

    Insetti tutto di tutto


    Tratto da wikipedia : Gli Insetti o Entomi (nome scientifico Insecta Linnaeus, 1758), sono una classe di viventi appartenente al grande phylum degli Arthropoda.

    Questa classe rappresenta il più grande tra i raggruppamenti di animali che popolano la Terra, annoverando oltre un milione di specie, pari ai cinque sesti dell'intero regno animale. Si ritiene che siano tra i più antichi colonizzatori delle terre emerse in quanto fossili di insetti rinvenuti risalgono al Devoniano. L'eterogeneità nella morfologia, nell'anatomia, nella biologia e nell'etologia ha conferito agli insetti, da oltre 300 milioni di anni, un ruolo di primo piano nella colonizzazione della Terra, in qualsiasi ambiente in cui vi sia sostanza organica, con manifestazioni di una notevole capacità di competizione.

    Gli insetti, di conseguenza, sono organismi che, in positivo o in negativo, hanno una stretta relazione con l'Uomo e le sue attività, fino a condizionarne, più o meno direttamente, l'economia, l'alimentazione, le abitudini e la salute.

 

Insetti tutto di tutto

 

 

  • Classe del phylum degli artropodi, sono provvisti di esoscheletro chitinoso.

    Il nome (dal latino insectus = tagliato) si riferisce alla divisione del corpo in tre parti nettamente distinte: capo, torace, addome, ciascuna delle quali è, a sua volta, suddivisa in un certo numero di segmenti.

     

    CAPO

    Consta di sei metameri fusi assieme a formare una sorta di capsula.

    Occhi

    Gli occhi composti, disposti di solito lateralmente, sono formati da migliaia (fino a 4.600 nella mosca e quasi 10 mila nella libellula) di occhi elementari (ommatidi), ognuno dei quali è costituito, partendo dall’esterno, da una lente chitinosa trasparente esagonale (cornea), dal cristallino, con la base rivolta verso l’esterno e, più indentro, da alcune cellule sensitive (rètina).

    Gli ommatidi, fissi, danno ognuno un’immagine parziale dell’oggetto veduto; tutti gli ommatidi insieme danno l’immagine intera. Negli occhi semplici (quando esistono), posti solitamente fra quelli composti, c’è la cornea, una lente rifrangente e cellule nervose.

    Antenne

    Sul capo ci sono due antenne pluriarticolate: clavate, frangiate, sottili, allungate, filamentose, pettinate, ecc. (variabili secondo il sesso), con funzione tattile e olfattiva.

    Apparato boccale

    Ha struttura complessa e assai varia, secondo il modo di alimentarsi dell’insetto. Può essere atto a:

    Masticare (es. Maggiolino, Cavalletta); si compone dei seguenti pezzi: labbro superiore, un paio di mandibole dentate, un paio di mascelle prime, un paio di mascelle seconde parzialmente fuse a formare il labbro inferiore. Le mascelle prime e il labbro inferiore portano due appendici di senso tattile, i palpi mascellari e labiali.

    Lambire (es. Farfalle); le due mascelle, allungate e fuse insieme, formano una sorta di proboscide avvolgibile a spirale, con cui l’insetto lambisce gli organi fiorali per succhiarne il nettare; nelle Api, entro la proboscide scorre la lingua a guisa di stantuffo.

    Succhiare; quello succhiatore fatto a spirale è di origine mascellare (spirotromba)

    Pungere; le mascelle e le mandibole sono trasformate in stiletti destinati a pungere l’epidermide delle piante e degli animali e i due labbri formano una specie di tubo o rostro.

     

    TORACE

    Il torace è formato da tre segmenti, su ognuno dei quali, ventralmente, è inserito un paio di zampe, ordinariamente provviste di unghie e di ventose. Questi segmenti sono chiamati, procedendo in senso antero-posteriore, protorace, mesotorace e metatorace. Negli insetti le zampe sono sempre in numero di sei (da cui il nome di Esapodi).

     

    Ali

    Il meso e metatorace portano ciascuno un paio di ali, sostenute da filamenti chitinosi e percorse da trachee e canali sanguigni. Le ali possono essere uguali o disuguali, tutte e quattro atte al volo, oppure un paio vere e l’altro trasformato in astucci coriacei di protezione (elitre) o in organi di equilibrio. Atteri (dal greco a: senza e pteron: ala).

    Le ali sono formate da due membrane, superiore e inferiore, al cui interno si trova una rete di tubi rigidi, chiamati nervature, che danno sostegno all'ala. Il disegno delle nervature alari è caratteristico di moltissime specie di insetti ed è molto usato dagli entomologi come base per la classificazione.

     

    Zampe

    La zampa consta tipicamente di sei pezzi articolati: anca, trocantère, femore, tibia, tarso e pretarso. Il tarso si compone generalmente di cinque articoli, l’ultimo dei quali, il pretarso, termina con un paio di unghiette ricurve, oppure con speciali cuscinetti adesivi detti pulvilli o con appendici di varia forma aventi sempre funzione prensile o adesiva.

    ADDOME

    Si compone di 6-12 segmenti che sono privi di arti. Talora però esistono rudimenti di zampe (zampe spurie) oppure speciali appendici aventi funzioni varie, come l’ovopositore (organo tubuloso, sottile, duro, appuntito che serve alla deposizione delle uova), i cosiddetti organi del salto, le tracheobranchie.

     

    APPARATO DIGERENTE

    Comprende bocca, ghiandole salivari, esofago, stomaco, intestino, che e’ composto da intestino anteriore (o stomodeo), intestino medio e intestino posteriore. Nell'intestino anteriore l'esofago è seguito dall'ingluvie e dal proventricolo. L'ingluvie serve come sito per immagazzinare il cibo. Le ghiandole salivari si aprono nell'esofago e durante la masticazione le loro secrezioni si mescolano con le sostanze alimentari. La digestione ha luogo principalmente nell'intestino medio e in quello posteriore, mentre le scorie attraversano tutto l'intestino per essere eliminate. Collegati alla prima parte dell'intestino posteriore ci sono numerosissimi piccoli tubi, chiamati tubuli di Malpighi (o tuboli renali), che galleggiano nel sangue contenuto nella cavità corporea.

     

    APPARATO CIRCOLATORIO

    Nell’apparato circolatorio esiste dorsalmente un organo propulsore, cuore, che spinge il sangue (colorato in rosso o giallo o verde, leggermente) in un’arteria (aorta) dalla quale il liquido passa in vasi che terminano in lacune del corpo, distribuite fra gli organi stessi, anche nelle ali. Dalla periferia del corpo il sangue attraverso altri canali ritorna al cuore; di solito, dalla parte posteriore del corpo a quella anteriore.

     

    APPARATO RESPIRATORIO

    Consiste in una rete di tubi, detti trachee, che trasportano l'aria all'interno del corpo, convogliandola in tracheole via via più sottili, in modo da rifornire di ossigeno tutti gli organi. L'ossigeno contenuto nell'aria portata dalle tracheole si diffonde nel sangue, mentre l'anidride carbonica disciolta in quest'ultimo si diffonde nell'aria. Le aperture esterne delle trachee sono chiamate stigmi. Gli stigmi sono in genere presenti in venti paia (4 sul torace e 16 sull'addome), situati sui fianchi dell'insetto. Alcuni insetti che respirano nell'acqua sono dotati di strutture branchiali.

     

    SISTEMA NERVOSO

    Il sistema nervoso è ben sviluppato ed è formato da due gangli sopraesofagei (cervello rudimentale), collegati con tutti gli organi del capo, e da altri due sottoesofagei (costituendo così il cingolo periesofageo), dai quali, ventralmente si dirama una doppia catena di gangli ventrali (sistema nervoso gangliare), congiunti fra di loro trasversalmente e longitudinalmente, da nervi, i quali si uniscono ai vari organi di senso del corpo. Il senso del tatto ha sede nelle antenne, sui palpi e sulle zampe; forse quello olfattivo ha sede nelle antenne. Il senso dell’udito pare sia pure presente perché sulle zampe di questi animali sono state osservate speciali membrane, ritenute rudimentali timpani. Alcuni insetti emettono suoni particolari servendosi delle elitre, o dei femori o di membrane.

     

    RIPRODUZIONE

    I sessi sono distinti. La riproduzione avviene per uova, deposte nei luoghi più vari. C’è la riproduzione per partenogenesi (l’uovo si sviluppa senza essere stato fecondato). Il periodo larvale è sempre più lungo di quello dell’insetto perfetto; diversissimo tra larva e adulto è il modo di vita. Negli insetti è frequente il dimorfismo sessuale, cioè diversità di caratteri morfologici secondari tra maschio e femmina. Ci sono esempi di polimorfismo (pluralità di forme), cioè presenza nell’ambito della stessa specie di vari individui (maschio, femmina, operaia, soldato) con caratteri morfologici diversi, a seconda delle funzioni a cui essi sono destinati nell’associazione, nella quale vivono tutti assieme.

     

    Si parla di 800.000 specie e se ne scoprono continuamente di nuove!

    Gli insetti sono comparsi nell’Era Paleozoica e fin d’allora i rapporti tra essi e le piante (anche se queste non erano provviste di fiori con polline e nettare) sono stati intensi (gli insetti infatti sono preferibilmente fitofagi): resti fossili di insetti si trovano inclusi in una resina fossile (ambra). In quel tempo le condizioni vitali di questi animali dovettero essere ottime: si trovano libellule fossili con 70 cm di apertura d’ali!

     

    Gli insetti sono stati i primi animali che hanno imparato a volare e sono gli unici invertebrati volatori, conquistando lo spazio terrestre e quello aereo fin dalle ere più antiche.

    Essi sono certamente gli animali più variabilmente e più adattabilmente conformati per tutti gli ambienti e per ogni latitudine, avendo abitudini diversissime e nutrendosi con le sostanze più diverse. Si trovano sui vegetali, sugli animali, nel terriccio, nell’acqua degli stagni, dei ruscelli, nelle nostre case e perfino sui ghiacciai. Pochissime sono le specie utili (Ape, Baco da seta e quelli endofagi); numerosissime sono purtroppo quelle dannose, che possono arrecare danni irreparabili all’agricoltura, alle derrate alimentari, ai boschi, alle piante coltivate e trasmettere germi patogeni. Contro di essi è difficile lottare, perché a loro non mancano di certo tutti gli adattamenti possibili, tutte le astuzie e gli accorgimenti necessari per riuscire vittoriosi nella lotta per l’esistenza.

    Gli insetti si classificano in base alle caratteristiche dell’apparato boccale, delle ali e della metamorfosi.

     

    SOTTOCLASSE DEGLI AMETABOLI

    Insetti senza metamorfosi perché dall’uovo nascono individui morfologicamente identici agli adulti. Hanno caratteri primitivi, sono privi d’ali e d’occhi composti.

    Ordine degli Atterigoti

    Pesciolino d’argento (Lepisma saccarina); si rinviene fra i libri e la biancheria. Provvisto di apparato boccale masticatore, si nutre di carta, stoffa e zucchero.

     

    SOTTOCLASSE DEGLI EMIMETABOLI

    Hanno metamorfosi incompleta, mancando lo stadio di crisalide.

     

    Ordine degli Emitteri o Rincoti

    Sono insetti provvisti di rostro (dal greco, rincos: becco), formato dal labbro inferiore foggiato a doccia o a tubo, con quattro stiletti pungenti (che sono le due mandibole e le due mascelle trasformate). Il rostro è atto a pungere e a succhiare; in posizione di riposo si adagia sotto il capo. Le ali sono in numero di 0-2-4. Sono quasi tutti parassiti di piante e di animali, da cui succhiano rispettivamente la linfa o il sangue.

    Cicala (Cicada plebeja); ha quattro grandi ali, antenne brevi. Vive per quattro anni sotto terra come larva, succhiando gli umori delle radici e poi da adulta sale sugli alberi che punge per succhiarne la linfa. Il suo caratteristico frinito (canto), esclusivo dei maschi, che si ode nelle ore più calde delle giornate estive, è dovuto al rapido tendersi e rilassarsi di una membrana, disposta entro un organo cavo, tondeggiante, situato nell’addome.

    Fillossera (Phylloxera vastatrix); succhia la linfa alla vite, danneggiandola fino a farla morire. Dall’uovo di fillossera che ha passato l’inverno, nasce una larva che si sviluppa in femmina, lunga 0,5 mm, priva d’ali. Dalle uova che essa produce partenogeneticamente, si producono fillossere le quali vanno a vivere sia sulle radici che sulle foglie della vite, producendo su queste ultime delle piccole escrescenze (galle). Per tutta l’estate la pianta viene depauperata dalla linfa, mentre le fillossere continuano a riprodursi senza fecondazione, dando origine solo a femmine. In autunno compaiono individui alati che depongono uova, da alcune delle quali nascono maschi, da altre femmine. Dal loro accoppiamento ha origine l’uovo che passerà l’inverno. Per estirpare questo flagello si piantano viti selvatiche, ricavate da foreste americane e resistenti al parassita, e su di esse si innestano le nostre qualità pregiate.

    Cimice delle piante (Palomena viridissima); ha corpo pentagonale, succhia la linfa alle crucifere (cavoli, rape); è comunissima nelle siepi, nei giardini e sugli alberi da frutto. Toccata emette un odore nauseabondo.

    Cimice dei letti (Cimex lectularius); lunga 5-6 mm, depressa rosso-bruna, è attera; fa vita notturna, succhiando il sangue all’uomo e producendo dolorose irritazioni. Emette odore sgradevole e può essere veicolo di gravi malattie infettive (peste).

    Pidocchi delle piante o Afidi (ad es. Aphis rosae e Aphis laniger); infestano rosai, cavoli, cardi, meli, ecc. fino a disseccarli.

    Pericolosi parassiti di piante sono anche le Cocciniglie (Coccus), che si combattono con insetti endofagi (es. la Prospaltella, imenottero), i quali depongono le uova nel corpo della cocciniglia. Dalle uova nascono larve che divorano tutti i tessuti interni della cocciniglia, uccidendola! L’entomologo A. Berlese (1863-1927) importando dal Giappone la Prospaltella, ha trovato così un modo indiretto, ma geniale ed efficace, per proteggere i vegetali utili, contro i terribili parassiti.

     

    Ordine degli Anopluri

    Pidocchi (Pediculus capitis e Pediculus vestimenti); molto piccoli, dal colore biancastro, àtteri, forniti di rostro pungente e succhiante, retrattile, privo di setole pungenti. Essi si attaccano ai capelli, ai vestiti, aggrappandosi con le loro forti unghie. Si nutrono di sangue umano e possono trasmettere il tifo petecchiale. Siccome vivono ove c’è sporcizia, la frequente pulizia e la vita condotta continuamente al sole e all’aria aperta può servire a eliminare questi pericolosi parassiti, comprese le cimici.

     

    Ordine degli Odonati o Anfibiotici

    Sono insetti provvisti di apparato boccale masticatore, costituito da mandibole dure, robuste e dentate. Le ali sono in numero di quattro, ricche di nervature e tutte uguali. L’addome è lungo e stretto. Le larve conducono vita acquatica.

    Libellúlidi

    Dal corpo snello ma robusto, hanno quattro ali trasparenti, di cui le posteriori un po’ più larghe delle anteriori.

    Libellula comune (Libellula depressa); dai vivaci colori sul verde e azzurro lungo il corpo. Le ali sono lunghe, le zampe corte, il capo mobile, provvisto di grandi occhi composti in ciascuno dei quali si contano fino a 8-10.000 ommatidi. Le antenne sono piccole filiformi. La libellula è carnivora sia allo stato larvale che da adulta. È rapidissima nel volo, durante il quale caccia soprattutto mosche e zanzare e quindi si può considerare animale utile. La si rinviene spesso in vicinanza dell’acqua, soprattutto stagnante.

     

    Ordine degli Isotteri

    Sono detti, impropriamente, formiche bianche, vivendo come queste, in società molto numerose, in nidi di terra, da essi stessi fabbricati (termitai). Hanno apparato boccale masticatore, due paia di ali eguali (da cui il nome isos: uguale) e membranose.

    Termiti (Termes fatalis e Termes bellicosus); bianchi, lunghi 1 cm, vivono in paesi caldi, in termitai alti anche 7 metri (in Sicilia, ce ne sono tre specie: ad es. Termes lucifugus e Calotermes flavicollis). Nel termitaio, vero capolavoro di architettura, vivono un re (maschio), una regina (femmina), un numero sterminato di operaie (femmine infeconde) e di soldati (maschi infencodi). La regina, dopo la fecondazione, perde le ali e si rifugia nel termitaio. Il suo addome, rigonfio di uova, diventa enorme, fino a 14 cm di lunghezza! Essa è capace di deporre allora fino a 30.000 uova al giorno, per 10 anni di seguito! Le operaie hanno il compito di costruire il nido, di pulirlo, di provvedere all’alimento per nutrire la coppia reale e le larve, di trasportare in celle adatte le uova. I soldati dal capo grosso, armato di robuste tenaglie (mandibole), sono addetti alla difesa della comunità. Le ali sono possedute solo dalla coppia reale prima della fecondazione. Appena compiuto l’atto riproduttivo, la coppia fonda altrove una nuova società e perde le ali. Le Termiti sono straordinariamente voraci: mangiano tutte le sostanze organiche, preferibilmente il legno, che, benché di difficile digestione, è intaccato dall’azione di bacteri, viventi nell’intestino delle Termiti. Esse arrecano danni alle case, ai mobili, alle costruzioni, alle travi dei soffitti, incominciando dall’interno senza che appaia alcun segno dall’esterno e così la rovina avviene improvvisamente e irreparabilmente.

    Ordine degli Ortotteri

    Hanno apparato boccale masticatore, ali anteriori (elitre) dure, coriacee che spesso non servono al volo, e che coprono quelle del 2° paio, quando sono in riposo. Le ali adatte al volo sono membranose e più larghe. Molte specie sono saltatrici per lo sviluppo particolare del 3° paio di zampe. Emettono spesso suoni, o meglio rumori striduli, per lo sfregamento delle elitre fra loro o contro i femori (particolare esclusivo dei maschi). Esistono rudimentali organi acustici, costituiti da una membrana mobile, situata nelle zampe anteriori o nell’addome. Dietro la membrana si troverebbero particolari cellule sensitive.

    Locústidi

    Locusta verde (Locusta viridissima); dal capo grosso, con grandi occhi composti e tre occhi semplici, con antenne lunghe e sottili, con i femori del 3° paio di zampe molto sviluppati per il salto. L’addome nelle femmine termina con un lungo ovopositore, a forma di sciabola.

    Gríllidi

    Grilli (Gryllus campestris e Gryllus domestica); hanno capo rotondo, antenne lunghe, corpo tozzo; sono saltatori ed emettono nelle notti estive il loro cri-cri, sfregando le lai anteriori l’una sull’altra.

    Grillotalpa (Gryllotalpa vulgaris); ha le zampe del 1° paio, piatte, trasformate in robuste scavatrici. È nocivo perché rompe e rode le radici degli ortaggi e delle giovani piantine.

    Acridoidei

    Cavalletta (Acridium peregrinum); ha antenne e ovopositore brevi, zampe posteriori robuste; è buona volatrice. Talora si associa alle proprie simili volando a stormi interminabili in cerca di cibo. Allora diventa dannosissima, distruggendo, in breve, dove si posa, ogni forma vegetale.

    Blatta o Scarafaggio (Blatta orientalis); insetto antichissimo, abbandona di notte il proprio nascondiglio, invade le dispense, mangiando ogni sorta di cibo e imbrattandolo con i suoi rifiuti e con la sua saliva.

    Mantide (Mantis religiosa); feroce predatrice di insetti, con le zampe anteriori trasformate in organo d’assalto (spesso queste zampe sono tenute in modo da imitare persona che prega: mimetismo offensivo).

    Forbicine (Forficula auricularia); frequenti sui frutti (uva).

    Stecchi (Bacillus Rossii); per la forma del corpo imitano rami secchi (mimetismo difensivo).

     

    SOTTOCLASSE DEGLI OLOMETABOLI

    Insetti con metamorfosi completa. Dall’uovo schiude una larva, vermiforme, senza occhi composti, senza ali, la quale, voracissima, cresce talora enormemente, andando soggetta a diverse mute. Poi, solitamente racchiusa in un bozzolo, subisce una profonda trasformazione, cambiando parecchi organi (stato di pupa o di crisalide). In questo stato che è di immobilità e di assoluto digiuno, alcuni tessuti si distruggono, e se ne formano di nuovi, come ad es. il rivestimento esterno; quello tracheale e intestinale vengono internamente sostituiti da altri; i muscoli vengono divorati in parte dai globuli bianchi del sangue Infine dal bozzolo esce l’insetto perfetto, cioè l’animale adulto.

    Ordine dei Coleotteri

    Sono gli insetti più numerosi: l’ordine comprende oltre 250.000 specie, distribuite ovunque. Sono dotati di uno spesso dermascheletro chitinoso, hanno quattro ali di cui le anteriori, èlitre, servono da astuccio (da cui il nome; dal greco coleòs: guaina e pteron: ala) a quelle posteriori. L’apparato boccale è masticatore. Le antenne possono essere filiformi, pettinate, lamellari, clavate. Il protorace, alquanto sviluppato, si chiama corsaletto; il meso e il metatorace rimangono nascosti sotto le elitre, lasciando scoperto un breve spazio triangolare che si dice scudetto. Sono quasi tutti nocivi alle piante; pochi sono utili, nel senso che si cibano di insetti dannosi e di loro larve.

    Caràbidi

    Sono vistosi, dalle forme slanciate e dai colori molto spesso vivi e brillanti. Predatori voraci, si rendono utili all’uomo perché distruggono grandi quantità di insetti, larve, bruchi, nocivi alle piante.

    Càrabo violaceo (Carabus violaceus); frequente nei giardini e nei boschi, è di colore nero con bei riflessi metallici verdi e il bordo delle elitre violetto.

    Càrabo splendente (Carabus splendens); le elitre sono levigate di un magnifico color d’oro.

    Calosòma (Calosòma sycophanta); il nome significa “dal bel corpo” (dal greco calos: bello e soma: corpo), azzurra sul protorace e verde-dorato sulle elitre.

    Bombardiere (Brachinus bombarda); detto così perché si difende spruzzando dall’addome contro l’aggressore un umore acre, bruciante, producendo un certo rumore. Sono lunghi 6-8 mm, rossicci, con elitre nero-azzurre.

    Cicindélidi

    Cicindéla (Cicindela campestris); di colore verde maculato di giallo e con le zampe rosso-rame.

    Idrofílidi

    Grossi Coleotteri adattati alla vita acquatica, come si riconosce dal corpo ovale e liscio, dall’addome carenato e dalle zampe compresse, che l’animale adopera a guisa di remi.

    Idròfilo piceo (Hydrophilus piceus); lungo fino a 7 cm, di colore nero-pece, con toni verdastri, vive negli stagni nutrendosi di piante acquatiche, ed è agile nuotatore. Quando è immerso nell’acqua, la regione ventrale appare argentea perché la finissima peluria di cui è rivestita trattiene uno straterello d’aria, che l’insetto raccoglie mediante le antenne allorché affiora alla superficie, e che gli permette di respirare sottacqua.

    Coccinéllidi

    Coccinella dai sette punti (Coccinella septempunctata); dal corpo quasi emisferico, di un rosso vivo, con sette puntini neri. Sono tra gli insetti più utili all’agricoltura perché distruggono enormi quantità di parassiti delle piante, sono cioè entomofagi, e a tale benemerenza si riferiscono i nomi loro dati dai contadini di Gallinella del Signore, Pecorelle di Dio. Sia come larve che come adulte fanno strage dei pidocchi delle piante (afidi) e altri insetti nocivi.

    Novio Cardinale (Novius cardinalis); originario dell’Australia e di là introdotto dapprima in America, poi in tutti i paesi del mondo, da quando le ricerche degli entomologi scoprirono che esso è il nemico naturale di un insetto parassita degli agrumi e delle piante da frutto, la terribile Cocciniglia chiamata Icerya purchasi. È bastato favorire l’acclimatazione e quindi lo sviluppo del prezioso endofago della California perché, nel giro di pochi anni, gli immensi agrumeti di quella regione fossero salvi.

    Scarabèidi

    Sono grossi coleotteri di aspetto talora strano e mostruoso per le enormi e robuste appendici foggiate a tenaglia o ricurve e puntute a guisa di corni oppure irte di denti come seghe, che portano sul capo o sul torace, ma che rappresentano ornamenti del tutto inoffensivi del maschio.

    Scarabeo stercorario (Geòtrupes stercorarius); di colore nero con riflessi verdi e azzurrognoli sul dorso e verde dorato sull’addome. Scava nel terreno, sotto gli escrementi dei bovini, delle gallerie verticali che riempie di questo materiale, per lui prezioso, in quanto rappresenta la sua provvista alimentare e un soffice nido di incubazione per le uova.

    Scarabeo sacro (Atéuchus sacer); venerato dagli antichi Egizi come simbolo dell’eternità e del dio Sole, foggia abilmente lo sterco bovino ed equino in grosse pallottole, poi, aiutandosi con la testa e con le zampe posteriori le rotola lungo i sentieri campestri fino a metterle al sicuro entro buche scavate nel terreno. Le pallottole costituiscono una riserva alimentare, oppure vengono lavorate a forma di pera dalla femmina, che vi depone un uovo perché la futura larva possa trovare abbondante nutrimento fino al suo completo sviluppo.

    Scarabeo rinoceronte (Oryctes nasicornis); di colore castano lucido, è così chiamato per il corno ricurvo che il maschio porta sul capo.

    Scarabeo elefante (Megasoma elephas); lungo fino a 10 cm.

    Scarabeo ercole (Dynastes hercules) ; di nero brillante, il maschio porta due enormi appendici dirette all’innanzi a guisa di mandibole dentellate e arriva a superare complessivamente i 15 cm.

    Maggiolino (Melolontha vulgaris); gli adulti compaiono in primavera (onde il nome) e si riconoscono per le elitre di colore castano-rossiccio, il capo e il corsaletto neri, le antenne corte e con le estremità foggiate a flabello (nei maschi). Misurano 2,5-3 cm e sono tremendamente prolifici.

    Cetonia dorata o Moscone d’oro (Cetonia aurata); di colore verde dorato brillante, divora i fiori.

    Lucànidi

    Cervo volante (Lucanus cervus); lungo fino a 9 cm, è nero, bruno-castano sul dorso; ha testa grande e robuste mandibole, ramificate nel maschio. Si nutre della linfa dei giovani rami di quercia.

    Cerambícidi

    Sono caratterizzati dal corpo alquanto allungato e dalle lunghissime antenne filiformi, nodose, ripiegate all’indietro.

    Grande capricorno o Bucapere (Cerambyx heros); di colore bruno-nero lucente, con le elitre rugose, lungo 5 cm, ha antenne articolate, più lunghe del corpo. Scava gallerie nel legno per deporvi le uova. Le larve vivono nelle gallerie dei tronchi.

    Acantocíno (Acanthocinus aedilis).

    Saperda del pioppo (Saperda carcharias); le larve rodono la corteccia e il legno dei pioppi e, quando sono numerose, provocano la morte delle piante.

    Curculiónidi

    Sono tutti nocivi all’agricoltura. Si distinguono per il capo prolungato in un rostro a forma di becco o di proboscide con il quale perforano i semi, la corteccia, il legno.

    Bruco dei piselli (Bruchus pisi) e Bruco delle lenticchie (Bruchus pallidicornis); le larve penetrano nell’interno dei semi dove si trasformano in insetto perfetto, distruggendo tutta la sostanza farinacea.

    Rinchíte della betulla (Rhynchites betulae); detto “sigaraio” perché la femmina, dopo aver praticato nella foglia due tagli fino alla nervatura mediana, l’avvolge a guisa di cartoccio e ne fa un nido per deporvi le uova. Le larve si lasciano cadere a terra dove si affondano per compiervi la metamorfosi.

    Sigaraio della vite e del pioppo.

    Calandra o Punteruolo del grano (Calandra granaria) e quello del riso (Calandra oryzae); la femmina perfora il chicco e vi depone un uovo, dal quale nasce una larva che distrugge interamente la sostanza farinosa lasciando intatta soltanto la buccia. Si combatte collocando nei granai dei recipienti con solfuro di carbonio, i cui vapori uccidono le larve e gli insetti adulti.

    Bóstrici

    Danneggiano gravemente gli alberi.

    Bóstrico tipografo (Bostricus typographus); attacca i pini, gli abeti, scavando tra il legno e la corteccia una galleria quasi rettilinea nella quale la femmina, man mano che avanza, depone le uova. Le larve scavano a loro volta numerose gallerie secondarie che si diramano da quella materna formando nell’insieme un curioso ed elegante disegno. Ciascuna galleria termina con una camera in cui la larva compie il suo sviluppo.

    Anòbio (Anobium pertinax); rovina i mobili scavandovi delle lunghe gallerie a sezione circolare. Questo insetto, nel rodere il legno, produce con la testa dei piccoli colpi cadenzati che risuonano nel silenzio della notte come il ticchettío di un orologio.

    Lampíridi

    Lucciola comune (Luciola italica); ha forma allungata, torace giallastro e il resto del corpo bruno. L’organo fosforescente risiede negli ultimi segmenti dell’addome ed è più sviluppato nel maschio.

    Lampíride (Lampyris noctiluca); anche le larve sono fosforescenti.

     

    Ordine dei Neurotteri

    Sono insetti con due paia di ali membranose, finemente reticolate (il nome dal greco neurà = nervo, fibra e pterón = ala), simili fra di loro. Esiste l’apparato boccale masticatore tanto nella larva che nell’insetto perfetto.

    Formicaleone (Myrmeleon formicarius); ha corpo esile, allungato, antenne corte, ingrossate all’apice, ali, a riposo, tenute a spiovente, a tetto. La larva scava nel terreno mobile degli imbuti, in fondo ai quali sta nascosta in attesa che vi cada un insetto, per divorarselo.

    Ordine degli Afanitteri

    Questi piccoli insetti hanno corpo compresso lateralmente e peloso, apparato boccale atto a pungere e a succhiare, occhi semplici; non ci sono ali (da cui il nome; afanès: nascosto scomparso). Le zampe sono robuste; quelle dell’ultimo paio sono atte al salto, supplendo con ciò alla mancanza di ali.

    La Pulce (Pulex irritans) è parassita dei Vertebrati superiori (uomo, cane, gatto) cui succhia il sangue. Può trasmettere anche malattie infettive (peste bubbonica).

    Ordine dei Ditteri

    Sono insetti forniti di un solo paio d’ali (dal greco, dio: due e pteròn: ala, cioè due ali) quelle del 1° paio; il 2° è atrofico, trasformato in due organi a forma di clava, ritenuti organi di senso statico o di equilibrio (bilancieri). L’apparato boccale è una proboscide succhiatrice, atta anche a pungere, formata dal labbro inferiore foggiato a tubo, percorso (nelle Zanzare) o no (nelle Mosche) da quattro setole pungenti; queste sono le mandibole e le mascelle trasformate.

     

    Sottordine dei Nematòceri

    (dal greco nema = filo e kéras = corno) con antenne lunghe e piumose.

    Le Zanzare hanno corpo, zampe, ali e antenne assai più esili. Sono fornite di apparato boccale pungente e succhiante. Le femmine succhiano il sangue all’uomo: i maschi vivono di succhi vegetali e di nettare. Le uova vengono deposte solo nell’acqua, solitamente ferma; vi vivono le larve e le ninfe. Per liberarsi perciò di questi animali, è necessario prosciugare le zone acquitrinose. L’Anofele (Anopheles claviger e Anopheles maculipennis), trasmettitore del Plasmodio della malaria, si riconosce dalla Zanzara comune (Culex pipiens), quando si posa su superfici verticali: la zanzara tiene il corpo parallelo alla superficie e le zampe del 3° paio rivolte all’insù; l’Anofele tiene il corpo inclinato rispetto alla superficie verticale e le ultime zampe distese; inoltre sulle ali dell’Anofele si riscontrano dei puntini neri.

     

    Sottordine dei Brachíceri

    (dal greco brachýs = corto) con antenne brevi.

    Múscidi

    La Mosca (Musca domestica) ha corpo tozzo e nel capo due grandi occhi composti e tre occhi semplici, antenne corte con tre articoli, labbro inferiore (proboscide) protrattile, atto a succhiare e talora, con la ventosa terminale di cui è provvisto, anche a mordere. La mosca succhia pure sostanze che siano solubili nella sua saliva. Le zampe sono corte, fornite, all’estremità, di corpi adesivi; le ali sono robuste. La mosca domestica depone le uova nel letame, nelle immondizie, nei rifiuti e dopo poche ore nascono larve apode che, passati 4-5 giorni, si trasformano in pupa; dopo 14 giorni si ha l’insetto perfetto. Straordinariamente prolifica, la mosca si sviluppa rapidissimamente: compie durante l’estate (vive in media 2-3 mesi) 10-13 deposizioni di 120-150 uova ciascuna, per cui si calcola che alla terza generazione si supera il miliardo di individui. La mosca riesce dannosissima perché, posandosi sui rifiuti più vari ed avendo corpo peloso, si carica di germi con cui può facilmente trasmettere terribili malattie, quali il colera, il carbonchio, il tifo, la tubercolosi. Sono nocive anche le mosche della frutta, le cui larve vivono nelle pere, nelle mele, nelle pesche, nelle albicocche, ecc.

    Mosca estiva (Homalomya canicularis); volteggia intorno ai lampadari o ad altri oggetti pendenti, con volo silenzioso e rapidissimo;

    Moscone azzurro della carne (Calliphora vomitoria); depone le uova sulle carni in putrefazione, sui cadaveri e talora nelle fosse nasali delle persone dormienti.

    Mosca olearia (Dacus oleae) depone le uova nelle olive, compromettendo gravemente il raccolto.

    Moscone grigio (Sarcòphoaga carnaria); depone le larve vive sulle carni macellate, sulle carogne, sulle piaghe infette, sulle ferite dell’uomo e degli animali.

    Moscone verde (Lucilia caesar); verde brillante con riflessi metallici.

    Tafànidi

    Tafani (Tabanus bovinus); molestano d’estate il bestiame, succhiandone il sangue.

    Éstridi

    Estro del cavallo (Gastrophilus equi); depone le uova sui peli dell’animale e questo, leccandosi, le introduce nello stomaco, dove schiudono le larve che si attaccano alle pareti dell’apparato digerente, finché vengono espulse con le feci.

     

    Ordine dei Lepidotteri

    Sono detti anche Farfalle. Si riconoscono facilmente per la presenza di quattro ali grandi, sottili, con poche nervature, poco robuste, ricoperte di squame (peli trasformati), spesso variamente e vivacemente colorate, in modo da dare a questi organi delle tinte meravigliose e smaglianti; a volte la colorazione è uniforme, grigio-bruna. Il nome deriva dal greco: lepìs: squama e pteròn: ala. Le squame sono disposte sull’ala come le tegole d’un tetto. L’apparato boccale, allo stato larvale, è masticatore, allo stato adulto è lambente, poiché le mascelle si sono trasformate in un organo tubolare, spirotromba, che allo stato di riposo è avvolto a spirale sotto il capo. Si estende quando l’animale vuole succhiare il nettare dei fiori. Esistono grandi occhi composti ed ocelli; le zampe sono esili. Nelle femmine c’è l’organo ovopositore. La larva, detta bruco, è vermiforme ed è caratterizzata da una straordinaria voracità e insaziabilità, potendo aumentare il proprio peso, dalla nascita allo stato di pupa, di centinaia di volte. Infatti si nutre di vegetali, preferendo una determinata pianta, quindi un unico tipo di alimento. Riesce perciò dannosissimo in agricoltura, nei campi, nei prati, nei giardini, nei boschi, divorando fiori, frutti, foglie, semi, mangiando anche legno, fibre, lana, seta, vestiti, tende, ecc. Allo stato di pupa, l’insetto si racchiude nel bozzolo, costituito da una sostanza (prodotta da ghiandole) che all’aria si rapprende in sottili filamenti (seta, presso a poco come la ragnatela del Ragno).

     

    Sottordine dei Ropalóceri

    Hanno antenne clavate all’apice (dal greco rópalon = clava e chéros = cima), bocca con proboscide avvolta a spirale (spirotromba); durante il riposo tengono le ali alzate verticalmente rispetto al corpo e con le superfici dorsali a contatto. Sono diurni.

    Piéridi

    Sono nocive perché i loro bruchi, voracissimi, rodono le foglie degli ortaggi.

    Cavolaia (Pieris brassicae); ha ali bianche, di cui quelle anteriori hanno gli angoli apicali macchiati di nero e, nelle femmine, presentano altre due macchie tondeggianti dello stesso colore nel mezzo. I bruchi, verdastri, divorano le foglie dei cavoli e delle rape.

    Rapaiola (Pieris rapae); il bruco scava delle gallerie attraverso le foglie, danneggiandole gravemente.

    Còlia citrina (Gonopteryx rhamni); ha le ali di un bel giallo-zolfo.

    Cleopatra (Gonopteryx Cleopatra); il maschio ha le ali giallo-arancione.

    Papiliònidi o Cavalieri

    Macaone (Papilio machaon); ad ali aperte misura 9 cm circa. Il colore di fondo delle ali è giallo carico, con una larga fascia marginale nera contornata da otto macchie semilunari gialle nelle ali anteriori e sei macchie simili in quelle posteriori. Questo secondo paio ha il contorno dentellato e porta una caratteristica appendice caudata; presenta inoltre alcune macchie azzurre e, verso l’estremità, dalla parte interna, una macchia ocellate rossastra.

    Ninfálidi

    Vanessa maggiore o Vanessa pavone (Vanessa io); di colore rosso-fuoco, ha una bellissima macchia ocellata nera e azzurra a bordo dorato su ciascun’ala.

    Vanessa ammiraglio (Vanessa atalanta); nero-vellutata, ha le ali anteriori macchiate di bianco e adorne, al pari di quelle posteriori, di una fascia vermiglia.

    Vanessa antiopa; di colore rosso-scuro vellutato, ha una fascia gialla.

    Licénidi

    Sono le comuni farfalline azzurre che si vedono nelle campagne in primavera e in estate. Licaena bellargus di un purissimo azzurro cielo; Licaena arion, azzurro scura punteggiata di nero, ecc.

     

    Sottordine degli Eteróceri

    Hanno antenne filiformi o pettinate, ali posteriori provviste sul margine, di alcune setole rigide mediante le quali, durante il volo, si agganciano a quelle anteriori, bocca con spirotromba; durante il riposo tengono le ali disposte come gli spioventi di un tetto, oppure orizzontalmente. Sono in grande maggioranza notturni.

    Sfíngidi

    Àtropo o Sfinge testa di morto (Acherontia atropos); misura fino a 13 cm di apertura alare. Si riconosce per lo strano disegno giallo, somigliante a un teschio, che porta sul torace. Quando viene catturata fa udire un flebile lamento e questa sua abitudine, insieme al colore bruno-nero del corpo e al macabro emblema toracico, giustifica i nomi con cui viene designata dai naturalisti. Il tetro Acheronte, uno dei quattro fiumi dell’Averno, simboleggia il regno dell’oltretomba e Artropos era una delle tre Parche. Il grosso bruco, di colore giallo a strisce oblique verdi e col dorso punteggiato di azzurro e nero, rode voracemente le foglie delle patate, dei pomodori, della canapa e di altre piante utili. La farfalla ruba il miele negli alveari, incurante dei pungiglioni delle api.

    Nocive agli alberi sono:

    Sfinge del pino (Sphynx pinastri), del ligustro (Sphynx ligustri) e del tiglio (Mimas tiliae).

    Macroglossa delle stellate (Macroglossa stellatarum); ha una lunghissima spirotromba (onde il nome dal greco macrós = grande e glóssa = lingua).

    Bombícidi

    Bombice del Gelso (Bombyx mori); viene allevata a scopo industriale per avere la seta. La sua larva si nutre della foglia di gelso ed essa, dopo avere subito 3-4 mute, si rinchiude in un bozzolo di seta. Questa è una sostanza vischiosa che, venuta a contatto dell’aria, solidifica. L’adulto non si nutre più, avendo l’intestino atrofizzato; provvede solo alla riproduzione.

    Processionarie

    I loro bruchi formano lunghe file che, guidate da un bruco comandante, avanzano sui rami a ranghi serrati e via via più numerosi. Le colonne escono dai loro nidi durante la notte, divorano il fogliame e, nello stesso ordine, rientrano all’alba. Un nido unico, formato da una tela sericea avvolta attorno ai rami, serve a tutta la comunità.

    Processionaria della quercia (Thaumatopaea processionaea) e Processionaria del pino (Thaumatopaea pityocampa); I loro bruchi sono molto pericolosi per l’uomo perché i finissimi peli di cui sono ricoperti e che si distaccano facilmente, venendo a contatto con la pelle o respirati, possono causare infiammazioni assai gravi.

    Satúrnidi

    Pavonia maggiore (Saturnia pyri); ha quattro vistose macchie ocellari sulle ali, la cui apertura raggiunge, nella femmina, i 16 cm. Compare in primavera, ed è assai comune nei frutteti, nutrendosi il suo bruco delle foglie dei meli, peri, albicocchi.

     

    Pavonia minore (Saturnia carpini); l’apertura alare è di 7 cm. I bruchi sono nocivi agli alberi da frutto.

    Tignuole

    Tignuola del grano (Tinea granella); saccheggia i granai.

    Tignuola del melo (Yponomeuta malinella); divora le foglie del melo.

    Carpocapsa pomonella; il bruco è chiamato verme delle mele e delle pere, e ne danneggia i frutto scavando numerose gallerie.

    Tignuola dell’olivo (Tinea oleaella).

    Tignuola della vite (Conchylis ambiguella).

    Tarme; rovinano le tappezzerie (Tinea tappezziella), le pellicce (Tinea pellionella), i vestiti di lana (Tinea sarcitella).

     

    Ordine degli Imenotteri

    Comprende oltre 60 mila specie: vi appartengono quasi tutti quelli che vivono in società, dai costumi e dalle abitudini assai varie. Sono importanti per l’impollinazione delle piante. Sembrano essere questi gli insetti più elevati per qualità psichiche e c’è chi dice che se l’uomo scomparisse dalla Terra, il suo posto sarebbe occupato da questi animali.

    Sono provvisti di quattro ali membranose (il nome deriva da ymèn = membrana, e pteròn = ala) robuste, con poche nervature, le anteriore più grandi, attaccate alle posteriori con uncini, onde rendere il volo più sicuro e potente. Esiste un apparato boccale masticatore, formato dalle mandibole e labbro superiore; il labbro inferiore, allungato in forma di lingua, assieme alle mascelle, è atto a lambire. Gli occhi composti sono grandi; sulla fronte esistono tre occhi semplici. Le femmine portano all’estremità dell’addome o un ovopositore o un pungiglione (se femmina infeconda).

     

    Sottordine degli Aculeati

    Posseggono addome peduncolato e fornito (eccetto che nelle specie parassite) di pungiglione velenifero. Le larve, bianchicce, ápode, vivono entro appositi nidi dove vengono nutrite con speciali sostanze elaborate dagli adulti, oppure sono parassite di altri insetti (entomòfagi).

    Ápidi o Antófili

    Vuol dire “amici dei fiori” (dal greco ánthos = fiore e phílos = amico), perché la maggior parte di essi si ciba di nettare; sono pochi gli insetti prónubi per eccellenza perché trasportano inconsciamente di fiore in fiore il polline (dal latino pronubus = che presiede alle nozze).

    La sua società delle api è formata da una sola femmina, la regina (è l’individuo più grande della società; l’addome in lunghezza, sorpassa le ali), da alcune centinaia di maschi, i fuchi (grossi, tozzi, pelosi, dall’addome più corto delle ali), riscontrabili specialmente in primavera, e da alcune decine di migliaia di femmine sterili, le operaie, nelle quali le ali arrivano all’estremità dell’addome. Nelle operaie al posto dell’ovopositore, esiste il pungiglione, aculeo in collegamento con ghiandole velenifere. Esso è un’arma di offesa e di difesa. Quando l’ape punge non può più ritirarlo dalla ferita, perché esso termina con uncini ricurvi, rimanendo quindi conficcato nel corpo della vittima. L’ape è costretta a lasciarlo ivi, lacerando i propri visceri e morendo poco tempo dopo, non avendo la possibilità di rifarsi gli organi perduti. Nella regina il pungiglione è cavo e funziona da organo ovopositore; il maschio non ha pungiglione. Nell’addome delle operaie esistono ghiandole che secernono la cera, sostanza con la quale le api costruiscono i favi (insieme di piccole celle esagonali di cera che le api costruiscono per mettervi larve e miele). Le operaie sono adibite alla raccolta del polline, che mettono in un’apposita tasca situata dal lato esterno del 3° paio di zampe, e del nettare che ingeriscono.

    Al ritorno all’alveare queste provviste vengono messe in apposite celle che funzionano da dispense, dove il nettare, misto a succhi digestivi rigurgitati dalle operaie, si trasforma in miele. La regina fecondata da un fuco, il più forte nel lungo e alto volo nuziale, ritorna al nido e vi rimane per deporvi le uova (da 1.500 a 3.000 al giorno). Le uova vengono deposte in celle, nelle quali le larve trovano il cibo pronto. Esse vi rimangono anche allo stato di pupa ed escono solo quando sono diventate insetto perfetto. Le celle sono di diversa grandezza e il cibo somministrato non è sempre lo stesso: le celle più grandi daranno regine, che vengono alimentate con la pappa reale; quelle di media grandezza servono all’allevamento dei fuchi; nelle altre, le più piccole, vengono allevate le future operaie. La regina vive 4-5 anni. I fuchi, dopo il volo nuziale sono inutili e o vengono uccisi dalle operaie o vengono lasciati morire di fame. Le operaie sono sottoposte ad un lavoro massacrante e vivono solo poche settimane. Durante l’inverno la società vive con le provviste accumulate durante l’estate.

    Ápidi sociali

    Ape (Apis mellifica, Apis linguistica e Apis italica).

    Bombi o Ronzoni (Bombus hortorum e Bombus terrestris); dal grosso addome peloso, di colore grigio o nero, con una fascia gialla. Formano società poco numerose costruendo nidi di terra.

    Ápidi solitarie

    Ape legnaiuola (Xilócopa violacea); tutta nera con le ali dai riflessi violetti, che depone le uova dentro brevi gallerie scavate nelle travi.

    Vèspidi

    Calabrone (Vespa crabro); la puntura è dolorosa e produce tumefazione. I loro nidi sono fatti di legno masticato, simile a carta.

    Vespa comune (Vespa vulgaris); dall’addome giallo a fasce brune. Vivono in società che sono solo annuali. Nel loro alveare possono stare più regine.

    Formícidi

    Presso le formiche esistono individui alati, maschi e femmine, che si strappano le ali dopo il volo nuziale per fondare la società (formicaio). Questa comprende numerose operaie (femmine sterili) che compiono nel formicaio tutti i lavori servili e i soldati (maschi sterili) armati di robuste mascelle, adibiti alla difesa della società. Anche nel formicaio possono coesistere più regine.

    Le formiche si nutrono di semi, di sostanze zuccherine animali e vegetali, ricavate queste ultime spremendo dolcemente l’addome ai Pidocchi delle piante (afidi). Si inebriano anche dei relativi effluvi. Perciò le formiche li allevano spesso con cura. Alcune specie di formiche si danno ad attività sorprendenti: coltivano ad es. funghi e se ne nutrono, accumulano nel nido chicchi di grano, impedendone la germogliazione, altre assaltano piccoli animali (ragni, bruchi, cavallette), rendendo così un ottimo beneficio all’agricoltura.

    Formica sanguigna (Formica sanguinea).

    Formica amazzone (Polyergus rufescens).

    Formica rossa (Formica rufa); nasconde i suoi nidi sotto grossi mucchi di aghi di pino o di residui vegetali.

    Camponoto (Camponotus herculeanus); nero, con torace, zampe ed estremità dell’addome rosso-bruni, nocivo agli alberi di cui invade i tronchi e le radici.

     

    Sottordine dei Terebranti

    Hanno addome largo, privo di pungiglione, ma provvisto, nelle femmine, di tèrebra, ossia di un ovoposotire foggiato a sega con il quale perforano il corpo di altri insetti o i vegetali, per deporvi le uova. Le larve posseggono numerose zampe che le rendono simili ai bruchi delle farfalle e sono litofaghe o carnivore.

    Cinípidi

    Producono delle “galle”, escrescenze a forma di pallottola che si formano sulle foglie delle querce in seguito alla puntura dell’insetto. Nell’interno della galla si vede una piccola cavità nella quale l’insetto compie il suo sviluppo. Le galle della quercia hanno importanza nell’industria perché sono ricche di tannino, sostanza adoperata per la concia delle pelli.

    Calcídidi

    Prospaltella (Prospaltella Berlesei); depone le uova nel corpo delle larve di insetti nocivi. Dall’uovo di questo imenottero nasce una larva che si nutre dei visceri dell’insetto nocivo, uccidendolo.

    Blastofaga (Blastophaga psenes); opera la fecondazione del fico trasportando il polline dai fiori maschili a quelli femminili.

 

Fine articolo sugli insetti

 

 

  • MECCANOTRASDUZIONE 1

 

  • Il modello generale della meccano-trasduzione si basa sulla presenza di un canale di trasduzione che rileva le deflessioni di una struttura esterna relativamente ad una interna (ad esempio il citoscheletro). Questa deflessione può corrispondere ad esempio ad una deformazione della cute, all’oscillazione delle stereocilia delle cellule cigliate nell’orecchio interno o alle vibrazioni dei sensilli tricoidi di una mosca. La deflessione modifica la tensione di tutte le componenti del sistema ed il canale di trasduzione modula conseguentemente la sua apertura.  Questo modello consente anche di spiegare l’adattamento. Ad esempio, nell’orecchio interno, l’utricolo ed il sacculo misurano le accelerazioni lineari e la posizione del capo nello spazio grazie alle piccole modifiche della forza di gravità che si verificano quando il capo si inclina nelle varie direzioni. Per operare in modo efficiente devono ignorare l’offset, cioè la presenza costante, della forza di gravità (g =1) e rilevare stimoli la cui ampiezza è un milione di volte più piccola. Nell’adattamento, grazie ad una componente elastica, il perdurare di uno stimolo genera un rapporto costante tra la tensione delle strutture interne ed esterne. Conseguentemente lo stimolo costante non è in grado di attivare il canale. Questo adattamento può essere dovuto alla deformazione della struttura esterna di accoppiamento, all’allungamento degli ancoraggi interni e/o esterni, allo slittamento dell’ancoraggio interno rispetto al citoscheletro o a cambiamenti del comportamento del canale (fosforilazioni, sensibilizzazione, ecc.).

3.     In Escherichia coli sono stati caratterizzati almeno due canali di membrana la cui apertura è regolata dallo stiramento della membrana stessa. Si tratta dell’esempio più semplice di trasduzione meccanica. Di questi due canali (MscL, mechanosensitive channel–large conductance e MscS, mechanosensitive channel–small conductance) solo il primo è stato estesamente caratterizzato del punto di vista fisiologico e biomolecolare. La funzione di questi canali è quella di proteggere la cellula dallo shock ipo-osmotico poiché si aprono per pressioni interne prossime a quelle che causerebbero la lisi cellulare, lasciando uscire acqua e soluti. In pratica si comportano come una sorta di valvola di sicurezza. MscL è una proteina integrale di membrana costituita da soli 136 amminoacidi. Ogni canale è costituito da 6 subunità. (Gravit Space Biol Bull. 1997 Jun;10(2):43-7.  A mechanosensitive channel protein and its gene in E. coli. Blount P, c, Kung C. Laboratory of Molecular Biology, University of Wisconsin, Madison 53706, USA.).

4/5  In Caenorhabditis elegans (nematodi) sono stati identificati dei mutanti (MEC) che non rispondono adeguatamente agli stimoli meccanici. E’ stata identificata la maggior parte dei geni coinvolti in questa mutazione. Si tratta di un complesso meccano-ricettivo costituito da un canale ionico sensibile agli stimoli meccanici e connesso sia al citoscheletro che alle proteine della matrice esterna. I geni MEC codificano per proteine del citoscheletro, proteine della matrice cellulare e proteine che collegano elementi dei due precedenti gruppi. Tra le proteine codificate dai geni MEC vi sono anche le degenerine, canali ionici simili ai canali sodio epiteliali dei vertebrati (ENaC). Si tratta di canali sensibili all’amiloride, responsabili del riassorbimento di sodio negli epiteli renale, colico distale e ghiandolare e della trasduzione gustativa per il salato. Il nome deriva dal fatto che alcuni mutanti iperfunzionali mostrano degenerazione dei neuroni sensoriali, probabilmente in relazione al fatto che i canali rimangono sempre aperti.

6/7  I sensilli tricoidi sono recettori molto comuni distribuiti in tutto i corpo dell’insetto. Sono i meccanocettori più semplici e consistono tipicamente di 4 cellule:

  • Cellula tormogena, produce la tasca in cui si inserisce il pelo
  • Cellula tricogena, produce il pelo
  • Cellula gliale, produce una guaina che circonda il dendrite. L’invaginazione delle cellule termogene e tricogene forma una cavità al di sotto della capsula chiamata spazio linfatico. Sulla superficie luminale di queste cellule sono presenti microvilli contenenti pompe che secernono attivamente potassio nello spazio linfatico.
  • Neurone sensoriale che manda un assone nel SNC dove prenderà le opportune connessioni

La trasduzione sensoriale prevede il piegamento del pelo rispetto alla capsula, il trasferimento dello stimolo meccanico alla membrana dendritica attraverso le strutture di supporto, l’attivazione di canali sensibili allo stiramento attraverso cui entra potassio, molto concentrato ne liquido che riempie lo spazio linfatico. Tale corrente entrante di potassio depolarizza la membrana dendritica. In corrispondenza dell’assone, la depolarizzazione induce l’insorgenza di un potenziale d’azione. La risposta del neurone è fasica.

8/9  La D. Melanogaster ha due tipi di meccanocettori

    • Organi sensoriali di tipo 1 (sensilli tricoidi), costituiti da 1 a 3 neuroni sensoriali con un dendrite ciliato e cellule accessorie. Possiedono canali NOMP-C
    • Organi sensoriali di tipo 2, con dendriti multipli non ciliati e senza cellule accessorie, contengono canali della famiglia Degenerine/ENaC.

 

  • Sensilli campaniformi: sono simili strutturalmente ai peli tricoidi anche se mancano del pelo. Sono di solito presenti in piccoli gruppi, specie in prossimità delle articolazioni (trocantere del grillo) e nelle ali dei ditteri. Hanno solitamente una funzione propriocettiva. Forze applicate alla cuticola che li chiude superiormente si trasferiscono alla estremità del dendrite a cui è adesa.
  • Gli scorpioni d’acqua sono Emitteri caratterizzati da arti anteriori modificati per la prensione della preda e da un sifone respiratorio caudale allungato, costituito da due formazioni tubulari appaiate, che utilizzano per respirare aria durante le immersioni.  Vivono negli specchi di acqua dolce stagnante. Essendo scarsi nuotatori, giacciono immobili sotto il pelo dell’acqua, agganciati alle piante acquatiche e mimetizzati con il fogliame morto. Oltre che insetti, può predare anche piccoli pesci o rane. Dopo aver catturato la preda con gli arti anteriori, simili a forbici, iniettano una tossina e degli enzimi digestivi che trasformano gli organi interni della preda in una miscela liquida che lo scorpione d’acqua può agevolmente risucchiare. La sua puntura, seppur dolorosa, non è pericolosa per l’uomo. Immergendosi portano una bolla d’acqua attaccata al ventre tramite peli idrorepellenti sulla superficie inferiore delle ali e del sifone respiratorio  e la utilizzano come riserva di aria. Quando il sifone rompe il pelo dell’acqua, l’aria passa per diffusione lungo i peli e riempie la bolla. Se il livello di ossigenazione dell’acqua è alto (bassa temperatura) questo gas può diffondere dall’acqua dentro la bolle consentendo all’animale di sopravvivere sotto al ghiaccio nel periodo invernale. D’estate il maggior consumo da parte dell’insetto e la minor disponibilità di ossigeno  nell’acqua fa sì che l’animale tenda a stare più prossimo alla superficie. La valutazione della profondità dell’immersione viene fatta grazie a sensori sull’addome, dove sono visibili come dischi ovali e scuri. Al di sotto di questi dischi vi sono delle vescicole piene d’aria la cui pressione è influenzata dalla profondità dell’immersione. Sono predatori di insetti, piccoli crostacei e piccoli vermi.
  • Recettori di stiramento: si tratta di neuroni multipolari che accompagnano il tessuto muscolare o connettivale. Sono collocati nelle membrane intersegmentali e nella parete muscolare del sistema digestivo.
  • Alcuni insetti interrompono l’alimentazione quando il canale digerente si distende fino stimolare questi recettori.
  • In altri l’ovoposizone si innesca quando le uova stimolano i recettori presenti nel sistema riproduttivo.

 

  • Organi cordotonali: sono formati da 2 o più scolopidi, costituiti ciascuno da un neurone avvolto da cellule di rivestimento (cellula scolopale), a loro volta ricoperte da una cellula di membrana (tormogena) che si attacca o meno alla cuticola. Gli organi scolopali sono situati in cavità interne, specie nelle appendici di molti insetti. Uno dei più noti è l’organo di Johnston situato sul secondo articolo delle antenne di molti insetti.
  • Organi subgenuali: collocati negli arti di molti insetti, rilevano le vibrazioni ambientali in base ad un meccanismo inerziale. Contengono un ridotto numero di scolopidi ma sono molto sensibili.

 

  • Gli stimoli sonori consistono nell’alternarsi di rarefazioni e compressioni dell’aria. Solo nelle strette vicinanze della sorgente sonora vi è un effettivo movimento di particelle. A distanza vi è solo una modificazione pressoria. Gli insetti sentono i suoni con due tipi di organi:
  • Flagellari, rilevano il movimento di particelle di aria, efficaci per distanze brevi
  • Timpanali, rilevano le variazioni di pressione, adatti alle distanze lunghe.
  • Gli organi cordotonali di Johnston sono un esempio di organi flagellari. Sono collocati nel secondo articolo delle antenne di molti insetti. In alcuni ditteri (es. zanzare) consentono il riconoscimento della frequenza del battito delle ali degli individui femminili, che è specie-specifico.

 

  • Negli anni ’40 Karl von Frisch dell’università di Monaco scoprì il significato della danza delle api. La round dance viene utilizzata quando la sorgente di cibo è vicina. Non viene indicata la esatta direzione ma viene data un’indicazione generica che il cibo è vicino ed andrà cercato. L’ape può portare con se un campione del cibo da offrire alle compagne.  La waggle dance è più complessa: come decifrato da Von Frisch l’ape compie un percorso a 8 che individua al centro una direttrice rettilinea. L’angolo fra la fonte di cibo, l’alveare ed il sole determina l’orientazione della danza. La distanza è probabilmente rappresentata tramite la velocità dei movimenti dell’ape. Da allora si è a lungo ritenuto che questa danza fosse silenziosa. Negli anni ’60 di è però scoperto che durante la danza le api emettono suoni a bassa frequenza, tuttavia, poiché si pensava che le api non possedessero organi uditivi, il dato non venne ulteriormente analizzato.  Si è però determinato in seguito che le api possono percepire i suoni grazie agli organi di Jonhston situati nelle loro antenne. I suoni emessi dalla danzatrice aiutano le spettatrici a capire dove essa si trova, dato che l’alveare è immerso nell’oscurità. Le api, durante la danza, mantengono le antenne orientate in direzione della danzatrice. La bilateralità degli organi consenta la localizzazione della sorgente sonora. Le spettatrici emettono a loro volta suoni che fanno vibrare il pavimento dell’alveare. Questo funziona come un segnale di corretta ricezione per la danzatrice che può interrompere la sua danza e rilasciare i campioni di cibo che ha portato con sé. Questo fornirà ulteriori indicazioni sulle caratteristiche del materiale da cercare. Delle quattro specie di api (Ape occidentale, A. mellifera,  Ape gigante, Apis dorsata, Ape nana, A. fiorea, Ape asiatica, A. cerana), l‘unica specie che danza silenziosamente è A. fiorea, l’ape nana, che effettua la danza all’aperto e di giorno. In questo caso, gli indizi visivi potrebbero sostituire quelli acustici utilizzati dalle altre specie. Poiché I comportamenti di A. fiorea sono ritenuti più primitivi, il sistema di comunicazione acustica delle altre specie di api si dovrebbe essere evoluto per sostituire le informazioni visive quando nuovi schemi comportamentali hanno sottratto la danza alla luce. 
  • Gli organi cordotonali timpanali sono solitamente pari. Sono costituiti da una membrna, detta timpano, tesa sopra ad uno spezio riempito di aria. Rispondono alle vibrazioni ed hanno collocazioni anatomiche molto varie:
  • Arti (Gryllidae, Tettigrinidae)
  • Metatorace: (Noctuidae, Mantidae)
  • Addome (Acrididae, Cicadidae)

 

  • Attraverso gli organi cordotonali grilli e cicale percepiscono i richiami per l’accoppiamento su lunghe distanze.
  • Il canto dei grilli richiama però anche un genere di ditteri parassita (Ornia). La famiglia dei tachinidi è la seconda per numero nell’ordine dei ditteri. Sono parassiti che solitamente depongono le loro uova sulla superficie del corpo di altri insetti. Quando le uova si schiudono le larve si introducono all’interno dell’ospite dove si nutrono degli organi interni preservando all’inizio quelli vitali. Allo stadio di pupa, l’animale esce dal corpo dell’ospite determinandone di solito la morte. I tachinidi parassitano una grande varietà di insetti e possono avere un interesse nella lotta biologica ai fitofagi.

 

  • I pipistrelli cacciano utilizzando un meccanismo ecolocatorio basato sull’emissione di ultrasuoni e sull’analisi degli echi di ritorno. Alcune falene utilizzano gli organi cordotonali per rilevare i richiami dei loro predatori.
  • Meccanocezione nei vertebrati

 

  • I meccanocettori vengono utilizzati nel sistema uditivo, in quello  vestibolare, per il tatto e per la propriocezione.
  • I recettori tattili presenti nel derma possono essere divisi in terminazioni liberi ed in recettori strutturati. Sono spesso associati ai bulbi piliferie la loro densità è diversa nelle varie parti del corpo. A livello dei polpastrelli  e della lingua sono 10 volte più concentrati che sul dorso delle mani.

 

  • Esistono due tipi di sensibilità somatica:
  • Epicritica (sensibilità tattile discriminativi, vibratiele propriocettiva cosciente
  • Protopatica (tattile diffusa, termica e dolorifica)

Queste due modalità raggiungono il  sistema nervoso centrale attraverso percorsi separati In entrambi i casi le informazioni provenienti da un lato del corpo raggiungono l’emisfero cerebrale dell’altro lato.

  • La corteccia somatosensoriale riporta una mappatura della superficie del corpo.

 

  • I corpuscoli del Pacini sono recettori di pressione situati nella pelle e negli organi interni. La deformazione del terminale del corpuscolo determina un potenziale del recettore. Se il potenziale del recettore raggiunge la soglia parte una scarica di potenziali d’azione  livello del primo nodo di Ranvier (encoder). I recettori del Pacini mostrano adattamento. Infatti, nel caso di stimoli protratti, si ha risposta solo all’inizio ed alla fine dello stimolo stesso. Nel periodo intermedio il recettore rimane silente (adattamento completo). Tale fenomeno è dovuto alle caratteristiche elastiche della capsula connettivale. Se tale capsula viene rimossa l’adattamento diviene molto più modesto. 
  • La propriocezione contribuisce alla percezione conscia e inconscia della posizione assoluta e relativa delle varie parti del nostro corpo. E’ dovuta a recettori nei muscoli, nei tendini e nelle articolazioni.

 

  • I fusi neuromuscolari sono recettori collocati all’interno dei muscoli. Sono costituiti da speciali fibre muscolari fornite di una speciale innnervazione motoria. L’allungamento del muscolo provoca un allungamento acnhe del fuso e si traduce in una sua attivazione, con scarica di potenziali d’azione nella sua fibra sensoriale. Tale fibra va ad attivare il motoneurone del muscolo agonista e, tramite un interneurone inibitorio, ad inibire il muscolo antagonista. Si tratta di un esempio di arco riflesso finalizzato a stabilizzare la lunghezza del muscolo ed a contrastare al forza di gravità.

 

Fine articolo sugli insetti

 

Entomologia

 

Sistema nervoso
Sistema nervoso centrale
Cervello o cerebro
Gnatocerebro
Catena ganglionare ventrale
Sistema nervoso viscerale
Sistema nervoso periferico o sensoriale
Sensilli meccanorecettori
Sensilli chemiorecettori
Sensilli igrorecettori
Sensilli termorecettori
Sensilli fotorecettori
Occhi composti
Apparato diottrico
Retinula o parte sensitiva
Apparato catottrico
Ocelli
Organi produttori di suoni
Organi produttori di luce
Apparato digerente
Stomodeo
Mesentero
Proctodeo
Diversità morfo-funzionali dell’apparato digerente di alcuni insetti
Regimi dietetici degli insetti 7
Digestione intra ed extra-intestinale
Apparato respiratorio
Stigmi
Trachee
Tracheole
Sacchi aerei
Organi respiratori degli insetti che vivono in ambienti acquatici
Fisiologia della respirazione. 8
Respirazione degli insetti che vivono in ambienti acquatici
Respirazione degli insetti parassitoidi
Apparato circolatorio
Apparato vascolare
Vaso dorsale
Vasi pulsatili accessori
Sistema lacunare
Emolinfa
Funzioni dell’emolinfa
Fisiologia della circolazione. 10
Fenomeni comportamentali legati alla circolazione
Apparato escretore
Tubi malpighiani
Nefrociti
Cellule uriche
Tegumento
Apparato secretore
Sistema endocrino
Fisiologia del sistema endocrino
Sistema esocrino
Feromoni
Feromoni di aggregazione. 12
Feromoni di dispersione. 12
Feromoni sessuali
Apparato riproduttore
Apparato genitale maschile
Apparato genitale femminile
Oogenesi
Riproduzione degli insetti
Anfigonia
Partenogenesi
Pedogenesi
Poliembrionia
Accrescimento post-embrionale. 14
Mute
Metamorfosi
Ametabolia
Eterometabolia
Pseudoametabolia
Paurometabolia
Emimetabolia
Prometabolia
Neometabolia
Olometabolia
Euolometabolia
Ipermetabolia
Criptometabolia
Catametabolia
Stadi post-embrionali
Ametaboli ed eterometaboli
Olometaboli
Larve
Pupe
Sfarfallamento
Dimorfismo sessuale
Polimorfismo
Ginandromorfismo
Insetti ed ecosistema
Il ruolo nell’ecosistema
Relazione con l’ambiente
Rapporti con altri organismi 17
Comportamenti
Interazione con i vegetali
Interazione con i microrganismi
Interazione con i virus
Interazione con l’uomo
Dinamica delle popolazioni
Strategie ecologiche di sviluppo
Acari
Caratteristiche generali
Gnatosoma
Podosoma
Zampe
Apparato digerente
Apparato circolatorio
Apparato respiratorio
Apparato escretore
Sistema nervoso
Apparato riproduttore
Riproduzione e sviluppo post-embrionale
Acari di interesse agrario
Nematodi
Tegumento e parete del corpo. 20
Caratteristiche generali


Sistema nervoso

Il sistema nervoso è costituito da cellule nervose dette neuroni, gli impulsi nervosi viaggiano a 400 km/h.

Lo stimolo nervoso procede all’interno del neurone tramite una carica elettrica e passa da cellula a cellula tramite un processo chimico:

    • Lo stimolo attiva la produzione di acetilcolina (ach);
    • Essa viene inviata all’altro neurone o all’organo bersaglio;
    • L’ach trasmette lo stimolo chimico;
    • Viene prodotta l’acetilcolinesterasi che degrada l’acetilcolina in colina ed acido acetico;

Si suddivide in:

  • Centrale;
  • Viscerale;
  • Periferico.

I neuroni sono formati da:

  • Corpo pirenoforo;
  • Dendriti: ramificazioni corte del corpo pirenoforo, ricevono l’impulso nervoso da una cellula vicina;
  • Neurite o assone: ramificazione lunga del corpo pirenoforo, trasmette l’impulso per via elettrica.
  • Sinapsi o bottone sinaptico: ingrossamento finale del neurite, su di esso sono presenti delle vescicole sinaptiche che producono acetilcolina.
  • Mielina: guaina di rivestimento del neurite, composta dalle cellule di Shuan che sono “salsicciotti” che isolano elettricamente il neurone.

I neuroni sono di tre tipi:

  • Sensoriali: ricevono lo stimolo dall’esterno e lo trasmettono al sistema nervoso centrale;
  • Motori: presenti nei gangli (ammassi di neuroni), tramite il neurite trasmettono l’impulso ricevuto da quelli sensoriali;
  • Associativi: presenti nei gangli, trasmettono l’impulso e collegano i vari gangli.

La risposta automatica ad uno stimolo viene detta arco riflesso (per esempio al dolore).

Sistema nervoso centrale

Viene distinto in tre zone:

  • Cervello o cerebro;
  • Gnatocerebro;
  • Catena ganglionare ventrale.

Cervello o cerebro

Formato dalla fusione delle prime tre coppie di gangli, innerva gli organi della vista, le antenne e il labbro superiore.

Si suddivide in tre parti:

  • Protocerebro: innerva occhi, ocelli e cellule neuricrine (le quali secernono l’ormone cerebrale che pilota gli altri ormoni);
  • Deutocerebro: innerva le antenne ed è il centro olfattivo;
  • Tritocerebro: formato da un cingolo parastomodeale che funge da collegamento con il gnatocerebro.

Gnatocerebro

Formato dalla fusione di tre coppie di gangli, innerva mandibole, mascelle e labbro inferiore.

Catena ganglionare ventrale

Nel torace è formata dalla fusione di tre coppie di gangli ed innerva zampe e ali, nell’addome è formata dalla fusione di otto coppie di gangli ed innerva l’apparato genitale esterno e la muscolatura scheletrica o somatica (muscolatura striata).

Sistema nervoso viscerale

Esso è formato da quattro parti:

  • Simpatico dorsale: regola la peristalsi intestinale (dello stomodeo e della prima parte del mesentero) e il battito cardiaco;
  • Simpatico ventrale: regola la respirazione tramite le trachee;
  • Simpatico caudale: regola la peristalsi intestinale (della seconda parte del mesentero e di tutto il proctodeo) e le gonadi;
  • Simpatico cardio-aortico: collega il cervello con i corpi cardiaci, a loro volta collegati con i corpi allati (centri di produzione di ormoni).

Sistema nervoso periferico o sensoriale

Riceve le informazioni dall’esterno e le trasmette ai muscoli. E’ costituito da neuroni motori e sensoriali; il centro della ricezione dello stimolo viene detto sensillo.

Si distinguono sensilli:

  • Meccanorecettori;
  • Chemiorecettori;
  • Fotorecettori;
  • Igrorecettori;
  • Termorecettori.

I sensilli, tranne lo scolopidio (fonorecettore, composto da una membrana vibrante), sono così composti:

  • Cellula tricogena: genera l’apparato esterno;
  • Apparato esterno: assume diverse forme, solitamente di pelo o aculeo;
  • Cellula membranogena: consente l’articolazione dell’apparato esterno attorno all’inserzione;
  • Neuroni sensoriali: trasmettono l’informazione al sistema nervoso centrale.

Sensilli meccanorecettori

Percepiscono il tatto, le onde sonore, la pressione atmosferica e il movimento dell’aria. Si suddividono in:

  • Propriorecettori: percepiscono la posizione reciproca delle varie parti del corpo;
  • Tangorecettori: percepiscono il tatto;
  • Fonorecettori: percepiscono il suono, possono essere:
    • Peli acustici: percepiscono i suoni a bassa frequenza;
    • Sensilli scolopali-timpanali: organi che percepiscono il suono e lo trasmettono al sistema nervoso centrale, sono diffusi in tutto il corpo tranne che sul capo.

Sensilli chemiorecettori

Percepiscono le sostanze chimiche, possono essere:

  • Gustativi: nei palpi labiali e mascellari;
  • Olfattivi: nelle antenne.

Sensilli igrorecettori              

Percepiscono la concentrazione dell’umidità nell’aria, permettono agli insetti di avvicinarsi o allontanarsi dalle fonti di acqua, si trovano nella parte terminale delle antenne.

Sensilli termorecettori

Percepiscono le variazioni di temperatura, si trovano in alcune parti del corpo e a volte nelle antenne.

Sensilli fotorecettori

Permettono di percepire la luce tramite gli occhi composti e gli ocelli. Negli adulti sono molto sviluppati gli occhi composti, nelle larve sono più sviluppati gli ocelli. Gli ocelli nelle larve percepiscono immagini semplici, negli adulti solo la luce.

 

 

Occhi composti

Un occhio composto è formato da tanti ommatidi, ogni ommatide percepisce una tessera di un’immagine inviando l’impulso al cervello, questo la rielabora mettendo insieme le tessere dei vari ommatidi e codifica l’immagine.
Gli ommatidi sono composti da tre parti:

  • Apparato diottrico;
  • Retinula;
  • Apparato catottrico.
Apparato diottrico

E’ la parte più esterna, in esso si distinguono:

  • Corneola: settore in cui l’epidermide diventa trasparente;
  • Cono cristallino: formato da quattro cellule cristallogene, converge la luce nella retinula.
Retinula o parte sensitiva

Formata da otto neuroni sensoriali, esternamente è avvolta dal rabdoma che è l’insieme dei rabdomeri. I rabdomeri sono le parti sensibili dei neuroni sensoriali. Il rabdoma trasmette l’impulso ai nervi del sistema nervoso centrale che si trovano nella membrana basale o fenestrata.

Apparato catottrico

Ha la funzione di isolare otticamente ogni ommatide degli altri, è formato da:

  • Cellule pigmentate dell’iride primarie: a ridosso del cristallino;
  • Cellule pigmentate dell’iride accessorie:più esterne di quelle primarie;
  • Cellule pigmentate della retinula: arrivano fino alla membrana basale.

In base alla posizione del cristallino rispetto alla retinula distinguiamo:

  • Occhi di apposizione: cristallino e retinula a diretto contatto, è tipico degli insetti diurni, ogni ommatide è isolato degli altri, dà una visione a mosaico, risultato della somma di immagini parziali. Se un ommatide si rompe l’insetto non vede in quel punto.
  • Occhi di sovrapposizione: cristallino e retinula sono distanti tra loro, gli ommatidi non sono isolati tra loro, quindi l’insetto percepisce le immagini come sovrapposizione di più immagini parziali. Possiedono una struttura chiamata tapetum che è formata dall’intreccio di trachee, tracheole e tessuto connettivo con sostanze riflettenti poste alla base dell’occhio.

Ocelli

Si suddividono in:

  • Dorsali: tipici degli adulti, due sono laterali ed uno frontale, sono senza cristallino ma con corneola;
  • Laterali: tipici delle larve, sono al massimo sette per lato, hanno cristallino e corneola.

Possiedono il tapetum.

Organi produttori di suoni

Esprimono uno stato d’animo dell’insetto o sono usati per scopo riproduttivo. Il suono viene emesso per:

  • Strofinii e percussioni: tarli e termiti sbattono la testa contro le pareti delle gallerie e del termitaio;
  • Sfregamento di parti di corpo: le cavallette strofinano la parte interna delle zampe con il margine dell’ala, i grilli strofinano le tegmine;
  • Organi sonori: le cicale contraggono un muscolo che determina la vibrazione di una membrana con la conseguente emissione del suono.

Organi produttori di luce

La luce può venire prodotta da batteri o da veri organi luminescenti costituiti da:

  • Membrana trasparente esterna;
  • Strato fotogeno: intreccio di cellule grasse e trachee che coadiuvano la produzione di luce;
  • Strato riflettente interno: formato da cellule adipose di tipo cristallino.

La produzione di luce avviene tramite l’ossidazione della luciferina in ossiluciferina tramite l’enzima luciferasi producendo energia luminosa.


Apparato digerente

L’apparato digerente è dato dagli organi responsabili della presa e dell’ingestione del cibo (apparati boccali) e dal canale alimentare. Questo inizia con la cavità intergnatale (o boccale) e termina con l’apertura anale.
Il canale alimentare si divide in:

  • Stomodeo: dalla bocca alla valvola cardiaca;
  • Mesentero: dalla valvola cardiaca a quella pilorica;
  • Proctodeo: dalla valvola pilorica all’apertura anale

Stomodeo e proctodeo hanno origine esodermica per invaginazione cuticolare mentre il mesentero ha origine endodermica

Stomodeo

Dal punto di vista istologico è costituito da:

  • Intima cuticolare: cuticola impermeabile;
  • Epitelio: corrisponde all’epidermide;
  • Membrana propria: corrisponde alla membrana basale;
  • Componente mesodermica: struttura muscolosa splancnica  che consente la peristalsi intestinale e presenta due strati di muscoli:
    • longitudinale (interno);
    • circolare (esterno);
  • Peritoneo splancnico: avvolge il canale alimentare, a volte è impermeabile.

A sua volta li stomodeo si suddivide in quattro parti:

  • Faringe: funge da pompa aspirante;
  • Esofago: fa da collegamento;
  • Ingluvie: specie di “prestomaco”, qui avviene una predigestione ad opera degli enzimi salivari;
  • Ventriglio: è lo stomaco muscolare, finisce la triturazione del cibo.

Mesentero

Dal punto di vista istologico è costituito da:

  • Membrana peritrofica anista: al posto dell’intima cuticolare. E’ composta da sostanze secrete da valvole cardiache (monostratificata) o dalla delaminazione delle cellule dell’epitelio (pluristratificata) che serve per ricoprire il bolo alimentare e quindi ad isolarlo dal tubo intestinale (per evitare tagli). Questa membrana è permeabile agli enzimi e viene espulsa tramite le deiezioni, viene prodotta ogni volta che l’insetto ingerisce qualcosa;
  • Strato epiteliale: funzione secernente, presenta cellule:
    • cilindriche: producono enzimi;
    • caliciformi: assorbono le sostanze nutritive;
  • Membrana propria: corrisponde alla membrana basale;
  • Tunica muscolare: costituita da due strati di muscoli:
    • longitudinale (esterno);
    • circolari (interno);
  • Peritoneo splancnico: riveste il canale alimentare, è permeabile. Ha funzione protettiva.

Il primo tratto del mesentero ha una funzione digestiva mentre il secondo ha una funzione assorbente.


Proctodeo

Dal punto di vista istologico è simile allo stomodeo ma l’intima cuticolare è permeabile all’acqua e l’epitelio ha la funzione di ultimare la digestione ed assorbire sali minerali.
A sua volta il proctodeo si suddivide in tre parti:

  • Ileo: inizia dalla valvola pilorica, a volte viene chiamato piloro;
  • Colon: presenta una dilatazione che forma una tasca;
  • Retto: parte terminale del proctodeo, termina con l’apertura anale. Presenta delle papille rettali che servono per riassorbire acqua e sali minerali dalle feci. In alcuni insetti presenta delle tasche dette ampolle rettali che ospitano organismi simbionti che aiutano la digestione di alcune sostanze.

Diversità morfo-funzionali dell’apparato digerente di alcuni insetti

Le diversità possono riguardare la membrana peritrofica, che nelle larve degli Imenotteri si trasforma in un diaframma che impedisce la fuoriuscita delle deiezioni, le quali provocherebbero infezioni causando la morte dell’ospite.
Negli Efemerotteri il mesentero ha perso la funzione digerente per assumere quella di organo coadiuvante il volo causando una vita breve a questi insetti.
I Rincoti Afoidei hanno l’ultimo tratto dell’intestino atrofico e non funzionale.
Nei Rincoti Diaspini l’intestino è interrotto; il mesentero è collegato al proctodeo grazie a quattro filamenti che non permettono il passaggio di sostanze e dall’ano esce solo urina che serve anche per la costruzione dello scudetto protettivo.
In alcuni Rincoti in mesentero è modificato a formare una camera filtrante che consente di concentrare le sostanze nutritive che nella linfa sono diluite.
L’ingluvie nelle api si chiama borsa mielaria in quanto è la sede della produzione del miele mentre nelle formiche viene detto stomaco sociale in quanto funge da contenitore per il trasporto del cibo alla colonia.

Regimi dietetici degli insetti

In base alla quantità di fonti di cibo di cui gli insetti si cibano possiamo distinguere insetti:

  • Monofagi;
  • Oligofagi;
  • Polifagi.

In base al tipo di cibo di cui si nutrono identifichiamo quelli:

  • Eterofagi: si nutrono di animali e vegetali;
  • Fitofagi: si nutrono di vegetali, a loro volta suddivisi in:
    • Antofagi: si nutrono di fiori;
    • Carpofagi: si nutrono di frutti;
    • Fillofagi: si nutrono di foglie;
    • Rizofagi: si nutrono di radici;
    • Xilofagi: si nutrono di organi legnosi;
    • Glicifagi: si nutrono di liquidi zuccherini;
  • Zoofagi: si nutrono di animali; si distinguono gli:
    • Zoosaprofagi: si nutrono di animali morti;
    • Zoonecrofagi: si nutrono di animali in putrefazione;
    • Ematofagi: si nutrono di sangue di animali vivi;
    • Entomofagi: predano gli insetti fitofagi.

La capacità di cambiare regime alimentare durante la vita viene definita allotrofia.

Digestione intra ed extra-intestinale

In alcuni insetti la digestione avviene all’interno dell’intestino mentre in altri essa avviene all’esterno, come per esempio in quelli con apparato boccale pungente-succhiante che, prima di succhiare le sostanze tramite il canale alimentare degli stiletti mascellari, emettono della saliva per predigerire le sostanze, evitando ostruzioni del canale alimentare.


Apparato respiratorio

E' autonomo da quello circolatorio ed è formato da una fitta rete di tubuli detta apparato tracheale che trasporta l'ossigeno all'interno del corpo. L'apparato tracheale è costituito da:

  • Stigmi o spiracoli tracheali;
  • Trachee;
  • Tracheole;
  • Sacchi aerei.

Stigmi

Sono le aperture esterne delle trachee e sono una coppia per ogni segmento addominale e toracico in zona pleurale. Sono circondati da un cercine sclerificato detto peritrema, sotto troviamo lo stigma, poi la camera stigmatica o atrio diviso da formazioni cuticolari che fanno da filtro e si chiudono se c'è pulviscolo, sotto ad esse troviamo l'apparato di chiusura (impedisce gli scambi gassosi chiudendosi al momento del bisogno) formato da membrana o pezzi sclerificati.

Trachee

Sono tubi originati per invaginazione del tegumento e si diramano all'interno del corpo dell'insetto a formare un albero tracheale. Negli insetti pterigoti comunicano tra loro, mentre in quelli atterigoti non comunicano. Sono a sezione circolare e per non collassare  presentano all'interno degli ispessimenti spiralati sclerificati detti tenidi fino a quando no si dividono in trachee.
L'albero tracheale è formato da:

  • Endotrachea o intima cuticolare: corrisponde alla cuticola del tegumento ed è permeabile;
  • Epitelio: corrisponde all'epidermide del tegumento e ha il compito di generare l'intima cuticolare;
  • Ectotrachea: corrisponde alla membrana basale del tegumento.

Tracheole

Sono cellule stellate dette tracheoblasti ramificate in contatto con le trachee e sono permeabili ai gas ed ai liquidi. Costituiscono una rete capillare che circonda e penetra tutti gli organi portandovi l'ossigeno.

Sacchi aerei

Dilatazioni interne delle trachee. Formano una riserva d'aria dove c'è più bisogno, per esempio vicino alle ali o negli insetti d'acqua fungono riserva d'ossigeno.

Organi respiratori degli insetti che vivono in ambienti acquatici

Gli insetti d'acqua sono dotati di organi che riescono ad utilizzare l'ossigeno disciolto nell'acqua. Questi organi sono estroflessioni del tegumento con parete molto sottile che consente il passaggio dell'ossigeno dall'acqua alle trachee.
A seconda del tipo di formazioni abbiamo:

  • Branchie tracheali o tracheobranchie o pseudobranchie: estroflessioni laterali del corpo, all'interno di queste ci sono le trachee e lo scambio avviene direttamente;
  • Branchie sanguigne: contengono emolinfa e non trachee, hanno un ruolo marginale;
  • Branchie cuticolari o spiracolari: formate da evaginazione degli stigmi, prive di emolinfa ma in comunicazione diretta con le trachee;
  • Branchie fisiche: peli idrofughi che mantengono un sottile velo d'aria che fa da divisorio tra l'acqua e l'insetto, questi peli trattengono l'aria in bolle e la consumano quando l'insetto è immerso.

Fisiologia della respirazione

Quando l’insetto non è in attività aprendo gli stigmi richiama l’ossigeno che entra per diffusione e non in modo attivo, invece se l’insetto è in attività compie dei movimenti respiratori richiamando aria. Dopo l’inspirazione l’insetto chiude gli stigmi che si riapriranno all’espirazione. L’insetto quando è in debito d’ossigeno libera nell’emolinfa dei cataboliti per far aumentare la pressione osmotica dei liquidi che circondano le tracheole determinando un richiamo verso l’esterno del liquido all’interno, quindi nelle tracheole la diffusione diretta dell’ossigeno diventa più facile.

  • Espirazione: attiva, determinata dalla contrazione muscolare;
  • Inspirazione: passiva, dovuta al rilassamento dei muscoli che richiama aria nelle trachee.

Respirazione degli insetti che vivono in ambienti acquatici

Si distinguono insetti:

  • Acquaioli: tornano in superficie per respirare e poi tornano in immersione, hanno una bolla d’aria che li ricopre data dai peli idrofughi;
  • Acquatici: presentano strutture branchiali che sottraggono l’ossigeno dall’acqua.

Respirazione degli insetti parassitoidi

I parassiti endofagi possono avere due sistemi di respirazione:

  • Tegumentale: utilizzano l’ossigeno dell’ospite e lo scambio avviene per osmosi;
  • Tracheale: utilizzano l’ossigeno delle trachee dell’ospite mediante la loro incisione. Tramite trombe o imbuti respiratori le trachee e tracheole del parassita comunicano con quelle dell’ospite.

Apparato circolatorio

E’ costituito da un apparato vascolare e un sistema di lacune (spazi tra gli organi) che costituiscono la cavità emocelica entro cui scorre l’emolinfa. Ha funzione trofica, meccanica, fagocitaria ed è veicolo di ormoni.

Apparato vascolare

E’ costituito dal vaso dorsale e dai vasi o organi pulsatili accessori. La struttura dell’apparato vascolare è data da:
Tunica muscolare: possiede muscoli longitudinali e circolari;
Tunica avventizia.

Vaso dorsale

Tubo che percorre tutto il corpo, è chiuso caudalmente e aperto nel capo in corrispondenza del cerebro.
E’ suddiviso in:

  • Parte posteriore addominale o cuore: è la parte di maggior dimensione, presenta delle invaginazioni che lo suddividono in camere dette ventricoliti che possiedono ognuna due ostioli che servono come apertura da dove il sangue dalla cavità emocelica entra nel cuore.
  • Parte anteriore o aorta: ha dimensioni minori del cuore, è presente nella regione toracica e nel capo, spesso è divisa in due o più rami chiamati aorte cefaliche che si aprono sotto il cerebro.

Vasi pulsatili accessori

Sono a forma di ampolla, tubuli o sacchi, sono posti dentro al corpo alla base delle appendici (zampe, antenne..) e servono per coadiuvare il movimento dell’emolinfa dentro alle appendici.

Sistema lacunare

E’ costituito dall’emocele, dove viene riversata l’emolinfa e dove sono immersi tutti gli organi, qui l’emolinfa circola liberamente. L’emocele mediante due diaframmi fenestrati di natura muscolare è diviso in tre seni:

  • Cardiale o dorsale: contiene il cuore;
  • Periviscerale: contiene il canale alimentare;
  • Perineurale: contiene la catena ganglionare ventrale.

Emolinfa

Fluido che circola all’interno degli insetti, viene chiamato così perché è una forma intermedia tra il sangue e i liquidi intercellulari dei vertebrati, può contenere anche sostanze tossiche o velenose. Viene prodotta da ghiandole diffuse in tutto il corpo.
E’ formato da:

  • Plasma: fase liquida, formato per il 92% di acqua e da sostanze inorganiche (sali minerali) ed organiche (amminoacidi, carboidrati, proteine…), il suo pH varia da 6 a 7, può essere trasparente con una colorazione giallo-verdastra, contiene raramente emoglobina.
  • Emociti: fase corpuscolare o figurata, sono cellule di diversa grandezza in grado di cambiare forma e svolgono principalmente la funzione di fagocitosi.

Funzioni dell’emolinfa

L’emolinfa ha una funzione:

  • Trofica: è quella più importante, l’emolinfa trasporta le sostanze nutritive dal mesentero e i cataboliti eliminati dal sistema escretore;
  • Respiratoria: ha significato marginale per la respirazione e i gas trasportati si trovano solo in soluzione e non legati all’emoglobina;
  • Veicolo per ormoni: trasporta ormoni che cambiano il comportamento dell’insetto;
  • Difesa dell’organismo: gli emociti fagocitano gli aggressori (microrganismi e parassiti);
  • Meccanica: conferisce turgore, molto importante durante le fasi di muta e metamorfosi, il sangue viene spinto nella parte dorsale del corpo formando una specie di ernia che provoca l’iniziale cedimento del tegumento.

Fisiologia della circolazione

Il movimento del sangue avviene tramite la contrazione della tunica muscolare del cuore, va in senso caudo-craniale e la velocità è varia. Ci sono due tipi di circolazione:

  • Circolazione rapida del cuore: secondo la sequenza:
    • Diastole: il cuore per contrazione dei muscoli estrinsechi si dilata e richiama emolinfa dall’emocele attraverso gli ostioli afferenti.
    • Sistole: per contrazione dei muscoli della tunica muscolare si ha la compressione del cuore e l’emolinfa viene spinta nell’aorta e qui nella cavità emocelica.

L’alternarsi ritmico diastole-sistole determina le pulsazioni, variabili (nei lepidotteri sinfigidi 40-50 al minuto, nelle larve 80 al minuto).

  • Circolazione lenta dei seni: per contrazione ritmica dei diaframmi, è molto lenta.

Fenomeni comportamentali legati alla circolazione

  • Autoemorrea: emorragia provocata volontariamente, il sangue esce de pori emocelici e al suo interno contiene sostanze velenose;
  • Emafrorrea: emissione di sangue misto ad aria e a secreti ghiandolari, forma delle bolle schiumose all’esterno dell’insetto di vario colore;
  • Pseudoautoemorrea: emissione attraverso sifoni di sostanze diverse dall’emolinfa con funzione protettiva del corpo, per esempio gli afidi nel sesto-settimo urite hanno due formazioni dette sifoni  da dove escono sostanze cerose di protezione.

Apparato escretore

Sottrae le sostanze cataboliche dal sangue. Gli organi che lo costituiscono possono essere:

  • Localizzati: tubi malpighiani;
  • Diffusi: nefrociti, cellule uriche;
  • Tegumento.

Tubi malpighiani

Sono la parte più importante, derivano dall’invaginazione dell’ectoderma che ha originato il proctodeo, sfociano a livello della valvola pilorica, fluttuano nella cavità emocelica e hanno il fondo cieco. I cataboliti sottoforma cristalloide vengono assorbiti e riversati in un liquido di varia densità detto urina. L’urina viene poi riversata nel proctodeo ed eliminata con le feci. Normalmente sono presenti 6 tubi ma alcuni insetti non ne hanno (Afidi) ed altri ne hanno in numero variabile, per cui distinguiamo insetti:

  • Polinefrici: possiedono anche 200 tubi;
  • Oligonefrici: ne hanno solo due (es. Cocciniglie).

Il criptonefridismo si ha quando i tubi non fluttuano nella cavità emocelica e sono addossati al proctodeo.

Nefrociti

Si distinguono nefrociti dorsali nel torace e nell’addome e nefrociti ventrali che circondano l’esofago. I nefrociti prelevano dall’emolinfa le sostanze colloidali elaborandole e riversandole nel sangue come cristalloidi e neutralizzano le sostanze alcaline.

Cellule uriche

Sono sparse all’interno di corpi adiposi che sono formati da grosse cellule dette trofociti. Le cellule uriche sottraggono e trattengono le sostanze dannose dall’emolinfa e non le rilasciano mai durante la vita dell’insetto. Sono importanti negli insetti privi di tubi malpighiani.

Tegumento

Svolge funzione escretrice in maniera indiretta, infatti con l’esuvia (parte di tegumento abbandonata dopo le mute) l’insetto espelle le sostanze cataboliche.

Apparato secretore

E’ formato da ghiandole produttrici di ormoni e distinguiamo:

  • Ghiandole endocrine: producono ormoni a secrezione interna;
  • Ghiandole esocrine: producono ormoni a secrezione esterna con funzione di difesa, aggressione o di segnale per gli altri insetti.

Sistema endocrino

Secerne ormoni all’interno dell’insetto ed è formato da:

  • Cellule neuricrine: cellule del sistema nervoso che producono l’ormone cerebrale;
  • Corpi cardiaci: sono due, situati ai lati dell’aorta e collegati al protocerebro tramite due nervi;
  • Corpi allati: piccoli organuli situati sotto ai corpi cardiaci;
  • Ghiandole toraciche: sono presenti negli stadi preimmaginale.

Fisiologia del sistema endocrino

L’ormone cerebrale, prodotto dalle cellule neuricrine, viene immesso nell’emolinfa, poi arriva alle ghiandole toraciche le quali cominciano a produrre l’ormone delle mute detto ecdisone. Se l’ormone cerebrale passa dai corpi allati senza rielaborazione si ha la produzione da parte di questi dell’ormone della giovinezza detto neotenina che fa accrescere l’insetto giovane dopo la muta mantenendolo in uno stadio giovanile. Negli stadi adulti i corpi allati non producono più neotenina ma ormone gonadotropo che fa sviluppare le gonadi.

  • Insetti a sviluppo diretto: gli ormoni sono sempre presenti, la neotenina e l’ecdisone si bilanciano ma durante le mute prevale l’ecdisone;
  • Insetti a sviluppo indiretto: non c’è alternanza ma la neotenina diminuisce nel tempo.

Sistema esocrino

Secerne ormoni all’esterno dell’insetto regolando la vita di relazione ed è formato da ghiandole:

  • Ceripare: secernono la cera per la costruzione di nidi (api) o per proteggere il corpo (Rincoti);
  • Sericipare: secernono la seta per costruire nidi, protezioni, ooteche, bozzoli e follicoli (Lepidotteri e Coleotteri);
  • Urticanti: secernono un liquido irritante, solitamente sono collegate a peli cavi che rompendosi lasciano fuoriuscire il liquido per difesa/offesa (processionarie e formiche);
  • Laccipare: secernono la lacca per proteggere l’insetto dalla disidratazione (cocciniglie);
  • Salivari: secernono la saliva che è composta di enzimi per la digestione extracorporea (Rincoti);
  • Sopracerebrali: secernono la pappa reale che differenzia le caste negli insetti sociali;
  • Della muta: agevolano lo scivolamento della cuticola;
  • Colleteriche: connesse all’apparato riproduttore, secernono una sostanza che a contatto con l’aria solidifica formando le ooteche;
  • Velenifere: nel pungiglione di alcuni Imenotteri;
  • A secrezione difensiva ed inebriante: il maschio induce la copula inebriando la femmina;
  • A feromoni: secernono sostanze che influiscono anche altri insetti della stessa specie.

 

 

Feromoni

Detti anche ferormoni, sono messaggeri chimici che trasmettono un segnale ad un altro insetto che li percepisce con le antenne. A seconda del tipo di funzione svolta distinguiamo feromoni di:

  • Aggregazione;
  • Dispersione;
  • Richiamo sessuale.

Feromoni di aggregazione

Determinano nell’insetto lo stimolo di:

  • Avvicinarsi alla fonte di emissione;
  • Seguire una pista che porta al cibo;
  • Aggredire un invasore.

Feromoni di dispersione

Determinano nell’insetto lo stimolo di:

  • Allontanarsi dalla fonte di emissione;
  • Non ovideporre: la Mosca delle ciliegie depone un solo uovo per frutto e lo marca per impedire altre ovideposizioni che provocherebbero il cannibalismo tra le larve;
  • Non fecondare.

Feromoni sessuali

Sono costituiti da varie sostanze, determinano lo stimolo ad avvicinarsi ed accoppiarsi, funzionano entro qualche chilometro, vengono usati nella lotta biologica con lo scopo di:

  • Attrazione e cattura: per il monitoraggio o per la cattura di massa dei maschi riproduttori;
  • Disorientamento e confusione sessuale: i maschi non riconoscono le femmine da fecondare.

Apparato riproduttore

Solitamente è posto nell’addome sopra alla catena ganglionare, sbocca nel nono urite nei maschi e nell’ottavo o nono nelle femmine. Normalmente gli insetti hanno individui a sessi separati (gonocorismo) mentre raramente si presenta l’ermafroditismo. Gli insetti ermafroditi si autofecondano, i rari maschi fecondano gli ermafroditi.
E’ composto da:

  • Due gonadi: nei maschi sono i testicoli, nella femmina gli ovari;
  • Due gonodotti pari: nei maschi sono chiamati vasi deferenti, nella femmina ovidutti laterali;
  • Un gonodotto impari: nel maschio è il canale eiaculatore, nella femmina l’ovidutto comune;
  • Genitali esterni: nel maschio sono formati dall’organo copulatore, nella femmina dall’ovopositore;

Ci sono poi organi accessori:

  • Nel maschio: vescicole seminali, ampolle eiaculatrici e ghiandole accessorie;
  • Nella femmina: calici ovarici, ghiandole accessorie, spermateca e borsa copulatrice.

Apparato genitale maschile

  • Gonadi: costituite da tanti testicoliti o tubuli spermatici in cui si differenziano gli spermatozoi, formano i testicoli;
  • Vasi deferenti: confluiscono nel dotto o canale eiaculatore;
  • Vescicole spermatiche: accumulano temporaneamente gli spermatozoi provenienti dalle gonadi;
  • Canale eiaculatore: sbocca all’esterno, ha una tunica muscolare che contraendosi permette l’eiaculazione;
  • Ghiandole accessorie: se presenti immettono nel canale eiaculatore un liquido attivante e nutriente per gli spermatozoi detto plasma seminale;
  • Genitali esterni: si trovano nel nono urite addominale, sono composti da una parte basale e ridotta ed una distale detta edeago.

Gli spermatozoi sono formati da:

  • Testa: contiene il nucleo;
  • Collo;
  • Coda: ha funzione locomotoria.

Il prodotto degli organi è formato dagli spermatozoi dispersi nel plasma seminale e viene detto liquido seminale o sperma. La copula è il trasferimento diretto dello sperma tra maschio e femmina. Spesso il maschio forma spermoteche o spermatofori.

Apparato genitale femminile

Le gonadi, chiamate ovari, sono formate da tubuli ovarici (ovarioli o ova) in cui si differenziano le uova (cellule germinali). Un ovariolo è composto da:

  • Filamento: zona che serve ad ancorare l’ovariolo all’addome;
  • Tubulo ovarico: è la parte funzionale, si suddivide a sua volta in:
    • Germinario: contiene gli oogoni in maturazione;
    • Vitellario: contiene gli oociti quasi maturi.
  • Peduncolo: connette l’ovariolo all’ovidutto laterale.

Oltre agli ovarioli troviamo:

  • Ovidutti laterali: sono tubuli che hanno il compito di far avanzare l’ovulo in maturazione.
  • Gonodotto impari: esso si suddivide in:
    • Ovidutto comune: parte prossimale;
    • Vagina: parte distale, può presentare una borsa copulatrice che facilita la copula.
  • Spermateca: sacca in cui gli spermatozoi vengono conservati e nutriti;
  • Ghiandola spermofila: secerne delle sostanze che servono per nutrire gli spermatozoi conservati nella spermateca;
  • Ghiandole accessorie: servono per produrre sostanze che proteggono le uova una volta all’esterno dell’insetto;
  • Genitali esterni: possono essere costituiti dall’ovopositore morfologico o da quello di sostituzione.

La cellula uovo è costituita da un nucleo, un protoplasma e da un tuorlo con funzione nutrizionale, poi c’è la membrana vitellina (involucro interno) e il corion (involucro esterno).

Oogenesi

Dall’oogonio, cellula diploide, dopo la prima divisione meiotica si formano un oocita ed un corpuscolo polare, o polocita, di dimensioni minori. Dalla seconda divisione meiotica si formano una cellula uovo aploide e tre polociti aploidi. La seconda divisione meiotica si verifica solo dopo la fecondazione.

Riproduzione degli insetti

  • Adresia: la maturità sessuale coincide con quella somatica;
  • Neotenia: l’insetto in uno stadio giovanile matura sessualmente (prerogativa delle femmine).

La riproduzione tipica è quella anfigonica ma c’è la presenza della partenogenesi. Si distinguono insetti:

  • Ovipari: le uova deposte si schiudono dopo un certo tempo;
  • Ovovivipari: le uova appena deposte si schiudono;
  • Vivipari: le uova si schiudono dentro alla femmina ed essa partorisce i piccoli.

Anfigonia

Si verifica quando c’è l’incontro dei sessi. Segue il seguente schema:

  • Avvicinamento dei sessi: con richiami, suoni, luci e vibrazioni;
  • Preliminare all’accoppiamento: emissione di feromoni afrodisiaci, canti, voli e danze;
  • Accoppiamento: è la fase conclusiva in cui avviene la traslazione dello sperma nel corpo della femmina. Lo sperma può essere trasferito:
    • Direttamente nella spermateca;
    • Attraverso il tegumento: fecondazione attraverso l’emolinfa.

In alcuni casi l’accoppiamento è fatale per il maschio.

 

 

Partenogenesi

Autonoma capacità riproduttiva (senza il seme del maschio).
Secondo il sesso delle filiazioni riconosciamo la partenogenesi:

  • Arrenotoca: genera solo maschi;
  • Telitoca: genera solo femmine;
  • Deuterotoca: genera maschi e femmine.

Secondo la frequenza della comparsa distinguiamo la partenogenesi:

  • Accidentale: compare saltuariamente;
  • Regolare: avviene a cicli periodici.

Secondo le caratteristiche citologiche distinguiamo la partenogenesi:

  • Apomittica: manca la meiosi, l’uovo rimane diploide e origina individui identici alla madre;
  • Automittica: è presente la meiosi, la cellula uovo aploide tornerà diploide tramite:
    • Fusione del nucleo dell’uovo e di un corpuscolo polare;
    • Fusione di due corpuscoli polari;
    • Fusione tra oocita e corpuscolo polare.
  • Aploide: la femmina fecondata tiene lo sperma nella spermateca e feconda o meno le uova;
  • Ciclica: le generazioni partenogenetiche si alternano a quelle anfigoniche;
  • Geografica: legata all’ambiente climatico, fa aumentare la biomassa in poco tempo.

Pedogenesi

Strategia riproduttiva partenogenetica, in alcuni olometaboli la larva matura sessualmente è produce una generazione partenogenetica che si nutrirà della madre. Abbrevia di molto il ciclo riproduttivo.

Poliembrionia

Partendo da uova fecondate o non si ottengono da un uovo più individui (fino a 1500) uguali alla madre. Dall’uovo fecondato si ottengono femmine, da quello non fecondato maschi.

Accrescimento post-embrionale

Inizia con la schiusa dell’uovo e con la successiva fuoriuscita della larva, termina con il raggiungimento dello stadio di adulto. Per arrivare allo stadio adulto l’insetto deve effettuare dei cambiamenti (mute). Le mute sono regolate dagli ormoni ecdisone, che fa avvenire la muta, e neotenina, che fa sviluppare l’insetto in grandezza. Ecdisone e neotenina negli stadi giovanili si alternano nelle quantità, ma in stadio adulto la neotenina manca.

Mute

La muta è il rinnovo della cuticola che permette all’insetto di accrescersi. Le mute avvengono periodicamente. Durante la muta si individuano tre fasi:

  • Apolisi: le cellule dell’epidermide, su stimolo dell’ecdisone e della neotenina, si moltiplicano aumentando anche di volume determinando il distacco della vecchia cuticola. Nel frattempo il liquido esuviale, prodotto dalle ghiandole della muta, digerisce con degli enzimi parte delle sostanze della vecchia cuticola ad eccezione della sclerotina.
  • Fase farata o di Farates: fase temporanea dopo la prima;
  • Ecdisi: la vecchia cuticola si apre lungo le linee di minore resistenza (capo e torace) grazie a contrazioni muscolari, aumenta la pressione sanguigna e dei movimenti peristaltici. La vecchia cuticola abbandonata dopo la digestione viene chiamata esuvia.

Successivamente alla muta l’insetto è costretto all’immobilità per un breve periodo (fino a quando l’ossigeno reagendo con composti proteico-chinonici forma la sclerotina) in quanto il suo corpo è molle e non presenta punti di attacco per le muscolature. Il numero delle mute varia da 4-5 a 15-20 (Odonati).

  • Età: periodo tra una muta e l’altra;
  • Stadio: fase iniziale di un’età.

Metamorfosi

La metamorfosi rappresenta le trasformazioni degli insetti dalla schiusa dell’uovo alla fase adulta.
Ci sono tre tipi di metamorfosi:

  • Ametabolia;
  • Eterometabolia o metamorfosi diretta o incompleta;
  • Olometabolia o metamorfosi indiretta o completa.

Ametabolia

Tipica degli insetti atteri, caratterizzata da uno sviluppo diretto per cui le forme giovanili sono simili all’adulto. I principali ametaboli sono i Collemboli, i Proturi, i Dipluri ed i Tisanuri.

Uovo à Neanide à Adulto

Eterometabolia

Tipica degli insetti esopterigoti, cioè quelli in cui gli abbozzi alari si formano all’esterno. Lo sviluppo è diretto e gli stadi giovanili sono rappresentati da neanidi e ninfe. Una ninfa è un insetto in cui sono apparsi gli abbozzi alari.
Uovo à Neanide à Ninfa à Adulto

Pseudoametabolia

Presenza di un attesismo secondario, cioè insetti che hanno perso le ali durante l’evoluzione o che le perdono per adattarsi alla vita parassitaria. Gli stadi giovanili sono simili all’adulto.
Uovo à Neanide à Adulto

Paurometabolia

Si ha quando le forme giovanili vivono nello stesso ambiente degli adulti.
Uovo à Neanide di 1a e 2a età à Ninfa di 1a e 2a età à Adulto

Emimetabolia

Le forme giovanili vivono in ambiente diverso dagli adulti.
Uovo à Neanide di 1a e 2a età à Ninfa di 1a e 2a età à Adulto

Prometabolia

Tra ninfa ed adulto c’è una fase intermedia mobile.
Uovo à Neanide à Ninfa à Sub-immagine à Adulto

Neometabolia

Metamorfosi di transizione tra etero ed olometabolia in quanto gli stadi di preninfa e ninfa sono inattivi come le pupe degli olometaboli.
Uovo à Neanide à Preninfa à Ninfa à Adulto

Olometabolia

Tipica degli insetti endopterigoti, le ali si formano all’interno di una crisalide. Lo sviluppo è indiretto ed il giovane è completamente diverso dall’adulto.
Uovo à Larva à Eopupa à Pupa à Adulto

Euolometabolia

Le larve vanno fino a 6 età, l’eopupa è simile alla larva, la prepupa è indurita e non pigmentata.
Uovo à Larva à Eopupa à Prepupa à Pupa à Adulto

Ipermetabolia

C’è la presenza di due forme larvali morfologicamente diverse:

  • Larva del 1o tipo: è l’insetto appena uscito dall’uovo, presenta delle strutture temporanee;
  • Larva del 2o tipo: è la larva vera e propria che si comporta come le altre larve.

Per esempio la larva del 1o tipo del coleottero melodie presenta un uncino per attaccarsi all’ospite e venire trasportata al suo nido dove la larva del 2o tipo, senza l’uncino, si ciberà delle larve dell’imenottero.
Uovo à Larva del 1o tipo à Larva del 2o tipoà Eopupa à (Prepupa) à Pupa à Adulto

Criptometabolia

La metamorfosi avviene all’interno dell’uovo, quindi alla schiusa potremmo avere un adulto o una larva matura che diverrà subito pupa. La criptometabolia è tipica di insetti che vivono all’interno di nidi o di caverne.
Uovo à (Larva matura) à (Pupa) à Adulto

Catametabolia

E’ una metamorfosi involutiva che avviene dopo l’eterometabolia o l’olometabolia (per esempio le cocciniglie adulte perdono l’uso delle zampe).
Eterometaboli: Uovo à Neanide à Neanide involuta à Adulto à Adulto involuto
Olometaboli: Uovo à Larva à Pupa à Adulto à Adulto involuto

Stadi post-embrionali

Ametaboli ed eterometaboli

  • Neanide: simile all’adulto, differisce per dimensioni minori e mancanza di ali;
  • Ninfa: presente negli eterometaboli, differisce dagli adulti per dimensioni minori e non funzionalità delle ali e dell’apparato riproduttore.

Olometaboli

  • Larva: completamente diversa dall’adulto, vive da pochi giorni a molti anni;
  • Pupa: stadio in cui avvengono profondi cambiamenti, caratterizzata dall’immobilità e dall’afagia.

Larve

  • Protopode: capo e torace molto sviluppati, addome piccolo, tipica di uova con scarso nutrimento;
  • Polipoide: presenza di zampe toraciche e pseudozampe addominali, si suddividono in larve di:
    • Mecottero: pseudozampe dal 1° urite;
    • Imenottero: pseudozampe dal 2° urite;
    • Lepidottero: pseudozampe dal 3° urite.
  • Oligopode: presenta solo zampe toraciche spesso molto lunghe. A volte sono presenti degli urogonfi (9° urite) o il pigopodio (10° urite) come organi di attacco. Si suddividono in larve:
    • Campodeiformi: allungate, agili e snelle, capo prognato, sono zoofaghe (assomigliano a quelle del genere Campodea dei Dipluri);
    • Onisciformi: hanno segmenti toracici ed addominali allargati, riescono ad arrotolarsi su se stesse (assomigliano ai crostacei di terra del genere Oniscus);
    • Melolontoidi: corpo arcuato, 4° e 5° urite ingrossati (assomigliano a quelle del maggiolino).
  • Apode: assoluta mancanza di zampe, le forme principali sono tre:
    • Claviformi;
    • Vermiformi;
    • Cirtosomatiche.

Pupe

A seconda della morfologia le distinguiamo in:

  • Exarate: molli, si vedono già le appendici dell’adulto, quando esce l’insetto rompe tutto l’involucro;
  • Obtecte: sclerificate e rigide, quando sfarfalla lascia l’involucro aperto con la forma della pupa;
  • Coartate: l’impupamento avviene all’interno dell’involucro (pupario) che è la cuticola dell’ultimo stadio larvale.

A seconda del grado di protezione le distinguiamo in:

  • Anoiche: sprovviste di protezione;
  • Emioiche: protette parzialmente dall’ultima esuvia;
  • Evoiche: completamente protette.

Sfarfallamento

E’ il momento in cui l’insetto esce dall’ultimo stadio pre-immaginale diventando adulto.

Dimorfismo sessuale

Si verifica quando ci sono differenze tra maschio e femmina della stessa specie. Si distinguono:

  • Dimegetismo sessuale: le dimensioni sono diverse, solitamente il maschio è più piccolo;
  • Dicromismo sessuale: differenza di colore;
  • Diclagismo sessuale: solo un sesso ha la capacità di emettere suoni;
  • Difausismo sessuale: un sesso emette più luce dell’altro, solitamente la femmina è più luminosa;
  • Diosmismo sessuale: capacità di emettere feromoni od odori;
  • Dioplismo sessuale: presenza in un solo sesso di organi di difesa/offesa;
  • Difagismo sessuale: diverso regime alimentare tra i sessi.

Inoltre alcune femmine possono avere meno organi rispetto ai maschi (ali, antenne, zampe).

Polimorfismo

Negli insetti sociali esistono varie caste distinguibili per i diversi caratteri degli individui che vi appartengono (Api, Formiche).

Ginandromorfismo

L’insetto presenta alcuni caratteri maschi ed altri femminili a causa di anomalie.

Insetti ed ecosistema

Il ruolo nell’ecosistema

In rapporto al ruolo nell’ecosistema si distinguono insetti:

  • Fitofagi: consumatori primari;
  • Zoofagi: consumatori secondari (se si cibano di insetti fitofagi) o terziari (se si cibano di zoofagi);
  • Detritivori: demoliscono la sostanza organica.

Relazione con l’ambiente

I fattori che maggiormente influenzano gli insetti sono la temperatura (influisce sulla diapausa, un letargo estivo o invernale), l’umidità, la luce (insetti diurni, crepuscolari e notturni) ed il tipo di suolo.

Rapporti con altri organismi

Possono essere raggruppati in:

  • Mutualismo;
  • Commensalismo: due specie presenti nello stesso luogo non interferiscono tra di loro;
  • Predazione: comporta lo morte dell’organismo predato;
  • Parassitismo: sfrutta l’ospite ma non lo porta alla morte.

Comportamenti

Consistono nelle azioni che l’insetto attua come mezzo di difesa/offesa per sopravvivere. Distinguiamo:

  • Mimetismo:
    • Crittico: l’insetto si maschera con l’ambiente;
    • Fanerico: l’insetto imita un’altra specie (che possiede organi di offesa/difesa) con colori e assumendo lo stesso comportamento;
  • Tanatosi: l’insetto si finge morto, contrae gli arti ritirandoli vicino al corpo;
  • Foberismo: l’insetto assume una posizione minacciosa, a volte emette anche un suono;
  • Autoxavizia: l’insetto si taglia gli arti di proposito;
  • Autotomia: l’insetto stacca un arto o un appendice tramite una forte contrazione muscolare;
  • Autospasia: l’insetto si stacca un’appendice diventata inutile (per esempio le ali nelle Termiti);
  • Autofagia: l’insetto inizia a mangiarsi (per esempio quando è in un territorio ristretto).

Interazione con i vegetali

Gli insetti fitofagi si distinguono in:

  • Fitomizi: si nutrono succhiando la linfa;
  • Minatori: asportano tessuti e vivono all’interno delle foglie;
  • Defogliatori: asportano tessuti dall’esterno;
  • Galligeni: producono galle o cecidi;
  • Endofiti: vivono all’interno della pianta.

Alcuni vegetali danno vita a fenomeni di antibiosi emettendo sostanze che uccidono il fitofago o che limitano l’azione degli ormoni. Tra le sostanze emesse dalle piante distinguiamo:

  • Fitoecdisoni: limitano l’azione dell’ecdisone;
  • Juvenoidi naturali: limitano l’azione della neotenina;
  • Cairomoni: sono utili all’insetto che li riceve ma non alla pianta che li emette, per esempio un fitofago viene attirato verso il cibo dalla stessa pianta con un cairomone;
  • Sinomoni: sono utili sia all’insetto che li riceve che alla pianta che li emette, per esempio un zoofago viene attratto verso il fitofago dai sinomoni emessi dalla pianta.

Interazione con i microrganismi

  • Mutualistica: c’è un vantaggio reciproco (microrganismi ed insetti xilofagi);
  • Antagonistica: uno dei due organismi soccombe o ne trae un danno.

Interazione con i virus

Gli insetti possono essere vettori di virus oppure oggetto di infezioni virali.

Interazione con l’uomo

Possono essere dannosi (vettori di malattie) o utili perchè danno alimenti o materiali (miele, seta).

Dinamica delle popolazioni

  • Potenziale biotico: numero di generazioni all’anno, di discendenti e capacità di sopravvivenza, viene stabilito in base al parametro “r” calcolato in laboratorio secondo la sopravvivenza dei discendenti in condizioni ottimali;
  • Resistenza ambientale o ecoresistenza: insieme di fattori che si oppongono al potenziale biotico, in condizioni favorevoli la mortalità degli insetti è del 95% circa.

Strategie ecologiche di sviluppo

  • Strategia r: prevede che gli insetti siano di piccola taglia, con elevata capacità di accrescimento, alto tasso riproduttivo, grande fecondità, alimentazione polifaga e ciclo vitale breve. Non hanno meccanismi che regolino numericamente la popolazione;
  • Strategia k: prevede che gli insetti siano di taglia maggiore, con minore fecondità, alimentazione oligofaga e basso tasso riproduttivo ma con ciclo vitale più lungo.

Acari

  • Phylum: Artropodi;
  • Classe: Aracnidi;
  • Ordine: Acari.
  • Sottordini:
    • Protostigmati: sono fitofagi, comprendono le famiglie:
      • Tetranichidi;
      • Tenuipalpidi;
      • Tarsonemidi.
    • Tetrapodili: sono fitofagi, comprendono la famiglia:
      • Eriofidi.
    • Mesostigmati: sono predatori, comprendono la famiglia:
      • Fitoseidi.

Caratteristiche generali

Hanno una forma globosa e a volte allungata, sono coperti da un tegumento formato da quattro strati:

  • Tectostratum;
  • Ectostratum;
  • Epostratum;
  • Ipoderma.

Gli acari vengono suddivisi in due parti:

  • Prosoma: parte anteriore, si suddivide in:
    • Gnatosoma: parte che porta le appendici boccali;
    • Podosoma: si suddivide in:
      • Propodosoma;
      • Metapodosoma.
  • Opistoma: parte posteriore priva di zampe.

Gnatosoma

Costituisce l’apparato boccale, è formato dall’apertura boccale con a lato due cheliceri e due pedipalpi.

  • Cheliceri: nei predatori sono a forma di chela, nei fitofagi sono degli stiletti;
  • Pedipalpi: formati da 3-5 articoli, sono appendici sede di organi sensoriali, servono per trattenere le prede o per allargare sulla superficie fogliare le ragnatele prodotte da ghiandole sericipare.

Podosoma

Porta quattro paia di zampe, gli organi della vista e quelli dell’udito. Si suddivide in:

  • Propodosoma: parte anteriore con due paia di zampe, organi della vista e dell’udito;
  • Metapodosoma: parte posteriore con due paia di zampe.

Zampe

Differiscono da quelle degli insetti per un segmento in più tra femore e tibia detto patella, hanno da una a tre unghie, un pulvillo, peli adesivi e un empodio.

Apparato digerente

Formato da:

  • Bocca: situata sul cono boccale;
  • Faringe: pompa aspirante;
  • Esofago;
  • Stomaco: sede della digestione enzimatica.

L’acaro predigerisce il cibo all’esterno iniettando un liquido con enzimi.

Apparato circolatorio

Una parte del sangue scorre liberamente, mentre un’altra scorre all’interno di organi con funzioni vascolari, tra cui il cuore ampolliforme.

Apparato respiratorio

Simile a quello degli insetti, è composto da trachee, tracheole e stigmi. A volte la diffusione dei gas avviene tramite l’esoscheletro.

Apparato escretore

Rappresentato da due o quattro tubi malpighiani.

Sistema nervoso

Formato da un unico grande ganglio detto cervello, posto attorno all’esofago, e da terminazioni nervose che trasmettono l’impulso.

Apparato riproduttore

  • Maschile: composto da:
    • Due testicoli;
    • Canali deferenti;
    • Dotto eiaculatore.
  • Femminile: composto da:
    • Due ovari;
    • Ovidutti;
    • Vagina.

Riproduzione e sviluppo post-embrionale

Gli acari sono in grande maggioranza ovipari e vivipari, dall’uovo, dopo il periodo di incubazione durante il quale si compie lo sviluppo embrionale, fuoriesce una larva provvista di tre paia di zampe. Nella maggior parte dei gruppi la larva è molto simile all’adulto per cui si è proposto anche il termine di neanide. In altri gruppi (es. Protostigmati) la larva è diversa dall’adulto e raggiunge tale forma attraverso diversi stadi di sviluppo.
Uovo à Larva à (tre paia di zampe) à Protoninfa à Deutoninfa à Tritoninfa à Adulto

Acari di interesse agrario

I danni sono costituiti da ingiallimenti degli organi erbacei con sfumature bronzee o argentate e galle dovute a punture trofiche.

  • Tetranichidi: per esempio i ragnetti rossi e gialli, hanno un corpo tondeggiante a forma di pera, setole sul dorso e ghiandole sericipare (tessono tele sulle pagine inferiori delle foglie). Svernano come uovo durevole o come femmine fecondate (dieci uova).
  • Tenuipalpidi: non procurano gravi danni alle coltivazioni, attaccano prevalentemente piante erbacee. Il dorso è di colore rossastro, vivono su foglie e germogli.
  • Eriofidi: corpo vermiforme, due paia di zampe, respirazione cutanea (l’ossigeno attraversa il tegumento). I danni sono erinosi e acariosi (deformazioni, galle..). Ci sono due tipi di femmine:
    • Protogine: primaverili-estive;
    • Deutogine: autunnali.
  • Acari predatori:
    • Fitoseidi: trasparenti, a forma di goccia;
    • Stigmeidi: hanno una fascia bianca sul dorso;
    • Trombididi: sono rossi, vengono impiegati nella lotta biologica.

Nematodi

Sono invertebrati appartenenti al phylum dei nematelminti. Hanno corpo allungato e sottile (vermiforme) privo di appendici e senza segmentazioni, senza ciglia o flagelli. Vengono chiamati anche anguillule per il loro movimento. Colonizzano l’ecosistema terrestre ed acquatico, sia dolce che salato. Parassitizzano radici, foglie e fusto, possono essere portatori di virus, i maschi sono più piccoli delle femmine. i nematodi possono essere endofiti, ectofiti o semiendofiti.

Tegumento e parete del corpo

Il tegumento è formato da:

  • Cuticola: strato esterno, suddivisa in:
    • Strato corticale:
      • Esterno: formato da lipidi e tracce di zuccheri;
      • Interno: formato da materiale simile al collagene.
    • Strato mediano: non in tutti i nematodi è presente;
    • Basale: formato da collagene.
  • Epidermide: strato interno.

Caratteristiche generali

Possono essere suddivisi in parte:

  • Anteriore: capo e bocca;
  • Mediana: esofago ed intestino;
  • Posteriore: coda.

La cavità del corpo viene detta pseudoceloma. Centralmente al corpo c’è l’intestino. Altre strutture sono:

  • Corda dorsale e ventrale (nervo): sede del sistema nervoso;
  • Corde laterali: sedi dell’apparato escretore;
  • Fasci muscolari: sono quattro, compresi tra le corde;
  • Ponti citoplasmatici: collegano i singoli muscoli dei fasci muscolari a nervo dorsale e nervo ventrale.

 

Fine articolo sugli insetti

 

Sezione Speciale

Cavallette
Grillotalpa
Mosca Bianca delle serre. 2
Cimice Verde
Piralide
Cavolaia
Zabro Gobbo
Elateridi o Ferretti
Altica della Bietola
Cassida della Bietola
Cleono della Bietola
Punteruolo della Bietola. 6
Dorifora della Patata


Cavallette

  • Calliptamus italicus
  • Dociostaurus maroccanus
  • Classe: Insetti
  • Ordine: Ortotteri
  • Famiglia: Acrididi

Piante Ospiti

Leguminose foraggere, colture ortive ed industriali di pieno campo, vivai.

Identificazione e danno

Il Calliptamus è diffuso in tutta Italia fino a 1000 metri, quindi anche in collina. Il Calliptamus ha sul dorso due fasce bianche parallele, mentre il Dociostaurus le ha a forma di X. Il Dociostaurus costituisce un problema nel sud. Il danno è dato da tutte le forme mobili ed è dovuto alla defogliazione.

Ciclo biologico

Si effettua una sola generazione all’anno. L’uovo viene deposto in ooteche in estate, poi ad aprile-maggio nascono le neanidi che evolvono in ninfe (maggio-luglio) e poi in adulti (da luglio). La schiusa è scalare.

Lotta

  • Lavorazioni superficiali per distruggere le ooteche;
  • Trattamenti localizzati nel terreno con Piretroidi o Fosforganici.

Grillotalpa

  • Gryllotalpa gryllotalpa
  • Classe: Insetti
  • Ordine: Ortotteri
  • Famiglia: Grillotalpidi

Piante Ospiti

Colture orticole, floricole, vivai.

Identificazione e danno

Caratteristiche sono le robuste zampe fossorie. Provoca rottura delle radici e danni al colletto delle piante, rovina il letto di semina e scalza le giovani piantine. E’ zoofago ma completa la dieta con parti ipogee.

Ciclo biologico

Si completa in 2 anni, a cavallo di 3 anni solari. Le uova contenute in ooteche a 10-20 centimetri di profondità schiudono in estate. Le neanidi di terza età svernano in profondità diventando adulte l’estate successiva. Si ha quindi una generazione in due anni.

Lotta

  • Distruzione delle ooteche tramite lavorazioni;
  • Utilizzo di esche (resti di riso) avvelenate da Carbaril o Metiocarb.

Mosca Bianca delle serre

  • Trialeurodes vaporariorum
  • Classe: Insetti
  • Ordine: Rincoti
  • Famiglia: Aleurodidi

Piante Ospiti

Colture ortive, floricole ed ornamentali.

Identificazione e danno

Le dimensioni sono ridotte (1 millimetro circa), l’adulto è giallognolo, le forme mobili sono gli adulti e le neanidi di prima età. Gli stadi giovanili sono immobili e ricoperti da secrezioni cerose polverulente e melata che imbratta le foglie causando danni estetici. Inoltre succhiano la linfa.

Ciclo biologico

Si effettua una generazione al mese, il ciclo si interrompe solo nei mesi più freddi, se in serra riscaldata non si interrompe mai.

Lotta

  • In serra si effettuano fumigazioni con Sulfotep (classe T+, 30 giorni di carenza, trattare su piante asciutte e a più di 18°C per evitare ustioni da rugiada) ;
  • All’esterno la lotta è più difficile perché la Mosca Bianca instaura resistenze ai principi attivi ed è protetta da strati cerosi e melata. Si usano principi attivi come:
    • Imidacloprid;
    • Deltametrina o Piretroidi: ad uso fogliare, usare l’adesivante, bagnare bene le foglie (non sono endoterapici), ritrattare ogni 3-4 giorni;
    • Thiametoxam (Actara): azione sistemica (200-400 g/ha nel terreno oppure uso fogliare).

Cimice Verde

  • Nezara viridula
  • Classe: Insetti
  • Ordine: Rincoti
  • Famiglia: Pentatomidi

Piante Ospiti

Pomodoro, colture erbacee di pieno campo (Soia, Bietola), ortive, arbustive ed arboree (Nocciolo).

Identificazione e danno

E’ molto polifaga. Gli adulti sono a forma pentagonale e verdi, le neanidi nere con punti bianchi, le ninfe sono verdi e presentano puntini bianchi e macchie nere sul dorso. Il danno è dato dalle forme mobili ed è costituito dalla puntura trofica (sottrazione linfa) e dalle secrezioni della ghiandole repugnatorie che alterano i frutti. In particolare creano aree necrotiche e sapori sgradevoli (problemi nei mosti ottenuti con vendemmia meccanica, alterazione di forma e sapore dell’interno delle nocciole).

Ciclo biologico

E’ favorito dalle coltivazioni di Soia. Sverna come adulto in svariati ripari, in primavera gli adulti si accoppiano e le femmine ovidepongono. Gli stadi si sovrappongono nel tempo (neanidi, ninfe ed adulti). Mediamente compie due generazioni all’anno.

Lotta

  • Su Soia la soglia d’intervento è di 4 forme mobili a metro quadro;
  • Si interviene con principi attivi come:
    • Piretroidi: usati per i bassi tempi di carenza (max 7 giorni) e perché non sono endoterapici;
    • Piretro: 2 giorni di tempo di carenza.

Piralide

  • Ostrinia nubilalis
  • Classe: Insetti
  • Ordine: Lepidotteri
  • Famiglia: Piraustidi

Piante Ospiti

Mais, altre Graminacee ed altre.

Identificazione e danno

Gli adulti sono farfalle giallastre di 25-30 millimetri, la larva è di colore grigiastro con bande longitudinali e file di tubercoli neri, le larve misurano 20-25 millimetri. La Piralide colpisce le foglie, il culmo e le cariossidi, le larve di seconda generazione compromettono la spiga che si presenta bucherellata (fori di ingresso) e con cariossidi abortite. I fori d’ingresso fanno entrare acqua e quindi favoriscono lo sviluppo di muffe.

Ciclo biologico

Sverna come larva matura nella base dei culmi e dentro ai tutoli.Gli adulti sfarfallano a maggio fino agli inizi di luglio. Gli adulti hanno abitudini notturne, le femmine depongono sulle pagine inferiori delle foglie e sui culmi. Le larve di prima generazione colpiscono le foglie ed entrano nel culmo dove si incrisalidano. Gli adulti del secondo volo sfarfallano da fine luglio ad inizio settembre. Le larve di seconda generazione attaccano le spighe, poi svernano nella base del culmo. Ci sono due razze di Piralide: una con solo una generazione all’anno (monovoltina) ed una con due (bivoltina). Si hanno 2 generazione all’anno.

Lotta

  • E’ obbligatoria la distruzione o sfibratura degli stocchi e dei tutoli entro le date:
    • 30 aprile nel nord;
    • 15 aprile nel centro Italia;
    • 31 marzo nel sud Italia.
  • Scelta di varietà resistenti;
  • Lotta chimica alla comparsa delle larve di prima generazione (eventualmente ripetuta con le larve di seconda generazione) principalmente con Carbaril distribuito in granuli a spaglio in modo che il prodotto si concentri tra culmo e foglie, zone frequentate dalle larve.

Cavolaia

  • Pieris brassicae
  • Classe: Insetti
  • Ordine: Lepidotteri
  • Famiglia: Pieridi

Piante Ospiti

Cavolfiore ed altre crucifere.

Identificazione e danno

E’ una farfalla molto comune, le ali sono bianche con estremità nere, nelle femmine ci sono anche due punti. Il danno è causato dalle larve che si nutrono di foglie e lasciano solo le nervature più grosse. Le piante colpite vengono perse.

Ciclo biologico

Sverna come crisalide. Lo farfallamento avviene da aprile a maggio, le femmine depongono sulle pagine inferiori. Dopo 15 giorni nascono le larve di prima generazione che inizialmente vivono gregarie. A fine giugno-inizi di luglio compaiono nuovi adulti (secondo volo). La cavolaia compie 3-4 generazioni all’anno.

Lotta

  • Solo in caso di necessità contr0o le larve con Piretroidi (tempi di carenza brevi), Malation e Fenitrotion;
  • Fondamentale è l’uso di adesivante per il trattamento.

Zabro Gobbo

  • Zabrus tenebrioides
  • Classe: Insetti
  • Ordine: Coleotteri
  • Famiglia: Carabidi

Piante Ospiti

Frumento ed altre Graminacee.

Identificazione e danno

E’ di colore bruno-nero con zampe cursorie. La larva ha capo, torace e dorso brunastri, per il resto è bianco-giallognola. Gli adulti hanno abitudini notturne, hanno ali non funzionali e si nutrono di cariossidi. In autunno il danno è dato dalla larve che mangiano le radici, in primavera dalle larve che si nutrono di foglie basali (i resti sono sfilacciati) e da inizio giugno dagli adulti che si nutrono di cariossidi.

Ciclo biologico

Sverna come larva. In primavera le larve salgono e si nutrono di foglie basali, in maggio si impupano nel terreno. A giugno sfarfallano gli adulti che si nutrono di cariossidi e poi estivano. Ad inizio settembre gli adulti escono dai ripari e si accoppiano, le larve nascono a fine ottobre. Compie una generazione all’anno.

Lotta

  • Alla comparsa dei danni con Piretroidi o Fosforganici (durano di più), la scelta va fatta in base al periodo.

Elateridi o Ferretti

  • Agriotes lineatus
  • Agriotes obscurus
  • Agriotes litigiosus
  • Agriotes sputator
  • Agriotes spp.
  • Classe: Insetti
  • Ordine: Coleotteri
  • Famiglia: Elateridi

Piante Ospiti

Bietola, Mais, Ortive, Foraggiere ed altre.

Identificazione e danno

Prendono il nome dalla forma e colore delle larve che assomigliano a dei ferri arrugginiti. Le larve danneggiano le radici rodendole. Le piante colpite possono morire oppure appassire ed avvizzire.

Ciclo biologico

Gli adulti svernanti (per un anno) compaiono a marzo-giugno, dopo 10 giorni si accoppiano e depongono nel terreno. Le larve si nutrono inizialmente di residui organici, poi di radici. Le larve svernano per 4 anni. Segue lo stadio di crisalide e poi lo farfallamento degli adulti. Compie una generazione in 5 anni.

Lotta

  • Lunghe rotazioni: poco costose e molto efficaci;
  • Geodisinfezioni: l’effetto è localizzato attorno al seme (distribuzione durante la semina) e quindi non elimina tutti gli elateridi, il costo è elevato, le larve in profondità sfuggono all’insetticida;
  • Soglia d’intervento: monitorata tramite un vaso forato interrato, raggiunta con una stima di 15 larve al metro quadro.
  • Gli interventi vanno fatti con i prodotti registrati appositamente per ogni coltura.

Altica della Bietola

  • Chaetocnema tibialis
  • Classe: Insetti
  • Ordine: Coleotteri
  • Famiglia: Crisomelidi

Piante Ospiti

Bietola.

Identificazione e danno

E’ di colore verde-bluastro e di 2 millimetri, è capace di saltare. Le larve vivono nel terreno e non sono dannose. Il danno è dato dagli adulti che masticano la parte inferiore della foglia lasciando intatta la parte superiore che poi necrotizza lasciando dei buchi sulla foglia. Si crea quindi una impallinatura.

Ciclo biologico

Sverna come adulto nel terreno. A marzo-aprile compaiono gli adulti svernanti che dopo pochi giorni si accoppiano e depongono nel terreno. Le larve scendono in profondità. Si compie 1 generazione all’anno.

Lotta

  • Le geodisinfezioni ad azione sistemica effettuate alla semina per altri insetti eliminano l’Altica;
  • Soglia d’intervento:
    • Presenza di fori sui cotiledoni;
    • Presenza di 2-4 fori su piante con 2-4 foglie vere.

Cassida della Bietola

  • Cassida vittata
  • Classe: Insetti
  • Ordine: Coleotteri
  • Famiglia: Crisomelidi

Piante Ospiti

Bietola.

Identificazione e danno

Adulti di 5-6 millimetri, il danno è dato sia dalle larve che dagli adulti che si nutrono di foglie e rodono una epidermide e il mesofillo lasciando intatta l’altra epidermide.

Ciclo biologico

Sverna nel terreno come adulto, esce in primavera e compie 2-3 generazioni all’anno.

Lotta

  • Trattamenti fogliari con Piretroidi;
  • Geodisinfezioni.

Cleono della Bietola

  • Conorrhynchus mendicus
  • Classe: Insetti
  • Ordine: Coleotteri
  • Famiglia: Curculionidi

Piante Ospiti

Bietola.

Identificazione e danno

Presenta il tipico rostro allungato dei Curculionidi. Le larve sono biancastre e apode (contrariamente alla maggior parte dei coleotteri). Questo insetto si sposta molto velocemente tra i bietolai. Il danno è dato dalle larve che si nutrono del fittone, entrano al livello del colletto e iniziano a scavare in modo circolare a giri sempre più stretti. Inoltre il danno è dato dagli adulti che rodono le foglie e dalle infezioni batteriche secondarie favorite dalle cavità.

Ciclo biologico

Sverna come adulto, in primavera si sposta sui bietolai e depone sulla pianta, poi le larve scendono dal colletto nel fittone.

Lotta

  • Ampie rotazioni di circa 5-7 anni (minimo 3-4);
  • Trattamenti chimici a distanza di pochi giorni con Piretroidi, Carbaril o Fenitrotion;
  • La soglia di intervento si raggiunge con 2 adulti catturati a settimana in vasi interrati e con le pareti lisce (il Cleono adulto cade dentro e non riesce più ad uscirne).

Punteruolo della Bietola

  • Lixus junci
  • Classe: Insetti
  • Ordine: Coleotteri
  • Famiglia: Curculionidi

Piante Ospiti

Bietola.

Identificazione e danno

Di 10-15 millimetri di lunghezza, è più slanciato del Cleono ed ha il caratteristico rostro allungato dei Curculionidi. Le larve scavano gallerie nel fittone in modo verticale, dal colletto verso l’apice del fittone.

Ciclo biologico

Sverna nel terreno come adulto. In primavera gli adulti si portano sui bietolai e le femmine ovidepongono nella rosetta centrale all’altezza del colletto. Le larve scendono subito nel fittone. Compie 1 generazione all’anno.

Lotta

  • Si combatte allo stesso modo del Cleono.

Dorifora della Patata

  • Leptinotarsa decemlineata
  • Classe: Insetti
  • Ordine: Coleotteri
  • Famiglia: Crisomelidi

Piante Ospiti

Patata, Pomodoro.

Identificazione e danno

Gli adulti sono tipici Coleotteri con le elitre colorate a strisce gialle e nere. E’ stata importata a fine ‘900 dall’America e in Italia è arrivata durante la seconda Guerra Mondiale. Il danno è molto grave, si manifesta come grave defogliazione (a volte rimangono le nervature principali) causata sia dai giovani che dagli adulti (presenti contemporaneamente). L’espansione avviene a macchia d’olio.

Ciclo biologico

Depone le uova a gruppi sulle foglie, le larve rimangono gregarie, poi scendono nel terreno e diventano adulte e svernano a 30 centimetri di profondità. Escono in primavera con temperature favorevoli e tornano sulle foglie. Compie 2-3 cicli all’anno, è un insetto molto prolifico che sviluppa grandi biomasse ad ogni generazione.

Lotta

  • Usare i principi attivi in maniera alternata in quanto sviluppa molto facilmente delle forme resistenti (ormai è resistente ai Piretroidi);
  • Fosadone (T), Imidacloprid (Confidor, da usare solo una volta nella stagione), Carbaril, Thiametoxam (Actara), chitinoinibitori e Piretro nelle coltivazioni biologiche per contenere solo i giovani;
  • Bacillus thuringiensis distribuito in 2 interventi ravvicinati.

 

 

 

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