Conigli tutto di tutto
Conigli
Tratto da wikipedia : con il termine coniglio si definisce un gruppo di animali appartenente alla famiglia dei leporidi, anche se il termine viene spesso usato per indicare la specie coniglio europeo (Oryctolagus cuniculus). Si distinguono dalle lepri per varie caratteristiche: ad esempio, appena nati i piccoli conigli sono privi di pelo, hanno gli occhi chiusi e sostanzialmente dipendono in modo totale dai genitori.
I conigli, tranne quelli del gruppo coda di cotone, hanno l'abitudine di vivere in gallerie scavate nel terreno. I conigli, insieme con le lepri e i pica, costituiscono l'ordine dei Lagomorfi.
L'alimentazione naturale è costituita da erba, foglie secche, radici e cortecce. Essendo erbivoro mangia però verdure di tutti i tipi, ad esempio sedano, carote o cicoria . Inoltre esistono dei mangimi confezionati per lui che per essere adatti devono avere delle caratteristiche particolari ovvero
* fibra > 18% (fino al 22-25% soprattutto per i soggetti anziani, sedentari o dal pelo lungo)
* proteine 12-14% (fino al 16% per gli angora durante il ricambio del pelo)
* grassi non oltre il 3% * calcio 0,6-1% * fosforo 0,4-0,8%
Vi è l'errata convizione che il pane consumi i denti dei conigli.
Anche se questo sembra gradirla, va segnalato che l'alimentazione a base di pane, fette biscottate, farine d'avena, melassa e carboidrati in genere oppure mangimi in ogni caso è causa di gravi problemi. Infatti, l'apparato digerente del coniglio non è in grado di assimilarli correttamente e la fermentazione di questo tipo di cibi può causare meteorismo e successivo blocco gastro intestinale coccidiosi (una delle maggiori cause di morte nei conigli da compagnia). Da non sottovalutare, inoltre, sono i già citati problemi dentali che tali cibi possono causare; malocclusioni dovute ad un cattivo consumo dei denti, sia incisivi che molari, che se non curate da un veterinario, causano inappetenza, ascessi ed infine la morte. Invece il silicio contenuto nell'erba permette ai denti la crescita continua e il consumarsi naturalmente. La corretta alimentazione del coniglio è quindi composta da fieno in quantità abbondante, verdura fresca e pulita in quantità pari a circa 250-300g per kg di peso del coniglio stesso ed acqua sempre a disposizione. È importante lasciare questo cibo sempre a disposizione dell'animale in quanto l'apparato digerente del coniglio è a digestione continua ed un digiuno prolungato per più di 12 ore apre la porta a patologie molto serie che possono ucciderlo.
Conigli tutto di tutto
Collegamenti utili gratuiti
-
IL CONIGLIO NANO
Trattiamolo bene!

Breve manuale per far sì che il vostro piccolo compagno sia sempre in ottima salute
SUBITO DOPO L’ACQUISTO
Il coniglio nano è un animale molto delicato, soprattutto quando è ancora cucciolo. E’ importante che la sua gabbietta sia sistemata in un posto tranquillo per fare in modo che il piccolo si senta a suo agio. Non deve essere esposto a correnti d’aria e non deve essere a contatto con troppa polvere perché può contrarre malattie noiose da curare (parleremo di questo nel paragrafo che tratterà le norme igieniche).
E’ normale che il vostro coniglietto ora sia un po’ spaventato e quindi tutto quello che voi dovrete fare sarà semplicemente lasciarlo tranquillo per qualche ora e poi cominciare con calma ad avvicinarvi.. Ricordate comunque di avere sempre le mani pulite, quando lo toccate o lo prendete i braccio, perché per un qualsiasi cucciolo
l’igiene è fondamentale!!!
LA LETTIERA OVVERO PULITO E ASCIUTTO SENZA FATICA!!!
E’ molto importante che l’animale viva in un ambiente il più possibile pulito. Questo non significa che si dovrà lavare ogni giorno la sua gabbietta ma si possono utilizzare dei trucchetti veloci che ci consentono di ottenere lo stesso risultato senza fatica! Innanzi tutto vi consiglio di spargere un po’ di “tutolina” (o tutolo di mais normalmente reperibile nei negozi di animali dove viene venduta come comune lettiera. Ha 2 pregi fondamentali: è naturale, e quindi non è tossica, e non fa polvere! Ottima anche la lettiera per gatti in “trucioli di carta riciclata”) solamente agli angoli della gabbia. Quando avrete notato l’angolo “preferito” dal vostro coniglio (cioè quello in cui urina sempre), lì potrete apporre un’apposita angoliera (anch’essa reperibile nello stesso negozio sopra citato) che diventerà il suo WC personale e vi risparmierà, credetemi!!, da tante scocciature del tipo : lavare continuamente tutto il fondo della gabbietta ecc …..
IMPORTANTE : LA LETTIERA DI SASSI PER GATTI è MOLTO TOSSICA PER I CONIGLI!! NON USATELA MAI!
E’ comunque opportuno disinfettare il fondo della gabbia almeno 2 volte alla settimana lavando con acqua e ammoniaca (o qualsiasi altro detergente ) e avendo cura di sciacquare bene e di asciugare prima di reintrodurre l’animale. Con questo eviterete il problema delle dermatiti da contatto che in caso contrario si potrebbero verificare.
ATTENZIONE A DOVE METTI LE ZAMPINE!!!
Ho notato che, se il coniglio è costretto a camminare sempre su superfici lisce, come i pavimenti della casa, spesso presenta un particolare difetto di andatura. L’animale tende a tenere le zampe posteriori “a X” per il fatto che , scivolando, è costretto a tenere costantemente induriti i muscoli glutei e in genere tutto il muscolo dell’arto posteriore. Non è ancora provato ma sembra che col passare del tempo questo fatto possa portare a delle infiammazioni dei muscoli e degli arti in genere. Cercate quindi di far camminare il coniglio su superfici su cui possa “far presa” come tappeti e passatoie. Chi ha il giardino è ancora più avvantaggiato.
COSA SI MANGIA OGGI..
PREMESSA: purtroppo non in tutta Italia è possibile reperire i prodotti che consiglio e che verranno elencati in seguito. Per il momento quelli migliori sono della ditta “texaspet” e portano il nome “BUNNY” . Sono sia per cuccioli che per adulti. Il problema è che i rivenditori che trattano questa marca sono pochissimi, infatti io , per esempio, non li ho ancora trovati. Altre ditte sono la “genesis” e la “Russel” però nemmeno quelle io ho mai trovato. Se riuscite a prendere proprio quelli, sono il meglio. In allegato al manuale trovate i consigli per l’alimentazione corretta del coniglio provenienti dal Congresso di Farrara del 2003. Materiale molto importante!
Il coniglio nano è un animale vegetariano, in natura si nutre di erba, foglie, fieno, germogli, fiori, semi, cortecce e vari alimenti vegetali che trova nel territorio. In cattività la sua alimentazione è costituita da alimenti secchi (pellets, fieno), alimenti freschi (frutta e verdure), integratori ed acqua. Durante i primi giorni di adattamento a casa è meglio mantenere un'alimentazione secca e principalmente a base di fieno per evitare eventuali problemi di diarrea. L’alimentazione è fondamentale per la salute del coniglio . Quindi : l’alimento base è il “pellet” fatto con erba ed altri ingredienti necessari per la dieta dell’animale. Per i primi 4 mesi consiglio vivamente il mangime Bunny per cuccioli.
Il FIENO è un altro alimento molto importante perché è ricco di fibra e agevola il transito intestinale evitando problemi di stitichezza molto probabili in caso di vita sedentaria (se voi ci pensate, capirete che il vostro coniglio non avrà molta possibilità di scorazzare per i campi o di fare ginnastica ma vivrà prevalentemente in casa). Il fieno biologico della ditta Bunnyè eccezionale e soprattutto molto gustoso, per cui lo consiglio, anche perché conviene facendo il rapporto qualità prezzo!!!
Abituate i cuccioli alla verdura e frutta fresca in modo graduale. Dategli quotidianamente un pezzo di carota (pelata e a temperatura ambiente!!) o finocchio, sedano e mela, cetrioli, radicchi e teneteli controllati che non abbiano diarrea. Il fatto di averla potrebbe essere correlato appunto con l’eccessivo consumo di alimenti freschi. Eviterei la lattuga perché a volte provoca disturbi intestinali, ma vanno bene la cicoria e in genere tutta la verdura tranne le melanzane , le patate e i tipi di frutta che in natura non potrebbero mangiare o quella troppo zuccherina come l’uva.
Tutto questo va bene per i primi 4 mesi.
Poi ,dato che il coniglio diventa adulto, consiglio di sostituire il Bunny per cuccioli, con il Bunny per adulti alle verdure mantenendo sempre il fieno che è essenziale e la verdura (e frutta) fresca.
Se non riuscire a trovare il mangime che consiglio assicuratevi almeno che il mangime che comperate non sia troppo grasso, che contenga sufficiente quantità di verdura e pochi cereali che sono grassi e affaticano il fegato del coniglietto.
Per i dentini si possono dare dei legnetti da masticare. I legnetti consigliati sono in genere il salice e l’acacia perché non tossici (consiglio di Nacchio!!).
Piante tossiche da evitare assolutamente: quercia, oleandro, tasso, ligustro, tremolo; Anemone, belladonna, cicuta, felci, mughetto, papavero, patata, primula, prezzemolo.
CIBI SCONSIGLIATI: pane e altri farinacei non fanno bene perché provocano carie e tendono a fare ingrassare l’animale. Questo vale anche per tutti i prodotti contenenti zucchero o miele. Questi alimenti non sono necessari ai conigli e spesso si tende ad abusarne. Niente porcherie per animali come “tronchetti al miele da rosicchiare” e leccornie per conigli che sono esposti nei negozi. Fanno malissimo!
Per premiare il proprio coniglietto è sufficiente qualche acino di uvetta sultanina, molto gustosa e innocua (consiglio di Nacchio).
PIETRA MINERALE. Non siamo sicuri che faccia bene più si tanto…è senza dubbio un’integratore di Sali minerali ma potrebbe causare blocchi intestinali per la sua consistenza dura e granulosa.
Comunque se il pellet che si da al coniglietto è completo allora la pietra non serve.
Tutto ciò che si somministra deve essere di ottima qualità e per quanto riguarda le verdure sempre pelate e mai fredde. Niente croste di formaggio e altri generi che non siano stati sopra nominati. I conigli non sono onnivori come noi ma vegetariani e per questo devono essere alimentati di conseguenza. Un’alimentazione non corretta può arrecare gravi disturbi e far ammalare l’animale. Da evitare assolutamente i cambi di alimentazione improvvisi!!
DAL VETERINARIO CHE PAURA!!!!!!
Come ho detto prima, l’igiene è fondamentale per i conigli, come per tutti gli animali, soprattutto quando sono ancora cuccioli.
Il coniglio nano e un animale delicato perché viene selezionato tramite incroci programmati che ne accentuano alcune caratteristiche principali come:
• Le orecchie piccole;
• Il peso scarso
• La poca prolificità.
I conigli nani, oggi, sono di tanti tipi : alcune razze sono di taglia più grande (esempio: testa di leone, testa d’ariete) e altre moto piccole (nani colorati).
Tutte queste selezioni portano ad un indebolimento della fibra ovvero della robustezza degli animali in questione.
Insomma il coniglio nano non è come un coniglio normale da pasto!!! Ha bisogno di più cure perché più debole fisicamente.
Questo non significa che si ammala sempre e non sopravvive a lungo ma soltanto che ci vuole qualche accorgimento in più perché rimanga in buona salute.
Appunto per questo è importante la cura ma soprattutto la prevenzione!!!
LE VISITE ESSENZIALI:
Dopo i primi 3 mesi è opportuna una visita dal veterinario che dovrà controllare il peso, la dentatura, l’interno delle orecchie, la temperatura corporea, il cuore ecc. Importante l’esame delle feci per verificare che non ci siano parassiti o infezioni varie (ossiuri, coccidi e vermi in genere).
I vaccini; vanno fatti per la prima volta all’età di 2 mesi compiuti e ripetuti ogni 6 mesi (l’intervallo di ripetizione è variabile e dipende la vaccino somministrato che può essere costituito da virus morti o solo attenuati…cmq un buon veterinario ha tutte le informazioni necessarie e a noi queste cose interessano relativamente)e sono:
1. contro la MIXOMATOSI (VIRUS);
- contro la MALATTIA EMORRAGICA VIRALE (MEV).
Prima del vaccino è necessaria una visita accurata (misurazione della temperatura, controllo orecchie, denti incisivi e molari,cuore ed esame delle feci)perché se il coniglietto non è perfettamente sano il vaccino può essere pericoloso o comunque non rimanere attivo.
IMPORTANTE : non fare mai i vaccini prima che il coniglietto non abbia compiuto i 60 giorni di vita perché è solo allora che il sistema immunitario dell’animale è completo e quindi in grado di rendere efficaci i vaccini.
Altre malatti che i conigli possono facilmente contrarre è la coccidiosi. Frequenti anche Pasteurellosi e tossiemia gravidica. Per tutti i dettagli sulle malattie consiglio il sito www.casafreccia.it e il libro di Marta Avanzi “Il coniglio nano e le altre razze da compagnia”.
DA SAPERE
Spesso capita che le feci del vostro coniglio non siano della solita consistenza (dure e a pallini). Infatti, dovete sapere che il coniglio, di notte, compie un procedimento di riassorbimento di alcune sostanze nutritive leccandole direttamente dall’ano. E’ un processo abbastanza complicato da spiegare e non mi soffermerò più a lungo. L’importante è tenere presente che, qualche volta, per vari motivi, questo non accade e, di conseguenza, le feci che voi vedrete la mattina seguente saranno più molli e a grappoli di palline. Non è un problema. .. .rientra nella normalità. Se accade spesso però è sintomo di un’alimentazione troppo proteica e quindi non corretta.
L’allarme scatta solo quando il coniglio ha una dissenteria manifesta e ben evidente.
ATTENZIONE ALLE CORRENTI D’ARIA!!!!!! Infatti possono causare problemi respiratori e polmoniti spesso letali!
Se il vostro coniglio “starnutisce” spesso ed ha il nasino bagnato allora è il caso di avvisare il veterinario che provvederà a prescrivere un antibiotico specifico. IMPORTANTE: l’uso di antibiotici può danneggiare gravemente la flora batterica dell’animale (soprattutto se cucciolo); è necessario somministrare giornalmente dei fermenti lattici (ci sono quelli apposta per conigli) che aiutano l’intestino. Spesso questo viene tralasciato e il coniglio muore non per la malattia che si stava curando!!!
NOTIZIE IMPORTANTI…E PER SAPERNE DI Più!
I conigli hanno una vista eccellente, con un campo visivo che permette di vedere in tutte le direzioni senza muovere la testa. Le orecchie, essendo molto vascolarizzate, hanno un ruolo importante nella termoregolazione; sono delicate e sensibili, e non devono assolutamente essere utilizzate per afferrare il coniglio. I conigli sono incapaci di vomitare , sono coprofagi e mangiano direttamente dall'ano un tipo particolare di feci (cecotrofo) che costituisce un'importante fonte di proteine, vitamine e minerali. Il fatto che siano incapaci di vomitare ci deve rendere particolarmente attenti a tutto quello che i nostri animaletti ingeriscono. Infatti, non potendo espellere velocemente un alimento dannoso o troppo freddo rischiano di morire per avvelenamento e congestione molto più facilmente di tanti altri animali come per esempio i cani e i gatti. Quindi attenzione alla verdura che viene loro somministrata e cioè che non sia mai troppo fredda e non pelata e anche attenzione a che non lecchino dove abbiamo appena lavato con detersivi ecc…attenzione anche a che non mangino carta per esempio di giornale, non tanto per la carta in se ma per le colle e l’inchiostro che sono contenuti in essa e che sono altamente tossici.
La casa del coniglio nano
Non esiste un posto in cui collocare la gabbia che sia migliore in assoluto, salvo che si disponga di una stanza libera in cui stabilire la dimora del coniglietto. Una buona collocazione deve rispettare alcune regole fondamentali:
- Evitare di posizionare la gabbia in luoghi soggetti a sbalzi di temperatura e a correnti d'aria.
- L'umidità nuoce alla salute per cui sono da sconsigliare bagno e cucina.
- La gabbia deve ricevere luce ma mai diretta e in estate non va posta in pieno sole.
- Dato che il coniglietto e' un tipo emotivo, evitare di collocare la sua dimora vicino a TV, stereo, Telefono etc...
- La gabbia non va coperta al fine di permettere l'evacuazione dei vapori di ammoniaca.
- Le dimensioni della gabbia devono essere almeno: 50 x 30 x 30 cm.
PERCHE’ NON SPORCHI IN GIRO PER LA CASA…
Direttamente dal libro di Marta Avanzi!!!!
Con un po' di pazienza e di costanza, si può facilmente addestrare il coniglio a utilizzare la cassetta igienica, proprio come fanno i gatti. Per evitare delusioni, dobbiamo però ricordare che il coniglio non è, per così dire, completamente affidabile come un gatto, e che qualche "incidente" può accadere anche all'esemplare più educato. Il coniglio, inoltre, ha un apparato digerente che funziona in modo diverso da quello di cani e gatti, e fa i suoi bisogni molto più spesso nell'arco della giornata.
L'addestramento deve iniziare fin dai primi giorni dell'arrivo dell'animale nella nostra casa, ponendo una cassettina dentro la gabbia. Per evitare che il coniglio la utilizzi per dormirci, la gabbia dovrà essere sufficientemente spaziosa da permetterei di sistemare al suo interno anche un giaciglio adeguato (per esempio uno straccio di lana o un asciugamano). Se però l'animale dovesse insistere a dormire nella cassetta, mettiamone nella gabbia una seconda in cui sistemeremo un confortevole straccio.
Quando l'uso della cassetta igienica all'interno della gabbia sarà diventato un'abitudine, potremo cominciare a permettere le libere uscite dell'animale, circoscrivendole inizialmente a uno spazio delimitato che potremmo creare utilizzando per esempio i recinti mobili per cani, facilmente sistemabili ovunque, in vendita nei negozi per animali. Poniamo all'interno del recinto la cassettina: il coniglio, già abituato, non avrà alcuna difficoltà a utilizzarla. Aumentiamo quindi progressivamente lo spazio a sua disposizione, che arriverà a comprendere prima una stanza intera, e poi più stanze, disponendo in ognuna una cassetta igienica. Se poi l'animale mostrerà
di preferire una in particolare, potremo ridurre il numero di quelle inizialmente sparpagliate per la casa.
Un'ultima annotazione: i conigli sterilizzati sono molto più affidabili nell'uso della cassetta.
MATURITA' SESSUALE
Verso i 4-5 mesi di vita, un coniglietto raggiunge la propria maturità sessuale. E' un po' come per noi la fase adolescenziale e quindi non dobbiamo stupirci se noteremo dei vistosi cambiamenti nel comportamento del nostro cucciolo.
Fisicamente nei maschi potremo notare i testicoli molto evidenti e di forma allungata nella zona dell'inguine.
Il comportamento sarà insolito e
Nelle femmine non si hanno modificazioni evidenti se non nel comportamento. Di solito si nota un aumento dell'aggressività e della territorialità nei confronti di altre femmine della stessa specie e a volte anche nei confronti degli umani (per esempio quando mettiamo una mano nella loro gabbia e le cogliamo di sorpresa possiamo sentirle soffiare, emettere suoni intimidatori, e a volte ricevere qualche morso di avvertimento).
Tutto questo è normale. Noi dobbiamo semplicemente non prendercela e cercare di capire che è solo un periodo. Più avanti si calmeranno perchè diventeranno adulte.
APPENDICE :
ACCOPPIAMENTO,GRAVIDANZA, PARTO E SVEZZAMENTO
Quando si decide di far accoppiare il proprio cucciolo, ci si prendono delle responsabilità che è bene valutare in anticipo.
A questo proposito premetto che è sempre bene pensare che di animali infelici al mondo ce ne sono già a sufficienza. Siamo davvero sicuri che l’accoppiamento lo vogliamo per il “loro” bene o per nostra curiosità???
La sterilizzazione per entrambi i sessi è il mio consiglio più deciso.
La maturità sessuale nei conigli si presenta più o meno verso i 5-6 mesi di vita.
Innanzitutto dobbiamo tenere presente che i cuccioli vanno accasati e ci si deve quindi assicurare che abbiano la dovuta accoglienza, l'affetto necessario e l'assistenza fondamentali perché vivano una vita felice come meritano
passo 1:
trovare il compagno/a:l'importante è che il maschio non sia mai molto più grosso o pesante della femmina. Se così fosse la coniglia potrebbe avere problemi durante il parto per il fatto che i nascituri potrebbero essere molto grossi e di conseguenza farebbero fatica a venire alla luce.
passo 2:
cercheremo di accoppiare elementi non uniti da legami di parentela (due fratelli o genitori e figli ecc.). Questo per evitare il riproporsi di "tare ereditarie " recessive che possono manifestarsi in una situazione di omozigosi genetica(molto più probabile quando effettuiamo un “inincrocio” del tipo suddetto).
passo 3:
metteremo sempre la femmina nella gabbia (o stanza) del maschio. La femmina per sottomettersi ha bisogno di sentire che si trova nel territorio del maschio e quindi si concederà più facilmente.
E' possibile agevolare l'accoppiamento cercando di capire quando la coniglia è più predisposta a " concedersi ". Osservando la vagina della coniglia, quando è " in calore ", si nota la presenza di muco abbondante. Questo è un segnale.E’ importantissimo che la femmina segua da sempre una dieta corretta perché un’alimentazione sbagliata potrebbe causare una tossiemia gravidica con conseguenze disastrose e al 90% letali per madre e feti in accrescimento.
DOPO L'ACCOPPIAMENTO
E' necessario che la femmina sia posta in un ambiente tranquillo e
alimentata nel modo più sano possibile perché i piccoli crescano bene già durante la gestazione.
Dopo il 28º giorno dobbiamo mettere molto fieno nella sua gabbia perché lei possa " costruire il nido " che completerà, alla fine con il suo pelo (strappato dal suo ventre) per rendere il tutto caldo e morbido.
La gestazione dura circa un mese (30-33 giorni) e in genere le femmine partoriscono quando non è presente illuminazione, quindi di notte o nelle prime ore del giorno. Da quel momento in poi noi dobbiamo fare in modo che tutto proceda tranquillamente e dunque:
1) non stressare la femmina con continue visite e intrusioni;
2)aggiungere alla dieta cibi ricchi di calcio e carboidrati ( yogurt,
pane ecc.). Niente zucchero.
3) è possibile che nei primi giorni la mamma non abbia molto appetito, e questo è normale fino al quarto giorno.
Lo svezzamento dura circa trentacinque giorni e prima di separare i cuccioli dalla madre è fondamentale assicurarsi che siano autosufficienti e cioè che siano in grado di alimentarsi da soli e provvedere ad un minimo di pulizia personale.
Evitiamo di tenere in braccio di cuccioli quando sono ancora molto piccoli e per lungo tempo perché, può accadere, che prendendo il nostro odore la madre poi non li riconosca come suoi e smetta di allattarli facendoli morire abbandonati. Tutto ciò è raro ma possibile.
E' tuttavia possibile, dopo il 15° giorno, cominciare ad accarezzarli e coccolarli un po' per farli abituare a noi e alle persone in generale.
Presto si affezioneranno a voi e quando vi vedranno si appoggeranno alla gabbia con le zampine per vedere cosa succede e come vi comportate.
Il momento del distacco è sempre traumatico.
per questo consiglio:
- a 35 giorni è il momento di separarli dalla madre;
- dopo un periodo di osservazione, che consiste nel lasciare soli i cuccioli in una gabbia a parte per vedere se sono autosufficienti e mangiano da soli, i cuccioli sono pronti per essere affidati.
Ho notato personalmente che se durante il periodo di allattamento e conseguente crescita dei cuccioli si lascia libera la madre di poter entrare e uscire dalla gabbia a piacimento(in modo che possa camminare e saltellare, insomma svagarsi e giocare), quest'ultima rimane più tranquilla ed assolve più volentieri ai suoi doveri di madre. È più amorevole con i cuccioli di non sembra essere particolarmente stressata per il fatto di avere poco spazio all'interno
della gabbia.
Infatti, dovendo proteggere i cuccioli da eventuali attacchi di batteri, la femmina tiene per sé solo una piccola parte della gabbia dove a malapena riesce a coricarsi e ad espletare i bisogni fisiologici. Di conseguenza, talvolta, non avendo spazio per muoversi sufficientemente, può manifestare sintomi di nervosismo o di stress e aggressività verso i piccoli per esempio morsicandoli e non occupandosi adeguatamente di loro o facendolo in modo scostante.
DIVORAMENTO DEI CUCCIOLI DOPO PARTO
Può capitare che una mamma, dopo il parto, mangi uno o più cuccioli o addirittura tutti . Questo comportamento si può ricondurre a diverse cause:
-- mancanza di vitamine e sostanze nutrienti fondamentali per la salute della coniglia.Non sentendosi " in forma " o percependo la carenza di sostanze fondamentali per sé e per l'allattamento la femmina decide di cibarsi dei suoi (o solo di alcuni dei suoi) cuccioli per integrare queste sostanze.
--stress, paura, situazione di pericolo che la madre avverte;
--squilibrio congenito della femmina.ATTENZIONE : NORME FONDAMENTALI DI ALIMENTAZIONE DA ATTUARE SUBITO.
RIEPILOGO VELOCE :
- LETTIERA : TUTOLINA NATURALE O AROMATIZZATA AL LIMONE ; ANCHE MEGLIO LA “LETTIERA PER GATTI IN CARTA RECICLATA”
- Bunny per cuccioli PER I PRIMI 4 MESI ;
- Bunny per adulti DOPO I 4 MESI DI VITA;
- FIENO BIOLOGICO DELLA DITTA Bunny (SEMPRE);
- SI VERDURA E FRUTTA FRESCA: NO A MELANZANE, PATATE.
- ACQUA NELL’APPOSITO BIBERON AGGANCIATO ALLA GABBIA;
- CIOTOLA PESANTE PER IL MANGIME;
NO ASSOLUTAMENTE : CIBI DOLCI (BISCOTTI) O CON MIELE (CROCCANTINI VARI) E TUTTE LE PIANTE RIPORTATE SOPRA , NEL MANUALE.
TUTTO CIO’ CHE SI SOMMINISTRA DEVE ESSERE LAVATO ACCURATAMENTE O PELATO (MEGLIO) E RIGORISAMENTE A TEMPERATURA AMBIENTE.
VACCINAZIONI : DOPO IL 2° MESE SI DEVE VACCINARE CONTRO LA MEV (MALATTIA EMORRAGICA VIRALE ) E CONTRO LA MIXOMATOSI. IL VACCINO SI RIPETE OGNI 6 MESI.
E’ OPPORTUNO UN ESAME DELLE FECI ANNUALE E UN CONTROLLO GENERALE DELL’ANIMALE (DENTI ECC).
IMPORTANTE: quando il vostro coniglio presenta sintomi di malessere (inappetenza, poco movimento, stanchezza ecc) è bene rivolgersi ad un veterinario. In ogni caso sappiate che :
- Se ha la diarrea può essere un problema di dieta o di coccidi. Subito dal veterinario ma competente!!!
- Se è necessaria una cura antibiotica non bisogna mai dimenticare di somministrare contemporaneamente fermenti lattici e vitamine (specifici per il coniglio). In caso contrario l’animale muore per distruzione della flora batterica intestinale.
NOTA DELL’AUTRICE:
Quello che mi ha spinto a scrivere questo breve manuale è la passione che ho per gli animali ed in particolare per i coniglietti. A casa ne ho tanti ed è per me una gioia accudirli e giocare con loro. Se si ha un po’ di pazienza, soprattutto all’inizio, e ci si impegna a conoscere e ad amare questi cuccioli, in seguito si avranno parecchie gratificazioni.
Spesso si acquista un cucciolo e non si sa nulla di come accudirlo o interagire con lui. A me è capitato così e la mia ignoranza ha causato la morte di 2 coniglietti.
Questo manuale vi servirà per capire tante cose e per agevolarvi nel comunicare con il simpatico animaletto che è appena entrato a far parte della vostra vita.
Ricordate una regola essenziale : se amore dai, amore ricevi.
PER QUALSIASI DUBBIO O PROBLEMA POTETE CONTATTARE QUESTO NUMERO
347 6095719
E CHIEDERE DI SARA
Sito di riferimento : www.casafreccia.it
o scrivere a questo indirizzo : squittywookie@ libero.it
ed esporre i vostri problemi!
Si accettano volentieri suggerimenti e con(s)igli. ;o)
"Dalla padella all'abbraccio", Ferrara 12 gennaio 2003
L'ALIMENTAZIONE DEL CONIGLIO DA COMPAGNIA
Dott.sa Marta Avanzi, Med. Vet., membro SIVAE, Castelfranco Veneto (TV)Introduzione: pregiudizi, nozioni errate e tutta la verità sull’alimentazione del coniglio
Cosa deve mangiare il coniglio tenuto in casa come pet? E’ presto detto: erba, o in mancanza di questa, del buon fieno e tante verdure. Il discorso potrebbe chiudersi qui, senza bisogno di aggiungere altro. In realtà le cose da dire sono purtroppo tantissime, perché i conigli sono quasi sempre alimentati in modo del tutto inadeguato ed irrazionale: pane secco, miscele di semi, fioccati, carrube, mais, frutta secca e pellet di cereali. Questo tipo di alimentazione, nonostante sia molto diffusa, è del tutto sbagliata e causa purtroppo problemi frequenti, gravi e spesso irreversibili. Come ben sanno i veterinari che si occupano con competenza dei conigli “pet”, la stragrande maggioranza dei problemi di salute di questi animali sono causati, direttamente o indirettamente, da un’alimentazione inappropriata e sarebbero quindi totalmente prevenibili somministrando una dieta corretta. Gli errori alimentari iniziano subito, appena il coniglietto arriva al negozio che lo venderà, dove al povero animale vengono somministrati alimenti confezionati a base di semi e fioccati; proseguono poi nella nuova casa in cui l’animale andrà a stare, dove per anni continua ad essere alimentato in modo totalmente insensato, fino ad arrivare infine dal veterinario con la bocca ormai devastata.
Se l’alimentazione “tradizionale”, basata su miscele di semi, fioccati, pane secco, è così deleteria per la salute dei conigli, perché continua ad essere inflitta a tutti i conigli da compagnia che entrano ed escono dai negozi di pet? I motivi sono diversi.
A volte per pura “ignoranza”, nel senso di “non conoscenza”: vecchi concetti, ormai dimostrati completamente sbagliati e superati, continuano a perpetuarsi, perché mancano le informazioni corrette. Le conoscenze scientifiche sull’alimentazione del coniglio da affezione hanno fatto passi da gigante, ma non arrivano dove dovrebbero, e le nozioni errate rimangono ben radicate.
Sicuramente un motivo è la convenienza: per il proprietario è più semplice comprare una scatola di semi e versarne un po’ in una ciotola, che preparare tutti i giorni una bella insalata mista, pulita e fresca, o dover andare a raccogliere erba non inquinata. Le ditte che producono mangimi hanno più convenienza a venderli, che a dire che sono inutili o dannosi! Il negoziante ha più convenienza a vendere scatole di mangimi, che spedire il proprietario dal fruttivendolo. L’unico a non avere alcuna convenienza è il povero coniglio.
Un ultimo motivo è il fatto che i danni più gravi causati dagli errori alimentari non si vedono che dopo mesi o anni, e quindi manca la percezione di un rapporto causa – effetto, tra la somministrazione di alimenti sbagliati e la perdita di salute del coniglio. “E’ da anni che mangia queste cose, e non ha mai avuto problemi” è la frequente obiezione dei proprietari quando si spiega loro che il grosso ascesso mandibolare che è spuntato al coniglio dipende dalla dieta sbagliata.
Il concetto, naturale ed elementare, che il coniglio può, e anzi deve, mangiare erba e verdure fresche, è per taluni talmente sbalorditivo e azzardato (“Ma come, mi hanno detto che se mangia insalata muore!!!”), che vale la pena di esaminare in dettaglio la fisiologia alimentare del coniglio, per spazzare via ogni ombra di dubbio, e capire come stanno in realtà le cose.
Il coniglio, come tutte le specie viventi, si è evoluto per adattarsi al suo ambiente naturale, ed è osservando i conigli selvatici e il loro stile di vita che possiamo apprezzare questo stretto adattamento. I conigli domestici, seppur leggermente diversi nell’aspetto, conservano intatte le caratteristiche fisiologiche dei loro fratelli selvatici che corrono ancora nei prati. L’ambiente naturale del coniglio è costituito da spazi erbosi ai margini dei boschi; vive in profonde gallerie che scava con le zampe, dove trova rifugio dal freddo e dai predatori. Esce al crepuscolo e all’alba per cibarsi, e si alimenta di erba e altre piante. L’erba, che molti considerano un pericolo mortale per questo animale, in realtà è il suo alimento naturale, quello che il suo organismo è perfettamente adattato ad utilizzare e di cui ha necessità. I conigli selvatici vivono di erba, gemme, foglie. In inverno, quando il cibo è scarso, possono sopravvivere con la corteccia degli alberi, l’erba secca, le foglie morte. Non si rimpinzano di pane secco e semi di girasole, non brucano mais e bastoncini di semi e melassa. Il coniglio è un erbivoro stretto, non un granivoro!
Molti mi chiedono perché allora è permesso vendere mangimi che non vanno bene, perché non sono proibiti se sono così dannosi. Semplice: la loro formulazione è fatta sulla base dei mangimi per conigli da allevamento, quindi a norma di legge. I conigli da allevamento, però, sono macellati prima di raggiungere i tre mesi di vita: non fanno in tempo a sviluppare certe patologie. Dai conigli da compagnia ci aspettiamo una vita lunga (almeno otto anni) e sana, il che non può accadere se mangiano come un coniglio da carne.
Le conseguenze degli errori alimentari sulla salute del coniglio
Vediamo ora come tutta la fisiologia del coniglio sia adattata alla sua alimentazione naturale, e quali sono le devastanti conseguenze di una dieta sbagliata.
Iniziamo dai denti. Tutti sanno che il coniglio ha dei lunghi incisivi adattati a rodere, e molti sanno che questi denti crescono sempre, in modo continuo, per tutta la vita (come le unghie), ma che restano sempre della stessa lunghezza perché si consumano con la masticazione. Quello che pochi sanno è che il coniglio ha anche dei denti interni, che per semplificare chiameremo denti molari, e che anche questi denti molari crescono in modo continuo tutta la vita (salvo alterazioni gravi che ne bloccano l’accrescimento). Questo tipo di dentatura rappresenta un perfetto adattamento all’alimentazione naturale, un modo per compensare il consumo dovuto alla masticazione prolungata di alimenti abrasivi. Può sembrare un concetto strano che l’erba sia una sostanza abrasiva. L’erba contiene all’interno delle sue cellule dei microscopici cristalli di silice, che vengono esposti quando la masticazione rompe le cellule. Questi cristalli agiscono sulla superficie del dente come una raspa, consumandolo. Aggiungiamo il fatto che l’erba è un alimento relativamente povero, e che quindi il coniglio deve ingerirne molta, per nutrirsi. Ciò significa che deve masticare molto: il coniglio selvatico mastica per molte ore al giorno. Il coniglio domestico ha una dentatura perfettamente identica, ma se viene alimentato con pane, semi, fioccati, pellet, riceve una alimentazione molto ricca, energetica, e gli basta poco per saziarsi. Dunque, mastica molto meno, e lo fa con alimenti molto meno abrasivi: quindi consuma poco i denti, che però continuano a crescere lo stesso. L’idea che il pane secco fa bene ai conigli perché tiene “regolata” la lunghezza dei denti è una stupidaggine: non solo il pane è un alimento del tutto innaturale e può causare gravi disturbi digestivi (come vedremo più avanti), ma non regola proprio niente. Il pane sbriciolato dagli incisivi che arriva in bocca, impastato di saliva, ha la stessa azione abrasiva sui denti molari di un cucchiaio di purè.
Torniamo dunque ai nostri denti molari, che continuano a crescere anche se non sono più consumati. Quando le superfici di masticazione dei denti superiori e di quelli inferiori si toccano, come fanno a crescere, a continuare ad allungarsi? Se non possono più allungarsi nella direzione di crescita, si allungano dove possono: dalla parte opposta, dove c’è la radice. Ecco allora che le radici dei denti molari, diventate troppo lunge, si infilano nell’orbita, dove si trova il globo oculare, o escono dalla mandibola. Le conseguenze sul coniglio sono drammatiche.
A tutto ciò aggiungiamo un’aggravante: semi, fioccati e pane secco sono molto poveri di calcio, al contrario dell’erba e di molti vegetali, e di vitamina D, che serve ad assorbire il calcio. Il calcio serve a rendere forti le ossa, in carenza di calcio le ossa sono più deboli; in particolare le ossa del cranio, in cui sono inseriti i denti, non riescono più a sostenerli in modo adeguato. I denti non sono più saldi nel loro alveolo, e con la masticazione iniziano a spostarsi, con due gravi conseguenze. La prima è i denti perdono il loro allineamento e le superfici di masticazione dei denti superiori e inferiori non sono più perfettamente a contatto, e non si consumano più in modo uniforme. Si formano sulla superficie dei denti dei margini taglienti, delle punte che crescono sempre più, fino a lacerare come una lama la lingua e le guance. Si è creata una malocclusione dentale, una dolorosa condizione che impedisce al coniglio di mangiare. Senza trattamento la povera bestia muore di fame. Periodicamente (ogni 2-6 mesi) deve essere messo in anestesia per limare le punte dentali, in modo da permettergli di riprendere a masticare. La malocclusione, una volta instaurata, è permanente, e richiede trattamenti di limatura dei denti per tutta la vita. I denti, infatti, una volta divenuti storti non possono più essere raddrizzati.
La seconda conseguenza della decalcificazione dell’osso e del minore sostegno ai denti, è che si creano degli spazi,delle specie di tasche, tra il dente e l’osso, dentro cui si infila materiale estraneo e batteri. Si crea un’infezione che raggiunge la radice dei denti (può accadere sia con quelli inferiori che con quelli superiori) e che poi causa la formazione di un ascesso. Gli ascessi dentali sono problemi gravi, che richiedono interventi chirurgici di asportazione o drenaggio, e spesso di estrazione dei denti. Non di rado gli ascessi si riformano, e richiedono anche due o tre interventi chirurgici, per essere risolti. Talvolta non è neppure possibile risolvere in modo definitivo il problema.
Di frequente gli ascessi coinvolgono nell’infezione anche l’osso: si crea un’osteomielite, un’infezione del tessuto osseo, una condizione molto difficile da eliminare, che richiede mesi di terapia antibiotica. Gli ascessi dei molari superiori possono coinvolgere l’occhio, devastandolo; talvolta l’unico modo per intervenire è l’asportazione dell’occhio, che però non sempre è sufficiente a risolvere il problema. In molti casi può essere preferibile praticare l’eutanasia.
Dunque, l’alimentazione a base di semi e fioccati causa allungamento delle radici dei molari, malocclusione e ascessi della testa. Questi problemi compaiono tipicamente a due anni e mezzo – tre di età. Quando il coniglio è portato alla visita per questi problemi, spesso sono presenti danni irreversibili, che richiedono terapie per tutta la vita. L’alimentazione errata può provocare lesioni a distanza di anni, anche se nel frattempo è stata corretta. Per questo è importante iniziare ad alimentare correttamente il coniglio fin dalle prime settimane di vita.
Quindi, alimenti ricchi di calorie (che devono essere masticati poco) e poveri di calcio (che indeboliscono l’osso e fanno vacillare i denti) devastano negli anni la bocca del coniglio. Ma i danni sono anche di altro tipo: vediamo ora cosa causano all’apparato digerente alimenti inadatti.
Non solo i denti, ma anche, come è logico, il resto dell’apparato digerente del coniglio si è specializzato su un’alimentazione essenzialmente erbivora. Mentre lo stomaco e l’intestino tenue non presentano differenze rilevanti rispetto a noi, il cieco e il colon (la parte terminale dell’intestino) sono profondamente modificate. Il cieco, che per noi è ridotto a un’inutile appendice, nel coniglio è un organo molto sviluppato, il più sviluppato di tutto l’intestino. L’alimento naturale del coniglio, che come abbiamo ormai capito è l’erba, è di per sé relativamente povero di sostanze nutritive, mentre è ricco di fibra, che non è digeribile. Il coniglio però sa sfruttare questa fibra per ricavarne nutrimento, servendosi di microrganismi che vivono nel suo intestino cieco. Questi batteri “digeriscono” la fibra al posto del coniglio, ricavandone vitamine, proteine e acidi grassi, che il coniglio assimila in parte direttamente dal colon, in parte ingerendole sotto forma di feci (un tipo particolare di feci, il ciecotrofo, che viene assunto direttamente dall’ano). Se le particelle di fibra sono troppo grosse (dai 5 millimetri in su) non possono però essere attaccate e digerite dai batteri intestinali, e vengono espulse, formando le tipiche palline di feci che osserviamo nella gabbia. Il ciecotrofo, invece, di solito non lo vediamo, perché viene mangiato. Dunque le particelle di fibra troppo grosse sono inutili, perché non sono digerite? Al contrario: sono indispensabili per la vita del coniglio. Esse hanno ruolo molto importante: stimolano la funzionalità dell’intestino, permettendogli di muoversi. Senza di esse il transito del materiale alimentare dentro lo stomaco e l’intestino rallenterebbe progressivamente, fino a fermarsi del tutto. Il coniglio, bloccato, non defeca e non mangia più: si crea una cosiddetta stasi gastrointestinale, che se non viene corretta (a volte spontaneamente, più spesso con la terapia), porta a morte il coniglio.
Dunque il coniglio ha bisogno di fibra grossolana, per vivere, e la trova in abbondanza nel fieno, nell’erba, nelle verdure. Non la trova invece nei semi, nei fioccati, nei chicchi di mais, nel pane secco, ecc. ecc. Uno dei motivi più frequenti per cui il coniglio viene portato dal veterinario, insieme ai problemi dentali e agli ascessi della testa, è il rifiuto del cibo. Il coniglio sta apparentemente bene, è vivace, ma non è interessato al cibo e non defeca. Il suo apparato digerente è completamente bloccato, ripieno di alimento che non si muove. Con il passare dei giorni il coniglio inizia a stare male, è meno vivace, si disidrata e, se la condizione persiste, muore. La terapia, se iniziata in tempo, riesce quasi sempre a risolvere il problema. Se il coniglio mangia fieno, erba e verdure, ricche di fibra, difficilmente andrà incontro ad una stasi gastrointestinale. Ricordate: se un coniglio non mangia per più di 24 ore di fila, occorre immediatamente una visita veterinaria! L’apparato digerente del coniglio è fatto per ingerire cibo in continuazione: deve essere sempre in movimento, e il carburante che lo fa muovere è la fibra grossolana. Il fieno masticato ha le dimensioni di 5 mm, esattamente la misura giusta per far funzionare bene l’intestino del coniglio. E’ stato dimostrato scientificamente da diversi esperimenti che minori sono le dimensioni delle particelle alimentari ingerite, più il transito intestinale rallenta, fino a bloccarsi. Sicuramente semi, fiocchi di cereali e pane non sono in grado di fornire fibra di dimensioni sufficienti!
Fino a pochi anni fa si credeva che la stasi gastrointestinale fosse causata dal pelo ingerito dal coniglio durante la pulizia, e veniva trattata dando dei lassativi come la vaselina. È ormai dimostrato al di là di ogni dubbio che questo non è vero: è la carenza di fibra grossolana che rallenta la motilità di stomaco e intestino, mentre è normale trovare nello stomaco del coniglio del pelo. Il pelo verrebbe eliminato con le feci senza difficoltà, in presenza di un’alimentazione corretta. Limitarsi a dare della vaselina, in caso di stasi gastrointestinale, non serve a niente.
Vediamo ora un altro pericolo che minaccia il coniglio a causa di errori alimentari: l’enterite, cioè l’infezione dell’intestino. Abbiamo visto che il coniglio convive con una ricca popolazione intestinale di batteri benefici, che trasformando la fibra producono sostanze utili. Se però forniamo al coniglio un alimento diverso da quello fisiologico, anche i batteri del suo intestino cambiano, e si sviluppano quelli più adatti al tipo di alimento disponibile. Semi, fioccati, cereali, pane, grissini, biscotti ed alimenti simili sono ricchi di carboidrati. Cosa succede nell’intestino del coniglio in presenza di troppi carboidrati? Si sviluppano altri tipi di batteri (clostridi ad esempio) che sono dannosi, e causano enterite (e quindi diarrea) e a volte producono anche tossine, così potenti da poter uccidere il coniglio in poche ore. Si spiega così la morte improvvisa del coniglietto che trova il sacchetto del pane vecchio e ne fa una scorpacciata. Clostridi e altri batteri pericolosi non si sviluppano invece se la dieta è ricca di fibra e povera di carboidrati.
Ecco un altro buon motivo per evitare di dare al coniglio alimenti “non naturali”, non adatti alla sua fisiologia. La diarrea è un sintomo importante nel coniglio, da non trascurare mai, ed è quasi sempre causata da errori alimentari.
In conclusione….. cosa deve mangiare il coniglio di casa?
Erba e altre piante di campo (trifoglio, tarassaco, ecc), fieno di buona qualità sono gli alimenti migliori, i più adatti alla sua fisiologia:· gli forniscono tutto ciò di cui ha bisogno;
· contengono sali minerali, compreso il calcio, per rafforzare le ossa;
· sono ricchi di fibra, che fa funzionare bene l’intestino e nutre i batteri benefici, ostacolando quelli dannosi
· richiedono una masticazione prolungata, per cui permettono un consumo ottimale dei denti, e tengono impegnato a lungo il coniglio, impedendogli di annoiarsi e di sviluppare problemi di comportamento
· sono poveri di grassi, e prevengono l’obesità
· sono poveri di carboidrati, per cui ostacolano lo sviluppo di batteri pericolosi
Il fieno non deve mai mancare: deve essere sempre a disposizione, fresco e pulito, in quantità illimitata. Un buon fieno si riconosce perché ha steli sottili, di colore verde, e non è polveroso o ammuffito. Può essere comprato nei negozi per animali, confezionato in pratici panetti. L’erba e le altre piante di campo possono essere raccolte nei prati o nei giardini, purchè ci sia la certezza che non sono state trattate con sostanze nocive e non ci sia nelle vicinanze passaggio di automobili. Vanno lasciate a disposizione fresche o seccate, ma non si deve lasciare che fermentino o possono risultare dannose. Possono anche essere consumate direttamente sul posto dal coniglio, lasciandolo brucare.
Se sono bagnate, poco importa: quando i conigli selvatici brucano l’erba all’alba, bagnata di rugiada, non ne hanno certo danno!
Se è difficile reperire erbe di campo, si possono validamente utilizzare le verdure. Qualunque tipo di verdura cruda, se adatta al consumo umano, può essere somministrata al coniglio, purché pulita, a temperatura ambiente, e senza parti guaste. L’importante è variare, lasciando a disposizione ogni giorno diversi tipi di vegetali, e non fissarsi su un solo tipo. Ecco un esempio di cosa si può utilizzare:· basilico
· broccoli
· carote e foglie di carota
· cavoletti di Bruxelles
· cavolo
· cicoria
· erba di campo
· erba medica
· indivia
· insalata
· menta
· peperoni
· prezzemolo
· radicchio
· scarola
· sedano
· spinaci
· tarassaco (fiori e foglie)
· trifoglio
· verza
· zucchini
La frutta deve essere data in piccole quantità: essendo ricca di zuccheri può favorire l’obesità. Se il coniglio è troppo grasso deve essere eliminata.
Un altro alimento consentito è il pellet, purché abbia le caratteristiche adeguate. Deve essere fatto solo con erbe, fieno e vegetali, non deve contenere farine di cereali, o peggio di origine animale, o farmaci (coccidiostatici). Il contenuto in fibra è molto importante: deve essere almeno del 18%. Il pellet non deve essere dato a volontà, ma razionato: un paio di cucchiai al giorno possono essere sufficienti. Se ci sono problemi di obesità può essere ridotto o eliminato.
Al coniglio, per restare sano e vivere a lungo, non serve altro. Qualunque altra cosa è superflua o dannosa. Non ha neppure bisogno di vitamine ed integratori.
Alimenti dannosi
Sono da evitare in modo completo i carboidrati (biscotti, pane, fette biscottate, cracker, grissini, fiocchi di cereali, riso soffiato, pasta, patate, dolci, focacce, merendine), la cioccolata (che è tossica), e comunque in generale i dolciumi di qualunque tipo. Anche le leccornie per conigli e roditori, in vendita nei negozi, non vanno mai acquistate.
Da evitare in modo assoluto anche i semi ed i chicchi in generale: semi di girasole, mais, orzo, frumento, riso e così via. Tutti gli alimenti confezionati che ne contengono vanno eliminati. Ricordate: sono la causa principale dei problemi di salute del coniglio.
Per finire: anche carrube, frutta disidratata, frutta secca sono nella lista degli alimenti proibiti. Non importa quanto il coniglio vi implori o vi molesti per avere qualche bocconcino che gli fa male: siate responsabili e pensate alla sua salute.
Occorre prudenza nel cambio di alimentazione
Attenzione: per quanto la dieta sia scorretta, il cambio di alimentazione deve essere fatto con molta gradualità. Si deve lasciare il tempo ai batteri intestinali di adattarsi ai nuovi alimenti, altrimenti la conseguenza sarà una diarrea più o meno grave, anche potenzialmente letale. Possono essere necessarie diverse settimane per effettuare una modificazione radicale della dieta, passando dalle miscele di semi, fioccati e pane secco a fieno, erba e verdure. Mentre il fieno può essere offerto subito senza particolari precauzioni, i vegetali freschi devono essere introdotti con maggiore gradualità e prudenza, poco per volta, controllando sempre l’aspetto delle feci. Anche il pellet deve essere sostituito gradualmente.
Il cambio di dieta può essere più o meno difficile da accettare per il coniglio, secondo i casi. Alcuni conigli non aspettava altro che di poter finalmente gustare un po’ di erba fresca e di verdure, mentre altri non ne vogliono sapere di rinunciare ai semi. La cosa importante è procedere con determinazione e costanza, perché le conseguenze di una dieta sbagliata sono molto dolorose."Dalla padella all'abbraccio", Ferrara 12 gennaio 2003
PSICOPATOLOGIA DELLA SUA VITA QUOTIDIANA
Dott. Alessandro Melillo, Med. Vet., membro SIVAE, Clinica OmniaVet, RomaIntroduzione
Il primo passo da fare prima (o immediatamente dopo) l’adozione di un coniglietto è far piazza pulita nella nostra testa di un bel po’ di preconcetti e false idee. Molti si aspettano che il coniglio sia un animale docile e passivo, qualcosa di simile a un peluche; altri pensano che si tratti di un animale stupido, giusto un giocattolino morbido per il bambino ma sicuramente non interessante per una persona adulta. In realtà il coniglio è un animale pieno di contraddizioni, ed è proprio questo che li rende così divertenti: prudente e curioso allo stesso tempo, riservato ma affettuoso, vivace ma anche gran pigrone e addirittura capace di dimenticare la sua timidezza sorprendendoci con comportamenti arroganti se non decisamente aggressivi, come tutti i timidi il coniglio richiede tempo e pazienza per esprimere compiutamente la sua personalità.
Prepararsi per un nuovo membro della famiglia
Diversi studi hanno dimostrato che il comportamento del coniglio domestico non si discosta significativamente da quello del suo antenato coniglio selvatico; come questo Bunny è un animale sociale che vive in gruppi familiari, scava tane e concentra le ore di attività all’alba e al tramonto, riservando invece le ore centrali della giornata alla digestione e al riposo. Questa caratteristica lo rende particolarmente adatto ai ritmi della vita cittadina, dove la maggior parte delle persone lavora buona parte del giorno e può riservare solo le ore serali ai propri animali domestici. D’altro canto è anche all’origine di diversi problemi che possono creare i conigli in casa, dalla compulsione a rodere e scavare nei divani e nelle fioriere.
Prima di acquistare o adottare un coniglio conviene porsi alcune domande sulla propria disponibilità di tempo da dedicare sia all’animale in sé che agli inevitabili lavori domestici extra; sul proprio temperamento, se il coniglio è l’animale più adatto per noi e se noi siamo adatti ad avere un coniglio come animale da compagnia; se siamo disposti ad imparare un modo di comunicare più sottile e del tutto diverso da quello di animali da compagnia più usuali come il cane e il gatto; e soprattutto se abbiamo il senso dell’umorismo indispensabile per farci una bella risata sui piccoli disastri che inevitabilmente si verificheranno.
A proposito di scelta, purtroppo in Italia il concetto di coniglio da compagnia è ancora indissolubilmente legato a quello di taglia nana, con la ricerca di esemplari piccolissimi: questo pregiudizio supporta la vendita di coniglietti giovanissimi (con elevata mortalità nei giorni postacquisto) e limita fortemente la diffusione di tantissime razze (sia ornamentali che "da carne") che sarebbero invece adattissime al ruolo di pet, spesso più dei nervosi e delicati "nanetti". Io non ho ben chiaro perché un gatto di 3,5 kg è considerato un animale piccolo, mentre un coniglio di 3 viene salutato da esclamazioni di meraviglia: "ma è enorme!!!", però vorrei spezzare una lancia a favore dei conigli di taglia media e grande, siano essi di pura razza o ibridi, ricordando come essi siano in generale più robusti, meno soggetti a problemi congeniti e dentali rispetto ai nani e più resistenti a malattie e traumi, rendendo possibile trattamenti medici e chirurgici che spesso risultano inattuabili nei soggetti troppo piccoli con conseguente inevitabile perdita dell’animale. Inoltre i conigli grandi sono sicuramente più adatti nelle famiglie con bambini piccoli che possono fare seriamente del male a un delicato soggetto nano anche se cercano di maneggiarlo con attenzione. Un altro punto da valutare è l’età di adozione: vale la pena di tener presente che anche i conigli attraversano una fase di infanzia (durante la quale apprendono le buone abitudini che cerchiamo di insegnare), una di adolescenza (4-8 mesi, durante il quale le dimenticano tutte, comportandosi da veri terremoti iperattivi, scavando, rosicchiando, sporcando in giro) e infine una di maturità che (soprattutto se avremmo provveduto a sterilizzarlo) finalmente ci restituirà il coniglietto dolce e educato che credevamo di aver perso per sempre. Soprattutto se non abbiamo molto tempo o molta pazienza può quindi valer la pena di considerare l’adozione di un coniglio più adulto fra quelli che cercano una nuova casa, risparmiandoci così diverse settimane di nervosismi e arrabbiature sicuri che potremo comunque instaurare un rapporto del tutto soddisfacente col nostro coniglio.
Una volta presa la decisione di adottare un coniglio, cominciamo a valutare cosa è realmente utile per sistemare in casa il nostro nuovo ospite. Anche se progettiamo di concedergli la più ampia libertà in casa, il coniglio ha bisogno di una gabbia dove rifugiarsi nei momenti di privacy e dove poter essere rinchiuso all’occorrenza; se l’animale gode veramente di molta libertà è sufficiente che la gabbia sia ampia a sufficienza da consentirgli di sdraiarsi senza finire nell’angolo dei bisogni; se invece deve passare molto tempo in gabbia è indispensabile che questa sia ampia abbastanza da contenere uno spazio per il riposo, uno per il gioco, uno per cibo e acqua e infine uno per sporcare.
Le gabbie devono essere fatte di metallo e plastica, evitando tutti i materiali rosicchiabili o che possono infradiciarsi di urina. Accessori indispensabili sono: ciotole per il cibo (ideali in ceramica o acciaio); beverini a goccia; lettiera per le deiezioni.
E’ importante che il coniglietto cominci a usare la lettiera regolarmente PRIMA di uscire dalla gabbia. Per evitare che la lettiera venga interpretata come una comoda cuccia è importante che almeno parte della gabbia abbia un fondo confortevole per riposare, ad esempio un tappetino.
Una volta che il nuovo arrivato si è ambientato con la sua nuova casa e con noi, è il momento di cominciare a concedergli progressivamente maggior libertà nell’appartamento. La parola chiave per acquisire e mantenere buone abitudini igieniche è PROGRESSIVAMENTE. Le prime volte concediamo al coniglietto brevi periodi di libertà in un ambiente molto limitato, ad esempio una nicchia del muro chiuso con un cancelletto per bambini, in modo da massimizzare le probabilità che faccia spontaneamente ritorno nella sua gabbia dopo pochi minuti per espletare le sue necessità fisiologiche. Man mano che l’abitudine alla lettiera si consolida sarà possibile aumentare il raggio d’azione del nostro ospite.
A questo punto però dovremo confrontarci con un’altra esigenza del coniglio, soprattutto se non sterilizzato: la necessità di marcare il territorio. La presenza di parecchie lettiere sparse per la casa in molti casi risolve il problema offrendo al coniglio punti fissi da coprire col suo odore: questa abitudine può essere consolidata portando il coniglio dalla gabbia a una lettiera e non consentendogli di uscire finchè non abbia urinato nel posto consentito; in questo modo si stabilirà il condizionamento "uso della lettiera-libertà" e nel giro di poco l’animale vi andrà spontaneamente appena uscito dalla gabbia. L’uso della lettiera è molto incoraggiato se si forniscono lettiere grandi e profonde contenenti una generosa quantità di fieno: dato che gran parte dei pellets fecali vengono prodotti durante il pascolo, una cassetta grande abbastanza perché l’animale possa sia mangiare che defecare senza contaminazione è particolarmente adatto per questa specie. Chiaramente la sterilizzazione sia del maschio sia della femmina è un potente ausilio all’apprendimento e al mantenimento di corrette abitudini igieniche.
Un concetto fondamentale per mantenere un coniglio libero in casa è quello del "rabbit-proofing" ossia del rendere l’ambiente sicuro. Cavi elettrici e telefonici, piante d’appartamento, libri, tessuti e mobili sono tutti a rischio di essere gravemente danneggiati e, ancora più grave, di danneggiare il coniglio che le rosicchiasse. E’ quindi fondamentale spostare tutto il possibile oltre la portata dell’animale e rendere inaccessibile ciò che non può essere spostato. Lastre di plexiglass o lamine di legno naturale possono essere applicate agli spigoli dei muri per prevenirne il rosicchiamento; i cavi possono essere fatti scorrere attraverso tubi corrugati o di materiale plastico. Copriletto e teli vari salvano letti e divani da attività di scavo.
Se però procediamo a limitare in questo modo le naturali attività del nostro coniglio, dobbiamo offrire alternative perché egli possa sfogare in maniera accettabile i suoi impulsi. I conigli sono programmati per rosicchiare e masticare e hanno bisogno di farlo. Paglia, fieno e legno in tutte le sue forme forniscono il substrato ideale a una sana attività rosicchiatoria. Una cesta di vimini riempita di paglia, rami freschi e giocattoli di legno naturale per pappagalli fornisce molte diverse occasioni per sfogare questo bisogno naturale; anche gli economici stuoini di vimini o fibra di cocco sono ottimi per riposare e rosicchiare nello stesso tempo (e anche i gatti li amano per farsi le unghie, fra l’altro!). Anche una scatola di cartone offre infinite possibilità: un coniglio può entrarci dentro, saltarci su, rosicchiarla, scavarla, graffiarla e portarla in giro; anche una busta di carta può essere un giocattolo estremamente divertente ed economico, come i rotoli dello scottex o della carta igienica. Posto che si fornisca solo carta e cartone naturali, questi passatempi sono innocui in quanto raramente il coniglio ne ingerisce quantità significative (a meno che non soffra di carenza di fibra nell’alimentazione) e comunque il suo intestino può processare grandi quantità di scorie indigeribili. Molti conigli apprezzano anche giocattoli per cani, gatti o bambini piccoli, purchè si muovano, facciano rumore e si possano anche masticare un pochettino: palline di filo metallico o di plastica dura, giochino di legno, mazzi di chiavi di metallo o di plastica, sonaglini vari sono graditi… soprattutto a notte fonda quando usarli può svegliare l’intero isolato!Interazione con il proprietario
Ma i conigli sono animali sociali, quindi oltre a giocare da soli amano intrattenere rapporti con altre creature. Molti proprietari di primo coniglio, dopo un’iniziale fase di scetticismo, scoprono quanto il loro animale può essere interattivo e rimangono incantati dalle abilità comunicative di questi animali. Ma come parla un coniglio? Con atteggiamenti e posture del corpo, con versi e suoni e rumori, e con combinazioni di questi.· Un coniglio pienamente rilassato, in pace col mondo riposa con gli arti completamente estesi e può addirittura scivolare di fianco o sulla schiena. In questo momento non è il caso di stimolarlo perché si rischia di svegliarlo di soprassalto, cosa che non è piacevole per nessuno.
· Un coniglio in vena di coccole approccerà invece il suo partner umano o animale rannicchiandosi sui quattro piedi e stendendo il collo orizzontalmente col mento sul pavimento. Questa postura indica sottomissione passiva sia di fronte a un’aggressione ma anche in senso affettivo, col che l’animale segnala che non intende iniziare alcuna competizione… similmente a un cane che offre il ventre al padrone.
· Un animale rannicchiato con la testa alta e gli occhi ben aperti e sporgenti è invece un animale teso e spaventato… questo è come più spesso noi vediamo i conigli sul tavolo da visita, quando non cercano rifugio saltando in braccio al padrone.
· Infine, i conigli possono rabbrividire e scrollarsi ma di solito non in risposta al freddo ma a un odore o sapore fastidioso, ad esempio se accarezzati da persone pesantemente profumate. Un invito alla moderazione da parte di chi ha naso sensibile!
I conigli producono una certa varietà di suoni, anche se in genere sono creature silenziose. Il più piacevole da sentire è un leggero battere dei denti che somiglia alle fusa del gatto ed ha esattamente lo stesso significato, ossia piacere e appagamento in un contesto sociale. Molto simile è il digrignare i denti che è segno di dolore da parte di un animale seriamente sofferente. La postura del corpo, gli occhi e il contesto aiutano a differenziare questi due suoni molto simili.
Poi ci sono i cosiddetti suoni di protesta: gemiti, soffi e rumori nasali che indicano che l’animale preferisce stare per conto suo, ad esempio se ha i cuccioli o è in falsa gravidanza. Alcuni conigli emettono questo genere di suoni per indicare che non amano essere sollevati.
Più gravi sono i grugniti e i ringhi, a volte sottolineati da un percettibile sbattere dei denti: un coniglio che vocalizza in questo modo, spesso battendo insieme le zampe anteriori sul pavimento, potrebbe in breve passare a metodi più diretti…
I conigli comunicano molto con i piedi, in effetti: tutti conoscono il sonoro battere uno o entrambi i piedi per richiamare l’attenzione su uno stimolo esterno potenzialmente pericoloso (un estraneo, ad esempio) o anche su di sé. In altri casi il coniglio batte i piedi per segnalare contrarietà, ad esempio a un odore che non gradisce, o anche al fatto che quel tipo in camice bianco si sta prendendo troppe libertà.
I piedi servono anche per danzare: i conigli esprimono la loro gioia con una elaborata danza di salti e corse in circolo. Correre in circolo attorno ai piedi è invece un segnale mutuato dal rituale di corteggiamento che però ha perso in parte il significato sessuale essendo mantenuto anche da soggetti sterilizzati.
Infine la lingua e i denti. Come si leccano fra loro, i conigli leccano i loro compagni umani per manifestare affetto e rafforzare il mutuo legame; uno scambio di tenerezze spesso è sollecitato da segnali di ricerca di attenzione come colpetti col naso o anche morsetti e bassi suoni gutturali. Altre volte un piccolo morso segnala contrarietà o paura, come ad esempio di essere sollevato in maniera maldestra.Interazione con i bambini
La decisione di adottare un animale da compagnia per accontentare un bambino è frequente, ma bisogna tener conto di diverse cose quando la scelta cade su un coniglio. Innanzitutto un bambino in età prescolare o elementare probabilmente non è in grado di accudire correttamente a un coniglio senza incorrere in disattenzioni o errori anche fatali. La responsabilità dell’animale deve essere quindi sempre dell’adulto, anche se il piccolo proprietario col tempo imparerà da questi piccoli doveri ad assumersi delle responsabilità. Inoltre il temperamento nervoso e apprensivo dei conigli non li rende molto adatti a spartire o spazio con i piccoli umani entusiasti e chiassosi, che istintivamente tendono a manipolare e portare in giro i loro animaletti.
L’adulto di casa deve quindi attentamente supervisionare i rapporti fra bimbi e conigli, imparando a riconoscere dal linguaggio corporeo dell’animale quando esso sta effettivamente godendo della compagnia dei piccoli e quando invece essa è per lui uno stress.
La prima cosa da fare è insegnare ai bimbi la giusta maniera di coccolare un coniglio e di giocare con lui; spiegate senza sgridarlo che i trattamenti rudi allontaneranno da lui il suo animaletto e che invece la gentilezza e la pazienza lo faranno avvicinare. Alcuni bambini possono essere troppo vivaci o non sufficientemente maturi per capire questi concetti o per seguire queste regole e quindi può essere sensato scegliere un animale diverso o aspettare un po’ di tempo prima di adottare qualunque pet.
Un’altra cosa da chiarire è che ai conigli non piace essere presi e portati in giro, e che i rapporti con essi si intrattengono sul pavimento; spiegate anche che quando saranno più grandi impareranno a farlo ma che prima devono dar prova di gentilezza e autocontrollo. Un coniglio di taglia grande è più adatto per i bambini perché cade meno nella categoria del giocattolino da tenere sempre in mano, allo stesso modo per cui un robusto Labrador è più adatto per i piccoli di un delicato e nervoso yorkshire.
Quando il coniglio comincia ad andare in giro per casa, è importante che abbia modo di ritirarsi in pace quando ne sente il bisogno e che ai bambini sia ben chiaro che quando l’animale è stanco o spaventato ha il diritto di riposarsi. Posizionare la gabbia contro un muro o dietro un cancelletto in modo che il coniglio possa raggiungerla ma il bimbo no è un’utile garanzia che la regola venga rispettata.
Il coniglio medio non ama i party quindi è bene far sparire gli animaletti di casa in occasione di feste di compleanno e simili; invece se vengono uno o due amichetti si può mostrare loro il coniglietto e consentire gioco e coccole ma sempre sotto controllo. Nessun animale domestico dovrebbe esser lasciato insieme a bambini senza sorveglianza per evitare incidenti da entrambe le parti.Rapporti con gli altri animali
Intrattenere rapporti con altri individui è parte importante della vita di un animale sociale come il coniglio. Conigli tenuti insieme possono sviluppare un forte legame, soprattutto se di sesso diverso, e manifestarlo dormendo insieme e con interminabili sedute di coccole e pulizie reciproche. Alcuni conigli sembrano aver dimenticato in parte le naturali capacità sociali della loro specie e a volte ci vuole molta pazienza per indurli ad accettare compagni della loro specie; la sterilizzazione è comunque una premessa indispensabile per una casa multilapinica. Anche così, l’introduzione di due animali di sesso diverso spesso sfocerà in un corteggiamento appassionato… che è comunque meglio di una zuffa furibonda! Converrà in ogni caso preparare il terreno consentendo agli animali di annusarsi fra le sbarre della gabbia, invertendo le gabbie e consentendo periodi di libertà alternati in una stanza, cosicché i futuri compagni possano abituarsi al reciproco odore; dopo una settimana si può tentare un primo incontro. Un po’ di corse in tondo e qualche ciuffo di pelo che vola è normale all’inizio, ma se la situazione dovesse farsi pesante è bene munirsi di uno spruzzino e di guanti e separare i due contendenti. Se invece dopo le prime scaramucce i due siedono ai due angoli della stanza e cominciano a pulirsi, di solito non manca molto al momento in cui passeranno a pulirsi reciprocamente. Se l’amicizia ci mette un po’ ad istaurarsi, condividere situazioni di lieve stress, come ad esempio un viaggio in macchina, può aiutare lo stabilirsi di un legame; vale comunque la pena di insistere perché, una volta che si è raggiunto lo scopo, apparirà evidente come i nostri animali sono più felici e sereni di quando erano singoli.
I conigli sviluppano relazioni con altri animali di casa, e possono instaurare con essi una gerarchia sociale che vede un coniglio sicuro di sé tentare di dominare gli altri membri della famiglia, umani compresi. Gatti e conigli possono farsi buona compagnia, e ci sono gatti o conigli che non amano affatto i membri della loro stessa specie ma vivono in armonia con quelli dell’altra. Se si evita l’introduzione di un coniglietto molto piccolo a un gatto adulto o di un gattino a un coniglione di 5 kg la probabilità che i due animali si facciano del male è molto remota purchè entrambi abbiano le unghie tagliate corte.
Più delicato è il rapporto con i cani. Se è vero che è molto più facile convincere un cane rispetto a un gatto ad accettare un nuovo membro del gruppo, è anche vero che l’istinto ad inseguire del cane può rispuntare all’improvviso e che un singolo errore può essere fatale: per questo è più facile portare un coniglietto in una casa dove vive già un cane (purchè esso sia ben educato e correttamente socializzato) che introdurre un giovane cane irruento dove già viva un coniglio che non ha esperienza con un grande predatore. E’ fondamentale se si vuole avere successo in questa convivenza essere sicuri che il cane veda il coniglio come un membro del branco (e non solo come un oggetto del padrone su cui è posto un veto) e inculcare bene nella testa del cane che i giochi di inseguimento col coniglio NON sono permessi, anche se il coniglio probabilmente li stimolerà. Con le razze tranquille si può anche giungere ad una affidabilità completa, tanto da lasciare gli animali soli per periodi di tempo indeterminati; con razze ad alto istinto predatorio come i terrier, i segugi e molti cani da difesa probabilmente è più sicuro limitarsi a periodi di gioco sotto sorveglianza. Come quando si introduce un bambino a un cane, è importante che la presenza del coniglio per il cane sia sempre fonte di relax e di coccole e non di frustrazione, per evitare l’insorgere di sentimenti negativi verso il nuovo membro del branco che lo allontana dal padrone: per questo è saggio aspettare che l’abitudine a vedere il coniglio dietro le sbarre della gabbia assopisca l’impulso predatorio in modo da non dover riprendere il cane severamente quando si tenterà il primo incontro "libero".
Un compagno meno impegnativo per un coniglietto solitario è il porcellino d’India. Queste due specie hanno bisogni fisici e psicologici abbastanza simili e condividono spazi abbastanza sovrapponibili, per cui stanno piuttosto bene insieme. Le cavie tendono mediamente ad essere più timide (anche per differenza di taglia) quindi i conigli destinati a convivere con loro devono essere sterilizzati onde limitare atteggiamenti aggressivi e pesanti approcci sessuali.Consigli generali e problemi particolari
· Rinforzo positivo
E’ oramai opinione comune che l’apprendimento procede molto più velocemente e con migliori risultati se sostenuto da premi piuttosto che da punizioni. Questo è ancora più vero per una specie come il coniglio caratterizzata da marcate reazioni di esitamento. Conviene quindi bandire dal rapporto con il coniglio ogni forma di rudezza e individuare invece un alimento che il nostro nuovo animale gradisce sopra ogni altro: quello dovrà essere somministrato con estrema parsimonia e solo per premiare un comportamento desiderato (uso della lettiera, risposta al richiamo, rientrare in gabbia, farsi prendere in braccio….)· Interazione fisica
Bandire la fretta è il segreto per conquistare la fiducia del coniglio. Quando arriva il nostro nuovo ospite, i primi giorni sarà meglio lasciarlo tranquillo in gabbia ad ambientarsi; dopo uno o due giorni potremmo cominciare a fargli sentire la nostra voce e il nostro odore attraverso le sbarre somministrando nel contempo dei premi in cibo. Solo successivamente l’animale potrà essere lasciato libero, ma non illudiamoci: anche il coniglietto che accettava golosamente l’insalata dalla nostra mano sarà probabilmente terrorizzato in uno spazio aperto con un mostro di 70 kg pieno di appendici volteggianti. L’approccio giusto sarà quindi quello di sedere fermi sul pavimento (leggendo magari, o telefonando) finchè non sarà lui ad avvicinarsi cautamente per investigare; allora troverà di nuovo l’odore familiare e l’atteso premio. Col tempo sarà possibile muoversi in maniera più naturale e prendere sempre più l’iniziativa nel contatto col nostro coniglio.· Bere dalla siringa
Questa è un’abitudine che il proprietario saggio introdurrà fino dai primi giorni. Il beccuccio di una siringa piena di acqua zuccherata o succo di frutta verrà intinto nello zucchero o nella marmellata e presentato al coniglietto. La prima volta aspettiamoci il familiare balzo disgustato di tutte le volte che tocchiamo il suo musino solleticoloso, ma appena si sarà reso conto che al solletico segue qualche sorsata di liquido dolce, imparerà ad apprezzare la siringa… cosa che ci faciliterà molto la vita quando sarà necessario somministrare al nostro animale una medicina o alimentarlo forzatamente.· Rosicchiare per casa
Il principale problema dato dalla libertà di un coniglio in casa è la compulsione di questi animali a esplorare l’ambiente coi denti e a rodere una grande varietà di substrati, fra cui cavi, oggetti di plastica e gomma, libri, tappeti, tessuti, tappezzeria e spigoli dei muri. Frequentemente i conigli attraversano periodi di passione per oggetti particolari (es. srotolare tutta la carta igienica) per poi dimenticarsene e rivolgere la loro attenzione ad altro. Questo comportamento è profondamente radicato nel coniglio e solo in parte può essere modificato dal nostro intervento. Il proprietario può tentare di dissuadere il coniglio dall’azione appena intrapresa battendo forte col piede per terra, premiando l’animale se desiste e offrendo qualcosa di alternativo, ad esempio un ramo. Per animali più testardi si può unire al suono e alla voce uno spruzzo d’acqua. Molti conigli però resistono ai tentativi di correzione scuotendo la testa e le spalle, con un gesto curiosamente simile al nostro fare spallucce: questi soggetti sono particolarmente sicuri di sé e per loro è meglio puntare su un perfetto "bunny-proofing". I repellenti per cani e gatti o altre sostanze fortemente profumate tipo dopobarba o creme per massaggi funzionano con alcuni conigli; tuttavia è improbabile che da soli possano eliminare completamente il problema.· Comportamenti eliminatori inappropriati
Questo genere di problema di solito dipende da un errato addestramento durante l’infanzia. Molti neoproprietari "non hanno cuore" di confinare il coniglietto per le prime settimane dopo l’acquisto concedendo la libertà progressivamente: in questo modo però non si stabilisce il condizionamento ad usare la lettiera e l’animale sporcherà sul pavimento. Conigli non sterilizzati di entrambi i sessi inoltre usano urine e feci per marcare il territorio: pavimento, mobili, letti e divani e anche proprietario e altri animali di casa possono essere fatti segno di odorosi spruzzi di urina. Sebbene questo comportamento non sia atteso prima dei 4-6 mesi, occasionalmente anche cuccioli più giovani possono manifestarlo. La sterilizzazione chirurgica è la soluzione, tenendo presente che i miglioramenti sono veloci nei maschi (pochi giorni) mentre nelle femmine i comportamenti indesiderati possono continuare per qualche mese.· Pseudogravidanze, costruire il nido: può verificarsi nelle femmine intere, che cominciano a strapparsi il pelo dall’addome, costruiscono un nido (aggravamento del rosicchiare in giro per casa) e difendono un’area circostante lo stesso in maniera notevolmente aggressiva. La sterilizzazione è fondamentale in questi casi, non solo per correggere il comportamento indesiderato, ma anche perché spesso queste fluttuazioni ormonali segnalano problemi a carico dell’apparato riproduttore come cisti ovariche o neoplasie uterine.
· Aggressività verso le persone
I conigli hanno caratteri individuali e personalità. Espressione della personalità di un animale è la sua percezione all’interno della gerarchia sociale e il tentativo di migliorarla. Un comportamento aggressivo è spesso la soluzione che un animale trova a questo problema. In alcuni casi esso può essere inconsapevolmente insegnato dal proprietario stesso che reagisce esageratamente ai morsettini esploratori del cucciolo oppure a quelli di avvertimento di un animale più adulto, tipo "lasciami passare" o "mettimi giù": se un animale realizza che mordendo suscita timore e rispetto, sicuramente lo rifarà e imparerà che quello è un modo facile ed efficace per ottenere ciò che desidera. In altri casi invece il comportamento aggressivo è determinato da stimoli ormonali: un maschio intero può mordere per frustrazione sessuale, molte femmine intere sono ciclicamente aggressive e sempre piuttosto possessive nei confronti della gabbia o della cuccia. La sterilizzazione è ovviamente la migliore terapia per queste forme. Se il comportamento di difesa del territorio parzialmente residua dopo la sterilizzazione, conviene all’inizio pulire la gabbia e la cuccia in assenza del "proprietario" per evitare stress ripetuti, e in seguito cominciare ad associare la presenza delle nostre mani nella gabbia con una leccornia. Più grande è la gabbia più facile è abituare il coniglio a condividerla temporaneamente con le nostre mani. Infine alcuni conigli possono essere dominanti per natura e imporre la propria personalità aggredendo e mordendo anche senza provocazione. Con questo genere di soggetti funziona bene un approccio stoico, ricambiando l’aggressione con coccole, leccornie e contatto corporeo: solitamente dopo un certo periodo le manifestazioni aggressive vengono sostituite da rituali di saluto seppure un po’ esuberanti.· Aggressività verso altri animali
L’aggressività verso i propri simili è in gran parte dovuta a contese gerarchiche e quindi non è del tutto eliminabile con la sterilizzazione. Una accorta, graduale introduzione aiuta a stabilire rapporti cordiali fra due conigli che non si conoscono; tuttavia anche animali abituati a convivere possono all’improvviso diventare competitivi e farsi anche seriamente male. Allo stesso modo alcuni conigli (soprattutto femmine) possono non riuscire mai a convivere pacificamente e devono essere tenuti separati. Può anche accadere che in un gruppo di conigli uno assuma il ruolo di paria, attaccato da tutti gli altri: questi soggetti non vengono aggrediti se lo spazio è sufficiente per mantenere le distanze, ma possono soffrire pesantemente se non ci sono mangiatoie, abbeveratoi e punti di riposo per consentirgli una vita normale senza interferire con i dominanti.
Una situazione potenzialmente molto pericolosa si realizza quando un coniglio sicuro di sé cerca di dominare il pastore tedesco di casa, illuso anche dal fatto che il cane si è sempre contenuto per obbedienza al padrone. In generale è sempre sconsigliato lasciare un coniglio e un cane da soli, il coniglio tende a essere invadente e incalzante nelle sue profferte sociali e può suscitare nel cane reazioni difensive o di avvertimento che possono essere molto pericolose anche senza intenzione da parte del cane.
Naturalmente questo è solo uno schema di massima, poi sarà la convivenza col singolo coniglio a insegnarci il suo peculiare modo di comunicare: tuttavia un po’ di pazienza per imparare una nuova lingua è indispensabile all’inizio della convivenza.CONIGLICOLTURA RAZIONALE
(Consigli pratici )
A cura degli alunni della classe 3^ b dell’Istituto I.P.A.A di Rosolini Coordinatore:Insegnante GIUSEPPE GENNUSO
INDICE
- Premessa
- Vantaggi dell’allevamento razionale
- Le razze più Importanti
- Locali adatti per un allevamento
- Gabbie per allevamento
- Alimentazione
- Riproduzione
- Parto
- Svezzamento
- Malattie del coniglio
- Valori nutritivi della carne del coniglio
Premessa
Noi alunni della 3^ B dell’Istituto I.P.A.A , con questo nostro lavoro ci prefiggiamo di conoscere,fare delle ricerche, approfondire quel che conosciamo e dare dei consigli pratici,semplici ed elementari a chi è interessato ad allevare conigli.
E’ a tutti noto che la carne del coniglio sia fra le più nutrienti ed ottima sotto tutti i punti di vista e di facile digestione tanto da venir consigliata nell’alimentazione dei bambini e degli ammalati. Inoltre l’allevamento del coniglio oggi,più del passato,è quasi necessario per il poco consumo di carne di pollo,dovuto all’allarmismo provocato dall’influenza aviaria.
Vantaggi dell’allevamento razionale
Bisogna distinguere tra allevamento tradizionale ed allevamento razionale. Il primo, ormai sorpassato, in cui i conigli venivano allevati per terra, in locali igienicamente scadenti ed in cui il cibo, buttato per terra, andava in putrefazione,con conseguente mortalità dei conigli. Il secondo è invece quello effettuato in gabbie comode, ariose, igienicamente adatte ed in cui è possibile un continuo controllo dei conigli, in ogni fase della loro crescita.
Inoltre l’allevamento razionale offre i seguenti vantaggi:
- Gli accoppiamenti possono essere controllati dall’allevatore,evitando pure incroci di razze diverse,conservando così le razze allo stato puro;
- Si fanno accoppiare solo i soggetti migliori, evitando la riproduzione di quelli scadenti e la degenerazione della razza;
- La mortalità dei coniglietti viene notevolmente ridotta,in conseguenza di un continuo controllo,di migliori precauzioni igieniche e di alimentazioni appropriate;
- Gli animali in gabbia consumano meno calorie e traggono maggior profitto dagli alimenti;
- Diminuisce la diffusione di malattie contagiose,per lo scarso contatto dei vari soggetti separati.
Le razze più importanti
Nuova Zelanda
Di colore bianco, molto richiesta sul mercato perché la sua pelliccia è utilizzata specialmente per le confezioni dei bambini. E’ molto prolifica, infatti può arrivare fino a cinque figliate l’anno, con resa di otto-dieci coniglietti per volta. Notevole è la rapidità di sviluppo, con una ottima resa alla macellazione.
California
Di colore bianco, con orecchie e naso di color nero. Buona è la sua resa di carne ed apprezzabile la sua fertilità.
Fulvo di Borgogna
Di colore rosso-marrone, è calmo, mansueto, possiede un eccellente appetito, la sua carne è buona e succulente. In media ha una resa di otto piccoli per volta.
Blu di Vienna
Di color nero scuro, è una razza rustica e precoce,che produce una carne eccellente. Ha questo nome perché per la prima volta fu esposto a Vienna.
Pezzato
Così chiamato perché ha il mantello bianco macchiato di nero. E’ assai stimato per la rusticità e per la carne delicata.
Grigio lepre
E’ una razza rustica. Le femmine danno da sei a dieci piccoli. Di taglia non molto grande, quindi discreto produttore di carne, che però è fine e gustosa.
Argentato
E’ una razza molto rustica. La carne è ottima,la sua prolificità non è grande, però è regolare. Dà da sei a sette piccoli per nidiata. La femmina è di indole buona e molto timida.
Locali adatti per un allevamento razionale
La prima operazione che si impone ad un allevatore è la scelta dei locali, dai quali dipende in gran parte la riuscita dell’allevamento.
Per un allevamento razionale occorre scegliere locali asciutti, areati, non esposti a correnti d’aria.
I conigli temono più il caldo che il freddo, quindi si deve evitare il soleggiamento diretto. Essi devono essere ben ventilati, specialmente in estate, quando per i forti calori, le urine ricche di ammoniaca, infettano l’aria, così che i coniglietti deperiscano e muoiano, mentre negli adulti diminuisce la fecondità. I locali saranno quindi forniti di ampie finestre, situate nella parte più alta, per evitare che le correnti d’aria finiscano direttamente sui conigli, con conseguenti malattie quali reumatismi, broncopolmonite ecc. Inoltre le gabbie saranno posti ad un’altezza superiore ad un metro dal pavimento, per evitare di respirare aria ricca di ammoniaca. Il pavimento deve essere in cemento, con una lieve pendenza, per facilitare la pulizia con getti d’acqua.
Gabbie per allevamento
Possibilmente da evitare quelli in legno, che non consentono un’igiene appropiata, dal momento che i parassiti si possono annidiare facilmente tra le screpolature del legno.
Da evitare pure quelle multiple perché gli escrementi dei conigli che stanno in alto non defluiscono bene, tenendo così le gabbie sporche, con conseguente morte di conigli. Le gabbie ideali sono quindi quelle costruiti in materiale zincato, perché sono di lunga durata e consentono una migliore pulitura ed igiene delle stesse. Se costruite in materiale zincato, la rete usata deve avere le seguenti dimensioni: per il fondo, maglie rettangolari(cm 1 x 1,5),per i lati e il sopra usare maglie quadrate(cm 2 x 2 o 2,5 x 2,5).
Occorrono tre tipi di gabbie:
- Gabbie per riproduttori femminili(misure: lunghe cm 65/70,alte cm 40, larghe cm 45/50)
- Gabbie per riproduttori maschili (misure:lunghe cm 65/70, larghe cm 45/50, alte cm 50)
- Gabbie per l’ingrasso (ogni gabbia nell’insieme lunga da cm 180 a cm 200 deve essere divisa in 7 o 8 posti che abbiano le seguenti dimensioni:
lung.cm 25, larg.cm 45/50, alt cm 40).
Ogni gabbia deve essere munita di appositi portamangime, abbeveratoi e di nidi, in quella per le femmine.
Alimentazione
L’alimentazione del coniglio è senza dubbio la parte che richiede la maggiore attenzione. Purtroppo la maggior parte degli allevatori seguono il cosiddetto metodo”tradizionale”che consiste nel somministrare ai conigli solo erbe o foraggi di scarto, fornendo quindi un’alimentazione carente di quelle sostanze essenziali per la nutrizione, con conseguenze disastrose sia per la madre che per i piccoli.
Il coniglio è un grande divoratore, una buona alimentazione deve essere costituita in misura equa e bilanciata da proteine, carboidrati, grassi, sali e vitamine.
Al tal fine, il mangime che si trova in commercio possiede tutte queste caratteristiche, tuttavia si può abbinare con erbe e fieno. Le erbe si devono sempre somministrare dopo averle lasciate appassire, eliminando quelle bagnate e quelle che contengono latte. Il fieno o la paglia non devono contenere muffa. Ogni tanto si somministrerà qualche erba aromatica che concorre a stimolare l’appetito ed a rendere le carni più saporite. Ai conigli è necessaria una quantità considerevole di acqua. Le femmine che allattano ne bevono circa mezzo litro al giorno, quantità che aumenta fino a circa tre litri al giorno per le femmine con sei o sette coniglietti di circa due mesi. E’ di buona norma, di tanto in tanto, lasciarli a digiuno per un giorno. Circa la quantità, in genere alle fattrici che allattano i piccoli ed ai conigli di ingrasso si da cibo a volontà, mentre per i riproduttori (femmine e maschi), la razione giornaliera non deve superare i 100g, perché altrimenti i soggetti si ingrasserebbero molto, con conseguente riduzione della fertilità. I conigli mangiano di tutto:alimenti freschi e alimenti secchi.
Fra i primi: finocchi, cicoria, patate, carote, ortica (se lasciata appassire elimina le irritazioni delle vie intestinali), pere, mele, pesche, angurie, meloni, pomodori. Sono pure ghiotti di piante aromatiche: menta, salvia, basilico, aglio e cipolla (queste ultime curano le malattie gastroenteriche). Le foglie ed i ramoscelli provenienti dalla potatura degli alberi di arancio, limone e mandarino piacciono moltissimo per il loro aroma squisito.
Alimenti secchi: fieno, paglia, farina, crusca, legumi, pane raffermo, carrube. L’avena ha ottime qualità nutritive ed eccitanti, è quindi raccomandabile per i riproduttori maschi, tenendo presente che non bisogna esagerare, si può somministrare per due volte alla settimana e non più di 75g per conigli di 3kg.
Riproduzione
Nella scelta dei riproduttori (maschi e femmine) si devono scegliere i conigli più sani, robusti e vispi. Molto importante è per la riproduzione è la scelta dei maschi perché da essi dipende la qualità e la produttività dell’allevamento. Il maschio deve avere la testa grossa, essere robusto, attivo, vigoroso e sempre pronto per l’accoppiamento. Se è brutale e provoca ferite alle femmine che gli fanno resistenza, va eliminato. Esso è pronto all’età di 5-6 mesi circa. Un maschio basta per 8-10 coniglie e non va usato più di 2-3 volte alla settimana. Il maschio va tenuto sempre nella stessa gabbia, è la femmina che deve essere portata nella gabbia del maschio. L’accoppiamento avviene quasi subito, in questo caso il maschio cade all’indietro o di lato, emettendo un piccolo grido. Durante la muta (caduta del pelo) si devono evitare gli accoppiamenti perché i maschi riescono fecondi per una percentuale molto bassa. Se la femmina non è pronta all’accoppiamento e rifiuta il maschio, non bisogna insistere perché si finirebbe con lo stancare inutilmente il maschio. Ogni 3-4 mesi è utile concedere al maschio un periodo di riposo. I maschi possono funzionare benissimo fino all’età di 4 anni, dopo di ché comincia il declino, allora vanno sostituiti. Se si abbonda nell’alimentazione, il maschio ingrassa molto e può funzionare poco. Se nell’accoppiamento è troppo lento e incapace, gli si deve essere somministrare per 2-3 giorni di seguito 100g di avena. I maschi devono essere tenuti lontani dai coniglietti, perché li ucciderebbero e da altri maschi adulti con i quali si azzufferebbero fino ad uccidersi.
La femmina deve avere invece la testa affilata. E’ pronta per l’accoppiamento a 4 mesi circa. Al momento della riproduzione essa non deve essere nè troppo magra nè troppo grassa, perciò l’alimentazione deve essere curata e ricca di proteine e vitamine. Se la femmina è in calore, (presentando le parti genitali gonfie e di colore rosso sangue) allora va portata nella gabbia del maschio. I calori durano circa 2 giorni e ritornano con cadenza di 7-8 giorni. Devono essere evitati gli accoppiamenti fra individui della stessa famiglia o in parentela, perché avrebbe come conseguenza la nascita di coniglietti piccoli, malati e soggetti a morte precoce. Per evitare ciò, di tanto in tanto, bisogna rinfrescare il sangue: cioè bisogna sostituire i riproduttori maschi con soggetti provenienti da altri allevamenti, appunto per evitare rapporti di parentela. Se la femmina, trovandosi nella gabbia del maschio, grugnisce ed evita il suo contatto, è segnale sicuro che è gravita. Una femmina può proliferare per circa 3 anni. E’ sbagliato far ricoprire la femmina subito dopo il parto. Conviene dare 15 giorni di riposo, poi si potrà di nuovo farla accoppiare. Lo svezzamento dei coniglietti avverrà 35 giorni dopo il parto, in questo modo la coniglia figlierà circa 4 volte all’anno.
Parto
La gravidanza dura in media 30 giorni. Dopo il 12° giorno dall’accoppiamento, palpando il ventre della coniglia, si può capire se è gravida, se si individuano i piccoli nella pancia, sotto forma di corpi rotondi. Durante il periodo della gravidanza, la coniglia va alimentata con cibi sostanziosi: (pane, latte, foraggi, carote). Inoltre attorno alla gabbia-parto dovrà regnare tranquillità e si eviteranno rumori molesti che potrebbero provocare l’aborto. 3-4 giorni prima del parto si preparerà una cassetta nido con un po’ di paglia o fieno. All’ultimo momento la coniglia lo completerà con il pelo che si strapperà dai fianchi e dal ventre, per renderlo più caldo. Si possono incontrare conigli che non si preparano il nido, che sparpagliano i coniglietti per la gabbia o che addirittura se li mangiano(cannibalismo). Se questi tre episodi si verificano più volte, in questo caso bisogna disfarsi delle coniglie. Nel caso in cui la nidiata fosse numerosa, si consiglia di lasciarne 8, quante sono le mammelle, trasferendo i coniglietti in più in altre nidiate meno numerosi, perché diversamente, alcuni, non riuscendo ad avere la loro razione giornaliera di latte sarebbero destinati a morire. Qualche giorno dopo il parto, bisogna controllare il nido per togliere eventualmente quelli morti. Prima di toccare i nati è bene pulirsi le mani e strofinarli con fieno o paglia affinchè le coniglie non si accorgono che sono stati toccati da estranei. Se si tocca o manomette il nido, la coniglia potrebbe abbandonare i piccoli. Durante i primi giorni bisogna evitare che la luce diretta del sole colpisca la nidiata ancora cieca. Le fattrici che in genere fanno meno di 4 coniglietti sono da eliminare. Può capitare che qualche coniglietto, appena nato, rimanga attaccato alle mammelle e la coniglia lo trascini fuori dal nido, se non si interviene, mettendolo subito insieme agli altri, sarà destinato a morire. Se i piccoli seguono la madre, quando esce dal nido, è segno che hanno ancora fame. In questo caso bisogna controllare le mammelle della fattrice che sicuramente saranno indurite (mastite) e che produrranno poco latte. In questo caso, per evitare che i coniglietti muoiano, si possono spostare nelle altre nidiate della stessa età.
Svezzamento
Dopo la nascita dei piccoli il latte materno è l’unico alimento per la loro crescita. Bisognerà quindi mettere in condizione la madre di produrre molto e buon latte, fornendo un’alimentazione ricca di vitamine, possibilmente con un mangime adatto. Purtroppo gli allevatori tradizionali somministrano ai conigli solo erbe, fieno, paglia e crusca. L’alimentazione risulterà così deficitaria delle sostanze essenziali per la loro nutrizione,con risultati del tutto disastrosi sia per la madre che per i piccoli. I coniglietti, dopo circa 15 giorni, escono dal nido seguendo la madre per la gabbia. A circa 20 giorni cominciano ad imitarla nel mangiucchiare. A circa 35 giorni si possono separare dalla madre, spostando quest’ultima in un altro posto e lasciando i piccoli assieme nel nido. In questo modo lo “stress da separazione” è meno pesante e diminuisce la percentuale di mortalità, specialmente dei soggetti più deboli. La maggior mortalità dei conigli si verifica dalla nascita ai due mesi, in seguito al passaggio dall’alimentazione lattea a quella solida. Durante questo periodo è opportuno dare ai conigli un tipo di mangime adatto per lo svezzamento, oppure fornire assieme ad alimenti sostanziosi molta paglia e fieno. A circa due mesi dalla nascita i conigli si possono separare, magari mettendoli a gruppi di due o tre e fornendo loro un mangime per ingrasso. A circa tre mesi i maschi vanno separate dalle femmine perché si potrebbero accoppiare o i maschi si bisticcerebbero tra loro fino ad uccidersi.
Malattie del coniglio
L’allevamento del coniglio è molto delicato perché soggetto a molte malattie, tuttavia si può ridurre di molto la mortalità se si sta attenti all’alimentazione ed all’igiene. In particolare i locali, le gabbie ed i nidi devono essere puliti e disinfettati frequentemente. Inoltre non si indugi a sacrificare il coniglio colpito da alcuna malattia. Un coniglio sano si presenta vispo, dotato di buon appetito, con occhi limpidi e pelo lucente. Un coniglio malato invece presenta depressione, pelo arruffato ed opaco, l’occhio smorto e qualche volta imbrattato di muco, il naso ricoperto di croste o scolo, croste nell’interno delle orecchie, la mucosa della bocca arrossata, le feci diarroiche o mischiate a cibo non digerito o a tracce di sangue, l’urina torbida o rossastra. In ognuno di questi casi è bene rivolgersi ad un veterinario. L’arma più efficace contro queste malattie è la prevenzione. Infatti esistono dei vaccini che riducono di molto la mortalità dei conigli. Le malattie più comuni sono:
COCCIDIOSI I soggetti ammalati non mangiano, dimagriscono, il ventre si gonfia, presentano diarrea e scolo nasale. Il fegato si presenta assai ingrossato e pieno di puntini bianco-grigiastri. Dopo 2-4 giorni sopravviene la morte. I parassiti vengono espulsi con le feci, infettando il nido e gli altri conigli. E’ bene quindi sacrificare i soggetti più colpiti e disinfettare la gabbia. I conigli ammalati si devono tenere a dieta, dando pochi cibi asciutti e pastoni di crusca. Si può prevenire con un mangime medicato.
MIXOMATOSI
E’ la malattia più grave. I primi sintomi sono:gonfiore delle palpebre, abbondante secrezione, corpo pieno di cisti come un pisello, andatura barcollante, la testa si ingrossa ed in 5-8 giorni si ha la morte. Bisogna eliminare i soggetti ammalati. Esistono dei vaccini con immunità per sei mesi.
MASTITE
E’ l’infiammazione delle mammelle che si presentano turgidi e con ingrossamenti nodulari. Le femmine lattanti hanno scarsa produzione di latte, con conseguente moria dei coniglietti. Si possono affidare i coniglietti ad un’altra nutrice. E’ causata dalla lattiera troppo dura o poco pulita. Si cura con impacchi di acqua ed aceto o di decotto di camomilla alle mammelle.
ROGNA
Si presenta sotto forma di crosta nelle orecchie e nelle zampe. Se non si interviene subito l’animale finisce per morire. E’ una malattia molto contagiosa,ma di sicura guarigione,se si interviene subito. Si cura con una specialità”antirogna spray”. Si può prevenire con un vaccino o con dello zolfo puro da cospargere settimanalmente sui conigli.
RAFFREDDORE
E’ dovuto a correnti d’aria, a locali freddi ed umidi. Si nota scolo nasale,deperimento, naso imbrattato di muco, frequenti starnuti. Evitare le correnti d’aria e ricorrere al veterinario.
CONGIUNGIVITE
I conigli presentano occhi arrossati e lacrimazione. E’ dovuta alle correnti d’aria ed al freddo. Si cura con impacchi di camomilla.
DIARREA
In genere è dovuta ad una nutrizione errata. Può essere pure causata dall’abuso di alimenti verdi o bagnati o fermentati. Fornire paglia e fieno a volontà o cibi secchi: pane, crusca o riso cotto.
Valori nutritivi della carne del coniglio
La carne del coniglio oggi incontra molta più simpatia rispetto al passato, infatti il
numero dei suoi consumatori va sempre aumentando perché è molto più gustosa di prima e veramente saporita. Questo dipende dal nuovo sistema di allevamento, effettuato non più in stalle o in locali sporchi e puzzolenti, senza alcun riguardo all’igiene ed alla nutrizione. La carne del coniglio è dotata di un alto quantitativo di proteina, 225 gr. per chilo, contro i 200 della carne di bue, 193 di vitello, 175 di maiale, 160 di pecora. Il suo valore calorifico è di 627 calorie, mentre in quella di pollo è di 505 calorie. Per la sua assai elevata digeribilità è molto indicata nei casi di molte malattie dell’uomo. Inoltre essa non favorisce cosi fortemente la formazione dell’acido urico, come lo favorisce invece la carne di bue e di maiale.
Conigli tutto di tutto
CONIGLI SELVATICI E MIXOMATOSI
Il coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus) è un mammifero roditore della famiglia dei Leporidi, originario della penisola Iberica e diffuso nell'Africa settentrionale e nell'Europa centro-meridionale.
E' lungo circa 50 cm e pesa circa 1-2 Kg. Presenta una colorazione del corpo grigio-giallastra sulla parte superiore mentre la parte inferiore e la coda risultano bianche.
Questo piccolo lagomorfe ricorda sia la lepre che il coniglio domestico ma le principali differenze riguardano:
- il capo: è breve, leggermente compresso e presenta un'ampia cavità cranica;
- gli occhi: grandi, sporgenti e muniti di brevi palpebre;
- le orecchie: ben sviluppate ma più piccole sia di quelle della lepre che del coniglio domestico.
La selezione delle razze domestiche di coniglio ha influito sulle loro caratteristiche come avviene anche per le altre specie animali allevate dall'uomo.
FIG. 1 – Coppia di conigli selvatici
I giovani conigli saranno in grado di riprodursi tra il quinto e l’ottavo mese anche se lo sviluppo completo si ha al compimento di un anno di vita.
In base alle condizioni fisiche ed ambientali una femmina di coniglio selvatico può partorire mediamente 6 volte in un anno.
A Buccinasco il coniglio selvatico presenta un buon areale di diffusione e durante le mie osservazioni ho potuto individuare alcune colonie principali. Queste ultime sono site in Spina Verde, vicino al cavo Belgioioso, nei pressi di via Salieri; nella zona del fontanile Battiloca e in diverse aree del Parco Agricolo Sud Milano tra cui i laghetti Pastorini e i campi di fronte al Lago Santa Maria.
Considero il coniglio selvatico un simpatico abitante della nostra Pianura, sempre attento e pronto a scappare al minimo segnale di pericolo. Questa sua caratteristica unita alla perfetta mimetizzazione del suo mantello con l’ambiente, rende questo animale di difficile osservazione.
FIG. 2 – Coniglio selvatico tra i cespugli
Una patologia che affligge questi animali è la mixomatosi. Questa è una malattia virale altamente contagiosa, con elevata mortalità, che colpisce i conigli selvatici e domestici ma raramente la lepre. Il coniglio selvatico – o europeo – (Oryctolagus cuniculus) risulta essere la specie maggiormente interessata. Le specie americane invece (Sylvilagus sp. o minilepre) si ammalano con una frequenza minore.
La mixomatosi può essere trasmessa sia direttamente mediante via respiratoria, lesioni o tramite l’accoppiamento, che indirettamente tramite alcuni vettori quali insetti e artropodi. Tra di essi si annoverano zanzare, pulci, zecche, acari, etc.
Questa patologia fu segnalata per la prima volta nel 1896 in Sud America poi intorno al 1950 circa, sia in Australia che in Francia la malattia è stata diffusa deliberatamente al fine di diminuire la popolazione di conigli in quanto arrecavano problemi alla flora e all’agricoltura locale.
All’inizio si ottennero dei risultati ma di breve durata in quanto il virus si attenuò e questo provocò il non raggiungimento dell’obiettivo fissato e la patologia si diffuse in tutta Europa divenendo endemica e decimando popolazioni selvatiche.
Esistono due forme cliniche di questa malattia. La forma classica si manifesta solitamente in tarda estate e il coniglio colpito presenta lesioni nodulari, congiuntivite e rigonfiamenti cutanei; la mortalità è alta, la trasmissione avviene per vie indirette e la diagnosi risulta facile. La forma atipica o respiratoria invece si manifesta durante tutto l’anno e l’animale va incontro a congiuntivite spesso seguita poi da sintomi respiratori; si ha una maggior mortalità prenatale, la trasmissione avviene per vie dirette e la diagnosi risulta essere più difficile.
FIG. 3 –Coniglio selvatico malato
A tutt’oggi non esistono cure per la mixomatosi; può essere però limitata adottando, soprattutto negli allevamenti, misure di prevenzione igienico-sanitaria specifiche come: disinfezioni regolari e frequenti, lotta ai vettori (mosche, zanzare), miglioramento delle condizioni ambientali in generale.
In base alla legislazione vigente, che fa capo all’l'Ordinanza 8 settembre 1990 "Norme per la
profilassi della malattia virale emorragica del coniglio", la mixomatosi è una malattia a denuncia obbligatoria ed eventuali segnalazioni devono essere riportate alle autorità sanitarie che adotteranno gli adeguati provvedimenti.
fonte: www.tursiops-biology.com
Conigli tutto di tutto
Collegamenti utili gratuiti
Disclaimer : gli obiettivi di questo sito sono il progresso delle scienze e delle arti utili in quanto pensiamo che siano molto importanti per il nostro paese i benefici sociali e culturali della libera diffusione di informazioni utili. Tutte le informazioni e le immagini contenute in questo sito vengono qui utilizzate esclusivamente a scopi didattici, conoscitivi e divulgativi. Le informazioni di medicina e salute contenute nel sito sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo e per questo motivo non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione). In questo sito abbiamo fatto ogni sforzo per garantire l'accuratezza dei tools, calcolatori e delle informazioni, non possiamo dare una garanzia o essere ritenuti responsabili per eventuali errori che sono stati fatti, i testi contenuti nel sito sono di proprietà dei rispettivi autori. Se trovate un errore su questo sito o se trovate un testo o tool che possa violare le leggi vigenti in materia di diritti di autore, comunicatecelo via e-mail e noi provvederemo tempestivamente a rimuoverlo.
- Tags Conigli.