Il riso tutto di tutto

 

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  • Da Wikipedia, l'enciclopedia libera :

Oryza sativa (Riso) è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Gramineae, di origine asiatica. Insieme alla Oryza glaberrima, dal pericarpo pigmentato rosso coltivata in Africa, è una delle due specie di piante da cui si produce il riso. L'Oryza sativa costituisce la stragrande maggioranza in quanto coltivata su circa il 95% della superficie mondiale di riso.

Esistono 3 sottospecie:

  • Indica, tipica dei climi tropicali, alto valore di mercato, cariosside lunga e sottile, produttività media e coltivata in India, Cina Meridionale, Filippine, USA meridionale, Italia;
  • Japonica, tipica dei climi temperati, produttività alta, cariosside corta e arrotondata, basso valore di mercato, coltivata in Giappone, Corea, Cina settentrionale, Brasile, USA, Egitto, Italia;
  • Javanica, di minore importanza.

La Japonica è la sottospecie maggiormente coltivata in Italia, usata per i risotti. A sua volta si divide in 4 tipologie:

  • Risi comuni
  • Risi semifini
  • Riso fini
  • Risi superfini

 

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Le radici del riso

 

Si attribuisce al riso un’origine tra il 7.000 e il 9.000 avanti Cristo. Cosa vuole significare una data di quell’età? Quante mutazioni avrà subito il cereale? Quali elaborazioni?

 

Le certezze sono che il riso - oltre che per crescere - ha bisogno di acqua anche per la sua cucina, ma cominciamo dal principio. Altrettanto è certezza che una larga maggioranza di popolazione terrestre si nutre con questo cereale: dai 382 kg pro capite del Myanmar, ai 287 del Vietnam, i 263 dell’Indonesia, i 159 della Cina, i 126 dell’India. In totale quasi cento kg pro capite di riso al giorno  in tutto il mondo! (1)

Se possiamo accettare che un demiurgo sia riuscito a dare vita al primo uomo da una forma di fango, con maggiore spirito intuitivo dovremmo convincerci che l’uomo possa avere avuto la probabilità di usare come nutrimento i cereali osservando l’istinto innato degli uccellini: il loro becco, indipendentemente dalle ere e dalla dimensione o è nato per beccare o si è modificato per beccare. Beccare i chicchi contenuti in una spiga, anche direttamente dalla pianta. Un uccello può anche restare immobile di fronte a un cibo da beccare e compiere il suo sforzo-volo per portare al suo “nido” la spesa. Il sistema digerente degli uccelli si è evoluto per assimilare sostanze cellulosiche e amidacee anche allo stato crudo. Gli uccelli conservano tuttora questa capacità. Tra i componenti di un chicco di cereale, anche di riso, ci sono le cortecce (glumelle), il carpo o frutto amilaceo e il germe o embrione che rappresenta l’essenza della riproduzione, il seme, dall’1 al 2% del chicco.

 

D’altro canto sappiamo che qualsiasi frutto di vegetale ha una simile struttura: a volto il seme è protetto da noccioli duri ed è la parte del frutto più ambita: prendi una mandorla o una nocciola e fai la riflessione. In quel caso tutto il seme è protetto da una carcassa resistente, ma nella pesca la noce è interna alla polpa abbondante e buona sotto una pellicina poco resistente, mentre nella mandorla la pelle si confonde con una polpa poco appetitosa e si cerca il valore nutritivo nel seme: l’uomo ha scoperto quando c’è un seme buono e scarta tutto il resto per nutrirsi con esso o quando c’è una polpa  buona. Nel caso del riso si scarta quasi sempre solo il vestito, la corteccia, parzialmente legnosa, e si adopera tutto il resto: una serie di pelli proteggono il frutto, legnose, resistenti, fibrose; poi una corteccia avvolge il frutto amidaceo, ricca di altri composti buoni, proteine e sali che alimentano lo sviluppo del seme, germoglio nascosto all’interno, il depositario di tutti i geni della specie che ne garantisce la ripetitività... con lentissime modifiche di carattere definitivo...

Vedremo che il riso nudo diventerà quello prediletto dagli italiani e dagli altri abitanti del mondo...


 

Allora, l’uomo ha per primo mangiato il chicco crudo e vestito di ogni cereale come gli uccelli? Quando ha capito che il becco di un animale era capace di svestirli e di sfarinarli... ha provato a farlo con due pietre? o con i propri denti? Avete mai provato a masticare un chicco di grano crudo non invecchiato? o di riso? La dentatura umana con la presenza dei molari lo consentirebbe... Che si siano sviluppati a rinforzo i denti del giudizio poi tendenti a scomparire dal bisogno dopo la “scoperta” dell’acqua calda, dei mulini, dei frullatori? Acqua e sole possono fare acqua calda; acqua e fuoco possono causare come la pioggia l’estinzione del fuoco oppure generare un mezzo capace di rammollire, di cuocere, come pozze e ruscelli di fianco a un incendio naturale di una foresta possono dimostrare, anche cuocendo il contenuto della pozza dove stava riposando una trota stanca rimasta isolata.

 

 

 

 

 

 

 

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