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Il metabolismo

Tutti i processi dell’organismo che richiedono produzione, consumo o accumulo di energia e che ci mantengono in vita sono detti nel loro complesso metabolismo.
Il metabolismo si può suddividere in : anabolismo e catabolismo.
L’anabolismo comprende tutti gli processi che usano energia per far accrescere, mantenere e riparare l’organismo.
Il catabolismo comprende tutti i processi in un cui vengono demolite delle sostanze per liberare  energia.
Processi anabolici e catabolici avvengono costantemente. Nel metabolismo si ha quindi un passaggio di energia dagli alimenti all’organismo. Per tutti i processi metabolici sono necessari gli enzimi ,sostanze chimiche di natura proteica, che influenzano la velocità delle reazioni chimiche. Senza di essi i processi metabolici sarebbero lentissimi o non avverrebbero affatto. Tutti gli enzimi sono specifici, agiscono cioè solo per una determinata reazione o per un gruppo di reazioni strettamente affini e pertanto per un corretto funzionamento dell’organismo occorrono migliaia di enzimi diversi; alcuni di essi agiscono solo in presenza di sostanze dette coenzimi (le vitamine spesso svolgono la funzione di coenzimi).
I processi metabolici sono inoltre attivati da ormoni (messaggeri chimici), che provocano l’instaurarsi di un determinato processo o inibiscono un processo in atto.

Le calorie e il metabolismo basale.

il metabolismo basale, é il consumo calorico in condizioni di riposo assoluto, a digestione avvenuta e a temperatura costante. È l'energia necessaria a compiere i lavori interni necessari all'organismo. Il 20% circa di questa energia è utilizzata dai muscoli, il restante 80% dagli altri organi; Consente ad una persona di consumare calorie anche stando a riposo, perché mantiene le sole funzioni indispensabili alla vita. Questo processo avviene in modo diverso in ciascun individuo. In linea di massima, vale la regola che maggiore è il peso corporeo, maggiore è il consumo di calorie: tuttavia è necessario tenere presente che una persona con una buona muscolatura ha un consumo calorico, a parità di peso, di gran lunga maggiore di una persona meno muscolosa.
Se si conosce il numero delle calorie assunte con il cibo si può facilmente decidere cosa e quanto mangiare: in questo modo si riesce anche a tenere sotto controllo la dieta alimentare. Il problema è riuscire a calcolare da soli quanto carburante sia necessario nel corso di una giornata.
            

 

La caloria

Lo studio degli scambi di energia che avvengono nell'organismo umano si basa sull'applicazione alla materia vivente dei principi fondamentali della termodinamica e dei loro corollari: ciò significa che in fisiologia tutte le forme di energia possono essere espresse in unità fisiche di calore. Per i fisici, l'unità di calore è la piccola caloria (cal) o grammocaloria (g-cal), cioè la quantità di calore necessaria per elevare la temperatura di un grammo d'acqua da 14,5°C a 15,5°C. Per i fisici, invece, l'unità di calore è la grande caloria, che corrisponde a 1.000 piccole calorie, ossia alla quantità di calore necessaria per elevare la temperatura di un chilo d'acqua da 14,5°C a 15,5°C.

La grande caloria (che d'ora in poi chiameremo semplicemente caloria o Cal) è l'unità di misura adottata per determinare sia il fabbisogno energetico dell'individuo, sia il valore energetico degli alimenti)

Il fabbisogno energetico

Al costante dispendio energetico deve corrispondere, attraverso gli alimenti e la respirazione, un altrettanto costante apporto di energia, vale a dire un equilibrio fra energia consumata ed energia prodotta. Il fabbisogno energetico dipende dal metabolismo.
Il metabolismo energetico è costituito dalla somma di due fattori: il metabolismo basale o di mantenimento e il metabolismo di funzionamento
Il fabbisogno energetico dell'adulto medio si aggira sulle 2.400 calorie al giorno. Fra gli alimenti semplici, solo i lipidi, i glicidi e le proteine hanno valore energetico:

un grammo di lipidi fornisce 9 calorie;
un grammo di glucidi, 4 calorie;
ed uno di proteine, 4 calorie.

Conosciuto il fabbisogno calorico dell'individuo e il valore energetico degli alimenti suddetti, non è però fisiologicamente corretto che questi siano forniti in un modo qualsiasi purché venga raggiunto globalmente il numero di calorie sufficiente: occorre invece introdurli mantenendo una determinata proporzione fra lipidi, glicidi e proteine, tenendo conto che l'80-85% delle calorie totali deve provenire dai glicidi e dai lipidi i quali, per questa loro funzione, sono detti alimenti energetici.
La capacità di fornire energia all'organismo riguarda l'aspetto quantitativo globale degli alimenti. Ma occorre anche considerare il loro aspetto qualitativo, cioè la capacità del singolo alimento di fornire, oltre che calorie (se ne possiede), anche sostanze che l'organismo è in grado di utilizzare nel modo migliore come materiali costruttivi, riparativi e per mantenere le proprie funzioni vitali. È questo il moderno concetto qualitativo del valore biologico degli alimenti che si affianca e si impone a quello del valore energetico.
 
La dieta- Benefici di una dieta sana
Le generazioni giovani, nate e cresciute nell’abbondanza e nell’era del rapido sviluppo tecnologico ed economico, stanno perdendo il reale contatto con l’atto e il gusto di nutrirsi. L’incessante campagna pubblicitaria di farmaci che promettono di dimagrire quasi miracolosamente, le continue proposte di diete dell’ultimo minuto, il proliferare di fast-food, l’invasione di cibi esotici, nonché la dilagante abitudine di consumare il cibo in grande fretta e con indifferenza, sono un insieme di fattori che stanno creando una grande confusione in campo dietetico.
Da molti anni si sta assistendo, in tutti i paesi industrializzati, a un significativo cambiamento della diffusione delle malattie: diminuisce la mortalità causata dalle malattie infettive, mentre aumentano le malattie di tipo cronico-degenerativo (malattie cardio-vascolari, gastro-enteriche, renali, polmonari, tumorali). L’alimentazione scorretta, perché squilibrata, carente o eccessiva nei suoi principi nutritivi, rappresenta uno dei più importanti fattori di rischio, in termini percentuali, per le malattie croniche, degenerative e infettive. E’ infatti ormai universalmente riconosciuta la correlazione tra salute e alimentazione, nonché la possibilità di prevenire le patologie degenerative attraverso un’alimentazione equilibrata; questa costituisce inoltre un valido aiuto per raggiungere e stabilizzare il peso forma, per aumentare le difese immunitarie e mantenersi più giovani.

 

Peso forma, diete dimagranti, obesità e magrezza

Il peso corporeo rappresenta l’espressione tangibile del bilancio energetico tra entrate ed uscite caloriche. Se si introduce più energia di quanta se ne consuma, l’eccesso si accumula nel corpo sotto forma di grasso, determinando un aumento di peso oltre la norma, sia nell’adulto che nel bambino. Se invece si introduce meno energia di quanta se ne consuma, il corpo utilizza le sue riserve di grasso per far fronte alle richieste energetiche. Quantità eccessive di grasso corporeo costituiscono un rischio per la salute, soprattutto per l’insorgenza di alcune malattie (vedi introduzione). Problema inverso all’obesità, ma altrettanto grave, è quello della magrezza: un numero crescente di giovani è incitato dai moderni modelli estetici a ridurre il peso a valori così bassi da non essere più compatibili con un buono stato di salute. Quando le riserve di grasso sono eccessivamente ridotte e non si introduce sufficiente energia con il cibo, il corpo, per far fronte alle richieste energetiche, è obbligato a intaccare i propri muscoli ed organi interni; vengono così alterate molte funzioni metaboliche ed endocrine e diminuiscono la resistenza alle malattie infettive e la robustezza delle ossa. Le facoltà mentali ne soffrono, l’umore e la capacità di relazione sono compromessi e, nei casi più gravi, può sopravvenire la morte. L’obesità e la magrezza, salvo rari casi, non sono quindi delle patologie, bensì i sintomi di uno squilibrio fisico e psicologico. Stabilizzare il proprio peso forma non è un obiettivo da raggiungere in poche settimane, ma un risultato da conseguire dopo aver seguito per mesi (od anni, a seconda della gravità del problema) una dieta sana ed equilibrata. E’ sufficiente curiosare fra le riviste dedicate alle donne per trovare molte diete per dimagrire in tempi brevi; queste, però, sono tutte accomunate dal difetto di essere stressanti per l’organismo (che si dovrà adeguare improvvisamente ad un nuovo regime alimentare) e, soprattutto, di offrire risultati poco duraturi. Dopo aver seguito una di queste diete, infatti, sarà sufficiente tornare alle consuete abitudini alimentari per vedere vanificati tutti i precedenti sforzi. Considerato ciò, è quindi evidente che la dieta migliore sarà quella che, in modo molto graduale, servirà a correggere le proprie abitudini.

 

alimentazione

La fibra alimentare è quella parte di sostanza vegetale, presente nella nostra alimentazione, che non viene degradata dagli enzimi dell’apparato digerente, quindi, non potendo essere digerita, non può essere utilizzata come fonte di energia.
Mentre proteine, grassi e carboidrati vengono quasi interamente assorbiti dall’intestino, le fibre lo percorrono sino alla fine senza venire praticamente modificate (anche se una parte è fermentata dalla flora batterica intestinale e quindi assorbita) e sono l’unica componente del nostro cibo che non contiene praticamente nessuna caloria.

Possiamo suddividere le fibre in idrosolubili e non idrosolubili.

Le idrosolubili, presenti prevalentemente in frutta, legumi ed alcuni tipi di ortaggi, possono agire sul metabolismo degli zuccheri e dei grassi, rallentandone l'assorbimento intestinale, riducendo quindi l'aumento della glicemia dopo i pasti (che potrebbe altrimenti subire brusche variazioni), Risultano, infatti, utili nel diabete per la loro capacità di ridurre e ritardare l'assorbimento dei grassi e degli zuccheri più semplici e di conseguenza nel provocare una minor richiesta di insulina,
alimentazione
Le fibre non idrosolubili, presenti maggiormente nei cereali integrali e negli ortaggi, aumentano la massa fecale ed esercitano una funzione di pulizia delle pareti del tubo digerente, svolgendo quindi un'importante funzione di regolazione dell'attività intestinale, e contribuendo a prevenire problemi come la stipsi. Inoltre sono importanti soprattutto per chi vuole ridurre il livello di colesterolo nel sangue legando e portando nelle feci una certa quantità di questa sostanza grassa.

Tutte le fibre, inoltre, sono vantaggiose quando si vuole dimagrire. I motivi sono vari:
• obbligano a masticare a lungo i cibi che le contengono;
• danno più facilmente senso di pienezza nello stomaco (nell'intestino tendono a rallentare i processi digestivi e questo, assieme al rallentamento nell'assorbimento dei nutrienti, fa sì che, a parità dei nutrienti consumati, l'insorgere della fame si verifichi più tardi).
Ma una quantità eccessiva ostacola anche l'assunzione di microelementi utili (calcio, ferro, magnesio ecc.), dà problemi intestinali e alla lunga abitua il corpo a essere più attento all'assorbimento dei cibi, causando un effetto ingrassante di rimbalzo quando si torna a una dieta normale.
La quantità consigliata di fibre dovrebbe essere di 1 g ogni 100 calorie di cibo assunte.

Tabella delle fibre contenute nei cibi.

 

 

Nicole Mariani e Emily Farneti

 

 

 

fonte: www.liceoclassicoforli.it/

 

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GLI ZUCCHERI
La funzione principale dei carboidrati è quella di fornire energia (4Kcal/g), ma il glucosio è essenziale anche per il funzionamento del tessuto nervoso e dei globuli rossi.
Se la dieta è povera di zuccheri l' organismo utilizza proteine e grassi per fabbricare il glucosio con un processo poco efficiente.

 

Il fabbisogno giornaliero di carboidrati è pari al 50-60% del totale dell' energia che si introduce normalmente ogni giorno. E' bene che gli zuccheri semplici rappresentino non più di un quinto di questa quantità. Esiste poi una categoria di carboidrati di origine vegetale che l'uomo non è in grado di digerire o digerisce solo in parte. Si tratta di sostanze vegetali (cellulosa, pectine ecc.) chiamate nel loro insieme fibra alimentare.

Gli zuccheri sono suddivisi in due gruppi:
CARBOIDRATI SEMPLICI:
Vengono assimilati velocemente dall'organismo, forniscono subito energia ma si esauriscono velocemente.
CARBOIDRATI COMPLESSI:
Forniscono energia lentamente e per un periodo più lungo in quanto prima di essere assorbiti devono essere trasformati in carboidrati semplici.

 

ZUCCHERI SEMPLICI  


-composizione sono molecole elementari che unendosi tra di loro a due a due formano i disaccaridi, e unendosi in catene lunghe formano i polisaccaridi.
-assimilazione Vengono utilizzati molto facilmente e rapidamente dall'organismo che li trasforma prima in glucosio, e da qui li può immagazzinare sotto forma di glicogeno oppure li può utilizzare per produrre energia.LL         LLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLLL
-esempi Glucosio e fruttosio (che deve il suo nome al fatto che è ampiamente contenuto nella frutta).

 

IL GLUCOSIO

Lo zucchero semplice più noto è senza dubbio il glucosio, e come il fruttosio è un esoso (zucchero semplice a sei atomi di carbonio)monosaccaride, è uno degli zuccheri più diffusi in natura, presente in tutte le cellule viventi. Il metabolismo del glucosio è fondamentale per la nutrizione dell'uomo, che non solo non può vivere senza glucosio, ma che è molto sensibile anche solo ad un suo abbassamento che porta a sintomi gravi fino al coma e alla morte. Un abbassamento della soglia del glucosio viene chiamato ipoglicemia, un aumento viene chiamato iperglicemia. Kkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkkk Il glucosio è la fonte energetica delle cellule del corpo. Per penetrare nelle cellule, però, ha bisogno di una “chiave”: l’insulina, un ormone prodotto dal pancreas. Con il diabete di tipo I il pancreas non produce insulina. Con il diabete di tipo II ne produce, ma di solito non abbastanza. Inoltre le cellule sono riluttanti ad accettare l’insulina, si verifica cioè una insulino-resistenza. In entrambe le forme di diabete il risultato è lo stesso: cellule che non ricevono il glucosio necessario e pericolosi livelli di zuccheri nel sangue.
Nel diabete di tipo I il sistema immunitario attacca le cellule del pancreas che producono l’insulina. Tra i fattori che possono scatenare una reazione immunitaria vi sono virus, sostanze chimiche tossiche e certi farmaci. Anche la predisposizione genetica potrebbe avere la sua parte, dato che il diabete di tipo I spesso si trova in determinate famiglie.


Molecola di glucosioMolecola di glucosio

Nel diabete di tipo II il fattore genetico è ancora più forte. I ricercatori stanno studiando la relazione tra fattori genetici e obesità, e anche il modo in cui il grasso eccessivo sembra aumentare la resistenza all’insulina negli individui geneticamente a rischio. A differenza del tipo I, il diabete di tipo II si manifesta soprattutto negli ultraquarantenni.

IL FRUTTOSIO

Un altro zucchero semplice è il fruttosio. In natura è spesso associato al glucosio, mescolato a questo (nei succhi della frutta) o combinato (come nel saccarosio). lllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllll                                                                     
Il fruttosio si ottiene dal saccarosio per via enzimatica. Il fruttosio è un prodotto naturale e così come il saccarosio è lo zucchero naturale della barbabietola e della canna da zucchero, esso è presente nella frutta, nel miele ed in alcune piante come le cipolle o la cicoria.   Kkkkkkkkiiiiiiiiii Il fruttosio è caratteristico per la sua elevata solubilità in acqua e l'influenza della temperatura sulla solubilità è identica per il fruttosio e per il saccarosio.               Llllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllllll Il grande potere dolcificante del fruttosio nei confronti del saccarosio e del glucosio consente, a parità di risultati di ingerire meno calorie: il prodotto è consigliato dunque nell'industria farmaceutica, dietetica, dolciaria e gelatiera. Mentre il saccarosio ed il glucosio tendono a coprire con il proprio sapore zuccherino il vero sapore delle preparazioni nelle quali sono contenuti, il fruttosio esalta i gusti dei prodotti siano essi frutti, aromi, sapori.. Si è notato che per la stessa quantità di calorie ingerite il picco di glicemia sanguigna è minore dopo l'assunzione di fruttosio che non dopo l'assunzione di saccarosio o glucosio.

                                                                                              Sarah Solfrini e Benedetta Pisanelli

 

LIPIDI


alimentazione

I lipidi sono costituiti dall'unione di unità più semplice: la glicerina e gli acidi grassi. E' proprio il tipo di acidi grassi a far sì che i grassi si presentino allo stato liquido o solido.

alimentazione

 I grassi apportano energia ( forniscono 9 calorie a grammo) e forniscono certi acidi grassi che svolgono compiti speciali nell'organismo. Essi servono anche a dare sapore al cibo, a fornire il senso di sazietà, a permettere l'assorbimento di alcune vitamine, ecc. E' bene ,però, che non più del 25-30% dell'energia alimentare introdotta quotidianamente sia fornita da grassi. E' importante, inoltre, dare più spazio ai grassi vegetali che ai grassi animali (ricchi di grassi saturi) per non favorire la formazione del colesterolo ed aumentare il rischio di malattie cardiovascolari.

alimentazione

 I grassi alimentari

I grassi alimentari devono essere presenti nell’alimentazione quotidiana in un massimo di 2-3 grammi per chilo di peso corporeo. Tuttavia, è facile superare questo livello perché non sempre i grassi sono visibili. Quelli nascosti sono contenuti in alimenti che all’apparenza non sembrano grassi, come le carni, gli insaccati, i formaggi, i piatti ricchi di salsa, crema o burro. Anche gli alimenti del fast food come le patatine fritte, il pollo o il pesce impanati e i dolci rientrano nel novero degli alimenti grassi.

Come identificare i grassi buoni da quelli cattivi?
Perché preferire gli oli vegetali?
Ogni olio contiene una combinazione diversa di acidi grassi: gli oli vegetali sono perlopiù ricchi di acidi grassi “buoni”, cioè di grassi monoinsaturi, che aumentano il livello del colesterolo “buono” (HDL), e di grassi polinsaturi, che contribuiscono ad abbassare il livello del colesterolo “cattivo” (LDL), e il livello totale del colesterolo. Grazie a queste proprietà, gli oli vegetali giocano un ruolo fondamentale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari, e in particolare l’olio di noci contiene due acidi essenziali – l’acido linoleico e l’acido alfalinoleico – mentre altri ne contengono uno solo alla volta. L’organismo umano non è in grado di fabbricare questi due acidi, e per questo è importante fornirli al corpo attraverso l’alimentazione, dato che questi acidi aiutano la crescita, intervengono nei processi di coagulazione del sangue e stimolano la produzione di diverse sostanze apparentate agli ormoni. Infine, gli oli vegetali sono ricchi in vitamina E, un antiossidante naturale che combatte a suo modo contro l’invecchiamento.

I grassi o lipidi sono elementi nutritivi indispensabili per il corpo, e olio, burro, margarina, panna hanno ciascuno qualità e difetti. I grassi sono una fonte essenziale di energie e di vitamine, e la loro qualità dipende soprattutto dalla loro origine. La particolarità dei corpi grassi consiste nel loro forte tenore in lipidi che può variare da prodotto all’altro, per esempio i lipidi rappresentano l’82% di tutta la composizione del burro ma solo il 41% di quello “light”, il 100% della composizione dell’olio e una percentuale variabile nella panna fresca. Anche i processi tecnologici che danno vita ai corpi grassi sono variabili. Il burro, per esempio, è fabbricato a partire dalla panna contenuta nel latte vaccino, come la panna fresca il cui tenore in lipidi viene modificato attraverso i processi di scrematura. Gli oli invece sono prodotti di origine vegetale e vengono ottenuti secondo procedure tecnologiche diverse. I corpi grassi sono in primo luogo un’importante fonte di energia, e un ottimo vettore delle vitamine liposolubili come la vitamina A, D, E e K. Tuttavia, il loro apporto principale è rappresentato dagli acidi grassi che costituiscono i lipidi. In funzione del corpo grasso consumato, l’organismo assumerà diversi tipi di acidi grassi che hanno proprietà uniche. In funzione delle loro proprietà chimiche, gli acidi grassi si possono dividere in tre grandi famiglie che apportano al nostro corpo benefici diversi:

  • acidi grassi saturi, sono presenti soprattutto nel grasso animale come il burro o la panna fresca. Consumati in grandi quantità, aumentano il rischio cardiovascolare. Più un corpo grasso ne contiene, più sarà solido. Questi acidi sono presenti anche nei grassi di origine vegetale, come nel caso di alcuni oli. Un’alimentazione troppo ricca di grassi saturi aumenta pericolosamente i livelli di colesterolo nel sangue, per questo dovremmo limitarne l’uso a circa il 10% delle nostre calorie giornaliere, cioè circa un terzo dei grassi totali quotidiani consentiti
  • acidi grassi monoinsaturi, sono presenti soprattutto nell’olio di oliva e di arachide, ma anche nel grasso di maiale. Giocano un ruolo importante nella protezione delle arterie
  • acidi grassi polinsaturi, sono presenti soprattutto nell’olio di girasole e di semi di uva, di noce, di mais e di soia, e nella frutta secca (arachidi, noci, nocciole, pistacchi, mandorle…) e nel grasso di pesce. Questo tipo di grasso ha un effetto protettivo nei confronti dell’apparato cardiovascolare perché contribuisce a diminuire il livello di colesterolo e di trigliceridi, e impedisce l’aggregazione delle piastrine

Gli acidi grassi si distinguono in funzione delle loro proprietà:

  • in funzione della lunghezza della loro catena di atomi di carbonio: più è lunga, più il loro assorbimento è lento
  • in funzione del loro grado di saturazione
  • più sono saturi, più sono solidi a temperatura ambiente e più aumentano il livello di colesterolo nel sangue. E’ il caso dei grassi animali, ricchissimi di acidi grassi saturi
  • più sono insaturi, più sono liquidi a temperatura ambiente e tendono a irrancidire, cioè a fissare l’ossigeno in presenza d’aria sotto l’azione dei raggi ultravioletti o del calore. I grassi insaturi possono fissare l’idrogeno e trasformare gli acidi grassi insaturi in acidi grassi saturi, e in questo caso gli oli si solidificano sempre di più. E’ questo il processo grazie al quale si fabbricano i grassi solidi a partire dagli oli vegetali, come nel caso della margarina

Alcuni acidi grassi sono importantissimi per la salute perché il nostro organismo non li può sintetizzare, come nel caso degli acidi grassi polinsaturi presenti in quantità importanti in alcuni oli vegetali (girasole, soia, mais). La ripartizione quotidiana degli acidi grassi dovrebbe seguire questa regola: 1/3 di acidi grassi saturi (soprattutto grassi animali), 1/3 di acidi grassi polinsaturi (oli vegetali), e 1/3 di acidi grassi monoinsaturi (grassi animali e vegetali).
Solo i corpi grassi di origine animale contengono il colesterolo, e i lipidi apportati da questi alimenti sono importanti per la sintesi del sistema nervoso e di molti ormoni, e anche per altre funzioni organiche vitali. La regola quindi è variare l’apporto in acidi grassi variando i corpi grassi tra un pasto e l’altro e tra un giorno e l’altro.


olio

tipo secondo l’acido grasso dominante

impiego

osservazioni

arachide

monoinsaturo

tutti, inclusa la frittura

sopporta le alte temperature

soia

polinsaturo

a tavola e per cucinare

ricco in vitamina E

germe di grano

polinsaturo

solo a freddo

olio vergine a conservazione limitata

girasole

monoinsaturo

soprattutto a freddo

sapore pronunciato

oliva

monoinsaturo

tutti

sapore fruttato

mais

polinsaturo

tutti

gusto neutro

 

I lipidi o grassi sono indispensabili all'organismo umano, anche se questo ne può sopportare per un certo tempo la mancanza assoluta. I lipidi vengono oggi differentemente considerati rispetto a qualche anno fa: non sono più il bersaglio indiscriminato dei tiri incrociati da parte di medici, igienisti, dietologi, e non vengono più incolpati di gravi misfatti quali malattie di fegato, vie biliari, cuore, arterie, ecc. La fobia dei grassi, conseguenza di una assurda opera di suggestione su riviste, quotidiani e rubriche di volgarizzazione medica, è stata ridimensionata perché si è visto, sia pure con le dovute limitazioni, che i grassi sono utili e necessari.

Principi nutritivi  energetici

Funzioni

Fonte alimentare

Lipidi o grassi

Funzione energetica termica ma anche plastica
1 g. di grasso fornisce 9 Kcal
il fabbisogno giornaliero è di 25-30% delle Kcal totali.

Oli vari, burro, panna, margarina, latte, formaggio, frutta secca oleosa, pane, pasta, uova, carne, legumi.

Borsetto Francesca e Pirazzoli Cecilia

 

COMPOSIZIONE CHIMICA E LEGAMI DELLA MOLECOLA DELL'ACQUA
L'acqua è il liquido più  comune sulla terra ed ha un ruolo unico e fondamentale nei sistemi viventi; per comprendere come mai sia
straordinaria, bisogna esaminare la sua struttura molecolare. Ogni
molecola d'acqua è costituita da due atomi di idrogeno e da un atomo e
di ossigeno. Ogni atomo di idrogeno è unito all'atomo di ossigeno
attraverso il legame covalente, cioè l'unico elettrone di ogni atomo di
idrogeno è messo in comune con un atomo di ossigeno che, a sua volta,partecipa con un elettrone al legame. La molecola d'acqua è complessivamente neutra perché possiede un uguale numero di protoni e di elettroni. Tuttavia, la molecola d'acqua è  polare. A causa della
forte attrazione del nucleo dell'ossigeno per gli elettroni, gli
elettroni messi in comune nei legami covalenti passano più tempo
attorno al nucleo dell'ossigeno che intorno ai nuclei dell'idrogeno. Di conseguenza, la regione che si trova vicina ad ogni nucleo di idrogeno è debolmente positiva. Quando una di queste regioni dotate di carica si avvicina a una regione con carica opposta di un'altra molecola d'acqua,la forza di attrazione forma un legame tra molecole che è più debole del legame covalente: il legame a idrogeno. Nell'acqua, il legame a idrogeno si forma tra un"vertice"negativo di una molecola d'acqua e  un"vertice"positivo di un'altra.

 

 

                                                                                                                                  
alimentazione

 

La struttura è asimmetrica perché i due legami covalenti O - H formano un angolo di circa 105°. L’acqua pura si presenta in questa formula semplice soltanto allo stato di vapore. Allo stato liquido e allo stato solido, invece, le molecole sono associate da un legame idrogeno, dovuto all’attrazione tra il nucleo positivo dell’idrogeno di una molecola e gli elettroni dell’atomo di ossigeno di un’altra.
Il punto di ebollizione, a pressione normale, è a 100°. Il passaggio tra la fase liquida e quell’aeriforme avviene per rottura di un gran numero di legami idrogeno mediante la somministrazione di calore. Una caratteristica di particolare interesse idrogeologico è la grande capacita dell’acqua di immagazzinare energia termica grazie all’alto calore specifico (quantità di energia che si deve fornire ad 1 g d’acqua per elevarne la temperatura di 1°C).La conducibilità elettrica è molto bassa a causa della scarsa  presenza, nell’acqua pura, di ioni dissociati. Interessa, a 20°C, una molecola ogni 100 milioni circa (prodotto ionico: [H+] [OH=] =1,002x10 alla -14).E difficilmente apprezzabile alla stessa temperatura. Pure la conducibilità dell’acqua è molto bassa.

 

 

 

 

 

 

alimentazione

 

L'acqua nell'organismo umano

 

Come ormai è noto, l'apporto d’acqua indispensabile alla vita; mentre si può sopravvivere anche 10 settimane senza mangiare, la morte sopraggiunge solo dopo pochi giorni se il digiuno è totale. L'acqua costituisce il 60% circa del peso dell'adulto ed il 75% del neonato.
L'acqua corporea si trova così distribuita:

  • Acqua intracellulare, che si trova all'interno delle cellule e rappresenta il 40% circa del peso corporeo
  • Acqua extracellulare, in totale circa il 20%
  • Acqua plasmatica, rapidamente scambiabile
  • Acqua interstiziale e linfa, con un ricambio più lento
  • Acqua del tessuto connettivo e osseo
  • Liquidi transcellulari, prodotti dalle ghiandole esocrine e dalle mucose dell'apparato respiratorio, gastroenterico e riproduttivo.

L'acqua non è ugualmente distribuita in tutti i tessuti. Con l'avanzare dell'età il tenore idrico dell'organismo diminuisce a causa della minore capacità di ritenzione dei tessuti stessi: l'invecchiamento determina un'alterazione delle strutture proteiche che legano l'acqua.
Il volume dei liquidi varia anche al contenuto dei grassi: gli obesi hanno un minor contenuto d'acqua rispetto ai magri; per lo stesso motivo, l'organismo femminile, che accumula più lipidi, ne contiene meno rispetto a quello maschile.

 

 

By         Veronica Portolani & Amelia Rauleac

 

alimentazione

 

Si tratta di sostanze inorganiche (non contengono carbonio) che non forniscono energia ma svolgono ben definite funzioni (plastiche e/o catalitiche) nel nostro organismo. Anche i sali minerali debbono essere introdotti con regolarità perché l'organismo li elimina e li rinnova in continuazione. Sono circa 21 i sali minerali considerati essenziali per l'uomo. Buona parte di essi è presente nel nostro corpo in quantità molto piccole, mentre 7 (calcio, fosforo, cloro, potassio, zolfo, sodio e magnesio)sono presenti in quantità superiori ai 5 grammi. Reali pericoli d'insufficiente assunzione esistono quasi esclusivamente per il calcio (essenziale per la formazione ed il mantenimento delle ossa e dei denti, la conduzione degli impulsi nervosi e la coagulazione del sangue; abbonda nel latte e nei suoi derivati ed anche nei legumi secchi), per il ferro (ha il compito provvedere al trasporto dell' ossigeno nel sangue per mezzo dell’emoglobina e fa parte di fattori implicati nel metabolismo energetico; abbonda nelle carni e nelle uova, nei legumi secchi e in certi vegetali), per lo iodio (la sua carenza può provocare il gozzo; lo si trova soprattutto nel pesce, e, in parte, nella carne e in qualche vegetale) e per il fluoro (ha azione protettiva nei riguardi delle ossa e dei denti; se ne trova una certa quantità nel pesce, nei frutti di mare e in alcuni prodotti vegetali).
I sali minerali possono essere divisi in macroelementi (calcio, zolfo, fosforo, sodio, potassio, cloro e magnesio) e in microelementi (ferro, iodio, fluoro, ecc.....). I microelementi pur essendo presenti in quantità minime hanno una funzione molto importante. Tuttavia non si deve strafare in senso opposto poiché un minerale preso in maniera eccessiva può diventare nocivo per la salute. I sali minerali vengono continuamente eliminati con le urine, le feci e il sudore: per questo devono essere nuovamente introdotti con l'alimentazione.

 

 

 

 

 

                                    I principali sali minerali

Elemento minerale

     Alimenti

      Funzione

Disturbi da carenza

           Calcio
(Ca)

Latte, formaggio, ortaggi a foglia verde, mandorle.

Formazione delle ossa e dei denti, coagulazione del sangue. Regola il ritmo cardiaco e il metabolismo minerale.

Arresto della crescita, rachitismo, osteoporosi, convulsioni, tetania dei muscoli

          
Fosforo
(P)

Latte, pollame, pesce, carne, formaggio, noci, mandorle,nocciole, cereali, legumi.

Formazione delle ossa e dei denti; costituente cellulare; interviene nel metabolismo dei componenti organici degli alimenti.

Debolezza, demineralizzazione delle ossa.

             Ferro
(Fe)

Fegato, carne, legumi, cereali integrali, ortaggi a foglia verde, frutta secca.

Costituente dell’ emoglobina e delle cellule, indispensabile per la sua funzione di trasportatore di ossigeno.

Anemia da carenza di ferro (debolezza, minore resistenza alle infezioni).

             Iodio
(I)

Pesci marini, molluschi e crostacei, acqua e sale iodati.

Indispensabile per il normale funzionamento della tiroide.

Gozzo (ingrossamento della tiroide), cretinismo (se la carenza si verifica nella prima infanzia).

            Sodio
(Na)

Sale da cucina, pesci marini, prodotti animali in genere.

Regola il bilancio idrico dell’ organismo e il ritmo cardiaco.

Crampi muscolari, apatia mentale, riduzione dell’ appetito.

           Potassio
(K)

Cereali, ortaggi e frutta, legumi, carni.

Costituente di tutte le cellule; regolatore della pressione osmotica all’ interno delle cellule.

Debolezza muscolare, paralisi.

             Fluoro
(F)

Acqua, tè, caffè, riso, pesce e frutti di mare.

Protezione dei denti dalla carie.

Calcificazione delle ossa, carie dentaria.

 

 

 

LE FUNZIONI DEI SALI MINERALI
Vi è una notevole differenza tra i sali minerali che provengono direttamente dalla terra (esempio quelli contenuti nell'acqua) e quelli presenti nel regno vegetale ed animale perché questi hanno subito una elaborazione che li ha, in un certo senso, “vitalizzati”. I sali provenienti dalla terra non hanno alcun dinamismo energetico e dopo esser stati introdotti nell'organismo ne possono uscire solo con il sudore o l'urina. Per questa ragione, per esempio, non si dovrebbe usare molto sale da tavola e quel poco dovrebbe essere di tipo marino. I sali minerali danno forza alla struttura scheletrica e preservano il vigore del cuore, del cervello e del sistema nervoso. Altre importanti funzioni sono il mantenimento dell'equilibrio acido/basico dei fluidi corporei e la creazione degli anticorpi. La loro presenza permette pure che il nutrimento penetri nelle cellule e le tossine ne vengano asportate. Una dieta mista che comprenda frutta, verdura, semi (noci, nocciole, mandorle, ecc.), cereali e qualche prodotto di provenienza animale è in grado di fornire i sali necessari per il benessere dell'organismo.

Rachele Cassinadri  e Monica Canino

 

fonte: www.liceoclassicoforli.it

 

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