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Elicottero

Elicottero Mezzo aereo più pesante dell'aria, che deve la sua portanza non ad ali fisse, come quelle di un aeroplano, ma a un'elica a due o più pale, detta rotore, imperniata su un asse verticale fissato al baricentro (vedi Aerodinamica); in pratica l'elicottero vola appeso a un'elica che ruota su un piano orizzontale. Un elicottero può decollare e atterrare verticalmente, rimanere fermo in aria (nel linguaggio tecnico si parla di hovering o di "sostentazione a punto fisso") e muoversi in qualunque direzione.

 


 
Fonte: www.luduslitterarius.it

 

 

 

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INAUGURATA LA NUOVA AREA ELICOTTERI

 

Tra gli oggetti in esposizione il prototipo di Enrico Forlanini del 1877
e un A109 dell’Agusta. Apertura al pubblico

 

Milano, 16 ottobre 2007. È stata inaugurata questa mattina la “Nuova area Elicotteri – Dal Forlanini all’A109”, realizzata all’interno della sezione Trasporti Aerei dal Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia in partnership con AgustaWestland e con il contributo della Regione Lombardia.

“L’elicottero è una macchina volante originale e straordinaria. È originale poiché non esistono in natura modelli che ne abbiano potuto fornire l’ispirazione. I volatili, ad esempio, hanno suggerito all’uomo l’aeroplano. L’elica da cui è nato l’elicottero può ritenersi, come la ruota, una pura creazione dell’ingegno umano. È una macchina straordinaria per le sue prestazioni di volo: è capace infatti non soltanto di atterrare e decollare verticalmente, e di traslare con moto rettilineo, ma di librarsi, di galleggiare sur place in alta quota come a pochi palmi dal suolo; è capace di ruotare in aria, su se stesso, di oscillare con moto pendolare, di volare di lato e all’indietro. Nemmeno gli eroi e i semi dei della mitologia erano in grado di compiere tante prodezze”.
(tratto da I Padri dell’ala rotante di Igino Mencarelli).

Questa è una delle definizioni più belle di elicottero moderno. Eppure, se in autunno vediamo cadere i semi dell’acero, che vorticando volano il più lontano possibile dall’albero, è difficile pensare che la natura non abbia ispirato i pionieri dell’ala rotante.

Il Direttore Generale del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia, Fiorenzo Galli, ha evidenziato l’importanza della partnership con AgustaWestland che, grazie anche al contributo della Regione Lombardia e la collaborazione dell’Aeronautica Militare, consente di ampliare i contenuti tecnico-scientifici del Museo e l’offerta rivolta a tutti i suoi visitatori. Alla fine del 2007 saranno oltre 11mila i metri quadrati rinnovati (su 40mila totali) a cominciare dal 2000.
“È davvero una grande soddisfazione per AgustaWestland – sottolinea il suo Amministratore Delegato Giuseppe Orsi – essere qui oggi ad inaugurare la nuova area espositiva dedicata all’elicottero, un’iniziativa che giunge proprio quando in Azienda stiamo festeggiando i 100 anni di attività di Agusta nell’industria aeronautica. AgustaWestland ha accolto con entusiasmo questa iniziativa perché con questa area si arricchisce il Dipartimento Trasporti del Museo con la presenza di un mezzo di trasporto che è destinato a diventare sempre più importante nel mondo”.
Il Generale Nello Barale, Comandante della I Regione Aerea Aeronautica Militare, ha dichiarato: “Se l’aereo ha iniziato la sua storia italiana sia di qua che al di là del Ticino, l’elicottero è nato di qua dal Ticino: a Cascina Costa. Il campo di volo dell’Agusta è stato ed è un vero ‘nido’ per tutti i piloti. Una nuova sezione dedicata agli elicotteri – vicina a quella degli aerei – non poteva trovare migliore collocazione di questo Museo, con cui l’Aeronautica Militare collabora per la conservazione e la diffusione dei valori e della cultura aeronautica”.

La presentazione della nuova area Elicotteri è stata preceduta dalla lettura dei messaggi del Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e del Sindaco Letizia Moratti.

 

La nuova area Elicotteri

Partendo dalla figura di Leonardo da Vinci, che si è largamente ispirato alla natura, il percorso della nuova area Elicotteri si sviluppa lungo un cammino storico e tecnologico in cui l’Italia è stata sicuramente grande protagonista: dal prototipo di elicottero di Forlanini allo sviluppo dei primi aeromobili ad ala rotante pilotati, fino all’industrializzazione che, in Italia, è stata avviata da Agusta con la produzione su licenza Bell dell’AB47. Il successo mondiale dell’elicottero A109 (esposto al Museo con la livrea della Guardia di Finanza) a partire dagli anni settanta sancisce definitivamente l’ingresso dell’industria elicotteristica italiana sul mercato mondiale da protagonista.

Grazie alla partnership con AgustaWestland, leader mondiale del volo verticale, e al contributo della Regione Lombardia, il Museo illustra e testimonia questa storia con fotografie, filmati, modelli e oggetti unici e straordinari. Attraverso un simulatore meccanico e un prodotto multimediale interattivo i visitatori potranno anche capire come un elicottero riesce a volare.
La collaborazione in costante crescita con l’Aeronautica Militare fornisce inoltre al Museo altri elementi fondamentali per la trasmissione al pubblico della cultura aeronautica.
Nel padiglione Aeronavale è anche eccezionalmente esposto l’elicottero D’A.T.3 – in prestito dal Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle – costruito da Corradino D’Ascanio e Pietro Trojani. Nel 1930 fu il primo elicottero italiano a volare con pilota a bordo.

 

Elicottero di Enrico Forlanini

L’apparato sperimentale del giovane Enrico Forlanini, un vero e proprio pioniere del settore, è il primo oggetto della storia più pesante dell’aria in grado di volare meccanicamente. È dotato di un leggero motore a vapore di soli 1,512 kg (costruito dallo stesso Forlanini) e di due eliche controrotanti poste sullo stesso asse. È sprovvisto di pilota e pesa complessivamente 3,5 kg.
La presentazione ufficiale avviene nell’agosto del 1877 ai Giardini Pubblici di Milano. Di fronte a un selezionato pubblico di tecnici, ingegneri e appassionati di aeronautica, invitati dal professore Giuseppe Colombo del Politecnico di Milano, il congegno viene azionato e si innalza di circa 13 metri. Per 20 secondi resta sospeso in aria per poi ridiscendere dolcemente, fra gli applausi, al punto di partenza.

L’elicottero A109
L’importanza dell’A109 nell’evoluzione della tecnologia elicotteristica mondiale è rilevante, non solo perché si tratta del primo elicottero alla cui progettazione, completamente Agusta, ha fatto poi seguito la produzione in serie, ma anche perché si è dimostrato capace di superare la concorrenza conquistando il mercato internazionale e divenendo il punto di riferimento nella sua categoria per numerose applicazioni. L’eccellente combinazione di elevate prestazioni, cura nell’aerodinamica, ampio spazio in cabina, grande flessibilità operativa e affidabilità, costantemente accresciute nel corso dello sviluppo di molteplici versioni, ne hanno decretato questo straordinario successo commerciale fino all’uscita di produzione alla metà degli anni novanta. Centinaia di elicotteri A109 sono stati venduti in diverse versioni in tutto il mondo.

 

Sul sito del Museo all’indirizzo http://www.museoscienza.org/areastampa/elicotteri/ sono consultabili e scaricabili i comunicati stampa, la cartella stampa e le immagini della sezione e dell’inaugurazione.

Con il patrocinio di: Segretariato Sociale Rai.

 

Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci

Fonte :–  www.museoscienza.org

 

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L’ elicottero
File:Chc bell 206.jpg
L’ elicottero è un aeromobile caratterizzato da un’ ala rotante che consente l’atterraggio e il decollo verticali e il volo a punto fisso e velocità nulla.

Leonardo fu il primo a ideare una macchina che potesse volare; osservando il volo degli uccelli aveva pensato ad un congegno in grado di  mantenersi in volo, grazie ad una spirale che doveva essere mantenuta in un continuo moto circolare.  Egli  aveva intuito alcuni principi dell’ aerodinamica, ma non aveva tenuto  conto della controrotazione del corpo, quindi il suo progetto non avrebbe mai potuto funzionare anche perché ai suoi tempi non si disponeva della potenza necessaria al sollevamento del mezzo.
Nel 1754 l’ inventore russo MIKHAIL LOMONOSOV ideò un modello dotato di propulsione autonoma ma anche questo progetto ebbe un esito positivo.
Un passo significativo avvenne dall’ italiano ENRICO FORLANINI nel 1877 che riuscì a far sollevare una piattaforma di Kg. 3,5 fino all’ altezza di 13 mt. utilizzando una caldaia con vapore in pressione.
Questo non fu il primo volo, ma solo il primo esperimento riuscito.
Nel 1906 i due fratelli francesi JACQUES  e LOUIS BREGUET  iniziarono a sperimentare dei profili per pale di elicotteri e nel 1907 realizzarono il “ Gyroplane No .1. “ che si sollevò in aria con il pilota fino ad un’ altezza di 0,6 mt. per un solo minuto; si rivelò comunque un successo anche se non si trattava di un volo libero essendo la macchina volante molto instabile.
Nello stesso anno un’ altro inventore PAUL CORNU, aiutato dal fratello e dal padre, progettarono e costruirono l’ elicottero Cornu, in grado di ospitare un passeggero nel mezzo e dotato di due rotori (parte destinata a rotazione) controrotanti  azionati   da un motore da 24 cavalli.
Il 13 novembre 1907 in Francia, Cornu fu il primo ad effettuare un volo libero, il primo vero volo libero di elicottero con passeggero.
Nel 1930, CORRADINO D’ ASCANIO realizzò un elicottero a rotori coassiali che stabilì il record di altezza ( 17,4 mt.), durata ( 8 minuti e 45 secondi ) e distanza ( 1078 mt.)
Con l’ aereo si era affrontato il problema della controrotazione, risolta con la presenza di ali fisse ed un giusto rapporto fra portanza e velocità; con l’ elicottero si dovette affrontare il problema dell’ avanzare del mezzo in rapporto alla velocità delle pale, per evitare  di ribaltare.  Per riparare questo difetto si modificò il rotore che permetteva ora di cambiare l’ inclinazione delle pale ad ogni giro, in modo da equilibrare la portanza delle pale.
L’ elicottero  possiede un motore aeronautico che muove i rotori, i quali portano in rotazione una serie di ali dette “pale”, le quali muovono l’ aria in modo da far spostare il mezzo per reazione.
Le pale, in realtà non sono orizzontali, ma possiedono un’ inclinazione rispetto al loro piano orizzontale, cosicché quando ruotano possano fendere l’ aria e spingerla verso il basso con maggiore o minore spinta. Questa inclinazione è detta angolo d’ attacco e si può regolare secondo le necessità d’ impiego, con un controllo detto “collettivo”.
Il problema non risolto da Leonardo da Vinci riguarda il moto circolare del rotore, che crea una forte coppia rotazionale in direzione opposta, che deve essere compensata affinché l’ aeromobile possa mantenere una direzione definita.
Per evitare questo moto indesiderato, nella coda degli elicotteri è installato un secondo piccolo rotore detto rotore di coda, le cui pale girano sul piano verticale, per bilanciare la rotazione orizzontale di quelle del rotatore principale.
Il rotatore principale di un elicottero ha la funzione di fornire le forze sostentatrici e propulsive.
La conduzione di un elicottero è completamente differente da quella di un aereo poiché i principi fisici in gioco sono solo parzialmente gli stessi. Nell’ elicottero occorre sempre avere anche una mano per regolare la potenza del motore e l’ inclinazione delle pale quindi occorre coordinare 5 movimenti invece di 3.
Inoltre mentre l’ aereo è stabile, e può proseguire il volo orizzontale da solo, l’elicottero non appena vengono lasciati  i comandi tende a inclinarsi.
I  controlli dell’ elicottero sono: il collettivo, la manetta, il ciclico e la pedaliera.
Il collettivo: controlla l’angolo di attacco delle pale ; la manetta è un semplice acceleratore che consente di controllare il regime del motore; il ciclico è il più sofisticato  ed è il più delicato dei controlli poiché governa la variazione ciclica dell’ angolo di attacco delle pale; la pedaliera aziona tramite leveraggi il rotore di coda.

 

 

ENEA VITALI

STEVEN MUCCIOLI

 

Fonte :Wikipedia

 

 

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